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VERBALE DI SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE
RIUNIONE DEL GIORNO 18 AGOSTO 2006
N. 21
In data 18.08.2006 alle ore 18.00 presso la Sala Civica al piano terra della Rocca di Riva del
Garda si è riunito il Consiglio comunale, in seduta pubblica.
All’appello iniziale, effettuato dal Segretario su invito del Presidente, risultano presenti i signori:
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MOLINARI Claudio - Sindaco
ZUCCHELLI Mario - Presidente
SANTONI Giovanni
ZAMBOTTI Pier Giorgio
BENAMATI Tomaso
DAVES Carlo
CALZA' Luigi
MIRANTE MARINI Girolamo
ZANONI Alessio
LORENZI Patrick
CALZA' Mario
VALANDRO Salvador
GRASSO Valeria
DALPONTE Andrea
GATTI Franco
ACCORSI Massimo
GRAZIOLI Luca
MUNARI Emilio
FRIZZI Rocco
PEDERZOLLI Mauro
TRINCHIERI BENATTI Cristian
MORANDI Giorgio
LORENZI Emanuela
SERAFINI Mirella
BOMBARDELLI Ivo
MODENA Carlo
BENAGLIO Umberto
Risultano assenti i Consiglieri signori:
– BRUNELLI Maria Flavia
– MATTEOTTI Pietro
– DETONI Maurizio
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Partecipa il Vice Segretario del Comune, dott.ssa Anna Cattoi.
Partecipano alla riunione gli Assessori Pierluigi Bagozzi, Rosanna Giordani, Luigi Marino, Paolo
Mattoetti, Adalberto Mosaner, Giancarlo Tonelli.
Riconosciuto il numero legale degli intervenuti, essendo presenti n. 27 Consiglieri comunali, il
signor Mario Zucchelli, nella sua qualità di Presidente, assume la presidenza e dichiara aperta la
riunione per la trattazione dei seguenti argomenti, indicati nell’ordine del giorno emanato con
avviso dd. 8.08.2006, regolarmente notificato ed allegato sub lettera A), come segue:
punti rimasti da trattare:
6. MOZIONE N. 10 PRESENTATA IN DATA 17.05.2006 DAI CONSIGLIERI PEDERZOLLI
E TRINCHIERI BENATTI ALL’OGGETTO “ENERGIA FOTOVOLTAICA” (relatori i
proponenti)
7. MOZIONE N. 11 PRESENTATA IN DATA 17.05.2006 DAI CONSIGLIERI PEDERZOLLI
E TRINCHIERI BENATTI “BICICLETTE ELETTRICHE. FINANZIAMENTO PER FINI
ECOLOGICI” (relatori i proponenti)
8. MOZIONE N. 12 PRESENTATA IN DATA 17.05.2006 DAI CONSIGLIERI PEDERZOLLI
E TRINCHIERI BENATTI “ADUNANZA DEL CONSIGLIO COMUNALE” (relatori i
proponenti)
9. MOZIONE N. 13 PRESENTATA IN DATA 22.05.2006 DAL CONSIGLIERE FRIZZI
ALL’OGGETTO “RICHIESTA DI SOSPENSIONE PER IL FINANZIAMENTO DELLA
PAT A FAVORE DELLA GARDA TRENTINO FIERE” (relatore il proponente)
Odg suppletivo n. 2
1. COMUNICAZIONE AL CONSIGLIO COMUNALE, AI SENSI DEGLI ARTT. 48 E 49
DEL REGOLAMENTO INTERNO PER LE ADUNANZE DEL CONSIGLIO
COMUNALE, DELLE RISPOSTE AD INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DI
CONSIGLIERI (relatore il Sindaco)
2. D.P.REG. 16.06.2006 N. 10/L, ART. 13 - RIDETERMINAZIONE IMPORTO GETTONE
DI PRESENZA PER LE SEDUTE DELLE COMMISSIONI COMUNALI ISTITUITE PER
LEGGE O REGOLAMENTO: COMMISSIONE EDILIZIA COMUNALE (relatore il
Sindaco)
3. "FEDRIGONI CARTIERE" SPA - INTERVENTO DI REALIZZAZIONE DI UNA
TETTOIA A STRUTTURA METALLICA AD USO RICARICA CARRELLI DI
PERTINENZA DELLO STABILIMENTO INDUSTRIALE CON SEDE A VARONE,
CONTRADDISTINTO DALLA P.ED. 1586 C.C. RIVA: PARERE SULLA RICHIESTA DI
DEROGA ALLE NORME DI ATTUAZIONE DEL PIANO REGOLATORE GENERALE
INTERCOMUNALE (ART. 29 - ZONE PRODUTTIVE D1) (relatore Assessore Mosaner)
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4. REGOLAMENTO COMUNALE PER IL SERVIZIO DI TRASPORTO PUBBLICO NON
DI LINEA: ESAME ED APPROVAZIONE MODIFICHE AGLI ARTT. 1, 2, 3, 4, 7, 16, 22,
23, 26, 27, 28,30, 31, 34, 40, 43, 44, 46 E 49 PER UNIFORMARE LA
REGOLAMENTAZIONE DEL SERVIZIO TRA I COMUNI DI RIVA DEL GARDA,
ARCO E NAGO-TORBOLE (relatore Assessore Bagozzi)
5. ESAME DELLA PROPOSTA BASE PER LA INDIVIDUAZIONE DEI TERRITORI
DELLE COMUNITÀ DI VALLE: DETERMINAZIONI CONSEGUENTI (relatore il
Sindaco)
6. MOZIONE N. 14 PRESENTATA IN DATA 13.07.2006 DAL CONSIGLIERE MIRANTE
MARINI ALL’OGGETTO “AMBULANZA ATTREZZATA E CON MEDICO
RIANIMATORE A BORDO DURANTE PARTICOLARI MANIFESTAZIONI” (relatore il
proponente)
^^^ Entra il Consigliere Brunelli: il numero dei presenti sale a 28. ^^^
Presidente:
Vorrei richiamare l’attenzione dei Consiglieri sull’importanza di rimane presenti per
tuttal la seduta consiliare, data anche il recente aumento del gettone di presenza.
Ricordo inoltre l’opportunità di adottare un abbigliamento consuno in occasione delle
riunioni del Consiglio Comunale.
^^^ Entrano i Consiglieri Detoni e Matteotti: il numero dei presenti sale a 30. ^^^
Il Presidente ai sensi dell’art. 19, 1° comma del Regolamento Interno
per le adunanze del Consiglio comunale, invita a prenotarsi i consiglieri che volessero presentare
verbalmente interrogazioni al Sindaco ad inizio di riunione.
Presidente:
Prego, Consigliere Modena.
Consigliere Modena:
Io stavo aspettando di intervenire dopo il question time: sinceramente, credevo che prima
si esaurisse l’O.d.G. precedente; comunque non fa niente. Io sono un po’ preoccupato e
perplesso. Mi rivolgo al signor Sindaco, a cui porrò poi la domanda, dopo una piccola premessa
che vado appunto ad esporre. Io ho, sinceramente, qualche difficoltà ad esprimermi, perché più di
una volta, ho ribadito – e voglio farlo anche in questa occasione – la mia grande stima e fiducia
nei suoi confronti. Vedo però alcuni accadimenti che io mi permetto, timidamente, di ascrivere al
fatto che, probabilmente, il Sindaco affida incarichi ai suoi collaboratori; quindi qualcosa gli
sfugge, o meglio, non riesce a seguire tutto come io, conoscendolo, avrei immaginato potesse
fare. Sto pensando, in modo particolare, agli “eventi” dell’estate in corso, cioè alla vita
amministrativa estiva, che – nessuno si offenda – è stata imperniata, in realtà, sull’esterno. Così
mi è parso leggendo quella che io definisco sempre la comunicazione che avviene per tramite dei
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giornali locali, sembra che si sia imperniata su tre Ordinanze, in realtà: quella dei colombi, quella
della zanzara tigre, quella delle biciclette sul lungo lago.
Sinceramente, leggendo le Ordinanze, si rimane molto perplessi, verrebbe anche da
scherzare qualche volta, perché non entro nel merito delle stesse, che siano sulle biciclette del
lungo lago, o all’educazione di chi va o non va e al fatto che il lungo lago possa servire da sfogo
per evitare altre strade molto più pericolose; cosa per cui andremmo ad attivare un discorso un
po’ particolare. Non entro nel merito del discorso sui colombi, perché ne abbiamo già parlato con
l’Assessore Matteotti, a suo tempo; secondo me il discorso colombi sta diventando, in alcuni
casi, un’emergenza; e, visto che i colombi, purtroppo, non sanno leggere le Ordinanze,
continuano a moltiplicarsi a dismisura e forse occorrerebbero misure più drastiche. Sinceramente
mi ha fatto molto sorridere l’Ordinanza sulla zanzara tigre. Se permettete, tra il serio e il faceto,
potrei proporre qualche soluzione.
L’ordinanza è contro le signore, le vecchiette, che mettono l’acqua nei loro vasi di fiori,
con i Vigili che potrebbero andare a controllare se c’è acqua stagnante nei vasi e nei sottovasi
delle medesime. E’ un’ordinanza contro i pneumatici abbandonati: voi sapete, infatti, che Riva
del Garda ne è piena! Io non ne ho mai visto uno! Questa è un’ordinanza contro i pneumatici
abbandonati, che sono esattamente il luogo ideale dove nascono le zanzare tigre. Tra parentesi
abbiamo, vicino alla nuova bretella Comai, un centro dove l’acqua ristagna, dove non ci sono
copertoni o vasi di fiori, ma c’è acqua putrida fin che vogliamo. Allora, si invitano i cittadini a
svuotare i contenitori sotto i vasi, giornalmente, a lavarli e a capovolgerli, ad introdurre i pesci
rossi nei contenitori; infatti io mi sento un cittadino molto virtuoso, visto che ho una vasca con i
pesci rossi. Dunque io, per la mia parte, tutelo. Sto pensando ad un brevetto, che presenterò in
settimana, che il Comune potrà fare proprio, visto che, evidentemente, lo metterò a disposizione
del Comune, per il prossimo anno, quando ci saranno le zanzare tigre: ci saranno dei vasi di fiori,
molto belli, che sotto avranno una fioriera trasparente, dove i pesci rossi potranno sguazzare e
quindi mangiare la larva della zanzara che sta sopra.
Evito di proseguire, ma avete certamente capito di che stampo sia il mio intervento. Dico
un’altra cosa: mentre sono bravo, da un certo punto di vista, perché ho la vasca dei pesci rossi,
sono anche colpevole - qui ci sono i Vigili urbani cui chiedo di intervenire – perché talvolta al
cimitero, sotto la fioriera, io non svuoto l’acqua. Anzi, invito i Vigili, se vogliono fare una retata,
ad andare al cimitero, perché tutte le tombe contengono la zanzara tigre. La mia domanda è
questa: signor Sindaco, è in grado Lei di dirmi adesso, o anche più avanti, quante sanzioni
amministrative i Vigili Urbani di Riva hanno elevato per tutti questi inadempienti che si vedono
quotidianamente? Grazie.
Presidente:
Grazie, ha chiesto la parola il Consigliere Serafini.
Consigliere Serafini:
Grazie. Circa un anno, fa esattamente in data 12 agosto 2005, presentai una
interrogazione, inerente la problematica relativa alla costruzione di un parcheggio pubblico in
località Brione, esattamente nella piazzetta S. Rocco. Chiedo che intenzioni abbia
l’Amministrazione in merito, visto che il problema non è stato risolto. Vorrei ribadire che si
tratta di un Rione, di una periferia del Comune di Riva, sprovvista di tali infrastrutture, che
invece non mancano, ad esempio, a Pregasina e a Campi. Volevo anche far presente che, in
campagna elettorale, alcuni esponenti della maggioranza, di gruppi politici diversi, avevano
promesso ai censiti la realizzazione di quanto da me richiesto. Grazie.
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Presidente:
Grazie, ha chiesto la parola il Consigliere Frizzi.
Consigliere Frizzi:
Presidente, non accolgo il Suo invito a rispettare le Istituzioni, in base al vestito che una
persona si mette addosso, io penso che le Istituzioni debbano essere rispettate sul modo, sul
comportamento, su come un Consigliere comunale – e l’Amministrazione tutta – si pone anche
nei confronti dei cittadini. Oggi sul giornale locale L’Adige, è apparso un articolo abbastanza
inquietante. L’ottimo servizio del giornalista, riportava tutta la cronistoria della nuova
costruzione che verrà fatta in una zona ad alto rischio idrogeologico. È chiaro che leggendo
quanto viene riportato dal giornale, un qualsiasi cittadino si pone molti dubbi; non
dimentichiamo che, meno di un mese fa, il nostro Difensore civico, ha usato il termine “mafia”,
parlando dei Comuni della Provincia di Trento, di come viene amministrata la politica…
Sindaco:
Mi consenta, Presidente, di intervenire per fatto personale: mi permetto di chiedere al
Consigliere Frizzi di stare attento a cosa dice, perché io ho già dato mandato ad un avvocato di
intervenire, per quanto riguarda quello che ho letto sul giornale; dove la mia persona è messa in
piazza con il solito sistema. Quindi non è ottimo, per quanto mi riguarda, l’aggettivo giusto da
usare a commento di quell’articolo. Stia attento a quel che dice, perché potrei dare mandato al
mio avvocato anche nei confronti di chi volesse andare avanti con toni simili.
Consigliere Frizzi:
Nell’arco del tempo passato su questi banchi ho sentito diverse volte la minaccia di
querela: ormai so come parlare e anche, eventualmente, come esporre i miei dubbi; non si
preoccupi, Sindaco, io porto sempre il dubbio e uso il condizionale. Se è lecito, posso esprimere
questi dubbi, che sono anche quelli dei cittadini, dal momento che leggono quelle cose sul
giornale.
Queste sono cose che sono state riprese, ovviamente, da Atti presi in un Ufficio cui
qualsiasi cittadino rivano può rivolgersi. Ora, è chiaro che, di fronte a quel che c’è scritto,
ognuno può porsi diversi dubbi, perché io non discuto se in politica, se nelle Amministrazioni
trentine, c’è o non c’è la mafia. Questo non fa parte dei miei compiti, come non lo è risolvere la
questione; eventualmente ci penseranno altre in altre sedi. Non è mio interesse porre
all’attenzione quest’argomento.
Sindaco:
Lei non fa parte di un’Amministrazione comunale?
Consigliere Frizzi:
Sì, faccio parte di un’Amministrazione comunale, quindi mi pongo anche io, avendo
letto, gli stessi dubbi.
Sindaco:
Parla di se stesso, dunque.
Consigliere Frizzi:
Parlo di me stesso, ma potrò avere anche io dei dubbi, signor Sindaco, oppure ….
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Sindaco:
…dubbi su se stesso, su questo tema, può dirlo esplicitamente.
Consigliere Frizzi:
Infatti, io pongo dei dubbi, perché, secondo me, si parla di cose molto serie. Dal momento
che c’era una perizia idrogeologica, redatta da un geologo, commissionata dal Comune, nel
passato PRG, che constatava che tutta quell’area era ad alto rischio idrogeologico. Dal momento
che la storia – che tutti noi rivani conosciamo – di Riva del Garda è basta anche su nozioni
storiche che indicano la pericolosità di quella zona; tanto è vero che si chiama Marocco non
perché ci abitino degli africani, ma perché è situata su delle marocche, ovvero su una frana. Non
molto distante dal “Marocco” abbiamo il “Lavino”, il cui nome deriva da slavina; non solo, ma,
nei primi anni del ‘900, l’ultima frana che la Rocchetta ha scaricato a valle, ha spaccato
letteralmente tutte le fontane che i cittadini rivani usavano per lavare i propri panni.
La storia insegna dunque che quella montagna è idrogeologicamente pericolosa; la perizia
di quel geologo, commissionata dal Comune di Riva, lo diceva chiaramente, segnalando in rosso
tutta la zona. Ora, di fronte a quanto accaduto, io chiedo solamente questo, visto che ho letto
anche le domande fatte all’Assessore competente, Adalberto Mosaner, con cui si chiede chi sia
stato, chi sia il nuovo Funzionario provinciale che ha modificato lo status quo. Queste sono le
cose che chiedo io, visto che anche i cittadini rivani si pongono il dubbio del forte rischio che
incombe su quella zona; nonché sui motivi per cui, nel giro di poco tempo, di qualche mese, di
pochi anni, sia stata modificata quella zona con un retino di diverso colore, cosa che ha
permesso, di fatto, di poter dare il via alla costruzione di un edificio di 7 piani, come si legge sui
giornali.
Non è una cosa di poco conto, signor Sindaco; poi, tutto quello che viene riportato
nell’articolo, non è compito mio commentarlo, nel dire se c’è stato illecito o meno; è chiaro che
se ne discuterà in altre sedi. Io Le chiedo semplicemente una cosa.
Sindaco:
Lei ci sta annunciando l’arrivo di qualche denuncia?
Consigliere Frizzi:
Io non ho dichiarato niente, ho detto che se c’è illecito se ne occuperà eventualmente
qualcun altro.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Signor Presidente, mi faccia la cortesia per favore, di richiamare il Sindaco, che troppo spesso
interrompe noi Consiglieri quando stiamo parlando.
Presidente:
Consiglieri, per favore.
Sindaco:
I Consiglieri non hanno il diritto di utilizzare i giornali per offendere il Sindaco, altri
Consiglieri o gli Assessori. Io mi riservo di chiarire sempre queste cose.
Consigliere Frizzi:
Mi dica dove io L’ho offesa.
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Sindaco:
Per la premessa che ha fatto, benedetto collega!
Consigliere Frizzi:
Guardi che il termine mafia è stato usato dal Difensore Civico, non da me.
Sindaco:
…sicuramente approfondita.
Consigliere Frizzi:
E’ chiaro che lo sarà, ma dal momento che ci sono dei dubbi, io mi pongo il problema che
riguarda la sicurezza dei nostri cittadini. Tutto qui, io mi chiedo se non sia il caso di approfondire
e di andare a chiedere lumi su quella perizia geologica commissionata dalla Provincia di Trento.
Bisognerebbe chiedere le motivazioni e la valutazione su quella perizia geologica. Io chiedo,
semplicemente, a tutela e garanzia dei cittadini rivani, di mettere a confronto due perizie
geologiche che sono in contrapposizione. Una, infatti, è stata commissionata dal Comune di
Riva, l’altra dagli uffici della Provincia. Mi sembra lecito porre queste problematiche, a Lei no?
Stiamo parlando di una zona ad alto rischio idrogeologico, dove verrà costruito un edificio di 7
piani, su cui sono state modificate le valutazioni di pericolosità. Mi permetta.
Presidente:
Qual è la domanda?
Consigliere Frizzi:
La domanda è questa: se non sia il caso di chiedere informazioni alla Provincia di Trento
ed eventualmente, dal momento che i geologi spesso sono disoccupati, visto che lavoro in
Trentino ce ne sarebbe a iosa, chiedo che venga commissionata una ulteriore perizia; per
rassicurare e verificare che tutta quell’area sia veramente sicura, al punto tal da poter permettere
una edificazione così consistente. Tutto qui. Non c’è nessun’altra domanda.
Presidente:
Benissimo, Consigliere Frizzi. Se Lei fosse partito con queste premesse, il signor Sindaco
sicuramente non l’avrebbe interrotta.
Consigliere Frizzi:
Io parto con le premesse che voglio! Siamo in democrazia, c’è libertà di parola, se
permettete ognuno si esprime come vuole! Io ho letto, in estate, la polemica relativa al Difensore
civico; permetta che questo iter burocratico faccia nascere in me alcuni dubbi! Posso tenermeli, i
miei dubbi, o sono da portare davanti ad un Giudice a livello penale? Me lo dica Lei.
Sindaco:
Scusi, per fatto personale, signor Presidente.
Presidente:
Prego.
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Sindaco:
Volevo solo rassicurare il Consigliere Frizzi, nel dire che l’itinerario che ho proposto nei
suoi confronti, al fine che resti a processo verbale una riorganizzazione del Suo pensiero, è a Sua
tutela! Se per caso questo processo verbale dovesse essere usato, giustappunto, in altre sedi!
(VOCE FUORI MICROFONO)
Ho avuto piacere, comunque, nel notare che il finale è stato di tono molto più elevato di quanto
non fosse la premessa.
Presidente:
Ha chiesto la parola il Consigliere Zambotti.
Consigliere Zambotti:
In questi ultimi giorni gli abitanti del centro - tra cui ci sono anche io, che però non uso la
macchina, dunque per me non si è trattato di un grande problema – sono rimasti prigionieri del
traffico enorme che è passato su via Cannella. Ormai la rotatoria si sta dimostrando una
strozzatura incredibile. Chiedo notizie, visto che poco tempo fa si è tenuta la cerimonia di
inaugurazione della Galleria, sullo stato dei lavori della cosiddetta circonvallazione ovest. Vorrei
conoscere gli eventuali intoppi che ne rallentano la realizzazione; nonché i tempi previsti di
realizzazione, visto che mi pare che, rispetto alle previsioni, si vada per le lunghe.
Poi chiedo se ci sono notizie nuove relative alla viabilità che ci unisce all’asta dell’Adige,
che è una ulteriore possibilità per sbloccare la situazione. Effettivamente, infatti, in questi ultimi
10-15 giorni è stato veramente tremendo il traffico, per gli abitanti del centro; io parlo per loro,
poi sicuramente ci sono anche altre situazioni problematiche. Certo, questo è un incentivo per
non usare la macchina, però, insomma, preferirei che se ne usassero altri!
Secondo punto: parcheggio di via Pilati. Chiedo a che punto siamo con i lavori, a che
punto siamo con l’eventuale nuovo progetto. Esprimo anche un piccolo rammarico, perché io
pensavo, a dire il vero, che quel cantiere divenisse un modello per tutti i cantieri rivani, che
lasciano un po’ desiderare, per quanto riguarda l’utilizzo di macchinari. Normalmente vengono
utilizzati macchinari vecchi, scassati, vengono rispettate poco le normative e via dicendo. Lì,
purtroppo, siamo arrivati all’uso di macchinari risalenti a 20 o 30 anni fa, che sono
rumorosissimi e che creano un inquinamento atmosferico incredibile, che emanano nuvole
allucinanti di gas tossico; veramente un cattivo esempio di come deve essere fatto un cantiere.
Ricordo che siamo nel periodo estivo, che tutte le finestre sono aperte, per cui io mi aspettavo
qualche cosa in più rispetto ai macchinari usati, che, basta guardarli, sono vecchissimi. Certo, è
giusto, probabilmente chi dirige i lavori lo fa in economia, ma c’è un limite a tutto, secondo me,
grazie.
Presidente:
Grazie, ha chiesto la parola la Consigliera Lorenzi Emanuela.
Consigliera Lorenzi Emanuela:
Volevo chiedere lumi, signor Sindaco, riguardo alla Commissione Urbanistica. Ho
partecipato, come Commissario esterno, all’esposizione dei professori universitari a proposito
della zona dell’Alboletta. Io pensavo che il tutto fosse ancora secretato, invece lo ritrovo sulla
stampa, specificato in modo dettagliatissimo. A me dispiace molto, perché è vero che la stampa
svolge il proprio compito, però ci sono sempre questi titolacci come li chiamo io. Me ne
dispiace, perché la cosa non è ancora stata portata in Consiglio comunale; spero che lo si faccia
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presto, ma per il momento bisogna ancora discuterne. In questo modo si mette solo in agitazione
la cittadinanza.
Lo stesso vale per via Pigarelli: io vorrei sapere, visto che a me era stato riferito che tutto
era ancora secretato, se lo sia o meno; oppure bisogna dire ogni volta se sono secretati o meno
questi incontri della Commissione Urbanistica.
La seconda domanda è questa: volevo chiedere al signor Sindaco se è a conoscenza
dell’ammontare degli adeguamenti delle indennità degli amministratori del nostro Comune, sia
per noi Consiglieri che per gli Assessori. Vorrei capire, infatti, a che variazione di Bilancio si va
incontro. Chiedo l’ammontare, l’entità, perché ho visto che sui giornali quasi tutti i Comuni
portano in visione le variazioni che dovranno introdurre; volevo sapere soltanto la cifra relativa
al nostro Comune. Grazie.
Presidente:
Grazie, ha chiesto la parola il Consigliere Pederzolli.
Consigliere Pederzolli:
Sì, grazie Presidente. Due cose brevi, prima di presentare le mie question time; mi rivolgo
al Presidente: io ho ricevuto la convocazione contenente i punti all’O.d.G., sembrava che si
dovesse partire con le mozioni, invece vedo che partiamo con le questione time, che sono
contenute nell’O.d.G. suppletivo 2. Chiedo il motivo di questa variazione all’O.d.G. che è stato
inviato a tutti i Consiglieri. Per quanto riguarda il regolare funzionamento del Consiglio
comunale, invito il Presidente a richiamare anche il signor Sindaco, quando interrompe un
Consigliere. Detto con tutto il rispetto per il Sindaco e per il Presidente del Consiglio, però io
ritengo che sia giusto che, nel momento in cui un Consigliere di minoranza sta effettuando un
intervento, possa ultimarlo e che poi, eventualmente, ci siano le risposte del Sindaco. Questo vale
anche nel caso di interventi a tutela, o di avviso di eventuale pensiero fuorviante rispetto
all’argomento. Si trattava però pur sempre di una premessa.
Per quanto riguarda le question time, ho alcune piccole segnalazioni da fare; una in
particolare. Io credo che, giustamente, il Comune debba garantire i diritti di tutti, all’interno di
una città, sia quelli di chi chiede un’autorizzazione per effettuare dei lavori, sia quelli dei
cittadini che abitano nella zona. Mi è stato segnalato, infatti, dai residenti di una frazione, l’inizio
dei lavori in data 10 agosto, di un cantiere che stava installando dei micro pali. Io credo che il
mese di agosto sia quello nel quale la maggior parte delle aziende, fabbriche, industrie, nonché
tutte le varie attività della zona, cessano l’attività lavorativa. Quindi molte persone sono in
vacanza, in ferie, pertanto a casa. Vedere avviare un cantiere il giorno 10 agosto sembra
abbastanza singolare, perché poi l’installazione di micro pali è alquanto rumorosa. Il tempo di
questi giorni ha aiutato, visto che forse le finestre erano chiuse, ma normalmente…
Sindaco:
Scusi, non si offenda: cantiere pubblico o privato?
Consigliere Pederzolli:
E’ un cantiere privato che ha chiesto regolare autorizzazione al Comune ed ha iniziato i
lavori in agosto. La mia premessa voleva portare a dire che logicamente l’attenzione va rivolta al
privato che chiede l’autorizzazione, ma anche ai cittadini che abitano nei dintorni. Questo in
particolare era un lavoro molto rumoroso, che necessitava di speciale autorizzazione; a detta
delle persone che hanno interpellato il Comune – questa è la mia domanda – sembra che l’Ufficio
Ambiente non fosse a conoscenza di una autorizzazione rilasciata a questo cantiere. Io dunque
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chiedo se questo corrisponda a verità, specificando che il cantiere si trova nella frazione di
Varone. Il giorno 10 agosto all’Ufficio Ambiente non risulta nulla di questo, mentre tutti gli altri
Uffici sapevano di una Dichiarazione di Inizio Lavori che era stata presentata; ma non l’Ufficio
Ambiente, che logicamente non ha concesso alcuna deroga per i rumori in eccesso. Volevo
sapere, appunto, se corrisponde a verità la situazione che mi è stata segnalata. Io inviterei a fare
in modo che nel mese di agosto, anche per tutelare le attività commerciali e turistiche esistenti in
zona, si eviti un inizio lavori proprio nella settimana di ferragosto. Ci sono state infatti anche
lamentele, presso le strutture ricettive, di clienti che si lamentavano per il rumore presente per
tutto l’arco della giornata, che arrecava disturbo; sia a loro stessi, in vacanza, che alla struttura
ricettiva. Posso citare un esempio: in alcune zone turistiche, nel mese di agosto, non vengono
rilasciate concessioni per avviare i lavori. A Rimini, addirittura, si permettono di chiedere ai vari
cantieri di rimuovere le gru; dunque io non dico che dobbiamo sempre guardare agli altri, per
carità, rispettiamo tutti, ma cerchiamo di evitare questi interventi chiassosi, nei periodi in cui la
maggioranza delle persone è a casa per godersi le proprie vacanze, il proprio riposo.
Sempre in tema di cantieri, chiederei che vi fosse una verifica più accurata, per quanto
riguarda il rispetto dei periodi di silenzio che il nostro Comune prevede per i cantieri, appunto.
Spesso arrivano segnalazioni, infatti - ma mi sono reso conto anche di persona di questo
problema, mio malgrado, richiedendo svariati interventi – che i lavori nei cantieri vengono
interrotti a mezzogiorno e riprendono all’una. Se non ricordo male, invece, è previsto un orario
di silenzio fino alle ore 14.30 pomeridiane. Chiederei quindi il rispetto di queste tempistiche, non
dico fino alle 14.30, ma almeno fino alle 14. Forse si può prendere in considerazione anche
questo aspetto.
Una domanda che rivolgo al signor Sindaco riguarda le polemiche che sono iniziate con il
Beach party del mese di luglio, che ha visto un Consigliere comunale presentare una sorta di
referendum, per raccogliere pareri favorevoli o contrari a queste feste di spiaggia. Io ho letto
articoli sui giornali, pensieri di Assessori e di altri personaggi cittadini, di imprenditori, che
manifestavano la loro idea; però non ho letto il parere del Sindaco. Quindi il pensiero che sia
stata multata, o meglio, trattenuta la cauzione ad una associazione che ha organizzato una festa in
spiaggia; credo che sia un segnale abbastanza poco edificante e poco invitante nei confronti della
stessa a promuovere altre iniziative. Se la minaccia è che se rimane un pezzo di carta, o qualche
bicchiere in giro, si deve versare una cauzione di mille o più euro, in base al tipo di festa che si
andrà a realizzare, altri tentativi di questo tipo non ce ne saranno.
Io sono stato presente - per tutta la serata - all’ultimo beach party e ho anche assistito alla
pulizia della spiaggia: posso assicurare che i ragazzi che hanno pulito, sotto una pioggia battente,
il prato e la spiaggia, hanno cercato, nei limiti del possibile, di raccogliere tutto quel che si
poteva. Se noi andiamo a vedere la domenica in spiaggia, quando si allontana la massa di gente,
forse è peggio, ma molto peggio! Ad esempio i cestini, che sono pieni già dalle 14, con il vento
rilasciano ogni sorta di immondizia: carta, bicchieri e altro. Ritengo che bisognerebbe valutare un
po’ più attentamente la possibilità di trattenere la cauzione di un’associazione; magari si potrebbe
pensare ad un richiamo, o ad altri sistemi atti a far capire a questa associazione che ha sbagliato;
ma affidarsi alla voce di un imprenditore, che ha avuto un danno perché c’era chiasso e i suoi
clienti se ne sono lamentati, mi sembra un po’ poco; questo è il mio pensiero.
Ultime due segnalazioni: prima ho sentito parlare di un’Ordinanza relativa ai piccioni, o
meglio, colombi. Palazzo Lutti Salvatori: se non erro una parte è di proprietà comunale, ci sono
finestre spalancate, da cui spesso s’introducono i piccioni, che poi nidificano, lasciando
moltissima sporcizia. Credo che debba essere il Comune, per primo, a dare esempio di
comportamento virtuoso, dando l’esempio su come si possano evitare queste situazioni. Così,
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invece, sembra che il Comune emani un’Ordinanza, senza guardare però il proprio giardino,
prima.
L’ultima cosa, brevissima, riguarda la spazzatrice, che l’impresa incaricata della pulizia
delle strade utilizza. Spesso, quando passa in prossimità dei cantieri, non annacqua prima,
probabilmente, il terreno a sufficienza, e con le spazzole solleva un polverone che è poco
edificante; soprattutto se, di fronte, ci sono abitazioni, residenze private, o comunque anche
attività commerciali. Chiederei, se fosse possibile, nelle zone dove ci sono i cantieri, di prevedere
che vi sia qualcuno che anticipa la macchina, umidificando la polvere, che poi viene rimossa
dalla spazzatrice appunto. Grazie.
Presidente:
Grazie, prima di dare la parola al Consigliere Benamati, vorrei ricordare al Consigliere
Pederzolli, che il nuovo Statuto prevede, all’inizio di ogni Consiglio comunale, le question time.
Lei faceva parte della Commissione, mi dispiace che Le sia sfuggito questo particolare. Poi, in
secondo luogo: voglio ricordare che il Sindaco è un Consigliere comunale, ma, se mi permettete,
è il Sindaco della città. Io non gli toglierò mai la parola e potrà intervenire tutte le volte che
vorrà. Scusatemi, ma questo è il mio pensiero.
La parola al Consigliere Benamati.
Consigliere Benamati:
Molto semplicemente, visto che siamo in question time, dunque non c’è bisogno di
premessa alcuna. Volevo segnalare al Sindaco, ma soprattutto all’Assessore Bagozzi, che in
alcune zone - io frequento soprattutto il Rione Degasperi e io Rione 2 Giugno - ci sono molto
spesso isole ecologiche straripanti; secondo me non sempre vengono rispettati i periodi di
raccolta della carta e, in modo particolare, della plastica. Mi disturba soprattutto l’isola ecologica
vicina alla scuola materna, perché che si strapiena non è proprio l’ideale.
Un’altra cosa: anche io, come il Consigliere Pederzolli, intervengo sul discorso della
macchina spazzatrice. Io sono sorpreso che da via Grez, dove io abito, passino a mezzogiorno,
senza prima bagnare. Grazie.
Presidente:
Grazie Consigliere Benamati. La parola al Consigliere Benaglio.
Consigliere Benaglio:
A volte io mi chiedo a che cosa serva lo strumento delle question time, perché qualcuno
parla, parla, parla e poi non ha risposta. Io ho fatto una domanda il 30 giugno e nessuno mi ha
mai risposto. Mi ha risposto - riguardo ai parcheggi perenni della Fraglia – il signor Angelini
Giancarlo, che non so se sia il portavoce della Giunta, dicendomi che i giardini sono stati trattati
con il prato armato e che questo consente il passaggio delle barche con i carrelli gommati;
sottolineando che questo risolve un problema della Fraglia.
A questo punto mi chiedo: che significa? Io vorrei sapere qualcosa, speriamo che mi
rispondiate, se non sarà così presenterò una interpellanza, o una interrogazione in merito. Una
cosa: a quei giardini sono state tolte 9 palme, mi è stato detto che sono state spostate da un’altra
parte. Allora, io vorrei sapere dove sono andate a finire queste 9 palme, nonché i motivi per cui
sono state tolte. Poi volevo anche conoscere la delibera di Giunta che ha affidato i lavori alla
ditta che poi ha trasformato i giardini, contenente l’ammontare della spesa sostenuta. Se non mi
rispondete presenterò una regolare interrogazione. Grazie.
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Presidente:
Grazie, Consigliere Benaglio, la parola al signor Sindaco.
Sindaco:
Grazie Presidente. Il Consgliere Modena ci ha intrattenuti su tematiche relative alla
qualità e alla salubrità della vita urbana nella fase estiva, citando tre ordinanze; per la verità
quella relativa ai colombi non è un’ordinanza ma una pubblicazione, che contiene osservazioni,
antiche ordinanze e quant’altro. Sarebbe già un buon risultato se noi evitassimo di vedere le
persone impegnate a dar da mangiare ai simpatici volatili, per la verità.
Per quanto riguarda le biciclette è vero che si tratta di una ordinanza, che sicuramente può
essere ripensata, in alcuni dettagli; ma essa nasce dal fatto che, evidentemente, quella precedente
– che invitava la cittadinanza a percorrere, nel periodo estivo, con prudenza, anzi, scendendo e
guidando a mano la bicicletta per il lungo lago – non viene ottemperata. Quindi è sembrato
opportuno un momento di ulteriore restrizione. Anche in questo caso, purtroppo c’è una
questione culturale e di sensibilità generale rispetto a questi temi, vale anche per la zanzara tigre
della quale verrò a parlare tra un attimo. Molto dipende anche dalla comunicazione, che non
sempre, a sua volta, dipende dall’intenzione di chi la offre; ma spesso dipende da chi la mette in
circolazione. Se noi avessimo una sensibilità diffusa, che non vuol dire mono pensiero, ma in
termini, per esempio, di stazione turistica, il titolo che dice: “La vigilessa non ce la fa nonostante
l’Ordinanza” mette in difficoltà. Visto che le prime tre question time hanno avuto attinenza ad
articoli di giornale, mi riferisco anche io ad essi. Direi che mette in evidenza, quasi, il venir meno
del valore dell’Ordinanza medesima, come a dire: “Viva l’anarchia”.
Per quanto riguarda la zanzara tigre, è un problema, in effetti, però, Consigliere Modena,
molto grave, per quanto riguarda le zone turistiche. Noi abbiamo già avuto due esercizi
alberghieri che hanno lamentato, in zone diverse da quella dove Lei risiede per la verità,
problemi attinenti a zanzare e alla zanzara tigre in particolare. Stanno attivamente collaborando
con l’Ufficio Ambiente, proprio sulla base delle direttive emanate con l’Ordinanza, al fine di
contenere i rischi che sono presenti. Lei ci ha fatto una scansione dell’Ordinanza su alcuni degli
elementi meno diffusi – lo spero bene – sul nostro territorio, a parte l’ultimo che Lei ha voluto
citare, quasi in auto accusa. Bisogna dire la verità: era necessario che, all’interno dell’Ordinanza,
in quanto strumento amministrativo, venissero citate tutte le casistiche che, in fin dei conti, i
biologi della Provincia, che hanno supportato l’Ufficio Ambiente in questa circostanza, ci
avevano indicato. Purtroppo, per quanto riguarda la circostanza dei copertoni, devo dirLe che, in
realtà, abbiamo anche identificato un deposito di materiali vari, compresi alcuni copertoni. Dopo
di che pensavo mi chiedesse quante zanzare tigre abbiamo catturato, ma in realtà…ho ben capito
che potevamo finire lì! Avrò cura di farle una comunicazione personale, contenente il numero
delle sanzioni sinora applicate dalla Polizia municipale in proposito.
Per quanto riguarda il problema del parcheggio in località Brione, si vuole sapere quali
sono le intenzioni dell’Amministrazione comunale; il tema è sicuramente interessante,
evidentemente.
Rispondendo ad un’interrogazione dei Consigliere Trinchieri Benati e Pederzolli, ho
avuto modo di precisare che il PRG è lo strumento urbanistico adeguato per individuare un’area
con la quale dare risposta ad un problema, se esso fosse riconosciuto di pubblico interesse. Poi,
per la verità, i precitati colleghi, a mezzo stampa, hanno fatto riferimento al Piano Urbano
parcheggi, che però non è strumento urbanistico sufficiente. Il Piano Urbano Parcheggi è una
relazione in merito a dove si vogliono fare le cose, che poi deve essere codificato nel PRG, per
poter ottenere l’effetto di rendere espropriabile l’area, al fine di realizzare l’opera pubblica. Io
devo dire che, per quanto riguarda quella particolare entità - dove peraltro eravamo insieme ieri
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sera a festeggiare il Patrono, con un giorno di ritardo per via del maltempo – dovremo verificare,
effettivamente, che la somma delle esigenze private diventa una reale esigenza pubblica. Credo
che vada quantificato il problema, sicuramente non in occasione della sagra. Il problema,
casomai, è la quotidianità e va affrontato con grande attenzione. Su quell’area noi avevamo
espresso, in via informale, a quella parte di popolazione della città, la disponibilità a farci carico,
come Amministrazione comunale, della gestione della piazzetta e della strada di accesso;
naturalmente a condizione che gli attuali comproprietari siano disponibili a cederla in
comproprietà al Comune.
Questo potrebbe aiutare l’Amministrazione comunale a trovare una prima soluzione; resta
inteso che, in sede di variante di assestamento, si potrebbe pensare a questo come ad uno dei
problemi da risolvere nel medesimo strumento urbanistico. Quella è la via maestra, su cui ci
impegniamo, attraverso una modifica adeguata dello strumento. Poi potremo aggiungere qualche
osservazione anche un po’ più divertente, se andiamo chiedere ai nostri censiti dove vogliono
mettere questo parcheggio, la cosa diventa interessante; perché, in ragione del crocchio di
concittadini, lo vedremo allocato su un terreno, su un altro, su un altro ancora. Questo dà anche
l’idea della difficoltà poi di trovare una soluzione in loco, capace di risolvere la questione; però è
compito dell’Amministrazione comunale affrontare questo tema, quindi lo abbiamo in agenda.
Per quanto riguarda il tema affrontato dal Consigliere Frizzi, come si è venuto elaborando
nel corso delle comunicazioni, noi dobbiamo effettivamente distinguere: una cosa è il tema così
come lo ha infine affrontato il collega nel suo intervento, un’altra è il tema così com’è stato
affrontato sull’articolo di stampa di oggi. Quindi al secondo, a questo punto, risponderemo a
mezzo Ufficio stampa, salvo vie diverse, come ho detto prima; perché è troppo comodo,
evidentemente, utilizzare uno strumento che sappiamo non essere mai smentibile, no? Il potere
che hanno i nostri giornalisti lo conosciamo tutti, da un giorno all’altro ci fa dimenticare anche la
storia e si creano e si distruggono miti; per cui su questo ci riserveremo di intervenire
diversamente.
La domanda finale del Consigliere Frizzi: per carità, la licenza edilizia conclusiva non è
stata ancora emessa, quindi io non ho alcun dubbio che gli Uffici comunali competenti
valuteranno esattamente i contenuti di tutti gli allegati ad un progetto; quindi io, su questo, non
mi avventuro. Devo dire che la storia di quel vincolo è estremamente semplice, perché era
normato in un certo modo nel PUC, quando è stata adottata la variante – a settembre 2000 – la
variante al…
(CAMBIO LATO)
…nella previsione del PRG, già di per sé in salvaguardia, per conto suo, a quell’epoca, il vincolo
nuovo, riconosciuto dal PUP, che è quello che poi ritroviamo nel PRG, in quanto approvato dalla
Giunta provinciale nel 2002. Quindi su quello – visto che di delibera di Organo superiore si è
tratto e non di scelta dell’Amministrazione comunale, o dei suoi consulenti – che si andranno a
fare tutte le verifiche congruenti, rispetto al progetto presentato. Ricordo che l’atto che è
transitato fino ad ora, per quanto riguarda quell’opera, è la Convenzione che ha regolato le
modalità di intervento: tipo di realizzazione, tempi, modalità di gestione del rapporto pubblico
privato, di quell’opera. Non è stata staccata, attraverso quella Convenzione, la concessione
edilizia. Diciamo dunque che, dal punto di vista della verifica geologica, il riferimento è il PRG
con le sue previsioni, adeguato di autorità al PUP, nella salvaguardia del medesimo, nella
adozione della variante 2000 al PUP.
Al Consigliere Zambotti devo dire questo: sì, non c’è stata, presumo, nessuna volontà di
creare una categoria di prigionieri nel centro storico, in questi giorni, ma credo che questo
valorizzi l’attenzione che Lei ha voluto porre ai lavori della variante. Credo di poter dire, da
questo punto di vista, perché le comunicazioni sono recentissime, che, a seguito della definizione
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in Conferenza dei Servizi dell’approvazione da parte del Comitato tecnico-amministrativo
provinciale della variante finale dell’opera, la settimana prossima riprenderanno i lavori; che
dovrebbero svilupparsi, giustappunto, per 3 tronconi funzionali. Quindi noi riteniamo, così ci è
stato comunicato informalmente, che una prima parte dell’opera potrà essere fruibile già alla
metà del prossimo anno. Adesso verificheremo con la Provincia che non ci siano ulteriori
problemi di cantiere.
Per quanto riguarda la questione ritornante del collegamento con l’asta dell’Adige, credo
di poter dire che sono in corso contatti tra l’Amministrazione provinciale e l’Amministrazione
comunale di Arco, per l’opportuna verifica di tracciato; che, risolta la questione dei rapporti tra
ente Provincia e Comune di Arco, credo che potremo tranquillamente accettare; sottolineando
l’importanza, più che altro, che quei lavori vengano fatti. Resta inteso che se lì non ci fossero
spiragli, l’Amministrazione assumerà un indirizzo di sollecitazione nei confronti delle
Amministrazioni interessate.
Per quanto riguarda il parcheggio di via Pilati: venuto meno ogni ulteriore vincolo
archeologico e definita la dimensione del parcheggio in costruzione, i lavori riprendono adesso a
conclusione della pausa estiva. Penso che l’osservazione sulla qualità del cantiere sia molto
interessante, mi farei carico di trasferirla alla Direzione lavori.
La Consigliera Lorenzi, sulla Commissione Urbanistica: lo studio dell’Università di
Trento non ha valenza di Piano attuativo o altra connessione al PRG, forse per questo non ha
avuto un percorso di secretazione o altro. E’ uno studio che è stato proposto all’Amministrazione
e riportato. Ho visto anche io almeno una reazione sul giornale, piuttosto preoccupata, ma
francamente devo anche dire che sono anni che il PRG prevede, nella campagna “delle Zadra”
(come la conosciamo in gergo) la realizzazione di alloggi ITEA. Sappiamo tutti che sono passati
in Consiglio comunale 4 Piani attuativi, che si tratta di 180 alloggi, nel loro complesso; abbiamo
perfino scritto nel Bilancio pluriennale che, a seguito dell’arrivo degli alloggi ITEA dovremmo
anche ripensare all’area scolastica. Francamente leggere che si dà in mano alla speculazione
edilizia un terreno sul quale costruisce ITEA, mi sembra una contraddizione in termini, dal punto
di vista della affermazione in sé. E’ anche, come dire, una caduta di stile rispetto al fatto che oso
presumere che tutti i vicini, quanto meno per interesse diretto, siano a conoscenza di quanto i
Piani urbanistici succedutisi in tutti questi anni prevedono in quell’area. Dopo di che altra
questione è se la piazza va di qua o va di là, ma io lì dentro, altre cose, francamente, non ho
visto; perché già di ITEA sapevamo, come anche dell’impegno sull’area scolastica che ci attende.
L’entità dell’indennità di carica: le faccio avere la tabella. Avevamo in ballo l’argomento
nell’ultima variazione, forse Lei non c’era quando abbiamo fatto la variazione di Bilancio a
luglio. Era prevista all’interno di quella variazione; salvo che per la definizione di un’ultima
tranche, che entrerà nella variazione di fine anno, che per ora non si è resa necessaria, in ragione
del fatto che la mia indennità di carica non mi viene più erogata; quindi si è creato,
sostanzialmente, un polmone di utilizzabilità sul Capitolo previsto. La tabella è già approntata,
gliela farò avere all’inizio della settimana.
Per quanto riguarda l’intervento del Consigliere Pederzolli, le questioni di competenza
del Presidente sono state assolte dal medesimo, in risposta. Prendo atto di questo cantiere
privato. Dico due cose sulla questione nel suo complesso, per come l’ha espressa: normalmente
tra la deroga acustica e la concessione, o il via libera rispetto alla dichiarazione di inizio attività,
c’è contemporaneità; perché, evidentemente, l’una senza l’altra non ha senso. Quindi, o non era
fisicamente depositata in un Ufficio l’una, o non era fisicamente depositata in un Ufficio l’altra,
perché c’è un parallelismo operativo senza il quale le due cose non possono essere gestite; a parte
la verifica che faremo.
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Vorrei invece segnalarLe che si cerca spesso – non sempre, logicamente – la
compatibilità alla quale Lei faceva cenno. Anzi, diciamo che viene sempre ricercata e che spesso
si riesce anche ad attuarla, così mi sembra detto meglio. Abbiamo avuto anche alcuni casi nel
centro storico, ricordo in via Fiume, dove proprio l’Assessore ebbe modo di gestire la partita, in
maniera che alla fine il risultato è stato adeguato alle esigenze degli uni e degli altri; cioè di chi
gestisce il cantiere e dei censiti che abitano nei dintorni. C’è una attenzione, normalmente, della
Polizia Municipale, viceversa, per l’altro tema che Lei ha sollevato, cioè quello della pausa. Se
l’osservazione che Lei ha fatto qui volesse indicare la recrudescenza del fenomeno, faccia in
modo di fare un promemoria alla Polizia Municipale, per incentivare nuovamente i controlli in
merito.
Lei dice che fra mille non ha sentito la voce del Sindaco rispetto al beach party. Se questa
può essere l’occasione aggiungo la mia alla tante voci che si sono sentite. Guardi, dal punto di
vita della tipologia, io credo che sia una manifestazione inalienabile rispetto al patrimonio delle
iniziative che, nella nostra città, hanno luogo in corso d’anno. Siamo arrivati a questi due
appuntamenti, mi è parso di cogliere, non tanto nella questione della raccolta firme, piuttosto che
delle espressioni verbali in merito, post manifestazione, l’ultima o la penultima che siano state,
che anche taluni degli operatori che sembravano più preoccupati, siano disposti a capire che due
sere estive devono poter essere dedicate anche al mondo giovanile. È una realtà che si esprime in
questo modo, attraverso queste modalità e queste forme. Dal nostro punto di vista di
amministratori l’interesse è soltanto che tutto si svolga con quel contorno di garbo e di
corresponsabilità collettiva, rispetto al fatto che si usano spazi collettivi e non spazi privati.
Allora, devo dire che, nell’una come nell’altra delle due manifestazioni 2006, ho notato una
adesione all’invito che era espresso nell’autorizzazione, di non sovrapporsi nel primo pomeriggio
all’orario di riposo tradizionale; nella prima serata a due manifestazioni contemporanee, che si
svolgevano in altre parti della città. Questo è stato realizzato. Ci sono stati alcuni problemi in più
nella prima manifestazione, in coda alla medesima, per quanto riguarda la gestione, soprattutto
con riferimento ai servizi igienici e alle pulizie.
Per quanto riguarda i primi, in occasione della seconda manifestazione,
l’Amministrazione comunale si è fatta carico dei medesimi; devo dirLe che sto riflettendo che il
prossimo anno l’Amministrazione si faccia carico anche delle pulizie, in modo da fornire precise
garanzie alla cittadinanza e agli ospiti, rispetto all’esito finale. Naturalmente il tutto nella logica
di sempre: una corresponsabilità generale, quindi un ragionamento culturale che certamente non
va, né nell’una né nell’altra circostanza, caricato eccessivamente sulle spalle degli organizzatori,
perché “il buon senso è merce comune”. Siccome stiamo utilizzando spazi pubblici, dovremmo
sapere tutti quale comportamento finale mantenere. La mia valutazione, dunque, al di là delle
questioni che poi regoleremo con gli organizzatori, rispetto a quelli che sono parsi
inadempimenti nella prima sessione, quella di luglio, è che, comunque, sia a tutti gli effetti una
manifestazione ormai inserita nelle proposte dell’estate rivana.
Ordinanza colombi: anche qui, ricordo che la stessa è ormai arcaica e che l’opuscolo gira.
Palazzo Salvadori Lutti non solo in parte, ma è completamente di proprietà comunale; la parte
alla quale Lei si riferisce, ovviamente non è quella utilizzata come Biblioteca civica, ma è l’altra.
A questo punto non riteniamo di procedere, perché scade tra una settimana il bando di gara per i
lavori che interesseranno, a partire dall’autunno, la ristrutturazione di tutta quell’ala. Quindi
entrerà il Cantiere e si farà pulizia - ha ragione – di quello che i colombi lasciano in quelle
stanze. Lei sa che non ci sono quasi più, non i colombi, lo dico per la registrazione, ma le
finestre.
Per quanto riguarda la spazzatrice noi faremo una verifica, anche se ragionavo poc’anzi
con il collega Tonelli, che ci manca di sapere – a parte via Grez, che verificheremo – di che vie si
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sta parlando. Ci sono alcune vie del centro dove la spazzatrice fa regolarmente carico di acqua ai
singoli idranti, per spargerla prima di fare l’operazione. Non so se sia un infortunio passeggero, o
una moda; nel primo caso lo capiamo subito, nel secondo poniamo rimedio. Mi pare che si possa
mettere in questi termini, Consigliere Tonelli, o no?
(VOCE FUORI MICROFONO)
E’ una buona idea, lo faremo proprio.
(VOCE FUORI MICROFONO)
La ringrazio, anche questo fa parte di una buona modalità di comportamento degli
Amministratori. L’osservazione sull’isola ecologica portata dal Consigliere Benamati, soprattutto
nella zona del Rione Degasperi e 2 Giugno, comporterà innanzitutto una lettera, che il collega
Bagozzi si premurerà di impostare e scrivere al Comprensorio, perché faccia una verifica
puntuale delle due questioni che Lei ha posto. La prima sull’eccessivo carico, il che significa
lentezza nella pulizia; la seconda, però, che per certi versi è più preoccupante, sul mancato
rispetto della tempistica di svaso dei contenitori della carta e della plastica. Questa è una lettera
che invieremo.
Al Consigliere Benaglio vorrei dire che non ho ben capito, perché non ho visto l’agenda,
mi pare che quella riferita al 30 giugno sia una domanda che Lei ha posto in Consiglio comunale.
Non ricordo assolutamente, posso sapere come Le ho risposto? Non Le ho risposto?
(VOCE FUORI MICROFONO)
Non Le è arrivata la lettera scritta con la risposta. Chiedo scusa. Perfetto, provvediamo, mi dice il
Segretario. Lei sa che si comunica per iscritto, quindi, l’impegno che ci prendiamo è quello di
recuperare dal processo verbale del 30 giugno la domanda del Consigliere Benaglio, e, a questo
punto, mandargli una risposta per iscritto. La domanda che ha posto adesso, sul percorso delle 9
palme dal vecchio al nuovo, avrà risposta scritta; inviandoLe anche il testo della delibera. Sono
tre dunque le questioni a cui dobbiamo rispondere. Non le rispondo immediatamente per il
semplice motivo che Lei mi pone una questione cui non so rispondere; però, a questo punto, sono
tre le questioni alle quali Le risponderemo per iscritto la prossima settimana. Grazie Consigliere
Benaglio. Signor Presidente, io ho concluso, sulle question time.
^^^ Esce il Consigliere Grazioli: il numero dei presenti scende a 29. ^^^
Presidente
Propone alla nomina di scrutatori per la riunione odierna, con immediata esecutività, i
consiglieri Lorenzi Emanuela e Benamati.
Sottoposta a votazione la proposta
con voti favorevoli : n. 27 (Sindaco, Presidente, Santoni, Zambotti, Daves, Calzà Luigi,
Brunelli, Mirante Marini, Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario,
Valandro, Grasso, Dalponte, Gatti, Accorsi, Munari, Frizzi,
Pederzolli, Trinchieri Benatti, Morandi, Serafini, Matteotti
Pietro, Bombardelli, Detoni, Modena, Benaglio)
− __
contrari : n. 0
−
astenuti : n. 2 (Lorenzi Emanuela e Benamati)
IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA
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Presidente:
Passiamo ora a trattare i punti all’O.d.G. rimasti indietro dall’ultimo Consiglio comunale.
^^^ Entra il Consigliere Grazioli: il numero dei presenti sale a 30. ^^^
Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 6
dell’ordine del giorno.
PUNTO N. 6: MOZIONE N. 10 PRESENTATA IN DATA 17.05.2006 DAI CONSIGLIERI
PEDERZOLLI E TRINCHIERI BENATTI ALL’OGGETTO “ENERGIA
FOTOVOLTAICA”
Presidente
Comunico che in data 17.05.2006 è pervenuta la mozione n. 10 a firma dei consiglieri
Pederzolli e Trinchieri Benatti all’oggetto “Energia fotovoltaica”, nel seguente testo:
“””
Premesso Che
Diversi comuni della Provincia di Trento stanno installando sui tetti dei rispettivi Municipi e
delle palestre scolastiche, pannelli per la produzione di energia pulita (fotovoltaica) in modo da
salvaguardare l’ambiente e ricavarne anche un risparmio economico;
Considerato che tale sistema permette di produrre energia a sufficienza per un immobile,
permettendo addirittura un esubero di energia che può essere messa a disposizione del gestore
della rete elettrica (AGS Spa) il quale potrebbe riconoscerne il pagamento o la conversione in
credito di energia, da utilizzare nei casi in cui il sistema fotovoltaico, causa periodi eccessivi di
assenza di sole, richieda l’utilizzo della rete elettrica;
Tenuto conto che tale tipo di progetto viene finanziato dalla Provincia per il 70% e che la spesa
complessiva per il progetto, che un comune trentino ha sostenuto per riscaldare Municipio e
palestra, ha avuto un costo complessivo di circa 90.000 euro con limitato esborso per il
Comune;
Tutto ciò premesso il CONSIGLIO COMUNALE DI RiVA DEL GARDA
INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE
•
A valutare con attenzione, ed eventualmente a reperire, attraverso i finanziamenti
provinciali, i fondi necessari ed incentivare questa forma di energia pulita, partendo proprio
dai propri immobili e strutture con l’obbiettivo di avviare un sistema salvaguardia
dell’ambiente abbinato ad un risparmio economico.
“””
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Consigliere Pederzolli:
Come breve integrazione al testo della mozione, posso dire che il Comune di Arco, nel
corso di quest’anno, ha installato, o prevede di farlo, pannelli solari per il centro sportivo. Lo
stesso ha fatto il Comune di Tassullo, che ha praticamente ricoperto tutti gli edifici comunali con
un sistema fotovoltaico che permette di produrre, oltre 15 kg per la palestra e per il Municipio. Il
Decreto Ministeriale Conto energia del luglio 2005 e del 2006, per incentivare l’utilizzo di questa
tipologia di energia, consentono, in base a delle classi che sono state ben determinate, di avere un
ritorno economico pari a 0,44 euro per kw di energia prodotta, fino a 20 kw; poi, mano mano, a
progredire in salita. Ritengo che questo possa essere un ottimo sistema per economizzare, ma
soprattutto per avere anche un ritorno ambientalistico. Questi sono i motivi che ci hanno spinto a
presentare questa mozione, sperando che i colleghi Consiglieri possano accoglierne le
motivazioni e possano incentivare così l’utilizzo di questa forma di energia pulita. Sempre che le
finanze, sia della Provincia che del Comune, eventualmente, possano far fronte a questi impegni.
L’obiettivo è quello di creare una linea che possa, nel futuro, incentivare chiunque abbia questa
possibilità, ad utilizzare l’energia alternativa pulita. Grazie.
Presidente:
Prego Consigliere Zambotti, sempre sulla mozione appena presentata.
Consigliere Zambotti:
Pannelli solari, energia alternativa. Questo è un posto di vento, si poteva fare molto. È
una storia lunga, secondo me, la nostra ex municipalizzata, ora s.p.a., a dirla tutta, non ha brillato
molto, in questi anni; spero che d’ora in poi le cose possano cambiare, nello sviluppo e nella
sperimentazione delle energie alternative in loco. Allora, andiamo indietro di qualche anno,
all’epoca del passaggio dalla municipalizzata alla s.p.a., chi si ricorda? C’era il famoso “lodo
Eola”, per cui nelle casse della ex municipalizzata c’erano parecchi miliardi, che a suo tempo –
chi è Consigliere da un po’ conosce benissimo queste cose – non vennero reinvestiti - io non
sono mai stato d’accordo su questo – nella società, ma vennero utilizzati per altre cose; una parte
addirittura per finanziare quel progetto pazzesco di ristrutturazione dell’Hotel Lido, che tutti
avete visto in quali condizioni versa. Ricordo che è tutto ancora fermo lì, si spera che questi soldi
ci siano ancora. Almeno una parte, secondo me, lo dico da allora, poteva e doveva essere
reinvestita nella nuova s.p.a., che era la continuazione della municipalizzata. Prima di tutto per
fare una cosa che adesso sarebbe utile, cioè cambiare i contatori; passando così dai contatori
attuali a lettura, a quelli elettronici, così come ha fatto ENEL. Sarebbero gli unici che ci
potrebbero permettere di fare contratti personalizzati, in un periodo in cui i costi dell’energia
stanno aumentando. Gli unici che ci permetterebbero di vedere il consumo in tempo reale, cosa
che è utile, ma soprattutto di fare dei contratti personalizzati, appunto, rispetto all’utilizzo
dell’energia, magari facendo delle clausole apposite; utilizzando determinati servizi la notte, in
particolari ore del giorno, il sabato e la domenica, consentendo così un abbattimento dei costi per
l’energia elettrica.
Per fare questo però bisogna avere i contatori elettronici; mi pare che ci sia l’idea di
sostituirli, ma ci vogliono parecchi soldi, non so se la s.p.a. attuale abbia i soldi o la volontà reale
di farlo e se sì quali siano i tempi di realizzazione. Certo, se una parte di quel denaro che, allora,
apparteneva alla Municipalizzata, all’AMSEA, fosse rimasta lì e fosse stata reinvestita, come
logica voleva in un’azienda, adesso i soldi ci sarebbero. Non dico tutti quei miliardi che erano
utili alla città e che in parte sono serviti, ma invece si è scelto la strada dell’utilizzo diverso di
questi soldi, mentre invece n avremmo potuto già trarre vantaggio.
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Poi c’è stata la scelta di comperare la centralina elettrica, che non so che fine abbia fatto,
non so se funzioni o altro; a mio avviso, invece, si poteva, già fin da allora, fare una grossa
sperimentazione sull’energia eolica, che ora è molto rilanciata, molto finanziata anche a livello
nazionale; perché, effettivamente, ci si sta accorgendo che l’energia tradizionale ha costi
eccessivi, è inquinante e via dicendo. Si poteva allora fare una sperimentazione sull’energia
eolica, così come si poteva avviare un potenziamento dei pannelli solari. Io non so quanti edifici
pubblici di Riva siano provvisti di pannelli solari, non lo so, comunque mi pare pochissimi, quasi
nessuno. È notizia recente invece, risale ad alcuni mesi fa, che la stessa s.p.a. – quindi ex
Municipalizzata – di Levico/Caldonazzo, ha presentato ai Comuni limitrofi un progetto pilota,
che riguarda le attività e le strutture pubbliche, ponendosi come società pilota, relativamente allo
sviluppo e potenziamento dell’energia fotovoltaica.
Non mi risulta che ci sia altrettanto attivismo nell’attuale dirigenza della nostra s.p.a.; ben
venga dunque una ulteriore sollecitazione - che noi abbiamo rivolto anche al Sindaco – relativa
all’energia fotovoltaica; però qui, naturalmente, è chiaro che deve esserci una strategia. Il
Comune può fare qualcosa, forse incentivare, ma deve nascere una strategia aziendale forte, deve
modificarsi, all’interno di questa azienda, mettendo in futuro anche dei Consiglieri di
Amministrazione che siano un po’ più lungimiranti per quel che riguarda l’energia alternativa. Se
si vuole, veramente, visto che questa è una Amministrazione di centro sinistra, con una forte
componente ambientalista, ma le cose poi devono essere realizzate materialmente. Bisogna
mettere allora, anche nei posti importanti, persone che sanno di energia alternativa, che
conoscono la materia, che sappiano trattarla, che sappiano gestirla. L’energia alternativa infatti è
un business; io non dico che bisogna perderci nel cambio, anzi, bisogna guadagnare, ma c’è
energia ed energia. Così come sta già facendo l’Università di Trento, secondo me si può fare
anche qui una sperimentazione sull’energia eolica; adesso anche le pale sono cambiate, non ci
sono più quelle pale così impattanti come in passato, ci sono delle strumentazioni completamente
diverse, per quanto riguarda l’energia eolica. A mio parere si può fare, in collaborazione con
l’Università di Trento, una sperimentazione e forse anche qualche cosa in più, sull’energia eolica
oltre che per l’energia fotovoltaica. Si tratta dunque di capire se esiste una volontà chiara, da
parte della nostra s.p.a., di operare in questo senso. L’altra volta, quando è venuto qui
l’Amministratore delegato, mi pare, la domanda è stata fatta, però dalla sua risposta ha fatto
capire che non c’è una grande volontà in questo senso. O cambiano le cose, dunque, o altrimenti
anche questa mozione, come tante altre, non andrà molto lontano.
Questo, a mio avviso, è il concetto: se questa mozione riuscirà a modificare determinati
assetti nel tempo, oltre che a creare cultura, perché è giusto che si ampli il progetto culturale; ma
bisogna che ci sia anche un ente – l’unico è la s.p.a. – che sia pronto. Se io, in qualità di
cittadino, vado e dico che voglio mettere i pannelli, chiedendo indicazioni, loro devono essere
pronti a dirmi che mi fanno le carte, che mi fanno avere il mutuo e vi dicendo. Bisogna facilitare
il rapporto, mentre questo al momento non esiste; non mi risulta che ci sia questa facilitazione
per l’applicazione di pannelli solari. È giusto che questa mozione abbia anche una funzione
propedeutica, culturale, è importante che vi sia questo sprone, per quanto riguarda i cittadini, a
capire e approfondire questo aspetto. Il nocciolo della questione però è che la nostra Azienda
deve darsi una mossa concreta, in questo senso, altrimenti rimangono solo belle parole.
Consigliere Modena:
Io mi rilancio a quanto ha detto il Consigliere Zambotti poc’anzi, soprattutto per un
domanda, oltre che per una considerazione, a cui io non so rispondere; sinceramente io credo che
molte volte noi parliamo – non voglio offendere nessuno, parlo per me – di cose che conosciamo
in modo assolutamente superficiale, per sentito dire, per averne letto; non essendo però in grado
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di esprimere giudizi fondati sulla questione. Energia eolica: a chiunque verrebbe in mente di dire
che noi abbiamo l’Ora, dunque che Riva è il posto giusto per questo tipo di energia alternativa. Io
so però che da alcuni studi che erano stati eseguiti, era risultato che se non c’è continuità di vento
nascono problemi. L’Ora dunque, soffiando in orari discontinui, non permette di fruire di energia
eolica alternativa.
Ripeto però che sono notizie e nozioni che ci vengono così, spot, sarebbe bello saperne di
più, però nessuno di noi è onnisciente, quindi si potrebbe pensare a qualcuno che ci mette tutti
quanti in fila e ci illumini sull’argomento in tutte le sue sfaccettature. I pannelli solari e – ci
aggiungo io - le pompe di calore: io ricordo di essere stato buon conoscente e forse anche amico
dell’ingegner Bondavalli – che purtroppo è scomparso – quando dirigeva AMSEA, che fu uno
dei primi a pensare ai panelli solari e alle pompe di calore. Parliamo di anni remoti, allora,
qualche volta mi chiedo: e AMSEA, che è stata la prima a pensare questo, attraverso il suo
Direttore, poi non ha portato avanti il discorso, evidentemente ci sono stati degli ostacoli, delle
perplessità, dei problemi tecnologici tali che non rendevano così interessante la realizzazione di
queste opere.
Le mie sono considerazioni espresse senza entrare nel merito, perché leggo anche io i
giornali, dunque so che il Comune tale piuttosto che il talaltro si è lanciato nell’energia
fotovoltaica e che Riva, che gode di più sole rispetto ad altre località, potrebbe fare altrettanto.
Ripeto però che sono tutte cose che viviamo così, per sensazione, ma che, almeno per quanto mi
riguarda, ripeto, magari gli altri colleghi Consiglieri sanno tutto, non mi sento di padroneggiare a
fondo. Se bisogna esprimere una sollecitazione ad un maggiore studio, ad un maggiore
approfondimento, ad un maggiore intervento riguardo all’uso di energia alternativa, noi siamo i
primi.
Colgo l’occasione, poi non intervengo nemmeno sulla prossima mozione, le cui tematiche
sono molto simili; vi ricordo, come ho già fatto in passato, una mozione che il Consiglio
comunale di Riva aveva già approvato, riguardo a tutta una serie di cose relative l’energia, che
mi pare poi non abbiano avuto realizzazione. Ricordo che era compreso anche quel passaggio cui
si è accennato prima, sui mezzi utilizzati per i lavori pubblici; questa mozione era stata approvata
all’unanimità e diceva alcune cose che poi non sono state confortate dalla realizzazione. Si
diceva di: “…attuare la sostituzione e la conversione dei veicoli di dotazione pubblica con
veicoli ecologici, di condizione l’affidamento e la prosecuzione dei lavori – Consigliere
Zambotti, questa l’aveva approvata anche Lei – di imprese esterne all’adeguamento dei propri
mezzi a quanto sopraccitato. Sostituire ed equipaggiare…e così via. Concedere esenzioni fiscali,
ecc. ecc. fotovoltaiche, ecc. ecc., e mettere a dimora – ne abbiamo già parlato in altre occasioni –
la piantumazione per proteggere alcune strade da, ecc.…”.
Tutto questo non ha avuto esito e dispiace, perché è passato molto tempo e perché, ripeto,
io torno ancora alla zanzara tigre e a quelle cose lì. Io non ce l’ho con la zanzara tigre, ma con –
l’ho detto tante volte – l’allora Sindaco Matteotti e con il relativo Assessore per i cartelli relativi
alla anatre, corrispondenti alle oche attuali. Mi va benissimo tutto questo, ma si deve fare in
modo che altrettanta pubblicità venga fatta per un’altra serie di cose, come queste ad esempio.
Mi andrà altrettanto bene quando il Sindaco – che non so se mi sente - farà un’Ordinanza in cui
dirà che tutti gli autobus dovranno spegnere il motore e non rimanere per ore con il motore
acceso! Questo infatti causa molti più anni di altre cose che sono state elencate prima.
Quando si fa adeguata pubblicità rispetto a queste cose a me sta bene; può anche non
essere emanata un’ordinanza; ma possono essere pubblicizzati alcuni consigli per quella che una
volta si chiamava educazione civica , rivolta sia ai nostri concittadini che agli ospiti stranieri.
Non abbiamo paura di rivolgerci a questi ultimi per insegnare loro le regole, purché venga fatto
con maniere urbane.
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Presidente:
Grazie, Prego Consigliere Matteotti Pietro.
Consigliere Matteotti:
Rubo solo due minuti, Presidente, per dire che un anno fa era stato approvato il Nuovo
Regolamento Edilizio comunale, dopo anni di gestazione, finalmente; credo che sia stato
approvato all’unanimità.
C’era un punto, l’art. 9.21, composto di 4 righe; noi avevamo chiesto, per la verità, che
nell’approvare il Regolamento, che risaliva a 20 anni prima – mi dispiace che non ci sia
l’Assessore Mosaner, ma rimarrà agli Atti – noi avevamo chiesto che fosse previsto un articolato
riguardante la bioingegneria e la bioarchitettura. Si diceva: “Il Comune, al fine di favorire e
promuovere la realizzazione di edifici a basso consumo energetico e a basso impatto ambientale,
provvederà, entro il termine perentorio del 31.12.2005, ad emettere separato ed autonomo
Regolamento, per fissare modalità e criteri di esecuzione e di erogazione di eventuali
agevolazioni”.
Io capisco che questo non vi interessi, però nella delibera n. 174 del Consiglio comunale,
dd 2.3.2005, che approvava il nuovo Regolamento edilizio comunale appunto, pur di farlo
passare, perché comunque fissava alcuni criteri innovativi, perlomeno si metteva a passo con i
tempi, visto che il precedente risaliva a 20 anni prima; noi avevamo accettato queste 4 righe, in
cui si diceva che il termine perentorio era il 31.12.2005.
Come tutti sanno questa data è passata, arriverà anche il 31.12.2006 e di questo
Regolamento non ci sarà traccia, perché non ne abbiamo più sentito parlare; ma è chiaro che la
mozione è assolutamente condivisibile, noi la approveremo. D’altra parte però ci vuole
un’Amministrazione che creda in queste cose. Noi avevamo proposto una cosa molto semplice:
di prendere il Regolamento del Comune di Rovereto, quindi non serviva fare trasferte in
Germania o chissà dove, che io avevo trasmesso in copia alla Commissione Urbanistica, che
verteva su questi argomenti.
Per quanto riguarda poi la data più recente del 29 luglio, è stato emanato un Disciplinare,
dalla Provincia, in cui si dice che: “…per incentivare la diffusione dei pannelli e dei collettori
solari, la Giunta provinciale ha varato un delibera che modifica la disciplina in ordine ai criteri
di tipo paesaggistico. I Comuni potranno disciplinare tali criteri con deliberazione del Consiglio
comunale”. Anche di questo noi, fino ad ora, non abbiamo visto traccia.
Relativamente al discorso del Consigliere Modena sugli autobus di linea accesi, che sia di
linea o meno, che si fermino in corsia, in viale Rovereto o no, è chiaro che dovrebbero essere
spenti quando si fermano, soprattutto se non trasportano nessuno, come recentemente succede
più di una volta.
I criteri di incentivazione. Il concetto, secondo noi, è il seguente: gli edifici pubblici
ovviamente, visto che hanno un contributo di molto maggiore rispetto agli edifici privati,
dovrebbero averlo come obbligo, come succede in Austria; però anche il privato può installare
questi impianti. Ma essendo un comportamento non obbligatorio, ma virtuoso, secondo noi ci
dovrebbe essere, dall’altea parte, una risposta adeguata da parte dell’Amministrazione. Vale a
dire: se la casa è nuova una riduzione tabellare degli oneri di urbanizzazione; se la casa è già
esistente una riduzione ICI o TARSU. Ci deve essere anche un contributo dell’Amministrazione
comunale, se vogliamo incentivare e agevolare queste cose e non soltanto approvare mozioni
che, come ci ha spiegato prima, rimangono poi sulla carta.
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Presidente:
Grazie, ha chiesto la parola il Consigliere Valandro.
Consigliere Valandro:
Grazie Presidente. Noi, come gruppo, abbiamo letto attentamente questa mozione,
valutandola a fondo. Ci sembra, nel complesso, molto positiva, perché quello dell’introduzione e
dell’ausilio, del sostentamento della ricerca di energie alternative è un argomento senz’altro
valido. Abbiamo notato, però, alcune cose, nel dispositivo della mozione, che per noi andrebbero
corrette; spero di trovare in questo l’assenso e la positività da parte dei proponenti. Quello che è
stato indicato dal Consigliere Zambotti, ma anche dal Consigliere Modena, credo sia per un certo
verso preciso, ma non del tutto completo; nel senso che secondo noi le Amministrazioni
comunali, con AGS, hanno già attivato una politica che va in questa direzione. Senz’altro
l’ultima variazione di Bilancio che abbiamo votato recentemente - ne è una ulteriore conferma con lo stanziamento dei fondi di cui adesso non ricordo la consistenza, sicuramente l’Assessore
in seguito potrà confermare questo dato. 150.000 euro, ecco, grazie. Sicuramente questa cifra
conferma l’intenzione di andare in questa direzione; ne è ulteriore testimonianza la ricerca e il
lavoro che è stato fatto negli anni scorsi dalla precedente Amministrazione, per quel che riguarda
il teleriscaldamento.
Credo dunque che ci sia la volontà da parte dell’Amministrazione comunale e di AGS di
proseguire nella ricerca di fonti di energia alternativa. Noi volevamo proporre, dunque ai
firmatari della mozione, la modifica del dispositivo; non è una modifica sostanziale, ma il
dispositivo verrebbe così a dire: “Invita il Sindaco e la Giunta comunale a proseguire con la
politica già avviata nel corrente anno da Comune e AGS, per reperire, attraverso finanziamenti
statali e provinciali – perché non ci sono solo finanziamenti provinciali – i fondi necessari; ed
incentivare questa forma di energia pulita, partendo proprio dai propri immobili strutture, con
l’obiettivo di avviare un sistema di salvaguardia dell’ambiente”.
Noi tralasceremmo la parte finale - “abbinato ad un risparmio economico” - perché
l’elevato costo di queste strutture fotovoltaiche al momento, con la tecnologia attuale, su larga
scala non consente un risparmio economico notevole. Noi chiediamo dunque di togliere l’ultima
parte e di modificare l’introduzione, in modo tale da dare atto del fatto che c’è una volontà
politica ed un indirizzo ad AGS che viene già percorso in questo senso, sia da parte
dell’Amministrazione che della stessa società.
(CAMBIO CASSETTA)
Consigliera Lorenzi Emanuela:
Anche io sono interessata a questo tema; qualche piccolo passo avanti lo abbiamo fatto,
nonostante le nostre mozioni spesso non siano ascoltate; ho visto infatti, nella risposta data
proprio al Consigliere Zambotti, dal Sindaco, che ci sono due righe in cui si dice che: “E’
importante che d’ora in poi la società AGS diventi punto di riferimento anche per i cittadini
interessati a queste installazioni”.
Negli anni scorsi, come diceva il Consigliere Zambotti, quando i dirigenti di AGS
venivano a parlare con i Consiglieri, a comunicarci la loro strategia, non erano molto propensi a
pensare a queste energie alternative. Adesso invece, penso che un piccolo passo avanti sia stato
fatto.
Volevo anche sottolineare che è importante collaborare con tutti gli enti che si interessano
a questa energia fotovoltaica; proprio a noi Consiglieri è stato inviata la rivista Il Trentino, edita
dalla Provincia, che, nel numero di aprile 2006, riporta un’intera pagina dedicata ai pannelli
fotovoltaici. Si sa che in questo campo la sperimentazione è continua, per cui è importante che
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tutti gli enti e questa speciale Azienda provinciale per l’energia, ASPE, collaborino, sicuramente
per abbattere i costi - come diceva giustamente il Consigliere Valandro infatti i costi sono ancora
piuttosto alti – e trovino un sistema che permetta di risparmiare ai cittadini che scelgono di
installare questi pannelli. Grazie.
Presidente:
Grazie, ha chiesto la parola il Consigliere Benamati.
Consigliere Benamati:
Grazie Presidente. Io volevo dire che questa, più che una mozione, mi sembra sia un
O.d.G. estremamente condivisibile; infatti non ha un contenuto che crea confini o cose di questo
genere, ma è abbastanza aperta; dice infatti: “Invita il Sindaco e l’Amministrazione comunale a
valutare con attenzione ed eventualmente reperire, attraverso fondi necessari ed incentivare”.
Quindi credo sia una mozione da approvare, che invita l’Amministrazione comunale a proseguire
con alcune scelte che sono state fatte; secondo me ce ne sono anche altre che andrebbero
approfondite.
Il problema è sempre quello delle comunicazioni al Consiglio comunale e alla città: se si
vuole incentivare è chiaro che bisogna non solo dare vita a finanziamenti o a facilitazioni, ma
anche e soprattutto far capire che si tratta di una politica di carattere ambientale e culturale.
Bisogna dunque creare anche piani di intervento molto precisi. Io pregherei l’Amministrazione di
essere più sollecita a fare questi Piani di intervento, quindi questa mozione va approvata,
secondo noi. Se questi Piani sono già presenti magari si perdono nel calderone del Bilancio,
mentre potrebbero essere discussi esposti maggiormente. Io sono anche d’accordo con il
Consigliere Modena: su queste cose non c’è né risparmio economico, né ricerca scientifica
avanzata a sufficienza; però qualcosa c’è e noi dobbiamo cercare di tenerne conto. Noi non siamo
neanche dei grandi esperti, però credo sia compito dell’Amministrazione comunale rendere
edotto il Consiglio su questi argomenti e su altri; senza per questo voler strafare, ma per
informarlo adeguatamente sulle piccole cose che sono o non sono state fatte.
Io sollecito anche, grazie a questa mozione, l’Amministrazione comunale, a darsi da fare
in questo senso. Per esempio, in merito a quella mozione proposta dall’allora Consigliere
Vescovi, chiedo che il Consiglio venga informato delle piccole cose cui è stato dato corso; non
credo che sia tremendo dire che sono state piantate 10 piante di un tipo o 20 di un altro. Per dare
informazioni alla città o al Consiglio comunale, con un po’ di trasparenza, credo non ci voglia
chissà che cosa.
Io voterò a favore di questa mozione, come del resto della mozione precedente, proprio
per questa caratteristica: si tratta più che altro di un O.d.G., che dà la possibilità
all’Amministrazione comunale di fare un Piano di intervento. Vorrei anche che qualche volta noi
scrivessimo mozioni che hanno il sapore di delibera, costringendo all’azione, come diceva il
Consigliere Matteotti prima. A volte è necessario fare in modo che l’Amministrazione porti
all’interno del Coniglio comunale porti notizia di quanto ha fatto, così che i Consiglieri possano
venirne conoscenza. Grazie.
Presidente:
Grazie, ha chiesto la parola il Consigliere Munari.
Consigliere Munari:
Scusate, grazie. Il tema è molto interessante, direi che più Consiglieri partecipano e sento
parlare e più considerazioni mi vengono in mente. Vorrei però essere un po’ più critico, rispetto a
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questo tema, perché tutti ne parlano, tutti sanno qualcosa a proposito, ma nella realtà quello che
si va a constatare - io, direttamente per la mia professione - così come quello che si vede in giro e
gli indirizzi delle nostre società e degli enti pubblici, non sono a favore di una diminuzione dei
consumi.
È inutile nascondersi queste cose. Diventa problematico, a questo punto; io vorrei
chiedere una cosa a tutti i Consiglieri: io ho fatto un intervento e ho messo i pannelli solari. So di
che cosa parlo, dunque; ho attinto quello che la Provincia mette a disposizione per tutti, ho
presentato la mia richiesta, ho avuto il 30% a fondo perduto e ho messo i pannelli solari. Avevo
l’acqua a 80-90°, quasi troppo calda rispetto a quanto necessario. Io dico: se ognuno compiesse il
proprio passo, qualcosa si migliorerebbe, perché si consumerebbe meno. Il tema dell’energia
nasce perché il petrolio costa tanto, perché dobbiamo cercare di stare con ci piedi per terra, di
ragionare sulle questioni base. I costi, sono eccessivi, perché hanno raggiunto prezzi
insostenibili, allora si va sempre a colpire e a rivisitare le azioni più eclatanti. Il fotovoltaico, è
inutile nasconderci dietro ad un dito e vedere cose che non ci sono, costa ancora troppo!
Parliamo di 7-8000 euro al mq, non sto ad indicare nel dettaglio. Qual è il tentativo verso cui si
sta indirizzando la ricerca? Potrebbe essere quello di trovare il modo di realizzare impianti
fotovoltaici tramite una parabola, come quella che noi usiamo per ricevere i canali televisivi via
satellite; una parabola di 3 kg diverrà la norma per soddisfare le esigenze giornaliere di una
famiglia. Queste però sono cose che noi vedremo in attuazione tra 10 o 15 anni.
Una cosa condivido: dobbiamo rimanere con i piedi per terra e cercare di favorire le
questioni più importanti. Un’azione simile va nella direzione di risparmiare energia, ma questo
significa – l’ho saputo da un vecchio impiantista molto serio della zona – avere un buon cappotto
che i pannelli solari; perché fornire un edificio di un cappotto serio costa molto meno e si ha un
risparmio di energia tale e quale come se si provvedesse all’installazione di pannelli solari.
Voglio dire sostanzialmente questo: il fatto che AGS non si dia da fare a mettere il famoso
contatore elettronico anche a me dà da pensare, perché tutti noi cittadini, avendo gli
elettrodomestici programmabili, potremmo usarli nella fase notturna, dove si ha un risparmio
energetico notevole. ENEL fornisce già questo servizio ai propri utenti, queste sono cose da
raccogliere, perché possono essere generalizzate, possono essere rivolte a tutti i cittadini; bene o
male si va sempre e comunque a risparmiare, a diminuire il consumo di energia prodotta in un
altro modo.
È chiaro che anche l’energia che bruciamo ogni giorno per la Cartiera del Garda, invece
del teleriscaldamento, è una pazzia, se la guardiamo da questo punto di vista. Se abbiamo dei
finanziamenti, dunque, dobbiamo indirizzarli nel modo più opportuno; come ho detto prima, io
ho messo i pannelli solari, però se ne parla tanto, ma non se ne vedono molti dalle nostre parti.
Se si va all’estero, in Alto Adige, se si prendono esempi lontani va bene, ma sono situazioni
climatiche, morfologiche, economiche, diverse dalle nostre.
Noi abbiamo una zona con certe caratteristiche, non possiamo dimenticarlo. Per cui anche
nei confronti dell’energia e dei consumi, dobbiamo stare attenti; anche noi, come ente pubblico,
dovremmo dare il buon esempio. Perciò le agevolazioni, le facilitazioni rispetto a questo
risparmio energetico vanno indirizzate bene; io direi che bisogna spronare la nostra società. Io
ricordo, visto che facevo parte di questo Consiglio comunale, quando è stata acquistata la famosa
centrale idroelettrica; sapete che cosa ha chiesto l’Amministratore di quel luogo? L’energia
elettrica per illuminare i viali gratuitamente! Noi abbiamo acquistato una struttura che produce
energia e quel Comune ha questa agevolazione. Io dico che noi abbiamo una società che opera in
questo settore, ma noi cittadini di Riva che cosa ne abbiamo in cambio? Chiedetevelo. Abbiamo
agevolazioni sui pannelli solari? Sui contatori elettronici? Su qualsiasi altra cosa? Io non ho
ancora trovato alcuna agevolazione.
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Io ritengo che il tema sia molto importante, molto qualificante, però chiedo anche al
Consiglio, nel caso ci siano risorse disponibili, di indirizzarle nel più ampio raggio possibile; ciò
significa che quello che si può dare deve essere spalmato su tutta la comunità rivana, grazie.
Presidente:
Grazie, ha chiesto la parola l’Assessore Matteotti Paolo.
Assessore Matteotti Paolo:
Ho chiesto al Sindaco di poter dire qualche cosa in merito a questo argomento, perché
vale la pena di fare un po’ di chiarezza; anche se non è il caso di approfondire ora un tema che
comunque, come è già stato detto, è molto complicato. Ad ogni buon conto, contando sulla
pazienza dei signori Consiglieri, voglio leggere e riferirmi ad un articolo di giornale apparso su
L’Adige del 17 dicembre 2005, che dà la notizia che AGS è uno dei 4 o 5 soggetti che ha potuto
avere l’assenso alla domanda effettuata presso la Provincia, riguardante il Piano Pluriennale degli
investimenti del settore energia. AGS ha ottenuto un contributo circa di 1.060.000 euro su
4.200.000 euro per il teleriscaldamento. Ora, io penso che le notizie sul giornale non sono tutte
uguali, alcune fanno più colpo di altre; ma questa, dal mio punto di vista, è stata una grande
notizia. Molto più grande, mi scuserà il Consigliere Modena, di altre notizie relative alle zanzare
tigre, evidentemente. Questa è la conclusione di un itinerario molto lungo, intrapreso già dalla
precedente Amministrazione; posso anche dire che, essendo Assessore Mosaner, io ho fatto da
tramite tra AGS e Cartiera, proprio per convincere gli uni e gli altri che era opportuno avviare il
progetto del teleriscaldamento. Al momento è a buon punto e questa è la cosa più importante che
si possa fare per Riva del Garda: sfruttare il calore residuo della Cartiera per riscaldare le case;
quando ci sarà – e non mancano molti mesi – l’avvio degli scavi (avremo un riunione proprio
mercoledì su questo) Riva del Garda farà un passo in avanti rispetto ad altre città del Trentino.
Altre, ad esempio Rovereto, sono più avanti di noi, però non è in possesso di un
teleriscaldamento così ecologico come quello di Riva del Garda. Porteremo all’avanguardia in
Trentino. In questo caso io posso attestare che AGS, da qualche anno, si è mossa decisamente
sul campo delle energie sostenibili.
La stessa operazione della Centrale di Maleo, penso che si possa giudicare, a buon diritto,
un’intuizione geniale, che ci proietta in avanti, consentendoci di produrre energia sostenibile;
anche dal punto di vista contabile è un’energia molto valida, visto che viene pagata molto bene.
Io penso che si possa considerare un passo enorme, perché già ora si produce ora meno di un
terzo dell’energia necessaria per Riva; l’acquisizione della Centrale di Maleo è stato un passo
avanti dunque. Possiamo ascriverlo come il primo grande e produttivo passo di AGS verso la
produzione di energia idrolelettriche o sostenibili. Questo dicevo è L’Adige del 17.12.2005, per
venire alle nostre cose; da allora poi altri contatti – vi faccio una breve cronistoria – hanno
portato AGS a produrre nel marzo di quest’anno, dunque prima di questa mozione, che è datata
17 maggio, un domanda. Non lo sanno in molti, anche se dovrebbero, visto che noi abbiamo
comunicato questa notizia sul nostro Bollettino comunale in data 6 giugno 2006; notizia che poi
è stata ripresa sulla stampa, dunque sono informazioni di dominio pubblico, che però non hanno
fatto scalpore. “Si rende noto alla città e alla cittadinanza che AGS ha chiesto il finanziamento
per un progetto di 55.000 euro sul tetto dell’Azienda in via Ardaro”. Questa notizia è di pubblico
dominio, molti se ne sono dimenticati, ma è stata pubblicata da noi. AGS dunque ha già
progettato, ha presentato la domanda e, contemporaneamente, stava progettando per noi la
possibilità di realizzare un impianto fotovoltaico sul tetto di una scuola media; i famosi 150.000
euro di cui alla variazione di Bilancio del 30.6.2006.
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Diciamo che è un percorso che parte nello scorso autunno, con AGS che porta la
progettazione di impianti fotovoltaici sia sulle proprietà AGS che su quelle comunali, le scuole,
in questo caso. Questo è il lato buono del discorso, la parte oscura, la parte negativa, è che il 31.7
Roma ci dice che sono state presentate troppe domande, che quella di AGS verrà esaminata,
mentre quella del Comune dovrà essere ripresentata a marzo. C’è stato un boom clamoroso, visti
gli elevati finanziamenti da parte dello Stato, che arrivavano fino all’80%. Il Ministero
dell’Ambiente è stato intasato di domande di sovvenzione, questo è un bene; si stanno
attendendo le nuove disposizioni del suddetto Ministero. Il titolare del Dicastero ha dichiarato
che intende rifinanziare in maniera ancora più decisa queste cose, quindi questo progetto potrà
essere trasmesso direttamente. Non solo questo, anche qualsiasi altro progetto relativo alle
scuole, visto che siamo vincolati dalla variazione di Bilancio, potrà essere ripresentato entro
marzo 2007. Il nostro progetto è già pronto, quindi questo non è un problema.
Contemporaneamente – ed in tal senso abbiamo appena sentito in proposito la Provincia intendiamo chiedere un finanziamento all’ente provinciale, in merito alla Legge 14/80, perché
anche la Provincia di Trento può finanziare questo tipo di progetti. In questo momento, dunque,
prosegue la progettazione e contemporaneamente produrremo la domanda per il finanziamento di
questa importante opera.
Una considerazione a proposito della somma di 150.000 euro: è chiaro che dal punto di
vista assoluto questa somma spesa per un impianto di pannelli fotovoltaici realizzato sopra il
tetto delle scuole medie Damiano Chiesa, è assolutamente deludente; perché, a fronte di un
investimento simile, la produzione di energia ammonta a poco più di 2.000 euro annui. È una
cosa che può far pensare: spendo 150.000 euro per produrne 2000 all’anno? Questi sono dati
AGS! E’chiaro però che dobbiamo ragionare in un’altra ottica: innanzitutto ci sono i contributi,
ai quali speriamo di avere accesso, evidentemente, ma poi sappiamo tutti che la politica
energetica italiana, nonché di altri Stati, è quella di arrivare entro un anno X ad una produzione Y
di energia rinnovabile, così che ci si possa difendere da problemi dovuti all’aumento e alla guerra
che ormai si è scatenata sulle materie prime necessarie alla produzione di energia elettrica. Siamo
tenuti comunque ad avere delle quote di produzione di energia fotovoltaica, quindi intendiamo,
ne parlavo proprio nel corso dell’ultimo incontro di Giunta, andare avanti in questa direzione.
Il progetto per la scuola media Damiano Chiesa dovrebbe portare all’auto produzione di
circa 1/3 del consumo annuale dovuto alle necessità della scuola media medesima. Si parla di
66.000 kw/h, con una produzione di 1/3 circa, dunque 21.512 kw/h; che equivalgono a poco più
di 2.000 euro. Siamo dunque in questi parametri e comunque si potrà dichiarare, a progetto
finito, che la scuola produce 1/3 del suo fabbisogno, il che comunque è una cosa da considerare
assolutamente positiva.
Mi ricordava poi l’Assessore Marino che il Comune ha avviato un importante progetto,
finanziato dalla Provincia, per l’illuminazione pubblica, che porta automaticamente a ridurre la
quantità di luce emessa in base alla luce naturale presente; i quadri sono già stati posizionati,
quindi il progetto è già parzialmente attivo. La politica energetica del Comune, quindi, non è
recente, ma di lunga data; io posso anche attestare, da Consigliere di opposizione come ero
allora, che è sempre stata ecologicamente sensibile, questa Amministrazione comunale.
Lasciatemelo dire, ne sono convinto, ma posso sbagliare.
Stiamo lavorando in quest’ambito, dunque, positivamente, ricercando energie rinnovabili,
credo che la proposta di mozione, che mi pare possa recepire – io chiaramente non sono un
Consigliere – il fatto che la politica, come vi ho dimostrato, penso in maniera assolutamente
chiara, che ci siamo mossi per tempo, pur ragionando in questo ambito complesso. Penso che
l’Amministrazione possa e debba continuare ad incentivare l’uso di energia pulita; non credo che
tocchi a noi incentivare i singoli cittadini, ripeto: il privato può, autonomamente inoltrare
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domanda di finanziamento sia presso la Provincia che presso lo Stato, non ritengo opportuno,
dunque, che anche il Comune si impegni con degli incentivi. Vedremo poi il discorso sulle
biciclette elettriche. Vi ringrazio per l’attenzione.
Presidente:
Grazie. Altri che chiedono la parola? C’è la proposta di emendare la mozione presentata
dal Consigliere Valandro; io chiedo al Consigliere Pederzolli se lo accoglie o meno. Prego.
Consigliere Pederzolli:
Grazie Presidente. Per quanto riguarda la richiesta di emendamento che è stata presentata,
c’è un temporalità contenuta nel dispositivo, perché, come diceva l’Assessore Matteotti, la nostra
mozione è datata 17.5.2006, quindi è precedente alla pubblicazione di cui ha fatto menzione or
ora l’Assessore, datata giugno 2006. Non eravamo dunque a conoscenza di quest’iniziativa in
corso, pertanto il nostro dispositivo richiedeva di valutare ed eventualmente di reperire.
Riportava un invito in questo senso; logicamente, siamo a settembre quasi ormai, discutiamo
questa mozione che, per ovvi motivi, è arrivata fino ad oggi; dunque la domanda d’emendamento
potrebbe anche essere comprensibile. Se il testo originario fosse stato discusso nel Consiglio
comunale del 9 giugno, probabilmente sarebbe stato questo; ecco perché si può anche superare
l’emendamento, a nostro avviso, considerando proprio questa temporalità.
Per quanto riguarda il discorso che ha fatto il Consigliere Munari voglio precisare questo:
è vero che il costo di questi pannelli è abbastanza elevato, però c’è un opuscolo, che io mi sono
procurato, questo, che sembrerebbe una scommessa della PAT su indicazione ministeriale. Se la
Provincia ha emesso quest’opuscolo, che dà una spiegazione di primo impatto sulla scelta di
questo tipo di energia alternativa, credo sia abbastanza esauriente. È chiaro che i costi sono quelli
di cui Lei ha parlato prima, si parla di 6-7.000 euro per pannello, per non parlare del fatto che ne
serve anche più di uno; leggendo però quello che hanno scritto altri Comuni, sembra che su
90.000 euro di spesa ne abbiamo recuperati 70.000. Per cui con 20.000 euro si è realizzato un
impianto, quindi questi sono i presupposti, su cui è nata anche la nostra mozione.
Io ritengo che l’emendamento non sia necessario, perché il nostro, come diceva anche il
Consigliere Benamati, è soltanto un invito ad incentivare questa forma di energia, relativamente
al nostro Comune; che, al tempo di presentazione della mozione, non dava segnali in questo
senso. Ad oggi si sa benissimo che sono subentrate queste scelte operate dal Comune, adesso
siamo a conoscenza di altre iniziative che sono in corso, per cui non vedo motivo di variare il
testo, aggiungendo: “…di proseguire con la politica già avviata”. È ovvio, da maggio, data di
presentazione della domanda, sono subentrate iniziative che il Comune aveva in obiettivo di
perseguire; pertanto non vedo necessità di variare la mozione.
Il discorso del risparmio energetico noi lo vedevamo su quanto ha esposto è’prima
l’Assessore: in un periodo una struttura comunale che si dota di questo tipo di energia può
arrivare a produrre 1/3 del proprio fabbisogno; penso che ci possa essere anche un ritorno
economico, dunque. Questo era il senso del nostro intervento. L’emendamento, a nostro avviso,
non è necessario, chiederemo di portare in votazione la mozione così con il testo originario.
Grazie.
Presidente:
Grazie, ha chiesto la parola il Sindaco.
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Sindaco:
Chiederei, signor Presidente, senza fare interlocuzioni a mezzo microfono, un minuto di
sospensione, per chiedere una cosa ai proponenti della mozione, perché mi sembra che ci siano
almeno due cose da mettere, se non si vuole accettare l’emendamento così come proposto dal
Consigliere Valandro. Ma, a beneficio degli estensori della mozione, aggiungerei anche “e
statali”, laddove si dice che vanno reperiti i contributi, perché sono in atto, c’erano anche allora;
in questo momenti sono anche maggiori, come entità, rispetto ai contributi provinciali. Mi
sembrerebbe utile, perché in realtà, è un percorso. Poi, nelle premesse, quanto meno perché
riecheggia un’altra serie di affermazioni fatte anche dal proponente, “valutate le iniziative fin qui
poste in essere dall’Amministrazione”, o qualcosa del genere, per cui si prenda atto che qualcosa
già si fa, insomma. “Ulteriormente reperire” potrebbe anche andare bene, perché è vero che la
mozione del 17 maggio, ma è altrettanto vero che le domande di finanziamento sono in corso.
Solo questo volevo dire e tutto ciò per dare cioè un po’ una forma estetica al testo nel suo
complesso; la mozione è di maggio, è vero, ma la approviamo ad agosto, quindi forse è bene che
da qualche parte scriviamo - anche solo in premessa, al limite – che si prende atto che sono in
corso alcune iniziative, altrimenti sarebbe come smentire le iniziative in atto e dire: “Fatene
altre”. Nel caso bisognerebbe dire: “Fatene altre in aggiunta a quelle che già ci sono”. Non “in
alternativa a quelle che già ci sono”. Questi sono i due motivi: un inserto nella premessa e
l’inserimento dei finanziamenti statali nel dispositivo, perché è proprio uno dei punti dove stiamo
chiedendo soldi.
Presidente:
Grazie, Consigliere Frizzi.
Consigliere Frizzi:
Tralasciando le critiche e il ritardo del Comune di Riva nell’avviare gli studi, in merito ai
propri edifici, per vedere di utilizzare le energie alternative, io penso che la cosa fondamentale
per ogni singolo Comune sia capire quale sia l’energia alternativa migliore da poter sfruttare. Il
fotovoltaico, oggi come oggi, è dispendioso; io ho appena finito di costruire casa e ho fatto una
serie di ricerche su quale sia la convenienza primaria, avendo a disposizione un budget che non
era sicuramente elevato. Se avessi avuto i soldi avrei fatto una casa clima altoatesina, con i
pannelli solari e fotovoltaici, ovviamente; perché nell’arco degli anni, bene o male, si riesce a far
rientrare la spesa fatta in origine. Avendo un budget limitato ho cercato di costruire una casa che
fosse, dal punto di vista del risparmio energetico, ottimale per le mie condizioni attuali. Io ho un
fratello che ha un’azienda che si occupa di giardinaggio, ho la legna gratuita: ovviamente sono
andato verso quel tipo di risparmio energetico. La legna per me è gratis, quindi, con una adeguata
isolazione alla casa e comprandomi una bellissima stufa da neve, ad alto risparmio energetico, ho
ottimizzato quello che avrebbe potuto darmi un pannello solare per riscaldare l’acqua, o un
pannello fotovoltaico.
Io penso che un’Amministrazione seria dovrebbe impegnarsi, eventualmente, ad
individuare per ogni singolo edificio, o per ogni singolo Comune, quale sia la migliore forma per
utilizzare energie alternative; sappiamo che ce ne sono molte, mi viene in mente parola che si è
parlato di una cifra elevatissima per l’installazione dei pannelli fotovoltaici alla scuola Damiano
Chiesa. Ci sono altri sistemi, noi, ad esempio, facciamo, come Comune, la raccolta differenziata;
ho visto che c’è parecchio materiale vegetale, con cui si fa del cippato. Mio fratello, che ha delle
serre, si farà degli impianti che permetteranno di riscaldare le serre sfruttando il materiale
vegetale in abbondanza; mi sembra che sia proprio il famoso cippato. È incredibile perché si
riesce, con quel poco di materiale in eccesso che si ritrova a fine anno, a mantenere per anni
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l’attività senza pagare nulla. In questo caso dunque il risparmio energetico è di 10 volte maggiore
rispetto ad un semplice pannello fotovoltaico. Il Comune di Riva produce parecchio materiale
cippato, si potrebbe valutare di rifornire la scuola con energia tratta da questo materiale
alternativo.
La conoscenza che c’è oggi, gli studi che stanno portando avanti sulle energie alternative
sono vari, non ci sono esclusivamente i pannelli fotovoltaici e i pannelli solari, ci sono il vento,
l’acqua e molti altri elementi ancora. Sarebbe molto meglio proporre uno studio, per poter
verificare quali siano, a Riva del Garda, le energie migliori da sfruttare per andare incontro ad un
vero e serio risparmio energetico. A parte che adesso non ricordo, non sono riuscito a collegarmi
ad internet, ma mi sembra che mozioni di questo tipo ne siano state presentate diverse, anche per
la realizzazione delle scuole Damiano Chiesa; per le scuole Nino Pernici avevamo presentato una
mozione, se non sbaglio, dove auspicavamo l’utilizzo dell’energia fotovoltaica e dei pannelli
solari sull’edificio.
A me piacerebbe che queste mozioni diventassero veramente vincolanti, come prima
diceva qualche Consigliere, non so chi fosse, forse Zambotti; a fine anno si dovrebbe poter avere
una Relazione da AGS o dall’Amministrazione comunale, per vedere i risultati che, pian pianino,
si stanno ottenendo in questa direzione, che tutti perseguiamo.
Io eventualmente aggiungerei questo: non solo il fotovoltaico, ma anche altre energie
alternative, con la possibilità di effettuare ulteriori studi.
Presidente:
Ha chiesto la parola il Consigliere Benamati.
Consigliere Benamati:
Io volevo suggerire solo una cosa molto veloce: è vero che la mozione è stata fatta prima,
ma di queste cose abbiamo discusso in questo Coniglio comunale; io sono in maggioranza e dico
che in questi ultimi 7-8 anni l’Amministrazione comunale si è dimostrata abbastanza sensibile a
questi temi. Pensiamo ai pannelli solari sulla scuola elementare, pensiamo all’impegno che si è
avuto per far modificare alcune cose ad AGS; o cose di questo genere. Sarebbe importante votare
questa mozione all’unanimità, per poi chiedere dei fatti all’Amministrazione comunale, dunque
vorrei sottoporre al Consigliere Pederzolli una modifica tecnico-linguistico, niente di politico. “A
valutare con attenzione e continuare a reperire, attraverso i finanziamenti provinciali e statali, i
fondi necessari. Inoltre, incentivare questa e altre forme di energia pulita, partendo proprio dai
propri immobili e strutture, con l’obiettivo di arrivare ad un sistema di salvaguardia
dell’ambiente, abbinato ad un risparmio energetico”.
Questo è il mio suggerimento.
Presidente:
Grazie. Consigliere Pederzolli, prego.
Consigliere Pederzolli:
La proposta avanzata or ora dal Consigliere Benamati ci soddisfa appieno, perché anche
noi abbiamo l’obiettivo di far votare questa mozione, affinché si prosegua sulla strada avviata.
Sarebbe meglio, forse, vista la durata nel tempo, se ci fosse stata una piccola comunicazione con
i proponenti, perché la mozione, alla luce di quello che si sta verificando, avrebbe potuto anche
essere eventualmente ritirata. La nostra era una proposta fatta nel mese di maggio, dunque
bastava non apprendere dalla stampa, ma dai diretti interessati, quanto si stava facendo. Se così
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fosse stato noi avremmo anche ritirato la mozione. Il testo che è stato proposto adesso a noi va
benissimo, poniamo pure in votazione la mozione con questo dispositivo.
Presidente:
I proponenti accettano dunque i suggerimenti del Consigliere Benamati? Benissimo.
Sindaco:
Rileggo il dispositivo: “A valutare con attenzione e continuare a reperire, attraverso i
finanziamenti provinciali e statali, i fondi necessari ed inoltre ad incentivare questa e altre
forme di energia pulita, partendo proprio dai propri immobili e strutture, con l’obiettivo di
arrivare ad un sistema di salvaguardia dell’ambiente, abbinato ad un risparmio energetico”. Va
bene?
Presidente:
Metto in votazione il Punto n. 6 all’o.d.g.: mozione n. 10 presentata in data 17.05.2006
dai consiglieri Pederzolli e Trinchieri Benatti all’oggetto “energia fotovoltaica”, così come
modificata grazie alle proposte del consigliere Benamati e fatte proprie dai proponenti.
Prego Consigliere Valandro.
Consigliere Valandro:
Grazie Presidente. Sarò velocissimo. Pur non capendo che cosa ci sia di diverso rispetto
alla proposta da noi avanzata in precedenza, riteniamo la modifica del Consigliere Benamati e la
mozione nella nuova formulazione, votabile, quindi voteremo a favore della mozione.
Presidente:
Grazie.
^^^ Escono i Consiglieri Detoni e Zambotti: il numero dei presenti scende a 28. ^^^
Constatato che nessun altro Consigliere prende la parola, il Presidente
dichiara chiusa la discussione e mette in votazione il documento modificato in corso di seduta
dal consigliere Benamati;
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano, ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori, e che ha conseguito il seguente
risultato:
- Consiglieri presenti n. 28
- Consiglieri votanti n. 28
- voti favorevoli n. 28 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli,
Mirante Marini, Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro,
Grasso, Dalponte, Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari, Frizzi, Pederzolli,
Trinchieri Benatti, Morandi, Lorenzi Emanuela, Serafini, Matteotti
Pietro, Bombardelli, Modena, Benaglio)
contrari
n. 0
astenuti
n. 0
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30
IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA
LA MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI
PEDERZOLLI E TRINCHIERI BENATTI
modificata in corso di seduta come segue:
“””
Premesso Che
Diversi comuni della Provincia di Trento stanno installando sui tetti dei rispettivi Municipi e
delle palestre scolastiche, pannelli per la produzione di energia pulita (fotovoltaica) in modo da
salvaguardare l’ambiente e ricavarne anche un risparmio economico;
Considerato che tale sistema permette di produrre energia a sufficienza per un immobile,
permettendo addirittura un esubero di energia che può essere messa a disposizione del gestore
della rete elettrica (AGS Spa) il quale potrebbe riconoscerne il pagamento o la conversione in
credito di energia, da utilizzare nei casi in cui il sistema fotovoltaico, causa periodi eccessivi di
assenza di sole, richieda l’utilizzo della rete elettrica;
Tenuto conto che tale tipo di progetto viene finanziato dalla Provincia per il 70% e che la spesa
complessiva per il progetto, che un comune trentino ha sostenuto per riscaldare Municipio e
palestra, ha avuto un costo complessivo di circa 90.000 euro con limitato esborso per il
Comune;
Tutto ciò premesso il CONSIGLIO COMUNALE DI RiVA DEL GARDA
INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE
•
A valutare con attenzione, e a continuare a reperire, attraverso i finanziamenti provinciali e
statali, i fondi necessari ed inoltre a incentivare questa ed altre forme di energia pulita,
partendo proprio dai propri immobili e strutture con l’obbiettivo di avviare un sistema di
salvaguardia dell’ambiente abbinato ad un risparmio energetico.
“””
Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 7
dell’ordine del giorno.
PUNTO N. 7: MOZIONE N. 11 PRESENTATA IN DATA 17.05.2006 DAI CONSIGLIERI
PEDERZOLLI E TRINCHIERI BENATTI “BICICLETTE ELETTRICHE.
FINANZIAMENTO PER FINI ECOLOGICI”
Presidente
Comunico che in data 17.05.2006 è pervenuta la mozione n. 11a firma dei consiglieri
Pederzolli e Trinchieri Benatti all’oggetto “Biciclette elettriche. Finanziamento per fini
ecologici”, nel seguente testo:
verbale 18. 08. 06 /
31
“””
Premesso che
In questi ultimi anni il problema dell’inquinamento ambientale ha riscontrato notevoli
problematiche legate al forte flusso veicolare con il conseguente problema delle polveri fini che
sta impegnando ogni comune alla ricerca della formula per abbattere tale insidia;
Tenuto conto della scarsa propensione dei cittadini a scegliere i mezzi pubblici quali sistemi
alternativi per i loro spostamenti quotidiani e, talvolta, per la difficoltà a trovare un sistema di
viabilità che permetta uno scorrimento fluido del traffico senza creare intasamenti ed ingorghi;
In virtù di una futura espansione delle piste ciclabili che dovrebbero indurre a scegliere la
bicicletta come mezzo di spostamento pratico, comodo e, grazie a queste piste, anche rapido;
Per continuate a dare un forte imput, che spinga ogni cittadino, a contribuire al miglioramento
della qualità dell’aria, della salute e di conseguenza della vita ed a sentirsi partecipe di questo
cambiamento;
Tutto ciò premesso il CONSIGLIO COMUNALE DI RIVA DEL GARDA
INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE
•
A valutare con attenzione, ed eventualmente a condividere la possibilità di istituire un fondo
per incentivare l’acquisto di biciclette elettriche da parte dei residenti, privilegiando
nell’assegnazione le persone anziane, i disabili e le persone in difficoltà.
Questo perché porterebbe, oltre che a un miglioramento della qualità dell’aria, anche ad un
migliore benessere fisico-salutare.
“””
Consigliere Pederzolli:
Sempre per rimanere in tema ambientalista il nostro gruppo ha deciso di presentare una
mozione di questo tipo.
Come appendice al testo della mozione, volevo far presente che nella rivista Il Trentino,
edita dalla PAT, nel mese di aprile, veniva presentata la possibilità di un incentivo per i veicoli a
basso impatto ambientale. Qui però si sta parlando di veicoli, appunto, non proprio di biciclette
elettriche; questo perché si tende ad individuare la tipologia dei mezzi circolanti tralasciando
queste forme alternative. Il nostro obiettivo era proprio questo: se ci sono persone che magari
non hanno la possibilità di cambiare le vetture datate, quali quelle Euro 0 o Euro 1,
probabilmente si troveranno sempre più in difficoltà di fronte ai provvedimenti sul traffico che
verranno proposti nel tempo. Una buona alternativa potrebbe essere questa, naturalmente si può
parlare di persone che non possono effettuare il cambio della macchina; di persone che magari
hanno qualche disagio, qualche difficoltà. Potrebbero essere anche persone anziane che non
possono vedere in un investimento operato con il cambio della propria autovettura una buona
soluzione. Ecco perché è nata sia quest’idea, sia la successiva mozione, per tentare, se è
possibile, se c’è la condivisione di tutti, di istituire un Fondo che possa permettere alle persone
un sistema di movimento diverso da una soluzione onerosa qual è il cambio della propria
autovettura.
verbale 18. 08. 06 /
32
Chiediamo ai colleghi Consiglieri di condividere questa nostra iniziativa, affinché possa
esserci una nuova forma, o comunque una nuova possibilità, di accedere ad un finanziamento per
i propri spostamenti. Grazie.
Presidente:
Grazie. Ho chiesto la parola il Consigliere Valandro.
Consigliere Valandro:
Grazie Presidente. Anche questa mozione è stata oggetto di attenta valutazione da parte
del nostro gruppo, ovviamente, così come per la precedente, riteniamo che sia molto interessante.
C’è però un aspetto che può essere di difficile applicazione, perché nel dispositivo, nel primo
capoverso, si dice: “Privilegiare nell’assegnazione le persone anziane, i disabili e le persone in
difficoltà”. Crediamo che questo sia riduttivo, nel senso che ci possono anche essere altre classi
di cittadini che possono avere diritto a vedersi riconoscere un incentivo e quindi la possibilità di
concorrere all’utilizzo dei fondi eventualmente messi a disposizione.
Dirò di più, seguendo la seconda parte dell’intervento del Consigliere Pederzolli: sulle
biciclette elettriche, in questo momento, ci sono alcune perplessità, nel senso che il Codice della
strada ha delle difficoltà a riconoscerle; comunque ci risulta ci sia un dibattito in corso in merito
a questi strumenti, noi chiedevamo la modifica del primo capoverso del dispositivo di questa
mozione, che verrebbe così ad essere scritto: “Ad incentivare l’utilizzo di biciclette ed altri
veicoli elettrici e di valutare l’istituzione di un fondo per l’acquisto di tali mezzi”. Si
modificherebbe quindi soltanto il primo capoverso del dispositivo; tutto il resto va bene, le
uniche perplessità sono quelle che ho appena illustrato. Grazie.
Presidente:
Grazie, ha chiesto la parola il Consigliere Benamati.
Consigliere Benamati:
Solo una cosa velocissima, per non perdere troppo tempo: io, scorrendo internet, oggi,
visto che non sapevo che cosa fare perché pioveva, ho visto che ci sono alcune città che hanno
incentivato l’uso delle biciclette elettriche. Credo che ci sia - lo chiedo all’Assessore Matteotti –
ancora in essere un finanziamento statale, so che c’era non ne sono sicuro ma però che ci sia
tuttora; era una discreta percentuale. Alcune città hanno incentivato l’uso delle biciclette
elettriche nel centro storico. Noi abbiamo un centro storico piccolo, d’accordo, però se
comprendiamo S. Alessandro e anche il Varone, credo che possiamo prendere in considerazione
l’idea; io vedo in giro parecchi biciclette elettriche, allora io, solo per…
(CAMBIO LATO)
…delle persone anziane e ai disabili, alle persone in difficoltà, insomma. Gli altri invece,
secondo, me invece che andare in giro con le biciclette elettriche è meglio che usino in giro
pedalando; spero che anche i cinquantenni come me facciano lo stesso. Grazie.
Presidente:
Grazie, ha chiesto la parola il Consigliere Modena.
Consigliere Modena:
Potrei anche non parlare più, dopo quanto ha affermato il Consigliere Benamati, perché
mi trovo consenziente al 100%. Volevo aggiungere qualche cosa: finché il buon Dio ci dà la
grazia di pedalare andiamo in giro pedalando, quindi non generalizziamo la possibilità di dare a
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tutti quanti l’utilizzo di queste biciclette elettriche. Diamolo a chi ne ha realmente bisogno,
incentivando le altre persone ad usare la bicicletta normale. Qui si attiverebbe, evidentemente, il
discorso che voglio evitare in questo momento, perché siamo, mi pare, in grosso ritardo sulla
tabella di marcia, sulle piste ciclabili. È un discorso che andrebbe a connettersi poi con
quest’argomento.
Veniamo al discorso sul centro storico: che cosa vuoi che sia? È un fazzoletto! Io non
voterò certamente contro una mozione del genere, non vorrei però che fosse una di quelle
mozioni e di quei provvedimenti fatti un po’ così. Io non so quale sia la reale necessità di questi
interventi, che però, se si dà loro corso non devono essere di tipo figurativo, altrimenti sarebbe
una cosa che finisce per prendere in giro il cittadino.
O siamo in grado di fare una griglia ricomprendendo chi ha bisogno, così da poterlo
aiutare nell’acquisto di una bicicletta elettrica, così che se il costo ammonta a 10 ci sia un
intervento tangibile; oppure votiamo pure l’O.d.G., ma non vorrei che ci prendessimo in giro.
Presidente:
Grazie. Assessore Matteotti, prego.
Assessore Matteotti Paolo:
Alcune brevi osservazioni. È vero che la Giunta provinciale, il 27 gennaio,
nell’approvazione del bando annuale per la concessione di contributi per l’acquisto di veicoli a
basso impatto ambientale, non ha inserito le biciclette elettriche; quindi in Provincia di Trento
non esiste un contributo provinciale. Anche da internet si desume che in questo momento non
esiste neanche un contributo nazionale; è vero che varie Province lo prevedono, così come molte
città. Ho visto che il contributo, più o meno, ammonta a 250-300 euro per l’acquisto di una
bicicletta, il cui costo si aggira sui 1200 euro. Il problema è quello di evitare di fare un
Regolamento applicativo, altrimenti, oltre al carico sugli uffici, la questione si complica
ulteriormente. Mi sembra positiva senz’altro questa discussione, bisogna cercare un sistema per
agevolare le persone che vanno aiutate; posso dire che la città di Roma ha stanziato 20.000 euro,
con cui non si comprano molte biciclette, insomma. I contributi sono limitati e favoriscono
l’acquisto di poche decine di biciclette, in pratica, per ogni Comune, perché sono azioni
simboliche, che, peraltro, come ben sapete, da quando, purtroppo le biciclette sono state ridotte e
veicolo con pedalata assistita, non sono più dotate di propulsione autonoma, per cui anche
l’anziano, il disabile, non può usarla come una moto, perché non va, ma deve
contemporaneamente pedalare. Questo implica uno sforzo, quindi purtroppo siamo stati
penalizzati; come avrete visto, per questo motivo, la diffusione continua è rallentata di molto, da
quando è stata introdotta quella che io chiamo una penalizzazione. Il mezzo c’è, è efficiente, ne è
dotata anche la Polizia comunale, quindi io credo che ci dovremmo muovere nel senso della
mozione.
Se mi permettete vorrei aggiungere una considerazione finale: ha ragione il Consigliere
Modena quando parla della mozione sull’aria; posso dire che io e l’Assessore Bagozzi l’abbiamo
ripresa, per far sì che con l’acquisto dei mezzi relativi al Cantiere comunale, la Polizia
municipale e quant’altro, si rispetti il dispositivo della mozione, che è un po’ datata, ma che è
ancora attuale e che deve essere resa efficace. Grazie.
Presidente:
Consigliere Pederzolli: accetta l’emendamento proposto dal Consigliere Valandro?
verbale 18. 08. 06 /
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Conigliere Pederzolli:
No, Presidente, perché ritengo che siano proprio, come diceva il Consigliere Modena, le
persone indicate sulla mozione a dover essere beneficiate dagli incentivi. Io penso infatti che una
persona che ha 30 anni non abbia difficoltà a pedalare con una bicicletta normale; incentivare
l’acquisto a queste persone potrebbe essere un disincentivo alla salute, allora, a questo punto,
perché vuol dire che molto probabilmente ci sarebbero persone di 30 anni che si fanno assistere
da una bicicletta.
Per quanto riguarda l’osservazione che è stata fatta sul dubbio o sulle problematiche
sollevate dal Codice della strada, posso dire che sono state assolutamente risolte; adesso le
biciclette elettriche, per funzionare, debbono ricevere la pedalata. Se la persona, l’individuo che
le utilizza, smette di pedalare, la bicicletta non lo assiste più. Questo è stato risolto più di un anno
fa, quando era sorta la diatriba di alcuni tipi di bicicletta che funzionavano senza pedalare,
girando semplicemente il gas; questo le faceva divenire una sorta di motociclo. Bisognava
dunque prevedere un casco e il certificato assicurativo per usarle. Questo ostacolo è stato
superato, oggi vengono prodotte biciclette elettriche che sono a regola d’arte; con un semplice e
piccolo incentivo magari si può dare una mano ad alcune persone in difficoltà, così che possono
optare per l’acquisto di una di queste biciclette.
Sicuramente non vorrei che un trentenne andasse a prendersi la bicicletta elettrica;
preferirei che fossero principalmente gli anziani a poterlo fare, oppure una persona che ha
difficoltà motorie o che ha altri disagi, insomma. Ecco perché non ci pare necessario aggiungere
altre tipologie di persone da inserire nel dispositivo; non ne vedo altre, al di là di queste. Se
magari il Consigliere Valandro ci rappresenta meglio chi potrebbero essere eventuali altre
categorie da aggiungere io sono ben disposto. A me pare però di averle raggruppate tutte: le
persone in difficoltà, gli anziani, i disabili, più di questi non so chi aggiungere. Grazie.
Presidente:
Grazie. Ha chiesto la parola il signor Sindaco.
Sindaco:
Io devo dire questo: dal punto di vista della motivazione, come Amministrazione non
abbiamo grandi problemi. Devo però evocare il dubbio della competenza del Comune se
facciamo riferimento alle cosiddette “categorie protette”, perché nella nostra realtà la
competenza in materia di servizi sociali è del Comprensorio, per legge. Io non vorrei, dunque,
che ci trovassimo in una situazione di impossibilità di intervento. Non so se mi sono spiegato a
sufficienza: evidenziando le categorie protette…non lo so, però pongo il problema: ho il dubbio
che se evidenziamo che un eventuale Fondo …
Apro una parentesi, avrei un altro dubbio, che però si può risolvere in fase di elaborazione
del Bilancio; sono d’accordo con l’osservazione pertinente del Consigliere Modena, che un
Fondo di questo tipo o è dotato in maniera significativa, oppure non vale la pena di istituirlo. Un
Fondo per un’iniziativa di questo tipo non ha molto senso. Vi ricordo che le risorse che siamo
riusciti a trovare in parte corrente nella variazione di assestamento del Bilancio ammontavano a
32.000 euro, nell’anno 2006, per il Comune di Riva del Garda. Quindi abbiamo qualche
problema a pensare di reperire risorse per una pluralità di interventi; alla fine dovremmo
scegliere su quali intervenire. Chiusa parentesi.
Mi resta comunque il dubbio se la segnalazione di “categorie protette” non sposti la
competenza sull’ente che oggi si chiama Comprensorio, ma che in futuro, come sapete, dopo la
Riforma istituzionale, si chiamerà Comunità di valle. Dopo di che, come dire, valutazione e
proposta sono chiaramente condivisibili.
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(VOCE FUORI MICROFONO)
Sì, sì. Io non so se possiamo erogarli, comunque va bene, ho posto il dubbio per mettere le mani
avanti. Per dirne un’altra: se ragionassimo, viceversa, sul tentativo di mettere a disposizione delle
generalità dei cittadini, biciclette elettriche avrebbe un’altra valenza. Mi spiego? Si tratterebbe in
questo caso di biciclette del Comune, che in una dimensione condivisa potrebbe essere un’ipotesi
da vagliare. Vale qui l’altro discorso che ha fatto il Consigliere Modena: mi rendo conto
perfettamente. A me bastava porre la questione, dopo che noto che l’emendamento che era stato
proposto glissa, nel senso che evita di mettere specifiche. Questo potrebbe essere motivo di
inserire una raccomandazione, già pensare ad un Fondo è complesso, ma va bene e lo possiamo
fare, perché è di nostra competenza. Le modalità d’uso di quel Fondo invece, credo che le
dovremmo verificare dopo. Io ho solo posto due problemi, condividendo peraltro la mozione,
quindi non ho altro da aggiungere.
Presidente:
Prego Consigliere Modena.
Consigliere Modena:
Cari proponenti, non possiamo fare una modifica di questo tipo: “Dare mandato alla
Giunta di porre allo studio l’eventualità di…secondo le normative attualmente in essere”. In
modo tale che la Giunta venga qui tra sei mesi e ci dica se è fattibile o meno. È inutile che
approviamo una cosa senza saperne nulla.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Presidente:
Consigliere Benamati, usi il microfono.
Consigliere Benamati:
Chiedo scusa. Ecco la stesura proposta: “Invita il Sindaco e la Giunta a valutare con
attenzione la possibilità di istituire un Fondo per incentivare l’acquisto di biciclette elettriche,
da parte dei residenti, in accordo con il Comprensorio, o valutando la situazione con gli altri
Comuni del Comprensorio”.
Sindaco:
Questo potrebbe essere: “Eventualmente in accordo con il Comprensorio”, o con altri
enti. Quindi: “Invita il Sindaco e la Giunta a valutare con attenzione la possibilità di istituire un
Fondo per incentivare l’acquisto di biciclette elettriche, da parte dei residenti, eventualmente in
accordo e collaborazione con altri enti”. Giusto?
(VOCE FUORI MICROFONO)
Estenderei, come dice il Consigliere Benamati: “Eventualmente in accordo e collaborazione con
altri enti e associazioni”. Così è completo? Sapendo che qui possiamo cancellare il resto.
Rimane poi la riga successiva. Va bene?
Presidente:
Consigliere Pederzolli: la proposta così emendata dal Consigliere Benamati, La trova
d’accordo?
Consigliere Pederzolli:
Sì, sì, va bene.
verbale 18. 08. 06 /
36
Presidente:
Ci sono dichiarazioni di voto? Prego Consigliere Valandro.
Consigliere Valandro:
Grazie Presidente. Prendiamo atto del fatto che questa sera il Consigliere Benamati
riscuote un grandissimo successo presso i relatori, comunque vanno benissimo le modifiche
apportate e le voteremo senz’altro.
Presidente:
Grazie, passiamo alla votazione del punto N. 7 all’o.d.g.: mozione n. 11 presentata in data
17.05.2006 dai consiglieri Pederzolli e Trinchieri Benatti “biciclette ecologiche. finaziamento per
fini ecologici”, così come emendata.
Constatato che nessun altro Consigliere prende la parola, il Presidente
dichiara chiusa la discussione e mette in votazione il documento modificato in corso di seduta
dal consigliere Benamati;
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano, ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori, e che ha conseguito il seguente
risultato:
- Consiglieri presenti n. 28
- Consiglieri votanti n. 28
- voti favorevoli
contrari
astenuti
n. 28 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli,
Mirante Marini, Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro,
Grasso, Dalponte, Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari, Frizzi, Pederzolli,
Trinchieri Benatti, Morandi, Lorenzi Emanuela, Serafini, Matteotti
Pietro, Bombardelli, Modena, Benaglio)
n. 0
n. 0
IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA
LA MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI
PEDERZOLLI E TRINCHIERI BENATTI
modificata in corso di seduta come segue:
“””
Premesso che
In questi ultimi anni il problema dell’inquinamento ambientale ha riscontrato notevoli
problematiche legate al forte flusso veicolare con il conseguente problema delle polveri fini che
sta impegnando ogni comune alla ricerca della formula per abbattere tale insidia;
verbale 18. 08. 06 /
37
Tenuto conto della scarsa propensione dei cittadini a scegliere i mezzi pubblici quali sistemi
alternativi per i loro spostamenti quotidiani e, talvolta, per la difficoltà a trovare un sistema di
viabilità che permetta uno scorrimento fluido del traffico senza creare intasamenti ed ingorghi;
In virtù di una futura espansione delle piste ciclabili che dovrebbero indurre a scegliere la
bicicletta come mezzo di spostamento pratico, comodo e, grazie a queste piste, anche rapido;
Per continuate a dare un forte imput, che spinga ogni cittadino, a contribuire al miglioramento
della qualità dell’aria, della salute e di conseguenza della vita ed a sentirsi partecipe di questo
cambiamento;
Tutto ciò premesso il CONSIGLIO COMUNALE DI RIVA DEL GARDA
INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE
•
A valutare con attenzione, la possibilità di istituire un fondo per incentivare l’acquisto di
biciclette elettriche da parte dei residenti, eventualmente in accordo e collaborazione con
altri Enti ed associazioni.
Questo perché porterebbe, oltre che a un miglioramento della qualità dell’aria, anche ad un
migliore benessere fisico-salutare.
“””
Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 8
dell’ordine del giorno.
PUNTO N. 8: MOZIONE N. 12 PRESENTATA IN DATA 17.05.2006 DAI CONSIGLIERI
PEDERZOLLI E TRINCHIERI BENATTI “ADUNANZA DEL
CONSIGLIO COMUNALE”
Presidente
Comunico che in data 17.05.2006 è pervenuta la mozione n. 12 a firma dei consiglieri
Pederzolli e Trinchieri Benatti all’oggetto “Adunanza del Consiglio Comunale”, nel seguente
testo:
“””
Premesso che
Il lavoro del Consiglio Comunale deve godere della massima disponibilità di tempo e della
possibilità di svolgersi anche su più giorni per permettere un cammino del programma
dell’Amministrazione Comunale;
Considerato che, la giornata in cui oggi viene convocato è, per una parte dei Consiglieri
Comunali che vi fanno parte, alquanto scomodo per consentire di soddisfare le esigenze
verbale 18. 08. 06 /
38
familiari che nel fine settimana aumentano, in particolar modo con l’avvento della stagione
estiva;
Tenuto conto che lo spostamento dal venerdì ad altro gioino diverso potrebbe consentire
modifiche nell’orario di convocazione (portandola ad esempio alle ore 19,30) e la possibilità di
spalmare, anche su due giorni, l’eventuale mole di punti all’ordine del giorno prevedendo ciò in
un’unica convocazione, come previsto dal 4° comma dell’art. 29 dello Statuto Comunale;
Ritenuto che, quanto sopra esposto, potrebbe agevolare e permettere una più tranquilla gestione
familiare per la componente femminile del Consiglio Comunale, maggiormente toccata da tale
mansione,
Tutto ciò premesso il CONSIGLIO COMUNALE DI RIVA DEL GARDA
INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE
•
A considerare lo spostamento della giornata di convocazione del Consiglio Comunale dal
venerdì ad altra giornata che i membri, del consesso stesso, trovino più appropriato.
“””
Consigliere Pederzolli:
Grazie Presidente.
Sia ben chiaro che questa non è una mozione contro nessuno, è una proposta che è stata
avanzata, alla luce di affermazione fatte da alcuni Consiglieri in sedi diverse dal Consiglio
comunale; considerando e valutando le considerazioni esposte in premessa. A questo va aggiunto
che l’ultima modifica apportata al Regolamento per le convocazioni del Consiglio comunale, allo
Statuto, prevede la possibilità di due convocazioni, che oggi come oggi devono avvenire a
istanza di una settimana l’una dall’altea; aggiunge maggiormente la possibilità di creare un
nuovo giorno diverso, ecco perché è stata proposta questa possibilità. Il giorno non è stato
indicato, perché riteniamo che la sede più opportuna per scegliere un eventuale giorno alternativo
sia il Consiglio comunale: qualora quest’esigenza venisse condivisa dai colleghi Consiglieri. Da
qui è nata la volontà di proporre questa mozione consiliare.
Naturalmente sempre con la condivisione di tutti i colleghi. Grazie.
Presidente:
Grazie, ha chiesto la parola il Consigliere Modena.
Consigliere Modena:
Voi tutti sapete che a me piace, a volte, scherzare e sorridere, questa è una mozione
evidentemente provocatoria, prendiamola come tale. È stata presentata dai proponenti nel modo
in cui è stata illustrata appena adesso. Io, ripeto, spero che i proponenti la ritirino. Non vorrei
andare a votare una cosa del genere.
Abbiamo messo in campo il problema, che sappiamo esiste, è inutile che ce lo
nascondiamo: io l’ho sollevato nel corso dell’ultima riunione dei capi gruppo, allorquando ho
detto al Sindaco addirittura di non disturbare nemmeno il Presidente del Consiglio comunale per
alcune comunicazioni, ma di farcele direttamente. Noi sappiamo che abbiamo un Sindaco che sta
a Roma, sappiamo che lui ha dei giorni più o meno favorevoli, è inutile che stiamo qui a parlarne
verbale 18. 08. 06 /
39
ancora. Posso dire che la vecchia Amministrazione, quando noi chiedevamo il giovedì e io
venerdì ci ha detto no, facendo una consultazione popolare, con tutti i Consiglieri che hanno
detto che andava bene. Adesso, se andiamo a chiedere le stesse cose, tutti diranno che va
benissimo, ma il mondo, evidentemente cambia, quindi ci adeguiamo.
Solleviamo pure il problema, Consigliere Pederzolli, ma io proporrei di ritirare la
mozione; se vogliamo organizziamo una raccolta di firme all’interno del Consiglio comunale,
chiedendo ai Consiglieri quale sia la giornata che a loro aggrada maggiormente; chissà perché mi
sento di dire che il venerdì sarà la serata che va bene a tutti.
Presidente:
Grazie. Ha chiesto la parola la Consigliera Brunelli.
Consigliera Brunelli:
Grazie. Anche io mi associo in pieno a quanto espresso un minuto fa dal Consigliere
Modena. Mi premeva, credo che qualcuno lo abbia anche intuito, fare un accenno non tanto al
contenuto della mozione, che è pretestuoso e decontestualizzato. Voglio dire: la mozione è piena
di motivazioni, ma non tiene conto di quella principale, insomma, che tutto conosciamo.
Respingo e spero che sia stato un accenno, un tentativo maldestro di ottenere il consenso
femminile, perché il problema delle donne non è sicuramente il Consiglio comunale del venerdì.
Dire che “la componente femminile del Consiglio è maggiormente toccata dalla gestione
familiare” è incredibile; spero solo, per le tue figlie e per tua moglie, che tu non pensi che sia
competenza della femmina gestire la famiglia perché io mi auguro che sia competenza pari anche
del maschio contribuire alla gestione familiare; benché e nonostante si parli di Consiglieri
comunali. Grazie.
Presidente:
Grazie, ha chiesto la parola il Consigliere Frizzi.
Consigliere Frizzi:
E’ chiaro, io l’avrei formulata in altro modo, tanto è vero che stavo pensando di
presentare una mozione di sfiducia, perché se proprio devo modificare la giornata vado a colpire
esattamente quello che voglio. Il Sindaco lo sa benissimo, tanto è vero che noi, come
Rifondazione comunista, abbiamo appoggiato la campagna e il suo nome come candidato per il
Senato a Roma, ma le nostre condizioni sono sempre state chiare fin dall’inizio: si doveva
dimettere da Sindaco. Dopo di che è chiaro: in politica si cerca anche il compromesso,
ovviamente anche dall’altra parte, giustamente, il Sindaco si era impegnato anche ….c’era anche
questa divergenza tra quanto avviene a livello nazionale e a livello provinciale, non sto più a
ribadire i concetti, è la solita minestra.
Il nostro ruolo qui è all’opposizione, il nostro ruolo è di maggioranza di Governo a livello
nazionale. Io sono più che convinto, ancora oggi, dopo questa triste estate, dove abbiamo visto il
capo gruppo della Margherita - come ho scritto anche sull’interrogazione – indire un referendum
puerile, quello sul beach party. È come la telefonata che ti fanno a casa, quando ti chiedono se
preferisci il materasso a molle o quello elastico. Più o meno ha avuto la stessa importanza, per
me, perché come si fa, oggi come oggi, a fare una sorta di referendum simile. Con il capo gruppo
della Margherita in piazza a chiedere se si vuole o meno il beach party. A me non piace, per
esempio, però ci sono andato e mi sono fatto una birra, sicuramente non sarò mai in
contrapposizione con chi vuole organizzare questi eventi.
verbale 18. 08. 06 /
40
Quello dei beach party, è un problema grosso, di cui nessuno mai ha parlato, io ci sono
andato e ho constatato come vanno le cose con i miei occhi; ho sentito altri genitori preoccupati,
perché si dà da bere a ragazzi minorenni. Ho trovato parecchi minorenni ubriachi sulla spiaggia.
Io non voglio assolutamente colpevolizzare chi distribuisce la birra, visto che c’è anche una
Legge per gli esercizi pubblici che vieta la distribuzione di bevande ai minori. Io sono anti
proibizionista di natura, figuriamoci, con il passato che ho so benissimo che non sarà
sicuramente una Legge apposita a vietare certe cose. Se si vuole discutere ed approfondire la
tematica bisogna farlo a 360 gradi, non con un semplice referendum.
Se noi valutiamo la programmazione estiva, quello che è successo, come si discute nei
bar di politica, come alcuni cittadini stanno scrivendo sui giornali, possiamo vedere che a livello
comunale si sta creando una specie di dialogo fatto anche con l’odio, con la cattiveria.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Questa tua accusa, Consigliere Valandro, proprio non mi tocca minimamente. Io faccio
opposizione, non alimento odio né altro, io penso di farlo anche abbastanza bene, grazie.
Io dico semplicemente una cosa: sono più che convinto che un Sindaco debba essere
anche una guida per la città, io peso che, anche per questo motivo, debba essere presente dal
lunedì al venerdì nella città che amministra. Abbiamo visto quando è mancato, quando manca
proprio come presenza fisica dalla città stessa quel che succede. Tra il resto Lei, Sindaco, in
campagna elettorale, aveva promosso la creazione degli Stati generali; questi però vanno seguiti
e deve essere presente la mente che organizza e che fa sì che si continui, attraverso queste
iniziative, a dialogare, a confrontarsi. La Sua lontananza io la vedo proprio come un limite;
infatti noi abbiamo sempre manifestato questa perplessità. Oggi come oggi ne sono ancora più
convinto. Ogni tanto io discuto anche con gli “amici” del centro sinistra, di questa maggioranza,
parecchi convengono su questo: se veramente avete un uomo da proporre come alternativa,
sostenetelo.
È inutile continuare a tirare in ballo questa questione, che ormai da anni a Riva del Garda
si sente sussurrare. Avete un’alternativa da proporre rispetto a Claudio Molinari? Fate il nome,
proponetela, se è l’unica, fatelo; perché ci sono persone che vorrebbero un Sindaco a tempo
pieno.
Io avrei presentato questa mozione in un altro modo, sicuramente sto pensando di farlo,
con una mozione di sfiducia; la consegnerò nell’Ufficio Delibere, la firmerà chi vorrà. Non è un
accanimento mio personale contro il Sindaco, assolutamente…
(VOCE FUORI MICROFONO)
Se poi devo fare un atto politico lo faccio sul serio, chiedendo la sfiducia del Sindaco. Io
ribadisco che è un favore che io faccio al Sindaco, perché Lei deve fare il Senatore; questo è un
grande impegno. Non si tratta di fare un referendum, io esprimo le mie opinioni, che vengano
condivise o meno non mi interessa molto. Io non ho nessun problema in merito. Una cosa è
sicura: che tante persone appartenenti a questo centro sinistra condividono questa mia
perplessità, è chiaro, senza avere il coraggio di esporsi.
Votarla o non votarla? Io voterei anche a favore, però è chiaro che non è un voto che
approva questa mozione, ma approva il mio pensiero di base, che è quello di chiedere al Sindaco
di dimettersi; eventualmente di lavorare con un centro sinistra allargato anche a Rifondazione
comunista, poiché è forza della stessa coalizione che governa a livello nazionale, per creare
un’alternativa che possa veramente formare un gruppo di lavoro come i famosi Stati generali, da
Lei citati in campagna elettorale. Riva ne ha necessità, perché purtroppo è ferma ed è rimasta
indietro da troppi anni ormai. Ha bisogno di una maggiore consapevolezza, di una maggiore
forza per poter ritrovare delle strade che siano alternative anche alla mozione che presenterò
dopo. Grazie.
verbale 18. 08. 06 /
41
Presidente:
Grazie, ha chiesto la parola il Consigliere Valandro.
Consigliere Valandro:
Sì, Presidente, ovviamente per fatto personale. Credo di non dover e di non poter
accettare lezioni di coerenza e di moralità da parte del Consigliere di Rifondazione comunista;
tanto più se, come tale, dà chiari esempi di incoerenza, appendendo in vari angoli della città
cartelli di proprietà privata; quindi credo che spetti a lui, non a me, dimostrare la coerenza.
Chiedo che gli elettori di Rifondazione comunista valutino bene chi hanno votato, chi hanno
deciso di eleggere a proprio rappresentante. Rimando ogni e qualsiasi appellativo rivolto a me e
alle mie azioni direttamente al mittente. Grazie.
Presidente:
Grazie, Consigliere Frizzi.
Consigliere Frizzi:
Quando la politica entra nel piano personale, nel privato è veramente …
(VOCE FUORI MICROFONO)
No, io non ho iniziato, io ho fatto una critica politica sul tuo referendum, che è un obiettivo
politico.
Presidente:
Consigliere Frizzi!
Consigliere Frizzi:
No, mi verrebbe veramente da raccontare questa storiella sulla proprietà privata.
Presidente:
Ha chiesto la parola per fatto personale!
Consigliere Frizzi:
E’ molto divertente! Vedete io sono comunista, per me il comunismo è un’utopia, un
sogno, purtroppo mai realizzato, comunque quello che successo è dovuto proprio al tentativo di
far sì che una strada diventasse veramente pubblica. Come voi sapete io ho cambiato casa, sentite
questa storiella, perché è molto divertente, molto significativa di come succedono le cose.
Presidente:
Consigliere Frizzi, stiamo discutendo una mozione.
Consigliere Frizzi:
No, no, mi dispiace signor Presidente, io non voglio ...io dico sempre che il “dottor
Jeckill e Mister Hyde” prima o poi viene fuori e si farà conoscere per quello che è realmente una
persona. Questa stupidaggine del Consigliere Valandro…
Presidente:
Cerchiamo di avere maggiore rispetto tra Consiglieri!
verbale 18. 08. 06 /
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Consigliere Frizzi:
E’ una stupidaggine! È andato sul personale!
Presidente:
Mi scusi!
Consigliere Frizzi:
Mi dice che pur essendo rappresentante di Rifondazione comunista ho affisso sulla strada
di nostra proprietà il cartello “Proprietà privata”; adesso le spiego anche il motivo, velocemente.
Come voi sapete, io ho finito di costruire la casa, in questi giorni su quella strada, che
praticamente è di proprietà privata, perché è …
Presidente:
Queste sono cose personali, non potete coinvolgere il Consiglio!
Consigliere Frizzi:
No, mi scusi, mi è stata rivolta una accusa grave dal Consigliere Valandro. Che cosa è
successo? Che elettricisti ed idraulici parcheggiavano i loro mezzi lungo la strada; noi
mettevamo le macchine su parcheggi che i condomini hanno disegnato, senza autorizzazione del
Comune; ci sono parcheggi abusivi sul terreno area parco, verde pubblico, che cosa succede? Tre
di questi parcheggi sono situati sulla strada privata. Io mettevo la macchina lì e i condomini si
sono sentiti autorizzati ad andare da mio padre a dirgli che io parcheggiavo nei loro parcheggi. Io
ho detto a mio padre che la strada è di nostra proprietà e che questi si arrogavano il diritto di
appropriarsi non solo di terreno pubblico, ma anche di terreno di proprietà privata. Per poi venire
a rinfacciare a noi che non possiamo parcheggiare sul nostro terreno privato!
Sindaco:
Non si offenda, io non vorrei interromperla, ma Lei sa che questo vuol dire che io lunedì
devo chiamare la Polizia municipale e farmi fare un rapporto su quanto Lei sta dicendo.
Consigliere Frizzi:
E’ chiaro. Io ho già parlato con l’Assessore Mosaner per risolvere la questione, non tanto
perché voglio appropriarmi della strada, ma per una questione di responsabilità civile: se
qualcuno si ferisse verrebbero a prendere i proprietari, cioè noi. Io mai e poi mai vieterei nulla su
quella strada, ma voglio garantire l’uso a tutta la collettività di quello spazio. Per primi noi della
famiglia che da 40 anni abitiamo su quella strada, che l’abbiamo costruita e pagata al contadino
che ce l’ha venduta.
Scusate, non accadrà mai più che io mi giustifichi su questioni personali. Io spero che mi
si attacchi solo per ciò che dico politicamente, non su quello che faccio; poi, tra il resto, la mia
morale non esiste, perché io non ho morale, signori, ricordatevelo, io sono contro, io non ho
morale.
Presidente:
Grazie, altri che chiedono la parola? Consigliere Matteotti Pietro.
Consigliere Matteotti:
Grazie Presidente. A me sembra che questa mozione possa essere tranquillamente ritirata,
nel senso che vado ad esporre. Dal primo giorno della legislatura, in previsione delle elezioni di
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43
Roma, o di quel che era, che sia stato fissato il venerdì come giorno designato per il Consiglio, è
un fatto. Io posso anche condividere la scelta del venerdì, basta che non ci venga a dire che è
stata scelta per garantire un miglior funzionamento degli Uffici. Questa motivazione non c’entra
nulla, anche perché adesso abbiamo i 5 giorni per il deposito degli Atti, quindi il discorso che
poteva valere per il lunedì precedente non vale più. Stabilito che il venerdì non è funzionale al
miglior funzionamento degli uffici, cioè che non c’entra nulla; è chiaro che, secondo noi, la
scelta del giorno del Consiglio, come tutte le cose, dipende dalla maggioranza.
Posso avere qualche dubbio sul fatto che sia l’ideale discutere il Piano Cecchetto da un
venerdì all’altro, ma questa è un’opinione che può valere e voi potete sostenere l’opinione
contraria. A me sembra che è inutile che stiamo qui a perdere tempo su questa mozione, il
Presidente del Consiglio, se proprio vogliamo tenere conto di quello che ci ha appena spiegato il
Consigliere Modena – che per me va benissimo – prepari - visto che adesso gode anche di
adeguata indennità – un modulo molto semplice, da trasmettere ai Consiglieri o da distribuire
anche stasera, in cui si chiede il giorno ideale o migliore, a detta dei Consiglieri, per la
convocazione del Consiglio e l’ora di convocazione.
Personalmente ritengo che l’ideale sarebbe spostare l’inizio del Consiglio e fare 20-24 e
non 18-23, ma è un’opinione come un’altra. Se poi la maggioranza è compatta e ha i 18 voti
necessari non ci sono mozioni che tengano. Secondo me questa mozione è assurda, basta che il
Presidente del Consiglio si faccia carico di inviare un semplice modello contenente due colonne:
giorno e ora.
Presidente:
Grazie, altri che chiedono la parola? Consigliere Bombardelli.
Consigliere Bombardelli:
Grazie Presidente. Non c’è da citare lo Statuto, ma solo da usare il buonsenso. Concordo
con quanto detto da chi mi ha preceduto e invito i proponenti a ritirare la mozione, altrimenti non
mi sento di votarla, grazie.
Presidente:
Grazie, altri che chiedono la parola? Prego Sindaco.
Sindaco:
Vede, Presidente, excusatio non petita, con tutto ciò che ne consegue. Del resto il
Consigliere Matteotti mi ha tolto metà delle argomentazioni, quando mi ha sostanzialmente
invitato a non dare giustificazioni d’altra natura a questa scelta; benché ne possa sostenere,
quanto meno per il pregresso. Lui stesso ha posto un termine “a quo” rispetto al quale forse non
possono valere più, che è quello dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento, però per il
pregresso mi sento sicuramente di sostenere che sono state utili, parzialmente addirittura hanno
convinto anche la struttura ad adeguarsi positivamente ai 5 giorni di deposito degli Atti; non
rinnego il pregresso dunque.
È evidente che, per quanto riguarda l’intervento del Consigliere Frizzi da un lato devo
dirgli che non ritengo sia un’estate triste; è un’estate un po’ piovosa, nell’ultima decade, ma è
un’estate molto rivana, molto vivace. Anche il Consigliere Valandro, per la sua parte, ha
contribuito a renderla tale, come si addice ad una persona che ha vent’anni meno del Sindaco di
turno, per esempio.
Gli Stati generali, che sono stati a loro volta evocati: io ripeto che c’è stato un percorso
assolutamente in evoluzione, rispetto a questa proposta, tant’è che in questo momento
verbale 18. 08. 06 /
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l’impostazione degli stessi ce l’ha in mano il professor Goglio dell’Università di Trento. Tutto
questo su concorde deliberazione delle Giunte municipali di Riva del Garda e di Arco. Quindi
hanno ottenuto, addirittura prima ancora di essere attuati, uno scopo molto forte, che è quello di
essere fatti insieme, dai due Comuni limitrofi, anziché solo dal Comune di Riva del Garda.
Io apprezzo molto il tono accorato con il quale il Consigliere Frizzi parla della mia
lontananza quando sono a Roma, ma ribadisco che è una lontananza fisica ma non cordiale,
insomma, nemmeno operativa; in quanto risparmio, diciamo così, fisicamente, la mia presenza in
Municipio, il martedì, mercoledì e giovedì, ma, in compenso, ultimamente sono presente anche
la domenica; magari facendo saltare l’impianto di allarme, come mi è accaduto vicino a
ferragosto. Credo che questa dunque sia una problematica non molto sensata, rispetto al fatto che
c’è l’opportunità di essere presenti laddove solo è necessario. Io desidero, infatti, dare atto alla
Giunta municipale e alla struttura comunale di un impegno peculiare, anche in ragione di
quest’impegno del Sindaco in sede romana. Dopo di che rimane la valutazione: io credo che
possa essere anche utile, per la città, che, per un periodo, ci sia il Sindaco che assolve anche una
funzione parlamentare. Devo dire che, sia nell’ambito della maggioranza che della minoranza
parlamentare, sono numerosi i colleghi e le colleghe che sono impegnati come Sindaci o
Assessori in altrettante Amministrazioni comunali.
Devo anche dire che è anche un aiuto per l’assolvimento dei compiti parlamentari, perché
consente di essere molto più rigorosi e con i piedi per terra, rispetto a talune elucubrazioni che,
anche su temi importanti, si sentono qua e là. Questa è la mia esperienza di questi mesi, per il
resto l’appuntamento, per quanto mi riguarda - a meno dell’approvazione della mozione che il
Consigliere Frizzi ha voluto qui ricordare - ad oggi l’appuntamento per le comunali è al 2010;
ripeto: per quanto mi riguarda.
Non ho nulla da dire sulla mozione, perché mi pare che dagli stessi banchi
dell’opposizione sia venuta una richiesta precisa; se dovesse andare in porto mi troverebbe
assolutamente d’accordo. In caso contrario, come componente di questo civico consesso, voterò
contro questa mozione.
Presidente:
Grazie Sindaco. Altri che chiedono la parola? Nessuno? Dichiarazioni di voto?
Nessuno.
Constatato che nessun altro Consigliere prende la parola, il Presidente
dichiara chiusa la discussione e mette in votazione il documento presentato dal consigliere
Pederzolli e Trinchieri Benatti.
Ritenuto di non avere nulla da eccepire, modificare o integrare rispetto al
documento come sopra riportato;
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano, ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori, e che ha conseguito il seguente
risultato:
- Consiglieri presenti n. 28
- Consiglieri votanti n. 28
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- voti favorevoli n. 3 (Trinchieri Benatti, Pederzolli, Frizzi)
contrari
n. 17 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli,
Mirante Marini, Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro,
Grasso, Dalponte, Gatti, Accorsi, Munari)
astenuti
n. 8 (Grazioli, Lorenzi Emanuela, Matteotti, Modena, Bombardelli, Serafini,
Morandi, Benaglio)
IL CONSIGLIO COMUNALE RESPINGE
LA MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI
PEDERZOLLI E TRINCHIERI BENATTI
Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 9
dell’ordine del giorno.
PUNTO N. 9: MOZIONE N. 13 PRESENTATA IN DATA 22.05.2006 DAL
CONSIGLIERE
FRIZZI
ALL’OGGETTO
“RICHIESTA
DI
SOSPENSIONE PER IL FINANZIAMENTO DELLA PAT A FAVORE
DELLA GARDA TRENTINO FIERE”
Presidente
Comunico che in data 22.05.2006 è pervenuta la mozione n. 13 a firma del consigliere
Frizzi all’oggetto “Richiesta di sospensione per il finanziamento della PAT a favore della Garda
Trentino Fiere”, nel seguente testo:
“””
Premessa
Durante il Biteg Forum, la Provincia di Trento, per voce del suo dirigente delegato, ha
riconfermato la volontà della Provincia di intervenire con ingenti finanziamenti sul
potenziamento del polo fieristico alla Baltera.
Nei prossimi anni ben 89 milioni di euro, (ma forse è meglio ancora ragionare in lire per capire
l’entità della somma) ben 170 miliardi, di cui 130 miliardi alla Baltera e 40 al Palacongressi
verranno investiti per rilanciare il mondo delle fiere.
Una somma consistente che sicuramente condizionerà ulteriori investimenti sul nostro territorio,
un progetto che vincolerà qualsiasi programmazione futura e magari diversa per tutto il Basso
Sarca. Esprimo nuovamente e ripetutamente la mia contrarietà ad insistere nel finanziare un
solo comparto fieristico (lo vede in crisi in tuffo il mondo) che trovo oltretutto insostenibile per
la logistica del nostro territorio ed in contrasto con lo sviluppo naturale che dovrebbe avere
l’intero Alto Garda, uno sviluppo con contenuti di tutela, di contenimento antropico e di
restauro dell’ambiente per favorire quella vocazione naturale che rende unico il nostro
territorio ed elevata la nostra qualità della vita, per dare poi anche un’alta offerta turistica,
questo è il futuro. Con grande rammarico oltretutto segnalo che scelte di questa portata
verbale 18. 08. 06 /
46
dovrebbero essere discusse e decise perlomeno in Consiglio comunale. Ricordo a tutto il
Consiglio comunale di come il nostro bilancio non consente di intervenire su esigenze che
riguardano il futuro della città, porto ad esempio la ristrutturazione delle scuole, il Conventino
dell’Inviolata, i parcheggi, le piste ciclabili, l’ex ospedale, la rivalutazione del centro storico, il
Peep, Varone, S.Alessandro e vede oltretutto l’Amministrazione Comunale dover ingegnarsi per
ottenere fantozziani contributi statali per la ristrutturazione della Spiaggia degli Olivi.
Penso, senza voler far demagogia, che quei soldi risolverebbero problemi seri, ormai decennali.
Pertanto visto i motivi indicati in premessa, il CONSIGLIO COMUNALE
IMPEGNA SINDACO ED ASSESSORI
− ad attivarsi per chiedere alla Provincia di Trento che il finanziamento alla società Garda
Trentino Fiere venga sospeso finché il Consiglio comunale di Riva del Garda non esprima il
proprio parere;
− chiedere un parere giuridico alla Comunità Europea sull’intera operazione visto che la
Provincia finanzia una società dove la vede partecipe con il 74 %.
“””
Consigliere Frizzi:
Sarò brevissimo, perché non mi sembra il caso, su argomenti come la Baltera e le Fiere,
di fare monologhi che praticamente recito a me stesso. So già quale sarà l’esito di questa
votazione, però una cosa voglio dirla. Io continuerà ad insistere, perché ho un sogno diverso dal
vostro. Per me Riva del Garda è un ambiente veramente bello e unico, che sono le solite parole
che si usano; però io in passato viaggiavo molto e tutte le volte che ripartivo da Riva l’obiettivo
era trovare un posto alternativo a questo. Il sogno dell’età era quello di cercare un ‘alternativa, un
altro mondo; era un’esigenza che nasceva forse dal mio temperamento, non lo so. Io non l’ho mai
trovato: Riva del Garda è un posto veramente unico. Oggi vedo che la Provincia insiste nel
finanziare un comparto che io ritengo dannoso per la nostra piccola vallata, ovvero quello delle
Fiere.
Io posso accettare lo sviluppo che ha avuto, che ha sempre avuto, per privati, per alberghi
e via dicendo; tutti sappiamo che i grandi alberghi stanno operando, privatamente, nel campo
dello sviluppo congressuale; cosa che una città turistica come la nostra può tranquillamente
accogliere.
(CAMBIO CASSETTA)
…di euro, per un comparto che in futuro provocherà caos nel nostro ambiente. Io sono
totalmente contrario, sono convinto che questi soldi potrebbero venire utilizzati per progetti atti a
cambiare il volto di questa città. Porto un esempio: in maggio, mi sembra, sono andato alle
famose 5 terre, a me piace molto andare nei posti turistici, perché voglio sempre fare il confronto
con Riva del Garda; perché ovviamente noi abbiamo una città che è turistica.
È una mia abitudine, una passione: confrontavo la Thailandia con Riva del Garda, lo
sviluppo che ha avuto, Sharm El Sheikh, tutta la costa del mar Rosso, le località del
Mediterraneo. Mi è sempre piaciuto vedere come si sviluppavano quei centri turistici e come
Riva avrebbe potuto, eventualmente, copiare; oppure seguire lo stesso sviluppo che hanno avuto
altre località turistiche, come la costa romagnola. È chiaro che noi abbiamo un ambiente
particolare, non potremo mai copiare dalla costa romagnola, non potremo mai copiare da centri
verbale 18. 08. 06 /
47
come Sharm El Sheikh, come Hurgada, come le Canarie, come Tenerife, perché noi abbiamo un
posto che è veramente unico. Quando a maggio mi sono recato alle 5 Terre, ho constatato come
sono riusciti a vendere 2 km di un percorso che è similare alla nostra Ponale, ma secondo me
quest’ultima è molto più bella.
Ho parlato con i vari albergatori, chiedevo come sia la località nei periodi di scarso
afflusso turistico, ma mi dicevano che hanno ottenuto un tale richiamo, un tale successo, che a m
sembra spropositato, sempre pensando a che cosa può dare Riva del Garda. Le caratteristiche
delle 5 terre sono molto simili alle nostre, hanno questi sentieri sul mare; è molto ben
organizzata, vi si accede solo con un treno, non si entra in automobile. È davvero un
bell’esempio di come sono riusciti a vendere il loro prodotto. Noi, non abbiamo solamente quel
prodotto, noi abbiamo molto di più; noi abbiamo il turismo sportivo, che potrebbe coprire
tranquillamente la stagione per 10 mesi all’anno; potremmo sviluppare qualsiasi cosa. Qualche
giorno fa, parlando con Franco mi diceva di un bellissimo progetto che aveva proposto con la
SAT, che purtroppo non è partito; una cosa a cui io tengo moltissimo è quello che potrebbe
essere lo sviluppo della cultura musicale a Riva del Garda. Sappiamo che è sempre stata molto
lasciata a se stessa; noi abbiamo un Conservatorio, abbiamo dei professori che sono musicisti
conosciuti a livello internazionale. Abbiamo alcune Rassegne che dovrebbero essere inserite nei
Circuiti internazionali; Musicariva è una cosa bellissima, ma che, però purtroppo, per gli stessi
cittadini di Riva è totalmente lontana. È un peccato, perché da Musicariva sono passati nomi di
musicisti conosciuti e stimati a livello mondiale. Purtroppo queste cose non sono mai state
valorizzate.
Da 30 anni ormai noi cerchiamo di investire, di convogliare tutti i maggiori finanziamenti
che ci vengono dati dalla Provincia, su un settore che non ha nulla che fare con il nostro
ambiente. Non ci può essere una integrazione tra turismo fieristico e turismo naturale, quello che
tutti definiscono di qualità; sono cose completamente diverse. Noi potremmo puntare veramente
in alto, offrendo e valorizzando il nostro territorio; è chiaro che, in questi ultimi 30 anni, della
Busa è rimasto gran poco. Altrettanto poco si è sviluppato, bisognerebbe che il nostro territorio
venisse valorizzato molto di più, molto più contenuto: 89 milioni di euro sono circa 160 miliardi
di lire. Io capisco che Riva abbia l’esigenza di un teatro, è chiaro che mi sarebbe piaciuto che
fosse nato da un progetto diverso, non da un’idea della Lido, che come finalità ha quella di
potenziare il Centro fieristico. Mi sarebbe piaciuto che tutti questi finanziamenti avessero
contribuito ad ampliare la capacità congressuale di Riva del Garda, ma non che tutti quei soldi
vadano a finire in un comparto, quello fieristico, che purtroppo ostacola la realizzazione di un
progetto diverso, che potrebbe nascere a Riva del Garda. Noi qui abbiamo la fortuna di poter
diventare, a livello mondiale, forti in qualsiasi settore, come la vela, ad esempio. Noi ci
accorgiamo di avere la Fraglia solo ed esclusivamente quando ci esaltiamo per le vittorie di Luna
Rossa, quando competono nella Coppa America. Noi critichiamo tanto la Fraglia, lo si può fare,
si possono dire tante cose, però è l’unico settore turistico che espone il nome di Riva del Garda a
livello mondiale. Altro la nostra città non offre, a livello mondiale; anzi, le fiere! Sì, però
purtroppo è anche vero che non è che gli standisti poi tornino a fare i turisti a Riva del Garda.
Oltretutto io sono anche preoccupato dal punto di vista economico, perché non ci stiamo
accorgendo che, potenziando così i nostri migliori alberghi a 4 stelle, quelli che contengono più
persone e creando una struttura al cui interno si trova una sala ristorante di enorme capienza,
creiamo una città nella città turistica.
Quando voi andate a Sharm El Sheikh, vi prendete il pacchetto viaggio completo, con
l’albergo da 5 stelle, che può ospitare 1000 clienti, voi vivete dalla mattina alla sera al suo
interno, portando soldi a questa struttura; che, tra l’altro, spesso non ha proprietari locali ma fa
parte di una multinazionale del turismo. In questo modo non si porta la ricchezza sulle città che
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fanno da contorno a questi alberghi. La stessa cosa sta succedendo a Riva del Garda: noi abbiamo
una società privata che si muove così. Io, tra il resto, ribadisco sempre questa assurdità, che cito
anche nel dispositivo, su cui mi piacerebbe sentire veramente il parere della Comunità Europea:
c’è una società provinciale che, di fatto, contribuisce a finanziare una propria società che fa
concorrenza. Oggi noi vediamo che anche un Albergo come l’Astoria si sta organizzando,
realizzando una sala congressuale; bene o male il privato, ma l’ente pubblico in misura maggiore,
diventa concorrente con il privato stesso.
Noi andremo a creare, con questi soldi, una struttura del Palazzo dei Congressi, dove ci
saranno sale minori; però io dico: dove verranno tenuti i congressi? Se saranno organizzati dal
privato, si avrà un servizio migliore o peggiore di quello pubblico fornito dalla società della
Provincia? Esiste dunque una concorrenza, il finanziamento viene erogato direttamente dalla
Provincia alla propria società. A me piacerebbe sentire, in proposito, un parere giuridico della
Comunità Europea su questi contributi.
80 milioni di euro. Io ricordo che nel 1999 o nel 2000, quando ero Consigliere, eravamo
stati invitati in una Commissione, non ricordo quale fosse, dall’allora Consiglio di
Amministrazione della Lido, dove il Presidente e i Consiglieri della società ci avevano illustrato
un serie di operazioni. Ai tempi non esisteva Garda Trentino Fiere, l’obiettivo principale
dell’Amministrazione comunale di allora – la cui maggioranza, di fatto, è la stessa di oggi - era
che la Lido diventasse la proprietaria di tutto l’immobile della Baltera. È chiaro che
quell’operazione non è andata in porto, perché era intervenuta Bruxelles, che aveva proibito alla
Provincia di finanziare la società. Da lì è nata poi la partecipazione della Provincia in Garda
Trentino Fiere, quindi l’obiettivo, allora illustrato dal Consiglio di Amministrazione della Lido è,
in parte, fallito. No è andato in porto quello che nel 2000 doveva essere l’obiettivo principale di
quel Consiglio di Amministrazione, con il medesimo Presidente che relazionava anche per Garda
Trentino Fiere.
89 milioni sono tanti. Io non smetterò mai di dire che quest’operazione non serve a Riva
del Garda, anche perché il settore Fiere, che adesso sta tornando un po’ in auge a livello
mondiale, ormai subisce una concorrenza tale per cui Riva non può competere con le altre grandi
piazze in Italia. Questo che cosa significa? Che Fiere come Riva Expo Schuh, che rappresentano
le entrate principali, che danno la possibilità di continuare con questo tipo di operazioni,
difficilmente verranno portate a Riva del Garda. È vero, infatti, che abbiamo perso la TPG, che
era la seconda Fiera più importante che si svolgeva a Riva del Garda, perché la competizione è
forte, è tanta; ci sono città della portata di Bologna, Vicenza, Milano, che hanno potenzialità
molto superiori a Riva del Garda. Questo è il motivo per cui continuerò a sostenere queste mie
tesi - se ne riparlerà nuovamente in occasione del Piano Cecchetto – dicendo che questa è una
strada che non porterà nulla a Riva del Garda.
Io dunque voterò la mozione da me presentata, a voi Consiglieri la responsabilità delle
vostre azioni.
Presidente:
Grazie, Consigliere Modena.
Conigliere Modena:
Il Consigliere Frizzi stasera sta gettando sul tavolo tante di quelle cose che ci sarebbe di
che parlarne per molto tempo. Dalle sue discussioni con il Consigliere Valandro, alla mozione di
sfiducia che vuole presentare rispetto al Sindaco; su quest’ultimo ci siamo espressi anche noi: io
credo che, pur sottolineando la fiducia nella persona del Primo cittadino, nonché la stima nei suoi
confronti, proprio perché lui è un politico, che si stia specializzando ancora di più a farlo grazie
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all’esperienza in quel di Roma e possa nascere sempre di più quella carenza a livello di presenza
nel campo di combattimento. Forse lui ricorda i tempi in cui è stato Sindaco, nel passato, in cui
aveva quello che adesso è il Consigliere Pietro Matteotti che fungeva da rullo compressore; così
come lo stesso Presidente della Provincia può contare su un Assessore che svolge lo stesso ruolo.
Probabilmente, senza nulla togliere agli altri Assessori, una figura di quel tipo gli servirebbe.
Lasciamo perdere queste quisquilie, io dicevo che il Consigliere Frizzi ha gettato sul
piatto tante cose, una delle quali mi preme sottolinearla, da rivano. Voi sorridete, ma quando dice
che Riva è il posto più bello del mondo, secondo me ha ragione. Tutto ciò premesso, pur sapendo
anche io che la mozione Frizzi sarà approvata con tanto di ghigliottina, perché questo argomento
è uno di quelli che non si vuole trattare; io vorrei trattarlo ugualmente, non tanto perché io sia
d’accordo al 100% sui contenuti della mozione, esposti dal Consigliere Frizzi, ma alcune cose
sono vere, logiche e dovrebbero essere prese in considerazione.
Quali sono queste cose? Cercherò di essere semplice e di esprimermi anche se non
interessa a nessuno io lo faccio lo stesso, perché la speranza è sempre l’ultima a morire; io credo
che su questo argomento ci dovrebbe essere la condivisione da parte di tutti. Naturalmente tolti
quelli che non vogliono capire e che sono molti, ma ci sarà anche qualcuno che non capisce.
Allora: che cosa significa l’attività fieristica rivana per l’economia? Si tratta di una
attività che porta molte ricadute sulle attività ad essa connesse, che però sono di breve durata.
Non giriamoci intorno, facendo tante sceneggiate: sto parlando di Expo Schuh, perché il resto
sono ammennicoli. Expo Schuh viene a Riva del Garda 6 giorni all’anno, diciamo 8 giorni a farla
grande. Per 8 giorni l’anno Riva del Garda diventa capitale delle scarpe e, a parte diventare
capitale, cosa che può voler dire tutto o niente, fa lavorare tutta Riva. È una cosa molto
importante: ristoranti, alberghi e tutte le attività esistenti a Riva del Garda, che si trasforma, in
quegli 8 giorni. Ci sono, dicevo, anche gli ammennicoli: altre occasioni in cui c’è un tentativo di
seguire queste cose, in termini ridotti, ma tutto finisce qui.
Che cosa significa per le aziende locali questo? Significa, evidentemente, un ricavo, che
per 8 giorni è notevole. E mancasse quel ricavo degli 8 giorni, che io arrotondo in 10, la vita per
le aziende locali cambierebbe di poco; ci sarebbe un mancato guadagno, che però non determina
la vita delle aziende, che invece deriva dagli altri 350 giorni dell’anno. Non sono poi così tanti,
ma possiamo dire che la vita delle aziende deriva dalla stagione turistica tradizionale, che sia più
lunga o meno, da aprile a settembre, da aprile ad ottobre, da marzo a novembre, quello che
volete. L’attività fieristica è sicuramente importante, ma dobbiamo ricordarci che è
complementare rispetto all’attività turistica per la quale Riva è nata e andrà avanti, fin che potrà.
È stato Dio a regalare a Riva tutto il resto! Diverso è il discorso per la Palacongressi, che non si
chiama più così, ma che io continuo a chiamare in questo modo: se a Palacongressi mancano i
ricavi di quegli 8 giorni, può prendere le chiavi, portarle sul lago e lasciarle cadere lì dove la
profondità arriva a 370 m, e finire tutto. Altrimenti la possibilità di far quadrare i conti non
esiste.
L’attività primaria, turistica, alla quale andiamo ad aggiungere tutte le nicchie, che sono
l’attività fieristica, l’attività congressuale, tutte le altre attività che ci sono, compresa quella che
potremmo avere in futuro, del wellness, quella sportiva che già esiste, e via dicendo. Sono
nicchie, tutte importanti, che compongono quello che io definisco un puzzle importante per
l’economia rivana. Il core business, però, come si dice, è il turismo tradizionale, allora, cosa va
salvaguardato soprattutto? Io direi che a dover essere salvaguardati sono i 300-250-200 giorni;
l’attività fieristica è una cosa bellissima, che si attacca a questo, non è la principale. Secondo
questi dati, io dico: turismo tradizionale, palazzo dei Congressi, che sicuramente è stato, è e potrà
essere un motore che direttamente non produce reddito per la società che organizza, ma che crea
indotto in tempi diversi, su tutto l’anno; quindi crea promozione, perché come diceva il
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Consigliere Frizzi anche l’aspetto promozionale è importante. Questa è sicuramente una cosa che
ha la sua importanza e parlando di questo dove andiamo a finire? Sulla fascia lago.
Io penso che, un giorno o l’altro, andremo a discutere della fascia lago, ne abbiamo già
parlato, ne parlavo anche con un Assessore provinciale - che naturalmente smentirà nel momento
in cui dovesse uscire pubblicamente una cosa del genere – dicendo che è quello il punto
principale, la vita, il futuro economico, turistico e non solo, anche per i rivani, di Riva del Garda.
Io dico, allora: quello è l’elemento su cui noi dobbiamo fare delle scelte e dobbiamo lavorare.
Dico solo, en passant, parlando del Consigliere Valandro e della discussione di prima: anche le
sue feste passano attraverso tutta una serie di cose di questo tipo, perché vanno collocate
fisicamente e temporalmente all’interno di un calendario che va visto. Non so se vi rendete conto
che tutte queste cose si svolgono senza una regia e non sto parlando di qualcuno che decide il
giorno in cui si fa questo o quest’altro; ma di una regia che dice se è opportuno o meno fare una
cosa oppure un’altra, quando e dove. È giusto, infatti, che i giovani abbiano le loro feste, ci
mancherebbe altro, devono esserci le feste per i giovani, perché loro sono una componente
essenziale. I giovani però devo avere la possibilità di essere aiutati e condotti. Io non ce l’ho con
il Consigliere Valandro che organizza le sue feste, ma dico che lui però deve avere la tutela di
poter organizzare la sua festa in un certo giorno e in un certo luogo; così che, se le cose vanno
male, ci sia qualcuno che lo aiuti con le conseguenze. Sono le cose lasciate a se stesse che
preoccupano, non solo quelle organizzate dal Consigliere Valandro, ma anche dalla Consigliera
Lorenzi, se volesse fare la Festa per altre gente e così via.
Torniamo all’oggetto della mozione: la prima necessità per Riva del Garda, secondo me,
è quella di fare un ragionamento generale sul Piano Cecchetto, alla luce di questo Piano e di altre
considerazioni – stati generali o meno – fare un ragionamento di priorità. È ora di dire: per fare
in modo che Riva del Garda si presenti in un certo modo sul mercato turistico - e non solo –
occorre che abbiamo alcune risorse - a,b,c,d - alcune infrastrutture. Alla luce di questo si va ad
investire su quelle infrastrutture. Ora, se la Provincia, oggi, ci manda una barca di soldi che
vanno tutti investiti nella Baltera, io ho il dubbio che la prossima barca di soldi non arriverà
domani, ma chissà quando. Io allora sostengo che questi soldi, che sono pur sempre benedetti,
devono essere da noi Consiglio comunale, da noi città, dalla Giunta, da chi volete voi, investiti
secondo una serie di priorità; così che diventino per la città dei punti di forza.
Oltre tutto, mi sono scritto qui un frase: “Non è tutto oro quel che luccica”. Per questi
soldi che ci arrivano dalla Provincia, non è che il Sindaco salga a Trento con la valigetta e scenda
con i soldi, che poi suddivide tra chi fa padiglioni, chi fa il Palazzo dei Congressi e via dicendo.
Questi soldi sono un prestito, il che significa che bisogna restituirli. Dunque chi riceverà i soldi,
che sarà proprietario degli immobili dovrà, evidentemente, chiedere a chi li usa un giusto
compenso come affitto. Tutto può accadere, però se facciamo relazioni e rapporti, chi riceverà in
suo le strutture che si andranno a costruire, che sarà la Palacongressi, che ora si chiama Garda
Trentino Fiere, a mio modo di vedere avrà grosse difficoltà a far quadrare i conti, a pagare
l’affitto di queste strutture che in questo momento, per il mercato fieristico internazionale, per la
concorrenza di tutti i centri fieristici, non servono, a meno che noi non dimostriamo- e non è
dimostrabile, a parte le scarpe - che abbiamo in fieri tutta una serie di nuove manifestazioni, per
le quali è necessario che ci sia espansione.
A parte la Fiera di Milano che è stata costruita sapete come e dove, tutte le altre fiere
stanno soffrendo; noi non siamo nemmeno una fiera, perché noi possiamo solo lavorare su fiere
di nicchia, perché sappiamo benissimo che siamo al di fuori delle comunicazioni, fuori dai
collegamenti e così via. Allora, dicevo prima: questo regalo che la Provincia ci fa, non è proprio
tale. È vero: la Provincia eroga dei finanziamenti che poi dovranno essere restituiti, ma non solo!
Io qui mi meraviglio, sinceramente del Sindaco, dei Matteotti, di Mosaner, di chi ha avuto qui
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qualcuno prima di loro con lo stesso cognome, che ha tanto sofferto e combattuto per mettere
delle strutture nostre. Questo vuol dire cedere alla Provincia il nostro patrimonio! Se non mi
smentite il Palazzo dei Congressi sarà passato a GTF; quindi la sua proprietà non sarà più in capo
a Riva del Garda, ma ad una società di cui la Provincia detiene il 75%. È questo che vogliamo? A
me va benissimo, signori, se tutti lo vogliono; però mi permettete di dire che a me non sta bene?
Non è quello che voglio io.
Mi verrebbe poi da fare una riflessione anche sul teatro: di questi 89 milioni di euro, si
può risparmiarne qualcuno? Risparmiare significa: è necessario - secondo me no – investire la
parte che tocca alla Fiere, che – se i dati non sono sbagliati - ammonta a circa 30.000 euro? È
necessario? Se proprio c’è questa “necessità” di fare qualche cosa, di fare un maquillage della
struttura che è nata alla Baltera e cresciuta in un certo modo ( un girono se volete ve lo racconto),
si può risparmiare? Si può ragionare sul discorso del teatro e verificare se è opportuno o non
costruirlo ex novo in quelle condizioni al palazzo dei Congressi? Anche perché questo è un
discorso che andiamo a vedere con il Piano Cecchetto: è opportuno che ci sia quel tipo di
struttura lì? Si può risparmiare? Si può dire qualcosa alla Provincia?
Io sono convinto che il nostro Sindaco può andare in Provincia a fare un ragionamento,
nel dire: qui ci date 90 milioni, possiamo, invece che spenderli tutti lì, metterne un po’ da una
parte, dall’altra, 20 alla Miralago. Ancora non sappiamo che cosa sarà della Miralago, ma
serviranno molti soldi: possiamo prenderne alcuni di questi e metterli alla Miralago? Questo è il
ragionamento, secondo me, imprescindibile, perché quando questi soldi arriveranno sarà tardi. Vi
ho spiegato come arrivano: ce li danno per portarci via alcune cose nostre. Arriveranno i soldi,
poi li restituiremo, ma il nostro patrimonio non ci sarà più.
Io non sono contrario in assoluto alla mozione del Consigliere Frizzi, che – se lui accetta io proporrei di emendare, non sulla premessa ma sul dispositivo. Io vorrei cassare il secondo
punto, se lui è d’accordo, ripeto, trasformando il primo punto in una frase del tipo: “Ad attivarsi
per chiedere alla Provincia di Trento che i finanziamenti possano seguire una priorità stabilita
dopo apposita discussione dal Consiglio comunale di Riva del Garda”. Io sono disposto a votare
una mozione del genere.
Questo è quanto io volevo dire, in breve, senza tanti fronzoli, riguardo a questo
argomento; io credo e spero – mi rivolgo alla maggioranza – che prima di bocciare una cosa
simile ragioni su quello che ho esposto, perché mi pare di non aver detto eresie, ma cose
assolutamente sensate, che sono propedeutiche solo ad un miglioramento e ad un beneficio della
nostra città.
Presidente:
Grazie, altri che chiedono la parola? Consigliere Matteotti Pietro, prego.
Consigliere Matteotti:
Grazie Presidente. La mozione del Consigliere Frizzi, a parte l’ultima parte, di cui ha
parlato anche il Consigliere Modena, in alcuni punti sicuramente centra il problema. Noi
abbiamo numerosissimi aspetti di quella che è la vita della città, l aqualità della città, da prendere
in considerazione. Anche io, come i Consiglieri Frizzi e Modena, sono convinto che sia uno dei
posti più belli che ci sono, quindi non cambierei, non andrei a vivere in altri posti, anche se
potessi farlo. Detto questo, naturalmente a noi tocca l’onore di vivere in un posto del genere, ma
anche l’onere di mantenerlo, di cercare di difenderlo e di fare investimenti che siano, da un punto
di vista finanziario, in linea con gli aspetti societari o meno, di cui ci ha parlato il Consigliere
Modena e che, in ogni caso, dal punto di vista ambientale, siano in linea con le caratteristiche del
presagio e della città dove viviamo.
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Se andiamo sul Monte Brione o a S. Barbara e guardiamo verso Riva, vediamo due
enormi complessi, ognuno dei due ha le sue ragioni di essere e la sua vita, uno è la Cartiera e
l’altro è il Polo fieristico. Credo che qualsiasi Consigliere riconosca che visivamente non sono
l’ideale, sia esso di maggioranza o di opposizione; lo stesso vale per qualsiasi cittadino di Riva:
tutti conveniamo che quei due interventi di urbanizzazione non sono il massimo. La Cartiera
permette a 600 persone di vivere, poi, grazie all’indotto, il numero aumenta; quindi ha una
ragione di essere che è essenziale. Tra l’altro, negli anni, più ancora dell’altro complesso, ha
svolto ed attuato interventi di risanamento ambientale e di riqualificazione, che sono ancora in
corso. È chiaro per che è collocata nel posto sbagliato, su questo non si discute; io non in ottimi
rapporti con il Direttore, con i capi e con chi ci lavora, ma è chiaro che il poto dove si trova non è
l’ideale. Lo stesso vale – come ha detto il Consigliere che mi ha preceduto – vale per la Baltera:
non è il posto ideale.
Detto questo, io mi sono riletto alcuni degli ultimi interventi, ho preso solo quelli
dell’ultimo anno, per la verità, relativi sia alla presentazione ufficiale - cui io non ho partecipato ma dove era presente la Consigliera Lorenzi, del Bilancio di Fiere e Congressi, che si è svolta
qualche tempo fa. In quella occasione alcuni interventi dei responsabili che si sono succeduti al
microfono, che hanno parlato del più e del meno, del pro e del contro, (soprattutto del pro)
dell’attività svolta dalla società, di parte mirata, dunque non davano voce all’oppositore
dell’ultimo momento, o a chi andava lì per contestare, erano interventi molto tranquilli.
Una frase mi aveva colpito e poi era stata ripresa anche dalla stampa; il nuovo Direttore
Laezza, che è in carica da un anno, era Assessore all’Urbanistica a Rovereto, insomma, una
persona sicuramente sveglia, si chiedeva, in sostanza, se la società sarebbe stata in grado di
gestire, nel periodo 2007-2011, poi vediamo che il 2007 è considerato l’anno di inizio lavori alla
Baltera. Sull’inizio dei lavori nel 2007, lo dico un anno prima, io ho i miei dubbi e vi spiegherò
subito perché. Il Piano operativo 2007-2011 dunque e Laezza si chiedeva: “Sarà in grado la
società di gestire questa enorme massa di denaro?”. Queste non sono parole del Pietro Matteotti
di turno, ma del Direttore di Palacongressi, appena nominato, entrato in carica solo un anno fa.
Un altro degli interventi sentiti in quella pubblica occasione, sosteneva che ci sia un
criticità, questo secondo me è quell’aspetto che credo possa essere condiviso da tutti; credo che
debba essere valutato da tutti. Si diceva in questo intervento che Riva è percepita – è vero – come
destinazione lontana. Ora è chiaro che, rispetto alla Fiera di Bologna, a quella di Milano, di
Rimini (nuova) o a quella di Roma, sia per un italiano che per uno straniero recarsi fino a Riva
del Garda ad una Fiera sia impegnativo, non è l’ideale dal punto di vista della mobilità. Tutti noi
ne conosciamo i motivi. Riva dunque è percepita come località lontana e naturalmente questo
non aiuta lo sviluppo di questo settore. Poi dobbiamo anche chiedere se sarebbe meglio
sviluppare il comparto fieristico o quello congressuale.
L’altra tesi che sosteneva quest’esperto del settore, è che, da un punto di vista
organizzativo, in alta stagione non è possibile organizzare fiere e congressi, perché è quasi tutto
pieno, o speriamo che lo sia, non appena le stagioni andranno un po’ meglio dal punto di vita
climatico. Questo però è un dato su cui non possiamo intervenire, per adesso. In bassa stagione
invece l’altro problema che ha Riva tutto è chiuso, o quasi, quindi qualche attività rimane chiusa,
nonostante il richiamo e l’indotto derivante da Expo Schuh.
Possiamo anche tranquillamente dire che la nostra fiera principale non è certo il BIT, che
poi per metà è stato scippato e se ne è andato a Rimini, nonostante tenga in piedi Palacongressi,
qui chiamata con il vecchio nome, ma così ci intendiamo.
Ognuno di questi due tecnici del settore ha sottolineato una problematica, sostanzialmente
hanno ragione ambedue. Un altro aspetto di criticità poi è collegato al discorso della viabilità.
Speriamo che arrivino i soldi di cui si parla, pur se il Consigliere Modena ci ha spiegato che non
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sono soldi regalati ma che devono essere restituiti. Si vanno ad investire 90 milioni di euro, senza
che ci siano le strade per arrivare a Riva. Quando chi arriva in aereo fino a Verona, poi deve
risalire fino a Riva con mezzi propri, si ritrova in certi periodi, soprattutto durante l’Expo di
giugno, con le strade nelle note condizioni; su cui la Provincia, che invece nel settore fieristico ha
stanziato questi soldi, che speriamo ci siano ancora, non interviene minimamente. Bene, infatti,
ha detto prima il Sindaco, affermando che noi aspettiamo - riferito al discorso sulla viabilità –
che decidano e che si mettano d’accordo Arco e la provincia. Secondo m però il Comune di Riva
dovrebbe avere una idea propria e fare la propria parte.
Il discorso del Sindaco di Arco apparso qualche giorno fa sui giornali locali, è
condivisibile fino a quando dice che il tunnel corto non deve passare; ma l’altro aspetto su cui
ovviamente il buon Sindaco di Arco glissa, probabilmente mirando alle provinciali del 2008, è
che si tratta anche di una questione di tempi. Non basta dire che ci si oppone al tunnel corto,
perché la Provincia, con i suoi Assessori, dice altre cose. Ricordate il famoso Assessore
dell’opzione zero? Non lo citiamo perché è ancora Consigliere provinciale, ma insomma, di fatto
esiste l’opzione zero. Loro ti dicono sostanzialmente questo: noi vogliamo il corto, noi
rispondiamo che vogliamo il lungo, loro ti dicono che allora non fanno niente. Mi va bene,
dunque, quando il Sindaco di Arco dice che il tunnel corto è una fesseria, tra l’altro è stato il
primo a sostenerlo e per fortuna non ha cambiato idea; ma dovrebbe insistere, visto che ha il
potere per farlo e che la Giunta di Arco, come quella di Riva, come quella della Valle di Ledro è
dello stesso colore della Giunta provinciale. Sono loro quindi che, in funzione dei prossimi
appuntamenti elettorali, devono insistere con chi di dovere, perché noi, più che sostenere che
quella strada va costruita, non possiamo fare.
A proposito del Palazzotto, Malfer, nei suoi articoli, dice: “Palazzetto in Baltera entro il
2009, Fiere e congressi pronti entro il 2011, investiti 65 milioni di euro, di cui 25 gia stanziati”,
quando leggiamo notizie di questo genere dobbiamo fare attenzione. Ricorderete che il 1 febbraio
Malfer dice - per fortuna aveva 2 garanti - che “…l’annuncio ufficiale di Malfer, garanti
Molinari e Mellarini, Palazzetto in Baltera entro il 2009”. Uno degli aspetti di questo pacchetto
fiere-congressi è, ovviamente, il comparto della Baltera. Poi, ovviamente, arriverò a parlare della
fascia lago. Della Baltera qui si dice, senza che ci siano smentite il giorno dopo, da parte mia, dei
Consiglieri Modena e Frizzi, né del Vice presidente Morandi: “I lavori cominceranno nella
primavera 2007, dove il PRG garantisce sia richiesta destinazione d’uso, con la costruzione del
palazzetto polivalente” (in un altro articolo mi pare che si parli di 2400 posti). Di questo
Palazzetto si parla almeno da 10 anni, non è ancora il tempo della bretella Riva-Rovereto,
pressappoco ci arriviamo. La squadra di basket è assurta agli onori della cronaca più tardi,
altrimenti se ne parlerebbe da 30 o 40 anni, almeno dal 1960.
Detto questo, il palazzetto, se vi ricordate, doveva sorgere all’interno del padiglione
attuale, nel cosiddetto Corpo C, che è quello sull’angolo sud est, per chi conosce la Baltera, tanto
che quel Corpo C dell’attuale Baltera era stato costruito non con i solai, ma con un volume
completamente libero. Quindi si erano modificati i progetti, in accordo con la società,
ovviamente, proprio per realizzare un struttura, all’interno della Fiera che fosse utilizzabile; che
fosse polivalente, dunque che servisse alla Fiera nei periodi di utilizzo, anche se, come ci ha
detto il Consigliere Modena, le Fiere sono solo due di fatto. Lo spazio poi avrebbe dovuto essere
utilizzato per manifestazioni sportive, per eventi culturali, per concerti e via dicendo. Quando,
finalmente, con la squadra di basket in serie B, era stata, dalle Amministrazioni precedenti –
quella attuale non c’entra, ma qualche amministratore attuale lo era anche allora – si era arrivati
alla necessità di trovare un posto per far giocare appunto la squadra, vene rispolverato questo
Corpo C e vennero fatti anche dei progetti per l’adeguamento della struttura al basket. Lo
spostamento del parquet, le tribune retrattili, non vi tedio con il resto.
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Che cosa è successo quel punto? Una cosa che non vorrei dire– lo dico ma non vorrei,
non mi stuferei mai di dirlo, ma il Consigliere Modena quando pianta un chiodo lo fa bene – che
succedesse la stessa cosa nel 2009 quando, ammettendo che Malfer abbia ragione, il Palazzetto in
Baltera sarà pronto. La modifica, l’adeguamento interno del Corpo C, che costava una certa cifra,
mi sembra nell’ordine dei 600 milioni, poteva essere assorbito dalla casse comunali di allora.
Quello che non sembrava giusto a quei tempi, che non mi sembra lo sia neanche ora e che non
dovrà succedere nel 2009…
(CAMBIO LATO)
…a spogliatoi, con prefabbricati ecc. Le tribune ovviamente retrattibili e non fisse, perché tutti
sapevano e sanno che era giusto che nel momento dello svolgimento della Fiera delle scarpe le
tribune avrebbero dovute essere chiuse e lo spazio completamente utilizzabile. C’erano dunque
alcuni lavori da fare per adeguare la struttura …. Presidente, proseguirà quando ci sarà un po’ di
silenzio. Se non vi interessa basta che lo diciate, io non ho problemi.
L’affitto. Il concetto era che per adeguare il palazzetto c’era un costo che era ovviamente
e giustamente completamente a carico dell’Amministrazione comunale, perché la squadra era di
Riva, la Cartiera sponsorizza la squadra, per fortuna, ed era giusto che anche l’Amministrazione
facesse degli investimenti che sarebbero stati ammortizzati nel tempo. Bisognava dunque
provvedere a tribune prefabbricate, a spogliatoi, al parquet per poter giocare, che doveva avere
una protezione per quando, nel periodo delle 2 fiere principali, due domeniche all’anno, anche
perché la stagione sportiva termina prima. Sto parlando della Fiera di gennaio e forse di quella di
giugno, nel caso di play off. Al massimo due volte l’anno, dicevo, il parquet avrebbe dovuto
essere coperto per non essere rovinato, visto che costa centinaia di milioni. Protetto dunque con
strutture adeguate per poter installare gli stand, senza forare il pannello di legno. Negli Stati Uniti
queste cose vengono fatte abitualmente, perché all’interno dei Palazzetti della NBA montano le
strutture per il Palaghiaccio; se c’è una precisa volontà problemi non ce ne sono. Se si è in grado
di affrontarli, se si vuole affrontarli e se c’è la determinazione di affrontarli; sono tre cose
collegate ma non separate.
Il concetto qual era? Arrivo all’articolo del 1 febbraio 2006: fatto i lavori per adattare il
padiglione C, si è saputo che poi, guarda caso, la Palacongressi di allora, la Lido, chi era la
proprietaria, ha presentato all’Amministrazione comunale una richiesta di finanziamento, in
pratica ha presentato il conto. Che cosa prevedeva? 700 milioni di lire su base annua, di affitto.
Si arrivava all’assurdo che il Comune era proprietario di una quota importante – più di adesso –
della Lido, oltre a questa c’era Palacongressi e così via; praticamente questa società di
emanazione comunale chiedeva all’Amministrazione di Riva, per permettere alla squadra di
basket locale di giocare per un anno, 700 milioni di lire. Se per il Palazzetto della Baltera, nel
2009, si presenterà nuovamente una simile richiesta è meglio che diciamo subito che Riva non
avrà il Palazzetto, perché non sarà in grado di pagare quella cifra.
Chi va a pagare 700 milioni, sempre che, visto che questo nuovo Palazzetto sarà più
grande, la cifra non aumenti, visto che sono anche passati 6 anni? Noi vogliamo capire se questo
Palazzetto, per cui l’area era già stata urbanisticamente modificata ecc., con la firma di tutti i
Sindaci del C 9, con Riva ed Arco disposti a collaborare ed a mettere di tasca propria la
differenza tra il contributo provinciale e il costo effettivo dell’opera, era stata fatta una variante
urbanistica, proprio in questo Consiglio comunale. Insomma, tutta una serie di passaggi che,
ovviamente, adesso saltano, se il palazzetto, come ci stanno dicendo da due anni, sarà costruito
alla Baltera.
La domanda che faccio io è: quanto dovrà pagare poi il Comune per utilizzare questo
palazzetto? Se dovrà mettersi a pagare cifre del genere, è meglio che ci diciamo subito che
debbono continuare a giocare nel tendone, sperando che regga ancora per qualche anno. Nessuno
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potrà dire che il Palazzetto di proprietà del Comune, perché lo chiamano polivalente, ma se poi
dobbiamo pagare la cosa non sta in piedi. Io dico che deve essere fatto con lo stesso concetto con
cui dovrebbe essere fatto, leggendo un altro articolo di qualche tempo dopo, il teatro. In un
articolo sull’Adige si dice infatti che sarà un Teatro comunale da 600 posti. Il che significa che la
proprietà del teatro sarà del Comune e che quando il Polo congressuale e fieristico utilizzerà
questa struttura, dovrà pagare l’affitto al Comune. A questo punto dunque il Comune si troverà
ad avere un introito dovuto all’utilizzo di questa struttura. Io chiedo che la stessa soluzione che è
stata identificata per il teatro comunale venga utilizzata per il Palazzetto; che dunque la struttura
sportiva sia di proprietà comunale e che venga utilizzato in occasioni straordinarie dalla Fiera o
da altri.
Per quanto riguarda poi la data del 2007 io credo che non sia stata una grande soluzione
quella di aver spezzato il Concorso; se avete visto le carte, infatti, questo riguarda soltanto le aree
che sono già urbanisticamente destinate alla struttura fieristica, o di proprietà della Fiera. Sarà
necessario provvedere ad una variante urbanistica. Cito la prima che mi viene in mente, quella
del liceo: le varianti urbanistiche per struttura puntuali, quindi per opere di interesse pubblico,
possono essere fatte in qualsiasi momento, ne abbiamo già fatte più di una, per modificare, per
allargare alcune aree. Ce n’è una per esempio al momento in Commissione Urbanistica, prevista
per il 23, riguardante il famoso parcheggio di S. Tomaso, quindi le varianti puntuali si possono e
si potevano fare. Secondo me dunque se questa era l’idea per poter sbloccare tutto quel
compendio: si poteva benissimo, in questo anno e mezzo di attività, presentare una variante per i
terreni limitrofi. Altrimenti il tempo della variante poi andrà a ripercuotersi sul resto della
struttura.
L’ultimo discorso, che io avevo anche già esposto in Commissione urbanistica, è questo: i
due investimenti, quello relativo alla Fiera propriamente detta, cioè alla Baltera e quello relativo
alla fascia lago, io avrei preferito – se fosse dipeso da me – che si fosse scelto, con un criterio di
priorità, di anticipare quello della fascia lago. Tutto ciò perché il comparto congressuale
comunque in questa fase potrebbe essere valorizzato dall’intervento per la realizzazione della
sala da 1000 posti del teatro e poi anche perché il biglietto da visita di Riva – cioè il motivo per
cui vengono sia con la Fiera che con la Palacongressi - è la localizzazione della struttura. Io avrei
anticipato quell’investimento lì. Noi sappiamo che di quello non possiamo concluso, come
Commissione, l’esame del Piano Cecchetto, che poi è stato trasmesso al Servizio di Tutela del
paesaggio, non so se ne sia uscito, qualcuno ogni tanto mi dice di sì, qualcun altro mi dice che ci
sono problemi. Io non so a che punto sia.
Ribadisco qui che, ovviamente, la valutazione del Piano in Consiglio comunale potrà
essere più o meno attenta, io mi auguro che sia un argomento di interesse; però, come ho già
chiesto e messo a verbale, vorrei che la versione finale del Piano – che non sappiamo se sia
quella che abbiamo esaminato in Commissione, o se sia stata modificata su richiesta della Tutela
del paesaggio, o di qualche altro ente o Commissione – e i relativi allegati fossero trasmessi per
tempo ai Consiglieri; perché è chiaro che su quell’argomento bisogna trattare e discutere delle
carte che hanno il timbro della Tutela, lasciando perdere tutto il pregresso. Mi auguro che questo
avvenga al più presto possibile. Grazie.
Presidente:
Grazie, altri che chiedono la parola? Nessuno, prego signor Sindaco.
Sindaco:
Grazie Presidente. Ora, politicamente credo che siamo tutti d’accordo che Riva sia il
posto più bello del mondo; se posso portare qui un’esperienza parlamentare, posso dirvi che tutte
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le persone che incontro, anche l’ultimo Funzionario del Ministero degli Interni, che ho incontrato
mentre salivo sull’aereo l’ultimo giorno dell’attività parlamentare, quando ha saputo che
provenivo da Riva del Garda mi ha detto: “Un paradiso”.
Chiusa la parte poetica, io devo esprimere, prima di tutto, con molta franchezza, alcune
perplessità, con il cuore in mano. Guardate che è un modo di fare politica, è un modo anche di
amministrare: ogni 5 mesi ci mettiamo qui e tiriamo fuori quelli che in gergo si chiamano i “mal
di pancia, i vorrei ma non posso, i come sarebbe stato bello se 5 mesi fa avessero approvato la
mia mozione anziché quella della maggioranza”. Continuiamo e continuiamo tranquillamente e
serenamente a mettere in discussione le cose che si stanno realizzando. Tanto a dire male non si
sbaglia mai, perché se veramente domani mattina il mercato delle Fiere salta, avevo ragione io
che oggi dico che magari salterà. Se domani mattina salta il mercato dei congressi, avevo ragione
io che oggi ho detto che magari sarebbe saltato!
C’è però una responsabilità nell’Amministrazione della cosa pubblica e io chiedo, da
questo punto di vista, soprattutto a chi ci è stato già in passato qui dentro, chi ha partecipato a
quella riunione del dicembre 2004, nella quale sono stati approvati i criteri con i quali ricostruire
le società pubbliche e sono stati dati gli incarichi per i congressi, le fiere e per tutto quanto, di
assumersi la responsabilità di dire che è vero che allora è stata la maggioranza ad approvare quel
fatto; ma che non possiamo continuare a rimettere in discussione le scelte che questa
Amministrazione ha fatto. Io non sono qui altro che a prendere in mano alcune scelte che sono
state fatte dall’Amministrazione precedente e le sto portando avanti con convinzione e con
impegno.
Il comparto della Baltera, il restyling del Palafiere e la costruzione del cosiddetto
palazzetto dello sport – dove metto cosiddetto perché ormai si usa nel gergo, è come
l’incompiuta, ora diventata ex incompiuta - è in atto il Concorso di progetto; si stanno valutando
i progetti, sono stati chiamati i progettisti. È in corso, al 15 settembre finiranno, alla fine di
settembre uscirà il nome di chi è il progettista di quel tanto. Ma che facciamo da Riva del Garda,
signori? Davanti a tutta la Provincia di Trento andiamo a dire: “No, grazie, non lo vogliamo”,
adesso che stiamo progettando? Queste cose avremmo dovuto dirle a maggioranza quando si è
cominciato a fare il ragionamento, se realizzare o meno queste cose. È troppo comodo adesso! È
veramente troppo comodo! Non sono soldi che vengono al Comune di Riva del Garda, è la
Provincia che investe su se stessa; lo abbiamo già detto venti volte! Cerchiamo di essere onesti
su queste cose!
Programma di sviluppo provinciale! C’è scritto grande come una casa: la Provincia ha
scelto che il Polo fieristico-congressuale della Provincia Autonoma di Trento sia Riva del Garda!
Non è che venga a dirmi: “Sindaco non occorre che tu venga su con la valigetta, siamo noi che
veniamo giù con il baule e tu fai quello che vuoi”, ma no, santo cielo! È scritto nel programma di
sviluppo provinciale, è scritto nella delibera della Provincia Autonoma, che alla fine ha dato
gambe a questa ipotesi! Accidenti, fuochi d’artificio!
E’ scritto qui dentro, stanno realizzando un progetto che ha valenza provinciale sul quale
crede l’Autonomia speciale; non è che ci stiano dicendo un grazioso dono, stanno investendo sul
nostro territorio! Per la prima volta da anni, forse, io sto pensando, ma santo cielo! Io non voglio
discutere, perché si diventò matti, perdiana, 15 anni fa, Presidente Santi, per riuscire ad avere
almeno la Tecnofin all’interno della Palacongressi! Nessuno di questi 36 presenti si ricorda
queste storie? Sono 15 anni che si combatte perché la Provincia venga a Riva facendo degli
investimenti di natura provinciale, senza costringere gli amministratori locali ad andare su con la
valigia in mano. Dopo che finalmente saranno arrivati, andiamo a fare questi discorsi mentre
stanno dando corso agli investimenti qui! Io lo domando con il cuore in mano da amministratore!
Tutto possiamo fare, tranne che stracciarci le vesti nel momento in cui la Provincia decide che la
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nostra città abbia un ruolo all’interno del Piano di sviluppo provinciale! Cosa dobbiamo dire alla
Provincia? Che non ci va bene questo ruolo? Ma dovevamo dirlo quando hanno impostato il
Piano di sviluppo provinciale! Quando hanno impostato il Piano Urbanistico Provinciale, quando
hanno approvato il Piano Regolatore Generale del nostro Comune, santo cielo!
Cosa vuol dire amministrare la cosa pubblica? Vuol dire non assumersi mai una
responsabilità? Ma come si fa a venire a dire adesso che del prestito obbligazionario che la
Provincia mete in campo per finanziare la prima parte di questo progetto non ce ne facciamo
nulla? Dobbiamo dire alla Provincia di lasciar perdere? Di venire giù a permetterci di dividerlo
come contributo per la realizzazione di altre 10 opere che sono più importanti di questa? Ma vi
pare che questo sia un criterio di amministrazione della cosa pubblica? Io non lo so! Vi dico la
verità: non lo è, per la mia esperienza di amministratore pubblico.
Dobbiamo anche avere il coraggio delle nostre azioni, santo cielo, ad un certo punto della
vita e dell’esperienza! Anni ci sono voluti perché si facesse questa scelta! Possiamo anche non
condividerla, ma è stata fatta! È stato ricordato correttamente, ma vi ricordate come era il
rapporto tra Amministrazione comunale e Cartiera del Garda 10 anni fa? Ve lo ricordate? C’è
qualcuno che lo ricorda? Forse Cesare Guardini, che prende nota laggiù in fondo, si ricorda come
erano i Consigli comunali fino a marzo dell’89? Ve li ricordate i Consigli comunali a
quell’epoca? Perché noi siamo figli di quell’epoca, oltre che – Molinari, Mosaner e Matteotti – di
amministratori che ci sono succeduti nel tempo, negli anni ’60. Peraltro il Consigliere Modena è
succeduto a se stesso fra il 1970 e il 2000, noi invece abbiamo cambiato generazione! Ve li
ricordate? Ce li dobbiamo ricordare solo noi Matteotti, Molinari, Mosaner, Modena e Benaglio?
Scusi, Consigliere anziano. Ricordate quei dibattiti sull’idea di spostare la Cartiera! È saltato un
Presidente della Provincia, rivano, se ci ricordiamo bene, su queste cose. Oggi la Cartiera passa
per “essere furba” perché sostiene il basket? Direi che dovremmo riconoscere che siamo stati
capaci di far passare acqua sotto i ponti tutti! Il rapporto tra Amministrazione comunale e la
Cartiera è diventato serio, dinamico, impegnativo e importante! Citava prima l’Assessore
Matteotti un’ipotesi di sviluppo che noi vediamo concretizzarsi, come amministratori, nel
quotidiano, nei rapporti che si intersecano per avere esiti alla nostra azione. Possiamo confermare
che si va avanti, la Cartiera è una protagonista positiva delle vicende del nostro territorio. Le
fatiche dell’Amministrazione Bassetti prima e Molinari poi per fermare l’ampliamento del
mostro e diventare quindi interlocutori! Ricordiamoci questi passaggi! Fanno parte viva della
nostra storia. Eppure le cartiere, che volevamo mandare via, sono rimaste qui e sono un soggetto
ineludibile nel panorama economico.
Il progetto della Provincia, nel suo Piano di sviluppo, è quello di dire che Riva del Garda,
anzi, io dico sempre l’Alto Garda, perché ho idea che l’indotto che deriva da questo sistema
complessivo, turistico, fieristico, congressuale, riguardi tutto l’Alto Garda. L’impegno della
Provincia in questo senso, che certamente è di tipo finanziario, ma che è prima di tutto un
impegno di programmazione e di sviluppo. Se ci fosse il povero Kessler l’avrebbe inserito nel
Piano Urbanistico Provinciale, addirittura, lui che non distingueva fra PUP e PSP, perché non
erano strumenti che allora fossero in auge. Oggi c’è il Piano di Sviluppo e c’è anche il Piano
Urbanistico; quest’ultimo ci ha seguiti, certo che ci dà alcune responsabilità, proprio sulla fascia
lago! E va bene! Mettiamoci qui a discutere della fascia lago! Non succederà niente! Ma è una
cosa che dico e urlo da anni! Sulla fascia lago il Comune di Riva del Garda ha il coltello dalla
parte del manico, perché ha lo strumento urbanistico! Ma dopo noi, che siamo amministratori del
Comune di Riva del Garda, dobbiamo guardarci negli occhi e stabilire se abbiamo le risorse
finanziarie per fare le cose che dovranno essere fatte all’interno della fascia lago. Siccome non le
abbiamo e non le avremo, perché il nostro Comune non ha questa capacità di indebitamento, è
giocoforza stabilire quale partita intessere.
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Se la Provincia decide che la città di Riva del Garda è il polo turistico, fieristico e
congressuale del Trentino, tanto vale che allora ci organizziamo per ragionare se i contenuti – nel
caso specifico del Piano fascia lago, in un altro caso dell’area fieristica della Baltera – possano
corrispondere, anche dal nostro punto di vista, a questa idea di investimento; che non è solo di
tipo finanziario, ma che è anche un investimento di identità. Viene riconosciuto che il nome della
nostra località e di tutto l’Alto Garda si spende a livello provinciale come un polo turistico, anche
con valenza fieristico-congressuale. Quali sono gli strumenti per fare questo? La Garda Trentino
Fiere, certo, per carità, società che è stata fatta esattamente apposta per superare la problematica
europea relativa all’erogazione dei contributi nella realizzazione degli immobili fieristici. Anche
questa è una partita…per favore, io spero che ci sia qualcuno che se la ricorda!
È passata di qui questa storia! Signori! Adesso siamo in una fase in cui si tirano i remi in
barca, si tirano le reti, non possiamo, adesso, dire che non ci siamo più! Che siamo
autosufficienti! Va bene: cancelliamo la Cartiera, cancelliamo le fiere, cancelliamo i congressi,
cancelliamo il teatro, cancelliamo il palazzetto dello sport! E dopo, santo cielo, diciamoci quanti
albergatori, quanti commercianti, quanti liberi professionisti possono continuare in questa Riva
del bengodi, che rinuncia a qualsiasi modello di sviluppo; peraltro coerente con i suoi ultimi
cento anni di storia!
Io non discuto che questa sia una scelta negativa, per capirci, ma è stata fatta! Noi la
stiamo concretizzando! Non è possibile che per l’ennesima volta, alla rivana, andiamo ad urlare
al mondo che siamo i primi a non crederci! Questo svuota di energia un amministratore pubblico
di questa città! Ma come è possibile? Dove erano quelli che hanno votato, quando sono stati
messi i presupposti perché questi risultati avvenissero? Noi stiamo cercando di dare corpo e
gambe a questi progetti, ci stiamo credendo fino in fondo, stiamo tirando con i denti verso la
Provincia perché nei Bilanci a venire ci sia il resto delle cifre che servono per completare
quest’opera! Stiamo tirando con i denti con le nostre società, perché siano alla pari con quelle
che sono le problematiche che il Consigliere Modena ha esposto correttamente! Non le discuto!
Ma dobbiamo esserci alla pari con queste problematiche, o siamo tutti esperti di marketing, di
fiere e congressi, oppure dobbiamo accettare che siano le società con i loro professionisti, con i
loro Consigli di Amministrazione, a correre verso l’ampliamento del mercato delle fiere e dei
congressi! Che deve servire!
Io non discuto sul ruolo dell’Expo Schuh, non discuto nemmeno sul ruolo degli altri enti
fiera che ci sono in Italia; stiamo facendo una verifica, anche, per incontrare, per capire. Noi non
viviamo, signori, in un ambiente chiuso in se stesso! È vero che la Busa è un paradiso, ma non
possiamo pensare e sperare di risolvere tra di noi i nostri problemi e di vivere sempre “sopra la
brocca”, come si dice in dialetto! Dobbiamo renderci conto che siamo in una situazione di
intercomunicazione, che se ci sono queste società nelle quali ci sono delle professionalità in
grado di cercare di immettersi su questi mercati, dobbiamo starci dietro, starci alle spalle! Con
una stazione turistica! Crederci tutti! Ecco perché faccio appello a che i commercianti aprano i
negozi la sera! Non lo faccio contro i commercianti! Lo faccio perché vorrei che credessimo tutti
che questa prospettiva è quella vincente! Guardate che poi non possiamo bearci nelle nostre
tranquillità anche borghesi, anche troppo borghesi spesso, in una situazione nella quale non regga
il sistema socio economico!
Non esiste la Riva di bengodi, lo dico per la seconda volta! Allora, può essere che tutto
sia sbagliato, vuol dire che ci siamo capitati in mezzo erroneamente, che non avremmo voluto
esserci! Io dico: diamo fiducia alle società, stiamoci dietro mentre vanno all’aggressione dei
mercati per avere nuovi congressi! Facciamo un bel viso di accoglienza ai congressisti che
arrivano! Lavoriamoci su con tutti gli strumenti che abbiamo perché la città sia accogliente!
Certo, l’ente pubblico per la sua parte, i privati però per la loro! Lavoriamo perché arrivino
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nuove fiere! Non perché “oddio state attenti perché quando finirà l’Expo Schuh salta tutto!” Ma,
porca miseria, non è mica questo il motivo per il quale dobbiamo impegnarci, come
amministratori! Dobbiamo mettercela tutta perché la nostra idea di città stazione turistica abbia
un futuro! Dobbiamo mettercela tutta! Tutti quanti! Anche i tassisti ce la devono mettere tutta,
non continuare sempre a pitoccare gli uni sugli altri, a ritagliarci sempre motivi per essere
diversi, santo cielo! Siamo tutti in gioco! Oppure perdiamo tutti!
Questo è quanto volevo dire sugli obiettivi generali; poi sul resto possiamo anche andare
d’accordo, per l’amor del cielo. Il teatro? Sarà un teatro comunale, si sa, lo avete scritto qui
dentro che ci sarà un passaggio di proprietà, perché resti comunale. Il palazzetto dello sport
arriva, il nostro grande compito è quello di trovare una situazione di equilibrio all’interno delle
realtà comunali dell’Alto Garda, perché nelle prospettive di realizzazione di opere pubbliche sul
territorio, ci sia la giusta compensazione, tra ciò che viene fatto da una parte e ciò che viene fatto
dall’altra. Ma questo è il terzo polo! È giocare insieme! Ma certo, ieri, l’altro ieri, ne abbiamo
fatte di cose! Ne abbiamo di memorie, ne abbiamo di ricordi! Ce ne sono di pratiche iniziate e
magari mai finite! Ma in questo momento la fotografia della situazione è questa: è in atto un
investimento, su un Piano regolatore, su un Piano Urbanistico Provinciale, su un Piano di
Sviluppo Provinciale; è in atto un investimento, è in atto la progettazione di una parte di questo
compendio. Appena questo Consiglio comunale avrà approvato il Piano fascia lago, sulla base di
come lo approveremo, partirà la gara per la progettazione del compendio fieristico-teatrale in
fascia lago. Queste sono le belle prospettive, che ci possiamo dare; il resto sono quisquilie, sono
questioncelle. Io, francamente, non posso approvare questa mozione, perché vuol dire entrare nel
merito di un’opzione politica fatta da un altro ente; tra l’altro, se dobbiamo dirla fino in fondo,
fortemente ricercata anche dall’Amministrazione comunale di Riva del Garda negli anni passati.
Quindi io concludo, vorrei dimostrarvi che anche questo mio infervorami è dovuto al
fatto che bisogna esserci pienamente dietro questi temi, ma esserci! Certo, si può sbagliare, ma
stiamo dando corpo a delle attese che sono state coltivate a lungo anche in questa sede. Stiamo
dando corpo a delle realizzazioni che non ci vengono benignamente elargite, nè in maniera
sofisticata obbligate. Siamo nelle condizioni di poter condividere anche determinati passaggi,
magari mettendo persone giuste al posto giusto nelle società; creando relazioni importanti anche
all’esterno della nostra città, recuperando migliori rapporti con la Provincia. In fin dei conti
quello che dico è: cerchiamo di provare a capire che su taluni nodi o andiamo tutti insieme, o è
troppo facile per qualunque referente, o qualunque avversario attento sui percorsi che compiamo,
mettere i pali tra le ruote e farci tornare indietro di anni! Cerchiamo di non essere complici di
questo modello. Grazie.
Presidente:
Grazie Sindaco. Altri che chiedono la parola? Consigliere Modena.
Consigliere Modena:
Non posso esimermi dal commentare, dispiacendomi di questa alterazione da parte del
Sindaco, che, devo dire la verità, non ho visto così arrabbiato da lungo tempo. Tra parentesi, io
potrei anche sentirmi offeso da alcune citazioni che il Sindaco ha fatto, perché quando dice che
dobbiamo essere onesti…
Sindaco:
Uniti.
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Consigliere Modena:
No, ha detto onesti, Sindaco. Io credo di esserlo sempre stato, su questo argomento; io
sono sempre stato preciso e coerente dalla A alla Z. Oltretutto, in questo Consiglio comunale non
si è mai, o poco, parlato di questo argomento, perché voi ricordate quando abbiamo parlato di
Bilancio? Abbiamo detto che c’è tanta carne al fuoco a Riva del Garda, gran parte della quale
non passa dal Consiglio comunale. Questa è “una parte di quella carne” che in Consiglio
comunale ci è passata relativamente; allora, io capisco lo stato d’animo del Sindaco; io capisco
che lui dica che se la Provincia sa che noi siamo disuniti va a giocare su questo; però qui, noi,
non abbiamo mai parlato di questo argomento.
Quando Lei, Sindaco, dice: “Vogliamo essere esperti di marketing?”. Caro Sindaco. Per
la prima volta io, con poca umiltà, dico: “Lo sono”. Io sono pagato da un ente fieristico nazionale
per fare l’esperto di marketing, quindi mi sento tale! Non sarò forse come quelli strapagati che
vengono a Riva del Garda, ma mi sento di poter dire la mia su questo! In altre occasioni dico di
non essere preparato. Quello che ho detto dunque, l’ho espresso con convinzione. Sicuramente
non per fare del male a nessuno, certamente non per fare del male alla mi città, perché io
desidero che ci siano dei passi avanti; ma quanto Lei stesso, Sindaco, dice: “Discuteremo di
fascia lago e poi non avremo soldi per realizzare niente”, parla di una realtà! Allora, l’invito che
si andava a fare, con cui io ho concluso il mio intervento e con cui io concludo gli interventi su
questo argomento, non era quello di andare a sbattere le porte in Provincia; ma era quello di dire:
possiamo, questo intervento di 90 milioni, in parte già consumati, lavorarlo? Per avere le risorse,
non dico per tutto, ovviamente, ma per alcune altre cose?
Questo era lo spirito del mio intervento, se è stato mal interpretato e se è disonesto va
bene, mi prenderò del disonesto.
Sindaco:
Io non ho detto disonesto.
Presidente:
Grazie, ha chiesto la parola il Consigliere Frizzi.
Consigliere Frizzi:
Mancano tre minuti e la replica non so se ci starà. Non condivido per nulla, anzi, potrei
anche io alterarmi in questo modo, per manifestare la mia convinzione su ciò che propongo. Non
riesco a capire perché il Sindaco si arrabbi e, nello stesso tempo, anche io potrei farlo, urlando e
parlando delle mie convinzioni. Ci sono tante cose, il mal di pancia, innanzitutto, non so se fosse
rivolto a me, o al mio collega di opposizione. Non è assolutamente un mal di pancia, ma è
semplicemente una convinzione che questa scelta è sbagliata. Sicuramente io non sarò tra quelli
che in futuro diranno: “Avete visto? Ve l’avevo detto”, perché purtroppo quando, eventualmente,
si dovrà dire questa frase, tutta la collettività ne pagherà le conseguenze. Tutte le volte che sento
parlare, questionare, discutere in Consiglio comunale su una questione che riguarda tutta la
collettività di Riva del Garda, mi sento sempre rispondere che ormai è troppo tardi. Ormai è
troppo tardi per il progetto Cecchetto, ormai è troppo tardi per la circonvallazione, oramai è
troppo tardi per il tunnel corto, ormai è troppo tardi per il PRG, ormai è troppo tardi. Noi
abbiamo qui una Cartiera che, tutto sommato, oggi per fortuna - dico per fortuna - funziona bene;
abbiamo le fiere, abbiamo questa situazione di mobilità, di vivibilità, di condizioni dell’aria; però
ormai è troppo tardi.
Sul fatto che la Provincia venga ed investa su se stessa nel nostro territorio comunale, io,
che sono un Consigliere comunale, vorrei dire qualche cosa. Oltretutto ricordo che noi, ormai
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dagli anni ’90. come Resistenza Umana, ci siamo sempre opposti; lo abbiamo fatto allora,
quando la proprietà dei padiglioni era ancora del privato; quando la Palacongressi pagava più di
un miliardo all’anno di affitto degli stessi. Ricordo che eravamo usciti sul nostro giornale con un
titolo, con cui abbiamo preso in giro l’allora Presidente di Palacongressi (che se non sbaglio era
Lorenzi, o un altro). Nell’articolo noi consigliavamo a tutti di “affittare anche i pollai alla
Palacongressi perché tanto pagava tutto a peso d’oro”. Questo lo dicevamo ancora negli anni
’90; noi abbiamo sempre avuto la convinzione che la strada intrapresa fosse quella sbagliata; noi
cercheremo sempre di fare un modo di bloccare questo sviluppo. Non è vero che noi dobbiamo,
perché da oggi parte un nuovo progetto con un nuovo programma. Questi finanziamenti partono
praticamente da zero, quei padiglioni per me ormai potrebbero anche tornare ad essere quello che
per cui sono nati, ovvero padiglioni artigianali. Per non dire che anche la struttura architettonica
di quel complesso lascia alquanto a desiderare.
Noi siamo convinti di quello che diciamo e proponiamo, di quello che vorremmo
nascesse a Riva del Garda; il Sindaco in qualche passaggio ha anche detto: “Perché la nostra
città turistica abbia un futuro”. Di quale futuro si parla? Quale futuro porteremo avanti, se
continueremo a contrastare lo sviluppo naturale per incrementare l’offerta che noi possiamo
offrire grazie al nostro ambiente? È chiaro che se noi siamo chiusi solo ed esclusivamente su
questo sviluppo abbiamo fato una scelta, però che cosa succederà in futuro, con un Centro
fieristico di quella portata, che la Provincia vorrà costruire, vorrà dedicare? Il Consigliere
Modena dice che attualmente ci sono solo 8 giorni all’anno che incidono un po’ sulle condizioni
di vita di Riva del Garda, parlando ovviamente di Expo Schuh; ma se anche ci fosse una
positività dell’intero progetto, se noi dovessimo avere questo famoso incremento di fiere, con
100 e passa giorni di situazioni simili a quelle che si creano con l’Expo Riva Schuh, cosa altro
potremmo fare al di fuori delle Fiere, a Riva del Garda? Che tipo di cultura potremmo fare a Riva
del Garda? Quale sarà lo sviluppo culturale, sportivo, a Riva del Garda, dal momento che avremo
tutto quanto concentrato sulle fiere? Io non vedo semplicemente di buon occhio lo sviluppo di
questo settore. È un settore che assolutamente non va ampliato a Riva del Garda, dopo di che la
Provincia può fare tranquillamente questo investimento su se stessa, d’altra parte, da qui a
Trento, città che accoglierebbero tutto questo ce ne sono tante. La stessa Trento – come da
polemica di qualche anno fa - avrebbe voluto essere presa in considerazione in questo senso.
Io avrei lasciato tranquillamente che Trento si tenesse le fiere! Non c’era nessun
problema, è una mia convinzione, semplicemente. Non è questione di avere mal di pancia, o di
togliersi ogni tanto dei sassolini dalle scarpe. Semplicemente la convinzione che nel futuro di
Riva del Garda il comparto fieristico non trova posto. Noi, nell’ambito di una tranquilla
discussione, continueremo a proporre queste idee; non abbiamo problemi e difficoltà nel dire che
da oggi o da domani si potrebbe partire con un nuovo progetto diverso, dove le fiere non ci
stanno. Tra il resto ricordo anche che il Comune di Riva, nella realizzazione del teatro, dovrà
impegnare una cifra consistente, perché io sono rimasto ai vecchi progetti; se no sbaglio nella
convenzione stipulata con la Provincia, Riva del Garda dovrà versare 5 miliardi per la
realizzazione dell’opera; sono cifre di allora, non so se ricordo male la cifra.
In questo progetto la stessa Riva del Garda dunque dovrà reperire nel proprio Bilancio
queste risorse, cosa che secondo me riuscirà a fare con qualche difficoltà; io vedo poi
un’ulteriore difficoltà nella realizzazione di questo progetto sul teatro, perché non vedo alcuna
programmazione seria, volta a dare una possibilità di gestione al teatro stesso. Noi a Riva del
Garda attualmente abbiamo la Stagione di prosa, che conta, bene o male, una media di 700
spettatori. Se facciamo un teatro da 600 posti avremo serie difficoltà ad organizzare eventi come
la Stagione di prosa; dovremo andare a cercare ulteriori progetti, che oggi non ci sono. Per me
sarò problematica anche la gestione del teatro che costruiremo all’interno dell’area
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Palacongressi, perché per le manifestazioni grosse noi abbiamo avuto difficoltà: quando c’è stata
l’Armata rossa, per esempio. Quando vogliamo creare eventi di questo tipo il teatro da 600 posti
è troppo piccolo, purtroppo, per una collettività come la nostra, per assurdo, un teatro di 600
posti diventa troppo grande. La problematica della gestione ci sarà, anche sul teatro, però
purtroppo questo teatro non è partito da un’esigenza, che comunque a Riva c’è sempre stata; la
polemica del teatro Perini ce lo ricorda. Quest’idea del nuovo teatro però non è partita da un
progetto ben chiaro: semplicemente all’interno di questo edificio che si vuole fare siamo riusciti
anche ad incastrarci uno spazio teatrale, che all’interno di tutto castello sicuramente creerà
ulteriori problematiche. Abbiamo dovuto inserirlo! Non è che siamo partiti da un progetto da cui
è nato poi l’edificio, ma è successo esattamente l’opposto. Non si parte mai, quando si costruisce
una casa, senza vere idea di che cosa farci dentro.
Ribadisco, in completa opposizione all’intervento del Sindaco, che non è mai troppo tardi
per poter cambiare il volto alla società. Io non ho assolutamente paura di questo.
Presidente:
Grazie, altri che chiedono la parola? Consigliere Munari.
Consigliere Munari:
Devo essere sincero, diversamente da altri, io, qualche anno qui, dentro, come diceva il
Sindaco, l’ho trascorso e mi ricordo di che cosa si parlava e di come ci siamo comportati. Mi
inserisco anche io, che a volte ero in maggioranza e a volte ero in minoranza. Qui dobbiamo
veramente capire che scegliere vuol dire anche rinunciare. Noi abbiamo scelto alcune cose e
dobbiamo essere sinceri e rinunciare ad altre. Consigliere Frizzi: io rispetto il tuo discorso ma tu
rappresenti quello che hai ricevuto, come consenso, alle elezioni comunali. Tu hai il tuo
ragionamento, che io ascolto, che non condivido nel modo più assoluto, chiaramente; però sei
espressione di qualcosa che deriva da una legittimità che un gruppo di cittadini ti ha dato. Per
noi, gruppo di Riva domani, vale lo stesso discorso, così come per tutta la maggioranza e la
minoranza. Quello che mi provoca maggiori problemi è sentire il Consigliere Modena dire certe
cose, in questo caso, perché io l’ho sempre ritenuto e continuerò a ritenerlo una persona inserita
nella comunità di Riva del Garda, lo è da moltissimo tempo, da prima di me; penso che sia una
persona che sa molto di questa città, in questo campo, in questo ambito.
Attenzione! Io non voglio esprimere concetti generali e dire solo se sono contro o a favore
su quello che si fa. Io parlo del dibattito che la comunità stessa porta vanti. Nel 1921 Maroni ha
tracciato una linea di sviluppo urbanistico della città, l’avessimo seguito – io per primo – se dopo
l’esplosione ottocentesca fosse stato concretizzato quello che lui prevedeva fino in fondo al
porto, la fascia lago, non saremmo qui a discutere di nulla! Voglio dire: in quel momento lui
esprimeva quel concetto, che era di tipo grafico, perché ci sono i reperti originali esposti, io ne
posseggo una bella fotocopia, che mi guardo spesso. Io posso dunque giudicare quello che poi
abbiamo fatto: abbiamo sbagliato su tante cose!
A me spaventa sentire l’ex Assessore Matteotti su queste cose, perché io non riesco a
capacitarmi: abbiamo ottenuto una città che vive sul turismo, sulle capacità ambientali. Io sono
all’interno del Circolo vela di Torbole, con cui rappresentiamo, nel settore veristico, il mondo
intero; tutte le personalità che vengono conoscono questa zona molto meglio di noi! Hanno
capacità di usufruire dell’acqua del lago che sono molto diverse dalle nostre. Che cosa mancava a
noi 10 o 15 anni fa? Sono sorte queste iniziative delle Fiere, in generale si diceva, c’erano i
tendoni, i capannoni, vi ricordate o no? Dove eravamo? Tutto il territorio tra Riva, Arco e
Torbole era un pout pourri di situazioni provvisorie, abbiamo vissuto così per anni; siamo stati
capaci di mantenere questa città in questo modo provvisorio perché abbiamo le risorse dei posti
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letto e anche per le attrattive naturali del nostro ambiente. Dobbiamo dircele queste cose,
ammetterle.
Pertanto, a prescindere da questi discorsi, che attraversano 15 o 20 anni di storia, stiano
concretizzando ora delle infrastrutture che in qualsiasi altra parte del mondo sarebbero già state
fatte. Finalmente in questo caso anche la Provincia ha fornito il proprio apporto, appoggiandoci
su questa idea di sviluppo, di tendenza. Dopo di che è chiaro che alcuni avranno anche dei
problemi, ci saranno cose che non funzioneranno subito al meglio, però non possiamo proseguire
nella provvisorietà, dicendo che non serve. Noi abbiamo delle necessità di infrastrutture, una
delle quali può essere il Palazzo dei congressi, che era sorto all’epoca in quella maniera; certo,
adesso le esigenze sono cambiate, sono diverse. Sono infrastrutture che si inseriscono all’interno
di un progetto che tiene conto anche di tutte le esigenze della collettività, della comunità nostra;
che, chiaramente, in questo caso grava anche sulle comunità vicine..
(CAMBIO CASSETTA)
Qualcuno che non è d’accordo ci sarà sempre. Questo è il mio parere, il mio concetto. Grazie.
Presidente:
Grazie, la parola al Consigliere Benaglio.
Consigliere Benaglio:
Io non sono naturalmente un manager, come invece diceva il Consigliere Modena prima.
Faccio solo un ragionamento e una considerazione da semplice Consigliere comunale che pensa
di avere del buonsenso. A me disturbano le famose cattedrali nel deserto; io guardo alla società
che gestisce il Palafiere, in trent’anni, da quando, per caso, si ricorda il Consigliere Modena,
sono arrivati qui i tedeschi con Expo Schuh e si sono messi a fare due manifestazioni all’anno, la
società che gestisce il Palafiere non è riuscita ad attirare un’altra Fiera!
Io dico, allora questo: ben vengano i soldi dalla Provincia, che facciano pure tutte queste
cose, ma almeno che, dall’altra parte, ci sia una società che dice: “Noi facciamo 10 fiere
all’anno”. No, ne fanno 2 che esistono da 30 anni; non sono riusciti a fare in modo che ce ne
fosse almeno un’altra! È vero!
Sindaco:
Da chi è composta quella società, Consigliere Benaglio? Per voi va bene: la botte piena,
la moglie ubriaca, l’uva sulla vigna e i rivani che prendono i soldi e non si impegnano a fare un
tubo! È questo il modello di vita che abbiamo davanti?
Consigliere Benaglio:
Chi gestisce il Palafiere dovrà pure andare in giro a vendere il prodotto! Ci vado io? Ci va
Lei?
Sindaco:
I rivani che gestiscono il Palafiere sono capaci o non lo sono? Abbiamo preso …
Consigliere Benaglio:
Ha fatto Lei le nomine per le società, signor Sindaco! Non le ho fatte io.
Sindaco:
Certo, ma che c’entra? Io sto parlando di pubblico nelle società miste….
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Consigliere Benaglio:
Vuol dire che quella società non funziona! Altrimenti in trent’anni sarebbe riuscita a fare
una manifestazione fieristica all’anno. In trent’anni non è riuscita a fare niente. Una fiera al mese
avrebbero potuto organizzarla!
Sindaco:
Ma sa che cosa sta dicendo di se stesso, della Sua categoria e dell’imprenditoria rivana?
Sa che cosa sta dicendo?
Consigliere Benaglio:
Se Lei mi interrompe io non vado avanti.
Sindaco:
Lei sta dicendo che siete degli incapaci! Lo sta dicendo Lei!
Consigliere Benaglio:
Quando si mette il dito nella piaga il Sindaco si arrabbia sempre.
Sindaco:
Ma che dito nella piaga! Lei sta dicendo, della Sua categoria, che siete stati incapaci, in
trent’anni, di fare alcunché a Riva del Garda! Ne prendo atto, voglio che resti a verbale! Lo sta
dicendo Lei!
(INTERRUZIONE NELLA REGISTRAZIONE)
Se nessuno vuole intervenire possiamo concludere e votare almeno un O.d.G. che dura da tre
mesi! Altrimenti possiamo anche sospendere, per me non c’è nessun problema.
Presidente:
Altri Consiglieri che chiedono la parola? Per dichiarazioni di voto, prego. Io non ho avuto
alcun emendamento, io.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Consigliere Frizzi accetta l’emendamento proposto dal Consigliere Modena?
(VOCE FUORI MICROFONO)
Sindaco:
Ma senta, è stato fatto così per tutta la sera: sono state proposte delle modifiche e i
proponenti hanno detto se erano o meno in accordo; perché non dovrebbe fare lo stesso anche
Lei?
(VOCE FUORI MICROFONO)
E’ Lei che deve dire se è d’accordo o meno!
(VOCE FUORI MICROFONO)
Presidente:
Prego Consigliere Modena.
Consigliere Modena:
Io trovavo più opportuno sospendere la riunione, tra parentesi siccome il Sindaco dice che
c’è gente che dirà “Io L’avevo detto”, noi avevamo detto che questa riunione ci sarebbe voluta
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tutta, per finire questa specie di straccio di O.d.G. che era rimasto arretrato. Credevo che fosse
più opportuno sospendere per placare anche gli animi e andare in dichiarazioni di voto.
C’erano un paio di interventi che sono stati ritirati. Comunque quello che io dicevo era di
modificare il dispositivo con questa frase: “Ad attivarsi per chiedere alla Provincia di Trento che
i finanziamenti possano seguire una priorità stabilita dopo apposita discussione dal Consiglio
comunale di Riva del Garda”. Stralciando il punto successivo. Questa era la mia proposta, che,
caro Sindaco, non vuole dire assolutamente niente e non si mette certo contro nessuno.
Presidente:
Consigliere Frizzi.
Consigliere Frizzi:
Visto che il mio dispositivo non passerebbe assolutamente, accolgo qualsiasi cosa, purché
si continui a parlare e che il Consiglio comunale possa decidere. Tutto sommato, se debbo essere
obiettivo, ritengo la proposta del Consigliere Modena, dal momento che è in atto un Concorso di
idee per il Polo, che una volta concluso sarà messo in attuazione; sarà difficile in futuro riuscire
ad intervenire singolarmente per ogni comparto che non sia finanziato. Mi va benissimo anche
questo però, perché il Consiglio comunale possa parlare, discutere e decidere sul finanziamento
provinciale. Accetto l’emendamento e votiamola mozione così come è, tanto il risultato sarà
sempre lo stesso.
Presidente:
Posso mettere in votazione il Punto N. 9 all’O.D.G.: mozione n. 13 presentata in data
22.05.2006 dal consigliere Frizzi all’oggetto: “richiesta di sospensione per il finanziamento della
PAT a favore della Garda Trentino Fiere”, così come modificata dalla proposta del Consigliere
Modena?
Consigliere Modena:
Visto l’intervento del Consigliere Munari, temo che qualcuno, lui medesimo nella
fattispecie, non abbia capito quello che io ho spiegato. Oppure potrei non essere stato chiaro
nella mia spiegazione. Mi riservo di esserlo in futuro se sarà necessario, perché sono veramente
rimasto stupito dal contenuto del suo dire.
Presidente:
Vota a favore? Sì, ho capito. Altri per dichiarazioni di voto? Nessuno.
^^^ Escono i Consiglieri Grazioli e Bombardelli: il numero dei presenti scende a 26. ^^^
Constatato che nessun altro Consigliere prende la parola, il Presidente
dichiara chiusa la discussione e mette in votazione il documento modificato in corso di seduta
dal consigliere Modena;
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano, ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori, e che ha conseguito il seguente
risultato:
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- Consiglieri presenti n. 26
- Consiglieri votanti n. 26
- voti favorevoli n. 3 (Modena, Frizzi, Benaglio)
contrari
n. 17 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli,
Mirante Marini, Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro,
Grasso, Dalponte, Gatti, Accorsi, Munari)
astenuti
n. 6 (Trinchieri Benatti, Pederzolli, Matteotti, Lorenzi Emanuela, Morandi,
Serafini)
IL CONSIGLIO COMUNALE RESPINGE
LA MOZIONE PRESENTATA DAL CONSIGLIERE FRIZZI
Presidente:
Il Consiglio comunale sarà convocato dopo aver sentito i Capigruppo.
^^^^^^^^^^
Sono le ore 23.22. La seduta è chiusa.
^^^^^^^^^^
IL PRESIDENTE
f.to Mario Zucchelli
IL VICE SEGRETARIO
f.to Anna Cattoi
sr.
Il Vice Segretario del Comune di Riva del Garda
certifica
che il presente verbale è stato approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 111 dd.
20.10.2006 senza rettifiche.
IL VICE SEGRETARIO
f.to Anna Cattoi
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