Piario – IL SINDACO PIETRO VISINI
PONTE NOSSA
Villa d’Ogna-Piario: “Il progetto c’è,
Il Gaen, tana dei Nossesi
le promesse anche, mancano... i soldi ”
(Ci-Ba) Anche a Piario è arrivata l’estate. parte bisogna ben iniziare) mettendo in sicurezza
Ce se ne accorge da tante cose, il clima, il ver- ed allargando un tratto che arriva a malapena
de rigoglioso, le case dei pochi villeggianti che a circa 150 m dopo il cimitero di Villa … Nella
socchiudono le finestre. Ma anche dalle sirene conferenza dei servizi della Provincia ho appreso
delle autoambulanze. In aumento. L’Ospedale di come novità assoluta e (sinceramente poco gradiGroppino, accoglie d’estate anche i malcapitati ta) che la strada nemmeno sarebbe arrivata ai
“forestieri” che si trovano in difficoltà fisiche. Da confini di Piario!”. Immagino tu sia intervenuto:
tutta l’alta valle ovviamente,
“Certamente ho fatto presene sono tanti. La strada invete che data l’esiguità della
ce rimane quella. Specie nel
cifra a disposizione 550.000
tratto che collega Piario a
euro, (nei programmi ma con
Villa d’Ogna. Recentemente
alcuni problemi di disponiun pullman e un’auto sono ribilità immediata), non avrei
masti incastrati nel tratto che
potuto accettare un progetmisura solo 4,2 metri in prosto ridimensionato che alla
simità del confine fra Piario
fine non risolvesse almeno
e Villa. In quell’occasione
il problema della pericolosa
l’autoambulanza che correva
strettoia di cui ho precedenverso il nosocomio ha dovuto
temente accennato. Se passi
fare marcia indietro e passare
troverai appesa alle rete di
dall’entrata per Piario in cima a Senda.
un giardino una lunga collana di specÈ andata bene perché non era un’emerchietti di auto a ricordo di incontri ravgenza e non c’erano vetture dietro la
vicinati poco piacevoli”. Quindi? “Ho
stessa autolettiga, ma rimane l’urgenza
chiesto che venisse inserito la zona
di allargare una strada che serve un osped’intervento verso Piario. Non mi imdale. Urgenza si fa per dire, sono anni
porta da dove partano, ma che partano
e anni che se ne parla ma a che punto
e che risolvano le criticità, non potevo
siamo? Lo abbiamo chiesto al Sindaco
certo starmene zitto”. Che risultato hai
di Piario Pietro Visini che ci accoglie
ottenuto? “Si è fatta quindi una nuova
Pietro Visini
nel suo ufficio davanti ad una
conferenza di servizio alla
“vecchia” cartina. La “possipresenza dei progettisti, del
bile” strada alternativa e gli
responsabile del procedimenallargamenti sono tutti lì, ben
to e del il sindaco di Villa Bodisegnati, ma restano tristesatelli in questa riunione si è
mente solo sulla carta: “La
deciso di allargare la strettoComunità Montana, quella
ia con i soldi del ribasso…”.
prima dell’unificazione per
In che periodo siamo a questo
capirci, aveva fatto un propunto?
getto che partiva dal vecchio
“Circa 8 mesi fa, una pridistributore in fondo alla
ma conferenza si tenne verso
strada di Senda passando
la metà di dicembre 2009 e la
poi per la provinciale n° 51 ,
seconda verso fine gennaio
arrivando all’ incrocio con a Via Bergamo percor- 2010! Tutto pronto ma niente soldi. Perciò al prorendola, successivamente con la costruzione di getto esecutivo fatto dalla Provincia che prevede
una bretella nuova sarebbe congiunta alla strada un allargamento fino a 6 metri più marciapiede
esistente in fondo alla via Grumello e proseguire del primo tratto della strada Provinciale 51, non
sino ad incontrare ancora la provinciale 51 ma sappiamo quando seguirà l’effettiva apertura del
all’inizio del paese praticamente vicino all’ospe- cantiere”. Nel Piano Opere Pubbliche della Prodale. Questo permetteva un percorso più veloce e vincia il progetto è però inserito per il 2009-2010:
senza intralci per la viabilità verso l’ospedale e “Così dovevano andare le cose, vedremo”. E di
al contempo la salvaguardia della tranquillità e questa bella strada lunga e completa che stiamo
della sicurezza sacrosanta per i cittadini del cen- osservando sulla cartina che ne sarà? “Non esitro storico” . Bel progetto, che fine ha fatto? “E’ ste nemmeno il progetto esecutivo, rimane quel
rimasto nel cassetto. Nel frattempo la Provincia famoso progetto di massima realizzato dalla ex
in accordo con il comune di Villa d’Ogna ha ini- Comunità Montana che per il momento è un bel
ziato la progettazione del primo tratto (per una sogno. Speriamo diventi presto realtà almeno
questione di fondi) primo tratto che inizia sem- l’allargamento della strada. Ma non dipende purpre dallo stesso punto di partenza (da qualche troppo dall’amministrazione di Piario”.
(En.Ba.) Nel pronunciare la
parola GAEN, le prime tre cose
che vengono in mente sono: il
rifugio, poi Renato e Maria. Al
Gruppo Alpinistico Escursionistico Nossese aderiscono i nossesi amanti della montagna; la
loro “tana” è il bivacco-rifugio
GAEN, situato sul monte Belloro in territorio di Premolo.
Il Gruppo è stato fondato nel
1970 (ricorre difatti il 40° di
fondazione) da una decina di
amici che principalmente praticavano l’arrampicata, e a cui
si sono uniti degli escursionisti.
Da 39 anni, Renato Rocca è il
Presidente. “Avevamo tutti una
trentina d’anni - ricorda Rocca
- e le iscrizioni aumentavano
sempre più. Facevamo gite impegnative perché già conoscevamo la montagna, avevamo
scalato il Cervino e il Bianco,
per esempio”. In quel periodo
c’era pure una sezione speleo:
“Ma è rimasta poco, perché è
diventata Gruppo Speleologico
Val Seriana”. Gite di un certo
livello dunque, ma al GAEN
sarebbe piaciuto portare i bambini sui monti: “Abbiamo quindi deciso di organizzare delle
camminate per i più piccoli, accompagnati da genitori, nonni
o conoscenti: eravamo in tanti
e potevamo seguire i bambini
quasi uno a uno”. Il sodalizio
ha quindi preso questa direzione, che lo contraddistingue tuttora, far scoprire la montagna ai
bambini: “A volte partecipavano fino a cento bambini”. Ma
agli inizi la montagna veniva
affrontata con tutto un altro spirito rispetto al presente: “Negli
anni 70-75 i ritrovi erano molto
belli, i giovani avevano un diverso approccio alla montagna.
Non potevano mancare i cori
e il bicchiere di vino, era una
montagna ancora pionieristica.
Tutti cantavano e ascoltavano,
adulti e fanciulli, un bel modo
di socializzare che ora è sparito”.
Il gruppo è giunto ad avere
qualcosa come 1.300 tessere,
“Considerando una media di
30 nuove persone all’anno”.
Restava solo da scegliere una
base: “Un luogo in cui trovarsi
e svolgere le iniziative legate
alla montagna, un rifugio insomma, tutto per noi”. Si era
indecisi sulla località, Premolo
o Gorno?: “L’ideale era costruirlo sotto le cime di Belloro,
all’inizio della Via Spada. Il
sindaco Carminati di Premolo ci diede il permesso, e noi
eravamo convinti di poterlo realizzare. Siamo partiti con una
struttura metallica, una specie
di penzana, che ci era stata offerta”. I lavori sono cominciati
nel 1980: “Eravamo affiatati
anche con i premolesi, nostri
grandi amici erano il Bepi e
l’Arturo, che hanno dato un
apporto non indifferente. In
quegli anni non c’era ancora
la strada, solo la mulattiera.
E nessuno col trattore era mai
salito fino in cima. Il Bepi ci
è riuscito. Caricava la ghiaia
frantoiata che in settimana realizzavano i pensionati. Il sabato
preparavamo le armature e la
domenica si gettava. La ghiaia
giungeva da una discarica di
miniera posta all’uscita del bosco di Belloro, verso la strada
per Corna Pisù. Avevamo portato su un frantoio a motore. In
settimana, i pensionati di Nossa
e Premolo preparavano 4-5 metri cubi di ghiaia franotiata. Il
Bepi saliva da quella zona dove
non c’era nulla, niente strada:
col trattore era un rischio. Noi
gli stavamo attorno per aiutarlo
in caso di difficoltà ma era più
che altro un aiuto psicologico,
lui sapeva che eravamo lì con
lui mentre faceva tutte quelle
manovre con il trattore carico.
Sono stati dei giorni bellissimi
di fatica, amicizia e canti. E
nel 1983, finalmente, il Rifugio
Gaen è stato inaugurato”. Originale il modo in cui veniva (e
viene) utilizzato: “I fine settimana a contatto con la natura,
giornate di avvicinamento alla
montagna. La domenica si faceva la passeggiata conoscitiva.
Araberara - 23 Luglio 2010
12
giungere i ragazzi di Premolo. Sono
dieci anni che io, mia moglie e qualche mamma, accompagniamo Nossa e
Premolo,”.
A quarant’anni di distanza dalla
fondazione, è ora di tirare le somme:
“Nel tempo le cose sono cambiate. È
difficile organizzare le escursioni, la
generazione è nuova e i ragazzi sono
restii a partecipare. Però il rifugio ci
è rimasto ed è lì che vogliamo continuare la nostra attività. L’idea di
avere un rifugio è indovinata, continuiamo a parlare con i bambini come
parlavamo un tempo, di fiori, piante e
natura, malgrado i bambini siano diventati un po’ sordi e i vecchi abbiano
perso un po’ il fiato per farsi capire,
e a volte arriva la malinconia”. Il
bivacco è nuovamente in scadenza:
“Già. Se ce lo concedono ancora,
cercheremo di andare avanti in questo
VILLA D’OGNA –angelo bosatelli: BUONA Collaborazione tra i Comuni sul sociale,
sulle energie alternative e sul turismo”
“Sull’Unione dell’Asta qualcuno è ancora titubante”
Attenzione al sociale,
progetti relativi al Patto dei
Sindaci, impegno sul fronte
Turismo sul Serio, dialogo
con i commercianti per il
Distretto del Commercio,
collaborazione tra i comuni
dell’Asta del Serio: il sindaco Angelo Bosatelli a tutto
campo racconta gli sviluppi
dell’attività amministrativa in questi settori: “Siamo
impegnati soprattutto nel
sociale, settore a cui diamo
la massima priorità. Ma
dispiace che la gente non
sappia quanto ci stiamo impegnando.
Ho più volte suggerito
alla Comunità Montana di
creare un opuscolo molto
semplice nel quale elencare
ogni servizio erogato, perlomeno nelle amministrazioni
che hanno delegato questo
ente, specificando di cosa si
tratta, il costo e i riferimenti. Tutto questo differen-
ziando, tra i servizi che le
amministrazioni comunali
sono obbligate a elargire, e
quelli che fanno senza avere
l’obbligo per legge. È importante in quanto la gente si
renderebbe conto dei servizi
e dei costi e capirebbe anche
ciò che le amministrazioni
fanno in più”.
Unione
dei
Comuni:
“Continuano in modo ottimale i rapporti con le amministrazioni dell’Asta del
Serio. Al di là dei colori
politici le problematiche ci
accomunano. Bisogna lavorare insieme per portare a
casa i risultati. Per quanto
riguarda il progetto unione
dei comuni, Villa d’Ogna è
pronta, stiamo attendendo
risposte da chi è ancora titubante”.
Ben avviato il discorso
Patto dei Sindaci: “C’è qualcuno che affida a terzi la
possibilità di redigere i do-
cumenti, noi ci avvaliamo “Ci crediamo tantissimo. È
invece del supporto della un’associazione alle prime
Provincia che è interamente armi ma con molta voglia di
gratuito. È la prima volta esprimersi, con persone che
che l’Unione Europea mette si adoperano gratuitamente
a disposizione i fondi per i per farla funzionare nell’incomuni in merito ad azioni teresse del nostro territorio.
rivolte a energie alNe va del futuro
ternative e rispardella valle, bisomio energetico. Il
gna lavorare sulla
progetto va redatto
mentalità
della
con cura, perché se
gente per mettere
l’UE lo approva c’è
in campo attivila possibilità di retà legate al turializzare importansmo”.
Distretto
ti interventi anche
del Commercio: “Il
nel nostro paese.
gruppo è formato
Angelo Bosatelli
Anche la centralida nove comuni:
na all’acquedotto, insieme Villa d’Ogna, Valbondione,
a Oltressenda e Piario, è un Gandellino, Valgoglio, Groesempio di un’iniziativa che mo, Ardesio, Oltressenda,
si potrebbe mettere all’in- Premolo e Oneta. Ci stiamo
terno dei progetti riferiti al credendo, Ascom e ConfeserPatto dei Sindaci”.
centi sono sedute al tavolo
Sempre a proposito di col- con noi insieme dal rapprelaborazione a livello territo- sentante di BCC Valseriariale, la nascita del gruppo na. Per rendere operativo il
turistico Turismo sul Serio: Distretto serve collaborare
ROVETTA – lavori d’emergenza alla palestra
Progetti bocciati? Ne parte uno solo
Eravamo quasi sempre su io e
mia moglie Maria. Se è 39 anni
che io sono presidente, lei è 39
anni che si occupa dei bambini
che frequentano il Gaen, e senza di lei probabilmente il Gaen
non ci sarebbe nemmeno stato.
Facevo conoscere la flora e la
vegetazione - Belloro offre una
varietà di flora notevole -, le
orme dello scoiattolo, la tana
del ghiro, e raccontavo la storia
del Corvo Battista”. Insomma,
il rifugio era una struttura utile, educativa, e assai frequentata: “Invitavamo i bambini di
Ponte Nossa lassù, classe per
classe, da marzo a giugno. E
quando venivano, riuscivamo
a convincerli a seguirci in altre
escursioni, anche fuori provincia. Imparavano i nomi dei fiori
e delle piante al bivacco, e la
domenica successiva li ritrovavano all’escursione. Qualcuno
ci ha seguito fino ai 18 anni. E
alcuni di loro, una volta adulti,
hanno ristrutturato la Bêita de
Sura. Già, sono ancora quei ragazzi del Gaen”. Andava tutto
a meraviglia. Naturalmente, le
uscite alpinistiche e le scalate
non erano più così frequenti:
“Abbiamo cambiato approccio
alla montagna, perché dovevamo essere sempre presenti con
i ragazzi”. Il bivacco sotto le
cime di Belloro è stato il primo
rifugio sorto in zona. La gestione è stata concessa per 20 anni:
“Alla scadenza, per avere un
ulteriore rinnovo, mi ero preso
personalmente l’impegno di ag-
senso, come abbiamo sempre fatto”,
cioè fornendo un servizio educativo
sul territorio per i ragazzi di Nossa
e Premolo, mantenendo attiva questa
realtà a cui le due comunità dovrebbero mostrare gratitudine. “Il bivacco
per noi è indispensabile, anche solo
per portare i ragazzi alla Festa della Montagna”. Questa festa ha ormai
una tradizione consolidata: “La seconda domenica di settembre, ogni anno,
organizziamo la Festa della Montagna al bivacco Gaen. Non è una festa
qualsiasi, è un po’ diversa dalle altre.
Iniziamo la giornata con due camminate non competitive a coppie. Un
percorso parte da Bratte (Premolo) e
l’altro da Grina (Gorno). Stabiliamo
noi un tempo , lo mettiamo in una busta, e vediamo chi si è avvicinato di
più, raffrontando il tempo di partenza
e di arrivo. A questa coppia spetta il
premio. Poi c’è la Messa, e il pranzo.
Nel pomeriggio iniziano i giochi con i
bambini e i ragazzi delle medie. Per i
bambini fino alla seconda elementare
sono giochi semplici. Dalla terza elementare alla terza media proponiamo
giochi attinenti alla conoscenza della
natura e della montagna”.
Ad oggi non si sa ancora quale sarà
il futuro del bivacco Gaen. Forse anche Renato e Maria dovranno arrendersi e “poggiare lo zaino a terra”. Ma,
mentre scrutano l’orizzonte in attesa
di notizie, non si perdono d’animo e
continuano a spendere il loro tempo
nel progetto iniziato quarant’anni fa,
sognando di portarlo avanti ancora
per un bel po’. E tutti noi dovremmo
essere loro grati per tutto quello che
hanno fatto e che vorrebbero continuare a fare.
LA SEGNALAZIONE
Piario “nuovo” contenitore
Un lettore ci invia
questa foto in Piazza
Roma con questo commento: “A Piario nuovo
sistema svizzero per rifiuti e ingombranti? Pulire, pagare… anche gli
amici. No televisori, no
giornali, no pitoch…”.
Cerete ALTO – INAUGURAZIONE IL 5 AGOSTO
16 pittori in Mostra
Una collettiva con 16 pittori a Cerete Alto
presso la ‘Cappella dell’Annunciata’ in P.zza
Martiri della Libertà. L’appuntamento è per
il 5 agosto, giorno dell’inaugurazione e l’organizzazione è affidata a Maria Brunereau,
pittrice, presentazione affidata al critico d’arte
Ugo Perugini che risiede a Cerete da anni. A
fare gli onori di casa il 5 agosto ci sarà il sindaco Adriana Ranza, Zaverio Oprandi della
Fondazione Ferri e altre personalità. Apertura
dal 5 al 17 agosto dalle 10 alle 12 e dalle 16,30
alle 21, venerdì 6 e domenica 8 agosto dalle
10 alle 12 e dalle 15 alle 23. “I sedici artisti
che espongono presso la Cappella Marinoni di
Cerete – spiega Perugini – provenienti da tutti
i continenti, affrontano, ognuno secondo le proprie sensibilità, questo cammino. Impervio ma
condotto sempre con entusiasmo, passione, sincerità, cuore. Una mostra piena di suggestioni
e sollecitazioni, da vedere e apprezzare”.
Gli artisti che espongono: Janja Arnolj,
Wally Bonafé, Maria Brunereau, Annunziata
Fiumi – Loosli, Ester Foglia, Freeman, Marina Kaminsky, Sonia Lovo, Jaime Lupercio,
Pinuccia Mazzocco, Cynthia Miranda, Anahi
Miranda – Mirza, Daniela Prost, Jeannette
Rutsche – Sperya, Thomas Ullbors, Esperanza Vergara.
13
(En.Ba.) Niente da fare a Rovetta: i due proget- siamo procedere col bando, credo che in autunno
ti per i quali si attendeva un finanziamento sono cominceremo”.
stati bocciati dalla Regione. Il primo prevedeva
Ma questa non è l’unica opera in procinto di
l’ampliamento servizi igienici del parco giochi partire. La palestra ha subito un dissesto che rene spogliatoi del campo di calcio di San Lorenzo. de necessari urgenti lavori di sistemazione, per
Il secondo la realizzazione nuovi marciapiedi, garantirne l’utilizzo e la sicurezza nel prossimo
l’eliminazione barriere architettoniche e la for- anno scolastico, per gli studenti e per le numemazione nuovi sottoservizi. E adesso?
rose società che la sfruttano: “A breve
“C’è poco da fare. I progetti erano
provvederemo al rifacimento del fondo
due, finanziabili al 50%, e andiamo a
della palestra di Rovetta con un costo
realizzarne uno solo con soldi nostri”,
di 100.000 euro.
chiarisce il sindaco Stefano Savoldelli.
Forse ci sarà una quota di finanQuale? “Quello relativo alla protezioziamento regionale. I lavori dovranno
ne dei pedoni e all’eliminazione delle
essere veloci, speriamo finiscano entro
barriere architettoniche. Mentre quello
ottobre. A settembre i ragazzi potranno
relativo al campo sportivo lo posticifare educazione fisica anche all’esterpiamo a quando avremo i soldi”. La Stefano Savoldelli no. Ma vogliamo ridurre al minimo il
messa in sicurezza dei pedoni interessa
disagio per le scuole e le associaziovia Montale e via Piave: “In via Montale a San ni”. Cosa è successo alla palestra? “Il fondo ha
Lorenzo facciamo un nuovo marciapiede, sulla subito un dissesto. I primi segnali li abbiamo avustrada che dalla rotonda del cimitero va verso il ti tempo fa, ma nell’ultimo anno è stata risconcentro. Poi operiamo in un tratto di via Piave, e trata un’accelerazione del fenomeno, infatti sono
facciamo piccoli altri interventi di abbattimento comparse gobbe e crepe”.
delle barriere architettoniche”. L’importo previFino al 31 luglio l’Atalanta resterà in ritiro a
sto è di circa 140.000 euro. La tempistica: “I soldi Rovetta: “Sta attirando tantissima gente, forse
li abbiamo, il progetto esecutivo è già pronto, vi- ancora di più degli altri anni, siamo molto consto che in Regione avevamo mandato quello. Pos- tenti”.
PARRE – INTERVISTA AL NUOVO PARROCO
Don Armando a Parre,
sulle orme di Don Pierino
Anna Carissoni
“Non so se è don Pierino che perseguita me o se
sono io che perseguito lui…”. Sorride don Armando
Carminati, rievocando i tempi – era fresco di ordinazione - in cui dovette andare a Gazzaniga a sostituire
don Pierino Bonanomi in partenza, anche allora, per
la Bolivia. Perché sarà infatti proprio lui a prendere,
dal prossimo settembre, il posto di Parroco di Parre
lasciato libero da don Bonanomi
il quale, come si sa, è tornato nella sua amata terra di missione, la
Bolivia, dov’era stato per 25 anni
prima di assumere la responsabilità
della Parrocchia.
Don Armando Giuseppe Carminati è attualmente Parroco di Selino, in Val Imagna. Nato a Serina
nel 1959 e ordinato sacerdote nel
1983, è stato dapprima vice-parroco a Gazzaniga, fino al 1988, e poi
anche lui è partito per la missione
in Bolivia, dov’è stato dal 1989 al
2000 anche con l’incarico di vicerettore del Seminario Arcivescovile di La Paz.
Quando torna dalla Bolivia e va
a Gazzaniga, don Armando, durante i funerali del Parroco locale, conosce don Erminio Brasi, altro sacerdote parrese, che dirige “Radio
Emmanuel” – chiamata più familiarmente “Radio E”
– una delle colonne dei mass-media della Diocesi
insieme a “Radio Alta”, “L’Eco di Bergamo” e “Bergamo tv”. Don Brasi, che non gode di ottima salute,
chiede a Don Armando di dargli una mano a condurre
l’emittente radiofonica. Una nuova avventura in cui
si tuffa con entusiasmo: per cinque anni dirige “Radio E”, portando anche in questa realtà una ventata di
dinamismo e di modernità, continuando però a privi-
legiarne l’aspetto contenutistico – informazione, certo, ma anche riflessione ed approfondimento dei temi
più scottanti dell’attualità, in continuità con l’indirizzo di Don Brasi - rispetto a quello del divertimento
e dello svago. Ma la cosa non trova probabilmente il
gradimento generale negli ambienti della Curia, dove
forse si è più propensi a concentrare ogni sforzo su
“Radio Alta” e sul quotidiano di gloriosa memoria. E
così con l’arrivo del nuovo Vescovo Mons. Francesco Beschi, - “Radio E” dipende
proprio dal Vescovo in persona
- complici forse anche alcuni problemi economici, arriva anche la
decisione di chiudere definitivamente l’emittente cui don Armando ha dedicato tanti sforzi e tante
energie.
Una delusione che viene tuttavia
metabolizzata rapidamente, perché
don Armando non è di quelle persone che stanno a rimuginare sul
passato. “Del resto – commenta la situazione dei mass-media della
Diocesi mi appare sempre più in
uno stato di stallo, per non dire
di paralisi. Siamo tutti in attesa
delle decisioni del nuovo Vescovo, ma non è una novità che, se
‘L’Eco’ piange, le altre realtà della comunicazione
di proprietà della Diocesi non ridono neanche loro…
Tuttavia, per ora, non ci resta che aspettare, con la
speranza che le cose si mettano sul binario giusto”.
A Selino, paese che conta circa 600 abitanti, don
Armando è parroco da 10 anni ed è molto amato
dalla sua comunità, nella quale svolge una pastorale
molto vivace e mirata, dai bambini ai giovani, dagli
adulti agli anziani. Chi lo conosce sottolinea anche
la sua capacità innovativa, la sua estrema cura per la
segue a pag. 50
con i commercianti valutando proposte e iniziative
e formulare pacchetti per
dare un biglietto da visita
del nostro territorio. Per ora
è arrivato il 50% del finanziamento.
L’accordo con i commercianti beneficiari del contributo regionale, verseranno
il 5% nel bilancio del Distretto del Commercio, e anche la banca BCC dà il suo
contributo.
Il Comunale di Villa
d’Ogna è uno fra quelli finanziati. L’intenzione del
comune è di mettere a disposizione il 5% dei contributi
al distretto, e con l’altro 95%
potenzieremo da una parte il
servizio di videosorveglianza e dall’altra metteremo
delle risorse a disposizione
di iniziative concordate con
i nostri commercianti. L’entità economica che la giunta
ha ipotizzato di mettere sul
piatto per i commercianti si
potrebbe aggirare fra i 15
e i 20 mila euro. Con questi soldi ci siamo posti una
domanda: è opportuno dare
una mano economica ai nostri commercianti? E’ meglio
incentivare nuove aperture?
Facciamo iniziative nel paese dove facciamo risaltare i
nostri prodotti?
Nessuno ha in tasca la
scelta che accontenta tutti, ma ritengo che la cosa
importante sia quella di
coinvolgere gli stessi commercianti e di rendere anche loro attori principali.
Anche la sicurezza per la
Lega Nord è una priorità,
così come i servizi sociali.
I costi per un servizio di
vigilanza ben strutturato,
24 ore su 24, sono enormi e
improponibili; il servizio di
videosorveglianza, secondo
noi ci potrà dare una mano
sotto questo aspetto”.
AltaValle Seriana
AltaValle Seriana
Araberara - 23 Luglio 2010
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