incontro PERIODICO TRIMESTRALE www.incontro alla realta.it GRATUITO ALL A N.2 MAGGIO 2010 REA LTÀ IN UN MONDO DI FUGGIASCHI (TUTTI INFATTI FUGGONO DI FRONTE ALL’INEVITABILITÀ DI STABILIRE UN SENSO PER LA VITA), LA PERSONA CHE PRENDE LA DIREZIONE OPPOSTA SEMBRA CHE FUGGA. IL CRISTIANO È COLUI CHE AVANZA NELLA DIREZIONE OPPOSTA. PERCIÒ VA INCONTRO ALLA REALTÀ (T.S. ELIOT) LA NUOVA CHIESA DI S. MARIA DELLE GRAZIE INSERTO SPECIALE SUGLI ORARI DELLE SS. MESSE NELLE 22 PARROCCHIE DEL NOSTRO MUNICIPIO MONTESACRO INCONTRO DI PREFETTURA A S. MATTIA SULL'ENCICLICA "CARITAS IN VERITATE" TENUTO DA DON MANLIO SODI "CARA FAMIGLIA... INSIEME PER COSTRUIRE" IL CANTIERE DELLA FAMIGLIA È UN'ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE CHE SI PROPONE DI ESSERE UN "LUOGO" DI ACCOGLIENZA E DI RELAZIONE, IN CUI ESPERTI DEL SETTORE METTONO A DISPOSIZIONE LA PROPRIA PROFESSIONALITÀ, A TITOLO DI VOLONTARIATO. www.incontro alla realta.it PAG. 2 SOMMARIO 3 Racconto fotografico della consacrazione della chiesa S. Maria delle Grazie 5 S. Maria delle Grazie 6 Crocifisso della chiesa S. Maria delle Grazie 7 Nella parrocchia S. Maria della Speranza 8 Incontro a S. Mattia: Parliamone insieme "Caritas in Veritate" 9 Parrocchia S. Clemente Papa 10 Roberto il calzolaio 11 Mappa delle parrocchie del Municipio Montesacro 12 Orario delle Sante Messe delle parrocchie del Municipio Montesacro 14 Chiese del Municipio Montesacro incontro PERIODICO GRATUITO - ANNO 3 N.4 /2006 ALL A www.incontro alla realta.it REA LTÀ IN UN MONDO DI FUGGIASCHI (TUTTI INFATTI FUGGONO DI FRONTE ALL’INEVITABILITÀ DI STABILIRE UN SENSO PER LA VITA), LA PERSONA CHE PRENDE LA DIREZIONE OPPOSTA SEMBRA CHE FUGGA. IL CRISTIANO È COLUI CHE AVANZA NELLA DIREZIONE OPPOSTA. PERCIÒ VA INCONTRO ALLA REALTÀ Periodico gratuito Direttore Responsabile: Rossana Ansuini Direttore: Giovanni Sozi Segreteria di Redazione: Alessandro Candi, Carlo Fiorini, Franco Pietrosanti, Francesco Pandolfi. Antonio Pasquale, Mauro Raffaeli Redazione: Franco Cardano, Giampiero Petrilli Marco Stocchi, Bruna Cola Ferruccio Croia, Giorgio Signori Rosario Cuglietta, Mauro Fumanti, Vito Puce, Vittorio Altomare Cesare Masala, Antonio Zarola Don Mimmo Monteforte Sergio Buratti, Tina Riccardi, Licia Pasquale Robertto Di Donato Hanno partecipato a questo numero: Roberto Di Donato - Francesco Garofalo Sharon Yoshie Miura - Valerio Acri Aurora Simone Massimi - Alessandro Candi Francesco Armieri - Giuliana Agostini Mauro Raffaeli - Ferruccio Croia Elio - Claudia - Giovanna Fabrizio Scifoni - Pierluigi Lazzarini Cico - Lidia Leo -Paola Pannicelli Rossana Ansuini - Maurizio di Giorgio Editrice Associazione “Grazie al Cielo” Via Peralba 16 - 00141 Roma Reg. Trib. di Roma 563/07 del 17/12/2007 Pubblicità cell. 335 5844441 15 Associazione Banco di Solidarietà "L'Armonia" 15 Banchi di Solidarietà 16 Il 1° Progetto del Movimento Identitario Cattolico 17 "Gesù in Ufficio" 18 Alcune riflessioni di giovani di Montesacro che hanno partecipato agli esercizi spirituali a Rimini 19 "Il cantiere famiglia" 20 Un abbraccio al Papa dal mondo cattolico 21 Caritas S. Giovanni Crisostomo 22 Cosa c'entra Cristo con il mio umano 23 Non vagabondi, ma pellegrini con una meta Stampa: Capitolina ‘52 sas - Roma 24 Pellegrinaggio Macerata-Loreto web engineering Marco Primarosa Coordinatore editoriale [email protected] Cell. 333 4338502 incontro alla realtà incontro alla realtà www.incontro alla realta.it PAG. 3 Racconto fotografico della consacrazione della chiesa Santa Maria delle Grazie di Roberto Di Donato Consacrazione avvenuta il 1° maggio 2010 Il popolo di Dio all'inizio della consacrazione In primo piano Giuseppe Ruggeri Il popolo di Dio all'inizio della consacrazione In primo piano Mons. Josia e Mons. Asta e Alcuni preti della X prefettura Padre Mario Aceto parroco di SS. Angeli Custodi Coro parrocchiale. La fonte battesimale PAG. 4 Il cardinale Vallini versa l'olio Crismale sull'altare Le pie donne che asciugano l'altare. Preparazione dell'altare www.incontro alla realta.it Il cardinale Vallini versa l'olio Crismale sull'altare incontro alla realtà Il cardinale Vallini verso l'olia Crismale sull'altare Benedizione dell'incenso, profumo che sale al cospetto di Dio (simboleggia la preghiera). Il cardinale Vallini in ginocchio davanti al tabernacolo Il Vescono di Tora con il cardinale Vallini e il parroco Il parroco Don Mimmo alla fine della consacrazione Don Mimmo ringrazia i parrocchiani e le autorità presenti. www.incontro alla realta.it incontro alla realtà PAG. 5 Santa Maria delle Grazie di Francesco Garofalo e Sharon Yoshie Miura Se l'architettura è semplice e astratta, crediamo che le immagini sacre e i simboli debbano rispondere invece a una tradizione della figura che può parlare a tutti; e in questo non vediamo una contraddizione. Per il resto, piuttosto che applicare alle strutture architettoniche una decorazione come qualcosa di aggiunto e artificioso, abbiamo preferito lasciare esprimere ai materiali la loro bellezza e anche la loro ricchezza: al marmo con queste straordinarie venature, e al legno di acero il misurato contrasto con l'intonaco bianco. La chiesa in cui siamo riuniti è il frutto di tanti anni di lavoro e di un grande impegno collettivo. Desidero quindi ringraziare a nome nostro e del nostro studio, Sua Eccellenza Monsignor Mandara per questo incarico così importante. porta un contributo. Abbiamo cercato di affrontare questo progetto ispirandoci ad alcune idee. L'immagine dell'edificio sacro deve rendersi riconoscibile, anche a prescindere dai simboli, che pure sono necessari e che molte persone desiderano vedere. Questa riconoscibilità si può ottenere adottando le giuste proporzioni, con una facciata unitaria rivestita in pietra, con la presenza del campanile, scegliendo per il centro parrocchiale una disposizione che richiama un chiostro. Mons. Mandara Tra gli architetti si dice spesso che la chiesa è un tema difficile. Sentiamo insieme il peso della tradizione e la mancanza di un canone moderno, alla cui ricerca ogni esperienza Lo spazio interno è forse anche più importante. Solennità, ampiezza, luminosità, ci sono sembrati caratteri necessari. Con queste qualità e la giusta decorazione, pensiamo che si possano esprimere nelle forme semplici e lineari, direi persino austere, dell'architettura contemporanea. Essa non ci interessa come linguaggio o affermazione di principio, ma solo per significare: ecco, siamo qui, contemporanei del nostro tempo. Per noi progettisti questo è un momento felice, ma anche delicato: consegniamo un'opera al giudizio della comunità architettonica e soprattutto a quello della comunità dei fedeli che l'amerà per tutto ciò che di spirituale e di sociale una parrocchia porta in un quartiere, ma che, speriamo, potrà vederci un poco di funzionalità e di bellezza. www.incontro alla realta.it PAG. 6 incontro alla realtà Santa Maria delle Grazie Sul Crocifisso della nuovissima Chiesa a Casal Boccone c'è il tocco artistico di Giovanna Aversa di Valerio Acri mestiere come quello dello scultore che ti sottopone ad un impegno mentale costante.” Per Santa Maria delle Grazie, sono previsti un centro polisportivo e un'area verde aperta a tutti, che rappresentano un importante punto di riferimento per la socialità del quartiere. “Il giorno dell'inaugurazione ricorda Giovanna ha richiamato una folla indescrivibile di persone. Molto del merito è di Don Mimmo, al quale mi sento molto legata, la sua dedizione per i ragazzi è davvero ammirevole.” Complimenti allora a lui, a Giovanna e benvenuta alla parrocchia di Santa Maria delle Grazie! Foto di Roberto Di Donato Il cielo è limpido, direi finalmente primaverile, e il rintocco delle campane annuncia la S. Messa delle 18. La costruzione di Santa Maria delle Grazie, dopo lunghi anni di attesa, è ormai una realtà e io sono sui gradini del sagrato rivolto verso Via della Bufalotta quando inizio a parlare con Giovanna Aversa, la scultrice che ha ricevuto l'onere e l'onore di ideare il Crocifisso all'interno della Chiesa. “Un lavoro che ha avuto un'elaborazione molto lunga mi confida Giovanna, visibilmente e giustamente emozionata nel descrivere la sua opera. “Inizialmente, peraltro, doveva essere affidato ad un altro scultore, di formazione più teologica, poi Don Mimmo Monteforte si è rivolto a me perchè ne venisse fuori una rappresentazione improntata ad uno stile semplice, maggiormente accessibile alla gente comune che viene a Messa e frequenta la Chiesa.” Giovanna ha così concepito la scultura “mettendo in secondo piano le simbologìe e privilegiando l'espressione, per riuscire a trasmettere l'umanità carismatica di Colui che, attraverso il suo messaggio, ha segnato per sempre il corso della storia e degli eventi. Ho cercato, per quanto possibile, di penetrare nella dimensione del Suo sentire, immaginando quei momenti così umanamente drammatici che precedono la Crocifissione, al termine peraltro del Calvario, e di rimandarne all'esterno l'impatto emotivo.” L'intento è risultato vincente se, come mi con- . ferma Giovanna, tante persone, commosse e piangenti di fronte al Crocifisso, le hanno espresso sinceri apprezzamenti. Tra le particolarità dell'opera sulle quali Giovanna tiene a soffermarsi: “i lineamenti del volto di Gesù sono lontani dalla canonicità, le dita delle braccia distese sulla Croce sono aperte a indicare il tre (due sulla mano destra e uno su quella sinistra), il numero della Santissima Trinità, o anche della nascita, vita e morte. Inoltre i chiodi sulle sue mani sono appena appoggiati, non fissati, una maniera per evocare il fatto che la morte non sarà l'ultima parola e spalancare il cuore alla speranza.” Giovanna è cresciuta con la passione per il disegno e, dopo il Liceo Artistico, ha frequentato l'Accademia con indirizzo scultura, partecipando anche ad alcune Mostre. Tra le sue fatiche ci sono anche video-installazioni di arte contemporanea che hanno riscosso grandi consensi. Dalle sue parole percepisco l'energia positiva di chi è animato da un instancabile spirito di conoscenza. Lei conferma la mia impressione quando mi dice: “Un lavoro funziona quando senti qualcosa, io ho lavorato immaginando sempre ciò che potevo sentire io e, soprattutto, gli altri quando avrebbero volto lo sguardo al Crocifisso. Anche nei momenti di pausa, fisiologici soprattutto quando si deve portare a compimento un'opera di queste dimensioni, ha sempre prevalso il mio grande desiderio di ricerca emotiva e spirituale, una risorsa preziosissima in un Immob.bilia Sviluppo Immobiliare s.r.l 00139 Roma Via Roberto Bracco n. 39/A Tel.0687138321 www.incontro alla realta.it incontro alla realtà Nella parrocchia Santa Maria della Speranza La signora Maria ha festeggiato i suoi 100 anni di Aurora Simone Massimi Sabato 24 aprile u.s. alle ore 18 nella parrocchia di Santa Maria della Speranza , gremita come per le grandi feste, il parroco don Roberto Colameo ed il decano della facoltà di Teologia del Pontificio Ateneo Salesiano Mons. Giorgio Zevini, hanno celebrato l'Eucarestia per festeggiare i 100 anni della signora MARIA ELEONORA AUTELITANO, mamma della cooperatrice salesiana Mimma Romeo. I festeggiamenti sono proseguiti nel salone delle riunioni della Parrocchia, dove la signora Maria, visibilmente commossa, ha potuto salutare uno ad uno, oltre i suoi due figli Mimma e Francesco, i nipoti, i tantissimi amici e colleghi di Mimma. Tra i presenti : le Figlie di Maria Ausiliatrice; i Salesiani Cooperatori del Centro Spes e il Laboratorio Mamma Margherita; le Figlie dei Sacri Cuori; i Ministri Straordinari della Comunione ed i Catechisti; l'Associazione di Maria Ausiliatrice; gli ex Allievi e l'Infanzia Missionaria. Mons. Zevini, dopo i saluti ed un discorso affettuoso, ha rivestito la Festeggiata del “Manto della Felicità e della Perennità“, come avviene in Oriente, quando vengono omaggiate con questa solenne cerimonia le persone importanti e le persone che compiono i 100 anni. L'orchestra dal vivo ha eseguito le più belle canzoni degli anni sessanta; un abbraccio caloroso e commovente con i Figli, quando l'orchestra ha eseguito la canzone MAMMA. Tutte, le mamme si sono sentite coinvolte e commosse! I festeggiamenti sono proseguiti fino a sera, con un ricca cena, seguite da danze, canti e taglio della torta di compleanno. Auguri Mamma Maria! Cento di questi giorni! PAG. 7 www.incontro alla realta.it PAG. 8 incontro alla realtà Incontro a S. Mattia: Parliamone insieme "Caritas in Veritate" “Uscì il seminatore a seminare…” Seconda Parte di Alessandro Candi Qui l'enciclica ci tocca come persone, ci coinvolge come individui che vivono le realtà delle famiglie, con i nostri giovani, con le problematiche di tipo sociale ed economico che ne condizionano l'esistenza in modo serio, altro che “bamboccioni”. Per carità, utilizzando quest'appellativo la mia non vuole essere sterile polemica, ma la riflessione del prof. Sodi su questo passaggio dell'Enciclica è uno di quei punti salienti accennati all'inizio, ci fa entrare in un altro aspetto della concretezza della stessa. Questo pensiero del Papa illumina una delle sofferenze sociali contemporanee: il disagio di vita, soprattutto quella dei giovani, sbattuti come canne al vento da eventi di cui non conoscono consistenza e forza, né durata; non si tratta di parlare di scansafatiche fannulloni che non hanno altra aspirazione che farsi mantenere da mamma e papà, ma di giovani volenterosi e capaci, e sono la stragrande maggioranza, che con pazienza ed umiltà quotidianamente si impegnano nello studio prima e nell'affannosa ricerca di un lavoro poi, e in alcuni casi, con coraggio, affrontano il matrimonio, dimostrando di avere piena fiducia nella Divina Provvidenza. Chi è impegnato nelle realtà parrocchiali conosce i nostri giovani e le famiglie che sono alle loro spalle. Ma torniamo con il professore sul nostro argomentare. Il Papa sta lavorando con l'Enciclica come un cesellatore, dal quadro generale scende progressivamente nel problema concreto, pone a fuoco con la Sua lente d'ingrandimento dettagli di profondo respiro sociale. Proprio per quanto accennato sopra, non si limita ad individuare alcuni motivi-conseguenze della crisi, ne analizza i risvolti di tipo personale, ascoltiamo:”Quando l'incertezza diviene endemica, si creano forme di instabilità psicologica”.(endemica cioè diffusa e lo scoraggiamento è generale). Tocca un aspetto delicatissimo! L'instabilità psicologica, determinata a volte da fattori esterni molto incisivi e altre da fattori che rimangono solo a livello psicologico, generati vuoi da situazioni fisiche vuoi da situazioni psicofisiche, che comunque possono interferire con la persona, ecco perché il Papa dice:”…difficoltà a costruire propri percorsi coerenti nell'esistenza…” . Insiste il prof. Sodi: di incertezza psicologica ne abbiamo tutti un po'! Questo in fondo serve, perché esserne consapevoli ci permette di non trasformarla in “schizofrenia”. La quale porterebbe ad una separazione interiore, che potrebbe essere psicologica o spirituale. Normalmente si ricorre alle cure dello psicologo, ma la chiesa viene in nostro aiuto con il Sacramento della Riconciliazione, che certo non si può sostituire alle cure dello specialista, ma contribuisce alla ricomposizione dei due percorsi, e la persona progressivamente ritrova la sua unità. Nelle ultime righe del paragrafo 25 dice il Papa: “(ci sono) delle sofferenze forti sul piano psicologico e spirituale….Il primo capitale da salvaguardare e valorizzare è l'uomo, la persona nella sua integrità:<l'uomo infatti è l'autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale>”. Avviandosi alla chiusura di questo primo incontro il prof. Sodi va direttamente al capitolo conclusivo dell'Enciclica che recita in apertura:”Senza Dio l'uomo non sa dove andare e non riesce nemmeno a comprendere chi egli sia”. Con questa frase il Papa ci invita ad avvicinarci maggiormente alla preghiera, al dialogo interiore in armonia con Dio, a sentirci membri della Sua famiglia come suoi figli, questo ci permetterà di produrre un nuovo pensiero e di esprimere nuove energie a servizio di un umanesimo integrale. UMANESIMO, parola che più volte torna nel testo dell'Enciclica; il Papa Giovanni Paolo II rilanciò questo termine, umanesimo, che da solo dice molto, perché è la persona, nella sua uni totalità che ha bisogno sia di recuperare le proprie radici sia di guardare avanti in prospettive a misura d'uomo. Nel secondo incontro mons. Sodi, avendo dato la volta scorsa il compito di leggere attentamente l'Enciclica, imposta la serata in modo totalmente diverso, più centrato sul dialogo con l'assemblea; in questo incontro aiuterà gli intervenuti, dopo la conclusione delle argomentazioni sull'Enciclica, ad affrontare un questionario che mons. Josia ha fatto distribuire all'ingresso. Anche nelle domande di questo foglietto l'argomento principe sarà la carità. La prima domanda posta al professor Sodi è: che cosa intende il Papa con “ecologia umana”? L'Enciclica prende la problematica, non come siamo abituati a sentire dal continuo bombardamento mediatico del termine ”ecologia”! Es. Questo è ecologico; il sistema ecologico, ecc. Il Papa non si sofferma, ovviamente, al taglio dell'albero o alla raccolta differenziata, mira alla persona. Noi come per- Don Manlio Sodi .......................................................................................................................................................................................................................... sone non possiamo vivere staccati dall'ambiente umano e naturale in cui ci troviamo, è impensabile. “le modalità con cui l'uomo tratta l'ambiente influiscono sulle modalità con cui tratta se stesso e,viceversa.” Sappiamo che l'eco sistema è la gestione in cui tutti gli elementi, persone, animali, natura ecc. hanno la loro vita e la loro vitalità. Tant'è che quando si dice:<hanno rimesso i lupi in Abruzzo! Perché? Perché si sa che torna a vantaggio dell'ecosistema che, forse, in altri tempi era stato violentato attraverso gesti sconsiderati. Mentre noi guardiamo l'ecologia umana, dell'uomo al centro, ci mettiamo in contrapposizione con quanti non la pensano così. Con quanti pongono, diciamo, più attenzione per queste cose dell'ecosistema e non pongono attenzione per la persona. A tal proposito a pagina 87 si legge:”quando l'<ecologia umana>è rispettata dentro la società, anche l'ecologia ambientale ne trae beneficio” . Ecco l'aspetto ecologico detto un pochino in sintesi. Perché si parla spesso di Vocazione? Non bisogna meravigliarsi della enorme frequenza con cui ricorre la parola vocazione, che deriva dal latino vocare, chiamare, perché l'Enciclica mi interroga: - guarda come il Signore mi sta chiamando da diverse prospettive! E io che credevo che la risposta della vocazione fosse soltanto una-. La vocazione mira a che il cristiano possa rispondere al progetto di Dio su di lui, in ordine a tutti i problemi toccati dall'Enciclica. Un'altra domanda? Che cosa è il bene comune; non basterebbe una serata intera per spiegarlo molto sinteticamente: il bene comune è quello che torna a vantaggio della persona che si trova all'interno di una collettività. Le specificazioni dell'Enciclica ritornano nell'ambito della politica, dell'economia, della salute, del provvedere a far sì che la persona sia contenta del suo vivere e nel momento della sofferenza, dell'incertezza, psicologica e spiritua- www.incontro alla realta.it incontro alla realtà le, possa essere sostenuta. Con questa domanda si coniuga anche quella del “principio di sussidiarietà” e il “principio di solidarietà” (§58). E' importante leggere la prima frase del §58:”Il principio di sussidiarietà va mantenuto strettamente connesso con il principio di solidarietà e viceversa,perché, se la sussidiarietà senza la solidarietà scade nel particolarismo sociale, è altrettanto vero che la solidarietà senza la sussidiarietà scade nell'assistenzialismo che umilia il portatore di bisogno”. Questo principio di solidarietà è presentato in modo costante nella Dottrina Sociale della Chiesa e sta a sottolineare che dove c'è la mancanza o il bisogno di un dato elemento, mentre questo è in abbondanza nella stessa società da un'altra parte, deve esserci questa intercomunione. Questo è quel dato di fatto che non è assistenzialismo. L'assistenzialismo è la morte dell'intraprendenza, ecco perché l'Enciclica dice che il principio di sussidiarietà va mantenuto connesso con quello di solidarietà e viceversa. Perché la solidarietà si può o non esprimere, mentre la sussidiarietà è molto di più perché mi spinge ad intervenire, là dove c'è bisogno. Le domande poste nei due incontri ci dicono che i problemi che sono sollecitati attorno a questa Enciclica non sono banali, toccano il nostro vivere ordinario, ma un vivere che si muove con i suoi tempi, che sono medi e lunghi. Ricorda don Sodi di aver detto:” l'enciclica non risolve in modo immediato il mio problema, mi dà però la possibilità di riflettere, su tempi piuttosto lunghi, su come individuare le soluzioni”. Le encicliche non sono testi normativi: si fa così da ora in poi. No! Le encicliche sono testi di orientamento, ti indicano la linea, la puoi seguire o anche non seguire! E' sempre propositiva in senso positivo, dipende sempre dalla libertà della persona farne tesoro o meno. Riprendendo la conclusione al § 78, il professore ricorda che abbiamo visto:” Senza Dio l'uomo non sa dove andare e non riesce nemmeno a comprendere chi egli sia”, come è stato detto “conosci te stesso”, ma per poterlo fare bisogna essere completi, bisogna accettare la dimensione spirituale che il Magistero ci offre. Il § 79 esordisce:”Lo sviluppo ha bisogno di cristiani con le braccia alzate verso Dio nel gesto della preghiera, cristiani mossi dalla consapevolezza che l'amore pieno di verità, caritas in veritate, da cui procede l'autentico sviluppo, non è da noi prodotto ma ci viene donato.” Dio non compie nei nostri confronti assistenzialismo, Egli ci dona la sua grazia, la sua bontà, i beni di Sapienza, ecc. ecc. ma ci lascia sempre liberi di raccogliere o meno PAG. 9 questi doni. Il testo continua dicendo:”Perciò anche nei momenti difficili e complessi, oltre a reagire con consapevolezza, dobbiamo soprattutto riferirci al suo amore. Lo sviluppo implica attenzione alla vita spirituale, seria considerazione delle esperienze di fiducia in Dio, di fraternità spirituale in Cristo, di affidamento alla Provvidenza e alla Misericordia divine, di amore e di perdono, di rinuncia a se stessi, di accoglienza del prossimo, di giustizia e di pace.” I problemi declinati dall'Enciclica sono veramente nostri e attendono da noi qualche tipo di sviluppo; non ci dobbiamo bloccare su quel che abbiamo ascoltato in questi incontri, questa è una traccia, siamo partiti dall'immagine di Emmaus, da quella frase ”tornarono senza indugio, lo riconobbero e lo annunciarono”, questo è il paradigma di quello che succede ogni domenica nelle nostre Parrocchie, il lavoro che ci attende. Grazie al professor don M. Sodi e a mons. Josia per questi doni che ci hanno fatto. Avevo dato come sottotitolo di questo articolo il brano:” Uscì il seminatore a seminare….”(Mc.4, 3-9) perché don Sodi è stato un seminatore, noi siamo il terreno dove il seme, la Parola, cade e dalla nostra qualità si vedranno i frutti! Parrocchia di San Clemente Papa Una originale iniziativa per la diffusione dell'arte di Francesco Armieri Nei locali della parrocchia di "San Clemente Papa" in vía Val Sillaro 22, sono iniziati gli incontri del laboratorio di arti figurative "Sophia", che si propone di risvegliare e maturare la sensibilità per la bellezza e per l'arte in ogni persona che lo desideri. Per partecipare non è necessaria alcuna specializzazione iniziale; infatti il sistema adottato permette la collaborazione di persone con i più vari livelli di conoscenze. Il laboratorio di disegno e pittura si propone innanzi tutto di insegnare a "vedere'', condizione imprescindibile del dipingere; è guidato dalla pittrice Laura Grosso, autore della lunetta collocata sulla porta di entrata della parrocchia, una "rivisitazione" del "Figliol prodigo" di Rembrandt. Il percorso di storia dell'arte e dell'iconografia cristiana intende chiarire in particolare il senso della cosiddetta "arte sacra partendo dallo studio delle opere più indicative, in rapporto all'iconografia occidentale e orientale e alle fonti scritturistiche alle quali essa si ispira, vuol fornirne una esatta chiave di lettura. Sono previsti anche incontri di approfondimento con guide autorevoli e visite alle mostre o ai musei più interessanti. Il sabato mattina alle nove Per informazioni telefonare al numero 3406411573 oppure 3406794975. Francesco Armieri www.incontro alla realta.it PAG. 10 incontro alla realtà Roberto il calzolaio Un testimone della fede tra suole e tacchi di Giuliana Agostini Quando entri nella sua bottega diresti di trovarti in un oratorio: musica di sottofondo con canzoni mariane provenienti da Radio Maria, immagini della Madonna, di Gesù Misericordioso e di santi tappezzano le pareti e opuscoli sacri sono a disposizione di tutti. E' questo l'ambiente in cui lavora Roberto Attisani a Largo Sciascia (Monte Sacro Alto), di professione calzolaio. Tra le altre immagini appese mi ha incuriosito una foto della cella di Padre Pio; Roberto mi ha spiegato che l'ha scattata quando si è recato in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo per ringraziare San Pio per aver ottenuto la grazia della sparizione di forti dolori retaggio di un incidente di moto; dopo aver sviluppato la foto si è accorto che in essa era comparso il profilo scuro del Santo sullo sfondo bianco della porta della sua cella. Ho osservato inizialmente un po scettica pensando fosse un'ombra che solo con la fantasia poteva apparire il profilo del santo, ma ho dovuto ricredermi: quell'immagine è ben nitida! estiva nella sua Calabria, ha con generosità ospitato nella sua casa dei ragazzi venuti in pellegrinaggio accompagnandoli anche in giro per Roma; in quella occasione è stato liberato in modo definitivo da un fastidioso problema di salute che lo affliggeva : il Signore non si è lasciato vincere in generosità. I racconti fluiscono dalle sue labbra improntati ad una grande umiltà (dice sempre che è tutto dono di Dio) e ad una fiducia totale nella Provvidenza. Riconosce che senza la preghiera non potrebbe far niente e per questo tutte le sere, chiusa la bottega, si reca nel santuario del Divino Amore, dove è esposto il Santissimo Sacramento, e lì rimane per alcune ore in adorazione del Signore. Ci confida che anche per i suoi tre figli chiede a Dio di poter trasmettere la fede anzichè i beni materiali. Da cristiano convinto ha trasformato il suo luogo di lavoro in uno di apostolato; sarebbe contento di lui san Ecrivà de Balaguer, fondatore dell'Opus Dei, che ai suoi figli spirituali raccomandava sempre di santificare il lavoro, di santificarsi nel lavoro e di santificare gli altri per mezzo del lavoro. Così fa il nostro calzolaio che, mentre ripara le scarpe, trasmette alle persone che avvicina consigli, incoraggiamenti e certezze di vita eterna. Spesso rammenta alla gente che una domenica senza eucarestia è come una domenica senza sole, triste e fredda. Si potrebbe dire che Roberto aggiusta scarpe alle persone per aiutarle a camminare verso Dio. Giuliana durante l'intervista a Roberto. RISTORANTE PIZZERIA Forno a legna Roberto parla volentieri della sua vita, di quando, proveniente dalla Calabria, ha cominciato a lavorare a 15 anni, delle difficoltà di portare avanti la famiglia con tre figli, del suo impegno in parrocchia ( è ministro straordinario dell'eucarestia) ma anche del suo amore per il sano divertimento, frequenta infatti con la moglie un gruppo di ballo. Racconta di aver fatto un percorso di crescita nella fede come quando, in occasione del Giubileo del 2000, rinunciando alla vacanza Specialità carne e pesce (Lunedì chiuso) Via Nomentana, 442 - 448 (P.zza Sempione - P.te Vecchio) 00141 Roma - Tel. 0682003894 -Tel.e Fax 0682086637 www.ristorantecittagiardino.it e-mail: [email protected] incontro alla realtà www.incontro alla realta.it PARROCCHIE DEL MUNICIPIO MONTESACRO PAG. 11 www.incontro alla realta.it PAG. 12 di Ferruccio Croia, Mauro Raffaele e Tonino Pasquale Settore NORD PREFETTURA X 8,00; 18,30 (inverno) Via Bufalotta, 678 incontro alla realtà incontro alla realtà www.incontro alla realta.it PREFETTURA IX PAG. 13 www.incontro alla realta.it PAG. 14 incontro alla realtà S. Innocenzo I Papa S. Felicita e Figli Martiri S. Giovanni della Croce S. Antonio da Padova S. Domenico di Guzman S. Ugo S. Ponziano S. Alberto Magno S. Mattia SS. Angeli Custodi S. Maria delle Grazie S. Gemma Galgani Bambin Gesù - Sacco Pastore S. Maria della Speranza SS. Redentore S. Clemente S. Maria Assunta S. Frumenzio S. Achille S. Alessandro incontro alla realtà www.incontro alla realta.it PAG. 15 Associazione Banco di Solidarietà "L'armonia" Fare per gli altri: come condividere un bisogno concreto per condividere il bisogno piu' grande, il bisogno di felicita' che ci costituisce. di Elio, Claudia e Giovanna E'da circa un anno che un gruppo di amici una volta al mese si ritrovano per preparare il “pacco”, per poi consegnarlo a persone o famiglie in difficoltà segnalate da amici e conoscenti. Di che cosa si tratta? che cos'è Il pacco? Un programma televisivo? No. Semplicemente alcuni amici , facenti parte della associazione “Il Banco di solidarietà: L'Armonia”, si sono messi insieme per aiutare concretamente famiglie che hanno problemi economici. Non si tratta di “fare volontariato” o di un puro e semplice “fare per gli altri” ma di condividere un bisogno concreto per condividere il bisogno più grande e più vero che accomuna chi dà e chi riceve: il bisogno di felicità che ci costituisce. Claudia: portare il pacco mensilmente non risolve la situazione dell'altro, non c'è nessuna bravura o competenza personale anzi talvolta il contatto con l'altro è limitatissimo. Ma, proprio perché è un atto essenziale, costringe a chiedersi sempre le ragioni del perché lo si fa e a domandare che Cristo, che solo può dare senso a ciò, si faccia presente. Dal desiderio di approfondire la conoscenza delle persone che aiutiamo è nata l'idea di proporre a tutti una giornata di festa in cui poter mangiare insieme, giocare e donare giocattoli ai bambini. Proprio a proposito di questo Danilo, uomo imponente che non si perde in smancerie, dice: «Gli occhi sbalorditi di quei ragazzini, con il fiato sospeso non me li levo più dalla testa». Le vicende di quest'anno testimoniano che da un semplice gesto di carità,che non ha alcuna pretesa di risolvere tutti i problemi delle persone che vengono aiutate, nasce una sovrabbondanza di vita. Come dice Giovanni: «Andare al Banco è stato per me un positivo imprevisto, ho avuto l'impressione che quello fosse un luogo eccezionale,nascosto in questa grande città. Un luogo fatto di persone che compiono un'opera che sentono per sé e per questo ridestano il cuore dalla scontentezza del tran- tran quotidiano». Dedicarsi ad aiutare un altro uomo, commuoversi per lui è il modo più vero attraverso cui chi ci sta a fianco possa desiderare di conoscere la verità del suo essere in modo compiuto. Infatti lo stesso Papa ha detto che la solitudine è “la prima forma di povertà”, per questo offrire una compagnia è motivo di rinascita della speranza. Banchi di solidarietà Un gesto che apre al mistero Centocinquanta associazioni in tutta Italia. E decine di migliaia di assistiti che ogni settimana ricevono un pacco di viveri. Ma in questo modo di rispondere a un bisogno (reso ancora più acuto dalla crisi) c'è molto di più di una ricetta che funziona. Ci sono rapporti, amicizie, umanità. E cinquemila persone che, attraverso la caritativa, imparano assieme a chi viene aiutato l'unica, vera legge della vita Negli innumerevoli siti internet dei Banchi di Solidarietà (Bds) sparsi in tutta Italia campeggia lo slogan comune: “Condividere i bisogni per condividere il senso della vita”. Frase semplice, come è semplice tutto nell'attività dei Banchi. La gente ha fame, le si porta il pacco. Il pacco di cibo. Se si può, la si incontra. Nessuna struttura, nessun discorso, a volte nemmeno un grazie, e non è un modo di dire. A Trento due persone ogni due settimane si ostinano a bussare a una porta che non si apre mai. Una voce da dentro urla: «Lasciate il pacco e via». I due depositano e se ne vanno, succede così da tre anni. È ragionevole? No, se lo scopo è sentirsi dire: «Bravi, grazie». O fare assistenza. O anche allacciare un rapporto. Perché uno al quale porti da mangiare non ti guarda neppure in faccia? Mistero. Ecco. Il Banco è un gesto che apre al mistero. Non c'è altra ragione. Negli ultimi anni il Bds è diventato uno dei modi più semplici con cui tanti hanno ricominciato a fare caritativa (uno dei gesti essenziali nel percorso educativo di Cl, ndr). «L'educazione alla carità è l'unico nostro scopo, questa è un'opera che vive della pura carità», dice Andrea Franchi, il presidente della Federazione nazionale dei Banchi. Il metodo è altrettanto essenziale: a due a due si va nelle case a portare il pacco di alimenti. «In due ci si richiama al motivo del gesto», spiega Franchi. Un sistema inventato in Palestina duemila anni fa. «Io ho conosciuto il Banco di Solidarietà su invito di alcune famiglie di Abbiategrasso, il paese dove ero andato ad abitare», racconta, «e ancora adesso non mollo il mio gesto personale di consegnare il pacco in una cascina a Fallavecchia di Morimondo. Mi ricorda che il primo bisognoso sono io, e che davanti ho un uomo nel quale mi viene incontro il Mistero. E dobbiamo ripetercelo, perché ce ne dimentichiamo continuamente». I Banchi sono nati una decina "dal mensile Tracce" d'anni fa per aiutare persone sole, disoccupate, malate, genitori separati, immigrati. Le statistiche sulla povertà e le inchieste sulle famiglie che non arrivano a fine mese non erano drammatiche come oggi: ma il punto di partenza non è stato un'analisi sul crollo del potere d'acquisto. C'era gente che aveva bisogno e altra gente che se n'è accorta e ha pensato di rispondervi come possibile. Borse della spesa più piene, il sostegno degli amici, l'aiuto del Banco alimentare (qualcuno ha aperto un Bds per continuare l'esperienza di carità vissuta nella Colletta di fine novembre), e oggi una rete di 150 realtà in tutta Italia, con circa cinquemila volontari e decine di migliaia di assistiti. L'incremento maggiore è avvenuto negli ultimi tre-quattro anni. Educazione di popolo Riecheggiano le parole di don Giussani dopo la strage di Nassirya: «Se ci fosse un'educazione di popolo tutti starebbero meglio». I Bds sono opere in cui questa educazione popolare sta riprendendo. E ricomincia tra chi li fa, prima che tra chi riceve. PAG. 16 www.incontro alla realta.it incontro alla realtà Il 1° progetto del Movimento Identitario Cattolico di Fabrizio Scifoni (presidente) L 'espressione "borgo sociale" è qui intesa come gruppo di case integrate in un sistema polifunzionale autosufficiente, dotato cioè di tutte le strutture e le infrastrutture necessarie allo svolgimento della vita civica e sociale di ogni individuo. Tale progetto è stato ideato al fine di risolvere le problematiche inerenti all'emergenza abitativa della Regione Lazio (in base ai dati forniti dai comuni l'entità del fabbisogno di alloggi ammonta a 48.808 unità abitative, dati questi destinati a salire a seguito della crisi economica e del conseguente aumento della povertà), di quelle delle persone che non hanno reddito sufficiente per vivere dignitosamente e per le coppie che, pur volendo sposarsi e costituire un nucleo familiare, non hanno le risorse economiche per comprare o affittare una casa ai prezzi di mercato correnti. Il borgo sociale si differenzia profondamente dalla attuale c.d. edilizia popolare che spesso crea fenomeni di emarginazione per chi vi risiede. Esso mira, al contrario, ad integrare i residenti attraverso la costruzione di una struttura armonica a misura di uomo.Edificato con materiali bioecologici e con tecniche innovative in materia di fonti energetiche rinnovabili, attraverso l'abbattimento dei costi per la sua realizzazione (come meglio specificato nei paragrafi seguenti) permetterebbe l'acquisto di un immobile alle persone meno abbienti al prezzo del suo costo reale (materiali edili e manodopera) e con il ricorso al mutuo speciale. Questa formula di finanziamento prevede una rata priva di interessi applicati alla rateizzazione e che non può superare il quinto delle entrate di chi ne ha fatto richiesta. Essa verrà bloccata in caso di disoccupazione. La proprietà della casa acquisita con il mutuo speciale non può essere rivenduta, affittata, messa a garanzia di un prestito o ipotecata fino all 'estinzione dello stesso. La casa così ottenuta è quindi economicamente inerte (non può essere né pignorata né confiscata) e deve essere utilizzata esclusivamente come abitazione per chi ne è proprietario. Per la copertura finanziaria del progetto verranno inizialmente utilizzati i fondi regionali destinati all'emergenza abitativa, per le politiche di edilizia pubblica e quelli specifici dell 'U.E. Successivamente alla realizzazione del borgo sociale e all 'assegnazione del mutuo speciale, si utilizzeranno i pagamenti mensili di questo ultimo. I locali commerciali del borgo sociale verranno messi a reddito e forniranno opportunità di lavoro per i residenti. In tal modo il progetto non dovrà ricorrere a continui interventi di finanziamento da parte dello Stato. "BORGO SOCIALE"ANALISI Il "Borgo Sociale" è un progetto volto alla realizzazione di un centro abitativo con alloggi a basso costo da assegnare, tramite bando pubblico comunale, a famiglie e persone che altrimenti non potrebbero acquistare una casa propria. Dopo il bando, le famiglie e le persone che, secondo i requisiti necessari imposti dal bando, risulteranno idonei si costituiranno in Cooperative. Il comune metterà a disposizione l'area demaniale risultante idonea, sia per estensione e sia per infrastrutture esistenti (urbanizzazione primaria e secondaria), e realizzerà i servizi necessari per il buon funzionamento del "Borgo". Le Cooperative realizzeranno in economia gli alloggi assegnati avvalendosi di un mutuo speciale che, come vedremo in seguito, non inciderà, come succede oggi con i mutui correnti, sull'andamento economico familiare. In sostanza la Cooperativa paga solo il costo di costruzione ed al resto provvede il comune di appartenenza avvalendosi dei finanziamenti Regionali e Comunitari. Il progetto pilota, allegato, evidenzia anche il fatto che il borgo non è solo un dormitorio ma un vero e proprio mini comune, avendo in esso tutti i servizi sociali che permettono di vivere una vita serena e con attività ludiche (Centro culturale, Teatro, impianti sportivi ecc.) e sociali (asili nido, casa per anziani, farmacia comunale, poliambulatorio ecc.). Le strutture sociali realizzate verranno gestite da una "Associazione Territoriale" che provvederà alla creazione di posti di lavoro e controllerà il buon funzionamento dellestrutture che, date anche in affitto a società esterne (poste, polisportive ecc.) renderà possibile anche il proprio sostentamento. L 'Associazione Territoriale è direttamente collegata al comune di pertinenza e all 'Associazione Generale Regionale che ne coordina le risorse sia umane che materiali. Tornando agli alloggi, scopo principale del progetto essi saranno, come detto in precedenza, realizzati in economia dalle Cooperative, nel rispetto del progetto redatto dai tecnici incaricati ed allegato al bando pubblico. Gli alloggi previsti sono divisi in tre Tipologie; da 65, 75 e 85 mq. La Tipologia "1 " di 65 mq. è composta da: Soggiorno/pranzo, cucina abitabile, camera matrimoniale, bagno, ripostiglio, terrazzo (mq. 24), box auto (mq. 15) e cantina (mq. 6) ; per un totale di Mq. 83,50 (commerciali); La Tipologia "2" di 75 mq. è composta da: soggiorno/pranzo con angolo cottura, camera matrimoniale, camera singola, 2 bagni, ripostiglio, terrazzo (mq. 24), box auto (mq. 15) e cantina (mq. 6) ; per un totale di Mq. 93,50 (commerciali); La Tipologia "3" di 85 mq. è composta da: Soggiorno/pranzo, cucina, camera matrimoniale, camera singola, 2 bagni, ripostiglio, terrazzo (mq. 27), box auto (mq. 15) e cantina (mq. 6) ; per un totale di Mq. 104,50 (commerciali). I fabbricati saranno composti da 4 appartamenti a piano per un massimo di 5 piani su piloty attrezzato al piano terra. Da un'attenta analisi dei costi dei materiali, della manodopera e dei costi di sicurezza per la realizzazione di un fabbricato con le caratteristiche qualitative medio/alte il prezzo al metro quadrato può essere compreso tra i 900 e 1.100 euro/mq. Prendendo il prezzo medio C 1.200/mq. il costo degli alloggi sarà: Tipologia "1" di 83,50 mq. commerciali x E. 1.000,00 = 6 83.500,00 Tipologia "2" di 93,50 mq. commerciali x E 1.000,00 = e 93.500,00 Tipologia "3" di 104,50 mq. commerciali x E. 1.000,00 = E. 104.500,00 Come detto in precedenza il costo dell'alloggio verrà finanziato con mutuo speciale con rate mensili concordate sulle possibilità economiche del singolo nucleo familiare per non incidere sulla qualità di vita della stessa. Il "Borgo" prevederà la realizzazione ( sempre in funzione delle aree e della potenzialità di espansione del Comune di pertinenza) di circa 440 alloggi più i servizi sociali sopraccitati . La realizzazione di questo progetto permetterà di risolvere (anche se in minima parte), oltre al problema casa, anche il problema occupazionale nei vari settori e nelle varie fasce di età. Il progetto del "Borgo Sociale", alla luce di quanto sopra esposto, potrà essere 'clonato' sia nelle varie province regionali sia a livello nazionale incontro alla realtà www.incontro alla realta.it PAG. 17 "Gesù in ufficio" L'interessante volume di Rita Proni, scrittrice del nostro quartiere di Pierluigi Lazzarini Viviamo tempi in cui essere cristiani significa abbracciare la croce dell'incomprensione, della discriminazione, del ridicolo, col rischio di sembrare retrogradi in una società che si vanta di essere moderna. Il cristianesimo può apparire talvolta una religione scomoda, che obbliga a rompere gli schemi del nostro benessere. È più comodo imporre agli altri la nostra maniera di pensare che unire le forze e lavorare in squadra; più facile assecondare le esigenze del proprio egoismo che impegnarsi nel servizio del prossimo. I laici cristiani avvertono un senso di forte minoranza soprattutto negli ambienti di lavoro. Si sentono quasi mosche bianche quando testimoniano un modo evangelico di vivere. `Gesù in ufficio' risponde ad un diffuso bisogno tra le persone delle nostre comunità di interrogarsi, di riscoprire ed approfondire i valori profondi e fondanti della propria esistenza e del proprio vivere insieme. Rita Proni, l'autrice, ha uno stile molto personale, una vena inconfondibile di saggezza, di scherzo e di slancio, di fantasia disincantata. Smitizza un po' il suo lavoro, presentandolo quasi come un normale impegno nel collega re direttamente tra loro le testimonianze di uomini e donne, fatti e luoghi. Il linguaggio, sempre scintillante, vivo ed avvincente, aderisce con perfetta sincronia alle atmosfere elegiache, sentimentali e romantiche delle singole storie narrate, sicché la trama è mantenuta su un costante pregevole equilibrio tonale, lessicale e stilistico. Ciò rende più vivace e movimentata la narra- zione, che traccia un vasto affresco di un ambiente di particolare interesse e suggestione. Capire la realtà, quella racchiusa nel cuore degli uomini. Capire per far capire agli altri, per cercare insieme 'una via d'uscita'. I personaggi rimangono impressi nella memoria del lettore grazie ad un racconto agile e fluido. Un'opera di particolare attualità in un momento in cui l'uomo, specie i giovani, comincia ad avvertire la necessità di ripristinare certi ideali e valori morali senza i quali non si possono affrontare e superare le inevitabili difficoltà del mondo moderno. A volte pensiamo che la vita con noi è stata avara ma, confrontando altre realtà, potremo scoprire che molte nostre lamentele non sono poi così fondate. Rita Proni vuol simboleggiare metaforicamente lo sfogliare di un album fotografico, per cercare quei ritratti che anticipano la vista del luogo verso cui il viaggio conduce. Le storie vengono caratterizzate come oggetti inquadrati da una cinepresa montata su un carrello. Le terre da evangelizzare sono diventate oggi, ahimè, le nostre città, gli uffici, le scuole, gli ospedali! Evangelizzare significa annunciare un messaggio di gioia. Questa connotazione originaria è irrinunciabile: un Vangelo che si comunichi nella tristezza o porti alla tristezza è un perfetto controsenso. Quando si ha la grazia di una fiammella interiore, la luce della fede, allora l'orizzonte si arricchisce di una lettura nuova. E quelle, che a occhio umano appaiono circostanze e casualità, diventano il dito di Dio. La testimonianza cristiana va esercitata sempre, nelle piccole e nelle supreme occasioni. Essa è dettata dalla fede ed è coerenza tra il credere del cristiano e il suo operare. Ricordava Papa Giovanni Paolo I, il compiantoAlbino Luciani, che "il Signore conse- gna ad ognuno di noi un quaderno nuovo, tutto bianco. Su quel quaderno ciascuno scriverà la sua storia. Scrivere, dunque, una bella e buona storia dipende da voi". Il libro è tanto gradevole da leggere quanto più informato, pieno di notizie, ricordi, riferimenti, e anche spunti poetici. La narrazione procede sicura, senza nulla concedere alla retorica od alla apologia. Vi si alternano temi e toni di crudo verismo e indugi garbatamente ironici, nei quali si delineano caratteri o si stemperano i contorni aspri di molti episodi rievocati. Perché leggere 'Gesù in ufficio'? Perché, scorrendone le pagine, troviamo molto di noi, degli affanni che ognuno — per motivi diversi — incontra nella vita quotidiana, dove si ha spesso bisogno di una buona parola. Quando siamo noi a darla, quando a noi hanno domandato consiglio oppure aiuto, allora la vita pare dirci qualcosa. Nel momento in cui incontriamo Cristo e diventiamo suoi amici, nei nostri cuori entrano la pace e la gioia, due frutti della fede che non possono rimanere chiusi in noi stessi, ma debbono essere trasmessi e condivisi. Su un vecchio crocifisso fiammingo del 1632 era scritto: Io sono la luce e voi non mi vedete. Io sono la via e voi non mi seguite. Io sono la verità e voi non mi credete. Io sono la vita e voi non mi cercate. Io sono il maestro e voi non mi ascoltate. Io sono il capo e voi non mi obbedite. Io sono il vostro Dio e voi non mi pregate. Io sono il vostro grande amico e voi non mi amate. Se siete infelici non accusate me! Uno semina, un altro innaffia e Dio fa crescere... Buona lettura! PAG. 18 www.incontro alla realta.it incontro alla realtà Alcune riflessioni di giovani di Montesacro che hanno partecipato agli esercizi spirituali dei giovani lavoratori di CLa Rimini 7-8-9 maggio 2010 di Cico Può un uomo nascere di nuovo quando è vecchio? Sembra paradossale rivolgere questa domanda ad un popolo composto da migliaia di giovani lavoratori. Eppure la vecchiaia, intesa come quella condizione che impedisce al cuore dell'uomo di stupirsi e lasciarsi provocare da tutto il reale che lo circonda, è esperienza di molti, se non di tutti, indipendentemente dall'età anagrafica. Durante gli Esercizi Spirituali di Rimini, don Eugenio ci ha aiutati nel percorrere il cammino ideale verso il paterno abbraccio di Cristo, cui tutta la nostra vita anela. “Il pesce che non ha fame non abbocca”, affermano con saggezza i pescatori: il ladrone che ha riconosciuto Cristo non era più “buono” del suo collega, semplicemente non aveva mai rinunciato alla propria umanità, non aveva mai smesso di percepirne tutto il dramma. Ha capito tutto in un istante, ha capito cosa cercava, perché per Chi aveva fatto quello che aveva fatto. Il primo passo perciò è la lealtà con se stessi ed il proprio desiderio. Il desiderio di ricevere il perdono, come è capitato all'adultera descritta nei Vangeli, e nello stesso tempo il desiderio di pienezza e di significato, così come può percepirlo una madre che ingiustamente perde il proprio figlio. E tuttavia spesso il nostro slancio si arresta qui, vinto da un caparbio moto di resistenza: quanto abbiamo di più umano, cioè la capacità di riconoscere, tra tutto, il segno di ciò che più ci corrisponde, lascia spazio al pregiudizio, alla vecchiaia, così come poco fa l'ho definita. Ipocriti! A tutti - e ciò è quanto di più commovente possiamo tener presente nel guardare ai nostri compagniè stata data intelligenza sufficiente per riconoscerLo, anche se a nessuno, e per tutti diversamente, è stata risparmiata la fatica del cammino. Qui entra in gioco il secondo fattore decisivo: la nostra libertà, che Gesù ama a tal punto da fermarsi di fronte ad essa; l'Onnipotente nulla può senza di noi. Ma noi nulla possiamo da soli, ed è il terzo fattore, l'amicizia, la compagnia che Cristo ci consegna per tenderci la mano. Accecati dalla preoccupazione di sbagliare, odiamo tutte le cose che potenzialmente potrebbero, mentendo, mandarci fuori strada. Ma come in montagna, per fare un salto che da soli non si avrebbe il coraggio di fare, la mano tesa di Cristo ci ha raggiunto. La vera soddisfazione, è che ci venga regalato più di quanto ci aspettiamo, lo capiscono benissimo i bambini! E' che venga restituito più di quanto ad ognuno può essere stato tolto. L'introdursi dello sguardo di Cristo nella nostra vita, la presenza di Gesù tra noi, è l'unica vera Giustizia che ci possa soddisfare. Si, si può nascere di nuovo quando si è vecchi ma, così come il bambino concentra tutte le sue forze nel pianto, bisogna fare la fatica di riconoscere di aver fame e sete. di Lidia Leo Sant'Agostino aveva sempre il terrore di non essere lì dove il Signore lo stava aspettando. Io sono ormai sei anni che nella mia esperienza di ambulante studentessa fuorisede ho la grazia di poter affermare che il Signore mi aspetta ogni mercoledì, alle nove, nei locali della parrocchia attraverso l'abbraccio di una compagnia di amici. L'appuntamento degli esercizi di Rimini è stata ancora una volta la conferma di questa tenerezza di Dio alla mia vita. Non si tratta dei soliti esercizi spirituali come la generalità delle persone la intendono ma un vero è proprio lavoro, fatto di attenzione, sacrificio, silenzio e sguardi. I punti che sono stati affrontati da Don Eugenio sono molteplici e il tema dell'incontro “Può un uomo nascere di nuovo quando è vecchio?” era alquanto impegnativo. Gli aspetti che però più mi hanno colpito sono due. In primis il fatto che Dio ci viene incontro attraverso tutto ciò che noi siamo: sia essa una depressione come nel caso di Don Aldo Trento; sia essa l'esperienza del detenuto che ha incontrato Cristo in un carcere. Tutta la nostra umanità se non è bloccata, se nulla è omesso, è sede dell'incontro con Dio. E' Lui, che vuole farci fare esperienza di quella commozione che la nostra umanità vive quando si sente soddisfatta. Ognuno di noi è capace di riconoscere i segni dell'azione di Dio: nessuno è incapace, basta non fare fuori il nostro umano. Gesù è venuto per aiutarci in questo lavoro. Lui ci ha già trasmesso il metodo. Egli parlava della vigna, del sole, degli operai e guardava a questa realtà fino al fondo dove c'era l'incontro del Padre. Ma basta che anche un solo preconcetto, che un solo pregiudizio sia presente, che questo lavoro si ferma. L'altro punto che penso sia rilevante è la risposta conclusiva alla domanda dell'incontro. Ognuno di noi come Nicodemo può rinascere,ma deve farlo dall'alto. E' l'azione dello Spirito che si manifesta nei carismi di cui la Chiesa è valida tesoriera a compiere questo rinnovamento. Io questo incontro l'ho fatto nel movimento di Comunione e Liberazione e imploro ogni giorno il Signore di donarmi la grazia necessaria per riconoscere questa sua commozione per la mia vita. www.incontro alla realta.it incontro alla realtà PAG. 19 “Il cantiere della famiglia” di Paola Pannicelli rivela agli adulti, (e l'adulto è sempre genitore in senso pedagogico), impone una riflessione. E' quindi evidente, la utilità di un sostegno che possa dar forza e spinta agli adulti per rendere meno fragile quel nucleo imprescindibile che la Famiglia è per ognuno di noi. I nostri ragazzi mostrano i segni del disagio e sta a noi tutti intervenire, contrastare l'estendersi di una vera e propria falsificazione che esalta “l' emozione intesa come valore assoluto”. Ghirlande, durlindane, destrieri al galoppo, nuvole di polvere e danze tra veli variopinti al ritmo di tamburelli e nacchere… Queste immagini sono evocate dalle parole e dai suoni della voce calda e sicura di Vittoria Maioli Sanese e sono immagini epiche perché generate dalla passione, dal coraggio. Nel suo linguaggio fantastico e reale al tempo stesso, ci rivela che questi sono gli elementi indispensabile per camminare assieme e riuscire a svolgere il difficile compito di educare. Vittoria Maioli Sanese - psicologa della coppia e della Famiglia Direttrice del Consultorio Familiare (associato UCIPEM) di Rimini è una testimone importantissima per tutti noi, le tante famiglie seguite dal consultorio da Lei stessa fondato nei primi anni settanta e i metodi elaborati dal Suo gruppo di lavoro, portano ricchezza e fortificano la proposta de IL CANTIERE DELLAFAMIGLIA. Nelle note introduttive Emma Buscemi ha delineato gli obiettivi ai quali tende il gruppo di lavoro, “una Associazione per la promozione sociale che si propone di essere luogo di accoglienza e relazione, in cui esperti del settore mettono a disposizione la propria professionalità, a titolo volontario, a favore della famiglia e dei suoi membri.” Ma è proprio il carattere, il tono, il linguaggio utilizzato da Vittoria Maioli Sanese, a far di questo evento una occasione speciale, preziosa. L'urgenza che il disagio dei figli Spiega Vittoria Sanese “Gli adulti sono il modello, il genitore deve esser capace di decidere, di leggere ciò che è Bene e ciò che è Male. Abbiamo bisogno di capire l'Umano Vero perché solo così possiamo re n d e re s u g g e s t i v a l a p ro p o s t a dell'Umano che offriamo ai nostri figli. Possiamo opporci alla omologazione invece di sottostare al giudizio che vede la diversità come pericolo. La confusione e l'ambiguità dominano le nostre famiglie e sono generati da un grave errore: l'aver confuso il ruolo genitoriale con la cura, con la profusione di attenzioni e di energia nella soddisfazione dei desideri dei figli. Ma lo scopo di un genitore è far imparare se stesso e la realtà. Gli adulti devono esser sostenuti, accompagnati nel cammino per recuperare il punto di origine, per entrare in rapporto col proprio Essere, con il cuore della persona per costruire legami. Dobbiamo avere un orizzonte che non sia chiuso, che si spalanchi verso l'infinito. Gli adolescenti fanno emergere il disagio, ma siamo noi ad aver bisogno di essere educati, in un cantiere nel quale siamo impegnati senza sosta e proprio per questo appassionati, capaci di apprendere anche dagli errori. La nostra legge non è chiusa, meccanicistica. Dobbiamo riprendere in mano il cuore, senza timore dell'abisso sul quale possono condurci le nostre domande. Senza paura, solo andando a fondo possiamo diventare ciò che siamo veramente. La famiglia è prima di noi, è un dono preziosissimo e non è un bene di consumo. È un lavoro. La partecipazione di Olimpia Tarzia è stata salutata con grande entusiasmo, perché come ha ben sottolineato Maurizio Dell'Unto, avvocato socio fondatore de IL CANTIERE DELLA FAMIGLIA , la promozione sociale è prevista dal nostro ordinamento giuridico e dovrebbe esser vista con particolare favore dalle istituzioni. Olimpia Tarzia, come rappresentante del Movimento per la Vita e vicepresidente dei Consultori di Ispirazione Cristiana nonché direttrice del Ce.F.E.S., ha ribadito con forza la necessità di affermare e difendere la cultura della famiglia. Da sinistra Emma Buscemi, Vittoria Maioli Sanese e Olimpia Tarzia I promotori dell'incontro promosso da "Il cantiere della famiglia" Studio dentistico Dott. Antonio Pasquale Medico Chirurgo Roma - Via Peralba 16 Tel. 0687195524 Cell. 334 7411457 www.incontro alla realta.it PAG. 20 incontro alla realtà Un abbraccio al Papa dal mondo cattolico Il 16 maggio a piazza San Pietro di Rossana Ansuini Dopo Malta, Torino e il viaggio in Portogallo, papa Benedetto XVI, senza nascondere la sua intensa gioia, si è abbandonato all'abbraccio dei duecentomila fedeli accorsi da tutto il Paese per celebrare insieme a lui il Regina Coeli, il 16 maggio scorso. "Sono confortato dalla vostra presenza così numerosa! Qui vediamo presente tutta l'Italia. Grazie della vostra fiducia" ha detto a braccio commosso il Papa alla fine della celebrazione. Tante le sigle presenti: Azione cattolica, Comunione e liberazione, Rinnovamento dello spirito, Focolarini, Neocatecumenali, decine e decine di associazioni parrocchiali, tra le quali non mancavano i giovani e le famiglie delle parrocchie del nostro quartiere, da Sant'Achille a San Clemente alla parrocchia di Sant'Alberto Magno, SS. Angeli Custodi. "Scopo di questa iniziativa", spiegava il presidente nazionale di Rinnovamento dello Spirito Salvatore Martinez, " è stringersi nel grande abbraccio della preghiera al Santo Padre e ribadire al Pontefice vicinanza spirituale per le incomprensioni che soffre". Facevano eco a Martinez i giovani di Comunione e Liberazione, accorsi così numerosi da superare qualsiasi previsione. In un comunicato Cl ribadiva di volersi stringere a Benedetto XVI come "figli col padre, desiderosi di portare un poco del peso che la situazione attuale carica sulle sue spalle. È il gesto più semplice e più vero che possiamo compiere per esprime- re la vicinanza al Santo Padre, alla Chiesa, a chi ha sofferto per il male subito. Vogliamo testimoniare nella penitenza e nell'unità con il Papa, che l'esperienza cristiana è esperienza di bellezza, di pienezza, di misericordia capace di abbracciare tutti gli uomini. Il desiderio della giustizia, ferita dal male dell'uomo, incontra Cristo crocifisso e risorto, speranza più forte della morte". Parlando dell'Ascensione del Signore Gesù il Santo Padre ha detto: "Tale evento è preceduto dalla benedizione dei discepoli, che li prepara a ricevere il dono dello Spirito Santo, affinché la salvezza sia proclamata ovunque. Gesù stesso dice loro: "Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso" (cfr Lc 24,4749). Il Signore attira lo sguardo degli Apostoli - il nostro sguardo - verso il Cielo per indicare come percorrere la strada del bene durante la vita terrena. Egli, tuttavia, rimane nella trama della storia umana, è vicino a ciascuno di noi e guida il nostro cammino cristiano: è compagno dei perseguitati a causa della fede, è nel cuore di quanti sono emarginati, è presente in coloro a cui è negato il diritto alla vita. Possiamo ascoltare, vedere e toccare il Signore Gesù nella Chiesa, specialmente mediante la Parola e i sacramenti. A tale proposito, esorto i ragazzi e i giovani che in questo tempo pasquale ricevono il sacramento della Cresima, a restare fedeli alla Parola di Dio e alla dottrina appresa, come pure ad accostarsi assiduamente alla Confessione e all'Eucaristia, consapevoli di essere stati scelti e costituiti per testimoniare la Verità. Rinnovo poi il mio particolare invito ai fratelli nel Sacerdozio, affinché "nella loro vita e azione si distinguano per una forte testimonianza evangelica". Ha aggiunto il Papa: "Cari fratelli e sorelle, il Signore, aprendoci la via del Cielo, ci fa pregustare già su questa terra la vita divina. Un autore russo del Novecento, nel suo testamento spirituale, scriveva: "Osservate più spesso le stelle. Quando avrete un peso nell'animo, guardate le stelle o l'azzurro del cielo. Quando vi sentirete tristi, quando vi offenderanno, ... intrattenetevi ... col cielo. Allora la vostra anima troverà la quiete". Cari amici, voi oggi mostrate il grande affetto e la profonda vicinanza della Chiesa e del popolo italiano al Papa e ai vostri sacerdoti, che quotidianamente si prendono cura di voi, perché, nell'impegno di rinnovamento spirituale e morale possiamo sempre meglio servire la Chiesa, il Popolo di Dio e quanti si rivolgono a noi con fiducia. Il vero nemico da temere e da combattere è il peccato, il male spirituale, che a volte, purtroppo, contagia anche i membri della Chiesa. Viviamo nel mondo - dice il Signore - ma non siamo del mondo (cfr Gv 17, 14), anche se dobbiamo guardarci dalle sue seduzioni. Dobbiamo invece temere il peccato e per questo essere fortemente radicati in Dio, solidali nel bene, nell'amore, nel servizio. E' quello che la Chiesa, i suoi ministri, unitamente ai fedeli, hanno fatto e continuano a fare con fervido impegno per il bene spirituale e materiale delle persone in ogni parte del mondo. E' quello che specialmente voi cercate di fare abitualmente nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti: servire Dio e l'uomo nel nome di Cristo. Proseguiamo insieme con fiducia questo cammino, e le prove, che il Signore permette, ci spingano a maggiore radicalità e coerenza. E' bello vedere oggi questa moltitudine in Piazza San Pietro come è stato emozionante per me vedere a Fatima l'immensa moltitudine, che, alla scuola di Maria, ha pregato per la conversione dei cuori. Rinnovo oggi questo appello, confortato dalla vostra presenza così numerosa! Grazie!" incontro alla realtà www.incontro alla realta.it PAG. 21 www.incontro alla realta.it PAG. 22 incontro alla realtà Cosa c'entra Cristo con il mio umano appunti “a caldo” dell'incontro con Padre Aldo Trento presso l'Università Urbaniana a Roma sul capitolo "La carità" del libro di don Giussani "Si può vivere così?" di Maurizio di Giorgio Quando Tonino mi ha chiesto di scrivere per la rivista "Incontro alla realtà", trimestrale delle 22 parrocchie di Montesacro, sull'incontro con Padre Aldo, stavo per trovare una scusa ( vista l'ora e l'urgenza che mi metteva) per dire, garbatamente, no. Ma, immediatamente, mi sono venute in mente le parole che poco prima lo stesso Padre Aldo aveva detto "la prima forma di carità è raccontare agli altri quello che c'è fra di noi", per cui era naturale dicessi di sì e cercassi, sinteticamente, di raccontare (insieme a mio figlio Pietro, anch'egli presente all'incontro) cosa ci ha colpito di questa serata. Padre Aldo è un sacerdote che da vent'anni vive e lavora ad Asunciòn, in Paraguay, portando avanti, come dice lui, "l'opera del Signore", che in concreto è l'accoglienza e l'assistenza di malati terminali ( soprattutto di AIDS), di bambini e bambine vittime di violenza e di abusi di pedofili, di emarginati da tutti e da tutto. Padre Aldo, rispondendo ad una domanda, ci diceva che il primo oggetto della carità dell'uomo è Gesù Cristo, riprendendo e spiegando cosa volesse dire questa frase di Don Giussani. Egli ha sviluppato questo tema attraverso la testimonianza viva ed appassionata di fatti e incontri che hanno descritto, a chi ascoltava, una umanità amata, abbracciata e, quindi, salvata dall'incontro con Cristo. Alcuni punti mi sento di riportare fra i tanti. Ha raccontato “pezzi” della sua vita, segnata dalla malattia, dal peccato, dal suo limite di uomo e come la sua umanità sia rinata nel momento in cui si è sentito guardato e amato da Cristo per quello che lui è, attraverso il rapporto con Don Giussani. Questo “sentirsi abbracciato” continua oggi attraverso il rapporto di amicizia con don Carròn e con altri amici del Movimento in Brasile. "La realtà è la più grande amica della mia vita - ha affermato padre Aldo. È guardando e vivendo fino in fondo la realtà cui ogni giorno ciascuno è messo di fronte, che è possibile l'incontro con Cristo". Un passaggio “dirompente” l'affermazione che per lui stare accanto ai malati, abbracciandoli e baciandoli, abbracciare e baciare questi bambini e uomini moribondi e ridotti a relitti umani, è abbracciare e baciare Cristo, perché loro sono Cristo, e a lui interessa solo amare Cristo. Concludo queste righe con le parole di padre Aldo: "Vi auguro di sperimentare la misericordia di Cristo…perché io ( cioè ciascuno di noi), ho bisogno di qualcuno che mi voglia bene". Giampaolo Scoppa, Padre Aldo e Pietro Sciumè in un incontro nel 2009 con AVSI. Ciò che è riportato sotto nel riquadro è quanto ci ha detto in quella occasione. “IL MONDO CAMBIA SE TU TI LASCI AMARE DA CRISTO” Vorrei riprendere qui quello che mi ha commosso molti anni fa quando Giussani ha detto: «Vi auguro di non essere mai tranquilli». Più che parlarvi delle opere, rendo omaggio a Giussani, perché io vivo di lui: c'è lui, c'è Dio e c'è lui, dietro tutto quello che potete vedere o leggere. «Padre Aldo - mi disse - ho deciso di mandarti in Paraguay». «Ma come, sto vivendo una grande depressione e tu mi vuoi mandare in missione?». Mi guardò come quella volta che Gesù fissò con tenerezza il giovane ricco, Zaccheo, la Maddalena, Matteo e mi disse: «Ti mando perché solo adesso mi sento sicuro di te». Ma cosa era successo prima, perché mi accadesse tutto questo? A sette anni la chiamata ad essere tutto di Gesù. II 28 luglio 1958 abbandonai la famiglia e in autostop fermai un trattore che mi portò in seminario. Furono anni difficili, belli e rabbiosi; nel '71 fui ordinato sacerdote. Ero totalmente di Cristo, ma l'insoddisfazione e il desiderio di un mondo nuovo mi portarono a simpatizzare per Potere Operaio. Un giorno quattro ragazzini mi cambiarono la vita. Avevo partecipato a organizzare uno sciopero contro l'imperialismo del Vietnam e quei quattro mi dissero: «Professore, non è così che lei cambia il mondo, il mondo cambia se cambia lei, e lei cambia se si lascia amare da Gesù». Una possibilità di vita nuova apparì nell'orizzonte della mia vita: potevo prendere sul serio la mia umanità senza censurare niente. Si ama, si è padri solo se si è amati. Io vivo facendo compagnia all'uomo che grida. Quanto è nato e creato da Dio, è stato voluto perché io possa fare a tutti quello che Giussani ha fatto a me: compagnia. Così, quando ho visto per la prima volta un cadavere per la strada me lo sono preso, l'ho portato a casa, l'ho pulito. Realmente il dolore è una grazia che ti permette di essere contento, perché ti permette di amare e di vivere la verginità, che è l'unica, reale e concreta vocazione dell'uomo: la pienezza dell'io. La verginità è l’io compiuto già come possibilità affettiva adesso. A 62 anni sono un uomo contento dentro: un inizio di compiutezza che mi fa guardare la morte con serenità. Ho accompagnato a morire più di 500 persone in quattro anni, tutte con il sorriso sulle labbra. Sono diventato padre di decine di bambini che non hanno nessuno: li metto a letto la sera, li prendo la mattina e li accompagno a scuola. Grazie e pregate per me. incontro alla realtà www.incontro alla realta.it PAG. 23 Non vagabondi ma pellegrini con una meta Parrocchia Bambin Gesú, Sacco Pastore Pellegrinaggio a Lourdes in aereo dal 29 maggio al 1 giugno S. UGO Pellegrinaggio Fatima e Santiago de Compostela 11 - 17 luglio SAN MATTIA Pellegrinaggio a Fatima dal 20 al 24 luglio SANTA FELICITA E FIGLI MARTIRI Pellegrinaggio 7 - 12 giugno a Fatima e Santiago de Compostela S.MARIA della SPERANZA Pellegrinaggio dal 4 - 11 settembre a Fatima Tel. 0687131027 PARROCCHIA SS. REDENTORE pellegrinaggio Padre Pio 14 - 15 giugno PARROCCHIA S. MARIA DELLE GRAZIE Pellegrinaggio a S. Giovanni Rotondo Sabato 27 e domenica 28 giugno tel. 0687133241 SAN CLEMENTE Pellegrinaggio a Padre Pio dal 8 al 10 giugno S. UGO S.GIOVANNI CRISOSTOMO Pellegrinaggio a Padre Pio dal 8 al 10 giugno 29 maggio Bolsena, Viterbo Tel.06 86802247 PARROCCHIA S. ACHILLE S. MARIA ASSUNTA SS. ANGELI CUSTODI Pellegrinaggio in Terra Santa e Giordania 8 - 16 luglio 2010 Pellegrinaggio Todi, Collevalenza, Massa Martana 6 giugno 2010 S. INNOCENZO I PAPA Pellegrinaggio Madonna di Montevergine 2 giugno 2010 S.GIOVANNI CRISOSTOMO PAG. 24 www.incontro alla realta.it incontro alla realtà Il vero protagonista della storia è il mendicante SABATO 12 GIUGNO 2010 ° PELLEGRINAGGIO A PIEDI 32 Macerata Loreto ORE 20,30 - STADIO HELVIA RECINA - MACERATA Proposto da Comunione e Liberazione Per informazioni telefonare a Tonino cell. 333 4338502