LEGGIAMO INSIEME. Schede di lavoro per la lettura attiva
La macchina del tuono, di Dino Ticli, Il Battello a Vapore, serie Arancio
DI CHI SI PARLA?
Il documento contiene citazioni dal testo riferite ai
personaggi più significativi ed è uno sviluppo dell’attività analoga presentata nell’opuscolo Leggiamo
insieme.
Per comodità dell’insegnante le abbiamo raggruppate
per personaggio (ma i bambini non dovranno vederne
il nome!) e abbiamo riportato il numero di pagina,
che sarà utile se si lascia ai bambini la possibilità di
consultare il testo come controllo.
L’attività può essere svolta in diversi modi: ecco alcune possibilità.
Appendere nell’aula dei fogli con il nome dei personaggi, ed eventualmente il disegno, fotocopiando e
ritagliando le immagini dell’opuscolo.
In alternativa, distribuire nell’aula delle scatole con
il nome dei personaggi; o ancora, attribuire a un
bambino il ruolo di un personaggio.
Quindi distribuire ai bambini i foglietti con le citazioni. Ogni bambino dovrà scoprire di chi si parla e
collocare il foglietto rispettivamente sul foglio o nella
scatola corrispondente o consegnarlo al bambinopersonaggio. Alla fine, si leggeranno insieme tutti
i testi per scoprire eventuali errori di attribuzione.
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Varianti a squadre. Suddividere gli alunni in squadre
(due o più) distribuendo a ogni squadra una copia
di tutti i foglietti. Individuato il personaggio di cui
si parla, i bambini ne scriveranno il nome sul retro.
Alla fine si verificheranno insieme le risposte. Vince
la squadra che ha fatto meno errori.
Oppure, definite le squadre (due o più), ogni squadra
a turno pesca un foglietto con la citazione e ha un
tempo stabilito per indovinare il personaggio. Uno
o più alunni in funzione di “notaio” controllano che
l’attribuzione sia corretta (con l’aiuto del numero di
pagina) e attribuiscono un punto alla squadra per
ogni risposta esatta e nel tempo stabilito.
Vi parlo di… Distribuire a ogni alunno una o più citazioni che riguardano un solo personaggio, utilizzando
a questo scopo eventualmente anche le citazioni di
“Chi l’ha detto?”.
Appesi nell’aula dei fogli con il nome dei personaggi,
come suggerito sopra, ogni alunno dovrà recarsi nel
punto corrispondente al personaggio a cui si riferiscono le proprie citazioni. Si formeranno così diverse
squadre, una per ogni personaggio (l’insegnante può
anche limitarsi a selezionare i personaggi principali).
Ogni squadra avrà poi il compito di presentare alla
classe il proprio personaggio, descrivendone le caratteristiche (aspetto, carattere, ecc.) con parole proprie.
L’insegnante può decidere se far creare una presentazione solo orale, oppure far scrivere un testo collettivo
accompagnato eventualmente da un ritratto disegnato.
Caccia al testo. Suddividere i bambini in piccole
squadre e affidare a ogni gruppo un certo numero
di foglietti (3-4), da cui sarà stato tolto il numero
di pagina, e una copia del libro. Il compito consiste
nell’individuare il punto in cui si trova la citazione
e scrivere il numero di pagina. Vince il gruppo che
impiega il minor tempo.
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La macchina del tuono, di Dino Ticli, Il Battello a Vapore, serie Arancio
DI CHI SI PARLA?
KALLIOPI
(pag. 9)
(pag. 33)
In realtà era ancora troppo piccola per cucinare, ma aveva seguito tutto il giorno Daphne,
prima nel bosco e poi in cucina, infastidendola
non poco con mille domande sul cibo che stava
preparando.
Era davvero veloce nella corsa e forse aveva
preso proprio dalle lepri che mangiava la loro
rapidità.
(pag. 63)
(pag. 66)
Da quel giorno, ... si dedicò alla recitazione,
appassionandosi come se fosse l’attività più
avvincente del mondo.
Scriveva ovunque le capitasse con pezzi di carbone o sulla terra con un bastone quando era
nei campi.
(pag. 79)
(pag. 149)
Era diventata una ragazza alta, dalla figura snella
ma non gracile. I capelli erano ancora più folti
e lunghi.
... si asciugò le lacrime e deglutì per sciogliere
il nodo che le serrava la gola. Poi cantò. La sua
voce era leggera come una piuma e dolce come
il miele selvatico…
(pagg.165)
(pag. 179)
Recitò come mai aveva fatto in vita sua e la triste
vicenda di Orestes si fece rapidamente strada nei cuori degli spettatori, molti visibilmente
commossi.
... ci vollero parecchi giorni prima che la febbre
la abbandonasse e le forze le tornassero un po’
alla volta, insieme alla voglia di guarire.
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DI CHI SI PARLA?
ERMES
(pag. 35)
(pag. 41)
Nonostante lo sporco li nascondesse, aveva lineamenti fini e muscoli tonici, tenuti sicuramente
in allenamento dalle mille fughe a cui si era
dovuto abituare.
Fece un cenno a Kalliopi e la portò verso il colonnato, badando bene che le guardie, lontane
e rivolte in direzione opposta alla loro, non li
avessero notati.
(pag. 154)
(pag. 184)
Non aveva mai avuto una famiglia e la sua vita
era sempre stata sospesa tra la salvezza e la
perdizione... Adesso aveva scoperto cosa fossero
la pace e la serenità, parole che non avevano mai
avuto alcun significato per lui.
... si asciugò la fronte e raccolse tutte le sue
forze; quando spinse, il vaso rotolò e un tonante
brontolio si levò.
PHILARETOS
(pag. 58)
(pag. 60)
Era molto stimato e le sue tragedie erano così
apprezzate che furono recitate più di una volta
e in diverse città della Grecia.
– Mio padre mi raccontava sempre delle sue
opere. Anche se sono una donna, mi ha sempre
trattato con rispetto e ogni volta chiedeva il mio
parere.
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DI CHI SI PARLA?
KLORE
(pag. 18)
(pag. 21)
... lo guardò ancora e quello sguardo valse più
di mille parole: abbi cura della piccola Kalliopi
e di te stesso, vi amo entrambi. Poi gli strinse
la mano con le ultime forze e chiuse gli occhi.
– I suoi capelli erano proprio come i tuoi: avevano il colore del rame appena forgiato, gli occhi
erano verdi come due smeraldi trasparenti e il
suo sorriso sembrava una fila di perle appena
raccolte…
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DAPHNE
(pag. 115)
(pag. 115-116)
... fu raggiunta da quella notizia come da una
frana che la trascinò violentemente in un vortice
di ricordi che non avrebbe mai voluto rivivere.
Non disse nulla, ma fuggì nella solitudine della
sua stanza dove si sciolse in un lungo pianto.
Si era battuta allora come un leone, sopportando insulti e falsità per restituire alla memoria
del padre quell’onorabilità e quel prestigio che
sembravano perduti per sempre. E alla fine ce
la fece...
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DI CHI SI PARLA?
KALLISTRATOS
(pag. 13)
(pag. 18)
Il giovane uomo corse dentro casa, ma trovò subito qualcuno che si oppose: – Non puoi entrare. –
Ma sta per nascere mio figlio… – rispose a voce
alta.
... uscì dalla casa con gli occhi gonfi e rossi, reggendo un fagotto tra le braccia. Si era strappato
la tunica e le sue membra muscolose vibravano
per la tensione.
(pag. 77)
(pag. 129-130)
... non provò più a dissuadere sua figlia: non
voleva deluderla dopo tutti quegli anni di fatica
e di impegno.
... stava invece disteso e un colore verdastro gli
tingeva il volto: numerose smorfie testimoniavano che stava soffrendo di un terribile mal di
mare...
PERIANDRO
(pag. 111)
(pag. 136)
Possiede molte navi che commerciano con tutte
le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo e
le sue ricchezze sono immense.
... aveva fatto restaurare a sue spese il teatro
di Maronea e pagava spesso delle compagnie
teatrali perché si esibissero nelle gare che vi si
svolgevano.
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DI CHI SI PARLA?
ETÈOCLE
(pag. 140)
Era davvero bravo e non gli sfuggiva nulla della
mitologia e della storia della Grecia. Ma le sue
conoscenze si spingevano oltre…
ORESTES
(pag. 126-127)
(pag. 147)
... non disse nulla sulla scelta del ragazzo; doveva
essere affiancato da qualcuno che lo istruisse
a dovere, e così nessuno lo avrebbe messo da
parte, come desiderava.
Ermes spiegò loro che non si era mai concesso
un attimo di tregua e, con il sole o con la pioggia,
non aveva mai abbandonato il lavoro nei campi.
... quando un affanno sempre più insistente aveva
cominciato ad assillarlo, aveva rifiutato perfi no
l’intervento dei medici.
(pag. 149)
... chiuse gli occhi e si rilassò. Quando tornò
il silenzio, aveva iniziato il suo viaggio verso il
regno di Artemide.
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CHI L’HA DETTO?
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Il documento contiene frasi pronunciate dai personaggi principali, da impiegare per attività analoghe a
quelle descritte in “Di chi si parla?”, eventualmente
utilizzando anche le due tipologie di materiali insieme per la medesima attività (se si ha la possibilità
di stampare le frasi su carta di colore diverso sarà
facile distinguere le due tipologie).
Anche i dialoghi aiutano a caratterizzare i personaggi
mettendone in luce personalità e ruolo nella vicenda.
Inoltre, sono uno stimolo a rievocare e rielaborare
la storia.
In aggiunta alle attività già descritte, ecco una proposta che invita alla rielaborazione, in forma quasi
teatrale.
Dialoghi. Formate gruppetti di 4-5 alunni e distribuite
a ciascun gruppo alcune frasi, riferite a personaggi
diversi.
I bambini dovranno non solo individuare il personaggio che ha pronunciato ogni frase ma anche la
circostanza e l’interlocutore, immaginando anche
la risposta o la reazione degli interlocutori. Quindi
metteranno in scena per i compagni la recitazione di
un piccolo dialogo a due o più voci, in cui un bambino
pronuncia la frase assegnata e un compagno (o più,
secondo le situazioni) recita una risposta o mima
una reazione.
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CHI L’HA DETTO?
KALLISTRATOS
(pag. 31)
(pag. 53)
– Sei sicura di non essere mai venuta al mercato? Sembra quasi che tu non abbia mai fatto
altro nella vita.
– Non avresti mai dovuto allontanarti senza avvertirci, e con uno sconosciuto oltretutto.
(pag. 90)
(pag. 91)
– Perché dici queste cose? Non ti ho mai impedito
di esprimerti e ti ho lasciata libera di seguire le
tue inclinazioni; mi stai facendo un grave torto
con le tue accuse.
– E invece l’ho fatto! Gli ho spiegato che nessuno
sposerà mia figlia se non sarà lei a volerlo.
(pag. 171)
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– Perché pensi che io sia così attaccato alle cose
materiali? Ho dedicato a te la mia vita, sei tu che
ho coltivato, fatto crescere, a cui ho donato il mio
tempo e il mio amore.
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CHI L’HA DETTO?
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POLIBOS
(pag. 108)
(pag. 113)
– Io vengo in pace e senza cattive intenzioni. Porto
solo buone notizie per la figlia di Philaretos.
– Sto parlando della nave che il mio padrone vi
ha messo a disposizione: è ancorata al porto.
Dobbiamo aspettare che i venti ci siano favorevoli,
ma penso che già all’inizio del mese prossimo
potremo partire.
(pag. 178)
(pag. 187)
– Affari, mio caro Kallistratos, si tratta di affari. Se la casa sarà di vostro gradimento, il mio
padrone è disposto a cedervela per un giusto
prezzo.
– Dimenticavo. Ho un’altra notizia per Kalliopi:
Gerone, il tiranno di Siracusa, sta cercando un’istitutrice per la figlia.
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CHI L’HA DETTO?
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DAPHNE
(pag. 60)
(pag. 65)
– Come vedi non sono una vera serva, cerco
solo di sdebitarmi e di rendermi utile. E poi mi
sono affezionata a tutti voi perché ormai siete
la mia famiglia.
– Ho imparato tutto da mio padre, a recitare, a
leggere, a scrivere, a pensare con la mia testa:
io credo che queste siano le lettere…
(pag. 118)
(pag. 118-119)
– La ricchezza e la gloria creano invidie e rancori.
Io ci sono già passata e so che cosa vuol dire
perdere affetti e felicità. Non deve succedere
mai più, a nessuno di noi.
– Straniero, – concluse con sicurezza – accetto
l’eredità di mio padre che metterò nelle mani di
Kallistratos e Orestes: sono certa che la useranno al meglio per la nostra famiglia e perché la
nostra Kalliopi possa completare i suoi studi e
la sua educazione.
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CHI L’HA DETTO?
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ERMES
(pag. 40)
(pag. 126)
Da qui in avanti, silenzio assoluto. Questo è il
luogo degli dei! Se qualcuno si accorge che siamo
qui solo per curiosare, e che tu sei una femmina,
passiamo un grosso guaio.
– Non avrà di che lamentarsi. Se non vi fidate,
mettetemi almeno alla prova per qualche giorno,
dopo di che deciderete se tenermi o mandarmi
via. Non dovrete nemmeno pagarmi, a parte
un po’ di cibo che non rifiuterò per dovere di
ospitalità.
(pag. 154)
(pag. 186)
– Vorrei… imparare a leggere e a scrivere.
– Appropriato: bronteion, la macchina del tuono.
Io sono pronto per le migliorie, e poi non ci resta
che portarla in scena.
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CHI L’HA DETTO?
KALLIOPI
(pag. 142)
(pag. 143)
– So leggere e scrivere perfettamente, conosco
a memoria molte tragedie e commedie, anche
quelle di Philaretos.
– Artemide mi ha regalato il suo sorriso luminoso e Zeus ha fatto udire la sua voce tonante
la notte in cui sono nata: sì, io credo di averla
quella scintilla!
(pag. 146)
(pag. 161)
– Io non mi fermerò di fronte a nulla. Le cose
cambiano, panta rei, nulla rimane immobile nel
tempo. Usi e costumi sono un bagaglio dell’umanità; sono sicura che agli dei non dispiacciano
le trasformazioni, altrimenti sarebbe stato un
terribile inganno avermi donato la scintilla.
Presto ci saranno le Grandi Dionisie durante
le quali tre drammaturghi presenteranno in
concorso le loro opere e io sarò uno di quei tre.
(pag. 190)
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– Non avevo scelta e ho provato con l’inganno,
ma sono stata tradita e costretta a fuggire. Non
vado fiera di quanto è accaduto.
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CHI L’HA DETTO?
PERIANDRO
(pag. 146-147)
(pag. 163)
– Sono vecchio e credo poco all’avverarsi dei
miracoli, sappi però che se riuscirai nel tuo intento voglio essere il tuo mentore e sostenitore.
– Non vi dovete preoccupare di nulla e se le cose
dovessero andare storte, sarò io ad assumermi
tutte le responsabilità. Io ho le spalle coperte:
nessuna delle vostre pavide autorità potrà rinunciare ai miei commerci e ai miei denari.
(pag. 169)
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– Dovete andare al porto: lì troverete una delle
mie navi che vi aspetta. Temevo che qualcosa
potesse andare storto e ho pensato a tutto.
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CHI L’HA DETTO?
ORESTES
(pag. 7)
(pag. 11)
– Quella bambina è un dono del cielo.
– Su, su, lascia raccontare a me, tu non puoi
saperle certe cose.
(pag. 147-148)
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– Non mi interrompere inutilmente, – lo fermò
– ho solo detto la verità. È la vecchiaia la mia
malattia e questi polmoni, che in gioventù avrebbero scacciato ogni male, oggi non sono più in
grado di darmi l’aria sufficiente a tenermi in vita.
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CHI L’HA DETTO?
ETÈOCLE
(pag. 159)
(pag. 160)
– Sei una donna e non potrai intraprendere la
carriera del drammaturgo. Questo mi addolora
immensamente perché… hai scritto la cosa più
bella che abbia mai letto in vita mia.
La tua scintilla ha iniziato a brillare... Tuttavia,
questo potrà essere la tua rovina, la tua disperazione, la tua personale tragedia.
KORE
(pag. 17)
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– Kalliopi, dalla bella voce, chiamala così.
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