mercoledì 22 Marzo 1876
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DIREZIONE
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13 reTA-1.--E eltailee CITTÀ
.-ntitsdecAino, uè si rende ragione
della ria di stiniparli: non si accettano
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1::"In.z.DVII\TOI.A cu
Libreria Metri sotto Borgo
Lo associazioni hanno il principio
il L° ed il 16 d'ogni mese, con pagamento
anticipato di lire 5 per un anno e di lire 3
F-P1S.A_
AMMIMSTFIATIVO -POLIT130- SCIENTIFICO LETTERARIO
scritti adunai. 2 te ettere non irancats
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non si ricevono.
PUBBLICA, OGNI MERCOLFIllii• UI CiASCUNA BkITTIMANA
Pisa 21 Marzo
LA CONCILIAZIONE
CONCILIAZIONE
pace, a non pensare che al bene del paese;
sono Ieri) che non vogliono' o, a dir
glio, è la redazone déftisorginaento' la
quale 'desidera che lalotta duri perché ci
ha il suo torna conto. »
<>
Ormai abbiamo scritto che il Corriere
dirà, ma veramente su per giù, queste
cose ha già dette; noi rispondiamo: a certi
assaltucci personali provocati da bizzaccie
bambinesche ci siamo studiati di non rispondere perchè non ci pareva che ne
meritasse la pena; ma giacchè il Corriere
ripete, ogni volta che non ha altri argomenti per le mani, che noi siamo pa ;ati
per iscrivere il Risorgimento, gli diciamo
che da molto tempo i redattori del nostro giornale fanno il loro lavoro volontariamente, più volontariamente forse, dei
volontari del Corriere.
-
-
Nei giorni scorai abbiamo sentito dire
e ripetere la parola conciliazione e e
prima ci siamo messi a sorridere come si
trattasse di un racconto fantastico; poi
c'è venuto fatto di pensare al Fuoco che,
stanco di covare sotto la cenere, medita
di fare alleanza con l'Acqua.
<>
Perchè abbiamo riso e perchè ci sia
tornato in mente il notissimo apologo,
non occorrerebbe spiegare; ma dappoichè
non siamo stati o non ci hanno voluto
capire, lo diciamo: nessuno meglio di noi
amerebbe che la conciliazione avvenisse;
nessuno più di noi desidererebbe che, poste da banda le antiche disseusioui, gli
onesti di arabe le parti si unissero e si
adoperassero per il bene del paese; ma,
lo domandiamo anche una volta: tuttociò
è possibile ?
<>
E poi: chi scartereste voi dalla nostra
parte ? Certamente i più. capaci e i più
attivi. E della parte vostra quali sono
pronti a conciliarsi ? E con chi ?
<>
Certo, la situazione presente di Pisa
non è tra le più belle; ma non l'abbiamo
inventata noi; noi, i provocati sempre,
abbiamo dovuta subirla. Questa situazione
col tempo può eambiare, ma oggi non è
in potere di nessuno il far sì che alla parola d'ordine: conciliatevi! », tutte le destre debbano farsi avanti e stringersi l'una
con l'altra.
,
<>
11 Corriere dell'Arno dirà: — Vedete ?
Noi siamo pronti a dimenticare, a far la
<l>
E si badi , che diciamo ciò non per
iscusarci, ma per constatare un fatto; non
per iscusarci perchè un giornalista che
sia pagato per propagare un'idea che egli
divide, ci sembra cosa che vada perfettamente peni suo verso. Pagati o no, quando in questo o in qiialunqae altro giornale noi combattiamo il signor Simonelli
e i suo amici e il suo Corriere, chi, in
buona fede, potrebbe asserire che non siamo di buona fede ?
<>
Ma combattendoli noi non neghiamo
loro cieeni
merito; anzi; d'accordo col cora
rispondente pisano della Gazzetta d'Italia,
noi riconosciamo che molti di loro sono
destri ed attivi. Ma ciò dimostra una
volta di più la bontà della nostra causa.
Avendo di fronte uomini d'iugeguo, cui
non mancano nè l'attività nè i quattrini,
è riuscito a noi cui i nostri avversari negano tutto, di vincerli alle elezioni comu-
—
AMMINISTRAZIONE
L111
Castelletto2, Primo Piano.
I manoscritti ciao s'inviano Mla Direzione
ANNO IV
a quelle provinciali ed a quelle poStiche; Nè giova il dire che il partito
del Corriere si è astenuto dal prender
eiartes a queste elezioni; l' astensione è la
sconfitta anticipata di chi sentendosi debole è persuaso che se combattesse sarebbe battuto.
.
A proposito di conciliazione avevamo
messe insieme .una discreta quantità di
frasi raccolte nell'affila° del Corriere; a
dimostrare quanto siano pronti a conciliarsi, volevamo ripubblicarle e rispondere.
Non abbiamo fatto nè l'una coSa, nè
l'altra per più ragioni, la principalissiiim
delle quali questa: che non esiste al inondo una persona che abbia pensato per
un momento a prendere sul serio le proposte conciliative del Corriere.
<>
Il primo a riderne, scomme ttiamo, è il
signor Situouelli: e in coda a lui, e tutti
in coro, gli impiegati del Corriere dell'Arno e redattori della Banca del Popolo.
Sai untivi della imposta del fiale l'ora
poche avvertenze di Antonio Di Lupo Parra
(Con. v. num. 11).
Quanto agli aggravi nou lievi invero
cui oggi debbono sottostare i possidenti
dei terreni collettati ognuno sa che provengono da cause molte, infelici e indipendenti affatto della circostanza di trovarsi
riuniti più consorzi in una sola amministrazione ( 5 ).
Sono in parte tali aggravi un eredità
delle amministrazioni che reggevano l'Ufficio dei Fossi precedentemente al suo
nuovo organamento in ordine alla legge 20
marzo 1865 le quali non potevano sot-
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per
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separato centesimi 10,
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trarsi alle conseguenze dei lavo i i che d'or-
dine' del Governo d'allora venivat30 eseguiti per l'essiccamento del padul. .5! di
.Bientina: lavori che portarono talr alterazioni nel perimetro collettabile della Pianura meridionale da rendere necessarie
i n genti spese, sia per la sistemazione alla
confluenza dei vari corsi d'acqua nel comune recipiente, sia per la formazione dei
nuovi circondari ( 6 ).
-
Sono li aegravi stessi derivati dalle
rotte ed alluvioni verificatesi al seguito
delle piogge torreuziali straordinarie accadute nell'anno 1872 e seguente ( 7 ).
Finalmente, in alcuni corsi di acqua
dei quali, a tacer degli altri, basta accennare il fiume l'ora e il Fosso Reale,
sono detti aggravi la conseguenza di importanti opere in quelli eseguite, dirette
a conservare e migliorare il buon regime
non solo ma anche li argini potenti dei
corsi medesimi e reclamate dai respettivi
deputati, specialmente sulle istanze dei
principali interessati ( 8 ).
Che poi le spese tutte di amministrazione
con un solo ed unico uffizio ci rendano minori per ogni singolo consorzio, è cosa in- •
tuitiva e che non ha bisogno di dimostrazione e voler sostenere il contrario farebbe
supporre che si vagheggiasse la idea della
creazione di tanti posti di segretario, di
coinputistie e d'ingegnere, quanti sono ì
consorzi speciali, cosa davvero non punto
favorevole alla economia dei poveri contribuenti. (6).
Quando adunque non esistesse una unica amministrazione, il buon senso inse.
gnerebbe a crearla non fosse altro per diminuire di gran lunga le spese dette di
uffizio.
È noto come in una provincia a noi
limitrofa, la lucchese, ove ciascun cousorzio, vive oggi di vita propria, tali spese
••■■•••••■
8APPENDICE
IL BOZZOLO DI ROSA
X
La lettera che Lucy le aveva scritta le
fu mandata da Osvaldo il dì appresso.
E Lucy ?
Era discesa in giardino; ella aveva il
dì innanzi letta la sciagurata fine di un' .
altra infelice, di Carolina Meylan, e ne
aveva fatto tesoro. La sapete voi? Ad ogni
modo ve la narrerò io; ma è per Lncy
ora, non più per quella, che la conoscerete:
. . la fanciulla entrata nella stufa,
le cui impaunate di vetri eran sollevate
tanto da permettere all'aura dolce e soave
di quel mattino di penetrarvi.
Ivi ogni pianta — mentre il mattino
s'esilarava del canto degli augelli — aspirava la sua parte di sole, il soffio d'aria,
l'influsso di vita, la sua gradazione di colo- re e di grazia. — Le avreste dette tutte
preparate per ricevere la visita di primavera! Alcune si slanciavano con le brac-
cia verso il sole strettamente avviluppate
nella loro seta, come sultane nelle loro
tuniche, altre curvandosi, ondeggiando, e
rialzandosi a vicenda simili a flessuole
baiadere, per incanto cangiare in tulipani.
Tutte quelle piante, tutti quei fiori risplendevano nell'atmosfera che li circondava, e li accomunava in una sola patria,
ove ognuno faceva pompa delle proprie
bellezze.
Erano mille inflessioni di steli morbidissimi, mille bozzoli vaporosi, e velati
come il pudore; erano mazzolini di per
sè stessi allacciati che aspettavano, che
cercavano, una mano che li cogliesse; eran
mille corolle che pendevano in campanelle,
che agitavano le loro antere come dorati
martellini, alcune inclinate, ma svelte, vive,
alate, tal che le avreste dette tanti colibrì pronti a spiegare il volo; ed altre pallide o porporine, malinconiche o bizzarre,
e tutte dotate direi quasi d'inu passo e
d'una voce.
Una rimembranza d' ogni clima spuntava a lei d'intorno, con invnagini espressive quanto il linguaggio, quanto l'accento
d'ogni paese. Ella aveva avuto una spe-
cie di tenerezza per quelle piante, aveva
prodigato i suoi sguardi, i suoi sospiri a
quei fiori che la guardavano leggere, e
che a sè la richiamavano co'loro profumi,
quaud'ella li obbliava, per leggere.
Salutò in suo passaggio tutte quelle
gemme che le rendano il saluto mattutino,
ne portò qualcheduno alle labbra, e ve lo
tenne molto tempo, come un lungo bacio
d'un ultimo addio.
L'avreste poi veduta girar tutto quell'albergo di profumi, per aspirar distintamente ognuna di quelle pure esalazioni,
dilatando il virgineo seno che premeva
con la sua piccola mano. La malinconica
testolina le si reclinava, come un fiore che
è rimaso senz'acqua per un intero giorno
estivo. — Finalmente andò a sedere sotto
un bel gelsomino, e lì guardando fisso un
punto nell'aria pareva seguire il filo d'un
idea che partendo dalle sue pupille andava a metter capo in cielo Su
questo sentiero ideale la sua anima trasvolava, e ritornava; ma ad. ogni viaggio
abbreviava il ritorno. — Il cielo l'attirava
sempre più.
Vestita di e raso bianco, con un corsaletto
cilestrino- che le stringea nel mezzo la
piccola e bella persona sembrava davvero
un'immagine della Speranza.
Stette immobile tanto tempo; più immobile degli arbusti attraverso a'quali
sue forme si disegnavano.
Rammentò Ofelia, e recitò i versi
del suo immortale Shakspeare; ceniò a
mezza voce la bella e malinconica romanza della Parisina, che sventurataniente le
era così adatta, ed il suo cauto finì preghiera; finalmente le guance le si auimarono dolcemente; un sorriso spuntò sul
SUO labbro; era la risoluzione fatta che le
sovveniva alla mente; una deliberazione
sconsigliata, un delirio!
Epperiì levossi ed abbassò ad una ad
una ad una tutte le impannate di vetro
della stufa.
Tutte! — ad una, ad una — tutte!
Ed ahimè! eccola rinchiusa ermeticamente tra'fiori.
X
.... Una farfalla allora entrata nen
stufa.si rimase compagna del *destino della
fanciulla — Quest'ultima era ritornata al
gelsomino, il quale all'inchinarsi che fece
col movimento di lei, sembrò picchiare
1.1 li .11
per alcuni di essi ragguagliano al 64 °l e
mentre per tutti quelli del nostro uffizio
in complesso non raggiungono il 10 0 /0 . 4( 10 )
Ed è appunto in presenza . di un sì
grande e inutile sperpero del pubblico danaro, per il titolo indicato, non che alla
vista di tanti altri danni ed inconvenienti
e in specie della poco intelligente esecuzione di alcuni lavori, e quel che è peggio, del quasi totale abbaudouo in cui da
rappresentanze indolenti e ignoranti sono
stati lasciati in questi ultimi anni molti
corsi d'acqua della rammentata provincia
che si è levata colà la voce di un nome
competente a reclamare il ritorno al -sistema ivi per il passato in vigore — la
ricostituzione cioè dell'antico ufficio dei
circondari che accentrava in si) tutti i
consorzi dei corsi d'acqua della provincia
meilesima.Vedi l'opuscolo dell'ing. Castruccio Paoli che si allega. (")
( 10) Ammettendo veri questi casi, resta sempre a vedersi quali cause, Della Provincia lucchese, costituiscono
a elevare di tanto le spese di amministrazione, e se
quella cifra rappresenta la media, il minimum o il
maximum. Poi, per il nostro 10 per 100 bisogna vedere su qual somma d'incasso si leva, e quali uffici di
servizio se ne ottengono. Senza di ciò l'argomento potrebbe essere meno di un non senso
(") Può darsi che l'ingegner Paoli abbia ragione
può essere alleo che abbia torto I lucchesi giudicheranno.
Noi, dal nostro punto di vista o con la conoscenza
che abbiamo delle cose nostre, avendo di già segnalati i vizi dell'ordinamento amministrativo dello Uffizio dei Fossi, domandiamo con fermezza la esecuzione
della legge perché è da essa che speriamo i rimedi ai
gravi disordini di questa amministrazione che si istituì
e esiste in onta alla legge stessa.
-
-
ANTONIO DI LUPO
PARRÀ.
(Continua).
DAL TEVERE ALL' ARNO
«orna,
18 marzo.
gherita e agli ambasciatori di Birmania
che col barone di Kendell ambasciatore
di Germania, facevano parte del seguito
del Principe. Così cominciò tristemente
la giornata del 14, giorno che in tutta
Italia ma specialmente in Roma, di poco
rigenerata , dovrebbe essere di tripudio
e di gioia. — Alle 2 pomeridiane si inaugurò la biblioteca Vittorio Emanuele con
un discorso pronunziato dal Bonghi alla
presenza del principe Umberto, di alti
dignitari dello Stato e di scelto e numeroso uditorio. 11 Fanfulla lo chiama
splendido discorso i): il Popolo Romano
ne dice il maggior male possibile. Chi
avrà ragione? Onta dal lato letterario e'
fu un bel discorso, tantopiù adorno com'era della svariata erudizione che niuuo
nega al ministro Beughi; forse però egli
disse molte cose che non doveva dire.
La sera vi fu musica ed illuminazione
degli edifici pubbliei e di qualche palazzo
privato: ed in ultimo serata di gala all'Apollo col Guarany: però la svogliata
esecuzione di quest'opera ormai diventata
noiosa e l'assenza non solo del re ma di
qualunque altro membro della . famiglia
reale, la resero una serata fredda e monotona. Secondo la gazzetta della Capitale
quest'assenza fu motivata dal silenzio con
cui fu accolto il nome del Re prouuuziato
dal Bonghi nel suo discorso inaugurale,
dal malcontento che trapela per ogni dove per il sequestro degli arnesi di mestiere per la ricehezza mobile, e della brutta
situazione nel parlamento della maggioranza governativa ora diventata minoranza:
questi sono i si dice »: ci creda chi
vuole. Tutto insieme però il 14 marzo
non fu quel giorno brillante e giocondo
che dovea essere.
diverte e molto. Domani sera avrà luogo
alla sala Dante un concerto di ocarine:
queste, chi noi sapesse sono istrumenti di
terra cotta, di forma un polarocca, che
per percorrere tutta la scala musicale non
hanno che semplici buchi: non so se sarà
simpatica la voce ch'esse emetteranno: chi
le ha udite però dice che tutte insieme
fanno un effetto magnifico: ad ogni modo
è un concerto sui generis ed i curiosi
non mancheranno.
in dietro il ceno in una voluttuosa movenza, come sognasse il bacio — Essa, la
farfalla, 'era troppo avvezza a riposarsi sui
fiori!
Un' altro istante, — e .le ali argentine
dell'insetto hanno tremolato lievemente,
come per un soffio uscite dalle labbra
della fanciulla — Era l'anima di lei, che
nel passare ha dato il bacio d'addio e di
seratitudinc alla compagna della sua agonhi •
getto di foutana su quel salse°, e vi piangano il pianto della notte 14.1
Esso fu piantato proprio sul sito ove
dorme Lucy; il suo giovine tronco posa
forse sul capo di lei; e la spoglia mortale di Lacy pesserà tutta tutta nell' arbusto.
Ieri 30 decembre, anniversario della
eiretitura di Lncv, ORvaldo fn veduto vestito a hitto attraversare il viale di un
giardino appartenente come dicesi ad nue
dama britannt che attualmente è a Nuova
York, ed aversi un virgulto di salite all'occhiello dal ginbbetto, là dove l' anno
scorso soleva portar dei fiori.
— eecondo il é'onsueto! .'Io
anettegeiò titla en t tristezza, diniandan(beli se Portasse il bruno per l•anno morto
Coli quel ramoscello di salice: ed egli,
guardando poli aria dolorosa ad un tempo e glaciele l'importuno che lo motteggiava, gli rispose:
— V'ingannate; non è un ramo di salice: è nue 'ciocca de''szioi *capelli!
( 3 ) Nissuno ricuserà mai di sobbarcarsi agli aggravi
che dipenderanno dalla fatalità o dal naturale deperimento delle cose. Ma dagli aggravi che possono divenire da imprevidenza, da negligenza, da cattivaamininistrazione, si ha il diritto di difendersi.
' Abbiamo dimostrato largamente questa dolorosa
verità e condizione nostra. E qui mi cade in acconcio
di rendere sentiti e schietti ringraziametnti allo Uffizio
del Genio Civile e al Ministro che per due volte respinsero un progetto di lavori inutili al Fosso Reale;
progetto che andava a costare la miseria di oltre
settadta mila lire.
E questa una storia che potremo raccontare per
filo e per segno se ne verrà il bisogno.
(C) Il valore di questo argomento è proporzionale
alla somma d'imposta determinata da questo scompagina mento.
Ma, rispetto al momento presente, che importanza ha
questa MUSEI nella imposta attuale? Certo cose, bisogna
dirle chiare e precise, quando si ha per iscopo di ottenere provvedimenti - di rigorosa giustizia; biso4nava dire:
attualmente la quota d'imposta per le spese emerse in
conseguenza dei lavori di bonificamento del Padule di
Bientina somma a tanto.
- ( 7 ) Se alla Tora, come era stato chiesto da me, fosse
stato fatto un lavoro quale fa esegnito:nel 70 o 71 al
Fesso Reale, non avremmo avuto tante rotte, così grossa
inondazione, tante perdite e dipoi tante spese.
( 8 ) Non occorre ripetere che questi lavori furono eseguiti non quando furono chiesti, ma dopo le rotte e i
disastri.
Ormai son cose dette e ridette e i lettori o S. E. il
Ministro non si lasr,eranno abbacinare dalla artificiosa
esposizione di questa istanza che ho pese ad esamiDare.
( 8 ) L'Uffizio dei Fessi fabbrica dei castelli in Spagna,
e -non è solo l'eroe del grande poeta epico satirico
spagnuolo a bsttag,iiare coi mulini a vento.
▪ chi ù mai che ha fatto progAti sullo assettto
delle amministrazioni dei corsi d'acqua.?
Quelle che potrà esser fatto. dipenderà dalla saviezza
degli interessati chiamati a studiare a proporre a discutere: dipeud-rà, poi, anche un tantino della .saviezza
della Autorità. Per ora, come noi non ci ricouosciamo
il - diritto di far proposte, nen le fitremo. • e 1' Uffizio dei.Fossi in considerazione della nostra Misura
e della nostra prudente riserhatezza,. vorrà fa:grazia delle sue gioviali trovate,
Che, quando il soldato era un vile mercenario venduto anima e corpo al migliore
offerente e inviso al popolo che in lui
vedeva la cariatide della tirannia, si cercasse nasconderlo agli . occhi di tutti e
risparmiare l'odiosa vista dei bellici apparati, la cosa poteva passare anzi sarebbe stata logica; ma ora che ci siamo abituati a riguardare l'esercito conte nostro
sangue, nostra gloria e nostra speranza,
perchè far le riviste così alla sordina;
come se non si avesse faccia da comparire, e privare gli amatimi di simili spettacoli del piacere che se ne ripromettono?
Eppure qua hanno fatto così: era, si può
dire, finita la giornata del 13 e nessuno
sapeva che il domani, 14,anniversario
della nascita di Vittorio Etna'nuele. d oveva aver luogo una rivista alla Farnesina
fuori di porta del Popolo, perchè uè l'auCon grande sodisfazione dei frequentatori
torità militari nè il municipio si erano
degnati di affiggere un misero pezzetto dell'Apollo al Guarany è succeduto il Faust.
di carta che l'ameauziasse. Quest'ultimo
Quest'opera è troppo conosciuta perele io
però aveva bene avuto il tempo e l' idea
mi creda in obbligo di ilime qualche cosa.
di avvisare i cittadini che loro incombe Mi limiterò dunque ad ae4icurere che l'eil dovere di pagare una multa alla guarsecuzione fu ottima, e a dare un lui raldia tunnicipele che gli sorprende in fla- legro di cuore alle signore \Venda Miller
grante delitto di lesa pulizia urbana. Eh!
e Celega, e ai signori Campaniui, QuinQuando si tratte di pagare ami se ne : tili-Leteui e Broezi che tutti interpretarono
lasciano scappar una quei signori!......
con rara Maestria la parte loro. L' inva
sione dei concerti continue: per amore del
Nessuna meraviglia dunque se i quatvero però bisogna dire che quasi tutti rie-e
tro o cinque reggimenti, comandati dal
sciino bealiseinid: forse è lo ecopo filen-generale Cosenz, non ebbero attorno il ttopico 'che 'per lo più si propongono le
solito numeroso) cortr o di curiosi nello
gentili cau'africi che fa loro uscir dal
sfilare che fecero innanzi a S. A. R. il
petto le iute le più tenere e le Più tonprincipe Umberto, alla principessa Marcanti: che che sia però chi ci va, ci si
a'vetri con le sue nia&ne d' argento,
consigliarle di aprire le gote pallidissinie per sè stesse e pel
sonno; solo moveva ancora lievemente le
labbra, e le dita, quando gli occhi erano
già immobili.
Ad ogni momento la - stufa si popolava,
e s'arricchiva di 'mille fiori schinsi prematuramente a quel calore fecondante; più
verdi, più calide le beghe si svolgevano.
E l'assopimento aumentava.
Sonno dolce e mortifero che non ere
più, a chi lo provocò, 'dato (ti scuotere!
Lu povere fanciulla divenne affitto finirlobil ; Ma conlf se ne am4A0 l'avesse sfiorata con l'ala, un'ombra. un vapore, un
gas•.correva sul suo volto elle non era
aucor morto, benchè ueu sembrasse più
vivo.
-- Addio pallida e misteriosa fancullalNen un grido, una un gemito, non un
sespi ro!
Ahi! dopo qualche tempo un calore
penetrante simile a quello d'un bagno di
vapore si sparse nella stufa già abbastanza
riecaldeta dal sole. — Il concime onde lo
spazzo era coperto a due piedi di profondità s'intiepidì, incominciò a tinnigare.
Vapore b;auchiceio corse au'vetri, e di s ubito tela potente dilatazione si operò nel
te:esile: delle feglie e néi'fiori 'iene piante
esposte ali'azione d'une t••inperratra elevata; le eattedie s'apriva ne, i petali deliori
d ara peit eità VdtiO eneleggiauti ne' 1' aria;
lee foglie :4i stendevano stormendo. Il sintomo tiù vidente dell'assorbimento atMosferico fatto dit'fieri si rivelava della sovrabboudenza (l'odori sparsi nella stufa,
che ad ogn'istante s'ag,gravava nuovi
profumi.
-
'
.■
•
,
,
Alla debolezza morale provata dalla prigioniera prima della chiusura della stufa,
si aggiunse — tlopo la econeigliate risoluzione — uno spossameuto. fi8i00 eh' ella
non volle impedire.
L'avreste eaduta a grado • a grado assopirsi: le lunghe ciglia le seendevano e111-
.
.
,
I
,
La sua vestimi si panneggia a belle pieghe, le braccia pendono al suolo, le bianche manine affilate SOCIO senza sangue.
La farfalla ebbra di profumi, e stanca dì volo , i è -poSat11 - aut . labbro sentispento della fanciulla, che ha riversato
-
X
E poi è volata al cieli) itttravkrso
Un iingolo . di profumi!
.
Sulla colonuetta spezzata di . marino
bianco a piedistallo nero, che indicava la
tomba di Lucy, fu scolpito un bazzolo
rosa con una ferfalia, che ne spezza col
suo peso lo i stelo; con epigrafe c ANDu
FREGIT CORPI:S. », ed un po'più
•
LUCY — rex. Dec. 3Inceert. ».
Accanto vi fu trapiantato un giovine.
salcio; ma è già un antió, e. Per una strana ventata quel' salCiií è -i-intaso nano,
beuchè le sue foglie cadetto c•ame un bel
-
.
**
Tue-la, tue-la, disse Dumas figlio trattando la questione dell'adulterio: questo,
concetto pare non dispiaccia ai giurati
romani, dacchè essi condannarono a soli
3 anni di carcere un marito che assalita
la propria moglie, che era in compagnia
di un suo drudo, la uccise con due colpi
di coltello. A. questo modo la questione è
molto semplificata, ed il tragico scioglimento farà riflettere seriamente certe
mogli.
**
Sapete la gran notizia? Bonghi ha soppresso l'università Vaticana. Se si considera il grande e quasi irrimediabile danno che soffrivano molti giovani che, o per
l'inconcepibile cecità dei loro padri, e per
le mene del Vaticano o per volontà di
cercare meno ardua la via del sapere, studiavano in un istituti) dal quale poi sarebbero usciti inabili a percorrere qualunque carriera, non si deve certo negare
una parola di lode all'energia del Ministro che ha troncata questa male pianta:
peccato che egli abbia cominciato all' ultimo e non sia stato sempre così felice
nelle sue ispirazioni.
Il malato pare che non voglia morire,
anzi tutti i mezzi gli sembrano buoni per
cercare di mantenersi in una vita che, a
giudizio di tutti quelli che se ne occupano,
dovrebbe esser già spenta. Non bastando
all'onorev. Minghetti la rosea esposizione
finanziaria che il 16 fece alla Camera,
cclla qUale sperava di trarre dalla sua
qualche ingenuo deputato, cerca con promesse di lavori e con 'altre lusinghe di
tenersi . cari i deputati citi queste cose
possono interessare. Il male è però che
Simil promesse sono già state fatte le
mille volte é Mai Mantenute, e ora nessuno ci crede più. C'è poi anche chi dite
che le stessa soppressione dell' Università
vaticana non è stato che un colpo di scena
che l'ouorevole &aghi ha creduto bene
ai Porre in opera, per amicarsi quei libera-
-
-ere.
IF i vi e
-
•
.711,11.."...."•■••■
Rendiconto del R. Istituto lombardo di Scienze o Lettere. Ser. 2. vol. 8. Num. 19 e 20. voi 9.
Milano —
li moderati che vogliono levati di mezzo ad
Aliso ad uno tutti i rimasugli del governo papale. Poveri ministri! Loro destino è
mon esser mai creduti: e s interpretano
.male anche le loro più buone intenzioni.
.Eppure, come scriveva, se ben ricordo,
Massimo d'Azeglio, se c'è un mestiere in
.cui sia necessario di dire la verità celi
.appunto quello di iniuistro!
**
troppo
lunga chiacchierata
la
'Finisco
annunziando, cui premesse saperlo, che la
revisione del famoso processo Luciani per
parte della sezione penale della nostra
cassazioue è fissata per il 4 aprile prossiano venturo.
-
A130144111.0.
Post-scriptum — Tanto per far compila la corrispondenza del nostro Mensino,
aggiungiamo che, appella ebbe il miuistro Miughetti annunciate di aver raggiunto il pareggio, il Ministero ha avuto
l'ultimo crollo. Il Minghetti ha presentato
alla Cerona, le sue dimissioni e queste
sono state accettate. L' ouorev. Depretis
ha avuto l'incarico di comparre il nuovo
gabinetto; intanto resterà in piedi quello
vecchio finchè quello non sia costituito.
Delle varie liste proposte, per ora non
ce n'è alcuna che abbia qualche certezza
di riuscire.
La Redazione.
_Società toscana di Scienze Naturali
residente in Pisa.
Adunanza del dì 12 marzo 1876.
Presenti i soci Meneghini, Studiati,
Lawley, Baraldi, Castelli, Pala,u, Major,
Per rizzi, Savi, D' Achiàrdi, Boruetuaun,
Modigliaui, Mori, Caifassi.
Letto il processo verbale della seduta
:precedente, il prof. G. Meneghiai , che
presiede l' adunanza, pronunzia parole
d'elegio alla memoria del defunto socio
Gian Mortino Arconati; indi legge una
commemorazione del chiaro scienziato e suo
-carissimo amico, Alessaullro Spada,, morto
recentemente, commemorazione che sarà
pubblicata a parte.
Il segretario D'Achiardì esprime il desiderio di alcuni soci, che si invii loro
-copia. dei processi verbali, che vengono
pubblicati, e dice che 'se il consentano
gli adunati egli non sarebbe alieno da
soddisfare a un tal desiderio, sperando che
non venga perciò ad aggravarsi di troppo
lo stato finanziario dalla Società: indi comunica la nota delle pubblicazioni pervenute ' dell'ultima adunanza del gennaio
.decorso al giorno dell'attuale seduta, nota
co»fortne alla seguente:
Pubblicazioni ricevute in cambio
dalla Società dal dì 11 gennaio
al le marzo 1S111.
Bulletin mensuel de la Soc. linnéenne da
_ i no•d de la France — 1876, num. 43, 44, 45•
Bonn. — Verhandlungen des natnristorischen Verein
- der preussischen Bheinlande und Westfalens —1875.
4 F. 2 lahrg. ( 1 vol.)
Bortleaux — Nlentoires de la Soc. des se. phys. et toiturelles. Sez. 2, toui. 1. Caltier 1. 2, 1375-76.
« Extrait des procès-verbaus dea.Seanees de la Soc.
des Sc. phys. et natur. Année 1871-.75.
Drem1a —Sitzungs-13erielita dar uaturaissenschaftlichen
Gesellschaft his • 1875.
Etlimburgo
Transdetious of the Ediinburgh goolog.
.Atnient —
Soelety. vol. 9. part. a 1874.
Berieht lllrer die Senekenbergische uaturf.
'Cleseliseii. 1574-75.
Gelzhve — Meruoires de la Soc. de phys. et d'hist. naturelle. Tonte 21 D'e parti e 1874-75.
Gorlitz — Abliandlungeu der Naturforschenden Gesell_ schaft. Bd. 5. 1875.
-Frankfurt —
der physikaliseh-iikouoinischeri
GestlIschaft. 1873. 1-2 Alith. — 1574 1-2 Mi.
iffstvgasger — Transactions of the Geolog. Socièty. Session 1875-76. vol. 14. Part. l.
Mete — Bullettan do la socieo (Thigt. viaturelle, 1874.
Treizieme cuhier.
Ritigelgrg — Schriften
pliocene toscano — Mostra gli esemplari
da lui posseduti e due belle tavole con
ben eseguite figure che ne compiono la
illustrazi oue.
Il vice-segretario G. Bornemauu legge
una breve nota sopra una Spugna fossile
del pliocene senese già denominata dal
prof. Meneghiui lareu Montii. Conferma
la determinazione co WC esattissima e
mostra le sezioni fattene p:tr lo studio
non che le figure illustrative della specie
stessa — Indi preseuta agli alunati uu
piccolo e nuovo strumento costruito in
Germania per accertarsi del momento in
cui avvenga un terremoto.
Il segretario D'Achiardi mostra un minerale di staguo, la Cassiterite, trovata di
recente presso Canapiglia nelle miniere di
Ferro delle Cento Cainerelle — Egli dice
come dal Blanchard, direttore della miniera del Bgtitino, sia stato per il primo
rinvenuta queste specie e gia da lui steso
anuunziataue la scoperta all'accademia dei
Libri pervenu.li ìiI 21 3 a o.
Larsen Atfred — La vie et les oeuvres de Petr ChriLincei nell'adunanza del 6 febbraio di
sten Asbjornsen. Christiania 1373.
questo steeeo anno per mezze del S'Ala
Saveatri Orazio — La scombinazione chimica (disso
Questa scoperta nu a Se p Ara avere
ciazione) applicata alla interpetrazione di alcuni
e
analisi
di
uu
nuovo
sintesi
fenomeni vulcanici;
importanza industriale, certo ne ha molta
minerale trovato nell'Etna o di origine comune nei
scientifica, poiche quest'ossido di staguo
Vulcani. - Estr. dagli A. d. Au. Giri:mia di Casembra trovarsi nella nostra maremma
tania Ser. 2, vol. 10.
haematobia
e
delle
Della
Bithartia
in condizioni di giacitura del tutto
Soneino Prospero —
alterazioni anatomo-patologielie che induce sull'ordiverse a quelle ie cui geueralineate si
ganisitio umano. Estr. dall'imparzia/e. Firenze 1876
presentano i iniuerali di questo metallo —
Avvrte inoltre il Segretario che oltre
Il socio dottor Major riprende la paquelli che già hanno iuviatu le loro pubrola e preseuta . dei molari di latte del
blicazioni 11,01110 risposto di accettare il Mastottni arvernensis, i quali finora non
cambio coi nostri atti gl'Istituti e Società furono conosciuti, e si trattiene a parlare
scentifiche di
dall'orizzonte cui sp tta.n., gli avanei dell
Augsburg — Bruxelles — Gottinga — Basilea — Carlsspecie suunomin da, la quale secoodo le 03—
ruhe — Dresda Accademia Leopoldina — Duservazioni del De Slefani; del Capellini e
blino (R. Irish Academy) — Freyhurg (Haden)
le sue proprie, fa parte della fauna dei
ilalle — Parigi (Soc. géolog. de France) — Dublino (R. Duna Society) — Harlem.
mammiferi del plioceue superiore, mentre
Il socio dott. Forsylli Major comunica che le osservazioni di autori d'oltre Alpi
e la maucanza di esatte notizie fra di noi,
il sunto di una monografia dei cavalli fosavevano
fatto supporre fiu'ora all' esposili italiani.
Dopo aver peseato in rivista i resultati dei nente che il Mastodon arvernensis spettasse ad orizzonte più antico. — Prende oclavori di de Christol, Lartet, Iimsel,
casione
il dott. Afajor di richiamare l'atteumago-, Gaudry et W. Roivaleoshy, che tutti
hanno . contribuito a farci conoscere degli zione dei radunati sopra avanzi dallo
anelli della serie Paleotero-ippoidea, eiuè stesso Mastoclantee da lui veduti il giorno
innanzi ed i quali furono trovati or strana°
dei generi Palaeotherium, Anchitherium,
Hipparion, Equus, i quali dall'eocene fino 15 anni dal sig. Pietro lgino Coppi
all'epoca attuale ci presentano una ~ces- l'orto della sua villa a Montnpoii nel Vali•
sione di passaggi da una forma all'a,ltra, d'Arno inferiore. Il detto sig. Coppi ha preso
l'autore rende conto de'suoi studi, i quili cura di lasciar i fuesili sul luogo nel quale
furouo scavati, ricoprendoli di una grotta
"tendono a far 'conoscere gli attimi anelli
della serie accennata, cioè le forine 'inter- artifieiale per preservarli dalle intemperie..
medie fra il genere' Ilipparion e 1' Equits Itt questo modo la scienza deve al sullodato signore la - conservazione di una
Cuballus. Premette che più di ogni altra
i presenti studi lo hanno ,confermato nella
Parte del cranio di questo interessante
convinzione che la specie nel senso delle fossile che presenta una zanna lunga più.
scuole non esiste, e se alich'egli continua di tre metri e mezzo, lunghezza della
a servirsi dei così chiamati amai epecifici,
quale i paleontologi erano finora b n loti,
distinguere
delle
che
per
non è per altro
tani di farsi un' idea. e e
forme divereie, •irniCameet e. dunque per coIl signor. Major conclude dicendo che
modità. Lo studio della dentizione ha con- gli avanzi di cui parla meriterebbero, di,
dotto l'A. ad ammettere due gruppi; quel- esser fotografati dopo di esser ancora
lo dell'E. Caballus e (anello dell' E. Ste- per bene liberati , della sabbia che li rinonis, i quali Sono conreissi• fra di lorà cuopre; jn ogni caso dobbiamo esser grati
per varie forme intermedie. — Lo studia al sig. Coppi per, le cure intelligenti colle
dello scheletro desta interesse soprataktp quali ha potuto conservare oggetto tanto
petl k ossa del, piede.. del -cavalli? pliocenico
prezioso per la scienza.
Val d'Arno superiore: nelle ossa del calvo
Sono finalmente acclamati soci ordinae del terso non è quasi faccia artico- rj, stilla proposta della presidenza i signori
lare Che non presenti dei caratteri inter- Achille Gotti di Pisa, professor Barinedii fra l'Eperes C'il)illc. e I'llipperion; toloninieo G`etstaldi di Torino; sulla properò, mentre in q.u.sto e i vallo fossile posta dei soci C. Major, R. Lawley e
del Vai d'Amo la ri,luziate dei Metacarpi
A. D'Aehiardi il prof. Giuseppe Bellucci,
e metatarsi laterali'e giunta quasi al gra- e sulla proposta finalmente dei soci sigg.
do che presentano i cavalli viventi, le ossa
D'Achiardi, Borneinanu e Palati il signor
del carpo e del tarso,._ non hanno ancora
Carlo Lamot di Livorno. Dopodichè l'aduavuto il tempo .necessario .per tener dienanza è sciolta.
tro alla modificazione cotupleta, la quale
rende il piede del CabaUtts molto più
adatto alle- funzioni del sOlipede che non
doveva essere quello dell'Eptus &monis.
Il eacie R. La.av'ey-parla &egli Iclithyo
il:o:aliti e difese di Ft Lidi trtivate nel
num. 1, 2, 3.
Moeca — Bulletiu de la Soc. imper. des Naturalistes.
An. 1375, mini. 2.
Napoli — Atti del IL Istit. d'incoraggiamento alle Se.
natur. economiche e tecnologiche — Ser. 2, t. 12.
1875.
« Rendiconti dell'Acead. delle Se. fisiche e matematiche (Sezione dalla Soc. reale di Napoli) — Ann. XIV,
(1875) fase. 11, 12; aum. XV (1576) fase. I.
Netteltatcl — Bulletin de la Soc. des Se. naturelles —
tem. 8, cahiers. 1, 2, 3, toni. 9, cahiers. 1, 2, 3,
tem. 10, cahiers. 1, 2, (1863-1875).
Pietroburgo Bulletia de Icad. imp. des Scieuces —
Tom. 20, num. 1, 2, 3, 4. 1875,
« Mémoires de 1'Ae.9.d. imp. des Sciences. Toni. 22.
uurn. 1, 2, 3, 4. 1875.
R,gensburg — Abliandlungen des Zoologische-mineralogischen Vereines — 1575. (1 vol.).
Roma — Bollettino del R. Comitato geologico d'Italia
num. 11, 12. — 1875.
Siena — Rivista seientif. pubblicata per cura della
R. Accad. dei Fisiocritici. Ann, 7, fase. 4 —1375.
Venezia — Atti del R. Istituto Veneto di Scienze,
Lettere e Arti. Ser. 5, tom. 2, dispense le 2. 1875-76.
— lahrbuch der. k. k. gelo. Reichsaustalt
Bd 25, N. 3, 4, 1875.
• Verhandlungen dev. k. k. goolog. Reichsaustalt
1875, N. 16, 17, 18. 1876. N. 1, 2, 3.
(
-
-
-
3Pisa.
AIDA
CHIACCHIERE DI QUIDAM
La prima rappresentazioue dell'Aida
teatro del Cairo ebbe luogo l' ultima domenica del 1871.
La curiosità e la smania del pubblico
egiziano erano giunte a tale che, per assistervi, Si pagarono a peso d'oro palchi e
posti distinti.
Il teatro — che è bellissimo, comodo,
elegante, un po'orientale e un po' europeo
— era pienissimo.
><
Eseguito il preludio, il pubblico fece
un- religioso silenzio, non occupandosi che
dell'Aida e spessissimo dando in applausi
vivissitni e in grida d'eutusiaemo.
La parte cantabile dell' opera comincia.
con una romanza di Itstlatilèe nella quale
non Si sa se ammirare di più- la soavità
della melodia o le eleganti e così nuove
squisitezze dell' istrome n tale.
Nel terzettino che segue fece una grand'impressione la frase calorosa detta insieme dalle tre voci. La prima parte del
primo atto termina con l'inno t Ritorna
vincitor » che piacque iintneneamente al
Cairo, e che è degno di piacere quantunque il pubblico pisano non gli abbia ancora fatto quella accoglienza che gli farà
senza dubbio nelle future rappresentaziou i.
><
Staute la ristrettezza del palcoscenico
per i preparativi della scena, al Cairo calava la tela al finire di questa parte.
Rialzatosi il sipario, nel pubblico non
fu che un grido solo di stupore, tanto
l'interno del tempio di Vulcano parve meraViglinea.meltte riunito.
In questa risurrezione archeologica Mariette-àey 'dette a divedere il suo alto valore: non si poteva e,sere più vero sino
nei più minuti particolari.
E la musica intona in modo stupendo
col risuscitato, ambiente e intonano pure
quelle danie orientali; un mio fantastico
amico che assistè alla rappresentazione,
mi racconta che l'illusione era così compiate che •per poco non gli pareva d'esser
tornato a migliaia di anni sono.
><
Il secondo atto si compone di un grazioso coretto di donne, di un magnifico
duette fra Aida e Ainneris, e infine di un
grandioso finale; questo pezzo colossale
comincia con una gran marcia complicata
di cori, ballabili e si sviluppa in un adagio e stretto; tutte le parti si accordano
insieme con bella proporzioni e con effetto straord i nario.
Le frasi , erta° inspirate da una efficacia così drammatica, da mettere i brividi
addosso e da imporre alle 'nani di muoversi . per appleudire. Al Cairo — come da
•k
per tutto, poi — il pezzo fu salutato da
gridi 1.2 . 44, k appl.t1lei ripetuti insistenti, incalzanti.
.11 pubblico volle vedere tutti sulla scena, gli artisti, il Bottesini, il D'Orineville.
Lo spettacolo che presentava la scena
questo finale — spettacolo che pure a
Pisa è bellissimo — era così fuori da tutto quello che si è soliti di vedere sulle
scene, da non si potere descrivere. Il F.lippi assicura che una spettacolo simile —
sia per gli scenarii, come per il lus:o
abiti, di gioielli, di stoffe e di armatore,
non Si è mai visto e non si vedrà mai
in altro luogo.
><
il
Nel terzo atto duetto fra bariteao
soprano e quello ,i'ra tenore e
.
CI
grandissima e m' ha compreso di vivissima residenza della Società via Mercanti n.° 7
gratitudine.
primo piano.
Certamente, le lodi che in esso mi si
Ordine del giorno.
impartiscono, ove se ne traggano il buon
Elezione del Consiglio.
volere e i diritti intendimenti, avanzano
Rendimento di Conti.
di gran lunga i meriti miei; ed io non
Pisa, 21 marzo 1876.
posso accoglierle se non come prova delIl Consiglio Direttivo.
l'affetto che da codesto spettabile Con* g., *
sesso mi si porta.
Del Prestito Nazionale. 1866. — AI 31
Di -qttest' affetto io prego VS. Illma.
Marzo 1876 cadono in prescrizione le vind'andar certo e di accertare in mio nome cite sortite *nella nona estrazione; invitiai signori Consiglieri, che essi sono da me mo i possessori di Cartelle del suddetto
pienamente ricambiati, e ch' io porterò Prestito di fare una verifica e se hanno
perennemente grato e ricordevole animo vinto qualche premio, non indugino a
••delle continue dimostrazioni datemi di chiederne il pagamento. Quelli che non
particolare benevolenza, e sarò lieto qua- hanno i bollettini o tIntl CnIloge0110 le cilunque volta in' avvenga poter dar prenra, fre determinanti . la vincita, si dirigano al
di questi miei sentimenti facendo cosa signor A nge/o Brambilla, Corso Vittorio
- utile e grata a questa diletta Città e ai Emanuele, 13, MILANO, il quale s'incarica
di verificare se fra le vincite sortite nelle
suoi rappreseutanti in particolare.
- • Lieto di avere in VS. Illina. un così passate estrazioni o fra quelle che verdegno e caro interprete presso codesto ranno estratte nelle successive, sia compreso qualche loro titolo, inviando le letonorevole Consiglio, io sento ancora il bitere colle iridicazioni dei numeri d'iscrisogno e il dovere di ringraziare in pare
zione, aggiungendo lire 1 per ogni Carticolar modo Lei, e codesta rispettabile tella, e riceveranno risposta.
'Giunta municipale per la valida, zelante,
Il suddetto s' incarica anche di verifiintelligente opera da loro continuamente care tutti gli altri Prestiti.
'data all' amministrazione della pubblica
cosa; e le rinnnovo gli atti della mia conGIORNALE DELLE
DELLE DONNE. — Abbiamo sotsiderazione distintissima.
t'occhio
l'ultimo
numero di questo perioDi VS. Mina.
di letteratura e mede femminili, che
dico
Pisa, li 16 marzo 1876.
ad una elegsnza iunegabile unisce il
Devotissimo
massimo buon mereate. Non costa difetti
Firmato — G. CORNERO.
che
lire otto per tntto launu ciuque per
M1' Mino. Sig.
il semestre. Alle associate annue dà inolSindaco della Città
di
tre in dono, a scelta, l'ultima pubblicaPISA
zione igienica del dottore Paolo Mente*
gazza, oppure una polizza per concorrere
• Domani, giovedì, il comm. Cornero par- ai premi del Prestito nazionale. — L'uftirà per Livorno, sua nuova residenza.
ficio di direzione è in Torino, via Po,
Con lui partiranno la signora e la signonum. 1, piano 3. 0 .
rina Cornero le quali, così buone, cortesi
Sommario num. 3.
Mese di marzo:
ed intelligenti cones, erano, lasciano in
Testo.
—Chiacchiere
sulla
Moda AmePisa moltissime amiche dispiacenti per la
lia Lorrit. — Le due sorelle, racconloro partenza.
to. — Nuove disposizioni prese dalla
*
Direzione del giornale a favore delle
associate Elvira di Roccabruna.
Moltissimi negozianti si lamentano
Schiarimenti e consigli Elvira di Itocper la cattiva qualità e la poca quautità
cabruna. — La spiegazione degli abdi gas che loro foraisce la Direzione del
bigliamenti e lavori è nelle pagine di
Gas. Mi pare chs si potrebbe e si dosupplemento.
><
vrebbe por rimedio a questo inconveniente. Disegni. 7 Un bel figurino nero di PaInsomma la rappresentazione dell'Aida al
rigi nella prima pagina, una toletta
** *
teatro del Cairo fu una solennità artistica,
per signora nelle pagine 4 e 3 (due fiUn altro inconveniente che vogliamo
sotto ogni aspetto.
gure),
ed un costume per fanciullo neladditare al Municipio proviene da una
Finita l'opera il pubblico non terminala
pagina
8.
campana del Duomo la quale, a lungo e
va più di applaudire, gridando evviva a più volte al giorno, suona disturbando i Annessi.
1. Una grandissima tavola di
Verdi e al Vicerè che aveva avuto l'idea
modelli da tagliarsi, relativi ad uria delmalati dell' Ospedale. La. preghiera è una
le figure del figurino colorato.— 2. Una
felicissima di commettere a lui l' incarico
bella cosa; me ci sembra si possa farla
tavola di lavori al crochet, ricami ee.
di scrivere un'opera che ha arricchito il
anche suonando mi po'ineuo le campane,
— 3. Quattro pagine di supplemento,
'patrimonio dell'arte.
tanto più quando esse danno noia a molta
contenenti un disegno di abbigliamento
><
povera gente che soffre.
da camera e tre disegni di mantelli
Avanti di chiudere e per non avere ose*
per la stagione entrante. — 4. Un fiservazioni da certi amici miei — amici così
gurino colorato di Parigi. — Veggasi
Vogliamo dire un'altra parola stilla
la
spiegazione d'ogni cosa nelle pagine
per modo di dire: per la compilazione di
questua. Molte volte ci siamo incontrati
di
supplemento.
questo e dell'altro articolo sull'Aida
a vedere ora un accattone perseguitare
00
sono ampiamente servito delle lettere egicon un fastidioso lamentio una povera
ziane che il mio amico Filippi scrisse alla
Si è pubblicato il fascicolo 8.° del PRICsignora, mostrandole con insi3tenza una
Perseveranza dal Cairo negli ultimi giorni
gamba schifosamente piegata; ora un' al- LUDIO, contenente le seguenti materie:
del 1871 e nei primi del 1872.
tro pretendere quasi un'elemosina caccianI. Diapason dei Preludj di Scienza soQUIDA.M.
ciale. — I. La Situazione. — Avv. B.
do sotto il naso di un signore una ma**
no orribilmente tronca e deformata. E
Fino da domenica è tra noi il nuovo per forza, se uno si vuol togliere davanti
2. L'opuscolo
'oa puscolo di Giorgio Arcoleo sulla Letprefetto, comm. Bertini.
teratura
contemporanea in Italia. —
quello spettacolo ributtante, bisogna che
Bruno Minore.
Noi siamo lieti di essere i primi a
obbedisca e paghi il divertimento che gli
3. Del giornalismo nelle sue origini, ne'
dargli il benvenuto.
è stato dato.
suoi mezzi e ne'suoi effetti (continua-
sono ricchi di frasi deliziose, l'adagio fra
Aida e Ra.datnès è abbagliante per novità. Nel terzetto ultimo c'è poi una frase
concitatissima di Radainès che il pubblico
applaudì con trasperto. Nel quarto atto
è un bellissimo duetto fra mezzo soprano e tenore; poscia succe.dono le due stupende Rceue del giudizio di Radamès e
della morte dei due amanti nel sotterraneo: sono die pezzi di grande importanza che coronano degnamente l' edificio;
tutti e due impressionarono il pubblico
l'uno per l'effetto di terrore che produce,
l'altro per il colore ideale così bene in
contrasto colle salimene religiose che si
cantano al di sopra nel tempio.
><
Per le meraviglie della messa in iseena bisogna leggere quel che ne scrisse
allora il Filippi e quello che ne dice quando il discorso cade sull'opera Aida.
Nella scena del trionfo le truppe entrano
precedute dagli araldi che suonano entro
le famose lunghissime trombe.
Tutti i soldati erano in perfetto costume vestiti splendidamente; quando comparvero i negri vennero salutati da un
grande applauso, perchè al Cairo erano
veri ni_gri, armati di laueie, col busto
ignudo", le grosse labbra e i capelli ricciuti.
Seguivano le danzatrici egiziane, etiopiche, libiche ed asiatiche, cariche di monili o di diedeini e vestite o di raso o di
velluto o di crépe de Chine da sessanta
franchi al metro.
><
A raccontare come stavano vestite le
prime parti parrebbe incredibile. Le armi,
i cosciali, le corazze, gli scudi per loro
erano d'argento; per tutti gli altri, fino
all'ultima comparsa, del più fino e lucente
metallo. Le coriste avevano braccialetti di
filograna d'oro; e le due prime donne avevano gioielli collocati entro buste di
cuoio di Russia e di velluto, solamente
le quali costavano parecchie centinaia di
lire. Il diadema di Aida era un capolavoro di orificeria fatto tutto a simboli
presi dai monumenti della Nubia.
,
—
—
- -
—
*
1111140. sig. Sindaco,
L'indirizzo da codesto onorevole Municipale Consiglio a unanimità votatotni
e da VS. Mina. con sì cortesi ed affettuose parole trasmessomi in pregiata sua
del 14 corrente, mi ha dato consolazione
Il PRELUDIO si pubblica il l.' ed il 15
di ogni mese in fascicoli di 16 pagine a
due colonne con copertina.
Abbonamento annuo per l'Italia lire 7.
Semestre lire 4.
Gli associati annui ricevono in dono un
interessante opuscolo di Bruno Minore che
ha per titolo: Scintille.
Direzione: Cremona, via Ginnasio, 3.
Ufficio succursale; Torino, via Barbaroux, 10.
STATO CIVILE
.
,
Il contai. Cornero ha risposto con la
lettera seguente preseutatogli
dal Consiglio comuuale:
9. Bollettino bibliografico — La Recidiva,
di C. D'Olivecrona trad. dal professor
Lazzarini.
10. Cronaca.
Nè cittadini nè ferestieri si salvano da
alcuni di questi accattoni; onde preghiamo
che si ripari in qualche modo a queste
vergogne, chè modi non devono mancare.
**
Società Orchestrale Pisana. — Sono
invitati lifttiii---thei tanto orchestranti
che contribuenti ad intervenire all'adunanza generale che avrà luogo domenica 26
corrente a ore 12 meridiane nel locale di
zione). — Antonio Sartiui.
4. Sulla letteratura drammatica in Italia —
G. Fulloni.
5. Scienze positive — Chimica e la prosperità delle nazioni (continuaz.) — Z.
6. La vertenza della scuola degli Ingegneri
a Torino.
7. Questioni di Matematica. — Stefano
- Gatti.8. Gabrio e Maria. — Poesia di Corredo
Corredino.
Dol dì 10 al 20 gennajo 1876 inclusive
•
Va.,Te&ta demuna ,arte
Maschi 25 — Femmine 16.
Nati morti 4.
Beilani Fertlimindo q.. Giovmni. vedovo, vetturale, di Pisa, con Balilassari Cardmilla q. Giuseppe, nubile, ittendente a casa, di Pisa — Ripoli
R0dnifn q. Francesco, con Di Paco Maria q. Liiigi,•
ambedue vedovi, possidenti, di Putignano —
Rossi Jarop d Ranieri, celibe, possiden'te, di san
Lorenzo a Pagnatico (Cascina), con Di Nassa Albina q. Flamini°, nubilo,.possid., di sant'ErineteGiovannini Giuseppe di Ferdinando, con Arati
Einilia di Lorenzo, ambedue celibi braccianti, di
san Marco alle Cappel e — Molend'i Flamini° q.
Lorenzo. vedovo, botte,gain, di san Michele degli
Scalzi con Areni Rosinunda dei RR. Spedali,
allendenta a casa, di Pisa — Bozzi Leoni do di Federigo, impiegato, con Truccori Metilde de' RR. Speciali, zittendente a casa, ambedue
celibi, di Pisa Pap.ucci Oreste tii Raffaello, impiegato, con AppAllati iIrtria Felicita, attendente
a casa. ambedue celibi, di Pisa — Pavoletti Torrimaso di Sabatino,ceidie, conciatore. Pisa
G011 (sobria di Pasrptate, vedova, tessitrice, di
Pisa — Marziali Felice di Giovanni, vedovo, falegname, di Antignano, con Matteucci Stargherita
e. Giuseppe nubile, bracciante,
mf
di Putignano.
—
Barani Litigi di Domenica, celibe, di anni 22,.
agente di beni, il Pisa Vannozzi Augusto di
Valente, celibe 14, di Pisa —
Fortunata di
Attilio 3, di Piga
Vecebiani Egidio di Lazzero
di Pisa.— Degl'Innocenti detto Pisani Giovanni
de' RR. Spelai, celibe 62 di Pisa — Corti Teresa
q. Francesco, nubile 37, di Palaia — Alfredo d'Angiolo 1, di Pisa — Vincentelli Pietro q.
Ranieri, coniugato 73, fornaciaro, di Oratoio —
Grassi Agostino d'Antonio 4, di Pisa— Michelazzi
no' Lazzeri Francesca, q. Domenica 75, attendente
a casa, di Pisa — Gini Bonfiglio di Ranieri 4,
di san Marco --Cantini Adolfo d'Emilio,celibe 33,
bracciante, di Pisa — Pucci Egisto q. Giuseppe,
vedovo 46, tappezziere, di Pisa — Casaldi Maria
Concetto dei kW Spedati 2, di Pisa — Benedetti
Francesco q. Domenico, coniugato 55, sarto, di
Pisa — Sarti Giuseppe q. Bartolommeo, ved. 79,
domestico, di Pisa — Garzoli Domenica di Giuseppe 2, di Pisa — Chelotti Carlo di Giuseppe 3,
di Pisa — Giacoinelli Augusto (1' Antonio 4, di
Pisa — FrOnco negli - Abudarham Rosi di Giacomo 44, attendenie a casa, di Pisa — Bernardi
Maria Anna fu Domenico, nubile 77, attendente
a casa, di Pisa - Volpi vedova Bertoncini Maria
Anna q. Anaiolo 79, attendente a casa, di Pisa —
Catella Severino q. Giovanni, celibe 23, negoziante, di Riella — Favati Arturo di Leopoldo 3,
di 'san Giusto in Cannicci — Fontani Antonio q.
Giovanni, celibe 14, di Pisa — Tenducci Gaspero
q. Giuseppe, vedovo 70, di Pisa Tinai vedova
Rosellini.Ltiina q: Francesco 82, attendente a casa,
di Pisa — Taccola Meandro q. Sabatino, coniugato 10, impiegato; 4 Pisa — Fontana Giuseppe.
di Litigi 4 di san Michele degli Scalzi — Pasquini Ferdinando q. Vincenzo, coniugato 6, bracciante, d,. Piu — F•iechini Arturo di Francesco 3,
di Pisa — Arrighi Giuseppe di Luigi. celibe 18,
stridente, di Pisa — Poti Ines di Domenica 4, dí
Pisa — &Mozzi vedova Baratti Teresa q. Niccola 64, bracciante, di Pisa
Philipsen Alberto
d'Alessandro 8, di Pisa — Billeri Atanasio q. Va-lentino, coniugato 84, pensionato Regio, di PisaOrazini vedova Bertini Barbera q. Paolo 74, di
Pisa
Giochetti ne' Ripoli Annunziata q. MassiT-a,
multano 35, tessitrice, di Putignano — Barsanti
Alamanno ili Pellegrino 4, di Putignano — Bendinelli Vincenzo q. Badatomene°, celibe 70, brac
ciante, dì Campo (san Giuliano) — Vincentelli
vedova Bracci Clorinda q. Giov. Batta 68, attendente a casa, di san Giusto
brap
c-i
Cocco ne'Giustelli Rosa q. Gii onvoenanninicl el i, —
ciante, di Putignano — Palandri Annida di Giuseppe, nubile 48, tessitrice, di san Marco— Giorgi
Sole di Giorgio 2, di S. Stefano extra moenia.
E più 9 al disotto di un anno.
Cambiamenti di residenza.
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,
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Brancolini Gabbriello di Ferdinando, Monsummano a Pisa — Favati Augusto di Ranieri,
da Bologna a Pisa — Balducei Francesca, vedova
Galliano, da Roma a Pisa — Piccassi Andrea q.
Giovanni, da Livorno a Pisa — Garnbogi Carlo q.
Domenica, da Bagni san Giuliano a — Pensuti Andrea q. Michele, da Bagni san Giuliano a
Pisa Oguibene Giacomo di Francesco, da Livorno a Pisa — Fraticelli Vincenzo q. Luigi, da
Firenze a Pisa — Garluzzi Biagio q. Gaelan, da
Livorno a Pisa.
FORTUNATO POLI Gerente Respons
Pisa, Tip. Nistri 1876.
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IN-nt. 12 mercoledì 22 Marzo 1876 LA CONCILIAZIONE