Il Presidente propone la trattazione dell’ordine del giorno n. 113 presentato dal Sindaco avente per
oggetto: avvio delle procedure per la stipula di un Accordo di Programma, ai sensi dell’art. 34 del D. Lgs.
267/2000, promosso dal Comune di Bergamo, con la partecipazione della Provincia di Bergamo, della
Società Sacbo S.p.A. e della Società Aviostil s.r.l., finalizzato alla realizzazione del “Centro Servizi
Aeroportuale”.
(Durante la discussione entrano in aula l’assessore Fusi, il Sindaco e i consiglieri Ceci, Crescini, Turconi
ed esce il consigliere Personeni; sono presenti n. 32 consiglieri).
PRESIDENTE:
Prima di dare la parola all'Assessore Grossi vi informo che il Sindaco ha chiamato per avvisare che sta
arrivando, comunque per l'illustrazione della delibera do la parola all’Assessore Grossi.
Se vi sono degli ordini del giorno collegati per cortesia depositateli qui al tavolo della Presidenza, perché
vanno presentati prima dell'inizio della discussione.
ASSESSORE DOTT. GROSSI:
Signori consiglieri, il provvedimento e cioè l'avvio della procedura di accordo di programma che
esaminiamo questa sera ha richiesto molto tempo in termini di preparazione, perché si tratta di un
provvedimento di natura piuttosto importante.
Come voi sapete e come vi è anche stato documentato attraverso un opuscolo che è stato distribuito a
tutti i consiglieri comunali, o perlomeno sicuramente a quelli che fanno parte della III Commissione, in questi
anni l'aeroporto civile di Orio al Serio ha registrato incrementi considerevoli e consistenti sui volumi di traffico
e soprattutto una graduale riconversione dal traffico merci al traffico passeggeri.
Quanto questo abbia influenzato o abbia causato effetti di natura economica, turistica e occupazionale
sulla nostra città, anche in termini di prospettiva futura soprattutto per ciò che attiene il turismo, perché
mentre per gli aspetti occupazionali e per quelli di natura economica si è già in grado di fare una misurazione
concreta di questi risultati, per quanto riguarda quelli turistici siamo solo in condizioni di stimare le previsioni
e le potenzialità ancora inespresse, tutti questi elementi dicevo sono considerati ed elencati attraverso una
estrapolazione effettuata con una ricerca condotta dall'Università Bocconi di Milano che è all'interno
dell'opuscolo che è stato consegnato ai consiglieri comunali.
Da un altro lato lo sviluppo di questo aeroporto, è innegabile, negli anni ha prodotto anche un altro
risultato o meglio un'altra situazione in questo caso meno positiva, e cioè che la convivenza di un city airport,
ossia di un aeroporto civile con volumi di traffico ormai di livello europeo a poca distanza da un centro
storico, normalmente costituisce una problematica abbastanza complessa per quanto concerne la sua
sostenibilità ambientale.
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E quindi questo ordine del giorno che presenta il Sindaco costituisce un'occasione importante in primo
luogo per dare all'aeroporto quelle strutture, quelle dimensioni fisiche, quella sua organizzazione che lo
rendano in grado di poter svolgere questa vocazione rivolta in particolar modo al traffico passeggeri su cui in
questi anni si è sviluppato. E da un altro lato possono anche essere l'occasione per introdurre miglioramenti
importanti per quanto concerne il collegamento tra quella che ormai è una delle zone aeroportuali più
importanti della Lombardia nella sua accezione più diffusa, cioè considerando anche tutte quelle funzioni più
o meno di corollario che vi sono intorno, e la città che, come voi sapete, è piuttosto deficitaria ad oggi anche
in considerazione del fatto che intorno all'aeroporto sono nate iniziative commerciali negli anni passati che
hanno prodotto particolari riflessi sul piano della viabilità, soprattutto in ordine a quella viabilità di
attraversamento che fa sì che antichi quartieri, più anticamente ancora paesi, siano sostanzialmente divenuti
luoghi di attraversamento improprio o addirittura delle vere e proprie radiali esterne.
Con questo accordo di programma in buona sostanza si va a dedicare un'area tra le più importanti in
termini di dimensione, ma anche tra quelle che possedevano la maggiore capacità edificatoria all'interno del
Piano Regolatore - stiamo parlando di un'area a cui il Piano Regolatore aveva attribuito ben 270.000 mq - ad
un utilizzo probabilmente diverso da quello che il Piano Regolatore aveva stimato ed aveva immaginato e
cioè l'idea è quella di consegnare questo Piano Norma 16 alla collocazione di servizi e infrastrutture di utilità
pubblica parzialmente applicate anche allo sviluppo dell'attività aeroportuale.
Per quanto concerne l'attività aeroportuale più propria, una buona metà del Piano Norma, o dell'area che
era stata individuata per il Piano Norma, dovrebbe ospitare un parcheggio su due livelli ma, cosa
abbastanza interessante per quelle poche notizie che conosciamo in termini progettuali ad oggi, a partire dal
livello interrato, e quindi si dovrebbe realizzare un dimensionamento di circa 10.000 posti auto su due livelli
che consentirebbero con un saldo attivo in più di circa 2.500 rispetto a quelli attualmente sparsi in varie
zone, comprese quelle più remote, che rappresentano la capacità attuale di parcheggi aeroportuali e quindi
la possibilità di poterli raggruppare aggiungendone circa 2500.
Questo consente anche, ed è un effetto positivo dal nostro punto di vista, una certa pulizia, perché nel
frattempo la pressione determinata dall'incremento aeroportuale aveva fatto nascere tutta una serie di
parcheggi esterni più remoti, più o meno comodi, più o meno improvvisati, più o meno costruiti talvolta anche
su abusi edilizi, che certo non corrispondono in termini di efficacia ed efficienza alle esigenze aeroportuali e
nemmeno a quelle di decoro urbano, quindi in questo modo non si fa altro che raggruppare in un layout più
funzionale, più moderno e più sostenibile quello che in gran parte già esiste e rendendolo anche per certi
aspetti più immediatamente collegato all'area aeroportuale.
Vi posso anticipare, anche se non è scritto in alcun documento, che una delle questioni che si porrà
anche in termini di innovazione sarà per esempio come collegare questo nuovo grande parcheggio
aeroportuale con la vera e propria aerostazione, e cioè con quali mezzi, se navetta, oppure su gomma, o
addirittura qualche sistema di ascensore orizzontale che qui potrebbe trovare una sperimentazione piuttosto
interessante e significativa anche rispetto a future scelte dell'amministrazione.
Oltre alla collocazione di questa funzione di parcheggio è prevista anche la costruzione di un ostello, che
altro non è che una struttura dedicata alla ricettività a basso costo, per una dimensione di circa 250 persone;
quindi un ostello con una capacità ricettiva piuttosto importante che dovrebbe anche supportare l'attività
aeroportuale, perché voi sapete che essendo questa concentrata in modo quasi prevalente sui cosiddetti
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viaggi low-cost, porta dietro di sé anche questo tipo di esigenza, che peraltro secondo me aiuta anche a
corroborare, irrobustire e rafforzare la dotazione in termini di ricettività di questa città, che sia per i suoi
obiettivi in termini di sviluppo turistico, che in termini di sviluppo economico più generale piuttosto che
dell'economia legata alla cultura, è ancora nettamente al di sotto delle domande del mercato.
Noi abbiamo poca ospitalità a basso costo in città, e comunque anche sulle fasce a prezzo più normale
abbiamo un tasso di occupazione dei posti letto delle catene alberghiere presenti a Bergamo che sfiora il
90%, che dopo Roma è il più alto in Italia; quindi vuol dire che siamo di fronte ad un cavallo che tira ed
abbiamo buone ragioni per ritenere che questo cavallo possa nel futuro tirare ancora di più ed attrarre
ancora un numero maggiore di flussi turistici sulla nostra città.
Accanto a queste due funzioni ne è prevista un'altra, sempre inerente l'attività aeroportuale, che è in
sostanza tutta l'area di servizio dedicata all'attività di affitto, noleggio, manutenzione legata alle automobili, la
cosiddetta area di servizi per tutta l'organizzazione del rent car; anche questa è una esigenza che si collega
allo sviluppo dell'aeroporto che richiamavo poco fa.
Nell'ambito dell'accordo di programma, e di una prima ipotesi progettuale, sono state anche localizzate
due funzioni pubbliche particolarmente rilevanti; una su richiesta dell'amministrazione provinciale che
riguarda sostanzialmente la ricollocazione del Comando provinciale dei Vigili del fuoco, consentendo in
questo caso una localizzazione che migliora nettamente la qualità urbana per quanto riguarda la città,
perché finisce per decentrare una funzione che oggi là dove è posta produce fastidio. In secondo luogo
migliora anche le condizioni operative dei Vigili del fuoco perché li va a collocare in un'area direttamente
collegata all'asse interurbano e quindi potenzialmente utilizzabile in tutte le direzioni, sia verso la città che
verso tutti gli ambiti della provincia; peraltro questo produce anche un altro effetto indotto, che è la
concentrazione di tutta la capacità operativa dei Vigili del fuoco anche nell'ambito potenzialmente più ad alto
rischio e cioè l'aeroporto; quindi oltre ad un beneficio legato a tutto il territorio provinciale, si ottiene
indirettamente anche un miglioramento delle condizioni di sicurezza dell'aeroporto medesimo.
Accanto a questa funzione pubblica se ne può ricordare un’altra ugualmente importante, soprattutto per il
Comune di Bergamo, e che peraltro è coerente con le indicazioni del Piano Regolatore, perché il Piano
Regolatore sul cosiddetto Piano Norma 16, nei 270.000 mc. di capannoni industriali dedicati alle attività
artigianali e terziarie, prevedeva proprio la localizzazione dell'Agenzia delle dogane; con una serie di incontri
e di pre-accordi, devo dire anche con un fortissimo e positivo impegno da parte dell'ex Prefetto, Cono
Federico, che ha dato una grossa mano al Comune affinché fosse posta già nelle pre-condizioni per la
realizzazione dell'accordo di programma la ricollocazione dell'Agenzia delle dogane si consentirà al Comune
di Bergamo la possibilità finalmente di completare il Programma integrato di intervento insistente sull’area
degli ex magazzini generali e quindi sia il rilascio di quelle aree necessarie alla realizzazione di un
importante e rilevante parco pubblico nell'area di Borgo Palazzo, che ne ha molto bisogno, sia il rilascio
anche di quelle aree che saranno invece dedicate eventualmente al miglioramento infrastrutturale, cioè alla
creazione di una strada più larga che consenta alla via Rovelli di arrivare su Porta sud o viceversa di
defluirvi; quindi questo è un altro elemento indotto in termini di vantaggio che produce lo spostamento della
dogana. I consiglieri comunali non lo ricorderanno di certo, ma qualche mese fa hanno approvato una
proroga su questo Programma integrato di intervento proprio in ragione del fatto che l'Agenzia delle dogane,
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pur morosa, non si spostava dalla sede attuale, producendo l'impossibilità di espletare fino alla fine i lavori e
i progetti previsti dal Piano Norma degli ex magazzini generali.
Insieme a tutte queste funzioni di natura pubblicistica, o comunque legate all'attività aeroportuale
direttamente o indirettamente, vi è anche la proposta di collocarvi dei volumi commerciali. Questo credo che
risponda praticamente all'esigenza di migliorare la possibilità che gli accordi economici trovino un equilibrio,
dal momento che l'area che viene consegnata sostanzialmente a parcheggi è un'area con un'alta capacità
edificatoria e quindi per SACBO vi è anche una necessità di trovare un equilibrio dentro questa ipotesi di
investimento; non conosco gli accordi diretti che sono stati trovati fra i soggetti privati prima di questa
proposta di accordo di programma, ma evidentemente la proposta di volumi commerciali è coerente con il
fatto che questo produce un minor costo diretto per SACBO nell'affrontare l’investimento.
Ovviamente la dimensione - che è quella che è stata ipotizzata e che è indicata nell'opuscolo - e le
caratteristiche di questi insediamenti commerciali saranno tutti esaminati nella fase di accordo di
programma; cioè voi stasera non avete di fronte un progetto planivolumetrico o un progetto architettonico,
ma solo una serie di funzioni pubbliche e private che devono trovare la loro collocazione nei modi e nelle
dimensioni che si riterrà più opportuno all'interno di un accordo di programma che si costruisce da qui ad un
anno, producendo da qui a un anno la variante urbanistica che si rende necessaria per modificare la
previsione di Piano Regolatore. Perciò anche gli aspetti di sostenibilità dal punto di vista urbanistico,
architettonico, viabilistico stesso di tutto l'intervento, sono tutti elementi che per quanto è giusto che il
Consiglio comunale puntualizzi in questa sede in termini di richiesta qualitativa, non trovano oggi una
risposta perché il meccanismo dell’accordo di programma prevede proprio che sia la segreteria tecnica, con
la supervisione del collegio di vigilanza, a far sì che nel corso dei suoi lavori metta tutte le caselle a posto e
cerchi di introdurre tutti i criteri a salvaguardia della qualità urbana, della qualità ambientale e del buon
funzionamento degli insediamenti.
Come i consiglieri comunali sanno, è consuetudine di questa amministrazione sottoporre tutti gli accordi
di programma a verifiche periodiche, con cadenza il trimestrale o semestrale, nel senso che a seconda del
loro avanzamento noi facciamo sempre delle riunioni di aggiornamento per i consiglieri comunali utilizzando
la III Commissione consiliare. Ovviamente questo sarà ancora più importante e sarà ancora più rispettato
durante la fase di approvazione di questo accordo, nel percorso di costruzione e approfondimento e prima
della definitiva ratifica di questo accordo di programma, quindi sotto questo aspetto io mi sento di poter
garantire il Consiglio comunale che tutto quanto riguardi la qualità, la sostenibilità e le precauzioni che
devono essere poste nei confronti di questo intervento, che ha effettivamente un livello molto importante,
sarà osservato e potrà essere verificato direttamente attraverso la III Commissione.
Concludo con due elementi di carattere infrastrutturale; nella previsione dell'accordo di programma vi è
una questione molto importante che forse è sfuggita e cioè che nell'ambito dei collegamenti infrastrutturali
viene già posta come necessità o come precondizione, o come elemento stesso dell'accordo di programma
da processare, innanzitutto la realizzazione dello studio di fattibilità di un percorso ferro-tramviario che
colleghi la stazione all'aeroporto. E questo badate che è molto importante, perché può essere il cavallo di
Troia, l'elemento che può consentire anche lo sviluppo futuro del cosiddetto tram-treno Albano-Ponte San
Pietro, perché probabilmente l'aeroporto costituisce oggi un catalizzatore sufficiente affinché la Regione
possa concentrare anche proprie risorse su questa opera infrastrutturale, perché sarebbe un'opera che
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rientrerebbe in quello che viene considerato il sistema aeroportuale lombardo. Voglio quindi sottolineare con
molta forza questo aspetto, perché l'aeroporto ed il suo collegamento ferro tranviario - diciamo tram-treno
perché comunque l'infrastruttura pesante è per un treno ma può essere usata anche per un tram – potrebbe
effettivamente essere il primo elemento che dà il via ad un rinnovamento importante nell'ambito dei sistemi
di trasporto pubblico su ferro per la nostra città.
L'altro elemento, che è già in nuce ma che immagino, sia perché ho letto i giornali stamani e conosco le
posizioni della circoscrizione in materia, sia perché in questi giorni si sono fatte molte riunioni per affinare e
processare tutti gli elementi di corollario a questo accordo di programma, noi già comunque nelle sue linee
guida abbiamo inserito la necessità che venga presa in considerazione e simultaneamente, cioè nello stesso
momento in cui si va ad operare questa trasformazione, anche la realizzazione del collegamento viabilistico
tra la città e la cosiddetta zona aeroportuale. Volendola definire in termini più concreti questa è
un'operazione che può produrre risultati utili, importanti e significativi anche sul piano economico - finanziario
proprio per la realizzazione di quell’asse di collegamento fra l'asse interurbano e la circonvallazione
denominata bretella di Campagnola. Questo è quindi un altro elemento da tenere presente, ma che
comunque sarebbe indispensabile ugualmente oggi, perché per qualunque trasformazione si volesse
operare, anche in aderenza al Piano Regolatore, anche solo per realizzare oggi le previsioni del Piano
Regolatore, evidentemente ci sarebbero le condizioni perché il sistema infrastrutturale venga irrobustito;
quindi questi sono i due fattori importanti che sono in nuce, che sono già ricompresi, che sono già previsti
anche nei primi atti propedeutici dell'accordo di programma che vi sono stati trasmessi.
Finiscono con un'ultima osservazione. La ragione per cui siamo andati di fretta, dopo un anno e mezzo
che SACBO faceva i suoi accordi, i propri studi, le simulazioni di budget, i propri accordi economici, è legata
ad una questione molto concreta; per ragioni operative SACBO chiede che nel giugno dell'anno prossimo
siano operativi i primi 3.000 posti auto rispetto ai 10.000 complessivi, e questa è un'esigenza legata ad una
domanda già esistente in questo momento, quindi per creare le condizioni operative affinché questo potesse
avvenire, abbiamo dovuto accorciare anche un po' i tempi e rendere questo luglio un po' più carico sotto il
profilo della produttività del Consiglio comunale e per questo vi ringrazio.
Poco fa nella riunione dei capigruppo ho espresso, anche a nome del Sindaco, la disponibilità, e non solo
la disponibilità ma anche il desiderio, che una scelta così importante che la città fa in questo momento dal
punto di vista del rafforzamento di una sua infrastruttura chiave in una fase storica come questa, ma anche
nel mettere in atto una trasformazione urbanistica certamente non di poco conto, sia una scelta che si
accompagna anche ad elementi migliorativi del rapporto tra la città ed il suo aeroporto, anche sotto il profilo
della sua sostenibilità ambientale, ma soprattutto che veda formarsi nel Consiglio comunale un consenso più
ampio rispetto alla sola maggioranza, perché questo è veramente uno di quegli accordi di programma ed
uno di quegli atti di alto significato pubblico su cui la città deve cercare di ritrovarsi il più unita possibile
perché è una grande responsabilità che tutti ci assumiamo oggi.
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PRESIDENTE:
Sono stati presentati due ordini del giorno collegati. Il primo ordine del giorno è firmato dai consiglieri
Anghileri e Girola, quindi prego un consigliere di presentare l'ordine del giorno collegato numero 1.
CONSIGLIERE RAG. ANGHILERI:
Signor Presidente, signor Sindaco, cari colleghi, quando in quest'aula si è parlato di aeroporto, si è
sempre evidenziato che c'erano delle carenze informative.
Io rilevo che a tutt'oggi non ci sono state fornite le curve isofoniche aggiornate al 2006, e siamo a metà
del 2007; non è stata fatta la sperimentazione per eventuali modifiche migliorative delle rotte attuali; non ci
sono le procedure di volo antirumore, né la trasparenza dei dati e approfondimenti; le quote di bilancio per
mitigazioni e compensazioni ambientale pari al 7% degli investimenti complessivi; la centralina per
misurazione aria; lo studio epidemiologico; il piano di sicurezza interno ed esterno; curve isorischio e vincoli.
Dico questo, perché? Perché quando mi era stato fatto vedere l'ordine del giorno - che è vero che i
consiglieri ormai quasi unanimemente hanno sottoscritto - c'è scritto al punto 1: “Assunzione della bretella di
Campagnola e sua realizzazione contestuale alla realizzazione degli insediamenti”. Questo modo per così
dire "contestuale" purtroppo è accaduto, per chi si ponesse in questo momento in ascolto, anche per la
nuova fiera; doveva essere realizzata la nuova fiera, è stato detto in un Consiglio comunale dove io non
c'ero ma di cui ho i dati, e contestuale alla fiera doveva essere costruito il sottopasso che questa
amministrazione ha messo nelle opere pubbliche a distanza di 10 anni. Questo per dire come è stato
contestuale, anche se posso capire le difficoltà di finanziamento!
In questo caso dovremmo dire a quell'ente che è così ricco: prima ci fai la bretella, vediamo come la fate,
dove la fate, con che criteri architettonici anche qualitativi, vediamo se è vero che se ne trae un vantaggio
anche dal punto di vista dell'impatto viabilistico. Vedremo poi quale sviluppo ci sarà per l'attuale superstrada
che porta a Zanica e che era ad una sola corsia; anche questa nonostante sia una strada dichiarata
eccezionale è ad una corsia, quindi ditemi voi se è compatibile già oggi con il traffico dell’Orio Center e
quant'altro.
Allora ho preferito fare in modo di scindere la mia modesta coscienza rispetto a chi giustamente e
liberamente crede ancora che gli impegni in questo Consiglio comunale siano puntuali, proprio precisi;
perché la contestualità può voler dire, conoscendo tutte le procedure necessarie per le espropriazioni che si
dovranno fare e considerato che occorrerà tener conto di situazioni particolari come ad esempio quelle di
strutture tipo campi di gioco che andranno valutate, che solo per questi motivi si dovrebbe buttar via minimo
un anno di tempo: voglio vedere se l’Ikea aspetta altri anni prima per poter fare questo contestualmente.
Ecco perché mi sembrava più opportuno e serio che ci fossero prima tutte le opere, che fossero studiate
le curve isorischio per vedere cosa succederebbe nell’eventualità di un incidente, perché mi dicono che dove
ci sono i campi comunque si può avere ancora qualche speranza di avere meno vittime, dove ci sono
capannoni e simili, Ikea compresa, credo che non ci sia molta possibilità. In ogni caso, siccome il Piano
Regolatore non l'ho votato io, si assuma la responsabilità di chi ha concesso questa facoltà.
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Tutto ciò premesso non entro nel merito perché mi sembra di essere stato estremamente chiaro in
quanto ho scritto su questo ordine del giorno e mi rimetto al Consiglio comunale.
PRESIDENTE:
Ordine del giorno collegato numero 2 a firma Democratici di sinistra, Verdi, Lista Bruni, Rifondazione
Comunista, La Margherita, Italia dei Valori, Alleanza Nazionale, Lista Veneziani, Lega Nord.
Primo firmatario il consigliere Ongaro a cui do la parola per l'illustrazione dell'ordine del giorno.
CONSIGLIERE AVV. ONGARO:
Preliminarmente rispetto a quello che ha detto il consigliere Anghileri, che ha ritenuto di presentare un
autonomo ordine del giorno, volevo far presente che ieri sera abbiamo fatto una riunione dei capigruppo per
definire ulteriormente questo ordine del giorno a cui non ha partecipato e quindi ho ritenuto che volesse
sottrarsi a questo ordine del giorno per farne uno proprio. Prendo atto di un comportamento; non è che io
escluda nessuno o noi escludiamo nessuno, ma evidentemente il consigliere Anghileri ritiene di fare per
conto proprio.
Sono lieto che questo ordine del giorno sia stato firmato anche dall'opposizione, anche se mi scuso di
non aver fatto in tempo, per esigenze tecniche di presentazione, a sottoporlo all’UDC ed a Forza Italia, ma
credo che ci sarà libera possibilità di discussione e sarò ben lieto se vorranno anch'essi approvarlo.
Veniamo ora alla sostanza della questione, al perché di questo ordine del giorno; siamo davanti alla
prospettiva della definizione di un accordo di programma per la realizzazione del PN 16, già previsto nel
Piano Regolatore, proposto comunque con tutte le indicazioni che vi sono nell'ordine del giorno del Sindaco.
L'approvazione del PN 16, di cui si parla da circa un anno, è stata rinviata proprio perché era necessario
procedere ad una rettifica anche da parte di SACBO del proprio orientamento in merito al nostro aeroporto,
nel senso che le vicende di questi anni hanno determinato un fortissimo sviluppo dell'aeroporto e dei
movimenti aeroportuali al di là di ogni previsione e con un anticipo sui tempi programmati molto consistente.
Il che ha portato ad una situazione di questo genere: un forte sviluppo dell'aeroporto e di conseguenza
anche la positività di questo sviluppo aeroportuale per la vita economica, per il turismo ed anche per la vita
culturale della città. Contemporaneamente però sono emersi anche problemi consistenti di impatto
ambientale riguardanti l’aeroporto, soprattutto per quanto riguarda le popolazioni dei quartieri della città e dei
Comuni circonvicini che sopportano il sorvolo degli aerei. Si tratta quindi di grandi opere, come l'aeroporto ed
anche il PN 16, di interesse generale per la collettività bergamasca che però comportano un sacrificio, un
onere a carico di quella parte di popolazione che sopporta i sacrifici indotti da queste opere, conseguenti a
queste estensioni dei benefici a tutti gli altri, per i quali era quindi necessario affrontare questo problema per
garantire uno sviluppo sostenibile del nostro aeroporto, che è un city airport cioè un aeroporto dentro la città,
quindi con tutti i problemi di disagio e di impatto ambientale che non ha un aeroporto normale decentrato in
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aperta campagna; quindi era necessario che a fronte di questo concreto sviluppo, il Consiglio comunale
desse alcune linee di indirizzo per consentire questo sviluppo aeroportuale.
Siamo perciò nella situazione di dover valutare questo sviluppo, perché è vero che le strutture
dell'aeroporto di Orio al Serio sono insufficienti, quelle degli edifici addetti al servizio aeroportuale eccetera, e
che quindi il PN 16 rappresenterebbe un rafforzamento di questi servizi aeroportuali e di conseguenza
presumibilmente anche una potenzialità di sviluppo maggiore dell'aeroporto; detto questo, è evidente che
però noi dobbiamo garantire lo sviluppo sostenibile e la compatibilità ambientale di questo aeroporto rispetto
alle popolazioni direttamente interessate e questo è il punto che noi dobbiamo affrontare fornendo una
indicazione, un chiaro indirizzo anche a SACBO che, pur apprezzabile dal punto di vista aziendale, noi
riteniamo ancora indietro per quanto riguarda queste garanzie di sviluppo e di compatibilità ambientale,
considerato che c’è ancora tutta una serie di inadempienze che è necessario superare.
E allora abbiamo stilato questo ordine del giorno in cui poniamo in evidenza con estrema chiarezza quali
riteniamo siano le cose ritenute necessarie e che sono da ritenersi, come si legge a conclusione di questo
ordine del giorno, vincolanti in capo ai diversi soggetti dell'accordo di programma per l'approvazione
dell’accordo di programma stesso, che noi dovremo verificare e che dovremo infine approvare.
La previsione di durata dell'iter dell’accordo di programma è all’incirca di un anno ed all’interno di questo
periodo noi chiediamo che SACBO e gli altri enti garantiscano le misure di tutela ambientale che abbiamo
elencato in questo ordine del giorno, come ad esempio la definizione e l'approvazione delle curve isofoniche
del 2006 per poter definire i parametri di verifica dell'impatto ambientale e la riduzione evidentemente di
queste curve isofoniche, nonché tutta una serie di misure che noi abbiamo elencato in questo ordine del
giorno come adempimenti assolutamente necessari da adottare entro il periodo di elaborazione del PN 16.
È vero che c'è un aumento dei parcheggi, è vero che ci sarà un aumento quindi dei fruitori di quest'area
per l'ipotizzata presenza dell’Ikea e che quindi il PN 16, per lo stato attuale del sistema di mobilità
dell'aeroporto e del PN 16 stesso è incompatibile con questo insediamento; per questo abbiamo posto con
forza l’esigenza della creazione contestuale della bretella di Campagnola, come obbligo imprescindibile e
come condizione per l'approvazione del PN 16, perché sarebbe impensabile fare questo stanziamento senza
avere predisposto quest'opera stradale elementare, che pure da sola non è sufficiente perché dovrà essere
fatto anche un piano più ampio della mobilità a medio termine.
Non mi è chiaro cosa significhi, con riferimento alle osservazioni del consigliere Anghileri, la questione
relativa alla contestualità; anche qui noi siamo davanti al fatto che è la realizzazione del PN 16 che consente
finanziariamente lo stanziamento di fondi aggiuntivi rispetto a quelli già previsti dal POP per la realizzazione
di questa bretella e quindi questo è un elemento, come la discussione su l’Ikea sì o l’Ikea no, dell'accordo di
programma che verificheremo se compatibile con la situazione esistente o se è utile e necessario proprio per
la realizzazione della bretella di Campagnola.
Può anche darsi che sia successo nel passato che riguardo alla fiera si sia detto che qualcosa sarebbe
stato realizzato contestualmente e poi non si è fatto niente, ma non è nello stile di questa amministrazione e
di questo Consiglio comunale fare delle affermazioni generiche. Il dire che nel passato è avvenuto così e che
per questo non c’è alcuna garanzia è un non senso, perché noi questa garanzia ce la assumiamo con
determinazione: è pacifico che se non si fa la bretella di Campagnola non si può fare neanche il PN 16. Così
come è pacifico che l'incremento eventuale dei movimenti attuali dovrà rimanere entro il tetto massimo
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previsto, che abbiamo chiesto che sia per il futuro inderogabile; nessun ulteriore aumento di movimenti
aeroportuali oltre quello autorizzato dalle autorità aeroportuali.
Sono impegni precisi e forti che noi chiediamo a SACBO, correggendo un’impostazione forse troppo
ristretta e troppo aziendalistica in direzione anche di accordi con altri aeroporti come Verona, Montichiari,
Ghedi evidentemente, in maniera che l'aeroporto di Bergamo, così importante e vitale per la vita economica
della città, sia realizzato con il massimo grado di compatibilità ambientale, sapendo e concludendo che la
compatibilità ambientale di questo aeroporto è la condizione del suo stesso sviluppo e della sua stessa
esistenza: se ciò non fosse garantito credo che salterebbe anche l'aeroporto di Orio al Serio.
Questi sono gli indirizzi che noi abbiamo dato e abbiamo indicato agli enti dell'accordo di programma;
nell’iter che si realizzerà verificheremo alla fine se questi impegni sono stati rispettati o no, e ciascuno sarà
libero di approvare l'accordo di programma o meno, ma in ogni caso questi sono gli elementi indifferibili ed
irrinunciabili per l'approvazione di questo accordo di programma.
Chiedo scusa; nel testo, perché è stata una collazione di diversi testi, nella pagina iniziale dove è scritto
"Ostello di ospitalità" era negli ordini del giorno che avevamo approvato "Ostello della gioventù", faccio una
correzione che era già prevista.
PRESIDENTE:
Va bene. Richiamo tutti, i consiglieri ed anche il pubblico, possibilmente ad un po' di silenzio, dato che
non si può contemporaneamente brontolare perché non si sente chi sta parlando e poi continuare a
chiacchierare, si faccia una scelta!
È aperta la discussione sia sull’ordine del giorno del Sindaco che sui due ordini del giorno collegati.
CONSIGLIERE DOTT. TENTORIO:
La posizione tradizionale della destra a Bergamo è sempre stata di molta attenzione all'aeroporto, ai suoi
problemi ed alla sua possibilità di incidere positivamente da un lato sull'occupazione e dall'altro sullo
sviluppo del nostro territorio.
Ritengo che sia altrettanto importante, e l’ordine del giorno sottoscritto dai partiti di maggioranza e di
minoranza lo conferma, l'attenzione ai problemi della sicurezza e della protezione della vita di 30.000 abitanti
che vengono in maniera più o meno importante interessati nella loro esistenza quotidiana dalla vita
dell'aeroporto.
Il Piano Norma n. 16, come ha ricordato l'Assessore, è uno dei più importanti contenuti nel Piano
Regolatore Generale: prevedeva infatti una edificabilità, precisava l'Assessore stesso, di ben 270.000 mc. Il
che vuol dire che se fossero, e so benissimo che non lo sono, abitazioni, vorrebbero dire oltre 2.000 nuovi
abitanti; questo per dire le dimensioni dell'intervento che sta per essere lanciato.
Era prevista nel Piano Regolatore come volumetria, probabilmente l'accordo di programma porterà ad
una volumetria pari o lievemente inferiore, ma è chiaro che cambia la destinazione d'uso in maniera
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significativa; invece dei capannoni e di altre infrastrutture che erano previste nel Piano Regolatore si
preannuncia la costruzione di parcheggi, che sono indubbiamente molto utili per la vita dell'aeroporto, della
caserma dei Vigili del fuoco, della dogana, di un nuovo Ostello della gioventù, di un grande supermercato, si
parla appunto dell’Ikea, e di servizi aeroportuali, oltre ad una serie di interventi sulla viabilità della zona, con
particolare riferimento alla bretella di Campagnola.
È quindi una scelta molto delicata, importante, di grosso rilievo a favore dell'aeroporto, ma di significativa
delicatezza per lo sviluppo della nostra città. È quindi importante che l'accordo di programma si realizzi
nell'assoluto rispetto di queste indicazioni che verranno date dal Consiglio comunale e che la variante al
Piano Regolatore abbia il minor impatto possibile, pur dovendo conseguire gli obiettivi che ho prima indicato.
Il motivo per cui abbiamo condiviso e sottoscritto l'ordine del giorno, che accompagna la delibera che
vuole dare corso all'accordo di programma, è proprio perché esso tende ad indicare alcuni aspetti, collaterali
ma importantissimi, dell'accordo di programma stesso. Definisce le linee generali di un sistema di viabilità,
stabilisce lo stanziamento nel bilancio della SACBO - anche se non in una percentuale definita - di una
somma da destinare ogni anno ad interventi sull'impatto ambientale. Qui ancora una volta ricordo la grossa
occasione perduta lo scorso anno quando c'erano € 10 milioni da distribuire fra i soci oppure da destinare ad
interventi di impatto ambientale da parte della SACBO e noi, secondo me improvvidamente, abbiamo
stabilito di distribuire i 10 milioni: 5 sono andati a Milano, 1 alla Camera di Commercio che forse non ne
aveva gran bisogno, 1,5 alla Provincia e 1,4 circa al Comune di Bergamo che, a sua volta, si era impegnato
a destinare almeno questi ad opere di impatto ambientale, augurandosi che anche la Provincia facesse lo
stesso, ed invece si sono perduti nel mare magnum delle esigenze di spesa corrente del bilancio, quindi non
sono stati destinati a quell'obiettivo politico per cui invece erano stati assunti degli impegni precisi.
Ora si passa dopo il primo stanziamento di 2 milioni e mezzo, di cui circa uno e mezzo a favore di scuole
del Comune di Bergamo, nel bilancio SACBO dello scorso anno a questo impegno che dovrebbe essere un
impegno che rimane nel tempo e che quindi rappresenta un’attenzione continua e ripetuta della SACBO alle
esigenze reali dei 30.000 abitanti interessati dalla sua vita.
Riguardo all’impatto questo ordine del giorno dà delle indicazioni abbastanza precise riguardo alle rotte
auspicabili, agli orari da escludere, ai tipi di aerei da escludere, alle informazioni sui controlli che devono
essere date alla cittadinanza, ai provvedimenti di sicurezza. Si parla anche di una tassa regionale sul
rumore: qui sicuramente si va a dare delle indicazioni in casa d’altri senza averne, se non il potere di
indirizzo politico, non certo quello concretamente giuridico.
In conclusione è una scelta sicuramente importante per l'aeroporto cittadino, la cui funzione sociale ed
economica per la nostra realtà è ancora una volta da noi confermata. Contiene alcune forme di attenzione
anche ai problemi della cittadinanza interessata dallo sviluppo dell'aeroporto. È indubbiamente una scelta di
grandissimo rilievo, di grandissimo impatto, di grandissima volumetria che il Consiglio comunale
consapevolmente si assume, consapevole anche del fatto che ciò che si va a realizzare è sicuramente tanto.
L'ordine del giorno che noi abbiamo condiviso con le altre forze di maggioranza e di minoranza tende ad
attenuare l'impatto sulla nostra comunità di questa scelta di grosso rilievo. E auguriamoci che i due progetti,
cioè quello dell'accordo di programma e quelli che sono contenuti nell'ordine del giorno di cui vi accennavo
adesso, procedano di pari passo affinché non ci siano delle fughe in avanti dell’uno o dell'altro percorso che
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renderebbero non del tutto accettabile alla nostra comunità questa iniziativa che invece, se corroborata da
interventi di attenzione alla salute dei cittadini, può essere nel complesso accettabile.
Siamo consapevoli che è una scelta molto grossa, una scelta per certi versi pesante; ce ne assumiamo la
responsabilità sperando che i risultati siano pari alle attese e che tutte le componenti facciano fronte
tempestivamente ai propri impegni.
CONSIGLIERE PROF.SSA LANZANI:
Stasera ci troviamo a discutere di un argomento un po' complesso perché non riguarda soltanto il
Comune di Bergamo, ma è un progetto di sviluppo che ha una rilevanza sia di tipo nazionale, che regionale,
che, naturalmente, locale ed infatti lo discutiamo in Consiglio comunale a Bergamo.
Lasciando poi ai miei colleghi l’affrontare altre questioni di tipo politico, così come è stato fatto anche
dalla Lega negli ultimi anni con ordini del giorno riferiti allo sviluppo turistico ed a quello che si poteva fare
per Bergamo in questo senso, io mi limiterei a fare una carrellata di quello che era e che è diventato
l'aeroporto di Orio al Serio, lasciando agli altri la discussione riferita alla compatibilità ambientale e
strutturale.
Innanzitutto devo dire che apprezzo moltissimo l'ordine del giorno che è stato voluto dalla Giunta e che è
stato condiviso anche dal mio gruppo politico, e prendo spunto da ciò che è avvenuto ieri sera in Consiglio
comunale dove in maniera molto corretta il Sindaco ha preso una posizione e si è impegnato, con un ordine
del giorno collegato appunto alla ristrutturazione e risanamento di Astino, proprio in una proposta che
prevedeva la situazione più penalizzante: per utilizzare le parole dette dal Sindaco come “ultima spiaggia”.
Io ritengo che, esattamente come è stato esplicitato dal consigliere Ongaro, sia importante anche stasera
arrivare alla definizione di una presa di posizione e di un impegno da parte del Sindaco proprio riferito alle
questioni legate al superamento dell'impatto ambientale ed a favore della compatibilità ambientale di tutta
questa struttura.
È importante notare che dal 2001 al 2005, la crescita complessiva del traffico su Orio al Serio è stata di
circa il 300%, quindi non è che dobbiamo parlare di un progetto di adeguamento su una struttura che ha una
crescita normale o standard, così come negli altri aeroporti italiani, perché il 300% di crescita effettivamente
porta sul territorio delle problematiche non indifferenti. Oltre, però, a delle problematiche non indifferenti che
noi abbiamo così razionalizzato e riassunto proprio nelle problematiche di tipo ambientale, ovviamente porta
anche un indotto di tipo economico ed occupazionale che naturalmente non è assolutamente da
sottovalutare, anche perché, oltre che a fornire servizi di trasporto per persone ed imprese, produce
ricchezza ed è un grosso catalizzatore per tutti gli insediamenti e le imprese industriali e di servizio.
Così come abbiamo letto nella relazione che ci è stata consegnata in Commissione, e poi ho verificato
che è proprio così, naturalmente ogni lavoratore dell'aeroporto porta altri 4 lavoratori sul territorio, lavoratori
ai quali noi naturalmente dobbiamo pensare.
L'indotto più importante - e qua mi ricollego proprio ad ordini del giorno che sono stati presentati dal mio
gruppo politico - riguarda naturalmente il settore turistico; cioè noi non possiamo pensare di fare una serie di
investimenti sul territorio per portare poi le persone a visitare Bergamo, pensando sempre all'aeroporto come
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una struttura che venga utilizzata dai bergamaschi, ma in questo caso è proprio vero che bisogna pensare al
contrario, cioè potenziare l'aeroporto come strumento attraverso il quale fare conoscere Bergamo.
Abbiamo avuto praticamente un aumento di afflusso di circa il 78,9% e questo naturalmente porta nelle
casse comunali e dal punto di vista dell'occupazione un indotto che nessun altro tipo di struttura può portare
sul territorio, quindi è secondo me inequivocabile ed ormai assolutamente certa l'importanza dell'aeroporto di
Orio al Serio. Questo sviluppo non è che avverrà, è già avvenuto e certamente, come è stato rilevato prima,
ad oggi, anche senza l'ampliamento, Orio al Serio non è in grado di supportare quello che avviene per
l'indotto dei passeggeri che noi già abbiamo.
Perciò proprio per i discorsi legati all'ampliamento, se mi permettete io mi sorprendo che non sia stata
fatta magari una Commissione molto più allargata perché è evidente che l'aeroporto di Orio al Serio
coinvolge comunque diversi Comuni limitrofi, e forse in questo Consiglio comunale magari si poteva anche
allargare l’invito ai Sindaci dei paesi limitrofi e naturalmente al Sindaco di Orio al Serio, cosa che magari
probabilmente avete anche già fatto, ma non in sede di Consiglio comunale.
È chiaro che per noi è importante l'impegno che è stato preso da SACBO in questo incontro preliminare
tra la Provincia, il Comune e SACBO, in cui vediamo concretizzarsi l'ipotesi dell'allontanamento dei cargo,
dell'allontanamento dei voli notturni e vediamo posticipare l'inizio dell’orario di decollo dei voli di linea, che
per noi è molto importante, ed una serie di situazioni che ci sembrerebbero comunque migliorative rispetto a
quello che oggi avviene per l'aeroporto di Orio al Serio.
Direi che questo è in linea generale quello che noi pensiamo; evidentemente questo ampliamento
presenta molte criticità dovute all’insediamento di tipo commerciale, alla mancanza di documentazione da
parte di SACBO e da parte di altri enti coinvolti, ma certamente non possiamo pensare di tornare indietro
perché secondo noi il destino è che l'aeroporto di Orio al Serio sia sempre più in espansione, e ci auguriamo
che questo rappresenti la leva per fare conoscere Bergamo a tutto il mondo.
CONSIGLIERE SIG. SCANZI:
Parlare oggi del PN 16 e dell'aeroporto significa parlare di due cose nella sostanza: da una parte del fatto
che questo aeroporto è diventato una struttura fondamentale sotto il profilo socio-economico del nostro
territorio. Dall'altra significa anche parlare di questo sviluppo degli ultimi 10-15 anni dell'aeroporto, che è
stato uno sviluppo secondo me incontrollato e, diciamo, che lo sviluppo odierno è stato fatto sulla pelle delle
popolazioni dei quartieri a sud di Bergamo.
Ci sono ancora oggi tanti i problemi irrisolti, come quello delle curve isofoniche che i presentatori dei vari
ordini del giorno ricordavano prima; chiaramente non solo per responsabilità di SACBO, di SACBO ma
anche di altri soggetti, sebbene in particolar modo di SACBO per ciò che concerne, ad esempio, il discorso
delle rotte degli aerei che continuano imperterriti a sorvolare la città. Quante volte, tra l'altro, sempre nelle
rotte che passano sopra la città, sono stati fatti percorsi diversi? Tante. Quante volte sono state sanzionate?
Mai. Il discorso dei voli notturni o quantomeno di quella finestra di cui si parla anche all'interno dell'ordine del
giorno, è sicuramente un inizio positivo, però non basta, è insufficiente.
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Il fatto di voler ottenere i dati sull'inquinamento acustico visto che le centraline adesso ci sono, sono state
posizionate; è sempre difficile avere questi dati e sarebbe importante adesso invece, così come chiedono le
popolazioni della nostra città da anni, averli in modo non sporadico ma continuativo, per capire realmente
qual'è la situazione. Così come quelle famose opere di mitigazione ambientale di cui da tanti anni si parla,
ma che non vengono mai realizzate.
Il PN 16 quindi ha una doppia valenza: può essere un fattore di rischio ma d'altra parte può essere
anche un’opportunità. Un rischio perché - è banale ma è utile ricordarlo - potrebbe esserci un nuovo sviluppo
aeroportuale anche al di là dei limiti dello sviluppo ad oggi consentito, con annesso e connesso disagio per i
residenti.
Ricordava oggi anche la Presidente della sesta circoscrizione l'altra problematica: che quando si vanno a
iniziare opere così importanti e così grandi il rischio è che le infrastrutture e le strutture annesse, in questo
caso alla struttura aeroportuale, vengano realizzate sempre dopo e non contestualmente come invece
abbiamo chiesto anche all'interno dell'ordine del giorno, quindi è un rischio anche per questo motivo.
L'opportunità è invece quella di mettere finalmente a punto, di ascoltare, di soddisfare le esigenze dei
cittadini che da anni le fanno presente. E questo ordine del giorno presentato stasera non solo dai gruppi di
maggioranza, ma firmato anche dei gruppi di opposizione, è un ordine del giorno completo e serio, che va
nella direzione delle richieste annose delle popolazioni dei quartieri a sud della città. Però voglio ricordare di questo ne sono orgoglioso - che comunque questa amministrazione e non altre, secondo me anche negli
anni passati, ha dato segnali importanti, ha avuto una sensibilità maggiore, una sensibilità migliore riguardo
a queste problematiche. Ha già ottenuto anche dei risultati che oggettivamente, per quanto mi riguarda, sono
insufficienti non per colpa di questa amministrazione ma perché continuiamo a non essere ascoltati.
Allora quello che mi viene da dire adesso è vedremo, vedremo che cosa ci sarà realmente nell’accordo di
programma che, come ha detto il collega Ongaro nel suo intervento, più o meno avrà come tempistica circa
12 mesi, se non ho capito male ci aggiriamo intorno a questo periodo di tempo. Vedremo, perché davvero
potrebbe essere un accordo di programma di svolta in cui, lo ripeto per l'ennesima volta perché non fa male,
vengono ad essere risolti alcuni problemi come, ad esempio, il discorso delle rotte; io so che c'è una
sperimentazione in ballo, speriamo che questa sperimentazione si concluda presto nel senso che possa
essere davvero la norma, anziché una sperimentazione, il fatto che le rotte non vadano più a sorvolare la
città.
Vi è poi il discorso delle curve isofoniche, per cui ogni volta che ci troviamo di fronte ad un progetto
urbanistico - lo abbiamo visto anche la settimana scorsa parlando dei PII dell’ex Gres ed ex Mulini Moretti si parla del fatto che quando vengono costruite le case in quella zona c'è sempre il problema che queste
nuove urbanizzazioni stiano all'interno o meno delle curve isofoniche, ma d'altronde fin quando non ci
saranno, continueremo a non poter impedire delle costruzioni di tipo urbanistico.
Così come speriamo veramente che la finestra - viene definita così, la finestra notturna mi viene da dire da mezzanotte alle sei del mattino venga realmente recepita fino in fondo, perché ad oggi qualche volo
ancora in questa fascia oraria scappa, anzi ne scappano un po’ tanti, diciamo che sono abbastanza la norma
e non un caso.
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Così come, davvero, ringrazio invece perché nell'ordine del giorno che è stato presentato dai gruppi di
maggioranza e minoranza viene ribadito con fermezza il limite di sviluppo aeroportuale che ad oggi è deciso;
questo speriamo davvero che ci sia anche all'interno dell'accordo di programma.
Restiamo quindi in attesa, sospendiamo il giudizio, facciamo lavorare; io ho molta fiducia nell'operato del
Sindaco e anche degli Assessori che si occuperanno insieme al Sindaco di questa questione, quindi attendo
con fiducia nei prossimi 12 mesi di vedere cosa ci sarà o non ci sarà all'interno dell'accordo di programma ed
auguro quindi buon lavoro a chi di dovere.
CONSIGLIERE SIG. VENEZIANI:
Anche noi vogliamo esprimere l'apprezzamento per questo progetto che sta cominciando a vedere
effettivamente la luce. Per motivi di lavoro sono un grande utilizzatore di aeroporti e soprattutto dei famosi
city airport, e proprio questo tipo di aeroporto non è solo ed esclusivamente un aeroporto, spesso è una
porta sulla città e quindi credo che questi nuovi servizi aeroportuali siano fondamentali non solo per
l'aeroporto di Bergamo, ma per la città di Bergamo.
Proprio perché sono un grande utilizzatore, posso dire tranquillamente che il discorso dei parcheggi, che
in questo momento è deficitario comunque per l'aeroporto di Bergamo, magari non tanto nel numero ma
soprattutto nella dislocazione dato che sono nati un po' a macchia di leopardo, è importante e quindi un
maggiore ordine è sicuramente una cosa necessaria.
La stessa presenza di questo ostello, che in un futuro io mi auguro sia collegato, almeno come gestione,
agli altri ostelli di Bergamo, credo che sia veramente importante per evitare di avere i bivacchi di gente
all'aeroporto, soprattutto durante le ore notturne.
Non dico poi quanto possa essere importante sia il comando dei Vigili del fuoco che la dogana, ma
ancora più importante sarà il collegamento che questo aeroporto dovrà avere con la città di Bergamo. Io
credo che sia fondamentale la bretella di Campagnola, come è stato detto dall'Assessore Grossi, e questo
anche al di là dei servizi aeroportuali.
Come sarà sicuramente importante il collegamento con il tram-treno, o come lo si vuole chiamare, con la
città e comunque sarà altrettanto importante riuscire a potenziare quelli che sono i servizi pubblici. Credo
che ognuno di noi sia stato qualche volta in un aeroporto di città, o city airport, e penso che a Bergamo ci sia
una carenza di taxi in certi casi; solo ultimamente c'è stato un potenziamento anche della linea ATB, però
nel momento in cui c'è lo sviluppo di questo aeroporto e di questi servizi, sarà importante che tutto ciò sia
collegato alla città proprio perché, a mio parere, un aeroporto di questo genere è proprio una porta sulla città
di Bergamo.
Io sottolineo solo quello che potrebbe essere un problema, anche se non sono un esperto, e cioè che
forse sarebbe importante riuscire ad avere un collegamento diretto con l'ingresso dell'autostrada; ne avevo
parlato con l'Assessore Grossi, portando come esempio quello dell'aeroporto Catullo di Verona. Perché dico
questo? Perché in certi momenti per quella posizione sia dei servizi aeroportuali sia dell’aeroporto ci
potrebbero essere momenti di difficoltà, vista la presenza dell’Orio Center ed eventualmente anche dell’Ikea.
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È chiaro che la Società Autostrade non potrà mai aprirci un’uscita autostradale dedicata all'aeroporto,
perché sappiamo che è molto difficile, però eventualmente pensare ad una piccola tangenziale o comunque
ad una strada più diretta, come per l'aeroporto di Verona, forse potrebbe risolvere il problema di momenti di
intasamento per chi all'aeroporto ci deve arrivare ed anche velocemente.
CONSIGLIERE RAG. CORRÀ:
Questo ordine del giorno che dà mandato al Sindaco di partecipare alle procedure per la stipula di un
accordo di programma per la realizzazione del Centro servizi aeroportuale è l'ultimo atto attraverso cui si
definisce lo sviluppo del traffico aeroportuale di Orio.
I dati sono noti e sono anche riportati negli allegati in nostro possesso; dal 2001 ad oggi i passeggeri
sono più che quintuplicati e il traffico merci è aumentato del 40%-50%. Il documento di accompagnamento è
sufficientemente ricco di dati, a dimostrazione del fatto che questo aeroporto è una risorsa per il nostro
territorio, dato inconfutabile e positivo.
Di tutt'altro genere è il giudizio sul percorso compiuto per contenere l'impatto della struttura e del servizio
aeroportuale e per tutelare il rispetto ambientale. Invito a leggere la pagina 15 del documento di
inquadramento al PN 16: riassume bene l'approccio che, secondo la legge, si sarebbe dovuto tenere in
questi ultimi 10 anni. Dovevano essere poste 10 anni fa le centraline per la misurazione dell'impatto acustico
al fine di misurare l'impronta al suolo e definire le curve isofoniche, così che lo studio dell'impatto ambientale
permettesse di definire quale sia il volume di traffico tollerabile e quale l'equilibrio economico collegato.
Oggi un piano dello sviluppo aeroportuale prevede 67.000-68.000 movimenti; tale volume di movimenti
sarà raggiunto probabilmente tra un paio di anni, con una frequenza media di volo a traffico normale inferiore
ai 7 minuti. Dico frequenza media di volo inferiore perché ogni volta che c'è un problema a Linate - torno a
ricordarlo dopo averlo detto anche in Commissione - c'è un incremento fortissimo di voli su Orio, e perciò il
ragionamento andrebbe fatto sui voli normali più i voli di incremento dovuti agli altri aeroporti.
Noi siamo ancora nell’attesa, speriamo a breve, di dati certi rilevati dalle centraline che stiamo
posizionando. Non dimentichiamo un altro aspetto indicato dal regolamento a valenza regionale, il NOTAM,
che è indicato poi anche nell'ordine del giorno collegato: si tratta dell'indicazione che stabilisce per lo scalo di
Orio atterraggi e decolli solo ad est. Tale indicazione è rimasta sempre e soltanto sulla carta; non si poteva
realizzare, è sempre stato detto, perché mancava il radar. Il radar finalmente è stato attivato, ma è servito
solo per regolare e per alzare la frequenza dei voli. La discussione di oggi arriva quando ormai lo scalo ha
acquisito il volume massimo di voli; paradossalmente la grande crescita delle compagnie low-cost ha
contribuito a togliere un po' le castagne dal fuoco: infatti il loro sviluppo straordinario ha indotto alla rinuncia
dell'area cargo.
Sul tema della sicurezza siamo ancora lontano dalle corrette aspettative. Per quanto riguarda la
sicurezza interna allo scalo, la stampa poche settimane fa ha fornito notizie rassicuranti su esercitazioni di
prevenzione attuate all'interno dello scalo, ma già ieri sono arrivate notizie sull'agitazione in corso da parte
dei lavoratori. La vertenza parrebbe oggi ricomposta, ma resta la preoccupazione sul tema della sicurezza
che risulta difficile da garantire in un ambito lavorativo in cui si parla di turni di lavoro non programmati, di
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orari di lavoro con ricorso continuo allo straordinario, per sapere questo basta parlare con i lavoratori dello
scalo, al di fuori di ogni limite; il tutto con lavoratori in buona parte assunti con contratto temporaneo,
interinale o comunque precario. Non dimentichiamo l'aereo caduto due anni fa per sovraccarico di persone e
di merci: episodio che non dà garanzie di certo sul sistema di sicurezza dello scalo. Per quanto riguarda poi
il piano della sicurezza esterna e le relative esercitazioni, siamo ancora al punto zero.
Ho ripreso questi elementi sul tema della sicurezza dello scalo, su quello che si doveva fare e non si è
fatto per rendere lo sviluppo dello scalo compatibile con le esigenze di vita dei cittadini abitanti nel territorio
circostante l'aeroporto, per dire che darò la mia fiduciosa adesione all'ordine del giorno che prevede il
mandato al Sindaco e che questa mia adesione è resa possibile solo dal testo dell'ordine del giorno
collegato numero 2, quello della maggioranza, testo a cui rimando e che ritengo vincolante in ogni passaggio
di approvazione dell'accordo di programma del Centro servizi aeroportuale.
CONSIGLIERE RAG. AVERSA:
Durante la discussione in III Commissione mi sono permesso di chiedere garbatamente ai colleghi di
maggioranza e di opposizione, nell'esaminare questo che noi per brevità chiamiamo PN 16 ma che è
praticamente un progetto finalizzato alla realizzazione del Centro servizi aeroportuale, di non scambiare
l'effetto per la causa. In che senso? Prima di tutto di non chiuderci in quell'atteggiamento difensivo che si
verifica tutte le volte che noi andiamo a toccare qualche argomento che più o meno direttamente riguarda
l'aeroporto e di non considerare quindi il PN 16 prodromico ad un allargamento dell'aeroporto, bensì
solamente causato da un allargamento dell'aeroporto che già c'è stato, cioè di uno sviluppo dell'aeroporto
che già c’è stato. Questa è praticamente una sanatoria, un qualcosa che va a sanare una situazione che è
sotto gli occhi di tutti e che non è ulteriormente sostenibile.
È chiaro, il contesto in cui ci muoviamo è quello di un city airport, di una aeroporto cittadino, con tutto il
bene e tutto il male che questo comporta; perché certo non fa piacere a nessuno, quando deve prendere
l'aereo, doversi fare prima un'ora di strada per arrivare a Verona. Se però l'aeroporto è localizzato ai confini
della città dobbiamo sapere tutti quanti che sicuramente è interessante dal punto di vista economico, perché
io ho letto nella documentazione che c'è stata data dei dati che conoscevo, ma che comunque mi hanno
stupito positivamente quando leggo di 17.800 posti di lavoro, insomma, qualcosa sicuramente che credo sia
la prima fonte economica della città, anche se però si sa anche che gli aeroporti producono inquinamento
atmosferico, inquinamento acustico soprattutto, e inducono traffico: il problema è di porre rimedio a queste
cose qui.
È innegabile che l'aeroporto di Bergamo negli ultimi anni ha subito un’accelerata tale da farlo avvicinare a
quel famoso tetto, che era stato previsto per il 2015, con delle tappe molto più veloci, ma anche qui ritengo
non sia tanto importante stabilire quando si raggiunge il limite, ma che ci sia il limite e cioè che sia stato detto
in maniera chiara, precisa ed inequivocabile che quello è il limite ed oltre quel limite non si va; il nostro
compito, quindi, deve essere quello di vigilare affinché con un corretto bilanciamento di movimenti e
passeggeri, con una progressiva dismissione dell'area cargo, comunque in ogni caso si resti all'interno di
questo limite. Una volta affermato questo principio, anche la realizzazione del PN 16, inteso nella sua parte
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più connessa ai servizi aeroportuali, può essere giudicato non dico con un grande entusiasmo ma
sicuramente molto più serenamente.
C’è chi dice: aumentano i parcheggi quindi aumenta di conseguenza l'aeroporto: non è vero. Non è così
perché in realtà l'aeroporto è già cresciuto ed i parcheggi sono drammaticamente insufficienti e
logisticamente scomodi. Perché allora delle due l'una. O si mette in discussione l'aeroporto, ma credo che in
tutti gli interventi, non solo stasera ma tutte le volte che abbiamo parlato di aeroporto, nessuno abbia mai
avuto il coraggio di metterlo in discussione. Perché coraggio? Si può tranquillamente discutere di tutto, si
può discutere anche dell'aeroporto, ma ad onor del vero nessuno ha mai ritenuto di farlo.
E c’è chi dice, ancora, che se si spostano i parcheggi, vuoi vedere che allora si allarga l'aerostazione? E
meno male, perché chi ha frequentato non dico tantissimi ma qualche aeroporto sa che un aeroporto come il
nostro, che credo che sia il terzo o il quarto in Italia come movimento ed è inserito nel grande circuito degli
aeroporti lombardi, ha una posizione logistica non voglio dire indegna perché mi sembra una grossa parola,
ma sicuramente inadeguata al nome della città e sicuramente alla funzione che intende svolgere. Per cui se
un provvidenziale adeguamento dell'aerostazione dovesse nel futuro realizzarsi, ancorché temerlo perché
considerato prodromico a futuri e sregolati sviluppi, non potrebbe invece che, secondo me, essere giudicato
in maniera assolutamente positiva.
L'ostello. Io non so se a qualcuno di voi è capitato di arrivare di notte all’aeroporto di Bergamo: chi lo
frequenta qualche volta di notte deve assistere ad un indegno bivacco, ma poverini non è colpa loro! Chi ha
dei tempi di attesa tra un aereo e l'altro, è costretto a dormire o sul pavimento oppure utilizzando come letto
due o tre scocche di quelle sedie di plastica, tipo stadio, della sala check-in; poi alle 2 di notte, quando ha
finalmente preso sonno, lo svegliano e gli dicono di uscire perché devono pulire e che può tornare la mattina
alle 5: questa è la situazione attuale dell'aeroporto di Bergamo.
Per cui a me piace più la dizione, che non piace al mio amico Bertoli, di struttura ricettiva low-cost e
hanno spiegato che, dal punto di vista legislativo, questo è importante. Che ci sia qualcosa però, che ci sia
qualcosa dove chi viaggia low-cost, perché evidentemente ha una tasca low-cost, possa anche dormire lowcost, nel senso che non debba svenarsi per andare al Cavalieri Hilton dove non lo fanno neanche avvicinare
evidentemente.
Vi sono poi le parti dell'accordo di programma non connesse all'aeroporto, ma ugualmente di grande
interesse per la città; la collocazione nell'area PN 16 della dogana che – ve lo ricordo perché sta finendo il
tempo e lo faccio velocemente – va a sbloccare un importantissimo PN, di cui non ricordo il numero, che è
quello dei magazzini generali, che dà possibilità alla Banca Popolare di realizzare il suo PN e quindi di
liberare quelle aree che costituiranno la base per poter realizzare e poter modificare la viabilità delle vie
Bono, David e Rovelli, una zona dove "chi mi conosce, mi teme".
La collocazione della caserma dei Vigili del fuoco; non ritengo opportuno dover citare ulteriormente il
consigliere Anghileri, il quale più volte ci ha richiamato sulla insostenibilità della caserma in via Codussi.
E poi vi è la parte commerciale che può piacere o non piacere, ma ricordiamoci che siccome - come si
dice spesso e in tutti i posti - senza soldi non si cantano messe, però fa trovare un equilibrio economico a
questa operazione. Certo, se ci fosse un po' meno commerciale sarebbe meglio, ma non tanto dal punto di
vista urbanistico perché quella non è un'area urbanisticamente preziosa, ma quanto perché questo
commerciale probabilmente provocherà dell'indotto in termini di traffico.
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E vengo al nodo principale: la viabilità di quella zona trova una risposta in termini immediati per i cittadini
di Campagnola, ma in termini un po' più vasti per tutta la città, nella realizzazione della famosa bretella. La
bretella che costa come minimo € 12 milioni, ma può arrivare a costare anche di più, e che ce la pagano gli
operatori perché altrimenti dobbiamo chiederla mettendo, come dice qualcuno, le mani nelle tasche dei
cittadini di Bergamo.
Per terminare, quindi, condivido tutte e incondizionatamente le condizioni poste dall'ordine del giorno che
abbiamo firmato insieme alle opposizioni. Ritengo che, comunque, questo ordine del giorno sia un
grandissimo salto di qualità nei rapporti tra l'amministrazione e l'aeroporto e si iscriva in una perfetta
continuità con quella teoria di piccoli passettini che sono stati fatti fino ad oggi ma che però hanno denotato
una marcia inarrestabile verso ciò che è un grande successo per l'amministrazione, e cioè fare in modo che
tra l'aeroporto e i cittadini, attraverso i loro amministratori, si crei quel dialogo, quella sinergia fatta in modo
da considerare - come giustamente tutti considerano ma che appare ancora più evidente - l'aeroporto non
come un problema della città ma come una risorsa della città.
CONSIGLIERE SIG. VARINELLI:
È difficile prescindere dall’aeroporto, per non dire impossibile, e trattare l'oggetto intrinseco dell'ordine del
giorno 113 prescindendo dalla questione aeroporto nel suo complesso, e ciò significa in senso positivo per la
città e la provincia di Bergamo, ed in senso negativo per le ricadute sulla salute e sulla vivibilità di circa
40.000 residenti, pari ad un terzo di tutta la popolazione di Bergamo.
Nel merito nel PN 16, innegabili sono gli aspetti positivi e di vantaggio sia per il Comune che per la
Provincia, anche rispetto alle conseguenze che si avranno nel futuro per la stessa città. Penso alla
collocazione della caserma dei Vigili del fuoco, a quella della dogana, che liberano due spazi importanti nel
cuore della città, in via Codussi e in via Rovelli, a cui ha fatto riferimento anche il consigliere Aversa: la loro
presenza nelle adiacenze dell'aeroporto è sicuramente più funzionale.
L'ostello che si pensa di realizzare integrerà una richiesta alberghiera a cui è necessario rispondere, e la
scelta di un ostello e non di un albergo a cinque stelle, è quanto meno rispondente al tipo di turismo
conseguente ai voli low-cost. I parcheggi libereranno aree che permetteranno di rendere più funzionale
l'aerostazione, anche qui rispondendo ad un bisogno in modo razionale ed adeguato. Onestamente di un
nuovo centro commerciale quale l’Ikea non credo se ne sentisse proprio il bisogno, anche se la tipologia di
merci che commercializza può essere ritenuta da alcuni interessante.
Le note dolenti arrivano quando ci si concentra sulle conseguenze viabilistiche dell'operazione, che fanno
esplodere le contraddizioni di un aeroporto malamente collegato con la città. Già ora aeroporto più Orio
Center evidenziano tutta la debolezza della rete infrastrutturale e la chiusura temporanea di via per Orio ha
dimostrato come qualsiasi cambiamento nella gestione del traffico abbia pesanti ripercussioni sui quartieri e
sui paesi limitrofi. Orio Center, aeroporto, Ikea, tre megastore, dogana, Vigili del fuoco vanno inseriti in una
rete viaria adatta e progettata sul lungo respiro: la bretella di Campagnola quindi va realizzata
contestualmente al PN 16.
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Va concretizzata con i dovuti atti amministrativi l'ipotesi di collegamento su ferro tra l'aeroporto e la città di
Milano e Brescia; va prevista una stazione ferroviaria all'interno dell'aeroporto e realizzato il tratto, non più
lungo di 6,2 km, che separa l'aeroporto dall'attuale stazione ferroviaria, tenendo conto che 2 km sono già
stati realizzati. Ed andrà rivisto comunque tutto l'assetto viario che collega l'aeroporto alla città, tenendo
conto anche dei progetti di sviluppo di Porta sud, ma in questo senso il PUM ha dato interessanti motivi di
riflessione.
Rispetto alla compatibilità ambientale, invece, come ho avuto modo di dire in Commissione, tutto o gran
parte è già stato scritto. Si vedano gli ordini del giorno del 7 novembre 2005 approvati all'unanimità e riferiti
alle questioni aeroporto, sicurezza e compatibilità ambientale; all'interpellanza urgente del 18 luglio a firma di
tutti i gruppi consiliari; l'ordine del giorno urgente relativo all'utilizzo dei fondi per la mitigazione ambientale e
connesso allo sviluppo aeroportuale approvato con i voti della maggioranza il 4 ottobre 2006.
La relazione allegata all'ordine del giorno che andiamo a votare esplicita con estrema chiarezza i risultati
ottenuti dall'amministrazione Bruni nel dialogo con la SACBO, risultati che vanno attribuiti a questa e non ad
altre amministrazioni. Nella relazione poi si fa riferimento ai lavori previsti per la sistemazione di quattro
strutture per la prima infanzia e cogliamo l'occasione per sollecitare la realizzazione sicuramente delle opere
previste nel nido di Campagnola e di almeno una delle scuole materne per ciascuno dei due quartieri più
penalizzati dalle conseguenze dell'aeroporto, cioè Colognola e San Tommaso.
La questione che resta comunque aperta, e che viene affrontata in modo completo dall’ordine del giorno
proposto da tutte le forze politiche, presentato dal consigliere Ongaro ed anche da noi sottoscritto, è quella
di far sì che l'attenzione verso i quartieri che più subiscono le conseguenze dell'aeroporto sia costante, le
azioni non siano episodiche ed estemporanee ma stabili, programmate e ben definite.
L'ordine del giorno collegato, dicevo, rientra in questo senso nel merito della questione e si pone
l'obiettivo di far fare passi avanti sempre più decisi verso la compatibilità tra aeroporto e residenti; non mi
dilungo nei dettagli perché sono già stati trattati dal consigliere Ongaro ed anche da altri consiglieri.
Da ultimo mi permetto di sottolineare, come nota a margine, il richiamo e l'attenzione sul punto 7 laddove
si fa riferimento alla necessità che anche nel Piano Norma 16 ci si ispiri a principi di sviluppo compatibile, di
sviluppo sostenibile e di compatibilità ambientale, del rispetto paesaggistico e di tutela dell'ambiente, con
ricorso a tecnologie biocompatibili coerentemente con quanto l'amministrazione sta portando avanti anche a
livello di urbanistica generale.
CONSIGLIERE RAG. REDONDI:
L'incremento che ha avuto l'aeroporto in questi anni ha dell'incredibile: nel 2001 i passeggeri erano poco
più di un milione mentre nel 2006 siamo passati a 6.200.000. I cargo che in tonnellate erano 96.000 sono
passati a 139.000, senza alcuna diminuzione perché se andiamo ad analizzare i dati dal 2005 al 2006 si è
avuto un incremento anche in questo settore. Mentre per quanto riguarda l'occupazione, come si può vedere
dalla relazione che ci è stata data, gli effetti diretti dell'aeroporto in termini di occupati sono oltre 3.500, e gli
effetti diretti e indiretti indotti 14.300.
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Perciò l'aeroporto è diventato una realtà economica molto importante per Bergamo e la bergamasca,
tant’è vero che si prospettano ancora dei miglioramenti per quanto riguarda la possibilità per le nostre
industrie di usufruire di questo impianto anche perché si stanno realizzando industrie a forte impatto
tecnologico, come ad esempio il Kilometrorosso, e soprattutto per quanto attiene la questione turismo.
Come si vede dalla relazione, nel 2004 ci sono stati 849.000 turisti in Bergamo, logicamente provenienti
un po' da tutte le parti, ma comunque ha avuto un forte incremento la componente turismo. Cosa che noi
abbiamo sempre portato avanti e cercato di portare avanti facendo realizzare quelle opere che potevano
incrementare una attività industriale, perché ormai è diventata un’industria, che poteva essere effettivamente
compatibile con il territorio.
Essendo però molto vicino alla città, logicamente l'aeroporto non dà solo gioie ma dà anche parecchi
dolori, ed i dolori sono rappresentati dalle lamentele che parecchi cittadini della città e dei paesi limitrofi
hanno fatto in questi anni, lamentele riferite al rumore e soprattutto all'impatto, per quanto riguarda
l'atmosfera, che è risultato piuttosto negativo.
Il Consiglio comunale in questi anni ha discusso in diverse sedute la questione aeroporto ed aveva
approvato degli ordini del giorno parecchie volte anche all’unanimità. La questione è che in questi anni,
come dicevo, si sono fatti parecchi ordini del giorno accettati da tutti i consiglieri ed alcune cose sono state
effettivamente realizzate, soprattutto per quanto riguarda la questione dell’impatto ambientale.
I risultati ottenuti sono stati: rinuncia all'area cargo prevista nel primo piano di sviluppo, anche se però
questa realizzazione avverrà nel 2012-2014; l'eliminazione degli aerei più rumorosi, che erano rappresentati
dagli Antonov; la diminuzione dei decolli notturni e dei decolli verso la città. Queste ultime realizzazioni non
si sono ancora verificate e di questo parlerò eventualmente quando si illustrerà maggiormente l'ordine del
giorno.
La SACBO si è impegnata alla realizzazione di opere di mitigazione ambientale per un totale di €
1.180.000: questo è un dato importante e qui ci sono le realizzazioni che dovrebbero essere fatte e speriamo
che vengano effettivamente realizzate.
Ora noi stiamo discutendo non tanto dell'allargamento dell’aeroporto, come diceva il consigliere Aversa,
ma di come portare dei servizi più vicini all'aeroporto, servizi che potrebbero servire all'aeroporto stesso ed
alla città.
Io sono perfettamente d'accordo che in questi 270.000 metri cubi vengano realizzati l'ostello, i parcheggi,
il noleggio auto, la caserma dei Vigili del fuoco, i magazzini generali, le dogane, eccetera, ma non sono
affatto d'accordo sulla questione del commerciale. L'Assessore ha definito queste “esigenze di equilibrio fra
soggetti privati e pubblici da definire”; ormai questa frase è diventata una mania, tanto è vero che in tutti i
progetti che si devono realizzare per la città, viene sempre messo il centro commerciale, il supermercato o
qualcosa di questo genere.
I servizi di cui ha bisogno l'aeroporto sono stati elencati prima ed il centro commerciale non è un servizio
per l'aeroporto: è un servizio che serve a qualcuno logicamente per fare una sua speculazione. Anziché il
centro commerciale che lascia dei dubbi a tutti - anche se non viene detto perché magari fa comodo - si
potrebbero realizzare maggiori opere come per esempio l'albergo, o gli alberghi, ristoranti o servizi che
possano eventualmente servire l'aeroporto in maniera maggiormente diretta, mentre il centro commerciale,
che è una fetta piuttosto notevole, serve soprattutto al privato per fare cassa, non ai cittadini, che invece
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possono usufruire di tanti altri centri commerciali che già ci sono nella provincia. Come dicevo, l'importanza
che si dà a queste nuove strutture evidentemente è reale; il collegamento con la città su ferrovia direi che è
una questione basilare perché toglierebbe quell'aumento di traffico che si potrebbe verificare, soprattutto
traffico pesante, per quanto riguarda la dogana ed i magazzini generali.
Per quanto riguarda gli ordini del giorno, io direi che tre o quattro punti sono molto importanti; ma qui non
si può più chiedere ancora a SACBO che vengano realizzati questi punti, perché li abbiamo già
continuamente sollecitati e non sono stati quasi mai realizzati. Il primo riguarda le modifiche migliorative delle
rotte attuali; se n'è parlato anche negli anni scorsi di migliorare queste rotte e non si è mai ottenuto un gran
che. Altri riguardano il rigoroso rispetto dell'attuale finestra di silenzio notturno, l'abbandono progressivo
anche degli aeromobili ND 80 e, soprattutto, le sanzioni alle compagnie che non rispettano le rotte e le
procedure come sopra definite. Questo punto è basilare perché se noi stabiliamo le rotte e nessuno le
rispetta, ci vuole la batosta come al solito, come succede in tutti gli aeroporti europei. Da noi invece si lascia
sempre perdere ed a furia di lasciar perdere diventa problematico per il cittadino sopportare il rumore oltre
una certa misura.
Questi sono i punti che, secondo me, dovrebbero essere continuamente portati avanti e segnalati a
SACBO, come pure la realizzazione delle sole opere necessarie, che non comprendono quella parte di
commerciale che si potrebbe eventualmente ridiscutere.
CONSIGLIERE DOTT.SSA FROSIO RONCALLI:
Io volevo intervenire, visto che i miei colleghi sono già intervenuti sulla parte tecnica e sulla parte
commerciale, per quanto riguarda i due ordini del giorno collegati, presentati uno dal consigliere Anghileri e
l'altro dalla maggioranza; io credo che entrambi gli ordini del giorno vogliano in qualche modo tener conto sia
dell'impatto ambientale sia dell'impatto a livello di viabilità che si viene a creare e che si è già creato
comunque a causa dell'aeroporto.
Questi ordini del giorno, chi più e chi meno, chi più in forma velata e chi in forma magari un po' più
accentuata, chiedono garanzie per quanto riguarda, soprattutto, la viabilità. Stamattina anche L’eco di
Bergamo riportava l'allarme che il Presidente della VI circoscrizione ha in qualche modo voluto lanciare a
questa maggioranza, in parole povere ha detto: attenzione signori miei, che noi andiamo a creare e ad
aggiungere a questa opera ulteriore cubatura, ulteriore metratura, però poi alla fine la viabilità è sempre
quella, quindi prima di ampliare, prima di fare altre operazioni, guardiamo la viabilità e sicuramente questo
ragionamento non fa una piega. All'interno di questi ordini del giorno, in modo magari non troppo convinto,
specialmente nell'ordine del giorno che riguarda la maggioranza, questo argomento è stato inserito.
Allora io credo che per ascoltare - come ha detto giustamente il Presidente della circoscrizione VI - anche
la voce del territorio, forse occorra dare una risposta al territorio che sia una risposta concreta, non i soliti
“faremo”, “vedremo”, e “poi ci penseremo”, ma all'interno di questo ordine del giorno, che in modo così tanto
puntuale ha affrontato tante cose, affrontare anche il nodo della viabilità in modo molto più energico.
Io faccio perciò questa proposta al Consiglio: nel punto 1 del deliberato, dove si parla di assunzione
dell'impegno di realizzare la bretella di Campagnola, invece delle parole "contestualmente alla realizzazione
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dell'opera" cambiare questa parola "contestualmente" con la dicitura "in via anticipata"; questo sarebbe un
grande segnale che diamo ai cittadini, un segnale che vorrebbe dire che veramente abbiamo a cuore anche
la viabilità e abbiamo a cuore anche i problemi che i cittadini incontrano tutti i giorni nello spostarsi in quella
zona. Questa è la mia prima proposta; credo che già l'ordine del giorno collegato, il numero 1, quello a firma
Anghileri, contenesse questa proposta perciò, visto e considerato che comunque l'ordine del giorno della
maggioranza secondo me in questo punto era molto debole si potrebbe, chiedendo magari al consigliere
Anghileri di ritirare il proprio ordine del giorno, inserire questa richiesta fatta dal consigliere Anghileri
all'interno dell'ordine del giorno numero 2.
L'altra questione che volevo porre, invece, fa riferimento alla parte commerciale; già il mio collega
Redondi ne ha parlato. Non c'è scritto nulla, tutti i documenti che ci avete dato parlano di 270.000 mc di
nuova realizzazione che in parte sono magazzini, in parte superficie commerciale, in parte destinata ai Vigili
del fuoco, eccetera, però per quanto riguarda la parte commerciale non si dice nulla. Perché invece non
fissiamo un limite? Non fissiamo dei numeri o almeno una percentuale di questi 270.000 mc? Perché non
dimentichiamoci che vi siete scandalizzati tanto quando si pensava di costruire la Cittadella dello sport
facendo degli insediamenti commerciali, e oggi non siamo così distanti da quel progetto della Cittadella dello
sport che è stato da voi bocciato: creare delle strutture commerciali che paghino in qualche modo
l'intervento, alla fine è la stessa logica.
Allora io chiedo un chiarimento al riguardo, visto e considerato che all'interno di questo ordine del giorno
presentato dal Sindaco si parla solo di "allocazione di superfici aventi destinazione commerciale", il termine
esatto è questo, e lo chiedo anche e soprattutto all'Assessore al commercio, perché non dimentichiamoci
che anche i commercianti di Bergamo città, il cui centro si vuole tanto rivitalizzare, che vogliamo far vivere e
poi uccidiamo mettendo queste grosse infrastrutture commerciali, anche loro si aspettano una risposta forse.
Magari ci avrà pensato anche lei, intanto oggi pensiamoci noi, che magari siamo più vicini al territorio e
che lo conosciamo meglio; la Lega è molto vicina a questi temi, noi sappiamo cosa vogliamo e cerchiamo di
raggiungerlo. Io mi chiedevo quindi se all'interno di questo ordine del giorno non si potesse in qualche modo
limitare questa superficie commerciale o prevedendo una percentuale di questi 270.000 mc., ad esempio
potremmo dire il 10%, il 20%, il 5% è a destinazione commerciale, oppure inserire addirittura un numero.
Noi sappiamo che le grandi superfici per essere tali hanno bisogno di 2500 mq per esistere; cosa
vogliamo fare di questa superficie commerciale? Quanta ne vogliamo fare? Questa è una domanda che
pongo: non ho presentato l'emendamento e non lo presenterò, ma ovviamente qui mi aspetto una risposta o
dall'Assessore al commercio o dal Sindaco.
Per quanto riguarda invece il collegato numero 2 all'ordine del giorno, su questo ho presentato
l'emendamento.
PRESIDENTE:
Vi chiedo di farmi pervenire l'emendamento annunciato.
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CONSIGLIERE AVV. CECI:
Sarò abbastanza breve perché è stato detto molto, direi quasi tutto, sulla questione del Piano Norma 16.
Bene per quanto riguarda l’avvio delle procedure dell'accordo di programma, assolutamente
indispensabili per rivedere quest'area a sud del Comune di Bergamo e quindi, nell'ambito di questo accordo,
bene l'inserimento dell'ostello, il posizionamento della dogana, del Comando provinciale dei Vigili del fuoco,
di parcheggi a disposizione dell'aeroporto, il posizionamento di un'area destinata a noleggio auto e tutte le
opere viarie che nel documento di inquadramento si ritengono assolutamente indispensabili per un ordinato
sviluppo viario a sud-est della città.
Mi fa piacere questa riscoperta dell'aeroporto; io invito a leggere i verbali della passata amministrazione
quando i consiglieri dell'attuale maggioranza, ex minoranza, sparavano a zero sperando di fare un dispetto
alla passata amministrazione sull'aeroporto e sull'innegabile sviluppo aeroportuale. I dati che ci ha appena
fornito il consigliere Redondi, un milione di passeggeri nel 2001, 6.000.000 nel 2006, con un indotto in
termini di lavoratori di 14.000 persone, un diretto di 3.500 persone, sono quindi dati strabilianti.
Ritenevamo e riteniamo che l'aeroporto sia una risorsa e che quindi questa risorsa vada regolamentata.
Qualcuno dice che in economia le leggi le definiscono gli sviluppi economici e non il contrario: non è la legge
che deve frenare uno sviluppo economico, è il contrario. Di solito è la legge che deve assecondare la
crescita come quella appunto dell'aeroporto, deve regolarla: così deve essere e così è stato.
Perciò quando leggo in questo documento presentato da Ongaro che l'aeroporto è diventato il motore di
vita economica, turistica e culturale ne sono veramente contento, perché probabilmente un cambio di vedute
così forte è anche una presa di coscienza di una realtà economica forte quale è quella dell'aeroporto. E
questo cambiamento improvviso, questa folgorazione sulla via di Damasco, queste parolone "motore di vita
economica" mi fanno veramente piacere perché noi sempre così l'abbiamo inteso, anche se in questo
momento dobbiamo regolarne alcuni effetti negativi, lo dobbiamo fare e lo facciamo comunque con piacere
dando anche il nostro contributo fattivo.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno non è stato sottoscritto anche da noi in quanto, probabilmente,
non ero presente, sono arrivato con qualche minuto di ritardo, però lo condividiamo e quindi lo faremo nostro
votandolo.
Io volevo dire un'altra cosa, volevo tranquillizzare tutti i presenti sul contenuto di quell’ordine del giorno.
Forse non tutti sanno che è stato firmato in questi giorni un protocollo d’intesa tra Regione, Provincia e
SACBO, che in realtà ha molto a cuore i problemi dell'impatto ambientale che può creare l'aeroporto. In
questo protocollo d’intesa è stato definito un programma di intervento per la riduzione dell'inquinamento
acustico, che non è semplicemente un protocollo dove si fanno solo delle promesse o ci si pongono degli
obiettivi lontani. È un protocollo d’intesa molto serio che ha per oggetto l’insonorizzazione degli edifici
pubblici presenti nelle aree che potrebbero ricadere all'interno delle zone di rispetto aeroportuale ed anche
degli edifici che comunque si trovano in zona B. Questo protocollo interviene con un piano, un programma
urgente di interventi per il contenimento e la riduzione dell'inquinamento acustico consistente in un progetto
ambizioso che ha come priorità gli interventi di insonorizzazione degli edifici pubblici nelle aree comprese tra
le curve da 60 a 75 db. Cosa vuol dire? Vuol dire che Regione, Provincia e SACBO mettono a disposizione
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2.500.000 di euro e tali risorse saranno rese immediatamente disponibili, secondo il programma,
naturalmente da SACBO.
Vi sto spiegando il progetto, visto che tutti si preoccupavano che non ci siano degli interventi fattivi, i cui
interventi partono dagli edifici pubblici e poi passano agli edifici privati; qui non si sta parlando quindi di
progetti o di programmi teorici, ma di cose molto concrete, e si interviene addirittura sugli edifici residenziali
presenti nelle aree cosiddette zona B. Naturalmente prioritari sono gli interventi sugli edifici pubblici, in
particolare scuole e quant'altro, per i quali questo progetto prevede l'intervento in un anno, mentre invece
sugli edifici privati, sempre con interventi di in sonorizzazione, si procederà nell’arco di due anni.
Volevo semplicemente fare presente che per tutti i Comuni, Bergamo compreso, interessati dalle rotte di
decollo e di atterraggio, quindi tra le curve dai 65 ai 75 decibel di rumore, sono a disposizione 2.500.000 di
euro. C'è scritto così nel protocollo, poi se vogliamo cambiare i parametri cambiamoli.
Perfettamente consapevoli e consci che uno sviluppo di questo tipo debba poi in qualche modo
corrispondere a delle opere di mitigazione, e quindi anche convinti che l'ordine del giorno collaterale sia
adeguato per imporre, o comunque per garantire alla città il minor disturbo possibile da parte di questa
realtà.
Concludo dicendo che prima o poi - come ha già proposto qualcuno, visto che l'aeroporto è diventato il
motore di vita economica, turistica e culturale della città di Bergamo - prima o poi qualcuno dovrà proporre la
cittadinanza onoraria a chi è stato l’artefice di questa impresa e che qualcuno ha indicato nel Presidente
della compagnia aerea Ryan Air che per prima ha creduto nello sviluppo di Bergamo come realtà
aeroportuale.
CONSIGLIERE SIG. BERTOLI:
Prima ringrazio il consigliere Ceci che ci ha informato di questo stanziamento di 2.500.000 di euro; il fatto
che sia arrivato in ritardo non gli ha permesso di notare che è una cosa indicata all'interno del nostro ordine
del giorno e che quindi è una cosa risaputa e conosciuta, già profondamente analizzata, ed è frutto anche
delle iniziative che sono state fatte per ottenere questi finanziamenti.
Da circa due anni si parla di questo PN 16 e se ne parla da vari punti di vista; viene sempre sostenuto
che è una grande opportunità, però in questa affermazione, cioè che il PN 16 è una grande opportunità, ci
sono due punti di vista e due visioni: chi l'ha ritenuto una opportunità per lo sviluppo aeroportuale e chi
invece lo riteneva una delle armi - chiamiamolo in questa maniera - per costringere SACBO ad assumersi le
proprie responsabilità.
Io credo che con l'ordine del giorno che è stato preparato e che presentiamo, iniziamo per l'ennesima
volta a porre dei paletti ed a chiedere delle risposte precise a SACBO ed allo sviluppo aeroportuale. Non può
essere che l'approvazione del PN 16 venga vista solamente come la possibilità di realizzare una serie di
interventi che favoriscano lo sviluppo di SACBO e non invece - come io credo che buona parte o tutta la
maggioranza, ma immagino anche la minoranza – venga ritenuta come una strada perché finalmente il
rapporto fra sviluppo aeroportuale e città cambi completamente ed in un modo per cui si tenga finalmente in
debito conto il desiderio relativo alle condizioni di vita di coloro che subiscono i danni della presenza di
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questo aeroporto: allora da questo punto di vista credo che sia positivo che riusciamo ad inserire un ordine
del giorno estremamente vincolante.
È altrettanto vero che, nel momento in cui incarichiamo l'amministrazione comunale di predisporre un
accordo di programma, dobbiamo avere poi la capacità come Consiglio comunale di seguirne passo passo
l'evolversi e quindi anche di operare man mano o di indicare all'amministrazione comunale le scelte che
cambiassero o le situazioni che mutassero rispetto a quello che il Consiglio comunale ha indicato.
Non mi ripeto ovviamente, visto che l'hanno già detto tutti e sono intervenuti tutti, sulla questione della
mitigazione ambientale e sulla necessità della mitigazione e degli elementi che hanno reso difficile il rapporto
fra la città e l'aeroporto.
Mi interessa di più, invece, in questo caso riprendere anche un altro dei temi che è stato toccato dalla
consigliera Varinelli e da parecchi altri consiglieri, ed è che cosa costa alla città la realizzazione del PN 16;
mi riferisco in particolare alla questione della presenza di strutture commerciali.
Questo perché io credo che l'aeroporto sia certamente una ricchezza, l’ho detto anche circa un anno fa
consigliere Ceci, non è un cambiamento radicale. È chiaro che ci sono stati dei profondi cambiamenti per
quello che è il valore che l'aeroporto ha assunto per la città dal punto di vista turistico, ma questo è un
cambiamento degli ultimi tre o quattro anni, non è un cambiamento che possiamo datare a 15 anni fa; i lowcost rientrano ancora nelle novità industriali, e quindi apprezziamo l’aeroporto oggi anche per l'aiuto che dà
al cambiamento della mentalità nel rapporto fra la nostra città ed il mondo, fra il locale ed il globale. E da
questo punto di vista io credo che sia una ricchezza grandissima per i nostri giovani e per tutta la nostra
città.
Torno però alla questione fondamentale, alla questione degli interventi che ci saranno, se ci sarà l’Ikea o
potranno essere altre strutture commerciali. Questo ci preoccupa in maniera molto grossa, non tanto perché
quell'area non debba essere edificata, visto che è un'area assolutamente marginale, è un'area stretta fra
l'aeroporto e l'autostrada, un'area che non ha dal punto di vista ambientale un particolare interesse, ma è
un'area che è sovraccarica, continua ad essere sovraccaricata e rischia di diventare ancora più
pesantemente sovraccarica di attrazioni di autoveicoli: è una zona in cui ancora una risposta complessiva
dal punto di vista viabilistico non c'è.
Io non credo che basti la bretella di Campagnola, credo che la bretella di Campagnola possa essere uno
degli interventi, ma che non sia l'unico e che non può essere considerato dalla nostra amministrazione
l'unico intervento che deve essere fatto.
Io capisco che per realizzare degli interventi di tipo viabilistico anche solo come la bretella occorra
adeguarsi a questa logica abbastanza perversa che le risorse pubbliche si ottengono in una contrattazione
con il privato perché risorse non ne abbiamo, e che quindi si cerchi dagli interventi che si fanno di ottenere
anche il massimo risultato possibile nell’interesse complessivo della città, però ogni volta deve essere messo
sul piatto della bilancia ciò che si ottiene rispetto a ciò che si dà, fino in fondo.
Allora prevediamo pure i 260.000 mc., o quanto sarà, di volumetrie per strutture di tipo commerciale, ma
cerchiamo di essere assolutamente sicuri che poi le conseguenze che la nostra città pagherà per queste
volumetrie non siano delle conseguenze peggiori e che non facciano che peggiorare complessivamente la
viabilità afferente la città di Bergamo.
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Allora una scommessa che è assolutamente fondamentale e sulla quale tutti si devono impegnare è
quella di un collegamento con l'aeroporto che sia fatto in maniera diversa, che sia col treno o che sia con
una metropolitana leggera, ma questa deve essere una scommessa che deve essere vinta in un periodo di
tempo assolutamente veloce, perché altrimenti il rischio è che le strutture crescano e diventino un elemento
di attrazione e di traffico spaventoso che ricade su ampi settori della nostra città, rischiando anche di arrivare
al blocco dell'attuale tangenziale oltre che al sovraccarico del rondò dell'autostrada.
Se non ci si muove velocemente su quella strada, ed è la volontà dell'amministrazione più volte
annunciata, io credo che il rischio dell’edificazione di queste strutture commerciali possa diventare dal punto
di vista viabilistico un danno pesantissimo per la città.
È per questo motivo che, anche condividendo totalmente l'ordine del giorno che è stato presentato di
supporto all'ordine del giorno del sindaco, noi riteniamo di doverci astenere sull'ordine del giorno presentato
dal Sindaco e attendiamo i successivi passaggi che riguarderanno i vari percorsi dell'accordo di programma,
per poi arrivare in quel momento ad una espressione definitiva del nostro parere sulla realizzazione
complessiva o meno del PN 16.
CONSIGLIERE RAG. ANGHILERI:
Rapidamente signor Presidente, signor Sindaco e signori consiglieri.
C'è un fatto morale che aleggia in quest'aula. Il primo fatto è questo: siamo soci di una società che in
massima parte è costituita da enti pubblici ed abbiamo difficoltà ad ottenere dei dati che le norme e le leggi
impongono, quindi noi come istituzioni non osserviamo le leggi che pretendiamo di imporre ai cittadini.
Signori, è questo il degrado della politica: il resto è poesia! Se fosse anche il Piano Norma più bello del
mondo, ma noi non siamo i primi ad ottemperare alle norme, siamo noi che infanghiamo la politica ed è
questo che mi dispiace.
Le curve isofoniche non le ho inventate io, le curve isorischio ed i vincoli non li ho inventati io, lo studio
epidemiologico non è fatto per far studiare qualcuno e la difesa della salute dei cittadini è il primo compito di
un’amministrazione comunale, che anche la legge sulla sanità demanda al Sindaco; è per questo che sono
stanco di dire che dobbiamo elemosinare i dati.
Per dimostrarvi però che sono molto più tollerante di quanto si possa pensare, sono disposto a fare
quanto ha detto la Frosio Roncalli, cioè a ritirare questo ordine del giorno perché le mie dichiarazioni restano
a verbale, purché si metta che la bretella viene fatta prima di tutto il resto. Questo ve lo dimostro subito. E
guardate che la bretella non la facciamo noi, quindi non c'è da fare gli appalti, né tutte le pratiche
burocratiche che un’amministrazione pubblica deve fare per tutte le leggi di questo mondo.
E se vuole l’Ikea o chi per esso in tre mesi la progettano, ce la portano qui per farla vedere e in sei mesi
possono cominciare posando la prima pietra, se hanno voglia di farlo. In sei mesi da oggi il progetto si fa, poi
cominciano a lavorare ed allora daremo le licenze edilizie.
Poi veniamo anche alla caserma dei Vigili del fuoco, perché qui ci sono anche gli zuccherini. Io ricordo a
questa nobile assemblea che la caserma Flores è lì vuota; qui ci sono altre aree che per i Vigili del fuoco
potrebbero, anche da un punto di vista viabilistico, andare bene, ma voglio vedere la caserma dei Vigili del
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fuoco realizzata e sicuramente l'hanno prevista prima della bretella, nel qual caso voglio vedere cosa
succederà in termini viabilistici anche per loro.
Sono tutte scommesse e mi permetto di dire che le voglio esplicitare, in modo che un domani almeno la
coscienza è a posto.
CONSIGLIERE AVV. ONGARO:
Intervengo per dire che l'emendamento proposto dalla consigliera Frosio Roncalli, lo dico già in questa
sede, e accolto da Anghileri è improponibile nel senso che è pura demagogia. Non è che possiamo andare a
chiedere agli operatori di fare prima la bretella e dopo decidere se si approva il PN 16, mi sembra facile
demagogia.
Anche perché ho già precisato che il problema degli oneri finanziari per la costruzione della bretella
nell'ordine del giorno è definito impropriamente standard qualitativo, che è una terminologia che è legata ai
Piani integrati di intervento e questo è un accordo di programma, ma dal punto di vista sostanziale è
l'impegno a costruire opere pubbliche, impegno che è contestuale al tipo di volumetrie edificabili; siccome
devono pagarli in parte gli operatori che realizzano il PN 16, i parcheggi sono come standard qualitativi
connessi ai parcheggi ed a Ikea e quindi è evidente che le due cose sono connesse e collegate. Non è
possibile ottenere un impegno ad uno stanziamento finanziario per la bretella prima di un avere la
contestuale autorizzazione alla costruzione delle volumetrie sufficienti per assumere quell'impegno. Questo
è un po' come nei Piani integrati di intervento, per cui dire prima facciamo la bretella e poi discuteremo il PN
16 mi sembra un po' una posizione insostenibile.
Una cosa è certa riguardo alla contestualità: che nell'iter dell'accordo di programma è evidente che deve
esserci l'assunzione dell’impegno che i cantieri dovranno iniziare contestualmente. Questo è l'impegno
contenuto sostanzialmente nell'ordine del giorno perché la costruzione della bretella di Campagnola è
condizione imprescindibile. Alla fiera è successo quello che è successo, ma qui evidentemente una cosa di
questo genere non è possibile ed è condizione imprescindibile la realizzazione della bretella.
Ci sia augura che nel corso della definizione dell'accordo di programma si definiscano anche i termini
finanziari di finanziamento della costruzione della bretella di Campagnola, che può essere prevista da un lato
oppure sotterranea, sono questioni che dovremo vedere e che dovranno essere definite contestualmente
alla definizione dell'accordo.
Il Consiglio comunale ha tutta la facoltà al momento finale di approvare o non approvare l'accordo di
programma a seconda che le indicazioni contenute qui siano state rispettate oppure no; metterlo così in
anticipo mi sembra una cosa un po' priva di senso insomma, per cui non accolgo quel tipo di emendamento,
lo dico già da adesso in maniera che siano chiare le cose.
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CONSIGLIERE RAG. BELOTTI:
Grazie al consigliere Ongaro abbiamo buttato via 3 minuti, perché evidentemente non ha letto
l'emendamento visto che lo ha completamente frainteso; quindi forse sarebbe utile prima leggerlo perciò,
Presidente, se lo può distribuire forse sarebbe utile.
L'emendamento va semplicemente a sostituire quel "realizzazione contestuale" con un semplicissimo
"realizzazione in via anticipata rispetto al completamento delle opere e degli interventi del Piano Norma 16".
Vuol dire che sarebbe sufficiente che il giorno prima che venga inaugurato uno qualsiasi di questi
interventi, sia disponibile la bretella; non so se verranno inaugurati tutti insieme o a blocchi, comunque nel
momento in cui viene inaugurato uno solo di questi interventi che hanno un certo peso deve esserci, il giorno
della sua inaugurazione, la bretella pronta.
Questa non è una cosa fantascientifica ma è la tendenza che si sta adottando, anche nel rilascio a livello
regionale di certe autorizzazioni importanti, centri commerciali, per quanto riguarda le arterie di
collegamento; non più il “contestuale”, non più “deve essere realizzata la via di collegamento, di servizio per
il centro commerciale o altre strutture”, le strutture viarie devono essere realizzate prima che venga
inaugurato o venga aperto al pubblico questo servizio, questo esercizio o questo centro commerciale. Non si
tratta perciò di una condizione messa lì per mettere un bastone fra le ruote a tutto l'ordine del giorno ed
all’intervento.
È la stessa cosa, lo spirito dell'emendamento di stasera è come quello di ieri sera, è finalizzato non a fare
ostruzionismo, non a rompere, ma a costruire meglio e spero che forse leggendolo adesso anche il
consigliere Ongaro si renda conto che abbiamo buttato via 3 minuti con il suo intervento.
ASSESSORE DOTT. GROSSI:
Farò pochissime osservazioni rispetto al dibattito, che di fatto si è concentrato prevalentemente sugli
elementi di precauzione e di sostenibilità ambientale correlati, più che a questo intervento in sé medesimo,
alla questione aeroportuale nel suo complesso.
Quello che possiamo garantire al Consiglio comunale è che anche per alcuni elementi che sono inseriti
nell'ordine del giorno, alcuni richiami, cercheremo di fare in modo che tutto l'intervento comunque si
caratterizzi, anche sotto il profilo urbanistico, anche sotto il profilo architettonico, anche sotto il profilo del suo
rapporto con il paesaggio, ai migliori criteri di sostenibilità ambientale, perché c'è la questione aeroporto che
è importantissima con il fattore del rumore e tutto quanto è inquinamento, ma c'è anche la questione che
forse è sfuggita un po' ai consiglieri comunali di dedicare un'area di queste dimensioni prevalentemente ad
una infrastruttura di tipo pubblico e che questo dovrà essere un insediamento bello, sostenibile, all'altezza di
ciò che si sacrifica, quindi questo mi sembra assolutamente giusto.
Rispetto al tema delle volumetrie che sono state richiamate, forse nella relazione introduttiva sono stato
troppo veloce, ma i 270.000 mc. sono quanto il Piano Regolatore assegnava a quest'area, cioè era la
dimensione degli interventi prevedibile per il Piano Regolatore su quest'area. L'eventualità dell’Ikea consuma
ad oggi, per le previsioni che conosciamo ma che non sono definitive, un’entità pari a 35.000-40.000 di
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questi metri cubi, e quindi è di questo che stiamo parlando. È evidente che la presenza dell’Ikea, che io non
sottovaluto in termini di peso insediativo perché vuol dire altri 2.500 posti auto in aggiunta ai 10.000, ha però
un elemento in sé positivo. In primo luogo aumenta comunque l'offerta nell'ambito commerciale della
distribuzione di questa città, ed ampliare l'offerta è sempre un fatto molto salutare; in secondo luogo
rappresenta anche una dimensione occupazionale.
Io vorrei che i consiglieri comunali, dopo aver letto i dati sui risultati occupazionali dell'aeroporto,
ricordassero anche che il passaggio dal secondario al terziario che è avvenuto in questo decennio in questa
provincia, e che non ha prodotto quasi nessun morto sul piano occupazionale, è anche in parte da attribuire
allo sviluppo del settore terziario ed anche del terziario commerciale; dopo di che lo si può fare bene, male,
più o meno pesante nei confronti degli aspetti urbanistici ed ambientali, più o meno in linea con le esigenze
di paesaggio urbano però, insomma, questo va considerato.
Inoltre, le richieste in ordine al dimensionamento infrastrutturale che sono state giustamente caricate su
questo intervento, e cioè il futuro collegamento ferro-tramviario almeno a livello di disponibilità di area, la
bretella di Campagnola, non sono opere poco costose, dato che sono opere che ormai si svilupperanno in
un territorio densamente abitato e quindi richiederanno sottopassaggi, anche opere di mitigazione
ambientale per loro stesse, insomma sono opere costose.
È chiaro che l'insediamento dell’Ikea produce delle risorse economiche che da un lato minimizzano
l'impegno di SACBO rispetto ai suoi investimenti per completare il Centro servizi aeroportuale, e dall'altro
costituiscono anche una base economica aggiuntiva per sopperire, un po' come ricordava il consigliere
Ongaro poc'anzi, a questo parallelo con i così detti standard qualitativi, cioè si consuma e si fa una variante,
benché in gran parte dedicata a servizi pubblici, ma che anche per la sua parte privata contribuisce,
attraverso questo meccanismo, a fornire uno standard qualitativo che è la bretella.
Mi sembra un po' di lana caprina la questione sul termine "contestuale" o comunque quanto è contenuto
nell'ordine del giorno proposto, perché in realtà parliamo di un intervento che richiederà qualche anno
perché si realizzi. Se noi facciamo come magari fa anche la Regione Lombardia oggi e ne sono felice, ma il
Comune di Bergamo lo fa sicuramente dal 2004, e cioè non accettiamo più differimento nella fornitura degli
standard qualitativi rispetto alle iniziative urbanistiche, allora mi sembra di poter dire che nel momento in cui
si parte con l'operazione, si comincia anche la progettazione e in parallelo la costruzione dell'opera, cosa
che mi risulta non sia mai avvenuta in passato.
In più faccio anche presente un aspetto, che quando si è fatto il parallelo con l'accordo di programma
della fiera, non c'è da considerare solo l'elemento negativo in termini di differimento di tempo, cioè che
facciamo oggi un'opera per completare un accordo di programma acceso anni fa, ma c'è anche da
considerare il fatto che il finanziamento di quell'opera era totalmente a carico dell'amministrazione comunale
nonostante partecipassero altri enti, nonostante l'amministrazione comunale abbia pagato salatissima
l'acquisizione dell'area, anche perché questa ha generato un contenzioso.
E mi permetto di dire che si è fatto persino un inserimento urbanistico che sotto il principio del nostro
documento di inquadramento attuale non avrebbe potuto essere fatto, perché non prende in considerazione
nemmeno l'area più immediatamente vicina, cioè lascia in sospeso anche tutti quei livelli marginali e quelle
situazioni marginali che si trovano intorno; quindi in questo caso mi sembra che stiamo partendo, per quanto
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concerne l'iniziativa urbanistica, con dei criteri molto più accurati, molto più sensati, molto più prudenti sotto il
profilo delle infrastrutture.
Voglio anche ricordare che la bretella di Campagnola è un'opera che per la sua complessità, essendo
stata fatta con grande ritardo rispetto alle esigenze, avrà degli aspetti piuttosto delicati sotto il profilo del suo
insediamento nella realtà urbana odierna, quindi anche in termini di progettazione e di esecuzione non sarà
un'opera che si realizza, come dice il consigliere Anghileri, in sei mesi: forse la progettazione. Perché
altrimenti vorrebbe dire che avremmo ritrovato l'efficienza che contraddistingueva il nostro paese
nell'esecuzione delle opere pubbliche, ma che risale all'anteguerra, allora forse si riusciva a fare le opere
pubbliche in tempi certamente più rapidi.
Questi sono sostanzialmente gli aspetti che mi premeva di sottolineare. Tenete conto poi che è una
procedura con cui si apre un accordo di programma, non lo si conclude oggi e noi saremo assolutamente
impegnati a relazionare in III Commissione, man mano che l'accordo si evolverà, per presentarvene i
contenuti.
Certamente le indicazioni che sono poste nell'ordine del giorno, sia in termini ambientali ma anche in
termini urbanistici generali, ci danno anche la forza di avere un atteggiamento contrattualmente virile rispetto
a quegli interlocutori anche pubblici che qualche volta, per ottenere scopi che pure sono benemeriti, magari
tendono a sacrificare le esigenze più dirette del cittadino del Comune capoluogo. In questo senso ringrazio
quindi anche il Consiglio comunale di averci messo nella condizione con quest'ordine del giorno di
partecipare sia alla segreteria tecnica che al collegio di vigilanza con spirito propositivo, ma anche con quella
forza e determinazione sufficiente per arrivare ad un prodotto di qualità.
ASSESSORE SIG. AMORINO:
Intervengo solo per dare qualche chiarimento rispetto agli interventi che hanno fatto i consiglieri o rispetto
agli ordini del giorno presentati.
Parto da quello del consigliere Anghileri, ma prendo solo dei singoli spunti naturalmente. Un aspetto che
ha citato riguarda i valori degli aerei in decollo rispetto all'inquinamento, e che lui quantifica grosso modo con
un certo numero di autoveicoli il rapporto tra carburante consumato e la ricaduta potenziale su quell'area; noi
però abbiamo due dati di cui tener conto: uno è che gli aerei quando passano sopra la città hanno già
superato sostanzialmente i 400 metri di altezza e quindi risulta superata l'area di rimescolamento dove l'aria
viene pressata al suolo, cioè al di sopra di questo livello l'aria non ricade più al suolo ma viene dispersa
nell'alta atmosfera. L'altro aspetto è quello che le tre rilevazioni fatte, in due anni a febbraio e un anno ad
agosto, hanno dimostrato che l'aria di Orio al Serio e dei Comuni contermini non è differente da quella che
viene misurata nello stesso periodo dalle altre centraline esistenti attualmente in provincia.
Il NOTAM e così rispondo anche, per l'ennesima volta, a chi ha sollevato la questione del NOTAM; si
continua a parlare di decollo preferenziale, ma questa parola “decollo preferenziale” è collegata ad altre due
paroline che ci sono dopo, una locuzione in cui si dice “dopo le ore 23”, cioè il decollo preferenziale verso est
è previsto solo dopo le 23, non è che possiamo pretenderlo anche di giorno.
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Altri punti che ha ripreso Anghileri nel suo intervento più recente, non nella presentazione dell'ordine del
giorno, riguardano il fatto di rispettare le norme; in merito alle curve isofoniche occorre dire che, su tutti i 39
aeroporti italiani, sostanzialmente noi siamo fra i quattro o cinque che stanno arrivando alla definizione delle
curve isofoniche, quando molti non hanno neanche cominciato. La convocazione della commissione tecnica,
per la quale io ho aspettato a convocare anche la II Commissione perché volevo avere qualcosa da dire,
qualcosa da portare di nuovo, è stata fatta solamente per il 25 luglio. Sarà solamente la commissione
tecnica, non sarà quella che le approva, bensì quella che le discuterà a livello tecnico, poi verrà convocata
invece la commissione aeroportuale; io vado sempre ad entrambe, sta di fatto che perderemo ancora un
pochino di tempo per avere l'approvazione finale.
Per quanto riguarda le curve isorischio, queste attualmente non sono previste da alcuna normativa. È in
corso di elaborazione una normativa a livello europeo che verrà a definire, così come a livello italiano c'è una
normativa che sta per essere definita per quanto riguarda le distanze, i famosi 3 km dalla testata ed i 600
metri ai lati, che però non è ancora approvata.
Per quanto riguarda l'epidemiologia, da questo punto di vista noi ci basiamo sul fatto che gli studi attuali
fatti dall'Atlante e fatti dall’Asl, che dimostrano paese per paese quali sono i livelli di singole malattie, di
tumori e di quant'altro, dimostrano che in quell'area, cioè quella dei Comuni contermini, non ci sono rilevanze
tali da giustificare il fatto di fare un’indagine di questo tipo.
Su questo argomento, invece, dove c’è una prescrizione molto precisa della Regione, noi abbiamo
ribadito per l'ennesima volta - c'è anche nell'ordine del giorno - che SACBO questa indagine la deve
finanziare, poi daremo noi l'incarico come Comune; si tratta sostanzialmente di fare un'operazione
preliminare, di verificare con i medici condotti, con i farmacisti e poi, se ci sono delle rilevanze significative,
fare un approfondimento delle cose da fare.
Sui dati
mi sembra che l'impegno di SACBO sia abbastanza chiaro ormai, rendere sempre più
trasparenti quelli che sono i dati forniti oggi. I dati che oggi sono forniti sono quelli di legge, cioè la media
mensile che viene regolarmente fornita. Ciò che chiediamo noi è di avere invece qualche dato in più, ed è
quello che chiede anche il consigliere Anghileri nell'ordine del giorno.
Parto invece dall’intervento di Tentorio; la legge sul rumore non è cosa da poco. Quando lo Stato ha
cancellato la sua legge nazionale ha detto alle Regioni: adesso legiferate voi e riscuotete voi i denari relativi
alla tassa sul rumore, non lo faccio più io come Governo. Dal 2001, da quando le Regioni dovevano farlo, al
2006, ad oggi in Lombardia si sono persi € 14 milioni di tasse non riscosse. Questi magari potevano essere
usati per interventi di mitigazione ambientale e non sarebbe stato poco. Certo, è vero come ha detto
qualcuno che il problema è che non si vuole penalizzare soprattutto una compagnia italiana che è già in crisi
e che si rischia venga penalizzata ulteriormente da questa operazione della tassa sul rumore anche perché i
suoi aerei, i famosi MD 80, sono quelli attualmente più rumorosi.
Ad Aversa voglio ricordare che è vero che siamo il quarto aeroporto in Italia, però per quello che ci
interessa dal nostro punto di vista, cioè per i movimenti e per il disagio, siamo noni e siamo stabilmente noni
da tre anni; è vero che l'aeroporto di Bergamo è cresciuto, ma non è che gli altri siano rimasti fermi, anche gli
altri sono cresciuti. È tutto il sistema che sta crescendo da questo punto di vista; Ciampino è fatta
perfettamente come noi, noi al nord, lui al sud, ci si scambia i courier e poi i voli low-cost.
Ho dato solo questi chiarimenti perché servissero magari a tutti, per tenerne un attimo conto.
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SINDACO:
Signori consiglieri, la linea di questa amministrazione per quanto riguarda l'aeroporto è sempre stata
chiarissima; già nel programma elettorale era scritto a chiare lettere che l'aeroporto di Orio al Serio è una
risorsa importantissima per Bergamo e la sua città, quindi consigliere Ceci non mi ritengo proprio folgorato
sulla via di Damasco: l'ho sempre pensato, non voglio polemizzare, dico soltanto che l’ho sempre pensata
così da tempi non sospetti. E comunque è stato ribadito chiaramente sia nel programma elettorale che nel
programma di mandato. Ed è una risorsa straordinaria da due punti di vista: dal punto di vista di un prezioso
volano per lo sviluppo economico del nostro territorio ed anche da un punto di vista dell'apertura culturale al
mondo, perché offre grandi opportunità di mobilità e di spostamento, in particolare ai giovani ma non solo.
Questa risorsa però, lo abbiamo sempre detto e scritto, deve essere resa il più possibile compatibile dal
punto di vista ambientale: due aspetti difficili da coniugare. Ci stiamo però provando e mi sembra che questa
sia la volontà non soltanto di chi vi parla, non soltanto della Giunta, ma dell'intero Consiglio comunale che
l’ha manifestata in più riprese e che la manifesta anche oggi.
La linea che è stata seguita in questi tre anni è stata quella di sostegno allo sviluppo di SACBO da un
lato, e vi sono molti atti concreti a testimoniarlo, sia atti amministrativi che atti assunti all'interno della
compagine sociale e del sindacato di controllo, e nel contempo dall’altro anche una serie di sollecitazioni e di
interventi volti a far maturare una ben diversa sensibilità ambientale rispetto al passato.
Siamo anche in questo caso all'inizio di un iter complesso; iniziamo oggi la procedura dell'accordo di
programma, a cui confidiamo che possa aderire tra l'altro anche la Regione Lombardia il che renderebbe
anche più completo lo schieramento dei soggetti interessati. Regione Lombardia che è interessata sotto due
profili: primo perché ha una responsabilità per quanto riguarda il sistema aeroportuale regionale, secondo
perché vi è quell'aspetto commerciale che richiede evidentemente delle autorizzazioni che sono in capo alla
Regione stessa.
Io penso che il PN 16, che è un intervento complesso e delicato come ha ricordato il consigliere Tentorio
- il primo che è intervenuto - sia un progetto molto importante per la città. Oggi compiamo un atto di
responsabilità politica innescando questo processo, per diverse ragioni; la principale è che l'aerostazione
attuale è un’aerostazione che non è degna del quarto aeroporto italiano. È un’aerostazione che va
assolutamente modificata, che va resa più funzionale, più confortevole, maggiormente dotata di servizi. Il
fatto che attualmente sia sostanzialmente ingolfata dalla presenza incombente dei parcheggi pone dei limiti
fortissimi, invece, ad una sua sistemazione e quindi è del tutto razionale questa operazione di spostamento
dei parcheggi, perché qui non abbiamo una situazione di puro e semplice ampliamento,abbiamo una
situazione di spostamento dei parcheggi oltre che di ampliamento.
La realizzazione di ulteriori parcheggi è comunque un dato necessario perché vi è attualmente
contraddizione fra il numero dei parcheggi a disposizione ed il numero dei passeggeri che affluiscono in
aeroporto e quindi se noi vogliamo il bene dell'aeroporto non possiamo non preoccuparci di questo dato.
Aggiungo che è del tutto conforme all'interesse della città lo spostamento sia dalla caserma dei Vigili del
fuoco che della dogana. Mi sembra evidente a tutti come la collocazione all'interno del PN 16 sia
sicuramente più funzionale a queste due strutture, che non sono di livello cittadino ma che sono di livello se
non proprio provinciale - la dogana è sì provinciale, i Vigili del fuoco hanno altri distaccamenti in provincia –
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quantomeno hanno certamente una portata sovraccomunale e pertanto sia una migliore collocazione
sicuramente in quella zona. Vi è la realizzazione anche dell'ostello della gioventù, quindi mi sembra che
siano tutti elementi che qualificano questo intervento e lo rendono importante dal punto di vista dell'interesse
pubblico.
Vi è poi questo intervento commerciale; ha già risposto Grossi e non voglio ripetere quanto è già stato
detto bene da lui, ma è ovvio che non si possono fare le nozze con i fichi secchi. In ogni caso una
compensazione di carattere economico va pure trovata e comunque è un intervento commerciale che ha
anche le sue caratteristiche particolari che non vanno ad incidere più di tanto sulla struttura commerciale
della città, perché è un'offerta che ha una sua peculiarità, questo è un dato assolutamente innegabile, se
sarà come tutto lascia pensare l’Ikea.
Certo vi sono problemi di vi abilità, e questo lo dico con chiarezza ma è già stato detto con chiarezza; è
assolutamente una conditio sine qua non per l’effettuazione di questo intervento la realizzazione della
bretella e senza una sistemazione complessiva della viabilità questo intervento non si può fare. Vedo che la
consigliera Frosio Roncalli - anche qui lo dico senza polemica - si è pentita in parte della sua sottoscrizione
all'ordine del giorno e ne propone una correzione. Francamente la correzione mi sembra che non muti il
senso complessivo di quel punto numero 1 dell'ordine del giorno: si dice sostanzialmente la stessa cosa, vi è
una sottolineatura che però apre dei margini, secondo me, di ambiguità.
Il tema della viabilità, però, e del collegamento mi consente di introdurre un altro elemento e di affermare
ancora una volta qui come ritengo e riteniamo assolutamente indispensabile e fondamentale per lo sviluppo
dell'aeroporto, ma anche per lo sviluppo della città, il collegamento su ferro tra l'aeroporto e la città. Questa è
un'opera fondamentale, non a caso nel momento in cui si è comunicato alla Regione Lombardia la revoca
del progetto della tangenziale est e si è responsabilmente comunicata la rinuncia a quel finanziamento, si è
chiesto che quel finanziamento - non in termini tecnici perché sappiamo che questo non è possibile – da un
punto di vista dell'impegno politico venga comunque girato su quest'opera che, ripeto, pare assolutamente
fondamentale per lo sviluppo dell'aeroporto e per lo sviluppo della città. E stiamo interloquendo, Comune e
Provincia, con la Regione e con il sistema delle Ferrovie dello Stato, per arrivare a far maturare questa opera
così importante.
Così come è importante, accennavo prima alle responsabilità e alle competenze della Regione
Lombardia circa il sistema aeroportuale, che a proposito dello spostamento dei courier da Orio a Montichiari
e comunque in generale nella definizione su chi fa che cosa negli aeroporti lombardi, vi sia finalmente una
chiarezza, una definizione chiara e precisa di questo sistema aeroportuale. Dei passi avanti sono stati fatti;
ricordo che è stato stipulato anche un protocollo d’intesa tra SACBO e Catullo S.p.A. che è l'attuale
detentrice, anche se vi sono ultimamente delle novità, dell'aeroporto di Montichiari; occorre però un
intervento della politica per fare chiarezza da questo punto di vista.
Dobbiamo però considerare, e lo sottolineo con forza, il tema della eco-compatibilità; è un punto che
abbiamo sempre affermato con chiarezza, che va qui ribadito, che è stato assunto anche da SACBO:
l'aeroporto è una risorsa finita, non ha una possibilità di sviluppo illimitata. C'è un piano di sviluppo
aeroportuale che ha fissato un tetto al numero dei movimenti; questo tetto verrà raggiunto verosimilmente
molto prima rispetto al tempo che era previsto, cioè molto prima del 2015. Non è che raggiunto questo tetto
si imposta - questa almeno la posizione dell'amministrazione comunale di Bergamo ma in questo momento è
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anche la posizione di SACBO - un nuovo piano di sviluppo aeroportuale che prevede un numero di
movimenti maggiore e un nuovo tetto in aumento: lì l'aeroporto finisce perché non c'è più la possibilità di un
suo sviluppo. Sto parlando non in termini di numero di passeggeri o di merci trasportate, ma sto parlando del
dato e del parametro che conta, che è il numero dei movimenti, perché se poi una maggiore capienza, una
maggiore funzionalità degli aerei porta a trasportare più passeggeri, questo non incide però dal punto di vista
ambientale, contando soltanto l'aspetto del numero dei movimenti, che sono 68.570 movimenti annui.
Si è agito in questi tre anni con pazienza, ma anche con costanza e con fermezza, per cercare di portare
a casa una serie di risultati. Alcuni sono stati ottenuti, sono elencati nell'ordine del giorno: l'eliminazione della
previsione dell'area cargo, il rapporto finalmente con Verona per spostare i courier a Montichiari,
l'abbandono degli aerei più rumorosi, l'aver determinato la finestra di silenzio anche se ancora molto c'è da
fare per ottenerne un rispetto rigoroso, il decollo verso la città dopo le ore 7, l'osservanza del tetto dei
movimenti aeroportuali che ho citato poc'anzi, l'aumento delle centraline di rilevamento.
Ora qui sono stati dettati in maniera rigorosa, nell'ordine del giorno, una serie di impegni. Abbiamo uno
strumento in più da questo punto di vista - condivido le osservazioni che sono state fatte da molti degli
intervenuti - che questa del PN 16 è anche una opportunità perché ci offre la possibilità di intervenire nei
confronti di SACBO con una leva oltre a quelle che già avevamo in mano per avere il rispetto, per avere il
raggiungimento di questi obiettivi.
Per far rendere ben conto il Consiglio comunale di quello che è il gap da colmare tra le politiche in atto e
gli obiettivi che noi poniamo, io ho chiesto al Presidente di SACBO di farmi avere un dettagliato elenco di
quello che è in atto rispetto agli obiettivi indicati nell'ordine del giorno. E poco fa mi è pervenuta questa sua
lettera che vi leggo, dove si dice: "Con riferimento all'accordo di programma tra Comune di Bergamo e
SACBO per la realizzazione del Centro servizi aeroportuale si conferma che la crescita delle attività di volo
resta quella fissata nel DEC/VIA, pari a 68.570 movimenti annui". E quindi conferma che quello è il tetto non
superabile. “Per quanto riguarda lo stanziamento di € 2.500.000, che è uno stanziamento approvato
dall'assemblea di SACBO su input – consentitemi e forte anche - di questo azionista”, cioè dell'azionista
Comune di Bergamo, del resto in ottemperanza ad un preciso invito del Consiglio comunale “il protocollo di
intesa che verrà formalizzato nei prossimi giorni dalla Regione Lombardia - mi risulta che sia iscritto
all'ordine del giorno della Giunta di venerdì e prego il consigliere Regionale presente comunque di
controllarlo e di verificare che effettivamente poi la Regione deliberi in questo senso - dalla Regione
Lombardia, Provincia di Bergamo e SACBO prevede la realizzazione di un piano degli interventi”;
ovviamente il settore Lavori Pubblici del Comune provvederà, anzi ha già provveduto credo, a far avere a
SACBO che realizzerà direttamente gli interventi, i progetti relativi alle quattro scuole pubbliche in cui
intervenire, mentre si è preoccupato di fare non da mediatore ma da interlocutore tra SACBO e la parrocchia
di Colognola che è proprietaria dello stabile ove ha sede la scuola materna - non ricordo in questo momento
se è la scuola materna o l'asilo nido - di Campagnola perché si intervenga anche lì.
Scrive poi il Presidente Testa, e questa è una frase che al momento può prestarsi ad una cattiva
interpretazione: "SACBO non è in condizioni di assumere impegni riguardo ad eventuali e future erogazioni,
tuttavia conferma la sua disponibilità ad esaminare con i Comuni dell'intorno aeroportuale interventi di
mitigazione e compensazione ambientale".
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È scritta questa frase perché il Presidente non può evidentemente prendere impegni che riguardano futuri
bilanci e sono decisioni che spettano all'assemblea degli azionisti, anche se l'assemblea degli azionisti
quando ha approvato quello stanziamento di € 2.500.000 ha indicato la prospettiva di confermare quegli
stanziamenti per opere di mitigazione anche negli anni a venire.
Prosegue la lettera di SACBO: "I contratti con i due operatori aeroportuali DHL e UPS sono stati prorogati
fino al 2012-2013 con il duplice scopo di non creare un problema occupazionale e per assicurare i tempi
tecnici perché un altro aeroporto lombardo possa attrezzarsi per offrire il trasferimento delle loro attività,
(leggasi Montichiari); inoltre poiché l'operatività dei courier si svolge prevalentemente nelle ore notturne gli
stessi stanno dando la loro più ampia collaborazione per giungere all’eliminazione progressiva, almeno per
quanto riguarda i decolli, dei movimenti nella fascia oraria 0.30-06:00; lo stesso dicasi per le altre compagnie
aeree operanti sullo scalo di Orio.
I decolli verso la città, grazie alla collaborazione degli operatori ENAV-torre di controllo, normalmente non
avvengono dalle 23:00 fino alle 06.30 circa. Si cercherà di estendere tale fascia oraria fino alle 07:00. A
seguito della recente installazione dei due radar sarà possibile da parte di ENAV velocizzare le operazioni
riducendo i tempi al suolo con i motori accesi, manovre di rullaggio.
SACBO ha avanzato ai competenti enti ENAC-ENAV la proposta di volabilità di una rotta che prevede
un'uscita alternativa all'attuale, al fine di ridurre il più possibile i sorvoli dei quartieri ubicati a sud della città di
Bergamo, distribuendo su due diverse aree le procedure di uscita degli aeromobili.
La flotta che opera sull’aeroporto di Orio al Serio è costituita da aeromobili pienamente rispondente alle
norme internazionali. L'incremento di voli passeggeri è avvenuto con aeromobili di ultima generazione;
rimangono soltanto pochi voli operati prevalentemente da compagnie aeree italiane (leggasi Alitalia e
Meridiana), con aeromobili MD 80 che rispondono alla normativa ma risultano essere mediamente più
rumorosi. SACBO continua ad intervenire presso le competenti autorità ENAC affinché vengano attivate le
sanzioni nei confronti dei vettori che non rispetteranno le procedure di volo previste. Sono già operative sul
territorio comunale di Bergamo tre centraline di rilevamento del rumore installate presso i quartieri convenuti
con l'amministrazione. Il sistema sarà potenziato durante il corrente anno fino al raggiungimento di otto
stazioni di misura su tutto l'intorno aeroportuale; inoltre SACBO si impegna a rendere disponibile una
centralina mobile per il monitoraggio della qualità dell'aria.
Infine, per quanto riguarda le altre richieste di cui al punto 5 dell'ordine del giorno, non trattate in
precedenza ricordiamo che ENAC - come ha ricordato poc'anzi l'Assessore Amorino - ha convocato per il 25
luglio il gruppo tecnico della commissione aeroportuale per definire le curve isofoniche riferite al traffico
2006. Per quanto riguarda il piano di sicurezza è stato predisposto con le autorità competenti ENAC una
prova pratica che si terrà il 27 ottobre 2007.
Congiuntamente all’Asl verrà valutata l'opportunità di svolgere uno studio epidemiologico sulla
popolazione residente nell’intorno aeroportuale. Si resta in attesa della definizione da parte della Regione
Lombardia delle modalità applicative della tassa sulle emissioni sonore degli aeromobili.
Rimaniamo a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti, ma riteniamo opportuno precisare che
l'impronta al suolo da considerare ai fini della zonizzazione acustica sarà quella che risulterà dallo scenario
individuato in funzione della operativi tà aeroportuale su 68.570 movimenti annui costituita da movimenti
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passeggeri schedulati nella fascia oraria 06:00-23:00 ed operati con aeromobili di ultima generazione; tale
scenario è in corso di elaborazione".
È ovviamente mio dovere leggere al Consiglio comunale questa missiva che dà conto di come sta
operando SACBO ed è parzialmente soddisfacente, ma per differenza si vede anche quanto è quello che
rimane da fare in questo anno, più o meno, che rimane per la stipula dell'accordo di programma e per la sua
successiva ratifica da parte del Consiglio comunale, perché vi sono una serie di impegni richiamati
nell’ordine del giorno che invece devono essere posti in agenda da SACBO.
E la nostra volontà assolutamente ferma sia all'interno dell'azionariato di SACBO, sia invece come
amministrazione, a questo punto come amministrazione che interloquisce con SACBO nella redazione di
questo accordo di programma, è di esercitare tutto il proprio peso politico per arrivare ad avere l'attuazione
di questo impegno che, del resto, l'ordine del giorno qualifica come obiettivi vincolanti e sottolineo la parola
vincolanti, ovviamente ai fini dell'approvazione dell'accordo di programma.
Questa azione è una azione che svolgiamo nell'interesse della popolazione della città di Bergamo che è
interessata al fenomeno dell'inquinamento ambientale ed atmosferico, ma anche - non se ne vogliano, spero
di no - nell'interesse, avendo comunque qualche leva in più in mano, dei Comuni che hanno analogo
problema, e che naturalmente teniamo assolutamente informati e al corrente, nell'ambito degli incontri della
cosiddetta Grande Bergamo, riguardo a questa problematica, che è una problematica particolarmente acuta
e dove il coordinamento e l'informazione dell'amministrazione è comunque necessaria.
Lo ripeto quindi, a me sembra che stiamo compiendo un atto di grande responsabilità, di equilibrio; mi fa
piacere che venga compiuto, almeno così mi sembra, dalla stragrande maggioranza del Consiglio comunale
che, così oggi come ieri a proposito di tutt'altro argomento, dimostra di saper andare al di là delle mere
logiche di appartenenza, ed ogni tanto di strumentalità politica, per ritenersi invece investito di curare il bene
della città e di guardare quindi in maniera oggettiva senza strumentalizzazioni agli interessi dei nostri
cittadini.
In questa maniera mi sembra che cerchiamo, anche se ripeto è molto difficile, di tenere insieme le due
cose, puntare allo sviluppo dell'aeroporto che è assolutamente necessario e importante e nel contempo di
ridurre al minimo gli inconvenienti pesanti che la presenza di questo aeroporto provoca ad una parte della
città e del territorio della bergamasca.
PRESIDENTE:
Io comincerei con l'emendamento che è già stato illustrato; solo una precisazione proprio perché sia
chiaro: siccome ci sono negli ordini del giorno due punti 1 è evidente che l'emendamento si riferisce al punto
1 dopo il "tutto ciò premesso". Il testo è a vostre mani, quindi l'emendamento sostituisce le parole
"contestuale alla realizzazione" con "in via anticipata rispetto al completamento".
Mi sembra che sia già stato illustrato, ma se vi sono degli interventi relativi all'emendamento chi vuole li
può fare.
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(Esce dall’aula il consigliere Lanzani; sono presenti n. 31 consiglieri)
Poiché nessun altro chiede la parola, il Presidente mette in votazione palese l’emendamento presentato
dal gruppo consiliare Lega Nord Padania.
Eseguita la votazione, attraverso espressione elettronica del voto, si ha il seguente risultato: n. 3
consiglieri astenuti (Bertoli, Cappuccio, Gargano), n. 10 voti favorevoli, n. 18 voti contrari (Aversa, Bonalumi,
Brembilla, Bruni, Corrà, Crescini, Invernizzi, Maggioni, Marchesi M. Carolina, Ongaro, Paganoni, Paparo,
Riccardi, Rota, Santoro, Scanzi, Varinelli, Zavaritt).
Il Presidente proclama l’esito della suddetta votazione, riconosciuto dai presenti, e dichiara che il
preindicato emendamento è stato respinto a maggioranza dei votanti.
PRESIDENTE:
Per dichiarazione di voto Ovviamente la dichiarazione di voto sull'ordine del giorno del Sindaco e sui due
ordini del giorno collegati, come abbiamo sempre fatto.
CONSIGLIERE DOTT.SSA FROSIO RONCALLI, per dichiarazione di voto:
Signor Sindaco, non mi sono pentita di aver firmato un ordine del giorno collegato all'ordine del giorno
numero 2; l’ho firmato convinta del fatto che fosse un qualcosa che andava ad integrare l'ordine del giorno
presentato da lei. Ovviamente questo ordine del giorno è stato presentato in Conferenza dei capigruppo in
modo molto veloce; l’ho letto sommariamente, mi è sembrato di poterlo condividere e ho cercato solo di
migliorarlo.
Dispiace sentir dire, specialmente dal consigliere Ongaro, che il fatto di voler migliorare il testo e quindi di
voler cambiare la parola "contestuale" con "in via anticipata" fosse pura demagogia o fosse voler
strumentalizzare un problema; questo magari dispiace e quindi anche se il nostro voto sarà favorevole, resta
comunque il disappunto per il fatto che non è che la politica debba sempre essere contrapposizione, la
politica può essere anche mediazione e confronto civile. Su questo problema, su questo argomento,
nonostante il fatto stesso che il Presidente della circoscrizione VI - che non appartiene alla Lega né a
nessun altro partito, ma è - torno a ribadire - un vostro rappresentante, mi sembra che stamattina su L’eco
di Bergamo abbia lanciato un forte grido d'allarme, che poi questo grido d'allarme lo vogliate ascoltare o
meno sono affari vostri. Anche noi nel nostro piccolo, per quello che abbiamo potuto fare, abbiamo cercato
con questo emendamento di farvi capire che forse inserire già oggi all'interno di questo ordine del giorno un
qualcosa di più forte sarebbe stato anche un chiaro segnale verso la cittadinanza.
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Resta comunque il fatto che siamo al primo step; è ovvio che prima di arrivare in fondo, questo accordo di
programma tornerà in questo Consiglio comunale e sarà allora, quando le cose saranno sicuramente un po'
più chiare, che il nostro voto sarà ancora più convinto.
Io credo che anche la questione delle volumetrie per quanto riguarda il commerciale fosse un modo di
confronto e non di scontro; è stata liquidata in modo molto tranchant, senza che neppure l'Assessore al
commercio, che tanto si picca di andare sui giornali a difendere i commercianti, abbia avuto la cortesia e
l'accortezza di dire due parole al riguardo.
Il nostro voto, comunque, torno a ripetere che sarà un voto favorevole, perché capiamo l'importanza di
questo progetto. Quello che non si condivideva l’abbiamo detto ed abbiamo cercato di modificarlo; capiamo
che non può essere bloccato un progetto del genere solo per questa problematica, però quando tornerà in
aula l'accordo di programma, torneremo sul problema e vedremo come lo avrete affrontato nel frattempo.
CONSIGLIERE AVV. ONGARO, per dichiarazione di voto:
Il demagogico si riferiva - mi correggo - alla pretesa di qualcuno che “prima costruiamo la bretella e poi
vediamo”: questo era demagogico, non il vostro emendamento. Il fatto poi che nell'ordine del giorno si
specifichi, come ho specificato, che lo status giuridico delle opere di interesse pubblico sia equiparato agli
standard qualitativi dei Piani integrati di intervento, che non si possono definire in un accordo di programma
in quanto tali, cioè la costruzione della caserma dei Vigili del fuoco, la costruzione della dogana, come
equiparati allo stato di standard qualitativi dei Piani integrati di intervento, implica che la realizzazione inizi
insieme e finisca insieme, nel senso che si realizza effettivamente quella contestualità.
In questo senso dico che allora specificarlo diventa superfluo, perché questa contestualità è non solo
l'inizio dei cantieri ma anche il termine, come nei Piani integrati di intervento in qualche misura. Credo che
questo sia lo stato giuridico dell'indicazione data dall'ordine del giorno e in questo senso non accoglievo
questo emendamento perché il "in via anticipata" crea un po' un pasticcio.
Poi dichiaro voto favorevole sull'ordine del giorno del Sindaco, oltre che ovviamente sull'ordine del giorno
proposto.
CONSIGLIERE RAG. ANGHILERI, per dichiarazione di voto:
Signor Sindaco, siccome qui qualcuno dà degli appellativi di demagogia, io mi permetto di rivolgermi a lei
anche dopo le dichiarazioni dell'Assessore Grossi.
Siccome la complessità della bretella di Campagnola è enorme sotto il profilo viabilistico, di impatto
ambientale, anche dal punto di vista estetico, ecco perché almeno la progettazione - non dico esecutiva ma
concreta - debba essere presente nell’accordo di programma, cosa che invece non c'è.
Signori, scusatemi, mi avete fatto imparare il verba volant scripta manen”, ecco perché la mia indicazione
di fare le cose prima non era per fare della demagogia. Tanto io non ho bisogno di pigliare voti, me ne starò
a casa tranquillo! Però è questo il senso della mia impuntatura.
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Poiché nessun altro chiede la parola, il Presidente mette in votazione palese l'ordine del giorno
presentato dal Sindaco.
Eseguita la votazione, attraverso espressione elettronica del voto, si ha il seguente risultato: n. 5
consiglieri astenuti (Anghileri, Bertoli, Gargano, Girola, Scanzi), n. 26 voti favorevoli.
Il Presidente proclama l’esito della suddetta votazione, riconosciuto dai presenti, e dichiara che il
preindicato ordine del giorno è stato approvato ad unanimità dei votanti.
Poiché nessuno chiede la parola, il Presidente mette in votazione palese l’ordine del giorno collegato,
contrassegnato con il n. 1, presentato dal consigliere Anghileri e dal consigliere Girola.
Eseguita la votazione, attraverso espressione elettronica del voto, si ha il seguente risultato: n. 9
consiglieri astenuti (Belotti, Cappuccio, Ceci, Frosio Roncalli, Gallone, Redondi, Tentorio, Turconi,
Veneziani), n. 3 voti favorevoli, n. 19 voti contrari (Aversa, Bertoli, Bonalumi, Brembilla, Bruni, Corrà,
Crescini, Invernizzi, Maggioni, Marchesi M. Carolina, Ongaro, Paganoni, Paparo, Riccardi, Rota, Santoro,
Scanzi, Varinelli, Zavaritt).
Il Presidente proclama l’esito della suddetta votazione, riconosciuto dai presenti, e dichiara che il
preindicato ordine del giorno è stato respinto a maggioranza dei votanti.
Poiché nessuno chiede la parola, il Presidente mette in votazione palese l’ordine del giorno collegato,
contrassegnato con il n. 2, presentato dai gruppi consiliari Democratici di Sinistra, Verdi Per la Pace, Lista
Bruni, Partito Rifondazione Comunista, La Margherita, Italia dei Valori, Alleanza Nazionale, Lista Veneziani,
Lega Nord Padania.
Eseguita la votazione, attraverso espressione elettronica del voto, si ha il seguente risultato: n. 2
consiglieri astenuti (Anghileri, Girola), n. 29 voti favorevoli.
Il Presidente proclama l’esito della suddetta votazione, riconosciuto dai presenti, e dichiara che il
preindicato ordine del giorno è stato approvato ad unanimità dei votanti.
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