Consiglio Comunale di Taranto
30 gennaio 2013
I lavori del Consiglio Comunale iniziano alle ore 10.15.
Il Segretario Generale esegue l'appello nominale per la verifica dei
presenti.
Essendo, provvisoriamente, in aula n. 24 Consiglieri su n. 31 la seduta
viene dichiarata valida.
Presidente BITETTI
Ventiquattro presenti, sette assenti: la seduta è valida.
Dichiaro aperta la seduta.
Nomino scrutatori il Consigliere Lessa, il Consigliere Bellangino e la
Consigliera Castellaneta.
Primo punto all'ordine del giorno: "Direzione Affari Generali ed
istituzionali - Surroga del Consigliere Comunale Lucio Lonoce, nominato
Assessore Comunale ai sensi dell'Art. 45 del TUEL n. 267/2000". Al suo posto
entra il primo dei non eletti, il Consigliere Cotugno che invito ad entrare in aula.
Dopo il voto potrà prendere posto.
Quindi pongo in votazione la proposta di surroga dell'Assessore Lucio
Lonoce, il subentrante è il Consigliere Mimmo Cotugno.
Chi è a favore del provvedimento?
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
all'unanimità avendo riportato n. 24 voti favorevoli su n. 24 Consiglieri presenti
e votanti.
Presidente BITETTI
Votiamo l'immediata eseguibilità.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta di immediata esecutività del
provvedimento che viene approvata all'unanimità avendo riportato n. 24 voti
favorevoli su n. 24 Consiglieri presenti e votanti.
Presidente BITETTI
Benvenuto, Consigliere Cotugno. Prego, la invito a prendere posto.
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Applausi.
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Presidente BITETTI
Passiamo al punto n. 2: "Surroga del Consigliere Comunale Filippo
Condemi - per dimissioni - e convalida del signor Antonino Cannone alla carica
di Consigliere Comunale". Lo invito ad entrare in aula.
Chi è a favore del provvedimento?
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
all'unanimità avendo riportato n. 25 voti favorevoli su n. 25 Consiglieri presenti
e votanti.
Presidente BITETTI
Votiamo l'immediata eseguibilità.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta di immediata esecutività del
provvedimento che viene approvata all'unanimità avendo riportato n. 25 voti
favorevoli su n. 25 Consiglieri presenti e votanti.
Presidente BITETTI
Prego, Consigliere Cannone. Benvenuto.
Applausi.
Presidente BITETTI
Passiamo all'esame del punto 3 iscritto all'ordine del giorno...
Consigliere VIETRI
Presidente, posso un attimo prendere la parola?
Presidente BITETTI
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Per che cosa?
Consigliere VIETRI
Riguardo le dimissioni del Consigliere Condemi.
Presidente BITETTI
Vuole intervenire? Prego.
Consigliere VIETRI
Sindaco, Presidente, Assessori e Consiglieri, rivolgiamo gli auguri ad
entrambi i Consiglieri eletti, sia al mio compagno di viaggio Antonio Cannone,
ma anche al Consigliere subentrato del PD. Rivolgiamo gli auguri anche al neoAssessore per il suo lavoro, Lucio Lonoce.
Volevamo, con gruppo del PdL, ringraziare l'Avvocato Condemi. Il
risultato elettorale che ha riportato il centrodestra, come qualcuno ha voluto far
credere, non è stato dovuto alla sua candidatura, a nostro avviso, anzi noi oggi lo
ringraziamo perché ha accettato la candidatura quando la partita elettorale era
ormai compromessa.
Per cui rinnovo gli auguri a quanti sono subentrati in questo Consiglio, a
chi ha ricevuto delle nuove deleghe e ringrazio l'Avvocato Condemi per il suo
impegno e per aver permesso ad un'altra persona candidata nella lista di entrare
in Consiglio Comunale.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere.
Chiede di intervenire il Consigliere Cannone: prego, ne ha facoltà.
Consigliere CANNONE
Buongiorno a tutti. Ruberò solo un minuto ai lavori.
Vorrei mandare un saluto all'Avvocato Condemi. In un Paese dove nessuno
mai si dimette, quasi anche sotto tortura, l'Avvocato Condemi ha trovato la forza,
il coraggio e l'orgoglio di dimettersi, senza che glielo aveva chiesto nessuno, da
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un incarico. Come hanno già detto altri prima da me, un vero signore della
politica!
Saluto i colleghi Consiglieri, spero di riuscire a dare un piccolo contributo
anche io ai lavori per questa città.
Grazie.
Applausi.
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Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere.
C'è una dichiarazione del Consigliere Lupo: prego, ne ha facoltà.
Consigliere LUPO
Sì. Presidente, stamattina le ho consegnato una breve comunicazione che
vorrei leggere: "Voglio ribadire la volontà di rendere con entusiasmo il mio
contributo agli obiettivi del Sindaco e di questa Amministrazione. Credo con
forza di dover rispondere alla fiducia resami da chi ha creduto nella mia persona
e di voler svolgere il mio mandato in sintonia con i miei valori di riferimento.
Davanti a me si delinea un percorso amministrativo di grande impegno e uno
politico fatto di responsabilità e stimoli.
In ragione di tutto ciò e senza alcuno spirito polemico, dopo una meditata
valutazione, ho deciso di uscire dal gruppo SDS e di dichiararmi indipendente in
seno a questo Consiglio.
In questa fase difficile della nostra città, cercherò di dare il mio contributo
al lavoro del Consiglio e alla definizione di un percorso di rinascita socioeconomica per il nostro territorio". Grazie.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Lupo.
Mettiamo agli atti anche quanto ha appena detto a verbale.
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Presidente BITETTI
Passiamo all'esame del punto n. 3: "Comunicazioni del Sindaco".
Consigliere RENNA
Presidente, avevo chiesto la parola. Se vuole, sennò possiamo andare avanti
tranquillamente!
Presidente BITETTI
Io gliela passo subitissimo! Anche perché io volevo poi passare alla fase
degli articoli 11.
Era soltanto per chiedere al Sindaco, visto che è il punto n. 3, se il Sindaco
ha da fare delle comunicazioni. Così, esaurita la parte delle surroghe, poi c'era
l'ex Consigliere Lonoce che aveva voglia di esternare alcuni suoi pensieri al
Consiglio.
Quindi se il Sindaco ha da fare delle comunicazioni gli do la parola, sennò
poi passo la parola all'Assessore Lonoce.
(Il Sindaco interviene fuori microfono)
Il Sindaco non ha da fare comunicazioni, poi nella fase delle risposte alle
interrogazioni chiaramente il Sindaco è presente.
Prego, Assessore Lonoce: ne ha facoltà.
Assessore LONOCE
Illustrissimo signor Sindaco, egregi Assessori e Consiglieri, mi preme
esprimere nuovamente la mia più piena gratitudine al Sindaco Stefano per la
stima e la fiducia concordatami nel volermi individuare come facente parte della
squadra di Assessori che, con lui e con tutto il Consiglio Comunale, amministrerà
per il prossimo periodo la città di Taranto.
Ringrazio inoltre i Consiglieri del PD per aver sostenuto la mia nomina e
anche il mio elettorato che da anni mi sostiene e crede in me.
Nello stesso tempo non posso che ribadire allo stesso Sindaco ed a voi tutti
che massimo sarà l'impegno che io potrò profondere per lo svolgimento delle
attività previste nell'ambito del mio nuovo ruolo di Assessore ai Lavori Pubblici,
così come massimo sarà l'impegno professionale che richiederò giornalmente a
tutto lo staff tecnico-amministrativo di dipendenti facenti parte della Direzione di
pertinenza del mio Assessorato.
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Sarà mia cura richiedere costantemente alla direzione tecnica ed in
particolare al dirigente lo stato di avanzamento di tutte le procedure avviate e da
avviare di competenza dalla stessa direzione, ciò al fine di fornire il mio più
pieno contributo al Settore Lavori Pubblici, così da rapportarmi con la Giunta
proponendo adozioni di delibere con l'unico scopo di individuare sempre
possibili soluzioni, capaci di trovare soddisfacimento sia alle specifiche richieste
di cittadini, sia agli obblighi previsti a carico del Comune di Taranto per
l'attuazione di procedimenti che rientrano nel Piano Triennale delle Opere
Pubbliche, alcuni dei quali possono risultare essere stati oggetto di finanziamenti
pubblici da parte di altri Enti Statali. In tal senso alto sarà il mio livello di
attenzione rivolto in particolar modo alle zone periferiche della città, così da
apportare sostanziali migliorie relativamente alla qualità dei servizi pubblici
prestati dal Comune di Taranto in tali contesti urbani: condizioni di percorribilità
delle strade urbane; pubblica illuminazione; reti fognarie ed idriche; sistemazione
ai marciapiedi e delle piazze e delle aree a verde; interventi di sistemazione e
ripristino dello stato di degrado di alcuni immobili di proprietà comunali, delle
scuole e così via.
Svolgerò il mio ruolo di Assessore garantendo la mia presenza giornaliera
negli uffici comunali senza trascurare la costante frequentazione delle aree
urbane della città, così da intercettare e registrare personalmente le criticità e le
problematiche che possono caratterizzare lo stato di vivibilità della nostra città.
Valuterò subito la possibilità di attivare un indirizzo e-mail dedicato al fine
di stabilire un contatto diretto con l'utenza, che potrà segnalare giornalmente
criticità e richieste di intervento da parte di tecnici della Direzione Lavori
Pubblici che sapranno certamente intervenire in modo serio e professionale, così
come ho potuto constatare personalmente in questi miei primi giorni di
Assessorato.
Ogni giorno mi sveglio con tanta carica, forza, energia e voglia di
realizzare. Io sono abituato al contatto diretto con i cittadini ed ora più che mai
ho bisogno di sostegno e incoraggiamento ma anche collaborazione.
Grazie.
Applausi.
Presidente BITETTI
Grazie, Assessore Lonoce.
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Presidente BITETTI
Passiamo all'esame del punto 4, dopodiché daremo la parola ai Consiglieri.
Punto 4: "Approvazione verbale seduta del 20.12.2012".
Se non ci sono osservazioni, lo diamo per approvato.
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Presidente BITETTI
Prima del punto 5, vediamo quelli che sono gli articoli 11.
Si erano iscritti a parlare, ad intervenire i Consiglieri Renna, Tribbia, Lessa
per l'UDC - che mi ha lasciato un articolo 11 firmato anche dal Consigliere Brisci
- e il Consigliere Bonelli. Prima di passare la parola ai Consiglieri, volevo dire
che mi è arrivato un documento...
Consigliere DI GREGORIO
Presidente, scusi, le ho lasciato - come prevede il Regolamento - un articolo
11 stamattina.
Presidente BITETTI
Non ce l'ho ma lo prendiamo subito.
Quindi anche il Consigliere Di Gregorio.
Volevo portare a conoscenza del Consiglio che in una delle prossimissime
sedute è intenzione, così come chiesto da più Consiglieri Comunali, di invitare il
Dott. Ing. Alfio Pini e il Dott. Vitantonio Esposito, che si occupano
rispettivamente delle bonifiche e del commissariamento, cioè è il Garante
nominato dal Governo per quanto riguarda la situazione Ilva.
Appunto con il Consigliere Bonelli e insieme ad altri avevamo deciso di
invitare queste due persone per relazionare al Consiglio Comunale, quindi volevo
rendervi partecipi e comunicarvi che questo Ufficio di Presidenza si preparerà
nella prossima seduta ad invitarli.
Passo la parola al Consigliere Renna: prego, ne ha facoltà.
Consigliere RENNA
Signor Sindaco, signori Assessori, colleghi Consiglieri, a nome
dell'Avvocato Condemi ringrazio coloro che sono intervenuti: mi permetto di
dirlo perché da oggi in questo Consiglio Comunale nasce il "Movimento
Condemi" da me rappresentato.
Il "Movimento Condemi", quindi, porterà sempre la presenza dell'Avvocato
anche all'interno delle Istituzioni. Non sarà una opposizione dura, come abbiamo
fatto fino ad oggi, perché purtroppo abbiamo trovato qualche piccola
incongruenza, caro Sindaco, l'abbiamo solo messa in risalto e con lei vorremmo
anche risolvere queste piccole incongruenze. Le chiamo "piccole" perché sono
risolvibili, però poi, come tutti i mali, se si vanno ad incancrenire saremo costretti
ad intervenire anche con il bisturi.
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Da parte mia c'è la massima disponibilità, anche perché adesso ho visto signor Sindaco - che lei ha completato quasi la squadra di Assessori con persone
competenti, finalmente con persone preparate: e mi riferisco all'Avvocato
Lonoce, all'Assessore Viafora, non già quelli neo-nominati di cui io apprezzo
molto il loro lavoro e soprattutto l'Assessore Scasciamacchia, che è sceso subito
in campo risolvendo... nell'ultimo Consiglio sollevai il problema dello stadio
Jacovone e l'ho visto presente proprio su una parte sportiva, anche perché in
questa città, purtroppo, di sport non è rimasto più nulla, fra poco nemmeno la
squadra di calcio.
Signor Sindaco, mi rivolgo a lei come "Movimento Condemi" perché lei,
insieme all'opposizione, deve collaborare ancora un po' di più. L'opposizione non
la deve vedere sempre come una opposizione che dice sempre di no, le potrebbe
dire anche di sì però deve incominciare a mettere le mani in alcune carte dove
sicuramente lei ancora non ci è entrato.
Io da oggi, con le mozioni presentate (la prossima volta presenterò un'altra
mozione), voglio che lei si legga bene bene le carte ed insieme ne discutiamo in
Consiglio Comunale per trovare la soluzione e soprattutto troviamo la soluzione
a tutte quelle persone che da ieri si stanno incatenando perché non hanno lo
stipendio e non hanno da mangiare dentro casa. Invece qualcuno si arroga ancora
non solo lo stipendio ma attribuzioni che non gli spettano.
Grazie.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Renna.
Non ci sono risposte.
La parola al Consigliere Tribbia: prego, ne ha facoltà.
Consigliere TRIBBIA
Signor Presidente, signor Sindaco, signori Assessori e colleghi Consiglieri,
approfittando della presenza dei due qualificati Assessori al ramo, Baio e
Lonoce, rispettivamente Assessore all'Ambiente e Lavori Pubblici, chiedo agli
stessi di relazionare a questa Assise Comunale si quanto sta accadendo in questi
ultimi giorni al rione Tamburi, in particolare come sta affrontando il problema
delle quattro gallerie dell'Ilva l'Amministrazione Comunale.
Vorrei che ci fosse una breve relazione su quanto già è stato fatto, quali
saranno le future tappe e quali saranno i tempi di attesa per i risultati geologici
effettuati dagli esperti incaricati dal Comune.
Chiedo, inoltre, che l'Amministrazione Comunale svolga un ruolo
importante e determinante di informazione alla cittadinanza, abbastanza
preoccupata per quanto sta accadendo.
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Chiedo infine di non abbassare la guardia e di svolgere al meglio il proprio
lavoro, onde evitare spiacevoli e drammatiche conseguenze.
Grazie.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Tribbia.
Chiede di intervenire l'Assessore Baio: prego, ne ha facoltà.
Assessore BAIO
Consigliere Tribbia, io la ringrazio per questa interrogazione perché mi dà
la possibilità di chiarire quello che è stato il mio intervento e il mio operato.
Naturalmente devo dire questo: che io mi sono occupato oltre che della
questione ambientale della Scuola Deledda, ma in generale del quartiere Tamburi
e, strada facendo, in assenza anche di un Assessore che è stato nominato nella
parte finale di questo nostro discorso e nell'iter che sto qui ad enunciarvi, mi sono
occupato anche di argomenti che potevano non interessare la sfera del mio
Assessorato, ma l'ho fatto con grande entusiasmo e con grande linearità, oltre che
con trasparenza.
Il rapporto con i genitori della Scuola Deledda inizia alla fine di agosto
quando, di fresca nomina, io mi sono fatto un giro per valutare un pochino quelle
che erano le criticità da poter affrontare alla luce anche di comunicazioni che
erano arrivate dal Dipartimento di Igiene e Prevenzione che ponevano il
problema della diossina.
Allora abbiamo incontrato più volte i genitori della Scuola Deledda e, forte
anche del supporto tecnico fornito dal Prof. Assennato e dalla Dott.ssa Spartera,
che sono dirigenti dall'ARPA Puglia, praticamente siamo andati nel "contesto"
delle problematiche che sono ataviche del quartiere Tamburi, ci siamo presentati
in assemblea a dare tranquillità circa l'eventuale presenza di un rischio sanitario
che, nonostante il problema inquinamento, non si poneva per i figli del quartiere,
i nostri bambini di là.
In uno di questi incontri, che diventava quasi un passaggio quotidiano
quando mi recano in ambulatorio ai Tamburi, alcuni genitori mi hanno posto il
problema della staticità, perché sono argomenti che sono venuti quasi a scadenza
giornaliera. Allora la prima cosa che noi abbiamo fatto è stato coinvolgere i
nostri tecnici comunali (i geometri e gli ingegneri), seguiti e accompagnati da
dei rappresentanti dei genitori che hanno ispezionato. Perché si poneva il
problema - così dicevano i genitori in maniera legittima, in maniera preoccupata della stabilità della Scuola Deledda. Ebbene, ci sono anche dei verbali fatti dai
nostri tecnici che hanno escluso questo problema.
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Nel corso di questi incontri è stato posto il problema per quanto riguarda
l'argomento del mio Assessorato vero e proprio, cioè la questione ambientale l'ho detto anche in altra occasione - abbiamo fatto mettere dei deposimetri sulla
Scuola Deledda; ho voluto ed ho ottenuto dal Prof. Assennato la installazione di
una centralina mobile all'interno del recinto della Deledda; abbiamo provveduto a
dare anche disposizione ad ARPA Puglia acche si facessero dei carotaggi e delle
determinazioni della concentrazione di diossina nelle aiuole che costituiscono
tutta la struttura della Scuola Deledda, commissionati in ottobre. I risultati di
questi esami le abbiamo avuti esattamente ufficialmente venerdì alle ore 13.45,
anticipati di 5 minuti da parte del Prof. Assennato a seguito di una mia telefonata
che avevo fatto per altre motivazioni.
Ci siamo attivati subito e, quindi, il discorso del transennare in maniera
corposa quelle che erano le aiuole per evitare che i bambini andassero incontro
ad esposizioni con questa diossina, con cui purtroppo dobbiamo imparare a
conviverci per molto tempo ancora, fino a che non si riesce a trovare la soluzione
definitiva con le bonifiche. Ma comunque era una ordinanza da parte del Sindaco
che avevamo fatto in ottobre per far sì che i bambini non si avvicinassero e non
toccassero, chiedendo anche la collaborazione dei dirigenti scolastici e degli
insegnanti.
Quindi il fatto di aver proceduto a transennare venerdì, sabato e lunedì le
aiuole deriva da questa esigenza proprio di impedire fisicamente il contatto dei
bambini con i terreni della diossina. Veniamo adesso al discorso che mi riguarda
delle famose gallerie. Dei genitori mi pongono questo problema. Considerate che
sono delle gallerie che stanno lì... io ho ricostruito alla fine della fiera - è una
vicenda abbastanza complessa e, per alcuni versi, mi ha abbastanza amareggiato
per le motivazioni che dirò successivamente - che le gallerie sono quattro, due
sono state costruite nel 1962, altre due nel 1970 dall'allora IRI, quindi lo Stato
che provvedeva alla costruzione dell'Italsider, del tubificio prima, nel '62, e dal
raddoppio dello stesso nel '70.
La funzione di queste gallerie è quella di prelevare acqua marina nella zona
prospiciente - per avere qualche riferimento, la Centrale del Latte giù a mare, in
Mar Piccolo - e mi hanno spiegato che, in pratica, aspirano a -5 metri del fondale
marino acqua marina che viene poi drenata e pompata in delle vasche e di là
messe nelle condutture e, dopo un percorso di 2500 metri, raggiunge l'interno
dell'Ilva e quindi serve per i processi di produzione e di raffreddamento degli
impianti industriali.
La profondità a cui si trovano queste gallerie - e io vi sto anticipando la
parte finale del discorso per darvi contezza e per dare idea di che cosa stiamo
parlando - partono da una quota di -15 metri rispetto al piano stradale e, con una
pendenza di 3 gradi, raggiungono i -18 metri, per cui oltre alla forza di
propulsione da parte delle idrovore che aspirano l'acqua di mare c'è anche questa
forza di inerzia che è dovuta a questo piano inclinato di 3 gradi che da -15 metri
va a -18 metri.
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Il diametro di queste gallerie è di 3 metri circa, con una calotta di
calcestruzzo di 40 centimetri.
Di questo discorso il fatto conclusivo deriva da tutta una serie di
vicissitudini, perché negli anni Sessanta, quando sono state costruite queste
gallerie che insistevano su un terreno dove quella parte del quartiere Tamburi
non era stato assolutamente creato, si trattava di sterrati, uliveti e, quindi, hanno
fatto tutto quello che c'era da fare.
Che cosa è successo?
Che noi non possedevamo assolutamente le carte e le cartografie che
dimostrassero la tracciabilità di queste gallerie per poter affermare o escludere se
lungo il decorso delle stesse insistessero delle case, delle scuole, delle chiese,
strutture abitative che nel frattempo si sono realizzate lungo il quartiere Tamburi.
Per cui la prima cosa che abbiamo fatto con il Gabinetto Sindaco, con il
Dott. Licciardello che ringrazio e che ha condiviso con il sottoscritto tutte le
ansie e tutte le preoccupazioni di questa problematica, abbiamo scritto ad Ilva
che ci ha fornito un plico dove c'erano una serie di cartine che abbiamo passato,
abbiamo trasmesso all'Ufficio Tecnico, il quale Ufficio Tecnico mi ha prodotto
una attualizzazione della cartografia con le strutture che sono presenti oggi
(palazzi, scuole, chiese) nel quartiere Tamburi e io con grande entusiasmo - lì
erano tracciate due sole gallerie - sono andato in assemblea a portare il risultato
di queste comunicazioni che Ilva ci aveva dato e che i nostri tecnici avevano
tradotto su quelle piantine.
Quindi praticamente io ho fornito questa situazione pensando che la
soluzione fosse quella definitiva; in realtà, ascoltando quelle che erano un po' le
affermazioni di alcuni genitori che mi hanno detto: "Assessore, vedi che sono
quattro le gallerie!" sono andato avanti nel problema, nonostante quella piantina,
e ho incontrato in un tavolo istituzionale in Prefettura l'ingegnere capo dell'Ilva, a
cui ho rivolto questa domanda: "Scusi, ingegnere, mi ragguagli sul numero delle
gallerie!". E lui mi ha detto: "Non le so assolutamente rispondere perché non
conosco il problema". A fronte di questo, abbiamo riscritto in maniera ossessiva
e voglio affermare, voglio dire a tutti i presenti che ogni atto che noi abbiamo
prodotto con richiesta ufficiale a Ilva e a tutti gli attori presenti, sono stati da noi
trasmessi direttamente al Procuratore Capo della Repubblica, proprio alla luce
dell'esigenza di rafforzare questa nostra necessità di trasparenza.
Alla fine è successo questo: abbiamo avuto un incontro oggettivo - diciamo
- con i tecnici dell'Ilva, c'erano i nostri tecnici, c'ero io e il Dott. Licciardello e
siamo arrivati alla conclusione. Io devo fare pubblicamente un ringraziamento a
quell'operaio pentito - così è stato dichiarato alla stampa - che ha trafugato le
mappe che Ilva possedeva e che quando noi abbiamo fatto una richiesta oggettiva
(che è agli atti) Ilva non ci ha trasmesso, mettendoci in condizioni di incorrere in
questo disagio di cui io sono stato la persona più esposta e di cui non ho
assolutamente alcuna responsabilità. Tanto è vero che questo operaio pentito così è stato dichiarato dagli organi di stampa - ai signori del Movimento Liberi e
Pensanti" hanno prodotto questo documento che è stato pubblicato.
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Naturalmente noi siamo andati oltre e abbiamo chiesto la verbalizzazione di
tutti i momenti di manutenzione, con i verbali delle stesse, e l'ultimo documento,
che è stata la risposta di Ilva - che noi abbiamo avuto - recita in questo modo: che
le gallerie sono quattro; tutte le parti tecniche ve le ho descritte inizialmente,
quindi ve le risparmio.
Lo stato di manutenzione si realizza in questi termini: ogni anno all'inizio e
alla fine delle gallerie, cioè a quota zero da quando parte a 1.500 metri, si fa una
ispezione; la manutenzione all'interno delle stesse gallerie non viene fatta da
dieci anni per tutte e quattro le gallerie; la galleria n. 2 a 400 metri dall'origine è
interrotta perché, sostengono i signori dell'Ilva, che, a seguito della voragine che
si è verificata nella piazza mercatale, la galleria si è acquattata. Questo fatto mi
ricorda una famosa favola di Fedro - giusto per collegare i due fenomeni, cioè la
voragine e l'acquattamento, come sostengono, consequenziale da parte di Ilva che raccontava dell'agnello e del lupo. Il lupo stava a monte e diceva che
l'agnello, bevendo giù, gli inquinava l'acqua che lui beveva.
Ovviamente, a seguito di questo c'è l'ordinanza del Dott. Stefano che ha
intimato a Ilva di fare una verifica successiva. E` chiaro che poi tutti i passaggi,
cioè il coinvolgimento dei geologi, il coinvolgimento dei nostri tecnici che hanno
fatto di nuovo ispezioni più corpose alla Scuola Deledda, estendendo alla De
Carolis e alla D'Aquino e il fatto di aver coinvolto i vigili del fuoco e tutto l'altro
che c'è da fare, questo lo lascio poi all'Assessore Lonoce e al Sindaco Stefano che
hanno proseguito il discorso.
Grazie e vi chiedo scusa per essere stato prolisso.
Presidente BITETTI
Grazie, Assessore Baio.
Chiede di intervenire il Sindaco: prego, ne ha facoltà.
Sindaco STEFANO
Il nostro intervento non si limita solamente alla Scuola Deledda ma riguarda
tutto il quartiere Tamburi. La storia nasce dalla voragine aperta al mercato, per la
quale per fortuna non abbiamo avuto vittime perché è stata una cosa
impressionante. Io ci sono andato quel giorno, alle 07.00 del mattino, e vedere
questo camion che sembrava una piccola automobile sprofondata e per fortuna
senza traumi importanti e senza perdita di vite umane... Lì sono iniziate le
indagini.
Il nostro dirigente Ing. Moccia immediatamente, con il Comando dei vigili,
hanno iniziato le indagini e hanno anche avviato le indagini con il radar per
vedere a che profondità, se ci fossero altre cavità, se ci fosse acqua da qualche
altra parte per valutarne il rischio.
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E` stata aperta una indagine da parte della magistratura: mi riferisco a
quell'area mercatale. Quell'area è sotto sequestro, pertanto attendiamo quello che
il magistrato dirà.
Noi abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare per quanto riguarda il
mercato e abbiamo inviato tutta la documentazione alla magistratura. Quindi,
siccome è sotto sequestro, la questione dell'area mercatale per il momento la
accantoniamo.
Invece parliamo di tutto il resto del quartiere Tamburi. Veniamo a
conoscenza di queste gallerie che - come è stato ricordato - risalgono al 1960 e
le ultime due al 1970, non di competenza del Comune perché non ha dato
nessuna autorizzazione all'epoca perché è stata fatta direttamente dall'ASI o
dall'IRI, stiamo ancora verificando perché non abbiamo documenti e poi man
mano mandiamo alla Procura tutta questa la documentazione, come la mandiamo
contemporaneamente alla Regione, ai due Assessorati che sono interessati.
Siamo stati sensibilizzati dai cittadini dei Tamburi, e questa è una cosa
molto bella, perché quando manca il controllo sociale le Istituzioni controllano
molto poco perché non possono essere presenti dovunque. Quindi ringraziamo
quei cittadini e quelle associazioni che hanno segnalato questo ipotetico pericolo.
Siamo partiti dalla Scuola Deledda. La prima cosa che abbiamo fatto - e
voglio segnalarla - dopo otto ore dalla segnalazione... la segnalazione è avvenuta
non alle 08.00 del mattino, è avvenuta alle 11.00 di sera: la mattina alle 08.00
c'erano cinque tecnici del Comune che facevano le loro indagini e che hanno
verbalizzato.
Noi avremmo potuto anche fermarci di fronte a questa prima valutazione ripeto - fatta dopo otto ore, perché diceva: "Non c'è neanche l'ombra del pericolo
di crollo o l'ombra di una piccola lesione". Noi avremmo potuto fermarci, però
siccome abbiamo compreso l'ansia giusta dei genitori, dei docenti e dei cittadini
che, come ho detto in un incontro con i genitori, è anche la nostra ansia di
Amministrazioni e di cittadini di Taranto, abbiamo rinviato ad un secondo
controllo.
Anche al secondo controllo non c'era nessun segno di pericolo. Siccome ci
siamo resi conto che in questo momento particolare le parole volano ma c'è
bisogno di fatti, e non bastava il certificato dei nostri dirigenti - perché, come voi
ben comprendete, non è la parte politica che guarda la scuola e dice: "State
tranquilli, non ci sono problemi!", c'è bisogno che gli ingegneri, i geologi
debbano fare i loro accertamenti e debbano mettere per iscritto - allora io ho
pregato l'Ing. Moccia e ho detto: "In maniera pleonastica, per rafforzare il vostro
parere, per dare il massimo della tranquillità, facciamo tutto quello che la scienza
ci mette a disposizione". E abbiamo fatto gli accertamenti geoelettrici e col
georadar, cioè siamo andati a vedere in profondità.
Perché, guardate, il problema che ancora è un punto interrogativo è che
dalla cartina geografica si vede dove passano queste conduttore ma non si sa che
cosa c'è sopra. Quindi noi ci siamo preoccupati di andare a vedere non solo alla
Deledda ma in tutte le scuole di pertinenza del Comune, abbiamo mandato un
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controllo tecnico professionale e col georadar faremo gli accertamenti dovunque
per dare il massimo della garanzia ai genitori e a noi stessi che siamo la stessa
cosa, con emozioni di tipo diverso però tutti abbiamo a cuore la vita e la salute
dei nostri concittadini, in questo caso parliamo di bambini ed è evidente che
stiamo facendo l'impossibile.
Perché voglio ricordare che questi accertamenti non sono stati suggeriti dai
tecnici ma sono stati suggeriti dalla parte politica, abbiamo detto: "Facciamo di
più, facciamo il massimo perché soltanto con gli accertamenti i cittadini si
possano tranquillizzare".
Tanto è vero che abbiamo detto anche ad un gruppo di genitori che è venuto
qui: "Ma volete per caso nominare anche voi un tecnico di vostra fiducia? Noi
siamo disponibili, l'importante è che ci sia la verità e che ci sia la serenità".
Detto questo per la prima volta nella storia della Deledda, forse erano
trent'anni che non si facevano delle pulizie in quella maniera radicale. E ringrazio
i lavoratori che hanno fatto questo lavoro, perché - pensate - hanno tolto tutta
questa polvere dal tetto, hanno ripulito tutto quello che era possibile ripulire,
abbiamo rafforzato la presenza nell'asilo di tre unità per pulire al momento
opportuno, in modo da garantire ai genitori il massimo dall'igiene. Questo ci è
stato riconosciuto e su questo nessuno si lamenta, né la scuola né i genitori. Ma
non ci siamo limitati a fare questo solo alla Deledda ma in tutte le scuole
elementari del quartiere Tamburi. In più abbiamo chiesto, dietro suggerimento
anche da parte dell'ARPA, di andare a controllare esattamente nella scuola quello
che poteva essere il livello di PM10 e quello che può essere il livello della
diossina. Quindi abbiamo veramente acceso i riflettori!
Ripeto: di tutto quello che abbiamo fatto, noi abbiamo comunicato alla
Regione per quello di loro competenza e alla Procura per aggiornarli su quello
che era il nostro impegno.
A questo punto abbiamo chiesto aiuto anche ai vigili del fuoco: c'è stato un
incontro tecnico fra i nostri tecnici e i tecnici dei vigili del fuoco per dire:
"Scusate, abbiamo agito bene? Ci siamo dimenticati qualcosa? Ci dovete
suggerire qualcosa?". Tutto quello che vi dico è tutto documentato da atti, non da
parole.
Il Comando ci ha suggerito certe cose e noi abbiamo immediatamente
messo in atto questi accertamenti rafforzativi.
Io ho anche immediatamente fatto una ordinanza all'Ilva per dire: "Le
condotte sono le vostre: andate a vedere qual è lo stato delle condotte, che sono
alla profondità di 18 metri. E non solo ci dovete dire come stanno le cose, ma
dovete garantirci anche la manutenzione e dovete dirci che tutto funzioni
perfettamente". Quindi abbiamo fatto questa ordinanza imponendo al proprietario
di queste gallerie di fare la manutenzione, il controllo e di informarci.
Noi abbiamo sempre informato i cittadini, e li ringrazio perché dal
confronto con loro, come sempre andiamo ripetendo, quando ci sono dei dubbi il
miglior faro è il controllo sociale, cioè i cittadini che vivono il quartiere e
vengono a riferire quali sono le loro paure, le loro certezze e i loro dubbi. E
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stiamo lavorando insieme: ci sentiamo - possiamo dire - un giorno sì e un giorno
no con i docenti, ci sentiamo con i rappresentanti dei genitori e stiamo operando
in questa direzione.
Quando abbiamo evidenziato - perché l'ARPA ce lo ha evidenziato - che il
livello della diossina era elevato, perché non era mai stato fatto lì il controllo... e
il controllo non spettava farlo al Comune, lo abbiamo fatto noi su nostra
iniziativa ad ottobre, abbiamo detto: "Andiamo a prelevare il terreno anche lì
perché vogliamo garantire ai bambini nella scuola la certezza di poter camminare
liberamente".
Ora, dal sospetto... perché i tecnici ci hanno detto: "Guardate che non c'è un
periodo immediato". Ho detto: "Va bene, però in ogni caso, anche se c'è un
pericolo su un milione, noi vogliamo stare a posto innanzitutto con la nostra
coscienza e poi con la Legge, pertanto andiamo a recintare quelle aree
nell'interno della scuola del terreno", non della strada (perché la strada, come voi
sapete, con le piogge si lava, invece nel terreno non coltivato i veleni rimangono
lì.
Abbiamo recintato ma soprattutto abbiamo fatto un'altra cosa, cioè io ho
scritto al dirigente e ho detto: "Non aspettiamo le bonifiche che ci hanno bloccato
- che sia chiaro! - quando volevamo fare la bonifica del terreno al quartiere
Tamburi, accusandoci di sprecare il denaro pubblico", io ho detto: "Beh, adesso,
siccome ci sono i finanziamenti - e, come è stato detto, ci auguriamo che venga
qui ma io incontrerò in questi giorni il Commissario, quello che è stato nominato
dal Governo per le bonifiche - lo facciamo a spese del Comune". Probabilmente
oggi stesso - questo l'ho detto un'ora dopo avere avuto la segnalazione da parte
dell'ARPA, un'ora dopo ho detto al dirigente per iscritto, infatti è a Bari in questo
momento per sapere se la Regione, perché questa bonifica... Cioè, in pratica, noi
non dobbiamo, non vogliamo e non possiamo vivere con i veleni, pertanto
iniziamo da oggi - dico oggi - a fare la bonifica partendo dalle scuole. Il Dott. De
Roma è a Bari per sapere di questo primo finanziamento per iniziare una prima
bonifica, che vuol dire togliere i 30 centimetri di terreno superficiale perché
venga sostituito da terreno non inquinato, oggi inizia con la Scuola Deledda ma
lo faremo in tutte le scuole. Speriamo che la Regione ci venga incontro perché come voi sapete - ci stanno togliendo... ci hanno già tolto 30.000.000 di euro
come Comune di Taranto, ce ne stanno togliendo altri 15 ma noi, di fronte a
queste cose, non possiamo... a costo di chiudere qualsiasi altra cosa, ma il diritto
alla salute noi lo dobbiamo garantire.
Pertanto, a costo di pagarcelo noi come Comune... non è giusto, faremo la
battaglia perché questi soldi vengano ma noi dobbiamo dare la serenità ai
bambini e alle famiglie che la tutela della salute è iniziata in questa città.
Ora abbiamo, naturalmente, allertato anche i due Assessorati Regionali alla
Protezione Civile e all'Ambiente perché anche loro facciano gli accertamenti
dovuti, perché qui noi abbiamo bisogno di chiarezza. Ma da dove passano queste
condotte? Dove passano le idrovore che portano l'acqua per il raffreddamento
degli alti forni? Cioè noi abbiamo bisogno non di dubbi o di risposte a metà,
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abbiamo bisogno di certezza e ci siamo rivolti dovunque e - lo diciamo e lo ripeto
pubblicamente - invitando le associazioni, chiunque cittadino dovesse avere... noi
vogliamo sentire il parere di un tecnico di nostra fiducia, noi stiamo qui per fare
gli interessi dei nostri concittadini. Siamo pronti a farci carico anche di questo,
purché ci sia la certezza dell'impegno massimo per quello che è umanamente
possibile fare, per quello che la scienza ci permette di fare per dare garanzia.
Quindi da questo punto di vista possiamo dire con orgoglio che è iniziata
un'era nuova per il quartiere Tamburi, ma è iniziata anche contemporaneamente...
perché sapete che qui il merito va ai tecnici naturalmente, in questo la parte
politica ha poche medaglie da mettersi sul petto, ma il Piano Città che è stato
fatto dai tecnici del Comune (dai geometri, dagli architetti, dagli ingegneri del
Comune di Taranto) su 460 Comuni in Italia e che ha visto escludere quasi 400
Comuni, soltanto 22 sono stati selezionati, Taranto si è classificata al primo
posto. E al primo posto c'è il quartiere Tamburi. Inizierà da quel quartiere questo
impegno di questi oltre 23.000.000 che abbiamo avuto per questo Piano Città che
abbiamo. Ho la soddisfazione di dire che la storia di questa città sta cambiando,
che questa macchina amministrativa con tutti i difetti, con tutti i problemi... però
voglio ricordare che su 1746 dipendenti che c'erano sei anni fa nel Comune di
Taranto, noi oggi stiamo con 900 dipendenti compresi i 200 vigili urbani, cioè
una macchina amministrativa che si è ridotta di più della metà.
Nonostante tutto questo, ci sono imperfezioni, ci sono cose che dobbiamo
correggere, dobbiamo correggere il nostro comportamento, tutto quello che si
vuole, però dai a Cesare quel che è di Cesare: ci sono delle eccellenze che non
riconosciamo noi ma che sono state riconosciute dall'intera nazione.
Quindi guardiamo con ottimismo e quando dico questo non intendo dire
abbassiamo la guardia, non intendo dire "Lasciateci e non guardate". No, intendo
dire: guardate 100 volte di più! Mi riferisco ai cittadini, ai Consiglieri Comunali,
agli Assessori, alle associazioni. Guardate 1.000 volte di più e suggeriteci le cose
che sono importanti da fare per la città e noi le faremo nostre, perché in una
democrazia o c'è partecipazione o non è democrazia, o c'è condivisione o non è
uno Stato civile.
Quindi per quanto riguarda il quartiere Tamburi, il problema della Scuola
Deledda possiamo dire con soddisfazione pari a quella degli insegnamenti, pari a
quella dei genitori, pari a chi ha posto questi problemi che abbiamo fatto tutto
quello che era possibile fare, andando oltre quello che è previsto dalle regole.
Perché noi non avremmo potuto fare gli accertamenti radar senza che un
dirigente ci avesse detto: "Vai a farli!". Invece abbiamo convinto, nell'interesse
della salute pubblica, i nostri dirigenti a fare il massimo di quello che si può fare
per tutelare la salute e anche la serenità dei nostri concittadini.
Applausi.
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Presidente BITETTI
Grazie, Sindaco.
La parola al Consigliere Lessa dell'UDC per l'Art. 11. Prego, Consigliere.
Consigliere LESSA
«Signor Sindaco, signor Presidente, Consiglieri, Assessori, vorrei ricordare
alla massima Assise cittadina la Giornata della Memoria ricorsa lo scorso 27
gennaio.
Per non dimenticare bisogna ricordare la tragedia scaturita dall'ignoranza
pluralistica che ha causato prima l'emarginazione, poi la persecuzione di circa
6.000.000 di ebrei.
La carica che ricopriamo in qualità di politici locali ci impone di
manifestare unitariamente, al fine di divulgare una cultura di fratellanza, di
conoscenza e memoria degli eventi, affinché avvenimenti simili così cruenti,
come quelli accaduti durante la Seconda Guerra Mondiale non accadano mai più.
Solo conservando vivo il ricordo delle atrocità che furono, dei milioni di
famiglie distrutte da una assurda idea razzista, solamente essendo portatori di una
cultura sensibile alla pace, alla collettività, la società non cadrà più in simili
errori che troppo sono costati ai più indifesi come donne e bambini.
Permettetemi di citare la prefazione del libro di Primo Levi "Se questo è un
uomo": "Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando
a sera il cibo caldo e visi amici, considerate se questo è un uomo, che lavora nel
fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che muore per un sì o per
un no; considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome, senza più
forza di ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato! Vi comando queste parole: scolpitele nel
vostro cuore quando in casa e andando per via, coricandovi, alzandovi ripeteteli
ai vostri figli o vi si sfascia la casa, la malattia vi impedisca o i vostri nasi si
torcano il viso da voi". Noi che rappresentiamo quei nati ce ne ricorderemo e lo
dovremo ricordare alle prossime generazioni, affinché quella sofferenza non sia
stata vana, affinché il progresso di una società inizi dall'animo prima ancora che
dalla materia.
Il gruppo consiliare UDC».
Grazie.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Lessa.
Mi consenta di sottoscrivere questo ordine del giorno, lo faccio adesso
perché lo sento davvero.
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Prima di continuare con gli articoli 11...
(Interventi fuori microfono)
Anche il gruppo PD aderisce all'articolo 11, anche il gruppo di SEL - quindi
scrivo "gruppo PD" e cancello la mia perché faccio parte del PD - API, SDS,
Italia dei Valori, Renna, Lupo...
(Interventi fuori microfono)
Quindi risparmiatemi di scrivere tutte le sigle dei partiti, l'intero Consiglio è
a favore di questo articolo 11!
Consigliere CAPRIULO
L'importante è che diciamo che Mussolini non ha fatto cose buone,
Presidente.
Presidente BITETTI
Va bene.
Prima di continuare con gli articoli 11 volevo dire che il Consigliere Cito è
assente giustificato e al posto della Consigliera Castellaneta nomino scrutatore
per l'opposizione il Consigliere Laruccia.
Se il Consiglio è d'accordo, poi continueremo con gli articoli 11 e con gli
altri provvedimenti ma sono arrivati la Dott.ssa Distani per la Prefettura e il
Comandante dei vigili del fuoco per relazionare sul Piano di protezione esterna
dell'ENI. Quindi, se siete d'accordo, proporrei di anticipare questo punto in
modo tale che diamo la possibilità ai nostri ospiti di relazionare e, chiaramente,
di ringraziarli per la loro presenza e poi continueremo con i lavori.
Pongo in votazione la proposta.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta in oggetto che viene approvata
all'unanimità avendo riportato n. 22 voti favorevoli su n. 22 Consiglieri
presenti e votanti.
Presidente BITETTI
Consentitemi un attimo che li faccio entrare.
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Presidente BITETTI
Passiamo all'esame del punto n. 7 all'ordine del giorno: "Piano di
emergenza esterna Raffineria ENI - Relazione e illustrazione del Dott. Ing.
Giampietro Boscaino, Comandante Provinciale dei vigili del fuoco", che
ringrazio personalmente a nome del Consiglio Comunale. E ringrazio anche la
Dott.ssa Distani, in rappresentanza della Prefettura Provinciale di Taranto.
Passo la parola al Sindaco per un passaggio sul Piano: prego, Sindaco, ne
ha facoltà.
Sindaco STEFANO
Io prendo la parola semplicemente per ringraziare il Generale dei vigili del
fuoco Ing. Boscaino e la Dott.ssa Distani della Prefettura, ma non solo
ringraziarli perché sono qui oggi per parlarci dell'argomento ma ringrazio per
quello che la Prefettura e i vigili del fuoco fanno per la nostra città e per i nostri
concittadini sempre, tutti i giorni, anche quando si lavora in silenzio. Quindi sono
veramente al servizio delle Istituzioni e per l'Istituzione Comune sono veramente
di grande conforto. Ci rivolgiamo loro per avere suggerimenti, per avere consigli,
per lavorare nell'interesse della città di Taranto e dei cittadini. Per questo ho
sentito e sento forte il dovere - ripeto - di ringraziare le persone e le Istituzioni
che rappresentano per quello che fanno sempre per la città di Taranto. Grazie.
Presidente BITETTI
Grazie, Sindaco.
La Dott.ssa Distani voleva intervenire: prego, ne ha facoltà.
Dott.ssa DISTANI
Grazie. Buongiorno a tutti.
Innanzitutto sono qui a nome del Prefetto a porgere il saluto a tutti i
Consiglieri Comunali.
La giornata di oggi entra praticamente nell'ambito di un percorso che, come
Prefettura, stiamo seguendo da tempo per aggiornare i Piani di emergenza esterna
delle industrie a rischio rilevante.
Come sapete, Taranto ha due grosse industrie a rischio rilevante, per le
quali è tuttora vigente un Piano di emergenza esterno che è in fase di
aggiornamento.
L'attuale Piano che esaminiamo oggi riguarda l'ENI. Per questa azienda è
già stata anche aperta, dallo scorso 17 dicembre, la fase di consultazione della
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popolazione e la giornata di oggi si inserisce in questo contesto, nel senso cioè
che fra il Prefetto e il Sindaco di Taranto si è concordato di dare massima
trasparenza, massima diffusione di ogni tipo di informazione e ci è sembrato che
il Consiglio Comunale, per la sua qualità di Organo propulsore dell'Ente Locale,
fosse anche una delle Istituzioni attraverso le quali poter portare a conoscenza
della città le informazioni essenziali.
Questo discorso delle informazioni alla popolazione noi ci siamo accorti
che è vitale, altrimenti girano favole metropolitane, quindi naturalmente
dobbiamo evitare, soprattutto le Istituzioni devono evitare che questo tipo di
suggestioni possano ripercuotersi, danneggiando la popolazione anziché aiutarla.
Quindi in questa ottica noi dobbiamo cogliere l'essenza del lavoro che
stiamo venendo a fare questa mattina, affinché anche gli stessi Consiglieri
Comunali, opportunamente notiziati, opportunamente informati anche attraverso
la visione di un documento che ora illustrerà il Comandante Provinciale dei vigili
del fuoco, possano a loro volta verso i cittadini, che possono loro rivolgersi per
esternare dubbi, pensieri, preoccupazioni, dare quelle giuste informazioni.
In chiave poi procedurale, voglio sottolineare che noi non abbiamo ancora
chiuso la fase di consultazione della popolazione per quanto l'Art. 2 del Decreto
del Ministero dell'Ambiente preveda che questa consultazione abbia una durata
di 30 giorni.
Ci sono comunque arrivate delle osservazioni da parte di talune
associazioni: abbiamo intendimento di convocare per il 14 febbraio queste
associazioni alla presenza di un gruppo di lavoro. Il gruppo di lavoro è stato
costituito dal Prefetto, con il coinvolgimento di tutte le Istituzioni del territorio,
per poter procedere alla predisposizione del documento finale che poi - come
sapete - verrà adottato dallo stesso Prefetto.
In quella sede, quindi, alla presenza dei componenti del gruppo di lavoro,
che è composto da soggetti competenti per materia oltre che dalle Istituzioni, a
partire ovviamente dal Comune di Taranto, noi invitiamo le associazioni
ambientaliste, soprattutto quelle che hanno già prodotto degli iscritti, a
rappresentare a voce meglio le loro osservazioni, dopodiché le medesime saranno
oggetto di approfondimento e valutazione da parte dei competenti uffici.
Non proseguo oltre, lascio la parola per quel concerne l'illustrazione delle
informazioni al Comandante dei vigili del fuoco. Vi ringrazio.
Applausi.
Presidente BITETTI
Grazie, dottoressa.
Prego, Comandante.
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Dott. Ing. BOSCAINO
[L'intervento è supportato della visione di slide]
Io mi aiuterò con la presentazione in power point, in modo da farvi vedere
le cose che spiegheremo. E` la prima volta che partecipo ad un Consiglio
Comunale, quindi consentitemi un attimo pure di emozione. Mi sembra di essere
tornato all'esame di laurea.
(Applausi)
Consentitemi di fare prima un attimo di storia, anche per inquadrare il
problema.
La problematica delle attività a rischio di incidente rilevante porta il nome
di un evento che accadde nel 1976 proprio in una città italiana, a Seveso. Da
quel momento la Comunità Europea (adesso Unione Europea) si rese conto che
su certi particolari tipi di attività, chiamati a rischio di incidente rilevante, quindi
che potevano dar luogo a incidenti rilevanti per la popolazione, c'era bisogno di
una attenzione particolare e, quindi, si partì con una direttiva che, nonostante
avesse i numeri di tutte le direttive comunitarie, prese il nome di Direttiva
Seveso. E a questa Direttiva Seveso, che iniziò ad operare negli anni Ottanta, se
ne sono poi susseguite un'altra serie di aggiornamenti e modifiche che poi sono
state recepite nell'Ordinamento nazionale.
Ma se parliamo con i nostri colleghi europei, quando si parla di Direttiva
Seveso si parla proprio della direttiva legata ai grandi rischi e legata a
quell'evento tragico del 1976. Infatti questa Direttiva è stata mano a mano
aggiornata, anche in funzione dei vari incidenti, quindi ogni volta che avviene un
incidente di tipo rilevante viene comunque sottoposto all'esame della
Commissione Europea e se c'è bisogno di aggiornare la direttiva, la sa aggiorna,
la si manda agli Stati membri e gli stessi l'adottano nel proprio quadro normativo
nazionale.
Il nostro ultimo recepimento è della Direttiva 2003, che ha modificato con
il D.Lgs. 238 il D.Lgs. 334, quindi quando sentirete parlare di D.Lgs. 334 è un
Decreto che recepisce una direttiva comunitaria in tema di rischi di incidenti
rilevanti.
Fatta questa breve premessa, entriamo nel merito della direttiva o, meglio,
nel merito della norma. La norma dice tante cose, è una norma molto complicata,
è una norma che viene maneggiata dagli addetti ai lavori, perché per entrare nel
merito della norma c'è bisogno anche di una conoscenza abbastanza approfondita
dalla materia. Ma noi siamo qui per un fatto particolare che è quello della
Pianificazione di emergenza esterna, quindi a valle di tutta una serie di procedure
legate a queste attività a rischio di incidente rilevante, che non sono tutte ma sono
solo un particolare gruppo che hanno al proprio interno una determinata quantità
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di sostanze pericolose (nella provincia di Taranto ne abbiamo tre: l'Ilva, la
raffineria e un deposito di oli minerali), quando si parla di attività a rischio di
incidente rilevante c'è un obbligo dettato dall'Art. 20 dello stesso Decreto che
prevede la predisposizione della Pianificazione di emergenza esterna.
Questo perché?
Perché il gestore è tenuto comunque ad attuare le migliori tecnologie - di
questo ne siamo tutti quanti ormai consci - però si è anche consapevoli che il
rischio non è mai pari a zero e, quindi, il rischio residuo, cioè il rischio che
ancora rimane va gestito attraverso la Pianificazione di emergenza esterna.
Perché ricordiamoci che queste sono attività a rischio di incidente rilevante: il
rischio non può essere mai uguale a zero e, quindi, dobbiamo essere consapevoli
che sono attività che possono dare dei problemi. Questi problemi vanno gestiti
con una Pianificazione di emergenza esterna adeguata. Se tutto poteva essere
risolto con strumentazione e con impianti, e quindi si portava il rischio a zero, la
Pianificazione di emergenza esterna non doveva essere fatto perché non ce n'era
bisogno, ma non accade neanche nelle fabbriche di acqua minerale che c'è il
rischio pari a zero.
Quindi che accade?
Accade che, sulla scorta delle informazioni fornite dal gestore, delle
conclusioni dell'istruttoria - poi vedremo che cosa significa istruttoria - delle
linee guide previste dal comma 4 (quindi ci sono delle linee guida fatte dal
Dipartimento dalla Protezione Civile che hanno detto come si fanno i Piani di
emergenza esterno), il Prefetto, d'intesa con la Regione e gli Enti locali
interessati, previa consultazione della popolazione, predispone il Piano di
sicurezza esterno allo stabilimento e ne coordina l'attuazione. Quindi, a
differenza di tutto quello che è il contesto della Protezione Civile che, come
sapete, è regolamentato dalla 225 e che pone in capo soprattutto agli Enti Locali
(Regione, Provincia e Comune) la gestione della Pianificazione di emergenza per
gli eventi naturali ed antropici, in questo caso c'è una Legge che dà al Prefetto
questo potere/dovere di pianificare in tema di emergenza esterna.
Tutto questo fino a quando?
Fino a quando non verrà attuato l'Art. 72 del D.Lgs. 112 in cui, quando tutta
la materia passerà in mano alla Regione, anche la Pianificazione di emergenza
esterna sarà una problematica che dovrà essere affrontata dalla Regione.
Di che cosa stiamo parlando?
Stiamo parlando di incidenti rilevanti. L'incidente rilevante non è un evento
di tipo comune, non è l'incidente banale che può avvenire all'interno di questi siti,
ma deve essere rilevante, il che significa che deve essere un evento o un incendio
di grande entità dovuto a sviluppi incontrollati, che si verificano durante l'attività
dello stabilimento che dia luogo ad un pericolo grave, immediato o differibile per
la salute umana, che si può verificare all'interno o all'esterno dello stabilimento.
Quindi non stiamo parlando dell'incendio banale che può avvenire
all'interno dei siti, quello va gestito con le Pianificazioni di emergenza interna da
parte del gestore, ma degli incidenti che possono avere effetti così rilevanti da
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andare all'esterno dello stabilimento. E tutto questo bisogna farlo in base ad una
serie di scenari, quindi io devo sapere in maniera probabilistica qual è lo scenario
a cui far riferimento. Lo scenario incidentale di riferimento rappresenta
l'interazione dell'evento incidentale con il territorio e le relative componenti
territoriali.
A questo punto facciamo una precisazione: noi siamo abituati a legare la
nostra percezione del rischio al pericolo e non al rischio. Se io domando che ad
ognuno di noi se è più rischioso andare in aereo oppure andare in automobile,
ognuno dice: "No, è più rischioso andare in aereo" perché lega la percezione del
rischio al fatto che se cade l'aereo muoiono tutti quanti i passeggeri. Invece se
vediamo con quale probabilità cade un aereo, vediamo che se moltiplichiamo la
probabilità che cada un aereo per le persone che muoiono, il rischio è molto più
basso che andare in automobile. Rendetevi conto che noi abbiamo annualmente
quasi 4.000 persone che muoiono di incidenti stradali e questo è un rischio che
noi accettiamo, perché quando ci mettiamo in automobile non abbiamo la
percezione che in quel momento stiamo correndo un rischio alto, perché abbiamo
messo nel nostro DNA che l'andare in automobile ci comporta un rischio
accettabile.
Quindi attenzione quando parliamo di rischio: non colleghiamolo alla
pericolosità, cioè all'evento, ma colleghiamolo sempre alla probabilità che
quell'evento possa avvenire. Quindi noi parliamo di rischi di incidenti rilevanti,
quindi rischio e non pericolosità.
Come si arriva alla redazione del Pianificazione di emergenza esterna?
Si arriva attraverso un processo molto lungo, che vede dei soggetti anche
pubblici, che intervengono in varie fasi del procedimento. La prima cosa che
prevede la 334 è che il gestore dello stabilimento predisponga quello che si
chiama Rapporto di Sicurezza, quindi il gestore fa una analisi approfondita di
tutti gli eventi incidentali che possono essere collegati alla propria attività
lavorativa. Quindi predisposto questo Rapporto di Sicurezza (che per la raffineria
saranno cinque/sei volumi di carte, per l'Ilva non vi dico quanti sono) che va
affrontato in una istruttoria che viene espletata dal CTR - che poi vedremo da chi
è composto - che è presieduto dal Direttore Regionale dei vigili del fuoco. Tutto
questo fino a quando non troverà attuazione l'Art. 72 del 112, quando le
competenze passeranno tutte alla Regione.
Una volta che il CTR ha letto tutte queste carte e, quindi, ha fatto le proprie
prescrizioni e il gestore le ha attuate, alla fine dell'istruttoria comunica al Prefetto
quali sono gli scenari incidentali. Quindi non è un passaggio diretto dal gestore
al Piano di emergenza, ma è un passaggio attraverso il Comitato Tecnico
Regionale.
Da chi è fatto il Comitato Tecnico Regionale?
E` fatto da vigili del fuoco ma è fatto da tutta una serie di rappresentanti
degli Enti Locali che vedono due rappresentanti - per esempio - dell'ARPA
Puglia, un rappresentante nella fattispecie della Provincia di Taranto, un
rappresentate del Comune, un rappresentante della Regione Puglia e poi c'è l'ex
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ISPESL, l'Ordine degli Ingegneri e l'Ispettorato del Lavoro. Quindi è un
consesso abbastanza qualificato per leggere queste carte che propone il gestore.
All'interno di questo consesso è stato dato ampio spazio agli Enti Locali:
ecco, l'ARPA Puglia ha due rappresentanti, c'è il Comune, la Provincia, la
Regione, quindi partecipano tutti quelli che hanno conoscenza e competenza sul
territorio.
Alla fine di tutta questa procedura, quando l'istruttoria viene chiusa e
vengono comunicati alla Prefettura quali sono gli incidenti rilevanti, in base a
questo DPCM (che sono delle linee guida per la Pianificazione dell'emergenza
esterna degli stabilimenti industriali a rischio di incidente rilevante) la Prefettura
compila o, meglio, redige il Piano di emergenza esterna. Questo è quello che
abbiamo fatto per la raffineria ENI. Raffineria, giusto per capire quello di cui
stiamo parlando.
Nella raffineria si lavora il petrolio. Il petrolio praticamente viene importato
di solito attraverso delle navi; le navi scaricano il petrolio in dei depositi; dai
depositi che stanno all'interno della raffineria il petrolio viene messo in queste
torri di distillazione e dal petrolio, un po' come il maiale, non si butta niente e,
quindi, praticamente in queste torri di distillazione vengono poi ricavati tutti
quelli che sono i componenti: benzina, GPL, bitume, il catrame, gasolio, cioè
tutto quello che ci serve sia per andare in macchina sia per produrre le materie
plastica. E questo è quello che fanno nella nostra raffineria. Naturalmente io sto
semplificando al massimo per far capire che stiamo parlando di sostanze che
possono dare eventi di incendio, di esplosione e anche di rilasci tossici.
La raffineria la conoscete meglio di me per l'inquadramento: è praticamente
inquadrata in questa aerofotogrammetria.
Nella raffineria sono individuati dei punti fondamentali che sono la zona
dove ci sono gli impianti di processo, cioè dove il petrolio viene lavorato; c'è
un'area di stoccaggio dove il prodotto viene finito e lavorato viene depositato; poi
c'è un'area dedicata ai servizi ausiliari; un'area che loro chiamano "ex
stabilimento GPL" ma dove viene depositato praticamente il gas di petrolio
liquefatto.
Quali sono le sostanze pericolose presenti nella raffineria?
Ci sta di tutto e di più: andiamo dalle sostanze infiammabili alle sostanze
che possono dar luogo a rilascio di esplosione, alle sostanze che possono dar
luogo a rilasci di tipo tossico. Quindi sono tutte sostanze che sono state studiate
una per una e sono state poi analizzate nei loro eventi incidentali.
Questa è più o meno la viabilità della raffineria. Sappiamo tutti che la
raffineria è attraversata dalla Statale 106 ed è lambita da due ferrovie.
Diciamo che dal punto di vista urbanistico, la raffineria non sta messa male,
perché non sta dentro la città. Io provengo da una realtà che è quella napoletana
dove c'è un polo industriale, dove non c'è più una raffineria ma c'è un deposito di
idrocarburi: lì c'è l'assoluta vicinanza fra gli impianti industriali e le case, cioè
sulla raffineria affacciano i palazzi, c'è veramente una commistione fra tessuto
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urbano e tessuto industriale. In questo caso noi abbiamo una zona industriale
dedicata e nel suo intorno grossi insediamenti di tipo urbanistico non ce ne sono.
Quali sono gli eventi incidentali che abbiamo preso a riferimento?
Vi tralascio i termini tecnici, però in raffineria possiamo - come dicevo
prima - ricondurci a tre fatti fondamentali: agli incendi, alle esplosioni e al
rilascio di sostanze pericolose per l'uomo e per l'ambiente.
Solo per farvi vedere, questa è una serie di eventi incidentali che sono stati
presi a riferimento: quindi il gestore ha considerato uno per uno tutti gli eventi
incidentali, ha visto quali erano le conseguenze, ha visto con che probabilità
potevano avvenire quegli eventi e li ha aggregati per area di impianto. Non entro
nel particolare di queste cose perché sono fatti abbastanza tecnici.
Quindi qual è l'obiettivo del Piano di emergenza?
Il Piano di emergenza serve a minimizzare le conseguenze provocate dagli
eventi incidentali e, praticamente, è anche il punto di raccordo con il Piano di
emergenza interno che, invece, è una cosa che deve mettere in atto il gestore con
le proprie forze. Quindi i Piani di emergenza interni sono volti ad individuare le
azioni da compiere in caso di emergenza da parte del gestore e dei suoi
dipendenti; mentre il Piano di emergenza esterno organizza e coordina tutte le
azioni e gli interventi di tutti i soggetti coinvolti nella gestione degli incidenti
rilevanti.
L'efficacia del Piano di emergenza esterno è raggiunto anche attraverso
l'informazione alla popolazione. Questo perché il cittadino deve essere messo in
grado di conoscere le sostanze pericolose che sono contenute nell'attività a
rischio, quali sono gli incidenti rilevanti, quali sono gli effetti di questi sulla
salute umana e soprattutto quali sono le misure di autoprotezione che tutti i
cittadini devono conoscere per, attraverso dei comportamenti precisi, mettere in
essere tutti quei comportamenti che evitano dei problemi. Questa è la parte più
difficile, perché di solito i comportamenti di cittadini non informati sono
esattamente il contrario di quelli che bisogna porre in essere quando avviene un
incidente rilevante, quindi molto deve essere fatto sulla informazione alla
popolazione e sul far capire che vivere vicino ad un impianto a rischio di
incidenti rilevante significa essere coscienti che quell'impianto può dare dei
problemi e che bisogna mettere in essere dei comportamenti che si chiamano
"comportamenti di autoprotezione". Perché, parliamoci chiaro: quando succede
una cosa del genere non c'è un vigile del fuoco per ogni cittadino, ma ogni
cittadino deve sapere che deve fare determinate cose. Ma queste, secondo me,
andrebbero a prescindere dai rischi di incidente rilevante, andrebbero proprio
come cultura civica, perché anche nelle scuole abbiamo lo stesso problema,
perché partire da bambini nel sapere cosa bisogna fare in caso di terremoto, in
caso di alluvioni e in tutti i casi di protezione civile è una cosa importantissima.
In questo caso qua i cittadini sono chiamati a mettere in essere queste misure che
si chiamano "misure di autoprotezione".
Come si fa il Piano di emergenza?
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Fondamentalmente si individuano tre zone, sono zone che vanno via via
allargandosi dal punto di pericolo e sono zone in cui la vicinanza al punto di
pericolo crea degli effetti più importanti. Quindi c'è una prima zona, che è la
zona di sicuro impatto: in questo caso si dice che in questa zona gli effetti
comportano una elevata letalità per le persone che ci stanno vicino, quindi chi si
trova nella zona di sicuro impatto è facile che non ne esca vivo, parliamoci
chiaro. Quindi le zone di sicuro impatto sono quelle assolutamente più
pericolose.
Poi c'è un'altra zona che si chiama "zona di danno". In questa zona c'è la
possibilità che si possano avere dei danni, anche gravi e irreversibili, ma per le
persone che non assumono una corretta misura di autoprotezione. Quindi chi sta
in quella zona e non mette in essere quelle precauzioni che dobbiamo far
conoscere a tutti, è facile che possa avere degli effetti anche gravi ed irreversibili.
La terza zona invece è quella di lesione non gravi. E` una zona, quindi, più
ampia che però può essere caratterizzata da effetti soprattutto per le persone più
vulnerabili, ma soprattutto possono dare effetti di turbamenti tali da richiedere
l'intervento dell'Ordine Pubblico, quindi possono dare più turbativa di tipo
sociale che di tipo fisico.
Per capirci, non so se si vedono bene, i colori vanno scemando dal rosso più
cupo all'arancione, al giallo. Queste sono le zone che sono state individuate per la
conseguenza di radiazione termica stazionale, cioè per incendio. Quindi se
prende fuoco qualcosa in raffineria vedete che le zone rosse e arancioni, che sono
quelle che ci interessano di più, escono poco al di fuori del confine dello
stabilimento, e questo è un bene perché quasi tutti gli incidenti rilevanti, cioè
quelli che possono dare effetti rilevante all'interno, sono invece contenuti
all'interno dello stabilimento.
E così via. Questi sono per la radiazione termica istantanea, cioè quando
può avvenire un flash, quindi un incendio molto rapido e questi, addirittura, sono
quelli per il rilascio tossico.
Quindi è questa cartina (che è allegata al Piano), che è l'inviluppo di tutte
quante le azioni, che ci permette di dire che gli effetti più importanti sono
contenuti all'interno della raffineria. Al di fuori della raffineria abbiamo una zona
che va dalla seconda alla terza, quindi, attraverso le misure di autoprotezione
fatte in maniera adeguata, per i cittadini non ci sono problemi.
Ecco, questi sono dati scientifici, quindi sono dati che sono stati valutati sia
dal gestore che dal Comitato Tecnico Regionale che si è letto tutte le carte e che
ha detto: "Sì: questi dati mi convincono" oppure no.
Come funziona il Piano?
E` un Piano a suo modo molto semplice: prevede i tre tipici momenti che
sono l'attenzione, il preallarme e l'allarme.
Scattano a determinate fasi ben precise: il livello di attenzione scatta
quando c'è la possibilità che un incidente, che è avvenuto all'interno, possa avere
una fase di ripercussione all'esterno; il livello di preallarme scatta quando
l'incidente che sta avvenendo può avere un aggravamento e, quindi, possa essere
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avvertito dalla popolazione esposta; il livello di allarme invece è quando siamo
vicinissimi al famoso incidente rilevante, e in quel caso tutti i cittadini devono
mettere in essere le misure di autoprotezione e soprattutto a questo corrisponde la
maggiore attivazione delle forze di Protezione Civile.
Questo perché?
Perché ad ogni livello di allerta ognuno ha un compito, quindi tutte le
strutture operative di Protezione Civile, ai sensi della 225 all'Art. 11, le strutture
operative che vanno dalle Forze Locali ai Vigili del Fuoco, alle Forze
dell'Ordine, ad ogni dichiarazione di una fase sanno cosa fare: siamo in fase di
attenzione, ognuno sa che fare; siamo in fase di preallarme, ognuno sa che fare;
siamo in fase di allarme, ognuno sa che fare. Per dirvi, negli eventi che hanno
condizionato la nostra vita ultimamente, noi non siamo mai andati oltre una fase
di preallarme; anche quando c'è stata la famosa tromba d'aria e l'Ilva è andata in
emergenza, non siamo mai andati nella fase di allarme vero e proprio.
Ecco, questo riguarda anche la problematica collegata... è una cartina che
riassume anche il fatto delle navi che vengono nel Porto.
In conclusione che deve fare il cittadino?
Il cittadino deve sapere quando viene dichiarata una fase di allarme e,
quindi, c'è pericolo di rilascio tossico, incendio o esplosione deve praticamente
rifugiarsi al chiuso. Pertanto la visione che abbiamo tutti noi che il Piano di
emergenza sia un Piano di evacuazione è sbagliatissima, perché non esiste che
durante un incidente rilevante ci sia un evento e tutti quanti corrano avanti, cioè
questa nube che segue i cittadini. No: la cosa più logica e la cosa che bisogna fare
è chiudersi in casa, chiudere le finestre. Poi vi farò vedere quali sono i consigli di
sicurezza da mettere in essere, ma il rifugio al chiuso è la migliore cosa per
autoproteggersi.
La misura dell'evacuazione va fatta quando non c'è assolutamente nessun
pericolo, quando noi prevediamo che le cose si siano stabilizzate o quando il
perdurare dell'incendio dà più fastidio che altro per tenere le persone in casa.
Allora l'evacuazione va fatta in maniera assistita, non è un esodo delle persone
ma quelle persone vanno prese e vanno portate via dal posto.
Quindi è questo che bisogna modificare nella mentalità nei nostri
concittadini: non c'è bisogno di scappare, non c'è bisogno di andare a prendere i
figli a scuola e di intasare il traffico cittadino, ma c'è bisogno che ognuno metta
in funzione le misure di autoprotezione, che in questo caso si chiamano rifugio al
chiuso.
Nel nostro opuscolo che noi già abbiamo distribuito e fatto con la
Prefettura, abbiamo già pubblicato - ma penso che sia pure sul nostro sito, della
Prefettura - quali sono i comportamenti legati...
Dott.ssa DISTANI
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E` un opuscolo che è stato fatto a cura dello stesso Comune di Taranto,
perché la fase di consultazione si completa, dopo l'adozione del Piano, con la fase
di informazione alla popolazione che compete al Sindaco e all'Amministrazione
Comunale. Con il precedente Piano è stato già diffuso un opuscolo che è
pubblicato sul sito della Prefettura, che è pubblicato sul sito del Comune (che poi
sarebbe questo) e che è stato anche distribuito, ovviamente, in maniera porta a
porta alle famiglie più vicine alla raffineria.
Chiaramente, nel momento in cui il Piano, dato che avrà una vigenza
triennale, verrà nuovamente adottato, sicuramente la diffusione sarà maggiore
proprio perché ha un arco temporale più ampio per essere attuato. In questa
circostanza eravamo già in fase di riapprovazione del Piano perché il Rapporto di
Sicurezza era stato validato.
Ma in ogni caso - ripeto - queste sono le misure di protezione che i cittadini
devono seguire. E la preghiera che noi rivolgiamo ai cittadini è - appunto - di
essere dei cittadini attivi, dei cittadini informati, dei cittadini che non si fanno
anche strumentalizzare da timori, paure che magari possono venire dalla mancata
precisa conoscenza degli eventi connessi.
Proprio per questo motivo la rete ci dà una mano e sui siti del Comune e sui
siti della Prefettura queste notizie sono già presenti da tempo, quindi chicchessia
può collegarsi e avere preciso il quadro della situazione. Le cose che ha detto il
Comandante da tempo sono sul sito della Polizia Municipale alla voce "Rischio
rilevante" e sul sito della Prefettura alla voce "Area Protezione Civile - Rischio di
incidente rilevante".
Grazie.
Dott. Ing. BOSCAINO
I prossimi passaggi che faremo sono: dopo questa fase di consultazione
della popolazione, ci sarà l'approvazione del Piano da parte del Prefetto e poi ci
rimane un fatto molto importante - Sindaco - l'esercitazione. Questa è una cosa
che, di concerto con la Prefettura, dobbiamo fare perché, proprio attraverso le
fasi esercitative, riusciamo a coinvolgere poi i cittadini e a far conoscere questa
tematica in maniera approfondita. Perché il diritto a conoscere del cittadino si
trasforma anche in conoscenza e, quindi, capacità di autoproteggersi.
Grazie.
Applausi.
Presidente BITETTI
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Comandante, io la ringrazio veramente per l'ottima e puntuale relazione che
ha fatto.
Chiedo al Consiglio se qualcuno deve fare delle domande per chiarimenti.
Si iscrivere il Consigliere Capriulo e poi il Consigliere Renna. Prego,
Consigliere Capriulo.
Consigliere CAPRIULO
Io ringrazio il Comandante e della Dott.ssa Distani perché sicuramente è
fondamentale il lavoro di informazione e di conoscenza alla cittadinanza.
Qualche breve domanda agli esperti. Dalla sintesi che ha fatto il
Comandante, mi sembra di capire - se non ho compreso male - che non ci
dovrebbero essere problemi particolari per la popolazione di Taranto per come è
confermato l'impianto. Ripeto: se ho capito male, mi corregga, perché poi noi
siamo anche rappresentanti dei cittadini, probabilmente ci chiederanno e
dovremo dare informazioni.
Siamo in una fase di consultazione, quindi anche noi ci promettiamo poi
eventualmente di fare osservazioni alle cose che ci sono state dette quest'oggi.
Per quella che è la mia esperienza anche recente, sia l'ultimo evento del
tornado e per gli eventi che spesso hanno coinvolto la raffineria, vorrei fare
qualche domanda.
Intanto noi spessi siamo ammorbati nella nostra città di questi cattivi odori
che vengono dalla raffineria e che molti considerano come fatti tossici, come
possibilità che queste nubi che invadono la città e le zone più vicine alla
raffineria abbiano un effetto tossico, se queste sono state già valutate e quali sono
i riscontri rispetto a queste nubi che periodicamente invadono la città.
Spesso accade anche il fenomeno delle torce che vanno in emergenza.
Ripetutamente siamo chiamati dai cittadini allarmati da queste torce che bruciano
gas. Ci spiegano che sia un fatto di emergenza, vorremmo capire quali sono i
rischi per la popolazione in questo caso.
Un'altra questione fondamentale su cui spesso abbiamo dibattuto e che, non
avendo noi le conoscenze tecniche, rivolgiamo a voi tecnici riguarda il fatto che
l'apparato industriale della nostra città non è soltanto l'ENI: noi abbiamo
ovviamente l'Ilva, su cui approfitto per chiedere a che punto è il Piano di
emergenza dell'Ilva che interessa anche la popolazione, ma soprattutto quello che
viene definito il cosiddetto possibile "effetto domino". Adesso non voglio
esagerare, però sono domande che vengono fatte a noi e che rivolgiamo agli
esperti. Cioè quale possibilità abbiamo di effetto domino in questa città avendo
questa presenza industriale importante: l'ENI; l'Ilva; le centrali elettriche che
sono numerose all'interno sia dell'ENI che dell'Ilva; la presenza di una grande
base navale che ultimamente ha visto anche aumentare l'importanza anche della
flotta.
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Quindi vorrei capire dal punto di vista tecnico come vi state ponendo il
problema dell'effetto domino e che possibili conseguenze ci sono sulla città.
Un'ultima domanda, che è una questione che noi abbiamo anche più volte
posto: io penso che, per la parte che compete l'Amministrazione Comunale,
queste cose devono avere anche una rilevanza rispetto alle scelte urbanistiche da
fare, cioè di come conformiamo il territorio, interveniamo con dei Piani
Urbanistici per evitare nuove costruzioni in prossimità di queste fabbriche che
possono avere effetti di incidenti rilevanti per la città. Quindi se vi siete posti
anche questo problema e quali sono le indicazioni unite anche al Piano di
inquinamento acustico. Perché uno dei problemi che ci segnalano i cittadini che
abitano in quella zona è anche di avere problemi con i rumori che provengono da
quella fabbrica. Non è strettamente attinente al tema, ma penso che noi dobbiamo
collegare le scelte di emergenza, le scelte di incidenti anche con le scelte
urbanistiche che deve fare la città.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere.
Risponde la Dott.ssa Distani. Prego.
Dott.ssa DISTANI
Soltanto per alcuni aspetti, gli altri più tecnici li lascio al Comandante.
Prima questione: noi parliamo di incidenti rilevanti, Piano di sicurezza
inteso come "safety", quindi non di tutela dell'ambiente. Questi aspetti non
competono alla Prefettura ma alla Regione e agli Enti Locali. Quindi scindiamo il
tema dell'ambiente dal tema della sicurezza della popolazione intesa sicurezza
della popolazione in caso di incidente rilevante.
Per quel che concerne invece il Piano dell'Ilva, anch'esso è già in
avanzatissima fase, abbiamo soltanto chiesto una piccola integrazione al CTR
rispetto ad alcune situazioni che sono emerse recentemente e, quindi, siamo in
attesa di conoscere il parere del Comitato Tecnico Regionale. Ma, ovviamente,
gli scenari sono stati tutti oggetto di approfondimento ed il Piano è in fase di
avanzata predisposizione.
Prego, Comandante.
Dott. Ing. BOSCAINO
Io inizio dall'ultima domanda: l'effetto domino. L'effetto domino è qualcosa
che bisogna comprendere, perché secondo me se ne parla parecchie volte pure
così, per sentito dire, se non a sproposito.
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Quando avviene l'effetto domino?
Quando un evento incidentale è capace di essere l'evento incidentale per un
altro evento, un po' come un tamponamento a catena: l'ultimo prende la botta
perché il primo è quello che ha tamponato.
Se lei vede ha visto, negli incidenti rilevanti che avvengono in raffineria
l'effetto domino c'è ma c'è tra i serbatoi della raffineria, quindi se prende fuoco
un serbatoio, se non entrano in funzione gli impianti di raffreddamento può
prendere fuoco il serbatoio che sta a fianco. E questi sono stati valutati, quindi
noi sappiamo benissimo come gestire l'effetto domino all'interno della raffineria.
All'esterno no! All'esterno non c'è effetto domino, cioè un evento che avviene in
raffineria non può assolutamente essere l'evento iniziatore per un evento che
avviene nell'Ilva, e viceversa. Viceversa lo abbiamo visto perché, a parte le carte,
nell'ultimo fenomeno che ci ha interessato, che è stato il tornado, quello che è
successo all'Ilva è stata la peggiore cosa che poteva succedere, quindi l'impianto
si è completamente fermato e l'evento incidentale non ha creato nessun effetto
all'esterno, tanto che la raffineria è andata in una situazione di attenzione ma non
ha smesso di produrre.
Quindi, praticamente, gli effetti domino, per quello che noi abbiamo
studiato, sono eventi remoti. Noi non parliamo mai di effetto domino pari a zero,
parliamo sempre in termini di studio probabilistico, quindi ci avviciniamo allo
zero ma non è mai uguale a zero, e parliamo sempre in termini di rischi.
Naturalmente però questo non rimane fermo qui, perché è ancora fermo al
Ministero dell'Ambiente un Decreto su come si valuta l'effetto domino, perché
l'effetto domino adesso noi lo abbiamo valutato con le conoscenze che abbiamo
noi, però è il Ministero dell'Ambiente che deve fare un Decreto con cui
standardizza lo studio degli effetti domino. Appena il Ministero dell'Ambiente
avrà fatto questo Decreto, noi riprenderemo in mano la problematica e ci
rivedremo tutti gli effetti domino - che già sappiamo che non esistono all'interno del sito industriale.
Questo però non deve creare uno scollamento fra le due attività, perché il
nostro è sempre un piano di area, cioè l'ENI è vicina all'Ilva, quindi i gestori
devono sapere l'uno quello che accade nello stabilimento dell'altro, quindi il
Piano di sicurezza e il Piano di emergenza è soprattutto un Piano integrato, cioè
non esiste che le cose vadano indipendenti una dall'altra.
Ecco, la comunicazione di informazioni fra un gestore e l'altro è una cosa
che tramite la Prefettura stiamo facendo. Quindi il problema è stato affrontato e
da questo punto di vista siamo tranquilli.
Presidente BITETTI
Grazie, Comandante.
Aveva chiesto di intervenire il Consigliere Renna: prego, ne ha facoltà.
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Consigliere RENNA
Ringrazio prima di tutto i presenti.
Diciamo che la situazione attuale non è molto sicura, per non dire che non è
proprio sicura.
In che senso?
Io direttamente non ho visto durante l'operazione del tornado un fuggifuggi
costruito sui Tamburi in una certa maniera, cioè c'era gente che correva,
telefonava, voleva sapere informazioni, perché la disinformazione ha
completamente depistato realmente quali sono... io ho letto il vostro libricino
perché in azienda da noi ce lo hanno consegnato nel momento in cui abbiamo
fatto il corso, perché la Marcegaglia si è sempre adottata dei mezzi di maggiori
informazioni soprattutto per gli operai stessi, ma anche con dei corsi per quanto
riguarda l'evacuazione. Infatti nel giro di cinque minuti avevamo già evacuato la
zona, quando invece su via Ariosto c'erano anche ditte che stavano lavorando e
non sapevano che cosa stava succedendo fuori.
Io vorrei da parte vostra - e penso che anche il Sindaco sia d'accordo su
questo - che si faccia informazione soprattutto nelle scuole, incominciando dai
Tamburi proprio perché all'interno dei Tamburi c'è la parte peggiore di quello che
potrebbe succedere malauguratamente un domani. Speriamo di no, però ci
dobbiamo sempre buttare avanti.
Seconda cosa: anche le aziende, soprattutto quelle sul territorio lì vicino...
io ho menzionato l'azienda Dioguardi, dove ho fatto un sopralluogo dove sono
rimaste solo le mure per il passaggio del tornado e a due passi l'azienda della
DEPO è stata soltanto devastata lateralmente quando gli operai stavano
lavorando dentro, proprio per disinformazione su un tornado che non era
previsto, purtroppo, nella peggiore delle ipotesi.
Ecco perché vorrei fare, dando anche il mio contributo come Consigliere
Comunale all'Amministrazione Comunale e alla Prefettura e ai vigili del fuoco
che sono veramente coloro che mettono a repentaglio la vita giorno per giorno e
li ringrazio personalmente... ma di fare una informazione corretta, fatta a partire
dalle scuole, dai ragazzini, perché loro stessi devono capire che nel giro di pochi
secondi si devono trovare all'esterno della scuola e andare ad occupare,
soprattutto sui Tamburi, i siti che voi stessi avete indicato nella piantina. Perché
quando io leggo "zona 1: zona di sicuro impatto, soglia elevata, letalità", già la
parola "letalità" mi porta a stare un po' con l'animo... Quindi, io che sto dall'altra
parte della città non voglio stare nei panni di chi purtroppo subisce una cosa del
genere.
Quindi il mio contributo è quello di incominciare dalle scuole da subito a
dare un contributo per far capire quali sono i Piani di evacuazione.
Grazie dell'attenzione.
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Dott.ssa DISTANI
Un attimo, Consigliere Bonelli, rispondo al Consigliere Renna. Per quel che
concerne le scuole, un mese fa (presente il Sindaco, il Presidente della Provincia
e il Provveditore agli Studi di Taranto) abbiamo organizzato dei corsi nelle
scuole, siamo in attesa che il Provveditorato ci dia delle date. Abbiamo la
disponibilità dei vigili del fuoco, ovviamente delle Forze dell'Ordine e della
Prefettura e inizieremo proprio dalle scuole dai Tamburi e di Paolo VI, a partire
proprio da questo mese di febbraio, perché io ho chiesto che le date fossero nei
mesi di febbraio, di marzo e di aprile.
L'obiettivo è proprio quello di veicolare non solo messaggi di sicurezza per
la dirigenza e i professori, i maestri ma anche, attraverso i ragazzi, raggiungere le
famiglie, perché effettivamente il punto delicato di ogni pianificazione è legato
all'informazione alla popolazione. Questo è particolarmente evidente in una
pianificazione così importante e delicata come è quella del rischio rilevante, ma
lei deve pensare che addirittura la gente muore ancora nei sottopassi in caso di
pioggia. Questo la dice lunga sul fatto che il cittadino non è capace di
autoproteggersi e, quindi, il cittadino prima di tutto da "Cittadino" (con la "C"
maiuscola) deve comportarsi alzando già di suo la soglia di attenzione, poi
ovviamente a questo si deve aggiungere il ruolo e il lavoro che devono svolgere
le Amministrazioni per portare, naturalmente, la capillarità della informazione a
tutte le persone. Perché c'è quello che potrebbe avere dei problemi di salute, che
magari ha più difficoltà a poter avere lo stesso tipo di conoscenza che può avere
invece una persona adulta, normale e tendenzialmente responsabile.
Quindi sicuramente quello che lei ha detto noi lo stiamo già programmando
con la collaborazione dell'Amministrazione Comunale. Peraltro l'iniziativa di
oggi si inserisce proprio in questo contesto, perché noi vogliamo fare in modo
che i cittadini siano informati il più possibile, però deve essere una informazione
che nasce da una conoscenza documentata, non una conoscenza isterica: "Ho
sentito dire che... ho sentito...". Quindi una conoscenza documentata! Proprio per
questo motivo non abbiamo ancora chiuso la fase di consultazione: perché
vogliamo che la medesima possa raggiungere il maggior numero di persone
possibile, in modo che ci arrivino osservazioni, richieste, riflessioni, proposte.
Noi siamo aperta!
Grazie.
Presidente BITETTI
Grazie, dottoressa.
Si era prenotato il Consigliere Bonelli, dopo il Consigliere Spalluto e poi il
Consigliere Azzaro.
Prego, Consigliere Bonelli.
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Consigliere BONELLI
Grazie, signor Presidente. Buongiorno.
Io, che ho ascoltato - prima stavo fra il pubblico - ho una domanda farle e
da fare alla delegazione della Prefettura e del Comando dei vigili urbani...
(Interventi fuori microfono)
Vigili del fuoco, chiedo scusa! Non la volevo declassare! Sono un po'
raffreddato, a volte capita anche a me. Spero non si sia offeso, mi dispiace!
(Interventi fuori microfono)
No, fra i Corpi a volte...!
Comunque al di là di questo, entriamo nel merito immediatamente. Quello
che ho ascoltato è più - come è giusto che sia - un sistema di protezione civile
che indica in maniera molto chiara comportamenti che le Pubbliche Autorità
devono adottare in relazione al rapporto con la popolazione, il punto però è che
la Direttiva Seveso che, fra l'altro, va in applicazione nel 2015... anche se il
Ministero dell'Ambiente ha detto che in particolar modo per quanto riguarda
alcuni aspetti vuole arrivare in applicazione riferendosi solo all'Ilva (dentro l'AIA
è scritto questo, di anticiparle, già in questa AIA alcuni aspetti sono stati
anticipati), la prima domanda è: per quanto riguarda l'applicazione della Direttiva
Seveso, che è già stata adottata dallo Stato Italiano, la parte III, l'allegato III della
Direttiva Seveso voi l'applicate in questa procedura?
Seconda questione: la Direttiva Seveso sugli incidenti rilevanti non è
solamente un problema di protezione civile, è un problema di come anche le
industrie stesse, sotto il controllo della Pubblica Autorità, determinano
meccanismi di produzione e di controllo strettamente precisi sulla classificazione
delle sostanze pericolose e ciò che devono fare.
Quindi il mio primo dubbio è il seguente: come è possibile tenere separato
il progetto di incidente rilevante dell'Ilva, dell'ENI al sistema di protezione civile
e da quello che sta facendo la Regione Puglia?
Il sistema di incidenti rilevanti, come prevede la Direttiva, deve avere una
sua organicità. Oggi prendo atto di un elemento importante: che c'è quello
relativo alla protezione civile, però c'è una carenza - mi corregga se sbaglio - che
è relativa al sistema complessivo del sistema industriale, di come si mette in
sistema rispetto alla Direttiva, cioè di come si metta a tutela il meccanismo di
produzione delle sostanze pericolose, quindi di tutto l'ambito anche dal punto di
vista ambientale, perché la Direttiva parla di sicurezza e ambiente.
Quindi, per concludere, quali sono i tempi - dal vostro punto di vista - che
si arrivi alla presentazione organica e definitiva sia dell'ambito di protezione
civile sia da parte dell'ambiente e sia della parte relativa alle industrie coinvolte
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per mettere in sicurezza il sistema di produzione e classificazione delle sostanze
pericolose?
Non so se sono stato chiaro. Perché c'è un problema di organicità! Il punto
non è solo il sistema di protezione civile, manca una parte consistente che
riguarda le industrie, riguarda la parte ambientale e l'applicazione, se voi oggi
intendete applicare anticipando la Direttiva Seveso III.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Bonelli.
Voleva dare risposta il Comandante?
Dott. Ing. BOSCAINO
Sì: è davvero un esame universitario questa domanda!
Per quanto riguarda la Seveso IV...
(Il Consigliere Bonelli interviene fuori microfono)
Va bene, III o IV, qualcuno mette la 238 dentro, quindi la porta a IV.
Comunque, la riclassificazione delle sostanze rispetto alla Direttiva Ricci (che
rivede il sistema di classificazione delle sostanze) è stato già immediatamente
recepito dal Comitato Tecnico Regionale, tanto che una delle attività a rischio di
incidente rilevante si ritrova dentro proprio in base a questa riclassificazione.
La seconda parte che è il recepimento della Direttiva Raus, cioè il diritto
alla conoscenza del cittadino, su quella stiamo aspettando che ci diano
indicazioni su come applicarla, non è immediatamente applicativa, almeno per
noi.
La seconda domanda: mettere a sistema protezione civile, pianificazione del
territorio, sistema di verifiche ispettive. La Direttiva Seveso prevede questi tre
passaggi fondamentali: il primo è che le verifiche ispettive sono fatte, il
Ministero dell'Ambiente manda comunque una verifica ispettiva un anno sì e un
anno no all'Ilva e all'ENI.
Per quanto riguarda la pianificazione del territorio, il Porto ha concluso il
R.I.S.P. non più di un mese fa, il Comune ha elaborato l'allegato tecnico al
R.I.R., quindi praticamente sono state date applicazioni al Decreto Ministeriale
sulla pianificazione territoriale e sulla pianificazione all'interno dei porti
industriali.
Tutto questo quando troverà compimento, come dice giustamente lei?
Quando tutto passerà alla Regione. Noi adesso, come Comitato Tecnico
Regionale e come organo statale, stiamo ancora facendo un lavoro che doveva
fare la Regione dal 1998. L'Art. 72 di cui parlavo prima prevedeva che nel giro di
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pochi anni il tutto doveva passare alle Regioni: questo non mi risulta che sia stato
fatto in nessuna regione d'Italia, mi pare solo in Lombardia ma poi non è stato
fatto l'accordo di programma, quindi non sono passati i soldi ed è rimasto lettera
morta.
Quando il tutto troverà sistema nella Regione forse le cose andranno
meglio, questo non lo so, cioè troverà una logica tutto quello che ha detto lei.
Presidente BITETTI
Grazie, Comandante.
Il Consigliere Spalluto: prego, ne ha facoltà.
Consigliere SPALLUTO
Grazie, Presidente.
Intanto ringrazio il Comando dei vigili del fuoco e la Prefettura per questo
lavoro che si sta facendo, che risulta utile soprattutto in vista di una diversa
coscienza civica che occorre nella nostra comunità. Una coscienza civica che si
deve preparare a tutti gli eventi, ma che deve saperlo fare con la tranquillità di chi
ha la coscienza a posto e ha fatto tutto il possibile per far fronte agli eventi che
non ci auguriamo.
Io volevo dare un modesto contributo rispetto all'ultimo avvenimento,
quello del tornado che è stato un evento molto, molto pericoloso, che ha fatto dei
danni e che comunque, sostanzialmente, è stato fronteggiato - a mio avviso - in
maniera immediata e con competenza. Ciò però ha evidenziato quali sono le
criticità a cui bisogna guardare con maggiore attenzione per le prossime volte e,
con modestia, do un contributo nell'individuare intanto la fase di comunicazione
ai cittadini. Perché quel giorno da un evento sicuramente pericoloso e dannoso si
passò comunque la voce fra i cittadini che la cosa fosse stata una catastrofe di
gran lunga peggiore di quella che in effetti è stata e si diffusero in città organi di
comunicazione non autorizzati che facevano passare la voce che era imminente...
per esempio, si parlava di un immediato incendio della città generalizzato, cioè
una serie di notizie sbagliate e pericolose che di per sé possono - lei mi insegna concorrere a determinare un grande, grande pericolo.
Oltre a questo poi, ciò che occorre da parte della protezione civile - ma il
Comune sicuramente farà la sua parte lì dove chiamato - occorre anche una
assistenza nei giorni successivi agli avvenimenti, perché - per esempio - forse
Taranto non è stata toccata ma abbiamo seguito cittadini di Statte che avevano
poi il problema proprio anche di sussistenza, di alloggio, di dormire nei giorni
successivi e lamentavano la carenza (anche qui) oltre che del servizio
dell'assistenza, anche della comunicazione, perché i cittadini colpiti dall'evento 39
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almeno così hanno denunciato in televisione - non sapevano a chi rivolgersi e
come comportarsi.
Su queste due criticità io credo che il Comune farà sicuramente anche la sua
parte, se e come coinvolto insieme dagli altri Enti, dobbiamo dare un maggiore
contributo e tutela ai cittadini anche su queste vicende.
Come anche noi siamo una città importante, che convive con una realtà
industriale molto importante e molto pesante. Noi vogliamo che sia fatto tutto ciò
che la Legge e anche il buon senso prevedono, in quanto la nostra non è una città
che intende assolutamente convivere con i veleni, ma la nostra è una città che
deve convivere con la sicurezza e la salubrità, come nel senso in cui vanno tutti
questi sforzi che si stanno facendo.
Grazie.
Dott.ssa DISTANI
Consigliere Spalluto, le volevo dire che - appunto - noi stiamo cercando di
lavorare proprio per attenuare, superare magari perché purtroppo non sempre
troviamo... però vanno ripetuti i comportamenti e questo tipo di informazione va
sempre ripetuta. Cioè non è che, per esempio, adottato il Piano lo mettiamo nel
cassetto e ne parliamo al prossimo aggiornamento. Cioè la protezione civile di
cui il rischio industriale è una delle branche, è un qualcosa che deve essere
costantemente all'attenzione del cittadino e, ovviamente, l'Amministrazione
Comunale ha anche proprio questo tipo di compito attivo, perché compete al
Sindaco l'informazione alla popolazione. E questa informazione alla popolazione
deve avere una sua continuità, perché il cittadino poi tende a dimenticarsi il
comportamento virtuoso che deve mettere in atto.
Bisogna cominciare a ragionare un po' come nel Giappone: bisogna
imparare, magari la materia deve essere oggetto anche forse di studio nelle
scuole. Perché poi gli eventi di protezione civile anche connessi alle piogge, per
esempio, ai dissesti idrogeologici e idraulici, purtroppo sono in fase di aumento
anche per questi eventi meteorologici anomali che si stanno sempre più
moltiplicando. Quindi, naturalmente l'informazione diventa proprio uno snodo
fondamentale al di là del discorso della pianificazione che, a sua volta, è anche
un punto di criticità. Perché non è che tutti i Comuni, non è che tutte le
Amministrazioni hanno i Piani di emergenza. E noi stiamo lavorando proprio per
sensibilizzare le Amministrazioni a comprendere la rilevanza delle Pianificazioni
di emergenza. Questo non solo a tutela dei cittadini ma anche degli stessi
Amministratori, perché altrimenti a situazioni uguali possono corrispondere
comportamenti non omogenei fra una Amministrazione ed un'altra. E, quindi, noi
stiamo cercando proprio di insegnare che va fatto un ragionamento di sistema, va
fatto un ragionamento di area vasta anche fra territori limitrofi, perché - per
esempio - quello che accade a Mottola non abbia a ripercuotersi sul Comune di
Palagiano o quello che accade a Castellaneta o, per esempio, in Basilicata per
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quel che concerne il fiume Basento che si ripercuote poi sul territorio di Ginosa
marina.
Quindi è essenziale ragionare, entrare in un'ottica differente rispetto a quella
del passato, ed è purtroppo la realtà che ci investe di questa sua attualità. Quindi
diciamo che noi stiamo lavorando sia sul fronte della sensibilizzazione sempre
più spinta delle Amministrazioni, perché compete a loro la Pianificazione di
emergenza, ma anche - ovviamente - perché ci sia un accrescimento culturale
oltre che di informazione nell'ambito della popolazione stessa.
Presidente BITETTI
L'ultimo intervento è del Consigliere Azzaro.
Poi ho ricevuto una richiesta da parte di una associazione, la leggo
velocemente, anche perché la mia età mi richiede gli occhiali e non ce li ho:
"Perché non è stato previsto il rischio relativo al tifone del novembre 2012, visto
che ormai è un evento ripetitivo, che si era già verificato ad ottobre 2010 e anche
qualche settimana dopo l'evento stesso?
La seconda domanda è: perché nella scheda del rapporto di sicurezza
dell'ENI non sono indicate le distanze in caso di emissione da nube tossica e in
caso di incendio e scoppio e sono limitate a poche decine di metri, scongiurando
pericolo per tutta la città e limitandolo a poche decine di persone?
Terza: Perché non è stato considerato il pericolo derivante anche dalle altre
aziende ricadenti nell'Art. 8 e nell'Art. 6 che amplificherebbero ampliamenti e
rischio per tutta la città di Taranto?".
Magari dopo l'intervento del Consigliere Azzaro, se è possibile avere dei
chiarimenti.
Dott.ssa DISTANI
Rispondo al signor Ninni, che queste richieste le ha già formulate anche
nelle sue osservazioni che ha fatto in Prefettura, che lei non era presente poco fa
ma io ho anticipato che stiamo per convocare, per il 14 febbraio, la sua
associazione, come anche quella - non mi ricordo quale sia... abbiamo ricevuto
alcune altre osservazioni da un'altra associazione: c'è un gruppo di lavori che ha
una serie di soggetti istituzionalmente competenti, fra cui ovviamente i vigili del
fuoco ma c'è anche l'ARPA, e quindi in quella sede saranno affrontati questi
aspetti che lei pone all'attenzione.
Sarà, ovviamente, invitato lei con la sua associazione.
Presidente BITETTI
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Prego, Consigliere Azzaro. Chiedo scusa per l'interruzione.
Consigliere AZZARO
Grazie, Presidente.
Signor Sindaco, illustrissimi ospiti e Consiglieri, grazie per la spiegazione,
è stata molto esauriente e soprattutto ci ha rasserenati, perché - lo sapevamo già
ma oggi abbiamo avuto anche la certezza - io penso che il maggior pericolo sia
proprio la disinformazione. Avevamo già avuto modo di riscontrarlo anche in
occasione della giornata del tifone, dove personalmente ero in Prefettura insieme
alla Dott.ssa Distani, con l'Assessore Cosa e Scasciamacchia. Effettivamente il
pericolo è stato soprattutto quella percezione - come aveva detto anche lei perché molto spesso si confonde la percezione del pericolo dal reale pericolo,
perché la cosa che ormai era nella testa di tutti era che se il tifone - e ancora oggi
se ne continua a parlare - fosse passato... avesse cambiato la sua direzione per
300 metri e, quindi, avesse interessato la raffineria tutta la città sarebbe scoppiata
all'aria.
Questo è quello che si sente e che si sa in giro, ed è una convinzione di gran
parte della popolazione. Quindi aver sentito con le proprie orecchie e anche poter
divulgare questa comunicazione che anche l'effetto domino se non è zero,
comunque è pari allo zero pur avendo avuto modo di vedere anche dalle
diapositive che è tutto circoscritto in caso di un incidente anche rilevante, quindi
la maggior parte dei rischi, soprattutto quelli ad impatto dove sicuramente è
prevista anche la morte, è stato circoscritto all'interno della raffineria. Quindi al
di fuori la zona che è interessata comunque non dovrebbe avere grandi rischi
soprattutto di pericolo di vita.
Quindi ce ne torniamo - dicevo prima - più sereni. Io dico solo una cosa:
sicuramente è bene fare anche le simulazioni, quindi penso che una volta
terminato l'iter amministrativo si debba procedere con le simulazioni anche per
capire bene come comportarsi in queste circostanze.
L'unica domanda che faccio è: nel momento in cui succede questo incidente
rilevante come viene data la comunicazione? Come arriva al cittadino di casa il
messaggio di dire: "Ok! E' successo questo evento: adottate le misure di
sicurezza e di prevenzione!". Come funziona questa comunicazione?
Dott.ssa DISTANI
Il Piano lo prevede: se capita di mattina l'informazione avviene,
ovviamente, innanzitutto dai mass-media e poi i Vigili Urbani, che sono muniti
di altoparlante che daranno messaggi alla popolazione. Ci sono messaggi già
codificati su come devono essere date le notizie; se capita di sera, poiché ancora
il Comune di Taranto non ha un servizio di copertura notturna della Polizia
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Municipale, ci pensano le Forze dell'Ordine. Quindi comunque nella scheda di
informazione alla popolazione queste notizie sono riportate.
Dott. Ing. BOSCAINO
Una cosa sola. Ultimamente chi ha rasserenato la popolazione ha passato un
guaio con la magistratura! Io non sono venuto qua per rasserenarvi, sono venuto
per darvi dei numeri. Numeri fatti su base scientifica, fatti sulla base di una
analisi del rischio che viene affrontata con delle metodologie precise, quindi non
è che sono delle tecniche inventate, sono delle tecniche definite per l'analisi del
rischio che sono state applicate dal gestore, sono state applicate dal Comitato
Tecnico Regionale per poi istruire la pratica che ha mandato il gestore.
Quello che bisogna fare è che bisogna essere consapevoli del rischio.
Questo può mitigare un po' di più quello che è il rischio collegato a questo tipo di
attività.
Quindi, essendo la popolazione consapevole del rischio che ha di fronte,
essendo comunque consapevole delle misure di autoprotezione, un certo livello
di rischio che può essere 20 si riporta a 10, ma il rischio c'è sempre, infatti
proprio perché c'è il rischio si chiamano attività a rischio di incidente rilevante.
Sennò si chiamerebbero fabbriche di acqua minerale oppure di Coca-Cola.
Presidente BITETTI
Grazie, Comandante.
Se il Sindaco vuole aggiungere qualcosa per chiudere il punto, sennò credo
che possa andare bene così. Prego, Sindaco.
Sindaco STEFANO
Continueremo con questa campagna di informazione come era stata prevista
e come è stata richiesta, a partire dalle scuole. Continueremo in maniera
capillare, ascoltando tutti quelli che vogliono dare suggerimenti che possono far
migliorare la nostra azione e la nostra comunicazione.
Ringrazio ancora una volta il Comandante degli vigili del fuoco e la
dottoressa, in rappresentanza della Prefettura, per quello che hanno fatto oggi e come ho detto prima - per quello che fanno sempre, tutti i giorni.
Presidente BITETTI
Grazie Sindaco e ringraziamo di nuovo gli ospiti.
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Presidente BITETTI
Possiamo continuare i lavori, Consiglieri.
Volevo invitare i presenti ad esprimersi a proposito dell'articolo 11 che
abbiamo sottoscritto all'unanimità, di trasformarlo in ordine del giorno, così resta
agli atti, quello che ha presentato il gruppo dell'UDC e poi sottoscritto da tutti. Se
siamo d'accordo, mettiamo in votazione di trasformarlo da articolo 11 ad ordine
del giorno.
Chi è a favore del provvedimento?
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il provvedimento in oggetto che viene
approvato all'unanimità avendo riportato n. 22 voti favorevoli su n. 22
Consiglieri presenti e votanti.
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Presidente BITETTI
Continuiamo con gli articoli 11.
C'era l'articolo 11 del Consigliere Di Gregorio: prego, Consigliere ne ha
facoltà.
Consigliere DI GREGORIO
Grazie, Presidente. Solo per dire che giorno 24 ho protocollato una richiesta
indirizzata al Sindaco e all'Assessore allo Sport
per quanto riguarda
l'intitolazione del campo scuola al Prof. Peppe Valente, noto podista della città di
Taranto che è venuto a mancare nel mese di giugno scorso.
Stamattina sono stato convocato dal Sindaco che mi ha riferito di aver dato
già parere favorevole alla mia richiesta, e per questo lo ringrazio. Credo che sia
anche l'occasione per ricordare a tutti, a me per primo che il campo scuola versa
in una situazione disastrosa; addirittura vengo a sapere che il papà di una
promettente ragazza dell'atletica leggera tarantina ha comprato su Internet 200
metri di pista e l'ha montata nel proprio giardino per fare allenare la figlia. Mi
sembra una cosa veramente... un paradosso al quale noi dobbiamo mettere fine.
Quindi ringrazio intanto il Sindaco per aver dato seguito alla mia richiesta e
poi spero che, insieme all'Assessore ai Lavori Pubblici, possa intervenire sul
campo scuola per rimetterlo un po' a posto.
Grazie.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere.
Si sono iscritti a parlare i Consiglieri Capriulo, Nistri e Ciraci. Prego,
Consigliere Capriulo.
Consigliere CAPRIULO
Brevemente, Presidente.
Io voglio riprendere una questione che ho anche sottoposto come
interrogazione, però continuano a pervenirmi sollecitazioni da parte dei cittadini,
fra l'altro è un luogo che noi come Consiglieri Comunali frequentiamo quasi ogni
giorno per poter raggiungere la sede di Palazzo Latagliata. Mi riferisco al crollo
di vico Via Nuova.
Purtroppo, dopo oltre due mesi da quel crollo, permane quella situazione di
degrado. Io credo che il Sindaco debba, con tutti gli strumenti d'urgenza del caso,
togliere quello scempio che c'è in vico Via Nuova. Sindaco mi rivolgo al lei,
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perché non è più tollerabile che dopo due mesi ci sia quella condizione. Io
personalmente mi sono imbattuto anche in gruppi di turisti, che per fortuna
frequentano la Città Vecchia, e rimangono allibiti di quello spettacolo
indecoroso. Io non conosco quali... ci saranno sicuramente degli impedimenti
tecnici, non voglio addossare colpe a nessuno, però io penso che dopo due mesi
sia assolutamente necessario utilizzare tutti gli strumenti d'urgenza per poter
risolvere quel problema.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere.
Prego, Sindaco, vuole intervenire.
Sindaco STEFANO
Sì: devo dirle che noi ci siamo mossi tempestivamente prima ancora che
fosse sollevato il problema perché, andando a constatare il funzionamento del
mercato che abbiamo spostato ed utilizzato via di Mezzo per i parcheggi, che
hanno avuto grande successo e avendo restituito agli studenti e ai Tarantini la
possibilità di passare da via di Mezzo e andare direttamente a Palazzo Galeota,
all'Università, in quella occasione (molto prima del crollo) ho incontrato dei
cittadini che mi hanno sollevato il problema.
Io prontamente, quando si stavano raccogliendo le firme, prima di ricevere
le firme ho informato i nostri uffici competenti che si sono subito attivati. Però,
siccome ci sono più di 40 proprietari, hanno dovuto naturalmente, essendo una
proprietà privata, interpellare tutti e 40 i proprietari. E' passato quindi del tempo,
previsto dalla Legge...
(L'Assessore Cosa interviene fuori microfono)
Eredi... quindi immaginate la difficoltà! Comunque gli uffici si sono mossi
ancora prima della raccolta delle firme. Poi è arrivato il crollo.
Ma proprio grazie all'intervento dell'Amministrazione non è successo
niente, perché grazie a quell'intervento hanno rafforzato la barriera costruendo
una seconda barriera che ha trattenuto quando è crollato il muro. Poi hanno
continuato, perché tutto si fa - come lei sa benissimo - attraverso gare di evidenza
pubblica. Abbiamo messo i fondi apposta e mi dicono che domani o dopodomani
apriranno le buste e, quindi, verrà messo in sicurezza.
Presidente BITETTI
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Grazie, Sindaco.
Ha chiesto di intervenire il Consigliere Nistri: prego, ne ha facoltà.
Consigliere NISTRI
Signor Sindaco, Presidente, il mio articolo 11 oggi verte sul mancato
avanzamento di alcune opere pubbliche, fortemente volute dal Sindaco, della
Giunta precedente, da questa Giunta e dal Consiglio Comunale. In particolar
modo mi riferisco all'ordinanza che il signor Sindaco ha fatto nell'agosto del
2010 sul canile rifugio, una ordinanza che doveva essere ottemperata, come nei
termini di legge, in credo 60 giorni: sono passati oltre due anni e ad oggi - ahimè
- questo canile rifugio che, ripeto, è stato fortemente voluto dal Sindaco e
condiviso da noi tutti, purtroppo ancora non vede la luce.
Quindi io chiedo che il dirigente preposto, il dottor Moccia, venga qui in
aula a riferire al Consiglio Comunale quali sono state le difficoltà, se ci sono
state, in merito al canile rifugio.
La seconda richiesta che intendo fare al dottor Moccia è il mercato coperto.
Anche qui il nostro impegno per l'abbattimento dei fitti passivi è una priorità per
il Sindaco e per noi tutti. Stiamo parlando di lavori che dovevano iniziare nel
giugno del 2011, quando fu chiesto all'AMAT di chiudere il parcheggio interno
al mercato coperto. E` passato un anno e mezzo, i lavori sono iniziati ma sono
stati interrotti in maniera del tutto inspiegabile.
Quindi anche qui chiedo che il dirigente venga in Consiglio a dire le
motivazioni, i perché di questi ritardi. Ritardi che, fra l'altro, purtroppo portano
non solo un mancato abbattimento dei fitti passivi e - voglio ricordare - stiamo
parlando di 110.000 euro della circoscrizione Borgo di via Acclavio e di
1.100.000 euro di via Plinio 16. Probabilmente non tutto via Plinio 16 potrà
essere trasferito all'interno del mercato coperto, ma sicuramente un abbattimento
di questi fitti sarà possibile.
Inoltre anche qui stiamo parlando di 250 posti auto fra Palazzo degli Uffici
e mercato coperto che sono venuti meno: anche qui ci sono mancati introiti che
l'azienda AMAT e il Comune di Taranto purtroppo hanno.
Anche il Palazzo degli Uffici è un altro capitolo - è la terza richiesta che
faccio formalmente al Presidente del Consiglio Comunale di sottoporre al
dirigente - vogliamo capire per quale motivo i lavori sono stati interrotti, quali
problemi di natura tecnica - presumo che siano di natura tecnica - ci sono.
L'istituto Archita, su proposta del Sindaco e condivisa da tutti noi, doveva essere
trasferito presso la Scuola Consiglio durante il periodo di Natale; ahimè, siamo
arrivati a febbraio e l'Archita, gli studenti sono ancora presenti all'interno degli
edifici e i lavori sono fermi.
Non mi dilungo su altre opere pubbliche perché queste le ritengo
importanti, fondamentali, tanto è vero che sono supportati da tutti noi, però
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vogliamo anche avere chiarezza da parte del dirigente dei problemi, se ne ha
incontrati, nell'avanzamento dei lavori.
Grazie.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Nistri.
Ha chiesto di intervenire il Sindaco: prego, ne ha facoltà.
Sindaco STEFANO
Io ringrazio il Consigliere, l'Avvocato Davide Nistri, per aver ricordato qual
è uno degli scopi fondamentali di questa Amministrazione: ridurre i fitti passivi.
Perché per tanti anni questa città è stata martoriata dal fatto di pagare più di
2.000.000 l'anno di fitti passivi, togliendo naturalmente dei servizi alla città.
Noi abbiamo iniziato da quest'anno, perché con orgoglio vi dico una cosa
che ho voluto fortemente: mi auguro entro 30 giorni, la città di Taranto avrà fra
le caserme più prestigiose dell'Italia meridionale dei vigili urbani, perché
abbiamo dato via Acton, la sede universitaria di giurisprudenza come Caserma
dei vigili urbani. Ora questo permetterà di non pagare già dai prossimi mesi il
fitto che paghiamo per il luogo dove oggi è, in maniera impropria, il Comando
dei vigili urbani.
Perché siamo contenti? Perché siamo una finanziaria?
No: perché i soldi che entrano noi li diamo ai cittadini. Noi questi risparmi
li utilizziamo per i cittadini.
Quindi la ringrazio veramente per questo.
Poi mi richiama un qualcosa - come lei ha detto - che è stato fatto per
combattere il randagismo. Cioè i cittadini di Taranto giustamente si lamentano
per il fatto che ci sono in alcuni luoghi dei cani che fanno "paura", perché quando
sono morsicatori devono essere presi e portati nel canile. Noi abbiamo avuto la
soddisfazione, la gratificazione di avere un canile perfetto dal punto di vista
sanitario. Ma al canile sanitario possono andare i cani che non sono morsicatori; i
cani che non sono morsicatori devono andare nel canile di stabulazione. Io quasi
tre anni fa ho fatto una ordinanza: bene, finalmente abbiamo un canile di
stabulazione che è un albergo a sette stelle per i cani, che è una cosa
meravigliosa, però dall'ufficio veterinario sono arrivate delle segnalazioni di
alcuni aggiustamenti che devono essere fatti e non c'è l'accordo sul numero degli
cani che può essere ricoverato in questo canile di stabulazione. Mi diceva
l'Assessore qualche giorno fa, da me sollecitato a seguire, che entro una
settimana apriremo questo benedetto canile di stabulazione e potremo, con
soddisfazione, togliere i cani che fanno paura ai cittadini e così iniziamo
veramente un percorso nuovo anche per quanto riguarda questo aspetto, cioè
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saremo forse l'unica città del meridione ad avere un canile sanitario perfetto e un
canile di stabulazione dove possono essere portati i cani che non sono pericolosi.
Poi, per quanto riguarda il problema di piazza coperta, beh, certamente c'è
un impegno forte. Noi entro un anno - come lei giustamente ricordava chiuderemo via Acclavio e, quindi, anche lì non pagheremo fra qualche mese più
i fitti passivi per quanto riguarda quella sede. Ci hanno detto che entro dieci mesi
ci riconsegneranno piazza coperta, mi dice l'Assessore che domani, al massimo
dopodomani riprenderanno i lavori.
Voi sapete che quando si ha a che fare con le imprese - succede a casa,
figuriamoci nel pubblico - purtroppo con sofferenza abbiamo dovuto attendere.
Mi avevano detto che l'8 gennaio avrebbero ripreso i lavori, poi sono slittati di
dieci giorni, insomma finalmente che domani auguriamoci che a piazza coperta
riprendano i lavori e, quindi, possa entro 10 mesi far lavorare i dipendenti del
Comune in maniera dignitosa innanzitutto, per servire meglio e per accogliere
meglio i cittadini, e nello stesso tempo risparmiamo i fitti passivi.
Devo dire per quanto riguarda i parcheggi che un avvenimento che - a me
dispiace sottolineare - è stato poco valorizzato dalla città che, per la prima volta,
dopo 120 anni, le aree demaniali stanno ritornando alla città di Taranto. La zona
Baraccamenti Cattolica con certezza matematica... perché si è avviato non solo a
Palazzo Chigi ma la scorsa settimana in Prefettura il passaggio di queste aree. Si
tratta di rispettare la Legge perché deve passare dal Demanio Militare al
Demanio Civile, il Demanio Civile deve fare il trasferimento al Comune di
Taranto. E siccome questa è una donazione o comodato d'uso, la Legge dice che
noi dobbiamo dichiarare che cosa vogliamo fare. Allora, al contrario io dico - e
per questo ti ringrazio, Davide - che i cittadini devono partecipare a dire cosa
vogliamo fare con i Baraccamenti Cattolica. Sono d'accordo con l'indicazione
che fa l'Amministrazione Comunale del polmone di verde, dei parcheggi e del
teatro?
Però chiarisco che bisogna modificare, perché siccome è un comodato d'uso
l'Amministrazione Comunale non potrà trarre vantaggio economico da questa
operazione. E noi felicemente diciamo ai cittadini: faremo i parcheggi gratis,
perché noi non siamo una finanziaria, noi siamo qui per servire la città e i
cittadini. Se entrano dalla tasse, servono i soldi per dare più servizi ai cittadini. E,
quindi, entro un anno finalmente avremo risolto la situazione storica della
mancanza dei parcheggi in questa città. Però ripeto: invito i cittadini, quelli che
vogliono dare contributi, a dire se sono d'accordo con quello che hanno indicato
i tecnici. Perché queste scelte non le fanno i politici, voglio dire!
Adesso questa è una cosa che avverrà. Perché pensate che il 13 febbraio il
Prefetto dovrà relazionare a Roma e dire: "Quali sono stati i passaggi che sono
stati fatti per il passaggio di queste aree demaniali alla città di Taranto?". E poi
quell'area non tornerà ad essere parcheggio, perché avevamo detto che in maniera
momentanea dovevamo utilizzare quelle aree e che, invece, vogliamo dare una
piazza ai Tarantini, un punto di incontro nuovo, come è stato suggerito dagli
architetti.
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E, quindi - voglio dire - ci auguriamo da qui a dieci mesi... Ma sono
d'accordo sul ritardo biblico della realizzazione di questo. Io lo ripeto ancora una
volta: ho massima stima dei dirigenti, ma sempre, in tutte le cose della vita,
come il Sindaco deve essere controllato, come tutti devono essere controllati, io
ho chiesto da tempo e chiedo che i dirigenti dicano che cosa producono per la
città di Taranto, perché se ci sono motivazioni - per carità! - per questo ritardo,
noi siamo con i dirigenti e li sosteniamo, però devono dimostrare di aver fatto
tutto quello che dovevano fare e che almeno non sia il Comune ad essere in
difetto.
Per quanto riguarda il Palazzo degli Uffici, anche qui è un "romanzo", però
devo dire che questo "romanzo" trae origine dal fatto che i nostri dirigenti hanno
difeso i cittadini di Taranto perché già nel nuovo contratto abbiamo risparmiato
8.000.000 di euro che sarebbero andati all'impresa. E, quindi, già per quello che
hanno fatto fino a questo momento li ringraziamo perché abbiamo risparmiato
8.000.000 di euro, abbiamo avuto più spazi all'interno del Palazzo degli Uffici e
abbiamo ottenuto meno tempo di concessione di usufrutto della struttura del
Palazzo degli Uffici.
Certo, non sono soddisfatto perché questi lavori proseguono a singhiozzo.
Su questo siamo d'accordo! In questo noi siamo vittime e, quindi, chiederemo. Io
mi auguro che anche questo... In una riunione fatta ieri io ho incontrato gli
studenti e hanno compreso che noi siamo vittime insieme con l'Archita, il
Comune di Taranto, noi siamo vittime insieme con l'Archita perché quando una
impresa ha vinto una gara di evidenza pubblica...
Mi hanno detto gli studenti: "Ma perché è di Venezia?". Perché le leggi
europee superata una certa soglia impongono che una gara sia di evidenza
pubblica a livello europeo. Ha vinto una impresa di Venezia e io mi auguro che si
comportino correttamente, che mantengano gli impegni presi: il trasferimento
dell'Archita immediatamente presso la Scuola Consiglio, che entro un anno
almeno la facciata esterna sia ridata ai cittadini, che si tolgano le impalcature e,
quindi, si possano riutilizzare le zone degli parcheggi e che anche per quanto
riguarda l'Archita possa ritornare per il prossimo anno a frequentare quella
struttura.
Quindi dobbiamo da una parte ringraziare quando abbiamo la certezza che
hanno lavorato bene; quando abbiamo dei dubbi sui tempi lunghi, noi
chiederemo spiegazioni, giustamente perché sono responsabilità della nostra
macchina amministrativa o sono responsabilità che dipendono da altri?
Quando c'è chiarezza, quando c'è la verità, noi non abbiamo paura della
verità e ci piace confortarci.
Consigliere NISTRI
Grazie, Sindaco.
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Presidente BITETTI
Grazie, Sindaco.
L'ultimo intervento per articolo 11 il Consigliere Ciraci, molto velocemente
perché siamo già oltre il tempo previsto.
Grazie.
Consigliere CIRACI
Molto velocemente. Presidente, farò di tutto per recuperare il tempo preso
dal Sindaco.
Approfitto della presenza del Sindaco per fare un intervento su una
questione di carattere sociale senza che ciò possa sembrare strumentalizzazione
da parte mia, ma ha lo scopo di offrire un contributo e anche un sostegno per la
risoluzione del problema. Parlo dei lavoratori delle cooperative sociali. E` una
costante che ormai da un po' di tempo a questa parte loro vengano sotto Palazzo
di Città per lamentarsi delle loro condizioni lavorative del tutto precarie, anzi di
più del precario, ormai il precario quasi quasi, in un contesto di carattere
generale, diciamo che si trova a stare mediamente bene, questi non sono neanche
precari, si può dire che sono disoccupazioni che ogni tanto lavorano.
La questione qual è?
Che la risoluzione del problema di questi lavoratori a spot, cioè di volta in
volta, con rinnovo di contratti a due mesi e a tre mesi non risolve il problema né
dà certezza. Adesso so che è in scadenza il rapporto fra il Comune di Taranto e
questa cooperativa sociale per quanto riguarda la gestione del Parco del Mirto,
quindi si ripropone il problema. Molti di questi lavoratori offrono il loro
contributo all'AMIU, molti nei confronti direttamente del Comune di Taranto, di
questi 10-15 il mese scorso sono stati rinnovati come impegno per le scuole e ad
altri 20-25 - che erano quelli che stavano sotto Palazzo di Città ieri - gli era stato
detto che si sarebbe trovata una risoluzione al loro problema ma in realtà la
risoluzione a questo problema non è stata trovata.
Ora, se si vuole dare - Sindaco... e su questo il contributo e anche
l'appoggio da parte mia come componente dell'opposizione, perché ritengo di
essere favorevole ad una soluzione di questo tipo. Io penso che la questione vada
analizzata nel suo complesso, cioè: l'Amministrazione Comunale intende
continuare a servirsi di queste collaborazioni perché le trova utili, perché è gente
che lavora, perché si risparmia eventualmente affidando piuttosto in alternativa in
appalto a terzi?
Allora faccia una considerazione di carattere generale sul punto, affidi la
risoluzione di questo problema ad un settore, ad un dirigente, con il
coordinamento politico ovviamente del Sindaco e della Giunta, e si stabilisca di
quante persone ha bisogno l'Amministrazione Comunale direttamente o
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indirettamente nel corso dell'anno, quanto costano questi servizi e si mettano in
Bilancio le somme necessarie affinché poi, di anno in anno, si possano
riconfermare queste poste di Bilancio e dare un minimo di continuità nel rapporto
di lavoro. Perché o noi pensiamo fra due mesi di mandare a casa queste persone e
allora è una scelta politica e, quindi, è giusto continuare a dare risoluzione al
problema a spot, cioè di volta per volta, oppure se pensiamo di non mandarli a
casa perché dal punto di vista sociale, dal punto di vista politico non vogliamo
farlo e perché anche dal punto di vista poi proprio contabile ci torna utile per la
collaborazione che danno e per il risparmio che abbiamo non affidando i servizi
con gara a terze aziende che costerebbero molto di più. Allora Sindaco ci
dobbiamo impegnare tutti insieme - e su questo il mio contributo - per una
soluzione complessiva del problema. Vediamo quanto costano, che cosa si può
fare: affidiamo la risoluzione ad un servizio, ad un settore e cerchiamo
quantomeno... inseriamo in Bilancio le somme necessarie, cerchiamo di dare
continuità almeno avente il carattere dell'annualità per la risoluzione di questo
problema. Io su questo le chiedo, Sindaco, di impegnarsi seriamente e su questo
io sono disponibile a darle un concreto aiuto.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Ciraci.
Chiede di intervenire il Sindaco: prego.
Sindaco STEFANO
Grazie per il suo intervento.
Non devo ricordare a lei, Consigliere Comunale esperto, avvocato fra le
altre cose, che il Comune non è un datore di lavoro, lo dico partendo da un
discorso generale. Il Comune individua delle cose che servono agli altri cittadini,
dei servizi e per dare una risposta a questi servizi dei cittadini, cioè vogliamo
pulire un prato, un parco, una strada, una piazza che non è compresa nell'appalto
con chi deve fare questo (vedi AMIU), fa una gara ad evidenza pubblica e affida
ad una cooperativa.
Quindi non sono, come lei ben sa, dipendenti del Comune ma sono
dipendenti di una cooperativa che dà servizi per i cittadini, perché il Comune non
è un datore di lavoro. Se uno deve diventare dipendente del Comune, per Legge
deve fare un concorso pubblico. Detto questo, mi fa molto piacere che
innanzitutto lei abbia detto questo: "Io sono dell'opposizione ma su questo voglio
lavorare", è questo che noi abbiamo sempre chiesto e poi su queste cose non
penso che ci possano essere ruoli diversi, maggioranza o minoranza dal punto di
vista ideologico e politico, questi sono fatti concreti e credo che il Consiglio
intero si batta, come ha dimostrato, per risolvere questi problemi.
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Quindi ringrazio della disponibilità, però le devo dire che a questa sua
richiesta io ho già risposto otto mesi fa, quando insieme con i capigruppo della
maggioranza - e forse abbiamo sbagliato a non coinvolgere anche la minoranza abbiamo detto: "In questa città noi dobbiamo mettere al primo posto i servizi che
diamo alla città, il decoro della città e, quindi, dare risposte al lavoro". Anche per
questo non abbiamo fatto la festa del 31 dicembre, perché abbiamo detto: "Questi
soldi li impegniamo per pulire".
Per esempio, un progetto nuovo è quello di ridare - mi auguro - per
Pasqua... poter fare andare i Tarantini al fiume Galeso, perché è della Provincia
però abbiamo chiesto alla Provincia di darlo al Comune in modo tale che noi
possiamo gestirlo e ridarlo ai Tarantini. In questa maniera diamo ai Tarantini il
fiume Galeso, di poter andare vicino Taranto (anche a piedi si può andare) in
primavera e in estate e nello stesso tempo c'è bisogno di persone che vadano a
lavorare. Allora abbiamo tutti d'accordo stabilito che dovevamo stringere la cinta
per altre cose e impegnarci su questo.
In Giunta abbiamo fatto una delibera: abbiamo investito i dirigenti e il
Segretario Generale che mi risponde qui con un documento scritto sulle cose che
lei ha detto, cioè su una programmazione. Perché sono d'accordo: non si può
vivere sapendo che dopo 30 giorni non si lavora più, sapendo che poi c'è
l'interruzione, però dobbiamo coniugare la nostra volontà di far migliorare il
decoro urbano in città e di dare lavoro con quelle che sono le leggi.
Allora il Segretario Generale con alcuni dirigenti e alcuni Assessori stanno
lavorando, hanno presentato un piano ma mi fa enormemente piacere che lei
guardi questa proposta, come lei naturalmente qualsiasi altro Consigliere,
chiunque guardi questa proposta e dia il suo contributo di idee e fattivo nella
risoluzione ci auguriamo al più presto, anche se sono sempre finanziamenti...
perché noi non garantiamo il posto a vita, è un servizio che dobbiamo fare e
dobbiamo dare dei servizi che non sono duplicazione. Lei è stato nel C.d.A.
dell'AMIU e sa benissimo che se il parco Galeso lo devo pulire l'AMIU noi non
possiamo fare una gara d'appalto perché il Galeso o altro parco venga pulito da
un'altra cooperativa perché faremmo una cosa contro Legge.
Quindi, siccome ci sono tante cose da fare nella nostra città, tante cose da
mettere a posto, io sono convinto che con l'aiuto di tutti coniugheremo il decoro
urbano con la possibilità di far lavorare con le nostre possibilità economiche e
finanziarie, ricordando però che ci hanno tolto altri 15.000.000 dal Bilancio e,
quindi, dobbiamo vedere da dove prendere questi soldi.
Presidente BITETTI
Grazie, Sindaco.
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Presidente BITETTI
Passiamo all'esame del punto n. 5 iscritto all'ordine del giorno: "Risposte ad
interrogazioni".
L'unica interrogazione che avanzava risposta l'ha ricevuta il Consigliere
Liviano mi sembra in data odierna, quindi passiamo agli atti in comunicazione.
Consigliere VIETRI
Presidente, chiedo scusa! Riguardo la mia interrogazione, è data facoltà
all'interrogante...
Presidente BITETTI
Ah, chiedo scusa, ha ragione! Me ne aveva parlato! Purtroppo poi la
giornata è andata in un'altra maniera. Sì, ha ragione!
Così come avevamo definito nell'altro Consiglio Comunale, c'era quella sua
interrogazione per la quale chiedeva di poter intervenire per tre minuti rivolgendo
le domande.
Prego.
Consigliere VIETRI
Brevemente. Avevo rivolto una interrogazione in forma scritta al Sindaco
inerente la presentazione dell'atto di citazione che dà impulso all'azione civile per
ciò che riguarda l'azione di risarcimento nei confronti di Ilva S.p.A., a seguito
della sentenza della Suprema Corte di Cassazione in sede penale del 2005.
Ho ricevuto questo plico di circa 2 centimetri. Ringrazio per questo il
Sindaco perché ha allegato tutta la corrispondenza avvenuta da allora ai giorni
nostri, però non sono assolutamente soddisfatto in quanto ho dovuto leggere tutto
questo plico per poi giungere, in forma implicita, alla risposta che l'atto di
citazione non è stato ancora presentato. E non mi dico soddisfatto anche perché
questo si lega con l'ultimo comunicato stampa inerente anche i quesiti
referendari, dove apprendiamo che uno di questi quesiti è stato escluso perché
ormai è stato dato il "la" a quella che è l'azione risarcitoria.
Questa è un'azione che è partita nel 2009, con un atto di Consiglio
Comunale che chiedeva di verificare la possibilità di richiedere nuovamente il
risarcimento danni. Nel 2010 è giunto il parere affermativo da parte
dell'Avvocatura, alla luce del mancato rispetto da parte dell'azienda di quelli che
erano gli accordi di programma; c'è stata un'altra delibera di Consiglio e in quello
stesso anno il Sindaco ha dato incarico legale e ancora oggi, nel 2013, se due
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mesi fa non è stata presentata - appunto - la citazione che dà impulso all'azione
civile, vorremmo sapere quali sono i motivi. E` vero che si doveva definire il
quantum del risarcimento, però sono trascorsi non solo due anni ma
quell'incarico è stato tolto al legale a cui era stato affidato e oggi è stata fatta una
nuova determina per affidare l'incarico ad altri due rappresentanti legali di fiducia
dell'Ente.
Quindi assolutamente non sono soddisfatto della risposta.
Presidente BITETTI
La ringraziamo per la domanda.
Sindaco STEFANO
Fortunatamente c'è il dirigente che potrà rispondere in maniera puntuale.
Presidente BITETTI
Prego, dottoressa Adamo: ne ha facoltà.
Dott.ssa ADAMO
L'occasione per chiarire questo punto è gradita.
L'incarico per l'azione civile era effettivamente - come dice lei - stato
affidato, non è stata incardinata l'azione civile e si è proceduto alla revoca del
mandato e, in seguito alla revoca, al nuovo affidamento.
Fatto il nuovo affidamento, è pervenuto dai legali nominati un parere nel
quale veniva esplicitata l'esigenza di prendere atto della nuova situazione - e mi
sembra una cosa abbastanza scontata - determinatasi in seguito agli eventi, agli
interventi della magistratura, per cui i nuovi legali hanno prospettato l'idea... non
è una idea, ha alla base una valutazione giuridica, che fosse necessaria la
stigmatizzazione della situazione attuale attraverso una procedura particolare che
va a fotografare la situazione esistente, con l'ausilio di relazioni sia da parte dei
dirigenti tecnici che abbiamo al Comune di Taranto, sia attraverso l'acquisizione
dei dati ormai pubblici che riguardano l'azione penale.
Pertanto tutta questa documentazione è stata inoltrata al Comitato dei
Garanti, il quale ha ritenuto che fosse fondata l'esigenza di acquisire questa
nuova documentazione e di procedere secondo gli schemi prospettati dai nuovi
legali.
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Quindi non c'è ritardo da parte dell'Amministrazione in questo, ci siamo
mossi come era necessario muoversi di fronte alle nuove situazioni che si sono
venute a creare. Non vedo la questione né la discrasia fra il parere dei Garanti e
le esigenze del Comune. Anzi, il parere dei Garanti ha dato atto al Comune di
essersi attivato, perciò è stato escluso quel punto. E` un merito del Comune!
Consigliere VIETRI
Avvocato, però le voglio solo dire che la richiesta di risarcimento per la
sentenza del 2005 in via definitiva non ha alcuna attinenza con quello che ora
successo, dal mese di luglio.
Dott.ssa ADAMO
No?
Consigliere VIETRI
No!
Dott.ssa ADAMO
In che senso?
Consigliere VIETRI
Perché noi, a seguito di quella sentenza, avevamo fatto le delibere in
Consiglio Comunale e avevamo...
Dott.ssa ADAMO
Sì, ma poiché non si era stata incardinata l'azione, non si può mettere il
prosciutto sugli occhi e chiedere un risarcimento datato al 2050. E` una presa
d'atto!
Consigliere VIETRI
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Perché non è stata incardinata l'azione legale?
Presidente BITETTI
Consiglieri, però, attenzione! Un attimo! Un attimo, dirigente!
Questa è la replica ad una interrogazione, quindi lasciamo rispondere il
dirigente. Non c'è dibattito su questa cosa!
Quindi, una volta che il dirigente ha dato spiegazioni in base alla replica del
Consigliere, finisce qua. Sennò adesso incardiniamo un dibattito...
Consigliere RENNA
Una mozione d'ordine posso farla dell'intervento?
Presidente BITETTI
Certo, mozione d'ordine! Mozione d'ordine, però, eh!
Consigliere RENNA
Mozione d'ordine, sempre sull'argomento.
Presidente BITETTI
Mozione d'ordine sul Regolamento!
Consigliere RENNA
Sull'argomento che stiamo discutendo. Lo prevede la Legge!
Presidente BITETTI
No, no, la mozione d'ordine è sul Regolamento, Consigliere!
Sennò lei mi fa una mozione sulla risposta e qua finiamo fra 15 giorni. Non
è previsto!
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Consigliere RENNA
Sull'argomento...
Presidente BITETTI
Abbiamo modo di poter continuare a fare tutte le interrogazioni che
vogliamo, però non possiamo adesso, da una replica di una interrogazione,
scatenare il dibattito.
Consigliere RENNA
Va bene, ritiro! Andiamo avanti!
Presidente BITETTI
La dirigente deve continuare o ha finito?
Dott.ssa ADAMO
E' chiaro?
Il Consigliere Vietri interviene fuori microfono.
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Presidente BITETTI
Passiamo agli atti in comunicazione.
Come prevede il TUEL, diamo comunicazione delle delibere di Giunta 119,
121, 131, 132, 152 e 159 del 2012.
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Presidente BITETTI
Passiamo al punto n. 6 dell'ordine del giorno: "Nuovo assetto Commissioni
Consiliari permanenti - Sostituzione e modifica".
Ci sono interventi sull'argomento?
Ci sono interventi per dichiarazione di voto?
Pongo in votazione il provvedimento.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
all'unanimità avendo riportato n. 26 voti favorevoli su n. 26 Consiglieri
presenti e votanti.
Consigliere TRIBBIA
Presidente, un piccolo quesito: volevamo chiarimenti in merito alla
questione del Consigliere Laruccia.
Presidente BITETTI
Però, Consiglieri, abbiamo fatto una richiesta di interventi, una richiesta per
dichiarazione di voto: nessuno si è prenotato. In votazione non possiamo
chiedere chiarimenti! Siamo in votazione, abbiamo votato: siamo favorevoli
all'unanimità.
Votiamo per l'immediata eseguibilità.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta di immediata esecutività del
provvedimento che viene approvata all'unanimità avendo riportato n. 26 voti
favorevoli su n. 26 Consiglieri presenti e votanti.
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Presidente BITETTI
Il punto numero 7 lo abbiamo già affrontato.
Punto n. 8: "Conferimento cittadinanza onoraria al Prof. Giuseppe
Colucci".
E` aperto il dibattito.
Ci sono interventi?
Ci sono interventi per dichiarazione di voto?
Votiamo il provvedimento.
Chi è a favore?
Per favore, gli scrutatori, che mi dessero una mano a contare.
Consigliere RENNA
Presidente, chiedo scusa: il Consigliere Castellaneta era scrutatore, lo ha
sostituito?
Presidente BITETTI
Lo abbiamo sostituito col Consigliere Laruccia!
Consigliere RENNA
E lo comunica al Consiglio perché...
Presidente BITETTI
Lo abbiamo già fatto! Grazie.
Consigliere RENNA
Va bene, grazie.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
avendo riportato n. 24 voti favorevoli, n. 2 astenuti (Consiglieri Capriulo e
Liviano) su n. 26 Consiglieri presenti.
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Presidente BITETTI
Punto n. 9: "Società consortile Distripark - Approvazione modifiche Statuto
societario".
Se ricordo bene, il Presidente della Commissione mi chiedeva di spostarlo
al prossimo Consiglio perché ancora non era completo l'iter della Commissione
Affari Generali. Quindi il punto n. 9 viene rinviato.
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Presidente BITETTI
Punto n. 10 all'ordine del giorno: "Direzione Sviluppo Economico e
Produttivo - Regolamento Comunale per la disciplina della pubblicità e del
diritto sulle pubbliche affissioni e per l'applicazione dell'imposta di pubblicità e
del diritto sulle pubbliche affissioni. Capo III - Piano Generale degli impianti
pubblicitari. Atto di indirizzo".
Ci sono interventi sul provvedimento?
Ci sono interventi per dichiarazione di voto?
Non ci sono interventi. Pongo in votazione il provvedimento.
Favorevoli?
Astenuti?
(Interventi fuori microfono)
Ripetiamo la votazione!
I Consiglieri Renna e il Consigliere Vietri si astengono, tutti gli altri sono
favorevoli. Mi confermate la votazione?
Votazione confermata! Grazie, Quindi il provvedimento è approvato!
(Interventi fuori microfono)
Astenuti i Consiglieri Vietri, Renna e Cannone.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
avendo riportato n. 22 voti favorevoli, n. 3 astenuti (Consiglieri Vietri, Renna,
Cannone) su n. 25 Consiglieri presenti.
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Presidente BITETTI
Punto n. 11 iscritto all'ordine del giorno: "Regolamento occupazione del
suolo pubblico mediante l'allestimento di dehors stagionali e continuativi.
Approvazione".
Ci sono interventi?
Il Consigliere Bellangino si è iscritto ad intervenire e subito dopo il
Consigliere Ciraci.
Prego, Consigliere Bellangino.
Consigliere BELLANGINO
Signor Presidente, signor Sindaco, signori della Giunta e colleghi
Consiglieri, intervengo semplicemente per motivare meglio il rinvio che ci fu di
questo punto all'ordine del giorno nell'ultimo Consiglio Comunale e la
dichiarazione di voto del gruppo.
Dunque, nell'ultimo Consiglio Comunale rinviammo questo punto all'ordine
del giorno semplicemente perché, come Commissione Attività Produttive,
avevamo chiesto l'opportunità ai dirigenti di verificare se si riusciva in tempi
ragionevolmente ristretti a fare un unico Regolamento che riguardasse i dehors,
le cosiddette opere provvisionali - perché, appunto, non sono più per Legge
chiamate "opere provvisionali" - e le eventuali sanatorie.
Quindi volevamo prendere ancora un po' di tempo per capire se era
possibile armonizzare in un unico testo tutta questa normativa. Ci è pervenuta da
parte dei dirigenti informalmente una risposta che dice che armonizzare tutto in
un unico testo porterebbe ancora del tempo. E` per questo che in Commissione
abbiamo licenziato con parere positivo questa nuova normativa e devo dire con
soddisfazione che questa è stata una delle primissime richieste agli inizi del
nostro mandato, già nel mese di agosto: al dirigente avevamo chiesto di
approntare in tempi brevi un Regolamento che riguardasse i dehors. C'è stata,
appunto, una notevole solerzia nel darci questo Regolamento in Commissione, è
stato valutato non solo nella Commissione Attività Produttive ma anche nella
CAT con parere favorevole. E dico con una certa soddisfazione che questa è una
normativa che - ahinoi - ce la trasciniamo da troppo tempo e per questo abbiamo
espresso parere favorevole.
Abbiamo proposto al dirigente anche alcune piccole modifiche in fase di
confronto, che sono state immediatamente accettate perché erano in sintonia
anche con le legislazioni nazionali e, quindi, il parere delle Commissioni, così
come risulta agli atti, sia quella delle Attività Produttive che della CAT, è
favorevole. Quindi con soddisfazione quest'atto, che ci si portava dietro da tanto
tempo, è stato licenziato favorevolmente.
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Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere.
Ha chiesto di intervenire il Consigliere Ciraci: prego, ne ha facoltà.
Consigliere CIRACI
Noi abbiamo partecipato ai lavori anche per questo Regolamento, quindi
siamo d'accordo per l'approvazione di questo Regolamento anche perché era ora
che venisse regolamentata la questione. Però io chiederei al Sindaco che, insieme
con il Comandante della Polizia Municipale e con i tecnici di cui si vorrà servire,
si possa trovare soluzione in maniera definitiva a tutte quelle questioni
provvisorie, transitorie che si sono realizzate nel corso di questi anni nella nostra
città.
Sindaco, io approfitto della sua presenza perché mi fa piacere rivolgermi a
lei soprattutto, perché è il capo di questa Amministrazione.
La questione è: approviamo questo Regolamento, però ci sono una serie di
altre questioni che vanno risolte. Le faccio un esempio: ci sono molte attività
commerciali (ristorazione, etc.) che hanno approfittato dell'assenza di norme o
anche, magari, dell'assenza di controlli per occupare abusivamente un intero
marciapiede, quindi precludendo la possibilità ai pedoni di passare sui
marciapiedi. Perché il marciapiede è fatto per i pedoni, come la strada è fatta per
le macchine.
Ora, in quei casi si è realizzato un vero e proprio aumento di volumetria in
osservanza a quelle che sono le regole urbanistiche in materia di nuove
costruzioni.
Quindi va bene regolamentare, quello che stiamo facendo oggi va bene, ma
dobbiamo dare anche soluzione a tutte queste altre questioni che comunque
pendono e che devono trovare soluzione necessariamente, intervenendo anche
bruscamente e drasticamente quando è necessario per evitare dei veri e propri
abusi che si sono realizzati sui marciapiedi di questa città. Non è che uno solo
perché ha una attività, un ristorante deve completamente occupare un
marciapiede, anche perché le norme non lo consentono. In questi casi, con la
scusa di dover piazzare dei tavolini e delle sedie, in realtà non si sono piazzati
tavolini e sedie che si possono rimuovere facilmente la sera o piuttosto che il
periodo stagionale, etc., si sono fatti dei veri e propri aumenti di volumetria, cioè
delle vere e proprie costruzioni, strutture fisse, si sono portati con il locale
commerciale in mezzo alla strada. A queste cose va data una soluzione se non si
vuole vivere in una città che abbia i connotati del Far West piuttosto che di una
città che invece sia improntata alle regole della civile convivenza.
Presidente BITETTI
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Grazie, Consigliere Ciraci.
Prego, Sindaco: vuole intervenire.
Sindaco STEFANO
Io intervengo semplicemente pur avendo compreso, naturalmente non sto a
strumentalizzare la battuta, però io invito tutti quanti, almeno noi nel Consiglio
Comunale a non parlare male della nostra città perché...
(Interventi fuori microfono)
No, no, quando ha detto "Taranto... il Far West". Ti prego, non voglio
assolutamente...
(Il Consigliere Ciraci interviene fuori microfono)
Non sto accusando la tua espressione, ma mi ha ricordato però una cosa
molto dolorosa che è avvenuta qualche giorno fa: a Rimini Grillo ha attaccato il
Sindaco di Rimini perché alcune discariche versano in mare e il Sindaco di
Rimini ha detto: "Ma qui non stiamo mica a Taranto!", come se Taranto fosse...
Io naturalmente ho risposto: "Guarda che non c'è posto al Mondo dove il mare è
più controllato della città di Taranto, perché sappiamo dove è inquinato e
sappiamo dove non è inquinato".
Allora, siccome qui deve rinascere una fase storica nuova in questa città,
iniziamo col parlare delle cose positive che ci sono. Poi le cose negative ci sono,
nessuno le vuole nascondere, però parliamo delle eccellenze che abbiamo in
questa città, perché sennò come facciamo a parlare di turismo, come facciamo a
vendere le nostre cozze se siamo i primi a dire che... a Roma ci sono i cartelli
scritti: "Non sono cozze di Taranto", quando invece le cozze di Taranto sono
quelle più studiate e più controllate.
Presidente BITETTI
E mi permetto di dire più buone, Sindaco.
Sindaco STEFANO
E più buone!
Allora - voglio dire - critichiamo ma, naturalmente, dico: guardiamo con
occhio critico tutto quello che non va, anche le sfumature in questa città, però
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iniziamo col dire la verità, nel senso che ci sono tante eccellenze in questa città e
che questa città è fatta da persone perbene, i Tarantini sono persone perbene e lo
dimostra il fatto che i Tarantini hanno sopportato - dico sopportato - per anni le
piaghe in questa città senza fare mai niente di veramente ecclatante, come forse
andava fatto negli ultimi 30-40 anni.
Allora basta col dire che qui siamo in una città che non è il Far West perché
non è vero; basta dire che tutto non funziona perché non è vero; dobbiamo dire le
cose che non vanno, però stiamo attenti quando parliamo male della nostra città,
dei nostri concittadini. Anzi io dico: facciamo al contrario, iniziamo a dire le cose
positive che ci sono nella nostra città e iniziamo a vantare la sapienza dei nostri
concittadini che in questo momento lo stanno dimostrando. Perché, guardate, noi
stiamo vivendo - e passo ad un altro campo ma per dirvi la sofferenza - una cosa
che è storia per la nostra nazione, cioè due poteri che si confrontano, non mi
piace dire che si scontrano perché non è bello fra le Istituzioni, però di mezzo ci
siamo noi cittadini di Taranto, in questo caso senza nessun potere, che aspettiamo
che venga rispettato il diritto alla salute, all'ambiente e contemporaneamente al
diritto al lavoro.
Allora già per il fatto che i cittadini di Taranto stiano, in maniera corretta,
aspettando che le Istituzioni diano una risposta io dico che va fatto un plauso
perché sanno rispettare le Istituzioni e stanno sopportando. Perché non ci
dimentichiamo che in questa città ci sono 2.000 persone in cassa integrazione,
che sono 2.000 famiglie povere, sono diventate povere da un mese all'altro
perché con 700 euro con tre figli, con un figlio, non si vive. Anche perché erano
lavoratori che avevano sperato perché avevano un posto fisso: avevano comprato
la macchina a rate, hanno fatto il mutuo per la casa e da un momento all'altro si
trovano ad essere poveri, non 2.000 persone ma 2.000 famiglie in più povere in
questa città.
Allora diamo onore ai Tarantini di aver saputo sopportare, di aver saputo
portare alla ribalta nazionale, innanzitutto, questa sofferenza di rivendicare dei
diritti. Perché in fin dei conti Taranto rivendica un diritto. Non abbiamo pretese,
rivendichiamo dei diritti e siamo in religioso silenzio aspettando che le Istituzioni
ci diano risposte - io mi auguro - sagge.
Presidente BITETTI
Grazie, Sindaco.
Ci sono altri interventi?
Il Consigliere Azzaro e dopo il Consigliere Tribbia. Prego.
Consigliere AZZARO
Grazie, Presidente.
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Utilizzerò questo intervento anche come dichiarazione di voto.
Naturalmente va in plauso al Presidente Bellangino per come ha sviluppato
i lavori all'interno della Commissione, anche coadiuvato dalla Commissione
CAT. Mi ricollego anche alle questioni sollevate dal Consigliere Ciraci: è
volontà di questa maggioranza comunque porre fine a tutto quello che è avvenuto
nel passato, soprattutto in tema di attività produttive. La volontà infatti della
Commissione era quella di fare un testo unico in materia non solo di dehors ma
anche per opere provvisionali e, quindi, eventualmente anche per provvedere
alle varie sanatorie o abbattimenti.
Poiché comunque questo comportava un tempo abbastanza notevole e, visto
l'approssimarsi anche della stagione estiva, per non danneggiare gli esercizi
pubblici che già stavano incominciando a fare richiesta per dehors ( quando
parliamo di dehors parliamo solo di tavolini, sedie ed ombrelloni), per non
danneggiarli economicamente abbiamo scisso le due cose e, quindi, abbiamo
dato il parere favorevole sul Regolamento sui dehors, però abbiamo già invitato
anche la Direzione Attività Produttive e in questo caso anche la Direzione
Urbanistica affinché si procedesse anche ad un Regolamento, invece, proprio
sulle opere provvisionali e in quella occasione anche andare a vedere quello che
si può sanare e quello che non si può sanare. Perché là entriamo proprio in
un'altra sfera, che è quella urbanistica, dove ci sono dei veri e propri permessi a
costruire, quindi è poco attinente con l'occupazione del suolo pubblico.
Quindi c'è questa volontà! I Presidenti Bellangino e Guttagliere hanno già
dato mandato alle Direzioni per attivarsi e, quindi, per redigere questo nuovo
Regolamento.
Come gruppo PD voteremo favorevolmente a questo provvedimento.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Azzaro.
Chiede di intervenire il Consigliere Tribbia e poi il Consigliere Capriulo.
Prego.
Consigliere TRIBBIA
Signor Presidente, approfitto - come il Consigliere Azzaro - con questo
intervento a fare anche la dichiarazione di voto: esprimo il parere favorevole
all'undicesimo punto all'ordine del giorno di questo Consiglio Comunale.
Volevo ringraziare anche io il Presidente della Commissione Attività
Produttive per il lavoro svolto e il dirigente anche del SUAP, architetto Vuozzo,
che ha redatto il Regolamento. Volevo però dire nello stesso tempo, anche in
virtù dell'esperienza acquisita negli ultimi dodici anni all'interno del Consiglio
Circoscrizionale, che questo è un tema abbastanza importante. Non dobbiamo
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sottovalutare quelle che sono le finalità da parte degli esercenti, quelle di poter
garantire comunque un servizio aggiuntivo e tante volte queste occupazioni
temporanee costituiscono una vera e propria opportunità anche di lavoro in
questa città che - come ha detto anche il Sindaco - vive un grave dramma
occupazionale. E, quindi, non sottovalutiamo anche questi aspetti.
Noi siamo ovviamente per la Legge, perché il rispetto della Legge. E`
giusto che si sia arrivati a questo punto, dopo una interruzione... una sospensione
del Regolamento di circa due anni, ora è una risposta che possiamo dare alla città
e, quindi, fin qui va il mio plauso.
Volevo esortare - mi spiace che non è presente - il Presidente della
Commissione Assetto del Territorio per ciò che concerne quegli interventi anche
un po' più radicati nel territorio, quindi non mi riferisco ai dehors ma a delle vere
e proprie licenze edilizie e in particolar modo ad analizzare la situazione di
quegli esercenti che abbiamo anche incontrato qualche mese fa in Commissione
Assetto del Territorio per poter valutare un percorso condiviso e, magari, anche
un intervento in sanatoria di determinate situazioni di persone che hanno
riconosciuto i propri errori e che vorrebbero sanare la propria situazione senza
poter comunque inficiare il futuro occupazionale ma anche lavorativo delle stesse
attività commerciali. Mi riferisco magari... volevo anche invitare a differenziare
le stesse aree del territorio cittadino, perché dobbiamo ben distinguere quelle che
sono le caratteristiche, magari, di un borgo antico che va incentivato anche da un
punto di vista commerciale ed economico con delle strutture ricettive, come
possono essere anche attività di ristorazione, così come altri quartieri della città.
Quindi qualora dovessimo approvare un Regolamento, sarebbe anche opportuno
poter venire incontro alle esigenze di questi esercenti - ripeto - che hanno
riconosciuto i propri errori ma che comunque dobbiamo poter riconoscere anche
che hanno investito sul territorio tarantino, continuano a farlo, anche in zone
abbastanza martoriate della nostra città.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Tribbia.
Aveva chiesto di intervenire il Consigliere Capriulo e poi il Consigliere
Laruccia. Prego.
Consigliere CAPRIULO
Così come hanno fatto i colleghi, utilizzo anche questo intervento come
dichiarazione di voto.
Intanto premetto che anche io, come hanno detto gli altri, apprezzo il lavoro
che ha fatto il collega Bellangino perché ci ha messo sicuramente impegno nel
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tentare di dare alcune regole su questa materia che è molto delicata e anche molto
controversa della nostra città.
Io alla fine mi asterrò su questo provvedimento - ripeto - pur ritenendo che
anche una regola non ottimale è sempre meglio di nessuna regola, perché io
penso che la riflessione che noi continuiamo a non comprendere in questa città è
che cosa vogliamo fare rispetto al complesso delle attività commerciali anche per
come possono utilizzare i dehors o gli spazi all'esterno rispetto a tutte le
problematiche che questo settore sta vivendo.
Io personalmente mi sono convinto - l'ho espresso in Commissione, lo
ripeto in Consiglio Comunale - che noi dobbiamo sicuramente dare la possibilità
alle nostre attività commerciali di essere aiutate in un momento di grande
difficoltà, anche attraverso nuove forme attrattive, perché l'installazione di
dehors, l'installazione di strutture all'aperto sicuramente arricchiscono l'offerta
commerciale e sono una cosa che funziona non solo in altre città italiane, però
stiamo vedendo che funziona anche a Taranto, quindi dobbiamo avere la capacità
di sostenere questo tipo di organizzazione delle attività commerciali. Ovviamente
questo va fatto con delle regole che non devono calpestare né i diritti degli altri e
nemmeno i diritti di tutti i cittadini.
E qui c'è il primo problema fondamentale, è stato già detto anche dagli altri
colleghi: nella nostra città - vedo il Comandante della Polizia Municipale a cui
mi rivolgo in particolar modo - il problema molte volte non sono le regole ma
farle rispettare, nel senso che in questo settore commerciale, così come in tanti
settori (penso in particolar modo a quello dell'edilizia) poi le regole vengono
spesso calpestate, quindi c'è un problema di necessità anche di affrontare le
questioni l'abusivismo.
Io mi rendo conto che è una materia complessa, che è una materia che in
molti casi investe anche questioni sociali, però penso che in molti casi il tollerare
un totale abusivismo rispetto alle questioni commerciali non sia un fatto
educativo soprattutto per quei commercianti che cercano di rispettare le regole, e
sono in tanti. Quindi io penso che su questo noi dobbiamo aprire un dibattito,
cioè di come vediamo - è sotto i nostri occhi - il dilagare di un certo tipo di
abusivismo commerciale, in molti casi ci sono luoghi, anche di recente, sistemati
dall'Amministrazione Comunale che diventano attività commerciali senza regole.
Io penso che su questo noi dobbiamo avere una linea di condotta che non deve
essere personale ma che deve essere dell'intera Amministrazione Comunale.
Un'altra riflessione per cui - ripeto - non sosterrò fino in fondo, pur
ribadendo l'apprezzamento al lavoro che ha fatto il Consigliere Bellangino, è che
a mio avviso questo provvedimento doveva coordinarsi con gli altri regolamenti,
perché l'esperienza ci ha insegnato che quando poi si vuole realizzare qualcosa si
baipassa un Regolamento, se ne fa un altro oppure se ne utilizza un altro ancora.
O noi riusciamo una volta per tutte a coordinare questi regolamenti (e mi
riferisco in particolare a quello delle opere provvisionali) oppure noi potremo
fare tutte le regole di questo mondo ma si troveranno le scappatoie.
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Un altro suggerimento che do, anche con riferimento alla drammatica crisi
del mondo delle piccole imprese e del grido di dolore che hanno lanciato le
attività commerciali tarantine lo scorso 28 gennaio, con una manifestazione
anche imponente, è di ascoltare in procedure di partecipazione questi soggetti.
Questi Regolamenti, così come quello che vedremo dopo anche sulle corsie
preferenziali, impattano sulle attività commerciali. Io penso che ascoltare le
ragioni, quantomeno in forma di consultazione, quantomeno cercando di
ascoltare le ragioni di chi poi giornalmente si misura con queste cose, potrebbe
arricchire sia il nostro lavoro come Consigliere Comunale che, più in generale,
gli atti che andiamo a produrre e soprattutto diamo un segnale di attenzione ad
una categoria economica importante, come il piccolo commercio che in questo
momento, per la verità come in larga parte dell'Italia, è in profonda crisi.
Quindi per queste ragioni - ripeto - pur apprezzando il lavoro fatto dalla
Commissione, io mi asterrò nella votazione finale.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Capriulo.
Chiedeva di intervenire il Consigliere Laruccia... No!
Non ci sono altri Consiglieri iscritti ad intervenire, non ci sono altre - oltre
quelle già sentite - dichiarazioni di voto. Pongo in votazione il provvedimento.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
avendo riportato n. 19 voti favorevoli, n. 4 astenuti (Consiglieri Vietri,
Cannone, Capriulo, Renna) su n. 23 Consiglieri presenti.
Presidente BITETTI
Non c'è immediata eseguibilità.
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Presidente BITETTI
Punto n. 12 iscritto all'ordine del giorno: "Direzione Polizia Municipale Approvazione Regolamento Comunale per il transito veicolare nelle corsie e
strade preferenziali e rilascio permessi di operazioni di scarico e scarico nel
territorio comunale".
Il Presidente della Commissione Affari Generali mi chiedeva un ulteriore
approfondimento in Commissione Affari Generali, quindi rinviamo anche questo
punto al prossimo Consiglio Comunale.
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Presidente BITETTI
Punto n. 13: "Approvazione Regolamento Comunale sull'armamento della
Polizia Locale".
Ci sono interventi sul provvedimento?
Prego, Consigliere: ne ha facoltà.
Consigliere DE MARTINO
Il provvedimento è stato esaminato ieri mattina dalla Commissione Affari
Generali che ha dato un ulteriore contributo alla limatura del testo.
Riteniamo che il provvedimento possa essere tranquillamente approvato,
consentendo alla Polizia Locale di disporre di un Regolamento nuovo ed
adeguato, tenuto conto che quello che è stato approvato ormai risaliva a
moltissimi anni fa.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere.
Ci sono altri interventi?
Ci sono interventi per dichiarazione di voto?
Pongo in votazione il provvedimento.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
avendo riportato n. 18 voti favorevoli, n. 3 astenuti (Consiglieri Renna,
Cannone, Vietri) su n. 21 Consiglieri presenti.
Presidente BITETTI
C'è la richiesta di immediata esecutività.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta di immediata esecutività del
provvedimento che viene approvata avendo riportato n. 18 voti favorevoli, n. 3
astenuti su n. 21 Consiglieri presenti.
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Presidente BITETTI
Prima di passare al punto n. 14 volevo proporre al Consiglio di anticipare il
punto riguardante la Legge 213/12, è il punto aggiuntivo, il n. 55: "Regolamento
del sistema dei controlli interni Legge 213/2012 (ex Art. 147 del TUEL)".
(Intervento fuori microfono)
Un attimo solo! Prima andiamo in votazione per vedere se dobbiamo
anticipare il provvedimento.
Consigliere RENNA
Non voglio che sia posto in votazione per il semplice fatto che io, come
Consigliere Comunale, non ho ricevuto nulla su questo ordine aggiuntivo, quindi
non ho avuto tempo per discuterne, per vedere di esaminare. Non ho ricevuto
nulla, quindi io sono completamente all'oscuro di questo punto!
Presidente BITETTI
No, Consigliere. Un attimo! Giusto per chiarire...
Consigliere RENNA
Se qualcuno mi vuole rispondere, così vediamo un poco.
Presidente BITETTI
Giusto per chiarire, poi darò la parola al Presidente della Commissione
Affari Generali.
Ma lei non ha ricevuto l'aggiuntivo dell'ordine del giorno al Consiglio
Comunale?
(Il Consigliere Renna interviene fuori microfono)
Ma abbiamo fatto l'e-mail.
(Interventi fuori microfono)
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Mi conferma la signora che sono state inviate le mail con posta certificata.
Fra l'altro, io l'ho ricevuta! Magari faccia una verifica!
Possiamo andare avanti?
Consigliere RENNA
Chiedo scusa e ritiro.
Presidente BITETTI
Non c'è problema!
Pongo in votazione l'anticipazione del punto.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta in oggetto che viene approvata
avendo riportato n. 17 voti favorevoli, n. 5 astenuti (Consiglieri Renna,
Capriulo, Cannone, Vietri, Tribbia) su n. 22 Consiglieri presenti.
Presidente BITETTI
Quindi il punto è anticipato.
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Presidente BITETTI
Punto n. 55: "Direzione Affari Generali - Regolamento del sistema dei
controlli interni Legge 213/2012 (ex Art. 147 D.Lgs. n. 267/2000)".
Ci sono interventi a proposito del punto? Il Segretario Generale?
(Il Segretario Generale interviene fuori microfono)
Quindi chiede di intervenire il Consigliere De Martino, Presidente della
Commissione Affari Generali, che più volte ha trattato l'argomento nella sua
Commissione. Prego, ne ha facoltà.
Consigliere DE MARTINO
Grazie, Presidente.
Il provvedimento regolamentare che questo Consiglio Comunale è stato
chiamato ad esaminare ed approvato è di una fondamentale importanza per la
vita e la regolarità dell'azione amministrativa dell'Ente. Ormai una delle questioni
più profonde e più acute del sistema della Pubblica Amministrazione e della vita
interna degli Enti Locali è la mancanza della funzione di controllo o di un
esercizio parziale della funzione di controllo.
Purtroppo molti eventi accadono perché i livelli di controllo non sono
esercitati in maniera adeguata. Chiaramente queste annotazioni sono di carattere
generale, non mi sto riferendo al nostro Ente Locale. Per cui sia dal punto di vista
giuridico che etico e morale si impone che tutte le Amministrazioni si dotino
degli strumenti necessari perché tutti i livelli di controllo interno siano attivati,
ma non soltanto come fatto previsionale, come normalmente regolamentare ma
che il controllo diventi un fattore esercitato da chi è preposto ai controlli.
Questa Legge viene appunto ad introdurre, a ribadire, a migliorare, ad
innovare tutto il sistema di controlli che deve caratterizzare l'azione e l'attività
amministrativa.
Il Decreto Legge 174 è stato purtroppo convertito con notevoli
modificazioni nella Legge 213, e questo è avvenuto solo il 7 dicembre del 2012.
Il tempo particolare in cui è caduta l'approvazione di questo provvedimento, la
tradizionale pausa per le ferie natalizie non ha consentito a tutti gli uffici o
perlomeno ha riversato sugli uffici la difficoltà di procedere con una certa
sollecitudine al recepimento del disposto normativo e, quindi, alla
predisposizione di un nuovo Regolamento. Tant'è che devo ricordare ai
Consiglieri Comunali che è scaduta il 10 di gennaio una sorta di sollecitazione
formale che il Prefetto ha inviato a tutte le Amministrazioni. Di qui l'urgenza di
esaminare e di approvare il provvedimento che oggi viene proposto all'esame del
Consiglio Comunale.
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Devo dire che c'è anche una raccomandazione dell'ANCI (l'organismo
associativo che rappresenta i Comuni) laddove viene richiamata la necessità e
l'urgenza che, laddove l'Ente Locale avesse problemi o ritardi giustificati
nell'adozione di questo provvedimento, di adottare comunque una delibera di
impegno di attuare e di recepire l'obbligo normativo.
Allora noi, non soltanto per la necessità di corrispondere ad una
sollecitazione prefettizia ma anche per dare una prova tangibile di come questo
Consiglio è attento e sensibile e dovrà vigilare sull'esercizio concreto degli
controlli di diverso tipo - non è il caso qui di delineare la Legge, basta prenderla
e studiarla per capire di quali controlli stiamo parlando - noi possiamo soltanto
ribadire la volontà, l'impegno e il dovere di verificare che i controlli siano
effettivamente esercitati, che diano i risultati sperati nel pubblico interesse.
Allora il provvedimento regolamentare che oggi viene proposto e che è
stato predisposto dagli uffici in realtà va inteso come un "Regolamento quadro",
un "Regolamento cornice", perché recepisce tutte le più importanti funzioni di
controllo che un Ente Locale deve attivare. Ci sono novità importanti, vanno
dalla relazione iniziale del mandato ad una relazione finale sul mandato, cioè
come si parte e come ci si arriva dal punto di vista economico, contabile e
patrimoniale; c'è l'introduzione della trasparenza e della pubblicità dei
Consiglieri Comunali: sul sito web del Comune dovranno essere pubblicate le
nostre dichiarazioni dei redditi; ma soprattutto sono previste ampie forme di
controllo: controllo preventivo, controllo successivo, controllo strategico. Allora
il Regolamento che oggi viene portato all'attenzione del Consiglio Comunale
deve essere inteso correttamente come un atto di recepimento della Legge 213,
fermo restando - lo voglio ricordare anche per tranquillizzare i Consiglieri - la
validità di tutte le altre norme regolamentari approvate dal Consiglio Comunale
di Taranto che non sono in contrasto oppure incompatibili col testo.
Per questa ragione, dando questo significato di "delibera quadro", fermo
restando che continuano a valere e a vigere i regolamenti precedentemente
approvati, chiedo ai colleghi Consiglieri Comunali di procedere all'approvazione
del provvedimento che si propone.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere De Martino.
Ha chiesto di intervenire il Consigliere D'Eri: prego, ne ha facoltà.
Consigliere D'ERI
Solo per ribadire alcuni concetti già espressi ma per fare alcune
integrazioni.
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Il Regolamento - come ha detto il Presidente - è importantissimo, però è un
Regolamento di massima. Noi abbiamo già discusso in Commissione -era
presente anche la dirigente Adamo, che è oggi presente - soprattutto per quanto
riguarda gli aspetti sulla regolarità amministrativa e contabile, e sulla successiva
regolarità amministrativa ci sarà anche il Regolamento per il Controllo sulla
Contabilità. Quindi la necessità di farlo immediatamente non preclude la
possibilità di approfondire alcuni aspetti, che abbiamo evidenziato anche nella
Commissione Bilancio: ci sono notevoli carenze di comunicazione fra le varie
direzioni e la Direzione Finanze, così come con la Direzione dell'Avvocatura.
So dal dirigente che è stata fatta già una comunicazione e una circolare
interna per cercare di migliorare quelli che sono i passaggi fra le varie direzioni
per cercare di eliminare quella brutta sensazione che si avverte leggendo le carte
di alcune situazioni che hanno penalizzato il Comune per - diciamo così - una
mancanza o un difetto di comunicazione. Andandolo a verificare dopo,
successivamente attraverso l'analisi dei debiti fuori bilancio, si assiste veramente
ad alcune spiacevolezze. Quando poi tratteremo l'argomento degli debiti fuori
bilancio evidenzierò il punto essenziale.
Quindi soprattutto questo nel dare poi la possibilità, una volta approvato
questo Regolamento, comunque di poter fare delle integrazioni, dei migliori per
dare sempre maggiore efficacia ed efficienza al funzionamento del Comune.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere D'Eri.
Ci sono altri interventi sul provvedimento?
Ci sono interventi per dichiarazione di voto?
Andiamo in votazione.
Pongo in votazione il provvedimento.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
avendo riportato n. 19 voti favorevoli, n. 2 astenuti (Consiglieri Cannone,
Vietri) su n. 21 Consiglieri presenti.
Presidente BITETTI
Vediamo per l'immediata esecutività del provvedimento.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta di immediata esecutività del
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provvedimento che viene approvata avendo riportato n. 21 voti favorevoli, n. 2
astenuti su n. 23 Consiglieri presenti.
Presidente BITETTI
Segretario, per favore, comunichiamo al Prefetto che il Consiglio Comunale
ha approvato il provvedimento e, quindi, è immediatamente eseguibile.
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Presidente BITETTI
Riprendiamo con i punti iscritti all'ordine del giorno.
Punto numero 14: «Direzione Urbanistica, Edilità - Approvazione a****i
soli fini urbanistici, ai sensi e per gli effetti dell'Art. 8 comma 2 della Legge
Regionale del 22 febbraio 2005, n. 3 per il tratto ricadente nel territorio di
questo Comune, del progetto definitivo relativo agli "interventi di miglioramento
sui recapiti finali costituiti da corpi idrici non significativi e del suolo, Canale
Ostone dei Cupi in agro di Taranto e Lizzano", predisposto e presentato dal
consorzio di bonifica Stornara e Tara».
Ci sono interventi sul provvedimento?
Ci sono interventi per dichiarazione di voto?
Pongo in votazione il provvedimento.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
all'unanimità avendo riportato n. 20 voti favorevoli su n. 20 Consiglieri
presenti e votanti.
Presidente BITETTI
Votiamo per l'immediata eseguibilità.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta di immediata esecutività del
provvedimento che viene approvata all'unanimità avendo riportato n. 20 voti
favorevoli su n. 20 Consiglieri presenti e votanti.
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Presidente BITETTI
Punto n. 15 all'ordine del giorno: "Trasformazione del regime di
assegnazione del suolo compreso nel comprensorio n. 1 del Piano di Zona.
Legge 167/62, già assegnato alla cooperativa edilizia a r.l. Santa Francesca, con
delibera di G.M. n. 2471/78 da diritto di superficie a diritto di proprietà".
Ci sono interventi sul provvedimento?
Sembra di no.
Ci sono interventi per dichiarazione di voto?
No. Pongo in votazione il provvedimento.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
all'unanimità avendo riportato n. 19 voti favorevoli su n. 19 Consiglieri
presenti e votanti.
Presidente BITETTI
Votiamo per l'immediata esecutività.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta di immediata esecutività del
provvedimento che viene approvata all'unanimità avendo riportato n. 19 voti
favorevoli su n. 19 Consiglieri presenti e votanti.
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Presidente BITETTI
Punto n. 16: "Aggiornamento delle spese di istruttoria degli atti comunali
in materia di paesaggio".
Ci sono interventi?
Ci sono interventi per dichiarazione di voto?
No. Pongo in votazione il provvedimento.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
all'unanimità avendo riportato n. 18 voti favorevoli su n. 18 Consiglieri
presenti e votanti.
Presidente BITETTI
Prego di Consiglieri di prendere posto perché ho difficoltà a contarci.
Sicuramente siamo più di 17.
Votiamo per l'immediata esecutività.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta di immediata esecutività del
provvedimento che viene approvata all'unanimità avendo riportato n. 18 voti
favorevoli su n. 18 Consiglieri presenti e votanti.
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Presidente BITETTI
Passiamo al punto n. 17: "Aggiornamento dei diritti di segreteria degli atti
comunali in materia di edilizia ed urbanistica a seguito delle sopravvenute
disposizioni legislative".
Ci sono interventi sul provvedimento?
No.
Ci sono interventi per dichiarazione di voto?
No. Pongo in votazione il provvedimento.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
all'unanimità avendo riportato n. 18 voti favorevoli su n. 18 Consiglieri
presenti e votanti.
Presidente BITETTI
Votiamo per l'immediata eseguibilità.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta di immediata esecutività del
provvedimento che viene approvata all'unanimità avendo riportato n. 18 voti
favorevoli su n. 18 Consiglieri presenti e votanti.
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Presidente BITETTI
Punto n. 18: "Applicazione modalità applicative per gli interventi previsti
dagli articoli 3 e 4 della Legge Regionale 14/2009, integrative a quelle già
individuate attraverso le delibere di Consiglio Comunale n. 156 del 2009 e n. 4
del 2010".
Per quanto riguarda il punto n. 18, personalmente avevo da porre dei quesiti
al dirigente della direzione perché, siccome viene richiamata una Legge
Regionale a proposito dell'aumento di cubatura, non lo so, chiedo all'Assessore
però probabilmente sarà indispensabile...
(L'Assessore Cosa interviene fuori microfono)
L'Assessore mi dice che per quanto riguarda questo parere abbiamo bisogno
della presenza del dirigente, quindi rinviamo questo punto al prossimo Consiglio
Comunale.
Quindi il punto n. 18 viene rinviato per l'assenza del dirigente, perché mi
dice l'Assessore che è stato trattenuto a Bari. Quindi di conseguenza anche i punti
19 e 20?
(L'Assessore Cosa interviene fuori microfono)
Ah, quindi per quanto riguarda il 19, ossia "Progetto di ampliamento
struttura sanitaria casa di cura D'Amore S.r.l., via Magna Grecia n. 62 Approvazione definitiva di deroga degli strumenti urbanistici, ai sensi dell'Art. 3
della Legge 31/2008 - Approvazione definitiva" possiamo chiedere anche qui il
rinvio, per quanto riguarda il punto n. 20 possiamo portarlo in discussione.
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Presidente BITETTI
Punto 20: "Aggiornamento del documento programmatico per la
rigenerazione urbana di cui all'Art. 3 della Legge 31/2008 - Approvazione
definitiva".
Ci sono interventi sul provvedimento?
(Interventi fuori microfono)
Siamo al punto n. 20.
Ci sono interventi sull'argomento?
Non ci sono interventi sull'argomento?
Ci sono interventi per dichiarazione di voto?
Non ci sono interventi per dichiarazione di voto.
Pongo in votazione il provvedimento.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
avendo riportato n. 14 voti favorevoli, n. 4 astenuti (Consiglieri Vietri,
Cannone, Ciraci, Tribbia) su n. 18 Consiglieri presenti.
Presidente BITETTI
Votiamo per l'immediata eseguibilità.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta di immediata esecutività del
provvedimento che viene approvata avendo riportato n. 14 voti favorevoli, n. 4
astenuti su n. 18 Consiglieri presenti.
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Presidente BITETTI
Punto n. 21: "Direzione Patrimonio - Area edificabile già occupata da un
fabbricato crollato sito in Città Vecchia - Vendita a trattativa privata previa
gara ufficiosa ex Art. 40 di Regolamento di alienazione del patrimonio comunale
- Ribasso d'asta - Approvazione".
Mi chiede di intervenire il Consigliere D'eri: prego, ne ha facoltà.
Consigliere D'ERI
Questo punto lo abbiamo analizzato. In questo caso, siccome era un bene
che era stato anche demolito, nel caso sia un'unica proposta, un'unica offerta è
possibile la riduzione del 10%, quindi siccome la base d'asta era di 20.000 euro,
l'offerta di 18.100 euro era quella congrua per poter vendere lo stabile. Facendo
anche un'ulteriore considerazione, siccome per Legge è possibile, qualora non
dovesse essere assegnata, andare nuovamente con un'altra base d'asta con una
riduzione del 20%, quindi in questo caso la ditta, chi si è offerto di fare
l'acquisto, l'acquirente avrebbe potuto utilizzare la seconda basta d'asta con un
ribasso del 20% e quindi acquistarla per 16.000 euro, atteso che il Comune in
questo caso riesce ad avere un utile di circa 2.000 euro noi in Commissione
abbiamo dato parere favorevole.
Presidente BITETTI
Grazie Consigliere D'Eri, Presidente della Commissione Bilancio,
ribadisco.
Ci sono altri interventi sull'argomento?
Ci sono interventi per dichiarazione di voto?
No. Pongo in votazione il provvedimento posto al n. 21 dell'ordine del
giorno.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, il punto in oggetto che viene approvato
avendo riportato n. 17 voti favorevoli, n. 4 astenuti (Consiglieri Renna, Ciraci,
Vietri, Cannone) su n. 21 Consiglieri presenti.
Consigliere D'ERI
Presidente, vorrei chiedere di mettere in votazione l'anticipo del punto n.
28.
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30 gennaio 2013
Presidente BITETTI
Un attimo, dobbiamo votare per l'immediata eseguibilità del punto n. 21.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta di immediata esecutività del
provvedimento che viene approvata avendo riportato n. 17 voti favorevoli, n. 4
astenuti (Consiglieri Renna, Ciraci, Cannone, Vietri) su n. 21 Consiglieri
presenti.
Presidente BITETTI
Il Consigliere D'Eri faceva la proposta di anticipare il punto n. 28?
Consigliere D'ERI
No! Siccome sono diversi debiti fuori bilancio però dei quali non li
abbiamo utilizzati tutti e sta venendo da parecchi la richiesta di approvarli quanto
prima è possibile, come sollecitazioni anche fatte dai Revisori dei Conti,
chiederei se almeno su sette punti, quindi dal 28 fino al 36, se riuscissimo a
discuterli in maniera anche breve in maniera tale da poter fare almeno qualche
debito fuori bilancio.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere.
Pongo in votazione la proposta.
Consigliere RENNA
Dichiarazione di voto, Presidente.
Consigliere LIVIANO
Dichiarazione di voto anche io.
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Consiglio Comunale di Taranto
30 gennaio 2013
Consigliere CIRACI
Dichiarazione di voto.
Presidente BITETTI
Prima il Consigliere Renna, dopo il Consigliere Ciraci, dopo il Consigliere
Liviano. Prego, Consigliere Renna.
Consigliere RENNA
Presidente, stamattina abbiamo parlato io e lei sulla questione del
posizionamento degli ordini del giorno. La mozione presentata da me, la 23,
doveva essere la seconda in ordine all'ultimo Consiglio Comunale svolto e siamo
slittati invece alla ventitreesima. Allora, se volete che il Consiglio Comunale
prenda una piega diversa, andiamo avanti così; altrimenti sarò costretto a fare le
mie rimostranze, perché sono stato in Consiglio Comunale attento a votare, a
dare anche una mano nella maggioranza, però adesso non voglio che si
sconvolga tutta la situazione.
La ringrazio.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Renna.
Prego, Consigliere Ciraci.
Consigliere CIRACI
Presidente, su questo devo dare ragione al Consigliere Renna. L'ordine del
giorno viene stilato a garanzia di tutti i Consiglieri Comunali: uno sa che al punto
n. 5 c'è quello, al punto n. 10 c'è quell'altro e, magari, si organizza anche un po'
con le disponibilità di tempo, se magari è più propenso a partecipare ad alcuni
ordini piuttosto che ad altri. Non è che poi, a botte di maggioranza, l'ordine del
giorno va cambiato. Altrimenti la conferenza dei capigruppo a che serve?!
Consigliere D'ERI
Consigliere Ciraci, la ritiro!
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30 gennaio 2013
Consigliere CIRACI
Me lo potevi dire prima!
Presidente BITETTI
Consiglieri, io però un passaggio su questo argomento lo farei, nel senso
che io posso condividere quanto detto dal Consigliere Renna e dal Consigliere
Ciraci, però vi ricordo che noi dobbiamo osservare un Regolamento nel quale è
prevista la proposizione, la richiesta da parte di un Consigliere qualsiasi, sia di
maggioranza che di opposizione, di anticipare un punto.
(Interventi fuori microfono)
Consigliere, attenzione! Però nel momento in cui viene fatta una proposta,
io la devo mettere in votazione: poi se lo stesso Consigliere decide di ritirarla,
piopò (mi suggeriva prima).
Quindi il Consigliere D'Eri ha ritirato la proposta di anticipazione dei punti
che ha elencato.
Riprendiamo con l'ordine del giorno...
Non so se il Consigliere Liviano, che si era iscritto a parlare, è soddisfatto
del ritiro.
(Il Consigliere Liviano interviene fuori microfono)
Quindi posso andare avanti!
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30 gennaio 2013
Presidente BITETTI
Punto n. 22: «Ordine del giorno presentato in data 30.11.2012 a firma dei
Consiglieri Laruccia, Liviano e Cataldino riguardante: "...impegnare il Sindaco
ad interloquire con il Governo mettendo Taranto e non l'Ilva al centro della
discussione"».
Invito i sottoscrittori dell'ordine del giorno a fare una introduzione
dell'argomento.
Interviene il Consigliere Liviano: prego, ne ha facoltà.
Consigliere Liviano, prima di darle la parola, mi piacerebbe pregare i
Consiglieri Comunali presenti in aula di prendere posto per abbassare il fruscio,
perché sennò non riusciamo a seguire i lavori.
Prego, Consigliere Liviano. Grazie.
Consigliere LIVIANO
Signor Sindaco, signor Presidente, signori Consiglieri, è evidente che,
avendo presentato questo ordine del giorno il 30 novembre ed essendo oggi 30
gennaio, qualcosa nel Mondo è cambiato. E' evidente che ragionavamo su
argomenti che erano di stretta attualità il 30 novembre e che oggi, almeno per
alcuni versi, sono stati di fatto superati dalla storia. Rimane però un concetto base
che noi abbiamo provato, estendendo questo documento, a sottoporre
all'attenzione del Sindaco e del Consiglio Comunale tutto. Il concetto base che ci
pare di voler condividere con questo Consiglio Comunale è la necessità di
provare a diversificare le prospettive economiche di sviluppo di questo territorio,
uscendo fuori da una tradizione culturale che vede Taranto suddita rispetto alla
monocultura.
A me pare, signor Presidente, che negare che la città abbia legato il suo
destino da subito dopo l'unità d'Italia ad oggi, quindi in 150 anni di storia, ad una
monocultura, con l'Arsenale prima e l'industria siderurgica poi, significa negare
l'evidenza. Negare questa scelta, pur avendo aiutato in alcuni momenti la città a
saltare dei posti nelle file, come dice il papà di Davide in un suo libro, lo scrittore
Nistri, ha sicuramente migliorato il reddito pro capite da un lato ma dall'altro ha
fortemente condizionato il destino della nostra comunità, legandolo a scelte di
politiche nazionali e internazionali su cui poco o nulla poteva incidere il mercato
locale e la politica locale. Negare questi concetti mi sembra ugualmente che
significhi negare l'evidenza.
Negare che oggi, al di là degli "interventi spot", questa città necessiti di una
programmazione a medio o lunga scadenza di prospettive di diversificazione
economica, significa in verità essere miopi e non accorti. Allora ciò che si chiede
ancora una volta a questo Consiglio Comunale, all'Amministrazione e al Sindaco
è di ragionare su un progetto di futuro. Ciò che si chiede è costruire un progetto
di futuro senza la pretesa, evidentemente, che il progetto di futuro si sostituisca
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Consiglio Comunale di Taranto
30 gennaio 2013
all'urgenza di risolvere i problemi immediati, però immaginando di valorizzare
una seria diversificazione economica.
In data 30 ottobre il Consiglio Comunale all'unanimità deliberò di costruire,
con l'aiuto di attori economici, sociali e culturali del territorio e, se necessario,
con l'aiuto di competenze di eccellenza, un gruppo di lavoro che immaginasse
prospettive di futuro. L'allargamento dall'esterno lungi dall'essere un
ridimensionamento delle capacità, del valore, della qualità espressa da questo
Consiglio, dalla Giunta e dal Sindaco aveva assolutamente, invece, al contrario,
la necessità di valorizzare le migliori competenze esistenti e favorire percorsi e
buone prassi di coesione sociale.
Si ritiene, al contrario, che non sia opportuno ragionare di una situazione di
prospettive di sviluppo senza aver bisogno di contributi esterni di eccellenza. Io
penso che esistono competenze importanti che vanno valorizzate e ritengo che
noi ne abbiamo bisogno perché lungi da quello che può, invece, comportare - per
esempio - la realizzazione del referendum, noi abbiamo bisogno di costruire
coesione sociale in questa città.
Io so bene che sta a cuore di tutti - Presidente - la lungimiranza
dell'impegno di ciascuno dei Consiglieri Comunali di questo Consiglio, di questa
città. Non oserei mai pensare che in questo momento drammatico e di crisi per la
città, prima di decidere se valorizzare una ipotesi di diversificazione, di
prospettive, di aperture a nuovi scenari di costruzione del futuro, l'attenzione di
questo Consiglio nel guardare questo ordine del giorno sia legato ai nomi dei
firmatari piuttosto che ai contenuti espressi. So bene che questa cosa non accade.
Sono convintissimo che questo Consiglio ha a cuore i contenuti che si
esprimono, non i nomi dei firmatari dei documenti.
Penso che sia chiaro a tutti che questo è un momento cruciale per la svolta
della vita della città, abbiamo una opportunità grande, ciascuno di noi in questo
momento storico ha una opportunità grande: ha una opportunità grande questa
maggioranza e ha una opportunità grande nella stessa maniera l'opposizione
lungimirante e capace, abbiamo l'opportunità grande di farci costruttori di
prospettive di futuro per la nostra comunità.
Non credo di esagerare definendo questo un momento storico, per cui
davvero invito tutti noi a prendere con forza in mano il destino della città
partendo da esperienze consolidate, e per questo - per esempio - invito il Sindaco
a prendere contatti con la città di Linz, questa città austriaca di cui tanto ha
parlato la televisione in questi giorni.
Io invito questo Consiglio Comunale davvero a valorizzare l'idea che si
diversifichi la prospettiva economica della città, che si ragioni su progetti di
sviluppo che non prevedano al centro solo ed unicamente il rapporto con l'Ilva.
Concludo con una frase di Seneca che ho ascoltato qualche giorno fa e mi è
piaciuta molto...
Presidente BITETTI
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30 gennaio 2013
Consigliere Vietri, per favore: ci fa sentire la frase di Seneca? Sennò non si
sente. Grazie.
Consigliere LIVIANO
"...non ci sono venti favorevoli per i navigatori senza rotta". E noi siamo
certi come Consiglio, come Amministrazione Comunale di voler costruire in
maniera condivisa una rotta credibile.
Grazie.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Liviano.
Ha chiesto di intervenire il Consigliere Laruccia: prego, ne ha facoltà.
Dopo il Consigliere Bellangino.
Consigliere LARUCCIA
Signor Presidente, signor Sindaco, signori Assessori, signori Consiglieri, in
merito alla vicenda Ilva, così come è andata dipanandosi negli ultimi mesi, non si
può rilevare il capitale interesse del Governo nel proteggere gli interessi
dell'industria manifatturiera nazionale, che coincidono poi con quelli di migliaia
di lavoratori e, quindi, con quelli dell'Ilva, al punto da far partorire al Parlamento
quel "mostro" giuridico e morale che è, per l'appunto, la Legge "Salva Ilva" che
statuisce la prosecuzione dell'attività dell'area a caldo anche durante le operazioni
di ambientalizzazione e attuazione delle prescrizioni dell'AIA, nonostante il
provvedimento di sequestro emesso dalla magistratura e sancendo così di fatto da
qui a 36 mesi la morte certa di alcune decine di persone.
Ritengo che l'Ilva sia un fattore di impoverimento del territorio, che
consente oramai soltanto la sopravvivenza. Questo modello di sviluppo ritengo
che abbia dato tutto ciò che poteva dare al nostro territorio.
E` di tutta evidenza, però, che una chiusura dello stabilimento e la
costruzione di uno sviluppo economico-produttivo alternativo endogeno,
autopropulsivo e non inquinante, come io stesso desidero, avrebbe bisogno di
una volontà politica di Governo, Regione ed Enti Locali che fosse convergente,
cosa che purtroppo non è assolutamente, e mi riferisco in particolare a quella del
Governo.
Peraltro in queste condizioni ipotizzare il trapianto a Taranto di esperienze
fatte a Pittsburgh, a Bilbao o nel Hariur o in altri contesti, sebbene stimolanti
culturalmente e senz'altro meritevoli di studi e approfondimento, ritengo che sia
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30 gennaio 2013
velleitario, perché è palmare che il nuovo Governo, quale che sarà la sua politica
industriale, non potrà fare a meno dello stabilimento siderurgico sia che rimanga
di proprietà dell'Ilva o no. Ma proprio questo per una comunità e una
Amministrazione forte e coesa potrebbe essere il punto di forza nella
interlocuzione e nella contrattazione con il nuovo Governo, col quale andrebbe
aperta una vera e propria "vertenza Taranto", perché se non uno sviluppo
alternativo, quantomeno uno sviluppo complementare a quello dell'Ilva possa
attuarsi, in primo luogo elaborando - dicevo - una piattaforma rivendicativa che
veda al primo punto l'ambientalizzazione dello stabilimento e la bonifica del suo
territorio interno mediante una fermata dell'area a caldo.
L'area a calda va comunque fermata Legge "Salva Ilva" sì o no! Riva o chi
per lui (e intendo dire lo Stato da solo o con altri privati) deve presentare un
piano industriale delle opere di ambientalizzazione e bonifica dei territori interni
e dei relativi costi. Lo Stato deve presentare un piano delle bonifiche interne, del
suolo, del mare, delle falde per ripristinare condizioni che consentano la ripresa
dell'economia del mare e dell'agroalimentare. E già, perché se il problema è
proprio quello di una economica che - ripeto - se non del tutto alternativa almeno
complementare, il territorio intorno Taranto e il mare, in particolare il primo seno
di Mar Piccolo, vanno sicuramente recuperati.
Ma la richiesta al Governo e alla Regione del finanziamento del Distripark
deve essere inderogabile. Non possiamo non rimarcare il fatto che i 35.000.000
che erano stati destinati al nostro Distripark sono stati definanziati e sono stati come sappiamo - portati su opere, peraltro necessarie, sul quinto sporgente e
sulle opere a mare. Però rimane il fatto che adesso i 35.000.000 per il Distripark
non si trovano più.
E` proprio qui che si gioca quantomeno - ripeto - la complementarità alla
monocultura dell'acciaio: il Porto, il Porto commerciale, il Porto che non sia
soltanto di transhipment.
Peraltro devo riconoscere che l'Assessore Cosa ha di recente - è notizia di
qualche giorno fa - avviato il documento preliminare per la redazione del PUG.
Ma proprio il PUG, di cui la città ha bisogno, per essere redatto ha bisogno di
certezze: dobbiamo sapere se - ripeto - il Porto sarà una realtà importante della
nostra città.
Quindi - dicevo - di questo ordine del giorno rimane il grande senso
politico: rompere assolutamente una tradizione di sudditanza della città ad
interloquire con il Governo mettendo Taranto, e non l'Ilva, al centro dell'agenda
della discussione.
Grazie.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Laruccia.
Ha chiesto di intervenire il Consigliere Bellangino: prego.
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Consigliere BELLANGINO
Signor Sindaco, signor Presidente, signori della Giunta, colleghi
Consiglieri, è con rammarico che.... perché molti dei contenuti di questo
documento complessivamente, come maggioranza, in un documento comune di
tutto il Consiglio Comunale e non solo della maggioranza sono stati condivisi.
Dicevo: è con rammarico che dovrò votare contro, io e il collega del gruppo di
SEL, a questo documento. Con rammarico perché nella giornata di ieri, con altri
colleghi e insieme al Consigliere Liviano abbiamo tentato di darci un po' più di
tempo e rimodulare...
(Il Consigliere Liviano interviene fuori microfono)
C'eri anche tu ieri! O non c'eri? Te ne eri andato al sonno, allora! Eri
presente e stavi dormendo forse!
Ecco, insieme al Consigliere Liviano... avevamo proposto al Consigliere
Liviano di prendere un po' più di tempo e di rimodulare questo documento
perché proprio il sottoscritto e qualche altro Consigliere avevano colto in questo
documento una frase, la stessa a cui alla fine del suo intervento ha fatto
riferimento il Consigliere Laruccia e che riteniamo assolutamente menzognera di
quello che questa Amministrazione e quella che l'ha preceduta hanno fatto
rispetto alle questioni ambientali e rispetto al rilancio della nostra città. E mi
riferisco alla frase quando si impegna il Sindaco proprio in questo documento,
quindi la parte cruciale di questo documento in cui si dice "...si impegna il
Sindaco a rompere una tradizione di sudditanza della città". Bene, se noi
affermiamo questo in questo documento diciamo che fino a ieri, cioè fino al
giorno prima dell'approvazione di questo documento questa città nelle sue
massime rappresentanze istituzionali (il Sindaco, la Giunta, il Consiglio
Comunale) non ha fatto nulla, ma si è piegata supina agli interessi della grande
industria.
(Il Consigliere Laruccia interviene fuori microfono)
Scusate! Non ho interrotto! Io sono solito ascoltare con estrema attenzione,
però io leggo questa frase: "...a rompere una tradizione di sudditanza". "...si
impegna il Sindaco a romperla", come se il Sindaco e questa maggioranza e
quella che l'ha preceduta non l'hanno mai fatto.
Da questa estate, da quando facemmo quel Consiglio Comunale
monotematico e il Sindaco mise a disposizione nostra e di tutta la città la copiosa
documentazione prodotta da quando si è insediato già nella precedente
legislatura, io vado sempre girando con quello che ho definito per me un po' il
"Vangelo" di quello che questa Amministrazione e quella precedente hanno fatto:
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30 gennaio 2013
è il famoso ricorso del 2010 alla Procura della Repubblica, in cui il Sindaco
diceva in modo chiaro "i nomi dei possibili indagati", cioè dei responsabili. Ma è
chiaro che li dobbiamo andare a cercare nella proprietà, dell'azienda!
Bene, se atti di questa natura e tantissimi altri sono stati messi in piedi da
questa maggioranza e da quella che l'ha preceduta, non ci possiamo permettere di
dire che impegniamo il Sindaco da oggi a rompere questa sudditanza. Ma quando
mai c'è stata la sudditanza? Quando mai c'è stata la sudditanza?
Possiamo dire che quegli atti non sono stati sufficienti, e nessuno di noi in
questa Assise e in altri contesti ha mai detto che abbiamo fatto sicuramente tutto
quello che era possibile, molto spesso non sono sufficienti anche perché non è
solo a carico nostro quello che può essere fatto ma anche a carico di altre
Istituzioni.
Bene, il Governo Nazionale solo oggi si sta rendendo conto, nonostante le
tante sollecitazioni (anche lì la documentazione che il Sindaco ci ha messo a
disposizione questa estate), della indispensabilità. Forse lì c'è stata sudditanza, da
parte dei Governi Nazionali che si sono succeduti in questi mesi che fino al
momento in cui non è stata messa in discussione l'esistenza di quella industria
dalla magistratura non hanno mosso un dito per questa città. Forse davvero lì c'è
stata sudditanza!
Quindi - ripeto - pur condividendo alcune questioni che in questo
documento ci sono, alcune delle quali sono anche superate dai fatti (quando si
parla del polo ospedaliero di eccellenza). Bene, i recenti finanziamenti non solo
per il nuovo ospedale ma anche gli 8.000.000 di euro della Regione ed altri,
come i 3.000.000 messi recentemente in Bilancio sono finalizzati già a questo.
Per tutte queste motivazioni ma essenzialmente per questa frase che c'era, in
una discussione fraterna in cui lo spirito del documento lo si condivideva ma non
alcuni contenuti, si era chiesto all'amico Gianni di rivederlo insieme e prenderci
un po' di tempo per fare una cosa che ci coinvolgesse tutti.
Quindi ora, così come è stato posto, il gruppo di SEL voterà contro a questo
documento.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Bellangino.
Prima di passare la parola al Consigliere Liviano, che me l'ha chiesta prima
per fatto personale, e dopo si è iscritto a parlare il Consigliere Cotugno e il
Consigliere Spalluto, probabilmente il Consigliere Laruccia voleva chiarire il
concetto di quella parola "sudditanza".
(Il Consigliere Laruccia interviene fuori microfono)
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30 gennaio 2013
Un attimo, Consigliere Laruccia! Siccome ci sono prima gli altri, devo
chiedere prima a loro se possiamo concedere la parola al Consigliere Laruccia
per chiarire ed eventualmente modificare, sostituire, cambiare la parola.
Se il Consigliere Liviano, il Consigliere Spalluto e il Consigliere Cotugno
sono d'accordo, darei la parola al Consigliere Laruccia per esplicitare il concetto
di quel "impegna il Sindaco". Ho l'approvazione? Ho l'approvazione anche del
Consigliere Liviano?
(Interventi fuori microfono)
Prego, Consigliere Laruccia: ne ha facoltà.
Consigliere LARUCCIA
Chiedo scusa ma la parte motiva del documento dice: "...a rompere una
tradizione di sudditanza della città - non dell'Amministrazione! - ad interloquire
con..."
(Il Consigliere Bellangino interviene fuori microfono)
No! Scusate, l'italiano... Scusate, non mi fate diventare professore in
quest'aula dove io sono Consigliere! Però l'italiano è una lingua abbastanza
complicata.
"...a rompere una tradizione di sudditanza della città": perché è la città nelle
sue forze produttive, sociali, culturali che per anni è stata prostrata di fronte
all'Ilva. Tutto qui!
Che poi il Sindaco abbia presentato un malloppo in Procura della
Repubblica che ha facilitato le cose per l'avvio, etc., etc. questo è un fatto
acquisito alla storia. Però ripeto: "...la questione della sudditanza della città ha
interloquire con il Governo mettendo Taranto, e non l'Ilva, al centro della
discussione".
Ciò premesso e ciò precisato, per quello che riguarda me personalmente, in
funzione dell'intervento che ho fatto, che - ripeto - è centrato su uno sviluppo
quantomeno complementare perché ritengo che nello stato attuale l'Ilva non ce la
toglie nessuno e l'unica cosa che possiamo fare è andare ad ambientalizzarla, per
quello che mi riguarda se siamo tutti d'accordo e se è d'accordo soprattutto il
primo firmatario, che è Gianni Liviano, possiamo anche vedere di ritornare, però
- scusate, scusate! - cerchiamo di non giocare su questi temi: ritornare su questo
tema e ritornare sul tema di una Commissione di studio dei possibili sviluppi di
tipo economico-produttivo alternativi o complementari in questa città, scusate,
c'è stato un ostracismo - ce lo dobbiamo dire - negli confronti di questa idea. La
Commissione di studio è prevista dal nostro Regolamento e, quindi, potremmo
fare tranquillamente tutti insieme, senza minoranza e senza maggioranza, un
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ordine del giorno forte e contemporaneamente dare vita - ripeto - ad una
Commissione di studio, basta prendere i giornali dell'ultimo mese e vedere che
nell'Università, con il Preside Uricchio dell'Università di Bari, con il Politecnico,
ci sono state conferenze, ci sono stati incontri sulle possibilità di sviluppo
alternativo della città ai quali noi siamo stati estranei.
Allora dico: da un lato possiamo fare tranquillamente il nostro ordine del
giorno ritirando questo e magari rielaborandolo, però se ci facciamo una
Commissione - ripeto - speciale, prevista dal Regolamento, in cui possiamo
raccogliere e mettere in rete tutto quanto accade sul territorio (perché noi non
possiamo essere autarchici), io credo che facciamo un favore
all'Amministrazione, a noi stessi, maggioranza e minoranza, e alla città.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Laruccia.
Quindi mi pare di capire che eventualmente potreste rivedere la parte finale
dell'ordine del giorno, se ho capito bene. Consigliere Liviano: lei interviene per
fatto personale, dopodiché abbiamo i Consiglieri Cotugno, Spalluto, Azzaro e
Tribbia.
Prego, Consigliere Liviano.
Consigliere LIVIANO
Io ho apprezzato molto le parole del Sindaco all'inizio di questo Consiglio
Comunale, quando richiamava alla valorizzazione della partecipazione, alla
necessità dell'ascolto, all'invito - lui ha detto - ai cittadini a segnalare e a
contribuire a costruire insieme, a rispondere in maniera coesa e condivisa, nel
rispetto dei ruoli, ai bisogni della comunità.
Vorrei partire da questo punto, che mi pare stia a cuore. Voi sapete che è
difficile che io faccia enfasi o retorica sulle parole del Sindaco, ma questa cosa la
condivido veramente, lo voglio dire: l'idea della partecipazione, della
condivisione, del sentirci uno, del valorizzare una condivisione di comunità,
dell'immaginare che siamo comunità legata da uno stesso destino che deve
necessariamente uscire fuori da questo momento difficile e deve farlo mettendo a
rete le qualità, le competenze migliori che esistono in questo territorio. Questo è
il concetto che stiamo provando da tempo a condividere con questo Consiglio
Comunale!
La sensazione, per dirla tutta, è che mentre da un lato il Sindaco si sforzi, in
maniera egregia, di provare a valorizzare percorsi di partecipazione, dall'altro
emergano invece idee di coalizioni o, peggio ancora, di aree o, peggio ancora, di
appartenenze a leadership individuate e ben definite.
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30 gennaio 2013
Non è questa la politica responsabile che siamo chiamati a costruire in
questo momento!
La politica responsabile che siamo chiamati a costruire in questo momento,
perché il destino ha voluto che fossimo noi le persone chiamate a rispondere ai
problemi del territorio oggi, non può essere legata ai nomi dei firmatari di un
documento. Non è possibile! E' irresponsabile e miope!
Io voglio lavorare insieme, vorrei tentare di essere utile a questa comunità e
voglio farlo immaginando di costruire reti di relazioni con il Sindaco, con la
maggioranza e con l'opposizione. Vorrei provare a capire che tipo di futuro
immaginiamo, vorrei dire che tipo di "rotta" immaginiamo per questa città,
sapendo bene che ci sono tante qualità all'interno di questo Consiglio, di questa
Giunta, ma sapendo bene che tante altre ce ne sono all'esterno e che abbiamo la
responsabilità di produrre il prodotto migliore e che questo nulla c'entra col dover
rallentare il valore del Consiglio, della Giunta o del Consiglio.
La politica capace è quella che si confronta e che si allarga alle relazioni
con i terzi, la politica incapace è quella che si chiude e diventa autoreferenziale.
E io sono certo, per le parole che ha detto il Sindaco all'inizio di questo
Consiglio, che lui vuole essere fautore di politica capace, cioè aperta, che
costruisce "ponti", che si relaziona. Allora se così e se questo fatto è vero - e sono
certo che sia condiviso da tutti i Consiglieri qui presenti, di maggioranza e di
opposizione - non riesco sinceramente a comprendere le regioni per cui la
"Commissione di futuro" che abbiamo costruito insieme nel Consiglio del 30
ottobre - sono passati tre mesi, oggi sono tre mesi - non riesce ad avere sbocchi.
Voi mi chiedete di ritirare questo ordine del giorno, io sono anche
disponibile a ritirarlo per dare un ulteriore segnale di voler essere parte di questo
Consiglio e parte di questa maggioranza, io sono disponibile a ritirarlo prendendo
spunto dalle parole che diceva Mario Laruccia, ma non sono più disponibile ad
immaginare giochetti di ruoli, giochetti di appartenenze perché mi sembra miope,
mi sembra assolutamente miope. Noi siamo alle prese con gente che sta morendo
di fame e a me a chi apparteniamo, con chi stiamo, di chi siamo e di chi ha
firmato il documento non me ne frega assolutamente niente. Ci sono persone
credibile e serie, Laruccia per esempio è una di quelle, e con queste persone,
anche se di opposizione, io voglio avere a che fare, non mi importa niente
dell'idea maggioranza e opposizione. Adesso avvalorare questa idea in questo
momento storico è veramente miope! La gente sta morendo di fame fuori da
questi: noi abbiamo il dovere di costruire una prospettiva di futuro. Il dovere,
signor Presidente, non è un optional, non è una cosa che forse facciamo e forse
no, e noi ci stiamo preoccupando di capire chi ha firmato il documento?!
Ma, insomma, noi siamo persone grandi, siamo stati votati dalla gente per
risolvere i problemi!
Allora se così è, io ancora una volta, come ulteriore atto di mano tesa verso
questa maggioranza, come ulteriore atto di mano tesa dico: va bene, ritiriamo
questo ordine del giorno. Ma questo ha come pacchetto preconfezionato
l'auspicio e la richiesta che nel prossimo Consiglio Comunale, che lei Presidente
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30 gennaio 2013
ha annunciato essere nei primi giorni di febbraio, diate l'annuncio di questa
Commissione che il Consiglio Comunale intero all'unanimità ha voluto e che sia
aperta ai contributi terzi per costruire un "prodotto Taranto" che ci dia la
possibilità di lavorare in maniera strumentale all'obiettivo di qua per i prossimi
anni di questa Consigliatura.
Grazie.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Liviano.
Ancora non abbiamo stabilito la data del prossimo Consiglio perché fino a
quando c'è questo in piedi, chiaramente non ne possiamo fare un altro.
Cedo la parola al Consigliere Cotugno se ha deciso di intervenire dopo la
dichiarazione del Consigliere Liviano di ritirare l'ordine del giorno.
Prego, Consigliere: ne ha facoltà.
Consigliere COTUGNO
Rinuncio vista la posizione del Consigliere Liviano.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Cotugno.
Chiedo la stessa cosa al Consigliere Spalluto.
Consigliere SPALLUTO
Visto che è stato ritirato il documento, che fra l'altro era di novembre,
rinuncio.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Spalluto.
Consigliere Azzaro.
Consigliere AZZARO
Grazie, Presidente. Giusto due parole.
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30 gennaio 2013
Io penso che sia volontà di tutti quanti, ormai già manifestata più volte, di
uno sviluppo alternativo per dare soprattutto una visione nuova di città, di questo
è già stato detto atto a tutti i gruppi politici di maggioranza e minoranza. Io penso
che non sia qui il vero problema, tanto è vero che oggi non è stato possibile farlo
perché comunque mancava il Presidente, però è stato fatto anche un ordine del
giorno di tutta la maggioranza, che si apre anche alla minoranza, su uno sviluppo
di una città che vogliamo, che ricade soprattutto in alternativa alla grande
industria, perché si parte dal programma elettorale del Sindaco e, quindi,
soprattutto per quanto riguarda la questione urbanistica, perché si parte
comunque dal continuare a lavorare così come è stato fatto nel Piano Città, da
una rigenerazione urbana e della Città Vecchia ma che guarda anche allo
sviluppo della costa, quindi finalmente, così come è stato già approvato nella
Giunta del 2009, a procedere per il piano particolareggiato dell'isola
amministrativa (quindi anche in sede di turismo), che guarda anche alle questioni
delle aree demaniali che, per esempio, in questo documento ancora non c'era
perché comunque era relativa al novembre l'acquisizione delle aree demaniali e la
stiamo vedendo in questi giorni.
Quindi non c'è nessuna preclusione a questi auspici e a questi principi che
tranquillamente sono anche condivisibili da tutti quanti e solo eventualmente
anche nel metodo si cerca effettivamente una condivisione, perché penso che
siano problemi che riguardano l'intera città e, quindi, debbano essere condivisi da
tutti quanti, sia maggioranza che minoranza. Quindi non c'è nessuna preclusione
a nessuno, non c'è nessuna logica di appartenenze a partiti o altri gruppi politici.
Quindi accogliamo anche questa posizione da parte sia di Laruccia che
dello stesso Gianni Liviano, continueremo in tal senso ma fermo restando che è
chiaro a tutti quanti che tutti vogliamo uno sviluppo alternativo alla grande
industria e stiamo lavorando per questo, chi da una parte chi dall'altra, giusto per
mettere in chiaro le cose.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Azzaro.
Ha chiesto Di intervenire il Consigliere Tribbia e dopo Capriulo.
Consigliere TRIBBIA
Sarò breve, anche alla luce di quelle che sono le ultime affermazioni del
Consigliere Liviano, però pregherei questo Consiglio e in particolare il lavoro
nelle Commissioni - e mi rivolgo all'eccellente Presidente della Commissione
Affari Generali - di dare seguito a quella che è stata una approvazione
all'unanimità per la creazione della Commissione speciale. Questo passaggio è
stato svolto in Consiglio Comunale il 30 ottobre, purtroppo - ahimè - caro
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Michele, nonostante ci siano tante cose da approvare nella Commissione Affari
Generali, io ritengo che sia fra le priorità che ci dobbiamo dare. Quindi se
vogliamo dare un "assist" e un segnale anche distensivo e positivo nei confronti
del Consigliere Liviano che - appunto - ha ritirato l'ordine del giorno, ritengo che
una svolta la si debba dare proprio nel lavoro delle Commissioni, in particolare in
quella Commissione approvando subito il Regolamento per la creazione di questa
nuova Commissione - appunto - decisa dall'unanimità di questo Consiglio.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Tribbia. Non per spezzare una lancia a favore del
Consigliere De Martino, ma lavoro in Commissione ne ha veramente tanto da
fare, tant'è che il Regolamento...
Consigliere TRIBBIA
Era nelle mie premesse!
Presidente BITETTI
...che riguarda il funzionamento del Consiglio Comunale se l'ha da luglio,
ma non per colpa sua non viene licenziato ma perché, chiaramente, la mole di
lavoro è tanta e le priorità sono sempre all'ordine del giorno.
Ha chiesto di intervenire il Consigliere Capriulo: prego, ne ha facoltà.
Consigliere CAPRIULO
Io devo essere sincero: faccio fatica a comprendere la polemica del
Consigliere Bellangino su una semplice parola, perché, da quello che
personalmente ho individuato nel documento, per "sudditanza" si intende un
rapporto di dipendenza, come dice il vocabolario italiano. Quindi dire che noi
non abbiamo avuto o non abbiamo ancora una sudditanza nei confronti dell'Ilva
mi sembra smentire una cosa che sanno anche i bambini appena nati nella città di
Taranto: che c'è purtroppo una sudditanza nei confronti di questa grande
industria, anche rispetto a come la storia si è determinata. Quindi mi sembra
francamente una polemica fatta, invece, nascondendo altre questioni, forse
perché non si vuole approvare questo documento per altre ragioni.
Io ero pronto a votare questo documento e mi dispiace che il Consigliere
Liviano lo stia ritirando, perché - ripeto - noi siamo la massima Assise di questa
città, più volte abbiamo dovuto sottolineare - e mi riferisco soprattutto ai
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Consiglieri Comunali, perché magari il Sindaco e la Giunta hanno ruoli diversi che siamo sostanzialmente usciti dal dibattito politico di quanto sta accadendo
nella nostra città. E' vero - Gianni - che noi stiamo vivendo un momento storico
però dobbiamo ricordare che in questo momento storico io penso - e non si
offenda nessuno - che il Consiglio Comunale è un po' ai margini del dibattito
rispetto a quello che sta accadendo.
Io penso che lo sforzo debba essere di tutti, poi troviamo le forme, troviamo
i modi, troviamo le modalità, facciamolo quando non c'è la stampa così nessuno
tenta di fare passerella, tentiamo di capire se, come rappresentanti dei cittadini,
chi più e chi meno (ma questa volta ognuno di noi è entrato in Consiglio
Comunale anche con una buona dose di rappresentanza), quindi, rappresentando
qualcuno, noi siamo in grado di dibattere rispetto a quello che è il futuro della
città su un tema così delicato che è quello dell'ambiente e del futuro della città.
Perché, per esempio, a me piacerebbe dibattere in questo Consiglio
Comunale su che cosa ne pensiamo dell'AIA che è stata approvata di recente,
che cosa ne pensiamo del cosiddetto "decreto Ilva". Io ho le mie idee, mi
piacerebbe confrontarle all'interno del Consiglio Comunale in forma partecipata e
in forma di confronto anche con la città, perché se noi non siamo in grado di
sfruttare questo momento per cambiare la storia della nostra città - e su questo
sono d'accordo con il Consigliere Liviano che diceva che noi abbiamo l'onore e
l'onere di vivere questo momento storico - o noi siamo in grado come Consiglio
Comunale di individuare una strategia precisa su cosa vogliamo per la nostra
città, facendo poi gli atti conseguenziali, oppure continueremo a passare alla
storia e così siamo percepiti come un soggetto - mi riferisco al Consiglio
Comunale - sostanzialmente fuori dalle dinamiche di dove si sta decidendo il
futuro della città di Taranto.
A me personalmente, per quel poco che posso rappresentare, mi fa specie
recuperare questo ruolo perché penso di ascoltare le persone e di volerle
rappresentare qua in Consiglio Comunale proprio per dare il nostro contributo a
questo momento storico e non essere più dipendenti, non essere più in sudditanza
con la grande impresa che si può chiamare Ilva, si può chiamare ENI, si possono
chiamare grandi centrali elettriche, si può chiamare Marina Militare, ma appunto - di rompere quella sudditanza con la monocultura di qualcosa e
tracciare un percorso diverso, sperando che sia anche migliore per la nostra città.
Io penso che questo fosse il senso del documento! Averlo ridotto a piccola
polemica all'interno della maggioranza, mi sembra voler perdere una occasione
per la città.
Presidente BITETTI
Brevemente, il Consigliere Bellangino.
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Consigliere BELLANGINO
Brevissimamente.
Prima di tutto un apprezzamento per lo spirito del Consigliere Liviano con
cui ha, per l'ennesima volta, dato dimostrazione di accogliere alcune richieste.
D'altronde, nell'incontro che si era fatto ieri, lo spirito era proprio quello di
allargare quanto più possibile non solo - e, quindi, non c'era problema per chi
aveva firmato quel documento - a quanti più componenti possibili della
minoranza e della maggioranza un documento condiviso e soprattutto un
documento condiviso più ampio, perché quello - così come detto anche dalle sue
parole - è un documento datato, perché - per esempio - non tiene conto delle
ultime cose, della nomina dei Commissari e quindi di come affrontiamo la
questione delle bonifiche e come siamo protagonisti nella questione delle
bonifiche, della questione delle aree demaniali e come vogliamo essere
protagonisti nella questione delle aree demaniali che sono state concesse. Lo
spirito era quello di renderlo più ampio sia nella partecipazione di tutti che nei
contenuti.
Sulla questione della sudditanza - mi dispiace che se n'è andato il
Consigliere Laruccia - voglio ulteriormente precisare, proprio per quello che lui
ha detto nelle sue precisazioni: che è un concetto generale della città. Siccome
l'italiano, come dice lui, non è una cosa così, e il più contiene sempre il meno,
quando si dice "la città" si intendono sì le forze sociali, le forze economiche ma
si intendono anche e, io ritengo, soprattutto le forze istituzionali che la
rappresentano. E io ritengo che sia ingeneroso questo termine perché messo poi
su un documento alla stampa e, quindi, diffuso può creare equivoci sul passato,
su quello che comunque questa Amministrazione e quella che l'ha preceduta
hanno fatto per rompere questa sudditanza. Non che questa sudditanza, Dante,
non c'è più. Per rompere questa sudditanza.
L'ultima cosa, quella della Commissione: è chiaro - e anche ieri è stato detto
a Gianni - che l'impegno di fare quella Commissione l'abbiamo già preso in un
documento comune, adesso dobbiamo semplicemente accelerare sul come,
perché la differenza era su come comporre, come fare quella Commissione.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere Bellangino.
Il Sindaco chiede di intervenire: prego, ne ha facoltà.
Sindaco STEFANO
Io intervengo per chiarire in linea generale, perché sono state dette delle
cose vere e sono state dette delle cose non vere. Naturalmente siamo
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perfettamente d'accordo sul principio che dobbiamo discutere del futuro della
nostra città, nessuno si permette di dire il contrario, lo diciamo da anni fra le altre
cose.
Parto dall'apprezzamento che c'è stato nella richiesta di partecipare e di
confronto che - ribadisco - non è retorica e non è opportunismo da parte mia,
anche perché non l'ho detto adesso: voi vi ricordate quando, cinque anni fa, ho
chiesto al mondo universitario di dare il suo contributo per disegnare il presente e
il futuro di questa città? Vi ricordate quando per tre volte ho chiesto agli studenti
universitari, agli studenti dei licei, ai giovani di partecipare? E non era,
naturalmente, mia intenzione stare a rimproverare, era soltanto in quella
occasione, cioè quando distruggevamo le cozze e tutta la città era silente. Ho
detto: "Beh, non è possibile che la città non insorga per la rivendicazione di avere
il mare non inquinato". Quindi è una cosa antica, scritta, che nessuno può
contestare.
Voglio ribadire il principio sacrosanto della democrazia, nella quale noi
crediamo, e della partecipazione: e dico questo soltanto perché sia un punto
fermo. Anzi, cerchiamo disperatamente il contributo delle idee e lo abbiamo
dimostrato! Sapete perché in passato, anche in altre situazioni, alcuni cittadini
non hanno manifestato con forza?
Perché li abbiamo ascoltati! Alcune volte abbiamo persino fatto dei
parcheggi a pettine che in alcune strade i cittadini non li hanno graditi. Noi siamo
andati col Comando dei Vigili Urbani - perché le decisioni non le prendiamo da
soli, noi siamo organo politico ma quando facciamo qualcosa abbiamo il dovere
di confrontarci con i tecnici - e abbiamo visto che effettivamente alcune delle
lamentele dei cittadini erano veritiere e abbiamo fatto marcia indietro, perché
stiamo qui per servire i cittadini e non per imporre loro le cose. Quindi è su
questa certezza che noi accettiamo, chiediamo il contributo dei cittadini e, alla
luce del sole, lo facciamo tranquillamente. Perché i genitori della Scuola
Deledda, al quartiere Tamburi, hanno condiviso con noi questo percorso?
Perché li abbiamo coinvolti, perché abbiamo ascoltato le loro paure, le loro
ansie, abbiamo preso in considerazione i loro timori addirittura. Quindi dico tutto
questo per dire che è sacrosanto! Punto! Non torniamoci più!
Però dobbiamo altresì dire, quando parliamo del progetto della città di
Taranto: scusate, ma voi, chi ha questo timore che si debba iniziare da domani a
parlare del futuro, vuol dire che non conoscete il lavoro che è stato profuso in
Area Vasta per sei anni oramai, che ha visto il coinvolgimento di cittadini, di
studenti, di ordini professionali, di tutti i Comuni della provincia e hanno
disegnato come vedono il futuro della città. Si è parlato e si continua a parlare di
come utilizzare San Pietro, San Paolo, le aree demaniali, le coste, il turismo. E`
un lavoro che c'è lì! Non è stato deciso niente, ma è un lavoro che è stato profuso
dai cittadini e dai tecnici, non da me, che sia ben chiaro!
Ma bisogna riconoscere a chi ha lavorato per sei anni che ci sono pacchi di
documenti così! Quindi dobbiamo riprendere, ma non possiamo dire che
partiamo da zero, perché non è la verità. E' calpestare il lavoro fatto da centinaia
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e migliaia di cittadini che hanno partecipato, io - lo ripeto - avrò partecipato
cinque volte in questi anni, quindi non mi sto mettendo medaglie al petto per
quanto riguarda questo discorso dell'Area Vasta, però ci sono professionisti che
hanno lavorato, sono stati spesi soldi. Delle idee ci sono: vanno elaborate, vanno
perfezionate, vanno fatte delle scelte, va fatto un cronoprogramma delle cose da
fare ma non stiamo partendo da zero, perché questa è la verità! Altrimenti
partiamo con un discorso che è ingannevole, perché vuol dire buttare a mare il
lavoro e la possibilità di sacrifici fatti da tanti tarantini e anche qualche non
tarantino. Allora il problema città: scusate, noi siamo andati non l'altro giorno,
noi siamo andati a Roma a incontrare Monti la prima volta a parlare del problema
di Taranto, non del problema dell'Ilva. Noi abbiamo detto a proposito dell'Ilva
che a noi interessa la salute dei Tarantini, l'ambiente e il lavoro. Poi che si
chiama Riva o si chiama con un altro nome a noi non interessa. Ci interessa che
vengano rispettate le Leggi, le norme e venga tutelato il lavoro. Questo interessa
alla città di Taranto. Perché qui non siamo un corpo a parte della città di Taranto,
noi siamo la città di Taranto, e questo interessa ai Tarantini.
Allora, quando siamo andati a Roma per il tavolo per Taranto, non
possiamo dire che noi - io parlo della città di Taranto...
Perché, guardate, io soffro quando vedo la derisione in città, mica soffro per
un fatto personale ma perché perde di autorevolezza la città, perché quando si va
a trattare fuori la controparte, che non ha solo Taranto... infatti la prima volta che
siamo andati da Monti sapete che cosa ci ha detto?
"Ma credete di essere la sola città in Italia che ha inquinamento,
disoccupazione e sofferenza? Ci sono 52 città italiane che stanno nella vostra
situazione e in Puglia ci sono due città che stanno peggio di voi: Brindisi e
Manfredonia".
Allora abbiamo cercato di rivendicare. Io ho detto: "Presidente, Taranto
però ha dato da 120 anni..." e non vi dico le cose che sapete meglio di me, perché
sarei ripetitivo e vi annoierei. Abbiamo parlato di fatti concreti, abbiamo parlato
di cose vere, quindi abbiamo parlato del tavolo per Taranto che è stato costituito.
E quello che mi dispiace - e lo dico veramente - è che, nonostante qui noi
abbiamo già ottenuto non solo gli 8.000.000 dalla Regione per il Dipartimento
Ambiente e Salute, cioè potenziare l'ARPA per indagare sull'aria, sul mare e sul
terreno, 8.000.000 per avere l'unico Dipartimento Ambiente e Salute... Lo
abbiamo! Ci hanno tolto i soldi - perché noi diciamo la verità - togliendoli dalla
sanità per darli all'ARPA ma - e lo dico serenamente e ora vi dico il perché quegli 8.000.000 sono serviti ad avere l'unico Dipartimento in Italia, diventerà un
punto di riferimento europeo. Ci sono! Non sono promesse!
Ora vi racconto perché forse abbiamo avuto successo: quando siamo andati
l'ultima volta e io ho detto: «Scusi, Presidente Monti - e nove Ministri che erano
presenti - io vi parlo da medico e vi racconto di un fatto vero: io un mese fa sono
andato a verificare un bambino; dopodiché mi dicono: "Dottore, scusi, può
visitare anche il nonno che c'ha la febbre?". "Per carità!", avendo un rapporto
come voi sapete... ho visitato questo signore di 80 anni, ex operaio dell'Arsenale
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e purtroppo a prima vista ho capito subito che cosa c'aveva, perché aveva tutto un
polmone pieno d'acqua, che non funzionava, un versamento perché aveva il
mesotelioma pleurico. Io a questo punto ho telefonato in Oncologia... Per non
portarla alla lunga, questa persona per fare la TAC ha aspettato 20 giorni, ma non
20 giorni con la tosse, 20 giorni con un polmone pieno d'acqua».
Ho detto: "Presidente, questa è la nostra città! Non mi venga a dire
promessa, non mi venga a dare documenti, noi vogliamo fatti! Stiamo aspettando
la chirurgia toracica da anni. Siamo emigranti anche per la salute! Non possiamo
più aspettare! E' inutile che ci avete dato gli altri soldi per l'ospedale nuovo, ma
quell'ospedale lo avremo fra otto anni. E che farà la gente in questi otto anni?".
Allora ho detto: "Noi non pretendiamo la luna nel pozzo, non pretendo domani
mattina il Dipartimento di Chirurgia Toracica...". Sarei pazzo a pensare di averlo
nel giro di due mesi, perché i professionisti vanno preparati, va preparato anche
chi pulisce per terra in un quel reparto. Vi ricordo che a Potenza quando, tanti
anni fa, crearono il Reparto di Chirurgia Cardiaca, di Cardiochirurgia sono andati
in America per due anni non solo il primario, gli aiuti, gli infermieri, ma anche
gli ausiliari che dovevano capire che la sala operatoria si pulisce in un certo
modo.
Allora io ho detto: «Noi non chiediamo di avere la Chirurgia Toracica
domani mattina, però un ambulatorio di Chirurgia Tocarica ce lo dovete dare. E
non che le persone vengono abbandonate! Perché quello che mi ha fatto male è la
domanda: "Dove dobbiamo andare per questo problema?"».
Allora ho detto: "Ci dovete dare subito i soldi per fare le diagnosi precoci,
perché dobbiamo dirlo in maniera chiara e io mi auguro che non sia solo io a
parlare ma sia la città, perché l'ospedale gli accertamenti che danno la diagnosi
precoce li deve garantire ai Tarantini, perché una diagnosi ritardata vuol dire far
morire le persone, perché oggi di tumore si guarisce quando uno si fa la diagnosi
per tempo. E non che uno per fare una TAC deve aspettare mesi, deve aspettare
quando? Quando già siamo pieni di metastasi?".
Allora abbiamo ottenuto 30.000.000, ce li ha dati il Ministro della Sanità
30.000.000. E, guardate, non ve lo porterei se non avessi la delibera!
Io ho chiesto un incontro al Direttore Generale della ASL. C'è una delibera
fatta giorno 23 gennaio per utilizzare questi soldi, 10.000.000 per anno nel
triennio e ci saranno più di 400 assunzioni. Scatteranno i vantaggi fra sei mesi.
La battaglia è che i Tarantini non possono aspettare neanche sei mesi. Abbiamo
avuto questi 30.000.000: beh, adesso però li dobbiamo gestire in maniera
corretta, non in maniera clientelare, che sia ben chiaro! E qui devono controllare i
Tarantini, non noi politici, perché se lo facciamo noi possiamo essere accusati di
essere di parte perché c'è la campagna elettorale, perché poi ci sono gli interessi.
No: sono i cittadini che devono andare a dire come vengono utilizzati questi
soldi! E perché aspettare sei mesi per i vantaggi di questi soldi? Perché chi si
ammalerà in questi sei mesi può morire? Hanno meno diritti di quelli che si
ammaleranno fra otto mesi?
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Di questo di chi è il frutto? Chi ha lavorato per questo? Tornando al
discorso della forza, quando siamo andati lì ho cercato di sviare il discorso
politico e l'ho buttato sul sociale e sulla sofferenza, perché quando dico che noi
possiamo tranquillamente confrontarci o - se vi piace la parola - litigare,
litighiamo, ma per me non esiste litigare, è un confronto di idee, ma quando
siamo a difendere Taranto non possiamo presentarci fuori indeboliti da chi vuole
male alla città di Taranto nella speranza di avere un vantaggio piccolo o grande
personale. Allora in queste cose la città deve essere unita, devono partecipare i
cittadini, devono controllare come gestiranno questi 30.000.000. Come
gestiranno questi 30.000.000 c'è scritto qui, andatelo a vedere sul sito: il giorno
23, la delibera del direttore generale della ASL. Non stiamo parlando di sogni, è
un fatto reale, concreto che c'è, perché dobbiamo buttare a mare? Perché, a furia
di scoraggiare i Tarantini, noi così li indeboliamo perché con una frustrazione,
con un'altra frustrazione viene la depressione. Uno che è depresso non combatte
più. Invece noi dobbiamo combattere per difendere la nostra città. Allora
dobbiamo dire: "Non ci basta, siamo d'accordo, ma non dobbiamo dire che non
abbiamo avuto niente!". Non è possibile che, come ricordavo prima, un evento
storico del passaggio delle aree demaniali, fra l'altro gratis, qui sembra che non
abbiamo avuto niente. Abbiamo la certezza di avere i 50 appartamenti, certo non
li possiamo consegnare dando le chiavi alle persone perché questo la Legge non
ce lo consente in quanto questi appartamenti devono essere ristrutturati, devono
essere valorizzati e dobbiamo farne di più per accontentare più persone su un
percorso di legalità, ma non possiamo dire... Siamo l'unica città in Italia, la prima
in Italia che ha gli appartamenti. E sapete che cosa ho dovuto fare? Tutti come se
noi siamo sempre delle vittime! Ma abbiamo avuto l'aiuto della Marina Militare!
E` un evento storico! La Marina Militare per darci questi appartamenti ha dovuto
dare al Demanio nazionale altrettanti appartamenti che ha dovuto togliere a
Livorno e a La Spezia per darli, in quanto quegli appartamenti che sono stati dati
gratis al Comune di Taranto facevano parte di una cartolarizzazione, cioè
appartamenti che lo Stato voleva vendere. Allora ha detto: "Li volete dare gratis
Taranto? Dateli però mi dovete dare ai 50 appartamenti, anzi 15 per la precisione
- perché gli altri non erano della cartolarizzazione - sul territorio nazionale". E
sono andati alla ricerca e hanno tolto 2 appartamenti a La Spezia, 2 a Livorno,
etc.. Quindi abbiamo ottenuto un evento storico! E perché dobbiamo... abbiamo
avuto la disponibilità della Marina Militare ad aprire l'ospedale militare. La
disponibilità c'è, è la Regione che deve fare questa convenzione. Quindi non è
vero che non abbiamo ottenuto niente!
E` poco? Io dico che è pochissimo per quella che è la sofferenza della città
di Taranto, ma non è vero che partiamo da zero. Anzi, siamo la prima città
d'Italia che ha ottenuto questi risultati.
Allora non abbiamo difeso la città di Taranto?
Ma perché non vi andate a prendere la mia relazione del 20 novembre,
quando sono stato ascoltato della Commissione Lavoro al Senato? E` qui! Ho
parlato della sofferenza dei Tarantini, ho parlato dell'unità della città di Taranto.
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Non sono andato a dire: "Noi...". No! Perché qui si va a difendere la città si va
con la fronte alta a dire, a nome di tutta la città di Taranto! Prendetevi la
relazione che è stata presentata al Senato, alla Commissione del Lavoro! E
perché non leggiamo dell'ultimo incontro che abbiamo avuto, quando abbiamo
avuto queste cose, i 30.000.000 di euro per la sanità, le aree demaniali, le
bonifiche del Mar Piccolo, le bonifiche del quartiere Tamburi.
Mi scrive il Capo del Dipartimento degli Affari Giuridici e Legislativi di
Palazzo Chigi, un alto magistrato, Claudio Zucchelli: "Desidero manifestarle il
mio sincero ringraziamento per avere inteso con la sua presenza, all'insediamento
del tavolo interistituzionale, testimoniare personalmente la criticità dell'area
jonica e rappresentare le esigenze ineludibili di dare avvio ad un articolato piano
di iniziative condivise volte ad alleviare i gravi disagi di ordine sociale,
occupazionale e ambientale dell'area".
Questi sono riconoscimenti che soltanto la nostra città ha avuto! Ribadisco:
ci bastano? No! E` pochissimo per quello che Taranto ha dato alla nazione, però ripeto - dobbiamo dire: partiamo da questa base! Partiamo da questa base per
ottenere di più!
Però, attenzione, siccome stiamo in Italia e qui siamo oramai adulti e
vaccinati, quante volte sono arrivati finanziamenti e poi si sono concretizzati in
poche cosette da quattro soldi?
Allora noi faremo il nostro, perché fa parte del nostro dovere e siamo
controllati dalle Istituzioni e siamo felici di essere controllati, ma io chiedo ai
cittadini di Taranto, io chiedo alle associazioni di scendere in campo a controllare
che questo progetto si attui e che i tempi vengano rispettati.
Abbiamo ottenuto un'altra cosa grande: abbiamo ottenuto che Sua
Eccellenza il Prefetto di Taranto sia lui il garante di questo tavolo per Taranto,
che non si debba andare a Roma.
Vado a Roma con i miei soldi, mangio il mio panino con i miei soldi.
Andate a controllare se c'è un euro speso per i miei spostamenti a Roma a difesa
della città di Taranto!
Allora abbiamo ottenuto, per un problema di principio, che questa autorità
fosse il nostro Prefetto e il primo incontro lo abbiamo fatto a Taranto. Abbiamo
ottenuto che il garante per l'AIA e che l'attuatore del programma delle bonifiche
abbiano sede a Taranto. E` stato nominato - e noi siamo contenti - responsabile
per questa attuazione il Comandante Generale dei vigili del fuoco che verrà ad
abitare a Taranto. E per quanto riguarda l'Ilva è stato nominato all'attuazione
delle bonifiche un alto magistrato che verrà ad abitare a Taranto. Io ho chiesto a
queste due persone, che incontrerò domani, ho chiesto a Roma e lo abbiamo
messo per iscritto, abbiamo detto a Monti: "Caro Presidente, noi siamo informati
ma dobbiamo informare i cittadini perché devono sapere giorno per giorno il
miglioramento che viene attuato nelle bonifiche, nell'ambientalizzazione, nelle
cose che facciamo". Allora abbiamo dato noi il segnale!
Caro Gianni, mi dispiace, tu eri presente, eri contento quando abbiamo
chiamato... perché quando siamo andati a Roma - attenzione - non è che abbiamo
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sognato la notte di dire le cose che dovevamo dire, ci siamo incontrati, compresa
la minoranza. Ve lo ricordate! Abbiamo incontrato i sindacati! Con i sindacati
abbiamo lanciato la tua richiesta, che è la nostra, perché è la continuazione di
quello che abbiamo già fatto. E i sindacati ci hanno ringraziato perché hanno
detto: "E` una vera partecipazione, un confronto". Abbiamo già parlato con i
commercianti, abbiamo già parlato con gli industriali, abbiamo parlato e abbiamo
detto che abbiamo la necessità...
Però, ragazzi, sta succedendo il finimondo in questa città. In che senso?
Stiamo tutti con la tachicardia per quello che succederà. E poi dobbiamo
ricordare che in una nazione c'è una Costituzione e ci sono delle competenze
diverse. Il programma industriale non spetta al Comune e lo si vede. Se la
magistratura ha preso un provvedimento, il Governo ha detto: "Calma! Io faccio
la politica industriale, perché così dice la Legge e così si deve fare!". Voi sapete
che in questo campo noi in politica ambientale non abbiamo poteri, abbiamo solo
il potere di intervenire per problemi sanitari.
Presidente BITETTI
Sindaco, chiedo scusa: la invito ad avviarsi alla conclusione per rispettare il
tempo.
Sindaco STEFANO
Certo, finisco! Vi chiedo scusa ma, purtroppo, il problema è così delicato e
serio.
Allora noi non è che non interveniamo, noi abbiamo la facoltà di
intervenire, di dire la nostra ma non di decidere in materia ambientale. Tanto è
vero che quando abbiamo indetto il referendum - lo voglio dire in maniera molto
chiara - a parte che era un atto dovuto, perché i "tre saggi" ci hanno detto che si
dovevano fare quelli, noi abbiamo detto immediatamente, finalmente dopo due
anni ci hanno risposto, ma non per colpa loro - attenzione! - perché c'è stato un
iter che voi conoscete meglio di me in quanto è passato dal Consiglio
Comunale... Mi hanno detto: "Ma che lo fai a fare?". E io pure mi sono posto il
problema se farlo nel momento in cui c'è il Governo che dice: "La politica la
faccio io...". Ho detto io e ci credo: "Perché vogliamo far sentire a chi deve
decidere la vocazione dei Tarantini". Mi sembra doveroso da parte nostra! E ho
fatto questo esempio: «Se mio figlio deve andare all'università, non è che decido
io se deve fare medicina o meno - infatti non hanno fatto medicina - ma devo
ascoltarlo e dire: "Scusa, ma tu che cosa vuoi fare?". Certo, poi c'ho
l'autorevolezza, l'autorità in questo caso per dire: "Senti, se fai questo non ti pago
gli studi". Ma sarei poco corretto come genitore. Così lo Stato: noi Tarantini
diremo al referendum qual è la nostra vocazione. Noi abbiamo già dimostrato,
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dal lavoro che c'è in Area Vasta e che è stato prodotto che abbiamo una
vocazione turistica e culturale e universitaria che vogliamo potenziare. Lo
abbiamo già dimostrato!
Allora permettetemi: quando uno vuole lavorare, non è che uno ha bisogno
della "corte" per poter lavorare, uno si mette e da solo lavora, contatta, etc.,
perché è una democrazia ed è bello così. Però detto questo, ribadisco anche io la
necessità che si facciano queste cose che chiedete, che io le faccio mie, non avrei
nessuna difficoltà ad alzare la mano e votarle, perché abbiamo dimostrato che le
abbiamo già fatte, che abbiamo iniziato questo percorso e che lo condividiamo.
Quindi io personalmente non ho nessuna difficoltà. La prossima volta
quando l'aggiusterete, se siete tutti d'accordo, io alzerò la mia mano perché sono
favorevole alle cose che sono state dette, però non dimentichiamo il lavoro che è
stato fatto, perché questo ci farebbe diventare deboli, ci scoraggerebbe. Invece
dobbiamo informare i Tarantini che anche la loro lotta è servita e - attenzione! non è che servita perché è andata la faccia del Sindaco senza capelli e con i baffi
che ha ottenuto queste cose, ma perché il Governo sapeva che i cittadini di
Taranto si erano stufati di subire i soprusi, si erano stufati di sentire la loro voce,
come mi ero stufato io che, dopo aver scritto una lettera alla settimana - fra l'altro
dal 1970, come ho dimostrato - nessuno mi rispondeva.
E` stato un atto di accusa verso la classe politica, ma che mi interessa?! Io
devo stare a posto con la mia coscienza, oltre che con la Legge. Quando non mi
hanno risposto io mi sono rivolto - e ho fatto bene e, come vedete, ancora non
abbiamo risolto - e ho fatto un esposto alla magistratura perché volevo sapere
qual era la situazione a Taranto e come doveva risolversi.
Quindi con la coscienza a posto noi... dico tutto questo perché - tornando al
discorso di prima - mi preoccupa questo atteggiamento vittimistico, noi
dobbiamo invece dire: "Abbiamo fatto una lotta? Dei risultati li abbiamo
ottenuti!". Non è mio il merito, è merito della città di Taranto, però li abbiamo
ottenuti questi risultati, non si può negare, perché è all'evidenza dei fatti! Questo
ci serve a combattere sempre di più, ad avere uniti e a gridare forte i diritti della
nostra città.
Applausi.
Presidente BITETTI
Grazie, Sindaco.
Dopo la conclusione degli interventi sul punto n. 22, come appunto detto da
uno dei proponenti che è il Consigliere Liviano, viene ritirato.
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Presidente BITETTI
Volevo fare una proposta al Consiglio, visto che abbiamo ancora molti
punti da discutere: se questo Consiglio si aggiorna per il 5 del mese di febbraio
alle ore 09.00.
Chi è a favore della proposta?
Consigliere RENNA
Presidente, dichiarazione di voto.
Presidente BITETTI
Prego.
Consigliere RENNA
Se quel povero "Cristo" di Gianni Liviano ha detto che la sua mozione
stava aspettando dal 30, la mia invece dal mese di ottobre. Allora cerchiamo di
discutere, dopo la show che ha fatto il Sindaco, di cose un po' più serie, perché io
ho apprezzato molto quello che ha detto il Sindaco, con la speranza, siccome
anche nell'ultimo Consiglio Comunale ho sentito le stesse cose, almeno di
arrivare a conclusione di una mozione.
Consigliere CIRACI
Presidente, mozione d'ordine.
Io, per la piccola esperienza che ho di partecipazione ai Consigli Comunali,
etc., penso che al di là del fatto che si faccia parte di una maggioranza piuttosto
che di una dell'opposizione, bisogna agevolare quelle che sono le normali
dinamiche di dibattito all'interno di un Consiglio Comunale e non approfittare del
fatto che si è maggioranza piuttosto che opposizione per portare in discussione
alcuni argomenti ed eventualmente sottrarsi alla discussione di altri argomenti.
Presidente BITETTI
No, no, no, Consigliere! Le risparmio di continuare!
Siccome da parte di più di qualcuno mi è arrivato l'invito, visto che stiamo
da stamattina qua...
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Consigliere CIRACI
E` un fatto che sto dicendo a me stesso ad alta voce!
Presidente BITETTI
Consigliere, ritiro la proposta! Andiamo avanti!
Consigliere CIRACI
E` un fatto che sto dicendo a me stesso ad alta voce, perché poi io di
Consigli Comunali sciolti per mancanza del numero legale ne ho visti tanti nel
corso degli anni, eh!
Presidente BITETTI
Infatti, Consigliere, proprio per mettere la faccia...
Consigliere CIRACI
Siccome bisogna prendere atto anche della buona volontà l'opposizione di
rimanere in aula, di partecipare, anche di votare quando si tratta di votare, poi
quando c'è da discutere di qualcosa bisogna dare la possibilità che si discuta.
Presidente BITETTI
Esatto! Consigliere, esattamente per quello che diceva lei, proprio per
mettere la faccia ho proposto un rinvio, quindi rimanendo i punti così per come
sono. Però io ritiro la proposta. Se voi volete andare avanti, io ritiro la proposta
però se poi dovrà mancare il numero legale perché la gente ha impegni, non dite
che è mancato il Consiglio.
(Interventi fuori microfono)
No, no, no. Ma io inviterò a rimanere. La mia non è ipocrisia, lo dicevo
perché ho capito che più di qualcuno ha impegni.
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Va bene. Per quanto mi riguarda, la proposta di aggiornare il Consiglio la
ritiro e, quindi, mettiamo in discussione il punto n. 23: «Mozione presentata dal
Consigliere Renna Cataldo, avente ad oggetto: "Integrazione/modificazione della
delibera di C.C. n. 51 dell'01.10.2012".
Invito il Consigliere Renna a relazionare. Prego.
Consigliere RENNA
La ringrazio, Presidente.
Signor Sindaco, signori Consiglieri. Signor Sindaco, io l'ho ascoltata
attentamente, anche se ha sforato come orario ho accettato di buon grado il suo
discorso.
Proprio alla luce di quello che diceva lei, che la città di Taranto sta
aspettando risposte per quello di cui si è dato da fare lei in tutto questo periodo...
(Il Sindaco interviene fuori microfono)
Lei ha fatto il suo dovere, le do atto!
(Il Sindaco interviene fuori microfono)
Lei rappresenta tutto il Consiglio Comunale, quindi la mettiamo sotto
questo punto di vista. Però vorrei l'attenzione di tutti i Consiglieri, cortesemente.
Posso, Presidente?
Presidente BITETTI
Io non la fermerò mai, tranne se viola il Regolamento!
Consigliere RENNA
L'integrazione che io sto portando a compimento è a causa della delibera n.
51 del 01.10.2012 perché la mozione che presentai portava la riduzione dell'IMU,
cioè il deprezzamento degli appartamenti sui Tamburi, però ci fu una piccola
incongruenza. Allora ho fatto una integrazione, cortesemente io ve la leggo, sarò
molto breve, sarò veloce, dopodiché vorrei che si portasse subito a votazione:
"Come è noto il Consiglio Comunale, dopo aver preso atto delle relazioni peritali
della locale Procura, nonché della nota sentenza del Cassazione del 2005 circa
l'inquinamento del rione Tamburi, la cui intensità è gravita, ha reso sempre meno
vivibile il quartiere per oggettiva consapevolezza della potenzialità di contrarre
malattie e l'impossibilità di godere dell'ambiente circostante per le ragioni che
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tutti conosciamo, ha deliberato di chiedere la riduzione dell'aliquota IMU per i
quartieri Tamburi, Paolo VI, Città Vecchia, provvedendo al Decreto su Taranto
in discussione al Senato o con apposito Decreto del Governo, da adottare nel
corrente anno, che non determini diminuzione di gettito per il Comune di
Taranto;
Constatato che l'atteso Decreto nulla ha previsto in tal senso;
Che il proponente Consigliere ritiene, come certamente l'intero Consiglio,
ingiusto addossare ai cittadini dei quartieri innanzi indicati danni economici
derivanti da lungaggini burocratiche;
Considerato che il comma 335 della Legge 20.12.2004 (la Finanziaria del
2005) stabilisce che la revisione parziale del declassamento degli immobili di
proprietà privata, sita in microzone comunali, per il quale il rapporto fra il valore
medio di mercato e il corrispondente valore medio catastale ai fini
dell'applicazione dell'imposta comunale sugli immobili (oggi IMU) si discosta
significativamente dall'omologo rapporto relativo all'insieme delle microzone
comunali (la revisione) e richiesta dai Comuni agli uffici provinciali dell'Agenzia
del Territorio;
Il sottoscritto Consigliere Comunale
propone
in adempimento all'articolo di Legge di cui sopra, nella parte che prevede la
revisione del classamento e richiesta dal Comune, si conferisce mandato al
Dirigente del Settore Finanze o altro funzionario o tecnico esterno esperto nel
settore, previo accertamento da parte dell'Infrataras all'uopo specializzata, del
valore commerciale attuale degli immobili siti nel quartiere Tamburi,
stabilendone il coefficiente di deprezzamento in funzione alle cause di cui sopra,
rinviando a data successiva la medesima problematica inerente le altre zone
previste in delibera, al fine di trattare con l'Agenzia del Territorio con precisa
cognizione di causa; nonché, considerato che il Civico Ente con determina
dirigenziale, la n. 711 del 30.10.2012, ha affidato a due avvocati l'incarico di
richiedere all'Ilva S.p.A. il risarcimento dei danni subiti dal Comune di Taranto,
di inserire fra questi il minor introito derivante all'Ente".
Questa mia mozione, signor Sindaco, porta a stabilire che i cittadini dei
Tamburi, come lei sta lottando - e ha a fianco anche l'Assessore che si sta
interessando di questo, lo vedo io anche testé quando vedo i telegiornali e mi fa
molto piacere - introiti sono giustamente, facendo il deprezzamento, minori,
cerchiamo di applicare una Legge dello Stato Italiano. Qui ho anche la determina
che le ho fatto vedere poco fa, sulla nomina dei due avvocati: a questo punto ci
sono tutti gli atti amministrativi per portare a termine questa mia mozione e
chiedo alla maggioranza al completo di essere favorevole.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere.
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Ci sono interventi sull'argomento?
Il Consigliere Vietri chiede di intervenire: prego.
Consigliere VIETRI
Fermo restando che nulla toglie alla ulteriore iniziativa del Consigliere
Renna, come Commissione di Garanzia e Controllo abbiamo scritto al dirigente
delle Risorse Finanziarie per sapere se era stato dato avvio all'attività di indirizzo
dettata dal Consiglio Comunale con la delibera n. 51 del 01.10.2012. Una
delibera che è stata partorita in un momento in cui si sono sovrapposte sia le
emergenze ambientali nella nostra città, sia l'approvazione di quelle che erano le
aliquote dell'IMU che il Comune avrebbe approvato.
Per cui, siccome si chiedeva nell'atto di indirizzo alla Direzione Risorse
Finanziarie di interloquire con l'Agenzia delle Entrate per sollecitare a rivedere
gli estimi catastali, noi come Commissione di Garanzia e Controllo abbiamo
chiesto contezza circa questa attività: al momento non abbiamo ancora avuto
risposta. Per cui ci ripromettiamo comunque di seguire la pratica e di sollecitare
il dirigente anche ad interloquire in modo anche non formale per velocizzare
l'attività.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere.
Ci sono altri interventi?
Io, pur condividendo lo spirito del Consigliere Renna, fin troppo nobile, di
dare vantaggio per ripagare dei danni ricevuti i cittadini dei quartieri Tamburi,
Città Vecchia e Paolo VI, a dire il vero ho difficoltà a votare questa mozione
perché credo che, anche se come Amministrazione Comunale vogliamo dare un
elemento in più per confrontarci con quelli che saranno i valori dati dall'UTE, a
mio avviso noi poco possiamo fare. La Legge stabilisce che sono i valori
dell'UTE quelli che vanno rispettati e, addirittura, temo di poter ingenerare un
effetto contrario e, quindi, deprezzare più di quanto oggi lo siano già quegli
immobili, quindi danneggiare i proprietari degli immobili ricadenti in questi
quartieri.
A mio avviso, sarebbe più opportuno chiedere al Governo, sempre che ce
ne siano le condizioni, di agevolare questi cittadini con uno sconto ben definito e,
probabilmente, quel minore introito del Comune, visto che l'IMU va ai Comuni,
può essere identificato e recuperato in qualche maniera. Ma, sinceramente, dare
mandato all'Infrataras di fare questa valutazione poi non serve a nulla. E poi tutti
sappiamo che l'Infrataras è piena di lavoro da fare per quanto riguarda le caldaie
e per quello che lo stesso Consiglio ha dato come atto di indirizzo, ancora non
sappiamo che fine farà, sinceramente ho difficoltà a votare questa mozione.
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Quindi io esprimo il mio voto: ripeto, condividendo lo spirito nobile del
Consigliere Renna, ma io non voterò a favore di questa mozione.
Mi chiede di intervenire il Consigliere Capriulo, poi il Consigliere De
Martino. Prego.
Consigliere CAPRIULO
A me sembra che questo argomento lo abbiamo già trattato due o tre volte,
anche quando abbiamo discusso - a mio avviso - dell'improvvido aumento
dell'IMU al massimo nella città di Taranto.
Noi abbiamo, per chi ha relazioni - e penso tutti quanti - con i cittadini del
quartiere Tamburi, un paradosso che sta accadendo in questa città, per chi ha
dimestichezza con le norme tributarie: che al quartiere Tamburi - ripeto: io un
minimo di esperienza nella materia ce l'ho - unico caso, i valori di mercato degli
immobili sono inferiori ai valori catastali. Raccontano i cittadini dei Tamburi
che non riescono a vendere le proprie case nemmeno a prezzi proprio stracciati.
Questa è la situazione del mercato dei Tamburi, ovviamente tutti ne
conosciamo la motivazione, non penso che ci voglia la palla di cristallo per
capire perché c'è questa situazione.
Secondo me ha fatto bene il Consigliere Renna a porre il problema, è stato
già chiesto in altra sede e si dovrebbe cogliere questa occasione: chiedere di
sfruttare la Legge che prevede la possibilità di rivedere la microzona censuaria
per il quartiere Tamburi per adeguare i valori catastali e i valori di mercato, io
penso che sia una richiesta di così tale buon senso che non capisco di che cosa
stiamo discutendo, cioè dovremo farlo senza nemmeno discutere. Per la verità
poi dovremmo farlo anche in altre parti della città. Perché dovete sapere - questa
cosa l'ho detta già la volta scorsa e la ripeto - che, purtroppo, quando furono fatte
le zone censuarie che servono per valutare i valori catastali di una città, Tamburi
fu legata con il Borgo, per cui i valori del rione Tamburi sono riferiti a quelli del
Borgo. Allora io sfido a valutare il valore catastale delle case che affacciano in
Mar Grande e al Borgo con quelli che stanno a ridosso del parco minerale.
Quindi da questo punto di vista mi sembra una proposta assolutamente
condivisibile e non dovremmo perdere ulteriormente tempo a fare questa
proposta, io oso dire che qui veramente ci sarebbe da sostituirsi al Comune di
Taranto se non attiva questa azione per chiedere un elemento di giustizia nei
confronti del quartiere Tamburi. Lo dico sommessamente. Non c'è la stampa, non
ci dobbiamo fare propaganda, non lo mettiamo nemmeno su Facebook così
qualcuno non si lamenta, però cerchiamo di fare queste cose minime che vanno
ad alleviare una situazione di sofferenza da parte di tutti quelli che "resistono" al
quartiere Tamburi.
Presidente BITETTI
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Grazie, Consigliere Capriulo.
Il Consigliere De Martino: prego, ne ha facoltà.
Consigliere DE MARTINO
Nella mozione del collega Consigliere Renna ci sono aspetti giuridiconormativi che vanno approfonditi, quindi la questione prima di essere esaminata
sotto il profilo del risarcimento, del riconoscimento del danno agli abitanti del
quartiere Tamburi perché sottoposti magari più di altri ai fenomeni inquinanti, io
ritengo che gli abitanti del quartiere Tamburi vorrebbero pagare certamente meno
IMU ma non vorrebbero vedere anche il declassamento del valore degli immobili
di proprietà.
(Il Consigliere Renna interviene fuori microfono)
Ti chiedo scusa! ...perché questo significa che tu vai ad annullare la
possibilità che un domani ci possano essere delle transazioni immobiliari su basi
- diciamo così - di ragionevolezza.
Quindi io penso - e concludo - che sarebbe opportuno che per quanto
riguarda l'aspetto di determinare delle sub-zone censuarie e, quindi, intervenire in
un qualche modo sul valore dell'IMU, sia un problema dell'Ufficio Tecnico
Erariale. Per quanto riguarda, invece, la strada di poter arrivare a questo risultato
attraverso il depauperamento del valore dell'immobile, io penso che se dovessimo
interpellare i singoli proprietari certamente non li avresti dalla tua parte.
Presidente BITETTI
Grazie, Consigliere De Martino.
Chiede di replicare il Consigliere Renna: prego, ne ha facoltà.
Consigliere RENNA
Signor Presidente, io ho constatato purtroppo la volontà di questa
Amministrazione e di questa maggioranza non solo di non discuterla, perché
purtroppo quello che dice De Martino non è che non posso condividerlo - per
l'amor di Dio, potrei anche condividerlo - però a causa di una sentenza che già c'è
stata con il risarcimento a 130 famiglie sui Tamburi, dove il deprezzamento è
visibile non solo ad occhi nudo ma anche dalle carte scritte... ma la volontà del
signor Sindaco, che si è alzato ed è andato via, beh, è stato uno schiaffo al
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sottoscritto e al quartiere dei Tamburi. Mi dispiace per questa cosa! Io
continuerò la mia battaglia politica!
Volevo che oggi ci fosse da parte dalla maggioranza un segnale, vi ho dato
un atto di distensione, invece ho avuto in contraccambio uno schiaffo dal
Sindaco in persona. Vorrà dire che presenterò una nuova mozione dove chiederò
le dimissioni del Sindaco perché lui dice, nel suo intervento, che non ha nulla a
che fare con i problemi e le problematiche dell'Ilva ma purtroppo nelle
intercettazioni telefoniche non ci sono io, c'è lui.
Grazie.
Presidente BITETTI
Consigliere, la invito a fare degli interventi...
Consigliere RENNA
Chiedo anche la verifica del numero legale, dato che mi state facendo fare
un Consiglio senza numero legale.
Grazie.
Presidente BITETTI
Consigliere, un attimo! Adesso facciamo sicuramente la verifica del numero
legale, però io la volevo invitare ad attenersi a quelli che sono i provvedimenti.
Non le nascondo che, grazie ad una mia preghiera ai presenti, per rispetto
della sua persona abbiamo ritirato la proposta e tutti i signori stanno lì.
Quindi, veramente, per onor del vero voglio dire questa cosa. Il Sindaco è
stato chiamato un attimo e sta là. Ma a prescindere da questo...
Consigliere RENNA (fuori microfono)
Non mi sono alzato io quando ha parlato per 25 minuti il Sindaco, l'ho
ascoltato.
Presidente BITETTI
Però noi siamo qui!
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30 gennaio 2013
Consigliere RENNA (fuori microfono)
Io ringrazio la sua persona...
Presidente BITETTI
No, non deve ringraziare me!
Consigliere RENNA (fuori microfono)
Da oggi comincio una guerra brutta nei confronti della maggioranza e del
Sindaco che pensavo che fosse una persona pulita, invece ho capito che il
Sindaco non ne vuole sapere. Se ne assumerà tutte le responsabilità.
Presidente BITETTI
Premessa questa cosa, voglio chiedere se dobbiamo andare avanti con la
discussione del provvedimento, quindi se posso... se devo accettare altri dibattiti.
Ci sono altri interventi?
Consigliere RENNA
Presidente, se c'è il numero legale, il Consiglio Comunale va avanti; se non
c'è il numero legale, di che cosa dobbiamo discutere?
Presidente BITETTI
Quindi facciamo l'appello per la verifica del numero legale.
Prego, Segretario, proceda con l'appello nominale dei presenti.
Il Segretario Generale esegue l'appello nominale per la verifica dei presenti.
Essendo, provvisoriamente, in aula n. 18 Consiglieri su n. 33 la seduta viene
dichiarata valida.
Presidente BITETTI
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I presenti sono 18: il numero legale è rispettato. Possiamo andare avanti con
la discussione del provvedimento.
Il Consigliere Azzaro chiede di intervenire: prego.
Consigliere AZZARO
Visto che comunque sul merito c'è piena condivisione, non solo in data
odierna ma anche nelle precedenti sedute del Consiglio, poiché nessuno vuole
fare... anche per non appropriarci di diversi ruoli, io faccio questa proposta - se è
possibile - a nome del gruppo, spero anche a nome della maggioranza: chiediamo
una consulenza all'Avvocatura giusto per vedere se, almeno dal punto di vista
normativo, stiamo parlando di una cosa che è fattibile oppure se stiamo parlando
solo di aria fritta, giusto per dire o anche per illudere, eventualmente, i cittadini
dei Tamburi. Se abbiamo parere favorevole da parte dell'Avvocatura che è una
strada percorribile ai sensi della norma e ai sensi della Legge attuale, noi non
avremmo nessuna obiezione a votare a favore della mozione. Facciamo almeno
questa consulenza da parte dell'Avvocatura: se questa strada è percorribile ai fini
normativi. Se così è fattibile, noi non avremo nessuna difficoltà a votare.
Presidente BITETTI
Quindi il Consigliere Azzaro propone il ritiro della mozione da...
Consigliere AZZARO
Il ritiro e nello stesso tempo anche l'invio della mozione...
Consigliere RENNA (fuori microfono)
La sospensione, non il ritiro.
Consigliere AZZARO
Il ritiro dalla votazione attuale e l'invio degli atti all'Avvocatura per avere
un parere circa la sussistenza della...
Presidente BITETTI
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Tecnicamente non c'è la sospensione. Se il Consigliere Renna ritira la
mozione, la Commissione preposta che credo sia quella degli Affari Generali, fa
una richiesta di parere o la posso fare come Presidenza di Consiglio...
Consigliere AZZARO
La facciamo come Presidente del Consiglio.
Consigliere RENNA
Senza ritirare la mozione, va bene!
Presidente BITETTI
Ma rimarrà all'ordine del giorno.
Consigliere RENNA
Non fa niente! Viene sospesa e viene fatta l'integrazione alla mozione
dicendo il parere.
Consigliere AZZARO
La rinviamo in attesa del parere.
Consigliere RENNA
In attesa del parere. Così va bene!
Presidente BITETTI
Quindi noi rinviamo il punto: sarà al prossimo ordine del giorno del
Consiglio Comunale.
Consigliere AZZARO
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Nell'ordine del giorno sarà discusso sempre se è arrivato il parere.
Aspettiamo comunque ufficialmente il parere dell'Avvocatura.
Presidente BITETTI
Pongo in votazione la proposta di rinviare il punto.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta in oggetto che viene approvata
all'unanimità avendo riportato n. 18 voti favorevoli su n. 18 Consiglieri presenti
e votanti.
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Presidente BITETTI
Punto n. 24: c'era un ordine del giorno presentato dal Consigliere Tribbia:
«Ordine del giorno presentato dal Consigliere Adriano Tribbia avente ad
oggetto: "Problematiche relative all'utilizzo dello stadio comunale Erasmo
Jacovone". Proposta».
Non so se ancora il Consigliere Tribbia...
(Interventi fuori microfono)
Prego, Consigliere Tribbia.
Consigliere TRIBBIA
Ovviamente questo ordine del giorno, questa mozione così come anche
quella del Consigliere Liviano e del Consigliere Renna, si parla comunque di una
mozione presentata intorno al 20 dicembre, quindi i fatti, la storia a Taranto va
avanti anche per ciò che concerne il calcio e, quindi, le problematiche relative
allo Jacovone.
Quando ho presentato questa mozione sicuramente si stava affrontando la
questione in modo del tutto errato, anche in virtù dell'assenza di nomina da parte
dell'Assessore allo Sport. Successivamente è stato designato il Consigliere
Gionatan Scasciamacchia a ricoprire l'incarico di Assessore allo Sport e, quindi,
ritengo che abbia comunque superato il problema. In primis era indispensabile ed
opportuno che l'Amministrazione Comunale decidesse sulle sorti dello stadio
Jacovone e che non fosse soltanto un dirigente a "trattare" con la stessa società
sportiva.
Poi approfitto anche per stigmatizzare quello che è stato il comportamento
increscioso e non condivisibile da parte dei soci di questa società sportiva che ha
fatto un po' ridere tutta l'Italia. Quindi io prendo le distanze anche da questi
comportamenti perché se si parla di sport, si parla sicuramente di un qualcosa di
buono, anche di un valore educativo nei confronti dei nostri figli e della stessa
città. Quindi non mi sento rappresentato da questi atteggiamenti e siamo anche in
attesa, quindi, del prossimo Consiglio di Amministrazione della stessa società
sportiva per capire anche quali saranno i prossimi interlocutori e, perché no,
magari riaffrontare il problema dello Jacovone subito dopo aver anche visto
quello che è il risultato finito nella Giunta della convenzione che presenterà
l'Amministrazione al Taranto Calcio.
Presidente BITETTI
Quindi riteniamo ritirato l'ordine del giorno.
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Consigliere TRIBBIA
Ritiro, ovviamente!
Presidente BITETTI
Il Consigliere Tribbia ritira l'ordine del giorno.
A questo punto propongo al Consiglio di votare per l'aggiornamento,
ribadisco la data: il 5 di febbraio alle ore 09.00.
Non essendovi richieste di intervento, il signor Presidente pone in
votazione palese, per alzata di mano, la proposta in oggetto che viene approvata
avendo riportato n. 16 voti favorevoli, n. 1 voto contrario su n. 17 Consiglieri
presenti e votanti.
I lavori del Consiglio Comunale terminano alle ore 15.30.
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