Camminando
Anno XXXII - N.1 DICEMBRE 2015
Il bollettino della parrocchia dei Santi Vincenzo e Anastasio · VILLAR DORA
IN QUESTO NUMERO:
• Il Giubileo della Misericordia • Il Cantico di Simeone
• L’ostensione della S. Sindone • Papa Francesco a Torino • Bar Cenisio 2015
• Memorial don Aldo Rabino • Intervista ai rifugiati
Inserto speciale - San Rocco ritrovato ...e molto altro
Sommario
Carissimi!
N. 1 DICEMBRE 2015
6
2
1 LETTERA DEL PARROCO
2 IL CANTICO DI SIMEONE
3 Pensieri in musica
4 Cenni storici sulla chiesa parrocchiale
Storia del Rosario e Pio V
5 Festa della Madonna del S. Rosario
6 OSTENSIONE DELLA SANTA SINDONE
L’esperienza di due volontari
7 L’esperienza delle visite guidate
8
12
8 PAPA FRANCESCO A TORINO
Incontrare il suo sguardo e
leggere la gioia per l’Amore del Padre
PASTORALE GIOVANILE
11 Fare o non fare la Cresima?
12 Bar Cenisio
13 Il nostro campo estivo
14 Gita a Colle Don Bosco
15 Inizio attività
14
Incontrare il
suo sguardo e
leggere la gioia
per l’Amore del
15
Padre
18
16
16 GITA PARROCCHIALE 2016
S
11
INSERTO SPECIALE: SAN ROCCO RITROVATO
17 CHIESA DI SUSA: NESSUNO ESCLUSO
19
20
21
18 APPUNTI FOTOGRAFICI
20 SANTA IMPRESA
21 SOLIDARIETÀ E RISPETTO TRA GENERAZIONI
22 MEMORIAL DON ALDO RABINO
24 BENKADÌ
22
24
28 GIUBILEO DELLA MISERICORDIA
30 DAI REGISTRI PARROCCHIALI
32 BILANCIO PARROCCHIALE
CAMMINANDO - bollettino della parrocchia
Santi Vincenzo e Anastasio di Villar Dora.
Sito web: www.parrocchiavillardora.weebly.com
E-mail: [email protected]
Tel. 011.9350162 - Cellulare don Pier Luigi 347.5389677
INSERTO
SPECIALE
San Rocco
RITROVATO
28
i è svolto a Firenze
dal 9 al 13 novembre
il quinto convegno
ecclesiale nazionale che
ha raccolto 200 vescovi e
2200 delegati dalle 226
diocesi e rappresenanze di
tutti gli ambienti ecclesiali.
Anche la nostra diocesi
era presente con Mons.
Vescovo e cinque delegati:
2 sacerdoti e 3 laici.
Approfondendo le proposte
elaborate nell’ambito
delle cinque vie (uscire,
annunciare, abitare,
educare e trasfigurare)
il Convegno, nella
relazione finale del Card.
Bagnasco, presidente
CEI, ha proposto un’unica
via, quella di una Chiesa
sempre più missionaria
attraverso l’annuncio e la
testimonianza del Vangelo.
Il tema prescelto in “Gesù
“Il pericolo maggiore
nella Chiesa è la tiepidezza
Cristo nuovo umanesimo”
spirituale: se il mio cuore
è certamente di grande
rilevanza e attualità perché è freddo, se mi arrendo ad
una mediocrità elevata a
questa nostra società
sistema, io sono
liquida e pluralistica è
il peggior pericolo per la
refrattaria a riconoscersi
comunità cristiana”.
nelle grandi verità. La
Chiesa che è in Italia vuole Papa Francesco, presente
a Firenze martedì 10
essere una risorsa capace
novembre, ha tracciato
di rimettere in moto la
alcune linee guida
speranza di scaldare il
cuore di tutti, di rispondere affidandole alla Chiesa
italiana: “Possiamo parlare
alle domande pressanti,
di umanesimo solamente
esistenziali. E così i
a partire dalla centralità
partecipanti, chiamati a
dare concrettezza al tema, di Gesù, scoprendo in Lui
hanno portato le esperienze i tratti del Volto autentico
della vita reale delle nostre dell’uomo… il volto di
un Dio svuotato… simile
parrocchie.
a quello di tanti nostri
fratelli umiliati, resi schiavi
svuotati...
Davanti
alle sfide
persino difficili
da comprendere, il papa
rafforza la convinzione
comune di vivere non solo
un’epoca di cambiamento,
quanto un cambiamento
d’epoca. “Questo impegna
tutti. Decidere insieme
spetta a popolo e pastori.
Sono sicuro delle vostre
capacità di mettervi in
movimento creativo…
Ne sono sicuro perché
siete una Chiesa adulta,
antichissima nella fede,
solida nelle radici e ampia
nei frutti.”
“Mi piace una Chiesa
italiana, inquieta, sempre
più vicina agli abbandonati,
ai dimenticati, agli
imperfetti. Desidero una
Chiesa lieta col volto di
mamma, che comprende,
accompagna, accarezza…
L’umanesimo cristiano
che siete chiamati a vivere
afferma radicalmente la
dignità di ogni persona
come Figlio di Dio,
stabilisce tra ogni essere
umano una fondamentale
fraternità…”
CONTINUA A PAGINA 13
1
Parole, suoni, immagini sulla Madonna
del Rosario, tesoro nascosto di Villar Dora
N
ella splendida cornice della chiesa parrocchiale di Villar Dora, la
sera del 31 gennaio 2015 si è svolto
un evento di grande portata, dal titolo “
Il Cantico di Simeone – Parole, suoni,
immagini sulla Madonna del Rosario,
tesoro nascosto di Villar Dora”. L’evento è stato organizzato dal Gruppo Culturale Villardorese con la collaborazione
della Parrocchia e aveva
lo scopo di valorizzare un
piccolo capolavoro presente nella nostra chiesa
e sconosciuto ai più, ossia
la splendida statua lignea
della Madonna del Rosario, contornata da quindici
quadretti-formelle raffiguranti i sacri misteri.
L’ideatore dell’evento è
stato il maestro Enrico
Speroni, che ha costantemente seguito il Gruppo Culturale in tutte le
fasi dell’organizzazione,
in particolar modo curandone la regia con Ennio Vaghetti. Un merito particolare va
attribuito alla Banda Musicale di Villar Dora, diretta dal maestro Riccardo
Combetto, e alle cantorie di Almese,
Milanere, Rivera e Villar Dora con i
rispettivi direttori Silvano Ber tolo,
Claud io Goff i, Fra nco Giorda e Marzio Ferrero, nonché al coro polifonico
“Mater Ecclesiae” diretto anch’esso da
Silvano Bertolo.
2
Sono intervenuti artisti quali il violoncellista Lamberto Curtoni e gli organisti
Andrea Troni, Antonio Ditrani e Diletta Romanetto. La parte storica è stata
curata dal Conte Alessandro Antonielli
d’Oulx, mentre i commenti artistici sono
opera dell’Arch. Stefano Bruno. Alle letture del Vangelo, eseguite dalla giornalista Anna Olivero, sono seguiti primi
piani fotografici realizzati dal Gruppo Fotografico “Amici 91” e brevi
filmati, opera del videomaker Carlo Gianoglio,
che illustravano momenti della storia passata e
presente attinenti i Misteri del Rosario. Mentre
sul maxischermo scorrevano immagini di toccante realismo, il baritono
Speroni eseguiva, accompagnato dal coro e dalle
cantorie, brani celebri di
musica sacra, tra i quali il
“Magnificat”, l’“Ave Maria”
di Gounod, di Schubert e
di Piazzolla o lo “Stabat
Mater” di Kodaly.
Un momento di pura commozione è stato
quando la piccola Cristina Rosso ha intonato l’”Alleluia” a commento del quadro
della Natività, mentre alla banda è toccato il compito di chiudere il concerto
con il famoso “Te Deum” di Charpentier.
Grazie ad un’equipe di tecnici esperti,
tra i quali ricorderemo Lorenzo Rossetti,
Alessandro Vergnano e Gianluca Novello,
la rappresentazione si è svolta senza intoppi dall’inizio alla fine. L’evento è stato
presentato da don Pier Luigi Cordola, che
ha spiegato al folto pubblico presente l’importanza della figura mariana nel nostro
percorso di salvezza: quando Maria presenta Gesù Bambino a Simeone, costui trasale di gioia perché ha riconosciuto in quel
piccolo bimbo il Salvatore ed eleva il suo
Cantico di affidamento totale al Signore.
Questo è il motivo per cui è stato scelto proprio il Cantico di Simeone, eseguito magistralmente dalla banda, come leit
motiv della serata, nel corso della quale la
prof.ssa Franca Gerbi ha portato il saluto
dell’Amministrazione villardorese.
Per facilitare la comprensione delle letture
e dei brani musicali, Dario Prodan ha curato l’edizione di un opuscolo che è stato
distribuito a tutti i presenti. Le offerte
raccolte durante la serata sono state
destinate al restauro della statua lignea
della Madonna. L’evento è visibile sul sito
del gruppo Culturale Villardorese all’indirizzo www.villardora.org. È prevista la
riproduzione su DVD su richiesta. Chi fosse interessato è pregato di comunicarlo
all’indirizzo [email protected].
Anna Bugnone
Pensieri in musica
L
e scelte musicali attuate nella serata sono state
dettate da più esigenze: utilizzare brani già in
uso e di repertorio, nonché accessibili e popolari,
celebri e conosciuti, brani che avessero carattere
simbolico per collegarsi alle quindici formelle dei
tre cicli del Rosario; senza aver pretese esaustive
sui vari argomenti, giocare gli abbinamenti e accostamenti più disparati per creare varietà e interesse,
accettando i rischi e le critiche che tale scelta suscita ai palati più esigenti.
Ho limitato le decine di Ave Maria musicate al numero di cinque, in onore ai cinque misteri, e per
sintetizzare una piccola sorta di “storia della musica” dal gregoriano al Novecento. Per la scelta degli
altri brani mi sono lasciato guidare dalle formelle
e dalle immagini che via via accostavo, tenendo
conto dell’effetto suggestivo musica/commento
dell’immagine ma anche immagine/ commento
della musica. Per il medesimo motivo ho usato lo
stesso metodo e sistema per la lettura di un sognovisione o di una preghiera. In questi casi la musica
era il suono della parola e della poesia.
Ritornando agli abbinamenti, faccio un esempio:
alle immagini tratte dal film di Mel Gibson originate dalla formella del quinto mistero doloroso
(Maria che sostiene il capo di Gesù morto) si sente
l’esecuzione dello Stabat Mater di Kodaly con
interpolazione di improvvisazione per violoncello e organo sulle
armonie guida della strofa stessa.
Un sodalizio pensato e cercato nella
coordinazione tra questo canto strofico, statico e
meditativo, le improvvisazioni con carattere elegiaco e le immagini realistiche violente e cruente.
Un altro esempio immediatamente successivo riguarda la resurrezione del Cristo, nel primo mistero glorioso: l’immagine della formella (un angelo
davanti alla tomba vuota che indica il cielo) lascia
il posto al volto sindonico e al volto di Manopello
che si sovrappone, con il commento di quel canto
estremamente mistico ed estatico qual è la celeberrima Ave Maria di Gounod.
La volontà e la necessità di coinvolgere la banda,
i cori, le persone presenti ad un canto comune, globale, che nello stesso tempo riassumesse
il significato stesso del nostro essere lì in quel
momento, ha partorito il Nunc dimittis, ovvero
Il cantico di Simeone della comunità di Taizé,
cioè il cristiano che con gioia scopre nel Cristo
il Salvatore universale, il senso della sua attesaesistenza nella fede.
Enrico Speroni
3
DALL’INTERVENTO DEL CONTE
DALL’INTERVENTO
DELD’OULX
CONTE
ALESSANDRO
ANTONIELLI
ALESSANDRO ANTONIELLI D’OULX
Cenni storici
sulla chiesa dedicata
ai santi Vincenzo e
Anastasio
P
urtroppo la documentazione sull’edificio della nostra chiesa è scarsa. Possiamo immaginare che l’edificio originario
risalga all’inizio del XIV secolo e che avesse
dimensioni pari a circa un terzo dell’attuale, riedificato nel 1671. Si ritiene che, in origine, la nostra chiesa dipendesse dall’abbazia di Novalesa: ciò giustificherebbe il titolo
di Priore assegnato al parroco.
Per quanto attiene
agli arredi e alle
dotazioni, nell’archivio dei Provana
(e in quello diocesano di Susa) essi
sono descritti, ma
non si fa cenno alla
statua della Madonna del Rosario, che
probabilmente sarà
acquisita solo con
l’altare Provana nel
1781. Non sono noti
né lo scultore della
statua, né l’autore
dei quindici piccoli
dipinti che le stanno intorno, relativi
ai misteri che i fedeli meditano recitando il Rosario.
Ai piedi del suddetto altare, si trova una
lastra di pietra, scolpita con una croce di
Malta, che copre una piccola stanza nella
quale venivano sepolti i morti della famiglia. La botola di accesso è stata coperta da
un pavimento di bargioline nel 1963. Infine
gli ultimi interventi furono eseguiti dal priore don Caramello (pitture che ornano le

volte e le pareti).
4
Storia del Rosario
e di San Pio V
L
a parola “rosario” deriva, probabilmente,
dall’usanza medioevale di mettere una
corona di rose sulle statue raffiguranti la
Vergine. Esso trae ispirazione dalla preghiera
continua (ripetizione di una formula breve)
di cui abbiamo un esempio nel salmo 69,2. Nel
Medioevo, Enrico Susone propose diversi
esercizi riferiti alla passione di Cristo e ai
dolori di Maria. Contribuirono alla formulazione del Rosario le meditazioni sulla vita
di Cristo introdotte da Ludolfo di Sassonia.
Con il domenicano Alano della Roche si
giunse ad una versione stabile, ma si può
affermare che solo con Giacomo Spranger
sia nato il Rosario moderno. Quasi al termine del suo processo evolutivo, il pontefice
san Pio V intervenne con la Consueverunt
del 17 settembre 1569; in seguito, Leone
XIII (Papa della Controriforma, della battaglia di Lepanto, del catechismo romano,
del breviario romano riformato e del messale
romano) il primo settembre 1883 promulgò
l’enciclica Supremi apostolatus officio.
Tra i papi più recenti, si sono distinti nella
promozione del Rosario Pio XI nell’Ingravescentibus malis del 29 settembre 1937, Pio
XII nell’Ingruentium malorum del 15 settembre
1951 e Giovanni XXIII che rievoca l’insegnamento di Leone XIII specialmente con
la sua lettera apostolica Il religioso convegno
del 29 settembre 1961 e nel documento Œcumenicum Concilium del 28 aprile 1962, in cui
chiede la recita del Rosario per il Concilio.
Paolo VI rilevò nell’esortazione apostolica Marialis cultus il carattere evangelico
del Rosario, nonché il suo orientamento
cristologico e pasquale, mentre Giovanni
Paolo II è intervenuto con il documento
Rosarium Virginis Mariæ. In questo documento propone, in modo innovativo, una
nuova serie di cinque “misteri della luce”:
battesimo di Cristo, sua autorivelazione
alle nozze di Cana, annuncio del Regno
di Dio, trasfigurazione ed istituzione
dell’Eucarestia. Festa della
Madonna
del Santo Rosario
Mercoledì 7 ottobre 2015, è avvenuto il ricollocamento della statua
lignea restaurata nell’altare ad
essa dedicato.
Oltra alla benedizione del manufatto, l’omaggio alla Madre di Dio
e Madre della Chiesa si è compiuto in un clima di preghiera per
tutte le famiglie in occasione del
Sinodo dei Vescovi su “La vocazione e la missione della famiglia
nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”. I villardoresi, e non solo,
possono godere di questo tesoro ritrovato a testimonianza di una ricchezza storica, valorizzata da una
comunità attenta alle proprie radici
locali e di fede.
5
Ostensione
della Santa Sindone
L’esperienza
di due volontari
V
orremmo condividere la gioia che abbiamo
provato io e mio marito in occasione della
recente ostensione della Sindone. Nel periodo in
cui si cercavano volontari, siamo stati contattati
ed abbiamo deciso di accettare l’invito.
Il cammino di preparazione è stato lungo, costituito da sette incontri di approfondimento
non solo sulla storia del Sacro Telo, ma anche
sul “perché” e “per chi” si sceglie di offrire il
proprio servizio. Sono due domande che i volontari conoscono bene, perché sono la cartina al tornasole, il marchio di riconoscimento.
Siamo stati assegnati all’accompagnamento
lungo il percorso delle persone con difficoltà
ed in questo servizio il nostro accostarci ai
malati è stato utile ed importante. Ancor più
grande è stato il caldo abbraccio che abbiamo
ricevuto da ognuno, volontari e non.
Abbiamo indossato la casacca viola, simbolo
del volontario, come se fosse un grembiule, con lo stesso spirito di servizio di Cristo il
Giovedì Santo. Abbiamo vissuto l’accoglienza senza riserve, senza misure, con il sorriso
vero, non forzato, con sincera gioia derivante
6
dall’incontro tra malati, volontari, responsabili…
Il cuore traboccava d’amore perché si lavorava
per Lui, per la Sua vigna.
Abbiamo sostato anche noi davanti al Sacro
Telo, che interpella l’animo di tutte le persone
e innesca tante domande che non sempre trovano risposta. La Sindone ci spinge ad uscire
dal nostro egoismo e a rivedere, in quel Volto
martoriato, le tante sofferenze dell’umanità.
Per noi credenti, porta impressa l’immagine
dell’amore di Dio e ci invita a fissare nel nostro
spirito tale amore. Contemplare quel corpo
martoriato ci aiuta a liberarci dalla superficialità e dall’egoismo di cui spesso non riusciamo
a fare a meno.
Con questo pensiero nel cuore ci siamo impegnati e ancora ci impegneremo per riconoscere e soccorrere la sofferenza nei fratelli
che percorrono il nostro stesso cammino.
Scriviamo queste righe perché vorremmo che
passasse questo messaggio di apertura e totale abbandono all’incontro con l’altro: per noi
questo servizio è stato una grazia, una grazia
che cercheremo di continuare a trasmettere
anche agli altri.
Angela e Nicola
L’esperienza delle visite
guidate all’Ostensione
L
a mia esperienza di guida turistica durante
l’Ostensione 2015 potrebbe essere descritta attraverso tre parole: CONDIVISIONE,
EMOZIONE E RACCOGLIMENTO.
CONDIVISIONE perché, ancor più dell’ostensione precedente (2010), mi sono sentita parte di un tutto, ovvero ho vissuto questa importante esperienza con pellegrini provenienti da
tutto il mondo. Quello che mi ha più colpito è
sicuramente il modo di “stare insieme” e vivere un momento di amicizia e amore aperto a
tutti, anche a culture lontanissime dalla nostra.
È stato istruttivo vedere che la religione viene vissuta in modo gioioso, pieno di colore
ed, in alcuni casi, con meno formalità rispetto a noi europei.
L’EMOZIONE che ho letto negli occhi di chi osservava la Sindone è stata unica ed irripetibile:
grande è la soddisfazione di accompagnare
persone che hanno attraversato il globo intero per venire nella nostra città e vivere questo
momento, ma è stato anche bello vedere tanti “volti di casa nostra”, instancabili pellegrini
delle nostre terre.
Il mio terzo pensiero è legato al RACCOGLIMENTO perché, nonostante le migliaia di pellegrini, ognuno ha potuto vivere quell’atmosfera
con la propria preghiera e con la possibilità di
meditare e stupirsi a modo proprio, cercando un
dialogo personale con l’uomo della Sindone.
La giornata in cui ho accompagnato il gruppo
organizzato dal comune di Villar Dora è stata
ancor più ricca di soddisfazioni poiché le persone che sono venute erano miei compaesani e volti conosciuti. Spero di aver trasmesso
loro anche solo un briciolo della passione e del
coinvolgimento che ho avuto per questo grande evento di cui dobbiamo essere orgogliosi
perché è parte delle nostre tradizioni, della nostra storia e della nostra fede. Il gruppo unito
ha percorso insieme a me il cammino di avvicinamento e preparazione alla visione della
Sindone e poi abbiamo passeggiato per il centro storico della città, ricco di chiese, piazze
e strade antiche, di cui noi guide sveliamo gli
aneddoti più importanti e curiosi.
In ultimo, un pensiero speciale va ai volti della
gente ed ai mille sorrisi che ho visto: il sorriso
dei giovani di don Bosco, il sorriso di un pellegrino che ha raggiunto una meta ed il sorriso
dei tanti volontari che, come me, erano orgogliosi di esserci.
Valentina Calliero
villardorese e guida turistica
7
Papa
Francesco
il pellegrino piemontese
Incontrare il suo sguardo e
leggere la gioia per l’Amore del Padre
D
omenica 21 giugno 2015 eravamo in tanti
in quella piazza Vittorio gremita che attendeva il suo arrivo e, già percorrendo le vie dalla
stazione di Porta Nuova, potevi percepire una
Torino diversa: una città in fermento, piena di
calore, di colori, di entusiasmo, con fiumi di persone che si spostavano in centro per incontrarlo.
avere testimonianza del messaggio evangelico
per renderlo ancora più attuale e moderno con
grande Amore! Ha voluto trasmetterci che l’Amore è più grande nelle opere che nelle parole e che l’Amore sa comunicare. Vogliamo
rendervi partecipi di questo incontro vedendo
come lui ha risposto ai giovani.
Leggevi negli occhi e negli sguardi l’attesa gioiosa di un incontro speciale, sentivi nell’aria
una serenità contagiosa nell’andare incontro
a lui: quel papa che con la sua semplicità
trasmette il vero Amore del Padre; quel papa
capace di accogliere, di abbracciare con le parole per farti percepire diversa la fatica di un
cammino difficile. Per molti un grande dono di
Dio, un punto di riferimento in un tempo non
facile, in cui il presente e il futuro sono offuscati dall’incertezza … una fonte di speranza!
La prima ad interpellare il Papa è stata Chiara di Moncalieri, in quei giorni impegnata con
l’esame di Stato: «Spesso ci sentiamo delusi
nell’amore, come possiamo sperimentare
l’Amore di Gesù?»
Il suo arrivo sulla papamobile era atteso da
migliaia di persone, giovani e meno giovani,
attente a catturare anche solo un attimo della
sua presenza; per noi un dono speciale: cogliere nel suo sguardo Dio, dalla sua presenza
8
Per questo, quando Chiara faceva quella domanda sull’amore, ha detto: “Quello che fa
che un giovane non vada in pensione è la
voglia di amare, la voglia di dare quello che
ha di più bello l’uomo, e che ha di più bello Dio, perché la definizione che Giovanni
dà di Dio è “Dio è Amore”. E quando il giovane ama, vive, cresce, non va in pensione.
Cresce, cresce, cresce e dà.”
di condivisione tra sette oratori: cerchiamo di
portare l’oratorio fuori, dove i giovani si incontrano e dove a volte sperimentiamo la difficoltà
nel portare la gioia dei Vangeli. Ci può aiutare
per trovare la via, per manifestare la grande
amicizia di Gesù e il suo amore più grande?». “Parlavi di un progetto di condivisione, cioè
di collegamento, di costruzione. Noi dobbiamo andare avanti con i nostri progetti di
costruzione e questa vita non delude. Se tu
ti coinvolgi lì, in un progetto di costruzione,
di aiuto – pensiamo ai bambini di strada, ai
migranti, a tanti che hanno bisogno, ma non
soltanto per dar loro da mangiare un giorno,
due giorni, ma per promuoverli con l’educazione, con l’unità nella gioia degli oratori e
tante cose, ma cose che costruiscono – allora quel senso di sfiducia nella vita si allontana, se ne va. Cosa devo fare per questo?
Non andare in pensione troppo presto: fare.
Fare. E dirò una parola: fare controcorrente.
Sara di Alessandria ha parlato delle sue difficoltà nel mondo del lavoro: «Sono appassionata di teatro e nonostante gli sforzi non riesco a
trovare un’occupazione. Spesso c’è un senso
di sfiducia; come possiamo fare per risollevarci, ritrovare la fede e la forza per lottare?
”Io capisco quello che voi dite della sfiducia
nella vita, anche oggi che stiamo vivendo nella cultura dello scarto. Perché quello che non
è di utilità economica, si scarta. Si scartano
i bambini, perché non si fanno, o perché si
uccidono prima che nascano; si scartano gli
anziani, perché non servono e si lasciano lì,
a morire, una sorta di eutanasia nascosta, e
non si aiutano a vivere; e adesso si scartano
i giovani: pensa a quel 40% di giovani, qui,
senza lavoro. È proprio uno scarto! Ma perché?
Perché nel sistema economico mondiale non
sono l’uomo e la donna al centro, come vuole
Dio, ma il dio denaro. E tutto si fa per denaro”.
Fare controcorrente.
Queste le risposte di Papa Francesco:“Mi danno tanta tristezza al cuore i giovani che vanno
in pensione a vent’anni perché sono invecchiati troppo presto”.
Luigi di Villafranca Piemonte, studente di ingegneria civile al Politecnico di Torino ha raccontato la sua esperienza: «Con un gruppo
di amici abbiamo preso a cuore un progetto
Per voi giovani che vivete questa situazione
economica, anche culturale, edonista, consumista, con i valori da “bolle di sapone”, con
questi valori non si va avanti.
9
Fare cose costruttive, anche se piccole, ma
che ci riuniscano, ci uniscano tra noi, con
i nostri ideali: questo è il migliore antidoto
contro questa sfiducia nella vita, contro
questa cultura che ti offre soltanto il piacere: passarsela bene, avere i soldi e non
pensare ad altre cose. E per finire, vorrei ripetere la parola di
Pier Giorgio Frassati: se volete fare qualcosa di buono nella vita, vivete, non vivacchiate. Vivete!” Da questa esperienza vorremmo portare a
casa il suo sorriso, che ci ha mostrato un
Papa gioioso, che ha voglia di una Chiesa
nuova fatta di umiltà e per tutto questo ci
siamo sentiti fortunati per il dono della fede.
Portare l’Amore nella società, ecco il progetto di Papa Francesco che anche in questa
stupenda giornata a Torino ci presenta una
Chiesa in uscita. Una Chiesa accogliente
che si ferma, sa ascoltare e ti aiuta, ti consiglia, si fa carico di accogliere tutti… una
Chiesa che è madre, con la capacità di andare incontro, cercare i lontani invitando gli
esclusi. Una compagna di strada di quanti
credono e di coloro che ancora sono nella
ricerca di Dio.
Preghiamo per lui, come ci ha chiesto ad ogni
fine incontro, e per la Chiesa, perché attraverso il suo esempio possiamo vivere la bellezza e
la semplicità del messaggio di Cristo.
Così ci sarà più facile capire il significato delle
sue parole:
“La Chiesa non è un rifugio per gente triste.
È la casa della gioia! Ma quella del Vangelo
non è una gioia qualsiasi. Trova la sua ragione nel sapersi accolti e amati da Dio.“
Luisa e Marco
10
Fare
o non fare
C
LA Cresima?
on questo interrogativo abbiamo voluto
iniziare il cammino di preparazione al
sacramento della Cresima che “tradizionalmente” nella nostra parrocchia viene ricevuto dai ragazzi di terza media.
Alcuni dei cresimandi avevano seguito il cammino di catechesi dopo la comunione e quindi
sono giunti a questo momento con già le idee
chiare, ma per tutti gli altri l’invito a partecipare al
cammino di preparazione è giunto proprio come
una provocazione: “Se non sai cosa sia questo
sacramento e vuoi capire se “fa per te” l’impegno che richiede, puoi venire agli incontri
organizzati dalla parrocchia di Villar Dora nei
mesi di ottobre e novembre.”
All’invito ha risposto una ventina di ragazzi e
qualcuno si è aggiunto ancora a cammino iniziato. Dapprima abbiamo cercato di capire cosa
ci aspettasse, quali fossero le convinzioni dei
ragazzi e delle loro famiglie rispetto alla richiesta di ricevere questo sacramento. Poi, fatta un
po’ di chiarezza, tutti coloro che hanno scelto
di proseguire il percorso sono stati presentati
alla comunità durante la S. Messa “di candidatura”, il 16 novembre 2014.
Con questo gruppo abbiamo provato a ripercorrere la nostra fede, la strada fatta fino ad oggi,
partendo dal Battesimo, e cercato di capire cosa
vuol dire “vivere da cristiani”, prima ancora che
ricevere un sacramento. È stato un cammino intenso, che ha cercato di trasmettere dei contenuti
ed anche delle esperienze; proprio per questo,
oltre agli incontri settimanali, ci siamo fatti aiutare da alcuni momenti prolungati: una giornata
di ritiro in Avvento e due giorni di ritiro in Quaresima. In queste occasioni abbiamo raccolto
testimonianze di differenti vocazioni, sacerdotale
e matrimoniale, e ci siamo interrogati sul senso delle scelte, dalle più semplici e quotidiane a
quelle che cambiano la vita.
In ultimo abbiamo sperimentato la dimensione diocesana del nostro essere cristiani,
partecipando alla S. Messa del Crisma in cattedrale a Susa, il Giovedì Santo: in questa occasione è stato consacrato l’olio che è servito
per la crismazione dei ragazzi. Oltre al nostro
gruppo, c’erano altri gruppi di cresimandi della
diocesi, a mostrarci come il nostro percorso sia
stato analogo a quello di molti altri coetanei.
Con tutte queste esperienze raccolte “per
strada” siamo giunti al 19 aprile: il giorno della S. Cresima, amministrata da mons. Vescovo
nella nostra chiesa parrocchiale.
Guardandovi nei banchi, accanto ai vostri
padrini e alle vostre madrine, ci siamo chiesti
ancora una volta, come accade ad ogni catechista e ad ogni educatore che provi ad accompagnare il cammino di crescita dei ragazzi per un
breve tratto, se siamo stati in grado di mostrarvi
quanto bello e realizzante sia vivere da cristiani.
Magari, nonostante le parole e le esperienze, ci
sarà chi ha deciso di fare la Cresima per tradizione, perché lo fanno tutti, per la festa, ecc;
ma lo Spirito che avete ricevuto sappiamo che
vi accompagnerà nella vita e, al momento giusto, saprà guidarvi nelle scelte migliori per il
vostro futuro.
Alessia e Roberto
io che facciamo,
Q uesto è l’augur gazzi:
ra
di cuore, a tutti i
camminare sulle
vi auguriamo di
e
sorretti dalla fede
strade della vita
a
Gesù, imparando
o
dalla presenza di
im
ss
lli
vita come un be
leggere la vostra
ie
az
Spirito realizza gr
capolavoro che lo
di ciascuno.
alla disponibilità
11
IL NOSTRO CAMPO ESTIVO
S
arà capitato a molti di leggere Momo,
il romanzo dello scrittore tedesco Michael Ende pubblicato nel 1973. Sarà
capitato ad alcuni, come a chi scrive, di aver
visto il film d’animazione Momo alla conquista del Tempo, uscito nel 2001 a cura del
regista Enzo d’Alò. Ma a ben pochi sarà capitata la fortuna di vivere un’avventura di
un’intera settimana immersi completamente
in questa storia.
Questa fortuna l’hanno avuta i ragazzi delle elementari e delle medie che quest’anno
hanno partecipato al campo estivo di Bar
Cenisio, preparato dagli animatori dell’oratorio parrocchiale. Per tutta la settimana
(dal 12 al 19 luglio per le elementari e dal
19 al 26 per le medie) i ragazzi si sono
trovati ad incontrare personaggi, vivere
pezzi del romanzo, scontrarsi in grandi
giochi, af f rontare lunghe gite e vivere
speciali av venture.
senza qualcuno che
sappia condurci per
mano lungo in nostro
cammino,
qualcuno
come Gesù.
Così, ogni giorno, i ragazzi insieme ai loro animatori hanno imparato a conoscere, attravervso la preghiera, qualcosa in più su Gesù,
e si sono impegnati, grazie anche al tema
del tempo proposto dalla storia di Momo, a
capire che la vera ricchezza che noi uomini
abbiamo non è determinata dal denaro che
ci sta in tasca, ma piuttosto dal tempo che
spendiamo per gli altri e insieme agli altri.
In questa settimana abbiamo imparato, noi
animatori insieme ai ragazzi, quanto prezioso
è ogni istante che ci passa tra le mani, poiché
ogni istante che regaliamo agli altri rimarrà per
sempre impresso nel nostro cuore.
Fabio
Ma non solo. Perché l’esperienza di Bar Cenisio non è solo vivere una storia da raccontare
a papà e mamma una volta tornati a casa, ma
è vivere un pezzo di vita. E la vita sappiamo
che non è possibile viverla senza una guida,
12
uella di Bar Cenisio è
un’esperienza da consigliare
a tutti i ragazzi! In questa
settimana ci si può avvicinare a Dio
divertendosi e giocando insieme.
Q
IL PRESENTE, il mercoledì l’ESSENZIALITA’ e la
SEMPLICITA’, il giovedì FIDUCIA, FEDE e SEQUELA, il venerdì il CORAGGIO DI ESSERE SE
STESSI, il sabato SOLIDARIETA’ E PROVVIDENZA, la domenica finale la GIOIA.
Gli animatori scelgono un tema che sarà l’argomento della settimana; quest’anno abbiamo seguito Momo alla conquista del tempo.
Ogni sera parlavamo della giornata trascorsa
e ci veniva dato un nastro colorato che rappresentava il tema di quel giorno: il giorno
dell’arrivo l’ACCOGLIENZA, il lunedì ASCOLTO
e AMICIZIA, il martedì la CAPACITA’ DI VIVERE
Durante la settimana si fanno molte attività,
tra le quali gite e giochi notturni. Il venerdì
sera, secondo la tradizione, si fa la veglia alle
stelle. Che cos’è? E’ una serata dedicata alla
preghiera; dopo una caccia al tesoro che dura
dal mattino al pomeriggio, la sera si prega,
si canta e si gioca intorno al falò.
Arianna F, Martina D.B., Martina M.
Continua da pagina 1
Concludo con alcune parole sui
giovani che debbono toccare la
sensibilità di tutti nel sentirsi Chiesa:
• Superate l’apatia:
“Che nessuno disprezzi la vostra
giovinezza, ma imparate ad essere
modelli nel parlare e nell’agire.
Vi chiedo di essere costruttori
dell’Italia, di mettervi al lavoro per
un’Italia migliore. Non guardate dal
balcone la vita, ma impegnatevi,
immergetevi nell’ampio dialogo
sociale e politico…
Questo nostro tempo richiede di
vivere i problemi come sfide e non
come ostacoli, il Signore è attivo e
all’opera nel mondo”.
“Vi raccomando anche, in maniera
speciale, la capacità di dialogo
e d’incontro. Dialogare non è
negoziare. Negoziare è cercare
di ricavare la propria fetta della
torta comune. Non è questo che
intendo. Ma è cercare il bene
comune per tutti…
Ricordatevi inoltre che il miglior
modo per dialogare non è quello
di parlare e discutere, ma quello di
fare qualcosa insieme, di costruire
insieme, di fare progetti...”
Ecco quattro
consegne
che il Papa ci affida:
1) L’umanesimo cristiano è
Gesù di Nazaret - uomo /Dio.
2) Una Chiesa inquieta
non ferma su se stessa.
3) Dialogo con tutti,
senza paura di esporsi troppo.
4) Giovani:
non guardate dal balcone!
Impegnatevi, immergetevi.
Don Pier Luigi Cordola
13
Festa di
inizio attività
D
GITA A
COLLE DON BOSCO
9 MAGGIO 2015
omenica 11 ottobre si è svolta la festa
di inizio attività del nostro oratorio.
Alle 10.30 i bambini e i ragazzi si sono
incontrati prima della Messa per preparare
una funzione colma di sorprese e di importanti messaggi.
La Messa è cominciata con l’accoglienza dei
bimbi della prima elementare, i quali con
l’inizio della scuola si apprestano altresì ad
intraprendere un cammino volto alla conoscenza della vita di Gesù: il catechismo. Si
sono presentati portando con sé un lumino
acceso che hanno offerto all’altare a significare la luce che li accompagnerà nel loro
cammino, aiutati dai giovani animatori; si è
più forti insieme.
Un secondo momento importante è stato
quello in cui i bambini delle elementari e i
ragazzi delle medie, davanti all’altare, hanno
legato assieme i cordini colorati di cui sono
stati dotati prima della Messa, formando
una lunga corda avvolta poi intorno al Cristo. Questo momento ha voluto trasmettere
come un progetto possa giungere a compimento solo se condiviso e portato avanti insieme agli altri e con la presenza di Gesù; si
è più forti insieme.
Lo stare insieme e la condivisione sono stati espressi anche nel terzo momento della
Messa per i ragazzi; gli animatori hanno te-
nuto assieme una rete piena di pesci a simboleggiare il ruolo di questi giovani nei confronti dei più piccoli, rafforzati poi nel loro
compito dalla presenza degli ragazzi “aiuto
animatori”, i quali uno ad uno si sono uniti ai
più grandi per sorreggere con più forza le reti
da pesca; si è più forti insieme.
Dopo il pranzo presso l’oratorio con l’ormai
collaudata formula “ognuno porta qualcosa”, gli animatori insieme ai ragazzi “aiuto”
hanno animato un bellissimo pomeriggio di
gioco presso l’area sportiva della parrocchia
dove hanno organizzato una riuscitissima
“ORAOLIMPIADI” a quattro squadre con la
partecipazione di bambini, ragazzi e genitori; si è più forte insieme e ci si diverte anche
molto di più.
Non resta che augurare a tutti un buon cammino di fede all’insegna della gioia e di una
grande amicizia!
Paola
Don Pier Luigi e gli animatori hanno accompagnato
un nutrito gruppo di bambini e ragazzi del nostro
oratorio a Castelnuovo Don Bosco. È stata una bella
occasione per respirare l’aria dei luoghi che hanno
ispirato San Giovanni Bosco verso la sua futura
missione pastorale. Anche la nostra parrocchia
ha così celebrato il santo salesiano, amico dei giovani
nel bicentenario della sua nascita.
14
15
INS
ERT
GITA PARROCCHIALE 2016
CASTELLI,
BORGHI E CITTÀ DELLA
VALLE D’AOSTA
Programma di massima
Ingresso in Valle d’Aosta e salita verso il
massiccio del Monte Rosa sino a Gressoney
Saint Jean (1.400 m)
Visita guidata del Castel Savoia, che si
differenzia dagli altri castelli valdostani per
i suoi dipinti, decorazioni e fregi in perfetto
stato di conservazione ed è stato il luogo
di soggiorno privilegiato della
Regina Margherita
Partecipazione alla S. Messa nella bella
chiesa parrocchiale di Gressoney
Pranzo libero a Fenis, o al ristorante
o al sacco
Nel pomeriggio proseguimento oltre Aosta
siano a Sarre; ingresso e visita guidata al
Castello Reale, dimora di caccia privilegiata
di Vittorio Emanuele II
Ritorno verso Aosta dove si potrà godere di
un po’ di tempo libero; per chi lo desidera vi
sarà la possibilità di visitare insieme
la città per riscoprirne gli aspetti artistici,
storici e curiosi
Vi attendiamo numerosi
per trascorrere insieme
una giornata in armonia!
16
San Rocco
RITROVATO
L’ inaugurazione della cappella di San Rocco
celebrata al termine dei preziosi interventi
conservativi e di restauro artistico.
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PEC
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Tabernacolo
RADIOSO
U
n luogo ritrovato, un rifugio
dell’anima restituito il 16
agosto agli abitanti di Villar
Dora che gioiscono, nel giorno della festa di San Rocco, presso la cappella settecentesca a lui dedicata.
I partecipanti all’inaugurazione delle
ore 10.30, con successiva Messa solenne, potranno ricordare ai posteri
di aver celebrato una tappa saliente
nella storia villardorese. Sovente, può capitare d’avere sotto il naso
dei tesori senza nemmeno conoscerne il
valore, almeno finché quest’ultimi rischiano di scomparire nell’incuria del tempo.
Così non è stato per la cappella di San Rocco
che ha visto negli ultimi anni un costante
e progressivo interessamento, a partire da
don Luigi Chiampo arrivando fino ai giorni nostri con l’ardito progetto del consiglio pastorale parrocchiale per gli affari
economici che nel 2014 avviava i lavori di
ristrutturazione.
Don Pier Luigi lo ha ribadito più volte, i
villardoresi hanno recuperato un luogo di
culto prezioso, non soltanto dal punto di vista conservativo, storico e artistico, ma soprattutto nella dimensione dell’accoglienza
spirituale. A partire dalle Messe feriali, si
vuole offrire un legame familiare forte, per
garantire un terreno di crescita, volto all’unità della Chiesa locale e universale. Non
è mancato l’incoraggiamento del priore in
questa direzione, sia in ambito parrocchiale che civile per un sano e proficuo sviluppo della comunità villardorese, a fronte di
rancori e divisioni che talvolta appesantiscono il percorso umano dei singoli.
A tal riguardo, don Pier Luigi ha citato un
esempio luminoso di testimonianza cristiana, ricordando l’immagine preziosa della
signora Ada Bugnone Turcol, prematuramente scomparsa a fine luglio e compianta
da tutta la comunità. Una presenza contraddistinta da delicatezza e fede d’altri
tempi, scevra da maldicenze, alimentata da
una concreta e dinamica vita lavorativa e
spirituale, sorretta dall’incontro frequente
con Gesù Eucarestia. La cappella di San Rocco ha riaperto le sue
porte a tutti, custode del tempo e tabernacolo radioso di Villar Dora, vi attende per
le Sante Messe feriali mentre al giovedì
per l’adorazione pomeridiana, i vespri e la
Celebrazione Eucaristica serale. Un’area di
ristoro spirituale immersa nella quotidianità del paese che può aiutare ciascuno nel
cammino, non di rado faticoso, della vita.
Approfittatene.
Dario
OS
PEC
IAL
E
Don Pier Luigi ricorda con gratitudine
i funzionari e le maestranze che hanno
lavorato con dedizione al recupero
conservativo e artistico della cappella
di San Rocco.
• Dott.ssa VALERIA MORATTI
soprintendenza ai beni storici e artistici.
Un sentito ringraziamento
va a tutti i benefattori che,
con offerte e sostegno
volontario, hanno contribuito
alla realizzazione di questo
importante progetto.
• NELSON Restauri
restauro della tela di San Rocco.
• SACCO COSTRUZIONI
Opere edili di restauro,
risanamento e consolidamento.
• Dott.ssa Raffaella Bianchi
restauro dell’altare storico, ancona e tela di San Rocco.
• Ing. CANTORE
Impianti elettrico, acustico, anti-intrusione.
• Società RAVA & C.
restauro del crocifisso ligneo.
• Sig. TABONE ANDREA
Impianto termico e idraulico.
• Arch. MAURIZIO BARATTA
progettista e responsabile lavori.
•
Sigg. PAOLO BESSONE e CLAUDIO ALBANO
restauro del portale d’ingresso,
scala a chiocciola lignea,
bussola d’ingresso, ambone.
CHIESA DI SUSA:
NESSUNO ESCLUSO
S
USA – Nella Diocesi di Susa nessuno è escluso. O per lo
meno ci si prova. Questo è stato il tema dell’Assemblea che
si è tenuta venerdì 9 e sabato 10 ottobre tra la cattedrale
e Villa San Pietro. Organizzata anche quest’anno dalle associazioni
laicali insieme al Vescovo e ad alcuni sacerdoti della nostra Chiesa,
la riflessione dalla quale si è partiti è stata proprio la necessità di
interrogarsi su quanto la Chiesa segusina sia accogliente nei confronti del prossimo.
BILANCIO A CONSUNTIVO DEI LAVORI DI RESTAURO DELLA CAPPELLA DI SAN ROCCO
Gli importi di spesa della tabella 2 sono comprensivi di IVA (10% - 22 %) e tributi vari.
TABELLA 1
C.E.I. 8 ‰
Vescovo S.E. Alfonso
Badini Confalonieri
Parrocchia Villar Dora
Comune di Villar Dora
ENTRATE
in euro
73.351,00
5.000,00
24.000,00
(Legge Regionale n° 15/89)
19.000,00
Benefattori
28.000,00
Offerte 2014
7.578,00
Offerte 2015
3.470,00
Altro
TOTALE ENTRATE
24.900,00
185.299,00
TABELLA 2
Opere edili di restauro, risanamento
e consolidamento
USCITE
in euro
135.022,40
Restauro: altare storico, ancona,
tela San Rocco Crocifisso
31,502,00
Impianti: elettrico, acustico,
antiintrusione
15.700,00
Impianto termico e idraulico
9.179,50
Spese tecniche di progettazione:
architettonico, strutturale, impianti
Allacciamenti ai servizi:
Smat, Italgas
14.591,20
2.068,32
TOTALE USCITE
208.063,42
Debito rimanente
- 22.764,42
La serata di venerdì è cominciata in modo assolutamente gioioso
e canterino anzi, alcantarino, con suor Katia Roncalli (il cognome
evoca il Papa omonimo di cui è parente) delle suore francescane alcantarine. Giovani della diocesi insieme ai responsabili della
Pastorale Giovanile hanno organizzato la serata, che ha alternato
momenti di formazione a partire dal vangelo di Marco, capitolo 19,
versetti 1-10 che ha portato il giovane uditorio subito dietro Gesù,
oltre le mura inespugnabili di Gerico, a momenti di canti e danze
di lode a Dio. Un’occasione che, a detta di chi c’era, è stata davvero toccante, oltre che, per molti, un primo step per prepararsi alla
prossima Giornata Mondiale della Gioventù.
Il giorno dopo l’appuntamento è stato invece a Villa San Pietro
con l’apertura dell’assemblea a cura di Angela Pangia, presidente
dell’Azione Cattolica diocesana, e monsignor Vescovo, il quale ha
introdotto le riflessioni della giornata che volevano invitare ad applicare le tre virtù teologali: la fede, la speranza e la carità. Temi, tra
l’altro, che saranno ripresi anche dal prossimo convegno nazionale
di Firenze. Poi ancora suor Katia Roncalli che ha aiutato a riflette
sulla necessità prima di tutto di accogliere Dio nella propria vita; il
professor Ezio Aceti invece, con una dialettica catalizzante, ha parlato dell’accoglienza delle fragilità a partire dalla sua esperienza di
psicoterapeuta dell’età evolutiva. Ha fatto un’analisi delle debolezze
che molto più facilmente si trovano all’interno di una famiglia e nel
rapporto tra adulti e figli.
A metà giornata c’è stata la possibilità di pranzare tutti insieme con
un ricco buffet che ha riunito laici e religiosi della Chiesa di Susa per
far sì che la nostra comunità possa crescere anche durante momenti semplici come quelli che si vivono intorno a un tavolo.
Nel pomeriggio, ancora, don
Marco Prastaro ha guidato l’ultima riflessione utile per imparare
ad accogliere gli altri, alla luce
della sua esperienza missionaria.
Poi le testimonianze: Fabrizia
di Almese a parlare dell’accoglienza ai richiedenti asilo che
la comunità sta sperimentando
in questi mesi;
Maria Teresa di Tavola Amica,
realtà che da trent’anni, ogni
giorno, accoglie chi ha bisogno
di un pasto caldo e oltre al cibo dispensa sorrisi e parole di conforto;
Blerina del Centro Aiuto alla
Vita che ha raccontato la sua
esperienza di mamma straniera, sola in Italia, supportata dai
volontari del centro ed ora a
sua volta coadiuvante;
infine suor Angelina della Casa
Famiglia di Sant’Antonino.
Sono state scelte queste realtà
per entrare nel concreto della
nostra realtà di Chiesa locale e
per vedere che cosa già si sta
facendo nell’accoglienza di Dio,
degli altri e delle conseguenti
fragilità.
A fine giornata si è poi celebrata la S. Messa nella cattedrale,
essendo anche il giorno della
sua dedicazione.
Anna
17
Appunti
fotografici
Le prim e
com unio ni
Le cresim e
Flash di vita comunitaria
Gita
ad AnNEcy
Madon na
del carmin e
Corpus
Domini
Mese Marian o
18
anniversari
Di Matrimonio
19
“Santa Impresa”
dai Santi Sociali alla
Città Metropolitana di Torino
Q
uella di sabato 26 settembre nel castello di Villar Dora è stata una serata d’eccellenza, avente per tema
la vita e le opere di alcuni santi sociali
piemontesi. L’ing. Alessandro Antonielli
d’Oulx ha accolto, in qualità di padrone
di casa, un numeroso pubblico, segnalando l’impegno che la conservazione di un
siffatto bene architettonico comporta, “…
spesse volte in assoluta solitudine…”.
Alle parole del conte Antonielli d’Oulx ha fatto
seguito la lettura, da parte di Beatrice Marzorati e Davide Schiaccianoce, di testi tratti dallo spettacolo Santa Impresa scritto da Laura
Curino. A duecento anni dalla nascita di don
Bosco, quest’opera teatrale ci parla dell’intelligenza, dell’impegno e della fede di quegli uomini straordinari definiti comunemente “santi
sociali”. Essi, nella Torino del XIX secolo, si
presero cura soprattutto dei giovani piemontesi e, segnatamente, torinesi.
Il loro elenco è lungo: partendo da Giovanni
Bosco, possiamo ricordare Domenico Savio, Giuseppe Cottolengo, Francesco Faà
di Bruno, Giuseppe Cafasso, Luigi Orione,
Giulia di Barolo, Leonardo Murialdo, Pier
Giorgio Frassati, Giuseppe Allamano.
Nessuna regione come il Piemonte, afferma Laura Curino, ha
avuto tra il 1811 (nascita
di san Giuseppe Cafasso) e il 1888 (morte di
don Bosco) una così
alta concentrazione di
santi imprenditori.
20
Il presidente della Commissione Cultura
della Regione Piemonte, Daniele Valle, ha
fatto notare che in quell’epoca lo Stato era
percepito in modo differente da quello dei
giorni nostri e la Chiesa era, altresì, profondamente diversa. I santi imprenditori
realizzarono opere immense dedicate alle
persone, per mitigare la sofferenza umana,
in un’epoca di grandi cambiamenti.
In seguito è intervenuto don Luigi Chiampo,
fondatore e presidente della Cooperativa Sociale Amico, da anni al fianco delle persone
disagiate. Egli ha evidenziato le contraddizioni dell’attuale società costituita da individui
iperconnessi eppure spesso soli, che buttano via il pane mentre c’è gente che muore di
fame, ossessionati dal PIL, dalla competitività
che genera lo scarto e, quindi, l’emarginazione.
Mauro Carena, Sindaco di Villar Dora e Consigliere Delegato della Città Metropolitana,
in fine serata ha tratto le conclusioni, evidenziando la necessità di immaginare e adottare
soluzioni, ad esempio, alle migrazioni e agli
aspetti negativi dello sviluppo economico,
per attuare strategie energetiche rispettose
dell’ambiente e che non provochino cambiamenti climatici disastrosi. In conclusione,
egli ha affermato che la santa impresa odierna è quella che ognuno
di noi quotidianamente porta
avanti, essendo il mondo come
un grande cortile dove ciò
che accade è come se
avvenisse in casa nostra.
Carlo
SOLIDARIETÀ
E RISPETTO
FRA GENERAZIONI
L
e statistiche lo evidenziano chiaramente: stiamo diventando una società
di anziani, con le conseguenti problematiche nel merito della gestione economica e, soprattutto, solidaristica che siffatta
nuova realtà comporta. Non casualmente,
la frequentazione di una “casa protetta”
per anziani, unitamente ad altri ambiti di
volontariato ed alla personale conoscenza
di persone alle prese con la loro solitudine
e sofferenza, mi hanno suggerito la stesura di un libriccino dove si tratta, appunto,
dell’argomento in oggetto. Denominatore comune fra le predette righe è l’accorato invito
contro la “cultura dello scarto”, come la
chiama papa Francesco, menzionando in
proposito le fasce deboli degli anziani al cospetto di un mondo, sempre più improntato all’insegna di chi produce, che possiede
molto e persegue strenuamente la visibilità.
Il 30% degli anziani vive solo e sovente
in isolamento. In Piemonte circa un quarto
dei residenti ha superato i 65 anni; solo il
20% della popolazione nostrana è costituito
da giovani fra gli 0 e i 19 anni, mentre già nel
2030 la percentuale degli over 65 salirà al
36%, ipotecando una buona fetta dei bilanci
pubblici, peraltro già attualmente in crisi nei
settori dell’assistenza e della sanità. Urge affrontare seriamente il problema ma, siccome
ci si sforza di pensare ad altre cose “meno
severe” e tutto, media in primis, tende a
mostrare vetrine sempre giovani e luccicanti
per catturare populisticamente l’attenzione
della gente, della vecchiaia si parla poco,
facendo contestualmente le corna quando
ci si riferisce ad essa. Eppure….si tratta del
normale percorso di ognuno.
Per la verità nei nostri paesi, dove ci si conosce (o meglio ci si conosceva) pressoché
tutti personalmente, i rapporti interpersonali sono diversi e rivestono ancora sembianze
“umane”, contrariamente alle grandi città dove
si è anonimi anche sullo stesso pianerottolo di
scala; ma oggi, anche da noi, talvolta non è
più così. La società rurale, dove sinergie operose, comunioni praticate nei lavori dei campi
e famiglie patriarcali in cui l’aggregazione era
senz’età, non esiste quasi più. Sovente si trova
lavoro lontano dal proprio paese, con implicite
difficoltà nel tenere in casa gli anziani o addirittura di intrattenere con gli stessi quel minimo di relazione che ne favorisca l’integrazione
evitando l’abbandono. Frequentemente sento
profferire dalle persone anziane del paese la
frase scontata “non conosco più nessuno:
sembra di vivere in città”.
Pensare che potenzialmente siamo tutti
esposti a difficoltà e malattie, mentre è scontato il traguardo dell’anzianità qualora non vi
sono incidenti di percorso, dovrebbe indurci
a riflettere ed a sognare un mondo più umano, dove nessuno venga “rottamato” e chi
è anziano possa continuare a esercitare il
suo diritto-dovere di vivere con entusiasmo,
pienamente integrato in quel contesto dove
ha speso l’avventura del tempo. Stipulare
un patto generazionale di solidarietà è il migliore investimento su noi stessi in quanto
sottintende usufruire della più prestigiosa
banca dell’umanità: quella dell’amore, della
giustizia sociale e della carità.
Elisio
21
Memorial
DON ALDO
RABINO
Villar Dora - 17 ottobre 2015
S
abato 17 ottobre il campo parrocchiale
di calciotto di Villar Dora si è riempito
di giovani per il torneo Memorial don
Aldo Rabino, improvvisamente scomparso lo
scorso 18 agosto. Un modo per riunire giovani, sport e famiglie, tre delle componenti
di vita che don Aldo, storico cappellano del
Torino Fc, riteneva potessero sostenere e
temprare i giovani che lui, salesiano fino nel
midollo, amava più di se stesso.
Si sono sfidati dapprima i ragazzi degli oratori,
poi la Bvs e l’Unione Valle di Susa e infine
derby tra Torino FC e Juventus FC finito 0 a
0 nonostante il grande ed educato tifo a bordo campo. Dopo il pomeriggio di gioco don
Pier Luigi Cordola ha celebrato la S. Messa
al centro del campo, insieme ai ragazzini che
si sono ritrovati per disputare le loro gare.
Così come don Aldo avrebbe voluto.
Alla cerimonia hanno preso parte gli organizzatori del circolo parrocchiale dedicato
alla gestione del campo, la famiglia Gerbi, gli ex granata Franco Ermini e Rosario
Rampanti, Paolo Anselmo, responsabile
del settore giovanile dell’Union Valsusa e
Chiara, una nipote di don Aldo. Tutti hanno
ricordato la figura del sacerdote cercando di
BOZZA LOGO CALCIOTTO VILLAR DORA - IN APPROVAZIONE
far capire ai giovanissimi
che è importante
11-11-2014
essere campioni sui campi di calcio ma anche nella vita. Il pomeriggio di festa si è poi
concluso con le premiazioni dei piccoli atleti
classi 2005-2006 e con una merenda finale
ad evidenziare, ancora una volta, che è l’amicizia ciò che conta.
A.Oli.
www.calciottovillardora.it
22
23
Perché non siete rimasti nel vostro Paese?
[DW] Noi siamo qua per una cosa molto dif-
Benkadì
(insieme è meglio)
C
ome AC di Almese e Villar Dora quest’anno
abbiamo scelto di vivere una serie d’incontri con i ragazzi africani presenti sul nostro
territorio. Si tratta di serate preparate insieme con
alcuni di loro e rivolte agli italiani ed agli ospiti della
casa di Almese che lo desiderino: momenti preparati insieme, noi e loro, con pari dignità. Stanchi del
“sentito dire”, nasce il desiderio di guardare in faccia
“l’altro”, per poter aprire una finestra su questo mondo che cambia, e che ogni persona guarda dal suo
punto di vista, con le sue preoccupazioni e le sue speranze: vissuti che troppo spesso non ci raccontiamo.
Quando don Pier Luigi ha proposto l’articolo per il
bollettino sugli incontri, ho iniziato a pensare a cosa
scrivere...poi ho fatto dietrofront. Anche l’articolo va
scritto a più mani.
È nata così una serata davanti ad un caffè con Abdul Karim [AK], Doumbia [DO], Diawara [DW] e
Sisoco [SI] per prepararlo. Quello che leggerete non
è nient’altro che un incontro “tipo” di quelli che vorremmo proporre a tutti i lettori nei prossimi mesi.
Una volta scoperto che cos’è un bollettino e spiegato loro che arriva in tutte le case dei villardoresi, gli
stranieri non hanno avuto dubbi: “Facci le domande
che si fanno gli italiani!”. Siamo allora partiti e siamo
andati diretti.
Riporto le risposte così come pronunciate, senza tagli o modifiche. Insieme si parla un italiano sovente
essenziale, che va all’osso.
Stefano
24
fotografie: Paola Di Salvo
ficile: la vita. Per salvare la nostra vita.
C’è chi scappa dalla guerra, altri dalle lotte
familiari, altri dalla miseria: ognuno scappa da qualcosa che non poteva più sopportare. Qualcuno pensa che nei nostri
Paesi non ci sia più la guerra, è falso; è
una pace di facciata, politica. In Africa la
guerra è costante. Nel mio paese [il Mali]
c’è un attacco terroristico ogni settimana:
la settima scorsa cinque morti, quella prima quattro. Il leader della guerriglia paga
i poveri per uccidere le persone, i poveri
con la guerra non possono dare da mangiare ai bambini, non possono dire di no.
Quando i terroristi arrivano in un paese
per prima cosa cercano l’Imam o il capo
del villaggio e lo uccidono, per spaventare la comunità. A volte arrivano sulle
piazze con il kalashnikow nascosto sotto
i vestiti e all’improvviso iniziano a sparare
senza guardare, sulla folla, a caso. Cercano i bambini per interrogarli, per farsi
dire dove si trovano le persone. Buttano
mine antiuomo dappertutto. Noi siamo
scappati, siamo dovuti scappare.
[DO] Sono scappato dalla guerra. Ho visto
cose brutte… troppo brutte, io non posso raccontarle perché sono troppo brutte, certe cose tu le credi solo se le vedi.
Sono stanco della guerra, io ho cercato la
pace anche in altre nazioni africane prima di arrivare in Europa, ma non è stato
possibile. La guerra mi seguiva in Africa.
Non ho mai cercato l’Italia, ho sempre e
solo cercato un posto per stare bene, per
avere stabilità e pace.
[AK] Siamo qua per vivere felici, per sorride-
re alle persone. Cerchiamo la pace per
prima cosa, non siamo turisti. Siamo qua
perché abbiamo visto troppe cose tristi.
Non mi piace parlare della mia storia
perché penso che avevo un padre e che
oggi non c’è più: è morto nel deserto fra il
Niger e la Libia. In Costa d’Avorio c’era la
guerra, mio papà è voluto scappare con
me e mio nipote. Quando lui è morto
abbiamo perso la speranza, la voglia
di vivere. Arrivati in Libia un amico mi
ha aiutato, poi anche lui è stato ucciso.
Non sapevo più cosa fare. Mi hanno
detto che l’unica cosa che potevo fare
era fuggire, prendere la barca. Per me
è difficile. Adesso ho deciso di parlare un po’ con voi, ma quando penso a
mio papà e penso che lui non è qui, sto
male. Siamo scappati da una guerra
che ha ucciso mio fratello e colpito mia
mamma che poi è morta. Ora sono
qui: è così, io non posso spiegare
bene, è la vita, io non potevo fare altro. Ora sono in Italia con mio nipote,
non abbiamo più famiglia, ma questa
è la mia vita.
Dopo il racconto di Abdul Karim nella stanza c’è un silenzio straziante. Il suo racconto
è stato lungo, ha scelto di parlare in italiano, ogni singola parola che ha pronunciato
l’ha cercata con cura. Ha parlato con calma,
chiaramente commosso, guardando un punto
fisso per terra. Anche gli altri ragazzi guardano a terra. Quando egli termina di parlare,
nessuno rompe il silenzio. Io mi impongo di
stare zitto, per rispetto. Avrei però voglia di
fare subito un’altra domanda, di versare da
bere, di cambiare discorso. Avrei voglia di ingannarmi, di credere che Abdul Karim ama
suo papà in modo diverso da come io amo il
mio, di credere che sia una storia avventurosa
di un film e non la vita dell’uomo che mi sta
davanti. La serata riprende, ma ora sono io a
fare fatica ad alzare lo sguardo.
Ma dopo tutto quello che avete visto,
amate ancora il vostro Paese?
[DW] Sì, io vorrei tornare al mio Paese, ma senza guerra!
[AK] Amo la Costa d’Avorio, è il mio Paese!
Sull’immagine del mio profilo facebook
ho messo la cartina della Costa d’Avorio.
25
In questi giorni ci sono le elezioni, io scrivo
su facebook per dire la mia, per sperare in
un cambiamento. Non voglio più vedere
militari e dittature sostenute dalla Francia
al governo, voglio una democrazia. Per me
il mio Paese passa davanti a tutti gli altri,
abbiamo un solo Paese: per te è l’Italia,
per me è la Costa d’Avorio, è un amore
che è nato con noi. Mi manca la mia casa,
da noi la famiglia mangia insieme tutti i
giorni, si chiacchiera. In Africa quando c’è
la pace, la vita è dolce.
Qua c’è crisi e voi venite a rubarci il lavoro!
[AK] Se volevo rubare il lavoro, o altro, restavo in
Africa. Io qua voglio vivere in pace. Voglio
avere una seconda possibilità dalla vita: voglio stabilità, tranquillità. Cerchiamo quello
che cerca qualsiasi altro essere umano.
[DO] Io non voglio prendere il lavoro di altri, se
c’è un lavoro che nessuno fa, io faccio
quello. Qua forse mancano dei lavori che
in Africa ci sono. A me piacerebbe insegnare teatro ai bambini, in Costa d’Avorio
lo facevo.
Alcuni hanno paura…
che guardiate le ragazze!
[DO] Ahhh… grazie! Io questa cosa l’ho capita
sai, ma nessuno ha mai avuto il coraggio
di dirmela! È normale che una mamma
pensi questo: se si preoccupa, è normale!
Ma io penso che non bisogna mai far crescere troppo le preoccupazioni, in Africa
c’è un proverbio che dice “La situazione
si vive… non si dice”. Non bisogna esagerare le situazioni. Può capitare che qualcuno cerchi una ragazza italiana, ma non
vogliamo “prendere” le ragazze! Ci comportiamo come da noi: non vogliamo fare
cose brutte, e poi non si guardano mai le
ragazze già fidanzate o le donne sposate!
[AK] È anche normale che qualcuno di noi pensi ad avere un giorno una famiglia. E poi (si
mette a ridere) voi italiani, voi europei volete
tutti diventare rossi! Sì, sì rossi… abbronzati! Se uno di noi trova una moglie italiana, i figli saranno abbronzati, per sempre!
26
Ma in Africa cosa si dice dei bianchi?
[DO] Dipende dai posti, in tante città c’è inte-
grazione e si lavora insieme, in altri villaggi si ha paura. Ti racconto una cosa:
da piccolo vivevo in un villaggio e ogni
tanto arrivava un turista bianco...io volevo toccare la sua pelle, ma non l’ho mai
fatto, avevo troppa paura! Pensavo che i
bianchi fossero caduti giù dal cielo, mi
facevano troppa paura!
Ricevete 2,5 € al giorno…
ma tutti avete un cellulare!
Perché non spendete meglio i soldi?
[DO] Ci sono tante persone che ci danno tanto,
sono gentilissime. Ma il cellulare è mio.
È l’unica cosa mia, privata. I vestiti che
arrivano alla casa ce li scambiamo fra
noi e anche tutto il resto, ma il cellulare no. Non lo impresto a nessuno,
dentro ci posso mettere le foto della
mia famiglia, dei miei amici e la mia
musica. Mi serve per parlare con la
mia famiglia (mi serve uno smartphone, così uso internet e spendo poco),
mi serve per guardare la televisione
Ivoriana. È vero che con i nostri soldi potrei comprarmi ad esempio delle
scarpe, ma poi mica posso parlarci insieme! Non posso mettermi a guardarle per dimenticare i pensieri!
[AK] Facebook per me è essenziale. Posso par-
lare con i miei amici d’infanzia. E poi nei
telefoni moderni ci sono i videogiochi, la
musica… ci servono a non pensare. Se
non ho voglia di parlare… uso il cellulare,
mi nascondo. Serve per non avere pensieri… ci sono pensieri alti e pensieri bassi, a
volte mi servono i pensieri bassi!
Mi raccontano poi che per acquistare i cellulari hanno fatto delle collette, in modo che
sin da subito almeno qualcuno avesse uno
smartphone per comunicare con l’Africa attraverso internet e poi, mese per mese, ognuno
l’ha potuto comprare.
[AK] Quando prendo il pullman per andare
a scuola ad Avigliana a volte vedo che
qualcuno mette la borsa sul sedile di
fianco per non lasciarlo libero… oppure
se mi siedo vicino fa così (e imitata una
persona tutta rannicchiata sullo spigolo di
una sedia che stringe le sue cose). Non è bello,
a me fa male.
Non dovete avere paura: noi scappiamo
dal male, non vogliamo fare il male.
[DW] A me capita che saluti ad Almese le per-
sone vecchie e loro non mi rispondono. Io
ho rispetto degli anziani, so che non devo
dire “ciao”, ma “buongiorno”… ma mi fa
male che non mi rispondano lo stesso.
[DO] In Africa si dice che se uno ha paura di
prendere un coltello in mano e lo prende…. di sicuro si taglierà ! La paura è cattiva, non fa mai bene!
Io lo so che ci sono tanti italiani che non
hanno proprio bisogno di noi, ma noi
abbiamo bisogno di loro! Non del lavoro,
delle ragazze, dei soldi o dei vestiti: ma
per capire, per chiacchierare, per una
stretta di mano… senza dare fastidio…
e se poi quel giorno lì non avete voglia di
parlare basta dire “Nero… fermo lì !!!”
(e tutti giù a ridere)
Abdul Karim, Doumbia, 11-11-2014
Diawara, Sisoco
BOZZA LOGO CALCIOTTO VILLAR DORA - IN APPROVAZIONE
Se volete conoscere le date e gli orari dei prossimi incontri promossi dall’Azione Cattolica
inviate una mail a:
[email protected]
oppure chiedete informazioni a don Pier Luigi
o a Stefano (3343632379)
BILANCIO CONSUNTIVO
RIQUALIFICAZIONE
AREA SPORTIVA PARROCCHIALE
COPERTURA ECONOMICA
CAPITOLO DI SPESA
Comune di Villar Dora
(importo dovuto a seguito
della permuta di via Almese)
20.000,00
Opere edili
e impianti
Diocesi di Susa (dall’8x1000)
40.000,00
Progettazione
Parrocchia
25.000,00
Oneri urbanizzazione
Benefattori
180.000,00
Contributi vari
59.000,00
Prestiti
90.000,00
TOTALE
414.000,00
214.265,00
9.000,00
12.535,00
Campo sintetico
154.000,00
Illuminazione
24.200,00
TOTALE
414.000,00
Cosa dite agli italiani che hanno paura di voi?
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Anno Santo 2015-2016
GIUBILEO DELLA MISERICORDIA
COS’È IL GIUBILEO?
Un anno speciale in cui i fedeli sono
invitati a riconciliarsi e a convertirsi
rinnovando il loro rapporto con Dio e con
il prossimo.Normalmente si celebra ogni
25 anni. Questo voluto da Papa Francesco
è un Giubileo “straordinario”.
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IL MOTTO
«Misericordiosi come il Padre», ispirato a un versetto del Vangelo secondo Luca (6,36)
«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso».
LE DATE
Inizio - 8 dicembre 2015
(50° anniversario della chiusura
del concilio Vaticano II)
Fine - 20 novembre 2016
LA PAROLA
Deriva dall’ebraico “yobel” che indica
una tromba di corno di montone usata per
annunciare l’inizio dell’anno sabbatico.
Anno Santo è sinonimo di Giubileo.
IL TEMA
È quello evangelico della misericordia.
Scrive Francesco: « È giunto di nuovo
per la Chiesa il tempo di farsi carico
dell’annuncio gioioso del perdono.
È il tempo del ritorno all’essenziale
per farci carico delle debolezze e delle
difficoltà dei nostri fratelli.
Il perdono è una forza che risuscita a vita
nuova e infonde il coraggio per guardare
al futuro con speranza».
LA BOLLA
La bolla d’indizione del Giubileo si
intitola Misericordiae Vultus
ed è stata pubblicata dal Papa
l’11 aprile 2015.
INDULGENZA PLENARIA
Ogni Giubileo porta con sé la concessione dell’indulgenza plenaria,
cioè la possibilità di ottenere (per se o per le anime dei defunti) la remissione (“cancellazione”)
davanti a Dio della pena temporale conseguente ai peccati, cioè il “tempo di purificazione”
che si dovrà trascorrere nel purgatorio.
L’indulgenza può essere parziale, cioè in grado di “cancellare” solo una parte del tempo di
purificazione o plenaria cioè totale.
COME SI OTTIENE L’INDULGENZA?
Il fedele deve:
• confessarsi
• comunicarsi
• pregare secondo le intenzioni del Pontefice
• Compiere una scelta tra le seguenti opere:
A) fare un pellegrinaggio a una Porta santa partecipando li a una Messa o celebrazione liturgica o esercizio di pietà (Via Crucis, Rosario...):
B) compiere un’opera di misericorsia o carità (visita infermi, carcerati, anziani soli...,
sostegno economico a opere di carattere religioso o sociale);
C) dedicare una congrua parte del proprio tempo libero a opere di volontariato;
D) compiere un’opera di penitenza (astenersi da consumi superflui, digiunare, fare astinenza dalle carni devolvendo una proporzionata somma ai poveri)
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Dai registri
parrocchiali
S. Cresima del 19 aprile
Battesimi
DE CARLO Oscar
Leonardo Vincenzo
di Stefano e Chiariglione Isabella
il 07-12-14
FERRI Mattia
di Gianluca e Goffo Elisa
il 29-03-15
DI TRANI Paolo
di Antonio e Plinich Caterina
il 10-05-15
MALLAMACE Giorgia
di Antonio e Rinarelli Stefania
il 24-05-15
MICO’ Melissa
BALLAURI DEL CONTE Filippo
GASTALDI Alessandro
BOMPAN Alessandro
di Antonio e Pupo Licea Misleidis
il 12-07-15
di Andrea e Meistro Laura
il 06-09-15
GIULIANO Camilla
di Luca e Moretto Alice
il 13-09-15
PATISSO Nicolò
di Andrea e Bosio Silvia
il 13-09-15
BELFIORE Andrea
AVANZI Anna Clivia
di Giuseppe e Depetris Monica
il 19-09-15
SOTTOMANO Riccardo
di Fabio e Siciliano Elisabetta il 2009-15
di Franco e Buonocore Elena Clara i
l 07-06-15
di Alessandro e Ferrero Sabrina
il 07-06-15
BUFFA Elena di Francesco
e Macrì Monica
il 05-07-15
di Marco e Randino Elena
il 10-10-15
di Omar e Kondakcij Aurora
il 22-11-15
BONAVERO Simone
di Daniele e Pignocco Sabrina
il 29-11-15
SACCATO Francesco Mario
di Roberto e Roberta
il 13-12-15
MONTESI Paolo
FRANZA HELLMANN
Delfina Maria
di Giovanni e Antonielli D’Oulx
Marianna
il 26-09-15
BERGATTO Gabriele
BERT Debora
BERTONA Federica
CALABRESE Maria Pia
CALI’ Luana
CARENA Pietro
CATTAI Riccardo
DE SCISCIOLO Alessandro
MALACARNE Lucrezia
MANGIONE Alessia
MERLANO Andrea
POZZI Flavio
RASERI Federica Maddalena
ROSSI Roberto
SERRAU Cristina
Matrimoni
BORGIS Roberto e GENTILE Cira il 01-08-15
Anniversari di matrimonio
55° Edda e Antonio
BUGGIA
55° Liliana e Pier Giorgio
BONAUDO
50° Maria Vittoria e Fedele BERT
50° Clara ed Enrico
MEIRONE
35°
35°
30° 25°
Michelina e Giuliano BERTOLO
Olga ed Enrico
RE
Rosalba e Gabriele
PARMIGIANI
Daniela e Roberto
BONINO
25°
25°
15°
10° Paola e Marzio
FERRERO
Paola e Gian Paolo
RICHETTO
Antonella e Michele
ARTUFFO
Monica e Francesco BUFFA
Funerali
Prima Comunione del 17 maggio
TESTOLINA Pietro
FERRERO Pier Massimo
BONAVERO Augustina
COLETTO Ines
ved. Coletto di anni 103 il 01-01-15
DOLZA Cecilia in Coletti
GOVERNALI Bernardo
ALA Ugo
SERRA Yvette
ved. Calliero di anni 86 il 22-03-15
PICCO Onelio
GILI Rosanna
ved. Amedeo di anni 76 il 15-10-15
ARPINO Anna Maria
ved. Calliero di anni 93 il 20-10-2015
MAFFIODO Lucia
ved. Margaira di anni 88 il 31-10-15
BERT Giorgina
ved. Rosso di anni 85 il 05-11-15
GIORDA Marianna
ved. Schvricha di anni 92 il 25 -11-15
CALLIERO Elda
ved. Gioberto di anni 87 il 01-12-15
di Anni 90 il 28-12-14
BONAUDO Alessia
GIORDANA Cristina
SCHIAVON Asja
CALLIERO Denise
GOTTERO Matilde
SENOR Matilde
CIPOLLA Matilde
LATINI Francesca
TILOTTA Martina
D’ANGELO Federica
NOVEMBRE Maria
VACCHIOTTI Giorgio
DIOGUARDi Tommaso
POMETTINI Alice
VIRGA Andrea
FALLETTI Valentina
RESTANI Gioele
GHIOTTO Giorgia
RICHETTO Lisa
GIORDA Martina
SALLUSSOLIA Simone
di anni 68 il 25-01-15
CONTE Filomena
ved. Petroso di anni 89 il 26-01-15
MOSCHINI Faustino
di anni 61 il 04-02-15
di anni 66 il 21-02-15
di anni 64 il 27-02-15
di anni 86 il 27-03-15
BORGHESE Antonio
di anni 90 il 13-04-15
FERRERO Angiolina
ved. Richetto di anni 97 il 08-02-15
GRISA Giovanni Battista
VIZZA Antonio
PINELLI Giovanni
TAMMACCARO Vincenzo
VENEZIANI Ofelia
ved. Bacchetta di anni 88 l’11-02-15
TURCOL Ada
in Bugnone di anni 74 il 25-07-15
di anni 91 il 08-02-15
di anni 71 il 09-02-15
30
FAZZONE Benedetta
FTONI Gheri
GIORDA Barbara
GRIPPO Chiara
GUGLIELMOTTO Luca
IPPOLITI Aurora
LANZALOTTI Christian
LO SASSO Sara
di anni 72 il 19-05-15
RICHETTO Giovanni
di anni 77 il 03-06-15
di anni 68 il 16-07-15
di anni 95 il 16-08-15
di anni 81 l’11-09-15
31
ENTRATE
USCITE
Saldo al 1/01/2014
91.629
OFFERTE RACCOLTE IN CHIESA
10.914
78.104
405
SPESE BANCARIE, POSTALI,
RICORRENTI
388
OFFERTE PER SACRAMENTI
3.875
MANUTENZIONE ORDINARIA
9.081
OFFERTE PER LA CHIESA
8.402
ACQUEDOTTO
ALTRE ENTRATE
8.073
ILLUMINAZIONE
OFFERTE PER IL BOLLETTINO
OFFERTE PER CAPPELLE:
• San Pancrazio
• San Rocco
(2.685 dal banco beneficenza)
• San Martino
• Addolorata borgo Crocette
TELEFONO
171
15.578
120
90
195
3.745
302
RISCALDAMENTO
9.332
Ringrazio tutte le persone che,
ASSICURAZIONE MULTIRISCHI/RCA
3.346
in modo diverso ma ugualmente importante,
IMPOSTE, TASSE E ONERI
2.678
il Signore benedica e porti a compimento la sua opera.
INTEGRAZIONE AL PRIORE
1.608
CARITÀ E BENEFICENZA
6.050
GIORNATE SPECIALI
1.850
GIORNATE SPECIALI
1.850
SPESE PER IL CULTO
1.421
UTILIZZO ORATORIO E LOCALI EX ASILO
4.852
BOLLETTINO PARROCCHIALE
3.003
CAMPO ESTIVO
6.861
CAMPO ESTIVO
7.876
CONTRIBUTI:
• Regione Piemonte attività oratorio
RIQUALIFICAZIONE AREA SPORTIVA
1.400
264.063
PADRE RENZO
1.200
• CEI restauro cappella di San Rocco
40.656
ORATORIO
2.206
• Diocesi Susa
riqualificazione area sportiva
10.000
ALTRE SPESE
1.286
CARITÀ E BENEFICENZA
3.187
DONAZIONE
RIQUALIFICAZIONE AREA SPORTIVA
100.000
PRESTITO DON CORDOLA E ALTRI
RIQUALIFICAZIONE AREA SPORTIVA
98.987
Totale entrate
Saldo attivo della
parrocchia al 31/12/2014
32
LAVORI CAPPELLA SAN ROCCO
318.284
15.042
collaborano alla vita pastorale della parrocchia;
Auguro a tutti i lettori del bollettino parrocchiale
di valorizzare pienamente l’Anno Giubilare della Misericordia
perché, in un mondo che rischia di smarrire il volto di Dio,
si lascino raggiungere dal suo sguardo d’amore.
Apriamo anche noi le porte dell’incontro con il Signore:
quante situazioni delicate abbiamo da raccontargli,
quanti peccati fermi, ormai da anni,
attendono di essere perdonati.
Non abbiamo paura perché il Signore è
Dives in misericordia.
Questo è l’augurio più convinto e concreto che rivolgo a me e a voi:
“LA GIOIA DELL’INCONTRO CON DIO”.
Totale uscite 394.871
Parrocchia
dei Santi Vincenzo e Anastasio - Villar Dora
Tel. 011.9350162 - Cellulare don Pier Luigi 347.5389677 - e-mail: [email protected]
Orario delle S. Messe
Prefestivo
17.00
S. Messa presso la parrocchiale
FESTIVO
9.30
S. Messa a MONTECOMPOSTO o CELLE
(a domeniche alternate)
11.00 e 17.00
S. Messa presso la parrocchiale
Feriale
8.00
S. Messa presso la cappella di San Rocco
(escluso il giovedì)
Giovedì
in preghiera
La cappella di San Rocco
è aperta ai fedeli tutti i giovedì pomeriggio
col seguente orario:
15.30 Esposizione del Santissimo Sacramento
e S. Rosario meditato
17.30 Vespri
19.00 Adorazione guidata
20.30 Benedizione eucaristica
20.45 S. Messa animata dai gruppi parrocchiali
4
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in questo numero - Parrocchia Villardora