ANNO 109 N . 4 • 2 • QUINDICINA • 15 FEBBRAIO 1985
SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE GRUPPO 2° (70)
MESSAGGIO AI COOPERATORI
SALESIANI D'ITALIA
Frascati, Villa Tuscolana, 8 dicembre 1984
Cari fratelli, sorelle ed amici .
Premesse
Ho aspettato fino all'ultimo momento per intervenire . Non volevo
interrompere o condizionare le vostre riflessioni . Ringrazio il Consiglio Nazionale, il Delegato per aver
accettato la mia richiesta di partecipare a questo Congresso . Mi congratulo con tutti quelli che hanno
preparato i contenuti e l'organizzazione di questo incontro . Sono venuto
a condividere le vostre esperienze di
Cooperatori . Sapevo della vostra
adesione e fedeltà a Don Bosco e
sono venuto ad imparare .
Anche se parlo alla fine di questo
Congresso, vorrei salutare ognuno di
voi, ogni Centro e Consiglio Ispettoriale dell'Associazione .
Vorrei avere l'efficacia della parola come Don Bosco, per dire a voi
che i Salesiani e le Figlie di Maria
Ausiliatrice vi stimano ; vogliono essere i veri fratelli nella vocazione salesiana . . . pregano, studiano, soffrono
per voi e vi accompagnano nel vostro itinerario di vita .
Nel nostro ultimo Capitolo Generale, studiando Don Bosco fondatore, abbiamo ricevuto la stessa eredità vocazionale : ci unisce lo stesso
Offriamo ai Cooperatori e in modo
particolare ai Responsabili di animazione questa preziosa riflessione :
diventi per tutti occasione di studio,
di confronto, di stimolo per il cammino dell'Associazione .
spirito, la stessa missione, lo stesso
sforzo di far presente oggi tra i giovani, il cuore apostolico di Don Bosco : conoscendo il nuovo testo delle
nostre Costituzioni e Regolamenti,
vi accorgerete di questo .
Come l'abbiamo sentito e accettato, questo Congresso è servito per
chiarire e per approfondire la nostra
identità salesiana, l'essere, il vivere
come Cooperatore Salesiano ; questo
incontro ha avuto la virtù di confrontarci con la proposta fondamentale
che ci ha fatto il Signore, «essere salesiani nel mondo» . Il Congresso ci
ha offerto l'opportunità, lo spazio
per riflettere sul presente e sul futuro dell'Associazione qui in Italia . Il
realismo della situazione, l'adesione
e fedeltà alla vocazione, l'impegno
per i giovani sono certamente parte
di questa lettura, guardando specialmente il futuro personale e associativo .
In questo clima di riflessione, di
preghiera e di famiglia, vorrei richiamare la vostra attenzione su alcuni punti di interesse vocazionale .
I. Il Regolamento
dei Cooperatori Salesiani
Non è indifferente per noi questo
momento della storia dell'Associa-
Don Sergio Cuevas rivolge il suo saluto e
il suo messaggio al Cooperatori d'Italia.
zione : la revisione della Regola di
Vita o Regolamento . È un dono di
Dio, per chi si apre all'azione dello
Spirito, è un dono di Dio per chi ac-
1/17
cetta di vivere, in pienezza d'impegno, questo progetto di santità .
Questo Regolamento, maturato
nello sforzo di Don Bosco di fedeltà
allo Spirito di Dio e alla storia dei
suoi giovani, è motivo oggi della nostra risposta come figli di Don Bosco, per consolidare estendere, e per
approfondire in noi ed in altri, questo progetto di santità salesiana e secolare .
A questo proposito sono opportune
alcune considerazioni sul Regolamento che oggi abbiamo discusso e
che domani verrà revisionato ed approvato.
Questa Regola di vita, appare
come il Codice dell'Alleanza tra lo
Spirito Santo e un gruppo specifico
nella Chiesa : è un libro di vita, spiritualmente direttivo, aperto e collocato nel livello più alto della vita
cristiana secolare ed impegnata :
esige pertanto la conoscenza, l'apprezzamento personale e la fedeltà
nel quotidiano . Diventa così una forte esperienza di Vangelo .
Infatti :
1) È un cammino vocazionale : è
un modo insigne per rispondere ad
una chiamata . Questa Regola di vita
ci offre un'immagine completa della
propria vocazione, e lo fa con certezza ed autorità .
Rifacendosi al Fondatore, sviluppa con autenticità l'itinerario evangelico per vedere i valori e i dinamismi spirituali ed apostolici ; offre
una piattaforma di sicurezza spirituale che sostiene e stimola la creatività di chi s'impegna in questa decisione di vita .
Inoltre, come Regola, orienta in
forma stabile la ricerca della pienezza della carità, specialmente pastorale, salesiana . Guida con realismo
lo sforzo ascetico e fa crescere nello
Spirito del Fondatore .
È, in qualche cosa, una ispirazione
dello Spirito che offre al Cooperatore una modalità stupenda per vivere il suo impegno cristiano . È una
proposta di vita, alla quale si risponde con una vita veramente impegnata .
2) È un modello carismatico : lo
Spirito Santo nel dono alla Chiesa di
questa vocazione specifica, fa sì che
questo strumento - la Regola di
vita - definisca i tratti fondamentali del carisma, come espressione
2 /18
unitaria di questa vocazione ; supera
così qualsiasi diversità culturale .
Come forza di unità carismatica
integra e fa convergere i dinamismi
personali in una vera unità personale peculiare, dove Cristo, il Signore, è il centro principale, esistenziale
di chi è chiamato a vivere questa
chiamata . Chi opera unito a Cristo
rende nuova la storia e diventa motivo di salvezza di molti, specialmente dei giovani . Quindi, comporta una
forza per vivere la propria integrazione personale, centrata nel Signore Gesù, e fa sì che il Cooperatore,
nella trasparenza della sua vita, diventi una persona completa, fattore
di unità nell'esperienza dello Spirito
e della missione salesiana, e testimonianza di unità vocazionale nella
Chiesa nel Servizio ai giovani .
3) È un costante confronto col
Vangelo : la Regola di vita indica
con concretezza e realismo le scelte
da fare per vivere oggi il Vangelo,
segnala gli elementi ascetici e pr tici per assimilare lo spirito del Fofidatore, rende chiara la mente e il
cuore del Cooperatore, come laico
impegnato, mettendo al confronto la
propria missione salesiana con altre
possibilità di vita e d'impegno culturale ed apostolico .
Offre delle possibilità di espressioni profetiche per saper annunciare il
vero servizio all'uomo, ai giovani, e
per saper denunciare con coraggio
quando la legge del Signore non è rispettata o quando si calpestano i diritti della persona nella odierna società . Indica i mezzi e gli atteggiamenti per una testimonianza fedele,
umile e valida per il nostro tempo .
È sostegno nelle difficoltà, ed è
cammino di pace interiore e di gioia
spirituale nella ricerc della volontà
di Dio . È la chiave di in rpretazione
per amare e salvare i gio ani, come
inquietanti ed esigenti destinatari
dentro le problematiche vissute da
una società in trasformazione culturale, sociale e politica . La Regola
di vita è il modo concreto, salesiano,
per vivere con sincerità il Vangelo di
Gesù Cristo .
In sintesi : la volontà del Signore,
manifestata attraverso la Regola di
vita, secondo l'ispirazione di Don Bosco, non esonera, non toglie l'iniziativa, né la responsabilità personale .
Liberamente si entra nell'Associazione, liberamente si rimane e libe-
ramente si può andare via . Ognuno
sappia rispondere con responsabilità
alla chiamata del Signore . La Regola non tratta di una enumerazione
di cose da fare ; ma è un ideale da
raggiungere, è un compito da sviluppare, è una missione da portare
avanti come cammino di santità e di
salvezza .
Allora, come comportarsi di fronte a questa Regola di vita?
1) Conoscenza e studio . La Regola
di vita è un impegno serio, personalizzato ; suppone una conoscenza
adeguata delle mete che si vogliono
raggiungere, e dei mezzi che si desiderano adoperare .
Quindi
si richiede una conoscenza attenta, personale, costantemente aggiornata ed illuminata attraverso dei
commenti, studi e orientamenti validi . Questa conoscenza fa parte di
una cultura salesiana, di sintesi tra
la storia che si vive e i valori e le
scelte proprie dell'impegno preso .
Inoltre si deve estendere alla propria famiglia, al gruppo o Centro di
riferimento salesiano in modo da garantire un certo livello culturale necessario per le intese, gli accordi e i
lavori comunitari .
Ignorare la propria Regola di vita
è segno di disinteresse vocazionale,
è manifestazione di decadenza spirituale ed apostolica, è indice di superficialità nel modo di far conoscere le proprie convinzioni e scelte nella vita di ogni giorno .
2) Simpatia e coerenza verso la
Regola di vita : implica condividere
la stessa visione, gli stessi sentimenti, e la stessa missione del Fondatore ; è amare Don Bosco, e con Lui
amare Gesù Cristo, la Madonna, i
giovani bisognosi ; è dimostrare stima verso il patrimonio spirituale e
apostolico ricevuto da Don Bosco e
viverlo coerentemente in famiglia .
Simpatia, infine, per chi vi accompagna in questa vocazione : i vostri
fratelli salesiani e le Figlie di Maria
Ausiliatrice ; simpatia e cordialità
verso ogni gruppo della Famiglia Salesiana .
3) Limpida e generosa adesione :
se c'è vera conoscenza e sincero apprezzamento, allora ne segue una
adesione attiva, operosa, creativa
che incarna ogni giorno questo pro-
getto di santità,; l'adesione personale, cosciente, testimoniata, è frutto
di un movimento interiore, libero, di
sintesi convinta, che dimostra coerenza con quello che si conosce . Nella pratica quotidiana si vive quello
che si scopre come necessario e si
ama anche nel sacrificio.
L'adesione generosa porta al raggiungimento dei fini . La missione diventa una realtà che influisce nel destinatario, insieme ad una spiritualità apostolica che si fa robusta e
contagiosa . L'adesione, inoltre, rende operativa un'adeguata pedagogia
per saper intervenire nel tessuto ecclesiale e sociale, con la saggezza
dell'uomo di Dio .
cora il nostro pensiero : è un
invito .
triplice
a) Assumete, oggi, più che mai,
questa eredità vocazionale, con la
piena coscienza che si tratta di un
Dono di Dio.
Questo implica perspicacia per
scoprire la profondità, la larghezza,
l'ampiezza del Dono di Dio . È in gioco la fede adulta, responsabile del
vostro SÌ al Signore. Un'eredità si
riceve col cuore aperto, viene apprezzata, si guarda secondo l'intenzione del donatore, ci si confronta
con la qualità e la ricchezza del
Dono . Si riflette, si vive, si fa esperienza per rendere qualitativamente
valida questa eredità nell'impegno
L'eredità, anche nell'ordine carismatico familiare, va curata e consegnata arricchita agli eredi, ai posteri .
Questa eredità va vissuta in Comunione : in unità di spirito e di missione .
Don Bosco ha vissuto fortemente
la passione per l'unità e la comunione della Famiglia che ha ereditato il
Dono di Dio .
L'unità e la comunione è un'esigenza non secondaria nei piani di
Don Bosco . «La comunione è indiscutibile . Il collegamento con Don
Bosco e con la Congregazione non
può essere messo in dubbio . La missione da compiere dall'Associazione
perché risponda alla sua costituzione, rendono indispensabile e ricercata l'unione con i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice . Non sono
possibili i Cooperatori staccati dalla
corrente di simpatia, di spiritualità e
di apostolato salesiani» (Martinelli,
Costruire insieme la Famiglia Salesiana, 377) . «Dal 1888, dalla morte di
Don Bosco, la storia dei Cooperatori
si fa con la storia della Congregazione, mettendo subito in chiaro un atteggiamento che è nelle origini, nell'atto della fondazione stessa e dal
quale non si può prescindere in nessuna circostanza» (ivi, 364) .
b) L'essere cooperatore salesiano e
Cooperatore di Don Bosco esige, tra
le altre connotazioni attuali un deciso itinerario spirituale ed eccle-
siale .
Il Rettor Maggiore insieme al Giovani Cooperatori di Subaugusta-Roma .
II. Uno sguardo al futuro
L'associazione dei Cooperatori Salesiani dell'Italia, nel suo futuro, è
nelle vostre mani . È un'opera dello
Spirito, consegnata a voi, per renderla storicamente attuale e feconda nella salvezza «dei giovani poveri, abbandonati e pericolanti» .
Noi, della Famiglia, i Salesiani, il
titolare del Dicastero per la Famiglia Salesiana, saremo insieme con
voi, assecondando i piani di Don
Bosco .
Tuttavia, come confratelli (e, in
questo caso, come responsabile di
questo settore) vogliamo dirvi, an-
compiuto . Si tratta di saper rispondere come nella parabola dei talenti : cosa farò con questo 'Dono, in
quest'ora della mia esistenza, a questo punto dell'itinerario della mia
vita?
Il rendimento personale di questa
eredità passa, in questo caso, attraverso la dimensione, l'ambito e le
esigenze del mondo secolare . Questa
eredità è al servizio della salvezza
del mondo, e quindi dovrà assumere
i tratti e l'esperienza del laico . Merita di essere inculturizzato nel secolare per purificare, realizzare e
rendere questo mondo aperto alla
trascendenza .
Oggi non si avanza nella testimonianza e nel servizio ai fratelli, senza
una forte e consistente esperienza di
fede . Qualsiasi movimento laicale,
ecclesiale, o gruppo organizzato a livello ecclesiale fonda la sua esistenza in una forte e robusta spiritualità
di taglio evangelico (e Salesiano, per
noi) . La Chiesa cresce anche con il
ritmo e il passo del laicato . L'uomo
quotidiano, l'uomo in situazione, è
più facilmente raggiunto in vista della salvezza, dal laico . . . Moltissimi
uomini non possono né ascoltare il
Vangelo, né conoscere Cristo se non
per mezzo dei laici che siano loro vicini (AG 21) .
«È evidente che la fecondità dell'apostolato dei laici dipende dalla
loro unione vitale con Cristo» (387) .
La fonte unica e definitiva dell'apostolato del credente è solo il Cristo .
Non c'è bisogno di altra deputazione» .
3 /19
«Ciascuno è chiamato per nome,
ricevendo doni e carismi propri per
il bene di tutti . Divenuto «nuova
creatura» in Cristo, e quindi partecipe del suo amore missionario, il
laico credente non deve attendere
un mandato più o meno esplicito per
impegnarsi
apostolicamente ;
in
realtà il mandato primo e inalienabile è fatto risuonare potentemente
dallo Spirito nella profondità dell'essere cristiano» (390) .
Vita spirituale esige un impegno
eucaristico, mariano, liturgico, capacità di discernimento, di vita di
preghiera, amore alla Parola di Dio,
carità pastorale verso i giovani, ecc .
c) Essere cooperatore salesiano
implica rendere testimonianza cristiana nel centro della vita umana .
Siete chiamati a fare esperienza salesiana nel cuore della società, nel
centro del tessuto sociale, economico, politico, familiare, creaturale .
Siete invitati a preoccuparvi dei giovani, là dove si decidono le politiche
e le strategie che incidono sul mondo
dei giovani : scuola, lavoro, tempo libero, amicizia, cultura popolare, comunicazione sociale, orientamento
vocazionale ; ed anche dove emergono i grandi problemi : la disoccupazione, la droga, la frammentarietà sociale, familiare, lo scontro di
generazioni, l'educazione all'amore,
le ideologie, i problemi della pace, il
destino dell'uomo, la fame, il sottosviluppo, il progresso scientifico, il
nichilismo, il rifiuto della vita, ecc .
Contemplando Don Bosco, ed essendo portatori dell'amore di Dio ai
giovani, siete chiamati ad essere
persone che amano la storia per trasformarla, per rendere «abitabile»
lo spazio e l'incontro sociale :
- studiare e riflettere sulla realtà, le trasformazioni socioculturali,
ecc . ;
- scoprire la capacità e la forza
del nostro intervento come cristiani
impegnati .
Qui conta il senso dell'urgenza del
Regno, l'amore sacrificato del Buon
Pastore, l'assumere i problemi dell'uomo, del prossimo, come propri . . .
«Il destino del mondo è nelle mani
di Dio, ma anche nelle mani dell'uomo . La storia del mondo è, in gran
parte, la storia della libertà umana .
Ecco perché siamo invitati a vivere
col cuore salesiano i misteri dell'Incarnazione e della Resurrezione .
4 /20
Cristo ha vinto le forze del male e ha
immesso nella storia «la potenza della Resurrezione, cioè una forza di liberazione e di rinnovamento dell'uomo e del mondo, una forza che fa
nuove tutte le cose» (AG 21) .
Vi invito quindi a penetrare con il
cuore oratoriano, nel centro della
vita della società italiana e della
Chiesa, con la forza spirituale ed
apostolica che animava, e spingeva
Don Bosco :
- valorizzare lo studio e le decisioni programmate ;
- dare respiro ampio, intelligente, con degli impegni validi, ai Gio-
vani Cooperatori ;
- acquisire l'esperienza dell'essere animatori laici .
È un atto di disponibilità vocazionale . . . - e guardate - se noi diventiamo dei sordi e dei muti di fronte
alle sfide dei giovani in questa società, il Signore susciterà altre forze
più audaci, più forti, specialmente,
più pronte a servire e a salvare . A
voi la risposta . A noi l'impegno di
non mancare nell'animazione e nello
sforzo per la vostra santità salesiana .
D. Sergio Cuevas
Consigliere generale F.S . e C .S .
«Pellegrinaggio in Terra Santa»
4-11 aprile
per CC . e amici F.S.
• Un'esperienza forte di fede .
• Un'occasione per partecipare alle solenni
liturgie pasquali
Signore.
nella terra benedetta dal
• Un momento di fraterna amicizia con altri
pellegrini .
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doppie .
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Marsala, 42 - Roma - Tel . 4950185 entro febbraio
in collaborazione con la Direzione di «AVVENIRE» è stata organizzata una campagna di diffusione del quotidiano cattolico .
Per un mese verrà inviato gratuitamente ai lettori del BS . CC . copia del giornale.
Fedeli al nostro spirito cooperiamo per la diffusione della stampa cattolica .
Roma, Solennità dell'Immacolata, 8 dicembre 1984
AI COOPERATORI SALESIANI
e, per conoscenza,
ai MEMBRI di tutta la FAMIGLIA
Cari Cooperatori;
oggi, 8 dicembre, ho avuto la gioia di promulgare la Regola rinnovata dei Salesiani . Considero
questa data mariana come un felice auspicio di futuro per tutta la famiglia .
Ho chiesto insistentemente a Maria, nostra Maestra e Guida, che anche voi possiate arrivare,
presto e bene, al traguardo finale del vostro Regolamento rinnovato .
Intanto, preso atto dell'iter proposto dalla Consulta mondiale per la celebrazione dei precongressi locali, ispettoriali, nazionali e regionali, e avendo costatato che essi sono già stati attuati - in
forma positiva e fruttuosa -, considero giunto il momento di convocare il
2° CONGRESSO MONDIALE DELL'ASSOCIAZIONE
dei Cooperatori Salesiani
nel «Salesianum» di Roma (Pisana 1111) dal 29 ottobre al 4 novembre 1985 .
È a tutti noto che il «Regolamento» dato da Don Bosco ai Cooperatori nel 1876 è stato aggiornato al Concilio Vaticano II e al Capitolo Generale Speciale dei Salesiani (1971) nel «NUOVO
REGOLAMENTO», promulgato dal mio predecessore, don Luigi Ricceri, nella Pasqua del 1974 .
Dopo oltre dieci anni di sperimentazione è opportuno che esso possa venir perfezionato da ulteriori
arricchimenti che lo rendano ancora più stimolante e attuale, infedeltà allo spirito del Fondatore .
Le proposte di modifica, opportunamente studiate da una Commissione internazionale preparatoria, saranno presentate ai Congressisti . La presenza dei massimi responsabili, il bagaglio di esperienze nuove e l'apporto delle varie aree culturali saranno validi elementi per la ricerca di una più
efficace vitalità ecclesiale dell'Associazione .
Nel programma del Congresso è anche prevista una presentazione dello stato dell'Associazione,
una relazione su «La missione del Cooperatore tra i giovani» e la verifica degli impegni assunti nel
Congresso del 1976 .
Dopo questo evento incomincerà per l'Associazione, come è già iniziata per gli altri Gruppi
della Famiglia, una tappa nuova di maggior concretezza e slancio nella testimonianza della Vocazione Salesiana.
Lo Spirito Santo, fonte viva di tutti i carismi, visiti il Congresso con la sua santificatrice potenza .
Maria Immacolata, Ausiliatrice e Madre della Chiesa, Don Bosco, i Santi e Beati della nostra
Famiglia, e i Cooperatori avviati all'onore degli Altari, intercedano per l'esito dei lavori e li rendano
fecondi a bene «dei piccoli e dei poveri» a cui siamo stati inviati per l'edificazione del Regno .
Abbiate fiducia, il Signore è con voi!
Cordiali saluti a nome di tutta la Famiglia Salesiana .
Con affetto e riconoscenza,
Don Egidio Viganò
Rettor Maggiore
5 /21
VITA DELL'ASSOCIAZIONE
CENTRO COOPERATORI SALESIANI - ISTITUTO « S. C(10RE» Ruvo (Bari)
Relazione «Giornata Trelew»,
12-11-1984
Si premette che il nostro centro è un paese agricolo . Si avvicina novembre, mese dedicato
alla Missione di Trelew per la
quale ci è difficile una buona raccolta di Offerte ma più facile contribuire con il «Laboratorio Mamma Margherita» . Infatti alla fine
dell'anno sociale invieremo un
comleto d'Altare : tovaglie, camici, purificatoi, ecc .
Guardiamo il programma annuale :
in dicembre c'è il «Natale dei
Cooperatori» e bisogna arrivarci
con le macchine . . . il pullman
spara una grossa somma ;
ci sono gli auguri alla Direttrice
e Comunità, con un pensiero
concreto che facciamo con spirito di fraternità ;
in gennaio abbiamo il 1 ° raduno annuale e il ricavato si invia
al Rettor Maggiore ;
in febbraio: la GIORNATA
MISSIONARIA
SALESIANA,
ecc . . .
Ci chiediamo : volendo inviare
anche una modesta offerta, svuotiamo la cassa o iniziamo dal primo incontro formativo a chiedere
offerte?
Ecco che una giovane aspirante vicina alla PROMESSA sugge6/2 2
Giornata di trelew dei CC di Ruvo - D . G. De Biase Giuseppe tiene la relazione ai partecipanti
sul tema delle missioni.
risce:sorteggiamo un quadro, lo
dipingo io . Nel giro di una settimana il quadro è pronto, gli fanno mettere una bella cornice . I
GG.CC. preparano le scritte per il
salone.
Così, lunedì, 12 novembre, ci
ritroviamo tutti, adulti e giovani
nel salone dell'Istituto . Una Consigliera parla con calore della
Missione di Trelew, come del resto altre volte ; prospetta l'iniziativa del sorteggio e si comprano i
biglietti, non si arriva a metà
blocchetto . Il Salesiano tratta l'argomento mensile, seguono interessanti interventi, infine il sorteggio . Il fortunato professor Biagio
Bruni è contento . Scattano le
foto . Ricavato? L. 150 .000 .
Una somma modesta, ma meglio che niente .
Accludiamo delle foto che preghiamo anche di pubblicare su
COOPERATORES a cui il Centro
è abbonato e al «Bollettino Salesiano», per incoraggiamento e
stimolo dei nostri cooperatori, affinché il prossimo anno si possa
fare qualche cosa in più per la
nostra cara Missione di Trelew .
Ruvo, 10 dicembre 1984
Le Consigliere locali
e la Delegata locale
Suor Bianca Guillaro
F.M.A .
VASTO, 13-12-1984
Sono ormai dieci anni che il laboratorio «Mamma Margherita»
di Vasto con la collaborazione dei
Cooperatori salesiani e l'aiuto di
alcune signore di buona volontà
organizza una mostra-mercato di
lavori artigianali eseguiti da loro
stessi.
Vi sono esposti magnifici ricami, merletti eseguiti a tombolo
e con l'uncinetto, maglie e lavori
in pittura .
La mattina dell'8 dicembre,
giornata tanto cara ai salesiani, è
festa grande in parrocchia per l'apertura della mostra .
Non manca il saluto del sindaco, del direttore salesiano e la
benedizione del parroco .
Quest'anno l'inaugurazione è
stata particolarmente solenne per
festeggiare il decimo anno .
II «nastro» è stato tagliato da
don Stella Lidney uno dei fondatori della comunità salesiana di
Vasto, giunto apposta da Manoppello .
Alle signore che con il loro lavoro permettono la realizzazione
di questa iniziativa, è stato consegnato un diploma ricordo .
Tutto il ricavato della vendita
dei prodotti è donato in beneficenze, specialmente alle missioni
più povere .
Quest'anno nelle giornate di
esposizione, è stata inserita una
lotteria, il cui ricavato sarà donato alla comunità Incontro (per
il recupero dei tossicodipendenti)
di Ortona .
I Cooperatori di Vasto, fedeli
allo spirito di Don Bosco, hanno
scelto quelli che forse oggi sono i
giovani più «poveri e abbandonati » .
Una cooperatrice
Incontro ad Arborea
Domenica 20 gennaio 1985, si
è svolto ad Arborea un incontro
tra i Cooperatori della Sardegna .
Ha partecipato ad esso il Delegato Nazionale don Alfonso Alfano . Si è trattato di un incontro
di fraternità, il primo dell'anno sociale 1984-85 .
Centoventi Cooperatori sono
Un gruppo
Tre ? di animatori missionari di Ruvo con un quadro che vale . .e una «buona colletta»
per
w.
convenuti ad Arborea, presso l'Istituto Salesiano, provenienti da
quasi tutti i centri dell'isola .
Il tema dell'incontro è stato il
tema della strenna annuale del
Rettor Maggiore per il 1985, che
pone in evidenza lo spirito delle
Beatitudini che deve animare i figli spirituali di Don Bosco nell'anno internazionale dei giovani .
Don Alfano ha esordito facendo un quadro della condizione
giovanile oggi, rilevandone le luci
e le ombre, i motivi di speranza
nonostante le incertezze e le miserie che in essa si riscontrano e
che attanagliano la vita di molte
giovani esistenze .
Una costatazione amara : oggi i
giovani non fanno più notizia, o
non fanno più notizia come la facevano alcuni anni addietro . C'è
una specie di indifferenza per i
problemi giovanili che serpeggia
sia nella società civile, sia nella
comunità ecclesiale .
Ha, ancora, insistito affinché i
figli di Don Bosco sappiano vedere in ogni situazione più ciò
che è positivo di ciò che è negativo, e cerchino di far leva su ciò
che porta a sperare per operare
in modo fruttuoso .
Cercando di vedere ciò che
manca alla generosità a volte
eroica, dei giovani d'oggi, don
Alfano non ha esitato a riconoscere nell'assenza di Cristo, il
vuoto che crea tanti scompensi
ed avvilimenti nel mondo giovanile del nostro tempo .
Poi è passato ad illustrare le
Beatitudini che Matteo ci ha descritto nel suo Evangelo .
Non potevano mancare alcune
considerazioni sul tema della riconciliazione che proprio in quest'anno la Chiesa italiana si accinge a studiare e meditare.
Prima della relazione del Delegato nazionale il visitatore per la
Sardegna don Varese aveva rivolto alcune parole di saluto e di augurio, ed ancora spronato tutti
alla preghiera per le vocazioni .
C'è stata anche una parola rivolta ai Cooperatori Sardi con7 /23
VITA DELL'ASSOCIAZIONE
venuti, da parte del Segretario
Coordinatore Ispettoriale uscente
Silvio Milia che ha voluto richiamare alcuni punti :
- preghiera per le vocazioni,
per le missioni (in particolare Trelew), per il congresso mondiale
da parte dei Cooperatori malati
che offrono la loro sofferenza al
Signore ;
- diffusione della buona
stampa (in particolare Mondo
Nuovo) ;
- formazione;
- Anno internazionale dei
giovani .
Concludendo ha presentato i
risultati delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Ispettoriale .
Per ultimo ha preso la parola il
Delegato Ispettoriale don Casti
che ha insistito sulla preparazione
per l'anno 1988 anno centenario
della morte del nostro Santo Fondatore.
La celebrazione eucaristica ha
concluso la mattinata.
Nel pomeriggio si è avuto un
«recital» curato da alcuni giovani
Cooperatori e dal «gruppo degli
incontri di amicizia e spiritualità» .
Ha avuto termine così una fraterna giornata Salesiana dei Cooperatori Sardi .
Non ci sono stati discussioni e
dibattiti . Si è voluto solo avere un
incontro fra fratelli nel nome dei
loro Padre comune, Don Bosco.
Silvio Milia
La proposta di « Strade Nuove »
Un quadrimestrale originale e
vivace di documentazione di attività è pubblicato dai GG .CC. di
Nizza Monferrato .
Vi leggiamo iniziative di forte
impegno apostolico e incontri di
festa vissuti in amicizia e in . ..
umorismo .
Fatevi ancora sentire ... e magari anche «vedere» in qualche
fotografia .
8/24
Giornata di spiritualità
e di amicizia
Incontro annuale
Delegati Ispettoriali S .D .B
Domenica 20 gennaio si è
svolta a Maddaloni (Caserta) la
seconda giornata di spiritualità
per GG .CC. della Campania e
della Basilicata.
Nell'Auditorium della scuola
media locale D . Italo Sammarro, accolto con simpatia ed affetto dai molti giovani presenti,
ha commentato la Strenna dell'anno .
Il tema è stato approfondito in
gruppi di studio e conclusioni in
comune .
Il pranzo al. . . sacco, la «ricreazione», come sempre, sono stati
occasione piacevole di fraternità
• di festa .
La preghiera di Vespro ha concluso la giornata.
Il 5 febbraio si è tenuto a
Roma l'incontro annuale del Settore CISL F.S., riservato ai Delegati Ispettoriali Salesiani d'Italia,
che ha il compito, sotto la responsabilità dell'Ispettore della
«Romana», di coordinare, a
nome della CISI, il servizio di animazione, presso i Cooperatori e
gli Ex Allievi .
Presenti D . Sergio Cuevas e D .
Mario Prina sono stati esaminati
alcuni punti :
- La F .S . nel territorio alla
luce del C .G. 22 .
- La crescita della laicità nel
CC.
- Scelta e formazione dei
nuovi CC .
- Aspetti organizzativi . Comunicazioni .
- Iniziative varie a livello nazionale .
« Tra di noi »
• il titolo del foglio di collegamento per i CC dell'Ispettoria
Centrale . Congratulazioni!
• uno strumento di informazione e di comunicazione utile ed
efficace . Aiuta a crescere nell'unità, stimola ed incoraggia a sostenere iniziative e favorisce l'interscambio della Famiglia Salesiana.
Interessante per gli obiettivi
che si pone è l'indicazione dell'itinerario formativo ; è la strada da
percorrere per la preparazione
alla Promessa .
Dal vostro giornalino apprendiamo anche che sono ripresi i
lavori alla casetta di S . Domenico
Savio .
Il vostro S .O .S merita una
maggiore conoscenza .
Perché non inviarci ulteriori
• dettagliate informazioni sul
Progetto, sulla conduzione e finalità della casa, corredate da fotografie?
Per gli Aspiranti Cooperatori
del Lazio
L'Ufficio Ispettoriale CC del Lazio ha organizzato degli incontri
formativi per preparare i nuovi
CC alla «Promessa» .
È un momento insostituibile
per la vitalità dell'Associazione e
per la qualificazione e formazione
dei nuovi associati .
Gli Aspiranti CC sono invitati
ad approfondire insieme le motivazioni di fondo della vocazione
laica, lo spirito apostolico con
cui è vissuta tale vocazione e le
strutture organizzative dell'Associazione.
Gli incontri sono tenuti a
Roma, via Marsala, in orario e
giorni concordati con gli interessati stessi .
0
PRESENZA GIOVANI
COMUNIONE
COMUNITÀ
VOLONTARIATO
RIFLESSIONI
Come meravigliarsi che nelle comunità cristiane quando sono giovanilmente vive e pulsanti, germoglino, come su di un terreno privilegiato di coltura, gruppi di volontari desiderosi di mettersi al servizio della fraternità universale per
la costruzione di un mondo più giusto e più umano, secondo il provvido disegno di Dio? Il volontariato
infatti è come il segno e l'espressione della carità evangelica, che è
dono gratuito e disinteressato di se
stesso al prossimo, particolarmente
ai più poveri e più bisognosi . In
una società dalla brama dell'avere
e del possedere per consumare,
voi avete compiuto una scelta tipicamente cristiana : quella del primato del donare . È nel mistero della libera e totale donazione di Cristo al Padre e ai fratelli che il vostro volontariato ha la sua fonte e
trova il suo alto e convincente modello . « Cristo ha dato la sua vita
per noi» - scrive l'apostolo San
Giovanni, che da tale costatazione
trae la conseguenza : «anche noi
dobbiamo dare la nostra vita per i
fratelli» (1 Gv 3,16) . Divenuti discepoli e imitatori di Cristo, voi vi mettete al servizio dei fratelli non solo
per realizzare la giustizia sociale,
ma spinti in primo luogo da «quella forza più profonda che è l'amore» (Encicl . Dives in misericordia,
n. 12) .
Dev'essere precisamente questa
dimensione di fede e di carità a
qualificare la vostra opzione e a
conferire un'impronta tutta speciale al vostro progetto di vita e al vostro stile d'azione di volontari cristiani.
Vorrei invitarvi ad approfondire
e ad interiorizzare nella meditazione, nella preghiera, nella celebra-
Il volontario è segno della carità evangelica .
In una società dominata dalla brama dell'avere e del
possedere per consumare il volontario fa una scelta tipicamente cristiana, afferma il primato del donare,
esplica la sua missione a servizio dell'uomo .
Al volontario che deve essere munito di una specifica
competenza professionale e tecnica e contare su di una
personalità matura è necessario un adeguato tempo di
formazione.
zione eucaristica in una continua
conversione ai valori evangelici,
questa motivazione fondamentale,
che dev'essere e rimanere alla
base delle vostre scelte . Da essa
potete attingere sempre nuova ispirazione e nuove energie creative .
In tal modo la vostra opzione di
vita non nascerà da un vuoto esi-
stenziale per andare verso una
evasione, ma scaturirà da una pienezza spirituale, per orientarsi verso la costruzione del Regno di Dio .
Voi non intendete esportare
ideologie, o imporre modelli culturali . Voi guardate con simpatia e
amore l'uomo nella sua concretezza e nella vera e totale realtà del
Uno dei tanti momenti di contatti del Papa con i giovani .
9 /25
suo essere e del suo destino . La vostra missione è di favorire una presa di coscienza della dignità umana e cristiana integrale, che promuova un processo di maturazione
della comunità nella quale vi inserite .
Questo sviluppo il cristiano non
lo riduce alla sola dimensione economica, sociale, culturale e politica, per importante ch'essa sia . Se
infatti l'attività rimanesse limitata a
questo solo piano essa sarebbe insufficiente e rischierebbe di risultare ambigua . Nell'orizzonte della
fede, che vi ha fatto scoprire in Cristo che cos'è l'essere umano e quali sono le sue esigenze ed il suo fine
supremo, voi esplicate la vostra
missione a servizio dell'uomo nella
sua totalità di essere materiale e
insieme di soggetto trascendente,
creatura di Dio, redento da Cristo,
chiamato alla comunione di vita
con Dio e alla fraternità universale,
sul fondamento della giustizia e
dell'amore .
Chi lo affronta deve essere, perciò, munito di una specifica competenza professionale e tecnica, e
deve soprattutto poter contare su di
una personalità matura . Non ci si
può improvvisare «volontari» solo
sulle ali dell'entusiasmo, senza le
necessarie e comprovate qualità di
carattere . Tale servizio, infatti, esige spirito di povertà, capacità di
prestare la propria opera senza
ostentazione, ma con discreta e
cordiale amicizia . Esso postula ancora allenamento al sacrificio, atteggiamento di ascolto, sensibilità
ai valori culturali e spirituali dell'ambiente, prudenza nei giudizi,
discernimento nelle scelte, testimonianza di vita autenticamente
cristiana. Solo a queste condizioni
sarà possibile aiutare i fratelli e
le comunità a «crescere», fino a
divenire i protagonisti della loro
storia .
Giovanni Paolo II
ai Soci del FOCSIV
«LA PACE ED I GIOVANI
CAMMINANO INSIEME»
Ai CC è stato affidato, come oggetto di riflessione, il tema del Volontariato, un aspetto concreto dello studio del piano pastorale Comunione e Comunità . L'opuscolo
1 0 /26
il volontariato richiede sacrificio e disponibilità a tutto .
preparato dall'Ufficio Nazionale è
quasi esaurito, segno evidente di
interesse per questo strumento di
lavoro .
Ma un anno di semplice studio,
di incontri, di conferenze . . . deve
servire a creare tra di noi una coscienza cristiana di servizio, deve
maturare menti e cuori apostolici
tra tutti gli associati, è una campagna contro l'intimismo, contro
l'egoismo, contro ogni forma di pigrizia .
È l'invito «ai fatti», senza fermarsi alle parole .
Ai Centri locali non manchi in-
ventiva e generosità!
Per la giornata della Page del lo
gennaio il Papa ha scelto un tema
suggestivo e ben intonato all'anno
dei giovani e al nostro attuale cammino : «la pace e i giovani camminano insieme» .
Non sono mancate e non mancheranno un po' ovunque manifestazioni, aggregazioni di ogni tipo
e cultura, contro la violenza e la
guerra, a favore del disarmo e della pace . È tutto? Non credo .
Il pacifismo superficiale è il peggior nemico della pace .
È il rischio di chi agita bandiere
La Giunta nazionale ha avviato una seria revisione, alla
luce anche del tema dell'anno, dell'impegno missionario dell'Associazione .
Sono molte e varie le iniziative del settore : Trelew, Noi
per loro (India), Progetto Africa ...
Si sente l'urgenza di una verifica e di una Proposta unitaria sul volontariato laico missionario .
Si è iniziato con una serie di incontri con i Cooperatori
che hanno operato a Trelew e una prima riflessione in Giunta. Si continuerà rivedendo la struttura del settore missionario di Giunta, incontrando i GG .CC. a fine marzo e poi nel
Consiglio nazionale ad aprile.
linea questo tipo di egoismo . Per i
responsabili dell'Associazione sia
quest'anno una occasione per una
profonda verifica del proprio progetto sul volontariato laico ovunque e comunque esso si debba
esprimere .
Per tutti, specialmente i giovani
Cooperatori, resta l'impegno a tradurre nel concreto proposte di
pace e di servizio .
Riprenderemo in seguito questa
riflessione per rendere possibile
nel nostro piccolo, con l'aiuto di
Dio, il cammino dei giovani verso
una cultura di pace .
D. Alfano Alfonso
TRELEW 8-1-1985
Caro don Alfonso,
Olimpia è rientrata dopo oltre tre anni da Trelew -1Nella foto prima di partire, riceve il crocifisso dal Rettor Maggiore .
e lancia slogans, di chi si schiera
per la pace anche senza sapere
cosa sia la pace .
Occorre vivere i grandi temi del
disarmo, della pace, reagendo alla
tentazione del «pressapochismo» e
all'influsso delle facili emozioni e
costruendo una cultura di pace.
Non basta urlare «no» alla guerra,
è necessario «dire sì alla pace»,
passare da una cultura di, paura
della guerra a una cultura che ci
veda amici e costruttori di pace .
E questo è un cammino giovane
per giovani : con i giovani è possibile creare un'etica di pace, con
loro è possibile e necessario creare
una storia nuova per gli anni Duemila .
E oggi anche il volontariato si fa
messaggio per una cultura di
pace : frutto per molti di maturazione cristiana e di sensibilità apostolica, il volontariato è una presenza
giovanile fresca, libera e liberante,
è una testimonianza eccezionale
per la pace, perché scardina all'origine la mentalità della guerra. La
guerra si fa per motivi di ordine
economico, di ordine egoistico :
egoismi di gruppo, egoismi etnici,
egoismi culturali, egoismi ideologici .
Il volontariato spezza su tutta la
come promesso nell'ultima mia
lettera ti mando una relazione delle nostre manovre finanziarie .
Non sono un economista e neppure un ragioniere e forse non sarà
ben fatta però spero che sia sufficiente per dare un'idea .
La cassa dei Cooperatori, da ora
in avanti, passerà a Giuseppe già
che io tra pochi giorni partirò per
Nenquèn .
A proposito della mia partenza,
desidero conosca un poco la cosa .
Sui motivi, che ho già esposto nella
lettera precedente, non intendo
spendere nemmeno una riga, ma
per lo meno del luogo dove vivrò
nei prossimi mesi mi sembra giusto
ne sappia qualcosa .
Si tratta di una zona, della precordigliera, destinata dallo Stato a
riserva indigena dove infatti vivono
organizzate secondo il loro proprio
costume varie comunità o tribù Mapuche (questo è il nome della razza
indigena) .
C'è un padre salesiano missionario, p . Francisco Calendino, che
si occupa di questa zona, abbastanza ampia e che fa capo alla
parrocchia salesiana di Chos
Matal .
Quando ho presentato il caso al
p. Calendino, lo stesso mi ha consigliato di stabilirmi in una comunità e vivere lì, fisso, con la possibilità di muovermi secondo le esigenze in altre comunità . La riserva
dove dovrei stabilirmi si chiama
Colipilli ; è dotata di una cappellini e una abitazione al lato .
1 1 /27
Il tipo di lavoro e i tempi sono da
inventare considerato che le necessità sono molte e l'ambiente è molto
particolare e delicato e perciò ogni
programma «importato» rischia di
portare solo scompiglio .
Così, in breve, è quello che so ;
anche per me molte cose sono sconosciute ma piano piano si farà il
cammino ; credo comunque che il
Signore in questa esperienza avrà
senz'altro qualcosa da dirmi . . . e
Lui alle promesse non manca .
Bene mi sembra che è tutto .
Ti faccio tantissimi auguri per il
tuo nuovo incarico ; spero possa
trovare un valido aiuto in coloro
che ti stanno vicino ma soprattutto
in colui che chissà da quanto tem-
Durante una pausa dei lavori . . . per «riscaldare gli animi e i corpi» attorno al camino .
Foto ricordo (da sinistra) - Olimpia, D . Luciano, Maria Concetta, D . Alfonso, Rosa, Daniela, le 2 figliuole di Romano, Domenico.
po ti aveva preparato questo posto.
Quindi forza e coraggio!!!
A tutta la «truppa» manda i miei
saluti e auguri per questo nuovo
anno .
A riserntirci .
Un abbarccio . . .
Marco
INSIEME PER CONFRONTARSI
Non è facile dire in poche parole
ciò che ho vissuto in una giornata
insieme ad un gruppo di giovani
generosi. Devo farlo brevemente,
1 2 /28
pazienza .
Tutto è cominciato tempo fa
quando don Alfonso ha proposto di
incontrare tutti i «reduci» da Trelew per uno scambio di idee .
So di aver usato una brutta parola, ma è la sola che mi viene in
mente . Certo un po' di verità lo
dice : se «reduce» è colui che ritorna a casa dopo una battaglia, bisogna ammettere che loro sono ritornati da una battaglia, da una
guerra contro le miserie materiali e
morali ; però, al contrario di tanti
reduci di guerra essi vorrebbero
tornare nel cuore della battaglia . E
se non possono, per cause diverse,
rivivono quella loro vita con nostalgia, con sofferenza, nella speranza
di poter comunque contribuire alla
soluzione di quei terribili problemi .
Non è stata questa, penso, una
inutile premessa a quanto brevemente vi riferirò, bensì' un tentativo
di esprimervi il clima nel quale ho
vissuto quello poche ore con Rosa,
Maria Concetta, Olimpia, Daniela
e Oliviero .
Finalmente ho avuto modo di
ascoltarli, direttamente, e non leggere le loro lettere ; cogliere dalle
loro labbra le loro impressioni, le
loro idee sul progetto Trelew, sulla
missionarietà, sull'Associazione in
rapporto a questi problemi .
Sono stati molto schietti e ciò ha
contribuito non poco a farci un'idea più chiara di tutto, cosa non
facile per chi, come noi, è lontano,
fuori della mischia.
Ma non voglio parlare dei contenuti in quanto di essi si avrà
modo di dilungarci in altra sede,
bensì riferirvi del come siamo stati
insieme .
Siamo giunti a Corchiano (Rosa,
don Alfonso, don Luciano ed io)
dopo un non agevole viaggio in
automobile (nessuno di noi conosceva la strada) verso le 10 e 30 e
ci hanno accolti affettuosamente
Marta, la moglie di Romano, e le
sue simpaticissime bimbe insieme
a Olimpia, M . Concetta, Daniela e
Oliviero, giunti col treno da alcune
ore .
La mattinata è stata dedicata all'esame dei problemi più urgenti di
Trelew e dei limiti nella realizzazione del progetto .
Un bel coniglio alla cacciatora,
preparato da Marta è stato il
«clou» della grande tavolata che
ci ha permesso di rifocillarci, il tutto innaffiato da un buon vino e
completato da un dolce siciliano,
di cui non ricordo il nome, offerto
da Maria Concetta .
Rimessa ogni cosa a suo posto
(per preparare la tavola si era fatta una piccola rivoluzione in casa)
una bella passeggiata «post prandium» ci ha permesso di digerire
meglio e di scambiare a piccoli
gruppi idee più o meno allegrotte
(a seconda della resistenza al poco
alcool ingurgitato) per chi aveva
voglia di scherzare, mentre per
qualcuno è stata l'occasione per
approfondire quanto si era discusso in mattinata .
Una volta raccolti di nuovo intorno al caminetto si è cercato di tirare le somme e si è deciso di far
incontrare nei giorni seguenti i soli
missionari per la stesura di una serie di considerazioni e consigli in
base ai quali ricominciare la revisione del progetto Trelew e raggiungere almeno l'obbiettivo minimo che i primi anni di attività
hanno evidenziato come necessario .
Poi i saluti e via, noi verso Roma,
loro verso un meritato riposo in attesa di riprendere il lavoro, più intensamente, l'indomani .
Lo spirito di questa giornata mi
auguro si possa ricreare il 29 e 30
marzo nell'incontro per GG.C C .
che si terrà a Roma a cui parteciperanno alcuni di questi nostri fratelli tornati da Trelew .
Sarà l'occasione per confrontare
le nostre idee e la nostra generosità con chi ci proporrà concretamente un modo di spendere la nostra vita cristiana e salesiana :
come risponderemo? Spero in tanti!
Ciao .
Enzo
CONSEGNA STRENNA
ALLA F.S. DEL LAZIO
Il 13 gennaio nell'Auditorium
dell'Ateneo Salesiano in Roma il
Rettor Maggiore ha presentato e
commentato alla F .S . del Lazio la
Strenna del 1985 .
Dopo la preghiera e il canto
sono state proclamate le «Beatitudini» dal Vangelo di Matteo .
Il Rettor Maggiore ha iniziato
congratulandosi con i presenti, mai
«visti così numerosi» alla consegna
della Strenna .
Dopo l'apprezzata e applauditissima esposizione di don Egidio Viganò i giovani del Centro giovanile
Don Bosco hanno presentato un
originale recital sulla pace, tecnicamente e artisticamente valido e
ricco di messaggio .
I ragazzi hanno voluto evidenziare come si è parlato e si parla sempre tanto di questo problema e di
come purtroppo ancora non ne abbiamo preso coscienza .
Ci sembra un argomento tanto
lontano da noi, ma in effetti è intrinseco nella nostra vita quotidiana .
Il filone del recital si è basato su
interrogativi comuni come le conseguenze di una guerra nucleare, il
domandarsi cosa significa veramente e soprattutto come gli interessi egoistici dell'uomo possano
portare ad una tragica soluzione
solamente per propria autogratificazione .
L'originalità dei balletti ha fatto
da sfondo e ha coronato questo
messaggio, e ha lanciato quasi un
invito a tutti i partecipanti con la
canzone «Risponderemo» .
È una proposta fatta ad ogni singolo, è una domanda che invita ad
interrogarci, a non sopravvalutare
«la pace» considerandolo un problema degli altri, ma una richiesta
di disponibilità di cuore e quello
che è poi il messaggio evangelico
di « amore per il prossimo», ma non
quel prossimo astratto di cui si parla spesso, ma quello reale che vive
ogni giorno accanto a noi .
Diciamo quindi un bel grazie a
questi ragazzi che sono alle prime
armi, perché in quei 90 minuti di
spettacolo hanno saputo dare degli
ottimi spunti!
Daniela Nardi
CORRISPONDENZA
Carissimi Cooperatori
Gentilissime Signore
del laboratorio di Mamma Margherita!
LodZ,
Natale '84
In questi giorni, nella vicinanza delle Feste Natalizie ho sfogliato l'elenco delle persone che ci hanno
dimostrato la loro benevolenza ed il loro buon cuore .
Ne sono alquanto confuso . Ce ne sono tante tante .
Ho deciso di farmi vivo in queste specifiche circostanze e oltre gli auguri sottolineare i nostri (si tratta
di tanta gente) sentimenti di gratitudine e di riconoscenza .
Il motivo?
Abbiamo piacere costatare che il loro sforzo non è
andato in vuoto .
Le testimonianze?
Siamo riusciti a montare due Laboratori MM e gli
altri quattro stanno per spuntare . Questo processo sociale è un risultato del loro esempio e del loro discreto impulso .
Quale sarebbe quell'impulso?
I loro pacchi con tanta roba permeato del loro
apostolico cuore . Vogliamo quindi ringraziare di cuo-
re ed avvisare che loro apostoliche pratiche cominciano a portare i benedetti frutti nella terra lontana, ma
vicina al cuore di Don Bosco, e a tutta la Famiglia Salesiana . Quindi abbiamo una gioia comune . Loro,
Gentilissime Signore, possono gioire che la loro iniziativa rinvigorisce e rifiorisce in un paese lontano, in Polonia . E noi possiamo gioire che abbiamo trovato le
anime gemelle .
Vogliamo essere sinceri e non possiamo nascondere un altro fatto : la nostra presente situazione non
favorisce un pieno sviluppo di una iniziativa molto
importante e utile in mille modi per il semplice motivo che la nostra situazione economica del Paese ci
priva di molti fattori coadiuvanti . Cerchiamo però di
cavarcela . Usufruiamo tutte le circostanze favorevoli e
tutte occasioni per trovare una giusta soluzione .
Le nostre Signore dei Laboratori fanno come lo
fanno le buone Mamme . Cercano di dividere il Pane
dando a tutti secondo le possibilità e secondo i bisogni . Il resto lasciano nelle mani della Provvidenza .
Come vedono io non ho potuto coprire col silenzio ciò che si sta facendo con loro aiuto . Ho sentito il
bisogno di dar loro una piccolissima relazione di ciò
1 3 /29
Don Alessi insieme ai suoi cari
lebbrosi di Bombay è riconoscente per l'aiuto di «Noi per loro» .
che con loro sostegno, con loro pacchi hanno risvegliato . Quindi GRAZIE! GRAZIE! Il Signore conceda
loro la grazia della umana soddisfazione che il loro
sforzo non è andato nel vuoto .
Gentilissime Signore, gradiscano i miei e della nostre Signore i migliori e sinceri Auguri di BUON NATALE e FELICE CAPO d'ANNO! Gesù Bambino benedica con grande abbondanza . La materna premura
della Vergine Santissima ottenga dal Suo Divin Bambino la gioia e la buona salute nel servizio apostolico
e familiare .
Carissimi saluti ed ossequi al loro bravissimo e magnifico Assistente .
Preghiamo a vicenda . Don Bosco sia contento di tutti noi e delle Loro apostoliche premure .
D . Jozef Krol
CATHOLIC CHURCH
Sonaighuli-SAWKUCI P .O .
GUWAHATI-781 013
ASSAM - INDIA
Carissimo don Alfano,
tante grazie per il suo continuo interessamento a
nostro favore . Le siamo tanto grati e riconoscenti .
Ogni giorno La ricordo nella Santa Messa e lo farò
in modo tutto speciale la notte di Natale .
Pregheremo perché Gesù Bambino la ricomi di
tante grazie nel suo lavoro a Natale ed ogni giorno
dell'anno 1985 .
Voglia estendere i nostri auguri a tutti i suoi collaboratori e cooperatori nella sua campagna di carità .
Assicuri tutti del nostro ricordo .
Preghi per me e mi benedica,
Aff.mo in Don Bosco
Don Mario
1 4 /30
COOPERATORI SALESIANI
Ufficio Nazionale
Via Marsala, 42 - 00185 ROMA
31-1-1985
(Festa di 5. Giovanni Bosco)
Caro Amico di Mondo Nuovo,
siamo ormai al termine di gennaio e costatiamo
con soddisfazione che ci sono pervenute quasi tutte
le riconferme delle «RIVENDITE MONDO NUOVO»
per il 1985 .
Ma ora da un primo sommario esame, rileviamo
che manca il suo nominativo . Non vogliamo farLe un
rimprovero, in quanto siamo certi che questa dimenticanza sia dovuta più agli onerosi impegni quotidiani,
che alla effettiva volontà di non rinnovare la «Rivendita» . Siamo comunque ancora in tempo, purché lo si
faccia subito .
Un piccolo atto di buona volontà, procurerà un
anno di lettura cristianamente orientata, piacevole e
anche economica .
«II libro entra anche nelle case dove non può entrare il sacerdote, è tollerato perfino dai cattivi . Presentandosi non arrossisce, trascurato non si inquieta,
letto insegna la verità con calma» (Don Bosco) .
Coraggio dunque, nonostante le difficoltà .
In attesa di ricevere al più presto la sua conferma,
esprimo a nome dell'Associazione Cooperatori Salesiani la più viva riconoscenza, per la collaborazione
che offre .
Cordiali saluti .
Domenico Scafati
IMPORTANTE,
Se nel frattempo la riconferma è stata spedita, non tenga
conto della presente .
I
RICONCILIATI
IN CRISTO
E NELLA CHIESA
MONDO NUOVO
RIFLESSIONI PER VIVERE OGGI
K SACRAMENTO DEL PERDONO
in programma per il 1985
• GIOVANI, NON SIATE I GRANDI ASSENTI - 1985, Anno
dei Giovani . Ansie, speranze, responsabilità della nuova
generazione nella parola di Giovanni Paolo li .
• LA SFIDA DI SENTIRSI FRATELLI - Il perdono del Papa
ad Alì Agca, della figlia di Moro agli assassini di suo padre,
del fratello agli uccisori di Bachelet : i grandi gesti della riconciliazione in un tempo di lacerazioni profonde .
• LA SCUOLA CATTOLICA - I genitori hanno diritto, senza spendere di più, di scegliere la scuola che preferiscono
per i loro Figli? Perché solo in Italia rimangono certi anacronismi per cui l'unica privilegiata è la scuola di Stato?
• RELIGIONE E RELIGIONI - Tutte le religioni sono uguali? Attraverso a tutte si arriva a Dio?
DUE GENERAZIONI
A CONFRONTO :
DALL'ACCUSA
AL DIALOGO
r,
• MAFIA, CAMORRA, 'NDRANGHETA -La coscienza cristiana si ribella . Cosa ne pensa chi si gioca la vita in questa lotta, mons . Riboldi .
• EUTANASIA - Che significa «morire con dignità» . È lecito affrettare la fine a un malato «terminale»? Una tragica
parabola : dall'aborto all'eutanasia . Una civiltà che ha paura della vita e della morte .
• OROSCOPI, MAGIA, OCCULTISMO - Che significa il
loro «boom» nel nostro tempo? Cosa deve pensarne il cristiano? Tolto Dio, stiamo ritornando agli idoli?
• ABORTO E COSMETICI - Un allarme recente : con i feti
dei bambini abortiti si fanno cosmetici per le cure di bellezza? Rivelazioni agghiaccianti per chi crede ancora nella dignità della persona umana .
Alcuni titoli fra quelli già usciti
Gruppo Abele, Prevenire la droga
G . De Rosa, Marxismo, comunismo e cristianesimo
P . Gheddo, Perché i missionari
P . Rossano, La fede e la speranza dei cristiani
G . Perico, Di fronte alla legge dell'aborto
G . Gatti, Messaggeri di Dio nella famiglia
N . De Martini, La preghiera rivoluzione dell'uomo e dei mondo
Tosco-Macinio, Noi e il nostro bambino
G . Basadonna, Creati per amare
L . Baracco, La famiglia e gli anziani
G . Mattai, Il lavoro secono papa Wojtyla
L . Bettazzi, Il cristiano e la pace
F . Molinari, Martin Lutero ieri e oggi
N . Palmisano, Tra i giovani con coraggio
D . Colombo, Nuove religioni In Italia
S . Dianich, Cristo sì, Chiesa no?
;,etTATORi
DEL FUTURO
IRA NOI: I NOSTRI GIOVANI
CEDOLA DI COMMISSIONE
Ritagliare (o trascrivere) e spedire in busta a :
UFFICIO NAZIONALE COOPERATORI SALESIANI
Il sottoscritto
Via
CapCittàProvincia
aderisce alla iniziativa MONDO NUOVO
e si abbona a nserie di otto tascabili.
1 5 /31
BOLLETTINO SALESIANO
Quindicinale di informazione e di cultura religiosa
L'edizione di metà mese del BS è particolarmente destinata ai Cooperatori Salesiani . Direzione e amministrazione: Via della Pisana, 1111 - C .P . 9092 - 00100
Roma Aurelio - Tel . 69 .31 .341 .
Direttore responsabile : GIUSEPPE COSTA
Redattore : ALFANO ALFONSO - Via Marsala, 42 00185 ROMA - Tel . : 495 .01 .85; 49.33 .51 .
Spediz . in abbon . postale - Gruppo 2° (70) - 2$ quindicina
Autorizz . del Trib. di Torino n. 403 dei 16 febbraio 1949 . - C .C .
Postale n . 2-1355 Intestato a : Direzione Generale Opere Don Bosco - Torino . - C.C .P . 462002 Intestato a Dir. Gen . Opere Don
Bosco - Roma. - Per cambio d'indirizzo Inviare anche l'indirizzo
precedente.
UFFICIO CENTRALE COOPERATORI SALESIANI
Via della Pisana, 1111 - C .P. 9092
00100 ROMA-URELIO
RICHIESTA DI PUBBLICAZIONI
Copie
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Midali, Commento al Nuovo Regolamento
Midali, Storia e documentazione
Manuale Dirigenti e Guida formazione
AA .VV., Il Coop . nella società contemporanea
Forze vive (Atti del 1 0 Congresso mondiale)
Costruire insieme la F .S .
La direzione spirituale nella FS (Atti Settimana)
Viganò La Famiglia salesiana ( e d . it . i ngl . fr . sp .
L . 4 .000
2 .000
1 .500
6 .000
4 .000
12 .000
10.000
700
COLLANA IDEE
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Midali, Dimensione secolare dello spirito salesiano
Aubry, La vita spirituale del CS nel mondo contemporaneo
Aubry, La nostra testimonianza cristiana e salesiana
Aubry, Carta d'identità del Coop . sai .
Pedrini, Alle fonti : S . Francesco di Sales
Cogliandro, Giovani Cooperatori salesiani
Martinelli, rapporti tra Salesiani e Cooperatori
Viganò, La direzione spirituale ( e d . i t . e fr .)
Viganò, Le beatitudini evangeliche
600
500
500
400
400
500
500
500
500
COLLANA MODELLI
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Castano, Dorotea Chopitea, Venerabile
Montonati, Giuseppe Toniolo
Pasquale, Alexandrina da Costa
Borrego, Bartolomé Bianco Marquez
Martin, Francisco Benitez
Distintivo del Cooperatore
Indirizzare a :
Cognome e nome
Via
C.A .PCITTA
1 6 /32
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400
400
400
400
1 .000
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