Camminando Anno XXXII - N.1 DICEMBRE 2015 Il bollettino della parrocchia dei Santi Vincenzo e Anastasio · VILLAR DORA IN QUESTO NUMERO: • Il Giubileo della Misericordia • Il Cantico di Simeone • L’ostensione della S. Sindone • Papa Francesco a Torino • Bar Cenisio 2015 • Memorial don Aldo Rabino • Intervista ai rifugiati Inserto speciale - San Rocco ritrovato ...e molto altro Sommario Carissimi! N. 1 DICEMBRE 2015 6 2 1 LETTERA DEL PARROCO 2 IL CANTICO DI SIMEONE 3 Pensieri in musica 4 Cenni storici sulla chiesa parrocchiale Storia del Rosario e Pio V 5 Festa della Madonna del S. Rosario 6 OSTENSIONE DELLA SANTA SINDONE L’esperienza di due volontari 7 L’esperienza delle visite guidate 8 12 8 PAPA FRANCESCO A TORINO Incontrare il suo sguardo e leggere la gioia per l’Amore del Padre PASTORALE GIOVANILE 11 Fare o non fare la Cresima? 12 Bar Cenisio 13 Il nostro campo estivo 14 Gita a Colle Don Bosco 15 Inizio attività 14 Incontrare il suo sguardo e leggere la gioia per l’Amore del 15 Padre 18 16 16 GITA PARROCCHIALE 2016 S 11 INSERTO SPECIALE: SAN ROCCO RITROVATO 17 CHIESA DI SUSA: NESSUNO ESCLUSO 19 20 21 18 APPUNTI FOTOGRAFICI 20 SANTA IMPRESA 21 SOLIDARIETÀ E RISPETTO TRA GENERAZIONI 22 MEMORIAL DON ALDO RABINO 24 BENKADÌ 22 24 28 GIUBILEO DELLA MISERICORDIA 30 DAI REGISTRI PARROCCHIALI 32 BILANCIO PARROCCHIALE CAMMINANDO - bollettino della parrocchia Santi Vincenzo e Anastasio di Villar Dora. Sito web: www.parrocchiavillardora.weebly.com E-mail: [email protected] Tel. 011.9350162 - Cellulare don Pier Luigi 347.5389677 INSERTO SPECIALE San Rocco RITROVATO 28 i è svolto a Firenze dal 9 al 13 novembre il quinto convegno ecclesiale nazionale che ha raccolto 200 vescovi e 2200 delegati dalle 226 diocesi e rappresenanze di tutti gli ambienti ecclesiali. Anche la nostra diocesi era presente con Mons. Vescovo e cinque delegati: 2 sacerdoti e 3 laici. Approfondendo le proposte elaborate nell’ambito delle cinque vie (uscire, annunciare, abitare, educare e trasfigurare) il Convegno, nella relazione finale del Card. Bagnasco, presidente CEI, ha proposto un’unica via, quella di una Chiesa sempre più missionaria attraverso l’annuncio e la testimonianza del Vangelo. Il tema prescelto in “Gesù “Il pericolo maggiore nella Chiesa è la tiepidezza Cristo nuovo umanesimo” spirituale: se il mio cuore è certamente di grande rilevanza e attualità perché è freddo, se mi arrendo ad una mediocrità elevata a questa nostra società sistema, io sono liquida e pluralistica è il peggior pericolo per la refrattaria a riconoscersi comunità cristiana”. nelle grandi verità. La Chiesa che è in Italia vuole Papa Francesco, presente a Firenze martedì 10 essere una risorsa capace novembre, ha tracciato di rimettere in moto la alcune linee guida speranza di scaldare il cuore di tutti, di rispondere affidandole alla Chiesa italiana: “Possiamo parlare alle domande pressanti, di umanesimo solamente esistenziali. E così i a partire dalla centralità partecipanti, chiamati a dare concrettezza al tema, di Gesù, scoprendo in Lui hanno portato le esperienze i tratti del Volto autentico della vita reale delle nostre dell’uomo… il volto di un Dio svuotato… simile parrocchie. a quello di tanti nostri fratelli umiliati, resi schiavi svuotati... Davanti alle sfide persino difficili da comprendere, il papa rafforza la convinzione comune di vivere non solo un’epoca di cambiamento, quanto un cambiamento d’epoca. “Questo impegna tutti. Decidere insieme spetta a popolo e pastori. Sono sicuro delle vostre capacità di mettervi in movimento creativo… Ne sono sicuro perché siete una Chiesa adulta, antichissima nella fede, solida nelle radici e ampia nei frutti.” “Mi piace una Chiesa italiana, inquieta, sempre più vicina agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti. Desidero una Chiesa lieta col volto di mamma, che comprende, accompagna, accarezza… L’umanesimo cristiano che siete chiamati a vivere afferma radicalmente la dignità di ogni persona come Figlio di Dio, stabilisce tra ogni essere umano una fondamentale fraternità…” CONTINUA A PAGINA 13 1 Parole, suoni, immagini sulla Madonna del Rosario, tesoro nascosto di Villar Dora N ella splendida cornice della chiesa parrocchiale di Villar Dora, la sera del 31 gennaio 2015 si è svolto un evento di grande portata, dal titolo “ Il Cantico di Simeone – Parole, suoni, immagini sulla Madonna del Rosario, tesoro nascosto di Villar Dora”. L’evento è stato organizzato dal Gruppo Culturale Villardorese con la collaborazione della Parrocchia e aveva lo scopo di valorizzare un piccolo capolavoro presente nella nostra chiesa e sconosciuto ai più, ossia la splendida statua lignea della Madonna del Rosario, contornata da quindici quadretti-formelle raffiguranti i sacri misteri. L’ideatore dell’evento è stato il maestro Enrico Speroni, che ha costantemente seguito il Gruppo Culturale in tutte le fasi dell’organizzazione, in particolar modo curandone la regia con Ennio Vaghetti. Un merito particolare va attribuito alla Banda Musicale di Villar Dora, diretta dal maestro Riccardo Combetto, e alle cantorie di Almese, Milanere, Rivera e Villar Dora con i rispettivi direttori Silvano Ber tolo, Claud io Goff i, Fra nco Giorda e Marzio Ferrero, nonché al coro polifonico “Mater Ecclesiae” diretto anch’esso da Silvano Bertolo. 2 Sono intervenuti artisti quali il violoncellista Lamberto Curtoni e gli organisti Andrea Troni, Antonio Ditrani e Diletta Romanetto. La parte storica è stata curata dal Conte Alessandro Antonielli d’Oulx, mentre i commenti artistici sono opera dell’Arch. Stefano Bruno. Alle letture del Vangelo, eseguite dalla giornalista Anna Olivero, sono seguiti primi piani fotografici realizzati dal Gruppo Fotografico “Amici 91” e brevi filmati, opera del videomaker Carlo Gianoglio, che illustravano momenti della storia passata e presente attinenti i Misteri del Rosario. Mentre sul maxischermo scorrevano immagini di toccante realismo, il baritono Speroni eseguiva, accompagnato dal coro e dalle cantorie, brani celebri di musica sacra, tra i quali il “Magnificat”, l’“Ave Maria” di Gounod, di Schubert e di Piazzolla o lo “Stabat Mater” di Kodaly. Un momento di pura commozione è stato quando la piccola Cristina Rosso ha intonato l’”Alleluia” a commento del quadro della Natività, mentre alla banda è toccato il compito di chiudere il concerto con il famoso “Te Deum” di Charpentier. Grazie ad un’equipe di tecnici esperti, tra i quali ricorderemo Lorenzo Rossetti, Alessandro Vergnano e Gianluca Novello, la rappresentazione si è svolta senza intoppi dall’inizio alla fine. L’evento è stato presentato da don Pier Luigi Cordola, che ha spiegato al folto pubblico presente l’importanza della figura mariana nel nostro percorso di salvezza: quando Maria presenta Gesù Bambino a Simeone, costui trasale di gioia perché ha riconosciuto in quel piccolo bimbo il Salvatore ed eleva il suo Cantico di affidamento totale al Signore. Questo è il motivo per cui è stato scelto proprio il Cantico di Simeone, eseguito magistralmente dalla banda, come leit motiv della serata, nel corso della quale la prof.ssa Franca Gerbi ha portato il saluto dell’Amministrazione villardorese. Per facilitare la comprensione delle letture e dei brani musicali, Dario Prodan ha curato l’edizione di un opuscolo che è stato distribuito a tutti i presenti. Le offerte raccolte durante la serata sono state destinate al restauro della statua lignea della Madonna. L’evento è visibile sul sito del gruppo Culturale Villardorese all’indirizzo www.villardora.org. È prevista la riproduzione su DVD su richiesta. Chi fosse interessato è pregato di comunicarlo all’indirizzo [email protected]. Anna Bugnone Pensieri in musica L e scelte musicali attuate nella serata sono state dettate da più esigenze: utilizzare brani già in uso e di repertorio, nonché accessibili e popolari, celebri e conosciuti, brani che avessero carattere simbolico per collegarsi alle quindici formelle dei tre cicli del Rosario; senza aver pretese esaustive sui vari argomenti, giocare gli abbinamenti e accostamenti più disparati per creare varietà e interesse, accettando i rischi e le critiche che tale scelta suscita ai palati più esigenti. Ho limitato le decine di Ave Maria musicate al numero di cinque, in onore ai cinque misteri, e per sintetizzare una piccola sorta di “storia della musica” dal gregoriano al Novecento. Per la scelta degli altri brani mi sono lasciato guidare dalle formelle e dalle immagini che via via accostavo, tenendo conto dell’effetto suggestivo musica/commento dell’immagine ma anche immagine/ commento della musica. Per il medesimo motivo ho usato lo stesso metodo e sistema per la lettura di un sognovisione o di una preghiera. In questi casi la musica era il suono della parola e della poesia. Ritornando agli abbinamenti, faccio un esempio: alle immagini tratte dal film di Mel Gibson originate dalla formella del quinto mistero doloroso (Maria che sostiene il capo di Gesù morto) si sente l’esecuzione dello Stabat Mater di Kodaly con interpolazione di improvvisazione per violoncello e organo sulle armonie guida della strofa stessa. Un sodalizio pensato e cercato nella coordinazione tra questo canto strofico, statico e meditativo, le improvvisazioni con carattere elegiaco e le immagini realistiche violente e cruente. Un altro esempio immediatamente successivo riguarda la resurrezione del Cristo, nel primo mistero glorioso: l’immagine della formella (un angelo davanti alla tomba vuota che indica il cielo) lascia il posto al volto sindonico e al volto di Manopello che si sovrappone, con il commento di quel canto estremamente mistico ed estatico qual è la celeberrima Ave Maria di Gounod. La volontà e la necessità di coinvolgere la banda, i cori, le persone presenti ad un canto comune, globale, che nello stesso tempo riassumesse il significato stesso del nostro essere lì in quel momento, ha partorito il Nunc dimittis, ovvero Il cantico di Simeone della comunità di Taizé, cioè il cristiano che con gioia scopre nel Cristo il Salvatore universale, il senso della sua attesaesistenza nella fede. Enrico Speroni 3 DALL’INTERVENTO DEL CONTE DALL’INTERVENTO DELD’OULX CONTE ALESSANDRO ANTONIELLI ALESSANDRO ANTONIELLI D’OULX Cenni storici sulla chiesa dedicata ai santi Vincenzo e Anastasio P urtroppo la documentazione sull’edificio della nostra chiesa è scarsa. Possiamo immaginare che l’edificio originario risalga all’inizio del XIV secolo e che avesse dimensioni pari a circa un terzo dell’attuale, riedificato nel 1671. Si ritiene che, in origine, la nostra chiesa dipendesse dall’abbazia di Novalesa: ciò giustificherebbe il titolo di Priore assegnato al parroco. Per quanto attiene agli arredi e alle dotazioni, nell’archivio dei Provana (e in quello diocesano di Susa) essi sono descritti, ma non si fa cenno alla statua della Madonna del Rosario, che probabilmente sarà acquisita solo con l’altare Provana nel 1781. Non sono noti né lo scultore della statua, né l’autore dei quindici piccoli dipinti che le stanno intorno, relativi ai misteri che i fedeli meditano recitando il Rosario. Ai piedi del suddetto altare, si trova una lastra di pietra, scolpita con una croce di Malta, che copre una piccola stanza nella quale venivano sepolti i morti della famiglia. La botola di accesso è stata coperta da un pavimento di bargioline nel 1963. Infine gli ultimi interventi furono eseguiti dal priore don Caramello (pitture che ornano le volte e le pareti). 4 Storia del Rosario e di San Pio V L a parola “rosario” deriva, probabilmente, dall’usanza medioevale di mettere una corona di rose sulle statue raffiguranti la Vergine. Esso trae ispirazione dalla preghiera continua (ripetizione di una formula breve) di cui abbiamo un esempio nel salmo 69,2. Nel Medioevo, Enrico Susone propose diversi esercizi riferiti alla passione di Cristo e ai dolori di Maria. Contribuirono alla formulazione del Rosario le meditazioni sulla vita di Cristo introdotte da Ludolfo di Sassonia. Con il domenicano Alano della Roche si giunse ad una versione stabile, ma si può affermare che solo con Giacomo Spranger sia nato il Rosario moderno. Quasi al termine del suo processo evolutivo, il pontefice san Pio V intervenne con la Consueverunt del 17 settembre 1569; in seguito, Leone XIII (Papa della Controriforma, della battaglia di Lepanto, del catechismo romano, del breviario romano riformato e del messale romano) il primo settembre 1883 promulgò l’enciclica Supremi apostolatus officio. Tra i papi più recenti, si sono distinti nella promozione del Rosario Pio XI nell’Ingravescentibus malis del 29 settembre 1937, Pio XII nell’Ingruentium malorum del 15 settembre 1951 e Giovanni XXIII che rievoca l’insegnamento di Leone XIII specialmente con la sua lettera apostolica Il religioso convegno del 29 settembre 1961 e nel documento Œcumenicum Concilium del 28 aprile 1962, in cui chiede la recita del Rosario per il Concilio. Paolo VI rilevò nell’esortazione apostolica Marialis cultus il carattere evangelico del Rosario, nonché il suo orientamento cristologico e pasquale, mentre Giovanni Paolo II è intervenuto con il documento Rosarium Virginis Mariæ. In questo documento propone, in modo innovativo, una nuova serie di cinque “misteri della luce”: battesimo di Cristo, sua autorivelazione alle nozze di Cana, annuncio del Regno di Dio, trasfigurazione ed istituzione dell’Eucarestia. Festa della Madonna del Santo Rosario Mercoledì 7 ottobre 2015, è avvenuto il ricollocamento della statua lignea restaurata nell’altare ad essa dedicato. Oltra alla benedizione del manufatto, l’omaggio alla Madre di Dio e Madre della Chiesa si è compiuto in un clima di preghiera per tutte le famiglie in occasione del Sinodo dei Vescovi su “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”. I villardoresi, e non solo, possono godere di questo tesoro ritrovato a testimonianza di una ricchezza storica, valorizzata da una comunità attenta alle proprie radici locali e di fede. 5 Ostensione della Santa Sindone L’esperienza di due volontari V orremmo condividere la gioia che abbiamo provato io e mio marito in occasione della recente ostensione della Sindone. Nel periodo in cui si cercavano volontari, siamo stati contattati ed abbiamo deciso di accettare l’invito. Il cammino di preparazione è stato lungo, costituito da sette incontri di approfondimento non solo sulla storia del Sacro Telo, ma anche sul “perché” e “per chi” si sceglie di offrire il proprio servizio. Sono due domande che i volontari conoscono bene, perché sono la cartina al tornasole, il marchio di riconoscimento. Siamo stati assegnati all’accompagnamento lungo il percorso delle persone con difficoltà ed in questo servizio il nostro accostarci ai malati è stato utile ed importante. Ancor più grande è stato il caldo abbraccio che abbiamo ricevuto da ognuno, volontari e non. Abbiamo indossato la casacca viola, simbolo del volontario, come se fosse un grembiule, con lo stesso spirito di servizio di Cristo il Giovedì Santo. Abbiamo vissuto l’accoglienza senza riserve, senza misure, con il sorriso vero, non forzato, con sincera gioia derivante 6 dall’incontro tra malati, volontari, responsabili… Il cuore traboccava d’amore perché si lavorava per Lui, per la Sua vigna. Abbiamo sostato anche noi davanti al Sacro Telo, che interpella l’animo di tutte le persone e innesca tante domande che non sempre trovano risposta. La Sindone ci spinge ad uscire dal nostro egoismo e a rivedere, in quel Volto martoriato, le tante sofferenze dell’umanità. Per noi credenti, porta impressa l’immagine dell’amore di Dio e ci invita a fissare nel nostro spirito tale amore. Contemplare quel corpo martoriato ci aiuta a liberarci dalla superficialità e dall’egoismo di cui spesso non riusciamo a fare a meno. Con questo pensiero nel cuore ci siamo impegnati e ancora ci impegneremo per riconoscere e soccorrere la sofferenza nei fratelli che percorrono il nostro stesso cammino. Scriviamo queste righe perché vorremmo che passasse questo messaggio di apertura e totale abbandono all’incontro con l’altro: per noi questo servizio è stato una grazia, una grazia che cercheremo di continuare a trasmettere anche agli altri. Angela e Nicola L’esperienza delle visite guidate all’Ostensione L a mia esperienza di guida turistica durante l’Ostensione 2015 potrebbe essere descritta attraverso tre parole: CONDIVISIONE, EMOZIONE E RACCOGLIMENTO. CONDIVISIONE perché, ancor più dell’ostensione precedente (2010), mi sono sentita parte di un tutto, ovvero ho vissuto questa importante esperienza con pellegrini provenienti da tutto il mondo. Quello che mi ha più colpito è sicuramente il modo di “stare insieme” e vivere un momento di amicizia e amore aperto a tutti, anche a culture lontanissime dalla nostra. È stato istruttivo vedere che la religione viene vissuta in modo gioioso, pieno di colore ed, in alcuni casi, con meno formalità rispetto a noi europei. L’EMOZIONE che ho letto negli occhi di chi osservava la Sindone è stata unica ed irripetibile: grande è la soddisfazione di accompagnare persone che hanno attraversato il globo intero per venire nella nostra città e vivere questo momento, ma è stato anche bello vedere tanti “volti di casa nostra”, instancabili pellegrini delle nostre terre. Il mio terzo pensiero è legato al RACCOGLIMENTO perché, nonostante le migliaia di pellegrini, ognuno ha potuto vivere quell’atmosfera con la propria preghiera e con la possibilità di meditare e stupirsi a modo proprio, cercando un dialogo personale con l’uomo della Sindone. La giornata in cui ho accompagnato il gruppo organizzato dal comune di Villar Dora è stata ancor più ricca di soddisfazioni poiché le persone che sono venute erano miei compaesani e volti conosciuti. Spero di aver trasmesso loro anche solo un briciolo della passione e del coinvolgimento che ho avuto per questo grande evento di cui dobbiamo essere orgogliosi perché è parte delle nostre tradizioni, della nostra storia e della nostra fede. Il gruppo unito ha percorso insieme a me il cammino di avvicinamento e preparazione alla visione della Sindone e poi abbiamo passeggiato per il centro storico della città, ricco di chiese, piazze e strade antiche, di cui noi guide sveliamo gli aneddoti più importanti e curiosi. In ultimo, un pensiero speciale va ai volti della gente ed ai mille sorrisi che ho visto: il sorriso dei giovani di don Bosco, il sorriso di un pellegrino che ha raggiunto una meta ed il sorriso dei tanti volontari che, come me, erano orgogliosi di esserci. Valentina Calliero villardorese e guida turistica 7 Papa Francesco il pellegrino piemontese Incontrare il suo sguardo e leggere la gioia per l’Amore del Padre D omenica 21 giugno 2015 eravamo in tanti in quella piazza Vittorio gremita che attendeva il suo arrivo e, già percorrendo le vie dalla stazione di Porta Nuova, potevi percepire una Torino diversa: una città in fermento, piena di calore, di colori, di entusiasmo, con fiumi di persone che si spostavano in centro per incontrarlo. avere testimonianza del messaggio evangelico per renderlo ancora più attuale e moderno con grande Amore! Ha voluto trasmetterci che l’Amore è più grande nelle opere che nelle parole e che l’Amore sa comunicare. Vogliamo rendervi partecipi di questo incontro vedendo come lui ha risposto ai giovani. Leggevi negli occhi e negli sguardi l’attesa gioiosa di un incontro speciale, sentivi nell’aria una serenità contagiosa nell’andare incontro a lui: quel papa che con la sua semplicità trasmette il vero Amore del Padre; quel papa capace di accogliere, di abbracciare con le parole per farti percepire diversa la fatica di un cammino difficile. Per molti un grande dono di Dio, un punto di riferimento in un tempo non facile, in cui il presente e il futuro sono offuscati dall’incertezza … una fonte di speranza! La prima ad interpellare il Papa è stata Chiara di Moncalieri, in quei giorni impegnata con l’esame di Stato: «Spesso ci sentiamo delusi nell’amore, come possiamo sperimentare l’Amore di Gesù?» Il suo arrivo sulla papamobile era atteso da migliaia di persone, giovani e meno giovani, attente a catturare anche solo un attimo della sua presenza; per noi un dono speciale: cogliere nel suo sguardo Dio, dalla sua presenza 8 Per questo, quando Chiara faceva quella domanda sull’amore, ha detto: “Quello che fa che un giovane non vada in pensione è la voglia di amare, la voglia di dare quello che ha di più bello l’uomo, e che ha di più bello Dio, perché la definizione che Giovanni dà di Dio è “Dio è Amore”. E quando il giovane ama, vive, cresce, non va in pensione. Cresce, cresce, cresce e dà.” di condivisione tra sette oratori: cerchiamo di portare l’oratorio fuori, dove i giovani si incontrano e dove a volte sperimentiamo la difficoltà nel portare la gioia dei Vangeli. Ci può aiutare per trovare la via, per manifestare la grande amicizia di Gesù e il suo amore più grande?». “Parlavi di un progetto di condivisione, cioè di collegamento, di costruzione. Noi dobbiamo andare avanti con i nostri progetti di costruzione e questa vita non delude. Se tu ti coinvolgi lì, in un progetto di costruzione, di aiuto – pensiamo ai bambini di strada, ai migranti, a tanti che hanno bisogno, ma non soltanto per dar loro da mangiare un giorno, due giorni, ma per promuoverli con l’educazione, con l’unità nella gioia degli oratori e tante cose, ma cose che costruiscono – allora quel senso di sfiducia nella vita si allontana, se ne va. Cosa devo fare per questo? Non andare in pensione troppo presto: fare. Fare. E dirò una parola: fare controcorrente. Sara di Alessandria ha parlato delle sue difficoltà nel mondo del lavoro: «Sono appassionata di teatro e nonostante gli sforzi non riesco a trovare un’occupazione. Spesso c’è un senso di sfiducia; come possiamo fare per risollevarci, ritrovare la fede e la forza per lottare? ”Io capisco quello che voi dite della sfiducia nella vita, anche oggi che stiamo vivendo nella cultura dello scarto. Perché quello che non è di utilità economica, si scarta. Si scartano i bambini, perché non si fanno, o perché si uccidono prima che nascano; si scartano gli anziani, perché non servono e si lasciano lì, a morire, una sorta di eutanasia nascosta, e non si aiutano a vivere; e adesso si scartano i giovani: pensa a quel 40% di giovani, qui, senza lavoro. È proprio uno scarto! Ma perché? Perché nel sistema economico mondiale non sono l’uomo e la donna al centro, come vuole Dio, ma il dio denaro. E tutto si fa per denaro”. Fare controcorrente. Queste le risposte di Papa Francesco:“Mi danno tanta tristezza al cuore i giovani che vanno in pensione a vent’anni perché sono invecchiati troppo presto”. Luigi di Villafranca Piemonte, studente di ingegneria civile al Politecnico di Torino ha raccontato la sua esperienza: «Con un gruppo di amici abbiamo preso a cuore un progetto Per voi giovani che vivete questa situazione economica, anche culturale, edonista, consumista, con i valori da “bolle di sapone”, con questi valori non si va avanti. 9 Fare cose costruttive, anche se piccole, ma che ci riuniscano, ci uniscano tra noi, con i nostri ideali: questo è il migliore antidoto contro questa sfiducia nella vita, contro questa cultura che ti offre soltanto il piacere: passarsela bene, avere i soldi e non pensare ad altre cose. E per finire, vorrei ripetere la parola di Pier Giorgio Frassati: se volete fare qualcosa di buono nella vita, vivete, non vivacchiate. Vivete!” Da questa esperienza vorremmo portare a casa il suo sorriso, che ci ha mostrato un Papa gioioso, che ha voglia di una Chiesa nuova fatta di umiltà e per tutto questo ci siamo sentiti fortunati per il dono della fede. Portare l’Amore nella società, ecco il progetto di Papa Francesco che anche in questa stupenda giornata a Torino ci presenta una Chiesa in uscita. Una Chiesa accogliente che si ferma, sa ascoltare e ti aiuta, ti consiglia, si fa carico di accogliere tutti… una Chiesa che è madre, con la capacità di andare incontro, cercare i lontani invitando gli esclusi. Una compagna di strada di quanti credono e di coloro che ancora sono nella ricerca di Dio. Preghiamo per lui, come ci ha chiesto ad ogni fine incontro, e per la Chiesa, perché attraverso il suo esempio possiamo vivere la bellezza e la semplicità del messaggio di Cristo. Così ci sarà più facile capire il significato delle sue parole: “La Chiesa non è un rifugio per gente triste. È la casa della gioia! Ma quella del Vangelo non è una gioia qualsiasi. Trova la sua ragione nel sapersi accolti e amati da Dio.“ Luisa e Marco 10 Fare o non fare C LA Cresima? on questo interrogativo abbiamo voluto iniziare il cammino di preparazione al sacramento della Cresima che “tradizionalmente” nella nostra parrocchia viene ricevuto dai ragazzi di terza media. Alcuni dei cresimandi avevano seguito il cammino di catechesi dopo la comunione e quindi sono giunti a questo momento con già le idee chiare, ma per tutti gli altri l’invito a partecipare al cammino di preparazione è giunto proprio come una provocazione: “Se non sai cosa sia questo sacramento e vuoi capire se “fa per te” l’impegno che richiede, puoi venire agli incontri organizzati dalla parrocchia di Villar Dora nei mesi di ottobre e novembre.” All’invito ha risposto una ventina di ragazzi e qualcuno si è aggiunto ancora a cammino iniziato. Dapprima abbiamo cercato di capire cosa ci aspettasse, quali fossero le convinzioni dei ragazzi e delle loro famiglie rispetto alla richiesta di ricevere questo sacramento. Poi, fatta un po’ di chiarezza, tutti coloro che hanno scelto di proseguire il percorso sono stati presentati alla comunità durante la S. Messa “di candidatura”, il 16 novembre 2014. Con questo gruppo abbiamo provato a ripercorrere la nostra fede, la strada fatta fino ad oggi, partendo dal Battesimo, e cercato di capire cosa vuol dire “vivere da cristiani”, prima ancora che ricevere un sacramento. È stato un cammino intenso, che ha cercato di trasmettere dei contenuti ed anche delle esperienze; proprio per questo, oltre agli incontri settimanali, ci siamo fatti aiutare da alcuni momenti prolungati: una giornata di ritiro in Avvento e due giorni di ritiro in Quaresima. In queste occasioni abbiamo raccolto testimonianze di differenti vocazioni, sacerdotale e matrimoniale, e ci siamo interrogati sul senso delle scelte, dalle più semplici e quotidiane a quelle che cambiano la vita. In ultimo abbiamo sperimentato la dimensione diocesana del nostro essere cristiani, partecipando alla S. Messa del Crisma in cattedrale a Susa, il Giovedì Santo: in questa occasione è stato consacrato l’olio che è servito per la crismazione dei ragazzi. Oltre al nostro gruppo, c’erano altri gruppi di cresimandi della diocesi, a mostrarci come il nostro percorso sia stato analogo a quello di molti altri coetanei. Con tutte queste esperienze raccolte “per strada” siamo giunti al 19 aprile: il giorno della S. Cresima, amministrata da mons. Vescovo nella nostra chiesa parrocchiale. Guardandovi nei banchi, accanto ai vostri padrini e alle vostre madrine, ci siamo chiesti ancora una volta, come accade ad ogni catechista e ad ogni educatore che provi ad accompagnare il cammino di crescita dei ragazzi per un breve tratto, se siamo stati in grado di mostrarvi quanto bello e realizzante sia vivere da cristiani. Magari, nonostante le parole e le esperienze, ci sarà chi ha deciso di fare la Cresima per tradizione, perché lo fanno tutti, per la festa, ecc; ma lo Spirito che avete ricevuto sappiamo che vi accompagnerà nella vita e, al momento giusto, saprà guidarvi nelle scelte migliori per il vostro futuro. Alessia e Roberto io che facciamo, Q uesto è l’augur gazzi: ra di cuore, a tutti i camminare sulle vi auguriamo di e sorretti dalla fede strade della vita a Gesù, imparando o dalla presenza di im ss lli vita come un be leggere la vostra ie az Spirito realizza gr capolavoro che lo di ciascuno. alla disponibilità 11 IL NOSTRO CAMPO ESTIVO S arà capitato a molti di leggere Momo, il romanzo dello scrittore tedesco Michael Ende pubblicato nel 1973. Sarà capitato ad alcuni, come a chi scrive, di aver visto il film d’animazione Momo alla conquista del Tempo, uscito nel 2001 a cura del regista Enzo d’Alò. Ma a ben pochi sarà capitata la fortuna di vivere un’avventura di un’intera settimana immersi completamente in questa storia. Questa fortuna l’hanno avuta i ragazzi delle elementari e delle medie che quest’anno hanno partecipato al campo estivo di Bar Cenisio, preparato dagli animatori dell’oratorio parrocchiale. Per tutta la settimana (dal 12 al 19 luglio per le elementari e dal 19 al 26 per le medie) i ragazzi si sono trovati ad incontrare personaggi, vivere pezzi del romanzo, scontrarsi in grandi giochi, af f rontare lunghe gite e vivere speciali av venture. senza qualcuno che sappia condurci per mano lungo in nostro cammino, qualcuno come Gesù. Così, ogni giorno, i ragazzi insieme ai loro animatori hanno imparato a conoscere, attravervso la preghiera, qualcosa in più su Gesù, e si sono impegnati, grazie anche al tema del tempo proposto dalla storia di Momo, a capire che la vera ricchezza che noi uomini abbiamo non è determinata dal denaro che ci sta in tasca, ma piuttosto dal tempo che spendiamo per gli altri e insieme agli altri. In questa settimana abbiamo imparato, noi animatori insieme ai ragazzi, quanto prezioso è ogni istante che ci passa tra le mani, poiché ogni istante che regaliamo agli altri rimarrà per sempre impresso nel nostro cuore. Fabio Ma non solo. Perché l’esperienza di Bar Cenisio non è solo vivere una storia da raccontare a papà e mamma una volta tornati a casa, ma è vivere un pezzo di vita. E la vita sappiamo che non è possibile viverla senza una guida, 12 uella di Bar Cenisio è un’esperienza da consigliare a tutti i ragazzi! In questa settimana ci si può avvicinare a Dio divertendosi e giocando insieme. Q IL PRESENTE, il mercoledì l’ESSENZIALITA’ e la SEMPLICITA’, il giovedì FIDUCIA, FEDE e SEQUELA, il venerdì il CORAGGIO DI ESSERE SE STESSI, il sabato SOLIDARIETA’ E PROVVIDENZA, la domenica finale la GIOIA. Gli animatori scelgono un tema che sarà l’argomento della settimana; quest’anno abbiamo seguito Momo alla conquista del tempo. Ogni sera parlavamo della giornata trascorsa e ci veniva dato un nastro colorato che rappresentava il tema di quel giorno: il giorno dell’arrivo l’ACCOGLIENZA, il lunedì ASCOLTO e AMICIZIA, il martedì la CAPACITA’ DI VIVERE Durante la settimana si fanno molte attività, tra le quali gite e giochi notturni. Il venerdì sera, secondo la tradizione, si fa la veglia alle stelle. Che cos’è? E’ una serata dedicata alla preghiera; dopo una caccia al tesoro che dura dal mattino al pomeriggio, la sera si prega, si canta e si gioca intorno al falò. Arianna F, Martina D.B., Martina M. Continua da pagina 1 Concludo con alcune parole sui giovani che debbono toccare la sensibilità di tutti nel sentirsi Chiesa: • Superate l’apatia: “Che nessuno disprezzi la vostra giovinezza, ma imparate ad essere modelli nel parlare e nell’agire. Vi chiedo di essere costruttori dell’Italia, di mettervi al lavoro per un’Italia migliore. Non guardate dal balcone la vita, ma impegnatevi, immergetevi nell’ampio dialogo sociale e politico… Questo nostro tempo richiede di vivere i problemi come sfide e non come ostacoli, il Signore è attivo e all’opera nel mondo”. “Vi raccomando anche, in maniera speciale, la capacità di dialogo e d’incontro. Dialogare non è negoziare. Negoziare è cercare di ricavare la propria fetta della torta comune. Non è questo che intendo. Ma è cercare il bene comune per tutti… Ricordatevi inoltre che il miglior modo per dialogare non è quello di parlare e discutere, ma quello di fare qualcosa insieme, di costruire insieme, di fare progetti...” Ecco quattro consegne che il Papa ci affida: 1) L’umanesimo cristiano è Gesù di Nazaret - uomo /Dio. 2) Una Chiesa inquieta non ferma su se stessa. 3) Dialogo con tutti, senza paura di esporsi troppo. 4) Giovani: non guardate dal balcone! Impegnatevi, immergetevi. Don Pier Luigi Cordola 13 Festa di inizio attività D GITA A COLLE DON BOSCO 9 MAGGIO 2015 omenica 11 ottobre si è svolta la festa di inizio attività del nostro oratorio. Alle 10.30 i bambini e i ragazzi si sono incontrati prima della Messa per preparare una funzione colma di sorprese e di importanti messaggi. La Messa è cominciata con l’accoglienza dei bimbi della prima elementare, i quali con l’inizio della scuola si apprestano altresì ad intraprendere un cammino volto alla conoscenza della vita di Gesù: il catechismo. Si sono presentati portando con sé un lumino acceso che hanno offerto all’altare a significare la luce che li accompagnerà nel loro cammino, aiutati dai giovani animatori; si è più forti insieme. Un secondo momento importante è stato quello in cui i bambini delle elementari e i ragazzi delle medie, davanti all’altare, hanno legato assieme i cordini colorati di cui sono stati dotati prima della Messa, formando una lunga corda avvolta poi intorno al Cristo. Questo momento ha voluto trasmettere come un progetto possa giungere a compimento solo se condiviso e portato avanti insieme agli altri e con la presenza di Gesù; si è più forti insieme. Lo stare insieme e la condivisione sono stati espressi anche nel terzo momento della Messa per i ragazzi; gli animatori hanno te- nuto assieme una rete piena di pesci a simboleggiare il ruolo di questi giovani nei confronti dei più piccoli, rafforzati poi nel loro compito dalla presenza degli ragazzi “aiuto animatori”, i quali uno ad uno si sono uniti ai più grandi per sorreggere con più forza le reti da pesca; si è più forti insieme. Dopo il pranzo presso l’oratorio con l’ormai collaudata formula “ognuno porta qualcosa”, gli animatori insieme ai ragazzi “aiuto” hanno animato un bellissimo pomeriggio di gioco presso l’area sportiva della parrocchia dove hanno organizzato una riuscitissima “ORAOLIMPIADI” a quattro squadre con la partecipazione di bambini, ragazzi e genitori; si è più forte insieme e ci si diverte anche molto di più. Non resta che augurare a tutti un buon cammino di fede all’insegna della gioia e di una grande amicizia! Paola Don Pier Luigi e gli animatori hanno accompagnato un nutrito gruppo di bambini e ragazzi del nostro oratorio a Castelnuovo Don Bosco. È stata una bella occasione per respirare l’aria dei luoghi che hanno ispirato San Giovanni Bosco verso la sua futura missione pastorale. Anche la nostra parrocchia ha così celebrato il santo salesiano, amico dei giovani nel bicentenario della sua nascita. 14 15 INS ERT GITA PARROCCHIALE 2016 CASTELLI, BORGHI E CITTÀ DELLA VALLE D’AOSTA Programma di massima Ingresso in Valle d’Aosta e salita verso il massiccio del Monte Rosa sino a Gressoney Saint Jean (1.400 m) Visita guidata del Castel Savoia, che si differenzia dagli altri castelli valdostani per i suoi dipinti, decorazioni e fregi in perfetto stato di conservazione ed è stato il luogo di soggiorno privilegiato della Regina Margherita Partecipazione alla S. Messa nella bella chiesa parrocchiale di Gressoney Pranzo libero a Fenis, o al ristorante o al sacco Nel pomeriggio proseguimento oltre Aosta siano a Sarre; ingresso e visita guidata al Castello Reale, dimora di caccia privilegiata di Vittorio Emanuele II Ritorno verso Aosta dove si potrà godere di un po’ di tempo libero; per chi lo desidera vi sarà la possibilità di visitare insieme la città per riscoprirne gli aspetti artistici, storici e curiosi Vi attendiamo numerosi per trascorrere insieme una giornata in armonia! 16 San Rocco RITROVATO L’ inaugurazione della cappella di San Rocco celebrata al termine dei preziosi interventi conservativi e di restauro artistico. OS PEC IAL E INS ERT Tabernacolo RADIOSO U n luogo ritrovato, un rifugio dell’anima restituito il 16 agosto agli abitanti di Villar Dora che gioiscono, nel giorno della festa di San Rocco, presso la cappella settecentesca a lui dedicata. I partecipanti all’inaugurazione delle ore 10.30, con successiva Messa solenne, potranno ricordare ai posteri di aver celebrato una tappa saliente nella storia villardorese. Sovente, può capitare d’avere sotto il naso dei tesori senza nemmeno conoscerne il valore, almeno finché quest’ultimi rischiano di scomparire nell’incuria del tempo. Così non è stato per la cappella di San Rocco che ha visto negli ultimi anni un costante e progressivo interessamento, a partire da don Luigi Chiampo arrivando fino ai giorni nostri con l’ardito progetto del consiglio pastorale parrocchiale per gli affari economici che nel 2014 avviava i lavori di ristrutturazione. Don Pier Luigi lo ha ribadito più volte, i villardoresi hanno recuperato un luogo di culto prezioso, non soltanto dal punto di vista conservativo, storico e artistico, ma soprattutto nella dimensione dell’accoglienza spirituale. A partire dalle Messe feriali, si vuole offrire un legame familiare forte, per garantire un terreno di crescita, volto all’unità della Chiesa locale e universale. Non è mancato l’incoraggiamento del priore in questa direzione, sia in ambito parrocchiale che civile per un sano e proficuo sviluppo della comunità villardorese, a fronte di rancori e divisioni che talvolta appesantiscono il percorso umano dei singoli. A tal riguardo, don Pier Luigi ha citato un esempio luminoso di testimonianza cristiana, ricordando l’immagine preziosa della signora Ada Bugnone Turcol, prematuramente scomparsa a fine luglio e compianta da tutta la comunità. Una presenza contraddistinta da delicatezza e fede d’altri tempi, scevra da maldicenze, alimentata da una concreta e dinamica vita lavorativa e spirituale, sorretta dall’incontro frequente con Gesù Eucarestia. La cappella di San Rocco ha riaperto le sue porte a tutti, custode del tempo e tabernacolo radioso di Villar Dora, vi attende per le Sante Messe feriali mentre al giovedì per l’adorazione pomeridiana, i vespri e la Celebrazione Eucaristica serale. Un’area di ristoro spirituale immersa nella quotidianità del paese che può aiutare ciascuno nel cammino, non di rado faticoso, della vita. Approfittatene. Dario OS PEC IAL E Don Pier Luigi ricorda con gratitudine i funzionari e le maestranze che hanno lavorato con dedizione al recupero conservativo e artistico della cappella di San Rocco. • Dott.ssa VALERIA MORATTI soprintendenza ai beni storici e artistici. Un sentito ringraziamento va a tutti i benefattori che, con offerte e sostegno volontario, hanno contribuito alla realizzazione di questo importante progetto. • NELSON Restauri restauro della tela di San Rocco. • SACCO COSTRUZIONI Opere edili di restauro, risanamento e consolidamento. • Dott.ssa Raffaella Bianchi restauro dell’altare storico, ancona e tela di San Rocco. • Ing. CANTORE Impianti elettrico, acustico, anti-intrusione. • Società RAVA & C. restauro del crocifisso ligneo. • Sig. TABONE ANDREA Impianto termico e idraulico. • Arch. MAURIZIO BARATTA progettista e responsabile lavori. • Sigg. PAOLO BESSONE e CLAUDIO ALBANO restauro del portale d’ingresso, scala a chiocciola lignea, bussola d’ingresso, ambone. CHIESA DI SUSA: NESSUNO ESCLUSO S USA – Nella Diocesi di Susa nessuno è escluso. O per lo meno ci si prova. Questo è stato il tema dell’Assemblea che si è tenuta venerdì 9 e sabato 10 ottobre tra la cattedrale e Villa San Pietro. Organizzata anche quest’anno dalle associazioni laicali insieme al Vescovo e ad alcuni sacerdoti della nostra Chiesa, la riflessione dalla quale si è partiti è stata proprio la necessità di interrogarsi su quanto la Chiesa segusina sia accogliente nei confronti del prossimo. BILANCIO A CONSUNTIVO DEI LAVORI DI RESTAURO DELLA CAPPELLA DI SAN ROCCO Gli importi di spesa della tabella 2 sono comprensivi di IVA (10% - 22 %) e tributi vari. TABELLA 1 C.E.I. 8 ‰ Vescovo S.E. Alfonso Badini Confalonieri Parrocchia Villar Dora Comune di Villar Dora ENTRATE in euro 73.351,00 5.000,00 24.000,00 (Legge Regionale n° 15/89) 19.000,00 Benefattori 28.000,00 Offerte 2014 7.578,00 Offerte 2015 3.470,00 Altro TOTALE ENTRATE 24.900,00 185.299,00 TABELLA 2 Opere edili di restauro, risanamento e consolidamento USCITE in euro 135.022,40 Restauro: altare storico, ancona, tela San Rocco Crocifisso 31,502,00 Impianti: elettrico, acustico, antiintrusione 15.700,00 Impianto termico e idraulico 9.179,50 Spese tecniche di progettazione: architettonico, strutturale, impianti Allacciamenti ai servizi: Smat, Italgas 14.591,20 2.068,32 TOTALE USCITE 208.063,42 Debito rimanente - 22.764,42 La serata di venerdì è cominciata in modo assolutamente gioioso e canterino anzi, alcantarino, con suor Katia Roncalli (il cognome evoca il Papa omonimo di cui è parente) delle suore francescane alcantarine. Giovani della diocesi insieme ai responsabili della Pastorale Giovanile hanno organizzato la serata, che ha alternato momenti di formazione a partire dal vangelo di Marco, capitolo 19, versetti 1-10 che ha portato il giovane uditorio subito dietro Gesù, oltre le mura inespugnabili di Gerico, a momenti di canti e danze di lode a Dio. Un’occasione che, a detta di chi c’era, è stata davvero toccante, oltre che, per molti, un primo step per prepararsi alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù. Il giorno dopo l’appuntamento è stato invece a Villa San Pietro con l’apertura dell’assemblea a cura di Angela Pangia, presidente dell’Azione Cattolica diocesana, e monsignor Vescovo, il quale ha introdotto le riflessioni della giornata che volevano invitare ad applicare le tre virtù teologali: la fede, la speranza e la carità. Temi, tra l’altro, che saranno ripresi anche dal prossimo convegno nazionale di Firenze. Poi ancora suor Katia Roncalli che ha aiutato a riflette sulla necessità prima di tutto di accogliere Dio nella propria vita; il professor Ezio Aceti invece, con una dialettica catalizzante, ha parlato dell’accoglienza delle fragilità a partire dalla sua esperienza di psicoterapeuta dell’età evolutiva. Ha fatto un’analisi delle debolezze che molto più facilmente si trovano all’interno di una famiglia e nel rapporto tra adulti e figli. A metà giornata c’è stata la possibilità di pranzare tutti insieme con un ricco buffet che ha riunito laici e religiosi della Chiesa di Susa per far sì che la nostra comunità possa crescere anche durante momenti semplici come quelli che si vivono intorno a un tavolo. Nel pomeriggio, ancora, don Marco Prastaro ha guidato l’ultima riflessione utile per imparare ad accogliere gli altri, alla luce della sua esperienza missionaria. Poi le testimonianze: Fabrizia di Almese a parlare dell’accoglienza ai richiedenti asilo che la comunità sta sperimentando in questi mesi; Maria Teresa di Tavola Amica, realtà che da trent’anni, ogni giorno, accoglie chi ha bisogno di un pasto caldo e oltre al cibo dispensa sorrisi e parole di conforto; Blerina del Centro Aiuto alla Vita che ha raccontato la sua esperienza di mamma straniera, sola in Italia, supportata dai volontari del centro ed ora a sua volta coadiuvante; infine suor Angelina della Casa Famiglia di Sant’Antonino. Sono state scelte queste realtà per entrare nel concreto della nostra realtà di Chiesa locale e per vedere che cosa già si sta facendo nell’accoglienza di Dio, degli altri e delle conseguenti fragilità. A fine giornata si è poi celebrata la S. Messa nella cattedrale, essendo anche il giorno della sua dedicazione. Anna 17 Appunti fotografici Le prim e com unio ni Le cresim e Flash di vita comunitaria Gita ad AnNEcy Madon na del carmin e Corpus Domini Mese Marian o 18 anniversari Di Matrimonio 19 “Santa Impresa” dai Santi Sociali alla Città Metropolitana di Torino Q uella di sabato 26 settembre nel castello di Villar Dora è stata una serata d’eccellenza, avente per tema la vita e le opere di alcuni santi sociali piemontesi. L’ing. Alessandro Antonielli d’Oulx ha accolto, in qualità di padrone di casa, un numeroso pubblico, segnalando l’impegno che la conservazione di un siffatto bene architettonico comporta, “… spesse volte in assoluta solitudine…”. Alle parole del conte Antonielli d’Oulx ha fatto seguito la lettura, da parte di Beatrice Marzorati e Davide Schiaccianoce, di testi tratti dallo spettacolo Santa Impresa scritto da Laura Curino. A duecento anni dalla nascita di don Bosco, quest’opera teatrale ci parla dell’intelligenza, dell’impegno e della fede di quegli uomini straordinari definiti comunemente “santi sociali”. Essi, nella Torino del XIX secolo, si presero cura soprattutto dei giovani piemontesi e, segnatamente, torinesi. Il loro elenco è lungo: partendo da Giovanni Bosco, possiamo ricordare Domenico Savio, Giuseppe Cottolengo, Francesco Faà di Bruno, Giuseppe Cafasso, Luigi Orione, Giulia di Barolo, Leonardo Murialdo, Pier Giorgio Frassati, Giuseppe Allamano. Nessuna regione come il Piemonte, afferma Laura Curino, ha avuto tra il 1811 (nascita di san Giuseppe Cafasso) e il 1888 (morte di don Bosco) una così alta concentrazione di santi imprenditori. 20 Il presidente della Commissione Cultura della Regione Piemonte, Daniele Valle, ha fatto notare che in quell’epoca lo Stato era percepito in modo differente da quello dei giorni nostri e la Chiesa era, altresì, profondamente diversa. I santi imprenditori realizzarono opere immense dedicate alle persone, per mitigare la sofferenza umana, in un’epoca di grandi cambiamenti. In seguito è intervenuto don Luigi Chiampo, fondatore e presidente della Cooperativa Sociale Amico, da anni al fianco delle persone disagiate. Egli ha evidenziato le contraddizioni dell’attuale società costituita da individui iperconnessi eppure spesso soli, che buttano via il pane mentre c’è gente che muore di fame, ossessionati dal PIL, dalla competitività che genera lo scarto e, quindi, l’emarginazione. Mauro Carena, Sindaco di Villar Dora e Consigliere Delegato della Città Metropolitana, in fine serata ha tratto le conclusioni, evidenziando la necessità di immaginare e adottare soluzioni, ad esempio, alle migrazioni e agli aspetti negativi dello sviluppo economico, per attuare strategie energetiche rispettose dell’ambiente e che non provochino cambiamenti climatici disastrosi. In conclusione, egli ha affermato che la santa impresa odierna è quella che ognuno di noi quotidianamente porta avanti, essendo il mondo come un grande cortile dove ciò che accade è come se avvenisse in casa nostra. Carlo SOLIDARIETÀ E RISPETTO FRA GENERAZIONI L e statistiche lo evidenziano chiaramente: stiamo diventando una società di anziani, con le conseguenti problematiche nel merito della gestione economica e, soprattutto, solidaristica che siffatta nuova realtà comporta. Non casualmente, la frequentazione di una “casa protetta” per anziani, unitamente ad altri ambiti di volontariato ed alla personale conoscenza di persone alle prese con la loro solitudine e sofferenza, mi hanno suggerito la stesura di un libriccino dove si tratta, appunto, dell’argomento in oggetto. Denominatore comune fra le predette righe è l’accorato invito contro la “cultura dello scarto”, come la chiama papa Francesco, menzionando in proposito le fasce deboli degli anziani al cospetto di un mondo, sempre più improntato all’insegna di chi produce, che possiede molto e persegue strenuamente la visibilità. Il 30% degli anziani vive solo e sovente in isolamento. In Piemonte circa un quarto dei residenti ha superato i 65 anni; solo il 20% della popolazione nostrana è costituito da giovani fra gli 0 e i 19 anni, mentre già nel 2030 la percentuale degli over 65 salirà al 36%, ipotecando una buona fetta dei bilanci pubblici, peraltro già attualmente in crisi nei settori dell’assistenza e della sanità. Urge affrontare seriamente il problema ma, siccome ci si sforza di pensare ad altre cose “meno severe” e tutto, media in primis, tende a mostrare vetrine sempre giovani e luccicanti per catturare populisticamente l’attenzione della gente, della vecchiaia si parla poco, facendo contestualmente le corna quando ci si riferisce ad essa. Eppure….si tratta del normale percorso di ognuno. Per la verità nei nostri paesi, dove ci si conosce (o meglio ci si conosceva) pressoché tutti personalmente, i rapporti interpersonali sono diversi e rivestono ancora sembianze “umane”, contrariamente alle grandi città dove si è anonimi anche sullo stesso pianerottolo di scala; ma oggi, anche da noi, talvolta non è più così. La società rurale, dove sinergie operose, comunioni praticate nei lavori dei campi e famiglie patriarcali in cui l’aggregazione era senz’età, non esiste quasi più. Sovente si trova lavoro lontano dal proprio paese, con implicite difficoltà nel tenere in casa gli anziani o addirittura di intrattenere con gli stessi quel minimo di relazione che ne favorisca l’integrazione evitando l’abbandono. Frequentemente sento profferire dalle persone anziane del paese la frase scontata “non conosco più nessuno: sembra di vivere in città”. Pensare che potenzialmente siamo tutti esposti a difficoltà e malattie, mentre è scontato il traguardo dell’anzianità qualora non vi sono incidenti di percorso, dovrebbe indurci a riflettere ed a sognare un mondo più umano, dove nessuno venga “rottamato” e chi è anziano possa continuare a esercitare il suo diritto-dovere di vivere con entusiasmo, pienamente integrato in quel contesto dove ha speso l’avventura del tempo. Stipulare un patto generazionale di solidarietà è il migliore investimento su noi stessi in quanto sottintende usufruire della più prestigiosa banca dell’umanità: quella dell’amore, della giustizia sociale e della carità. Elisio 21 Memorial DON ALDO RABINO Villar Dora - 17 ottobre 2015 S abato 17 ottobre il campo parrocchiale di calciotto di Villar Dora si è riempito di giovani per il torneo Memorial don Aldo Rabino, improvvisamente scomparso lo scorso 18 agosto. Un modo per riunire giovani, sport e famiglie, tre delle componenti di vita che don Aldo, storico cappellano del Torino Fc, riteneva potessero sostenere e temprare i giovani che lui, salesiano fino nel midollo, amava più di se stesso. Si sono sfidati dapprima i ragazzi degli oratori, poi la Bvs e l’Unione Valle di Susa e infine derby tra Torino FC e Juventus FC finito 0 a 0 nonostante il grande ed educato tifo a bordo campo. Dopo il pomeriggio di gioco don Pier Luigi Cordola ha celebrato la S. Messa al centro del campo, insieme ai ragazzini che si sono ritrovati per disputare le loro gare. Così come don Aldo avrebbe voluto. Alla cerimonia hanno preso parte gli organizzatori del circolo parrocchiale dedicato alla gestione del campo, la famiglia Gerbi, gli ex granata Franco Ermini e Rosario Rampanti, Paolo Anselmo, responsabile del settore giovanile dell’Union Valsusa e Chiara, una nipote di don Aldo. Tutti hanno ricordato la figura del sacerdote cercando di BOZZA LOGO CALCIOTTO VILLAR DORA - IN APPROVAZIONE far capire ai giovanissimi che è importante 11-11-2014 essere campioni sui campi di calcio ma anche nella vita. Il pomeriggio di festa si è poi concluso con le premiazioni dei piccoli atleti classi 2005-2006 e con una merenda finale ad evidenziare, ancora una volta, che è l’amicizia ciò che conta. A.Oli. www.calciottovillardora.it 22 23 Perché non siete rimasti nel vostro Paese? [DW] Noi siamo qua per una cosa molto dif- Benkadì (insieme è meglio) C ome AC di Almese e Villar Dora quest’anno abbiamo scelto di vivere una serie d’incontri con i ragazzi africani presenti sul nostro territorio. Si tratta di serate preparate insieme con alcuni di loro e rivolte agli italiani ed agli ospiti della casa di Almese che lo desiderino: momenti preparati insieme, noi e loro, con pari dignità. Stanchi del “sentito dire”, nasce il desiderio di guardare in faccia “l’altro”, per poter aprire una finestra su questo mondo che cambia, e che ogni persona guarda dal suo punto di vista, con le sue preoccupazioni e le sue speranze: vissuti che troppo spesso non ci raccontiamo. Quando don Pier Luigi ha proposto l’articolo per il bollettino sugli incontri, ho iniziato a pensare a cosa scrivere...poi ho fatto dietrofront. Anche l’articolo va scritto a più mani. È nata così una serata davanti ad un caffè con Abdul Karim [AK], Doumbia [DO], Diawara [DW] e Sisoco [SI] per prepararlo. Quello che leggerete non è nient’altro che un incontro “tipo” di quelli che vorremmo proporre a tutti i lettori nei prossimi mesi. Una volta scoperto che cos’è un bollettino e spiegato loro che arriva in tutte le case dei villardoresi, gli stranieri non hanno avuto dubbi: “Facci le domande che si fanno gli italiani!”. Siamo allora partiti e siamo andati diretti. Riporto le risposte così come pronunciate, senza tagli o modifiche. Insieme si parla un italiano sovente essenziale, che va all’osso. Stefano 24 fotografie: Paola Di Salvo ficile: la vita. Per salvare la nostra vita. C’è chi scappa dalla guerra, altri dalle lotte familiari, altri dalla miseria: ognuno scappa da qualcosa che non poteva più sopportare. Qualcuno pensa che nei nostri Paesi non ci sia più la guerra, è falso; è una pace di facciata, politica. In Africa la guerra è costante. Nel mio paese [il Mali] c’è un attacco terroristico ogni settimana: la settima scorsa cinque morti, quella prima quattro. Il leader della guerriglia paga i poveri per uccidere le persone, i poveri con la guerra non possono dare da mangiare ai bambini, non possono dire di no. Quando i terroristi arrivano in un paese per prima cosa cercano l’Imam o il capo del villaggio e lo uccidono, per spaventare la comunità. A volte arrivano sulle piazze con il kalashnikow nascosto sotto i vestiti e all’improvviso iniziano a sparare senza guardare, sulla folla, a caso. Cercano i bambini per interrogarli, per farsi dire dove si trovano le persone. Buttano mine antiuomo dappertutto. Noi siamo scappati, siamo dovuti scappare. [DO] Sono scappato dalla guerra. Ho visto cose brutte… troppo brutte, io non posso raccontarle perché sono troppo brutte, certe cose tu le credi solo se le vedi. Sono stanco della guerra, io ho cercato la pace anche in altre nazioni africane prima di arrivare in Europa, ma non è stato possibile. La guerra mi seguiva in Africa. Non ho mai cercato l’Italia, ho sempre e solo cercato un posto per stare bene, per avere stabilità e pace. [AK] Siamo qua per vivere felici, per sorride- re alle persone. Cerchiamo la pace per prima cosa, non siamo turisti. Siamo qua perché abbiamo visto troppe cose tristi. Non mi piace parlare della mia storia perché penso che avevo un padre e che oggi non c’è più: è morto nel deserto fra il Niger e la Libia. In Costa d’Avorio c’era la guerra, mio papà è voluto scappare con me e mio nipote. Quando lui è morto abbiamo perso la speranza, la voglia di vivere. Arrivati in Libia un amico mi ha aiutato, poi anche lui è stato ucciso. Non sapevo più cosa fare. Mi hanno detto che l’unica cosa che potevo fare era fuggire, prendere la barca. Per me è difficile. Adesso ho deciso di parlare un po’ con voi, ma quando penso a mio papà e penso che lui non è qui, sto male. Siamo scappati da una guerra che ha ucciso mio fratello e colpito mia mamma che poi è morta. Ora sono qui: è così, io non posso spiegare bene, è la vita, io non potevo fare altro. Ora sono in Italia con mio nipote, non abbiamo più famiglia, ma questa è la mia vita. Dopo il racconto di Abdul Karim nella stanza c’è un silenzio straziante. Il suo racconto è stato lungo, ha scelto di parlare in italiano, ogni singola parola che ha pronunciato l’ha cercata con cura. Ha parlato con calma, chiaramente commosso, guardando un punto fisso per terra. Anche gli altri ragazzi guardano a terra. Quando egli termina di parlare, nessuno rompe il silenzio. Io mi impongo di stare zitto, per rispetto. Avrei però voglia di fare subito un’altra domanda, di versare da bere, di cambiare discorso. Avrei voglia di ingannarmi, di credere che Abdul Karim ama suo papà in modo diverso da come io amo il mio, di credere che sia una storia avventurosa di un film e non la vita dell’uomo che mi sta davanti. La serata riprende, ma ora sono io a fare fatica ad alzare lo sguardo. Ma dopo tutto quello che avete visto, amate ancora il vostro Paese? [DW] Sì, io vorrei tornare al mio Paese, ma senza guerra! [AK] Amo la Costa d’Avorio, è il mio Paese! Sull’immagine del mio profilo facebook ho messo la cartina della Costa d’Avorio. 25 In questi giorni ci sono le elezioni, io scrivo su facebook per dire la mia, per sperare in un cambiamento. Non voglio più vedere militari e dittature sostenute dalla Francia al governo, voglio una democrazia. Per me il mio Paese passa davanti a tutti gli altri, abbiamo un solo Paese: per te è l’Italia, per me è la Costa d’Avorio, è un amore che è nato con noi. Mi manca la mia casa, da noi la famiglia mangia insieme tutti i giorni, si chiacchiera. In Africa quando c’è la pace, la vita è dolce. Qua c’è crisi e voi venite a rubarci il lavoro! [AK] Se volevo rubare il lavoro, o altro, restavo in Africa. Io qua voglio vivere in pace. Voglio avere una seconda possibilità dalla vita: voglio stabilità, tranquillità. Cerchiamo quello che cerca qualsiasi altro essere umano. [DO] Io non voglio prendere il lavoro di altri, se c’è un lavoro che nessuno fa, io faccio quello. Qua forse mancano dei lavori che in Africa ci sono. A me piacerebbe insegnare teatro ai bambini, in Costa d’Avorio lo facevo. Alcuni hanno paura… che guardiate le ragazze! [DO] Ahhh… grazie! Io questa cosa l’ho capita sai, ma nessuno ha mai avuto il coraggio di dirmela! È normale che una mamma pensi questo: se si preoccupa, è normale! Ma io penso che non bisogna mai far crescere troppo le preoccupazioni, in Africa c’è un proverbio che dice “La situazione si vive… non si dice”. Non bisogna esagerare le situazioni. Può capitare che qualcuno cerchi una ragazza italiana, ma non vogliamo “prendere” le ragazze! Ci comportiamo come da noi: non vogliamo fare cose brutte, e poi non si guardano mai le ragazze già fidanzate o le donne sposate! [AK] È anche normale che qualcuno di noi pensi ad avere un giorno una famiglia. E poi (si mette a ridere) voi italiani, voi europei volete tutti diventare rossi! Sì, sì rossi… abbronzati! Se uno di noi trova una moglie italiana, i figli saranno abbronzati, per sempre! 26 Ma in Africa cosa si dice dei bianchi? [DO] Dipende dai posti, in tante città c’è inte- grazione e si lavora insieme, in altri villaggi si ha paura. Ti racconto una cosa: da piccolo vivevo in un villaggio e ogni tanto arrivava un turista bianco...io volevo toccare la sua pelle, ma non l’ho mai fatto, avevo troppa paura! Pensavo che i bianchi fossero caduti giù dal cielo, mi facevano troppa paura! Ricevete 2,5 € al giorno… ma tutti avete un cellulare! Perché non spendete meglio i soldi? [DO] Ci sono tante persone che ci danno tanto, sono gentilissime. Ma il cellulare è mio. È l’unica cosa mia, privata. I vestiti che arrivano alla casa ce li scambiamo fra noi e anche tutto il resto, ma il cellulare no. Non lo impresto a nessuno, dentro ci posso mettere le foto della mia famiglia, dei miei amici e la mia musica. Mi serve per parlare con la mia famiglia (mi serve uno smartphone, così uso internet e spendo poco), mi serve per guardare la televisione Ivoriana. È vero che con i nostri soldi potrei comprarmi ad esempio delle scarpe, ma poi mica posso parlarci insieme! Non posso mettermi a guardarle per dimenticare i pensieri! [AK] Facebook per me è essenziale. Posso par- lare con i miei amici d’infanzia. E poi nei telefoni moderni ci sono i videogiochi, la musica… ci servono a non pensare. Se non ho voglia di parlare… uso il cellulare, mi nascondo. Serve per non avere pensieri… ci sono pensieri alti e pensieri bassi, a volte mi servono i pensieri bassi! Mi raccontano poi che per acquistare i cellulari hanno fatto delle collette, in modo che sin da subito almeno qualcuno avesse uno smartphone per comunicare con l’Africa attraverso internet e poi, mese per mese, ognuno l’ha potuto comprare. [AK] Quando prendo il pullman per andare a scuola ad Avigliana a volte vedo che qualcuno mette la borsa sul sedile di fianco per non lasciarlo libero… oppure se mi siedo vicino fa così (e imitata una persona tutta rannicchiata sullo spigolo di una sedia che stringe le sue cose). Non è bello, a me fa male. Non dovete avere paura: noi scappiamo dal male, non vogliamo fare il male. [DW] A me capita che saluti ad Almese le per- sone vecchie e loro non mi rispondono. Io ho rispetto degli anziani, so che non devo dire “ciao”, ma “buongiorno”… ma mi fa male che non mi rispondano lo stesso. [DO] In Africa si dice che se uno ha paura di prendere un coltello in mano e lo prende…. di sicuro si taglierà ! La paura è cattiva, non fa mai bene! Io lo so che ci sono tanti italiani che non hanno proprio bisogno di noi, ma noi abbiamo bisogno di loro! Non del lavoro, delle ragazze, dei soldi o dei vestiti: ma per capire, per chiacchierare, per una stretta di mano… senza dare fastidio… e se poi quel giorno lì non avete voglia di parlare basta dire “Nero… fermo lì !!!” (e tutti giù a ridere) Abdul Karim, Doumbia, 11-11-2014 Diawara, Sisoco BOZZA LOGO CALCIOTTO VILLAR DORA - IN APPROVAZIONE Se volete conoscere le date e gli orari dei prossimi incontri promossi dall’Azione Cattolica inviate una mail a: [email protected] oppure chiedete informazioni a don Pier Luigi o a Stefano (3343632379) BILANCIO CONSUNTIVO RIQUALIFICAZIONE AREA SPORTIVA PARROCCHIALE COPERTURA ECONOMICA CAPITOLO DI SPESA Comune di Villar Dora (importo dovuto a seguito della permuta di via Almese) 20.000,00 Opere edili e impianti Diocesi di Susa (dall’8x1000) 40.000,00 Progettazione Parrocchia 25.000,00 Oneri urbanizzazione Benefattori 180.000,00 Contributi vari 59.000,00 Prestiti 90.000,00 TOTALE 414.000,00 214.265,00 9.000,00 12.535,00 Campo sintetico 154.000,00 Illuminazione 24.200,00 TOTALE 414.000,00 Cosa dite agli italiani che hanno paura di voi? 27 Anno Santo 2015-2016 GIUBILEO DELLA MISERICORDIA COS’È IL GIUBILEO? Un anno speciale in cui i fedeli sono invitati a riconciliarsi e a convertirsi rinnovando il loro rapporto con Dio e con il prossimo.Normalmente si celebra ogni 25 anni. Questo voluto da Papa Francesco è un Giubileo “straordinario”. 28 IL MOTTO «Misericordiosi come il Padre», ispirato a un versetto del Vangelo secondo Luca (6,36) «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso». LE DATE Inizio - 8 dicembre 2015 (50° anniversario della chiusura del concilio Vaticano II) Fine - 20 novembre 2016 LA PAROLA Deriva dall’ebraico “yobel” che indica una tromba di corno di montone usata per annunciare l’inizio dell’anno sabbatico. Anno Santo è sinonimo di Giubileo. IL TEMA È quello evangelico della misericordia. Scrive Francesco: « È giunto di nuovo per la Chiesa il tempo di farsi carico dell’annuncio gioioso del perdono. È il tempo del ritorno all’essenziale per farci carico delle debolezze e delle difficoltà dei nostri fratelli. Il perdono è una forza che risuscita a vita nuova e infonde il coraggio per guardare al futuro con speranza». LA BOLLA La bolla d’indizione del Giubileo si intitola Misericordiae Vultus ed è stata pubblicata dal Papa l’11 aprile 2015. INDULGENZA PLENARIA Ogni Giubileo porta con sé la concessione dell’indulgenza plenaria, cioè la possibilità di ottenere (per se o per le anime dei defunti) la remissione (“cancellazione”) davanti a Dio della pena temporale conseguente ai peccati, cioè il “tempo di purificazione” che si dovrà trascorrere nel purgatorio. L’indulgenza può essere parziale, cioè in grado di “cancellare” solo una parte del tempo di purificazione o plenaria cioè totale. COME SI OTTIENE L’INDULGENZA? Il fedele deve: • confessarsi • comunicarsi • pregare secondo le intenzioni del Pontefice • Compiere una scelta tra le seguenti opere: A) fare un pellegrinaggio a una Porta santa partecipando li a una Messa o celebrazione liturgica o esercizio di pietà (Via Crucis, Rosario...): B) compiere un’opera di misericorsia o carità (visita infermi, carcerati, anziani soli..., sostegno economico a opere di carattere religioso o sociale); C) dedicare una congrua parte del proprio tempo libero a opere di volontariato; D) compiere un’opera di penitenza (astenersi da consumi superflui, digiunare, fare astinenza dalle carni devolvendo una proporzionata somma ai poveri) 29 Dai registri parrocchiali S. Cresima del 19 aprile Battesimi DE CARLO Oscar Leonardo Vincenzo di Stefano e Chiariglione Isabella il 07-12-14 FERRI Mattia di Gianluca e Goffo Elisa il 29-03-15 DI TRANI Paolo di Antonio e Plinich Caterina il 10-05-15 MALLAMACE Giorgia di Antonio e Rinarelli Stefania il 24-05-15 MICO’ Melissa BALLAURI DEL CONTE Filippo GASTALDI Alessandro BOMPAN Alessandro di Antonio e Pupo Licea Misleidis il 12-07-15 di Andrea e Meistro Laura il 06-09-15 GIULIANO Camilla di Luca e Moretto Alice il 13-09-15 PATISSO Nicolò di Andrea e Bosio Silvia il 13-09-15 BELFIORE Andrea AVANZI Anna Clivia di Giuseppe e Depetris Monica il 19-09-15 SOTTOMANO Riccardo di Fabio e Siciliano Elisabetta il 2009-15 di Franco e Buonocore Elena Clara i l 07-06-15 di Alessandro e Ferrero Sabrina il 07-06-15 BUFFA Elena di Francesco e Macrì Monica il 05-07-15 di Marco e Randino Elena il 10-10-15 di Omar e Kondakcij Aurora il 22-11-15 BONAVERO Simone di Daniele e Pignocco Sabrina il 29-11-15 SACCATO Francesco Mario di Roberto e Roberta il 13-12-15 MONTESI Paolo FRANZA HELLMANN Delfina Maria di Giovanni e Antonielli D’Oulx Marianna il 26-09-15 BERGATTO Gabriele BERT Debora BERTONA Federica CALABRESE Maria Pia CALI’ Luana CARENA Pietro CATTAI Riccardo DE SCISCIOLO Alessandro MALACARNE Lucrezia MANGIONE Alessia MERLANO Andrea POZZI Flavio RASERI Federica Maddalena ROSSI Roberto SERRAU Cristina Matrimoni BORGIS Roberto e GENTILE Cira il 01-08-15 Anniversari di matrimonio 55° Edda e Antonio BUGGIA 55° Liliana e Pier Giorgio BONAUDO 50° Maria Vittoria e Fedele BERT 50° Clara ed Enrico MEIRONE 35° 35° 30° 25° Michelina e Giuliano BERTOLO Olga ed Enrico RE Rosalba e Gabriele PARMIGIANI Daniela e Roberto BONINO 25° 25° 15° 10° Paola e Marzio FERRERO Paola e Gian Paolo RICHETTO Antonella e Michele ARTUFFO Monica e Francesco BUFFA Funerali Prima Comunione del 17 maggio TESTOLINA Pietro FERRERO Pier Massimo BONAVERO Augustina COLETTO Ines ved. Coletto di anni 103 il 01-01-15 DOLZA Cecilia in Coletti GOVERNALI Bernardo ALA Ugo SERRA Yvette ved. Calliero di anni 86 il 22-03-15 PICCO Onelio GILI Rosanna ved. Amedeo di anni 76 il 15-10-15 ARPINO Anna Maria ved. Calliero di anni 93 il 20-10-2015 MAFFIODO Lucia ved. Margaira di anni 88 il 31-10-15 BERT Giorgina ved. Rosso di anni 85 il 05-11-15 GIORDA Marianna ved. Schvricha di anni 92 il 25 -11-15 CALLIERO Elda ved. Gioberto di anni 87 il 01-12-15 di Anni 90 il 28-12-14 BONAUDO Alessia GIORDANA Cristina SCHIAVON Asja CALLIERO Denise GOTTERO Matilde SENOR Matilde CIPOLLA Matilde LATINI Francesca TILOTTA Martina D’ANGELO Federica NOVEMBRE Maria VACCHIOTTI Giorgio DIOGUARDi Tommaso POMETTINI Alice VIRGA Andrea FALLETTI Valentina RESTANI Gioele GHIOTTO Giorgia RICHETTO Lisa GIORDA Martina SALLUSSOLIA Simone di anni 68 il 25-01-15 CONTE Filomena ved. Petroso di anni 89 il 26-01-15 MOSCHINI Faustino di anni 61 il 04-02-15 di anni 66 il 21-02-15 di anni 64 il 27-02-15 di anni 86 il 27-03-15 BORGHESE Antonio di anni 90 il 13-04-15 FERRERO Angiolina ved. Richetto di anni 97 il 08-02-15 GRISA Giovanni Battista VIZZA Antonio PINELLI Giovanni TAMMACCARO Vincenzo VENEZIANI Ofelia ved. Bacchetta di anni 88 l’11-02-15 TURCOL Ada in Bugnone di anni 74 il 25-07-15 di anni 91 il 08-02-15 di anni 71 il 09-02-15 30 FAZZONE Benedetta FTONI Gheri GIORDA Barbara GRIPPO Chiara GUGLIELMOTTO Luca IPPOLITI Aurora LANZALOTTI Christian LO SASSO Sara di anni 72 il 19-05-15 RICHETTO Giovanni di anni 77 il 03-06-15 di anni 68 il 16-07-15 di anni 95 il 16-08-15 di anni 81 l’11-09-15 31 ENTRATE USCITE Saldo al 1/01/2014 91.629 OFFERTE RACCOLTE IN CHIESA 10.914 78.104 405 SPESE BANCARIE, POSTALI, RICORRENTI 388 OFFERTE PER SACRAMENTI 3.875 MANUTENZIONE ORDINARIA 9.081 OFFERTE PER LA CHIESA 8.402 ACQUEDOTTO ALTRE ENTRATE 8.073 ILLUMINAZIONE OFFERTE PER IL BOLLETTINO OFFERTE PER CAPPELLE: • San Pancrazio • San Rocco (2.685 dal banco beneficenza) • San Martino • Addolorata borgo Crocette TELEFONO 171 15.578 120 90 195 3.745 302 RISCALDAMENTO 9.332 Ringrazio tutte le persone che, ASSICURAZIONE MULTIRISCHI/RCA 3.346 in modo diverso ma ugualmente importante, IMPOSTE, TASSE E ONERI 2.678 il Signore benedica e porti a compimento la sua opera. INTEGRAZIONE AL PRIORE 1.608 CARITÀ E BENEFICENZA 6.050 GIORNATE SPECIALI 1.850 GIORNATE SPECIALI 1.850 SPESE PER IL CULTO 1.421 UTILIZZO ORATORIO E LOCALI EX ASILO 4.852 BOLLETTINO PARROCCHIALE 3.003 CAMPO ESTIVO 6.861 CAMPO ESTIVO 7.876 CONTRIBUTI: • Regione Piemonte attività oratorio RIQUALIFICAZIONE AREA SPORTIVA 1.400 264.063 PADRE RENZO 1.200 • CEI restauro cappella di San Rocco 40.656 ORATORIO 2.206 • Diocesi Susa riqualificazione area sportiva 10.000 ALTRE SPESE 1.286 CARITÀ E BENEFICENZA 3.187 DONAZIONE RIQUALIFICAZIONE AREA SPORTIVA 100.000 PRESTITO DON CORDOLA E ALTRI RIQUALIFICAZIONE AREA SPORTIVA 98.987 Totale entrate Saldo attivo della parrocchia al 31/12/2014 32 LAVORI CAPPELLA SAN ROCCO 318.284 15.042 collaborano alla vita pastorale della parrocchia; Auguro a tutti i lettori del bollettino parrocchiale di valorizzare pienamente l’Anno Giubilare della Misericordia perché, in un mondo che rischia di smarrire il volto di Dio, si lascino raggiungere dal suo sguardo d’amore. Apriamo anche noi le porte dell’incontro con il Signore: quante situazioni delicate abbiamo da raccontargli, quanti peccati fermi, ormai da anni, attendono di essere perdonati. Non abbiamo paura perché il Signore è Dives in misericordia. Questo è l’augurio più convinto e concreto che rivolgo a me e a voi: “LA GIOIA DELL’INCONTRO CON DIO”. Totale uscite 394.871 Parrocchia dei Santi Vincenzo e Anastasio - Villar Dora Tel. 011.9350162 - Cellulare don Pier Luigi 347.5389677 - e-mail: [email protected] Orario delle S. Messe Prefestivo 17.00 S. Messa presso la parrocchiale FESTIVO 9.30 S. Messa a MONTECOMPOSTO o CELLE (a domeniche alternate) 11.00 e 17.00 S. Messa presso la parrocchiale Feriale 8.00 S. Messa presso la cappella di San Rocco (escluso il giovedì) Giovedì in preghiera La cappella di San Rocco è aperta ai fedeli tutti i giovedì pomeriggio col seguente orario: 15.30 Esposizione del Santissimo Sacramento e S. Rosario meditato 17.30 Vespri 19.00 Adorazione guidata 20.30 Benedizione eucaristica 20.45 S. Messa animata dai gruppi parrocchiali 4