Anno XX n. 2 – febbraio 2010
M&D - Giornale scolastico
Matteucci
& dintorni
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www.itcmatteucci.it
HAITI: Una catastrofe
catastrofe
immane
Un nuovo laboratorio
linguistico al Matteucci
oltre 200 mila le vittime,
300 mila i feriti
donato dalla
Sono oltre 200 mila le vittime del
devastante terremoto che lo scorso 12
gennaio ha colpito Haiti. A renderlo noto
il Premier Jean-Max Bellerive . Bellerive
ha affermato che la sua piccola nazione
caraibica e' stata colpita da ''un disastro''
che deve esser considerato come
''planetario''. ''Ci sono piu' di 200.000
persone che sono state identificate e
dichiarate morte'', ha detto in un'intervista
all'Afp, aggiungendo che sono stati
registrati altri 300.000 feriti; 250.000
case sono andate distrutte e 30.000
imprese sono state chiuse. Altra cifra
scioccante e' quella del numero di
amputazioni: almeno 4 mila.
Nonostante la macchina degli aiuti si sia
attivata massicciamente, la mancanza di
coordinamento e la vastita' dei danni
hanno ostacolato la distribuzione del cibo
e acqua portando a crescenti tensioni tra
la popolazione. Centinaia di manifestanti
hanno marciato verso l'ambasciata
americana, chiedendo cibo e aiuti. Gli
Stati Uniti hanno infatti assunto il ruolo di
guida nei soccorsi, con circa 20.000
soldati dispiegati sul territorio. Ad Haiti vi
sono centinaia di migliaia di orfani, che
rischiano di cadere vittime dei trafficanti
di bambini approfittando del caos postterremoto. Il segretario generale delle
Nazioni Unite Ban Ki-moon ha chiesto
all'ex presidente americano Bill Clinton di
assumere un ruolo di leadership nel
coordinamento degli aiuti internazionali.
Vedi anche a pag. 11
Fondazione Roma
Lunedì 25 gennaio 2010 la cerimonia
ufficiale della donazione, ad opera della
Fondazione Roma, delle attrezzature di
un intero laboratorio di lingue al
Matteucci. All’inaugurazione è intervenuto
il Dr. Luca Baiocco che ha illustrato le
finalità che persegue la Fondazione Roma
per la promozione umana e per la
promozione economica anche nel settore
dell’istruzione, dell’educazione e della
formazione di giovani. Ma specialmente
nell’innovazione tecnologica in ambito
didattico. Il Dirigente del Matteucci ha
ringraziato a nome di tutta la comunità
scolastica la Fondazione Roma per un
così importante contributo. Nell’Aula
Magna c’erano gli alunni della centrale
dei corsi Igea, programmatori, liceo
tecnico, marketing amministrazione e
controllo che hanno applaudito di cuore.
Essi per primi usufruiranno dello
splendido laboratorio.
All’interno
Giornata della memoria. La riforma
della scuola: 6 nuovi licei. Arteventi
Onlus e Matteucci. 2010 anno della
biodiversità. Oscar gatto speciale.
Ricostruire le scuole di Haiti. Panini
& panini. Fair play. Gare di
matematica e altro ancora...
Terminata la cerimonia in Aula Magna ci
si è trasferiti nel corridoio dell’Aula 24
che, dopo un glorioso passato
multimediale, continuerà ad ospitare tra
le sue pareti tecnologia avveniristica. Qui
è stata scoperta una targa-ricordo per
serbare memoria della donazione ad
opera della Fondazione Roma. Ad
accompagnare il Dr Baiocco c’erano
Dirigente Scolastico del Matteucci Michele
de Gaetano, il Prof. Laurenza vicepreside,
il Prof. Donato Sisto ex preside
dell’Istituto. Erano presenti anche tutti i
docenti di Lingue nonché i docenti di
informatica. Tra questi il Prof. Termini
che ha avuto modo di illustrare a tutti gli
intervenuti il complesso funzionamento
delle postazioni, in particolare quella
dell’insegnante che, con un semplice
tocco di mouse può orientare la sua
didattica con i sistemi più innovativi messi
a disposizione dalla tecnologia. Il costo
del laboratorio è di circa di 35 mila €uro.
La donazione di un laboratorio linguistico
non è cosa di tutti i giorni. Si tratta di
soldi destinati a nobili fini. Vediamo più
da vicino l’Ente che ha donato al
Matteucci questa bellissima realtà.
La Fondazione Roma
Le attività istituzionali della Fondazione
Roma trovano origine non solo dalla
Legge e dallo Statuto, ma soprattutto
segue a pag. 2
2
Giornale scolastico
dalle finalità di interesse pubblico e di
utilità sociale perseguite fin dalla sua
costituzione. Negli ultimi anni, la
Fondazione ha adottato in via prevalente
il modello della operating foundation, ed
ha sviluppato proprie progettualità,
realizzando direttamente, o in stretta
collaborazione con altri enti, iniziative di
primaria importanza in cinque settori
rilevanti: Sanità – Ricerca scientifica
– Istruzione – Arte e cultura –
Assistenza alle categorie sociali
deboli.
M&D - Matteucci & dintorni
Fondazione, finalizzato a migliorare i
servizi nel settore dell’istruzione,
prosegue su questa strada anche nel
biennio 2009−2010, con una serie di
interventi rivolti agli istituti statali di
istruzione superiore delle tre province:
oltre 270 scuole, alle quali la Fondazione
ha deciso di mettere a disposizione fondi
per analoghi interventi di
ammodernamento tecnologico,
partecipando così, al fianco della scuola
pubblica, al miglioramento dell’offerta
formativa.
La sede della Fondazione Roma è in Via
Marco Minghetti, 17 - 00187 Roma.
Anno XX n. 2 – febbraio 2010
PEC
Posta
elettronica
certificata
Questi dati sono stati tratti dal sito
istituzionale: www.fondazioneroma.it
ONLUS
Il Prof. Termini illustra l’articolazione
telematica del laboratorio
Analogamente a quanto realizzato nella
Sanità per gli ospedali, la Fondazione ha
avviato all’interno del proprio territorio di
riferimento, che comprende le tre
province di Roma, Frosinone e Latina, un
ampio programma di interventi in favore
degli istituti statali di istruzione
secondaria di primo grado: oltre
300 scuole, a cui la Fondazione si è
indirizzata con una iniziativa volta a
favorire l’innovazione tecnologica
in ambito didattico, attraverso
l’erogazione di fondi da utilizzare per la
creazione di nuove aule multimediali e
multifunzionali, laboratori linguistici e
informatici, o per l’acquisto di
attrezzature necessarie alla realizzazione
di specifici progetti, come ad esempio la
didattica della musica, o di ausili speciali
e software dedicati al sostegno degli
alunni diversamente abili. L’impegno della
24/11/2009. CONFERENZA STAMPA
nell'Aula Magna della sede centrale
organizzata su iniziativa dell'Onlus
"ARTEVENTI" in preparazione della
conferenza-evento del 14/12/2009
al Teatro Olimpico di Roma dal titolo
”Tra passato e futuro: l’innovazione
oggi - La posta elettronica
certificata, scenari attuali”.
Prove in diretta
ITCG Matteucci. 24 Novembre 2009
Conferenza Stampa in preparazione
all’evento al Teatro Olimpico
Bella partecipazione studentesca alla
conferenza stampa di martedì 24
all’ITCG“Carlo Matteucci”, nel IV
municipio, Roma Montesacro. Nell’aula
magna dell’Istituto, diverse classi del
triennio, sia della centrale che della
succursale, hanno assistito alla
presentazione dell’iniziativa organizzata
dall'Associazione Arteventi Onlus per il 14
dicembre al Teatro Olimpico.
Al tavolo dei relatori il Dirigente scolastico
e padrone di casa, Michele de Gaetano, il
presidente dall'Associazione Arteventi
Onlus Alessandro Marano e i professori
Giorgio Candeloro, Paola Palamenghi
A conclusione dell’evento un buon caffé
al bar della Centrale.
Roma, 24 Novembre 2009. Aula Magna
Via delle Vigne Nuove, 262
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Giornale scolastico
Crispi e Massimo Franchi, rispettivamente
nel ruolo di illustratore dell’aspetto
europeista dell’evento al centro della
presentazione e di rappresentanti del
corso serale Sirio presso la stessa scuola
e dell’Istituto Cine-tv “Roberto Rossellini”,
presente in sala con una troupe di suoi
studenti e co-partecipante al progetto
presentato.
Molte le indicazioni fornite per introdurre
al tema della conferenza-evento di
dicembre intitolata ”Tra passato e futuro:
l’innovazione oggi - La posta elettronica
certificata, scenari attuali”.
Sono state annunciate le istituzioni
invitate ed aderenti: Regione e Miur,
Autorità Garante per la Protezione dei
Dati Personali e Consiglio dell’Ordine
degli Avvocati di Roma. Spiegate poi, le
linee di novità che l’appuntamento vuole
apportare, non ultima la proposta di
affiancare al trattamento di un tema di
settore come quello della PEC (posta
elettronica certificata), una seconda parte
della manifestazione dedicata
interamente allo spettacolo, come parte
simbolica piuttosto che ricreativa. A
questa tranche della serata
parteciperanno il Coro Polifonico della
basilica di Sant’Agnese fuori le mura, la
Kairós Teatro, il Tropicalia Show e alcune
altre sorprese sceniche presentate dal
Centro Studi G.MAMELI.
Il Teatro Olimpico ospiterà un pubblico di
specialisti della materia legale e
commerciale direttamente interessati al
tema dell’evento in programma, in
particolare professionisti e aziende; ma
avrà, e numerosi, in sala gli studenti degli
istituti superiori che stanno collaborando
al programma: il già nominato ITCG
“Carlo Matteucci”, l’ITIS “G.Galilei”, il
Cine-TV “R.Rossellini” e l’IPSSAR
“P.Artusi”. Queste scuole che
annualmente diplomano ragazze e
ragazzi destinati all’impiego immediato,
hanno dato prova del loro interesse
diretto a coinvolgere i giovani nel
progetto, assegnando loro un ruolo attivo
nella serata di dicembre. In ultimo è stato
ricordato che l’evento in teatro sarà
totalmente gratuito e che gli invitati
potranno però lasciare una piccola
donazione destinata alla costituzione di
borse di studio a favore delle scuole
coinvolte. La gestione e l'incasso della
somma raccolta verrà affidata
interamente alle scuole partecipanti.
(Lucia Santori)
dal sito www.arteventi.net
M&D - Matteucci & dintorni
Anno XX n. 2 – febbraio 2010
La PEC al
Teatro Olimpico
14 dicembre 2009.
E’ stata la serata della conferma
dell’affidabilità e della professionalità
giovanile. Tutti gli studenti e gli artisti che
hanno partecipato all’evento al teatro
Olimpico hanno infatti dimostrato
confidenza con l’ambiente e l’occasione. I
ragazzi e le ragazze dell’IPSSAR “Artusi”,
dei corsi diurni e serali dell’ITCG
“Matteucci”, dell’Istituto “Rossellini” per il
Cinema e la Televisione e dell’ITIS
“Galilei”, hanno curato l’accoglienza, le
riprese televisive e la partecipazione della
e alla serata di conferenza e spettacolo
organizzata in collaborazione con
l’Arteventi Onlus.
Complici infine, le atmosfere create dal
Centro Studi “G Mameli” con le sue statue
viventi, realizzate in Body-Painting; il
tocco romantico dei musicisti ed interpreti
della Scuola di Musica “A. Rubinstein”,
insieme al cantante Manolo, con la sua
voce vibrante, ed il brio travolgente del
Tropicalia Latin Show, tornato da Londra
per l’occasione, traghettatore verso la
conclusione dell’evento. Al centro della
manifestazione, la conferenza sulla Pec,
posta elettronica certificata. Argomento
che, data la recente introduzione nella
vita della Pubblica Amministrazione, degli
ordini professionali, ma anche nel
quotidiano del cittadino, aveva catalizzato
la partecipazione del Miur, con il Ministro
Roma, teatro Olimpico, 14 dicembre 2009
Un riconoscimento al Preside del
Matteucci Michele de Gaetano
Come un gran varietà di luci, suoni e
colori.
Al loro fianco, l’esperienza e la capacità
largamente conosciute del Coro Polifonico
della Basilica di Sant’Agnese Fuori le
mura, sotto la direzione del Maestro
Roberto Musto, e della “Kairos Teatro”,
Scuola di Recitazione e Dizione romana.
Gelmini, e del Garante della Privacy, con
l’annunciata presenza del professor
Francesco Pizzetti, nonché l’adesione
dell’Assessorato alla Tecnologia ed
all’Innovazione della Regione Lazio.
Ebbene, proprio gli attesi interventi dei
relatori annunciati sono venuti a mancare
per gli improcrastinabili impegni
istituzionali dell’ultima ora legati ai fatti
politici avvenuti tra Milano e Roma.
La conferenza ha comunque registrato la
presenza e l’intervento dell’avvocato
Mauro Vaglio, del Consiglio dell’Ordine
degli Avvocati di Roma, che ha illustrato
ai presenti una serie di chiarimenti sulla
specificità della posta capace di
soppiantare la raccomandata classica.
Vaglio ha comunque sottolineato i meriti
e i limiti del documento elettronico
ricordando , in compagnia degli altri
relatori Giorgio Candeloro e Cristina
Guarnieri, che il documento avrà una
validità maggiore o, meglio ancora, una
completezza, se accompagnato dall’uso
della firma elettronica.
Con la conferenza evento l'Associazione
Arteventi Onlus ha comunque voluto
manifestare i propri auguri per le festività
natalizie e lo ha fatto anche grazie al
tradizionale e sempre vivo suono delle
note della zampogna eseguite dall’ottimo
Giuseppe Moffa
Tratto dal sito www.arteventi.net
continua a pag. seg.
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Giornale scolastico
M&D - Matteucci & dintorni
L’insegnamento di Cittadinanza e
Costituzione ha dunque l’obiettivo di
insegnare alle giovani generazioni come
esercitare la democrazia nei limiti e nel
rispetto delle regole comuni.
In occasione dell'evento del 14 dicembre
2009 al Teatro Olimpico di Roma, la
Scuola di musica Anton Rubinstein è stata
premiata con il quadro gentilmente
donato dalla pittrice Giuliana Bianconi
Francesca (a sin.) e Lucrezia
Carola Figliolini che ha cantato L’elefante
e la farfalla riceve, per conto della Scuola
di Musica “Anton Rubinstein” dove studia
canto, un quadro d’autore. Carola è figlia
di un’allieva del Matteucci degli anni 70.
Associazione Arteventi ONLUS
CF 97544120583 – Sede: Roma, Via
Nomentana, 865/b www.arteventi.net
[email protected]
[email protected]
Telefono: 393 7853733 - 330 568030 06 82009952
Cittadinanza e CostituzioneIl Presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano ha
ribadito, in occasione del 60° anniversario
della costituzione italiana, l’importanza di
“insegnare, studiare e analizzare nelle
scuole il dettato costituzionale per offrire
ai giovani un quadro di riferimento
indispensabile a costruire il loro futuro di
cittadini consapevoli dei propri diritti e
doveri”.
Cittadinanza e Costituzione è il nuovo
insegnamento introdotto nelle scuole di
ogni ordine e grado con la legge n. 169
del 30.10.2008.
Con il termine Cittadinanza si vuole
indicare la capacità di sentirsi cittadini
attivi, che esercitano diritti inviolabili e
rispettano i doveri inderogabili della
società di cui fanno parte.
Lo studio della Costituzione, invece,
permette non solo di conoscere il
documento fondamentale della nostra
democrazia ma anche di fornire una
mappa di valori utile per esercitare la
cittadinanza a tutti i livelli.
Premio
FIORELLA DI
RUSCIO
Seconda edizione
Seconda edizione del Premio “FIORELLA
DI RUSCIO”,
consistente in 1.000
euro da dividersi in
due quote di 500 €
ciascuna,
rispettivamente agli
allievi del biennio e del
triennio. Potevano
essere ammessi al
premio gli studenti in
possesso dei seguenti
requisiti: gli allievi
iscritti al 1° anno:
diploma di Licenza
Media con una
valutazione non
inferiore a otto;
gli allievi iscritti agli
anni successivi con: promozione alla
classe successiva; media uguale o
maggiore a 7/10; valutazione di condotta
non inferiore a 8/10.
La prova si è tenuta presso la sede
Centrale nel mese di dicembre. Come per
la prima edizione la prova riguardava i
principi della costituzione italiana.
Ha seguito la cerimonia di premiazione
per il nostro giornale Francesca Merola.
Dedicato alla professoressa Fiorella Di
Ruscio, anche quest’ anno si è svolto un
Concorso in sua memoria. I partecipanti
erano chiamati ad elaborare una traccia
di carattere giuridico, materia che
apparteneva alla professoressa, nello
specifico relativa ai Principi della
Costituzione. Ad essere estratta è stata
una traccia che richiedeva di esaminare il
2° articolo della nostra Carta
Costituzionale. La partecipazione a
questo evento da parte di un numero così
notevole di studenti ha contribuito oltre
Anno XX n. 2 – febbraio 2010
che a dimostrare l’interesse nei confronti
della nostra Costituzione e più in generale
nel diritto, a tener viva nella memoria la
figura di una così importante
professoressa. Giovedì 7 gennaio 2010,
nell’Aula Magna del nostro Istituto sono
stati consegnati i premi ai vincitori della
seconda edizione del Concorso. I premi,
consistenti in due borse di studio di 500
euro ciascuna, sono stati consegnati del
Dirigente scolastico, alla presenza della
Commissione esaminatrice, dei familiari di
Fiorella e degli alunni dell’istituto, per il
biennio a Nicola Biolcati, della classe II B,
per il triennio a Pietro Romano, della
classe III G Liceo tecnico. Sono
intervenuti alla manifestazione il
precedente Dirigente scolastico del
Matteucci, professor Donato Sisto, il
fratello della professoressa e un suo ex
alunno, il dottor Borgheresi, che ha
sottolineato come, a distanza di tanti
anni, gli insegnamenti ricevuti da Fiorella
siano ancora pienamente validi sia da un
punto di vista umano che professionale.
Al termine della cerimonia, il nostro
Dirigente scolastico, professor Michele De
Gaetano, ha invitato gli studenti a
partecipare numerosi alla successiva
edizione del concorso, che si svolgerà nel
prossimo anno scolastico.
Francesca Merola
***
Abbiamo chiesto a Nicola Biolcati,
vincitore per il biennio, alcune
impressioni. Ha risposto
emozionato:
E’ passato ormai un mese da quando ho
vinto i 500 euro del premio Fiorella Di
Ruscio. Io penso che siano una
ricompensa del
mio impegno. non
giudico mai ciò
che scrivo,
semplicemente
perchè lo scrivo
io, ma per questo tema, ci ho messo il
cuore. Ho cercato di non scrivere le solite
cose scontate e non ho messo nel tema
frasi fatte, ho scritto solo ciò che pensavo
nel mio modo di esprimermi. Quando
sono tornato a casa, per fare una
sorpresa, non ho detto di aver vinto, ma
dopo un pò ho detto che aveva vinto un
ragazzo che conoscevo di nome Nicola
Biolcati. Mia madre mi ha detto: "ma che
davvero?" Io le ho risposto: "e che per
finta?" e le ho fatto vedere la busta. Poco
dopo ho chiamato mio padre, lui mi ha
detto che si è commosso. Io sono stato
semplicemente felice. Il sabato dopo ho
pagato la pizza alla mia famiglia. Quando
mi hanno chiamato come vincitore, non ci
credevo e avevo perso la testa. Sono
andato lì con addosso giaccone e zaino.
E’ stato come un sogno vincere quel
premio, non tanto per i soldi, ma per aver
conseguito un così ambìto premio. Se
l'anno prossimo ne avrò la possibiltà,
vorrò partecipare di nuovo.
Nicola Biolcati 2°B
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Giornale scolastico
M&D - Matteucci & dintorni
La notte del 21 gennaio
Esplosione al
Matteucci
ROMA - Un ordigno artigianale,
costruito con 9 bombolette da
campeggio e innesco elettrico, è
stato posizionato la scorsa notte davanti
all'ingresso secondario dell'istituto tecnico
commerciale Matteucci di via delle Vigne
Nuove.
I DANNI - Dall'ordigno si è sprigionata
una grossa fiammata che ha provocato
un incendio che ha causato danni al
portone, ha distrutto la vetrata
dell'edificio e annerito la targa
dell'Associazione nazionale carabinieri in
congedo. Lo stabile ospita infatti da 10
anni la sezione Montesacro
dell'Associazione. Sono in corso indagini
da parte dei carabinieri della compagnia
Montesacro per capire la matrice del
gesto.
LA RIVENDICAZIONE - Il gesto è stato
rivendicato in mattinata con una
telefonata ad un quotidiano romano dalle
«Cellule di resistenza proletaria nucleo
Mario Galesi». La telefonata di
rivendicazione del movimento che ha
preso nome dal brigatista Mario Galesi, è
ora al vaglio degli esperti
dell'antiterrorismo dell'Arma così come i
resti dell'ordigno.
da: Redazione online
S
embrerebbe proprio un attentato nel
segno delle Brigate Rosse quello di ieri
alla sede dei carabinieri in Congedo
sezione Monte Sacro, situata nell'Istituto
tecnico commerciale Matteucci. L'ordigno:
nove bombole del gas per fornelletti da
campeggio, collegate in serie a una
sveglia dotata di batterie per far detonare
il tutto. La deflagrazione all'1,30 di notte,
una vampata, vetri in frantumi. Attentato
rivendicato ieri mattina alle 10,30 dalla
«Cellula di resistenza proletaria - nucleo
Mario Galesi», gruppo già conosciuto alle
forze dell'ordine. Indagano i carabinieri
del Ros. «Ho capito quanto era successo
alle 7.30 qui a scuola accompagnando
mio figlio - racconta Elio Giuseppe Di
Pinto, presidente dell'associazione - Ho
visto colleghi, era tutto nero e mi sono
precipitato».. Le targhe che
identificavano la sede, parzialmente
divelte e bruciate. In frantumi i vetri della
cancellata che ha resistito all’esplosione.
La bomba artigianale era stata collocata
davanti l'ingresso dell'associazione. Sul
posto sono arrivati i carabinieri della
Compagnia Monte Sacro e i vigili del
fuoco. Alcune ore dopo, alle 10,30, la
rivendicazione telefonica alla redazione di
un quotidiano in cui si descriveva l'azione
come «contro la criminale brutalità della
borghesia imperialista». Il nome del
nucleo terrorista si rifà a un componente
delle Nuove Brigate Rosse. «Non capisco
come si possa voler colpire la sede di un
gruppo di pensionati», continua il
presidente dell'associazione. Avendo a
che fare con gli studenti, se ne
percepiscono, gli umori. Mai nulla contro i
carabinieri in congedo - dice Michele De
Gaetano, preside del Matteucci l'episodio ci impensierisce per il futuro.
Ne parleremo con i professori». ...Il nome
di Stefano Cucchi, arrestato a ottobre e
poi morto nella sezione detentiva
dell'ospedale Sandro Pertini dopo un
pestaggio, e quello di Carlo Giuliani,
morto durante il G8 di Genova: sono i
due giovani citati nella rivendicazione.
Anno XX n. 2 – febbraio 2010
Il grave fatto non poteva passare in
sordina e pochi giorni dopo, il 25
gennaio, è arrivato al Matteucci il
Generale in capo dei Carabinieri Leonardo
Gallitelli in persona. Con lui il
Comandante Provinciale dei Carabinieri di
Roma Generale Tommasone, il
Comandante dei Carabinieri di Roma
Centro Col. Casarsa e il Delegato alla
Sicurezza del Sindaco di Roma Avv.
Giuseppe Giorgio Ciardi. Ad attenderlo
c’era tutta la Sezione al completo con il
vicepreside del Matteucci Prof. Giovanni
Laurenza. Il Generale Gallitelli si è
intrattenuto con i Carabinieri in congedo,
con le Benemerite, e con tutti i presenti
condannando in modo deciso l’attentato;
ma con tono altrettanto deciso non ha
dato futuro alle sigle che si celano dietro
l’atto terroristico ed ha assicurato che lo
Stato saprà rispondere con fermezza.
Il Generale dei Carabinieri Leonardo
Gallitelli stringe la mano a Giuseppe Di
Pinto presidente dell’Associazione
Carabinieri in congedo “Montesacro” con
sede al Matteucci.
Da IL TEMPO del 21 gennaio 2010
di Giuseppe Grifeo
Roma, 25 gennaio 10. Il Generale
Leonardo Gallitelli si intrattiene nella sede
dei Carabinieri in congedo al Matteucci. Si
riconoscono nella foto il Delegato del
Sindaco di Roma alla Sicurezza Avv.
Giuseppe Giorgio Ciardi (a sin.) e il
Comandante Provinciale dei Carabinieri di
Roma Generale Tommasone a destra.
***
In attesa del Generale Gallitelli i
responsabili della Sezione Carabinieri in
congedo Montesacro hanno partecipato
all’assemblea in Aula Magna
6
Giornale scolastico
M&D - Matteucci & dintorni
Anagrammate
Il Presidente dell’Unione Matematica
Italiana Prof. Franco Brezzi
MATEMATICA
In collaborazione con Sponsor ufficiale 2009 in
occasione del 150° anniversario della fondazione
Bologna, 28 agosto 2009
risulterà
MICAMATTA!
o giù di lì
Lettera del Prof. Franco Brezzi
Presidente dell’Unione Matematica
Italiana
Al Dirigente Scolastico
Egregio Signor Dirigente,
anche nel prossimo anno scolastico
l’Unione Matematica Italiana organizzerà
le Olimpiadi della Matematica,
manifestazione rivolta agli studenti degli
Istituti di Istruzione Secondaria
Superiore. Come Lei sicuramente sa
l’U.M.I., con il Progetto Olimpiadi della
Matematica, è uno degli enti accreditati al
fine di concorrere all’individuazione delle
iniziative per la valorizzazione delle
eccellenze riguardanti gli studenti dei
corsi di istruzione secondaria superiore
delle scuole statali e paritarie, di cui al
decreto legislativo 29 dicembre 2007, n.
262. Lo scorso anno a questo progetto
hanno partecipato quasi 1.800 Istituti. Le
gare si sono concluse con la finale
nazionale a Cesenatico dal 7 al 10
maggio 2009. La manifestazione ha
permesso di individuare e preparare le
squadre di sei ragazzi che hanno
partecipato:
• Olimpiadi Internazionali della
Matematica (Brema, 10-22 luglio 2009).
La nostra rappresentativa
si è classificata all’11° posto assoluto, 5°
in Europa (2 ori, 2 argenti, 2 bronzi);
• Romanian Master of Mathematics
(Bucarest, 26 febbraio – 2 marzo 2009).
Competizione internazionale su invito
riservato alle “nazioni più forti”. La nostra
rappresentativa si è qualifica al 6° posto
(2 argenti, 3 bronzi):
• Balkan Mathematical Olympiad
(Kragujevac, Serbia, 28 aprile – 3 maggio
2009). Campionato delle regioni
balcaniche a cui vengono invitate (fuori
classifica) le rappresentative europee più
forti (3 ori, 3 bronzi). Inoltre, a partire
dal 2008, la Banca d’Italia premia i
giovani particolarmente brillanti offrendo
loro stages all’estero di matematica e di
inglese. Sarei particolarmente lieto se
nell’A.S. 2009-2010 l’Istituto da Lei
diretto vorrà partecipare a questa
iniziativa che ha, come scopo principale,
aumentare fra i giovani l’interesse per la
Matematica, dando loro l’opportunità di
affrontare problemi un po’ diversi, nella
forma, da quelli incontrati a scuola, ma in
grado, riteniamo, di aumentare la loro
attenzione anche per ciò che si fa nella
scuola. Allegato a questa lettera troverà il
calendario della manifestazione e le
modalità di partecipazione.
Nel ringraziarLa in anticipo per
l’interessamento e la collaborazione, Le
invio i miei più cordiali saluti.
Resa nota la classifica dei partecipanti
alle gare di matematica "Giochi di
Archimede - Olimpiadi 2010" organizzati
dall'Unione Matematica Italiana(UMI Università di Bologna) in data
18/11/2009.
umi.dm.unibo.it
Classifica Classi: Prime e Seconde
I.T.C.G. Carlo Matteucci
Giochi di Archimede a.s.2009-2010
Cognome – Nome – Classe - Punteggio
Marinucci David 2A 51
Martellacci Raniero 2E 45
Raise Simone 2B 45
Tripoli Stefania 2F 45
Micozzi Giorgia 2Gl 41
Sinagoga Giulia 2Gl 41
Tangianu Ivan 2E 40
Boni Daniel 1AP5 36
Ronchetta Denis 2A 36
Generosi Lucrezia 2A 35
Rozzi Antonio 2E 35
Serritella Alessandro 1E 35
Pesci Davide 1Gl 34
Radeanu Denis 1BP5 33
Massetti Gianmarco 2B 31
Bressi Alessio 2AP5 30
Cicolani Federico 1C 30
D'Ascanio Matteo 2AP5 30
Farina Barbara 1B 30
Marcelli Mauro 1E 30
Poveda CastroAntony 2F 30
Tarquini Gianluca 1BP5 30
Di Bagno Giacomo 1AP5 28
Chen Diedie 2C 27
Minia Marius 2B 26
Mangione Federico 2H 22
Menicucci Tiziano 2BP5 22
D'Andrea Fabio 2C 20
Marzullo Cristian 1Gl 20
Grande Giuseppe 1B 10
I.T.C.G. Carlo Matteucci
Giochi di Archimede a.s. 2009 - 2010
Classifica classi: Terze Quarte
Quinte
Istrate Andrei 4Cp 67
Vacchi Valerio 3Cp 58
Pedace Giorgio 4BP5 57
Bastianelli Ivan 5AP5 55
Nicoletti Antonio 5Ap 55
Poggi Davide 5AP5 55
Romano Fiammina 5Gl 55
Borghini Marta 4BP5 50
De Angelis Alessandro 4AP5 50
Gaspodini Giorgia 5Gl 50
Scaramella Emanuele 5AP5 50
Olivieri Andrea 4Dp 49
Ciampa Francesca 3Cp 48
Diana Veronica 3Gl 48
Du Marteau Emanuele 3BP5 47
Maurizi Cristian 3BP5 47
Oliveri Fabio 3Bp 46
Baczec Mario Luca 3Bp 45
Anno XX n. 2 – febbraio 2010
Giovannini Alessandro 4Dp 45
Giulioni Andrea 4AP5 45
Tecchia Alessandro 5BP5 45
Grande Mariana 5AIG 42
Celesti Andrea 3Gl 41
Di Ninno Andrea 4Gl 40
Massitti Alessio 5Bp 40
Valeri Martina 4AIG 40
Giacomi Letizia 3Al 39
Giglio Federico 4Gl 39
Pelliccione Mercede 5AIG 38
Perini Simone 4Bp 35
Sardo Saverio 3AP5 33
Maio Andrea 4AP5 31
Baldassarri Daniele 5BP5 30
Di Carmine Federica 5Bp 30
Ciobanu Bogdon 3Ap 28
Illiano Lorenzo 3Ap 28
Petti Ilaria 4Bp 28
Piccioni Luca 4Dp 26
Cudiamat David 3Al 24
Panaglima Pamela 5AIG 24
Un’iniziativa partita dall’Università
Salesiana di Roma
Cina Italia
Scuola
Il Prof. Wang Libing (al centro della foto)
accolto in Presidenza
il 26 novembre scorso la visita del prof.
Wang Libing presso il nostro istituto. Il
professore ha discusso con il Preside e
con alcuni docenti le caratteristiche
principali dell'istruzione tecnica in Italia e
del sistema scolastico in genere, visitando
anche la scuola e le sue attrezzature. Il
professor Wang (cognome) Libing
(nome) è Vicedecano (vicepreside) del
College of Education della Zhejiang
University di Hangzhou nella Repubblica
Popolare della Cina, Professore di
Educazione Comparata e consulente
dell'Unesco per l'Asia.Nel quadro di una
convenzione tra l'Università Pontificia
Salesiana e la Zhejiang University egli ha
passato due mesi all'UPS in qualità di
"Visiting Professor" a fini di ricerca, studio
e docenza. Il Prof. Wang ha tenuto anche
conferenze sul sistema scolastico cinese.
Il prof. è rimasto sorpreso ed entusiasta
dell’accoglienza che il nostro istituto gli
ha riservato.
7
Giornale scolastico
«E voi, imparate che occorre
vedere e non guardare in aria;
occorre agire e non parlare.
Questo mostro stava, una volta,
per governare il mondo! I popoli
lo spensero, ma ora non
cantiamo vittoria troppo presto:
il grembo da cui nacque è ancor
fecondo».
Bertolt Brecht
La nostra contemporaneità,
purtroppo, anche in questo 27
gennaio 2010, ci dice che si
tratta di un invito più che mai
importante. E per niente
superato.
27 gennaio 2010
Per non
dimenticare
l’orrore
La circolare del Ministro
Giorno della Memoria – 27 gennaio 2010
Il 20 luglio 2000 con la legge n. 211 il
Parlamento italiano ha istituito il Giorno
della Memoria che ricorre il 27 gennaio,
giorno dell’abbattimento dei cancelli di
Auschwitz; obiettivo primario
dell’istituzione di una giornata specifica
dedicata alla memoria è il ricordo della
Shoah e il dovere di rendere omaggio alle
numerose vittime nonché a tutti coloro i
quali hanno messo a repentaglio la
propria libertà e la propria vita
opponendosi al progetto di sterminio.
Anche quest’anno, a dieci anni
dall’istituzione del Giorno della Memoria,
il Ministero dell’Istruzione, dell’Università
e della Ricerca intende, in accordo con
l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane,
prendere parte attiva e propositiva nelle
celebrazioni di una data di storica
importanza soprattutto per le nuove
generazioni.
Si tratta di
una
drammatica
ricorrenza
che coinvolge
tutte le
M&D - Matteucci & dintorni
Istituzioni affinché si pongano in essere
iniziative di sensibilizzazione della
cittadinanza: il ricordo di uno dei periodi
più neri della storia d’Europa deve essere
conservato nella memoria collettiva.
È necessario ricordare per non
commettere gli stessi tragici errori del
passato ed è in questa direzione che la
scuola svolge un ruolo fondamentale:
trasmettere ai giovani l’importanza della
memoria, la conoscenza della storia che
ci coinvolge tutti, i valori contenuti nella
nostra Carta Costituzionale e nella
Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo.
In particolare il diffondersi nel mondo
giovanile, soprattutto attraverso internet,
del cosiddetto “negazionismo storico”,
che ha come obbiettivo quello di negare
la realtà dello sterminio di massa, in
particolare degli ebrei, attraverso analisi
pseudoscientifiche delle strutture
tecniche di messa a morte, pone
interrogativi e richiede delle risposte che
siano in grado di contrastare questo
fenomeno. È quindi necessario ricordare
per diffondere un clima orientato al
rispetto reciproco, anche nelle diversità di
culture e religioni. Anche quest’anno il
Ministero in collaborazione con l’Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane e con
l'Alto Patronato del Presidente della
Repubblica ha indetto il concorso
nazionale “I giovani ricordano la Shoah”
che raggiunge livelli di partecipazione
sempre più alti ad ogni edizione. I
vincitori verranno premiati nel corso di
una cerimonia che si terrà il prossimo 27
gennaio al Quirinale.
IL MINISTRO
f.to Mariastella Gelmini
Quei libri
sulla
Shoah che
aiutano a capire
- I libri sulla Shoah
sono davvero
tantissimi. La
Giuntina ne ha in catalogo diversi, in gran
parte brevi e intensissimi, oltre ai classici
La notte, di Elie Wiesel, e Il fumo di
Birkenau, di Liana Millu, va ricordato
almeno il recente Sono stato un numero,
di Roberto Riccardi. Sempre bellissimo,
anche se molto duro, è La specie umana,
di Serge Antelme, che andrebbe
urgentemente ristampato (Einaudi); da
poco rieditata, poi, l’intensa autobiografia
di Aldo Zargani, Per violino solo. Un
infanzia nell’aldiqua (1938-1945)», una
storia tanto delicata e struggente quanto
a tratti capace di far sorridere (Il Mulino).
Anche Guanda pubblica molti titoli, per di
più di narrativa. Sta per andare in
libreria, ad esempio, l’ultimo libro di
Aharon Appelfeld, Un’intera vita, che ha
come protagonista una bambina di dodici
anni, Helga, che un giorno al ritorno da
scuola trova la madre intenta a preparare
Anno XX n. 2 – febbraio 2010
una valigia, per un viaggio che le appare
subito sospetto. Da ricordare poi Ci
vediamo a casa subito dopo la guerra, di
Tami Shem Tov (Piemme) e Il farmacista
di Auschwitz, di Dieter Schlesak,
pubblicato in Italia da Garzanti; e ancora,
per i più giovani, Il bambino dal pigiama
a righe (di John Boyne, Rizzoli, da cui
Mark Herman ha tratto anche un film).
Davvero tanti i lavori storiografici, così
numerosi da rendere necessariamente
parziale e discutibile qualsiasi
segnalazione. Ciò nonostante, oltre a
ricordare quella che rimane
probabilmente ancora oggi l’opera di
riferimento sullo sterminio (La distruzione
degli ebrei d’Europa di Raul Hilberg,
tradotta da , due volumi per quasi 1.400
pagine), meritano una citazione il lavoro
di Giuseppe Perri, Il caso Lichtner, Gli
ebrei stranieri, il fascismo e la guerra,
appena uscito da Jaca Book, e, di
Giuseppe Mayda, Mauthausen. Storia di
un lager, pubblicato per i tipi del Mulino.
di Bruno Simili
E' tutt’altro che scontato, ogni anno,
arrivare al 27 gennaio e celebrare la
Giornata della Memoria. In particolare in
Italia, che per tanti versi somiglia sempre
più a un Paese senza memoria, nel breve
e nel lungo tempo.
Vanno dunque viste con interesse tutte le
iniziative che ogni anno si raccolgono
intorno al tema della memoria collettiva,
per mettere alla prova la capacità di
ognuno di noi di ricordare, di mantenere
vivo un ricordo che non sia una forma
passiva di interesse per ciò che è
accaduto e vorremmo non accadesse mai
più.
Quanto a numero di volumi pubblicati e
iniziative di vario genere il 2010 non fa
eccezione. Molte sono le novità in libreria,
anche se la letteratura è talmente ampia
e consolidata che ogni anno, per non
perdere l’abitudine, basterebbe prendere
in mano e anche solo sfogliare qualche
classico, dal Primo Levi di Se questo è un
uomo (di cui presso la Casa della
Memoria e della Storia di Roma è in corso
una Lettura pubblica), a La notte di Elie
Wiesel; dal Diario di Anna Frank (fonte
nei giorni scorsi di assurde polemiche da
parte di un deputato leghista), al
toccante Il fumo di Birkenau, di Liana
Millu.
Ma anche il
cinema ci aiuta a
non dimenticare.
È il caso de
L’uomo che verrà,
ad esempio, la
seconda opera di
Giorgio Diritti in
questi giorni nei
cinema italiani.
Un film bellissimo,
già premiato
all’ultima edizione del Festival
internazionale del film di Roma, che
8
Giornale scolastico
M&D - Matteucci & dintorni
racconta, attraverso gli occhi della piccola
Martina, l’eccidio di Marzabotto, quando
nell’autunno del ’44 reparti tedeschi
uccisero quasi 800 civili, in gran parte
bambini, nel contesto di un’operazione
antipartigiana tesa a "purificare" il
territorio a ridosso della Linea Gotica.
Dopo quello della critica, a pochi giorni
dall’uscita nelle sale il film sta ottenendo
anche dal pubblico un meritato
riconoscimento.
Anche senza
dover
intraprendere
un viaggio
sino a Berlino
(ma chi ne
avesse la
possibilità deve assolutamente
programmare una visita allo Jüdisches
Museum), vi sono poi molti percorsi
museali interessanti e ben costruiti. Non
solo per rendere testimonianza
dell’Olocausto e delle deportazioni che
hanno segnato indelebilmente il «secolo
breve» (ma tra questi merita una
segnalazione il toccante Museo
Monumento del Deportato di Carpi, a
pochi chilometri dal campo di Fossoli). Ma
anche degli episodi più drammatici della
recente storia italiana (come nel caso
della tragedia di Stava dell’85, per cui
esistono una Fondazione e un relativo
complesso museale, o di Ustica, per cui è
stato recentemente istituito a Bologna il
Museo per la Memoria di Ustica, le cui
pareti circondano i resti del DC9
abbattuto il 27 giugno 1980).
Per chi poi
proprio non
avesse
tempo da
dedicare a
nessuno dei
tanti esercizi di memoria oggi possibili,
vale la pena di riportare qui le poche
parole con cui Bertold Brecht invitava, o
per meglio dire quasi ordinava, a restare
sempre vigili: «E voi, imparate che
occorre vedere e non guardare in aria;
occorre agire e non parlare. Questo
mostro stava,una volta, per governare il
mondo! I popoli lo spensero, ma ora non
cantiamo vittoria troppo presto: il grembo
da cui nacque è ancor fecondo». La
nostra contemporaneità, purtroppo,
anche in questo 27 gennaio 2010, ci dice
che si tratta di un invito più che mai
importante. E per niente superato.
GIORNATA DELLA MEMORIA / Cultura
ebraica contro l'orrore
di Anna Foa
INIZIATIVE
Cresce di
anno in anno
il numero
delle
iniziative
volte a celebrare la giornata della
Memoria, giunta quest'anno alla decima
edizione. E a questo proliferare di
celebrazioni si accompagna anche un
crescendo di riflessioni e di dubbi, volti
non certo a mettere in discussione il
valore e la necessità della memoria, ma a
valutarne le modalità, i fini e non ultimo
anche il rischio di una sua sterilizzazione,
tale da renderla sempre più rituale e
sempre meno in grado di accogliere le
sollecitazioni e le domande dell'oggi.
Domande che hanno alle spalle nuovi
genocidi, nuovi razzismi, nuove
persecuzioni dell'altro. Come far loro
spazio in questa costruzione memoriale
sempre più fossilizzata?
In effetti, la memoria della Shoah sta
diventando un oggetto da venerare, non
più da elaborare. A una memoria in via di
costruzione – e basata sul fenomeno,
inedito nella storia, delle testimonianze,
in quella che una storica francese,
Annette Wieviorka, ha chiamato l'era dei
testimoni – si è sostituita negli ultimi anni
una memoria in qualche modo definita,
istituzionalizzata.
In questo passaggio, questa memoria si è
allargata dall'essere una memoria
essenzialmente ebraica al divenire una
memoria sociale, condivisa. E questo è il
maggiore merito di questa
trasformazione. Molti altri gli svantaggi,
dall'approssimazione di molte delle
iniziative, alla sostituzione del rigore della
conoscenza con la celebrazione e la
moda.
Finora, a parte
le critiche
venute da chi
vuole negare
spazio e
legittimità alla
memoria della
Shoah, le domande e i dubbi sono arrivati
principalmente dalle istituzioni ebraiche.
Tutte coinvolte al massimo grado nella
partecipazione a questa giornata, ma
anche in grado, proprio perché
impegnate nell'elaborazione della
memoria da molto prima che essa fosse
istituzionalizzata, di valutare le differenze
che l'istituzione della giornata ha portato
nel rapporto con il mondo non ebraico.
Anno XX n. 2 – febbraio 2010
Tenendo conto soprattutto delle
generazioni più giovani, che non possono
non sentire questo passato distante dalla
loro vita e dai loro problemi di oggi. E a
cui, non dimentichiamolo, i siti web
propongono in maniera assillante discorsi
negazionisti o apertamente antisemiti.
Per il mondo ebraico, però, il rischio non
è soltanto quello dell'imbalsamazione
della memoria, ma anche quello di
trasmettere un'immagine passiva degli
ebrei, di mostrarli solo sotto l'aspetto
delle vittime. La storia ebraica è stata
anche una storia di creatività, di cultura,
di rapporto con l'esterno, di comune
elaborazione di civiltà.
All'immagine che vede negli ebrei solo
masse di cadaveri ammonticchiati nei
lager, il mondo ebraico ha così risposto
attraverso una riproposizione all'esterno
delle sue espressioni culturali e della sua
storia, a sua volta affidata all'istituzione
di giornate celebrative quali la giornata
della cultura ebraica, quella della
letteratura
ebraica
eccetera.
Ha risposto,
insomma,
separando
nettamente
la vita degli
ebrei dalla
loro morte. In queste ricorrenze, gli ebrei
cercano di far conoscere la loro storia,
rivolgendosi al mondo dei non ebrei,
aprendogli le loro sinagoghe, i loro
musei, offrendogli la lettura dei loro
scrittori e dei loro poeti. Nella giornata
della Memoria, invece, si ricorda una
storia che è storia di tutti, come di tutti è
il ricordo.
Essa non è la celebrazione di un mondo
ebraico ostinato a celebrare il suo lutto,
ma memoria di una frattura nella storia
del secolo scorso e dell'intera umanità.
Non sono sicura che questa separazione
fra vita e morte sia giusta e sia utile alla
comprensione.
Insomma, come evitare tutti questi
scogli, come navigare sicuri tra il rischio
di rendere troppo particolare il ricordo,
quello di renderlo troppo monumentale, e
quello di ricordare solo l'antisemitismo e
non gli ebrei in carne e ossa, uomini e
donne reali, non meri simboli dell'orrore
subìto? Uomini e donne che hanno
saputo far poesia nella morte, cantare
nell'orrore, essere insomma umani in
mezzo allo scatenarsi dell'inumanità.
Il compito è difficile, e lo diventerà
sempre di più mano a mano che la
memoria dei protagonisti e dei loro
immediati discendenti si affievolirà.
Eppure, se comprendere è impossibile,
conoscere è necessario. Lo diceva Primo
Levi, e forse la strada da percorrere è
semplicemente quella che lui ha tracciato
in queste parole illuminanti: conoscere.
9
Giornale scolastico
10 febbraio 2010
Per non
dimenticare
altro orrore
Le foibe
Il termine "foiba" è una corruzione
dialettale del latino "fovea", che significa
"fossa"; le foibe, infatti, sono voragini
rocciose, a forma di imbuto rovesciato,
create dall’erosione di corsi d’acqua
nell'altopiano del Carso, tra trieste e la
penisola istriana; possono raggiungere i
200 metri di profondità.
In Istria sono state registrate più di 1.700
foibe. (Nella foto una foiba istriana).
Le foibe furono utilizzate in diverse
occasioni e, in particolare, subito dopo la
fine della seconda guerra mondiale per
infoibare (“spingere nella foiba”) migliaia
di istriani e triestini, italiani ma anche
slavi, antifascisti e fascisti, colpevoli di
opporsi all’espansionismo comunista
M&D - Matteucci & dintorni
slavo propugnato da Josip Broz meglio
conosciuto come “Maresciallo Tito”.
Nessuno sa quanti siano stati gli infoibati:
stime attendibili parlano di 10-15.000
sfortunati. [una tragica contabilità]
Le vittime dei titini venivano condotte,
dopo atroci sevizie, nei pressi della foiba;
qui gli aguzzini, non paghi dei
maltrattamenti già inflitti, bloccavano i
polsi e i piedi tramite filo di ferro ad ogni
singola persona con l’ausilio di pinze e,
successivamente, legavano gli uni agli
altri sempre tramite il fil di ferro. I
massacratori si divertivano, nella maggior
parte dei casi, a sparare al primo
malcapitato del gruppo che ruzzolava
rovinosamente nella foiba spingendo con
sé gli altri. (Il disegno è tratto da un
opuscolo inglese).
Nel corso degli anni questi martiri sono
stati vilipesi e dimenticati. La storiografia,
lo Stato italiano, la politica nazionale, la
scuola hanno completamente cancellato il
ricordo ed ogni riferimento a chi è stato
trucidato per il solo motivo di essere
italiano o contro il regime comunista di
Tito.
Il 10 febbraio è il giorno che l'Italia
dedica alla memoria della tragedia
degli italiani e di tutte le vittime
delle Foibe e dell'Esodo dalle loro
terre degli Istriani, Fiumani e
Dalmati.
Alla fine della Seconda guerra mondiale,
mentre tutta l'Italia, grazie all'esercito
Anglo-Americano, veniva liberata
dall'occupazione nazista, a Trieste e
nell'Istria (sino ad allora territorio
italiano) si è vissuto l'inizio di una
tragedia: la "liberazione" avvenne ad
opera dell'esercito comunista jugoslavo
agli ordini del maresciallo Tito.
350.000 italiani abitanti dell'Istria, di
Fiume e della Dalmazia dovettero
scappare ed abbandonare la loro terra, le
case, il lavoro, gli amici e gli affetti,
incalzati dalle bande armate jugoslave.
Decine di migliaia furono uccisi nelle
Foibe o nei campi di concentramento
titini. La loro colpa era di essere italiani e
di non voler cadere sotto un regime
comunista.
Trieste, dopo aver subito più di un mese
di occupazione jugoslava, ancora oggi
ricordati come "i quaranta giorni del
terrore", visse per 9 anni sotto il controllo
di un Governo Militare Alleato (americano
ed inglese), in attesa che le diplomazie
decidessero la sua sorte.
Solo nell'ottobre del 1954 l'Italia prese il
pieno controllo di Trieste, lasciando
l'Istria all'amministrazione jugoslava.
E solo nel 1975, con il Trattato di Osimo,
l'Italia rinunciò definitivamente, e senza
alcuna contropartita, ad ogni pretesa su
parte dell'Istria, terra italiana sin da
quando era provincia dell'Impero
romano.
Tratto da Leganazionale.it
Anno XX n. 2 – febbraio 2010
2010, ANNO DELLA
BIODIVERSITÀ
LA NATURA IN EQUILIBRIO PRECARIO
di Alessandro Cecchi Paone
Non si chiama Pandora l'ultimo eden,
come nel film di Cameron in uscita anche
in Italia. E nemmeno bisogna cercarlo
negli spazi interstellari. È tutto terrestre
l'ultimo paradiso per piante e animali. Si
chiama Madagascar, è la quarta isola del
mondo, e da sola ospita al largo del
Mozambico il 5 % delle specie viventi,
molte in esclusiva perché endemiche o
estinte altrove. Ci vivono, tra gli altri,
oltre 50 tipi di
lemuri. L'antenato
di queste
proscimmie è
arrivato da quelle
parti oltre 60 milioni
di anni fa. Da allora
non se ne sono più
andate anche
perché, a giudicare
dalla foto e da due
recenti cartoni animati, se la spassano
alla grande. In realtà devono tutto,
compresa la sopravvivenza, a oltre
cinquanta fra parchi e riserve dove si
tutelano le foreste pluviali che sono il loro
habitat. Ma c'è una minaccia globale che
incombe su di loro come su tutti noi.
Deriva dal fallimento appena consumato
della conferenza sul clima di
Copenhagen, e che rischia di travolgere
ogni residuo equilibrio ecologico del
pianeta. E non ci saranno santuari che
verranno risparmiati, né anni
internazionali della biodiversità, come
quello appena iniziato, che potranno
porre rimedio al disastro annunciato.
Servivano impegni precisi e vincolanti per
Paesi industrializzati ed emergenti, a
ridurre drasticamente le emissioni di gas
serra in atmosfera, e a lanciare una
nuova rivoluzione industriale
ecocompatibile. Serviva il coraggio di
fermare l'incremento della popolazione,
perché quando a fine secolo saremo 10
miliardi non ci sarà cibo, né acqua, né
energia per quasi nessuno. E invece
ancora una volta sono arrivate solo
promesse generiche. Se Al Gore aveva
ragione, l'anno nuovo comincia
malissimo. Se aveva torto, almeno
restituisca il premio Nobel.
Tratto da “Sette” del Corriere della Sera. IL PIANETA
DEI LEMURI. Pelliccia folta e setosa e andatura
saltellante, il sifaka di Verreux femmina (qui con il suo
piccolo) usa la lunga coda per tenersi in equilibrio. È
una delle specie di lemuri che vivono nella riserva
naturale di Berenty, nel sud del Madagascar. Foto di
Nhpa / Olycom
10
Giornale scolastico
Storie di
animali
Indagini dei Carabinieri dei NAS
M&D - Matteucci & dintorni
Storia di
Oscar
gatto che predice la morte.
Gatti rapiti per
trasfusioni
(ANSA) - ROMA, 2 FEB - Gatti rapiti per
effettuare trasfusioni di sangue in ambito
veterinario.
La denuncia
e'
dell'Associazione italiana
difesa animali
ed ambiente
(Aidaa), ed il
sottosegretari
o alla Salute Francesca Martini ha
risposto con un'azione immediata: ''Ho
disposto verifiche su tutto il territorio
nazionale - ha annunciato - per stroncare
eventuali illeciti e tutelare gatti ed altri
animali da ogni possibile abuso'' a fronte
di ''un'ipotesi agghiacciante e un reato
eticamente inaccettabile''.
L'ipotesi,
sostenuta
dall'Aidaa, e'
infatti quella di
un canale di
commercio,
allevamento o
rapimento di gatti al fine di alimentare un
traffico illegale di sangue destinato a
strutture veterinarie dislocate su tutto il
territorio nazionale.
''Ci troviamo di fronte ad una gravissima
ipotesi di reato, si tratterebbe - ha
rilevato Martini in una nota - di una tratta
comparabile alla vivisezione; ho pertanto
immediatamente disposto una verifica
con i Nas''.
Martini ha inoltre ricordato che nel 2007
la Conferenza Stato Regioni ha deliberato
un accordo concernente le Linee guida
relative all'esercizio delle attivita' sanitarie
riguardanti la medicina trasfusionale in
campo veterinario. In particolare, ha
sottolineato il sottosegretario, ''si prevede
l'obbligatorieta' della piena sicurezza e
tracciabilita' di tutte le sacche di sangue
utilizzate nelle trasfusioni per animali''. A
questo scopo, presso ogni struttura
medico veterinaria autorizzata deve
essere predisposto un sistema di
registrazione e di archiviazione dei dati
che consenta di ricostruire il percorso di
ogni unita' di sangue, dal momento del
prelievo fino alla sua destinazione finale.
(ANSA).
New York, 2 feb. (Ign) - E' la storia di
Oscar gatto che predice la morte.
Emissari sulla terra della dea Bastet,
divinità protettrice della fertilità e delle
gioie terrene, dalla danza alla musica al
sesso. E anche dea della salute. Appunto.
I gatti già dall'antichità -qui si ricorda
l'Egitto- hanno accompagnato nel tempo
l'immaginario dell'uomo, materializzando
nel corpo da felino il mito, la
superstizione e la magia. Con alterne
vicende: adorati dai Faraoni, al rogo con
le streghe nel medioevo. Per arrivare al
nero che porta sfortuna dei giorni nostri.
Oscar invece è un gatto a chiazze bianco
e grigio, la mascotte dell'ospedale Steere
House in Rhode Island, negli States.
Sembra un micio normale anche un po'
sovrappeso, ma ha un dono. Gira di
stanza in stanza, si guarda intorno, ma
non si ferma con tutti. Solo in compagnia
dei pazienti più gravi. Quelli a cui restano
poche ore di vita. E' diventato famoso nel
2007 quando il dottor David Dosa ha
scritto un articolo sulla sua 'capacità
divinatoria' sul Giornale di Medicina del
New England. Ai tempi il gattone aveva
'detto addio' a venticinque pazienti.
Adesso siamo sulla cinquantina. Da allora
ha fatto strada. Ha anche la sua pagina
su Facebook con fan e detrattori. Accanto
a chi ne celebra le qualità, c'è chi ipotizza
- scherzando - che sia lui a uccidere i
pazienti. A raccontare la vicenda un libro
che s'intitola, 'Il regalo straordinario di un
gatto ordinario' che, si legge sul popolare
social network, è già nella top50 dei più
venduti online. L'autore è il medico che
l'ha scoperto. Una fonte autorevole. Non
solo è geriatra, ma anche docente
universitario alla Brown University, che
cura i pazienti con demenza senile alla
clinica. "Per loro è un conforto - ha detto
- viene menzionato spesso anche nei loro
testamenti". Il dottor Dosa non riesce a
dare una spiegazione scientifica di quanto
sta succedendo, ma ipotizza che il
micione possa riconoscere l''odore della
morte'.
Anno XX n. 2 – febbraio 2010
Storia di
Rocky
da Salerno a Carrara, 600
chilometri a quattro zampe
per abbracciare il padrone
Pisa, 22 gen. - (Adnkronos) - Gli ci sono
voluti tre anni e 600 chilometri percorsi a
quattro zampe, ma alla fine è riuscito a
tornare a casa, dal suo padrone. E' la
commovente storia di un pastore tedesco
di 5 anni, di nome Rocky. Il cane era
stato preso quando era un cucciolo dal
siriano Ibrahim Fwal, un cittadino siriano
che vive da tempo a Carrara. I due,
scrive oggi 'La Nazione', stavano sempre
insieme. Tre anni fa, durante una gita al
mare, un gruppo di zingari rubò il cane,
mentre il padrone faceva il bagno.
Ibrahim da allora non ha mai smesso di
cercarlo, ha messo annunci sui giornali e
affisso volantini. Nel frattempo Rocky,
forse abbandonato dai nomadi, era stato
adottato da una famiglia di Salerno, che
gli aveva attaccato una targhetta al
collare, con nome e numero telefonico di
riferimento in caso di smarrimento.
Nei giorni scorsi, l'epilogo della storia.
Rocky è stato trovato a Pisa da alcuni
volontari, che hanno chiamato la famiglia
salernitana. Poi, grazie al tatuaggio, sono
riusciti a scoprire l'identità del padrone,
che ha potuto riabbracciare il suo fedele
amico a quattro zampe, che per andare
da Salerno a Pisa aveva percorso 600
chilometri. Quando lo hanno trovato i
volontari, Rocky aveva i polpastrelli laceri
e sanguinanti.
11
Giornale scolastico
Suggerita dal Prof. Donato Sisto
ex Preside del Matteucci
psicosi-hamburger
Panini fatti
con prodotti di
scarto
Da tgcom del 9.01.2010
Usa, scoppia la psicosihamburger
Panini fatti con prodotti
di scarto
Un noto quotidiano
americano apre
un’inchiesta sulla carne con la quale si
preparano i “panini nazionali” e, tra
leggerezze compiute dalle autorità
statunitensi, e la smaniosa ricerca del
profitto delle aziende private, emerge un
quadro preoccupante. Carni di scarto e
aggiunte di ammoniaca per preparare gli
hamburger e la salute dei consumatori
pare messa in secondo piano.
Sembrava poco più di una riflessione,
quella fatta dal New York Times il 30
dicembre scorso, invece gli strascichi
lasciati dall’articolo di Michael Moss si
sono rivelati una bomba. Nel suo pezzo il
giornalista si chiedeva a che punto
fossero i controlli sulle carni destinate ai
fast food dopo che, otto anni fa, il
Dipartimento federale della sanità USA si
è dovuto dare da fare per combattere
l’Escherichia Coli (noto con il nome di E.
Coli), batterio presente nell’intestino di
alcuni animali a
sangue caldo,
e il rischio
salmonellosi
che, in diversi
casi, avevano
colpito i
consumatori di
hamburger.
Dopo avere indagato un po’ di più, nei
giorni a seguire, il caparbio giornalista ha
scoperto che il Dipartimento
dell’Agricoltura USA aveva suggerito alla
Beef Products Inc. (colosso della
commercializzazione delle carni) di usare
ammoniaca per scongiurare il rischio
batteri. Non solo, è pure emerso che al
mercato dell’hamburger vengono
destinate carni di scarto che,
normalmente
, vengono
usate per la
fabbricazione
di cibo per
animali o di
olii per
friggere. Il
Dipartimento per il controllo dell’industria
alimentare (USDA), sempre secondo il
New York Times, avrebbe chiuso un
occhio nonostante il Dipartimento della
M&D - Matteucci & dintorni
sanità avesse sollevato parecchi dubbi su
quella che definiva “melma rossa”.
Molta di questa carne sarebbe finita nelle
reti commerciali dei giganti del fast food
come Burger King e un’altra che viene
definita “un colosso” della quale non si fa
però il nome, le mense scolastiche
dell’interna nazione ne avrebbero
consumato oltre 2milioni e mezzo di
chilogrammi. Una parte sarebbe stata
invece destinata alle mense per poveri.
L’ammoniaca viene usata anche per
ritardare il processo di deterioramento
della carne, permettendo alle industrie di
risparmiare circa tre centesimi al chilo
che, moltiplicati per la quantità che ne
viene commercializzata ogni anno, fanno
la ragguardevole cifra di circa 450 milioni
di dollari (315 milioni di euro circa). Eldon
N. Roth, presidente della Beef Products
Inc è stato più volte sollecitato dai
giornali ma non ha mai fornito risposte,
continuando a trincerarsi dietro al più
classico dei “no comment”. Oltre alle
polemiche, negli USA non mancano
neppure le implicazioni politiche poiché
Moss attacca apertamente la gestione
Bush, ritenendola responsabile di questo
disastro alimentare.
Giuditta Mosca
Meditate gente meditate
Anno XX n. 2 – febbraio 2010
In Italia ne ha parlato ad esempio
Dissapore.com, che certo non ama la
'nota catena di fast food', e il blog
'Spinoza', che ha dedicato alla faccenda
un topic del suo forum. E chissà quanti
tra gli italiani che sono passati davanti a
quei cartelloni hanno notato il logo, e
quanti si sono chiesti cosa ci facesse lì.
Il blogger del Guardian parla da
innamorato dell'Italia e ci fa i complimenti
per il nostro culto della cucina e dei
sapori: "Gli italiani tengono alla
superiorità dei prodotti e dei piatti locali
con passione. Ecco perché mangiare in
giro per l'Italia è un piacere tanto
continentale. Il piacere sta nella diversità,
non nell'omogeneità. Chi vuole mangiare
la stessa cosa in tutto il mondo?".
Insomma, una difesa delle nostre
specialità locali e un attacco al pericolo di
'appiattire' tutta questa diversità in un
unico panino. Ecco qual è l'errore in
questo patrocinio secondo il blog del
Guardian. E i commenti degli utenti
britannici non sono da meno, parlano di
"ipocrisia" nella scelta del Governo. Ma gli
italiani cosa ne pensano?
A giudicare dalla mail che ci ha inviato il
Prof. Donato Sisto, ex Preside del
Matteucci gli italiani non sembrerebbero
molto teneri
Ricostruire le
scuole di Haiti
La nota catena di fast food ha stretto un
accordo con il Ministero delle politiche
agricole, alimentari e forestali (Mipaaf)
per promuovere il suo nuovo panino fatto
apposta per i gusti italiani.
"Carne 100% italiana, olio extravergine di
oliva, Asiago Dop, Bresaola della
Valtellina Igp, pancetta della Val Venosta,
grano saraceno, cipolle di Tropea e
carciofi romani". Questi gli ingredienti del
panino, pubblicizzato sui cartelloni in
tutta Italia, e garantiti dal patrocinio
gratuito del Mipaaf. Sui cartelloni infatti
c'è anche il simbolo del Ministero, che ha
anche annunciato il lancio dell'iniziativa
sul sito ufficiale.
Quel simbolo in bella vista non è passato
inosservato. L'ha notato l'autore del blog
'Word of mouth' del britannico Guardian,
che critica senza mezzi termini l'iniziativa.
"Un mostruoso atto di tradimento
nazionale", lo definisce l'autore: "È chiaro
che il signor Zaia non avvicinerebbe alla
sua bocca mai un prodotto tanto
offensivo per il palato a meno che non ci
sia un fotografo nelle vicinanze". Il
riferimento è alla foto che il Ministero ha
diffuso, dove Zaia addenta il famigerato
'hamburger italiano'.
Dal Ministero una campagna per
raccogliere fondi.
Il Ministero dell'Istruzione si mobilita e
lancia una campagna per raccogliere
fondi e ricostruire le scuole distrutte ad
Haiti e borse di studio per far studiare
studenti haitiani in Italiaa cura di Marta
redatto venerdì 22.01.2010 Il Ministro
dell' Istruzione, dell' Università e della
Ricerca Mariastella Gelmini, invierà lunedì
una lettera a tutte le scuole per chiedere
agli studenti italiani di aiutare i loro
coetanei colpiti dal sisma e raccogliere
fondi a favore delle Scuole di strada della
Fondazione Francesca Rava – N.P.H.
Italia ad Haiti, per la ricostruzione di
quelle andate distrutte e la realizzazione
di nuove. L’iniziativa dal nome “La scuola
per Haiti” mira a coinvolgere tutti i
ragazzi italiani in una gara di solidarietà
verso il Paese caraibico colpito di recente
dal sisma, dove già prima del terremoto,
1 bambino su 2 non aveva accesso
all’istruzione primaria.
Il Miur ha pertanto istituito un conto
corrente apposito dove ciascuna scuola,
organizzando autonomamente incontri e
iniziative informative, potrà versare il
proprio contributo. Il ricavato sarà
devoluto alla Fondazione Francesca Rava
- N.P.H. Italia, da 22 anni impegnata ad
Haiti nell’aiuto ai bambini, con l’Ospedale
pediatrico N.P.H. Saint Damien, unico
sull’isola, un centro di riabilitazione per
bambini disabili, un orfanotrofio con 600
12
Giornale scolastico
bambini e Scuole di strada nei quartieri
più degradati, punto di riferimento per
6.000 bambini dai 2 ai 16 anni, cui ogni
giorno vengono assicurati acqua, cibo,
cure mediche, istruzione, unica speranza
per un futuro migliore.
Ricostruire le scuole, costruirne di nuove,
riprendere le attività didattiche
significherà ridare ai bambini e ragazzi di
Haiti un chiaro segnale di rinascita.
Il Miur inoltre metterà a disposizione
borse di studio per i ragazzi di Haiti che
vogliono trasferirsi in Italia e studiare nel
nostro Paese.
“La catastrofe che ha colpito Haiti – ha
dichiarato il ministro Mariastella Gelmini non può lasciarci indifferenti. E’ per
questo che abbiamo deciso di mobilitarci
per quella parte di popolazione più
sensibile e che ci sta a cuore: i bambini.
Ricominciare ad andare a scuola potrà
aiutarli a superare un trauma così
devastante come quello appena subito.
Chiedo a tutti i ragazzi di aiutare i loro
coetanei. L’obiettivo più urgente è
ricostruire le scuole di strada, l’unico
punto di riferimento per i molti ragazzi
che ad Haiti sono in difficoltà. Inoltre
metteremo a disposizione borse di studio
per consentire loro di trasferirsi in Italia e
studiare nelle scuole e nelle università del
nostro Paese”.
M&D - Matteucci & dintorni
Francesca, Alessandro e Claudia
Youssef e Andrea
La Prof. Marchetti con Iannuzzo, Edoardo
e Andrea
Devoto -Oli
Il Miur ha attivato il seguente conto
corrente dove le scuole potranno versare
il proprio contributo:
Alessandro e Giuseppe
Che vor’dì?
Grazie a chi ci
accoglie con un
sorriso!
lo trovi
sull’IPhone
Il Devoto-Oli 2010 è disponibile su
iPhone e iPod Touch. Il primo
vocabolario di italiano d'autore è
disponibile da alcuni giorni
sull’Apple Store per iPhone e iPod
Touch per avere sempre con sé la
versione integrale del famoso
dizionario.
LA SCUOLA PER HAITI
MIN. ISTRUZIONE UNIVERSITA' RICERCA
Conto corrente n. 1676207
IBAN: IT-71-G-07601-03200000001676207
Segreteria
Cristian e Andrea
Abbiamo chiesto alle nostre
segretarie un veloce break
lavorativo per poter regalare al
nostro giornale questa foto serena e
gradevole nonostante la mole di
lavoro. Converrete che ne è valsa la
pena. Grazie per il vostro lavoro.
Anno XX n. 2 – febbraio 2010
Robert e Alin
Da alcuni giorni è disponibile sull’Apple
Store la versione mobile per iPhone e
iPod Touch del Devoto-Oli, lo storico
vocabolario di italiano d’autore. Un nuovo
modo per avere sempre con sé la
versione integrale del vocabolario,
strumento di consultazione fondamentale
per chi lavora con la lingua, legge, scrive
e studia. In poco tempo l’applicazione ha
avuto moltissimi download da tutto il
mondo, con commenti entusiastici dai
primi utilizzatori.
Il Devoto-Oli per iPhone unisce il meglio
della tecnologia e quello della
lessicografia: l’applicazione infatti
valorizza il contenuto di alto rigore
scientifico attraverso una consultazione
immediata e personalizzata. L’utente ha a
disposizione ben 150.000 definizioni (di
cui 400 neologismi di attualità, tratti dal
linguaggio politico, economico, televisivo,
giornalistico, gergale, delle nuove
tecnologie e delle nuove mode e
tendenze) con indicazioni grammaticali,
trascrizione fonetica, suddivisione in
sillabe, frasi idiomatiche, etimologia e
13
Giornale scolastico
datazione delle parole. In una schermata
a parte si trovano invece i sinonimi e
contrari oltre che la declinazione di tutte
le parole e la coniugazione di tutti i verbi.
Particolarmente utile l’audio dei
forestierismi, di cui viene fornita sia la
pronuncia italiana che quella in lingua
originale. Infine, la funzione “Scuoti la
parola” permette di giocare con le parole
sfruttando la ricerca casuale data dallo
scuotimento dell’iPhone.
«Il successo di uno strumento di
edutainment come l’applicazione del
Devoto-Oli per iPhone è un fenomeno
interessante», sostiene Francesca
Panzarin, responsabile della Divisione
Varia di Mondadori Education. «Il fatto
che un vocabolario sia tra le applicazioni
più redditizie accanto ai navigatori
satellitari e ai giochi a pagamento deve
farci riflettere sulle nuove opportunità
offerte dal mercato mobile, in continua
evoluzione anche nelle modalità d’uso
degli utenti. Noi infatti stiamo già
lavorando a nuove release, anche per
venire incontro ai suggerimenti degli
utilizzatori». tag: devoto , oli ,
vocabolario di italiano , applicazione ,
iphone , ipod touch , dizionario , apple
store , tecnologia
M&D - Matteucci & dintorni
cortese e, sorseggiando insieme un caffè,
abbiamo parlato dell’accaduto, evento del
resto da me rilevato più volte su diverse
autostrade.
La spiegazione della stata la seguente:
“Per evitare di essere sanzionati per
eccesso di velocità è sufficiente passare a
velocità inferiore ai 130 Km/h sotto i
segnalatori del safety tutor che fanno la
media dei due valori”.
Questa spiegazione mi ha lasciato
interdetto, com’è infatti possibile
confondere la velocità media con la
media delle velocità?
Il safety tutor calcola la velocità media
ovvero il rapporto tra lo spazio percorso
ed il tempo impiegato a percorrerlo
(v=s/t) come se l’automobilista
mantenesse una velocità uniforme per
ogni singola tratta soggetta a controllo,
velocità che non corrisponde alla velocità
tenuta lungo tutta la traiettoria
consentendo pertanto un sorpasso a
velocità superiore al limite fissato a patto
di recuperare in tempo prima del termine
del tratto e purché non si superi il limite
di molto (e non vi sia un autovelox fisso o
mobile).
La media delle velocità, viene invece
determinata sommando due o più
velocità istantanee e dividendo per il
numero delle rilevazioni non tenendo
conto di quanto accade in momenti
diversi.
Il conducente così si illude di poter
viaggiare impunemente ad alta velocità
salvo poche centinaia di metri.
Furbi e
safety tutor
Quando l’ignoranza o la
superficialità possono provocare
situazioni di grave pericolo
Non sono riuscito a convincere il giovane
automobilista che, poco dopo, si è
allontanato sgommando sulla sua auto da
almeno 70.000 euro.
E’ evidente che un comportamento che
tenga conto solo delle velocità di entrata
e di uscita dal tratto controllato risulta
fuorviante e potrebbe costare caro in
termini di Euro e di Punti, senza contare il
rischio di provocare incidenti.
di Donato Sisto
Meditate gente, meditate e ….. studiate.
Alcuni giorni orsono
percorrevo un tratto
autostradale della
Roma Pescara quando
improvvisamente, a
poche decine di metri
da uno dei cartelli
indicatori del safety
tutor, l’autovettura
che mi precedeva
frenava violentemente quasi provocando
un tamponamento a catena evitato solo
per prontezza di riflessi.
Poco dopo, al vicino autogrill ho avuto
modo di incontrare l’automobilista autore
della frenata , giovane distinto molto
Assistenti tecnici
Cinzia, Fabiola e Salvatore
Anno XX n. 2 – febbraio 2010
Riforma della
scuola
Il Consiglio dei ministri ha dato il via
libera definitivo alla riforma dell'istruzione
secondaria superiore, che entrerà in
vigore dal prossimo anno scolastico per le
prime classi e che prevede sei licei,
incluso quello musicale, più ore di
matematica e lingue straniere e una
maggiore autonomia delle scuole.
Una riforma "globale", l'ha definita il
presidente del consiglio Silvio Berlusconi
nel corso della conferenza stampa seguita
al Consiglio dei ministri.
"La scuola superiore necessitava di una
riforma perché sforna ragazzi che non
avendo accesso all'Università si
immettono nel mondo del lavoro", ha
detto Berlusconi.
Secondo il ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini, si tratta di un
intervento "epocale", che non ha
"impronta ideologica" e che privilegia la
qualità alla quantità. Ma la riforma ha
suscitato le critiche delle organizzazioni
studentesche e di organizzazioni
sindacali.
"La riforma è fatta per fare cassa, proprio
su questo punto il ministro tenta una
difesa che non ha argomentazioni: il
riordino della scuola secondaria è figlio
prima di tutto dell'esigenza di risparmiare
sulla scuola pubblica", scrive in una nota
la "Rete degli studenti", che annuncia
una giornata di mobilitazione il 20
febbraio.
La riforma supera l'impianto della legge
Gentile del 1923 e, rispetto al vecchio
sistema che prevedeva il liceo classico,
artistico e scientifico oltre al magistrale
quadriennale e a percorsi sperimentali
linguistici, introduce anche un liceo
musicale e coreutico e un liceo delle
scienze umane.
I Cobas hanno già proclamato uno
sciopero nazionale con manifestazione a
Roma il 12 marzo contro le iniziative del
governo per la scuola.
"Si cancellano o si immiseriscono materie
importanti di studio, si tagliano ore di
insegnamento cruciali (in media 4 ore
settimanali in meno), si sopprimono
laboratori e esperienze pratiche
professionalizzanti, si cacciano decine di
migliaia di precari, eliminandone il posto
di lavoro, soltanto in nome del Dio
Risparmio", ha detto il portavoce dei
Cobas Piero Bernocchi in una nota. "NON
PIU' ISTRUZIONE DI SERIE B"
Tra le altre novità, nel liceo classico
l'insegnamento della lingua straniera sarà
esteso a tutti i cinque anni e vi saranno
più ore di scienze e matematica mentre
nel linguistico l'insegnamento di tre
lingue straniere partirà sin dal primo
14
Giornale scolastico
M&D - Matteucci & dintorni
Il caso Morgan
anno e dal terzo anno fino a due materie
saranno gradualmente impartite in lingua
straniera. Il liceo delle scienze umane
prevede la presenza di materie giuridiche
ed economiche. Più spazio anche al
latino, obbligatorio nei licei classico,
scientifico, linguistico e delle scienze
umane, mentre facoltativo negli altri licei.
Tutti i licei prevedranno 27 ore
settimanali nel primo biennio e 30 nel
secondo biennio e nel quinto anno, salvo
alcune eccezioni nel liceo classico (31 ore
negli ultimi tre anni per rafforzare la
lingua straniera), nell'artistico (fino a 35
ore) e nel musicale e coreutico (fino a 32
per materie pratiche ed esercitazioni).
Per quanto riguarda gli istituti tecnici,
circa 1.800 in Italia con
complessivamente 863.000 alunni, dagli
attuali 10 settori si passerà a due settori:
economico e tecnologico. L'orario
settimanale prevedrà 32 ore di lezione, al
contrario delle attuali 36 che hanno però
una durata di 50 minuti. La riforma
sancisce la centralità delle attività di
laboratorio e, relativamente agli indirizzi
del settore tecnologico, la presenza di
insegnanti tecnico-pratici nella misura
oraria crescente dal primo al quinto anno.
In margine al
vespaio suscitato
dall’intervista in
cui Morgan
(Marco Castoldi)
dichiara
apertamente e
nella più becera
incoscienza di assumere cocaina ma non
per sballare – dice lui - ma per terapia,
abbiamo raccolto alcune reazioni al caso
come quelle di Porta a Porta o di alcune
lettere ai direttori.
Marco Castoldi spiega che si è trattato di
«un fraintendimento». «Non dico di non
avere detto quelle cose - ha spiegato a
Porta a Porta - ma è stato frainteso lo
spirito». Gli ha detto Don Mazzi: «Quel
giorno eri fatto e non ti sei controllato»;
mentre nella stessa trasmissione il
Ministro della gioventù Giorgia Meloni l'ha
tacciato di aver avuto «un approccio
troppo leggero su un tema troppo
pesante». Morgan ha smentito definendo
l'intervista "carpita", sottolineando il suo
no alle droghe. Ma il direttore di "Max"
Andrea Rossi ribatte: "L'intervista era
concordata ed esistono due ore di
registrazione. Morgan, una volta visto il
putiferio scatenatosi, ha parlato di
"trappola", dicendosi "molto sconcertato
ed amareggiato, anzi profondamente
addolorato, per non dire disperato, per le
frasi che mi sono state attribuite". E
Andrea Rossi direttore di Max: "Sono
altrettanto sconcertato e amareggiato
dalle parole di Morgan; L'intervista non è
stata per nulla carpita e tanto meno è
stata tesa una trappola. Il servizio, in
lavorazione da tempo, è stato
pienamente concordato" ed è avvenuto
comodamente a casa dell'artista, così
come lui desiderava.
Caso Morgan
La vera terapia? Quella
del silenzio
Incrementate poi le ore di inglese e
introdotto l'insegnamento di scienze
integrate (scienze della terra e biologia,
chimica, fisica). Secondo il ministro
Gelmini con la riforma, per la prima volta
l'istruzione tecnica smette di essere "di
serie B". Per quanto riguarda infine gli
istituti professionali si passa dagli attuali
cinque settori e 27 indirizzi a due
macrosettori, con complessivamente sei
indirizzi. La riforma prevede poi un
potenziamento delle attività di didattica
laboratoriale e di stage e tirocini.
Fonte: www.reuters.it
d ALDO GRASSO
Mai avremmo immaginato che un giorno
il Festival di Sanremo sarebbe diventato
la misura etica del nostro Paese. Se ti
comporti bene, puoi andare a! Festival,
se ti droghi no. Se ti ravvedi, vediamo di
lasciarti una porta aperta, se dici
«chissenefrega», allora resti a casa.
Che strano Paese: bisogna stare più
attenti alle imposizioni dei direttore di
Ramno Mauro Mazza, de! direttore del
Festival Gianmarco Mazzi o alle offerte di
redenzione di don Mazzi? Ammazza, oh!
...E anche questa storia, iniziata come
tragedia, è finita allegramente in farsa.
Persino con una soluzione tipicamente
nostrana auspicata dai vertici Rai:
Morgan potrebbe partecipare al Festival
di Sanremo ma non in gara. Lo ha detto
Bruno Vespa nel corso della trasmissione
Anno XX n. 2 – febbraio 2010
«Porta a porta», dedicata appunto alle
controverse dichiarazioni sulla droga
rilasciate da Marco Castoldi. ...Se uno
come Morgan, dopo aver passato la vita
a coltivare l'immagine dell'artista
maledetto, dopo essersi costruito
un'identità di trasgressivo e di
personaggio fuori delle regole, nel
momento più drammatico della sua vita si
fa prima intervistare da Diaco e poi
partecipa come ospite d'onore al salotto
più tradizionalista della nostra tv, allora
significa che la droga fa davvero male.
Ragazzi, statene alla larga. La cura di
disintossicazione che Morgan dovrebbe
fare è quella del silenzio, della
discrezione, della riservatezza. E
ricordarsi che spesso in tv, come cantava
un suo idolo, Fabrizio De André, «la
gente dà buoni consigli sentendosi come
Gesù nel tempio, la gente dà buoni
consigli se non può più dare il cattivo
esempio...». Corsera 5.2.10
Ipocrisia in tv
Morgan no, Tyson sì
Stamani alla radio ho sentito Emanuela
Falcetti fare l'incredibile considerazione
che mentre non fa scandalo che uno
stupratore come Tyson possa andare a
Sanremo, che ci vada Morgan sì perché
questi sarebbe famoso (come se Tyson,
all'epoca dei fattacci non lo fosse!).
Semmai aggiungerei che mentre Morgan
nuoce soprattutto a sé stesso con certi
comportamenti, Tyson infliggeva i suoi
esecrabili pugni alle sue vittime che in
nulla erano responsabili per i suoi
fallimenti! Possibile che in questo paese
sessista e misogino lo stupro sia cosa così
sottovalutata che anche al Grande
Fratello possa impunemente essere più
volte mimato dal concorrente Mauro un
atto sessuale "forzoso" senza che le
donne che ne discutano... ?
Bruna Gazzelloni
Da DNews del 5.2.10
Fabrizio Moro
Fabrizio Moro taglia corto: la droga fa
male e bisogna dirlo a chiare lettere.
Che pensa di Morgan?
«Non me la sento di
accusarlo ma quando
si lanciano messaggi è
bene essere coerenti e
confermare le proprie
parole. Detto questo spero che lo
riammettano in gara perché è un grande
artista». Lei in passato ha confessato di
aver fatto uso di stupefacenti. Perché lo
ha fatto? «Volevo portare la mia
testimonianza diretta e lanciare un
messaggio ai giovani. Sono cresciuto con
gente più grande di me e ho fatto quello
che ho fatto. Ho sbagliato e ho pagato
sia dal punto di vista fisico che
psicologico. Fa parte del mio passato ma
è bene che i giovani sappiano quanto è
pericolosa la droga».
15
Giornale scolastico
M&D - Matteucci & dintorni
Dalla Sede
succursale di
Via delle Isole
Curzolane
Anno XX n. 2 – febbraio 2010
La nostra prima
donazione al
Matteucci
Il piccolo bar interno
Gli alunni della Succursale di Via
delle Isole Curzolane hanno
preparato tre articoli che vi
sottoponiamo.
Dalla Sede di Via Isole Curzolane
IL FAIR PLAY
Accoglienza in Istituto
Il Prof. Cesare Marongiu fiduciario della
succursale di Via delle Isole Curzolane 71
col coordinatore Nino Ferri
Sala Proff.
Il Prof. De Palo docente di Costruzioni tra
gli alunni Alessandro Bressi e Simeone
Bianconi 2AProg.5 e il coordinatore Nino
Ferri ultimo a dx.
Il fair play è
un principio
non scritto,
ma dettato
da un
codice
d’onore
presente in
molti sport
e nella vita
quotidiana.
Inoltre la parola fair play rispecchia
l’acutezza di lealtà.
Fair play è il nome di un impegno ufficiale
preso dalla FIFA per aumentare l’etica
all’interno del calcio e per prevenire la
discriminazione in questo sport.
Il fair play deve essere un
comportamento che vada anche al di
fuori dello sport per migliorare e
migliorarsi nella vita e per affinare la
condotta all’interno di un gruppo.
I PRINCIPI DEL FAIR PLAY NELLO
SPORT:
• Giocare per divertirsi
• Agire con lealtà
• Attenersi alle regole del gioco
• Portare rispetto ai compagni di squadra,
agli avversari, arbitri e spettatori
• Accettare la sconfitta con dignità
• Rifiutare la corruzione, il doping, il
razzismo, la violenza e qualsiasi cosa
possa arrecare danno allo sport
• Denunciare coloro che tentano di
screditare lo sport
• Onorare coloro che difendono la buona
reputazione dello sport.
I PRINCIPI DEL FAIR PLAY NELLA VITA
DI TUTTI I GIORNI
•
Rispettare le persone
•
Avere rispetto delle regole
•
Aiutare chi è in difficoltà
•
Rispettare l’ambiente
Alessandro Bressi e Simeone Bianconi
2AProg.5
In una classica giornata scolastica,mentre
parlavamo di cose che per noi
riguardavano la semplice quotidianità,ci è
stato fatto presente con una circolare da
parte della dirigenza scolastica che nel
giorno 15/10/2009 potevamo finalmente
fare qualcosa per chi è meno fortunato di
noi: DONARE IL SANGUE.
Ogni anno la Prof. Daniela Simeone cura
molto attentamente i minimi particolari di
questa manifestazione umanitaria,
cercando di coinvolgere e sensibilizzare
tutta la nostra sede.
Alle ore 8:00 ci siamo recati presso la
sede centrale di via delle Vigne Nuove
262,chi con entusiasmo chi con un po' di
paura, poi superata pensando al bel
gesto che si stava per compiere.
Dopo un po' di burocrazia ed esami di
routine,c'è stato riconosciuto il nostro
stato di buona salute........E VAI COL
PRELIEVO PER SALVARE UN' ALTRA
VITA............
Anche se potevamo sembrare tanti
eravamo sempre troppo pochi !!!
VI ASPETTIAMO TUTTI A PRIMAVERA
PER ACCENDERE UNA STELLA DI
SPERANZA :
Per questa splendida giornata si
ringraziano:
I MEDICI, GLI INFERMIERI,TUTTA
L'EQUIPE ed un particolare
ringraziamento al Prof. Andrea Pipitone
grande promotore di questa
manifestazione.
Sonia Coleti e Daniele Fiocca 2AProg.5
16
Giornale scolastico
Ancora dalla Succursale Isole Curzolane
Tendenze
giovanili
M&D - Matteucci & dintorni
Lo psicologo per te
La moda giovanile ci regala “I Truzzi”:
generazione di teenagers dove le cose
più importanti sono possedere una
maglietta Baci & Abbracci e una mutanda
Dolce & Gabbana. Guai a non averli! Si
rischia l’esclusione dal branco.
Altri dettagli della loro tendenza sono il
classico orecchino 3mila carati per il
genere maschile e un paio di lunghi
lampadari per il genere femminile.
L’espressione ha una c’erta rilevanza per i
sostenitori di questa moda, che non esita
a mandare baci ovunque, così spiegando
il loro interessamento alla marca sopra
indicata.
I colori tipici di questa specie sono in
particolare; Rosa, Nero, Oro, Argento,
Azzurro e Verde vomito; con i seguenti
abbinamenti : Rosa Nero Oro o Argento
per USCIRE; Rosa Azzurro e Verde per la
CASA. VOLETE RICONOSCERLI???
Se sentite un soave odore di chanel n° 5
state pur certi di avere un truzzo nelle
vicinanze.
Tanta vanità e superficialità non
realizzano la felicità della nostra
generazione, per questo speriamo e ci
auguriamo che oggi i ragazzi non
tendano ad omologarsi a queste tipologie
così, e comunque sia si spera che anche
loro, crescendo, cambieranno,
acquisiranno valori e saranno buoni padri
e madri di famiglia.
Va bene differenziarsi uscire dalla massa
ma pare proprio che le nuove generazioni
crescano sempre peggio. Non è fare di
tutta l’erba un fascio , ma sarebbe
interessante capire perché a volte si
arriva a certi estremi.
Fiocca, Coleti, Bressi e Bianconi 2° prog.5
Geometri. Succursale Isole Curzolane
Sulla vetrata del corridoio che
porta in presidenza nella sede
centrale c’è il manifesto
sull’Ascolto e Consulenza
psicologica (ex CIC). E’ un avviso
importante perché questo
servizio psicologico gratuito,
negli anni scorsi, ha risolto molti
problemi connessi al sereno
sviluppo di ciascuno
specialmente nei rapporti
interpersonali scolastici e
familiari. E’ aperto a tutti.
Il futuro del nostro giornale
passa anche da qui
Nasce
RANDOM4
il giornale degli studenti
del IV Municipio
Anno XX n. 2 – febbraio 2010
C’è già il titolo: RANDOM4, e sarà
coordinato dal periodico “La Quarta”
Sarà il primo mensile per i ragazzi del IV
Municipio. Sono invitati tutti gli alunni
delle scuole superiori della zona.
L’ invito a collaborare dice:
Se hai dai 14 ai 25 anni, ami scrivere
e magari fai già parte di qualche
rivista scolastica, non puoi perdere
l’appuntamento con Agorà.it! . Avrai
la possibilità di pubblicare i tuoi
articoli e i tuoi disegni sulla nostra
piazza virtuale e sulla rivista
Random 4, che inizierà la propria
attività a Gennaio.
Cultura, Musica, Spettacolo, Cronaca,
Spunti di dibattito su temi d’attualità, ma
anche vignette e spazi artistici per chi
ami disegnare, insomma, ce n’è per tutti i
gusti. Una Redazione formata da voi!
Indipendente e carica di passione, che
vuole rappresentare un’occasione per
collaborare e conoscere tanti ragazzi
diversi che lavoreranno insieme con voi!
Contatta subito l’indirizzo e-mail / msn
messenger: [email protected]
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo
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Come hanno già fatto l’Aristofane e altri
istituti ci saranno due rappresentanti che
coordineranno le notizie nel comitato di
redazione. Per ora mancano proprio quelli
del Matteucci che, data la composita
struttura dell’Istituto con due succursali
potrà proporne due per sede.
Roma, 18 dicembre 09. Liceo Aristofane.
Un momento della riunione interscolastica
del IV Municipio per dar vita ad una
testata scolastica unica.
Il 18 dicembre scorso presso il vicino
Liceo Aristofane riunione strategica per
una collaborazione tra giornali scolastici.
L’intenzione è quella di dar vita ad un
giornale interscolastico del IV Municipio.
17
Giornale scolastico
M&D - Matteucci & dintorni
Anno XX n. 2 – febbraio 2010
Settimana
dello studente
e attività di
recupero
Il Comune di Roma Municipio Roma XVII
in collaborazione con l’Associazione
Culturale I Cerchi Magici indice il
concorso musicale:
FESTIVAL DELLE
BAND EMERGENTI
Il progetto “FESTIVAL DELLE BAND
EMERGENTI” si prefigge di valorizzare
nelle nuove generazioni l’impegno, la
creatività, la ricerca, la sperimentazione e
l’elaborazione musicale, l’originalità della
proposta nei vari stili musicali che vanno
dal rock al pop dalla world music al
rap,dalla tecno al jazz ecc al fine di
scoprire e far emergere nuovi talenti. La
manifestazione è ideata per creare
momenti di arricchimento culturale e di
socializzazione, dando la possibilità di
esprimere i propri sentimenti, la propria
sensibilità tramite il linguaggio universale
della musica.
L’iscrizione alla manifestazione è
completamente gratuita.
Il modulo di iscrizione ed il regolamento
possono essere scaricati dal sito del
Municipio Roma XVII all’indirizzo
www.comune.roma.it/municipi/XVII,
o da quello dell’Associazione Culturale “I
Cerchi Magici” all’indirizzo
www.icerchimagici.it.
Nella circolare esplicativa a firma del
Preside Prof. Michele de Gaetano del 1
febbraio 2010 si comunica che, con
delibera n. 41 punto 3 del Collegio dei
docenti del 28/01/2010 è stata
autorizzata la settimana dello studente da
mercoledì 10 febbraio a martedì 16
compreso. Pertanto le lezioni curricolari
saranno sospese per consentire l'attività
di recupero nei confronti degli alunni che
hanno riportato gravi insufficienze nella
classificazione interperiodale e,
contemporaneamente, l'effettuazione di
ogni forma di attività liberamente scelta
dagli studenti e concordata con l'Ufficio di
Presidenza. Per questioni di tipo
organizzativo, i docenti effettueranno il
proprio orario di servizio,osservando
ciascuno il proprio orario di lezione,
prioritariamente con gli alunni che
devono effettuare il recupero. Gli alunni
che nella
classificazione
quadrimestrale
hanno
riportato una
grave
insufficienza
(dal 4 in giù )
effettueranno con i propri insegnanti,
nell'arco di ciascuna giornata, le ore di
quelle discipline in cui hanno riportato
l'insufficienza grave. Gli alunni che non
hanno riportato insufficienze gravi
svolgeranno esclusivamente le attività
organizzate nell'Istituto. Tutte le attività ,
comprese quelle di recupero, si
concluderanno alle ore 13,30. Tutti gli
alunni sono tenuti ad essere presenti a
scuola dalle ore 8,00 e a presentarsi
puntualmente in classe per l'appello della
prima ora. Alle ore 13,25 ciascun alunno
rientrerà nella propria classe per l'appello
di fine giornata che, pertanto, è affidato
al docente con la sesta ora di lezione.
Relativamente all'attività di recupero, è
consentito attuare forme di flessibilità
didattica ed oraria proposte
congiuntamente dai docenti e dagli alunni
e autorizzate dall'ufficio di Presidenza. I
docenti con la settima e ottava ora di
lezione attueranno la flessibilità oraria,
nell'arco della settimana, secondo le
esigenze dell'Istituto. II Dirigente
Scolastico invita tutte le componenti della
scuola ad una partecipazione attenta e
responsabile.
L'UOMO CHE
POTREBBE
SALVARE IL MONDO
Il fondatore di Slow Food e Terra Madre
ospite a Vittorio Veneto
Vittorio Veneto - Grande attesa per
l'evento che vedrà arrivare in città una
delle 50 persone che, secondo il
quotidiano The Guardian, potrebbero
salvare il mondo. Tra i 50 nomi, oltre a
politici come Angela Merkel, Al Gore e il
sindaco di Londra Ken Livingstone, c'è ,
unico italiano, il nome di Carlo Petrini
(http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Petrini)
fondatore di Slow Food (e presidente
della Fondazione Terra Madre
(http://www.terramadre.info/pagine/).
Nella motivazione della presenza di Carlo
Petrini nella lista dei 50 di The Guardian
di legge che è "l'unico attivista anti
McDonald's che abbia accesso agli uffici
di David Cameron, David Milliband, Carlo
d'Inghilterra, Al Gore e Barack Obama".
Il fondatore di Slow Food "è ammirato da
buongustai facoltosi per il suo impegno
nella promozione della qualità del cibo,
delle produzioni agroalimentari su piccola
scala, della riscoperta della convivialità e
di uno stile di vita dai ritmi meno
frenetici". Carlo Petrini sarà dunque a
Vittorio Veneto nella serata di lunedì 8
febbraio, alle 18.30 presso l’aula magna
del Collegio Dante. L'intervento del
fondatore di Slow Food, associazione che
conta 100.000 iscritti in 130 Paesi, sarà
introdotto da Gino Bortoletto, presidente
di Slow Food Veneto, e dal Sindaco di
Vittorio Veneto, Gianantonio Da Re.
Moderatore della serata sarà il giornalista
di Rai3, Gilberto Squizzato. Terra Madre,
titolo del libro di Petrini edito dalla Giunti
Editori, è anche il meeting mondiale tra le
Comunità del Cibo che si svolge dal 2004
e che ha messo in contatto fra loro
migliaia di piccoli agricoltori, produttori,
cuochi, educatori e giovani di 150 paesi.
Claudia Borsoi
18
Giornale scolastico
Un film da vedere
M&D - Matteucci & dintorni
culturale, traspare nel film un grande
amore per la musica: eseguire il concerto
di Ciaikovskj è un fine, un traguardo ora
raggiungibile per realizzare il sublime
musicale; è, nello stesso tempo, un
mezzo per rilegittimarsi tutti, maestro ed
orchestrali, per ridare senso e dignità alla
propria vita.
Ed è semplicemente commovente
l’esecuzione di quel concerto, musica ed
immagini che esplodono, insieme, dallo
schermo, fondendo le emozioni dello
spettatore con quelle dei personaggi.
Una favola narrata con toni ora
drammatici, ora grotteschi, ora
decisamente comici. Veramente
coinvolgente.
Francesco Cinanni
Anno XX n. 2 – febbraio 2010
Incontro con
Gianni Mottola
autore di
"Vita di note Note di vita"
Lavori estivi
all'estero
In questi giorni è nelle sale
cinematografiche Il concerto, un film
del regista rumeno Radu Mihaileanu, noto
come autore del tragicomico Train de vie.
Il concerto narra di un grande direttore
d’orchestra del Bolshoi, Andrei Filipov,
umiliato e scacciato dagli organici del
teatro durante il regime brezneviano,
perchè si era rifiutato di allontanare
dall’orchestra tutti i musicisti di origine
ebraica. Dopo trent’anni, ridotto a fare le
pulizie nello stesso teatro, Filipov
intercetta e nasconde un fax con il quale
il prestigioso teatro Le Chatelet di Parigi
invita l’orchestra del Bolshoi per un
concerto: a questo punto Filipov mette in
atto un piano con il quale realizza il
proprio riscatto di uomo e di artista.
Ritrova e riunisce i vecchi musicisti del
Bolshoi, scacciati come lui e ridotti ad
esercitare i mestieri più vari e ad
arrangiarsi per vivere; in modo
rocambolesco li porta a Parigi, dove,
spaccia se stesso come il vero direttore
ed i suoi amici per i veri orchestrali del
Bolshoi; e finalmente, dopo varie vicende
e dopo avere raggirato tutti, a cominciare
dal direttore del Le Chatelet, riesce a
tenere il concerto: senza avere
minimamente provato (e la solista di
violino non lo aveva mai eseguito prima),
direttore e musicisti compiono il miracolo
di un’esecuzione straordinaria, che
conquista il pubblico e procurerà
addirittura delle repliche.
In particolare per Filipov il Concerto per
violino di Ciaikovskj, costituirà la sua
redenzione di fronte a se stesso, alla
moglie, ai suoi amici orchestrali, agli
ottusi dirigenti del Bolshoi e, soprattutto,
alla solista, giovane dalla delicata
bellezza, alla quale è legato da oscure
vicende personali che si sveleranno
durante il film.
A parte la satira nei confronti dell’attuale
regime russo, nel quale comandano
beceri arnesi del vecchio regime insieme
ad oligarchi arricchitisi misteriosamente,
tutti privi della minima sensibilità
Lavori estivi all'estero: in Finlandia a
cogliere le fragole Siamo ancora in pieno
inverno ma in Finalndia le aziende
agricole si stanno già organizzando per
reclutare personale. Ecco un'occasione
per fare un'esperienza di lavoro all'estero,
guadagnare e conoscere la Finlandia
In estate sono tanti i giovani che
scelgono una meta all'estero in cui fare
una prima - il più delle volte non
qualificata - esperienza di lavoro. E'
un'occasione per uscire di casa,
guadagnare qualcosa e fare pratica con
una lingua straniera (in Finlandia parlano
tutti inglese). Per la prossima stagione
estiva alcune aziende agricole si stanno
già mobilitando e le offerte di lavoro
cominciano ad essere gestite dalle sedi
Eures italiane. Alanne and Keskikylä's
farms è un'azienda agricola di Paimo, nel
sud della Finlandia che in 65 ettari coltiva
fragole e piselli. Per la stagione estiva
2010 è alla ricerca di 70-80 persone da
impiegare nella raccolta dei prodotti
agricoli, attività che impegna circa 6
settimane a cavallo dei mesi di giugno e
luglio. Dopo questo periodo, chi desidera
prolungare il lavoro può essere impiegato
nella raccolta di altri ortaggi.
Vitto e alloggio sono disponibili presso
l'azienda agricola al costo di 2,50€ al
giorno. Per inviare il c.v. o ricevere
maggiori informazioni fare riferimento a
Pietro Ruggiero [email protected])
o Graziella Massi
([email protected])
referenti Eures per questa offerta di
lavoro.
Tratto da www.studenti.it
17 dicembre 09 Aula Magna
Matteucci Incontro-dibattito con il
musicista Gianni Mottola autore del
libro “Vita di note, note di vita.
Erano presenti le classi prime,
seconde e terze. L’incontro è stato
inframmezzato da brani musicali di
cui è autore lo stesso musicistascrittore. È una vita fatta di note quella
di Gianni Mottola, al suo primo romanzo,
quella che ci racconta in questo diario
che porta a rivivere la nascita di un
amore: amore per la chitarra e, più in
generale, per la musica. Tutto ciò che
accade intorno al protagonista è solo
contorno, inserito nella narrazione solo
perché influisce sull’unica vera
protagonista di questa storia: la musica.
Dalla fatica delle prime lezioni, ai primi
successi, alle delusioni, alle difficoltà dei
rapporti con una famiglia che non
condivide la scelta di coltivare la chitarra
non solo come un passatempo. Al
contrasto con la vita di tutti i giorni, per
poi trovare la propria strada anche in
quelle difficoltà quotidiane grazie, ancora
una volta, alla chitarra. E poi la ricchezza
dei rapporti con chi nel mondo della
musica ci vive... Una Vita di note – Note
di vita è una canzone d’amore che
insegna a portare avanti le passioni,
anche quando sembra difficile, perché i
sogni, spesso, si avverano.
L’autore così sintetizza il suo
messaggio ai giovani: Trasfondere la
19
Giornale scolastico
passione nella propria vita garantisce alla
nostra esistenza, non solo un
arricchimento sul piano personale, ma un
mezzo indispensabile per il
raggiungimento dei nostri obiettivi.
Con l'assenza di entusiasmo "il voglio
fare" diventa "devo fare", e l'iniziativa si
trasforma , inevitabilmente, in una
imposizione che ci priva di ogni libertà.
La nostra innata curiosità,
fortunatamente, incoraggiando
l'approfondimento, coinvolge il nostro io
più recondito che, chissà per quale
arcano meccanismo, come un
detonatore, innesca quello stato d'animo
che definiamo: passione.
Ecco che, gli ostacoli del nostro
quotidiano: studio, lavoro e relazioni, con
questo ingrediente di vita, assumono un
peso diverso. La passione, nostra
mongolfiera multicolore che ci solleva dal
carico delle difficoltà, è il filo conduttore
del mio romanzo "Vita di note - Note di
vita".
Gianni Mottola è nato a Roma il 3
marzo del 1955; si è diplomato al
Conservatorio di “S. Cecilia” in chitarra
classica. È autore di composizioni originali
per chitarra, di musica da camera e del
metodo per chitarra Finalmente suono
(Cantoberon). Ha tenuto, e tiene,
concerti in diverse formazioni musicali.
Insieme ai maestri della compagnia “I
frastagliati” ha inciso Ab origine, un cd
dove è possibile ascoltare i brani più
significativi della tradizione partenopea.
Da giannimottola gruppo albatros
Gianni Mottola
VITA DI NOTE - NOTE DI VITA Prezzo: € 13.50
Numero pagine: 150
Accompagnati
da Beethoven
Auditorium Via della Conciliazione
14 dicembre 09. Circa 250 tra alunni
e professori della Sede succursale di
Via delle Isole Curzolane si sono
recati presso il prestigioso auditorium di
Via della Conciliazione ad ascoltare
l’Orchestra Sinfonica di Roma diretta da
Francesco La Vecchia.
Francesco La Vecchia è un direttore ben
conosciuto al Matteucci per aver portato
due anni fa la sua orchestra nella sede
succursale di Via Rossellini tra
l’entusiasmo di alunni e proff nel godere
da vicino la presenza di violini, violoncelli
oboi, ottoni, gran casse. La Vecchia ha
diretto LUDWIG VAN BEETHOVEN nella
M&D - Matteucci & dintorni
Sinfonia n. 6 in Fa Mag. "Pastorale" Op.
68 facendo assaporare i vari tempi di
questa sinfonia che lo stesso Beethoven
volle titolare: Sentimenti Felici che
nascono nell'uomo. all'arrivo nella
campagna. Allegro ma non troppo
Scena presso il ruscello. Andante molto
mosso. Felice ritrovo di contadini. Allegro
Tempesta. Allegro. Canzone dei pastori:
gioioso. Ringraziamento dopo la
tempesta. Allegretto. A seguire la
Sinfonia n. 37 La Mag. Op. 92 con i
tempi: Poco sostenuto. Vivace. Allegretto
Scherzo: Presto. Trio, Allegro con brio
Un particolare grazie agli organizzatori da
parte di tutta la comunità del Matteucci.
Il 27 novembre alla Biblioteca Flaiano
La dottrina
sociale della
Chiesa e
l'economia
solidale
Il 27 novembre 09 presso la
Biblioteca Ennio Flaiano, in via
Monte Ruggero 39 a Roma, il forum
"La dottrina sociale della Chiesa e
l'economia solidale. L'esempio della
solidarietà", con un intervento su:
"Sussidiarietà, microcredito e
cooperazione internazionale. I
ragazzi del Matteucci hanno
collaborato con letture sceniche.
L’incontro è stato scandito dagli
interventi: ore
9.00: Saluto del
Direttore delle
Biblioteche di
Roma Dr. Alex
Voglino
ore 9.15: Saluto e
presentazione del
progetto
D.ssa Marisa
Spasiano
Direttrice della
Biblioteca "Ennio
Flaiano"
Prof. Michele De
Gaetano
Preside dell'ITCG statale "Carlo
Matteucci" di Roma
ore 9.30: "Dottrina sociale detta
chiesa ed economia sodate di
mercato" Dr.Pier Paolo Saleri
Coordinatore del Comitato Scientifico
della Fondazione Italiana
Europa Popolare
ore 10.00: "Crisi finanziaria e recessione"
D.ssa Antonella Crescenzi
Dirigente della Presidenza del Consiglio
dei Ministri Dipartimento delle Politiche
Comunitarie
Anno XX n. 2 – febbraio 2010
ore 10.30: "Progresso senza aggressività:
un progetto possibile? " Dr. Riccardo
Colasanti, Amministratore Delegato
Unicaritas
ore 10.45: "L'esperienza detta Comunità
di Sant'Egidio", D.ssa Filomena Imperato
ore 11.00: "Sussidiarietà, microcredito e
cooperazione internazionate:
L’esperienza Amanida"
Silvia Corti e Roberto Gamberini
operatori di Amanida Onlus
ore 11.15: "Letture sceniche"
con la partecipazione
degli studenti dell'ITCG statale
"Carlo Matteucci"
Un particolare ringraziamento va alla
Prof. Luciana Burlin che ha dato modo
all’Istituto di venire a contatto di realtà
non sempre facili e di persone che
dedicano molta parte della loro vita al
servizio di chi è meno fortunato.
Diamo a proposito un breve cenno
sull’Associazione Amanida Onlus
L’associazione AMANIDA ONLUS (Onlus
significa Organizzazione Non Lucrativa di
Utilità Sociale) viene fondata nel
novembre 2006, per dare
una struttura formale al lavoro di
sostegno allo sviluppo che alcuni
volontari,già da anni, andavano
svolgendo in Eritrea.
AMANIDA ONLUS sostiene l’asilo
d’infanzia “AMANIDA” di Barentu che ha
iniziato la sua attività nel 1998; Oggi la
scuola materna è frequentata da 250
bambini, e con loro lavorano 5
insegnanti. Barentu, con i suoi circa
30.000 abitanti, è la terza città
dell’Eritrea, dopo Asmara e Keren.
Il Progetto di sostentamento dell’asilo
d’infanzia AMANIDA, nato anch’esso
prima della costituzione della ONLUS,
prevede anche, e questo è il punto
qualificante del progetto, di fornire un
pasto a tutti i bambini che lo
frequentano sui due turni giornalieri, e
cioè circa 250.
Amanida Onlus CF 97444840587
c/c Postale 80368608 Sede Via Val
D’Ossola, 10 - 00141 Roma
Puoi scaricare questo giornale da
www.itcmatteucci.it
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Giornale scolastico
M&D - Matteucci & dintorni
Anno XX n. 2 – febbraio 2010
Scuola aperta
La scuola continua a dimostrarsi un
forte antidoto alla vecchiaia. Nelle
foto l’inossidabile Prof. Blasi,
ragazza tra ragazzi.
DOMENICA 7 marzo 2010
apertura straordinaria
straordinaria sia in sede
centrale (Via Vigne Nuove, 262),
sia nelle sedi succursali
(Via Roberto Rossellini, 5/11)
e (Via delle Isole Curzolane 71 –
CORSO GEOMETRI),
DALLE 9:00 ALLE 13:00
per dare la possibilità a tutti di
visitare il nostro Istituto e di
ricevere chiarimenti e
delucidazioni dai nostri insegnanti
in merito ai vari tipi di indirizzi
della scuola.
M&D
Matteucci & dintorni
ICE (In Case
of Emergency)
metti ICE nel tuo cellulare
Gli operatori delle ambulanze hanno
segnalato che molto spesso, in occasione
di incidenti stradali, i feriti hanno con loro
un telefono portatile, ma gli operatori
non sanno chi contattare tra la lista
interminabile dei numeri salvati nella
rubrica.
Essi hanno lanciato l'idea che ciascuno
metta, nella lista dei suoi contatti, la
persona da contattare in caso d'urgenza
sotto uno pseudonimo predefinito.
Lo pseudonimo internazionale conosciuto
è ICE (In Case of Emergency). E' sotto
questo nome che bisognerebbe segnare il
numero della persona che operatori delle
ambulanze, polizia, pompieri o primi
soccorritori potrebbero contattare.
In caso vi fossero più persone da
contattare si può utilizzare la definizione
ICE1, ICE2, ICE3, etc....
Facile da fare, non costa niente e può
essere molto utile.
E' una buona idea ed è anche promossa
dalle autorità preposte al soccorso.
Fate circolare la notizia in modo che
questo comportamento diventi
un'abitudine diffusa.
Il 18 febbraio alle ore 9.30
presso la biblioteca della sede
centrale
riunione dei redattori di M&D
Matteucci & dintorni.
La riunione è aperta ai ragazzi
delle tre sedi (Centrale Vigne
Nuove, Succ. Rossellini e Succ.
Curzolane) che vogliano
seriamente collaborare alla
redazione di questo giornale.
La nostra testata ha vent’anni.
Non sono pochi per un
giornalino d’Istituto
Giorgia e Claudia
Il sorriso di queste bellissime
ragazze ci aiuterà a pazientare fino
all’uscita del prossimo numero
M&D
Matteucci & dintorni
Anno XX – febbraio 2010
Direttore ad interim Luigi Matteo
Co-direttori Giovanni Laurenza
e Anna Rita Allegrini
***
Hanno collaborato a questo numero:
Giovanni Laurenza, Francesca Merola,
Nicola Biolcati, Alessandro Bressi e
Simeone Bianconi 2AProg.5, Sonia Coleti
e Daniele Fiocca 2AProg.5,Donato Sisto
Francesco Cinanni
Andrea con la Prof. Mastropietro
***
Questo numero è andato in stampa il 12
febbraio 10, in 500 copie al prezzo di
circa 350 € interamente pagati dal
Consiglio d’Istituto che ha approvato il
progetto. Come vedi il giornale ha un
costo economico e un lavoro a monte
non indifferente. Quando lo ricevi trattalo
bene. Il giornale è aperto alla
collaborazione di tutti. Per i redattori
stabili è previsto il credito scolastico
da inserire nella cartella personale
dello studente
Scarica

M&D febbraio 10 - Carlo Matteucci