Gruppo Aziendale UILCOM-UIL
Rai – Rai Way Milano
http://www.gauraimilano.it/
Info Rai – TV n°. 150 del 23 Aprile 2012
Sommario:
1. Rai: parte in Parlamento la discussione per la riforma
2. Rai: nessuna svendita patrimonio aziendale
3. Rai, via al riposizionamento
4. Televisione e on line, attivo il nuovo portale per l'estero Rai.Tv World
5. Rai: CDA, OK regolamento su reclutamento personale
6. Digitale terrestre: si cambia dal 2015 con lo standard DVB-T2
7. Focus Ascolti – La top 10 delle emissioni di Marzo 2012
8. Focus Ascolti – I break pubblicitari del prime time (Febbraio 2012)
9. El Towers: rinnovato per altri 12 anni accordo con T.I.Media Broadcasting
10.La terza rivoluzione industriale
11.Frequenze Tv, Pier Silvio Berlusconi: asta assurda, Mediaset fuori
12.DTT, dividendo interno. Zappia (a.d. Sky): asta frequenze aprira' mercato,
vedremo se partecipare. Mediaset tollera Premium in perdita pur di frenarci
13.Il marzo della Tv digitale
14.La Rai secondo Valentini e De Zulueta
15.Switch-off Molise: le date del passaggio al digitale terrestre
16.Ministero del lavoro: parte le distribuzione dell'opuscolo su sui diritti dei
lavoratori affetti da patologie invalidanti
17.Rapporto Ocse 2012: diminuiscono i prestiti alle Pmi e crescono i fallimenti
18.I programmi della Tv Svizzera nel 2012 tra tenuta e innovazione
Rai: parte in Parlamento la discussione per la riforma
Fonte: TV Digital Divide http://www.tvdigitaldivide.it/2012/04/18/rai-parte-in-parlamento-la-discussioneper-la-riforma/
18 apr 2012 - di quezal (Matteo Bayre)
Gli uffici di presidenza delle commissioni Trasporti e Cultura della Camera, riuniti in sede
congiunta, hanno deciso di avviare la discussione in sede referente delle proposte di riforma
della Rai. Una riforma che però potrebbe rivelarsi un fuoco di paglia nell’ottica
dell’indipendenza della tv di Stato dalla politica.
L’esame inizierà il 3 maggio, il giorno precedente la prima convocazione dell’assemblea dei soci
di Viale Mazzini (la seconda è prevista l’8 maggio) per l’approvazione del bilancio, atto dopo il
quale formalmente sarà possibile il rinnovo dell’attuale vertice della tv pubblica. Sono
numerose le proposte di legge di riforma della Rai depositate alla Camera. Tra le altre, quella
del luglio 2010 del Pd (primi firmatari Pierluigi Bersani, Dario Franceschini, Michele Meta e
Manuela Ghizzoni); quella presentata, sempre dal fronte Pd, a inizio legislatura, da Roberto
Zaccaria; tre a firma del radicale Marco Beltrandi e ancora quelle depositate da Giuseppe
Giulietti (Gruppo Misto, portavoce di Articolo 21), Italo Bocchino (Fli), Renato Cambursano
(Gruppo Misto).
Scartate le soluzioni di stralcio delle regole della Legge Gasparri (che attualmente consegna ai
partiti politici le nomine del Consiglio di amministrazione Rai), e quella della privatizzazione,
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l’ipotesi più accreditata da fonti politiche sarebbe quella di una conferma del dg Lorenza Lei,
candidata alla successione di se stessa e sponsorizzata dal Vaticano, con un Cda “tecnico”
attraverso i nuovi meccanismi di governance che il governo Monti vorrebbe introdurre. I piani
di riforma dell’esecutivo, osteggiati da Pdl e Lega, vorrebbero introdurre la figura di un superdirettore generale con ampi poteri di manager-commissario e la nomina di 3 dirigenti esterni
dalla politica ed esperti in materia.
In una nota congiunta il deputato e capogruppo del Pd in commissione Telecomunicazioni alla
Camera, Michele Meta, ed il collega Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21 dichiarano:
«Finalmente il Parlamento avvia l’esame delle proposte di legge, così come avevamo chiesto
nelle scorse settimane, per la riforma della governance della Rai depositate da più di un anno.
Si apre in questo modo una discussione molto attesa e che ci auguriamo possa essere
arricchita dal contributo di tutti coloro che intendono rilanciare il servizio pubblico, dopo anni
difficili. Ci auguriamo che anche il Governo voglia esplicitare in quali modi e in quali forme
intende liberare la Rai e le autorità dalle interferenze della politica e dei partiti».
Fonti: Ansa | AGI
Rai: nessuna svendita patrimonio aziendale
Fonte: Ufficio Stampa Rai
http://www.ufficiostampa.rai.it/comunicati_aziendali/20120420/rai__nessuna_svendita_patrimonio_aziendale.html
20/4/2012
In riferimento a notizie di Agenzia, RAI precisa:
“Non c’è smantellamento né sperpero del patrimonio RAI. Gli archivi di RAI Corporation a New
York saranno completamente digitalizzati e messi a disposizione di tutte le testate RAI e dei
corrispondenti. La digitalizzazione dell’archivio, già prevista nel piano di progetto, è stata già
avviata da dieci giorni. Analogo progetto è previsto per tutti gli uffici di corrispondenza che
cesseranno la loro attività.
I beni di proprietà RAI Corporation messi all’asta sono asset non strategici, non appartengono
alla storia aziendale, non sono beni di prestigio e, comunque, non sono più ritenuti necessari
per il lavoro dei corrispondenti. Quelli indispensabili e utili sono stati già trasferiti presso gli
uffici AP dove i corrispondenti RAI stanno lavorando.
I beni di proprietà RAI verranno fatti rientrare in Italia, avendone valutato la convenienza
economica al trasporto.
La stessa procedura sarà utilizzata per tutti gli altri uffici di corrispondenza”.
Rai, via al riposizionamento
Fonte: Lettera43 http://www.lettera43.it/economia/media/rai-via-al-riposizionamento_4367548383.htm
È corsa alla poltrona per manager e partiti.
di Renato Stanco
Il consiglio di amministrazione Rai è scaduto e in attesa delle scelte del governo, manager,
giornalisti e partiti sono già in fibrillazione per mantenere la poltrona o conquistarne di nuove.
Uno di questi è Giuliano Ferrara che il 23 aprile sul Foglio, giornale che dirige dalla sua
fondazione, sostiene di aver dato in pasto ai suoi lettori un «curriculum lungo e brodoso, ma
avvincente». Ovviamente il suo che più che brodoso, si potrebbe definire stucchevole.
Però in quel curriculum televisivo, candidato al premio Non è giornalismo, c’è la quintessenza
di quanto sta avvenendo in Rai.
Una corsa al riposizionamento politico, appunto.
E il film che sta andando in onda, la cui visione è permessa a pochi e selezionati eletti, ha un
solo fine: mantenere le rendite di posizione acquisite nel corso degli anni, anche a costo di
cambiare casacca.
Primo fra tutti Ferrara, che con questa articolessa, ha fatto capire al direttore di RaiUno, Mauro
Mazza, di non essere affatto disposto a mollare la fascia attualmente occupata da Radio Londra
- cinque minuti di commento dopo il Tg1 delle 20 – in cambio di un pugno di mosche.
BRACCIO DI FERRO MAZZA FERRARA. Il timoniere dell’ammiraglia vorrebbe quello spazio per
sé, mentre il direttore del Foglio punta a mantenerlo, non avendo ottenuto la prima serata,
dato che il giovedì sera di RaiDue è stato appaltato a Giovanni Minoli.
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Insomma, una battaglia senza esclusione di colpi nel bel mezzo della guerra per la
sopravvivenza ai vertici della televisione pubblica, che avrà il suo punto di svolta subito dopo le
amministrative.
LA GEOGRAFIA DELLA LOTIZZAZZIONE. E visto che non si tratta di un conflitto combattuto con
armi convenzionali, Prima Comunicazione (mensile che si occupa del mondo dei media) ha
pensato bene di scodellare una mappa dei vertici Rai, simile al famoso tabellone con nomi e
colori, a seconda dell’appartenenza politica, pubblicato dal quotidiano Libero qualche hanno fa,
per dimostrare che l’azienda pubblica è in mano al centro destra.
I numeri, se presi asetticamente, dicono questo. Su 155 posizioni apicali, 59 sono “intestate” al
centrodestra, 48 alla sinistra e al centrosinistra, 8 alla Lega, 10 al cosiddetto Terzo polo (Udc,
Fli e rutellianani).
OCCHIO AI MANAGER TECNICI. Un’analisi più dettaglia, invece, dice che le cose non stanno
esattamente così. Il direttore generale Lorenza Lei, per esempio, viene collocata fra coloro che
sono ascrivibili al Pdl. Teoria giusta, pratica sbagliata. Nel famoso tabellone di Libero il suo
nome era verde, ovvero un tecnico, e tale è rimasta. Il numero uno di viale Mazzini, più di
qualsiasi altro direttore generale, sta con chi vince.
Basta vedere la gestione dell'affaire Mazza- Ferrara per rendersene conto.
Secondo le ricostruzioni più accreditate Mazza avrebbe comunicato la decisione al giornalista
del Foglio sostenendo di avere l’avallo della Lei. La quale, una volta registrata la reazione
stizzita di Silvio Berlusconi (guai a toccargli Ferrara), ha smentito tutti. Compreso se stessa.
Una cosi come fai a darla in quota Pdl?
GLI UOMINI DI LEI IN POLE POSITION. E lo stesso ragionamento, grosso modo, vale per tutta
quella pattuglia di direttori legati, mani e piedi, alla Lei. Come Marco Simeon, responsabile
delle relazioni istituzionali. La mappa lo dà in quota Pdl, ma i suoi rapporti più stretti sono con i
vertici del grande centro, mon certo con via dell’Umiltà. Corrisponde, invece, la collocazione di
Giancarlo Leone, candidato a succedere alla Lei se Claudio Cappon non dovesse farcela,
nell’area di centro. Un centro eterno, che garantisce tutto e tutti.
LA PARTITA DEI COLONNELLI DI DESTRA. Insomma, quel che si cerca di accreditare è la tesi
secondo la quale il centrodestra ha una presa forte sulla Rai, dando così ragione al Pd che
chiede una riforma strutturale della governance.
Riforma necessaria, ma per ragioni squisitamente economiche e gestionali. Ciò che non dice la
mappa della lottizzazione Rai, attuale ieri e drammaticamente reale oggi, è che a giocare la
partita vera sono gli ex colonnelli di An, a partire da Maurizio Gasparri passando per Italo
Bocchino, consapevoli della necessità di avere buoni uffici a viale Mazzini in vista del prossimo
rinnovo del Cda.
La Rai, al di là, dei tutti ragionamenti, resta un terreno di conquista e consenso politico, capace
di produrre voti.
LE STAMPELLE DELLA LEGA. E poi c’è la Lega, unica forza attualmente all’opposizione. Secondo
la mappa il Carroccio puo contare sul vice direttore Antonio Marano, sul conduttore de L’ultima
Parola Gianluigi Paragone, sul direttore di Rai5, Massimo Ferrario e sul timoniere della Tgr,
Alessandro Casarin, solo per stare i nomi noti. Il problema è che Paragone, difficilmente, è
ancora riconducibile alla Lega. La pista politica lo porta sulle tracce di Casini, l’unico in grado di
garantirgli in futuro. Insomma quei numeri sono solo dati statistici più che politici, buoni per
giocarsi una partita al Risiko Rai. Un minuto dopo il risultato delle amministrative la geografia
della Rai sarà cambiata a seconda del vincitore.
Lunedì, 23 Aprile 2012
Televisione e on line, attivo il nuovo portale per l'estero Rai.Tv World
Fonte: Adnkronos http://www.adnkronos.com/IGN/News/Spettacolo/Televisione-e-on-line-attivo-il-nuovoportale-per-lestero-RaiTv-World_313228188940.html
Roma, 21 apr. (Adnkronos) - E' attivo da questa settimana il nuovo portale Rai per l'estero.
Frutto della collaborazione fra Rai Net e Rai World, il portale propone in modo strutturato i
contenuti del portale RAI.tv che possono essere fruiti dall'estero. Sul portale sono quindi
disponibili la diretta di RaiNews e delle principali edizioni dei Telegiornali Rai, delle edizioni
regionali della Tgr e del Tg sportivo oltre alla diretta dei canali radiofonici.
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Rai Replay offre gli ultimi sette giorni da rivedere del palinsesto di Rai1, Rai2, Rai3 e Rai5.
Diponibili anche Video On Demand, ovvero i migliori programmi Rai organizzati per aree
tematiche.
Per rendere ancora più immediato e semplice l'accesso, l'utente che si collega a RAI.tv
dall'estero verrà direttamente indirizzato su questo portale. A breve, le proposte del portale
verranno integrate con una offerta specifica di contenuti curata da RAI World.
Rai: CDA, OK regolamento su reclutamento personale
Fonte: Primaonline http://www.primaonline.it/2012/04/19/105120/rai-cda-ok-regolamento-su-reclutamentopersonale/
19/04/2012
PREOCCUPA CALO RACCOLTA SPOT, TEMA IN CONSIGLIO IL 26 APRILE
(ANSA) - ROMA, 19 APR - Via libera all’unanimità del consiglio di amministrazione Rai al
regolamento su criteri e modalità per il reclutamento del personale, che recepisce la normativa
di legge sul tema. Rinviata invece - secondo quanto si apprende - l’approvazione del
regolamento sulla responsabilità civile di dipendenti e collaboratori. Il rinvio sarebbe stato
richiesto da alcuni consiglieri per consentire la riscrittura di alcuni punti. Il regolamento
prevede la copertura aziendale solo a determinate condizioni, escludendola ad esempio in caso
di condanna per dolo o colpa grave. Il testo riprende in gran parte quello provvisorio approvato
dopo le polemiche sorte lo scorso anno in occasione del rinnovo del contratto con Milena
Gabanelli, cui la Rai voleva in un primo momento togliere la cosiddetta ‘manleva’. E’ stato
inoltre deciso che nella riunione del cda in programma il 26 aprile si affronterà il tema dei conti
aziendali con la riprevisione del budget 2012, soprattutto alla luce degli ultimi preoccupanti
dati sulla raccolta pubblicitaria. L’azienda starebbe lavorando a un piano che prevede risparmi
superiori ai 50 milioni, ma non è detto che sia questo vertice a vararlo. Tra i consiglieri emerge
la considerazione che prima di approvare un piano così pesante sia necessario attendere
quanto meno l’assemblea dei soci del 4 maggio, convocata per l’approvazione del bilancio che
chiuderà il mandato di questo cda, per capire quali siano le intenzioni del ministero del Tesoro
sul futuro della Rai, in particolare sui tempi. Rinviato intanto il voto sull’ordine del giorno
presentato dal consigliere Giorgio Van Straten, che chiede di impedire ai giornalisti in età
pensionabile il passaggio all’inquadramento di dirigenti aziendali, finalizzato ad ottenere un
allungamento della vita lavorativa ed il relativo incremento dell’assegno previdenziale. Un
parere legale sul tema afferma non solo che non c’é un obbligo di concedere la novazione
contrattuale a questi dipendenti, ma anzi che tale novazione rappresenterebbe un costo per
l’azienda. (ANSA).
Digitale terrestre: si cambia dal 2015 con lo standard DVB-T2
Fonte: Il Software http://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Digitale-terrestre-si-cambia-dal-2015-con-lostandard-DVB-T2_8618
di Michele Nasi (20/04/2012)
La migrazione verso il digitale terrestre non è ancora completata (mancano all'appello tutte le
regioni del Sud) che già si profila all'orizzonte un nuovo cambiamento. Nel decreto fiscale
approvato dal Governo Monti, è stata infatti inserita la scadenza del 1° gennaio 2015 come
data entro la quale tutti i decoder in commercio dovranno risultare compatibili con lo standard
DVB-T2. Sì, perché la cifra "2" sta a significare un'evoluzione dell'attuale standard DVB-T
utilizzato in tutti i decoder per la televisione digitale terrestre così come nei televisori dotati di
decoder integrato e nelle schede per la ricezione del segnale TV dal personal computer.
Elaborato dal consorzio europeo DVB ("Digital Video Broadcasting"), lo standard DVB-T2
porterà alcuni vantaggi: tra i tanti, la possibilità di multiplare in modo molto più flessibile
(lasciando libere quindi un maggior numero di frequenze rispetto alla situazione attuale) i
segnali audio-video e di migliorare ulteriormente la qualità delle trasmissioni introducendo,
molto probabilmente, anche un flusso dati 3D. Lo standard DVB-T2 dovrebbe introdurre anche
la cosiddetta "ultradefinizione", conosciuta con l'appellativo "4K resolution": il nome deriva
dalla risoluzione orizzontale, pari a ben 4.000 pixel. Si tratta di una denominazione che non è
coerente con la convenzione sino ad oggi seguita nel campo dell'industria audiovisiva: 480p,
4
576p, 720p e 1080p, infatti, com'è noto, fanno riferimento alla risoluzione verticale ossia al
numero di pixel gestiti sulla verticale.
Nel caso dell'"ultradefinizione" 4K, l'orizzontale rimane costante mentre il numero di pixel in
verticale varia sulla base del "rapporto d'aspetto" dell'immagine video. Sul web, almeno per
adesso, YouTube è l'unico servizio che consente il caricamento di video con una risoluzione 4K
(4.096x3.072 pixel).
Se è vero che i decoder DVB-T2 saranno "retrocompatibili" con DVB-T, gli attuali decoder non
potranno essere adeguati alle nuove specifiche dal momento che moltissime sono le differenze
lato hardware che permettono di supportare l'uno o l'altro - più aggiornato - standard.
Sebbene, stando a quanto si evince leggendo il provvedimento governativo, dal mese di luglio
2015 non possano essere più commercializzati decoder e televisori incompatibili con lo
standard DVB-T2, la coesistenza con l'attuale DVB-T dovrebbe essere garantita ancora per
diversi anni. Lo hanno confermato anche i responsabili della Fondazione Ugo Bordoni, ente che
svolge attività di ricerca e di consulenza nei settori delle tecnologie delle comunicazioni e
dell'informazione.
Intanto, la migrazione verso il digitale terrestre (switch-off) dovrebbe concludersi, su tutto il
territorio italiano, entro il 30 giugno 2012.
Focus Ascolti – La top 10 delle emissioni di Marzo 2012
Fonte: TVBlog http://www.tvblog.it/post/35135/auditel-dieci-programmi-piu-visti-marzo-2012-classifica
Pubblicato: 20 apr 2012 da Hit
Andiamo oggi, con la nostra rubrica di Focus sugli ascolti televisivi, a stilare la classifica delle
dieci emissioni più viste del mese di marzo e partiamo subito dalla decima posizione che è
occupata dalla fiction “Il giovane Montalbano” (Rai1) che nell’episodio “Sette lunedì” andato in
onda il 29 marzo, ha fatto registrare nei suoi 123 minuti di messa in onda 6.933.000
telespettatori pari al 25,3% di share. Nona posizione occupata dalla puntata trasmessa sabato
10 marzo del programma di varietà Italia’s got talent (Canale5) che ha totalizzato nei 202
minuti di trasmissione 6.950.000 telespettatori, pari al 30,53% di share.
Veniamo ora all’ottava posizione che risulta essere occupata dalla puntata di Striscia la notizia
(Canale5) del primo marzo che ha fatto registrare nei 32 minuti di messa in onda 7.002.000
telespettatori pari al 23,62% di share. Settima posizione occupata ancora dal Tg satirico di
Canale5 Striscia la notizia che il 26 marzo ha totalizzato 7.106.000 telespettatori pari al
24,42% di share. Al sesto posto ritroviamo la fiction di Rai1 Il giovane Montalbano, che
nell’episodio intitolato “Capodanno” andato in onda il primo marzo, ha fatto registrare nei 122
minuti di emissione 7.299.000 telespettatori pari al 27,18% di share.
Siamo ora alla posizione numero 5 della nostra top ten delle dieci emissioni più viste dello
scorso mese di marco, dove troviamo la telecronaca diretta dell’incontro di calcio valevole per
la Coppa dei campioni fra il Napoli ed il Chelsea, che ha fatto registrare il 14 marzo su Rai1,
nei 128 minuti di messa in onda, 7.354.000 telespettatori pari al 26,03% di share. Il quarto
posto è occupato dalla puntata di Striscia la notizia (Canale5) del 12 marzo, con una media nei
33 minuti di emissione di 7.381.000 telespettatori pari al 24,77% di share. Veniamo ora al
podio della nostra top ten, con la terza posizione occupata ancora da Striscia la notizia,
puntata del 5 marzo, che fece registrare 7.813.000 telespettatori pari al 25,94% di share.
Secondo posto assegnato alla telecronaca diretta dell’incontro di calcio di coppa Italia fra la
Juventus ed il Milan, che il 20 marzo su Rai1 totalizzò nei 129 minuti di messa in onda
9.117.000 telespettatori pari al 32,44% di share. Veniamo ora all’emissione più vista del mese
di marzo. Al primo posto della nostra classifica delle dieci emissioni più viste dello scorso mese
di marzo troviamo la telecronaca diretta su Rai1 dell’insontro di calcio fra Milan e Barcellona,
per la coppa dei Campioni, che il 28 marzo fece registrare nei 93 minuti di messa in onda
9.528.000 telespettatori pari al 31,35% di share.
Focus Ascolti – I break pubblicitari del prime time (Febbraio 2012)
Fonte: TVBlog http://www.tvblog.it/post/34987/ascolti-pubblicita-prime-time-rai-mediaset-la7
Pubblicato: 19 apr 2012 da Hit
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Nella nostra rubrica del Focus sugli ascolti televisivi stavolta andiamo ad analizzare i break
pubblicitari delle sette reti generaliste italiane nella fascia del prime time, vedendone il
riscontro nell’audience e anche nella quantità per ciascun canale. La rete che si piazza al primo
posto come ascolto degli spot è Rai1, che nel periodo preso in considerazione, 1 febbraio-29
febbraio 2012, trasmette 5 ore e 3 minuti di spot, che ottengono un’audience media di
5.825.000 telespettatori pari al 19,32% di share.
La rete che trasmette più spot in febbraio nella fascia del prime time è Canale5, con 9 ore e 29
minuti, ottenendo un ascolto pari a 4.481.000 telespettatori, che equivale al 14,92% di share.
Rai3, sempre nel medesimo periodo, trasmette 4 ore e 36 minuti di spot, che ottengono una
media di 2.101.000 telespettatori pari al 6,90% di share. Di poco inferiore, sia in termini di
quantità che in termini di ascolti, i dati di Rai2, che ha trasmesso in febbraio 4 ore e 3 minuti
di spot, con una media di 1.863.000 telespettatori pari al 6,08% di share.
Dopo Canale5, la rete televisiva che trasmette il maggior numero di spot risulta essere La7 con
9 ore e 5 minuti, che ottengono una media di 1.014.000 telespettatori pari al 3,38% di share,
mentre Rete4 ne ha trasmessi per 6 ore e 34 minuti, con una media di 1.517.000
telespettatori pari al 4,99%. Chiudiamo con i dati relativi ad Italia1, che ha trasmesso spot per
6 ore e 28 minuti, con una media di 1.823.000 telespettatori pari al 5,99% di share.
El Towers: rinnovato per altri 12 anni accordo con T.I.Media Broadcasting
Fonte: Digital Sat http://www.digital-sat.it/ds-news.php?id=29554
Inserito da: Simone Rossi (Satred)
Fonte: MF-Dow Jones
EI Towers e T.I.Media Broadcasting (Timb) hanno rinnovato per 12 anni - con decorrenza 1*
gennaio 2012 - l'accordo per la fornitura di servizi di ospitalita' e manutenzione di apparati per
la trasmissione del segnale televisivo in tecnologia Dvb-t.
Nel dettaglio, spiega una nota, EI Towers e la controllata Towertel concederanno a Telecom
Italia Media Broadcasting l'uso delle postazioni in proprieta' e/o disponibilita' per ospitare i suoi
apparati e quelli di altre societa' del gruppo, nonche' di eventuali terzi, ai quali Timb fornisca
un servizio di gestione full service.
Il corrispettivo riconosciuto da Timb a EI Towers per il primo esercizio sara' di circa 4,3 milioni
di euro, in linea con quando corrisposto in precedenza. Per gli esercizi successivi e' invece
previsto un adeguamento dell'ammontare, parametrato all'Istat.
Nell'arco temporale previsto, conclude la nota, il contratto potra' generare complessivamente
un fatturato di oltre 55 milioni, al netto dei servizi di gestione elettrica.
La terza rivoluzione industriale
Fonte: Il Post http://www.ilpost.it/2012/04/20/la-terza-rivoluzione-industriale/
Perché le nuove tecnologie cambieranno radicalmente il modo di produrre le cose nei prossimi
anni, spiegato dall'articolo di copertina dell'Economist
20 aprile 2012
Sulla copertina del numero di questa settimana dell’Economist c’è un uomo seduto a una
scrivania, intento a lavorare con tastiera e mouse, che non sono però collegati a un computer,
ma a un intero stabilimento industriale in miniatura dal quale escono automobili, aeroplani e
utensili. Il disegno illustra efficacemente come si sta realizzando in questi anni la terza
rivoluzione industriale, almeno secondo gli autori della rivista britannica, che dedicano la loro
storia di apertura – con qualche deriva positivista – al cambiamento nel modo di progettare e
soprattutto produrre le cose che ci stanno intorno grazie al digitale.
La prima rivoluzione industriale, spiega l’articolo di apertura dell’Economist, iniziò nel tardo
diciottesimo secolo, quando nacque la nuova industria tessile con gli stabilimenti meccanizzati:
i lavori che prima erano eseguiti nelle case dei singoli tessitori furono raggruppati in un singolo
impianto, cosa che portò alla nascita del moderno concetto di fabbrica. La seconda rivoluzione
industriale arrivò più di un secolo dopo, all’inizio del Novecento, quando Henry Ford perfezionò
la catena di montaggio per le sue automobili, aprendo le porte alla produzione di massa. Le
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due rivoluzioni cambiarono radicalmente la vita di centinaia di milioni di persone in poco
tempo, favorendo l’urbanizzazione e condizioni di vita migliori. Ora è in corso una terza
rivoluzione che sta portando alla digitalizzazione dei metodi produttivi.
Il cambiamento è favorito dal progressivo emergere e dalla convergenza di molte tecnologie a
partire da software più pratici, nuovi materiali, robot con più abilità, nuovi processi produttivi
come la stampa in tre dimensioni e una grande quantità di nuovi servizi sempre disponibili
grazie a Internet. Mentre la fabbrica del passato prevedeva la produzione di una enorme
quantità di cose in serie, tutte uguali tra loro, le nuove tecnologie stanno rendendo sempre più
semplice ed economicamente vantaggiosa la produzione di cose personalizzate a seconda delle
richieste dei singoli acquirenti.
Un tempo i prodotti venivano realizzati mettendo insieme un sacco di parti, saldate e avvitate
tra loro. Ora, grazie alle stampanti tridimensionali, un prodotto può essere progettato su un
computer e dopo pochissimo tempo essere stampato in 3D, con un sistema che crea un
oggetto solido attraverso la sovrapposizione di diversi strati di materiale uno sull’altro. Il
processo può essere portato avanti in maniera del tutto automatica, senza che vi sia un
operatore a tenere d’occhio la stampante e le tecnologie di stampa permettono di realizzare
prodotti anche molto elaborati, che non potevano essere costruiti con i tradizionali sistemi di
produzione. Secondo l’Economist, nei prossimi anni le stampanti 3D potranno essere utilizzate
per produrre qualsiasi cosa, dall’oggetto più piccolo a un intero garage.
I nuovi metodi di produzione porteranno anche a importanti cambiamenti nella geografia delle
catene di produzione. Un progettista al lavoro in un paesino sperduto e inaccessibile potrà
costruirsi utensili e strumenti da sé, senza doversi spostare. Potrà, per esempio, scaricare da
Internet le istruzioni per la costruzione della cosa che gli serve, inviarle alla stampante e
attendere che questa realizzi l’oggetto desiderato.
Per l’Economist la terza rivoluzione industriale sarà accompagnata e resa possibile anche
dall’affermarsi di nuovi materiali più leggeri, più resistenti e duraturi rispetto a quelli che
abbiamo utilizzato fino a ora. Il cambiamento in effetti è già in corso in diversi ambiti: la fibra
di carbonio sta per esempio sostituendo l’acciaio e l’alluminio in diversi prodotti dalle mountain
bike agli aeroplani. Altri sistemi di produzione rendono possibile la costruzione
nell’infinitamente piccolo, le nanotecnologie, e altri ancora di sfruttare la genetica per creare
molecole o microrganismi che aumentino l’autonomia delle batterie. La possibilità di mettere in
comunicazione centri di ricerca, progettisti ed esperti in tempo reale attraverso Internet sta
contribuendo alla terza rivoluzione industriale, con tempi sempre più brevi per progettare e
sviluppare nuove idee senza particolari vincoli legati alle distanze geografiche.
Cambieranno anche le fabbriche, e in molti casi il fenomeno si sta già verificando. Non ci
saranno più macchinari azionati da operatori in ambienti rumorosi e sporchi di olio. Molti
stabilimenti saranno silenziosi, quasi del tutto automatizzati e in grado di produrre a medie
molto più alte delle attuali. Alcuni produttori di automobili grazie all’innovazione e al digitale
producono già il doppio delle auto per ogni impiegato rispetto a quanto facessero solo dieci
anni fa. Il lavoro “umano” si sposterà sempre di più dagli stabilimenti agli uffici dove si
effettuano i progetti, si sviluppano i sistemi di produzione e si promuovono i prodotti. Le
catene di montaggio cambieranno radicalmente e si arriverà a un certo punto in cui non
serviranno più operai impegnati a compiere ogni giorno per infinite volte il gesto di avvitare
una vite, perché non serviranno più le viti.
Uno degli aspetti più interessanti del cambiamento immaginato dall’Economist è legato alla
possibilità che, dopo anni di produzioni in Oriente nei paesi dove la manodopera costa meno, i
paesi industrializzati occidentali tornino a produrre con risorse interne. Il fenomeno per
particolari settori si sta già verificando: i produttori riportano le catene di produzione nei loro
paesi non perché in Oriente gli stipendi iniziano a costare di più, ma perché le società vogliono
essere più vicine ai loro clienti per soddisfare le loro richieste di alta personalizzazione dei
prodotti e per rispondere ai cambiamenti nella domanda. Alcuni prodotti sono poi così
sofisticati da richiedere che le aree di progettazione e di costruzione siano vicine, per ogni
evenienza. Secondo le analisi economiche più recenti, in particolari settori come i trasporti,
l’informatica e i metalli, il 10 – 30 per cento dei prodotti che ora gli Stati Uniti importano dalla
Cina potrebbero essere costruiti direttamente negli USA a partire dal 2020, con vantaggi
economici non indifferenti per l’economia statunitense.
La terza rivoluzione industriale prospettata dall’Economist potrà portare a grandi vantaggi, ma
solo se i governi nazionali si renderanno pienamente conto delle sue potenzialità. In molti
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paesi prevale ancora un modo antiquato di vedere l’industria e i sistemi di produzione: si tende
a tutelare le realtà che già esistono e che funzionano con vecchi schemi, negando la possibilità
alle imprese di nuova concezione di emergere. La reazione alla crisi economica di questi anni
ne è stata una chiara dimostrazione. In molti paesi i governi hanno dato sovvenzioni e risorse
economiche ai grandi gruppi industriali per tenerli in piedi, ponendo di rado come condizione
una radicale revisione dei loro sistemi produttivi.
Mentre infuria la rivoluzione, i governi dovrebbero attenersi alle basi: migliori scuole per una
forza lavoro altamente preparata, regole chiare e un campo di gioco uguale per le imprese di
tutti i tipi. Il resto lasciatelo ai rivoluzionari.
Frequenze Tv, Pier Silvio Berlusconi: asta assurda, Mediaset fuori
Fonte: Newslinet http://www.newslinet.it/notizie/frequenze-tv-pier-silvio-berlusconi-asta-assurda-mediasetfuori
"La nuova gara per le frequenze? Così com'è congegnata rischia di escludere Mediaset in
partenza. E' assurdo, sembra di essere tornati ai tempi del governo Prodi in cui Paolo Gentiloni
era ministro. Al momento una sola cosa è certa: sarà un'asta al ribasso".
Lo afferma Pier Silvio Berlusconi in un'intervista alla Repubblica nella quale sottolinea:
"vedremo più avanti se presentare la nostra offerta, decideremo se partecipare o no quando
l'Agcom avrà fissato i paletti reali, ma di sicuro combatteremo fino in fondo per difendere il
sacrosanto diritto a essere ai nastri di partenza". Parlando del defunto beauty contest,
Berlusconi ricorda che "ricalcava quello che è stato fatto nelle gare per le frequenze in quasi
tutto il resto del mondo" mentre sull'inopportunità di regalare un bene dello stato in un
momento in cui si chiede sacrifici ai cittadini si dice d'accordo "in linea di massima. Però in
questo caso - spiega - parliamo di un bene da piazzare in un mercato sovraffollato che faticvaa
a tenere in piedi le aziende che ci sono. Il tetto ai cinque multiplex rischia di mettere fuori
gioco prima del via sia Mediaset che la Rai. Un assurdo visto che siamo le due aziende italiane
che investono di più in contenuti e frequenze". Infine, sulla ristrutturazione della società
spiega: "abbiamo messo in atto una manovra che ci farà risparmiare almeno 250 milioni di
euro in tre anni. Non ci sono terapie d'urto sul personale". L'ex premier Silvio Berlusconi non
ha preso bene la scelta del governo di "colpirlo" con l'arma impropria del beauty contest e ha
annullato il pranzo previsto con il premier Mario Monti. Palazzo Grazioli ha assicurato che il
forfait mira a "non alimentare polemiche e a evitare o prevenire insinuazioni malevole su
questioni inerenti le frequenze televisive", oltreché per consentire gli organi statutari del Pdl di
valutare "i provvedimenti fiscali", casa e le misure per la crescita che "il governo si accinge a
varare". Summit rinviato, dunque. Berlusconi senior non ha gradito le scelte di Corrado
Passera, non ha digerito l'atteggiamento soft del professor Monti, e non considera rassicurante,
a quanto si apprende, neanche il clima da 'caccia alle streghe' che travolge la politica, vittima
di scandali giudiziari che coinvolgono soprattutto personalità di centrodestra. (TM News)
DTT, dividendo interno. Zappia (a.d. Sky): asta frequenze aprira' mercato, vedremo
se partecipare. Mediaset tollera Premium in perdita pur di frenarci
Fonte: Newslinet http://www.newslinet.it/notizie/dtt-dividendo-interno-zappia-ad-sky-asta-frequenze-apriramercato-vedremo-se-partecipare-med
La scelta del governo Monti sulle frequenze tv e' "un importante passo avanti" che getta le basi
"per favorire e accelerare un'evoluzione piu' aperta e pluralista del mercato televisivo".
E' il giudizio di Andrea Zappia, a.d. di Sky Italia, che in un'intervista a Il Sole 24 Ore giudica
positivamente la strada intrapresa dal governo in alternativa al beauty contest. Su quest'ultima
procedura Sky Italia aveva presentato ricorso al Tar lo scorso anno. "E' ancora presto per dire"
se Sky partecipera' alla gara, ha continuato il manager: "Decideremo solo quando saranno noti
tutti i dettagli". Nell'intervista Zappia spegne i rumors su trattative del gruppo Murdoch per
Fastweb ("In questo momento non esiste alcuna trattativa in tal senso") e non manca di
punzecchiare Mediaset sul business della pay tv: "Provo un certo disagio nel pensare che
venga tollerato un business strutturalmente in perdita, con l'ennesimo posticipo di pareggio,
con la tesi che e' giusto operare in questo modo per controllare la crescita di Sky". (Radiocor)
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Il marzo della Tv digitale
Fonte: Millecanali http://www.millecanali.it/il-marzo-della-tv-digitale/0,1254,57_ART_9810,00.html
Nella consueta analisi di Starcom, l’andamento della Tv digitale nel mese da poco trascorso.
23 Aprile 2012
Ecco l'analisi di Starcom:
«Continua a crescere il consumo della tv digitale non generalista che a marzo 2012 supera il
29% di share nel totale giorno guadagnando oltre 5 punti percentuali rispetto a un anno fa.
Mattina e pomeriggio sono le fasce più forti in termini di ascolti, con picchi rispettivamente del
35% e 33% di share. Nel dettaglio, il gruppo Altre Tv digitali (terrestri + satellitari) ottiene il
23.5%, + 4 punti percentuali nel totale giorno in confronto a marzo 2011. Il pubblico delle
Altre Tv Digitali si concentra soprattutto la mattina con oltre il 31% di share. Il restante 5.6%
di share appartiene al gruppo Sky+Fox (solo tv satellitare) che, rispetto a un anno fa,
conquista il + 24% di ascolti e mostra un pubblico sempre più affezionato e interessato ai
palinsesti di prime time e seconda serata.
Cielo, il canale di Sky gratuito su Dtt ottiene lo 0.5% di share grazie a una strategia editoriale
che punta sempre più a investire su volti e produzioni italiane, pensiamo ai nuovi reality 'Voglio
vivere così', con Giorgia Wurth, e I'l Principiante', con Emanuele Filiberto di Savoia, all'attualità
di Michele Santoro e del suo 'Servizio Pubblico', ai contenitori di informazione 'Rapporto Carelli'
e 'Buongiorno Cielo' con Paola Saluzzi.
Tra i canali del gruppo Altre Tv digitali, i più visti sono quelli dedicati al cinema e
all'intrattenimento, ai programmi per bambini, allo sport. Rai 4 mantiene la leadership con
oltre 113 mila spettatori nel minuto medio e la migliore performance mensile ottenuta grazie al
film di guerra 'The Hurt Locker' (713 mila spettatori in fascia 22-23 mercoledì 7 marzo),
seguono Rai Premium con 110 mila, Iris con 107 mila, Real Time con 104 mila.
In evidenza la performance di Rai Premium: l'emittente dedicata alla fiction televisiva di
produzione italiana guadagna quattro posizioni in classifica rispetto al mese scorso e conta
sulle repliche di serie poliziesche di successo, proposte in prime time, come 'Il Commissario
Manara' (migliore performance mensile: 589 mila spettatori domenica 18 marzo, fascia 22-23),
'Il Maresciallo Rocca', 'La stagione dei delitti 2', 'Ho sposato uno sbirro'.
Marzo brillante anche per il canale pay di Mediaset Premium Calcio HD (79 mila spettatori nel
minuto medio), i cui ascolti beneficiano delle partite di Champions League con protagoniste
Milan, Napoli, Inter oltre che del Campionato di serie A (la partita più vista del mese su questo
canale è Juventus-Inter con 1 milione e mezzo di spettatori sintonizzati domenica 25 marzo in
fascia 21-22). Tre posizioni in top ten sono occupate dai canali per bambini: Boing risulta il più
seguito (96 mila spettatori nel minuto medio), anche se deve affrontare la concorrenza di Rai
Yo Yo (76 mila) e Cartoonito (72 mila).
Passando al gruppo Sky+Fox, sono i canali sportivi ad avere la meglio. Sport 1 si piazza ancora
una volta sul gradino più alto del podio con oltre 54 mila spettatori nel minuto medio. Sul
primo canale del pacchetto 'Sport' di Sky la partita più vista è stata Milan-Barcellona,
Champions League (1,5 milioni di audience mercoledì 28 marzo in fascia 21-22); lo stesso
incontro è stato trasmesso anche su Sky Calcio 1, dove nella stessa fascia oraria ha coinvolto
altri 244 mila spettatori. Subito dietro, Calcio 1 con 41 mila spettatori nel minuto medio
(partita più vista: Milan-Roma di sabato 24 marzo, fascia 19-20: 1,3 milioni di audience)».
La Rai secondo Valentini e De Zulueta
Fonte: Millecanali http://www.millecanali.it/la-rai-secondo-valentini-e-dezulueta/0,1254,57_ART_9811,00.html
Giovanni Valentini e Tana De Zulueta si pronunciano per una Rai intesa come “bene comune” e
si organizzano assieme all’associazione MoveOn.
Elena D’Alessandri (*)
23 Aprile 2012
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Un po' atipico, ma certamente efficace, il titolo dell'iniziativa svoltasi il 18 aprile a Roma: “Rai
bene comune”. Si è trattato di un dibattito, che ha visto come protagonisti Giovanni Valentini e
Tana de Zulueta, promosso dall'associazione “Libertà e Giustizia”.
Libertà e Giustizia è nata nel 2002 a Milano, promossa da intellettuali del livello di Gae Aulenti,
Giovanni Bachelet, Enzo Biagi, Umberto Eco, Alessandro Galante Garrone, Claudio Magris,
Guido Rossi, Giovanni Sartori, Salvatore Veca e Umberto Veronesi. Tra gli scopi dichiarati nel
suo “Manifesto”: “dare un senso positivo all'insoddisfazione che cresce verso la politica,
trasformandola in partecipazione e proposta”, per porsi come “l'anello mancante fra i migliori
fermenti della società e lo spazio ufficiale della politica”. L'incontro romano è stato coorganizzato anche da MoveOn, associazione di cittadini (nata su ispirazione del movimento
statunitense che ha sostenuto l'elezione di Obama) che si prefigge di lottare per la democrazia
attraverso azioni partecipate al livello locale, nazionale e, insieme ad analoghe reti straniere,
internazionale.
L'incontro, per quanto non “rivoluzionario” nelle tematiche affrontate (la partitocrazia dilagante
in Rai? quale novità?!) meritava probabilmente una maggiore eco mediatica e finanche una
sede più adeguata, e non solo un pubblico ristretto per quanto qualificato, come è accaduto, in
una saletta un po' grigia della Chiesa Valdese di Roma, a piazza Cavour.
Scopo dell'iniziativa: mettere in luce le enormi criticità della Tv di Stato ed esporre i punti di
una riforma possibile, pensata per “liberare la Rai dai partiti” e quindi renderla, effettivamente,
un “bene comune” (senza qui entrare nella incertezza definitoria - politica e giuridica - di
questa espressione ormai di moda…). A moderare l'incontro, il giornalista Massimo Marnetto,
uno dei promotori di “Libertà e Giustizia”. Era previsto anche un intervento dell'ex Presidente
Rai, Roberto Zaccaria, il quale però non ha potuto prender parte al dibattito.
Toni appassionati ed accesi quelli del giornalista Valentini, editorialista de “la Repubblica” (è
stato cofondatore della versione web del quotidiano scalfariano, cura da anni la rubrica fissa “Il
Sabato del Villaggio”, è autore - tra l'altro - de “La sindrome di Arcore” per i tipi di Longanesi
nel 2009), il cui esordio è stato: “La Rai che dobbiamo pretendere, cui abbiamo diritto, è una
Tv di Stato che deve passare dall'attuale 'Rai dei partiti' alla 'Rai dei cittadini' ed a qualcosa
che sia veramente 'al servizio del pubblico'. E questo è attuabile innanzitutto liberandosi
dall'ossessione dell'audience e della raccolta pubblicitaria, a tutto detrimento del prodotto (di
qualità), che invece dovrebbe rappresentare il reale e primario obiettivo della sua azione. La
Rai degli albori ha rappresentato un motore importante contro l'analfabetismo. Ed oggi, cosa
offre la Rai, schiava dei partiti e del potere?”.
Valentini ha fatto cenno a Lord Reith, fondatore della Bbc, il quale riteneva che il ruolo di un
servizio pubblico si esplicasse attraverso le classiche 3 funzioni: “educare, informare,
intrattenere”. Ed è a queste funzioni che si deve ricondurre anche la Televisione pubblica
italica. Che sembra invece aver rinunciato alla prima funzione, che male cura la seconda, e che
appare tutta concentrata sulla terza…
L'effettiva riforma della “governance” può essere messa davvero in atto, a detta di Valentini,
soltanto attraverso un trasferimento delle azioni, ora in mano al Ministero del Tesoro, ad una
costituenda “fondazione di diritto pubblico”, che faccia capo alla società civile, sul modello
tedesco.
È proprio qui che si è inserita l'ex senatrice Tana De Zulueta (già giornalista di “The
Economist”, eletta in quota Ulivo-Verdi, non più ricandidata dal 2008), ribadendo l'importanza
dei sopracitati punti e continuando ad esporre i capisaldi di una riforma che “liberi” la Rai dai
partiti. La riforma, manifestata anche al Premier Monti attraverso una “lettera aperta”
promossa da MoveOn, prevede ben 3 leggi di riforma indispensabili in un Paese democratico:
(1.) riforma della Rai, (2.) legge sul conflitto di interessi, (3.) antitrust. Per troppi anni, infatti,
ha proseguito l'ex senatrice, la Rai è stata soltanto un “circolo chiuso” tra operatori e politica,
tagliando di fatto fuori i veri interlocutori cui il servizio è rivolto, la cittadinanza. Il primo punto
verso l'auspicata riforma consiste nella costituzione di un “Consiglio nazionale di utenti”, che
funga da organo “ponte” tra Tv pubblica e partiti, che abbia in sé la rappresentanza di varie
espressioni della società civile.
Questo organo dovrebbe andare a nominare sia il Cda Rai, ristretto a 5 consiglieri, sia il
Consiglio Agcom. È necessaria una sfasatura temporale tra le nomine dei 2 Consigli ed i cambi
di legislatura in Parlamento. Infine, la riforma prevede maggiore partecipazione da parte dei
cittadini, e quindi una forma di “maggiore interattività”, che consenta agli utenti di verificare
10
che la Rai rispetti effettivamente il suo ruolo di “servizio pubblico”, ed eventualmente
intervenire, sulla base dell'esempio già avviato dalla Bbc.
Uno dei concetti essenziali della proposta: “Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri
proprietari di un'azienda che finanziano tramite il canone, eleggono direttamente alcuni
componenti nel Consiglio per le Comunicazioni audiovisive”. Hanno aderito alla proposta - tra
gli altri - ben tre segretari di partito: Pierluigi Bersani, Antonio Di Pietro e Nichi Vendola.
Sostengono l'iniziativa anche Articolo 21, Usigrai, Libertà e Giustizia, A Sud, Rete Viola,
Liberacittadinanza, IndigneRai, Il Popolo Viola, Tilt, Alternativa, Il Teatro Valle Occupato, Errori
di Stampa, Il Comitato del Sole, Libertà e partecipazione, European Alternatives, Slow Music…
Si può manifestare la propria adesione sul sito web del movimento: www.moveonitalia.it.
La parte successiva della kermesse si è concentrata sull'“anomalia” italiana, sia in termini di
conflitto di interessi sia rispetto all'antitrust, con ovvi ed in verità non innovativi commenti
sull'era berlusconiana come massima espressione di un periodo - per così dire - di
“deregulation”. Ha chiuso l'incontro Valentini (che si definisce un anti-berlusconiano della
prima ora), con un intervento sulle frequenze: “Il problema delle frequenze è la più alta
rappresentazione scenografica del conflitto di interessi in questo Paese”. Tutta la vicenda
rappresenta “uno scandalo”. Non si comprende infatti perché un bene pubblico come le
frequenze debba essere dato “in dono” a Rai e Mediaset , che peraltro già ne hanno in
abbondanza.
Ma tutto questo “teatrino” attorno alle frequenze - secondo il giornalista de “la Repubblica” altro non è se non il tentativo dei due grandi player di ostacolare la libera concorrenza, sia in
termini di raccolta pubblicitaria sia di pluralismo dell'informazione. Numerosi gli interventi del
pubblico: in verità, non si è trattato di domande, ma piuttosto di diffuse “lamentazioni” su un
“sistema” che complessivamente non funziona. E la gran parte degli intervenienti ha mostrato
di non credere nei presunti poteri… “miracolosi” dell'Esecutivo Monti.
(*) Responsabile di ricerca IsICult - Istituto italiano per l'Industria Culturale
Switch-off Molise: le date del passaggio al digitale terrestre
Fonte: TV Digital Divide http://www.tvdigitaldivide.it/2012/04/19/switch-off-molise-le-date-del-passaggio-aldigitale-terrestre/
19 apr 2012 - di quezal (Matteo Bayre)
Ci siamo! La tv digitale terrestre sta arrivando anche nella regione del Molise. Tra il 16 e il 18
maggio 2012 verrà eseguito in tutti i comuni della regione il cosiddetto Switch-off che
spegnerà tutti i vecchi canali analogici e andrà ad accendere solo quelli digitali. La transizione
televisiva digitale televisiva coinvolgerà i 136 comuni del Molise e i suoi 319 mila abitanti.
Il Ministero dello sviluppo ha suddiviso il Molise in aree tecniche, che coincidono più o meno
con le due province, e ha anche predisposto il calendario dei lavori dello Switch-off della
regione:
Tra il 16 e il 18 maggio: eseguirà lo switch-off la città di Isernia (16 maggio), insieme ai
comuni di Castel del Giudice, Longano, Pesche, Acquaviva d’Isernia, Miranda, Roccasicura,
Sant’Agapito, Scapoli, e tutti quelli della provincia di Isernia (Vedi qui il calendario completo
comune per comune);
Dal 17 e al 18 maggio: sarà la volta di Campobasso (18 maggio), insieme ai comuni di
Campochiaro, Castelmauro, Duronia, Fossalto, Larino, Mafalda, Montefalcone del Sannio,
Morrone del Sannio, Riccia, Rotello, Termoli, e tutti i rimanenti comuni della provincia di
Campobasso (Vedi qui il calendario completo comune per comune).
Ministero del lavoro: parte le distribuzione dell'opuscolo su sui diritti dei lavoratori
affetti da patologie invalidanti
Fonte: Studio Cataldi http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_11815.asp
Il ministro Fornero e la consigliera nazionale di parità Servidori hanno presentato durante una
conferenza stampa un opuscolo intitolato "Patologie oncologiche e invalidanti - Quello che è
importante sapere per le lavoratrici e i lavoratori". L'opuscolo all'obiettivo di fornire
informazioni ai lavoratori affetti da patologie oncologiche su quelli che sono i propri diritti e
11
quelli dei propri familiari. La pubblicazione tratta, tra le altr cose, dei i congedi, del diritto al
part-time, dei sostegni economici, delle tutele legate ai contratti collettivi e dei passi da fare
per la domanda di invalidità civile. Il ministro Fornero ha sottolineato quanto sia importante
che la patologia non comporti discriminazioni sul lavoro. Sono già pronte 15.000 copie che
saranno distribuite nei luoghi di lavoro nelle strutture sociosanitarie. Il ministro dichiara che
l'obiettivo è di arrivare a tutti i lavoratori in modo che si possa dare un aiuto ai malati per
sentirsi meno soli. La pubblicazione è stata redatta dal Tavolo di coordinamento nazionale
costituito della Consigliera Nazionale di parità, dalle Associazioni di Volontariato FAVO, AIMaC e
KOMEN ITALIA e dalle Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL, UIL, UGL e CONFSAL.
Rapporto Ocse 2012: diminuiscono i prestiti alle Pmi e crescono i fallimenti
Fonte: SuperMoney http://prestiti.supermoney.eu/news/2012/04/rapporto-ocse-2012-diminuiscono-i-prestitialle-pmi-e-crescono-i-fallimenti-003576.html
20-04-2012 • Clelia Giulia Pellegrino
Il Rapporto 2012 dell’Ocse sul finanziamento delle Pmi evidenzia un accesso ai prestiti difficile
e una crescita dei fallimenti.
Prestiti Pmi
Situazione nera per le piccole e medie imprese. Il Rapporto 2012 dell’Ocse sul finanziamento
delle Pmi mostra un quadro particolarmente negativo: in particolare si evidenzia una crescita
del numero dei fallimenti, che tra il 2007 e il 2010 sono passati da 11,2 fallimenti ogni 10 mila
imprese a 20,3. Secondo i dati del Rapporto l’anno peggiore è stato il 2009, tranne che per
Canada, Corea e Portogallo.
Fallimenti Pmi
Nel corso del 2010 le aziende che hanno dovuto chiudere i battenti “hanno continuato ad
aumentare in Danimarca, Ungheria, Italia, Slovacchia e Svizzera. Hanno invece continuato a
diminuire in Finlandia, Francia, Olanda, Svezia e Regno Unito, sebbene rimangano ancora
superiori ai livelli del 2007”, questo è quanto si legge nel Rapporto.
Finanziamenti Pmi italiane
Sul fronte dei prestiti si nota come sia basso l’accesso al credito delle Pmi italiane, nonostante
queste rappresentino il 99,9% del totale delle aziende ed occupino l'80% della forza lavoro.
I numeri parlano chiaro:nel 2010 i prestiti concessi alle PMI nel nostro Paese hanno costituito il
19% del totale dei finanziamenti concessi alle imprese (26% della Francia, il 29% degli USA ed
il 77% del Portogallo). La distribuzione dei prestiti bancari nel 2010 ha visto destinare il 40%
del credito alle grandi imprese, il 26% al credito al consumo, il 14% al settore pubblico, il
9,6% alle istituzioni finanziarie) e solo il 10% alle PMI. Fatto positivo è che il tasso di crescita
dei prestiti alle Pmi italiane, che è passato dal 2,2% del 2008 al 6,6% del 2010, mentre è
diminuito in Finlandia, Nuova Zelanda, Portogallo, Slovenia, Regno Unito e Svezia.
A livello generale, nell’intera zona Ocse “le Pmi hanno affrontato condizioni nei prestiti più
severe rispetto alle grandi aziende, sotto forma di maggiori tassi di interesse, minore durata e
con l'aumento delle garanzie richieste”.
I programmi della Tv Svizzera nel 2012 tra tenuta e innovazione
Fonte: Digital Sat http://www.digital-sat.it/ds-news.php?id=29544
Inserito da: Simone Rossi (Satred)
Fonte: Digital-Sat (com.stampa)
Nel corso di una conferenza stampa tenutasi giovedì 19 aprile presso gli Studi RSI di Lugano
Besso, il Direttore RSI Dino Balestra ha gettato uno sguardo retrospettivo sullo scorso anno
annunciando quindi le principali novità in atto nel 2012.
Ascolti Radio
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Dal punto di vista degli ascolti, il 2011 ha confermato per le tre Reti Radio RSI una sostanziale
tenuta su livelli altissimi, i più elevati non solo all'interno della SRG SSR, ma anche della
maggior parte delle radio europee di servizio pubblico. La RSI ha infatti raggiunto una quota di
mercato complessiva del 70.6%. Se ad essa sommiamo il 12.5% delle consorelle svizzera
tedesca e romanda, la SRG SSR arriva all'83.1%. Per quanto attiene alle singole Reti RSI, Rete
Uno è al 46.7% (con una lieve flessione di 0.8 punti rispetto al 2010); Rete Due si mantiene
stabile al 5.5%; Rete Tre progredisce ulteriormente passando dal 17.8% del 2010 al 18.5% del
2011.
Ascolti TV
Anche per la Televisione, nonostante la sempre maggiore concorrenza(non solo di altri canali,
ma anche di nuovi media e nuove modalità di fruizione/consumo), RSI ha retto il colpo
raggiungendo una quota di mercato complessiva del 30.6% sulle 24 ore e del 36.7% nel prime
time (dalle ore 18.00 alle ore 23.00), con una flessione, in entrambi i dati, dell'1.4%. Con
queste cifre RSI si conferma la più seguita nella Svizzera italiana superando largamente RAI e
Mediaset.
RSI LA 1 ha conseguito nel 2011 una QDM del 29.3% in prime time e del 23.5% sulle 24 ore;
RSI LA 2 del 7.4%, rispettivamente 7.1%.
Nuovi Media
Nel 2011 il sito web www.rsi.ch è stato visitato complessivamente per oltre 11 milioni di volte
con un aumento di 1.1 milioni di accessi rispetto all'anno precedente. Le pagine più
frequentate sono state, nell'ordine, la Meteo (4.4 milioni di accessi), l'Informazione (1.2
milioni), lo Sport (700 mila) e quelle della Comunicazione (230 mila accessi).
È cresciuto anche il numero di trasmissioni delle tre Reti Radio visionabili e scaricabili da
www.rsi.ch/podcast, passato in un anno da 96 a 120. Gli accessi complessivi hanno sfiorato nel
2011 i 5 milioni.
La RSI ha anche aumentato sensibilmente la sua presenza attiva nei principali Social
Media(Facebook e Twitter). In pochi mesi si è dotata di una strategia, ha aperto il dialogo con
gli utenti su Facebook e Twitter, ha raccolto le prime comunità di fan attorno alle pagine di
alcune Reti e programmi (Rete Tre, Affari di Famiglia, il Tabellone di Molla l'osso ) e ha
promosso la diffusione dei Frontaliers su web tramite YouTube, con un canale, RSIchannel, che
in pochi mesi ha superato le 200mila visualizzazioni di video.
Collaboratori
A fine 2011 la RSI contava 1'178 collaboratrici e collaboratori, pari a 1'053 posti a tempo
pieno. Di questi 99 hanno un passaporto straniero e 37 (il 3% del totale) sono frontalieri. Il
28% dei collaboratori ha ormai una formazione di livello universitario.
Esercizio 2011
Si è concluso con ricavi complessivi pari a 240 milioni di CHF, costi di personale (il 54.7% del
totale), di produzione, di esercizio e di ammortamento pari a 239 milioni di CHF, con un utile di
1 milione di CHF.
Palinsesto estivo 2012
Pur non stravolgendo il proprio palinsesto, sia Radio che Televisione proporranno nei mesi
estivi alcune novità in sintonia con la stagione delle vacanze. In Televisione, per esempio, vi
saranno il gioco Cash Estate, su RSI LA 1 dal lunedì al sabato alle 20.40, sullo sfondo di laghi,
lidi e fiumi della Svizzera italiana; la serie di documentari Sottosopra. Orizzonti di montagna, il
sabato alle 21.00, sempre su RSI LA 1; e ancora la serie in undici puntate Via per sempre
dedicata a famiglie che hanno deciso di abbandonare la Svizzera per affrontare nuove
avventure personali ed esistenziali.
RSI LA 2 propone invece un'estate all'insegna dei grandi appuntamenti sportivi in diretta e in
alta definizione: dai Campionati Europei di calcio a Wimbledon ai 30.esimi Giochi olimpici di
Londra, per i quali la SRG SSR creerà anche tre canali speciali live su internet, senza
commento, affinché il pubblico abbia davvero la possibilità di seguire praticamente minuto per
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minuto e disciplina per disciplina l'appuntamento principe del 2012. Tra le offerte non sportive,
due giornate speciali dedicate a Hermann Hesse ( martedì 10 luglio) e a Marylin
Monroe(domenica 5 agosto) per ricordare il 50esimo dalla loro scomparsa.
Quanto alla Radio, Rete Unoprosegue il consolidamento già in atto da alcuni mesi del suo
palinsesto (nuove fasce, nuove rubriche, nuovi programmi) sottolineando la sua presenza tra
la gente con sei uscite settimanali della Squadra esterna. Rete Due sarà il vettore ideale per
seguire i n diretta i principali festival musicali estivi: offrirà infatti tutte le sere tra le 20.00 e le
22.30 un concerto live (classico, ma anche jazz e world). Spazio anche alle rassegne letterarie,
da Poestate Lugano a Letteraltura Verbania. Quanto a Rete Tre, essa seguirà c on taglio ironico
gli Europei di calcio, ma anche le rassegne rock, pop, jazz e blues che contrappuntano il nostro
territorio, da Palco ai Giovani a Estival Jazz a Moon&Stars a Blues to Bop. Sempre su Rete Tre,
il sabato mattina, una grande Caccia al tesoro in collaborazione con Autopostale Ticino e, da
giugno a dicembre, in collaborazione con Percento culturale Migros, il rinnovato appuntamento
con Alla ricerca del dialetto perduto... 2, la vendetta, sulla scia della fortunata trasmissione
nata nel 2010.
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