ANNO 109 N . 4 • 2 • QUINDICINA • 15 FEBBRAIO 1985 SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE GRUPPO 2° (70) MESSAGGIO AI COOPERATORI SALESIANI D'ITALIA Frascati, Villa Tuscolana, 8 dicembre 1984 Cari fratelli, sorelle ed amici . Premesse Ho aspettato fino all'ultimo momento per intervenire . Non volevo interrompere o condizionare le vostre riflessioni . Ringrazio il Consiglio Nazionale, il Delegato per aver accettato la mia richiesta di partecipare a questo Congresso . Mi congratulo con tutti quelli che hanno preparato i contenuti e l'organizzazione di questo incontro . Sono venuto a condividere le vostre esperienze di Cooperatori . Sapevo della vostra adesione e fedeltà a Don Bosco e sono venuto ad imparare . Anche se parlo alla fine di questo Congresso, vorrei salutare ognuno di voi, ogni Centro e Consiglio Ispettoriale dell'Associazione . Vorrei avere l'efficacia della parola come Don Bosco, per dire a voi che i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice vi stimano ; vogliono essere i veri fratelli nella vocazione salesiana . . . pregano, studiano, soffrono per voi e vi accompagnano nel vostro itinerario di vita . Nel nostro ultimo Capitolo Generale, studiando Don Bosco fondatore, abbiamo ricevuto la stessa eredità vocazionale : ci unisce lo stesso Offriamo ai Cooperatori e in modo particolare ai Responsabili di animazione questa preziosa riflessione : diventi per tutti occasione di studio, di confronto, di stimolo per il cammino dell'Associazione . spirito, la stessa missione, lo stesso sforzo di far presente oggi tra i giovani, il cuore apostolico di Don Bosco : conoscendo il nuovo testo delle nostre Costituzioni e Regolamenti, vi accorgerete di questo . Come l'abbiamo sentito e accettato, questo Congresso è servito per chiarire e per approfondire la nostra identità salesiana, l'essere, il vivere come Cooperatore Salesiano ; questo incontro ha avuto la virtù di confrontarci con la proposta fondamentale che ci ha fatto il Signore, «essere salesiani nel mondo» . Il Congresso ci ha offerto l'opportunità, lo spazio per riflettere sul presente e sul futuro dell'Associazione qui in Italia . Il realismo della situazione, l'adesione e fedeltà alla vocazione, l'impegno per i giovani sono certamente parte di questa lettura, guardando specialmente il futuro personale e associativo . In questo clima di riflessione, di preghiera e di famiglia, vorrei richiamare la vostra attenzione su alcuni punti di interesse vocazionale . I. Il Regolamento dei Cooperatori Salesiani Non è indifferente per noi questo momento della storia dell'Associa- Don Sergio Cuevas rivolge il suo saluto e il suo messaggio al Cooperatori d'Italia. zione : la revisione della Regola di Vita o Regolamento . È un dono di Dio, per chi si apre all'azione dello Spirito, è un dono di Dio per chi ac- 1/17 cetta di vivere, in pienezza d'impegno, questo progetto di santità . Questo Regolamento, maturato nello sforzo di Don Bosco di fedeltà allo Spirito di Dio e alla storia dei suoi giovani, è motivo oggi della nostra risposta come figli di Don Bosco, per consolidare estendere, e per approfondire in noi ed in altri, questo progetto di santità salesiana e secolare . A questo proposito sono opportune alcune considerazioni sul Regolamento che oggi abbiamo discusso e che domani verrà revisionato ed approvato. Questa Regola di vita, appare come il Codice dell'Alleanza tra lo Spirito Santo e un gruppo specifico nella Chiesa : è un libro di vita, spiritualmente direttivo, aperto e collocato nel livello più alto della vita cristiana secolare ed impegnata : esige pertanto la conoscenza, l'apprezzamento personale e la fedeltà nel quotidiano . Diventa così una forte esperienza di Vangelo . Infatti : 1) È un cammino vocazionale : è un modo insigne per rispondere ad una chiamata . Questa Regola di vita ci offre un'immagine completa della propria vocazione, e lo fa con certezza ed autorità . Rifacendosi al Fondatore, sviluppa con autenticità l'itinerario evangelico per vedere i valori e i dinamismi spirituali ed apostolici ; offre una piattaforma di sicurezza spirituale che sostiene e stimola la creatività di chi s'impegna in questa decisione di vita . Inoltre, come Regola, orienta in forma stabile la ricerca della pienezza della carità, specialmente pastorale, salesiana . Guida con realismo lo sforzo ascetico e fa crescere nello Spirito del Fondatore . È, in qualche cosa, una ispirazione dello Spirito che offre al Cooperatore una modalità stupenda per vivere il suo impegno cristiano . È una proposta di vita, alla quale si risponde con una vita veramente impegnata . 2) È un modello carismatico : lo Spirito Santo nel dono alla Chiesa di questa vocazione specifica, fa sì che questo strumento - la Regola di vita - definisca i tratti fondamentali del carisma, come espressione 2 /18 unitaria di questa vocazione ; supera così qualsiasi diversità culturale . Come forza di unità carismatica integra e fa convergere i dinamismi personali in una vera unità personale peculiare, dove Cristo, il Signore, è il centro principale, esistenziale di chi è chiamato a vivere questa chiamata . Chi opera unito a Cristo rende nuova la storia e diventa motivo di salvezza di molti, specialmente dei giovani . Quindi, comporta una forza per vivere la propria integrazione personale, centrata nel Signore Gesù, e fa sì che il Cooperatore, nella trasparenza della sua vita, diventi una persona completa, fattore di unità nell'esperienza dello Spirito e della missione salesiana, e testimonianza di unità vocazionale nella Chiesa nel Servizio ai giovani . 3) È un costante confronto col Vangelo : la Regola di vita indica con concretezza e realismo le scelte da fare per vivere oggi il Vangelo, segnala gli elementi ascetici e pr tici per assimilare lo spirito del Fofidatore, rende chiara la mente e il cuore del Cooperatore, come laico impegnato, mettendo al confronto la propria missione salesiana con altre possibilità di vita e d'impegno culturale ed apostolico . Offre delle possibilità di espressioni profetiche per saper annunciare il vero servizio all'uomo, ai giovani, e per saper denunciare con coraggio quando la legge del Signore non è rispettata o quando si calpestano i diritti della persona nella odierna società . Indica i mezzi e gli atteggiamenti per una testimonianza fedele, umile e valida per il nostro tempo . È sostegno nelle difficoltà, ed è cammino di pace interiore e di gioia spirituale nella ricerc della volontà di Dio . È la chiave di in rpretazione per amare e salvare i gio ani, come inquietanti ed esigenti destinatari dentro le problematiche vissute da una società in trasformazione culturale, sociale e politica . La Regola di vita è il modo concreto, salesiano, per vivere con sincerità il Vangelo di Gesù Cristo . In sintesi : la volontà del Signore, manifestata attraverso la Regola di vita, secondo l'ispirazione di Don Bosco, non esonera, non toglie l'iniziativa, né la responsabilità personale . Liberamente si entra nell'Associazione, liberamente si rimane e libe- ramente si può andare via . Ognuno sappia rispondere con responsabilità alla chiamata del Signore . La Regola non tratta di una enumerazione di cose da fare ; ma è un ideale da raggiungere, è un compito da sviluppare, è una missione da portare avanti come cammino di santità e di salvezza . Allora, come comportarsi di fronte a questa Regola di vita? 1) Conoscenza e studio . La Regola di vita è un impegno serio, personalizzato ; suppone una conoscenza adeguata delle mete che si vogliono raggiungere, e dei mezzi che si desiderano adoperare . Quindi si richiede una conoscenza attenta, personale, costantemente aggiornata ed illuminata attraverso dei commenti, studi e orientamenti validi . Questa conoscenza fa parte di una cultura salesiana, di sintesi tra la storia che si vive e i valori e le scelte proprie dell'impegno preso . Inoltre si deve estendere alla propria famiglia, al gruppo o Centro di riferimento salesiano in modo da garantire un certo livello culturale necessario per le intese, gli accordi e i lavori comunitari . Ignorare la propria Regola di vita è segno di disinteresse vocazionale, è manifestazione di decadenza spirituale ed apostolica, è indice di superficialità nel modo di far conoscere le proprie convinzioni e scelte nella vita di ogni giorno . 2) Simpatia e coerenza verso la Regola di vita : implica condividere la stessa visione, gli stessi sentimenti, e la stessa missione del Fondatore ; è amare Don Bosco, e con Lui amare Gesù Cristo, la Madonna, i giovani bisognosi ; è dimostrare stima verso il patrimonio spirituale e apostolico ricevuto da Don Bosco e viverlo coerentemente in famiglia . Simpatia, infine, per chi vi accompagna in questa vocazione : i vostri fratelli salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice ; simpatia e cordialità verso ogni gruppo della Famiglia Salesiana . 3) Limpida e generosa adesione : se c'è vera conoscenza e sincero apprezzamento, allora ne segue una adesione attiva, operosa, creativa che incarna ogni giorno questo pro- getto di santità,; l'adesione personale, cosciente, testimoniata, è frutto di un movimento interiore, libero, di sintesi convinta, che dimostra coerenza con quello che si conosce . Nella pratica quotidiana si vive quello che si scopre come necessario e si ama anche nel sacrificio. L'adesione generosa porta al raggiungimento dei fini . La missione diventa una realtà che influisce nel destinatario, insieme ad una spiritualità apostolica che si fa robusta e contagiosa . L'adesione, inoltre, rende operativa un'adeguata pedagogia per saper intervenire nel tessuto ecclesiale e sociale, con la saggezza dell'uomo di Dio . cora il nostro pensiero : è un invito . triplice a) Assumete, oggi, più che mai, questa eredità vocazionale, con la piena coscienza che si tratta di un Dono di Dio. Questo implica perspicacia per scoprire la profondità, la larghezza, l'ampiezza del Dono di Dio . È in gioco la fede adulta, responsabile del vostro SÌ al Signore. Un'eredità si riceve col cuore aperto, viene apprezzata, si guarda secondo l'intenzione del donatore, ci si confronta con la qualità e la ricchezza del Dono . Si riflette, si vive, si fa esperienza per rendere qualitativamente valida questa eredità nell'impegno L'eredità, anche nell'ordine carismatico familiare, va curata e consegnata arricchita agli eredi, ai posteri . Questa eredità va vissuta in Comunione : in unità di spirito e di missione . Don Bosco ha vissuto fortemente la passione per l'unità e la comunione della Famiglia che ha ereditato il Dono di Dio . L'unità e la comunione è un'esigenza non secondaria nei piani di Don Bosco . «La comunione è indiscutibile . Il collegamento con Don Bosco e con la Congregazione non può essere messo in dubbio . La missione da compiere dall'Associazione perché risponda alla sua costituzione, rendono indispensabile e ricercata l'unione con i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice . Non sono possibili i Cooperatori staccati dalla corrente di simpatia, di spiritualità e di apostolato salesiani» (Martinelli, Costruire insieme la Famiglia Salesiana, 377) . «Dal 1888, dalla morte di Don Bosco, la storia dei Cooperatori si fa con la storia della Congregazione, mettendo subito in chiaro un atteggiamento che è nelle origini, nell'atto della fondazione stessa e dal quale non si può prescindere in nessuna circostanza» (ivi, 364) . b) L'essere cooperatore salesiano e Cooperatore di Don Bosco esige, tra le altre connotazioni attuali un deciso itinerario spirituale ed eccle- siale . Il Rettor Maggiore insieme al Giovani Cooperatori di Subaugusta-Roma . II. Uno sguardo al futuro L'associazione dei Cooperatori Salesiani dell'Italia, nel suo futuro, è nelle vostre mani . È un'opera dello Spirito, consegnata a voi, per renderla storicamente attuale e feconda nella salvezza «dei giovani poveri, abbandonati e pericolanti» . Noi, della Famiglia, i Salesiani, il titolare del Dicastero per la Famiglia Salesiana, saremo insieme con voi, assecondando i piani di Don Bosco . Tuttavia, come confratelli (e, in questo caso, come responsabile di questo settore) vogliamo dirvi, an- compiuto . Si tratta di saper rispondere come nella parabola dei talenti : cosa farò con questo 'Dono, in quest'ora della mia esistenza, a questo punto dell'itinerario della mia vita? Il rendimento personale di questa eredità passa, in questo caso, attraverso la dimensione, l'ambito e le esigenze del mondo secolare . Questa eredità è al servizio della salvezza del mondo, e quindi dovrà assumere i tratti e l'esperienza del laico . Merita di essere inculturizzato nel secolare per purificare, realizzare e rendere questo mondo aperto alla trascendenza . Oggi non si avanza nella testimonianza e nel servizio ai fratelli, senza una forte e consistente esperienza di fede . Qualsiasi movimento laicale, ecclesiale, o gruppo organizzato a livello ecclesiale fonda la sua esistenza in una forte e robusta spiritualità di taglio evangelico (e Salesiano, per noi) . La Chiesa cresce anche con il ritmo e il passo del laicato . L'uomo quotidiano, l'uomo in situazione, è più facilmente raggiunto in vista della salvezza, dal laico . . . Moltissimi uomini non possono né ascoltare il Vangelo, né conoscere Cristo se non per mezzo dei laici che siano loro vicini (AG 21) . «È evidente che la fecondità dell'apostolato dei laici dipende dalla loro unione vitale con Cristo» (387) . La fonte unica e definitiva dell'apostolato del credente è solo il Cristo . Non c'è bisogno di altra deputazione» . 3 /19 «Ciascuno è chiamato per nome, ricevendo doni e carismi propri per il bene di tutti . Divenuto «nuova creatura» in Cristo, e quindi partecipe del suo amore missionario, il laico credente non deve attendere un mandato più o meno esplicito per impegnarsi apostolicamente ; in realtà il mandato primo e inalienabile è fatto risuonare potentemente dallo Spirito nella profondità dell'essere cristiano» (390) . Vita spirituale esige un impegno eucaristico, mariano, liturgico, capacità di discernimento, di vita di preghiera, amore alla Parola di Dio, carità pastorale verso i giovani, ecc . c) Essere cooperatore salesiano implica rendere testimonianza cristiana nel centro della vita umana . Siete chiamati a fare esperienza salesiana nel cuore della società, nel centro del tessuto sociale, economico, politico, familiare, creaturale . Siete invitati a preoccuparvi dei giovani, là dove si decidono le politiche e le strategie che incidono sul mondo dei giovani : scuola, lavoro, tempo libero, amicizia, cultura popolare, comunicazione sociale, orientamento vocazionale ; ed anche dove emergono i grandi problemi : la disoccupazione, la droga, la frammentarietà sociale, familiare, lo scontro di generazioni, l'educazione all'amore, le ideologie, i problemi della pace, il destino dell'uomo, la fame, il sottosviluppo, il progresso scientifico, il nichilismo, il rifiuto della vita, ecc . Contemplando Don Bosco, ed essendo portatori dell'amore di Dio ai giovani, siete chiamati ad essere persone che amano la storia per trasformarla, per rendere «abitabile» lo spazio e l'incontro sociale : - studiare e riflettere sulla realtà, le trasformazioni socioculturali, ecc . ; - scoprire la capacità e la forza del nostro intervento come cristiani impegnati . Qui conta il senso dell'urgenza del Regno, l'amore sacrificato del Buon Pastore, l'assumere i problemi dell'uomo, del prossimo, come propri . . . «Il destino del mondo è nelle mani di Dio, ma anche nelle mani dell'uomo . La storia del mondo è, in gran parte, la storia della libertà umana . Ecco perché siamo invitati a vivere col cuore salesiano i misteri dell'Incarnazione e della Resurrezione . 4 /20 Cristo ha vinto le forze del male e ha immesso nella storia «la potenza della Resurrezione, cioè una forza di liberazione e di rinnovamento dell'uomo e del mondo, una forza che fa nuove tutte le cose» (AG 21) . Vi invito quindi a penetrare con il cuore oratoriano, nel centro della vita della società italiana e della Chiesa, con la forza spirituale ed apostolica che animava, e spingeva Don Bosco : - valorizzare lo studio e le decisioni programmate ; - dare respiro ampio, intelligente, con degli impegni validi, ai Gio- vani Cooperatori ; - acquisire l'esperienza dell'essere animatori laici . È un atto di disponibilità vocazionale . . . - e guardate - se noi diventiamo dei sordi e dei muti di fronte alle sfide dei giovani in questa società, il Signore susciterà altre forze più audaci, più forti, specialmente, più pronte a servire e a salvare . A voi la risposta . A noi l'impegno di non mancare nell'animazione e nello sforzo per la vostra santità salesiana . D. Sergio Cuevas Consigliere generale F.S . e C .S . «Pellegrinaggio in Terra Santa» 4-11 aprile per CC . e amici F.S. • Un'esperienza forte di fede . • Un'occasione per partecipare alle solenni liturgie pasquali Signore. nella terra benedetta dal • Un momento di fraterna amicizia con altri pellegrini . • Quota L. 1 .025 .000 con alloggio in camere doppie . • Prenotarsi c/o Ufficio Nazionale CC . - Via Marsala, 42 - Roma - Tel . 4950185 entro febbraio in collaborazione con la Direzione di «AVVENIRE» è stata organizzata una campagna di diffusione del quotidiano cattolico . Per un mese verrà inviato gratuitamente ai lettori del BS . CC . copia del giornale. Fedeli al nostro spirito cooperiamo per la diffusione della stampa cattolica . Roma, Solennità dell'Immacolata, 8 dicembre 1984 AI COOPERATORI SALESIANI e, per conoscenza, ai MEMBRI di tutta la FAMIGLIA Cari Cooperatori; oggi, 8 dicembre, ho avuto la gioia di promulgare la Regola rinnovata dei Salesiani . Considero questa data mariana come un felice auspicio di futuro per tutta la famiglia . Ho chiesto insistentemente a Maria, nostra Maestra e Guida, che anche voi possiate arrivare, presto e bene, al traguardo finale del vostro Regolamento rinnovato . Intanto, preso atto dell'iter proposto dalla Consulta mondiale per la celebrazione dei precongressi locali, ispettoriali, nazionali e regionali, e avendo costatato che essi sono già stati attuati - in forma positiva e fruttuosa -, considero giunto il momento di convocare il 2° CONGRESSO MONDIALE DELL'ASSOCIAZIONE dei Cooperatori Salesiani nel «Salesianum» di Roma (Pisana 1111) dal 29 ottobre al 4 novembre 1985 . È a tutti noto che il «Regolamento» dato da Don Bosco ai Cooperatori nel 1876 è stato aggiornato al Concilio Vaticano II e al Capitolo Generale Speciale dei Salesiani (1971) nel «NUOVO REGOLAMENTO», promulgato dal mio predecessore, don Luigi Ricceri, nella Pasqua del 1974 . Dopo oltre dieci anni di sperimentazione è opportuno che esso possa venir perfezionato da ulteriori arricchimenti che lo rendano ancora più stimolante e attuale, infedeltà allo spirito del Fondatore . Le proposte di modifica, opportunamente studiate da una Commissione internazionale preparatoria, saranno presentate ai Congressisti . La presenza dei massimi responsabili, il bagaglio di esperienze nuove e l'apporto delle varie aree culturali saranno validi elementi per la ricerca di una più efficace vitalità ecclesiale dell'Associazione . Nel programma del Congresso è anche prevista una presentazione dello stato dell'Associazione, una relazione su «La missione del Cooperatore tra i giovani» e la verifica degli impegni assunti nel Congresso del 1976 . Dopo questo evento incomincerà per l'Associazione, come è già iniziata per gli altri Gruppi della Famiglia, una tappa nuova di maggior concretezza e slancio nella testimonianza della Vocazione Salesiana. Lo Spirito Santo, fonte viva di tutti i carismi, visiti il Congresso con la sua santificatrice potenza . Maria Immacolata, Ausiliatrice e Madre della Chiesa, Don Bosco, i Santi e Beati della nostra Famiglia, e i Cooperatori avviati all'onore degli Altari, intercedano per l'esito dei lavori e li rendano fecondi a bene «dei piccoli e dei poveri» a cui siamo stati inviati per l'edificazione del Regno . Abbiate fiducia, il Signore è con voi! Cordiali saluti a nome di tutta la Famiglia Salesiana . Con affetto e riconoscenza, Don Egidio Viganò Rettor Maggiore 5 /21 VITA DELL'ASSOCIAZIONE CENTRO COOPERATORI SALESIANI - ISTITUTO « S. C(10RE» Ruvo (Bari) Relazione «Giornata Trelew», 12-11-1984 Si premette che il nostro centro è un paese agricolo . Si avvicina novembre, mese dedicato alla Missione di Trelew per la quale ci è difficile una buona raccolta di Offerte ma più facile contribuire con il «Laboratorio Mamma Margherita» . Infatti alla fine dell'anno sociale invieremo un comleto d'Altare : tovaglie, camici, purificatoi, ecc . Guardiamo il programma annuale : in dicembre c'è il «Natale dei Cooperatori» e bisogna arrivarci con le macchine . . . il pullman spara una grossa somma ; ci sono gli auguri alla Direttrice e Comunità, con un pensiero concreto che facciamo con spirito di fraternità ; in gennaio abbiamo il 1 ° raduno annuale e il ricavato si invia al Rettor Maggiore ; in febbraio: la GIORNATA MISSIONARIA SALESIANA, ecc . . . Ci chiediamo : volendo inviare anche una modesta offerta, svuotiamo la cassa o iniziamo dal primo incontro formativo a chiedere offerte? Ecco che una giovane aspirante vicina alla PROMESSA sugge6/2 2 Giornata di trelew dei CC di Ruvo - D . G. De Biase Giuseppe tiene la relazione ai partecipanti sul tema delle missioni. risce:sorteggiamo un quadro, lo dipingo io . Nel giro di una settimana il quadro è pronto, gli fanno mettere una bella cornice . I GG.CC. preparano le scritte per il salone. Così, lunedì, 12 novembre, ci ritroviamo tutti, adulti e giovani nel salone dell'Istituto . Una Consigliera parla con calore della Missione di Trelew, come del resto altre volte ; prospetta l'iniziativa del sorteggio e si comprano i biglietti, non si arriva a metà blocchetto . Il Salesiano tratta l'argomento mensile, seguono interessanti interventi, infine il sorteggio . Il fortunato professor Biagio Bruni è contento . Scattano le foto . Ricavato? L. 150 .000 . Una somma modesta, ma meglio che niente . Accludiamo delle foto che preghiamo anche di pubblicare su COOPERATORES a cui il Centro è abbonato e al «Bollettino Salesiano», per incoraggiamento e stimolo dei nostri cooperatori, affinché il prossimo anno si possa fare qualche cosa in più per la nostra cara Missione di Trelew . Ruvo, 10 dicembre 1984 Le Consigliere locali e la Delegata locale Suor Bianca Guillaro F.M.A . VASTO, 13-12-1984 Sono ormai dieci anni che il laboratorio «Mamma Margherita» di Vasto con la collaborazione dei Cooperatori salesiani e l'aiuto di alcune signore di buona volontà organizza una mostra-mercato di lavori artigianali eseguiti da loro stessi. Vi sono esposti magnifici ricami, merletti eseguiti a tombolo e con l'uncinetto, maglie e lavori in pittura . La mattina dell'8 dicembre, giornata tanto cara ai salesiani, è festa grande in parrocchia per l'apertura della mostra . Non manca il saluto del sindaco, del direttore salesiano e la benedizione del parroco . Quest'anno l'inaugurazione è stata particolarmente solenne per festeggiare il decimo anno . II «nastro» è stato tagliato da don Stella Lidney uno dei fondatori della comunità salesiana di Vasto, giunto apposta da Manoppello . Alle signore che con il loro lavoro permettono la realizzazione di questa iniziativa, è stato consegnato un diploma ricordo . Tutto il ricavato della vendita dei prodotti è donato in beneficenze, specialmente alle missioni più povere . Quest'anno nelle giornate di esposizione, è stata inserita una lotteria, il cui ricavato sarà donato alla comunità Incontro (per il recupero dei tossicodipendenti) di Ortona . I Cooperatori di Vasto, fedeli allo spirito di Don Bosco, hanno scelto quelli che forse oggi sono i giovani più «poveri e abbandonati » . Una cooperatrice Incontro ad Arborea Domenica 20 gennaio 1985, si è svolto ad Arborea un incontro tra i Cooperatori della Sardegna . Ha partecipato ad esso il Delegato Nazionale don Alfonso Alfano . Si è trattato di un incontro di fraternità, il primo dell'anno sociale 1984-85 . Centoventi Cooperatori sono Un gruppo Tre ? di animatori missionari di Ruvo con un quadro che vale . .e una «buona colletta» per w. convenuti ad Arborea, presso l'Istituto Salesiano, provenienti da quasi tutti i centri dell'isola . Il tema dell'incontro è stato il tema della strenna annuale del Rettor Maggiore per il 1985, che pone in evidenza lo spirito delle Beatitudini che deve animare i figli spirituali di Don Bosco nell'anno internazionale dei giovani . Don Alfano ha esordito facendo un quadro della condizione giovanile oggi, rilevandone le luci e le ombre, i motivi di speranza nonostante le incertezze e le miserie che in essa si riscontrano e che attanagliano la vita di molte giovani esistenze . Una costatazione amara : oggi i giovani non fanno più notizia, o non fanno più notizia come la facevano alcuni anni addietro . C'è una specie di indifferenza per i problemi giovanili che serpeggia sia nella società civile, sia nella comunità ecclesiale . Ha, ancora, insistito affinché i figli di Don Bosco sappiano vedere in ogni situazione più ciò che è positivo di ciò che è negativo, e cerchino di far leva su ciò che porta a sperare per operare in modo fruttuoso . Cercando di vedere ciò che manca alla generosità a volte eroica, dei giovani d'oggi, don Alfano non ha esitato a riconoscere nell'assenza di Cristo, il vuoto che crea tanti scompensi ed avvilimenti nel mondo giovanile del nostro tempo . Poi è passato ad illustrare le Beatitudini che Matteo ci ha descritto nel suo Evangelo . Non potevano mancare alcune considerazioni sul tema della riconciliazione che proprio in quest'anno la Chiesa italiana si accinge a studiare e meditare. Prima della relazione del Delegato nazionale il visitatore per la Sardegna don Varese aveva rivolto alcune parole di saluto e di augurio, ed ancora spronato tutti alla preghiera per le vocazioni . C'è stata anche una parola rivolta ai Cooperatori Sardi con7 /23 VITA DELL'ASSOCIAZIONE venuti, da parte del Segretario Coordinatore Ispettoriale uscente Silvio Milia che ha voluto richiamare alcuni punti : - preghiera per le vocazioni, per le missioni (in particolare Trelew), per il congresso mondiale da parte dei Cooperatori malati che offrono la loro sofferenza al Signore ; - diffusione della buona stampa (in particolare Mondo Nuovo) ; - formazione; - Anno internazionale dei giovani . Concludendo ha presentato i risultati delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Ispettoriale . Per ultimo ha preso la parola il Delegato Ispettoriale don Casti che ha insistito sulla preparazione per l'anno 1988 anno centenario della morte del nostro Santo Fondatore. La celebrazione eucaristica ha concluso la mattinata. Nel pomeriggio si è avuto un «recital» curato da alcuni giovani Cooperatori e dal «gruppo degli incontri di amicizia e spiritualità» . Ha avuto termine così una fraterna giornata Salesiana dei Cooperatori Sardi . Non ci sono stati discussioni e dibattiti . Si è voluto solo avere un incontro fra fratelli nel nome dei loro Padre comune, Don Bosco. Silvio Milia La proposta di « Strade Nuove » Un quadrimestrale originale e vivace di documentazione di attività è pubblicato dai GG .CC. di Nizza Monferrato . Vi leggiamo iniziative di forte impegno apostolico e incontri di festa vissuti in amicizia e in . .. umorismo . Fatevi ancora sentire ... e magari anche «vedere» in qualche fotografia . 8/24 Giornata di spiritualità e di amicizia Incontro annuale Delegati Ispettoriali S .D .B Domenica 20 gennaio si è svolta a Maddaloni (Caserta) la seconda giornata di spiritualità per GG .CC. della Campania e della Basilicata. Nell'Auditorium della scuola media locale D . Italo Sammarro, accolto con simpatia ed affetto dai molti giovani presenti, ha commentato la Strenna dell'anno . Il tema è stato approfondito in gruppi di studio e conclusioni in comune . Il pranzo al. . . sacco, la «ricreazione», come sempre, sono stati occasione piacevole di fraternità • di festa . La preghiera di Vespro ha concluso la giornata. Il 5 febbraio si è tenuto a Roma l'incontro annuale del Settore CISL F.S., riservato ai Delegati Ispettoriali Salesiani d'Italia, che ha il compito, sotto la responsabilità dell'Ispettore della «Romana», di coordinare, a nome della CISI, il servizio di animazione, presso i Cooperatori e gli Ex Allievi . Presenti D . Sergio Cuevas e D . Mario Prina sono stati esaminati alcuni punti : - La F .S . nel territorio alla luce del C .G. 22 . - La crescita della laicità nel CC. - Scelta e formazione dei nuovi CC . - Aspetti organizzativi . Comunicazioni . - Iniziative varie a livello nazionale . « Tra di noi » • il titolo del foglio di collegamento per i CC dell'Ispettoria Centrale . Congratulazioni! • uno strumento di informazione e di comunicazione utile ed efficace . Aiuta a crescere nell'unità, stimola ed incoraggia a sostenere iniziative e favorisce l'interscambio della Famiglia Salesiana. Interessante per gli obiettivi che si pone è l'indicazione dell'itinerario formativo ; è la strada da percorrere per la preparazione alla Promessa . Dal vostro giornalino apprendiamo anche che sono ripresi i lavori alla casetta di S . Domenico Savio . Il vostro S .O .S merita una maggiore conoscenza . Perché non inviarci ulteriori • dettagliate informazioni sul Progetto, sulla conduzione e finalità della casa, corredate da fotografie? Per gli Aspiranti Cooperatori del Lazio L'Ufficio Ispettoriale CC del Lazio ha organizzato degli incontri formativi per preparare i nuovi CC alla «Promessa» . È un momento insostituibile per la vitalità dell'Associazione e per la qualificazione e formazione dei nuovi associati . Gli Aspiranti CC sono invitati ad approfondire insieme le motivazioni di fondo della vocazione laica, lo spirito apostolico con cui è vissuta tale vocazione e le strutture organizzative dell'Associazione. Gli incontri sono tenuti a Roma, via Marsala, in orario e giorni concordati con gli interessati stessi . 0 PRESENZA GIOVANI COMUNIONE COMUNITÀ VOLONTARIATO RIFLESSIONI Come meravigliarsi che nelle comunità cristiane quando sono giovanilmente vive e pulsanti, germoglino, come su di un terreno privilegiato di coltura, gruppi di volontari desiderosi di mettersi al servizio della fraternità universale per la costruzione di un mondo più giusto e più umano, secondo il provvido disegno di Dio? Il volontariato infatti è come il segno e l'espressione della carità evangelica, che è dono gratuito e disinteressato di se stesso al prossimo, particolarmente ai più poveri e più bisognosi . In una società dalla brama dell'avere e del possedere per consumare, voi avete compiuto una scelta tipicamente cristiana : quella del primato del donare . È nel mistero della libera e totale donazione di Cristo al Padre e ai fratelli che il vostro volontariato ha la sua fonte e trova il suo alto e convincente modello . « Cristo ha dato la sua vita per noi» - scrive l'apostolo San Giovanni, che da tale costatazione trae la conseguenza : «anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli» (1 Gv 3,16) . Divenuti discepoli e imitatori di Cristo, voi vi mettete al servizio dei fratelli non solo per realizzare la giustizia sociale, ma spinti in primo luogo da «quella forza più profonda che è l'amore» (Encicl . Dives in misericordia, n. 12) . Dev'essere precisamente questa dimensione di fede e di carità a qualificare la vostra opzione e a conferire un'impronta tutta speciale al vostro progetto di vita e al vostro stile d'azione di volontari cristiani. Vorrei invitarvi ad approfondire e ad interiorizzare nella meditazione, nella preghiera, nella celebra- Il volontario è segno della carità evangelica . In una società dominata dalla brama dell'avere e del possedere per consumare il volontario fa una scelta tipicamente cristiana, afferma il primato del donare, esplica la sua missione a servizio dell'uomo . Al volontario che deve essere munito di una specifica competenza professionale e tecnica e contare su di una personalità matura è necessario un adeguato tempo di formazione. zione eucaristica in una continua conversione ai valori evangelici, questa motivazione fondamentale, che dev'essere e rimanere alla base delle vostre scelte . Da essa potete attingere sempre nuova ispirazione e nuove energie creative . In tal modo la vostra opzione di vita non nascerà da un vuoto esi- stenziale per andare verso una evasione, ma scaturirà da una pienezza spirituale, per orientarsi verso la costruzione del Regno di Dio . Voi non intendete esportare ideologie, o imporre modelli culturali . Voi guardate con simpatia e amore l'uomo nella sua concretezza e nella vera e totale realtà del Uno dei tanti momenti di contatti del Papa con i giovani . 9 /25 suo essere e del suo destino . La vostra missione è di favorire una presa di coscienza della dignità umana e cristiana integrale, che promuova un processo di maturazione della comunità nella quale vi inserite . Questo sviluppo il cristiano non lo riduce alla sola dimensione economica, sociale, culturale e politica, per importante ch'essa sia . Se infatti l'attività rimanesse limitata a questo solo piano essa sarebbe insufficiente e rischierebbe di risultare ambigua . Nell'orizzonte della fede, che vi ha fatto scoprire in Cristo che cos'è l'essere umano e quali sono le sue esigenze ed il suo fine supremo, voi esplicate la vostra missione a servizio dell'uomo nella sua totalità di essere materiale e insieme di soggetto trascendente, creatura di Dio, redento da Cristo, chiamato alla comunione di vita con Dio e alla fraternità universale, sul fondamento della giustizia e dell'amore . Chi lo affronta deve essere, perciò, munito di una specifica competenza professionale e tecnica, e deve soprattutto poter contare su di una personalità matura . Non ci si può improvvisare «volontari» solo sulle ali dell'entusiasmo, senza le necessarie e comprovate qualità di carattere . Tale servizio, infatti, esige spirito di povertà, capacità di prestare la propria opera senza ostentazione, ma con discreta e cordiale amicizia . Esso postula ancora allenamento al sacrificio, atteggiamento di ascolto, sensibilità ai valori culturali e spirituali dell'ambiente, prudenza nei giudizi, discernimento nelle scelte, testimonianza di vita autenticamente cristiana. Solo a queste condizioni sarà possibile aiutare i fratelli e le comunità a «crescere», fino a divenire i protagonisti della loro storia . Giovanni Paolo II ai Soci del FOCSIV «LA PACE ED I GIOVANI CAMMINANO INSIEME» Ai CC è stato affidato, come oggetto di riflessione, il tema del Volontariato, un aspetto concreto dello studio del piano pastorale Comunione e Comunità . L'opuscolo 1 0 /26 il volontariato richiede sacrificio e disponibilità a tutto . preparato dall'Ufficio Nazionale è quasi esaurito, segno evidente di interesse per questo strumento di lavoro . Ma un anno di semplice studio, di incontri, di conferenze . . . deve servire a creare tra di noi una coscienza cristiana di servizio, deve maturare menti e cuori apostolici tra tutti gli associati, è una campagna contro l'intimismo, contro l'egoismo, contro ogni forma di pigrizia . È l'invito «ai fatti», senza fermarsi alle parole . Ai Centri locali non manchi in- ventiva e generosità! Per la giornata della Page del lo gennaio il Papa ha scelto un tema suggestivo e ben intonato all'anno dei giovani e al nostro attuale cammino : «la pace e i giovani camminano insieme» . Non sono mancate e non mancheranno un po' ovunque manifestazioni, aggregazioni di ogni tipo e cultura, contro la violenza e la guerra, a favore del disarmo e della pace . È tutto? Non credo . Il pacifismo superficiale è il peggior nemico della pace . È il rischio di chi agita bandiere La Giunta nazionale ha avviato una seria revisione, alla luce anche del tema dell'anno, dell'impegno missionario dell'Associazione . Sono molte e varie le iniziative del settore : Trelew, Noi per loro (India), Progetto Africa ... Si sente l'urgenza di una verifica e di una Proposta unitaria sul volontariato laico missionario . Si è iniziato con una serie di incontri con i Cooperatori che hanno operato a Trelew e una prima riflessione in Giunta. Si continuerà rivedendo la struttura del settore missionario di Giunta, incontrando i GG .CC. a fine marzo e poi nel Consiglio nazionale ad aprile. linea questo tipo di egoismo . Per i responsabili dell'Associazione sia quest'anno una occasione per una profonda verifica del proprio progetto sul volontariato laico ovunque e comunque esso si debba esprimere . Per tutti, specialmente i giovani Cooperatori, resta l'impegno a tradurre nel concreto proposte di pace e di servizio . Riprenderemo in seguito questa riflessione per rendere possibile nel nostro piccolo, con l'aiuto di Dio, il cammino dei giovani verso una cultura di pace . D. Alfano Alfonso TRELEW 8-1-1985 Caro don Alfonso, Olimpia è rientrata dopo oltre tre anni da Trelew -1Nella foto prima di partire, riceve il crocifisso dal Rettor Maggiore . e lancia slogans, di chi si schiera per la pace anche senza sapere cosa sia la pace . Occorre vivere i grandi temi del disarmo, della pace, reagendo alla tentazione del «pressapochismo» e all'influsso delle facili emozioni e costruendo una cultura di pace. Non basta urlare «no» alla guerra, è necessario «dire sì alla pace», passare da una cultura di, paura della guerra a una cultura che ci veda amici e costruttori di pace . E questo è un cammino giovane per giovani : con i giovani è possibile creare un'etica di pace, con loro è possibile e necessario creare una storia nuova per gli anni Duemila . E oggi anche il volontariato si fa messaggio per una cultura di pace : frutto per molti di maturazione cristiana e di sensibilità apostolica, il volontariato è una presenza giovanile fresca, libera e liberante, è una testimonianza eccezionale per la pace, perché scardina all'origine la mentalità della guerra. La guerra si fa per motivi di ordine economico, di ordine egoistico : egoismi di gruppo, egoismi etnici, egoismi culturali, egoismi ideologici . Il volontariato spezza su tutta la come promesso nell'ultima mia lettera ti mando una relazione delle nostre manovre finanziarie . Non sono un economista e neppure un ragioniere e forse non sarà ben fatta però spero che sia sufficiente per dare un'idea . La cassa dei Cooperatori, da ora in avanti, passerà a Giuseppe già che io tra pochi giorni partirò per Nenquèn . A proposito della mia partenza, desidero conosca un poco la cosa . Sui motivi, che ho già esposto nella lettera precedente, non intendo spendere nemmeno una riga, ma per lo meno del luogo dove vivrò nei prossimi mesi mi sembra giusto ne sappia qualcosa . Si tratta di una zona, della precordigliera, destinata dallo Stato a riserva indigena dove infatti vivono organizzate secondo il loro proprio costume varie comunità o tribù Mapuche (questo è il nome della razza indigena) . C'è un padre salesiano missionario, p . Francisco Calendino, che si occupa di questa zona, abbastanza ampia e che fa capo alla parrocchia salesiana di Chos Matal . Quando ho presentato il caso al p. Calendino, lo stesso mi ha consigliato di stabilirmi in una comunità e vivere lì, fisso, con la possibilità di muovermi secondo le esigenze in altre comunità . La riserva dove dovrei stabilirmi si chiama Colipilli ; è dotata di una cappellini e una abitazione al lato . 1 1 /27 Il tipo di lavoro e i tempi sono da inventare considerato che le necessità sono molte e l'ambiente è molto particolare e delicato e perciò ogni programma «importato» rischia di portare solo scompiglio . Così, in breve, è quello che so ; anche per me molte cose sono sconosciute ma piano piano si farà il cammino ; credo comunque che il Signore in questa esperienza avrà senz'altro qualcosa da dirmi . . . e Lui alle promesse non manca . Bene mi sembra che è tutto . Ti faccio tantissimi auguri per il tuo nuovo incarico ; spero possa trovare un valido aiuto in coloro che ti stanno vicino ma soprattutto in colui che chissà da quanto tem- Durante una pausa dei lavori . . . per «riscaldare gli animi e i corpi» attorno al camino . Foto ricordo (da sinistra) - Olimpia, D . Luciano, Maria Concetta, D . Alfonso, Rosa, Daniela, le 2 figliuole di Romano, Domenico. po ti aveva preparato questo posto. Quindi forza e coraggio!!! A tutta la «truppa» manda i miei saluti e auguri per questo nuovo anno . A riserntirci . Un abbarccio . . . Marco INSIEME PER CONFRONTARSI Non è facile dire in poche parole ciò che ho vissuto in una giornata insieme ad un gruppo di giovani generosi. Devo farlo brevemente, 1 2 /28 pazienza . Tutto è cominciato tempo fa quando don Alfonso ha proposto di incontrare tutti i «reduci» da Trelew per uno scambio di idee . So di aver usato una brutta parola, ma è la sola che mi viene in mente . Certo un po' di verità lo dice : se «reduce» è colui che ritorna a casa dopo una battaglia, bisogna ammettere che loro sono ritornati da una battaglia, da una guerra contro le miserie materiali e morali ; però, al contrario di tanti reduci di guerra essi vorrebbero tornare nel cuore della battaglia . E se non possono, per cause diverse, rivivono quella loro vita con nostalgia, con sofferenza, nella speranza di poter comunque contribuire alla soluzione di quei terribili problemi . Non è stata questa, penso, una inutile premessa a quanto brevemente vi riferirò, bensì' un tentativo di esprimervi il clima nel quale ho vissuto quello poche ore con Rosa, Maria Concetta, Olimpia, Daniela e Oliviero . Finalmente ho avuto modo di ascoltarli, direttamente, e non leggere le loro lettere ; cogliere dalle loro labbra le loro impressioni, le loro idee sul progetto Trelew, sulla missionarietà, sull'Associazione in rapporto a questi problemi . Sono stati molto schietti e ciò ha contribuito non poco a farci un'idea più chiara di tutto, cosa non facile per chi, come noi, è lontano, fuori della mischia. Ma non voglio parlare dei contenuti in quanto di essi si avrà modo di dilungarci in altra sede, bensì riferirvi del come siamo stati insieme . Siamo giunti a Corchiano (Rosa, don Alfonso, don Luciano ed io) dopo un non agevole viaggio in automobile (nessuno di noi conosceva la strada) verso le 10 e 30 e ci hanno accolti affettuosamente Marta, la moglie di Romano, e le sue simpaticissime bimbe insieme a Olimpia, M . Concetta, Daniela e Oliviero, giunti col treno da alcune ore . La mattinata è stata dedicata all'esame dei problemi più urgenti di Trelew e dei limiti nella realizzazione del progetto . Un bel coniglio alla cacciatora, preparato da Marta è stato il «clou» della grande tavolata che ci ha permesso di rifocillarci, il tutto innaffiato da un buon vino e completato da un dolce siciliano, di cui non ricordo il nome, offerto da Maria Concetta . Rimessa ogni cosa a suo posto (per preparare la tavola si era fatta una piccola rivoluzione in casa) una bella passeggiata «post prandium» ci ha permesso di digerire meglio e di scambiare a piccoli gruppi idee più o meno allegrotte (a seconda della resistenza al poco alcool ingurgitato) per chi aveva voglia di scherzare, mentre per qualcuno è stata l'occasione per approfondire quanto si era discusso in mattinata . Una volta raccolti di nuovo intorno al caminetto si è cercato di tirare le somme e si è deciso di far incontrare nei giorni seguenti i soli missionari per la stesura di una serie di considerazioni e consigli in base ai quali ricominciare la revisione del progetto Trelew e raggiungere almeno l'obbiettivo minimo che i primi anni di attività hanno evidenziato come necessario . Poi i saluti e via, noi verso Roma, loro verso un meritato riposo in attesa di riprendere il lavoro, più intensamente, l'indomani . Lo spirito di questa giornata mi auguro si possa ricreare il 29 e 30 marzo nell'incontro per GG.C C . che si terrà a Roma a cui parteciperanno alcuni di questi nostri fratelli tornati da Trelew . Sarà l'occasione per confrontare le nostre idee e la nostra generosità con chi ci proporrà concretamente un modo di spendere la nostra vita cristiana e salesiana : come risponderemo? Spero in tanti! Ciao . Enzo CONSEGNA STRENNA ALLA F.S. DEL LAZIO Il 13 gennaio nell'Auditorium dell'Ateneo Salesiano in Roma il Rettor Maggiore ha presentato e commentato alla F .S . del Lazio la Strenna del 1985 . Dopo la preghiera e il canto sono state proclamate le «Beatitudini» dal Vangelo di Matteo . Il Rettor Maggiore ha iniziato congratulandosi con i presenti, mai «visti così numerosi» alla consegna della Strenna . Dopo l'apprezzata e applauditissima esposizione di don Egidio Viganò i giovani del Centro giovanile Don Bosco hanno presentato un originale recital sulla pace, tecnicamente e artisticamente valido e ricco di messaggio . I ragazzi hanno voluto evidenziare come si è parlato e si parla sempre tanto di questo problema e di come purtroppo ancora non ne abbiamo preso coscienza . Ci sembra un argomento tanto lontano da noi, ma in effetti è intrinseco nella nostra vita quotidiana . Il filone del recital si è basato su interrogativi comuni come le conseguenze di una guerra nucleare, il domandarsi cosa significa veramente e soprattutto come gli interessi egoistici dell'uomo possano portare ad una tragica soluzione solamente per propria autogratificazione . L'originalità dei balletti ha fatto da sfondo e ha coronato questo messaggio, e ha lanciato quasi un invito a tutti i partecipanti con la canzone «Risponderemo» . È una proposta fatta ad ogni singolo, è una domanda che invita ad interrogarci, a non sopravvalutare «la pace» considerandolo un problema degli altri, ma una richiesta di disponibilità di cuore e quello che è poi il messaggio evangelico di « amore per il prossimo», ma non quel prossimo astratto di cui si parla spesso, ma quello reale che vive ogni giorno accanto a noi . Diciamo quindi un bel grazie a questi ragazzi che sono alle prime armi, perché in quei 90 minuti di spettacolo hanno saputo dare degli ottimi spunti! Daniela Nardi CORRISPONDENZA Carissimi Cooperatori Gentilissime Signore del laboratorio di Mamma Margherita! LodZ, Natale '84 In questi giorni, nella vicinanza delle Feste Natalizie ho sfogliato l'elenco delle persone che ci hanno dimostrato la loro benevolenza ed il loro buon cuore . Ne sono alquanto confuso . Ce ne sono tante tante . Ho deciso di farmi vivo in queste specifiche circostanze e oltre gli auguri sottolineare i nostri (si tratta di tanta gente) sentimenti di gratitudine e di riconoscenza . Il motivo? Abbiamo piacere costatare che il loro sforzo non è andato in vuoto . Le testimonianze? Siamo riusciti a montare due Laboratori MM e gli altri quattro stanno per spuntare . Questo processo sociale è un risultato del loro esempio e del loro discreto impulso . Quale sarebbe quell'impulso? I loro pacchi con tanta roba permeato del loro apostolico cuore . Vogliamo quindi ringraziare di cuo- re ed avvisare che loro apostoliche pratiche cominciano a portare i benedetti frutti nella terra lontana, ma vicina al cuore di Don Bosco, e a tutta la Famiglia Salesiana . Quindi abbiamo una gioia comune . Loro, Gentilissime Signore, possono gioire che la loro iniziativa rinvigorisce e rifiorisce in un paese lontano, in Polonia . E noi possiamo gioire che abbiamo trovato le anime gemelle . Vogliamo essere sinceri e non possiamo nascondere un altro fatto : la nostra presente situazione non favorisce un pieno sviluppo di una iniziativa molto importante e utile in mille modi per il semplice motivo che la nostra situazione economica del Paese ci priva di molti fattori coadiuvanti . Cerchiamo però di cavarcela . Usufruiamo tutte le circostanze favorevoli e tutte occasioni per trovare una giusta soluzione . Le nostre Signore dei Laboratori fanno come lo fanno le buone Mamme . Cercano di dividere il Pane dando a tutti secondo le possibilità e secondo i bisogni . Il resto lasciano nelle mani della Provvidenza . Come vedono io non ho potuto coprire col silenzio ciò che si sta facendo con loro aiuto . Ho sentito il bisogno di dar loro una piccolissima relazione di ciò 1 3 /29 Don Alessi insieme ai suoi cari lebbrosi di Bombay è riconoscente per l'aiuto di «Noi per loro» . che con loro sostegno, con loro pacchi hanno risvegliato . Quindi GRAZIE! GRAZIE! Il Signore conceda loro la grazia della umana soddisfazione che il loro sforzo non è andato nel vuoto . Gentilissime Signore, gradiscano i miei e della nostre Signore i migliori e sinceri Auguri di BUON NATALE e FELICE CAPO d'ANNO! Gesù Bambino benedica con grande abbondanza . La materna premura della Vergine Santissima ottenga dal Suo Divin Bambino la gioia e la buona salute nel servizio apostolico e familiare . Carissimi saluti ed ossequi al loro bravissimo e magnifico Assistente . Preghiamo a vicenda . Don Bosco sia contento di tutti noi e delle Loro apostoliche premure . D . Jozef Krol CATHOLIC CHURCH Sonaighuli-SAWKUCI P .O . GUWAHATI-781 013 ASSAM - INDIA Carissimo don Alfano, tante grazie per il suo continuo interessamento a nostro favore . Le siamo tanto grati e riconoscenti . Ogni giorno La ricordo nella Santa Messa e lo farò in modo tutto speciale la notte di Natale . Pregheremo perché Gesù Bambino la ricomi di tante grazie nel suo lavoro a Natale ed ogni giorno dell'anno 1985 . Voglia estendere i nostri auguri a tutti i suoi collaboratori e cooperatori nella sua campagna di carità . Assicuri tutti del nostro ricordo . Preghi per me e mi benedica, Aff.mo in Don Bosco Don Mario 1 4 /30 COOPERATORI SALESIANI Ufficio Nazionale Via Marsala, 42 - 00185 ROMA 31-1-1985 (Festa di 5. Giovanni Bosco) Caro Amico di Mondo Nuovo, siamo ormai al termine di gennaio e costatiamo con soddisfazione che ci sono pervenute quasi tutte le riconferme delle «RIVENDITE MONDO NUOVO» per il 1985 . Ma ora da un primo sommario esame, rileviamo che manca il suo nominativo . Non vogliamo farLe un rimprovero, in quanto siamo certi che questa dimenticanza sia dovuta più agli onerosi impegni quotidiani, che alla effettiva volontà di non rinnovare la «Rivendita» . Siamo comunque ancora in tempo, purché lo si faccia subito . Un piccolo atto di buona volontà, procurerà un anno di lettura cristianamente orientata, piacevole e anche economica . «II libro entra anche nelle case dove non può entrare il sacerdote, è tollerato perfino dai cattivi . Presentandosi non arrossisce, trascurato non si inquieta, letto insegna la verità con calma» (Don Bosco) . Coraggio dunque, nonostante le difficoltà . In attesa di ricevere al più presto la sua conferma, esprimo a nome dell'Associazione Cooperatori Salesiani la più viva riconoscenza, per la collaborazione che offre . Cordiali saluti . Domenico Scafati IMPORTANTE, Se nel frattempo la riconferma è stata spedita, non tenga conto della presente . I RICONCILIATI IN CRISTO E NELLA CHIESA MONDO NUOVO RIFLESSIONI PER VIVERE OGGI K SACRAMENTO DEL PERDONO in programma per il 1985 • GIOVANI, NON SIATE I GRANDI ASSENTI - 1985, Anno dei Giovani . Ansie, speranze, responsabilità della nuova generazione nella parola di Giovanni Paolo li . • LA SFIDA DI SENTIRSI FRATELLI - Il perdono del Papa ad Alì Agca, della figlia di Moro agli assassini di suo padre, del fratello agli uccisori di Bachelet : i grandi gesti della riconciliazione in un tempo di lacerazioni profonde . • LA SCUOLA CATTOLICA - I genitori hanno diritto, senza spendere di più, di scegliere la scuola che preferiscono per i loro Figli? Perché solo in Italia rimangono certi anacronismi per cui l'unica privilegiata è la scuola di Stato? • RELIGIONE E RELIGIONI - Tutte le religioni sono uguali? Attraverso a tutte si arriva a Dio? DUE GENERAZIONI A CONFRONTO : DALL'ACCUSA AL DIALOGO r, • MAFIA, CAMORRA, 'NDRANGHETA -La coscienza cristiana si ribella . Cosa ne pensa chi si gioca la vita in questa lotta, mons . Riboldi . • EUTANASIA - Che significa «morire con dignità» . È lecito affrettare la fine a un malato «terminale»? Una tragica parabola : dall'aborto all'eutanasia . Una civiltà che ha paura della vita e della morte . • OROSCOPI, MAGIA, OCCULTISMO - Che significa il loro «boom» nel nostro tempo? Cosa deve pensarne il cristiano? Tolto Dio, stiamo ritornando agli idoli? • ABORTO E COSMETICI - Un allarme recente : con i feti dei bambini abortiti si fanno cosmetici per le cure di bellezza? Rivelazioni agghiaccianti per chi crede ancora nella dignità della persona umana . Alcuni titoli fra quelli già usciti Gruppo Abele, Prevenire la droga G . De Rosa, Marxismo, comunismo e cristianesimo P . Gheddo, Perché i missionari P . Rossano, La fede e la speranza dei cristiani G . Perico, Di fronte alla legge dell'aborto G . Gatti, Messaggeri di Dio nella famiglia N . De Martini, La preghiera rivoluzione dell'uomo e dei mondo Tosco-Macinio, Noi e il nostro bambino G . Basadonna, Creati per amare L . Baracco, La famiglia e gli anziani G . Mattai, Il lavoro secono papa Wojtyla L . Bettazzi, Il cristiano e la pace F . Molinari, Martin Lutero ieri e oggi N . Palmisano, Tra i giovani con coraggio D . Colombo, Nuove religioni In Italia S . Dianich, Cristo sì, Chiesa no? ;,etTATORi DEL FUTURO IRA NOI: I NOSTRI GIOVANI CEDOLA DI COMMISSIONE Ritagliare (o trascrivere) e spedire in busta a : UFFICIO NAZIONALE COOPERATORI SALESIANI Il sottoscritto Via CapCittàProvincia aderisce alla iniziativa MONDO NUOVO e si abbona a nserie di otto tascabili. 1 5 /31 BOLLETTINO SALESIANO Quindicinale di informazione e di cultura religiosa L'edizione di metà mese del BS è particolarmente destinata ai Cooperatori Salesiani . Direzione e amministrazione: Via della Pisana, 1111 - C .P . 9092 - 00100 Roma Aurelio - Tel . 69 .31 .341 . Direttore responsabile : GIUSEPPE COSTA Redattore : ALFANO ALFONSO - Via Marsala, 42 00185 ROMA - Tel . : 495 .01 .85; 49.33 .51 . Spediz . in abbon . postale - Gruppo 2° (70) - 2$ quindicina Autorizz . del Trib. di Torino n. 403 dei 16 febbraio 1949 . - C .C . Postale n . 2-1355 Intestato a : Direzione Generale Opere Don Bosco - Torino . - C.C .P . 462002 Intestato a Dir. Gen . Opere Don Bosco - Roma. - Per cambio d'indirizzo Inviare anche l'indirizzo precedente. UFFICIO CENTRALE COOPERATORI SALESIANI Via della Pisana, 1111 - C .P. 9092 00100 ROMA-URELIO RICHIESTA DI PUBBLICAZIONI Copie » » » » » » » Midali, Commento al Nuovo Regolamento Midali, Storia e documentazione Manuale Dirigenti e Guida formazione AA .VV., Il Coop . nella società contemporanea Forze vive (Atti del 1 0 Congresso mondiale) Costruire insieme la F .S . La direzione spirituale nella FS (Atti Settimana) Viganò La Famiglia salesiana ( e d . it . i ngl . fr . sp . L . 4 .000 2 .000 1 .500 6 .000 4 .000 12 .000 10.000 700 COLLANA IDEE » » » » » » » » » Midali, Dimensione secolare dello spirito salesiano Aubry, La vita spirituale del CS nel mondo contemporaneo Aubry, La nostra testimonianza cristiana e salesiana Aubry, Carta d'identità del Coop . sai . Pedrini, Alle fonti : S . Francesco di Sales Cogliandro, Giovani Cooperatori salesiani Martinelli, rapporti tra Salesiani e Cooperatori Viganò, La direzione spirituale ( e d . i t . e fr .) Viganò, Le beatitudini evangeliche 600 500 500 400 400 500 500 500 500 COLLANA MODELLI » » » » » Castano, Dorotea Chopitea, Venerabile Montonati, Giuseppe Toniolo Pasquale, Alexandrina da Costa Borrego, Bartolomé Bianco Marquez Martin, Francisco Benitez Distintivo del Cooperatore Indirizzare a : Cognome e nome Via C.A .PCITTA 1 6 /32 500 400 400 400 400 1 .000