Piario – IL SINDACO PIETRO VISINI PONTE NOSSA Villa d’Ogna-Piario: “Il progetto c’è, Il Gaen, tana dei Nossesi le promesse anche, mancano... i soldi ” (Ci-Ba) Anche a Piario è arrivata l’estate. parte bisogna ben iniziare) mettendo in sicurezza Ce se ne accorge da tante cose, il clima, il ver- ed allargando un tratto che arriva a malapena de rigoglioso, le case dei pochi villeggianti che a circa 150 m dopo il cimitero di Villa … Nella socchiudono le finestre. Ma anche dalle sirene conferenza dei servizi della Provincia ho appreso delle autoambulanze. In aumento. L’Ospedale di come novità assoluta e (sinceramente poco gradiGroppino, accoglie d’estate anche i malcapitati ta) che la strada nemmeno sarebbe arrivata ai “forestieri” che si trovano in difficoltà fisiche. Da confini di Piario!”. Immagino tu sia intervenuto: tutta l’alta valle ovviamente, “Certamente ho fatto presene sono tanti. La strada invete che data l’esiguità della ce rimane quella. Specie nel cifra a disposizione 550.000 tratto che collega Piario a euro, (nei programmi ma con Villa d’Ogna. Recentemente alcuni problemi di disponiun pullman e un’auto sono ribilità immediata), non avrei masti incastrati nel tratto che potuto accettare un progetmisura solo 4,2 metri in prosto ridimensionato che alla simità del confine fra Piario fine non risolvesse almeno e Villa. In quell’occasione il problema della pericolosa l’autoambulanza che correva strettoia di cui ho precedenverso il nosocomio ha dovuto temente accennato. Se passi fare marcia indietro e passare troverai appesa alle rete di dall’entrata per Piario in cima a Senda. un giardino una lunga collana di specÈ andata bene perché non era un’emerchietti di auto a ricordo di incontri ravgenza e non c’erano vetture dietro la vicinati poco piacevoli”. Quindi? “Ho stessa autolettiga, ma rimane l’urgenza chiesto che venisse inserito la zona di allargare una strada che serve un osped’intervento verso Piario. Non mi imdale. Urgenza si fa per dire, sono anni porta da dove partano, ma che partano e anni che se ne parla ma a che punto e che risolvano le criticità, non potevo siamo? Lo abbiamo chiesto al Sindaco certo starmene zitto”. Che risultato hai di Piario Pietro Visini che ci accoglie ottenuto? “Si è fatta quindi una nuova Pietro Visini nel suo ufficio davanti ad una conferenza di servizio alla “vecchia” cartina. La “possipresenza dei progettisti, del bile” strada alternativa e gli responsabile del procedimenallargamenti sono tutti lì, ben to e del il sindaco di Villa Bodisegnati, ma restano tristesatelli in questa riunione si è mente solo sulla carta: “La deciso di allargare la strettoComunità Montana, quella ia con i soldi del ribasso…”. prima dell’unificazione per In che periodo siamo a questo capirci, aveva fatto un propunto? getto che partiva dal vecchio “Circa 8 mesi fa, una pridistributore in fondo alla ma conferenza si tenne verso strada di Senda passando la metà di dicembre 2009 e la poi per la provinciale n° 51 , seconda verso fine gennaio arrivando all’ incrocio con a Via Bergamo percor- 2010! Tutto pronto ma niente soldi. Perciò al prorendola, successivamente con la costruzione di getto esecutivo fatto dalla Provincia che prevede una bretella nuova sarebbe congiunta alla strada un allargamento fino a 6 metri più marciapiede esistente in fondo alla via Grumello e proseguire del primo tratto della strada Provinciale 51, non sino ad incontrare ancora la provinciale 51 ma sappiamo quando seguirà l’effettiva apertura del all’inizio del paese praticamente vicino all’ospe- cantiere”. Nel Piano Opere Pubbliche della Prodale. Questo permetteva un percorso più veloce e vincia il progetto è però inserito per il 2009-2010: senza intralci per la viabilità verso l’ospedale e “Così dovevano andare le cose, vedremo”. E di al contempo la salvaguardia della tranquillità e questa bella strada lunga e completa che stiamo della sicurezza sacrosanta per i cittadini del cen- osservando sulla cartina che ne sarà? “Non esitro storico” . Bel progetto, che fine ha fatto? “E’ ste nemmeno il progetto esecutivo, rimane quel rimasto nel cassetto. Nel frattempo la Provincia famoso progetto di massima realizzato dalla ex in accordo con il comune di Villa d’Ogna ha ini- Comunità Montana che per il momento è un bel ziato la progettazione del primo tratto (per una sogno. Speriamo diventi presto realtà almeno questione di fondi) primo tratto che inizia sem- l’allargamento della strada. Ma non dipende purpre dallo stesso punto di partenza (da qualche troppo dall’amministrazione di Piario”. (En.Ba.) Nel pronunciare la parola GAEN, le prime tre cose che vengono in mente sono: il rifugio, poi Renato e Maria. Al Gruppo Alpinistico Escursionistico Nossese aderiscono i nossesi amanti della montagna; la loro “tana” è il bivacco-rifugio GAEN, situato sul monte Belloro in territorio di Premolo. Il Gruppo è stato fondato nel 1970 (ricorre difatti il 40° di fondazione) da una decina di amici che principalmente praticavano l’arrampicata, e a cui si sono uniti degli escursionisti. Da 39 anni, Renato Rocca è il Presidente. “Avevamo tutti una trentina d’anni - ricorda Rocca - e le iscrizioni aumentavano sempre più. Facevamo gite impegnative perché già conoscevamo la montagna, avevamo scalato il Cervino e il Bianco, per esempio”. In quel periodo c’era pure una sezione speleo: “Ma è rimasta poco, perché è diventata Gruppo Speleologico Val Seriana”. Gite di un certo livello dunque, ma al GAEN sarebbe piaciuto portare i bambini sui monti: “Abbiamo quindi deciso di organizzare delle camminate per i più piccoli, accompagnati da genitori, nonni o conoscenti: eravamo in tanti e potevamo seguire i bambini quasi uno a uno”. Il sodalizio ha quindi preso questa direzione, che lo contraddistingue tuttora, far scoprire la montagna ai bambini: “A volte partecipavano fino a cento bambini”. Ma agli inizi la montagna veniva affrontata con tutto un altro spirito rispetto al presente: “Negli anni 70-75 i ritrovi erano molto belli, i giovani avevano un diverso approccio alla montagna. Non potevano mancare i cori e il bicchiere di vino, era una montagna ancora pionieristica. Tutti cantavano e ascoltavano, adulti e fanciulli, un bel modo di socializzare che ora è sparito”. Il gruppo è giunto ad avere qualcosa come 1.300 tessere, “Considerando una media di 30 nuove persone all’anno”. Restava solo da scegliere una base: “Un luogo in cui trovarsi e svolgere le iniziative legate alla montagna, un rifugio insomma, tutto per noi”. Si era indecisi sulla località, Premolo o Gorno?: “L’ideale era costruirlo sotto le cime di Belloro, all’inizio della Via Spada. Il sindaco Carminati di Premolo ci diede il permesso, e noi eravamo convinti di poterlo realizzare. Siamo partiti con una struttura metallica, una specie di penzana, che ci era stata offerta”. I lavori sono cominciati nel 1980: “Eravamo affiatati anche con i premolesi, nostri grandi amici erano il Bepi e l’Arturo, che hanno dato un apporto non indifferente. In quegli anni non c’era ancora la strada, solo la mulattiera. E nessuno col trattore era mai salito fino in cima. Il Bepi ci è riuscito. Caricava la ghiaia frantoiata che in settimana realizzavano i pensionati. Il sabato preparavamo le armature e la domenica si gettava. La ghiaia giungeva da una discarica di miniera posta all’uscita del bosco di Belloro, verso la strada per Corna Pisù. Avevamo portato su un frantoio a motore. In settimana, i pensionati di Nossa e Premolo preparavano 4-5 metri cubi di ghiaia franotiata. Il Bepi saliva da quella zona dove non c’era nulla, niente strada: col trattore era un rischio. Noi gli stavamo attorno per aiutarlo in caso di difficoltà ma era più che altro un aiuto psicologico, lui sapeva che eravamo lì con lui mentre faceva tutte quelle manovre con il trattore carico. Sono stati dei giorni bellissimi di fatica, amicizia e canti. E nel 1983, finalmente, il Rifugio Gaen è stato inaugurato”. Originale il modo in cui veniva (e viene) utilizzato: “I fine settimana a contatto con la natura, giornate di avvicinamento alla montagna. La domenica si faceva la passeggiata conoscitiva. Araberara - 23 Luglio 2010 12 giungere i ragazzi di Premolo. Sono dieci anni che io, mia moglie e qualche mamma, accompagniamo Nossa e Premolo,”. A quarant’anni di distanza dalla fondazione, è ora di tirare le somme: “Nel tempo le cose sono cambiate. È difficile organizzare le escursioni, la generazione è nuova e i ragazzi sono restii a partecipare. Però il rifugio ci è rimasto ed è lì che vogliamo continuare la nostra attività. L’idea di avere un rifugio è indovinata, continuiamo a parlare con i bambini come parlavamo un tempo, di fiori, piante e natura, malgrado i bambini siano diventati un po’ sordi e i vecchi abbiano perso un po’ il fiato per farsi capire, e a volte arriva la malinconia”. Il bivacco è nuovamente in scadenza: “Già. Se ce lo concedono ancora, cercheremo di andare avanti in questo VILLA D’OGNA –angelo bosatelli: BUONA Collaborazione tra i Comuni sul sociale, sulle energie alternative e sul turismo” “Sull’Unione dell’Asta qualcuno è ancora titubante” Attenzione al sociale, progetti relativi al Patto dei Sindaci, impegno sul fronte Turismo sul Serio, dialogo con i commercianti per il Distretto del Commercio, collaborazione tra i comuni dell’Asta del Serio: il sindaco Angelo Bosatelli a tutto campo racconta gli sviluppi dell’attività amministrativa in questi settori: “Siamo impegnati soprattutto nel sociale, settore a cui diamo la massima priorità. Ma dispiace che la gente non sappia quanto ci stiamo impegnando. Ho più volte suggerito alla Comunità Montana di creare un opuscolo molto semplice nel quale elencare ogni servizio erogato, perlomeno nelle amministrazioni che hanno delegato questo ente, specificando di cosa si tratta, il costo e i riferimenti. Tutto questo differen- ziando, tra i servizi che le amministrazioni comunali sono obbligate a elargire, e quelli che fanno senza avere l’obbligo per legge. È importante in quanto la gente si renderebbe conto dei servizi e dei costi e capirebbe anche ciò che le amministrazioni fanno in più”. Unione dei Comuni: “Continuano in modo ottimale i rapporti con le amministrazioni dell’Asta del Serio. Al di là dei colori politici le problematiche ci accomunano. Bisogna lavorare insieme per portare a casa i risultati. Per quanto riguarda il progetto unione dei comuni, Villa d’Ogna è pronta, stiamo attendendo risposte da chi è ancora titubante”. Ben avviato il discorso Patto dei Sindaci: “C’è qualcuno che affida a terzi la possibilità di redigere i do- cumenti, noi ci avvaliamo “Ci crediamo tantissimo. È invece del supporto della un’associazione alle prime Provincia che è interamente armi ma con molta voglia di gratuito. È la prima volta esprimersi, con persone che che l’Unione Europea mette si adoperano gratuitamente a disposizione i fondi per i per farla funzionare nell’incomuni in merito ad azioni teresse del nostro territorio. rivolte a energie alNe va del futuro ternative e rispardella valle, bisomio energetico. Il gna lavorare sulla progetto va redatto mentalità della con cura, perché se gente per mettere l’UE lo approva c’è in campo attivila possibilità di retà legate al turializzare importansmo”. Distretto ti interventi anche del Commercio: “Il nel nostro paese. gruppo è formato Angelo Bosatelli Anche la centralida nove comuni: na all’acquedotto, insieme Villa d’Ogna, Valbondione, a Oltressenda e Piario, è un Gandellino, Valgoglio, Groesempio di un’iniziativa che mo, Ardesio, Oltressenda, si potrebbe mettere all’in- Premolo e Oneta. Ci stiamo terno dei progetti riferiti al credendo, Ascom e ConfeserPatto dei Sindaci”. centi sono sedute al tavolo Sempre a proposito di col- con noi insieme dal rapprelaborazione a livello territo- sentante di BCC Valseriariale, la nascita del gruppo na. Per rendere operativo il turistico Turismo sul Serio: Distretto serve collaborare ROVETTA – lavori d’emergenza alla palestra Progetti bocciati? Ne parte uno solo Eravamo quasi sempre su io e mia moglie Maria. Se è 39 anni che io sono presidente, lei è 39 anni che si occupa dei bambini che frequentano il Gaen, e senza di lei probabilmente il Gaen non ci sarebbe nemmeno stato. Facevo conoscere la flora e la vegetazione - Belloro offre una varietà di flora notevole -, le orme dello scoiattolo, la tana del ghiro, e raccontavo la storia del Corvo Battista”. Insomma, il rifugio era una struttura utile, educativa, e assai frequentata: “Invitavamo i bambini di Ponte Nossa lassù, classe per classe, da marzo a giugno. E quando venivano, riuscivamo a convincerli a seguirci in altre escursioni, anche fuori provincia. Imparavano i nomi dei fiori e delle piante al bivacco, e la domenica successiva li ritrovavano all’escursione. Qualcuno ci ha seguito fino ai 18 anni. E alcuni di loro, una volta adulti, hanno ristrutturato la Bêita de Sura. Già, sono ancora quei ragazzi del Gaen”. Andava tutto a meraviglia. Naturalmente, le uscite alpinistiche e le scalate non erano più così frequenti: “Abbiamo cambiato approccio alla montagna, perché dovevamo essere sempre presenti con i ragazzi”. Il bivacco sotto le cime di Belloro è stato il primo rifugio sorto in zona. La gestione è stata concessa per 20 anni: “Alla scadenza, per avere un ulteriore rinnovo, mi ero preso personalmente l’impegno di ag- senso, come abbiamo sempre fatto”, cioè fornendo un servizio educativo sul territorio per i ragazzi di Nossa e Premolo, mantenendo attiva questa realtà a cui le due comunità dovrebbero mostrare gratitudine. “Il bivacco per noi è indispensabile, anche solo per portare i ragazzi alla Festa della Montagna”. Questa festa ha ormai una tradizione consolidata: “La seconda domenica di settembre, ogni anno, organizziamo la Festa della Montagna al bivacco Gaen. Non è una festa qualsiasi, è un po’ diversa dalle altre. Iniziamo la giornata con due camminate non competitive a coppie. Un percorso parte da Bratte (Premolo) e l’altro da Grina (Gorno). Stabiliamo noi un tempo , lo mettiamo in una busta, e vediamo chi si è avvicinato di più, raffrontando il tempo di partenza e di arrivo. A questa coppia spetta il premio. Poi c’è la Messa, e il pranzo. Nel pomeriggio iniziano i giochi con i bambini e i ragazzi delle medie. Per i bambini fino alla seconda elementare sono giochi semplici. Dalla terza elementare alla terza media proponiamo giochi attinenti alla conoscenza della natura e della montagna”. Ad oggi non si sa ancora quale sarà il futuro del bivacco Gaen. Forse anche Renato e Maria dovranno arrendersi e “poggiare lo zaino a terra”. Ma, mentre scrutano l’orizzonte in attesa di notizie, non si perdono d’animo e continuano a spendere il loro tempo nel progetto iniziato quarant’anni fa, sognando di portarlo avanti ancora per un bel po’. E tutti noi dovremmo essere loro grati per tutto quello che hanno fatto e che vorrebbero continuare a fare. LA SEGNALAZIONE Piario “nuovo” contenitore Un lettore ci invia questa foto in Piazza Roma con questo commento: “A Piario nuovo sistema svizzero per rifiuti e ingombranti? Pulire, pagare… anche gli amici. No televisori, no giornali, no pitoch…”. Cerete ALTO – INAUGURAZIONE IL 5 AGOSTO 16 pittori in Mostra Una collettiva con 16 pittori a Cerete Alto presso la ‘Cappella dell’Annunciata’ in P.zza Martiri della Libertà. L’appuntamento è per il 5 agosto, giorno dell’inaugurazione e l’organizzazione è affidata a Maria Brunereau, pittrice, presentazione affidata al critico d’arte Ugo Perugini che risiede a Cerete da anni. A fare gli onori di casa il 5 agosto ci sarà il sindaco Adriana Ranza, Zaverio Oprandi della Fondazione Ferri e altre personalità. Apertura dal 5 al 17 agosto dalle 10 alle 12 e dalle 16,30 alle 21, venerdì 6 e domenica 8 agosto dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 23. “I sedici artisti che espongono presso la Cappella Marinoni di Cerete – spiega Perugini – provenienti da tutti i continenti, affrontano, ognuno secondo le proprie sensibilità, questo cammino. Impervio ma condotto sempre con entusiasmo, passione, sincerità, cuore. Una mostra piena di suggestioni e sollecitazioni, da vedere e apprezzare”. Gli artisti che espongono: Janja Arnolj, Wally Bonafé, Maria Brunereau, Annunziata Fiumi – Loosli, Ester Foglia, Freeman, Marina Kaminsky, Sonia Lovo, Jaime Lupercio, Pinuccia Mazzocco, Cynthia Miranda, Anahi Miranda – Mirza, Daniela Prost, Jeannette Rutsche – Sperya, Thomas Ullbors, Esperanza Vergara. 13 (En.Ba.) Niente da fare a Rovetta: i due proget- siamo procedere col bando, credo che in autunno ti per i quali si attendeva un finanziamento sono cominceremo”. stati bocciati dalla Regione. Il primo prevedeva Ma questa non è l’unica opera in procinto di l’ampliamento servizi igienici del parco giochi partire. La palestra ha subito un dissesto che rene spogliatoi del campo di calcio di San Lorenzo. de necessari urgenti lavori di sistemazione, per Il secondo la realizzazione nuovi marciapiedi, garantirne l’utilizzo e la sicurezza nel prossimo l’eliminazione barriere architettoniche e la for- anno scolastico, per gli studenti e per le numemazione nuovi sottoservizi. E adesso? rose società che la sfruttano: “A breve “C’è poco da fare. I progetti erano provvederemo al rifacimento del fondo due, finanziabili al 50%, e andiamo a della palestra di Rovetta con un costo realizzarne uno solo con soldi nostri”, di 100.000 euro. chiarisce il sindaco Stefano Savoldelli. Forse ci sarà una quota di finanQuale? “Quello relativo alla protezioziamento regionale. I lavori dovranno ne dei pedoni e all’eliminazione delle essere veloci, speriamo finiscano entro barriere architettoniche. Mentre quello ottobre. A settembre i ragazzi potranno relativo al campo sportivo lo posticifare educazione fisica anche all’esterpiamo a quando avremo i soldi”. La Stefano Savoldelli no. Ma vogliamo ridurre al minimo il messa in sicurezza dei pedoni interessa disagio per le scuole e le associaziovia Montale e via Piave: “In via Montale a San ni”. Cosa è successo alla palestra? “Il fondo ha Lorenzo facciamo un nuovo marciapiede, sulla subito un dissesto. I primi segnali li abbiamo avustrada che dalla rotonda del cimitero va verso il ti tempo fa, ma nell’ultimo anno è stata risconcentro. Poi operiamo in un tratto di via Piave, e trata un’accelerazione del fenomeno, infatti sono facciamo piccoli altri interventi di abbattimento comparse gobbe e crepe”. delle barriere architettoniche”. L’importo previFino al 31 luglio l’Atalanta resterà in ritiro a sto è di circa 140.000 euro. La tempistica: “I soldi Rovetta: “Sta attirando tantissima gente, forse li abbiamo, il progetto esecutivo è già pronto, vi- ancora di più degli altri anni, siamo molto consto che in Regione avevamo mandato quello. Pos- tenti”. PARRE – INTERVISTA AL NUOVO PARROCO Don Armando a Parre, sulle orme di Don Pierino Anna Carissoni “Non so se è don Pierino che perseguita me o se sono io che perseguito lui…”. Sorride don Armando Carminati, rievocando i tempi – era fresco di ordinazione - in cui dovette andare a Gazzaniga a sostituire don Pierino Bonanomi in partenza, anche allora, per la Bolivia. Perché sarà infatti proprio lui a prendere, dal prossimo settembre, il posto di Parroco di Parre lasciato libero da don Bonanomi il quale, come si sa, è tornato nella sua amata terra di missione, la Bolivia, dov’era stato per 25 anni prima di assumere la responsabilità della Parrocchia. Don Armando Giuseppe Carminati è attualmente Parroco di Selino, in Val Imagna. Nato a Serina nel 1959 e ordinato sacerdote nel 1983, è stato dapprima vice-parroco a Gazzaniga, fino al 1988, e poi anche lui è partito per la missione in Bolivia, dov’è stato dal 1989 al 2000 anche con l’incarico di vicerettore del Seminario Arcivescovile di La Paz. Quando torna dalla Bolivia e va a Gazzaniga, don Armando, durante i funerali del Parroco locale, conosce don Erminio Brasi, altro sacerdote parrese, che dirige “Radio Emmanuel” – chiamata più familiarmente “Radio E” – una delle colonne dei mass-media della Diocesi insieme a “Radio Alta”, “L’Eco di Bergamo” e “Bergamo tv”. Don Brasi, che non gode di ottima salute, chiede a Don Armando di dargli una mano a condurre l’emittente radiofonica. Una nuova avventura in cui si tuffa con entusiasmo: per cinque anni dirige “Radio E”, portando anche in questa realtà una ventata di dinamismo e di modernità, continuando però a privi- legiarne l’aspetto contenutistico – informazione, certo, ma anche riflessione ed approfondimento dei temi più scottanti dell’attualità, in continuità con l’indirizzo di Don Brasi - rispetto a quello del divertimento e dello svago. Ma la cosa non trova probabilmente il gradimento generale negli ambienti della Curia, dove forse si è più propensi a concentrare ogni sforzo su “Radio Alta” e sul quotidiano di gloriosa memoria. E così con l’arrivo del nuovo Vescovo Mons. Francesco Beschi, - “Radio E” dipende proprio dal Vescovo in persona - complici forse anche alcuni problemi economici, arriva anche la decisione di chiudere definitivamente l’emittente cui don Armando ha dedicato tanti sforzi e tante energie. Una delusione che viene tuttavia metabolizzata rapidamente, perché don Armando non è di quelle persone che stanno a rimuginare sul passato. “Del resto – commenta la situazione dei mass-media della Diocesi mi appare sempre più in uno stato di stallo, per non dire di paralisi. Siamo tutti in attesa delle decisioni del nuovo Vescovo, ma non è una novità che, se ‘L’Eco’ piange, le altre realtà della comunicazione di proprietà della Diocesi non ridono neanche loro… Tuttavia, per ora, non ci resta che aspettare, con la speranza che le cose si mettano sul binario giusto”. A Selino, paese che conta circa 600 abitanti, don Armando è parroco da 10 anni ed è molto amato dalla sua comunità, nella quale svolge una pastorale molto vivace e mirata, dai bambini ai giovani, dagli adulti agli anziani. Chi lo conosce sottolinea anche la sua capacità innovativa, la sua estrema cura per la segue a pag. 50 con i commercianti valutando proposte e iniziative e formulare pacchetti per dare un biglietto da visita del nostro territorio. Per ora è arrivato il 50% del finanziamento. L’accordo con i commercianti beneficiari del contributo regionale, verseranno il 5% nel bilancio del Distretto del Commercio, e anche la banca BCC dà il suo contributo. Il Comunale di Villa d’Ogna è uno fra quelli finanziati. L’intenzione del comune è di mettere a disposizione il 5% dei contributi al distretto, e con l’altro 95% potenzieremo da una parte il servizio di videosorveglianza e dall’altra metteremo delle risorse a disposizione di iniziative concordate con i nostri commercianti. L’entità economica che la giunta ha ipotizzato di mettere sul piatto per i commercianti si potrebbe aggirare fra i 15 e i 20 mila euro. Con questi soldi ci siamo posti una domanda: è opportuno dare una mano economica ai nostri commercianti? E’ meglio incentivare nuove aperture? Facciamo iniziative nel paese dove facciamo risaltare i nostri prodotti? Nessuno ha in tasca la scelta che accontenta tutti, ma ritengo che la cosa importante sia quella di coinvolgere gli stessi commercianti e di rendere anche loro attori principali. Anche la sicurezza per la Lega Nord è una priorità, così come i servizi sociali. I costi per un servizio di vigilanza ben strutturato, 24 ore su 24, sono enormi e improponibili; il servizio di videosorveglianza, secondo noi ci potrà dare una mano sotto questo aspetto”. AltaValle Seriana AltaValle Seriana Araberara - 23 Luglio 2010