la Capitanata Rassegna di vita e di studi della Provincia di Foggia BOLLETTINO D'INFORMAZIONE della Biblioteca Provinciale di Foggia Anno VI (1968) n. 1-3 (genn.-giu.) La biblioteca centro di promozione culturale L'esame analitico della situazione bibliotecaria di una regione come la Puglia sottintende la conoscenza del grande sviluppo che hanno percorso le biblioteche fin dall'antichità. Così potremo meglio comprendere la collocazione che codeste istituzioni hanno oggi nella società contemporanea e il ruolo importante che esse vi assolvono. La loro storia ci dimostra con larghezza di dati che, fin da tempi antichi, esse hanno progredito verso fini sempre più utilitari e democratici. Infatti, riservate dapprima a qualche privilegiato dalla fortuna, con il secolo XVI si aprono ad un pubblico molto ristretto. Le biblioteche di studio dei secoli XVII e XVIII, le quali, per altro, segnano una nuova tappa, si moltiplicano nel volgere di più di un secolo per via di quelle di tipo enciclopedico. Attualmente le biblioteche pubbliche sono frequentate da una massa di lettori finora diseredata e mettono alla portata di tutti ciò che la letteratura, l'arte e la scienza hanno lasciato di più perfetto. Come ha detto Carnegie, « l'organizzazione umana più potente, il vantaggio più grande per una società è mettere alla portata di tutti i tesori del mondo contenuti nei libri. II memoriale dell'umanità è scritto nei libri; 1 bisogna che tutti possano andare a cercarvelo ». Dai piani di struttura della società di oggi emergono bisogni nuovi, premono aspirazioni nuove, si agitano ansie nuove: vi sono classi sociali che hanno bussato e bussano alle porte del mondo della cultura. Si profila all'orizzonte un umanesimo nuovo, un umanesimo che tutti gli uomini abbraccia nella grande dignità dell'azione illuminata dall'intelligenza e rivolto al progresso e al benessere di tutti: l'umanesimo del lavoro. Quando Gustavo Flaubert nel Bouvard et Pécuchet, non dominando serenamente la passione e l'antipatia che lo ispirano, cerca di far parodia dell'enciclopedia delle scienze del suo tempo e fa l'epopea dell'intelletto che si riassorbe nella bestialità, mira a colpire l'equivoco di una scienza popolare e l'illusione dell'avvento di un'età in cui il divenire dell'umanità nella sua triplice forma di passato presente e futuro non avrebbe più avuto segreti per nessuno. E', in fondo, una prospettiva critica della cultura di massa, formulata solo all'inizio di un processo del quale il Flaubert non poteva immaginare i travolgenti ed irreversibili sviluppi. Ed infatti ritroviamo alla fine Bouvard e Pécuchet ancora d'accordo in un'esistenza monotona ed idiota dopo aver, d'accordo, buttato via un mucchio di soldi in continue fallaci esperienze. Spesso, anzi sempre si parla di democrazia, di umanità, di libertà, ma non ancora riusciamo a dare a questi termini un significato preciso e da tutti accettato. Dante, poeta di tutti i popoli, perché poeta del dramma dell'animo umano, quando si ritrova smarrito nella selva del senso e del peccato scorge in alto il colle illuminato dal sole: il colle della sua disperazione e della sua speranza. All'istintivo impulso della sua natura, che senza indugio vorrebbe lanciarsi alla conquista della vetta luminosa, la ragione contrappone l'esigenza di un lungo, sofferto esame, di un giudizio su quel mondo finito e particolare in cui l'uomo errante ha smarrito il cammino. Orbene, se vogliamo incontrarci con la democrazia, la libertà e l'umanità, dobbiamo procedere con la gradualità paziente nella conoscenza di noi così come siamo e ritrovare gli strumenti di lavoro per una rettifica individuale. Diceva Leonardo: « Nessuna cosa si può amare né odiare se prima non 2 si ha cognizione di quella ... ; con ciò sia che l'amore di qualunque cosa è figlio di essa conoscenza ». Dunque, bisogna moltiplicare la carica di sensibilità verso i problemi della lotta contro l'analfabetismo e verso le esigenze dell'educazione degli adulti e dell'educazione di massa; bisogna lavorare soprattutto per l'elevazione del popolo, tenendo presente che è vana qualunque diffusione estensiva della cultura se questa non trarrà nutrimento da un corrispondente e continuo approfondimento della scienza in cui affonda le radici; se la cultura, questo potente lievito dell'umanità, non ritrova giorno per giorno il suo potere vitale in una matura ricchezza di motivi ideali e spirituali, nei valori permanenti che costituiscono le colonne portanti del comune e perenne edificio umano nella varietà e nella mutevolezza del divenire. Non è il caso qui di riprendere la critica di Snow a proposito delle due culture, giacché concordiamo perfettamente con Armando Vitelli quando afferma che « la cultura è sempre e solo umanesimo » che « la cultura è mordente critico, apertura verso un mondo diverso che si vuole e si può, e perciò si deve costruire », che essa non deve più limitarsi a spiegare il mondo, ma impegnarsi a trasformarlo; quindi non può voler escludere da sé la civiltà umanistica o quella scientifica in nome delle loro differenze di qualità e di valori, ma dev'essere capace di accoglierle insieme e farle insieme concorrere all'affermazione del regno dell'uomo, in quanto solo così essa è autenticamente umana e ritrova la sua unità di funzione e di significato. Eppure ci sentiamo di dire che i grandi artisti con le loro opere immortali danno testimonianza di quella pura umanità che sa innalzarsi sulle contese e le divisioni; così come gli scienziati con le loro continue e strabilianti scoperte riaffermano il valore educativo della scienza, la quale, per altro, può essere forza di unificazione solo se diventa strumento di un'umanità ricostituita e riconciliata nei suoi essenziali valori costitutivi. Il genere umano è stato sempre capace di avanzare e insieme di indietreggiare fino a ricadere nella notte dei tempi. La possibilità di questa spaventevole caduta risiede nelle torbide passioni dell'uomo, e, per dirla con il Newman, « sperare di contendere con quei giganti che sono la passione e 3 l'orgoglio umani servendosi solo di strumenti delicati quali la ragione e la scienza dell'uomo sarebbe come scavare con dei sassi una roccia di granito o ormeggiare una nave con un filo di seta ». Ed allora in che cosa riporremo la nostra speranza di salvezza? Solo nel diffuso sentimento che ci accomuna e ci sospinge verso un rinnovamento interiore. Cioè occorre una rinascita della vita morale dell'uomo; occorre proprio quella cristiana rigenerazione che qualche tempo fa appariva assurda alla logica puramente umana. Deve nascere l'uomo nuovo che crede nella potenza della legge eterna dell'amore. « Tempus libertatis » definì S. Agostino questo tempo di rinascita, avvertendo che Dio nulla fece con la forza ma tutto « suadendo et monendo ». E' questa superiore virtù che deve presiedere e regolare i rapporti umani. E qui si pone in tutta la sua tensione un'altra domanda: Come potremo dar sostanza a questa nuova realtà? Ancora una volta mi tocca di citare il grande Santo d'Ippona, il quale in una delle sue esaltanti e talvolta drammatiche meditazioni concludeva con una domanda che affermava: « Quo fugiturus nisi in Deum? ». Ebbene, parafrasandola ci sentiamo convinti di dire che si può giungere a questa nuova realtà promuovendo prospettive d'un avvenire migliore del nostro popolo attraverso l'elevazione civile e morale, che si concretizza nell'azione continua, paziente, capillare di sottrarre una parte ancora larga di esso alla insipienza e alla rozzezza, di dare a tutti una cultura che sia sì di pratica utilità per il lavoro, ma che solleciti anche e soprattutto l'approfondimento dei temi della vita morale del cittadino. Se si devono, quindi, favorire con il massimo rispetto e potenziare in ogni modo gli studi al livello della ricerca, che per il loro proprio indirizzo tendono ad innalzarsi a nuove conquiste del sapere, con altrettanto rispetto bisogna favorire il processo di diffusione di un'appropriata cultura per ogni ceto popolare che ha tutto il diritto di diradare le tenebre dell'ignoranza che su di esso gravano. In fondo, i problemi della cultura, i problemi della diffusione della cultura a tutti i livelli sono problemi di vita pratica: si tratta di realizzare l'uomo a se stesso, cioè di mettere l'uomo in condizioni di aprire un dialogo con gli altri uomini. Tutta 4 la nostra vita è un dialogo, è un'apertura di dialoghi, è una forma di comunicazione. Il libro è il mezzo del dialogo con ogni altro uomo sotto tutte le latitudini; è l'apertura individuale ad un'altra apertura oltre che un mezzo di formazione tecnica specifica; cioè, è uno strumento per potenziare la persona umana ai fini del suo contributo entro l'ambito della società. E il libro ci riporta subito all'idea della biblioteca, la quale, affiancandosi alla scuola e collaborando con essa, è entrata in questa dura ma nobile battaglia. La scuola, infatti, da sola non può far tutto. La sua efficacia è limitata alle ore d'insegnamento e ai corsi scolastici, mentre la biblioteca può attirare alunni ed ex alunni in tutto le ore, sempre. Questa, infatti, è uno degli strumenti fondamentali del progresso della civiltà. Non è, come troppi forse ancora la pensano o la immaginano, un semplice deposito di libri. Tutt'altro! dai suoi scaffali lignei o metallici promana per la nuova generazione la luce di ciò che ha conquistato e creato la vecchia, e quindi la spinta della grande avventura umana che dai muscoli passa al pensiero. E' l'anello che ci congiunge direttamente con la cultura, con la quale essa forma il binomio inscindibile del divenire umano. Essa deve stimolare la cultura e promuoverne l'interesse per tutto ciò che costituisce la storia presente. E' sede di storia, ma deve pur anco contribuire a fare la storia. In una parola, è una piattaforma dove l'antico e il nuovo s'incontrano non solo negli scaffali, ma nelle menti. Giulio Einaudi nel Convegno delle biblioteche popolari tenutosi a Firenze nel dicembre del 1962 ebbe ad affermare che occorreva « inserire il problema delle biblioteche in una politica globale di sviluppo » e che se non si riusciva a compiere uno sforzo parallelo fra investimenti produttivi e quelli formativi dell'uomo come la scuola, gli istituti di ricerca e le biblioteche, si sarebbero creati squilibri estremamente nocivi. Dunque, tutto è conferma dell'esigenza, della necessità imprescindibile dell'esistenza e dell'operare della biblioteca quale strumento valido di lotta contro l'ignoranza e di promozione della cultura nel duplice senso orizzontale e verticale. Nel clima rinnovato di vita democratica e di reviviscenza 5 culturale non rispondere positivamente alla esigenza di far disporre di una biblioteca che garantisse a livello popolare e medio un felice incontro con il libro era una colpa grave. Ed a questo punto il Ministero della P.I. ha inteso la necessità di inaugurare in accordo con le Amministrazioni Comunali e Provinciali, una politica adeguata che esprimesse e consacrasse la volontà di istituire ovunque la biblioteca del popolo e per il popolo. Era codesto il modulo risolutore del problema nuovo, che si imponeva e che premeva con tutta la sua urgenza. Ha quindi recepito con grande sensibilità ogni proposta che la Soprintendenza gli ha rappresentato, profondendo somme ingenti che hanno massicciamente concorso alla realizzazione di piani e di prospettive che tendono a dare ad ogni Comune una biblioteca valida, funzionale, operante, dove agendo per ridar vita a istituzioni divenute anemiche e vacillanti, dove consentendone la costituzione dal nulla. I Comuni pugliesi, nella loro grande maggioranza, in libertà piena e in autonomia responsabile hanno considerato giunto il momento di sfidare e distruggere il terribile analfabetismo, che sotto forme molteplici e con articolazioni varie minaccia la loro stessa vita interiore e logora il registro degli interessi più nobili e più alti dei propri amministrati. Essi hanno mostrato di voler marciare nel solco di una tradizione luminosamente e sicuramente segnato; solco che è anche metodo, poiché è riuscito sapientemente a fondere le esigenze del mondo economico con quello dello spirito, nella consapevolezza di dover creare le prospettive di una vita materiale più florida e più feconda nel quadro di un'economia più sviluppata e lanciata verso più sicuri destini, e nella convinzione che « l'ambiente umano nel mondo - come ebbe ad affermare in occasione del Congresso straordinario per le celebrazioni del VII Centenario della nascita di Dante il Presidente del Comitato di Nuova Delhi - è profondamente mutato: non vi sono più grandi popoli colonizzatori e colonie intese sotto il punto di vista della politica internazionale e della politica economica. Oggi si allarga sempre più e si afferma il punto di vista della cultura, e in questo campo si ravvisa principalmente nell'Italia la grande potenza culturale ». 6 Dunque, se si dovrà sempre più mutare, correggere e riformare e stimolare e riequilibrare le leggi e le misure dell'economia, l'opera somma dovrà essere quella dell'educazione, nella quale la biblioteca può recitare la sua grande parte di prima attrice, e nel cui contesto tutti possiamo e dobbiamo essere effettivi apostoli, ciascuno nella propria cerchia e ciascuno in prima verso se stesso. Opera collettiva, di fronte alla quale il singolo sente i suoi limiti e la sua umiltà, ma avverte la propria potenza e la propria responsabilità e il dovere di far sempre, di fare senza indugio quello che gli spetta di fare, farlo con molti o con pochi compagni, farlo per il presente e per l'avvenire. Grandissimo è il numero degli uomini che sanno e sapranno in avvenire leggere, poiché la scuola non è più un privilegio di una classe o di un ceto, ma è divenuta obbligatoria per tutti. Pochi ancora, però, sono quelli che possono comprare i libri per completare la propria educazione morale ed intellettuale. Per le masse, dunque, la sola possibilità è la Biblioteca pubblica, la quale rispondendo al bisogno di istruzione, sollecitato da programmi economici e scientifici, consentirà agli uomini di dilatare le dimensioni del loro pensiero, di coltivarsi e di avere cura della loro dignità in armonia con il livello di vita innegabilmente migliorata sotto tutti i rapporti e gli aspetti. D'altra parte, le macchine e la tecnica richiedono la qualificazione dell'operaio, il quale deve pur sapere rispondere alle esigenze del suo mestiere; e l'agricoltura stessa che segue l'irreversibile processo della industrializzazione esige dell'agricoltore e finanche dal contadino preparazione e competenza. E l'operaio, l'agricoltore, il contadino, l'artigiano solo nella Biblioteca trovano lo strumento della loro indispensabile, adeguata istruzione. Una volta filosofi e poeti potevano dire « Io sono un uomo e niente di ciò che è umano mi è estraneo ». Oggi tutti gli uomini devono poter formulare questa proposizione, poiché essa è la divisa dei tempi nuovi ed espressione di democrazia viva ed operante. ANTONIO CATERINO 7 Biblioteca in ogni Comune Finalmente si è compreso che l'Italia è un insieme di provincie culturali che il centro ha il dovere di raggiungere e di ragguagliare. Si tratta di provincie evolute, le quali vogliono sapere tutto quello che accade non soltanto a Roma e a Milano, ma anche in tutte le altre città del mondo; desiderano materiale di informazione, il più possibile completo, aggiornato e obbiettivo, per meditare, studiare e decidere le proprie scelte, spezzando il dominio isolato e pressocchè incontrastato dei mass-media. Noi, in proposito, desideriamo richiamare, sul tema cultura e biblioteca, quanto si va dibattendo in questi ultimi anni in Puglia. Partecipammo, nel salone dell'Amministrazione provinciale di Bari, a un importante dibattito sul tema « Mezzogiorno e Cultura », promosso dalla rivista « Nuovo Mezzogiorno ». Abbiamo ancora vivo il ricordo degli stimolanti dibattiti con gli interventi di Abbate, Cassieri, Cifarelli, V. Fiore, V. Ciampi ed altri. Ricordiamo, inoltre, L'alternativa meridionale di Michele Abbate e, infine, le memorie e le tavole rotonde del « Gruppo di Meridionalisti ». Nel suo libro l'Abbate si pone il quesito Qual'è oggi la situazione della cultura meridionale 1. Di quali strumenti dispone per ambire, se non ad orientare e dirigere, a influenzare e condizionare lo sviluppo della società, per tanti aspetti caotico e contradittorio? E risponde coraggiosamente che non esistono le condizioni per un « sostanziale », profondo mutamento della classe dirigente. La cultura deve contribuire ad elaborare un'alternativa umanistica (non umanitaria) e portarla avanti e renderla popolare, sollecitando sui temi cruciali della società e del mondo Cfr. in proposito, anche, il volume di Walter Mauro: Mezzogiorno e Cultura, con testimonianze di L. Bonanni, Giuseppe Cassieri, Lino Curci, Giuseppe Dessì, Tommaso Fiore, Raffaele La Capria, Olga Lombardi, Alberto Mario Moriconi, Michele Prisco, Lanfranco Orsini, Nino Palumbo, Giovanni Russo, Leonardo Sciascia, Dante Troisi (Roma, Edizioni « Nuovo Mezzogiorno ». Serie « Studi e Inchieste » n. 3). 1 9 che ci imprigiona l'attenzione di tutti coloro che non hanno rinunciato a interrogarsi sul proprio destino ». E, proprio in nome di questa invocata indignatio civilis, egli esprime sulla cultura meridionale un giudizio di arretratezza « non inferiore alla perdurante arretratezza economica e sociale dell'ambiente... », per concludere che quello della cultura è uno dei settori meno avanzati e più bisognosi di rinnovamento della realtà meridionale di oggi. Avanza, poi, il dubbio se si possa ancora attribuire alla cultura un ruolo decisivo per le sorti delle popolazioni del sud, e se queste dovranno o no pagare il loro accesso alla civiltà dei consumi con la « rinuncia ad una effettiva emancipazione politico-civile, e ad una reale partecipazione all'esercizio del potere ad ogni livello e in tutte le questioni che riguardano la loro esistenza e il loro futuro ». E, in posizione di critica verso la Cassa per il Mezzogiorno circa l'azione culturale da questa intrapresa attraverso il FORMEZ per lo sviluppo civile e culturale del Sud, egli afferma che un'azione culturale, per risultare una cosa seria e realmente innovatrice, deve poter trovare i propri protagonisti e artefici non in organismi formativi e assistenziali più o meno illuminati, ma nelle stesse energie intellettuali di provincia, in quelle libere e risolute, e che non possiamo che guardare con diffidenza a quanti si fanno assertori ed esecutori di interventi straordinari dall'alto. Argomenti che, con un concitato coro a più voci, sono ripresi dalla rivista « La Rassegna Pugliese » nel n. 11-12 (novembre-dicembre) 1968, dedicato a « La Cassa per il Mezzogiorno e lo sviluppo culturale del Sud », in base alla inchiesta condotta dal suo vice direttore Agostino Caiati e da Giovanni Pagliaro. Questi temi si inquadrano indubbiamente in un panorama culturale oggi ancora squallido, anche se in movimento, in cui si configura e si precisa il nostro sottosviluppo culturale. Ad esso si innestano i problemi generali, propri della civiltà dei consumi, e quelli della « città »: sono problemi di grande interesse per Foggia, compresa nel progetto « grande città » da parte della Cassa per il Mezzogiorno. La nostra società organizzata non ha saputo utilizzare gli impulsi e la capacità creativa dell'uomo medio, ma li ha lasciati inaridire. Ha coltivato 2 soprattutto una familiarità superficiale con le cose e con il sapere unilaterale degli esperti. La sua ambizione è quella di risparmiare tempo, ma quando lo ha fatto non ha saputo utilizzarlo. La questione della cultura e della partecipazione sociale della città (le periferie sono state giustamente definite « pietrificato monumento della disintegrazione e della alienazione umana ») in trasformazione, finisce con il configu2 MUNFORD L EWIS: La cultura della città. Milano, Comunità, 1954. 10 rarsi come il semplice aspetto - ma certo non il meno importante - di un problema più vasto e complesso che condiziona il discorso sulle stesse prospettive della civiltà industriale: il problema della libertà e dello sviluppo della persona umana nel quadro di una struttura urbana inospitale e sconvolta dal ritmo stesso dell'attività produttiva e dei consumi e dalla disorganizzazione sociale 3 . In verità, quelle che troppo spesso si definiscono come le conseguenze sociali dell'industrializzazione e dell'urbanesimo, altre non sono che le trasposizioni in ambiente urbano, per effetto del fenomeno migratorio, di un originario stato di povertà rurale che la concentrazione ai margini di una economia di mercato in dinamica espansione, rende più evidente. Abbiamo letto di recente quanto sostiene Vera Lutz circa le migrazioni, quale soluzione del sottosviluppo meridionale. Evidentemente la Lutz non ha calcolato l'immenso costo, in termini umani e sociali, che queste comportano, perchè non risolvono il problema, ma lo trasferiscono soltanto, e semmai lo trasformano. Bisognerà favorire in ogni modo il dialogo tra « città dirigente » e « città sub-alterna » 4. E grande, al riguardo, potrà essere il contributo che può essere dato dagli intellettuali, e dai circoli culturali. Gli intellettuali engagés dovrebbero rifiutarsi, in nome della libertà e della dignità di uomini, di « suonare il piffero per la rivoluzione » (Elio Vittorini), pretendere e favorire il contatto diretto con il pubblico, in mezzo al quale essi dovrebbero andare, non per esibizioni gratuite, ma per un reciproco arricchimento umano e quale importante fattore di coesione culturale e sociale. Quindi nessun distillato di alta cultura della sfera dei loro pensatoi, ma colloquio umano e scambio di reciproche esperienze. Colloquio da non relegare negli ultimi frettolosi minuti, dopo una lunga conferenza, quando il pubblico è ormai stanco e solo desideroso di tornare a casa. Realizzazioni pugliesi. La nostra Capitanata è ancora pigra e sonnolenta, nonostante i grandi problemi, che si affacciano e che bisogna studiare e risolvere, perchè dalla esatta loro soluzione dipenderà in massima parte l'avvenire prospero o meno dei nostri figli: mi 3 GUTKIND E. A.: L'ambiente in espansione. Milano, Comunità, 1955, pp. 85. INSOLERA ITALO: Lo spazio sociale della periferia urbana. In « Centro Sociale », anno VI-VII, n. 30-31 (1959-60). 4 11 riferisco all'Università, alla industrializzazione, alla irrigazione (un nostro caro amico, scrittore e giornalista, ritiene, e credo giustamente, che l'irrigazione e la bonifica integrale siano fatti soprattutto culturali), al turismo, all'assetto urbanistico, alla difesa e conservazione del patrimonio artistico e culturale, naturale, archeologico, bibliografico etc. Purtuttavia, con spirito di umiltà stiamo lavorando a creare le auspicate strutture culturali di base: le biblioteche in ogni comune. E' un lavoro impostato con chiaroveggenza e portato innanzi con la collaborazione responsabile dell'ente « Provincia » e dei Comuni interessati. Ricordiamolo in rapporto alle tre zone: Tavoliere, Gargano e Subappennino, in cui si divide la Capitanata, per le diverse loro caratteristiche geografiche e sociali. Tavoliere. - Ne fanno parte i comuni di Foggia, Cerignola, S. Severo, Torremaggiore, Trinitapoli, Margherita di Savoia, Ortanova, S. Ferdinando di Puglia, Serracapriola, Carapelle, Poggio Imp., S. Paolo di Civitate, Chieuti, Stornara e Stornarella. La popolazione totale risulta passata dalle 334.892 unità del 1959 alle 340.791 del 1968, con un incremento di 5.899 unità. Sono in corso di organizzazione le seguenti biblioteche grandi a: 1) Margherita di Savoia (13.445 abitanti): circa 2.500.000 lire è il contributo ministeriale per l'acquisto del fondo fisso, comprendente opere generali e di consultazione, e le attrezzature metalliche: scaffali, tavoli, sedie, schedario, mobile portariviste, attaccapanni; 2) Ortanova (14.837 abitanti); 3) S. Ferdinando di Puglia (13.670 abitanti); 4) Serracapriola (8.000 abitanti). Poichè risultano da tempo funzionanti biblioteche pubbliche a Foggia (138.000 ab.) con una dotazione di 139.424 voll. e opuscoli; a Cerignola (48.042 ab.) con una dotazione libraria di n. 14.000 pezzi; a S. Severo (52.509 ab.) con una dotazione libraria di 21.465 pezzi; a Torremaggiore (16.326 ab.) con una dotazione di 23.289 pezzi; e risulta costituita, ma non funzionante, la biblioteca di Trinitapoli (13.829 ab.) can una dotazione di circa 2.000 pezzi, con la biblioteca piccola di Carapelle in corso di organizzazione, su una popolazione di 340.791 abitanti, ne abbiamo 254.303 serviti da biblioteche e 86.488 non serviti. Bisogna, comunque, tener presente che sono in corso di finanziamento le biblioteche dei comuni di Stornara (3.796 ab.), Stornarella (3.971 ab.), Poggio Imperiale (3.718 ab.), S. Paolo di Civitate (6.323 ab.) e Chieuti (2.358 ab.). In conclusione nel Tavoliere, che nella organizzazione bibliotecaria è la zona più fortunata, alla dotazione complessiva, rispetto agli standards minimi fissati in sede internazionale, mancano circa duecento mila volumi. Gargano. - Del comprensorio garganico fanno parte dicias- 12 sette comuni: Manfredonia, Monte S. Angelo, S. Giovanni Rotondo, S. Nicandro Garganico, S. Marco in Lamis, Apricena, Vico del Gargano, Vieste, Carpino, Mattinata, Rodi Garganico, Peschici, Lesina, Rignano, Cagnano Varano, Ischitella e isole Tremiti. La popolazione complessiva dalle 191.761 unità del 1959 è passata nel 1968, a 192.496 unità, con un incremento totale di 736 unità. Tale popolazione è attualmente servita dalle biblioteche dei seguenti comuni, con una dotazione libraria complessiva di 16 mila 155 pezzi: Manfredonia (44.652 ab.) dotazione libraria 8.889; Monte S. Angelo (10.264 ab.) dotazione libraria 1.901; S. Giovanni Rotondo (20.764 ab.) dotazione libraria 1.009; S. Nicandro Garganico (18.740 ab.) dotazione libraria 4.354. E' registrata a S. Marco in Lamis una raccolta comunale di un numero imprecisato di pezzi, non aperta al pubblico. Sono in corso di organizzazione le seguenti biblioteche, distinte per grandezza e importanza, in « grandi », « medie » e « piccole »: Apricena (13.691 ab.): b. grande; Vico del Gargano (9.340 ab.): b. grande; Vieste (13.234 ab.): b. grande; Carpino (6.435 ab.): b. media; Mattinata (5.639 ab.): b. media; Rodi Garganico 4.210 ab.): m. media; Peschici (3.942 ab.): b. media; Lesina (6.000 ab.): b. media; Rignano Garganico (3.112 ab.): b. piccola. Sono in fase di finanziamento le biblioteche di Cagnano Varano, Ischitella e isole Tremiti. In totale: le biblioteche esistenti con una dotazione complessiva di 16.155 pezzi dovrebbero sopperire alle necessità moderne di 94.420 abitanti. A questi si aggiungano i 98.076 abitanti non serviti tuttora da alcun servizio bibliografico. Anche in questa zona la situazione è fortemente deficitaria, pur trattandosi di comuni inseriti in un importante comprensorio turistico, in fase di forte sviluppo economico. Sub-Appennino. - I comuni appartenenti a questo comprensorio sono trenta, che vanno da una popolazione minima di 577 abitanti in Celle S. Vito, una isola linguistica provenzale, a Bovino (7.040) e poi a Lucera (29.662). La popolazione di questa zona ha subito nel decennio 1958-1968 il più forte decremento, passando da 161.062 a 133.138, cioè 27.924 unità in meno. Su una popolazione complessiva di 133.138 abitanti, ben 103.476 non possono fruire di alcun servizio bibliografico. I seguenti comuni: Casalnuovo (4.012 ab.), Biccari (2.137 ab.), Candela (5.035 ab.), Deliceto (5.735 ab.), Accadia (4.258 ab.), Bovino (7.040 ab.), Pietra Montecorvino (3.708 ab.), Orsara di Puglia (4.964 ab.), saranno al più presto forniti di una biblioteca di tipo medio (stanziamento per libri del fondo fisso L. 1.700.000; per attrezzature L. 1.114.000). 13 I comuni di Carlantino (1.999 ab.), Casalvecchio di Puglia (2.950 ab.), Castelnuovo della Daunia (2.836 ab.), Motta Montecorvino (1.596 ab.), Volturino (3.024 ab.), Alberona (988 ab.), S. Marco la Catola (3.796 ab.), Celenza Valfortone (3.049 ab.), Roseto Valfortone (3.049 ab.), Castelluccio Valmaggiore (2.178 ab.), Monteleone di Puglia (3.424 ab.), Anzano di Puglia (3.098 ab.), Volturara Appula (1.453 ab.), Faeto (1.963 ab.), Celle S. Vito (577 ab.), Castelluccio dei Sauri (2.236 ab.), Panni (2.000 ab.), saranno forniti al più presto di altrettante biblioteche piccole (stanziamento per fondo fisso L. 300.000; per attrezzature L. 869.000). Le biblioteche dei comuni di Ascoli Satriano (13.325 ab.), Troia (8.858 ab.), S. Agata di Puglia (5.129 ab.), Rocchetta S. Antonio (3.958 ab.) non sono state ancora finanziate dal Ministero della P.I. L'offerta di lettura e... Una politica del libro, dovrebbe mirare soprattutto a correggere la cattiva distribuzione nella offerta della lettura. A tale proposito si reputa necessaria una iniziativa ministeriale per una indagine seria sull'offerta della lettura in Italia, tali e tante sono le differenze, davvero macroscopiche, che sono venute fuori da rilevamenti fatti in epoche diverse, ma vicine tra loro, da parte di enti ed istituti. Nell'annuario delle librerie del 1965 il numero delle biblioteche è di 1.687, mentre sale astronomicamente a 21.410 nella indagine ISTAT: indubbiamente non è stato tenuto presente l'elemento base di una vera biblioteca viva e moderna; l'uso pubblico. E' stato osservato 5 che il trionfo dell'audiovisivo ha introdotto una nuova dimensione nel panorama della cultura popolare, interrompendo il tradizionale circuito basato sul binomio uomo-libro. Milioni di uomini passano da una cultura contadina, fondata sulla parola, alla cosidetta civiltà delle immagini. Quindi si rende ancora più indispensabile una capillare diffusione del libro in questa epoca di trionfo della civiltà industriale, perchè se all'immagine non si farà seguire la lettura meditata e il colloquio diretto uomo-libro, si ritornerà per altre vie a una discriminazione culturale, tra chi si ferma alle informazioni più facili attraverso i mass-media, e chi, con mente critica, accede al libro, uscendo fuori dal pericolo di una standardizzazione di gusto e di linguaggio, se non dal paventato vidiotismo (video-idiota). Quindi la necessità di una lettura non più frammentaria, acritica, ma, possibilmente, con l'ausilio di esperti, innestata MASSA CARLO, L e B i b l i o t e c h e p o p o l a r i i n I t a l i a . In « Il Giornale della Libreria », n. 2, febbraio 1968, pp. 93-96. 5 14 sulla realtà che ci circonda e che sollecita le nostre curiosità e la nostra riflessione. Questi temi (cultura popolare o educazione permanente e diffusione delle biblioteche) vivono tra noi la loro grande giornata, e ritornano in ogni convegno. Passano dinanzi agli occhi della nostra mente le assisi bibliotecarie, cui partecipammo: quella di Palermo (1948), dove bibliotecari italiani, accortisi che la torre di avorio in cui si erano rinchiusi, tutti dediti agli alti nobili studi e alla conservazione, era troppo angusta e, comunque, permeabile alle sollecitazioni di un mondo in forte e veloce trasformazione, si dichiararono pronti a discutere i problemi della pubblica lettura; il Convegno di Taranto 6 del 1955. Qui gli ultimi scettici - e noi con alla testa il caro e mai troppo compianto Beniamino D'Amato - dovettero arrendersi alle convincenti argomentazioni portate con dialettica stringente dalla dottoressa Carini Dainotti sul tema « biblioteche popolari e biblioteche per tutti. Su un servizio di pubblica lettura ». Dopo 14 anni credo opportuno rinnovare alcune considerazioni fatte in quella sede. Le vicende della biblioteca popolare in Italia sono state seguite e distinte in tre periodi: 1860-1900 7; 1901-1923; 1923-1945. Nel primo periodo, di fronte a una massa di 17 milioni di analfabeti su 22 milioni di italiani, mentre la biblioteca popolare entrava giustamente nei programmi dei governi post-unitari, i bibliotecari girarono sdegnosi il capo verso altri interessi e altri studi. Nel secondo periodo, mutati non soltanto politicamente e socialmente i tempi, mutarono anche gli 6 Atti del IV Convegno dei bibliotecari degli Enti Locali. Taranto, 23-26 aprile 1955. Bologna, Tip. Azzoguidi, 1958, 8°, pp. 50. 7 In proposito riteniamo opportuno citare quanto contenuto in un articolo, apparso oltre cento anni orsono, nel numero 7 (27 giugno 1867) del « Giornale delle Biblioteche » fondato e diretto da Eugenio Bianchi: « L'amore di patria si significa non a parole, ma a fatti. Non basta dare al popolo feste e baldorie che riescono funeste, ma conviene aprirgli i mezzi di rendersi migliore, perchè allora esso sarà fatto più felice. I mezzi di renderlo migliore non sono il danaro sprecato in feste, il danaro gettato a lui in elemosina, ma quello impiegato a far prosperare le istituzioni che mirano alla sua istruzione. In oggi (sic) più che mai l'importanza di provvedere a questa propaganda dell'istruzione del popolo è sentita, avendone più che mai bisogno nell'esercizio dei diritti da esso rivendicati bei quali è chiamato, ora nei tribunali come giurato, o ne' consigli come consigliere, ecc. In oggi più che mai necessario che la plebe sia trasformata in popolo: ma quest'opera di trasformazione non si potrà mai compiere se non coll'accordo di tutte le classi della società nella volontà di farlo ». E il pezzo conclude, a proposito della esigenza della cultura quale fondamento insostituibile di ogni legittima aspirazione del cittadino alla libertà: « Lo si istruisca dunque nei suoi diritti e nei suoi doveri. Sia fatta in ogni modo guerra all'ignoranza ». 15 orientamenti tecnici. Ma lo sviluppo delle biblioteche popolari fu influenzato dalla frammentarietà delle iniziative a carattere privatistico, e le biblioteche popolari furono travolte nell'infuriare delle lotte politiche e sociali. Quindi i tecnici delle biblioteche riconsiderarono i loro compiti e responsabilità verso l'importante problema, che all'estero aveva già trovato adeguata soluzione. Si rivendicarono onori e competenze (tractant fabrilia fabri); si discusse, e non per vezzo filologico, della proprietà del termine biblioteca popolare e se non convenisse parlare di biblioteca per tutti. « Oggi - diceva nell'anno 1955 la dottoressa Carini - il concetto di biblioteca popolare non è più difendibile, perchè riflette una concezione paternalistica e antidemocratica, e perchè introduce limitazioni e sipari artificiosi e permanenti, là dove è compito della biblioteca rendere psicologicamente facili e strumentalmente possibili passaggi da uno stadio di cultura ad un altro, e tutti gli sforzi di libera circolazione nel mondo delle idee. Come non esistono le ferrovie popolari, l'elettricità, l'acqua, il gas « popolari », così non può e non deve esistere la biblioteca popolare. Al di fuori della biblioteca specializzata e della biblioteca di conservazione, non può esistere che la biblioteca per tutti, cioè un organismo bibliografico completo, dotato di personale tecnicamente competente e culturalmente e socialmente preparato, capace di sovvenire ai bisogni del ragazzo e dell'adulto e analfabeta, dell'agricoltore, dell'operaio, dell'artigiano, dello studente e del professionista, su su fino alle porte di quella cultura universitaria, cui è necessario assicurare ottime condizioni di lavoro, ma non è necessario difendere da contaminazioni o da contatti impuri. ... la biblioteca pubblica. Si comincia a parlare della biblioteca pubblica, della biblioteca per tutti, concepita per tutti i membri della comunità, che ne può profittare a seconda delle proprie capacità (gode tanto del ber, quanto è grande la sete). Si afferma l'esigenza per ogni comunità di un servizio pubblico fondamentale, destinato a tutta la comunità perchè in regime di democrazia una capillare diffusione delle pubbliche biblioteche è condizione di democrazia. Tutti gli Italiani, ovunque essi risiedano, debbono poter disporre di questo importante strumento di elevazione sociale e culturale. Ma si poneva il problema del necessario humus sociale-economico e culturale sul quale la biblioteca pubblica potesse affondare le radici. Poteva sorgere in ogni comune, considerate le enormi somme occorrenti perchè una biblioteca pubblica moderna sia viva e utile a tutti e consi- 16 derate le condizioni disastrose in cui versano tutti i comuni italiani? Essendo insufficiente la base comunale (l'hinterland per ogni biblioteca) si pensò alla base provinciale, con una biblioteca modernamente attrezzata, fornita di mezzi e di personale, in ogni capoluogo di provincia e una rete in ogni comune, attraverso un'attiva e vivificante circolazione di libri, di cultura, di sussidi tecnici e di informazioni dal centro alla periferia. Pertanto si afferma definitivamente il concetto di biblioteca pubblica, di quella biblioteca, cioè, che deve giustificare la sua esistenza, fornendo occasioni d'incontro del libro con il cittadino. ANGELO CELUZZA QUADERNI DI « LA CAPITANATA » EDITI DALLA AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI FOGGIA 1. 2. LUIGI TAMBURRANO, La Capitanata nell'opera di Tommaso Fiore (con 9 ill.ni). EUGENIO LEONE, La Madonna di Valleverde (con 4 tavv. ill. f. t.). 3. ALDO VALLONE, Correnti letterarie e studiosi di Dante in Puglia (con 2 tavv. ill. e 2 aut. f.t.). 4. ERMINIO PAOLETTA, Ignotum Oppidum « De acquadiensium oppugnatione atque aeneis neapolitani castelli foribus » (con 4 tavv. ill. f.t.). 5. MICHELE MELILLO, Lingua e società in Capitanata (Premio « Gargano » 1967). 6. VINCENZO TERENZIO, Umberto Giordano cento anni dalla nascita (con 4 tavv. ill. f. t.). 7. ALFREDO PETRUCCI, Il Pellegrino al Gargano (con 12 tavv. f.t.). 8. ARMANDO PETRUCCI, Scrittura e cultura nella Puglia altomedievale (con 6 tavv. f.t.). 9. I a « Mostra bibliografica del Gargano (con ill. nel t. e 12 tavv. f.t.). Direzione di « La Capitanata » presso la Biblioteca Provinciale di Foggia, Piazza XX Settembre, Palazzo Dogana Bibliografia di Umberto Fraccacreta * EDIZIONI DEL POETA Poemetti. Prefazione di Manara Valgimigli. Bologna, Nicola Zanichelli, 1929. Elevazione. Liriche. Bologna, L. Cappelli editore, 1931. Umberto Fraccacreta. ne " La Puglia letteraria " (Roma), II, 4, 30 aprile 1932, p. 1 con ritr. (Risposta al referendum indetto dal periodico). Nuovi poemetti. Bologna, Casa editrice L. Cappelli, 1934. Chants d'Apulie traduits par Yvonne Lenoir, Avant-propos de Maurice Muret. Paris, Le Studio du livre, s. d. (1935). Motivi Lirici. Bologna, Licinio Cappelli editore, 1936. Deux poèmes d'amour. Traduits de l'italien par Pierre de Montéra. Paris, Libraire E. Droz, Rue de Tournon, 1938. Antea. Bologna, Libreria editrice Galleri, s. d. (1942). Amore e terra. (Modena), Guanda, s. d. (1943). Benedetto Croce. In " John Gawsworth, Benedetto Croce". Per il Movimento liberale italiano. Passed for press. by A.M.G. MCMXLIV. Gawsworth John. Dedica. Trad. di Umberto Fraccacreta. Passed for press. by A.M.S., 1944 (Vasto). * La presente rassegna, compilata col sussidio delle raccolte della Società Dauna di Cultura, appare anche nel volume: M. VITTORIA, VENTURO LAMEDICA: Umberto Fraccacreta, poeta del Tavoliere (v. n. 54 in « Scritti sul Poeta »). 39 Gawsworth Iohn. Una poesia. Trad. di U. Fraccacreta. In " La Rassegna " (Bari), 2 marzo 1944. Fraccacreta Umberto - Pàntini Romualdo. L'ombra di Garibaldi - Benedetto Croce. (E sei altre liriche. Versioni dall'inglese di John Gawsworth). Vasto, 26 aprile 1944 (2a ed.). Gawsworth John. Umberto Fraccacreta. Trad. di Umberto Fraccacreta. (Vasto), 18 marzo 1944. O poeta pugliese (marzo 1944). In " John Gawsworth, O poet of Apulia ! " Trad. di Umberto Fraccacreta. Italy, Passed for press. by A.M.G., MCMXLIV. Vivi e morti. Seconda edizione aumentata. Trani, Vecchi & C. editori, 1945. Sotto i tuoi occhi. Trani, Vecchi & C. editori, 1945. Ultimi canti. Con una introduzione di Paolo Arcari. Bari, Giu. Laterza & Figli, 1948. Il moreto. Il Gallo morente. A Re Vittorio nel Cinquantenario dell'Italia liberata. In Giovanni Pascoli, Carmina. Milano, Mondadori s. d. (1951). (Sono le traduzioni in prosa dei poemetti latini Moretum, Gallus moriens, Ad Victorem Regem anno Italiae liberatae L.). Gawsworth John. Maggio d'Italia (La Gradogna). Trad. di Umberto Fraccacreta. Foggia, Studio Editoriale Dauno, s. d. (ma 1957). SCRITTI SUL POETA 1. ABBATE Michele, Incontro tra Nord e Sud nel nome di Fraccacreta. Dall'esperienza ermetica di Arcangeli al canto disteso di Vittore Fiore. Ne " La Gazzetta del Mezzogiorno " (Bari), LXX, 167, 17 giugno 1957, p. 3. 2. AQUILANTI Francesco, Nuove forme di poesia classica. Ne " La Gazzetta del Mezzogiorno " (Bari), XLV, 74, 7 aprile 1932, p. 3. 40 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. AQUILANTI Francesco, Poeti nostri: Umberto Fraccacreta. Ne "Il nuovo cittadino" (Genova), VIII, 234, 1° ottobre 1936, p. 3. ARCARI Paolo, Introduzione a 'Ultimi canti'. In U. C., pp. V-XII. AVELARDI A. - PAPANDREA L., Umberto Fraccacreta, Da 'Il pane'. In " Romània ", antologia per il ginnasio superiore, Remo Sandron, Palermo, 1938, pp. 877-886. BABUDRI Francesco, Un poeta cristiano di Puglia: Umberto Fraccacreta. Ne "Il risveglio" (Bari), XVII, 31, 4 agosto 1945, p. 2. BALACI Alexandru, Umberto Fraccacreta. 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Ne " La Gazzetta del Mezzogiorno " (Bari), LVIII, 204, 18 luglio 1945, p. 3. 22. FIORE Tommaso, Umberto Fraccacreta, poeta del Tavoliere. Ne "La Domenica di Puglia " (Bari), II, 19, 12 maggio 1957, p. 3. 23. FIUMI Maria Luisa, U. Fraccacreta: 'Poemetti'. Estr. da "Rassegna Nazionale" (Roma) maggio-giugno 1931, p. 21. 24. FRACASSI Roberto, Umberto Fraccacreta: 'Poemetti'. Ne " L'Italia letteraria " (Roma), V, 46, 17 novembre 1929, p. 8. 25. FUSCO Mario, Umberto Fraccacreta: 'Nuovi poemetti'. Ne " Il risveglio " (Catania), 1934. 26. GARGANUS, Pugliesi al lavoro: Fraccacreta. In " Puglia " (Bari), 1, 7-8, 3 ottobre 1946, p. 3. 27. GAWSWORTH John, O poet of Apulia! Traduzione di Umberto Fraccacreta. Italy, Passed for presse by A.M.G., 1944. In 16, pp. 4 n.n. 28. GENTILE Carlo, Poesia di Umberto Fraccacreta. Prefazione e bibliografia di Mario Simone; inediti e ritratto. Foggia, Società Dauna di Cultura, giugno 1956. 28 bis. JOMAN Sir, Vent'anni da "allora" - Un saluto a Foggia (trad. di M. Simone). In "la Capitanata " (Foggia), I, 5-6, sett.-dic. 1963, parte I. 29. LENOIR Yvonne, Umberto Fraccacreta. In "Revue des études italiennes" (Paris), V, 1° gennaio 1938, pp. 44-46. 30. LIPPARINI Giuseppe, Libri di poesie. Nel " Corriere della sera " (Milano), 29 ottobre 1929, p. 3. 31. MARCU Alexandru, Umberto Fraccacreta. In " Universul Literar " (Bucarest), 13 settembre 1939. 17. 42 32. MASSA Alfredo, In occasione del « Premio Umberto Fraccacreta »: A S. Severo di Puglia un incontro della cultura del Sud. Ne "La voce repubblicana" di Roma. XXXVII, 156, 2 luglio 1957, p. 3. 33. MISSET Suzanne, Chants d'Apulie par Umberto Fraccacreta, traduits par Yvonne Lenoir. In " Terres Latines " (Bruxelles), IV, 10 dicembre 1936, p. 362. 33. bis. MODUGNO Giuseppe, Ricordo di Giuseppe Fraccacreta. In " la Capitanata " (Foggia), VI, 4-6, lu.-dic. 1968, parte I. 34. MURET Maurice, La poesia di Umberto Fraccacreta. Ne " La Gazzetta del Mezzogiorno " (Bari), L, 70, 21 marzo 1936, p. 3. 35. 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PUGLIESE Filippo Maria, Umberto Fraccacreta, aedo di nostra « gente » pugliese. Ne "Il popolo nuovo" (Foggia), 15 ottobre 1934, p. 3. 43. PUGLIESE Filippo Maria, Il dramma poetico di Umberto Fraccacreta. Ne " Il Sud letterario " (Matera), I, 3 gennaio 1947, p. 4. 44. RIVALTA Ercole, Poeti e poetesse. Ne " Il giornale d'Italia " (Roma), XXXVI, 185, 4 agosto 1936, p. 3. 45. ROMANO Mario, Umberto Fraccacreta, poeta del Tavoliere. 43 46. 47. 48. 49. 50. 51. 52. 53. 54. 55. 56. 57. In Bollettino dell'Agenzia Italiana di stampa " Orbis " (Firenze), XII, 115, 22 maggio 1957, p. 1. Ripr. con titoli diversi in " Fotocronaca " (Foggia), 29 maggio 1957, p. 3 e "Il Faro di Vieste " (Foggia), IX, 4-5, 31 maggio 1957, p. 3. SERRICCHIO Cristanziano, Lettera da Foggia. A David M. Turoldo il premio Fraccacreta. Ne " L'Italia letteraria " (Roma), VIII, 46, 15 novembre 1953, p. 6. SERRICCHIO Cristanziano, Poesia di Umberto Fraccacreta. Ne " La voce del popolo " (Taranto), 6 aprile 1957, p. 3. S. M., Il Poeta del Tavoliere celebrato nella natìa S. Severo. In " Azione Meridionale " (Bari), 30 marzo 1947. SIMONE Mario, L'opera di Umberto Fraccacreta nel saggio di un giovane e nella critica europea. Rassegna della bibliografia con inediti e ritratto. Foggia, Studio Editoriale Dauno, 1956. SIMONE Mario, Puglia poetica. Significato e valore del Premio u Umberto Fraccacreta ». Ne " La Gazzetta del Mezzogiorno " (Bari), 14 giugno 1957, p. 3. Ripreso in " Fotocronaca " (Foggia). SOCCIO Pasquale, La poesia di Fraccacreta. In " La Gazzetta del Mezzogiorno " (Bari), LXX, 66, 7 marzo 1957, p. 3. TONELLI Luigi, Umberto Fraccacreta: Nuovi poemetti. Ne " L'Italia che scrive " (Roma), XVII, 11 novembre 1934, p. 296. V. A., Il Poeta del Tavoliere celebrato nella natìa S. Severo. In "Azione meridionale" (Bari), V, 35, 30 marzo 1947, p. 2. VENTURO LAMEDICA M. Vittoria, Umberto Fraccacreta, poeta del Tavoliere. Napoli - Foggia - Bari, C.E.S.P., 1969. VENTURO-LAMEDICA M. Vittoria, Umberto Fraccacreta, poeta del Tavoliere. In "Annuario del Ginnasio-Liceo 'M. Tondi' di San Severo", C.E.S.P. (Napoli-Foggia-Bari), 31 maggio 1968, pp. 75-85. VINCIGUERRA Mario, Due poeti. Ne " La nuova Europa " (Roma), II, 12, 25 marzo 1945, p. 8. ZUPPA A. Michele, Il poeta del Tavoliere: Umberto Fraccacreta. Ne " Il Sud letterario " (Matera), II, 2, maggio-aprile 1948, pp. 12-14. ZUPPA A. Michele, Umberto Fraccacreta, poeta degli affetti domestici. Ne " Il Sud letterario ", III, 3, giugno-luglio 1949, p. 6. 44 la Capitanata Rassegna di vita e di studi della Provincia di Foggia * Hanno collaborato a questo fascicolo: prof. ANTONIO CATERINO, della Università degli studi di Bari, soprintendente bibliografico di Puglia e Lucania; dott. ANGELO CELUZZA, direttore della Biblioteca provinciale di Foggia. SOMMARIO ANTONIO CATERINO: La biblioteca, centro di promozione culturale 1 ANGELO CELUZZA: Biblioteca in ogni Comune 9 SCHEDARIO - 1) Ia Mostra bibliografica del Gargano (cont. e fine); 2) Bibliografia di Umberto Fraccacreta 19 SQUILLI E RINTOCCHI - 1) Monte S. Angelo; 2) S. Marco in Lamis; 3) S. Giovanni Rotondo la Capitanata Rassegna di vita e di studi della Provincia di Foggia Direttore: dott. Angelo Celuzza, direttore della Biblioteca Provinciale. Direttore responsabile: m° Mario Taronna Direzione tecnica di Mario Simone - Tipografia Laurenziana - Napoli Autorizzazioni del Tribunale di Foggia 6 giugno 1962 e 16 aprile 1963 Registrazione presso la Cancelleria del Tribunale di Foggia al n. 150 45 Le biblioteche nei Comuni agricoli La mia relazione si basa su di una indagine che verte sulla biblioteca di Lucera da me diretta e su altre biblioteche scelte nell’ambiente agricolo pugliese, da prendersi come campioni rispetto alle biblioteche comunali delle zone agricole depresse. Non ho preso in considerazione le biblioteche statali, le ecclesiastiche e le popolari, quelle scolastiche o di altri enti, e neppure le biblioteche provinciali o le comunali dei capoluoghi di provincia per le diverse strutture amministrative, finanziarie o anche strettamente bibliotecarie che esse presentano. Egualmente ho trascurato le numerosissime, recenti biblioteche costituitesi nella provincia di Lecce e ora di Foggia con il Piano L (Servizio Nazionale di Lettura). Dopo essermi consigliato con la Soprintendenza Bibliografica di Bari, presi in esame 7 Comuni della provincia di Bari, 8 di quella di Foggia e 3 di quella di Lecce1 . Ho incluso in questa rassegna le biblioteche dei Comuni non propriamente agricoli, ma marittimi, di Barletta, Gallipoli, Molfetta e Trani per disporre di qualche termine di paragone. Per inquadrare lo sfondo socio-economico dei centri prevalentemente agricoli presi in esame, in rapporto alle loro biblioteche, non è sufficiente però fare un confronto generico con quelle di altri Comuni, ma è necessario disporre di dati più oggettivi, tutt’altro che facili da reperire. Con quel poco che mi è stato possibile trovare sfruttando i dati più significativi dei due ultimi censimenti nazionali, gli indici indicativi del reddito medio a livello comunale, le cifre dei bilanci comunali, ho compilato per i Comuni 1 Andria, Barletta, Bitonto, Corato, Molfetta, Ruvo di Puglia, Trani nella provincia di Bari; Cerignola, Lucera, Manfredonia, Pietra Montecorvino (sede di un Centro di Lettura), Sannicandro Garganico, San Paolo Civitate, San Severo, Torremaggiore in quella di Foggia; Gallipoli, Léquile (Servizio Nazionale di Lettura) e Nardò nella provincia di Lecce. 49 PIETRO ROSSE LLI_____________________________________________________________________________ presi in esame una tavola, di valore però assai relativo, di cui mi servirò qua e là nel corso della mia esposizione. Paradossalmente però rimangono da chiarire i criteri seguiti nella valutazione delle singole biblioteche considerate. Quali parametri avrei dovuto tener presente? Purtroppo anche nel campo strettamente biblioteconomico le difficoltà non sono poche, e forse addirittura maggiori delle altre cui si è fatto cenno. Le biblioteche comunali sono così eterogenee che è impossibile avere un’idea precisa delle loro condizioni basandosi sulle statistiche disponibili, non sempre attendibili, né mi è sembrato facile, anche per le poche biblioteche esaminate ‘de visu’, elaborare dati sicuri, tali da poter essere presentati in un quadro omogeneo e quindi concretamente utilizzabili. Ho cercato allora di cogliere dalle biblioteche viste, fin dove possibile, nel loro insieme, qualche elemento più significativo. A tal fine ho tenuto presente, come modello, una biblioteca pubblica ideale secondo le indicazioni fornite dall’Associazione Italiana Biblioteche2 . Ho accentrato così la mia attenzione soprattutto sulle cifre indicative del prestito locale, della frequenza giornaliera, degli stanziamenti per l’incremento librario, sull’entità del personale, sulla possibilità dei lettori di accedere direttamente ai libri, sulla presenza di cataloghi per soggetti o per classi, di una sala o di un servizio riservato ai ragazzi, sui sussidi audiovisivi e le attività culturali promosse dalla biblioteca, nonché sulla struttura amministrativa della medesima. Prima di iniziare la rassegna delle biblioteche visitate è forse opportuno accennare ad alcuni aspetti specifici del rapporto che intercorre nei centri prevalentemente agricoli fra la maggioranza, almeno potenziale, degli utenti e la loro biblioteca toccando così due temi, la cultura contadina e l’istruzione professionale agraria, assai complessi. Tentare una valutazione schematica di una cultura, ignorando i particolari concreti della sua realizzazione storica, è assai pericoloso, purtroppo però è quanto spesso è avvenuto a proposito della ‘civiltà contadina’ soprattutto nel Mezzogiorno3 . Si passa infatti facilmente da uno estremo all’altro: ora si rimpiange romanticamente una società salda perché statica, incorrotta perché povera, disciplinata perché ignorante, legalitaria perché stratificata; ora si propugna una distruzione, tanto più immediata quanto più efficace, di tutti i suoi valori tradizionali, per instaurare ‘ab imis’ con piglio a volte colonialistico, la nuova vorticosa civiltà dei consumi. Se è facile accorgersi dei pericoli insiti in queste impostazioni, non molti sono a domandarsi se, proprio per il passato, si sia avuta nel Meridione una società contadina ‘pura’ come quella ipotizzata. Probabilmente nel Mezzogiorno, al momento dell’unificazione, l’attività agricola non era così predomi- 2 A.I.B., La biblioteca pubblica in Italia. Compiti istituzionali e principi generali di ordinamento e di funzionamento. Roma, 1965. 3 Mi sono valso della magistrale relazione di MANLIO ROSSI DORIA. Considerazioni di un economista agrario sul problema dell’educazione dei contadini al 3° congresso nazionale dell’Unione italiana della cultura popolare, in « L’educazione dei lavoratori », Bari, 7-10 aprile 1955. 50 _______________________________________________________LE BIBLIOTECHE NEI COMUNI AGRICOLI nante come comunemente si è indotti a pensare: l’artigianato e i traffici adriatici locali erano più fiorenti, non erano del tutto assenti le industrie, sebbene deboli, e la stessa agricoltura era limitata, per esempio nel Tavoliere dal pascolo. La figura dell’analfabeta avvocato, tratteggiata 60 anni fa da Giuseppe Lombardo-Radice4 , va collocata nella crisi generale che ha travagliato il Mezzogiorno dopo l’Unità ed il suo progressivo delinearsi va collegato con il processo di decadenza della vecchia classe dirigente meridionale, di cui era espressione. La biblioteca di comuni quali quelli da noi considerati deve dunque agire sia per conservare le tradizioni culturali locali, ravvivandole, sia per portare nell’ambiente spesso chiuso dove essa opera i fermenti, le prospettive, le novità di una civiltà più dinamica, varia ed esperta; non solo, ma dovrebbe anche registrare ed accogliere, con sensibilità quasi etnografica, tutte quelle testimonianze culturali: credenze, costumanze, espressioni idiomatiche etc., che nella lenta evoluzione tradizionale del mondo contadino avrebbero avuto modo di essere coscientemente recepite dalla più forte cultura locale e quindi conservate ed interpretate, e che ora invece rischiano, nel processo di trasformazione sempre più rapido in atto, di scomparire senza lasciare traccia o di essere acriticamente condannate e distorte, o nostalgicamente rimpiante. Passiamo ora ad esaminare in primo luogo le biblioteche comunali di centri la cui popolazione oscilla per lo più dai 15.000 ai 50.000 abitanti, dediti prevalentemente all’agricoltura, da me visitate, la cui fondazione risale a prima dell’ultima guerra mondiale 5 . Esse presentano tutte caratteri abbastanza uniformi: sono cioè, quale più e quale meno, piuttosto antiquate e poco attive. Ben poche hanno cataloghi efficienti, se poi a questa deficienza si aggiunge la diffusa mancanza di una qualsiasi consultazione, le possibilità di una libera, rapida ed efficace scelta dei testi da parte del lettore vengono fortemente limitate, con un conseguente maggiore impegno da parte del bibliotecario, tale da spingerlo frequentemente ad una poco democratica, anche se inconsapevole, selezione dei lettori. Inoltre si deve segnalare la cronica e generale insufficienza del personale, origine prima delle lacune segnalate, che contribuiscono a loro volta ad aggravarla. Non ci si deve meravigliare quindi per la mancanza sia di iniziative culturali in collaborazione con altri istituti o proprie della biblioteca, come di una azione propagandistica volta ad allargare la cerchia dei lettori; in quest’ultimo campo potrebbero tuttavia ottenersi risultati apprezzabili — come in alcune biblioteche che esamineremo in seguito —se si potesse disporre con una certa larghez- 4 In Le biblioteche popolari allo Congresso Nazionale, p. 35, Roma, 6-10 dicembre 1908. Citato da FRANCESCO BARBERI, Biblioteca e bib liotecario, Bologna, 1967, p. 59. 5 Andria, Bitonto, Corato, Cerignola, Lucera, Manfredonia, Nardò, San Se vero, Torremaggiore. 51 PIETRO ROSSE LLI_____________________________________________________________________________ za di opere interessanti un vasto pubblico per alimentare un attivo prestito a domicilio. Senonché i volumi prestati in queste biblioteche qualche volta sono solo 30 al mese. Quali possono essere le cause di un’attività così limitata? Innanzi tutto il prestito locale è quasi sempre, secondo i regolamenti vecchi di decenni, in linea di massima vietato: il prestito è quindi un’eccezione, di cui il bibliotecario è personalmente responsabile. Con una simile premessa è comprensibile come il prestito a domicilio sia consentito liberamente solo a quei frequentatori: maggiorenti, parenti, amici, « intellettuali » riconosciuti, ai quali il bibliotecario non osa dire di no, mentre agli altri utenti viene prestata l’opera, sempre che non sia di consultazione o fuori commercio, dietro il deposito di una somma pari al doppio del prezzo del libro; col che si potrebbe concludere che i prestiti vengono concessi con una certa larghezza alla solita ‘élite mentre la maggioranza si deve accontentare di quanto il bibliotecario ritiene di poter concedere. Invero sono pochi gli studenti che girano con 3 o 4.000 lire in tasca e pochi anche, in quell’ambiente, quelli i cui genitori anticipano una somma del genere per prendere un libro in prestito. Ma se nuovi regolamenti sono senz’altro necessari, vi è tuttavia un altro aspetto, assai importante, da tener presente: queste biblioteche vorrebbero essere storiche, di conservazione, mai popolari. Sorte non di rado nell’Ottocento, come espressione di una cultura e di una classe dirigente, poi decadute, rimangono tenacemente attaccate alle antiche memorie e tradizioni, svolgendo d’altronde una funzione da questo punto di vista importantissima. Esse abbondano spesso di opere rare: incunaboli, cinquecentine, manoscritti di eruditi cittadini, etc., per ovvie ragioni assai poco utilizzate; ma sono molto povere, in proporzione, di romanzi, di saggi recenti, soprattutto se a carattere scientifico o tecnico, anche se si tratta di opere di poco prezzo. E ciò non si spiega solo con le innumerevoli, ma spesso dannose, donazioni, o con gli originari fondi dei monasteri soppressi costituenti il nucleo principale di queste biblioteche, ma soprattutto con la mentalità della popolazione, dalla quale il bibliotecario è in gran parte condizionato, e della sua classe dirigente, da cui spesso il bibliotecario proviene. La biblioteca è quindi per 1’‘otium’, non per il ‘negotium’: deve essere dunque un rifugio tranquillo e possibilmente solitario, per i pochi amanti della cultura e per qualche studente più dotato e volenteroso. Questo discorso, in apparenza astratto, spiega in parte sia l’assenza di un servizio per ragazzi — i soliti, vecchi regolamenti vietano, salvo eccezioni, l’accesso ai minori di 15 anni —, sia l’antipatia per le opere di utilità pratica, quali appunto quelle per l’istruzione professionale, sia il modestissimo aggiornamento di queste biblioteche. Vediamo in concreto, a questo proposito, di quali fondi esse dispongano: non solo il loro ammontare non supera generalmente il milione di lire annue, ma in alcune biblioteche lo stanziamento per l’incremento librario è talora inesistente, altre volte soggetto ad ampie 52 _______________________________________________________LE BIBLIOTECHE NEI COMUNI AGRICOLI oscillazioni e soltanto di rado regolare e sufficiente. Essendo il bilancio del Comune misterioso per il povero bibliotecario — e non solo per lui! —, è lecito sospettare anche come non pochi sussidi finanziari del Ministero della Pubblica Istruzione alle biblioteche comunali finiscano per essere spesi diversamente. Non pare che questo inconveniente sia facilmente eliminabile perché, non avendo la biblioteca una gestione finanziaria autonoma, i sussidi ad essa elargiti o vengono trasmessi direttamente al bibliotecario, assumendo un carattere clandestino assai antipatico, oppure confluiscono nella cassa comunale dove possono essere spesi, nell’ambito della pubblica istruzione, indifferentemente per le scuole, per il museo, la biblioteca stessa o altro, secondo la necessità più urgente. Un altro grave inconveniente è la frequente interruzione di opere in continuazione, regolarmente acquistate, per mancato saldo di fatture, derivante da oggettiva povertà della cassa comunale o da cattivo funzionamento della ragioneria o dalla poca considerazione in cui sono tenute le esigenze della biblioteca. D’altro canto le volte in cui le Amministrazioni locali sono sollecite verso queste es igenze si imbattono nel blocco della spesa pubblica. Siamo arrivati così a considerare l’organizzazione amministrativa di queste biblioteche, per la verità non molto soddisfacente. Sono prive infatti di un loro proprio protocollo e archivio, sia pure come sezione di quello generale, di un registro utile ai fini contabili, di una piccola somma mensile per gli acquisti di valore minore. Queste lacune dipendono in parte dalla già accennata concezione aulica del lavoro intellettuale, che il bibliotecario spesso condivide, in parte anche dalla ‘forma mentis’ accentratrice di alcuni amministratori e dalla diffidenza degli altri funzionari comunali, concordi tutti nel considerare la biblioteca una comoda ‘sine cura’; tuttavia, se una netta divisione dei vari uffici comunali con le conseguenti relative autonomie è possibile solo nei Comuni di notevoli dimensioni (e la biblioteca attualmente è si e no considerata un ufficio come gli altri), credo però che anche nei comuni minori con un minimo di buona volontà si potrebbe arrivare ad una maggiore efficienza amministrativa almeno per i primi problemi pratici. A questa disorganizzazione burocratica devono collegarsi anche altre carenze di carattere più strettamente biblioteconomico che ho avuto egualmente modo di riscontrare, come la rudimentalità delle registrazioni dei periodici, delle opere in continuazione, dei prestiti esterni etc. Se questo è il quadro generale, è opportuno soffermarsi su qualche particolare abnorme. E’ il caso della Biblioteca comunale di Andria, unica in un comune di più di 70.000 abitanti.Costituitasi verso il 19406 6 I dati relativi alle singole biblioteche, che si debbono sempre intendere come approssimativi, sono stati ricavati con interviste dirette, con la consultazione dei dati statistici raccolti dalla Soprintendenza Bibliografica di Bari, e dell’opera assai utile, curata dal prof. ANTONIO CATERINO: Servizio bibliografico in Puglia e Lucania, Ministero della P.I., Soprintendenza Bibliografica per la Puglia e la Lucania, Roma-Bari, 1960. 53 PIETRO ROSSE LLI_____________________________________________________________________________ conta presentemente circa 12.000 volumi, una buona metà dei quali di data anteriore rispetto alla sua fondazione. Già nel 1953 dovette interrompere la sua attività, riaperta solennemente il 1958, l’ho trovata nel settembre scorso in condizioni nuovamente disastrose. In via di trasloco, ma senza quel fervore che di solito precede un’operazione così complessa, priva di cataloghi ed inventari efficienti, era mandata avanti da un direttore incaricato, gravato dal Comune di altre pesantissime mansioni e da una inserviente; la dotazione annua per l’incremento librario pare che ammontasse sulla carta a due milioni, di cui circa un decimo veniva effettivamente speso per la biblioteca; la frequenza invernale è di circa 70 unità al giorno con un orario di apertura di 6 ore, mentre il prestito esterno si aggira mensilmente sulle 110 opere. Senza la pretesa di chiarire completamente una situazione così grave, voglio riportare alcuni dati del Comune di Andria indicativi delle condizioni sociali ed economiche della sua popolazione, rapportandoli alle medie corrispondenti nella provincia di Bari. Gli abitanti dai 10 anni in su sono occupati per il 25% nell’agricoltura (media provinciale 18%), per il 9% nella scuola (media provinciale 11%); se consideriamo il reddito medio pro capite, esso è valutabile al 1965 con 100 come media nazionale a 53,55 (indice provinciale 70,84). Fra gli episodi particolarmente significativi per la loro gravità che mi è capitato di notare vorrei raccontarne uno riguardante la mia stessa biblioteca di Lucera. La scorsa estate, approssimantesi la grande calura, cominciai a preoccuparmi del pericolo di un incendio: telefonai così ai Vigili del fuoco di Foggia per sapere il da farsi. Spiegata la cosa, mi fu detto di scrivere e lo feci immediatamente; dopo vane attese mi recai a Foggia dai Vigili stessi; si riuscì a sapere così che era necessario, per avere un sopraluogo, il pagamento di circa L. 4.000. Comunicata la notizia ai competenti uffici del mio Comune, fu pagata finalmente la somma in conto corrente. Era trascorsa così l’estate, ma anche successivamente non mi risulta che il sospirato sopraluogo sia avvenuto; del resto sarebbe stato solo il primo gradino per costringere l’Amministrazione a rinnovare radicalmente i servizi anti-incendio della Biblioteca. Come meravigliarsi con situazioni siffatte se molti bibliotecari, dopo generosi tentativi, si chiudono in se stessi sfiduciati? Chiusa così la rassegna di queste biblioteche più o meno ‘storiche’, passiamo a considerare ora le biblioteche comunali di fondazione recente, cioè quelle di San Nicandro Garganico, San Paolo Civitate e Ruvo di Puglia. Poiché ognuna di esse ha origini e caratteri abbastanza dissimili, ho ritenuto opportuno trattarle in maniera più particolareggiata. La Biblioteca comunale di Ruvo è sorta nel 1962 dal posto di prestito, aperto dal 1959, facente capo alla Biblioteca comunale di Trani, centro di una rete sub-provinciale del Servizio Nazionale di Lettura (Piano L), rendendo così finalmente effettiva la deliberazione comunale del 1936, con la quale ci si era illusi di costituire, sulla base dei soliti fondi provenienti dai monasteri soppressi, la Biblioteca comunale. 54 _______________________________________________________LE BIBLIOTECHE NEI COMUNI AGRICOLI Essa conta presentemente circa 5.000 volumi su una popolazione di 23.000 abitanti ed è molto attiva, indubbiamente per i criteri moderni con i quali è stata impiantata: infatti ha efficienti cataloghi per autori e per soggetti, un prestito esterno altissimo (rispetto agli esempi precedenti) con una media di 600 libri al mese con più di 2.000 iscritti, organizzato con i suoi bravi schedari, ignorati nelle precedenti biblioteche; prestito reso possibile evidentemente dalla natura dei libri messi a disposizione, mo derni ed economici, aggiornati con una dotazione di circa un milione di lire annue, notevole considerando anche come il numero complessivo dei volumi non sia alto. La Biblioteca è aperta anche ai bambini delle elementari, mentre il personale di cui dispone è di due elementi (il bibliotecario non è un giurista né un umanista, ha seguito però un corso di biblioteconomia); i locali sono per ora sufficienti. La Biblioteca comunale di San Nicandro Garganico presenta, pur con una sua origine completamente autonoma, caratteristiche abbastanza simili. Le spese annue sostenute dal Comune per gli acquisti si possono valutare a circa un milione, non è mancato qualche sussidio del Ministero della Pubblica Istruzione. La frequenza giornaliera è discreta, considerevole, anche se non cospicuo come quello di Ruvo, è il movimento dei prestiti locali, circa 150 opere al mese, rilasciate senza cauzione ad un vasto pubblico, comprendente anche casalinghe e braccianti. Bisogna considerare come più dei 2/3 della sua popolazione attiva è dedita all’agricoltura, a Ruvo come a San Severo o alla stessa Cerignola. Nel 1967 sono state organizzate dalla Biblioteca anche 6 conferenze. Il personale consta di due elementi: il direttore ed un fattorino, entrambi però incaricati non a pieno tempo, con retribuzioni piuttosto basse: quella del fattorino è di solo 15.000 lire mensili. Anche la Biblioteca di San Paolo Civitate, Comune di 6.662 abitanti — molto più piccolo di quelli finora considerati —, sorse per l’attivismo di un appassionato, nel 1956, ma senza dare i frutti sperati; infatti recatomi a San Paolo l’estate scorsa, trovai la biblioteca chiusa. I libri erano stati posti in casse, pare anche l’Enciclopedia Italiana, ed il tutto murato in attesa di tempi migliori. I funzionari comunali di fronte al mio disappunto non mostravano alcun imbarazzo, ma solo fastidio, convinti forse che il libro, come il vino, non abbia nulla da perdere con un buon invecchiamento. Se cerchiamo di spiegarci il fallimento dell’iniziativa comu nale, dobbiamo innanzi tutto tener presente come sia venuto a mancare il contributo dell’anziano fondatore, poi come il comune sia evidentemente troppo piccolo e alieni i suoi abitanti dalla lettura per sostenere senza aiuto esterno la Biblioteca, e come inoltre, a giudicare dalla relazione stilata poco prima del 1960 dall’allora direttore onorario 7 , la biblioteca non sia stata concepita con criteri nuovi. Dobbiamo però aggiungere che la riapertura di questa Biblioteca è prossima, non 7 Servizio bibliografico in Puglia e Lucania, pp. 112-13. 55 PIETRO ROSSE LLI_____________________________________________________________________________ però per iniziativa del Comune, ma della sede di San Severo del movimento di Collaborazione Civica, operante con fondi erogati dal Formez, emanazione della Cassa per il Mezzogiorno, d’intesa con la Soprintendenza Bibliografica di Bari. Tenendo anche presenti i dati a carattere economico-sociale si potrà dire che una biblioteca con la buona volontà del bibliotecario e degli amministratori può prosperare anche in ambienti prevalentemente agricoli e con redditi bassi, purché sia concepita mo dernamente, contrariamente a quanto si ritiene comunemente. Naturalmente rimane l’importanza di un buon livello di vita culturale della popolazione, in cui incide sia la percentuale degli agricoltori che quella degli studenti, che rimandano entrambe alle condizioni economiche. Prima di passare a considerare qualcuna delle biblioteche dei Comuni più ricchi della Provincia di Bari ritengo opportuno accennare alla Biblioteca di un comune marittimo del leccese, Gallipoli: 16.000 abitanti. Considerato il reddito medio, il bilancio del Comune di Ga llipoli non presenta cifre molto dissimili da quelle dei Comuni poco più grandi di San Nicandro Garganico o Torremaggiore, anche se leggermente più basse. Dunque, in un ambiente socio-economico discreto dovrebbe essere abbastanza viva l’esigenza di una biblioteca: le origini infatti risalgono al 1825, ma la sua vita fu sempre molto travagliata; dal 1956 fino al 1962 è rimasta chiusa al pubblico. Risulta inoltre che si dovette escluderla dal prestito del Servizio Nazionale di Lettura facente capo alla Biblioteca provinciale di Lecce; come mai? Vale la pena di cercare di descrivere questa Biblioteca, piuttosto surreale. Si entra in un enorme antro, dove torno torno sono esposti reperti archeologici, olle, ceramiche, assicurate alle pareti da catene e lucchetti, qua e là divise garibaldine e altri cimeli ottocenteschi, vetrine contenenti monete antiche e moderne o farfalle, al centro un enorme scheletro di non so quale animale marino, e sopra, su di una specie di ballatoio, tanti scaffali colmi di libri venerandi, fra i quali non ho potuto trovare neppure un atlante geografico o un’enciclopedia, se non una dei primi dell’Ottocento. Chi cura il museo-biblioteca o meglio, la bibliotecamuseo? Vacante il posto di direttore (come stupirsene?) il personale consta in tutto di un custode, sempre presente; del resto è meglio non parlare. E’ un caso abnorme, indubbiamente, però gli stretti rapporti, non di collaborazione culturale, ma di cieco risparmio, fra biblioteca e museo comunali non sono eccezionali: la Biblioteca comunale di San Severo ospita alcuni reperti archeologici; la direzione della Biblioteca comunale di Lucera è unita a quella del museo civico. E non è che si tratti di una ‘sine cura’: il museo civico ‘Giuseppe Fiorelli’ è importante, anche se pochissimo valorizzato; d’altra parte cosa può fare il povero bibliotecario? Può dividersi in due? Ma se già nella biblioteca il personale è insufficiente! Del resto, si fa sfoggio in questi municipi delle biblioteche e dei musei con le personalità di passaggio, ma che questi istituti abbiano un’utilità sociale è incomprensibile per la maggior parte della classe dirigente meridionale. 56 _______________________________________________________LE BIBLIOTECHE NEI COMUNI AGRICOLI Vediamo ora di esaminare la situazione delle biblioteche comunali di Barletta, Molfetta e Trani, tutti centri della costa vicini a Bari, di cui condividono il relativo benessere. Infatti Barletta ha un reddito medio di 72,73, Molfetta di 76,76, Trani di 80,59, mentre la media provinciale è di 70,84. La percentuale della popolazione dai dieci anni in su occupata nell’agricoltura è di 12 a Barletta, di 9 a Molfetta e di 6 a Trani (la media provinciale è del 18%) la percentuale degli scolari e degli studenti è di 11 sia nei tre comuni, come in tutta la provincia di Bari. A Barletta la Biblioteca conta 50.000 volumi con una popolazione di 68.000 abitanti; a Molfetta 50.000 volumi con 61.000 abitanti; a Trani 60.000 volumi con solo 38.000 abitanti. Tutte hanno cataloghi efficienti ed una sala di consultazione; il prestito esterno è incoraggiato e tocca a Barletta in media i 900 volumi mensili, a Trani gli iscritti al prestito ammontano a 2.700. Da notarsi anche la presenza di qualche registratore e giradischi, attrezzati soprattutto per lo studio delle lingue straniere. Solo però a Trani sono soddisfacenti la dotazione annua per l’incremento, di due milioni e mezzo, ed il personale che assomma a cinque unità, il che permette tra l’altro di tenere in funzione una sala riservata ai ragazzi; mentre la Biblioteca comunale di Barletta ha personale e locali insufficienti, a tal punto da aver dovuto ridurre quel servizio per i ragazzi che pure era stato coraggiosamente iniziato. Anche la Biblioteca del Comune di Molfetta ha problemi per il personale, essendo priva del direttore: ha dovuto cosi rinunciare ad un orario di apertura di 12 ore giornaliere, assai proficuo, (unico caso incontrato) per tornare alle solite 6. Nel complesso però mi sembrano tre biblioteche notevolmente efficienti, l’una ad una diecina di chilometri dall’altra. Abbiamo incontrato, parlando della sfortunata biblioteca di San Paolo Civitate, una delle iniziative operanti a favore delle zone depresse nel campo culturale, il Formez∗ ; dobbiamo ricordare l’opera di assistenza dell’E.N.B.P.S. Questi organismi proseguono e affiancano l’opera, veramente pionieristica, della Federazione italiana delle biblioteche popolari e dell’Unione italiana della cultura popolare. Tuttavia, per quello almeno che io ho visto, non mi pare che essi riescano a migliorare sensibilmente il quadro generale della situazione. Un discorso in parte analogo è quello che si può fare per la Soprintendenza bibliografica: il suo compito specifico, importantissimo, è la tutela del patrimonio librario, cui si è aggiunto, logicamente, il coordinamento e l’assistenza tecnica dell’attività delle singole biblioteche; nei casi più gravi — e non sono pochi! — tuttavia la Soprintendenza interviene facendo il possibile con i fondi messi a disposizione dal Ministero della Pubblica Istruzione, ma non può certo sostituirsi alle singole Amministrazioni, neppure in piccola parte, a meno che non venga 9 Cfr. LUIGI BALSAMO, La lettura pubblica in Sardegna. Documenti e problemi, Firenze, 1964; p. 18. ∗ Va ricordato il suo intervento anche nel comprensorio garganico in cui opera il Centro Servizi Culturali di Manfredonia, gestito dalla società Umanitaria (n.d.r.). 57 PIETRO ROSSE LLI_____________________________________________________________________________ radicalmente cambiata la sua natura, centralizzando enormemente le strutture bibliotecarie. Poco comprensibile invece e grave è il quasi completo disinteresse delle Amministrazioni provinciali per le biblioteche dei Comuni della propria giurisdizione. Recentemente però il Consiglio Provinciale di Foggia ha deliberato un contributo di L. 240.000 annue a favore di tutti i comuni che hanno istituito una nuova biblioteca; è prevista la estensione alle biblioteche già esistenti per il loro potenziamento. Sarebbe opportuno anche accennare più dettagliatamente a due iniziative ministeriali in concorrenza l’una con l’altra: i Centri di Lettura e il Servizio Nazionale di Lettura (Piano L), che ho visti in funzione a Lucera, a Pietra Montecorvino e a Lèquile, ma il tempo stringe. Direi solo qualcosa di Lèquile, comune di 5.500 abitanti a pochi chilometri da Lecce, dove nell’ambito del «Piano L», l’iniziativa di gran lunga più interessante, è sorta nel 1964 una biblioteca che conta presente-mente circa 500 volumi, divisi in tre categorie, delle quali almeno una, la narrativa, viene alimentata dal deposito centrale provinciale, che provvede ad una rotazione di questi libri nelle singole biblioteche dipendenti. Essa è curata da una maestra che, tenendola aperta due ore ogni pomeriggio, percepisce un’indennità di 20.000 lire al mese, cioè circa 400 lire l’ora. La biblioteca ospita in media ogni giorno dieci lettori, per lo più scolari, che vengono assai spesso, come, del resto, anche in altre biblioteche, assistiti dalla bibliotecaria nelle ricerche scolastiche. Il comune sostiene solo l’onere del fitto del locale ed il canone della luce, mentre potrebbe, invece, più che accrescere il patrimonio librario (il che creerebbe in breve tempo grossi problemi per lo spazio, il personale, l’aggiornamento), rendere l’ambiente più confortevole installando un telefono, il riscaldamento, i servizi igienici, e aumentare con un prolungamento dell’orario di apertura, la retribuzione della bibliotecaria. La biblioteca mi è sembrata, nei limiti dei suoi compiti e delle sue possibilità, notevolmente efficiente soprattutto perché, e questo credo sia il vantaggio principale della formula di queste biblioteche, l’attività è regolata dal centro propulsore della Biblioteca provinciale di Lecce. Il Comune però non mi sembra che abbia preso molto a cuore l’iniziativa; ho saputo del resto che l’assunzione dei bibliotecari avviene mediante delibera trimestrale, difficilmente rinnovata per più di dodici mesi consecutivi anche per la preoccupazione di eventuali obblighi assistenziali. Rimangono quindi problematiche, dato il carattere discontinuo dell’incarico, la qualificazione professionale del personale, come già ha messo in luce la Dr. Carini-Dainotti, e la consistenza di tutte quelle attività culturali che nella moderna biblioteca dovrebbero trovare luogo. Ho concluso così la rassegna delle biblioteche da me visitate. Dovrei tentare ora una sintesi, difficile però, soprattutto perchè i Comuni considerati sono pochi e i dati da essi relativi insufflcienti. E neppure ho potuto considerare le cifre dei singoli bilanci comunali (alcune delle quali ho riportato nella tavola statistica) per non avventurarmi in 58 _______________________________________________________LE BIBLIOTECHE NEI COMUNI AGRICOLI un campo per me troppo arduo. Non bisogna tuttavia dimenticare che le biblioteche comunali sono in tutto e per tutto legate, almeno per ora, alle disponibilità finanziarie dei rispettivi Municipi. Ora, poichè concorrono alla formazione dei bilanci comunali fattori eterogenei e contingenti, che male rispecchiano le oggettive esigenze e possibilità degli amministrati, e stante il silenzio della legge comu nale e provinciale e del testo unico per la finanza locale circa le concrete necessità delle biblioteche, si può concludere che esse per la parte finanziaria ed amministrativa seguono più la sorte che fattori oggettivi quali il reddito, le attività della popolazione ed il livello culturale. Ciò nonostante, vorrei trarre qualche conclusione relativa alle biblioteche dei comuni agricoli pugliesi con qualche diecina di migliaia di abitanti. Naturalmente il valore di campione della mia indagine per il resto del Paese agricolo è discutibile, credo però che sia valido per le aree del Mezzogiorno ad economia agraria. Se consideriamo ora i dati dei censimenti nazionali del 1951 e 1961, possiamo rilevare nelle province di Bari, Foggia e Lecce una diminuzione degli addetti all’agricoltura e un aumento degli addetti all’industria, e per l’istruzione scolastica un netto miglioramento, particolarmente visibile nella diminuzione della popolazione analfabeta e nell’aumento di quella fornita di licenza di scuola media inferiore, quasi raddoppiata. Tuttavia, se si guarda a quanto è avvenuto contemporaneamente nelle altre province d’Italia si deve concludere che il carattere agricolo delle nostre province, riferito alle medie nazionali10 , è rimasto pressoché inalterato, e altrettanto può dirsi per il livello dell’istruzione, che rimane basso. Ai nostri fini possiamo dire che il numero dei potenziali utenti delle biblioteche nelle aree depresse, soprattutto a livello popolare, è aumentato notevolmente, e che il livello d’istruzione scolastica è legato alle condizioni economiche e sociali dell’ambiente. A questo punto vorrei fare una domanda: se la scuola con i suoi programmi rigidi, con le ore obbligatorie, con gli attestati finali comporta in chi la frequenta un impegno tale da tradursi sempre, per lui o per la sua famiglia, in un onere economico, può dirsi altrettanto per la biblioteca? Evidentemente no: essa non pone ai propri frequentatori vincoli di sorta, ma anzi, per quanto è possibile, si adegua ad essi. Qualcuno obbietterà forse che i compiti di una biblioteca sono notevolmente diversi da quelli di una scuola; ma ricordiamoci che le PIETRO ROSSE LLI_____________________________________________________________________________ 10 Secondo le graduatorie provinciali (in ordine decrescente) elaborate da GUGLIELMO TAGLIACARNE (Unione Italiana Camere di Commercio, Industria e Agricoltura, Lineamenti economici e prospettive di sviluppo delle provincie italiane, Milano, 1964), la provincia di Bari è al 370 posto, quella di Foggia al 450, quella di Lecce al 27’ nella variazione degli addetti all’agricoltura fra i dati registrati nel censimento del 1951 e quelli del 1961, mentre nella variazione degli addetti all’industria le dette provincie sono, nell’ordine, al 27’, al 65’ e all’83’ posto. 59 differenze fra una scuola strutturata secondo i principi di quella pedagogia attiva che va lentamente affermandosi e una biblioteca mo dernamente intesa sono assai minori che per il passato. Tuttavia, anche trascurando questo nuovo rapporto fra scuola e biblioteca, rimane il fatto che il numero delle persone che possono usufruire della biblioteca è notevolmente aumentato — come già è stato detto — e aumenterà sempre di più perchè le popolazioni considerate, anche se rimarranno prevalentemente agricole, dovranno disporre di una cultura maggiore per procedere all’industrializzazione della propria produzione agricola. Non solo, ma quanti non saranno assorbiti in loco nelle industrie che vanno sorgendo o nella nuova agricoltura meccanizzata dovranno emigrare cambiando contemporaneamente lavoro e ambiente, come già è avvenuto, con gli squilibri sociali ed individuali che tutti conoscono. Ecco dunque un altro compito specifico delle biblioteche pubbliche nelle zone depresse: ampliare cioè, sulla base di qualcosa di più valido delle canzonette, le partite di calcio e le lotterie, gli orizzonti culturali delle popolazioni più depresse, che sono sempre le più isolate, uniformandoli alle dimensioni nazionali, per favorire l’integrazione di quanti, abbandonando il paese di origine, si trasferiranno in altre sedi. Proprio per soddisfare queste esigenze il Ministero della Pubblica Istruzione, mediante soprattutto il Servizio Nazionale di Lettura (Piano L), intende diffondere le biblioteche fino a portarle in ogni comune, partendo dalle province più depresse11 . Poichè già in molti Comuni vi sono biblioteche dipendenti dalle Amministrazioni municipali, è sembrato possibile estendere la formula delle biblioteche comunali nei centri che ne sono ancora privi, trascurando senz’altro non solo le numerose biblioteche popolari esistenti, perchè, una volta utilissime, sono ormai inadeguate12 , ma anche le numerose biblioteche comunali già esistenti bisognose di aiuti. Il fare affidamento per queste nuove biblioteche sulle strutture comunali, almeno così come sono ora, mi sembra pericoloso, tanto esse sono carenti, soprattutto nei comuni poveri, che non sono sempre i più piccoli, cioè proprio dove la necessità di una biblioteca è maggiore. Non credo neppure che sia sufficiente, stando almeno a quello che ho potuto vedere, curare solamente la nascita di nuove biblioteche, affidandone lo sviluppo e la stessa normale amministrazione al Comune. Indubbiamente il Piano L con i suoi sussidi, con la sua razionale organizzazione facente perno sulle biblioteche provinciali, otterrà senza altro risultati positivi; ma quale sarà la sorte dei posti di lettura una volta che diventeranno delle vere e proprie biblioteche? Non deperiranno come molte delle attuali, alcune delle quali vantano una tradi- _______________________________________________________LE BIBLIOTECHE NEI COMUNI AGRICOLI 11 Ho presente soprattutto, qui come in altri pun ti, VIRGINIA CARINI DAINOTTI, Le biblioteche pubbliche: un’attrezzatura culturale polivalente per le comunità minori, in « Assistenza oggi », 1968, n. 4. 12 Cfr. FRANCESCO BARBERI, cit. p. 54. 60 zione non ingloriosa? Le biblioteche comunali di Gallipoli, Andria, San Paolo Civitate non sono le uniche in tutta la Puglia a svolgere una attività ridotta o addirittura nulla; su di un totale di circa 60 biblioteche, del tipo qui considerato, 6 sono le comunali momentaneamente chiuse al pubblico. E molte altre sembrano destinate a soffocare in poco tempo per la ristrettezza dei locali — per di più oberati da tante opere ormai completamente inutili —, l’insufficienza del personale e dei fondi stanziati. Come mai un fenomeno così grave? Non credo che occorra per questo desistere dalla creazione di nuove biblioteche per risollevare le vecchie, anche perchè non sono poi tutte a versare in questa crisi: tuttavia è un problema da tenere presente. Indubbiamente il nuovo assetto che verrà dato quanto prima alle biblioteche dipendenti dagli Enti locali risolverà molte delle deficienze riscontrate. Vi è un rischio però, per la zona da me studiata, che si cada ancora una volta nello equivoco di considerare i popolosi Comuni agricoli del Mezzogiorno come delle piccole città. Essi invece sono soltanto grossi aggregati contadini e come tali poveri13 , con caratteristiche strutturali che rimandano più ai centri rurali che a quelli urbani14 . In questi Comuni poteva sorgere autonomamente cento anni fa la biblioteca tradizionale, non ora la moderna biblioteca pubblica. E che questi paesoni appartengano al passato, alla vecchia agricoltura condizionata dalla mancanza d’acqua e dalla malaria del Sud, lo riprova il sorgere, documentato nei due censimenti nazionali, di numerosi nuclei di abitanti che hanno lasciato il centro, fenomeno verificatosi solo nelle aree contadine pugliesi. E’ opportuno, a mio avviso, in via preferenziale, concentrare gli sforzi per scongiurare soluzioni di continuità nelle biblioteche e quindi nella vita culturale di queste collettività, dotando le vecchie biblioteche di strutture moderne idonee a fronteggiare i nuovi importantissimi compiti e ravvivando nel contempo le tradizioni culturali locali, spesso ragguardevoli. PIETRO ROSELLI 13 Cfr. ETTORE CICCOTTI, Il Mezzogiorno alla fine dell’Ottocento, da il Sud nella storia d’Italia. Antologia della questione meridionale a cura di ROSARIO VILLARI, Bari, 1961, p. 296. 14 Per l’uso dei termini ‘rurale’ e ‘agrario’ v. CORRADO BARBERIS, Sociologia rurale, Bologna, 1965, pp. 4-6. 61 Il Convegno dell’E.N.B.P.S. Invitati a partecipare al Convegno organizzato a Bologna, nei giorni 24, 25 e 26 marzo dall’Ente Nazionale per le Biblioteche Popolari e Scolastiche, abbiamo accettato con entusiasmo perché il tema unico proposto ai partecipanti era quello, sempre vivo e stimolante, di « biblioteche per ogni comune ». La bella città, cara per tanti giovanili ricordi, e per le sue belle piazze, vaste e armoniose, con le sue strade ricche di portici, tutta predisposta dall’uomo a misura dell’uomo, ci ha accolti immusonita, sotto un cielo carico di nubi, che non sapevano darci se non pioggia gelida o raffiche di venti boreali. All’apertura, nel magnifico teatro comunale, dopo il saluto del presidente dell’Ente organizzatore, prof. Bruno Migliorini, e del rappresentante dell’Amministrazione comunale di Bologna, hanno parlato il provveditore agli studi di Bologna, dott. Ranieri, l’editore Arnoldo Mondadori, lo scrittore Libero Bigiaretti, il prof. Luigi Volpicelli. Nel pomeriggio, presso lo « Stabat Mater » dell’Archiginnasio, il vice presidente dell’Ente, dott. Antonio Ciampi, direttore generale della Società Autori ed Editori, ha svolto la sua relazione. « Gli Italiani che leggono sono un’eroica minoranza »: infatti, circa metà dei nostri compatrioti non leggono mai niente tanto vero che la spesa pro capite di tutti gli Italiani per opere di cultura varia in un anno è di appena ottocento lire, contro le tremila e più spese per il cinema, le mille per abbonamenti alla Radio-TV, le millecentoquaranta per balli e altri divertimenti popolari. E ciò mentre la produzione libraria nazionale cresce e la civiltà tecnologica restituisce il libro alla sua vera vocazione, che è di essere non monumento, ma veicolo. Il dott. Ciampi ha ricordato che il problema della pubblica lettura e delle biblioteche è soltanto un aspetto del problema del libro. Infatti, se il libro è già una mediazione tra cultura e lettore, la biblioteca è una ulteriore mediazione, mentre l’ideale sarebbe che ogni cittadino avesse a disposizione tutti i libri che rispondono ai suoi effettivi interessi. Quanto al problema di istituire una biblioteca pubblica in ogni comune, egli ha sottolineato il pericolo che si creino gusci vuoti, estranei agli interessi della comunità cui è diretta. « E’ facile creare, — egli ha soggiunto - una perfetta organizzazione tecnica della pubblica lettura; 62 _________________________________________________________________IL CONVEGNO DELL’E.N.B.P.S. è difficile far sì che le biblioteche siano strumenti adeguati al vivere moderno ». Il presupposto del successo va comunque ricercato soprattutto nell’uomo capace di dirigerle, nel bibliotecario preparato; e questo problema deve essere risolto parallelamente a quello della creazione di nuove biblioteche. Ha accennato ai problemi che potranno sorgere in questo ambito, dopo la istituzione delle regioni a statuto ordinario, la cui potestà legislativa, per quanto riguarda i musei e le biblioteche, è già stabilita nella legge-quadro. In proposito ha affacciato la possibilità che si proceda a qualche forma di associazionismo , o comunque, limitando il programma ai soli comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti, a una gestione delle medesime da parte dell’Ente. Questo concetto sarà poi toccato alla chiusura del Convegno anche dal dott. Salvatore Accardo, direttore generale delle Accademie e Biblioteche presso il Ministero della P. I. La voce degli editori è stata recata da Arnoldo Mondadori, Valentino Bompiani e Alberto Mondadori. Smettiamo — essi hanno detto —di fare tante chiacchiere: si mettano a disposizione per questo impor- tante investimento di capitale, che è quello speso per la cultura, fondi cospicui e tutto si avvierà a soluzione. Oppure — altro concetto in quale gradino della scala delle priorità nel programma economico nazionale è scritta la parola cultura? Il potere politico — e Alberto Mondadori esprime il dubbio che esista in Italia un vero potere politico, in quanto tutte le decisioni in Italia sono prese per volontà di pochi — è assente da questo convegno. Solo una più stretta connes sione tra scuola, editoria e industria potrà favorire quella spinta dal basso, auspicata da Ciampi e da Bauer, che sia la premessa per la creazione di biblioteche vive in ogni comune. Valentino Bompiani suggerisce da un lato di studiare tutte le iniziative, a livello centrale, regionale e locale, per incrementare le biblioteche e avvicinarle ai loro destinatari, e dall’altro di prendere in esame tutta una serie di libri, per la categoria di non lettori, con criteri psicologici, pedagogici e sociali accuratissimi per quanto attiene alla scelta dei testi, al linguaggio, alle illustrazioni, all’interesse pratico. Il pedagogista, professore Luigi Volpicelli, rileva l’importanza di una rete di biblioteche moderne e funzionanti in ogni comune per rispondere alle scelte individuali di impiego del tempo libero. Ma, per riuscire veramente tali, le biblioteche dovranno trasformarsi in vivi centri di cultura, che non offrano soltanto libri ben preparati, classificati e schedati, ma promuovano il desiderio della lettura. « La piccola biblioteca egli ha detto deve risolversi in un focolare di cultura, con bibliotecari che siano veri animatori culturali, ben preparati alla loro funzione didattica e sociale….». « Il piano della scuola e le biblioteche » è stato il tema sul quale, molto applaudita, ha svolto una relazione la dottoressa Virginia Carini Dainotti, ispettrice centrale del Ministero della P.I. Chi sa con quanto — — 63 ANGELO CELUZZA____________________________________________________________________________ impegno, con quale tenacia ed energia la stessa lotta da oltre un ventennio, per arrivare all’attuale conclusione, da tutti accolta, non si è sorpreso della sua serrata argomentazione in favore dell’inserimento delle biblioteche nel programma economico nazionale, prima, e del ruolo della biblioteca pubblica nell’ambito di quella diffusione della cultura, che il Ministero e gli Enti Locali si propongono di favorire. « Ma quali che siano i programmi, — ha detto — deve essere anzitutto riconosciuto e accettato il principio fondamentale che non vi sarà mai sviluppo e progresso per le biblioteche di qualunque tipo, se proprio in questo campo, squisitamente tecnico e specialistico, si continuerà a indulgere al volontarismo, al dilettantismo, se non si riconoscerà che esiste una professione del bibliotecario e se la professione non sarà difesa e valorizzata. Il problema del personale costituisce proprio uno degli ostacoli di fondo alla realizzazione del programma in corso di svolgimento: rimuovere questi ostacoli e procedere oltre sarà il compito del 2° Piano quinquennale: ma è responsabilità irrecusabile degli intellettuali e dei politici chiarire le insufficienze del primo ed elaborare i contenuti del secondo quinquennio ». Pensiamo, in proposito, ai 7214 comuni con meno di 10 000 abitanti, dove ci sono ragazzi che frequentano la scuola media d’obbligo, che hanno bisogno di un punto di incontro, ove ritrovarsi per le loro ricerche, per il loro aggiornamento culturale, e questo punto lo offrirà la biblioteca pubblica, che sarà una vera casa di cultura. Non possiamo fermare l’attenzione, sia pure in una prospettiva di gradualità, ai comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti, perché è proprio dai 7214 comuni che escono i voti che determinano il nostro destino di popolo. Le biblioteche di questi piccoli centri, non potendo vivere isolate, dovranno essere inserite in un sistema di biblioteche. I 5 miliardi, spesi dallo Stato nel primo quinquennio, serviranno a equilibrare le varie situazioni locali e a integrare gli sforzi degli enti locali. E’ risaputo che si tratta di un servizio molto costoso, ma lo Stato, proprio per questo, deve aiutare quegli enti, impossibilitati, tranne in poche grandi città come Milano, Torino, Genova e Bologna, a realizzare da soli moderne e accoglienti biblioteche pubbliche. L’importante è ancora che le economie dello Stato non si facciano a spese delle biblioteche e, se sarà necessario, si faccia una legge per i piccoli comuni. « Ben vengano — ha concluso la signora Carini Dainotti — tutte le possibili associazioni, i gruppi per fini culturali, ma ci dovrà prima essere una biblioteca viva e funzionante, perché le statistiche dimostrano che, dove si apprestano biblioteche belle, moderne, vive e funzionanti, gli italiani le frequentano e leggono ». « Le biblioteche nei comuni delle zone agricole » è stato l’argomento della relazione del dott. Pietro Roselli, già direttore della Biblioteca Comunale di Lucera. La prima parte è un pò il diario di una esperienza frustrante fatta da un giovane e colto bibliotecario, che 64 _________________________________________________________________IL CONVEGNO DELL’E.N.B.P.S. lascia i suoi studi eruditi, per assumere la direzione di una biblioteca in un comune non capoluogo di provincia; costretto lui che è partito carico di entusiasmo e con la testa colma di tante ottime idee a subire l’ambiente molto ristretto in cui deve operare. Egli poi passa ad esaminare un certo numero di biblioteche, scelte, per omogeneità di ambiente, in quello agricolo pugliese. L’indagine verte, appunto, sulle biblioteche delle province pugliesi e, non potendosi riferire con certezza a parametri prefissati, considerata la diversità di tipi e di formazione delle pubbliche biblioteche, si è rifatto, come ad esempio paradigmatico, alla biblioteca pubblica ideale, quale si configura nello studio pubblicato nel 1965, dall’Associazione Italiana Bibliotecari, fermando la sua attenzione sul prestito dei libri, sulla frequenza giornaliera, sui fondi stanziati per l’incremento e l’aggiornamento librario, sul personale, sulla sistemazione e classificazione del materiale librario, sui cataloghi, sulla presenza di una sala per ragazzi, sui sussidi audiovisivi, sulle attività culturali svolte dall’istituto e, per ultimo, sulla struttura amministrativa del medesimo. In sintesi, il dr. Roselli ammette che nelle zone di prevalente interesse agricolo una biblioteca, nonostante i redditi bassi, può prosperare, purché naturalmente sia concepita modernamente. Per quanto riguarda il Formez, il relatore dichiara che, almeno da quanto egli ha avuto modo di vedere, non gli pare abbia operato tanto da migliorare sensibilmente il quadro della situazione. Circa il Servizio Nazionale di Lettura egli riconosce che tale servizio « con la sua razionale organizzazione, facente perno sulle biblioteche provinciali, otterrà senz’altro risultati positivi », salvo poi chiedersi quale sarà il destino di queste biblioteche, una volta diventate autonome. Molto gradita la presenza del direttore generale dell’Amministrazione dell’Interno, dott. Pianese, intervenuto per la prima volta a un congresso in cui si discutono i problemi del libro e delle biblioteche. Gli si era chiesto, insistentemente, da parte di numerosi intervenuti al dibattito, di far sapere se, nonostante le varie interpretazioni che si danno all’art. 91, lettera B e 144 lettera B della Legge comunale e provinciale del 1934, come sia da considerarsi la spesa per le pubbliche biblioteche. Il dott. Pianese ha assicurato che tale spesa è da ritenersi obbligatoria per quei comuni che già posseggono una biblioteca, e, quindi, devono provvedere al suo mantenimento. Ha ricordato le attuali disastrose condizioni della finanza locale e ha esposto i dati di una importante indagine, fatta sui conti consuntivi, sulle spese che i comuni e le province sostengono per le pubbliche biblioteche e precisamente su 983 biblioteche comunali e 22 provinciali, più sette consorziate. Tale spesa, che per l’anno 1967 è stata di 5 miliardi 188 milioni e 358 mila (più 50 milioni di contributi previsti dalle provincie di Varese, Pesaro e Trapani), nell’anno 1968 è passata a 6.162.121.114 con un aumento del 18.77%. — — 65 ANGELO CELUZZA____________________________________________________________________________ Egli, comunque, è d’accordo sull’importanza della presenza della biblioteca pubblica in ogni comunità e sarebbe dell’avviso che si provvedesse gradualmente, prima partendo dai comuni con oltre 10.000 abitanti che ne siano privi, dotandoli di una pianta organica per la biblioteca, in modo che si possa chiamare a dirigerle personale tecnico e preparato. Contro queste forme di assunzione l’Amministrazione dell’Interno non sarà mai sfavorevole. Per i comuni minori propone che si faccia un’apposita legge, considerata la impossibilità da parte degli stessi a trovare i mezzi per istituire e tenere in vita una moderna pubblica biblioteca. Il professore Salvatore Accardo, direttore generale delle Accademie e Biblioteche e per la diffusione della cultura, ha preso la parola per ultimo, sottolineando il significato della presenza a un convegno sulle biblioteche di rappresentanti di enti locali, del direttore generale della Amministrazione civile del Ministero dell’Interno e del direttore generale delle Accademie e Biblioteche, per quanto, egli ha precisato dopo, il tentativo di coordinamento tra le due Amministrazioni non sia un fatto nuovo. « In Italia si è arrivati — ha continuato il prof. Accardo —molto tardi a considerare le spese dell’istruzione come spese di investimento, sia pure evidentemente differito nel tempo. Ora siamo in una fase nella quale le spese per l’istruzione non si identificano esclusivamente con quelle scolastiche, ma si individuano con un’area che comprende certamente il settore scolastico, ma non si limita al settore scolastico ». Dopo aver accennato all’impegno in atto da parte dello Stato di una diversa articolazione e gestione delle sue attività, l’oratore ha ricordato che la competenza specifica circa le biblioteche e i musei degli enti locali è assegnata dalla Costituzione alle Regioni, e che comunque bisognerà adoprarsi con ogni mezzo, a vari livelli, affinché tutti i cittadini italiani, ovunque essi vivano, siano provvisti dei necessari e indispensabili servizi culturali. A NGELO CELUZZA ANNALI DELLA BIBLIOTECA Per la nostra nuova sede* Allorché, trentuno anni orsono, il prof. Giustiniano Serrilli, preside della Deputazione Provinciale, firmò l’atto di nascita della Biblioteca Provinciale di Foggia, intitolata a Gaetano Postiglione, e la sistemò in parte nel salone, oggi salone di rappresentanza, e in parte in locali a piano terra, privi di luce e trasudanti umidità, non gli venne certo di pensare che in forza della legge della « definitiva irrevocabilità del provvisorio » quella sede — distrutta e ricostruita dopo lo strazio delle bombe « alleate » sulla nostra Foggia — avrebbe costretto e compresso per oltre trent’anni, in termini di gravi angustie, la vita di un istituto moderno, nato bene, e arricchitosi in trent’anni al punto da triplicare il suo patrimonio bibliografico, oggi composto di oltre 150.000 volumi e opuscoli, 600 edizioni cinquecentine, undici incunaboli e cinquecento periodici. Il problema di una nuova sede fu discusso e proposto dai responsabili della Biblioteca a varie riprese: la situazione era già oltremodo pesante nell’anno 1960, se chi vi parla, in occasione della pubblicazione di un volume curato dal soprintendente prof. Antonio Caterino, scriveva del problema della nuova sede della biblioteca in termini di assoluta urgenza e improcrastinabilità. «L’attuale mancanza di spazio che ha costretto la Direzione a trasferire l’attuale sala « Giordano » per dare ospitalità e per sistemare la biblioteca « Angelo Fraccacreta », il fondo USIS, in continua espansione, e la biblioteca « Domenico Fa iella » minaccia l’istituto nel suo fiorente sviluppo » 1 . I tempi, infatti, della biblioteca quale « antro speculativo di pochi studiosi» erano già passati e noi avvertivamo già nell’aria quella esigenza di avvicinamento del libro al giovane lettore e comunque al lettore più sprovveduto, senza più la mediazione di pesanti e lente bardature burocratiche, scoraggianti, e causa prima, a nostro parere, del carente rapporto libro-lettore tuttora vigente in Italia. Avvertivamo cioè che l’evoluzione della scienza biblioteconomica, non solo in diretto riferimento alla nascita e al fiorire della « biblioteca pubblica » ma anche in ordine al tema dell’edilizia bibliotecaria, ci consentiva di aprire un discorso sul problema della sede dell’Istituto, nella speranza che le autorità preposte lo avessero accolto e meditato con senso di realismo, al fine di approntare, in modo ottimale, un servizio pubblico di tanta importanza. Anche noi, come tutti i bibliotecari, sotto l’imperiosa esigenza di dare spazio alle nuove accessioni o a importanti e cospicue donazioni e fondi (Fraccacreta, Tamburrano, Vocino, Pagliara etc.) che si accrescevano, abbiamo chiesto e ottenuto di allargare i magazzini, di rad- * Relazione del lion dr. Angelo Celuzza, direttore della Biblioteca Provinciale di Foggia al Lions Club di quella stessa città. 1 Il Servizio Bibliografico in Puglia e Lucania. Bari, 1960, pp. 100. 67 ANNALI DELLA BIBLIOTECA___________________________________________________________________ doppiare e portare fino al limite di rottura la capienza dei depositi, cioè ci siamo preoccupati di mettere in salvo e conservare la materia prima, senza la quale non può esistere biblioteca. Ma avvertiamo che il nostro compito non poteva essere limitato a dare un posto al libro e a regolamentare le iniziative del lettore, e ciò mentre tecnici, architetti e bibliologi sotto l’impulso irreversibile delle già ricordate nuove esigenze, studiavano e trovavano nuove soluzioni, in cui non solo erano risolti problemi di spazio, ma erano risolti in forma d’arte, percepibile dal comune lettore. L’istituto biblioteca si evolveva e da istituto di conservazione si avviava a divenire un centro di cultura. Eravamo giunti ormai alle soglie della biblioteca pubblica. Abbiamo avuto modo di scriverlo in altra sede e lo riaffermiamo qui che l’organizzazione di un sistema capillare di biblioteche pubbliche è postulata dalle seguenti evidenti ragioni, già accolte nel documento elaborato dalla Commissione di Studio nominata dall’Associazione Italiana Biblioteche nell’anno 19652 : 1) non può esistere democrazia senza cultura diffusa e senza informazioni oggettive; 2) non può esistere né svilupparsi una società industriale senza aggiornamento culturale e tecnico-professionale; 3) ogni uomo, oltre ad essere un cittadino e membro della comunità democratica e un elemento della vita economica del paese, è anche una persona umana con i suoi problemi e con le sue aspirazioni di ordine intellettuale e spirituale; 4) la scuola fornisce le premesse dell’educazione e della cultura, toccherà alla biblioteca pubblica offrire ai ragazzi, ai giovani e agli adulti, uomini e donne l’opportunità e l’impulso a procurarsi quelle cognizioni e quelle informazioni e a non cessare mai di educare se stessi, come cittadini come lavoratori e come esseri umani. Diceva Ettore Fabietti « La scuola, senza il necessario completa. mento della libera lettura pubblicamente organizzata, è come una tavola in cui appariscono coltelli e forchette, cucchiai e piatti ma non il cibo ». A niente servirebbe protrarre fino ai 14 anni l’insegnamento gratuito e obbligatorio, se poi, all’atto dell’inserimento nel mondo del lavoro, i giovani, dopo aver acquisito il meccanis mo della lettura, non fossero indotti, dalla presenza di buone biblioteche, a coltivarsi e a progredire. Compito della biblioteca pubblica è appunto di creare l’abitudine e il bisogno della lettura e di offrire una guida nella scelta dei libri. Ma lo sviluppo della democrazia è condizionato dal progressivo livellamento delle esperienze anche culturali, e dal tono di vita, tra città e comuni rurali. Onde la necessità di promuovere il progresso economico e quello culturale e sociale di tutto il paese. Quindi la necessità da parte dello Stato di organizzare un servizio di biblioteca veramente nazionale, che copra integralmente tutto il territorio della Repubblica, capace di assicurare a tutti i cittadini, ovunque vivano, condizioni tendenzialmente uguali nell’accesso alla informazione, alla lettura e alla cultura. 2 A.I.B., La biblioteca pubblica in Italia. Compiti istituzionali e principi generali di ordinamento e di funzionamento. Roma, 1965. 68 _________________________________________________________________PER LA NOSTRA NUOVA SEDE Questa necessità la troviamo finalmente accolta e tradotta in legge dalla Repubblica con il Piano della Scuola, approvato con legge 31 ottobre n. 942 e che agli artt. 24 e 25 promuove il finanziamento nel settore della B. P. e con la legge n. 685 del 27 luglio 1967, che approva il piano di sviluppo nazionale, il cui art. 104 contiene quanto segue: « Un importante contributo alla promo zione e alla diffusione della cultura sarà dato da un sistema capillare di biblioteche, facente capo ad una biblioteca autonoma per ogni capoluogo di provincia, in grado di soddisfare le esigenze di tutti gli abitanti dei comuni, attraverso un’apposita rete di diffusione ». Nel quinquennio, oltre al rafforzamento delle 84 biblioteche di capoluoghi di provincia di proprietà degli Enti Locali, saranno create 200 biblioteche in centri minori. Quindi oggi, finalmente, sappiamo tutti che nel campo della giustizia sociale nessuna soluzione avrà successo se essa avrà trascurato la cultura e nessuna iniziativa potrà trionfare se della cultura non tenga debito conto in partenza, nel suo svolgimento e nelle sue ultime realizzazioni. Dobbiamo essere profondamente grati all’attuale Giunta provinciale in carica, al suo Presidente e al Consiglio Provinciale di Capitanata se il problema della nuova sede della biblioteca è stato portato finalmente, dopo trent’anni, alla sua migliore soluzione. Il sacrificio finanziario che l’Ente Provincia ha dovuto affrontare, stante l’attuale assoluta carenza di provvedimenti legislativi In favore dell’edilizia bibliotecaria, è stato molto alto. La nuova biblioteca sorgerà su suolo provinciale dell’ampiezza di circa 4.000 metri quadrati in zona « Orto Turchiarello », nei pressi dell’Orfanotrofio « Maria Cristina » e della attuale sede del Liceo Scientifico, lungo la Tangente meridionale. Sarà realizzata con strutture in acciaio ed elementi modulari. Non essendo nostro compito di occuparci della costituenda biblioteca universitaria (ancora « in mente dei », poichè non è ben chiaro ancora quando e se si potrà parlare di Università di Foggia e di quale Università in particolare), abbiamo tenuto presente ogni moderna esigenza della «pubblica biblioteca » di quella biblioteca cioè che ha come compito istituzionale la promozione e la diffusione del libro e della cultura, e che comprenderà anche il Centro-Rete per l’alimentazione del « Servizio Nazionale di Lettura », in Capitanata. Per l’alimentazione delle biblioteche si dovrà disporre di un’ampia sezione per ragazzi, e di opere di informazione (comprese nel sistema provinciale di lettura), si disporrà di opere per la divulgazione della scienza e della cultura, di opere importanti per la formazione civile dell’uomo, di opere di interesse tecnico, agricolo, narrativa e di opere per ragazzi. Ciò solo in Vista della esigenza di una circolazione di libri verso i comuni della Provincia. Il nuovo istituto bibliografico che sta per nascere dovrà essere messo in condizioni di rispondere a tutti i livelli di cultura, dovendo corrispondere alle domande di un vasto pubblico3 , dalle esigenze medio-elementari a quelle superiori. Quindi la biblioteca dovrà disporre di: 1) salone dei cataloghi; 2) sala di lettura e prestiti ove saranno col- 3 VIRGINIA CARINI DAINOTTI, La biblioteca pubblica istituto della democrazia. Voll, 1. e 2., Ed. Fabbri. 69 ANNALI DELLA BIBLIOTECA___________________________________________________________________ locati « a scaffali aperti », cioè classificati in base alle norme della C. D. U. (Classificazione Decimale Universale) circa 20.000 volumi di vario livello 4 ; 3) servizio riviste; 4) servizio informazioni, consiglio e guida dei lettori; 5) sala di consultazioni; 6) sezione di storia locale « a scaffali chiusi ». Qui i libri possono essere presi direttamente dal lettore, ma attraverso la mediazione di un addetto; 7) sezione manoscritti e libri rari a « scaffali chiusi »; 8) sezione di audio-visivi; 9) sale per fondi speciali per biblioteche speciali destinate per volontà del donatore o altri motivi, a essere sempre separate dai rimanenti libri (Zingarelli, Vocino, Fraccacreta, Pagliara, Tamburrano, etc.); 10) reparto per microfilms, xerocopie, e lettura microfilms; 11) sezione « centro provinciale di alimentazione» del sistema provinciale di lettura che comprenderà dai 30 ai 50 mila volumi, con ingressi indipendenti e di facile accesso dall’esterno; 12) biblioteca per ragazzi, con sale di lettura per complessivi 80 posti a sedere; 13) auditorium per un totale di trecento posti a sedere per riunioni e manifestazioni culturali, in padiglione separato con ingresso indipendente, ma collegato all’edificio principale a mezzo di portico o altro passaggio coperto; 14) casa del custode; 15) locale per impianti centralizzati di riscaldamento e di condizionamento; 16) impianti antincendio, ascensore, montacarichi, condotta per distribuzione pneumatica dei libri, cabine di proiezione e impianti di conversazione a viva voce; 17) rimesse per macchine, officine. Come si rileva da tutto quanto esposto in sintesi sono stati predisposti tutti i servizi necessari per raggiungere i fini che la biblioteca pubblica si propone, non soltanto attraverso la lettura e i prestiti, a disposizione di tutti i gruppi della comunità che intende servire (adulti, giovani, ragazzi), ma organizzando per la comunità iniziative opportune e attività culturali. In altri termini tutto è stato predisposto perchè i libri e le raccolte vengano trattati con speciali procedure e affinchè gli utenti vengano accolti e serviti in modo da poter svolgere anche determinate attività. Quindi i progettisti sono stati informati sulle procedure necessarie alle raccolte sulle attività degli utenti e sui compiti del personale, e sono stati loro fatti presenti gli « standards » delle dimensioni dei vari dipartimenti: dipartimento lettura e prestito adulti a scaffali aperti, dipartimento lettura e studio adulti, dipartimento ragazzi5 . Il libro che entra in biblioteca presuppone prima una scelta e poi un’ordinazione, quindi alcune operazioni principali e propedeutiche. Il libro dopo il suo ingresso in biblioteca, passa per vari uffici ove viene collazionato e registrato. Dopo alcune operazioni amministrative viene catalogato e classificato. Si appongono le segnature, si colloca il materiale, si inseriscono le schede. Il libro deteriorato va infine verso l’officina di restauro. Ecco che l’architetto dovrà progettare spazi necessari ove possano svolgersi le procedure delle raccolte e 4 In quanto segue sulla divisione dei dipartimenti, sulle dimensioni dei servizi, sugli standards e sulle procedure, si tiene presente lo scritto: VIRGINIA CARINI DAINOTTI, Per la determinazione di standards nazionali nell’edilizia della Biblioteca Pubblica. In «Accademie e Biblioteche d’Italia », anno XXXVI (1968), n. 4-5, pp. 183205. 5 Cfr. A.I.B., op. cit. 70 _________________________________________________________________PER LA NOSTRA NUOVA SEDE locali così distribuiti: a) locale bibliotecario; b) locale vicino all’ingresso per il ricevimento del materiale; c) locale vicino ai cataloghi per la catalogazione e la classificazione; d) locale adiacente per la preparazione dei materiali; e) locale per la legatoria. I lettori entrano in biblioteca attratti e dalle mostre e dalle iniziative culturali, o fanno ricerche ai cataloghi, o vanno all’ufficio prestiti, o alla sala di lettura « a scaffali aperti » o nelle sale speciali. Possono richiedere riproduzioni in microfilms o in xerocopia. Naturalmente tutto ciò presuppone che gli utenti vengano accolti distinti per gruppi di età e di interessi e quindi serviti separatamente dopo aver seguito circuiti diversi. Da quanto sopra si deduce che i progettisti dovranno prevedere spazi per: a) mostre, sale per attività culturali, ufficio informazioni e guida, locali per i cataloghi, una grande sala per fondi a scaffali aperti e sale per fondi speciali, locali per discoteca, lettura microfilms, ufficio riproduzione e documentazione, uffficio prestito. Per i ragazzi dovranno essere duplicati molti di questi servizi, ovviamente. b) per l’ubicazione dei locali è intuitivo che: le mostre saranno allestite all’ingresso o vicino all’ingresso e che, via via, l’utente, entrando in biblioteca, incontrerà l’ufficio consulenza, il fondo a scaffali aperti, i cataloghi e il prestito. Le sale speciali dovranno essere le più interne possibile nella zona più silenziosa. Per il personale - i locali necessari sono: direzione e uffici dei bibliotecari; ufficio mostre e programma culturale; uffici e dipartimenti delle procedure (schema 1); ufficio prestito; stanze varie di lavoro; (spogliatori, stanze di riposo, toilette, piccolo bar). Tra i vari servizi (libri - personale - pubblico), vi sono correlazioni e connessioni. L’architetto progettista dovrà preoccuparsi prima di tutto, che il circuito dei lettori e quello dei libri non debbano intersecarsi. Nessuna interferenza, ma ogni possibile indipendenza, e ciò potrà essere ottenuto anche con ingresso per le persone indipendente da quello dei materiali. E poi, che la « zona del silenzio » sia destinata alle sale di studio e di lavoro. Quindi, dovrà essere per questo tenuto presente l’itinerario che il libro dovrà percorrere, prima per le necessarie operazioni amministrative e di catalogazione e poi dagli uffici ai magazzini e da questi alla distribuzione e al prestito. DIMENSIONI Ovviamente, poichè ogni biblioteca deve adeguarsi alle dimensioni della comunità da servire e ai fondi posseduti, il progettista non potrà ignorare, dopo le brevi premesse esposte innanzi, quali locali occorrano, le dimensioni dei medesimi, considerate la capienza di una scaffalatura, e lo spazio occorrente ai lettori, per gruppi di età, di categoria, etc. Il Thompson6 ritiene che le dimensioni necessarie per una biblioteca pubblica moderna e funzionale siano, distinte nei tre dipartimenti, del prestito, della lettura e dello studio per adulti e dei ragazzi, come segue: 6 ANTONHY THOMPSON, Library Buildings of Britain and Europe. An International study, with examples mainly from Britain and some from Europe and overseas. London Butterworths, 1963. 71 ANNALI DELLA BIBLIOTECA___________________________________________________________________ Prestito - Superficie: 33 mq. ogni 1000 abitanti; fondo librario: 600 voll. ogni 1000 abitanti; posti a sedere: I ogni 1000 abitanti. Lettura e studio adulti - Superficie: 22 mq. ogni 1000 abitanti; fondo librario: 175 voll. ogni 1000 abitanti; posti a sedere: 2 ogni 1000 abitanti. Ragazzi - Superficie: 15 mq. ogni 1000 abitanti; fondo librario: 190 voll. ogni 1000 abitanti; posti a sedere: 3 ogni 1000 abitanti. Lo spazio, inoltre, che occuperanno i libri, è diverso a seconda della loro destinazione: se in magazzini o a scaffali aperti, e, in questo secondo caso, se destinati agli adulti o ai bambini. Nei magazzini ove gli scaffali possono avere fino a sei palchetti, ogni mq. di superficie può contenere fino a 200 voll. A queste dimensioni occorrerà aggiungere quelle dei corridoi (cm. 80). Per i libri a scaffali aperti, cioè per i libri a diretto contatto con il pubblico, la quantità per mq. scende a 35 voll. I corridoi saranno più larghi (cm. 140 per i libri di studio e di cm. 190 per la narrativa; cm. 160 per i ragazzi). Il basso numero di volumi per mq. è anche giustificato dal fatto che gli scaffali non dovranno essere alti, per far si che i libri siano attingibili senza ausilio di sgabelli o di scale, e quindi saranno utilizzati scaffali a 4 palchetti per gli adulti e a 3 palchetti per i ragazzi. Lo spazio per tutti questi servizi dovrà essere tale da assicurare alla biblioteca l’espansione per almeno 20 anni. La superficie minima per i lettori è di mq. 2 per ogni posto a sedere, che passano a 3 mq. nelle sale di studio. Per quanto riguarda lo spazio per il personale e per gli uffici, al progettista, nella valutazione di tale fabbis ogno, è stato consigliato di riservare il 40% di tutto lo spazio destinato al servizio pubblico della biblioteca. Si è parlato del personale perchè l’esperienza insegna che per portare ai livelli più alti il servizio pubblico — indice chiaro del buon inserimento dell’istituto culturale nella comunità — il problema del personale è importante. Esso dovrà essere quantitativamente sufficiente7 e qualitativamente idoneo ad esercitare le varie mansioni tecniche. Esso dovrà essere presente nelle sale di lettura, nella sala di consultazione, nella sala delle riviste, nella sala dei cataloghi, presso l’ufficio informazioni consulenza e guida, nell’ufficio prestiti, nei magazzini, negli uffici di ordinamento catalogazione e sistemazione classificazione del materiale librario. Quindi il progettista, specie nel caso della nuova biblioteca di Foggia, disponendosi di una pianta rettangolare lunga e stretta, dovrà studiare sistemazioni che riducano al minimo le zone morte, che consentano una agevole vigilanza e quindi una assidua e valida assistenza ai lettori. Per la biblioteca pubblica il criterio dell’accessibilità è molto importante, dovendo costituire un continuo invito e richiamo per i lettori, onde la esigenza di avere un’area in una zona centrale della città. Noi non ci siamo rassegnati molto facilmente alla rinuncia di questo importante requisito, anche perché riteniamo che l’area che l’Ente Provincia ha messo a nostra disposizione, trovasi in una zona molto vici- 7 3 bibliotecari direttori di dipartimenti; 9 aiuto bibliotecari; 2 insegnanti elementari; 3 distributori; 3 dattilografi; 15 salariati (uscieri, custode, fattorini). 72 _________________________________________________________________PER LA NOSTRA NUOVA SEDE na al Centro, in un quartiere popoloso e in forte espansione, in prossimità di importanti complessi scolastici e molto ben servita da strade. Quindi siamo convinti che la nuova grande Biblioteca, anche sorgendo in zona non proprio al centro della città, sarà ugualmente una « centrale del potere di informazioni » per usare una espressione cara al Wheeler, e sarà perciò disponibile per il più gran numero di persone. Ma in Foggia non dovremmo lasciar cadere la proposta da noi avanzata e fatta propria dal Ministero di creare biblioteche di quartiere. Tra queste, noi vedremmo bene una biblioteca di 20-30.000 voll. al C.E.P., e altre in ragione di tre o quattro nei vari quartieri periferici della Città. Queste biblioteche dovrebbero essere dotate di un ricco fondo di consultazione e di informazione e studio, e tutte essere collegate con la Biblioteca Centrale e con il Centro-Rete che stiamo organizzando nel Capoluogo in vista della sospirata istituzione di una biblioteca per ogni comune. Ci accorgiamo, di esserci a lungo soffermati sui criteri metodologici, ispirati alla più aggiornata scienza biblioteconomica, e di non aver parlato concretamente di questa Biblioteca « hic et nunc ». Ma credetemi, volutamente abbiamo scelto tra passato e futuro il presente, pur se convinti che noi oggi non potremmo esistere come comunità politica, culturale, spirituale e materiale se nei secoli passati centinaia di generazioni non avessero giorno per giorno lavorato senza interruzione a predisporre le condizioni fisico-ambientali nelle quali si è sviluppata la civiltà odierna, e che, quindi domani nessuna comunità politica sopravviverà nel nostro paese, se giorno per giorno, non ci applicheremo a conservare il nostro patrimonio. Anche se oggi si afferma — stante l’attuale crisi del linguaggio — che essa è crisi di idee, perchè manca la fede in un mondo nuovo, noi ci adopreremo per predisporre una delle strutture di base dell’odierna civiltà, affamata di informazioni: la biblioteca, istituto della democrazia e condizione della democrazia. Ma quale biblioteca? Da quanto abbiamo accennato prima credo venga fuori più il modello di una biblioteca ideale, perfetta in ogni sua parte e aggiornata e moderna, che una concreta casa della cultura e del libro: « questa biblioteca» insomma. Ma quanta parte di questo modello ideale troveremo calato nella realtà? Il progetto vincente soddisferà le nostre attese? Questi interrogativi ci consigliano a non continuare un discorso basato sull’ipotetico e sul possibile, e a rinviarlo alla fine dell’anno in corso, allorché potremo esaminare bozzetti e progetti. Personalmente potrò così, finalmente dirmi soddisfatto per un’altra nobile battaglia ingaggiata in favore della cultura in Capitanata, e concludere, con la serenità del filosofo: « Tra questi cari compagni, che ho trovato e che ho voluto vicino a me, ho trascorso serenamente i migliori anni della mia vita » 8 . 8 Su l’istituto v.: AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI FOGGIA, La Biblioteca Provinciale di Foggia (Foggia, Studio Editoriale Dauno, 1959. Atti, documenti e studi dauni. Istituti d’arte e di cultura, n. 1); ANGELO CELUZZA, Realtà, esigenze e prospettive della « Provinciale » di Foggia (Foggia, Id., 1964 - Id. n. 4); MARIO SIMONE, La « Provinciale di Foggia », (in « La Biblioteca Provinciale di Foggia », bollettino bimestrale d’informazione. Foggia, a. I, n. 1-2, genn.-aprile 1962; pagg. 5-12, ill.). 73 SCHEDARIO Fondo “Regno di Napoli - Puglia - Capitanata,, posseduto dalla Biblioteca Provinciale di Foggia (Continuazione dal n. 1-3 del 1967) 1073 Gargiulo, Bonaventura. Lettera pastorale al clero e al popolo della Città e Diocesi di San Severo e Civitate. Napoli-Roma, Stab. Tip. Librario A. e Salvatore Festa, 1896, 8°, pp. 32. 1074 Gargiulo, Carmine. Ottavia. Studio critico del dott,. Carmine Gargiulo. Sta con: Antologia — Moderna. Volume Secondo. (Foggia, 1949), pp. 7-15. 1075 Gargiulo, Carmine. Una figura di angelo e di pastore: Mons. Farina. Foggia, Stab. Tipografico Leone, 1961, 160, pp. 111, ritr. 6, ill. 11. 1076 Gargiulo, Carmine. Monsignor Farina. Una nobile figura e di pastore. Sta in: «Foglietto (Il) » - Giornale della Daunia. Settimanale indipendente d’informazioni. Direttore responsabile : Mario Ciampi. Foggia, a. LXIV (nuova serie) n. 45, giovedì 14 dic. 1961. « Numero speciale per il Centenario dell’Unità d’italia ». 74 1077 Garofalo, Salvatore. Lo sviluppo agricolo e la cultura del bracciantato. Bologna, Ed. Agricole, 1958, 8°, pp. 40 e 1 allegato. 1078 Garofalo, Salvatore. Caratteristiche ambientali dell’alta Murgia barese. Sta in: Agricoltura (L’) — in provincia di Bari. Scritti di Matteo Fantasia, Vitantonio Lozupone, Giulio Capodaglio ... (Bari, 1964), pp. 233.293. 1079 Garofalo, Salvatore. Vedi: Comune di Foggia. Schema di piano di sviluppo del Comune di Foggia (Foggia, 1966). 1080 Garzoni, Tommaso Il theatro de vari, e diversi cervelli mondani. Nuovamente formato, & posto in luce da Tommaso Garzoni da Bagnacavallo. Al Clarissimo Signore il Signor Vincenzo Garzoni, Gentilhuomo Venetiano. Con Privilegio. Sta con: Accademia (Real) delle Scienze e delle Belle Lettere - Napoli. Statuti della Real Accademia delle Scienze e delle Belle Lettere eretta in Napoli dalla sovrana munifìcenza. A cura di Michele Sarconi. (Napoli, 1780). 1081 Gasparrini, Guglielmo. Cenno dello stato presente dell’agricoltura nella provincia di Napoli scritta da G. O. Sta in: Breve ragguaglio dell’agricoltura e pastorizia del Regno di Napoli di quà del Faro. (Napoli, 1845), pp. 1-56. 1082 Gasparrini, Guglielmo, Descrizione delle Isole di Tremiti e del modo come renderle coltive. Sta in: Annali Civili del Regno Delle due Sicilie. (Napoli, 1837), vol. XV, pp. 79-105. 1083 Gatti, Serafino. Elogio storico di Giuseppe Rosati. Napoli, Stamp. Reale, 1815, 8°, pp. 64. 1084 Gatti, Marco. Della riforma della istruzione pubblica nel Regno delle due Sicilie. Libri tre di M. G. salentino P.P. Napoli, Tip. Angelo Trani, 1820, 160, pp. 381. 1085 Gatti, Serafino. Dell’antica Arpi e di Salapia. Memoria topografico-storica di Serafino Gatti, Sta con : De Nino, Antonio. Il lavoro fa l’oro .. (Roma-Torino, 1872). 1087 Gatti, Stanislao. Vedi: Falcone, Beneventano. Falconis beneventani Chronicon. Versione di Stanislao Gatti. (Napoli, 1845). 1088 Gatti, Stanislao. Vedi: Jamsilla, Niccolò apocr. Delle geste di Federico II e de’ suoi figli Corrado e Manfredi Re di Puglia e di Sicilia. Versione di S. G. (Napoli, 1845). 1089 Gatto, Alfonso. Lecce. Tra ragione e arzigogolo. Sta in: « Tuttitalia ». Enciclopedia dell’italia antica e moderna. Firenze-Novara, 1965, vol. XX, pp. 159162. 1090 Gattola-Mondella, Nicola. Pro Tavoliere di Puglia. Foggia, tip. Paolo De Nido, 1911, 8°, pp. 45. 1091 Gaudioso, Rodrigo Maria. La relazione Gaudioso sulla Basilicata (1736). A cura di Tommaso Pedio e con una premessa di G. Pepe. Bari, Edizioni del Centro Librario (Città di Castello, Tiferno Grafìca), 1965, 8°, pp. 102. 1092 1086 Gay, Jules. Gatti, Serafino.L’Italia meridionale e l’impero bizantino Per la solenne ristaurazione degli studi dall’avvento di Basilio I alla resa di nel nuovo collegio delle scuole pie di Bari ai Normanni (867-1071 ). Foggia. Orazione parenetica del P. S. G. Firenze, Libreria della Voce, (S. Casciano pubblico professore di filosofia ... Vai di Pesa, F.lli Stianti), 1917, 8°, Foggia, s.n.t., s.d., 8°, pp. 48. pp. XXVIII, 610. 75 1093 Gawsworth, John. Maggio d’italia. (La Gradogna). Traduzione di Umberto Fraccacreta. Presentazione di Antonio Casiglio. Foggia, St. Ed. Dauno, (Tip. Ciampoli), 1957, 8°, pp. 76 e 2 ritratti. Foggia, Studio Editoriale Dauno, (Stab. Tip. Luigi Cappetta), 1937, 8°, pp 126. 1094 Generali, Gaetano. L’industrializzazione del Mezzogiorno. Sta in: Centro permanente pei problemi del Mezzogiorno. Bari. Atti del Convegno di studi sui problemi del Mezzogiorno. 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Russo, 1930, 8°, pp. 128 fìg. 1098 Gentile, Annino. Nasi e musi forensi della Daunia. 76 1099 Gentile, Carlo. Alle origini del dogma. Foggia, Tip. Arpaia, 1953, 8°, pp. 12. 1102 Gentile, Carlo. Il cane elementare e metafisico. Foggia, Editoria della sezione provinciale E.N.P.A., (I. Arpaja), 1959, 8°, pp. 32. 1103 Gentile, Carlo. Il dramma del Precursore nel destino del mondo. Esegesi spirituale del simbolo joannita. Relazione al quarto congresso spirituale mondiale (Assisi, sett. 1949). Pubblicata in riassunto per gli atti del congresso, in lingua italiana e francese. Foggia, Studium Fridericianum, (Tip. « Arpaja »), 1950, 8°, pp. 28. 1104 Gentile, Carlo. Il risveglia di Parsifal. S.I., s.n.t., 1955, 8°, pp. 8. 1105 Gentile, Carlo. L’Arte. Saggio filosofico. Foggia, Tip. Edit. Arpaja, 1939, 8°, pp. 80. 1112 Gentile, Carlo. Le voci di Euridice. Napoli, Ardenza, (Tipomeccanica), 1941 8°, pp. 80. 1106 Gentile, Carlo. La non-violenza verso la natura come antifinzionismo psicologico e libertà sperimentale. S.I., s.n.t., 1953, 8°, pp. 24. 1113 Gentile, Carlo. Manifesto della preghiera per il dolore del mondo e della giornata della pietà universale. Foggia, Tip. Arpaia, 1931, 8°, pp. 8. 1114 1107 Gentile, Carlo. La preghiera per il dolore del mondo. Foggia, Tip. Arpaja, 1951, 8°, pp. 32. 1108 Gentile, Carlo. Gabriele D’Annunzio iniziato. I geni del tempo e le vie del sole. Napoli, Ardenza, (Tipomeccanica), 1948, 8°, pp. 45. 1109 Gentile, Carlo. Giuseppe Ricciardi. Foggia, Studio Editoriale Dauno, (Torremaggiore, tip. V. Caputo), 1941, 16v, pp. 52 e 1 ritratto. « Biblioteca del Risorgimento Pugliese » dir, da Mario Simone, n. 4 1110 Gentile, Carlo. La fiaccola e l’eterno. Poema orfico. Napoli, Ardenza, (Tipomeccanica), 1948, 8°, pp. 49. 1111 Gentile, Carlo. La vita dinanzi ai suoi problemi eterni. Manfredonia, Stab. Tip. Ortensio Bilancia, 1941, 8°, pp. 88. Gentile, Carlo. 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Foggia, Tip.-lit. E. Fuiani, 1922, pp. 12. 1128 Gentile, Francesco. Saverio Altamura, patriota e pittore romantico. Lucera, Tip. Cappetta, 1926, 8°, pp. 1 1129 Geremia, Teodoro. Della vita e delle opere di Giuseppe De Ninno nella storia del risorgimento pugliese e nel giudizio dei contemporanei. Bari, Tip. Commerciale, 1924, pp. 301. 1130 Germani, Pietro. Relazione dell’on. prof. Pietro Germani per il Partito democratico cristiano. Sta in: Università popolare. Bari. Atti ufficiali del convegno di riforma fondiaria agraria (11-12 dicembre 1953) Bari. (Bari-Roma, 1954), pp. 49-56. 1131 Gervasio, Michele. I dolmen e la civiltà del bronzo nel Puglie. Bari, s.e., (Trani, tip. Ed. Vecchi & C.), 1913, 8°, pp. XI, 357 fig. e 4 tavole. 1132 Gervasio, Michele. I rapporti tra le due sponde dell’Adriatico nell’età preistorica. Pavia, tip. Frat. Fusi, 1934, 8°, pp 19. 1133 Gervasio, Michele. La pinacoteca provinciale di Bari inaugurata da S. E. Balbino Giuliano.., il 6 aprile 1930. 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Giuseppe Sanfelice, gesuita dimorante in Roma, per la cui santità, fervoroso zelo, e calde esortazioni si è il medesimo convertito a quella credenza ch’egli inculca nelle sue riflessioni morali e teologiche, con i dubbi propostili intorno alla sua morale. S.n.t., 16°, pp. 141. 80 1150 Giannubilo, Mario. Colica da sabbia. Sansevero, Stab. cromo-tipografico cav. Emilio Dotoli, 1934, 8°, pp. 12. 1151 Giannubilo, Mario. La diagnosi delle claudicazioni mediante anestesia delle capsule sinoviali. Sansevero, Stab. cromo-tipografico cav. Emilio Dotoli, 1934, 8°, pp. 45. 1152 Giannuzzi, Angelantonio. Le carte di Altamura. (1232-1502). Sta in: Codice diplomatico barese. Vol. XII° (Bari, 1935). 1153 Gifuni, Giambattista. L’ultima visita di Ruggero Bonghi a Lucera. (Coi due discorsi del 21-11-1893). Sta in: Società di storia patria per la Puglia. Atti del III congresso storico pugliese e del convegno internazionale di studi garganici. (Bari, 1955), pp. 215-229. 1154 Gifuni, Giambattista. La fortezza di Lucera. Lucera, tip. ed. T. Pesce, 1935, 16°, pp. 90, fig. e 3 tavole. 1155 Gifuni, Giambattista. Lucera. Lucera, T. Pesce Tip. Ed., 1934, 8°, pp. 76, ill. e 7 tavole f.t. 1156 Gifuni, Giambattista. Lucera. Urbino, S.T.E.U., 1937, 8°, pp. 115 e 33 tavole. 1157 Gifuni, Giambattista. Lucera augustea. Urbino, S.T.E.U., 1939, 8°, pp. 37 fig. 1158 Gifuni, Giambattista. Origini del ferragosto lucerino. Con un appendice sul duomo angioino e sulla statua del suo fondatore. Lucera, T. Pesce editore, 1932, 8°, pp. 71, fig. 1159 Gifuni, Giambattista. Origini del ferragosto lucerino. II ed. riveduta e accresciuta. Lucera, T. Pesce Editore, 1933, 8°, pp. 101 e 9 tavole. 1160 Gifuni, Giambattista. Origini dei ferragosto lucerino. Lucera, Tip. Editrice T. Pesce, 1933, IIa , 8°, pp. 100 e 9 tavole. 1161 Gigli, Giuseppe. Il Tallone d’Italia: Gallipoli, Otranto e dintorni. Sta con: Caggese, Romolo. Foggia e la Capitanata. (Bergamo, 1910). 1162 Gigli, Giuseppe. Il Tallone d’Italia: Lecce e dintorni. Sta con: Caggese, Romolo. Foggia e la Capitanata. (Bergamo, 1910). 1163 Gilberti, Vita. La Polizia ecclesiastica del Regno di Napoli o sia il codice ecclesiastico ufficiale della Real segreteria di Stato ... Napoli, Tip. Amato Cons., 1797, 16°, vol. 3. 1164 Gilberti, Vito. Polizia ecclesiastica del Regno delle due Sicilie di Vito Giliberti. Opera nel quale si espongono tutte le disposizioni in vigore emesse in materia ecclesiastica .. . dopo la pubblicazione del concordato del 1818. Volume unico. Napoli, presso Francesco Azzolino, 1845, 8°, pp. 420. 1165 Ginnasio - Liceo « Matteo Tondi ». San Severo. Annuario del Ginnasio - Liceo « Matteo Tondi » di San Severo. Volume primi Quinquennio 1962-1967. Napoli-Foggia-Bari, C.E.S.P., 1968, 8°, pp. 200 e 20 tavole f.t. 1166 Gioffreda, F. P. Vampe di fede italica. Campobasso, Tip. Colito e figlio, 192 8°, pp. 48. 1167 Gioia, Domenico. Alla famiglia dell’estinto preside cav. Giovanni Panunzio. Trani, Tip. ed. Paganelli, 1913, 8°, pp. 10. 1168 Gioia, Michele Assunto. Il luogo dei duello dei tredici nel giorno 13 di febbraio 1503 con importantissimi documenti finora inediti con appendice Beltrani. Trani, tip. ed. Paganelli, 1931, 16°, pp. 94. 1169 Gioia, Michele Assunto. Studio biblico sociale politico religioso S.I., s.n.t., 1906, 8° pp. 86. 81 1170 Giordani, Dionisio. In morte di Giacomo Cessa barone di Chiauci. Versi. Sta in: Capuano, Luigi. Laude funebri ed inscrizioni in morte del barone Giacomo Cessa sipontino. (Napoli, 1864), pp. 43-57. 1171 Giordani, Dionisio. Su vari musicali componimenti del m.0 Luigi Mazzone. Discorso di D. Giordani. Napoli, tip. all’insegna del Diogene, 1860, 8°, pp. 40. 1172 Giordano, Antonio, In memoria di Mons. D. Giovanni Sodo vescovo di Ascoli e Cerignola morto in Portici il 23 luglio 1930. Elogio funebre recitato nella chiesa del purgatorio in Cerignola il 27 agosto 1930 nelle solenni esequie indette dalla locale Unione femminile cattolica italiana per il trigesimo della morte del suo beneamato padre e pastore. Cerignola, B. Abate, 1930, 8°, pp. 27 e 1 ritratto. 1175 Giordano, Mario. Mio padre. Sta in: Umberto, Giordano. A cura dei comitato pro monumento. (Foggia, 1956), pp. 19-24. 1176 Giordano, Sara. Gli ultimi anni della sua vita. Sta in: Umberto, Giordano. A cura del comitato pro monumento. (Foggia, 1956), pp. 15-18. 1177 Giornale — degli atti del governo di Capitanata. (Continuazione di:) Giornale degli atti dell’int.endenza di Capitanata. Foggia, tip. M. Russo, 1861, 8°, pp. 330. 1178 Giornale — dell’istorie del Regno di Napoli quale si conserva per il duca di Montelione. Dall’anno 1266 al 1478. Sta in: Raccolta — di tutti i più rinomati scrittori della istoria generale del Regno di Napoli. Napoli, 1770, vol. XI, 8°, pp. 1-144. 1173 Giordano, Domenico. Deiectus scriptorurn rerum neapolitanarum qui populorum, ac civitaturn res antiquas, aliasque vario tempore gestas rnemoriae prodiderunt ... Napoli, tip. Francesco Ricciardi, 1735, 4°, pp. XLII, 986. 1179 Giornale — enciclopedico di Napoli. Tomo IV (ottobre-dicembre) 1821. Napoli, Stamperia Domenico Sangiacoma e poi tipografia del Giornale Enciclopedico, 1817-1821, 8°, voll. 16. 1174 Giordano, Leopoldo. Il diritto privato nella nuova legislazione penale. Foggia, tip. A. De Nido, 1932, 8°, pp. 82. 1180 Giornale — fisico-agrario della Capitanata. Volume I. Foggia, dalla tipografia di Giacomo Russo, 1830, 8°, pp. 288. 82 1181 Giornale (Un) — tra due città. A cura della redazione de « Il Foglietto ». Roma, Staderini, 1960, 8°, pp. 226 con 8 allegati, 6 tavole in bianco e nero e 1 a colori f.t. 1182 Giornate mediche daune. Foggia 1956. Giornate mediche daune. Foggia, 27-29 aprile 1956. Realizzato da P. Stefanutti. Edito a cura del comitato organizzatore con la collaborazione dei laboratori biochimico-farmaceutici Smit-Torino. Foggia, Off. Graf. P. Scarrone - Torino, 1956, 8°, pp. 37 fot. 51. 1183 Giovanetti, Giovanni. Notizie sulle condizioni economico-sociali ed igienico-sanitarie della popolazione di Capitanata. Con una lettera del comm. prof. Paolo Medolaghi ... e prefazione dell’an. comm. Ettore Valentini. Foggia, Stab. Tip. U. Zobel, 1925, 8°, pp. 47. 1184 Giovene, Giuseppe Maria. Avviso per la distruzione de’ vermini che rodano la polpa delle ulive. Diretto ai proprietari degli uliveti, e contadini della provincia di Bari dal canonico Giuseppe Maria Giovene, socio corrispondente della Società patriotica di Milano, de’ Georgofili di Firenze della Società Economica di Spaiato .. . Napoli, presso G. M. Porcelli, 1792, 16v, pp. 36, 24. 1185 Giovine, Alfredo. Li « senètte » de amore de Io popolo de Baro. Strambuotti e canzuni de lo tiempo antiquo. Trascrizioni musicali e illustrazioni, Bari, s.e., s. n.t., 1964, 8°, pp. 92 e 12 tavole f.t. 1186 Giovine, Alfredo. Musicisti e cantanti lirici baresi. Bari, Tip. Mare, 1968, 8°, pp. 63, ill. 7. 1187 Giovine, Alfredo. Niccola De Giosa. Bari, Tip. Mare, 1968, 8°, pp. 47, 1 tavola e 1 ritratto. 1188 Giovine, Alfredo. Ricorrenze notevoli del popolino barese. (in dialetto barese, traduzione italiana e illustrazioni). Bari, Tip. Savarese, 1966, 8°, pp. 79 e 35 tavole. 1189 Giovine, Alfredo. Ulisse Prota - Giurleo. (Ricordo di un mio maestro). Bari, Tip. Mare, 1968, 8°, pp. 13, e 4 tavole. 1190 Giovine, Alfredo. Bari: tradizioni e costumi. La Caravella di San Nicola. Sta in: « Tuttitalia ». Enciclopedia dell’italia antica e moderna. Firenze-Novara, 1965, vol. XX, pp. 120124. 1191 Gismondi, Mario. Taranto: la notte più lunga. Foggia: la tragica estate. Bari, Gisca, (Dedalo), 1968, 8°, pp. 167 e 14 tavole doppie. 1192 Gitti, Alberto. 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Pansini & C., 1917, 8°, pp. 57 e 1 ritratto, 1218 Giusto, Domenico. Dizionario bio-bibliografico degli scrittori pugliesi viventi e dei morti nel presente secolo. Napoli, Stab. Tip. Letterario di L. De Bonis, 1893, 8°, pp. 219. 1219 Giusto, Domenico. Dizionario bio-bibliografico degli scrittori pugliesi.IIa , 8°, voll. 9. Bari, Società Editrice Tipografica, s.d., 8°, pp. 196 fig. 1220 Gnozzi, Gerardo. Nella solenne commemorazione di Re Umberto I. Discorso dei sac. Gerardo Gnozzi letto nell’Arciconfraternita dei SS. Apostoli Pietro e Paolo di Rodi Garganico il giorno 18 agosto 1900. Larino, tip. Nicola Morrone, 1900, 8°, pp. 24. 1221 Gnozzi, Gerardo - Ruggero, Carmine. Memorie funebri per la morte del cavaliere della corona d’Italia Domenico Grossi professore in medicina e chirur- 86 gia del comune di Rodi in Capitanata. S.l., 5.n.t., 1911, 8°, pp. 15. 1222 Gnozzi, Gerardo. Vedi: Sul feretro del sacerdote D. Fortunato Carnevale. Discorso di Gerardo Gnozzi. Iscrizioni funerarie. (Foggia, 1895). 1223 Gramigna, Riccardo. Tipi di sistemi di irrigazione. Sta in: Consorzio Generale per la bonifica e la trasformazione fondiaria della Capitanata. Foggia. 1° Convegno per la trasformazione fondiaria della Puglia e della Lucania (Foggia, 18-20 gennaio 1947). (Foggia, 1953), pp. 188-199. 1224 Gran Corte Civile. Napoli. Decisioni delle Gran Corti Civili in materia di diritto pubblicate da Michele Agresti procuratore generale del re presso la G. C. Civile di Napoli. Napoli, Stamp. del Fibreno, 1838-1841, 1225 Gran Corte Criminale di Capitanata. Discorso del procuratore generale del Re pronunciato nella prima udienza della G. C. Criminale di Capitanata il dì 2 gennaio 1836. Foggia, Tip. P. Russo, 1836, 8°, pp. 16. 1226 Gran Corte de’ Conti. Napoli. Per la fedelissima città di Foggia contro D. Saverio Scillitani. Della G. Corte de’ Conti. A relazione dell’onorevolissimo consigliere il Sig. Marchese D’Andrea. Seconda edizione. Napoli, Stab. Tip. Francesco Del Vecchio, 1842, 8°, pp. 16. 1227 Gran Corte Speciale. Napoli. Decisione della Gran Corte Speciale di Napoli nella causa degli avvenimenti politici del 15 maggio 1848. Napoli, Stamp. e Cartiere dei Fibreno, 1852, 8°, pp. 215. 1228 Gran Premio (12°) ciclomotoristico delle nazioni. Terza tappa: Ortona-Foggia - Km. 198, 190. Giovedì 27 aprile 1961. A cura dèll’Aministrazione Provinciale. Foggia, Graf. Ciampoli, 1961, 8°, c.n.n. l4fig. 1229 Grana, Salvatore. Istituzioni delle leggi della Regia Doane di Foggia ... Napoli. Stamp. Raimondiana, 1770, 8°, pp. XIV, 296. 1230 Granata, Antonio. Commemorazione del comm. Lorenzo Scillitani. Foggia, Tip. Operaia, 1907, 8°, pp. 25. 1231 Granata, Antonio. Discorso pronunziato dal Segretario della Fondazione Pia Scillitani Antonio Granata, nell’adunanza della Commissione amministrativa del 4 ottobre 1888. Foggia, Tip. Pistocchi, 1888, 8°, pp. 16. 1232 Granata, Francesco, Storia civile della fedelissima città di Capua, partita in tre libri: ne’ quali si fa memoria de’ suoi principi, e de’ suoi fasti dalla prima antichissima sua fondazione fino all’anno 1750 ... opera dell’arcidiacono della Metropolitana Chiesa di Capua Francesco Granata. Napoli, Stamp. Muziana, 1752-1756, 8°, voll. 2. 1233 Granata, Luigi. Economia rustica per lo Regno di Napoli di Luigi Granata. Napoli, Tip. N. Pasca, 1830, 8°, voll. 2. 1234 Granata, Luigi. Rapporto del professore L. Granata a s.e, il Ministro Segretario di Stato delle Finanze. Sta in: Raccolta di memorie e di ragionamenti sul Tavoliere di Puglia. (Napoli, 1831), pp. 53-81. 1235 Grande, Gennaro. Origine de’ cognomi gentilizi nei regno di Napoli descritta da Gennaro Grande... Napoli, presso Vincenzo Pauria, 1756, 8°, pp. VII, 328. 1236 Granum Sinapis. (Rivista dello) studentato filosofico francescano di S. Marco in Lamis. S. 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Relatore l’illustre consigliere comm. Flores. Napoli, Tip. G. Cozzolino, 1913, 8°, pp. 68. 1271 Guarracino, Alessandro - Pitta, Eugenio - Attolico, Bernardo. La Provincia di Foggia ricorrente contro il Comune di Foggia resistente. Discussione all’udienza del 2 aprile 1909. Relatore l’illustre comm. Caturani. Napoli, Tip. G. Cozzolino, 1909, 8°, pp. 86. 1272 Guerra, Raffaele. Di un Dourra Seifi dell’Alto Egitto coltivato per la prima volta nel reale orto botanico sperimentale di Foggia nella primavera del 1854 per le speciali cure di .. . Raffaele Guerra e della Reale Società Economica di Capitanata. Cenno della corporazione accademica Foggia, Tip. M. Russo quondam Pasquale, 1855, 8°, pp. 19 e 2 incis. in rame. 1273 Guerrieri, Luigi. Parvula. S. Marco in Lamis, Tip.M. Pistocchi, 1916, 8°, pp. 30. 1274 Guerrieri, Michele. Folklore garganico. Sta in: « Prospettive Meridionali », a. IX (1963), n. 7-8-9 (luglio-sett.), pp. 85-87. 1275 Guerrieri, Michele. 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Atti del congresso internazionale di studi ruggeriani. (Palermo, 1955), pp. 147-153. 1280 Guiscardi, Roberto. Saggio di storia civile del municipio napolitano dai tempi delle colonie greche ai nostri giorni per Roberto Guiscardi avvocato presso la Corte d’Appello in Napoli dedicato all’eccellentissima Città di Napoli Napoli, Tip. di Vitale, 1862, 8°, pp. XII, 244. 1281 Gymnasium. — Numero Unico. Foggia, 3-5-1953. Foggia, Tip. Leone, 1953, in folio, pp. 4. 1282 Hadrava Ragguagli di vani scavi e scoverte di antichità fatte nell’isola di Capri dal Sig. Hadrava, e dal medesimo comunicati per lettera ad un suo amico di Vienna. Napoli, presso Vincenzo Orsino, 1793, 16°, pp. II, 132, III e 9 tavole. Gargano. Pia- 1283 Haseloff, Arthur. Die bauten der Hoenstaufen in Unteritalien. Aufmessungen und zeichnungen von Erich Schulz und Philipp Lange ward. Lipsia, K. W. Hiersemann, (Tip. J. B. Hirschfeld), 1920, 4°, pp. XXIV, 448 fig. (continua) 91 SCHEDARIO Nuove accessioni (Continuazione del n. 1 -3 del 1967) Il — RELIGIONE 2479 Barra, Giovanni. Dolore e amore. A cura di Giovanni Barra. Alba, 1963. 2480 Barra, Giovanni. Presenza del pensiero cattolico. A cura di Giovanni Barra. Alba, 1957. 2481 Cantimori, Delio. Eretici italiani del Cinquecento. Ricerche storiche. Firenze, 1967. 2482 Cavalieri (I) — del Santo Sepolcro. A cura di un gruppo di specialisti. Versione dal francese di Agostino Miggiano. Roma, 1959. 2485 Cristiani, Leone. Le ragioni della nostra fede. Traduzione di Aurelio Reboldi. Catania, 1958. 2486 De Heredia, Carlo. Le frodi dello spiritismo e i fenomeni metapsichici. Traduzione dallo spagnolo di Agostino Miggiano. Roma, 1962. 2487 De Luca, Giuseppe. Sant’Alfonso il mio maestro di vita cristiana. A cura di Oreste Gregorio. Alba, 1963. 2488 Fioretti (I) — di Santo Francesco. Torino, 1958. 2483 Cluny, Roland. La Chiesa agisce per mezzo dei suoi santi. Versione italiana di Francavilla Antonietta. Catania, 1963. 2489 Gerard, John. John Gerard: Autobiografia di un gesuita dei tempi di Elisabetta. Presentazione di Graham Greene. Introduzione, traduzione dal latino in inglese e note di Philip Caraman. Tradotto dall’inglese da Romeo Rocco. Roma, 1963. 2484 Colombano, Carlo Il realismo teologico di Raffaele Resta. (1876-1961). Torino, 1966. 2490 Heaton, E. W. La vita quotidiana ai tempi dell’Antico Testamento. Traduzione di A. Miggiano. Roma, 1956. 92 2491 Leclercq, Jacques. Il cristiano di fronte alla planetarizzazione del mondo. Traduzione di Marta Malenza. Catania, 1959. 2498 Retif, Loui et André. La Chiesa in stato di missione. Versione dal francese di Ernesto Balducci. Catania, 1963. 2492 Leone, Gherardo. Il Cristo del Coro. San Giovanni Rotondo, 1962. 2499 Rougemont (De,) Denis. L’opportunità cristiana. Versione delle Suore del Monastero russo « Uspenshi » in Roma. Alba, 1966. 2493 May, Roger. Enigmi dei mondi. Traduzione dal francese di Hena Viatto. Torino, 1958. 2500 Saint-Paulien, [?]. Francesco Borgia. L’espiatore. Traduzione dal francese di Giovanni Barra. Alba, 1961. 2494 MoIa, Carlo. Credo vitam aeternam. Per la quaresima 1899. Foggia, Tip. Leone, 1899, 16°, pp. 19. 2501 Santini, Ada. Accanto a Padre Pio. (Viatico di Fede). Foggia, 1963. 2495 Monsterleet, Jean. Storia della Chiesa in Giappone dai tempi feudali ai nostri giorni. Storia e problemi missionari. Traduzione dal francese di Chiesa Giovanni. Roma, 1959. 2496 Rahner, Karl. La fede in mezzo al mondo. Versione dal tedesco di E. Balducci. Alba, 1966. 2497 Ranke (Von), Leopold. Storia dei Papi. Traduzione italiana di Claudio Cesa. Presentazione di Delio Cantimori. Firenze, 1965. 2502 Sarpi, Paolo. Istoria del Concilio Tridentino. lntroduzione di Renzo Pecchioli. Firenze, 1966. 2503 Syes, John. Storia dei Quaccheri. Traduzione di Giulia Dei. Firenze, 1966. 2504 Todd, John M. Problemi dell’autorità. A cura di John M. Todd. Roma, 1964. 2505 Tucci, Luigi. Un paesaggio dell’anima. Napoli, 1966. 93 2506 Vienne (De), Lucie. Spiritualità della voce. Versione dal francese di Luigi Rosadoni. Roma, 1963. III — PEDAGOGIA 2507 Agazzi, Aldo. La conoscenza dei nostri figli e lo spirito dell’educazione familiare. Sta in: Bambino (il) — la famiglia e la scuola. (Bologna, 1965), pp. 26-43. 2508 Baglioni, Guido. Una ricerca sugli insegnanti e il sistema sociale. Sta in: Agazzi, Aldo. La formazione degli insegnanti. A cura di Aldo Agazzi. Con la collaborazione di Roberto Zazalloni, Guido Baglioni, Anna Riva, Guido Giugni, Sergio De Giacinto, Luigi Peresson. (Bari, 1964), pp. 113-123. 2509 Bambino (lì) — la famiglia e la scuola. Bologna, 1965. 2510 Borghi, Lamberto. L’educazione dei fanciulli e l’educazione degli adulti nella pedagogia contemporanea. Sta in : Bambino (Il) — la famiglia e la scuola. (Bologna, 1965), pp. 214-230. 94 2511 Borghi, Lamberto. Un rapporto positivo e costante con la madre assicura al bambino maturazione conoscitiva e sviluppo socio-affettivo. Sta in: Primo (Il) — anno di vita del bambino. Tavola rotonda con la partecipazione di: Marco Walter Battacchi - Giovanni Bollea - Lamberto Borghi. (Bologna, 1967), pp. 68-76. 2512 Cahen, Roland. La psicologia del sogno. Sta in: Sogno (Il) — e le Civiltà Umane. Introduzione di Vittorio Lanternari. Traduzioni di Italo Molinari. (Bari, 1966), pp. 181-212. 2513 De Bartolomeis, Francesco. Il gioco, il giocattolo e la psicologia. Sta in: Bambino (Il) — la famiglia e la scuola. (Bologna, 1965), pp. 69-83. 2514 De Giacinto, Sergio. La formazione degli insegnanti negli Stati Uniti. Sta in: Agazzi, Aldo. La formazione degli insegnanti. A cura di Aldo Agazzi. Con la collaborazione di Roberto Zavalloni, Guido Baglioni, Anna Riva, Guido Giugni, Sergio De Giacinto, Luigi Peresson. (Bari, 1964), pp. 151-158. 2515 Educazione. — alla maternità e alla paternità, I primi anni di vita del bambino. Conferenze di: Giovanni Maria Bertin - Marino Bosinelli - Antonio Faggioli - Maria Go- mirato - Ada Marchesini Gobetti - Angiola Massucco Costa - Guido Petter Piero Pezzuto - Edmeo Pirani - Elda Scarzella Mazzocchi. Bologna, 1967. 2516 Flores D’Arcais, Giuseppe. La ricerca pedagogica. A cura di Giuseppe Flores D’Arcais con la collaborazione di: Anna Maria Bemnardinis, Francesco De Vito, Anna Genco, Attilio Zadro. 18a ricerca sulla scuola, e la società italiana in trasformazione. Bari, 1964. 2517 Gioco (II) — e il lavoro nella vita del fanciullo. Il programma. Secondo Convegno Nazionale del Comitato Italiano per il Gioco Infantile. Roma - Palazzo della Civiltà del lavoro, 3-6 Giugno 1967. Roma, 1967. 2518 Giugni, Guido. Il reclutamento, la preparazione e l’aggiornamento degli insegnanti di educazione fìsica. Sta in: Agazzi, Aldo. La formazione degli insegnanti. A cura di Aldo Agazzi. Con la collaborazione di: Roberto Zavalloni, Guido Baglioni, Anna Riva, Guido Giugni, Sergio De Giacinto, Luigi Peresson. (Bari, 1964), pp. 133-150. 2519 Massucco Costa, Angiola. Precocità dello sviluppo mentale del bambino da uno a tre anni. Sta in: Educazione — alla maternità e alla paternità. I primi anni di vita del bambino. Conferenze di: Giovanni Maria Bertin - Marino Bosinelli - Antonio Faggioli - ... (Bologna, 1967), pp. 34-44. 2520 Peresson, Luigi. Preparazione, reclutamento e aggiornamento degli insegnanti nei paesi dell’Europa Orientale. Sta in: Agazzi, Aldo. La formazione degli insegnanti. A cura di Aldo Agazzi. Con la collaborazione di: Roberto Zavalloni, Guido Baglioni, Anna Riva, Guido Giugni, Sergio De Giacinto, Luigi Peresson. Bari, 1964, pp. 159-169. 2521 Petter, Guido. Gioco e giocattoli come fattori dello sviluppo mentale durante i primi anni di vita. Sta in: Educazione — alla maternità e alla paternità, I primi anni di vita del bambino. Conferenze di: Giovanni Maria Bertin - Marino Bosinelli - Antonio Faggioli (Bologna, 1967), pp. 61-73). 2522 Petter, Guido. Sull’esistenza di epoche d’oro nel corso dello sviluppo individuale del bambino. Sta in: Primo (Il) — anno di vita del bambino. Tavola rotonda con la partecipazione di: Marco Walter Battacchi - Giovanni Bollea Lamberto Borghi (Bologna, 1967), pp. 47-54. 2523 Primo (Il) — anno di vita del bambino. Tavola rotonda con la partecipazione di Marco Walter Battacchi - Giovanni Bollea Lamberto Borghi - … (Bologna, 1967). 2524 Prini, Pietro. Situazioni nuove del discorso educativo. Roma, 1961. 95 2525 Riva, Anna. Gli insegnanti della scuola media e il giudizio per l’orientamento scolastico e professionale al termine del periodo di istruzione obbligatoria. Sta in: Agazzi, Aldo. La formazione degli insegnanti. A cura di Aldo Agazzi. Con la collaborazione di: Roberto Zavalloni, Guido Baglioni, Anna Riva, Guido Giugni, Sergio de Giacinto, Luigi Peresson. (Bari, 1964), pp. 125-131. 2526 Scarzella Mazzocchi, Elda. L’importanza di un rapporto stabile e affettivo nei primi anni di vita. Sta in: Educazione — alla maternità e alla paternità, I primi anni di vita del bambino. Conferenze di: Giovanni Maria Bertin - Marino Bosinelli - Antonio Faggioli - . .. (Bologna, 1967), pp. 74-84. 2527 la (La) — e la Società Italiana in trasformazione. Atti del Convegno di Milano (24-29 maggio 1964). Bari, 1965. 2528 Stenzei, iulius. Platone educatore. Versione italiana di Francesco Gabrieli. Bari, 1966. 2529 Volpicelli, Luigi. Riforma di struttura. A cura di Luigi Volpicelli con la collaborazione di: Franco Ferrarotti - Romolo Lenzi - Marcello Luchetti - Giovanni Modica - Adriano Ossicini - Idea Picco - Tullio Tentori. 2a Ricerca sulla scuola e la società italiana in trasformazione. Bari, 1964. 96 IV — FILOSOFIA 2530 Abbate, Michele. Libertà e società di massa. Bari, 1967. 2531 Aristoteles. Grande etica. Etica eudemia. A cura di Armando Plebe. Bari, 1965. 2532 Caillois, Roger. Problemi logici e filosofici del sogno. Sta in: Sogno (Il) — e le Civiltà Umane, introduzione di Vittorio Lanternari. Traduzioni di Italo Molinari. (Bari, 1966), pp. 29-62. 2533 Carlyle, Robert Warrand - Carlyle, Scu oAlex James. Il pensiero politico medievale. A cura di Luigi Firpo. Bari, 1957-1967. 2534 Corsano, Antonio. Tommaso Campanella. Bari, 1961. 2535 Dal Pra, Mario. La dialettica in Marx. Dagli scritti giovanili all’introduzione alla critica della economia politica. Bari, 1965. 2536 Ferrarotti, Franco. Max Weber e il destino della ragione. Bari, 1965. 2537 Fichte, Johann Gottlieb. Sulla Rivoluzione Francese - Sulla libertà di pensiero. Traduzione, introduzione e note a cura di Vittorio Enzo Alfìeri. Bari, 1966. 2544 Kierkegaard, Sören. Il concetto dell’angoscia. La malattia mortale. Traduzione, avvertenza e note a cura di Cornelio Fabro. Firenze, 1966. 2538 Gentile, Giovanni. La religione. Il modernismo e i rapporti tra religione e filosofia. Discorsi di religione. Firenze, 1965. 2545 Longinus Cassius apocr. Del sublime. Traduzione, introduzione e note a cura di Giuseppe Martano. Bari, 1965. 2539 Hegel, G.G.F. Scritti politici (1798-1806). A cura di Armando Plebe. Bari, 1961. 2540 Hermes, Trismegistus. Discorsi di Ermete Trismegisto. Traduzione di Bianca Maria Tordini Portogalli. Torino, 1965. 2541 Husserl, Edmund. Logica formale e trascendentale. Saggio di critica della ragione logica. Traduzione, avvertenza, nota aggiunta e note a cura di Guido Davide Neri. Prefazione di Enzo Paci. Bari, 1966. 2542 Kant, lmmanuel. Critica del giudizio. Bari, 1963. 2543 Kant, lmmanuel. Principi di estetica. (Estratto dalla « Critica del Giudizio »). Introduzione e note di Guido De Ruggero. Bari, 1948. 2546 Marcuse, Herbert. L’uomo a una dimensione. L’ideologia della società industriale avanzata. Traduzione di Luciano Gallino e Tilde Giani Gallino. Torino, 1967. 2547 Murphy, Gardner. Sommario di psicologia. Traduzione di Ada Fonzi. Torino, 1964. 2548 Musattì, Cesare Luigi. Freud. Con antologia freudiana. Torino, 1966. 2549 Musatti, Cesare Luigi. Psicoanalisi e vita contemporanea. Torino, 1966. 2550 Nelson, Benjamin. Usura e cristianesimo. Per una storia della genesi dell’etica moderna.Traduzione di Sergio Moravia. Firenze, 1967. 2551 Oppenheimer, Julius Robert. Scienza e pensiero comune. Traduzione di Luigi Bianchi e Lodovico Terzi. Torino, 1965. 97 2552 Paci, Enzo. Per un’analisi fenomenologica del sonno e del sogno. Sta in: Sogno (Il) — e le Civiltà Umane, Introduzione di Vittorio Lanternari. Traduzioni di Italo Molinari. (Bari, 1966), pp. 247-255. 2553 Papuli, Giovanni. Girolamo Balduino. Ricerche sulla logica della scuola di Padova nel Rinascimento. (Manduria [Trento], 1967). 2554 Piovani, Pietro. Filosofia e storia delle idee. Bari, 1965. 2555 Plato. Opere. Traduzioni di: Manara Valgimigli - Lorenzo Minio-Paluello - Attilio Zadro - Piero Pucci - Francesco Adrono Franco Sartori - Cesare Giarratano - Antonio Maddalena - Giovanna Sillitti. Bari, 1967. 2556 Spirito, Ugo. Il comunismo. Firenze, 1965. 2557 Verneaux, Roger. Epistemologia Generale. Critica della conoscenza. Traduzione Italiana di Anna Sacchi. Brescia, 1967. 2558 Verneaux, Roger. Psicologia. Filosofia dell’uomo. Traduzione italiana a cura delle Benedettine del Monastero di Santa Scolastica. Brescia, 1966. 98 2559 Waismann, Friedrich. Introduzione al pensiero matematico. Traduzione di Ludovico Geymonat. Torino, 1965. 2560 Weber, Max. L’etica protestante e lo spirito del capitalismo. Introduzione di Ernesto Sestan. Traduzione di Piero Burresi. Firenze, 1965. 2561 Wiener, Norbert. Introduzione alla Cibernetica. (L’uso umano degli esseri umani). Introduzione di Francesco Ciafaloni. Traduzione di Dario Persiani. Torino, 1966. V — STORIA 2562 Apih, Elic. Italia, Fascismo e Antifascismo nella Venezia Giulia (1918-1943). Ricerche storiche. Bari, 1966. 2563 Ben Gurian, David. Israele: La grande sfida. Traduzione di Carlo Doglio. Milano, 1967. 2564 Blaas da Lezze. Marina a bordo ed a terra. Bozzetti del V. M. Blaas da Lezze. Milano-Roma, 1919. 2565 Brass, Italico. Sulle orme di San Marco. Serie prima. Alle porte di Gorizia. Milano, 1917. 2566 Braudel, Fernand. Il mondo attuale. Vol. I: Le civiltà extraeuropee. Vol. II: Le civiltà europee. Traduzione di Gemma Miani. Torino, 1966. 2567 Bucci, Anselmo. Marina a terra. Milano, 1918. 2568 Cantimori, Dello. Conversando di storia. Bari, 1967. 2569 Carbonelli, C. G. Come vissero i primi conti di Savoia da Umberto Biancamano ad Amedeo VIII. Raccolta di usi, costumanze, tradizioni e consuetudini mediche, igieniche, casaIinghe, tratte dai documenti degli Archivi Sabaudi dal Dott. C. G. Carbonelli. S.i.p., 1931. 2570 Carocci, Giampiero. Il Parlamento nella storia d’italia. Antologia storica della classe politica a cura di Giampiero Carocci. Bari, 1964. 2571 D’Andrea, Uberto. Memorie di storia ecclesiastica civile e feudale di un Comune del Reame. Villetta Barrea. Suimona-Roma, 1958-1959. 2572 Dayan, Moshe. La campagna del Sinai. 1956. Traduzione di Mario Rivoire. Milano, 1967. 2573 Di Vittorio, Anita. La mia vita con Di Vittorio. Firenze, 1965. 2574 Donovan, Robert. J. Israele. Sei giorni per sopravvivere. Traduzione di Francesco Saba Sardi. Milano, 1967. 2575 Ebrei (Gli) — nell’URSS. A cura di « Nuovi Argomenti ». Milano, 1966. 2576 Hay, Denys. Profilo storico del Rinascimento italiano. introduzione di Eugenio Garin. Traduzione di Secondo Martini e Umberto Albini. Firenze, 1966. 2577 Che’en, Jerone. Mao Tse-Tung e la rivoluzione cinese. Con trentasette poesie di Mao versate dal cinese da Renata Corsini Pisu. Traduzione di Giorgio Rovida. Firenze, 1966. 2578 Edwardes, Michael. Storia dell’india dalle origini ai nostri giorni. Traduzione di Giulio Veneziani. Bari, 1966. 2579 Huizinga, Johan. La mia via alla storia ed altri saggi. A cura di Piero Bernardini Marzolla. Introduzione di Ovidio Capitani. Bari, 1967. 99 2580 Huizinga, Johan. L’autunno del Medio Evo. Introduzione di Eugenio Garin. Traduzione di Bernardo Jasink. Firenze, 1966. 2581 La Cava, Mario. Viaggio in Israele. Lucca, 1967. 2582 Lopez, Roberto S. La nascita dell’Europa. Sec. V-XIV. Edizione italiana riveduta e ampliata. Torino, 1966. 2583 Manchester, William. Morte di un Presidente. 20-25 novembre 1963. Traduzione di Laura Grimaldi e Vincenzo Mantovani.Milano, 1967. 2584 Margiotta Broglio, Francesco. Italia e Santa Sede. Dalla grande guerra alla conciliazione. Bari, 1966. 2587 Pirenne, Henri. Storia d’Europa dalle invasioni al XVI secolo. Traduzione di M. L. Paradisi. Firenze, 1967. 2588 Piscitelli, Enzo. Storia della Resistenza Romana. Premessa di Nino Valeri. Bari, 1965. 2589 Puglisi, Salvatore M. La civiltà appenninica. Origine delle comunità pastorali in Italia. Firenze, 1959. 2590 Re (Il) galantuomo. Ricordo della vita e delle solenni esequie di Vittorio Emanuele. Milano, 1878. 2591 Romano, Salvatore Francesco. L’Italia del Novecento - I. L’Età Giolittiana (1900-1914). Roma, 1967. 2585 Meinecke, Friedrich. Le origini dello storicismo.Traduzione di M. Biscione, C. Gundolf, G. Zamponi. Firenze, 1967. 2592 Sardo, Giuseppe. Dalla proclamazione del Regno alla Convenzione di Settembre. A cura di Giuseppe Sardo. Sta in: Storia — del Parlamento Italiano. (Palermo, 1968), Vol. V, 8°, pp. XX, 394. 2586 Pillon, Giorgio. Il dramma dei Savoia. Le ultime vicende della Monarchia nel racconto di cmquanta testimoni oculari. Rievocazione apparsa su « Il Giornale d’Italia » nell’ottobre e novembre 1960. Roma, 1960. 2593 Sarpi, Paolo. La Repubblica di Venezia, la Casa d’Austria e gli Uscocchi. Aggionta e supplimento — all’Istoria degli Uscocchi — Trattato di pace et accomodamento. A cura di Gaetano e Luisa Cozzi. Bari, 1965. 100 2594 Steiner, Jean-Francois. Treblinka. La rivolta di un campo di sterminio. Prefazione di Simone de Beauvoir. Traduzione di Luisa d’Alessandro e Giovanni Mariotti. Milano, 1967. 2595 Ventura, Angelo. Nobiltà e popolo nella società veneta del 400 e 500. Bari, 1964. 2596 Volpe, Gioacchino. il Medio Evo.Bari, 1965. Firenze, 1967. 2597 Zazo, Alfredo. Il Ducato di Benevento dall’occupazione borbonica del 1798 ai Principato di Talleyrand. (Napoli, 1941). VI — GEOGRAFIA - TURISMO 2601 Castaldi, Francesco. L’evoluzione dell’Umanizzazione del saggio terrestre. Napoli, 1965. 2602 Davies, Hunter. Guida ai piaceri di Londra. A cura Hunter Davies. Traduzione di Alfo Galasso. Milano, 1967. 2603 Gismondi, Mario. I giorni dei giochi di Tokyo. 2604 Guida — all’Italia leggendaria misteriosa insolita fantastica. Vol, I: Piemonte - Valle D’Aosta - Liguria - Lombardia - Veneto Trentino - Alto :Adige - Toscana - Emilia e Romagna; Vol. II: Marche – UmbriaLazio - Abruzzi e Molise – Campania Basilicata - Puglia - Calabria – Sicilia Sardegna. Milano, 1966-1967. 2598 Almagià, Roberto. Scritti geografici. (1905-1957). Con elenco cronologico completo delle pubblicazioni. (Roma, 1961). 2605 Jatta, Antonio. La Puglia Preistorica. Contributo al storia dell’incivilimento nell’Italia Meridionale. Bari, 1914. 2599 Bianciardi, Luciano - Rotella, Pilade. « Grosseto, un’alluvione per la povera gente ». Grosseto, 1966. 2606 Metraux, Alfred. Meravigliosa isola di Pasqua. Traduzione di Anna Haussman. Milano, 1967. 2600 Biellese (Il) — e le sue massime glorie. Scritti in onore di Benito Mussolini. Biella, 1938. 2607 Ministero della Marina. Monografia storica dei porti dell’antichità nella penisola italiana. Roma, 1905. 101 2608 Ministero della Marina. Monografia storica dei porti dell’antichità nell’Italia insulare. Roma, 1906. 2609 Ministero dei Lavori Pubblici. Notizie sui porti marittimi italiani. Raccolte dagli ingegneri dei Genio Civile E. Coen-Cagli e O. Bernardini. Milano, 1905. 2610 Portigliotti, Giuseppe. Genova. Glorie e splendori. Opera scritta e stampata a cura della Levant. Genova, 1927. 2611 Prampolini, Giacomo. La mitologia nella vita dei popoli. Milano, 19371938. 2612 Toschi, Umberto. Schemi e notizie di storia delle esplorazioni geografiche. Roma, 1964. 2613 Uomo — e mito nelle società primitive. A cura di C. Leslie. Edizione italiana a cura di Tullio Tentori. Traduzioni di Luigi Santa Maria - Maria Pia Fusco - Bruno Mancini - Matilde Callari Galli. Firenze, 1965. 2614 Varaldo, Alessandro. Il porto di Genova. Numero speciale della illustrazione Italiana - Natale 1916 e Capodanno 1917. Milano, 1917. 102 VII — LETTERATURA ANTICA 2615 Alcott, Louisa May. Little women - Good wives. With an introduction by Marìory Swinton. Illustrated by Dorothy Coliest. Londra-Glasgow, 1964. 2616 Austen, Jane. Emma. With an introduction by G. B. Stern. Londra-Glasgow, 1965. 2617 Austen, Janet. Pride and prejudice. With an introduction by V. S. Pritchett. Londra-Giasgow, 1966. 2618 Austen, Janet. Sense and sensibility. With an introduction by Afl C. Ward. Londra-Glasgow, 1965. 2619 Bayet, Jean. Meianges de littérature latine. Roma, 1967. 2620 Blackmore, Richard Doddridge. Lorna Doone. With an introduction by L. A. Strong. Londra-Glasgow, 1964. 2621 Bosco, Umberto. Francesco Petrarca. Bari, 1965. 2622 Brelich, Angelo. il posto dei sogni nella concezione del mondo presso i Greci. Sta in: Sogno (lI) — e le civiltà umane, Introduzione di Vittorio Lanternari. Traduzioni di Italo Molinari. (Bari, 1966), pp. 79-90. 2623 Brontè, Anne. The tenant of Wildfeil hall and agres grey. With an introduction by Phillis Bentley. Londra-Glasgow, 1965. 2624 Brontè, Charlotte. Jane Eyre. With an introduction by Bonamy Dobrée. Londra-Giasgow, 1965. 2625 Bronté, Emily. Wuthering heights. With an introduction by Bonamy Dobrée. Londra-Glasgow, 1966. 2626 Burns, Robert. Poems and songs. Edited and introduction by James Barke. Londra-Glasgow, 1964. 2627 Butler, Samuel. The way of ali flesh. With an introduction by A. C. Ward. Londra-Glasgow, 1961. 2628 Carroll, Lewis. Alice’s adventures in Wonderland. Through the looking-Glass an other With an introduction by Robin Denniston. Illustrations copied from tenniel by Dorothy Coiles. Londra-Glasgow, 1964. 2629 Casanova, Giacomo. Memorie. Traduzione di Gilberto Beccari. Illustrazioni di Fabio Fabbri. Firenze, 1933-1934. 2630 Clemens, Samuel Langhorne pseud. Mark Twain. Tom Sawyer and Huckleberry Finn. With an introduction by Marjory Swinton. Il lustrated by W. Mitchell Ireland. Londra-Giasgow, 1966. 2631 Collins, William Wilkie. The moonstone. With an introduction by G. D. H. and Margaret Coie. Londra-Glasgow, 1965. 2632 Collins, William Wilkie. The woman in white. With an introduction by E. C. R. Loranc. Londra-Glasgow, 1966. 2633 Conrad, Joseph. Ao Outcast of the Islands. Almayer’s Folly. A story of an eastern river. With an introduction by Oliver Warner. Londra-Glasgow, 1955. 2634 Conrad, Joseph. Lord Jim-A tale. With an introduction by Commodore Sir lvan Thompson. Londra-Glasgow, 1964. 2635 Conti, Antonio. Versioni poetiche. A cura di Giovanni Gron da. Bari, 1966. 103 2636 Cooper, James Fenimore. The last of the Mohicans. With author’s introduction. Londra-Glasgow, 1964 2643 Devoto, Giacomo. Avviamento alla etimologia italiana. Dizionario etimologico. Firenze, 1967. 2637 Craik, Dinah Maria (nata Mulock). John Halifax, gantleman. With an introduction by Robin Denniston. lllustrated by Geoffrey Whittarn. Londra-Glasgow, 1954. 2644 Dickens, Charles. A tale of twa cities. With an introduction by Sidney Dark. Londra-Glasgow, 1965. 2638 Croce, Giulio Cesare. Affanni e canzoni del padre di Bertoldo. La poesia popolare di Giulio Cesare Croce. A cura di Massimo Dursi. Scritti di: Pietro Cazzani - Luigi Emery - Andrea Emiliani - Enzo Schiavina - Adone Zecchi. Con sedici disegni di Annibale Carracci. Bologna, 1966. 2645 Dickens, Charles. Barnaby Rudga. With an introduction by Kenneth Hayans. Londra-Glasgow, 1963. 2639 Dal — Muratori al Cesarotti. Torno IV: Critici e storici della poesia e delle arti nel secondo Settecento. A cura di Emilio Bigi. Milano-Napoli, 1960. 2640 Defoe, Daniel. Robinson Crusoe. The farther adventures of Robinson Crusoe. With an introduction by Frederick Brereton. Londra-Glasgow, 1965. 2641 Delfini, Antonio. I racconti. Milano, 1963. 2642 De Mauro, Tullio. Introduzione alla semantica. Bari, 1966. 104 2646 Dickens, Charles. Bleak house. With an introduction by N. Brimley Johnson. Londra-Glasgow, 1963. 2647 Dickens, Charles. David Copperfìeld. With an introduction by Norman Collins. Londra-Glasgow, 1966. 2648 Dickens, Charles. Great expectations. With an introduction by Kenneth Hayens. Londra.Glasgow, 1965. 2649 Dickens, Charles. Hard times. With an introduction by Frederick Brereton. Londra-Glasgow, 1966. 2650 Dickens, Charles. Nicholas Nickleby. With an introduction by Alec Waugh. Londra.Glasgow, 1964 Dickens, Charles. Oliver Twist. With an introduction by Kenneth Hayens. Londra-Glasgow, 1966. 2652 Dickens, Charles. Our mutual friend. With an introduction by Jerome K. Jerome. Londra-Glasgow, 1966. 2653 Dickens, Charles. The mystery of Edwin Drood. With an introduction by C. Day Lewis, an Essay by Edmund Wilson, and other informaUve appendices. Londra-Glasgow, 1965. 2654 Dkkens, Charles. The pickwick papers. With an introduction by Alec Waugh. Londra-Glasgow, 1965. 2655 Drummond, Henry. The greatest thing in the world and 21 other addresses. With an introduction by J. Y. Simpson. Londra-Glasgow, 1966. 2656 Du Maurier, George. Trilby. With an introduction by James [aver. Londra-Glasgow, 1961. 2657 Euripides. Eracle. Traduzione di Salvatore Quasimodo. Milano, 1966. 2658 Evans, Mary Ann. pseud. George Eliot. Silas Marner. The lifted veil brother Jacob poems. With an introduction by Winifred Mulley. Londra-Glasgow, 1965. 2659 Evans, Mary Ann. pseud. George Eliot. The Mill on the Floss. With an introdution by Gerald Bullett. Londra-Glasgow, 1965. 2660 Fielding, Henry. The history of Tom Jones a Foundling. With an introduction by Alan PryceJones. Londra-Glasgow, 1964. 2661 Fitgerald, Edward. Rubàiyàt of Omar Khayyam. With an introduction by Laurence Housman. Londra-Glasgow, 1964. 2662 Fubini, Mario. Lirici del Settecento. Sta in: Lirici — del Settecento. A cura di Bruno Maier con a collaborazione di: Mario Fubini Dante Isella - Giorgio Piccitto. Introduzione di Mario Fubini. Milano-Napoli, 1959, pp. IX-CXXIV. 2663 Goldoni, Carlo. Opere. Con appendice del teatro comico del Settecento. A cura di Filippo Zampieri. Milano-Napoli, 1964. 2664 Goldsmith, Oliver. The vicar of Wakefìeld she stoops conquer and poems. With an introdution by C.E. Vulliamy. Londra-Glasgow, 1966. 105 2665 Grossmith, George and Grossmith, Weedon. The diary of o Nobody. With an introduction by Alan Proye-Jones. Illustrated by Weedon Grossmith. Londra-Glasgow, 1955. 2672 Henry, O. pseud. William Sidney Porter. 69 short stories comprising gabbages and kings - The four million - The trimmed lamp. With an introduction by Woodrom Wyatt. Londra-Glasgow, 1963. 2666 Haggard, Henry Rider. Allan Quatermain. With an introduction by Roger Lancelyn Green. lllustrated by Will Nickless. tondra-Glasgow, 1966. 2673 Henry, O. pseud. William Sidney Porter. 58 short stories comprising heart of the West - The voice of the city - The gentle grafter. With an introduction by Geoffrey Moore. Londra-Glasgow, 1965. 2667 Haggard, Henry Rider. King Solomon’s mines. With an introduction by Roger Lancelyn Green. Illustrated by Will Nickless. Londra-Glasgow, 1965. 2668 Haggard, Henry Rider. Nada the Lily. With an introduction by Edward Boyd. Londra-Glasgow, 1957. 2669 Haggard, Henry Rider. She a History of Adventure. With an introduction by Stuart Cloete. Illustrated by Will Nickless. Londra-Glasgow, 1966. 2670 Hardy, Thomas. Tess of the D’Urbervilles. A pure woman. With an introduction by C. Day Lewis. Londra-Glasgow, 1967. 2671 Haym, Rudolf. La Scuola Romantica. Contributo alla storia dello spirito tedesco. Presentazione e traduzione di Ervino Pocar. Milano-Napoli, 1965. 106 2674 Hornung, Ernest William. Raffles. The Amateur Crackman - The Black Mask. With an introduction by M.R. Ridley. Londra-Glasgow, 1955. 2675 Hughes, Thomas. Tom Brown’s Schooldays. With an introduction by Will Nickless. Londra-Glasgow, 1963. 2676 Illuministi — italiani. Tomo III : Riformatori cmbardi, piemontesi e toscani. A cura di Franco Venturi. Milano-Napoli, 1958. 2677 Illuministi — italiani. Tomo V: Riformatori napoletani. A cura di Franco Venturi. Milano-Napoli, 1962. 2678 Illuministi — italiani. Tomo VII: Riformatori delle antiche repubbliche, dei ducati, dello Stato Pontificio e delle isole. A cura di: Giuseppe Giarrizzo, Gianfranco Torcellan e Franco Venturi. Milano-Napoli, 1965. 2679 Jerome, Jerome Klapka. Three men in a boat. To say nothing of the dog. With an introduction by Anthony Armstrong. Illustrated by Elizabeth Odling. Londra-Glasgow, 1965. 2680 Keats, John. Selected Poems. Edited with an introduction and notes by Edmund Blunden. Lcndra-Glasgow, 1966. 2681 Kingsley, Charles. Herewerd the Wake. With an introduction by L.A.S. Strong. Londra-Glasgow, 1965. 2682 Lamb, Charles. Selected essays letters poems. Edited with an introduction by J. Lewis May. Londra-Glasgow, 1966. 2683 Lamb, Charles and Mary. Tales from Shakespeare. With an introduction by Martin Armstrong. Londra-Glasgow, 1964. 2684 Leroy, Maurice. Profilo storico della linguistica moderna. Traduzione di Anna Davies Morpurgo. Bari, 1965. 2685 Lirici — del Settecento. A cura di Bruno Maier con la collaborazione di: Mario Fubini Dante sella - Giorgio Piccitto. Introduzione di Mario Fubini. Milano-Napoli, 1959. 107 2686 Livius (Titus). Storia di Roma. Testo latino e versione a cura di Carlo Vitali. Libri IX-X. Bologna, 1967. 2687 Livius (Titus). Storia di Roma. Testo latino e versione a cura di Carlo Vitali. Libri XXXI-XXXII. Bologna, 1968. 2688 London, Jack. The Cali of the Wild. White fang - The scarlet plague. Jack London. With an introduction by Bernard Fergusson. Londra-Glasgow, 1964. 2689 Lytton, Edward George Earle BulwerLytton. The Last Days of Pompeii. With an introduction by Lettice Cooper. Londra-Glasgow, 1963. 2690 Malcangi, Guido. Lucrezio epicureo. Bari-S. Spirito, 1967. 2691 Marino — e i marinisti. A cura di Giuseppe Guido Ferrero. Milano-Napoli, 1954. 2692 Marryat, Frederik. Mr. Midshipman Easy. With an introduction by Christopher Lloyd. Londra-Glasgow, 1963. 2693 Martinet, André. Elementi di linguistica generale. Traduzione di Giulio C. Lepschy. Bari, 1967. 2694 Melville, Herman. Moby Dick or the white whale. With an introduction by J. N. Sullivan. Londra-Glasgow, 1966. 2695 Memorialisti — dell’Ottocento. Tomo II a cura di Carmela Cappuccio. Milano-Napoli, 1958. 2696 Menendez Pidal, Ramon. La Spagna dei Cid. Traduzione di Giovanni Caravaggi. Milano-Napoli, 1966. 2697 Merriman, Henry Seton. Barlasch of the Guard. With an introduction by Norman Collins. Londra-Glasgow, 1963. 2698 Montagu, Mary Wortley. Poesie. Sta in: Conti, Antonio. Versioni poetiche. A cura di Giovanna Gronda. (Bari, 1966), pp. 77-101. 2699 Munro, Hector Hugh. pseud. Saki. 76 short stories comprising Reginald The chronicles of Clovis - The Toys of Peace. Londra-Glasgow, 1963. 2700 Narratori — dell’Ottocento e del primo Novecento. A cura di Aldo Borlenghi. Milano-Napoli, 1961-1966. 108 2701 Origini (Le) — Testi latini, italiani, provenzalj e franco-italiani. A cura di: Antonio Viscardi - Bruno e Tilde Nardi - Giuseppe Vidossi - Felice Arese con la collaborazione di: Gian Luigi Barni - Luigi Brusotti - Don Giuseppe De Luca - Tullio Gregory - Luigi Ronga:. Milano-Napoli, 1956. 2702 Palgrave, Francis Turner. The Golden Treasury. Of the best songs and lyrical poems in the english language. With an introduction and additional poems selected and arranged by C. Day Lewis. Londra-Glasgow, 1965. 2703 Passeri-Pignoni, Vera. Meditazioni Dantesche. (Saggio critico). Premio Cosenza 1966. Dodicesima edizione. Bari, 1967. 2704 Plebe, Armando. Discorso semiserio sul romanzo. Bari, 1965. 2705 Poe, Edgar Allan. Talen, Poems, Essays. With an introduction by Laurence Meynell. Londra-Glasgow, 1966. 2706 Poeti — latini del Quattrocento. A cura di: Francesco Arnaldi - Lucia Gualdo Rosa Liliana Monti Sabia. Milano-Napoli, 1964. 2707 Poeti — minori dell’Ottocento. Temo I a cura di Luigi Baldacci; Tomo II a cura di Luigi Baldacci e Giuliano Innamorati. Milano-Napoli, 1958-1963. 2708 Pope, Alexander. Il riccio rapito. Sta in: Conti, Antonio. Versioni poetiche:. A cura di Giovanna Gronda. (Bari, 1966), pp. 29-76. 2709 Pope, Alexander. Lettera di Elisa ad Abelardo. Sta in: Conti, Antonio. Versioni poetiche:. A cura di Giovanna Gronda. (Bari, 1966), pp. 9-2]. 2710 Prosa (La) — del Duecento. A cura di Cesare Segre e Mario Marti. Milano-Napoli, 1959. 2711 Prosatori volgari del Quattrocento. A cura di Claudio Varese. Milano-Napoli, 1955. 2712 Racine, Jean Atalia, Sat in: Conti, Antonio Versioni poetiche. A. cura di Giovanna Gronda. (Bari, 1966), pp. 103-200. 2713 Romagnosi, Giandomenico - Cattaneo, Carlo - Ferrari, Giuseppe. Opere. di Giandomenico Rornagnosi Carlo Cattaneo e Giuseppe Ferrari. A cura di Ernesto Sestan. Milano-Napoli, 1957. 109 2714 Russell Evans, Edward Ratcliffe Garth (Admiral Lord Mountevans). South With Scott. With four trackcharts, of the movements of the « Terra Nova and the main southern and western journeys. Londra-Giasgow, 1962. 2715 Sapegno, Natalino. Storia letteraria dei Trecento. Milano-Napoli, 1963. 2716 Scott, Walter. Ivanhoe. With an introduction by H.J.C. Grierson. Londra-Glasgow, 1965. 2717 Scott, Walter. Kenilworth With an introduction by Sir H.J.C. Grierson. Londra-Glasgow, 1965. 2718 Scott, Walter. Quentin Durward. With an introduction by i. T. Christie. Londra-Glasgow, 1964. 2719 Semionova Ginzburg, Eugenia. Viaggio nella vertigine. Traduzione dal l’originale russo di Aldino Betti. Milano, 1967. 2720 Seneca (Lucius Annaeus). I Benefici. Testo, introduzione, versione e note di Salvatore Guglielmino. Bologna, 1967. 2721 Sewell, Anna. Black Beatty. With an introduction by J. T. Mulley. lllustrated by Frank R. Grey. Londra-Glasgow, 1965. 2722 Shakespeare, William. Cornedies. Edited by Peter Alexander. Londra-Glasgow, 1960. 2723 Shelley, Percy Bysshe. Selected poerns. Edited with an introduction and notes by Edrnud Blunden. Londra-Glasgow, 1966. 2724 Smollett, Tobias. Hurnphry Clinker. With an introduction by V. S. Princhett. Londra-Glasgow, 1966. 2725 Sorlin, Pierre. Breve storia della società sovietica. Traduzione di Valentino Parlato. Bari, 1966. 2726 Stevenson, Robert Louis. A Child’s Garden of Verses. With an introduction by Elizabeth Goudge. lllustrated by Hilda Goldwag. Londra-Glasgow, 1964. 2727 Stevenson, Robert Louis. An inland voyage travels with a donkey the amateur emigrant thogether with the old new pacific capitals and the Silverado Squatters. With an introduction by G. B. Stern. Londra-Glasgow, 1963. 2728 Stevenson, Robert Louis. Dr. Jekyll and Mr. Hyde. lsland Night’s Entertainrnents. The Merry Men and other stories. With an introduction by John Kelman. Londra-Glasgow, 1965. 110 2729 Stevenson, Robert Louis. Kidnapped and Catriona. With introductions by Rosaline Masson and George Eyre-Todd. Londra-Glasgow, 1965. 2730 Stevenson, Robert Louis. The Master of ballantrae and Weir Herrniston and other fragments. Vith introduction by Neil Munro and Louis J. McQuilland. Londra-Glasgow, 1965. 2731 Stevenson, Robert Louis. Treasure lsland. With an introduction by Neil Munro. lllustrated by Arnold Beauvais. Londra-Glasgow, 1965. 2732 Studio(Lo) — dell’antichità classica dell’Ottocento. A cura di Pietro Treves. Milano-Napoli, 1962. 2733 Swift, Jonathan. Gulliver’s Travels. With an introduction by Peter Quennell. LondraGlasgow, 1964. 2734 Teatro — del Seicento. A cura di Luigi Fassò Milano-Verona, 1956. 2735 Tennyson, Alfred Tennyson. Poerns. Selected, with a biographical introduction and notes, by his grandson Charles Tennyson. Londra-Glasgow, 1965. 2736 Tennyson, Alfred Tennyson. The idylls of the King and the princess. Edited, with introductions by Charles Fennyson. Londra-Glasgow, 1956. 2737 Testi, Fulvio. Le lettere. A cura di Maria Luisa Doglio. Vol, I: 1609-1633; Vol, II: 1634-1637. Bari, 1967. 2738 Thackeray, William Makepeace. Vanity Fair.A Novel Without a Hero. With an introduction by Elizabeth Jenkins. Londra-Glasgow, 1963. 2739 Tommaseo, Niccolò. Memorie poetiche. Edizione del 1838 con appendice di poesie e redazione del 1858 intitolata — Educazione dell’ingegno —. A cura di Marco Pecoraro. Bari, 1964. 2740 Trama, Alfonso. Comoedia. Antologia della Palliata. In appendice: Elogia e Tabulae Triunphales. Padova, 1966. 2741 Trattatisti — e narratori del Seicento. A cura di Ezio Raimondi. Milano-Napoli, 1960. 2742 Trollope, Anthony. Barchester Towers. With an introduction by Pamela Hansford Johnson. Londra-Glasgow, 1966. 2743 Verri, Alessandro. Le notti romane. A cura di Renzo Negri. Bari, 1967. 2744 Wallace, Lewis (Lew). Ben Hur. With an introduction by Maryvonne Butcher. Londra-Glasgow, 1963. 2745 Wells, Herbert George. A short History of the World. Revised and Brought. up to date by Raymond Postgate and G. P. WeIls. Londra-Glasgow, 1965. 2746 Wells, Herbert George. In the Days of the Comet. With an introduction by Frank Wells. Londra-Glasgow, 1963. 2747 Wells, Herbert George. Lovetand Mr. Lewisham. With an introduction by Frank Wells. Londra-Glasgow, 1959. 2748 Wells, Herbert George. Tales of Life and Adventure. With an introduction by Frank Welles. Londra-Glasgow, 1965. 2749 WelIs, Herbert George. The Foot of the Gods. With an introduction by Ronald Seth. Londra-Glasgow, 1966. 2750 Wells, Herbert George. Tales of the Unewpected. With an introduction by Frank Wells. Londra-Glasgow, 1966. 111 2751 Wells, Herbert George. The History of Mr. Polly. With an introduction by Frank Wells. Londra-Glasgow, 1966. 2752 Wells, Herbert George. The lnvisible Man. With an introduction by Frank Wells. Londra-Glasgow, 1965. 2753 Wells, Herbert George. The Sleeper Awakes. With an introduction by Montgomery Belgion. Londra-Glasgow, 1964. 2754 Wells, Herbert George. The World Set Free. With an introduction by Ritchie Calder. Londra-Glasgow, 1956. 2755 Wilde, Oscar. Plays. With an introduction by Tyrone Guthrie. Londra-Glasgow, 1965. 2756 Wilde, Oscar. Poems and Essays. With an introduction Kingsley Amis. Londra-Glasgow, 1956. 2757 Wilde, Oscar. Stories. With an introduction by John Guest. Londra-Glasgow, 1966. 2758 Woolsey, Sarah Chauncey. pseud. Susan M. Coolidge. What Katy Did. What Katy Did at school. With an introduction by Margaret Tem- 112 pest. Illustrated by Victor Bertoglio. Londra-Glasgow, 1963. 2759 Wordsworth, William. Wordsworth selected poems. Edited with an introduction and notas by H. M. Margoliouth. Londra-Glasgow, 1966. VIII - LETTERATURA CONTEMPORANEA 2760 Banti, Anna. Noi credevamo. Milano, 1967. 2761 Brandi, Cesare. Le due vie. Bari, 1966. 2762 Chiesa, Francesco. Sant’Amarillide. Romanzo. Con un ritratto di Francesco Chiesa di Mario Agliati. Milano, 1967. 2763 Cucugliato, Carmine. Poesie. Cosenza, 1968. 2764 De Cespedes, Alba. La bambolona. Milano, 1967, 2765 De Danno, Alfredo. Solitudine di Pirandello. Profilo biografico-critico. Napoli, 1958. 2766 Del Beccaro, Felice. Tobino. Firenze, 1967. 2767 Dessi, Giuseppe - Tanda, Nicola. Narratori di Sardegna. Introduzione, scelta e commento a cura di Giuseppe Dessi e Nicola landa. Milano, 1965. 2768 Ellmann, Richard. James Jojce. Traduzione dall’inglese di Piero Bernardini. Milano, 1964. 2769 Emanuelli, Enrico. Un gran bel viaggio. Romanzo. Milano, 1967. 2770 Hoffman, Frederick. J. Faulkner. Firenze, 1968. 2771 La Selva, Giovanni. Liriche. Con prefazione di Pasquale Soccio. Firenze, 1967. 2772 Luti, Giorgio. Cronache letterarie tra le due guerre, 1920-1940. Bari, 1966. 2773 Mao Tse-Tung. Trentasette poesie. Versate dal cinese da Renata Corsini Pisu. Sta in: Ch’en, Jerone. Mao Tse-Tung e la rivoluzione cinese. Con trentasette poesie di Mao versate dal cinese da Renata Corsini Pisu. Iraduzione di Giorgio Rovida. (Firenze, 1966), pp. 429-478. 2774 Maraini, Dacia. A memoria. Introduzione di Renato Barilli. Milano, 1967. 2775 Mengoli, Piero. Motivi d’ogni tempo. Novelle. Salerno, 1936. 2776 Montella, Carlo. Perchè anche morire. Romanzo. Milano, 1967. 2777 Mutterle, Anco Marzio. Emanuelli. Firenze, 1968. 2778 Napolitano, Gian Gaspare. Il Figlio del Capitano. Milano, 1958. 2779 Nardelli, Federico Vittore. Vita segreta di Pirandello. Roma, 1962. 2780 Ognissanti, Pasquale. Controre. Foggia, 1966. 2781 Ortese, Anna Maria. Poveri e semplici. Firenze, 1967. 2782 Pavese, Cesare. Lettere 1945-1950. A cura di Italo Calvino. Torino, 1966. 113 2783 Prezzolini, Giuseppe. Ideario. Milano, 1967. 2784 Quasimodo, Salvatore. La terra impareggiabile. Milano, 1966. 2785 Rodi, Cesare. Il fantasma. Bari, 1966. 2786 Russo, Luigi. La critica letteraria contemporanea. Dal Carducci ai Croce - Dal Gentile agli ultimi romantici - Dal Serra agli Ermetici. Firenze, 1967. 2787 Sansone, Mario - Paolo, Salvatore. Narratori di Puglia e Basilicata. Premessa, scelta e commento a cura di Mario Sansone e Salvatore Paolo. Introduzione di Nicola Carducci. Milano, 1966. 2788 Sapienza, Goliarda. Lettera aperta. Romanzo, Milano, 1967. 2789 Sciascia, Leonardo - Guglielmino, Sal vatore. Narratori di Sicilia. Introduzione, scelta e commento a cura di Leonardo Sciascia e Salvatore Guglielmino. Milano, 1967. 2790 Stefaniie, Mario. Narratori di Campania. Introduzione, scelta e commento a cura di Mario Stefanile. Milano, 1966. 114 2791 Strindberg, August. Tempo di fermenti. Autobiografia, Il figlio di una serva - tempo di fermenti. Premessa di Valerio Fantinel. Traduzione di Franco Moccia. Milano, 1967. 2792 Tarizzo, Domenico. Proust. Firenze, 1968. 2793 Villani, Giorgio. Il ragazzo prefabbricato. Romanzo. Milano, 1967. 2794 Zagarrio, Giuseppe. Luzi. Firenze, 1968. IX — BELLE ARTI 2795 Abbiati, Franco. Storia della musica. Vol. I : Dalle origini al Cinquecento:. Vol. II: Il Seicento e il Settecento. Vol. III: L’Ottocento. Milano, 1967. 2796 Alberto — Amorico. Mostra Personale. Foggia Paiazzetto dell’Arte, 1-10 dicembre 1967. Foggia, 1967. 2797 Brescia — città d’arte. Il Castello - La Loggia il Broietto - Le Chiese - I Palazzi - I musei - La Pinacoteca - La Biblioteca. Introduzione di Antonio Morassi. Milano, 1958. 2798 Canino, Marcello. Napoli. Visioni d’arte e di vita nei disegni di Marcello Canino commentati da Riccardo Filangieri. A cura di Fortunato Postiglione e per conto del Banco di Napoli. Napoli, 1954. 2799 Carli Ballola, Giovanni. Il monello di Foggia che conquistò la Scala. La vita e la figura artistica di Umberto Giordano, il popolare operista del quale la città pugliese sta celebrando il centenario della nascita. Sta in: Gente. Settimanale di politica, attualità e cultura. Milano, a. XI, n. 48, pp. 80-81. 2800 Cellamare, Daniele. Umberto Giordano. Roma, 1967. 2801 Celletti, Rodolfo. Gli interpreti Giordaniani. Sta in Umberto — Giordano. A cura di Mario Morini. (Milano, 1968), pp. 193-222. 2802 Confalonieri, Giulio. Umanità di Giordano. Sta in: Umberto — Giordano. A cura di Mario Morini. (Milano, 1968), pp. 259-266. 2803 « Eroica (L’) ». Rassegna italiana di Ettore Cozzani. Anno XXXI, quaderno 271-273, marzomaggio 1941. [Numero dedicato a Michelangelo nel quarto centenario del Giudizio Universale], Milano, 1941. 2804 Ferri, Silvio. Opuscula. Scritti vari di metodologia storico-artistica, archeologia, antichità etrusche e italiche, filologia classica. Firenze, 1962. 2805 Ferriguto, Arnaldo. Attraverso i « Misteri » di Giorgione. Castel Franco, 1933. 2806 Gavazzeni, Gianandrea. La possibilità di un discorso critico su Giordano. Sta in Umberto — Giordano. A cura di Mario Morini. (Milano, 1968), pp. 3-15. 2807 Hourticq, Louis. Encyclopédie des Beaux-Arts. Vol. I: A-K; Vol. II: L-Z. Parigi, 1925. 2808 Lawson, John Howard. Teoria e storia del Cinema. Prefazione di Fernaldo Di Giammateo. Traduzione di Irene De Guttry e Maria Lucioni. Bari, 1966. 2809 Marisa — Carabellese. Mostra di pittura. Pronao Villa Comunale. Foggia, 3-8 maggio 1967. Sotto il patrocinio dell’Associazione Amici del Museo di Foggia - Sezione Mostra d’Arte. S. I.. 1967. 2810 Moretti, Giuseppe. Il Guerriero Italico di Capestrano. Roma, 1966. 115 2811 Marini, Mario. Antologia della critica. Sta in: Umberto — Giordano. A cura di Mario Morini. (Milano, 1968), pp. 117-191. 2812 Nattini, Amos. Immagini per le Canzoni delle Gesta d’Oltremare di Gabriele D’Annunzio. Genova, 1912. 2813 Peretti Griva, D. R. Roma. Novanta vedute moderne di D. R. Peretti Griva 55 incisioni e disegni antichi. Testo di Alfredo Petrucci. Torino, 1949. 2814 Petrucci, Alfredo. Cattedrali di Puglia. Roma, 1960. 2815 Petrucci, Alfredo. L’incisione italiana. L’Ottocento. Roma, 1941. 2816 Pica, Vittorio. Giuseppe De Nittis. L’Uomo e l’artista. Milano, 1914. 2817 Quaderni musicali. Rassegna bimestrale di storia, critica e cronaca a cura di M. Simone e V. Terenzio. Foggia, a. III, n. 1-4, genn.-aprile 1959. Umberto Giordano dieci anni dopo la morte. Foggia, 1959. 2818 Santi, Piero. 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D. 2620 BOLDRINI, M. 2866 BORGHI, L. 2510, 2511 BRANDI, C. 2761 BRASS, I. 2565 BRAUDEL, E. 2566 BRELICH, A. 2622 BRENNER, H. 2835 BRESCIA. 2797 BRONTEE, A. 2623 BRONTEE, C. 2624 BRONTEE, E. 2625 BRUNO, V. 2836 BUCCI, A. 2567 BUCCINO, M. 2877 BURUS, R. 2626 BUTLER, 5. 2627 CAHEN, R. 2512 CAILLOIS, R. 2532 CALO’, M. 5. 2889 Indice per Autori delle nuove accessioni CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA E AGRICOLTURA, 2890 CANINO, M. 2798 CANTIMORI, D. 2481, 2568 CAPRONI GUASTI, T. 2878 CAPUANO, M. 2891 CARANO - DONVITO, G. 2892 CARBONELLI, C. G. 2569 CARLI BALLOLA, G. 2799 CARLYLE, A. L. 2533 CAROCCI, G. 2570 CARROLL, L. 2628 CASANOVA, G. 2629 CASTALDI, F. 2601 CARLYLE, A. L. 2533 CATTANEO, C. 2713 CAVALIERI. 2482 CAVALLI, L. 2837 CELLAMARE, D. 2800 CELLETTI, R. 2801 CENTENARIO. 2893 CHIESA, F. 2762 CH’EN, J. 2577 CITTA’ DI FOGGIA. 2894 CLEMENS, S. L. 2630 CLUNY, R. 2483 COLLINS, W. W. 2631 COLOMBANO C. 2484 COMPAGNA, F. 2879 COMUNE DI FOGGIA. 2895-2896 CONFALONIERI, G. 2802 CONTI, A. 2635 COOPER, I. F. 2636 CORREGGIARI, F. 2880 CORSANO, A. 2534 COTTINO, G. 2825 CONRAD, J. 2633, 2634 CRAIK, D. M. 2637 CRESPI, F. 2838-2839 CRISTIANI, L. 2485 CROCE, G. C. 2638 CUCUGLIATO, C. 2763 DAYAN, M. 2572 DAL PRA, M. 2535 D’ANDREA, U. 2571 DAVIES, H. 2602 DE ANGELIS, R. 2897 DE BARTOLOMEIS, F. 2513 DEL BECCARO, F. 2766 DE CESPEDES, A. 2764 DE CONCILIIS, L. M. 1250 DE DONNO, A. 2765 DE GIACINTO, 5. 2514 DE LUCA, G. 2487 DE MAURO, T. 2642 DEMOCRAZIA. 2840 DEFOE, D. 2640 DELFINI, A. 2641 DE HEREDIA, C. 2486 DESSI’,G.-TANDA, U. 2767 DEVOTO, G. 2643 DICKENS, C. 2644 - 2645 2646 - 2647 - 2648 - 2649 2650 - 2651 - 2652 - 2653 2654 DIRIGENTI. 2841 DI VITTORIO, A. 2573 DONOVAN, R. J. 2574 DRUMMOND, H. 2655 DU MAURIER, G. 2656 EBREI. 2575 EDUCAZIONE. 2515 EDWARDES, M. 2578 ELLMANN, R. 2768 EMANUELLI, E. 2769 EROICA. 2803 EURIPIDES. 2657 EVANS, M. A. 2658-2659 FAGGIANI, D. 2867 FERRARI, G. 2713 FERRAROTTI, F. 2536 FERRI, S. 2804 - 2899 - 2900 FERRIGUTO, A. 2805 FICHTE, J. G. 2537 FIELDING, H. 2660 FINI, G. 2901 FIORE, M. A. 2902-2903 FIORETTI, 2488 FITGERALD, E. 2661 FLORES D’ARCAIS,G. 2516 FORTE, M. A. 2903 FORTINI, 2842 FRACCACRETA, A. 2843 125 FRANCIOSA, L. 2905 FREGE, G. 2868 FREUD, 5. 2928 FUBINI, M. 2662 GALGANO, F. 2826 GANDOLFI, P. D. 2844 GARGIULO B. 1073 GARGIULO, C. 1074, 1075 1076 ‘ GAROFALO, S. 1077, 1078 1079 GARZONI, T. 1080 GASPARRINI, G. 1081, 1082 GATTI, M. 1083 GATTI, 5. 1087, 1088 GATTI, 5. 1084, 1085, 1086 GATTO, A. 1089 GATTOLA - MONDELLA, N. 1090 GAUDIOSO, R. M. 1091 GAVAZZANI, G. 2806 GAWSWORTH, J. 1093 GAY, J. 1092 GENERALI, G. 1094 GENOINO, G. 1095 GENOVESI, A. 1096 GENTA, F. 1097 GENTILE, A. 1098 GENTILE, C. 1099, 1100, 1102, 1103, 1104, 1105, 1106, 1107, 1108,1109, 1110,1111, 1112,1113,1114,1115,1116, 1117, 1118, 1119, 1120, 1121, 1122 GENTILE, G. 2538 GERARD, J. 2489 GEREMIA, T. 1129 GENTILE, F. 1123, 1124, 1125, 1126, 1127 1128 GERMANI, M. 1130 GERVASIO, M. 1131, 1132, 1133 GESUALDI, A. 1134 GETTY, J. P. 2845 GHELLI, P. 1135 GIACOMUCCI, E. 1136 GIACOVAZZO, G. 1137 GIAMPIETRO, L. 1138,. 1139 GIANGUALANO, N. 1140 GIANNANTONIO, D. 1141 GIANNELLI, G. 1142 GIANNINI, D. 1143 GIANNOCCOLI, D. 1144 GIANNONE, A. 1145 GIANNONE, O. 1146 GIANNONE, P. 1147, 1148, 1149 GIANNUBILO,M. 1150, 1151 GIANNUZZI, A. 1152 GIFUNI, G. 1153, 1154, 1155, 1156, 1157, 1158, 1159, 1160 126 GIGLI, G. 1161, 1162 GILBERTI, U. 1163, 1164 GINNASIO - LICEO « M. TONDI » . 1165 GINZBURG, 5. 279 GIOCO. 2517 GIOFFREDA, E. P. 1166 GIOIA, D. 1167 GIOIA, M. A. 1168, 1169 GIORDANI, D. 1170, 1171 GIORDANO, A. 1172 GIORDANO, D. 1173 GIORDANO, L. 1174 GIORDANO, M. 1175 GIORDANO, 5. 1176 GIORNALE degli atti del governo di Capitanata. 1177 GIORNALE dell’istorie del Regno di Napoli... 1178 GIORNALE enciclopedico di Na poli. 1179 GIORNALE fisico-agrario della Capitanata. 1180 GIORNALE (UN) tra due città. 1181 GIORNATE mediche daune. 1182 GIOVANETTI, G. 1183 GIOVENE, G. M. 1184 GIOVINE, A. 1185, 1186, 1187, 1188, 1189, 1190 GISMONDI, M. 1191 GISMONDI, M. 2603 GITTI, A. 1192 GIUGNI, G. 2518 GIIJLIANI, A. 1193, 1194 GIULIANI, E. 1195 GIULIANI, G. 1196 GIULIANI, L. 1197 GIULIANI, V. 1198, 1199 GIUNTA (LA). 1200 GIUNTA, E. 1201 GIURA-LONGO, R. 1202, 1203, 1204 GIUSEPPE Checchia-Rispoli. 1205 GIUSFREDI, G. 1206 GIUSSO, G. 1207, 1208, 1209 GIUSTINIANI, L. 1210, 1211, 1212, 1213 GIUSTINIANI, V. 1214 GIUSTINO Fortunato (1848-1932). 1215 GIUSTIZIA! 1216 GIUSTO, D. 1217, 1218, 1219 GLOCKNER, H. 2882 GNOZZI, G. 1220, 1221,1222 GOLDONI, C. 2663 GOLDSMITH, 0. 2664 GOMASSINI, M. L. 2869 GRAMIGNA, R. 1223 GRAN CORTE CIVILE. Na poli. 1224 GRAN CORTE CRIMINALE DI CAPITANATA. 1225 GRAN CORTE DE’ CONTI. Napoli. 1226 GRAN CORTE SPECIALE. Napoli. 1227 GRAN Premio (12°) ciclo - motoristico delle nazioni. 1228 GRANA, 5. 1229 GRANATA, A. 1230, 1231 GRANATA, F. 1232 GRANATA, L. 1233, 1234 GRANDE, G. 1235 GRANUM Sinapis. 1236 GRASSI, D. 1237 GRASSI, G. 1238, 1239 GRAVINA, A. 1240 GRAY, E. M. 1241 GRAZIANI, A. 1242 GRAZIUSO, L. 1243 GRECI e Italici in magna Grecia. 1244 GRECO, A. 1245 GRECO, E. 1246, 1247, 1248, 1249 GRECO, G. A. 1250 GRECO, I. 1251 GREGOROVIUS, F. 1252, 1253 GRIFFI. L. 1254 GRIFONI, R. 1255, 1256 GRILLO (IL). 1257 GRIMALDI, D. 1258 GRIMALDI, G. 1259 GRINOVERO, C. 1260, 1261, 1262 GROSSI, D. 1263 GROSSM1TH G. 2665 GROSSMITH, W. 2665 GRUPPO _____ amici dell’arte. 1264 GUARANO, M. 1265 GUARDIONE, E. 1266, 1267 GUARINI, D. 1268 GUARNA, R. 1269 GUARRACINO, A. 1270, 1271 GUERRA, R. 1272 GUERRIERI, L. 1273 GUERRIERI, M. 1274, 1275 GUGLIELMINO, 8. 2789 GUGLIELMO Appulo. GUI, E. 1277 GUIDA. 2604 GUIDUCCI, R. GUILLOU, A. GUISCARDI, R. GYMNASIUM. LONDON, J. 2688 LONGANO, F. 2908 LONGINUS, C. 2545 LOPEZ, R. 5. 2582 LUCERA. 2909 LUTI, G. 2772 LUZZATTO, G. 2850 LUZZATTO FEGIZ, P. P. 2851 LYTTON, E. G. 2689 1276 1278 1279 1280 1281 HADRAVA. 1282 HAY, D. 2576 HAGGARD, H. R. 2666 2667 - 2668 HAYM, R. 2671 HARDY, T. 2670 HASELOFF, A. 1283 HEATON, E. W. 2490 HEGEL, G. G. F. 2539 HEISENBERG, W. 2870 HENRY, 0’. 2672 - 2673 HERMES, T. 2540 HISTOIRE. 2846 HOFFMANN, F. I. 2770 HORNUNG, E. W. 2674 HOURTICQ, L. 2807 HUGHES, T. 2675 HUIZINGA, J. 2579, 2580 HUSSERL, E. 2541 ILLUMINISTI. 2676 - 2677 - 2678 - 2679 JETTA, A. 2605 JEROME, J. K. 2679 KANT, I. 2542, 2543 KEATS, J. 2680 KINGSLEY, C. 2681 KIERKEGAARD, 5. 2544 LA CAVA, M. 2581 LAMB, C. 2682 LAMB. C. e M. 2683 LA SELVA, G. 2771 LAWSON, J. H. 2808 LAZARSFELD, P. F. 2847 LECLERCQ, J. 2491 LENZI, R. 2871 LEONE, G. 2492 LEROY, M. 2684 LEVI, M. A. 2848 LINEAMENTI. 2849 LIONS CLUB - FOGGIA 2906 - 2907 LIRICI. 2685 LIVIUS, T. 2686 - 2687 LIWSCHITZ, M. 2881 LIWSCHITZ, M. 2882 LOBACEVSKIJ, N. I. 2872 LODEN, J. 2929 - MAY, R. 2493 MALCANGI, G. 2690 MALDARELLI, D. 2910 MAO TSE-TUNG. 2773 MANCHESTER, W. 2583 MARAINI, D. 2774 MARCUSE, H. 2546 MARGIOTTA BROGLIO, F. 2584 MARINI-BETTOLO, G. B. 2864 MARINO. 2691 MARISA, C. 2809 MARRYAT, F. 2692 MARTINET, A. 2693 MASELLIS, V. 2911 MASSIMO BIANCA, C. 2827 MASSUCCO COSTA, A. 2519 MEHEUT, M. 2873 MEINECKE, F. 2585 MEYNAUD, J. 2852 MELVILLE, H. 2694 MEMORIALISTI. 2695 MENGOLI, P. 2775 MERRIMAN, H. 5. 2697 METRAUX, A. 2606 MIANI - CALABRESE, D. 2874 MINISTERO DELLA MARINA. 2607, 2608 MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI. 2609 NARRATORI. 2700 NATTINI, A. 2812 NEL... 2854 NELSON, B. 2550 NICOLARDI, A. 2883 NITTI, F. 5. 2855 NOBILTA’. 2595 OGNISSANTI, P. 2780 OPPENHEIMER, J. R. 2551 ORIGINI. 2701 ORTESE, A. M. 2781 OSPITALITA’ ITALIANA. 2914 PACI, E. 2552 PALGRAVE, E T. 2702 PALMIERI, M. 2915 PAOLO, S. 2787 PAPULI, G. 2553 PASSERI-PIGNONI, V. 2703 PAVARIN, V. 2876 PAVESE, C. 2782 PETTER, G. 2521, 2522 PERESSON, L. 2520 PERETTI GRIVA, D.R. 2813 PETRUCCI, A. 2814 PICA, V. 2816 PILLON, G. 2586 PIOVANI, P. 2554 PIRENNE, H. 2587 PISCITELLI, E. 2588 PITTA, E. 1271 PLATO. 2555 PLEBE, A. 2704 POE, E. A. 2705 POETI. 2706, 2707 POPE, A. 2708 - 2709 PORTIGLIOTTI, G. 2610 PRAMPOLINI, G. 2611 PRENCIPE, S. 2916 PREZZOLINI, G. 2783 MISSORI, E. 2912 MOLA, C. 2494 MONSURRO’, L. 1270 MONGIELLO, G. 2913 MONSTERLEET, J. 2495 MONTAGU, M. W. 2698 MONTELLA, C. 2776 MORETTI, G. 2810 MORINI, M. 2811 MORRIS, W. 2853 MUNRO, H. H. 2699 MURPHY, G. 2547 MUSATTI, C. E. 2548, 2549 MUTTERLE, A. M. 2698 PRIMO. 2523 PRINI, P. 2524 PROSA. 2710 PROSATORI. 2711 PROVINCIA DI BARI. 2917 PROVINCIA DI FOGGIA. 2918 PUGLISI, S. M. 2589 NADDEO, A. 2866 NAPOLITANO, G. G. 2778 NARDELLI, F. V. 2779 RACINE, J. 2712 RAHNER, K. 2496 RANKE, E. 2497 QUADERNI MUSICALI. 2817 QUADRI. 2856 QUASIMODO, S. 2784 127 RE (IL) GALANTUOMO. 2590 RETIF, L. e A. 2498 RICCIARDELLI, P. 2930 RICE, F. 0. 2875 RIVA, A. 2525 RIVA SANSEVERINO, L. 2828 ROBINSON, J. 2858 RODI, C. 2785 ROLFS, G. 2920 ROMAGNOSI, G. 2713 ROMANO, S. F. 2591 RONFANI, U. 2859 ROUGEMONT, D. 2499 RUGGERO, C. 1221 RUSSELL EVANS, E. R. G. 2714 RUSSO, L. 2786 RUSSO, G. 2860 SAINT-PAULIEN. 2500 SALVATORI, U. 2921 SANSONE, M. 2787 SANTI, P. 2818 SANTINI, A. 2501 SAPEGNO, M. 2715 SAPIENZA, G. 2788 SARDO, G. 2592 SARPI, P. 2502 SARPI, P. 2593 SCARZELLA MARZOCCHI, E. 2526 SCHMIDT, (VON) F. 2931 SCIASCIA, L. 2789 SCOTT, W. 2716 - 2717 2718 SCUOLA. 2527 128 SELECTED. 2723 SENECA, 5. A. 2720 SERVAN SCHREIBER, J. I. 2861 SEWELL, A. 2721 SHAKESPEARE, W. 2722 SYES, J. 2503 SMOLLET, T. 2724 SOCCIO, P. 2922 - 2923 SORLIN, P. 2725 SPIRITO, G. 2924 SPIRITO, U. 2556 STENZEL, J. 2528 STEVENSON, R. L. 2726 2727 - 2728 - 2729 - 2730 2731 STEFANILE, M. 2790 STEINER, J. F. 2594 STRINDBERG, A. 2791 STUDIO. 2732 SUPINO, I. B. 2819 SWIFT, J. 2733 TANDA, U. 2767 TARANTO. 2925 TARIZZO, D. 2792 TEATRO. 2734 TELLER E. 2875 TENNYSON, A, T. 2735 2736 TERENZIO, V. 2820 - 2821 TESTI, F. 2737 THACKERAY, W. M. 2738 TODD, J. M. 2504 TOMMASEO N. 2739 TORTONE, A. 2926 TOSCHI, U. 2612 TRAINA, A. 2740 TRATTATISTI. 2741 TROLLOPE, A. 2742 TROZZI, M. 2862 TUCCI, L. 2505 UCCELLI, A. 2884 UMBERTO, G. 2823 UNIVERSITA’ DEGLI STUDI - BARI - FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSO FIA. 2927 UOMO. 2613 VARALDO, A. 2614 VERNEAUX, R. 2557, 2558 VERRI, A. 2743 VIANELLO, M. 2863 VILLANI, G. 2793 VIENNE, L. 2506 VOCINO, M. 2885 VOLPE, C. 2824 VOLPE, G. 2596 VOLPICELLI, L. 2529 WAISMANN, F. 2559 WALLACE, L. 2744 WEBER, M. 2560 WEINER, N. 2561 WELLS, H. G. 2745 - 2746 2747 - 2748 - 2749 - 2750 2751 - 2752 - 2753 - 2754 WILDE, 0. 2755-2756-2757 WOOLSEY, 5. C. 2758 WORDSWORTH. 2759 ZAZO, A. 2597 ZAGARRIO, G. 2794 ZWIRNER, G. 2876 QUADERNI DI «LA CAPITANATA» EDITI DALLA AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI FOGGIA 1. LUIGI TAMBURRANO, La Capitanata nell’opera di Tommaso Fiore (con 9 ill. ni). 1. EUGENIO LEONE, La Madonna di Valleverde (Con 4 tavv. ill. f. t.). 2. ALDO VALLONE. Correnti letterarie e studiosi di Dante in Puglia (con 2 tavv. ill. e 2 aut. f.t.). 3. ERMINIO PAOLETTA, Ignotum Oppidum «De acquadiensium oppugnatione atque aeneis neapolitani castelli foribus » (con 4 tavv. ill. f.t.). 4. MICHELE MELILLO, Lingua e società in Capitanata (Premio «Gargano» 1967). 5. VINCENZO TERENZIO. Umberto Giordano cento anni dalla nascita (con 4 tavv. ill. f. t.). 6. ALFREDO PETRUCCI, Il Pellegrino al Gargano (con 12 tavv. f.t.). 7. ARMANDO PETRUCCI, Scrittura e cultura nella Puglia alto medievale (con 6 tavv. f.t.). 8. I a Mostra bibliografica del Gargano (con ill. nel t. e 12 tavv. f.t.). Direzione di «La Capitanata » presso la Biblioteca Provincale di Foggia, Piazza XX Settembre, Palazzo Dogana