Periodico Ufficiale Nazionale della CONSAP - C.N.P.S. anno XV numero 4-5 aprile-maggio 2013 - Registrazione Tribunale Civile Roma n. 542/99
CONSULTA NAZIONALE POLIZIA STRADALE
Sicurezza stradale
con il direttore
del servizio Polstrada
Ispettorato Palazzo Chigi
Intervista al Direttore Micillo
SINDACATO MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVO DELLA POLIZIA DI STATO
CONVENZIONE
Convenzioni
Convenzione
Sommario
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Sommario
Consap Magazine 2012
COPERTINA
DIRETTORE RESPONSABILE
Massimo D’Anastasio
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Il Segretario Generale Nazionale della Consap
Giorgio Innocenzi ed il Direttore del Servizio
Polizia Stradale Vittorio Rizzi
COORDINATRICE DI REDAZIONE:
Elisabetta Ricchio
CAPOREDATTORE INSERTO
POLIZIA STRADALE:
Marco Di Ceglie
DIREZIONE EDITORIALE
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Consap Segreteria
Generale Nazionale
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ANGELINO ALFANO NUOVO MINISTRO DELL’INTERNO
EDITORIALE
FONDO 2012: LA CONSAP SOTTOSCRIVE L’INTESA
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SEGRETERIA DI REDAZIONE:
Cinzia Ravaglia
Obiettivo sicurezza stradale, convegno della Consap in collaborazione con U.Di.Con
PhOTO EDITOR
Cristiano Pedrocco
Gli interventi degli organizzatori Consap e U.Di.Con
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Rassegna stampa, il convegno sui quotidiani e sulle agenzie
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Le relazioni tematiche
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Le conclusioni del Direttore del Servizio Polizia Stradale dottor Vittorio Rizzi
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Denuncia della Consap nei confronti del dirigente del C.A.P.S. di Cesena
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Pedaggi autostradali: le moto non devono pagare quanto le auto
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Young Europe, il film della Polizia Stradale sulla sicurezza
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Corso formazione dei quadri sindacali della regione Marche
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Regione Marche: l’associazione dei consumatori Udicon si schiera al fianco dei poliziotti
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Raffaele Micillo: rispetto dei ruoli, dialogo con i sindacati fatto positivo e utile per tutti
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In piazza la rabbia dei poliziotti per un buono pasto miserevole p. 58
58
Sprechi e privilegi, tagli e sofferenze p. 60
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Commissione per l'equipollenza dei titoli di studio, una vittoria della Consap p. 62
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La divisa è un “bersaglio mobile”, investire in sicurezza una priorità
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PRIMO PIANO
Si avverte che gli incaricati
alla diffusione non possono
essere appartenenti
alla Polizia di Stato
né a Forze dell’Ordine.
In ragione di ciò vi invitiamo
a segnalare anomalie
rispetto a quanto sopra.
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Primo piano
Consap Magazine 2013
Angelino Alfano nuovo ministro
dell’Interno
Dopo la parentesi dei tecnici al Viminale torna il centrodestra
nominato viceministro Filippo Bubbico
La travagliata genesi del Governo di Enrico Letta, ha
segnato il passaggio delle consegne al vertice del
Ministero dell’interno. Ancora in attesa della nomina
del nuovo Capo della Polizia, il Viminale ha da poche settimane un nuovo responsabile politico il Vice
premier e Segretario del Pdl Angelino Alfano.
Anna Maria Cancellieri, la ministro dell’interno tecnico del Governo Monti rimane nella squadra di Governo andando a ricoprire il ruolo di Ministro guardasigilli della Giustizia.
Dopo le elezioni politiche, il centrodestra che appog-
gia il governo delle larghe intese di Enrico Letta, riconquista il Ministero della sicurezza nazionale, ma
stavolta con uno dei massimi leader del Popolo delle Libertà che nel precedente Governo Berlusconi
aveva ricoperto il ruolo di Ministro della Giustizia.
Si ricompone faticosamente il mosaico del Governo
per il Viminale con la nomina, nel Consiglio dei Ministri del 2 maggio scorso del Vice Ministro all’Interno Filippo Bubbico del Pd e di due nuovi sottosegretari il magistrato Domenico Manzione del Pdl e
Giampiero Bocci del Pd.
Per il nuovo ministro dell’interno subito da affrontare
due emergenze di sicurezza nazionale, il contrasto
al femminicidio, neologismo che sostituisce in parte
il desueto delitto passionale nel caso in cui la vittima
sia una donna, e l’allarme ordine pubblico derivante della crisi economica e che è stato paventato anche dal presidente della Banca Centrale Europea
Mario Draghi. E questi sono stati i temi anche del primo Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica,
presieduta ai primi di maggio dal neo Ministro dell’Interno Angelino Alfano.
M.D’A.
Editoriale
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Fondo 2012: la Consap sottoscrive
l’intesa per remunerare i servizi
più onerosi e di maggiore responsabilità
Il 24 aprile 2013 la
Consap ha formalmente siglato l'accordo per
la distribuzione del
Fondo per l'efficienza
dei servizi istituzionali
relativo all'anno 2012.
Presenti per la parte
pubblica il Sottosegretario di Stato De StefaGiorgio Innocenzi
no, il Vice Capo VicaSegretario Generale
rio Marangoni ed il ViNazionale Consap
ce Capo Piantedosi .
Il fondo svolge una funzione fondamentale : remunera i servizi particolarmente onerosi e di responsabilità.
Le risorse complessive del Fondo per l’anno 2012,
ammontano a 113.246.534 euro (lo scorso anno
erano 113.345.673,00)
Con la disponibilità economica in argomento si provvederà al pagamento delle seguenti voci: turni di reperibilità (17,50 euro per turno) cambi turno (8,70 euro per turno), servizi di alta
montagna(6,40 euro per turno), cambi turno per i reparti mobili (50,271 euro compenso unitario in ratei per ogni mese), e la
produttività collettiva che viene ripristinata
dopo che nei quattro anni precedenti, per
ragioni di carattere legislativo, si era stati
costretti ad introdurre e retribuire l’indennità di valorizzazione della funzione di polizia (lo scorso anno fu di 991,56 euro lordi procapite) che prevedeva analogo importo per tutti a prescindere dal numero
dei giorni lavorati nel corso dell’annualità.
Il ripristino della produttività collettiva comporterà
l’attribuzione di un importo individuale ottenuto moltiplicando la somma di 4,32 euro per ogni giornata
lavorativa per il numero complessivo di presenze
giornaliere nell’anno 2012. Pertanto nel caso del numero massimo possibile di presenze giornaliere annue stabilite dalla circolare ministeriale (303 giorni),
la produttività collettiva ammonterà a 1.308,96 euro lordi procapite.
Considerato che tutte le somme necessarie sono già
nella disponibilità del TEP, l’odierna sottoscrizione
dell’accordo, secondo l’impegno formalmente assunto dall’Amministrazione, consentirà il pagamento al
personale del Fondo, probabilmente entro il mese di
maggio.
Nell'occasione la Consap ha ribadito la necessità e
l'urgenza di riattivare le procedure, interrotte bruscamente per la fine anticipata della legislatura, per la
presentazione di una legge delega di riordino complessivo delle carriere e delle funzioni di tutto il personale di polizia.
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Convegno
Consap Magazine 2013
Obiettivo sicurezza stradale,
convegno della Consap
in collaborazione con U.Di.Con
Grande successo per la terza edizione del Convegno
Nazionale Obiettivo Sicurezza Stradale: direzione
obbligatoria organizzato dalla Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia in collaborazione con
l’Unione per la Difesa dei Consumatori, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei
Ministri.
In una giornata di lavori in cui si sono alternati momenti di profonda riflessione sul tema trattato e testi-
monianza umane che hanno coinvolto i presenti, si è
tentato di fare il punto se quanto si è fatto e quanto
c’è ancora da fare, per raggiungere l’obiettivo di un
decremento importante dell’incidentalità stradale, così come ci chiede l’Unione Europea.
Un parterre di assoluta eccezione con i massimi responsabili del settore della Pubblica Sicurezza che
hanno accolto l’invito della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia al confronto e al dialogo
Tavolo di presidenza del convegno: in piedi il giornalista di RaiNews Paolo Petrecca
Convegno
con l’opinione pubblica, che in sala era rappresentata anche dalle scolaresche di tre istituti superiori
della capitale: l’istituto tecnico di istruzione Statale
Cartesio Luxembourg, la Scuola Secondaria di Secondo Grado Duca degli Abruzzi e l’Istituto d’istruzione secondaria superiore Leonardo da Vinci.
Sono intervenuti, in rigoroso ordine cronologico, gli
organizzatori del convegno Giorgio Innocenzi Segretario Generale Nazionale della Consap e il presidente di U.Di.Con. Denis Nesci, il dottor Raffaele
Micillo, Direttore dell’Ispettorato di P.S. Palazzo Chigi, il prefetto Santi Giuffrè Direttore Centrale delle
Specialità della Polizia di Stato, il capitano della nazionale italiana di basket in carrozzina Matteo Cavagnini, l’onorevole del Pd Lorenza Bonaccorsi, il
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dottor Antonio Catricalà, il Vica Capo Vicario
della Polizia prefetto Alessandro Marangoni, il Vice
Presidente del Senato Maurizio Gasparri del Pdl, il
dirigente della Dainese marchio leader dell’abbigliamento sportivo motoristico Vittorio Cafaggi, il presidente di Aipis (Associazione Invalidità Permanenti
da Incidentalità Stradale) Massimo Mengarelli, il se-
Consap Magazine 2013
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gretario nazionale della Consap Gianluca Pantaleoni; le conclusioni sono state affidate al Direttore del
Servizio Polizia Stradale dottor Vittorio Rizzi.
Presenti fra gli altri il Direttore del Compartimento Polizia Stradale del Lazio dottor Stefano Bastreghi, il Vice Questore Vicario della Questura di Roma Carmine Belfiore, il dirigente del Primo Commissariato di
Roma Lorenzo Suraci, il presidente della Consap
Mauro Pantano, i segretari nazionali della Consap
Raffaele Tavano e Gianni Valeri, i dirigenti della
Consap Gian Mario Morello, Carlo Figliomeni, Cesario Bortone, Gianluca Guerrisi, Massimo Vannoni
e Giancarlo Vitelli.
Le relazioni tecniche sono state illustrate dal dottor
Flaminio Monteleone ex Sostituto Procuratore presso
il Tribunale di Orvieto e attualmente Consigliere per
gli Affari Giuridici e Legislativi presso la Presidenza
del Consiglio dei Ministri, dal Segretario Nazionale
della Consap Stefano Spagnoli e dal primario del reparto Chirurgia maxillo facciale dell’ospedale San
Giovanni di Roma dottor Paolo Mundola.
La giornata si è aperta con un video messaggio della popolare attrice Maria Grazia Cucinotta, anche
Giorgio Innocenzi insieme al Vice Capo Vicario della Polizia Prefetto Alessandro Marangoni
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Convegno
Consap Magazine 2013
produttrice e regista, splendida interprete di film indimenticabili del cinema italiano ed internazionale come “Il Postino” a fianco dell’indimenticato Massimo
Troisi o nella saga dell’agente segreto più famoso al
mondo in “Agente 007, il mondo non basta”. L’attrice che nella vita è mamma di una bimba, si è rivolta soprattutto ai ragazzi, ricordando che sulla strada
il rispetto delle regole è un valore che si traduce anche nel rispetto verso se stessi e verso il prossimo.
Al termine del breve messaggio il giornalista di Rai
News Paolo Petrecca, moderatore del convegno ha
dato il via ai lavori con i saluti degli organizzatori.
Il primo a prendere la parola è stato il Segretario Generale Nazionale del sindacato di polizia Consap
Giorgio Innocenzi, che ha tracciato i risultati che si
sono conseguiti in questo campo grazie all’impegno
dei vertici del Servizio di Polizia Stradale ed all’impegno quotidiano e costante di uomini e donne delle Forze dell’Ordine, che garantiscono il controllo alla viabilità stradale e sottolineato come in questo
campo, trattandosi della perdita di vite umane, principalmente giovani, come testimoniano con crudezza i dati Eurispes, non si può e non si deve abbassare la guardia, potenziando il settore con investimenti mirati, che si deve saper reperire anche in congiunture economiche sfavorevoli come quelle attuali:
“Perché ogni euro speso in prevenzione garantisce
un ritorno in risparmio sugli altissimi costi sociali e
spese sanitarie che per quanto riguarda il nostro paese sono stimati in circa 30 miliardi di euro l’anno”.
Il presidente di U.Di.Con Denis Nesci nel suo intervento ha delineato il significativo percorso tracciato
fino ad oggi con la terza edizione del convegno sulla sicurezza stradale: “che nato come un tema di tutela della sicurezza del cittadino si è poi rivelato essere un mosaico di elementi da mettere insieme in cui
le Forze dell’Ordine sono solo la prima linea di una
presa di coscienza collettiva sulla necessità del rispetto delle regole. La sicurezza stradale non è tema
da addetti ai lavori ma tutti devono fare la loro parte in primo luogo la politica che deve avere il coraggio di mettere questo impegno per la sicurezza ai primi posti dell’agenda di governo, garantendo norme
chiare e certezza della pena”. Oggi insieme alla
Consap ed alle autorità, che interverranno, ha concluso il Presidente Nesci, abbiamo voluto mettere in
stretto la teoria con la pratica, dove la parte teorica
è affidata all’associazionismo ed alla politica e la
pratica è il contributo di professionalità ed esperienza che ci arriva dalle Forze dell’Ordine.
Solo un breve saluto in veste di padrone di casa dal
dottor Raffaele Micillo Direttore dell’Ispettorato di
La consegna della targa al vice presidente del Senato Maurizio Gasparri
Convegno
Pubblica Sicurezza Palazzo Chigi che si è detto onorato di poter ospitare un convegno su un tema di alto allarme sociale che riguarda ognuno di noi, come
utenti della strada, come genitori, come appartenenti della Polizia di Stato. Ha poi dato la parola al Direttore Centrale delle Specialità Prefetto Santi Giuffrè, che ha fatto i complimenti alla Consap e ad
U.Di.Con. per un convegno su un tema che travalica
i confini nazionali investendo tutta l’Unione Europea,
che chiede ai paesi membri un sempre maggior impegno per ridurre il tributo di vite umane sulle strade: “Mi sembra anche importante, in questo periodo
di crisi economica porre l’accento, come ha fatto il
Segretario della Consap Innocenzi sui costi sociali ingenti derivanti dall’incidentalità stradale. Non di meno dobbiamo riconoscere le carenze ma anche sottolineare i risultati che ci hanno consentito di dimezzare le vittime, un risultato che va ascritto all’azione
di prevenzione e repressione delle Forze di Polizia.
Sono traguardi di rilievo ottenuti supplendo con l’impegno e le professionalità alle carenze di organico
e alla mancanza di investimenti, che peraltro sono
ampiamente controbilanciati dagli investimenti di società Autostrade. Voglio porre l’accento su questa sinergia fra pubblico e privato come succede nella
parternship con società Autostrade, anche con altre
società private leader in altri settori che investono le
competenze di controllo delle specialità di Polizia,
che mettono a nostra disposizione non solo risorse
economiche ma anche esperienze professionali, tutto per dare sicurezza alla gente. In questo senso va
visto il nostro impegno, ringrazio il Comandante Bastreghi del Compartimento della Polizia Stradale, per
aver sottolineato nell’intervista rilasciata al Consap
Magazine, come la Polizia Stradale sia l’antesigna-
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na del concetto di prossimità verso il cittadino, i nostri uomini e le nostre donne in divisa sono quotidianamente in contatto con i cittadini, durante il difficile e delicato servizio, ma lo sono anche nel veicolare messaggi positivi di buona condotta e rispetto delle regole. Apprezzabile lo sforzo che si fa per coinvolgere in questa educazione civica i giovani attraverso iniziative come il progetto Icaro giunto alla sue
tredicesima edizione che quest’anno può contare anche sul fiore all’occhiello del film Young Europe. Tutte iniziative che disvelano un grande sforzo di programmazione e di messa a punto da parte del Servizio Polizia Stradale.
La prima relazione tecnica è stata affidata al Segretario Nazionale della Consap Stefano Spagnoli, che
ha posto l’accento su due aspetti fondamentali: le infrastrutture definite inadeguate e vecchie di quarant’anni e la complessità delle norme del Codice della
Strada. Poi rivolto ai giovani ha detto che il loro compito è quello di diventare migliori di noi, ma questo
si ottiene solo se l’esempio che noi adulti daremo loro sarà a nostra volta migliore di chi ci ha preceduto, perché si possa morire sempre di meno sulle nostre strade.
“Roma è invivibile” con queste parole il bresciano,
ormai romano d’adozione Matteo Cavagnini, ha
bollato la vivibilità della capitale per chi come lui è
in carrozzella da quando, ancora quattordicenne ebbe un grave incidente stradale. Cavagnini è anche
però un esempio di chi si è saputo risollevare dalle
avversità della vita, oggi è il pivot dei pluricamponi
italiani di basket in carrozzella del Santa Lucia di Roma, con l’onore di aver indossato la fascia di capitano della nazionale alle paralimpiadi di Londra
2012 ed in procinto di partire con i suoi compagni
di squadra per Valladolid, dove la compagine romana tenterà di conquistare la Coppa dei Campioni.
Matteo non ha voluto raccontare la sua esperienza
traumatica, ma raccontare di sé oggi, che padre di
due bambini li vedrà presto rapportarsi alla strada,
la sua testimonianza è stata quella di chi pensava
che la strada quell’attimo di distrazione, gli avesse
tolto tutto ed invece ha trovato nuovi stimoli e nuovi
valori corroborati da quella voglia di vincere che lo
porta a primeggiare nei parquet, quella grinta e
quella determinazione che solo la competizione sportiva sa infondere con quel verdetto finale vittoria o
sconfitta, che spinge a lottare fino alla sirena.
Intervento di saluto dell’onorevole Lorenza Bonaccorsi del Pd, che dopo aver sottolineato la fase delicata
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Convegno
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in cui versa la politica nazionale, dopo aver risolto
l’impasse del mandato in scadenza del presidente
della Repubblica è adesso alle prese con la formazione del nuovo governo, ha definito l’impegno per
la sicurezza stradale una priorità del Parlamento,
che deve far tesoro di incontri come questi in cui gli
addetti ai lavori si confrontano e propongono soluzioni. Poi nell’analizzare la situazione all’interno del
suo partito quello che vive la fase di transizione più
delicata in questo momento, ha promesso il pieno
appoggio personale e della sua componente minoritaria e fa capo al Sindaco di Firenze Matteo Renzi.
L’ex sostituto procuratore del Tribunale di Orvieto oggi consigliere per gli Affari Legislativi e Giuridici
presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri dottor
Flaminio Monteleone, ha guidato il pubblico in un
viaggio negli ultimi sette anni di vicissitudini del Codice della Strada. Dal 2006 ad oggi ha visto il legislatore intervenire ampliando l’area e la sanzione
per il reato, operando una scelta che intende dare risposta all’amarezza delle vittime, rispetto a colpevoli che spesso dopo aver provocato lutti e distrutto famiglie riescono a farla franca. Un fine nobile quello
del legislatore di sempre ha detto il magistrato, ma
che tralascia anche altri aspetti fondamentali della
lotta alla criminalità, primo fra tutti l’incapacità, per
carenza di risorse e personale di mettere nelle con-
dizioni i poliziotti di lavorare serenamente.
Tutto incentrato sul rispetto delle regole l’intervento di
saluto del Vice Ministro allo Sviluppo Antonio Catricalà: "Oggi si investe tanto sulla progettazione delle
strade, sull'illuminazione viaria, sulla previsione di sistemi di sicurezza sempre più sofisticati nelle autovetture ma a sfuggire davvero al controllo è lo scarso significato che diamo ancora oggi al rispetto delle regole" “E’ sconcertante – ha proseguito il Sottosegretario – che le statistiche sugli incidenti stradali ci indichino come cause maggiori i comportamenti non
virtuosi alla guida, quali l’eccesso di velocità, il passaggio con il semaforo rosso o il mancato uso delle
cinture. E’ importante capire noi per primi e far capire ai nostri ragazzi che arrivare 30 secondi prima
non può valere una vita umana”. Poi concludendo ha
detto che il convegno centrerà il suo obiettivo se i ragazzi delle scuole che ci hanno ascoltato uscendo da
qui ricorderanno anche una sola cosa. “Una cosa sola, non sappiamo cosa ma sappiamo che rimarrà
nella memoria per emergere magari ogni volta che
si metteranno alla guida o affronteranno la strada”.
Sulla stessa linea il Vice Capo Vicario della Polizia
prefetto Alessandro Marangoni, che dopo essersi
complimentato con la Polizia Stradale per lo straordinario servizio che garantisce ogni giorno per la sicurezza dei cittadini ed aver ringraziato gli organiz-
A sinistra il dirigente della Dainese Vittorio Cafaggi; a destra l’onorevole Lorenza Bonaccorsi
Convegno
zatori per il tema scelto per il convegno ha sottolineato che il mancato rispetto delle regole e i comportamenti incivili sulla strada si pagano con la vita.
Nel corso dei lavori è giunto per un saluto anche il
Vice Presidente del Senato Maurizio Gasparri del
Pdl, il quale ha definito i risultati che si ottengono in
termini di decremento degli incidenti stradali, una notizia da prima pagina che però non trova lo spazio
che merita. “Facevo parte di quel Governo che introdusse alcune norme che hanno contribuito a questo
decremento, quali la patente a punti ed altri inasprimenti di legge e ricordo che in quei giorni ci furono
furiose polemiche, oggi possiamo dire che a qualcosa sono servite e la determinazione con la quale volemmo introdurre quelle norme è premiata dai fatti,
certo si è trattato di un primo passo tanti altri ce ne
sono da fare, ma state certi che noi saremmo sempre
dalla vostra parte”.
Le conclusioni del Direttore del Servizio Polizia Stradale dottor Vittorio Rizzi hanno fatto da epilogo a
questa prima parte del convegno, Rizzi come comandante dei suoi uomini ha illustrato alla platea cos’è
la Polizia Stradale, 11.410 uomini e donne che fanno sicurezza percorrendo avanti indietro la strada,
un lavoro difficile che ci vede detenere il primato della mortalità in servizio fra tutta la Polizia di Stato: “I
poliziotti muoiono per la sicurezza stradale e questo
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credo sia il più chiaro indicatore di quanto è pericolosa la strada anche per noi. Poi ha tracciato le linee
programmatiche del Servizio Polizia Stradale improntate a comunicazione sociale, recupero dell’aspetto investigativo “non vogliamo più chiamarli
incidenti ma morti violente” la formazione ad il costante aggiornamento del personale.
La seconda parte del convegno ha affrontato le conseguenze dell’incidente stradale, con il primario di
Chirurgia maxillo facciale dell’ospedale San Giovanni di Roma, il dottor Mundola con l’aiuto di diapositive ha scioccato la platea, con le immagini di persone rimaste ferite, che grazie all’altissima specializzazione medica, sono state letteralmente ricostruite; casi fortunati che si sono conclusi con il completo recupero dei pazienti. Danni medici per incidenti ma anche danni provocati dalla scarsa serenità con la quale si guida, lo ha fatto illustrando il caso di un uomo
che per una banale lite in strada, si è visto sfondare
il cranio rischiando addirittura la morte.
Chiamato in causa dai ringraziamenti del dottor Rizzi è intervenuto il dottor Vittorio Cafaggi responsabile dello sviluppo progetti speciali della Dainese, che
anche quest’anno durante il Giro d’Italia farà sperimentare alle pattuglie moto montate della Polizia
Stradale l’innovativo progetto D-Air, un air bag che
protegge le parti sensibili del motociclista in caso di
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Convegno
Convegno
caduta. Da anni siamo leader nel motociclismo da
competizione ha detto Cafaggi, con testimonial come Valentino Rossi, Max Biaggi, Jorge Lorenzo o
Marc Marquez, ma crediamo molto anche nella sicurezza a livello non competitivo ed il progetto D-Air è
una conferma del nostro impegno. Anche lui si è rivolto ai ragazzi dicendo di prendere esempio dai
campioni citati, non solo nelle acrobazie, perché
sappiate che ognuno di loro prima di salire a bordo
del mezzo, cura minuziosamente l’aspetto della sicurezza e delle lucidità alla guida, solo così possono
uscire indenni da cadute e scivolate spesso agghiaccianti nella loro dinamica ma che li vedono quasi
sempre rialzarsi pressocchè indenni.
In alto il titolare della società Diffusione e Comunicazione Fabio Ardemagni riceve la targa dal direttore del Consap Magazine;
a seguire: Innocenzi con il presidente di AIPIS Massimo Mengarelli; Il Dirigente Generale Raffaele Micillo e il Vice Ministro
allo Sviluppo Antonio Catricalà; in prima fila in platea il Prefetto Santi Giuffrè e il Comandante della PolStrada del Lazio
Stefano Bastreghi.
Il Presidente Denis Nesci consegna la targa agli studenti delle scolaresche intervenute
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Convegno
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Gli interventi
degli organizzatori
Consap e U.Di.Con
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Convegno
Giorgio Innocenzi
Segretario Generale Nazionale Consap
Ringrazio gli ospiti che ci hanno voluto onorare della
loro presenza.
La Consap e l’Udicon hanno organizzato questo convegno “OBIETTIVO SICUREZZA STRADALE. DIREZIONE OBBLIGATORIA” con il precipuo scopo di tenere alta l’attenzione su un tema che si fa sempre più
attuale e scottante.
Tra gli interventi programmati abbiamo quelli del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio,
Antonio Catricalà, del Vice Presidente del Senato, senatore Maurizio Gasparri, dell’onorevole del Pd Lorenza Bonaccorsi. Avremo il piacere di ascoltare l’in-
tervento di saluto del Vice Capo Polizia Vicario, prefetto Alessandro Marangoni.
Non voglio fare un torto a nessuno degli illustri ospiti
e degli autorevoli relatori, ma ritengo doveroso fare
alcune sintetiche considerazioni introduttive.
Il problema della mobilità delle persone è sicuramente uno tra quelli ai quali occorre prestare particolare attenzione e rispondere con lungimiranza.
Il fenomeno dell’incidentalità stradale purtroppo, ancora oggi, in Italia provoca poco meno di 4000
morti e migliaia di feriti producendo, tra l’altro, anche un danno alla società che si attesta intorno a 30
Convegno
miliardi di euro.
L’Europa già nel 2001, in questo ambito, aveva fissato come obbiettivo, per i Paesi membri, quello di
ridurre di almeno il 50% gli incidenti stradali e la relativa mortalità entro 10 anni.
L’Italia quell’obbiettivo, seppur per poco ed in ritardo, lo ha raggiunto ma, nel frattempo, dalla Comunità Europea ne è stato già fissato un altro, nella
stessa misura percentuale, da realizzarsi entro il
2020.
Le decine di migliaia di morti e di feriti, i sogni infranti sull’asfalto e le tante vite spezzate che ogni
anno registriamo sulle nostre arterie di comunicazione, parlano da soli, sono lì a imporci di adottare
misure urgenti e soluzioni più adeguate.
Il problema della sicurezza, della prevenzione è una
cosa molto seria che merita da parte di tutti un’attenta considerazione.
Non può, infatti, un Paese civile e moderno accettare
che sulle proprie strade si verifichino vere e proprie
stragi con valori da “periodo bellico”.
Non si può pensare e credere che questo sia il
prezzo da pagare al progresso e che tutto ciò sia inevitabile e immutabile. Questa è una logica aberrante.
Riteniamo che il problema della sicurezza stradale
si può risolvere. I nemici della sicurezza delle nostre
strade, che gli operatori della vigilanza devono fronteggiare quotidianamente, sono molteplici: dall’imprudenza e irresponsabilità dei comportamenti
umani ai pericoli derivanti dai fenomeni meteorologici, dall’inadeguatezza di certe nostre infrastrutture
stradali, alle azioni criminose che vengono perpetrate a danno dei cittadini onesti.
Un difficile lavoro che mette a
dura prova le pattuglie che ogni
giorno vengono schierate sulla
strada. Siamo dell’avviso, però,
che al sacrificio dei tutori della sicurezza stradale, che fanno il
loro dovere fino in fondo pur tra
disagi, carenze di organico e
turni estenuanti, debbano fare riscontro provvedimenti e iniziative
che permettano loro di lavorare
con maggiore serenità ed efficienza.
Basta pensare a quella cultura
della prevenzione che stenta da
affermarsi e che richiede inter-
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venti più incisivi a partire dalla famiglia per arrivare
alla scuola.
Troppo poco viene fatto nelle scuole per formare i
giovani nella cultura della legalità e della correttezza
dei comportamenti di cui l’educazione stradale è
parte.
Vi è poi il problema delle regole e del rispetto delle
stesse.
In Italia vi è un vezzo diffuso e abituale: quando un
problema diventa un fenomeno si chiedono sempre
nuove regole, nuove norme e nuovi codici. Ci si dimentica spesso che è buona cosa prima applicare le
normative e le regole esistenti. Per fare questo occorre conoscere, sapere ed avere l’abitudine di essere coerenti con quanto si fa e quanto si dovrebbe
fare.
In ultimo non smetteremo mai di batterci per rivendicare investimenti maggiori nella sicurezza stradale.
Nessun Paese civile può lesinare nelle spese della sicurezza stradale.
Basta parlare di sicurezza. Servono fatti. Uno studio
dell’Eurispes di qualche tempo fa dimostrò che un significativo potenziamento delle sole pattuglie
avrebbe determinato un calo di 1500 morti e di alcune decine di migliaia di feriti sulle strade.
E’ facile immaginare quali risparmi avrebbe lo Stato
nelle spese sanitarie, assistenziali e previdenziali, se
solo si tiene conto che circa al 70% dei feriti della
strada rimangono conseguenze permanenti spesso
di rilievo.
Si faccia questa scommessa, non si lesini in uomini e
tecnologie per la sicurezza stradale, è l’opinione
pubblica che li richiede.
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Convegno
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Denis D. Nesci
Presidente di Epas/U.Di.Con
Ringraziamento a tutti i presenti, soprattutto per la disponibilità delle cariche istituzionali che hanno accettato il nostro invito nonostante i numerosi impegni, la
loro presenza è infatti fondamentale perché è segno della vicinanza dello Stato
ad una tematica particolarmente delicata come quella sulla sicurezza stradale che coinvolge tutta la popolazione
e che ogni anno, purtroppo, causa la
morte di migliaia di persone.
Quando come associazione in difesa
dei consumatori abbiamo iniziato questo
percorso affrontando il tema della sicurezza stradale, non avevamo la reale
percezione di quanto potesse essere ampio e complesso questo argomento,
quasi come un mosaico composto da numerosi tasselli che man a mano andavano ad aggiungersi per dar vita ad un
’immagine multiforme.
Nel corso del 1° Convegno ci siamo concentrati su 2 aspetti fondamentali: l’informazione indirizzata ai ragazzi delle
scuole, attraverso un opuscolo informativo contenente delle semplici regole da
seguire per evitare i pericoli della
strada; ma anche i dati relativi ai morti
in incidenti stradali, perché sono proprio
i numeri che danno l’idea del pericolo
che tutti i giorni corriamo, indipendentemente se ci mettiamo alla guida di un automobile, uno scooter o anche solo nella
veste di pedoni.
Prevenzione, responsabilità ma soprattutto formazione sono state le linee guida
che hanno sancito il successo del se-
Consegna della targa al capitano della nazionale di basket in carrozzella
Matteo Cavagnini e all’onorevole Michele Baldi
Convegno
condo convegno che ha visto alternarsi al tavolo di
discussione esponenti della politica ed enti impegnati
nella sensibilizzazione alla guida sicura. Il dibattito
ha messo in luce la necessità di introdurre come attività obbligatoria nelle scuole, appositi corsi incentrati alla conoscenza dei principi sulla sicurezza stradale, allo stesso tempo l’Associazione Lorenzo Guarnieri ha offerto un ottimo spunto di riflessione sulla
proposta di introdurre il reato di omicidio stradale,
accanto a quello di omicidio volontario, preterintenzionale e colposo.
Oggi, l’incremento degli incidenti mortali sulle
strade, ci impone di ritornare ancora sullo stesso argomento, affinché diventi una delle priorità dell’agenda politica. Non bisogna sottovalutare il fatto
che gli incidenti stradali costano all’Italia dai 24 ai
31 miliardi di euro l’anno, da 1,5 a 2 punti di Pil
(dati di Ania, Ministero dei Trasporti, Irpet e Aci); il
calcolo è stato fatto sommando i costi della mancata
produttività, i danni biologici e morali, i danni patrimoniali, i costi amministrativi e solamente i costi sanitari diretti in acuto (solo spesa di accesso e cura in
ospedale)…sì, perché quando parliamo di incidenti
stradali dobbiamo mettere a conto tutte queste variabili!!
Il nostro Paese fino ad ora non ha portato avanti delle
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azioni incisive sotto il punto di vista della prevenzione, l’aspetto che più di tutti dovrebbe essere sviluppato. Siamo ancora un passo indietro rispetto agli altri Paesi europei: in Francia esiste un Comitato Interministeriale della Sicurezza Stradale appositamente
costituito per la tematica relativa alla sicurezza stradale, mentre in Spagna è stato affidato lo stesso incarico alla Direzione Generale del Traffico. In Italia basterebbe semplicemente creare un’agenzia interministeriale sulla falsariga di quelle europee, a cui affidare compiti decisionali in materia, e non serve neanche perdere troppo tempo per definirla, perché nel dicembre 2008 è stato presentato un disegno di legge,
per la precisione il n. 1300, con l’intento di istituire
“un’Agenzia Nazionale per la sicurezza stradale,
contenente altre disposizioni per la sicurezza della
circolazione e l’assistenza alle vittime della strada”
con il compito di: dare attuazione all’impegno di ridurre l’incidentalità stradale e il numero di feriti e dei
morti secondo le indicazione dell’U.E.; dare pareri
obbligatori preventivi, fornire indirizzi per l’azione e
coordinare gli interventi sulla circolazione per migliorare la sicurezza stradale; aggiornare ogni 3 anni il
Piano Nazionale della sicurezza stradale sulla base
dei risultati ottenuti dalle disposizioni emanate a livello nazionale e comunitario.
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Convegno
Consap Magazine 2013
Rassegna stampa, il convegno
sui quotidiani e sulle agenzie
Sicurezza stradale:
Catricala', scarso valore
dato a regole tra cause
incidenti
Roma, 23 apr. (Adnkronos) - "Oggi si investe tanto
sulla progettazione delle strade, sull'illuminazione
viaria, sulla previsione di sistemi di sicurezza sempre
piu' sofisticati nelle autovetture ma a sfuggire davvero al controllo e' lo scarso significato che diamo
ancora oggi al rispetto delle regole". Cosi' il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricala' si e' rivolto ai numerosi studenti presenti nella
sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio in
occasione del convegno "Obiettivo sicurezza stradale: direzione obbligatoria", tenutosi questa mattina a Roma. Un evento , organizzato dall'Unione
per la Difesa dei Consumatori (Udicon) e dalla Confederazione sindacale autonoma di Polizia (Consap), al quale hanno partecipato, tra gli altri il vice
capo vicario della Polizia Alessandro Marangoni e il
direttore del servizio di Polizia stradale Vittorio Rizzi.
"Occorrebbe un'analisi interna per capire se davvero vogliamo mettere a rischio la nostra vita, i nostri affetti piu' cari per un semaforo rosso o per guadagnare 30 secondi", ha rimarcato Catricala'.
Un pensiero condiviso da Marangoni: "Sottovalutare
il pericolo, tenere dei comportamenti illegali o incivili sono, nel contesto della circolazione stradale, errori che purtroppo si pagano spesso con la vita o con
danni permanenti alla nostra salute", ha ammonito il
vice capo vicario della Polizia.
Nel corso del convegno sono stati affrontati molteplici temi: dal potenziamento delle infrastrutture allo
snellimento del Codice della strada; dai costi econo-
mici e sociali degli incidenti stradali alle risorse destinate al personale impegnato in attivita' di controllo
sulle strade. Su questo aspetto il direttore della Polizia stradale Vittorio Rizzi ha puntualizzato: "Ogni
giorno 11.410 agenti e 1500 pattuglie lavorano per
la sicurezza dei cittadini sulle strade". Per poi aggiungere: "Come Corpo abbiamo il 50% dei caduti
di tutta la Polizia, un primato gravissimo che e' l'indicatore piu' significativo di quanto sia pericolosa la
strada. Anche per noi".
Convegno
Sicurezza stradale, la testimonianza di
Cavagnini
L'atleta di punta del Santa Lucia Basket in Carrozzina
e della Nazionale Italiana, è intervenuto alla terza
edizione del convegno sulla sicurezza nelle strade:
"E' importante sia come informazione che come prevenzione"
ROMA - Matteo Cavagnini, atleta di punta del Santa
Lucia Basket in Carrozzina e della Nazionale Italiana, è intervenuto alla terza edizione del convegno
nazionale "Obiettivo sicurezza stradale: direzione
obbligatoria", organizzato dall'U. Di. Con. (Unione
per la Difesa del Consumatore) nazionale presidente
Denis Nesci e la Consap presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
"Questo convegno - afferma Denis Nesci, Presidente
Nazionale U. Di. Con. - è stato portato avanti da noi
da tre anni, e solo continuandoci a lavorare, abbiamo capito fino in fondo quanto potesse essere im-
Sicurezza stradale:
Innocenzi (Consap), stragi su strada
indegne di paese civile
Roma, 23 apr. (Adnkronos) - "Un Paese civile e moderno non puo' accettare che sulle sue strade si verifichino delle vere e proprie stragi di proporzioni belliche". Lo ha affermato Giorgio Innocenzi, segretario
generale nazionale della Confederazione Sindacale
Autonoma di Polizia (Consap) durante il convegno
"Obiettivo sicurezza stradale: direzione obbligatoria", svoltosi questa mattina a Roma. "Nel 2012 abbiamo registrato dei dati positivi, con 13mila incidenti in meno, un calo della mortalita' su strada del
5% e dei feriti del 16%, tuttavia c'e' bisogno di maggiori investimenti sulla sicurezza stradale", ha aggiunto Innocenzi.
"Ogni anno gli incidenti stradali costano all'Italia dai
24 ai 31 miliardi di euro", ha sottolineato Denis Domenico Nesci, presidente nazionale dell'Unione per
la Difesa dei Consumatori (Udicon). "Non solo e' essenziale dare una corretta informazione ai giovani,
ma anche intervenire sulla prevenzione, riducendo
ancora in maniera significativa il numero degli incidenti".
portante e ampio questo argomento. È necessario
dare una corretta informazione ai giovani. Il secondo punto dove è necessario intervenire è la prevenzione, riducendo ancora in maniera significativa
il numero degli incidenti. Oggi è stato importante la
presenza di Matteo Cavagnini, una persona che ha
reagito in modo positivo ad un incidente stradale ed
oggi è la punta di diamante della Nazionale di Ba-
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sket". Per Matteo Cavagnini: " Con lo sport ho trovato la via di inserimento nella società dopo l'incidente. Ho ottenuto tantissimi risultati ed insegno ai
miei figli il rispetto delle regole. La sicurezza stradale
è importante sia come informazione che come prevenzione".
La stagione dei campioni d'Italia del Santa Lucia entra nel momento decisivo. Dopo la brillante affermazione nella semifinale dei playoff scudetto contro
Porto Torres, la sfida si sposta sul
palcoscenico europeo con la Final Eight della Coppa
Campioni. Dal 2 al 5 maggio la squadra capitolina
affronterà in Spagna gli avversari più competitivi del
continente, che si contenderanno il trofeo più ambito.
Nell'ultimo decennio il Santa Lucia è salito tre volte
sul tetto d'Europa e spesso sugli altri gradini del podio. La formula del torneo prevede due gironi composti da quattro squadre con le prime due classificate
di ciascun raggruppamento che accederanno alle semifinali. I gialloblu sono inseriti in un gruppo che
consente di aspirare al passaggio del turno. L'esordio è previsto contro i tedeschi del Rollis Zwickau,
poi i padroni di casa del Vallalolid e i turchi del Besiktas
Jimnastic Club.
L'elenco dei partecipanti:
Santa Lucia, Rollis Zwickau,
Vallalolid, Besiktas Jimnastic
Club, Galatasaray, Lahn-Dill,
Santo Stefano, Fundosa Once
Madrid.
La rosa del Santa Lucia: Andrea Trulli, Marco Stupenengo, Amine Moukhariq,
Mohammed Sanna, Christian
Fares, Ian Lynch, Andrea Pellegrini, Matteo Cavagnini, Stefano Rossetti, Jake Counts, Domenico Beltrame, Sam Bader.
Allenatore: Carlo Di Giusto
A fare gli onori di casa è intervenuto il vice capo della polizia Alessandro Marangoni, che ha sottolineato che
è necessario cominciare in primo luogo da noi
dando l'esempio dei nostri comportamenti poiché i
giovani ci osservano e ci imitano. Il Segretario Nazionale CONSAP, Giorgio Innocenzi, ha concluso affermando: "Nelle scuole di ogni ordine e grado
viene fatta poca informazione sulla sicurezza stradale".
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Consap Magazine 2013
Convegno
Convegno
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Stefano Spagnoli
Segretario Nazionale della Consap
Nell’aprire il mio intervento ringrazio le autorità presenti, i colleghi e gli studenti delle scuole che
sono oggi in sala. E’ giusto sottolineare i risultati ottenuti come il dimezzamento delle vittime conse-
Le relazioni tematiche
guito seppur con un piccolo ritardo rispetto ai tempi impostici
dall’Unione Europea. Anche se il
dato di poco meno di quattromila
morti l’anno, vale dire che al termine di questo congresso qualche
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Convegno
Consap Magazine 2013
altra persona sarà morta per un
incidente stradale, un dato che fa
inquadrare verso meglio la gravità del fenomeno. A queste vittime vanno poi aggiunti circa 200
mila feriti e feriti non sempre vuol
dire guariti e da qui anche gli ingenti costi sociali, circa 30 miliardi.
Miliardi che rappresentano anche
dall’altra parte mancati investimenti, dico questo per analizzare
il tema delle infrastrutture. In Italia
abbiamo infrastrutture che non
esito a definire vecchie di oltre 40
anni, assolutamente inadeguate
per un traffico veicolare che in
questi anni si è decuplicato. Buche che diventano voragini per la
mancata manutenzione delle
strade dovuta alle carenze economiche, fatto quello economico che
ci spinge a pronosticare un futuro
ancora più problematico per la
viabilità sul territorio nazionale.
Questo ragionamento ci porta anche a evidenziare che i migliori risultati in tema di sicurezza stradale li abbiamo sulle autostrade
dove il pericolo di incorrere in
controlli sia da remoto, con tutor
ed autovelox, che attraverso la
pattuglia inducono ad un comportamento di guida più corretto, in
netto contrasto con quello che avviene nella viabilità statale e provinciale dove le ristrettezze e le
croniche carenze di organici
stanno provocando la soppressione di alcuni presidi sul territorio
e su questo ai nostri vertici di fare
il possibile per far si che questi tagli non vadano ad incidere ulteriormente sull’operatività.
I successi della Polizia Stradale:
come comandante vi invito a riflettere su un dato, un reparto di Polizia Stradale impegnato su una
tratta autostradale, circa 200 chilometri su entrambe le corsie,
dieci anni fa operava con una media di 50/60 morti all’anno, oggi
grazie al decremento si opera con
una media di 3/4 morti; è sempre
tanto perché una vita umana non
ha prezzo, ma comunque un risultato si è ottenuto.
Quindi le infrastrutture innanzitutto ma è sempre più necessario
che si intervenga anche in termini
legislativi semplificando il Codice
della Strada, ormai alla stregua di
un corso universitario per la sua
complessità, perché è talmente articolato, regolamentato, pieno di
circolari e leggi speciali: un esempio per tutti, per individuare la
sanzione ad un autotrasportatore
sul rispetto dei tempi guida, un
operatore deve calcolare la media dei minuti di guida complessiva per ricavare la percentuale in
base alla quale la sanzione va
erogata.
Non è questione di poco conto in
quanto su questo si innesta con la
certezza della pena e la potenzialità dissuasiva della sanzione, ebbene in questo ginepraio di
norme, sempre più spesso si trova
il cavillo affinché il giudice di
pace accolga il ricorso, vanificando l’intervento della Polizia
Stradale.
Un’ultima parola la riservo ai giovani che sono qui presenti oggi,
ma anche ai tanti ragazzi che andiamo ad incontrare nelle scuole
di tutta Italia negli incontri di educazione stradale, mi rivolgo a loro
perché sono il futuro, ma io non
credo che le colpe di certi stili disinvolti di guida siano le loro, anzi
i ragazzi, come spugne, assorbono i comportamenti degli
adulti, prendono esempio da noi e
quindi siamo noi per primi a dover far crescere questa coscienza
collettiva di rispetto della legalità.
Grazie.
Convegno
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Flaminio Monteleone
Consigliere per gli Affari Giuridici
e Legislativi presso la Presidenza
del Consiglio dei Ministri
Per anni nel nostro paese si è deciso di fare sicurezza seguendo
essenzialmente un percorso: interventi normativi tesi ad aumentare
sia l’area che la gravità della sanzione, vista, conseguentemente,
sempre di più in chiave penale.
Il codice della strada è oggetto di
incessanti modifiche, la cosa è
sotto gli occhi di tutti, modifiche
che non hanno risparmiato neanche il codice penale e quello di
procedura penale.
Credo che sia importante chiederci per quale motivo si è deciso
di operare in questo modo, prima
ancora di interrogarci se la strada
scelta sia stata quella più giusta.
Io ritengo che il nostro parlamento
abbia deciso di ascoltare le richieste di quei milioni di genitori stanchi sia di vedere i propri figli morire sulle strade e sia di assistere
impotenti a procedimenti penali
dove il reo, in un modo o nell’altro, riusciva sempre ad approfittare delle debolezze strutturali del
sistema.
Si potrebbe allora dire che il legislatore, negli ultimi due lustri, abbia operato sulla spinta dell’emozione.
Questa interpretazione, tuttavia,
secondo me è sbagliata, perché
un conto è l’incontinenza emotiva
ed un conto è una rivisitazione in
senso critico di una serie di testi
normativi operata sulla base di un
ragionamento che si è ritenuto corretto e quindi condivisibile.
Dietro alla richiesta di un genitore
che chiede maggiore severità,
maggiore rigore, ben sapendo, e
questo è importantissimo, che
quella severità potrà riguardare
anche il proprio figlio, non vi è
emotività ma affetto, amore che a
volte deve passare anche per
scelte forti, assumendo contegni
decisi e risoluti.
La nostra società ha maturato,
quindi, di anno in anno, alla luce
di fatti sempre più gravi, la convinzione che un inasprimento del sistema sanzionatorio fosse, non
già l’unico, perché ciò ci porterebbe ad un ragionamento fuorviante, ossia ad immaginare pene
inaudite in palese contrasto con il
disposto di cui al III comma dell’art.27 della nostra costituzione,
ma comunque un valido ed efficace strumento per affrontare il
problema sicurezza.
Ne è derivato pertanto un sistema
complesso che ruota, tuttavia, fondamentalmente, intorno ad un
concetto: chi guida deve essere
soggetto responsabile sempre e
comunque e deve sapere che la
sua responsabilità avrà natura
penale e soprattutto corsie prefe-
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Convegno
Consap Magazine 2013
renziali di accertamento e definizione, rispetto ad altri fatti reato.
Perché questa scelta di accellerazione?
Perché il nostro legislatore sapendo che il nostro sistema giudiziario è, se così possiamo dire,
abbastanza lento, ha operato il
seguente ragionamento: è del
tutto inutile inasprire le pene se
poi ad esse non ci si arriva, attesi
i tempi del procedimento e del
processo.
In tale ottica nel 2005 si è stabilito che i termini prescrizionali,
per i casi di omicidio colposo,
commessi con violazione della
norme sulla disciplina stradale,
fossero raddoppiati.
Il rischio che simili fatti, particolarmente sentiti, si possano, quindi,
prescrivere, viene, pertanto, allontanato.
Non solo nel 2006 con la legge
nr.102 si è stabilito che in materia
di omicidi colposi e lesioni, commessi a seguito di violazione della
normativa stradale, il P.M. possa
chiedere la proroga delle indagini
preliminari una sola volta e sempre con tale legge sono state aumentate le pene per l’omicidio colposo e per le lesioni colpose (parliamo sempre di fatti commessi a
seguito della violazione delle
norme in materia di disciplina
della circolazione stradale).
Nel 2008 con il c.d. “pacchetto
sicurezza” si è stabilito che nella
formazione dei ruoli di udienza
occorre dare precedenza assoluta
anche ai processi relativi ai delitti
commessi in violazione delle
norme in materia di circolazione
stradale.
Sempre nel 2008 l’art.589 c.p. è
stato modificato, e si è stabilito
che chi cagiona la morte di una
persona, in violazione delle regole del codice della strada sarà
punito con una pena da due a sei
anni, ma se oltre ad aver violato il
codice della strada era anche
sotto l’effetto di stupefacenti o
ubriaco oltre una certa soglia, si
applicherà la pena della reclusione da tre a dieci anni.
La guida in stato di ebbrezza o
sotto l’effetto di stupefacenti non
rimane, allora, relegata nel codice della strada, ma entra nel codice penale quale aggravante
della fattispecie di omicidio colposo.
Stesso identico discorso per le lesioni cagionate a seguito di violazione delle norme stradali da soggetto ubriaco o sotto l’effetto di
droghe.
Come vediamo le scelte di intervento si sono basate su due costanti criteri: aumento delle pene e
velocizzazione del procedimento,
ritenuti fondamentali strumenti per
fare sicurezza.
Anche per ciò che attiene al codice della strada la linea seguita
è stata la stessa: inasprimento del
sistema sanzionatorio.
Non mi dilungherò perché il
tempo è tiranno e quindi, molto
sommariamente, farò dei brevi riferimenti.
Innanzitutto nell’agosto del 2007(
con il decreto legge n.117 convertito in legge nell’ottobre) si dice a
chiare lettere a chi guida senza
aver conseguito la patente di
guida, o chi guida con patente revocata o non rinnovata, che commette un reato.
I tempi sono cambiati, le esigenze
di sicurezza dei cittadini sono aumentate, il fatto, pertanto, non
può più essere considerato come
mero illecito amministrativo.
A questo punto, tenuto conto del
sempre maggior numero di incidenti stradali cagionati da persone sotto l’effetto di sostanze al-
Convegno
Consap Magazine 2013
coliche o stupefacenti, si va ad incidere in modo significativo sugli
artt.186 e 187 del c.d.s
Tenendo conto dei diversi stati di
alterazione in cui un soggetto
viene a trovarsi, dopo aver assunto sostanze alcoliche, crea i famosi tre parametri legati al tasso
alcolemico:da
0,5
a
0,8(grammi/l) è il primo; superiore a 0,8 sino ad 1,5 è il secondo e l’ultimo maggiore ad 1,5.
Le pene vengono, quindi, gradate
in base alla percentuale di alcol
nel sangue e ad esse si affiancano
una serie di conseguenze negative quali la sospensione della patente e, in determinati casi, la confisca del veicolo.
Vengono inseriti nell’art. 186
nuovi commi:l’1bis con il quale si
raddoppiano le pene in caso di incidente ed è disposto il fermo del
veicolo ed il 2sexies che aumenta
da un terzo alla metà la pena
quando il reato è commesso dopo
le 22 e prima delle ore 7.
Negli anni successivi 2008-2009
assistiamo ad altre modifiche, con
le quali si aumentano nuovamente
le pene o si inseriscono commi (2
septies dell’art.186 c.d.s) tramite i
quali si interviene sul bilanciamento tra attenuanti ed aggravanti.
Una precisazione: il legislatore è
intervenuto in questi anni aumentando anche le pene per chi guida
sotto l’effetto di stupefacenti, la
lotta ai due fenomeni è identica,
ed impone identiche strategie di
intervento, essendo il bene giuridico tutelato lo stesso, ossia il
bene vita.
Parimenti significativi sono stati,
infine, gli interventi del 2010 con
i quali abbiamo assistito ad un ulteriore inasprimento del sistema
sanzionatorio ed alla introduzione di nuove aggravanti relative
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a soggetti neo patenti o che esercitano l’attività di trasporto.
Questa è in sostanza (molto sommariamente) l’evoluzione normativa di un complesso di norme, in
materia di sicurezza stradale, che
ha riguardato sia il codice penale,
sia quello di procedura penale
che, chiaramente, quello della
strada, negli ultimi due lustri.
Una evoluzione che, come vi dicevo, si è fondata sempre su di un
dato: l’incremento progressivo di
quello sanzionatorio.
Ebbene sul punto mi chiedo, anche con una certa inquietudine,
come mai nonostante i reiterati interventi del legislatore in questo
settore, e non mi riferisco al legislatore di oggi ma di sempre, interventi tesi costantemente ad ampliare l’area della sanzione penale, sia in termini di quantità che
di competenza, si percepisce
chiaramente un diffuso senso di insicurezza generale?
Se parliamo tra noi genitori sono
sicuro che diremmo esattamente le
stesse cose: là fuori è pieno di
gente che continua a mettersi alla
guida ubriaca o dopo aver assunto chissà quale droga, che
corre con la propria auto o moto,
che fa gare spericolate, gente
che, però vedete, spesso è costituita dai nostri ragazzi, dai nostri figli.
Com’è, allora, che a queste persone la sanzione penale, anche di
un certo rispetto, non fa paura?
Come è possibile che la sanzione
penale, che è la sanzione più
grave che esiste nel nostro ordinamento, quella estrema, appare relegata in un modo astratto, quasi
utopico a cui nessuno pensa?
Se parliamo con un giovane, perché il fenomeno non riguarda solo
loro ma spesso, forse troppo, li
vede come protagonisti, questo ci
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Convegno
Consap Magazine 2013
dirà: a me del carcere non me ne
importa niente, l’importante è che
non mi tolgono la patente e che
non mi confiscano il veicolo, perché ci devo lavorare e andare in
discoteca con gli amici.
Questa è la risposta.
Allora, se dopo aver affrontato un
certo problema, ragionato mille
volte sulle possibili risposte, non
siamo riusciti a trovarne una adeguata, e la prova è che simili fatti
continuano a ripetersi in tutta la
loro gravità, non è che forse abbiamo affrontato il problema sbagliando il tipo di approccio?
Voglio dire che noi, e quando
dico noi mi riferisco, appunto, ai
noi consociati, abbiamo sempre
affrontato la questione sicurezza
ponendoci questa domanda:
come possiamo contribuire, utilizzando il sistema sanzionatorio,
migliorare la sicurezza stradale?
E la risposta conseguente e necessaria è ovviamente una sola: aumentando le pene.
La risposta è giusta ma la domanda potrebbe non esserlo, in riferimento al vero cuore del problema.
Guardate che qualunque pena un
legislatore intenda stabilire per un
dato comportamento umano, ci
sarà sempre qualcuno che porrà
in essere tale contegno.
E la prova ve la do dicendovi che
in quei paesi americani ove è
stata introdotta la pena di morte i
reati che la prevedono sono in aumento.
Palesare una pena, anche la più
grave non significa necessariamente sicurezza.
Vedete io posso non porre in essere un certo comportamento antigiuridico per due motivi: primo
perché ho paura della pena, secondo perché quel dato contegno
non appartiene al mio modo di
essere, al mio sistema culturale di
riferimento.
Ma se io ho solamente paura
della sanzione, nel momento in
cui ritengo che il sistema possa
avere le maglie larghe o che chi è
deputato al controllo del sistema
non ci sia perché impegnato altrove, io quel comportamento lo
pongo in essere.
Poco importa se mi sono sbagliato ed invece il sistema funzionava, perché intanto ho guidato
ubriaco ed ho ucciso due persone, ne pagherò le conseguenze, certo, magari per molto
tempo ci si augura, ma questa
non è prevenzione signori questa
è repressione, solo che noi stavamo ragionando su di un altro
aspetto: su come cercare, nel miglior modo possibile, di fare sicurezza quindi, necessariamente, di
prevenire un certo fatto, non di
punirlo adeguatamente in base
alla gravità dello stesso.
Cosa voglio dire?
Siamo così sicuri che impegnandoci solo sul fronte della repressione( quindi dell’aumento esponenziale delle pene e di ciò che è
reato), riusciremo ad ottenere dei
significativi risultati in termini di sicurezza o forse esistono anche altri concetti a cui dobbiamo fare riferimento?
Voglio essere chiaro e non frainteso: la repressione è uno strumento essenziale in uno stato democratico, insostituibile, e questo
la sappiamo tutti, ed a mio avviso
deve essere anche uno strumento
forte e severo, il cittadino che
pone in essere un determinato
comportamento antisociale deve
sapere che dietro ci sarà uno
Stato, che si è arrogato il diritto di
punire e che, pertanto, deve rispondere con serietà e fermezza.
Ma intervenire aumentando sola-
Convegno
Consap Magazine 2013
mente in modo esponenziale sulle
pene, ci porta ad affrontare i veri
aspetti che sono a monte della
questione o ci fa confondere un
qualche cosa con un’altra?
Molte volte parlando tra di noi,
scossi da un dato avvenimento,
spinti dalla risolutezza che simili
episodi non si debbano più verificare, sosteniamo che la pena per
quel certo comportamento deve
essere più grave, più aspra, più
severa.
Tuttavia così facendo confondiamo il vero cuore del problema,
che non è quello di fare in modo
che la pena sia il più possibile
proporzionata al fatto reato, confondiamo, presi dalla rabbia, dall’emozione, la prevenzione con la
repressione.
Il problema non è decidere se
dare l’ergastolo a chi guida
ubriaco, il problema è fare in
modo che un certo sistema sociale
si impegni a 360 gradi, utilizzando tutti gli strumenti di cui dispone, affinchè i propri consorziati se ubriachi non si pongano
alla guida.
Chi non la pensa in questo modo
commette un duplice errore:il
primo è quello di ritenere che tutti
i problemi sociali debbano essere
risolti sempre e comunque da un
certo, ben specifico, apparato
dello Stato( ossia la giustizia), il
secondo è di credere che una condanna esemplare inflitta ad un cittadino serva affinchè un altro non
commetta lo stesso fatto.
E torniamo al discorso di
prima:perché in quei paesi dove
esiste la pena di morte i reati che
la prevedono aumentano?
Perchè tizio che siede sulla sedia
elettrica non è di valido esempio
a caio?
Perché Caio continua a porre in
essere gli stessi comportamenti
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per i quali Tizio è stato giustiziato?
Forse, allora, la domanda di partenza che ci dovremmo porre tutti
insieme è un’altra: possiamo continuare a ritenere che la sicurezza
sia un qualche cosa di incrementabile, di migliorabile, utilizzando
esclusivamente lo strumento sanzionatorio?
O forse dobbiamo cominciare ad
investire maggiormente anche sul
concetto di prevenzione?
Sperare di risolvere una criticità
collettiva con i processi secondo
me è un duplice sbaglio: primo
perché le risposte ai problemi sociali devono arrivare dalla politica e non dalle aule di giustizia,
secondo perché con i processi
non si fa prevenzione ma solo repressione.
Io credo molto nella prevenzione,
tuttavia ho la sensazione che lo
Stato qui giochi in difesa.
Mi ricorda un poco la nostra nazionale di calcio degli anni settanta.
Solo che quando si ha a che fare
con la prevenzione occorre giocare in attacco e non in difesa,
tendo bene a mente che mentre
da un lato si taglia sulle risorse ed
i mezzi dall'altro abbiamo a che
fare con fenomeni sociali e devianti in costante aumento.
E se sino ad oggi si è riuscito a
tenere testa alla situazione, nonostante siete chiamati ad effettuare
estenuanti turni ed a rinunciare
spesso alle vostre ferie, ciò è avvenuto grazie alla vostra buona volontà, non riesco a trovare altre risposte valide, davvero, credetemi.
Però vedete, l'arte dell'arrangiarsi, che significa non solo abituarsi a rinunciare a quel minimo
indispensabile per fare decentemente il proprio lavoro ma anche
dover essere costretti ad adibire
32
Convegno
Consap Magazine 2013
personale ad incarichi improbabili, non può continuare ad essere
la speranza di un paese.
Ma poi per quale motivo un cittadino, che paga le tasse per avere
un dato servizio, dovrebbe sperare che un poliziotto che magari
a 58 anni si trova in pattuglia di
notte (come più spesso avviene
perché di poliziotti giovani ce ne
sono ben pochi) solo fondandosi
sul suo spirito di abnegazione, riesca a fare efficacemente sicurezza?
Ma davvero vogliamo credere
che questi operatori di polizia, indubbiamente con tanta esperienza e saggezza vista l'età di
servizio, riescano in tale intento?
Mi sembra, allora, di vivere in un
paese che si preoccupa di più
delle apparenze che dei risultati.
Di chi ci dice “ma lì il personale
c'è, è presente, lì la pianta organica è coperta”.
Sarà pure presente, ma ricordiamoci che la nostra polizia a differenza di quella europea va in pensione da anziana.
E’ vero la pianta organica è completa, il personale c’è, ma ha sessanta anni!
Mi chiedo:”quali
risultati vogliamo ottenere?
Alcuni di voi hanno parlato di polizia con badanti e bastoni.
L'immagine è forte ma rende bene
l'idea.
Non voglio e non posso né devo
entrare in scelte politiche, perchè
la politica è l'arte del governare
che a tutti può spettare tranne che
a me, visto il lavoro che svolgo.
Una cosa però la posso fare, auspicare che il mio paese comprenda che la sicurezza tramite la
prevenzione non è, al pari di altri
settori, un qualche cosa di rinunciabile, di sacrificabile, di aggredibile, di rinviabile.
E' inutile elogiare questa o quella
istituzione, durante cerimonie pubbliche, esaltarne i meriti ed i
pregi, leggere noiosi dati relativi
ai risultati ottenuti, se poi non si
mettono i suoi appartenenti in condizione di lavorare dignitosamente.
Questo non è rispetto, è forma e
la forma senza la sostanza è un
vuoto di contenuto.
Io lo vedo il vostro disagio, lo
sento chiaramente perchè ho lavorato con voi tanti anni, e mi rendo
conto che questo disagio ha un
qualche cosa di “Kafkiano”.
Non nasce da una scarsa volontà
di impegnarsi, non nasce dal lassismo, tutto l’opposto!
Il disagio deriva dal fatto di voler
fare il proprio lavoro, quello per
cui si crede e si è pagati e per il
quale tutti i giorni si indossa una
divisa, pur sapendo che il sistema
non ci metterà in condizioni adeguate di farlo.
Possibile che non riusciamo a capire che il primo modo per fare sicurezza è permettere agli operatori della strada di lavorare bene,
e che si lavora bene quando si è
sereni e che si è sereni quando
non ci si deve preoccupare di una
infinità di aspetti che rischiano di
minare i risultati che ci si prefigge?
Chi per la sicurezza nostra e dei
nostri figli, tutti giorni, esce per la
strada, non si deve preoccupare
che la propria auto di servizio con
oltre 250 mila chilometri si possa
fermare da un momento all’altro,
magari durante un inseguimento
al centro dell’autostrada, così
come non deve preoccuparsi di
giustificare costantemente al cittadino(sempre più lontano dalle istituzioni) che quello che sta facendo è il proprio dovere e non un
abuso od un atto arbitrario.
Convegno
Consap Magazine 2013
Se io sono di pattuglia e vedo una
macchina passare con il rosso e
so che lì in quell’istante inizieranno i miei problemi con il cittadino e non già il mio servizio,
forse allora io in quel momento
stavo starnutendo e come tutti gli
essere umani quando starnutisco
chiudo gli occhi.
Guardate non voglio fare il solito
discorso, sia pur corretto, di chi
dice:si stanzino più soldi in questo
settore per rivitalizzare il tutto.
E’ cosa ovvia, scontata che destinando a questo settore milioni di
euro si potrebbero raggiungere risultati maggiori.
So benissimo, però che la coperta
è corta, che bisogna lavorare con
quello che si ha, magari in un’ottica di rivisitazione in senso critico
della distribuzione delle risorse,
tenendo conto ad esempio che esistono zone in Italia (e questo lo so
perché ne ho girate tante)dove il
personale è sovrabbondante ed
altre dove un comandante di una
sezione stradale, penso all’amico
Spagnoli, a cui va sempre il mio
apprezzamento, deve costantemente far riferimento ad una
scienza del futuro, ossia quella
dei miracoli, per riuscire, in determinati situazioni, a organizzare il
personale(oltretutto anche di età
avanzata) per coprire i turni.
E coprire i turni significa garantire
al cittadino una presenza dello
33
Stato sul territorio, significa esserci, significa fare sicurezza.
Noi, però, siamo servitori dello
Stato, e nonostante le avversità
con le quali dobbiamo costantemente confrontarci, non dobbiamo mai dimenticarci di questo,
ed allora concludo facendovi un
invito: continuate con coraggio a
comportarvi come avete sempre
fatto, tenendo alto il vostro senso
del dovere, ricordando le parole
di John Fitzgerald Kennedy sul
punto: “Un uomo fa il suo dovere,
a dispetto delle conseguenze personali, nonostante gli ostacoli, i
pericoli e le pressioni, e questo è
il fondamento della moralità
umana; in qualsiasi sfera dell'esistenza un uomo può essere costretto al coraggio, quali che
siano i sacrifici che affronta seguendo la propria coscienza: la
perdita dei suoi amici, della sua
posizione, delle sue fortune e persino la perdita della stima delle
persone che gli sono care.
Ogni uomo deve decidere da sé
stesso qual è la via giusta da seguire; le storie che si raccontano
sul coraggio degli altri ci insegnano molte cose, possono offrirci
una speranza, possono farci da
modello, ma non possono sostituire il nostro coraggio... per
quello ogni uomo deve guardare
nella propria anima”.
Grazie per avermi ascoltato.
34
Consap Magazine 2013
Convegno
Massimo Mengarelli
presidente A.I.P.I.S.
“L’AIPIS ( Associazione Invalidi Permanenti Incidentalità Stradale) No profit, è nata circa 3 anni fa, per la
precisione nel mese di Luglio 2010, fondata da vari
professionisti operanti già da anni nel settore dell’ Infortunistica stradale e dell’Educazione alla sicurezza
stradale, che hanno sentito l’esigenza, essendo a
contatto giornalmente con sinistri stradali molte volte
causa di lesioni permanenti se non peggio. È vero
che le lesioni da incidente stradale dal 2010 al
2011 sono diminuite del 3% e che le vittime sono diminuite del 7% ma sono pur sempre più di 200.000
sinistri l’anno ancora oggi, che provocano ancora
troppe vittime e troppi feriti. Dai dati UE siamo al 12°
posto di questa classifica.
Quindi abbiamo pensato di intervenire, nelle nostre
possibilità, soprattutto operando nel territorio di
Roma e Provincia, per la diffusione, principalmente
nelle Scuole, di ogni ordine e grado, dell’Educazione alla sicurezza stradale, con corsi appositi e
“tarati” per ogni età. Ultimamente, in alcuni Istituti di
Scuola Secondaria Superiore di Roma, siamo andati
per parlare del casco, del ciclomotore e delle mini-
Convegno
Consap Magazine 2013
35
Gianluca Pantaleoni
Segretario Nazionale Consap
car, abbiamo constatato che alcuni ragazzi (ma questo riguarda anche molti adulti), non sapevano che
le cinture di sicurezza posteriori è obbligatorio indossarle, come pochi sapevano leggere l’etichetta all’interno del casco, che classifica o meno l’idoneità e altre caratteristiche e così via. Purtroppo, ancor di più
in un grave momento di recessione economica come
questo, è difficile reperire le risorse minime per lo
svolgimento dei corsi, nonostante l’art. 230 del Cds
che parla di promozione dell’Educazione e della Sicurezza stradale soprattutto nel mondo giovanile, in
tutte le scuole di ordine e grado e ancora dell’art.
208 del Cds che prevede, in percentuale, la destinazione delle risorse provenienti dalle Sanzioni Amministrative Pecuniarie per la Sicurezza Stradale. Ci
sono però dei casi, come ad esempio quello in cui ci
siamo imbattuti un anno fa’ circa, dove non è necessario investire risorse ma soltanto introdurre una semplice norma. Il caso è stato quello di una signora che
mentre attraversava la strada approfittando dei veicoli fermi in fila per il traffico, passava davanti e vicina alla parte anteriore di un’Autoarticolato, essendo l’altezza da terra del Parabrezza superiore a
quella della poveretta, non poteva essere vista dal
conducente che ripartendo la travolgeva uccidendola sul colpo, per evitare la tragedia sarebbe bastato uno specchio (ecco la Norma che lo deve rendere obbligatorio) dal costo di circa 20,00 o una
piccola telecamera ugualmente dal costo irrisorio.
Chiudo il mio intervento con la speranza che si riescano a trovare prima possibile quelle risorse necessarie da destinare alla prevenzione e far sì che magari tra due-tre generazioni avremo dei Cittadini più
consapevoli e rispettosi delle regole della Strada e
quindi meno vittime.
Grazie.
Ringrazio tutte le autorità intervenute, e come contributo al dibattito, vorrei portare la mia esperienza di
operatore della Polizia Stradale oltre che Segretario
Nazionale del sindacato di polizia. Dapprima favorendo una riflessione sulle forti implicazioni emotive
che comporta far parte di quegli 11.410 uomini e
donne della Polizia Stradale. Agli inizi della carriera
vivevo con terrore il momento in cui dovevamo recarci da una famiglia per comunicare un incidente
avvenuto: noi ragazzi, che in divisa, andavamo da
genitori che, per età, potevano essere i nostri a comunicare la tragica notizia; è maturata in quei momenti la convinzione che queste scosse emotive andavano comunicate ai ragazzi, per fare in modo che
la sicurezza stradale entrasse nel loro ordine di pensieri, non già come una regola da rispettare ma
come un modo di essere. Un comportamento che va
comunicato il prima possibile ai giovani, affinché fra
le tante materie scolastiche tenessero a mente anche
gli insegnamenti di una materia di vita: la sicurezza
stradale.
Come operatori poi ci troviamo a dover fare i conti
con un quadro normativo inefficace, che nonostante
le continue modifiche non consente di ottenere risultati stabili nel tempo. Il grande problema di chi fa si-
curezza sulla strada è la consapevolezza che abbassare la guardia o dormire sugli allori, ci potrebbe riportare indietro di un decennio, quando in Italia avevamo oltre 8000 morti l’anno. Quindi il quadro normativo che non appare incisivo, si è parlato in questi ultimi mesi di introdurre il reato di omicidio stradale, in Italia se ne parla, i paesi partner europei lo
fanno, in Inghilterra si fanno indagini accurate sugli
incidenti stradali perché esiste addirittura l’ipotesi
penale dell’omicidio volontario, per chi provoca un
incidente mortale, da noi invece uccidere con un incidente stradale è molto più facile e meno rischioso
che uccidere con un’arma, io credo che al di là della
necessità di sfoltire il codice della strada da tanti cavilli, andrebbe anche presa seriamente l’ipotesi che
continuando a trattarli come incidenti si possa fare il
gioco della criminalità, che attraverso l’incidente potrebbe regolare i suoi conti. So di disegnare uno scenario forte e forse un po’ forzato, ma il rischio potenzialmente esiste e va scongiurato ed in questo
senso credo che la rinnovata attenzione del Servizio
Polizia Stradale verso il rafforzamento investigativo
e l’ampliamento della pratica dell’autopsia sulle vittime possa essere una risposta che però necessita
dello strumento di legge che la renda efficace.
In conclusione vorrei farmi e farci i complimenti, perché se è pur vero che l’obiettivo del dimezzamento
delle vittime è stato centrato in ritardo, va detto che
con la carenza di personale e mezzi che cresce ogni
anno, noi della Stradale stiamo lavorando bene, il
trend di decremento è costante e quindi un segnale
di una complessiva efficacia delle strategie messe in
campo. Detto questo tanto c’è da fare e auspico che
presto possano arrivare quegli investimenti pubblici
per la sicurezza, che possano incentivare maggiormente i colleghi. Grazie.
36
Consap Magazine 2013
Convegno
Le conclusioni del Direttore del Servizio
Polizia Stradale dottor Vittorio Rizzi
Convegno
Consap Magazine 2013
Esprimo gratitudine agli organizzatori per il tema che si è deciso
di affrontare ho apprezzato i contributi dati al dibattito sia sul tema
legislativo che sul fronte dell’impegno politico, a me in questa sede
come Direttore del Servizio Polizia
Stradale mi sia concessa una premessa per spiegarvi chi è la Polizia Stradale. Sono 11.410 uomini
e donne che ogni giorno (e la
prima amara considerazione che
posso fare e che purtroppo ad
ogni occasione d’incontro il numero cala di qualche decina, per
raggiunti limiti d’età), che operano per la sicurezza degli utenti
della strada. La Polizia Stradale
riesce ad esprimere1500 pattuglie ogni giorno, pensate noi rappresentiamo come forza il 12%
della Polizia di Stato eppure abbiamo il triste primato del 50% di
tutti i caduti della Polizia, credo
che sia l’indicatore più significativo di quanto sia pericolosa la
strada.
Il nostro impegno è costante e se
è vero che con 3860 morti, dati
dell’ultimo rapporto Aci Istat del
2012, non abbiamo centrato nei
tempi richiesti dall’UE l’obiettivo
di dimezzare le vittime, va anche
detto che in ambito autostradale le
vittime sono state nel 2011 2773
ossia circa il 59% in meno. Questo trend assolutamente positivo
deve indurre delle riflessioni. Evidentemente ha un peso anche l’infrastrutture. L’infrastruttura autostrada, con una serie di opere importanti in termini di sicurezza,
parlo ad esempio di interventi
come l’asfalto drenante ha prodotto risultati anche a fronte della
complessa orografia del nostro
Paese, ma viaggiare in autostrada
significa anche tutor ossia controllo automatico da remoto della
velocità media tale da indurre
37
comportamenti virtuosi, consentendo anche attraverso la vigilanza di estendere il controllo anche su altre fattispecie contravvenzionali, attraverso il tutor si potrebbe contestare ad esempio la
mancata copertura assicurativa o
la mancata revisione e quant’altro
incida sulla sicurezza della circolazione. Quindi la sicurezza sulle
autostrade sembra avere un valore aggiunto e in quel territorio
opera in via esclusiva una sola Polizia che è la Polizia Stradale.
Cosa fare per migliorare la situazione, il Servizio e quindi tutta la
Polizia Stradale ha messo in cantiere una serie di iniziative sia dal
punto di vista dei controlli è recente una maxi operazione sulle
intestazioni fittizie di autoveicoli;
il piano di controllo sul traffico di
droga che viaggia sulle strade e
ancora il piano di controllo delle
modalità sul trasporto di animali
vivi. Polizia Stradale non è solo
controllo è anche intervento investigativo pochi sanno che di queste 3860 vittime solo il 40% ha
avuto l’autopsia, sono morti che
sono trattate come incidenti, come
se morire sulla strada fosse un elemento accidentale, non evento
che nasce da un comportamento e
su questo abbiamo un progetto
che abbiamo denominato fatalities, in collaborazione con il Politecnico di Torino, l’Università dell’Automobile e con il Dipartimento
di medicina legale dell’Università
di Milano, proprio per cercare di
indagare meglio sulle morti stradali che non vogliamo più chiamare incidenti ma morti violente.
Tenuto conto che in lingua anglosassone la parola “fatalities” ha il
significato di morte violenta e non
di fatalità.
In tema di prevenzione si parla
quasi sempre di abuso di alcool e
38
Convegno
Consap Magazine 2013
droga, ma noi vogliamo lavorare
anche sugli stati emozionali, ossia
quanto incide sul verificarsi di un
incidente il mettersi alla guida in
stato emotivo alterato, rabbia, angoscia, depressione. Si parla anche ad esempio di prevenzione,
come la campagna di comunicazione e di informazione dedicata
alle scuole denominata Icaro
giunta alla sua tredicesima edizione e poi in questi giorni abbiamo già realizzato circa 120
proiezioni del film Young Europe,
un lavoro straordinario per sensibilizzare alla sicurezza stradale e
che vi invito ad andare a vedere
su you tube dove è fruibile gratuitamente, perché è oltretutto un bellissimo film, un lungometraggio
prodotto dalla Polizia Stradale
che ha come tema la prevenzione
degli incidenti stradali.
Perché un film, ci sono molti modi
di fare informazione, accrescere
le conoscenze o stimolare a seguire certi comportamenti virtuosi,
alla Polizia Stradale abbiamo voluto raccogliere la sfida più complessa, vogliamo far comprendere
che la sicurezza stradale è un valore, che il viaggio stesso deve essere vissuto come un valore e
quindi mettersi alla guida è di
fatto un esperienza da vivere nel
rispetto di se stessi degli altri.
Con Young Europe abbiamo portato al cinema a vedere questo
film 50 mila studenti, badate che
non gli abbiamo solo fatto vedere
un bel film, li abbiamo accompagnati con i pullman della Polizia e
gli operatori della Polizia Stradale, dopo la proiezione, hanno
dato vita ad un dibattito con questi ragazzi, improvvisandosi e facendolo molto bene, nelle attività
di informatori e comunicatori affinché nei partecipanti questa esperienza restasse impressa ben al di
là di quel momento di divertimento.
Poi in considerazione del fatto che
questo convegno è organizzato
Convegno
Consap Magazine 2013
da un sindacato di polizia che
rappresenta anche gli operatori
della Polizia Stradale, vorrei invitarvi a riflettere anche sulla tipologia di lavoro che svolgono questi
uomini e queste donne. 1500 pattuglie dicevamo ossia tremila poliziotti che non hanno un ufficio,
non hanno riferimenti logistici, ma
vivono su un nastro d’asfalto che
percorrono avanti e indietro tutto
il giorno in uno scenario irreale.
Sull’autostrada non ci sono negozi al massimo un autogrill, non
c’è gente che passeggia, ma solo
una città lineare in cui si convive
rispettando delle regole. La Polizia Stradale è li per fare rispettare
queste regole sulla base di un Codice della Strada molto complesso, per rispettare il quale il poliziotto deve conoscere di tutto e
di più, per far si che questa
azione di vigilanza dia i frutti auspicati. Altro aspetto importante e
lo dico sempre rivolgendomi a dirigenti, comandanti e operatori
che sono in sala è quello della formazione professionale, che per
un poliziotto della Stradale, proprio per la pericolosità e la complessità del compito deve essere
costante e non relegabile ad un
nozionismo iniziale, ma necessita
39
di un continuo aggiornamento.
Vorrei solo porre l’accento per
esemplificare sull’autotrasporto, in
Italia circa l’80% delle merci viaggia sulla strada significa controllare persone e cose poi c’è un’altra categoria che viaggia sulla
strada, gli animali solo pensando
a questo il poliziotto deve conoscere e saper intervenire su persone, merci e animali, immaginate quante possa essere gravoso
questo compito.
E sul tema della sicurezza per i nostri uomini e donne, mi fa piacere
che a questo tavolo sia presente
anche la Dainese azienda leader
nei sistemi di sicurezza, che anche quest’anno ci consentirà di
sperimentare sulle pattuglie moto
montate inviate al seguito della
carovana del prossimo Giro d’Italia, gli innovativi airbag.
Concludo rivolgendomi ai giovani
presenti e lo faccia facendo mie le
parole del Ministro dell’Interno
Anna Maria Cancellieri che citando Plutarco ha detto: “Guardate che i giovani non sono vasi
da riempire ma fiaccola da accendere” ecco io spero che nei giovani presenti oggi si sia accesa la
fiaccola del valore della sicurezza
stradale. Grazie
Inchiesta
ConsultaSTRADALE
Polizia
Stradale
Polizia
Stradale
CONSULTA NAZIONALE POLIZIA
40
4040
In
evidenza
Polizia
Stradale
Consap
Magazine
2012
Consap
Magazine
2012
Consap
Magazine
2013
Responsabile Italia Settentrionale
MORELLO GIANMARIO
Consap
Consap Magazine
Magazine 2013
2012
Responsabile Italia Centrale
VANNONI MASSIMO
Responsabile Italia Meridionale ed Isole
COSTANTINO GIOVANNI
Sottosezione Polizia Stradale Avellino Ovest DILUISO PASQUALE
Distaccamento Polizia Stradale Fano PU TENAGLIA IVAN
Sezione Polizia Stradale Benevento MIRRA UGO
Sottosezione Autostradale Pescara TOMEI ROSSANO
Sezione Polizia Stradale Biella LAZZARINI DANIELE
Sezione Polizia Stradale Pordenone FIORINI GIANLUCA
Sezione Polizia Stradale Bologna CORBISIERO LUIGI
Distaccamento Polizia Stradale Brancaleone RC BRUZZESE GIUSEPPE
Sezione Polizia Stradale Campobasso PICA PEPPINO
Centro Operativo Autostradale Polstrada Centro Italia BOVE ANDREA
Distaccamento Polizia Stradale Soverato CZ PETROSILLO TOMMASO
Sezione Polizia Stradale Roma QUAGLIERI MASSIMILIANO
Distaccamento Polizia Stradale Scalea CS STABILITO ANTONIO
Centro Operativo Autostradale Roma Nord LOTITO VINCENZO
Centro Operativo Autostradale Firenze GRAVANTE FRANCESCA
Sottosezione Polizia Stradale Albano Laziale RM DI CEGLIE MARCO
Sezione Polizia Stradale Firenze CAFIERO VINCENZO
Sottosezione Polstrada Civitavecchia RM MORMINO MATTEO
Sezione Polizia Stradale Foggia CASSANO TEODORO
Sezione Polizia Stradale Civitavecchia D’ORTENZIO LUCIANO
Sezione Polizia Stradale Frosinone OTTAVIANI DOMENICO
Sezione Polizia Stradale Salerno DE SANTIS ANTONIO
Sezione Polizia Stradale Gorizia BELTRAMINI WALTER
Sottosezione Polizia Stradale Angri SA AURICCHIO RAFFAELE
Sezione Polizia Stradale Jesi AN BELLI ANTONIO
Sottosezione Polizia Stradale Eboli SA APPIERDO ROBERTO
Sezione Polizia Stradale Isernia DE FALCO DOMENICO
Sezione Polizia Stradale Sassari POLO CRISTIAN
Sezione Polizia Stradale Lucca MARCHI INDRO
Distaccamento Polizia Stradale Città di Castello TR STAZI LUCIO
Sezione Polizia Stradale Mestre VE ANGIOLINI SANDRO V.
Sezione Polizia Stradale Terni ZUMBO FRANCESCO
Sezione Polizia Stradale Napoli IZZO GIUSEPPE
Sezione Polizia Stradale Siracusa BIANCA ANGELO
Sottosezione Polizia Stradale Romagnano Sesia NO PANE BRUNO
Sezione Polizia Stradale Udine PREDAN ETTORE
Sezione Polizia Stradale Perugia PETRONI MAURIZIO
Sezione Polizia Stradale Vercelli LA MARCA MELCHIORRE
Sezione Polizia Stradale Lagonegro PZ LOSCHIAVO CIRIACO
Sezione Polizia Stradale Schio VI DE VIRGILIIS ANTONIO
Polizia Stradale
Consap Magazine 2013
41
Denuncia della Consap nei confronti
del dirigente del C.A.P.S. di Cesena
La Consap ha dato mandato al proprio legale di presentare formale denuncia per attività antisindacale
nei confronti del Direttore pro-tempore del Centro
Addestramento Polizia Stradale di Cesena resosi responsabile di una grave condotta antisindacale nei
confronti di alcuni nostri dirigenti sindacali. In buona
sostanza il prefato direttore mentre ad altre organizzazioni sindacali ha
consentito di divulgare materiale e mo23-APR-2013
duli di ricorsi giurisdizionali, ai dirigenti
Consap ha impedito
finanche di circolare
nella scuola ed ha arbitrariamente "eccepito" il contenuto dei
documenti sindacali
in nostro possesso.
Un fatto gravissimo e
gravemente discriminatorio che non potrà
esimerci
dall'intraprendere le opportune iniziative. Nei
prossimi giorni la
sconcertante vicenda
sarà oggetto di discussione parlamentare, in quanto deputati e senatori di opposti
schieramenti
hanno ritenuto di presentare opportune interpellanze. Dal canto nostro la questione
formerà oggetto nei prossimi giorni di sit-in dinanzi
all'Istituto e al Viminale. Sarà comunque il giudice,
in assenza dell'opportuno intervento del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, a condannare il
grave operato del noto direttore pro-tempore del
Caps di Cesena.
da pag. 5
Direttore: Giovanni Morandi
Lettori Audipress n.d.
42
Consap Magazine 2013
Polizia Stradale
Pedaggi autostradali: le moto
non devono pagare quanto le auto
Polizia Stradale
Consap Magazine 2013
43
Young Europe, il film della Polizia
Stradale sulla sicurezza
Prime visioni per le scuole in tutta italia, il lungometraggio
si può vedere gratuitamente sulla rete
L'aumento dei pedaggi autostradali, giustificati con
la necessità di assicurare ai gestori gli investimenti
necessari alla manutenzione e messa in sicurezza
della rete, porta in evidenza l'incomprensibile allineamento dei pedaggi motociclistici a quelli delle
tradizionali autovetture. Assimilare auto e moto non
è giustificato perché non si tiene in nessuna considerazione il diverso apporto all'usura del manto stradale da parte dei veicoli a due e a quattro ruote.
L'anomalia è confermata dal confronto con gli altri
Paesi europei. In molti Stati, come evidenziato dai
dati forniti dalla FEMA (Federazione europea dei
motociclisti), i centauri non sono soggetti al pagamento di alcun pedaggio per accedere alle autostrade: succede così, ad esempio, nel Regno Unito,
in Norvegia, Danimarca e Repubblica Ceca.
In altri Paesi, come la Francia, l'Austria, la Grecia e
la Turchia, le tariffe per auto e moto sono diversificate e gli sconti per le due ruote vanno dal 30% fino
al 50% del pedaggio automobilistico. Solo in alcuni
nazioni le tariffe non sono diversificate, ma il pagamento è richiesto esclusivamente in alcuni tratti stradali specifici (come gallerie e ponti): è il caso di Germania e Olanda.
"Da tempo - dichiara Corrado Capelli, Presidente di
Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori) - chiediamo che le tariffe
di auto e moto vengano diversificate. Mettere sullo
stesso piano veicoli che contribuiscono in modo ben
diverso ai costi sostenuti dai gestori per la manutenzione della rete è iniquo. Le moto occupano molto
meno spazio anche nelle aree di sosta, ma nessun
servizio dedicato è previsto: stalli con la possibilità
di aggancio di sicurezza, portacaschi con chiave,
etc. Deroghe alle tariffe standard esistono già: sulle
autostrade A8 e A9 (Milano-Varese e Milano-Como)
è riconosciuto uno sconto del 70% alle autovetture
che ospitano a bordo almeno quattro passeggeri
(Carpooling): analogo meccanismo potrebbe essere
applicato ai veicoli a due ruote, soprattutto su quelle
tratte che, ad esempio nella bella stagione, si contraddistinguono per un massiccio traffico motociclistico. Il settore delle due ruote a motore, che nel mese
di marzo ha dimezzato le vendite rispetto al 2012 e
che è afflitto da costi assicurativi insostenibili (come
evidenziato da una recentissima indagine dell'Antitrust, che ha denunciato l'anomalo aumento dei
premi che gravano su ciclomotori e moto), necessita
di un allentamento dei costi di gestione e, in questa
direzione, anche un alleggerimento delle tariffe autostradali può contribuire a non vessare l'intero comparto".
Oltre al prezzo del pedaggio, l'utilizzo delle autostrade si rivela particolarmente oneroso, sia per le
moto che per le auto, anche per il caro-benzina: secondo una recente indagine di Altroconsumo, riportata dal quotidiano La Repubblica, l'approvvigionamento di carburante sulla rete autostradale costa in
media il 10% in più rispetto a quello effettuato alle
pompe della rete ordinaria.
Young Europe Movie è un film che incrocia storie di
giovani europei, scritto e diretto da Matteo Vicino e
prodotto dalla Commissione Europea. Il film è stato
presentato nell’ottobre del 2011 a Bruxelles. L’ambiziosa opera punta a intrattenere e formare diverse fasce di pubblico nella migliore tradizione del cinema
d’autore europeo, unendo il ritmo e lo stile visivo proprio delle nuove generazioni. Per realizzare l’opera
saranno sfruttate le conoscenze tecniche delle diverse istituzioni di Polizia dei quattro paesi coinvolti.
Francia, Spagna, Slovenia, Italia. Il film alternerà un
taglio documentaristico, commedia e drammatico. Il
film trae spunto dal successo della turneé teatrale del
Progetto Icaro svolta dalla Polizia di Stato e dal libro
Young Europe.
Lo spettacolo è stato creato da Matteo Vicino in sinergia con la Polizia Stradale affrontando il tema
della formazione e dell'educazione dei giovani con
un approccio assolutamente innovativo. Alternando
commedia e riflessione con un linguaggio totalmente
in sintonia con i ragazzi e i bambini, lo spettacolo
Icaro è riuscito a cambiare il modo di pensare l'adolescenza in gran parte dei fruitori dello spettacolo.
E’ partita nei giorni scorsi una grande operazione
di prevenzione della Polizia di Stato. Verrà proiettato
al cinema in alcune città italiane il film Young Europe
di Matteo Vicino (già presente nelle sale con Outing
– Fidanzati per sbaglio). Young Europe è stato realizzato nell’ambito del Progetto Icaro, una campagna di sicurezza stradale giunta alla tredicesima edizione promossa dalla Polizia Stradale con i Ministeri
delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Istruzione e
alla Fondazione ANIA per la sicurezza stradale, con
il coordinamento scientifico del Dipartimento di Psicologia della Sapienza, Università di Roma e la collaborazione del MOIGE. Il film è
stato cofinanziato dalla Commissione Europea perché la
campagna è diventata anche
un progetto europeo che ha
visto la Polizia Stradale italiana capofila in Europa nel
campo dell’educazione stradale, con una ricerca scientifica che ha coinvolto 14
Paesi dell’Unione ed un manuale tradotto in tutte le lingue europee. L’incidente stradale è la prima causa di
morte per i giovani in Italia
ed in Europa e l’obiettivo è
44
Consap Magazine 2013
quello di parlare di legalità ai ragazzi attraverso un
linguaggio che parta dalle emozioni affinché cresca
in loro una maggiore consapevolezza dei rischi. Il
film è girato in Italia, Francia, Irlanda e Slovenia e i
protagonisti sono dei giovani. Josephine in Francia è
una ragazza di diciotto anni dedita all’ uso sporadico di droghe, ossessionata dai social network e da
ogni tentazione che la sua natura ribelle possa gestire. Julian è un diciassettenne di Dublino: ha una
storia con una coetanea ma subisce il fascino della
sua lettrice di spagnolo, avvenente ma pericolosa.
Federico in Italia è diviso tra il modello di un padre
poliziotto e un amico
trentacinquenne
che
non è cresciuto. Sono le
storie di tanti ragazzi
europei,
accomunate
dalla triste esperienza
dell'incidente stradale
che cambia per sempre
le loro vite. Il filo rosso
delle emozioni e degli
errori sulla strada che legano le varie vicende
vuole far riflettere i giovani per sviluppare il
loro senso critico ma
rappresenta anche un
monito al mondo degli
adulti perché spesso
non offrono un buon
esempio da imitare
nella guida.
La Polizia Stradale si impegnerà al massimo livello per far si che questa esperienza cinematografica possa colpire
le coscienza di chi vi
partecipa, gli operatori
della Polizia Stradale infatti nelle occasioni in
cui sarà possibile si faranno carico di accompagnare i giovani spettatori con i pullman con
colori d’istituto ed al termine della visione stimoleranno il dibattito, da
esperti conoscitori della
Polizia Stradale
tematica rappresentata, inoltre a fuori dai cinema
che organizzeranno la visione i ragazzi potranno assistere ad una passerella dei mezzi della Polizia di
Stato e della Polizia Stradale in particolare. L’invito
ai ragazzi , che il Direttore del Servizio Polizia Stradale dottor Rizzi ha rinnovato anche in occasione del
convegno nazionale organizzato da Consap e Udicon, del quale diamo ampio risalto in questo numero
della rivista, è quello di vedere questo film che è disponibile gratuitamente su alcune piattaforme e sul
canale you tube.
Giorgio E. De Carolis
In evidenza
Consap Magazine 2013
45
Corso formazione dei quadri
sindacali della regione Marche
Nel prestigioso Grand Hotel Excelsior di San Benedetto del Tronto (AP) si è tenuto in data 9 e 10 maggio il primo corso di formazione Quadri Sindacali
della Regione Marche, realizzato e curato dal Segretario Generale Regionale e Consigliere Nazionale
Ciro Re e da uno staff appositamente nato per
l’evento composto da Di Matteo Walter, Ricci Daniela e Imbimbo Biagino.
L’iniziativa è stata patrocinata dalla Banca Credito
Cooperativo Truentina Acquaviva Picena, da Baiocchi Costruzioni S.r.l., dal Grand Hotel Excelsior, dal
Consolato della Slovacchia, dalla Camera di Commercio Italia Slovacchia, dall’ I.S.S., dall’ Aquila Investigazioni,
dall’Unione
dei
Consumatori
(U.Di.Con) e dalla Ma.Pa. ed ha visto la partecipazione della Segreteria Nazionale nella persona del
Segretario Generale Nazionale Giorgio Innocenzi,
del Presidente Nazionale Mauro Pantano e del Segretario Nazionale Organizzativo Raffaele Tavano.
L’evento realizzato ha consentito la formazione di
trentacinque Dirigenti Sindacali della Confederazione Autonoma di Polizia della Regione Marche
nell’ambito degli istituti di categoria, della gestione
di una trattativa sindacale e delle trattative in generale mediante l’insegnamento di procedure persuasive e tecniche di comunicazione e della sicurezza
sui luoghi di lavoro.
Il parterre del corso è stato di assoluto prestigio in
quanto ha visto la partecipazione di Sua Eccellenza
il Prefetto di Fermo dottoressa Emilia Zarrilli, del
Questore di Ascoli Piceno dott. Giuseppe Fiore, del
Vicario del Prefetto di Ascoli Piceno dottoressa Anna
Gargiulo, del Funzionario del Ministero dell’Interno
- Ufficio per le Relazioni Sindacali dott. Andrea Ca-
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Consap Magazine 2013
radonna, del dott. Giovanni Battista Mariani Segretario Nazionale dell’U.Di.CON., del Console della
Slovacchia e Presidente della Camera di Commercio
Italia Slovacchia dott. Carlo Matarazzo accompagnato dal dott. Antonio Tavolacci e dal dott. Enrico
Gismondi.
Il corso, curato nei minimi particolari, ha suscitato
l’enorme interesse dei partecipanti ed ha raccolto apprezzamenti da parte delle autorità intervenute.
I lavori sono stati aperti dal Segretario Generale Regionale Ciro Re che ha ringraziato tutti i rappresentanti della Segreteria Nazionale e delle Segreterie
Provinciali intervenute ed ha condiviso, con evidente
commozione, il ricordo dell’ex Segretario Regionale
Gianluca Maurizi, scomparso prematuramente.
Nella circostanza ha evidenziato tutti gli sforzi ed i
desideri del collega Gianluca tesi alla realizzazione
dell’evento e l’importanza della realizzazione del
corso. “Il corso” diceva Gianluca “sarà un momento
di crescita per la grande famiglia della CONSAP e
renderà ancora più forte il nostro senso di appartenenza”. “Effettivamente” ha concluso il Segretario
Regionale “Gianluca era stato lungimirante e questo
corso sarà il preludio per la crescita della realtà marchigiana”.
Prima dell’inizio dei lavori è stata data la parola all’ex Presidente Nazionale Cav. Pasquale Pettine che
ha fatto un excursus storico della CONSAP, ribadendo l’importanza rivestita dall’Organizzazione
Sindacale nella conquista dei diritti dei lavoratori
della Polizia di Stato. Ha ricordato il cammino impervio percorso dagli uomini e dalle donne della Polizia
di Stato nel periodo della riforma che ha portato
oggi ad un riconoscimento di diritti inviolabili ed ha
In evidenza
ribadito con forza quanto sia importante continuare
a prodigarsi per l’ ottenimento del diritto di sciopero
riconosciuto ormai a tutti i lavoratori.
Quasi a simboleggiare un passaggio di testimone,
creando un ponte tra passato e futuro, è stata data
subito dopo la parola al Presidente Nazionale
Mauro Pantano che ha espresso un notevole apprezzamento per l’organizzazione dell’evento.
La manifestazione ha visto l’autorevole intervento
dell’U.Di.Con., con la presenza del suo Segretario
nazionale dott. Giovanni Battista Mariani che è intervenuto, grazie all’ormai avviato legame tra le due associazioni, ringraziando le personalità presenti e
commentando proprio sul tema formazione: “L’informazione” ha detto “è un importantissimo e delicato
tema; i quadri sindacali devono essere punto di riferimento della società e in questo modo la formazione
riveste carattere prioritario. Non a caso, la nostra Associazione, insieme all’Assipromos e l’Infap, ha organizzato parallelamente un percorso guidato per
tutti quei giovani che vogliono diventare amministratori, manager o professionisti, consapevoli e preparati, nelle Amministrazioni Pubbliche, negli enti del
privato sociale, nelle associazioni di categoria e
nelle imprese”. “Ben venga” ha concluso il Segretario Nazionale Udicon “ogni forma di formazione e
di informazione”.
I lavori sono stati quindi aperti dal Segretario Generale Nazionale Innocenzi il quale, ribadendo l’importanza del riconoscimento del diritto di sciopero
regolamentato per garantire trattamenti economici
soddisfacenti in relazione ai rischi professionali e ai
carichi di lavoro, ha illustrato brevemente l’attività
svolta a livello nazionale. Tale attività ha generato un
Siglato l’accordo di collaborazione alla presenza del Prefetto di Fermo, del Vicario del Prefetto di Ascoli Piceno
e del Questore.
REGIONE MARCHE : L’ASSOCIAZIONE DEI CONSUMATORI UDICON SI SCHIERA AL FIANCO
DEI POLIZIOTTI DELLA CONSAP.
Nell’accogliente sala riunioni del Grand Hotel Excelsior di San Benedetto del Tronto (AP), in occasione del 1° corso
di formazione per quadri sindacali Consap della regione Marche, è stato ufficializzato il patto di collaborazione
che lega da tempo l’importante associazione dei consumatori UDICON e la Confederazione Sindacale Autonoma
di Polizia. Al convegno hanno partecipato il Prefetto di Fermo, dr.ssa Emilia Zarrilli, il Vicario del Prefetto Ascoli
Piceno, dr.ssa Anna Gargiulo ed il Questore di Ascoli Piceno.
Il Segretario Generale Nazionale della Consap, dott. Giorgio Innocenzi e il Segretario Nazionale dell’Udicon, Giovanni Battista Mariani, hanno illustrato i servizi più importanti garantiti dalle strutture dell’associazione incentrati
sulla tutela, informazione, consulenza e risoluzione dei problemi di diversa natura riconducibili alla realtà consumeristica.
Il Segretario Generale Nazionale della Consap, Giorgio Innocenzi ha tenuto a sottolineare l’affidabilità e la competenza dell’Udicon nella tutela dei diritti legalmente riconosciuti quali quelli alla salute, alla qualità dei prodotti,
alla sicurezza, alla corretta informazione, alla trasparenza, all’erogazione di servizi pubblici efficienti e la totale
gratuità del qualificato servizio per gli iscritti alla Consap e ai loro familiari in forma assolutamente gratuita.
In evidenza
sindacato ancora più forte, unito ed in salute, che secondo i dati ufficiali relativi alla rappresentatività è
cresciuto ulteriormente, superando di slancio il sindacato confederale della Uil Polizia e che si impegnerà
al massimo per raggiungere gli obiettivi prefissati
nell’esclusiva direzione della tutela del personale.
Il Segretario Generale Nazionale ha infine comunicato di aver ricevuto i ringraziamenti per l’invito rivolto a S.E. il Prefetto Marangoni Vice Capo Vicario
della Polizia di Stato.
Sono stati quindi introdotte le relazioni tecniche dei
dirigenti sindacali Giovanni Iaquinta e Alessandro
Aucello. Il dott. Iaquinta ha conquistato la platea con
la lezione sulla comunicazione, destando interesse
notevole con il modello di comunicazione interpersonale e le tecniche specifiche e sistematiche di programmazione neurolinguistica.
I lavori del giorno 9 sono stati conclusi dalla relazione tecnica di Alessandro Aucello sulla sicurezza
nei luoghi di lavoro finalizzata al “processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori e agli
altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione
conoscenze e procedure utili alla acquisizione di
competenze per svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti” e “alla identificazione, alla riduzione e
alla gestione dei rischi”.
La formazione del giorno 10 è iniziata con la relazione tecnica del dirigente sindacale Igor Gelarda
sull’Accordo Nazionale Quadro che ha consentito
una crescita formativa dei partecipanti e soprattutto
ha dato la possibilità di eliminare tanti dubbi sui singoli istituti. L’intervento congiunto ed il costruttivo
confronto con il dott. Caradonna, Funzionario dell’Ufficio per le Relazioni Sindacali, competente sulle
Consap Magazine 2013
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questioni interpretative ed applicative delle norme
dell’A.N.Q., è stato foriero di numerosi chiarimenti
per le diverse situazioni di criticità che spesso si verificano in sede di confronto sindacale. Il dott. Caradonna ha inoltre rivolto ai presenti il saluto del Vice
Pref. De Rosa Direttore dell’Ufficio per le Relazioni
Sindacali.
La partecipazione del rappresentante dello Stato Slovacco e Presidente della Camera di Commercio Italia Slovacchia, dott. Carlo Matarazzo ha arricchito
il bagaglio professionale dei dirigenti sindacali con
l’approfondimento della Nuova Polizia Europea,
consentendo un efficace studio comparativo. Il Console ha introdotto la relazione con una dissertazione
sul “Trattato di Velsen” e relativa ratifica del 14 maggio del 2010 n°84, illustrando i lavori effettuati e la
definitiva approvazione del 12 giugno dello stesso
anno. Notevole interesse ha destato il Trattato sulla
Gendarmeria europea che ha tra gli scopi quello di
costituire una Forza di Gendarmeria Europea operativa, pre-organizzata, forte e spiegabile in tempi rapidi, composta unicamente da elementi delle Forze
di Polizia a statuto militare delle Parti, al fine di ese-
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Consap Magazine 2013
guire tutti i compiti di polizia previsti nell’ambito
delle operazioni di gestione delle crisi con i vasti
compiti assegnati che vanno dai compiti di pubblica
sicurezza e dell’ordine pubblico, all’espletamento
delle funzioni di polizia giudiziaria; al controllo, alla
consulenza e alla supervisione della polizia locale,
comprese le afferenze penali; alla direzione della
pubblica sorveglianza; all’assolvimento delle operazioni di polizia di frontiera, oltre che alla acquisizione delle mansioni di intelligence.
Pari interesse ha destato la relazione dell’ esperto informatico dott. Antonio Paolacci che ha presentato
l’argomento con un’ accorata introduzione: “La ringrazio Sig. Console” ha detto “e la ringrazio anche
per questa iniziativa, che ci rivede vicini in una
nuova esperienza, certamente utile al nostro Paese
specialmente nell’attuale contesto sociale. Mi permetta di farlo ufficialmente, di fronte ad una “autorevole” Assemblea di lavoratrici e lavoratori, esempio
indiscutibile di chi è sempre impegnato, con amore
e sacrificio, ad adempiere compiti spesso con le difficoltà che comporta lo svolgimento del “servizio” ai
nostri giorni. E’ quindi entrato nel vivo della relazione sulla “Sicurezza Informatica” che “ sta evolvendo e quasi valicando tutti i limiti, sta mutando, in
modo sempre più evidente in “CyberIntelligence” a
cui affida tutto un bagaglio culturale almeno degli ultimi 10 anni” e “Con intelligenza e giusta tecnologia
si devono trovare, fermare ed isolare tutti quei casi
che eludono o danneggiano la giusta utilizzazione
delle informazioni sempre più distribuite. Fino ad
oggi, virus, worm e cavalli di Troia infettavano principalmente computer o server di gestione di banche
dati, con la capacità di alterare o cancellare file e
documenti. Pur essendo potenzialmente catastrofico,
il danno che erano in grado di infliggere rimaneva
dunque delimitato al mondo digitale. L’esempio seguente, richiama un caso, di pochi anni fa, di dirot-
In evidenza
tamento di cospicuo traffico Internet verso uno specifico Paese. Fu nominato “Stuxnet”, lo cito solo per indicare come qualsiasi supporto appartenente al settore informatico, possa generare dei danni e come
oggi questi danni possano essere sempre più “distribuiti”. Stuxnet è stato il primo worm a spiare e modificare Sw (programmi) di PC industriali. E’ stato capace di manipolare e alterare i sistemi di controllo
(SCADA - Supervisory Control and Data Acquisition), di computer che gestiscono il funzionamento
dei macchinari industriali critici, come pompe, motori, allarmi, valvole (PLC-Programmable Logic Controller). I danni riguardarono non solo il mondo digitale, ma anche quello fisico. “Stuxnet” fu un caso validissimo di humint. I controller colpiti, infatti, non
erano connessi a internet direttamente e furono infettati a mano, inserendo una pendrive, il malware si
installò automaticamente e si propagò attraverso la
rete interna”; “Prevenirli, con il giusto anticipo appartiene al mondo della CyberIntelligence. I suoi
frutti vanno a tutto vantaggio della sicurezza di una
nazione, così come dei complessi e delicati sistemi
imprenditoriali, tipo i nostri, succubi ormai da anni,
anche di spionaggio economico voluto da specifici
Stati per rallentare le capacità di impresa più avanzate rispetto alle loro”.
In evidenza
Nel corso della formazione il Questore di Ascoli Piceno dott. Giuseppe Fiore ha salutato i partecipanti
e ringraziato gli organizzatori per l’invito ricevuto
così come il Vicario del Prefetto di Ascoli Piceno
Anna Gargiulo, intervenuta in rappresentanza del
Prefetto Patrizi. Il Prefetto di Fermo Emilia Zarrilli ha
manifestato ai partecipanti una calorosa vicinanza
ed ha esternato gratificanti lodi per la precisa organizzazione.
Il corso di formazione si è concluso con la consegna
di ricordi per tutte le autorità intervenute e con il
pranzo di gala al Grand Hotel Excelsior.
I partecipanti, unitamente alla Segreteria Regionale
e Nazionale, in un clima festoso, si sono dati appuntamento al prossimo anno per il II Corso di Formazione Quadri Sindacali Marche.
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Consap Magazine 2013
In evidenza
Il Consap Magazine a Palazzo Chigi
per intervistare il Dirigente dell’ispettorato di Polizia
Raffaele Micillo:
nel rispetto dei ruoli,
il dialogo con i sindacati,
è un fatto positivo e utile per tutti
In evidenza
Il Consap Magazine è stato ospite del Dirigente Generale Raffaele Micillo, Direttore dell’Ispettorato di
Pubblica Sicurezza della Presidenza del Consiglio
dei Ministri, per un’intervista che illustri ai lettori ed
Consap Magazine 2013
51
ai colleghi le peculiarità di questo ufficio.
Raffaele Micillo è in polizia nel 1971. Ha iniziato
operare prima nel Reparto Mobile e successivamente
in Questura ove ha diretto diversi commissariati ed
uffici. Nel 2005 é stato chiamato a dirigere la Questura di Viterbo e dopo 4 anni quella di Pisa. Dall’aprile 2012, nominato Dirigente Generale è stato
posto alla direzione dell’Ispettorato di P.S. Palazzo
Chigi.
Dottor Micillo, quali sono le maggiori difficoltà nel dirigere l’Ispettorato di Polizia di una delle istituzioni
più importanti del Paese?
E’ovvio che quando parliamo dell’Ispettorato di P.S.
della Presidenza del Consiglio dei Ministri, stiamo
parlando di un ufficio unico nel suo genere. L’impegno richiesto è decisamente differente rispetto ad
una sede operativa. La particolarità e di conseguenza le difficoltà stanno nel saper gestire i rapporti di sinergia con l’autorità di Governo e con gli
uffici ad essa collegati. Occorre garantire pienamente la sicurezza senza tralasciare le necessità di
ogni personalità. Ringrazio pertanto il perrsonale di
questo ufficio di polizia per la professionalità che
quotidianamente pone in esserenonchè per la particolare dedizione e discrezione.
Da più parti giungono apprezzamenti per il suo lavoro, che ha saputo ridare prestigio alla Polizia di
Stato, qual è stata la sua ricetta per ottenere questi
risultati e quanto c’è ancora di fare in questo senso?
Dal momento in cui mi è stato affidato questo prestigioso incarico, ho cercato di fare affidamento su
tutta la mia esperienza professionale. Il mio obiettivo
è rispondere prontamente alle richieste, alle necessità di tutti coloro i quali concorrono all’attività di governo, non trascurando però le esigenze del personale e quindi dell’Ispettorato.In quest’ottica sto cercando, interfacciandomi costantemente con gli appositi uffici della Presidenza, di miglliorare i locali di lavoro. Per modernizzare l’attuale sala operativa ho ottenuto nuovi spazi ed avanzati sistemi di videosorveglianza. L’obiettivo è anche quello di una remotizzazione del sistema di controllo delle sedi periferiche in
modo tale che l’unità centrale posssa dare, quando
richiesto risposte immediate.
Un aspetto delicato del suo compito istituzionale e
quello dei rapporti con il Capo del Governo e i suoi
uffici. Ce ne parli?
Lei capisce che per la particolarità del compito che
il Presidente del Consiglio è chiamato ad espletare i
rapporti fra il sottoscritto e il Capo del Governo sono
sporadici, non è invece così con il suo staff e gli al-
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Consap Magazine 2013
tri uffici della Presidenza: il contatto è quotidiano ed
efficace. In particolare ci tengo a ringraziare due
preziosi e sempre disponibili interlocutori come il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio
Catricalà, fino al mese scorso quando ha lasciato
questo incarico per quello di Vice Ministro allo Sviluppo, ed il Segretario Generale Manlio Strano, con
loro e con i loro uffici, i contatti sono frequenti ed improntati ad un reciproco rispetto, per il diverso ruolo
e le diverse funzioni, alle quali siamo chiamati ad assolvere. A questo proposito ci tengo a sottolineare il
grande rispetto e la stima che queste personalità nutrono per tutto il personale dell’Ispettorato.
La realtà romana non le è nuova, nella sua carriera
In evidenza
ha operato presso la Questura ed ha diretto dei commissariati, quali sono le maggiori differenze, fra il dirigere un commissariato ed un Ispettorato di cosi alto
prestigio?
Nel corso della mia vita lavorativa, svolta in tutta Italia, l’esperienze acquisita nella capitale è prevalente. Pensi di conoscere molto bene la realtà romana. Nella capitale ho avuto la possibilità di confrontarmi con ogni tipologia di classi sociali. Ho lavorato in quartieri cosiddetti “popolari“ dove le problematiche sociali sono più emergenti e richiedono
una maggiore presenza della Forze di Polizia e in
quartieri “in” dove le problematiche sono di altro
tipo. In entrambe le realtà ho cercato di instaurare un
In evidenza
buon dialogo con il territorio. Ho lavorato tanto ma
posso dire di aver mantenuto un ottimo rapporto con
tutti ed in alcuni casi le persone conosciute sono diventate con il tempo amicizie consolidate
Non di meno però va detto che questa sede di polizia ha qualcosa in più rispetto ad un ufficio territoriale. In questa sede l’istituzione Polizia gioca anche
un ruolo di immagine internazionale qundo siamo
chiamati ad effettuare servizi di vigilanza e sicurezzain sedi di rappresentanza quali Villa pamphili o
Villa Madama. In queste location si svolgono incontri con capi di stato o di governo di tutto il mondo e
si trattano questioni di assoluta delicatezza che necessitano della massima riservatezza: in questi casi
Consap Magazine 2013
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saper essere nel contempo discreti, efficienti ed attentiassume una rilevanza che va ben oltre le frontiere
nazionali.
Il suo precedente incarico è stato fare il Questore a
Pisa, nelle realtà periferiche a suo parere c'è maggiore considerazione per la Polizia, e più rispetto
verso i poliziotti?
In una città di media grandezza, rispetto alla Capitale del Paese, gli accadimenti sono sotto gli occhi
di tutti. Tutti i residenti si sentono coinvolti e il confronto con tutte le altre istituzioni e con i cittadini è è
assiduo, nel bene per la stragrande maggioranze
dei casi, ma anche in quelle rare occasioni in cui
l’operato della Polizia si presta a critiche.
In evidenza
Comunque credo e ne sono assolutamente convinto,
che la gente, sia in una grande città che in una più
piccola, sa perfettamente valutare la positività dell’impegno e la qualità del risultato. In questa ottica a
Pisa, ma ancor prima a Viterbo, ho cercato di confrontarmi con serenità con tutti, portando con me oltre ad un arricchimento umano e professionale anche
delle profonde e sincere amicizie.
La sede del Governo, in un momento come questo di
crisi nazionale, diventa il luogo dove sfogare il dissenso, come sono i rapporti con i vertici del Dipartimento ed il Ministero dell'Interno, in questi frangenti?
E’ inevitabile che nel momento in cui le sofferenze e
le disuguaglianze sociali sono più marcate, la sede
del Governo ma ancor di più la sede del Parlamento
siano prese di mira dell’onda delle proteste.
Qui vicino in Piazza Montecitorio abbiamo pressocché ogni giorno, gente che protesta, in questo senso
la nostra azione è imperniata su una forma potrei
dire di rigida flessibilità; può sembrare un controsenso, ma in realtà intendo dire che nell’impegno di
tutelare la sicurezza e l’incolumità delle istituzioni da
queste proteste, che in alcuni sporadici casi non si
possono definire totalmente pacifiche, svolgiamo anche un ruolo di mediazione, fra chi manifesta ed il
Palazzo, permettendo a ristrette delegazioni di incontrare rappresentanti governativi.
Per quanto riguarda i rapporti con il Dipartimento
della Pubblica Sicurezza la collaborazione a tutti i li-
Consap Magazine 2013
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velli è al massimo. Esiste un costante flusso di informazioni e ci sono sempre molto vicini in ogni nostra
attività.
Anche lei ritiene come il Questore di Roma che questa città soffra dell’eccessiva concentrazione di manifestazione e proteste?
Credo sia inevitabile che la Capitale del Paese sia
presa di mira da chi manifesta un disagio, la politica
ed il Governo che qui risiedono sono i destinatari
delle proteste. E’ inevitabile pertanto che Roma ed i
suoi cittadini paghino un prezzo ch definirei molto
alto in termini di vivibilità.
Quale importanza, a suo parere, rivestono i sindacati
nel garantire l’efficienza e l’armonia nei compiti di
servizio e come è la collaborazione fra la dirigenza
e le OO.SS. nel suo Ispettorato?
Presso questo Ispettorato di Palazzo Chigi la collaborazione con le rappresentanza del personale è veramente eccellente. Il rapporto ed il confronto sono costanti ed improntati ad esaminare e, quindi attivarsi
per risolvere in positivo tutte le problematiche rappresentate.
Credo che, nel rispetto dei ruoli, il dialogo con i sindacati, sia un fatto positivo e utile per tutti. Vorrei cogliere questa occasione che mi offre una rivista come
la vostra che dà voce ad uno dei sindacati di polizia, per ringraziare i referenti sindacali per il loro lavoro.
M.d’A.
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In evidenza
Consap Magazine 2013
In piazza la rabbia dei poliziotti
per un buono pasto miserevole
“Penne all’arrabbiata gratis per tutti poliziotti” questa la singolare forma di protesta che la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia ha inscenato
davanti al compendio della Polizia di Stato di Castro
Pretorio, via del Castro Pretorio incrocio via dei
Mille.
La manifestazione intendeva denunciare l’inadeguatezza del buono pasto giornaliero per donne ed uomini della Polizia di Stato romana, che ammonta a
4,65 euro.
Il sindacato maggiormente rappresentativo della Po-
In evidenza
Consap Magazine 2013
11-APR-2013
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da pag. 9
Quotidiano
Roma
Direttore: Ferruccio de Bortoli
11-APR-2013 Lettori Audipress n.d.
Quotidiano
Roma
Direttore: Virman Cusenza
Lettori Audipress n.d.
art
lizia di Stato, ne chiede l’elevazione ad almeno 7
euro come per gli impiegati civili dell’Amministrazione dell’Interno: “Diciamo basta alla vergogna di
un buono pasto assolutamente inadeguato, che umilia i poliziotti – tuona la Consap – quindi invitiamo
tutti i colleghi e le colleghe a poter fruire, almeno per
un giorno, di un primo piatto gratuito per integrare
un buono pasto che nella capitale permette di mangiare poco più di un panino ed una bottiglia d’acqua”.
“Non è casuale che abbiamo scelto un condimento
come l’arrabbiata – spiega la Segreteria Provinciale della Consap di Roma – infatti i poliziotti
sono arrabbiati e delusi da un’Amministrazione
che umilia il personale, con un’elemosina di
4,65 euro a fronte di turni massacranti”.
La manifestazione programmata per il 21 marzo
scorso è stata posticipata in ossequio al grave
lutto che aveva colpito in quei giorni la Polizia
di Stato con il decesso del capo della Polizia
prefetto Antonio Manganelli.
C.P.
ORDINE E SICUREZZA PUBBLICA
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Analisi
Consap Magazine 2013
Sprechi e privilegi, tagli e sofferenze
Due dimensioni a confronto nella gestione del Dipartimento della P.S.
Mauro Pantano
Presidente Nazionale Consap
Da molti anni, anzi troppi, una severa crisi attanaglia l’economia
della nostra amata Italia.
Per molto tempo si è fatto finta di
niente, fino a quando il putrido
marciume ha prevalso su ogni tentativo di occultamento.
Le ricette adottate hanno portato
ad un costante assottigliamento
delle risorse disponibili, alla chiusura di molti presidi operativi territoriali ed alla costante ed inesorabile perdita di un relativo benessere lavorativo.
Le risposte alla grave crisi hanno
assunto due diverse direzioni di
marcia: una diretta a falcidiare le
risorse e le strutture destinate alla
operatività; l’altra orientata a
mantenere inalterati sprechi e privilegi di una abnorme filiera burocratica sempre più
celebrativa di se stessa.
Il malcontento ha ormai raggiunto
livelli di guardia; vedersi tagliate
le risorse quando i privilegi e gli
sprechi risultano intoccati dall’uragano della crisi, indispone ed irrita la parte sana dell’apparato.
Gli errori commessi sono molti e
gravi. Un apparato che invecchia
senza avere un adeguato ricambio è sintomo chiaro ed inconfutabile di cattiva gestione; la mancata emissione di bandi di progressione di carriera nei tempi
Analisi
Consap Magazine 2013
previsti dalle norme rappresenta
un dimostrativo chiaro ed inequivocabile di incapacità gestionale.
I ricorrenti impegni assunti e mai
mantenuti, i naufragi delle aspettative ingenerate nel personale,
rappresentano una armonica correlazione tra la classe politica e i
vertici della amministrazione pubblica
Eppure tante cose odiose sono rimaste inalterate: abusi di disponibilità e di utilizzo di auto di servizio da parte di una quantità
enorme
di burocrati; rinnovazione di uffici ed arredi all’atto
dell’insediamento; torbide gestione delle disponibilità immobiliari; vacche grasse per i cerimoniali; improprio utilizzo e distribuzione di straordinari e reperibilità; nepotismi e premianze per gli
appartenenti alle corti dei Re.
E ad i poveri cristi, chiamati a
sempre maggiori sacrifici con
sempre minori risorse, un prolungamento della vita lavorativa, una
diminuzione delle risorse correnti
ed un assottigliamento severo dell’assegno di quiescenza.
Eppure, i responsabili dello sfascio generale, invece di essere
61
assoggettati a sanzioni di responsabilità sono stati premiati, raggiungendo le più alte sfere di comando, permettendogli in questo
modo di esercitare al meglio le
loro capacità distruttive.
Le risorse ci sono, ma sono male
utilizzate; sono troppe le teste
pensanti, spesso inutili, ancor più
spesso nocive .
La misura è colma ed il tempo è
scaduto; non è più sopportabile
ogni ulteriore differimento; è necessaria una immediata opera di
ricostruzione, individuando e cacciando via i responsabili, ponendo solide basi per una prospera rinascita.
Il personale è stanco dei soliti ritornelli, delle solite gestioni malsane;
ora vuole chiarezza e trasparenza.
Il sindacato, quello sano, il nostro,
ha alzato il livello di vigilanza; è
pronto e reattivo di fronte a qualunque abuso e sopruso.
La nostra linea di azione sindacale, esasperata dagli interminabili andamenti di deriva, è ormai
granitica: gogna a chi ha sbagliato e guai a chi sbaglierà ancora!!!
62
Analisi
Consap Magazine 2013
Analisi
63
La divisa è un “bersaglio mobile”,
investire in sicurezza una priorità
Commissione per l'equipollenza
dei titoli di studio, una vittoria
della Consap
Il Dipartimento
di Pubblica Sicurezza ha deciso di istituire
una
commissione per l’equipollenza dei titoli di studio.
Questa è una
“vittoria” da attribuire esclusivamente
alla
Consap, che si
Gianni Valeri
è sempre batSegretario Nazionale Consap
tuta per tale riconoscimento,
come si evince dal documento sindacale inviato al
capo della Polizia in data 08 settembre 2009:
Con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, del 16 aprile 2009 (che si allega), di concerto con il Ministro della Difesa, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, il Ministro del
Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali è stato
stabilito che al personale del ruolo dei marescialli e
sergenti delle Forze Armate nonché agli ispettori e
sovrintendenti dell’Arma dei Carabinieri e della
Guardia di Finanza che abbiano frequentato e completato con esito favorevole, i corsi di formazione generale, professionale e di specializzazione presso
scuole ed istituti di formazione militari, presso i reparti di impiego o presso scuole e centri di specializzazione, qualificazione ed aggiornamento professionale anche non militari, sia in Italia che all’estero è
Consap Magazine 2013
La Consap interviene dopo la sparatoria davanti a Palazzo Chigi
riconosciuto, a domanda, il corrispondente Diploma
di qualifica dei corsi di studio dell’istruzione professionale, secondo la tabella “A” annessa al decreto.
I diplomi di qualifica rilasciati ai sensi del decreto in
parola hanno la stessa natura di titoli di studio e la
medesima validità cosi come indicato dall’art. 2 del
30-APR-2013
D.M. 14/04/1997 n. 250 e consentono l’ammissione al quarto anno dei corsi di studio di istruzione
professionale.
Come si evince gli appartenenti alla Polizia di Stato
sono stati esclusi da questo Decreto, un’ulteriore
“umiliazione”.
La CONSAP chiede con forza che l’Amministrazione
intervenga tempestivamente per sanare questa ingiustificata ed inspiegabile sperequazione tra Forze Armate e Polizia di Stato.
Questa palese ingiustizia colpisce soprattutto gli appartenenti al Ruolo Tecnico della Polizia di Stato, che
per partecipare al Concorso per l’accesso alla Qualifica di Vice Perito devono essere in possesso di un
diploma quinquennale o di un diploma triennale di
istituto professionale, specifico per il settore di appartenenza.
Se il Decreto fosse valido anche per gli appartenenti
alla Polizia di Stato, andrebbe a sanare le problematiche emerse per i dipendenti del Ruolo Tecnico non
in possesso del titolo di studio specifico.
Purtroppo sono passati cinque anni per veder riconosciuto un diritto, però bisogna restare vigili, affinché
la predetta commissione non vanifichi tutti i risultati
raggiunti.
art
“Qui si rischia più che all’estero”
lo afferma la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia con
riferimento a quanto accaduto ieri
davanti a Palazzo Chigi ed in vista del rifinanziamento delle mis-
30-APR-2013
da pag. 16
Quotidiano
Roma
Direttore: Sarina Biraghi
Lettori Audipress n.d.
da pag. 16
art
Quotidiano
Roma
Direttore: Sarina Biraghi
Lettori Audipress n.d.
sioni all’estero.
L’episodio di ieri dimostra che la
divisa in questo paese è ormai un
bersaglio mobile sulla quale scaricare la tensione sociale acuita
dalla crisi economica e dalla dura
contrapposizione fra i partiti.
Nell’esprimere solidarietà ai colleghi dell’Arma dei carabinieri colpiti ieri, il Segretario Generale
Nazionale della Consap Giorgio
Innocenzi - auspica che il nuovo
governo sappia interpretare la situazione, e che come dichiarato
oggi dal Ministro della Difesa Mario Mauro, il sostegno alle Forze
di Polizia possa tradursi in atti
concreti, investendo adeguatamente in risorse anche economiche per accrescere la motivazione
professionale.
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cosa con le righe.
Uno dei capi più iconici della #moda e' lo smoking maschile, reinterpretato sul corpo femminile, abbinato a
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scarpe alte per una femminilità assoluta.
di Paola Pietrucci
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Per la primavera/estate il kimono sarà
Dopo un inverno grigio possiamo e non saprete dire di no alle cinture obi.
finalmente dare il benvenuto a Tornano di gran moda gli abiti caftani, abiti e gonne
questa primavera.
in voile e chiffon sopra al ginocchio dalla forma svaNonostante la crisi economica la sata, ravvivata da fantasie floreali o motivi geometrici
Primavera/Estate 2013 si prospetta rilassata, leggera oppure ricamate ad uncinetto.
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almeno in fatto di moda.
Pantaloni con fantasia stampata con dettagli dorati o
Ci mettiamo alle spalle un inverno
pieno
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vittoriani, barocchi la primavera sarà all'insegna del modello Chanel, casacche a tinta unita, camicie dal
colore. Protagonisti i colori chiari, il bianco, colori dai dettaglio uomo o maxi maglie.
toni pastello e vitaminici. Il bianco e il nero saranno i La vera tendenza per questa primavera é il look finto
due non colori per eccellenza. Si potranno mixare casual, morbido e a rete. Con un pantalone stretch opcompletamente formando righe e quadri,una combi- pure direttamente su un vestito lungo, la maglieria
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nazione che
non tramonterà mai.
deve essere
traforataDI
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laser o una vera propria rete.
Le righe saranno onnipresenti in qualsiasi versione: La primavera sorride alla fantasia camouflage, ovorizzontali, verticali, optical.
vero la classica stampa mimetica militare che caratteL'abito a righe bianche e rosse,blu e bianche purché rizza le tute dei soldati in missione.
maxi,tipo quelle "sdraio al mare".
E' tornato nuovamente di moda lo stile militare e dunI volumi di questi abiti devono essere semplici, al limite que con sè anche la stampa mimetica che va a caratdel minimal, dal tubino allo chemisier.
terizzare moltissimi capi di abbigliamento e accessori.
Che siano gonne o pantaloni, borse o scarpe, t-shirt o E la moda per questa estate 2013? Sarà "molto
camicie, per essere glamour bisogna indossare qual- donna" non frivola ma infinitamente elegante!
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