Materiali e testimonianze
sull’Anci Toscana
Ottobre 2004
Non è escluso che in questa pubblicazione vi siano errori ed omissioni,
siamo grati a quanti vorranno rivolgerci delle segnalazioni in merito.
Una piccola storia toscana
Materiali e testimonianze sull’Anci Toscana
A cura di Alessandro Pesci
Si ringrazia per la collaborazione:
Marcello Bucci
Vannino Chiti
Vanessa De Feo
Leonardo Domenici
Fiorello Fabbri
Mauro Favilla
Giacomo Maccheroni
Pier Natale Mengozzi
Fiorenzo Narducci
Gianfranco Simoncini
Antonio Tripodi
Michele Ventura
I testi sono stati raccolti da Tommaso Gurrieri
Immagini Archivio Anci Toscana
Grafica: Sonia Squilloni - Promopoint srl
Chiuso in tipografia il 4 ottobre 2004
Stampa: Media Graphic Group
Introduzione
Tanti anni di lavoro
Trent’anni di lavoro sono tanti. Una vita intera. E sono tanti anche perché sono stati
anni intensi, vivi, che hanno visto la nostra associazione crescere costantemente, e
costantemente aumentare il proprio ruolo nel dibattito politico e istituzionale
regionale e nazionale.
Quello che avete in mano non vuole essere un opuscolo celebrativo, o un “bilancio”
delle attività. È materiale di studio, un modo di mettere un punto fermo a un certo
punto del percorso. Per capire che cosa abbiamo fatto, da dove veniamo, e quindi
anche dove possiamo pensare di andare. Ci troverete dati importanti, notizie, e
anche testimonianze che aiutano a ricostruire. Perché ormai l’Anci, e anche l’Anci
Toscana, sono un attore fra i più importanti della vita italiana, ma questa è una parte
che abbiamo dovuto conquistare con le unghie e con i denti, visto che all’inizio,
quando questa storia è cominciata, il ruolo che ci era stato assegnato era poco più
importante di quello di una comparsa. Adesso non siamo il primo attore, e forse
nemmeno il secondo, ma i dialoghi che recitiamo sul palcoscenico sono
determinanti per tutto lo spettacolo, e il pubblico ha capito che il personaggio che
interpretiamo è uno di quelli fondamentali.
Buona lettura.
3
Sommario
Presentazione
Tanti anni di lavoro
di Gianfranco Simoncini
Sommario
L’Anci in movimento, come l’Italia
di Leonardo Domenici
3
Testimonianze
Speranze, fatti e alcune delusioni
di Gianfranco Simoncini
Organi
35
Comunicazione
73
9
Campagne di comunicazione
75
Dire e fare
77
Partecipazione dei cittadini e responsabilità
degli amministratori
di Michele Ventura
14
Aut&Aut
80
Documentazione fotografica
82
Parte il “sistema” delle autonomie toscane
di Vannino Chiti
16
Rassegna stampa
85
Attività
89
Protocolli di intesa, convenzioni e accordi
92
Appunti
94
4
Lo “sciopero” dei Sindaci
di Marcello Bucci
11
5
Il “costruttore” dell’Anci toscana
di Goffredo Lohengrin Landini
17
Stop ai comuni sotto tutela
di Mauro Favilla
20
Un viaggio lungo trent’anni
di Fiorello Fabbri
22
La costruzione dell’Anci in Toscana nel
decennio 1975-85
di Fiorenzo Narducci
22
Ho cominciato da lontano
di Giacomo Maccheroni
27
Progetti
Progetti
Corsi di Formazione
4
7
29
31
33
L’Anci in movimento, come l’Italia
Riforme costituzionali, devolution, federalismo fiscale, sussidiarietà, welfare locale: parole che, in questi anni, sono diventate sempre più‚
familiari a tutti gli amministratori locali italiani.Parole che fotografano una società‚ in movimento,alla ricerca di prospettive che affondano
le loro radici nel passato per prefigurare scenari futuri ancora tutti da definire (e da concertare, verrebbe da aggiungere). In questa
situazione da “work in progress” l’ANCI ha cercato sempre – anche strutturalmente – di mantenere salda l'identità‚ e l’obiettivo di una
associazione che si propone come rappresentanza delle oltre 8.000 amministrazioni comunali italiane. Dalla originaria struttura
nazionale, pensata oltre cento anni fa dai fondatori dell’Associazione, si approdo‚ negli anni alla attivazione di “sezioni regionali”. La
nascita delle Regioni portò‚ poi – la trasformazione avvenne al congresso di Sorrento del ‘92 – alla nascita delle attuali “Anci Regionali”:
strutture autonome ciascuna con i propri organi e la propria rappresentanza. Una risposta tempestiva e coerente alla necessità‚ di muoversi lungo la strada del decentramento
amministrativo, con una particolare attenzione ai rapporti con le neocostituite Regioni. A dodici anni da quella data credo si possa dire che l’ANCI fu lungimirante e concreta. Fu una
scelta giusta e coraggiosa, volta a dare una voce in più‚ ai Comuni, su scala Regionale, e a costituire una struttura associativa capace di portare dalla periferia al centro le istanze
di tutte le 8.100 amministrazioni comunali. Questo è lo scenario che tutti noi conosciamo bene e nel quale abbiamo – chi più, chi meno – imparato a muoverci, seppur con risultati
non del tutto omogenei. Se pero‚ tentiamo di guardare avanti, allora credo non sfugga a nessuno la necessità‚ di fare ulteriori passi in avanti. Sul tappeto c’è‚ già‚ un'importante
novità‚ della quale – in sede ANCI – si è ampiamente discusso. Mi riferisco alla necessità‚ di una ulteriore crescita delle strutture delle ANCI Regionali, favorendo ogni forma di
selezione della classe dirigente ed auspicando un impegno sempre maggiore delle amministrazioni dei comuni capoluogo, sia attraverso una partecipazione diretta degli
amministratori che di quello delle strutture tecniche. In modo significativo questa richiesta dovrà essere diretta ai Comuni capoluogo di Regione. Solo così il “peso”‚ politico delle
rappresentanze sarà sempre più forte. Secondo gli stessi principi, sarà poi necessario rispettare la previsione che il Presidente dell’ANCI Regionale sia un amministratore locale. La
perdita di tale requisito dovrà comportare la decadenza dalla carica. La giusta acquisizione di nuovi ruoli per le Province, renderà poi necessaria una iniziativa dell’ormai prossima
Assemblea Congressuale dell’Associazione per rendere operativa la norma statutaria che prevede la costituzione delle ANCI Provinciali. É evidente che questo processo, importante
per il futuro della Associazione, debba essere calibrato nelle varie realtà regionali e debba partire per impulso delle ANCI Regionali tenendo nella dovuta considerazione le peculiarità
storico-territoriali e le stesse dimensioni regionali. Su questo punto si è già‚ espressa favorevolmente l’ultima conferenza programmatica ANCI, che si è tenuta a Rapallo lo scorso
anno. Non si tratta di costruire nuove strutture burocratiche che si sovrappongano all’esperienza delle ANCI Regionali, ma consentire un maggior legame con i territori ed elevare il
sistema di rappresentanza degli stessi.
Alle ANCI Provinciali dovrà‚ essere riservata la competenza a trattare tutte le materie di interesse intercomunale e quelle dei rapporti delle realtà provinciali con le Regioni. Una sorta
di Conferenza dei Comuni nel territorio provinciale. Il percorso dovrà essere necessariamente omogeneo su tutto il territorio nazionale. Nel rispetto dell’autonomia e sovranità di
ciascuna ANCI Regionale, sarà utile quindi concordare una data o un periodo entro il quale celebrare in tutte le Province le assemblee costitutive dell’ANCI Provinciale. Il panorama
delle attività‚ e degli impegni futuri e‚ quindi ricco e stimolante, anche se complesso. Per portarlo a termine c’è bisogno dell’impegno e del lavoro di tutti gli amministratori locali, di
qualsiasi appartenenza politica. Perche‚ l’obiettivo è semplice: mantenere e accrescere il ruolo dei Comuni nella società italiana, il che equivale ad aumentare la capacità‚ di risposta
delle amministrazioni locali alle esigenze dei cittadini.
Leonardo Domenici
Presidente Anci dal 1999 al 2004
5
Testimonianze
Testimonianze
Speranze, fatti e alcune delusioni
di Gianfranco Simoncini
Presidente Anci Toscana dal 1999 al 2004
Se dovessi sintetizzare in tre parole
l’esperienza dei cinque anni di presidenza
dell’Anci Toscana parlerei di speranze,
fatti e qualche delusione.
Le speranze risiedevano nel fatto che
questi anni potessero rappresentare un
passaggio decisivo nella storia del nostro
Paese, con l’affermazione di un ruolo
nuovo e finalmente davvero centrale degli
enti locali, intesi come una sorta di
“sportello unico” della Repubblica.
Penso ovviamente in primo luogo alla
riforma del Titolo V della Costituzione, ma
anche alle leggi di decentramento
amministrativo ed alla fase di riscrittura
degli statuti regionali.
Vi era e vi è ancora la speranza di realizzare
un federalismo fiscale capace di dare un
quadro di riferimento certo ai Comuni,che
permettesse di superare le difficoltà ormai
croniche per i bilanci comunali e
garantisse attraverso una reale
autonomia di entrata e di spesa di riuscire
a salvaguardare i servizi e insieme
contenere le spese in un contesto di forte
responsabilizzazione degli amministratori
locali.
In sintesi la speranza,sulla quale abbiamo
lavorato e ci siamo mobilitati anche nella
nostra regione, era di veder attuato un
nuovo quadro di riferimento legislativo che
desse ai Comuni, quale presidio della
repubblica più vicino ai cittadini, e da essi
ritenuto il proprio punto di riferimento
immediato, la possibilità di svolgere a
pieno la loro funzione di promozione dello
sviluppo, di sostegno alla crescita civile e
sociale delle comunità .
La riforma della Costituzione andava in tal
senso, ma qui sta la delusione, questo
processo si è sostanzialmente bloccato.
Abbiamo avuto una lunga serie di Leggi
Finanziarie che hanno tagliato
pesantemente i trasferimenti ai Comuni e
hanno, di fatto, legato le mani a chi voleva
esaltare e liberare la capacità delle
autonomie locali. Oggi, indubbiamente, ci
troviamo di fronte a un ritorno centralista
di non poco conto,basti pensare al decreto
taglia spese, al blocco delle sedi
concertative a livello nazionale, al ricorso
su diversi statuti regionali tra i quali quello
della nostra regione. Ma soprattutto, non
si è verificato quel passaggio di
competenze amministrative dallo stato ai
comuni che avrebbe facilitato la risposta
ai bisogni dei cittadini.
Parlando dei “fatti”, direi che si è prodotto
un forte rinnovamento nel funzionamento
degli enti locali. Si sono avviati importanti
processi di associazionismo, e in molti
Comuni si sono verificate fondamentali
innovazioni dei servizi che hanno messo in
campo nuove tecnologie e un nuovo modo
di intendere il lavoro. avvenute anche
attraverso esperienze di esternalizzazioni.
Come Anci Toscana siamo riusciti a
valorizzare queste novità.“Dire & Fare”ha
rappresentato proprio questo,una vetrina,
una sfida, un manifesto per raccontare
come ci si è rinnovati, una occasione per
incentivare l’emulazione, e quindi la
diffusione delle innovazioni.
Un altro fatto positivo è stato la crescita
della visione dei Comuni come “sistema”,
anche dal punto di vista politico. Il nostro
peso è sicuramente cresciuto.Lo vediamo
dal numero di Protocolli d’Intesa firmati
con la Regione, dal tavolo istituzionale di
concertazione su tutte le leggi che
riguardano i Comuni, dal fatto che molte
leggi da noi richieste e promosse sono
state approvate. Quindi il riconoscimento
dell’Anci come interlocutore privilegiato e
ormai istituzionale è potremmo dire
completo. Senza trascurare il passaggio
dalla fase sperimentale a quella ormai
consolidata del Consiglio delle Autonomie
Locali, che è una nostra “creazione” e che
oggi, dopo cinque anni, è un elemento
ineliminabile del confronto politico nella
nostra Regione,studiato e imitato in molte
altre regioni italiane.
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Testimonianze
L’Anci Toscana è senza ombra di dubbio
l’associazione di riferimento per tutta la
vita dei Comuni.
Un riconoscimento ci è arrivato anche
dall’Anci nazionale.Abbiamo avuto, come
Anci Toscana, un ruolo di traino
indiscutibile su molte questioni,penso alla
discussione sugli Statuti, a quella sul
demanio marittimo, e siamo diventati
modello per altre Anci regionali. Anche il
rapporto con la Regione, di cui dicevamo,
è un esempio che altri cercano di riportare
nella loro realtà. E non dimentichiamoci
che l’Assemblea Nazionale dell’Anci che si
è tenuta a Firenze si è svolta qui anche per
la presenza di un Anci Toscana che
funziona.
In questi anni la vita dell’associazione è
stata sempre unitaria.Non c’è stato mai un
conflitto eclatante, a parte la normale
dialettica che fa parte del lavorare e
discutere insieme.Questo è merito di tutti,
di un gruppo dirigente che ha saputo fare
il proprio lavoro, ma anche dei sindaci dei
diversi orientamenti, che non hanno mai
voluto anteporre le esigenze di parte a
quelle di tutti.
Dal punto di vista personale si è trattata di
un’esperienza formativa e di grande
soddisfazione. Sono stato orgoglioso di
rappresentare uno dei sistemi delle
autonomie più vivi del nostro Paese.
Credo di lasciare la presidenza in un
momento in cui l’associazione è solida e in
crescita.
Un’associazione in grado di funzionare,
anche nei confronti dei tanti nuovi sindaci
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eletti nell’ultima tornata di elezioni
amministrative. A loro non si dovrà
spiegare che cosa è l’Anci,non solo perché
molti di loro arrivano da esperienze
politico-amministrative, ma soprattutto
per il patrimonio di Anci Toscana, il suo
nome e il suo ruolo, ormai consolidati e
riconosciuti.
Testimonianze
Lo “sciopero” dei Sindaci
di Marcello Bucci
Presidente Anci Toscana dal 1989 al 1999
Il periodo in cui ho fatto il presidente dell’
Anci Toscana è stato quello in cui è
esploso il tema del federalismo: una
questione che nella riflessione dei
sindaci era già emersa prima, e in modo
ben diverso, da come è avvenuto poi con
l’entrata in scena della Lega Nord.
E’ stato anche un periodo di passaggio
particolarmente travagliato nella vita
degli enti locali, travolti dall’esplodere
della vicenda Tangentopoli e, al tempo
stesso, caricati di responsabilità
derivanti dalle aspettative che
maturavano nella società. Sollecitati da
domande e problemi nuovi, ma frenati,
nella loro azione, da vecchi e
anacronistici vincoli, derivanti da un
assetto istituzionale che aveva ormai
fatto il suo tempo.
Poco tempo dopo la mia nomina,di fronte
alla difficile situazione degli enti locali e
ad una Anci nazionale statica, legata alle
logiche dei partiti più che alle reali
esigenze dei comuni (ricordo ad esempio
che i sindaci dell’allora Partito
Comunista uscirono da tutti gli organismi
nazionali dell’Anci, in polemica con una
linea dell’associazione caratterizzata da
un rapporto troppo collaterale con il
governo),mi sono trovato a confrontarmi
con una forte insoddisfazione dei comuni
verso l’associazione.A questo reagimmo
con la mobilitazione, nata soprattutto
nell’area fiorentina, di un movimento di
sindaci che rilanciò con grande
determinazione i temi cruciali
dell’autonomia politica e finanziaria
degli enti locali, del riconoscimento
pieno delle loro prerogative, del
federalismo.
Uno dei momenti più importanti fu il
cosiddetto “sciopero dei sindaci”, una
manifestazione autoconvocata che
portò a Roma tutti insieme, per la prima
volta dopo molti anni, un migliaio di
sindaci da tutta Italia, il tutto promosso e
gestito proprio dall’Anci Toscana. Fu un
segnale importante anche verso l’Anci
nazionale,perché ne mise in discussione
la capacità di interpretare e rapprentare
le esigenze dei comuni; e anche perché da
quel momento si cominciò ad affrontare
effettivamente il problema della
“regionalizzazione” dell’associazione.
Dopo sono venuti gli anni della profonda
riforma delle amministrazioni locali, con
l’attuazione della legge 142/90, anni in
cui l’Anci ha cercato sempre di ricoprire
un ruolo forte di rappresentanza dei
comuni nei confronti sia del Governo
centrale che della Regione.
Tutto il processo legislativo del
decentramento ha posto le Anci regionali
in un ruolo di primo piano, ma ne ha
richiesto anche un cambiamento di
fisionomia e di funzioni. È stato un
passaggio di grande cambiamento
rispetto al ruolo prevalente, di
sensibilizzazione e di mobilitazione
politica,
che
avevano
svolto
dell’immediato passato. Si stava
trasformando
la
funzione
dell’Associazione dei comuni, soprattutto
nelle sue articolazioni regionali.
Nella nostra regione abbiamo
fronteggiato con l’impegno di tanti
amministratori e tecnici dei comuni (che
hanno supplito alla scarsità di mezzi e
risorse disponibili) i nuovi compiti. Ci
siamo dovuti inventare competenze, da
tutti i punti di vista, per poter dire la
nostra in modo pertinente, credibile e
autorevole, intervenendo nel processo
legislativo regionale, sempre più esteso,
complesso e penetrante nella vita degli
enti locali.
Fino alla nascita del Consiglio delle
Autonomie Locali,avvenuto nel 1998 per
volere in primo luogo proprio dell’Anci
Toscana, abbiamo dovuto svolgere
direttamente questo ruolo di organismo
di consultazione legislativa con la
Regione, cercando sempre di
11
Testimonianze
interpretare opinioni, pareri, interessi di
un mondo molto articolato e sfaccettato
come quello dei comuni.
C’è da dire che, in questi anni, con la
Regione
abbiamo
collaborato
moltissimo, ma ci sono anche stati
momenti di forte tensione. Abbiamo
mantenuto sempre un profilo spiccato di
autonomia. Ciò nonostante la forte
omogeneità politica fra le giunte
comunali e quella regionali esistente in
Toscana. Non sono mancati momenti
acuti di scontro, su provvedimenti che
abbiamo ritenuto lesivi dell’autonomia e
delle prerogative degli enti locali;
soprattutto quando abbiamo visto
affacciarsi tentazioni, mai del tutto
scomparse, di sostituire al centralismo
dei minsteri e dello Stato centrale, un
nuovo centralismo della Regione. Di
questo abbiamo discusso anche con i
nostri “cugini” dell’Urpt, che talvolta
hanno prestato il fianco, si sono resi
disponibili a qualche operazione che
supportava un’impianto gerarchico nei
rapporti fra i diversi enti locali, con le
province che stavano “sopra ai comuni”.
Abbiamo sempre mantenuto un rapporto
di forte autonomia rispetto alla Regione,
con una politica diversa rispetto anche
ad altre Anci regionali, dove il ruolo delle
autonomie locali è stato forse meno
attivo, più attenuato.
Da noi c’è stata più dialettica, forse è
anche per questo che l’Anci Toscana ha
costruito nel tempo e riesce a mantenere
anche oggi rapporti forti con i comuni.Da
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noi non si sono mai verificate crisi di
adesioni, pressochè tutti i comuni della
regione sono stati associati e continuano
ad esserlo.
Il lavoro svolto per l’attuazione della
Legge 142/90 e dei successivi
provvedimenti legati al decentramento
amministrativo, si è intrecciato
costantemente con il tema del
federalismo, che ha avuto in Toscana sia per il lavoro e il ruolo svolto dalla
Regione, sia per la vivace iniziativa dei
nostri sindaci- un punto di elaborazione
e di iniziativa di interesse nazionale.
Un aspetto rilevante del periodo in cui
sono stato presidente, è stato l’esigenza
di dare alla associazione, oltre a
strumenti di collegamento e di
comunicazione con i comuni, una
sempre maggiore visibilità. Ricordo che
Anci Toscana à l’unica Anci che da undici
anni stampa e distribuisce regolarmente
-a quasi cinquemila fra amministratori e
dirigenti degli enti locali, responsabili di
associazioni, enti, organizzazioni della
società civile- un proprio settimanale
(“Aut & Aut”). Un’esperienza editoriale
unica per la continuità e per la
periodicità. Il giornale è un canale di
collegamento che consente di rafforzare
il legame con i comuni, ma anche per
sviluppare rapporti di collaborazione con
altri soggetti, come ad esempio il Cesvot
-il Centro di servizi per il volontariatocon cui da anni realizziamo un
supplemento mensile (“Plurali”)
dedicato proprio al rapporto fra
volontariato e autonomie locali.
Anche “Percorsi di cittadinanza”, un
mensile dedicato a un tema difficile
come l’immigrazione, ha permesso di
allargare i rapporti, di dialogare e di
promuovere iniziative comuni con un
mondo associativo e con realtà spesso
anche conflittuali con gli enti locali.
In questi anni si è venuta costruendo una
nuova fisionomia dell’Associazione.
L’Anci oltre a sostenere le prerogative
delle autonomie nei processi politici
delle riforme istituzionali e dei grandi
temi legati alla modernizzazione del
paese e alle linee dello sviluppo; a
svolgere opera di sindacato nella
rappresentanza degli interessi dei
comuni; ha dovuto assumere anche ruoli
più operativi di supporto e sostegno ai
comuni, affiancandoli nel lavoro di
riorganizzazione,di riqualificazione delle
strutture, di innovazione, consguenti ai
nuovi compiti loro assegnati dal
decentramento di responsabilità e di
funzioni.
Da qui nasce anche, nel 1998,
l’esperienza di “Dire&Fare”, la rassegna
dell’innovazione
nella
pubblica
amministrazione che vanta il primato, in
Italia, del maggior numero di enti locali
partecipanti con i propri progetti e le
proprie esperinze.
“Dire&Fare” nasce dalla consapevolezza che in Toscana si faceva molto e
bene, e che sarebbe stato utile far
conoscere le buone esperienze, per diffondere e consolidare l’innovazione. Ma
nasce anche dalla constatazione che,
proprio per la scarsa capacità di far
conoscere e valorizzare le nostre esperienze, a livello nazionale emergevano
sempre e soltanto altri modelli, erano
conosciuti e citati quelli di altre regioni.
Ci siamo chiesti come superare questo
problema, e allora è nato “Dire & Fare”,
che non è una fiera, ma un sistema per
mostrare le “buone pratiche” dei comuni, degli altri enti locali, di aziende pubbliche e private, che propone l’Anci
Toscana come un soggetto di promozione e di sostegno rispetto alla diffusione
e alla comunicazione dell’innovazione e
alla valorizzazione di quello che si fa.
E’ anche una grande occasione di
contatto del mondo delle autonomie con
la società toscana, contribuendo a
superare certi limiti di autoreferenzialità
che talvolta caratterizzano la vita delle
associazioni.
Complessivamente quello in cui sono
stato presidente è stato un decennio di
forte crescita del sistema delle
autonomie, nel quale si è inserita anche
la riforma elettorale, che ha introdotto
anche nell’Anci elementi nuovi rispetto
alla visibilità e al protagonismo dei nuovi
sindaci eletti direttamente dai cittadini e
che ha avuto anche l’effetto di far
crescere l’associazione.
Dopo il momento “forte” dello “sciopero
dei sindaci” ci fu, nel 1993, il Congresso
di Sorrento, che riconobbe la
regionalizzazione e poi la nascita degli
statuti degli Anci regionali come
Testimonianze
associazioni dotate di autonomia
statutaria. Fu un momento decisivo nello
sviluppo dell’Anci, e fu un momento nel
quale il ruolo di Anci Toscana fu
ampiamente riconosciuto, tanto è vero
che io fui nominato vicepresidente
nazionale.Da qui partì un nuovo rapporto
anche con l’Anci nazionale dove,
seppure faticosamente, si aprì una
riflessione sulla riforma dell’associazione
sulla sua ulteriore regionalizzazione, sul
rapporto con i neoeletti sindaci delle
grandi città che stavano costituendo
–seppure in modo informale, ma efficacistrumenti di coordinamento al di fuori
dell’associazione.
Fu proprio per iniziativa delle Anci
regionali -in contrasto con il nazionale e
soprattutto con gli orientamenti
prevalenti nei partiti- che imponemmo
come presidente dell’Anci il Sindaco di
una grande città, superando così la fase
del “partito dei sindaci”, nata dopo le
elezioni del 1995. Con la nomina di Enzo
Bianco
le
cose
cambiarono
definitivamente, riportando anche i
sindaci delle grandi città all’interno
dell’associazione, che ne trasse
notevole vantaggio in termini di visibilità,
forza, incisività, assumendo unruolo di
primo piano nella dialettica politica
istituzionale italiana.
Qui va cercata insomma la svolta forte a
livello nazionale, fu forse quello il
momento di maggiore visibilità dell’Anci.
Che è proseguito poi, in un contesto
politico diverso, con il lavoro di Leonardo
Domenici a livello nazionale e di
Simoncini nell’Anci Toscana.
13
Testimonianze
Partecipazione dei cittadini e responsabilità degli
di Michele Ventura
amministratori
Presidente Anci Toscana dal 1985 al 1989
Riandando con la memoria al lavoro
svolto come Presidente dell’Anci
Toscana, la prima cosa che mi viene da
dire è che, ricoprendo anche un incarico
importante come amministratore, non si
trattò di una passeggiata. All’epoca ero
vicesindaco di Firenze e posso dire che è
un ruolo che richiede un impegno
rilevante.
Ma cerchiamo di ricostruire un po’ il
quadro politico e anche le cose che si
fecero. In Toscana la situazione era
stabile, pur essendo in quegli anni una
fase in cui cominciavano a delinearsi
elementi di forte sollecitazione per un
rinnovamento del sistema istituzionale.
Non dimentichiamoci che siamo alla
vigilia di Tangentopoli, che non era
ancora
esplosa
all’attenzione
dell’opinione pubblica, ma che
ovviamente, come avviene per ogni
fenomeno, non emerse dal nulla, da un
giorno all’altro.
Uno dei punti sui quali, all’interno
dell’Anci Toscana si discuteva di più,
essendo la nostra regione uno dei luoghi
principali nella vita delle autonomie in
Italia, era sicuramente quello della
partecipazione. È qui che erano nati,
pochi anni prima, i primi Consigli di
Quartiere. In tutta la Toscana le pressioni
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per aprirsi alla società erano molto forti.
Questo era dovuto ad una articolazione
non banale della sinistra, presente
nell’associazionismo
in
modo
importante e organizzato molto più di
quanto avvenga oggi, e anche ad una
articolazione ricchissima del mondo
cattolico. Le questioni sociali,
ambientali, urbanistiche, vedevano
comunque una presenza significativa di
quelli che ancora non si chiamavano
“movimenti”. Di tutto ciò, all’interno
dell’Anci, si discuteva animatamente e
con ricchezza di argomentazioni, in
quelle discussioni “a ruota libera” che
andavano al di là del lavoro “dovuto” sui
bilanci,
sui
convegni,
sulla
organizzazione del personale e molto
altro.
In quegli anni si iniziò anche a risolvere,
anche per rispondere a queste nuove
esigenze, il tema dell’indennità che
finalmente tendeva a considerare
l’impegno
degli
amministratori
comunali come un impegno non di serie
B: si intendeva cioè a risolvere il tema di
un impegno istituzionale.
Tutti questi segnali sono stati importanti
e i risultati ce li ritroviamo per fortuna
ancora oggi, perché nonostante la
bufera che si è scatenata negli anni
seguenti, i Comuni sono fra tutte le
istituzioni, quelli che hanno resistito
meglio, continuando a rappresentare un
riferimento per tutti i cittadini,e quindi un
elemento indispensabile per la tenuta
del sistema democratico. Senza
trascurare poi il fatto che tutti questi
passaggi stanno a pieno titolo dentro il
percorso delle autonomie toscane, che
ha dei punti molto alti.
Un altro tema che si discusse molto in
quegli anni era quello del ruolo delle
autonomie e dei Comuni nello sviluppo
economico. In Toscana i Comuni sono
stati gli artefici del fenomeno, ormai
studiato in tutto il mondo, dei distretti
industriali, segno questo di una
lungimiranza non comune. Si discuteva
di un impegno nell’economia, di stimolo
allo sviluppo, toccando temi allora poco
esplorati come la sostenibilità, la
compatibilità, l’innovazione, che si
traducevano anche nella ricerca di un
nuovo rapporto con il sistema regionale,
dove, non dimentichiamolo, c’era un
interlocutore come Gianfranco Bartolini,
molto sensibile a queste tematiche.In un
contesto nel quale già iniziavano a
diminuire i trasferimenti agli enti locali,
un tema determinante era quello del
mantenimento dei servizi sociali, con
Testimonianze
l’introduzione di criteri che facessero
pagare ai cittadini una quota dei costi,
una sorta di compartecipazione al
sostegno di servizi. Pur nella ricerca del
più importante equilibrio, e quindi,
almeno in Toscana e in Emilia, con
l’obiettivo di proporre anche una
effettiva redistribuzione delle risorse.
Un altro forte impegno fu poi quello delle
riforme. Era già presente il tema delle
garanzie per la finanza locale. Allora
eravamo in un contesto in cui l’Anci
negoziava e rivendicava e quindi
sosteneva i Comuni sotto questo
aspetto.Ma ci furono anche iniziative per
arrivare a una riforma dell’urbanistica,
del territorio, del regime dei suoli, temi
rimasti però tuttora irrisolti.
Per concludere vorrei però dire che l’Anci
ha svolto fino ad oggi un ruolo
difficilmente sostituibile, in primo luogo
nel campo della sensibilizzazione sui
temi dell’amministrazione locale anche
su argomenti delicati come quello del
personale, in un momento in cui era
presente una forte rigidità ed era assai
difficile poter ricorrere a consulenze
esterne o a forme flessibili di lavoro. Non
dimentichiamo che erano ancora in piedi
tutte le municipalizzate, e in quel
momento, proprio all’interno dell’Anci, si
iniziava a discutere di forme nuove di
amministrazione dei servizi, e il tutto in
un clima di fibrillazione politica
fortissima.
Dall’altro lato, l’Anci nazionale, dove ho
svolto per un certo periodo il ruolo di
Vicepresidente, era molto impegnata
sulle questione della finanza locale,
lavorando con i gruppi parlamentari, un
lavoro che si traduceva nella costante
contrattazione con il governo. Ma in
quegli anni c’era la netta sensazione che
le grandi città contrattassero per conto
proprio,e dunque l’Anci in qualche modo
rappresentava soltanto i piccoli e medi
Comuni. Soltanto con l’elezione a
Presidente di Signorello, Sindaco di
Roma, la tendenza cambiò, e poi sono
arrivati personaggi come Bianco e poi
Domenici, che hanno fatto dell’Anci la
casa di tutti i Comuni.
Dal punto di vista politico c’era un forte
isolamento di Comunisti e Repubblicani,
che sostenevano l’uscita delle Province
dalla Costituzione per sostenere il
sistema delle autonomie, una battaglia
perduta. Ma sostanzialmente il clima
dell’Anci nazionale era unitario, molto
più di oggi.
Vorrei concludere ricordando due
persone
insostituibili,
Fiorenzo
Narducci, consulente straordinario, che
fece un lavoro eccezionale sulla finanza
locale, e soprattutto Fiorello Fabbri, che
non lavorava per l’Anci, ma si può dire
“era” l’Anci.
15
Testimonianze
Parte il “sistema” delle autonomie toscane
di Vannino Chiti
Presidente Anci Toscana dal 1983 al 1985
Il mio ruolo di Presidente di Anci Toscana,
un’esperienza che risale ormai a venti
anni fa, è stato un momento dal punto di
vista personale molto significativo,
soprattutto come formazione politica. È
stato un modo interessante e profondo di
occuparmi dei rapporti tra Comuni,
Province e Regione, e anche una
esperienza che ha arricchito sia il mio
incarico di Sindaco di Pistoia, sia poi,
successivamente, quello di Presidente
della Regione Toscana. È stata una
esperienza interessantissima anche per
il rapporto con lo Stato centrale, con Anci
nazionale, con il governo e con il
Parlamento. Allora, lo ricordo bene, ci
sentivamo oppressi da uno Stato
centralista, poco aperto ad un vero
federalismo. Oggi, vedendo la situazione
che stiamo vivendo, dobbiamo pensare
di essere tornati notevolmente indietro.
Un altro aspetto importante è stato quello
del rapporto con alcuni Sindaci. Ricordo
in particolare il Sindaco Ducci, di Arezzo,
che fu un nostro prezioso collaboratore.
E poi l’intenso rapporto tra Comuni di
dimensione più piccola e Comuni
capoluogo.
Un’esperienza bella dal punto di vista
della sollecitazione personale, sia per i
rapporti con i Sindaci, sia con tutti i
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collaboratori con cui mi sono trovato a
lavorare.
Sono stati anni, quelli, in cui si sono
affrontati temi importanti, come quello
delle autonomie e di come, in Toscana,
dopo quindici anni di governo regionale,
si costruivano i rapporti fra la Regione, le
Province e soprattutto i Comuni.
Anni dopo,quando sono stato Presidente
della Regione, quella esperienza mi si è
rivelata preziosa,e sempre ho cercato,in
quel nuovo ruolo, di fare in modo che la
Regione lasciasse la maggiore
autonomia possibile ai Comuni.
Ci furono altri temi molto pressanti.
Ricordo ad esempio il difficile momento
del rinnovo contrattuale del personale
degli enti locali, ma soprattutto il
dibattito relativo al forte contrasto fra il
processo di rinnovamento delle
macchine comunali, che in quel periodo
stavano cercando alleggerire e
velocizzare i meccanismi burocratici e
amministrativi, e le leggi nazionali, che
frenavano la riorganizzazione. Poi ci fu il
filone legato all’impegno delle
Autonomie Locali rispetto alle tematiche
sociali, gli anziani, i servizi, e in
particolare l’istruzione e l’abbandono
scolastico.
I rapporti con Anci nazionale furono in
quel periodo positivi. Forse anche
perché, arrivando, trovai una Anci
Toscana che, grazie alle capacità di chi
mi aveva preceduto e all’intrinseco
valore del nostro sistema delle
autonomie, godeva di un grande
prestigio e funzionava benissimo,
nonostante le ridotte dimensioni.
Si trattò insomma di un periodo fecondo
e ricco di importanti e significativi
momenti.Cercammo di stabilire rapporti
fra Anci, Urpt e Regioni, che poi, come
detto, io ho riutilizzato come Presidente
della Regione e anche come Presidente
della Conferenza delle Regioni, per
costruire un autentico processo
federalista, lavorando su temi decisivi,
come quello della finanza locale. È stata
in sintesi una esperienza, anche per
questo, molto bella e che non mi sono
mai pentito di aver fatto.
Testimonianze
Il “costruttore” dell’Anci toscana
di Goffredo Lohengrin Landini
Presidente Anci Toscana dal 1975 al 1983
RELAZIONE SULL’ATTIVITÀ DELLA
SEZIONE REGIONALE TOSCANA NEL
BIENNIO 1979-1980
PREMESSA
Il consiglio direttivo che conclude oggi la
sua attività fu eletto nell’assemblea
regionale tenuta in Palazzo Vecchio il 2
giugno 1978.
I rendiconti finanziari e patrimoniali che
si allegano alla presente relazione e si
sottopongono
all’approvazione
dell’assemblea riguardano gli anni 1979
e 1980 in quanto quello relativo all’anno
1978 venne, a suo tempo, approvato
nell’assemblea del 23 gennaio 1979.
Riunione dell’Ufficio di Presidenza presso il Comune di Prato il 29/06/1977
Da sinistra, Ali Nannipieri, Sindaco di Livorno, Goffredo Lohengrin Landini, Sindaco di Prato e Presidente,
Mauro Favilla, Sindaco di Lucca, Fiorello Fabbri, Segretario Anci Toscana
Landini è morto il 21 dicembre 2002.
Abbiamo ritenuto di pubblicare questo rapporto
di attività di due degli anni della sua presidenza.
L’Anci toscana ricorda con affetto Landini, tra
i “costruttori” dell’Anci.
LE LINEE GENERALI DELL’AZIONE DELLA
SEZIONE REGIONALE
Il periodo trascorso dalla metà del 1978
alla fine del 1980 resterà nella storia
delle autonomie come uno dei più
significativi per le trasformazioni che
concretamente si sono verificate nel
paese e che sono state dominate da un
crescente processo di trasferimento al
governo locale delle pubbliche funzioni
esercitate dalla nostra struttura
istituzionale.
Avviata, con l’inizio degli anni ’70,
l’attuazione
dell’orientamento
regionale, la svolta determinante per
l’ulteriore
decentramento
delle
competenze statuali alle autonomie
locali si è avuta con il D.P.R.24 luglio
1977, n. 616 il quale, travalicando i più
ampi confini posti dalla legge n. 382, ha
indirizzato verso il governo locale una
somma di compiti e di funzioni che
hanno reso lo stesso protagonista della
vita delle comunità di base. Il processo di
decentramento è stato avviato con il
D.PR.616 ed è continuato con la forte
valenza di decentramento contenuta in
una riforma essenziale, quella della
sanità ed in tutte le leggi di grande
importanza settoriale, quali quella sulla
tutela degli inquinamenti,per la casa,per
l’agricoltura ecc.
La svolta operata dal D.P.R.616 ha
indirizzato verso i Comuni un primo
cospicuo “pacchetto” di funzioni
pubbliche ed ha soprattutto segnato una
strada nuova, sulla quale si sono
indirizzati
tutti
i
successivi
provvedimenti legislativi approvati dal
Parlamento, arricchendo il ruolo del
Comune ma anche caricando le capacità
delle amministrazioni locali di una
somma di compiti che le stesse hanno
avuto sovente difficoltà a fronteggiare
con la dovuta tempestività e con
17
Testimonianze
l’efficienza che esse avrebbero
desiderato di poter dimostrare.
A questo “arricchimento” del ruolo del
Comune i provvedimenti legislativi
hanno solo aperto la strada: esso è stato
voluto, imposto, nelle cose concrete,
nell’attività
quotidiana,
dalle
popolazioni; per la maggior parte dei
problemi emergenti sui quali si è formata
e misurata l’opinione pubblica, le
soluzioni sono state richieste ai Comuni,
posti quotidianamente di fronte all
esigenze dell’assetto territoriale, della
politica della casa, dell’inquinqmento e
del controllo ambientale, dell’assistenza
e della sanità, dello sviluoppo
dell’economia, della diffusione della
cultura, per riunirsi e compendiarsi tutti
in quella nuova filosofia della qualità
della vita,per la cui elevazione il Comune
è stato individuato come il polo centrale
di riferimento di ogni iniziativa e di ogni
intervento.
Si è scritto che il localismo è forse il
fenomeno più importante dell’attuale
evoluzione storica del nostro paese, che
esso esige eed impone la piena e
coerente attuazione di quello “stato delle
autonomie”che la nostra costituzione ha
disegnato e che negli enni ’80,
inevitabilmente, malgrado il sussistere
di resistenze e di condizionamenti, finirà
per
affermarsi
definitivamente,
conquistandosi quell’assetto giuridico
istituzionale e finanziario che è
condizione indispensabile per dare
organicità, snellezza e piena efficienza
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all’azione della nostre amministrazioni.
La nostra sezione regionale, con
l’appassionato
impegno
degli
amministratori toscani che hanno
contribuito in questi anni, con il loro
concorde apporto ai lavori, intensi e
proficui, del Consiglio Direttivo e delle
Commissioni di settore, ha cercato di
assicurare un indirizzo omogeneo ed un
coordinamento concreto a questo
processo di trasformazione che registra
da noi probabilmente le punte più
avanzate di tutto il paese, realizzando
nella Toscana condizioni di vita e di
sicurezza sociale più elevate che altrove,
collocando il reticolo delle istituzioni
locali in una posizione fondamentale del
sistema economico e politico.
Di fronte a questa radicale
trasformazione del ruolo del Comune, si
poneva un problema primario, quello
della reale efficienza operativa della sua
organizzazione
politica
ed
amministrativa, della sua capacità di
assumere il complesso delle nuove
funzioni che la legislazione – e le istanze
della
popolazione
–
andava
continuamente
costituendo,
assicurando alla stessa la capacità di
interpretare, rispondere, correlarsi alla
vita delle società locali.
Lo sforzo necessario è stato imponente,
quello che ancora rimane da fare è
altrettanto grande e impegnativo. In
nessuna parte del paese i fenomeni che
si sono presentati di fronte ai Comuni
sono stati pienamente governati, le
risposte adeguate alle istanze popolari:il
fenomeno
del
decentramento
istituzionale ha avuto dimensioni tali da
creare ovunque difficoltà gravi, si è
scontrato duramente con il vetusto
ordinamento giuridico, con le stringenti
limitazioni finanziarie, con l’ancora
inadeguata
e
disorganica
regolamentazione
numerica
e
retributiva del personale, ha coinciso in
molti casi con la fuga di competenze che
tutta l’Amministrazione Pubblica ha
sofferto e sta soffrendo per
l’inadeguatezza
dei
trattamenti
economici.
In questa sezione la sezione Regionale
della nostra Associazione è divenuta un
punto di riferimento costante ed ha
cercato, avvalendosi dell’impegno
concorde degli Amministratori di ogni
parte politica che in essa hanno operato,
di superare i limiti oggettivi che la
mancanza di strutture permanenti di
carattere
organizzativo
ed
amministrativo determinano, fornendo
ai comuni della regione, sui problemi di
fondo, ogni aiuto che è stato possibile.
Verso la Sezione Regionale sono rifluiti e stanno quotidianamente rifluendo – i
problemi più scottanti che hanno
assillato le amministrazioni comunali
toscane, ricercando risposte che non si
aveva la possibilità di offrire
singolarmente e per le quali le difficoltà
che ognuno aveva in sede locale si
presentavano, ovviamente, anche in
visione più ampia, estesa a tutta la
regione. Anche in questo caso gli organi
della Sezione hanno indirizzato il loro
impegno verso la ricerca di soluzione
sufficientemente omogenee, evitando
che si presentassero anche da noi i
fenomeni che caratterizzano altre
regioni dove gli stessi problemi hanno
avuto le soluzioni più disparate a livello
di singoli enti, creando situazioni di
squilibrio e si sperequazione gravissimi,
soprattutto in danno degli enti piccoli e
medi.
I dati recentemente pubblicati dal
Ministro dell’Interno, relativi alle
dotazioni di risorse impiegate nelle
spese correnti dei Comuni italiani
nell’anno 1979, dimostrano in maniera
estremamente chiara i risultati ai quali
questa azione ha condotto: le medie
regionali pro-capite della Toscana si
collocano tutte al di sopra delle medie
nazionali, in ciascuna fascia
demografica; i comuni di dimensioni
minori,quelli fino a 3.000 abitanti,hanno
le dotazioni pro-capite più elevate della
regione. L’equilibrio esistente nella
nostra regione non ha termini di raffronto
in nessuna altra parte del paese (vedi
allegati E – F – G).
Lo stesso Ministro dell’Interno, nel suo
breve commento illustrativo ai dati
pubblicati, rileva come la Toscana,
regione nella quale i valori sono sempre
più alti della media nazionale, registra
un’impennata iniziale della curva delle
dotazioni, dovuta ad una miglioria dei
servizi nei piccoli centri, fenomeno che
Testimonianze
non trova riscontro altrove, neppure in
regioni che hanno complessivamente
dotazioni più elevate delle nostre ma che
risultano accentrate in alcune grandi
città, mentre i Comuni minori
dispongono di valori sotto media
nazionale.
Questo non significa che anche
all’interno della nostra regione non ci
siano situazioni squilibrate, che
beneficeranno della situazione di
riequilibrio previste dai provvedimenti
del prossimo triennio: dimostra tuttavia
che in Toscana tali situazioni sono molto
più ridotte di altrove e che non vi è stata
prevaricazione da parte dei grandi
comuni nei confronti di minor
dimensione geografica. Evidenzia una
linea politica amministrativa che ha
mirato ad una crescita equilibrata di tutta
la comunità regionale, sottolinea
l’attenzione e la considerazione che i
problemi di tutti i comuni hanno ricevuto
e la ricerca di criteri di equità nel dare agli
stessi soluzione.
LE INIZIATIVE A CARATTERE
REGIONALE
Nel corso di questo biennio sono state
tenute16 iniziative a carattere regionale,
attraverso assemblee, convegni e
seminari di studio sui problemi della
Finanza Locale, del Personale, della
Casa, dell’Educazione permanente,
della Riforma Sanitaria, della nuova
legislazione contabile,della emigrazione
dalle zone montane e depresse, della
tutela delle acque dall’inquinamento,del
recupero delle terre incolte, sui diversi e
importanti provvedimenti urbanistici
emanati dalla regione.
La partecipazione plenaria degli
Amministratori e dei Funzionari dei
Comuni toscani alle nostre iniziative a
sottolineato la loro utilità,l’incidenza che
esse hanno per determinare
comportamenti uniformi in tutta la
Regione, per aprire a interpretazioni
corrette e corrispondenti agli interessi
generali della popolazione le
problematiche più complesse che la
legislazione ha portato in questi anni.
Le nostre Assemblee, i nostri Convegni,
sono state anche occasione per
confronti, talvolta anche accesi, fra le
diverse opinioni, ed hanno per questo
dato frutti proficui per indirizzare nel
modo più opportuno l’azione delle
amministrazioni locali toscane.
LA NOSTRA PRESENZA NELL’A.N.C.I.
NAZIONALE
La presenza della nostra Sezione negli
organismi nazionali dell’Associazione è
stata intensa e continua, sia
nell’Esecutivo Nazionale, sia nel
Consiglio Generale, sia soprattutto nella
Consulta per la Finanza Locale, nelle
quali siamo rappresentati.
Nessuna adunanza è stata mai disertata
dai nostri rappresentanti, che hanno
portato il contributo attivo e vivace, delle
esperienze della nostra Regione, delle
necessità che maturavano nelle nostre
Amministrazioni.
I RISULTATI FINANZIARI
Malgrado le limitate disponibilità
finanziarie di cui la Sezione Regionale ha
disposto, tutte le attività programmate
hanno avuto regolare svolgimento,
contenendo ogni spesa entro i limiti che
non pregiudicassero le finalità che si
intendevano raggiungere.
Il rendiconto finanziario dell’anno 1979
evidenzia un complesso di entrate per L.
17.183.967, contro un totale di spese
per L. 21.248.768, con un saldo passivo
di L. 4.064.801, che è stato coperto
utilizzando una parte della giacenza di
cassa proveniente dall’esercizio 1978.
(Allegato A).
Il rendiconto finanziario dell’anno 1980
ha registrato la stessa tendenza fra gli
incassi (L. 17.562.672) ed i pagamenti
(L. 21.659.420) con un saldo passivo di
L. 4.096.748. (Allegato B):
gli accennati, limitati squilibri,
riguardano in effetti le dotazioni di
liquidità, dipendenti dai tempi di
erogazione della nostra quota di
contributo da parte dell’associazione a
livello nazionale. L’Introduzione del
nuovo sistema di riscossione a mezzo
ruolo, disposto con la legge n.299 del
1980, assicura certezze di entrate con il
1981, la ha prodotto notevoli ritardi per
l’anno 1980, a seguito degli
adempimenti che la Segreteria
Nazionale dell’Associazione ha dovuto
curare, in tempi ristretti, per dare
attuazione ai ruoli riguardanti oltre 6.000
comuni.
La situazione economica si presenta
quindi all’incontro corrispondente a
quella esistente alla fine dell’esercizio
1978.
La giacenza netta all’ora esistente – L.
14.025.283 – frutto dell’oculata
amministrazione del precedente
biennio, è stata ridotta a L. 10.581.766,
tenuto conto della giacenza di cassa, dei
crediti maturati verso l’Anci Nazionale e
delle posizioni di credito e di debito per
compartecipazione a pubblicazioni da
noi distribuite. (Allegato C).
Si tratta di entità finanziarie molto
modeste, che sottolineano ancor più la
validità dei risultati concreti ottenuti con
mezzi tanto esigui, ma che dimostrano
anche l’attenzione e l’oculatezza con la
quale gli Organi della Sezione hanno
guardato anche a questo aspetto
dell’attività della nostra Associazione, i
cui risultati sono ora rimessi, assieme al
preventivo per l’anno 1981 (Allegato D)
al vostro esame e alle vostre
determinazioni.
Febbraio 1981
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Testimonianze
Stop ai Comuni sotto tutela
di Mauro Favilla
Vice Presidente Anci Toscana dal 1976 al 1987
La Costituzione prevedeva già, fin dalla
sua emanazione, che la Repubblica
Italiana è fondata sui principi della
autonomia e del decentramento, ma fin
verso gli anni ’70 gli enti locali
(esistevano solo Comuni e Province)
erano organismi posti di fatto sotto
tutela. Infatti le loro decisioni erano
sottoposte a controllo, anche di merito,
delle Prefetture, attraverso le G.P.A. ed
essi potevano realizzare opere
pubbliche significative solo se queste
rientravano nei grandi programmi
formulati dal Governo nazionale e se
beneficiavano del contributo statale.
L’autonomia di un ente si realizza
soltanto a condizione che esso possa
decidere autonomamente il modo di
affrontare i problemi di sua competenza
e che sia in grado di poter gestire il suo
bilancio finanziario, dal lato delle entrate
come da quello della spesa. Autonomia
non vuol dire sovranità e quindi è
naturale che un ente debba agire nel
rispetto della legge generale, nel campo
di sua competenza e non al di fuori; ma
non si può parlare di autonomia se gli atti
di un ente sono sottoposti a controlli di
merito e se i mezzi finanziari gli sono
assegnati dall’alto e in misura inferiore
alle esigenze minime
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Passi decisivi verso l’autonomia furono
costituiti dalla soppressione dei controlli
di merito e della G.P.A., dalla istituzione
del Comitati regionali di controllo sugli
atti (limitati alla verifica della pura
legittimità) e dalla istituzione delle
Regioni.
L’Associazione Nazionale dei Comuni
esisteva da diverso tempo, ma nel corso
degli anni ’70 il suo apporto per lo
sviluppo del sistema delle autonomie
locali divenne sempre più importante e
risultò talora decisivo. Quando fui eletto
Sindaco di Lucca per la prima volta, alla
fine del 1972, mi impegnai subito
nell’ANCI, perché mi resi conto che i
gravi problemi in cui si dibatteva anche
il mio Comune potevano essere risolti
solo in campo nazionale e che era pura
illusione pensare che bastasse solo
amministrare bene.
In quegli anni i problemi finanziari erano
veramente assillanti per tutti i Comuni:le
entrate bastavano appena per pagare le
rate dei mutui già contratti e si doveva
ricorrere a nuovi prestiti bancari per far
fronte alle altre spese: il massiccio
indebitamento aveva già portato alcuni
enti alla paralisi e gli altri erano prossimi
ad arrivarci. Pur essendo diffusa nelle
forze politiche nazionali e nel Governo
che la situazione era insostenibile e che
bisognava uscire dal dissesto generale
dei Comuni italiani, non si riusciva a
trovare una via di uscita in quanto non
sarebbe stato giusto operare una
sanatoria generale sulla base dello stato
di fatto:tale soluzione,essendo le risorse
assai limitate, avrebbe determinato un
premio ai Comuni che avevano già speso
di più (e quindi dotati di maggiori opere
pubbliche e servizi) e una permanente
condanna all’inferiorità per i Comuni che
erano stati più rispettosi della legge e dei
criteri di buona amministrazione, perché
avrebbero avuto minori entrate, con un
minor debito finanziario verso le banche
ma un maggior debito in termini reali (in
opere pubbliche e in servizi) verso le
rispettive comunità.
L’ANCI toscana esisteva già, ma
svolgeva una limitata attività, riunendosi
ogni tanto a Firenze presso il Comune più
importante della regione. Di giorno in
giorno le problematiche da affrontare
crescevano di numero e di importanza;
non c’erano solo i problemi finanziari
(che fra l’altro avevano un tavolo di
trattativa in sede nazionale), ma c’era in
atto l’esplosione delle funzioni e delle
competenze dei Comuni. Grazie alla
applicazione della legge n° 382 sul
Testimonianze
decentramento delle funzioni statali ed
alla istituzione delle regioni piovevano
sui comuni sempre nuove e più piene
competenze, sia nelle materie di
tradizionale competenza che nelle
nuove attribuite.
Fu così che quando nel 1975 fu nominato
Presidente dell’ANCI toscana il Sindaco
di Prato Landini, egli propose di
trasferirne la sede a Prato, costituendo
un apposito ufficio ed una segreteria
permanente. Anch’io, come vicepresidente, operai accanto a lui con
grande passione e dedizione,
rimanendovi per altri 10 anni.
L’istituzione della sede regionale
permanente dell’Anci toscana fece
nascere un nuovo impegno per tutti gli
amministratori dei comuni della
Toscana, un nuovo corso. Tutti si
dedicarono con entusiasmo ed impegno
ad affrontare i nuovi problemi dei
comuni, attraverso incontri di
approfondimento e di studio, assemblee
e dibattiti, mediante commissioni
permanenti di lavoro. L’impegno
nell’Anci ha costituito per gli
amministratori degli enti locali toscani
un aggravio pesante, in quanto per
ciascuno rimanevano immutate le
incombenze da svolgere nel rispettivo
Comune amministrato, ma è stato
affrontate con una grande carica di
dedizione, perché ognuno sentiva
l’importanza del momento storico e
l’utilità di farlo.
Credo poi che l’aver beneficiato di una
struttura permanente, costituita dal
gruppo di persone che il Comune di Prato
mise a disposizione fin dall’inizio e l’aver
potuto godere dell’apporto di alcuni
funzionari degli enti così esperti da
essere punto di riferimento anche per
l’ANCI nazionale, siano stati gli elementi
di base che hanno consentito all’Anci
toscana di essere tanto incisiva nel
coordinamento dei comuni toscani, nel
portare la voce e le esigenze regionali in
campo nazionale, nel dare un indirizzo
unico e nel risolvere i problemi del
personale dipendente, e, soprattutto, nel
rapporto con la Regione Toscana, con la
sua legislazione e la relativa attuazione.
Ed oggi, a distanza di tanti anni, pur
essendo diminuita la positiva tensione
degli anni ’70, l’ANCI toscana continua
ad operare efficientemente e
validamente nel tessuto regionale sulla
via del consolidamento delle autonomie
locali.
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Testimonianze
Un viaggio lungo trent’anni
di Fiorello Fabbri
Direttore Anci Toscana dal 1975 al 2004
L’idea di creare una sezione regionale
dell’Anci in Toscana nacque nel 1975,
principalmente per iniziativa del Sindaco
di Prato Lohengrin Landini, che infatti ne
divenne il primo Presidente. Io fui
coinvolto nella cosa fin dalla sua nascita,
e infatti Landini fece la richiesta di un mio
distacco totale, come Segretario, dal
Comune di Prato per essere assegnato
appunto alla Sezione toscana dell’Anci.
Partimmo con un inserto di alcuni fogli,
che conteneva fra l’altro un elenco di
nominativi di Sindaci che facevano parte
del Consiglio Direttivo dell’Anci regionale,
con allegata una somma di 24.000 lire,
che costituirono il nostro primo bilancio.
La nostra prima sede si trovava
praticamente dentro l’ufficio del Sindaco
di Prato Landini. Avemmo la prima vera
sede soltanto nel 1977, quando ci furono
assegnate due stanze all’interno del
Palazzo Comunale di Prato. Fu anche il
momento in cui chiedemmo ed
ottenemmo il distacco di un altro
dipendente del Comune di Prato, che
venne a lavorare con noi:Antonio Tripodi,
un silenzioso lavoratore, ancora oggi
collaboratore prezioso dell’Associazione.
Il primo atto fu ovviamente l’elezione del
Consiglio Direttivo, dell’Ufficio di
Presidenza e delle Commissioni di
22
Lavoro. E devo dire che sin dall’inizio le
varie componenti politiche, facenti parte
del consiglio direttivo, hanno sempre
espresso opinioni e pareri di vario genere
all’unanimità.
A parte gli aspetti organizzativi, prima di
tutto avviammo i contatti con l’URPT,
l’UNCEM e la Lega delle Autonomie. Uno
dei primi problemi che l’Anci Toscana si
trovò ad affrontare è stato il contributo di
solidarietà ai Comuni del Friuli, colpiti dal
violento terremoto del 1976. Un
contributo, dato insieme alla Regione
Toscana, all’Urpt e a Uncem, che si è
manifestato non solo economicamente,
con una raccolta dai vari Comuni di circa
47 milioni di lire, ma anche con un
intervento dei vai uffici tecnici dei nostri
Comuni e con l’invio di personale
specializzato e macchinari.
Nell’agosto del 1977 si verificò un altro
evento calamitoso con il nubifragio in
alcuni Comuni della Provincia di Massa e
di Lucca, e anche questa volta Anci
Toscana si è prodigata con interventi
economici per sei milioni di lire, e
contributi tecnici.
Fin dall’inizio la maggior parte dei Comuni
toscani e anche gli altri enti avvertirono la
necessità di aderire all’Associazione e
alle iniziative che venivano proposte. Le
reazioni furono subito molto positive,
anche perché prima di allora non vi era
stato nessun coordinamento regionale,
cosa di cui evidentemente in molti
sentivano l’esigenza.
Mi piace però a questo punto anche
ricordare le persone che hanno
determinato un’impronta concreta nella
vita dell’Associazione in questo primo
periodo di attività, e non posso non citare
almeno Lohengrin Landini,che fu il primo
Presidente; Mauro Favilla, Sindaco di
Lucca, che fu Vice Presidente e membro
della Commissione Finanze Nazionale;
Paolo Barsacchi, Sindaco di Viareggio,
che era Vice Presidente, e ancora
Gianbattista Finetti,Sindaco di Grosseto e
Silvio Tongiani, Sindaco di Massa, che
parteciparono a moltissime iniziative.
Tutti, pur essendo di diverse
appartenenze politiche, avevano
affrontato le problematiche dell’Anci con
passione
e
determinazione
contribuendo, nel proprio ambito, ad uno
sviluppo costante dell’Associazione.
I primi anni di attività si caratterizzano
oltre che per le iniziative prima citate
anche e soprattutto per il fatto che il
Presidente Landini era stato nominato
Vice Presidente nazionale dell’Anci, un
riconoscimento dovuto alla figura di
Testimonianze
Landini ma anche all’apprezzamento che
la nostra sezione riscuoteva a livello
nazionale, grazie alle importanti ed
innovative iniziative che affrontava a
tutela dei diritti delle Amministrazioni
locali. Quindi fin dalla sua nascita Anci
Toscana ha avuto un ruolo di primo piano
a livello nazionale.
E’ in questi anni che per l’Anci Toscana
inizia un rapporto di collaborazione
Fiorenzo Narducci, allora Segretario
comunale di Prato, che perdura tuttora.
La sua preparazione professionale è stata
sin dall’inizio,e lo è ancora oggi, un punto
di riferimento non solo per Sindaci ed i
funzionari dei Comuni toscani, ma anche
a livello nazionale, per i quali le sue
consulenze ed i suoi pareri sono stati e
sono di grande aiuto. In questo periodo
uno dei temi portati avanti da Narducci fu
quello di affrontare uno studio
approfondito sul D.P.R.616 sul passaggio
di poteri dallo Stato alle Regioni e ai
Comuni.La nostra associazione è stata la
prima ad affrontare questo tema. Molte
problematiche che venivano poste dal
Dpr, nella fase dal 1978 al 1980,
trovarono le soluzioni adatte grazie a
questo studio, che si concluse con la
stampa di un volume diffuso ai Comuni,
alle Istituzioni e alle Associazioni di
categoria.
La seconda fase, che coincide con la
presidenza di Vannino Chiti, che era
Sindaco di Pistoia e che ricoprì l’incarico
dal 1983 al 1985, si caratterizza per le
numerose
iniziative
sui
temi
dell’autonomia finanziaria, oltre che su
altre problematiche che si presentavano
all’attenzione in quel periodo.
In questo periodo lavorammo anche ad
un fascicolo, prodotto all’indomani delle
elezioni amministrative del maggio
1985, che comprendeva i nominativi di
tutti gli eletti nei Consigli Comunali, con
relativi organi esecutivi di tutti i Comuni
della Toscana. Questa pubblicazione fu
molto apprezzata perché era la prima in
Toscana e permetteva agi enti di avere a
disposizione un quadro di consultazione
completo ed efficiente.
A Chiti subentrò come Presidente
Michele Ventura, che ricoprì l’incarico dal
1985 al 1989. Ventura era il Vicesindaco
di Firenze, e con lui affrontammo in
particolare il tema del condono edilizio, il
contratto nazionale dei dipendenti degli
Enti Locali, e le deleghe della Regione ai
Comuni, con un importante Convegno a
Viareggio, oltre ad altre problematiche.
Nel 1989, con l’arrivo come Presidente di
Marcello Bucci, Sindaco di Pistoia, la
nostra Associazione fece un salto di
qualità notevole. Per il suo impegno, ma
anche per il momento storico e politico
particolare, che vedeva al centro del
dibattito varie questioni legate al ruolo dei
Comuni.
Da qui nasceva l’esigenza di dar vita alle
tante iniziative che mettemmo in cantiere
in quei dieci anni. Ne ricordo alcune,
come la costituzione di una Società
editoriale (S.T.E.A.) e poi la nascita di “Aut
& Aut”, il primo giornale delle Autonomie
in Toscana, spedito in 4.000 copie
gratuitamente agli Amministratori della
Toscana, alle Istituzioni regionali e alle
Associazioni di categoria, che con
informazioni e notizie sui principali temi
del momento continua tuttora ad essere
un preciso punto di riferimento. La
Società Stea ed “Aut & Aut” ci hanno
consentito di offrire all’Anci Nazionale
l’opportunità vantaggiosa di affidare alla
nostra Associazione la redazione, la
stampa e la spedizione del giornale
settimanale “Anci Notizie”, a
divulgazione nazionale.
In occasione del primo Governo
Berlusconi, nel 1994, organizzammo la
Campagna del “Buon Governo” e poi, in
collaborazione con la Regione Toscana,
un Convegno a livello Europeo
“Informagiovani Dove 6” che ha avuto il
preciso scopo di migliorare il servizio dei
centri di informazione giovanili europei,
Informagiovani.
Nel 1998 ha avuto inizio la nostra
rassegna “Dire & Fare”,che quest’anno è
arrivata alla VII edizione, confermando
ogni anno un successo sempre più
apprezzato dai numerosi enti
partecipanti.
E’ anche il periodo in cui la nostra Sezione
viene cambiata in Associazione regionale
con l’approvazione dello Statuto.
Un ricordo particolare va però anche
dedicato al primo sciopero dei Sindaci
organizzato dalla nostra Associazione,
con presidio nella Piazza di Montecitorio
e consegna simbolica delle chiavi dei
Comuni al Governo, per protesta contro i
tagli della finanziaria.
Nel 1990, dopo le elezioni
amministrative, viene predisposta la
seconda pubblicazione della mappa sulla
composizione dei governi locali,visto che
ancora la nostra Associazione rimaneva
la sola ad avere messo a disposizione
degli enti un utilissimo quadro di
consultazione regionale.
L’ultima cosa che ricordo della
Presidenza di Bucci, oltre alla sua Vice
Presidenza nazionale, è stato anche il
coordinamento dei Presidenti e dei
Direttori delle Anci Regionali.
La Presidenza di Gianfranco Simoncini,
partita nel 1999, si caratterizza per un
rafforzamento dei rapporti tra Comuni e
Regione in merito alle tante proposte di
legge e soprattutto per la costante
attenzione prestata ai temi legati alla
legge finanziaria con infinite iniziative,
coinvolgendo spesso i Parlamentari della
Toscana, le altre Istituzioni, le
associazioni di categoria, tutte iniziative
mirate a dare una mano a Comuni in seria
difficoltà contributiva.
In questo periodo vi è stato anche il
secondo sciopero dei Sindaci, a cui i
Comuni della nostra Regione hanno
partecipato massicciamente con la
consegna simbolica delle chiavi dei
Comuni al Governo per protesta contro le
restrizioni previste dalla legge
finanziaria.
23
Testimonianze
La costruzione dell’Anci in Toscana nel decennio 1975-85
di Fiorenzo Narducci
Consulente Anci Toscana dal 1976 al 2004
I Comuni della Toscana, attraverso la
sezione regionale alla quale i loro
Sindaci ed amministratori hanno sempre attivamente partecipato, hanno concorso in misura importante alle iniziative dell’Associazione Nazionale dei
Comuni per far avanzare il movimento
delle autonomie fino ad assumere il
ruolo che a Comuni e Province oggi attribuisce l’art. 114 della Costituzione.
L’ANCI-Toscana, così unitariamente
definita dalla partecipazione di tutte le
amministrazioni che attraverso la stessa hanno esercitato un’azione concorde
e coordinata per promuovere e sostenere il progresso delle loro comunità, ha
svolto la sua attività nell’ambito dei
comuni della regione ed ha maturato
proposte importanti che hanno trovato
considerazione da parte degli organi
nazionali, nei quali la Toscana ha ricoperto un ruolo importante, oggi con il
Presidente Leonardo Domenici, Sindaco
di Firenze, a suo tempo con il
Vicepresidente Lohengrin Landini,
Sindaco di Prato.
Testimone per trent’anni dell’impegno
appassionato e dei molti obiettivi conseguiti dai Sindaci che si sono succeduti
alla guida dell’ANCI-Toscana, Landini,
Chiti, Ventura, Bucci, fino a Simoncini,
24
con l’apporto prezioso del Segretario
generale Fiorello Fabbri e di Antonio
Tripodi, ricordo brevemente gli anni dal
1975 al 1985, un periodo straordinario
nel quale si crearono le condizioni per
l’avanzamento conquistato dalle autonomie locali, il cui valore può essere
compiutamente giudicato considerando
le condizioni nelle quali il percorso fu iniziato.
Dieci anni caratterizzati da un primo
periodo, protrattosi fino al 1978, nel
quale i Comuni si misurarono con le più
gravi difficoltà sofferte dopo il periodo
bellico, privati dalla riforma tributaria del
’71 di risorse proprie e non sostenuti
dalle entrate sostitutive, inadeguate e
polverizzate dagli elevatissimi tassi
d’inflazione, obbligati al ricorso all’indebitamento per far fronte alla gestione
corrente, un espediente adottato per il
tempo di guerra e mantenuto per oltre
trent’anni.
In quel periodo l’impegno dell’ANCIToscana fu rivolto insieme ad assistere
e sostenere i Comuni nella ricerca di
soluzioni temporanee per governare le
difficoltà ed a proporre, in sede nazionale, interventi che risolvessero radicalmente la situazione ed attribuissero
nuova consistenza al ruolo dei Comuni
e delle autonomie. I Sindaci della
Toscana furono protagonisti dei memorabili Convegni di Viareggio partecipati
da migliaia di amministratori di tutta
Italia, che seppero porre con forza l’urgenza di interventi adeguati e capaci di
dare un futuro sereno alle comunità
locali ed alle loro amministrazioni.
L’istituzione delle Regioni a statuto ordinario aveva imposto l’esigenza di una
riforma dell’amministrazione centrale e
del trasferimento di funzioni statali alle
amministrazioni regionali. Nel 1975 il
Parlamento, con la legge 382, delegava
il Governo a completare il trasferimento
delle funzioni amministrative nelle
materie indicate, allora, dall’art. 117
della Costituzione e ad attribuire alle
province, ai comuni ed alle comunità
montane le funzioni amministrative di
interesse esclusivamente locale, nelle
materie di competenza regionale.
Il D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, attuava
la delega e disegnava una condizione
nuova del sistema delle autonomie nel
quale assumeva un ruolo importante il
Comune, con l’attribuzione di compiti e
funzioni rivolti ad un largo orizzonte di
competenze che interessavano incisivamente l’organizzazione delle comunità
dei cittadini.
Testimonianze
Gli impegni che il decreto 616 comportava per i Comuni non erano, praticamente, sostenuti dall’attribuzione di
risorse per adempierli ed essi cadevano
nel momento in cui la condizione finanziaria era assolutamente insostenibile.
L’ANCI-Toscana seppe guardare avanti,
comprendere che il primo sostanziale
decentramento delle funzioni andava
comunque attuato e che avrebbe inevitabilmente determinato la riforma anche
della situazione finanziaria generale.
Il 31 ottobre 1977 presso il Comune di
Lucca l’ANCI regionale riuniva gli amministratori ed i funzionari degli enti locali toscani, approfondiva i contenuti del
decreto e valutava le nuove funzioni.
Veniva rilevato che mai, nelle vita recente dei comuni, si era presentato un
momento così ricco di possibilità e di
prospettive e, insieme, così avaro di
risorse economiche. Ma l’occasione non
poteva essere perduta. Furono costituite immediatamente cinque commissioni di lavoro: per l’assetto del territorio, i
servizi sociali, lo sviluppo economico, il
personale, le finanze. Il Presidente
Landini, i membri dell’esecutivo, il
Segretario seppero trasmettere ai componenti delle commissioni il loro entusiasmo, la loro consapevolezza dell’importanza di attuare al miglior livello il
nuovo ordinamento delle funzioni.I lavori delle commissioni, raccolti in un volume diffuso subito dopo il termine dei
lavori e seguito, a metà dell’anno successivo, da un quaderno con ulteriori
approfondimenti, costituirono un’iniziativa unica nel Paese, un’esperienza
positiva di partecipazione e di associazione delle competenze e delle esperienze patrimonio dei nostri comuni.
L’azione condotta con fermezza
dall’ANCI nazionale, con l’apporto politico e tecnico della sezione Toscana,
maturò la svolta della situazione finanziaria, avviata con il decreto legge del 29
dicembre 1977, n. 946, che indirizzava
su strade nuove, allora soltanto tracciate ma sicuramente indirizzate, la finanza locale. Il sistema della provvista delle
risorse attraverso l’utilizzo controllato
del credito, con i mutui che saldavano
gli squilibri dei bilanci, praticata per oltre
trent’anni, venne definitivamente
abbandonato. Cessava il rapporto definito da Piero Giarda “delle responsabilità finanziarie associate” fra Governo e
poteri locali, che avevano fatto perdere
ogni significato e valore reale ai bilanci
dei comuni e delle province, strumento
di contrattazione fra gli enti ed il sistema dei controlli regionali e centrali.
La partecipazione di ANCI-Toscana in
sede politica e tecnica alle commissioni ministeriale che impostavano le proposte dei provvedimenti del nuovo ordinamento finanziario, organizzativo e
contabile, che il Parlamento definì e
decise con le legge 21 dicembre 1978,
n. 843 e 8 gennaio 1979, n. 3, fu continua, attiva ed incisiva, confortata dalla
fiducia degli organi dell’ANCI nazionale
dei quali il Sindaco Landini fu eletto
Vicepresidente.
Un rapporto continuo di informazione e
di assistenza ai comuni fu realizzato
dalla sezione regionale con le memorabili assemblee a Palazzo Vecchio, con un
rapporto continuo di orientamento ed
incoraggiamento realizzato attraverso i
“quaderni”, consentì un processo di rinnovamento nel quale i Comuni della
Toscana si trovarono nelle prime posizioni nel Paese.
La revisione straordinaria delle passività, l’attuazione della nuova legge contabile e del nuovo sistema di bilancio stabilito con la legge 421 furono resi agevoli dalle iniziative che la Sezione organizzava a Firenze e negli altri capoluoghi della regione, con un rapporto
costante con gli amministratori, i segretari, i dirigenti delle ragionerie, funzionari che mostrarono un impegno ed una
professionalità elevata, che molto contribuì ai risultati particolarmente positivi dei nostri Comuni.
La collaborazione costante ed aperta
con l’UPI e con l’UNCEM dava maggior
forza alle iniziative della Sezione e la
considerazione ed il sostegno della
Regione Toscana le incoraggiava. Dopo
la prima applicazione del nuovo ordinamento finanziario per iniziativa assunta
dall’UPI e dall’ANCI-Toscana, realizzata
da Roberto Bertoli con il mio incoraggiamento ed aiuto, furono pubblicati in cinque volumi, tre per i comuni e due per
le province, i risultati della prima fase
del “risanamento” rappresentati attra-
verso l’analisi dei bilanci e consuntivi di
tutti i comuni e di tutte le province, con
elaborazioni statistiche significative ed
indicatori utili per indirizzare le amministrazioni verso risultati sempre migliori.
L’iniziativa precedeva di alcuni anni
quelle, estese a tutto il Paese ed impostate con altri mezzi, del Ministero
dell’Interno che forniva elementi di studio e valutazione a tutti gli enti locali e
che rendeva giustizia alle loro capacità
di amministrare con accortezza e di sviluppare e realizzare programmi di investimento che arricchirono le nostre
comunità di opere e strutture che elevarono il livello di vita dei cittadini, risolvendo problemi ed arretratezze causate da trenta anni di mancanza di risorse.
La vicenda della finanza locale e l’impegno per la stessa profuso a livello nazionale e con il concorso di ANCI-Toscana,
sarebbe continuato per lungo tempo, in
un rapporto di partecipazione di amministratori e tecnici che consentì di conseguire risultati importanti e solidi equilibri finanziari, sui quali hanno negativamente inciso i provvedimenti degli ultimi anni.
Nello stesso periodo in cui si dava una
nuova dimensione al ruolo dei Comuni
con il decreto n. 616 e si risolveva la dissestata situazione finanziaria, con la
legge n. 833 del 1978 veniva istituito il
Servizio sanitario nazionale che, con
l’art.13,attribuiva ai comuni tutte le funzioni amministrative in materia di assi-
25
Testimonianze
stenza sanitaria ed ospedaliera che non
erano espressamente riservate allo
Stato ed alle regioni. Le unità sanitarie
locali nascevano, secondo l’art. 15,
come “strutture operative dei comuni,
singoli ed associati, e delle comunità
montane”.
ANCI-Toscana, insieme con la Regione
ed avvalendosi delle migliori competenze professionali presenti, in Toscana,
nell’ambito sanitario ed ospedaliero,
concorreva in misura importante alla
realizzazione del nuovo servizio sanitario ed a superare le difficoltà che la riforma in un settore così complesso e delicato, aveva incontrato.
Nello stesso periodo la legge 28 gennaio 1977, n. 10, sulla edificabilità dei
suoli, impegnava i comuni in un settore
primario per lo sviluppo e la gestione del
territorio, con una disciplina profondamente innovativa, non facile da interpretare ed applicare.
La partecipazione e l’impegno di ANCIToscana, con il Comune di Firenze e la
Regione Toscana consentì alle nostre
amministrazioni, ai loro tecnici, ai professionisti, di interpretare ed organizzare il nuovo regime urbanistico senza
incertezze, assolvendo agli impegni che
lo stesso comportava senza ritardi e rendendo i cittadini consapevoli dei loro
diritti.
Un periodo di profonde trasformazioni,
delle quali abbiamo ricordato quelle più
significative, nel quale i comuni toscani
e la loro associazione furono, nel modo
26
più efficiente, al servizio dei loro cittadini e costituirono un punto di riferimento
importante per il sistema delle autonomie.
Dieci anni nei quali il ruolo e l’importanza assunta dalle Istituzioni locali nella
vita del Paese fecero maturare il progetto per il nuovo ordinamento delle autonomie, con le proposte che furono allora presentate e che il Parlamento dopo
un lungo confronto approvava con la
legge n. 142 del 1990, recidendo gli ultimi legami con i vecchi testi unici e costituendo le condizioni per ulteriori avanzamenti che avrebbero condotto alla
riforma della Costituzione, alla
Repubblica così come definita dall’art.
114.
Testimonianze
Ho cominciato da lontano
di Giacomo Maccheroni
La mia storia è davvero una lunga storia, e credo sia indispensabile raccontare un po’ di premesse per capire come
sono arrivato all’Anci. La tessera del PSI
io l’ho presa a quattordici anni, nel
1950, e dopo varie esperienze, a venticinque anni ero nell’amministrazione
provinciale di Pisa. Poi, a 28 anni, sono
diventato Sindaco di Pontedera, e lo
sono rimasto per undici anni. Dal 1975
al 1983 sono stato Assessore Regionale
all’urbanistica e poi, dall’83 all’87,
Presidente del Consiglio Regionale. Fra
il 1987 e il 1994 ho fatto il deputato,
nelle liste del PSI, ed ero vicepresidente del gruppo, capogruppo alla commissione trasporti e membro della commissione finanze della Camera.
Ma cominciamo con il lavoro di Sindaco
di Pontedera. Nel dicembre 1964 diventai Sindaco, nel gennaio 1965, un mese
dopo, la Piaggio inviò duecentocinquanta lettere di licenziamento senza
preavviso ad altrettanti operai, tutti fra
l’altro medaglia d’oro della Resistenza.
Noi iniziammo subito con le manifestazioni, e non posso dimenticare la marcia a piedi da Pontedera a Pisa, fino ad
essere ricevuti dal Prefetto. Entrai poi in
contatto con Umberto Agnelli, che vole-
va chiudere la fabbrica, e tutti insieme
riuscimmo a salvare la Piaggio, che,
forse è importante ricordarlo, allora
aveva seimila dipendenti e oggi ne ha
tredicimila.
Poco dopo entrai in contatto con il
Senatore Antonino Maccarone, che era
presidente della Lega dei Comuni, allora molto disorganizzata, e cominciammo a lavorare insieme. Si andò alla riunione dei Comuni, che era presieduta da
Aldo Aniasi, Sindaco di Milano, insieme
appunto a Maccarone. Si fece deliberare ai Comuni di aderire alla Lega, e
Maccarone mi mandò nella bassa
modenese a fare opera di convincimento e di organizzazione. Decidemmo allora di andare al Consiglio Nazionale
dell’Anci, presieduto da Darida, Sindaco
di Roma, per vedere di smuovere la
situazione, visto che allora l’Anci serviva soprattutto per organizzare le gite dei
Sindaci all’estero. Cominciammo a definire che cosa si doveva fare. Si pensò
prima di tutto che si doveva proporre la
regionalizzazione dell’Anci. Ci fu il
Consiglio Nazionale, con una discussione aspra, e si riuscì a far passare la questione come punto all’ordine del giorno
del Congresso di Bordighera. Si prepa-
rarono tutte le delegazioni unitarie, ma
io il primo giorno non potei essere presente, perché il giorno prima c’era stata
l’occupazione della fonderia di Larone,
una lotta durissima che divenne immediatamente un fatto di rilevanza nazionale anche perché io fui denunciato e
poi tutto il Consiglio Comunale si autodenunciò. Poi fummo prosciolti dalla
magistratura, ma se ne parlò molto. Il
giorno dopo vado a Bordighera e
Maccarone mi dice che di regionalizzazione non si è ancora parlato. Io prendo
la parola e dico a Darida, alla presidenza: ma non si doveva parlare di regionalizzazione? Io non lascio il microfono
finché non se ne parla. La questione fu
discussa, e passò. E io fui eletto primo
presidente, con due vice presidente,
Giorgio Vestri, Sindaco di Prato, e
Luciano Bausi, Sindaco di Firenze. Io
piccolino, di Pontedera, con questi due
giganti a fare i miei vice.
Quali furono le cose più importanti... La
prima riguardava proprio Pontedera, la
mia città. Ci fu un corteo, e furono arrestati sette operai, noi come Anci
Toscana, insieme all’Urpt e a tutti i sindacati, si convocò una manifestazione
a Firenze, agli Uffizi, con la presenza di
27
Testimonianze
Trentin e Benvenuto e di tutti i Sindaci
della Toscana e riuscimmo a risolvere la
questione.
Poi ci fu la questione del compenso agli
assessori, perché fino ad allora erano
pagati solo i Sindaci. Insieme a Gnocchi
e a Bausi si stese un progetto di legge
che poi, anche grazie alla nostra mobilitazione, fu approvato.
Insieme a Elio Gabbuggiani organizzammo poi una celebrazione del 25
aprile, a cui parteciparono Anci, Urpt,
Anpi e perfino il Ministro della Difesa
Giulio Andreotti, sempre a Firenze, con
un corteo sterminato, forse il più grande di sempre. E poi ricordo una importante mobilitazione per costruire un
ospedale in Vietnam, una delle prime
realizzazioni di questo tipo. Ci si riuscì
e anche in tempi piuttosto brevi, e ricordo ancora quando si andò a portare i
soldi a Parigi.
28
Progetti
Progetti
Progetti
PROGETTO NICARAGUA
Con finanziamento della Regione
Toscana
Il decentramento istituzionale e la
qualificazione delle risorse umane per
lo sviluppo locale e nazionale del
NICARAGUA.
Azioni di tipo formativo sui temi di
decentramento istituzionale e della
partecipazione delle Comunità locali ai
processi d sviluppo socio-produttivo
locale e di pace in particolare nei
Dipartimenti già teatro del recente
conflitto armato
Anno 1996/97
PROGETTO SARAJEVO
Con finanziamento della Regione
Toscana
1. PROGETTO SKENDERIJA
“Dai una piazza a Sarajevo” –
Ricostruzione della Piazza antistante il centro “Skenderija” di
Sarajevo.
Enti sostenitori:
Anci Toscana, Provincia di Firenze,
Cantone di Sarajevo, Comune di
Impruneta, Centar Skenderija,
Consolato Generale di Bosnia ed
Herzegovina, Comune di Greve in
Chianti, Università degli Studi di
Firenze, Consiglio Nazionale delle
ricerche, Scuola professionale
edile di Firenze.
Anno 2000
2. PROGETTO CULTURALE
INTERNAZIONALE “ARS AEVI”
Museo di Arte Contemporanea –
Sarajevo
Realizzazione di importanti
eventi culturali in diversi Paesi
europei ed extraeuropei, con
l’obiettivo di costituire una collezione di opere di arte contemporanea che andranno a costituire il futuro “Museo d Arte
Contemporanea di Sarajevo”
Enti sostenitori:
Anci Toscana, Regione Toscana,
Provincia di Firenze, vari Comuni
della Toscana
3. Attivazione di un Focal point
a Sarajevo all’interno del
Progetto ATLAS
Le attività del Focal point vanno
nella direzione di raccogliere
informazioni sulle attività di cooperazione internazionale svolte
nella capitale bosniaca.
In collaborazione con:
Comune di Venezia per una azione
di coordinamento delle attività che
a Sarajevo svolgono anche le città
di Amsterdam,Barcellona,
Bradford e Stoccolma
Agenzia delle Nazioni Unite
UNOPS (United Nations Office
Program Service), braccio operativo della più nota UNDP (United
Nations Development Programs).
31
Progetti
PROGETTI NUOVI PER GIOVANI
NUOVI
DOVE6 - Informagiovani
con il patrocinio della Comunità
Europea
Regione Toscana – Anci Toscana –
Comune di Prato – Comuni della Val di
Cecina
Progetto Forma Informa finanziato dal
Programma Gioventù per l’Europa,
Azione E.I.
Partners nel Progetto:
IJAB International Jugendaustausch
und Besucherdenst der BRD
DEVON Countres d’Information
Jeunesse
UGT Union general de Trabajadores de
Andalucia/Departamento de la
Juventud
ANCI, Forum degli Informagiovani
toscani
VEB, Accademia Europea, associazione
culturale
32
Obiettivi:
Migliorare il servizio dei centri di informazione giovanili europei attraverso la
creazione di un metodo comune di
valutazione del servizio stesso.
Creare una rete di collegamento di
tutti i centri di informazione
Mettere in luce le potenzialità che i
centri di informazione hanno come
“organi sensori” delle problematiche
giovanili.
Compiere una indagine sui bisogni formativi per gli operatori dei centri
Primo Seminario:
28-30 Novembre 1996, Prato
Secondo Seminario:
aprile 1997, Firenze
Progetti
Corsi di formazione
Per il personale dei Comuni
Corsi di formazione sulla Sicurezza e
salute nei cantieri.
Ex art. 10 Decreto Legislativo 494/96
In collaborazione con
EUREMA S.c.r.l.
(Sede legale via Cardinal Latino,11,
Firenze)
1. Prato - Novembre 1999
Durata 60 ore
2. Prato - Febbraio 2000
N. 2 Corsi
Durata 60 - 120 ore
3. Firenze - Ottobre/Novembre 2003
Durata 120 ore
In collaborazione con il
Comune di Pisa
1. Pisa – Settembre 2004
Durata 120 ore
33
Organi
Ufficio di Presidenza
Consiglio Direttivo
Consulte
Organi
Giugno 1975
UFFICIO DI PRESIDENZA
CONSIGLIO DIRETTIVO
PRESIDENTE:
Landini Goffredo Lohengrin
Sindaco di Prato
Abboni Fulvio
Cons. Comunale di Firenze
VICEPRESIDENTI:
Barsacchi Paolo
Sindaco di Viareggio
Cavini Bruno
Sindaco di Palazzuolo sul Senio
SEGRETARIO:
Fabbri Fiorello
Barsacchi Paolo
Sindaco di Viareggio
Braccesi Massimo
Sindaco di Cutigliano
Bullentini Rivaro
Sindaco di Capannori
Cavini Bruno
Sindaco di Palazzuolo sul Senio
Cecchi Pandolfini Rolando
Sindaco di Pietrasanta
Dalle Mura Sauro
Sindaco di Carrara
Degli Innocenti Riccardo
Sindaco di Bagno a Ripoli
Ducci Aldo
Sindaco di Arezzo
Gli appunti di Fiorello Fabbri per la prima riunione, nel1975, del Consiglio Direttivo
37
Organi
Falagiani Pietro
Sindaco di Montevarchi
Presentini Girolamo
Sindaco di Castiglion Fiorentino
Favilla Mauro
Sindaco di Lucca
Raffaelli Ilio
Sindaco di Montalcino
Finetti Giovan Battista
Sindaco di Grosseto
Ravazzini Guido
Assessore di Pontremoli
Gabbuggiani Elio
Sindaco di Firenze
Ricconi Lenio
Sindaco di Montecatini
Landini Goffredo Lohengrin
Sindaco di Prato
Toccafondi Francesco
Cons. Comunale Prato
Lazzari Elia
Sindaco di Pisa
Tongiani Silvio
Sindaco di Massa
Martini Maurizio
Sindaco di Calci
Toni Francesco
Sindaco di Pistoia
Monni Carletto
Sindaco di Pontedera
Uccelli Mario
Cons. Comunale di Viareggio
Nannipieri Alì
Sindaco di Livorno
Vannini Canzio
Sindaco di Siena
Pezzati Sergio
Sindaco di Poggio a Caiano
38
Organi
Maggio 1978
Bulleri Luigi
Sindaco di Pisa
Corazzesi Fernando
Sindaco di Pratovecchio
Caldarazzo Andrea
Consigliere Comunale di Piombino
Corolini Giancarlo
Assessore di Livorno
Cariglia Nicola
Consigliere Comunale di Firenze
Costa Alessandro
Sindaco di Carrara
Cavini Bruno
Sindaco di Palazzuolo sul Senio
Dabizzi Bruno
Assessore di Prato
Cecchi Pandolfino Rolando
Sindaco di Pietrasanta
Degli Innocenti Riccardo
Sindaco di Bagno a Ripoli
Bernabei Paolo
Assessore di Firenze
Chiti Vannino
Sindaco di Pistoia
Dini Olinto
U.S.L. di Firenze
Bertocchi Marino
Sindaco di Pontremoli
Cioni Graziano
Assessore di Firenze
Ducci Aldo
Sindaco di Arezzo
Bianchi Ermanno
Sindaco di Monteroni d’Arbia
Cirri Alessandro
Assessore di Poggio a Caiano
Falagiani Pietro
Sindaco di Montevarchi
Bianchi Massimo
Vicesindaco di Livorno
Citti Romano
Sindaco di Capannori
Favilla Mauro
Sindaco di Lucca
Braccesi Massimo
Sindaco di Cutigliano
Conti Lando
Consigliere Comunale di Firenze
Ferrari Alberto
Sindaco di Viareggio
UFFICIO DI PRESIDENZA
CONSIGLIO DIRETTIVO
PRESIDENTE:
Landini Goffredo Lohengrin
Sindaco di Prato
Barbaresi Umberto
Sindaco di Massa
VICEPRESIDENTI:
Favilla Mauro
Sindaco di Lucca
Barni Mauro
Sindaco di Siena
SEGRETARIO:
Fabbri Fiorello
Barni Mauro
Sindaco di Siena
Barsacchi Roberto
Sindaco di Collesalvetti
Bausi Rinaldo
Consigliere Comunale di Firenze
39
Organi
Fiaschi Giancarlo
U.S.L. di Volterra
Maffei Daniele
Assessore di Lucca
Pezzati Sergio
Sindaco di Poggio a Caiano
Finetti Giambattista
Sindaco di Grosseto
Masini Mario
Consigliere Comunale di Prato
Piazza Luigi
Consigliere Comunale di Livorno
Fiumi Piero
Consigliere Comunale di Volterra
Meoni Vittorio
U.S.L. di Siena
Pieralli Mila
Sindaco di Scandicci
Gabbuggiani Elio
Sindaco di Firenze
Monni Carletto
Sindaco di Pontedera
Polidori Enzo
Sindaco di Piombino
Garzella Adriano
Assessore di Pisa
Morales Giorgio
Vicesindaco di Firenze
Scarlino Adalberto
Consigliere Comunale di Firenze
Giacomelli Marco
Assessore di Pistoia
Gramigni Alessandro
Sindaco di Vaiano
Grassi Luigi
Assessore di Castelnuovo Garfagnana
Landini Goffredo Lohengrin
Sindaco di Prato
Lupetti Enzo
U.S.L. di Pisa
40
Nacci Luciano
Sindaco di San Miniato
Nannipieri Alì
Sindaco di Livorno
Nicolai Carlo
Assessore di Pistoia
Nidito Luigi
Assessore di Prato
Papa Donato
Assessore di Grosseto
Zingoni Spartaco
Sindaco di Radicondoli
Organi
Marzo 1981
UFFICIO DI PRESIDENZA
Degli Innocenti Riccardo
Sindaco di Bagno a Ripoli
Nidito Luigi
Assessore Comune di Prato
PRESIDENTE:
Landini Goffredo Lohengrin
Sindaco di Prato
Bisanti Luigi
Sindaco di Viareggio
SEGRETARIO:
Fabbri Fiorello
Fiaschi Giancarlo
USL Volterra
SINDACI REVISORI:
Cirri Antonio
Sindaco di Carmignano
VICEPRESIDENTE:
Favilla Mauro
Sindaco di Lucca
COMITATO DI COORDINAMENTO:
Chiti Vannino
Sindaco di Pistoia
Braccesi Massimo
Sindaco di Cutigliano
Bausi Rinaldo
Consigliere Comunale Firenze
Cavini Bruno
Sindaco di Palazzuolo sul Senio
Cioni Graziano
Assessore Comune di Firenze
Citti Romano
Sindaco di Capannori
Tattarini Flavio
Sindaco di Grosseto
Garzella Adriano
Assessore Comune di Pisa
Lupetti Enzo
USL Pisa
Masini Mario
Consigliere Comunale Comune di
Prato
Monni Carletto
Sindaco di Pontedera
Morales Giorgio
Vicesindaco Comune di Firenze
Dini Mario
Sindaco di Londa
Boni Giancarlo
Sindaco di Firenzuola
CONSIGLIO DIRETTIVO
Barbaresi Umberto
Sindaco di Massa
Bardelli Renzo
Sindaco di Pistoia
Barsacchi Roberto
Sindaco di Collesalvetti
Bausi Rinaldo
Consigliere Comunale di Firenze
Benesperi Paolo
Sindaco di Piombino
Bernabei Paolo
Assessore di Firenze
Bernardini Vinicio
Sindaco di Pisa
Bertocchi Marino
Sindaco di Pontremoli
Bianchi Ermanno
Sindaco di Monteroni d’Arbia
Nannipieri Alì
Sindaco di Livorno
41
Organi
42
Bianchi Massimo
Vicesindaco di Livorno
Conti Lando
Consigliere Comunale di Firenze
Fiumi Piero
Consigliere Comunale di Volterra
Masini Mario
Consigliere Comunale di Prato
Bisanto Luigi
Sindaco di Viareggio
Corazzesi Fernando
Sindaco di Pratovecchio
Gabbuggiani Elio
Sindaco di Firenze
Mazzoni della Stella Vittorio
Sindaco di Siena
Braccesi Massimo
Sindaco di Cutigliano
Corolini Giancarlo
Assessore di Livorno
Garzella Adriano
Assessore di Pisa
Meoni Vittorio
U.S.L. di Siena
Caldarazzo Andrea
Consigliere Comunale di Piombino
Costa Alessandro
Sindaco di Carrara
Giacomelli Marco
Assessore di Pistoia
Monni Carletto
Sindaco di Pontedera
Cariglia Nicola
Consigliere Comunale di Firenze
Dabizzi Bruno
Assessore di Prato
Gramigni Alessandro
Sindaco di Vaiano
Morales Giorgio
Vicesindaco di Firenze
Cavini Bruno
Sindaco di Palazzuolo sul Senio
Degli Innocenti Riccardo
Sindaco di Bagno a Ripoli
Grassi Luigi
Assessore di Castelnuovo Garfagnana
Nacci Luciano
Sindaco di San Miniato
Cecchi Pandolfino Rolando
Sindaco di Pietrasanta
Dini Olinto
U.S.L. di Firenze
Cioni Graziano
Assessore di Firenze
Ducci Aldo
Sindaco di Arezzo
Cirri Alessandro
Assessore di Poggio a Caiano
Favilla Mauro
Sindaco di Lucca
Citti Romano
Sindaco di Capannori
Fiaschi Giancarlo
U.S.L. di Volterra
Gregorini Massimo
Sindaco di Montevarchi
Landini Goffredo Lohengrin
Sindaco di Prato
Lupetti Enzo
U.S.L. di Pisa
Maffei Daniele
Assessore di Lucca
Nannipieri Alì
Sindaco di Livorno
Nicolai Carlo
Assessore di Pistoia
Organi
RESPONSABILI DELLE
CONSULTE
Personale e strutture organizzative
Cioni Graziano
Assessore del Comune di Firenze
Assetto del territorio e
Tutela dell’ambiente
Fiaschi Giancarlo
USL di Volterra
Sanità e sicurezza sociale
Lupetti Enzo
USL di Pisa
Attive economiche e produttive
Braccesi Massimo
Sindaco di Cutigliano
Agricoltura, foreste, caccia e pesca
Degli Innocenti Riccardo
Sindaco di Bagno a Ripoli
Trasporti, porti e aeroporti
Nannipieri Alì
Sindaco di Livorno
Decentramento e partecipazione
Monni Carletto
Sindaco di Pontedera
Rapporti con Regione, Province ed
altri organismi
Morales Giorgio
Vicesindaco di Firenze
Finanze ed investimenti pubblici
Garzella Adriano
Assessore di Pisa
Istruzione e cultura
Bausi Rinaldo
Cons. Comune di Firenze
Casa, Viabilità e lavori pubblici
Cavini Bruno
Sindaco di Palazzuolo sul Senio
Centri storici e sport
Turismo, fiere, esposizioni
Lavoro e formazione professionale
Citti Romano
Sindaco di Capannori
43
Organi
Novembre 1983
UFFICIO DI PRESIDENZA
Fiaschi Giancarlo
USL Volterra
Dini Mario
Sindaco di Londa
PRESIDENTE:
Chiti Vannino
Sindaco di Pistoia
Tattarini Flavio
Sindaco di Grosseto
Boni Giancarlo
Sindaco di Firenzuola
VICEPRESIDENTE:
Favilla Mauro
Sindaco di Lucca
COMITATO DI COORDINAMENTO:
Braccesi Massimo
Sindaco di Cutigliano
Bausi Rinaldo
Assessore Comune di Firenze
Cavini Bruno
Sindaco di Palazzuolo sul Senio
44
Garzella Adriano
Assessore Comune di Pisa
Lupetti Enzo
USL Pisa
Monni Carletto
Sindaco di Pontedera
Morales Giorgio
Vicesindaco Comune di Firenze
Nannipieri Alì
Sindaco di Livorno
Cioni Graziano
Consigliere Comunale Comune di
Firenze
Nidito Luigi
Assessore Comune di Prato
Citti Romano
Sindaco di Capannori
SEGRETARIO:
Fabbri Fiorello
Bisanti Luigi
Sindaco di Viareggio
SINDACI REVISORI:
Cirri Antonio
Sindaco di Carmignano
CONSIGLIO DIRETTIVO
Barbaresi Umberto
Sindaco di Massa
Batisti Gino
Consigliere Comunale di Firenze
Bausi Rinaldo
Assessore di Firenze
Benesperi Paolo
Sindaco di Piombino
Bernardini Vinicio
Sindaco di Pisa
Bertinelli Giorgio
Assessore di Pistoia
Bertocchi Marino
Sindaco di Pontremoli
Bianchi Massimo
Vicesindaco di Livorno
Bisanti Luigi
Sindaco di Viareggio
Organi
Braccesi Massimo
Sindaco di Cutigliano
Ducci Aldo
Sindaco di Arezzo
Gramigni Alessandro
Sindaco di Vaiano
Morales Giorgio
Assessore di Firenze
Cariglia Nicola
Assessore di Firenze
Fabbri Franco
Vicesindaco di Lucca
Gregorini Massimo
Sindaco di Montevarchi
Moscardini Glauco
Assessore di Lucca
Carignani Piero
Assessore di Viareggio
Favilla Mauro
Sindaco di Lucca
Guazzi Benito
USL di Siena
Nacci Luciano
Sindaco di San Miniato
Cavini Bruno
Sindaco di Palazzuolo sul Senio
Fiaschi Giancarlo
U.S.L. di Volterra
Guidi Galileo
Sindaco di Pescia
Nannipieri Alì
Sindaco di Livorno
Chiti Vannino
Sindaco di Pistoia
Frangioni Aldo
Sindaco di Fiesole
Landini Goffredo Lohengrin
Sindaco di Prato
Nidito Luigi
Assessore di Prato
Cioni Graziano
Consigliere Comunale di Firenze
Gabbuggiani Elio
Consigliere Comunale di Firenze
Lupetti Enzo
U.S.L. di Pisa
Costa Alessandro
Sindaco di Carrara
Garzella Adriano
Assessore di Pisa
Mazzoni della Stella Vittorio
Sindaco di Siena
Dabizzi Bruno
Assessore di Prato
Ghilarducci Olivo
Consigliere Comunale di Capannori
Melani Carlo
USL di Firenze
Dini Mario
Sindaco di Londa
Giacomelli Marco
Assessore di Pistoia
Meoni Vittorio
U.S.L. di Siena
Dini Olinto
U.S.L. di Firenze
Giorgi Ilio
Sindaco di Vagli
Monni Carletto
Sindaco di Pontedera
Papa Donato
Assessore di Grosseto
Petruzzelli Giovanni
Consigliere Comunale di Pistoia
Pettinati Rossella
Sindaco di Vinci
Pezzati Sergio
Sindaco di Poggio a Caiano
Pieralli Mila
Sindaco di Scandicci
45
Organi
Pii Piero
Presidente Associazione Intercomunale
di Val d’ Elsa
RESPONSABILI DELLE
CONSULTE
Ralli Marcello
Sindaco di Castiglion Fibocchi
Personale e strutture organizzative
Cioni Graziano
Consigliere Comunale di Firenze
Risaliti Saverio
Consigliere Comunale di Montemurlo
Scioltino Silvana
Consigliere Comunale di Lucca
Tattarini Flavio
Sindaco di Grosseto
Zei Augusto
Consigliere Comunale di Altopascio
Tutela dell’ambiente
Benesperi Paolo
Sindaco di Piombino
Sanità e sicurezza sociale
Dini Olinto
USL di Firenze
Lavoro, sviluppo economico e
turismo
Ghilarducci Olivo
Consigliere Comunale di Capannori
Agricoltura, foreste, caccia e pesca
Gregorini Massimo
Sindaco di Montevarchi
Viabilità, porti, aeroporti e lavori
pubblici
Petruzzelli Giovanni
Consigliere Comunale di Pistoia
46
Finanze ed investimenti pubblici
Garzella Adriano
Assessore di Pisa
Cultura, scuola e sport
Bausi Rinaldo
Assessore di Firenze
Urbanistica e casa
Nannipieri Alì
Sindaco di Livorno
Organi
Novembre 1985
UFFICIO DI PRESIDENZA
PRESIDENTE:
Ventura Michele
Vicesindaco Comune di Firenze
Marotti Antonio
Consigliere Comunale Comune di
Firenze
SEGRETARIO:
Fabbri Fiorello
VICEPRESIDENTE:
Favilla Mauro
Consigliere Comunale Comune di
Lucca
SINDACI REVISORI:
Cirri Antonio
Sindaco di Carmignano
Ducci Aldo
Sindaco di Arezzo
Bartolozzi Paolo
Sindaco di Londa
COMITATO DI PRESIDENZA:
Benvenuti Roberto
Sindaco di Livorno
Boni Giancarlo
Sindaco di Firenzuola
Pallini Luciano
Sindaco di Pistoia
Cavini Bruno
Sindaco di Palazzuolo sul Senio
Cariglia Nicola
Assessore Comune di Firenze
Zei Augusto
Assessore Comune di Altopascio
CONSIGLIO DIRETTIVO
Baccelli Piero
Sindaco di Lucca
Batisti Gino
Consigliere Comunale di Scarperia
Bausi Rinaldo
Consigliere Comunale di Firenze
Benesperi Paolo
Sindaco di Piombino
Benvenuti Roberto
Sindaco di Livorno
Bernardini Vinicio
Vicesindaco di Pisa
Bianchi Massimo
Consigliere Comunale di Livorno
Bonuccelli Angelo
Sindaco di Viareggio
Braccesi Massimo
Sindaco di Cutigliano
Cariglia Nicola
Assessore di Firenze
Cavini Bruno
Sindaco di Palazzuolo sul Senio
Cioni Graziano
Assessore di Firenze
Del Carlo Alberto
Consigliere Comunale di Lucca
Bernazzi Massimo
U.S.L. di Siena
Ducci Aldo
Sindaco di Arezzo
Bertinelli Giorgio
Consigliere Comunale di Pistoia
Fabbri Franco
Vicesindaco di Lucca
Bertoni Giampiero
Sindaco di Pontremoli
Favilla Mauro
Consigliere Comunale di Lucca
47
Organi
Federici Lino
Consigliere Comunale di Viareggio
Lupetti Enzo
Consigliere Comunale di Pisa
Nigi Luigi
Sindaco di Montespertoli
Fiaschi Giancarlo
Consigliere Comunale di Pisa
Marchetti Fausto
Sindaco di Carrara
Nigro Giampiero
Vicesindaco di Prato
Frangioni Aldo
Sindaco di Fiesole
Marotti Antonio
Consigliere Comunale di Firenze
Paci Romano
Consigliere Comunale di Pistoia
Ghilarducci Olivo
Presidente Associazione Intercomunale
di Lucca
Martini Claudio
Sindaco di Prato
Pallini Luciano
Sindaco di Pistoia
Mazzoni della Stella Vittorio
Sindaco di Siena
Papa Donato
Assessore di Grosseto
Melani Carlo
Sindaco di Sesto Fiorentino
Petruzzelli Giovanni
Consigliere Comunale di Pistoia
Giorgi Ilio
Sindaco di Vagli di sotto
Gramigni Alessandro
Sindaco di Vaiano
Granchi Giacomino
Sindaco di Pisa
Gregorini Massimo
Sindaco di Montevarchi
Guazzi Benito
Assessore di Siena
Guidi Galileo
Sindaco di Pescia
48
Migliorini Mirna
Assessore di Firenze
Monni Carletto
Sindaco di Pontedera
Morales Giorgio
Assessore di Firenze
Nidito Luigi
Assessore di Prato
Pettinati Rossella
Sindaco di Vinci
Pezzati Sergio
Sindaco di Poggio a Caiano
Pieralli Mila
Sindaco di Scandicci
Pietosi Ugo
Sindaco di Londa
Pii Piero
Presidente Associazione Intercomunale
di Val d’ Elsa
Ralli Marcello
Sindaco di Castiglion Fibocchi
Risaliti Saverio
Consigliere Comunale di Montemurlo
Scioltino Silvana
Consigliere Comunale di Lucca
Sturlese Laura
USL di Firenze
Tattarini Flavio
Sindaco di Grosseto
Tonelli Pier Luigi
Sindaco di San Miniato
Ventura Michele
Vicesindaco di Firenze
Zei Augusto
Assessore di Altopascio
Organi
RESPONSABILI DELLE
CONSULTE
Finanze ed investimenti pubblici
Nigro Giampiero
Consigliere Comunale di Prato
Personale
Paci Romano
Consigliere Comunale di Pistoia
Cultura, scuola, associazionismo,
giovani e sport
Bausi Rinaldo
Consigliere Comunale di Firenze
Tutela dell’ambiente
Costa Alessandro
Sindaco di Carrara
Urbanistica, centri storici, casa e
sfratti
Pallini Luciano
Sindaco di Pistoia
Sanità e sicurezza sociale
Guazzi Benito
Assessore di Siena
Lavoro, sviluppo economico
turismo
Braccesi Massimo
Sindaco di Cutigliano
e
Agricoltura
Nigi Luigi
Sindaco di Montespertoli
Viabilità, porti, aeroporti e lavori
pubblici
Petruzzelli Giovanni
Consigliere Comunale di Pistoia
49
Organi
Rinnovo Ufficio di Presidenza
UFFICIO DI PRESIDENZA
PRESIDENTE:
Ventura Michele
Vicesindaco Comune di Firenze
VICEPRESIDENTE:
Ducci Aldo
Sindaco di Arezzo
SEGRETARIO:
Fabbri Fiorello
SINDACI REVISORI:
Cirri Antonio
Presidente USL Prato
COMITATO DI PRESIDENZA:
Benvenuti Roberto
Sindaco di Livorno
Ugo Pietosi
Sindaco di Londa
Pallini Luciano
Sindaco di Pistoia
Cammelli Paolo
Vicesindaco Comune di Fiesole
Bausi Rinaldo
Consigliere Comunale Comune di
Firenze
CONSIGLIO DIRETTIVO
Adami Alessandro
Sindaco di Barga
Baccelli Piero
Consigliere Comunale di Lucca
Batisti Gino
Consigliere Comunale di Scarperia
Bausi Rinaldo
Consigliere Comunale di Firenze
Benesperi Paolo
Sindaco di Piombino
Benvenuti Roberto
Sindaco di Livorno
Bernardini Vinicio
Vicesindaco di Pisa
Granchi Giacomino
Sindaco di Pisa
Bernazzi Massimo
Presidente U.S.L. Siena
Cariglia Nicola
Assessore Comune di Firenze
Berti Giampiero
Sindaco di Casola in Lunigiana
Fiumi Piero
Consigliere Comunale Comune di
Volterra
50
Marotti Antonio
Consigliere Comunale Comune di
Firenze
Bertinelli Giorgio
Consigliere Comunale di Pistoia
Bianchi Massimo
Consigliere Comunale di Livorno
Bogianckino Massimo
Sindaco di Firenze
Bonuccelli Angelo
Sindaco di Viareggio
Braccesi Massimo
Sindaco di Cutigliano
Bucci Marcello
Assessore Pistoia
Cariglia Nicola
Vicesindaco di Firenze
Cavini Bruno
Sindaco di Palazzuolo sul Senio
Cirri Alessandro
Consigliere Comunale di Poggio a
Caiano
Citti Romano
Consigliere Comunale di Capannori
Del Carlo Alberto
Consigliere Comunale di Lucca
Ducci Aldo
Sindaco di Arezzo
Organi
Fabbri Franco
Vicesindaco di Lucca
Guidi Galileo
Sindaco di Pescia
Monni Carletto
Sindaco di Pontedera
Risaliti Saverio
Consigliere Comunale di Montemurlo
Favilla Mauro
Sindaco di Lucca
Lupetti Enzo
Presidente Associazione Intercomunale
di Pisa
Morales Giorgio
Assessore di Firenze
Sciortino Silvana
Consigliere Comunale di Lucca
Nidito Luigi
Assessore di Prato
Sturlese Laura
Presidente di USL 10 B Firenze
Nigro Giampiero
Consigliere Comunale di Prato
Tani Danilo
Vicesindaco di Arezzo
Paci Romano
Consigliere Comunale di Pistoia
Tattarini Flavio
Consigliere Comunale di Grosseto
Pallini Luciano
Sindaco di Pistoia
Ventura Michele
Vicesindaco di Firenze
Pennacchiotti Mauro
Sindaco di Massa
Viegi Franco
Sindaco di Cascina
Federigi Lino
Consigliere Comunale di Viareggio
Fiaschi Giancarlo
Consigliere Comunale di Pisa
Fiumi Piero
Consigliere Comunale di Volterra
Franci Catia
Assessore di Firenze
Frangioni Aldo
Sindaco di Fiesole
Gramigni Alessandro
Sindaco di Vaiano
Marchetti Fausto
Sindaco di Carrara
Marotti Antonio
Consigliere Comunale di Firenze
Martini Claudio
Sindaco di Prato
Mazzoni della Stella Vittorio
Sindaco di Siena
Melani Carlo
Sindaco di Sesto Fiorentino
Petruzzelli Giovanni
Consigliere Comunale di Pistoia
Granchi Giacomino
Sindaco di Pisa
Menchetti Anselmo
Consigliere Comunale di Massa
Migliorini Mirna
Assessore di Firenze
Gregorini Massimo
Sindaco di Montevarchi
Migliorini Paolo
Presidente di USL 10 D Firenze
Pietosi Ugo
Sindaco di Londa
Guazzi Benito
Assessore di Siena
Monarca Eliana
Assessore di Prato
Ralli Marcello
Sindaco di Castiglion Fibocchi
Pieralli Mila
Sindaco di Scandicci
51
Organi
RESPONSABILI DELLE
CONSULTE
Ambiente, problemi d’inquinamento
Costa Alessandro
Sindaco di Carrara
Viabilità, porti, aeroporti,
lavori pubblici
Petruzzelli Giovanni
Consigliere Comunale di Pistoia
Agricoltura
Nigi Luigi
Sindaco di Montespertoli
Finanze ed investimenti pubblici
Nigro Giampiero
Consigliere Comunale di Prato
Urbanistica, centri storici,
casa, sfratti
Pallini Luciano
Sindaco di Pistoia
Sanità
Guazzi Benito
Assessore di Siena
52
Lavoro, sviluppo economico,
turismo
Braccesi Massimo
Sindaco di Cutigliano
Personale
Paci Romano
Consigliere Comunale di Pistoia
Cultura, scuola, associazionismo,
giovani, sport
Bausi Rinaldo
Consigliere Comunale di Firenze
Organi
Ottobre 1990
UFFICIO DI PRESIDENZA
Ferri Enrico
Sindaco di Pontremoli
PRESIDENTE:
Bucci Marcello
Sindaco di Pistoia
Sacchini Luigi
Assessore di Arezzo
VICEPRESIDENTE:
Pacini Arturo
Sindaco di Lucca
Vannucci Walter
Sindaco di Arezzo
COMITATO DI PRESIDENZA:
Benvenuti Roberto
Sindaco di Livorno
Tattarini Flavio
Sindaco di Grosseto
Cortopassi Sergio
Sindaco di Pisa
Pennacchiotti Mauro
Consigliere Comunale di Massa
SEGRETARIO:
Fabbri Fiorello
SINDACI REVISORI:
Cirri Antonio
Presidente USL Prato
Ugo Pietosi
Consigliere Comunale di Londa
Cammelli Paolo
Vicesindaco di Fiesole
CONSIGLIO DIRETTIVO
Adami Alessandro
Sindaco di Barga
Baldassarri Fabio
Sindaco di Piombino
Barani Lucio
Sindaco di Aulla
Bartolini Amedeo
Sindaco di Montecatini Terme
Bausi Rinaldo
Consigliere di Mercafir
Bechelli Giovanni
Sindaco di Scandicci
Benvenuti Roberto
Sindaco di Livorno
Fiumi Piero
Consigliere Comunale di Volterra
Bernazzi Massimo
Presidente di U.S.L. Siena
Conti Giovanni
Vicesindaco di Firenze
Berti Giampiero
Sindaco di Casola in Lunigiana
Bertinelli Giorgio
Consigliere Comunale di Pistoia
Bianchi Massimo
Consigliere Comunale di Livorno
Bucci Marcello
Sindaco di Pistoia
Bucci Moreno
Consigliere Comunale di Viareggio
Cavini Bruno
Sindaco di Palazzuolo sul Senio
Cima Antonio
Sindaco di Viareggio
Conti Giovanni
Vicesindaco di Firenze
Cortopassi Sergio
Sindaco di Pisa
Cuccaro Emanuele
Pres.USL 21 di Poppi
Dati Carla
Sindaco di Camaiore
53
Organi
54
Fabbri Franco
Vicesindaco di Lucca
Girolami Giancarlo
Sindaco di Bagno a Ripoli
Martini Claudio
Sindaco di Prato
Nicolai Carlo
Assessore di Pistoia
Fe Maria Teresa
Sindaco di Chianciano
Gramigni Alessandro
Sindaco di Vaiano
Mattei Fabrizio
Assessore di Prato
Nigro Giampiero
Vicesindaco di Prato
Ferri Enrico
Sindaco di Pontremoli
Grassi Benito
Sindaco di Monte Argentario
Mazzoni della Stella Vittorio
Sindaco di Siena
Paci Romano
Assessore di Pistoia
Fiaschi Giancarlo
Funzionario di Volterra
Guazzi Benito
Consigliere Comunale di Siena
Melani Carlo
Sindaco di Sesto Fiorentino
Pacini Arturo
Sindaco di Lucca
Filippini Cristina
Sindaco di Cascina
Guidi Galileo
Sindaco di Pescia
Menchetti Anselmo
Vicesindaco di Massa
Pennacchiotti Mauro
Consigliere Comunale di Massa
Fiumi Piero
Consigliere Comunale di Volterra
Manfredi Ermenegildo
Sindaco di Massa
Migliorini Paolo
Presidente di USL 10 D Firenze
Petruzzelli Giovanni
Consigliere Comunale di Pistoia
Franchini Alfredo
Assessore di Firenze
Marchetti Fausto
Sindaco di Carrara
Modena Marcello
Consigliere Comunale di Lucca
Polli Luigi
Vicesindaco di Arezzo
Franci Catia
Consigliere Comunale di Firenze
Mari Mauro
Vicesindaco di Quarrata
Morales Giorgio
Sindaco di Firenze
Ralli Marcello
Sindaco di Castiglion Fibocchi
Frangioni Aldo
Sindaco di Fiesole
Marini Stefano
Sindaco di Quarrata
Mugnaini Bruno
Sindaco di Londa
Rastelli Riccardo
Sindaco di Abetone
Ghilarducci Olivo
Sindaco di Capannori
Marotti Antonio
Consigliere Comunale di Firenze
Niccolai Giancarlo
Consigliere Comunale di Sambuca
Pistoiese
Risaliti Saverio
Consigliere Comunale di Prato
Organi
Rossi Varis
Sindaco di Empoli
RESPONSABILI DELLE
CONSULTE
Sacchini Luigi
Assessore di Arezzo
Ambiente, problemi d’inquinamento
Ferranti Bruno
Assessore di Prato
Saturnini Paolo
Sindaco di Greve in Chianti
Sparacino Giuseppe
Sindaco di Cantagallo
Sturlese Laura
Presidente di USL 10 B Firenze
Tattarini Flavio
Sindaco di Grosseto
Toscano Giuseppe
Vicesindaco di Grosseto
Vannucci Walter
Sindaco di Arezzo
Zubbani Angelo
Assessore di Carrara
Viabilità, porti, aeroporti, turismo,
sviluppo economico
Petruzzelli Giovanni
Consigliere Comunale di Pistoia
Personale
Paci Romano
Assessore di Pistoia
Cultura, scuola, associazionismo,
giovani, sport
Pia Margherita
Assessore di Livorno
Agricoltura
Guidi Galileo
Sindaco di Pescia
Finanze ed investimenti pubblici
Nigro Giampiero
Vicesindaco di Prato
Urbanistica, centri storici, casa
Mattei Fabrizio
Assessore di Prato
Sanità e sicurezza sociale
Guazzi Benito
Consigliere Comunale di Siena
55
Organi
Luglio 1992
UFFICIO DI PRESIDENZA
Modena Marcello
Consigliere Comunale di Lucca
PRESIDENTE:
Bucci Marcello
Consigliere Comunale di Pistoia
Della Pina Luigi
Sindaco di Massa
VICEPRESIDENTE:
Pacini Arturo
Sindaco di Lucca
Cortopassi Sergio
Sindaco di Pisa
UFFICIO DI PRESIDENZA:
Bechelli Giovanni
Sindaco di Scandicci
Ramacciotti Walter
Assessore Lucca
Pennacchiotti Mauro
Consigliere Comunale di Massa
SEGRETARIO:
Fabbri Fiorello
SINDACI REVISORI:
Gramigni Alessandro
Sindaco di Vaiano
Lamberti Gianfranco
Sindaco di Livorno
Santi Fabrizio
Consigliere Comunale di
Camporgiano
Martini Claudio
Sindaco di Prato
Cammelli Paolo
Vicesindaco Comune di Fiesole
Morales Giorgio
Sindaco di Firenze
56
Fiumi Piero
Consigliere Comunale di Volterra
CONSIGLIO DIRETTIVO
Adami Alessandro
Sindaco di Barga
Baggiani Luciano
Sindaco di Borgo San Lorenzo
Baldassarri Fabio
Sindaco di Piombino
Bartolini Amedeo
Sindaco di Montecatini Terme
Bechelli Giovanni
Sindaco di Scandicci
Bianchi Massimo
Vicesindaco di Livorno
Bianco Marino
Consigliere Comunale di Firenze
Billi Giacomo
Consigliere Comunale di Firenze
Bucci Marcello
Consigliere Comunale di Pistoia
Cavini Bruno
Sindaco di Palazzuolo sul Senio
Chiappini Sauro
Sindaco di Licciana Nardi
Chini Adriano
Sindaco di Campi Bisenzio
Cima Antonio
Sindaco di Viareggio
Cortopassi Sergio
Sindaco di Pisa
Cuccaro Emanuele
Consigliere Comunale di Poppi
Dati Carla
Sindaco di Camaiore
Della Pina Luigi
Sindaco di Massa
Fabbri Franco
Vicesindaco di Lucca
Fiaschi Giancarlo
Amm.straord.USL di Lucca
Organi
Fiumi Piero
Consigliere Comunale di Volterra
Marconcini Mauro
Sindaco di Montespertoli
Nigro Giampiero
Vicesindaco di Prato
Ramacciotti Walter
Assessore di Lucca
Frangioni Aldo
Sindaco di Fiesole
Mari Mauro
Vicesindaco di Quarrata
Paci Romano
Assessore di Pistoia
Rastelli Riccardo
Sindaco di Abetone
Ghilarducci Olivo
Sindaco di Capannori
Marini Stefano
Sindaco di Quarrata
Pacini Arturo
Sindaco di Lucca
Rossi Corrado
Sindaco di San Giuliano Terme
Gianfranceschi Marco
Sindaco di Montignoso
Martini Claudio
Sindaco di Prato
Pennacchiotti Mauro
Consigliere Comunale di Massa
Sacchini Luigi
Assessore di Arezzo
Girolami Giancarlo
Sindaco di Bagno a Ripoli
Mattei Fabrizio
Assessore di Prato
Petruzzelli Giovanni
Consigliere Comunale di Pistoia
Scarciglia Gabriella
Vicesindaco di Pomarance
Gori Riccardo
Sindaco di Calenzano
Melani Carlo
Sindaco di Sesto Fiorentino
Pia Margherita
Assessore di Livorno
Scarpetti Lido
Sindaco di Pistoia
Gramigni Alessandro
Sindaco di Vaiano
Menchetti Anselmo
Vicesindaco di Massa
Piccini Pier Luigi
Sindaco di Siena
Simoncini Gianfranco
Sindaco di Rosignano Marittimo
Grassi Luigi
Sindaco di Castelnuovo Garfagnana
Modena Marcello
Consigliere Comunale di Lucca
Pincione Alberto
Sindaco di Carrara
Toscano Giuseppe
Vicesindaco di Grosseto
Guazzi Benito
Consigliere Comunale di Siena
Morales Giorgio
Sindaco di Firenze
Polli Luigi
Vicesindaco di Arezzo
Valentini Loriano
Sindaco di Grosseto
Lamberti Gianfranco
Sindaco di Livorno
Nicolai Carlo
Vicesindaco di Pistoia
Ralli Marcello
Sindaco di Castiglion Fibocchi
Vannucci Walter
Sindaco di Arezzo
57
Organi
Ziani Elio
Sindaco di Sambuca Pistoiese
RESPONSABILI DELLE
CONSULTE
Zubbani Angelo
Assessore di Carrara
Trasporti e viabilità
Bandini Laura
Assessore di Livorno
Agricoltura
Ralli Marcello
Sindaco di Castiglion Fibocchi
Finanze ed investimenti pubblici
Nigro Giampiero
Vicesindaco di Prato
Problemi del territorio e
dell’ambiente
Mattei Fabrizio
Assessore di Prato
Sanità e sicurezza sociale
Mengozzi Pier Natale
Assessore di Campi Bisenzio
Personale
Paci Romano
Assessore di Pistoia
58
Cultura, scuola
Pia Margherita
Assessore di Livorno
Sviluppo economico
Petruzzelli Giovanni
Consigliere Comunale di Pistoia
Organi
Luglio 1994
UFFICIO DI PRESIDENZA
Pennacchiotti Mauro
Consigliere Comunale di Massa
PRESIDENTE:
Bucci Marcello
Consigliere Comunale di Pistoia
Della Pina Luigi
Sindaco di Massa
VICEPRESIDENTE:
Cortopassi Sergio
Sindaco di Pisa
UFFICIO DI PRESIDENZA:
Bechelli Giovanni
Sindaco di Scandicci
Lamberti Gianfranco
Sindaco di Livorno
Martini Claudio
Sindaco di Prato
SEGRETARIO:
Fabbri Fiorello
SINDACI REVISORI:
Gramigni Alessandro
Sindaco di Vaiano
Santi Fabrizio
Assessore di Camporgiano
Cammelli Paolo
Vicesindaco di Fiesole
CONSIGLIO DIRETTIVO
Baggiani Luciano
Sindaco di Borgo San Lorenzo
Baldassarri Fabio
Sindaco di Piombino
Bandini Laura
Vicesindaco di Livorno
Bechelli Giovanni
Sindaco di Scandicci
Benigni Adriano
Assessore di Prato
Bianchi Massimo
Vicesindaco di Livorno
Morales Giorgio
Sindaco di Firenze
Bianco Marino
Consigliere Comunale di Firenze
Modena Marcello
Consigliere Comunale di Lucca
Bucci Marcello
Consigliere Comunale di Pistoia
Fiumi Piero
Consigliere Comunale di Volterra
Bussolotti Sirio
Sindaco di Cetona
Cammelli Paolo
Vicesindaco di Fiesole
Cavini Bruno
Sindaco di Palazzuolo sul Senio
Ceragioli Cristiano
Sindaco di Camaiore
Chiappini Sauro
Sindaco di Licciana Nardi
Chini Adriano
Sindaco di Campi Bisenzio
Cortopassi Sergio
Sindaco di Pisa
Della Pina Luigi
Sindaco di Massa
Fazzi Contigli Emilia
Sindaco di Carrara
Fiumi Piero
Consigliere Comunale di Volterra
Gasperini Walter
Sindaco di Suvereto
59
Organi
60
Ghilarducci Olivo
Sindaco di Capannori
Mattei Fabrizio
Vicesindaco di Prato
Pesci Alessandro
Sindaco di Fiesole
Simoncini Gianfranco
Sindaco di Rosignano Marittimo
Gori Riccardo
Sindaco di Calenzano
Melani Carlo
Sindaco di Sesto Fiorentino
Pia Margherita
Assessore di Livorno
Valentini Loriano
Sindaco di Grosseto
Gramigni Alessandro
Sindaco di Vaiano
Menchetti Anselmo
Vicesindaco di Massa
Piccini Pier Luigi
Sindaco di Siena
Vannini Carlo
Sindaco di Montecatini Terme
Grassi Luigi
Sindaco di Castelnuovo Garfagnana
Mengozzi Pier Natale
Assessore di Campi Bisenzio
Pistelli Lapo
Assessore di Firenze
Vannucci Walter
Sindaco di Arezzo
Lamberti Gianfranco
Sindaco di Livorno
Modena Marcello
Consigliere Comunale di Lucca
Polli Luigi
Vicesindaco di Arezzo
Zampoli Mauro
Sindaco di Bagno a Ripoli
Lazzarini Giulio
Sindaco di Lucca
Morales Giorgio
Sindaco di Firenze
Ralli Marcello
Sindaco di Castiglion Fibocchi
Ziani Elio
Sindaco di Sambuca Pistoiese
Marconcini Mauro
Sindaco di Montespertoli
Nicolai Carlo
Consigliere Comunale di Pistoia
Rastelli Riccardo
Sindaco di Abetone
Mari Mauro
Vicesindaco di Quarrata
Nigro Giampiero
Consigliere Comunale di Prato
Rossi Corrado
Sindaco di San Giuliano Terme
Marini Stefano
Sindaco di Quarrata
Paci Romano
Assessore di Pistoia
Santi Fabrizio
Consigliere Comunale di Camporgiano
Martini Claudio
Sindaco di Prato
Pennacchiotti Mauro
Consigliere Comunale di Massa
Scarpetti Lido
Sindaco di Pistoia
Organi
RESPONSABILI DELLE
CONSULTE
Trasporti e viabilità
Bandini Laura
Assessore di Livorno
Agricoltura
Gasperini Walter
Sindaco di Suvereto
Finanze ed investimenti pubblici
Bechelli Gianni
Sindaco di Scandicci
Problemi del territorio e
dell’ambiente
Mattei Fabrizio
Assessore di Prato
Sanità e sicurezza sociale
Mengozzi Pier Natale
Assessore di Campi Bisenzio
Personale
Benigni Adriano
Assessore di Prato
Cultura, scuola
Pistelli Lapo
Assessore di Firenze
61
Organi
Giugno 1995
UFFICO DI PRESIDENZA
PRESIDENTE:
Bucci Marcello
Consigliere Comunale di Campi
Bisenzio
VICEPRESIDENTE:
Simoncini Gianfranco
Sindaco di Rosignano Marittimo
UFFICIO DI PRESIDENZA:
Chini Adriano
Sindaco di Campi Bisenzio
Lippi Alfonso
Sindaco di San Miniato
Ralli Marcello
Sindaco di Castiglion Fibocchi
SEGRETARIO:
Fabbri Fiorello
SINDACI REVISORI:
Braschi Fabrizio
Sindaco di Calzano
Bigozzi Anna Maria
Sindaco di Rufina
Conti Elena
Assessore di Fiesole
CONSIGLIO DIRETTIVO
Alfieri Francesco
Cons.Comunale di Livorno
Billi Giacomo
Cons.Cmunale di Firenze
Brasca Alberto
Vice Sindaco di Firenze
Bugli Vittorio
Sindaco di Empoli
Capezzuoli Maria
Sindaco di Impruneta
Cappelli Roberto
Sindaco di San Giovanni d’Asso
Carli Giamila
Sindaco di Santa Luce
Ceragioli Cristiano
Sindaco di Camaiore
Chini Adriano
Sindaco di Campi Bisenzio
Cocchi Paolo
Sindaco di Barberino di Mugello
62
Danti Nicola
Vice Sindaco di Pontassieve
Doddoli Giovanni
Sindaco di Scandicci
Fazzi Contigli Emilia
Sindaco di Carrara
Franchi Luciano
Sindaco di Capannoli
Giuntini Monica
Sindaco di Castagneto Carducci
Guerrieri Luciano
Sindaco di Piombino
Landini Giacomo
Sindaco di Isola del Giglio
Laurenti Giacomo
Sindaco di Scansano
Lippi Alfonso
Sindaco di San Miniato
Luchi Monica
Sindaco di Collesalvetti
Organi
Mandorli Francesco
Assessore di Massa
Simoncini Ganfranco
Sindaco di Rosignano Marittimo
RESPONSABILI DELLE
CONSULTE
Marconcini Mauro
Sindaco di Montespertoli
Spini Rosalba
Sindaco di Certaldo
Ordinamento
Pesci Alessandro
Sindaco di Fiesole
Matulli Giuseppe
Sindaco di Marradi
Vangeri Daniela
Vice Sindaco di San Giovanni Valdarno
Meozzi Alduvinca
Sindaco di Scarlino
Vanni Claudio
Sindaco di Cecina
Micheli Silvana
Sindaco di Torrita di Siena
Zampoli Mauro
Sindaco di Bagno a Ripoli
Modena Marcello
Cons.Circoscrizione di Lucca
Pellegrini Vinicio
Sindaco di Marliana
Pesci Alessandro
Sindaco di Fiesole
Pontello Nicola
Cons.Comunale di Firenze
Ralli Marcello
Sindaco di Castiglion Fibocchi
Trasporti
Taffini Giorgio
Assessore di Pistoia
Attività Produttive
Gasperini Walter
Sindaco di Suvereto
Finanza Locale
Bertoli Roberto
Assessore di Firenze
Cultura
Volterrani Andrea
Assessore di Poggibonsi
Scuola
Frosini Rita
Assessore di Prato
Casa
Fossati Filippo
Assessore di Scandicci
Immigrazione
Fanciullacci Luca
Sindaco di Cerreto Guidi
Commercio
Lulli Andrea
Assessore di Prato
Problemi del territorio e
dell’ambiente
Pileggi Antonio
Assessore di Pistoia
Agricoltura
Giuntini Monica
Sindaco di Castagneto Carducci
Sanità e sicurezza sociale
Mengozzi Pier Natale
Consigliere Provinciale di Firenze
Aziende Pubbliche
Macelloni Renzo
Sindaco di Peccioli
Personale e Organizzazione
Gennai Stefano
Assessore di Sesto Fiorentino
63
Organi
Turismo
Raffaelli Fabrizio
Assessore di Montecatini Terme
Piccoli Comuni
Giari Alessandro
Lega Autonomie di Firenze
Comuni per la Pace
Marini Stefano
Sindaco di Quarrata
Politiche Comunitarie
Jarach Paola
Vice Sindaco di Livorno
Coordinamento Anci Giovani
Pascucci Maurizio
Assessore di Cecina
Coordinamento Presidenti Consigli
Comunali
Lastri Daniela
Pres. Consiglio Comunale di Firenze
COORDINAMENTI PROVINCIALI 1995
Arezzo
Renzi Giorgio
Sindaco Bibbiena
Firenze/Prato
Chini Adriano
Sindaco Campi Bisenzio
Grosseto
Antichi Alessandro
Sindaco di Grosseto
Livorno
Lamberti Gianfranco
Sindaco di Livorno
Lucca
Cellai Massimo
Assessore di Lucca
Pisa
Fontanelli Paolo
Sindaco di Pisa
Pistoia
Giusti Renzo
Sindaco Serravalle Pistoiese
64
Siena
Carli Anna
Vice Sindaco di Siena
Organi
Ottobre 1999
UFFICIO DI PRESIDENZA
Morelli Aldo
Sindaco Lamporecchio
PRESIDENTE:
Simoncini Gianfranco
Sindaco Rosignano Marittimo
DIRETTORE:
Fiorello Fabbri
VICE PRESIDENTE VICARIO:
Chini Adriano
Sindaco Campi Bisenzio
COLLEGIO SINDACI REVISORI:
Braschi Fabrizio
Cons. Comunale di Comune Prato
VICE PRESIDENTE:
Lucherini Luigi
Sindaco Arezzo
Bigozzi Anna Maria
Sindaco di Comune Rufina
CONSIGLIO DIRETTIVO
Ageno Giovanni
Sindaco di Portoferraio
Ceccarelli Andrea
Vice Sindaco di Firenze
Celoni Miriam
Sindaco di Buti
Bacci Lucia
Consiglieri Comunale di San Giovanni
Valdarno
Chini Adriano
Sindaco di Campi Bisenzio
Bambagioni Paolo
Sindaco di Signa
Cigliana Rodolfo
Cons.Comunale di Firenze
Bertola Roberto
Sindaco di Forte dei Marmi
Coggiola Paolo
Assessore di Firenze
Bonifazi Emilio
Sindaco di Follonica
Di Vincenzo Rolando
Sindaco di Orbetello
Vogesi Francesca
Sindaco Sambuca Pistoiese
Bugli Vittorio
Sindaco di Empoli
Doddoli Giovanni
Sindaco di Scandicci
Pesci Alessandro
Presidente Consiglio Autonomie
Sindaco Fiesole
Bugliani Vincenzo
Cons.Comunale di Firenze
Fanciullacci Luca
Sindaco di Cerreto Guidi
Cacciamano Carlo
Sindaco di Cascina
Franchi Luciano
Sindaco di Capannoli
Cappelli Roberto
Sindaco di S.Giovanni d’Asso
Gabellieri Ivo
Sindaco di Volterra
VICE PRESIDENTE:
Matulli Giuseppe
Presiente Uncem-Sindaco Marradi
Di Vincenzo Rolando
Sindaco Orbetello
Scarpetti Lido
Sindaco Pistoia
Morelli Alberto
Vice Sindaco di Comune Arezzo
65
Organi
66
Giuntini Monica
Sindaco di Castagneto Carducci
Meozzi Alduvinca
Sindaco di Scarlino
Sanavio Giacomo
Sindaco di Terricciola
RESPONSABILI DELLE
CONSULTE
Guerrieri Luciano
Sindaco di Piombino
Morelli Aldo
Sindaco di Lamporecchio
Segnanini Lucio
Sindaco di Carrara
Ordinamento
Pesci Alessandro
Sindaco di Fiesole
Logli Gino
Cons.Comunale di Pisa
Nannicini Rolando
Sindaco di Montevarchi
Severi Ettore
Sindaco di Montecatini Terme
Mannelli Lorenzo
Pres.Cons.Comunale di Livorno
Nascosti Nicola
Cons.Comunale di Empoli
Spini Rosalba
Sindaco di Certaldo
Marchetti Maurizio
Sindaco di Altopascio
Pagani Roberto
Sindaco di Sillano
Tarchi Mauro
Sindaco di S.Giovanni Valdarno
Marconcini Mauro
Sindaco di Montespertoli
Pazzagli Rossano
Sindaco di Suvereto
Vallone Bernardo
Sindaco di S.Maria a Monte
Marcucci Marco
Sindaco di Viareggio
Pesci Alessandro
Sindaco di Fiesole
Marini Stefano
Sindaco di Quarrata
Pesucci Elismo
Sindaco di Campagnatico
Martinelli Michele
Sindaco di Capannori
Ravenni Franco
Cons.Comunale di Lucca
Matulli Giuseppe
Sindaco di Marradi
Rugi Luca
Sindaco di Poggibonsi
Finanza Locale
Fontanelli Paolo
Sindaco di Pisa
Personale Organizzazione
Moreli Aldo
Sindaco di Lamporecchio
Sanità Sicurezza Sociale
Mengozzi Pier Natale
Presidente di Federsanità Anci
Attività Produttive/industria
Guerrieri Luciano
Sindaco di Pombino
Agricoltura
Marconcini Mauro
Sindaco di Montespertoli
Turismo
Pacini Paolo
Sindaco di Cecina
Organi
Commercio
Lulli Andrea
Assessore di Prato
Comuni per la Pace
Marini Stefano
Sindaco di Quarrata
Piccoli Comuni
Vogesi Francesca
Sindaco di Sambuca Pistoiese
Trasporti
Taffini Giorgio
Assessore di Pistoia
Politiche Comunitarie
Lamberti Gianfranco
Sindaco di Livorno
Coodinamento Consigli Comunali
Brasca Alberto
Presidente Consiglio Comunale di
Firenze
Politiche programmazione
e sviluppo
Scarpetti Lido
Sindaco di Pistoia
Assetto Territorio
Pileggi Antonio
Assessore di Pistoia
Scuola
Lastri Daniela
Assessore di Firenze
Giovani
Pascucci Maurizio
Assessore di Cecina
Cultura
Spini Rosalba
Sindaco di Certaldo
Immigrazione
Fanciullacci Luca
Sindaco di Cerreto Guidi
Politiche della Casa
Fossati Filippo
Assessore di Scandicci
Difesa del Suolo
Fusi Stefano
Sindaco di Tavarnelle
Sicurezza Polizia Municipale
Mattei Fabrizio
Sindaco di Prato
Ambiente
Pucci Roberto
Sindaco di Massa
Coordinamento Elette
Capezzuoli Maria
Sindaco di Impruneta
Coordinameto ATO
Lippi Alfonso
Sindaco di San Miniato
Volontariato
Franchi Luciano
Sindaco Capannoli
Lavori Pubblici
Coggiola Paolo
Assessore Firenze
Politiche Comunicazione
Bucci Marcello
Comunica - Firenze
Aziende Pubbliche
Severi Ettore
Sindaco di Montecatini Terme
67
Organi
SOSTITUZIONI
RESPONSABILI DELLE
CONSULTE:
Ambiente
Bussotti Luca
Assessore di Livorno
Personale
Lastrucci Giuliano
Sindaco Bagno a Ripoli
Sicurezza-Polizia Municipale
Rosati Roberto
Assessore di Prato
Commercio
Bertini Marco
Assessore Livorno
Coordinamento ATO
Fazzi Pietro
Sindaco di Lucca
Trasporti
Picchi Buno
Assessore Livorno
Politiche Programmazione
Morelli Aldo
Sindaco di Lamporecchio
Giovani
Dello Sbarba Rosa
Consigliere Comunale di Volterra
Assetto Territorio
Tarchi Mauro
Sindaco di S.Giovanni Valdarno
Politiche della Casa
Baldi Alfio
Assessore Livorno
68
Organi
Riunioni degli organi dell’Anci toscana
Dal 1975 al 1986 l’Ufficio di Presidenza
si è riunito in media per 7 volte all’anno,
mentre il Consiglio Direttivo è stato
convocato in media per 8 volte all’anno,
e l’Assemblea a 3 volte ogni anno.
* fino al 10 ottobre 2004
Anno
Ufficio di Presidenza
1987
1988
1989
1990
1991
1992
1993
1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004*
4
6
4
5
5
9
6
6
6
15
20
6
5
18
17
19
12
9
Numero riunioni
Consiglio Direttivo
6
7
6
7
6
6
7
10
9
7
5
8
7
5
7
7
5
4
Assemblee
5
3
3
3
2
4
2
2
3
2
2
2
1
3
2
3
2
2
69
Organi
Il “sistema” Anci toscana
LA STRUTTURA
MARCHI E TESTATE
• Direttore
Fiorello Fabbri
• Aut&Aut,
il settimanale delle autonomie
• Responsabili Segreteria
Antonio Tripodi
Vanessa De Feo
• www.anci-toscana.it,
il sito istituzionale
• Dire & Fare,
la rassegna dell’innovazione
PARTECIPATE
A & C srl
soci:
• ANCI TOSCANA
• CISPEL TOSCANA
• FEDERSANITÀ
TOSCANA
70
ANCITEL
TOSCANA
soci:
• ANCI TOSCANA
70%
• ANCITEL SPA
30%
FEDERSANITÀ
ANCI TOSCANA
SOVIM - ICQ
STEA SRL
SOA SPA
soci:
soci:
• ANCI TOSCANA
90%
• BARACCHI MARIO
• RISTORI VIERI
• UNCEM TOSCANA
• FONDIARIA SAI SPA
10%
• CISPEL TOSCANA
CONFSERVIZI
• ANCE
• ANCI
• MONTE DEI PASCHI
MERCHANT SPA
• BANCA TOSCANA SPA
• IDEAZIONE SRL
Organi
Una rete di aziende e Comuni
per la qualità della sanità pubblica
Questa potrebbe essere la concreta
traduzione della sigla Federsanità Anci,
Federazione delle Aziende USL ed
Ospedaliere e delle Conferenze dei
Sindaci.
Crediamo infatti che i presupposti di
base che supportano la credibilità del
sistema sanitario nazionale siano
prevalentemente quelli dell’universalità,
equità e qualità.
Si tratta quindi di impegnarsi per definire
modelli gestionali e comportamentali
che, ferma restando la caratteristica
solidale del sistema sanitario pubblico,
innovino i processi per una “produzione”
di salute che risponda davvero alle
esigenze dei territori e delle persone.
Ecco perché rimane viva ed attuale
l’intuizione che fu costitutiva di
Federsanità Anci, nel lontano 1995: la
volontà di rappresentare Aziende e
Conferenze dei Sindaci (autorità
sanitarie locali) per realizzare ed
assicurare un reale collegamento sui
temi della tutela e del governo della
salute pubblica tra le strutture del
Servizio Sanitario Nazionale ed il
sistema delle Autonomie locali, con ciò
volendo anche sottolineare il carattere di
“istituzione” sul territorio delle Aziende.
Scopo di Federsanità ANCI organizzata
anche in Federazioni regionali - è anche
quello di attivare i rapporti necessari con
gli organi dello Stato e delle Regioni, con
le Istituzioni, le forze politiche e le parti
sociali per concorrere al miglior sviluppo
proprio della qualità ed efficacia del
sistema sanitario e socio-sanitario
nazionale e locale; di assicurare la
rappresentanza delle Aziende nei
rapporti con lo Stato e le Regioni al fine
di concorrere alle decisioni pubbliche in
materia; di individuare linee di indirizzo
e di coordinamento delle attività degli
enti associati; di promuovere iniziative di
studio e di proposta; di attivare
organismi di assistenza tecnicogiuridica agli associati.
Caratteristica della Federazione - che
associa oggi oltre 120 Aziende sanitarie,
è quella di proporre nei propri organi la
presenza paritetica dei rappresentanti
delle Aziende stesse, i direttori generali,
responsabili della loro gestione, e degli
Enti locali, i sindaci, titolari delle funzioni
di indirizzo e programmazione sanitaria
locale e garanti delle esigenze sanitarie
delle popolazioni.
71
Comunicazione
Comunicazione
Campagne di Comunicazione
Campagna di comunicazione Governare non è un gioco Un Comune più libero serve di più 1994
75
Comunicazione
Etichetta stampata in occasione del'Assemblea nazionale, Torino 23 ottobre 1998
Progetto forma informa 1996
76
Comunicazione
Dire & Fare
Rassegna dell’innovazione
Terza rassegna dell’innovazione nella pubblica amministrazione 22-24 novembre 2000
77
Comunicazione
Dire & Fare
Rassegna dell’innovazione
Quarta rassegna dell’innovazione nella pubblica amministrazione
21-23 novembre 2001
78
Comunicazione
Dire & Fare
Rassegna dell’innovazione
Quinta rassegna dell’innovazione nella pubblica amministrazione
Sesta rassegna dell’innovazione nella pubblica amministrazione
Settima rassegna dell’innovazione
13-15 novembre 2002
2003
nella pubblica amministrazione
13-15 ottobre 2004
79
Comunicazione
Aut&Aut
Aut&Aut - Autonomia e
Autonomie
Settimanale delle autonomie
della Toscana
Distribuito da 11 anni tutte le settimane 1000 copie agli amministratori e dirigenti di tutti gli enti locali,
è lo strumento edito dall’Anci
Toscana per l’aggiornamento e
l’appofondimento dei temi che
riguardano più da vicino la vita dei
Comuni, delle Province e delle
Comunità montane.
A destra il primo numero.
80
Comunicazione
Gli inserti speciali di Aut&Aut
Plurali - Volontariato e Autonomie
Supplemento mensile di Aut&Aut
Percorsi di cittadinanza
Supplemento mensile di Aut&Aut sui temi dell’immigrazione,
della cooperazione e della pace
Città e Benessere
Supplemento mensile di Aut&Aut a cura di Federsanità e delle
aziende sanitarie e ospedaliere della toscana
81
Comunicazione
Documentazione fotografica
Ufficio di Presidenza 29 giugno 1977
Palazzo Comunale di Prato
82
Comunicazione
Convegno regionale Anci Toscana
Viareggio 28 giugno 1991
Congresso 1990 PIstoia
Congresso regionale
Ottobre 1999
83
Comunicazione
Assemblea annuale Anci
18 ottobre 2003
84
Comunicazione
La protesta dei Sindaci nel 1976 nei giornali toscani
85
Comunicazione
86
Comunicazione
87
Comunicazione
Attività
Partita nel 1975, l’avventura di Anci
Toscana si apre con l’organizzazione,nei
primi tre anni di vita, di alcune iniziative
che coinvolgono i Comuni e la Regione su
temi importanti come l’applicazione del
contratto nazionale di lavoro dipendenti
degli enti locali, le difficoltà per
l’approvazione dei bilanci in seguito alle
leggi Finanziarie, la conoscenza e
l’applicazione dei due decreti Stammati
sulla finanza locale, la riforma sanitaria,
il decentramento di funzioni dallo Stato
alle Regioni e ai Comuni, il Dpr 616 e
l’applicazione del Decreto Legge 382.
Un importante impegno di Anci Toscana
è la mobilitazione per aiutare il Friuli,
colpito dal terremoto. L’associazione
coordina gli aiuti dei Comuni toscani, fra
i principali in quel difficile momento. Da
ricordare è anche la giornata di
mobilitazione dei Sindaci della Toscana
contro la legge finanziaria del 6
novembre 1976
88
Il triennio 1978-1981 si caratterizza
come uno dei più significativi nel
processo di trasferimento al governo
locale delle funzioni pubbliche. Il Dpr
616/77 indirizza infatti agli enti locali
compiti e funzioni decisive, e viene
seguito da riforme importanti che vanno
nella stessa direzione e riguardano
sanità, ambiente, politiche per la casa e
per l’agricoltura. “Filosoficamente” si
può dire che finalmente i Comuni
vengono individuati come poli centrali di
riferimento per ogni iniziativa e ogni
intervento che riguardano la collettività.
In questo contesto l’azione di Anci
Toscana è decisiva, con suggerimenti,
studi e proposte che entrano
direttamente nel cuore della riforma.
Questo è però anche un periodo di
intensa attività a livello di convegni e
seminari (in tutto ben sedici iniziative),
che riguardano la finanza locale, il
personale, la casa, l’educazione
permanente, la riforma sanitaria, la
nuova
legislazione
contabile,
l’emigrazione dalle zone montane e
depresse, la tutela delle acque
dall’inquinamento,il recupero delle terre
incolte, i provvedimenti urbanistici
regionali.
Fra il 1981 e il 1983, a livello generale,
si caratterizza come un momento di
grave difficoltà per le accresciute
funzioni che non sono però
accompagante da gli attesi nuovi
ordinamenti istituzionali e finanziari, ma
anche di intensa attività da parte
dell’Anci, in particolare sul tema della
Sanità. Complessivamente, in questo
periodo, si tengono 17 adunanze del
Consiglio Direttivo, e numerose riunioni
delle commissioni settoriali, soprattutto
sui temi del personale e dell’istruzione.
Numerosi sono anche i convegni
organizzati,su temi della organizzazione
del personale, sulla finanza locale,
sull’ambiente,sulla edilizia residenziale,
sulle associazioni intercomunali.
Delegazioni di Anci Toscana partecipano
a incontri con l’Unione Europea a
Monaco e a Strasburgo. Si intensifica il
rapporto con la Regione, che riceve
dall’Anci ben 356 pareri e consulenze sui
problemi delle amministrazioni locali.
Gli anni 1983-1986 sono anni in cui
prosegue l’impegno di Anci Toscana a
sostegno degli enti locali della regione.
Si organizzano convegni e incontri
sull’applicazione del contratto nazionale
di lavoro dipendenti degli enti locali, le
difficoltà per l’approvazione dei bilanci in
seguito alle leggi Finanziarie, la riforma
sanitaria, il decentramento di funzioni
dallo Stato alle Regioni e ai Comuni. Si
intensifica il lavoro di sostegno ai
Comuni per rispondere alle questioni
poste.
Comunicazione
Gli anni fra il 1985 e il 1988 sono gli anni
in cui entra nel vivo la riorganizzazione
degli enti locali di fronte a un crescente
passaggio di competenze che però
continua a non essere accompagnato da
un adeguato trasferimento di risorse
finanziarie, nonostante la conversione in
legge del Dl 359, che impegnava il
governo a presentare un disegno
organico del nuovo ordinamento, con
particolare riguardo all’autonomia
impositiva degli enti locali. Il tema della
finanza locale diventa dunque sempre
più centrale.
Si tengono complessivamente 22
adunanze e cresce la collaborazione con
la Regione su temi come il trasporto
locale, la programmazione, il welfare, il
diritto allo studio, l’informatica.
Crescono anche i rapporti con altre entità
come
Iacp,
Federcommercio,
Confartigianato, Cispel, Inps, Irpet.
Numerosi sono anche in questo triennio
i convegni organizzati su temi come la
finanza locale, l’abusivismo edilizio e il
condono, gli espropri, il trasporto
pubblico, la sanità, contratto degli enti
locali, politiche giovanili, distribuzione
commerciale,scuola.Si tengono incontri
con i parlamentari eletti in Toscana, e si
avvia un rapporto anche con Consiglio di
Stato, Ministeri, Corte dei Conti,
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
Anci Toscana entra sempre più anche
nella organizzazione dei servizi e delle
attività toscane, partecipando in vari
modi ai temi della refezione scolastica,
dello sport, del diritto allo studio, della
sanità, degli anziani, della protezione
civile.
Cresce in questo periodo il numero di
pareri che Anci Toscana fornisce ai suo
associati, e anche quelli che vengono
inviati alla Regione a tutela degli
interessi dei Comuni. L’attività in questo
ambito raggiunge ormai livelli medi di
almeno un parere al giorno inviato ai
Comuni o alla Regione.
Fra il 1988 e il 1990, accanto a un ormai
quasi cronico problema di insufficienza di
risorse e di assenza di norme
ordinamentali, Anci Toscana accresce
ancor di più il proprio ruolo centrale come
punto di riferimento nella rappresentanza
istituzionale delle amministrazioni
comunali nel rapporto con lo Stato e la
Regione.
Sul tema dell’autonomia e della finanza
locale, questi anni segnano tuttavia
importanti novità. Il 1989 è infatti l’anno
dell’introduzione dell’Ici e dell’Isco e della
soppressione di Iciap, tassa smaltimento
rifiuti e imposta sui cani. L’attività di Anci
Toscana si articola in tredici riunioni del
Consiglio Direttivo e in una crescente
attività settoriale, articolata adesso in
consulte su temi come l’istruzione, la
cultura, l’urbanistica, la sanità, il
personale, la finanza, l’agricoltura. I
numerosi convegni vertono sui temi della
finanza locale, di Ancitel, della sanità, del
trasporto locale, dell’ordinamento delle
autonomie locali, ma anche su carceri,
scuola, incendi, sullo sviluppo agricolo e
forestale, agriturismi, caccia, informatica,
servizi pubblici.Numerosi,anche in questo
triennio, i pareri espressi in risposta ai
Comuni associati e anche quelli inviati alla
Regione sulle questioni più diverse.
Il triennio 1990-1992 si apre con alcuni
provvedimenti legislativi che complicano
ancor di più la vita di tutti i Comuni italiani,
trasferendo loro ulteriori funzioni e servizi
per i cittadini e al contempo incidendo
negativamente sui mezzi necessari per
attuarli, con un ulteriore taglio alle risorse
finanziarie e l’inasprimento del blocco del
personale. Sono anche gli anni in cui si
avviano fondamentali cambiamenti per gli
enti locali, con la nuova legge sulla
elezione diretta del Sindaco (che avverrà
per la prima volta nel 1993), la legge
142/90, che disegna un complessivo
riordinamento della organizzazione degli
enti locali, ma anche con il nuovo
ordinamento della finanza locale e nuove
leggi sui suoli, sulle espropriazioni, sui
servizi pubblici locali, sullo status degli
amministratori e dei segretari,tutte norme
che aprono prospettive nuove ma che si
accompagnano, come detto, a una
diminuzione delle risorse. L’attività di Anci
Toscana si articola in dodici riunioni del
Consiglio Direttivo,un crescente numero di
pareri espressi, un accresciuto rapporto
con enti e istituzioni diverse a livello
regionale e nazionale e con una importante
quantità di convegni e seminari su temi
legati ai rapporti degli enti locali con lo Stato
e la Regione e sulle attività dei Comuni.
89
Comunicazione
Il triennio 1992-1994, in cui prende
effettivamente il via il nuovo sistema
degli enti locali, è un triennio di grandi
speranze e di ampie prospettive, ancora
una volta però ridimensionate e limitate
dalle disposizioni delle varie leggi
finanziarie,che legano le mani ai Comuni
e li mettono in serie difficoltà dal punto di
vista finanziario e organizzativo.
In questo delicato passaggio l’attività di
Anci Toscana si fa ancora più intensa, e
riesce a ottenere risultati importanti,
esercitando una presenza sempre più
attiva nell’Anci nazionale, nei rapporti
con la Regione, nelle intese con altri
organismi associativi degli enti locali
come Urpt, Uncem e Cispel. Si tengono
ben sedici riunioni del Consiglio
Direttivo, e si organizzano convegni e
seminari
su
finanza
locale,
immigrazione, sanità, Urp, carta dei
Sindaci,
servizi
socio-sanitari,
occupazione, personale, solidarietà,
uffici stampa, privato sociale, edilizia
residenziale, condono edilizio, molestie
sessuali, comunicazione pubblica. Il
triennio si chiude con l’approvazione
dell’importante protocollo d’intesa fra
Anci Toscana e il Coordinamento
Toscano Prodotti Biologici per la
utilizzazione di prodotti biologici nelle
refezioni scolastiche della regione.
Sempre più alto è il contributo di Anci
Toscana alle sollecitazioni e alle
domande dei Comuni associati, e
sempre più ampio e intenso il rapporto
con la Regione, che ormai non considera
90
nemmeno più di legiferare su temi di
interesse comunale senza consultare
preventivamente la sezione regionale
dell’Anci.
È in questo triennio, e più precisamente
nel 1993, che si avvia la pubblicazione
di un giornale destinato agli
amministratori locali per tenerli
costantemente informati delle attività
dell’Anci e di tutto il sistema delle
autonomie toscano.
Il percorso fra il congresso del 1995 e
quello del 1999 vede ben 27 riunioni del
Consiglio Direttivo e una infinita messe
di riunioni, convegni, incontri e seminari,
oltre al ricorso a un numero sempre
crescente di pareri espressi sia in
risposta agli associati che nel rapporto
con la Regione. A questo proposito, il
quadriennio in questione, uno dei più
significativi nella vita di Anci Toscana, si
caratterizza soprattutto per la nascita del
Consiglio delle Autonomie Locali,
avvenuto nel 1998, che emerge come
modello in tutto il Paese in quanto
organismo interno alla Regione nel quale
si elaborano in modo istituzionale le
questioni legate alla vita degli enti locali
e che diventa una sorta di “camera
piccola” rispetto al Consiglio Regionale
partecipando
direttamente
alla
legiferazione regionale.
Da segnalare in questo periodo sono
anche l’approvazione del codice contro
le molestie sessuali, che verrà poi
adottato da molti Comuni toscani,
l’importante lavoro “Agricoltura e
territorio: un laboratorio per lo sviluppo
sostenibile della Toscana”, concluso nel
1996, l’approvazione dello Statuto di
Federsanità,avvenuto nel gennaio 1998,
ma soprattutto due veri e propri “eventi”
organizzati dall’associazione: la
manifestazione dei Sindaci (passata alla
storia con il nome di “sciopero dei
sindaci”), che porta a Roma un migliaio
di sindaci di tutta Italia a protestare
contro la Legge Finanziaria, avvenuta il 6
ottobre 1995 e la prima edizione di “Dire
& Fare”, la vetrina sull’innovazione e la
comunicazione negli enti locali toscani,
che si tiene a Pistoia nel novembre 1998.
Fra i temi dei numerosissimi convegni e
incontri di questo fecondo periodo
possiamo ricordare la mobilità locale, le
molestie sessuali,lo sviluppo sostenibile
in agricoltura, gli informagiovani, il
commercio, la legge quadro sui lavori
pubblici, il rapporto tra i Comuni e il
sistema sanitario, la riforma federalista,
gli obiettori di coscienza, la banca del
tempo, il rapporto fra Comuni toscani e
Unione Europea, la sicurezza dei cantieri
edili, la privatizzazione dei servizi
pubblici locali, la finanza locale, gli
appalti, l’inquinamento acustico delle
città, il piano energetico regionale e
molto altro ancora.
Comunicazione
Fra il 1999 e il 2004 si consolida
definitivamente il ruolo dell’Anci come
organismo di tutela e di assistenza dei
Comuni toscani e come interlocutore
privilegiato della Regione, delle Province
e di tutte le altre istituzioni ed enti toscani
nel loro rapporto con il sistema delle
amministrazioni comunali.
Complessivamente nei quattro anni si
tengono ventiquattro Consigli Direttivi e
moltissime riunioni dell’Ufficio di
Presidenza. Numerosi sono anche i
confronti con Anci nazionale e
numerosissime le iniziative di studio:
convegni, seminari e incontri su temi
come la Legge Finanziaria, la finanza
locale, la gestione delle acque,
l’autocertificazione, la sanità, la
sicurezza, la scuola, l’immigrazione, la
pace, l’elettrosmog, i sistemi turistici
locali, lo Statuto Regionale, i contratti di
lavoro della pubblica amministrazione, il
demanio marittimo, il catasto comunale,
le gestioni associate, il Titolo V della
Costituzione, il Medioriente, le
Fondazioni Bancarie, il diritto alla casa e
le politiche abitative, il patrimonio
agricolo e forestale, la Società della
Salute.
Cresce in modo esponenziale, anche per
il già citato accresciuto ruolo dell’Anci, il
numero di pareri che l’associazione
fornisce ai Comuni associati sulle più
disparate
materie,
e
contemporaneamente si stalibizza il
rapporto con il Consiglio delle Autonomie
Locali, che consolida in questo periodo
definitivamente il ruolo di luogo di
rappresentanza istituzionale delle
istanze del sistema delle autonomie.
91
Comunicazione
Protocolli di Intesa, convenzioni e accordi
15-04-78
Enti firmatari:
Regione Toscana - Urpt - Uncem - OO SS. Regionali
Protocollo d’Intesa
Ristrutturazione degli Uffici e dei Servizi
degli Enti lali
16-02-93
Enti firmatari:
Regione Toscana - Associazioni del
Volontariato
Convenzione
Trasporti sociali, portatori di handicap e
anziani non autosufficienti.
4-10-93
Enti firmatari:
Auser regionale
Convenzione
Predisposizione di una convenzione
tipo sottoposta ai Comuni in ordine alla
possibilità di utilizzare i volontari
dell’Associazione in attività
socialmente utili
20-10-94
Enti firmatari:
A.I.M.A. (Associazione Italiana Malattia
di Alzeheimer- Firenze)
Protocollo d’Intesa
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Attività di ricerca e studio per
l’assistenza socio/sanitaria rivolta a
soggetti affetti da malattia di Alzheimer,
anziani non autosufficienti
25-11-94
Enti firmatari:
Confederazioni CGIL/CISL/UIL
Codice di Comportamento
Contro le molestie sessuali nei luoghi di
lavoro per la tutela della dignità delle
donne e degli uomini che lavorano nei
Comuni della Toscana
06-12-94
Enti firmatari:
Regione Toscana - Urpt-OO.SS. - Parti
sociali
Protocollo d’Intesa
Laboratorio regionale servizi per
l’orientamento professionale
(informazione e consulenza)
09-02-95
Enti firmatari:
Produttori biologici
Protocollo d’Intesa
Introduzione dei prodotti
agro/alimentari biologici nelle mense
pubbliche.
24-02-95
Enti firmatari:
Scuola di specializzazione Università
degli Studi di Siena
Formazione di funzionari e dirigenti
pubblici e predisposizione di comuni
progetti di formazione.
15-05-95
Enti firmatari:
Regione Toscana
Progetto
Progetto di rete regionale per formatori
socio culturali - Gioventù per l’Europa23-01-96
Enti firmatari:
Regione Toscana - OO.SS. regionali
Accordo
Sistema sicurezza nel territori
comunale - Prevenzione e
sicurezza nei luoghi di lavoro
10-01-97
Enti firmatari:
Conferenza degli Ordini dei Dottori
Commercialisti della Toscana
Protocollo d’Intesa
Iniziative congiunte per approfondire
scambio di esperienze per sostenere il
processo di riorganizzazione della
struttura amministrativa dell’ente
locale.
20-10-97
Enti firmatari:
Regione Toscana - Associazioni
regionali degli enti locali e parti
social
Protocollo d’Intesa
Sviluppo e diffusione delle iniziative per
la trasparenza negli appalti e per la
lotta al lavoro nero.
25-01-98
Enti firmatari:
Urpt - Uncem - OO.SS. - Parti sociali
Capitolato di appalto per l’affidamento
del servizio di pulizia nei locali degli
uffici comunali.
09-02-98
Enti firmatari:
CNA Regionale
Protocollo d’Intesa
Servizi offerti dagli artigiani e dalle
Piccole e Medie Imprese per la
manutenzione impianti, edilizia e
attività affini.
Comunicazione
01-04-98
Enti firmatari:
Regione Toscana - Urpt-Uncem
Protocollo d’Intesa
Attuazione Legge 15/3/97, n. 59.
Conferimento alle regioni e agli enti
locali delle funzioni e compiti
amministrativi.
23-07-98
Enti firmatari:
Comitato scientifico Università
Firenze/Pisa/Siena - Comunià Montane
Convenzione
Agricoltura e territorio - Laboratorio per
lo sviluppo sostenibile della Toscana27-10-98
Enti firmatari:
Regione Toscana - Prefetture della
Toscana - Urpt - Uncem
Protocollo d‘Intesa
Gestione eventi calamitosi nel territorio
della Regione Toscana
11-03-99
Enti firmatari:
Regione Toscana - Urpt - Uncem
Protocollo d’Intesa
Patto sociale per lo sviluppo e
l’occupazione tra Governo, OO.SS. dei
lavoratori e datori di lavoro su metodo
di concertazione per la regolazione
delle politiche contrattuali e di sviluppo
economico del paese.
18-10-99
Enti firmatari:
Regione Toscana - Federsanità
Protocollo d’Intesa
Definizione percorso operativo per il
rilascio di autorizzazioni sanitarie
12-11-99
Enti firmatari:
Regione Toscana - Urpt-Uncem-Fidi
Toscana
Protocollo d’Intesa
Situazione economica-Iniziative per
sostenere il recupero di competitività
delle piccole e medie imprese.
12-12-99
Enti firmatari:
Poste Italiane
Protocollo d’Intesa
Servizio riscossione tributi
06-07-00
Enti firmatari:
OO.SS. - Federsanità
Protocollo d’Intesa
Applicazione dell’ISEE/Riccometro
14-11-00
Enti firmatari:
Regione Toscana - UncemProtocollo d’Intesa
Attuazione della misura D.2 del F.S.E.
ob.3 2000/2006 finanziamenti per la
formazione di operatori della Pubblica
Amministrazione.
14-11-00
Enti firmatari:
Regione Toscana
Protocollo d’IntesaIntervento a favore dei Piccoli Comuni
per la partecipazione alla rete
telematica della Regione Toscana
29-01-02
Enti firmatari:
Regione Toscana - Urpt-Parti sociali
Protocollo d’Intesa
Rapporti di lavoro all’interno delle
strutture con caratteristiche di poli di
attrazione di interesse interregionale
19-12-00
Enti firmatari:
OO.SS.regional
Protocollo d’Intesa
Predisposizione dei bilanci comunaliSuccessivo incontro:26/02/01
11-09-02
Enti firmatari:
Giunta Regionale - Urpt - UncemConsiglio - Autonomie Locai
Protocollo d’Intesa
Relazioni fra Giunta regionale e
rappresentanze degli enti locali:
cooperazione, europeismo e
solidarietà-Tavoli di concertazione
20-04-01
Enti firmatari:
Regione Toscana
Protocollo d’IntesaCoordinamento sistema informativo Innovazione tecnologica ed
organizzativa tra Regione e Comuni nei
confronti con il Governo nazionale ed i
Ministeri.
04-06-01
Enti firmatari:
Regione Toscana - Associazioni di
categoria del turismo
Protocollo d’Intesa“Benvenuti in Toscana”
12-11-01
Enti firmatari:
Regione Toscana
Protocollo d’Intesa
Rassegna Dire&Fare - Collaborazione
10-10-02
Enti firmatari:
Regione Toscana - Province - ComuniUrpt - Uncem Protocollo d’Intesa
Messa in rete e coordinamento dei
Portali Giovani
29-10-02
Enti firmatari:
RTV38
Convenzione
Pubblicazione attività e manifestazioni
promosse da Anci Toscana e dai singoli
Comuni
93
Comunicazione
16-06-03
Enti firmatari:
Gruppo Cronisti Toscani
Convenzione
Garanzie per una perfetta informazione
e completa nei confronti delle attività
istituzionali dei Comuni della Toscana
04-07-03
Enti firmatari:
Poste Italiane
Convenzione
Spedizione della Carta d’identità
elettronica tramite posta assicurata
15-10-03
Enti firmatari:
Regione Toscana - Province
Convenzione
Definizione dei contenuti e
finanziamento del progetto relativo al
monitoraggio dell’incidentalità stradale
in Toscana
27-01-04
Enti firmatari:
Regione Toscana - Aziende SanitarieCgil/Cisl/Uil
Protocollo d’Intesa
Trasparenza, informazione,
sorveglianza, prevenzione, sicurezza
sui loghi di lavoro negli appalti pubblici
di edilizia ospedaliera
01-03-04
Enti firmatari:
CGIL-UIL Toscana
Protocollo d’IntesaNuovo assetto finanza locale - Taglio
trasferimenti
04-03-04
Enti firmatari:
Regione Toscana - Comune di
Firenze
Protocollo d’Intesa
Progetto pilota per l’inserimento dei
ROM
11-03-04
Enti firmatari:
Regione Toscana - Gestori RSA
Protocollo d’Intesa
Persone anziane non autosufficienti Strutture residenziali
94
18-03-04
Enti firmatari:
Regione Toscana - Uncem-Urpt
Accordo
Sviluppo Sistema informativo
territoriale per la realizzazione dei
Progetti INTERGEO e SIGMATER
10-05-04
Enti firmatari:
USCI Toscana(Unione
statistica dei Comuni Italiani)
Protocollo d’Intesa
Questionario sugli uffici di statistica dei
Comuni toscani
02-04-04
Enti firmatari:
Regione Toscana - Consiglio
Autonomie - Unioncamere
toscana - Poste Italiane
Accordo
Spedizione di comunicazioni di natura
informativa tramite Postatarget
10-05-04
Enti firmatari:
Regione Toscana
Protocollo d’intesa
Promozione amministrazione
elettronica e della società
dell’informazione e della conoscenza
nel sistema regionale.Disciplina della
Rete Telematica regionale.
06-04-04
Enti firmatari:
Regione Toscana - Uncem-Urpt
Accordo
Sviluppo della società dell’i-Delibera
CIPE 17/2003 - Sostenere legovernement nei piccoli
comuninformazione e
dell’amministrazione elettronica
08-07-04
Enti firmatari:
Regione Toscana - Urpt - Uncem
Intesa
Costituzione centri di servizio territoriali
per l’e-governement in Toscana
SUL SITO
www.anci-toscana.it
È DISPONIBILE IL
MATERIALE COMPLETO
Comunicazione
Appunti
95
Comunicazione
Appunti
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