Il mare, la pesca ed i prodotti ittici La filiera della pesca nella provincia di Macerata indice Presentazione di Giuliano Bianchi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5 Introduzione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7 In fondo al Mare Adriatico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9 La catena alimentare marina. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12 Il plancton. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14 Il benthos. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16 Il necton. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17 Redatto nell’ambito del progetto dal titolo: ”I prodotti ittici, le qualità organolettiche, le ricette ed i mestieri tradizionali; viaggio nella filiera della pesca locale” La pesca.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17 La pesca d’altura. Gli attrezzi da traino.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19 Rete a strascico o tartana. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19 Il rapido. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21 La volante. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22 Finanziato da Regione Marche Servizio Agricoltura, Forestazione e Pesca La piccola pesca. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24 Nasse, cogolli e cestini: catturare con l’inganno. . . . . . . . . . . . . . . . 25 Fondi comunitari Fep 2007-2013 Asse prioritario 3 Misura 3.4 Sviluppo di nuovi mercati e campagne rivolte ai consumatori La pesca delle vongole. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29 Promosso e cofinanziato dalla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Macerata Realizzazione a cura di Progetto Blu Soc.Coop. Responsabile didattico Serena Giannattasio Testi Gian Maria Balducci Illustrazioni copertina, testo e schede imbarcazioni David Lanci Illustrazioni specie ittiche Patrizia Stramigioli Traduzioni schede Chiara Angeloni Coordinamento Lorenza Natali Responsabile Area Promozione Camera di Commercio di Macerata Stampa Tipografia S. Giuseppe srl - Pollenza (MC) giugno 2011 Mitilicoltura. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30 La marineria di Civitanova Marche.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31 Mercato ittico di Civitanova Marche. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32 Ok il prezzo è giusto.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34 Storia della marineria. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37 Le qualità del prodotto ittico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42 Sano come un pesce. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42 Proteine. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43 Carboidrati. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43 Lipidi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43 Vitamine. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44 Sali minerali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44 Le organizzazioni di produttori O.P.. . . . . . . . . . . . . . . . . 44 Schede Schede prodotto ittico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47-58 Schede imbarcazioni. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 59-64 D a sempre impegnata nella valorizzazione delle eccellenze locali, la Camera di Commercio di Macerata intende dedicare questa volta un’attenzione particolare al piccolo grande mondo della pesca. Il nostro territorio ha il pregio di rappresentare, in maniera concentrata, tutte le bellezze caratteristiche dell’Italia. Dalle cime dei monti lungo le dolci colline, il percorso naturale giunge al mare, che sprigiona tutta la sua bellezza in una indescrivibile sintonia di profumi, colori ed emozioni. La conoscenza di questo mondo alcune volte si limita alla superficie, come raggi di sole che salutano l’estate nel luccichio delle onde. Questa pubblicazione intende andare sotto quella superficie, scoprire e vivere questa vastità che circonda le nostre coste. Come per le altre categorie economiche, infatti, la Camera di Commercio dà sostegno alla filiera della pesca locale, considerata una risorsa economica del nostro territorio, ma di cui ancora non si ha una piena conoscenza. Infatti non soltanto da un punto di vista turistico, il mare rappresenta una fonte di sviluppo sia economico che socioculturale della provincia, grazie alla varietà di prodotti che offre e, di conseguenza, ai vari comparti che ne vivono. Come quello enogastronomico, di cui questo Ente ha già curato una pubblicazione dedicata a “I brodetti di pesce della costa maceratese”, alla riscoperta di un prodotto di eccellenza del nostro territorio. Confermiamo la volontà di approfondire la conoscenza di un mondo, quello della pesca, che quanto a pregevolezze, qualità, lavoro umano, rappresenta, in tutta la sua complessità, il fascino della tradizione maceratese. Giuliano Bianchi Presidente della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Macerata introduzione Un breve racconto può riassumere efficacemente i passaggi che caratterizzano la filiera della pesca. “Le prime ore del mattino a bordo dell’Alessandro I” Mare Adriatico centrale ore 1.00 a.m. Motopesca “Alessandro I” Al grido: “salpiamo !” La rete viene tirata a bordo, il comandante rallenta, ferma l’imbarcazione senza spegnere il motore e si porta al verricello mettendolo in funzione. I lunghi cavi d’acciaio cominciano ad arrotolarsi nei tamburi sibilando nelle pulegge. A destra e sinistra sulla poppa, altri due pescatori attendono l’arrivo di due grosse tavole di metallo, i divergenti. Le tavole escono dall’acqua sbattendo sulle murate, i marinai in attesa staccano da ognuna di esse due grosse corde,“i calamenti”, e le portano al centro del verricello che riprende ad arrotolare fino a che non appare sulla poppa la lunga rete. Dalla rete sgocciola acqua mista a sabbia e fango del fondale, le catene e le altre parti metalliche tintinnano sbattendo in qua e in là. Con una grossa cima l’ultima parte viene issata in alto sull’arco di poppa ed il sacco si muove a destra e sinistra sotto la spinta delle onde che scuotono l’imbarcazione. Viene sciolto il nodo in fondo al sacco, la rete si apre e sulla poppa cadono tutti gli organismi catturati. Granchi, panocchie, qualche spugna, conchiglie, diversi pesci tutti mescolati ed ammassati uno sull’altro. Mentre il comandante dirige verso il porto, i marinai a poppa eseguono la cernita del pescato. Il pesce viene diviso per tipologie e sistemato nelle cassette. Bisogna fare presto alle 3,00 comincia l’asta. La notte è fredda e la scia rumorosa della barca s’illumina sotto i raggi della luna, ma nessuno si accorge di questo, il rumore del motore è assordante, la barca procede verso il porto a 9-10 nodi di velocità e tutti sono chini, affaccendati a riordinare le casse sulla poppa. Il comandante telefona e comunica ai famigliari l’ora del rientro. Alle 2,00 circa dovrebbe essere in banchina. Ore 2,10, porto di Civitanova banchina di levante… I pescherecci sono quasi tutti rientrati, tra urla, rumore di barche in manovra e carrelli, è tutto un viavai di persone impegnate a scaricare in fretta il pescato da bordo, mettere il ghiaccio nelle cassette e velocemente dirigersi verso il mercato per l’asta. Ore 3,00, la sala di conferimento del mercato è piena, i famigliari dei pescatori, mogli o fratelli, parlano fra loro, qualcuno sorseggia un caffè mentre osserva le casse, ogni barca ha messo le sue, ordinate una sull’altra, ad occupare un piccolo spazio della grande sala. Da una parte si sta svolgendo il sorteggio per l’ordine di vendita, chi venderà per primo oggi? Ognuno attende l’esito fra scongiuri ed imprecazioni. Chi venderà per primo spunterà i prezzi migliori ed il guadagno sarà più alto. Nel frattempo gli astatori si aggirano fra le casse, osservando e cercando di farsi un’idea sulla quantità e la tipologia del pescato. Anche qualche acquirente gironzola nella sala osservando la situazione prima di andarsi a sedere sulle tribune della sala d’asta. Ore 3.30, si parte… La tribuna è gremita di commercianti, pescivendoli, ristoratori, grossisti. Si accende l’orologio dell’asta che gira frenetico in senso antiorario, i prezzi scendono. I commercianti in tribuna pigiano i loro bottoni, l’orologio si blocca, poi riparte, poi si ferma un’altra volta. Le casse scorrono lungo i nastri e vengono vendute in poche frazioni di secondo, tutti si agitano schiamazzano, il rumore è assordante, l’astatore al microfono annuncia, una dopo l’altra, il contenuto delle cassette, il peso ed il prezzo di partenza appaiono sul display digitale. Dalla tribuna sembra quasi non ascoltino, ma in un caos incredibile avvengono, in maniera indecifrabile per un occhio inesperto, le operazioni di vendita. Ore 5.00, l’asta è finita i commercianti partono con i camion frigo alla volta dei loro negozi per l’apertura. In queste poche righe vengono descritte le azioni che vanno dalla cattura alla vendita del prodotto ittico. Operazioni che avvengono ogni mattina dal martedì al venerdì. Seguendo la traccia del racconto, proviamo ad approfondirne i diversi aspetti per arrivare ad avere un quadro più ampio e comprendere meglio ciò che viene descritto. Tutto parte da una barca, un peschereccio che si appresta a recuperare una rete, una rete a strascico, un attrezzo da pesca che viene trascinato sul fondo del mare e cattura gli organismi prelevandoli dal sedimento. La flotta di pescherecci a strascico della marineria principale delle provincia, Civitanova Marche, è numerosa ed è una delle più importanti della regione. In porto si trovano 45 imbarcazioni che praticano questo tipo di pesca e si spingono anche molto al largo. In genere pescano da Civitanova Marche fino in corrispondenza del Monte Conero a nord e fino al largo della costa sanbenedettese a sud. I fondali vanno da 15-20 metri di profondità entro le prime 10 miglia dalla costa fino ad oltrepassare i 100 m più al largo. La morfologia di questo tratto di fondale è nota ai pescatori che ne conoscono perfettamente le caratteristiche e sanno quali pesci si possono pescare nelle diverse zone. Questo è possibile perché i fondali del Mare Adriatico sono generalmente sabbiosi o fangosi ed in genere non presentano scogli o altre asperità che ostacolerebbero l’avanzamento della rete. Vediamo di seguito quali sono le caratteristiche principali del Mar Adriatico. L a maggioranza dei fondali è costituita da sabbia soprattutto nei pressi della costa, da sabbia mista a fango e poi prevalenza di fango man mano che ci si porta verso il largo, anche se in alto mare esistono alcune piccole zone con fondali rocciosi dovute a concrezioni di origine organica. A determinare le caratteristiche del fondo sono soprattutto i detriti provenienti dai numerosi fiumi che sfociano lungo la costa e le correnti marine che li distribuiscono. Il materiale si deposita con una precisa successione. Dalla riva verso il largo si passa da sedimenti più grossolani, ghiaia e sabbia a quelli più fini. Ghiaia e sabbia, più pesanti, si depositano nei primi metri in vicinanza della costa, mentre più al largo si adagiano le particelle più leggere, fango e limo. Il litorale della provincia di Macerata si estende tra la foce del fiume Potenza e quella del fiume Chienti, i comuni bagnati dal mare sono Potenza Picena, Porto Recanati e Civitanova Marche. Gli organismi che popolano questi fondali sono quelli tipici del litorale dell’Alto e Medio Adriatico. Dove l’acqua è poco profonda troviamo le telline ed i cannolicchi, i granchi e l’Arenicola marina, un vermicello marino che scava gallerie nel sedimento. Poco più al largo, gli organismi più diffusi sono le vongole. Assieme ad esse vivono molti altri molluschi bivalvi che formano una comunità. Possiamo trovare il Cardium (cuore), le ostriche ed i molluschi gasteropodi: murici, lumachini e garagoli. In fondo al Mare Adriatico 9 10 Fanno parte di questo insieme anche gli echinodermi, ricci come l’Echinocardium, che ama infossarsi nel sedimento e alcune stelle marine. i granchi si nascondono nella sabbia, vongole, cuori e cannolicchi fanno sporgere i loro sifoni per nutrirsi, l’arenicola scava gallerie. Dove il fango prevale sulla sabbia troviamo gli anellidi come l’Owenia che fabbrica tubi all’interno dei quali vive. Procedendo verso il largo possiamo trovare dei crostacei, mazzancolle e panocchie, queste ultime scavano gallerie nel sedimento dove restano nascoste durante il giorno ed escono per cercare il cibo durante la notte. Se ci si spinge ancora oltre, si trovano fondali dove abbondano i “cetrioli di mare”, vengono cosi chiamate le oloturie, echinodermi che amano vivere sui fondali fangosi. A profondità ancora maggiori vivono crostacei come scampi e aragoste, e molluschi come i moscardini e le cappesante. Oltre agli invertebrati troviamo diversi pesci che vivono nei pressi del fondo. I cefali, i branzini e le anguille frequentano le foci dei fiumi nei pressi della costa, dove l’acqua è salmastra. A basse profondità troviamo le mormore, i ghiozzi, i rombi, le passere e le sogliole. Più al largo vivono la triglia, la mazzola, il fragolino, il merlano, la zanchetta, il merluzzetto e poi ancora la rana pescatrice, lo scorfano ed il nasello. In alto mare si trovano gattucci, spinaroli, razze e pesci San Pietro. Nel Medio Adriatico i fondali sono più profondi di quelli del bacino settentrionale, esso è delimitato a sud da una depressione chiamata Fossa di Pomo che arriva fino a 264 m di profondità. Di fronte, oltre 70 miglia al largo, si trovano le coste slave con i loro fondali rocciosi. la triglia cerca il cibo con l’aiuto dei barbigli 11 12 Il mare Adriatico è un mare ricco di organismi e, nonostante ultimamente gli effetti dell’intensa attività di cattura si facciano sentire, i fondali sono ricchi di specie. A cosa è dovuta questa ricchezza che ha permesso finora di sostenere tantissime imprese di pesca con le loro imbarcazioni? La catena alimentare marina All’interno della comunità marina gli esseri viventi sono legati tra loro da un rapporto di tipo alimentare, ognuno occupa un posto ben preciso e forma un anello di quella che viene chiamata catena alimentare. la catena alimentare marina All’interno della catena c’è chi fabbrica il cibo e chi lo utilizza. Gli organismi che producono cibo sono chiamati produttori o autotrofi (dal greco autos: se stesso e trophé: nutrire), sono in grado di nutrirsi autonomamente. Gli organismi che utilizzano il cibo sono chiamati invece consumatori. Il plancton ha un ruolo fondamentale nella comunità marina, nel fitoplancton troviamo infatti i produttori, il primo anello della catena alimentare. Le diatomee ed i dinoflagellati e molte altre microalghe, come tutti i vegetali, compiono la fotosintesi clorofilliana e attraverso questo processo sono in grado di produrre i carboidrati necessari al loro stesso sostentamento e fungere da nutrimento per i consumatori. I “primi”consumatori si trovano all’interno del plancton. I piccoli rappresentanti dello zooplancton si muovono in mezzo al fitoplancton e si cibano appunto di microalghe, come gli erbivori terrestri quando pascolano sulla terraferma. La lista dei consumatori continua con i piccoli pesci pelagici (alici e sardine) che si nutrono di zooplancton. Poi vengono i consumatori di ordine superiore, i tonni, che a loro volta predano i piccoli pelagici. Infine pesci come gli squali, occupano il gradino più alto, l’ultimo anello della catena, e si cibano a loro volta di tonni. Si parla di catena perché tutti i passaggi che il cibo attraversa dal produttore fino all’ultimo dei predatori sono strettamente collegati tra loro. Niente va sprecato e tutto viene utilizzato e riciclato. Durante la predazione frammenti di cibo vanno perduti e cadono sul fondo, alcuni organismi muoiono e precipitano verso il basso, inoltre 13 14 Il plancton vengono inevitabilmente prodotti dei rifiuti sottoforma di feci. Gli organismi degradatori utilizzano tutte queste sostanze come cibo. Alcuni si alimentano delle carcasse (molluschi gasteropodi) che sminuzzano in piccoli pezzi, questi restano mescolati al sedimento e vengono inghiottiti dai “limivori” (oloturie) che inghiottono il limo del fondale trattenendo i residui alimentari. Delle particelle ancora più piccole si nutrono invece i filtratori e i “sospensivori”, quelli che trattengono le particelle in sospensione. La ricchezza del Mare Adriatico dipende in larga parte da una grande abbondanza di organismi nel primo anello della catena. È un mare molto ricco di plancton, soprattutto di fitoplancton, questo perché dai fiumi arrivano molti nutrienti. I nutrienti principali sono azoto e fosforo e sono gli stessi che troviamo nel concime che diamo alle piante da vaso o da giardino. Quando arrivano in grande quantità possono causare anche alcuni problemi. Le maree colorate sono dovute ad abbondanti ed improvvise fioriture fitoplanctoniche. In generale però l’apporto continuo di queste so stanze favorisce l’abbondanza e la ricchezza di spe cie ittiche che permette molteplici attività di pesca. All’interno del plancton troviamo, come abbiamo già sottolineato, una componente vegetale chiamata fitoplancton formata da microalghe, tra le più numerose le diatomee ed i dinoflagellati, ed una componente animale: lo zooplancton. Lo zooplancton è costituito in maggioranza da piccolissimi crostacei, come i copepodi ed i cladoceri, e dalle fasi giovanili di pesci, molluschi e crostacei. le bizzarre forme degli organismi fitoplanctonici La caratteristica che accomuna tutti questi organismi non è solo quella di essere molto piccoli, ma è il fatto che hanno in genere scarse capacità natatorie e vengono spinti dalle correnti marine, sia verticalmente dalla superficie al fondo, sia negli spostamenti da una zona all’altra. alcuni organismi dello zooplancton 15 Il benthos plancton, necton e benthos Tutti gli organismi marini, animali e piante che vivono a diretto contatto del fondale sono chiamati dai biologi marini bentonici. Alcuni vivono fissi od ancorati al fondo (sessili), altri hanno capacità di spostamento più o meno sviluppate a seconda delle abitudini alimentari e dello stile di vita. Troviamo organismi bentonici dalle prime zone del litorale a contatto con l’acqua, dove è notevole l’influenza delle maree, fino agli abissi oceanici a migliaia di metri di profondità. Le specie ittiche che vivono sul fondo e sono oggetto di prelievo da parte della pesca sono chiamate risorse demersali. Non tutti gli organismi vivono a stretto contatto con il fondo. Il necton è formato da tutti gli animali che nuotano e si spostano con movimenti autonomi, vincendo la forza delle correnti grazie a pinne ed apparati natatori ben sviluppati, alcuni preferiscono le acque costiere altri prediligono rimanere in alto mare. Si possono spostare anche verso il fondale ma in genere prediligono nuotare nella colonna d’acqua. Tra gli organismi nectonici troviamo pesci, molluschi cefalopodi, rettili (tartarughe e serpenti marini) e mammiferi, delfini e balene. In Adriatico gli organismi nectonici, che rappresentano una delle risorse più abbondanti per la pesca, sono quelli appartenenti al cosiddetto “pesce azzurro”, alici, sardine, sgombri, lanzardi e sugherelli. Il necton La pesca nelle Marche occupa un ruolo notevole nell’economia, le marinerie più importanti si trovano a Fano, Ancona, Civitanova Marche e San Benedetto. Con il termine “marineria” si indica sia la flotta peschereccia sia le attività che ruotano attorno alla pesca ed al porto. Per le ragioni spiegate nelle pagine precedenti, il Mare Adriatico è ricco di specie ed i pescatori raccolgono con diversi sistemi ciò che il mare offre, facendolo arrivare, attraverso una serie complessa di passaggi, sulle nostre tavole. Le modalità per catturare i prodotti ittici, così vengono chiamati tutti gli organismi buoni da mangiare provenienti dalla pesca, sono numerose e si servono di sistemi ingegnosi chiamati attrezzi da pesca. La pesca 17 18 L’efficacia e lo sviluppo di queste tecnologie sono dovuti alla pazienza e all’esperienza dei pescatori. Essi nel corso dei secoli, hanno messo a punto efficaci strumenti di cattura osservando il comportamento degli organismi, le loro abitudini ed i loro spostamenti nel corso delle stagioni. La pesca delle vongole si effettua in prossimità della costa ma le modalità di cattura e la tipologia delle attrezzature possono essere paragonate più alla pesca d’altura, massiva e con un’elevata meccanizzazione delle procedure. L’allevamento dei molluschi bivalvi, la mitilicoltura, richiede la costruzione di strutture abbastanza complesse per far crescere le cozze e si serve di imbarcazioni con attrezzature meccaniche. Nelle Marche sono presenti tutte le attività appena descritte con un elevato numero di addetti. Andiamo a vedere nel dettaglio come si svolgono e quali sono le caratteristiche principali dei mestieri di pesca. La rete a strascico o tartana con il termine «marineria» si indica sia la flotta peschereccia sia le attività che ruotano attorno alla pesca ed al porto. La pesca può essere suddivisa in due grandi categorie: la piccola pesca e la pesca d’altura. La piccola pesca utilizza attrezzi di tipo artigianale e si effettua con piccole imbarcazioni in prossimità della costa, la pesca d’altura utilizza imbarcazioni di dimensioni e potenza maggiori e si svolge principalmente in alto mare. Altre due attività molto importanti sono la pesca delle vongole e l’allevamento dei mitili. Queste ultime si servono di attrezzature e tecnologie che hanno caratteristiche particolari che non appartengono totalmente ne all’una ne all’altra categoria. È lo strumento da pesca più utilizzato al mondo per la cattura degli organismi bentonici. La rete a strascico ha la forma di un grosso sacco e viene trascinata sul fondo tramite cavi d’acciaio. Le parti principali della rete sono la parte anteriore, la bocca, e l’estremità posteriore che viene La pesca d’altura. Gli attrezzi da traino 19 20 chiamata “sacco”, dove rimangono intrappolati gli organismi. L’imboccatura della rete è formata da due parti, quella superiore e quella inferiore. Quella inferiore striscia sul fondale e deve essere molto pesante per far stare la rete a contatto del fondo, di solito viene appesantita con piombi e pezzi di catena di ferro. La parte superiore non deve toccare il fondo, anzi, deve stare sollevata altrimenti la bocca della rete si chiude. A questo scopo vengono legati dei galleggianti, sugheri anticamente, oggi sostituiti da bocce di plastica galleggianti. La rete, inoltre, deve stare aperta anche in senso orizzontale, l’imboccatura deve essere più larga possibile per migliorare la cattura. Per ottenere questo effetto vengono collegati ai cavi d’acciaio i “divergenti”, tavole che possono essere di legno o metallo e servono per allargare la rete in senso orizzontale. I divergenti funzionano con il traino, hanno una forma particolare che fa si che quando vengono trascinati si allarghino verso l’esterno. Infine, il sacco, deve avere maglie più strette rispetto al resto della rete, per non fare fuggire il pescato. In base alla normativa vigente, le maglie dell’ultima parte della rete non devono avere una ampiezza inferiore ai 40 mm se hanno forma quadrata e non meno di 50 mm se hanno forma romboidale, ciò per consentire l’uscita dei giovani pesci di piccola taglia. Con la rete a strascico si catturano tutti gli organismi che vivono sul fondo o nuotano vicino ad esso, quelle che vengono chiamate risorse demersali: naselli, moletti, sogliole, rombi, scorfa- ni, code di rospo, canocchie, gamberi, granchi, seppie, moscardini, calamari, razze, gattucci e palombi. Nelle Marche la pesca a strascico con la tartana viene praticata in tutte le principali marinerie. Il rapido Anche il rapido viene trainato sul fondo. È un attrezzo con imboccatura rigida in metallo di forma rettangolare. Nella parte superiore del telaio viene montata una tavola di legno inclinata in avanti che con l’avanzamento dell’imbarcazione permette di mantenere l’attrezzo attaccato al fondo. Nella parte inferiore sono saldati dei denti curvi che lo fanno assomigliare ad un rastrello. La rete viene fissata all’imboccatura e chiusa all’estremità posteriore per trattenere gli organismi. Anche in questo caso, in base alla normativa, le maglie dell’ultima parte della rete non devono avere un’ampiezza inferiore ai 40 mm se hanno forma quadrata e non meno di 50 mm se hanno forma romboidale. 21 22 I denti servono a sollevare gli organismi dalla sabbia mentre l’attrezzo avanza ed a farli entrare nella rete. Il rapido è stato studiato appositamente per catturare quegli animali che vivono sprofondati nel sedimento, soprattutto sogliole e seppie. Ogni imbarcazione può trainare contemporaneamente più rapidi a seconda della potenza del motore. è un mestiere praticato soprattutto nella marineria di Ancona. La volante È una rete da traino particolare perché viene tirata da due imbarcazioni che avanzano parallele. Viene detta volante perché non striscia sul fondo ma è come se “volasse”, sospesa nella colonna d’acqua. L’imboccatura è molto grande sia in senso verticale che orizzontale ed ha quattro lati. La rete ha quattro pareti, superiore, inferiore e due laterali. Il lato superiore dell’imboccatura è munito di galleggianti, sui cavi del lato inferiore ci sono invece dei pesi, in questo modo la bocca rimane aperta. L’apertura orizzontale viene invece regolata dalle due imbarcazioni che possono allontanarsi od avvicinarsi per allargare o stringere la rete. Ogni imbarcazione traina due cavi della rete, al momento del recupero una barca passa i cavi all’altra che la issa a bordo. La volante può catturare tutti gli organismi che nuotano nella colonna d’acqua o nei pressi del fondo ma non direttamente a contatto con esso. Viene utilizzata soprattutto per la cattura di pesce azzurro, alici, sardine e sgombri che si muovono in branchi. Per individuare i branchi di pesce i pescatori si aiutano con uno strumento di bordo, l’ecoscandaglio. L’ecoscandaglio serve per misurare la profondità del fondo, emette degli impulsi che vengono riflessi dal fondale ma anche da altri oggetti. I branchi di pesce vengono visualizzati sul monitor quando l’imbarcazione ci si trova sopra. Per legge la misura della maglia nel sacco della rete non deve essere inferiore ai 20 mm di ampiezza. è un mestiere praticato soprattutto nella marineria di Ancona. 23 24 una rete da posta calata sul fondo un battello per la piccola pesca La piccola pesca Le attività della piccola pesca si concentrano soprattutto nella fascia costiera fino a tre miglia dal litorale. Con piccole imbarcazioni vengono calate a mare reti da “posta” e piccole trappole, principalmente destinate alla cattura di sogliole, mazzole, triglie, canocchie, seppie e lumachine di mare. Le reti da posta comunemente usate in Adriatico vengono chiamate barracuda, sono attrezzi che vengono utilizzati per sbarrare la strada agli organismi marini. La definizione “da posta” indica proprio la loro caratteristica, un attrezzo che resta appostato, fermo, in attesa che le prede vi restino imprigionate. Vengono calate con l’aiuto di ancore e pesi. Per fare in modo che la rete stia tesa e non cada sul fondo, nella parte superiore ci sono dei galleggianti, di solito sugheri, ed in quella inferiore dei pesi, solitamente piombi. La parte superiore e quella inferiore della rete sono chiamate lime, quindi ogni rete ha una lima da sugheri ed una lima da piombi. La rete rispetto al fondo ha un altezza massima di circa un metro e può raggiungere una lunghezza di oltre un km. La profondità del fondale su cui queste reti vengono impiegate può variare da 7 m a 15 m, vengono generalmente messe a mare nel tardo pomeriggio e recuperate al mattino presto, per sfruttare il periodo notturno in cui gli organismi si muovono alla ricerca del cibo. Due boe galleggianti segnalano in superficie la presenza della rete, ogni pescatore riconosce i propri attrezzi dal colore delle bandierine poste sulle boe. Con i retini si catturano principalmente: sogliole, triglie, mazzole, mormore e canocchie. Nasse, cogolli e cestini: catturare con l’inganno Tutti questi attrezzi sono stati progettati per sfruttare particolari abitudini degli organismi per trarli in inganno. Sono piccole trappole mobili utilizzate principalmente per la raccolta dei molluschi sul fondo, in particolare le nasse ed i cogolli vengono adoperati per le seppie, mentre i cestini sono stati studiati appositamente per la cattura delle lumachine di mare. La pesca con le nasse si svolge a primavera, marzo, aprile e maggio e può protrarsi fino ai primi di giugno. 25 26 nasse per la pesca delle seppie Le seppie migrano dal largo verso la costa per riprodursi e le femmine cercano delle superfici adatte per deporre. L’inizio e la fine della stagione di pesca dipendono dalla temperatura dell’acqua che condiziona la migrazione delle seppie dal largo verso la costa, e può variare leggermente di anno in anno. Le nasse sono delle gabbiette a forma di parallelepipedo di 80 cm di lunghezza, 40 cm di larghezza e 30 cm circa di altezza, rivestite di rete. Hanno due ingressi con porticine che si aprono solo verso l’interno. I pescatori, con una tecnica vecchia di secoli, sistemano dei rametti di alloro dentro la nassa. L’alloro attira le seppie che entrano per appic- cicare le uova ai ramoscelli ed una volta entrate non riescono più ad uscire. I cogolli negli ultimi anni hanno sostituito quasi del tutto le nasse, funzionano allo stesso modo ma occupano meno spazio sulle imbarcazioni perché si possono chiudere a mo’ di fisarmonica e sono di materiale plastico più resistente rispetto alle vecchie nasse in legno o ferro. I cestini o nassini catturano le lumachine di mare attirandole al loro interno con un esca, solitamente un pesce morto, che viene posizionato al centro del cestino per mezzo di un elastico. I lumachini, sempre alla ricerca di resti di organismi sul fondo, salgono dai lati del cestino e cadono dentro. Una volta entrati non riescono a compiere il tra- i cogolli hanno ormai sostituito quasi del tutto le nasse tradizionali 27 28 molti cestini vengono collegati ad un unico trave e calati sul fondo gitto in senso contrario per via della pendenza delle pareti e restano intrappolati. La pesca dei lumachini si svolge generalmente da ottobre a maggio. Nasse, cogolli e cestini vengono calati sul fondo tutti con le stesse modalità. Le trappole sono legate in fila ad un cavo principale chiamato “trave” che viene ancorato al fondale. Dalle ancore partono poi altri cavi collegati a due boe, una all’inizio ed una alla fine della fila, che, come nel caso delle reti da posta, hanno la funzione di segnalare in superficie la posizione degli attrezzi. La piccola pesca cambia le attrezzature durante l’anno a seconda della stagione e della disponibilità delle risorse. Il calendario della pesca artigianale sulle coste marchigiane può essere riassunto in questo modo a partire dall’autunno: da ottobre ad aprile si svolge la pesca dei lumachini, dopo inizia il periodo delle nasse o cogolli per le seppie da aprile a giugno. Finite le seppie, comincia la stagione delle reti da posta, che si protrae fino all’autunno successivo con la ripresa della pesca dei lumachini. Le reti da posta vengono impiegate principalmente durante il fermo estivo della pesca a strascico, periodo nel quale la piccola pesca garantisce un rifornimento minimo di prodotto locale alla pescherie e ristoranti della costa. Ultimamente i lumachini di mare sono molto meno abbondanti ed i pescatori preferiscono continuare a pescare con le reti da posta fino all’inizio dell’inverno. Quando le acque si raffreddano troppo ed il pesce si sposta verso il largo, se i lumachini continuano a scarseggiare molte imbarcazioni interrompono le attività o riducono il numero di uscite settimanali. Fino a metà degli anni Sessanta la pesca delle vongole poteva essere considerata un tipo di pesca artigianale. Si svolgeva nei pressi della costa utilizzando piccole imbarcazioni ed attrezzi simili a grandi rastrelli manovrati manualmente. La pesca delle vongole la vongolara cala la draga a prua e si muove all’indietro trascinando l’attrezzo Da quella data venne introdotto l’uso dell’acqua in pressione e si arrivò in breve tempo ad una pesca meccanizzata con imbarcazioni di dimensioni e tonnellaggio maggiore. Le attuali vongolare sono motopesca che montano a prua una draga che serve a prelevare i molluschi dal fondale con l’aiuto di acqua in pressione. L’acqua prelevata dal mare viene pompata all’interno di fori che si trovano lungo tutto il telaio dell’attrezzo. 29 30 Questo si trova a prua perché viene trascinato sul fondo mentre la barca si muove all’indietro. Il prodotto raccolto viene svuotato in una vasca metallica che si trova anch’essa a prora dell’imbarcazione, da qui passa in un setaccio che separa per taglia i molluschi. Quelli inferiori alla taglia ammessa al commercio (25 mm) vengono nuovamente gettati a mare, gli altri confezionati direttamente a bordo in sacchi pronti per la vendita. Mitilicoltura L’allevamento delle cozze avviene utilizzando una complessa rete di cavi e gomene sui quali vengono appese le cozze. Gli impianti sono costituiti da filari paralleli, ancorati al fondo con pesanti blocchi di cemento. Per evitare che i filari affondino sotto il peso delle cozze si usano appositi galleggianti che, intervallati a qualche metro di distanza lungo il cavo, fanno si che esso rimanga a galla. Le cozze vengono insacchettate in apposite calze di nylon e appese al cavo principale. Mano a mano che crescono vengono tolte dalla calza vecchia e sistemate in una nuova calza più grande fino a che non sono pronte per la vendita. Più filari si utilizzano più prodotto si può raccogliere. Un ciclo completo, dalla cozza neonata fino a quella di taglia idonea alla vendita, dura in Adriatico circa un anno. Per la lavorazione si utilizza un’imbarcazione che si ancora ai singoli filari, li solleva con dei verricelli laterali e lavora il prodotto. Sull’imbarcazione vengono installati dei macchinari (sgranatrici) che consentono di rompere la vecchia calza, separare le cozze una dall’altra e insacchettarle nuovamente fino al termine del ciclo produttivo (la cozza viene messa in commercio quando raggiunge circa 6 cm di lunghezza). Per consentire la lavorazione in mare ad un adeguato numero di addetti si prediligono barche larghe e piatte in grado di garantire gli spazi necessari. La marineria più importante della provincia di Macerata è quella di Civitanova Marche. Sono presenti tutte le attività appena descritte ed in particolare a Civitanova è presente una delle flotte a strascico più numerose della regione. Fanno base nel porto 45 strascicanti, 12 imbarcazioni che praticano la piccola pesca e 25 vongolare, recentemente inoltre al largo della costa sono stati realizzati 6 impianti per l’allevamento delle cozze. La marineria di Civitanova Marche 31 Mercato ittico di Civitanova Marche Il mercato ittico rappresenta il centro di tutte le attività della marineria, al mercato ittico avviene il passaggio più importante, la commercializzazione del prodotto. Oltre a ciò il mercato rappresenta un luogo di riferimento per diverse attività legate alla pesca. le trattative si svolgono nella sala d’asta Nella sala riunioni della struttura si svolgono spesso le assemblee delle associazioni dei produttori e convegni e seminari che interessano la marineria. Nel 1993 la struttura è stata rinnovata ed è stato installato un sistema d’asta elettromeccanico mediante il quale la contrattazione avviene con una trattativa al ribasso di tipo olandese. Si dice olandese perché venne introdotta per la prima volta in Olanda per il commercio dei tulipani. Il mercato è dotato di due linee d’asta che funzionano contemporaneamente. La gestione è affidata ad una società consortile che ha quale unico socio il Comune di Civitanova Marche. Nell’asta elettronica o ad orologio le operazioni di vendita sono completamente informatizzate, il prodotto scorre su nastri che sono in grado di fornire automaticamente il peso dello stesso. L’astatore fissa il prezzo che appare sul display dell’orologio e avvia l’asta. Un’altra persona, collocata nei pressi dei nastri, solleva un pesce della cassa presentandolo agli acquirenti per offrire una migliore visione del prodotto. L’orologio, collocato di fronte alle tribune che ospitano i commercianti, riporta via via gli scatti del prezzo al ribasso, gli acquirenti possono bloccare gli scatti ed aggiudicarsi il lotto attraverso un’operazione gestita automaticamente con telecomandi. L’astatore fissa il prezzo iniziale in base a diverse considerazioni che vanno dallo stato di conservazione, all’abbondanza del prodotto stesso, alle condizioni meteo-marine. L’asta si effettua nelle giornate dal martedi al venerdi, il mercato apre alle 3,00 del mattino. Il sorteggio per l’ordine di vendita delle imbarcazioni avviene alle 3,30 del mattino. Il prodotto è rappresentato soprattutto da specie locali: naselli, triglie, pannocchie, moscardini, seppie, scampi, rane pescatrici, mazzole e sogliole. È possibile trovare specie provenienti da altri porti o da altri mercati come nel caso del pesce azzurro. In media ogni anno passano dal mercato circa 1400 tonnellate di prodotto. 33 Ok il prezzo è giusto La formazione del prezzo del prodotto ittico è un passaggio fondamentale per l’economia delle imprese di pesca e per tutta la filiera della pesca. Ogni mattina avviene un’operazione complicata che consente di dare un valore a ciò che fino a qualche ora prima si trovava in mare. Ovviamente il valore ed il prezzo devono sottostare alle due più note leggi del mercato, domanda ed offerta. Un prodotto vale in base a quanto è richiesto, alla sua disponibilità in termini di quantità e a quanto siamo disposti a pagare per averlo. Ma quando si ha a che fare con qualcosa che viene dal mare, oltre a questi fattori ne subentrano altri, non immediatamente comprensibili. Un aspetto singolare è che la vendita avviene attraverso un’asta al ribasso, cioè viene fissato un prezzo di partenza che appare sull’orologio d’asta e, a partire da quel valore, l’orologio gira in senso antiorario verso valori di volta in volta più bassi. Ad ogni giro di orologio il prezzo diminuisce di un euro. La stessa cassetta di pesce, dello stesso peso, con le stesse caratteristiche può avere però un valore diverso, costare di più, ad esempio, il martedì mattina rispetto al mercoledì mattina. Può ottenere un valore più alto il martedì mattina presto a inizio asta rispetto alla stessa mattinata un’ora più tardi. Qual è il motivo? Le barche da pesca prendono il largo nelle primissime ore del lunedì mattina, alcune, di solito quelle più piccole, rientrano nel tardo pomeriggio, altre, quelle più grandi, stanno fuori 48 ore e rientrano nelle prime ore del mercoledì. Ci sono quindi barche che rientrano ogni giorno e barche che fanno solo due rientri alla settimana. Il mercoledì ci sarà più pesce disponibile e quindi trovando una maggiore quantità i commercianti lo pagheranno un po’ meno. Perché il prezzo può variare nell’ambito della stessa mattinata? Ad inizio asta tutti hanno necessità di acquistare, hanno fretta di correre ad aprire il negozio e soprattutto non vogliono correre il rischio di rimanere sprovvisti di prodotto, la domanda è elevata. Man mano che la vendita procede sono sempre di più i commercianti che hanno terminato gli acquisti ed abbandonano il mercato, per cui il prodotto con il passare del tempo perde di valore, a parità di offerta vi è meno richiesta. È per questo che ogni mattina prima dell’asta si svolge il sorteggio per stabilire l’ordine di vendita delle barche. La barca che venderà per prima guadagnerà di più e quindi tutti fanno gli scongiuri per essere sorteggiati per primi. I commercianti più pazienti potrebbero quindi spendere meno ed avere lo stesso prodotto, allo stesso tempo però rischiano di rimanere sprovvisti se di quel prodotto ce n’è poco. Ogni mattina si svolge quindi una “lotta” tra i pescatori da una parte, che hanno l’interesse a vendere ad un buon prezzo e gli acquirenti dall’altra, che hanno interesse a spendere il meno possibile. A fare da intermediario c’è l’astatore, che ha il compito più difficile, quello di stabilire il prezzo di partenza. 35 36 Il prezzo deve essere un buon compromesso per tutte e due le categorie in gioco. Se, fissato il prezzo di partenza, l’orologio d’asta non ha il tempo di scendere e la cassetta viene subito acquistata, l’astatore commette un errore che sarà immediatamente notato dai pescatori, perché è segno che poteva partire da un prezzo più elevato. Se invece, fissato il prezzo, l’orologio fa molti giri al ribasso, l’astatore commette un errore e verrà redarguito dagli acquirenti che perdono tempo prezioso nel dilungarsi delle operazioni di vendita, segno che doveva partire da un prezzo più basso per consentire una vendita più veloce. Come fa l’astatore a stabilire il prezzo iniziale? Innanzi tutto ogni mattina prima dell’asta deve recarsi nella sala di conferimento ed osservare tra il pescato la quantità di ogni singolo prodotto. Poi deve tenere conto del giorno della settimana, i primi giorni c’è maggiore richiesta. Deve considerare il fattore meteorologico, se si arriva da una situazione di maltempo oppure se si andrà verso il maltempo e le barche non potranno uscire in mare. Deve conoscere gli acquirenti seduti in tribuna, ad esempio i ristoratori per accontentare la clientela sono disposti a spendere anche qualcosa in più. Deve ricordare le quotazioni dei giorni precedenti ed infine deve osservare le cassette. A parità di specie le cassette meglio presentate, con il pesce ben riposto ed una corretta quantità di ghiaccio, avranno un valore maggiore. Se il prezzo non soddisfa il pescatore, questi può bloccare la vendita e ritirare la cassetta dal mercato. La storia della marineria di Civitanova Marche coincide in larga parte con quella della cooperativa “Casa del Pescatore”. La Cooperativa “Casa del Pescatore” nasce ufficialmente il giorno 20 di dicembre del 1929 in Porto Civitanova. L’atto costitutivo attesta la trasformazione in “Casa del Pescatore”della Società Anonima Cooperativa fra Pescatori di Portocivitanova, fondata dieci anni prima. La “Casa del Pescatore”nasce per tutelare la categoria in un momento storico che vede lo sviluppo in tutta Italia di cooperative e società di produttori, un periodo di radicale cambiamento per le marinerie in cui si porta a compimento la trasformazione del peschereccio da imbarcazione a vela ad imbarcazione a motore. Gli scopi statutari sono chiari ai soci fondatori: • acquistare per conto dei produttori materiale nautico per la pesca, macchinari di propulsione e movimentazione attrezzi, combustibile, carburante, lubrificanti e tutto il necessario per le imprese di pesca • gestire il mercato all’ingrosso del pesce in modo da vendere direttamente il prodotto dei soci • assistere i soci per tutti gli adempimenti a livello organizzativo, economico e fiscale. Di fondamentale importanza per l’economia della categoria è la gestione diretta del mercato ittico, bisogna ricordare infatti che fino al 20 Agosto 1926 in Italia la vendita dei prodotti ittici si effettuava sulle banchine ed era affidata ad intermediari che decidevano il prezzo del pescato, con un enorme disagio da parte dei pescatori che si trovavano in una vera e propria posizione di sudditanza nei confronti di questi soggetti. Storia della marineria 37 38 Da quella data, con il Regio Decreto Legislativo n.1771, i Comuni vennero obbligati ad istituire e costruire mercati ittici alla produzione ed al consumo, per un’adeguata formazione del prezzo del pescato, con tale decreto venne anche disciplinato il sistema di contrattazione, fissato secondo le regole di asta pubblica ed aumentò in questo modo nel paese il potere contrattuale dei pescatori. Successivamente nel 1929 (R.D.L. n.927) vennero disciplinate le operazioni di mercato e vennero introdotte le figure del direttore e della commissione di mercato. In quegli anni di importanti novità per il settore, la sede della “Casa del Pescatore” viene collocata nel fabbricato di proprietà della stessa in Piazza 28 Ottobre (oggi P.le Gramsci). Il fabbricato, realizzato dalla precedente cooperativa a nord della vecchia pescheria, aveva sul lato sud meno esposto ai venti e alle intemperie, un ampio spazio pavimentato e coperto grazie ad un colonnato che serviva per la riparazione delle reti e delle vele. Al piano terra vi erano dei locali adibiti a magazzino, in uno di questi locali si effettuava la tintura delle reti. Il processo consisteva nell’immergere reti e cordami in grandi pentoloni dove era stata preparata precedentemente un’infusione di corteccia di pino. Questo serviva a colorare ed impermeabilizzare le reti ed i cavi, ancora di tessuto naturale, per aumentarne la durata. Sopra ai magazzini, al piano rialzato, vi era un piccolo spaccio dove i marinai potevano acquistare a prezzi contenuti, sugheri, bozzelli, corda- me ed altro materiale per la riparazione e manutenzione delle attrezzature da pesca. Come si sottolineava precedentemente, la fondazione e lo sviluppo della cooperativa sin dalla nascita della prima Società Anonima Cooperativa, avvengono in un periodo di radicale cambiamento per le marinerie adriatiche ed italiane. Si andava diffondendo l’utilizzo del motore per la propulsione delle barche da pesca e la movimentazione delle attrezzature. A Civitanova, nel decennio che va dal 1919 al 1929, vi era una flotta peschereccia composta da 180 lancette a vela per una stazza complessiva di circa 400 tonnellate. A bordo delle imbarcazioni vi erano grossomodo 350 marinai ed in totale nella città più o meno 3000 persone vivevano dei proventi della pesca, pescatori, familiari e commercianti. La presenza della cooperativa e di numerosi cantieri navali caratterizzò la vita e l’economia del porto. I cantieri navali Anconetani, Gaetani, Canaletti e Santini favorirono ed assecondarono lo sviluppo della marineria che rapidamente trasformò le lancette a vela in pescherecci a motore. Non si assiste però ad uno sviluppo parallelo della marineria e del porto, e le notevoli difficoltà per la realizzazione e l’ampliamento dello scalo inducono molti pescatori ad abbandonare la città per trasferirsi nelle vicine Ancona, San Benedetto, Pescara, Termoli e Rimini. Successivamente alcune famiglie si trasferirono anche sul Tirreno, a Livorno e Civitavecchia. Questo processo indebolì la marineria locale e di conseguenza la cooperativa che visse un periodo di stasi fino agli anni Cinquanta. 39 40 In quella data avviene la permuta del vecchio stabile della cooperativa con il piano terra del nuovo complesso abitativo di viale Matteotti in cui molti pescatori acquistano le proprie abitazioni. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta riprendono e si intensificano i lavori di costruzione del porto, si arresta il flusso migratorio dei pescatori e, a partire proprio dagli anni Sessanta, riprendono vigore le attività della cooperativa, con iniziative che poi proseguiranno anche nel decennio successivo: la vendita di generi alimentari alle imprese di pesca e alle loro famiglie e la vendita di carburante per i pescherecci che vanno acquisendo una potenza sempre maggiore. A seguito della riforma tributaria nel 1973, i soci proprietari delle aziende di pesca costituiscono l’Associazione Produttori Pesca Coop, lo scopo della nuova società è quello di collocare il prodotto ittico dei soci su altri mercati oltre a quello locale e l’assistenza contabile e fiscale. Negli anni Ottanta la cooperativa realizza un nuovo fabbricato in area demaniale nel quale vengono collocati gli uffici amministrativi. Prosegue anche il potenziamento della fornitura del carburante, oltre ai due impianti di distribuzione Agip convenzionati ne viene realizzato un terzo, dotato di deposito e distribuzione del carburante. Fra gli anni Ottanta e Novanta la Regione Marche interviene con propri finanziamenti sul porto di Civitanova. Viene raddoppiata la larghezza del molo est e costruito lo scalo di alaggio nel molo di riva. L’incremento delle attività della cooperativa proseguono negli anni Novanta con l’acquisto del motoscalo “Elidra 200”, per l’alaggio e il varo dei motopescherecci. Viene fondata la “Servizi Portuali s.r.l” a supporto delle attività delle imprese di pesca locali e di quelle delle marinerie limitrofe. Nel 1998 i soci della cooperativa, tramite l’Associazione Produttori Pesca, partecipano alla Costituzione del Consorzio per la gestione del mercato ittico e l’anno successivo partecipano alla costituzione della “Pesca Service Coop”, società che gestisce i servizi di pulizia del porto e del mercato ittico. Il nuovo secolo si apre purtroppo con una grave perdita per la cooperativa, il 14 settembre 2004 perde la vita durante un sinistro navale il Presidente Luigi Lepretti, da più di dieci anni alla guida del consiglio di amministrazione della Casa del Pescatore e della Associazione Produttori Pesca. Nonostante il grave lutto, il consiglio di amministrazione prosegue con le attività e nel mese di luglio del 2007 vi è l’apertura del punto vendita della “Casa del Pescatore”, dopo una fase di restauro dell’immobile di via Leonardo da Vinci . Qui i soci e non soci possono trovare a prezzi convenienti quanto necessario per l’equipaggiamento di imbarcazioni da pesca ed attrezzature nautiche in generale, ciò ha permesso ai soci di ridurre notevolmente le spese di armamento. Nel 2009 ha avuto luogo l’inaugurazione della banchina a vista sul molo est, intitolata all’indimenticato Luigi Gasparroni, opera che completa l’ammodernamento del molo sud con il rifacimento delle banchina di riva. La cooperativa associa 246 pescatori, per un totale di 65 unità navali appartenenti alle imprese di pesca, di cui 25 dedite alla pesca delle vongole. 41 Le qualità del prodotto ittico Sano come un pesce Nutrizionisti e medici consigliano di mangiare pesce almeno due volte alla settimana. I prodotti ittici sono una valida alternativa a diversi cibi ricchi di proteine come uova, formaggi ed altre carni, con il vantaggio di essere meno calorici e più facilmente digeribili. Le carni del pesce sono più tenere, per cui possono essere masticate con maggior facilità e digerite più rapidamente, in mare infatti non serve una robusta muscolatura di sostegno ed i tessuti sono più ricchi d’acqua e meno fibrosi. I prodotti ittici sono quindi indicati per chi ha difficoltà nella masticazione, anziani e bimbi. L’elevata quantità di grassi “buoni”, gli acidi grassi poliinsaturi e gli omega 3, contribuiscono a regolare la quantità di colesterolo nel sangue ed a rendere più elastiche le pareti dei vasi sanguigni, aiutando a prevenire malattie del sistema cardio-circolatorio, ictus ed infarti. Contengono inoltre molti sali minerali e vitamine indispensabili all’organismo. Proteine Le proteine sono costituite da piccole unità, gli aminoacidi, la qualità delle proteine dipende dal tipo di aminoacidi che esse contengono. Con la digestione vengono suddivise nuovamente in tanti aminoacidi, questi a loro volta sono utilizzati dal nostro corpo per costruire altre proteine. Gli aminoacidi possono anch’essi essere costruiti (sintetizzati) all’interno dell’organismo, ma non tutti, alcuni devono essere introdotti attraverso gli alimenti e vengono chiamati “essenziali”, sono cioè indispensabili. Le proteine dei prodotti ittici sono ricche di “aminoacidi essenziali” e quindi sono di alta qualità. Carboidrati I carboidrati o zuccheri sono fondamentali nell’alimentazione e forniscono la maggior parte dell’energia (calorie) necessaria per le funzioni vitali (metabolismo). Un eccesso di calorie però non è salutare e può portare a problemi come l’obesità. I prodotti ittici sono molto poveri di carboidrati e sono particolarmente indicati per le diete ipocaloriche (a basso livello calorico). Lipidi I lipidi o grassi forniscono assieme ai carboidrati buona parte dell’energia per le funzioni vitali ma rispetto agli zuccheri agiscono come riserva, vengono messi da parte ed utilizzati quando è necessario. Alcuni hanno anche altre funzioni, fanno parte delle membrane cellulari (grassi poliinsaturi) e 43 44 svolgono un ruolo fondamentale in alcuni processi vitali (grassi omega 3). Diversi prodotti ittici sono ricchi di queste molecole indispensabili e rappresentano una delle poche fonti di acidi grassi omega 3. Vitamine Le vitamine sono molecole essenziali per il metabolismo e devono essere introdotte attraverso l’alimentazione, non possono essere costruite dall’organismo. I prodotti ittici sono ricchi di vitamine A,D ed E La vitamina A è necessaria per la vista e per il sistema immunitario, la D per il tessuto osseo e la calcificazione, la E è un importante “antiossidante”. Sali minerali I prodotti ittici sono ricchi di sali minerali soprattutto: selenio, iodio, fosforo, calcio, zinco, magnesio e ferro. Le organizzazioni di produttori O.P. Le organizzazioni di produttori sono associazioni di pescatori che si associano per avere una maggior tutela per i loro prodotti e garantire ad essi le migliori condizioni di commercializzazione. Il principale scopo di queste organizzazioni è tutelare i soci dal punto di vista economico e far si che i loro prodotti mantengano un prezzo adeguato. Sono realtà molto importanti che oltre a svolgere un ruolo economico possono avere una funzione nello stabilizzare il prelievo della pesca adeguandolo alla richiesta del mercato. Per le note leggi della domanda ed offerta è importante che vi sia un equilibrio tra la quantità di pesce disponibile e quella richiesta dal mercato. È inutile avviare al commercio una mole di prodotto superiore a quella richiesta, con il risultato di abbassare il valore commerciale e sottoporre le popolazioni ittiche ad un prelievo non necessario. Questa funzione acquista un ruolo primario nell’ultimo periodo, nel quale le risorse sono sempre meno abbondanti ed adeguare lo sforzo di pesca alla quantità di prodotto disponibile è più che mai necessario. A Civitanova Marche è stata costituita l’Organizzazione Produttori della Pesca di Civitanova Marche. L’O.P. associa 103 imprese di pesca per un totale di 65 motopesca, fra i prodotti che l’organizzazione tutela quelli che hanno un maggior peso dal punto di vista economico e quantitativo sono: scampi, vongole e naselli (merluzzi). 45 schede Alice o Acciuga Nome scientifico (Engraulis encrasicolus) Anchovy Scientific name (Engraulis encrasicolus) Nomi dialettali sardone, sardoncino Dialectal names sardone, sardoncino Biologia L’acciuga è un pesce pelagico di piccole dimensioni e costituisce uno dei maggiori rappresentanti del pesce azzurro. Ha il corpo coperto di squame iridescenti, dalla caratteristica colorazione azzurro-argentea. Si avvicina alla costa nella bella stagione, quando si riproduce e trova abbondanza di plancton di cui si nutre. Biology The anchovy is a small pelagic fish (living in the open sea) that best represents the so called mediterranean «blufish». The anchovy is a silvery fish with a blue-green back covered with iridescent scales. Anchovies live close to the coast during their reproductive period (spring and summer) to find more plankton. Pesca In Adriatico viene pescata soprattutto con la rete volante e con la lampara. Fishing In the Adriatic Sea the anchovy is caught using two kind of fishing gears: midwater pair trawls (volante) and purse seines (lampara). Consumo È un pesce dalle carni gustose ricche in particolare di grassi omega 3, che hanno un ruolo molto importante nelle prevenzione delle malattie cardiovascolari. Viene cucinato soprattutto alla brace, nella classica ricetta marchigiana a «scottadito». Consumption The Anchovy is a very savoury fish rich in Omega 3 fatty acids useful to prevent cardiovascular diseases. Anchovies are preferably cooked on the barbecue. A classic recipe from Regione Marche is «Anchovies scottadito». Ricetta Sardoncini «a scottadito» Ingredienti Alici, pan grattato, prezzemolo, aglio, olio di oliva, pepe e sale. Preparazione Decapitare ed eviscerare le alici una ad una, sciacquare con acqua salata. Asciugare i pesci con un panno ed amalgamare in una terrina con pane grattugiato,olio, aglio, sale, pepe e prezzemolo tritato. Lasciare riposare per qualche minuto. Stendere il pesce affiancato sulla graticola precedentemente unta con olio. Cuocere per pochi minuti possibilmente girando solo una volta le graticole. Regolare bene il fuoco, la brace deve essere viva ma coperta con cenere, non deve bruciare il pesce. Servire rovesciando i pesci dalla graticola su un foglio di carta da pane. Mangiare il pesce caldo con le mani «a scottadito». 47 48 Gallinella Nome scientifico (Chelidonichthys lucernus) Tub gurnard Scientific name (Chelidonichthys lucernus) Nomi dialettali mazzola, testola Dialectal names mazzola Biologia La gallinella è un pesce dal capo massiccio con pinne pettorali ampie a forma di ventaglio, di color viola scuro con al centro una macchia blu intenso. La colorazione del dorso è bruno-rossiccia o arancio, bianco argentea sul ventre. È un pesce vorace che si nutre soprattutto nelle ore notturne di crostacei, molluschi e di piccoli pesci. Gli esemplari più giovani vivono vicino alla costa e spesso penetrano nelle lagune salmastre, mentre gli adulti più al largo, fino a 200 m di profondità. Biology The tub gurnard has a large head and large fan shaped pectoral fins. The colour of the back can vary from reddish -brown to orange, the belly is silvery-white. The tub gurnard is very voracious and it mainly feeds during nighttime on molluscs, crustaceans and small fish. Juveniles live close to the coast and brackish lagoons, adults live in the open sea up to 200 m deep. Pesca La mazzola viene pescata con reti a strascico e con reti da posta. In estate e in autunno si pescano soprattutto i giovani, nei mesi invernali gli adulti. Le mazzole pescate in Adriatico sono leggermente più grandi di quelle catturate negli altri mari italiani. Fishing The tub gurnard is caught with bottom otter trawls and gill nets. Juveniles are caught during summer and autumn, adults in winter. The individuals captured in the Adriatic sea are bigger than those captured in the rest of the peninsula. Consumo Il modo migliore per gustarla è in umido, molto indicata per la zuppa di pesce. Carni povere di grassi, ricche di vitamina E, potassio e proteine. Consumption Boiling is probably the most popular way to cook it and it is perfect for fish soup. Its flesh is soft and low-fat, rich in vitamin E, potassium and proteins. Ricetta Mazzole in umido Ingredienti mazzole, cipolla, carote, vino bianco secco, sale, pepe, peperoncino, chiodi di garofano, aglio e acqua. Preparazione dorare un quarto di cipolla tritata, aggiungere quattro carote tagliate a rondelle, un bicchiere di vino bianco secco, un chiodo di garofano conficcato in uno spicchio d’aglio che poi va gettato e mezzo litro d’acqua. Portare a cottura le carote, quando l’acqua si è ritirata di circa la metà aggiungere le mazzole, pulite, eviscerate ma non decapitate. Lasciare cuocere per 20-25 minuti con il tegame coperto fino a portare il sugo alla giusta densità. Merluzzetto Nome scientifico (Trisopterus minutus capelanus) Poor cod Scientific name (Trisopterus minutus capelanus) Nomi dialettali busbana Dialectal names busbana Biologia È un pesce dal corpo alto e compresso di colore giallastro, i fianchi sono argentati mentre il ventre è più chiaro. Presenta un barbiglio molto evidente sotto al mento. Vive fra i 25 ed i 300 m di profondità, nei pressi del fondo. È carnivoro, si nutre di piccoli pesci e crostacei. La riproduzione avviene in primavera, da febbraio a maggio. Biology The poor cod is a mini-species from the cod family. The back is yellowish-brown, the sides tends to silver and the belly is silvery-white. Under the chin it has a visible barbel. Poor cods live between 25 to 200 metres, close to the bottom. Its food consists mainly of small fish and crustaceans. Reproduction occurs in the spring, between February and May. Pesca Il merluzzetto viene catturato quasi esclusivamente con reti a strascico ed è molto comune in Adriatico. Fishing Very common in the Adriatic Sea, the poor cod is caught almost exclusively with bottom otter trawls. Consumo È un pesce bianco, magro dalle carni di sapore delicato. È una specie di modesto valore commerciale,viene frequentemente utilizzata per il brodo di pesce ed è ottima anche fritta. Consumption It’s a white fish, low-fat with dainty flesh but has no great commercial value. Such fish can be fried or used to make fish broth. Ricetta Busbane fritte Ingredienti Busbane, farina, sale olio di oliva. Preparazione pulire le busbane, eliminare interiora e testa. Sciacquare ed asciugare con un panno. Passare i pesci nella farina e metterli a friggere in una padella con olio a giusta temperatura. Una volta fritti porre i pesci su carta assorbente e salare quanto basta, servirli caldi. 49 50 Nasello Nome scientifico (Merluccius merluccius) European Hake Scientific name (Merluccius merluccius) Nomi dialettali merluzzo Dialectal names merluzzo Biologia Il nasello è un pesce dal corpo affusolato, con la bocca ampia e denti aguzzi e taglienti. Ha un ciclo biologico abbastanza complesso, gli adulti vivono a profondità elevate, in Adriatico nei pressi della Fossa di Pomo. Su fondali profondi vivono anche i giovani che trovano lì il nutrimento a loro idoneo fino a quando raggiungono una lunghezza dai 10 a i 15 cm. Migrano poi in acque meno profonde dove si fermano fino a raggiungere una taglia maggiore, che li spinge a guadagnare nuovamente il largo. Il nasello è una specie longeva, può raggiungere 20 anni di età. Biology The European hake has a long body shape and a large mouth filled with long sharp teeth. The juvenile hake spends a lot of its life in depths near the bottom (in the Adriatic close to Fossa di Pomo) where it can find all the nutrients. When it reaches 10-15 cm it ventures into the upper mid-water to return into deep once it gets bigger in size. The European hake can reach 20 years of age. Pesca Questa specie è sottoposta ad un intensa pressione di pesca; si cattura soprattutto con le reti a strascico ma viene pescata anche con palamiti di profondità ai quali abboccano soprattutto gli adulti. Il pescato dello strascico è composto prevalentemente da giovani di media taglia. Fishing Bottom trawls catch young medium size hakes; longlines catch mostly adult individuals. Consumo Ha carni bianche e delicate, ricche di vitamina B e C. È un pesce magrissimo e molto digeribile. I naselli sono indicati soprattutto per l’alimentazione dei bambini e delle persone anziane. In molte regioni italiane viene chiamato “merluzzo”, non deve essere però confuso con il merluzzo del Mare del Nord venduto di solito essiccato con il nome di baccalà o stoccafisso. Consumption Low-fat fish with white flesh easy to digest. Recommended to children and elderly people. Rich in vitamin B and C. In many Italian regions the european hake is commonly called “cod” (“merluzzo”) but it is not to be confused with the Nord Sea cod that in Italy is sold dried under the name: baccalà or stoccafisso. Ricetta Brodetto di naselli Ingredienti aglio, olio, aceto, salsa di pomodoro, conserva, sale e pepe. Preparazione far soffriggere a fuoco vivo due o tre spicchi d’aglio interi che poi vanno tolti. Tolto l’aglio si versano cinque o sei cucchiai di salsa ed uno di conserva di pomodoro, si aggiunge un dito di aceto, si aggiusta di sale e pepe e si fa cuocere a fuoco vivo fino a raggiungere una densità elevata. Dopodiché si aggiungono i naselli e si fa cuocere per altri cinque minuti. Sardina Nome scientifico (Sardina pilchardus) Sardine Scientific name (Sardina pilchardus) Nomi dialettali sardella, sarda Dialectal names sardella, sarda Biologia La sardina è uno dei maggiori rappresentanti del pesce azzurro: la colorazione del dorso è azzurro-verdastra, mentre i fianchi ed il ventre sono bianco-argentei. Ha la mascella inferiore leggermente più sporgente di quella superiore. È una specie pelagica costiera, nel periodo della riproduzione (inverno) si riunisce in banchi che si avvicinano alla costa, nei mesi estivi si allontana e migra in acque profonde. Si nutre di plancton, piccoli molluschi e uova di pesci. Biology The sardine is an important Mediterranean “bluefish” commercial species. Sardines are small, silvery and elongated. The back is green or olive, flanks and belly are silvery white. The inferior mandible is prominent. During the reproductive period (winter) it forms schools near the coast and in the summer it reaches deep waters. Its food consists mainly of plankton, small molluscs and eggs. Pesca La pesca delle sardine si effettua con reti volanti e con le lampare ed è praticata in tutti i mesi dell’anno. Fishing Sardines are caught all year long with midwater pair trawls (volante) and purse seines (lampara). Consumo È uno dei maggiori rappresentanti del cosiddetto “pesce povero”, per via del basso costo. Ha carni molto saporite e ricche di grassi importanti per la dieta. È infatti una specie ricca di acidi grassi Omega 3, vitamine A, C , potassio, proteine e carboidrati. Consumption It is one of the species belonging to the so called “poor fish” (“pesce povero”) because of its low price. Sardines are very tasty and rich in Omega3, vitamin A, potassium, proteins e carbohydrates. Ricetta Sardine sotto sale Ingredienti sale grosso e sardine. Preparazione desquamare le sardine, eviscerarle e togliere testa e branchie, lavare il pesce in acqua salata e asciugare con un canovaccio. Prendere un recipiente di vetro o di coccio e stendere alla base uno strato di sale grosso leggermente pestato, adagiare a raggiera uno strato di sardine. Stendere un altro strato di sale grosso, poi un altro di pesce e cosi via fino a riempire il recipiente, ricordando che l’ultimo strato deve essere di sale. Infine rimediare un disco di legno o di materiale idoneo per alimenti e collocare sulla bocca del recipiente con un peso sopra. Il liquido che si forma in superficie deve essere eliminato ed il recipiente deve essere posto in un luogo asciutto, areato e all’ombra. Si preparano di solito a luglio per essere consumate nel periodo invernale. Dopo trenta o quaranta giorni le sardine sono pronte e prima di essere consumate vanno dissalate con acqua, servite con pane abbrustolito e burro. 51 52 Triglia Nome scientifico (Mullus barbatus) Red Mullet Scientific name (Mullus barbatus) Nomi dialettali barbone, rosciolo Dialectal names barbone, rosciolo Biologia La triglia di fango è un pesce di taglia medio–piccola. Il corpo è ricoperto di squame di colore rosa e rosso sul dorso, con striature laterali gialle. Sotto la bocca vi sono due lunghi barbigli provvisti di organi sensoriali che usa per scovare sul fondo molluschi, crostacei e vermi di cui si ciba. Vive in branchi su fondi sabbiosi e melmosi. Biology The red mullet is a slim, narrow bodied fish covered with pink and red scales. Body color ranges from a reddish brown to a deep red with yellowish stripes along its body. There are two long barbels below its chin used to find its food consisiting in molluscs, crustaceans and worms that it roots from muddy and sandy seabeds. It forms school. Pesca La triglia di fango si pesca soprattutto con reti a strascico e reti da posta. In Adriatico le giovani triglie che nel mese di agosto raggiungono 5-6 cm di lunghezza vengono chiamate agostinelli. Le triglie di taglia maggiore sono chiamate barboni. La taglia minima per poter essere immesse sul mercato è 11 cm. Fishing Red mullets are caught with bottom otter trawls and gill nets. In the Adriatic Sea, during the month of August, young red mullets reach 5-6 cm and are called agostinelli. When the size is bigger they are called barboni. Minumum landing size is 11 cm. Consumo È una specie sempre presente sui nostri mercati, l’autunno è il periodo migliore per consumarla perché ha carni morbide e saporite ed ha raggiunto la taglia minima; in questo periodo è ottima alla griglia. È ricca di vitamina A, C, proteine e acidi grassi poliinsaturi. Consumption Red mullets can be found all year long but autumn is their best period because the flesh is soft and tasty. The best way to cook it is on the grill. Rich in vitamina A, C, proteins and polyunsaturated fat. Ricetta Triglie all’alloro Ingredienti triglie, alloro, limone, sale e olio di oliva. Preparazione pulire le triglie, eliminare branchie ed interiora. Preparare sulla graticola un letto di foglie di alloro, condire le triglie con sale, pepe e succo di limone, adagiare sul letto di foglie. Coprire con altre foglie di alloro e chiudere la graticola. Cuocere a fuoco basso sulla carbonella, quando l’alloro è leggermente bruciacchiato da tutti e due i lati il pesce è pronto. Suacia Nome scientifico (Arnoglossus laterna) Scaldfish Scientific name (Arnoglossus laterna) Nomi dialettali zanchetta, linguattola Dialectal names zanchetta, linguattola Biologia La suacia è un pesce piatto, dalla mandibola sporgente. Il corpo è ricoperto di piccolissime squame. La colorazione è grigio giallastra e per trasparenza si vedono la colonna vertebrale ed i visceri. Può raggiungere i 16 cm di lunghezza, ma è comune fra i 10 e i 12 cm. È una specie molto diffusa, vive adagiata su fondali fangosi o sabbiosi. Si nutre di invertebrati bentonici, soprattutto di crostacei. Biology The scaldfish is a flatfish of a translucent pale yellow and light grey colour. It is covered by tiny scales with visible dorsal spine and internal organs. It has a prominent jaw. It can reach a body length of 16 cm but it is more common between 10 to 12 cm. Very widespread the scaldfish lives on muddy seabeds and feeds on small fish and crustaceans. Pesca La suacia si pesca con reti a strascico e con i rapidi. Fishing It is caught with bottom otter trawls and beam trawls. Consumo non è molto apprezzato per via delle piccole dimensioni della specie, anche se le sue carni sono ottime, bianche e dal sapore molto delicato. È presente sui mercati nazionali dove viene venduta spesso con il termine generico di frittura, insieme ad altri piccoli pesci. Consumption Because of its small size, it is not really appreciated on the market although the white flesh has a very delicate taste. It is sold on the market with other small fishes under the name “frittura” (mix of fried fishes). Ricetta Zanchetti fritti Ingredienti zanchetti, farina, olio di oliva, sale. Preparazione sciacquare ed asciugare con un panno i zanchetti. Passare i pesci nella farina e metterli a friggere in una padella con olio a giusta temperatura. Una volta fritti porre i pesci su carta assorbente e salare quanto basta, servirli caldi. 53 54 Ricetta Cozze al gratin Mitilo o Cozza Nome scientifico (Mytilus galloprovincialis) Mussel Scientific name (Mytilus galloprovincialis) Nomi dialettali mòsciolo, muscolo Dialectal names mòsciolo, muscolo Ingredienti cozze, pan grattato, pepe, olio di oliva. Biologia Il mitilo è un mollusco bivalve dalla conchiglia di forma allungata di color nero-violaceo. Vive attaccato alle rocce per mezzo di un insieme di filamenti, il bisso, che gli impediscono di venir spazzato via dalle correnti durante le forti mareggiate. È un organismo filtratore che si nutre di plancton e di altre particelle organiche in sospensione nell’acqua. Biology The Mussel is a bivalve mollusk with a blue-violet elongated shell. It lives on rocky areas thanks to byssus, a tuft of horny threads secreted by a gland that allows the mussel a firm attachment to the substrate. It is a filter feeder that feeds on plankton and other microscopic sea creatures which are freefloating in seawater. Preparazione aprire le cozze in padella senza aggiungere acqua. Sgusciare i molluschi, pulirli bene dal bisso (ciuffetto), condire usando un po’ d’acqua di cottura la polpa con pan grattato, pepe, sale e olio di oliva. Sistemare a due a due i molluschi dentro ai gusci vuoti e cuocere per dieci minuti in forno ben caldo. Pesca I mitili vengono allevati e solo in piccola parte sono pescati su banchi naturali. L’allevamento, la mitilicoltura, viene invece praticata in Adriatico, nello Ionio, nel Tirreno centro-settentrionale. Fishing Mussels are mainly cultured in coastal waters and only a small amount are caught on natural reefs. In Italy mussels are cultured in the Adriatic Sea, Ionian Sea and Tyrrhenian Sea. Consumo Le carni sono magre e gustose. I mitili che vivono nelle lagune dell’Alto Adriatico hanno un sapore più dolce di quelli pescati in altri mari italiani. Il valore nutrizionale varia con le stagioni: il mitilo è ricco di zinco, ferro e magnesio. Consumption Mussels living in the North Adriatic lagoons are sweeter than those caught in other Italian seas. They are low-fat and tasty rich in zinc, iron and magnesium. Their nutritional values depend on the seasons. Vongola Nome scientifico (Chamelea gallina) Clam Scientific name (Chamelea gallina) Nomi dialettali poveraccia, porassa Dialectal names poveraccia Biologia La vongola è un mollusco bivalve dalla forma arrotondata. La conchiglia è di colore grigiastro, con linee punteggiate o a zig-zag. Vive infossata nei fondali sabbiosi o sabbioso-fangosi della costa, in genere fino a 12 m di profondità. È un mollusco filtratore, si nutre per mezzo di due appendici chiamate sifoni che fa sporgere dalla sabbia. Biology The clam is a bivalve mollusc with a rounded shape. The shell is thick, grey with fine concentric ridges with zig zag or dotted lines. This species is found buried along the coast in sand and muddy sand from the lower shore to depths of approximately 12 m. It is a filter feeder. Pesca La vongola viene pescata dalle vongolare turbosoffianti. La taglia commerciale è di 2,5 cm. Fishing The commercial fishing of clams is done with dredges. Their commercial size is 2,5 cm. Consumo La vongola è una specie dalle carni magre, molto apprezzata è sempre presente sui mercati regionali. Ricca di vitamina A,fosforo, potassio e proteine. Consumption Low-fat and easy to find on regional markets clams are very much appreciated by consumers. Rich in vitamin A, phosphor, potassium and proteins. Ricetta: vongole alla pescatora Ingredienti vongole, aglio, prezzemolo, olio di oliva. Preparazione dopo aver tenuto per un paio d’ore le vongole a spurgare in una bacinella con acqua e sale, sciacquare abbondantemente sfregando fra loro le conchiglie. Mettere in padella con qualche spicchio d’aglio, olio di oliva e pepe, coprire il tegame. Quando le conchiglie si aprono sono pronte. Aggiungere prezzemolo tritato e gustare intingendo nel sughetto pane abbrustolito. 55 56 Moscardino Nome scientifico (Eledone moschata) Musky octopus Scientific names (Eledone moschata) Ricetta polenta con i moscardini (Lo polentò co’ li furbi) Seppia Nome scientifico (Sepia officinalis) Common cuttlefish Scientific name (Sepia officinalis) Nomi dialettali folpo, furbo Dialectal names folpo Biologia È un mollusco cefalopode che assomiglia ad un piccolo polpo, dal quale si può distinguere per via dei tentacoli muniti di una sola fila di ventose. Il colore è marroncino con riflessi grigiobrunastri, appena pescato emana un caratteristico odore di muschio, da cui deriva il nome di moscardino. Biology The musky octopus is a cephalopod mollusc .It differs from the octopus because it is smaller and has only a row of suckers on each arm. The mantle of the Musky octopus is smooth and the head is wider than the mantle.The colour is brownish-grey and it smells of musk. Ingredienti moscardini, farina per polenta, aglio, olio, cipolla, sale e pepe o peperoncino, vino bianco. Biologia La seppia è un mollusco cefalopode con corpo ovale e schiacciato, da cui sporge il capo con otto braccia e due lunghi tentacoli ricchi di ventose. La conchiglia è interna e viene comunemente indicata col nome di osso di seppia. Vive sui fondali costieri sabbiosi nelle fasi giovanili, poi si sposta al largo. Vive un solo anno fino alla riproduzione, che avviene in primavera. Biology The cuttlefish is a cephalopod mollusc .The body is oval, rounded posteriorly, with 8 arms and two long tentacles with numerous suckers. The internal shell is commonly called “cuttlefish bone”. It lives on sandy and muddy sea bottom when juvenile, to move deeper in its adult phase. It lives only a year until spawning that occurs in the spring. Pesca Si pesca con reti a strascico e rapidi, la pesca in Adriatico fornisce la maggior parte del prodotto nazionale. Fishing It is distributed throughout the Adriatic, where most of the product on the market comes from, up to 200 m deep on sandy and muddy bottoms. It is caught with bottom trawls. Consumo Si consuma fresco o congelato, si consiglia di battere le carni per farle risultare più tenere. Spesso viene semplicemente bollito e servito come antipasto o come insalata di mare. Ricco di vitamina E, proteine fosforo e potassio. Consumption It is sold fresh and frozen. If it is fresh it tastes best when it is cooked slowly, tenderizing the flesh. Usually is served boiled in sea salads or as an entrée. Rich in vitamin A, proteins, phosphor and potassium. Pesca La seppia si può catturare in vari modi, nei mesi invernali si pesca generalmente al largo della costa con reti a strascico. In primavera, quando si riproduce, viene catturata con nasse e cogolli vicino alla costa. Fishing The common cuttlefish is an important commercial resource. It is caught mainly with bottom trawl nets but during reproduction it is caught close to the coast with fish pots and fyke nets. Consumo È una specie dalle carni magre. Si consuma fresca o congelata. A seconda delle dimensioni e della provenienza, la seppia può avere sapore diverso. È ricca di vitamine A, B e D, fosforo, potassio e proteine. Tradizionalmente viene cucinata in umido accompagnata da piselli. Consumption The cuttlefish can be found fresh or frozen and its flesh is very lean. Depending on the size it can have a slightly different taste. Rich in vitamin A, B e D, phosphor, potassium and proteins. The most traditional Italian recipe for this mollusc is “Cuttlefish stewed with peas”. Preparazione preparare la polenta utilizzando acqua bollente e sale, versando la farina nell’acqua con un setaccio e mescolando con una frusta per evitare che si raggrumi. Quando comincia ad indurire utilizzare un cucchiaio di legno per mescolare, la polenta è pronta quando si stacca dalla pentola. Versare la polenta su di un tagliere di legno. Nel frattempo a parte si deve preparare il sugo con i moscardini. Sbattere i polpetti per renderli più teneri, pulirli bene dentro e fuori, tagliarli a pezzi fare soffriggere con olio, aglio e cipolla. Una volta rosolati, aggiungere due dita di vino bianco secco, pomodoro a pezzi, sale e peperoncino. Quando il sugo ha raggiunto la densità giusta usare per condire la polenta. Ricetta Seppia con i piselli Ingredienti seppia, cipolla, olio di oliva, pepe, sale, piselli, conserva di pomodoro. Preparazione pulire e spellare bene la seppia, eliminare sacca dell’inchiostro, “osso”, occhi e interiora. Tagliare il mollusco a listarelle ed i tentacoli a pezzetti. Preparare un battuto di cipolla che deve essere fatto dorare in padella con olio, aggiungere la seppia con un pizzico di pepe. Quando la seppia comincia a rosolare aggiungere acqua e conserva di pomodoro, quando i molluschi sono quasi lessati ed il sugo comincia a rapprendersi versare i piselli lessati a parte. Cuocere altri dieci minuti e servire. 57 58 Pannocchia Nome scientifico (Squilla mantis) Mantis Shrimp Scientific name (Squilla mantis) Nomi dialettali canocchia, nocchia, cicala Dialectal names canocchia, nocchia, cicala Biologia La pannocchia è un crostaceo di forma allungata, di colore bianco grigiastro con riflessi rosati. Sul capo si trovano due paia di antenne, sul paio esterno più corto si trovano gli occhi. Sulla coda si notano due macchie simili ad occhi. Vive in gallerie che scava nel fondale marino, dalle quali esce nelle ore notturne per cacciare. Nella tana avviene anche la deposizione delle uova che sono sorvegliate dalla femmina fino alla schiusa. Biology The mantis shrimp is a crustacean with cylindershaped body. The colour is greyish-white with pink shimmering. At the front of the head are moveable segments that bear the eyestalks and two pairs of antennae. What look like eyes on the mantis shrimp’s carapace are spots on its tail, and serve to make it look dangerous to other animals that might prey upon it. Mantis shrimps are nocturnal. At night they get out of the burrows they dig on muddy bottoms searching for preys. In the burrows the females tend to the eggs, while the male hunts for himself and his mate. Pesca Si cattura soprattutto con reti a strascico e con retini da posta. La pannocchia viene pescata più facilmente durante le ore notturne e dopo forti mareggiate che provocano la distruzione delle tane. Fishing Mantis shrimps are caught with bottom trawls and gill nets. The best time to catch mantis shrimps is during the night or after sea storms that usually wipe out their burrows. Consumo Si deve consumare fresca per evitare la velocissima perdita d’acqua. Vive a lungo dopo la cattura ed è consigliabile acquistarla viva per essere sicuri della freschezza. In inverno le carni sono più sode. Consumption They can live long after the catch but they tend to loose liquids very fast so it is better to eat them fresh. In winter their flesh is firm and tasty. Ricetta Pannocchie in bianco Ingredienti pannocchie, olio di oliva, sale, pepe e prezzemolo. Preparazione lessare le canocchie in una padella con due dita d’acqua. Una volta cotte tagliare con le forbici tutte le appendici e staccare la parte superiore della corazza, disporre i crostacei in un piatto di portata e condire con olio di oliva, pepe, sale e prezzemolo tritato. Peschereccio a strascico Bottom trawler vessel Materiale costruzione Solitamente legno o ferro. Hull material Wood or iron. Attrezzo utilizzato Rete a strascico tipo italiano (tartana). Main gear type Bottom otter trawl. Dimensioni attrezzo La lunghezza della rete varia fra i 40 ed i 50 m. Gear size The net is usually 40 to 50 meters long. Lunghezza imbarcazione Variabile dai 12 ai 30 m. Vessel lenght 12 to 30 m. Tonnellaggio Variabile dai 10 ai 200 TSL. Tonnage Varying from 10 to 200 TSL. Potenza motore Variabile dai 100 ai 600 cavalli nominali. Main gear power Varying from 100 to 600 hp. Segni particolari Quando è ormeggiato in banchina si può riconoscere per via di due grosse tavole, originariamente in legno, ormai prevalentemente in metallo, posizionate a destra e sinistra sulla poppa (divergenti). In mare mentre pesca procede ad una velocità di circa 3 nodi, ai due lati della poppa si distinguono i cavi d’acciaio che trainano la rete. Specification When the vessel is mooring it’s possible to distinguish it from other vessels because of two round shaping metal tables (originally made of wood), lodging on the stern (otter boards). When the vessel is fishing off-shore it is easy to see steel cables on both sides of the stern trawling. It can reach a speed of about 3 knots. Specie catturate Sogliole, suacie, zanchetti, triglie, gallinelle, naselli, busbane, scorfani, pagelli, calamari, calamaretti, seppie, moscardini, mazzancolle, scampi (e altre demersali). Fish catch Sole, cod, rockfish, mullet, cuttlefish, squid, shrimp. 59 60 Peschereccio a rapidi Beam trawler vessel Peschereccio a volante Midwater trawler Materiale costruzione Solitamente legno o ferro. Hull material Wood or iron. Materiale costruzione Solitamente legno o ferro. Hull material Wood or iron. Attrezzo utilizzato Rapidi detti anche gabbie. Main gear type Italian beam trawl. Main gear type pelagic trawl. Dimensioni attrezzo La larghezza della bocca varia dai 3 ai 4 m, la rete può essere lunga 5-6 m, ogni barca può trainare da 2 a 4 rapidi. Gear size The opening of the gear is 3 to 4 metres long, the net is about 6 metres long. One vessel can tow 2 to 4 beam trawls. Attrezzo utilizzato Rete da traino pelagica detta “volante” trainata da due barche identiche. Gear size The net t can be more than 100 metres long and it is towed by two paired boats. Lunghezza imbarcazione Variabile dai 20 ai 30 m. Vessel lenght 20 to 30 m of lenght. Dimensioni attrezzo La lunghezza della rete può essere superiore a i 100 m viene trainata da due imbarcazioni in coppia. Tonnellaggio Variabile dai 100 ai 200 TSL. Tonnage Varying from 20 to 30 m. Lunghezza imbarcazione Variabile dai 20 ai 30 m. Vessel lenght From 20 to 30 m. Potenza motore Variabile dai 300 ai 600 cavalli nominali. Main power gear Varying from 300 to 600 hp. Tonnellaggio Variabile dai 100 ai 200 TSL. Tonnage From 100 to 200 tons. Segni particolari Quando è ormeggiato in banchina si può riconoscere per via di due grossi bracci metallici posizionati ai lati su ogni murata, al centro dello scafo vi è una sorta di binario in metallo su cui sono posizionati in fila gli attrezzi. In mare mentre pesca si possono vedere le stanghe di ferro aperte ai due lati tipo antenne, dalle quali partono i cavi di acciaio che trainano gli attrezzi. Specification Beam trawlers use a very strong outrigger boom on each side, similar to arms. The outriggers are controlled from a mast. Gears are usually stored in the centre of the deck on a metal track. When the vessel is fishing off-shore the booms are open like two antennae with steel cables towing the gears. Potenza motore Variabile dai 300 ai 600 cavalli nominali. Main power From 300 to 600 hp. Specification When the vessel is mooring it can be distinguished from other vessels of the same size because of a big cylindrical shaped weight lodging on its stern. The net is towed simultaneously by two boats commonly of similar size and power. Specie catturate Sogliole, seppie, canocchie, cappesante, canestrelli. Fish catch Flatfish, shrimp, cuttlefish, clam, mantis shrimp, scallop. Segni particolari Le barche ormeggiate in banchina sono del tutto simili alle altre imbarcazioni a strascico o a rapidi, si possono distinguere per via di un grosso peso di forma cilindrica che viene lasciato appoggiato fuori bordo sul rullo di poppa. In mare mentre pescano procedono appaiate, a volte fra una e l’altra a prua viene posizionato un cavo detto traversino per mantenere la distanza fra i due scafi. Specie catturate Pesce azzurro: sardine, alici, sgombri, sugherelli, palamite, tombarelli. Fish catch Bluefish: anchovy, mackerel, bonito, sardine. 61 62 Motopesca per attrezzi fissi Static gear vessel Materiale costruzione Vetroresina o metallo, più raramente legno. Hull material Fiberglass, iron, rarely wood. Attrezzo utilizzato Reti da posta, nasse, cestini, cogolli. Main gear type Gillnets, traps and pots. Dimensioni attrezzo Le reti da posta (chiamate barracuda) possono essere lunghe qualche chilometro, di solito ogni pezza è circa 500 m, i cestini per le lumachine di mare hanno un diametro di 40 cm ed una bocca di 20 cm, le nasse per seppia sono parallelepipedi di circa un metro di lunghezza per 40 cm di altezza, i cogolli per seppia sono trappole di circa 2 m di lunghezza , con un’imboccatura di 80 cm. Nasse, cestini e cogolli, vengono calati appesi ad un trave principale in file con un numero variabile di attrezzi. Gear size Gillnets are made of fabric mesh attached to a lead line and float line. Gill nets, also called “barracuda”, can be operated in large sets thousands of metres long. Every panel of mesh is about 500 m long. Small traps for snails have a diameter of 40 cm and an opening of 20 cm. Pots for cuttlefish are parallelepiped-shaped box about 2 m long with an opening of 80 cm. Traps and pots are hanged on a beam and dropped into the water. Lunghezza imbarcazione Variabile dai 6 ai 10 m. Vessel lenght From 6m to 10 m. Tonnellaggio Variabile dai 0,5-1,5 TSL. Tonnage From 0,5 tons to 1,5 tons. Potenza motore Circa 50 cavalli. Main power About 50 hp. Segni particolari Le barche hanno solitamente una cabina posta ad un terzo della lunghezza dello scafo verso poppa , di forma rettangolare, stretta e alta, a bordo vi sono segnali costituiti da galleggianti fabbricati artigianalmente con bandierine segnaletiche ricavate da materiale plastico di vari colori. Qualche attrezzo viene solitamente lasciato a bordo, su una delle murate è sempre presente un rullo salpareti. In mare la zona di pesca varia da 500 m a 4 miglia dalla costa a seconda del periodo. Specification The cabin of the boat, tall and narrow with a rectangular shape, it is usually found close to the stern. The deck is full of signal buoys and colored signal flags. Some gears are usually left on board. The fishing area starts from 500 m to 4 miles off shore depending on the season. Specie catturate Mormore, triglie, sogliole, gallinelle, pannocchie, lumachine, murici, seppie (a seconda dell’attrezzo utilizzato e del periodo). Fish catch Flatfish, mullet, shrimp, snail, cuttlefish, (depending on the season and on the gears). Motopesca con draga turbo soffiante (vongolara) Vessel with mechanical dredge for clams Materiale costruzione legno,vetroresina e metallo. Hull material Wood, fiberglass or iron. Attrezzo utilizzato Draga turbosoffiante. Main gear type Mechanical dredge for clams. Dimensioni attrezzo La draga comunemente detta ferro ha un’imboccatura larga circa 3 metri, la cassa della draga ha tondini di ferro distanti fra loro 12 mm per consentire il passaggio dei molluschi più piccoli. Gear size The dredge is a metallic grid box with many little rods spaced at 12 mm intervals. The opening of the dredge can be 3 m wide. Lunghezza imbarcazione Variabile dai 10 ai 14 m. Vessel lenght 10 to 14 m. Tonnellaggio Variabile dai 10 a 16 TSL. Tonnage 10 to 16 tons. Potenza motore Circa 150 cavalli. Main power About 150 hp. Segni particolari l’attrezzatura da pesca è posta sulla prua dell’imbarcazione. Quando la barca è ormeggiata è visibile una grande gabbia di ferro issata a prua. Sulla prua è visibile un vasca di acciaio dove vengono versati i molluschi catturati, la vasca è collegata ad un selezionatore, un vaglio vibrante nel quale passano le vongole che vengono suddivise per taglia. Quando la vongolara è in pesca contrariamente agli altri pescherecci si muove a marcia indietro. Specification When the vessel is mooring it is easy to see a big metallic grid on a metal rack on the bow and a steel tank where clams fall down. The tank is connected to a mechanical sorter. Contrary to other boats, when fishing this vessel goes backwards. Specie catturate Vongole. Fish catch Clams. 63 64 motopesca servizio impianti maricoltura Mussel farm service vessel Materiale costruzione Solitamente vetroresina. Hull material Usually fiberglass. Lunghezza imbarcazione Variabile dai 10 ai 15 m. Vessel lenght 10 to 15 m long. Tonnellaggio Variabile dai 10 a 15 TSL. Tonnage 10 to 15 tons. Potenza motore Circa 150 cavalli. Main power About 150 hp. Segni particolari Solitamente si tratta di barche molto larghe con la cabina sulla prua. A bordo sono presenti diversi macchinari, con nastri trasportatori. Sono munite di una tettoia metallica e sopra di essa si vedono sempre sistemate tante boe galleggianti. Specification Usually this kind of boat is quite wide and the cabin is on the bow. On board there are conveyor belts and many different machinery. Buoys are usually placed on the metallic roof of the cabin. Specie catturate Allevamento mitili. Fish catch Mussels.