1 PRESENTAZIONE C'è chi dice che le reti televisive mondiali e l'espansione dei molti altri mezzi di comunicazione in tempo reale stanno trasformando il nostro pianeta in una sorta di villaggio globale, sul quale ognuno viene a conoscere subito ciò che accade dovunque. Però ci rendiamo conto che i padroni delle reti selezionano le notizie in funzione dei loro interessi e quindi non tutto veniamo a conoscere di quanto sarebbe a noi utile. Perciò dobbiamo cercare di superare i filtri che esistono sempre e dobbiamo essere grati a coloro che vogliono informarci by-passando i filtri e invitandoci a riflettere su ciò che fatto altrove, che viene oscurato. Questo opuscoletto si propone di farci conoscere e farci riflettere sulle strategie adottate da alcune città del mondo che si sono impegnate attivamente nella promozione della salute dei loro cittadini, sviluppando, in particolare, programmi di prevenzione dei danni da tabagismo, nell'ambito del più vasto progetto di Sanità Pubblica che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha denominato "Città sane". Questi argomenti non sono graditi al grande business e non vengono portati a conoscenza di tutti, coi particolari necessari affinché tutti si rendano conto che in Sanità Pubblica i programmi devono essere preparati ed eseguiti in modo globale, se si vuole che abbiano successo. Nell'opuscolo sono riportati esempi di buona strategia operativa sanitaria verso un preciso obiettivo: la p reven zione d ei dan ni da tabag ismo , mediante azioni locali, concertate e sistematiche, rivolte ai giovani e agli adulti, negli ospedali e nei luoghi pubblici, nei mezzi di trasporto, nei luoghi di lavoro, nelle Università e nei luoghi sportivi, dovunque, allo scopo di realizzare città libere dal fumo di tabacco - questo traguardo è raggiungibile benché sia ostacolato da interessi immensi; ed è possibile avere "città sane" sotto questo profilo. Ogni fattore di rischio alla salute, non soltanto quello da fumo di tabacco, va affrontato in modo globale, mediante programmi strategici. Questo opuscolo ci vuole fare riflettere sull'inutilità delle improvvisazioni; sulle difficoltà nostre di attivare programmi; sulle resistenze che vengono opposte contro le azioni concertate e integrate tra settori di servizi diversi: sanitari, scolastici, sociali, industriali, sportivi, ecc.; sulla frequente passività dei servizi sanitari quando si tratta di tutelare e promuovere la salute; sulla discontinuità della maggior parte degli interventi sanitari. Credo che un ringraziamento vada rivolto agli operatori del Centro per l'Educazione alla Salute della ULSS di Padova per questa ulteriore collaborazione allo sviluppo del progetto dell'OMS "Città sane" a Padova. prof. Bruno Paccagnella ordinario di medicina di Comunità Presidente della sezione Veneto dell'AIES 2 PREFAZIONE "Padova, città sana senza fumo". Non è semplicemente uno slogan d'effetto. E' il nome del programma che riunisce il Comune, i servizi sanitari, il mondo della scuola, le associazioni di volontariato, e tutti i cittadini nel lavorare insieme per costruire una Città più sana, una Città senza fumo. Questo progetto, seguito dal punto di vista tecnico dal Centro di educazione alla salute, con il quale è in corso una proficua collaborazione, è inserito nel progetto internazionale "Città sane" dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Focalizzando l'attenzione sui problemi sanitari e sui metodi da adottare nel contesto urbano, esso si propone di stimolare lo sviluppo di una nuova attenzione alla qualità della vita e alla salubrità degli ambienti di quanti abitano, lavorano, vivono in città. Nella logica di questo progetto, l'Amministrazione Pubblica si fa carico dei bisogni di salute dei cittadini e promuove iniziative di tutela della salute, di svago, di crescita comunitaria tra le persone, di corresponsabilità, di adozione di stili di vita sani. Convinti della validità di questo modo di intendere la salute dei cittadini ed il loro benessere, la Città di Padova ha aderito già nel 1987 al progetto "Città sane" e nel 1992 al sottoprogetto "Città libere dal fumo". La strategia di lotta al tabagismo è stata intrapresa con decisione essendo ben noto che le azioni per ridurre l'abitudine al fumo sono probabilmente i più importanti interventi che una città può intraprendere per promuovere la salute dei propri cittadini. Il Multi-City Action Plan "TobaccoFree Healthy Cities" si basa su un network di 14 città europee che stanno attuando azioni contro il fumo con l'obiettivo di valutarne l'efficacia e scambiarsi esperienze. E proprio qui a Padova, nel 1994, è stata ospitata la IV° riunione di lavoro dei rappresentanti delle Città aderenti al progetto. Questa Amministrazione intende continuare il suo impegno per lo sviluppo di "sane" politiche pubbliche, creando ambienti favorevoli alla salute, rafforzando l'azione comunitaria con la partecipazione attiva dei cittadini, con il continuo aggiornamento dei mezzi e l'adeguato sforzo finanziario. La salute ed il suo mantenimento costituiscono infatti il presupposto fondamentale dello sviluppo sociale e civile di una città. Il Sindaco della Città di Padova Flavio Zanonato Il Consigliere comunale Delegato al Progetto "Città Sane" Piero Ruzzante Il Responsabile del Centro di educazione alla salute Dr. Giovanni Pilati 3 This document was issued by the Regional Office for Europe of the World Health Organisation in 1994 under the title "Working for Tobacco-free Cities". The translator alone is responsible for the accuracy of the translation. COPYRIGHT E PERMESSI DI TRADUZIONE Questo documento è edito a cura della Sede Regionale Europea dell'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1994 con il titolo "Lavorare per le Città senza fumo". L'accuratezza della traduzione cade unicamente sotto la responsabilità del traduttore. Tutti i diritti di questo documento sono riservati dal WHO Regional Office for Europe. Tuttavia il documento può essere liberamente recensito, riprodotto, riassunto o tradotto, purché non per la vendita o per scopi commerciali. II nome e l'emblema dell'OMS sono protetti e non si possono usare per riproduzioni o traduzioni del documento senza permesso scritto. Tutti i giudizi espressi dagli autori citati ricadono unicamente sotto la loro responsabilità. All'Ufficio Regionale vanno inviate tre copie di ogni traduzione. In accordo con la normativa in vigore, il testo riguardante le iniziative antitabagiche intraprese dalla città di Padova, riportato in aggiunta al testo originale, viene stampato con diversa veste tipografica. 4 OBIETTIVO 14 Ambienti per la promozione della salute OBIETTIVO Entro il 2000 tutti gli ambienti ove si svolge la vita sociale e le attività umane quali città, scuole, luoghi di lavoro e le abitazioni dovrebbero fornire più possibilità di promozione della salute. 17 Tabacco, alcool e psicofarmaci Entro il 2000 in tutti gli Stati Membri deve essere ridotto in modo significativo il consumo nocivo di sostanze che inducono dipendenza quali alcool, tabacco e farmaci psicoattivi. 5 LAVORARE PER LE CITTA' SENZA FUMO Il progetto Multi-City Action Plan (MCAP) L'impegno per promuovere città libere dal fumo si articola in due principali iniziative della Sede Regionale Europea dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: il Piano di Intervento per l'Europa senza fumo (Action Plan for a Tobacco-free Europe) ed il Progetto Città Sane (Healthy Cities Project). Le città interessate nello sviluppo di un valido modello di intervento per ridurre la diffusione del fumo si sono riunite in un Multi-City Action Plan (MCAP) per le città senza fumo. Belfast ha ospitato un primo incontro nel 1991. I successivi incontri si sono tenuti a Francoforte sul Meno nel 1992, a Pécs nel 1993 e a Padova nel 1994. Le città partecipanti hanno identificato alcuni temi di intervento: i bambini, i problemi economici, l'ammini-strazione locale, i luoghi pubblici, i servizi sanitari e gli adulti. Questo opuscolo è una guida che aiuta a redigere programmi per creare città libere dal fumo. Vengono chiariti gli scopi dei temi indicati ed identificate le opportunità di intervento. La descrizione delle iniziative svolte nelle città appartenenti al network permette di presentarle come esempi da imitare. Gli interventi descritti sono molto diversificati ed evidenziano le occasioni per creare nuove alleanze e collaborazioni per favorire un reale cambiamento nelle nostre città. Grace Burnside, Tapani Piha and Michael Wood. Working for tobaccofree cities. A multi-city action plan. Copenhagen, WHO Regional Office for Europe, 1994. (EUR/ICP/HSC/644(T)). 6 RINGRAZIAMENTI Questa pubblicazione fa parte della serie di opuscoli dedicati al Multi-City Action Plan (MCAP) del Progetto Città Sane promosso dall'OMS e costituisce anche il libro numero 11 della serie Europa Senza Fumo. L'opuscolo è prodotto dal MCAP per le città senza fumo. Le quattordici città coinvolte nel progetto MCAP hanno contribuito attivamente con la promozione di campagne antitabagiche di cui hanno riferito esiti e valutazioni. Sebbene in modo incompleto, vengono qui riportati i risultati di alcuni interventi. II materiale è stato raccolto principalmente nel corso di tre incontri di lavoro tenutisi nelle città di Belfast (1991), Francoforte sul Meno (1992) e Pécs (1993). La Ulster Cancer Foundation di Belfast ha coordinato l'intero progetto. Siamo particolarmente grati a Grace Burnside e Michael Wood dell'Ulster Cancer Foundation che si sono occupati della stesura del primo testo, ai rappresentanti delle città che hanno fornito esempi di interventi e a Patrick Doorley che ha curato ampie sezioni dell'opera. Hélène Cox e Fiona Shenton hanno aggiornato il materiale includendo la descrizione delle iniziative più recenti. Senza il loro aiuto questa pubblicazione non sarebbe stata possibile. Copenaghen, dicembre 1993. Tapani Piha, Regional Adviser per l'Europa Senza Fumo. 7 INDICE 13 INTRODUZIONE 14 14 IL CONCETTO DI CITTÀ SANE E IL MULTI-CITY ACTION PLAN il progetto Città Sane dell'OMS 14 il Multi-City Action Plan 15 evoluzione del concetto 15 uso della struttura per raggiungere gli obiettivi 16 16 CITTÀ SANE SENZA FUMO piano di intervento (Action Plan) per una Europa senza fumo 18 Multi-City Action Plan per Città Sane senza fumo: piani di intervento 23 24 POSSIBILITÀ DI INTERVENTO PER LE CITTÀ piano d'azione contro il fumo 28 luoghi pubblici e di lavoro senza fumo 32 servizi sanitari senza fumo 36 le nuove generazioni senza fumo 41 gli adulti 47 OMS: Progetto Città sane e interventi futuri contro il fumo. 49 DOCUMENTI SUL FUMO DELL'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ 50 COORDINATORI DEL TOBACCO FREE HEALTHY CITIES 8 Testo di: Grace Burnside Michael Wood The Ulster Cancer Foundation WHO Regional Office for Europe Tapani Piha WHO Regional Office for Europe A cura di: Mary Steward Burgher Hélène Cox Fiona Shenton WHO Regional Office for Europe Traduzione ed adattamento: Francesca Zannoni Luca Gino Sbrogiò Centro di educazione alla salute - Padova Per ulteriori informazioni si prega di contattare: Dr. Patrick Doorley Coordinatore Tobacco-free Healthy Cities MCAP c/o Eastern Health Board, Community Care Area 7 Aras Daimhin, Croke Park, Jones's Road Dublin 3 Irlanda Tel +353 1 873.1777 oppure +353 1872.2278 Fax +353 1 873.1115 oppure +353 1873.5737 WHO Regional Office for Europe Scherfigsvej 8 DK-2100 Copenhagen Ǿ Danimarca Tel +45 3917.1717 Tel +45 3917.1435 Ms. Annette Herzog Tel +45 3917.1509 Dr. Agis Tsouros Fax +45 3917.1818 Telex 15348 who dk Dr. Giovanni Pilati Centro di educazione alla Salute via Berchet 20 35131 Padova Tel 049-821.5318 oppure 049-821.5324 Fax 049-821.5321 9 INTRODUZIONE Nella maggior parte delle città europee il fumo di sigaretta causa più morti di incidenti stradali, alcool, incendi, omicidi, suicidi, droga e AIDS messi assieme. Per questo motivo, un valido intervento per ridurre la diffusione del fumo è probabilmente l’iniziativa più importante che una città possa intraprendere per tutelare la futura salute dei suoi abitanti. Numerosi sono i tentativi per promuovere una cultura contro il fumo che vengono attuati in Europa. Un grande impegno è volto a creare ambienti liberi dal fumo. Il Multy-City Action Plan (MCAP) è nato per dare la possibilità alle città, coinvolte nel Progetto Città Sane (Healthy Cities Project, HCP) promosso dall’OMS, di collaborare alla risoluzione di problemi comuni che per la loro gravità necessitano di una particolare attenzione. Lo scopo principale del MCAP consiste nello sviluppo congiunto, nell’approfondimento e nella diffusione di progetti innovativi. Si vuole stimolare la collaborazione tra le città per maturare conoscenze ed esperienze su uno specifico problema. 10 IL CONCETTO DI CITTA’ SANE E IL MULTI-CITY ACTION PLAN II progetto Città Sane dell'OMS II Progetto Città Sane promosso dall'OMS coinvolge una rete di città europee che intendono sperimentare nuovi sistemi o nuove modalità di promozione della salute e migliorare l'ambiente di vita cittadino. Lo scopo principale del progetto è quello di trasformare in realtà il concetto ideale di "città sana" grazie all'impegno politico, allo scambio di idee ed esperienze, ad interventi innovativi e cambiamenti istituzionali. Le città che aderiscono al progetto sono profondamente convinte che la salute non sia solo un problema di scelta del singolo, ma una responsabilità sociale e politica; condividono l'obiettivo di correggere le discriminazioni nel campo della salute con strategie mirate al mutamento delle condizioni ambientali; intendono aiutare le persone ad adottare stili di vita sani e rendere le risorse facilmente accessibili a tutta la popolazione. Oltre alle trentacinque città europee direttamente coinvolte nel progetto, si è organizzata in Europa, Australia, Canada e Stati Uniti una rete nazionale ed internazionale che vede l'adesione di più di quattrocento città. Questo movimento si sta estendendo rapidamente anche nei Paesi in via di sviluppo. Il Multi-City Action Plan Un Multi-City Action Plan (MCAP) è una struttura flessibile destinata alla promozione di interventi che consente alle città partecipanti al progetto di collaborare su temi di particolare rilevanza. Permette alle città di scambiarsi le proprie esperienze, di maturare specifiche conoscenze ed abilità e diventare una sorta di modello e fonte di risorse per altre città appartenenti o meno al Progetto Città Sane dell'OMS. Ogni MCAP intende stimolare interventi innovativi per la salute a livello locale; fornisce anche l'opportunità di coinvolgere altri partners nel Progetto Città Sane. II Multi-City Action Plan, nelle intenzioni, non dovrebbe essere gestito dal gruppo progettuale ma da altri gruppi o da altri enti, il che garantirebbe l'instaurarsi di una rete di connessioni tra gli uffici sede del progetto e gli altri organismi competenti delle città. 11 Evoluzione del concetto Il concetto è stato elaborato la prima volta ad un business meeting delle città aderenti al progetto tenutosi a Belfast nel 1989. Molte città condividevano problemi simili per quanto riguardava la salute e l'ambiente e intendevano unire le loro forze per trovare valide soluzioni. Le città coinvolte in un MCAP possono guadagnare legittimazione politica e sostegno da questa alleanza con altre città e dal ruolo guida internazionale dì cui vengono investite, senza contare le preziose idee ed esperienze che si possono scambiare reciprocamente. Inoltre, i legami con l'OMS, i programmi nazionali o internazionali garantiscono alle città ulteriori e permanenti risorse, consultazioni e consulenze. Da parte loro, l'OMS e gli altri enti traggono vantaggio dalle esperienze maturate grazie allo sviluppo e alla realizzazione di nuovi approcci ai problemi della salute condotti a livello locale. Uso della struttura per raggiungere gli obiettivi La struttura del MCAP è un mezzo per raggiungere gli scopi e gli obiettivi del Progetto Città Sane. L'intento è quello di consentire lo sviluppo di nuovi approcci, la costruzione di nuove alleanze e di promuovere lo scambio di informazioni ed esperienze in ogni area prioritaria, coinvolgendo i cittadini e aiutandoli nelle loro iniziative. I MCAP influiscono su politiche e programmi che vanno oltre l'adempimento del Progetto Città Sane. Ogni MCAP comprende strategie che gli garantiscono visibilità a livello locale, nazionale e internazionale. 12 CITTA’ SANE SENZA FUMO Piano di intervento (Action Plan) per una Europa senza fumo Uno degli obiettivi del progetto "Salute per tutti" è che per il 2000 almeno l'80% degli europei siano non fumatori. Questo obiettivo è stato ribadito nel 1991, quando si è data nuova enfasi al problema della protezione dal fumo passivo. Un "Action Plan" Europeo contro il fumo venne approvato nel 1987 dal comitato OMS regionale europeo nel corso della sua 37esima sessione e, l'anno seguente, la "Conferenza Europea sulla Politica contro il Fumo" di Madrid enunciò sei diritti fondamentali e dieci strategie di intervento per la promozione di una Europa senza fumo. Fu l'avvio di una cooperazione europea quinquennale contro il fumo. Il primo Action Plan ha fornito preziosi insegnamenti per il futuro. E' stato dimostrato che strategie globali realizzate con interventi multisettoriali assicurano una diminuzione del consumo di tabacco e di incidenza di malattie e morti fumocorrelate. La tassazione delle sigarette e la creazione di spazi liberi dal fumo hanno un'influenza determinante nella riduzione del fumo. Durante il periodo di applicazione del primo Action Plan, una ventina di Paesi ha adottato nuove legislazioni o programmi e attualmente si stanno sviluppando azioni globali contro il fumo in circa dieci Paesi. Tuttavia, a meno che non si adottino misure più drastiche, appare piuttosto improbabile che in alcuni Paesi si raggiungano gli obiettivi auspicati dalle campagne europee. Nel nostro continente il numero di morti causato ogni anno dal fumo è addirittura in progressivo aumento e sarà superiore a 1.3 milioni di persone entro il 1995. Il passo successivo per una Europa senza fumo necessita di processi di gestione più efficaci per migliorare le strategie all'interno degli stati membri. Una valida azione anti-fumo dovrebbe essere sostenuta da un impegno politico incisivo e da risorse finanziarie più adeguate. Il secondo Action Plan contro il fumo, con 37 suggerimenti di intervento, viene pertanto proposto per sostenere l'accelerazione di un processo di realizzazione multisettoriale. Grazie al secondo Action Plan verranno rafforzate le cooperazioni e concentrati gli interventi in quelle sei aree che probabilmente garantiscono i risultati migliori. Le sei aree di intervento includono: la creazione di alleanze per una Europa senza fumo e di piani d'azione antifumo polisettoriali, la promozione di ambienti senza fumo e di una cultura antifumo tra le nuove generazioni, lo sviluppo di aiuti per i 13 fumatori che intendono smettere di fumare, l'affinamento di leadership e capacità di gestione e realizzazione a livello locale, nazionale e internazionale. II Progetto Città Sane e il suo Multi Cities Action Plan per la promozione di città sane libere dal fumo è un valido esempio di progetto europeo destinato a coprire tutte e sei le aree di intervento identificate. Si avvale di opportunità uniche per promuovere nuove cooperazioni nelle città. Leadership e risorse permettono alle città di esercitare il loro importante ruolo nella promozione della salute per mezzo della riduzione della diffusione del fumo. L'Ufficio Regionale Europeo dell'OMS intende rafforzare il suo ruolo di coordinazione, interconnessione e sostegno e rafforzare la cooperazione internazionale. I partners nazionali ed internazionali sono invitati ad una partecipazione più attiva in veste di promotori e gestori di progetti multilaterali. 14 Multi-City Action Plan per Città Sane senza fumo Nel settembre 1990 si incontrarono a Stoccolma sette città interessate ad un progetto contro il fumo. Furono identificati in quella sede cinque punti chiave di intervento quali infanzia; problemi economici; amministrazione locale; luoghi pubblici e servizi sanitari. Successivamente la città di Belfast accettò di diventare la coordinatrice del MCAP contro il fumo. Una lista dei coordinatori delle 14 città che aderiscono oggi al progetto è allegata a questo opuscolo. Belfast ospitò il primo business meeting nel maggio 1991. Le città rappresentate erano Dublino, Francoforte sul Meno, Gothenburg, Glasgow, Kaunas, Varsavia e Belfast. Il meeting fu incentrato sui cinque punti chiave di intervento già proposti a Stoccolma cui se ne aggiunse un altro: "adulti e comunità". Le città partecipanti presentavano un grado di competenza molto vario. Alcune avevano una consolidata esperienza di interventi contro il fumo, altre iniziavano allora la loro esperienza. Ciascuna città ebbe comunque il suo ruolo nel promuovere il MCAP per Città Sane e creare quelle condizioni che permettessero ai cittadini di condurre una vita più sana e libera dal fumo. Il secondo meeting, tenutosi a Francoforte sul Meno nel maggio 1992, vide la partecipazione dei rappresentanti provenienti da Belfast, Dublino, Francoforte, Gothenburg, Kaunas, Milano, Pécs, Stoccolma e Varsavia. I delegati esposero i progressi e gli interventi delle loro città ispirati dagli obiettivi dell'incontro di Belfast. I partecipanti si accordarono su come lavorare insieme in futuro e aggiornarono i loro programmi. Furono proposti due nuovi progetti concreti in cui dovevano impegnarsi tutte le città aderenti al MCAP: l'istituzione di club per ragazzi (sul tipo "Smokebusters") e il lancio del concorso "Smetti di fumare e vinci". Il terzo meeting internazionale si tenne a Pécs nel maggio 1993 con la partecipazione di Belfast, Dublino, Francoforte sul Meno, Gothenburg, Kaunas, Milano, Padova, Pécs, Rennes e Varsavia. Barcellona presentò un contributo scritto. Erano inoltre presenti anche delegati di Cracovia, interessata ad aderire in futuro al MCAP. Si concordò di sostenere gli interventi dei club giovanili, di insistere sui programmi per la cessazione del fumo, di compilare un database sulle normative nazionali contro il fumo e di incentivare le campagne antifumo attraverso i mass media. I delegati di Padova offrirono di ospitare nella loro città il quarto workshop per la primavera del 1994. Gli argomenti privilegiati sarebbero stati "Donne" e "Ospedali". I delegati, di comune accordo, decisero che Dublino sarebbe subentrata a Belfast nel ruolo di città coordinatrice. 15 Piani di intervento Questa sezione suggerisce un programma in nove punti per pianificare gli interventi nella città: 1 raccogliere informazioni; 2 decidere gli interventi fattibili; 3 riconoscere ciò che non è attuabile al momento; 4 scegliere con cura le prime iniziative; 5 organizzare un gruppo che si occupi di fumo o salute; 6 cercare opportunità di collaborazione; 7 redigere un piano di azione; 8 valutare il piano; 9 confermare i risultati raggiunti. 16 1 Conoscere bene la propria città Per promuovere un intervento efficace è necessario, anzitutto, essere in possesso di alcune informazioni basilari. Ci sembrano particolarmente importanti allo scopo le nozioni seguenti: • dati sulla diffusione del fumo: numero dei fumatori e quanto fumano; • informazioni demografiche ed epidemiologiche sul fumo e sulla tipologia dei fumatori; • valutazione degli interventi antifumo in corso; • le cooperazioni antifumo attuali e potenziali; • sondaggi di opinione sul fumo e sulle politiche contro il fumo; • analisi dei costi del fumo sull'economia locale. 2 Decidere gli interventi fattibili Le priorità di intervento vengono decise sulla base di un'attenta analisi dei dati statistici locali e del profilo sanitario della popolazione cittadina. Sarebbe auspicabile definire l'elenco degli obiettivi in ordine di importanza. Quali sono al momento gli obiettivi ragionevolmente raggiungibili nella vostra città ? 3 Riconoscere ciò che non è attuabile al momento L'organizzazione statale di molti Paesi rende spesso impossibile per le città apportare dei cambiamenti di carattere legislativo, sociale e fiscale contro il fumo. Le città, tuttavia, possono esercitare un'importante influenza perseguendo iniziative locali e intraprendendo campagne che possano servire di stimolo ed esempio a tutta la nazione. 4 Scegliere con cura le prime iniziative Le iniziative della città sono condizionate dall'analisi delle necessità locali e delle influenze culturali. Le singole città dovrebbero stabilire i propri obiettivi per raggiungere gli scopi del MCAP. Va perseguita l'opzione più fattibile ed efficace caso per caso. Si devono stabilire con chiarezza gli obiettivi generali. E' importante la definizione di obiettivi ragionevoli e conseguibili a breve termine in modo da ottenere i risultati desiderati a lungo termine. Suggeriamo obiettivi molto specifici, da riesaminare a intervalli regolari di tempo. 5 Organizzare un gruppo che si occupi di fumo o salute Dal momento che è stato dimostrato che iniziative individuali, pur lodevoli, non sono efficaci per ottenere validi risultati, è necessario organizzare un gruppo di lavoro per pianificare ed effettuare gli interventi e le decisioni concordati. Tenete presenti i punti seguenti nella organizzazione di un gruppo di lavoro: • è opportuno sfruttare al meglio le strutture già esistenti prima di istituire nuove organizzazioni alternative; • identificare potenziali cooperazioni: con singoli, organizzazioni ed istituzioni; assicurarsi il sostegno di associazioni locali ed incoraggiare la partecipazione dei giovani; • contattare altri enti e organismi che condividano gli stessi scopi e punti di vista; • cercare nuove collaborazioni in aree tradizionalmente non coinvolte in questo tipo di iniziative, ad es. assistenti sociali, associazioni di consumatori, volontariato, compagnie di assicurazione e banche; • una collaborazione ampia e multisettoriale facilita l'impegno ed il coinvolgimento dell'intera comunità. • 6 Cercare opportunità collaborazione di Associazioni e collaborazioni accrescono l'efficacia della campagna. Gli obiettivi di un programma contro il fumo si possono efficacemente integrare con altre iniziative. Risulta spesso utile associare tali interventi ad altre campagne promozionali per la salute (es. campagne contro il cancro e le malattie cardiovascolari). Molte strategie contro il fumo si possono inserire in altri programmi di intervento come quelli per la sicurezza e la tutela della salute nei posti di lavoro, la sicurezza degli edifici o l'organizzazione di un festival locale. Tali iniziative congiunte funzionano da catalizzatori e non solo facilitano il raggiungimento dei fini prefissati ma riducono anche i costi di gestione. 7 17 Redigere un piano d'azione I programmi della città dovrebbero abbinare pianificazioni sistematiche con approcci estemporanei e flessibili. Tutte le opportunità che si presentassero, eventi e manifestazioni speciali, situazioni impreviste, vanno sfruttati al massimo. I programmi devono armonizzare gli interventi della città con quelli regionali e nazionali. Gli organizzatori dovrebbero capire che un apporto continuo di novità nella gestione dei programmi è essenziale per mantenere inalterato e vivo l'interesse. Programmi ripetitivi, poco interessanti e noiosi risultano sicuramente controproducenti. Il gruppo di lavoro si avvantaggia molto dalla adesione di persone dotate di spirito di iniziativa. I mass media hanno un'influenza incredibilmente forte. L'isolamento non facilita certo i cambiamenti dello stile di vita, nondimeno i servizi dei media esercitano un impatto enorme che accresce l'efficacia dei programmi. Si consiglia sempre il ricorso ai mezzi di informazione, quando se ne ravvisa l'opportunità, nelle fasi di progettazione, di intervento e nella diffusione dei risultati o delle valutazioni. 8 I vostri sforzi sono stati utili? La valutazione finale è essenziale e va considerata come parte integrante della programmazione, da preventivare fin dai primi passi. Non è necessario che si tratti di valutazioni sofisticate per cui costi elevati e complessità di calcolo non si devono addurre come scusa per non intraprenderli. La valutazione finale deve essere effettuata al meglio, in conformità con i mezzi economici disponibili. Tenere sempre in considerazione opportunità di elaborazioni semplici e la valutazione dei risultati. Una buona ricerca deve: • rendere noti i risultati raggiunti rispetto agli scopi prefissati; • essere comprensibile; • valutare tutte le componenti del progetto; • essere un processo in continuo sviluppo; • aiutare a pianificare interventi futuri. L'ideale sarebbe che la valutazione fosse effettuata da un gruppo di lavoro indipendente, diverso da quello impegnato nella organizzazione del programma per garantire la massima imparzialità. I risultati vanno resi noti a tutti i partners e agli enti che sponsorizzano i progetti e devono essere pubblicati quanto prima per fornire un modello operativo utile ad altre città. 9 Attuazione e aggiornamento permanente dei programmi Per garantire uno svolgimento efficace dei programmi nel lungo termine è necessario pianificare in modo strategico gli interventi. Gli ostacoli devono essere fronteggiati giorno dopo giorno. Sostegno e rinforzo sono essenziali per mantenere ed espandere le conquiste ottenute. 19 POSSIBILITA’ DI INTERVENTO PER LE CITTA’ In questa sezione vengono presentati alcuni interventi realizzabili nell'ambito dei temi identificati durante l'incontro di lavori tenutosi a Belfast. I problemi economici e riguardanti l'amministrazione locale sono esaminati nel capitolo dedicato a “ Piano d'azione contro il fumo". Per ogni tema si descrivono gli scopi e le opportunità strategiche, seguiti da alcuni esempi di iniziative intraprese nelle città appartenenti al MCAP. 20 PIANO D'AZIONE CONTRO IL FUMO Scopi e Obiettivi Scopo delle città è quello di sviluppare e ampliare strategie globali e sintetiche sui problemi fumo correlati. La politica antifumo deve articolarsi in modo differenziato e comprendere, tra l'altro, la promozione di collaborazioni ad ampio raggio tra i cittadini, la creazione di una cultura contro il fumo tra i giovani, l'incoraggiamento di un ambiente sano e senza fumo e di un programma per aiutare i fumatori a smettere di fumare. E' di fondamentale importanza far leva sui mezzi economici per scoraggiare il commercio e il consumo di sigarette. Opportunità L'amministrazione comunale ha ottime occasioni per sviluppare strategie antifumo nei suoi stessi uffici e nei mezzi di trasporto pubblici. Per esempio si può vietare di fumare durante le sedute del Consiglio Comunale, durante riunioni e incontri ufficiali. In questo modo gli assessori e tutto il personale del Comune assumono un ruolo guida e danno il buon esempio. Una città potrebbe, inoltre, pubblicare i dati sugli effetti provocati dal fumo sulla salute dei suoi cittadini e sulla economia locale servendosi dei propri servizi di informazione, come gli uffici stampa e statistici (a Dublino il "Smokefree Report"). La divulgazione di politiche antifumo trova sostegno nella mobilitazione dell'opinione pubblica. In Finlandia è risultato molto proficuo un intervento di sensibilizzazione dei politici locali sui danni prodotti dalle sigarette. In Irlanda del Nord sondaggi condotti ogni due anni tra la popolazione hanno dimostrato un cambiamento molto significativo di opinione e di atteggiamento sul fumo in seguito a campagne educative condotte da un'associazione indipendente, la Action on Smoking and Health. Nel 1991 il 10% della popolazione di Gothenburg ha visitato una mostra dedicata a "Il mondo del fumo". Se il controllo dei cartelloni pubblicitari spetta al Comune, tutta la pubblicità sul fumo deve essere bandita. Le città non devono in alcun modo accettare sponsorizzazioni di industrie di sigarette. E' auspicabile l'adozione di tutte le misure economiche possibili volte a scoraggiare la produzione, il commercio e il consumo di sigarette. Le città non dovrebbero per nessuna ragione sponsorizzare o favorire attività legate alla produzione di tabacco. L'aumento del costo delle sigarette si è dimostrato sempre un provvedimento utile. Le amministrazioni comunali hanno un ruolo importante nel farsi portavoce di politiche globali antifumo da proporre a livello nazionale. I comuni possono fornire sostegno economico e altre risorse a gruppi locali e ad associazioni impegnate in campagne contro il fumo. Organizzazioni indipendenti e Comune possono unire i propri sforzi nella promozione di iniziative indirizzate a scopi comuni. Nelle sezioni su giovani, adulti e luoghi pubblici verranno descritte le misure più utili da adottare per scoraggiare il fumo di sigaretta tra i giovani, negli ambienti pubblici e per incrementare gli interventi per aiutare le persone a smettere di fumare. 21 Alcuni esempi di intervento Belfast: gli uffici del governo senza fumo Il Comune di Belfast all'inizio del 1990 ha riconosciuto l'importanza di effettuare una politica contro il fumo nei luoghi di lavoro, per mantenere l'impegno di tutelare la salute e la sicurezza dei suoi dipendenti. E' stato istituito un gruppo di lavoro per sviluppare questo tipo di politica sanitaria. I membri del gruppo di lavoro provenivano in modo bilanciato da diversi ambiti sociali che includevano personale direttivo, rappresentanti sindacali, associazioni di lavoratori dipendenti, fumatori e non fumatori. Era rappresentata anche la sezione comunale per la tutela della salute nei luoghi di lavoro. Il Comune ha attuato un'indagine conoscitiva presso i suoi dipendenti per conoscere la diffusione della abitudine al fumo, le opinioni sul fumo, la disponibilità o meno alla istituzione di norme restrittive sulla diffusione del fumo all'interno degli edifici. Si è concluso che era opportuno destinare negli edifici alcune specifiche aree per i fumatori. In ogni edificio è stata riservata una stanza per i fumatori e una zona destinata al fumo in ogni area di ristoro. Questa normativa è stata introdotta la prima volta nel giugno 1991 nel Cecil Ward Building e nel Municipio. L'iniziativa ha avuto successo per cui si pensa di estenderla ad altri centri nel prossimo futuro. California: associazioni contro il fumo Il Progetto "Città Californiane senza fumo" ha lo scopo di fornire ai politici notizie ed informazioni aggiornate sui danni arrecati dal fumo alla salute e chiarire le ragioni della necessita di intraprendere azioni efficaci a riguardo. Inoltre vengono organizzati corsi di addestramento professionale e forniti materiali didattici e assistenza tecnica agli amministratori locali per sviluppare una politica incisiva e ragionevole per controllare la diffusione del fumo a livello locale. Le città che hanno già realizzato interventi per il controllo del tabagismo sono stimolate a migliorare e a diffondere i loro programmi mentre i comuni che non hanno ancora intrapreso simili iniziative ricevono informazioni, programmi, corsi di aggiornamento professionale e sostegno per sviluppare queste campagne contro il tabagismo. II Consorzio Occidentale per la Salute Pubblica coordina diverse risorse per realizzare programmi innovativi riguardanti problemi complessi di salute pubblica. Il Consorzio dirige il Progetto Città Californiane Sane e l'iniziativa affiliata Città Californiane Senza Fumo. Il Progetto Città Californiane Sane, basandosi sul modello promosso dall'OMS, abbraccia l'iniziativa Città Senza Fumo come approccio per stimolare pianificazioni e politiche di pubblico intervento a tutela della salute locale. Il progetto Città Californiane Senza Fumo è finanziato dal Dipartimento dei Servizi Sanitari dello Stato di California grazie ai proventi .ricavati dalle tasse sul tabacco. L'iniziativa della tassazione del tabacco fu introdotta nel 1988. I fondi assegnati al Progetto Città Sane sono amministrati dal Consorzio. Altre istituzioni coinvolte in questo progetto comprendono: La Lega delle Città Californiane (League of California Cities, LCC), l'Associazione degli Operatori Sanitari della California (Health Officers' Association of California, HOAC) e l'Associazione 22 degli Americani per i Diritti dei Nonfumatori (Americans for Nonsmokers' Rights, ANR). Ciascuna di queste associazioni fornisce contributi originali. L'HOAC e la LCC come le organizzazioni primarie delle rispettive circoscrizioni possono essere di guida e impulso per coinvolgere i loro iscritti nelle attività del progetto e condizionare la istituzionalizzazione degli inter-venti di controllo sul fumo. L'Associazione Americana per i Diritti dei Nonfumatori (ANR), rinomata a livello nazionale per impegno educativo e strategico, è specializzata in piani d'azione contro il fumo, prevenzione del fumo, educazione sanitaria e organizzazione nella comunità. California: decreti locali La California diventerà presto il Paese della frutta, delle nocciole e dell'aria pulita senza fumo, se i decreti legislativi locali continueranno ad essere emanati al ritmo degli ultimi anni. In California sono 250 le città e le contee che hanno normative destinate a difendere l'ambiente dal fumo. In 10 città la legge stabilisce l'assoluto divieto di fumare nei ristoranti e nei luoghi di lavoro. Inoltre, 5 città hanno completamente bandito il fumo dai luoghi di lavoro e quattro nei ristoranti. In 24 comuni vige il divieto di installare distributori automatici di sigarette in luoghi accessibili ai minori. Questi distributori sono stati completamente eliminati in 10 città e contee. Glasgow: benefici per l'economia locale derivanti dalla cessazione del fumo Nel maggio 1988 un'associazione, il cui scopo era quello di rivitalizzare l'economia a Glasgow, si rivolse al gruppo di prevenzione del fumo "Glasgow 2000" con lo scopo di esaminare l'impatto economico derivante dalla riduzione delle spese per il fumo degli abitanti di questa città. L'ipotesi era che la riduzione di spesa per il fumo di sigarette avrebbe incrementato la spesa in altri settori di mercato. Una ricerca condotta dal Professor Ian Mc Nicol) dell'Istituto Fraser di Allander dimostrò che più di 122 milioni di sterline spesi ogni anno in sigarette dagli abitanti della città se ne andavano in tasse e costi di importazione, ai di fuori dell'economia locale. Solo il 6% del totale era destinato a beni e servizi di produzione scozzese. Il gruppo di ricerca, basandosi sulla spesa media, concluse che, se gli abitanti di Glasgow avessero smesso di comprare sigarette, il 64% di 122 milioni di sterline (78 milioni di sterline) sarebbe ritornato all'economia della città. Usando il modello di produzione e di impiego regionale dell'istituto, fu possibile calcolare il numero di nuovi posti di lavoro che si sarebbero creati in 83 industrie in quei settori che avrebbero goduto di aumentata attività produttiva. Queste cifre furono contrapposte alle perdite previste nell'industria del tabacco per determinare un netto incremento di nuovi posti di lavoro. Considerando ogni ambito di spesa, i guadagni risultarono superiori alle perdite, determinando un aumento variabile da 2.163 a 4.270 di nuovi possibili posti di lavoro a Glasgow. Pertanto questa città, diventando una Città senza Fumo, può attendersi benefici economici significativi. 23 LUOGHI PUBBLICI E DI LAVORO SENZA FUMO Scopi Scopo delle città è quello di garantire ai propri cittadini il diritto di vivere e di lavorare in ambienti senza fumo. L'obiettivo delle iniziative in questo campo è quello di incoraggiare l'adozione e il perfezionamento di politiche per ambienti senza fumo nell'intera città, ad esempio nei trasporti pubblici, nei posti di lavoro, negli uffici pubblici, negli edifici pubblici e privati, ristoranti e, naturalmente, in tutti i luoghi pubblici direttamente gestiti dal comune. Possibilità di intervento Come in altri campi di controllo del fumo, quello che conta è un approccio multi settoriale al problema. Ad esempio, risulta estremamente utile per influenzare i politici condurre sondaggi tra i cittadini per valutare la domanda pubblica di spazi senza fumo. Queste indagini dimostrano spesso uno straordinario sostegno in favore della espansione delle aree senza fumo non solo da parte dei non fumatori ma anche dei fumatori. Informazioni ed esempi di normative valide vanno preparati per ciascuna area di intervento. Gli amministratori locali possono adottare una strategia globale contro il fumo, il che rende più agevole il conseguimento di numerosi obiettivi. Ristoranti e hotel: in Finlandia è stato adottato come simbolo un fiore per distinguere le strutture dove non si fuma. I fiori, da uno a tre, servono a segnalare nei locali l'estensione delle aree dove il fumo è vietato. Si è constatato che le strutture che hanno iniziato a garantire alla loro clientela spazi senza fumo hanno segnalato un incremento nella richiesta del pubblico in tal senso. A Belfast e a Dublino il Progetto Città Sane sostiene rispettivamente il progetto "Aria pura nei ristoranti" e " Il Club del mangiare sano". Per queste iniziative è necessario che almeno il 30% dei posti a sedere sia riservato ai non fumatori. Trasporti pubblici: in alcune città, come Belfast e Dublino, è vietato fumare nei mezzi di trasporto pubblico. A Glasgow è vietato in tutti i treni della metropolitana. In Finlandia non si fuma su autobus e treni e nei voli interni. Non è consentito fumare anche nei voli della compagnia aerea irlandese Aer Lingus. Attualmente in molti paesi gli aeroporti e le stazioni ferroviarie e di autobus hanno aree riservate specificamente ai non fumatori. In molte città come Kaunas e Varsavia il fumo è, per tradizione, bandito sui mezzi pubblici. Alcuni esempi di intervento Belfast: autobus senza fumo Il lungo periodo di disordini civili in Irlanda del Nord ha avuto ripercussioni negative sui trasporti in autobus a Belfast. II tentativo iniziale di vietare il fumo su questi mezzi pubblici non è giunto a buon fine. Ma nel 1987, approfittando del cambiamento dell'opinione pubblica sul fumo, la Compagnia Citybus introdusse varie migliorie nei suoi servizi. Citybus aveva ricevuto molte lettere di lamentele dei passeggeri a causa del fumo sugli autobus. Un'indagine condotta da specialisti di strategie di mercato confermò che gli autobus pieni di fumo erano uno dei principali fattori 24 deterrenti per la scelta di questo mezzo pubblico. I risultati confermarono che l'84% degli utenti, compresi i fumatori, erano favorevoli al divieto di fumare sugli autobus. Una ricerca svelò l'esistenza di una normativa del 1985 che stabiliva che, a parte i veicoli noleggiati per certe somme, al passeggero non è concesso fumare in quei veicoli dove è affisso il cartello di divieto. Il passeggero che non rispetta il divieto deve venire allontanato su richiesta dell'autista o del personale autorizzato. Così prese l'avvio a Belfast una campagna chiamata "Autobus migliori per Belfast". Furono introdotti non solo il divieto di fumare sui mezzi pubblici ma anche un aumento dei posti a sedere, sedili più morbidi e confortevoli, maggior attenzione alla pulizia e la promozione di efficienti servizi informativi dislocati in vari punti della città. Alla fine del 1989 fu lanciata una campagna informativa con l'ausilio di spot pubblicitari radiofonici, televisivi e manifesti. La compagnia di trasporto mise in servizio due bus speciali con molti slogan anti fumo dipinti, ideati con l'aiuto di enti sanitari cittadini. Questa campagna ottenne uno straordinario successo tanto che attualmente sono davvero poche le persone che fumano sugli autobus della compagnia Citybus. Gli autisti non impongono di far rispettare i divieti ma lasciano le controversie delle infrazioni al controllo di ispettori sanitari. Tuttavia è incoraggiante che i passeggeri ora si sentano di far valere i loro diritti, cosa che non sempre avveniva in passato. Dublino: progetto aria pulita nei ristoranti Considerata la vasta adesione dei cittadini all'idea di riservare aree senza fumo nei luoghi pubblici, il Progetto Città Sane di Dublino decise di invitare il maggior numero possibile di ristoranti a partecipare al progetto "Aria Pulita nei Ristoranti". Un sondaggio telefonico aveva evidenziato che alcuni ristoranti di lusso erano favorevoli a riservare circa un terzo dei loro posti a sedere ai non fumatori. Gli ufficiali sanitari che visitavano i ristoranti per controllare l'applicazione delle norme sull'igiene del cibo, con l'occasione li invitarono ad aderire al progetto. I ristoranti si impegnarono a: • riservare il 30% dei posti a sedere ai non fumatori; • esporre l'adesivo "Aria Pura nei Ristoranti" del Progetto Città Sane che invitava a richiedere un posto nella zona senza fumo; • usare i cartoncini da tavola con il logo "No smoking" del Progetto Città Sane. Partecipano attualmente al programma più di 130 ristoranti di Dublino, compreso un grande ristorante in cui è completamente proibito fumare. Un'indagine recente condotta tra i ristoranti partecipanti ha confermato che i direttori sono felici di continuare la collaborazione, sicché il Progetto Città Sane di Dublino conta di sfruttare l'esperienza per convincere altri ristoranti ad aderire all'iniziativa. L'esperienza insegna che una volta che alcuni ristoranti riservano posti a sedere ai non fumatori, vi è un rapido aumento di richiesta in tal senso da parte degli utenti. Dublino: progetto fumo nei posti di lavoro Per prima cosa fu promossa un'indagine conoscitiva per vagliare le opinioni su fumo e fumo passivo del personale dei quattro enti coinvolti nel Progetto Città Sane a Dublino. 750 impiegati scelti a 25 caso ricevettero un questionario. La percentuale di risposte fu del 77%, di cui il 70% proveniente da non fumatori. II fumo passivo infastidiva l'80% di coloro che hanno risposto (il 92% di non fumatori e il 50% di fumatori) e il 78% (1'85% di non fumatori e 59% di fumatori) sapeva che il fumo fa male. II 93% pensava che il fumo avrebbe dovuto essere regolamentato nei posti di lavoro e il 99% riteneva opportuno che dovesse essere limitato nelle mense. Risultò che il 77% dei fumatori desiderava smettere di fumare. L'indagine sottolineò che gli impiegati ritenevano fastidioso il fumo passivo nei luoghi di lavoro, lo reputavano dannoso per la propria salute e concordavano sulla opportunità di norme restrittive. I risultati dell'indagine furono pubblicati sull'Irish Medical Journal e discussi con le rappresentanze sindacali e la direzione di ogni ente. Gruppi di lavoro furono istituiti in tre enti con la partecipazione di rappresentanti sindacali, di dirigenti e del Progetto Città Sane di Dublino. Ad ogni comitato furono invitati anche esponenti fumatori. Ogni gruppo progettò una politica di interventi per la promozione di posti di lavoro senza fumo. Queste, nel complesso, erano simili e comprendevano: il divieto di fumare nei posti di lavoro, eccetto che in stanze riservate ai dipendenti fumatori durante l'orario di lavoro e l'appoggio ai fumatori che desideravano smettere dì fumare. Questi interventi devono essere testati e controllati dopo sei mesi in ogni ente. Belfast: uffici del governo senza fumo In seguito alle numerose conferme dei gravi danni inflitti alla salute dei lavoratori da un ambiente saturo di fumo, nel 1978 il governo del Regno Unito decise di adottare un piano d'azione contro il fumo negli uffici governativi. Cinque anni più tardi la campagna condotta nell'Irlanda del Nord "Cambio di cuore", iniziata dal Segretario di Stato, ribadì chiaramente che il fumo rappresenta uno dei danni più gravi per la salute. Alla luce di questi sviluppi, la pubblica amministrazione Irlandese rivide la sua politica sul fumo e stabilì di promuovere l'astensione dal fumo come norma da rispettare nei posti di lavoro. I Settori Finanziario e del Personale di Rosepark House istituirono un gruppo di lavoro per promuovere interventi efficaci nei propri posti di lavoro. Fu distribuito un questionario a tutto il personale per valutare le opinioni in proposito e i successivi interventi programmati contro il fumo si basarono sui risultati rilevati. Una revisione fu applicata a partire dal 1987. Si stabilì che il divieto di fumare doveva essere esteso a tutti gli uffici. Sarebbe stato riservato un locale apposito per i fumatori durante le ore di pranzo o a discrezione della direzione. L'Ulster Cancer Foundation offrì la propria disponibilità a organizzare corsi per aiutare i dipendenti a smettere di fumare. Queste iniziative cominciarono nel luglio 1989 e furono poi controllate accuratamente. Si è ricorsi a provvedimenti disciplinari solo in un paio di occasioni. La direzione sviluppa il programma con il pieno sostegno delle rappresentanze sindacali. Francoforte sul Meno: Frische Luft für Frankfurt Nel 1991 una inchiesta tra i dipendenti del settore igiene evidenziò che il fumo passivo disturbava il 75% del personale. Quasi il 90%, compresi i fumatori, accolse con entusiasmo il divieto o la limitazione del fumo nelle mense e quasi il 70% nei bagni. Incoraggiata dai 26 risultati, la direzione del personale lanciò l'idea di concedere ai non fumatori due periodi di ferie supplementari, primo passo di una strategia a lungo termine nella promozione dell'astensione dal fumo. Un'assemblea del personale approvò l'iniziativa e fu stipulato un accordo. In virtù degli enunciati, il fumo di norma è vietato nel settore di igiene di Francoforte. Si può fumare solo nei locali non aperti al pubblico e con il permesso dei non fumatori. L'interesse dei non fumatori ha la priorità. E' vietato fumare nei corridoi, scale, sale aperte al pubblico, sale di conferenza ed ascensori. Le esigenze di chi fuma saranno comunque rispettate al massimo, riservando, ad esempio, delle salette per fumatori. Coloro che desiderano smettere di fumare hanno la possibilità di accedere gratuitamente a corsi di disassuefazione dal fumo. Gli impiegati che dichiarano per iscritto l'intenzione di smettere di fumare durante le ore di ufficio ottengono in premio due giorni di ferie in più all'anno. 27 SERVIZI SANITARI SENZA FUMO Scopi dipendenti. Le città desiderano eliminare il fumo da tutti gli ambienti ed edifici del servizio sanitario: • tutti gli edifici e ambienti del servizio sanitario dovrebbero adottare una politica globale contro il fumo; • tutti gli studenti di medicina, i medici ed i paramedici devono essere incoraggiati a non fumare; • i servizi sanitari devono offrire un aiuto concreto ai fumatori che vogliono smettere di fumare; • le istituzioni sanitarie e i sanitari devono assumere un ruolo guida contro il fumo abolendo pubblicità e vendita di sigarette all'interno dei servizi sanitari. Bisogna sfruttare al massimo tutte le capacità e la vasta esperienza del personale sanitario per sostenere, incoraggiare ed aiutare i pazienti fumatori. Questo personale infatti, se addestrato nelle tecniche per aiutare a smettere di fumare, è qualificato per fornire servizi senza fumo ai dipendenti, ai pazienti e a tutti gli utenti dei servizi. L'intervento del personale sanitario può essere allargato ad altre attività come ricerche sul fumo, partecipazione a conferenze sui rapporti tra fumo e salute, collaborazioni multisettoriali e monitoraggio nel tempo dei risultati delle iniziative intraprese. Alcuni esempi di intervento Opportunità di intervento La maggior parte delle persone, compresi i fumatori, sono concordi che il fumo deve essere proibito o almeno severamente regolamentato in tutti gli ambienti sanitari. Ci si aspetta, infatti, che i servizi sanitari per primi garantiscano ai loro dipendenti e pazienti un ambiente sano e sicuro. I sanitari sono spesso considerati un modello da imitare per quanto riguarda lo stile di vita sano e perciò il loro esempio è importante per influenzare i pazienti. Il controllo del fumo si può effettuare tramite disposizioni legislative, procedure amministrative o azioni congiunte all'interno del sistema sanitario. Per esempio, il Comitato Sanitario di Glasgow nel 1991 promosse una strategia globale antifumo nei suoi ambienti, per proteggere dal fumo 35.000 Belfast: ospedale senza fumo Un moderno ospedale di Belfast ha intrapreso un programma globale contro il fumo. All'ingresso un segnale lampeggiante al neon avverte i visitatori che non si può fumare nell'accettazione. Vari portacenere con sabbia invitano i fumatori a spegnere le sigarette. Al momento del ricovero viene consegnato a tutti i pazienti un opuscolo con alcune note esplicative sulle iniziative contro il fumo. II fumo è severamente vietato nei reparti, coloro che vogliono fumare possono usufruire di speciali aree loro destinate. Il personale di ogni reparto è impegnato a fare rispettare le disposizioni. Non si fuma nè nel ristorante nè nella mensa dell'ospedale. L'unico luogo dove il personale può fumare è un bar all'ottavo piano. Questa politica antifumo ha funzionato 28 bene durante gli ultimi sei anni ed è periodicamente controllata e verificata da un gruppo interdisciplinare di dipendenti. Un gruppo simile si occupa di attività di educazione alla salute correlate con la cessazione del fumo, come le mostre della Giornata Senza Fumo e la conduzione di corsi per aiutare a smettere di fumare. Belfast: Dunluce Health Centre Questo poliambulatorio ospita cinque studi professionali con un totale di 25 medici. II servizio è usato per le esercitazioni degli studenti di medicina e per il tirocinio dei laureati. Al Dunluce Health Centre è assolutamente vietato fumare. Viene chiesto sistematicamente a tutti i nuovi pazienti se sono fumatori e la risposta viene evidenziata nella cartella clinica. Il governo del Regno Unito ha recentemente ridefinito il ruolo del medico di medicina generale ed ha enfatizzato la prevenzione delle malattie come parte della convenzione mediciSSN. Successivamente sono state istituite delle cliniche destinate alla prevenzione e/o alla promozione della salute, tra queste ricordiamo "Healthy Heart", cliniche per diabetici e per asmatici. Tutte insistono sulla necessità di smettere di fumare. Per i fumatori che desiderano smettere è stato organizzato un gruppo di aiuto. Padova: ospedale e servizi sanitari senza fumo Padova ha intrapreso numerose iniziative per promuovere la creazione di un ospedale e di servizi sanitari senza fumo. Si può fumare solamente in aree circoscritte. Il personale sanitario si propone come modello di non fumatore. Il programma "Un ospedale senza fumo, se ci pensi si può" è stato proposto per promuovere la salute e tutelare il diritto di tutti i pazienti dell'ospedale ad essere salvaguardati dagli effetti dannosi del fumo di sigaretta. Si può fumare solamente in alcune aree prestabilite, mentre cartelli e manifesti segnalano chiaramente dove è vietato. Non è permesso fumare nei reparti, nelle stanze dei pazienti e nelle cucine. Il personale sanitario non deve fumare in presenza di pazienti o visitatori. Per il personale che lo desidera, il Centro di Educazione alla Salute di Padova e la Sede locale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori organizzano periodici corsi di disassuefazione dal fumo. Infine, per favorire la dismissione del fumo tra i pazienti, si è sviluppato un programma per il counselling infermieristico. E' stata redatta una guida che aiuta il personale infermieristico ad intraprendere nell'ordine le seguenti azioni: • creare un ambiente (ambulatorio, corsia, sale d'aspetto, ecc.) senza fumo; • identificare i pazienti fumatori; • dare informazioni sui danni del fumo ed i benefici dello smettere, invitando i pazienti a prendere la decisione di abbandonare il fumo; • concordare con il paziente fumatore una data precisa per smettere di fumare; • dare consigli pratici e distribuire valido materiale informativo; • dare sostegno ed effettuare, quando possibile, il follow-up. 29 Varsavia: servizi sanitari senza fumo Dal maggio 1992 il fumo è vietato nel Reparto di Malattie Respiratorie e nell'istituto per la cura della tubercolosi e malattie respiratorie. Molti ospedali della città seguono adesso questo esempio e intendono progettare le proprie strategie contro il fumo. L'Ordine dei medici di Varsavia è molto attivo nella lotta al tabagismo e si è coalizzato in numerose iniziative cittadine contro il fumo. I medici si sono impegnati a dare il buon esempio: un'indagine conferma che essi fumano significativamente meno della popolazione generale. Sono stati stampati molti opuscoli per aiutare le persone a smettere di fumare. Nel 1991 è stato distribuito a tutti i medici un libretto intitolato "Come aiutare i vostri pazienti a smettere di fumare". E' seguito un incontro con i medici di famiglia per presentare la pubblicazione e concordare i migliori metodi di applicazione. Nel 1992 è stato realizzato un altro libretto sui rischi del fumo per la donna gravida e per la salute del bambino che è stato distribuito a tutti gli ambulatori medici. 30 LE NUOVE GENERAZIONI SENZA FUMO Scopi Le città si impegnano a garantire i diritti dei bambini di: • essere liberi dalla esposizione al fumo fin dal concepimento; • crescere in un ambiente sano senza fumo; • essere protetti dalle pressioni che stimolano a fumare. Le città intendono istruire bambini e ragazzi sui danni del fumo e aiutarli a fare scelte di vita sane. Opportunità I programmi di educazione e sostegno alle coppie in attesa di un figlio devono includere le informazioni sugli effetti dannosi del fumo attivo e passivo. Molte donne sono ben disposte a smettere di fumare durante la gravidanza, pertanto è necessario porgere sempre un aiuto appropriato e fornire quei consigli utili che le aiutino a smettere di fumare e a restare poi astinenti. E' opportuno vietare di fumare in tutti i luoghi frequentati da bambini e ragazzi al fine di proteggerli dai danni del fumo passivo e per rinforzare il messaggio che il "non fumare" rappresenta la norma di comportamento desiderabile. E' ormai indiscusso il ruolo delle scuole nella educazione e promozione della salute. La scuola che promuove la salute riveste un ruolo guida non solo nella educazione alla salute ma anche nel garantire un ambiente che favorisca e migliori la salute e il benessere complessivo di insegnanti, alunni e di tutto il personale scolastico. Una strategia globale contro il fumo è una componente essenziale delle scuole che promuovono la salute e deve essere capillare ed estesa a tutti coloro che frequentano la scuola. Aiuto e consigli su come smettere di fumare dovrebbero essere disponibili sul posto tutte le volte che è fattibile. Gli insegnanti sono spesso disponibili a gestire programmi di disassuefazione dal fumo dopo un addestramento sul tema e con il supporto della direzione didattica. Alcuni studenti e dipendenti della scuola, tuttavia, forse preferiscono parlare dei loro problemi fumo-correlati con persone esterne all'ambiente scolastico. La politica contro il fumo va incoraggiata anche fuori della classe. Alcune nuove iniziative come "Smokebusters" e "Teenagers contro il fumo" (TASK, Teen-agers Against Smoking) sono un modo simpatico di incoraggiare i ragazzi a non fumare sia a scuola che durante il tempo libero. E' disponibile presso i maggiori Enti nazionali e presso molte fonti internazionali una grande quantità di ottimo materiale didattico su fumo e problemi correlati. Se si lavora con i giovani è opportuno enfatizzare soprattutto quei benefici derivanti dal non fumare che hanno delle ripercussioni positive immediate sulla loro vita. Ad esempio è più persuasivo insistere sul fatto che chi non fuma ha a disposizione più denaro, ha l'alito ed capelli più freschi e profumati piuttosto che sui danni alla salute a lungo termine. E' importante che i ragazzi sviluppino un'immagine positiva di se stessi come non fumatori. Hanno bisogno di informazioni chiare per fare delle scelte di vita sane e hanno bisogno di fiducia in se stessi per gestire in 31 modo autonomo la loro vita. Sono stati ideati molti programmi per fornire a bambini e ragazzi i mezzi necessari per affrontare vari problemi. Tra questi, alcuni sono indirizzati alla prevenzione della droga, tuttavia molti temi sono estensibili anche alla prevenzione del fumo. I ragazzi sono felici di partecipare in prima persona a interventi contro il fumo. Le iniziative come "Smokebusters" e "TASK" sfruttano le qualità dei ragazzi come educatori e promotori di salute. Esame di alcuni casi Glasgow: "smokebusters" Smokebusters è una associazione giovanile con vari scopi: • incoraggiare i ragazzi di Glasgow a rifiutare il fumo; • aumentare le loro difese contro le pressioni a fumare; • far sì che non fumare sia la scelta giusta e desiderabile. L'associazione fu presentata nelle scuole nel 1988 durante la giornata nazionale contro il fumo. Le lettere con l'invito ad aderire sono spedite personalmente ai ragazzi al loro indirizzo di casa. Ricevono all'inizio anche un pacchetto con cartoncini, depliant e adesivi. Agli iscritti viene inviata una lettera trimestrale con gli aggiornamenti delle attività del club. Sono invitati a partecipare a molte manifestazioni e riunioni, comprese feste "senza fumo" in discoteca. Non esiste una quota di iscrizione, i ragazzi devono semplicemente proclamarsi non fumatori ed impegnarsi a rimanere tali anche da adulti. Ogni anno si tengono delle conferenze nazionali con la partecipazione dei giovani di vari club che intervengono nei gruppi di lavoro. Si favoriscono gli scambi internazionali con programmi antifumo destinati ai ragazzi. L'associazione Smokebusters di Glasgow ha attirato l'attenzione dei media in modo considerevole: le è stato dedicato un programma radiofonico locale durato una settimana, apparizioni sui canali televisivi nazionali e numerosi articoli sulla stampa. Nel distretto sanitario di Glasgow sono attualmente impegnati come smokebusters almeno 26.000 ragazzi di età compresa tra i 10 e i 14 anni. II movimento dei Smokebusters ha ricevuto in premio una medaglia durante la Giornata Mondiale senza Fumo del 1990 a Ginevra. Irlanda del nord: ragazzi contro il fumo (TASK) I gruppi TASK si sono impegnati a promuovere una politica contro il fumo e a garantire un ambiente senza fumo in Irlanda del Nord. Sono organizzati all'interno della scuola dagli studenti più anziani ma godono di una certa libertà di azione rispetto ai programmi scolastici. Molti gruppi operano in collaborazione con l'intero staff della scuola. I ragazzi hanno un'età compresa tra i 13 e i 19 anni. Questi gli interventi effettuati: • raccolta di firme per una petizione da inoltrare alla Commissione della Comunità Europea per sostenere la proibizione della pubblicità del fumo; • una campagna per garantire il divieto di fumare sui bus della scuola; • formazione di gruppi giovanili con lo scopo di convincere i propri compagni a smettere di fumare; • interventi educativi contro il fumo durante le assemblee scolastiche; • inclusione della propria campagna in un video della Open University 32 della BBC su "Belfast senza fumo"; • organizzazione di sconti nei negozi per tutti gli iscritti. Una delle preoccupazioni più sentite dal gruppo TASK è quella dello sfruttamento dei Paesi dell'Europa Centrale e Orientale da parte delle industrie multinazionali di sigarette. TASK ritiene che i teen-ager potrebbero giocare un ruolo veramente incisivo nelle campagne contro le insidie e le manipolazioni operate dalle compagnie multinazionali in queste nuove democrazie. Milano: programma di prevenzione contro il fumo nelle scuole elementari A Milano gli insegnanti elementari hanno portato avanti un programma di prevenzione del fumo nelle scuole elementari con l'aiuto di una guida e il supporto dei medici scolastici e delle infermiere di distretto. Il programma ha illustrato non solo i danni prodotti dal fumo alla salute ma ha anche aiutato i ragazzi a sviluppare strategie personali di difesa contro le pressioni esterne volte ad iniziarli al fumo. II programma si è svolto nel modo seguente: • presentazione del programma agli insegnanti elementari; • invio di lettera con questionario agli insegnanti per invitarli a partecipare e a valutare le loro conoscenze sul problema del fumo; • selezione delle classi partecipanti; • organizzazione di due conferenze per gli insegnanti; • due incontri per esaminare la guida; • sviluppo del programma in sei lezioni di 60-90 minuti ciascuna; • incontro finale con gli insegnanti che hanno aderito al programma. Il programma è stato portato a termine con successo in alcune scuole, in altre, invece, non è stato completato. Alcuni insegnanti hanno trovato la guida ed i metodi didattici proposti non consoni alle loro esigenze di insegnamento. Alcune volte l'ambulatorio scolastico non era disponibile per sviluppare il programma. II successo di simili iniziative si basa sulla completa collaborazione tra insegnanti e direzione didattica. Questo è realizzabile solo quando i programmi vengano ritenuti utili ed adeguati alle esigenze della scuola. Si deve coinvolgere al massimo tutto il personale interessato fin dagli stadi più iniziali della programmazione. I programmi devono essere flessibili in modo da soddisfare le esigenze individuali. Padova: interventi nelle scuole Iniziative di prevenzione del tabagismo sono state condotte nelle scuole medie del territorio dell'Unità Sanitaria di Padova dal Centro di educazione alla salute. L'azione educativa adottata è basata su un programma didattico che è incluso nelle normali attività scolastiche. E' condotta dagli insegnanti ai quali viene offerto un breve corso di formazione durante il quale viene presentata una guida didattica appositamente predisposta. L'intervento prevede inoltre il coinvolgimento attivo dei genitori e di tutto il personale scolastico. L'efficacia del programma è stata scientificamente dimostrata da numerosi studi di valutazione. Inoltre, vi è una continua raccolta di dati sulla metodologia, l'applicazione ed i risultati ottenuti in modo da poter confrontare ed aggiornare la valutazione di processo e di efficacia. 33 Barcellona: giochi olimpici senza fumo Nel 1992 i Giochi Olimpici di Barcellona furono proclamati Giochi senza fumo nel senso che, tra le altre iniziative, furono riservate all'interno delle strutture olimpiche delle aree apposite dove il fumo era vietato, che in tutte le sedi indoor furono installati cartelli con il divieto di fumare e che ai giochi fu bandita ogni forma di pubblicità di sigarette. La valutazione finale confermò che, a parte violazioni saltuarie, il divieto di fumare era stato generalmente rispettato. Fu una grande opportunità per sollevare il problema tra quanti appartengono al mondo sportivo. In città si tenne anche una mostra internazionale di poster su fumo, sport e salute in collaborazione con l'Unione Internazionale di Educazione Sanitaria (IUHE). Le organizzazioni sportive erano state preventivamente informate del progetto Olimpiadi senza fumo e le 100 più importanti erano state invitate a fornire contributi personali contro il fumo. 25 gruppi richiesero sostegno alle proprie iniziative, dato che l'assistenza era stata assicurata. Il progetto fu il risultato della collaborazione tra il Ministero Spagnolo della Sanità, il Governo Catalano, la Città, il Comitato Organizzativo dei Giochi Olimpici e 34 l'Ufficio Europeo dell'OMS. Tra breve sarà pubblicato in collaborazione con l'OMS un opuscolo sulle grandi manifesta-zioni "senza fumo", basato su questa esperienza. Si fece uno sforzo per coinvolgere gli insegnanti di educazione fisica e le squadre sportive scolastiche nella prevenzione del fumo. Furono distribuiti agli insegnanti di educazione fisica e agli allenatori materiali su sport e benefici dell'astensione dal fumo. Fu inoltre realizzato un video sulle relazioni tra prestazioni sportive, fumo e salute, destinato sempre agli insegnanti e allenatori per stimo-lare discussioni sull'argomento. 35 GLI ADULTI Scopi Scopo delle città è di: • assicurare che tutti i cittadini conoscano i problemi connessi al fumo; • garantire un ambiente sano e senza fumo; • fornire un valido sostegno per aiutare i cittadini a smettere di fumare; • aiutare i genitori a proteggere i loro figli dalle pressioni esterne che li spingono a fumare. Opportunità Molte città hanno organizzato nuove ed interessanti campagne informative contro il fumo, sfruttando varie risorse. Una buona occasione viene offerta dalla celebrazione della Giornata Mondiale senza Fumo promossa dall'OMS. I temi futuri comprendono: • fumo e media nel 1994; • i vantaggi economici delle Società senza fumo nel 1995; • sport e arte senza fumo 1996; • le Nazioni Unite e i loro organismi specializzati nella lotta al tabagismo nel 1997. Le Giornate Nazionali contro il Fumo non sono in contrasto con la Giornata Mondiale senza Fumo. Le giornate nazionali possono essere sfruttate per incoraggiare la gente a smettere di fumare mentre la Giornata mondiale potrebbe essere dedicata alle iniziative del governo, alle campagne per la protezione dell'ambiente e ad altre strategie contro il tabagismo. Il sostegno per smettere di fumare può provenire da varie parti: servizi sanitari, organizzazioni di volontariato, iniziative sul posto di lavoro. Spesso è necessaria la formazione di personale sanitario e del volontariato. La possibilità di vincere dei premi potrebbe motivare ulteriormente i fumatori che vogliono smettere, ad esempio la vincita di biglietti gratis per cinema, teatri o musei per coloro che possano dimostrare di aver smesso di fumare. In Irlanda si approfitta del mercoledì delle ceneri per pubblicizzare i corsi per smettere di fumare. In alcuni Paesi associazioni di cittadini collaborano per interventi e campagne contro la pubblicità delle sigarette e la loro vendita illegale ai ragazzi minori di 16 anni. Un esempio è quello dell'unione dei genitori contro il fumo (PAT) nel Regno Unito. Alcuni esempi di intervento Belfast: riduzione delle vendite di sigarette ai minorenni Nel 1978 l'Action on Smoking and Health in Irlanda del Nord promosse una campagna ben riuscita per vietare la vendita di sigarette ai ragazzi di età inferiore a 16 anni. Tuttavia, fin da quando entrò in vigore, furono riportate molte infrazioni della legge. Nel 1988 il servizio per la tutela della salute ambientale si impegnò in progetti contro il fumo con la pubblicazione di una relazione del governo che dimostrava come il fumo nell'ambiente fosse causa di gravi danni alla salute. Nel 1989 il Dipartimento di Salute Ambientale condusse una indagine per stimare l'entità della violazione della legge che proibiva la vendita di sigarette ai minori. Erano entrati nelle tabaccherie ragazzi di età compresa tra 11 e 13 anni per acquistare sigarette e l'85% dei tabaccai le aveva vendute. I risultati dell'inchiesta furono presentati 36 all'Autorità Sanitaria dell'Irlanda del Nord, a membri del Parlamento, ai vertici del clero e ad altri esponenti influenti della società. Come conseguenza di questa pubblicità, la Health Promotion Agency e il Dipartimento di salute ambientale, organizzarono una campagna per richiamare i tabaccai alle loro responsabilità. Ai tabaccai fu spedito materiale stampato da distribuire ai ragazzi e poster con gli estremi della legge. La campagna fu sostenuta dall'associazione del negozianti e dai loro sindacati. L'anno seguente una verifica evidenziò che il 77% dei tabaccai continuava a vendere sigarette ai minori. Nonostante la riduzione della percentuale, il numero dei negozianti inadempienti era ancora decisamente inaccettabile. In ottobre 1990 il comune di Derry decise di intraprendere una azione legale per far applicare la legge e riuscì a far condannare 11 tabaccai. Si è trattato delle prime condanne per vendita illegale di sigarette, nonostante una tradizione di sanzioni legali durata tredici anni. La pubblicazione dei dati di questa indagine può rappresentare un valido mezzo per portare alla conoscenza dell'opinione pubblica molti temi correlati al fumo e stimolare il pubblico a richiedere interventi di governo e istituzioni. Kaunas: utilizzo della giornata mondiale senza fumo In Lituania è da tempo vietato fumare nei luoghi pubblici come stazioni, aeroporti, sale di attesa, cinema e trasporti pubblici (taxi esclusi). Sebbene il fumo sia bandito dai posti di lavoro, scuole, ospedali e servizi sanitari, il divieto non viene sempre rispettato. Le infrazioni non vengono multate. Nel 1991 la Giornata Mondiale senza Fumo, dedicata a "Luoghi pubblici senza fumo", fu l'occasione per tutelare i diritti dei non fumatori e stimolare un cambiamento nell'opinione pubblica. II Documento contro il Fumo dell'OMS fu pubblicato in Lituania sotto forma di opuscolo (ne furono distribuite 5.000 copie) e una serie di articoli sul fumo apparve sulla stampa locale. Furono affissi otto grandi cartelloni pubblicitari contro il fumo. In molte scuole si svolsero delle gare di disegno e fu successivamente allestita una mostra. I mass media rivolsero ripetuti inviti a smettere di fumare. L'Ordine dei medici di Kaunas condannò il fumo tra i medici mentre il sindaco proclamò il divieto di fumare nelle zone pedonali e in due piazze del centro della città. Padova: il counselling del medico di medicina generale Nel programma "Città Sane senza tabacco" un ruolo di primo piano assume l'intervento del medico di famiglia. In questa prospettiva il Centro di educazione alla salute di Padova ha predisposto un programma per il migliorare l'efficacia del counselling del medico di medicina generale. II progetto prevede la formazione del medici per aggiornare le loro conoscenze sulla dimensione e complessità del problema del fumo in Italia e nel Veneto, conoscere la guida "Come aiutare i tuoi pazienti a smettere di fumare" creata appositamente per il loro uso, usare il materiale informativo-educativo a loro disposizione, imparare a fare la valutazione di efficacia del loro intervento educativo. La guida illustra ai medici come standardizzare li proprio counselling 37 secondo un protocollo di provato successo: • creare un ambulatorio senza fumo; • identificare i pazienti fumatori; • informare i fumatori degli effetti dannosi del fumo e sui benefici del non fumare; • sviluppare una strategia personalizzata, consigliando chiaramente il paziente a smettere di fumare, suggerendo strategie per vincere la dipendeza psico-fisica del fumo, concordando una data per smettere; • effettuare il follow-up del paziente ad ogni visita, sorvegliandone i successi ed aiutandolo a prevenire le ricadute. Padova: corsi di disassuefazione dal fumo Alcune persone hanno bisogno di maggior sostegno di altre per riuscire a smettere di fumare. A tal fine sono stati organizzati corsi intensivi per smettere di fumare ai quali il paziente accede su consiglio del medico di famiglia o direttamente per propria iniziativa. Ciascun corso è articolato in 5 serate consecutive (settimana intensiva), ed in una fase di consolidamento di 4-6 incontri periodici settimanali. E' gestito da medici e psicologi esperti che usano tecniche basate sulla discussione di gruppo e la promozione di gruppi di autoaiuto. Durante il corso ai partecipanti vengono fornite corrette informazioni igienico-sanitarie e suggerite tecniche comportamentali e consigli per vincere la dipendenza fisica e psichica del fumo. L'efficacia dell'intervento è valutata sistematicamente (a 6 mesi, a un anno, a 2 anni) con intervista telefonica ai partecipanti ai corsi. Rennes: vita universitaria e promozione della salute All'Università di Rennes è stato istituito un comitato con i seguenti scopi: • coinvolgere i differenti livelli della vita universitaria: studenti, docenti, ricercatori, dipendenti amministrativi ed altro personale; • promuovere l'insegnamento del-la tutela della salute ed istituire nuove materie di studio e diplomi; • coordinare gli interventi intrapresi con istituzioni extrauniversitarie, come il Comune e il Consiglio d'Europa; • accrescere l'importanza della ricerca studentesca sui bisogni di salute della comunità universitaria. Nell'ambito di questa iniziativa, gli studenti del secondo anno di psicologia sociale della salute svilupparono una semplice metodo-logia di intervista per valutare le reazioni della gente al "Documento contro il Fumo", redatto nel corso della la Conferenza Europea sulle Politiche contro il Fumo (Madrid 1988). Gli intervistati, invitati a leggere il Documento, dovevano esprimere le loro opinioni sulla prevenzione della dipendenza dal fumo, sull'inquinamento da fumo, sui fumatori, i non fumatori e sul Documento medesimo. Fu inizialmente effettuato uno studio pilota con un gruppo campione di 45 studenti. L'indagine sarà ora estesa a più di 100 persone reclutate in tutti i settori della comunità universitaria. Stoccolma: smetti di fumare e vinci Il concorso "Smetti di fumare e vinci", lanciato in Svezia nel 1988, fu pensato originariamente come una campagna regionale per reclutare sostenitori locali, 38 soprattutto nelle grandi aziende, per interventi contro il fumo. Alcune aziende sponsorizzarono i premi avendo in cambio il proprio logo stampato sulle schede di iscrizione. Nel 1988 i primi premi furono una vacanza per due persone alle Hawaii e a New York. L'istituto Nazionale di Previdenza Sociale e l'Associa-zione Nazionale dei Farmacisti Svedesi aderirono presto all'iniziativa che divenne nazionale. Più del 90% delle persone che smettono di fumare lo fanno generalmente senza richiedere un intervento medico. Molti fumatori vogliono smettere e quello di cui hanno bisogno è solo un incoraggiamento. La campagna, piuttosto che soffermarsi sui rischi derivanti dal fumo, si concentrò su tutti i benefici che si ottenevano smettendo di fumare, compresa la simpatica possibilità di vincere un premio. Il concorso fu aperto a tutti, fumatori e non fumatori, a patto che i fumatori smettessero per almeno quattro settimane e i non fumatori riuscissero a convincere i fumatori a partecipare al concorso. Si considerarono fumatori le persone di età superiore a 16 anni che fumavano (inalavano o masticavano tabacco) da almeno un anno. I non fumatori in cerca di adepti erano costituiti da non fumatori o ex fumatori. Non essendovi limiti di età, tra i non fumatori vi furono molti bambini che riuscirono a coinvolgere i propri genitori. Le schede di adesione furono distribuite in 54 sedi locali della previdenza sociale e in 140 farmacie della regione. Tutti i sostenitori del progetto (i grandi aziende, ambulatori dei medici di famiglia e servizi sanitari) poterono acquistare a prezzi molto convenienti il materiale della campagna come maglioni, T-shirt, ad- dobbi, adesivi, distintivi, etc. Dal momento che la campagna del 1988 ebbe un carattere regionale, il 60% dei 12.800 partecipanti provenne dalla provincia di Stoccolma e il 40% dalla città. Le donne furono più numerose degli uomini (60%). Nonostante l'appartenenza a gruppi solitamente difficili da attirare, presero parte all'iniziativa molti lavoratori non specializzati e lavoratrici semi specializzate. Verifiche succes-sive evidenziarono che il 60% di chi aveva smesso di fumare si manteneva astinente a distanza di un mese, il 2030% dopo sei mesi e il 23-25% dopo un anno. Grazie al successo ottenuto, la campagna "Smetti di fumare e vinci" fu ripetuta dal 1988 al 1991. Gothenburg: concorso locale "smetti di fumare e vinci" Nel 1991 Gothenburg organizzò a livello locale uno speciale concorso "Smetti di fumare e vinci" gemellato con quello nazionale. II primo premio messo in palio fu una vacanza di quattro giorni a Londra per due persone e altre 25 persone vinsero una cena in un ristorante del centro e la T-shirt del concorso. Le schede di iscrizione furono distribuite dalle poste cittadine in biblioteche, ospedali e poliambulatori. Quasi 1.000 persone, di cui il 60% donne, parteciparono contemporaneamente al concorso nazionale e locale. Le principali ragioni di adesione furono: per il 59% la salvaguardia della propria salute, per il 14% il rispetto verso famiglia e parenti, per il 7% il bene dei bambini e per il 7% il costo delle sigarette. Il concorso e la cerimonia di premiazione guadagnarono vasta eco e pubblicità gratuita. Radio Gothenburg trasmise la premiazione in diretta ed 39 uno dei quotidiani di maggior tiratura titolò l'avvenimento in prima pagina. I costi globali di gestione del concorso locale furono davvero minimi in quanto la maggior parte dei premi furono sponsorizzati e l'organizzazione gestita come normale routine lavorativa dei dipendenti del servizio sanitario pubblico. 40 OMS: PROGETTO CITTA' SANE E INTERVENTI FUTURI CONTRO IL FUMO Gli interventi per le Città Senza Fumo traggono vantaggio da due iniziative promosse dall'OMS: il Progetto Città Sane e l'Action Plan per una Europa senza fumo. Tutte le città aderenti al Progetto Città Sane e le associate a livello nazionale sono vivamente invitate a partecipare alle iniziative descritte in questo opuscolo e all'Action Plan. Le città interessate a sviluppare interventi efficaci per ridurre il consumo di tabacco continueranno un MCAP per Città Sane senza Fumo. Le città aderenti al MCAP hanno concordato per il 1994 e oltre il seguente programma di lavoro: • tutte le città si sforzeranno di portare avanti i temi identificati al primo workshop di Belfast: fumo e bambini; questioni economiche; amministrazione locale; fumo e luoghi pubblici; servizi sanitari; adulti e vita sociale; • le città parteciperanno attivamente alla celebrazione annuale della Giornata Mondiale senza Fumo, patrocinata dall'OMS il 31 maggio; • le città incoraggeranno le iniziative contro il fumo dei giovani per i giovani; • le città sosterranno tutte le occasioni per aiutare le persone a smettere di fumare ad es. organizzando un concorso sul tipo "Smetti di fumare e vinci", programmi di formazione professionale destinati agli operatori sanitari o impegnandosi in altri progetti indirizzati alla cessazione del fumo; • le città devono inserire nei loro programmi la lotta al tabagismo per ridurre i danni causati dal fumo alla salute dei cittadini. Diffonderanno informazioni sulla normativa locale contro il fumo; • il gruppo MCAP preparerà un questionario su alcool e tabacco, produrrà ulteriori pacchetti e fornirà consulenze qualificate ad altre città interessate. AI business meeting del Progetto Città Sane, tenutosi a Glasgow nel gennaio 1994, è stato ribadito il sostegno ad un piano europeo di intervento su alcool e fumo. I gruppi del MCAP hanno prodotto delle linee-guida e proposto pacchetti di realizzazioni pratiche che possono essere adottati da tutte le città aderenti al progetto. Le città effettueranno un'indagine preliminare di base sul consumo di alcool e tabacco durante l'estate 1994. Ogni città istituirà un gruppo di lavoro su alcool e fumo per esaminare i questionari e per redigere un piano di intervento. Il piano evidenzierà le modalità con cui la città intende realizzare gli interventi con particolare riguardo alle priorità qui sotto elencate e alle risorse necessarie. II progetto della città contro il tabagismo deve includere almeno i punti seguenti: • una politica antifumo reale ed efficace che comprenda, come minimo, il divieto di fumare ai propri incontri, nei luoghi pubblici, di lavoro e sui mezzi di trasporto; • una prevenzione del fumo nelle campagne di educazione sanitaria rivolte ai bambini (inclusa l'educazione sanitaria nelle scuole); • il divieto di fumare all'interno dei servizi sanitari pubblici in con- 41 formità alle linee-guida dell'OMS; • coinvolgere gruppi di donne negli interventi di prevenzione di fumo ed alcool; • promuovere la prevenzione di alcool e fumo riferendosi a specifici gruppi a rischio; • aderire alle iniziative della Giornata Mondiale senza Fumo. Gli interventi contro il fumo saranno realizzati in concerto con l'European Alcohol Action Plan che si concentrerà su una politica globale antialcool destinata al personale del comune. Gli Action Plan condivideranno un progetto per sviluppare un modulo di addestramento sulla prevenzione del fumo e dell'alcool nella medicina del territorio. Le città dovranno controllare l'andamento e la realizzazione delle attività. Sarà loro cura inviare ogni anno all'ufficio competente dell'OMS i risultati delle iniziative su fumo ed alcool. Un'indagine di base verrà ripetuta dopo tre anni. 42 DOCUMENTI SUL FUMO DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ WHO Regional Office for Europe. It can be done. A smoke-free Europe. Report of the first European conference on tobacco policy, Madrid, 7-11 November 1988. Copenhagen, WHO Regional publication, European series n. 30. WHO Regional Office for Europe. A tobacco-free Europe. An Action plan. Copenhagen, WHO Regional Office for Europe, 1993. La serie "Smoke-free Europe", documenti prodotti dal WHO Regional Office for Europe e dalla Commissione della Comunità Europea. I titoli correnti sono i seguenti: 1. The physician's role 2. 2 Legislative strategies for a smokefree Europe 3. The evaluation and monitoring of public action on tobacco 4. Tobacco or health. Warning: tobacco causes cancer and other fatal diseases 5. Helping smokers stop 6. Planning for a smoke-free generation 7. The dying of the light. Why people smoked and why they are stopping 8. Pushing smoke. Tobacco advertising and promotion 9. Tobacco price and the smoking epidemic 10. Towards a Europe free from tobacco advertising 11. Working for the tabacco-free cities. A multi-city action plan Raw, M., White, P.& Mc Neill, P. Clearing the air. A guide for action on tobacco. London, British Medical Association, 1990 Tobacco-free Healthy Cities Multi-city action plan. Report of proceedings of the third workshop in Pécs, Hungary, 13-16 May 1993. Editor: Burnside G. Belfast, Ulster Cancer Foundation, 1993. WHO Tobacco or Health Advisory Kits on young people (1990), public places and transport (1991), workplaces (1992) and health services (1993). 43 COORDINATORI DEL TOBACCO-FREE HEALTHY CITIES Mr J Berthou Coordinateur Villes-Sant CSSL Mairie de Rennes B.P. 26A F-35031 Rennes Cedex France Tel + 33 99 28 55 76 Fax + 33 99 28 57 71 Mr Alain Ceercie Coordinateur Villes-Sant CSSL Mairie de Rennes B.P. 26A F-35031 Rennes Cedex France Tel + 33 99 28 55 76 Fax + 33 99 28 57 71 Dr Frank Heudorf Grundsatzreferent Gesundheit Stadt Frankfurt am Main Dezernat X Walter-Kolb-Strasse 9-11 D 6000 Frankfurt am Main 70 Germany Tel +49 69 2123 0085 Dr Kiss Istvan University Medical School of P cs Department of Public Health Szigeti ut 12 H 7643 Pécs Hungary Tel + 36 72 339 80 Fax + 36 72 140 65 Dr Patrick Doorley Coordinator Tobacco-free Healthy Cities MCAP c/o Eastern Health Board Community Care Area 7 Aras Daimhin, Croke Park, Jones's Road Dublin 3 Ireland Tel + 353 1 873 1777 + 353 3 872 2278 Fax +353 1 855 0594 + 353 1 873 5737 Ms Laura Donnisetti Ufficio Progetto Città Sane Assessorato Igiene Sanità Via De Amicis 53 1-20121 Milan Italia Tel +39 2 874 472 Fax +39 2 864 612 76 Dr Giovanni Pilati Centro di Educazione alla Salute Regione del Veneto Via Berchet 20 I- 35131 Padova Italia Tel +39 49 821 5316 Fax +39 49 821 5321 44 Dr Tomas Stanikas Kaunas Medical Academy Health Research Centre Eiveniu 4 3007 Kaunas Lithuania Tel + 7127 731 170 Fax + 7127 796 498 Dr Dorota M. Gorecka Institute of Tuberculosis and Lung Diseases Plocka 26 PL-01-138 Warsaw Poland Tel + 48 22 328 202 Fax + 48 22 320 554 Dr Joan Ramon Villalbi Director Barcelona City Health Department Institut Municipal de la Salut Plaza Lesseps 1 E- 08023 Barcelona Spain Tel + 34 3 217 1695 Fax + 34 3 217 3197 Mr Lennart Cardehill Assistant Campaign Leader Rensromska Hospital Gothenburg Tobacco-free 2000 Box 17301 S- 402 64 Gothenburg Sweden Tel + 46 31 376 344 Fax + 46 31 251 759 Ms Catharina Lindell Coordinator Healthy Cities Project Stockholm Box 38024 S- 100 64 Stockholm Sweden Tel + 46 8 61 969 10 Fax + 46 8 61 697 99 Ms Grace Burnside Ulster Cancer Foundation 40-42 Eglantine Avenue Belfast BT9 6DX United Kingdom Tel + 44 232 663 281 Fax + 44 232 660 081 Ms Kathleen Mc Gill Project Coordinator Joint Anti-Smoking Initiative Glasgow 2000 20 Cochrane Street Glasgow G1 1HL United Kingdom Tel + 44 41 2274 438 Dr Michael A. Wood Chairman Ulster Cancer Foundation International Union against Cancer Programme on Tobacco and Cancer 40-42 Eglantine Avenue Belfast BT9 6DX N Ireland United Kingdom Tel + 44 232 663 281 Fax + 44 232 660 081 Telex 747958 Ms Anne Klink Coordinator California Smoke-free Cities PO Box 942732 Sacramento CA 94234-7320 United States of America Tel + 1 916 327 7017 + 1 916 327 7019