Classe 4°B a.s. 2008/2009
INDICE
Thomas Khun (Matteo Gardella, Alice Merenda Somma)
 Il Sistema Tolemaico (Marco Mazzavillani, Michele Mondelli)
 Francis Bacon (Serena Carli, Giulia Suprani, Marco Turicchi)
 Scienza e Religione (Francesca Danesi, Ilaria Marinelli)
 Alexandre Koyré (Laura Capponi, Beatrice Moncada)

Classe 4°B a.s. 2008/2009
LE RIVOLUZIONI
SCIENTIFICHE
Thomas Kuhn
(1922 Cincinnati-1996 Cambridge)
Epistemologo
“Se non sbaglio, la caratteristica principale delle rivoluzioni scientifiche è che modificano la
conoscenza della natura che è intrinseca al linguaggio stesso, e che perciò è preliminare a
qualunque cosa si voglia definire come descrizione o generalizzazione, di tipo scientifico o
comune.”
Matteo Gardella, Alice Somma Merenda 4°B
a.s. 2008/2009
Introduzione
Sviluppo normale:
Processo cumulativo nel quale la ricerca scientifica
produce piccole scoperte che si vanno ad aggiungere
alla riserva della conoscenza scientifica.
Vi è una continuità di metodi scientifici e si parte da
preconcetti o basi note e date per certe.
Sviluppo rivoluzionario
Implica scoperte incompatibili con i concetti
preesistenti, appartenenti alla precedente
tradizione scientifica.
Necessita di un modo completamente nuovo
di pensare e di analizzare i fenomeni e di
superare i preconcetti e le teorie già esistenti.
- Il concetto di moto Aristotelico e Newtoniano sono un valido esempio: secondo Aristotele il moto coincide
con il mutamento (di colore, di forma, di luogo o di stato), mentre per Newton il movimento è lo stato per il
quale un corpo si sposta da una posizione A ad una posizione B, con una velocità determinata da una
accelerazione, pari al rapporto fra la forza applicata al corpo stesso e la sua massa.
- Un altro valido esempio è rappresentato dalla rivoluzione Copernicana, che permise di modificare non solo
la concezione del movimento dei corpi celesti, ma la stessa definizione dei corpi celesti.
I mutamenti rivoluzionari non correggono dei singoli errori di un sistema scientifico preesistente corretto, ma
stravolgono l’intero modo di interpretare la scienza e l suo rapporto con la natura.
Matteo Gardella, Alice Somma Merenda 4°B
a.s. 2008/2009
La fisica aristotelica e quella Newtonaiana
differiscono completamente sotto ogni punto
di vista.
Aristotele aveva fondato le importanti basi della
logica e i suoi trattati di biologia erano stati punto
di riferimento per i biologi del ‘500 e ‘600.
È possibile che Aristotele abbia fallito completamente in fisica, essendogli venute a mancare le sue
capacità?
Non è così, per Aristotele certe parole
avevano un significato completamente
diverso da quello che hanno per noi oggi.
Vi è una diversa concezione del concetto di
materia e di qualità: per la fisica Newtoniana
la materia è un insieme di atomi e le sue
caratteristiche sono date dai legami atomici;
per Aristotele, la materia è trascurabile mentre
la sostanza è determinata da precise qualità.
Il movimento deve avere la stessa caratteristica
asimmetrica di ogni mutamento: quindi anche il
moto deve avere una direzione preferenziale.
Il movimento per Aristotele non è solo il passaggio da una
posizione ad un’altra, ma ogni mutamento (la crescita,
l’alterazione di intensità e cambiamenti qualitativi).
La fisica Aristotelica sta in piedi, ma si basa su un
modo completamente diverso di intendere la
scienza (analisi qualitativa non quantitativa).
Cambiamento paradigma.
Il vuoto non esiste perché essendo una qualità,
esiste dove c’è materia, ma se non c’è materia,
non può esserci una qualità.
L’universo sarebbe infinito, poiché se nell’universo vi fosse vuoto non si potrebbe determinarne una fine;
ma in un universo infinito non si potrebbe determinare un centro o una posizione esatta.
Newton rivoluzione questa analisi qualitativa, per dar vita alla scienza moderna.
Matteo Gardella, Alice Somma Merenda 4°B
a.s. 2008/2009
Nel 1800 Volta crea la prima pila elettrica;
essa si componeva di uno strato di zinco,
uno di argento e uno di carta bagnata.
Riteneva che la fonte di energia fosse l’interfaccia
metallica, che generava una tensione elettrica,
mentre la carta bagnata faceva solo da tramite.
Considerando le tazze come dei mezzi di contatto,
e non come una parte integrante della cella, Volta
inverte la direzione del flusso di corrente e le cariche
dei metalli.
Applica lo stesso ragionamento anche
al sistema detto “bottiglia di Leida”, il
quale è costituito da una serie di tazze
d’acqua, collegate tra loro da alcune
pile elettriche (congegno = batteria).
Inoltre la sorgente di energia non è più l’interfaccia
metallica, ma l’insieme di zinco, argento e acqua.
Con la nuova concezione della pila elettrica e
della elettrostatica, si arriva alla formulazione
di nuovi concetti, che non erano correttamente
concepiti con il precedente modello.
Per esempio, il circuito esterno di un sistema
elettrico era inteso come un semplice cortocircuito.
Per una formulazione scientificamente corretta e
valida della resistenza elettrica bisognerà aspettare
la legge di Ohm del 1840, che considerava il modello corretto di batteria e di circuito.
Matteo Gardella, Alice Somma Merenda 4°B
a.s. 2008/2009
Nel 1877 Boltzman applica un’analisi statistica
per determinare la percentuale delle molecole
di un gas aventi una determinata velocità.
-Conosce la media dei quadrati delle velocità
delle molecole dalla tradizione precedente;
-suddivide l’energia cinetica in celle, assegnando
ad esse una molecola per estrazione.
Modifica gran parte dei campi della fisica non
un singolo campo e cambia l’intero modo di
concepire la fisica (assume grande importanza).
Contribuisce a sancire lo stacco tra fisica
classica e moderna; infatti nella fisica delle
basse temperature si pensava che allo zero
assoluto cessasse ogni forma di movimento
molecolare: non è così, perché l’esistenza
dei quanti fa sì che ogni atomo mantenga
una sempre una piccola quantità di energia
che gli consente di oscillare.
(D.K.C. MacDonald “Verso lo Zero Assoluto”)
Trova risultati già ottenuti da altri scienziati, ma
in una maniera completamente nuova.
Nel 1900 Plank riprende lo stesso procedimento
per trovare la percentuale di molecole di un corpo
nero che assorbono ad una determinata frequenza.
-Calcola l’energia totale e la suddivide in celle che
possono avere solamente valore hv;
-assegna le varie molecole alle celle per estrazione.
Nel 1906 altri scienziati affermano per via sperimentale
che le celle di energia individuate da Boltzman e Plank
sono indivisibili; esse vengono chiamate quanti e sono
particelle di energia indivisibili.
Esempio di cambiamento di termini che si
accompagna al cambiamento di paradigma.
Matteo Gardella, Alice Somma Merenda 4°B
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Conclusioni
- I processi rivoluzionari non possono avvenire passo dopo passo; se si tenta di aggiungere modifiche una
alla volta, si ottengono solo due insiemi di generalizzazioni coerenti con sé stessi (uno iniziale e uno finale),
mentre gli stadi intermedi risulterebbero contradditori ed erronei.
- I processi rivoluzionari portano con sé, non solo un rinnovamento di alcune nozioni base legate alla
scoperta rivoluzionaria, ma richiedono la rivisitazione di tutte gli altri campi della scienza legati ad esse, per
evitare di ottenere un sapere scientifico incoerente.
- Anche la scienza normale può contribuire, tramite nuove scoperte non rivoluzionarie, a modificare il modo
in cui i termini si connettono alla natura; ma nei processi rivoluzionari, ciò che viene modificato non è solo il
modo in cui i termini si connettono alla natura, ma l’insieme di oggetti o situazioni ai quali quei termini si
riferiscono; questo mutamento viene detto mutamento tassonomico.
- Nei processi rivoluzionari, risulta indispensabile l’abolizione dei rapporti di somiglianza tra elementi che
appartenevano al sapere scientifico pre-rivoluzionario e post-rivoluzionario.
Matteo Gardella, Alice Somma Merenda 4°B
a.s. 2008/2009
IL SISTEMA TOLEMAICO
Marco Mazzavillani, Michele Mondelli 4°B a.s.
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Ostacoli a una nuova scienza
“Quando ci si avvicina a un pensiero che non è il nostro, diventa
importante cercare di dimenticare ciò che sappiamo o crediamo di
sapere” - Paolo Rossi, La nascita della scienza moderna in Europa,
cap.1
Ostacoli alla nuova scienza teorizzati dal filosofo francese Bachelard:
-ostacoli epistemologici : convinzioni ricavate dal sapere comune e
scientifico che tendono a impedire una rottura nella crescita del sapere
scientifico,
-distacco della scienza dal realismo del senso comune,
-falsa continuità storica del pensiero scientifico poiché fondata sull’uso
delle stesse parole.
Marco Mazzavillani, Michele Mondelli 4°B a.s.
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Premesse fisiche alla formulazione
del sistema tolemaico
nascono dal riferimento a situazioni legate all’esperienza quotidiana
1. Tendenza dei corpi al loro luogo naturale e la velocità di caduta di un
corpo è direttamente proporzionale al peso.
2. La velocità di un corpo in caduta libera è inversamente proporzionale
alla densità del mezzo.
NB: il vuoto non esiste, poiché in esso la velocità del corpo sarebbe
infinita.
3. Il moto violento di un corpo è prodotto da una forza che agisce su di
esso, poiché tutto ciò che si muove è mosso da qualcosa d’altro (ad
eccezione dei corpi celesti).
NB: la quiete è lo stato naturale dei corpi
Marco Mazzavillani, Michele Mondelli 4°B a.s.
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Cosmologia
Mondo terrestre (o sublunare):

Mondo della generazione e delle corruzione

Risulta dalla mescolanza di 4 elementi: Terra e Aria (tendenza verso il
basso), Fuoco e Acqua (tendenza verso l’alto)

Il suo divenire e mutamento il suo deriva dall’agitazione o mescolanza degli
elementi all’interno di un corpo

Concetto di movimento nella fisica aristotelica: passaggio dall’essere in
potenza all’essere in atto
Marco Mazzavillani, Michele Mondelli 4°B a.s.
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Il movimento, per Aristotele, si può configurare come:
1.Alterazione nella qualità
2.Generazione e corruzione nella sfera dell’essere
3.Moto nello spazio
non è uno stato dei corpi, ma una sorta di qualità
che affetta i corpi
Moto naturale: moto rettilineo (inteso come assoluto e non relativo) che
dipende dalla naturale tendenza dei corpi a
raggiungere il loro
luogo naturale
Moto violento: dovuto all’azione di una forza esterna che impedisce o limita il
raggiungimento del luogo naturale da parte del corpo.
Quando la forza cessa, il corpo tende a riprendere il proprio
posto nel luogo naturale.
Marco Mazzavillani, Michele Mondelli 4°B a.s.
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Mondo celeste:

Inalterabile e perenne

Le stelle e i pianeti non sono formati dall’elemento divino: etere o
quinta essentia (non soggetto ad alterazioni)

I corpi celesti e le sfere si muovono di moto circolare, uniforme e
perenne (contrapposto a quello rettilineo del mondo sublunare)

L’universo è finito, poiché limitato dalla sfera delle stelle fisse

L’azione trasportatrice che il primo mobile compie sulla sfera della
stelle fisse produce il moto che per contatto arriverà fino al cielo
della Luna

La Terra non compie nessun moto: la sua centralità e immobilità è
confermata dall’ovvia esperienza quotidiana
Marco Mazzavillani, Michele Mondelli 4°B a.s.
2008/2009
Da Aristotele a Tolomeo
L’universo di Aristotele è frutto di una trasposizione
sul piano della realtà e della fisica del modello
geometrico e astratto di Eudosso di Cnido
applica artifici retorici per salvare i fenomeni
CONTRAPPOSIZIONE TRA ASTRONOMIA COME COSTRUZIONE DI
IPOTESI E ASTRONOMIA COME DESCRIZIONE DI EVENTI REALI
DETERMINANTE PER LA FORMULAZIONE DEL SISTEMA TOLEMAICO
Marco Mazzavillani, Michele Mondelli 4°B a.s.
2008/2009
Sistema tolemaico
Tolomeo
Sistema tolemaico
è una mescolanza di fisica artistotelica e di astronomia
tolemaica (campo di attività per fisici), inserite nel
contesto di una cosmologia influenzata dalle correnti
neoplatoniche, dall’astrologia, dalla teologia.
la teoria sarà poi distrutta nel ‘600 dopo oltre un millennio
Marcoo Mazzavillani, Michele Mondelli 4°B a.s.
2008/2009
L’astronomia degli antichi
LE
PRIME OSSERVAZIONI:
CALDEI: con lo scopo di fare previsioni astrologiche e prevedere il
futuro, compiono una serie di osservazioni che gli permette di prevedere
persino le eclissi.
EGIZI: buon livello di conoscenza del moto dei pianeti, ma primitiva
rappresentazione dell’universo immaginato come una scatola
rettangolare chiusa costituta dalla terra, in cui l’Egitto è situato al centro
e stelle sono appese al soffitto dell’universo.
Solo con i Greci vengono ordinate le conoscenze di Caldei ed Egiziani e
nasce una vera scienza dell’astronomia che si discosta sempre più dalla
magia.
Marco Mazzavillani, Michele Mondelli 4°B a.s.
2008/2009
I PITAGORICI (VI sec.)
-per primi sostengono l’ipotesi che la Terra fosse sferica
-il moto dei corpi celesti è governato da un’armonia universale
esprimibile attraverso i numeri
-il numero 10, rappresentato sotto una forma chiamata Tetraktys,
rappresenta il compendio di tutto l’universo:
-l’1 rappresenta il punto
-il 2 rappresenta la linea
-il 3 rappresenta la superficie
-il 4 rappresenta il solido
-il cosmo costituito da un fuoco centrale intorno al quale ruotano la
Terra, il Sole, i 5 pianeti allora conosciuti e le stelle fisse
-per raggiungere il numero 10 viene situata tra il fuoco centrale e la
terra l’antiterra, togliendo così, per la prima volta, la terra dal centro
dell’universo
Marco Mazzavillani, Michele Mondelli 4°B a.s.
2008/2009
PLATONE
Formulazione dei primi 2 principi dell’universo:
a) la terra è immobile al centro dell’universo (trova verifica diretta
sia nella forma dell’ombra che la Terra proietta sulla Luna durante
le eclissi, sia nelle indicazioni dei naviganti riguardo l’altezza degli
astri alle varie latitudini)
b) i cieli sono costituiti da sfere concentriche che ruotano con moto
uniforme
-Quanto la successione delle varie sfere, il moto più rapido
corrispondeva alla sfera più vicina (la Luna), mentre quelli più lenti
(Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno) a quelli più lontani.
Marco Mazzavillani, Michele Mondelli 4°B a.s.
2008/2009
Le origini dell’universo secondo Platone
-a causa del continuo mutamento del mondo naturale, non è
possibile formulare una scienza, ma raccontare solamente un mito
(discorso verosimile).
- l’azione di un demiurgo da una materia preesistente, dà forma al
mondo secondo il modello del mondo delle idee.
-in quanto imitazione, il mondo naturale è imperfetto
IL SISTEMA DI PLATONE, COSTITUISCE UN ENORME
PROGRESSO RISPETTO ALLE CONOSCENZE PRECEDENTI,
MA
NON E’ IN GRADO DI SPIEGARE IL MOTO RETROGRADO DEI
PIANETI.
Marco Mazzavillani, Michele Mondelli 4°B a.s.
2008/2009
EUDOSSO DI CNIDO (discepolo di Platone)
TENTATIVO DI CONCILIARE IL MOTO UNIFORME CON LE
TRAIETTORIE REALMENTE OSSERVATE DEI PIANETI
-introduzione di un sistema di 26 sfere concentriche tutte ruotanti
con velocità diverse che però non riesce a spiegare il moto di
Marte.
-osservazioni sempre più numerose e precise (si calcola il
diametri della terra o la distanza terra-luna) che spostano il Sole
al di là di Mercurio e Venere, ponendo
l’esigenza di un nuovo modello.
Marco Mazzavillani, Michele Mondelli 4°B a.s.
2008/2009
ARISTARCO DA SAMO (III sec, Egitto)
Ipotesi rivoluzionaria:
Il moto dei pianeti è così complesso perché sono
-OGGETTI IN MOVIMENTO OSSERVATI DALLA TERRA,
ANCH’ESSA IN MOVOMENTO
-IL MOTO CIRCOLARE UNIFORME E’ RISPETTO AL SOLE,
NON ALLA TERRA
il centro dell’universo non è più la Terra, ma il Sole.
Marco Mazzavillani, Michele Mondelli 4°B a.s.
2008/2009
L’OPPOSIZIONE DEI SEGUACI DI ARISTOTELE E PLATONE
-il moto celeste è circolare uniforme, al contrario sarebbe un moto
violento e avrebbe bisogno di una forza (impossibile)
-se la Terra si muovesse, il sasso lanciato in alto, non dovrebbe più
ricadere nella stessa posizione
-se la Terra si muovesse, cambierebbe periodicamente la posizione
apparente delle stelle fisse
Marco Mazzavillani, Michele Mondelli 4°B
a.s.2008/2009
-Di fatto, questo spostamento
esiste e prende il nome di
parallasse annua (variazione
angolare della posizione di una
stella vicina rispetto a una stella
fissa) ma, per la grande
distanza delle stelle fisse,
anche le più vicine, è talmente
piccola da non poter essere
visibile ad occhio nudo
-perché la parallasse fosse non
osservabile, occorreva che le
stelle fisse fossero
incomparabilmente più lontane
del Sole
Marco Mazzavillani, Michele Mondelli 4°B a.s.
2008/2009
RESISTENZE DI TIPO PSICOLOGICHE
-di fronte a tali distanze, la mente degli antichi si ritraeva come un
abisso
-il senso comune, abituato da sempre a considerare la Terra
“in quiete”, rifiutava un moto che non riusciva ad essere
completamente spiegato dai sensi
si cerca un modello che non entri in contrasto con la tradizione
Marco Mazzavillani, Michele Mondelli 4°B
a.s.2008/2009
Il sistema tolemaico
- II sec a.C., astronomo Egiziano, scrive l’<<Almagesto>>.
-ogni pianeta si muove su un epiciclo e il centro di questo cerchio si
muove a sua volta intorno alla Terra, su un altro cerchio detto
deferente.
-occorre quindi spiegare le velocità di rotazione dell’epiciclo e del
deferente, per spiegare il moto retrogrado e la variazione di luminosità
(durante il moto retrogrado, il pianeta è più luminoso in quanto più
vicino alla Terra).
Ma introduzione insufficiente per spiegare il moto di ogni pianeta.
Marco Mazzavillani, Michele Mondelli 4°B
a.s.2008/2009
si ricorre così all’ipotesi che il centro del deferente non
fosse la Terra ma un altro punto S dette eccentrico (secondo i
calcoli di Ipparco).
poiché il moto del deferente non sarebbe uniforme visto
da S, si introduce un secondo punto Q detto equante, che è
simmetrico della terra rispetto al punto S.
anche dopo la caduta dell’impero Romano, con la
Scolastica e il suo tentativo di conciliare le tesi di Tolomeo con le
Sacre Scritture, a causa di questioni teologiche e psicologiche,
l’uomo rimarrà intrappolato da false conoscenze riguardo la
struttura dell’universo.
Marco Mazzavillani, Michele Mondelli 4°B
a.s.2008/2009
Da :
-Paolo Rossi, <<La nascita della
scienza moderna in Europa>,
Caldiroli, Casati, Teadi ,
- <<Nuovo corso di fisica>>,
Ghisetti e Corvi editori.
Marco Mazzavillani, Michele Mondelli 4°B
a.s.2008/2009
Francis Bacon, filosofo
dell’età industriale
Benjamin Farrington
Serena Carli, Giulia Suprani, Marco Turicchi 4°B
a.s. 2008/2009
Capitolo Primo
Filosofia baconiana
Problema del ruolo
Ideale umanitario
“…il vero e legittimo fine delle scienze consiste semplicemente
della scienza nella vita
nell’arricchire la vita umana di nuove scoperte e nuovi poteri…”
umana
Novum Organum (I, 81)
Scopo del sapere: dominio dell’uomo sulla natura perché possa migliorane la
condizione
Necessità di un radicale cambiamento della concezione umana del sapere:ripristino del
“Commercium mentis et rei”
Svaluta il sapere dogmatico e la storia (intesa come avvenimenti politici,
conquiste legate a grandi personaggi
Massima importanza nella vita umana delle invenzioni meccaniche
Ago calamitato
Bussola
Polvere da sparo
Serena Carli, Giulia Suprani, Marco Turicchi 4°B
a.s. 2008/2009
Capitolo Secondo
Fin dalla giovinezza sviluppa antipatia nei confronti delle filosofie di:
Filosofi greci;
Aristotele;
considerando inutili i metodi da loro adottati, in quanto sterili
S.Tommaso.
per la produzione di opere vantaggiose per la vita umana
“La scienza di tutti questi secoli trascorsi ci ha forse arricchiti anche forse di una misera
invenzione? L’industriosità degli artigiani porta qualche piccolo miglioramento a cose già
inventate; […] ma tutte le dispute dei dotti non sono mai riuscite a rivelare alcun effetto
della natura prima sconosciuto.
L’unica filosofia della natura oggi accettata è quella dei Greci, oppure quella degli
alchimisti. Quella deii Greci è basata sulle parole, sull’ostentazione, la confutazione, le
sette, le scuole, le dispute. Quella degli alchimisti è basata sull’impostura, sulle tradizioni
orali e sull’oscurità”
[Mr. Bacon in Praise of Learning (bozza per l’Instauratio Magna)]
Serena Carli, Giulia Suprani, Marco Turicchi 4°B
a.s. 2008/2009
Capitolo Terzo
“Device” (1592): critica alla scienza della sua epoca: “Tutte le tesi copernicane non sono mai riuscite a
rivelare alcun effetto della natura prima sconosciuto”
Utilità delle nuove navi,
Respinge le tesi copernicane, tuttavia attribuisce
carte e strumenti
grande importanza alla rivoluzione scientifica
Obiettivo: guidare una grande impresa pratica, alla quale si unisce la sete di conoscenza
universale
Stabilire un rapporto cultura-industria
Riorganizzare le scienze, per ampliare
anche la facoltà d’azione dell’uomo
Riforma della prassi
Riforma del pensiero
Ciò che è realizzabile in pratica, è vero anche in
teoria (“Verità e utilità sono le medesime cose” Novum Organum)
Bacone divenne uno dei pionieri della scienza teorica; l’indagine è intesa come una storia
Dell’azione fisica dell’uomo sul suo ambiente.
Serena Carli, Giulia Suprani, Marco Turicchi 4°B
a.s. 2008/2009
Capitolo Quarto
Filosofia basata sulla critica al metodo di Platone e Aristotele (“Advancement of learning”)
Aristotele: miserabile sofista,
“Logica” come un manuale di
sciocchezze, “Metafisica” come
fondata su un esiguo fondamento
di realtà
Platone: pretenzioso detrattore, gonfio poeta, teologo
deluso che propina una filosofia di “rifiuti di seconda
mano rimessi a nuovo”, mediante una saggezza
Formata da “finzione realizzata affettando ignoranza”
(dal “Temporis Partus Masculus”)
Attacco al metodo scolastico, per
la sua scarsa aderenza ai fatti e
superfluità argomentativa
“questo tipo di sapere degeneratp regna soprattutto fra
gli scolastici, che, essendo forniti di intelletto saldo ed
acuto, […] e conoscendo ben poco la storia temporale,
ci propinano con non molta sostanza, ma con enorme
profusione di ingegno, quelle laboriose trame di sapere
che si trovano nei loro libri…”
Tuttavia, Bacone riconosce l’acuto ingegno e intelletto dei due capisaldi della filosofia, e alla fine del
“Temporis Partus Masculus” definisce la propria posizione: egli non apprezzava le due filosofie poiché
troppo lontane dalla realtà, e quindi inapplicabili per l’utilità nella vita quotidiana; ciò nonostante
riconosce comunque la validità delle menti dei due filosofi greci.
“Sia ben chiaro che quanto è stato detto contro le conclusioni di questi autori riguarda solo le loro opinioni,
e non l’ingegno o gli sforzi loro…” (dai “Cogitata et Visa”)
L’utilità della filosofia nella vita umana, viene sottolineata mediante l’attenzione con cui Bacone si
dedicò al proprio progetto di rivoluzione della conoscenza (in cui si collocava anche la rivoluzione degli
insegnamenti nelle principali università), che molto spesso lo portò ad essere denigrato anche dalla
Corona inglese, sostenitrice invece del modello conoscitivo scolastico.
Serena Carli, Giulia Suprani, Marco Turicchi 4°B
a.s. 2008/2009
Capitolo Quinto
“Instauratio Magna”, necessaria per ribadire il
legame fra conoscenza e mondo esterno, e
riscoprire la reale conoscenza.
(dall’Avvertenza” introduttiva all’opera)
Proposta di una restaurazione
della conoscenza basata sulla
leggenda di Prometeo, da cui è
tratta questa conclusione:
“Sappiano gli uomini che il
credersi nell’abbondanza è una
delle cause principali dell’esser
nel bisogno.”
L’opera è così composta:
Viene immaginata un’epoca appena
successiva alla creazione del mondo, in cui
l’uomo era dotato di vera conoscenza, svanita
poi per le cosiddette “favole dei poeti”, da cui
derivano le testimonianze scritte giunte fino a
noi (“De Sapientia Veterum”, introduzione
all’Instauratio Magna”)
L’Opera viene usata come motivo di
slancio per l’interesse scientifico degli
uomini, necessario per giungere a quel
processo di rivoluzione morale avviato
dalla nuova scienza di Bacone.
Dedica e prefazione, avvertenze sul legame conoscenza-esperienza);
Divisioni nelle scienze (mancante);
Novum Organum (principi dell’interpretazione della natura);
Fenomeni dell’universo (storia naturale-sperimentale per la rinascita filosofica);
Scala dell’intelletto; Prodomi (anticipazioni della nuova filosofia);
Nuova filosofia (presentazione della nuova scienza attiva).
Necessità della partecipazione del destino dell’uomo alla definizione della nuova
conoscenza, anche per rendere l’uomo vero ministro ed interprete della natura.
Serena Carli, Giulia Suprani, Marco Turicchi 4°B
a.s. 2008/2009
Capitolo Sesto
Il Novum Organum deve definire una storia naturale e sperimentale della conoscenza
Senso storico-cronologico
Descrizione di ciò che
è compiuto dall’uomo
Dominio dell’uomo solo
con il sapere:
Cade Aristotele, che non dimostra il dominio
Scienza=potentia
dell’uomo (riferimenti alle “anticipationes
naturae” = conoscenze teoriche)
“Il progresso della mente dell’uomo e il progresso
della sua condizione materiale sono un’unica cosa”
(Cogitata et Visa)
La nuova conoscenza si fonda sulle “interpretationes naturae” = diretto contatto con la natura
Viene illustrato il metodo logico. Eliminazione degli “idola”
tribus, derivati dai sensi
specus, derivati da convinzioni
fori, convinzioni a parole
Theatri, insegnamenti teologici
Analisi delle filosofie della storia, sulla basse di segni che ne definiscono la validità (luogo e
tempo di origine, risultati, sviluppo della ricerca, metodo seguito)
Evidenziate le difficoltà ad affermarsi
La nuova filosofia deve fare riferimento anche agli “experimenta lucifera” (conoscenza empirica) per
rendere validi gli “experimenta fructifera” (relativi ai risultati raggiunti)
Serena Carli, Giulia Suprani, Marco Turicchi 4°B
a.s. 2008/2009
IL RAPPORTO TRA
SCIENZA RELIGIONE
DURANTE LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA
Francesca Danesi, Ilaria Marinelli 4°B a.s.
2008/2009
Fonti
• Paolo Minotti e Valter Moro, Rendere Ragione, Le Stelle Scuola 1992
• Giuseppe Cambiano e Massimo Mori, Le Stelle di Talete. Storia e
testi della filosofia dell’età moderna, Editori Laterza 2006.
• G. Galilei, Opere, Barbera Firenze 1968
• G. Galilei, A Madama Cristina di Lorenza granduchessa di Toscana, in
I.D, Opere, Ricciardi 1953
•Bertolt Brecht, Vita di Galileo, Einaudi 1994
• Il Sole 24 Ore, articolo pubblicato Martedì 25 novembre 2008
• http://www.vatican.va
Francesca Danesi, Ilaria Marinelli 4°B a.s.
2008/2009
Definizioni
(fonte Devoto Oli)
Scienza: il risultato
dell’operazione di pensiero,
spec. In quanto oggetto di
codificazione sul piano
teorico (scienza pura) e di
applicazione sul piano
pratico (scienza applicata).
Religione: il rapporto,
variamente identificabile in
regole di vita, sentimenti e
manifestazioni di omaggio,
venerazione e adorazione,
che lega l’uomo a quanto
egli ritiene sacro o divino.
Da un lato si afferma che la religione è soltanto superstizione e dogmatismo,
espressione del fondo irrazionale dell’animo umano, mentre la scienza è
manifestazione piena della razionalità ed è l’unica via per l’acquisizione di verità
oggettive.
La scienza sarebbe “la” forma di conoscenza razionale, laica e antidogmatica
proprio perché, per sua natura, è relativista. In tal senso essa si contrappone
inevitabilmente al dogmatismo religioso.
Francesca Danesi, Ilaria Marinelli 4°B a.s.
2008/2009
Il metodo antico si proponeva…
•
•
•
di subordinare le leggi fisiche a principi divini e trascendenti,
salvando i fatti
cioè: ricondurre le apparenze.
Realtà ricondotta alle teorie elaborate.
…Ma con la rivoluzione scientifica…
•La mentalità inizia a cambiare: bisogna spogliarsi dei
pregiudizi per essere promotori di una ricerca oggettiva.
Osservazioni
Elaborazione di teorie
Francesca Danesi, Ilaria Marinelli 4°B a.s.
2008/2009
Il caso Galileo
Una delle fratture più significative, che misero in luce la necessità di trovare
un vero compromesso e definire le competenze tra scienza e religione, è
rappresentata dalla disputa riguardante il sistema tolemaico (adottato dalla
tradizione) e le innovazioni del sistema copernicano.
Breve introduzione:
Galileo Galilei (nato a Pisa nel 1564) fu matematico, fisico, astronomo e
filosofo e grazie all’ausilio del cannocchiale fu l’autore di numerose
osservazioni e scoperte astronomiche che pubblicò nel 1610 nel
“Sidereus Nuncius”.
Le sue scoperte andavano ad avvalorare la tesi copernicana che
promuoveva un sistema nel quale la terra e gli altri pianeti orbitavano
attorno al sole, mettendo di conseguenza in discussione non solo la
centralità della terra nell’universo, ma la stessa importanza dell’essere
umano.
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2008/2009
CONFRONTO TRA I DUE SISTEMI
Sistema tolemaico
Sistema copernicano (conferma
alcuni aspetti della tradizione astronomica
aristotelica)
Terra al centro dell’universo
Sole al centro dell’universo
Orbite circolari e velocità dei
pianeti costante
Orbite circolari e velocità costante
Cicli epicicli equanti: teorie per
giustificare incongruenze molto
complesse
Semplifica il sistema tolemaico e le
rende superflue
Universo finito, chiuso dal cielo
delle stelle fisse
Universo finito
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2008/2009
Scoperte galileiane e loro
conseguenze
Scoperta della struttura irregolare
della Luna.
Esistenza delle macchie solari.
Esistenza dei satelliti di Giove.
NUOVA CONCEZIONE
DELL’UNIVERSO:
immenso, pieno di irregolarità,
corruttibile, senza sfere perfette
e senza nessun centro.
Esistenza di stelle non visibili a
occhio nudo e Via Lattea
NUOVA CONCEZIONE DELL’UOMO
RUOLO PIU’
MARGINALE DELLA
RELIGIONE
Non più essere prediletto da Dio che
vive al centro dell’universo.
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2008/2009
“Quando osservo le fasi di Venere, ho sempre i miei genitori davanti agli occhi.
[…] Le sventure piovono loro addosso con regolarità.[…]Si son sentiti dire e
ripetere che l’occhio di Dio è su di loro, indagatore e quasi ansioso; che intorno
a loro è stato costruito il grande teatro del mondo perché vi facciano buona
prova recitando ciascuno la grande o piccola parte che gli è assegnata. Come
la prenderebbero ora, se andassi a dirgli che vivono su un frammento di
roccia che rotola ininterrottamente attraverso lo spazio vuoto e gira
intorno a un astro, uno fra tanti, e neppure molto importante? A che scopo
potrebbe servire la Sacra Scrittura, che tutto spiega, dimostrando la necessità
del sudore, della pazienza, della fame, dell’oppressione, a che potrebbe
ancora servire se scoprissero che è piena di errori? Dunque, dicono, non c’è
nessun occhio sopra di noi. Siamo noi che dobbiamo provvedere a noi
stessi, ignoranti, vecchi, logori come siamo? Non ci è stata assegnata altra
parte che di vivere così, da miserabili abitanti di un minuscolo astro, privo di
ogni autonomia e niente affatto al centro di tutte le cose? Dunque, la nostra
miseria non ha alcun senso, la fame non è una prova di forza, è
semplicemente non aver mangiato; la fatica è piegar la schiena e trascinar
pesi, non un merito. Capite adesso perché nel decreto del Sant’Uffizio ho
scorto una nobile misericordia materna, una grande bontà d’animo?”
Un frate che parla a Galileo. Tratto da “Vita di Galileo” di B. Brecht.
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2008/2009
Il Problema
LA CHIESA DA UN’INTERPRETAZIONE TROPPO LETTERALE ALLE
SACRE SCRITTURE.
Quindi contesta:
Che la terra (e di conseguenza l’uomo) non siano al centro
dell’universo quindi non occupino più una posizione privilegiata.
Tale convinzione deriva dal passo:
“O sole, fermati su Gabaon, e tu o luna, nella valle di Aialon” (Gs 10, 12)
Galileo espone il suo punto di vista in numerose lettere, in particolare in
quella inviata a Cristina di Lorena, granduchessa di Toscana.
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2008/2009
In ogni caso Galilei, nei primi anni delle sue scoperte astronomiche, non si
pose esplicitamente il problema delle conseguenze teologiche delle scoperte
fatte con il suo cannocchiale e di come quell'universo immenso, pieno di
irregolarità, corruttibile, senza sfere perfette e senza nessun centro potesse
essere in conflitto con la visione del mondo difesa dalla Chiesa cattolica.
“Libro della natura”
Tratta della questione del
rapporto tra scienza e fede
Il primo documento in cui affronta tale questione è una sua lettera al Padre
Benedetto in cui rivendica l'autonomia della scienza dalla religione.
Scienza e fede non interferiscono affatto poiché lavorano su piani separati.
Scienza
Fede
Piano fisico del mondo
Piano metafisico, salvezza dell'anima
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2008/2009
Le Lettere
Il successo del Sidereus Nuncius e le altre scoperte relative alle macchie
solari e alle fasi di Venere oltre a inserire lo scienziato toscano nel grande
dibattito degli astronomi europei, lo esponevano alle critiche dei pensatori
ortodossi e tradizionalisti e alle diffidenze delle gerarchie ecclesiastiche.
1611-1615
1613-1615
Battaglia culturale per cercare di
rassicurare la Chiesa.
Tentativo di convincere che le
posizioni copernicane non mettono
a repentaglio né la fede né l’autorità
religiosa.
“Lettere copernicane”
•A Benedetto Castelli
•A monsignor Pietro Dini
•A Cristina di Lorena
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2008/2009
Lettera a Benedetto Castelli
Nel 1613 Gal scrisse una lettera ad un suo vecchio studente, il
benedettino Benedetto Castelli (1578-1643) su come non fosse
necessario vedere il moto della terra in opposizione con la Sacra
Scrittura.
“Se bene la Scrittura non può errare, potrebbe nondimeno talvolta errare alcuno
de’ suoi interpreti e compositori, in varii modi: tra i quali sarebbe uno gravissimo
e frequentissimo, quando volessero fermarsi sempre nel puro significato delle
parole, perché così vi apparirebbero non solo diverse contradizioni, ma gravi
eresei e bestemmie ancora; poi che sarebbe necessario dare a Iddio e piedi e
mani e occhi, e non meno affetti corporali e umani, come d’ra, di pentimento,
d’odio e talvolta l’obblivione delle cose passate e l’ignoranza delle future”
Rischio di interpretare erroneamente le Sacre Scritture.
Francesca Danesi, Ilaria Marinelli 4°B a.s.
2008/2009
Lettera a Cristina di Lorena
La lettera scritta nel 1615 ha come proposito quello di rassicurare l’amica
Cristina di Lorena e dimostrare che è possibile una riconciliazione tra i testi
biblici e la visione scientifica.
•“Il motivo, dunque, che loro producono per condennar l’opinione della mobilità della
Terra e stabilità del Sole, è, che leggendosi nelle Sacre Lettere, in molti luoghi, che il
Sole si muove e che la Terra sta ferma, né potendo la Scrittura mai mentire o errare, né
séguita per necessaria conseguenza che erronea e dannanda sia la sentenza di chi
volesse asserire, il Sole esser per se stesso immobile, e mobile la Terra. ”
Condanna per chi non si attiene all’interpretazione letterale.
•“Dal che ne séguita, che qualunque volta alcuno, nell’esporla, volesse fermarsi sempre
nel nudo suono literale, potrebbe, errando esso, far apparir nelle Scritture non solo
contradizioni e proposizioni remote dal vero, ma gravi eresie e bestemmie ancora: poi
che sarebbe necessario dare a Iddio e piedi e mani ed occhi, e non meno affetti corporali
ed umani, come l’ira, di pentimento, d’odio, ed anco tal volta la dimenticanza delle cose
passate e l’ignoranza delle future; le quali proposizioni, sí come, dettante lo Spirito
Santo, furono in tal guisa profferite da gli scrittori sacri per accomodarsi alla capacità del
vulgo assai rozo e indisciplinato […].”
Rischi dell’interpretazione letterale e giustificazione del linguaggio delle Sacre
Scritture.
Francesca Danesi, Ilaria Marinelli 4°B a.s.
2008/2009
“Di qui mi par di poter assai ragionevolmente dedurre, che la medesima Sacra Scrittura,
qualunque volta gli è occorso di pronunziare alcuna conclusione naturale, e massime
delle piú recondite e difficili ad esser capite, ella non abbia pretermesso questo
medesimo avviso, per non aggiungere confusione nelle menti di quel medesimo popolo
e renderlo piú contumace contro ai dogmi di piú alto misterio.”
Necessità di guidare il popolo per rendere possibile una maggiore comprensione
dei testi.
“Stante, dunque, ciò, mi par che nelle dispute di problemi naturali non si dovrebbe
cominciare dalle autorità di luoghi delle Scritture, ma dalle sensate esperienze e
dalle dimostrazioni necessarie: perché, procedendo di pari dal Verbo divino la
Scrittura Sacra e la natura, quella come dettatura dello Spirito Santo, e questa come
osservantissima essecutrice de gli ordini di Dio.”
Impossibilità di attenersi alle Scritture letteralmente e necessità dell’
esperienza.
Francesca Danesi, Ilaria Marinelli 4°B a.s.
2008/2009
•“Nos definimus, Deum primo natura cognoscendum, deinde doctrina
recognoscendum: natura, ex operibus; doctrina, ex praedicationibus.” da
“Adversus Marcionem” di Tertulliano.
Trad.: “Noi diciamo che Dio si deve prima conoscere dalla natura, quindi
conoscere dalla dottrina; nella natura per le opere, nella dottrina per le
predicazioni”.
Riassume il punto di vista galileiano.
•“E’ officio de’ saggi espositori affaticarsi per penetrare i veri sensi de’ luoghi
sacri, che indubitabilmente saranno concordanti con quelle conclusioni naturali,
delle quali il senso manifesto o le dimostrazioni necessarie ci avessero prima resi
certi e sicuri.”
Fiducia nella possibilità di conciliabilità tra scoperte scientifiche e realtà
religiosa.
Francesca Danesi, Ilaria Marinelli 4°B a.s.
2008/2009
Verso l’abiura..
1616 La Chiesa invita Galileo ad
astenersi dall’insegnare o dal
professare la teoria copernicana.
1623 pubblica “Il Saggiatore” e
lavora al “Dialogo sopra i due
massimi sistemi del mondo”.
Egli non l’abbandona
ma la propone come
ipotesi matematica.
1632 Il “Dialogo”
viene sequestrato
alla censura.
Viene a mancare l’appoggio papa
Urbano VIII.
1633 Galileo è costretto all’abiura e in seguito a ritirarsi in forzata
segregazione ad Arcetri, vicino a Firenze, dove muore nel 1642.
Francesca Danesi, Ilaria Marinelli 4°B a.s.
2008/2009
L’abiura : 22 giugno 1633
Io Galileo, fìg.lo del q. Vinc.o Galileo di Fiorenza, dell'età mia d'anni 70,
constituto personalmente in giudizio, e inginocchiato avanti di voi Emin.mi e
Rev.mi Cardinali, in tutta la Republica Cristiana contro l'eretica pravità generali
Inquisitori; avendo davanti gl'occhi miei li sacrosanti Vangeli, quali tocco con le
proprie mani, giuro che sempre ho creduto, credo adesso, e con l'aiuto di Dio
crederò per l'avvenire, tutto quello che tiene, predica e insegna la S.a Cattolica
e Apostolica Chiesa. Ma perché da questo S. Off.o, per aver io, dopo d'essermi
stato con precetto dall'istesso giuridicamente intimato che omninamente
dovessi lasciar la falsa opinione che il sole sia centro del mondo e che non si
muova e che la terra non sia centro del mondo e che si muova, e che non
potessi tenere, difendere ne insegnare in qualsivoglia modo, ne in voce ne in
scritto, la detta falsa dottrina, e dopo d'essermi notificato che detta dottrina è
contraria alla Sacra Scrittura, scritto e dato alle stampe un libro nel quale tratto
l'istessa dottrina già dannata e apporto ragioni con molta efficacia a favor di
essa, senza apportar alcuna soluzione, sono stato giudicato veementemente
sospetto d'eresia, cioè d'aver tenuto e creduto che il sole sia centro del mondo
e imobile e che la terra non sia centro e che si muova;
Francesca Danesi, Ilaria Marinelli 4°B a.s.
2008/2009
Pertanto volendo io levar dalla mente delle Eminenze V.re e d'ogni fedel
Cristiano questa veemente sospizione, giustamente di me conceputa, con
cuor sincero e fede non fìnta abiuro, maledico e detesto li sudetti errori e
eresie, e generalmente ogni e qualunque altro errore, eresia e setta
contraria alla S.ta Chiesa; e giuro che per l'avvenire non dirò mai più ne
asserirò, in voce o in scritto, cose tali per le quali si possa aver di me simil
sospizione; ma se conoscerò alcun eretico o che sia sospetto d'eresia lo
denonziarò a questo S. Offizio, o vero all'Inquisitore o Ordinario del luogo,
dove mi trovarò. Giuro anco e prometto d'adempire e osservare intieramente
tutte le penitenze che mi sono state o mi saranno da questo S. Off.o imposte;
e contravenendo ad alcuna delle dette mie promesse e giuramenti, il che Dio
non voglia, mi sottometto a tutte le pene e castighi che sono da' sacri canoni
e altre constituzioni generali e particolari contro simili delinquenti imposte e
promulgate.
Così Dio m'aiuti e questi suoi santi Vangeli, che tocco con le proprie mani.
Io Galileo Galilei sodetto ho abiurato, giurato, promesso e mi sono obligato
come sopra; e in fede del vero, di mia propria mano ho sottoscritta la
presente cedola di mia abiurazione e recitatala di parola in parola, in Roma,
nel convento della Minerva, questo dì 22 giugno 1633.
Io, Galileo Galilei ho abiurato come di sopra, mano propria.
Francesca Danesi, Ilaria Marinelli 4°B a.s.
2008/2009
DAL MONDO DEL
PRESSAPPOCO
ALL’UNIVERSO DELLA
PRECISIONE
Alexandre Koyré
Beatrice Moncada 4°B a.s. 2008/2009
Biografia dell’autore
Nasce nel 1892 a Taganrog, Russia, da una famiglia di origini ebraiche
Dopo la rivoluzione russa del 1905 fu arrestato e in prigione lesse le
Ricerche Logiche di Husserl
Svolse i suoi studi a Gottinga con Husserl e a Parigi, dove insegnò alla
Ècole Pratique des Hautes Ètudes.
Nella Prima guerra mondiale si arruolò come volontario nell'esercito
francese, interrompendo la tesi su Anselmo.
Negli anni '30: Studi galileiani: tre volumi in cui interpreta la matematica
galileiana non come strumento per conoscere la realtà ma come
matematicismo ontologico.
Lo avvicina ai gruppi di
studiosi interessati alla storia della scienza.
Beatrice Moncada 4°B a.s. 2008/2009
Il filosofo mediatico
Nello studio della filosofia è necessaria la compresenza di 2 atteggiamenti:
Importanza del contesto
storico e della personalità
dei pensatori
studio delle strutture tramite
un metodo fenomenologico
Analisi sociopsicologica
in cui scienza e religione si
fondono: l’uomo è un tutt’uno
Beatrice Moncada 4°B a.s. 2008/2009
ma talvolta non sufficiente
(proposte “controcorrente”)
I filosofi e la macchina
“Critique”, 1948
MACCHINISMO: influenza della macchina sulla vita umana (non
realtà tecnica ma umana e sociale).
macchina necessaria
Rapporti della filosofia e della
tecnica (tre fasi):
1. Assenza
Rassegnazione
senza speranza (antichità)
2. Speranza entusiasta (epoca
moderna)
3. Presenza
Ritorno alla
rassegnazione (epoca
contemporanea)
Abolizione
schiavitù
controllo sulla
natura
(sapere = potere)
Delusione: macchina=fonte di miseria
(rivoluzione industriale)
condanna
Schulh: di questa decadenza è
responsabile soprattutto l’arbitrio
umano (intelligenza politica e tout
court)! + termini di paragone. (Koyré)
Beatrice Moncada 4°B a.s. 2008/2009
Le origini del macchinismo
La nascita del macchinismo segna il passaggio da:
Prima…
Ritmo umano
Dopo…
 Ritmo artificiale e meccanico
Tecnica

alle cose.
di adattamento
Tecnica di sfruttamento e
creazione
Beatrice Moncada 4°B a.s. 2008/2009
Non c’è un origine storica!(=linguaggio)
uomo faber
sottosviluppo
-Età greca: - schiavitù
- disprezzo per il lavoro
manuale (otium vs negotium) (es. arte).
servile
liberale
tecnica
scienza
-Età romana: - esaltazione del negotium
- l’attività pratica è vuota ed utilizzata
dall’Impero solo per fini militari o di
sicurezza interna
no tentativo di
migliorare l’aspetto sociale.
ruolo determinante delle classi dirigenti e del potere politico
nell’affermazione del macchinismo
il fallimento dovuto al
disinteresse: l’uomo è un “animale pigro”!
Beatrice Moncada 4°B a.s. 2008/2009

XVI e XVII sec.:
Acquisizioni tecnologiche
Dal Medioevo
Curiosità(schizzi)
lavori di scienza
nuovi problemi posti
navigazione transoceanica
accrescimento dell’industria,
della tecnica e del prestigio
sociale dell’ingegnere
applicazione della scienza
applicata (Galileo)
(Archimede)
Beatrice Moncada 4°B a.s. 2008/2009
Il passaggio epocale fra l'ingegneria
antica e quella moderna ruota anche
attorno all'idea di "precisione", che
Koyré sintetizza nella formulazione:
Dal mondo del
pressappoco
all’universo della
precisione
Laura Capponi 4°B a.s.2008/2009
Il mondo del pressappoco
Perché la scienza antica non conobbe lo sviluppo del
macchinismo? Quali "blocchi" hanno impedito di costruire
una fisica nel mondo antico?
Per Koirè si tratta di limiti costitutivi del pensiero greco:
Il pensiero greco non poteva matematizzare la realtà a
causa del dualismo cosmologico.
Il superamento di questo dualismo, la considerazione
unitaria del cosmo è la condizione di possibilità per
l'introduzione di strumenti di precisione, misurazioni
precise ed univoche!
Laura Capponi 4°B a.s.2008/2009
Il mondo del pressapoco
“È curioso: duemila anni prima Pitagora aveva proclamato
che il numero è l’essenza stessa delle cose, e la Bibbia
aveva insegnato che Dio aveva fondato il mondo sopra il
numero, il peso, la misura”.
“Tutti l’hanno ripetuto, nessuno l’ha creduto. Per lo meno,
nessuno fino a Galileo l’ha preso sul serio. Nessuno ha
mai tentato di determinare questi numeri, questi pesi,
queste misure”.
Laura Capponi 4°B a.s.2008/2009
Il mondo del pressapoco
“Nessuno si è provato a contare, pesare, misurare. O
più esattamente, nessuno ha mai cercato di superare
l’uso pratico del numero, del peso, della misura
nell’imprecisione della vita quotidiana – contare i mesi e
le bestie, misurare le distanze e i campi, pesare l’oro e il
grano, per farne un elemento del sapere preciso”.
Laura Capponi 4°B a.s.2008/2009
Il mondo del pressappoco
All’uomo del Medioevo e del Rinascimento mancavano
l’attrezzatura materiale e mentale, gli strumenti di misura
e anche il linguaggio per esprimere i risultati.
Ma non basta. Queste carenze si spiegano, secondo
Koyré, “proprio con la mentalità caratteristica, con la
struttura generale del mondo del pressappoco”.
Laura Capponi 4°B a.s.2008/2009
Il mondo del pressappoco
L’alchimia infatti si era costruita un vocabolario, notazioni e
attrezzatura; aveva accumulato osservazioni ed esperienze
e fatto scoperte importanti, ma non ha costruito mai
un’esperienza precisa. Perché non l’ha mai tentata.
Le descrizioni delle operazioni alchimistiche sono come
ricette di cucina, imprecise e approssimative.
Laura Capponi 4°B a.s.2008/2009
Il mondo del pressappoco
Anche quando potrebbe usare strumenti di misura,
l’alchimista non se ne serve. «Non gli manca il termometro,
ma l’idea che il calore sia suscettibile di misura esatta». La
bilancia esiste già, ed è anche precisa, ma proprio per
questo l’alchimista non la usa. «Se egli la usasse, sarebbe
un chimico. Anzi: perché egli avesse l’idea di farne uso,
bisognerebbe che egli già lo fosse».
Laura Capponi 4°B a.s.2008/2009
L’universo della precisione
La svolta fondamentale della tecnica moderna è
legata:
all’idea: non si guarda finché non si sa che c’è
qualcosa da vedere, e soprattutto finché si sa che non
c’è nulla da vedere
alla capacità di calcolare
all'utilizzo di strumenti in grado di fornire una
misurazione univoca dei fenomeni
Laura Capponi 4°B a.s.2008/2009
L’universo della precisione
Il telescopio
L'invenzione del telescopio da parte di Galilei nasce
dalla necessità di disporre di uno strumento e non più
di un semplice utensile.
Segue una necessità della teoria!
L’amplificazione o la precisione che esso ci garantisce
costituiscono un potenziamento della nostra mente,
della nostra capacità di comprendere la realtà e quindi,
in qualche modo, di trascenderla.
Laura Capponi 4°B a.s.2008/2009
L’universo della precisione
dall’utensile allo strumento
Il fabbricante di occhiali non era un ottico, ma un artigiano;
non fabbricava uno strumento ottico ma un utensile. Per
lui e per chi li usava essi erano un prolungamento
dell’azione delle membra, degli organi di senso.
L’utensile era:
«qualcosa che appartiene al mondo del senso comune. E
che non può mai farcelo superare. Questa invece è la
funzione propria dello strumento, il quale non è un
prolungamento dei sensi, ma nell’accezione forte e più
letterale del termine, incarnazione dello spirito,
materializzazione del pensiero».
Laura Capponi 4°B a.s.2008/2009
L’universo della precisione
la teoria penetra nella tecnica
Attraverso lo strumento la precisione si incarna nel mondo
del pressappoco.
Ora, grazie alla precisione delle macchine (risultato
dell’applicazione della scienza all’industria), come
attraverso l’uso di fonti di energia e materiali che la natura
non ci dà tali e quali, si caratterizza l’industria dell’età
paleotecnica, l’età del vapore e del ferro, l’età tecnologica
nel corso della quale si effettua la penetrazione della
tecnica da parte della teoria
Laura Capponi 4°B a.s.2008/2009
L’universo della precisione
Il tempo
Come per il telescopio, fu un'esigenza della teoria ad
accelerare l'efficienza degli orologi, trasformandoli in
strumenti di misurazione scientifica, in cronometri:
la necessità di una conferma sperimentale delle leggi sul
moto richiedevano strumenti di precisione
Da notare: Koyré tende a sminuire l'importanza dello
sviluppo della navigazione
Laura Capponi 4°B a.s.2008/2009
L’universo della precisione
Compenetrazione fra teoria e pratica
Koyré precisa come sia stata una deduzione razionale e
non la misurazione empirica l'origine della grande
intuizione galileiana.
Si tratta della compenetrazione di teoria e pratica che
caratterizza la rivoluzione scientifica e tecnologica,
tramite la realizzazione di strumenti di misurazione
sempre più perfetti e di macchine sempre più precise.
Laura Capponi 4°B a.s.2008/2009
L’universo della precisione
Il sopravvento della teoria sulla pratica
Il sopravvento della teoria sulla pratica caratterizza la
tecnica della seconda rivoluzione industriale, quella
dell’elettricità e della scienza applicata. Con la loro
fusione si caratterizza l’epoca contemporanea, quella
degli strumenti che hanno la dimensione di officine e di
officine che hanno tutta la precisione di strumenti.
Laura Capponi 4°B a.s.2008/2009
Perché l’antichità classica non
ha conosciuto il “macchinismo”?
Di Pierre-Maxime Schuhl
Il testo di Koyré Dal mondo del pressappoco all'universo della
precisione prende le mosse dall’opera di P.M Schuhl, il quale indica tre
ragioni perché il mondo antico non sviluppò la tecnica:
1.L’abbondanza di manodopera e di schiavi
2.Il disprezzo del lavoro manuale, perché servile e perché genera
avidità di guadagno
3.L’idea di opposizione fra natura ed arte: sapevano usare il numero
aureo 1,618 per l’architettura con rigorosa precisione matematica, ma
non matematizzavano il mondo perché non volevano mutarlo
Laura Capponi 4°B a.s.2008/2009


“ I Greci non ambivano a mutilare quell’opera d’arte
che è il mondo, mutandone il volto. E c’è in questo
una convinzione giusta e bella. Da Bacone in poi, il
mondo è diventato per noi un magazzino, una
miniera, un fondo al quale attingiamo senza
prudenza.” (p. 128 – 129)
“Non dimentichiamo quindi l’ideale di una vita
veramente liberale, che le macchine possono
d’altronde facilitare e che esse non escludono se non
a patto che non le si sappia usare.” (p.133)
Pierre-Maxime Schuhl
Laura Capponi 4°B a.s.2008/2009
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La rivoluzione scientifica Classe 4B