1
PRESENTAZIONE
C'è chi dice che le reti televisive
mondiali e l'espansione dei molti
altri mezzi di comunicazione in
tempo reale stanno trasformando il
nostro pianeta in una sorta di
villaggio globale, sul quale ognuno
viene a conoscere subito ciò che
accade
dovunque.
Però
ci
rendiamo conto che i padroni
delle reti selezionano le notizie in
funzione dei loro interessi e quindi
non tutto veniamo a conoscere di
quanto sarebbe a noi utile. Perciò
dobbiamo cercare di superare i filtri
che esistono sempre e dobbiamo
essere grati a coloro che vogliono
informarci by-passando i filtri e
invitandoci a riflettere su ciò che fatto
altrove, che viene oscurato.
Questo opuscoletto si propone di
farci conoscere e farci riflettere
sulle strategie adottate da alcune
città del mondo che si sono
impegnate
attivamente
nella
promozione della salute dei loro
cittadini, sviluppando, in particolare,
programmi di prevenzione dei danni
da tabagismo, nell'ambito del più
vasto progetto di Sanità Pubblica
che l'Organizzazione Mondiale della
Sanità ha denominato "Città sane".
Questi argomenti non sono graditi al
grande business e non vengono
portati a conoscenza di tutti, coi
particolari necessari affinché tutti si
rendano conto che in Sanità
Pubblica i programmi devono
essere preparati ed eseguiti in
modo globale, se si vuole che
abbiano successo. Nell'opuscolo
sono riportati esempi di buona
strategia operativa sanitaria verso
un
preciso
obiettivo:
la
p reven zione
d ei
dan ni
da
tabag ismo ,
mediante
azioni
locali, concertate e sistematiche,
rivolte ai giovani e agli adulti, negli
ospedali e nei luoghi pubblici, nei
mezzi di trasporto, nei luoghi di
lavoro, nelle Università e nei
luoghi sportivi, dovunque, allo scopo
di realizzare città libere dal fumo di
tabacco - questo traguardo è
raggiungibile benché sia ostacolato
da interessi immensi; ed è possibile
avere "città sane" sotto questo
profilo.
Ogni fattore di rischio alla
salute, non soltanto quello da fumo di
tabacco, va affrontato in modo globale,
mediante programmi strategici.
Questo opuscolo ci vuole fare
riflettere
sull'inutilità
delle
improvvisazioni; sulle difficoltà
nostre di attivare programmi; sulle
resistenze che vengono opposte
contro le azioni concertate e
integrate tra settori di servizi
diversi: sanitari, scolastici, sociali,
industriali, sportivi, ecc.; sulla
frequente passività dei servizi
sanitari quando si tratta di tutelare
e promuovere la salute; sulla
discontinuità della maggior parte
degli interventi sanitari.
Credo che un ringraziamento vada
rivolto agli operatori del Centro per
l'Educazione alla Salute della ULSS
di Padova per questa ulteriore
collaborazione allo sviluppo del
progetto dell'OMS "Città sane" a
Padova.
prof. Bruno Paccagnella
ordinario di medicina di Comunità
Presidente della sezione Veneto
dell'AIES
2
PREFAZIONE
"Padova, città sana senza fumo".
Non è semplicemente uno slogan
d'effetto. E' il nome del programma
che riunisce il Comune, i servizi
sanitari, il mondo della scuola, le
associazioni di volontariato, e tutti i
cittadini nel lavorare insieme per
costruire una Città più sana, una
Città senza fumo.
Questo progetto, seguito dal punto
di vista tecnico dal Centro di
educazione alla salute, con il quale è
in
corso
una
proficua
collaborazione, è inserito nel
progetto
internazionale
"Città
sane" dell'Organizzazione Mondiale
della Sanità.
Focalizzando
l'attenzione
sui
problemi sanitari e sui metodi da
adottare nel contesto urbano, esso
si propone di stimolare lo sviluppo
di una nuova attenzione alla qualità
della vita e alla salubrità degli
ambienti
di
quanti
abitano,
lavorano, vivono in città. Nella
logica di questo progetto, l'Amministrazione Pubblica si fa carico
dei bisogni di salute dei cittadini e
promuove iniziative di tutela della
salute, di svago, di crescita
comunitaria tra le persone, di
corresponsabilità, di adozione di stili
di vita sani.
Convinti della validità di questo modo
di intendere la salute dei cittadini ed il
loro benessere, la Città di Padova ha
aderito già nel 1987 al progetto
"Città sane" e nel 1992 al
sottoprogetto "Città libere dal fumo".
La strategia di lotta al tabagismo è stata
intrapresa con decisione essendo ben
noto che le azioni per ridurre
l'abitudine
al
fumo
sono
probabilmente i più importanti
interventi che
una città può
intraprendere per promuovere la
salute dei propri cittadini.
Il Multi-City Action Plan "TobaccoFree Healthy Cities" si basa su un
network di 14 città europee che
stanno attuando azioni contro il
fumo con l'obiettivo di valutarne
l'efficacia e scambiarsi esperienze. E
proprio qui a Padova, nel 1994, è
stata ospitata la IV° riunione di
lavoro dei rappresentanti delle Città
aderenti al progetto.
Questa
Amministrazione
intende
continuare il suo impegno per lo
sviluppo
di
"sane"
politiche
pubbliche,
creando
ambienti
favorevoli alla salute, rafforzando
l'azione
comunitaria
con
la
partecipazione attiva dei cittadini,
con il continuo aggiornamento dei
mezzi
e
l'adeguato
sforzo
finanziario. La salute ed il suo
mantenimento costituiscono infatti il
presupposto fondamentale dello
sviluppo sociale e civile di una città.
Il Sindaco della Città di Padova
Flavio Zanonato
Il Consigliere comunale
Delegato al Progetto "Città Sane"
Piero Ruzzante
Il Responsabile
del Centro di educazione alla salute
Dr. Giovanni Pilati
3
This document was issued by the
Regional Office for Europe of the
World Health Organisation in
1994 under the title "Working for
Tobacco-free
Cities".
The
translator alone is responsible for
the accuracy of the translation.
COPYRIGHT E PERMESSI DI TRADUZIONE
Questo documento è edito a cura
della Sede Regionale Europea
dell'Organizzazione
Mondiale
della Sanità nel 1994 con il titolo
"Lavorare per le Città senza fumo".
L'accuratezza della traduzione
cade
unicamente
sotto
la
responsabilità del traduttore.
Tutti i diritti di questo documento
sono riservati dal WHO Regional
Office for Europe. Tuttavia il
documento può essere liberamente
recensito, riprodotto, riassunto o
tradotto, purché non per la vendita o
per scopi commerciali. II nome e
l'emblema dell'OMS sono protetti e
non si possono usare per
riproduzioni o traduzioni del
documento senza permesso scritto.
Tutti i giudizi espressi dagli autori
citati ricadono unicamente sotto la
loro
responsabilità.
All'Ufficio
Regionale vanno inviate tre copie di
ogni traduzione.
In accordo con la normativa in vigore,
il testo riguardante le iniziative
antitabagiche intraprese dalla città di
Padova, riportato in aggiunta al
testo originale, viene stampato
con diversa veste tipografica.
4
OBIETTIVO
14
Ambienti per
la promozione
della salute
OBIETTIVO
Entro il 2000 tutti gli ambienti
ove si svolge la vita sociale e
le attività umane quali città,
scuole, luoghi di lavoro e le
abitazioni dovrebbero fornire
più possibilità di promozione
della salute.
17
Tabacco, alcool
e psicofarmaci
Entro il 2000 in tutti gli Stati
Membri deve essere ridotto in
modo significativo il consumo
nocivo di sostanze che
inducono dipendenza quali
alcool, tabacco e farmaci
psicoattivi.
5
LAVORARE
PER LE
CITTA'
SENZA
FUMO
Il progetto Multi-City Action Plan (MCAP)
L'impegno per promuovere città libere
dal fumo si articola in due principali
iniziative della Sede Regionale Europea
dell'Organizzazione Mondiale della
Sanità: il Piano di Intervento per
l'Europa senza fumo (Action Plan for a
Tobacco-free Europe) ed il Progetto
Città Sane (Healthy Cities Project). Le
città interessate nello sviluppo di un
valido modello di intervento per ridurre
la diffusione del fumo si sono riunite in
un Multi-City Action Plan (MCAP) per
le città senza fumo.
Belfast ha ospitato un primo incontro
nel 1991. I successivi incontri si sono
tenuti a Francoforte sul Meno nel 1992,
a Pécs nel 1993 e a Padova nel 1994. Le
città partecipanti hanno identificato
alcuni temi di intervento: i bambini, i
problemi economici, l'ammini-strazione
locale, i luoghi pubblici, i servizi
sanitari e gli adulti.
Questo opuscolo è una guida che aiuta a
redigere programmi per creare città
libere dal fumo. Vengono chiariti gli
scopi dei temi indicati ed identificate le
opportunità
di
intervento.
La
descrizione delle iniziative svolte nelle
città appartenenti al network permette di
presentarle come esempi da imitare. Gli
interventi
descritti
sono
molto
diversificati ed evidenziano le occasioni
per
creare
nuove
alleanze
e
collaborazioni per favorire un reale
cambiamento nelle nostre città.
Grace Burnside, Tapani Piha and
Michael Wood. Working for tobaccofree cities. A multi-city action plan.
Copenhagen, WHO Regional Office for
Europe, 1994. (EUR/ICP/HSC/644(T)).
6
RINGRAZIAMENTI
Questa pubblicazione fa parte della serie
di opuscoli dedicati al Multi-City Action
Plan (MCAP) del Progetto Città Sane
promosso dall'OMS e costituisce anche
il libro numero 11 della serie Europa
Senza Fumo.
L'opuscolo è prodotto dal MCAP per le
città senza fumo. Le quattordici città
coinvolte nel progetto MCAP hanno
contribuito
attivamente
con
la
promozione di campagne antitabagiche
di cui hanno riferito esiti e valutazioni.
Sebbene in modo incompleto, vengono
qui riportati i risultati di alcuni
interventi. II materiale è stato raccolto
principalmente nel corso di tre incontri
di lavoro tenutisi nelle città di Belfast
(1991), Francoforte sul Meno (1992) e
Pécs (1993). La Ulster Cancer
Foundation di Belfast ha coordinato
l'intero progetto.
Siamo particolarmente grati a Grace
Burnside e Michael Wood dell'Ulster
Cancer Foundation che si sono occupati
della stesura del primo testo, ai
rappresentanti delle città che hanno
fornito esempi di interventi e a Patrick
Doorley che ha curato ampie sezioni
dell'opera. Hélène Cox e Fiona Shenton
hanno aggiornato il materiale includendo
la descrizione delle iniziative più recenti.
Senza il loro aiuto questa pubblicazione
non sarebbe stata possibile.
Copenaghen, dicembre 1993.
Tapani Piha, Regional Adviser per
l'Europa Senza Fumo.
7
INDICE
13
INTRODUZIONE
14
14
IL CONCETTO DI CITTÀ SANE E IL
MULTI-CITY ACTION PLAN
il progetto Città Sane dell'OMS
14
il Multi-City Action Plan
15
evoluzione del concetto
15
uso della struttura per raggiungere gli
obiettivi
16
16
CITTÀ SANE SENZA FUMO
piano di intervento (Action Plan) per una
Europa senza fumo
18
Multi-City Action Plan per Città Sane
senza fumo: piani di intervento
23
24
POSSIBILITÀ DI INTERVENTO PER
LE CITTÀ
piano d'azione contro il fumo
28
luoghi pubblici e di lavoro senza fumo
32
servizi sanitari senza fumo
36
le nuove generazioni senza fumo
41
gli adulti
47
OMS: Progetto Città sane e interventi
futuri contro il fumo.
49
DOCUMENTI SUL FUMO
DELL'ORGANIZZAZIONE
MONDIALE DELLA SANITÀ
50
COORDINATORI DEL TOBACCO
FREE HEALTHY CITIES
8
Testo di:
Grace Burnside
Michael Wood
The Ulster Cancer Foundation WHO Regional Office for
Europe
Tapani Piha
WHO Regional Office for Europe
A cura di:
Mary Steward Burgher
Hélène Cox
Fiona Shenton
WHO Regional Office for Europe
Traduzione ed adattamento:
Francesca Zannoni
Luca Gino Sbrogiò
Centro di educazione alla salute - Padova
Per ulteriori informazioni si prega di contattare:
Dr. Patrick Doorley
Coordinatore
Tobacco-free Healthy Cities MCAP
c/o Eastern Health Board, Community Care Area 7
Aras Daimhin, Croke Park, Jones's Road
Dublin 3
Irlanda
Tel
+353 1 873.1777 oppure +353 1872.2278
Fax
+353 1 873.1115 oppure +353 1873.5737
WHO Regional Office for Europe
Scherfigsvej 8
DK-2100 Copenhagen Ǿ
Danimarca
Tel
+45 3917.1717
Tel
+45 3917.1435
Ms. Annette Herzog
Tel
+45 3917.1509
Dr. Agis Tsouros
Fax +45 3917.1818
Telex 15348 who dk
Dr. Giovanni Pilati
Centro di educazione alla Salute
via Berchet 20
35131 Padova
Tel
049-821.5318
oppure 049-821.5324
Fax
049-821.5321
9
INTRODUZIONE
Nella maggior parte delle città europee il
fumo di sigaretta causa più morti di
incidenti stradali, alcool, incendi, omicidi,
suicidi, droga e AIDS messi assieme. Per
questo motivo, un valido intervento per
ridurre la diffusione del fumo è
probabilmente l’iniziativa più importante
che una città possa intraprendere per
tutelare la futura salute dei suoi abitanti.
Numerosi sono i tentativi per promuovere
una cultura contro il fumo che vengono
attuati in Europa. Un grande impegno è
volto a creare ambienti liberi dal fumo.
Il Multy-City Action Plan (MCAP) è nato
per dare la possibilità alle città, coinvolte
nel Progetto Città Sane (Healthy Cities
Project, HCP) promosso dall’OMS, di
collaborare alla risoluzione di problemi
comuni che per la loro gravità necessitano
di una particolare attenzione. Lo scopo
principale del MCAP consiste nello
sviluppo congiunto, nell’approfondimento
e nella diffusione di progetti innovativi. Si
vuole stimolare la collaborazione tra le
città per maturare conoscenze ed
esperienze su uno specifico problema.
10
IL CONCETTO DI
CITTA’ SANE E
IL MULTI-CITY
ACTION PLAN
II progetto Città Sane dell'OMS
II Progetto Città Sane promosso
dall'OMS coinvolge una rete di città
europee che intendono sperimentare
nuovi sistemi o nuove modalità di
promozione della salute e migliorare
l'ambiente di vita cittadino. Lo scopo
principale del progetto è quello di
trasformare in realtà il concetto ideale di
"città sana" grazie all'impegno politico,
allo scambio di idee ed esperienze,
ad
interventi
innovativi
e
cambiamenti istituzionali. Le città
che aderiscono al progetto sono
profondamente convinte che la salute
non sia solo un problema di scelta del
singolo, ma una responsabilità sociale e
politica; condividono l'obiettivo di
correggere le discriminazioni nel campo
della salute con strategie mirate al
mutamento delle condizioni ambientali;
intendono aiutare le persone ad adottare
stili di vita sani e rendere le
risorse facilmente accessibili a tutta
la popolazione.
Oltre alle trentacinque città europee
direttamente coinvolte nel progetto, si è
organizzata in Europa, Australia, Canada e
Stati Uniti una rete nazionale ed
internazionale che vede l'adesione di più
di quattrocento città. Questo movimento
si sta estendendo rapidamente anche nei
Paesi in via di sviluppo.
Il Multi-City Action Plan
Un Multi-City Action Plan (MCAP) è
una struttura flessibile destinata
alla promozione di interventi che
consente alle città partecipanti al progetto
di collaborare su temi di particolare
rilevanza. Permette alle città di
scambiarsi le proprie esperienze, di
maturare specifiche conoscenze ed
abilità e diventare una sorta di modello
e fonte di risorse per altre città appartenenti
o meno al Progetto Città Sane dell'OMS.
Ogni MCAP intende stimolare interventi
innovativi per la salute a livello locale;
fornisce
anche
l'opportunità
di
coinvolgere altri partners nel Progetto
Città Sane. II Multi-City Action Plan,
nelle intenzioni, non dovrebbe essere
gestito dal gruppo progettuale ma da
altri gruppi o da altri enti, il che
garantirebbe l'instaurarsi di una rete di
connessioni tra gli uffici sede del
progetto e gli altri organismi competenti delle città.
11
Evoluzione del concetto
Il concetto è stato elaborato la prima
volta ad un business meeting delle città
aderenti al progetto tenutosi a Belfast
nel 1989. Molte città condividevano
problemi simili per quanto riguardava la
salute e l'ambiente e intendevano unire
le loro forze per trovare valide
soluzioni.
Le città coinvolte in un MCAP possono
guadagnare legittimazione politica e
sostegno da questa alleanza con altre
città e dal ruolo guida internazionale dì
cui vengono investite, senza contare le
preziose idee ed esperienze che si
possono scambiare reciprocamente.
Inoltre, i legami con l'OMS, i
programmi nazionali o internazionali
garantiscono alle città ulteriori e
permanenti risorse, consultazioni e
consulenze. Da parte loro, l'OMS e gli
altri enti traggono vantaggio dalle
esperienze maturate grazie allo sviluppo
e alla realizzazione di nuovi approcci ai
problemi della salute condotti a livello
locale.
Uso della struttura
per raggiungere gli obiettivi
La struttura del MCAP è un mezzo per
raggiungere gli scopi e gli obiettivi del
Progetto Città Sane. L'intento è quello
di consentire lo sviluppo di nuovi
approcci, la costruzione di nuove
alleanze e di promuovere lo scambio di
informazioni ed esperienze in ogni area
prioritaria, coinvolgendo i cittadini e
aiutandoli nelle loro iniziative. I MCAP
influiscono su politiche e programmi
che vanno oltre l'adempimento del
Progetto Città Sane. Ogni MCAP
comprende
strategie
che
gli
garantiscono visibilità a livello locale,
nazionale e internazionale.
12
CITTA’ SANE
SENZA FUMO
Piano di intervento (Action Plan) per una Europa senza fumo
Uno degli obiettivi del progetto "Salute
per tutti" è che per il 2000 almeno l'80%
degli europei siano non fumatori.
Questo obiettivo è stato ribadito nel
1991, quando si è data nuova enfasi al
problema della protezione dal fumo
passivo.
Un "Action Plan" Europeo contro il
fumo venne approvato nel 1987 dal
comitato OMS regionale europeo nel
corso della sua 37esima sessione e,
l'anno seguente, la "Conferenza Europea
sulla Politica contro il Fumo" di Madrid
enunciò sei diritti fondamentali e dieci
strategie
di
intervento
per
la
promozione di una Europa senza fumo.
Fu l'avvio di una cooperazione europea
quinquennale contro il fumo.
Il primo Action Plan ha fornito preziosi
insegnamenti per il futuro. E' stato
dimostrato che strategie globali
realizzate con interventi multisettoriali
assicurano una diminuzione del
consumo di tabacco e di incidenza di
malattie e morti fumocorrelate. La
tassazione delle sigarette e la creazione
di spazi liberi dal fumo hanno
un'influenza
determinante
nella
riduzione del fumo.
Durante il periodo di applicazione del
primo Action Plan, una ventina di Paesi
ha adottato nuove legislazioni o
programmi e attualmente si stanno
sviluppando azioni globali contro il
fumo in circa dieci Paesi. Tuttavia, a
meno che non si adottino misure più
drastiche, appare piuttosto improbabile
che in alcuni Paesi si raggiungano gli
obiettivi auspicati dalle campagne
europee. Nel nostro continente il
numero di morti causato ogni anno dal
fumo è addirittura in progressivo
aumento e sarà superiore a 1.3 milioni
di persone entro il 1995.
Il passo successivo per una Europa
senza fumo necessita di processi di
gestione più efficaci per migliorare le
strategie all'interno degli stati membri.
Una valida azione anti-fumo dovrebbe
essere sostenuta da un impegno politico
incisivo e da risorse finanziarie più
adeguate. Il secondo Action Plan contro
il fumo, con 37 suggerimenti di
intervento, viene pertanto proposto per
sostenere l'accelerazione di un processo
di realizzazione multisettoriale.
Grazie al secondo Action Plan verranno
rafforzate le cooperazioni e concentrati
gli interventi in quelle sei aree che
probabilmente garantiscono i risultati
migliori. Le sei aree di intervento
includono: la creazione di alleanze per
una Europa senza fumo e di piani
d'azione antifumo polisettoriali, la
promozione di ambienti senza fumo e di
una cultura antifumo tra le nuove
generazioni, lo sviluppo di aiuti per i
13
fumatori che intendono smettere di
fumare, l'affinamento di leadership e
capacità di gestione e realizzazione a
livello locale, nazionale e internazionale.
II Progetto Città Sane e il suo Multi
Cities Action Plan per la promozione di
città sane libere dal fumo è un valido
esempio di progetto europeo destinato a
coprire tutte e sei le aree di intervento
identificate. Si avvale di opportunità
uniche
per
promuovere
nuove
cooperazioni nelle città. Leadership e
risorse permettono alle città di
esercitare il loro importante ruolo nella
promozione della salute per mezzo della
riduzione della diffusione del fumo.
L'Ufficio Regionale Europeo dell'OMS
intende rafforzare il suo ruolo di
coordinazione,
interconnessione
e
sostegno e rafforzare la cooperazione
internazionale. I partners nazionali ed
internazionali sono invitati ad una
partecipazione più attiva in veste di
promotori e gestori di progetti multilaterali.
14
Multi-City Action Plan per Città Sane senza fumo
Nel settembre 1990 si incontrarono a
Stoccolma sette città interessate ad un
progetto contro il fumo. Furono
identificati in quella sede cinque punti
chiave di intervento quali infanzia;
problemi economici; amministrazione
locale; luoghi pubblici e servizi sanitari.
Successivamente la città di Belfast
accettò di diventare la coordinatrice del
MCAP contro il fumo. Una lista dei
coordinatori delle 14 città che
aderiscono oggi al progetto è allegata a
questo opuscolo.
Belfast ospitò il primo business meeting
nel maggio 1991. Le città rappresentate
erano Dublino, Francoforte sul Meno,
Gothenburg,
Glasgow,
Kaunas,
Varsavia e Belfast. Il meeting fu
incentrato sui cinque punti chiave di
intervento già proposti a Stoccolma cui
se ne aggiunse un altro: "adulti e
comunità".
Le città partecipanti presentavano un
grado di competenza molto vario.
Alcune avevano una consolidata
esperienza di interventi contro il fumo,
altre iniziavano allora la loro
esperienza.
Ciascuna
città
ebbe
comunque il suo ruolo nel promuovere
il MCAP per Città Sane e creare quelle
condizioni che permettessero ai cittadini
di condurre una vita più sana e libera
dal fumo. Il secondo meeting, tenutosi a
Francoforte sul Meno nel maggio 1992,
vide la partecipazione dei rappresentanti
provenienti da Belfast, Dublino,
Francoforte,
Gothenburg,
Kaunas,
Milano, Pécs, Stoccolma e Varsavia. I
delegati esposero i progressi e gli
interventi delle loro città ispirati dagli
obiettivi dell'incontro di Belfast. I
partecipanti si accordarono su come
lavorare
insieme
in
futuro
e
aggiornarono i loro programmi. Furono
proposti due nuovi progetti concreti in
cui dovevano impegnarsi tutte le città
aderenti al MCAP: l'istituzione di club
per ragazzi (sul tipo "Smokebusters") e
il lancio del concorso "Smetti di fumare
e vinci".
Il terzo meeting internazionale si tenne
a Pécs nel maggio 1993 con la partecipazione
di
Belfast,
Dublino,
Francoforte sul Meno, Gothenburg,
Kaunas, Milano, Padova, Pécs, Rennes
e Varsavia. Barcellona presentò un
contributo scritto. Erano inoltre presenti
anche delegati di Cracovia, interessata
ad aderire in futuro al MCAP. Si
concordò di sostenere gli interventi dei
club giovanili, di insistere sui
programmi per la cessazione del fumo,
di compilare un database sulle
normative nazionali contro il fumo e di
incentivare le campagne antifumo
attraverso i mass media.
I delegati di Padova offrirono di
ospitare nella loro città il quarto
workshop per la primavera del 1994.
Gli argomenti privilegiati sarebbero
stati "Donne" e "Ospedali". I delegati, di
comune accordo, decisero che Dublino
sarebbe subentrata a Belfast nel ruolo di
città coordinatrice.
15
Piani di intervento
Questa sezione suggerisce un
programma in nove punti per
pianificare gli interventi nella città:
1
raccogliere informazioni;
2
decidere gli interventi fattibili;
3
riconoscere ciò che non è
attuabile al momento;
4
scegliere con cura le prime
iniziative;
5
organizzare un gruppo che si occupi
di fumo o salute;
6
cercare opportunità di
collaborazione;
7
redigere un piano di azione;
8
valutare il piano;
9
confermare i risultati raggiunti.
16
1
Conoscere bene la propria città
Per promuovere un intervento efficace è
necessario, anzitutto, essere in possesso
di alcune informazioni basilari. Ci
sembrano particolarmente importanti
allo scopo le nozioni seguenti:
• dati sulla diffusione del fumo:
numero dei fumatori e quanto fumano;
• informazioni demografiche ed
epidemiologiche sul fumo e sulla
tipologia dei fumatori;
• valutazione degli interventi antifumo
in corso;
• le cooperazioni antifumo attuali e
potenziali;
• sondaggi di opinione sul fumo e
sulle politiche contro il fumo;
• analisi
dei costi del fumo
sull'economia locale.
2
Decidere gli interventi fattibili
Le priorità di intervento vengono decise
sulla base di un'attenta analisi dei dati
statistici locali e del profilo sanitario
della popolazione cittadina. Sarebbe
auspicabile definire l'elenco degli
obiettivi in ordine di importanza. Quali
sono al momento gli obiettivi
ragionevolmente raggiungibili nella
vostra città ?
3
Riconoscere ciò che non è attuabile al
momento
L'organizzazione statale di molti Paesi
rende spesso impossibile per le città
apportare dei cambiamenti di carattere
legislativo, sociale e fiscale contro il
fumo. Le città, tuttavia, possono
esercitare
un'importante
influenza
perseguendo
iniziative
locali
e
intraprendendo campagne che possano
servire di stimolo ed esempio a tutta la
nazione.
4
Scegliere con cura le prime iniziative
Le iniziative della città sono
condizionate dall'analisi delle necessità
locali e delle influenze culturali. Le
singole città dovrebbero stabilire i
propri obiettivi per raggiungere gli
scopi del MCAP. Va perseguita
l'opzione più fattibile ed efficace caso
per caso. Si devono stabilire con
chiarezza gli obiettivi generali. E'
importante la definizione di obiettivi
ragionevoli e conseguibili a breve
termine in modo da ottenere i risultati
desiderati a lungo termine. Suggeriamo
obiettivi molto specifici, da riesaminare
a intervalli regolari di tempo.
5
Organizzare un gruppo che si occupi
di fumo o salute
Dal momento che è stato dimostrato che
iniziative individuali, pur lodevoli, non
sono efficaci per ottenere validi risultati,
è necessario organizzare un gruppo di
lavoro per pianificare ed effettuare gli
interventi e le decisioni concordati.
Tenete presenti i punti seguenti nella
organizzazione di un gruppo di lavoro:
• è opportuno sfruttare al meglio le
strutture già esistenti prima di
istituire nuove organizzazioni
alternative;
• identificare potenziali cooperazioni: con singoli, organizzazioni
ed istituzioni;
assicurarsi il sostegno di associazioni locali ed incoraggiare la
partecipazione dei giovani;
• contattare altri enti e organismi
che condividano gli stessi scopi e
punti di vista;
• cercare nuove collaborazioni in
aree
tradizionalmente
non
coinvolte in questo tipo di
iniziative, ad es. assistenti sociali,
associazioni di consumatori,
volontariato,
compagnie
di
assicurazione e banche;
• una collaborazione ampia e multisettoriale facilita l'impegno ed il
coinvolgimento
dell'intera
comunità.
•
6
Cercare opportunità
collaborazione
di
Associazioni e collaborazioni accrescono l'efficacia della campagna. Gli
obiettivi di un programma contro il
fumo si possono efficacemente integrare
con altre iniziative.
Risulta spesso utile associare tali interventi ad altre campagne promozionali
per la salute (es. campagne contro il
cancro e le malattie cardiovascolari).
Molte strategie contro il fumo si
possono inserire in altri programmi di
intervento come quelli per la sicurezza e
la tutela della salute nei posti di lavoro,
la
sicurezza
degli
edifici
o
l'organizzazione di un festival locale.
Tali iniziative congiunte funzionano da
catalizzatori e non solo facilitano il
raggiungimento dei fini prefissati ma
riducono anche i costi di gestione.
7
17
Redigere un piano d'azione
I programmi della città dovrebbero
abbinare pianificazioni sistematiche con
approcci estemporanei e flessibili. Tutte
le opportunità che si presentassero,
eventi e manifestazioni speciali,
situazioni impreviste, vanno sfruttati al
massimo.
I
programmi
devono
armonizzare gli interventi della città con
quelli regionali e nazionali. Gli
organizzatori dovrebbero capire che un
apporto continuo di novità nella
gestione dei programmi è essenziale per
mantenere inalterato e vivo l'interesse.
Programmi ripetitivi, poco interessanti e
noiosi
risultano
sicuramente
controproducenti. Il gruppo di lavoro si
avvantaggia molto dalla adesione di
persone dotate di spirito di iniziativa. I
mass media hanno un'influenza incredibilmente forte. L'isolamento non
facilita certo i cambiamenti dello stile di
vita, nondimeno i servizi dei media
esercitano un impatto enorme che
accresce l'efficacia dei programmi. Si
consiglia sempre il ricorso ai mezzi di
informazione, quando se ne ravvisa
l'opportunità, nelle fasi di progettazione,
di intervento e nella diffusione dei
risultati o delle valutazioni.
8
I vostri sforzi sono stati utili?
La valutazione finale è essenziale e va
considerata come parte integrante della
programmazione, da preventivare fin
dai primi passi. Non è necessario che si
tratti di valutazioni sofisticate per cui
costi elevati e complessità di calcolo
non si devono addurre come scusa per
non intraprenderli. La valutazione finale
deve
essere
effettuata
al
meglio, in conformità con i mezzi
economici disponibili. Tenere sempre in
considerazione
opportunità
di
elaborazioni semplici e la valutazione
dei risultati. Una buona ricerca deve:
• rendere noti i risultati raggiunti
rispetto agli scopi prefissati;
• essere comprensibile;
• valutare tutte le componenti
del progetto;
• essere un processo in continuo
sviluppo;
• aiutare a pianificare interventi
futuri.
L'ideale sarebbe che la valutazione
fosse effettuata da un gruppo di lavoro
indipendente, diverso da quello
impegnato nella organizzazione del
programma per garantire la massima
imparzialità. I risultati vanno resi noti a
tutti i partners e agli enti che
sponsorizzano i progetti e devono essere
pubblicati quanto prima per fornire un
modello operativo utile ad altre città.
9
Attuazione e aggiornamento
permanente dei programmi
Per garantire uno svolgimento efficace
dei programmi nel lungo termine è
necessario
pianificare
in
modo
strategico gli interventi. Gli ostacoli
devono essere fronteggiati giorno dopo
giorno. Sostegno e rinforzo sono
essenziali per mantenere ed espandere
le conquiste ottenute.
19
POSSIBILITA’ DI
INTERVENTO
PER LE CITTA’
In questa sezione vengono presentati alcuni
interventi realizzabili nell'ambito dei temi
identificati durante l'incontro di lavori tenutosi
a Belfast. I problemi economici e riguardanti
l'amministrazione locale sono esaminati nel
capitolo dedicato a “ Piano d'azione contro il
fumo". Per ogni tema si descrivono gli scopi e
le opportunità strategiche, seguiti da alcuni
esempi di iniziative intraprese nelle città
appartenenti al MCAP.
20
PIANO D'AZIONE CONTRO IL FUMO
Scopi e Obiettivi
Scopo delle città è quello di sviluppare
e ampliare strategie globali e sintetiche
sui problemi fumo correlati. La politica
antifumo deve articolarsi in modo
differenziato e comprendere, tra l'altro,
la promozione di collaborazioni ad
ampio raggio tra i cittadini, la creazione
di una cultura contro il fumo tra i
giovani, l'incoraggiamento di un
ambiente sano e senza fumo e di un
programma per aiutare i fumatori a
smettere di fumare. E' di fondamentale
importanza far leva sui mezzi
economici per scoraggiare il commercio
e il consumo di sigarette.
Opportunità
L'amministrazione comunale ha ottime
occasioni per sviluppare strategie
antifumo nei suoi stessi uffici e nei
mezzi di trasporto pubblici. Per esempio
si può vietare di fumare durante le
sedute del Consiglio Comunale, durante
riunioni e incontri ufficiali. In questo
modo gli assessori e tutto il personale
del Comune assumono un ruolo guida e
danno il buon esempio.
Una città potrebbe, inoltre, pubblicare i
dati sugli effetti provocati dal fumo
sulla salute dei suoi cittadini e sulla
economia locale servendosi dei propri
servizi di informazione, come gli uffici
stampa e statistici (a Dublino il "Smokefree Report"). La divulgazione di
politiche antifumo trova sostegno nella
mobilitazione dell'opinione pubblica. In
Finlandia è risultato molto proficuo un
intervento di sensibilizzazione dei
politici locali sui danni prodotti dalle
sigarette. In Irlanda del Nord sondaggi
condotti ogni due anni tra la
popolazione hanno dimostrato un
cambiamento molto significativo di
opinione e di atteggiamento sul fumo in
seguito a campagne educative condotte
da un'associazione indipendente, la
Action on Smoking and Health. Nel
1991 il 10% della popolazione di
Gothenburg ha visitato una mostra
dedicata a "Il mondo del fumo".
Se il controllo dei cartelloni pubblicitari
spetta al Comune, tutta la pubblicità sul
fumo deve essere bandita. Le città non
devono in alcun modo accettare sponsorizzazioni di industrie di sigarette. E'
auspicabile l'adozione di tutte le misure
economiche
possibili
volte
a
scoraggiare la produzione, il commercio
e il consumo di sigarette. Le città non
dovrebbero per nessuna ragione
sponsorizzare o favorire attività legate
alla produzione di tabacco. L'aumento
del costo delle sigarette si è dimostrato
sempre un provvedimento utile.
Le amministrazioni comunali hanno un
ruolo importante nel farsi portavoce di
politiche globali antifumo da proporre a
livello nazionale. I comuni possono
fornire sostegno economico e altre
risorse a gruppi locali e ad associazioni
impegnate in campagne contro il fumo.
Organizzazioni indipendenti e Comune
possono unire i propri sforzi nella
promozione di iniziative indirizzate a
scopi comuni.
Nelle sezioni su giovani, adulti e luoghi
pubblici verranno descritte le misure più
utili da adottare per scoraggiare il fumo
di sigaretta tra i giovani, negli ambienti
pubblici e per incrementare gli
interventi per aiutare le persone a
smettere di fumare.
21
Alcuni esempi di intervento
Belfast: gli uffici del governo senza
fumo
Il Comune di Belfast all'inizio del 1990
ha
riconosciuto
l'importanza
di
effettuare una politica contro il fumo nei
luoghi di lavoro, per mantenere
l'impegno di tutelare la salute e la
sicurezza dei suoi dipendenti. E' stato
istituito un gruppo di lavoro per
sviluppare questo tipo di politica
sanitaria. I membri del gruppo di lavoro
provenivano in modo bilanciato da
diversi ambiti sociali che includevano
personale
direttivo,
rappresentanti
sindacali, associazioni di lavoratori
dipendenti, fumatori e non fumatori. Era
rappresentata
anche
la
sezione
comunale per la tutela della salute nei
luoghi di lavoro.
Il Comune ha attuato un'indagine
conoscitiva presso i suoi dipendenti per
conoscere la diffusione della abitudine
al fumo, le opinioni sul fumo, la
disponibilità o meno alla istituzione di
norme restrittive sulla diffusione del
fumo all'interno degli edifici. Si è
concluso che era opportuno destinare
negli edifici alcune specifiche aree per i
fumatori. In ogni edificio è stata
riservata una stanza per i fumatori e una
zona destinata al fumo in ogni area di
ristoro. Questa normativa è stata
introdotta la prima volta nel giugno
1991 nel Cecil Ward Building e nel
Municipio. L'iniziativa ha avuto
successo per cui si pensa di estenderla
ad altri centri nel prossimo futuro.
California: associazioni contro il fumo
Il Progetto "Città Californiane senza
fumo" ha lo scopo di fornire ai politici
notizie ed informazioni aggiornate sui
danni arrecati dal fumo alla salute e
chiarire le ragioni della necessita di
intraprendere azioni efficaci a riguardo.
Inoltre vengono organizzati corsi di
addestramento professionale e forniti
materiali didattici e assistenza tecnica
agli amministratori locali per sviluppare
una politica incisiva e ragionevole per
controllare la diffusione del fumo a
livello locale.
Le città che hanno già realizzato
interventi per il controllo del tabagismo
sono stimolate a migliorare e a
diffondere i loro programmi mentre i
comuni che non hanno ancora
intrapreso simili iniziative ricevono
informazioni, programmi, corsi di
aggiornamento professionale e sostegno
per sviluppare queste campagne contro
il tabagismo.
II Consorzio Occidentale per la Salute
Pubblica coordina diverse risorse per
realizzare
programmi
innovativi
riguardanti problemi complessi di salute
pubblica. Il Consorzio dirige il Progetto
Città Californiane Sane e l'iniziativa
affiliata Città Californiane Senza Fumo.
Il Progetto Città Californiane Sane,
basandosi sul modello promosso
dall'OMS, abbraccia l'iniziativa Città
Senza Fumo come approccio per
stimolare pianificazioni e politiche di
pubblico intervento a tutela della salute
locale. Il progetto Città Californiane
Senza Fumo è finanziato dal
Dipartimento dei Servizi Sanitari dello
Stato di California grazie ai proventi
.ricavati dalle tasse sul tabacco.
L'iniziativa della tassazione del tabacco
fu introdotta nel 1988. I fondi assegnati
al Progetto Città Sane sono amministrati
dal Consorzio.
Altre istituzioni coinvolte in questo
progetto comprendono: La Lega delle
Città Californiane (League of California
Cities, LCC), l'Associazione degli
Operatori Sanitari della California
(Health Officers' Association of
California, HOAC) e l'Associazione
22
degli Americani per i Diritti dei Nonfumatori (Americans for Nonsmokers'
Rights, ANR). Ciascuna di queste
associazioni
fornisce
contributi
originali. L'HOAC e la LCC come le
organizzazioni primarie delle rispettive
circoscrizioni possono essere di guida e
impulso per coinvolgere i loro iscritti
nelle attività del progetto e condizionare
la istituzionalizzazione degli inter-venti
di controllo sul fumo. L'Associazione
Americana per i Diritti dei Nonfumatori (ANR), rinomata a livello
nazionale per impegno educativo e
strategico, è specializzata in piani
d'azione contro il fumo, prevenzione del
fumo, educazione sanitaria e organizzazione nella comunità.
California: decreti locali
La California diventerà presto il Paese
della frutta, delle nocciole e dell'aria
pulita senza fumo, se i decreti legislativi
locali continueranno ad essere emanati
al ritmo degli ultimi anni. In California
sono 250 le città e le contee che hanno
normative destinate a difendere
l'ambiente dal fumo.
In 10 città la legge stabilisce l'assoluto
divieto di fumare nei ristoranti e nei
luoghi di lavoro. Inoltre, 5 città hanno
completamente bandito il fumo dai
luoghi di lavoro e quattro nei ristoranti.
In 24 comuni vige il divieto di installare
distributori automatici di sigarette in
luoghi accessibili ai minori. Questi
distributori sono stati completamente
eliminati in 10 città e contee.
Glasgow: benefici per l'economia
locale derivanti dalla cessazione del
fumo
Nel maggio 1988 un'associazione, il cui
scopo era quello di rivitalizzare
l'economia a Glasgow, si rivolse al
gruppo di prevenzione del fumo
"Glasgow 2000" con lo scopo di
esaminare
l'impatto
economico
derivante dalla riduzione delle spese per
il fumo degli abitanti di questa città.
L'ipotesi era che la riduzione di spesa
per il fumo di sigarette avrebbe
incrementato la spesa in altri settori di
mercato.
Una ricerca condotta dal Professor Ian
Mc Nicol) dell'Istituto Fraser di
Allander dimostrò che più di 122
milioni di sterline spesi ogni anno in
sigarette dagli abitanti della città se ne
andavano in tasse e costi di
importazione, ai di fuori dell'economia
locale. Solo il 6% del totale era
destinato a beni e servizi di produzione
scozzese.
Il gruppo di ricerca, basandosi sulla
spesa media, concluse che, se gli
abitanti di Glasgow avessero smesso di
comprare sigarette, il 64% di 122
milioni di sterline (78 milioni di
sterline) sarebbe ritornato all'economia
della città.
Usando il modello di produzione e di
impiego regionale dell'istituto, fu
possibile calcolare il numero di nuovi
posti di lavoro che si sarebbero creati in
83 industrie in quei settori che
avrebbero goduto di aumentata attività
produttiva.
Queste
cifre
furono
contrapposte alle perdite previste
nell'industria
del
tabacco
per
determinare un netto incremento di
nuovi posti di lavoro. Considerando
ogni ambito di spesa, i guadagni
risultarono superiori alle perdite,
determinando un aumento variabile da
2.163 a 4.270 di nuovi possibili posti di
lavoro a Glasgow. Pertanto questa città,
diventando una Città senza Fumo, può
attendersi
benefici
economici
significativi.
23
LUOGHI PUBBLICI E DI LAVORO SENZA FUMO
Scopi
Scopo delle città è quello di garantire ai
propri cittadini il diritto di vivere e di
lavorare in ambienti senza fumo.
L'obiettivo delle iniziative in questo
campo è quello di incoraggiare
l'adozione e il perfezionamento di
politiche per ambienti senza fumo
nell'intera città, ad esempio nei trasporti
pubblici, nei posti di lavoro, negli uffici
pubblici, negli edifici pubblici e privati,
ristoranti e, naturalmente, in tutti i
luoghi pubblici direttamente gestiti dal
comune.
Possibilità di intervento
Come in altri campi di controllo del
fumo, quello che conta è un approccio
multi settoriale al problema. Ad
esempio, risulta estremamente utile per
influenzare i politici condurre sondaggi
tra i cittadini per valutare la domanda
pubblica di spazi senza fumo. Queste
indagini dimostrano spesso uno
straordinario sostegno in favore della
espansione delle aree senza fumo non
solo da parte dei non fumatori ma anche
dei fumatori. Informazioni ed esempi di
normative valide vanno preparati per
ciascuna area di intervento. Gli
amministratori locali possono adottare
una strategia globale contro il fumo, il
che rende più agevole il conseguimento
di numerosi obiettivi.
Ristoranti e hotel: in Finlandia è stato
adottato come simbolo un fiore per
distinguere le strutture dove non si
fuma. I fiori, da uno a tre, servono a
segnalare nei locali l'estensione delle
aree dove il fumo è vietato. Si è
constatato che le strutture che hanno
iniziato a garantire alla loro clientela
spazi senza fumo hanno segnalato un
incremento nella richiesta del pubblico
in tal senso.
A Belfast e a Dublino il Progetto Città
Sane sostiene rispettivamente il progetto
"Aria pura nei ristoranti" e " Il Club del
mangiare sano". Per queste iniziative è
necessario che almeno il 30% dei posti
a sedere sia riservato ai non fumatori.
Trasporti pubblici: in alcune città, come
Belfast e Dublino, è vietato fumare nei
mezzi di trasporto pubblico. A Glasgow
è vietato in tutti i treni della
metropolitana. In Finlandia non si fuma
su autobus e treni e nei voli interni. Non
è consentito fumare anche nei voli della
compagnia aerea irlandese Aer Lingus.
Attualmente in molti paesi gli aeroporti
e le stazioni ferroviarie e di autobus
hanno aree riservate specificamente ai
non fumatori. In molte città come
Kaunas e Varsavia il fumo è, per
tradizione, bandito sui mezzi pubblici.
Alcuni esempi di intervento
Belfast: autobus senza fumo
Il lungo periodo di disordini civili in
Irlanda del Nord ha avuto ripercussioni
negative sui trasporti in autobus a
Belfast. II tentativo iniziale di vietare il
fumo su questi mezzi pubblici non è
giunto a buon fine. Ma nel 1987,
approfittando del cambiamento dell'opinione pubblica sul fumo, la
Compagnia Citybus introdusse varie
migliorie nei suoi servizi.
Citybus aveva ricevuto molte lettere di
lamentele dei passeggeri a causa del
fumo sugli autobus. Un'indagine
condotta da specialisti di strategie di
mercato confermò che gli autobus pieni
di fumo erano uno dei principali fattori
24
deterrenti per la scelta di questo mezzo
pubblico. I risultati confermarono che
l'84% degli utenti, compresi i fumatori,
erano favorevoli al divieto di fumare
sugli autobus.
Una ricerca svelò l'esistenza di una
normativa del 1985 che stabiliva che, a
parte i veicoli noleggiati per certe
somme, al passeggero non è concesso
fumare in quei veicoli dove è affisso il
cartello di divieto. Il passeggero che
non rispetta il divieto deve venire
allontanato su richiesta dell'autista o del
personale autorizzato.
Così prese l'avvio a Belfast una
campagna chiamata "Autobus migliori
per Belfast". Furono introdotti non solo
il divieto di fumare sui mezzi pubblici
ma anche un aumento dei posti a sedere,
sedili più morbidi e confortevoli,
maggior attenzione alla pulizia e la
promozione di efficienti servizi
informativi dislocati in vari punti della
città. Alla fine del 1989 fu lanciata una
campagna informativa con l'ausilio di
spot pubblicitari radiofonici, televisivi e
manifesti. La compagnia di trasporto
mise in servizio due bus speciali con
molti slogan anti fumo dipinti, ideati
con l'aiuto di enti sanitari cittadini.
Questa
campagna
ottenne
uno
straordinario successo tanto che
attualmente sono davvero poche le
persone che fumano sugli autobus della
compagnia Citybus. Gli autisti non
impongono di far rispettare i divieti ma
lasciano le controversie delle infrazioni
al controllo di ispettori sanitari. Tuttavia
è incoraggiante che i passeggeri ora si
sentano di far valere i loro diritti, cosa
che non sempre avveniva in passato.
Dublino: progetto aria pulita nei
ristoranti
Considerata la vasta adesione dei
cittadini all'idea di riservare aree senza
fumo nei luoghi pubblici, il Progetto
Città Sane di Dublino decise di invitare
il maggior numero possibile di ristoranti
a partecipare al progetto "Aria Pulita nei
Ristoranti". Un sondaggio telefonico
aveva evidenziato che alcuni ristoranti
di lusso erano favorevoli a riservare
circa un terzo dei loro posti a sedere ai
non fumatori.
Gli ufficiali sanitari che visitavano i
ristoranti per controllare l'applicazione
delle norme sull'igiene del cibo, con
l'occasione li invitarono ad aderire al
progetto. I ristoranti si impegnarono a:
• riservare il 30% dei posti a sedere
ai non fumatori;
• esporre l'adesivo "Aria Pura nei
Ristoranti" del Progetto Città
Sane che invitava a richiedere un
posto nella zona senza fumo;
• usare i cartoncini da tavola con il
logo "No smoking" del Progetto
Città Sane.
Partecipano attualmente al programma
più di 130 ristoranti di Dublino,
compreso un grande ristorante in cui è
completamente
proibito
fumare.
Un'indagine recente condotta tra i
ristoranti partecipanti ha confermato che
i direttori sono felici di continuare la
collaborazione, sicché il Progetto Città
Sane di Dublino conta di sfruttare
l'esperienza per convincere altri
ristoranti ad aderire all'iniziativa.
L'esperienza insegna che una volta che
alcuni ristoranti riservano posti a sedere
ai non fumatori, vi è un rapido aumento
di richiesta in tal senso da parte degli
utenti.
Dublino: progetto fumo nei posti di
lavoro
Per prima cosa fu promossa un'indagine
conoscitiva per vagliare le opinioni su
fumo e fumo passivo del personale dei
quattro enti coinvolti nel Progetto Città
Sane a Dublino. 750 impiegati scelti a
25
caso ricevettero un questionario. La
percentuale di risposte fu del 77%, di
cui il 70% proveniente da non fumatori.
II fumo passivo infastidiva l'80% di
coloro che hanno risposto (il 92% di
non fumatori e il 50% di fumatori) e il
78% (1'85% di non fumatori e 59% di
fumatori) sapeva che il fumo fa male. II
93% pensava che il fumo avrebbe
dovuto essere regolamentato nei posti di
lavoro e il 99% riteneva opportuno che
dovesse essere limitato nelle mense.
Risultò che il 77% dei fumatori
desiderava smettere di fumare.
L'indagine sottolineò che gli impiegati
ritenevano fastidioso il fumo passivo
nei luoghi di lavoro, lo reputavano
dannoso per la propria salute e
concordavano sulla opportunità di
norme restrittive. I risultati dell'indagine
furono pubblicati sull'Irish Medical
Journal e discussi con le rappresentanze
sindacali e la direzione di ogni ente.
Gruppi di lavoro furono istituiti in tre
enti con la partecipazione
di
rappresentanti sindacali, di dirigenti e
del Progetto Città Sane di Dublino. Ad
ogni comitato furono invitati anche
esponenti fumatori.
Ogni gruppo progettò una politica di
interventi per la promozione di posti di
lavoro senza fumo. Queste, nel complesso, erano simili e comprendevano: il
divieto di fumare nei posti di lavoro,
eccetto che in stanze riservate ai
dipendenti fumatori durante l'orario di
lavoro e l'appoggio ai fumatori che
desideravano smettere dì fumare. Questi
interventi devono essere testati e
controllati dopo sei mesi in ogni ente.
Belfast: uffici del governo senza fumo
In seguito alle numerose conferme dei
gravi danni inflitti alla salute dei
lavoratori da un ambiente saturo di
fumo, nel 1978 il governo del Regno
Unito decise di adottare un piano
d'azione contro il fumo negli uffici
governativi. Cinque anni più tardi la
campagna condotta nell'Irlanda del
Nord "Cambio di cuore", iniziata dal
Segretario di Stato, ribadì chiaramente
che il fumo rappresenta uno dei danni
più gravi per la salute.
Alla luce di questi sviluppi, la pubblica
amministrazione Irlandese rivide la sua
politica sul fumo e stabilì di
promuovere l'astensione dal fumo come
norma da rispettare nei posti di lavoro. I
Settori Finanziario e del Personale di
Rosepark House istituirono un gruppo
di lavoro per promuovere interventi
efficaci nei propri posti di lavoro. Fu
distribuito un questionario a tutto il
personale per valutare le opinioni in
proposito e i successivi interventi
programmati contro il fumo si basarono
sui risultati rilevati. Una revisione fu
applicata a partire dal 1987.
Si stabilì che il divieto di fumare
doveva essere esteso a tutti gli uffici.
Sarebbe stato riservato un locale
apposito per i fumatori durante le ore di
pranzo o a discrezione della direzione.
L'Ulster Cancer Foundation offrì la
propria disponibilità a organizzare corsi
per aiutare i dipendenti a smettere di
fumare. Queste iniziative cominciarono
nel luglio 1989 e furono poi controllate
accuratamente. Si è ricorsi a
provvedimenti disciplinari solo in un
paio di occasioni. La direzione sviluppa
il programma con il pieno sostegno
delle rappresentanze sindacali.
Francoforte sul Meno: Frische Luft
für Frankfurt
Nel 1991 una inchiesta tra i dipendenti
del settore igiene evidenziò che il fumo
passivo disturbava il 75% del personale.
Quasi il 90%, compresi i fumatori,
accolse con entusiasmo il divieto o la
limitazione del fumo nelle mense e
quasi il 70% nei bagni. Incoraggiata dai
26
risultati, la direzione del personale
lanciò l'idea di concedere ai non
fumatori due periodi di ferie
supplementari, primo passo di una
strategia a lungo termine nella promozione dell'astensione dal fumo.
Un'assemblea del personale approvò
l'iniziativa e fu stipulato un accordo.
In virtù degli enunciati, il fumo di
norma è vietato nel settore di igiene di
Francoforte. Si può fumare solo nei
locali non aperti al pubblico e con il
permesso dei non fumatori. L'interesse
dei non fumatori ha la priorità. E'
vietato fumare nei corridoi, scale, sale
aperte al pubblico, sale di conferenza ed
ascensori. Le esigenze di chi fuma
saranno
comunque
rispettate
al
massimo, riservando, ad esempio, delle
salette per fumatori. Coloro che
desiderano smettere di fumare hanno la
possibilità di accedere gratuitamente a
corsi di disassuefazione dal fumo. Gli
impiegati che dichiarano per iscritto
l'intenzione di smettere di fumare
durante le ore di ufficio ottengono in
premio due giorni di ferie in più
all'anno.
27
SERVIZI SANITARI SENZA FUMO
Scopi
dipendenti.
Le città desiderano eliminare il fumo da
tutti gli ambienti ed edifici del servizio
sanitario:
• tutti gli edifici e ambienti del
servizio
sanitario
dovrebbero
adottare una politica globale contro
il fumo;
• tutti gli studenti di medicina, i
medici ed i paramedici devono
essere incoraggiati a non fumare;
• i servizi sanitari devono offrire un
aiuto concreto ai fumatori che
vogliono smettere di fumare;
• le istituzioni sanitarie e i sanitari
devono assumere un ruolo guida
contro il fumo abolendo pubblicità
e vendita di sigarette all'interno dei
servizi sanitari.
Bisogna sfruttare al massimo tutte le
capacità e la vasta esperienza del
personale sanitario per sostenere,
incoraggiare ed aiutare i pazienti
fumatori. Questo personale infatti, se
addestrato nelle tecniche per aiutare a
smettere di fumare, è qualificato per
fornire servizi senza fumo ai dipendenti,
ai pazienti e a tutti gli utenti dei servizi.
L'intervento del personale sanitario può
essere allargato ad altre attività come
ricerche sul fumo, partecipazione a
conferenze sui rapporti tra fumo e
salute, collaborazioni multisettoriali e
monitoraggio nel tempo dei risultati
delle iniziative intraprese.
Alcuni esempi di intervento
Opportunità di intervento
La maggior parte delle persone,
compresi i fumatori, sono concordi
che il fumo deve essere proibito o
almeno severamente regolamentato in
tutti gli ambienti sanitari. Ci si aspetta,
infatti, che i servizi sanitari per primi
garantiscano ai loro dipendenti e
pazienti un ambiente sano e sicuro. I
sanitari sono spesso considerati un
modello da imitare per quanto
riguarda lo stile di vita sano e perciò il
loro esempio è importante per
influenzare i pazienti.
Il controllo del fumo si può effettuare
tramite
disposizioni
legislative,
procedure amministrative o azioni
congiunte all'interno del sistema
sanitario. Per esempio, il Comitato
Sanitario di Glasgow nel 1991
promosse una strategia globale
antifumo nei suoi ambienti, per
proteggere
dal
fumo
35.000
Belfast: ospedale senza fumo
Un moderno ospedale di Belfast ha
intrapreso un programma globale contro
il fumo. All'ingresso un segnale lampeggiante al neon avverte i visitatori che
non si può fumare nell'accettazione.
Vari portacenere con sabbia invitano i
fumatori a spegnere le sigarette. Al
momento del ricovero viene consegnato
a tutti i pazienti un opuscolo con alcune
note esplicative sulle iniziative contro il
fumo.
II fumo è severamente vietato nei
reparti, coloro che vogliono fumare
possono usufruire di speciali aree loro
destinate. Il personale di ogni reparto è
impegnato a fare rispettare le
disposizioni. Non si fuma nè nel
ristorante nè nella mensa dell'ospedale.
L'unico luogo dove il personale può
fumare è un bar all'ottavo piano.
Questa politica antifumo ha funzionato
28
bene durante gli ultimi sei anni ed è
periodicamente controllata e verificata
da un gruppo interdisciplinare di
dipendenti. Un gruppo simile si occupa
di attività di educazione alla salute
correlate con la cessazione del fumo,
come le mostre della Giornata Senza
Fumo e la conduzione di corsi per
aiutare a smettere di fumare.
Belfast: Dunluce Health Centre
Questo poliambulatorio ospita cinque
studi professionali con un totale di 25
medici. II servizio è usato per le
esercitazioni degli studenti di medicina
e per il tirocinio dei laureati. Al
Dunluce Health Centre è assolutamente
vietato
fumare.
Viene
chiesto
sistematicamente a tutti i nuovi pazienti
se sono fumatori e la risposta viene
evidenziata nella cartella clinica.
Il governo del Regno Unito ha
recentemente ridefinito il ruolo del
medico di medicina generale ed ha
enfatizzato la prevenzione delle malattie
come parte della convenzione mediciSSN. Successivamente sono state
istituite delle cliniche destinate alla
prevenzione e/o alla promozione della
salute, tra queste ricordiamo "Healthy
Heart", cliniche per diabetici e per
asmatici. Tutte insistono sulla necessità
di smettere di fumare. Per i fumatori che
desiderano smettere è stato organizzato
un gruppo di aiuto.
Padova: ospedale e servizi sanitari
senza fumo
Padova ha intrapreso numerose
iniziative
per
promuovere
la
creazione di un ospedale e di servizi
sanitari senza fumo. Si può fumare
solamente in aree circoscritte. Il
personale sanitario si propone come
modello di non fumatore.
Il programma "Un ospedale senza
fumo, se ci pensi si può" è stato
proposto per promuovere la salute e
tutelare il diritto di tutti i pazienti
dell'ospedale ad essere salvaguardati
dagli effetti dannosi del fumo di
sigaretta. Si può fumare solamente in
alcune aree prestabilite, mentre
cartelli
e
manifesti
segnalano
chiaramente dove è vietato. Non è
permesso fumare nei reparti, nelle
stanze dei pazienti e nelle cucine. Il
personale sanitario non deve fumare
in presenza di pazienti o visitatori.
Per il personale che lo desidera, il
Centro di Educazione alla Salute di
Padova e la Sede locale della Lega
Italiana per la Lotta contro i Tumori
organizzano periodici corsi di
disassuefazione dal fumo.
Infine, per favorire la dismissione del
fumo tra i pazienti, si è sviluppato un
programma per il counselling infermieristico. E' stata redatta una guida
che aiuta il personale infermieristico
ad intraprendere nell'ordine le
seguenti azioni:
• creare un ambiente (ambulatorio,
corsia, sale d'aspetto, ecc.) senza
fumo;
• identificare i pazienti fumatori;
• dare informazioni sui danni del
fumo ed i benefici dello smettere,
invitando i pazienti a prendere la
decisione di abbandonare il fumo;
• concordare
con il paziente
fumatore una data precisa per
smettere di fumare;
• dare consigli pratici e distribuire
valido materiale informativo;
• dare sostegno ed effettuare,
quando possibile, il follow-up.
29
Varsavia: servizi sanitari senza fumo
Dal maggio 1992 il fumo è vietato nel
Reparto di Malattie Respiratorie e
nell'istituto per la cura della tubercolosi
e malattie respiratorie. Molti ospedali
della città seguono adesso questo
esempio e intendono progettare le
proprie strategie contro il fumo.
L'Ordine dei medici di Varsavia è molto
attivo nella lotta al tabagismo e si è
coalizzato in numerose iniziative
cittadine contro il fumo. I medici si
sono impegnati a dare il buon esempio:
un'indagine conferma che essi fumano
significativamente meno della popolazione generale.
Sono stati stampati molti opuscoli per
aiutare le persone a smettere di fumare.
Nel 1991 è stato distribuito a tutti i
medici un libretto intitolato "Come
aiutare i vostri pazienti a smettere di
fumare". E' seguito un incontro con i
medici di famiglia per presentare la
pubblicazione e concordare i migliori
metodi di applicazione. Nel 1992 è stato
realizzato un altro libretto sui rischi del
fumo per la donna gravida e per la
salute del bambino che è stato
distribuito a tutti gli ambulatori medici.
30
LE NUOVE GENERAZIONI SENZA FUMO
Scopi
Le città si impegnano a garantire i diritti
dei bambini di:
• essere liberi dalla esposizione al
fumo fin dal concepimento;
• crescere in un ambiente sano senza
fumo;
• essere protetti dalle pressioni che
stimolano a fumare.
Le città intendono istruire bambini e
ragazzi sui danni del fumo e aiutarli a
fare scelte di vita sane.
Opportunità
I programmi di educazione e sostegno
alle coppie in attesa di un figlio devono
includere le informazioni sugli effetti
dannosi del fumo attivo e passivo.
Molte donne sono ben disposte a
smettere di fumare durante la
gravidanza, pertanto è necessario
porgere sempre un aiuto appropriato e
fornire quei consigli utili che le aiutino
a smettere di fumare e a restare poi
astinenti.
E' opportuno vietare di fumare in tutti i
luoghi frequentati da bambini e ragazzi
al fine di proteggerli dai danni del fumo
passivo e per rinforzare il messaggio
che il "non fumare" rappresenta la
norma di comportamento desiderabile.
E' ormai indiscusso il ruolo delle scuole
nella educazione e promozione della
salute.
La scuola che promuove la salute
riveste un ruolo guida non solo nella
educazione alla salute ma anche nel
garantire un ambiente che favorisca e
migliori la salute e il benessere
complessivo di insegnanti, alunni e di
tutto il personale scolastico. Una
strategia globale contro il fumo è una
componente essenziale delle scuole che
promuovono la salute e deve essere
capillare ed estesa a tutti coloro che
frequentano la scuola. Aiuto e consigli
su come smettere di fumare dovrebbero
essere disponibili sul posto tutte le volte
che è fattibile. Gli insegnanti sono
spesso disponibili a gestire programmi
di disassuefazione dal fumo dopo un
addestramento sul tema e con il
supporto della direzione didattica.
Alcuni studenti e dipendenti della
scuola, tuttavia, forse preferiscono
parlare dei loro problemi fumo-correlati
con persone esterne all'ambiente
scolastico.
La politica contro il fumo va
incoraggiata anche fuori della classe.
Alcune
nuove
iniziative
come
"Smokebusters" e "Teenagers contro il
fumo" (TASK, Teen-agers Against
Smoking) sono un modo simpatico di
incoraggiare i ragazzi a non fumare sia
a scuola che durante il tempo libero.
E' disponibile presso i maggiori Enti nazionali
e
presso
molte
fonti
internazionali una grande quantità di
ottimo materiale didattico su fumo e
problemi correlati. Se si lavora con i
giovani è opportuno enfatizzare
soprattutto quei benefici derivanti dal
non
fumare
che
hanno
delle
ripercussioni positive immediate sulla
loro vita. Ad esempio è più persuasivo
insistere sul fatto che chi non fuma ha a
disposizione più denaro, ha l'alito ed
capelli più freschi e profumati piuttosto
che sui danni alla salute a lungo
termine. E' importante che i ragazzi
sviluppino un'immagine positiva di se
stessi come non fumatori. Hanno
bisogno di informazioni chiare per fare
delle scelte di vita sane e hanno bisogno
di fiducia in se stessi per gestire in
31
modo autonomo la loro vita. Sono stati
ideati molti programmi per fornire a
bambini e ragazzi i mezzi necessari per
affrontare vari problemi. Tra questi,
alcuni sono indirizzati alla prevenzione
della droga, tuttavia molti temi sono
estensibili anche alla prevenzione del
fumo.
I ragazzi sono felici di partecipare in
prima persona a interventi contro il
fumo.
Le
iniziative
come
"Smokebusters" e "TASK" sfruttano le
qualità dei ragazzi come educatori e
promotori di salute.
Esame di alcuni casi
Glasgow: "smokebusters"
Smokebusters è una associazione
giovanile con vari scopi:
• incoraggiare i ragazzi di Glasgow a
rifiutare il fumo;
• aumentare le loro difese contro le
pressioni a fumare;
• far sì che non fumare sia la scelta
giusta e desiderabile.
L'associazione fu presentata nelle scuole
nel 1988 durante la giornata nazionale
contro il fumo. Le lettere con l'invito ad
aderire sono spedite personalmente ai
ragazzi al loro indirizzo di casa.
Ricevono all'inizio anche un pacchetto
con cartoncini, depliant e adesivi. Agli
iscritti viene inviata una lettera
trimestrale con gli aggiornamenti delle
attività del club. Sono invitati a
partecipare a molte manifestazioni e
riunioni, comprese feste "senza fumo"
in discoteca. Non esiste una quota di
iscrizione, i ragazzi devono semplicemente proclamarsi non fumatori ed
impegnarsi a rimanere tali anche da
adulti. Ogni anno si tengono delle
conferenze
nazionali
con
la
partecipazione dei giovani di vari club
che intervengono nei gruppi di lavoro.
Si favoriscono gli scambi internazionali
con programmi antifumo destinati ai
ragazzi.
L'associazione
Smokebusters
di
Glasgow ha attirato l'attenzione dei
media in modo considerevole: le è stato
dedicato un programma radiofonico
locale durato una settimana, apparizioni
sui canali televisivi nazionali e
numerosi articoli sulla stampa. Nel
distretto sanitario di Glasgow sono
attualmente
impegnati
come
smokebusters almeno 26.000 ragazzi di
età compresa tra i 10 e i 14 anni.
II movimento dei Smokebusters ha
ricevuto in premio una medaglia
durante la Giornata Mondiale senza
Fumo del 1990 a Ginevra.
Irlanda del nord: ragazzi contro il
fumo (TASK)
I gruppi TASK si sono impegnati a
promuovere una politica contro il fumo
e a garantire un ambiente senza fumo in
Irlanda del Nord. Sono organizzati
all'interno della scuola dagli studenti più
anziani ma godono di una certa libertà
di azione rispetto ai programmi
scolastici. Molti gruppi operano in
collaborazione con l'intero staff della
scuola. I ragazzi hanno un'età compresa
tra i 13 e i 19 anni. Questi gli interventi
effettuati:
• raccolta di firme per una petizione
da inoltrare alla Commissione della
Comunità Europea per sostenere la
proibizione della pubblicità del
fumo;
• una campagna per garantire il
divieto di fumare sui bus della
scuola;
• formazione di gruppi giovanili con
lo scopo di convincere i propri
compagni a smettere di fumare;
• interventi educativi contro il fumo
durante le assemblee scolastiche;
• inclusione della propria campagna
in un video della Open University
32
della BBC su "Belfast senza
fumo";
• organizzazione di sconti nei negozi
per tutti gli iscritti.
Una delle preoccupazioni più sentite dal
gruppo TASK è quella dello
sfruttamento dei Paesi dell'Europa
Centrale e Orientale da parte delle
industrie multinazionali di sigarette.
TASK ritiene che i teen-ager potrebbero
giocare un ruolo veramente incisivo
nelle campagne contro le insidie e le
manipolazioni operate dalle compagnie
multinazionali in queste nuove democrazie.
Milano: programma di prevenzione
contro il fumo nelle scuole elementari
A Milano gli insegnanti elementari
hanno portato avanti un programma di
prevenzione del fumo nelle scuole
elementari con l'aiuto di una guida e il
supporto dei medici scolastici e delle
infermiere di distretto. Il programma ha
illustrato non solo i danni prodotti dal
fumo alla salute ma ha anche aiutato i
ragazzi a sviluppare strategie personali
di difesa contro le pressioni esterne
volte ad iniziarli al fumo. II programma
si è svolto nel modo seguente:
• presentazione del programma agli
insegnanti elementari;
• invio di lettera con questionario agli
insegnanti per invitarli a partecipare
e a valutare le loro conoscenze sul
problema del fumo;
• selezione delle classi partecipanti;
• organizzazione di due conferenze per
gli insegnanti;
• due incontri per esaminare la guida;
• sviluppo del programma in sei
lezioni di 60-90 minuti ciascuna;
• incontro finale con gli insegnanti che
hanno aderito al programma.
Il programma è stato portato a termine
con successo in alcune scuole, in altre,
invece, non è stato completato. Alcuni
insegnanti hanno trovato la guida ed i
metodi didattici proposti non consoni
alle loro esigenze di insegnamento.
Alcune volte l'ambulatorio scolastico
non era disponibile per sviluppare il
programma. II successo di simili
iniziative si basa sulla completa
collaborazione tra insegnanti e direzione
didattica. Questo è realizzabile solo
quando i programmi vengano ritenuti
utili ed adeguati alle esigenze della
scuola. Si deve coinvolgere al massimo
tutto il personale interessato fin dagli
stadi più iniziali della programmazione.
I programmi devono essere flessibili in
modo da soddisfare le esigenze individuali.
Padova: interventi nelle scuole
Iniziative di prevenzione del tabagismo sono state condotte nelle scuole
medie del territorio dell'Unità
Sanitaria di Padova dal Centro di
educazione alla salute.
L'azione educativa adottata è basata
su un programma didattico che è
incluso
nelle
normali
attività
scolastiche.
E'
condotta
dagli
insegnanti ai quali viene offerto un
breve corso di formazione durante il
quale viene presentata una guida
didattica appositamente predisposta.
L'intervento prevede inoltre il
coinvolgimento attivo dei genitori e di
tutto il personale scolastico.
L'efficacia del programma è stata
scientificamente
dimostrata
da
numerosi studi di valutazione.
Inoltre, vi è una continua raccolta di
dati sulla metodologia, l'applicazione
ed i risultati ottenuti in modo da
poter confrontare ed aggiornare la
valutazione di processo e di efficacia.
33
Barcellona: giochi olimpici senza fumo
Nel 1992 i Giochi Olimpici di
Barcellona furono proclamati Giochi
senza fumo nel senso che, tra le altre
iniziative, furono riservate all'interno
delle strutture olimpiche delle aree
apposite dove il fumo era vietato, che in
tutte le sedi indoor furono installati
cartelli con il divieto di fumare e che ai
giochi fu bandita ogni forma di
pubblicità di sigarette.
La valutazione finale confermò che,
a parte violazioni saltuarie, il
divieto di fumare era stato generalmente
rispettato. Fu una grande opportunità
per sollevare il problema tra quanti
appartengono al mondo sportivo. In
città si tenne anche una mostra
internazionale di poster su fumo, sport e
salute in collaborazione con l'Unione
Internazionale di Educazione Sanitaria
(IUHE). Le organizzazioni sportive
erano state preventivamente informate
del progetto Olimpiadi senza fumo e le
100 più importanti erano state invitate a
fornire contributi personali contro il
fumo. 25 gruppi richiesero sostegno alle
proprie iniziative, dato che l'assistenza
era stata assicurata. Il progetto fu il
risultato della collaborazione tra il
Ministero Spagnolo della Sanità, il
Governo Catalano, la Città, il Comitato
Organizzativo dei Giochi Olimpici e
34
l'Ufficio Europeo dell'OMS. Tra breve
sarà pubblicato in collaborazione con
l'OMS un opuscolo sulle grandi
manifesta-zioni "senza fumo", basato su
questa esperienza.
Si fece uno sforzo per coinvolgere gli
insegnanti di educazione fisica e le
squadre sportive scolastiche nella
prevenzione
del
fumo.
Furono
distribuiti agli insegnanti di educazione
fisica e agli allenatori materiali su sport
e benefici dell'astensione dal fumo. Fu
inoltre realizzato un video sulle
relazioni tra prestazioni sportive, fumo e
salute, destinato sempre agli insegnanti
e allenatori per stimo-lare discussioni
sull'argomento.
35
GLI ADULTI
Scopi
Scopo delle città è di:
• assicurare che tutti i cittadini conoscano i problemi connessi al fumo;
• garantire un ambiente sano e senza
fumo;
• fornire un valido sostegno per
aiutare i cittadini a smettere di
fumare;
• aiutare i genitori a proteggere i loro
figli dalle pressioni esterne che li
spingono a fumare.
Opportunità
Molte città hanno organizzato nuove ed
interessanti campagne informative
contro il fumo, sfruttando varie risorse.
Una buona occasione viene offerta dalla
celebrazione della Giornata Mondiale
senza Fumo promossa dall'OMS. I temi
futuri comprendono:
• fumo e media nel 1994;
• i vantaggi economici delle Società
senza fumo nel 1995;
• sport e arte senza fumo 1996;
• le Nazioni Unite e i loro organismi
specializzati nella lotta al tabagismo
nel 1997.
Le Giornate Nazionali contro il Fumo
non sono in contrasto con la Giornata
Mondiale senza Fumo. Le giornate
nazionali possono essere sfruttate per
incoraggiare la gente a smettere di
fumare mentre la Giornata mondiale
potrebbe essere dedicata alle iniziative
del governo, alle campagne per la
protezione dell'ambiente e ad altre
strategie contro il tabagismo.
Il sostegno per smettere di fumare può
provenire da varie parti: servizi sanitari,
organizzazioni di volontariato, iniziative
sul posto di lavoro. Spesso è necessaria
la formazione di personale sanitario e
del volontariato. La possibilità di
vincere dei premi potrebbe motivare
ulteriormente i fumatori che vogliono
smettere, ad esempio la vincita di
biglietti gratis per cinema, teatri o musei
per coloro che possano dimostrare di
aver smesso di fumare. In Irlanda si
approfitta del mercoledì delle ceneri per
pubblicizzare i corsi per smettere di
fumare.
In alcuni Paesi associazioni di cittadini
collaborano per interventi e campagne
contro la pubblicità delle sigarette e la
loro vendita illegale ai ragazzi minori di
16 anni. Un esempio è quello
dell'unione dei genitori contro il fumo
(PAT) nel Regno Unito.
Alcuni esempi di intervento
Belfast: riduzione delle vendite di
sigarette ai minorenni
Nel 1978 l'Action on Smoking and
Health in Irlanda del Nord promosse
una campagna ben riuscita per vietare la
vendita di sigarette ai ragazzi di età
inferiore a 16 anni. Tuttavia, fin da
quando entrò in vigore, furono riportate
molte infrazioni della legge. Nel 1988 il
servizio per la tutela della salute
ambientale si impegnò in progetti
contro il fumo con la pubblicazione di
una relazione del governo che
dimostrava come il fumo nell'ambiente
fosse causa di gravi danni alla salute.
Nel 1989 il Dipartimento di Salute
Ambientale condusse una indagine per
stimare l'entità della violazione della
legge che proibiva la vendita di sigarette
ai minori. Erano entrati nelle
tabaccherie ragazzi di età compresa tra
11 e 13 anni per acquistare sigarette e
l'85% dei tabaccai le aveva vendute.
I risultati dell'inchiesta furono presentati
36
all'Autorità Sanitaria dell'Irlanda del
Nord, a membri del Parlamento, ai
vertici del clero e ad altri esponenti
influenti della società. Come conseguenza di questa pubblicità, la Health
Promotion Agency e il Dipartimento di
salute ambientale, organizzarono una
campagna per richiamare i tabaccai alle
loro responsabilità. Ai tabaccai fu
spedito
materiale
stampato
da
distribuire ai ragazzi e poster con gli
estremi della legge. La campagna fu
sostenuta
dall'associazione
del
negozianti e dai loro sindacati. L'anno
seguente una verifica evidenziò che il
77% dei tabaccai continuava a vendere
sigarette ai minori. Nonostante la
riduzione della percentuale, il numero
dei negozianti inadempienti era ancora
decisamente inaccettabile.
In ottobre 1990 il comune di Derry
decise di intraprendere una azione
legale per far applicare la legge e riuscì
a far condannare 11 tabaccai. Si è
trattato delle prime condanne per
vendita illegale di sigarette, nonostante
una tradizione di sanzioni legali durata
tredici anni. La pubblicazione dei dati di
questa indagine può rappresentare un
valido mezzo per portare alla
conoscenza dell'opinione pubblica molti
temi correlati al fumo e stimolare il
pubblico a richiedere interventi di
governo e istituzioni.
Kaunas: utilizzo della giornata
mondiale senza fumo
In Lituania è da tempo vietato fumare
nei luoghi pubblici come stazioni,
aeroporti, sale di attesa, cinema e
trasporti pubblici (taxi esclusi). Sebbene
il fumo sia bandito dai posti di lavoro,
scuole, ospedali e servizi sanitari, il
divieto non viene sempre rispettato. Le
infrazioni non vengono multate.
Nel 1991 la Giornata Mondiale senza
Fumo, dedicata a "Luoghi pubblici
senza fumo", fu l'occasione per tutelare
i diritti dei non fumatori e stimolare un
cambiamento nell'opinione pubblica. II
Documento contro il Fumo dell'OMS fu
pubblicato in Lituania sotto forma di
opuscolo (ne furono distribuite 5.000
copie) e una serie di articoli sul fumo
apparve sulla stampa locale. Furono
affissi otto grandi cartelloni pubblicitari
contro il fumo. In molte scuole si
svolsero delle gare di disegno e fu
successivamente allestita una mostra. I
mass media rivolsero ripetuti inviti a
smettere di fumare. L'Ordine dei medici
di Kaunas condannò il fumo tra i medici
mentre il sindaco proclamò il divieto di
fumare nelle zone pedonali e in due
piazze del centro della città.
Padova: il counselling del medico di
medicina generale
Nel programma "Città Sane senza
tabacco" un ruolo di primo piano
assume l'intervento del medico di
famiglia. In questa prospettiva il
Centro di educazione alla salute di
Padova
ha
predisposto
un
programma
per
il
migliorare
l'efficacia del counselling del medico
di medicina generale.
II progetto prevede la formazione del
medici per aggiornare le loro
conoscenze sulla dimensione e
complessità del problema del fumo in
Italia e nel Veneto, conoscere la guida
"Come aiutare i tuoi pazienti a
smettere
di
fumare"
creata
appositamente per il loro uso, usare il
materiale informativo-educativo a
loro disposizione, imparare a fare la
valutazione di efficacia del loro
intervento educativo.
La guida illustra ai medici come
standardizzare li proprio counselling
37
secondo un protocollo di provato
successo:
• creare un ambulatorio senza fumo;
• identificare i pazienti fumatori;
• informare i fumatori degli effetti
dannosi del fumo e sui benefici del
non fumare;
• sviluppare una strategia personalizzata, consigliando chiaramente
il paziente a smettere di fumare,
suggerendo strategie per vincere la
dipendeza psico-fisica del fumo,
concordando una data per smettere;
• effettuare il follow-up del paziente
ad ogni visita, sorvegliandone i
successi ed aiutandolo a prevenire le
ricadute.
Padova: corsi di disassuefazione dal
fumo
Alcune persone hanno bisogno di
maggior sostegno di altre per riuscire
a smettere di fumare. A tal fine sono
stati organizzati corsi intensivi per
smettere di fumare ai quali il paziente
accede su consiglio del medico di
famiglia o direttamente per propria
iniziativa.
Ciascun corso è articolato in 5 serate
consecutive (settimana intensiva), ed
in una fase di consolidamento di 4-6
incontri periodici settimanali. E'
gestito
da medici e psicologi esperti che
usano
tecniche
basate
sulla
discussione
di
gruppo
e
la
promozione di gruppi di autoaiuto.
Durante il corso ai partecipanti
vengono fornite corrette informazioni
igienico-sanitarie e suggerite tecniche
comportamentali e consigli per
vincere la dipendenza fisica e psichica
del fumo.
L'efficacia dell'intervento è valutata
sistematicamente (a 6 mesi, a un
anno, a 2 anni) con intervista
telefonica ai partecipanti ai corsi.
Rennes: vita universitaria e
promozione della salute
All'Università di Rennes è stato istituito
un comitato con i seguenti scopi:
• coinvolgere i differenti livelli della
vita universitaria: studenti, docenti,
ricercatori, dipendenti amministrativi ed altro personale;
• promuovere l'insegnamento del-la
tutela della salute ed istituire nuove
materie di studio e diplomi;
• coordinare gli interventi intrapresi
con istituzioni extrauniversitarie,
come il Comune e il Consiglio
d'Europa;
• accrescere l'importanza della ricerca
studentesca sui bisogni di salute
della comunità universitaria.
Nell'ambito di questa iniziativa, gli
studenti del secondo anno di psicologia
sociale della salute svilupparono una
semplice metodo-logia di intervista per
valutare le reazioni della gente al
"Documento contro il Fumo", redatto
nel corso della la Conferenza Europea
sulle Politiche contro il Fumo (Madrid
1988). Gli intervistati, invitati a leggere
il Documento, dovevano esprimere le
loro opinioni sulla prevenzione della
dipendenza dal fumo, sull'inquinamento da fumo, sui fumatori, i non
fumatori e sul Documento medesimo.
Fu inizialmente effettuato uno studio
pilota con un gruppo campione di 45
studenti. L'indagine sarà ora estesa a più
di 100 persone reclutate in tutti i settori
della comunità universitaria.
Stoccolma: smetti di fumare e vinci
Il concorso "Smetti di fumare e vinci",
lanciato in Svezia nel 1988, fu pensato
originariamente come una campagna
regionale per reclutare sostenitori locali,
38
soprattutto nelle grandi aziende, per
interventi contro il fumo. Alcune
aziende sponsorizzarono i premi avendo
in cambio il proprio logo stampato sulle
schede di iscrizione. Nel 1988 i primi
premi furono una vacanza per due
persone alle Hawaii e a New York.
L'istituto Nazionale di Previdenza
Sociale e l'Associa-zione Nazionale dei
Farmacisti Svedesi aderirono presto
all'iniziativa che divenne nazionale.
Più del 90% delle persone che smettono
di fumare lo fanno generalmente senza
richiedere un intervento medico. Molti
fumatori vogliono smettere e quello di
cui hanno bisogno è solo un
incoraggiamento.
La
campagna,
piuttosto che soffermarsi sui rischi
derivanti dal fumo, si concentrò su tutti
i benefici che si ottenevano smettendo
di fumare, compresa la simpatica
possibilità di vincere un premio.
Il concorso fu aperto a tutti, fumatori e
non fumatori, a patto che i fumatori
smettessero per almeno quattro settimane e i non fumatori riuscissero a
convincere i fumatori a partecipare al
concorso. Si considerarono fumatori le
persone di età superiore a 16 anni che
fumavano (inalavano o masticavano
tabacco) da almeno un anno. I non
fumatori in cerca di adepti erano
costituiti da non fumatori o ex fumatori.
Non essendovi limiti di età, tra i non
fumatori vi furono molti bambini che
riuscirono a coinvolgere i propri
genitori.
Le schede di adesione furono distribuite
in 54 sedi locali della previdenza sociale
e in 140 farmacie della regione. Tutti i
sostenitori del progetto (i grandi
aziende, ambulatori dei medici di
famiglia e servizi sanitari) poterono
acquistare a prezzi
molto convenienti il materiale della
campagna come maglioni, T-shirt, ad-
dobbi, adesivi, distintivi, etc.
Dal momento che la campagna del 1988
ebbe un carattere regionale, il 60% dei
12.800 partecipanti provenne dalla
provincia di Stoccolma e il 40% dalla
città. Le donne furono più numerose
degli uomini (60%). Nonostante
l'appartenenza a gruppi solitamente
difficili da attirare, presero parte
all'iniziativa molti lavoratori non
specializzati
e
lavoratrici
semi
specializzate. Verifiche succes-sive
evidenziarono che il 60% di chi aveva
smesso di fumare si manteneva
astinente a distanza di un mese, il 2030% dopo sei mesi e il 23-25% dopo un
anno. Grazie al successo ottenuto, la
campagna "Smetti di fumare e vinci" fu
ripetuta dal 1988 al 1991.
Gothenburg: concorso locale "smetti
di fumare e vinci"
Nel 1991 Gothenburg organizzò a
livello locale uno speciale concorso
"Smetti di fumare e vinci" gemellato
con quello nazionale. II primo premio
messo in palio fu una vacanza di quattro
giorni a Londra per due persone e altre
25 persone vinsero una cena in un
ristorante del centro e la T-shirt del
concorso. Le schede di iscrizione furono
distribuite dalle poste cittadine in
biblioteche, ospedali e poliambulatori.
Quasi 1.000 persone, di cui il 60%
donne,
parteciparono
contemporaneamente al concorso nazionale e
locale. Le principali ragioni di adesione
furono: per il 59% la salvaguardia della
propria salute, per il 14% il rispetto
verso famiglia e parenti, per il 7% il
bene dei bambini e per il 7% il costo
delle sigarette.
Il concorso e la cerimonia di
premiazione guadagnarono vasta eco e
pubblicità gratuita. Radio Gothenburg
trasmise la premiazione in diretta ed
39
uno dei quotidiani di maggior tiratura
titolò l'avvenimento in prima pagina. I
costi globali di gestione del concorso
locale furono davvero minimi in quanto
la maggior parte dei premi furono
sponsorizzati e l'organizzazione gestita
come normale routine lavorativa dei
dipendenti del servizio sanitario
pubblico.
40
OMS: PROGETTO CITTA' SANE E INTERVENTI FUTURI
CONTRO IL FUMO
Gli interventi per le Città Senza Fumo
traggono vantaggio da due iniziative
promosse dall'OMS: il Progetto Città
Sane e l'Action Plan per una Europa
senza fumo. Tutte le città aderenti al
Progetto Città Sane e le associate a
livello nazionale sono vivamente
invitate a partecipare alle iniziative
descritte in questo opuscolo e all'Action
Plan.
Le città interessate a sviluppare interventi efficaci per ridurre il consumo di
tabacco continueranno un MCAP per
Città Sane senza Fumo. Le città aderenti
al MCAP hanno concordato per il 1994
e oltre il seguente programma di lavoro:
• tutte le città si sforzeranno di portare
avanti i temi identificati al primo
workshop di Belfast: fumo e
bambini; questioni economiche;
amministrazione locale; fumo e
luoghi pubblici; servizi sanitari;
adulti e vita sociale;
• le città parteciperanno attivamente
alla celebrazione annuale della
Giornata Mondiale senza Fumo,
patrocinata dall'OMS il 31 maggio;
• le città incoraggeranno le iniziative
contro il fumo dei giovani per i
giovani;
• le città sosterranno tutte le occasioni
per aiutare le persone a smettere di
fumare ad es. organizzando un
concorso sul tipo "Smetti di fumare e
vinci", programmi di formazione
professionale destinati agli operatori
sanitari o impegnandosi in altri
progetti indirizzati alla cessazione
del fumo;
• le città devono inserire nei loro
programmi la lotta al tabagismo per
ridurre i danni causati dal fumo alla
salute dei cittadini. Diffonderanno
informazioni sulla normativa locale
contro il fumo;
• il gruppo MCAP preparerà un questionario su alcool e tabacco,
produrrà ulteriori pacchetti e fornirà
consulenze qualificate ad altre città
interessate.
AI business meeting del Progetto Città
Sane, tenutosi a Glasgow nel gennaio
1994, è stato ribadito il sostegno ad un
piano europeo di intervento su alcool e
fumo. I gruppi del MCAP hanno
prodotto delle linee-guida e proposto
pacchetti di realizzazioni pratiche che
possono essere adottati da tutte le città
aderenti al progetto.
Le città effettueranno un'indagine
preliminare di base sul consumo di
alcool e tabacco durante l'estate 1994.
Ogni città istituirà un gruppo di lavoro
su alcool e fumo per esaminare i
questionari e per redigere un piano di
intervento. Il piano evidenzierà le
modalità con cui la città intende
realizzare gli interventi con particolare
riguardo alle priorità qui sotto elencate e
alle risorse necessarie.
II progetto della città contro il
tabagismo deve includere almeno i
punti seguenti:
• una politica antifumo reale ed
efficace che comprenda, come
minimo, il divieto di fumare ai
propri incontri, nei luoghi pubblici,
di lavoro e sui mezzi di trasporto;
• una prevenzione del fumo nelle
campagne di educazione sanitaria
rivolte
ai
bambini
(inclusa
l'educazione sanitaria nelle scuole);
• il divieto di fumare all'interno dei
servizi sanitari pubblici in con-
41
formità alle linee-guida dell'OMS;
• coinvolgere gruppi di donne negli
interventi di prevenzione di fumo ed
alcool;
• promuovere la prevenzione di alcool
e fumo riferendosi a specifici gruppi
a rischio;
• aderire alle iniziative della Giornata
Mondiale senza Fumo.
Gli interventi contro il fumo saranno
realizzati in concerto con l'European
Alcohol Action Plan che si concentrerà
su una politica globale antialcool
destinata al personale del comune. Gli
Action Plan condivideranno un progetto
per sviluppare un modulo di
addestramento sulla prevenzione del
fumo e dell'alcool nella medicina del
territorio.
Le
città
dovranno
controllare
l'andamento e la realizzazione delle
attività. Sarà loro cura inviare ogni anno
all'ufficio competente dell'OMS i
risultati delle iniziative su fumo ed
alcool. Un'indagine di base verrà
ripetuta dopo tre anni.
42
DOCUMENTI SUL FUMO
DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE
DELLA SANITA’
WHO Regional Office for Europe. It
can be done. A smoke-free Europe.
Report of the first European conference
on tobacco policy, Madrid, 7-11
November 1988. Copenhagen, WHO
Regional publication, European series n.
30.
WHO Regional Office for Europe. A
tobacco-free Europe. An Action plan.
Copenhagen, WHO Regional Office for
Europe, 1993.
La
serie
"Smoke-free
Europe",
documenti prodotti dal WHO Regional
Office for Europe e dalla Commissione
della Comunità Europea. I titoli correnti
sono i seguenti:
1. The physician's role
2. 2 Legislative strategies for a smokefree Europe
3. The evaluation and monitoring of
public action on tobacco
4. Tobacco or health. Warning:
tobacco causes cancer and other
fatal diseases
5. Helping smokers stop
6. Planning
for
a
smoke-free
generation
7. The dying of the light. Why people
smoked and why they are stopping
8. Pushing
smoke.
Tobacco
advertising and promotion
9. Tobacco price and the smoking
epidemic
10. Towards a Europe free from
tobacco advertising
11. Working for the tabacco-free cities.
A multi-city action plan
Raw, M., White, P.& Mc Neill, P.
Clearing the air. A guide for action on
tobacco. London, British Medical
Association, 1990
Tobacco-free Healthy Cities Multi-city
action plan. Report of proceedings of
the third workshop in Pécs, Hungary,
13-16 May 1993. Editor: Burnside G.
Belfast, Ulster Cancer Foundation,
1993.
WHO Tobacco or Health Advisory Kits
on young people (1990), public places
and transport (1991), workplaces (1992)
and health services (1993).
43
COORDINATORI DEL
TOBACCO-FREE
HEALTHY CITIES
Mr J Berthou
Coordinateur Villes-Sant
CSSL
Mairie de Rennes
B.P. 26A
F-35031 Rennes Cedex
France
Tel + 33 99 28 55 76
Fax + 33 99 28 57 71
Mr Alain Ceercie
Coordinateur Villes-Sant
CSSL
Mairie de Rennes
B.P. 26A
F-35031 Rennes Cedex
France
Tel + 33 99 28 55 76
Fax + 33 99 28 57 71
Dr Frank Heudorf
Grundsatzreferent Gesundheit
Stadt Frankfurt am Main
Dezernat X
Walter-Kolb-Strasse 9-11
D 6000 Frankfurt am Main 70
Germany
Tel +49 69 2123 0085
Dr Kiss Istvan
University Medical School of P cs
Department of Public Health Szigeti ut
12
H 7643 Pécs
Hungary
Tel + 36 72 339 80
Fax + 36 72 140 65
Dr Patrick Doorley
Coordinator Tobacco-free Healthy
Cities
MCAP
c/o Eastern Health Board
Community Care Area 7
Aras Daimhin, Croke Park, Jones's
Road
Dublin 3
Ireland
Tel + 353 1 873 1777
+ 353 3 872 2278
Fax +353 1 855 0594
+ 353 1 873 5737
Ms Laura Donnisetti
Ufficio Progetto Città Sane
Assessorato Igiene Sanità
Via De Amicis 53
1-20121 Milan
Italia
Tel +39 2 874 472
Fax +39 2 864 612 76
Dr Giovanni Pilati
Centro di Educazione alla Salute
Regione del Veneto
Via Berchet 20
I- 35131 Padova
Italia
Tel +39 49 821 5316
Fax +39 49 821 5321
44
Dr Tomas Stanikas
Kaunas Medical Academy
Health Research Centre
Eiveniu 4
3007 Kaunas
Lithuania
Tel + 7127 731 170
Fax + 7127 796 498
Dr Dorota M. Gorecka
Institute of Tuberculosis
and Lung Diseases
Plocka 26
PL-01-138 Warsaw
Poland
Tel + 48 22 328 202
Fax + 48 22 320 554
Dr Joan Ramon Villalbi
Director Barcelona City Health
Department
Institut Municipal de la Salut
Plaza Lesseps 1
E- 08023 Barcelona
Spain
Tel + 34 3 217 1695
Fax + 34 3 217 3197
Mr Lennart Cardehill
Assistant Campaign Leader
Rensromska Hospital
Gothenburg Tobacco-free 2000
Box 17301
S- 402 64 Gothenburg
Sweden
Tel + 46 31 376 344
Fax + 46 31 251 759
Ms Catharina Lindell
Coordinator
Healthy Cities Project Stockholm
Box 38024
S- 100 64 Stockholm
Sweden
Tel + 46 8 61 969 10
Fax + 46 8 61 697 99
Ms Grace Burnside
Ulster Cancer Foundation
40-42 Eglantine Avenue
Belfast BT9 6DX
United Kingdom
Tel + 44 232 663 281
Fax + 44 232 660 081
Ms Kathleen Mc Gill
Project Coordinator
Joint Anti-Smoking Initiative
Glasgow 2000
20 Cochrane Street
Glasgow G1 1HL
United Kingdom
Tel + 44 41 2274 438
Dr Michael A. Wood
Chairman Ulster Cancer Foundation
International Union against Cancer
Programme on Tobacco and Cancer
40-42 Eglantine Avenue
Belfast BT9 6DX N Ireland
United Kingdom
Tel + 44 232 663 281
Fax + 44 232 660 081
Telex 747958
Ms Anne Klink
Coordinator
California Smoke-free Cities
PO Box 942732
Sacramento CA 94234-7320
United States of America
Tel + 1 916 327 7017
+ 1 916 327 7019
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