Risveglio
Pentecostale
Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia
Numero 5 - Anno LXIII
Periodico Mensile - Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2, DCB Vicenza
«Per tutto c’è il suo tempo
...un tempo per costruire»
(Ecclesiaste 3:1,3)
Maggio 2009
Risveglio
Pentecostale
Organo ufficiale
delle Chiese Cristiane Evangeliche
“Assemblee di Dio in Italia”
Ente Morale di Culto
D.P.R. 5.12.1959 n.1349
Legge 22.11.1988 n.517
Pubblicato dal Consiglio
Generale delle Chiese
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d
Ho Qualcosa
Talvolta accade che qualcuno parli
dentro di sé, non a voce alta.
A ognuno, in modo personale, il
Signore vuole rispondere: “…Ho
qualcosa da dirti”.
Sì, Gesù è Colui che vuole rivolgersi anche a chi parla nascostamente, dentro sé. Lo fa contro il fariseismo dilagante, lo fa dicendo, nell’originale: “Ho un poco da dirti…”.
Ma che cosa aveva da dire Gesù
a un uomo navigato nella dottrina,
nella teologia e nella conoscenza
rabbinica?
Certo lo studio della Parola è molto buono,
rende savio, accresce la
conoscenza, ma dobbiamo ben badare che questo “molto” non possa fare dimenticare il “poco”,
le cose semplici, il fondamento, Cristo
Gesù.
“Uno dei farisei lo invitò a
pranzo”.
Gesù era stato
invitato.
L’invito era
stato espresso
da quel fariseo certamente con il desiderio che Gesù potesse condividere il cibo a casa sua. Ma forse quell’uomo non pensava che, durante il
tempo del pranzo, sarebbe entrata
anche quella donna.
Ecco che, quando questa si presenta e versa il suo olio profumato
sui piedi del Maestro, dentro sé il fariseo inizia a considerare come Gesù
si lasci non solo avvicinare, ma perfino toccare da una peccatrice.
Ecco, è proprio in quel momento
che Gesù gli parla: “Simone, ho un
poco da dirti”. Gesù ti ha sentito e ti
vuole rispondere!
Quel “poco” è l’essenziale, il fondamentale per la vita cristiana, la
conditio sine qua non, l’indispensabile per essere degli strumenti al
servizio del Signore!
Sì, abbiamo tanto, ma talvolta non
ci accorgiamo che forse ci manca
quel “poco” che consiste in semplici realtà. Quali sono? Dell’acqua, un
bacio, dell’olio. Cose semplici, forse
scontate, che sono quel “poco” che
deve caratterizzare il ministerio di
ogni credente.
“Tu non mi hai dato dell’acqua…”
Non c’era stata cura, era mancato un
gesto di accoglienza, di ospitalità.
Era mancata quell’acqua che forse
agli occhi di quel fariseo era soltanto un “poco”, ma per Gesù era l’essenziale.
È essenziale il rapporto con i no-
i
t
r
i
d
da
stri fratelli in Cristo, dobbiamo
esercitare cura e amorevole attenzione. Come diceva un credente
anziano nella fede: “I fratelli vanno
trattati bene!”.
Gesù disse: “Da questo conosceranno tutti che siete veramente miei
discepoli, se avete amore gli uni per
gli altri” (Giov.13:35).
Dov’è quest’acqua? È di quest’acqua che dobbiamo essere ricchi!
“Ho un poco da dirti” Vedi, tu non
mi hai dato di quest’acqua, ma questa donna “mi ha rigato i piedi di
lacrime e li ha asciugati con i suoi
capelli”.
Vi sembra forse cosa da nulla di
fronte alla tanta cultura e conoscenza il “poco” dei piani di Dio?
A quest’acqua, allora, tipo della Parola e della volontà di Dio per
ciascuno, la vera acqua che disseta
e ristora l’anima!
“Tu non mi hai dato un bacio…”
Se ho affetto per gli altri, reale
sentimento che sgorga dal cuore,
non vedrò tutto come qualcosa che
debba per forza appartenere a me
solo, ma nella gioia dell’abbraccio,
nella condivisione delle cose belle
e di quelle tristi farò bene a non dimenticare le origini, a non perdere
di vista quel “poco” che il Signore si
aspetta da ciascuno.
“Un bacio…”, solo, un semplice e
reale gesto di affetto.
Sì, talvolta il fratello ha bisogno
Luca 7:36-50
di una tua stretta di mano, di sapere che stai pregando per lui, ha bisogno di quel “poco” che vogliamo
far crescere in mezzo a noi!
“Tu non mi hai versato dell’olio…”
Non mi hai offerto qualcosa che ti
fosse veramente caro, “ma lei…”
ha dato con il cuore non solo semplice olio, bensì profumo di nardo
schietto, una cosa di gran valore,
per il Signore!
Tutto per Gesù! È una gioia donare a Lui, perché allora rinunciare a
questa gioia?
È dell’olio, tipo dello Spirito
Santo, del quale dobbiamo ricercare la pienezza, accertandosi che
non venga meno, per un servizio
efficace, per non esserne privi nella testimonianza, per essere di aiuto agli altri.
Signore, ti vogliamo dire poco,
non molto, ma chiediamo pietà per
l’anima nostra, e quel “poco” che
procede da Te che formi vieppiù il
nostro carattere e il nostro servizio
in Cristo
adattato da un messaggio
del fratello Felice Antonio Loria
SOMMARIO
Maggio 2009
Editoriale - F.A.Loria
Ho qualcosa da dirti.... pag.2
Ferventi preghiere
Comitato ristretto del Consiglio
Generale delle Chiese...... pag.4
Cristo fa la grande
differenza
E. Fragnito ..................... pag.6
Dalle tenebre alla luce
F. Rauti .......................... pag.8
Giovani santi
R. Arata..........................pag.10
Spirito di grazia
e di supplicazione
P. Lombardo...............pag.12
Benedizioni abbondanti
.................................. pag.14
A colazione con Gesù
G. Giuliani ....................pag.16
Notizie Dalle Nostre
Comunità.....................pag.18
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preghiere
ferventi
ALCUNI DATI:
Alle ore 3:32 del 6 aprile 2009 il sisma della durata di circa 20 secondi
ha avuto l’intensità di magnitudo
5,8 con migliaia di repliche.
I morti accertati sono 295, i feriti
oltre 1500, gli sfollati più di 55 mila.
Vi sono 31 tendopoli allestite dalla Protezione Civile che ospitano
17.772 persone.
Con i fratelli della zona siamo impegnati attualmente nelle seguenti
località: L’Aquila – “Piazza d’Armi”,
Barisciano, San Pio delle Camere,
Navelli, San Benedetto in Perillis,
Cavalletto d’Ocre, Sassa,
Collefracido, Collemare,
Foce di Sassa, Tornimparte, Lucoli,
Casamaina, Scoppito,
Rocca di Cambio, Terranera,
San Martino d’Ocre.
L’impegno è anche nella distribuzione di viveri (acqua, olio, zucchero, pane, scatolame, omogeneizzati,
biscotti, latte, marmellata...), coperte, sacchi a pelo, indumenti, prodotti per l’igiene personale e degli
ambienti, vettovaglie, oggetti vari di
prima necessità.
Il messaggio di evangelizzazione è
sistematico, personale e con un culto quotidiano nella tenda in “Piazza
d’Armi” e la distribuzione di migliaia di opuscoli e copie del Nuovo
Testamento in tutti i campi che vengono visitati ripetutamente.
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Roma, 10 aprile 2009 - Cari fratelli, pace e grazia vi siano moltiplicate nel Signore Gesù Cristo! Come tutti sappiamo, l’Abruzzo è
stato duramente colpito da un devastante terremoto.
A L’Aquila abbiamo una comunità delle Assemblee di Dio in
Italia, che conta circa 40 credenti tra membri comunicanti e simpatizzanti.
Il locale di culto, un edificio molto antico sotto la tutela della
Soprintendenza alle antichità e belle arti, è rimasto seriamente
danneggiato, il soffitto è crollato e le pareti hanno riportato gravi
lesioni, che compromettono la stabilità dell’intera struttura.
Tre abitazioni di famiglie credenti sono rimaste danneggiate,
due delle quali in modo irreparabile, infatti sono andate completamente distrutte, mentre la terza ha riportato il cedimento del tetto. Un bambino di sette anni, figlio di genitori credenti di origine
rumena, membri della chiesa di L’Aquila, purtroppo è deceduto
sotto i detriti della casa dove abitava, mentre suo fratello, di nove
anni, ha riportato danni alla circolazione della gamba destra, perché è rimasto tre ore sotto le macerie immobilizzato da una trave
di ferro e dalle macerie.
Inizialmente si contavano sette dispersi tra credenti e simpatizzanti, ma poi, grazie a Dio, sono stati tutti rintracciati.
La terra continua a tremare, mentre sono stati allestiti tre gazebo presso un centro di accoglienza all’ingresso del capoluogo
abruzzese, dove già la sera del 6 aprile scorso sono state alloggiate circa ottanta persone, a cui sono stati prontamente forniti tutti i
generi di prima necessità, compresi letti confortevoli e ogni altro
bene di soccorso immediato.
Quotidianamente, a quanti sono ospitati sotto i gazebo delle
Assemblee di Dio in Italia viene fornito ogni possibile aiuto atto a
soddisfare le loro più disparate necessità.
Proprio oggi, mentre scriviamo, sotto questi provvisori ricoveri
sarà tenuta la prima riunione di culto!
Il Comitato Ristretto del Consiglio Generale delle Chiese ha stabilito che l’assistenza per l’emergenza immediata ai credenti della
comunità di L’Aquila sia assicurata dalle chiese delle Assemblee
di Dio in Italia, innanzi tutto quelle più vicine, della zona Italia
Centrale e Sardegna, sotto la diretta responsabilità del fratello
Eliseo Fragnito e del Comitato di Zona.
Inoltre, sarà devoluto un primo, immediato aiuto economico
ai credenti e simpatizzanti vittime del terremoto nell’ordine di almeno 5.000 euro a famiglia, tenendo conto della consistenza del
nucleo familiare. In una fase successiva, ma non molto lontana nel
tempo, l’intenzione sarebbe quella di realizzare delle dignitose e
funzionali case prefabbricate, richiedendo al Comune della città
abruzzese un’apposita area dove collocarle. Infine, sussistendo tutte le condizioni legate ai progetti e ai provvedimenti che lo Stato
adotterà, si provvederà a verificare la possibilità di dotare di un
alloggio definitivo quanti hanno perduto la propria abitazione e a
procurare un locale di culto ai credenti della comunità de L’Aquila,
in attesa di conoscere la sorte che le autorità competenti stabiliranno riguardo a quello che, come già detto, risulta gravemente
danneggiato.
Il Consiglio Generale delle Chiese rivolge un invito a tutte le
comunità ADI innanzi tutto a pregare il Signore per i terremotati
e poi a raccogliere una generosa offerta speciale per soddisfare i
bisogni immediati dei credenti, dei simpatizzanti e delle loro famiglie nonché sestenere i progetti che è nostra intenzione realizzare.
Certi delle ferventi preghiere e delle generose offerte di tutte le
comunità, ricevete fraterni e affettuosi saluti in Cristo Gesù.
per il Comitato ristretto del C.G.C.
Felice A. Loria
I dati per l’invio di offerte
TRAMITE BONIFICO BANCARIO
Banca: Monte dei Paschi di Siena
Agenzia 8 Firenze
Conto Intestato a:
Assemblee di Dio in Italia
Cassa Nazionale (Seas)
Per rimesse dall’Italia
Codice IBAN:
IT 79 V 01030 02808 000000614146
Per rimesse dall’estero
Codice IBAN:
IT 79 V 01030 02808 000000614146
BIC/SWIFT PASCITM1FI8
Causale:
offerta pro-terremotati Abruzzo
TRAMITE C/C BANCOPOSTA
Bonifico: Codice IBAN:
IT 35 W 07601 02800 000000317503
Bollettino Postale intestato a:
ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA
CASSA NAZIONALE
c/c n. 317503
Causale:
offerta pro-terremotati Abruzzo
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Cristo fa la gra
NOTIZIE DALL’ABRUZZO
Le scosse si susseguono e l’incertezza aumenta. “Quando finirà?” chiede
terrorizzata la gente.
Sembra un incubo interminabile di una lunga notte di angoscia.
È realtà, purtroppo.
Una triste realtà a cui molti non vogliono piegarsi.
In venti secondi sono svaniti i sogni di una vita; sacrifici, risparmi, lavoro… tutto inutile! Li vedi girare nel campo con un fare stralunato, occhi inebetiti dal dolore, che non hanno più lacrime da versare.
Chi ieri aveva tutto e non apprezzava nulla, oggi afferra un tubetto di dentifricio, un pacchetto di fazzolettini, come un tesoro inestimabile.
Le cose comuni nella vita “normale” ora diventano un bene indispensabile… C’è qualcuno che può aiutare?
I gazebo delle Assemblee di Dio in Italia, proprio in mezzo al campo principale della Protezione Civile all’Aquila, sono il segno di un vero miracolo.
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ande differenza
La loro permanenza là in mezzo, come un faro di speranza in una notte tetra, è dovuta semplicemente al tempismo con cui sono stati eretti dai solerti studenti dell’Istituto
Biblico Italiano o c’è un piano in tutto questo?
Nel prospetto della Protezione Civile, le centinaia di tende sono identificate con freddi
numeri, ma non quei tre gazebo bianchi! Sono la “tenda evangelica”.
Con le dovute differenze, è una sorta di tabernacolo nel deserto.
La nostra identità non è un numero, ma testimonianza efficace; non pura organizzazione, ma organismo vivente.
Che strano fenomeno, ma più frequente di quanto si creda: c’è la corsa all’accaparramento di beni in quantità, da parte di alcuni, mentre altri vorrebbero passare alla larga e
non hanno il coraggio di chiedere nulla.
È troppo per chi è abituato a vivere con dignità e ora è costretto a dipendere dagli altri. Bisogna costringerli ad accettare; ringraziano in lacrime.
Siamo letteralmente sommersi dall’incontenibile generosità del popolo di Dio che è
evidenza pratica di amore autentico; non mera filantropia dei benpensanti, ma manifestazione concreta di Dio stesso tramite i Suoi figli.
C’è molto da fare e non sai a chi dar retta prima. Mentre ti affanni a distribuire quantità enormi di beni di prima necessità, non solo nel campo che è sotto i riflettori di tutto il
mondo, ma anche nelle tendopoli più sperdute di paesi lontani, ti domandi che cosa possa rappresentare questa goccia d’acqua in un mare di bisogno…
Allora ti viene in mente la storia di quell’uomo che, camminando
sulla spiaggia, afferrava le stelle marine e le gettava in mare. La marea le aveva sospinte, a migliaia, sulla sabbia e fuori dell’acqua, di lì
a poco sarebbero morte.
Qualcuno apostrofò quell’uomo così intento alla sua opera, dicendo: “Che differenza vuoi che faccia?” Lui raccolse un’altra stella marina e replicò: “Forse non farà differenza
per le altre, ma per questa, sì!” Così dicendo, la gettò in
mare per ridarle la vita.
Sicuramente non cambieremo il mondo, ma una vita
salvata da Cristo fa una grande differenza.
Eliseo Fragnito
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Dalle tenebre
La stragrande maggioranza degli uomini vive una vita di segreta disperazione; ricchi o
poveri, religiosi o miscredenti non fa differenza. Nicodemo, dottore della Legge, ne è un
esempio probante.
“Venne di notte a Gesù...”
Quando le ombre della notte si addensano
attorno all’uomo, possono venire rimorsi, ansietà, desolazioni interiori, insonnie e paure...
in quelle ore il pensiero corre alla morte e all’eternità.
Grazie a Dio Gesù riceve in tutte le ore e
assicura: “Colui che viene a me, non lo caccerò fuori” (Giov.6:37).
Quello fra Gesù e Nicodemo fu un colloquio intenso che, forse, durò tutta la notte.
Ma Giovanni, nella guida dello Spirito Santo,
ne riporta solo i punti salienti.
Nicodemo scelse la notte per non farsi scoprire da nessuno, soprattutto dai colleghi farisei e dai sacerdoti, che nutrivano avversione
per Gesù.
Alle tenebre della notte faceva riscontro il
buio dell’anima bramosa della luce divina che
Gesù predicava per le vie della Palestina, dicendo: “Io sono la luce del mondo, chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la
luce della vita” (Giov.8:12).
Nicodemo avverte un vuoto spaventoso
dentro di sé che né la religione né la sua posizione sociale hanno potuto colmare.
Dalla testimonianza di Guido Scalzi, un ex
monaco, sappiamo che un giorno egli confidò
ai superiori del convento in cui era alloggiato
il grande disagio che avvertiva dentro di sé.
Gli fu risposto: “Quando celebrerai la prima
messa sparirà ogni disagio, sentirai cantare gli
angeli attorno a te e sarai appagato”.
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Quando quel giorno tanto bramato arrivò,
non si verificò nulla di quanto si aspettava,
non udì cantare gli angeli, anzi, fu talmente deluso che non trovò pace per molti anni, fino a che non incontrò un vero servo del
Signore, il fratello Domenico Fulginiti che, testimoniandogli dell’amore del Signore, gli fece
aprire gli occhi sulla verità dell’Evangelo.
“Noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare
questi miracoli che tu fai...”
Anche altri farisei sicuramente avevano dovuto convenire con Nicodemo che Gesù doveva essere venuto da Dio, per le opere che
compiva.
Proprio in quei giorni Colui che aveva cambiato l’acqua in vino alle nozze di Cana in
Galilea aveva un messaggio significativo per
Nicodemo: “Devi cambiare!”
Il cambiamento, la nuova nascita è il messaggio chiave dell’Evangelo. E questo messaggio raggiungeva in quel momento con forza
l’anelito dell’anima di Nicodemo, mostrandogli chiaramente qual era l’unica condizione richiesta da Dio per entrare nel regno dei cieli:
“Bisogna che nasciate di nuovo”.
Gesù parlava direttamente al bisogno del
cuore: “Se uno non è nato di nuovo non può
vedere il regno di Dio” (Giov.3:3).
Vediamo come a Nicodemo sfuggisse il
senso spirituale della cosa, quando chiese: “Come può un uomo nascere quando
già è vecchio? Può egli entrare una seconda
volta nel grembo di sua madre e nascere?”
(Giov.3:4).
Eppure anche i rabbini parlavano di rinascita, quando un proselito si convertiva all’ebraismo. Ma non era quella la nuova nascita an-
alla luce
nunciata da Gesù.
Quanti maestri di elevata cultura, anche oggi, non comprendono i primi elementi delle
cose dello Spirito! Anche l’apostolo Paolo era
un “collega” di Nicodemo e nella sua cecità
spirituale perseguitava la chiesa del Signore
Gesù Cristo. Solo dopo la sua conversione,
scriverà ai Corinti: “L’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui e non le può conoscere” (1
Cor.2:14).
Il fratello Fulginiti, la sera in cui diede appuntamento a Guido Scalzi, gli parlò dicendogli: “Tu non hai bisogno di sapere molte cose,
perché ne sai già troppe, hai bisogno di nascere di nuovo per essere salvato”.
Nascere di nuovo dallo Spirito
Gesù avverte Nicodemo: “Il vento soffia dove vuole ...” (v.8). È vero, benché non possa
essere contenuto perché impalpabile, il soffio
del vento è comunque reale, potente e penetrante, esso piega gli alberi come fili d’erba,
penetra in tutte le fessure. Così é anche dello Spirito Santo: non si vede, ma la Sua opera
si evidenzia quando un cuore si schiude all’appello della grazia. Lo Spirito Santo dissipa
le tenebre della notte, trasformandole in un
giorno di splendore, di pace, d’allegrezza e
di speranza, quando si accetta la salvezza per
grazia in Cristo Gesù! Questo miracolo della
nuova nascita introduce l’uomo rigenerato nel
regno dello Spirito, facendone un figlio di Dio
erede delle ricchezze eterne e della gloria.
Nicodemo si stupisce alle parole di Gesù,
proprio come Maria quando l’angelo del
Signore le annunciò la maternità pur non
avendo conosciuto uomo. Entrambi gli avvenimenti sono opera del medesimo Spirito!
Come lo Spirito Santo adombrò Maria affinché Gesù potesse farsi carne, così quando lo
Spirito Santo opera nel peccatore che si pente sinceramente, ravvedendosi, lo rigenera facendo di lui una nuova creatura. Questo avviene nell’interiore dell’uomo: “Quello ch’è nato dalla carne è carne, quello ch’é nato dallo
Spirito è Spirito” (v.6).
Dalle tenebre alla luce
Benché Nicodemo fosse un uomo di cultura
e insegnante di materie religiose, Gesù gli dovette dire: “Tu sei maestro d’Israele e non sai
queste cose?” (v.10).
Si può professare una fede senza nuova nascita, manifestando una vita religiosa in tutte le sue forme esteriori ma, come dice Gesù,
chi agisce in questo modo “non può entrare
nel regno di Dio”.
La salvezza si ottiene per grazia, mediante
la fede nell’opera che Gesù ha compiuto alla croce, sul Calvario. Non c’è alternativa: “In
nessun altro è la salvezza, perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato
agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati”. (Atti 4:12).
Perciò, caro lettore, apri il tuo cuore all’azione dello Spirito Santo, lascia che il Suo soffio
vivificante penetri nella tua anima!
Sì, Gesù è venuto per squarciare le tenebre:
“Affinché si convertano dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a Dio, e ricevano per
la fede in me, il perdono dei peccati e la loro
parte di eredità tra i santificati” (Atti 26:18).
Risvegliati, dunque, esci dalla tua notte di
peccato e di morte, vieni a Gesù e sarai inondato della Sua meravigliosa luce!
Francesco Rauti
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Giovani S
Salmo 110:3
Il Salmo 110 è uno dei più noti salmi
messianici.
Ripetutamente citato nel Nuovo
Testamento, presenta profeticamente
la persona di Gesù nella Sua qualità di
Messia, Re e Sacerdote.
È un salmo che celebra la gloria del
Figlio di Dio e dichiara solennemente il
Suo regno di gloria e la Sua vittoria sulle
forze del male.
In questo contesto di celebrazione della gloria di Dio si colloca il verso 3 in cui
lo sguardo si posa sul popolo di Dio, visto come un esercito radunato dal Sommo
Condottiero, pronto a combattere e destinato a partecipare alla gioia della vittoria
finale.
Una citazione particolare viene riservata
ai giovani, tratteggiati in questo verso come una parata di santità.
Il termine parata è legato al mondo militare e si riferisce principalmente alle sfilate delle truppe in divisa e dei loro mezzi.
Ben conosciute sia nei tempi antichi che
in quelli moderni, le parate hanno avuto
sempre lo scopo di mostrare la forza militare di un popolo o di celebrare le vittorie
riportate sui campi di battaglia.
Nelle parate militari a colpire l’attenzione sono le divise, il passo di marcia, gli
armamenti, i mezzi in dotazione alle truppe che sfilano; qui l’accento è posto sulla
santità.
È una parata di santità quella che la gioventù cristiana deve mostrare al mondo.
Uno dei punti di forza della Chiesa è la
10
R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9
sua santità, frutto dell’opera dello Spirito
Santo.
La santità cristiana non è mai virtù legata all’ascetismo, alla contemplazione, al
distacco fisico dalla realtà che ci circonda;
è invece manifestazione di virtù celesti
nella quotidianità della vita.
La vita della fede è spesso lotta e per
questo alcune immagini della Parola di
Dio rimandano al mondo militare, come
nel testo in esame.
È lotta contro le forze del male, è il
buon combattimento di cui parla Paolo
scrivendo a Timoteo (1 Tim.6:12; 2
Tim.4:7).
Le armi con cui si combatte questo conflitto sono armi spirituali e la santità è
una di queste: “Vinci il male con il bene”, raccomandava l’apostolo Paolo (Rom.
12:21).
La santità non è un optional della vita
cristiana.
Ne è un aspetto essenziale:
“Impegnatevi a cercare la pace con tutti e
la santificazione senza la quale nessuno
vedrà il Signore” (Ebr.12:14).
La santità di Dio è la ragione della nostra santità e ne è anche l’unità di misura.
Il motivo per cui siamo chiamati ad essere santi è perché Dio è santo.
Questo è un messaggio che la Bibbia
presenta chiaramente in tutte le sue pagine: “Siate santi, perché io, il Signore vostro
Dio, sono santo” (Lev.19:2).
Non si può avere comunione con Dio se
non si elimina il peccato dalla vita, perché Dio non può convivere con il pecca-
Santi
to. Sulla croce, per un
breve tempo, Gesù perse la comunione con il
Padre, come è testimoniato dalle Sue parole:
“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mar.15:35).
Fu nel momento in
cui Gesù prese su di Sé i nostri peccati e
la colpa di cui Si caricò Gli allontanò lo
sguardo del Padre.
La santità di Dio si pone anche come
il modello con il quale siamo chiamati
a confrontarci: “Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste”
(Matt.5:48).
La superficialità che caratterizza il nostro tempo, il lassismo morale, il relativismo etico, la carenza di ideali fanno
sentire la loro pericolosa influenza sulla
Chiesa.
C’è spesso tolleranza, accondiscendenza, a volte aperta accettazione nei confronti di comportamenti che sono lontani
dall’insegnamento della Bibbia.
La mancanza della conoscenza biblica
diventa spesso causa di questa tolleranza
e torna ad essere attuale la tragica condizione descritta dal profeta Osea: “Il mio
popolo perisce per mancanza di conoscenza” (Osea 4:6).
A ciò si può rimediare solo con la lettura attenta e approfondita della Bibbia e
con l’impegno quotidiano a seguirne le
indicazioni e le disposizioni.
Altre volte non è la mancanza di co-
noscenza, cioè la mancata comprensione dell’insegnamento biblico a produrre
comportamenti molto distanti dalla santità, ma la scarsa sensibilità spirituale che
porta il credente ad accontentarsi di standard morali e comportamentali di assoluta mediocrità.
Ci si confronta con i livelli di corruzione presenti nella società contemporanea,
ci si accorge di starne un po’ al di sopra e
ci si sente soddisfatti, dimenticando che il
Signore non ci vuole un po’ meno corrotti del mondo in cui viviamo, ma ci vuole
santi, come è santo Lui.
I giovani, quando vogliono, sanno mettere grande entusiasmo e sanno spendere
molte energie nelle cose in cui credono e
dalle quali si sentono attratti.
Una vita cristiana vissuta all’insegna della santità è certamente un obiettivo alto,
un ideale eccelso.
Voglia Iddio che ogni credente, e ogni
giovane in particolare, possa sentirlo come il suo obiettivo, come il suo ideale e
che agli occhi di Dio e a quelli della società il popolo evangelico possa ancora
mostrarsi come una parata di santità.
Rodolfo Arata
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11
Spirito di grazia e di supplicazione
Lo Spirito Santo In Tutte Le Scritture
“Spanderò sulla casa di Davide
e sugli abitanti di Gerusalemme lo
Spirito di grazia e di supplicazione;
essi guarderanno a me, a colui che essi
hanno trafitto” (Zaccaria 12:10-13)
Lo Spirito Santo, nell’Antico Testamento, non è promesso soltanto per la futura Chiesa nel tempo della grazia, così com’è stata poi realizzata la profezia di Gioele 2:28-32,
ma anche in particolare per il popolo d’Israele e specialmente nel tempo finale della sua restaurazione.
Una prima promessa è preceduta da un accorato
appello al ravvedimento. Leggendola in Isaia 32:9-15,
vediamo com’è rivolta anche in particolare alle donne: “O
donne spensierate, alzatevi e ascoltate la mia voce! O figlie
troppo fiduciose, porgete orecchio alla mia parola! Fra un
anno e qualche giorno, voi tremerete, o donne troppo fiduciose, poiché la vendemmia è passata, e non si farà raccolta. Abbiate spavento, o donne spensierate! Tremate, o troppo fiduciose! Spogliatevi, denudatevi, mettetevi il cilicio ai
fianchi, picchiandovi il seno a motivo dei campi una volta così belli, e delle vigne una volta così feconde. Sulla terra del mio popolo, cresceranno pruni e rovi; sì, su tutte le
case di piacere della gaia città. Il palazzo infatti sarà abbandonato, la città rumorosa sarà resa deserta, la collina
e la torre saranno per sempre ridotte in caverne, in luogo
di spasso per gli onagri e di pascolo per greggi, finché su
di noi sia sparso lo Spirito dall’alto e il deserto divenga un
frutteto, e il frutteto sia considerato come una foresta”
Il popolo sarebbe passato per prove tremende. Le grandi difficoltà storiche di Israele attuali e del passato sono note a tutti. Quando vi sarà un vero ravvedimento, lo
Spirito dall’alto sarà sparso e il deserto spirituale del loro
cuore diventerà un grande frutteto!
Un’altra profezia riporta parole d’incoraggiamento. In Isaia 44:1-5: “Ora ascolta, Giacobbe, mio servo, o
Israele, che io ho scelto! Così parla il Signore che ti ha fatto,
che ti ha formato fin dal seno materno, colui che ti soccor12
R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - M a g g i o 2 0 0 9
re: Non temere, Giacobbe mio servo, o Iesurun che io ho
scelto! Io infatti spanderò le acque sul suolo assetato e i ruscelli sull’arida terra; spanderò il mio Spirito sulla tua discendenza e la mia benedizione sui tuoi rampolli; essi germoglieranno come in mezzo all’erba, come salici in riva a
correnti d’acque. L’uno dirà: “Io sono del Signore”; l’altro
si chiamerà Giacobbe, e un altro scriverà sulla sua mano:
“Del Signore”, e si onorerà di portare il nome d’Israele”.
Questo testo si riferisce al tempo della grazia, ma la maggioranza del popolo d’Israele realizzerà pienamente questa benedizione solo al ritorno del Signore.
Una terza promessa è espressa nella visione del
ritorno alla vita delle ossa secche. In Ezechiele 37:110, il profeta riferisce: “La mano del Signore fu sopra di
me e il Signore mi trasportò mediante lo Spirito e mi depose in mezzo a una valle piena d’ossa. Mi fece passare presso di esse, tutt’attorno; ecco erano numerosissime sulla superficie della valle, ed erano anche molto secche. Mi disse: «Figlio d’uomo, queste ossa potrebbero rivivere?» E io risposi: «Signore, Dio, tu lo sai». Egli mi disse: «Profetizza su
queste ossa, e di’ loro: “Ossa secche, ascoltate la parola del
Signore! Così dice Dio, il Signore, a queste ossa: Ecco, io
faccio entrare in voi lo spirito e voi rivivrete; metterò su di
voi dei muscoli, farò nascere su di voi della carne, vi coprirò di pelle, metterò in voi lo spirito, e rivivrete; e conoscerete che io sono il Signore”». Io profetizzai come mi era
stato comandato; e come io profetizzavo, si fece un rumore; ed ecco un movimento: le ossa si accostarono le une
alle altre. Io guardai, ed ecco venire su di esse dei muscoli, crescervi la carne, e la pelle ricoprirle; ma non c’era
in esse nessuno spirito. Allora egli mi disse: «Profetizza allo Spirito, profetizza figlio d’uomo, e di’ allo Spirito: “Così
parla Dio, il Signore: Vieni dai quattro venti, o Spirito, sof-
fia su questi uccisi, e fa’ che rivivano!”» Io profetizzai,
come egli mi aveva comandato, e lo Spirito entrò in
essi: tornarono alla vita e si alzarono in piedi; erano
un esercito grande, grandissimo”. In modo straordinario quelle ossa ritornano a coprirsi di muscoli, di carne e di pelle per rivivere e divenire un grandissimo
esercito! Lo Spirito Santo compie quell’immenso prodigio! Ecco come questa visione è figura dei perduti
che si ravvedono e si convertono al Signore, accettando e seguendo Cristo. In modo speciale, però, si riferisce al popolo di Israele.
Un’ultima profezia fornisce la chiave preziosissima della benedizione che è Cristo. La leggiamo in Zaccaria 12:10-13: 1: “Spanderò sulla casa
di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme lo Spirito
di grazia e di supplicazione; essi guarderanno a me,
a colui che essi hanno trafitto, e ne faranno cordoglio come si fa cordoglio per un figlio unico, e lo piangeranno amaramente come si piange amaramente
un primogenito. In quel giorno ci sarà un gran lutto
in Gerusalemme, pari al lutto di Adadrimmon nella valle di Meghiddo. Il paese farà cordoglio, ogni famiglia per proprio conto; la famiglia della casa di
Davide da una parte, e le loro mogli da un’altra parte; la famiglia della casa di Natan da una parte, e le
loro mogli da un’altra parte; la famiglia della casa
di Levi da una parte, e le loro mogli da un’altra parte; la famiglia dei Simeiti da una parte, e le loro mogli da un’altra parte; ogni famiglia rimasta, da una
parte, e le mogli dall’altra. «In quel giorno vi sarà una
fonte aperta per la casa di Davide e per gli abitanti di
Gerusalemme, per il peccato e per l’impurità”
È notissimo che la gran parte del popolo di Israele
ha respinto Gesù non riconoscendoLo come il Messia
promesso! Un giorno, non lontano, la fonte della salvezza finalmente scaturirà anche per loro, quando Lo
riconosceranno, e li purificherà!
“Spanderò sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme lo Spirito di grazia e di supplicazione; essi guarderanno a me, a colui che
essi hanno trafitto”
Lo Spirito Santo, dunque, sarà sparso anche perché abbia luogo e sia realizzata la restaurazione finale del popolo d’Israele. Con il ravvedimento. Con la
grazia. Come una prodigiosa risurrezione dai morti. Mediante Gesù Cristo, l’unico Salvatore. Lo Spirito
Santo interessa e pervade tutto il piano di Dio, nell’Antico Testamento, nella Chiesa, in Israele e dal
principio alla fine!
Facciamoci anche noi inondare dallo Spirito di Dio!
Paolo Lombardo
Articoli
Crediamo e accettiamo l’intera Bib­
bia come la ispirata Parola di Dio,
unica, infallibile e autorevole regola
della nostra fede e della nostra condotta (II Tim.3: 15 -17; II Pie.1:21;
Ro­m.1:16; I Tes­s.2:13).
Crediamo nell’unico vero Dio, E­ter­
no, Onnipotente, Creatore e Signo­re
di tutte le cose e che nella Sua u­nità
vi sono tre distinte Per­sone: Pa­dre, Fi­
glio­lo e Spirito San­to (Efe.4:6; Matt.
28:19; Luca 3: 21-22, I Gio­v.5:7).
di
Fede
Crediamo al battesimo nello Spi­rito
Santo, come esperienza susseguente a quella della nuova nascita, che
si manifesta, secondo le Scrit­ture,
con il segno del parlare in altre lingue e, praticamente, con una vita di
progressiva santificazione, nell’ubbidienza a tutta la verità delle Sacre
Scritture, nella potenza del­l’an­nun­
cio di “Tutto l’E­van­ge­lo” al mondo
(Atti 2:4; 2:42-46, 8:12-17; 10:44-46;
11:14-16; 15: 7-9; 19:2-6; Mar. 16:20;
Gio­v.16: 13; Matt.28:19-20).
Crediamo che il Signore Gesù Cri­
sto fu concepito dallo Spirito Santo
e assunse la natura umana in seno
di Maria vergine. Vero Dio e vero
uomo (Gio­v.1:1,2, 14; Luca 1:34,35;
Matt.1:23).
Crediamo ai carismi e alle grazie
dello Spirito Santo nella vita dei cristiani che, nell’esercizio del sacerdozio universale dei credenti, si manifestano per l’edificazione, l’esortazione
e la consolazione della comunità cristiana
e, conseguentemente, della soCrediamo nella Sua vita senza peccietà umana (I Cor. 12:4-11; Gal.5:22;
cato, nei Suoi miracoli, nella Sua
Ebr.13:15; Rom.12:1).
morte vicaria, come “prezzo di riscatto per tutti” gli uomini, nella Sua
resurrezione, nella Sua ascensione al- Crediamo ai ministeri del Signore
la destra del Padre, quale unico me- glo­rificato, quali strumenti autorediatore, nel Suo personale e immi- voli di guida, d’insegnamento, di e­
nente ritorno per i redenti e poi sulla dificazione e di servizio nella comuterra in potenza e gloria per stabilire nità cristiana, rifuggendo da qualsiasi
il Suo regno (I Pie. 2:22; II Cor.5:21; forma gerarchica (Efe.1: 22-23; 4:11Atti 2:22; I Pie.3:18; Rom. 1:4; 2:24; 13; 5:23; Col.1:18).
I Cor.15:4; Atti 1:9-11, Gio­v.14:1-3; I
Crediamo all’attualità e alla validiCor. 15:25; I Tim.2:5).
tà delle deliberazioni del Con­cilio di
Crediamo all’esistenza degli ange- Ge­ru­sa­lem­me, riportate in Atti 15:28li creati tutti puri e che una parte
29; 16:4.
di questi, caduti in una corruzione
e perdizione irreparabili, per diret- Crediamo alla resurrezione dei
ta azione di Satana, angelo ribelle, morti, alla condanna dei reprobi e
saranno con lui eternamente puniti alla glorificazione dei redenti, i qua(Mat­t.25:41; Efe.6:11-12).
li hanno perseverato nella fede fino alla fine (Atti 24:15; Matt.25:46;
Crediamo che soltanto il ravvedi- 24:12,13).
mento e la fede nel prezioso sangue
di Cristo, unico Sommo Sa­cer­do­te, Celebriamo il battesimo in acqua
siano indispensabili per la purifica- per immersione, nel nome del Pa­
zione dal peccato di chiunque Lo
dre e del Figliolo e dello Spirito San­
ac­cetta come personale Sal­va­tore
to, per coloro che fanno professione
e Si­­gnore (Rom.3:22-25; Atti 2:38; I della propria fede nel Si­gnore Gesù
Pie.1:18, 19; Efe.2:8).
Cristo come loro personale Salvatore
Crediamo che la rigenerazione (nuo­ (Matt.28:18-19; Atti 2:38; 8:12).
va nascita) per opera dello Spi­rito
Celebriamo la cena del Signore o
San­­to è assolutamente essenziale
San­ta
Cena, sotto le due specie del
per la sal­vezza (Giov.3:3; I Pie.1:23;
pa­ne
e
del vino, rammemorando coTito 3:5).
sì la morte del Signore e annunzianCrediamo alla guarigione divina, done il ritorno, amministrata a chi­un­
secondo le Sacre Scritture median- que sia stato battezzato secondo le
te la preghiera, l’unzione dell’olio e regole dell’Evangelo e vive una vita
l’imposizione delle mani (Isa.53:4-5; degna e santa davanti a Dio e alla
Matt.8:16-17; I Pie.2:24; Mar. 16:17- società (I Cor.11:23-29; Luca 22:1918; Giac.5: 14-16).
20).
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Benedizioni
abbondanti
Daniel Webster Whittle nacque a Chicopee Falls
nello stato del Massachussets il 22 novembre 1840.
Durante la guerra civile raggiunse il grado di
Maggiore e fu per ciò che per il resto della sua vita fu
chiamato “Maggiore Whittle”.
Durante la guerra il Maggiore Whittle perse il
braccio destro e finì prigioniero.
Mentre era ricoverato nell’ospedale di campo, cercò qualcosa da leggere e trovò un Nuovo Testamento.
Nonostante le parole di quel libro risuonassero
nella sua mente, egli non si sentiva ancora pronto ad
accettare Cristo come suo personale Salvatore.
Accadde che un giorno un inserviente dell’ospedale lo svegliò, dicendogli che un prigioniero in punto
di morte desiderava che qualcuno pregasse per lui.
Whittle dapprima si rifiutò di pregare per il giovane, ma quando l’inserviente rispose di aver pensato
che fosse cristiano perché lo aveva visto tempo prima
leggere la Bibbia, Whittle accettò di recarsi dal giovane.
È con queste parole che egli descrisse quello che
accadde al capezzale del giovane morente: “Caddi in
ginocchio e strinsi la mano del giovane nella mia.
In poche brevi parole rotte, confessai il mio peccato e chiesi a Cristo di perdonarmi.
Proprio in quel momento realizzai che il Signore
mi aveva perdonato.
Così potei pregare con sincerità per quel giovane.
Questi si calmò e, mentre pregavo, mi strinse più forte la mano, aggrappandosi alle promesse di Dio.
Quando mi rialzai dalla preghiera il giovane era
morto, ma una espressione di pace era scesa sul suo
viso, che prima era sofferente.
Ora, non posso fare a meno di credere che Dio,
che aveva usato quel giovane per portare me al
Salvatore, abbia usato me per condurre quel caro a
confidare nel prezioso sangue di Cristo e trovare perdono.
Spero che potrò incontrarlo di nuovo nel cielo”.
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Dopo la sua conversione il fratello Whittle ci ha lasciato
un canto che oggi è molto noto ed eseguito nei nostri culti,
anche se, ancora una volta, il testo nella sua versione originale in lingua inglese risulta più forte e pregno di significato
della versione che noi conosciamo, rimaneggiata nei termini
per motivi metrici e musicali.
Benedizioni abbondanti
Ci saranno acquazzoni di benedizione,
questa è la promessa d’amore.
Ci saranno stagioni rinfrescanti
mandate dal Salvatore.
Acquazzoni di benedizione,
abbiamo bisogno di acquazzoni di benedizione,
gocce di misericordia cadono tutto intorno
ma supplichiamo di ricevere degli acquazzoni.
Ci saranno acquazzoni di benedizione
preziosi e che fanno rivivere.
Sui colli e le valli
risuoni l’abbondanza di pioggia.
Ci saranno acquazzoni di benedizione!
Mandale su noi, oh Signore
Rinfrescaci,
vieni e onora la tua Parola!
Ci saranno acquazzoni di benedizione!
Oh, possano cadere quest’oggi,
ora, mentre confessiamo a Dio,
ora, mentre invochiamo Gesù.
Ci saranno acquazzoni di benedizione,
se abbiamo fiducia ed obbediamo!
Ci saranno stagioni rinfrescanti,
se lasceremo fare a Dio!
Possa essere questa la preghiera
di ciascuno di noi!
DANIEL WEBSTER WHITTLE
1840-1901
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Gesù
A Colazione Con
Nonostante la scontentezza che
proviamo di noi stessi sotto il profilo spirituale, la Parola di Dio, la
Bibbia, vuole rassicurarci che Egli
non è lontano: è più vicino a noi
di quanto lo siamo noi a Lui (Atti
17:27-28).
Questa intima vicinanza è dimostrata dal brano del Nuovo
Testamento che ora prendiamo
in considerazione nel Vangelo di
Giovanni 21:1-13.
Ve lo immaginate Gesù, vero
uomo ed anche vero Dio, che dice:
“Venite a far colazione”?
Una colazione con Lui, preparata da Lui: pane e pesce alla brace!
Vi immaginate la scena? Gesù
è reduce dalla morte più cruenta,
quella per crocifissione; Egli si presenta, risorto, sulla spiaggia di quel
lago per dire ad un gruppo di pescatori, da Lui considerati ancora
Suoi discepoli, nonostante le ripetute diserzioni: “Calate la rete sul
lato destro della barca e ne troverete”.
Intendeva dire che avrebbero
potuto pescare quei pesci che, nonostante le fatiche di tutta una notte, avevano lasciato vuota la loro
rete.
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E quella barca, al comando di
Gesù, fu piena di centocinquantatrè grossi pesci, senza che la rete
potesse rompersi! Una pesca con
successo!
Ma chi era Gesù?
Uno che si divertiva a creare illusioni o una persona piena di attenzioni, di amore nei confronti di
uomini storditi, scoraggiati, dimentichevoli dei momenti trascorsi insieme quando, dopo la Sua risurrezione, era apparso fra loro?
Il Vangelo riporta questa testimonianza raccolta da Giovanni
con le parole: “Gesù si manifestò di
nuovo ai discepoli…e si manifestò
in questa maniera”, ovvero come
un amico, cui stia a cuore di condividere una colazione con gli amici.
Sembra incredibile che Dio possa agire in questo modo, ma Gesù
è sempre il Signore, e fa tutto quel
che Gli piace.
Non possiamo giudicare il Suo
operato, né pensare di intervenire nei Suoi modi d’agire (Salmo
115:3)!
Da questo brano del Vangelo di
Giovanni possiamo ancora una volta considerare l’immenso amore
che Gesù ha per i Suoi figlioli.
agisce spandendo su di noi le Sue benedizioni (Matt.17:19-20).
Egli provvede a recuperarci, ci cerca, Si fa incontrare di Sua iniziativa,
ci invita ad un’intima comunione con
Lui: “Venite a far colazione”!
Colazione con un cibo preparato
Gesù si fa conoscere
da Lui, un cibo spirituale, un fuoco da
Il sostegno della fede è l’amore.
Lui acceso, del pesce già pronto.
Nel Nuovo Testamento è scritto: “Noi
amiamo perché Egli ci ha amati per
Davanti a tanto amore dovremmo
primo”. Infatti, anche in questo caso,
sentirci indegni, e così incapaci a corrisponderlo da dover quasi temere un
Gesù si fece vivo per primo.
giudizio e una condanna. Ma, grazie
L’apostolo Pietro era così sfiduciato nei riguardi di se stesso e di Gesù,
a Dio, va sempre considerato che, alle
al punto di scambiare le Sue appariripetute espressioni della nostra infezioni per suggestioni, quasi delle illu- deltà, il Signore risponde sempre con
sioni ottiche che, alla fine, lo portaro- la Sua fedeltà (2 Tim.2:13b).
In mezzo a quel gruppo di pescano ad affermare: “Io vado a pescare”,
convinto che fosse la cosa migliore da tori ce n’era uno particolarmente senfare dopo gli anni trascorsi al seguito
sibile all’amore di Dio.
A lui fu dato di riconoscere, in
di Gesù.
quel personaggio apparso all’approdo,
Influenzò anche i suoi “colleghi”:
“Veniamo anche noi con te”.
Cristo Gesù, il Signore.
Si erano tutti dimenticati del meComunicò questa certezza all’apostolo Pietro il quale, ripreso dalla proraviglioso compito affidato loro da
Gesù: “Venite dietro a me e vi farò pe- pria coscienza e, probabilmente, temendo un giudizio pesante per aver
scatori di uomini”.
Ma, anche in questo caso, Gesù
poco prima negato di conoscere Gesù
non recede: continua ad amarli, Gli
e di far parte dei Suoi, si affrettò ad
indossare la veste, perché era nudo, e
sono preziosi, non li dà per persi.
a gettarsi in acqua.
Il Signore fa così anche con noi,
quando la nostra fede cristiana è in
Dio è amore e a chi Lo teme sottomettendosi alla Sua volontà offre il
crisi.
Suo perdono e la riabilitazione.
“Figlioli, avete del pesce?” aveva chiesto Gesù. La risposta era stata
Ci sia data grazia di riconoscere il
Signore e questo Suo grande amore!
sbrigativa: “No”.
Si deve avere il coraggio di dichiaTorniamo a far colazione con Gesù,
rare a noi stessi e al Signore che, stac- per un cibo che ci faccia conseguire la
cati da Lui, siamo privi di ogni risorsa vita eterna e ci abiliti prodigiosamente
spirituale e materiale, incapaci di fare a vivere e a divulgare il Vangelo della
alcunché.
salvezza e dell’amore, nella piena deCiò è dovuto talvolta anche alla no- dizione di noi stessi.
stra carenza di una fede vera, all’asAl cibo, quale sostegno dell’esistensenza della ricerca continua del frutto za fisica, penserà sempre il Signore:
e dei doni dello Spirito...
“Centocinquantatrè grossi pesci”!
Tuttavia Gesù prende in considerazione anche il residuo, il poco della
Germano Giuliani
nostra fede, della nostra speranza, ed
Li cerca, li va a scovare dove essi
pensano di nascondersi con una fede
oscurata dal dubbio. Rimuove le loro paure suscitate da un razionalismo
guastato dal materialismo.
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Notizie dalle nostre Comunità
NOTIZIE DA NOLA (NA)
Siamo grati a Dio perché il nostro Signore
ci ha rallegrati nel vedere altre anime scendere nelle acque battesimali. Domenica 14
dicembre cinque giovani credenti, tre sorelle
e due fratelli sia della comunità di Nola che
servirLo. Per l’occasione è stato con noi il
della missione di Mugnano del Cardinale
(Av), hanno confessato pubblicamente la lo- fratello Aldo Siviero, pastore della comunità
ro fede in Cristo Gesù e il loro desiderio di di Salerno, che ci ha amministrato la Parola
di Dio, raggiungendo i cuori dei presenti.
La domenica seguente abbiamo celebrato la
morte e la resurrezione di Gesù con la Cena
del Signore e abbiamo avuto la gioia di avere con noi il fratello Salvatore Esposito, pastore delle chiese di Castrovillari, Saracena e
Trebisacce. Continuiamo a pregare che Dio
porti avanti l’opera Sua.
Luigi Piacentini
RADUNO CAMPISTICO
ITALIA NORD-OVEST
Dal 1987 in Piemonte non c’era
uno scenario invernale così suggestivo! Ma il disagio alla viabilità, il 6
gennaio, non ha fermato i mille credenti pervenuti dalla Liguria, dalla Valle d’Aosta e dalle province del
Piemonte per godere, a Torino, della presenza del Signore. Il Raduno
Campistico della zona Italia NordOvest è stato nel corso degli anni
motivo di benedizione e edificazione, strumento per rinsaldare la comunione fraterna. Ospite per l’occasione è stato il fratello Paolo Lombardo, pastore a Catania via
Susanna e membro del nostro Consiglio
Generale delle Chiese, che, guidato dallo Spirito Santo, ha esposto lo studio biblico mattutino sul miracolo della rigenerazione tratto dalla lettera di Paolo apostolo ai
Colossesi 3:1-17. Risultati morali ed evidenti
si devono riscontrare in una vita rigenerata
dalla grazia di Dio. Chiave della vita cristiana è il verso: “Se dunque siete stati risuscitati con Cristo”. Se siamo risuscitati con Cristo,
aspiriamo alle cose di lassù e quindi alla comunione continua con Dio per mezzo di
Gesù Cristo; dobbiamo far morire ciò che in
noi è terreno e rivestire le virtù cristiane come la mansuetudine, l’umiltà, la benevolenza, la pazienza, il perdono e l’amore. Quel
“se” è la condizione che ci porta a vivere come veri cristiani consacrati in vista dell’eternità. Prima della pausa per il pranzo, è stata presentata una relazione del Comitato
Centro Comunitario Evangelico “Val d’Ulivi”
relativa alle attività eseguite nell’ultimo anno
e la pianificazione delle iniziative per l’anno 2009. I Centri Comunitari sono un mezzo di benedizione per i membri delle nostre chiese. Alle 15,00 ha avuto inizio il culto pomeridiano nel quale ha cantato il coro della provincia di Torino composto da
membri provenienti da sette comunità loca-
li. Il testo biblico della predicazione è stato 2°Cronache 25. L’ubbidienza al consiglio
del Signore e la rinunzia a se stessi danno la
vittoria. Così fu per Amasia re di Giuda che,
ubbidendo alla voce del Signore, non confidò sul sostegno dei diecimila uomini israeliti assoldati per la guerra ed ebbe la vittoria,
perché gli fu detto: “…Il Signore è in grado
di darti molto di più di questo” 2°Cronache
25:9. I bambini hanno concluso la riunione
cantando due cori, di cui uno con gli adulti.
Toccati nell’intimo dalla presenza di Dio, ci
siamo salutati fraternamente con la pace del
Signore. Fuori la neve aveva già raggiunto
circa venti centimetri di spessore e con prudenza siamo tornati alle nostre case.
Giuseppe Crapanzano
sono stati coloro che per la prima volta
hanno potuto udire il messaggio dell’EvanDesideriamo rendere partecipe la fratelgelo. Il consiglio della Parola di Dio è stato
lanza della gioia provata dalla chiesa di
esposto dal fratello Davide Di Iorio, pastore
Velletri sabato 31 gennaio, quando tre cre- a Reggio Calabria. Il testo della predicaziodenti hanno testimoniato della loro appar- ne è stato 2°Re 5:8-14 ed attraverso l’esperienza della guarigione di Naaman è statenenza al Signore Gesù con il battesimo
in acqua. Per l’occasione abbiamo usufrui- ta considerata l’efficacia della testimonianza
to di una struttura a Lariano, paese conficristiana unita all’esaltazione della Potenza
di Dio. La Parola di Dio ha toccato i cuori,
nante con Velletri e questo ci ha consenin modo particolare quelli che non hanno
tito di portare anche qui la testimonianza dell’Evangelo. Molti sono stati i parteciancora realizzato la grazia di Dio. Ci aspetpanti e tanti i credenti provenienti da diver- tiamo ancora di più dall’Iddio dell’impossise comunità circonvicine. È stata evidenbile! Velletri è il maggiore tra i comuni dei
te la gioia per l’opera che il Signore Iddio
Castelli Romani per estensione territoriale
Onnipotente sta svolgendo a Velletri. Molti e numero di abitanti. Abbiamo il proposi-
to di raggiungere con l’annuncio dell’Evangelo gli abitanti di Velletri e dei comuni circostanti, tanto più che si vede avvicinarsi il
ritorno di Gesù Cristo! Cogliamo l’occasione di salutarvi tutti, chiedendovi di pregare per noi.
Archetto Brasiello
VELLETRI (RM) - BATTESIMI
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BATTESIMI A CARMAGNOLA (TO)
amici e parenti, questi cari hanno testimoniato della meravigliosa opera di Gesù nella
Desideriamo condividere la gioia del culto loro vita. Dei dieci fratelli e sorelle che handi domenica 8 febbraio 2009 durante il qua- no fatto il battesimo sette sono della chiesa
le dieci neofiti hanno ricevuto il battesimo
di Carmagnola (TO) e tre sono membri del- sta molto benedicendo. Ricevete fraterni saluti in Cristo.
in acqua in una atmosfera di grande gioia e la chiesa di Fossano, cittadina del cuneese
Francesco Laurendi
benedizione. In un locale colmo di credenti, curata dal fratello Elio Testa, che il Signore
BATTESIMI A SATRIANO (CZ)
E CATANZARO LIDO
tredici dei neofiti sono figli di credenti. L’emozione è stata tantissima, una festa unica, tantissimi visitatori hanno potuto ascoltare per la prima volta la parola del
Signore in un locale gremito da circa trecento persone strette, ma gioiose. Siamo
stati grandemente benedetti ed edificati dal messaggio della parola di Dio predicataci dal fratello Davide Di Iorio, pastore a Reggio Calabria e segretario del comitato di zona Calabria. La festa è continuata
anche domenica 8 marzo perché abbiamo
celebrato la Cena del Signore a Catanzaro
Lido e ancora una volta tanti hanno ascoltato il glorioso messaggio della Parola predicataci dal fratello Guglielmo Di Dio, pastore a Cariati (CS). Preghiamo che questo
risveglio si spanda dappertutto.
Severino Nicastro
BATTESIMI E NOTIZIE
DA OSTIA LIDO (ROMA)
il locale di culto. Continuiamo a pregare gli
uni per gli altri, affinché l’opera di Dio possa continuare a progredire. “Soltanto, dal
punto a cui siamo arrivati, continuiamo a
camminare per la stessa via” (Filippesi 3:16).
Michele Venditti
tando avanti in maniera meravigliosa. Dieci
giovani nelle settimane successive all’incontro hanno dato il cuore al Signore e
Con gioia comunichiamo ai lettori che il
sono stati battezzati nello Spirito Santo.
Signore sta operando nelle nostre comunità Alcuni avevano chiesto il battesimo in acsalvando e battezzando con lo Spirito Santo qua, programmato per metà gennaio, ma
diversi credenti. Subito dopo l’Incontro
a causa del maltempo e il conseguente alNazionale Giovanile tenutosi a Chianciano, lagamento del locale rimandato, in questo
il Signore che aveva iniziato un’opera buo- periodo di attesa, altri ancora hanno decina in mezzo ai nostri giovani, la sta porso di servire il Signore e finalmente sabato
7 marzo nel locale di culto ancora non ultimato di Satriano (CZ) il Signore ci ha dato
grazia di vedere scendere nelle acque battesimali quindici giovani, di cui nove della comunità di Catanzaro Lido, cinque di
Satriano, e una di Gasperina (CZ).
C’è sempre tanta gioia quando delle anime si convertono al Signore, ma quando
questi sono i nostri figli la gioia, se possibile, è ancora più grande, infatti ben
de è il mistero della pietà: Colui che è stato
manifestato in carne, è stato giustificato nello Spirito, è apparso agli angeli, è stato prediSiamo grati a Dio per la fedeltà che concato fra le nazioni, è stato creduto nel montinua a manifestare verso il Suo popolo.
do, è stato elevato in gloria”. In questi tre anDomenica 15 marzo nella comunità di Ostia ni il Signore ci ha dato grazia di essere ogLido tre sorelle e un fratello sono scesi nel- getto della Sua misericordia facendoci vivele acque battesimali confessando la loro fe- re tempi di ricostruzione spirituale: Dio ha
de in Cristo Gesù e il desiderio di servirLo
dato pace a quanti la cercavano, ha costituisecondo l’insegnamento della Parola di Dio. to un nutrito gruppo giovanile, ha salvato e
È stato un giorno di festa, in cui diverse per- battezzato nello Spirito Santo. L’opera di risone nuove hanno partecipato al culto. Il
costruzione è stata anche materiale, infatti i
passo biblico oggetto della predicazione è
credenti tutti “hanno preso a cuore il lavoro”
stato I Timoteo 3:16: “Senza dubbio, gran(Neemia 4:6), consentendoci di ristrutturare
Sostieni il Centro Kades anche con il 5 per mille!
Nella scheda per la scelta della de­stinazione del 5 per
mille dell’IRPEF del Modello Unico, del Modello 730
o del CUD, firma nel riquadro “Sostegno del volontariato, delle Organizzazioni Non Lu­crative di Utilità
Sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle
associazioni e fondazioni” per assegnare il 5 per mille
del­l’IRPEF al Centro Kades indicando il Codice Fiscale
del beneficiario
01361460064
Il Centro Kades opera da oltre 30 anni nel campo delle tossicodipendenze, dell’alcolismo e dei comportamenti patologici. Il Centro Kades adotta un programma che affronta le diverse problematiche degli utenti
con l’ausilio della Parola di Dio. Dal 2002 ha avviato
l’attività dell’Unità di Strada: degli operatori escono
tutte le settimane con un camper con il compito di
dare a quanti vengono contattati la testimonianza
che è possibile essere liberati dalla tossicodipendenza, dall’alcolismo e da altri disturbi.
Centro Kades onlus
Associato alle Assemblee di Dio in Italia
Loc. Basso Erro, 41 - 15010 Melazzo (AL)
Telefono 0144.41222 - fax 0144.41182
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offerte: CCP n. 10669158
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Otto per mille: un’opportunità per fare del bene
“Così dunque, finché ne abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti” (Galati 6:10)
Scegli anche tu di fare del bene a poveri, bambini, profughi, anziani, emarginati e a quanti, di qualsiasi razza, nazione o religione, hanno urgente bisogno di assistenza,
scegliendo a chi destinare l’otto per mille dell’Irpef.
Le Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia
non utilizzano questi fondi a favore del culto, ma sostengono in Italia istituti che si dedicano con passione all’assistenza agli anziani, agli orfani, al recupero dei tossicodipendenti, alla ricerca sulle leucemie e sul cancro e altro
ancora. E all’estero sono presenti da anni con importanti progetti umanitari in Burkina Faso, Ruanda, Mali, Niger,
Costa d’Avorio, India, Sri Lanka, Thailandia e Indonesia.
Se vuoi collaborare a queste iniziative scegli con la tua
firma di destinare l’otto per mille alle Chiese Cristiane
Evangeliche Assemblee di Dio in Italia!
Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia
Via dei Bruzi, 11 - 00185 Roma - Tel. 06.491518 - www.assembleedidio.org
XLIII Assemblea Generale ADI
Dal 29 aprile al 2 maggio 2009, a Dio piacendo, si terrà presso il
Centro Congressuale Alberghiero “La Perla Ionica” ad Acireale (CT)
la quarantatreesima Assemblea Generale delle Assemblee di Dio
in Italia, riservata a tutti gli iscritti al Ruolo Generale dei Ministeri A.D.I.
Chiediamo a tutte le comunità di intercedere in preghiera perchè il Signore, nella Sua infinita misericordia, accordi la Sua insostituibile guida, affinché ogni decisione possa risultare alla Sua
gloria e per il progresso della Sua opera in Italia.
14 giugno 2009: giornata nazionale di preghiera
“Ma tu, quando preghi... rivolgi la tua preghiera al Padre tuo” (Matteo 6:6)
I pastori radunati in Assemblea Generale
delle Assemblee di Dio in Italia, sentito il bisogno di raggiungere altre zone nel nostro
Paese con il messaggio di “Tutto l’Evangelo”, invitano tutte le comunità A.D.I. a consacrare domenica 14 giugno come giornata di preghiera per presentare al Signore le
molte località non ancora raggiunte dalla
testimonianza Evangelica Pentecostale.
Vogliamo anche pregare per la consacra-
zione personale, per le popolazioni colpite
da guerre e calamità naturali, per l’opera di
Dio in Italia, per la fratellanza che si trova in
difficoltà a motivo delle mutate condizioni
economiche, per le campagne di evangelizzazione, le trasmissioni televisive e radiofoniche, per la conversione dei nostri cari,
per gli Istituti di assistenza A.D.I., per i Centri Comunitari Evangelici e i prossimi turni
di campeggio, per altre necessità locali.
Risveglio
Pentecostale
Organo ufficiale delle Chiese Cristiane
Evangeliche
“Assemblee di Dio in Italia”
Ente Morale di Culto D.P.R.5.12.1959 n.1349
Legge 22.11.1988 n.517
Mensile a carattere religioso pubblicato
dal Consiglio Generale delle Chiese Cristiane
Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”
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“Risveglio Pen­te­costale” è una pubblicazione delle As­­­
sem­blee di Dio in Ita­lia, che fin dal 1946 ha lo scopo
d’essere, con l’aiuto di Dio, strumento di edificazione
per la Chiesa del Signore, sostenendosi esclusivamente
con libere offerte.
Questo numero di Risveglio Pen­te­co­stale è consultabile
anche su internet all’indirizzo web delle Chiese Cri­stia­
ne Evangeliche A.D.I.: www.assembleedidio.org
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Maggio 2009 - Assemblee di Dio in Italia