Julien Cachki
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La mia poetica artistica
Tessuti disegnati da stilisti, tessuti che prendono forma,
che prendono corpo, tessuti trasformati di un modo
seriale in: pantaloni, jeans, magliette, camice, diventano
capi d'abbigliamento. Gli indumenti vivono con noi,
sono la nostra seconda pelle che cambia in continuità
al seguito delle mode. I nostri vestiti sono il riflesso
della nostra personalità, possono acquistare un valore
sentimentale feticista, possono persino diventare
oggetti di culto e di venerazione. I miei indumenti
scelti, comprati e usati sono impiegati di un modo
ossessivo come medium di base delle mie opere. Il
tessuto ci comporta come l’involucro di un corpo che
non c’è più. Vestiti stappati, bucati, tessuti deformati,
cuciture alterate vicine alla rottura sotto le tensione
fisiche causati dai chiodi di fissaggio sono i risultati
oggettuale delle mie ricerche pittoriche. Tali impegni
mettono in evidenza le peculiarità fisiche dei tessuti
adoperati. Il montaggio degli indumenti su uno
scheletro geometrico di legno agisce come un azione
simbolica, diventando
il simulacro delle nostre
personalità, facendo affiorare i nostri sentimenti spesso
delicati e fragili. Le debolezze sono da nascondere da
occultare, c’è bisogno di un make-up, dobbiamo velare
pudicamente
i
nostri
sentimenti.
Per
questo
maquillage uso solo i bianchi: il bianco gessoso,
acrilico, pastello, acquarello e per finire oli di titanio e di
zinco. Queste velature vanno a interagire con il fondo,
penetrando nel tessuto, cancellando di un modo
effimero le anomalie , nascondendo metaforicamente
le nostre debolezze e fragilità. Il colore bianco irradia
gran parte dei fotoni luminosi
accecandosi e
impedendo la visibilità dei disguidi strutturale degli
abiti già consumati da un passato di vestizione di un
corpo che non c’è più. L’indumento ci trasfigura in un
corpo memoria fisica e biologica della mia esistenza,
della nostra esistenza, perche tutti noi ci travestiamo.
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Biografia
Julien Cachki nasce nell’ottobre 1960
a Tolosa
(Francia), fa tutto il suo percorso scolastico in Francia
diplomandosi in architettura d’interno. Durante
questi anni si dedica i alla ricerca pittorica
esponendo in diverse centri culturali
e gallerie:
Centre culturel de Muret, Centre culturel de Pamier
gallerie Pierre Gilles
Tolosa. Mostre personale:
Centre pour les arts de Rieux, Esposition au centre
culturel d’Arques , Esposition d’un genie Mairie de
Carbonne. Nel 1987 ci trasferisce a Torino , frequenta
L’Accademia Albertina 1987 / 1989 approfondendo
la tecnica pittorico. Lavora in diversi studi di grafica,
dal 1992 lavoro come architetto in uno studio di
Torino. In Italia il suo lavoro artistico prosegue
intensamente
esponendo raramente,
possiamo
ricordare la sua personale alla galleria Art galleria di
Torino, Il processo iconoclasta paratissima 2012, 3Arr
box 391 via Antonelli 11
paratissima 2013.
“Spazio della memoria” Mostra HIT PARADE 2014
,personale WHITE BY JULIEN CACHKI Spazio 11 (TO),
La scala dei valori dell’opera d’arte mostra ”Your
perception” Paratissima 2014 Il percorso artistico di
Julien Cachki prosegue nel dualismo fra visibilità e
invisibilità limiti del mondo dell'arte.
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CORPO
CORPO
opere 2014
Le opere in cui il supporto tradizionale della tela è stato sostituito da
frammenti di tessuto jeans, magliette, camice, indumenti usati. I capi esposti non sono
riciclati come si potrebbe credere a prima vista, sono ben presenti, visibili e
mantengono la loro identità, la stessa di quando sono stati ideati, creati, esposti nelle
vetrine, comprati ed indossati. L’artista cerca con tutta la sua forza creativa di
cancellarne l’apparenza
asfissiante utilizzando esclusivamente il colore bianco: il
bianco gessoso, acrilico, pastello, acquarello e per finire oli di titanio e di zinco.
Ciononostante risulta impossibile cancellarne completamente la presenza beffarda.
Alcuni elementi come le scritte e le etichette sono stati cancellati ma l’essenza fisica
ed estetica dei vestiti rimane lì a guardarci come se questi fossero corpi immaginari
che cercano di ingannare la nostra mente.
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Corpo 48
Anno 2014
Dim: 31 cm x 31 cm
Corpo 10
Anno 2014
Dim: 31 cm x 31 cm
5
Corpo 12
Anno 2014
Dim: 31 cm x 39 cm
Corpo 15
Anno 2014
Dim: 31 cm x 31 cm
6
Corpo 45
Anno 2014
Dim: 31 cm x 31 cm
Corpo 53
Anno 2014
Dim: 29 cm x 37 cm
7
Corpo 40
Anno 2014
Dim: 23 cm x 31 cm
Corpo 49
Anno 2014
Dim: 23 cm x 31 cm
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IMPRONTE DIGITALI
IMPRONTE DIGITALI.
opere 2012
Lo spunto da cui prende origine questa serie è costituito dalle
diapositive: diapositive datate, trascurate, dimenticate in un cassetto. Per queste sue
composizioni Julien Cachki usa come fondale proprio le diapositive, diapositive organizzate
geometricamente a formare piccoli mosaici colorati. Il colore cancella la pellicola fotografica,
cancella il ricordo di un paesaggio, di un amico, di un famigliare, di un sorriso; il film rimane
come mero disegno preparatorio, inutile. La fotografia esiste, ma non è visibile, diventa il
supporto per imprimere in una rapida successione di pennellate materiche, il segno, la
carta di identità, l’impronta digitale dell’artista.
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IMPRONTE DIGITALE opera composta
di 24 dispositivi su legno con cornice
di legno laccata 26 cm x 36 cm
IMPRONTE DIGITALE opera composta
di 24 dispositivi su legno con cornice
di legno laccata 26 cm x 36 cm
10
IMPRONTE DIGITALE opera composta
di 24 dispositivi su legno con cornice
di legno laccata 26 cm x 36 cm
IMPRONTE DIGITALE opera composta
di 4 dispositivi su legno con cornice di
legno laccata 26 cm x 36 cm
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IMPRONTE DIGITALE opera
composta di 24 dispositivi su legno
con cornice di legno laccata 26 cm
IMPRONTE DIGITALE opera composta
di 24 dispositivi su legno con cornice
di legno laccata 26 cm x 36 cm
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WHITE MAPS
opere 2012
WHITE MAPS. L’artista, attraverso foto estrapolate da google maps, mette l’accento sul web.
Oggi grazie ad internet possiamo virtualmente visitare tutte le città del mondo restando
tranquillamente seduti in casa. Fotografare un luogo diventa facile: New York è dietro
l’angolo, Manhattan con le sue torri è a portata di un clic. L’artista trasforma queste foto
catturate da google maps in disegni dipinti di bianco. Le pennellate dinamiche e pastose
cancellano o evidenziano l’immagine mettendo in evidenza le strutture architettoniche dei
grattacieli di New York emersi in una luce bianca che domina il cielo americano.
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New York opera su carta 17 cm x 26 cm
New York opera su carta 17 cm x 26 cm
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Via Po Torino opera su carta 28 cm x 20 cm
Via Milano Torino opera su carta 16 cm x 26 cm
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Autobus Via Po Torino opera su carta 12 cm x 18 cm
Donna Via Po Torino opera su carta
Ragazze Via Po Torino opera su carta
18 cm x 36 cm
12 cm x 18 cm
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Installazioni realizzate
•
II processo iconoclasta 2012
•
Vaffanculo 2012
•
3 Arr BOX 391 Via Antonelli 11 2013
•
Spazio della memoria 2014
•
La scala dei valore dell’opera d’arte 2014
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IL PROCESSO ICONOCLASTA
2012
PROCESSO ICONOCLASTA:
Come avrete già intuito siamo qui per partecipare ad una performance del tutto particolare: appunto al primo
processo iconoclasta. Nel corso della performance scoprirete di cosa si tratta vi anticipo solo che con il vostro
contributo e quello dei 3 critici intervenuti, saranno processate 3 tele. Intanto però come in tutti i processi che si
rispettano c’è bisogno di formare una giuria che sarà composta da tutti coloro fra di voi che vogliono partecipare
a questa particolare serata determinando pronunciamento finale.
Partecipare è semplice, le due ragazze
consegneranno ai giurati la scheda e li faranno accomodare. La giuria però potrà essere composta solo da un
numero preciso di giurati che possono essere: 7; 11; 13; 17; 19; 23; 29 o 31. Le opere che vedete in questa sala ed in particolare le tre tele esposte alle mie spalle - sono vere opere d ‘arte, ovvero, sono state create da un artista:
Julien Cachki e pertanto sono portatrici di un valore sia artistico che economico. Ma queste tre tele sono qui,
stasera, nella veste di imputati in un processo, un processo del quale voi sarete parte attiva in quanto membri della
giuria. Al termine di un breve dibattimento sarete infatti chiamati ad esprimere un verdetto che determinerà la
condanna per una di queste tre opere. Non sarete però lasciati soli nel difficile compito. Gli strumenti e le
informazioni utili alla formazione del vostro giudizio saranno forniti dai 3 critici d’arte qui presenti. Ma di cosa sono
accusate le tre opere in questione? Sono accusate di non essere un “bene di consumo”. Prima di arrivare al
processo che si terrà qui oggi ed essere sottoposte al vostro giudizio, queste opere sono state messe in vendita
sul sito dell’artista www.cachki.com dove sono rimaste per 6 mesi. Hanno quindi avuto la possibilità di essere
visionate in rete e scelte da un qualunque acquirente nel mondo. Nessuno ha però considerato questi 3 quadri
rispondenti ad un proprio bisogno e quindi acquistabili. Le 3 opere non hanno dunque in questo momento una
connotazione di bene di consumo, non hanno una collocazione sul mercato dell’ arte, non sono vendibili. Questo
fatto sarebbe la prova della loro inutilità come opera d’arte in questo preciso frangente spazio-temporale. Queste
tre opere sono dunque presunte colpevoli di non essere un bene di consumo e pertanto di essere inutili. Non
sono utili al mondo dell‘arte, non sono utili al mondo della cultura, non sono utili al mondo dell’economia , non
sono utili al mondo del collezionismo. In sostanza tutte e 3 le opere sono presunte colpevoli di non valere, di non
meritare di vivere e di occupare uno spazio su una parete di casa nostra, di casa vostra. Questa è l’accusa in merito
alla quale il processo iconoclasta giudicherà le 3 opere esposte. Sono tutte opere della stessa misura 130 cm x 100
cm. :la prima alla vostra sinistra e intitolata
Donna 35 .2006
anno 2006
quella al centro
Donna 02 .2007
anno 2007
e l ‘ultima
Donna 28.2006
anno 2006
Al termine, dopo regolare votazione da parte della giuria, l’opera ritenuta maggiormente colpevole ed inutile sarà
condannata a morte, distrutta davanti ai vostri occhi, frammentata in 30 pezzi rettangolari di 16,5 cm x 26 cm.
La votazione si svolgerà in modo molto semplice: ogni membro della giuria ha
ricevuto una scheda
assolutamente anonima e dovrà solo mettere una croce sull’immagine dell’opera che ritiene colpevole. L’opera
che riceverà il maggior numero di voti sarà condannata a morte.
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Immagine del processo iconoclasta 2012
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VAFFANCULO
Installazione presentata a Paratissima 2012
Vaffanculo opera su telai dim 38 X 35 cm
anno 2010 (corpo 41)
Confessionale struttura di legno h 180 x
larg 80 x prof 30 cm anno 2011
Confessionale
opera Vaffanculo
Vista in pianta dell’installazione.
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Guardare con un occhio solo a l’interno del confessionale.
Immagine a l’interno del confessionale con la scritte che .. .
... ritroviamo scritto in bianco su fondo bianco sul sedere dell’opera Vaffanculo esposta di fronte al
confessionale. Scritta invisibile reso visibile grazie alla nostra visione psicologica dell’opera.
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3 Arr BOX 391 Via Antonelli 11
2013
Respirare l’arte presente ma non visibile
Progetto illustrativo dell’installazione
L’artista Julien Cachki propone un’installazione di notevole impatto visivo (6 m. per 3 per 3 m. di altezza)
all’interno della quale saranno esposte 391 opere su tela, di piccole e grandi dimensioni. Lo spettatore
percorrendo questo Box bianco e luminoso, quasi evanescente, solidificato dalla presenza ordinata delle tele,
avrà la possibilità di interagire con le opere da una nuova prospettiva.
Il visitatore potrà inoltre essere parte attiva della performance : IO SONO UNICO che, in collegamento con
‘installazione, si svolgerà durante tutta la manifestazione.
IO SONO UNICO
La performance è molto semplice: consiste nel registrare con la tua voce ( voce unica e diversa da tute le altre)
uno e uno solo dei 391 numeri elencati in questo opuscolo interpretandolo nel modo più artistico e personale
che riterrai. L’insieme delle voci registrate saranno combinate dall’ artista Julien Cachki
per formare una
composizione musicale: IO SONO UNICO che accompagnerà i visitatori nell’esplorazione dell’installazione: 3arr
Box 391 Via Antonelli 11.
Attenzione il numero dei partecipanti è limitato a 391, che equivale al numero delle tele contenute nel Box. Per
partecipare e registrare la propria voce basterà rivolgersi direttamente allo staff o all’artista stesso. Nel rispetto
della privacy, la registrazione avverrà in modo anonimo, senza alcuna richiesta di dati personali. Sarà sufficiente
pronunciare a tuo modo uno dei numeri dell’elenco e questo diventerà il tuo numero unico. Ti aspetto per
partecipare
L’installazione 3Arr BOX 391 Via Antonelli 11
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Foto mostra 3Arr BOX 391 Via Antonelli 11 2013
Epilogo dell’opera
3 Arr BOX 391 Via Antonelli 11
Foto mostra Spazio della memoria 2014
Spazio della memoria
Il lavoro esposto oggi altro non è che la memoria dell’installazione “3 Arr Box 391 Via Antonelli 11” e della
performance “Io sono unico” realizzati appositamente per Paratissima 2013. Di queste rappresenta l’epilogo
concettuale ma è anche il punto di inizio per una nuova esperienza.
“3 Arr Box 391 Via Antonelli 11” intendeva mettere in relazione il pubblico e le opere d’arte in modo inusuale.
Tutte le 391 tele, disposte l’una a fianco all’altra all’interno di un grande box bianco e luminoso, erano sì
presenti ma impacchettate, di conseguenza: invisibili. Potevano essere guardate, respirate ma non spostate. Il
profumo dell’arte è molto rigenerante. All’uscita del box il visitatore, partecipando alla performance “Io sono
unico”, poteva comprare virtualmente une delle 391 opere esposte pronunciando in modo personale ed unico
uno dei 391 numeri ad esse corrispondenti. La registrazione di tale performance confermava l’avvenuta
acquisizione virtuale dell’opera. Spazio della Memoria rappresenta la conclusione di questo processo artistico.
Dopo la manifestazione infatti, tutte le tele sono state spacchettate e fotografate e la loro memoria fotografica,
contenuta in un chip, è qui esposta. Ma non solo: avvicinandosi si avrà la possibilità di sentire le voci uniche di
tutti coloro che nel corso di PIX 2013 hanno virtualmente acquistato le tele. Si tratta dunque di un lavoro di
memoria, sulla memoria, che consente all’ installazione “3 arr Box 391 Via Antonelli 11” –distrutta - di rimanere
viva. Spazio della memoria però introduce anche un nuovo elemento sul quale meditare: lo spazio delle
relazioni umane vs. lo spazio artistico. Secondo l’antropologo Edward T. Hall nella nostra società le distanze, gli
spazi relazionali si possono suddividere in: intimi 40 cm.; personali 80 cm.; pubblici 120 cm. e sociali 210 cm.
Possiamo noi artisti utilizzare gli stessi riferimenti per stabilire le relazioni intime, personali, pubbliche e sociali
che uniscono lo spettatore all’opera d’arte? I curiosi potranno in prima persona cercare una risposta
posizionandosi ad una delle distanze indicate sul pavimento e sperimentare se lo spazio relazionale umano e lo
spazio artistico obbediscono alla stessa logica.
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LA SCALA DEI VALORI DELL’OPERA
D’ARTE
2014
Come salire la scala del riconoscimento nel
mondo dell’arte
Uno dei percorsi artistici di Julien Cachki esplora il mondo dell’arte attraverso opere
interattive che rendano lo spettatore protagonista. L’installazione esposta oggi si
propone
di far assumere allo spettatore il
punto di vista dell’artista per
contemplare l’opera da una prospettiva nuova. Chiunque lo desideri può salire sul
palco ed accomodarsi sulla sedia, seguire con lo sguardo la scala appesa al muro
arrivando fino in cima e contemplare l’opera. La sedia rappresenta il punto di vista
scelto dall’artista. La scala, triangolare, simboleggia
il sistema economico
piramidale del mercato dell’arte. Il quadro posto al vertice incarna il valore
economico delle opere d’arte.
Nello specifico si tratta di una riproduzione
fotografica della Bagnate di Renoir data 1898 circa, ritenuta da molti un capolavoro
della pittura impressionista di grande valore economico, un’opera fortunata arrivata
in cima alla “scala dei valori dell’opera d’arte”.
Progetto 3D La scala dei valori dell’opera d’arte
24
Foto installazione
25
Prospettiva fotografica della sedia
Pubblicazione sulla Repubblica
08 / 11 / 2014
26
PROGETTI INSTALLAZIONI
Le installazioni che presento oggi nascono dall’attenta osservazione del contesto
socioculturale ed ambientale nel quale vivo e con il quale mi devo confrontare tutti
giorni. Da questo sguardo critico scattano le idee, nascono le dinamiche concettuali
dei progetti.
In questa sede mi limiterò a tre dei progetti selezionati fra le decine già concepiti o da
realizzare. Tali progetti mettono a fuoco tre differenti contenuti: il primo riguarda la
percezione visiva e l’illusorio; il secondo affronta il tema del consumo, dal quale
nascono ricchezze e riconoscimento sociale per pochi; l’ultimo infine, riguarda la
vanità degli uomini.
Per rendere più immediata la percezione dell’idea e della sua realizzazione materiale, la
presentazione si limiterà
all’illustrazione della genesi dei progetti ed alla
rappresentazione grafica della loro fase conclusiva.
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LE BANDERINE
L’arte invisibile reso visibile grazie alla
sua ombra.
Genesi di un’opera
Quando camminiamo per le strade veniamo inconsapevolmente in contatto con un
universo ricco e sensibile, carico di stimoli: benzina pronta ad essere trasformata in
un’esplosione di piacere intimo. Troppo spesso però, in mancanza del detonatore
necessario a dare corso ad un vero e proprio scoppio emotivo, gli stimoli rimangono
sterili, incolte sensazioni. La nostra attenzione concentrata sul lavoro, su fatti personali,
su altro, non riesce a cogliere gli spunti che ci circondano impedendoci così qualsiasi
trasfigurazione del reale. Se riusciamo però a catturare queste sensazioni grezze e le
trasformiamo in propellente, allora nasce l’arte e l’arte ci rende visibile un universo
invisibile.
Questa installazione è una chiara testimonianza di tale processo di trasfigurazione. Le
foto che seguono mostrano infatti la facciata di un edificio molto trascurato situato
nella periferia di Torino. E’ un posto che conosco bene, ci vado ogni tanto a trovare un
vetraio che mi fornisce delle vetrine. Parcheggio di fronte a questo magazzino, lo vedo,
l’ho sempre visto, eppure non ho mai prestato attenzione alla sua stranezza,
probabilmente ero sempre concentrato sul lavoro da far eseguire al vetraio. Un giorno
però, per caso o per magia, ho percepito il motivo a cuneo della facciata: il sole di
mezzogiorno creava un’ombra triangolare proprio sotto i cunei. Senza rendermene
conto la mia immaginazione ha cominciato a vagare fino a trasfigurare quel muro
trasformandolo in una strada ornata di bandierine, bandierine simili a quelle che
vediamo nelle città vestite a festa.
Da questa visione improvvisa, casuale, nasce l’installazione.
28
Vista frontale della facciata elemento soggetto d’ispirazione dell’installazione.
Particolari del muro.
Particolare del muro.
Particolari dei cunei in facciata.
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Progetto illustrativo dell’installazione
Il progetto sarà costituito da una parete sulla cui parte superiore sarà inserita una fila di
cunei di forma triangolare. Una fila su ognuna delle due facciate della struttura.
Sotto i cunei del lato A della parete saranno dipinte, con andamento curvo, forme
triangolari di colore grigio, a rappresentare un’improbabile ”ombra” creata dai cunei
soprastanti. Sarà necessario che su questa facciata l’illuminazione sia studiata in modo
tale da annullare qualsiasi ombra reale logicamente prodotta secondo la fisica della
luce. Sul lato B invece sarà la luce stessa a creare l’ombra sotto i triangoli, l’unica
porzione dipinta potrà essere l’intervallo fra i triangoli ma si tratta di una possibilità da
verificare in corso di realizzazione.
Questa opera, come d’altronde molte delle mie opere, gioca fra visibilità ed invisibilità.
invisibilità
La percezione che lo spettatore ha delle cose sarà messa alla prova suscitando in lui
nuovi interrogativi sul suo modo in cui comprende il mondo. L’arte è illusione.
Vista del progetto in prospettiva aera.
30
Vista frontale lato A dell’installazione.
Vista frontale lato B dell’installazione.
31
I GRATTACIELI
Esistono diversi modi per costruire i
grattacieli
Genesi di un’opera
Porta Palazzo a Torino è conosciuta per essere il più grande mercato all’aperto d’Europa.
Un luogo dove tutti i giorni, eccetto la domenica, una moltitudine di persone vanno a fare
la spesa. Porta Palazzo è profumo di frutta e verdura, colori vivaci, vociare straniero
mescolato agli svariati dialetti italiani, è contatto con popoli lontani. A Porta Palazzo
vivono, si incontrano e si scontrano l’Europa, l’Africa, l’Asia e l’America. Il mercato è gestito
in buona percentuale da cittadini extracomunitari ma anche da una consistente parte di
commercianti italiani. Rappresenta un vero e proprio crocevia di etnie e culture ed è
divenuto tappa ormai immancabile di numerosi turisti.
Frequento spesso questo luogo dove regna una grande confusione, mi sembra di essere
in un mega cantiere, come immagino potesse essere quello della costruzione della Torre
di Babele. A Porta Palazzo però la Torre di Babele fisicamente non c’è, almeno fino a
quando non ne scopro l’esistenza. In realtà non si tratta di una sola torre ma bensì di tante
torri costruite tutti i giorni da manovalanza multi-etnica addetta al recupero delle cassette
di frutta e verdura vuote. Da tale visione, da queste torri nasce il mio progetto.
32
Mercato di
Porta
Palazzo.
(Torino)
Veduta
delle
cassetti di
frutta e
verdura
vuote, unite
insieme per
formare
delle torre
che
diventano i
nuovi...
..grattacieli.
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Vista aera dell’installazione in una ipotetica sala espositiva.
Prospettiva delle torre.
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Il pubblico può camminare fra i diversi grattacieli prima che ...
.. essi crollino.
Epilogo:
La torre è un simbolo di ricchezza e di potere. Oggi i facoltosi emiri del Golfo Persico (ma
non solo loro) fanno a gara per avvicinarsi al cielo costruendo grattacieli sulla sabbia.
Questi nuovi edifici sono le nuove Torri di Babele costruite da migliaia di persone di
nazionalità diverse. I miei grattacieli, fatti di cassette di frutta e verdura vuote, sono i
simboli della nostra ricchezza, del nostro consumo: più consumiamo più raccattiamo
cassette vuote che diventano torri sempre più alte, sempre più imponenti, sempre più
instabili, fino a quando un giorno, sotto il loro stesso peso, i nostri grattacieli di cassette
vuote crolleranno.
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ART IS MALE
Vietato ai minorenni
Genesi di un’opera
I maschi sono diversi delle femmine, non solo fisicamente e mentalmente, ma
soprattutto per una competenza e una conoscenza approfondita dell’arte del calcio,
del bricolage e della meccanica automobilistica. Se chiedete per esempio
ad un
cinquantenne come fosse la Ford Escort, sarebbe in grado di ricontarvi tutta la sua
storia. Vi potrebbe parlare del suo famoso motore a 4 cilindri con una potenza da 84
cavalli,
sarebbe capace di santificarne
la bellissima carrozzeria con le sue curve
erotiche. Oggi le Ford escort non sono più in produzione ma se andate su internet
troverete una nuova tipologia di escort. Queste nuove “macchine” non sono più
fabbricate dall’ industria Ford. Le escort si sono trasformate, hanno subito una vera
trasfigurazione fisica, hanno una nuova meccanica, una bellissima carrozzeria e spesso
le loro cilindrate sono da urlo, basta vederne la pubblicità sul web.
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Esempi di pagine che appaiono quando ci digita
la parola escort sul web.
Progetto della mostra
La realizzazione delle opere sarà ricavata da un’attenta ricerca fotografica di donne
(escort) su internet. Le foto più interessanti saranno stampate su vetri stratificati 3 +3 di
piccolo formato. La presentazione di questi lavori sarà particolare, infatti tutte le foto
saranno retro illuminate con una lampadina posizionata di tal modo che il viso, ma
soprattutto gli occhi della donna siano sfocati rendendo irriconoscibile l’identità della
ragazza. Tale illuminazione avrà un significato profondo , sarà un modo di preservare le
anime delle donne esposte fotograficamente . Le ragazze che espongono il loro corpo
su internet hanno tendenza a mascherare o nascondere i loro occhi, simbolo della loro
anima . Le escort vendono il loro corpo ma non la loro anima. Questi lavori saranno
accompagnati da titoli e didascalie
ricavati dagli annunci
pubblicitari che
accompagnano solitamente le foto pubblicate. Il discorso critico sarà scritto mettendo
insieme
i diversi commenti lasciati dai clienti sulle
bacheche delle
signorine
selezionate. Per mia fortuna, gli uomini sono molto vanitosi , questo fatto mi aiuterà
tantissimo per elaborare una critica obbiettiva e qualificata. Il testo critico avrà come
titolo: Vietato ai minorenni.
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Prospetto dell’ allestimento ,i muri devono aver un bel colore “rosso passione”.
Vista di una delle opere in vetro dove gli occhi della ragazza sono sfocati a causa da l’intensità della luce
retrostante.
38
Prospetto delle opere dove vediamo la lampadina retrostante.
Didascalia posto sul pavimento in corrispondenza dell’opera da descrivere.
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Testo critico della mostra :
Vietato ai minorenni
Me la sono gustata di nuovo. Ragazza spagnola sempre bella e simpatica.
Una bocca giusta per gustare il mio legnetto. Comincia con un pompino
scoperto che sempre mi fa arrapare ,prosegue offrendomi la sua patatina
umida e si scalda anche lei quando viene leccata e allora te lo chiede lei
di entrarle dentro( coperto s'intende).Le piacciono tutte le posizioni.
Dalla missionaria a lei sopra e di fianco . Gradisce molto la pecorina e
quando non ce la faccio più la trovo con la bocca che aspetta il mio
getto. Sei proprio brava !!!! A distanza di tempo sono tornato a trovarla e'
devo dire che e' sempre molto gentile e passionale e in più ho trovato
l'ambiente pulito e molto elegante,brava ciao, un bacio a presto Bella
morettina spagnola. E' una garanzia , perché sa come eccitare un uomo.
Inizia con un blow-job scoperto che scalda l'ambiente, perché sa come
ciucciare , e poi si apre già bella umida. Messo il cappuccio è pronta per
tutte le posizioni ; gradisce se le lecchi la patatina e si bagna anche lei .
Finale sulle tettine . Brava !! a distanza di tempo son tornato a trovarla
sempre molto gentile e passionale, ho trovato molto bella location di
classe e pulita, brava un bacio come al solito a presto Ci son tornato ed è
sempre sexy . Bel corpicino e tanta voglia di scopare. Una bocca fatta per
prendere l'uccello scoperto e farlo rizzare. Ti da tutto il corpo perché
anche lei vuole godere e si bagna. Tutte le posizioni sono buone per lei,
in particolare 69 e pecorina. Anche rai2 . Le ho chiesto di farmi venire in
bocca mentre lei mi guardava con quegli occhioni ..... uno spettacolo .....
Bella latina come da foto e simpatica , cosa che non guasta . Bocca per
pompini al naturale e passione per tutte le posizioni.
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IdeazionerealizzazioneprogettoJulienCachkiartistecontemporain
novembre 2014
Julien Cachki Via Antonelli 11 San Mauro Torinese – Sito: www.cachki.com e -mail: [email protected] Cell: 335 60 000 71
Questi disegni sono di proprietà riservata, pertanto ne è vietata la riproduzione anche parziale senza autorizzazione di Julien Cachki
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