Ospedale MG Vannini
Opuscolo curato dalla Direzione Generale
Sistema qualità
certificato
UNI EN ISO
9001:2008
OSPEDALE MADRE GIUSEPPINA VANNINI
Manuale per il
personale di nuova
acquisizione
MO_AA_434_1 revisione del 27 ottobre 2011
Istituto Figlie di San Camillo
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Ospedale Madre Giuseppina Vannini
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Istituto Figlie di San Camillo
Ospedale MG Vannini
Indice
Premessa ........................................................................................................................... 4
I PARTE: Il Sistema Qualità ..................................................................................... 5
Il Sistema di Gestione per la Qualità ....................................................................... 5
II PARTE: La Formazione e l’Aggiornamento ................................................. 10
L’Ufficio Formazione ed il Comitato Scientifico .................................................. 11
III PARTE: La Sicurezza sul lavoro ....................................................................... 12
La salute e la sicurezza ............................................................................................... 12
Gli attori della sicurezza ............................................................................................. 13
Principali fattori di rischio .......................................................................................... 18
Rischi per la sicurezza ................................................................................................ 20
Rischi per la salute......................................................................................................... 23
Rischi trasversali o organizzativi ............................................................................. 36
IV PARTE: Doveri del dipendente .......................................................................... 40
Provvedimenti disciplinari ........................................................................................... 40
Istituto Figlie di San Camillo
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Ospedale Madre Giuseppina Vannini
Premessa
Questo opuscolo ha lo scopo di presentare a lei , che accede per la prima volta in questa
struttura come dipendente, le finalità e i modi di agire che si propone l'Ospedale.
Vuole essere, inoltre, un utile mezzo informativo riguardo quanto concerne la sicurezza
sul lavoro per la tutela della salute dei dipendenti e dell'ambiente, e rendere più efficace il
proprio lavoro.
L’Ospedale Madre Giuseppina Vannini si è impegnato ad attuare il controllo della qualità
dei servizi, che si fonda sostanzialmente sulla considerazione che ogni dipendente è un
componente chiave in grado di offrire un importante contributo alla validità dei servizi, e
sulla necessità di condividere e aderire agli obiettivi individuati per la promozione della
salute.
IL valore del rispetto e la valutazione del lavoro del dipendente non è solo una strategia
aziendale, ma prende spunto da i principi su cui si fonda l'operato dell'Ospedale Madre
Giuseppina Vannini che sono i seguenti:
rispetto dei princìpi etico morali dell'Istituto Religioso Figlie di San Camillo, con particolare tutela del diritto alla vita con esclusione di tutte quelle attività che contrastano con i valori ed i princìpi della dottrina Cristiana;
eguaglianza: nell'erogazione dei servizi ai cittadini secondo regole comuni per tutti a
prescindere dal sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche;
imparzialità: nell'erogazione del servizio verso tutti i cittadini che si rivolgono al nostro Istituto;
continuità e regolarità: nell'erogazione dei servizi nel rispetto delle norme di organizzazione della struttura;
efficienza - efficacia: il servizio deve essere erogato in modo da garantire un ottimale rapporto tra risorse impiegate, attività svolte e risultati ottenuti;
partecipazione : al cittadino è garantita la partecipazione alla prestazione del servizio
attraverso una corretta informazione, la possibilità di esprimere il proprio giudizio
con questionari di gradimento, di formulare suggerimenti e di inoltrare reclami.
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Ospedale MG Vannini
PRIMA PARTE
Il Sistema Qualità
“Bene omnia fecit”
―Ha fatto bene tutte le cose!‖
(Nuovo Testamento Mc, 7,37)
Il Sistema di Gestione per la Qualità
Il concetto di qualità nel Servizio Sanitario Nazionale del nostro Paese è stato introdotto
dal Decreto Legislativo n. 502/92 e ribadito con forza nel Decreto Legislativo 517/93 e
nel Decreto Legislativo n.° 229/99. Ciò si è tradotto nell’esigenza per le strutture sanitarie pubbliche e private di dotarsi di un’organizzazione in grado di perseguire obiettivi
strategici atti ad assicurare il miglioramento continuo della qualità dei servizi assistenziali erogati ed a minimizzare, di conseguenza, gli sprechi e quindi i costi di gestione.
L’Ospedale MG Vannini ha fatto propri i principi delle leggi di riforma sanitaria degli anni
90 e si è dotato di un’organizzazione in grado di perseguire obiettivi strategici che vanno
dalla chiara identificazione dei bisogni e delle esigenze dei clienti, alla definizione di standard di qualità, alla ottimizzazione dei costi in relazione all’ottimizzazione delle prestazioni
richieste. Inoltre, allo scopo di garantire l’efficacia e l’efficienza del proprio Sistema di
Gestione per la Qualità, la Direzione Strategica dell’Ospedale MG Vannini ha deciso di certificarlo secondo la norma UNI EN ISO 9001:2008. Tale norma specifica i requisiti che un
sistema di Gestione per la Qualità deve possedere e pone come obiettivo della gestione di
un'azienda sanitaria la tensione al miglioramento continuo delle prestazioni complessive
che dovrebbe diventare un obiettivo permanente dell'organizzazione. Applicare questo
principio significa qualificare il sistema qualità come strumento di gestione.
La ISO, Organizzazione Internazionale di Standardizzazione, opera attraverso l'emissione
di norme. La norma UNI EN ISO 9001:2008 specifica i requisiti dei sistemi di gestione per
la qualità da utilizzarsi quando un'organizzazione, in questo caso un Ospedale, debba dimostrare la propria capacità a fornire servizi assistenziali che soddisfino i requisiti dei
clienti e quelli cogenti (stabiliti da leggi, regolamenti, direttive, ecc..).
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Le norme ISO si ispirano ad 8 PRINCIPI fondamentali:
1.
2.
3.
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7.
8.
Orientamento al cliente: le organizzazioni dipendono dai propri clienti e dovrebbero
pertanto capire le loro esigenze presenti e future, soddisfare i loro requisiti e mirare
a superare le loro stesse aspettative.
Leadership: i leader stabiliscono unità di intenti e di indirizzo dell’organizzazione.
Essi dovrebbero creare e mantenere un ambiente interno che coinvolga pienamente
le persone nel conseguimento degli obiettivi dell’organizzazione.
Coinvolgimento delle persone: le persone, a tutti i livelli, costituiscono l’essenza
dell’organizzazione ed il loro pieno coinvolgimento permette di porre le loro capacità
al servizio dell’organizzazione.
Approccio per processi: un risultato desiderato si ottiene con maggiore efficienza
quando le attività e le relative risorse sono gestite come un processo.
Approccio sistemico alla gestione: identificare, comprendere e gestire, come fossero un sistema, processi tra loro correlati contribuisce all’efficacia dell’organizzazione nel conseguire i propri obiettivi.
Miglioramento continuo: il miglioramento continuo delle proprie prestazioni complessive dovrebbe essere un obiettivo permanente dell’organizzazione.
Decisioni basate su dati di fatto: le decisioni efficaci si basano sull’analisi di dati e
di informazioni.
Rapporti di reciproco beneficio con i fornitori: un’organizzazione ed i suoi fornitori sono interdipendenti ed un rapporto di reciproco beneficio migliora, per entrambi,
la capacità di creare valore.
Questi principi fondamentali sono stati tradotti e integrati nella Politica della Qualità dell’
Ospedale MG Vannini descritta nel MANUALE DELLA QUALITA’, che è il documento di riferimento degli impegni della Direzione e dell’organizzazione nell’ambito del processo di miglioramento della qualità.
Il Manuale descrive quindi la Politica della Qualità, la struttura organizzativa, le responsabilità, le procedure, i processi e le risorse messe in atto dall' Ospedale MG Vannini per la
creazione, l’applicazione, lo sviluppo del Sistema di Gestione per la Qualità. Il Documento
Manuale della Qualità ed i relativi allegati nonché i Piani della qualità, messi a punto dalle
articolazioni organizzative che compongono l’Ospedale MG Vannini, utilizzati per la realizzazione dei processi di erogazione del servizio assistenziale sono pubblicati e consultabili
sul SITO INTRANET accessibile attraverso i computer presenti nei reparti e servizi dell’Ospedale.
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La certificazione UNI EN ISO 9001:2008
L'Ospedale Madre Giuseppina Vannini è una struttura sanitaria con il Sistema di Gestione
per la Qualità certificato UNI EN ISO 9001:2008., ossia ha dimostrato, in seguito a delle
verifiche effettuate da un Ente Terzo preposto, di soddisfare standard elevati di qualità e
sicurezza. Le valutazioni del "grado di qualità" dei servizi erogati vengono effettuate da
organismi esterni, indipendenti, denominati "organismi di certificazione". I soggetti indipendenti che posso rilasciare la certificazione ISO 9001 sono riconosciuti (accreditati)
nell'ambito di un sistema internazionale (IAF International Accreditation Forum) che permette al certificato rilasciato di avere una validità internazionale. In Italia, i soggetti qualificati ad operare nel sistema IAF sono accreditati da ACCREDIA (Ente Italiano di Accreditamento riconosciuto dallo Stato). Fra i soggetti accreditati per il rilascio delle certificazioni ISO 9001, l’Ospedale MG Vannini ha scelto l’Ente Terzo TUV ITALIA.
Per ottenere la certificazione ISO 9001 l’Ospedale MG Vannini ha dimostrato di aver impostato ed attuato un Sistema di Gestione per la Qualità, applicandolo a tutti i reparti e servizi. L'iter di certificazione prevede una valutazione preventiva della documentazione del
sistema di gestione (Manuale) a cui fa seguito un audit presso i reparti e sevizi dell’Ospedale. Nel corso dell'audit viene esaminata l'impostazione del sistema e la capacità dell'organizzazione di assicurare il raggiungimento degli obiettivi e di soddisfare le esigenze dei
clienti. Inoltre, allo scopo di dimostrare con evidenze circostanziate la soddisfazione dei
requisiti da parte dell’Ospedale, gli auditor dell’Ente Terzo intervistano il personale presente nei reparti e servizi per verificare la reale conoscenza ed applicazione del Sistema
di Gestione per la Qualità . Il risultato dell'audit consiste pertanto nella valutazione del
grado di conformità del sistema alla ISO 9001, dettagliato in un rapporto di audit, e caratterizzato da eventuali situazioni di non conformità, il cui grado di criticità può essere variabile. E' comunque necessario che l’Ospedale assicuri il rispetto dei requisiti di legge
relativi ai prodotti / servizi oggetto di certificazione. Ad esito positivo dell'audit di certificazione all’Ospedale viene rilasciato il certificato di conformità ai requisiti della norma
UNI EN ISO 9001:2008 del proprio Sistema di Gestione per la Qualità . Il rilascio del certificato non conclude l'iter di valutazione poiché ha validità triennale e sono comunque previste visite di sorveglianza con cadenza annuale per il rinnovo del Certificato.
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La conformità alla norma ISO 9001 è quindi un punto di partenza essenziale, anche se non
completo, per la corretta gestione dei processi primari e di supporto delle organizzazioni
che operano nel settore sanitario, per favorirne il controllo in modo formalizzato e strutturato. L’Ospedale MG Vannini è tenuto al rispetto dei requisiti normativi specialistici
(documentazione medico-scientifica, protocolli diagnostici e terapeutici), dei criteri di
qualificazione del personale addetto ed alla corretta esecuzione di attività sperimentali di
indagine, analisi e diagnostica. Il Sistema di Gestione per la Qualità improntato alla conformità alla norma ISO 9001 dell’Ospedale MG Vannini tiene conto della centralità della figura
del cliente. Nell’ambito della certificazione concessa, l’Organismo di Certificazione (Ente
Terzo) verifica che la politica per la qualità definita dall’Ospedale MG Vannini collochi la
persona, il paziente ed i suoi congiunti, al centro dei propri servizi, con l’intento di privilegiare modelli di accoglienza e di umanizzazione adeguati, erogando percorsi terapeutici
e/o assistenziali che, nel contesto della cura e dell’assistenza, siano indirizzati ad a una
migliore qualità della vita del paziente stesso ed alla soddisfazione delle parti interessate.
La Documentazione del Sistema di Gestione per la Qualità
La documentazione del Sistema di Gestione per la Qualità è gestita in base ai requisiti
predefiniti nella procedura di sistema PR_AQI_01 Gestione della documentazione. Oltre al
Manuale della Qualità, di cui si è già parlato, fanno parte del sistema Documentale di ogni
reparto e servizio i seguenti documenti:
Piani della Qualità: documento che per uno specifico reparto o servizio specifica quali
procedure e le risorse associate, devono essere utilizzate e da chi e quando. Inoltre, in
tale documento, viene formalizzata la mission del reparto o servizio, i requisiti in entrata
del paziente (input), i requisiti in uscita del paziente (output), i documenti di registrazione ,
le linee guida, i protocolli assistenziali ed i processi utilizzati per l’erogazione delle prestazioni sanitarie (scheda di processo). Infine vengono riportati gli obiettivi per la qualità
perseguiti dal reparto o servizio e gli indicatori utilizzati per verificarne il raggiungimento.
Procedure: documento che definisce un modo specificato per svolgere un’attività o un
processo (chi, come, quando e dove). Es.: Procedura per la gestione del sangue e degli
emocomponenti, Procedura per la gestione delle urgenze—emergenze interne, Procedura
per la gestione della documentazione.
Istruzioni Operative: documenti che forniscono informazioni dettagliate necessarie all’esecuzione delle fasi operative e di controllo. Possono essere costituite da tabelle, elenchi
di dati, protocolli diagnostico terapeutici, protocolli di assistenza infermieristica, profili
assistenziali, percorsi aziendali di cura ed assistenza (PACA) ecc.
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Modulistica: documenti interni, redatti in formato standard, ideati allo scopo di permettere le registrazioni di informazioni circa l’andamento del Sistema Qualità o per registrazioni delle consuete attività operative. Esempi possono essere rappresentati dal modulo di
richiesta sangue, dal registro delle liste di attesa, dal modulo per la richiesta degli esami
diagnostici, ecc. Tra questi sono presenti anche i moduli di registrazione che formalizzano
il risultato di analisi o altri referti diagnostici, prove, collaudi, audit interni, reclami ecc.
Tali registrazioni devono al termine confluire alle funzioni di riferimento, che si occuperanno sia della loro corretta archiviazione per uso successivo, sia della eventuale analisi
statistica dei dati in essa contenuti.
Carta dei servizi (in allegato Guida dei servizi dei singoli reparti e servizi): è il documento con cui l’Ospedale rende esplicite le caratteristiche del servizio che si impegna ad
erogare. In esso vi sono descritte le prestazioni ed i servizi distribuiti dalla struttura, le
modalità di accesso alle prestazioni, l’elenco dei responsabili e degli staff medici di ogni
unità operativa. Inoltre, nella Carta dei servizi, è contenuto un questionario di gradimento
delle prestazioni generali al fine di dare all’utente/cliente la possibilità di valutare i servizi
erogati.
Audit interni ed azioni correttive e preventive
Allo scopo di constatare l’idoneità e l’efficacia del Sistema di Gestione per la Qualità con
cadenza annuale vengono programmati degli audit interni in tutti i reparti e servizi dell’Ospedale MG Vannini (vedi procedura di sistema PR_AQI_03 Gestione degli audit interni) .Gli
audit interni sono uno strumento di autovalutazione e sono realizzati dalla Direzione Strategica per il tramite del Referente dell’Ufficio Qualità. Allo scopo di prevenire l’insorgenza
o eliminare il ripetersi di disservizi, vengono raccolte sistematicamente le ―non conformità‖ (vedi procedura di sistema PR_AQI_02 Gestione delle non conformità interne) e le
azioni da intraprendere attraverso l’attuazione di ―Azioni correttive e Azioni preventive‖ (vedi procedura di sistema PR_AQI_04 Gestione delle AC/AP). Per prevenire o eliminare i disservizi rilevati, la Direzione Strategica dell’Ospedale predispone un piano di intervento individuando responsabilità, mezzi, modalità, risorse e scadenze temporali per ogni
fase pianificata. La chiusura di un’azione correttiva o preventiva, coincide con l’attuazione
dell’ultima fase pianificata e di un audit interno che assicuri l’efficacia di quanto intrapreso.
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SECONDA PARTE
La formazione e l’aggiornamento
Il Decreto Legislativo 81/08 e s.m.i., riguardante il miglioramento della sicurezza e della
salute dei lavoratori sul luogo di lavoro, come tutta la legislazione italiana a partire
dall’ormai storica promulgazione del DLgl 626/94, attribuisce alla formazione dei lavoratori un ruolo centrale per assicurare la prevenzione dei rischi e la gestione del concerto
di misure in grado di garantire la salute e sicurezza sul posto di lavoro. Il datore di lavoro
assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia
di salute e sicurezza, con particolare riferimento al proprio posto di lavoro ed alle proprie
mansioni.
La formazione è prevista in occasione di:
assunzione;
trasferimento e cambiamento di mansioni;
introduzione di nuove attrezzature e tecnologie.
Per quanto riguarda specificatamente il personale infermieristico, l’approvazione, nel
febbraio 1999, del nuovo codice di deontologia infermieristica a opera del Comitato Centrale della Federazione dei collegi IPASVI e, l’approvazione della Legge 26 febbraio 1999,
n.42 Disposizioni In Materia di Professioni Sanitarie rivedono completamente la figura
della professione infermieristica.
Questa non è più considerata un’arte sanitaria, ma una vera e propria professione sanitaria. Infatti la legge 42 / 99 introduce tre novità sostanziali:
1. l’abrogazione del mansionario;
2. l’equipollenza dei titoli;
3. e il riconoscimento formale dello status di Professione Sanitaria.
Tra le varie nuove indicazioni tali norme sottolineano la fondamentale importanza del
DIRITTO E DOVERE DI RICHIEDERE FORMAZIONE E/O SUPERVISIONE
sia per le pratiche nuove sia per quelle ove egli non ha esperienza, al fine di poter sempre
agire con sicurezza per il paziente e nell’interesse della
TUTELA DELLA PROPRIA PROFESSIONALITÀ’ E SALUTE.
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Si ritiene indispensabile comunque che il momento formativo sia continuo e rispondente
per quanto più possibile alle esigenze del personale; in quest’ottica le Direzioni Sanitarie
degli Ospedali svolgeranno incontri formativi per medici, infermieri e personale ausiliario,
sulla base anche delle esigenze degli stessi valutate attraverso la considerazione dei bisogni di formazione dei dipendenti, rilevate direttamente o attraverso le rappresentanze
dei lavoratori.
Organizzazione dei corsi di aggiornamento: l’Ufficio Formazione ed il Comitato
Scientifico
L’Ospedale MG Vannini ha istituito un Ufficio Formazione nella propria struttura organizzativa ed ha introdotto nel Sistema di Gestione per la Qualità un’apposita procedura (cfr
PR_AA_25 Formazione, addestramento e verifica qualifiche) allo scopo di definire criteri e
modalità di individuazione, pianificazione, erogazione e registrazione dei bisogni formativi
ad ogni livello di responsabilità. L’Ufficio Formazione dell’Ospedale MG Vannini è accreditato presso il Ministero della Salute come Provider Nazionale ECM. Annualmente i responsabili delle articolazioni organizzative , dopo aver individuato le esigenze formative del personale di competenza, inviano all’Ufficio Formazione le proposte utili alla realizzazione di
corsi che si prefiggono lo scopo di mantenere e sviluppare lo standard di clinical competence richiesto al personale sanitario per poter erogare l’assistenza ai pazienti. Le proposte formative vengono analizzate e valutate da un Comitato Scientifico che, sulla base
delle proposte pervenute, definisce il Piano Annuale di Formazione ed Addestramento.
Alcuni dei corsi pianificati, inoltre, vengono accreditati ECM con il fine di garantire al personale dell’Ospedale i crediti utili a soddisfare il debito formativo stabilito annualmente
dal Ministero della Salute. Il Piano Annuale di Formazione ed Addestramento è pubblicato
sul sito Internet dell’Ospedale (www.ospedalevannini.it) e sul sito INTRANET.
Personale di nuova acquisizione
Il personale di nuova acquisizione, prima di essere introdotto nel ciclo di erogazione
dell’assistenza, viene sottoposto ad un training formativo ed addestrativo opportunamente pianificato dal Responsabile del reparto o servizio in coordinamento con l’Ufficio Personale e la Direzione Sanitaria. L’obiettivo è quello di verificare che il personale di nuova
acquisizione abbia raggiunto un livello di competenza sulla base di istruzione, formazioneaddestramento, abilità ed esperienza appropriati tale da garantire al paziente uno standard assistenziale di elevata qualità. Le registrazioni relative alla pianificazione ed alla
realizzazione delle attività formative ed addestrative del personale di nuova acquisizione
vengono conservate presso l’Ufficio del Personale.
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TERZA PARTE
La sicurezza sul lavoro
INTRODUZIONE
Il 15 maggio 2008 è entrato in vigore il D.Lgs. del 9 aprile 2008 n. 81 che accorpa tutta
la normativa in materia di TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA SUL LAVORO, a partire dal 1955 e sostituisce la così detta ―626‖ (D.Lgs. del 19 settembre 1994 n. 626).
L’Ospedale MG vannini, in linea con la filosofia del nuovo Testo Unico sulla Sicurezza, riconosce nell’informazione, formazione e addestramento una potente leva strategica per
aumentare il senso di partecipazione e responsabilità di tutti i lavoratori nei confronti
delle policy aziendali e, conseguentemente, l’adozione di comportamenti allineati alle procedure interne. In quest’ottica, diventa fondamentale il coinvolgimento attivo di tutti i lavoratori nella realizzazione di un più alto livello di sicurezza durante lo svolgimento delle
attività che caratterizzano la realtà dell’Ospedale MG Vannini.
Il presente opuscolo informativo intende perseguire questo orientamento ai fini del miglioramento della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro (SSL) come previsto dal
D.Lgs. 81 del 9 aprile 2008.
LA SALUTE E LA SICUREZZA
L’Ospedale MG Vannini si propone di:
1 promuovere la cultura della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro come parte integrante della sua attività sanitaria;
2 operare nel campo della salute e sicurezza secondo i principi della qualità, favorendo
l’adozione di comportamenti proattivi;
3 considerare la comunicazione e il confronto con i dipendenti come uno strumento fondamentale per ottenere il miglioramento continuo delle prestazioni aziendali;
4 promuovere un approccio alla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro che non si limita
all’applicazione del decreto legislativo e a una continua rincorsa degli adempimenti normativi, bensì favorire un profondo cambio culturale nell’erogazione del servizio privilegiando sempre la sicurezza dell’operatore e del paziente;
5 elaborare documenti e procedure per l’applicazione coerente e uniforme dei principi
esposti.
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In linea generale si può affermare che lavorare in salute e in sicurezza dipende da:
● un buon livello di igiene dell’ambiente di lavoro;
● l’utilizzo di impianti, macchinari e attrezzature sicure;
● presenza di DPI idonei e completi;
● adeguata formazione, informazione e addestramento;
● la piena collaborazione di tutti al rispetto delle norme e all’adozione di comportamenti
sicuri.
In quest’ottica, l’Ospedale MG Vannini diffonde la guida informativa per sensibilizzare tutto
il personale a partecipare attivamente a una efficace e proficua gestione della salute e
sicurezza sul lavoro.
GLI ATTORI DELLA SICUREZZA
Il Testo Unico prevede l’esistenza di figure chiave che devono collaborare sinergicamente
alla realizzazione di un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro.
Artt. 17, 18 D.Lgs. 81/2008
Il Datore di Lavoro
Il Datore di lavoro (DL) è il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o
comunque colui che in azienda esercita i poteri decisionali e di spesa. Nel caso delle
aziende ospedaliere il Datore di lavoro è il Direttore Generale. Primo responsabile della
tutela della salute e sicurezza dei dipendenti dell’Ospedale MG Vannini, il Datore di Lavoro
provvede alla predisposizione del Documento di Valutazione dei Rischi, attivando tutte le
azioni e le risorse necessarie, inoltre dispone l’attuazione degli interventi di miglioramento, coadiuvato nella funzione dal Direttore Sanitario e dal Direttore Amministrativo, anch’essi obbligati a rispettare e a far rispettare ai lavoratori la normativa vigente.
Il Dirigente
Il D. Lgs. 81/2008 definisce: «Dirigente»: persona che, in ragione delle competenze professionali e dei poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, attua le direttive del Datore di lavoro organizzando l'attività lavorativa e vigilando su
di essa.
Il Preposto
«Preposto»: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri
gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute.
I dirigenti possiedono l’autonomia decisionale in ordine all’attuazione delle direttive impartite dal Datore di lavoro in materia di salute e sicurezza, mentre i preposti sovraintendono agli aspetti esecutivi dell’attività lavorativa e vigilano sull’osservanza delle direttive
preventive impartite.
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Presso l’Ospedale MG Vannini sono stati individuati come:
dirigenti le figure con le seguenti funzioni: direttori di dipartimento, direttori UO complessa, responsabili UO semplice, dirigenti responsabili di servizi/uffici tecnici e amministrativi;
preposti le figure con le seguenti funzioni: capo sala, capo ostetrico, capo tecnico, coordinatore di uffici tecnici/amministrativi.
Dirigenti e preposti, così come previsto dal D.Lgs. 81/2008, hanno il compito fondamentale di verificare la concreta attuazione delle procedure di sicurezza sul lavoro stabilite
dall’Ospedale MG Vannini.
Entrambe le figure sono strategiche per il monitoraggio dell’applicazione delle procedure
aziendali di sicurezza sul lavoro, poiché hanno un diretto controllo sulle modalità esecutive della prestazione e sono in relazione immediata con i lavoratori.
I Lavoratori
Art. 20 D.Lgs. 81/2008
In sintonia con l’obiettivo del legislatore di favorire una cultura della sicurezza aziendale
che sia sempre più partecipata e diffusa, è fondamentale ricordare l’importanza della
partecipazione dei lavoratori nella attuazione delle misure di prevenzione e protezione.
In tal senso il legislatore ha inserito all’interno del D.Lgs. 81-/2008 un articolo dedicato
agli obblighi dei lavoratori:
● osservano le disposizione e le istruzioni impartite;
● utilizzano correttamente i macchinari, le apparecchiature, le sostanze ed i preparati
pericolosi ed i dispositivi di protezione individuale (DPI);
● si sottopongono agli accertamenti sanitari;
● segnalano immediatamente eventuali condizioni di pericolo;
● non rimuovono i dispositivi di protezione;
● partecipano alle attività di informazione e formazione
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Responsabile del servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)
Art. 165 D.Lgs. 81/2008
Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) programma e gestisce le
attività inerenti la prevenzione e la protezione dei lavoratori.
Il servizio di prevenzione e protezione provvede a:
● individuare i fattori di rischio;
● effettuare la valutazione dei rischi;
● elaborare le misure preventive e protettive per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro;
● elaborare procedure di sicurezza;
● proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;
● fornire specifiche informazioni ai lavoratori sui rischi per la sicurezza e la salute e
sulle misure di prevenzione e protezione adottate.
Medico competentwe (M.C.)
Art. 25 /41 D.Lgs. 81/2008
Il Medico Competente collabora con la Direzione Strategica e il Servizio di Prevenzione e
Protezione nell’attuazione delle misure per la tutela della salute e dell’integrità psicofisica
dei lavoratori. Nel corso della sua attività svolge i seguenti compiti:
● effettua gli accertamenti sanitari;
● esprime i giudizi di idoneità alla mansione specifica al lavoro;
● istituisce una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore;
● fornisce informazioni ai lavoratori sul significato degli accertamenti sanitari;
● visita gli ambienti di lavoro;
● collabora all’effettuazione della valutazione dei rischi;
collabora all’attività di informazione e formazione;
Collabora all’attività di promozione della salute.
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Medico Autorizzato
Art. 6 D.Lgs. 230/95
Il Medico Autorizzato è responsabile della sorveglianza medica dei lavoratori esposti al
rischio da radiazioni ionizzanti classificati come lavoratori esposti di categoria A. I Datori
di lavoro, nell'ambito di queste attività, devono assicurare la sorveglianza medica del personale dipendente avvalendosi esclusivamente di tale figura professionale.
È competenza esclusiva del medico autorizzato la sorveglianza medica eccezionale (art.
91, D.Lgs. n. 230/1995) e la consulenza al datore di lavoro in caso di esposizioni accidentali o di emergenza (art. 89, comma 1, lett. d), D.Lgs. n. 230/1995).
Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (r.l.s./r.s.u.)
Art. 47/50 D.Lgs. 81/2008
I Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sono eletti o designati per rappresentare
i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della sicurezza e della salute durante lo svolgimento dell’attività lavorativa.
I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza:
accedono ai luoghi di lavoro;
sono consultati preventivamente in merito alla valutazione dei rischi, all’individuazione, programmazione, realizzazione e verifica delle misure di prevenzione e protezione;
sono consultati sulla designazione degli addetti al servizio di prevenzione e protezione, all’attività di prevenzione incendi, al pronto soccorso e all’evacuazione dei lavoratori;
ricevono informazioni e documentazione aziendale inerente la valutazione dei rischi e
le misure di prevenzione e protezione.
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Esperto Qualificato (E.Q.)
D.Lgs. 230/95 E s.m.i.
L’Esperto Qualificato effettua misurazioni, esami, verifiche o valutazioni di carattere fisico, tecnico o radiotossicologico, sia per assicurare il corretto funzionamento dei dispositivi di protezione, sia per fornire tutte le altre indicazioni e formulare provvedimenti atti a
garantire la sorveglianza fisica della protezione dei lavoratori. Per assicurare la sorveglianza fisica dei lavoratori esposti a radiazioni ionizzanti, collabora con la Direzione Sanitaria ed il Servizio di Prevenzione e Protezione svolgendo le seguenti attività:
misure di radioprotezione;
sorveglianza ambientale;
elaborazione di una relazione contenente le valutazioni e le indicazioni di radioprotezione.
Addetti all’emergenza ed alle misure di lotta antincendio
Art. 46 D.Lgs. 81/2008
Gli Addetti all’emergenza si occupano dell’attuazione delle misure di prevenzione, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio e di
gestione dell’emergenza. Collaborano con il Servizio di Prevenzione e Protezione affinché
si adottino tutte le misure ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei lavoratori e dei degenti in caso di pericolo grave ed immediato.
Le squadre per la lotta antincendio e l’emergenza devono essere adeguatamente informate e formate e sono dotate dei mezzi necessari a far fronte alle emergenze. I nominativi
degli addetti sono riportati nel Piano di Emergenza.
Addetti al primo soccorso
Art. 45 D.Lgs. 81/2008
Il personale sanitario del DEA si occupa di attuare le misure di primo intervento e di attivare gli interventi di pronto soccorso. Il Datore di lavoro, sentito il medico competente,
istituisce i servizi in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, ai
sensi dell’art. 45 del D.Lgs. 81/2008.
Nei reparti di degenza attigui agli uffici tecnici e amministrativi sono presenti i carrelli/
valigie di primo soccorso, il cui contenuto è conforme a quanto previsto dal D.M.
388/2003.
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PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO
Prima di approfondire i diversi fattori di rischio ai quali sono esposti i lavoratori durante
le loro attività nell’Ospedale MG Vannini, è opportuno chiarire alcuni dei termini che verranno di seguito utilizzati.
Pericolo. Proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore o agente di rischio in
grado di causare danni alle persone o all’ambiente.
Fattore (o agente) di rischio. Proprietà intrinseca a una determinata entità o situazione
in grado di esporre il lavoratore a un pericolo.
Rischio. Probabilità che, nelle condizioni di impiego o di esposizione, sia raggiunto il livello
potenziale di danno.
Il rischio (R) è pertanto dato dalla combinazione di due fattori:
● la probabilità (P) che un evento dannoso si manifesti;
● il danno (D) che tale evento può originare alle persone o all’ambiente.
Il rischio viene quindi espresso per via analitica dalla seguente
formula: R = P x D.
I RISCHI LAVORATIVI
(classificazione dei fattori di rischio secondo ISPESL)
I rischi lavorativi presenti negli ambienti di lavoro possono essere divisi in tre grandi
categorie di rischio per la Salute e la Sicurezza:
1 Infortunistici
2 Igienici - Ambientali
3 Trasversali
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1 Rischi per la sicurezza
(infortunistici)
● strutture
● attrezzature di lavoro
● impianti elettrici
● sostanze pericolose
● incendio – esplosioni
2 Rischi per la salute
(igienico - ambientali)
● agenti chimici
● agenti fisici
● agenti biologici
3 Rischi per sicurezza e salute
(trasversali)
● organizzazione del lavoro
● fattori psicologici
● fattori ergonomici
● condizioni di lavoro difficili
P E R OGN I C A T E G O RI A DI RISCHIO
ANALIZZE RE MO
I F A TT O R I D I R I S C H I O D I M A G G I O R E
IMPO RTANZA PER
GLI OPERATORI DELL A SANITÀ.
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RISCHI PER LA SICUREZZA
DEFINIZIONE. I rischi per la sicurezza, o rischi di natura infortunistica, sono quelli responsabili del potenziale verificarsi di incidenti o infortuni, ovvero di danni o menomazioni
fisiche (più o meno gravi) subite dalle persone addette alle varie attività lavorative, in
conseguenza di un impatto fisico – traumatico di diversa natura (meccanica, elettrica
ecc.).
Sono esposti a questa categoria di rischio tutti gli addetti che operano presso l’Ospedale
MG Vannini in quanto i vari fattori di rischio riguardano tutte le mansioni presenti in un
ambiente sanitario.
Impianti elettrici Tutti gli impianti elettrici devono essere realizzati a regola d’arte secondo quanto indicato dalle norme del CEI. Tali norme individuano specifiche caratteristiche d’impianto per ciascun ambiente di lavoro. Al termine dei lavori l’installatore deve
rilasciare una Dichiarazione di Conformità dell’impianto così come previsto dal D.M.
37/2008.
Norme di comportamento
Non inserire spine da 16 ampère (grosse) in prese da 10 Ampère (piccole) con il
riduttore;
evitare l’utilizzo di prese multiple, per i collegamenti usare
delle prese multispina di tipo e portata adatta;
tutto il materiale utilizzato deve essere a norma di legge (meglio se con marchio
IMQ);
verificare che ogni apparecchio utilizzatore sia collegato a terra (collegamento
all’impianto di terra della struttura oppure presenza del doppio isolamento);
Quando si lavora in zone di rischio conviene indossare calzature isolanti.
Attrezzature di lavoro. Il D.Lgs. 81/2008 definisce le attrezzature di lavoro come
―qualsiasi macchina, apparecchio utensile o impianto destinato ad essere utilizzato durante il lavoro‖. In tale definizione rientrano pertanto le macchine e le apparecchiature, anche di carattere medico, utilizzate all’interno dell’Ospedale MG vannini. Per le macchine il
D.Lgs. 81/2008, al Titolo III e nell’Allegato V, individua le caratteristiche di sicurezza delle
stesse dando precise indicazioni in merito agli elementi che costituiscono un pericolo.
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Tali elementi devono essere:
● protetti;
● segregati;
● dotati di dispositivi di sicurezza.
Il D.Lgs. 81/2008 prevede inoltre un’accurata gestione delle macchine e delle apparecchiature da parte del datore di lavoro.
Le attrezzature devono essere:
● installate in conformità alle istruzioni del fabbricante;
● utilizzate correttamente;
● oggetto di idonea manutenzione.
Con il recepimento della Direttiva Macchine (D.P.R. 459/96) ogni nuova attrezzatura
messa in servizio deve essere munita della marcatura CE attestante la sua conformità ai
requisiti minimi di sicurezza europei. Le attrezzature già in uso, se conformi alle norme
previdenti, possono essere ancora utilizzate.
Norme di comportamento:
● non apportare modifiche su attrezzature e apparecchiature;
● non rimuovere i dispositivi di sicurezza;
● fare costante riferimento alle istruzioni del fabbricante contenute nel fascicolo tecnico;
● verificare, prima dell’utilizzo, il corretto collegamento della rete elettrica.
Emergenza. Secondo il D.Lgs. 81/2008 in tutti i luoghi di lavoro il Datore di lavoro adotta
le misure necessarie per la sicurezza e la salute dei lavoratori ai fini della prevenzione
incendi e dell’evacuazione dei lavoratori, nonché per il caso di pericolo grave ed immediato. Con l’introduzione del D.M. 10 marzo 1998 e successivamente del D.M. del 18 settembre 2002 sono state fornite indicazioni precise relativamente alle attività di verifica, organizzazione e gestione della sicurezza antincendio negli ambienti di lavoro. Il decreto ha
inoltre previsto una valutazione specifica del rischio incendio ad integrazione della valutazione dei rischi prevista dall’art. 18 del D.Lgs. 81/2008.
● ridurre il numero delle emergenze;
● affrontare emergenze meno gravi;
● limitare le conseguenze delle emergenze.
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Un incendio è una combustione incontrollata. Per combustione si intende una reazione
chimica tra due sostanze che avviene con forte sviluppo di calore:
● il comburente (l’ossigeno dell’aria che rappresenta circa il 20% dell’aria);
● il combustibile (una sostanza solida, liquida o gassosa in grado di bruciare).
Affinché la reazione di combustione abbia inizio e l’incendio si sviluppi è necessario quella
che i tecnici definiscono ―causa di innesco‖ cioè una scintilla, o un aumento di temperatura capace di far iniziare la reazione di combustione. È stato calcolato che la probabilità
d’incendio in un ospedale sia intorno a 1,2 x101 ossia circa un incendio ogni 4 anni. Non
è altissima ma bisogna tenere presente le gravissime conseguenze di un incendio in una
struttura di ricovero dove la maggior parte delle persone a rischio non sono in grado di
deambulare autonomamente.
Per rispondere efficacemente alle emergenze che si potrebbero verificare, l’Ospedale MG
vannini si è dotato di un Piano di Emergenza.
In esso sono contenute le norme di comportamento e le misure di gestione della sicurezza in modo da limitare le conseguenze di danno per i lavoratori, i pazienti e i beni:
● non depositare sostanze infiammabili o combustibili in luoghi non idonei e senza le
dovute cautele;
● non accumulare rifiuti, carta o altro materiale che può essere incendiato accidentalmente;
● utilizzo controllato delle fiamme libere o degli apparecchi generatori di calore;
● accurata pulizia delle aree di lavoro e manutenzione delle apparecchiature;
● non sovraccaricare gli impianti elettrici e far riparare quelli difettosi;
● non ostruire la ventilazione di apparecchi di riscaldamento, macchinari, apparecchiature elettriche d’ufficio;
rispettare le indicazioni relative al divieto di fumo;
verificare quotidianamente la praticabilità delle vie d’uscita e dei mezzi di estinzione;
informare adeguatamente i pazienti sulla necessità di osservare le procedure del
piano ai fini di garantire l’incolumità a se stessi e agli altri.
In caso di evacuazione osservanza del principio che tutti gli operatori sono al servizio dei
pazienti per salvaguardarne l’incolumità.
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RISCHI PER LA SALUTE
I rischi per la salute, o rischi igienico-ambientali, sono quelli legati all’esposizione ad
agenti ambientali di tipo chimico, fisico o biologico. Tali agenti possono compromettere lo
stato di salute dei lavoratori che vi sono esposti.
Agenti chimici Il personale sanitario è potenzialmente esposto ad una vastissima gamma
di sostanze chimiche, quali gas anestetici, farmaci, ma anche detergenti e disinfettanti.
Per tali motivi è fondamentale che il personale sanitario sia adeguatamente informato
sulle caratteristiche di pericolosità delle sostanze e dei preparati impiegati nei vari ambienti di lavoro e sulle modalità di riconoscimento delle stesse.
DEFINIZIONI.
Sostanze: gli elementi chimici ed i loro composti allo stato naturale o ottenuti mediante
qualsiasi procedimento di produzione, contenenti le impurità derivanti dal procedimento
impiegato ed eventualmente gli additivi necessari alla immissione sul mercato.
Preparati: le miscele o le soluzioni costituite da due o più sostanze.
SOSTANZE PERICOLOSE
In base alle direttive dell’Unione Europea le sostanze sono considerate pericolose se appartengono ad una o più delle seguenti categorie:
Esplosivi possono esplodere detonare o deflagrare anche senza l’azione dell’ossigeno;
Comburenti a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, provocano una
forte reazione esotermica;
Infiammabili sostanze con punto di infiammabilità basso;
Tossici possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche in piccola o piccolissima quantità;
Nocivi possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche;
Corrosivi possono esercitare a contatto con tessuti vivi un’azione distruttiva;
Irritanti possono produrre a contatto diretto, prolungato o ripetuto con la pelle o le
mucose una reazione infiammatoria;
Sensibilizzanti possono dar luogo a una reazione di iper–sensibilizzazione;
Cancerogeni possono provocare il cancro o aumentarne la frequenza;
Mutageni possono produrre effetti genetici ereditari;
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Tossici per il ciclo riproduttivo possono provocare effetti nocivi non ereditari sulla
prole o danni a carico della funzione o delle capacità riproduttive;
Pericolosi per l’ambiente qualora si diffondano nell’ambiente possono dar luogo a effetti immediati oppure differiti per una o più componenti ambientali.
COME RICONOSCERE LE SOSTANZE PERICOLOSE
Le sostanze pericolose possono essere identificate attraverso una specifica etichettatura le cui caratteristiche sono state definite dal D.M. 256/74. L’etichettatura è l’insieme
delle indicazioni riportate su una apposita etichetta o direttamente sull’imballaggio o sulla
confezione.
Sull’etichetta sono riportati:
● su sfondo arancione, i simboli di pericolo;
● le frasi di rischio (frasi R) che precisano la natura dei rischi;
● i consigli di prudenza (frasi S) che forniscono indicazioni sulla manipolazione in sicurezza;
● indicazioni sul prodotto (nome chimico, quantità ecc.) e sul produttore.
Di fondamentale importanza per l’utilizzo in sicurezza delle sostanze e dei preparati sono
le schede di sicurezza che accompagnano obbligatoriamente i prodotti pericolosi in commercio.
Le schede di sicurezza sono composte da 16 voci standardizzate redatte nella lingua del
paese d’impiego.
SIMBOLI ASSOCIATI AI RISCHI SULLA SICUREZZA
Chimici—fisici
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SIMBOLI ASSOCIATI AI RISCHI SULLA SICUREZZA
Tossicologici
Norme di comportamento:
● prendere visione delle etichette e delle schede di sicurezza;
● immagazzinare e manipolare le sostanze comburenti lontano da quelle infiammabili;
● non accumulare negli ambienti di lavoro materiali pericolosi in quantità superiori alla
necessità;
● conservare i prodotti in locali areati;
● valutare la possibile sostituzione con altre sostanze e preparati di minore pericolosità;
● indossare i dispositivi di protezione appropriati.
Agenti fisici. Gli agenti fisici a cui è esposto il personale sanitario sono le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, il rumore, i campi elettromagnetici, le vibrazioni, le radiazioni ottiche e il microclima (specialmente per quanto riguarda gli ambienti caldo-umidi).
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LE RADIAZIONI IONIZZANTI
Le radiazioni ionizzanti prodotte dalle sorgenti radioattive (es. macchina radiogena) sono
costituite da fotoni o da particelle aventi la capacità di determinare direttamente o indirettamente la formazione
di ioni. Le radiazioni ionizzanti si distinguono in:
● radiazioni corpuscolari: particelle alfa, beta, positroni ecc…(poco penetranti);
● radiazioni elettromagnetiche: raggi x e gamma di naturaondulatoria (altamente penetranti).
In medicina si fa uso da tempo di vari tipi di radiazione e in particolare di quelle ionizzanti
(RI) a scopo diagnostico e terapeutico. Per prevenire i pericoli derivanti dall’uso delle RI
si è sviluppata la radioprotezione (disciplina che si occupa della protezione della popolazione esposta a RI) e sono state introdotte norme a regolamentarne l’impiego.
Il D.Lgs. 230/95 stabilisce che tutte le attività che implicano la detenzione, immagazzinamento, produzione, utilizzo, manipolazione, trattamento, eliminazione di sostanze radioattive naturali o artificiali, l’impiego di macchine radiogene debbono essere compiute in
modo da garantire:
● la sicurezza degli impianti;
● la protezione sanitaria dei lavoratori e della popolazione contro le RI.
Il D.Lgs. 230/95 prevede due figure di riferimento a garantire la sorveglianza fisica e
medica dei lavoratori da parte del Datore di lavoro:
● l’Esperto Qualificato: tecnico che possiede titolo e capacità adeguate, iscritto all’albo
degli EQ presso il Ministero del Lavoro. L’EQ deve, in particolare, effettuare la valutazione
di radioprotezione e dare indicazioni al Datore di lavoro per la protezione sanitaria dei
lavoratori;
● il Medico autorizzato: medico che possiede titolo e capacità adeguate, iscritto allo
specifico albo presso l’Ispettorato del lavoro. Provvede, in particolare, all’analisi dei rischi individuali, all’istituzione e aggiornamento dei documenti sanitari.
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SORVEGLIANZA FISICA
Secondo il D.Lgs. 230/95, in base alla valutazione dell’EQ, il personale che opera con fonti
radiogene deve essere classificato in:
● esposto di categoria A: sorveglianza fisica – dosimetria personale e ambientale, sorveglianza medica almeno semestrale;
● esposto di categoria B: sorveglianza fisica – dosimetria ambientale, sorveglianza medica almeno annuale;
● non esposti: non sottoposti a sorveglianza fisica e medica.
Norme di comportamento
● Riduzione del tempo di esposizione (limitando le operazioni da effettuare nelle vicinanze di sorgenti radioattive);
● distanza dell’operatore dalla sorgente (le radiazioni diminuiscono di un fattore quadratico all’aumentare della distanza dalla sorgente);
impiego delle schermature (uso di schermature fisse mobili e indumenti protettivi).
Agenti biologici. L’esistenza del rischio biologico è da presumere trasversale
in ambiente ospedaliero. Ad esso sono considerati esposti non soltanto gli operatori che
manipolano materiali biologici, ma tutti coloro che sono direttamente coinvolti in attività
di assistenza ai pazienti. L’esposizione ad agenti biologici e la conseguente protezione
degli stessi è normata dal D.Lgs. 81/2008 Titolo X.
DEFINIZIONE. Per agente biologico si intende qualsiasi microrganismo, anche geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che può provocare infezioni,
allergie o intossicazione a chi vi si espone.
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Gli agenti biologici sono classificati in 4 gruppi a seconda del rischio di infezione.
Gruppo 1 un agente che presenta poche probabilità di causare malattie in soggetti umani.
Gruppo 2 un agente che può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio
per i lavoratori; è poco probabile che si propaghi nella comunità; sono di norma disponibili
efficaci misure profilattiche o terapeutiche.
Gruppo 3 un agente che può causare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un
serio rischio per i lavoratori; l'agente biologico può propagarsi nella comunità, ma
di norma sono disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche.
Gruppo 4 un agente biologico che può provocare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori e può presentare un elevato rischio di propagazione nella comunità; non sono disponibili, di norma, efficaci misure profilattiche o terapeutiche.
Valutazione del rischio. Il Datore di lavoro deve effettuare la valutazione del rischio di
esposizione ad agenti biologici. A seguito di quanto emerso da tale valutazione, il Datore di
lavoro deve inoltre definire:
● procedure e soluzioni specifiche per gli esposti ad agenti biologici;
● procedure da attuare in caso di emergenza;
modalità di scelta ed impiego dei dispositivi di protezione individuale.
Sorveglianza sanitaria. I lavoratori che usino agenti del gruppo 3 o 4 sono soggetti a
sorveglianza sanitaria e iscritti nel registro degli esposti nel quale è riportata l’attività
svolta, l’agente utilizzato, gli eventuali casi di esposizione individuale.
Il Datore di lavoro deve inoltre mettere a disposizione ―vaccini efficaci‖ per i lavoratori
non immuni.
Norme di comportamento
Il personale sanitario, essendo quotidianamente esposto a rischio biologico, deve:
● applicare costantemente le raccomandazioni universali per prevenire la trasmissione
di microorganismi sia attraverso i liquidi biologici, sia per via aerea;
● applicare le norme procedurali elaborate dalla Direzione Sanitaria;
● utilizzare rigorosamente i DPI;
● partecipare al programma di immunizzazione attiva.
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GLI INFORTUNI OCCUPAZIONALI POTENZIALMENTE INFETTANTI
INTRODUZIONE
Le complicazioni che le punture d’ago potenzialmente infetto sono in grado di provocare
possono essere gravi. In linea generale ogni operazione o manovra di una certa complessità che comporta un rischio va affrontata sapendo ciò che si sta per fare, un atteggiamento superficiale si collega ad una aumentata possibilità di incidente.
Si deve tenere presente che il rischio di contrarre malattie infettive a seguito di punture
d’ago o ferite con strumenti taglienti o contaminazione muco – cutanea, non può essere
escluso se non dopo un tempo variabile (fino a 6 mesi).
FATTORI FAVORENTI GLI INFORTUNI OCCUPAZIONALI
Disattenzione, stanchezza
Eccessiva abitudine al gesto routinario
Insufficiente formazione del personale
Disfunzioni del sistema-ambiente di lavoro (spazi ridotti, irrazionalità nella collocazione di
strumenti e accessori, presenza di personale estraneo, sovraffollamento del locale)
Materiali difettosi e/o dispositivi di protezione non idonei
RISCHI
Epatite B
Trasmissione da portatore per inoculazione di sangue umano e derivati. Sono attribuibili
alla via parenterale (punture d’ago ed altre pratiche invasive) circa il 25% dei casi notificati di epatite B (SEIEVA 1991); provoca danni epatici (epatite, cirrosi, epatocarcinoma). E’
disponibile vaccino DNA-ricombinante.
Epatite C
Trasmissione da portatore cronico per via ematica. Rischio di infezione 0-10%. Provoca
spesso danni epatici (epatite, cirrosi, epatocarcinoma). Non è disponibile una profilassi
specifica (gamma-globuline).
HIV
Trasmissione da persona infetta attraverso sangue, liquido pleurico, cerebrospinale, sinoviale. Il rischio di contagio tramite iniezione è dello 0,3%. Comporta deficit immunitario
grave. Si seguono protocolli chemioprofilattici, che garantiscono una protezione efficace.
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COMPORTAMENTI
Prima di intraprendere un’attività che comporti l’uso di aghi o bisturi verificare:
Le condizioni che garantiscano una buona organizzazione dell’attività (situazioni di emergenza, routine, ambiente fisico)
Piani di appoggio tali da consentire il comodo utilizzo di materiali e strumenti
La presenza di tutto l’occorrente per l’attività, compreso il dispositivo per la raccolta
degli aghi
NORME IN CASO DI CONTAMINAZIONE ACCIDENTALE
Favorire il sanguinamento
Detergere con acqua e sapone
Disinfettare la ferita con prodotto a base di iodio o cloro
Contattare la Direzione Sanitaria per la valutazione-gestione del caso.
Applicare il protocollo profilattico-vaccinale indicato.
MALATTIE OCCUPAZIONALI A TRASMISSIONE AEREA E DA CONTATTO
Le malattie a trasmissione aerea sono principalmente la tubercolosi polmonare e laringea, il morbillo, l’influenza, la varicella e l’herpes zoster disseminato.
Le precauzioni per la prevenzione delle malattie a trasmissione aerea hanno lo scopo di
prevenire la disseminazione aerea di nuclei di goccioline e di droplets evaporati, contenenti microorganismi che possono rimanere sospesi nell’aria e trasportati dalle correnti
anche a lunga distanza.
Precauzioni standard per l’assistenza al paziente:
Lavaggio delle mani
Lavarsi le mani dopo aver toccato sangue, liquidi corporei, secreti, escreti e oggetti
contaminati sia che si siano indossati i guanti oppure no.
Lavarsi le mani in ogni caso dopo la rimozione dei guanti ogni qual volta ci siano stati
contatti con liquidi o materiali di derivazione biologica (l’uso dei guanti non sostituisce la necessità del lavaggio delle mani).
Usare un semplice sapone lavando le mani per almeno 10-15 secondi.
L’uso di un agente antisettico (clorexidina, povidone iodio es.: ibiscrub, brunoil, hplus)
va considerato solo dopo il lavaggio con sapone e nei casi in cui ci sia stato significativo contatto o contaminazione con liquidi o materiali di derivazione biologica.
Non è certificata l’efficacia dell’uso di creme o schiume protettive.
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Uso dei guanti
Indossare guanti (sono sufficienti guanti puliti non sterili) prima di toccare sangue,
liquidi corporei, secreti, escreti e oggetti contaminati.
Cambiarsi i guanti dopo il contatto con materiale che può contenere una elevata concentrazione di microrganismi.
Cambiare i guanti in caso di verifica o dubbio di lesione degli stessi e lavarsi le mani
prima di indossarne di nuovi.
Rimuovere prontamente i guanti dopo l’uso.
Lavarsi le mani dopo essersi tolti i guanti.
Non toccarsi gli occhi, il naso, la bocca, i capelli o l’epidermide con i guanti.
Non toccare con i guanti attrezzature, telefoni, porte se sono pulite e non allontanarsi dal luogo di lavoro indossando i guanti.
I guanti devono essere della giusta misura.
Per quanto possibile non usare guanti in lattice (possono provocare allergie) a contatto con la pelle (in alternativa guanti in vinile).
Uso di mascherine, occhiali protettivi, schermi facciali:
Usare una mascherina ed occhiali protettivi o uno schermo facciale per proteggere
le mucose di occhi, naso, bocca durante le procedure e le attività di assistenza al
paziente che possono generare schizzi o spruzzi di sangue, liquidi corporei, secreti o
escreti.
Uso del camice:
Indossare un camice, con le maniche lunghe ed elastici ai polsi per proteggere la
cute e per prevenire l’imbrattamento di indumenti durante le procedure e le attività
di laboratorio che possono generare schizzi o spruzzi di sangue, liquidi corporei,
secreti o escreti.
Scegliere un camice che sia appropriato per le attività e la quantità di liquidi corporei che si possono produrre accidentalmente.
Rimuovere il camice sporco il più presto possibile e lavarsi le mani.
Disposizioni generali. Nei locali di lavoro è proibito:
Mangiare, bere, fumare, truccarsi, portare le mani alla bocca o alle congiuntive. Al di
fuori degli ambienti di lavoro tale proibizione rimane se non ci si è prima lavati le
mani.
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Le precauzioni per la trasmissione per via aerea devono essere utilizzate per le operazioni di assistenza di pazienti noti o sospetti di essere infetti da patogeni trasmessi da nuclei
di goccioline aereo diffuse che possono rimanere sospesi e diffusi dalle correnti d’aria
all’interno di una stanza o nel reparto. Esempi di malattie da considerare: TBC, varicella e
morbillo.
In queste situazioni attenersi alle seguenti disposizioni in aggiunta alle precauzioni standard:
a) COLLOCAZIONE DEL PAZIENTE CONTANGIANTE
Mettere il paziente in camera singola se non possibile contattare la Direzione Sanitaria.
Provvedere al trasferimento in struttura ospedaliera di isolamento.
b) PROTEZIONI RESPIRATORIE
Oltre alle altre misure di barriera, chi entra nella stanza per l’assistenza diretta a paziente con tubercolosi contagiante deve indossare maschere filtranti facciali (filtrante tipo‖FFP2SL‖).
Far prestare l’assistenza preferibilmente dagli operatori immuni (ad esempio per varicella o morbillo); il personale ricettivo può invece entrare nella stanza solo con la protezione respiratoria.
c) TRASPORTO DEL PAZIENTE
il paziente deve indossare una mascherina chirurgica per ridurre la dispersione dei droplets nuclei. Arieggiare molto bene i locali dove il paziente ha soggiornato, se non già dotati di sistema di adeguato ricambio dell’aria.
Le principali infezioni trasmesse per contatto riguardano: herpes simplex, impetigine,
micosi, ascessi di grandi dimensioni aperti,
pediculosi, scabbia, congiuntiviti virali.
L’USO CORRETTO DEI GUANTI
Pur essendo la cute integra un’efficace barriera agli agenti biologici, solo l’uso razionale
dei guanti rappresenta la prevenzione ottimale verso i più importanti incidenti occupazionali per il personale che opera in ambiente sanitario.
Vengono di seguito presentate alcune tipologie di guanti e le rispettive situazioni di adeguato utilizzo.
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MANI NON GUANTATE
BASSA PROBABILITA’ DI CONTATTO CON LIQUIDI BIOLOGICI
trasporto documenti
distribuzione vassoi
distribuzione termometri e terapia
trasporto pazienti con letto o carrozzina
trasporto di contenitori puliti contenenti camp. biologici
preparazione e manipolazione di materiale per fleboclisi
visita medica in genere
GUANTI DA CASALINGA
DESTREZZA NON RICHIESTA, ELEVATO STRESS MANIPOLATIVO, ATTIVITA’ PROLUNGATA
Pulizia (igiene) bagni e w.c.
trasporto rifiuti
raccolta spandimenti di liquidi biologici
decontaminazione e lavaggio di strum. Chirurgico
lavaggio stoviglie e pavimenti
GUANTI IN POLIETILENE
DESTREZZA NON RICHIESTA, POCO STRESS MANIPOLATIVO, POSSIBILE CONTATTO
raccolta vassoi e posateria usati
manipolazione biancheria sporca
trasporto materiali biologici in contenitori
rimozione pappagalli e/o padelle
rifacimento letti
GUANTI IN LATTICE
DESTREZZA MANUALE RICHIESTA, STRESS MANIPOLATIVO, PROBABILE CONTATTO
Attività di laboratorio
Prelievo ematico
Posizionamento sondino naso gastrico
Igiene intima del paziente
Assistenza a manovre invasive (toracentesi, paracentesi)
Manipolazione di parti distali ed esterne di drenaggi
Riassetto delle sale operatorie alla fine delle sedute
Visite mediche: pazienti con cute non integra
Esecuzione di paracentesi, toracentesi etc.
Manipolazione di liquidi biologici
Procedure assistenziali in presenza massiva di liquidi biologici
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LE ALLERGOPATIE
Le principali allergopatie occupazionali in ambiente sanitario riguardano il latice, detergenti, disinfettanti e raramente altri chimici.
ALLERGIA AL LATICE
A causa dell’uso continuo e prolungato dei guanti in ambiente sanitario, è possibile sviluppare allergie verso il materiale di cui sono composti, in particolare il latice naturale.
Le statistiche dimostrano che il latice provoca allergie nel 3 - 6 per cento dei lavoratori
esposti.
Il latice è il costituente principale della gomma naturale e si ottiene dal cosiddetto ―albero
della gomma‖ o Hevea brasiliensis. Una vastissima gamma di manufatti in ambito sanitario, oltre ai guanti chirurgici, è costituita da latice: cateteri vescicali, tubi di drenaggio,
maschere anestesiologiche e chirurgiche, lacci emostatici, cerotti, barriere interdentali. I
soggetti allergici al latice producono anticorpi IgE, come chi soffre di altre malattie allergiche come dermatite atopica, asma, rinocongiuntivite da pollini o acari.
COME SI MANIFESTA L’ALLERGIA AL LATICE?
I sintomi possono essere diversi e sono condizionati dalla zona di contatto fra l’organismo
e le proteine del latice. I guanti chirurgici causano più frequentemente orticaria da contatto alle mani, ma particelle di latice possono raggiungere la cute del volto, gli occhi, le
vie aeree, perché sono assorbite e disperse nell’aria dalla polvere lubrificante presente
all’interno dei guanti stessi. Possono pertanto verificarsi orticaria ed angioedema del
volto, congiuntivite, rinite, edema della glottide ed asma e, nei casi più gravi, anche shock
anafilattico.
COME DEVE COMPORTARSI UN SOGGETTO ALLERGICO AL LATICE O AD ALTRI COMPONENTI DEI
GUANTI ?
Egli dovrà evitare l’esposizione sia diretta che indiretta ad oggetti in latice. E’ necessario
che segnali la sua allergia sia sul luogo di lavoro sia quando si sottopone a cure o indagini
mediche che nel suo caso avverranno in ―ambiente senza latice‖.
E’ consigliabile portare sempre con sé una piastrina di riconoscimento che segnali l’allergia al latice. E’ opportuno che gli operatori sanitari abbiano sempre con sé un paio di
guanti in vinile per le eventuali improvvise emergenze che possono avvenire fuori dal
proprio reparto. Le eventuali intolleranze alla polvere lubrificante, ma non al latice, potranno essere evitate calzando guanti dello stesso tipo ma senza polvere, facilmente rinvenibili in commercio.
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DIAGNOSI E ACCERTAMENTI PER SOSPETTA ALLERGIA AL LATTICE
Visita medica con accurata anamnesi specifica;
RAST e PRICK test specifici sono sufficienti per fare diagnosi.
Non esistono attualmente terapie iposensibilizzanti (―vaccini‖) efficaci nel controllare
l’allergia al latice. Il trattamento delle reazioni allergiche si avvale degli usuali farmaci
antiallergici (antistaminici, corticosteroidi, broncodilatatori e nelle reazioni gravi adrenalina).
GUANTI IN VINILE e GUANTI IN NITRILE
I guanti in vinile e in nitrile possono sostituire i guanti in lattice in tutti i loro impieghi qualora ci sia allergia al latice.
Le differenze tra i due tipi di guanto (in vinile e in nitrile) sono soprattutto di tipo
soggettivo di calzabilità e maneggevolezza. Il guanto in nitrile ha un costo superio-
SMALTIMENTO RIFIUTI OSPEDALIERI
L’ospedale MG Vannini ha introdotto nel proprio Sistema di Gestione per la Qualità una
procedura per la gestione dello smaltimento dei rifiuti ospedalieri (cfr PR_AQ_55 Gestione smaltimento rifiuti sanitari). È fatto obbligo al personale sanitario ed agli ausiliari
dell’Ospedale conoscere i requisiti predefiniti nella procedura sopra menzionata.
SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE
Tel. 0624291233
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RISCHI TRASVERSALI O ORGANIZZATIVI
DEFINIZIONE. Tali rischi sono individuabili all’interno della complessa articolazione
che caratterizza il rapporto tra l’operatore e ―l’organizzazione del lavoro‖ in cui è inserito. Rientrano in questa categoria di rischio:
● la Movimentazione Manuale dei Carichi;
● il lavoro al Videoterminale;
● lo Stress lavoro-correlato.
Movimentazione manuale dei carichi (MMC) e del paziente
È esposto a rischio da MMC tutto il personale infermieristico, tecnico, della riabilitazione e
ausiliario che effettua movimentazione di carichi (materiale, apparecchiature, ecc…), in
particolare coloro che effettuano movimentazione dei pazienti allettati (reparti di ortopedia, medicina riabilitativa, ecc…) per i quali il rischio è maggiore in caso di pazienti adulti
non collaboranti.
Il D.Lgs. 81/2008 prevede specifici obblighi a carico del Datore di lavoro allo scopo di
diminuire le probabilità di lesioni dorsolombari (low back pain) e patologie del rachide (le
più rilevanti per il personale ospedaliero):
● adottare misure organizzative e attrezzature meccaniche per evitare la necessità di
movimentazione manuale;
● migliorare l’ergonomia del posto di lavoro;
● informare e formare gli addetti.
È prevista la sorveglianza sanitaria del personale esposto a movimentazione manuale di
carichi.
Norme di comportamento:
● impiego degli ausili meccanici laddove possibile;
● applicazione corretta delle manovre di movimentazione carichi e trasferimento del
paziente.
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Nelle attività in cui si fa ricorso alla forza manuale, sono purtroppo diffuse le affezioni
della colonna vertebrale come le lesioni dorso – lombari dovute ad una errata postura
durante il sollevamento o ad un carico eccessivo.
COME SI EFFETTUA LA MOVIMENTAZIONE MANUALE DI UN CARICO ?
Il sollevamento e la deposizione dei carichi devono essere effettuate per quanto possibile
con la schiena in posizione eretta, flettendo gli arti inferiori e facendo attenzione a non
compiere movimenti a strappo oppure bruschi.
POSIZIONE CORRETTA DEI PIEDI:
Mai a piedi giunti, per evitare una perdita di equilibrio; occorre invece mantenere una
distanza di 50 cm da un piede all’altro, uno in direzione del movimento previsto e l’altro in
una posizione che consenta la spinta del corpo.
POSIZIONE CORRETTA DELLA SCHIENA:
Mai piegata in avanti, ma in posizione verticale e per piegarsi vanno flesse le ginocchia.
POSIZIONE CORRETTA DELLE BRACCIA:
Non flettere mai i gomiti; le braccia vanno tenute aderenti al corpo e per quanto possibile
tese.
MENTO RETRATTO
Fin dall’inizio del movimento, la parte superiore della testa deve rialzarsi leggermente, il
mento rientrare, la colonna vertebrale irrigidirsi (insieme al collo). Il tutto al fine di sollevare automaticamente il petto e preparare le spalle ad un’azione più efficace delle braccia
MODO CORRETTO DI AFFERRARE:
I carichi non vanno mai afferrati con la punta delle dita, al contrario devono essere afferrati con tutta la mano
UTILIZZAZIONE DEL PESO DEL CORPO
Quando si deve sollevare un oggetto dal pavimento, la spinta del piede arretrato, combinata con l’estensione delle ginocchia, sposta il corpo in avanti e in alto
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Lavoro al videoterminale
Il lavoro al VDT espone l’operatore, generalmente il personale amministrativo, a rischi a
carico dell’apparato oculo-visivo (bruciore, arrossamento, affaticamento, ecc…) e dell’apparato locomotore (tratto cervicale e lombosacrale).
Il D.Lgs. 81/2008 prevede specifici obblighi a carico del Datore di lavoro circa le caratteristiche della postazione e dell’organizzazione di lavoro:
● misure appropriate per evitare monotonia e ripetitività del lavoro;
● postazioni di lavoro al VDT che rispettino i requisiti minimi indicati dall’Allegato 34 del
D.Lgs. 81/2008;
● adeguata organizzazione di pause e tempi di interruzione del lavoro al VDT;
● informazione e formazione del personale addetto.
È prevista la sorveglianza sanitaria del personale che utilizza ripetutamente e ininterrottamente il VDT per 20 ore settimanali.
Norme di comportamento:
● mantenere una postura al VDT corretta;
● posizionare adeguatamente tutti gli elementi della postazione di lavoro al VDT.
Stress lavoro correlato
Potenzialmente il rischio stress lavoro correlato può riguardare tutti i lavoratori e
qualsiasi ambiente di lavoro. Lo stress lavoro-correlato può dare origine a disturbi di
natura fisica, psicologica o sociale laddove i lavoratori non si sentano in grado di far fronte alle richieste lavorative. Le fonti di pericolo sono molteplici e attengono principalmente
a: carichi di lavoro, chiarezza della domanda lavorativa, adeguatezza dell’organizzazione
delle attività, carenze nella comunicazione, supporto dei colleghi e/o superiori.
Procedure per gestanti
Le lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento che svolgono attività che
comportino esposizione ad agenti fisici, chimici e biologici rischiosi per la propria salute e
quella del nascituro, appena appreso lo stato di gravidanza, debbono immediatamente:
● informare il proprio responsabile;
● astenersi dalle attività che comportino esposizione agli agenti suddetti.
Il DL deve istituire apposite procedure di prevenzione e protezione che prevedano una
valutazione dei rischi per la salute e sicurezza delle gestanti e una sorveglianza sanitaria
effettuata dal Medico Competente. Pur essendo una condizione fisiologica, la gravidanza
rappresenta uno stato di salute particolare che richiede attenzioni e riguardi specifici.
Ciò vale tanto più per le donne lavoratrici che per lavoro siano esposte a situazioni a
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rischio come le operatrici del settore sanitario. Esistono in particolare alcune malattie
che, pur risultando comunemente banali per la donna possono esporre il bambino a seri
rischi per la salute e lo sviluppo stesso quali: rosolia, citomegalovirus, herpes simplex e
zoster, toxoplasmosi.
COSA PREVEDE LA LEGGE PER LA TUTELA DELLA GRAVIDANZA
La dipendente ha diritto all’astensione dal lavoro 2 mesi prima del parto e durante i 3
mesi successivi, inoltre:
in caso di patologia della gravidanza può essere richiesta dal ginecologo l’astensione
anticipata dal lavoro;
in caso di lavorazione a rischio per la gravidanza è previsto lo spostamento dal posto
di lavoro ad altra mansione non a rischio;
l’astensione anticipata dal lavoro quando non esistono mansioni alternative.
COSA E’ OPPORTUNO FARE NEL MOMENTO IN CUI SI VERIFICA LO STATO DI GRAVIDANZA?
La lavoratrice informa il datore di lavoro dello stato di gravidanza appena ne viene a conoscenza. La lavoratrice sarà informata dal datore di lavoro dei rischi per la gravidanza,
puerperio e allattamento presenti nel suo lavoro, e delle misure adottate per evitarli. Può
chiedere informazioni anche al rappresentante dei lavoratori e al medico competente
aziendali. Per qualsiasi chiarimento a garanzia della salute propria e del bambino, la lavoratrice può recarsi presso la sede più vicina dello SPISAL dell’ULSS.
PERIODO POST PARTUM
La normativa italiana individua come periodo del puerperio e allattamento quello successivo al parto, compreso entro i primi sette mesi di vita del bambino. La lavoratrice madre,
oltre ad usufruire del periodo di astensione obbligatoria fino ai 3 mesi dopo il parto, prolungabili fino a 4 mesi nel caso abbia usufruito del posticipo dell’astensione obbligatoria
ovvero procrastinato di un mese l’attività lavorativa prima del parto (solo per le mansioni
non a rischio), può godere dei seguenti diritti:
Astensione fino a sette mesi di vita del bambino per mansioni lavorative a rischio (per
eventuali informazioni rivolgersi allo SPISAL di competenza);
Astensione facoltativa: entrambi i genitori hanno la possibilità di usufruire di un periodo di
astensione facoltativa dal lavoro, da effettuarsi anche in modo frazionato, entro gli 8 anni
di vita del bambino (per ulteriori informazioni rivolgersi all’INPS);
La lavoratrice madre ha diritto entro il primo anno di vita del bambino di assentarsi giornalmente dal lavoro per usufruire dei cosiddetti ―periodi di riposo‖ di 2 ore al giorno finalizzati all’allattamento (per ulteriori informazioni rivolgersi alla Direzione Provinciale del
Lavoro).
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QUARTA PARTE PARTE
Doveri del dipendente
È opportuno che ogni dipendente conosca le norme contrattuali che disciplinano i suoi
doveri, le sanzioni e procedure disciplinari, ecc., tutti articoli contenuti nel contratto collettivo aziendale di lavoro.
Si invita pertanto il dipendente a prenderne visione nella bacheca dell’Ospedale. Inoltre il
contratto di lavoro è consultabile, scaricabile e stampabile dal sito internet dell’Ospedale
MG Vannini (www.ospedalevannini.it).
A seguire si pubblica un estratto del C.C.N.L. relativo al codice disciplinare.
ESTRATTO DEL C.C.N.L. ARIS:
INDICAZIONI RELATIVE AL TRATTAMENTO DELLE NORME COMPORTAMENTALI E
DISCIPLINARI
Art. 41 - Provvedimenti disciplinari
I provvedimenti disciplinari debbono essere adottati da parte dell’Amministrazione in conformità all’art.7 della Legge n.300/70 e nel pieno rispetto delle procedure ivi stabilite
(necessità della contestazione per iscritto, obbligo di assegnare al lavoratore un termine
di almeno cinque giorni per presentare le proprie deduzioni, facoltà del lavoratore di essere ascoltato di persona e/o di essere assistito dal rappresentante delle OO.SS. cui conferisce mandato), nonché nel rispetto, da parte del datore di lavoro, dei principi generali
di diritto vigenti in materia di immediatezza, contestualità ed immodificabilità della contestazione disciplinare. Al riguardo si conviene che, comunque, la contestazione disciplinare
deve essere inviata al lavoratore non oltre il termine di trenta giorni dal momento in cui
gli organi direttivi sanitari ed amministrativi delle Strutture di cui all’art.1 del presente
contratto hanno avuto effettiva conoscenza della mancanza commessa. Si conviene altresì
che il provvedimento disciplinare non possa essere adottato dal datore di lavoro oltre il
termine di trenta giorni dalla presentazione della deduzione da parte del lavoratore. Si
pattuisce che il predetto termine di trenta giorni rimane sospeso nel caso in cui il dipendente richieda di essere ascoltato di persona unitamente al rappresentante sindacale,
riprendendo poi a decorrere ab initio per ulteriori trenta giorni dalla data in cui le parti si
saranno incontrate per discutere della contestazione.
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Le mancanze del dipendente possono dar luogo all’adozione dei seguenti provvedimenti
disciplinari da parte dell’Amministrazione:
1. richiamo verbale;
2. richiamo scritto;
3. multa non superiore all’importo di quattro ore della retribuzione;
4. sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per un periodo non superiore a dieci giorni.
Esemplificativamente, a seconda della gravità della mancanza e nel rispetto del principio
della proporzionalità, incorre nei provvedimenti di cui sopra il lavoratore che:
a. non si presenti al lavoro omettendo di darne comunicazione e giustificazione ai sensi
dell’art.39, o abbandoni anche temporaneamente il posto di lavoro senza giustificato motivo;
b. ritardi l’inizio del lavoro, o lo sospenda, o ne anticipi la cessazione senza giustificato
motivo;
c. commetta grave negligenza in servizio, o irregolarità nell’espletamento dei compiti assegnati;
d. non si attenga alle disposizioni terapeutiche impartite, non si attenga alle indicazioni
educative, non esegua le altre mansioni comunque connesse alla qualifica, assegnate dalla
direzione o dal superiore gerarchico diretto;
e. ometta di registrare la presenza secondo le modalità stabilite dalla Struttura;
f. compia qualsiasi insubordinazione nei confronti dei superiori gerarchici; esegua il lavoro affidatogli negligentemente, o non ottemperando alle disposizioni impartite;
g. tenga un contegno scorretto o offensivo verso i degenti, il pubblico e gli altri dipendenti;
h. violi il segreto professionale e di ufficio; non rispetti l’impostazione e la fisionomia propria della Struttura sanitaria e non attui metodologie educative, didattiche e riabilitative
proposte dalle équipes direttive;
i. compia in genere atti che possono arrecare pregiudizio all’economia, all’ordine e all’immagine della Struttura sanitaria, fermi restando i diritti tutelati dalla Legge n.300/70;
j. ometta di comunicare all’Amministrazione ogni mutamento, anche di carattere temporaneo dei dati di cui all’art.12 del presente CCNL, ovvero rilasci autocertificazioni non veritiere;
k. ometta di esporre in modo visibile il cartellino identificativo;
l. ponga in essere atti, comportamenti, molestie anche di carattere sessuale, lesivi della
dignità della persona nei confronti di altro personale;
m. violi il divieto di fumare all’interno dei locali aziendali, ove previsto;
n. risulti assente alla visita domiciliare di controllo;
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o. non si presenti alla visita medica prevista in ottemperanza delle norme in materia di
sicurezza e salute dei lavoratori, salvo che ciò avvenga per giustificati motivi;
p. violi il divieto di utilizzare telefonini portatili, ove previsto.
Sempreché si configuri un notevole inadempimento e con il rispetto delle normative vigenti, è consentito il licenziamento per giusta causa o giustificato motivo:
A. nei casi previsti dal capoverso precedente qualora le infrazioni abbiano carattere di
particolare gravità;
B. assenza ingiustificata per tre giorni consecutivi o assenze ingiustificate ripetute
per tre volte in un anno, in un giorno precedente e/o seguente alle festività ed alle ferie;
C. recidivo in qualunque mancanza quando siano stati comminati due provvedimenti di
sospensione disciplinare nell’arco di un anno dall’applicazione della prima sanzione;
D. assenze per simulata malattia;
E. introduzione di persone estranee nell’azienda senza regolare permesso;
F. abbandono del posto di lavoro durante il turno di lavoro notturno;
G. alteri o falsifichi le indicazioni del registro delle presenze o dell’orologio marcatempo o
compia su queste, comunque, volontariamente annotazioni irregolari;
H. per uso dell’impiego ai fini di interessi personali;
I. per violazione del segreto professionale e di ufficio, per qualsiasi atto compiuto per
negligenza che abbia prodotto grave danno ad un infermo, all’Amministrazione o a terzi;
J. per tolleranza di abusi commessi da dipendenti;
K. per svolgimento di attività continuativa privata, o comunque per conto terzi, con esclusione dei rapporti a tempo parziale;
L. per i casi di concorrenza sleale posti in essere dal dipendente, secondo i principi generali di diritto vigente;
M. detenzione per uso o spaccio di sostanze stupefacenti all’interno della struttura;
N. molestie di carattere sessuale rivolte a degenti e/o accompagnatori all’interno della
struttura;
O. per atti di libidine commessi all’interno della struttura.
E’ in facoltà dell’Amministrazione di provvedere alla sospensione cautelare onde procedere ad accertamenti preliminari in caso di adozione di licenziamento.
Al dipendente sospeso cautelativamente è concesso un assegno alimentare nella misura
non superiore alla metà dello stipendio, oltre gli assegni per carichi di famiglia.
La predetta elencazione ha carattere indicativo ed esemplificativo e non esaustivo dei
casi che potranno dar luogo all’adozione del provvedimento di licenziamento per mancanze.
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ISTITUTO FIGLIE DI SAN CAMILLO
OSPEDALE M. G. VANNINI
Via di Acqua Bullicante, 4—00177 Roma
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Manuale per il personale di nuova acquisizione