CO05_07.qxd 10-04-2007 17:29 Pagina 1 Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2, DCB Vicenza 1-15 MARZO 2007 - ANNO XXVI N.5 CRISTIANI OGGI QUINDICINALE DELLE CHIESE CRISTIANE EVANGELICHE “ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA” L’O SS E RVATO R I O E VAN G E L I CO Festival “moderno” embra che alcuni avvenimenti, come il festival nazionale della canzone italiana, S le cui luci si sono spente non da molto, siano lo specchio della nostra società. Quest’anno qualche canzone è stata condita con i piccanti accenti di alcune parole volgari e questo è piaciuto, è stato ritenuto di moda, fa tendenza, con una parola: è moderno. Non è nostra intenzione essere castigatori dei moderni costumi, non siamo ciechi bacchettoni, né siamo animati da furia iconoclasta, ognuno è libero di fare quel che vuole, ma non comprendiamo l’attribuzione dell’aggettivo “moderno”. Se consultassimo un buon dizionario, troveremmo questo significato del termine: “Ciò che è proprio o peculiare del nostro tempo, o ne ha gli aspetti e le caratteristiche, soprattutto con riferimento al progresso e all’evoluzione che caratterizzano l’età contemporanea. Anche in opposizione ad antiquato e vecchio, tradizionale e classico, obsoleto e convenzionale”. Riflettiamo brevemente sul concetto. Se moderno significa trasgressivo, allora quanto accade non è moderno ma vecchio, ossia insito nella natura ribelle dell’uomo, che allontanatosi dal suo Creatore, ha sempre trovato piacere in ciò che dispiace a Dio. Vogliamo ricordare l’umanità ai tempi del diluvio? Oppure come erano gli abitanti della città di Sodoma prima della distruzione? Quanto soffrì il giusto Lot durante la sua permanenza in quella città. Incompreso dai generi, che non lo prendevano sul serio, dalla moglie, che voleva restare nella città perché non credeva che sarebbe stata distrutta, dalle figlie, che avevano assunto i costumi e l’etica del posto. Se moderno è dunque l’atteggiamento morale di chi è spavaldo nell’ostentare il male, il vero credente preferisce essere tradizionale, classico, convenzionale, e piacere a Dio in ogni cosa. Un altro concetto frequentemente collegato alla modernità è quello secondo il quale, per tenere il passo con i tempi, occorre possedere una forte stima di sé, essere ancorati al “secondo me”. “Secondo me non c’è niente di male...”, ecco servito il relativismo. “Non si possono ridurre ad unità - si dice - i compositi valori culturali della società multietnica, né ricondurre ad uno tutti quei differenti principi etici, a volte tanto soggettivi e spesso in contrasto fra loro, che caratterizzano la società pluralistica segue a pagina 3 Non deludere Gesù Le più grandi delusioni date dai discepoli a Gesù durante il Suo ministerio terreno sono ricollegabili ai tre annunci della Sua passione In viaggio verso Cesarea di Filippo Nel capitolo 8 del Vangelo di Marco si legge di Gesù e dei discepoli in viaggio verso Cesarea di Filippo, il luogo più a nord raggiunto dal Signore. La città si trovava vicino alle due sorgenti del Giordano e alle rocce del monte Ermon, non era agevolissimo raggiungerla. Lungo il cammino Gesù parlò della Sua morte e resurrezione, del Suo sacrificio espiatorio. Quando fece l’annunciò per la prima volta, “…Pietro lo prese da parte e cominciò a rimproverarlo” (Marco 8:32), lo stesso Pietro che aveva da poco riconosciuto in Gesù il Cristo (cfr. Marco 8:29). Che grande delusione per il Maestro, che fu costretto a rimproverare duramente il Suo discepolo, Lui sì a ragione, dicendo: “…Vattene via da me, Satana! Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini” (Marco 8:33). Quanti uomini si permettono di criticare quel che Gesù ha dichiarato, quanti come Pietro si prendono la licenza di giudicarne l’operato semplicemente perché non riescono a comprendere il Suo piano divino. continua a pagina 3 La croce di Cristo A distanza di secoli possiamo ancora contemplare la morte di Gesù in croce e compiere, inevitabilmente, un’introspezione della nostra vita L’evangelista Matteo, narrando la passione di Gesù, fornisce un particolare interessante: “...un di loro corse a prendere una spugna… e postala in cima ad una canna, gli die’ da bere” (Matteo 27:48). Da fonti storiche si apprende che, in genere, la croce quale mezzo di supplizio era posta ad altezza d’uomo, mentre i racconti evangelici dichiarano che per dare da bere a Gesù il soldato romano dopo aver imbevuto una spugna in una mistura, aveva dovuto porla in cima ad una canna. Il motivo? La croce di Cristo era posta in alto! Lo era, innanzitutto, per evidenziare una crudeltà: la croce era decretata per i peggiori delinquenti, a coloro che erano privi del godimento dei pieni diritti civili. I romani, nel porre in alto la croce di Gesù, vollero impartire una lezione ai giudei: “Guardate la fine che faranno continua a pagina 2 tutti coloro che cercheranno di usurpare il posto di Cesare come re”. I N Q U E STO N U M E RO Osservatorio Evangelico Festival “moderno” ......................................................................... pag.1,3 Non deludere Gesù .......................................................................... pag.1,3 La croce di Cristo ................................................................................ pag.1,2 Da principio non era così ...................................................... pag.4-5 Cronaca Internazionale ...................................................... pag.4,8 Non farmi la predica ..................................................................... pag.6-7 Cronaca Italiana .................................................................................... pag.7 La testimonianza Ho scelto di adorare Dio “in Spirito e verità” ............................................................................... pag.8 CO05_07.qxd 10-04-2007 17:29 Pagina 2 CRISTIANI OGGI PAGINA 2 1-15 MARZO 2007 La croce di Cristo continua dalla prima pagina Tuttavia, mediante questo crudele gesto, i romani, a loro insaputa, fecero sì che Cristo nell’ora più buia, nella morte, si distinguesse. Quel giorno chi entrava ed usciva da Gerusalemme, i viandanti, i forestieri, i passanti potevano veder morire Gesù, il Salvatore del mondo, da lontano, sul Golgota. Oggi, ancora a distanza di secoli, chiunque si accosta alla Scrittura può scorgere Gesù che muore in croce, una crocifissione che, inevitabilmente, lo porterà alla riflessione. Ai piedi della croce vi erano diverse categorie di persone che commentavano l’orrenda scena. Vi era innanzitutto la presenza dei passanti che entravano ed uscivano da Gerusalemme (cfr. Matteo 27:39,40). Essi rappresentano la schiera dell’“indifferenza religiosa”: quanti, come loro, pur dichiarandosi “religiosi” rimangono indifferenti, insensi- Considera la gravità del peccato Dinanzi alla morte di Gesù Cristo ci si deve porre una domanda: “Qual è stata la causa della Sua morte in croce?”. La risposta è: il peccato, indubbiamente. Allora sorge un’altra domanda: “Quanto è grave e grande il peccato dell’uomo, davanti a Dio, se ha richiesto la morte di Gesù?” Consideriamo, dunque, la rilevanza e la gravità del peccato. Oggi si è soliti misurare il peccato in base ai suoi effetti. Ad esempio, per la condizione in cui versa l’uomo: la sua crudeltà, di cui i mass media fanno quasi sfoggio oggi giorno, la sua instabilità, la sua infelicità, giacché nulla ormai è in grado di generare in lui appagamento. Oppure in relazione ai suoi effetti sulla famiglia: quante famiglie distrutte, rovinate, quanti rapporti dilaniati, quante unioni smembrate perché regna l’incomprensione, la gelosia. E ancora rispetto alla condizione giovanile: giovani senza un futuro, coinvolti sempre più spesso in ogni sorta di legami rovinosi. Si pensa che il modo per recuperare l’uomo dalla sua triste condizione consista nel curare gli effetti del peccato, allora via alle tavole rotonde con i migliori specialisti, i politici, gli educatori e le altre figure istituzionali. Nel guardare Gesù che muore in croce, lo Spirito Santo ci porta a comprendere che Egli non è morto per curare gli effetti, seppure devastanti, del peccato, bensì la causa di tanto male, che è il peccato stesso. Gesù non usa palliativi per attenuare i sintomi del male, Egli è la “medicina” (cfr. Marco 2:17). Gesù può e vuole sradicare il peccato da ogni cuore: “…io medicherò le tue ferite, ti guarirò dalle tue piaghe…” (Geremia 30:17). Considera la profondità dell’amore Vedere Gesù che muore in croce attira l’attenzione sull’incommensurabile amore di Dio. bili dinanzi all’annuncio della morte di Gesù. Vi era poi un’altra schiera, i capi sacerdoti, gli scribi e gli anziani, che evocano l’“ipocrisia religiosa”, quelli che con finezza e delicatezza fanno del sarcasmo su Dio: “Ha salvato altri e non può salvar se stesso! Da che è il re d’Israele, scenda ora giù di croce, e noi crederemo in lui. S’è confidato in Dio; lo liberi ora, s’Ei lo gradisce, poiché ha detto: Son Figliuol di Dio” (Matteo 27:42-43). Vi erano i due ladroni, uno dei quali mostrò come, nonostante la prospettiva della morte e della sofferenza, il cuore sia capace d’indurirsi e rifiutare l’ultima possibilità di salvezza, preferendo morire nel peccato. L’altro ladrone, invece, pur avendo iniziato a prender parte alle ingiurie, finirà per confidare in Colui che stava morendo per i suoi peccati e otterrà così, in extremis, l’accesso al regno di Dio (cfr. Luca 23:40-43). Infine, vi è il gruppo delle “…donne che guardavano da lontano” (Matteo 27:55), un’attitudine eloquente che evoca tutti coloro i quali, per paura del giudizio della gente, preferiscono rimanere a distanza, nell’ombra, vivere un cristianesimo freddo, senza un particolare coinvolgimento. A questo proposito Gesù ha detto: “…se uno si sarà vergognato di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figliuol dell’uomo si vergognerà di lui quando sarà venuto nella gloria del Padre suo…” (Marco 8:38). Nonostante tutto questo, la prima frase pronunciata da Gesù sulla croce fu: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Luca 23:34). L’amore di Dio si manifesta nel perdono ed è, per questo, un amore che trasforma. Uno dei due ladroni, infatti, osservando l’attitudine di Gesù davanti ai Suoi accusatori, fu toccato profondamente e convinto di peccato. Quest’uomo, per amore di Dio e non per alcun merito o giustizia umana, ricevé non solo il perdono dei peccati, ma la “certezza della vita eterna”: “E Gesù gli disse: Io ti dico in verità che oggi tu sarai meco in paradiso” (Luca 23:43). L’amore divino non si esaurisce con questa vita. I Vangeli non dimenticano di riportare che Gesù sulla croce “…rendé lo spirito…” (Matteo 27:50). Egli sulla croce è morto, non è entrato in uno stato comatoso, non è nemmeno svenuto… è morto. L’amore di Dio è concreto, Dio non ama il mondo a parole, il Suo incommensurabile amore si fonda su un fatto reale: la morte del Suo diletto Figlio. Considera l’efficacia della grazia La morte di Gesù fu accompagnata da diversi eventi soprannaturali. In particolare ci soffermiamo su due di essi. Il primo, quando “…la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo”… (Matteo 27:51), dunque dall’alto verso il basso, figura del fatto che la morte di Cristo ha donato all’uomo “libertà d’entrare nel santuario in virtù del sangue di Gesù, per quella via recente e vivente che Egli ha inaugurata per noi attraverso la cortina, vale a dire la sua carne” (Ebrei 10:1920). Il secondo, quando si squarciò il cuore del centurione che comandava l’esecuzione, perché la sua coscienza fu risvegliata e lo spinse ad esclamare: “Veramente, costui era Figliuolo di Dio” (Matteo 27:54). Il centurione era un soldato abituato a vedere gente che moriva in croce, ma la morte di Gesù fu per lui diversa da tutte le altre. Ancora oggi, chiunque desidera realizzare la grazia salvifica di Dio, può farlo mediante la croce di Cristo. Gesù, che è stato appeso in croce e poi deposto in una tomba, è infine risorto ed è Vivente (cfr. Luca 24:6-7). Calogero Paumbo CO05_07.qxd 10-04-2007 17:29 Pagina 3 1-15 MARZO 2007 CRISTIANI OGGI PAGINA 3 Non deludere Gesù continua dalla prima pagina Il Signore ci aiuti, in quanto credenti, ad avere il senso delle cose di Dio, anziché il senso delle cose degli uomini! Gesù regna! La Sua volontà è perfetta! La Sua Parola è perfetta! Quando il Signore parla, siamo chiamati ad ascoltare e a riflettere su ciò che Egli ha detto, perché è certamente importante. Non vogliamo essere tra coloro che ascoltano per criticare, ma tra quelli che lo fanno per imparare. In viaggio verso Capernaum Nel capitolo 9 del Vangelo di Marco troviamo Gesù e i Suoi discepoli in viaggio verso un’altra località: Capernaum. Nel “villaggio della consolazione”, questo il significato di quel nome, tante persone erano state effettivamente consolate da Gesù, che vi si era stabilito (infatti, Matteo la definisce la “…sua città” - Matteo 9:1) e aveva compiuto opere gloriose. Il Signore, però, aveva da dare qualcosa di ancor più grande e avvicinandosi a Capernaum disse ai Suoi: “…Il Figlio dell’uomo sta per essere dato nelle mani degli uomini ed essi l’uccideranno; ma tre giorni dopo essere stato ucciso, risusciterà” (Marco 9:31). Ecco pronta un’altra delusione per il Maestro. Proseguendo il cammino, i discepoli avevano discusso tra loro su “…chi fosse il più grande” (Marco 9:35). Avrebbero dovuto considerare le parole di Gesù, meditare su quanto Egli stava per fare umiliandosi fino alla morte in croce, invece pensavano alla propria grandezza; avrebbero dovuto considerare la vera grandezza, quella di Gesù che offriva la Sua vita in sacrificio, mentre pensavano alla loro. Il Signore, saputolo, li apostrofò: “…Se qualcuno vuol essere il primo sarà l’ultimo di tutti e il servitore di tutti” (Marco 9:35). In viaggio verso Gerusalemme Infine, nel capitolo 10 del Vangelo di Marco, Gesù e i discepoli sono in viaggio verso Gerusalemme e, approssimandosi l’ora, Egli parlò ancora una volta del Suo sacrificio (cfr. Marco 10:33-34). Era il terzo annuncio della morte e resurrezione del Signore e, con esso, l’ennesima delusione: Giacomo e Giovanni chiedo- L’OSSERVATORIO EVANGELICO prosegue dalla prima pagina Festival “moderno” no di poter stare alla destra e alla sinistra del Maestro nella gloria (cfr. Marco 10:37). Quell’ultimo annuncio era stato il più ricco di particolari, Gesù aveva parlato degli scherni, degli sputi, della flagellazione profetizzati già nell’Antico Testamento e ora rivelati in modo chiarissimo. Egli aveva voluto mostrare loro i particolari della Sua opera al Calvario, ma non aveva trovato dei cuori disposti ad ascoltarlo. È triste notare che furono proprio discepoli come Pietro, Giacomo e Giovanni a deludere particolarmente il Signore dopo gli annunci della Sua passione e resurrezione, proprio quelli che erano stati più a stretto contatto con Lui. Dio ci aiuti affinché in noi non ci sia mai il desiderio di salire su un piedistallo, di primeggiare, ma piuttosto quello di scendere sulle ginocchia per ringraziare Dio, che ha dato Gesù a morire per noi. La risposta di Gesù alla richiesta di Giacomo e Giovanni è considerata il verso chiave del Vangelo di Marco: “…il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti” (10:45). Il Signore vuole parlarci e annunciarci importanti verità, facciamo attenzione a non deluderlo, “oggi, se udite la sua voce, non indurite il vostro cuore…” (Salmo 95:8). Silvano Colloraffi contemporanea”. Il “secondo me” spazza via ogni principio, si tratta dell’edonismo di sansoniana memoria. Sansone, incurante dei problemi che avrebbe avuto e dei dispiaceri che avrebbe procurato, volle a tutti i costi sposare una donna filistea perché, diceva, “…mi piace” (Giudici 14:3). Per tradurlo in termini attuali, sta crescendo sempre più una generazione di “fai da te”, basata sul “secondo me”, che esclude sempre più, tra tante altre cose, Dio e la Sua Parola. Invece, chi lascia allo Spirito di Dio la possibilità di scrivere le sacre parole nel proprio cuore, vive al di sopra dei personalismi paradossali e cerca il vero bene di tutti. In realtà, con il termine “moderno” la nostra società tende a celare, piuttosto male a dire il vero, la sua indolenza e superficialità. Con i propri atteggiamenti, molte persone di fatto affermano: “Non diteci di approfondire argomenti, ma incuriositeci con fatti, divertiteci con spettacoli, anche di dubbio gusto, ma che l’occhio sia meravigliato e l’orecchio solleticato...”. Qual era la situazione ai tempi di Gesù? Praticamente la stessa: alcuni pendevano dalle Sue labbra ed erano estasiati dalle Sue parole; altri lo ammiravano, ma erano pronti a lasciarlo quando il discorso si faceva troppo duro; altri ancora cercavano Gesù non per le parole di vita che recava, ma perché si aspettavano vantaggi materiali; infine vi era chi cercava di farlo tacere, per paura, invidia, orgoglio, odio. I veri discepoli di ogni tempo prendono piacere nella Parola di Dio e dicono continuamente di Gesù: “…nessun uomo parlò mai come quest’uomo” (Giovanni 7:46). Simone Caporaletti CO05_07.qxd 10-04-2007 17:29 Pagina 4 PAGINA 4 CRISTIANI OGGI 1-15 MARZO 2007 Da principio “Gesù, rispondendo, disse loro: Non avete voi letto che il Creatore da principio e s’unirà con la sua moglie e i due saranno una sola carne? Talché non sono non lo separi… Fu per la durezza dei vostri cuori che Mosè vi permise di m Nella nostra società la virtù cristiana del matrimonio è sempre più rara. Si pensa che non sia necessario sposarsi, che sia più semplice convivere, e sempre più spesso chi decide di sposarsi lo fa non affrontando il matrimonio con la dovuta serietà. Si crede che al primo accenno di difficoltà, nel caso in cui le cose cominciassero a non andare, è sempre possibile rimediare con il divorzio. Un’indagine conoscitiva dell’ISTAT, resa pubblica il 2 luglio 2004, evidenzia un progressivo aumento delle separazioni e dei divorzi in Italia. I dati acquisiti presso le cancellerie dei 165 tribunali civili si riferiscono al periodo 1995-2002. Dall’indagine emerge, in particolare, che nell’anno 2002 le separazioni sono state 79.642 e i divorzi 41.835. Negli ultimi dieci anni sia le separazioni sia i divorzi sono aumentati di circa il 59%, passando rispettivamente da 51.445 e 27.510 nel 1994 a 81.744 e 43.856 nel 2003. La media degli ultimi anni è di un matrimonio sciolto ogni tre celebrati. Significa che l’unione coniugale sta attraversando una profonda, drammatica e, forse, inarrestabile crisi. La gravità del problema ha allarmato sociologi, religiosi e politici. “Gli addetti ai lavori” stanno studiando da tempo il problema, ma i suggerimenti che arrivano da più parti per salvare il focolare domestico, le ricette proposte non raggiungono risultati significativi. A noi pare di capire che la soluzione sia nelle parole di Gesù quando dice: “…da principio non era così”. La crisi: non è più come “da principio” Il matrimonio è un’istituzione divina, quindi sacra, e nel progetto originario, è indissolubile: “L’uomo lascerà il padre e la madre e s’unirà con la sua moglie e i due saranno una sola carne. Talché non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Iddio ha congiunto, l’uomo non lo separi” (Matteo 19:5,6). Il concetto d’indissolubilità del vincolo coniugale, stabilito da Dio “da principio”, è stato violato a causa della caduta dell’uomo. Le conseguenze del peccato sono state disastrose, hanno prodotto tanto dolore nella vita delle persone, mandato in frantumi tanti matrimoni, distrutto intere famiglie. Le nubi che coprono l’orizzonte diventano fiato ed hanno fatto impeto contro quella casa; ed ella è caduta, e la sua rovina è stata grande” (Matteo 7:26, 27). sempre più fosche, le unioni sono allo sfascio e i figli sono quelli che pagano il prezzo più alto. Il male sta travolgendo le famiglie su più fronti e le case edificate sulla sabbia dei beni di questo mondo, sulle fragili fondamenta delle ideologie umane, sui pilastri di valori che si stanno irrimediabilmente sgretolando, sono sempre più come quella descritta da Gesù: “…un uomo stolto… ha edificata la sua casa sulla rena. E la pioggia è caduta, e sono venuti i torrenti, e i venti hanno sof- La crisi matrimoniale può essere vissuta in più modi. Ci sono coppie che l’affrontano continuando a vivere sotto lo stesso tetto, ma venendo meno alle responsabilità coniugali: “Mogli, siate soggette ai vostri mariti, come si conviene nel Signore. Mariti, amate le vostre mogli, e non v’inasprite contro a loro” (Colossesi 3:18, 19). Altre coppie affrontano la crisi ricercando un nuovo legame sentimentale, illudendosi così di risolvere il problema, ma in realtà fi- La soluzione perché sia di nuovo come “da principio” Desiderio di ogni coniuge è che la crisi coniugale non lo riguardi mai personalmente. Molte volte, però, la speranza si trasforma in delusione e il proprio matrimonio inizia ad affondare. CRONACA INTERNAZIONALE Albania: una lenta ma costante rinascita religiosa Uno dei maggiori risultati dell’era post-comunista in Albania è stata, senza dubbio, l’abolizione della norma emanata nel 1967 che vietava qualsiasi forma di pratiche religiose. Abolita ogni interdizione dopo il crollo del regime nel 1991, si è avuta nel Paese una rinascita graduale della religiosità in generale. Attualmente in Albania operano rappresentanti di tutti i culti, ma la più ardente manifestazione di fede è - a detta di molti - quella degli evangelici, i quali sono particolarmente consapevoli che a causa del proclamato ateismo di Stato, è cruciale in Albania più che in ogni altro Paese ex-comunista, il bisogno di insegnamenti cristiani. A questo scopo sono state stampate nell’ultimo decennio centinaia di migliaia di Bibbie. Sebbene con una moderazione che rispecchia l’atteggiamento tradizionale degli albanesi, le conversioni sono cresciute ed oggi si stima che siano presenti nel Paese circa 3.500 evangelici. * CO05_07.qxd 10-04-2007 17:29 Pagina 5 1-15 MARZO 2007 CRISTIANI OGGI PAGINA 5 non era così o li creò maschio e femmina, e disse: Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre o più due, ma una sola carne; quello dunque che Iddio ha congiunto, l’uomo mandar via le vostre mogli; ma da principio non era così” (Matteo 19:4-8) nendo per aggravarlo: “Il matrimonio sia tenuto in onore da tutti e il letto coniugale non sia macchiato da infedeltà; poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri” (Ebrei 13:4 – vers. N.R.). Altre ancora l’affrontano semplicemente svincolandosi dal legame coniugale prima possibile, contrariamente a quanto stabilito da Dio: “…niuno agisca perfidamente verso la moglie della sua giovinezza. Poiché io odio il ripudio, dice l’Eterno… e chi ripudia copre di violenza la sua veste… Badate dunque allo spirito vostro, e non agite perfidamente” (Malachia 2:15, 16). Qual è dunque la soluzione? Il matrimonio in crisi può essere salvato, il legame coniugale può essere reso più forte solo se marito e moglie si rivolgono a Dio e lasciano che sia Lui a ristabilire l’ordine, come “da principio”. “Sia benedetta la tua fonte, e vivi lieto con la sposa della tua gioventù… e sii sempre rapito nell’affetto suo” (Proverbi 5:18, 19 – vers. N.R.). I matrimoni in difficoltà, anche quelli ridotti ormai ad un cumulo di macerie, possono essere ricostruiti potentemente da Dio: “Vi è forse qualcosa che sia troppo difficile per il Signore?” (Genesi 18:14 – vers. N.R.). La benedizione: sarà come “da principio” Il vincolo matrimoniale è saldo se marito e moglie sono strettamente uniti a Dio, secondo il principio che “…una corda a tre capi non si rompe così presto” (Ecclesiaste 4:12). I coniugi che seguono le indicazioni divine avranno un matrimonio felice, benedetto e duraturo, perché se è vero che quando “...l’Eterno non edifica la casa, invano vi si affaticano gli edificatori…” (Salmo 127:1), chi confida in Dio sarà come “…un uomo il quale, edificando una casa, ha scavato e scavato profondo, ed ha posto il fondamento sulla roccia; e venuta una piena, la fiu- mana ha investito quella casa e non ha potuto scrollarla per che era stata edificata bene” (Luca 6:48). I credenti che hanno nel cuore l’amore di Dio, amano anche il coniuge, agiscono per il suo bene e quello della famiglia, manifestando sempre carità cristiana: “L’amore è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; l’amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa” (I Corinzi 13:4-7). Sia il tuo matrimonio, caro lettore, fondato su Cristo Gesù, sui principi della Parola divina, vissuto secondo l’ordine stabilito da Dio “da principio” e non crollerà. Paolo Faia C O M U N I C AT O S TA M P A I dati ISTAT sulla famiglia italiana Cresce il numero delle coppie di fatto, diminuisce quello dei matrimoni, sono sempre più numerose le coppie di fatto che scelgono di avere figli. L’incidenza dei bambini nati al di fuori del matrimonio, attesta l’Istat, è attualmente intorno al 15%, cioè quasi 80.000 nati l’anno, circa il doppio rispetto a 10 anni fa. Crescono anche le unioni civili e i matrimoni nei quali almeno uno dei due sposi è straniero: nel 2005 sono il 12,5%, contro il 4,8% del ’95 500.000 le coppie di fatto “Questo fenomeno - spiega l’Istat - va interpretato nel quadro più generale delle trasformazioni dei comportamenti familiari. Sono, infatti, sempre più numerose le coppie, ormai oltre 500.000, che scelgono di formare una famiglia al di fuori del vincolo del matrimonio”. Più matrimoni al Sud I dati poi si diversificano secondo le aree del Paese. Ci si sposa più al Sud e nelle isole (rispettivamente 4,9 e 4,6 matrimoni per 1000 abitanti) che al Nord (3,8 per mille abitanti). Il numero più alto di matrimoni si registra in Campania (5,3 per 1000 abitanti), il più basso in Emilia Romagna (3,5). In Campania si registra anche l’età più bassa per le spose, in media 27,9 anni, mentre in molte regioni del Nord la loro età media supera i 30 anni. matrimoni, che arrivano a quasi il 10% del totale. Anche in questo caso, sono il Nord e il Centro a registrare la maggiore diffusione. Più matrimoni misti al Nord e al Centro L’8,8% dei matrimoni celebrati in Italia nel 2004 era misto, cioè uno degli sposi era straniero. Celebrati “solo” 250.000 matrimoni Al Nord e al Centro, nello stesso anno, si sono Nel 2005 sono stati celebrati poco più di rilevati 12 matrimoni misti ogni 100 celebrazioni. 250.000 matrimoni. Rapportato al ’72, quando Al Sud l’incidenza è del 4,5%. ne erano stati celebrati 419.000, il calo è vistosisÈ molto più frequente il caso in cui lo sposo è In aumento i matrimoni civili simo. italiano e la sposa straniera, per il 49% proveIl matrimonio civile è scelto nel 32,4% dei niente dall’Europa centro-orientale. Il 60% dei Si alza l’età delle nozze casi: solo 10 anni fa l’incidenza non arrivava al partner stranieri ha lo stesso livello di istruzione Oltre alla tendenza a vivere la vita di coppia 20%. La percentuale sale, però, al 43% al Nord e di quelli italiani, e le differenze di età sono contesenza contrarre matrimonio, si è rafforzata nel al 35% al Centro, mentre scende al 18% al Sud. nute in genere nell’ordine dei 3/4 anni. 2005 (anno di riferimento dell’indagine) la tenTra le città, le percentuali più alte si registrano a Preferita la separazione dei beni denza a posticipare l’età delle nozze: attualmente Bolzano, Siena e Firenze. Nel 56% dei casi nel 2005 gli sposi hanno gli uomini alle prime nozze hanno un’età media Più divorzi e seconde nozze scelto la separazione dei beni, solo al Sud prevaintorno ai 32 anni e le donne quasi 30, quattro Il numero medio di divorzi in Italia è arrivato al le, anche se di poco, il regime della comunione. anni in più dell’età media dei loro genitori. da VE 15%, in decisa crescita, come del resto i secondi CO05_07.qxd 10-04-2007 17:29 Pagina 6 CRISTIANI OGGI PAGINA 6 1-15 MARZO 2007 Non farmi Oggi il più grande bisogno che ha il mondo è l’ “Non farmi la predica”! Quante volte dai nostri figli o dai nostri amici abbiamo ricevuto, con tono deciso, l’obiezione di chi non vuole ascoltare un discorso che ritiene fastidioso e monotono. C’è un tipo di “predica”, però, che deve occupare sempre un posto importante, è l’annuncio della Parola di Dio. Il relativismo che caratterizza la nostra società non deve minare la fede del credente nell’autorità e nel ruolo essenziale che ricopre la predicazione dell’Evangelo. L’annuncio della Parola non deve perdere la sua centralità. Nel XIX secolo, forse presagendo il pericolo, il noto predicatore evangelico inglese Spurgeon scriveva: “Il fatto è che molti vorrebbero unire chiesa e palcoscenico, carte da gioco e preghiere, ballo e sacramenti! Se proprio non riusciamo ad arginare questo torrente, potremmo almeno avvertire gli uomini della sua esistenza ed implorarli di starsene alla larga. Quando la vecchia fede tramonta e l’entusiasmo per il Vangelo si spegne, non c’è da meravigliarsi se la gente va in cerca di palliativi che la trastullino! Mancando il pane, si nutre di cenere! Rifiutando le vie del Signore, si accalca con foga lungo i sentieri della follia”. La Chiesa non può accantonare la predicazione della Parola di Dio a favore di “nuove tecniche o nuovi metodi”, considerati oggi particolarmente “efficaci” per attrarre le persone. Il gusto del nostro tempo non deve chiedere alla predicazione di essere oltremodo concisa, interessante e capace di intrattenere piacevolmente i presenti, perché essa è, e deve continuare ad essere, un momento solenne durante il quale Dio parla al cuore dell’uomo. Un ruolo insostituibile La Chiesa di Cristo non può sostituire alla predicazione la musica, i concerti, la pantomima, la gestualità, allo scopo di suscitare emozioni forti e calamitare così l’attenzione delle persone. Non è accettabile che l’Evan- gelo sia predicato in questo modo. Questi metodi quale tipo di fede possono generano in chi ascolta? La Scrittura non li contempla. L’apostolo Paolo, che conosceva la filosofia greca, preferiva non servirsene nell’annuncio dell’Evangelo: “Quant’è a me, fratelli, quando venni a voi, non venni ad annunziarvi la testimonianza di Dio con eccellenza di parola o di sapienza poiché mi proposi di non saper altro fra voi, fuorché Gesù Cristo e lui crocifisso. Ed io sono stato presso di voi con debolezza, e con timore, e con gran tremore; e la mia parola e la mia predicazione non hanno consistito in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza, affinché la vostra fede fosse fondata non sulla sapienza degli uomini, ma sulla potenza di Dio” (I Corinzi 2:1-5). Se diamo uno sguardo al libro degli Atti degli Apostoli, dove sono narrate le origini della Chiesa, noteremo il ruolo insostituibile della predicazione. Nel giorno della Pentecoste, appena riempito di Spirito Santo, Pietro predicò Cristo e che cosa produsse quella predicazione? La conversione di ben tremila persone! (cfr. Atti 3:12 e segg.). Nell’episodio successivo è riportata la guarigione dello zoppo, che giaceva presso la porta del tempio detta “Bella”. L’enfasi di Pie- C O M U N I C AT O S TA M P A La tecnologia digitale applicata al Codex sinaiticus A Lipsia, in Germania, si sono riuniti i rappresentanti delle biblioteche che in Egitto, Russia, Inghilterra e Germania conservano con gran cura il Codex Sinaiticus, un manoscritto su pergamena conosciuto anche come “Bibbia del Sinai” e risalente al IV secolo dopo Cristo. Si tratta dell’edizione più completa della Bibbia a noi pervenuta, solo il Codex Vaticanus, conservato nella Biblioteca Vaticana a Roma, può fargli concorrenza per grado di completezza. La “Bibbia del Sinai” è un manoscritto in greco conservato separatamente nel monastero di Santa Caterina, sulla penisola egiziana del Sinai, nella biblioteca di San Pietroburgo, nella British Library di Londra, e nella biblioteca universitaria di Lipsia. Si ritiene facessero parte del codice altre pagine, circa 330, in pratica la parte mancante dell’Antico Testamento. Scopo dell’incontro è stata la firma di un accordo per la digitalizzazione dell’antico codice da depositare poi in una banca dati, su internet, in modo da permetterne lo studio ad un maggior numero di esperti. Il testo, oltre ad essere la più antica Bibbia cristiana pervenutaci, è anche uno dei primi libri rilegati, codex appunto, giunti fino a noi, per di più in un’edizione di lusso. Fu realizzato in un momento storico molto importante, all’epoca della vittoria dell’imperatore Costantino nella battaglia di Ponte Milvio del 312 e dell’editto di Milano del 313, con il quale l’imperatore riconobbe formalmente il cristianesimo e mise fine alle persecuzioni dei cristiani. Nella sua forma attuale, la “Bibbia del Sinai” consiste di circa 400 fogli di pergamena, pelle quasi sempre di vitello, grandi 38 per 34,5 cm. Nei fogli è presente circa la metà dell’Antico Testamento nella versione greca detta dei LXX, alcuni testi considerati apocrifi, l’intero Nuovo Testamento e due scritti dei primi secoli dell’era cristiana. CO05_07.qxd 10-04-2007 17:29 Pagina 7 CRISTIANI OGGI 1-15 MARZO 2007 PAGINA 7 la predica ’ ascolto della predicazione della Parola di Dio tro e Giovanni, però, non fu sul miracolo bensì sulla predicazione della Parola, che aveva prodotto una guarigione ben più importante: quella dell’anima. Per questo gli apostoli “…annunziavano la Parola di Dio con franchezza” (Atti 4:31). Quando le autorità religiose del tempo cercarono a tutti i costi di impedire non che gli apostoli operassero miracoli di guarigione, ma che predicassero, perché era la loro predicazione ad infastidirli, la risposta degli interessati fu: “…non possiamo non parlare delle cose che abbiamo viste e udite” (Atti 4:20). Sempre nel libro degli Atti si parla della persecuzione scoppiata a Gerusalemme e della dispersione di un certo numero di credenti. Che cosa fecero queste persone? “Allora quelli che erano dispersi se ne andarono di luogo in luogo, portando il lieto messaggio della Parola” (Atti 8:4). Predicare la Parola era allora l’obiettivo principale della Chiesa: “Filippo, disceso nella città di Samaria, vi predicò il Cristo” (Atti 8:5). Predicazione risoluta Per il bene dell’uomo, è importante in questi tempi difficili che la Chiesa di Cristo conservi una predicazione risoluta, schietta, franca, biblica e cristocentrica. C’è bisogno di una proclamazione della Verità senza compromessi, sotto l’unzione dello Spirito Santo, perché le anime siano salvate. “Predica la Parola…” (2 Timoteo 4:2), furono le parole risolute di Paolo a Timoteo, perché un buon cristiano non ha altro da annunciare nel mondo! In questo modo, soltanto in questo modo, l’uomo del nostro tempo scoprirà che l’Evangelo “…è potenza di Dio per la sal- vezza di chiunque crede…” (Romani 1:16). Il termine greco originale, tradotto qui con “potenza”, è dunamis. Dallo stesso termine deriva la parola “dinamite”, che descrive in modo sufficiente ciò che produce la predicazione della Parola di Dio, capace di determinare la salvezza del più spregevole dei peccatori e di trasformare il più caparbio dei cuori, a differenza di qualsiasi “nuovo metodo” o stratagemma umano. Il tuo più grande bisogno, caro lettore, è quello di ascoltare la predicazione della Parola di Dio. Nessuna tecnica di persuasione, dunque, o full immersion di emozioni, ma solo l’Evangelo, che è potenza di Dio, una potenza capace di invadere il tuo cuore e determinarne la rigenerazione spirituale (cfr. I Pietro 1:23). Domenico Modugno CRONACA ITALIANA Isola Capo Rizzuto (KR): Incontro interprovinciale Anche quest’anno, il 6 Gennaio, i credenti delle province di Crotone, Catanzaro e Cosenza si sono ritrovati insieme per trascorrere una giornata intorno alla Parola di Dio. L’incontro è stato organizzato nel locale di culto della Chiesa di Isola Capo Rizzato (KR), che si è riempito fin dalla mattina. Dopo il benvenuto dato dal pastore locale, Antonino Mortelliti, abbiamo offerto un culto di adorazione al Signore. Nella predicazione, tratta dal libro del profeta Daniele, capitolo 6, è stato sottolineato come sia possibile, in un contesto ostile e corrotto, essere integri e fedeli, purché guidati e sostenuti da uno spirito straordinario. Al cul- to ha fatto seguito lo studio biblico dal titolo “Carattere cristiano”, tratto da II Timoteo 2:3-14 ed esposto da Rodolfo Arata, pastore a Palermo. Sviluppato in tre parti, sono stati considerati i sentimenti, il temperamento e le convinzioni del cristiano. Conclusa la sessione mattutina, anche le ore del pranzo e della successiva passeggiata nelle zone adiacenti la chiesa sono state di beneficio. Alle ore 16.00 ci siamo ritrovati nella sala per un tempo di preghiera, seguito dal culto conclusivo. Nel frattempo il numero dei partecipanti è cresciuto e il locale si è ulteriormente riempito. Nel culto siamo stati edificati dall’adorazione e dal canto e que- sto ha bendisposto i nostri cuori all’ascolto della Parola, predicata dal pastore Arata. Meditando sul testo biblico di II Cronache 29 e considerando le scelte operate da Ezechia, siamo stati esortati a liberarci da ogni male per dare la priorità alle cose di Dio. Tutti noi, come questo re, abbiamo avuto “…in cuore di fare un patto col Signore…” (2 Cronache 29:10). Nel salutarci, abbiamo ringraziato Dio per l’ulteriore opportunità che ci ha concesso di essere incoraggiati nella fede e a proseguire il cammino fino alla meta. Abele Trosino contrario, sperimenti sempre la vittoria che gli è donata in Cristo. La Sposa deve avere buoni desideri: “…camminate per lo Spirito e non adempirete i desideri della carne. Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito…” (Galati 5:16-17). Dio, sensibile ai giusti desideri dei Suoi, adempie quelli di chi lo teme, ne ode il grido e li salva. Senza desiderio non ci può essere vera comunione con Dio, perché Egli non sopporta un rapporto ipocrita e formale. L’invito del Signore è: “Figliuol mio dammi il tuo cuore…” (Proverbi 23:26). Al termine dello studio la pausa del pranzo, consumato nello stesso Hotel, quindi l’ultimo culto pomeri- diano. Anche in questa occasione la predicazione è stata affidata al pastore Sebastiano Bozzon, che ha meditato un testo tratto dal libro di Neemia, capitolo 13, e ci ha ricordato che chiunque desideri piacere al Signore, deve evitare tutto ciò che contamina la vita. Il Signore ci aiuti a comprendere l’importanza di vivere santamente, giacché noi siamo il tempio di Dio e “se uno guasta il tempio di Dio, Iddio guasterà lui…” (I Corinzi 3:17). A conclusione Guerino Perugini, pastore a Foggia, che presiedeva la riunione, ha rinnovato l’appuntamento per il prossimo incontro provinciale, il 2 giugno 2007. * Ortanova (FG): Incontro provinciale Ringraziamo Dio per la giornata di comunione fraterna goduta dai credenti della provincia di Foggia e anche ad alcuni giunti da fuori provincia: l’adesione è stata massiccia, oltre trecento persone. L’incontro si è tenuto nel salone dell’Hotel Herdonia di Ortanova (Fg). Durante i culti, tenuti sia la mattina sia la sera, si sono alternati vari servi di Dio. La mattina la predicazione è stata affidata a Giovanni De Fano, responsabile della chiesa di Mola di Bari, che ha illustrato la figura del prode guerriero Eleazar, il quale brandì la spada e lottò fino allo stremo delle forze, tanto che la spada gli si attaccò alla mano, pur di sconfiggere i nemici del popolo di Dio, i filistei (cfr. II Samuele 23:8-10). Ringraziamo Dio per questo incoraggiante invito a servire e perseverare fino alla vittoria. Dopo il culto una breve pausa, poi lo studio biblico dal titolo “Il mio desiderio mi ha resa simile ai carri d’Amminadab” (Cantico dei Cantici 6:10-12), presentato da Sebastiano Bozzon, pastore a San Severo, San Marco e San Giovanni, in provincia di Foggia. La Sposa di questo poema, figura della Chiesa, paragona il proprio desiderio di piacere allo Sposo, figura di Cristo, al potente, invincibile, inarrestabile esercito di Giuda. La volontà di Dio è che la Chiesa non sia apatica e vegetativa ma, al CO05_07.qxd 10-04-2007 17:29 Pagina 8 CRISTIANI OGGI PAGINA 8 1-15 MARZO 2007 L A T E STI M O N IAN ZA Ho scelto di adorare Dio “in Spirito e Verità” Un servo di Dio mi illustrò il piano divino della salvezza mi invitò a casa sua e insieme alla famiglia, per la prima volta, pregai Dio “in Spirito e Verità” i chiamo Giuseppe e sono nato in un piccolo paese M della provincia di Messina. Avevo sette anni quando mio padre venne a mancare e mia madre, nonostante i suoi problemi di salute, prese su di sé tutto il peso della famiglia. Tra le altre cose, mia madre non rinunciò a darci un’educazione religiosa tradizionale. Io ero particolarmente assiduo alle funzioni, partecipavo a tutte le attività della mia chiesa e il sacerdote era contento di me. All’età di 12 anni espressi persino il desiderio di entrare in convento, ma mia madre non fu d’accordo. Finita la scuola, iniziai a lavorare e proprio sul posto di lavoro incontrai un giorno un uomo, uno svizzero, che si trovava a Messina come missionario evangelico. Di lui mi colpì subito la semplicità e l’umiltà. Quando ci lasciammo mi diede un opuscolo, mi immersi in quella lettura con un desiderio che non saprei descrivere, più lo leggevo e più volevo leggerlo, affermava che Gesù è il nostro personale Salvatore. A distanza di un mese rividi quella persona e iniziai a fargli delle domande. Questo servo di Dio mi illustrò il piano divi- no della salvezza, mi invitò a casa sua e insieme alla famiglia, per la prima volta, pregai Dio “in Spirito e Verità”. In quello stesso istante nel mio cuore entrò la pace e nella mia vita tutto iniziò a cambiare, a cominciare dall’odio che nutrivo verso alcune persone che mi avevano fatto del male. A seguito della mia esperienza di fede, affrontai tante lotte in famiglia e con il sacerdote che mi aveva visto crescere ma non accettava la mia scelta di adorare Dio “in Spirito e Verità”, come insegna la Bibbia. Ho avuto molte prove e afflizioni, ma Gesù è stato un Amico fedele che mi ha sempre sostenuto. Sono passati 40 anni dal giorno in cui quel missionario evangelico mi parlò di Gesù vivente e oggi non solo io, ma anche la famiglia che il Signore mi ha dato la gioia di avere, adora Dio “in Spirito e Verità”. Giuseppe Chillemi CRONACA INTERNAZIONALE India: continui attacchi contro i cristiani L’India continua a non essere un paese sicuro per la sua piccola minoranza cristiana. In base ai dati del censimento del 2001, i cristiani sono soltanto il 3% della popolazione. Dal “Libro bianco sulle violenze compiute in India contro i cristiani nel 2006” risulta che lo scorso anno essi hanno subito ripetuti e continui attacchi: la stampa ne ha segnalati 128 nell’arco di dodici mesi, cioè circa un attacco ogni tre giorni, ma è probabile che il numero Da VE/ENI effettivo sia più alto. Novità editoriali La “missionaria martire” della Birmania Ann H. Judson è una figura da annoverare tra coloro che hanno segnato la storia delle missioni evangeliche nel mondo. Definita la “missionaria martire” della Birmania, Cristiani Oggi - Quindicinale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia” Direttore Responsabile ai sensi di legge: Francesco Toppi Comitato di Redazione di Cristiani Oggi - Risveglio Pentecostale: Francesco Toppi, Eliseo Cardarelli, Salvatore Cusumano, Vincenzo Martucci, Vincenzo Specchi Potete richiedere questo libro a: ADI-Media, Via della Formica 23 00185 Roma Ann H. Judson, E.R. Pitman, ADI-Media, pagg. 88 Corrispettivo euro 3,20 dedicò la sua vita per proclamare l’Evangelo in questa lontana nazione asiatica. Direzione e Amministrazione: Via dei Bruzi, 11 00185 Roma - Tel. 06.491518/491165 e mail:[email protected] Redazione: Via Monti, 96 - 14100 Asti Amministrazione: Anna Maria Di Giuseppe Registrazione n.12/82 del 7/1/1982 Tribunale di Roma Versamenti sul c/c postale n.72198005 intestato a Cristiani Oggi, Via dei Bruzi 11 - 00185 Roma Stampa: Cooperativa Tipografica Operai srl - Vicenza La pubblicazione è distribuita a membri e simpatizzanti delle Chiese Cristiane Evangeliche A.D.I. ed è sostenuta da offerte volontarie. In conformità alla legge 675/96 sulla tutela dei dati personali, la Redazione di Cristiani Oggi garantisce l’assoluta riservatezza di quelli di cui è in possesso. 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