Il mare, la pesca
ed i prodotti ittici
La filiera della pesca nella provincia di Macerata
indice
Presentazione di Giuliano Bianchi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
Introduzione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
In fondo al Mare Adriatico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
La catena alimentare marina. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
Il plancton. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14
Il benthos. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
Il necton. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
Redatto nell’ambito del progetto dal titolo:
”I prodotti ittici, le qualità organolettiche, le ricette ed i mestieri tradizionali;
viaggio nella filiera della pesca locale”
La pesca.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
La pesca d’altura. Gli attrezzi da traino.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19
Rete a strascico o tartana. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19
Il rapido. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
La volante. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
Finanziato da
Regione Marche Servizio Agricoltura, Forestazione e Pesca
La piccola pesca. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24
Nasse, cogolli e cestini: catturare con l’inganno. . . . . . . . . . . . . . . . 25
Fondi comunitari Fep 2007-2013
Asse prioritario 3 Misura 3.4
Sviluppo di nuovi mercati e campagne rivolte ai consumatori
La pesca delle vongole. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29
Promosso e cofinanziato dalla
Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Macerata
Realizzazione a cura di
Progetto Blu Soc.Coop.
Responsabile didattico
Serena Giannattasio
Testi
Gian Maria Balducci
Illustrazioni copertina, testo e schede imbarcazioni
David Lanci
Illustrazioni specie ittiche
Patrizia Stramigioli
Traduzioni schede
Chiara Angeloni
Coordinamento
Lorenza Natali
Responsabile Area Promozione Camera di Commercio di Macerata
Stampa
Tipografia S. Giuseppe srl - Pollenza (MC)
giugno 2011
Mitilicoltura. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30
La marineria di Civitanova Marche.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31
Mercato ittico di Civitanova Marche. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32
Ok il prezzo è giusto.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34
Storia della marineria. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37
Le qualità del prodotto ittico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42
Sano come un pesce. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42
Proteine. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43
Carboidrati. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43
Lipidi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43
Vitamine. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44
Sali minerali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44
Le organizzazioni di produttori O.P.. . . . . . . . . . . . . . . . . 44
Schede
Schede prodotto ittico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47-58
Schede imbarcazioni. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 59-64
D
a sempre impegnata nella valorizzazione delle eccellenze locali, la
Camera di Commercio di Macerata intende dedicare questa volta
un’attenzione particolare al piccolo grande mondo della pesca.
Il nostro territorio ha il pregio di rappresentare, in maniera
concentrata, tutte le bellezze caratteristiche dell’Italia. Dalle cime
dei monti lungo le dolci colline, il percorso naturale giunge al
mare, che sprigiona tutta la sua bellezza in una indescrivibile sintonia di profumi,
colori ed emozioni. La conoscenza di questo mondo alcune volte si limita alla
superficie, come raggi di sole che salutano l’estate nel luccichio delle onde. Questa
pubblicazione intende andare sotto quella superficie, scoprire e vivere questa vastità
che circonda le nostre coste.
Come per le altre categorie economiche, infatti, la Camera di Commercio dà sostegno
alla filiera della pesca locale, considerata una risorsa economica del nostro territorio,
ma di cui ancora non si ha una piena conoscenza.
Infatti non soltanto da un punto di vista turistico, il mare rappresenta una fonte
di sviluppo sia economico che socioculturale della provincia, grazie alla varietà di
prodotti che offre e, di conseguenza, ai vari comparti che ne vivono.
Come quello enogastronomico, di cui questo Ente ha già curato una pubblicazione
dedicata a “I brodetti di pesce della costa maceratese”, alla riscoperta di un prodotto
di eccellenza del nostro territorio.
Confermiamo la volontà di approfondire la conoscenza di un mondo, quello della
pesca, che quanto a pregevolezze, qualità, lavoro umano, rappresenta, in tutta la sua
complessità, il fascino della tradizione maceratese.
Giuliano Bianchi
Presidente della Camera di Commercio
Industria Artigianato e Agricoltura
di Macerata
introduzione
Un breve racconto può riassumere efficacemente i passaggi che caratterizzano la
filiera della pesca.
“Le prime ore del mattino a bordo dell’Alessandro I”
Mare Adriatico centrale ore 1.00 a.m.
Motopesca “Alessandro I”
Al grido: “salpiamo !” La rete viene tirata a bordo, il comandante rallenta, ferma l’imbarcazione senza spegnere il motore e si porta al verricello mettendolo in funzione.
I lunghi cavi d’acciaio cominciano ad arrotolarsi nei tamburi sibilando nelle pulegge.
A destra e sinistra sulla poppa, altri due pescatori attendono l’arrivo di due grosse tavole
di metallo, i divergenti.
Le tavole escono dall’acqua sbattendo sulle murate, i marinai in attesa staccano da ognuna
di esse due grosse corde,“i calamenti”, e le portano al centro del verricello che riprende ad
arrotolare fino a che non appare sulla poppa la lunga rete.
Dalla rete sgocciola acqua mista a sabbia e fango del fondale, le catene e le altre parti metalliche tintinnano sbattendo in qua e in là.
Con una grossa cima l’ultima parte viene issata in alto sull’arco di poppa ed il sacco si
muove a destra e sinistra sotto la spinta delle onde che scuotono l’imbarcazione.
Viene sciolto il nodo in fondo al sacco, la rete si apre e sulla poppa cadono tutti gli organismi catturati.
Granchi, panocchie, qualche spugna, conchiglie, diversi pesci tutti mescolati ed ammassati
uno sull’altro.
Mentre il comandante dirige verso il porto, i marinai a poppa eseguono la cernita del pescato.
Il pesce viene diviso per tipologie e sistemato nelle cassette.
Bisogna fare presto alle 3,00 comincia l’asta.
La notte è fredda e la scia rumorosa della barca s’illumina sotto i raggi della luna, ma nessuno si accorge di questo, il rumore del motore è assordante, la barca procede verso il porto
a 9-10 nodi di velocità e tutti sono chini, affaccendati a riordinare le casse sulla poppa.
Il comandante telefona e comunica ai famigliari l’ora del rientro.
Alle 2,00 circa dovrebbe essere in banchina.
Ore 2,10, porto di Civitanova banchina di levante…
I pescherecci sono quasi tutti rientrati, tra urla, rumore di barche in manovra e carrelli,
è tutto un viavai di persone impegnate a scaricare in fretta il pescato da bordo, mettere il
ghiaccio nelle cassette e velocemente dirigersi verso il mercato per l’asta.
Ore 3,00, la sala di conferimento del mercato è piena, i famigliari dei pescatori, mogli o
fratelli, parlano fra loro, qualcuno sorseggia un caffè mentre osserva le casse, ogni barca
ha messo le sue, ordinate una sull’altra, ad occupare un piccolo spazio della grande sala.
Da una parte si sta svolgendo il sorteggio per l’ordine di vendita, chi venderà per primo
oggi? Ognuno attende l’esito fra scongiuri ed imprecazioni.
Chi venderà per primo spunterà i prezzi migliori ed il guadagno sarà più alto.
Nel frattempo gli astatori si aggirano fra le casse, osservando e cercando di farsi un’idea
sulla quantità e la tipologia del pescato.
Anche qualche acquirente gironzola nella sala osser­vando la situazione prima di andarsi a
sedere sulle tribune della sala d’asta.
Ore 3.30, si parte…
La tribuna è gremita di commercianti, pescivendoli, ristoratori, grossisti.
Si accende l’orologio dell’asta che gira frenetico in senso antiorario, i prezzi scendono. I
commercianti in tribuna pigiano i loro bottoni, l’orologio si blocca, poi riparte, poi si ferma
un’altra volta.
Le casse scorrono lungo i nastri e vengono vendute in poche frazioni di secondo, tutti si
agitano schiamazzano, il rumore è assordante, l’astatore al microfono annuncia, una dopo
l’altra, il contenuto delle cassette, il peso ed il prezzo di partenza appaiono sul display
digitale.
Dalla tribuna sembra quasi non ascoltino, ma in un caos incredibile avvengono, in maniera indecifrabile per un occhio inesperto, le operazioni di vendita.
Ore 5.00, l’asta è finita i commercianti partono con i camion frigo alla volta dei loro negozi
per l’apertura.
In queste poche righe vengono descritte le azioni che vanno dalla cattura alla vendita del prodotto ittico. Operazioni che avvengono ogni mattina dal martedì al venerdì.
Seguendo la traccia del racconto, proviamo ad approfondirne i diversi aspetti per
arrivare ad avere un quadro più ampio e comprendere meglio ciò che viene descritto.
Tutto parte da una barca, un peschereccio che si appresta a recuperare una rete,
una rete a strascico, un attrezzo da pesca che viene trascinato sul fondo del mare e
cattura gli organismi prelevandoli dal sedimento.
La flotta di pescherecci a strascico della marineria principale delle provincia, Civitanova Marche, è numerosa ed è una delle più importanti della regione.
In porto si trovano 45 imbarcazioni che praticano questo tipo di pesca e si spingono
anche molto al largo.
In genere pescano da Civitanova Marche fino in corrispondenza del Monte Conero
a nord e fino al largo della costa sanbenedettese a sud.
I fondali vanno da 15-20 metri di profondità entro le prime 10 miglia dalla costa fino
ad oltrepassare i 100 m più al largo.
La morfologia di questo tratto di fondale è nota ai pescatori che ne conoscono perfettamente le caratteristiche e sanno quali pesci si possono pescare nelle diverse
zone.
Questo è possibile perché i fondali del Mare Adriatico sono generalmente sabbiosi
o fangosi ed in genere non presentano scogli o altre asperità che ostacolerebbero
l’avanzamento della rete.
Vediamo di seguito quali sono le caratteristiche principali del Mar Adriatico.
L
a maggioranza dei fondali è costituita da sabbia soprattutto nei pressi della costa, da sabbia mista a fango e poi prevalenza di fango man
mano che ci si porta verso il largo, anche se in alto
mare esistono alcune piccole zone con fondali
rocciosi dovute a concrezioni di origine organica.
A determinare le caratteristiche del fondo sono
soprattutto i detriti provenienti dai numerosi
fiumi che sfociano lungo la costa e le correnti
marine che li distribuiscono.
Il materiale si deposita con una precisa successione.
Dalla riva verso il largo si passa da sedimenti più
grossolani, ghiaia e sabbia a quelli più fini.
Ghiaia e sabbia, più pesanti, si depositano nei
primi metri in vicinanza della costa, mentre più
al largo si adagiano le particelle più leggere, fango e limo.
Il litorale della provincia di Macerata si estende
tra la foce del fiume Potenza e quella del fiume
Chienti, i comuni bagnati dal mare sono Potenza Picena, Porto Recanati e Civitanova Marche.
Gli organismi che popolano questi fondali
sono quelli tipici del litorale dell’Alto e Medio
Adriatico.
Dove l’acqua è poco profonda troviamo le telline ed i cannolicchi, i granchi e l’Arenicola marina, un vermicello marino che scava gallerie nel
sedimento.
Poco più al largo, gli organismi più diffusi sono
le vongole.
Assieme ad esse vivono molti altri molluschi
bivalvi che formano una comunità. Possiamo
trovare il Cardium (cuore), le ostriche ed i molluschi gasteropodi: murici, lumachini e garagoli.
In fondo
al Mare
Adriatico
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Fanno parte di questo insieme anche gli echinodermi, ricci come l’Echinocardium, che ama
infossarsi nel sedimento e alcune stelle marine.
i granchi si
nascondono nella
sabbia, vongole,
cuori e cannolicchi
fanno sporgere i loro
sifoni per nutrirsi,
l’arenicola scava
gallerie.
Dove il fango prevale sulla sabbia troviamo gli
anellidi come l’Owenia che fabbrica tubi all’interno dei quali vive.
Procedendo verso il largo possiamo trovare dei
crostacei, mazzancolle e panocchie, queste ultime scavano gallerie nel sedimento dove restano
nascoste durante il giorno ed escono per cercare
il cibo durante la notte.
Se ci si spinge ancora oltre, si trovano fondali
dove abbondano i “cetrioli di mare”, vengono
cosi chiamate le oloturie, echinodermi che amano vivere sui fondali fangosi.
A profondità ancora maggiori vivono crostacei
come scampi e aragoste, e molluschi come i moscardini e le cappesante.
Oltre agli invertebrati troviamo diversi pesci che
vivono nei pressi del fondo.
I cefali, i branzini e le anguille frequentano le
foci dei fiumi nei pressi della costa, dove l’acqua
è salmastra.
A basse profondità troviamo le mormore, i ghiozzi, i rombi, le passere e le sogliole.
Più al largo vivono la triglia, la mazzola, il fragolino, il merlano, la zanchetta, il merluzzetto e poi
ancora la rana pescatrice, lo scorfano ed il nasello.
In alto mare si trovano gattucci, spinaroli, razze
e pesci San Pietro.
Nel Medio Adriatico i fondali sono più profondi
di quelli del bacino settentrionale, esso è delimitato a sud da una depressione chiamata Fossa di
Pomo che arriva fino a 264 m di profondità.
Di fronte, oltre 70 miglia al largo, si trovano le
coste slave con i loro fondali rocciosi.
la triglia cerca il cibo
con l’aiuto dei barbigli
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Il mare Adriatico è un mare ricco di organismi
e, nonostante ultimamente gli effetti dell’intensa attività di cattura si facciano sentire, i fondali
sono ricchi di specie.
A cosa è dovuta questa ricchezza che ha permesso finora di sostenere tantissime imprese di pesca con le loro imbarcazioni?
La catena
alimentare
marina
All’interno della comunità marina gli esseri viventi sono legati tra loro da un rapporto di tipo
alimentare, ognuno occupa un posto ben preciso
e forma un anello di quella che viene chiamata
catena alimentare.
la catena alimentare
marina
All’interno della catena c’è chi fabbrica il cibo e
chi lo utilizza.
Gli organismi che producono cibo sono chiamati
produttori o autotrofi (dal greco autos: se stesso e
trophé: nutrire), sono in grado di nutrirsi autonomamente.
Gli organismi che utilizzano il cibo sono chiamati invece consumatori.
Il plancton ha un ruolo fondamentale nella comunità marina, nel fitoplancton troviamo infatti
i produttori, il primo anello della catena alimentare.
Le diatomee ed i dinoflagellati e molte altre microalghe, come tutti i vegetali, compiono la fotosintesi clorofilliana e attraverso questo processo
sono in grado di produrre i carboidrati necessari
al loro stesso sostentamento e fungere da nutrimento per i consumatori.
I “primi”consumatori si trovano all’interno del
plancton.
I piccoli rappresentanti dello zooplancton si
muovono in mezzo al fitoplancton e si cibano appunto di microalghe, come gli erbivori terrestri
quando pascolano sulla terraferma.
La lista dei consumatori continua con i piccoli
pesci pelagici (alici e sardine) che si nutrono di
zooplancton.
Poi vengono i consumatori di ordine superiore, i
tonni, che a loro volta predano i piccoli pelagici.
Infine pesci come gli squali, occupano il gradino
più alto, l’ultimo anello della catena, e si cibano
a loro volta di tonni.
Si parla di catena perché tutti i passaggi che il
cibo attraversa dal produttore fino all’ultimo dei
predatori sono strettamente collegati tra loro.
Niente va sprecato e tutto viene utilizzato e riciclato.
Durante la predazione frammenti di cibo vanno perduti e cadono sul fondo, alcuni organismi
muoiono e precipitano verso il basso, inoltre
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Il
plancton
vengono inevitabilmente prodotti dei rifiuti sottoforma di feci.
Gli organismi degradatori utilizzano tutte queste
sostanze come cibo.
Alcuni si alimentano delle carcasse (molluschi
gasteropodi) che sminuzzano in piccoli pezzi,
questi restano mescolati al sedimento e vengono
inghiottiti dai “limivori” (oloturie) che inghiottono il limo del fondale trattenendo i residui alimentari.
Delle particelle ancora più piccole si nutrono invece i filtratori e i “sospensivori”, quelli che trattengono le particelle in sospensione.
La ricchezza del Mare Adriatico dipende in larga
parte da una grande abbondanza di organismi nel
primo anello della catena.
È un mare molto ricco di plancton, soprattutto di
fitoplancton, questo perché dai fiumi arrivano molti nutrienti.
I nutrienti principali sono azoto e fosforo e sono
gli stessi che troviamo nel concime che diamo alle
piante da vaso o da giardino.
Quando arrivano in grande quantità possono causare anche alcuni problemi.
Le maree colorate sono dovute ad abbondanti ed
improvvise fioriture fitoplanctoniche.
In generale però l’apporto continuo di queste so­
stanze favorisce l’abbondanza e la ricchezza di spe­
cie ittiche che permette molteplici attività di pesca.
All’interno del plancton troviamo, come abbiamo
già sottolineato, una componente vegetale chiamata fitoplancton formata da microalghe, tra le più
numerose le diatomee ed i dinoflagellati, ed una
componente animale: lo zooplancton.
Lo zooplancton è costituito in maggioranza da piccolissimi crostacei, come i copepodi ed i cladoceri, e
dalle fasi giovanili di pesci, molluschi e crostacei.
le bizzarre forme
degli organismi
fitoplanctonici
La caratteristica che accomuna tutti questi organismi non è solo quella di essere molto piccoli,
ma è il fatto che hanno in genere scarse capacità
natatorie e vengono spinti dalle correnti marine,
sia verticalmente dalla superficie al fondo, sia
negli spostamenti da una zona all’altra.
alcuni organismi dello
zooplancton
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Il benthos
plancton, necton e
benthos
Tutti gli organismi marini, animali e piante che
vivono a diretto contatto del fondale sono chiamati dai biologi marini bentonici.
Alcuni vivono fissi od ancorati al fondo (sessili),
altri hanno capacità di spostamento più o meno
sviluppate a seconda delle abitudini alimentari e
dello stile di vita.
Troviamo organismi bentonici dalle prime zone
del litorale a contatto con l’acqua, dove è notevole l’influenza delle maree, fino agli abissi oceanici a migliaia di metri di profondità.
Le specie ittiche che vivono sul fondo e sono oggetto di prelievo da parte della pesca sono chiamate risorse demersali.
Non tutti gli organismi vivono a stretto contatto
con il fondo.
Il necton è formato da tutti gli animali che nuotano
e si spostano con movimenti autonomi, vincendo
la forza delle correnti grazie a pinne ed apparati natatori ben sviluppati, alcuni preferiscono le acque
costiere altri prediligono rimanere in alto mare.
Si possono spostare anche verso il fondale ma in
genere prediligono nuotare nella colonna d’acqua.
Tra gli organismi nectonici troviamo pesci, molluschi cefalopodi, rettili (tartarughe e serpenti
marini) e mammiferi, delfini e balene.
In Adriatico gli organismi nectonici, che rappresentano una delle risorse più abbondanti per la
pesca, sono quelli appartenenti al cosiddetto “pesce azzurro”, alici, sardine, sgombri, lanzardi e sugherelli.
Il necton
La pesca nelle Marche occupa un ruolo notevole nell’economia, le marinerie più importanti si
trovano a Fano, Ancona, Civitanova Marche e
San Benedetto.
Con il termine “marineria” si indica sia la flotta
peschereccia sia le attività che ruotano attorno
alla pesca ed al porto.
Per le ragioni spiegate nelle pagine precedenti,
il Mare Adriatico è ricco di specie ed i pescatori
raccolgono con diversi sistemi ciò che il mare offre, facendolo arrivare, attraverso una serie complessa di passaggi, sulle nostre tavole.
Le modalità per catturare i prodotti ittici, così
vengono chiamati tutti gli organismi buoni da
mangiare provenienti dalla pesca, sono numerose e si servono di sistemi ingegnosi chiamati
attrezzi da pesca.
La pesca
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L’efficacia e lo sviluppo di queste tecnologie
sono dovuti alla pazienza e all’esperienza dei
pescatori.
Essi nel corso dei secoli, hanno messo a punto
efficaci strumenti di cattura osservando il comportamento degli organismi, le loro abitudini ed
i loro spostamenti nel corso delle stagioni.
La pesca delle vongole si effettua in prossimità
della costa ma le modalità di cattura e la tipologia delle attrezzature possono essere paragonate
più alla pesca d’altura, massiva e con un’elevata
meccanizzazione delle procedure.
L’allevamento dei molluschi bivalvi, la mitilicoltura, richiede la costruzione di strutture abbastanza complesse per far crescere le cozze e si
serve di imbarcazioni con attrezzature meccaniche.
Nelle Marche sono presenti tutte le attività appena descritte con un elevato numero di addetti.
Andiamo a vedere nel dettaglio come si svolgono e quali sono le caratteristiche principali dei
mestieri di pesca.
La rete a strascico o tartana
con il termine
«marineria» si
indica sia la flotta
peschereccia sia le
attività che ruotano
attorno alla pesca ed
al porto.
La pesca può essere suddivisa in due grandi categorie: la piccola pesca e la pesca d’altura.
La piccola pesca utilizza attrezzi di tipo artigianale e si effettua con piccole imbarcazioni in
prossimità della costa, la pesca d’altura utilizza
imbarcazioni di dimensioni e potenza maggiori e
si svolge principalmente in alto mare.
Altre due attività molto importanti sono la pesca
delle vongole e l’allevamento dei mitili.
Queste ultime si servono di attrezzature e tecnologie che hanno caratteristiche particolari
che non appartengono totalmente ne all’una ne
all’altra categoria.
È lo strumento da pesca più utilizzato al mondo
per la cattura degli organismi bentonici.
La rete a strascico ha la forma di un grosso
sacco e viene trascinata sul fondo tramite cavi
d’acciaio.
Le parti principali della rete sono la parte anteriore, la bocca, e l’estremità posteriore che viene
La pesca
d’altura.
Gli
attrezzi
da traino
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chiamata “sacco”, dove rimangono intrappolati
gli organismi.
L’imboccatura della rete è formata da due parti,
quella superiore e quella inferiore.
Quella inferiore striscia sul fondale e deve essere molto pesante per far stare la rete a contatto
del fondo, di solito viene appesantita con piombi
e pezzi di catena di ferro.
La parte superiore non deve toccare il fondo,
anzi, deve stare sollevata altrimenti la bocca della rete si chiude. A questo scopo vengono legati
dei galleggianti, sugheri anticamente, oggi sostituiti da bocce di plastica galleggianti.
La rete, inoltre, deve stare aperta anche in senso
orizzontale, l’imboccatura deve essere più larga
possibile per migliorare la cattura.
Per ottenere questo effetto vengono collegati ai
cavi d’acciaio i “divergenti”, tavole che possono
essere di legno o metallo e servono per allargare
la rete in senso orizzontale.
I divergenti funzionano con il traino, hanno una
forma particolare che fa si che quando vengono
trascinati si allarghino verso l’esterno.
Infine, il sacco, deve avere maglie più strette rispetto al resto della rete, per non fare fuggire il
pescato.
In base alla normativa vigente, le maglie dell’ultima parte della rete non devono avere una ampiezza inferiore ai 40 mm se hanno forma quadrata e non meno di 50 mm se hanno forma romboidale, ciò per consentire l’uscita dei giovani
pesci di piccola taglia.
Con la rete a strascico si catturano tutti gli organismi che vivono sul fondo o nuotano vicino
ad esso, quelle che vengono chiamate risorse demersali: naselli, moletti, sogliole, rombi, scorfa-
ni, code di rospo, canocchie, gamberi, granchi,
seppie, moscardini, calamari, razze, gattucci e
palombi.
Nelle Marche la pesca a strascico con la tartana
viene praticata in tutte le principali marinerie.
Il rapido
Anche il rapido viene trainato sul fondo.
È un attrezzo con imboccatura rigida in metallo
di forma rettangolare.
Nella parte superiore del telaio viene montata
una tavola di legno inclinata in avanti che con
l’avanzamento dell’imbarcazione permette di
mantenere l’attrezzo attaccato al fondo.
Nella parte inferiore sono saldati dei denti curvi
che lo fanno assomigliare ad un rastrello.
La rete viene fissata all’imboccatura e chiusa all’estremità posteriore per trattenere gli orga­nismi.
Anche in questo caso, in base alla normativa, le
maglie dell’ultima parte della rete non devono
avere un’ampiezza inferiore ai 40 mm se hanno
forma quadrata e non meno di 50 mm se hanno
forma romboidale.
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I denti servono a sollevare gli organismi dalla
sabbia mentre l’attrezzo avanza ed a farli entrare
nella rete.
Il rapido è stato studiato appositamente per catturare quegli animali che vivono sprofondati nel
sedimento, soprattutto sogliole e seppie.
Ogni imbarcazione può trainare contemporaneamente più rapidi a seconda della potenza del
motore.
è un mestiere praticato soprattutto nella marineria di Ancona.
La volante
È una rete da traino particolare perché viene tirata da due imbarcazioni che avanzano parallele.
Viene detta volante perché non striscia sul fondo
ma è come se “volasse”, sospesa nella colonna
d’acqua.
L’imboccatura è molto grande sia in senso verticale che orizzontale ed ha quattro lati.
La rete ha quattro pareti, superiore, inferiore
e due laterali.
Il lato superiore dell’imboccatura è munito di
galleggianti, sui cavi del lato inferiore ci sono
invece dei pesi, in questo modo la bocca rimane aperta.
L’apertura orizzontale viene invece regolata
dalle due imbarcazioni che possono allontanarsi od avvicinarsi per allargare o stringere la
rete.
Ogni imbarcazione traina due cavi della rete,
al momento del recupero una barca passa i cavi
all’altra che la issa a bordo.
La volante può catturare tutti gli organismi
che nuotano nella colonna d’acqua o nei pressi
del fondo ma non direttamente a contatto con
esso.
Viene utilizzata soprattutto per la cattura di
pesce azzurro, alici, sardine e sgombri che si
muovono in branchi.
Per individuare i branchi di pesce i pescatori
si aiutano con uno strumento di bordo, l’ecoscandaglio.
L’ecoscandaglio serve per misurare la profondità del fondo, emette degli impulsi che vengono riflessi dal fondale ma anche da altri oggetti.
I branchi di pesce vengono visualizzati sul monitor quando l’imbarcazione ci si trova sopra.
Per legge la misura della maglia nel sacco della rete non deve essere inferiore ai 20 mm di
ampiezza.
è un mestiere praticato soprattutto nella marineria di Ancona.
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una rete da posta
calata sul fondo
un battello per la
piccola pesca
La piccola
pesca
Le attività della piccola pesca si concentrano soprattutto nella fascia costiera fino a tre miglia dal
litorale.
Con piccole imbarcazioni vengono calate a mare
reti da “posta” e piccole trappole, principalmente destinate alla cattura di sogliole, mazzole, triglie, canocchie, seppie e lumachine di mare.
Le reti da posta comunemente usate in Adriatico vengono chiamate barracuda, sono attrezzi
che vengono utilizzati per sbarrare la strada agli
organismi marini.
La definizione “da posta” indica proprio la loro
caratteristica, un attrezzo che resta appostato, fermo, in attesa che le prede vi restino imprigionate.
Vengono calate con l’aiuto di ancore e pesi.
Per fare in modo che la rete stia tesa e non cada
sul fondo, nella parte superiore ci sono dei galleggianti, di solito sugheri, ed in quella inferiore
dei pesi, solitamente piombi.
La parte superiore e quella inferiore della rete
sono chiamate lime, quindi ogni rete ha una lima
da sugheri ed una lima da piombi.
La rete rispetto al fondo ha un altezza massima
di circa un metro e può raggiungere una lunghezza di oltre un km.
La profondità del fondale su cui queste reti
vengono impiegate può variare da 7 m a 15 m,
vengono generalmente messe a mare nel tardo
pomeriggio e recuperate al mattino presto, per
sfruttare il periodo notturno in cui gli organismi
si muovono alla ricerca del cibo.
Due boe galleggianti segnalano in superficie la
presenza della rete, ogni pescatore riconosce i
propri attrezzi dal colore delle bandierine poste
sulle boe.
Con i retini si catturano principalmente: sogliole, triglie, mazzole, mormore e canocchie.
Nasse, cogolli e cestini: catturare con l’inganno
Tutti questi attrezzi sono stati progettati per
sfruttare particolari abitudini degli organismi
per trarli in inganno.
Sono piccole trappole mobili utilizzate principalmente per la raccolta dei molluschi sul fondo, in particolare le nasse ed i cogolli vengono
adoperati per le seppie, mentre i cestini sono
stati studiati appositamente per la cattura delle
lumachine di mare.
La pesca con le nasse si svolge a primavera, marzo, aprile e maggio e può protrarsi fino ai primi
di giugno.
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nasse per la pesca
delle seppie
Le seppie migrano dal largo verso la costa per
riprodursi e le femmine cercano delle superfici
adatte per deporre.
L’inizio e la fine della stagione di pesca dipendono dalla temperatura dell’acqua che condiziona
la migrazione delle seppie dal largo verso la costa, e può variare leggermente di anno in anno.
Le nasse sono delle gabbiette a forma di parallelepipedo di 80 cm di lunghezza, 40 cm di larghezza e 30 cm circa di altezza, rivestite di rete.
Hanno due ingressi con porticine che si aprono
solo verso l’interno.
I pescatori, con una tecnica vecchia di secoli, sistemano dei rametti di alloro dentro la nassa.
L’alloro attira le seppie che entrano per appic-
cicare le uova ai ramoscelli ed una volta entrate
non riescono più ad uscire.
I cogolli negli ultimi anni hanno sostituito quasi
del tutto le nasse, funzionano allo stesso modo
ma occupano meno spazio sulle imbarcazioni
perché si possono chiudere a mo’ di fisarmonica
e sono di materiale plastico più resistente rispetto alle vecchie nasse in legno o ferro.
I cestini o nassini catturano le lumachine di
mare attirandole al loro interno con un esca, solitamente un pesce morto, che viene posizionato
al centro del cestino per mezzo di un elastico.
I lumachini, sempre alla ricerca di resti di organismi sul fondo, salgono dai lati del cestino e cadono dentro.
Una volta entrati non riescono a compiere il tra-
i cogolli hanno ormai
sostituito quasi
del tutto le nasse
tradizionali
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molti cestini vengono
collegati ad un unico
trave e calati sul fondo
gitto in senso contrario per via della pendenza
delle pareti e restano intrappolati.
La pesca dei lumachini si svolge generalmente
da ottobre a maggio.
Nasse, cogolli e cestini vengono calati sul fondo
tutti con le stesse modalità.
Le trappole sono legate in fila ad un cavo principale chiamato “trave” che viene ancorato al
fondale.
Dalle ancore partono poi altri cavi collegati a
due boe, una all’inizio ed una alla fine della fila,
che, come nel caso delle reti da posta, hanno la
funzione di segnalare in superficie la posizione
degli attrezzi.
La piccola pesca cambia le attrezzature durante
l’anno a seconda della stagione e della disponibilità delle risorse.
Il calendario della pesca artigianale sulle coste marchigiane può essere riassunto in questo
modo a partire dall’autunno:
da ottobre ad aprile si svolge la pesca dei lumachini, dopo inizia il periodo delle nasse o cogolli
per le seppie da aprile a giugno.
Finite le seppie, comincia la stagione delle reti
da posta, che si protrae fino all’autunno successivo con la ripresa della pesca dei lumachini.
Le reti da posta vengono impiegate principalmente durante il fermo estivo della pesca a strascico, periodo nel quale la piccola pesca garantisce un rifornimento minimo di prodotto locale
alla pescherie e ristoranti della costa.
Ultimamente i lumachini di mare sono molto
meno abbondanti ed i pescatori preferiscono
continuare a pescare con le reti da posta fino
all’inizio dell’inverno.
Quando le acque si raffreddano troppo ed il pesce
si sposta verso il largo, se i lumachini continuano a
scarseggiare molte imbarcazioni interrompono le
attività o riducono il numero di uscite settimanali.
Fino a metà degli anni Sessanta la pesca delle
vongole poteva essere considerata un tipo di pesca artigianale.
Si svolgeva nei pressi della costa utilizzando piccole imbarcazioni ed attrezzi simili a grandi rastrelli manovrati manualmente.
La pesca
delle
vongole
la vongolara cala
la draga a prua e si
muove all’indietro
trascinando l’attrezzo
Da quella data venne introdotto l’uso dell’acqua
in pressione e si arrivò in breve tempo ad una
pesca meccanizzata con imbarcazioni di dimensioni e tonnellaggio maggiore.
Le attuali vongolare sono motopesca che montano a prua una draga che serve a prelevare i molluschi dal fondale con l’aiuto di acqua in pressione.
L’acqua prelevata dal mare viene pompata all’interno di fori che si trovano lungo tutto il telaio
dell’attrezzo.
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Questo si trova a prua perché viene trascinato
sul fondo mentre la barca si muove all’indietro.
Il prodotto raccolto viene svuotato in una vasca
metallica che si trova anch’essa a prora dell’imbarcazione, da qui passa in un setaccio che separa per taglia i molluschi.
Quelli inferiori alla taglia ammessa al commercio
(25 mm) vengono nuovamente gettati a mare, gli
altri confezionati direttamente a bordo in sacchi
pronti per la vendita.
Mitili­coltura
L’allevamento delle cozze avviene utilizzando
una complessa rete di cavi e gomene sui quali
vengono appese le cozze.
Gli impianti sono costituiti da filari paralleli,
ancorati al fondo con pesanti blocchi di cemento.
Per evitare che i filari affondino sotto il peso
delle cozze si usano appositi galleggianti che,
intervallati a qualche metro di distanza lungo
il cavo, fanno si che esso rimanga a galla.
Le cozze vengono insacchettate in apposite calze di nylon e appese al cavo principale.
Mano a mano che crescono vengono tolte dalla
calza vecchia e sistemate in una nuova calza più
grande fino a che non sono pronte per la vendita.
Più filari si utilizzano più prodotto si può raccogliere.
Un ciclo completo, dalla cozza neonata fino
a quella di taglia idonea alla vendita, dura in
Adriatico circa un anno.
Per la lavorazione si utilizza un’imbarcazione
che si ancora ai singoli filari, li solleva con dei
verricelli laterali e lavora il prodotto.
Sull’imbarcazione vengono installati dei macchinari (sgranatrici) che consentono di rompere la
vecchia calza, separare le cozze una dall’altra e insacchettarle nuovamente fino al termine del ciclo
produttivo (la cozza viene messa in commercio
quando raggiunge circa 6 cm di lunghezza).
Per consentire la lavorazione in mare ad un adeguato numero di addetti si prediligono barche
larghe e piatte in grado di garantire gli spazi necessari.
La marineria più importante della provincia di
Macerata è quella di Civitanova Marche.
Sono presenti tutte le attività appena descritte
ed in particolare a Civitanova è presente una
delle flotte a strascico più numerose della regione.
Fanno base nel porto 45 strascicanti, 12 imbarcazioni che praticano la piccola pesca e 25 vongolare, recentemente inoltre al largo della costa
sono stati realizzati 6 impianti per l’allevamento
delle cozze.
La
marineria
di
Civitanova
Marche
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Mercato
ittico di
Civitanova
Marche
Il mercato ittico rappresenta il centro di tutte le
attività della marineria, al mercato ittico avviene
il passaggio più importante, la commercializzazione del prodotto.
Oltre a ciò il mercato rappresenta un luogo di
riferimento per diverse attività legate alla pesca.
le trattative si svolgono
nella sala d’asta
Nella sala riunioni della struttura si svolgono
spesso le assemblee delle associazioni dei produttori e convegni e seminari che interessano la
marineria.
Nel 1993 la struttura è stata rinnovata ed è stato
installato un sistema d’asta elettromeccanico mediante il quale la contrattazione avviene con una
trattativa al ribasso di tipo olandese.
Si dice olandese perché venne introdotta per la prima volta in Olanda per il commercio dei tulipani.
Il mercato è dotato di due linee d’asta che funzionano contemporaneamente.
La gestione è affidata ad una società consortile
che ha quale unico socio il Comune di Civitanova Marche.
Nell’asta elettronica o ad orologio le operazioni
di vendita sono completamente informatizzate, il prodotto scorre su nastri che sono in grado
di fornire automaticamente il peso dello stesso.
L’astatore fissa il prezzo che appare sul display
dell’orologio e avvia l’asta.
Un’altra persona, collocata nei pressi dei nastri,
solleva un pesce della cassa presentandolo agli
acquirenti per offrire una migliore visione del
prodotto.
L’orologio, collocato di fronte alle tribune che
ospitano i commercianti, riporta via via gli scatti
del prezzo al ribasso, gli acquirenti possono bloccare gli scatti ed aggiudicarsi il lotto attraverso
un’operazione gestita automaticamente con telecomandi.
L’astatore fissa il prezzo iniziale in base a diverse
considerazioni che vanno dallo stato di conservazione, all’abbondanza del prodotto stesso, alle
condizioni meteo-marine.
L’asta si effettua nelle giornate dal martedi al venerdi, il mercato apre alle 3,00 del mattino.
Il sorteggio per l’ordine di vendita delle imbarcazioni avviene alle 3,30 del mattino.
Il prodotto è rappresentato soprattutto da specie
locali: naselli, triglie, pannocchie, moscardini,
seppie, scampi, rane pescatrici, mazzole e sogliole.
È possibile trovare specie provenienti da altri
porti o da altri mercati come nel caso del pesce
azzurro.
In media ogni anno passano dal mercato circa
1400 tonnellate di prodotto.
33
Ok il
prezzo
è giusto
La formazione del prezzo del prodotto ittico è
un passaggio fondamentale per l’economia delle
imprese di pesca e per tutta la filiera della pesca.
Ogni mattina avviene un’operazione complicata
che consente di dare un valore a ciò che fino a
qualche ora prima si trovava in mare.
Ovviamente il valore ed il prezzo devono sottostare alle due più note leggi del mercato, domanda ed offerta.
Un prodotto vale in base a quanto è richiesto,
alla sua disponibilità in termini di quantità e a
quanto siamo disposti a pagare per averlo.
Ma quando si ha a che fare con qualcosa che viene dal mare, oltre a questi fattori ne subentrano
altri, non immediatamente comprensibili.
Un aspetto singolare è che la vendita avviene attraverso un’asta al ribasso, cioè viene fissato un
prezzo di partenza che appare sull’orologio d’asta e, a partire da quel valore, l’orologio gira in
senso antiorario verso valori di volta in volta più
bassi.
Ad ogni giro di orologio il prezzo diminuisce di
un euro.
La stessa cassetta di pesce, dello stesso peso,
con le stesse caratteristiche può avere però un
valore diverso, costare di più, ad esempio, il martedì mattina rispetto al mercoledì mattina.
Può ottenere un valore più alto il martedì mattina presto a inizio asta rispetto alla stessa mattinata un’ora più tardi.
Qual è il motivo?
Le barche da pesca prendono il largo nelle primissime ore del lunedì mattina, alcune, di solito
quelle più piccole, rientrano nel tardo pomeriggio, altre, quelle più grandi, stanno fuori 48 ore
e rientrano nelle prime ore del mercoledì.
Ci sono quindi barche che rientrano ogni giorno e barche che fanno solo due rientri alla settimana.
Il mercoledì ci sarà più pesce disponibile e quindi trovando una maggiore quantità i commercianti lo pagheranno un po’ meno.
Perché il prezzo può variare nell’ambito della
stessa mattinata?
Ad inizio asta tutti hanno necessità di acquistare, hanno fretta di correre ad aprire il negozio
e soprattutto non vogliono correre il rischio di
rimanere sprovvisti di prodotto, la domanda è
elevata.
Man mano che la vendita procede sono sempre
di più i commercianti che hanno terminato gli
acquisti ed abbandonano il mercato, per cui il
prodotto con il passare del tempo perde di valore, a parità di offerta vi è meno richiesta.
È per questo che ogni mattina prima dell’asta si
svolge il sorteggio per stabilire l’ordine di vendita delle barche.
La barca che venderà per prima guadagnerà di
più e quindi tutti fanno gli scongiuri per essere
sorteggiati per primi.
I commercianti più pazienti potrebbero quindi
spendere meno ed avere lo stesso prodotto, allo
stesso tempo però rischiano di rimanere sprovvisti se di quel prodotto ce n’è poco.
Ogni mattina si svolge quindi una “lotta” tra
i pescatori da una parte, che hanno l’interesse
a vendere ad un buon prezzo e gli acquirenti dall’altra, che hanno interesse a spendere il
meno possibile.
A fare da intermediario c’è l’astatore, che ha il
compito più difficile, quello di stabilire il prezzo
di partenza.
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Il prezzo deve essere un buon compromesso per
tutte e due le categorie in gioco.
Se, fissato il prezzo di partenza, l’orologio d’asta
non ha il tempo di scendere e la cassetta viene
subito acquistata, l’astatore commette un errore
che sarà immediatamente notato dai pescatori,
perché è segno che poteva partire da un prezzo
più elevato.
Se invece, fissato il prezzo, l’orologio fa molti giri
al ribasso, l’astatore commette un errore e verrà
redarguito dagli acquirenti che perdono tempo
prezioso nel dilungarsi delle operazioni di vendita, segno che doveva partire da un prezzo più
basso per consentire una vendita più veloce.
Come fa l’astatore a stabilire il prezzo iniziale?
Innanzi tutto ogni mattina prima dell’asta deve recarsi nella sala di conferimento ed osservare tra il
pescato la quantità di ogni singolo prodotto.
Poi deve tenere conto del giorno della settimana, i primi giorni c’è maggiore richiesta.
Deve considerare il fattore meteorologico, se si
arriva da una situazione di maltempo oppure se
si andrà verso il maltempo e le barche non potranno uscire in mare.
Deve conoscere gli acquirenti seduti in tribuna,
ad esempio i ristoratori per accontentare la clientela sono disposti a spendere anche qualcosa in
più.
Deve ricordare le quotazioni dei giorni precedenti ed infine deve osservare le cassette.
A parità di specie le cassette meglio presentate,
con il pesce ben riposto ed una corretta quantità
di ghiaccio, avranno un valore maggiore.
Se il prezzo non soddisfa il pescatore, questi può
bloccare la vendita e ritirare la cassetta dal mercato.
La storia della marineria di Civitanova Marche
coincide in larga parte con quella della cooperativa “Casa del Pescatore”.
La Cooperativa “Casa del Pescatore” nasce ufficialmente il giorno 20 di dicembre del 1929 in
Porto Civitanova.
L’atto costitutivo attesta la trasformazione in
“Casa del Pescatore”della Società Anonima Cooperativa fra Pescatori di Portocivitanova, fondata dieci anni prima.
La “Casa del Pescatore”nasce per tutelare la categoria in un momento storico che vede lo sviluppo in tutta Italia di cooperative e società di
produttori, un periodo di radicale cambiamento
per le marinerie in cui si porta a compimento la
trasformazione del peschereccio da imbarcazione a vela ad imbarcazione a motore.
Gli scopi statutari sono chiari ai soci fondatori:
• acquistare per conto dei produttori materiale
nautico per la pesca, macchinari di propulsione e movimentazione attrezzi, combustibile,
carburante, lubrificanti e tutto il necessario
per le imprese di pesca
• gestire il mercato all’ingrosso del pesce in modo
da vendere direttamente il prodotto dei soci
• assistere i soci per tutti gli adempimenti a livello organizzativo, economico e fiscale.
Di fondamentale importanza per l’economia
della categoria è la gestione diretta del mercato ittico, bisogna ricordare infatti che fino al 20
Agosto 1926 in Italia la vendita dei prodotti ittici
si effettuava sulle banchine ed era affidata ad intermediari che decidevano il prezzo del pescato,
con un enorme disagio da parte dei pescatori che
si trovavano in una vera e propria posizione di
sudditanza nei confronti di questi soggetti.
Storia
della
marineria
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Da quella data, con il Regio Decreto Legislativo
n.1771, i Comuni vennero obbligati ad istituire
e costruire mercati ittici alla produzione ed al
consumo, per un’adeguata formazione del prezzo del pescato, con tale decreto venne anche
disciplinato il sistema di contrattazione, fissato
secondo le regole di asta pubblica ed aumentò
in questo modo nel paese il potere contrattuale
dei pescatori.
Successivamente nel 1929 (R.D.L. n.927) vennero disciplinate le operazioni di mercato e vennero introdotte le figure del direttore e della commissione di mercato.
In quegli anni di importanti novità per il settore,
la sede della “Casa del Pescatore” viene collocata nel fabbricato di proprietà della stessa in Piazza 28 Ottobre (oggi P.le Gramsci).
Il fabbricato, realizzato dalla precedente cooperativa a nord della vecchia pescheria, aveva sul
lato sud meno esposto ai venti e alle intemperie,
un ampio spazio pavimentato e coperto grazie ad
un colonnato che serviva per la riparazione delle
reti e delle vele.
Al piano terra vi erano dei locali adibiti a magazzino, in uno di questi locali si effettuava la
tintura delle reti.
Il processo consisteva nell’immergere reti e cordami in grandi pentoloni dove era stata preparata precedentemente un’infusione di corteccia di
pino.
Questo serviva a colorare ed impermeabilizzare
le reti ed i cavi, ancora di tessuto naturale, per
aumentarne la durata.
Sopra ai magazzini, al piano rialzato, vi era un
piccolo spaccio dove i marinai potevano acquistare a prezzi contenuti, sugheri, bozzelli, corda-
me ed altro materiale per la riparazione e manutenzione delle attrezzature da pesca.
Come si sottolineava precedentemente, la fondazione e lo sviluppo della cooperativa sin dalla
nascita della prima Società Anonima Cooperativa, avvengono in un periodo di radicale cambiamento per le marinerie adriatiche ed italiane.
Si andava diffondendo l’utilizzo del motore per
la propulsione delle barche da pesca e la movimentazione delle attrezzature.
A Civitanova, nel decennio che va dal 1919 al
1929, vi era una flotta peschereccia composta da
180 lancette a vela per una stazza complessiva di
circa 400 tonnellate.
A bordo delle imbarcazioni vi erano grossomodo
350 marinai ed in totale nella città più o meno
3000 persone vivevano dei proventi della pesca,
pescatori, familiari e commercianti.
La presenza della cooperativa e di numerosi
cantieri navali caratterizzò la vita e l’economia
del porto.
I cantieri navali Anconetani, Gaetani, Canaletti
e Santini favorirono ed assecondarono lo sviluppo della marineria che rapidamente trasformò le
lancette a vela in pescherecci a motore.
Non si assiste però ad uno sviluppo parallelo
della marineria e del porto, e le notevoli difficoltà per la realizzazione e l’ampliamento dello
scalo inducono molti pescatori ad abbandonare
la città per trasferirsi nelle vicine Ancona, San
Benedetto, Pescara, Termoli e Rimini.
Successivamente alcune famiglie si trasferirono
anche sul Tirreno, a Livorno e Civitavecchia.
Questo processo indebolì la marineria locale e di
conseguenza la cooperativa che visse un periodo
di stasi fino agli anni Cinquanta.
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In quella data avviene la permuta del vecchio
stabile della cooperativa con il piano terra del
nuovo complesso abitativo di viale Matteotti in
cui molti pescatori acquistano le proprie abitazioni.
Tra gli anni Cinquanta e Sessanta riprendono e
si intensificano i lavori di costruzione del porto,
si arresta il flusso migratorio dei pescatori e, a
partire proprio dagli anni Sessanta, riprendono
vigore le attività della cooperativa, con iniziative
che poi proseguiranno anche nel decennio successivo: la vendita di generi alimentari alle imprese di pesca e alle loro famiglie e la vendita
di carburante per i pescherecci che vanno acquisendo una potenza sempre maggiore.
A seguito della riforma tributaria nel 1973, i soci
proprietari delle aziende di pesca costituiscono
l’Associazione Produttori Pesca Coop, lo scopo
della nuova società è quello di collocare il prodotto ittico dei soci su altri mercati oltre a quello
locale e l’assistenza contabile e fiscale.
Negli anni Ottanta la cooperativa realizza un
nuovo fabbricato in area demaniale nel quale
vengono collocati gli uffici amministrativi.
Prosegue anche il potenziamento della fornitura
del carburante, oltre ai due impianti di distribuzione Agip convenzionati ne viene realizzato un
terzo, dotato di deposito e distribuzione del carburante.
Fra gli anni Ottanta e Novanta la Regione Marche interviene con propri finanziamenti sul porto di Civitanova.
Viene raddoppiata la larghezza del molo est e costruito lo scalo di alaggio nel molo di riva.
L’incremento delle attività della cooperativa
proseguono negli anni Novanta con l’acquisto
del motoscalo “Elidra 200”, per l’alaggio e il
varo dei motopescherecci.
Viene fondata la “Servizi Portuali s.r.l” a supporto delle attività delle imprese di pesca locali e di
quelle delle marinerie limitrofe.
Nel 1998 i soci della cooperativa, tramite l’Associazione Produttori Pesca, partecipano alla
Costituzione del Consorzio per la gestione del
mercato ittico e l’anno successivo partecipano
alla costituzione della “Pesca Service Coop”, società che gestisce i servizi di pulizia del porto e
del mercato ittico.
Il nuovo secolo si apre purtroppo con una grave
perdita per la cooperativa, il 14 settembre 2004
perde la vita durante un sinistro navale il Presidente Luigi Lepretti, da più di dieci anni alla guida del consiglio di amministrazione della Casa del
Pescatore e della Associazione Produttori Pesca.
Nonostante il grave lutto, il consiglio di amministrazione prosegue con le attività e nel mese di
luglio del 2007 vi è l’apertura del punto vendita
della “Casa del Pescatore”, dopo una fase di restauro dell’immobile di via Leonardo da Vinci .
Qui i soci e non soci possono trovare a prezzi
convenienti quanto necessario per l’equipaggiamento di imbarcazioni da pesca ed attrezzature
nautiche in generale, ciò ha permesso ai soci di
ridurre notevolmente le spese di armamento.
Nel 2009 ha avuto luogo l’inaugurazione della
banchina a vista sul molo est, intitolata all’indimenticato Luigi Gasparroni, opera che completa
l’ammodernamento del molo sud con il rifacimento delle banchina di riva.
La cooperativa associa 246 pescatori, per un totale di 65 unità navali appartenenti alle imprese di
pesca, di cui 25 dedite alla pesca delle vongole.
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Le
qualità
del
prodotto
ittico
Sano come un pesce
Nutrizionisti e medici consigliano di mangiare
pesce almeno due volte alla settimana.
I prodotti ittici sono una valida alternativa a diversi cibi ricchi di proteine come uova, formaggi
ed altre carni, con il vantaggio di essere meno
calorici e più facilmente digeribili.
Le carni del pesce sono più tenere, per cui possono essere masticate con maggior facilità e digerite più rapidamente, in mare infatti non serve
una robusta muscolatura di sostegno ed i tessuti
sono più ricchi d’acqua e meno fibrosi.
I prodotti ittici sono quindi indicati per chi ha
difficoltà nella masticazione, anziani e bimbi.
L’elevata quantità di grassi “buoni”, gli acidi
grassi poliinsaturi e gli omega 3, contribuiscono
a regolare la quantità di colesterolo nel sangue
ed a rendere più elastiche le pareti dei vasi sanguigni, aiutando a prevenire malattie del sistema cardio-circolatorio, ictus ed infarti.
Contengono inoltre molti sali minerali e vitamine indispensabili all’organismo.
Proteine
Le proteine sono costituite da piccole unità, gli
aminoacidi, la qualità delle proteine dipende dal
tipo di aminoacidi che esse contengono.
Con la digestione vengono suddivise nuovamente in tanti aminoacidi, questi a loro volta
sono utilizzati dal nostro corpo per costruire altre
proteine.
Gli aminoacidi possono anch’essi essere costruiti (sintetizzati) all’interno dell’organismo, ma
non tutti, alcuni devono essere introdotti attraverso gli alimenti e vengono chiamati “essenziali”, sono cioè indispensabili.
Le proteine dei prodotti ittici sono ricche di
“aminoacidi essenziali” e quindi sono di alta
qualità.
Carboidrati
I carboidrati o zuccheri sono fondamentali
nell’alimentazione e forniscono la maggior parte
dell’energia (calorie) necessaria per le funzioni
vitali (metabolismo).
Un eccesso di calorie però non è salutare e può
portare a problemi come l’obesità.
I prodotti ittici sono molto poveri di carboidrati
e sono particolarmente indicati per le diete ipocaloriche (a basso livello calorico).
Lipidi
I lipidi o grassi forniscono assieme ai carboidrati buona parte dell’energia per le funzioni vitali
ma rispetto agli zuccheri agiscono come riserva,
vengono messi da parte ed utilizzati quando è
necessario.
Alcuni hanno anche altre funzioni, fanno parte
delle membrane cellulari (grassi poliinsaturi) e
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svolgono un ruolo fondamentale in alcuni processi vitali (grassi omega 3).
Diversi prodotti ittici sono ricchi di queste molecole indispensabili e rappresentano una delle
poche fonti di acidi grassi omega 3.
Vitamine
Le vitamine sono molecole essenziali per il metabolismo e devono essere introdotte attraverso
l’alimentazione, non possono essere costruite
dall’organismo.
I prodotti ittici sono ricchi di vitamine A,D ed E
La vitamina A è necessaria per la vista e per il
sistema immunitario, la D per il tessuto osseo e
la calcificazione, la E è un importante “antiossidante”.
Sali minerali
I prodotti ittici sono ricchi di sali minerali soprattutto: selenio, iodio, fosforo, calcio, zinco,
magnesio e ferro.
Le organizzazioni di
produttori
O.P.
Le organizzazioni di produttori sono associazioni
di pescatori che si associano per avere una maggior tutela per i loro prodotti e garantire ad essi
le migliori condizioni di commercializzazione.
Il principale scopo di queste organizzazioni è tutelare i soci dal punto di vista economico e far si
che i loro prodotti mantengano un prezzo adeguato.
Sono realtà molto importanti che oltre a svolgere
un ruolo economico possono avere una funzione nello stabilizzare il prelievo della pesca adeguandolo alla richiesta del mercato.
Per le note leggi della domanda ed offerta è importante che vi sia un equilibrio tra la quantità di
pesce disponibile e quella richiesta dal mercato.
È inutile avviare al commercio una mole di prodotto superiore a quella richiesta, con il risultato
di abbassare il valore commerciale e sottoporre
le popolazioni ittiche ad un prelievo non necessario.
Questa funzione acquista un ruolo primario
nell’ultimo periodo, nel quale le risorse sono
sempre meno abbondanti ed adeguare lo sforzo
di pesca alla quantità di prodotto disponibile è
più che mai necessario.
A Civitanova Marche è stata costituita l’Organizzazione Produttori della Pesca di Civitanova
Marche.
L’O.P. associa 103 imprese di pesca per un totale di 65 motopesca, fra i prodotti che l’organizzazione tutela quelli che hanno un maggior
peso dal punto di vista economico e quantitativo
sono: scampi, vongole e naselli (merluzzi).
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schede
Alice o Acciuga
Nome scientifico
(Engraulis encrasicolus)
Anchovy
Scientific name
(Engraulis encrasicolus)
Nomi dialettali
sardone, sardoncino
Dialectal names
sardone, sardoncino
Biologia
L’acciuga è un pesce pelagico
di piccole dimensioni e
costituisce uno dei maggiori
rappresentanti del pesce
azzurro.
Ha il corpo coperto di squame
iridescenti, dalla caratteristica
colorazione azzurro-argentea.
Si avvicina alla costa nella
bella stagione, quando si
riproduce e trova abbondanza
di plancton di cui si nutre.
Biology
The anchovy is a small pelagic
fish (living in the open sea)
that best represents the
so called mediterranean
«blufish».
The anchovy is a silvery
fish with a blue-green back
covered with iridescent scales.
Anchovies live close to the
coast during their reproductive
period (spring and summer) to
find more plankton.
Pesca
In Adriatico viene pescata
soprattutto con la rete volante
e con la lampara.
Fishing
In the Adriatic Sea the anchovy
is caught using two kind of
fishing gears: midwater pair
trawls (volante) and purse
seines (lampara).
Consumo
È un pesce dalle carni gustose
ricche in particolare di grassi
omega 3, che hanno un
ruolo molto importante nelle
prevenzione delle malattie
cardiovascolari.
Viene cucinato soprattutto alla
brace, nella classica ricetta
marchigiana a «scottadito».
Consumption
The Anchovy is a very
savoury fish rich in Omega 3
fatty acids useful to prevent
cardiovascular diseases.
Anchovies are preferably
cooked on the barbecue. A
classic recipe from Regione
Marche is «Anchovies
scottadito».
Ricetta
Sardoncini «a scottadito»
Ingredienti
Alici, pan grattato,
prezzemolo, aglio, olio di
oliva, pepe e sale.
Preparazione
Decapitare ed eviscerare le
alici una ad una, sciacquare
con acqua salata.
Asciugare i pesci con un
panno ed amalgamare
in una terrina con pane
grattugiato,olio, aglio, sale,
pepe e prezzemolo tritato.
Lasciare riposare per qualche
minuto.
Stendere il pesce
affiancato sulla graticola
precedentemente unta con
olio.
Cuocere per pochi minuti
possibilmente girando solo
una volta le graticole.
Regolare bene il fuoco, la
brace deve essere viva ma
coperta con cenere, non deve
bruciare il pesce.
Servire rovesciando i pesci
dalla graticola su un foglio di
carta da pane.
Mangiare il pesce caldo con le
mani «a scottadito».
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Gallinella
Nome scientifico
(Chelidonichthys lucernus)
Tub gurnard
Scientific name
(Chelidonichthys lucernus)
Nomi dialettali
mazzola, testola
Dialectal names
mazzola
Biologia
La gallinella è un pesce dal
capo massiccio con pinne
pettorali ampie a forma di
ventaglio, di color viola scuro
con al centro una macchia
blu intenso. La colorazione
del dorso è bruno-rossiccia o
arancio, bianco argentea sul
ventre. È un pesce vorace che
si nutre soprattutto nelle ore
notturne di crostacei, molluschi
e di piccoli pesci. Gli esemplari
più giovani vivono vicino alla
costa e spesso penetrano nelle
lagune salmastre, mentre gli
adulti più al largo, fino a 200 m
di profondità.
Biology
The tub gurnard has a large
head and large fan shaped
pectoral fins. The colour of the
back can vary from reddish
-brown to orange, the belly is
silvery-white.
The tub gurnard is very
voracious and it mainly feeds
during nighttime on molluscs,
crustaceans and small fish.
Juveniles live close to the
coast and brackish lagoons,
adults live in the open sea up
to 200 m deep.
Pesca
La mazzola viene pescata con
reti a strascico e con reti da
posta. In estate e in autunno si
pescano soprattutto i giovani,
nei mesi invernali gli adulti. Le
mazzole pescate in Adriatico
sono leggermente più grandi
di quelle catturate negli altri
mari italiani.
Fishing
The tub gurnard is caught
with bottom otter trawls
and gill nets. Juveniles are
caught during summer and
autumn, adults in winter. The
individuals captured in the
Adriatic sea are bigger than
those captured in the rest of
the peninsula.
Consumo
Il modo migliore per gustarla è
in umido, molto indicata per la
zuppa di pesce. Carni povere
di grassi, ricche di vitamina E,
potassio e proteine.
Consumption
Boiling is probably the most
popular way to cook it and
it is perfect for fish soup. Its
flesh is soft and low-fat, rich
in vitamin E, potassium and
proteins.
Ricetta
Mazzole in umido
Ingredienti
mazzole, cipolla, carote,
vino bianco secco, sale,
pepe, peperoncino, chiodi di
garofano, aglio e acqua.
Preparazione
dorare un quarto di cipolla
tritata, aggiungere quattro
carote tagliate a rondelle,
un bicchiere di vino bianco
secco, un chiodo di garofano
conficcato in uno spicchio
d’aglio che poi va gettato e
mezzo litro d’acqua.
Portare a cottura le carote,
quando l’acqua si è ritirata di
circa la metà aggiungere le
mazzole, pulite, eviscerate ma
non decapitate.
Lasciare cuocere per 20-25
minuti con il tegame coperto
fino a portare il sugo alla
giusta densità.
Merluzzetto
Nome scientifico
(Trisopterus minutus
capelanus)
Poor cod
Scientific name
(Trisopterus minutus
capelanus)
Nomi dialettali
busbana
Dialectal names
busbana
Biologia
È un pesce dal corpo alto e
compresso di colore giallastro,
i fianchi sono argentati mentre
il ventre è più chiaro. Presenta
un barbiglio molto evidente
sotto al mento.
Vive fra i 25 ed i 300 m di
profondità, nei pressi del
fondo.
È carnivoro, si nutre di piccoli
pesci e crostacei.
La riproduzione avviene in
primavera, da febbraio a
maggio.
Biology
The poor cod is a mini-species
from the cod family. The back
is yellowish-brown, the sides
tends to silver and the belly is
silvery-white. Under the chin it
has a visible barbel.
Poor cods live between 25
to 200 metres, close to the
bottom.
Its food consists mainly of
small fish and crustaceans.
Reproduction occurs in the
spring, between February and
May.
Pesca
Il merluzzetto viene catturato
quasi esclusivamente con reti
a strascico ed è molto comune
in Adriatico.
Fishing
Very common in the Adriatic
Sea, the poor cod is caught
almost exclusively with
bottom otter trawls.
Consumo
È un pesce bianco, magro
dalle carni di sapore delicato.
È una specie di modesto
valore commerciale,viene
frequentemente utilizzata per
il brodo di pesce ed è ottima
anche fritta.
Consumption
It’s a white fish, low-fat with
dainty flesh but has no great
commercial value. Such fish
can be fried or used to make
fish broth.
Ricetta
Busbane fritte
Ingredienti
Busbane, farina, sale olio di
oliva.
Preparazione
pulire le busbane, eliminare
interiora e testa.
Sciacquare ed asciugare con
un panno.
Passare i pesci nella farina
e metterli a friggere in una
padella con olio a giusta
temperatura.
Una volta fritti porre i pesci
su carta assorbente e salare
quanto basta, servirli caldi.
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Nasello
Nome scientifico
(Merluccius merluccius)
European Hake
Scientific name
(Merluccius merluccius)
Nomi dialettali
merluzzo
Dialectal names
merluzzo
Biologia
Il nasello è un pesce dal corpo
affusolato, con la bocca ampia
e denti aguzzi e taglienti. Ha
un ciclo biologico abbastanza
complesso, gli adulti vivono a
profondità elevate, in Adriatico
nei pressi della Fossa di Pomo.
Su fondali profondi vivono
anche i giovani che trovano lì il
nutrimento a loro idoneo fino
a quando raggiungono una
lunghezza dai 10 a i 15 cm.
Migrano poi in acque meno
profonde dove si fermano fino
a raggiungere una taglia
maggiore, che li spinge a
guadagnare nuovamente il
largo. Il nasello è una specie
longeva, può raggiungere 20
anni di età.
Biology
The European hake has a long
body shape and a large mouth
filled with long sharp teeth.
The juvenile hake spends a lot
of its life in depths near the
bottom (in the Adriatic close
to Fossa di Pomo) where it can
find all the nutrients. When it
reaches 10-15 cm it ventures
into the upper mid-water
to return into deep once
it gets bigger in size. The
European hake can reach 20
years of age.
Pesca
Questa specie è sottoposta
ad un intensa pressione di
pesca; si cattura soprattutto
con le reti a strascico ma viene
pescata anche con palamiti di
profondità ai quali abboccano
soprattutto gli adulti. Il
pescato dello strascico è
composto prevalentemente da
giovani di media taglia.
Fishing
Bottom trawls catch young
medium size hakes; longlines
catch mostly adult individuals.
Consumo
Ha carni bianche e delicate,
ricche di vitamina B e C.
È un pesce magrissimo e
molto digeribile. I naselli
sono indicati soprattutto per
l’alimentazione dei bambini e
delle persone anziane.
In molte regioni italiane viene
chiamato “merluzzo”, non
deve essere però confuso con
il merluzzo del Mare del Nord
venduto di solito essiccato
con il nome di baccalà o
stoccafisso.
Consumption
Low-fat fish with white flesh
easy to digest. Recommended
to children and elderly people.
Rich in vitamin B and C.
In many Italian regions the
european hake is commonly
called “cod” (“merluzzo”) but
it is not to be confused with
the Nord Sea cod that in Italy
is sold dried under the name:
baccalà or stoccafisso.
Ricetta
Brodetto di naselli
Ingredienti
aglio, olio, aceto, salsa di
pomodoro, conserva, sale e
pepe.
Preparazione
far soffriggere a fuoco vivo
due o tre spicchi d’aglio interi
che poi vanno tolti.
Tolto l’aglio si versano cinque
o sei cucchiai di salsa ed uno
di conserva di pomodoro, si
aggiunge un dito di aceto, si
aggiusta di sale e pepe e si
fa cuocere a fuoco vivo fino
a raggiungere una densità
elevata.
Dopodiché si aggiungono i
naselli e si fa cuocere per altri
cinque minuti.
Sardina
Nome scientifico
(Sardina pilchardus)
Sardine
Scientific name
(Sardina pilchardus)
Nomi dialettali
sardella, sarda
Dialectal names
sardella, sarda
Biologia
La sardina è uno dei maggiori
rappresentanti del pesce
azzurro: la colorazione del
dorso è azzurro-verdastra,
mentre i fianchi ed il ventre
sono bianco-argentei.
Ha la mascella inferiore
leggermente più sporgente di
quella superiore. È una specie
pelagica costiera, nel periodo
della riproduzione (inverno)
si riunisce in banchi che si
avvicinano alla costa, nei mesi
estivi si allontana e migra in
acque profonde. Si nutre di
plancton, piccoli molluschi e
uova di pesci.
Biology
The sardine is an important
Mediterranean “bluefish”
commercial species. Sardines
are small, silvery and
elongated. The back is green
or olive, flanks and belly are
silvery white. The inferior
mandible is prominent.
During the reproductive
period (winter) it forms
schools near the coast and in
the summer it reaches deep
waters.
Its food consists mainly of
plankton, small molluscs and
eggs.
Pesca
La pesca delle sardine si
effettua con reti volanti e con
le lampare ed è praticata in
tutti i mesi dell’anno.
Fishing
Sardines are caught all year
long with midwater pair trawls
(volante) and purse seines
(lampara).
Consumo
È uno dei maggiori
rappresentanti del cosiddetto
“pesce povero”, per via del
basso costo.
Ha carni molto saporite e
ricche di grassi importanti per
la dieta.
È infatti una specie ricca di
acidi grassi Omega 3, vitamine
A, C , potassio, proteine e
carboidrati.
Consumption
It is one of the species
belonging to the so called
“poor fish” (“pesce povero”)
because of its low price.
Sardines are very tasty and
rich in Omega3, vitamin
A, potassium, proteins e
carbohydrates.
Ricetta
Sardine sotto sale
Ingredienti
sale grosso e sardine.
Preparazione
desquamare le sardine,
eviscerarle e togliere testa e
branchie, lavare il pesce in
acqua salata e asciugare con
un canovaccio.
Prendere un recipiente di
vetro o di coccio e stendere
alla base uno strato di sale
grosso leggermente pestato,
adagiare a raggiera uno strato
di sardine.
Stendere un altro strato di
sale grosso, poi un altro di
pesce e cosi via fino a riempire
il recipiente, ricordando che
l’ultimo strato deve essere di
sale.
Infine rimediare un disco di
legno o di materiale idoneo
per alimenti e collocare sulla
bocca del recipiente con un
peso sopra.
Il liquido che si forma in
superficie deve essere
eliminato ed il recipiente
deve essere posto in un luogo
asciutto, areato e all’ombra.
Si preparano di solito a luglio
per essere consumate nel
periodo invernale.
Dopo trenta o quaranta giorni
le sardine sono pronte e prima
di essere consumate vanno
dissalate con acqua, servite
con pane abbrustolito e burro.
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Triglia
Nome scientifico
(Mullus barbatus)
Red Mullet
Scientific name
(Mullus barbatus)
Nomi dialettali
barbone, rosciolo
Dialectal names
barbone, rosciolo
Biologia
La triglia di fango è un pesce
di taglia medio–piccola. Il
corpo è ricoperto di squame
di colore rosa e rosso sul
dorso, con striature laterali
gialle. Sotto la bocca vi sono
due lunghi barbigli provvisti di
organi sensoriali che usa per
scovare sul fondo molluschi,
crostacei e vermi di cui si
ciba. Vive in branchi su fondi
sabbiosi e melmosi.
Biology
The red mullet is a slim, narrow
bodied fish covered with pink
and red scales. Body color
ranges from a reddish brown
to a deep red with yellowish
stripes along its body.
There are two long barbels
below its chin used to find its
food consisiting in molluscs,
crustaceans and worms that it
roots from muddy and sandy
seabeds. It forms school.
Pesca
La triglia di fango si pesca
soprattutto con reti a strascico
e reti da posta.
In Adriatico le giovani triglie
che nel mese di agosto
raggiungono 5-6 cm di
lunghezza vengono chiamate
agostinelli. Le triglie di taglia
maggiore sono chiamate
barboni.
La taglia minima per poter
essere immesse sul mercato è
11 cm.
Fishing
Red mullets are caught with
bottom otter trawls and gill
nets.
In the Adriatic Sea, during the
month of August, young red
mullets reach 5-6 cm and are
called agostinelli. When the
size is bigger they are called
barboni. Minumum landing
size is 11 cm.
Consumo
È una specie sempre presente
sui nostri mercati, l’autunno
è il periodo migliore per
consumarla perché ha carni
morbide e saporite ed ha
raggiunto la taglia minima; in
questo periodo è ottima alla
griglia.
È ricca di vitamina A, C,
proteine e acidi grassi
poliinsaturi.
Consumption
Red mullets can be found all
year long but autumn is their
best period because the flesh
is soft and tasty. The best way
to cook it is on the grill.
Rich in vitamina A, C, proteins
and polyunsaturated fat.
Ricetta
Triglie all’alloro
Ingredienti
triglie, alloro, limone, sale e
olio di oliva.
Preparazione
pulire le triglie, eliminare
branchie ed interiora.
Preparare sulla graticola un
letto di foglie di alloro, condire
le triglie con sale, pepe e
succo di limone, adagiare sul
letto di foglie.
Coprire con altre foglie di
alloro e chiudere la graticola.
Cuocere a fuoco basso sulla
carbonella, quando l’alloro è
leggermente bruciacchiato
da tutti e due i lati il pesce è
pronto.
Suacia
Nome scientifico
(Arnoglossus laterna)
Scaldfish
Scientific name
(Arnoglossus laterna)
Nomi dialettali
zanchetta, linguattola
Dialectal names
zanchetta, linguattola
Biologia
La suacia è un pesce piatto,
dalla mandibola sporgente.
Il corpo è ricoperto di
piccolissime squame.
La colorazione è grigio
giallastra e per trasparenza si
vedono la colonna vertebrale
ed i visceri.
Può raggiungere i 16 cm di
lunghezza, ma è comune fra i
10 e i 12 cm.
È una specie molto diffusa,
vive adagiata su fondali
fangosi o sabbiosi.
Si nutre di invertebrati
bentonici, soprattutto di
crostacei.
Biology
The scaldfish is a flatfish of a
translucent pale yellow and
light grey colour. It is covered
by tiny scales with visible
dorsal spine and internal
organs. It has a prominent
jaw.
It can reach a body length of
16 cm but it is more common
between 10 to 12 cm.
Very widespread the scaldfish
lives on muddy seabeds
and feeds on small fish and
crustaceans.
Pesca
La suacia si pesca con reti a
strascico e con i rapidi.
Fishing
It is caught with bottom otter
trawls and beam trawls.
Consumo
non è molto apprezzato per
via delle piccole dimensioni
della specie, anche se le sue
carni sono ottime, bianche e
dal sapore molto delicato.
È presente sui mercati
nazionali dove viene venduta
spesso con il termine generico
di frittura, insieme ad altri
piccoli pesci.
Consumption
Because of its small size, it is
not really appreciated on the
market although the white
flesh has a very delicate taste.
It is sold on the market with
other small fishes under the
name “frittura” (mix of fried
fishes).
Ricetta
Zanchetti fritti
Ingredienti
zanchetti, farina, olio di oliva,
sale.
Preparazione
sciacquare ed asciugare con
un panno i zanchetti.
Passare i pesci nella farina
e metterli a friggere in una
padella con olio a giusta
temperatura.
Una volta fritti porre i pesci
su carta assorbente e salare
quanto basta, servirli caldi.
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Ricetta
Cozze al gratin
Mitilo o Cozza
Nome scientifico
(Mytilus galloprovincialis)
Mussel
Scientific name
(Mytilus galloprovincialis)
Nomi dialettali
mòsciolo, muscolo
Dialectal names
mòsciolo, muscolo
Ingredienti
cozze, pan grattato, pepe, olio
di oliva.
Biologia
Il mitilo è un mollusco
bivalve dalla conchiglia di
forma allungata di color
nero-violaceo. Vive attaccato
alle rocce per mezzo di un
insieme di filamenti, il bisso,
che gli impediscono di venir
spazzato via dalle correnti
durante le forti mareggiate.
È un organismo filtratore
che si nutre di plancton e di
altre particelle organiche in
sospensione nell’acqua.
Biology
The Mussel is a bivalve
mollusk with a blue-violet
elongated shell. It lives on
rocky areas thanks to byssus, a
tuft of horny threads secreted
by a gland that allows the
mussel a firm attachment
to the substrate. It is a filter
feeder that feeds on plankton
and other microscopic sea
creatures which are freefloating in seawater.
Preparazione
aprire le cozze in padella senza
aggiungere acqua.
Sgusciare i molluschi, pulirli
bene dal bisso (ciuffetto),
condire usando un po’
d’acqua di cottura la polpa
con pan grattato, pepe, sale e
olio di oliva.
Sistemare a due a due i
molluschi dentro ai gusci vuoti
e cuocere per dieci minuti in
forno ben caldo.
Pesca
I mitili vengono allevati e solo
in piccola parte sono pescati
su banchi naturali.
L’allevamento, la mitilicoltura,
viene invece praticata in
Adriatico, nello Ionio, nel
Tirreno centro-settentrionale.
Fishing
Mussels are mainly cultured in
coastal waters and only a small
amount are caught on natural
reefs.
In Italy mussels are cultured
in the Adriatic Sea, Ionian Sea
and Tyrrhenian Sea.
Consumo
Le carni sono magre e
gustose.
I mitili che vivono nelle lagune
dell’Alto Adriatico hanno un
sapore più dolce di quelli
pescati in altri mari italiani. Il
valore nutrizionale varia con
le stagioni: il mitilo è ricco di
zinco, ferro e magnesio.
Consumption
Mussels living in the North
Adriatic lagoons are sweeter
than those caught in other
Italian seas.
They are low-fat and tasty rich
in zinc, iron and magnesium.
Their nutritional values
depend on the seasons.
Vongola
Nome scientifico
(Chamelea gallina)
Clam
Scientific name
(Chamelea gallina)
Nomi dialettali
poveraccia, porassa
Dialectal names
poveraccia
Biologia
La vongola è un mollusco
bivalve dalla forma
arrotondata. La conchiglia è
di colore grigiastro, con linee
punteggiate o a zig-zag.
Vive infossata nei fondali
sabbiosi o sabbioso-fangosi
della costa, in genere fino a 12
m di profondità. È un mollusco
filtratore, si nutre per mezzo di
due appendici chiamate sifoni
che fa sporgere dalla sabbia.
Biology
The clam is a bivalve mollusc
with a rounded shape. The
shell is thick, grey with fine
concentric ridges with zig zag
or dotted lines.
This species is found buried
along the coast in sand
and muddy sand from the
lower shore to depths of
approximately 12 m.
It is a filter feeder.
Pesca
La vongola viene pescata dalle
vongolare turbosoffianti.
La taglia commerciale è di 2,5
cm.
Fishing
The commercial fishing of
clams is done with dredges.
Their commercial size is 2,5
cm.
Consumo
La vongola è una specie dalle
carni magre, molto apprezzata
è sempre presente sui mercati
regionali.
Ricca di vitamina A,fosforo,
potassio e proteine.
Consumption
Low-fat and easy to find on
regional markets clams are
very much appreciated by
consumers.
Rich in vitamin A, phosphor,
potassium and proteins.
Ricetta:
vongole alla pescatora
Ingredienti
vongole, aglio, prezzemolo,
olio di oliva.
Preparazione
dopo aver tenuto per un
paio d’ore le vongole a
spurgare in una bacinella
con acqua e sale, sciacquare
abbondantemente sfregando
fra loro le conchiglie.
Mettere in padella con
qualche spicchio d’aglio, olio
di oliva e pepe, coprire il
tegame.
Quando le conchiglie si
aprono sono pronte.
Aggiungere prezzemolo tritato
e gustare intingendo nel
sughetto pane abbrustolito.
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Moscardino
Nome scientifico
(Eledone moschata)
Musky octopus
Scientific names
(Eledone moschata)
Ricetta
polenta con i moscardini
(Lo polentò co’ li furbi)
Seppia
Nome scientifico
(Sepia officinalis)
Common cuttlefish
Scientific name
(Sepia officinalis)
Nomi dialettali
folpo, furbo
Dialectal names
folpo
Biologia
È un mollusco cefalopode
che assomiglia ad un
piccolo polpo, dal quale si
può distinguere per via dei
tentacoli muniti di una sola
fila di ventose. Il colore è
marroncino con riflessi grigiobrunastri, appena pescato
emana un caratteristico odore
di muschio, da cui deriva il
nome di moscardino.
Biology
The musky octopus is a
cephalopod mollusc .It differs
from the octopus because it
is smaller and has only a row
of suckers on each arm. The
mantle of the Musky octopus
is smooth and the head is
wider than the mantle.The
colour is brownish-grey and it
smells of musk.
Ingredienti
moscardini, farina per polenta,
aglio, olio, cipolla, sale e pepe
o peperoncino, vino bianco.
Biologia
La seppia è un mollusco
cefalopode con corpo ovale
e schiacciato, da cui sporge
il capo con otto braccia e
due lunghi tentacoli ricchi
di ventose. La conchiglia è
interna e viene comunemente
indicata col nome di osso di
seppia. Vive sui fondali costieri
sabbiosi nelle fasi giovanili, poi
si sposta al largo. Vive un solo
anno fino alla riproduzione,
che avviene in primavera.
Biology
The cuttlefish is a cephalopod
mollusc .The body is oval,
rounded posteriorly, with 8
arms and two long tentacles
with numerous suckers.
The internal shell is commonly
called “cuttlefish bone”.
It lives on sandy and muddy
sea bottom when juvenile,
to move deeper in its adult
phase.
It lives only a year until
spawning that occurs in the
spring.
Pesca
Si pesca con reti a strascico
e rapidi, la pesca in Adriatico
fornisce la maggior parte del
prodotto nazionale.
Fishing
It is distributed throughout the
Adriatic, where most of the
product on the market comes
from, up to 200 m deep on
sandy and muddy bottoms. It
is caught with bottom trawls.
Consumo
Si consuma fresco o
congelato, si consiglia di
battere le carni per farle
risultare più tenere. Spesso
viene semplicemente bollito
e servito come antipasto o
come insalata di mare. Ricco
di vitamina E, proteine fosforo
e potassio.
Consumption
It is sold fresh and frozen. If it
is fresh it tastes best when it is
cooked slowly, tenderizing the
flesh. Usually is served boiled
in sea salads or as an entrée.
Rich in vitamin A, proteins,
phosphor and potassium.
Pesca
La seppia si può catturare in
vari modi, nei mesi invernali si
pesca generalmente al largo
della costa con reti a strascico.
In primavera, quando si
riproduce, viene catturata
con nasse e cogolli vicino alla
costa.
Fishing
The common cuttlefish is
an important commercial
resource.
It is caught mainly with
bottom trawl nets but during
reproduction it is caught close
to the coast with fish pots and
fyke nets.
Consumo
È una specie dalle carni
magre. Si consuma fresca
o congelata. A seconda
delle dimensioni e della
provenienza, la seppia
può avere sapore diverso.
È ricca di vitamine A, B
e D, fosforo, potassio e
proteine. Tradizionalmente
viene cucinata in umido
accompagnata da piselli.
Consumption
The cuttlefish can be found
fresh or frozen and its flesh is
very lean.
Depending on the size it can
have a slightly different taste.
Rich in vitamin A, B e D,
phosphor, potassium and
proteins. The most traditional
Italian recipe for this mollusc is
“Cuttlefish stewed with peas”.
Preparazione
preparare la polenta
utilizzando acqua bollente
e sale, versando la farina
nell’acqua con un setaccio e
mescolando con una frusta per
evitare che si raggrumi.
Quando comincia ad indurire
utilizzare un cucchiaio di legno
per mescolare, la polenta è
pronta quando si stacca dalla
pentola.
Versare la polenta su di un
tagliere di legno.
Nel frattempo a parte si
deve preparare il sugo con i
moscardini.
Sbattere i polpetti per renderli
più teneri, pulirli bene dentro
e fuori, tagliarli a pezzi fare
soffriggere con olio, aglio e
cipolla.
Una volta rosolati, aggiungere
due dita di vino bianco secco,
pomodoro a pezzi, sale e
peperoncino.
Quando il sugo ha raggiunto
la densità giusta usare per
condire la polenta.
Ricetta
Seppia con i piselli
Ingredienti
seppia, cipolla, olio di oliva,
pepe, sale, piselli, conserva di
pomodoro.
Preparazione
pulire e spellare bene la
seppia, eliminare sacca
dell’inchiostro, “osso”, occhi e
interiora.
Tagliare il mollusco a listarelle
ed i tentacoli a pezzetti.
Preparare un battuto di cipolla
che deve essere fatto dorare in
padella con olio, aggiungere
la seppia con un pizzico di
pepe.
Quando la seppia comincia
a rosolare aggiungere acqua
e conserva di pomodoro,
quando i molluschi sono quasi
lessati ed il sugo comincia a
rapprendersi versare i piselli
lessati a parte.
Cuocere altri dieci minuti e
servire.
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Pannocchia
Nome scientifico
(Squilla mantis)
Mantis Shrimp
Scientific name
(Squilla mantis)
Nomi dialettali
canocchia, nocchia, cicala
Dialectal names
canocchia, nocchia, cicala
Biologia
La pannocchia è un crostaceo
di forma allungata, di colore
bianco grigiastro con riflessi
rosati.
Sul capo si trovano due paia di
antenne, sul paio esterno più
corto si trovano gli occhi. Sulla
coda si notano due macchie
simili ad occhi.
Vive in gallerie che scava nel
fondale marino, dalle quali
esce nelle ore notturne per
cacciare. Nella tana avviene
anche la deposizione delle
uova che sono sorvegliate
dalla femmina fino alla schiusa.
Biology
The mantis shrimp is a
crustacean with cylindershaped body. The colour
is greyish-white with pink
shimmering. At the front of the
head are moveable segments
that bear the eyestalks and two
pairs of antennae. What look
like eyes on the mantis shrimp’s
carapace are spots on its tail,
and serve to make it look
dangerous to other animals
that might prey upon it.
Mantis shrimps are nocturnal.
At night they get out of the
burrows they dig on muddy
bottoms searching for preys. In
the burrows the females tend
to the eggs, while the male
hunts for himself and his mate.
Pesca
Si cattura soprattutto con reti a
strascico e con retini da posta.
La pannocchia viene pescata
più facilmente durante le
ore notturne e dopo forti
mareggiate che provocano la
distruzione delle tane.
Fishing
Mantis shrimps are caught with
bottom trawls and gill nets.
The best time to catch mantis
shrimps is during the night or
after sea storms that usually
wipe out their burrows.
Consumo
Si deve consumare fresca per
evitare la velocissima perdita
d’acqua.
Vive a lungo dopo la cattura
ed è consigliabile acquistarla
viva per essere sicuri della
freschezza.
In inverno le carni sono più
sode.
Consumption
They can live long after the
catch but they tend to loose
liquids very fast so it is better
to eat them fresh. In winter
their flesh is firm and tasty.
Ricetta
Pannocchie in bianco
Ingredienti
pannocchie, olio di oliva, sale,
pepe e prezzemolo.
Preparazione
lessare le canocchie in una
padella con due dita d’acqua.
Una volta cotte tagliare con
le forbici tutte le appendici
e staccare la parte superiore
della corazza, disporre i
crostacei in un piatto di
portata e condire con olio di
oliva, pepe, sale e prezzemolo
tritato.
Peschereccio a strascico
Bottom trawler vessel
Materiale costruzione
Solitamente legno o ferro.
Hull material
Wood or iron.
Attrezzo utilizzato
Rete a strascico tipo italiano (tartana).
Main gear type
Bottom otter trawl.
Dimensioni attrezzo
La lunghezza della rete varia fra i 40 ed i 50 m.
Gear size
The net is usually 40 to 50 meters long.
Lunghezza imbarcazione
Variabile dai 12 ai 30 m.
Vessel lenght
12 to 30 m.
Tonnellaggio
Variabile dai 10 ai 200 TSL.
Tonnage
Varying from 10 to 200 TSL.
Potenza motore
Variabile dai 100 ai 600 cavalli nominali.
Main gear power
Varying from 100 to 600 hp.
Segni particolari
Quando è ormeggiato in banchina si
può riconoscere per via di due grosse
tavole, originariamente in legno, ormai
prevalentemente in metallo, posizionate a
destra e sinistra sulla poppa (divergenti).
In mare mentre pesca procede ad una velocità
di circa 3 nodi, ai due lati della poppa si
distinguono i cavi d’acciaio che trainano la rete.
Specification
When the vessel is mooring it’s possible to
distinguish it from other vessels because of two
round shaping metal tables (originally made
of wood), lodging on the stern (otter boards).
When the vessel is fishing off-shore it is easy
to see steel cables on both sides of the stern
trawling. It can reach a speed of about 3 knots.
Specie catturate
Sogliole, suacie, zanchetti, triglie, gallinelle,
naselli, busbane, scorfani, pagelli, calamari,
calamaretti, seppie, moscardini, mazzancolle,
scampi (e altre demersali).
Fish catch
Sole, cod, rockfish, mullet, cuttlefish, squid,
shrimp.
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Peschereccio a rapidi
Beam trawler vessel
Peschereccio a volante
Midwater trawler
Materiale costruzione
Solitamente legno o ferro.
Hull material
Wood or iron.
Materiale costruzione
Solitamente legno o ferro.
Hull material
Wood or iron.
Attrezzo utilizzato
Rapidi detti anche gabbie.
Main gear type
Italian beam trawl.
Main gear type
pelagic trawl.
Dimensioni attrezzo
La larghezza della bocca varia dai 3 ai 4 m, la
rete può essere lunga 5-6 m, ogni barca può
trainare da 2 a 4 rapidi.
Gear size
The opening of the gear is 3 to 4 metres long,
the net is about 6 metres long.
One vessel can tow 2 to 4 beam trawls.
Attrezzo utilizzato
Rete da traino pelagica detta “volante” trainata
da due barche identiche.
Gear size
The net t can be more than 100 metres long
and it is towed by two paired boats.
Lunghezza imbarcazione
Variabile dai 20 ai 30 m.
Vessel lenght
20 to 30 m of lenght.
Dimensioni attrezzo
La lunghezza della rete può essere superiore a
i 100 m viene trainata da due imbarcazioni in
coppia.
Tonnellaggio
Variabile dai 100 ai 200 TSL.
Tonnage
Varying from 20 to 30 m.
Lunghezza imbarcazione
Variabile dai 20 ai 30 m.
Vessel lenght
From 20 to 30 m.
Potenza motore
Variabile dai 300 ai 600 cavalli nominali.
Main power gear
Varying from 300 to 600 hp.
Tonnellaggio
Variabile dai 100 ai 200 TSL.
Tonnage
From 100 to 200 tons.
Segni particolari
Quando è ormeggiato in banchina si può
riconoscere per via di due grossi bracci
metallici posizionati ai lati su ogni murata, al
centro dello scafo vi è una sorta di binario in
metallo su cui sono posizionati in fila gli attrezzi.
In mare mentre pesca si possono vedere le
stanghe di ferro aperte ai due lati tipo antenne,
dalle quali partono i cavi di acciaio che trainano
gli attrezzi.
Specification
Beam trawlers use a very strong outrigger
boom on each side, similar to arms. The
outriggers are controlled from a mast. Gears
are usually stored in the centre of the deck on a
metal track.
When the vessel is fishing off-shore the booms
are open like two antennae with steel cables
towing the gears.
Potenza motore
Variabile dai 300 ai 600 cavalli nominali.
Main power
From 300 to 600 hp.
Specification
When the vessel is mooring it can be
distinguished from other vessels of the same
size because of a big cylindrical shaped weight
lodging on its stern.
The net is towed simultaneously by two boats
commonly of similar size and power.
Specie catturate
Sogliole, seppie, canocchie, cappesante,
canestrelli.
Fish catch
Flatfish, shrimp, cuttlefish, clam, mantis shrimp,
scallop.
Segni particolari
Le barche ormeggiate in banchina sono del
tutto simili alle altre imbarcazioni a strascico
o a rapidi, si possono distinguere per via di
un grosso peso di forma cilindrica che viene
lasciato appoggiato fuori bordo sul rullo di
poppa.
In mare mentre pescano procedono appaiate,
a volte fra una e l’altra a prua viene posizionato
un cavo detto traversino per mantenere la
distanza fra i due scafi.
Specie catturate
Pesce azzurro: sardine, alici, sgombri, sugherelli,
palamite, tombarelli.
Fish catch
Bluefish: anchovy, mackerel, bonito, sardine.
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Motopesca per attrezzi fissi
Static gear vessel
Materiale costruzione
Vetroresina o metallo, più raramente legno.
Hull material
Fiberglass, iron, rarely wood.
Attrezzo utilizzato
Reti da posta, nasse, cestini, cogolli.
Main gear type
Gillnets, traps and pots.
Dimensioni attrezzo
Le reti da posta (chiamate barracuda) possono
essere lunghe qualche chilometro, di solito ogni
pezza è circa 500 m, i cestini per le lumachine
di mare hanno un diametro di 40 cm ed una
bocca di 20 cm, le nasse per seppia sono
parallelepipedi di circa un metro di lunghezza
per 40 cm di altezza, i cogolli per seppia
sono trappole di circa 2 m di lunghezza , con
un’imboccatura di 80 cm.
Nasse, cestini e cogolli, vengono calati appesi
ad un trave principale in file con un numero
variabile di attrezzi.
Gear size
Gillnets are made of fabric mesh attached to
a lead line and float line. Gill nets, also called
“barracuda”, can be operated in large sets
thousands of metres long. Every panel of mesh
is about 500 m long.
Small traps for snails have a diameter of 40 cm
and an opening of 20 cm. Pots for cuttlefish
are parallelepiped-shaped box about 2 m long
with an opening of 80 cm. Traps and pots are
hanged on a beam and dropped into the water.
Lunghezza imbarcazione
Variabile dai 6 ai 10 m.
Vessel lenght
From 6m to 10 m.
Tonnellaggio
Variabile dai 0,5-1,5 TSL.
Tonnage
From 0,5 tons to 1,5 tons.
Potenza motore
Circa 50 cavalli.
Main power
About 50 hp.
Segni particolari
Le barche hanno solitamente una cabina posta
ad un terzo della lunghezza dello scafo verso
poppa , di forma rettangolare, stretta e alta, a
bordo vi sono segnali costituiti da galleggianti
fabbricati artigianalmente con bandierine
segnaletiche ricavate da materiale plastico di
vari colori.
Qualche attrezzo viene solitamente lasciato a
bordo, su una delle murate è sempre presente
un rullo salpareti.
In mare la zona di pesca varia da 500 m a 4
miglia dalla costa a seconda del periodo.
Specification
The cabin of the boat, tall and narrow with a
rectangular shape, it is usually found close to
the stern. The deck is full of signal buoys and
colored signal flags. Some gears are usually left
on board.
The fishing area starts from 500 m to 4 miles off
shore depending on the season.
Specie catturate
Mormore, triglie, sogliole, gallinelle,
pannocchie, lumachine, murici, seppie (a
seconda dell’attrezzo utilizzato e del periodo).
Fish catch
Flatfish, mullet, shrimp, snail, cuttlefish,
(depending on the season and on the gears).
Motopesca con draga
turbo soffiante
(vongolara)
Vessel with mechanical
dredge for clams
Materiale costruzione
legno,vetroresina e metallo.
Hull material
Wood, fiberglass or iron.
Attrezzo utilizzato
Draga turbosoffiante.
Main gear type
Mechanical dredge for clams.
Dimensioni attrezzo
La draga comunemente detta ferro ha
un’imboccatura larga circa 3 metri, la cassa
della draga ha tondini di ferro distanti fra
loro 12 mm per consentire il passaggio dei
molluschi più piccoli.
Gear size
The dredge is a metallic grid box with many
little rods spaced at 12 mm intervals. The
opening of the dredge can be 3 m wide.
Lunghezza imbarcazione
Variabile dai 10 ai 14 m.
Vessel lenght
10 to 14 m.
Tonnellaggio
Variabile dai 10 a 16 TSL.
Tonnage
10 to 16 tons.
Potenza motore
Circa 150 cavalli.
Main power
About 150 hp.
Segni particolari
l’attrezzatura da pesca è posta sulla prua
dell’imbarcazione.
Quando la barca è ormeggiata è visibile una
grande gabbia di ferro issata a prua.
Sulla prua è visibile un vasca di acciaio dove
vengono versati i molluschi catturati, la vasca
è collegata ad un selezionatore, un vaglio
vibrante nel quale passano le vongole che
vengono suddivise per taglia.
Quando la vongolara è in pesca contrariamente
agli altri pescherecci si muove a marcia indietro.
Specification
When the vessel is mooring it is easy to see
a big metallic grid on a metal rack on the
bow and a steel tank where clams fall down.
The tank is connected to a mechanical sorter.
Contrary to other boats, when fishing this vessel
goes backwards.
Specie catturate
Vongole.
Fish catch
Clams.
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motopesca servizio impianti
maricoltura
Mussel farm service vessel
Materiale costruzione
Solitamente vetroresina.
Hull material
Usually fiberglass.
Lunghezza imbarcazione
Variabile dai 10 ai 15 m.
Vessel lenght
10 to 15 m long.
Tonnellaggio
Variabile dai 10 a 15 TSL.
Tonnage
10 to 15 tons.
Potenza motore
Circa 150 cavalli.
Main power
About 150 hp.
Segni particolari
Solitamente si tratta di barche molto larghe con
la cabina sulla prua.
A bordo sono presenti diversi macchinari, con
nastri trasportatori.
Sono munite di una tettoia metallica e sopra
di essa si vedono sempre sistemate tante boe
galleggianti.
Specification
Usually this kind of boat is quite wide and
the cabin is on the bow. On board there are
conveyor belts and many different machinery.
Buoys are usually placed on the metallic roof of
the cabin.
Specie catturate
Allevamento mitili.
Fish catch
Mussels.
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