Cosa è il Diabete
Il Diabete mellito è una malattia cronica caratterizzata
- da una eccessiva concentrazione di glucosio nel sangue,
- dalla insorgenza, nel suo decorso, di numerose
complicanze e
- da una riduzione della speranza di vita di 5-10 anni.
Si definisce Diabete ogni condizione caratterizzata da un
valore di glicemia plasmatica a digiuno superiore a 125 mg/dL.
A.I.L.D.
Associazione Italiana Lions
per il Diabete
ONLUS
IL DIABETE MELLITO:
CAUSE E RIMEDI
Il Diabete insorge
- quando il pancreas non produce una quantità di insulina
sufficiente per l’utilizzazione del glucosio (Diabete di Tipo
1), o
- quando l’organismo perde la sua normale sensibilità
all’azione della insulina (Diabete di Tipo 2).
Il Diabete di Tipo 1 è causato dalla distruzione
autoimmunitaria delle cellule beta del pancreas che producono
insulina e non è possibile prevenirlo.
Interessa il 5-10% dei casi di Diabete.
Può essere curato solo con insulina somministrata mediante
iniezioni multiple o con una infusione sottocutanea continua.
Il Diabete di Tipo 2 è strettamente correlato con l’aumento del
peso corporeo determinato da una eccessiva introduzione calorica e da
un difetto di attività fisica e può essere prevenuto con la correzione
dello stile di vita.
Interessa il 90-95% dei casi di Diabete.
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Può essere curato, oltre che con misure di ordine alimentare e
motorio, con farmaci antidiabetici orali e/o con insulina.
Diffusione del Diabete
Il Diabete ha assunto i caratteri di una pandemia a livello
mondiale. Ciò si deve soprattutto alla crescente diffusione del Diabete
di Tipo 2 che, attualmente, colpisce circa 300 milioni di persone con
un incremento di quasi 10 volte rispetto ai valori registrati negli anni
’80. Si prevede che nel 2030 la popolazione diabetica globale supererà
la cifra di 400 milioni.
Una cifra eguale o addirittura superiore è quella dei soggetti
con Prediabete, intendendosi con questa definizione un valore di
glicemia a digiuno compreso fra 100 e 125 mg/dL.
In Italia almeno 3 milioni di soggetti sanno di essere diabetici,
ma un altro milione di persone sono affette da Diabete senza saperlo.
Ai 4 milioni di diabetici si devono aggiungere, inoltre, altri 4 milioni
di soggetti affetti da Prediabete.
La prevalenza del Diabete in Italia, come nel resto di Europa,
fra le persone di età compresa fra 20 e 79 anni è dell’ordine dell’8%
ma questa percentuale sale al di sopra del 15% nella popolazione di
età superiore a 65 anni.
Le persone con Diabete hanno un rischio da 2 a 4 volte
maggiore di andare incontro a malattie cardiovascolari
(macroangiopatiche): infarto del miocardio, scompenso di cuore, ictus
cerebrale, insufficienza vascolare degli arti inferiori. Inoltre, l’infarto
del miocardio nelle persone con Diabete è gravato di una mortalità
superiore di quella osservata in coloro che non soffrono di questa
patologia.
Malattia&
cerebrovascolare
Malattia&
cardio/
vascolare
Vasculopatia&
periferica
Complicanze croniche del Diabete
La gravità dell’impatto del Diabete sulla salute pubblica è
dovuta alle complicanze croniche che si sviluppano nel tempo in
mancanza di un adeguato controllo metabolico.
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Accanto al sistema cardiovascolare, il Diabete colpisce altri
apparati organici quali i reni, gli occhi ed il sistema nervoso
periferico.
Il Diabete è infatti
- una delle maggiori cause di insufficienza renale terminale e
di terapia dialitica,
- la principale causa di cecità acquisita e,
- attraverso il danno dei nervi periferici, la causa del piede
diabetico.
- Dal 40 al 60% delle amputazioni non traumatiche degli arti
inferiori è dovuto al diabete.
Nefropatia, retinopatia e neuropatia periferica sono tutte
complicanze dovute al danno del microcircolo e vengono perciò
definite microangiopatiche.
La crescente diffusione del Diabete e la gravità delle sue
complicanze ha importanti risvolti anche sotto il profilo economico.
In Italia, i costi diretti dovuti all’acquisto di farmaci, alle visite
mediche e all’ospedalizzazione riferibili al Diabete sono di 4 volte
superiore rispetto a quelli di un non diabetico. Il costo medio della
assistenza sanitaria ad un paziente diabetico supera infatti i 3000 €
contro il costo per un non diabetico di circa 800 €.
Ai costi diretti vanno poi aggiunti i costi indiretti riferibili
all’assenza dal lavoro, alla inabilità e alla morte precoce ed i costi
immateriali legati alla ridotta qualità della vita ed alla partecipazione
dei familiari ai drammi vissuti dai pazienti.
Come si cura il Diabete
Una delle maggiori sfide che la moderna diabetologia deve
affrontare è la prevenzione delle complicanze croniche del Diabete.
Questo obiettivo lo si ottiene con un buon controllo della glicemia e la
neutralizzazione degli altri fattori di rischio eventualmente associati al
Diabete.
I capisaldi della terapia del Diabete sono comuni, sia pure con
alcune varianti, al Diabete di Tipo 1 e di Tipo 2:
- l’adozione di uno stile di vita corretto sia per quanto
riguarda l’alimentazione che l’attività fisica;
- l’uso appropriato degli strumenti farmacologici e
- l’automonitoraggio della glicemia da parte del paziente.
I soggetti con Diabete di Tipo 1, ad insorgenza prevalente in
età infantile od adolescenziale, devono aver un tenore di vita non
diverso da quello dei loro coetanei non diabetici. Come nei non
diabetici, la dieta deve garantire l’apporto calorico necessario per il
mantenimento o il conseguimento del peso normale e, sul piano
qualitativo, deve rispettare un rapporto fisiologico fra i diversi
nutrienti. In particolare, una dieta corretta deve prevedere la
composizione descritta nella Tabella 1.
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Tabella 1. Per una ripartizione fisiologica dei
vari nutrienti della dieta
1. Introdurre la quota maggiore di calorie (50-60%) sotto
forma di carboidrati complessi (pane ed analoghi, pasta,
riso, legumi, ecc.).
2. Limitare l’introduzione di zuccheri semplici (dolci) a
meno del 10% della quantità complessiva di carboidrati.
3. Limitare l’apporto totale di grassi al di sotto del 30%
dell’apporto calorico globale rispettando la seguente
ripartizione:
a. Prevalenza di grassi monoinsaturi (olio di oliva)
nella misura del 10-15%
b. Grassi saturi (grassi animali) in misura inferiore al
10%
c. Grassi polinsaturi in misura uguale o inferiore al
10%
d. Colesterolo al di sotto di 300 mg pro die
4. Proteine animali e vegetali (carni bianche, legumi, ecc.)
in misura non superiore al 20 % dell’apporto calorico
globale. Preferire il pesce alla carne per l’apporto di
acidi grassi insaturi.
5. Apporto adeguato di fibre: almeno 15 g pro die
6. Consumare 5 portate di frutta e verdura al giorno (ricche
di antiossidanti).
La composizione descritta della dieta corrisponde, nella
sostanza, alle caratteristiche della dieta mediterranea.
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LA TOP
DEI CIBI ANTIOSSIDANTI
olive
L’attività fisica, anche sportiva, è salutare per un giovane
diabetico come per un non diabetico ma non essenziale per la terapia.
Quando la si pratica, l’attività fisica riduce sensibilmente il
fabbisogno di insulina.
Sul piano farmacologico il Diabete di Tipo 1 può essere curato
solo con insulina. Nello schema di terapia a iniezioni multiple si
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impiega una insulina ad azione ritardata, generalmente in un’unica
iniezione ed una insulina ad azione rapida da somministrare prima di
ogni pasto; alternativamente si può ricorrere alla infusione
sottocutanea continua di insulina ad azione rapida mediante un miniinfusore.
E’ necessaria l’educazione all’automonitoraggio della glicemia
prima ed a distanza di due ore dai pasti per la regolazione delle dosi di
insulina.
Il controllo del Diabete può ritenersi ottimale con
- valori di glicemia a digiuno compresi fra 90 e 120 mg/dL
- valori di glicemia dopo i pasti eguali o inferiori a 140
mg/dL
- valore di emoglobina glicata (HbA1c) eguale o inferiore al
6.5% r, comunque non superiore al 7%.
In ogni caso, la terapia insulinica deve essere regolata così da
ottenere i valori di glicemia più vicini alla norma, minimizzando nel
contempo il rischio di ipoglicemia.
Nel Diabete di Tipo 2 abitualmente associato a sovrappeso o
ad obesità la dieta deve essere moderatamente ipocalorica così da
consentire una riduzione anche modesta del peso corporeo. La
composizione della dieta rimane quella stabilita per il Diabete di Tipo
1.
Deve essere prescritta una attività fisica moderata, sotto forma
di passeggiata a passo svelto, della durata di almeno 30 min al giorno
tranne che nei casi in cui vi siano particolari impedimenti (piede
diabetico, ecc.). L’attività fisica contribuisce alla riduzione del peso
ed incrementa la sensibilità all’insulina patologicamente ridotta nel
Diabete di Tipo 2.
Sul piano farmacologico la terapia del Diabete di Tipo 2
prevede l’uso di antidiabetici orali o di insulina.
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L’automonitoraggio della glicemia è utile nel periodo di
aggiustamento o di variazione della terapia ma non si richiede
l’assiduità e la costanza previste per il Diabete di Tipo 1.
Gli obiettivi glicemici sono, in via teorica, gli stessi del
Diabete di Tipo 1 ma, particolarmente nei soggetti di età più avanzata
o con precedenti cardiovascolari, il controllo glicemico deve essere
assai meno stringente per evitare il rischio dell’iperglicemia.
Vale, per il Diabete di Tipo 2. il principio della
personalizzazione della terapia in rapporto alle caratteristiche
individuali di età, condizioni biologiche e comorbidità.
La terapia è tanto più efficace nella prevenzione delle
complicanze croniche, quanto più precocemente viene iniziata nella
storia naturale della malattia, possibilmente fin dallo stadio di
Prediabete.
Posizione degli Organismi Nazionali ed
Internazionali
L’impatto sulla salute pubblica e sule spese sanitarie dovuto al
Diabete e alle sue complicanze è di tale entità da avere indotto
l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ad approvare, il 20
Dicembre 2006, una risoluzione nella quale si riconosce “il Diabete,
come una malattia cronica debilitante e costosa che si associa a
complicanze che comportano importanti limitazioni alla persona
con Diabete, aggravi per le famiglie, per i Paesi e per il mondo
intero”.
Con la stessa risoluzione, è stata proclamata la Giornata
Mondiale delle Nazioni Unite per il Diabete da osservarsi ogni anno.
In un successivo documento della Assemblea della
Organizzazione Mondiale della Sanità, svolta a Ginevra il 18 Aprile
2008, è stato posto l’accento sul ruolo delle malattie croniche non
comunicabili fra cui il Diabete, nel panorama della moderna medicina,
e si è delineato un “Piano di Azione per una Strategia Globale di
Prevenzione e di Controllo” che include una serie di interventi volti
a modificare i principali fattori di rischio quali il consumo di diete
non salutari e l’inattività fisica.
Nello stesso documento, si fa appello ad una parternship con
organizzazioni non governative e, più in generale, con le Associazioni
di volontariato che possono coadiuvare le Istituzioni pubbliche in
un’area di intervento di enormi dimensioni come è quello che riguarda
il Diabete e a sua prevenzione.
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Il Parlamento Europeo ha recepito le indicazioni della
Organizzazione Mondiale della Sanità varando, il 12 Marzo 2012, una
risoluzione nella quale si invitano gli Stati membri a
1. “promuovere la prevenzione del Diabete di Tipo 2 e della
obesità, con strategie da attuare già in età precoce attraverso
l'insegnamento nelle scuole di abitudini sane in materia di
alimentazione e attività fisica, unitamente a strategie
concernenti stili di vita sani, che includano approcci incentrati
sull'esercizio fisico e sull'alimentazione” e
2. “garantire un sostegno costante al finanziamneto della ricerca
sul Diabete”.
Infine, il Ministero della Salute ha emanato il “Piano
Nazionale sulla Malattia Diabetica”
fra i cui obiettivi figurano quelli di
1. “promuovere stili di vita corretti nella popolazione generale al
fine di ridurre l’incidenza del diabete o ritardarne l’insorgenza,
tenendo sotto controllo l’aumento di sovrappeso e obesità nella
popolazione”;
2. “identificare precocemente le persone a rischio e quelle con
diabete nella popolazione generale” e
3. “coinvolgere le Associazioni di volontariato nella attuazione
locale del Piano”.
Ruolo della Associazione Italiana Lions per il
Diabete ONLUS (A.I.L.D.)
L’Associazione Italiana Lions per il Diabete ONLUS
(A.I.L.D.) è stata fondata nel 1990 ad opera del PDG Aldo Villani e di
un gruppo di Soci Lions ed ha ricevuto, lo stesso anno, ampia
legittimazione dalla sede centrale del Lions Club International ad Oak
Brook negli U.S.A.
L’A.I.L.D. nasce con l’obiettivo di fungere da partner,
secondo le indicazioni della Organizzazione Mondiale della Sanità, in
un programma di sostegno alla ricerca scientifica e di prevenzione del
Diabete e delle sue complicanze.
Il supporto alla ricerca scientifica avviene attraverso
l’erogazione alle Università o a Centri di Ricerca del nostro Paese di
fondi per grant di ricerca, borse e premi di studio. Ciò è reso possibile
dal contributo dei Club che hanno scelto di aderire alla Associazione.
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La destinazione dei fondi ricevuti ed erogati è stata resa
pubblica in più sedi, ivi inclusa l’Assemblea annuale della
Associazione. E’ auspicabile che vi sia un incremento delle adesioni
dei Club del Multidistretto alla Associazione per continuare e
possibilmente intensificare questa opera di supporto alla ricerca
scientifica.
L’A.I.L.D. coltiva l’ambizione di dar vita ad un Centro di
Ricerca a carattere internazionale, con un progetto di lavoro definito,
così come è stato proposto e formalmente anche accettato, ma non
realizzato, da diversi anni.
La prevenzione delle complicanze, in particolare, presuppone
una diagnosi precoce della malattia, cosa non semplice perché il
Diabete – e mi riferisco al Diabete di tipo 2, quello di cui si lamenta
una imponente e crescente diffusione – decorre in modo asintomatico
e si rivela il più delle volte solo in occasione di un incidente
cardiovascolare o di un’altra complicanza.
Per la diagnosi è perciò necessario ricorrere al dosaggio della
glicemia oggi eseguibile, come è noto con una sola goccia di sangue
ricavata dalla semplice puntura del polpastrello.
Il secondo obiettivo che l’A.I.L.D. condivide con quanto viene
auspicato sul piano nazionale ed internazionale, è rappresentato dalla
prevenzione del Diabete e delle sue complicanze da realizzare con
varie modalità.
E’ questa la base dello screening del Diabete, da eseguire nelle
piazze, nelle farmacie o nelle sedi di varie Comunità, promosso anche
dal Lions Club International come lo strumento più efficace per la
sensibilizzazione dell’opinione pubblica e per la diagnosi precoce
della malattia.
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Secondo una metodologia ampiamente validata, al controllo
della glicemia, che consente di individuare casi di Diabete prima
ignorato, è utile associare la rilevazione di alcuni semplici dati
antropometrici (peso, altezza, circonferenza alla vita) ed anamnestici
che permettono anche di quantificare il rischio di sviluppare il Diabete
negli anni a venire.
Numerose iniziative di screening del Diabete sono state
realizzate con successo in varie Regioni, particolarmente in occasione
del Lions Day, il 12 Aprile, ed il Diabetes Day, il 14 Novembre.
Chi sono i soggetti a rischio di sviluppare il
Diabete di Tipo 2
Si considerano soggetti a rischio quelli che corrispondono alle
caratteristiche indicate nella Tabella 2. Particolare rilievo assume al
riguardo l’aumento di peso che si correla strettamente con lo sviluppo
di Diabete. Obesità e Diabete costituiscono un binomio così frequente
da giustificare il neologismo Diabesità.
Tabella 1 - Fattori di rischio per il
Diabete di tipo 2
Diagnosi di Prediabete
Sovrappeso ed obesità
Sedentarietà abituale
Familiarità diabetica di primo grado
Storia di Diabete Gestazionale
Parto di neonati macrosomici (peso ≥ a 4 Kg)
Ipertensione arteriosa (≥ 140/90)
Colesterolo HDL ≥ 35 mg/dL e/o trigliceridi ≥ 150 mg/dL
Storia di malattie cardiovascolari
Ovaio policistico
Appartenenza ad un’etnia ad alto rischio
Ai fini della prevenzione del Diabete, l’A.I.L.D. è impegnata a
promuovere una attività di informazione e di educazione rivolta alla
popolazione generale ed ai soggetti a rischio con interventi diretti o
realizzati con la collaborazione dei media.
Si arriva al Diabete in modo progressivo lungo un continuum
che, sulla base di una predisposizione genetica e della presenza di
obesità, passa da una condizione di normalità, cioè di normotolleranza
al glucosio ad una di Prediabete e quindi di Diabete conclamato con
relativo rischio di complicanze che iniziano ancor prima che si giunga
alla condizione di Diabete (Figura).
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La progressione verso il Diabete si svolge
lungo un continuum
NGT
Prediabete
Diabete
– Retinopatia
– Nefropatia
– Neuropatia
Cecità
ESRD
Amputazione
Complicanze?microangiopatiche
O B E S I T A’
Complicanze?macroangiopatiche
–
–
–
–
Tabella 2 - Obiettivi di un intervento sullo stile
di vita
1. Riduzione del peso corporeo del 5-7%
2. Attività fisica moderata di almeno 30 minuti al giorno
3. Riduzione dei grassi della dieta a meno del 30%
dell’apporto calorico globale
4. Riduzione dei grassi saturi a meno del 10% dell’apporto
calorico globale
5. Introduzione di una quantità di fibre con l’alimentazione
di almeno 15 g al giorno
Morte
Cardiopatia coronarica
Insufficienza cardiaca
Ictus
Insufficienza vascolare periferica
Molti studi hanno dimostrato che, intervenendo precocemente
nella storia naturale della malattia, a livello di Prediabete, attraverso
modifiche mirate dello stile di vita, tutte mirate ad una riduzione del
peso, anche di modesta entità, è possibile prevenire in buona misura la
successiva insorgenza di Diabete. Le misure che si sono dimostrate
efficaci sono indicate nella Tabella.
Non solo, nei soggetti in cui tutti gli obiettivi prefissati sono
stati raggiunti non si è verificato alcun caso di Diabete.
Oggi assistiamo ad un fenomeno assai preoccupante ed è
quello della diffusione della obesità, e in alcuni casi anche di Diabete,
fra i bambini e gli adolescenti.
Più di un bambino su tre è sovrappeso o addirittura obeso e
l’obesità infantile è la premessa per lo sviluppo di obesità e Diabete
nell’età adulta.
La prevenzione del Diabete passa perciò anche attraverso una
correzione dello stile di vita sotto il profilo nutrizionale e motorio
dei nostri ragazzi.
E’ possibile svolgere un’opera utile in questo senso attraverso
un contatto diretto, personale, con le Scuole anche se questo implica
un grande dispendio di tempo e di energie e consente di avvicinare
solo un numero limitato di studenti.
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PROGETTO'CON'LE'SCUOLE
di vita trova riscontro nella letteratura scientifica dedicata a questo
argomento.
L’A.I.L.D. auspica che queste linee di attività si consolidino
con la partecipazione di un numero crescente di Club ai quali intende
essere vicina per fornire loro tutto il supporto possibile, così da legare
il nome Lions ad una battaglia, la lotta al Diabete, oggi centrale nel
panorama della sanità.
PREVIENIGIOCANDO
L’A.I.L.D. ha perciò, sviluppato un progetto educativo on-line
basato sulla utilizzazione di una piattaforma appositamente
predisposta che consente un contatto interattivo con studenti della
scuola primaria e secondaria, docenti e genitori, per la trasmissione di
messaggi didattici attinti da un ampio database appositamente
approntato allo scopo. Il progetto, reso appetibile dalle caratteristiche
di giuoco che ne caratterizzano l’impostazione, si chiama
“Previenigiocando”.
L’utilità del ricorso alla rete, ai social networks e, in generale,
alle tecnologie elettroniche, per la realizzazione di programmi diretti a
correggere il sovrappeso e l’obesità e, più in generale, un errato stile
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- Previenigiocando