Risveglio Pentecostale Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia Numero 5 - Anno LXIII Periodico Mensile - Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2, DCB Vicenza «Per tutto c’è il suo tempo ...un tempo per costruire» (Ecclesiaste 3:1,3) Maggio 2009 Risveglio Pentecostale Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia” Ente Morale di Culto D.P.R. 5.12.1959 n.1349 Legge 22.11.1988 n.517 Pubblicato dal Consiglio Generale delle Chiese Presidente: Felice A. Loria Segretario: Eliseo Cardarelli Tesoriere: Giuseppe Tilenni Consiglieri: Salvatore Cusumano, Carmine Lamanna, Paolo Lombardo, Gaetano Montante, Vito Nuzzo, Vincenzo Specchi Presidente emerito: Francesco Toppi Consiglieri onorari: Germano Giuliani, Francesco Rauti Direzione, Redazione e Amministrazione: Via Altichieri da Zevio, 1 35132 Padova Tel. 049.605127 fax 049.612565 e mail: [email protected] www.assembleedidio.org Versamenti sul c/c postale n.12710323 intestato a: Risveglio Pentecostale Via Altichieri da Zevio, 1 35132 Padova Registrazione n.1688 del 1.3.2000 Trib. di Padova La pubblicazione è distribuita a membri e simpatizzanti delle Chie se Cristiane Evangeliche A.D.I. ed è sostenuta da offerte volontarie. In conformità alla Legge 675/96 e successive modifiche sulla tutela dei dati personali, la Redazione di Risveglio Pentecostale garantisce l’assoluta riservatezza di quelli di cui è in possesso. Inoltre assicura i lettori che i loro dati personali sono custoditi in un archivio elettronico presso la sede del giornale e ver ranno utilizzati soltanto per inviare la corrispondenza relativa al mensile Risveglio Pentecostale. Gli articoli firmati impegnano esclusivamente i loro autori. I manoscritti non pub blicati non si restituiscono. Direttore Responsabile: Vincenzo Specchi Comitato di Redazione Risveglio Pentecostale - Cristiani Oggi: Vincenzo Specchi (sostituto del presidente ex officio), Francesco Toppi, Salvatore Esposito, Vincenzo Martucci, Elio Varricchione. R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9 d Ho Qualcosa Talvolta accade che qualcuno parli dentro di sé, non a voce alta. A ognuno, in modo personale, il Signore vuole rispondere: “…Ho qualcosa da dirti”. Sì, Gesù è Colui che vuole rivolgersi anche a chi parla nascostamente, dentro sé. Lo fa contro il fariseismo dilagante, lo fa dicendo, nell’originale: “Ho un poco da dirti…”. Ma che cosa aveva da dire Gesù a un uomo navigato nella dottrina, nella teologia e nella conoscenza rabbinica? Certo lo studio della Parola è molto buono, rende savio, accresce la conoscenza, ma dobbiamo ben badare che questo “molto” non possa fare dimenticare il “poco”, le cose semplici, il fondamento, Cristo Gesù. “Uno dei farisei lo invitò a pranzo”. Gesù era stato invitato. L’invito era stato espresso da quel fariseo certamente con il desiderio che Gesù potesse condividere il cibo a casa sua. Ma forse quell’uomo non pensava che, durante il tempo del pranzo, sarebbe entrata anche quella donna. Ecco che, quando questa si presenta e versa il suo olio profumato sui piedi del Maestro, dentro sé il fariseo inizia a considerare come Gesù si lasci non solo avvicinare, ma perfino toccare da una peccatrice. Ecco, è proprio in quel momento che Gesù gli parla: “Simone, ho un poco da dirti”. Gesù ti ha sentito e ti vuole rispondere! Quel “poco” è l’essenziale, il fondamentale per la vita cristiana, la conditio sine qua non, l’indispensabile per essere degli strumenti al servizio del Signore! Sì, abbiamo tanto, ma talvolta non ci accorgiamo che forse ci manca quel “poco” che consiste in semplici realtà. Quali sono? Dell’acqua, un bacio, dell’olio. Cose semplici, forse scontate, che sono quel “poco” che deve caratterizzare il ministerio di ogni credente. “Tu non mi hai dato dell’acqua…” Non c’era stata cura, era mancato un gesto di accoglienza, di ospitalità. Era mancata quell’acqua che forse agli occhi di quel fariseo era soltanto un “poco”, ma per Gesù era l’essenziale. È essenziale il rapporto con i no- i t r i d da stri fratelli in Cristo, dobbiamo esercitare cura e amorevole attenzione. Come diceva un credente anziano nella fede: “I fratelli vanno trattati bene!”. Gesù disse: “Da questo conosceranno tutti che siete veramente miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri” (Giov.13:35). Dov’è quest’acqua? È di quest’acqua che dobbiamo essere ricchi! “Ho un poco da dirti” Vedi, tu non mi hai dato di quest’acqua, ma questa donna “mi ha rigato i piedi di lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli”. Vi sembra forse cosa da nulla di fronte alla tanta cultura e conoscenza il “poco” dei piani di Dio? A quest’acqua, allora, tipo della Parola e della volontà di Dio per ciascuno, la vera acqua che disseta e ristora l’anima! “Tu non mi hai dato un bacio…” Se ho affetto per gli altri, reale sentimento che sgorga dal cuore, non vedrò tutto come qualcosa che debba per forza appartenere a me solo, ma nella gioia dell’abbraccio, nella condivisione delle cose belle e di quelle tristi farò bene a non dimenticare le origini, a non perdere di vista quel “poco” che il Signore si aspetta da ciascuno. “Un bacio…”, solo, un semplice e reale gesto di affetto. Sì, talvolta il fratello ha bisogno Luca 7:36-50 di una tua stretta di mano, di sapere che stai pregando per lui, ha bisogno di quel “poco” che vogliamo far crescere in mezzo a noi! “Tu non mi hai versato dell’olio…” Non mi hai offerto qualcosa che ti fosse veramente caro, “ma lei…” ha dato con il cuore non solo semplice olio, bensì profumo di nardo schietto, una cosa di gran valore, per il Signore! Tutto per Gesù! È una gioia donare a Lui, perché allora rinunciare a questa gioia? È dell’olio, tipo dello Spirito Santo, del quale dobbiamo ricercare la pienezza, accertandosi che non venga meno, per un servizio efficace, per non esserne privi nella testimonianza, per essere di aiuto agli altri. Signore, ti vogliamo dire poco, non molto, ma chiediamo pietà per l’anima nostra, e quel “poco” che procede da Te che formi vieppiù il nostro carattere e il nostro servizio in Cristo adattato da un messaggio del fratello Felice Antonio Loria SOMMARIO Maggio 2009 Editoriale - F.A.Loria Ho qualcosa da dirti.... pag.2 Ferventi preghiere Comitato ristretto del Consiglio Generale delle Chiese...... pag.4 Cristo fa la grande differenza E. Fragnito ..................... pag.6 Dalle tenebre alla luce F. Rauti .......................... pag.8 Giovani santi R. Arata..........................pag.10 Spirito di grazia e di supplicazione P. Lombardo...............pag.12 Benedizioni abbondanti .................................. pag.14 A colazione con Gesù G. Giuliani ....................pag.16 Notizie Dalle Nostre Comunità.....................pag.18 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9 preghiere ferventi ALCUNI DATI: Alle ore 3:32 del 6 aprile 2009 il sisma della durata di circa 20 secondi ha avuto l’intensità di magnitudo 5,8 con migliaia di repliche. I morti accertati sono 295, i feriti oltre 1500, gli sfollati più di 55 mila. Vi sono 31 tendopoli allestite dalla Protezione Civile che ospitano 17.772 persone. Con i fratelli della zona siamo impegnati attualmente nelle seguenti località: L’Aquila – “Piazza d’Armi”, Barisciano, San Pio delle Camere, Navelli, San Benedetto in Perillis, Cavalletto d’Ocre, Sassa, Collefracido, Collemare, Foce di Sassa, Tornimparte, Lucoli, Casamaina, Scoppito, Rocca di Cambio, Terranera, San Martino d’Ocre. L’impegno è anche nella distribuzione di viveri (acqua, olio, zucchero, pane, scatolame, omogeneizzati, biscotti, latte, marmellata...), coperte, sacchi a pelo, indumenti, prodotti per l’igiene personale e degli ambienti, vettovaglie, oggetti vari di prima necessità. Il messaggio di evangelizzazione è sistematico, personale e con un culto quotidiano nella tenda in “Piazza d’Armi” e la distribuzione di migliaia di opuscoli e copie del Nuovo Testamento in tutti i campi che vengono visitati ripetutamente. R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9 Roma, 10 aprile 2009 - Cari fratelli, pace e grazia vi siano moltiplicate nel Signore Gesù Cristo! Come tutti sappiamo, l’Abruzzo è stato duramente colpito da un devastante terremoto. A L’Aquila abbiamo una comunità delle Assemblee di Dio in Italia, che conta circa 40 credenti tra membri comunicanti e simpatizzanti. Il locale di culto, un edificio molto antico sotto la tutela della Soprintendenza alle antichità e belle arti, è rimasto seriamente danneggiato, il soffitto è crollato e le pareti hanno riportato gravi lesioni, che compromettono la stabilità dell’intera struttura. Tre abitazioni di famiglie credenti sono rimaste danneggiate, due delle quali in modo irreparabile, infatti sono andate completamente distrutte, mentre la terza ha riportato il cedimento del tetto. Un bambino di sette anni, figlio di genitori credenti di origine rumena, membri della chiesa di L’Aquila, purtroppo è deceduto sotto i detriti della casa dove abitava, mentre suo fratello, di nove anni, ha riportato danni alla circolazione della gamba destra, perché è rimasto tre ore sotto le macerie immobilizzato da una trave di ferro e dalle macerie. Inizialmente si contavano sette dispersi tra credenti e simpatizzanti, ma poi, grazie a Dio, sono stati tutti rintracciati. La terra continua a tremare, mentre sono stati allestiti tre gazebo presso un centro di accoglienza all’ingresso del capoluogo abruzzese, dove già la sera del 6 aprile scorso sono state alloggiate circa ottanta persone, a cui sono stati prontamente forniti tutti i generi di prima necessità, compresi letti confortevoli e ogni altro bene di soccorso immediato. Quotidianamente, a quanti sono ospitati sotto i gazebo delle Assemblee di Dio in Italia viene fornito ogni possibile aiuto atto a soddisfare le loro più disparate necessità. Proprio oggi, mentre scriviamo, sotto questi provvisori ricoveri sarà tenuta la prima riunione di culto! Il Comitato Ristretto del Consiglio Generale delle Chiese ha stabilito che l’assistenza per l’emergenza immediata ai credenti della comunità di L’Aquila sia assicurata dalle chiese delle Assemblee di Dio in Italia, innanzi tutto quelle più vicine, della zona Italia Centrale e Sardegna, sotto la diretta responsabilità del fratello Eliseo Fragnito e del Comitato di Zona. Inoltre, sarà devoluto un primo, immediato aiuto economico ai credenti e simpatizzanti vittime del terremoto nell’ordine di almeno 5.000 euro a famiglia, tenendo conto della consistenza del nucleo familiare. In una fase successiva, ma non molto lontana nel tempo, l’intenzione sarebbe quella di realizzare delle dignitose e funzionali case prefabbricate, richiedendo al Comune della città abruzzese un’apposita area dove collocarle. Infine, sussistendo tutte le condizioni legate ai progetti e ai provvedimenti che lo Stato adotterà, si provvederà a verificare la possibilità di dotare di un alloggio definitivo quanti hanno perduto la propria abitazione e a procurare un locale di culto ai credenti della comunità de L’Aquila, in attesa di conoscere la sorte che le autorità competenti stabiliranno riguardo a quello che, come già detto, risulta gravemente danneggiato. Il Consiglio Generale delle Chiese rivolge un invito a tutte le comunità ADI innanzi tutto a pregare il Signore per i terremotati e poi a raccogliere una generosa offerta speciale per soddisfare i bisogni immediati dei credenti, dei simpatizzanti e delle loro famiglie nonché sestenere i progetti che è nostra intenzione realizzare. Certi delle ferventi preghiere e delle generose offerte di tutte le comunità, ricevete fraterni e affettuosi saluti in Cristo Gesù. per il Comitato ristretto del C.G.C. Felice A. Loria I dati per l’invio di offerte TRAMITE BONIFICO BANCARIO Banca: Monte dei Paschi di Siena Agenzia 8 Firenze Conto Intestato a: Assemblee di Dio in Italia Cassa Nazionale (Seas) Per rimesse dall’Italia Codice IBAN: IT 79 V 01030 02808 000000614146 Per rimesse dall’estero Codice IBAN: IT 79 V 01030 02808 000000614146 BIC/SWIFT PASCITM1FI8 Causale: offerta pro-terremotati Abruzzo TRAMITE C/C BANCOPOSTA Bonifico: Codice IBAN: IT 35 W 07601 02800 000000317503 Bollettino Postale intestato a: ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA CASSA NAZIONALE c/c n. 317503 Causale: offerta pro-terremotati Abruzzo R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9 Cristo fa la gra NOTIZIE DALL’ABRUZZO Le scosse si susseguono e l’incertezza aumenta. “Quando finirà?” chiede terrorizzata la gente. Sembra un incubo interminabile di una lunga notte di angoscia. È realtà, purtroppo. Una triste realtà a cui molti non vogliono piegarsi. In venti secondi sono svaniti i sogni di una vita; sacrifici, risparmi, lavoro… tutto inutile! Li vedi girare nel campo con un fare stralunato, occhi inebetiti dal dolore, che non hanno più lacrime da versare. Chi ieri aveva tutto e non apprezzava nulla, oggi afferra un tubetto di dentifricio, un pacchetto di fazzolettini, come un tesoro inestimabile. Le cose comuni nella vita “normale” ora diventano un bene indispensabile… C’è qualcuno che può aiutare? I gazebo delle Assemblee di Dio in Italia, proprio in mezzo al campo principale della Protezione Civile all’Aquila, sono il segno di un vero miracolo. R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9 ande differenza La loro permanenza là in mezzo, come un faro di speranza in una notte tetra, è dovuta semplicemente al tempismo con cui sono stati eretti dai solerti studenti dell’Istituto Biblico Italiano o c’è un piano in tutto questo? Nel prospetto della Protezione Civile, le centinaia di tende sono identificate con freddi numeri, ma non quei tre gazebo bianchi! Sono la “tenda evangelica”. Con le dovute differenze, è una sorta di tabernacolo nel deserto. La nostra identità non è un numero, ma testimonianza efficace; non pura organizzazione, ma organismo vivente. Che strano fenomeno, ma più frequente di quanto si creda: c’è la corsa all’accaparramento di beni in quantità, da parte di alcuni, mentre altri vorrebbero passare alla larga e non hanno il coraggio di chiedere nulla. È troppo per chi è abituato a vivere con dignità e ora è costretto a dipendere dagli altri. Bisogna costringerli ad accettare; ringraziano in lacrime. Siamo letteralmente sommersi dall’incontenibile generosità del popolo di Dio che è evidenza pratica di amore autentico; non mera filantropia dei benpensanti, ma manifestazione concreta di Dio stesso tramite i Suoi figli. C’è molto da fare e non sai a chi dar retta prima. Mentre ti affanni a distribuire quantità enormi di beni di prima necessità, non solo nel campo che è sotto i riflettori di tutto il mondo, ma anche nelle tendopoli più sperdute di paesi lontani, ti domandi che cosa possa rappresentare questa goccia d’acqua in un mare di bisogno… Allora ti viene in mente la storia di quell’uomo che, camminando sulla spiaggia, afferrava le stelle marine e le gettava in mare. La marea le aveva sospinte, a migliaia, sulla sabbia e fuori dell’acqua, di lì a poco sarebbero morte. Qualcuno apostrofò quell’uomo così intento alla sua opera, dicendo: “Che differenza vuoi che faccia?” Lui raccolse un’altra stella marina e replicò: “Forse non farà differenza per le altre, ma per questa, sì!” Così dicendo, la gettò in mare per ridarle la vita. Sicuramente non cambieremo il mondo, ma una vita salvata da Cristo fa una grande differenza. Eliseo Fragnito R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9 Dalle tenebre La stragrande maggioranza degli uomini vive una vita di segreta disperazione; ricchi o poveri, religiosi o miscredenti non fa differenza. Nicodemo, dottore della Legge, ne è un esempio probante. “Venne di notte a Gesù...” Quando le ombre della notte si addensano attorno all’uomo, possono venire rimorsi, ansietà, desolazioni interiori, insonnie e paure... in quelle ore il pensiero corre alla morte e all’eternità. Grazie a Dio Gesù riceve in tutte le ore e assicura: “Colui che viene a me, non lo caccerò fuori” (Giov.6:37). Quello fra Gesù e Nicodemo fu un colloquio intenso che, forse, durò tutta la notte. Ma Giovanni, nella guida dello Spirito Santo, ne riporta solo i punti salienti. Nicodemo scelse la notte per non farsi scoprire da nessuno, soprattutto dai colleghi farisei e dai sacerdoti, che nutrivano avversione per Gesù. Alle tenebre della notte faceva riscontro il buio dell’anima bramosa della luce divina che Gesù predicava per le vie della Palestina, dicendo: “Io sono la luce del mondo, chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Giov.8:12). Nicodemo avverte un vuoto spaventoso dentro di sé che né la religione né la sua posizione sociale hanno potuto colmare. Dalla testimonianza di Guido Scalzi, un ex monaco, sappiamo che un giorno egli confidò ai superiori del convento in cui era alloggiato il grande disagio che avvertiva dentro di sé. Gli fu risposto: “Quando celebrerai la prima messa sparirà ogni disagio, sentirai cantare gli angeli attorno a te e sarai appagato”. R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9 Quando quel giorno tanto bramato arrivò, non si verificò nulla di quanto si aspettava, non udì cantare gli angeli, anzi, fu talmente deluso che non trovò pace per molti anni, fino a che non incontrò un vero servo del Signore, il fratello Domenico Fulginiti che, testimoniandogli dell’amore del Signore, gli fece aprire gli occhi sulla verità dell’Evangelo. “Noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai...” Anche altri farisei sicuramente avevano dovuto convenire con Nicodemo che Gesù doveva essere venuto da Dio, per le opere che compiva. Proprio in quei giorni Colui che aveva cambiato l’acqua in vino alle nozze di Cana in Galilea aveva un messaggio significativo per Nicodemo: “Devi cambiare!” Il cambiamento, la nuova nascita è il messaggio chiave dell’Evangelo. E questo messaggio raggiungeva in quel momento con forza l’anelito dell’anima di Nicodemo, mostrandogli chiaramente qual era l’unica condizione richiesta da Dio per entrare nel regno dei cieli: “Bisogna che nasciate di nuovo”. Gesù parlava direttamente al bisogno del cuore: “Se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio” (Giov.3:3). Vediamo come a Nicodemo sfuggisse il senso spirituale della cosa, quando chiese: “Come può un uomo nascere quando già è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?” (Giov.3:4). Eppure anche i rabbini parlavano di rinascita, quando un proselito si convertiva all’ebraismo. Ma non era quella la nuova nascita an- alla luce nunciata da Gesù. Quanti maestri di elevata cultura, anche oggi, non comprendono i primi elementi delle cose dello Spirito! Anche l’apostolo Paolo era un “collega” di Nicodemo e nella sua cecità spirituale perseguitava la chiesa del Signore Gesù Cristo. Solo dopo la sua conversione, scriverà ai Corinti: “L’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui e non le può conoscere” (1 Cor.2:14). Il fratello Fulginiti, la sera in cui diede appuntamento a Guido Scalzi, gli parlò dicendogli: “Tu non hai bisogno di sapere molte cose, perché ne sai già troppe, hai bisogno di nascere di nuovo per essere salvato”. Nascere di nuovo dallo Spirito Gesù avverte Nicodemo: “Il vento soffia dove vuole ...” (v.8). È vero, benché non possa essere contenuto perché impalpabile, il soffio del vento è comunque reale, potente e penetrante, esso piega gli alberi come fili d’erba, penetra in tutte le fessure. Così é anche dello Spirito Santo: non si vede, ma la Sua opera si evidenzia quando un cuore si schiude all’appello della grazia. Lo Spirito Santo dissipa le tenebre della notte, trasformandole in un giorno di splendore, di pace, d’allegrezza e di speranza, quando si accetta la salvezza per grazia in Cristo Gesù! Questo miracolo della nuova nascita introduce l’uomo rigenerato nel regno dello Spirito, facendone un figlio di Dio erede delle ricchezze eterne e della gloria. Nicodemo si stupisce alle parole di Gesù, proprio come Maria quando l’angelo del Signore le annunciò la maternità pur non avendo conosciuto uomo. Entrambi gli avvenimenti sono opera del medesimo Spirito! Come lo Spirito Santo adombrò Maria affinché Gesù potesse farsi carne, così quando lo Spirito Santo opera nel peccatore che si pente sinceramente, ravvedendosi, lo rigenera facendo di lui una nuova creatura. Questo avviene nell’interiore dell’uomo: “Quello ch’è nato dalla carne è carne, quello ch’é nato dallo Spirito è Spirito” (v.6). Dalle tenebre alla luce Benché Nicodemo fosse un uomo di cultura e insegnante di materie religiose, Gesù gli dovette dire: “Tu sei maestro d’Israele e non sai queste cose?” (v.10). Si può professare una fede senza nuova nascita, manifestando una vita religiosa in tutte le sue forme esteriori ma, come dice Gesù, chi agisce in questo modo “non può entrare nel regno di Dio”. La salvezza si ottiene per grazia, mediante la fede nell’opera che Gesù ha compiuto alla croce, sul Calvario. Non c’è alternativa: “In nessun altro è la salvezza, perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati”. (Atti 4:12). Perciò, caro lettore, apri il tuo cuore all’azione dello Spirito Santo, lascia che il Suo soffio vivificante penetri nella tua anima! Sì, Gesù è venuto per squarciare le tenebre: “Affinché si convertano dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a Dio, e ricevano per la fede in me, il perdono dei peccati e la loro parte di eredità tra i santificati” (Atti 26:18). Risvegliati, dunque, esci dalla tua notte di peccato e di morte, vieni a Gesù e sarai inondato della Sua meravigliosa luce! Francesco Rauti R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9 Giovani S Salmo 110:3 Il Salmo 110 è uno dei più noti salmi messianici. Ripetutamente citato nel Nuovo Testamento, presenta profeticamente la persona di Gesù nella Sua qualità di Messia, Re e Sacerdote. È un salmo che celebra la gloria del Figlio di Dio e dichiara solennemente il Suo regno di gloria e la Sua vittoria sulle forze del male. In questo contesto di celebrazione della gloria di Dio si colloca il verso 3 in cui lo sguardo si posa sul popolo di Dio, visto come un esercito radunato dal Sommo Condottiero, pronto a combattere e destinato a partecipare alla gioia della vittoria finale. Una citazione particolare viene riservata ai giovani, tratteggiati in questo verso come una parata di santità. Il termine parata è legato al mondo militare e si riferisce principalmente alle sfilate delle truppe in divisa e dei loro mezzi. Ben conosciute sia nei tempi antichi che in quelli moderni, le parate hanno avuto sempre lo scopo di mostrare la forza militare di un popolo o di celebrare le vittorie riportate sui campi di battaglia. Nelle parate militari a colpire l’attenzione sono le divise, il passo di marcia, gli armamenti, i mezzi in dotazione alle truppe che sfilano; qui l’accento è posto sulla santità. È una parata di santità quella che la gioventù cristiana deve mostrare al mondo. Uno dei punti di forza della Chiesa è la 10 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9 sua santità, frutto dell’opera dello Spirito Santo. La santità cristiana non è mai virtù legata all’ascetismo, alla contemplazione, al distacco fisico dalla realtà che ci circonda; è invece manifestazione di virtù celesti nella quotidianità della vita. La vita della fede è spesso lotta e per questo alcune immagini della Parola di Dio rimandano al mondo militare, come nel testo in esame. È lotta contro le forze del male, è il buon combattimento di cui parla Paolo scrivendo a Timoteo (1 Tim.6:12; 2 Tim.4:7). Le armi con cui si combatte questo conflitto sono armi spirituali e la santità è una di queste: “Vinci il male con il bene”, raccomandava l’apostolo Paolo (Rom. 12:21). La santità non è un optional della vita cristiana. Ne è un aspetto essenziale: “Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore” (Ebr.12:14). La santità di Dio è la ragione della nostra santità e ne è anche l’unità di misura. Il motivo per cui siamo chiamati ad essere santi è perché Dio è santo. Questo è un messaggio che la Bibbia presenta chiaramente in tutte le sue pagine: “Siate santi, perché io, il Signore vostro Dio, sono santo” (Lev.19:2). Non si può avere comunione con Dio se non si elimina il peccato dalla vita, perché Dio non può convivere con il pecca- Santi to. Sulla croce, per un breve tempo, Gesù perse la comunione con il Padre, come è testimoniato dalle Sue parole: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mar.15:35). Fu nel momento in cui Gesù prese su di Sé i nostri peccati e la colpa di cui Si caricò Gli allontanò lo sguardo del Padre. La santità di Dio si pone anche come il modello con il quale siamo chiamati a confrontarci: “Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste” (Matt.5:48). La superficialità che caratterizza il nostro tempo, il lassismo morale, il relativismo etico, la carenza di ideali fanno sentire la loro pericolosa influenza sulla Chiesa. C’è spesso tolleranza, accondiscendenza, a volte aperta accettazione nei confronti di comportamenti che sono lontani dall’insegnamento della Bibbia. La mancanza della conoscenza biblica diventa spesso causa di questa tolleranza e torna ad essere attuale la tragica condizione descritta dal profeta Osea: “Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza” (Osea 4:6). A ciò si può rimediare solo con la lettura attenta e approfondita della Bibbia e con l’impegno quotidiano a seguirne le indicazioni e le disposizioni. Altre volte non è la mancanza di co- noscenza, cioè la mancata comprensione dell’insegnamento biblico a produrre comportamenti molto distanti dalla santità, ma la scarsa sensibilità spirituale che porta il credente ad accontentarsi di standard morali e comportamentali di assoluta mediocrità. Ci si confronta con i livelli di corruzione presenti nella società contemporanea, ci si accorge di starne un po’ al di sopra e ci si sente soddisfatti, dimenticando che il Signore non ci vuole un po’ meno corrotti del mondo in cui viviamo, ma ci vuole santi, come è santo Lui. I giovani, quando vogliono, sanno mettere grande entusiasmo e sanno spendere molte energie nelle cose in cui credono e dalle quali si sentono attratti. Una vita cristiana vissuta all’insegna della santità è certamente un obiettivo alto, un ideale eccelso. Voglia Iddio che ogni credente, e ogni giovane in particolare, possa sentirlo come il suo obiettivo, come il suo ideale e che agli occhi di Dio e a quelli della società il popolo evangelico possa ancora mostrarsi come una parata di santità. Rodolfo Arata R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9 11 Spirito di grazia e di supplicazione Lo Spirito Santo In Tutte Le Scritture “Spanderò sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme lo Spirito di grazia e di supplicazione; essi guarderanno a me, a colui che essi hanno trafitto” (Zaccaria 12:10-13) Lo Spirito Santo, nell’Antico Testamento, non è promesso soltanto per la futura Chiesa nel tempo della grazia, così com’è stata poi realizzata la profezia di Gioele 2:28-32, ma anche in particolare per il popolo d’Israele e specialmente nel tempo finale della sua restaurazione. Una prima promessa è preceduta da un accorato appello al ravvedimento. Leggendola in Isaia 32:9-15, vediamo com’è rivolta anche in particolare alle donne: “O donne spensierate, alzatevi e ascoltate la mia voce! O figlie troppo fiduciose, porgete orecchio alla mia parola! Fra un anno e qualche giorno, voi tremerete, o donne troppo fiduciose, poiché la vendemmia è passata, e non si farà raccolta. Abbiate spavento, o donne spensierate! Tremate, o troppo fiduciose! Spogliatevi, denudatevi, mettetevi il cilicio ai fianchi, picchiandovi il seno a motivo dei campi una volta così belli, e delle vigne una volta così feconde. Sulla terra del mio popolo, cresceranno pruni e rovi; sì, su tutte le case di piacere della gaia città. Il palazzo infatti sarà abbandonato, la città rumorosa sarà resa deserta, la collina e la torre saranno per sempre ridotte in caverne, in luogo di spasso per gli onagri e di pascolo per greggi, finché su di noi sia sparso lo Spirito dall’alto e il deserto divenga un frutteto, e il frutteto sia considerato come una foresta” Il popolo sarebbe passato per prove tremende. Le grandi difficoltà storiche di Israele attuali e del passato sono note a tutti. Quando vi sarà un vero ravvedimento, lo Spirito dall’alto sarà sparso e il deserto spirituale del loro cuore diventerà un grande frutteto! Un’altra profezia riporta parole d’incoraggiamento. In Isaia 44:1-5: “Ora ascolta, Giacobbe, mio servo, o Israele, che io ho scelto! Così parla il Signore che ti ha fatto, che ti ha formato fin dal seno materno, colui che ti soccor12 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9 re: Non temere, Giacobbe mio servo, o Iesurun che io ho scelto! Io infatti spanderò le acque sul suolo assetato e i ruscelli sull’arida terra; spanderò il mio Spirito sulla tua discendenza e la mia benedizione sui tuoi rampolli; essi germoglieranno come in mezzo all’erba, come salici in riva a correnti d’acque. L’uno dirà: “Io sono del Signore”; l’altro si chiamerà Giacobbe, e un altro scriverà sulla sua mano: “Del Signore”, e si onorerà di portare il nome d’Israele”. Questo testo si riferisce al tempo della grazia, ma la maggioranza del popolo d’Israele realizzerà pienamente questa benedizione solo al ritorno del Signore. Una terza promessa è espressa nella visione del ritorno alla vita delle ossa secche. In Ezechiele 37:110, il profeta riferisce: “La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi trasportò mediante lo Spirito e mi depose in mezzo a una valle piena d’ossa. Mi fece passare presso di esse, tutt’attorno; ecco erano numerosissime sulla superficie della valle, ed erano anche molto secche. Mi disse: «Figlio d’uomo, queste ossa potrebbero rivivere?» E io risposi: «Signore, Dio, tu lo sai». Egli mi disse: «Profetizza su queste ossa, e di’ loro: “Ossa secche, ascoltate la parola del Signore! Così dice Dio, il Signore, a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e voi rivivrete; metterò su di voi dei muscoli, farò nascere su di voi della carne, vi coprirò di pelle, metterò in voi lo spirito, e rivivrete; e conoscerete che io sono il Signore”». Io profetizzai come mi era stato comandato; e come io profetizzavo, si fece un rumore; ed ecco un movimento: le ossa si accostarono le une alle altre. Io guardai, ed ecco venire su di esse dei muscoli, crescervi la carne, e la pelle ricoprirle; ma non c’era in esse nessuno spirito. Allora egli mi disse: «Profetizza allo Spirito, profetizza figlio d’uomo, e di’ allo Spirito: “Così parla Dio, il Signore: Vieni dai quattro venti, o Spirito, sof- fia su questi uccisi, e fa’ che rivivano!”» Io profetizzai, come egli mi aveva comandato, e lo Spirito entrò in essi: tornarono alla vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, grandissimo”. In modo straordinario quelle ossa ritornano a coprirsi di muscoli, di carne e di pelle per rivivere e divenire un grandissimo esercito! Lo Spirito Santo compie quell’immenso prodigio! Ecco come questa visione è figura dei perduti che si ravvedono e si convertono al Signore, accettando e seguendo Cristo. In modo speciale, però, si riferisce al popolo di Israele. Un’ultima profezia fornisce la chiave preziosissima della benedizione che è Cristo. La leggiamo in Zaccaria 12:10-13: 1: “Spanderò sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme lo Spirito di grazia e di supplicazione; essi guarderanno a me, a colui che essi hanno trafitto, e ne faranno cordoglio come si fa cordoglio per un figlio unico, e lo piangeranno amaramente come si piange amaramente un primogenito. In quel giorno ci sarà un gran lutto in Gerusalemme, pari al lutto di Adadrimmon nella valle di Meghiddo. Il paese farà cordoglio, ogni famiglia per proprio conto; la famiglia della casa di Davide da una parte, e le loro mogli da un’altra parte; la famiglia della casa di Natan da una parte, e le loro mogli da un’altra parte; la famiglia della casa di Levi da una parte, e le loro mogli da un’altra parte; la famiglia dei Simeiti da una parte, e le loro mogli da un’altra parte; ogni famiglia rimasta, da una parte, e le mogli dall’altra. «In quel giorno vi sarà una fonte aperta per la casa di Davide e per gli abitanti di Gerusalemme, per il peccato e per l’impurità” È notissimo che la gran parte del popolo di Israele ha respinto Gesù non riconoscendoLo come il Messia promesso! Un giorno, non lontano, la fonte della salvezza finalmente scaturirà anche per loro, quando Lo riconosceranno, e li purificherà! “Spanderò sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme lo Spirito di grazia e di supplicazione; essi guarderanno a me, a colui che essi hanno trafitto” Lo Spirito Santo, dunque, sarà sparso anche perché abbia luogo e sia realizzata la restaurazione finale del popolo d’Israele. Con il ravvedimento. Con la grazia. Come una prodigiosa risurrezione dai morti. Mediante Gesù Cristo, l’unico Salvatore. Lo Spirito Santo interessa e pervade tutto il piano di Dio, nell’Antico Testamento, nella Chiesa, in Israele e dal principio alla fine! Facciamoci anche noi inondare dallo Spirito di Dio! Paolo Lombardo Articoli Crediamo e accettiamo l’intera Bib bia come la ispirata Parola di Dio, unica, infallibile e autorevole regola della nostra fede e della nostra condotta (II Tim.3: 15 -17; II Pie.1:21; Rom.1:16; I Tess.2:13). Crediamo nell’unico vero Dio, Eter no, Onnipotente, Creatore e Signore di tutte le cose e che nella Sua unità vi sono tre distinte Persone: Padre, Fi gliolo e Spirito Santo (Efe.4:6; Matt. 28:19; Luca 3: 21-22, I Giov.5:7). di Fede Crediamo al battesimo nello Spirito Santo, come esperienza susseguente a quella della nuova nascita, che si manifesta, secondo le Scritture, con il segno del parlare in altre lingue e, praticamente, con una vita di progressiva santificazione, nell’ubbidienza a tutta la verità delle Sacre Scritture, nella potenza dell’annun cio di “Tutto l’Evangelo” al mondo (Atti 2:4; 2:42-46, 8:12-17; 10:44-46; 11:14-16; 15: 7-9; 19:2-6; Mar. 16:20; Giov.16: 13; Matt.28:19-20). Crediamo che il Signore Gesù Cri sto fu concepito dallo Spirito Santo e assunse la natura umana in seno di Maria vergine. Vero Dio e vero uomo (Giov.1:1,2, 14; Luca 1:34,35; Matt.1:23). Crediamo ai carismi e alle grazie dello Spirito Santo nella vita dei cristiani che, nell’esercizio del sacerdozio universale dei credenti, si manifestano per l’edificazione, l’esortazione e la consolazione della comunità cristiana e, conseguentemente, della soCrediamo nella Sua vita senza peccietà umana (I Cor. 12:4-11; Gal.5:22; cato, nei Suoi miracoli, nella Sua Ebr.13:15; Rom.12:1). morte vicaria, come “prezzo di riscatto per tutti” gli uomini, nella Sua resurrezione, nella Sua ascensione al- Crediamo ai ministeri del Signore la destra del Padre, quale unico me- glorificato, quali strumenti autorediatore, nel Suo personale e immi- voli di guida, d’insegnamento, di e nente ritorno per i redenti e poi sulla dificazione e di servizio nella comuterra in potenza e gloria per stabilire nità cristiana, rifuggendo da qualsiasi il Suo regno (I Pie. 2:22; II Cor.5:21; forma gerarchica (Efe.1: 22-23; 4:11Atti 2:22; I Pie.3:18; Rom. 1:4; 2:24; 13; 5:23; Col.1:18). I Cor.15:4; Atti 1:9-11, Giov.14:1-3; I Crediamo all’attualità e alla validiCor. 15:25; I Tim.2:5). tà delle deliberazioni del Concilio di Crediamo all’esistenza degli ange- Gerusalemme, riportate in Atti 15:28li creati tutti puri e che una parte 29; 16:4. di questi, caduti in una corruzione e perdizione irreparabili, per diret- Crediamo alla resurrezione dei ta azione di Satana, angelo ribelle, morti, alla condanna dei reprobi e saranno con lui eternamente puniti alla glorificazione dei redenti, i qua(Matt.25:41; Efe.6:11-12). li hanno perseverato nella fede fino alla fine (Atti 24:15; Matt.25:46; Crediamo che soltanto il ravvedi- 24:12,13). mento e la fede nel prezioso sangue di Cristo, unico Sommo Sacerdote, Celebriamo il battesimo in acqua siano indispensabili per la purifica- per immersione, nel nome del Pa zione dal peccato di chiunque Lo dre e del Figliolo e dello Spirito San accetta come personale Salvatore to, per coloro che fanno professione e Signore (Rom.3:22-25; Atti 2:38; I della propria fede nel Signore Gesù Pie.1:18, 19; Efe.2:8). Cristo come loro personale Salvatore Crediamo che la rigenerazione (nuo (Matt.28:18-19; Atti 2:38; 8:12). va nascita) per opera dello Spirito Celebriamo la cena del Signore o Santo è assolutamente essenziale Santa Cena, sotto le due specie del per la salvezza (Giov.3:3; I Pie.1:23; pane e del vino, rammemorando coTito 3:5). sì la morte del Signore e annunzianCrediamo alla guarigione divina, done il ritorno, amministrata a chiun secondo le Sacre Scritture median- que sia stato battezzato secondo le te la preghiera, l’unzione dell’olio e regole dell’Evangelo e vive una vita l’imposizione delle mani (Isa.53:4-5; degna e santa davanti a Dio e alla Matt.8:16-17; I Pie.2:24; Mar. 16:17- società (I Cor.11:23-29; Luca 22:1918; Giac.5: 14-16). 20). R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9 13 Benedizioni abbondanti Daniel Webster Whittle nacque a Chicopee Falls nello stato del Massachussets il 22 novembre 1840. Durante la guerra civile raggiunse il grado di Maggiore e fu per ciò che per il resto della sua vita fu chiamato “Maggiore Whittle”. Durante la guerra il Maggiore Whittle perse il braccio destro e finì prigioniero. Mentre era ricoverato nell’ospedale di campo, cercò qualcosa da leggere e trovò un Nuovo Testamento. Nonostante le parole di quel libro risuonassero nella sua mente, egli non si sentiva ancora pronto ad accettare Cristo come suo personale Salvatore. Accadde che un giorno un inserviente dell’ospedale lo svegliò, dicendogli che un prigioniero in punto di morte desiderava che qualcuno pregasse per lui. Whittle dapprima si rifiutò di pregare per il giovane, ma quando l’inserviente rispose di aver pensato che fosse cristiano perché lo aveva visto tempo prima leggere la Bibbia, Whittle accettò di recarsi dal giovane. È con queste parole che egli descrisse quello che accadde al capezzale del giovane morente: “Caddi in ginocchio e strinsi la mano del giovane nella mia. In poche brevi parole rotte, confessai il mio peccato e chiesi a Cristo di perdonarmi. Proprio in quel momento realizzai che il Signore mi aveva perdonato. Così potei pregare con sincerità per quel giovane. Questi si calmò e, mentre pregavo, mi strinse più forte la mano, aggrappandosi alle promesse di Dio. Quando mi rialzai dalla preghiera il giovane era morto, ma una espressione di pace era scesa sul suo viso, che prima era sofferente. Ora, non posso fare a meno di credere che Dio, che aveva usato quel giovane per portare me al Salvatore, abbia usato me per condurre quel caro a confidare nel prezioso sangue di Cristo e trovare perdono. Spero che potrò incontrarlo di nuovo nel cielo”. 14 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9 Dopo la sua conversione il fratello Whittle ci ha lasciato un canto che oggi è molto noto ed eseguito nei nostri culti, anche se, ancora una volta, il testo nella sua versione originale in lingua inglese risulta più forte e pregno di significato della versione che noi conosciamo, rimaneggiata nei termini per motivi metrici e musicali. Benedizioni abbondanti Ci saranno acquazzoni di benedizione, questa è la promessa d’amore. Ci saranno stagioni rinfrescanti mandate dal Salvatore. Acquazzoni di benedizione, abbiamo bisogno di acquazzoni di benedizione, gocce di misericordia cadono tutto intorno ma supplichiamo di ricevere degli acquazzoni. Ci saranno acquazzoni di benedizione preziosi e che fanno rivivere. Sui colli e le valli risuoni l’abbondanza di pioggia. Ci saranno acquazzoni di benedizione! Mandale su noi, oh Signore Rinfrescaci, vieni e onora la tua Parola! Ci saranno acquazzoni di benedizione! Oh, possano cadere quest’oggi, ora, mentre confessiamo a Dio, ora, mentre invochiamo Gesù. Ci saranno acquazzoni di benedizione, se abbiamo fiducia ed obbediamo! Ci saranno stagioni rinfrescanti, se lasceremo fare a Dio! Possa essere questa la preghiera di ciascuno di noi! DANIEL WEBSTER WHITTLE 1840-1901 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9 15 Gesù A Colazione Con Nonostante la scontentezza che proviamo di noi stessi sotto il profilo spirituale, la Parola di Dio, la Bibbia, vuole rassicurarci che Egli non è lontano: è più vicino a noi di quanto lo siamo noi a Lui (Atti 17:27-28). Questa intima vicinanza è dimostrata dal brano del Nuovo Testamento che ora prendiamo in considerazione nel Vangelo di Giovanni 21:1-13. Ve lo immaginate Gesù, vero uomo ed anche vero Dio, che dice: “Venite a far colazione”? Una colazione con Lui, preparata da Lui: pane e pesce alla brace! Vi immaginate la scena? Gesù è reduce dalla morte più cruenta, quella per crocifissione; Egli si presenta, risorto, sulla spiaggia di quel lago per dire ad un gruppo di pescatori, da Lui considerati ancora Suoi discepoli, nonostante le ripetute diserzioni: “Calate la rete sul lato destro della barca e ne troverete”. Intendeva dire che avrebbero potuto pescare quei pesci che, nonostante le fatiche di tutta una notte, avevano lasciato vuota la loro rete. 16 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9 E quella barca, al comando di Gesù, fu piena di centocinquantatrè grossi pesci, senza che la rete potesse rompersi! Una pesca con successo! Ma chi era Gesù? Uno che si divertiva a creare illusioni o una persona piena di attenzioni, di amore nei confronti di uomini storditi, scoraggiati, dimentichevoli dei momenti trascorsi insieme quando, dopo la Sua risurrezione, era apparso fra loro? Il Vangelo riporta questa testimonianza raccolta da Giovanni con le parole: “Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli…e si manifestò in questa maniera”, ovvero come un amico, cui stia a cuore di condividere una colazione con gli amici. Sembra incredibile che Dio possa agire in questo modo, ma Gesù è sempre il Signore, e fa tutto quel che Gli piace. Non possiamo giudicare il Suo operato, né pensare di intervenire nei Suoi modi d’agire (Salmo 115:3)! Da questo brano del Vangelo di Giovanni possiamo ancora una volta considerare l’immenso amore che Gesù ha per i Suoi figlioli. agisce spandendo su di noi le Sue benedizioni (Matt.17:19-20). Egli provvede a recuperarci, ci cerca, Si fa incontrare di Sua iniziativa, ci invita ad un’intima comunione con Lui: “Venite a far colazione”! Colazione con un cibo preparato Gesù si fa conoscere da Lui, un cibo spirituale, un fuoco da Il sostegno della fede è l’amore. Lui acceso, del pesce già pronto. Nel Nuovo Testamento è scritto: “Noi amiamo perché Egli ci ha amati per Davanti a tanto amore dovremmo primo”. Infatti, anche in questo caso, sentirci indegni, e così incapaci a corrisponderlo da dover quasi temere un Gesù si fece vivo per primo. giudizio e una condanna. Ma, grazie L’apostolo Pietro era così sfiduciato nei riguardi di se stesso e di Gesù, a Dio, va sempre considerato che, alle al punto di scambiare le Sue appariripetute espressioni della nostra infezioni per suggestioni, quasi delle illu- deltà, il Signore risponde sempre con sioni ottiche che, alla fine, lo portaro- la Sua fedeltà (2 Tim.2:13b). In mezzo a quel gruppo di pescano ad affermare: “Io vado a pescare”, convinto che fosse la cosa migliore da tori ce n’era uno particolarmente senfare dopo gli anni trascorsi al seguito sibile all’amore di Dio. A lui fu dato di riconoscere, in di Gesù. quel personaggio apparso all’approdo, Influenzò anche i suoi “colleghi”: “Veniamo anche noi con te”. Cristo Gesù, il Signore. Si erano tutti dimenticati del meComunicò questa certezza all’apostolo Pietro il quale, ripreso dalla proraviglioso compito affidato loro da Gesù: “Venite dietro a me e vi farò pe- pria coscienza e, probabilmente, temendo un giudizio pesante per aver scatori di uomini”. Ma, anche in questo caso, Gesù poco prima negato di conoscere Gesù non recede: continua ad amarli, Gli e di far parte dei Suoi, si affrettò ad indossare la veste, perché era nudo, e sono preziosi, non li dà per persi. a gettarsi in acqua. Il Signore fa così anche con noi, quando la nostra fede cristiana è in Dio è amore e a chi Lo teme sottomettendosi alla Sua volontà offre il crisi. Suo perdono e la riabilitazione. “Figlioli, avete del pesce?” aveva chiesto Gesù. La risposta era stata Ci sia data grazia di riconoscere il Signore e questo Suo grande amore! sbrigativa: “No”. Si deve avere il coraggio di dichiaTorniamo a far colazione con Gesù, rare a noi stessi e al Signore che, stac- per un cibo che ci faccia conseguire la cati da Lui, siamo privi di ogni risorsa vita eterna e ci abiliti prodigiosamente spirituale e materiale, incapaci di fare a vivere e a divulgare il Vangelo della alcunché. salvezza e dell’amore, nella piena deCiò è dovuto talvolta anche alla no- dizione di noi stessi. stra carenza di una fede vera, all’asAl cibo, quale sostegno dell’esistensenza della ricerca continua del frutto za fisica, penserà sempre il Signore: e dei doni dello Spirito... “Centocinquantatrè grossi pesci”! Tuttavia Gesù prende in considerazione anche il residuo, il poco della Germano Giuliani nostra fede, della nostra speranza, ed Li cerca, li va a scovare dove essi pensano di nascondersi con una fede oscurata dal dubbio. Rimuove le loro paure suscitate da un razionalismo guastato dal materialismo. R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9 17 Notizie dalle nostre Comunità NOTIZIE DA NOLA (NA) Siamo grati a Dio perché il nostro Signore ci ha rallegrati nel vedere altre anime scendere nelle acque battesimali. Domenica 14 dicembre cinque giovani credenti, tre sorelle e due fratelli sia della comunità di Nola che servirLo. Per l’occasione è stato con noi il della missione di Mugnano del Cardinale (Av), hanno confessato pubblicamente la lo- fratello Aldo Siviero, pastore della comunità ro fede in Cristo Gesù e il loro desiderio di di Salerno, che ci ha amministrato la Parola di Dio, raggiungendo i cuori dei presenti. La domenica seguente abbiamo celebrato la morte e la resurrezione di Gesù con la Cena del Signore e abbiamo avuto la gioia di avere con noi il fratello Salvatore Esposito, pastore delle chiese di Castrovillari, Saracena e Trebisacce. Continuiamo a pregare che Dio porti avanti l’opera Sua. Luigi Piacentini RADUNO CAMPISTICO ITALIA NORD-OVEST Dal 1987 in Piemonte non c’era uno scenario invernale così suggestivo! Ma il disagio alla viabilità, il 6 gennaio, non ha fermato i mille credenti pervenuti dalla Liguria, dalla Valle d’Aosta e dalle province del Piemonte per godere, a Torino, della presenza del Signore. Il Raduno Campistico della zona Italia NordOvest è stato nel corso degli anni motivo di benedizione e edificazione, strumento per rinsaldare la comunione fraterna. Ospite per l’occasione è stato il fratello Paolo Lombardo, pastore a Catania via Susanna e membro del nostro Consiglio Generale delle Chiese, che, guidato dallo Spirito Santo, ha esposto lo studio biblico mattutino sul miracolo della rigenerazione tratto dalla lettera di Paolo apostolo ai Colossesi 3:1-17. Risultati morali ed evidenti si devono riscontrare in una vita rigenerata dalla grazia di Dio. Chiave della vita cristiana è il verso: “Se dunque siete stati risuscitati con Cristo”. Se siamo risuscitati con Cristo, aspiriamo alle cose di lassù e quindi alla comunione continua con Dio per mezzo di Gesù Cristo; dobbiamo far morire ciò che in noi è terreno e rivestire le virtù cristiane come la mansuetudine, l’umiltà, la benevolenza, la pazienza, il perdono e l’amore. Quel “se” è la condizione che ci porta a vivere come veri cristiani consacrati in vista dell’eternità. Prima della pausa per il pranzo, è stata presentata una relazione del Comitato Centro Comunitario Evangelico “Val d’Ulivi” relativa alle attività eseguite nell’ultimo anno e la pianificazione delle iniziative per l’anno 2009. I Centri Comunitari sono un mezzo di benedizione per i membri delle nostre chiese. Alle 15,00 ha avuto inizio il culto pomeridiano nel quale ha cantato il coro della provincia di Torino composto da membri provenienti da sette comunità loca- li. Il testo biblico della predicazione è stato 2°Cronache 25. L’ubbidienza al consiglio del Signore e la rinunzia a se stessi danno la vittoria. Così fu per Amasia re di Giuda che, ubbidendo alla voce del Signore, non confidò sul sostegno dei diecimila uomini israeliti assoldati per la guerra ed ebbe la vittoria, perché gli fu detto: “…Il Signore è in grado di darti molto di più di questo” 2°Cronache 25:9. I bambini hanno concluso la riunione cantando due cori, di cui uno con gli adulti. Toccati nell’intimo dalla presenza di Dio, ci siamo salutati fraternamente con la pace del Signore. Fuori la neve aveva già raggiunto circa venti centimetri di spessore e con prudenza siamo tornati alle nostre case. Giuseppe Crapanzano sono stati coloro che per la prima volta hanno potuto udire il messaggio dell’EvanDesideriamo rendere partecipe la fratelgelo. Il consiglio della Parola di Dio è stato lanza della gioia provata dalla chiesa di esposto dal fratello Davide Di Iorio, pastore Velletri sabato 31 gennaio, quando tre cre- a Reggio Calabria. Il testo della predicaziodenti hanno testimoniato della loro appar- ne è stato 2°Re 5:8-14 ed attraverso l’esperienza della guarigione di Naaman è statenenza al Signore Gesù con il battesimo in acqua. Per l’occasione abbiamo usufrui- ta considerata l’efficacia della testimonianza to di una struttura a Lariano, paese conficristiana unita all’esaltazione della Potenza di Dio. La Parola di Dio ha toccato i cuori, nante con Velletri e questo ci ha consenin modo particolare quelli che non hanno tito di portare anche qui la testimonianza dell’Evangelo. Molti sono stati i parteciancora realizzato la grazia di Dio. Ci aspetpanti e tanti i credenti provenienti da diver- tiamo ancora di più dall’Iddio dell’impossise comunità circonvicine. È stata evidenbile! Velletri è il maggiore tra i comuni dei te la gioia per l’opera che il Signore Iddio Castelli Romani per estensione territoriale Onnipotente sta svolgendo a Velletri. Molti e numero di abitanti. Abbiamo il proposi- to di raggiungere con l’annuncio dell’Evangelo gli abitanti di Velletri e dei comuni circostanti, tanto più che si vede avvicinarsi il ritorno di Gesù Cristo! Cogliamo l’occasione di salutarvi tutti, chiedendovi di pregare per noi. Archetto Brasiello VELLETRI (RM) - BATTESIMI 18 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9 BATTESIMI A CARMAGNOLA (TO) amici e parenti, questi cari hanno testimoniato della meravigliosa opera di Gesù nella Desideriamo condividere la gioia del culto loro vita. Dei dieci fratelli e sorelle che handi domenica 8 febbraio 2009 durante il qua- no fatto il battesimo sette sono della chiesa le dieci neofiti hanno ricevuto il battesimo di Carmagnola (TO) e tre sono membri del- sta molto benedicendo. Ricevete fraterni saluti in Cristo. in acqua in una atmosfera di grande gioia e la chiesa di Fossano, cittadina del cuneese Francesco Laurendi benedizione. In un locale colmo di credenti, curata dal fratello Elio Testa, che il Signore BATTESIMI A SATRIANO (CZ) E CATANZARO LIDO tredici dei neofiti sono figli di credenti. L’emozione è stata tantissima, una festa unica, tantissimi visitatori hanno potuto ascoltare per la prima volta la parola del Signore in un locale gremito da circa trecento persone strette, ma gioiose. Siamo stati grandemente benedetti ed edificati dal messaggio della parola di Dio predicataci dal fratello Davide Di Iorio, pastore a Reggio Calabria e segretario del comitato di zona Calabria. La festa è continuata anche domenica 8 marzo perché abbiamo celebrato la Cena del Signore a Catanzaro Lido e ancora una volta tanti hanno ascoltato il glorioso messaggio della Parola predicataci dal fratello Guglielmo Di Dio, pastore a Cariati (CS). Preghiamo che questo risveglio si spanda dappertutto. Severino Nicastro BATTESIMI E NOTIZIE DA OSTIA LIDO (ROMA) il locale di culto. Continuiamo a pregare gli uni per gli altri, affinché l’opera di Dio possa continuare a progredire. “Soltanto, dal punto a cui siamo arrivati, continuiamo a camminare per la stessa via” (Filippesi 3:16). Michele Venditti tando avanti in maniera meravigliosa. Dieci giovani nelle settimane successive all’incontro hanno dato il cuore al Signore e Con gioia comunichiamo ai lettori che il sono stati battezzati nello Spirito Santo. Signore sta operando nelle nostre comunità Alcuni avevano chiesto il battesimo in acsalvando e battezzando con lo Spirito Santo qua, programmato per metà gennaio, ma diversi credenti. Subito dopo l’Incontro a causa del maltempo e il conseguente alNazionale Giovanile tenutosi a Chianciano, lagamento del locale rimandato, in questo il Signore che aveva iniziato un’opera buo- periodo di attesa, altri ancora hanno decina in mezzo ai nostri giovani, la sta porso di servire il Signore e finalmente sabato 7 marzo nel locale di culto ancora non ultimato di Satriano (CZ) il Signore ci ha dato grazia di vedere scendere nelle acque battesimali quindici giovani, di cui nove della comunità di Catanzaro Lido, cinque di Satriano, e una di Gasperina (CZ). C’è sempre tanta gioia quando delle anime si convertono al Signore, ma quando questi sono i nostri figli la gioia, se possibile, è ancora più grande, infatti ben de è il mistero della pietà: Colui che è stato manifestato in carne, è stato giustificato nello Spirito, è apparso agli angeli, è stato prediSiamo grati a Dio per la fedeltà che concato fra le nazioni, è stato creduto nel montinua a manifestare verso il Suo popolo. do, è stato elevato in gloria”. In questi tre anDomenica 15 marzo nella comunità di Ostia ni il Signore ci ha dato grazia di essere ogLido tre sorelle e un fratello sono scesi nel- getto della Sua misericordia facendoci vivele acque battesimali confessando la loro fe- re tempi di ricostruzione spirituale: Dio ha de in Cristo Gesù e il desiderio di servirLo dato pace a quanti la cercavano, ha costituisecondo l’insegnamento della Parola di Dio. to un nutrito gruppo giovanile, ha salvato e È stato un giorno di festa, in cui diverse per- battezzato nello Spirito Santo. L’opera di risone nuove hanno partecipato al culto. Il costruzione è stata anche materiale, infatti i passo biblico oggetto della predicazione è credenti tutti “hanno preso a cuore il lavoro” stato I Timoteo 3:16: “Senza dubbio, gran(Neemia 4:6), consentendoci di ristrutturare Sostieni il Centro Kades anche con il 5 per mille! Nella scheda per la scelta della destinazione del 5 per mille dell’IRPEF del Modello Unico, del Modello 730 o del CUD, firma nel riquadro “Sostegno del volontariato, delle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni” per assegnare il 5 per mille dell’IRPEF al Centro Kades indicando il Codice Fiscale del beneficiario 01361460064 Il Centro Kades opera da oltre 30 anni nel campo delle tossicodipendenze, dell’alcolismo e dei comportamenti patologici. Il Centro Kades adotta un programma che affronta le diverse problematiche degli utenti con l’ausilio della Parola di Dio. Dal 2002 ha avviato l’attività dell’Unità di Strada: degli operatori escono tutte le settimane con un camper con il compito di dare a quanti vengono contattati la testimonianza che è possibile essere liberati dalla tossicodipendenza, dall’alcolismo e da altri disturbi. Centro Kades onlus Associato alle Assemblee di Dio in Italia Loc. Basso Erro, 41 - 15010 Melazzo (AL) Telefono 0144.41222 - fax 0144.41182 e mail: [email protected] http: www.assembleedidio.org/kades offerte: CCP n. 10669158 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9 19 Otto per mille: un’opportunità per fare del bene “Così dunque, finché ne abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti” (Galati 6:10) Scegli anche tu di fare del bene a poveri, bambini, profughi, anziani, emarginati e a quanti, di qualsiasi razza, nazione o religione, hanno urgente bisogno di assistenza, scegliendo a chi destinare l’otto per mille dell’Irpef. Le Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia non utilizzano questi fondi a favore del culto, ma sostengono in Italia istituti che si dedicano con passione all’assistenza agli anziani, agli orfani, al recupero dei tossicodipendenti, alla ricerca sulle leucemie e sul cancro e altro ancora. E all’estero sono presenti da anni con importanti progetti umanitari in Burkina Faso, Ruanda, Mali, Niger, Costa d’Avorio, India, Sri Lanka, Thailandia e Indonesia. Se vuoi collaborare a queste iniziative scegli con la tua firma di destinare l’otto per mille alle Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia! Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia Via dei Bruzi, 11 - 00185 Roma - Tel. 06.491518 - www.assembleedidio.org XLIII Assemblea Generale ADI Dal 29 aprile al 2 maggio 2009, a Dio piacendo, si terrà presso il Centro Congressuale Alberghiero “La Perla Ionica” ad Acireale (CT) la quarantatreesima Assemblea Generale delle Assemblee di Dio in Italia, riservata a tutti gli iscritti al Ruolo Generale dei Ministeri A.D.I. Chiediamo a tutte le comunità di intercedere in preghiera perchè il Signore, nella Sua infinita misericordia, accordi la Sua insostituibile guida, affinché ogni decisione possa risultare alla Sua gloria e per il progresso della Sua opera in Italia. 14 giugno 2009: giornata nazionale di preghiera “Ma tu, quando preghi... rivolgi la tua preghiera al Padre tuo” (Matteo 6:6) I pastori radunati in Assemblea Generale delle Assemblee di Dio in Italia, sentito il bisogno di raggiungere altre zone nel nostro Paese con il messaggio di “Tutto l’Evangelo”, invitano tutte le comunità A.D.I. a consacrare domenica 14 giugno come giornata di preghiera per presentare al Signore le molte località non ancora raggiunte dalla testimonianza Evangelica Pentecostale. Vogliamo anche pregare per la consacra- zione personale, per le popolazioni colpite da guerre e calamità naturali, per l’opera di Dio in Italia, per la fratellanza che si trova in difficoltà a motivo delle mutate condizioni economiche, per le campagne di evangelizzazione, le trasmissioni televisive e radiofoniche, per la conversione dei nostri cari, per gli Istituti di assistenza A.D.I., per i Centri Comunitari Evangelici e i prossimi turni di campeggio, per altre necessità locali. Risveglio Pentecostale Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia” Ente Morale di Culto D.P.R.5.12.1959 n.1349 Legge 22.11.1988 n.517 Mensile a carattere religioso pubblicato dal Consiglio Generale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia” Direzione, Redazione e Amministrazione: Via Altichieri da Zevio, 1 - 35132 Padova Tel. 049.605127 - fax 049.612565 e mail: [email protected] Versamenti c/c postale n.12710323 intestato a: Risveglio Pentecostale Via Altichieri da Zevio, 1 - 35132 Padova Spedizione in Abbonamento Postale Poste Italiane spa - D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2, DCB Vicenza Tipografia Cooperativa Tipografica Operai srl - Vicenza “Risveglio Pentecostale” è una pubblicazione delle As semblee di Dio in Italia, che fin dal 1946 ha lo scopo d’essere, con l’aiuto di Dio, strumento di edificazione per la Chiesa del Signore, sostenendosi esclusivamente con libere offerte. Questo numero di Risveglio Pentecostale è consultabile anche su internet all’indirizzo web delle Chiese Cristia ne Evangeliche A.D.I.: www.assembleedidio.org Stampe Periodiche Imprimé à taxe réduite - taxe perçue Tassa pagata - Italia In caso di mancata consegna si prega di restituire al mittente (Redazione Risveglio Pentecostale, Via Altichieri da Zevio, 1 - 35132 Padova) che si impegna a corrispondere il diritto fisso specificando il motivo contrassegnando con una X il quadratino corrispondente: Destinatario sconosciuto PARTITO Trasferito IRREPERIBILE deceduto Indirizzo insufficiente inesatto Oggetto rifiutato non richiesto non AMMESSO grazie per la cortese collaborazione 20 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9