ELEZIONI REGIONALI LOMBARDIA - 24/25 FEBBRAIO 2013
CANDIDATO PRESIDENTE ON. ROBERTO MARONI
VOTA ALESSANDRO SALA
Committente responsabile: Alessandro Sala nel nome del mandatario dott. Marco Cenedella - Tipografia Endi
L’ESPERIENZA ISTITUZIONALE
AL SERVIZIO DEI CITTADINI
E DELLA LOMBARDIA
Alessandro Sala
Capolista bresciano
+39 335 7256733
www.alessandrosala.eu
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SALA
LA LOMBARDIA IN TESTA.
SETTORE AGRICOLTURA
RIVEDERE LA DIRETTIVA NITRATI
L’applicazione della Direttiva “Nitrati” è oggi per la zootecnia lombarda
uno dei principali fattori di criticità. Infatti i limiti imposti dalla direttiva
all’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento nelle Zone Vulnerabili (170 kg N/ha) costringono una parte rilevante delle aziende (quasi
10.000 allevamenti lombardi ricadono in zona Vulnerabile e, di questi, oltre
la metà ha un carico d’azoto superiore a 170 kg/ha) a ricercare terreni extraaziendali in asservimento dove distribuire i reflui (effluenti di allevamento)
e/o ad adottare soluzioni impiantistiche e tecnologiche per abbattere l’azoto
(es. denitrificazione, strippaggio dell’ammoniaca) molto costose.
I maggiori costi e gli investimenti, cui si aggiungono oneri amministrativi
e burocratici non indifferenti, che si rendono necessari per l’adeguamento
alla normativa rischiano di incidere negativamente ed irreversibilmente sulla competitività del settore, già messo a dura prova dalla perdurante e grave
stagnazione dei prezzi dei prodotti agricoli e, in questa fase storica, dalla
crisi economica e finanziaria mondiale.
E’ indispensabile una sostanziale revisione della mappa delle zone vulnerabili anche in relazione a quanto emerso da molti studi condotti recentemente
anche in Lombardia che dimostrano come le responsabilità dell’agricoltura
sull’inquinamento delle falde sia molto parziale rispetto all’inquinamento
da nitrati da parte di insediamenti industriali ovvero da parte di insediamenti
civili, in particolare quelli privi di reti fognarie connesse a depuratori.
EXPO 2015: “DAI CAMPI LA RISPOSTA AL BISOGNO DI CIBO”
L’Agricoltura sia protagonista all’Expo 2015. L’alimentazione e l’agroalimentare sono i temi dell’Expo 2015. Si tratta di uno dei settori in cui l’Italia
è ancora un’eccellenza a livello mondiale. Dalla valorizzazione dei prodotti
del territorio può venire una risposta alla crisi economica del Paese ma anche deficit di cibo che anche la Fao ha previsto nel prossimo futuro. Non va
dimenticato che la Lombardia è la prima Regione agricola d’Italia nonché
sede di importanti aziende e distretti agroindustriali. L’Expo 2015 deve avere come cardine la valorizzazione delle autentiche produzioni agroalimentari italiane, quelle che hanno radici e sostanza nella tradizione, nella cultura
e nelle materie prime prodotte nel nostro territorio.
L’Expo dev’essere l’occasione per dare un’informazione corretta sui nostri prodotti e sulle nostre tipicità e dev’essere l’occasione per fare chia-
L’AGRICOLTURA PROTAGONISTA DEL NOSTRO FUTURO
rezza sulla falsificazione dei prodotti italiani, un business che sottrae alla
nostra economia almeno 60 miliardi di euro l’anno.
BENESSERE ANIMALE
Dal primo gennaio 2013 le aziende agricole devono adeguarsi a tutta una serie di adempimenti sul benessere animale, per ogni tipo di allevamento. La
situazione è particolarmente critica per il settore suinicolo, forziere economico, culturale e gastronomico dell’agroalimentare Made in Italy. La Lombardia rappresenta quasi il 50 per cento di tutti i suini allevati in Italia e le
nuove norme sul benessere animale, in un panorama a forte specializzazione
come quello della nostra regione, avranno un impatto soprattutto sul numero
dei capi allevati in relazione agli spazi nelle stalle e ai terreni a disposizione.
Le ultime stime indicano in circa 1000 euro a scrofa la spesa per la costruzione dei nuovi posti di stabulazione e considerato che ci sono circa 300
mila scrofe in Lombardia questo significa che le aziende si troveranno a
dover pagare un conto potenziale di circa 300 milioni di euro, una cifra insostenibile per un settore che viene da anni di crollo dei prezzi e di aumento
delle spese di gestione. Occorre definire una strategia d’intervento istituzionale concertata tra i principali Ministeri e Assessorati regionali interessati
(Sanità e Agricoltura) che preveda:
- un piano di adeguamento graduale con la sospensione delle scadenze per
i prossimi 24 mesi
- una semplificazione delle procedure e delle autorizzazioni collegate alle
attività di impresa e alla realizzazione degli investimenti strutturali legati
agli adeguamenti e al mantenimento della produttività aziendale;
- un sostegno finanziario e un accesso al credito agevolato.
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SALA
SETTORE AGRICOLTURA
Il lavoro affidato alle APA di Miglioramento Genetico degli animali e la
disponibilità di Consulenza di elevato livello (SATA) sono fattori importanti per l’aumento delle produzioni zootecniche ed il miglioramento della
loro qualità.
Così come avviene per qualsiasi industria manifatturiera, anche per il settore
zootecnico il Supporto Tecnico, la Consulenza, la Formazione e l’Aggiornamento sono strumenti importanti, in questo ambito è più difficile fornirli sia
per la distribuzione frammentata sul territorio degli operatori sia per la presenza del fattore biologico, che rende i processi produttivi più lenti e complessi,
più complicati, dipendenti da fattori non prevedibili o gestibili e impossibili
da prevedere nella loro interezza. Oltre che renderli più lenti ed ingessati in
griglie che altri settori non hanno, basti pensare alla tempo necessario per
ottenere il prodotto di una gravidanza bovina.
Le APA della Lombardia svolgono più del 40% della intera attività di Miglioramento Genetico fatta in Italia, utilizzano meno
del 25% delle risorse messe a disposizione a livello nazionale.
Innovazione tecnologica, attenta gestione organizzativa e presenza di allevamenti professionali consentono questa performance.
In Lombardia le APA attuano anche il SATA (servizio assistenza tecnica
allevamenti) quale strumento per la consulenza tecnica e gestionale, per la
diffusione della innovazione tecnologica, per approfondimento della gestione economica , per la formazione di allevatori e tecnici, per la connessione
tra ricerca e realtà produttiva.
Questi due servizi sono sinergici tra loro e consentono alle APA di operare
anche altre attività con piccole integrazioni di costo, quali la anagrafe ufficiale del bestiame, la gestione della riproduzione con Cif e Cie cumulativi
ed informatizzati, la implementazione della banca dati qualità latte per il
pagamento dei premi ex art. 68 ed altro ancora.
L’Italia (esclusa la Lombardia) dal 1998 al 2012 ha perso il 62% delle stalle,
la Lombardia il 47% (ne rimangono poco più di 6000) Le stalle con servi-
L’AGRICOLTURA PROTAGONISTA DEL NOSTRO FUTURO
zio SATA e di Miglioramento Genetico sopravvivono meglio, i due servizi
hanno perso il 24% ed il 17% delle stalle.
Per il sistema allevatori :
• mantenere attivi servizi di Miglioramento genetico ed il SATA utili necessari alla migliore gestione tecnico-economica degli allevamenti (necessità
di finanziamento alla APA)
• favorire l’utilizzo di tecnologie informatiche e di elaborazione dati utilizzando in modo sinergico le attività già presenti. Quindi adattamento in
questo senso della Anagrafe Ufficiale del bestiame, dei dettati della legge
riproduzione animale e, più in generale sburocratizzazione delle procedure e delle richieste.
• Sburocratizzazione e semplificazione anche delle norme sanitarie con la
implementazione dei sistemi di autocontrollo, che bene stanno già dimostrando di funzionare ad esempio con la attuale situazione delle Aflatossine, e la cui applicazione è favorita dalla Comunità Europea Quindi,
responsabilizzazione dell’allevatore ed eliminazione della burocrazia.
• Utilizzo delle attività in essere per valorizzare il prodotto con informazioni al consumatore in ordine ai controlli e a quanto fatto dagli allevatori
lombardi per la qualità del latte, il benessere dei loro animali, la salubrità
dei prodotti, la tenuta del territorio e il mantenimento dell’ambiente. Ad
esempio più dell’80% del latte lombardo viene da stalle scritte ai servizi
APA dove ogni mese viene prelevato un campione di latte ad ogni vacca
(oltre 4000 stalle con circa 500.000vacche), ma anche controlli alimentazione e benessere animale. Cose che già si fanno, c’è solo il costo di
organizzarne la comunicazione, magari trovando spazio per valorizzare
economicamente le produzioni.
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SALA
SETTORE CACCIA
PROBLEMATICHE CHE HO AFFRONTATO DURANTE
IL MIO MANDATO DI ASSESSORE PROVINCIALE
E DA COORDINATORE UNIONE PROVINCE LOMBARDE
Mi sono dedicato alle problematiche della caccia, essendo io stesso cacciatore, con la consapevolezza che le condizioni sempre più complicate in cui
oggi ci troviamo, potranno essere superate solo unendo le forze e rendendoci
culturalmente più attrezzati e credibili di fronte alla pubblica opinione. E’ per
questo che, da Assessore Provinciale, ho dedicato particolare impegno alla
cura e alla pubblicazione di varie opere di carattere naturalistico e venatorio.
Allo stesso modo e con gli stessi obiettivi, ho voluto fortemente la scuola di
formazione faunistica dell’Alpe Rosello ed ho voluto concretamente contribuire alla nascita dell’archivio storico in Gardone Valtrompia. Questo, naturalmente, senza trascurare la gestione dei tanti problemi che i cacciatori bresciani ben conoscono: dall’annuale calendario venatorio, ai roccoli, ai valichi,
all’approvazione del piano faunistico e dei vari regolamenti nei diversi settori
di competenza provinciale. Qui mi fermo, anche perché non vorrei che qualcuno pensasse che la caccia l’ho inventata io. Non ho una simile presunzione.
POCHE COSE MA IMPORTANTI E CONCRETE
COSA MI PROPONGO SE SARÒ ELETTO CONSIGLIERE REGIONALE.
1. Salvaguardia delle tradizioni venatorie locali, differenziate nel territorio
regionale lombardo.
2. Portare in approvazione la modifica organica della legge 26 / 1993 riprendendo in mano la proposta che, da coordinatore delle provincie lombarde
mi ero impegnato a condurre in porto.
3. Istituire l’osservatorio faunistico regionale per favorire la conoscenza
scientifica delle specie stanziali e delle migrazioni dell’avifaune e favorire così, nel silenzio dell’I.S.P.R.A., il prelievo in deroga annuale dalla
direttiva europea.
4. Dettare precisi indirizzi di comportamento a tutte le province per una
gestione della caccia programmata il più possibile uniforme, non tollerando più che alcuni A.T.C. pongano ostacoli di ogni sorta per negare
l’accesso ai cacciatori foranei che pure ne avrebbero tutto il diritto.
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SALA
SETTORE PESCA
PROGETTI E INIZIATIVE REALIZZATE DA ASSESSORE PROVINCIALE
1. NUOVA LEGGE REGIONALE
Coordinamento del gruppo di lavoro UPL per la REDAZIONE della nuova legge regionale in materia
di pesca che è entrata in vigore nel 2001 (L.R. 12/2001). Questa nuova legge, che ha sostituito la
vecchia legge del 1982, ha consentito di modernizzare tutto il comparto della pesca:
• attribuendo un ruolo importante di programmazione e di gestione direttamente alle Province (e non
alla sola Regione come in passato);
• focalizzando tra le priorità gli interventi di tutela e di incremento della fauna ittica;
• permettendo al settore pesca di intervenire con pareri e prescrizioni nei casi di interventi ed alterazioni dei corsi d’acqua;
• individuando quale risorsa per la valorizzazione culturale del territorio la pesca professionale
(vengono fissati contributi regionali ai pescatori per l’ammodernamento dei mezzi di pesca, la
trasformazione dei prodotti della pesca ecc.).
2. NUOVO REGOLAMENTO DELLA PESCA NEL LAGO DI GARDA
A seguito di serrati incontri con i rappresentanti dei pescatori di professione e sportivi della sponda bresciana, veronese e trentina e della costituzione di un tavolo di lavoro interprovinciale aperto
alle associazioni piscatorie e di categoria, è stato stilato un testo normativo unitario approvato nei
rispettivi consigli provinciali ed applicato in sostituzione del vecchio decreto ministeriale del 1951.
3. TAVOLO DI LAVORO PERMANENTE CON LA PROVINCIA DI BERGAMO
A partire dal 1999 è scaturito un dialogo costante con la Provincia di Bergamo che ha consentito di
approvare, nel 2001, un regolamento di pesca unitario del lago di Iseo con modifiche concordate,
approvate ed entrate in vigore nel 2004, 2006, 2008.
4. NUOVO REGOLAMENTO DI PESCA INTERPROVINCIALE DEL FIUME OGLIO
5. CARTA DELLE VOCAZIONI ITTICHE E PIANO ITTICO PROVINCIALE
6. INCUBATOI PROVINCIALI
• Realizzazione del centro ittiogenico di Desenzano (660 metri quadrati di superficie) i cui lavori si
sono conclusi nel 2003 e che è entrato in funzione già parzialmente nella stagione 2003/2004.
L’incubatoio ha quale obiettivo la produzione di coregone (può ospitare fino a 80/100 milioni di
uova), carpione e altri salmonidi come la trota lacustre e fario. Inoltre, la polifunzionalità delle
strutture permette la produzione di altre specie ittiche autoctone. Il Centro è dotato di una sala
didattica adibita alle visite scolastiche al centro ittiogenico.
7. INCUBATOI DI VALLE GESTITI DALLE ASSOCIAZIONI DI PESCA
Sono stati finanziati, entrati in produzione e convenzionati con la Provincia gli incubatoi di valle
di Tremosine per l’Alto Garda (2003) e di Vezza d’Oglio (2010) per l’Alta Valle Camonica. Si è
individuata a Casto (2006) una struttura particolarmente idonea per l’accrescimento in vasca di trote
ed altri salmonidi destinati ai ripopolamenti della Valle Sabbia. Sono state promosse attività di sperimentazione per la riproduzione del temolo e della marmorata con convenzioni annuali con l’EUFF
per la produzione in incubatoio ittico del basso Chiese.
L’ESPERIENZA ISTITUZIONALE
AL SERVIZIO DEI CITTADINI E DELLA LOMBARDIA
8. ATTIVITA’ DI DIVULGAZIONE E DIDATTICA
• Programma didattico “L’ambiente e i pesci prima che sia troppo tardi” .L’Assessorato ha proposto
per svariati anni all’interno della scuola media un pacchetto di lezioni e visite guidate con manifestazioni di fine corso svolte presso il centro ittiogenico o direttamente presso i plessi scolastici. In
occasione del programma è stato pubblicato un volume in distribuzione ai ragazzi sulle principali
tematiche legate all’ecologia degli ambienti acquatici.
• Sono state promosse alcune pubblicazioni inerenti la pesca (sul Mella, sul Chiese, sui fondali del
lago di Garda)
9. CONSEGUIMENTO DELLA COLLABORAZIONE DELL’ASSOCIAZIONISMO PISCATORIO
• Uno dei risultati più interessanti ai fini di una responsabilizzazione dei pescatori è stato quello del
coinvolgimento da parte dell’Assessorato delle associazioni di pescatori dilettanti nelle operazioni direttamente gestite dalla Provincia: le associazioni hanno garantito la loro manodopera nelle
attività di ripopolamento dei corsi d’acqua e dei laghi e nella gestione degli incubatoi ittici. Il
coinvolgimento del volontariato ha consentito interventi più capillari, soddisfazione generale per
una maggior cura in ambito locale degli interventi ed un notevole risparmio economico e di risorse
umane da parte dell’Assessorato.
TEMATICHE IN AMBITO REGIONALE DA SVILUPPARE
- Aggiornamento della parte sanzionatoria della Legge regionale T.U. 31/2008 (è il testo unico ora
vigente delle leggi in materia di agricoltura, foreste, pesca che ha sostituito la L.R. 12/2001).
Alcuni tavoli UPL degli ultimi tempi hanno promosso la proposta delle Province che è passata in
sede regionale ma che non è mai stata approvata.
- Sistemazione del pasticcio attuale relativo alle licenze di tipo D che è la licenza che interessa
prevalentemente i TURISTI stranieri.
- Sistemazione, in generale, di tutte le licenze dilettantistiche: si potrebbe eliminare il libretto e
sostituirlo con il versamento (come fanno già in due o tre Regioni: Veneto sicuramente).
Per la sistemazione delle licenze di pesca è necessaria la modificazione del Regolamento regionale di
attuazione della legge in materia di pesca (9/2003 e successive modiche - art. 18)
- Ricostituire i veri tavoli di lavoro UPL.
- Gestione delle acque.
Ripristinare i contributi regionali ai pescatori di professione per l’ammodernamento dei mezzi di
pesca: da due anni i pescatori non ricevono i contributi regionali.
Ripristinare i contributi regionali per gli incubatoi ittici di valle e per altre iniziative legate ai
ripopolamenti delle associazioni di pesca sportiva: anche su questo fronte da parecchio tempo non
vi sono più stanziamenti.
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SALA
TERZO SETTORE
SITUAZIONE ATTUALE
Il terzo settore (volontariato, cooperazione, fondazioni, associazioni) è una
realtà ormai fortemente radicata sul territorio lombardo e si diversifica per
attività svolte e finalità perseguite, per forme organizzative interne e per
livelli di collaborazioni con enti pubblici e realtà private.
In questi anni, si è sviluppato sia in termini numerici che in riferimento
al proprio raggio d’azione, arrivando anche, in certi casi, a supplire alle
difficoltà di un sistema di welfare che, senza dubbio, necessita ancora di
profonde riforme, non riuscendo più a garantire le prestazioni del passato.
In modo particolare, il volontariato ha visto in Lombardia, negli ultimi dieci
anni, una crescita sia quantitativa che qualitativa, con una presenza maggiore di organizzazioni e di volontari nei campi sanitario e socio-assistenziale:
in Lombardia si contano oltre 4.700 organizzazioni di volontariato e oltre
200mila persone impegnate a vario titolo.
Il volontariato è un fenomeno complesso che si compone di realtà diverse
per dimensioni, livello di strutturazione, vocazione.
Proprio in tempi difficili quali quelli che stiamo vivendo, la caratteristica
principale del volontariato, cioè di saper rispondere con flessibilità e capacità di ascolto ai bisogni sociali, si è dimostrata particolarmente importante
per far fronte ai problemi che sono emersi.
Il volontariato in Lombardia si caratterizza quindi per numeri importanti,
anche se già ora si evidenziano due problemi principali:
1. difficoltà ad attrarre nuove risorse umane, in particolare tra i più giovani,
2. difficoltà a reperire risorse economiche.
Altri temi che toccano il volontariato riguardano la struttura delle organizzazioni e una certa loro frammentarietà, la sostenibilità nel medio/lungo
periodo a sostenere le attività intraprese, il ruolo presente e futuro nella
strutturazione del weelfare locale.
PROSPETTIVE
1. Va assolutamente rafforzato il coinvolgimento delle organizzazioni di volontariato nella programmazione zonale, soprattutto per la loro capacità
di “ascoltare” il territorio e di “inventarsi” soluzioni nuove: si tratta di
attivare non solo e non tanto una condivisione della programmazione ma
una vera e propria co-progettazione di interventi e attività.
L’ESPERIENZA ISTITUZIONALE
AL SERVIZIO DEI CITTADINI E DELLA LOMBARDIA
2. In questo senso, sempre di più si ravvisa la necessità che le organizzazioni
di volontariato strutturino momenti e luoghi di coordinamento tra di loro,
in accordo con il livello istituzionale regionale, realizzando progetti in
rete, evitando sovrapposizioni e concretizzando un uso più razionale e
complementare delle risorse.
3. Di conseguenza, va poi implementata in ogni modo l’attivazione di risorse per accrescere i processi di formazione, in collaborazione con altri partners:
• Centri servizi per il volontariato;
• Fondazioni (Fondazione Cariplo e Fondazioni di Comunità, Fondazione
Banca del Monte di Lombardia);
• Centri di formazione professionale.
4. La ricerca di finanziamenti per le organizzazioni di volontariato si fa più
urgente in un momento come quello attuale che vede diminuire le risorse
pubbliche ma anche le donazioni da parte di aziende e di persone fisiche.
Vanno pertanto individuati modi e forme per accedere a nuove fonti di
finanziamento e, soprattutto, vanno considerate nuove formule di intervento, in una collaborazione virtuosa tra ente pubblico, non profit e profit.
SPORT
Perchè hanno eliminato il Comitato Olimpico Nazionale (CONI) Provinciale?
E’ UNA VERGOGNA! E’ UN DISSERVIZIO.
La regione si adoperi perchè ogni Provincia mantenga almeno un ufficio
logistico.
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ELEZIONI REGIONALI LOMBARDIA - 24/25 FEBBRAIO 2013
CANDIDATO PRESIDENTE ON. ROBERTO MARONI
Committente responsabile: Alessandro Sala nel nome del mandatario dott. Marco Cenedella - Tipografia Endi
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E LA CACCIA
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