ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE
"Tricase Via Apulia"
Scuola secondaria 1° Grado
Classe III B
Anno scolastico 2014/2015
PRESENTAZIONE
Noi alunni e alunne della classe III B dell'Istituto Comprensivo "Tricase via Apulia",
Scuola Secondaria di I° grado, ringraziamo il Consiglio Direttivo dell'Associazione
Nazionale Carabinieri "Sez. Brig. Antonio Cezza" di Tricase per averci dato
l'opportunità di partecipare sia al Convegno sul Bicentenario della nascita
dell'Arma dei Carabinieri, cerimonia che si è svolta nel pomeriggio di venerdì 10
ottobre 2014 presso la sala del Trono di Palazzo Gallone a Tricase, sia alla
cerimonia religiosa della " Giornata del ricordo dei caduti militari e civili nelle
missioni internazionali di pace" il 12 novembre 2014 nella Chiesa di San Domenico.
Con il prof. Coluccia abbiamo avviato un lavoro di approfondimento, abbiamo svolto
ricerche, cercato documenti, testi specifici di Storia, navigato su Internet.
Dal materiale raccolto abbiamo estrapolato le informazioni principali;
successivamente abbiamo proceduto alla stesura del lavoro, alla produzione
di un opuscolo con relative immagini e foto.
L'obiettivo del nostro lavoro era quello di comporre delle poesie sullo stile
del sonetto e a stile libero per ricordare la Missione dei Carabinieri a Nassiriya,
conclusasi con un terribile attentato, affinchè tale tragedia non si ripeta e non venga
mai dimenticata e per ricordare gli atti di valore e di sacrificio compiuti
dai Carabinieri, eroi in prima linea nel corso dei 200 anni di Storia,
dal 1814 al 2014.
Inoltre, in base al Progetto d'Istituto " Itinerari alla scoperta delle nostre radici",
consapevoli dell'orgoglio di appartenere alla Terra di Tricase, abbiamo proseguito
il nostro lavoro di conoscenza e approfondimento, soffermandoci sulla Sezione
Associazione Nazionale Carabinieri di Tricase, intitolata al Brigadiere Antonio
Cezza, Medaglia d'argento al Valor Militare.
Il lavoro è stato condotto e coordinato dal prof. Antonio Coluccia.
Ringraziamo il Dirigente scolastico, prof.ssa Eufemia Musarò, per aver, a nome di
tutti, espresso i sentimenti di cordoglio ed elogio verso gli eroi di oggi, del domani e
di ieri.
Gli alunni/e della classe III B- Scuola Secondaria di I° grado
dell'Istituto Comprensivo "Tricase Via Apulia".
Il Docente Referente
(Prof. Antonio Coluccia)
Il Dirigente Scolastico
(Prof.ssa Eufemia Musarò)
STORIA DELL'ARMA DEI CARABINIERI
Con le Regie Patenti del 13 luglio 1814, il Re di Sardegna Vittorio Emanuele I di
Savoia istituì i Carabinieri Reali con lo scopo di fornire al Regno un corpo armato
che, sul modello della gendarmeria francese, aveva compiti, sia civili ( ordine
pubblico e polizia giudiziaria) che militari (difesa della patria e polizia militare).
Il nome "carabiniere" deriva dal fatto che ogni Carabiniere aveva in dotazione la
carabina, il corto fucile ( o la lunga pistola) usato già nel XVI secolo dalla cavalleria
leggera inglese.
La battaglia di Grenoble
I Carabinieri ebbero il loro battesimo del fuoco sul campo di battaglia di Grenoble
(Francia), durante l'ultima campagna militare contro Napoleone Bonaparte.
Il 6 luglio 1815 un loro squadrone di cavalleria caricò le truppe francesi per il
possesso di una piazzaforte alla periferia di Grenoble, mettendole in rotta e
contribuendo in modo decisivo alla vittoria. La battaglia di Grenoble rappresentò il
primo impiego bellico dei Carabinieri Reali.
Risorgimento
Negli anni del Risorgimento il Regno di Sardegna fu coinvolto nella lotta per l'Unità
d'Italia. In quegli anni le guerre si susseguirono alle guerre e per le riconosciute prove
di fedeltà ed efficienza già dimostrate, i Carabinieri furono scelti per assicurare la
protezione del Re sui campi di battaglia.
Il 4 marzo 1848 Carlo Alberto concede lo Statuto e, come tutti, anche i Carabinieri
giurano, secondo la formula costituzionale.
Il 23 marzo viene dichiarata guerra all'Austria.
Il 30 maggio 1848 a Pastrengo, durante la I guerra d'indipendenza, i Carabinieri
diedero prova di coraggio con la famosa carica (a cui partecipò il Re stesso),
riuscendo a respingere gli Austriaci.
La guerra fu persa, ma la successiva partecipazione alla guerra di Crimea, riuscì a
dare un peso internazionale al Regno di Sardegna.
Si combattè, poi, la seconda guerra d'indipendenza, seguita dall'annessione dei piccoli
regni in cui l'Italia settentrionale era divisa, dalla spedizione dei Mille e la conquista
del centro-sud.
In tutte queste vicende i Carabinieri furono sempre protagonisti in qualità di soldati,
svolgendo compiti di scorta, di polizia militare, di intelligence, combattendo in prima
linea. Per quanto riguarda la sicurezza pubblica, durante il processo di unificazione, si
attuò un'accorta politica dei piccoli passi: man mano che un nuovo Stato cadeva vi si
istituiva un Corpo di carabinieri locale, arruolando una parte dei tutori dell'ordine che
già vi operavano.
Nacque così il Corpo di Carabinieri della Toscana, della Sicilia, ecc.
Unità d'Italia
Nel 1861 l'unità politica era largamente conseguita (Veneto e Stato della Chiesa a
parte). Con la legge 7 marzo 1861 si costituì il Regno d'Italia e l'Armata Sarda mutò
il suo nome in Regio Esercito Italiano.
Il Corpo dei carabinieri venne denominato Arma. Nel 1866, durante la terza guerra
d'indipendenza, i Carabinieri Reali furono ancora in prima linea.
Si riuscì a completare l'unificazione con l'annessione del Veneto (1866) e Roma con
il Lazio (1870). I Carabinieri nel 1870 furono a fianco dei Bersaglieri nella campagna
per la liberazione di Roma, vinta con la breccia di Porta Pia.
Brigantaggio post-unitario
All'indomani della spedizione dei mille e della conseguente annessione del regno
delle Due Sicilie al nuovo Regno d'Italia, diverse fasce della popolazione meridionale
cominciarono ad esprimere il proprio malcontento verso il processo di unificazione.
Questo malcontento era generato innanzitutto da un improvviso peggioramento delle
condizioni economiche dei braccianti della provincia meridionale, che, abituati ad
una condizione economica povera, si trovarono a dover fronteggiare un nuovo regime
fiscale per loro insostenibile. Un altro importante motivo che spinse alla rivolta i
contadini fu la privatizzazione delle terre demaniali a vantaggio dei vecchi e nuovi
proprietari terrieri. Tutto ciò danneggiava i braccianti agricoli più umili. Inoltre, si
aggiunse l'Istituzione del servizio militare obbligatorio di massa.
In tale contesto si cominciarono a formare delle bande di contadini e pastori che si
davano al brigantaggio come forma di protesta e tra questi si inserirono anche dei
malviventi.
In quegli anni i carabinieri si distinsero nella lotta al brigantaggio.
Negli anni che precedettero la prima guerra mondiale l'Arma continuò a dividersi tra i
compiti militari e civili, in patria ed anche all'estero.
Nel 1872 in Eritrea si svolse la loro prima missione fuori dai confini durante la
sfortunata avventura coloniale italiana.
In Italia si distinsero soprattutto per il soccorso alle vittime del terremoto che colpì lo
Stretto di Messina nel 1908: in quell'occasione l'Arma fu definitivamente appellata
Benemerita.
Prima guerra mondiale
L'Italia arrivò alla prima guerra mondiale formalmente schierata con la Triplice
alleanza ma la promessa di riconoscimenti territoriali da parte della Triplice Intesa,
dopo un periodo di neutralità, indussero un deciso cambio di fronte.
Anche in questa circostanza furono protagonisti di atti di valore e di sacrificio rimasti
celebri. Alla fine della prima guerra mondiale i Carabinieri morti furono 1423 e 5245
quelli feriti. Per onorarli, il 5 giugno 1920, fu concessa alla bandiera dell'Arma la sua
prima medaglia d'oro al valor militare.
Seconda guerra mondiale
Dopo la dichiarazione di guerra del 1940 di Mussolini a Francia e Inghilterra i
Carabinieri diedero mostra di capacità e spirito di sacrificio con atti di eroismo
individuali o collettivi che hanno fatto storia: in Africa Orientale e Settentrionale, nei
Balcani, in Grecia, in Russia, si batterono con coraggio ed abnegazione.
Arrivò l'8 settembre 1943 e l'armistizio con gli Alleati a cui seguirono momenti di
grande confusione. In tale situazione l'Arma adottò due grandi dispositivi.
- istituì nelle regioni meridionali il "Comando Carabinieri Italia liberata" che fu il
centro animatore per la guerra di Liberazione.
- organizzò la Resistenza nei territori occupati dai Tedeschi, sia dando vita a proprie
unità partigiane, sia inserendo nuclei di Carabinieri volontari nelle altre formazioni
clandestine.
Il 23 settembre 1943 il Vicebrigadiere Salvo d'Acquisto a Palidoro (Roma) non esitò
ad offrire la sua giovane vita per salvare quella di 22 ostaggi innocenti accusati di
essere gli autori di un attentato nei confronti di un presidio di truppe naziste.
Per questo gesto eroico, a Salvo D'acquisto venne tributata la medaglia d'Oro al Valor
militare alla memoria.
Alla fine della seconda guerra mondiale tra i carabinieri si contarono 4618 caduti,
15.124 feriti e 578 dispersi. Di questi, 2.735 perirono durante la Resistenza e la Lotta
di Liberazione. Per il contributo dato alla Resistenza, il 2 giugno 1984 alla bandiera
dell'Arma dei Carabinieri è stata concessa la terza medaglia d'oro al valor militare.
Secondo dopoguerra
In ossequio ai risultati del referendum del 2 giugno 1946, il 13 successivo Re
Umberto II lascia l'Italia e scioglie i Carabinieri Reali dal particolare giuramento di
fedeltà che li legava alla sua persona. L'Esercito Regio rinasce nell'Esercito italiano e
l'Arma dei Carabinieri Reali venne rinominata "Arma dei Carabinieri", la prima arma
del nuovo esercito.
Anni'70 ed anni '80:
Contrasto al terrorismo eversivo e alla criminalità organizzata
Per contrastare il terrorismo eversivo l'Arma rinnovò la sua struttura organizzativa e
così nacque il nucleo speciale antiterrorismo (22 maggio 1974).
Il Carabiniere più noto fra quelli impegnati contro il terrorismo di quegli anni è
certamente Carlo Alberto Dalla Chiesa che ebbe il merito di intuire che per
combattere i terroristi occorreva conoscerne i metodi e adeguare le tecniche di
contrasto. La lotta proseguì negli anni successivi e tanti furono i Carabinieri a cadere
sotto i colpi dei terroristi.
Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, nominato nel 1982 Prefetto di Palermo per
contribuire alla lotta alla Mafia, è certamente il Carabiniere più illustre vittima della
Mafia.
Carabinieri e catastrofi naturali
Nel secondo dopoguerra, come già prima, i Carabinieri sono sempre stati in prima
linea nel soccorso delle popolazioni civili vittime di catastrofi naturali, meritandosi
importanti riconoscimenti:
- 1951: alluvione del Polesine (medaglia d'oro al valor civile)
- 1963: disastro del Vajont ( medaglia d'argento al valor civile)
- 1966: alluvione di Firenze (medaglia d'oro al valor civile)
- 1976: terremoto del Friuli (medaglia d'oro al valor dell'esercito)
- 1980: terremoto dell'Irpinia (medaglia d'oro al valor dell'esercito)
- 1994: alluvione del Piemonte e dell'Emilia- Romagna(medaglia d'oro al valor civile)
Elevamento a forza armata autonoma nel 2000
Fino all'anno 2000 l'Arma era parte integrante dell'Esercito italiano, attraverso l'art. 1
della legge delega 31 marzo 2000, n. 78 i Carabinieri vengono elevati a forza armata
autonoma con rango di forza Armata, nell'ambito del Ministero della difesa.
Lo stemma araldico attualmente in uso venne concesso, e in parte modificato, il 21
maggio 2002.
Carabinieri in missione all'estero
Specialmente negli ultimi anni i carabinieri sono stati chiamati frequentemente a
partecipare a missioni operative all'estero. Particolarmente significativo è il
contributo assicurato dall'Arma con i Reggimenti MSU operanti nei Balcani
nell'ambito delle Missioni NATO.
A partire dal 1982 sono stati in Libano, Somalia, Bosnia, Kosovo, Cambogia,
Mozambico, Afghanistan ed Iraq.
Il maggiore tributo di sangue è avvenuto il 12 Novembre 2003 in seguito all'attentato
di Nassiriya dove perirono 12 Carabinieri e rimasero feriti 120 loro colleghi e inoltre
morirono 5 militari dell'esercito e 2 civili.
In seguito a tale nefasto evento il Parlamento ha istituito il 12 novembre del 2009 la
Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la
pace con ricorrenza il 12 Novembre.
IL MOTTO
"Nei secoli fedele" è il motto dell'Arma dei Carabinieri e venne creato per il primo
centenario dell'Arma nel 1914.
L'8 dicembre del 1949 è un' altra data simbolica per i Carabinieri: papa Pio XII
proclama la Madonna Virgo Fidelis, patrona dei Carabinieri e fissa al 21 novembre la
ricorrenza.
La data del 5 giugno è stata assunta come Festa dell'Arma dei Carabinieri
Papa Francesco: "La vostra vocazione è il servizio"
Riportiamo le parole con cui Papa Francesco ha salutato i Carabinieri, in occasione
del Bicentenario di fondazione dell' Arma:
"Celebrare questa ricorrenza significa ripercorrere due secoli della Storia d'Italia,
tanto è forte il legame dell'Arma dei Carabinieri con il Paese.
Cari Carabinieri, la vostra missione si esprime nel servizio al prossimo e vi impegna
ogni giorno a corrispondere alla fiducia e alla stima che la gente ripone in voi. Ciò
richiede costante disponibilità, pazienza, spirito di sacrificio e senso del dovere".
Gli alunni e alunne della classe III B, Scuola Secondaria di I° grado,
dell'Istituto Comprensivo "Tricase Via Apulia", seguendo le linee del
percorso storico dal 1814 al 2014, hanno composto, in onore dell'Arma,
la poesia "Buon Compleanno ", dedicandola ai Carabinieri:
Eroi di oggi, del domani e di ieri.
Buon Compleanno
all'Arma dei Carabinieri
13 LUGLIO 1814, una memorabile data,
poiché l’Arma Dei Carabinieri fu fondata.
Vittorio Emanuele I di Savoia la istituì
e la loro storia cominciò così.
Tante missioni per noi hanno compiuto,
donando nel periodo del Risorgimento il loro contributo,
grazie anche a loro per la nostra Italia Unita:
Missione che, dopo tre guerre d’indipendenza, fu riuscita.
Si distinsero nella lotta al Brigantaggio,
che sconfissero con amor patrio e coraggio.
Protagonisti furono di atti di valore e sacrifici nella I Guerra Mondiale,
sempre pronti per difendere e proteggere il nostro Stivale.
Nella II guerra mondiale alla liberazione miravano
e per la loro Italia perivano;
durante la Resistenza hanno combattuto
e per un ideale hanno dato aiuto.
Nel dopoguerra e ancora oggi, da Eroi, contro il Terrorismo e la Mafia
per tener pulita e senza pericoli la Patria.
Soccorsi in prima linea offrono alle popolazioni
che hanno bisogno di aiuto dopo devastanti terremoti o alluvioni.
Notevole il loro debito di sangue nelle Missioni operative all’ estero,
aiutando popolazioni e tante loro vite persero.
Oggi sempre al nostro fianco li abbiamo,
per aiutare e difendere il popolo italiano.
Duecento anni di Storia sono passati per portare pace e speranza,
per garantire libertà e democrazia nel nome della Fratellanza.
Nei secoli fedeli:
BUON COMPLEANNO, EROI DI OGGI, DEL DOMANI E DI IERI.
BUON COMPLEANNO, CARI CARABINIERI!
Nassiriya, per non dimenticare
Gli alunni e alunne della classe III B, Scuola Secondaria di I° grado,
dell'Istituto Comprensivo "Tricase Via Apulia", dopo aver svolto un lavoro
di ricerca e approfondimento, hanno composto delle poesie sullo stile del
sonetto o a stile libero per ricordare la missione dei carabinieri a
Nassiriya, conclusasi con un terribile attentato, affinchè tale tragedia non
si ripeta e non venga mai dimenticata.
Un immenso Grazie
Ai nostri eroi…
La vita avete donato per tutti noi,
con grande affetto noi vi abbracciamo
e un immenso Grazie vi doniamo.
Oggi purtroppo non siete qui presenti,
a stare con noi persone viventi.
Una bomba mortale vi ha incontrati
e nelle braccia della morte voi siete arrivati.
Un camion di tritolo è arrivato,
voi, coraggiosi, lo avete notato,
un BOOM forte si è scatenato
e... in faccia alla morte avete guardato.
MARCO ANICETO III B - Scuola sec. 1° grado
ERA SOLO UN GIORNO D'AUTUNNO
Era solo una missione di pace
ma Pace per chi?
Ormai tutto tace:
la vostra bocca, i vostri cuori, i vostri occhi.
Era solo un giorno d'autunno alla base maestrale,
i vostri cuori ricchi di felicità,
perchè in Patria si tornerà,
invece dritto al cuore arriva l'invasore criminale.
Era solo un desiderio:
tornare a casa!
ma la vita avete perduto.
Ora siete i nostri EROI
per chi ancora nella pace crede come voi!
Michael Aniceto III B-Scuola sec. 1° grado
I MIGLIORI
Undici anni fa...
Addio a figli, a fratelli
e a dei papà,
che da seguire erano dei modelli.
Uccisi da nemici,
che il loro aiuto non hanno apprezzato,
ma che loro, da eroi,
hanno comunque donato.
Il loro ricordo non finirà,
impresso nei nostri cuori
sempre resterà.
Ancora brillano i nostri colori,
in terra straniera
morirono i Migliori.
Bortone Marika III B-Scuola sec. 1° grado
UNA VITA PER STRADA
Una vita trascorsa per strada,
per difendere chi non può difendersi,
per fermare chi non vuol fermarsi,
per amare chi non vuole essere amato.
Vai per la tua via
e difendi i tuoi ideali,
sei un eroe senza pari,
che non sa mai dire no .
Sei veramente speciale
sei come un leone
sei proprio l’ideale .
Sei come un combattente
che sa sempre cosa fare
e non ha mai paura di niente.
Erika Caraccio III B-Scuola sec. 1° grado
PROFONDA CICATRICE
Ancora vive nella mia mente,
mentre il tempo ne ha cancellato le impronte,
le tue virtù d'eroe buono
che del coraggio hai avuto dono.
Nel ricordo di quel triste giorno,
nel cuore di ognuno di noi
il rimpianto del mancato ritorno
lascerà un segno nella storia di poi.
Fa che vano non sia,
tu che hai insegnato impegno e caparbietà
per raggiungere la meta felice,
aver dato la tua vita per difendere la mia,
per garantire la mia incolumità,
ma della tua esistenza ne resta solo una profonda cicatrice.
D'Amico Denise III B-Scuola sec. 1° grado
Gli eroi di Nassiriya
In quel giorno fatale
da eroi voi siete morti,
non avete più visto il vostro paese natale,
ma siete stati comunque i più forti.
Il fato vi ha voluto bersaglio
del proditorio attacco di un nemico invisibile,
dell'Italia siete stati l'orgoglio
ma il dolore dei vostri familiari è stato incontenibile.
Quel camion di tritolo la vita vi ha rubato,
un gruppo di piccoli grandi Eroi e tutt'intorno tace,
vittime innocenti di un criminale atto.
Servitori e non servi dello stato,
diciamo grazie per tutto quello che avete fatto,
a voi tutti portatori di pace.
D'Aversa Michele III B- Scuola sec. 1° grado
Ero un giovane spensierato
Eroe non sono nato,
ma la guerra mi ha chiamato!
Ero un giovane spensierato,
ma la guerra mi ha violato!
Era un giorno come tanti,
ero uno dei tanti,
Eroe mi hanno chiamato,
perché un’esplosione mi ha ammazzato!
La mia vita è stata stroncata
da una guerra da tutti odiata.
De Martino Marco III B- Scuola sec. 1° grado
Cavaliere senza ritorno
Ho visto uomini
cadere nell'eterno sonno,
urla silenziose
in un istante di fango.
Ho raccolto fioretti di esperienze vissute
e di anni strappati
alla mia vita.
Ho abbracciato nel freddo infinito
una madre con il suo bambino.
Aspetto un Cavaliere senza ritorno
che mi porti via
da questo sogno.
De Papa Marco III B-Scuola sec. 1° grado
ANGELI SENZA LE ALI
Siete caduti a Nassirya
e la vostra vita è volata via,
lasciando sul prato
un pianto disperato.
Ora a voi un pensiero rivolgiamo
e nella pace speriamo,
quando le vostre vite sono volate,
le vostre famiglie erano disperate.
A voi portatori di pace,
tante volte siete partiti da quel binario
ed oggi è il vostro nobile anniversario.
Solo ricordi, ora!
Spero che il coraggio che avete avuto voi
lo trasmettiate anche a noi.
Longo Rocco III B-Scuola sec. 1° grado
COME FIORI
Accadde quel maledetto giorno,
Uno scoppio, una nuvola nera,
quel viaggio senza ritorno,
la fine di una vita intera.
Nassiriya: paese amico per difesa, per un aiuto offerto.
La vita han perso migliaia di eroi
Un aiuto sofferto
Loro: uccisi per NOI
Oggi siete qui tristemente ricordati, fratelli,
padri, figli e civili.
E’ proprio vero: vanno via i migliori, i più belli.
Belli proprio quei fiori che il Signore per sé ha raccolto.
Voi persone umili, semplici e servili.
Cari eroi, grazie di tutto. Vi dobbiamo molto.
Maraglino Valeria III B - Scuola sec. 1° grado
Neanche il tempo di pensare
Sono andato in Iraq e sono contento
perché vado a fare quello che sento.
Lo faccio col cuore, perché mi piace,
speravo che nel mondo tornasse la pace.
Il mio lavoro è pieno di sacrifici
ma portiamo alla gente tanti benefici.
Eravamo tutti persone di cuore,
andavamo laggiù per portare amore.
La gente a Nassiriya si fida a stento
ogni mattina ci dicevamo “Stai attento”.
Pensavo sempre al mio ritorno,
contavo le ore che arrivasse quel giorno.
Bevevo un caffè e mi sono allarmato
perché ho udito un forte boato.
Le fiamme voraci ho visto avanzare
e non ho avuto neanche il tempo di pensare.
Mastria Giordana III B-Scuola sec. 1° grado
SOGNI E SPERANZE
Con gli occhi colmi di sorriso
siete partiti, pieni di sogni e di speranze,
con noi il cuore avete condiviso
nonostante le lunghe distanze.
Siete andati laggiù a portare la pace
insieme a tutti i vostri amici
nella terra dove nulla tace,
a compiere mille sacrifici.
All’improvviso un vento soffia forte,
un vile boato vi ridesta allarmati.
Chissà quale sarà la vostra sorte?
Dalla vostra patria vi siete allontanati,
e, non sfuggendo alla morte,
in Paradiso siete andati beati.
Mele Chiara III B-Scuola sec. 1° grado
ANGELI DEL TRICOLORE
Quel fatale 12 Novembre
siete andati per portare la pace
e siete tornati con uno sbiadito Tricolore.
Quel maledetto giorno
mancavano poche ore per tornare alle vostre famiglie,
ma all’ultimo momento quel maledetto camion
portò la morte a 19 vite innocenti.
Per noi siete
ANGELI DEL TRICOLORE.
Musio Rocco III B-Scuola sec. 1° grado
Mamma, fra sei mesi tornerò
Facciamoci coraggio, amici miei, domani si va via.
Raccogliamo le nostre cose, si parte per Nassiriya.
Mamma, ti voglio bene, fra sei mesi tornerò.
Con i soldi che ricaverò, respireremo un po'...
Occhio alla strada, figlio mio, non ti distrarre mai, all'inferno ci sei già.
Sventola il tricolore, si sta in libertà,
mentre qualcuno prega, un altro se ne va.
C'è chi tra un turno e un altro compone una poesia,
chi manda un messaggio alla sua compagnia.
D'un tratto tanti spari,
chi sparasse non lo so,
ricordo solo che le case e l'aria incendiò.
Poi venne giù l'inferno in quel dì a Nassiriya,
vedevo tanta gente scappare via.
A terra, tanti eroi e tanta ipocrisia.
Vola via , colomba bianca, ho tanta nostalgia
di rivedere il mondo dalla casa mia.
Fissano il Tricolore le donne di Nassiriya,
sperano nel loro cuore che non siano andati via.
Palumbo Luca III B-Scuola sec. 1° grado
IL BUIO NELLA LUCE
Un giorno come tanti,
in missione di pace per proteggere popolazioni straniere,
quand'ecco il buio nella luce
e apparve la morte con tutte le sue ombre.
Non siete servi, ma servitori dello Stato,
eroi pronti a rischiare la vita per le persone che avete amato.
Purtroppo non è un gioco, dove si può salvare la partita,
infatti,molti di voi hanno perso la vita.
Panico Gabriele III B-Scuola sec. 1° grado
Come un film…
Sembra un film, un terribile film..
Non ci sono parole da dire,
possiamo solo provare dolore
per la vostra inaspettata e
altrettanto dolorosa perdita.
Voi, 19 Angeli saliti al cielo,
ormai come un velo che
offusca la vostra immagine,
che resta viva nella nostra mente..
Non può un semplice ‘GRAZIE’
ripagare il vostro sacrificio, ma noi,
solidali con le vostre straziate famiglie,
non possiamo fare altro che dirvi:
GRAZIE DI TUTTO, NOSTRI ANGELI,
GRAZIE PER ESSERE STATI I
MIGLIORI ATTORI DI QUESTO CHE SEMBRA
UN FILM, UN TERRIBILE FILM.
GRAZIE, EROI.
Piscopiello Sara III B- Scuola sec. 1° grado
EROI
Avevo una famiglia
che era una meraviglia.
Un giorno sono stato chiamato
e a Nassiriya sono andato.
Appena sono arrivato
un boato mi ha svegliato
e il mio compagno
l' ho visto sventrato .
Il cielo è nero
ma la terra è rossa
del sangue che scorre a forza.
Siamo stati compagni di vita
ma anche di morte.
Rizzo Ivan III B-Scuola sec. 1° grado
Il Perchè di quella follia
La gente si chiede il perché di quella strage così immane,
il perché di una storia così inverosimile,
il perché di una cattiveria così crudele,
il perché di quella follia.
Son morti i nostri eroi,
gli stessi eroi che hanno combattuto per noi,
quegli eroi con una grande voglia di pace,
quegli eroi, figli della Patria, che hanno lottato per noi.
Nel nostro cuore conserviamo il ricordo,
un ricordo bello di coraggio e valore
ma brutto di dolore e sconforto.
Volevano portare la pace e l'armonia
ma sono andati via
e la gente si chiede il perchè di quella follia.
Rizzo Stefano III B-Scuola sec. 1° grado
L’EROE
A Nassiriya ti hanno chiamato
e senza vita ti hanno lasciato.
Tu hai tutti aiutato,
ma loro non ti hanno apprezzato.
Volevi la pace, non volevi la guerra,
ma da eroe sei ritornato alla tua terra.
Alessandro Sanapo III B- Scuola sec. 1° grado
Stelle nel Cielo
Voi siete eroi,
la patria vi piange ,
vi stima, vi ama,
voi siete stelle ora nel cielo ,
ora vi vedo splendere lassù,
i vostri sorrisi, le vostre carezze,
nell’ infinito universo
VIVRANNO PER SEMPRE.
Serafini Alessia III B- Scuola sec. 1° grado
BOOM... l'ultimo suono
Una bomba fatale...
tutto è svanito in una nube di cenere.
Per il nostro paese avete lottato
e il tricolore in terra straniera avete portato,
dimostrando il vostro valore,
combattendo con grande onore .
Una camion pieno di tritolo è arrivato
solo dolore e sconforto,
ogni emozione è volata via.
Era ormai tutto inevitabile :
l’ultimo suono che avevate ascoltato è stato BOOM… con uno sguardo serrato.
Urso Paolo III B -Scuola sec. 1° grado
Quel giorno lontano
Quel giorno lontano,quel giorno fatale,
“quel giorno” il destino ha voluto cambiare
la vita di quei giovani dal cuor audace
che a Nassiriya stavan per portare la pace.
Bontà e aiuti portavan laggiù
ma questo gesto apprezzato non fu,
gente cattiva,con disprezzo della vita,
la bomba scagliò con ferocia inaudita.
Ignoro la causa di quel gesto immane,
ma quanto dolore ancora oggi rimane
nel cuore di mamma o di un familiare,
ricordando quel giorno fatale.
"Non arrendetevi a questo dolore,
ma combattete con abbracci e amore"
è il grido potente che ci vien da lassù,
da quei ragazzi che non ci son più.
Ehi, cos'è quel bagliore?
Guardate bene,guardate col cuore,
son diciannove angeli che sventolano il tricolore.
Zocco Clarissa III B -Scuola sec. 1° grado
Associazione Nazionale Carabinieri
Sez. Brig. Antonio Cezza- M.A.V.M.
Via G.Toma N°1 Tricase (Le)
La Sezione A.N.C. di Tricase, intitolata al Brigadiere Antonio Cezza, Medaglia
d’Argento al Valor Militare alla memoria, è stata fondata da un gruppo di ex
Carabinieri in pensione l’8 dicembre 1989 ed è ubicata attualmente in via Gioacchino
Toma n.1, nei locali a piano terra dell’ex convento dei Domenicani di proprietà del
Comune di Tricase.
Conta nell’anno 2015 n.88 Soci, tra Soci Effettivi, Familiari, Simpatizzanti e
Benemeriti. Il Presidente è attualmente il Maresciallo Capo Antonio Leone e
Segretario l’Appuntato Cavaliere Cosimo Coluccia; il Consiglio Direttivo è
composto dal Presidente, dal Segretario e 5 Consiglieri.
Altri organi della Sezione sono i seguenti:
n.2 Revisori dei Conti (scelti dal Consiglio Direttivo tra i Soci Effettivi);
n.3 Consiglieri di Disciplina (scelti dal Consiglio Direttivo tra i Soci Effettivi).
Numerose sono le attività sezionali svolte ogni anno nel campo culturale, associativo,
sportivo e di volontariato. Collabora con gli Istituti Comprensivi locali e con il
Comune di Tricase per fini socio-culturali ed educativi. La Sezione ha ricevuto
numerosi riconoscimenti e premi nel corso degli anni da parte di Enti Pubblici e
Soggetti privati e dalla Presidenza Nazionale Carabinieri Roma.
La Sezione A.N.C. di Tricase è gemellata con la Sezione A.N.C. di Tropea
(Catanzaro) e con la Sezione A.N.C. di San Gallo (Svizzera).
Inoltre, la Sezione ha presentato istanza anni fa per richiedere che una strada di
Tricase venisse dedicata al Brigadiere Antonio Cezza, richiesta che è stata accolta
dalla Giunta Municipale con propria delibera e la scelta è caduta su una nuova strada
del rione di Sant’Eufemia; l’inaugurazione, in data 24/03/2007, è stata curata nei
dettagli dalla Sezione A.N.C. di Tricase, che per l’occasione ha inaugurato anche una
nicchia, sempre sulla stessa via, dedicata alla Virgo Fidelis – Protettrice dell’Arma
dei Carabinieri.
Brigadiere Antonio Cezza,
medaglia d'argento al Valor Militare alla memoria
Antonio Cezza, medaglia d'argento al Valor Militare, nasce il 12 febbraio 1964 a
Cursi, in provincia di Lecce. Ancor piccolo, viene a stabilirsi a Trani con la famiglia,
essendo il padre Giovanni in servizio come Appuntato dei C.C.
Compie le varie fasi della sua formazione scolastica presso la Scuola Elementare
"Mons. Petronelli", la Scuola Media"G. Bovio" ed il Liceo Classico "F. De Sanctis",
disputando anche diversi anni come giocatore con le giovanili della U.S. Basket.
Conseguita la maturità, si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza (Università di Bari),
ma il suo grande desiderio è quello di diventare Tenente di Carabinieri.
Partecipa, allora, al concorso presso l'Accademia Militare di Modena, viene ammesso
e supera il prescritto periodo di prova. Tuttavia chiede di passare all'Accademia dei
C.C.di Roma.
Per la risposta negativa lascia Modena e rientra a Trani; espleta qui il servizio di leva
come Carabiniere ausiliare, poi definitivo, partecipa al Concorso Allievi Sottoufficiali
che supera divenendo Vicebrigadiere e , successivamente, Brigadiere.
Nel 1990 il sottufficiale affronta un malvivente che lo uccide con un colpo di fucile.
Cezza, sottufficiale del nucleo operativo e radiomobile, dopo aver saputo che nei
giardini pubblici era in atto una rissa, nonostante fosse fuori servizio e in abiti civili,
interviene insieme ad altri militari.
In mezzo alla rissa, c'era un noto pregiudicato, armato di fucile.
Cezza, davanti a tutti, lo affronta coraggiosamente, ma viene colpito a morte da un
colpo ravvicinato.
Antonio Cezza rappresenta tanti salentini, che con grande semplicità ed umiltà
compiono ogni giorno il proprio dovere, in virtù di uno stile di vita che si basa su
valori autentici. Tanti piccoli eroi che ogni giorno, nell'ombra e nel rispetto, rendono
migliore la nostra società.
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