I Piani di campionamento
regionali
Laura Vicinelli- Anna Padovani
Servizio Veterinario e Igiene degli alimenti
Regione Emilia-Romagna
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
1
SANITA’ PUBBLICA
VETERINARIA
IGIENE ALIMENTI
E NUTRIZIONE
A) SANITA’ ANIMALE
- IGIENE ALIMENTI
VEGETALI
B) IGIENE ALIMENTI
ORIGINE ANIMALE
C) IGIENE
ALLEVAMENTI
10 febbraio 2011
-ALIMENTI
DIETETICI
- NUTRIZIONE
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2
IL CONTROLLO
UFFICIALE
10 febbraio 2011
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3
Frequenza
10 febbraio 2011
Le frequenze di controllo nelle
diverse tipologie produttive sono
state definite nel 2001.
Dal 2006 è possibile modificare la
frequenza secondo la
categorizzazione del rischio
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4
Laboratori ufficiali
di riferimento
Istituto Zooprofilattico Sperimentale
Agenzia Regionale per l’Ambiente
Conformi art. 12, paragrafo, 2 - Reg. 882/2004/CE
10 febbraio 2011
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5
LA
PROGRAMMAZIONE
10 febbraio 2011
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6
Sulla base di:
- programmazione nazionale
- produzioni locali
- problemi precedenti
- valutazione del rischio
PIANI REGIONALI DI
MONITORAGGIO
10 febbraio 2011
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7
- residui sostanze indesiderate
- alimentazione animale
- prodotti fitosanitari
PIANI REGIONALI
DI
MONITORAGGIO
(ALCUNI ESEMPI)
- malattie animali
- salmonella avicoli
- BSE, TSE
- benessere animale
- micotossine
- Listeria monocytogenese
10 febbraio 2011
- OGM
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8
Gli indirizzi regionali
Linee guida di programmazione e
coordinamento dei campionamenti
microbiologici e chimici nell’ambito del
controllo ufficiale dei prodotti
alimentari
Piano Regionale 2010-2011
10 febbraio 2011
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9
• Il Piano richiama sostanzialmente per impostazione e modalità
operative quello del 2008-2009 (soltanto microbiologico)
• Il Piano è stato integrato con una parte di campionamenti
destinati a ricerche di tipo chimico
• L’assegnazione dei prelievi SVET e SIAN è da considerarsi
indicativa (sono possibili diverse attribuzioni alle U.O. in
funzione della realtà organizzativa locale
• Nel Piano viene richiamata l’attenzione dei Servizi sul corretto
utilizzo della modulistica e sulle terminologie definite, ai fini di
una corretta rendicontazione e valutazione dei risultati a livello
regionale.
10 febbraio 2011
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10
PIANO MICROBIOLOGICO ALIMENTI
2008-2009 - RISULTATI
10 febbraio 2011
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11
Realizzazione del piano - SIAN
140
distribuzione
produzione
120
100
80
60
40
20
R
eg
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
tR
ER
to
in
i
R
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en
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C
es
rlì
Fo
rr
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B
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od
e
na
ili
a
Em
a
rm
Pa
gi
o
Pi
ac
en
za
0
12
Realizzazione del piano - VET
300
produzione
distribuzione
250
200
150
100
50
Re
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
tR
ER
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Ce
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rm
a
gg
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ac
en
za
0
13
La novità del Piano Alimenti 2010-2011 consiste
nell’introduzione di uno specifico capitolo dedicato ai
campionamenti per la ricerca/quantificazione di
contaminanti di tipo chimico.
Alcune considerazioni:
•le evidenze fornite dal sistema di allerta
•le indicazioni del Piano Nazionale Residui
•le frequenti segnalazioni di episodi di intossicazione
causate da istamina
•la necessità di affrontare con sempre maggiore
frequenza situazioni di emergenza ambientale con
possibili ripercussioni sulla sicurezza alimentare.
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
14
Ad esempio:
Alcune “Allerte” del 2009
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Rame in chinotto
Cadmio in riso
Iodio in prodotti a base di latte di soia
Acido benzoico in bevanda analcolica
Sostanze organiche aromatiche in acqua minerale
Migrazione nichel in materiali a contatto
Migrazione di cromo in coltelli
Integratori contenenti cobalto
Istamina nei prodotti della pesca
Mercurio e cadmio nei prodotti della pesca
Additivi (solfiti) non dichiarati in prodotti della pesca
10 febbraio 2011
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15
Altre “Allerte” 2009 relative a contaminanti
microbiologici
•
•
•
•
•
•
•
Salmonella in pinoli
Salmonella in pasta industriale secca
Salmonella in semi da germogliare
Salmonella in alimenti a base di soia
Salmonella in burro di arachidi
Salmonella in pistacchi
Pseudomonas A. in acqua minerale
10 febbraio 2011
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16
L’UE con il Reg. 1881/06 stabilisce i tenori
massimi di alcuni contaminanti, al fine di
ridurne la presenza nei prodotti alimentari
per ottenere un livello elevato di protezione
della salute pubblica, in particolare nei gruppi
di popolazione sensibile (bambini, soggetti
allergici).
10 febbraio 2011
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17
Nel definire il Piano Regionale sono state prese
in considerazione le indicazioni contenute:
• nel Regolamento CE/1881/2006
• nella Raccomandazione della Commissione
Europea del 17/03/2010 relativa al controllo
della presenza di sostanze perfluoroalchiliche
negli alimenti,
• in altri piani di monitoraggio definiti a livello
comunitario (es: Furano)
10 febbraio 2011
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18
•Nel piano sono stati inoltre inseriti campionamenti per
la ricerca del glutine, quale strumento di verifica delle
azioni indicate nella Delibera di Giunta Regionale
n.1994/09 in attuazione della Legge 123/05 “Norme per
la protezione dei soggetti malati di celiachia”.
•Il piano comprende anche una quota di campioni per
ricerca di additivi, coadiuvanti tecnologici ed altri gli
ingredienti particolari (finora mai stati oggetto di
monitoraggio relativamente all’effettiva composizione
delle miscele utilizzate e dichiarate in etichetta e
all’eventuale impiego fraudolento), al fine di effettuare
una prima ricognizione.
10 febbraio 2011
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19
Piano Alimenti 2010- 2011
Additivi in :
• Preparazioni di pesce
, molluschi e
crostacei:
Acido sorbico
Acido benzoico
acido citrico
Polifosfati
Solfiti
pH
amido
Piano Alimenti 2010-2011
Additivi nei prodotti a base di carne
Programmati 40 campioni, scegliendo come
matrice di preferenza prodotti “primo
prezzo”, ricostituiti per la ricerca di:
Nitrati
Nitriti
Acido ascorbico
Solfiti
Acido citrico
Acido sorbico
10 febbraio 2011
Acido benzoico
Acido glutammico
zuccheri
derivati del latte
% di collagene
Laura Vicinelli – Anna Padovani
21
Additivi
• E’ in via di definizione un corso regionale
di formazione/approfondimento per
operatori del controllo ufficiale sugli
additivi alimentari il 30 e 31 marzo 2011.
• Tale iniziativa promuove la successiva
ricaduta sugli operatori dei Servizi nel
territorio
10 febbraio 2011
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22
Piano Alimenti 2010-2011
•Anche sulla base delle problematiche emerse
dal confronto con gli operatori del territorio e
dell’IZS, il Piano 2010-2011 è strutturato come
attività di monitoraggio
secondo le indicazioni contenute in specifiche
tabelle, dettagliate in riferimento a:
•Matrici
•Analisi
•Sede di prelievo
10 febbraio 2011
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23
Piano Alimenti 2010-2011
Obiettivo principale del piano:
stimare il livello di
contaminazione di alcuni
alimenti al fine di raccogliere
elementi utili ad orientare i
controlli ufficiali in base al
rischio
I campioni possono essere
effettuati in unica aliquota
non legale a scopo
conoscitivo.
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
24
Per garantirne la rappresentatività, i campioni
debbono essere costituiti dal numero di unità
campionarie definite nelle tabelle:
• Tab. 2- matrici e modalità campionamento
SVET
• Tabelle 3 A e 3 B- matrici e modalità
campionamento SIAN
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
25
Qualora a seguito delle analisi si
riscontrino non conformità, si dovrà
comunque procedere al successivo
campionamento con campione legale possibilmente sullo stesso lotto
precedentemente campionato - in
conformità al D.P.R. 327 /1980 , D.lgs.
123/1993, art 4 , D.M. 16 Dicembre 1993.
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
26
Per una corretta raccolta dei dati scaturiti
dall’esecuzione del Piano:
•Va utilizzato il verbale di campionamento (Allegato 1 del
Piano) correttamente e completamente compilato
•Va specificato che il campionamento viene effettuato
nell’ambito del Piano Regionale Alimenti, barrando la
casella ”PIANO REGIONALE ALIMENTI”.
•Alla voce “campione ufficiale di” va riportata la
corretta definizione della matrice, indicandola per
esteso come previsto nelle tabelle del Piano.
10 febbraio 2011
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27
•I campioni effettuati nel periodo gennaio –
aprile 2010 (fase di formale definizione delle
linee guida) conformemente alle finalità del
Piano, vanno ricompresi nello stesso.
•E’ prevista una verifica intermedia
sull’andamento del piano (in fase di
elaborazione)
• La conclusione del Piano di Campionamento è
definita entro il 31 maggio 2011.
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
28
Piano alimenti 2010-2011-Tabella 3 A - matrici e modalità di campionamento SIAN
CATEGORIA DI MATRICE
MATRICE
RICERCHE
Frutta e ortaggi pretagliati pronti al
consumo
Salmonella
N. UNITA'
CAMPIONARIE
PRODUZIONE
DISTIBUZIONE
5
Х
Х
L. monocitogenes
Salmonella
Semi e semi germogliati
Х
5
L. monocitogenes
FRUTTA E VERDURE
CEREALI
BEVANDE NON
ALCOLICHE
Frutta
Piombo,Cadmio
Vedi nota 1
Zucchine
Diossine,PCB
Vedi nota 2
Ortaggi di produzione locale
PFAS
Vedi nota 1
Ortaggi di produzione locale
Nitrati
Vedi nota 1
Spinaci freschi,surgelati /congelati
Nitrati
Vedi nota 1
Lattuga fresca, lattuga tipo
iceberg
Nitrati
Vedi nota 1
Cereali
Piombo,Cadmio
Vedi nota 1
Salmonella
Succhi e nettari di frutta e di
ortaggi non pastorizzati
L. monocitogenes
Altre bevande non alcoliche
5
Х
Salmonella
5
Х
Succhi di frutta
Piombo,Cadmio
Vedi nota 1
Succhi di frutta
Furano
Vedi nota 1
Salmonella
PASTE E PASTICCERIA
10 febbraio 2011
Paste alimentari all'uovo fresche
anche farcite
5
Х
Х
Salmonella
Laura Vicinelli – Anna Padovani
29
Piano alimenti 2010-2011-Tabella 3 A - matrici e modalità di campionamento SIAN
CATEGORIA DI
MATRICE
MATRICE
RICERCHE
N. UNITA'
CAMPIONARIE
Salmonella
Gelati e dessert
GELATI
PRODUZIONE
5
Х
5
Х
5
Х
5
Х
5
Х
DISTIBUZIONE
L. monocitogenes
Salmonella
Semilavorati per gelato
L. monocitogenes
CACAO
Cacao e preparazioni a base di
cacao
Salmonella
Salmonella,
Pasti pronti cotti
Х
Stafilococchi enterotossici
PREPARAZIONI
GASTRONOMICHE
Salmonella
Preparazioni multi ingradienti pronte
per il consumo
Stafilococchi enterotossici
Х
L. monocitogenes
ZUPPE, BRODI, SALSE
Prep. per salse e salse (prodotti a
base vegetale da coservare
a temperatura di
refrigerazione)
Salmonella
VINI E BEVANDE
ALCOLICHE
vini e cocktail aromatizzati
Piombo,Cadmio
Vedi nota 1
Stagno
Vedi nota 1
CIBI IN CONTENITORI
METALLICI
Cibi in contenitori metallici
1
BIBITE IN LATTINA
Bibite in lattina, compresi succhi di
frutta e ortaggi
Stagno
Vedi nota 1
OLII E GRASSI VEGETALI
Olii e Grassi vegetali
Diossine,PCB
Vedi nota 2
CAFFE'
caffè
Furano
Vedi nota 1
Marmellate e omogeneizzati di frutta,
verdura, carne
Furano
Vedi nota 1
Latte in brique o bottiglia
Furano
Vedi nota 1
MARMELLATE E
OMOGENEIZZATI
LATTE LIQUIDO PER
L'INFANZIA
Х
Nota 1:Il quantitativo di campione in unica aliquota deve essere almeno di 200gr. Per i nitrati occorre specificare il periodo di raccolta e le modalità di coltivazione
(campo aperto,serra…)Quando il prelievo è di tipo legale ,occorre fare riferimento al D.P.R.327/1980 e al Reg.1882/2006.
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
30
Nota 2: Il quantitativo di campione in unica aliquota deve essere almeno di 500 ml per i liquidi e di 2kg per gli ortaggi (preferibilmente zucchine di produzione locale)
Piano alimenti 2010-2011-Tabella 5: campionamento per analisi chimiche in altri prodotti alimentari
NITRATI
spinaci freschi
PIOMBO CADMIO
a.lattanti e a.
di
proseg
uiment
o
spinaci surgelati o
congelati
lattuga fresca (in
serra e
campo
aperto)
cereali
ortaggi (compreso
funghi e
erbe
aromatich
e) di
produzion
e locale
METALLI
STAGNO
CONTAMINANTI
ORGANICI
DIOSSINE PCB E
IPA
cibi in
conten
itori
metalli
ci
bibite in lattina,
compresi
succhi di
frutta e
ortaggi
oli e grassi
vegeta
li
zucchine di
produzion
e locale
10 febbraio 2011
alimenti a base di cereali
e altri alim
destinati a lattanti
e bambini
frutta
succhi di frutta
alimenti per lattanti
e di
proseguime
nto
(compreso
il latte),
escluso
prodotti in
polvere e
disidratati,
in scatola
metallica
alimenti a base di cereali
e altri alim
destinati a lattanti
e bambini, esclusi
i prodotti
disidratati e in
polvere, in
scatola metallica
alimenti per lattanti
e di
proseguime
nto
(compreso
il latte)
alimenti a base di cereali
e altri alim
destinati a lattanti
e bambini
vini e cocktail
aromatizzati
alimenti a fini medici
speciali in
scatola
metallica
(escluso
prodotti
disidratati e in
polvere)
ortaggi di
produzion
e locale
sostanze perfluoroalchiliche (PFAS)
GLUTINE
lattuga tipo
"iceberg"
Primi piatti
pronti
destin
ati a
celiaci
prodott
i nelle
mense
osped
aliere/
scolast
iche
Secondi piatti pronti
destinati a
celiaci
prodotti nelle
mense
ospedaliere/
scolastiche
Dolci pronti
destinati a
celiaci
prodotti
nelle
mense
ospedalier
e/scolastic
he
Laura Vicinelli – Anna Padovani
31
Piano Alimenti 2010-2011. Tab 10 Prelievi SIAN per analisi chimiche
Campioni
per
ricer
ca di
NIT
RAT
I
Campioni
per
ricerca
di
META
LLI
campioni per
ricerca
di
FURAN
O
campioni per
ricerca di
CONTAM
INANTI
ORGANI
CI
sostanze
perfluoroal
chiliche
(PFAS)
Campioni per la
ricerca di
glutine
TOT
CHIMIC
O
Piacenza
4
7
5
1
10
27
Parma
4
7
5
1
10
27
Reggio Emilia
4
7
5
1
10
27
Modena
4
10
5
1
10
30
Bologna
8
7
5
1
10
31
Imola
2
10
5
1
10
38
Ferrara
8
7
5
1
10
31
Ravenna
4
10
10
5
1
10
40
Forlì
6
5
10
5
1
10
37
Cesena
8
5
5
1
10
29
Rimini
8
5
5
1
10
29
RER
60
80
55
11
110
346
10 febbraio 2011
10
30
Laura Vicinelli – Anna Padovani
32
Piano alimenti 2010-2011-Tabella 3 B - matrici e modalità di campionamento SIAN
CATEGORIA DI MATRICE
MATRICE
RICERCHE
N. UNITA'
CAMPIONARIE
PRODUZIONE
DISTRIBUZIO
NE
Х
Х
Х
Х
5
Х
Х
5
Х
Х
5
Х
Х
5
Х
Х
1
Х
1
Х
Salmonella
Alimenti per lattanti e di proseguimento
L. monocitogenes
5
Enterobacter sakazakii
Alimenti in scatola metallica per lattanti e di proseguimento
compreso il latte, escluso prodotti in polvere e disidratati
Stagno
Vedi nota 1
Alimenti per lattanti e di proseguimento (compreso il latte)
IPA
Vedi nota 2
Salmonella
Alimenti a base di cereali e altri alimenti destinati a lattanti e
bambini
5
L. Monocitogenes
ALIMENTI
DESTINATI AD
UNA
ALIMENTAZIONE
PARTICOLARE
(vedi nota 3)
Alimenti a base di cereali e altri alimenti destinati a lattanti e
bambini
IPA
Vedi nota 1
Alimenti a base di cereali e altri alimenti destinati a lattanti e
bambini
Nitrati
Vedi nota 1
Alimenti a base di cereali e altri alimenti destinati a lattanti e
bambini in scatola metallica
Stagno
1
Salmonella
Alimenti per diete ipocaloriche volte alla riduzione del peso
L.monocitogenes
Salmonella
Alimenti a fini medici speciali
L.monocitogenes
Enterobacter sakazakii
Alimenti a fini medici speciali in scatola metallica
Stagno
1
Salmonella
Alimenti per sportivi
L.monocitogenes
Salmonella
Alimenti per persone intolleranti al glutine
10 febbraio 2011
L.monocitogenes
Glutine
Laura Vicinelli – Anna Padovani
Piatti pronti per celiaci prodotti nelle mense
Glutine
33
Х
Х
Piano alimenti 2010-2011-Tabella 3 B - matrici e modalità di campionamento SIAN
Prodotti destinati ad una alimentazione particolare
Nota 1.(Ricerca di Stagno e Nitrati):
Il quantitativo di campione in unica aliquota deve essere almeno di 200 g. Per i nitrati occorre
specificare il periodo di raccolta e modalità di coltivazione (campo aperto, serra..). Quando il
prelievo è di tipo legale , occorre fare riferimento al Reg CE 1882/06.e D.P.R. 327/1980
Nota 2. (Ricerca di IPA)
Il quantitativo di campione in unica aliquota deve essere almeno di 500 ml per i liquidi e 2 Kg per
gli ortaggi (preferibilmente zucchine di produzione locale)
Nota 3. Ai fini della corretta identificazione degli alimenti appartenenti a questa categoria, consultare il
registro nazionale dei prodotti destinati ad una alimentazione particolare presente nel sito
ministeriale http://www.salute.gov.it/alimentiParticolariIntegratori/registri
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
34
Piano Alimenti 2010-2011- Tabella 2 - matrici e modalità di campionamento VET
CATEGORIA DI MATRICI
MATRICE
RICERCHE
carne macinata e preparazioni base carne
diversa da pollame
Campylobacter
N. UNITA'
CAMPIONARIE
PRODUZIONE DISTIBUZIONE
Salmonella
5 (di circa 150-200 gr
l'una) vedi nota 1
x
x
5 (di circa 150-200 gr
l'una) vedi nota 1
x
x
5 (di circa 150-200 gr
l'una) vedi nota 1
x
x
5 (di circa 150-200 gr
l'una) vedi nota 1
x
x
1 (di circa 500 gr) vedi
nota 4
x
L. monocitogenes
Salmonella
carne macinata e preparazioni base carne di
pollame
Campylobacter
L. monocitogenes
Salmonella
CARNI E PRODOTTI A BASE CARNE
insaccati freschi
Campylobacter
L. monocitogenes
salmonella
prodotti a base di carne affettati e
confezionati
Campylobacter
L. monocitogenes
prodotti a base di carne cotti
LATTE E PRODOTI A BASE LATTE
formaggi ottenuti da latte crudo o da latte
sottoposto a trattamento termico a
temperatura più bassa della
pasteurizzazione
latte crudo destinato alla vendita diretta
ADDITIVI , coadiuvanti
tecnologici e ingredienti
particolari
Salmonella
5 (di circa 150-200 gr
l'una)
vedi determina n. 4418/2008 relativa alla vendita latte crudo
uova
Salmonella
1 (10-12 uova)
x
ovoprodotti
Salmonella
5 (ogni campione
rappresentato da una
confezione integra)
x
5 (ogni campione è
costituito da almeno 10
animali)
x
x
UOVA
Salmonella
molluschi vivi
E. coli
PRODOTTI DELLA PESCA
MIELE
10 febbraio 2011
x
L. monocitogenes
x
x
muscolo di pesce,molluschi cefalopodi e
crostacei nazionali
Piombo, cadmio e
mercurio
(vedi nota 2 )
tonno fresco/congelato; tonno o altri pesci
istaminogeni conservati in scatola; piatti
pronti (panini, tramezzini, insalate)
contenenti tonno in scatola
Istamina
9
(vedi nota 3 )
x
miele
ESTERI FOSFORICI
1 (costituito da una
confezione integra di
almeno 250 gr)
x
miele
Sulfamidici, tetraciclina,
tilosina, streptomicina
1 (costituito da una
confezione integra di
almeno 250 gr)
x
Laura Vicinelli – Anna Clostridium
Padovani
botulinum
miele
(spore)
1 (costituito da una
confezione integra di
almeno 250 gr)
x
35
x
Nota 1: la ricerca di Campylobacter verrà effettuata su una sola delle 5 unità campionarie.
Nota 2: seguire le modalità di prelievo campioni disposte dal REGOLAMENTO (CE) N. 333/2007 DELLA COMMISSIONE del 28 marzo 2007 relativo ai
metodi di campionamento e di analisi per il controllo ufficiale dei tenori di piombo, cadmio, mercurio, stagno inorganico, 3-MCPD e benzo(a)pirene nei
prodotti alimentari , per cui si effettuerà un campione del peso complessivo di un Kg,composto da campioni elementari di circa 100 gr. ciascuno.
Nota 3: per tonno fresco/congelato/decongelato ciascuna unità campionaria deve essere di almeno 200gr. Nel caso non siano disponibili 9 unità
campionarie, l'Autorità prelevante effettua il campione in base alla disponibilità di confezioni integre o di piatti pronti: in questo caso verrà individuata
come "soglia d'attenzione" una concentrazione di istamina uguale o maggiore a 80 mg/kg. Il superamento della soglia d'attenzione attiverà un
campionamento legale sullo stesso lotto.
Nota 4: In base ad accordi presi con il reparto chimico dell'I.Z.S. di Bologna, indicando nel verbale la richiesta di additivi, coadiuvanti tecnologici ed
ingredienti particolari, il laboratorio provvederà alla ricerca di : Acido ascorbico, acido sorbico, acido citrico, acido benzoico, acido glutammico, nitriti,
nitrati, solfiti, percentuale di collagene ,proteine ,polifosfati, amido,derivati del latte, zuccheri.
Nota 5: in base ad accordi presi con il reparto chimico dell'I.Z.S. di Bologna, indicando nel verbale la richiesta di additivi, coadiuvanti tecnologici ed
ingredienti particolari, il laboratorio provvederà alla ricerca di: acido sorbico,acido benzoico,acido citrico,polifosfati, proteine, amido.pH.
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
36
Piano Alimenti 2010-2011 _Tabella 4 : campionamento per analisi chimiche in prodotti di origine animale
RICERCHE
ADDITIVI , coadiuvati
tecnologici e ingredienti
particolari
METALLI
TIPOLOGIE DI ALIMENTI
prodotti a base di carne cotti
pesci freschi/ congelati/decongelati/sfilettati
PIOMBO
muscolo di pesce,molluschi cefalopodi e crostacei nazionali
CADMIO
muscolo di pesce,molluschi cefalopodi e crostacei nazionali
MERCURIO
muscolo di pesce,molluschi cefalopodi e crostacei nazionali
ESTERI FOSFORICI
Miele
Sulfamidici, tetraciclina, tilosina,
streptomicina
Miele
tonno fresco/congelato
ISTAMINA
10 febbraio 2011
tonno o altri pesci istaminogeni piatti pronti (panini, tramezzini, insalate)
conservati in scatola
contenenti tonno in scatola
Laura Vicinelli – Anna Padovani
37
Piano Alimenti 2010-2011- Tabella 7 : PRELIEVI
SERVIZI VETERINARI AL COMMERCIO
Piano Alimenti 2010-2011- Tabella 6: PRELIEVI
SERVIZI VETERINARI ALLA PRODUZIONE
chimico
chimico
Pesce fresco e
conservato
e prodotti
pronti (es.
tramezzini)
ad elevato
tenore di
istidina
Miele per ricerca
sulfamidic
i,
tetraciclin
a, tilosina
e
streptomic
ina
Miele per
ricerca
esteri
fosforici
pesci
freschi/congelati/deco
ngelati sfilettati per
ricerca additivi
pesci/molluschi/crostacei
campioni chimici: additivi e
ingredienti in prodotti a
base di carne cotti
0
3
0
10
0
3
0
11
0
5
2
0
0
4
5
8
3
4
3
4
8
1
8
4
3
5
0
1
8
4
3
4
8
2
8
4
3
5
7
1
100
50
40
40
30
40
10
4
3
3
11
6
5
3
11
4
4
3
11
6
4
3
11
6
5
3
4
3
3
10
5
8
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
38
Piano Regionale di controllo di prodotti alimentari di
origine vegetale e animale per la verifica di eventuali
trattamenti con RADIAZIONI IONIZZANTI. Anno 2010
• Con il termine “irraggiamento” si intende il processo di
esposizione dei cibi, in condizioni ambientali
controllate, all’azione diretta di ben determinate
radiazioni elettromagnetiche o di particelle
subatomiche. Le uniche ammesse per il trattamento di
alimenti sono quelle descritte nell’allegato I del
Decreto Legislativo 30 gennaio 2001, n.94,
“Attuazione delle direttive 1999/2/CE e
1993/3/CE concernenti gli alimenti e i loro
ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti”
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
39
• Il trattamento degli alimenti con radiazioni
ionizzanti può essere usato per diversi scopi:
• il prolungamento dei tempi di conservazione
del prodotto
• la distruzione o l’inattivazione di insetti,
parassiti, batteri patogeni, muffe e lieviti
• il ritardo della maturazione di frutta e
ortaggi, l’inibizione della germogliazione di
tuberi e bulbi dopo il raccolto
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
40
• La legislazione comunitaria consente , in via
temporanea,anche l’irraggiamento per gli alimenti di
cui era consentito il trattamento sulla base di
precedenti disposizioni nazionali (disomogeneità tra i
paesi dell’UE)
• Gli Stati Uniti sono il paese dove l’irraggiamento degli
alimenti è più sviluppato ed avviato su scala
industriale. Oltre venti Paesi del mondo
industrializzato (tra cui Canada e Giappone) hanno
regolamentato la vendita di cibi irradiati.
• In Italia la vigente legislazione limita l’uso delle
radiazioni ionizzanti al trattamento di patate, agli e
cipolle a scopo antigermogliativo in base al D.M.
30/08/1973 (v. art. 18 del D.Lgs 94/2001) e delle
erbe aromatiche essiccate e spezie .
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
41
• Il D. Lgs 94/2001 prevede all’art. 17 che le
autorità competenti effettuino controlli sia
sugli impianti di trattamento che sui prodotti
alimentari commercializzati eventualmente
trattati con radiazioni ionizzanti.
• L’unico impianto in Italia di trattamento
autorizzato in base al D. Lgs 94/2001 è la
ditta: Gammarad Italia S.p.a. di Minerbio (BO)
che attualmente non sta trattando alimenti
con radiazioni ionizzanti.
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
42
Piano di campionamento regionale
• Il piano di controllo su alimenti irradiati va ad
integrare il piano alimenti 2010 -2011
• Prevede campionamenti su alcune matrici di
origine vegetale ed animale, di provenienza
non nazionale al fine di verificarne la
conformità delle indicazioni riportate in
etichetta a fronte di un eventuale
trattamento con radiazioni ionizzanti non
dichiarato.
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
43
le matrici di origine animale
•
•
•
•
•
•
•
•
•
carni, pesci e anfibi contenenti ossa, in particolare carni avicunicole con
ossa e cosce di rana;
molluschi e crostacei, in particolare gamberi e scampi.
Prelievo in 4 o 5 aliquote di circa 500 gr.
Al verbale (lo stesso del Piano Alimenti, con la specificazione: “ricerca
radiazioni ionizzanti”) va allegata l’etichetta dell’alimento campionato
In esso vanno riportate almeno le seguenti indicazioni:
specie animale o prodotto a base di carne campionato;
stato di conservazione;
provenienza e nome della ditta nella quale si è effettuato il prelievo
quantità complessiva costituente la partita da cui è stato effettuato il
prelievo;
numero di lotto;
nome ed indirizzo della ditta produttrice;
nome ed indirizzo della ditta che commercializza il prodotto.
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
44
le matrici di origine vegetale
• spezie (peperoncino, pepe, ecc);
• miscele di spezie;
• erbe aromatiche essiccate.
•
•
•
•
•
•
Prelievo in 4 o 5 aliquote, ognuna del peso di 50-100 grammi,
confezionato in buste che proteggano dalla luce.
Possibilmente dovrà essere allegata l’etichetta.
Ogni campione dovrà riportare nel verbale almeno le seguenti
indicazioni:
nome botanico della specie campionata;
stato di conservazione;
dati riguardanti la ditta di produzione;
dati riguardanti la ditta di commercializzazione;
quantità complessiva costituente la partita;
numero di lotto.
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
45
• Durante tutte le fasi del campionamento si
dovrà porre attenzione nel limitare
l’esposizione diretta del campione alla luce
solare o artificiale e a fonti di calore.
• I campioni vanno indirizzati alle Sedi Locali
dell’Istituto Zooprofilattico, che provvedono
ad inoltrarli al Centro di referenza Nazionale
per la ricerca della radioattività nel settore
zootecnico veterinario c/o il
Dipartimento di chimica
Istituto Zooprofilattico Sperimentale della
Puglia e della Basilicata – sede di Foggia
Via Manfredonia 20
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
46
PIANO PRELIEVI PRODOTTI IRRADIATI
2010
SIAN
AUSL
spezie o miscele
di spezie o
erbe
aromatiche
essiccate
SVET
TOTALE
AUSL
PESCI,
MOLLUSCHI
CROSTACEI
CARNE DI
POLLO,DI
CONIGLIO O DI
SELVAGGINA
TOTALE
PC
1
1
PR
1
1
RE
1
1
MO
1
1
BO
1
1
IMO
1
1
BO
FE
1
1
IMO
RA
1
1
FE
FO
1
1
CES
1
1
CES
1
1
RN
1
1
RN
1
1
11
TOTALE
PC
1
1
PR
1
1
RE
1
1
MO
1
1
1
1
10 febbraio 2011
1
RA
1
1
Laura Vicinelli – Anna Padovani
1
1
1
FO
totale
COSCE DI
RANA
1
1
11
47
Sistema regionale di sorveglianza per la
presenza di MICOTOSSINE
aggiornamento per il biennio 2010-2011
•
7) Produzione e distribuzione di prodotti vegetali e derivati destinati
all’alimentazione umana e alimenti destinati ad una alimentazione
particolare
•
•
MATRICI DA SOTTOPORRE A CAMPIONAMENTO
Si ribadisce che la significatività dei controlli della presenza di
micotossine è fortemente legata alla corretta modalità di
campionamento e vengono richiamati i criteri di campionamento di cui al
Reg. CE 401/2006.
Sulla base dei principi già enunciati nella definizione del sistema di
sorveglianza regionale sulle micotossine (contenuti nelle passate edizioni
del piano) - relativamente a sedi, modalità di prelievo e valutazioni sui
risultati ottenuti - per l’attività di controllo da effettuarsi ai sensi del
presente piano il piano identifica tra le matrici a rischio determinati
prodotti destinati al consumo umano.
•
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
48
• In riferimento al numero dei campioni da
prelevare, per le matrici già ricomprese
nel Piano Alimenti 2010-2011, è possibile
procedere al prelievo contestuale di una
quantità di prodotto sufficiente ad
effettuare un campione ufficiale legale
per la ricerca delle micotossine, oltre
alla quantità sufficiente alla formazione
del campione secondo i criteri definiti
nel Piano Alimenti stesso.
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
49
TIPO DI MATRICE
VINO DI PRODUZIONE LOCALE
ED EXTRA RER (se utilizzati per il
taglio)
BIRRA
SPEZIE
CACAO CAFFÈ CIOCCOLATO E
DERIVATI
MAIS, FARINA DI MAIS PER
POLENTA, OLIO DI MAIS
CEREALI
PER
PRIMA
COLAZIONE, COMPRESI QUELLI
A BASE DI MAIS E MISCELE
ALTRE FARINE E SFARINATI,
ESCLUSO IL MAIS
PANE E PRODOTTI DA FORNO
SUCCHI DI FRUTTA
FRUTTA SECCA
SEMILAVORATI PER GELATO
ALIMENTI DESTINATI AD UNA
ALIMENTAZIONE PARTICOLARE
1) alimenti per lattanti e alimenti
di proseguimento;
2) alimenti a base di cereali
destinati ai lattanti e ai bambini
3)alimenti destinati a lattanti e
bambini, diversi dagli alimenti a
base di cereali
4) Alimenti dietetici destinati a
fini medici speciali
5) alimenti per persone
intolleranti al glutine
RICERCHE
OTA
OTA
AFLATOSSINE, OTA
OTA
10
10
50
AFLATOSSINE,
OTA,
FUMONISINE, DON, TOSSINE T2
e HT2
AFLATOSSINE, OTA, DON, ZEA,
TOSSINE T2 e HT2, FUMONISINE
60
DON, ZEA, OTA, AFLATOSSINE,
TOSSINE T2 e HT2
DON, ZEA,
PATULINA
AFLATOSSINE,
AFLATOSSINE
20
AFLATOSSINE, OTA,
16
AFLATOSSINE, OTA, DON, ZEA;
FUMONISINE (nei prodotti a base
di mais)
PATULINA
16
AFLATOSSINE, OTA
10
AFLATOSSINE,
FUMONISINE
totale
10 febbraio 2011
N. CAMPIONI RER
60
OTA,
70
40
20
50
20
20
25
497
Laura Vicinelli – Anna Padovani
50
matrici
vino
birra
spezie
Cacao caffè cioccolato
e derivati
Mais, farina di mais per
polenta, olio di mais
Cereali
per
prima
colazione,
compresi
quelli a base di mais e
miscele
Altre farine e sfarinati,
escluso il mais
Pane e prodotti da
forno
Succhi di frutta
gen
feb
mar
apr
mag
Periodo
giu
lug
ago
Sett
ott
nov
dic
Frutta secca,
semilavorati per gelato
alimenti per lattanti e
alimenti di proseguimento
alimenti a base di cereali
destinati ai lattanti e ai
bambini
alimenti destinati a lattanti e
bambini,
diversi
dagli
alimenti a base di cereali
Alimenti dietetici destinati a
fini medici speciali
alimenti
per
persone
intolleranti al glutine
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
51
TABELLE CAMPIONAMENTI SIAN, PER TIPOLOGIA E AUSL
ALLA PRODUZIONE
AUSL
vino
PIACENZA
PARMA
REGGIO
EMILIA
MODENA
BOLOGNA
IMOLA
FERRARA
RAVENNA
FORLÌ
CESENA
RIMINI
Totale
10
10 febbraio 2011
birra
spezie
5
5
5
10
5
10
10
60
3
5
2
2
4
4
10
10
Cacao
caffè
cioccol
ato e
derivati
Mais,
farina di
mais per
polenta,
olio di
mais
2
7
2
2
6
1
8
4
6
3
6
3
6
2
4
3
2
2
39
30
Cereali
per prima
colazione,
compresi
quelli a
base di
mais e
miscele
Altre
farine
e
sfarinat
i,
esclus
o il
mais
Pane e
prodotti
da
forno
10
2
2
4
2
4
2
2
2
6
2
2
10
20
4
2
2
6
4
4
2
6
40
Laura Vicinelli – Anna Padovani
Succhi
di frutta
Frutta
secca
semila
vorati
per
gelato
5
10
5
10
5
5
20
20
totale
20
32
21
23
28
22
22
29
24
28
10
259
52
AL COMMERCIO (PREFERIBILMENTE ALL’INGROSSO)
vino
PIACENZA
PARMA
REGGIO
EMILIA
MODENA
BOLOGNA
IMOLA
FERRARA
RAVENNA
FORLÌ
CESENA
RIMINI
Totale
10 febbraio 2011
birra
spezie
Cacao
caffè
cioccol
ato e
derivati
Mais,
farina di
mais per
polenta,
olio di
mais
Cereali
per prima
colazione,
compresi
quelli a
base di
mais e
miscele
1
1
1
10
2
8
1
1
1
1
1
1
1
1
11
5
5
2
2
2
2
30
Altre
farine e
sfarinati,
escluso
il mais
Pane
e
prodot
ti da
forno
Succh
i di
frutta
Frutta
secca
semila
vorati
per
gelato
totale
10
3
3
3
22
6
14
10
8
4
4
4
4
4
4
60
3
10
3
3
8
3
3
8
50
19
24
10
10
13
10
10
13
151
Laura Vicinelli – Anna Padovani
53
ALIMENTI DESTINATI AD UNA ALIMENTAZIONE PARTICOLARE
COMMERCIO
PRODUZIONE
AUSL
PIACENZA
PARMA
REGGIO
EMILIA
MODENA
BOLOGNA
IMOLA
FERRARA
RAVENNA
FORLÌ
CESENA
RIMINI
Totale
10 febbraio 2011
alime
nti
per
latta
nti e
alime
nti di
pros
egui
ment
o
alimenti
a base
di
cereali
destinati
a lattanti
e
bambini
alimenti
destinati a
lattanti e
bambini,
diversi
dagli a. a
base di
cereali
1
Alim
enti
diet
etici
desti
nati
a fini
med
ici
spec
iali
alimenti
per
persone
intollera
nti
al
glutine
alimenti
per lattanti
e alimenti
di
proseguim
ento
1
1
1
1
1
1
1
1
10
alimenti
destinati a
lattanti e
bambini,
diversi
dagli a. a
base di
cereali
Alime
nti
dieteti
ci
destin
ati a
fini
medici
specia
li
alimen
ti per
person
e
intoller
anti al
glutine
2
8
1
alimenti
a base
di
cereali
destinati
a lattanti
e
bambini
2
2
2
2
4
12
6
4
5
2
2
2
2
2
2
2
2
2
20
8
2
2
8
16
6
8
Laura Vicinelli – Anna Padovani
2
10
5
tota
le
3
23
5
13
5
3
5
11
5
5
9
87
54
Campioni positivi nei cereali suddivisi per tipologia
anni 2008- 2009
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
55
Micotossine in campioni di alimenti: frutta a guscio, frutta
secca, cereali, spezie ed erbe infusionali, vino, cacao, caffé
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
56
Concentrazione di Fumonisine totali su campioni di farine di mais
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
57
SISTEMA REGIONALE DI SORVEGLIANZA
MICOTOSSINE
• Viene aggiornato ogni due anni sulla base dei risultati
dei controlli , delle valutazioni scaturite dall’analisi
dei dati, nonché da quanto previsto dal PNAA e dal
PNR con i quali si integra
• Il sistema deve essere flessibile : individuazione di
ulteriori limiti normativi in determinate matrici e
possibili emergenze dovute a particolari condizioni
climatiche
• Il piano 2010-2011 ha consolidato quello precedente
apportandovi alcune modifiche sulla base delle
criticità e percentuali di positività rilevate nel 2008
e 2009
MONITORAGGIO AFLATOSSINE NEL LATTE
• Per quanto riguarda il monitoraggio sul latte di
massa prelevato nelle aziende di bovine da latte, si
è ritenuto opportuno mantenere l’esecuzione di 50
campioni mensili a livello regionale nel corso del
primo, secondo e quarto trimestre dell’anno,
cercando il più possibile di concentrare i campioni del
quarto trimestre nei mesi di ottobre-novembre
• Vengono invece portati a 96 il numero di campioni
mensili da prelevare nel trimestre luglio-settembre,
abbassando così la soglia di rilevazione della
contaminazione dal 2% all’1% nel terzo trimestre
MONITORAGGIO AFLATOSSINE NEL LATTE
•
Oltre al monitoraggio di cui al punto precedente
sono state campionate trimestralmente anche tutte
le aziende che nel corso del 2009 sono state
riscontate positive ad un campione ufficiale
•
Nel corso del 2011 saranno campionate
trimestralmente quelle risultate positive nel 2010
•
Negli stabilimenti (centrali e caseifici) è stato
ritenuto di diminuire la frequenza dei
campionamenti ufficiali
Monitoraggio aflatossine nel latte
Stabilimenti per il trattamento di latte uso alimentare
• In considerazione della valutazione
del rischio effettuata sui risultati
dei precedenti anni, nei mesi da
agosto a novembre compresi, la
frequenza degli autocontrolli deve
essere intensificata;
• I S.V. delle Ausl continuano a
garantire il controllo mensile di tutti
gli stabilimenti di produzione di
livello industriale
• In occasione di tale controllo vengono
effettuati campioni ufficiali qualora
l’ispezione abbia individuato carenze
in piano autocontrollo
Monitoraggio aflatossine nel latte:
Caseifici di prodotti a base di latte freschi
• Gli stabilimenti di produzione di prodotti a base di latte freschi
devono programmare i prelievi in autocontrollo con una cadenza
almeno mensile su tutte le cisterne in entrata;
• Il Servizio veterinario, valutato il sistema di autocontrollo e i
risultati dello stesso, nonché l’entità produttiva dello
stabilimento, programma due campionamenti ufficiali del latte in
entrata all’anno, in particolare nel periodo luglio-novembre
Monitoraggio aflatossine nel latte
Caseifici di prodotti a base di latte stagionati
• Gli stabilimenti di prodotti a base di latte stagionati
dovranno effettuare campionamenti mensili dei
singoli conferenti, nel periodo luglio novembre
• Negli altri mesi la frequenza potrà essere
trimestrale, qualora i dati analitici dei controlli
eseguiti in autocontrollo e nei controlli ufficiali siano
risultati favorevoli nei tre mesi precedenti
• I Servizi veterinari garantiscono il campionamento
ufficiale del latte in caldaia almeno una volta l’anno,
possibilmente nel periodo a rischio (luglio –
novembre)per caseifici con meno di 10 conferenti e 2
campionamenti nello stesso periodo,nei caseifici con
più di 10 conferenti
Monitoraggio aflatossine nel latte
Altri piani di campionamento
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
65
PIANO CAMPIONAMENTO PER IL MONITORAGGIO DEI
TENORI DI ACRILAMMIDE NEGLI ALIMENTI
La Raccomandazione 2010/307/UE
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
prevede le
seguenti categorie di prodotti da campionare:
patate fritte a bastoncino pronte per il consumo
patatine
patate fritte a bastoncino/prodotti a base di patate di tipo
precotto, destinate alla cottura domestica
pane morbido
cereali per la prima colazione
biscotti, cracker, pane croccante e simili
caffè e succedanei del caffè
alimenti destinati ai lattanti e ai bambini (esclusi gli alimenti a
base di cereali)
alimenti a base di cereali destinati ai lattanti e ai bambini
altri prodotti (come specificato nell’ Allegato, parte C della
Raccomandazione, per “altri prodotti” sono da intendersi
prodotti derivati o assimilabili alle categorie precedenti - ad es.
röstli di patate, snack salati a base di cerali, muesli, ecc …
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
66
• I criteri da seguire per la scelta dei prodotti da
campionare e il metodo di campionamento sono
dettagliati nell’allegato parti A e B.
• Saranno prelevati complessivamente, per il
corrente anno, 12 campioni informali in unica
aliquota di peso compreso tra 300 e 1000 g.
• I campionamenti compresi nel presente piano
verranno effettuati dalle UUOO SIAN
dell’AUSL di Bologna, possibilmente entro il
mese di novembre 2010.
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
67
I criteri di stagionalità individuati dalla
Raccomandazione per alcune tipologie di
prodotti (es. patate fritte e simili) non sono
praticabili per i prelievi da eseguirsi entro il
corrente anno.
La Raccomandazione prevede di estendere il
monitoraggio anche negli anni a venire,
pertanto tali criteri potranno essere meglio
applicati nel corso del 2011.
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
68
Le indicazioni comunitarie e ministeriali delegano alle
singole Regioni l’impostazione di un piano di
monitoraggio specifico per la realtà locale: si ritiene
per il 2010 effettuare il monitoraggio dei tenori di
acrilammide limitatamente alle matrici individuate ai
punti C1, C2, C3, C4, C6 dell’Allegato alla
Raccomandazione:
• patate fritte, patatine, patate fritte/prodotti a base
di patate
• pane morbido
• biscotti, cracker e simili
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
69
Trasmissione risultati
• L’allegato II punto B della Raccomandazione
331/2007 contiene il format di trasmissione
dei dati analitici, utilizzabile anche per il piano
regionale e fino all’eventuale individuazione di
ulteriori modelli di reportistica da parte del
Ministero.
• Per garantire la correttezza di tale
trasmissione è necessario che i verbali di
campionamento contengano le indicazioni
individuate per le singole categorie di prodotti
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
70
Risultati pregressi
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
71
PIANO REGIONALE DI CONTROLLO UFFICIALE SULLA PRESENZA DI
ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI NELL'ALIMENTAZIONE
UMANA E ANIMALE. AGGIORNAMENTO PER IL BIENNIO 2010-2011
e RENDICONTO 2008-2009
• La presenza di OGM superiore allo 0.9%
in alimenti o mangimi non etichettati con
indicazione di presenza di OGM, è da
considerarsi irregolare.
• Il Reg (CE) n. 834/2007, dal 1° gennaio
2009, parifica a tale soglia anche la
contaminazione accidentale anche per i
prodotti biologici .
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
72
• Nel caso si riscontri un alimento o
mangime del circuito convenzionale che
contenga OGM in percentuale inferiore
o uguale a 0.9 si deve accertare, con
specifica indagine, se la presenza di
OGM sia classificabile come accidentale
o tecnicamente inevitabile.
• In caso favorevole il campione è da
considerarsi regolare.
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
73
Esiti analitici relativi al campionamento 2009
Mangimi
risultano irregolari (contengono OGM in
percentuale maggiore allo 0,9)
• 10 campioni nel circuito convenzionale
• 2 in quello dei mangimi biologici
Alimenti
• non sono stati riscontrati campioni
irregolari.
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
74
• I risultati dei controlli effettuati nel corso del
biennio 2008-2009, evidenziano che:
• la percentuale dei campioni di mangimi contenenti
materiale geneticamente modificato è rimasta
costante (27%) confermando il trend favorevole degli
ultimi anni, mentre è calata la percentuale di
irregolarità:
• negli alimenti, a fronte di un aumento del numero dei
campioni con presenza di OGM, (da 2% nel 2008 al 7%
nel 2009, ma nel 60% di questi l’OGM è contenuto solo
in tracce ≤ 0.1%), si conferma l'assenza di campioni
irregolari.
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
75
• Si può quindi affermare che la
contaminazione da OGM rimane una
criticità prevalentemente nel settore
mangimistico, poiché nonostante la
presenza di materiale OGM nei mangimi
sia diminuita nel corso degli anni, la
percentuale dei campioni irregolari è
comunque rilevante e oscilla tra il 5%,
ed il 10% nel quadriennio.
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
76
• Il Ministero della Salute ha introdotto dal
2006 un piano nazionale di controllo ufficiale
sulla presenza di OGM anche per gli alimenti,
che si affianca al Piano Nazionale di
Alimentazione Animale (PNAA) che già
prevedeva il controllo per la presenza di OGM
dal 2004.
• E’ opportuno continuare per il biennio 2010-11
un piano coordinato di controllo ufficiale per
ottemperare a quanto richiesto dal Ministero
della Salute e per garantire uniformità
d’intervento nel territorio regionale al fine di
determinare la presenza di OGM negli alimenti
e nei mangimi.
10 febbraio 2011
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• Si raccomanda di campionare solo matrici che
consentano di rilevare il DNA; quindi
escludere matrici estremamente processate,
quali ad es. olio.
• Per i mangimi si consiglia di campionare anche
matrici contenenti cotone, barbabietola e
patata di importazione e di evitare specie
senza varianti OGM.
• Si raccomanda di non campionare prodotti che
riportano la presenza di OGM in etichetta.
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• i SIAN sceglieranno gli OSA oggetto del controllo
ufficiale in base alla valutazione del rischio
privilegiando le produzioni delle imprese
agroalimentari, con riguardo alle materie prime
utilizzate, e la grande distribuzione.
• Per il settore zootecnico i controlli devono essere
svolti presso gli impianti di produzione degli alimenti
per animali, presso i distributori e i trasportatori di
mangimi e gli allevamenti attenendosi alle indicazioni
fornite e al dettaglio del numero dei campioni
riportate dal Piano Nazionale di Alimentazione
Animale 2010, recepito dal Piano Regionale
Alimentazione Animale (nota RER Prot. n.
PG/2010/37514 del 12/02/2010).
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CAMPIONI TOTALI DA ESEGUIRE ANNUALMENTE
NEGLI ALIMENTI PER IL CONSUMO UMANO
AUSL
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Mais e
derivati
Soia e
derivati
Alimenti
Prodotti
destinati ad
da forno
una
alimentazione contenenti
particolare
mais
(*)
Cereali
per la
prima
colazione
contenenti
mais
Riso e
alimenti
Totali
di cui
biologici
contenenti
riso
Piacenza 1
1
1
1
1
1
6
2
Parma
0
1
4
2
2
1
9
4
Reggio
Emilia
0
1
2
2
1
2
8
3
Modena
2
2
2
1
1
1
9
3
Bologna
1
2
1
2
2
2
10
3
Imola
0
1
2
0
0
1
4
1
Ferrara
0
1
2
2
0
1
7
2
Ravenna
2
2
0
1
1
1
7
2
Forlì
1
2
0
1
1
1
6
2
Cesena
1
1
1
0
0
1
4
1
Rimini
1
1
0
1
1
1
5
2
Totale
9
15
15
13
10
10
75
25
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80
(*) Per la suddivisione degli alimenti destinati ad una alimentazione
particolare si fa riferimento alla Tabella seguente:
AUSL
Alimenti per
lattanti e
alimenti di
proseguimento
Alimenti a
base di
cereali e
alimenti
destinati a
lattanti e
bambini
Alimenti
destinati a
lattanti e
bambini
diversi dagli
alimenti a
base di
cereali
1
1
1
1
Reggio
Emilia
Modena
1
Ferrara
1
1
4
2
1
Imola
Totale
1
1
Bologna
1
2
1
1
2
1
2
1
Ravenna
0
Forlì
0
Cesena
1
Rimini
0
Totale
10 febbraio 2011
Alimenti per
persone
intolleranti al
glutine
1
Piacenza
Parma
Alimenti
dietetici
destinati ai
fini medici
speciali
2
4
2
3
3
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15
81
Piano Nazionale Alimentazione Animale
• Piano Nazionale di sorveglianza e di vigilanza
sanitaria sull’alimentazione degli animali
2009-2010-2011
Diviso in tre sezioni principali
1)Parte generale descrittiva;
2)Parte tecnica applicativa;
3)Modulistica.
Per una corretta ed uniforme applicazione sul territorio nazionale,
le Regione e le Province autonome predispongono il proprio piano
di attività .
10 febbraio 2011
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82
Piano Nazionale Alimentazione Animale
Obiettivi prioritari del PNAA 2009-2011:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Completamento anagrafe imprese del settore dei mangimi
(Reg.183/2001 e successive modifiche );
Vigilanza e controllo su restrizioni relative all’impiego di Proteine
animali trasformate nell’alimentazione animale (Reg.999 /2001 e
successive modifiche ;
Vigilanza e controllo sulle micotossine nei mangimi, nonché sulla
contaminazione da sostanze indesiderate come la melamina;
Controllo sulla eventuale presenza di additivi e sostanze
farmacologicamente attive vietate nell’alimentazione animale;
Controllo delle Diossine e PCB nell’alimentazione animale;
Vigilanza e controllo in materia di contaminazione da Salmonelle nelle
materie prime per mangimi;
Controllo della presenza di OGM nei mangimi
Orientamento per la programmazione e relativa rendicontazione dei
controlli effettuati preso i PIF.
10 febbraio 2011
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Piano Nazionale Alimentazione Animale
Alle regioni e Province autonome è data la facoltà di ampliare gli
obiettivi del Piano con la programmazione di una attività
Extrapiano,
Ogni Regione e provincia autonome deve individuare un referente a
cui affidare il coordinamento del Piano nel territorio;
Le regioni e le province autonome assicurano che il personale
deputato ai Controlli ufficiali sia adeguatamente formato e si
mantenga aggiornato;
Devono trasmettere il proprio Piano triennale al ministero entro 60
giorni dalla pubblicazione del piano nazionale per la validazione:
I Piani regionale dovranno essere continuamente aggiornati con le
indicazioni Ministeriali
le regioni e le Province autonome predispongono un Piano di audit
presso le A.U.S.L.
10 febbraio 2011
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84
Piano Nazionale Alimentazione Animale
MODALITA’ DI CAMPIONAMENTO
Sono quelle previste dal D.M. 20 aprile 1978 e dal Regolamento Ce
152/2009 e relative Linee Guida .
Ad ogni campione prelevato dovrà corrispondere la ricerca di una
sola sostanza/famiglia di sostanze ;
Un eventuale “screening multiresiduo” potrà essere programmato
dalle Regioni accordandosi con IZS .
10 febbraio 2011
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85
Piano Nazionale Alimentazione Animale
Il campionamento potrà essere :
• Casuale o non mirato
• Mirato
• Su sospetto
Le matrici oggetto di campionamento sono:
additivi, premiscele, materie prime per mangimi di origine animale,
vegetale, minerale , mangimi, alimenti medicamentosi, prodotti
intermedi, acqua di abbeverata .
Il prelievo di campioni deve essere effettuato lungo tutta la filiera
produttiva, incluse le fasi di distribuzione, trasporto e
somministrazione, secondo “buone pratiche di campionamento”
10 febbraio 2011
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86
Piano Nazionale Alimentazione Animale
Allegato 1 . Verbale di campionamento.
Il verbale di campionamento dovrà riportare :
La dicitura PNAA o Piano Nazionale Alimentazione Animale;
Il tipo di piano a cui fa riferimento il prelievo (PN o Extra Piano);
Il tipo di campionamento;
Organo prelevatore;
Data ed ora;
Natura e provenienza delle materie prime
Tipo di matrice prelevata;
specie e categorie di animali cui è destinato il mangime ;
Ricerca da effettuare;
Luogo del campionamento;
10 febbraio 2011
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87
Piano Nazionale Alimentazione Animale
Dati del produttore o distributore;
Numero delle aliquote.
Al verbale di campionamento deve essere allegato il cartellino o
copia del documento commerciale (Articolo 18 legge 281/1963)
Per poter conferire al campionamento una maggiore forza legale
deve essere compilato il relativo verbale delle operazioni di
prelevamento eseguite (VOPE) dove il prelevatore deve riportare
in modo chiaro e dettagliato le modalità di prelievo utilizzate e i
relativi riferimenti normativi.
IL LABORATORIO DI ANALISI DEVE RESPINGERE EVENTUALI
CAMPIONI NON CONFORMI.
10 febbraio 2011
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88
Piano Nazionale Residui
• Nasce dalle DIRETTIVE 81/602/CE del Consiglio del
31 Luglio 1981 concernente il divieto per talune
sostanze ad azione ormonica e delle sostanze ad
azione tireostatica, 86/469/CE del 16 settembre
1986 concernente il controllo degli animali e delle
carni fresche per la presenza di residui.
• Prima che entrassero in vigore queste Direttive la
frequenza dei campionamenti e le concentrazioni
massime consentite dei residui e contaminanti
ambientali erano disciplinate all’interno dell’Unione
Europea in maniera etereogenea, creando anche
ostacoli commerciali.
10 febbraio 2011
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89
Piano Nazionale Residui
• Viene stabilito che gli stati membri preparino un
Piano Annuale di controllo, tenendo conto della propria
specifica situazione,
• I campionamenti devono essere ufficiali, secondo
criteri comuni;
• Devono essere analizzati in laboratori ufficiali
autorizzati;
• In caso di risultati non conformi, devono essere
adottate delle misure comuni.
Il primo PNR con queste caratteristiche risale al 1988.
Piano Nazionale Residui
• Questo Piano è composto da due parti:
• Piano CEE : attuazione della Direttiva 86/469 /CE
che prevede campioni casuali e statisticamente
significativi;
• Piano Nazionale: integrazione del piano CE ,
indirizzato soprattutto verso campioni “su sospetto”.
• Da questo momento in poi i Piani si succedono negli
anni fino al 2011, con lo scopo di realizzare un sistema
capace di fornire informazioni attendibili circa il
rischio al quale i consumatori sono esposti per le varie
categorie di residui .
Piano Nazionale Residui
•
La natura dinamica del PNR con un meccanismo di “feedback”
continuo, si evolve tenendo conto sia dei problemi emersi nei
piani precedenti, sia delle varie emergenze verificatesi nel
corso degli anni .
Fondamentale il Regolamento 2377/90 che definisce una procedura
comunitaria per la determinazione dei LMR di medicinali
veterinari negli Alimenti di origine animale : dal 1992 si
afferma il concetto di “tolleranza residuale”
D.Lvo 336/1997 “Attuazione delle Direttive 96/22/CE e
96/23/CE concernenti il divieto di utilizzazione di talune
sostanze ad azione ormonica,tireostatica e delle sostanze
beta-agoniste nelle produzioni di animali e le misure di
controllo su talune sostanze e sui loro residui negli animali vivi
e nei loro prodotti.
Piano Nazionale Residui
• Il PNR del 1997 raggruppa le
sostanze come previsto dalla
Direttiva 96/23/CE:
• Categoria A: sostanze che
possono costituire grave
rischio per la salute pubblica
, per le quali non è possibile
fissare LMR
• Categoria B farmaci
veterinari (con LMR) e i
contaminanti ambientali
Piano Nazionale Residui
•
•
1.
2.
Viene organizzato il Piano secondo le modalità
previste anche attualmente: la sua predisposizione
ed attuazione sono frutto della collaborazione di
varie istituzioni con diversi e specifici ruoli e
competenze.
Si distinguono due livelli:
Livello centrale (ministero della Salute e ISS)
Livello territoriale (Assessorati alla salute di
Regioni e Province Autonome, ASL, IZS)
Piano Nazionale Residui
• Il Ministero della salute è responsabile del coordinamento di
tutte le attività relative alla predisposizione ed attuazione del
PNR e si rapporta con la Comunità europea.
• Il Ministero della salute aggiorna entro il 31 marzo di ogni anno ,
in base alla esperienza maturata negli anni precedenti e alle
eventuali osservazioni della Commissione europea il PNR,
approvato dalla stessa commissione
• L’ISS rappresenta il coordinamento degli aspetti tecnicoscientifici.
• Il Piano viene diramato alle Regioni, che ripartiscono i campioni
fra le AUSL del territorio , i Servizi Veterinari effettuano i
prelievi.
Piano Nazionale Residui
•
I campioni devono essere prelevati lungo tutta la filiera
produttiva;
•
Il campionamento deve essere imprevisto, inatteso ed
effettuato in momenti non fissi e in qualsiasi giorno della
settimana
•
Il campionamento viene effettuato nella produzione primaria
(allevamenti) e negli stabilimenti di prima trasformazione
(macelli, centri raccolta latte)
I campioni possono essere di piano, extrapiano, su sospetto.
Piano Nazionale Residui
•
•
•
1.
2.
3.
In Emilia Romagna la programmazione e l’esecuzione delle
attività del PNR viene svolta attraverso la “Rete Regionale di
sorveglianza per la ricerca di sostanze indesiderate e proibite
nelle produzioni animali”.
Di questo sistema fanno parte gli 11 responsabili aziendali del
PNR, un dirigente dell’IZS, il Responsabile del PNR del
Servizio Veterinario Regionale.
Le Aree Dipartimentali di Sanità Pubblica Veterinaria delle
AUSL devono prevedere un sistema interno di verifica per
controllare :
La corretta esecuzione del campione
La idonea compilazione del verbale
Il rispetto del calendario di campionamento
Piano Nazionale Residui
• La Rete Regionale predispone i campioni “extrapiano” da
effettuare in base a specifiche esigenze locali.
• I controlli extra piano vengono rendicontati separatamente
Piano Nazionale Residui
: numero di campioni non regolari eseguiti nell’ambito del PNR e dell’ExtraPiano in Emilia Romagna, suddivisi
per specie animale – anno 2008.
Piano Nazionale Residui
numero di campioni non regolari eseguiti nell’ambito del PNR e dell’ExtraPiano in Emilia Romagna, suddivisi
per specie animale – anno 2009.
Fitosanitari
Riferimenti comunitari
Il Regolamento (CE ) n.1213/2008 e il
Regolamento (CE) n. 901/2009 stabiliscono
programmi di controllo triennali destinati a
garantire il rispetto dei limiti massimi dei
residui (LMR) di antiparassitari nei prodotti
alimentari di origine vegetale e animale.
I controlli riguardano i trenta prodotti
alimentari che costituiscono i principali
componenti della dieta nella Comunità europea
e consentono di valutare l’esposizione dei
consumatori a tali sostanze.
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
101
I LMR vengono fissati a livelli che sono sicuri per la
salute dei consumatori e corrispondenti alla quantità
minima di pesticida impiegata sulla coltura per
ottenere l'effetto voluto.
L'EFSA ha precisato che la presenza di pesticidi negli
alimenti, come pure il superamento di un LMR, non
implica necessariamente una preoccupazione per la
sicurezza alimentare.
Quando si supera un LMR, è necessario calcolare
l'esposizione dei consumatori al fine di valutare se ciò
rappresenti un potenziale rischio per la salute
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
102
Fitosanitari
Riferimenti nazionali
Accordo Stato-Regioni in data 8 aprile 2009,
per “l'Adozione del Piano di controllo
sull’immissione in commercio e l’utilizzazione
dei prodotti fitosanitari per il quinquennio
2009-2013”.
L’Accordo è stato recepito dalla Regione
Emilia – Romagna con DG n.1591 del
26/10/2009.
L’atto individua nel Servizio Veterinario e
Igiene degli Alimenti l’Autorità sanitaria
regionale di cui all’art.42 del DPR290/01,
responsabile del coordinamento di ogni
attività relativa agli adempimenti dell’ accordo
stesso
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
103
Piano regionale Fitosanitari
Il Piano 2009-2013 prevede interventi strutturati e integrati che favoriscono un
approccio sistematico . Gli interventi riguardano:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
controlli in sede di produzione, commercio e utilizzo dei PF e sperimentazione dei
prodotti fitosanitari
formazione professionale (D.G.R. n.1120/2008);
iniziative per garantire il corretto smaltimento dei contenitori vuoti dei
prodotti fitosanitari;
controllo sulle matrici alimentari per la verifica della presenza di residui;
controllo sulla matrice ambientale “acqua” della presenza di residui
di prodotti fitosanitari
coordinamento delle reti di monitoraggio sulle acque superficiali, sotterranee,
costiere e di transizione.
monitoraggio
–
–
–
–
dei risultati relativi alla raccolta e allo smaltimento dei contenitori vuoti di PF,
del numero di autorizzazioni all’acquisto ed all’impiego dei prodotti fitosanitari
delle autorizzazioni (“patentini”) rilasciate e rinnovate annualmente
del numero di attività formative obbligatorie e propedeutiche al rilascio ed al rinnovo
dei patentini
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
104
Attività di campionamento
Campionamenti per la ricerca dei residui dei prodotti fitosanitari
in prodotti di origine vegetale e animale
• 60% campioni di produzione regionale
• 40% campioni di produzione extra regione (compresi prodotti UE
ed Extra UE in misura del 15%)
• campioni biologici in misura di circa il 10%del totale dei campioni
(di cui almeno 30 presso industrie di trasformazione); oltre al
prelievo è richiesta anche una verifica documentale relativa
all’intero processo di produzione
• almeno 120 campioni di alimenti dietetici (di cui 100 prodotti per
la prima infanzia)
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
105
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Produzione extra regionale trasformata
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107
Produzione regionale trasformata
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Laura Vicinelli – Anna Padovani
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PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI 2010
TIPO PRODOTTO
ORTOFRUTTICOLO
PC PR RE MO
BO
IMOLA
TOTALE ORTOFRUTTA
PRODUZIONE REGIONALE
24
10
19
71
90
37
TOTALE ORTOFRUTTA
PRODUZIONE EXTRA
REGIONALE
27
29
43
31
87
11
10 febbraio 2011
RA
FE
133 140
35
12
Laura Vicinelli – Anna Padovani
CESENA
FORLI'
RN
TOT
66
89
51
730
24
18
32
349
109
Grazie per l’attenzione
e buon lavoro
10 febbraio 2011
Laura Vicinelli – Anna Padovani
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Padovani Vicinelli