Percorsi diseguali:
una ricerca sulla disoccupazione
giovanile in Campania
Paola Clarizia
Arlav – Agenzia della Campania per il lavoro
Ipotesi della ricerca




La disoccupazione è un fenomeno complesso, ed
in Campania assume connotati particolari
Non esiste “il disoccupato”, ma esistono diversi
percorsi di vita che portano ad una esclusione dal
mondo del lavoro
In Campania più che altrove la disoccupazione
riguarda i giovani
Il capitale culturale, sociale, economico e
simbolico, il livello di scolarità, l’appartenenza di
genere, l’area di residenza di ciascun individuo
modificano i percorsi di vita e producono
profonde disuguaglianze.
Obiettivi della ricerca
Ricostruire il quadro delle influenze
sistemiche che gravano sulle possibilità di
inserimento lavorativo e di mobilità sociale
dei giovani campani
 Verificare la presenza di una tipologia di
giovani disoccupati
 Determinare le caratteristiche strutturali e
psicologiche che differenziano la tipologia

La committenza
La committenza è l’A.R.Lav., l’Agenzia
Regionale per il Lavoro.
 L’A.R.Lav. è un ente strumentale della
Regione Campania che si occupa di
studiare il mercato del lavoro regionale e
di definire le politiche del lavoro
 L’A.R.Lav. mette in opera alcune politiche
attive del lavoro, come la creazione del
portale lavoro della regione campania,
fornisce servizi ai CpI,…

Obiettivi della committenza
Costruire uno strumento di rilevazione e
analisi che potesse essere utilizzato
direttamente dai CpI per definire
l’appartenenza di ciascuno iscritto ad un
certo tipo
 Sulla base della tipologia costruita
determinare politiche del lavoro
differenziate, definite per ciascun tipo

Fasi e tempi della ricerca

La ricerca si è articolata in due fasi




Fase qualitativa: analisi delle storie di vita e percorsi
biografici
Fase quantitativa: realizzazione di una indagine
campionaria tramite questionario
La ricerca è durata circa 3 anni ed ha visto la
partecipazione di un team di ricerca proveniente
dall’Università di Napoli e Salerno, dell’IRPPS,
giudato da un responsabile dell’Agenzia, la
dott.ssa Paola Clarizia che oltre al coordinamento
verificava che la ricerca rispettasse gli obiettivi
scientifici e della committenza
Come statistico mi sono occupato di curare la
fase quantitative e l’analisi dei dati
La Fase Qualitativa
I dati sono stati raccolti grazie alle
interviste biografiche
 Sono state analizzate 90 interviste
narrative
 Sono stati analizzati i dati relativi alla:




Famiglia d’origine, alla condizione
professionale dei genitori che determina la
posizione nella stratificazione sociale
Percorsi scolastici regolari, dispersione e
dropout
Approccio al lavoro
La Fase Qualitativa
Individuazione delle dimensioni di senso
sottostanti e correlate alla ricerca
dell’identità sociale dei soggetti in
riferimento alla partecipazione al mercato
del lavoro.
 7 categorie che designano un diverso
approccio al lavoro e alla vita

La Fase Qualitativa

Le dimensioni sono:



Importanza del lavoro: qual è il ruolo che il
lavoro ha nella vita rispetto alla vita familiare,
agli amici, alla vita religiosa,…
Significati del lavoro: riproduttivo,
acquisitivo (di ricchezza, di prestigio e di
potere), espressivo
Sentimento verso il lavoro: presenza di una
vocazione professionale, presenza di una
progettualità per la realizzazione della
vocazione, atteggiamento passivo o presenza
di attivismo
La Fase Qualitativa

I sette tipi:
Confusi
 Defilati
 Predestinati
 Intrappolati
 Sbandati
 Risvegliati
 Consacrati
INSERIRE SCHEMA DA PAG. 128

La Fase Quantitativa

Obiettivi:



mettere a punto uno strumento in grado di operazionalizzare
quelle dimensioni psicologiche e quei tratti latenti definiti
attraverso la fase qualitativa della ricerca come descrittori
della tipologia proposta, nonché di classificare i soggetti in
base a tali dimensioni.
mettere alla prova su una scala più ampia la tipologia
elaborata attraverso la lettura dei percorsi biografici, di
verificarne l’esaustività e l’efficacia[1] (nella fase qualitativa
sono stati descritti tutti i possibili tipi? I criteri definiti sono
davvero discriminanti?)
valutare la consistenza numerica dei vari tipi, capire quali
quelli più frequenti, quali quelli più rari, una volta verificate sia
la bontà dello strumento di rilevazione, sia la validità della
tipologia
[1] In termini statistici una tipologia, o classificazione, è una
partizione delle unità statistiche che deve godere della
esaustività, della disgiunzione delle classi, ed infine della
appartenenza binaria (Gordon, 2000).
La Fase Quantitativa: il questionario



Per la messa a punto del questionario si è proceduto ad un’operazione di
scrematura dei possibili strumenti di rilevazione, raccogliendo una varietà
di moduli d’intervista impiegati in indagini nazionali e internazionali su
argomenti analoghi a quelli affrontati dal presente progetto di ricerca, e
valutando domanda per domanda, ed item di risposta per item di risposta,
la validità, attendibilità e congruenza degli strumenti in questione in
rapporto agli obiettivi conoscitivi della ricerca.
Si è inoltre proceduto alla caratterizzazione dei profili tipologici, in modo
tale da identificare le domande più adeguate per favorirne la descrizione e
da evidenziare le modifiche e le integrazioni necessarie.
Parallelamente alla costruzione del questionario principale, a partire dalle
storie di vita raccolte nel corso della fase qualitativa, è stato sviluppato un
modulo destinato all’autosomministrazione. Sono state selezionate 30
affermazioni su cui l’intervistato è chiamato ad esprimere il suo livello di
accordo su una scala a sei livelli[1]. Per evitare che quest’ultimo, dopo i
primi items, rispondesse in modo quasi automatico, i 30 items sono stati
divisi in modo casuale in due gruppi da 15 items ognuno, somministrati
separatamente a metà dell’intervista e alla fine della stessa.

[1] L’intervistato nel rispondere alle domande prima doveva decidere se era in accordo o in
disaccordo con l’affermazione, e poi doveva stabilirne il grado su una scala a tre livelli (+++;
++; +;–; – –; – – –).
La Fase Quantitativa : il questionario

Le sezioni:











A. Le caratteristiche socioanagrafiche più generali
dell’intervistato
B. La famiglia di origine ed il suo percorso biografico
C. Il percorso educativo.
D. Le esperienze lavorative dell’intervistato
E. Le modalità ed i canali di ricerca dell’occupazione
F. L’importanza che il lavoro assume per l’intervistato
G. Il significato o i significati da lui attribuiti al lavoro
H. Il sentimento verso il lavoro da lui nutrito
I. La sua identità personale e sociale
L. I vincoli e le opportunità da lui percepiti per il futuro
M. Le opinioni ed atteggiamenti dell’intervistato
La Fase Quantitativa: dimensioni e tipi
defilati
predestinati
sbandati
consacrati
intrappolati
risvegliati
confusi
importanza del lavoro
-
+
+
+
-
-
-
significati riproduttivi
+
+
+
+
+
+
+
significati acquisitivi: ricchezza
-
-
-
+
+
-
-
significati acquisitivi: potere
-
-
-
+
+
-
-
significati acquisitivi: prestigio
-
+
-
+
+
-
-
significati espressivi
-
+
-
+
-
-
-
sentimento: vocazione alternativa
-
-
-
-
-
-
+
sentimento: vocazione
-
+
-
+
-
-
-
sentimento: progettualità
-
-
-
+
-
-
-
sentimento: atteggiamento
+
+
+
+
-
-
-
La Fase Quantitativa : il campionamento
Gli elenchi degli iscritti ai CpI di tutta la
regione contenuti nel Sistema Informativo
del Lavoro (SIL) regionale (che però è
ancora non aggiornato in tempo reale e
non completamente realizzato)
 Si è scelto un campionamento a due stadi:




I° Stadio: CpI su tutto il territorio regionale
II° Stadio: giovani in età dai 18 ai 34 anni,
iscritti ai centri per l’impiego e che non
risultassero “occupati in cerca di altra
occupazione”.
Dati i vincoli economici del progetto si è
deciso di selezionare 4 CpI per 600
interviste (150 per CpI).
La Fase Quantitativa : il campionamento

I° STADIO: i CpI

Tra tutti i possibili sono stati eliminati quelli non ancora nel
SIL e/o con archivi elettronici non validati o non aggiornati

Dato che nella ricerca non erano presenti scopi inferenziali,
ovvero di stima, si è ritenuto maggiormente adeguato uno
schema di campionamento che rientri più nel disegno
sperimentale piuttosto che nel campionamento probabilistico
classico.

Sono stati scelti fra i CpI con dati attendibili 4 che fossero
rappresentativi delle aree metropolitane e delle aree interne

Pozzuoli

Frattamaggiore

Sessa Aurunca

Vallo della Lucania

Il gruppo di ricerca avrebbe voluto selezionare un CpI
appartenente al comune di Napoli. Ma l’unico centro con una
sufficiente copertura di dati, al momento della realizzazione
della ricerca, era quello di Scampia che, come è noto, è
espressione di un ambito sociale ed economico difficilmente
assimilabile alle caratteristiche dell’intera città.
La Fase Quantitativa : il campionamento

II° STADIO: le unità statistiche
elementari


Sono state estratte casualmente dai quattro CpI le
unità statistiche elementari, secondo un
campionamento casuale semplice tra i giovani iscritti ai
CpI inattivi o disoccupati/in cerca di prima
occupazione, inclusi i lavoratori precari con
conservazione dello stato di disoccupazione, nati tra il
1 agosto 1971 ed il 1 agosto 1986, di cittadinanza
italiana ed iscritti (con dichiarazione di disponibilità in
base al d.l. 181) ad uno dei quattro CpI individuati.
Dal SIL sono state estratte le seguenti informazioni:
indirizzo completo nel comune di domicilio, numero di
telefono, età, sesso, titolo di studio (nessun titolo o
licenza elementare, licenza media inferiore, diploma di
scuola media superiore, diploma universitario o laurea,
altro), stato occupazionale ad agosto 2005, data di
iscrizione. I soggetti sono stati estratti dal database
aggiornato al 30 settembre 2005.
La Fase Quantitativa : il campionamento

La campagna di interviste




Considerando l’elevato tasso di caduta che solitamente si
registra in indagini similari, sono stati estratti 1000 soggetti
per ogni CpI per realizzare 150 interviste.
Per la realizzazione della campagna di interviste, i mille
soggetti estratti in modo casuale semplice dalle quattro
sottopopolazioni, sono stati successivamente divisi in strati in
cui le variabili di stratificazione sono il sesso, l’età in classi
(18-24, 25-29, 30-34) e il titolo di studio, articolato su tre
livelli (Scuola dell’obbligo, Scuola Superiore, Laurea e oltre),
per un totale di 18 strati per ciascun CpI.
Ciò ha consentito di avere per ciascuno strato una unica lista
soggetti da cui prendere i nominativi per la realizzazione
delle interviste, rispettando un criterio di proporzionalità fra
gli strati. Le interviste effettuate hanno, quindi, seguito la
distribuzione percentuale degli strati definiti in ciascuna
sottopopolazione.
A mano a mano che la campagna di interviste andava
realizzandosi, è stato monitorato costantemente il processo
di riempimento degli strati. Confrontando le quote teoriche
con quelle previste, si può affermare che l’indagine ha
rispettato in pieno gli obiettivi prefissati.
La costruzione degli indicatori


Passaggio da domande del questionario
ad indicatori numerici che esprimono
tratti latenti
Gli item del questionario sono di vario
tipo e sono state adottate diverse
strategie di combinazione
La costruzione degli indicatori

Importanza del lavoro

Analisi degli item del questionario per
selezionare quelli più opportuni
Domanda F1
Posizione del lavoro rispetto alla famiglia, all’amicizia e ad una
vita agiata
Domanda F3.1
Per sviluppare pienamente i tuoi talenti, devi avere un lavoro
(grado di accordo)
Domanda F3.2
Prima di tutto vorrei avere una famiglia e dei figli, poi viene il
lavoro (grado di accordo)
Domanda F3.4
Il lavoro è una cosa della quale farei volentieri a meno (grado di
accordo)
Domanda F3.8
Lavorare è il migliore modo di realizzarsi nella vita (grado di
accordo)
Domanda F3.10
Il lavoro è necessario perché dà senso alla vita (grado di
accordo)
Domanda H5
Quale sede di lavoro accetterebbe dalla più vicina alla più
lontana
La costruzione degli indicatori



Su
questi
items
è
stata
effettuata un’analisi fattoriale
utilizzando
le
componenti
principali come metodo di
estrazione, seguite da una di
rotazione di tipo ProMax.
La rotazione PROMAX consente
non solo di massimizzare la
saturazione di ciascun item solo
su un fattore, ma anche di
rilassare l’ipotesi di ortogonalità
dei fattori, producendo una
correlazione fra i fattori se
esistente. I pesi fattoriali, al
termine
del
processo
di
rotazione,
rappresentano
le
correlazioni
parziali
fra
la
variabile
e
il
fattore
(Hendrickson e White, 1964).
Dall’analisi emergono solo due
fattori con autovalori maggiori
di 1, che insieme nella soluzione
non ruotata spiegano il 45,93%
di varianza totale:

importanza identitaria

importanza relativa
Componente
1
2
Per sviluppare il proprio talento ci vuole il
lavoro
(grado di accordo)
.535
-.055
Lavorare è il migliore modo di realizzarsi
nella vita
(grado di accordo)
.769
.111
Il lavoro dà senso alla vita
(grado di accordo)
.826
-.073
Posizione del lavoro rispetto agli altri
obiettivi
.122
.611
-.094
.754
.189
.479
-.161
.615
Prima viene la famiglia e i figli, e dopo il
lavoro (grado di disaccordo)
Farebbe volentieri a meno del lavoro
(grado di disaccordo)
Quale sede di lavoro accetterebbe dalla più
vicina alla più lontana
La costruzione degli indicatori
Grafico componenti ruotato
1.0
f3_2_r
Prima
Disponibilità
a trasferirsi
Componente 2
0.5
h5
la famiglia (r)
plav_r
Posizione
del lavoro
f3_4_r
Rinuncerebbe al lavoro (r)
Lavoro come
realizzazione
Il lavoro dà
f3_10
senso alla vita
f3_8
0.0
f3_1
Il lavoro
sviluppa i talenti
-0.5
-1.0
-1.0
-0.5
0.0
Componente 1
0.5
1.0
La costruzione degli indicatori

I significati del lavoro


Per quanto riguarda i significati del lavoro (riproduttivo,
acquisitivo di ricchezza o di potere o di prestigio,
espressivo), il questionario prevedeva due batterie di
domande (G1 e G2). I cinque significati del lavoro sono stati
messi in ordine da quello che consideravano il più importante
a quello meno importante (G1), o si chiedeva di scegliere fra
due possibili significati alternativi (G2). In questo modo ogni
significato è stato confrontato in termini di preferibilità con
tutti gli altri: ad ogni confronto poteva risultare “vincitore” o
“perdente”.
Sulla base di queste considerazioni sono stati costruiti cinque
indicatori come indici di preferibilità di ciascun
significato rispetto agli altri, in analogia all’indice di
preferibilità sociale delle occupazioni utilizzato da de Lillo e
Schizzerotto (1985), definito come numero di confronti a
coppie vinti da un significato rispetto al numero di confronti
effettuati. Ovviamente sono stati considerati congiuntamente
i confronti derivanti dalle due domande.
La costruzione degli indicatori
I
significati del lavoro
Come sa esistono diversi tipi di lavoro. Potrebbe indicarmi, fra
quelle che le mostrerò, le due caratteristiche più importanti
che un lavoro dovrebbe avere per lei?
% su
risposte
% su
casi
un lavoro che dia un reddito elevato
16.2
31.5
un lavoro senza rischi di disoccupazione
33.7
65.5
un lavoro di responsabilità e che conferisca autorità
6.8
13.3
un lavoro che faccia sentire socialmente considerati
14.7
28.6
un lavoro che permetta di esprimere se stessi
28.6
55.7
100,0
194.6
n=1156(risposte totali alla prima e seconda caratteristica)
La costruzione degli indicatori

I significati del lavoro
594
2.00
453
1.50
1.00
0.50
0.00
sign_ripr
Sign.
riproduttivo
sign_ricch
Sign. acq.
ricchezza
sign_prest
Sign. acq.
prestigio
sign_expr
Sign.
espessivo
sign_pot
Sign. acq.
potere
La costruzione degli indicatori


Il sentimento verso il lavoro
Per quanto riguarda il sentimento verso il lavoro, sono
stati costruiti quattro indicatori:





il primo per misurare la presenza di una vocazione e la sua
intensità,
uno per misurare la progettualità legata ad essa,
un altro per identificare un comportamento attivo nella
ricerca di un lavoro e di una realizzazione professionale,
uno per verificare la presenza di quella che è stata definita
una vocazione alternativa, fenomeno che attiene alle donne
che si defilano dal mercato del lavoro, scegliendo il lavoro
casalingo, e che trovano la loro realizzazione nella vita
familiare.
Gli indicatori di questa sezione sono stati costruiti come
somme ponderate, dopo avere attribuito opportuni sistemi
di punteggio alle varie modalità di risposta dei vari item
considerati.
La costruzione degli indicatori

Vocazione



Nella fase di progettazione del questionario, dall’unione in
una unica scala della domanda H1 (“C'è un lavoro preciso
che le piacerebbe fare?”) e H2 (“Si è dato un tempo oltre il
quale rinuncerà a questa sua aspirazione?”)
Nella costruzione dell’indicatore è stato assegnato un
punteggio minimo, pari a 0, a quanti hanno dichiarato di non
avere una idea precisa di quale lavoro fare (completa
assenza di vocazione), mentre è stato assegnato un
punteggio massimo a quanti, oltre a dichiarare di sapere
quale lavoro desiderano fare, non intendono rinunciare a
perseguire questa aspirazione, graduando le altre modalità
della domanda H2.
Nella fase preliminare di costruzione dell’indicatore della
vocazione, sono state prese in considerazione altre domande
che vi potevano contribuire, quale ad esempio la domanda
H4.5 (“Non bisogna fare i difficili nella scelta del lavoro”);
tuttavia si è constatato che piuttosto che rafforzarlo,
sembravano confondere il senso dell’indicatore, misurando
aspetti solo parzialmente legati alla vocazione.
La costruzione degli indicatori

Vocazione alternativa




In fase di progettazione si riteneva di utilizzare anche la condizione
professionale dichiarata di casalinga (A4). Tuttavia si è potuto verificare
che l’autopercezione dei soggetti circa la condizione professionale risulta
diversa dalla condizione oggettiva e non fornisce un dato molto
attendibile.
Molto più rappresentativi, invece, della presenza di una vocazione
alternativa sono alcuni items sulle opinioni sul rapporto fra donne, lavoro
e vita familiare. Si chiedeva di esprimere un giudizio su una scala da 1 a
4 di accordo o disaccordo.

M5.2 “Essere una casalinga è appagante quanto lavorare”

M5.4 “Le donne che vogliono lavorare portano via il lavoro agli
uomini e aumentano la disoccupazione”

M5.5 “Il lavoro per la donna è altrettanto importante che per l’uomo”

M5.6 “E’ opportuno che la donna lavori solo se in famiglia ce n’è
bisogno”.
E’ chiaro che mentre un uomo che dichiari il suo accordo con queste
affermazioni segnala semplicemente il suo essere più o meno maschilista,
una donna che dichiari di essere d’accordo indica una tendenza
all’autoesclusione dal mondo del lavoro e una sorta di autosegregazione
nella vita familiare, una vocazione alternativa per l’appunto.
Per precisione si segnala che per scelta del gruppo di ricerca, nella
costruzione dell’indicatore, gli items M5.4 e M5.6 sono intervenuti con un
peso pari alla metà degli altri due. Da notare che non vi è correlazione, né
diretta né inversa, tra i valori di questo indicatore composto e quelli
relativi alla vocazione lavorativa.
La costruzione degli indicatori

Progettualità



legata fortemente alla presenza di una vocazione: la progettualità,
come già detto, riguarda la presenza o meno di strategie che il
soggetto mette in atto per realizzare la propria vocazione
professionale.
Da tale ragionamento ne consegue che un primo indicatore di
progettualità nasce dalla combinazione della domanda H1 (“C'è un
lavoro preciso che le piacerebbe fare?”) e il quinto e sesto item della
domanda H3 (rispettivamente “C’è un lavoro preciso che vorrei fare
ma non ho idea di come intraprendere questa attività” e “C’è un
lavoro preciso che vorrei fare ma è soltanto un sogno nel cassetto”).
Si noti che questi ultimi due items dipendono da una eventuale
risposta affermativa alla domanda H1 e che, quindi, presentano una
certa quota di casi mancanti che in questo caso ha ricevuto
punteggio pari 0. Essa rappresenta infatti l’assenza di progettualità
dovuta all’assenza di vocazione professionale.
A questi primi items sono stati aggiunti anche il terzo e l’undicesimo
della domanda H4 (rispettivamente quanto contano per trovare
lavoro su una scala da 1 a 4 “il caso e la fortuna” o “l’ambizione”).
Questi items sono stati combinati tra loro attraverso una scala
sommativa, tenendo ovviamente conto del loro verso, in modo tale
che punteggi alti dell’indicatore segnalassero la presenza di elevata
progettualità, mentre lo 0 ne segnasse l’assenza.
La costruzione degli indicatori

Attivismo



si è costruito un indicatore che combini l’intensità delle azioni
di ricerca di lavoro derivante dalla domanda E7 (“Quanti mesi
fa ha preso l'ultima iniziativa concreta per cercare lavoro?”),
il secondo e nono item della domanda H4 (rispettivamente
quanto contano per trovare lavoro su una scala da 1 a 4 il
“conoscere molta gente” o “impegnarsi nella ricerca”)
quanto è importante “saper rischiare anziché essere
prudenti” (M7.2).
La cluster analysis


Sulla base degli undici indicatori
che misurano gli aspetti salienti
della tipologia, elaborata
attraverso la ricerca di tipo
qualitativo, si è proceduto alla
realizzazione di una cluster
analysis, utilizzando come sole
variabili attive gli indicatori
costruiti. L’analisi dei gruppi è
stata operata sui dati originari
con il metodo agglomerativo
gerarchico secondo il criterio di
Ward.
Il metodo agglomerativo
gerarchico produce una serie di
partizioni successive nidificate e
quindi consente di esplorare
diverse soluzioni con un numero
di classi diverso a seconda del
livello in cui l’albero di
classificazione viene tagliato.
Inerzia
Inerzia interclasse
Soggett
i
4.2441
Inerzia intraclasse
Classe 1 di 7
0.8105
88
Classe 2 di 7
1.2016
82
Classe 3 di 7
0.8259
80
Classe 4 di 7
1.1317
115
Classe 5 di 7
0.9526
65
Classe 6 di 7
0.7564
55
Classe 7 di 7
1.0771
110
Inerzia totale
11.0000
La cluster analysis

Il dendrogramma
La cluster analysis



Primo gruppo (14.79%del totale degli intervistati) si
caratterizza per valori più alti della media rispetto
all’importanza, alla vocazione, alla progettualità e al
comportamento attivo e per attribuire al lavoro maggiormente
significati espressivi e acquisitivi di potere. Al contrario, i
soggetti appartenenti a questa classe si caratterizzano per
valori più bassi della vocazione alternativa e per la minor
importanza attribuita a significati riproduttivi e acquisitivi di
prestigio.
Secondo gruppo (13.78%) si caratterizza per i soli significati
del lavoro, proponendone una visione quasi idealizzata: infatti vi
attribuiscono maggiormente significati espressivi, acquisitivi di
potere e prestigio, trascurando quelli materiali legati alla
ricchezza e alla riproduzione.
Terzo gruppo (13.45%) si caratterizza per gli elevati valori
rispetto al significato espressivo (contrapposto a bassi valori per
il significato riproduttivo, acquisitivo di potere e prestigio), per la
presenza di una forte vocazione e progettualità associata però
ad una mancanza di attivismo ed a una scarsa importanza
identitaria.
La cluster analysis




Quarto gruppo (19.3%), si caratterizza invece per un impegno attivo
nella ricerca del lavoro e per la presenza di una vocazione professionale
da realizzare attraverso una buona dose di progettualità. Per quel che
riguarda i significati, questo gruppo attribuisce al lavoro una
connotazione di sostentamento economico contrapposta invece ai
significati a carattere più immateriale quali quello espressivo e
acquisitivo di prestigio sociale e di potere.
Quinto gruppo (10.9%) è l’unico che si caratterizza per la presenza di
una vocazione alternativa associata ad una scarsa importanza del lavoro,
in particolare se confrontata con gli altri aspetti della vita quali la
famiglia e i figli ed, ovviamente, per una non attiva ricerca.
Sesto gruppo (9.2%) attribuisce punteggi superiori rispetto alla media
al significato acquisitivo di ricchezza, anche se ciò si associa ad una
carenza di vocazione, progettualità e comportamento attivo ed una
relativamente bassa importanza del lavoro: i soggetti appartenenti a
questo gruppo è come se dichiarassero di volere un lavoro ben
remunerato, quale non importa, senza fare grossi sforzi per ottenerlo e
senza un’idea precisa di quale strada percorrere per ottenerlo.
Settimo gruppo (18.5%) si caratterizza per punteggi più alti della
media in corrispondenza del significato puramente riproduttivo opposto a
tutti gli altri, associato ad una mancanza di vocazione e di progettualità,
come a dire che questi soggetti cercano un qualunque lavoro che gli
consenta di sopravvivere.
La tipologia e le variabili strutturali

Emerge infatti un’evidente distinzione tra i primi tre gruppi, quelli dei
consacrati , dei risvegliati e dei fondisti (250 intervistati, il 42% del
totale), formati da soggetti che provengono in larga misura dai ceti medi
e superiori e che possono offrirsi sul mercato del lavoro sia nel segmento
dei “lavori” di cui servirsi per ragioni di autonomia personale e di
esperienza di vita che in quello dell’occupazione (regolare) risolutiva del
problema dell’identificazione sociale e della collocazione nella struttura
delle diseguaglianze, e le tre categorie dei gladiatori, delle defilate e
degli intrappolati (280 persone, il 47,1% del campione) le quali, per
quanto con livelli di disagio diversi, sembrano esprimere le difficoltà di
inserimento (per non parlare di mobilità) di chi proviene dalle classi
lavoratrici e non trova più una collocazione adeguata nella struttura
dell’occupazione di una regione sempre più in ritardo di sviluppo e la cui
economia viene attraversata da impetuosi processi di innovazione
tecnologica e organizzativa ma anche di deindustrializzazione e di
emarginazione dai nuovi centri dell’economia globale. In questa
prospettiva, come da noi già evidenziato (Clarizia e Maddaloni, 2002), la
posizione degli sbandati (il gruppo che comprende i restanti 55
intervistati, pari al 9,2% del totale) costituisce un’importante
complicazione in un quadro sociale che appare tuttavia ancora segnato
in profondità dalla persistenza di un’abissale divaricazione tra lavoro
manuale, ‘a fatica, e lavoro intellettuale, ‘o posto.
Le dimensioni e i tipi
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1. Presentazione ricerca Percorsi diseguali per corso di Statistica