B. P. R.
Bollettino della Provincia Romana C. Ss. R.
Anno 58. Nuova serie, n. 6 – 15 giugno 2013
Pagina 2 [82[___________________________________________________GOVERNO PROVINCIALE
LETTERA DI MONS. LOPPA
AL P. PROVINCIALE
GOVERNO PROVINCIALE____________________________________________________pagina 3 [83]
LETTERA DEL P. PROVINCIALE
AL VESCOVO DI ANAGNI
Prot. 09.13
S.E. Rev.ma
Mons. Lorenzo Loppa
Vescovo di Anagni – Alatri
03012 ANAGNI (FR)
Eccellenza rev.ma
Dopo essermi incontrato con il Postulatore Generale della nostra
Congregazione del Ss. Redentore p. Antonio Marrazzo, e aver consultato il nostro
Consiglio Provinciale Straordinario, rispondo alla sua del 10 aprile nella quale mi
chiedeva che “sia ripreso in maniera decisa il cammino diocesano della causa di
beatificazione del Servo di Dio p. Francesco Pitocchi”.
Abbiamo apprezzato molto la sua iniziativa, alla quale rispondiamo
positivamente perché anche tra i confratelli della nostra Provincia romana la
memoria del P. Francesco è venerata, e il suo ricordo, a più di 90 anni dalla morte,
ancora abbastanza vivo. Pertanto con la presente le comunico che abbiamo deciso
di avviare le procedure preliminari tese alla raccolta di tutto il materiale esistente
che possa provare l’eroicità delle virtù del Servo di Dio, la continuità del culto, ed
eventuali grazie in seguito alla sua intercessione. A tale proposito ho già incaricato
un nostro padre, laureando in Storia della Chiesa, di verificare ed esaminare il
materiale esistente nei nostri archivi; nel contempo il P. Postulatore ricercherà
eventuale materiale raccolto dai suoi predecessori. Abbiamo anche provveduto a
stampare delle immaginette da distribuire nelle nostre chiese per ravvivarne la
memoria e suscitare il desiderio di una maggiore conoscenza del P. Francesco.
Spero di poterla quanto prima incontrare personalmente per poterci
confrontare sui passi successivi, soprattutto se si valuterà che esiste una buona base
di partenza per procedere.
La ringrazio di cuore per la sua attenzione verso questo nostro confratello,
gioioso testimone della Copiosa Redemptio e preghiamo perché venga annoverato
nel numero dei santi, a gloria di Dio fonte di ogni santità.
La saluto sentitamente e le chiedo di benedirci.
Roma, 31 maggio 2013
p. Giovanni Congiu
(Superiore Provinciale)
Pagina 4 [84]_________________________________________________________________PREDICAZIONE
LO STUDENTATO IN MISSIONE
Missione Popolare a Policastro Bussentino
Fr. Daniele Carta, CSsR
«Il mandato poi di evangelizzare i poveri, affidato alla Congregazione, abbraccia tutta la persona
umana che deve essere liberata e salvata. I congregati hanno il dovere di proclamare apertamente il
Vangelo, solidarizzare coi poveri, promuovere i loro diritti fondamentali alla giustizia e alla libertà,
usando tutti quei mezzi che sono insieme conformi al Vangelo ed efficaci» (Cost. 5)
Questa Costituzione fondamentale per la nostra famiglia religiosa racchiude la meravigliosa
esperienza della Missione Popolare che noi, come Studentato Redentorista, accompagnati dal prefetto p.
Antonio Donato, abbiamo vissuto a Policastro Bussentino (SA) nella settimana dal 3 al 10 Marzo 2013.
Policastro è una frazione del comune di Santa Marina e si affaccia sulla bellissima costa tirrenica.
Un paesino davvero accogliente che porta i segni di una lunga storia, testimoniati dal castello bizantino
che si trova in cima alla collina. È la seconda sede della diocesi di Teggiano-Policastro, della quale è
vescovo il nostro confratello redentorista, mons. Antonio De Luca.
Al di là delle bellezze naturali, vorrei sottolineare la bellezza che risplende negli abitanti di
Policastro, che della pesca e del turismo fanno la loro ragione di vita. Un cuore grande, espresso
nell’ampia accoglienza riservata a tutti noi, e un forte radicamento ai veri valori della vita, nonostante i
tanti problemi che ormai attanagliano tutta la nostra società.
La missione ha avuto inizio Domenica 24 febbraio e si è conclusa Domenica 10 Marzo con una
solenne celebrazione Eucaristica. Per motivi legati al nostro compito principale, cioè quello dello studio,
abbiamo potuto partecipare solo alla seconda settimana di missione: quanto basta per entrare in relazione
con la gente, con i giovani (ai quali abbiamo dedicato tutto il nostro tempo) e poter annunziare Gesù in
tutti i luoghi frequentati da questi ultimi.
Ad accoglierci i confratelli c’erano p. Gennaro Sorrentino (superiore della missione), p. Maurizio
Iannuario, p. Silvestro Lafasciano, p. Francesco Iaquino, p. Manlio Cirimele e il parroco don Antonino
Savino.
La missione popolare era rivolta all’unica comunità parrocchiale del paese, la Concattedrale di
Santa Maria Assunta. Ma nello stesso paese è presente anche una seconda chiesa (non parrocchia), San
Francesco da Paola, sede dell’oratorio del paese. Ogni mattina si celebrava la santa Messa sia nella
parrocchia che nella chiesa di San
Francesco, mentre il pomeriggio
sempre nelle due chiese era celebrato il
rito missionario. Al mattino durante la
prima settimana e parte della seconda,
i padri hanno fatto visita alle famiglie e
alle scuole: materna, elementare e
media. Un padre era sempre
disponibile in parrocchia per le
Confessioni e i colloqui spirituali.
Alla sera dopo cena, presso le
famiglie, differenti per ogni giorno, ci
si radunava per i Centri della Parola
dove insieme alla gente si commentava
la Sacra Scrittura e si condividevano le
diverse esperienze.
Nella
seconda
settimana
abbiamo vissuto diversi momenti forti
PREDICAZIONE__________________________________________________________________pagine 5 [85]
assieme alla comunità
parrocchiale: la celebrazione Eucaristica con
rinnovo delle promesse
matrimoniali che ha visto
una grande partecipazione delle famiglie; la
Celebrazione delle Cresime che ha coinvolto
una quarantina di giovani
provenienti anche da
altre parrocchie della
Diocesi; abbiamo anche
celebrato il rito della via
Crucis e la processione
Mariana con l’immagine
della
Madonna
del
Perpetuo Soccorso. Durante questa ultima manifestazione, in ricordo della Missione è stata benedetta una targa posta sotto cinque croci memoria di una
precedente missione predicata sempre da noi redentoristi.
Noi studenti abbiamo rivolto la nostra evangelizzazione soprattutto ai giovani attraverso vari
incontri e momenti di preghiera centrati sulla figura di san Pietro. Lentamente da semplici destinatari, i
giovani da noi conosciuti, sono diventati soggetti evangelizzatori della missione.
Come Gesù invade tutti gli ambienti della nostra vita, noi missionari non ci siamo limitati ad
attendere i giovani in chiesa… siamo andati a cercarli nei luoghi da loro più frequentati: i bar. i pub
presenti nella piccola frazione, la piazza, il lungo mare. Tanti giovani, con tanti abbandoni, hanno
raccontato di aver scoperto Gesù anche solo attraverso un nostro saluto o un nostro abbraccio e si sono
avvicinati al sacramento della Riconciliazione.
Oltre ai giovani, la nostra pastorale si è rivolta anche alle famiglie e agli anziani, ai malati. Nella
casa di riposo attigua alla cattedrale abbiamo celebrato il sacramento dell’Unzione degli infermi.
L’ultimo giorno, domenica 10 marzo, con la santa Messa in cattedrale abbiamo concluso la
missione popolare ma si è aperta la vera missione che vede ora tutta la comunità impegnata a continuare,
con l’energia vissuta in quei giorni,
l’evangelizzazione nei propri luoghi di
vita e nella parrocchia, come il parroco
ha sottolineato nel saluto rivolto a noi
missionari.
In conclusione posso dire con
convinzione che la missione ha avuto
un buon esito. Posso dire anche che
tutto ciò è stato possibile non solo
grazie ai missionari e alla disponibilità
della gente, ma soprattutto grazie a
Colui che tutto può, che ha fatto sentire
la sua presenza, il suo amore e il suo
affetto in ogni momento della missione.
Grazie, Signore. Grazie, Policastro.
Nelle foto di Elisa Malanga,
collaboratrice di In Cammino e di Telenova, sono ricordati alcuni momenti degli incontri con i giovani.
Pagina 6 [86]_________________________________________________________________PREDICAZIONE
MISSIONE A VILLAPUTZU
24 febbraio – 10 marzo 2013
Ciao, padre Max, ti invio l'articolo sulla missione popolare a Villaputzu.
Correggi, aggiungi, togli come meglio credi. Chiaramente non è possibile descrivere con un
articolo tutti i benefici che avete portato a ciascuno di noi; ma nel cuore di ognuno rimarrà indelebile la
traccia. E per dirla con Renato Zero, quelli trascorsi rimarranno "i migliori giorni della nostra vita".
Carla Corona.
All’annuncio del parroco dell’imminente Missione popolare a Villaputzu, (paese di circa cinquemila abitanti, in provincia di Cagliari, distante quattro chilometri da uno splendido mare), la comunità
ha cominciato i preparativi per dare la giusta e
calorosa accoglienza ai
sette Missionari Redentoristi che avrebbero “animato” i quindici giorni
della Missione.
Alla Messa di presentazione
sembravano
tutti “normali”, ma con il
procedere dei giorni, ne
abbiamo visto delle belle!
Ognuno di questi
sacerdoti è dotato di un
carisma particolare che ha
saputo mettere a frutto nei
vari incontri con la
comunità; chi si è
occupato dei bambini, che
senza alcun problema hanno partecipato all’incontro mattutino di “Buongiorno Gesù”; chi si è occupato
dei giovani, facendo breccia nei loro cuori non solo con la preghiera, ma anche con delle attività ricreative
che il buon Dio ha permesso accadessero senza essere pianificate; chi si è occupato degli anziani, degli
ammalati, delle famiglie; insomma si sono immersi nella comunità di Villaputzu portando il loro apporto
e supporto. Con le predicazioni in Chiesa e nei centri di ascolto nelle case, hanno approfondito le
principali verità della fede, ponendo l’accento sul senso del peccato e l’importanza della grazia, della
preghiera. Tutto questo finalizzato alla conversione del cuore, all’osservanza dei comandamenti e alla
perseveranza nella frequenza ai Sacramenti.
Ogni aspetto è stato curato nei minimi dettagli. Voglio ricordare la scenografia dell’Adorazione
Eucaristica che aveva come tema “Venite con Me, vi farò pescatori di uomini”; l’altare trasformato
sapientemente in una barca e Gesù al centro. Una forte emozione ancora mi pervade al solo ricordo!
Parlando con le persone che hanno incontrato i Missionari nelle varie occasioni, tutte, ma proprio tutte,
sono concordi nell’affermare che ognuno di loro ha portato una ventata di freschezza, una nuovo stimolo
a seguire Gesù, a pregare sia singolarmente che comunitariamente.
La comunità di Villaputzu, cari Missionari, vi è grata per l’amore che avete dimostrato nello
svolgere la vostra missione e spera di riavervi a breve in mezzo a loro
A te, padre Massimo, un personale grazie per le tue preziose parole e per le preghiere.
Carla Corona
PREDICAZIONE_________________________________________________________________pagine 7 [87]
Ciao Carla e ciao a tutti gli amici di Villaputzu.
Se per voi quelli della missione sono stati i migliori giorni della vostra vita, devo confessarvi che
pure per me sono stati tra i più belli e ricordevoli della vita missionaria..
La missione non è un qualcosa che si predica agli altri dove c’è il professore che sa già tutto della
sua materia. La missione è un evento spirituale dove Cristo è colui che dona gioia, luce, pace a tutti; ai
missionari come ai fedeli della Parrocchia che sono missionari anche loro.
Quindi la missione è stata per tutti noi motivo di gioia, di apprendimento, ecc. Ho ricevuto
io personalmente molta serenità da voi tutti.
I momenti in cui ho avuto questa serenità maggiore sono stati i centri di ascolto e la festa
conclusiva, sabato 9 marzo. Nei centri di ascolto ho potuto ammirare e godere del Cristo presente nelle
parole che ci siamo detti a vicenda, nella festa conclusiva, l’ho visto nella grande serenità che ho vissuto.
Ad un certo punto della serata nella sala quasi tutti cantavano e ballavano in un clima di fraternità
cristiana intensa. Io non so né ballare né cantare ma ciò che ballava e cantava in me era lo Spirito del
Cristo che tramite voi mi ha donato tanto.
Certo tramite voi, poiché se voi non aveste accolto la novità della missione in pieno anche noi
missionari non avremmo potuto vivere la pace e la gioia di Cristo.
Quindi grazie a te Carla e grazie a voi tutti fratelli e sorelle.
Postscriptum: Certamente è scontato che non posso dimenticare il Buon Giorno Gesù di P. Vito
e di Nicola (foto sotto), e tutta la gioia dei bambini prima di andare a scuola.
La missione è stata predicata da: p. Massimo Gimigliano, p. Salam Salim, p. Antonio Caboni, p.
Luciano Maloshek, p. Vito Lombardi, p. Antonio Cirulli e il giovane Nicola Pili
P. Massimo
Pagina 8 [88]_________________________________________________________________________CRONACA
ASSEMBLEE ZONALI 2013
I
l 28 maggio, in una sala di catechismo della parrocchia di San Gioacchino, si è riunita
l’assemblea dei Redentoristi delle comunità di Francavilla al Mare, Frosinone, Roma,
San Sperate e Scifelli. Per malattia o per impegni erano assenti i padri Biondi,
Gabriele, Orlandi, e i fratelli Pierluigi e Valentino.
Il programma della giornata prevedeva informazioni sul meeting di San Sperate
programmato da tempo per il mese di agosto; riflessioni sulla collaborazione con i laici e
sull’Anno della Promozione della Vocazione Missionaria Redentorista, indetto dal
Superiore generale p. Michael Brehl, con inizio il 1° agosto 2013 e chiusura il 9 novembre
2014. Ma l’argomento principale dell’incontro era Con i religiosi italiani per la nuova
evangelizzazione, affidato al p. Fidenzio Volpi ofm cap., Segretario Generale della CISM
(nella foto insieme al nostro Provinciale e allo studente Guardini).
Iniziamo questa giornata assembleare con la recita dell’Ora media, il cui testo è
stato preparato dal Superiore provinciale, p. Giovanni Congiu, e distribuito ai singoli
partecipanti.
Recitata la preghiera, si ascolta l’intervento, sentito e caloroso, di p. Fidenzio.
Prima di lasciarci per altri impegni, p. Volpi risponde ad alcune domande.
CRONACA___________________________________________________________________________pagine 9 [89]
Segue un breve intervallo. Si passa quindi all’argomento Religiosi e laici
redentoristi insieme: passato, presente e futuro, del quale p. Luciano Maloszek,
responsabile provinciale del settore, ha tracciato per scritto il titolo, il contenuto e la
suddivisione. Avendo ciascuno la copia del testo, tutti hanno potuto seguirne la trattazione.
Su questo tema, risulta molto impegnativa la frase scritta dallo stesso p. Luciano: “È
arrivata l’ora di istituire ufficialmente la figura e l’azione del MISSIONARIO LAICO DEL
SANTISSIMO REDENTORE. Qui il Provinciale ricorda il bel momento vissuto dalla
nostra Provincia a Cortona quando al convegno, “Ripensando la missione” (pp. 22-25 e
41-42 del BPR dell’anno in corso), hanno partecipato una trentina di persone.
Portando l’interesse sull’Anno della Promozione della Vocazione Missionaria
Redentorista, il p. Provinciale invita a interrogarci seriamente sull’argomento,
cominciando a chiederci quali siano state le nostre reazioni alla lettera del Generale.
Dopo l’intervallo, i padri Sulkowski e Lombardi informano l’assemblea sul meeting
di San Sperate: il lavoro svolto, l’organizzazione, le catechesi preparate, il numero dei
partecipanti (finora si parla di cinquecento presenze e probabilmente tutte le Province
d’Europa saranno rappresentate). Parteciperà il Superiore generale e almeno un
Consigliere generale. È stato composto anche l’inno, su parole di p. Silvestri. La
celebrazione della Messa di chiusura sarà presieduta dal vescovo di Cagliari. Tutto il paese
si sente coinvolto ed è disposto a impegnarsi attraverso gli infiniti rivoli di collaborazione.
Si sono offerti circa 300 volontari, con i quali sono stati formati il gruppo Cucina, il
Liturgico, il Logistico, quello delle attività pomeridiane ed altri. Anche l’Amministrazione
comunale ha sposato con entusiasmo l’evento.
Alle 12.15, concelebrazione. Alle 13, pranzo.
Nel pomeriggio il Provinciale presenta e consegna il terzo volume della storia della
congregazione; il volumetto Brevi profili biografici. I MARTIRI REDENTORISTI DI
CUENCA, tradotto dallo spagnolo da p. Giovanni Congiu e stampato a Ortacesus CA,
dalle Nuove Grafiche Puddu; e il fascicolo contenente Gli Statuti e le Priorità apostoliche
della Conferenza dei Redentoristi d’Europa, stampato dallo stesso p. Congiu.
Prima della chiusura il Provinciale ricorda anche l’interesse per la ripresa della
causa di beatificazione del nostro padre Francesco Pitocchi, alla quale è interessata
anche la Diocesi di Anagni e un gruppo di persone di Vico nel Lazio, paese natale di p.
Pitocchi. P. Marrazzo ha garantito che inizierà a valutare il materiale esistente nell’ufficio
della Postulazione dai tempi di p. Nicola Ferrante. P. Vincenzo La Mendola, che in un
primo tempo avrebbe dovuto scrivere la tesi di licenza su p. Francesco De Paola, la
comporrà su p. Pitocchi.
Come previsto, alle 17.30, con una preghiera e i saluti concludiamo
l’assemblea.
Il 4 giugno, a Bussolengo, si è avuta l’assemblea delle comunità di
Bussolengo e di Venezia. L’intervento di p. Volpi è stato seguito attraverso la
registrazione audio-video effettuata a San Gioacchino. Erano presenti tutti i padri, tranne
p. Felice, ammalato, e p. Luigi Cordioli. Vi ha partecipato anche p. Sergio Campara che
nei prossimi giorni rientrerà in Paraguay. I lavori si sono svolti con gli stessi tempi e
modalità dell’assemblea di Roma.
Pagina 10 [90]___________________________________________________________________NOTIZIARIO
A SCIFELLI PRESSO I PADRI REDENTORISTI
INCONTRO ECCLESIALE
I CONTENUTI FONDAMENTALI
DELLE QUATTRO COSTITUZIONI CONCILIARI
Per celebrare i cinquant’anni dall’apertura del
Concilio Vaticano II (11 ottobre1962), la Vicaria di Veroli –
Monte San Giovanni Campano – Boville Ernica ha
organizzato per tutti gli operatori pastorali della Vicaria
(Presbiteri, Religiosi, Religiose e Laici) una mattinata di
approfondimento e di confronto col seguente programma da
svolgersi il 25 aprile 2013:
Ore 9.15: Introduzione del vicario p. Ildebrando Di
Fulvio, e preghiera di inizio.
0re 9. 30: Relazione della professoressa Rossella
Velocci (foto a lato): Cos’è il Concilio Vaticano II?
Ore 11: Relazione dei S. E. Monsignor Lino Fumagalli. vescovo di Viterbo:
I contenuti fondamentali delle quattro costituzioni conciliari.
Ore 12. 30: Ora Media e conclusioni.
NOTIZIARIO_____________________________________________________________________pagine 11 [91]
UN RICORDO DI P. ROCCO DI LEVA
NELL’ARCHIVIO PARROCCHIALE DI SCORRANO
Carissimo p. Vincenzo,
frugando tra le carte dell'archivio parrocchiale, ho trovato un breve resoconto di una predicazione tenuta dal caro Padre
Rocco Di Leva qui a Scorrano durante una Settimana Mariana. Si tratta di un paio di foglietti, una brutta copia abbozzata
dall'allora arciprete parroco don Giuseppe Spagnuolo. Purtroppo non c'è alcuna datazione, ma penso che sia
avvenuta nel marzo del 1962. La bozza te l'ho trascritta e spero ti sia utile per onorare la memoria del caro padre Rocco, al cui
ricordo sono affezionato, come sai: fu il primo prete a farmi servire la Messa! Che riposi nella pace di Dio.
Gradirei che il testo sia conosciuto dai tuoi confratelli e che rimanga alla storia. Non potevo trovare testimonianza più
bella in preparazione alla missione che verrai a predicare tra pochi giorni nella mia parrocchia!
don Dario Trave, parroco di Scorrano di Cellino Attanasio
UNA SETTIMANA MARIANA A SCORRANO
F
ra l’applauso del popolo e lo
squillar delle campane S. E. Mons.
Antonio Iannucci a poca distanza
dalla prima visita di quest’anno veniva
accolto dal popolo di Scorrano e ha
amministrato i due grandi Sacramenti
della prima Comunione e della Cresima
a circa 40 bambini, mentre contemporaneamente teneva un discorso in cui
dimostrava ed esaltava l’importanza di tali
Sacramenti. Fu ospitato nella casa
canonica dove il Parroco don Giuseppe
Spagnuolo lo accolse con amore figliale.
Subito dopo la partenza di S. E.
Mons. Vescovo ebbe inizio la Settimana
Mariana predicata dal M. R. P. Rocco Di
Leva della Congregazione dei Padri
Redentoristi di Francavilla al Mare. A
chiusura di tale settimana il popolo di
Scorrano ha dimostrato un caro e devoto
affetto a Maria Santissima: al passaggio
della statua della Madonna per le varie
strade del borgo, ornate a festa per
l’occasione, i bambini coprivano di fiori
le vie cantando devote canzoncine. Il
raduno generale in piazza, poi, fu
veramente uno spettacolo di grande
commozione! Il P. Rocco ha animato
l’intera settimana accompagnando la
“peregrinatio Mariæ” attraverso le con-
trade della Parrocchia con predicazione
ricca di fervore e colma di solido
contenuto, ridestando in tal modo nei
cuori l’amore a Maria santissima nonché
sentimenti di sincero zelo cristiano. Nella
serata conclusiva tenne un attraente
discorso di chiusura, suscitando una
commozione generale. Si proseguì alla
consacrazione del popolo alla Madonna.
Il Parroco chiamò all’appello tutte le
famiglie di Scorrano visitate una per una
nei giorni della Settimana. Dopo aver
risposto: «Presente!», il capo di ogni
famiglia si avvicinava alla statua della
Madonna per un devoto omaggio,
mentre il popolo in coro ripeteva le
promesse suggerite dal Padre Missionario
e stampate sul cartoncino–ricordo della
Settimana. Nella stessa piazza venne poi
letta la consacrazione delle famiglie e
impartita la Benedizione Eucaristica. A
chiusura della serata i bambini della V
Elementare hanno espresso il loro affetto
alla Madonna con una recita sulle
apparizioni di Lourdes da un palco
appositamente preparato. Infine, tra gli
«Evviva!» e gli applausi a Maria Immacolata, il Parroco ha ringraziato il Predicatore e il popolo, implorando dal cielo
le celesti benedizioni.
Pagina 12 [92]___________________________________________________________________NOTIZIARIO
Un abbraccio storico
tra le due Chiese
L’incontro fra Papa Francesco e Bartolomeo I
P. FADI RAHI, C. Ss. R., Il Portico, 31 marzo 2013
NEL 1054 è stato il grande scisma tra
l’Oriente e l’Occidente, cioè l’anno in cui la
Chiesa è stata divisa fra Chiesa Cattolica e
Chiesa Ortodossa.
Durante questo millennio passato ci sono
stati nella storia delle due Chiese periodi
freddi e caldi, periodi di conflitti e di
amicizia, periodi di condivisione e di
divisione e periodi di comunione e di
scomunica.
La Chiesa in Oriente dopo lo scisma è stata
chiamata la Chiesa Ortodossa invece quella
dell’Occidente è stata chiamata la Chiesa
Cattolica.
All’inizio del Settecento, tanti missionari
occidentali sono stati inviati in Oriente per
evangelizzare, e il frutto della loro
evangelizzazione è stata la nascita di varie
Chiese Orientali Cattoliche.
Il 13 marzo 2013 è stata una giornata storica
per la Chiesa Cattolica Universale
nell’elezione del nuovo vescovo di Roma,
Sua Santità Francesco I.
Sin dalla prima giornata pontificale, Papa
Bergoglio ha colpito credenti e non credenti
nel mondo intero ma ha colpito anche il
Patriarca Universale della Chiesa Ortodossa, il Patriarca Bartolomeo I, che ha deciso
di partecipare personalmente all’ingresso
solenne del nuovo Sommo Pontefice.
È stata una decisione storica perché mai
nella storia della Chiesa Cattolica ha
partecipato
il
Patriarca
Universale
Ortodosso dal 1054.
Papa Francesco e il Patriarca Bartolomeo I
hanno dato una bella testimonianza alla
Chiesa Universale dichiarando che la
Chiesa di Dio è quella che crede e
testimonia lo stesso Gesù sofferente, morto
e risorto.
L’incontro fra la Chiesa Cattolica e la
Chiesa Ortodossa è stato grazia da Dio nella
Quaresima per la sua Chiesa, è stato un
dono da Gesù per i suoi fedeli ed è stato
una virtù dello Spirito Santo per ogni
persona credente nella Trinità.
«Quando la Chiesa di Dio sarà una sola?
Perché ci sono varie Chiese se Gesù Cristo
è lo stesso? Che testimonianza diamo agli
altri nella nostra divisione? Questo gran
passo da parte del Patriarca Ortodosso può
essere un inizio per l’unità nella fede e nella
storia?»
Speriamo e preghiamo insieme affinché
tutte le Chiese separate, clero e fedeli.
possano un giorno arrivare alla piena unità
della Chiesa sull'esempio dell’unità della Ss.
Trinità.
NOTIZIARIO_____________________________________________________________________pagine 13 [93]
SANTO STALIN
Attilio Monge, in Vita Pastorale, n. 4/2013
Il presidente interregionale di Leningrado, certo Sergej Malinkovich, grosso
esponente del partito, ha chiesto ufficialmente che la Chiesa russa ortodossa canonizzi Stalin.
[...] Ha risposto subito il responsabile del patriarcato: con i delitti commessi la nuova icona
sarebbe un sacrilegio.
Un ricordo personale in occasione di viaggi di lavoro in Urss negli anni 70. [...] Con le più
belle chiese trasformate in piscine, in magazzini e depositi di tram, visitavo la cattedrale di
Kazan a Pietroburgo, costruita nel 1800 sul modello di San Pietro in Vaticano e divenuta un
immenso museo dell’ateismo: un repertorio anticlericale di oggetti liturgici, immagini e opuscoli
religiosi. Ricordo bene la mia sorpresa. Accanto a un aspersorio, anche due libri delle edizioni
paoline: Massime eterne di sant'Alfonso Maria de Liguori; e nell’altro, con la copertina
irriconoscibile per gli imbratti blasfemi, lessi Fatima, di Icilio Felici, in cui si parlava della
conversione della Russia. Oggi quasi la metà del popolo russo si proclama religioso. Ma forse
qualcuno esagera, chiedendo di fare santo Stalin.
L’ESEMPIO LIMPIDO DI PADRE HÄRING
don Gian Carlo Furno, Lettera ad AVVENIRE, 14 giugno 2013
Caro direttore, ho letto con partecipazione fraterna la testimonianza di monsignor
Ruffino, quasi 101 anni, resa in occasione del pellegrinaggio militare italiano a Lourdes
(Catholica, 26 maggio). È ricordato anche il ministero del «celebre moralista – più appropriato
teologo moralista, giacché moralista ha una connotazione negativa – Bernhard Häring... in
pratica il cappellano della Wehrmacht durante la campagna di Russia».
Nel biennio 1965-67 sono stato alunno di padre Häring, docente di Sociologia della
Famiglia presso la Pontificia Università Lateranense, e ne conservo memoria commossa e grata.
Il professore una mattina ci confidò che rifiutò di imbracciare armi, per cui fu assegnato alla
Sanità militare, col grado sergente. Quando i civili russi, nei territori occupati dalle divisioni
mandate da Hitler, si accorsero che quel tedesco (padre Häring) era un sacerdote, lo facevano
entrare in tutte le isbe, come il pastore: «Voi non sapete – ci disse il professore – quante
situazioni irregolari ho sistemato! Quando dovemmo ritirarci, gli stessi tremavano per il ritorno
dei capi comunisti». P. Häring subì tre processi dalla magistratura militare, ma non fu mai
incriminato, lui, giovane sacerdote redentorista antinazista, che, ci ricordò, in una conversazione
con ufficiali disse a un ufficiale delle SS: «Lei stia zitto, altrimenti la denuncio perché fa la cresta
sugli alimenti destinati ai soldati!»
Desidero ricordare che p. Häring collaborò alla stesura della “Gaudium et Spes del
Concilio Vaticano II.
BREVI da SCALA, bollettino redentorista: *Il 13 ottobre 2013 a Terragona, in Spagna, ci sarà la
beatificazione dei sei martiri Redentoristi di Cuenca.
*Il 4 giugno il Vaticano ha promulgato il decreto di “Venerabile” per la Fondatrice delle Suore
Redentoriste, la serva di Dio, Suor Celeste Crostarosa, O.Ss.R. Sebbene normalmente ci si riferisse a lei
come “Venerabile Maria Celeste”, sembra che non ci sia mai stato un atto ufficiale della Chiesa su questo
fatto. Ora c’è.
Pagina 14 [94]___________________________________________________________________NOTIZIARIO
GRUPPO SAN GERARDO
BUSSOLENGO
CARISSIMI AMICI
Dopo l’esperienza del I° incontro tenuto il 19 maggio u.s. abbiamo sentito il bisogno
di ritrovarci nuovamente per approfondire la conoscenza di san Gerardo.
Di Lui conosciamo ben poco, ma sappiamo che ha tanto da darci e comunicarci.
Sul suo esempio vogliamo renderci sempre più disponibili al bene, e, con il suo aiuto,
riusciremo a fare qualcosa.
Ci troveremo DOMENICA 23 GIUGNO 2013 alle ore 10
nella sala da pranzo dell’ex collegio per un approfondimento spirituale con padre Bruno.
Seguirà la santa Messa nella cappellina riservata e poi faremo un pranzo con quello che
ciascuno vorrà portare.
Vi prego di dare conferma al più presto della vostra partecipazione o impossibilità e di
accordarci su cosa preparare per evitare sprechi (telefonate al n. 338-8508547).
Ci auguriamo di essere un bel gruppo!
La sera del 23, in chiesa, ci sarà un CONCERTO IN ONORE DELLA MADONNA
DEL PERPETUO SOCCORSO, la cui festa sarà il 27 giugno.
Un cordiale saluto a tutti da padre Bruno e padre Luis.
Nota aggiuntiva - Su L’ARENA del 19 giugno, è apparso un articolo che riguarda il nostro Santuario. Viene anche
annunciato il CONCERTO DI MUSICA SACRA che si terrà domenica 23 giugno alle ore 21 in chiesa. Interverranno
i concertisti della Fam SALA di Como e il tenore polacco alla SCALA di Milano: ANDRZEJ GLOWIENKA che già lo
scorso anno ci ha regalato una splendida serata. La festa è preceduta dal Triduo in onore alla Madonna con un
pensiero mariano nelle Messe delle ore 9 e 19,30.
Da un po’ di tempo, un gruppetto di collaboratori (10/15 persone) hanno espresso il desiderio di
approfondire la spiritualità e la vita di san Gerardo. Così è nato il GRUPPO SAN GERARDO che si è ritrovato per
la prima volta il 19 maggio u. s. guidati da Padre Bruno che ha tenuto una meditazione sul tema S. Gerardo e la
volontà di Dio. C’è stata poi la celebrazione Eucaristica nella cappellina del convento. Infine, si è pranzato con
quanto ognuno aveva preparato.
E’ stato un momento di forte e intensa partecipazione spirituale che ha rinnovato tutti interiormente e ha
fatto sentire ancor più l’esigenza dell’operare per la gloria di Dio.
Il servire diventa così una grazia grande, un’occasione per fare il bene e per farci star bene.
Certamente non mancano le difficoltà e i riscontri inattesi anche in questa realtà, ma S. Gerardo ci dà
l’esempio del suo silenzio e del generoso servizio.
Un ringraziamento al Superiore e a padre Bruno per tanta opportunità.
LE NOSTRE LETTURE__________________________________________________________pagine 15 [95]
MARCELLA CAMPANELLI, Monasteri di Provincia (Capua secoli XVI-XIX). Franco
angeli, Milano 2012, pp. 208, € 27.
p. Ezio Marcelli – L’A. è “professore associato di Storia Moderna presso la Facoltà
di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Si è occupata in
particolar modo di storia sociale e religiosa del
Mezzogiorno d’Italia”. Frequentemente si è
interessata anche della vita e dell’azione del nostro
Fondatore tanto che nel 2003 ha pubblicato un
volume su “Chiesa e Religiosità nella Diocesi di
sant’Alfonso M. de Liguori”, e a Pagani, nel 250°
anniversario dell’ordinazione episcopale
di
sant’Alfonso, ha tenuta una relazione (BPR 2012, p.
9 [97]).
In questo volume, dopo una indagine
generale su alcuni monasteri di Napoli e dintorni,
concentra lo studio su una realtà geograficamente ai
margini della capitale del Regno, precisamente a
Capua, perché in questa città viveva suor Maria
Angela del Divino Amore, al secolo Angela
Marrapese, che con la sua forte personalità non solo
aveva caratterizzato e distinto il proprio monastero
per l’intensa vita spirituale che vi si conduceva, ma
soprattutto per lo straordinario influsso e per il forte
richiamo che aveva all’esterno: da lei sono passati il
re Carlo, la regina Maria Amalia di Sassonia,
Bernardo Tanucci, la duchessa di Castropignano, dignitari di corte e politici molto influenti.
Lì dentro convivevano – ma non si sa quanto armonicamente – vita di preghiera e di intimità
con Dio insieme a politica e problemi sociali.
“Ma c’è un ulteriore elemento che ha contribuito ad affrancare la mia monaca dal suo
isolamento. Si tratta della sua amicizia con Alfonso Maria de Liguori, il protagonista
indiscusso del Settecento monastico femminile, colui che con la sua Vera Sposa di Gesù
Cristo, apparso fra il 1760 e il 1761, era destinato a contribuire alla trasformazione dei
modelli religiosi femminili [...]. Ed è proprio in quest’ottica che si prospetta un de Liguori
inedito. Questa volta non siamo in presenza del missionario, del teologo, del giurista, del
letterato, cui ci ha abituato una lunga tradizione storiografica ma, semplicemente, di fronte ad
un uomo che non esita a rivolgersi ad un’amica, di cui conosce l’influenza presso la corte
borbonica, per chiederle di intervenire in suo favore e risolvere, in tal modo, una vertenza che
si trascinava da tempo e legata al riconoscimento della sua Congregazione da parte delle
autorità politiche del Regno” (p. 12).
La professoressa Campanelli fornisce abbondanti informazioni sulla situazione degli
istituti religiosi femminili; in particolare dà un’ampia descrizione della personalità di sr Maria
Angela del Divino Amore e del suo incontro con sant’Alfonso, dal quale scaturirà un rapporto
importante e significativo, messo in luce anche da alcuni biografi alfonsiani: Rey-Mermet e
Telleria, il quale definisce la suora suddetta “gran amiga” del de Liguori. Offre anche molto
spazio all’azione del fondatore sui monasteri delle monache e al suo rapporto epistolare e
personale con alcune religiose, comprese quelle a lui legate da parentela (pp.45-62). Infine
propone all’attenzione del lettore le personalità politiche, civili e religiose che hanno avuto a
che fare con suor Maria Angela, “la consaputa bizzoca di Capua, stimata santa”. Tra queste
personalità troviamo ancora una volta sant’Alfonso (pp. 138-145).
Pagina 16 [96]_________________________________________________________LE NOSTRE LETTURE
M. STANZIONE E C. DI PIETRO, I Santi e il demonio, Ed. Sugarco, Milano 2012.
p. Vincenzo La Mendola – L’esorcista salernitano
Marcello Stanzione, fondatore della Milizia di San Michele
Arcangelo, e il giornalista Carlo Di Pietro della stessa hanno
pubblicato per l’edizione Sugarco un volume dal titolo “I Santi e
il Demonio” (pp. 213, Euro 18,00) consta di trentatré paragrafi
distribuiti in tre parti e di una appendice. Il ventunesimo
paragrafo è intitolato Sant’Alfonso e il quadro dell’anima
dannata.(pp. 104-106). L’autore riporta un fatto storico, accaduto
nella casa dei PP. della Missione a San Jacopo sull’Arno nel
1712, dove un gentiluomo che faceva gli esercizi, dopo una
convivenza con una donna, ebbe un’apparizione della stessa,
morta, già all’inferno. Testimonianza di questa apparizione fu
l’impronta della mano della moglie defunta impressa in quadro
del Crocifisso, poi conservato dai PP. Vincenziani nella casa dei
Vergini a Napoli e mostrato agli esercitanti. Tra questi, il 26
Marzo 1722, anche il giovane avvocato Alfonso de Liguori, in
piena crisi spirituale, partecipava ad un corso sotto la direzione
del p. Vincenzo Cutica. Alla fine della predica dell’inferno il
predicatore mostrò agli ascoltatori il quadro del Crocifisso con
l’impronta delle mani roventi dell’anima dannata. Il giovane de
Liguori, profondamente scosso dalla tela e dal racconto, decise di cambiare vita e di dedicarsi al servizio
di Dio. Potrebbe risalire a questa esperienza degli anni giovanili la meditazione sistematica del giovane
Alfonso sui Novissimi, argomento ampiamente trattato nelle sue opere ascetiche. Ma potrebbe anche
risalire a questa esperienza la prassi di mostrare nelle missioni il famoso quadro dell’anima dannata del
quale si conserva un esemplare nel santuario di Materdomini.
S. ALFONSO M. DE LIGUORI, Solitudine e aridità spirituale, a cura di A. Amarante, Shalom, 2012,
pp. 127, € 5.
p. Vincenzo La Mendola – Solitudine e aridità spirituale è il titolo che il curatore, prof. Alfonso
Amarante ha dato alla pubblicazione di due opere di S. Alfonso. La prima, con una esauriente
introduzione del curatore, è Consigli di sollievo e di confidenza per un anima desolata […] editore Paci,
Napoli 1775. La seconda dal titolo “Una persona desolata davanti al Crocifisso”, riporta le Meditazioni
sulla Passione dell’opera L’amore delle anime […] Napoli 1761, introdotta dalla teologa Antonietta
Serino. Dalla titolatura del libretto si evince subito l’intento del curatore: riproporre i criteri spirituali del
santo Dottore e metterli a disposizione dei confessori, direttori spirituali e formatori, perché se ne servano
per l’accompagnamento spirituale dei fedeli. Entrambe le introduzioni, premesse al testo, attualizzano il
pensiero e i criteri di direzione spirituale alfonsiana, riproponendoli, per la loro modernità. L’oculato
adattamento in lingua corrente delle due operette e l’elegante forma editoriale nella quale vengono
presentate, sono un invito alla riscoperta di due classici, poco noti, della spiritualità. Un modo intelligente
per riproporre al lettore di oggi gli insegnamenti preziosi di uno dei più grandi maestri di vita spirituale
dell’età moderna.
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Direttore p. Ezio Marcelli Via Monterone 75 00186 Roma
[email protected]
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