GUARDIA D’ONORE
Registrazione del Tribunale di Roma n° 300/86 del 10/06/1986
C/0553/2011
La Patria, lo stile, l’eleganza, l’onore.
novembre / dicembre 2015
6
SOMMARIO
pag.
NOVEMBRE
-
DICEMBRE
2015
Rivista bimestrale dell’Istituto
Nazionale per la Guardia d’Onore
alle Reali Tombe del Pantheon
Direzione:
00186 Roma - Via della Minerva, 20
Tel. 06.67.93.430
Fax. 06.69.92.54.84
Indirizzo Internet:
www.guardiadonorealpantheon.it
E-mail dell’Istituto:
[email protected]
Dalla Presidenza
1
Lettere al Direttore
6
Quote sociali
6
Avvisi
7
Cronaca delle delegazioni
9
Prossimi eventi
33
Cultura
37
Note liete
45
Necrologi
45
Nuovi iscritti
46
Oggettistica
47
Modulo di domanda di ammissione 48
Direttore Responsabile:
Ugo d’Atri
Le lettere e gli articoli esprimono unicamente le opinioni
degli autori. Proprietà letteraria, artistica e scientifica
riservata. per le riproduzioni anche se parziali, è fatto
abbligo di chiederne preventiva autorizzazione, citarne
la fonte, inviando all’Istituto una copia.
Registrazione del Tribunale di Roma
n.° 300/86 del 10-06-1986
Spedizione in abbonamento postale
Del presente numero di 48 pagine sono state
stampate 3700 copie
Finito di stampare il 9 novembre 2015
Impaginazione e stampa: Co.Art s.r.l.
www.co-art.it
Prevista consegna alle poste il 13 novembre
2015
SOMMARIO
La collaborazione del Direttore
e dei soci è da sempre gratuita e mai può assumere la
forma di lavoro dipendente
o di collaborazione autonoma perché incompatibile
con la natura volontaristica
dell’Istituto Nazionale per la
Guardia d’Onore alle reali
Tombe del Pantheon, di cui
la Rivista è organo.
Fermo quanto precede, la
direzione si riserva di ospitare, in attuazione all’art. 21
della Costituzione, interventi
anche di non soci a titolo
gratuito, riservandosi sempre e comunque il diritto di
apportare tagli e modifiche
ritenute necessarie.
Ogni collaborazione implica
accettazione integrale e senza
riserve di quanto precede.
Hanno collaborato a questo numero:
Riccardo Balzarotti
Ugo d’Atri
Duofino Luigi delle Carri
Valter Giorgio Gentili
Luigi Ghezzi
Roberto Giacalone
Giulio Murano
Giovanni Picco
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
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ALBERGHI CONVENZIONATI
ALBERGO
Albergo Cesàri
Hotel Navona
Hotel Pantheon Inn
Albergo Abruzzi
Fraterna Domus
INDIRIZZO
Via di Pietra, 89/A
Via dei Sediari, 8
Via S. Caterina da Siena, 50
Piazza della Rotonda, 69
Via Monte Brianzo, 62
TELEFONO SINGOLA DOPPIA
06/6749701
105
149
06/68301252
115
95
06/6795187
109
139
06/97841369
99
116
06/68805475
58
90
Avvertenza: alle cifre riportate in tabella si dovrà aggiungere la tassa di soggiorno, che ammonta a
3,50 euro per persona al giorno.
SVIZZERA
Ginevra, 25 – 26 – 27 settembre 2015
Si è celebrato l’annuale Capitolo degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia. Si è svolta l’assise plenaria dei delegati alla presenza del Gran Maestro, S.
A. R. il Principe Vittorio Emanuele di Savoia, del
Presidente del Consiglio, S. A. R. il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, e del Gran Cancelliere, S.
E. Johannes Niederhauser, Cavaliere dell’Ordine Supremo della SS. Annunziata: dalle relazioni è emerso
come molte iniziative sono state assunte unitamente
al nostro Istituto e con la collaborazione generosa dei
suoi Soci. Ha avuto luogo altresì la rimessa protocollare dei diplomi e delle decorazioni dell’Ordine al
Merito di Savoia e dell’Ordine dei Santi Maurizio e
Lazzaro: nel corso della cerimonia S. E. Mons. Paolo
de Nicolò, Reggente dal 1994 al 2012 della Prefettura della Casa Pontificia, è stato insignito del grado
di Cavaliere di Gr. Cr. dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro ed è stato nominato Gran Priore Ma-
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gistrale degli Ordini dinastici. Il Principe Emanuele
Filiberto ha infine illustrato le iniziative adottate a
favore di istituzioni ed enti assistenziali e religiosi e
fra di essi l’Associazione Italiana Assistenti Spastici
di Sicilia, l’Istituto Figlie Canossiane di Varese, la
Fondation du Bocage di Chambery, il Progetto
“Croce Blu” della Sardegna; non sono mancate le
iniziative finalizzate al restauro di opere d’arte, come
quelle del reliquiario di San Fortunato di Pavia,
dell’affresco recante lo stemma del Regno d’Italia a
Noto, della chiesa del Carmine di Milano. L’ultimo
giorno si è svolto il previsto pellegrinaggio all’Abbazia di San Maurizio d’Agauno nel Chiablese, edificata nel 515 d.C. dal Re Sigismondo di Borgogna
ricorrendone pertanto il 1500° anniversario della
fondazione. Divenuto subito luogo di pellegrinaggi e
sede delle cerimonie di incoronazione dei sovrani
burgundi, nel 1032 con il Chiablese transiterà nei
domini concessi a Umberto Biancamano dall’imperatore Corrado II. Con Amedeo III di Savoia si isti-
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tuzionalizzarono i vincoli fra l’Abbazia e la dinastia
sabauda e nel 1245 Amedeo IV riconosceva e confermava all’Abbazia i diritti di cancelleria e notariato. Fin dai primordi l’abbazia fu destinataria di
preziosi doni da parte dei Savoia, fra i quali spiccano
il reliquiario detto di San Maurizio (ricavato da un
antependium che Umberto III di Savoia commissionò
per sostituire una tabula aurea, stimata del valore di
66 marchi di oro fine nel 1150 e donata al padre,
Amedeo III, per finanziare la sua partecipazione alla
Seconda Crociata), il reliquiario dei Figli di San Sigismondo, che nel celebrare il martire, rappresentato
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
a cavallo e nelle vesti di crociato, rimanda a detta degli storici sempre ad Amedeo III, e il reliquiario a busto di San Candido, che custodisce un copri-capo di
seta appartenente al comes crociato, deceduto nel
1148 a Cipro. Nel 1557 il duca Emanuele Filiberto
di Savoia donerà all’Abbazia quale ex voto per la vittoria di San Quintino una splendida statua equestre
di San Maurizio: oggetto di oreficeria in argento
(parte sbalzato e parte fuso) mostra il martire con
l’armatura e munito di lancia su un cavallo coperto
da una gualdrappa di parata. Nel 1973 Umberto II,
ricorrendo il quarto centenario dell’istituzione dell’Ordine di Santi Maurizio e Lazzaro, vi celebrerà un
solenne convegno degli insigniti e farà coniare per
l’occasione una medaglia commemorativa. Il Principe Vittorio Emanuele di Savoia dopo la riforma degli Statuti dell’Ordine per diversi anni ha voluto
che la parte conclusiva dei Capitoli annuali si svolgesse nell’Abbazia e così è stato nella ricorrenza dei
1500 della fondazione. Il solenne rito, esaltato dalla
corale polifonica della Madonna del Pilone, è stato
officiato dal nuovo Gran Priore, assistito da numerosi sacerdoti insigniti in abito corale: con il Gran
Maestro sono intervenute le LL. AA. RR. la Principessa Marina, la Principessa Maria Pia e il Principe
Sergio di Yugoslavia, e il Gran Cancelliere: numerosi
i Soci dell’Istituto presenti alle cerimonie del Capitolo e fra di essi molti delegati provinciali e ispettori
regionali.
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ISTITUTO NAZIONALE PER LA GUARDIA D’ONORE ALLE REALI TOMBE DEL PANTHEON
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Al Presidente
Ist. Naz. Guardia d’Onore
alle Reali Tombe del Pantheon
Via della Minerva 20
ROMA
e p.c. a tutti i Delegati
OGGETTO: CONCESSIONE DEL LOGO UFFICIALE DELLE COMMEMORAZIONI DEL
CENTENARIO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
caro Presidente,
il Centenario della Grande Guerra viene commemorato da noi, oltre a iniziative e partecipazioni
locali, con una grande mostra documentale itinerante ideata e realizzata da questo Istituto.
Le commemorazioni e l’offerta della mostra si prolungheranno fino alla fine del 2018.
E’ quindi una grandissima, forse irripetibile, occasione per dare visibilità in modo chiaro, apolitico e
storico al nostro Istituto.
La mostra è già stata esposta in numerose città:
27 Novembre-11 Dicembre 2014 PARMA, Chiostro San Giovanni Evangelista
7-22 Gennaio 2015 REGGIO EMILIA, Palazzo Comunale, Festa del Tricolore
24 Gennaio-7 Febbraio 2015 TERAMO, spazi espositivi Torre Bruciata
9-22 Febbraio 2015 REGGIO EMILIA Liceo Classico Ariosto
2 Febbraio-15 Marzo 2015 BOLOGNA Quartiere Santo Stefano, sale espositive del Barracano
19-30 Marzo 2015 BIELLA, Palazzo della Provincia, Salone il Cantinone, via Quintino Sella
4-10 Maggio 2015 RIMINI 63°Raduno Naz. Bersaglieri
12-25 Maggio 2015 MILANO, Militalia, Parco Esposizioni Novegro
30 Maggio-14 Giugno 2015 PADOVA, Museo Storico della 3^ Armata, v. Altinate, Palazzo Camerini
20-28 Giugno 2015 ALESSANDRIA, castello di Piovera
5 - 23 Agosto 2015 MAENZA LT, Castello baronale
29 Agosto-6 Settembre 2015 CESENA, Ippodromo, via G. Ambrosini
11-18 Aprile 2015 CROTONE Palazzo Barracco
16-24 Maggio 2015 UDINE, Castello, Celebrazioni 24 Maggio
8-15 Agosto 2015 MASSA MARTANA PG
28 Agosto-6 Settembre 2015 VITERBO, Sala Anselmi, via Saffi
9-10 Maggio 2015 CUMIANA TO Cumiana Model Festival
1 Giugno-30 Luglio 2015 LA SPEZIA, Museo Tecnico Navale della Marina Militare
12-27 Settembre 2015 VIGATTO, PR, Villa Meli Lupi, strada Martinella 326
19-20 Settembre 2015 BOLOGNA, Ippodromo Arcoveggio, via dell’Arcoveggio
29 Settembre-10 Ottobre 2015 ROMA Circolo Ufficiali delle Forze Armate d’Italia, via XX Settembre n.2
19-30 Ottobre 2015 RAVENNA, Museo del Risorgimento
1-15 Novembre 2015 CERIGNOLA, FG, Area Museale
15-30 Novembre 2015 SAN SEVERO, FG, Teatro Comunale G.Verdi
1-15 Dicembre 2015 FOGGIA, Biblioteca Provinciale "Magna Capitana
10-11 Ottobre 2015 CIVITAVECCHIA, Hotel San Giorgio, Congresso Internaz. Garibaldino
26 Ottobre-4 Novembre 2015 LA SPEZIA, Istituto Professionale Einaudi (in corso di definizione)
12-24 Ottobre 2015 MESSINA, Lega Navale Italiana, Via Consolare Pompea, 244
30 Ott-15 Novembre 2015 CAMPOBASSO, Circolo Sannitico, interno Palazzo Prefettura
20-29 Novembre 2015 PIACENZA, Salone dei depositanti, Palazzo Galli, Banca di Piacenza
17-30 Novembre 2015 PESCARA
Un catalogo in grande formato della mostra di ottima fattura è da tempo disponibile.
Questo catalogo è stato consegnato da me alle Loro Altezze i Principi Vittorio Emanuele ed
Emanuele Filiberto a Ginevra; il Sottosegretario Alfano ha visitato la mostra al Circolo Ufficiali a
Roma e richiestone copia; numerosi Prefetti e Comandi Militari hanno plaudito all’iniziativa.
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GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
ISTITUTO NAZIONALE PER LA GUARDIA D’ONORE ALLE REALI TOMBE DEL PANTHEON
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È quindi gran piacere e soddisfazione comunicare che si è concluso, dopo specifica e
documentata mia richiesta, l’iter per la concessione del logo ufficiale delle celebrazioni alle
nostre iniziative, come riporto sotto:
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Dott.ssa Mariasilvia Tarsia
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Non devo certo spiegare perché la concessione del LOGO sia un traguardo e un
riconoscimento importante, che comporta regole precise di comunicazione e limitatamente
alle iniziative riportate, ma spero che serva a moltiplicare l’esposizione nei luoghi dove non
è ancora stata proposta questa serie di iniziative: Comuni, scuole, musei, aree pubbliche,
aree private, banche, fondazioni, manifestazioni sportive, circoli, club.
L’augurio è che tutte le Delegazioni ne sappiano approfittare; ne parlino, ne propongano e
diffondano l’iniziativa ed il dignitosissimo catalogo, lancino ponti di collaborazione e di
visibilità con altre entità del territorio, senza titubanze, senza paure.
Un saluto a te e a tutti, e buon lavoro,
Riccardo Balzarotti
La Spezia, 9 Ottobre 2015
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
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LETTERE AL
DIRETTORE
Carissimo Ugo,
come sempre ho letto con “avidità” la nostra rivista.
La mia attenzione in questo triste momento è caduta
sul tuo necrologio in onore di Sergio Boschiero, che
come tutti noi sinceri monarchici sappiamo, ci ha
purtroppo lasciato.
Ammetto che leggendo le tue parole mi sono rivisto
in gioventù quando alle bellissime manifestazioni attendevamo il suo parlare che entusiasmava il cuore
di noi giovani che ci sentivamo fieri di appartenere
al Fronte Monarchico Giovanile, uniti per una Patria
migliore e con lo sguardo e la devozione rivolti verso
il nostro amato Re, ma questa è la vita e la più onestà eredità che si può lasciare è il ricordo di essersi
comportati da signori, peccato che uomini così ce ne
sono sempre meno.
Al grido “Avanti Savoia” mi complimento e ti mando
un sincero abbraccio.
Valter Giorgio Gentili
Ciro Romano
QUOTE
SOCIALI
AMMISSIONE .............................................................100 Euro (senza fascia e cravatta/foulard)
.....................................................................................150 Euro (con fascia e cravatta/foulard)
RINNOVI ANNUALI ................................................... 50 Euro (sostenitori oltre i 50 euro)
PER EFFETTUARE IL PAGAMENTO UTILIZZARE LE SEGUENTI MODALITÀ
Istituto Nazionale per la Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon
Conto corrente postale: 59325001
Bonifico: Poste Italiane
codice IBAN: IT 08 D 07601 03200 000059325001
codice BIC: BBBIITRRXXX
SOCI BENEMERITI
E SOSTENITORI
Campanella Emidio
Ceppatelli Massimo
Chiovitti Domenico
Ciszek Grzegorz
Coda di San Grato Andrea
6
Colacci Gianluca
Colacci Giovanni
Danhof Ivan Edward
De Murtas Enrico
Fonsato Pietro Paolo
Fraser Mabel Edilia
Ierardi Eric
Ilardi Marco
Marandino Pasquale
Mazzola Gaspare
Mc Connell Annette
Monticone Pietro
Porcari Sergio
Tomaino Giovanni
Zambito Antonino
Zinni Gabriel J.
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
AVVISI
PENSIONI. PEREQUAZIONE SI,
PEREQUAZIONE NO, PEREQUAZIONE... FORSE.
Come è noto la sentenza della corte costituzionale n.
70 del 2015 ha giudicato incostituzionale il blocco
della rivalutazione delle pensioni, per gli anni 2012
e 2013, prevista dalla l. 448/98 e di cui alla c. d.
legge Fornero, la quale è stata conseguentemente
abrogata per lesione degli artt. 36 e 38 della costituzione sui profili di carenza dei requisiti di proporzionalità e adeguatezza dei trattamenti pensionistici, soprattutto per le pensioni di importo superiore
a tre volte il trattamento minimo inps.
L’abrogazione della legge Fornero consente ad oltre
quattro milioni di pensionati di esigere il credito
spettante dalla rivalutazione. bloccata ingiustamente per ben due anni e ad esigere, vita durante, il
ricalcolo e la rivalutazione della propria pensione secondo il criterio di perequazione previsto dalla l.
388/2000.
Il governo con il d. l. n. 65/2015 è pesantemente intervenuto limitando il diritto alla rivalutazione delle
pensioni, in particolare prevedendo che, per le pensioni superiori ad € 2.810,00 lordi, non sussista alcun adeguamento.
La pretesa del governo è infondata sul piano giuridico in quanto non è consentito che un d. l., ovvero
la legge di conversione, possa oggi incidere su un diritto retroattivamente riconosciuto ed entrato nel
patrimonio dei pensionati, soprattutto laddove i criteri di adeguamento sono del tutto riduttivi e non remunerativi del maltolto, il quale è stato, giustamente, ritenuto incostituzionale.
Pertanto sono state avviate le procedure amministrative nei confronti dell’inps per ottenere il ricalcolo
della pensione, oltre che la rivalutazione monetaria e
gli interessi di legge, attraverso l’iniziale trasmissione,
da parte dei pensionati, della lettera di richiesta, alla
sede inps territorialmente competente, a mezzo di una
racc. a/r, di rivendicazione del diritto leso e di contestuale interruzione dei termini di prescrizione.
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
La classica raccomandata con ricevuta di ritorno
consente di avere la certezza giuridica e materiale di
trasmissione della volontà di rivendicare il recupero
della perequazione riconosciuta dalla soprarichiamata sentenza della corte costituzionale.
È necessario che ciascun pensionato assuma l’iniziativa di ricorrere anche collegandosi con i colleghi
di categoria affinché la reazione contro il sopruso ordito dal governo si allarghi e prenda corpo in termini
di sicura ed estesa consistenza.
Soltanto a fronte di un ampio numero di ricorrenti,
nell’ordine delle decine di migliaia di pensionati ricorrenti si potrà avere la ragionevole certezza che il
governo riesamini la possibilità di rivedere al rialzo
i termini del rimborso, costituzionalmente dovuto, in
particolare se le competenti commissioni parlamentari risulteranno adeguatamente stimolate dalla forza
dei numeri.
La procedura legale che ciascun ricorrente dovrà attivare è necessaria al fine di predisporre il seguito
amministrativo laddove l’inps decida di rispondere
o meno all’istanza di cui sopra.
Qualora si formi il silenzio-rifiuto da parte dell’inps,
decorsi inutilmente 120 giorni dalla domanda di
cui sopra, nei successivi 90 giorni si potrà ricorrere,
sempre in sede amministrativa, previa compilazione
del conteggio della rivalutazione spettante, a mezzo
di ricorso con predisposizione ed inoltro telematico
presso ciascuna sede inps territorialmente competente.
Nel caso in cui anche il ricorso amministrativo fosse
respinto, nei successivi 90 giorni, dovrà essere proposto ricorso giudiziario, per le pensioni di carattere
privato presso le sedi dei diversi tribunali del lavoro,
mentre per le pensioni pubbliche la competenza ricade presso le sedi regionali della corte dei conti.
In sede di preparazione dei ricorsi andrà nuovamente evidenziata l’ulteriore incostituzionalità del
decreto legge n. 65/2015 e della relativa legge di
conversione tenuto conto del differenziale economico del valore della pensione che si ricava agevolmente raffrontando i termini percentuali di ricalcolo
7
perequativo di cui alla scheda riassuntiva riportata
nel riquadro.
Il costo della rivendicazione per le casse dello stato
risulta essere molto elevato e, quindi, la possibilità
di affermazione del sacrosanto diritto alla piena perequazione delle pensioni, nei termini e modalità stabiliti dalla corte costituzionale, è certamente legata
al numero dei ricorsi che risulteranno pendenti e di
fronte ai quali i pubblici poteri, secondo un banale
criterio di mera convenienza, decideranno se voler
soddisfare o meno, in relazione alla pressione giudiziaria e mediatica intorno ad un problema che ap-
8
pare essere di vera e sostanziale giustizia sociale.
Ci auguriamo che i pensionati insorgano compatti e
molto numerosi contro l’ingiusta norma che ne ha
defraudato, nuovamente, il diritto al godimento delle
meritate pensioni, con un metodo arrogante e punitivo,
a fronte del quale la reazione deve essere ferma e
composta, ma ben organizzata ed incisiva, affinché risulti ben chiaro, che essi non intendono rinunciare all’affermazione piena dei loro sacrosanti e sudati diritti.
G. D’O. Dott. Avv. Giulio Murano, Cassazionista,
Foro di Roma
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
CRONACA DELLE
DELEGAZIONI
AOSTA
Montpellier, 11 settembre 2015
Le Guardie d’Onore Mauro GASPARINI e Ivana
Emilia NORDERA, della delegazione di Aosta,
hanno prestato servizio volontario presso la Tomba
provvisoria della Regina Elena di Savoia.
tadine accompagnata dalla Fanfara della 1a Regione
Aerea, e con la presenza in prima fila della bandiera
delle Guardie d’ Onore di Asti.
È seguita la deposizione della corona d’alloro al Monumento ai Caduti di tutte le guerre e delle missioni
di pace e Santa Messa al campo.
Guardie d’Onore presenti: Nello Scrimaglio – Alfiere,
Ettore Cavalleri, Ivano Gavazza.
27 settembre 2015
La Delegazione provinciale ha partecipato, su invito
del Delegato di Asti dell’Associazione Nazionale Insigniti Ordini Cavallereschi, Gran Uff. Giuseppe
Scaletta, Guardia d’Onore di Asti, alla solenne cerimonia per la XV Festa provinciale dell’A. N. I. O. C.,
a cui diverse Guardie di Asti aderiscono, tenutasi
presso l’Insigne Collegiata San Secondo di Asti.
La Santa Messa è stata concelebrata dal Cav. Prof.
Don Augusto Piccoli, consulente spirituale nazionale
vicario dell’Associazione, alla presenza di molti fedeli e autorità.
È seguito il pranzo sociale presso il ristorante “La
Grotta” di Asti.
Guardie d’Onore presenti: Giovanni Triberti – Delegato, Antonio Ambrosino – Alfiere, Federico Bollito
– Alfiere, Giulio Cesare Saracco, Osvaldo Dezzani,
Mons. Giuseppe Gallo, Ivano Gavazza, Luigi Caroli,
Michela Morreale.
ASTI
Caraglio, Cuneo, 20 settembre 2015
La Delegazione provinciale ha partecipato, su invito
dell’Associazione Arma Aeronautica, Sezione di Cuneo, alla cerimonia di intitolazione del Largo Dutto
Paolo Angelo Capitano Pilota (medaglia d’oro al V.
A.) e di inaugurazione del Monumento ai Caduti
Aviatori della Provincia di Cuneo.
La cerimonia è iniziata con la sfilata per le vie citGUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
4 ottobre 2015
Si è svolta nella Cappella del Seminario di Asti, una
solenne cerimonia per la consegna dell’assegno di
€ 3.500, frutto della sottoscrizione promossa dal
Comm. Giovanni Triberti, Delegato provinciale dell’Istituto, Presidente della Sezione di Asti dell’U. N.
I. R. R. (Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia) e Vice presidente Nazionale dell’U. N. I. R. R.
a favore del Seminario della Diocesi di Asti.
La raccolta fondi è stata indetta per aiutare negli studi
i giovani seminaristi che vogliono intraprendere il
cammino sacerdotale e per sostenerli nella formazione
al sacerdozio, vista la scarsità di vocazioni al giorno
d'oggi e la mancanza, in molte realtà, di sacerdoti.
9
Alla sottoscrizione hanno aderito le Guardie d’Onore,
gli associati dell’U. N. I. R. R. e numerosi benefattori.
La Santa Messa è stata celebrata da Mons. Vittorio
Croce, Vicario generale della Diocesi di Asti, Professore Universitario, teologo, Direttore della Gazzetta d’Asti, scrittore di libri (l’ultimo sulle origini di
Papa Francesco) e allietata dai canti sacri eseguiti
dalla Dr.ssa Paola Nebiolo, mezzosoprano e Guardia
d’Onore di Asti, dal tenore geom. Guido Giovanella
e accompagnati al pianoforte dalla prof.ssa Alessandra Silvano.
Il Comm. Giovanni Triberti ha portato i saluti ai numerosi presenti del Prefetto di Asti Dr. Paolo Ponta,
del Vice Prefetto Dr. Arnaldo Agresta e del Sindaco
di San Paolo Solbrito Dr. Carlo Alberto Goria, tutte
Guardie d’Onore di Asti, e ha letto i messaggi pervenuti dal Presidente dell’Istituto, Cap. di Vasc. Dr.
Ugo d’Atri e dal Presidente Onorario di Asti dell’U.
N. I. R. R. Generale di Divisione dei Carabinieri Dr.
Carlo Chierego.
Durante la celebrazione sono stati raccolti ulteriori
€ 200 dai fedeli presenti.
La cerimonia si è conclusa con le letture delle preghiere delle Guardie d’Onore e dell’U. N. I. R. R. da
parte delle Crocerossine di Asti.
Al termine della Santa Messa è stato consegnato
l’assegno e sono stati letti i nominativi dei benefattori che con le loro offerte hanno contribuito al buon
esito dell’iniziativa.
Ha portato i suoi saluti il prof. Don Marco Andina,
Legale rappresentante del Seminario, Referente per
i Seminaristi, Delegato Vescovile per l’evangelizzazione e la catechesi e per il diaconato permanente e
docente S. I. T. in Alessandria.
È seguita una riunione conviviale presso il ristorante “Ciabot del Grignolin”.
Hanno presenziato alla cerimonia: l’Assessore Pietro
Trinchero in rappresentanza del Sindaco di Valfenera
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Dr. Paolo Lanfranco, il Dirigente della Digos di Asti
Commissario Capo Dr. Luca Franchi, l’Ispettore
Capo della Digos Antonio Lilliu, il Comandante
della Stazione Carabinieri di Costigliole Maresciallo
Capo Michele Sarcinelli, il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Riva di Chieri Maresciallo
Capo Francesco Agnusdei, il Maresciallo Capo dei
Carabinieri di Torino, Servizi Speciali, Umberto
Montani, il Brigadiere della Guardia di Finanza di
Asti Marcello Dezani, il Tenente della Guardia di Finanza a riposo Nello Scrimaglio, i Tenenti di Vascello
a riposo Nello Ghione e Vincenzo Palermo, l’Ispettrice della Croce Rossa di Asti Sorella Teresa Marciano e la Vice Ispettrice Sorella Lucia Portioli, le
Guardie d’Onore della Delegazione di Asti con labaro
e bandiere, gli associati dell’U. N. I. R. R. di Asti con
il labaro, le Guardie d’ Onore della Val Maira rappresentate da Milo Ferrua e Walter Ravera, l’U. N.
I. R. R. di Cuneo con il Vice Presidente Ettore Cavalleri, l’Associazione Carabinieri di Costigliole con
il Presidente Giancarlo Garbin, l’Associazione Artiglieri di Asti con il Presidente Cav. Giovanni Maccagno, l’Associazione Arma Aeronautica con il Vice
Presidente Luigino Barbero.
Guardie d’Onore presenti: Giovanni Triberti – Delegato, Marco Berruti – Alfiere, Roberta Tomasini – Alfiere, Federico Bollito – Alfiere, Severino Agagliati –
Alfiere, Umberto Montani – Alfiere, Corrado Rustichelli – Alfiere, Andrea Ponzone – Alfiere, Mons. Vittorio Croce. Romolo Triberti, Greta Podavini, Lucia
Portioli, Michela Morreale, Viviana Cornaggia, Arnaldo Cornaggia, Luigi Gentile, Ettore Cavalleri,
Paolo Quaglio, Nello Scrimaglio, Antonio Lilliu, Michele Sarcinelli, Chiara Di Nunzio, Giancarlo Bussi,
Luigi Caroli, Francesco Agnusdei, Giuseppa Oddo,
Paola Nebiolo, Mario Bassignana, Maurizio Mussano, Marcello Dezani, Osvaldo Dezzani, Francesco
Biondi, Nello Ghione.
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
BARI
Terlizzi, 5 giugno 2015
Alla presenza del Parroco dell’Immacolata Don Roberto De Bartolo, del Sindaco del Comune di Terlizzi
dott. Ninni Gemmato, della dott.ssa Livia Pomodoro,
Presidente del Tribunale di Milano e rappresentante
della Famiglia del S. Ten. Pilota Giovanni Pomodoro, dell’avv. Maria Cagnetta Assessore alla Cultura
e Pari Opportuna, del Brigadiere Generale Giuseppe
Genchi, Presidente Associazione Arma Aeronautica
della Regione Puglia, del Magg. De Chirico Michele,
Presidente Associazione Arma Aeronautica Sezione
di Terlizzi, delle Autorità Militari e Civili, Associazioni Combattentistiche e d’Arma con la partecipazione dei ragazzi delle Scuole del Comune di Terlizzi
e le Guardie d’Onore della Provincia di Bari, ha
avuto luogo in Corso Dante la benedizione della
targa lapidea e deposizione di una corona d’alloro
alla memoria del S. Ten. Giovanni Pomodoro con l’esecuzione dell’Inno Nazionale.
La cerimonia è stata caratterizzata da una grande
commozione dei partecipanti.
Presenti alla cerimonia il delegato Oronzo Cassa
con il labaro della delegazione provinciale di Bari e
le Guardie d’Onore Cav. Giuseppe Barione, Vincenzo Parato, Giuseppe Altino, Sergio Ragno, Marta
Nevola, Damiani Sisto, Nicolò Rutigliani, Nunzia
Tarantini, Prof. Gaetano Minenna e Cav. Renzo Gigante.
Il Delegato Provinciale dopo la cerimonia ha ricevuto
dal Sindaco del Comune di Terlizzi per un ringraziamento per la partecipazione delle Guardie d’Onore.
BOLOGNA
20 settembre 2015
Nella ricorrenza del Centenario della Grande Guerra
l’Ispettorato dell’Emilia Romagna del nostro Istituto,
d’intesa con Hippogroup che gestisce, fra gli altri, gli
ippodromi di Bologna e Cesena, ha voluto ricordare
e celebrare di fronte ad un vastissimo pubblico il valore degli italiani e l’insostituibile ruolo dei cavalli,
asini e muli nel conflitto, in due luoghi nei quali il cavallo è la solo ragione di esistere.
All’ippodromo di Cesena, in occasione delle corse fra
le quali il Campionato Europeo di trotto, dal 29
agosto al 5 settembre è stata esposta la mostra dei 34
pannelli realizzati dal nostro Istituto.
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
Nell’area dell’esposizione si stima che nel periodo
siano transitate 15 mila persone.
All’ippodromo Arcoveggio di Bologna, il 20 settembre in occasione del Gran Premio Continentale, oltre alla Mostra, abbiamo voluto che nella memoria
degli oltre 6 mila presenti restasse un’immagine vivente dell’esercito italiano dell’epoca.
Abbiamo ottenuto la presenza del Reggimento Artiglieria a cavallo di stanza a Milano in uniforme storica che con 12 cavalli, un cannone ed un adeguato
numero di soldati ha simulato un intervento del
conflitto.
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Ha poi sfilato un gruppo di Alpini della Sezione A.
N. A. di Vittorio Veneto – Reparto Salmerie al comando di Luca Zanette con muli someggiati con basti ed attrezzature originali utilizzate al fronte, preceduto da un alfiere con bandiera sabauda spiegata.
Infine un gruppo di cavalli di razza T. P. R. e di asini
stalloni hanno ricordato al pubblico l’origine del
mulo. Una banda musicale ha intonato per l’intero
pomeriggio brani attinenti la Grande Guerra.
Per il nostro Istituto erano presenti: Dionigi Ruggeri,
Riccardo Balzarotti, Arturo e Benilde Menghi Sartorio, Serena Savorani, Raffaele Galliani, Emilio Manzini, Riccardo Rubbiani, Fabio Zani, Dario Mingarelli e Patrizio Galliardi.
Un vivissimo ringraziamento al presidente dell’Hippogroup Ing. Tommaso Grassi che ha ospitato e reso
possibile gli eventi citati ed ai suoi collaboratori Dr.
Marco Rondoni ed Attilio Pettazzoni.
Nulla sarebbe potuto accadere senza la generosa e
fattiva collaborazione della Dottoressa Savina Sabattini, anima dell’Hippogroup.
Particolare gratitudine dell’I. N. G. O. R. T. P. al Comandante del Reggimento Colonnello Luigi Franchini, al Colonnello Gabriele Giusti ed al 1° Mar lgt
Amerigo Fiore ed ai Colonnelli Antonio Vecchio e Fabrizio Ghiretti dello Stato Maggiore C. M. E. Emilia
Romagna, al Generale Danilo Zironi, al Dottor Alberto Minardi presidente dell’Associazione Allevatori
di Asino Romagnolo ed ai proprietari di cavalli ed
asini che hanno preso parte alla manifestazione.
BRESCIA
Passo Paradiso, 23 agosto 2015
Il Delegato e l’Alfiere Emilio Cotti Cometti hanno
partecipati alla 38° Festa della Fratellanza italo-austriaca.
Passo del Tonale, 3 ottobre 2015
Le Delegazioni di Brescia e Bergamo, con il patrocinio e contributo del Rotary Club Iseo – Lovere –
Breno, hanno organizzato la cerimonia commemorativa per il centenario dell'entrata dell'Italia nella
Grande Guerra al Sacrario Militare del Tonale.
Il ripudio della guerra è il principio fondante di ogni
società civile, ma l’Italia ha vissuto più volte questa
tragica esperienza, pertanto abbiamo inteso non festeggiare l'inizio della Grande Guerra bensì ricordare
ed onorare tutti i Caduti che fecero esclusivamente
il loro dovere con spirito di sacrificio e con splendido
amor di Patria, “non per timore di pena o speranza
di ricompensa”.
25 Settembre 2015
Si è tenuta presso il circolo Sottufficiali dell'Esercito
la Messa per celebrare il rimpatrio dei resti mortali
mineralizzati di alcuni soldati caduti nel 1944 ad
Amburgo, ove erano prigionieri, durante un bombardamento Alleato. Le Spoglie sono state custodite
fino al rimpatrio presso il Cimitero di Amburgo.
Presenti alla cerimonia i famigliari dei Caduti e le
Associazioni Combattentistiche d’Arma, fra le quali
le Guardie d'Onore, l’Istituto del Nastro Azzurro,
l’Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna,
l’Associazione Nazionale Bersaglieri, l’Associazione
Nazionale Marinai d’Italia, l’A. N. P. I.
Al termine della Cerimonia, i Resti dei Caduti, unitamente ai documenti a Loro appartenuti e rinvenuti in
Germania, sono stati consegnati ai famigliari dal Comandante della Regione Militare Emilia Romagna.
A rendere gli Onori Militari, presente anche un picchetto di Lancieri.
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GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
Il conflitto che dal luglio 1914 al novembre 1918 ha
dilaniato l’Europa è stato chiamato “Grande
Guerra” per l’alto numero di popoli coinvolti (ben
12), i milioni di combattenti che quotidianamente si
sono battuti sugli opposti schieramenti con inusitata
asprezza, il gran numero di caduti (oltre 8 milioni)
che si sono contati tra i Paesi belligeranti al termine
delle ostilità. Tale spaventosa cifra fu il frutto dell’introduzione della coscrizione obbligatoria e dell’uso di armi sempre più micidiali.
Per noi Italiani, in guerra dal 24 maggio 1915 fino
alla Vittoria di Vittorio Veneto (3 novembre 1918),
la Grande Guerra ha rappresentato la “IV Guerra
d’Indipendenza” in quanto consentì di portare a
compimento il disegno risorgimentale avviato circa
un secolo prima. L’Italia, seppur pagando un tributo
altissimo (circa 650.000 Caduti), poté completare
l’unificazione nazionale coronando l’aspirazione di
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
portare i confini statuali a coincidere con quelli naturali: linguistici, storici e geografici.
In Valle Camonica – “la Guerra Bianca in Adamello”
- fu combattuta ad oltre 3.000 metri di quota tra piccoli reparti e tra pochi uomini, ma fu soprattutto lotta
contro le insidie e le tremende difficoltà naturali.
Dopo la Santa Messa celebrata alla Chiesa del Tonale
da Mons. Franco Corbelli – Prevosto di Breno – e
Don Tiberio Cantaboni – Assistente Spirituale della
Delegazione di Bergamo – si è proceduti in schieramento verso il Sacrario Militare del Tonale, accompagnati dalle note dell'Inno degli Alpini magistralmente eseguito dal Corpo musicale di Pezzo, ove è
stata deposta la corona d'alloro e sono stati resi gli
onori ai Caduti da parte del nostro Presidente Comandante Dott. Ugo d'Atri, dal Presidente del locale
Rotary Dott. Francesco Serioli, dal Sindaco di Ponte
di Legno Sig.ra Aurelia Sandrini, dal Comandante la
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Compagnia dei Carabinieri di Breno Magg. Salvatore
Malvaso, dal Generale degli Alpini Santo Chichi.
Presenti il Consultore Stefano di Martino, gli Ispettori nazionali Sandro Pierato e Alberto di Maria, l'Ispettore per la Lombardia Eugenio Longo, la Dama
Franca Sciaraffia, circa 40 Guardie d'Onore che
hanno accompagnato i Labari nazionale, di Brescia, di Bergamo, di Milano, di Cremona, di Verona
ed i gagliardetti dei locali gruppi alpini.
Ci si è quindi trasferiti, per la conviviale, a Vezza
d'Oglio presso il Ristorante “La Sosta dei Sapori”
ove gli oratori hanno commemorato ufficialmente la
Grande Guerra rendendo doveroso omaggio agli uomini valorosi, senza discriminazioni fra le parti in
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lotta, ai soldati dello stesso ceppo montanaro che si
fronteggiarono per quasi quattro anni, chiamati dal
senso del dovere ad assolvere un compito arduo ed
ingrato, battendosi in silenzio per la propria causa,
con la tenacia e la modestia che sono caratteristiche
di tutta la gente di montagna. Alpini e Kaisejäger
scrissero pagine toccanti, in cui al valore puramente
militare si aggiunse quello di straordinarie esperienze alpinistiche e di vita in alta montagna, in
condizioni difficilmente concepibili oggi a cent’anni
di distanza.
L’Italia fu sottoposta alla prima grande prova della
sua giovane storia (iniziata per iniziativa di Casa Savoia solo nel 1861). Poteva essere spazzata via invece
resistette. Dimostrò di non essere soltanto “un nome
geografico”, come credevano gli Austriaci, ma una
nazione. La memoria ci aiuta a ricordare chi siamo,
su quali sofferenze si fondano la nostra indipendenza, la nostra libertà, il nostro benessere, per
quanto declinante; e può essere utile a ritrovare la
consapevolezza di noi stessi e la speranza in un avvenire che non è segnato né dal bene né dal male, ma
dipende soprattutto da noi.
È innegabile d’altra parte che si sta vivendo un’epoca
storica fatta da sprechi, dissipazioni, corruzione,
malcostume e malversazione in cui la gente perbene, ed è molta, anzi i più, con dignità, onestà e silenziosamente, forse troppo silenziosamente, conduce una vita sobria fatta di lavoro e di valori;
un’epoca storica in cui la gente perbene si trova a disagio, non la riconosce come propria. Così è assai
probabile che i giovani combattenti e i tanti Caduti
della Grande Guerra non si riconoscerebbero nell’attuale nostra Italia. Gli immani sacrifici che i nostri soldati, i nostri alpini, sopportarono, animati dal
senso del dovere e non certo dall’odio, sulle nostre
montagne ci hanno consegnato una Patria libera, ma
soprattutto con il loro esempio ci offrono ancor oggi
un motivo di speranza anche nei momenti bui e difficili; la speranza che alla fine la forza delle idee e dei
valori morali, del sincero amor di Patria, prevarrà e
che se ce l’hanno fatta loro, potremo, anzi dovremo,
farcela anche noi.
E questa speranza è stata colta al Passo del Tonale
in cui gente di montagna, montanari bresciani e
bergamaschi si fronteggiarono, per oltre 3 anni, ad
oltre 3 mila metri d’altezza, con montanari austroungarici. Si combatterono aspramente e tenacemente, scevri da odio, ma animati solo dal senso del
dovere e dell’onore, dall’amore per la propria Patria.
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
CATANIA
17 – 19 luglio 2015
In occasione della mostra-concorso internazionale di
modellismo, dedicata quest’anno al centenario della
Grande Guerra, la G. d’O. Cav. O. SS. M. L. Vincenzo Arnone ha esposto la sua collezione personale.
La delegazione ha concesso in prestito la propria
bandiera stemmata per essere esposta tra alcuni cimeli.
Misterbianco, 11 settembre 2015
Nella suggestiva cornice offerta da “La Quercia del
Duca” si è tenuta la presentazione del libro “PICCOLO GRANDE RE – Vittorio Emanuele III –
Un’altra storia”, scritto dalla Guardia d’Onore Dott.
Guglielmo Bonanno di San Lorenzo. L’incontro è
stato patrocinato dall’Istituto, dall’Associazione Nazionale Arma di Cavalleria, dall’Istituto Internazionale di Diritto Nobiliare, Storia ed Araldica, dal
Pontificio Ateneo Regina Apostolorum e dall’Accademia Italiana Cerimoniale, Immagine e Comunicazione.
Alla presentazione hanno partecipato, tra i numerosi
ospiti, anche molti rappresentanti delle Delegazioni
di Enna e di Catania. La nota giornalista e moderatrice dell’incontro, Dott.ssa Lella Battiato Maiorana
Gravina, ha introdotto i relatori Prof. Avv. Emilio Petrini Mansi della Fontanazza, del Pontificio Ateneo
Regina Apostolorum di Roma ed il Prof. Dott. Francesco Raneri, dell’Università di Catania, che hanno
parlato rispettivamente della genealogia e dell’educazione di S. M. il Re Vittorio Emanuele III.
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
L’autore ha invece ripercorso alcuni dei periodi e
delle circostanze più significative della nostra storia
nazionale, analizzando con dati di fatto e prove documentali, le posizioni assunte dal nostro Re, anche
durante il ventennio fascista e nel contesto dell’emanazione delle leggi razziali, riuscendo a coinvolgere il pubblico presente, che lo ha più volte applaudito nel corso della sua esposizione. Su richiesta
della moderatrice, il Dott. Guglielmo Bonanno di San
Lorenzo ha anche descritto alcuni aneddoti, per lo
più sconosciuti, della vita di S. M. il Re Vittorio
Emanuele III, delineandone pertanto, con precisione, l’aspetto umano, prima ancora di quello istituzionale.
Molto vivo l’interesse dei presenti, che hanno formulato numerose ed interessanti domande all’autore,
dandogli quindi modo di approfondire alcuni argomenti trattati nel suo libro. In particolare l’autore,
parlando in maniera assolutamente distante dalla
politica, ha sottolineato il suo desiderio che questo libro possa rappresentare per tutti, ma soprattutto per
i giovani, un elemento di riflessione, come pure di
paragone con tutto ciò che finora è stato scritto,
spesso in forma inesatta, sul conto di S. M. il Re Vittorio Emanuele III, per far sì che nel lettore si sviluppi finalmente un proprio e personale giudizio sul
terzo Re d’Italia, invece di quello finora forzatamente somministrato dalla cosiddetta storiografia ufficiale.
Al termine dell’incontro è stato offerto un cocktail
agli ospiti presenti.
COSENZA
Amantea, 12 giugno 2015
Presso la Parrocchia di San Biagio (ex Duomo) la delegazione provinciale, in occasione dei solenni festeggiamenti patronali in onore di Sant’Antonio da
Padova, ha preso parte al solenne Pontificale presieduto da Sua Em.za Rev.ma Francesco Card. Monterisi, Arciprete Emerito della Basilica di San Paolo
fuori le Mura.
La partecipazione della delegazione cosentina presenti le GG. d’O. Saverio Cerzosimo, Riccardo Gallina e Simone Vairo e guidata dal Commissario Prof.
Cav. Michele Filipponio, è stata salutata con interesse
ed entusiasmo dai numerosi fedeli presenti alla cerimonia religiosa. Alla fine della celebrazione eucaristica il Card. Monterisi ha letto il Decreto della Pe15
nelli, Angela Micochero, don Antonio Iurlaro, Vincenzo Biasini e Francesco Miceli.
nitenzieria Apostolica con la quale S. S. Papa Francesco ha concesso l’indulgenza plenaria per la città
di Amantea e per tutti i fedeli presenti.
Alla solenne cerimonia ha preso parte anche la delegazione provinciale di Crotone con il labaro, e l’Ispettore alla Cultura del nostro Istituto Prof. Cav.
Ciro Romano.
La Delegazione di Cosenza, nonostante il suo commissariamento, nel corso del mese di settembre-ottobre promuoverà degli incontri rivolti a tutti gli
iscritti per esortarli a riprendere il comune cammino in seno all’Istituto anche in vista del rinnovo
degli organi provinciali, portando avanti con fierezza
gli alti valori della Patria.
L’AQUILA
2 giugno 2015
In mattinata, a seguito dell’invito di S. E. Dr. Francesco Alecci, Prefetto di l’Aquila, la delegazione provinciale, unitamente alle Associazioni combattentistiche e d’Arma, ha partecipato alla cerimonia della
Festa della Repubblica svoltasi nella Villa Comunale.
L’evento è stato riportato sul quotidiano d’Abruzzo
“Il Centro” il giorno successivo.
Erano presenti le Guardie d’Onore Donato Agosti-
16
San Benedetto dei Marsi, 1 agosto 2015
L’Ammiraglio di Squadra Antonio Cocco, nato il 2
agosto 1922 a Illorai nel corso della sua vita, oltre a
svolgere una brillante ed esemplare carriera nella
Marina Miliare, è stato Presidente dell’I. N. G. O. R.
T. P (dal 1986 al 2003), della Delegazione italiana
dell’Associazione Internazionale Regina Elena, del
Circolo “REX” e dell’Associazione “Amici del Montenegro – Onlus”.
Purtroppo il giorno 2 febbraio 2008 a Bracciano
(Roma), l’Ammiraglio veniva a mancare e la salma
fu traslata e tumulata nel Cimitero di San Benedetto
dei Marsi (AQ), paese natale della consorte Maria
Costantini.
Le Guardie d’Onore che avevano accompagnato
l’Ammiraglio nel suo ultimo viaggio, decisero di istituzionalizzare l’incontro per i successivi anni; tale
impegno fu assunto dalla Delegazione Provinciale di
l’Aquila.
Anche quest’anno, nella Chiesa intitolata a Santa
Maria Goretti è stata celebrata la Santa Messa in suffragio dell’Ammiraglio Cocco. La stessa è stata celebrata da Don Antonio Iurlaro, guardia d’Onore
della Delegazione de L’Aquila. Al termine della funzione religiosa, i presenti si sono recati presso il cimitero del paese per rendere omaggio alla tomba dell’Ammiraglio e alla sua benedizione da parte del
parroco Don Antonio.
Sia durante la funzione religiosa che nel corso della
giornata tutti i presenti hanno ricordato i nobili valori
dell’Ammiraglio, la sua profonda sensibilità verso tutti
e la sua dedizione ai sodalizi di cui è stato a capo.
Alla commemorazione hanno preso parte, oltre al
Delegato Provinciale dell’Aquila, Cav. Donato Agostinelli, che ha portato i personali saluti del Presi-
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
dente dell’I. N. G. O. R. T. P Cap. di Vascello Ugo
d’Atri e dell’Ispettore Regionale per l’Abruzzo Cap.
Christopher Ruffier, anche le GG. d’O.: Don Antonio Iurlaro che ha officiato la Santa Messa, Quirino
D’Orazio (anche Sindaco di San Benedetto dei
Marsi), Angela Micochero, Piero Trinchini, Vincenzo
Biasini, Francesco Miceli, Gabriele Cofini e Domenico Fermo, tutti della medesima Delegazione nonché la G. d’O. Cav, Carlo Cocco, (figlio dell’Ammiraglio) e la preg.ma Sig.ra Algisa Di Marcoberardino,
cognata del defunto Amm. Antonio Cocco. Questi ultimi, commossi per la vicinanza e per il ricordo del
loro caro defunto, hanno ringraziato tutti i presenti
e l’I. N. G. O. R. T. P per il costante ricordo dell’Ammiraglio.
Al termine della funzione è seguito un incontro conviviale presso il ristorante “La Rupe” di Venere di
Pescina (AQ).
Montereale, 9 agosto 2015
La Delegazione provinciale ha partecipato ai festeggiamenti in onore di San Lorenzo Martire, invitata da Don Antonio Iurlaro, parroco delle frazioni
montane (comune di Montereale) di Ville di Fano,
Verrico, Castiglione e Santa Vittoria, oltreché Guardia d’Onore della Delegazione aquilana.
Durante la cerimonia, accompagnata da una pioggerella, il Delegato provinciale e le Guardie d’Onore Francesco Miceli, Vincenzo Biasini, Pietro Trinchini e Gabriele Cofini, hanno scortato il Santo dalla
chiesa parrocchiale “Madonna della Neve”, sino al
monumento dei Caduti ove sono stati resi gli onori.
Il corteo religioso ha raggiunto poi la chiesa di S. Lucia ove Don Antonio ha celebrato la Santa messa in
onore al Santo patrono, nella circostanza, oltre a ricordare il martirio di San Lorenzo, il parroco ha ricordato anche il sacrifico dei caduti di tutti le guerre.
Alla cerimonia hanno presenziato il sindaco di Montereale Massimiliano Giorgi, il Grande Ufficiale dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e Decano delle Delegazione Abruzzo-Molise
Luigi Cardilli, nonché autorità civili, militari e religiose. Ha partecipato, altresì, una rappresentanza del
Gruppo alpini di Miciliano e Montereale, militari in
congedo ma soprattutto tanti cittadini che con commozione hanno seguito il corteo e l’intera funzione
religiosa, dimostrando la devozione per il Santo
martire e profondo senso di rispetto verso i concittadini caduti in guerra per amor della Patria.
La popolazione locale ha molto apprezzato la preGUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
senza delle Guardie d’Onore in questa occasione.
La cerimonia è stata accompagnata dal Complesso
Bandistico “S. Cecilia” di Cittaducale, comune della
vicina provincia di Rieti. Dopo la cerimonia è stato
offerto un rinfresco ai presenti.
Il Cav. Donato Agostinelli, delegato provinciale, ha
vivamente ringraziato Don Antonio Iurlaro per la
brillante iniziativa.
LA SPEZIA
1 giugno 2015
Alla presenza del Comandante Marittimo Nord Ammiraglio di Divisione Roberto Camerini, di S. E. il
Prefetto dottor Mauro Lubatti, del Direttore del Museo, C. V. Silvano Benedetti e di altre Autorità al Museo Tecnico Navale della Spezia, è stata inaugurata
una mostra didattica sulla Grande Guerra di cui si
celebra il centenario.
La mostra è promossa e realizzata dall’Istituto, fondato dai veterani e reduci delle campagne di guerra
del Risorgimento, Ente Morale sotto la Vigilanza
del Ministero della Difesa D. P. R. 27 febbraio 1990,
afferente ad ASSOARMA.
È già stata realizzata in numerose città quali Parma,
Bologna, Reggio Emilia, Teramo, Milano, Rimini
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(Raduno Naz. Bersaglieri) e Udine (Raduno Naz. Assoarma 23 – 24 maggio) con un bel successo di
pubblico.
La mostra, senza pretese artistiche presenta le motivazioni, le sequenze e gli eventi del quadriennio di
guerra 1915–’18 mediante 34 grandi pannelli utilizzando circa 140 delle accattivanti copertine della
Domenica del Corriere del tempo disegnate dal celebre Achille Beltrame.
Al Museo Tecnico Navale, che contiene reperti e cimeli unici per la storia dei Marinai d’Italia, sono
esposti i primi 20 pannelli corrispondenti agli anni
di guerra dal 1914 al 1916.
Più avanti, verranno esposti i restanti pannelli riferiti agli anni 1917-1918 a completamento della narrazione dei fatti bellici.
L’Istituto con questa mostra si propone di mantenere
viva e di diffondere la memoria storica di questo
evento tragico e glorioso che ha unito, quantunque
nel dolore, una giovane nazione di 30 milioni di
abitanti di cui 5 coinvolti direttamente nel conflitto.
LATINA
Maenza, 23 agosto 2015
La mostra organizzata dall’Istituto sulla Prima
Guerra Mondiale è stata chiusa con un convegno or18
ganizzato dal Comune nel castello baronale di
Maenza, nel corso del quale è stato tenuto un intervento del dr. Teodoro Monescalchi, ispettore con delega agli studi storico militari.
Fra le persone presenti, circa un centinaio, il presiGUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
dente dell’Istituto, capitano di vascello (ris.) Ugo
d’Atri, e le Guardie d’Onore cav. Fabio Monescalchi
e dr. Antonio Iannaccone.
LOMBARDIA
10 ottobre 2015
Un gruppo di Guardie d’Onore delle delegazioni
provinciali lombarde ha svolto un servizio di guardia collettivo, unendo i propri labari a quello della
presidenza dell’Istituto ed a quello della delegazione
provinciale di Roma.
Hanno svolto il servizio le Guardie d’Onore Di Martino, Longo, Pierato, Pizzi, Di Maria, Marazzi, L.
Mastroianni, Palmieri, Castaneda Perez, Buffoli, Pirovano, Sciaraffia, Gatelli, Ervas, Rivoira, Cherubini,
Mazzù, Magni, V. Cotti Cometti.
A loro si sono unite le Guardie d’Onore di Roma Polini, Mariani di Corneto, Mastrosanti, Preziosi, d’Atri e Caruso e la Guardia d’Onore Previero di Prato.
LUCCA
Forte dei Marmi, 26 agosto 2015
Presso la Capannina di Franceschi si è tenuta la presentazione del testo della Guardia d’Onore Guglielmo Bonanno di San Lorenzo “Piccolo grande Re,
Vittorio Emanuele III – Un’altra storia”. Moderatore
dell’evento l’Avv. Fausto Giumetti ed organizzatore
Emilio Petrini Mansi. Emilio Petrini ha trattato la
genealogia di Vittorio Emanuele III, nato a Napoli
per dimostrare l’affetto e la vicinanza dei Savoia a
quel popolo che da poco aveva subito la perdita del
regno delle Due Sicilie; la scelta di sposare Elena del
Montenegro, ampliando le relazioni con i Balcani e
con la Russia, cui i Petrovic-Njegos erano legati ma
soprattutto per rinnovare quel sangue sabaudo che
nelle ultime generazioni si era unito con quello degli stessi congiunti. Il Cap. di Vasc. d’Atri ha trattato
la formazione del giovane Principe di Napoli affidata
al Col. Osio e al Prof. Morandi fino ad arrivare all’avvento del fascismo da cui ha proseguito l’autore
Guglielmo di San Lorenzo toccando i temi più delicati. Da parte dei relatori è emerso un compiacimento per l’opera scritta da Bonanno di San Lorenzo
per aver smontato argomentando passo dopo passo
le grandi colpe che in questi settant’anni sono state
mosse al Re che ha regnato più a lungo di tutti i predecessori, 46 anni. Particolarmente acceso il dibattito con il pubblico sui temi più caldi, il fascismo, Hitler, le leggi razziali.
MILANO
Altacomba, 20 – 21 Marzo 2015
La Delegazione provinciale di Milano ha come di
consueto organizzato un viaggio a mezzo pullman
per partecipare alla tradizionale celebrazione in occasione dell’Anniversario del pio transito di S. M. il
Re Umberto II presso la Reale Abbazia di Altacomba.
Sul pullman erano presenti il Cap. Vasc. Dott. Gr.
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
19
Uff. Ugo d’Atri, Presidente del nostro Istituto, il
Consultore Cav. Gr. Cr. Stefano Di Martino, il Cav.
Gr. Cr. Principe don Alberto Giovanelli, Delegato per
la Lombardia degli Ordini Dinastici della Real Casa
di Savoia, il Comm. Avv. Francesco Atanasio Delegato OO. DD. per la Sicilia, il Nob. Cav. Gr. Uff.
Dott. don Pierangelo Berlinguer Vicario OO. DD. per
Varese, gli Ispettori Nazionali Nob. Gr. Uff. di Dev.
Sandro Pierato, Cav. Dott. Paolo Arfilli, Uff. Alberto Di Maria, l’Ispettore Regionale per la Lombardia Uff. Dott. Eugenio Longo, l’Ispettore Regionale per la Sicilia Cav. Giuseppe Restifo, il Delegato
di Milano, Lodi, Monza e Brianza Comm. Luigi Mastroianni, il Delegato di Brescia Cav. Dott. Valter
Luigi Cotti Cometti e il Delegato di Varese Comm.
Avv. Marco Filimberti.
Sul pullman erano altresì presenti le GG. d’O Abbiate, Abbiatico (Brescia), Alessio, Baggio, Barbieri,
Belleri (Brescia), Beltrami (Brescia), Bonissone, Celoria, Corradi, Dalla Chiara, Didiano (Brescia), Dinelli (Pisa), Ertani (Brescia), Finizio, Fiolini, Fumagalli (Verbania), Gatelli (Brescia), Gelsi, Greco
(Enna), Grosso, Marazzi, Monfardini, Morresi (Varese), Palmieri, Panizza (Lecco), Perego, Pirovano,
Pugliese, Roveda (Verbania), Sciaraffia, Spada (Brescia), Tonizzo, Ye, Zappa.
Hanno prestato encomiabile servizio per la sicurezza delle LL. AA. RR. sotto la direzione della G.
d’O. Gr. Uff. Ettore Galazzi, le GG. d’O: Astorina
(Enna), Bodei (Brescia), Febbo (Pescara), Guadalupi, Longo, Marco, Pozzer (Padova).
Un particolare ringraziamento giunga infine alle
GG. d’O Pizzi e Ruggiero che, in collaborazione con
l’Isp. Naz. al Cerimoniale Liturgico, hanno contribuito al rigoroso svolgimento della cerimonia.
NAPOLI
soci tre nuove Guardie d'Onore che nell'occasione
hanno ricevuto la tessera il distintivo e lo statuto dell'Istituto: la dr.ssa Svetlana Liagoul de Stefano, moglie della G. d'O. Prof. Raffaello de Stefano, il dr. Angelo Castaldo ed il dr. Gerardo Gargiulo.
NOVARA
11 aprile 2015
Si sono svolte le seguenti celebrazioni: 71° Anniversario della Scomparsa di Sua Altezza Reale Mafalda
di Savoia; Uomini e Donne Deportati dei Campi di
Concentramento; 70° Anniversario della Liberazione, visto dal Ricostituito Regio Esercito e i deco-
30 settembre 2015
Dopo la pausa estiva, la Delegazione Provinciale
dell’Istituto ha ripreso le proprie attività con la funzione religiosa che si tiene nella Chiesa di Santa
Chiara l'ultimo giorno del mese in onore della Beata
Maria Cristina di Savoia, Regina delle Due Sicilie.
Numerose sono state le Guardie presenti ed altri illustri ospiti, tra i quali l'Uff. dell'Ordine dei Santi
Maurizio e Lazzaro, Mons. Alberto Vallini, Canonico
della Basilica Patriarcale di S. Maria Maggiore.
Dopo la funzione, il Delegato ha presentato ai Con20
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
rati al Valor Militare (Medaglie d’Oro). Il tutto si è
svolto nel pomeriggio, con la deposizione di corone
d’alloro ai seguenti monumenti: Monumento ai Caduti di tutte le Guerre; Monumento dedicato al Carabiniere Natale Olivieri Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria; Monumento a Sua Maestà
Vittorio Emanuele II Re d’Italia Padre della Patria;
Monumento ai Caduti della Guerra di Liberazione,
ove compaiono nomi di Soldati.
Ha accompagnato il Corteo il Corpo Bandistico della
Verde Azzurra di Galliate. La Benedizione delle corone d’Alloro è stata curata dal Cav. Uff. Can. Mons.
Gian Luca Gonzino. Si è aggiunta la conferenza
presso l’Albergo Italia dai seguenti titoli: “19431945 Deportati d’Italia Uomini e Donne – Ricordo
di S. A. R. Mafalda di Savoia”, relatore Giulio De Renoche, Presidente del Centro Studi Alberto Cavalletto (Padova); “Le Formazioni Partigiane Monarchie e le loro Medaglie d'Oro”, relatore Gen. B. Carlo
Maria Magnani, presidente nazionaale dell’Istituto
del Nastro Azzurro fra Combattenti e Decorati al Valor Militare.
L’evento ha avuto il patrocinio e la presenza di: Regione Piemonte, Consiglio Regionale Piemonte, Comune di Novara, Comune di Casalino, Comune di
Ghemme, Comune di Massino Visconti, Ordini Dinastici della Reale Casa di Savoia – Delegazione
Piemonte, ASSOARMA nazionale, ASSOARMA Novara – presente il Vice Presidente Col. Francesco
Giannoccaro – Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti e Decorati al Valor Militare – Presidenza Nazionale – presenti le Federazioni Provinciali di Novara, Milano e Brescia; Associazione Nazionale
Nastro Verde Decorati Medaglia d’Oro Mauriziana –
Presidenza Nazionale; Associazione Nazionale Carabinieri
Coordinamento provinciale di Novara – Ten. Francesco De Meo; Associazione Nazionale Arma di Cavalleria – Presidenza Nazionale; Associazione NaGUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
zionale Bersaglieri, presidenza nazionale e sezione
Novara; Associazione Nazionale Granatieri, Sezioni
di Ovada e Verbania; Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia – Presidenza Nazionale; Associazione
Nazionale Arma di Cavalleria Sezione di Novara –
Bianchi Lancieri di Novara; Associazione Nazionale
Venezia Giulia e Dalmazia, Presindente di Novara
Antonio Sardi; Associazione Nazionale Alpini, Presidente Antonio Palombo – Sezione Provinciale di
Novara; Associazione Nazionale Famiglie Caduti e
Dispersi in Guerra, Presidente Antonio Baratto –
Sezione Provinciale Novara; Corpo Infermiere Volontarie – Ispettorato del Piemonte e Novara.
Erano inoltre presenti le delegazioni proviciali delle
Guardie d’Onore di: Novara – Marco Lovison, Mario Angelo Crivelli, Angelo Larossa, Paolo Agatino
Marletta, Roberto Squarini, Paolo Guglielmi, Maria
Lucia Taglioni, Amelia Fossati Ebraico, Col. Maurizio Trentin.; Vercelli – Can. Mons. Gian Luca Gonzino Assistente Spirituale della Delegazione; Asti –
Michela Monrreale, Federico Bollito, Alena Malinouskaya, Severino Agaliate, Bibiana Cornaggia,
Maurizio Mussano, Nello Scrimaglio; Milano – Alfiere Roberto Ervas, Carla Luisa Pirovano; Torino –
Claudio Cardellini, Franco Lucia.
PARMA
Borgo Val di Taro, 4 settembre 2015
Si è tenuta nella prestigiosa sede di Palazzo Tardiani, la conferenza dal titolo "I muli e la guerra".
L'incontro, organizzato
dalla Delegazione di
Parma, ha visto la relazione del prof. Riccardo
Balzarotti, Delegato della
Spezia, e si è tenuta in occasione delle celebrazioni
del centenario della Prima Guerra mondiale con il
patrocinio del Comune di Borgo Val di Taro (PR).
Il Sindaco di Borgo Val di Taro (PR) ha introdotto la
conferenza, cui hanno presenziato i sindaci di Albareto, Compiano e Tornolo, il Comandante della locale Compagnia Carabinieri, il Capo Distaccamento
VV. FF. Volontari, una nutrita rappresentanza del locale Gruppo Alpini e del Venerabile Clero locale, in
particolare del M. R. Don Emanuele Massimo Musso,
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parroco di Tarsogno e Tornolo (PR), prossimo cappellano delle Guardie d’Onore di Parma e Piacenza.
Il relatore ha parlato del mulo quale insostituibile
animale in tempo di guerra e di pace, del legame che
da sempre lo ha legato col suo conducente, fino al sacrificio di entrambi soprattutto nella guerra di montagna.
Il mulo ha una storia plurimillenaria e le ragioni
della sua diffusione sono la forte e robusta costituzione, la frugalità e rusticità, la resistenza alle malattie, l'adattabilità ad ambienti sfavorevoli. Potremmo dire che dove non arrivavano il treno, il
camion, il carro, il cavallo, e neppure i cingolati e i
fuoristrada, là arrivava il mulo: ovvio che una simile
creatura potesse interessare l’esercito.
La storia del mulo con le “stellette” è indissolubilmente legata agli alpini.
Il connubio alpino-mulo, artigliere da montagnamulo, è parte integrante e inseparabile nella storia di
entrambi come militari regolarmente chiamati in
servizio dal Regio Esercito.
Un pezzo di storia che si è concluso nel 1993 con lo
scioglimento dell’ultima Batteria ancora presente
presso la Brigata Alpina “Cadore” a Belluno, dove si
svolse la vendita all’asta degli ultimi muli ancora in
servizio e che chiudeva definitivamente una lunga
tradizione delle Truppe Alpine.
A seguire, Roberto Spagnoli, Guardia d’Onore della
Delegazione di Parma e promotore con le altre Guardie Valtaresi dell’incontro, ha commemorato il Tenente Don Giovanni Stefanini, Cappellano Militare
Alpini, Medaglia di Bronzo al Valore Militare, disperso nella ritirata di Caporetto e nativo della frazione borgotarese di San Pietro Canal Vona.
La prima parte dell’intervento ha illustrato ai numerosi presenti il ruolo del Cappellano Militare nel
corso della Grande Guerra ed in seguito le vicende
anagrafiche di Don Giovanni Stefanini che si sono
concluse nei pressi del Monte Pertica negli ultimi
mesi del 1917 con la sua scomparsa.
Presente con il Labaro il Delegato Provinciale Prof.
Carlo Spaggiari e le Guardie Reitano Giuseppe, Roberto Spagnoli e la neo Guardia Don Emanuele Massimo Musso.
Vigatto, 12 settembre 2015
È stata inaugurata la mostra didattica sulla Grande
Guerra promossa e realizzata dall’Istituto, al Casello
Pratogrande, struttura espositiva ottimamente ricavata negli spazi del caseificio di pertinenza della
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Villa Meli Lupi di Soragna.
Erano presenti il marchese Raimondo Meli Lupi, il
vice Prefetto di Parma, Attilio Ubaldi, l’Ispettore
per l’Emilia Romagna, Dionigi Ruggeri, e il delegato
provinciale della Spezia, Riccardo Balzarotti, e un
nutrito numero di visitatori.
Già realizzata in numerose città con un successo di
pubblico, la mostra non persegue finalità artistiche,
ma didattiche raccontando gli eventi della guerra
1915-‘18 attraverso 34 pannelli illustrati dalle copertine della Domenica del Corriere di quegli anni.
Il grande parco secolare dell’attigua villa Meli Lupi
è stata invece la splendida cornice della conferenza
che è seguita e che ha affrontato il tema del ruolo e
dell’emancipazione femminile durante la Grande
Guerra. In quel periodo il ruolo della donna subì una
evoluzione rivoluzionaria e la figura della Regina
Elena assurse a emblema ed esempio dell’impegno di
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
tutte le donne d’Italia. Crocerossine, infermiere, spie,
tranviere, operaie, portatrici di munizioni e rifornimenti: ecco soltanto alcuni degli impegni delle donne
a supporto dei soldati e dello sforzo bellico che sono
stati descritti.
Con queste iniziative l’Istituto mantiene viva e
diffonde la memoria storica del grande evento tragico e glorioso che ha unito l’Italia.
PERUGIA
Massa Martana, 8 – 16 agosto 2015
Si è tenuta, nell’ambito delle giornate massetane, la
mostra “La Grande Guerra: onori ai Caduti. Dalle
tavole di Achille Beltrame al ricordo dei Caduti e reduci di Massa Martana”.
La mostra è stata molto apprezzata e le tavole di Beltrame, gentilmente concesse dall’Istituto, hanno suscitato vivo interesse tra i numerosi visitatori.
Si deve inoltre all’ispettore per l’Umbria, ten. col. dr.
Stefano Barlozzari, la pubblicazione di un interessante opuscolo recante lo steso titolo della mostra, basato sulla riedizione de “Gli eroi di Massa Martana”,
opera del 1920, il cui autore fu l’arciprete don Ilario
Alcini.
Assisi, 20 settembre 2015
L’ispettore dell’Umbria, Ten. Col. Stefano Barlozzari
ha preso parte alla cerimonia del 45° Congresso
dell’Associazione Lasalliana ex Alunni di Rodi e dei
Profughi e Reduci dal Dodecaneso. Alla cerimonia
erano presenti: il Sindaco di Assisi che seguiva con
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
23
Delegazione provinciale è stata invitata a partecipare
assieme alla rappresentanza di altri corpi militari aderenti ad Assoarma della Provincia, ma anche di altre
zone limitrofe. È stato celebrato il 60° di fondazione
della sezione A. N. P. D’I. cittadina intitolata al Ten.
Art. Par. Piero Provini – reduce di El Alamein. All’evento hanno partecipato il Delegato Prof. D. Tizzoni e
la segretaria Sig.ra Antonella Bergamaschi.
il Gonfalone l’immagine della Beata Vergine del
monte Fileremo, i Gonfaloni dei vari Rioni di Assisi
e numerose Associazioni combattentistiche e d’arma.
Fra le varie bandiere, oltre a quella dell’Associazione,
spiccava anche il simulacro della bandiera sabauda
dei Reggimenti di Fanteria IX e X Brigata Regina che
fu avventurosamente riportata in Italia dai profughi,
sfuggendo ai controlli dell’esercito tedesco che la ricercava. Il presidente dell’Associazione Lasalliana,
avv. Massimo Andreuzzi, ha pubblicamente ringraziato l’Istituto per la partecipazione.
PIACENZA
14 giugno 2015
In occasione dell’inaugurazione di un Monumento ai
Paracadutisti d’Italia presso il parco ex Unicem, la
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Santa Maria della Verza, 12 settembre 2015
La Delegazione Piacentina dell’Istituto ha partecipato all’inaugurazione della Nuova Sede Sociale dell’Associazione Nazionale Autieri d’Italia, sez. Oltrepò Pavese.
Il Delegato, Prof. D. Tizzoni, era presente con labaro
e basco, partecipando alla Santa Messa, sfilata alla
nuova sede ed assieme alle rappresentanze degli altri corpi aderenti ad Assoarma alla benedizione del
cippo e della sede.
POTENZA
5 ottobre 2015
Presso la sede dell’Istituto sita in Via Pretoria 188,
si è tenuto l’evento di presentazione della nuova
banconota da 20 euro, sono intervenuti nell’illustrare le caratteristiche ed i dettagli alcuni funzionari
della Banca d’Italia della filiale di Potenza.
L’incontro ha visto la partecipazione di circa una
trentina di persone tra soci e simpatizzanti del nostro Istituto. Al termine dell’incontro l’ispettore della
Basilicata dott. Stefano Dragonetti ha preso la parola
per ringraziare e auspicare future collaborazioni.
Lo scopo dell’iniziativa è stato quello della prevenzione contro i falsari.
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
RAGUSA
Ispica, 23 maggio 2015
La rotonda prospiciente la Stazione CC è stata intitolata ai “Carabinieri di Nassirya – Caduti per la
Pace” nell’attentato del 12 Novembre 2003.
Presenti Autorità Militari, Civili e Religiose, rappresentanti di Associazioni militari in congedo, associazioni di categoria, sportive, un gran numero di
studenti dei vari istituti scolastici.
Il Sindaco avv. Pietro Rustico con il suo intervento
ha ricordato quella tragica giornata; il T. Col. Sigismondo Fragassi, Comandante Prov.le dei Carabinieri di Ragusa ha ringraziato l’Amministrazione
Comunale e quanti presenti.
Ai piedi della targa è stata posta una corona d’alloro;
il corpo bandistico Città di Ispica ha eseguito il
brano musicale “Via dei Martiri”, mentre gli studenti
hanno intonato canti patriottici.
Per l’Istituto erano presenti le Guardie d’Onore: T.
Col. Vincenzo Piccitto, cap. C. R. I. cpl. Salvatore
Donzello, lgt. CC in cgd Paolo Aldo Aprile, la sen.
Marisa Moltisanti.
La G. d’O. T. Col. Vincenzo Piccitto, allorquando era
delegato provinciale dell’Istituto, in data 4 febbraio
2008, aveva già proposto all’Amministrazione Comunale di allora l’intitolazione della rotonda ma
non aveva avuto alcun riscontro. Finalmente dopo
ben sette anni il desiderio di una G. d’O. è stato esaudito.
Reggio, dr. Angelone, il quale ha auspicato la collaborazione fra il Comune e l’Istituto.
Oltre i ragazzi del gruppo musicale, circa settanta le
persone presenti, fra le quali le Guardie d’Onore
Filipponio, Speciale, L. Lopresto, Evoli, Agostino
Rossi, Alati, Di Falco, Novello ed inoltre il barone
Nesci di Sant’Agata e rappresentanti di tutte le associazioni d’arma cittadine.
Organizzatori dell’evento sono state le Guardie d’Onore Guerrera, L. Lopresto, Speciale e Panuccio.
RIMINI
11 ottobre 2014 – 15 febbraio 2015
Si è svolta presso la Caserma “Giulio Cesare”, sede
del 2°/121° Reggimento Artiglieria Contraerea “Ravenna” la mostra “IL PIAVE MORMORÒ”. Notevole
è stato il contributo che la delegazione provinciale ha
fornito ad A. R. I. E. S (Associazione Ricerche Storiche e Iconografiche) per la realizzazione della mostra. Le presenze delle GG. d’O. Aleardo M. Cingolani, Giovanni Ruzzier e Giorgio Galvani sono state
significative. Un meritorio plauso va alla G. d’O.
Giorgio Galvani che fin dall’inizio si è prodigato,
contribuendo all’allestimento della mostra, presso la
quale è stato pressoché presente durante tutti i giorni
di apertura. Il Labaro della Delegazione è stato immesso, a pieno titolo, nel contesto rievocativo.
REGGIO CALABRIA
12 ottobre 2015
La Sala Conferenze della Provincia ha ospitato un
convegno dal titolo “Gli Ordini Cavallereschi e l’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali
Tombe del Pantheon”, organizzato dalla risorta delegazione reggina dell’Istituto.
Interventi sono stati tenuti dal presidente dell’Istituto, Capitano di Vascello Ugo d’Atri, dall’avv. Francesco Biasi, che ha parlato degli ordini cavallereschi
e dalla Guardia d’Onore maestro Panuccio, con intermezzi di un gruppo musicale che ha suonato vari
inni, guidato dallo stesso maestro Panuccio.
Le relazioni sono state presentate dal commissario
della delegazione reggina, dr. Giovanni Guerrera, e
precedute da indirizzi di saluto del vicepresidente del
consiglio provinciale, Verduci e del vicesindaco di
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
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2 giugno 2015
Su invito del Prefetto e del Sindaco di Rimini la G.
d’O. Giorgio Galvani ha partecipato, con il Labaro,
alla cerimonia per la festa della Repubblica, presenti
le Autorità civili, militari e religiose.
10 giugno 2015
Le GG. d’O. Giovanni Ruzzier, Aleardo M. Cingolani
e Giorgio Galvani (alfiere) su invito dell’A. N. M. I.
hanno partecipato alla cerimonia per la “Festa della
Marina”. Alla sera, su invito dell’A. N. A., la G.
d’O. Ruzzier ha presenziato al concerto del coro
“Stella Alpina” a Miramare di Rimini.
23 giugno 2015
Su invito del Comandante Prov.le della Guardia di
Finanza le GG. d’OO. Giovanni Ruzzier e Giorgio
Galvani (alfiere) hanno partecipato alla cerimonia
commemorativa della fondazione del Corpo, presenti
le massime Autorità civili e militari e le Associazioni
Combattentistiche e d’Arma.
5 luglio 2015
Su invito del Comune di Rimini le GG. d’O. Giovanni
Ruzzier, Aleardo M. Cingolani e Giorgio Galvani
hanno preso parte alla “Festa del Mare” in onore di
San Francesco di Paola Patrono dei Marinai e Copatrono della Città di Rimini. Alla cerimonia, oltre
alle Autorità civili e militari, era presente il Vescovo
Mons. Francesco Lambiasi. La cerimonia si è conclusa in mare, dove da una imbarcazione è stata gettata una corona d’alloro in memoria dei Caduti sul
mare, presenti le vedette della Capitaneria di Porto,
della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato.
24 luglio 2015
Su invito di A. R. I. E. S. le GG. d’OO. Giovanni Ruzzier, Aleardo M. Cingolani e Giorgio Galvani (Alfiere)
hanno preso parte ad una celebrazione religiosa in memoria del centenario della morte del Tenente Decio
Raggi, prima M. O. V. M. concessa nella I^ Guerra
Mondiale, conferitagli alla memoria motu proprio dal
Re Vittorio Emanuele III, presenti le Autorità militari
e le Associazioni Combattentistiche e d’Arma.
Cesenatico (FC), 2 agosto 2015
Su invito della Fondazione Giuseppe Garibaldi, la G.
d’O. Giovanni Ruzzier ha partecipato a Cesenatico
(FC) alle celebrazioni in ricordo della presenza in
loco il 2 agosto 1849 dell’Eroe dei due Mondi e di
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Anita morente. Ruzzier ha avuto l’onore di essere
stato al fianco della dott.ssa Anita Garibaldi, pronipote dell’Eroe e dei suoi figli Francesco e di Anita jr
con il marito giunti da Londra. Dopo la deposizione
di corone di alloro ai vari monumenti che ricordano
Giuseppe Garibaldi, si è formato un corteo di imbarcazioni che, raggiunto il largo, hanno assistito al
lancio in mare di una corona d’alloro a ricordo dell’uscita dei bragozzi chioggiotti verso Venezia.
16 agosto 2015
Su invito del Sindaco di Rimini, la G. d’O. Giorgio
Galvani ha partecipato con il Labaro della Delegazione alla cerimonia in memoria dei “Tre Martiri” riminesi uccisi dai nazisti il 16 agosto 1944.
11 ottobre 2015
In Piazza Tre Martiri ha avuto luogo la cerimonia per
ricordare il I Anniversario della ricostituzione del
Gruppo Alpini di Rimini, presenti le Autorità e numerosi soci dell'Associazione Nazionale Alpini provenienti dalla regione ed anche da altre regioni limitrofe. Il delegato Giovanni Ruzzier, da "Fiamma
Gialla del Mare" nominato SOCIO AGGREGATO
dell'A. N. A., ha avuto il privilegio di presenziare alla
cerimonia tra S. E. il Prefetto dott.ssa Giuseppa
Strano e lo striscione dell'A. N. A. riminese e di
portare poi, al rancio, il saluto di ARIES (Associazione Ricerche Storiche e Iconografiche di Rimini) e
dell'Istituto. È stata una giornata eccezionale. A Castel Sismondo la G. d’O. Riccardo Balzarotti ha tenuto una conferenza sul tema “I muli e la Guerra”
seguita con attenzione e sentita partecipazione in una
sala affollatissima, presente S. E. il Prefetto di Rimini
ed il Comandante il 2°/121° Rgt. Artiglieria c. a.
“Ravenna” di stanza alla Caserma Giulio Cesare di
Rimini. Prima di chiudere le cerimonie è stata cantata dal coro "Stella Alpina" di Riccione il brano "Signore delle cime" che così recita:"Dio del Cielo - Signore delle cime - un nostro amico hai chiesto alla
montagna - Ma ti preghiamo su nel paradiso - su nel
paradiso lascialo andare - per le Tue montagne. Santa
Maria - Signora della neve - copri col bianco soffice
mantello - il nostro amico, il nostro fratello - Su nel paradiso lascialo andare per le Tue montagne".
Alle cerimonie erano presenti con il Labaro della Delegazione le GG. d’OO. Aleardo M. Cingolani, Giorgio Galvani (alfiere), Giovanni Ruzzier e, in rappresentanza dell’Ispettore regionale Dionigi Ruggeri,
la G. d’O. Serena Savorani.
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
ROMA
7 agosto 2015
Nella sede dell’Istituto è stato messo in scena il monologo di e con Umberto Fabi dal titolo “Ignoto Militi”.
L’iniziativa, presa di concerto con l’Associazione
Nazionale Combattenti Italiani in Spagna (A. N. C.
I. S.), si è inserita nel contesto delle attività dell’Istituto celebrative dell’ingresso dell’Italia nella Prima
Guerra Mondiale.
Erano presenti le Guardie d’Onore d’Atri con la
consorte, Tomaino, Loskoutoff, Giulivi, Luzi, Preziosi, Mereu, Giovannini, Formato (promotore dell’iniziativa) con la consorte, Sciuto, Bafaro, Salerno,
Finucci, ed inoltre la contessa Teodorani e l’avv.
Gentile, segretario nazionale dell’A. N. C. I. S..
11 settembre 2015
Don Emanuele Gianluigi Borserini, Guardia d’Onore, ha celebrato la sua prima Santa Messa al
Pantheon in suffragio dei nostri Sovrani sepolti altrove.
Con la famiglia di don Borserini, erano presenti il
presidente dell’Istituto, capitano di vascello d’Atri, e
la segretaria, dama O. M. S. Giovannini.
15 settembre 2015
Il congresso internazionale garibaldino organizzato
a Civitavecchia per il periodo 9 – 11 ottobre è stato
presentato nel corso di una conferenza stampa tenuta
nella sede del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei
Giornalisti.
Ci sono stati interventi del Gen. C. d’A. Simeone,
dell’On.le Daniela Tiburzi, della prof.ssa Gisella Bellantone, della dr.ssa Anita Garibaldi e del Capitano
di Vascello d’Atri, il quale ha parlato della mostra organizzata dall’Istituto nel centenario della Prima
Guerra Mondiale, mostra inserita nell’ambito del
congresso internazionale garibaldino.
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
23 settembre 2015
Il volume “La tragica fine della R. Corazzata Roma”
della Guardia d’Onore Nob. dr. Riccardo Mattoli è
stato presentato al Circolo Ufficiali della Marina
Militare, dall’autore, introdotto dal presidente dell’Istituto, Capitano di Vascello (ris.) Ugo d’Atri, che ha
letto un messaggio della prof.ssa Margherita Bergamini, nipote dell’Ammiraglio M. O. V. M. Bergamini.
Hanno fatto seguito interventi del Sen. Prof. Domenico Fisichella, del Capitano di Fregata (GN) s. p. e.
Marco Sciarretta (Ufficio Storico della Marina Militare) e della Guardia d’Onore Capitano di Vascello
Giuseppe Baldacci, testimone dell’affondamento
della Roma, essendo imbarcato il 9 settembre 1943
sulla R. Corazzata Italia (ex Littorio).
Circa centoventi i presenti, fra i quali gli ambasciatori Falaschi e Bosco, il conte Langosco di Langosco,
i generali Cerza, De Nuntiis, Antonazzo e Poddighe,
gli Ammiragli Alberini, Tamantini, Megna (figlio di
un ufficiale imbarcato sulla Roma), Gulisano, i colonnelli Seno e Caruso, l’ing. Chersola, l’avv. Vinci
(anch’egli figlio di un ufficiale della Roma), l’arch.
ing. Bolzan Mariotti Posocco, l’ing. Ferrero, l’avv. Cirotti, il prof. ing. Ferrari, il nob. dr. Agostino Mattoli ed il fratello Ruggero, l’avv. F. Gagliani Caputo,
il dr. Ceccarelli, il dr. Alloggio, il dr. V. Covelli, la
sig.ra Liverzani, l’avv. Pazzaglia, l’ing. Piazzini, il
prof. Tronchesi, il sig. Vaccarella, il dr. Rapisarda,
per la Giovane Guardia Dragonetti, Polini, Preziosi,
Panico, La Piana, Luzi, Yanqui Apaza, e poi ancora
27
il cap. Covino, la segreteria dell’Istituto (Giovannini,
Fantinel, Carpinelli) e molti altri.
29 settembre 2015
È stata presentata al Circolo Ufficiali delle Forze Armate d’Italia la mostra allestita dall’Istituto nel centenario della Prima Guerra Mondiale con l’intervento del Gen. Marino e del Gen. Rinaldin,
rispettivamente presidente del consiglio di amministrazione e direttore del Circolo.
Circa cinquanta i presenti, fra i quali il capitano di
vascello d’Atri, i generali Gizzi, Diaz e Zugaro, il
Cap. Gottardi, il Col. Caruso, il Ten. Col. Di Marco,
gli avv. F. Gagliani Caputo, Panariti, Macrina, il dr.
28
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
Alicicco, l’ing. Piazzini con la consorte, la sig.ra
Giovannini e il sig. Fantinel della segreteria dell’Istituto, il sig. Polini, il rag. Giulivi, la sig.ra Piraccini,
la sig.ra Ballarati, la c.ssa Teodorani, la dr.ssa Antonelli, i proff. Bafaro e Finucci, la dr.ssa Pascucci,
il sig. Garofalo, gli avv. Domenico e Alfonso Marini
Dettina, il dr. Bagalà, il dr. Arsetti, l’avv. Savoia
con la consorte, la sig.na La Piana, il dr. Tabili, il
maestro Lovera, il comm. Mereu, il ten. col. dr. Barlozzari, il dr. Alloggio, il dr. Lazzarino de Lorenzo.
14 ottobre 2015
L’Istituto ha tenuto presso il Circolo Ufficiali della
Marina Militare un convegno su “Il Grande Ammiraglio Paolo Thaon di Revel Duca del Mare nel centesimo della Grande Guerra”.
Introdotti dal presidente dell’Istituto, Capitano di
Vascello d’Atri, hanno tenuto relazioni il Contrammiraglio Ezio Ferrante, storico navale (D’Annunzio,
Thaon di Revel e il dominio dell’Adriatico), il Capitano di Vascello (GN) s. p. e. ing. Giosuè Allegrini,
capo dell’Ufficio Storico della Marina Militare e delegato provinciale di Pavia dell’Istituto (Thaon di Revel e l’Ufficio Storico della Marina Militare) e il
conte Paolo Thaon di Revel (Lo zio Paolo, storie di
famiglia).
Erano presenti circa settantacinque persone, fra le
quali l’Amm. Sq. Angelo Mariani, già Capo di Stato
Maggiore della Marina, l’Amm. Isp. Capo Vincenzo
Martines, già Capo del Corpo Sanitario della Marina
Militare, l’avv. Giuseppe Nucaro, già Avvocato Generale dello Stato, l’Amb. Giorgio Bosco, l’avv.
Alfonso Marini Dettina, il Conte ing. Marulli, gli
Ammiragli Gambino, Alberini, Barretta, Giannuzzi,
Bartocci, il Gen. Poddighe, l’avv. Malagosi, l’avv.
Pazzaglia, il dr. Tripoli Frisari, il cap. Gottardi,
l’ing. Piazzini, il Col. Pil. Caruso, l’Avv. Andreuzzi,
presidente dell’Associazione Italiani Rimpatriati da
Rodi, l’ing. Giglio, presidente del Circolo Rex, l’Avv.
Panariti, presidente dei Ragazzi del ’99, il dr. Felici,
la sig.ra Giovannini, il dr. Carpinelli, il cav. Pignalosa, il rag. Giulivi, il sig. Capra, il dr. Jantus, il sig.
Giordano, il sig. Preziosi, il dr. Arsetti.
TERAMO
6 febbraio 2015
Presso la Torre Bruciata, in concomitanza con l’esposizione della mostra sulla Grande Guerra curata
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
e promossa dall’Istituto, il delegato di La Spezia,
dott. Riccardo Balzarotti Kämmlein ha svolto una
conferenza dedicata al ruolo delle donne nella Prima
Guerra Mondiale.
Il relatore ha parlato dei molti ruoli che le donne ebbero durante il conflitto e delle rivoluzione epocale
che avvenne nei quattro anni di guerra, allorché la
penuria o l’assenza di uomini impose il loro utilizzo
in mansioni fino ad allora non contemplate dalla società del tempo.
Il prezzo pagato dalle donne nella guerra fu altissimo: la perdita di mariti o figli, la lontananza, la povertà, la scarsità di cibo. La mansioni fino a pochi
mesi prima appannaggio del solo sesso maschile
vennero svolte da loro (dal lavoro in fabbrica per la
sempre maggiore necessità di produzioni belliche ai
trasporti come conduttrici o bigliettaie di tram, ma
anche verniciatrici, saldatrici, etc.) all’assistenza ai
feriti e ai moribondi, al supporto alle famiglie rimaste sole ed ai soldati in convalescenza o licenza.
Come i loro uomini al fronte, fecero il loro dovere e
lo fecero bene.
Indipendentemente dalla classe sociale e dalla ricchezza. Inventarono altresì metodi ingegnosi per
aiutare lo sforzo bellico: dalla produzione di coltri e
vestiti di riuso, alla raccolta di fondi, al finanziamento di unità mediche e infermieristiche. La regina
Elena non fu da meno ed attrezzò il Quirinale a
Ospedale territoriale specificamente per la cura dei
grandi invalidi, diventando un’icona della donna
italiana moderna.
Fu un epopea di cui tutti, ed in particolare i nostri
ragazzi, devono conoscere il grande valore nazionale
e sociale.
Bellante, 2 giugno 2015
In occasione del centenario della Grande Guerra
’15 – ’18 l’associazione culturale Teramo Nostra,
ideatrice e organizzatrice del Premio Internazionale
della Fotografia Cinematografica Gianni Di Venanzo, dedica l’anteprima della manifestazione alla
ricorrenza, celebrandola con un film-manifesto, un
autentico capolavoro: La grande guerra (1959) diretto da Mario Monicelli. Prodotto da Dino De Laurentiis e interpretato da Alberto Sordi e Vittorio
Gassman. Il film è stato poi proiettato nel centro congressi Kursaal di Giulianova Lido lo scorso 28 agosto. Oltre al capolavoro di Monicelli, sempre lo stesso
giorno a Giulianova è stato proiettato anche il documentario “Monicelli – La versione di Mario”, film
29
del 2012 diretto da cinque registi: Annarosa Mori,
Mario Gianni, Wilma Labate, Felice Farina e Mario
Canale. Prima del film hanno preso la parola per un
saluto istituzionale il Sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro, l’Assessore alla cultura Pierangelo Guidobaldi, lo storico Sandro Melarangelo per
Teramonostra, Sandro Galantini, storico e autore
dell’introduzione al libro con la biografia di Francesco Manocchia e il giornalista, Guardia d’Onore
Walter De Berardinis autore delle ricerche dei caduti
giuliesi della 1a guerra mondiale. Al termine della
manifestazione è stata consegnata una targa alla
famiglia Ciafardoni.
UDINE
Tapogliano, 10 settembre 2015
Villa Pace, è una bellissima dimora storica appartenuta a Carlo Maria de Pace (1635-1701), generale
dei corazzieri imperiali, friulano, che servì nelle file
del principe Eugenio di Savoia nelle guerre di fine
Seicento contro i Turchi.
Questa specialissima location ha ospitato la conferenza “Eugenio di Savoia, il Nobile Cavaliere” organizzata dal Rotary Club di Aquileia Cervignano
Palmanova, Distretto 2060 Italia.
Alla presenza del presidente del club Cecilia Nascimbeni, di un numeroso pubblico rotariano e dell’ingegner Giacomo de Pace, erede del generale, Riccardo Balzarotti, delegato provinciale della Guardia
d’Onore, ha presentato nella grande sala centrale
della villa, vita e successi del principe Eugenio di Savoia-Soisson (1663-1736), grande condottiero sempre vincitore dei Turchi nel cinquantennio a cavallo
tra i secoli ‘600 e ‘700.
Eugenio fu infatti letteralmente la popstar dell’epoca, salvatore dell’Europa dal pericolo Ottomano,
gran capitano sempre fedele alla causa imperiale;
collocato da Napoleone fra i sette maggiori strateghi
e condottieri della storia, assieme a Cesare, Alessandro Magno, Federico II di Prussia.
Come precisato dal relatore, molti furono i nobiluomini friulani che hanno servito il mitico e geniale
principe Eugenio nelle file delle sue armate: Pietro
Enrico di Pràmpero (1669-1722) poi Governatore di
Gaeta; Francesco Morossi da Latisana, nobile; Antonio dei Signori di Pers, (1654) capitano poi colonnello; Ottavio Fenicio di Pordenone (1651-1717)
capitano nelle truppe del re di Polonia, poi per Ve30
nezia, governatore di Capodistria; Carlo Maria de
Pace (1635-1701), freiherr dell’Impero, colonnello
e titolare del Reggimento Corazzieri del generale
conte Rudolf Rabatta, tra l’altro presente alla celeberrima battaglia di Zenta, dove il genio militare di
Eugenio fu palesato a tutta Europa.
La conferenza, già tenuta in diverse città, ha avuto
una durata di circa un’ora, seguendo uno schema
collaudato con una narrazione incalzante, immagini
dell’epoca e spezzoni video, ha emozionato un pubblico attento.
Un ringraziamento particolare ai carissimi amici e
splendidi ospiti Giacomo de Pace e signora, Teresa
Perusini promotori del riuscitissimo evento.
VICENZA
Monte Berico, 31 agosto 2015
La Lampada della Pace, dopo la Santa Messa è
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
stata prelevata dalla Basilica di Monte Berico di Vicenza e portata in pellegrinaggio all'Ossario del Comune di Sovizzo (VI), dagli Alpini Mandamentali
con la presenza di rappresentanti della Delegazione
provinciale.
Sacrario di Pasubio, 5/6 settembre 2015
La lampada della pace, fortemente voluta e realizzata dal Delegato Giuseppe Santo Ponza, con la collaborazione del Segretario provinciale Ruggero Antonio Gaspari, continua il suo Pellegrinaggio verso i
Sacrari della Prima Guerra Mondiale.
Recentemente la predetta lampada prelevata dall'Associazione Nazionale Alpini di Vicenza dal Santuario della Madonna di Monte Berico, dove viene
custodita, ha transitato davanti al Sacrario di Santissima Trinità di Schio (VI) e attraversando il centro storico ha proseguito la sua marcia lungo la Val
Leogra.
La lampada lungo il suo percorso nei vari Comuni
è stata accolta ed omaggiata dagli Alpini locali che
l'hanno accompagnata nelle varie commemorazioni
programmate fino al raggiungimento della Chiesetta di San Antonio di Valli del Pasubio dove, fermatasi tutta la notte, in mattinata si sono svolte le celebrazioni in memoria dei Caduti sul Pasubio.
Si evince, pertanto, che la lampada della pace è
considerata il simbolo itinerante di una storia lunga
100 anni e di cui le Guardie d'Onore sono molto
fiere.
4 ottobre 2015
In questo anno di celebrazioni per il centenario dell’entrata dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, la
delegazione di Vicenza, guidata dal delegato Dott.
Giuseppe Ponza e coordinata dal Segretario Ruggero
Antonio Gaspari, si è impegnata di tener fede al
pellegrinaggio della Lampada Votiva della Pace cominciato lo scorso anno presso i Sacrari Militari del
Veneto. Il percorso della Lampada Votiva detta
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
“Lampada della Pace”, iniziato il 04 ottobre 2014
nel Santuario di Monte Berico ad opera della delegazione di Vicenza, è proseguito domenica 4 Ottobre
2015 al Sacrario Militare di Cima Grappa, ove sono
custoditi i resti di oltre 22000 soldati caduti durante
la Grande Guerra e sulla cui sommità sorge il Santuario della Madonnina del Grappa.
È stata scelta la giornata del 4 ottobre per commemorare il Santo Patrono d’Italia San Francesco d’Assisi, riconosciuto simbolo internazionale di pace.
Questa celebrazione si ricollega idealmente a un
cammino di Pace che le Guardie d’Onore alle Reali
Tombe del Pantheon hanno già iniziato lo scorso 24
Maggio 2015 partecipando insieme alle diverse Associazioni d’Arma Italiane alla deposizione di una
corona d’alloro al Sacrario Militare di Redipuglia, il
più grande sacrario e cimitero monumentale militare
Italiano.
Il pellegrinaggio della lampada votiva è stato pensato
con la speranza di portare luce e pace per le generazioni future, una pace che può trovare compimento solo rivolgendosi al passato e riconoscendo
che non esistono più i nemici di un tempo, ma solamente giovani caduti su entrambi i fronti per la
propria Patria.
A sostenere la delegazione di Vicenza, ha presenziato
alla cerimonia la Delegazione di Bologna (Alfiere
Raffaele Galliani, Dott.ssa Elisa Squerzanti, Cav.
Agostino Pulito accompagnato dalla Guardia Daniela Marinelli, G. d’O. Ancona) guidata dal Delegato Cav. Andrea de Tomasi.
Rappresentanti di altre delegazioni (delegazione di
Ancona, Padova, Rovigo, Treviso e Verona) erano
presenti con bandiere, mantello e labari prima alla
cerimonia poi alla deposizione della corona d’alloro, prima al Sacrario Italiano poi al Sacrario Austroungarico.
Alcune associazioni d’Arma, tra le quali spiccano gli
Alpini in veste storica, hanno accompagnato la cerimonia con tamburo e tromba e la Santa Messa ce31
lebrata da don Marco Marchetti. Un particolare ringraziamento va rivolto al Presidente di Assoarma di
Padova Magg. Gen. Giovanni Angileri che con le sue
sagge parole al termine del pranzo sociale ha ricordato l’importanza di educare le nuove generazioni
alla pace senza perdere l’amor di Patria che ha contraddistinto coloro che sono caduti per Essa.
VITERBO
29 agosto – 6 settembre 2015
La mostra dedicata alla Prima Guerra Mondiale con
le rappresentazioni delle copertine della Domenica
del Corriere illustrate da Achille Beltrame nel periodo 1914-1918.
Un omaggio doveroso, nel centenario della Grande
Guerra, ad un tragico avvenimento bellico costellato
però anche da gloriosi fatti d’arme dei nostri Soldati
che hanno messo l’amor di Patria davanti a tutto.
Questa mostra itinerante per l’Italia, voluta fortemente dall’Istituto per ricordare e celebrare gli Italiani, è stata anche l’occasione per far conoscere
come la guerra sia cambiata rispetto al secolo precedente con la scoperta e l’acquisizione di nuove
armi, tattiche, uniformi e mezzi bellici.
La numerosa partecipazione di visitatori ha dimostrato forte interesse, sotto ogni punto di vista, per
questo grande evento storico che ha segnato nel
bene e nel male il mondo intero e che quindi giustamente deve essere ricordato.
Accanto alle storiche immagini di Beltrame con appropriate didascalie al centro della sala, sormontata
da una grande Bandiera Sabauda e dal ritratto di Re
Vittorio Emanuele III, erano posizionate alcune bacheche contenenti cimeli e decorazioni originali del
periodo bellico ed in particolare in una di queste le
foto con le motivazioni dei quattro decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare nati nella Provincia di
Viterbo.
Una manifestazione di grande impatto culturale che
ha incontrato il favore di tanto pubblico con una evidenziazione dell’ideale monarchico.
FRANCIA
Nizza, 5 luglio 2015
Manifestazione garibaldina. La guardia d’Onore
Chersola, delegato di Imperia e il Gen. Poddighe.
32
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
LETTONIA
STATI UNITI D’AMERICA
Riga, 4 agosto 2015
Il presidente dell’Istituo, capitano di vascello d’Atri.
la Guardia d’Onore ing. Ferrero e le loro consorti
rendono omaggio al monumento ai Caduti per la libertà della Lettonia.
Da destra a sinistra: Uff. Anthony Cipriano, Comm.
Prof. Eric J. Ierardi, delegante, Rev. Comm. David V.
Skoblow, Cav. Di gr. Dott. Robert dei Baroni LaRocca and Hon. Comm. Dominic R. Massaro.
PROSSIMI
EVENTI
Sabato 31 Ottobre 2015
Catania, ore 17, riunione e proiezione di un filmato
del percorso culturale con successivo dibattito.
Sabato 31 ottobre 2015
Napoli, sezione U. N. U. C. I. Campania, via Santa
Brigida n° 64, ore 10.30, conferenza: “La Prima
Guerra Mondiale vinta da tre Napoletani: Vittorio
Emanuele III, Armando Diaz ed E. A. Mario”. Programma: introduce Gerardo Mariano Rocco di Torrepadula, Delegato degli Ordini Dinastici di Casa Savoia e dell’Istituto; relatori: Ciro Romano, docente
universitario di Storia ed Ispettore alla Cultura dell’Istituto; Flavio Russo, storico militare; Fabio Torriero, giornalista, direttore di IntelligoNews e scrittore; conclude Ugo d’Atri, presidente dell’Istituto.
Sabato 31 ottobre 2015
Landiona (NO), nel centenario delle celebrazioni
della Prima Guerra Mondiale, ricordiamo il Re SolGUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
dato, la Regina, che aprì il Quirinale per curare i soldati feriti e tutti i Soldati che caddero nell’adempimento del dovere. Programma: ore 15.45 RITROVO
IN VIA DELLA CHIESA N° 8, PARROCCHIA
SANTI PIETRO E PAOLO, S. MESSA PREFESTIVA: SARANNO RICORDATI VITTORIO EMANUELE III - IL RE SOLDATO - E TUTTI I SOLDATI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
CADUTI NELL' ADEMPIMENTO DEL DOVERE.
Saranno presenti l’Assistente Spirituale della Delegazione, Comm. Can. Mons. Gian Luca Gonzino, il
Presidente di ASSOARMA NOVARA – Gen. di Brig.
Dr. Dario Cerniglia. Lettura di testimonianze su italiani che hanno partecipato alla Prima Guerra Mondiale. Al termine un breve corteo partirà all’uscita
dalla Chiesa per collocare un omaggio alla Via dedicata a Vittorio Emanuele III, concludendosi con la
deposizione di un omaggio floreale al Monumento ai
Caduti. Verrà consegnato al Sindaco un omaggio
della nostra delegazione per ringraziare la cittadi33
nanza per aver mantenuto la via intitolata a Vittorio Emanuele III.
Mondiale agli albori del Fascismo” con proiezione di
immagini dell’epoca.
Domenica 1° novembre – Domenica 15 novembre 2015
Cerignola (FG), mostra storica sulla Grande Guerra
curata dall'Istituto.
Sabato 7 novembre 2015
Milano, Sacrario dei Caduti milanesi per la Patria, cerimonia per il 97° anniversario della Vittoria e per la
tumulazione al Pantheon delle salme dei Sovrani sepolti in terra d'esilio. Programma: ore 14.45 ritrovo dei
partecipanti in largo Caduti milanesi per la Patria
(piazza Sant'Ambrogio - MM2 Sant'Ambrogio); ore 15
formazione dello schieramento, esecuzione degli inni e
rassegna; ore 15.15 benedizione e deposizione di una
corona d'alloro, onore ai Caduti; ore 15.30 Santa
Messa in suffragio di Sua Maestà la Regina Elena del
58° anniversario del Pio Transito e per i Caduti di tutte
le guerre. Nello stesso giorno, presso la caserma “XXIV
Maggio”, via Vincenzo Monti n° 59, ore 17 (e fino alle
ore 20), elezione del delegato provinciale.
Lunedì 2 novembre 2015
Catania, ore 9, Santa Messa per i Caduti presso la
chiesa di S. Nicolò l’Arena in piazza Dante.
Martedì 3 Novembre 2015
Misterbianco (CT), teatro comunale, pomeriggio,
conferenza: “Il ruolo della Croce Rossa e dei Cappellani durante la Prima guerra mondiale”. Tra i relatori ci sarà la G. d’O. Dott. Sergio Sportelli.
Martedì 3 novembre 2015
Varese, sede U. N. U. C. I. di via Magenta n° 2/A, ore
21, riunione organizzativa dei soci della delegazione
provinciale.
Mercoledì 4 Novembre 2015
Catania, ore 9, festa delle Forze Armate in piazza
Duomo.
Mercoledì 4 novembre 2015
Caltanissetta, viale Regina Margherita e piazza Giovanni XXIII (San Cataldo), ore 9.30, partecipazione
della delegazione provinciale alla Festa delle Forze
Armate.
Mercoledì 4 novembre 2015
Treviso/Belluno, la delegazione interprovinciale parteciperà alla manifestazione in occasione della Festa
delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale.
Mercoledì 4 e Giovedì 5 novembre 2015
Canberra (Australia), Raduno Nazionale delle Associazione Combattentistiche e d’Arma organizzato
dall’Addettanza Militare per l’Australia e la Nuova
Zelanda.
Sabato 7 Novembre 2015
Catania, ore 17, riunione e proiezione di un filmato
del percorso culturale con successivo dibattito.
Sabato 7 novembre 2015
Cerignola (FG), polo museale civico, sala conferenze “Nucci Ladogana”, ore 10.30, conferenza del
dott. Franco Conte: “Cerignola dalla Prima Guerra
34
Sabato 7 novembre 2015
Roma, sede della presidenza nazionale, via della
Minerva n° 20, ore 9.30 – 13.30, elezione del delegato provinciale.
Sabato 7 novembre 2015
Creazzo (VI), pizzeria “Da Mario”, viale Italia n°
191, dalle ore 20 alle ore 21, elezione del delegato
provinciale.
Domenica 8 novembre 2015
Peschiera del Garda (VR), celebrazione del convegno
del 1917. Programma: ore 9.30 raduno davanti alla
Sala Storica e saluto delle Autorità; ore 10 Santa
Messa; ore 11 commemorazione da parte del prof.
Francesco Perfetti; ore 12 corteo e corona d’alloro ai
Caduti; ore 13 riunione conviviale al ristorante “Al
Fiore”. La quota di partecipazione al pranzo è di 25
euro; le prenotazioni vanno comunicate entro il 3/11
all’ispettore per il Veneto, gen. Pietro Grassi, all’indirizzo e-mail: [email protected].
Sabato 14 Novembre 2015
Catania, ore 17, riunione e conferenza “L’Istituto e
il suo statuto” della G. d’O. Giuseppe Valore.
Sabato 14 novembre 2015
Casaleggio (NO), nel centenario delle celebrazioni
della Prima Guerra Mondiale, ricordiamo il Re Soldato, la Regina, che aprì il Quirinale per curare i soldati feriti e tutti i Soldati che caddero nell’adempimento del dovere. Programma: ore 16.15 ritrovo
presso il Monumento ai Caduti, via Fitzgerald KenGUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
nedy (vicino al cimitero comunale); deposizione di
un omaggio floreale al Monumento ai Caduti; ore
16.30 ritrovo in Piazza Umberto I, omaggio floreale
alla via dedicata a Vittorio Emanuele III e alla Regina Elena; ore 17 PARROCCHIA DI SANT’AMBROGIO, S. MESSA PREFESTIVA: SARANNO RICORDATI VITTORIO EMANUELE III, IL RE
SOLDATO E TUTTI I SOLDATI DELLA PRIMA
GUERRA MONDIALE CADUTI NELL'ADEMPIMENTO DEL DOVERE. Lettura di testimonianze
su italiani che hanno partecipato alla Prima Guerra
Mondiale. Saranno presenti l’Assistente Spirituale
della Delegazione, Comm. Can. Mons. Gian Luca
Gonzino, il Presidente di ASSOARMA NOVARA –
Gen. di Brig. Dr. Dario Cerniglia. Verrà consegnato
al Sindaco un omaggio della nostra delegazione per
ringraziare la cittadinanza per aver mantenuto la via
intitolata a Vittorio Emanuele III.
Domenica 15 novembre 2015 – Lunedì 30 novembre 2015
San Severo (FG), mostra storica sulla Grande Guerra
curata dall'Istituto.
Domenica 15 novembre 2015
Bagni di Lucca (LU), chiesa di San Pietro in Corsena, ore 11.15, Santa Messa in suffragio di S. M. la
Regina Margherita di Savoia e dei Caduti della
Prima Guerra Mondiale. Al termine della cerimonia
verrà posta una corona sulla lapide interna della
chiesa in ricordo della presenza di Sua Maestà.
Martedì 17 novembre – Lunedì 30 novembre
2015
Pescara, mostra storica sulla Grande Guerra curata
dall’Istituto.
Venerdì 20 novembre 2015
Terni, Casa del Combattente, sezione U. N. U. C. I.,
via Federico Cesi n° 22, ore 18.30, elezione del delegato provinciale.
Venerdì 20 – Domenica 29 novembre 2015
Piacenza, museo del Risorgimento, mostra storica
sulla Grande Guerra curata dall’Istituto.
Sabato 21 Novembre 2015
Catania, ore 17, riunione e proiezione di un filmato
del percorso culturale con successivo dibattito.
Domenica 22 novembre 2015
Caltanissetta, parrocchia di Santa Lucia, corso UmGUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
berto I, ore 18, Santa Messa e concerto per organo
in onore di Santa Cecilia, patrona dei musicisti.
Domenica 22 novembre 2015
Genova, cripta del monumento ai Caduti, ore 10,
Santa Messa celebrata da padre Celso da Favale e
turno d’onore svolto dai soci dell’Istituto.
Sabato 28 Novembre 2015
Misterbianco (CT), sala conferenze dell’ ex stabilimento Monaco, ore 17, conferenza sulla Grande
Guerra in Sicilia.
Sabato 28 novembre 2015
Bagnolo del Salento (LE), sede della delegazione
provinciale, via F. Turati n° 2, dalle ore 16 alle ore
20, elezione del delegato provinciale.
Sabato 28 novembre 2015
Roma, Pantheon, ore 17, Santa Messa in suffragio di
Sua Maestà la Regina Elena.
Sabato 28 novembre 2015
San Nazzaro Sesia (NO), nel centenario delle celebrazioni della Prima Guerra Mondiale, ricordiamo
il Re Soldato, la Regina, che aprì il Quirinale per
curare i soldati feriti e tutti i Soldati che caddero
nell’adempimento del dovere. Programma: ore
16.20 RITROVO DELLE ASSOCIAZIONI COMBATTENTISTICHE E D'ARMA E DEI CITTADINI in piazza Vittorio Veneto n° 1 (Palazzo del
Comune); ore 16.30 deposizione di una corona
d’alloro alla lapide dei Caduti della Prima Guerra
Mondiale; deposizione di una corona d’alloro alla
memoria del Re Soldato Vittorio Emanuele III,
considerando il fatto che presso San Nazzaro Sesia
viene conservata la via al Sovrano; ore 17 ABBAZIA BENEDETTINA DEI SANTI NAZARIO E
CELSO, S. MESSA PREFESTIVA: SARANNO RICORDATI VITTORIO EMANUELE III - IL RE
SOLDATO – E TUTTI I SOLDATI DELLA PRIMA
GUERRA MONDIALE CADUTI NELL'ADEMPIMENTO DEL DOVERE. Lettura di testimonianze
su italiani che hanno partecipato alla Prima Guerra
Mondiale. Saranno presenti l’Assistente Spirituale
della Delegazione, Comm. Can. Mons. Gian Luca
Gonzino, il Presidente di ASSOARMA NOVARA –
Gen. di Brig. Dr. Dario Cerniglia. Verrà consegnato
al Sindaco un omaggio della nostra delegazione
per ringraziare la Cittadinanza per aver mantenuto
la via intitolata a Vittorio Emanuele III. Nello stesso
giorno, presso il bar Borsa, piazza Martiri, dalle ore
35
19 alle ore 20, elezione del delegato provinciale.
Sabato 28 novembre 2015
Castellerio-Pagnacco (UD), chiesetta di S. SILVESTRO, ore 17, Santa Messa in suffragio di S. M. la
Regina Elena. Seguirà la cena presso il Ristorante
“AL CJAVEDAL” (in collaborazione con gli Ordini
Dinastici del Friuli V. G. La Santa Messa sarà celebrata dal Cappellano, mons. Francesco Millimaci.
Domenica 29 Novembre 2015
Catania, ore 10, Santa Messa in suffragio di S. M. la
Regina Elena.
Domenica 29 novembre 2015
Caltanissetta, parrocchia di Santa Lucia, corso Umberto I, ore 17, elezione del delegato provinciale; ore
18, Santa Messa in suffragio della Serva di Dio
Elena del Montenegro, Regina d’Italia, in occasione
del 63° anniversario della morte; a seguire, presentazione delle nuove Guardie d’Onore e conviviale.
Domenica 29 novembre 2015
Arcade (TV), sede delle delegazioni di Treviso e Belluno, piazza Vittorio Emanuele III n° 12, ore 15, assemblea dei soci e, dalle ore 15.30, elezione del delegato interprovinciale. A seguire, rinfresco per
ricordare la nascita al cielo di Sua Maestà la Regina
Elena di Savoia.
Martedì 1° dicembre - Martedì 15 dicembre 2015
Foggia, mostra storica sulla Grande Guerra curata
dall'Istituto.
Martedì 1° dicembre 2015
Varese, sede U. N. U. C. I. di via Magenta n° 2/A, ore
21, riunione organizzativa dei soci della delegazione
provinciale.
Sabato 5 Dicembre 2015
Enna, mattina, scambio degli auguri tra le Guardie
d'Onore e gli insigniti degli Ordini Dinastici di Casa
Savoia della Sicilia.
Domenica 6 dicembre 2015
La delegazione interprovinciale di Treviso e Belluno
organizza una trasferta sociale a Trieste.
Giovedì 10 dicembre 2015
Roma, Campidoglio, ore 17, Conferenza Internazionale Interculturale per la presentazione dell’Opera
di Alessandra d’Epiro, su collazione di fonti storiche
36
in Latino ed Inglese, “Imperator!” sulla diplomazia
interculturale Romano Britannica da progetto University of Oxford “Writing Drama”.
Sabato 12 dicembre 2015
Agrigento, ristorante “Chez Jean”, via Cicerone n°
23, ore 20, elezione del delegato provinciale. A seguire, cena per gli auguri di Natale.
Sabato 12 dicembre 2015
Catania, ore 17, riunione e proiezione di un filmato
del percorso culturale con successivo dibattito.
Sabato 12 dicembre 2015
Caltanissetta, parrocchia di Santa Lucia, corso Umberto I, ore 17.30, vespri solenni e Santa Messa in
onore di Santa Lucia.
Sabato 12 dicembre 2015
Castellerio-Pagnacco (UD), chiesetta di S. SILVESTRO, ore 17, Santa Messa in suffragio di S. M. il Re
Vittorio Emanuele III. Seguirà la cena presso il Ristorante “AL CJAVEDAL”. La Santa Messa sarà celebrata dal Cappellano. mons. Francesco Millimaci.
Mercoledì 16 dicembre 2015
Treviso/Belluno, cena di Natale dei soci della delegazione interprovinciale.
Sabato 19 Dicembre 2015
Catania, ore 17, scambio di auguri tra le Guardie
d’Onore e i loro familiari presso la delegazione.
Sabato 19 dicembre 2015
Caltanissetta, ore 20, conviviale degli auguri di Natale.
Sabato 19 dicembre 2015
Siracusa, parrocchia di San Paolo Apostolo, ore
9.30, elezione del delegato provinciale.
Lunedì 28 Dicembre 2015
Catania, ore 17, Santa Messa in suffragio di S. M. Re
Vittorio Emanuele III.
Lunedì 28 dicembre 2015
Roma, Pantheon, ore 17, Santa Messa in suffragio di
Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele III.
Venerdì 8 gennaio 2016
Caltanissetta, riunione delle Guardie d’Onore della
delegazione provinciale.
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
CULTURA
LA BANDIERA ITALIANA DONATA
DALLA FAMIGLIA DELL’AVVOCATO
VINCENZO PARMEGGIANI E
PROVENIENTE DALL’A. N. M. I. G. DI GORIZIA
PORTATA A REGGIO EMILIA IN OCCASIONE
DELLA FESTA DEL TRICOLORE
di Giovanni Picco
Questa bandiera è stata portata a Roma ed esposta
all’Altare della Patria vicino alla tomba del Milite
Ignoto, dal 6 maggio 2014, sino ai primi di ottobre
dello scorso anno, poi portata con tanta ammirazione
a Reggio Emilia in occasione della Festa del Tricolore dalla N. D. Margherita Serena da Gorizia.
Bisogna premettere che non si era mai data in precedenza l’importanza che meritava questo storico cimelio poiché era posta sotto vetro, malamente ripiegata su se stessa, chiusa in un riquadro in fondo
assieme al quadro di cui non si riusciva a leggere la
firma dell’autore Edmondo Furlan opera che, commissionata dall’avv. Vincenzo Parmeggiani nell’estate-autunno 1916 fu utilizzato successivamente
per la realizzazione della grande scultura in marmo
iniziata alla fine del 1916 in un vecchio capannone
di proprietà Sarcinelli in quel di Cervignano dove,
accudito dalla giovane Caterina Brach (la Tini), si
trovava anche “l’eremo” del Poeta Gabriele D’Annunzio che in quel periodo stava qui elaborando il
suo lavoro “Leda senza cigno” che uscì nel 1916.
Il Furlan era stato inviato al fronte nell’estate del
1915, proveniente da Milano dove aveva studiato disegno e scultura, era al servizio di un sensibile ufficiale medico pluridecorato, mecenate di artisti, il
dott. Carimati, neolaureato in medicina ed inviato a
prestare la sua opera a Selz vicino a Redipuglia sul
Carso Monfalconese.
Siccome il Comando della Terza Armata era posto a
Cervignano e a San Giorgio di Nogaro c’era la sede
della Università Castrense organizzata espressamente per formare nuovi laureati fra gli studenti degli ultimi due anni di medicina per poi inviarli negli ospedaletti da campo del vicino fronte, il Furlan,
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
che per servizio frequentava questi due centri, aveva
avuto la possibilità di dimostrare ai suoi superiori e
al collega Ettore Ximenes, di cui divenne amico, le
sue innate capacità artistiche.
Dopo il primo impiego nelle immediate retrovie del
fronte venne utilizzato assieme allo Ximenes “il fiero
artista dalle passioni violente” a Cervignano. Il Furlan, utilizzò come modello il dipinto che il Parmeggiani gli aveva commissionato per contenere la bandiera della sua famiglia, probabilmente originaria da
Reggio Emilia e attiva in questo luogo di confine, nei
commerci e nelle intermediazioni.
Cervignano, centro della Bassa friulana, occupata dagli Asburgo nel 1509 e, dal 1776 aggregato alla provincia marittima del Litorale austriaco, dopo il breve
intervento francese marzo–ottobre 1797 e 1807-1813,
era rimasto dipendenza degli Asburgo.
Il Furlan, sollecitato anche dal suo superiore il dott. Carimati, diede vita al meraviglioso gruppo scultoreo
che, per l’altissimo significato umano e cristiano, venne
rispettato anche dai “nemici” gli austroungarici, anche
se non finito. Essi sino alla fine di ottobre del 1918, cercarono in tutti i campi di prigionia in Austria in cui
erano stati sistemati gli italiani dopo Caporetto se si
trovava l’autore del lavoro che avevano visto non ancora ultimato per la imprevista ritirata al Piave della
Terza Armata, per farlo ultimare.
Il Furlan però era riuscito a passare oltre il Piave e
ivi valorosamente combatteva.
Terminata la guerra l’Artista ritornò a Cervignano e
nel febbraio del 1921 completò l’opera che venne sistemata nel vicino Cimitero degli Eroi ad Aquileia
dove il 27 marzo 1921 venne benedetta dall’ordinario militare e vescovo di Trieste mons. Angelo
Bortolomasi.
Il grande dipinto proveniente da Gorizia e che conteneva in calce la bandiera della famiglia Parmeggiani è chiamato “Cristo del Combattente” e l’opera
marmorea dalla popolazione di Aquileia chiamata
“Cristo dell’Asfissiato” poiché si pensa sia stata fatta
dall’Autore per ricordare le migliaia di morti causate
dai gas che, per la prima volta erano stati utilizzati alle
37
falde del San Michele e che, per lo spirare bizzoso dei
refoli dei venti carsolini avevano accomunato in una
morte atroce sia i combattenti italiani che quelli nemici
e che lui aveva visto nella zona di Selz.
Nell’opera ad Aquileia il Crocefisso è in atto di scendere dalla croce della sua Passione, con un gesto del
braccio schiodato dalla croce è volto verso il primo
caduto che è morto per la sua Patria e che a sua volta
sorregge l’altro soldato nemico anche lui morto per
la sua Patria. Innanzi alla morte tutti gli uomini ritornano veramente fratelli nella volontà suprema di
giungere alla casa del Padre: ut unum sint! per essere una cosa sola.
Non a caso questa opera meravigliosamente significativa dei lutti e dei sacrifici di milioni di giovani durante il primo conflitto mondiale è stata riprodotta
in bronzo e si trova nella Cappella del Museo del
Fante a Roma dove sono ricordati gli oltre 500.000
fanti caduti.
Venendo alla Bandiera Tricolore offerta dalla Famiglia Parmeggiani, risulta dalla cornice del quadro
che il supporto su cui l’Artista ha effettuato il suo lavoro è unico per cui lo spazio riservato alla sistemazione del vessillo non è stato toccato dalla pittura.
Possiamo facilmente ipotizzare che l’avv. Parmeggiani Vincenzo, Presidente del Comitato di Salute
Pubblica il 1 novembre 1918, noto irredentista e Sindaco di Cervignano dal 1918 al 1920 avendo ereditato dai suoi la bandiera tricolore che certamente
aveva sventolato a Reggio, probabile città di provenienza, ed era stata conservata con amore nella sua
casa con il timore di essere scoperto dalla polizia austriaca che era molto attiva nella zona di Strassoldo-Cervignano.
Avendo potuto avvalersi delle capacità artistiche del
Furlan si pensa che abbia fatto rielaborare la bandiera originaria in cui, al centro del tricolore forse
non c’era lo stemma sabaudo ma forse la faretra per
cui si è provveduto ad aprire una finestrella e ad inserire una tela con uno scudo con la croce dei Savoia
ed a far dipingere, forse dal Furlan, una Corona reale
in capo allo scudo.
La preziosità di questo reperto viene riportata nella
“Storia di Cervignano” scritta da Giuseppe Fornasir allievo di Giovanni Brusin che a pag.133 scrive:
“La popolazione (di Cervignano) in preda all’incubo
stava ritirata nelle abitazioni con le finestre chiuse.
Nel paese non si vedeva anima viva. Solo dal campanile della chiesa i giovani “…”, osservavano
quanto avveniva ai Tre Ponti, dov’era il confine
38
italo-austriaco, e lungo le strade per Cervignano.
Alle ore 7 due colpi di cannone italiano furono diretti
contro la barricata sull’Ausa. Una forò la lamiera di
ferro del parapetto del ponte, l’altra si conficcò nel
muro della casa D’Agostinis (che si trova immediatamente dietro al ponte stesso) all’altezza del secondo
piano, dove su una lapide-ricordo si legge:
ALL’ALBA DEL 24 MAGGIO 1915
QUI L’ITALIA
CON IL PRIMO COLPO DI CANNONE
PRECONIZZÒ
L’UNITÀ DELLA PATRIA
Pochi minuti dopo un breve scambio di fucilate al
ponte ed ecco i bersaglieri,con in testa il trombettiere
che suonava la Carica, irruppero per le vie di Cervignano al comando di un capitano. Una gentile
fanciulla non seppe trattenere il suo entusiasmo ed
uscì loro incontro, di corsa, sul ponte, dando il primo
abbraccio alla Patria: “Benvenuti Bersaglieri! Viva
l’Italia”…“I bersaglieri erano seguiti da una pattuglia di artiglieri a cavallo. La comandava un giovane
tenente che raccontò un secondo episodio chiaro e
gentile: “Ero a cavallo, avevamo appena passato il
passaggio a livello (di via Udine) procedevamo a
sciabola sguainata e con gli occhi aperti perché le finestre erano ancora chiuse. D’improvviso vedo spalancarsi una finestra di una casa signorile sulla sinistra della via. Ci appare una bellissima signorina
bionda, con una grande bandiera che fa subito sventolare, gridando verso di me: “Viva l’Italia. Viva
l’Esercito”. Era la signorina Diem di Trieste, sorella
del giudice distrettuale di Cervignano.
Nella placchetta in ottone della Casa del Mutilato di
Gorizia è scritto accanto al quadro del Furlan:
“Prima bandiera che sventolò a Cervignano il 24
maggio 1915 e che accolse i soldati italiani il 4 novembre 1918”.
Dopo Roma il quadro è stato esposto a Cervignano
e a San Giorgio di Nogaro, centri che nel 1914 erano
rispettivamente il primo paese dell’Impero oltre il
confine italiano e l’ultimo paese del Regno d’Italia.
UMBERTO II LA SOLITUDINE DELL’ESILIO
di Onofrio Luigi delli Carri
Dell’ultimo Re d’Italia sappiamo sicuramente molte
cose ma certamente non tutto. Con queste poche righe non pretendo di colmare un vuoto, ma solo di
prendere in esame qualche aspetto poco considerato,
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
visto con gli occhi non dello studioso ma di un fervente monarchico, un nostalgico sostenitore della dinastia sabauda. Non voglio prendere in considerazione l’operato del Governo USA che forte della sua
vittoria nel II conflitto mondiale e abituato com’è ad
esportare la sua “Democrazia” volle che in Italia la
monarchia fosse sostituita da una Repubblica. La
stessa cosa, però, non ha osato fare in Giappone dove
l’Imperatore all’epoca “Hirohito” era considerato
una divinità. Si volle il referendum istituzionale nel
quale i brogli elettorali, le forzature, le omissioni furono troppe da parte dei politici di allora e dei servizi segreti Usa. Di certo c’è che se la competizione
elettorale del 2 giugno ’46 avesse avuto uno scrutinio regolare la monarchia avrebbe ottenuto non
meno del 60% dei consensi nella peggiore delle ipotesi. Il 7 giugno un giovane monarchico Enzo Selvaggi presentò alla Suprema Corte di Cassazione, un
ricorso contro il risultato del referendum. Il ricorso
era basato sui quorum, ossia bisognava tener conto,
secondo quanto stabilito dall’art. 2 del Decreto Luogotenenziale del 16 marzo del ’46 proprio sul referendum che in sostanza affermava che la maggioranza si formava con la metà più uno degli elettori
votanti. Bisognava, quindi, calcolare anche le schede
bianche, nulle, o annullate. Se il ricorso di Selvaggi
fosse stato accolto oggi avremmo ancora la MONARCHIA, la Cassazione bocciò il ricorso con 12
voti contro 7 e tra i sette vi furono quello del Presidente Pagano e del procuratore Generale Pilotti.
Immagino, in quelle ore convulse del dopo voto, il
giovane Re in quale stato di agitazione e di tormento fosse per l’incertezza dell’esito del voto e del
suo futuro, e di quello dell’Italia. Lui si è fidato del
suo popolo ed il suo popolo lo ha tradito, non il popolo degli elettori quello lo avrebbe ancora visto
bene al suo posto lo ha tradito il popolo della politica la banda dei disonesti al governo che fece carte
false per ottenere i propri vantaggi, l’inquietudine di
quei momenti era sicuramente tanta. Tutti ricordiamo il filmato dell’ultimo viaggio di re Umberto
dall’Italia quando sale sull’aereo che lo porterà in
Portogallo, aveva la barba non rasata da almeno due
giorni, gli occhi che faticavano a trattenere le lacrime, che desideravano scendere copiose, perché da
buon Savoia bisogna saper fronteggiare ogni situazione, come affrontò l’attentato in Belgio, ad opera
di un anarchico italiano, senza scomporsi, e con
grande dignità e coraggio. L’arrivo a Cascais (Portogallo) meta finale, stessa nazione dove il suo triGUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
snonno Carlo Alberto primo Re del ramo Savoia
Carignano, nel 1848 si ritirò e lì lo trovò la morte.
Re Umberto prima di partire volle assicurarsi che l’Italia, già tanto provata dal 2° conflitto mondiale, in
una deriva quale si poteva immaginare di una guerra
civile. Motu proprio sciolse tutti colori i quali, militari e non, erano legati da giuramenti di fedeltà al
RE, lanciò l’ultimo proclama e volò in Portogallo da
uomo povero in quanto non ebbe diritto a nessun riconoscimento, nessun vitalizio anzi i beni di famiglia
che a seguito della morte del padre Re Vittorio Emanuele III la parte spettante a Re Umberto venne
confiscata dallo Stato italiano. Stato molto bravo,
forte e capace, di privare i galantuomini dei beni e
della dignità, ma molto debole con gli avvoltoi della
politica e del malaffare di cui ogni giorno sentiamo
le gesta. In terra straniera senza mezzi economici per
una famiglia di quel rango, vivere avendo bisogno
della solidarietà dei nobili e monarchici italiani, non
fu certo facile, giornate lunghe ed interminabili, vissute sempre nella speranza di una indulgenza politica che gli permettesse un giorno, se non altro, almeno di vivere nella propria amata PATRIA. Spesso
abbiamo sentito di lettere o canzoni di emigranti che
favoleggiano su un ritorno a casa sul suolo patrio,
nessuno impedisce ad un emigrante il rientro, a Re
Umberto, ed ai suoi discendenti maschi, questo era
impossibile, la costituzione lo vietava. La stessa Co39
stituzione, però, non prevedeva sanzioni per una
eventuale trasgressione né civili né penali ma Re
Umberto ed i suoi successori non hanno mai tentato
un rientro non autorizzato, la nobiltà dei Savoia
non è solo per nascita ma anche per stile di vita. Re
Umberto quando, sicuro di una fine certa diagnosticata per un male incurabile attraverso i suoi canali diplomatici chiese al governo italiano di poter
porre fine ai suoi giorni in Italia il permesso non arrivò mai. Umberto II fu lasciato solo con il suo male
che lo vide soccombere a Ginevra il 18 marzo 1983.
Morì da solo in una stanza di ospedale, non c’era
nessuno della famiglia in quegli ultimi istanti di
vita, morì da solo come da solo aveva vissuto i lunghi anni di esilio.
LA RESISTENZA CON LE STELLETTE
di Luigi Ghezzi
Da quando vivo a Vercelli in pianta stabile, oramai
da una ventina di anni, ho quasi sempre partecipato
o assistito alla cerimonia del 25 Aprile. Poiché mai
ho sentito ricordare il contributo dei militari, con
tanto di stellette sul bavero, alla guerra di Liberazione, già lo scorso anno scrissi una lettera a “La
Stampa” di Vercelli - pubblicata il 26 aprile - dal ti40
tolo significativo “L’Italia liberata anche dai Militari”. Allora esordii con “Mi viene da dire che siamo
alle solite: mai e poi mai in tale occasione si ricorda,
nemmeno si accenna, alla Resistenza dei Militari e
delle Formazioni Partigiane Autonome”. Purtroppo
anche quest’anno il copione è stato lo stesso.
Sembra proprio che quella lettera non abbia interessato nessuno. Infatti solo il Prefetto ha sentito il
dovere di ricordare che la Resistenza oltre che dai
Partigiani è stata fatta anche da “altri”. Siccome il
contributo di questi “altri” – essenzialmente i Militari – non è, per entità numerica e per risultati concreti conseguiti, assolutamente inferiore a quello degli altri, mi corre l’obbligo ricordarlo pur a grandi
linee, se non altro per rendere doveroso omaggio ai
tantissimi soldati che combatterono generosamente
nella Lotta di Liberazione, riconquistando palmo a
palmo il territorio nazionale occupato dai Tedeschi.
Il 27 settembre 1943, a soli 19 giorni dall’armistizio, nella zona di San Pietro Vernotico (Lecce) si costituì il 1° Raggruppamento Motorizzato Italiano
con le unità lì dislocate delle Divisioni Legnano,
Mantova, Piceno e del LI Corpo d’Armata, rimaste
fedeli al giuramento prestato al Re ed eseguendo gli
ordini del legittimo Governo in Brindisi. Il Raggruppamento era formato essenzialmente con i reparti della Legnano. Contava appena 3.000 uomini
di fanteria (due battaglioni del 67° Rgt., il LI battaglione di bersaglieri allievi ufficiali di complemento e un piccolo battaglione contro carro- il 5°; un
migliaio di artiglieri dell’11°Artiglieria; altrettanti ne
contavano il genio (51a cp.), i servizi, sanità e Carabinieri. Nel complesso la forza superava di poco i
5.000 uomini, il massimo che in quel momento gli
Alleati erano disposti ad autorizzare. Erano ancora
diffidenti nei nostri confronti!
Le autorità Americane della 5a Armata del Generale
Clark, preoccupate della reale efficienza del Raggruppamento (questo era inquadrato nella 36a D.
fanteria del II C.A Americano) vollero vederci chiaro
con una minuziosa serie di indagini e controlli. Erano
controlli legittimi e giustificati, ma quante mortificazioni, quando mettevano a nudo la nostra inferiorità materiale!
Intanto le settimane passavano e l’entusiasmo si affievoliva, logorato dal dubbio se si sarebbe mai combattuto. Finalmente a dicembre gli Americani decisero di far credito alle nostre insistenze.
Quasi improvviso, giunse l’ordine di entrare in linea
in sostituzione del 141° reggimento di fanteria ameGUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
ricano. Nella notte del 6 dicembre vennero trasportati in linea, con autocarri americani, poco più di
1.000 uomini, la cui forza d’urto era costituita da
due battaglioni: il I del 67° Legnano e il LI bersaglieri allievi ufficiali. Le condizioni stesse nelle quali
venne realizzato l’impiego del raggruppamento –
isolato nello spazio e nel tempo – mettevano candidamente in risalto il suo carattere di esperimento. In
sostanza si disse agli Italiani: andate in linea, quello
è l’obiettivo, vi vedremo alla prova.
L’obiettivo era Monte Lungo e doveva essere attaccato il giorno 8 dicembre. Fu detto loro che le alture
circostanti il monte erano state conquistate dagli
Americani (cosa non esatta e che poi, come si vide,
ci costò piuttosto cara). Gli Italiani d’altra parte
non ebbero il tempo né l’opportunità di assicurarsene. All’alba dell’8 (due giorni dopo), dopo una
massiccia preparazione dell’artiglieria americana, i
fanti e i bersaglieri, accompagnati dal tiro d’appoggio di 40 pezzi dell’11° Artiglieria, si lanciarono con
impeto sulle posizioni nemiche e raggiunsero l’obiettivo. Proprio allora, per disdetta, la nebbia che
aveva favorito l’attacco si diradò. Dai tre lati: da
ovest, da nord e da est e dalle alture fiancheggianti
(quelle che avrebbero dovuto essere in mano americane) proruppe violentissima la reazione del 15°
Rgt. Panzer Grenader della 29a Divisione (una delle
migliori unità tedesche) rinforzato da elementi della
Divisione Goering. D’improvviso il fuoco incrociato
delle armi automatiche, tirate fuori all’ultimo momento dalle caverne in roccia viva o dai solidi ricoveri approntati con putrelle e traversine della sottostante linea ferroviaria, prese letteralmente a falciare
gli assaltatori, le cui sagome si stagliavano scure
contro il cielo, mentre procedevano lungo la direttrice d’attacco sulla linea di cresta. Sottoposti inoltre a intenso fuoco di mortai e di artiglieria, gli attaccanti dovettero arrestarsi, poi tennero duro con
eroica ostinazione, ma alla fine – pena la distruzione
totale – dovettero ripiegare nelle basi di partenza.
Il giorno dopo il Generale Clark, Comandante della
5a Armata, si recò di persona al Comando di Raggruppamento per esprimere al Gen. Dapino il suo
alto apprezzamento per il valore dimostrato dai soldati italiani. Dopo pochi giorni, il 16 dicembre, l’attacco venne ripetuto ma, questa volta nel quadro di
un’azione generale e, come era logico, ebbe successo. Il Tricolore sventolò per la prima volta assieme
alla Bandiera Americana nella quota più alta del
monte.
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
Questa è la Battaglia di Monte Lungo. Dal punto di
vista tecnico-tattico non ha nulla di eccezionale, è un
normale attacco; né si può sostenere che abbia avuto
alcun peso sul complesso delle operazioni: impiegò
solo un migliaio di uomini e di essi quasi la metà non
tornarono.
L’importanza di Monte Lungo va però ben al di là
della quota 343, presa, perduta e poi riconquistata,
lo stigmatizza bene il messaggio del Generale Clark:
“Questa azione dimostra la determinazione dei soldati Italiani di liberare il loro Paese dalla dominazione Tedesca, determinazione che può ben servire
d’esempio a tutti i Popoli oppressi d’Europa”. Tale
successo trascende il campo militare. Assurge infatti
a chiara dimostrazione per gli Alleati e per noi stessi
di essere ancora capaci di battersi per un ideale.
Senza la fiducia, guadagnata lì, sul campo, a costo
di durissimi sacrifici, non avremmo mai ottenuto il
consenso degli Alleati a costituire il “Corpo di Liberazione” del Generale Utili (25.000 uomini) prima
e i Gruppi da Combattimento “Legnano”,”Friuli”,
“Cremona”, “Folgore”, “Mantova” e “Piceno” poi.
Questi, vere è proprie Divisioni leggere binarie di
9.500 uomini, poterono ben presto assumere in proprio la responsabilità di interi settori del fronte.
Sempre combattendo, il corpo di Liberazione risalì
l’Abruzzo, il Lazio, le Marche e la Toscana. Poi,
nella grande offensiva del ’45 in Emilia Romagna i
Gruppi da Combattimento furono schierati in sostituzione di Divisioni Alleate o comunque in prima linea in settori delicati del fronte.
Superato il Po, ormai con il nemico in rotta, varie colonne emanate dai gruppi da combattimento raggiunsero Milano, Torino, Mantova, Brescia, Bergamo
e la valle dell’Adige.
I fatti sono questi ed indiscussa è la loro portata: l’Esercito Italiano di Liberazione, risalendo la Penisola
in combattimento a fianco degli Anglo-Americani
contro i Tedeschi, riconquistò all’Italia la fiducia e il
rispetto e delle Nazioni Alleate ed assicurò la collocazione del nostro Paese nel novero delle democrazie occidentali.
Di qui, credo di essere proprio dalla parte della ragione nel ricordare che i sopra nominati Combattenti
“qualche” merito se lo siano ben guadagnato per
NON essere ancora oggi colpevolmente dimenticati,
se non altro per rispetto dei loro Caduti che, dal dicembre ’43 all’aprile ’45, ammontano a 8100 unità.
Tra gli “altri” che fecero la Resistenza ci sono anche
i moltissimi militari italiani, di ogni ordine e grado,
41
che, fedeli al giuramento prestato, diedero vita alle
così dette Brigate “autonome” perché non politicizzate.
Queste erano costituite soprattutto da militari che,
sorpresi dall’armistizio in territorio controllato dai
Tedeschi non poterono raggiungere il sud, dove era
esercitata la legittima continuità dello Stato Italiano. Essi rifiutarono d’arrendersi, si diedero alla
macchia, e continuarono la lotta sotto forma di guerriglia armata in tante formazioni autonome, come
quella piemontese costituita dai soldati della IV Armata, la Brigata “Amendola” del Col. Gancia, la Brigata “Piave”, che operava nel trevigiano, la Brigata
“Scordia” di Cavarzerani in Cansiglio, le formazioni dei comandanti Longhi, Genovesi, De Prada e
Lombardini, operanti in Val d’Ossola e in Val di
Toce, il Reggimento “Italia libera”, che agiva in
Carnia, i gruppi operanti in Lombardia e nel Veneto,
il gruppo “Berta” di Tullio Benedetti, la banda comandata da Manrico Ducceschi -“Pippo”- e la banda
di Bosco Martese, che agiva nel Tramano.
Per delineare meglio quello che furono queste formazioni mi avvalgo di quanto si legge del Comandante piemontese, di Mondovì: il Maggiore degli Alpini Enrico Martini Mauri.
Il Magg. Martini–Mauri era il Comandante degli
Autonomi che hanno combattuto nel Cuneese, nel
Monferrato, in vaste zone del Basso Piemonte e persino nel Savonese. Ebbe fra i caduti le medaglie
d'oro Ignazio Vian e il quindicenne Gimmy Curreno.
Capitano degli Alpini aveva combattuto in Africa
Settentrionale. Nella battaglia della Marmarica e
del deserto egiziano, si meritò ben tre ricompense al
valore e venne promosso Maggiore.
Nei giorni della proclamazione dell'armistizio era in
servizio allo Stato Maggiore dell’Esercito: non esitò
un momento. Subito si aggregò ad un reparto di Granatieri per prendere parte alla difesa di Roma.
Dichiarata Roma città aperta, il Maggiore cerca di
raggiungere il Piemonte per unirsi alle unità della 4a
Armata che, si dice, continuino la resistenza contro
i tedeschi. Catturato da questi ed internato nel
campo di concentramento di Apuania, nottetempo
riesce ad evadere ed il 17 settembre raggiunge le vallate del Monregalese, ove inizia l'organizzazione
delle prime unità partigiane.
Il 25 aprile 1945, dopo venti mesi di lotta ininterrotta e senza quartiere, il I Gruppo Divisioni Alpine
del C.V.L. da lui costituito, forte di nove divisioni
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partigiane (circa 10.000 uomini), partecipa validamente alla liberazione di Torino, Asti, Alessandria,
Alba, Bra, Mondovì, Ceva, Savona, dopo aver pagato
alla Causa della Libertà un tributo di 900 morti e di
oltre 1.000 feriti e mutilati.
Tra i dimenticati vanno ricordate anche le organizzazioni clandestine monarchiche quali l’“Organizzazione Franchi” di Edgardo Sogno, l’“Organizzazione Otto” del prof. Otto Balduzzi e il “Centro
Militare”, diretto in Roma dal colonnello Giuseppe
Cordero di Montezemolo, che coordinava tutte le
azioni di resistenza nell’Italia centrale. Egli, capo riconosciuto della resistenza romana, fu la vittima
più illustre del massacro nazista delle Fosse Ardeatine.
Infine non vanno assolutamente dimenticati neppure
le migliaia di militari italiani che, fedeli al giuramento prestato al Re ed internati nei campi nazisti,
rifiutarono d’aderire alla RSI. Essi furono altrettanti Resistenti che pagarono la loro fedeltà con la
morte.
Nel totale, qualora si considerino anche i militari deceduti nell’opporre resistenza ai Tedeschi nei vari
fronti (Balcani, Grecia, isole Egee, etc.), le vittime
degli Internati Militari Italiani (IMI) e quelli che
hanno perso la vita nelle formazioni Partigiane, le
Forze Armate – secondo dati forniti dal Centro studi
della Resistenza – hanno dato il triste tributo di
87.000 caduti, di cui 76.000 dell’esercito, compresi
42.000 IMI.
Questo è tutto. È bene che sia tramandata ai giovani
tutta la verità sulla Resistenza, senza reticenze di
parte. Nessuno ha il diritto di essere più uguale degli altri!
LA PENA DI MORTE NEL MONDO OGGI.
UN D.d.L. IN ITINERE.
PER UNA LETTURA (DI PARTE?) DELLA STORIA
di Roberto Giacalone
Lo scorso 21 maggio la Camera ha licenziato, con
331 voti favorevoli su 332 presenti, il D.d.L. 1935,
che è stato così trasmesso al Senato per la definitiva
approvazione. Il D.d.L., sottoscritto da 75 deputati
(di cui 70 del PD), ha per oggetto "Disposizioni
concernenti i militari italiani ai quali è stata irrogata
la pena capitale durante la prima Guerra Mondiale"
ed è volto alla riabilitazione di quei militari, esclusi
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
i condannati per spionaggio, che nel corso del conflitto vennero puniti con la fucilazione in forza delle
norme contenute nell'allora vigente Codice Penale
per l'Esercito. Nella presentazione della legge alla
Camera dei Deputati il citato Codice viene definito:
"... il più repressivo tra quelli applicati dagli Stati
coinvolti nella prima Guerra Mondiale" e "obsoleto", in quanto risalente al 1869 ed ispirato al precedente Codice del Regno di Sardegna del 1840.
In genere, prima di giudicare un avvenimento è opportuno contestualizzarlo. A maggior ragione questo
criterio dovrebbe essere applicato nell'esame di una
norma risalente ad un diverso momento storico e
volta a disciplinare il comportamento di un consistente gruppo di esseri umani, quale un esercito. Verifichiamo, quindi, la valenza degli attributi che,
secondo i preponenti del D.d.L. 1935, caratterizzavano il Codice Penale per l'Esercito:
"il più repressivo": non può essere questa la sede per
un esame ed una comparazione delle pene previste,
reato per reato, per i militari dei vari Eserciti nel
corso della Ia G. M. Però, in merito, può essere ritenuta valida e dirimente una considerazione: Inghilterra, Francia, Germania e, in misura minore, Austria, si erano costituite come stati unitari da vari
secoli ed avevano una lunga tradizione militare acquisita in innumerevoli battaglie che avevano forgiato lo spirito delle loro Forze Armate. La disciplina, per non parlare dell'amor di patria, erano
dunque valori pressoché scontati e consolidati. Per
contro l'Italia era nata solo 55 anni prima dell'entrata in guerra ed il suo Esercito era stato impiegato
più per reprimere moti popolari che non in "guerre
guerreggiate"; anche la conquista della Libia e delle
isole di Rodi e del Dodecaneso del 1911 possono essere considerate quasi esercitazioni più che fatti
d'armi veri e propri. In sintesi, con una popolazione
che non aveva ancora metabolizzato i valori unitari,
un Esercito che, parimenti, non poteva aver ancora
formato un proprio spirito di corpo e soldati che, in
molti casi, ignoravano il concetto di patria, appare
del tutto ovvio che la disciplina dovesse essere imposta e mantenuta con norme decisamente più severe;
"obsoleto": effettivamente, il citato Codice Penale nel
1915 compiva 46 anni e traeva ispirazione da norme
del 1840. Questa consapevolezza (una norma risalente a 46 anni prima è chiaramente datata) dovrebbe spingere i nostri parlamentari ad un attivismo
frenetico. In merito, si pensi che, sia pure con le moGUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
difiche apportate nel corso degli anni, il Codice Penale attualmente in vigore risale al Regio Decreto n.
1398 del 1930, il Codice Civile nasce con il Regio
Decreto n. 262 del 16 marzo 1942. Per non parlare
della nostra Costituzione che, entrata in vigore il 1°
gennaio 1948, ha compiuto il 67° anno di età, viene
ormai criticata da gran parte dei media ma è ritenuta
sacralmente intoccabile da quasi tutti i gruppi politici.
Dopo aver valutato lo spessore di alcune delle critiche mosse al Codice Penale per l'Esercito, veniamo
ora al contenuto del D. d. L. 1935 che intende riabilitare complessivamente 4.028 militari processati
e condannati, di cui 750 passati per le armi, e 350
vittime delle cosiddette "decimazioni".
È d'obbligo riconoscere che in quegli anni la giustizia non seguiva i principi garantisti che attualmente
sono alla base di qualsiasi processo. I procedimenti
erano spesso sommari e, più frequentemente di
quanto non si vorrebbe, le sentenze erano ispirate
dall'esigenza di costituire un monito. Pertanto, è
più che logico il sospetto che fra i 750 giustiziati vi
fosse un x % di innocenti o di colpevoli meritevoli di
pene decisamente meno gravi. A distanza di 100
anni è però praticamente impossibile determinare il
valore di quell'x % con un margine accettabile di approssimazione. Indipendentemente poi dalla ripartizione fra colpevoli ed innocenti, resta il fatto che
l'evoluzione del pensiero e della sensibilità umana,
il generalizzato imporsi del concetto di sacralità
della vita hanno determinato in noi il rifiuto della
pena di morte quale condanna. Attualmente nel
mondo sono 40 gli stati che la prevedono e la applicano regolarmente e solo i fanatici del Califfato la ri-
43
tengono addirittura un valido strumento di intimidazione e propaganda.
Questa situazione però è propria solo dei tempi moderni e nel 1914 le sensibilità erano completamente
diverse. Si pensi che, anche se l'ultima esecuzione è
avvenuta nel 1917 - disegno del Tenente Paolo Caccia Dominioni 1870, la Città del Vaticano ha formalmente eliminato la pena di morte dai propri Statuti nel 1969 e l'ha completamente cancellata dal
vigente ordinamento giuridico solo nel 2001, per volontà di Papa Giovanni Paolo II. Pertanto, quei tragici eventi non possono essere valutati senza tenere
conto delle profonde differenze esistenti fra la nostra
e la mentalità esistente agli inizi del '900.
Comunque e solo sulla base dell'odierno sentire, il D.
d. L. intende (Art. 2, comma 2) "... manifestare la
volontà della Repubblica di chiedere il perdono dei
militari caduti" a seguito delle condanne. Esprimere un giudizio su questo intendimento potrebbe
sembrare cinico, peraltro, facendo un parallelo con
un altro, celeberrimo evento europeo, non risulta che
la Francia abbia chiesto perdono alle vittime degli
orrori commessi, durante la Rivoluzione, dal "terrore" di Robespierre e, per quanto noto, nelle vicinanze della Bastiglia non vi sono targhe che ricordino
quelle ingiuste decapitazioni. Per contro i nostri legislatori hanno previsto (citato Art. 2, comma 2) che
i militari giustiziati vengano ricordati con una targa
in bronzo da affiggere al Vittoriano ed in tutti i sacrari.
Tenuto conto che il reato più frequente era quello
della diserzione, non sembra che possa essere ritenuta particolarmente valida l'idea di accostare i
nomi di caduti nell'adempimento del proprio dovere
(magari decorati di una medaglia al Valor Militare)
a quelli di altri soldati che, per stanchezza o comunque per motivi umani comprensibilissimi, hanno
abbandonato la prima linea.
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Inoltre, al fine di dare il massimo di enfasi all'evento,
il testo da incidere sulla targa verrà scelto attraverso
un concorso bandito dal Ministero per l'Istruzione fra
tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo
grado. In altri termini, il senso profondo delle parole
con cui ricordare quegli eventi verrà affidato a giovani che, al netto di eventuali politicizzazioni, ne
hanno una conoscenza limitata alla lettura delle poche pagine che i libri di testo dedicano alla Grande
Guerra.
Forse, il ricordo di quei caduti può essere più propriamente affidato alle parole di Paolo Caccia Dominioni, un uomo al di sopra delle parti e che ha vissuto in prima persona quegli eventi. Per chi non lo
conoscesse, si ricorda che il Tenente Caccia Dominioni partecipò alla Grande Guerra meritando, nel
1917, una medaglia di bronzo al Valor Militare. Richiamato in servizio nel corso della II Guerra Mondiale con il grado di Maggiore ed al comando del
XXXI Battaglione guastatori venne decorato con:
croce di Ferro di 2a classe, conferitagli da Rommel
nel luglio 42 (1a battaglia di El Alamein);
medaglia d'argento al V. M. nel novembre 42 (2a battaglia di El Alamein);
medaglia di bronzo per la partecipazione alla lotta
partigiana, nel 1945.
Per spiegare la stanchezza dei soldati ed il crollo psicologico di molti è sufficiente rileggere il Suo Diario
di Guerra: "Trincea! Abominevole carnaio di putredine e di feci, che la terra si rifiuta di assorbire, che
l'aria infuocata non riesce a dissolvere. Lì tanfo di
cadavere lo ingoiamo col caffè, col pane, col brodo".
Parole crude, che rivelano tutto il dramma di mesi
vissuti fra attacchi (spesso insensati), bombardamenti e privazioni, vedendo solo amici, commilitoni,
compaesani portati via dalla morte.
L'umana comprensione per questa tragedia collettiva, l'intima, spontanea partecipazione a questa
diffusa sofferenza non può e non deve farci dimenticare coloro che furono in grado di resistere e che,
anche inconsapevolmente, si sacrificarono per il
bene di una Patria di cui, forse, alcuni ignoravano il
significato profondo. Ben venga, quindi, la riabilitazione generalizzata di quanti, colpevoli o innocenti,
persero la vita per colpa di una giustizia necessariamente severa ma umana e, quindi, fallace. Non si
confondano però i nomi, non si creino inutili ed ingiusti parallelismi fra gli attori di un dramma collettivo usciti di scena in modo diverso. La profonda
riconoscenza per chi ha contribuito a creare l'Italia
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
NOTE LIETE
La Guardia d'Onore della Delegazione di Asti, Alessandra Tiri, figlia della G. d’O. Dr.ssa Michela Morreale, si è brillantemente laureata con 110 e lode con
menzione, presso l'Università di Genova, in Economia e Istituzioni Finanziarie.
La Guardia d’Onore Comm. Prof. Paolo Sturla Avogadri è stato nominato Presidente della Federazione
Provinciale di Ferrara dell’Istituto del Nastro Azzurro.
Il 29 giugno scorso la Guardia d’Onore don Emanuele Gianluigi Borserini è stato ordinato sacerdote
nella basilica cattedrale di Massa.
Erano presenti
alcuni membri
della delegazione
di Massa – Carrara.
Il giorno 5 ottobre 2015 è nato
Salvatore, figlio
delle due Guardie
d’Onore agrigentine Carlo Baldassano e Francesca
NECROLOGI
AIUDI Giancarlo – Ancona – iscritto n° 19283 dal 31 dicembre 2005
ANTONELLI Fabrizio – Viterbo – iscritto n° 19233 dal 19 aprile 2006
BENCINI Paolo A. Innocenzo – Genova – iscritto n° 10776 dal 25 ottobre 1985
CAFIERO Gennaro – Ladispoli (RM) – iscritto n° 22142 dal 14 luglio 2011
CARINI Maddalena – Montebello della Battaglia (PV) – iscritta n° 22471 dal 3 aprile 2012
de MERZLYAK Olga – Genova – iscritta n° 12307 dal 9 marzo 1992
MARTINENGO Aldo – Viterbo – iscritto n° 20384 dal 21 gennaio 2008
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
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NUOVI
ISCRITTI
NUMERO
COGNOME
E
NOME
GRADO MILITARE
PROFESSIONE
CITTÀ
NASC.
23.530
IMBROGLIA Gian Marco
Studente
Roma
23.531
TONDOLO Simona
Impiegata
Corato (BA)
23.532
LAMBO Antonella
Impiegata
Ruvo di Puglia (BA)
23.533
YANQUI APAZA Dario
Studente
Roma
1997
23.534
BATTISTA Michele
Sergente dei Bersaglieri Pensionato
Campobasso
1953
23.535
PALANGE Michele
Sergente di Marina
Pensionato
Campobasso
1940
23.536
PIETRUNTI Michele
Caporale dei Bersaglieri
Pensionato
Campobasso
1951
23.537
CATTANEO Silvana
Impiegata
Asti
23.538
SORAVITO DE FRANCESCHI Lucio
Vescovo
Rovigo
1939
23.539
FURINI Mario
Sacerdote parroco
Adria (RO)
1941
23.540
COMISSO Luciano
Pensionato
Gorizia
1946
23.541
GROSSI Gabriella
Operatore turistico
Frascati (RM)
23.542
BISCEGLIA Luigi
Luogotenente CC
Sottufficiale dei Carabinieri
Marina di Strongoli (KR)
1958
23.543
CASTALDO Angelo
Sottotenente
Pensionato
Afragola (NA)
1950
23.544
GUARISCO Alessandro
Generale di Brigata
Ufficiale dell'Esercito in s.p.e. Como
1957
23.545
CASSANEGO Stefano
Luogotenente
Pensionato
Valdagno (VI)
1945
23.546
MAURO Tullio
Pensionato
Vicenza
1934
23.547
COVELLI Vincenzo
Imprenditore agricolo
Roma
1949
23.548
FALCAO SILVA TAVARES
Paulo G.
Abrancalha (Portogallo)
1963
23.549
MORANTE Giuseppe
Libera professione
La Spezia
1961
23.550
MANCINI Luca
Tenente dei Paracadutisti
Resp. Sett. Estero Az. Ital.
Ravenna
1971
23.551
DEL BENE Tarcisio
Primo Maresciallo E. I.
Pensionato
Codroipo (UD)
1949
23.552
RIZZUTI Francesco
Ufficiale Polizia Zoofila
Cosenza
1976
46
Granatiere
1992
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
OGGETTISTICA
Fascia da Braccio
Foulard
Cravatta sociale
Cravatta
Marinella
Dist. commemorativo
per il trentennale della
morte del Re Umberto II
Distintivo
G. d’O. Scelta
€ 20,00
€ 30,00
€ 30,00
€ 100,00
€ 30,00
€ 20,00
Distintivo
Ispettore
Distintivo G. d’O.
Scelta Ispettore
Distintivo
G. d’O.
Medaglia al Merito
di Servizio grande
Medaglia al Merito
di Servizio piccola
Gemelli
€ 20,00
€ 20,00
€ 10,00
€ 50,00
€ 30,00
€ 30,00
Barrette
di riconferma perla
Medaglia al Merito di
Servizio piccola
in oro
€ 30,00
€ 20,00
Calendario 2015
Volume
“Morire a Napoli”
Volume “Storia e
ruolo della Guardia
d’Onore”
€ 10,00
€ 10,00
€ 15,00
CD AUDIO
"Alle radici
della millenaria
Casa Savoia"
€ 10,00
in argento
Centenario morte
V.E. II
€ 30,00
DISTINTIVI COMMEMORATIVI
Quarantennale
Quarantennale
Scudetto di stoffa
morte V.E. III
morte V.E. III
€ 30,00
Medaglia Regina
Elena
Fregio in
materiale plastico
€ 30,00
€ 10,00
€ 20,00
€ 5,00
Fregio da basco
Crest
€ 15,00
€ 35,00
Scudetto
ricamato
Bandiera
(in imitolana)
Adesivo tricolore
Polo azzurra con bordi
tricolori e fregi a scelta:
stemma di Casa Savoia o aquila
araldica del Regno d’Italia
€ 25,00
€ 50,00
€ 2,00
€ 25,00
Sotto ciascun oggetto sono indicate le offerte minime per la cessione dei gadget sopraelencati.
La cessione può essere effettuata soltanto ai soci. Gli oggetti sono disponibili presso l'Istituto; in caso di spedizione occorrerà aggiungere € 5
per le spese postali. Per verificare l’effettiva disponibilità dei singoli articoli, consultare la sezione “Oggettistica” del nostro sito internet
www.guardiadonorealpantheon.it
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
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GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
DALLA
PRESIDENZA
138° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DELL’ISTITUTO
Sabato 16 gennaio 2016
• varie ed eventuali.
Il Consiglio Generale dell’Istituto è convocato a
Roma, dalle ore 9 alle ore 18, presso l’hotel Minerva di piazza della Minerva, con il seguente ordine
del giorno:
• approvazione del bilancio consuntivo 2015;
• approvazione del bilancio preventivo 2016;
• elezione del presidente dell’Istituto per il triennio
2016 – 2019;
• nomina dei consultori e degli ispettori;
• sottoposizione al Consiglio Generale dei nominativi dei componenti della commissione di disciplina
e del collegio dei revisori dei conti;
• concessione delle medaglie di benemerenza per il
2015 (art. 28 dello statuto);
Domenica 17 gennaio 2016
• ore 9.30 deposizione di una corona d’alloro al sacello del Milite Ignoto, presso il monumento a Vittorio Emanuele II (Altare della Patria);
• ore 10.30 Santa Messa al Pantheon in onore dei Re
e delle Regine d’Italia;
DISPOSIZIONE
All’Altare della Patria salirà il labaro dell’Istituto decorato di quarantuno medaglie d’oro al valor militare; il corteo dall’Altare della Patria al Pantheon si
svolgerà se autorizzato.
ADESIONE ALLA COLAZIONE SOCIALE
Il/I Signor…………………………………………………………………………………………...............……
intende/ono partecipare alla cena di gala organizzata dall’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali
Tombe del Pantheon in occasione del 138° anniversario della fondazione, che si terrà Sabato 16 gennaio
2016 all’hotel Ambasciatori, via V. Veneto n° 62, Roma (cravatta nera o abito
scuro).
La quota di partecipazione è di 60 euro a persona.
Si prega di provvedere al pagamento anticipato della quota stessa tramite versamento sul c/c n° 59325001 esplicitando la causale: CENA DI GALA 16 GENNAIO 2016 intestato a ISTITUTO NAZIONALE PER LA GUARDIA D’ONORE ALLE REALI TOMBE DEL PANTHEON e di inviarne copia presso la Presidenza, unitamente
al presente modulo (a mezzo posta, e-mail o fax al numero: 06/69925484) entro il 12 gennaio 2015.
Si comunica il nome dei seguenti partecipanti:
…………………………………………………………………………………………….................……………
…………………………………………………………………………………………….................……………
…………………………………………………………………………………………….................……………
…………………………………………………………………………………………….................……………
GUARDIA D’ONORE N. 6 - 2015
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Numero 6 - Istituto Nazionale per la Guardia d`Onore alle Reali