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una collezione di antichi testi giuridici
dal xvi al xx secolo
Acta Diocesanae Synodi habitae in metropolitana ecclesia firmana diebus XV, XVI, XVII septembris
anni MDCCXCIII. Andrea ex comitibus Minutiis archiepiscopo, et principe. Firmi, ex Officina
Archiepiscopali Bartoliniana, 1794.
€ 260
In-4° (271x204 mm), legatura in mezza pergamena con angoli su carta colorata, titoli vergati in
inchiostro bruno al dorso, tagli spruzzati in inchiostro rosso e blu, pp. xv, [1], 184, 126, [2], 127134, [2]. Fregi e vignette calcografiche al frontespizio e alle carte, alcune iniziali calcografiche.
Rara edizione stampata a Fermo degli Atti del Sinodo della Diocesi tenutosi nel settembre
1793. Il sinodo diocesano di Fermo fu intrapreso durante il pontificato di Pio VI per riformare
la normativa locale della diocesi e riflettere sull’introduzione di nuove norme. Il Concilio di
Trento fu preso a modello non solo per quanto riguarda la forma collegiale della discussione, ma
anche per i valori a cui ispirare le modifiche.
La presente edizione contiene, nella prima sezione, le riflessioni dogmatiche e istituzionali
concernenti i sacramenti e la struttura della diocesi; nella parte finale sono stati allegati una serie
di editti in volgare italiano che regolamentavano aspetti di vita quotidiana quali ad esempio il
divieto di giocare o fare rumore in prossimità di chiese e chiostri e di sparare nei giorni delle
feste comandate e in quelli subito antecedenti.
Legatura leggermente consunta e tracce di ossidazione alle carte: nel complesso, buon esemplare.
ICCU: IT\ICCU\RAVE\003108 e anche IT\ICCU\SIPE\000116.
Manoscritto inedito di Andrea Alciati
il più grande giurista lombardo del Rinascimento
Alciati, Andrea. Manoscritto in latino, con riga di autenticazione e firma autografa. Nitidi caratteri
corsivi in inchiostro nero, la prima riga in lettere capitali rosse. Senza luogo e data [ma, datato in
base alla filigrana: Milano, circa 1525].
€ 12.000
In folio (21,5x31cm), legatura alla rustica in cofanetto recente con tassello e titolo in oro, pp. 7,
21 righe per pagina.
Rarissimo manoscritto inedito di Andrea Alciati, contenente una perizia legale in ambito
di diritto tributario: si tratta di un parere sulle decime da esigere sull’uliveto di un monastero.
L’autenticazione autografa —alla quale segue la controfirma autografa dell’avvocato Johannes de
Monte Bruno— è la seguente: Andreas Alciati I[uris] U[triusque] D[octor] ita sentio salvo melior[e]
Iudicio.
Andrea Alciati è senz’altro il più famoso giurista italiano del Rinascimento. Formatosi a Milano,
Pavia, Bologna e Ferrara, iniziò la sua carriera universitaria all’università di Avignone poco
dopo il conferimento della laurea, alla giovane età di 26 anni. Nel 1522 torna a Milano, dove
l’Imperatore Carlo V lo nomina comes palatinus e consigliere. Si impegna anche nell’attività
didattica, a Bourges nel 1529, poi a Ferrara e infine a Pavia. Già alla sua epoca l’Alciati conobbe
una popolarità senza eguali: le sue lezioni, secondo vecchie fonti, erano seguite da quasi 700
studenti, e tra i suoi ammiratori si annoverano personalità famose quali Erasmo da Rotterdam
e Budè, oltre che membri di tutta la nobiltà europea. L’Alciati, come nota Jugler, fu il primo
a fondere il diritto romano con le belle arti e a correggere i testi grazie alla sua formazione
umanistica (cfr. Jugler, citato da DBA Fiche 1422, 226-261). Ancora oggi l’Alciati è conosciuto,
oltre che per i suoi scritti giuridici, per il celeberrimo libro degli Emblemata, pubblicato la prima
volta nel 1531. L’edizione integrale delle sue opere fu pubblicata nel 1549 da Froben a Basilea,
influenzando profondamente lo sviluppo del diritto civile in Europa per intere generazioni.
Bibliografia: I. Jugler, Beyträge zur juristischen Biographie, Leipzig 1773-80. II. A parte il presente,
nessun altro autografo dell’Alciati è apparso sul mercato nel secolo XX: l’Amateur des Autographes
(anno I (1862), p. 56) ne riporta solo un altro. III. Per la filigrana, cfr. Picard, III, I, 145 (filigrana
di Milano, 1524).
tre rarissime edizioni lionesi di Andrea Alciati
mancanti a tutte le biblioteche italiane
I. Alciati, Andrea. Dn. Andreae Alciati Iureconsulti Clarissimi De Verborum significatione, libri
quatuor. Eiusdem in tractatum eius argumenti veterum Iureconsultorum, Commentaria. Ex ultima Autoris
recognitione. Sebastianus Gryphius Germanus excudebat Lugduni, Anno 1535.
[unito con:]
II. Alciati, Andrea. D. Andreae Alciati Iureconsulti Clarissimi Ad rescripta principum commentarii, De
Summa trinitate. Sacrosanct. Eccl. edendo. In Ius vocando. Pactis. Transactionibus. His accessit eiusdem De
quinque pedum praescript. Lib. I. Lugduni, apud Sebastianus Gryphium, Anno 1535.
[unito con:]
III. Alciati, Andrea. D. Andreae Alciati Mediolanensis Iureconsulti Clarissimi, Paradoxorum ad
Pratum, libri Sex. Dispunctionum, lib. IIII. De eo quod interest, liber Unus. In tres libros Codicis, lib.
III. Praetermissorum, lib. II. Declamatio Una. De Stip. divisionib. Commentariolus. Ex ultima Autoris
recognitione. Lugduni, apud Sebastianus Gryphium, Anno 1535.
€ 1.800
Tre opere rilegate in un unico volume in-folio, legatura in pergamena ottocentesca con titolo
manoscritto al dorso, tagli rossi.
Rarissima raccolta di tre opere del grande giurista lombardo: nessun esemplare di queste
edizioni nelle biblioteche italiane.
Andrea Alciati (Milano, 1492-Pavia, 1550) fu il più grande giurista del Rinascimento italiano, la
cui opera influenzò profondamente lo sviluppo del diritto civile in Europa per intere generazioni.
Eccellente stato di conservazione.
Mancanti a Sapori, che cita altre edizioni lionesi impresse dal Grifio.
Nota: Le presenti edizioni della prima e della terza opera mancano anche al Catalogo
monografico sull’Alciati, pubblicato nel 1992 dalla Libreria Giuridica Bonfanti in occasione del
cinquecentenario dalla nascita del celebre giurista.
Amostazo, Franciscus. Francisci A Mostazo J.U.D. Alvearensis [...] De Causis Piis in genere, et in
specie. Opus quidem perutile non solum judicibus & Visitatoribus Ecclesiasticis, verùm etiam Secularibus,
Ecclesiarum Rectoribus, Confessoribus, & Advocatis. Lugduni, Sumptibus Antonii Servant, 1733.
[legato con:]
Bassi, Joannis Baptista. Tractatus de Sodalitiis seu Confraternitatibus ecclesiasticis et laicalibus. Cum
Additione Opusculi De Vicario Apostolico. Lugduni, Sumptibus Antonii Servant, 1733.
€ 280
Due opere legate insieme in-folio (359x224mm), legatura in pergamena coeva, cinque nervi
e titoli manoscritti in inchiostro bruno al dorso, tagli spruzzati in inchiostro rosso, pp. [4, la
seconda bianca], 446, [50, le ultime due bianche], [4], 98, [14]. Testatine e fregi xilografici, testo
su due colonne.
Fortunata opera sulle «cause pie», ovvero sulla regolamentazione delle opere di misericordia,
sui lasciti e le donazioni alla Chiesa, ai monasteri, ai poveri, alle fanciulle da marito senza dote,
ai carcerati, ai cappellani, o per la costruzione di chiese e cattedrali. Di particolare interesse il
capitolo XII, p. 121 (De Reductione Missarum). Solo secondo tomo dell’opera.
Francisco Amostazo, (anche Francisco de Mostazo) fu un canonista del XVII secolo vescovo
di Colmenar Viejo, località vicina a Madrid.
Giovanni Battista Bassi (1645-1736) fu vescovo di Anagni dal 1708 al 1736. Viene ricordato
nella città dei papi per le sue opere di restauro, ampliamento e rifondazione del seminario.
Legatura leggermente abrasa alla cerniera e alla cuffia superiore, fioriture, tracce di ossidazione
da inchiostro; nel complesso discreto esemplare.
Manca a Sapori, che cita (I-2035) un’altra edizione lionese di quest’opera. ICCU, IT\ICCU\
TO0E\133309.
Antoine, Paul Gabriel. Theologia moralis universa complectens omnia morum oraecepta, & principia
decisionis omnium conscientiae casuum, suis quaeque momentis stabilita a reverendo patre Paulo Gabriele
Antoine sac. theol. doct. ad usum parochorum et confessariorum primum concinnata, dein a rev. patre
Philippo De Carboneano novis tractatibus, perpetuis notis, & copiosis accessionibus aucta, magna ex parte
desumptis ex S.Thoma Aquinate, S. Bonaventura […].Venetiis, ex typographia Balleoniana, 1796.
€ 250
2 volumi in-4°(245x190 mm), mezza pelle con angoli su carta colorata, fregi in oro e due tasselli
con titoli e numerazione in oro al dorso, segnalibro in tessuto, pp.VIII, 292 al primo volume, pp.
IV, 368 al secondo volume. Testatine e finalini xilografici.
Trattato di teologia morale che comprende una sezione sui casus conscientiae, repertori di casistica
cui il confessore o il parroco erano tenuti a ricorrere in caso di decisioni che turbassero il
rapporto tra rispetto delle norme e coscienza personale. Sulla casistica, applicata lungamente
dai Gesuiti sugli uomini di potere per influenzare la politica europea, si basa parte del diritto
canonico.
Paul Gabriel Antoine (1679-1743) fu un teologo gesuita francese che pubblicò nel 1723 la
sua prima teologia morale. Con la presente opera riscosse grandissimo successo, tanto che papa
Benedetto XIV la indicò come libro di testo per gli studenti della Propaganda Fidae.
Legatura abrasa agli angoli e alle cuffie del primo tomo, alcune macchie su entrambi i dorsi,
leggera ossidazione e tracce di umidità in prossimità del dorso al tomo secondo; nel complesso,
discreto esemplare.
Provenienza: I. Al recto del primo foglio di guardia del primo tomo, nota di possesso vergata a
mano in inchiostro bruno: Ex. L. Castelli Io. Bapt. C. Mizz. (?) II. Al foglio di guardia del secondo
tomo vergato a mano in inchiostro bruno: D. Z(?)us Castelli. III. Tre fogli sciolti recanti calcoli,
appunti in latino e un appunto per una messa vergati da mano ottocentesca.
Solo 3 copie nelle biblioteche pubbliche italiane (cfr. ICCU, IT\ICCU\BRIE\002410).
L’esemplare di Ferdinando Sordi
Antonelli, Giovanni Carlo. Ioannis Caroli Antonelli Sac. Theol. ac I.V.D. Patricii Veliterni,
Prothonotarii Apost. &c.Tractatus De Loco Legali [...].Velitris, Petrum Guilelmum Cafassium, 1671.
€ 1.200
In-folio piccolo (298x200 mm), pergamena coeva rigida con cinque nervi e titolo manoscritto
al dorso e al taglio inferiore, pp. [12], 403, [1, bianca], [60, le ultime due bianche]. Al frontespizio
stemma di papa Clemente X (al secolo Emilio Bonaventura Altieri) comprensivo dello scudo
della famiglia Altieri contornato dalle armi papali. Iniziali e fregi xilografici, testo su due colonne.
Rara prima edizione impressa a Velletri: l’opera si presenta come tipico testo giuridico
suddiviso in tre libri e procede attraverso quaestiones giuridiche a cui viene data sistematicamente
risposta. Il testo si chiude con l’Index Rerum Notabilium che per ogni lemma specifica la pagina
e il passo in cui è citato.
Giovanni Carlo Antonelli (1612–1694), giureconsulto e canonista, nacque a Velletri da
famiglie nobili. Fu dottore in filosofia, teologia e nelle leggi, conseguì il grado di Protonotario
Apostolico. Dal 1677 al 1694 fu vescovo di Ferentino in Campagna.
Legatura abrasa agli angoli e al dorso, alcune pagine leggermente brunite; due strappi restaurati
alle carte; nel complesso buon esemplare.
Provenienza: I. Ex-libris xilografico Bibliotheca Ferdinandi Surdi I.C. Mant.Anno 1694. Ferdinando
Sordi, avvocato mantovano, fu nipote del più celebre giurista Giovanni Pietro (piemontese, ma
morto a Mantova nel 1598 dove presiedeva il Senato), autore del fondamentale Tractatus de
Alimentis. II. Ex-libris Caroli de Malfatti manoscritto al frontespizio.
Fontana, I, p. 30. Sapori (I, 82-83) per altre edizioni. ICCU, IT\ICCU\CFIE\006452.
Arndts von Arnesberg, Karl Ludwig. Gesammelte Civilistische Schriften […] Stuttgart, Verlag
der J. C. Cotta’schen Buchhandlung, 1873-1874.
€ 280
3 volumi (224x145 mm), legatura in cartonato rigido bruno, tassello cartaceo arancione al dorso
con titoli manoscritti in inchiostro bruno, tagli spruzzati in inchiostro bruno, pp. [10], 497, [1,
bianca] al primo volume, pp. [8], 676, [2, bianche] al secondo volume, pp. [8], 578, [2, bianche]
al terzo volume. Testo stampato in carattere gotico.
Prima edizione della raccolta di scritti sul diritto civile di Karl Ludwig Arndts, giurista tedesco
che prese parte alla stesura della legislazione bavarese intorno al 1849. I testi contenuti in questa
collezione sono prevalentemente studi dogmatici dedicati al diritto civile romano vigente in
Germania ai tempi dell’Arndts, in particolar modo quello relativo alle norme sulla successione.
Karl Ludwig Arndts von Arnsberg (1803-1878) discendeva da una famiglia da generazioni
votata al servizio dello stato e allo studio della giurisprudenza. Dopo gli studi a Berlino presso
il noto giurista Friedrich Carl von Savigny, fu docente universitario a Bonn, Monaco e Vienna.
Arndts appartenne alla scuola storica del diritto, che approfondiva il diritto romano per trarne
spunti attuali, specialmente in materia di diritto civile. Fra le sue numerose monografie, figurano
studi sulle legislazioni prussiana, bavarese, austriaca e pontificia; la sua opera più celebre e
ristampata fu un compendio sulle Pandette di Giustiniano.
Legature usurate ai margini e al dorso, generale ingiallimento delle carte; nel complesso, discreto
esemplare.
ICCU, IT\ICCU\UBO\0348464.
Aulisio, Domenico. Commentarii ad Titt. Pandectarum De Acquir. Vel Amitt. Possess. De Verbor.
Obligat. De Legat. Et Fideicommiss. Neapoli (Napoli), Expensis Josephi de Lieto, 1776.
[insieme a:]
Aulisio, Domenico. Dominici Aulisii [...] Commentariorum Juris Civilis ad Titt. Soluto Matrimonio,
quemadmodum dos petatur. De pignoribus, et Hypothecis. De bonis maternis, et materni generis. De Officio
ejus, cui mandata est Jurisdictio. De edendo. De transactionibus. De vulgari, et pupillari substitutione.
Neapoli (Napoli), Expensis Josephi de Lieto, 1776.
[insieme a:]
Aulisio, Domenico. Dominici Aulisii [...] Commentariorum Juris Civilis ad Titt. De Mora. De
Donationibus. De Censibus. Neapoli (Napoli), Expensis Josephi de Lieto, 1776.
€ 350
3 volumi in-4° (234x184 mm), legatura in pergamena rigida, due tasselli al dorso, l’uno ocra,
l’altro bruno, recanti titoli e numerazione, pp. [6], 249, [1] al primo volume, pp. [2], 249-488 al
secondo volume, pp. [2], 489-650 al terzo volume. Testatine, finalini e fregi allegorici alle carte,
vignette calcografiche ai frontespizi.
Interessante raccolta di commentari sopra alcuni titoli delle Pandette e del Corpus Iuris Civilis
riguardanti argomenti in materia di compravendita, di matrimonio, di eredità, ipoteche e
transazioni.
Domenico Aulisio (1649-1717) fu un celebre giureconsulto salernitano, versato in filosofia,
medicina e storia. Docente di diritto civile allo Studio di Napoli, seguiva in materia la scuola
di Jacques Cujas. Ebbe un rapporto travagliato con Giovanni Battista Vico, al quale fu legato da
ammirazione al termine della vita. Scrisse numerosi trattati di diritto, opuscoli di vario argomento
e nove sonetti.
Una gora al margine inferiore del primo volume e alcune macchie d’inchiostro alle carte;
legatura del secondo volume abrasa, mentre al terzo volume mancano i tasselli; nel complesso,
buon esemplare.
ICCU, IT\ICCU\SBLE\004506.
Averani, Giuseppe. Opus Postumum, continens Interpretationum Juris Libros tres posteriores. […] Pars
Prima [et Secunda]. Lugduni Batavorum, Apud Petrum Van Der Aa, 1746.
€ 260
2 volumi in-8° (202x119 mm), legatura in pergamena rigida coeva con titolo manoscritto in
inchiostro bruno al dorso, pp. [14], 479, [1, bianca], [16], da 481 a 886, [manca l’ultima, bianca]
al primo volume, pp. [4], 398, [250] al secondo volume. Ritratto dell’autore inciso in rame
da Bleyswyk all’antiporta del primo volume, un’altra incisione raffigurante una medaglia con
l’effigie dell’Averani al termine del secondo volume.
Non comune edizione, impressa postuma, dell’opera del giurista fiorentino Giuseppe Averani,
per incarico diretto di Cosimo III de’ Medici, Granduca di Toscana, su suggerimento di Francesco
Redi e Lorenzo Magalotti.
Il testo raccoglie le interpretazioni dell’Averani in materia di diritto civile, corredate da numerosi
riferimenti ad autori antichi della classicità greca e latina. Al secondo volume, si allega la vita
dell’autore.
Giuseppe Averani (1662-1738), studiò arte e letteraura all’Università di Pisa fino ad ottenere
la cattedra di Diritto Civile. Fu tra i fondatori del Neoumanesimo italiano. Si occupò anche di
teologia, astronomia, filosofia e di fisica sperimentale. Fu membro dell’Accademia della Crusca
e della Royal Society.
Cerniera leggermente abrasa al secondo volume, tracce di ossidazione da inchiostro; nel
complesso, esemplare molto buono.
ICCU, IT\ICCU\RMSE\005474.
Bachoff von Echt, Reiner. Tractatus de Pignoribus et Hypothecis, absolutissimus. Editio postrema
prioribus emendatior. Francofurti & Rostochii (Francoforte e Rostock),Apud Joachimum Wildium,
Bibliopolam, 1656.
[unito con:]
Bachoff von Echt, Reiner. Tractatus de Actionibus. Francofurti & Rostochii (Francoforte e
Rostock), Joachimi Wildii, Bibl. Rostochiensis, 1657.
€ 400
2 volumi legati insieme in-4° (188x149 mm), legatura in pergamena rigida coeva ivoire con
titolo manoscritto al dorso e dentelle ripiegate all’olandese, pp. [8, l’ultima bianca], 472, [8,
l’ultima bianca] al primo volume, pp. [8, l’ultima bianca], 154, [10, le ultime due bianche], 200
al secondo volume. Iniziali, testatine e finalini xilografici.
Rara edizione di questi trattati del giurista tedesco Reiner Bachoff, collocabili nel ramo del
diritto privato e, più in particolare, nei settori del diritto civile e commerciale. Nel primo
vengono illustrate le leggi in materia di pignoramenti ed ipoteche; nel secondo, si tratta delle
azioni ed eccezioni che possono sollevarsi in tribunale.
Reiner Bachoff (ca.1575-1640) nacque a Lipsia (Sassonia, Germania); fu professore di etica
e filosofia pratica all’università di Heidelberg, dove divenne rettore; insegnò per cinque mesi a
Strasburgo e si convertì al cattolicesimo nel 1629.
Uniformi ossidazioni, dovute alla qualità della carta, ma buon esemplare.
Manca a Sapori. Attualmente meno di dieci esemplari censiti in OPAC. ICCU, Tractatus de
pignoribus IT\ICCU\CFIE\002729, Tractatus de Actionibus IT\ICCU\BA1E\001407.
Barbacovi, Francesco Vigilio. Progetto d’un nuovo codice giudiciario nelle cause civili […]. In Trento,
per Giambattista Monauni Stamp.Vesc., 1785.
€ 120
In-8° grande (195x119 mm), legatura in cartonato rigido coevo, pp. 352, xxiv, xi, [3, bianche
salvo la seconda che riporta l’errata corrige]. Testatine, fregi e finalini xilografici.
Rara
edizione del progetto barbacoviano per un codice civile del vescovato di Trento
che si allineasse con la legge austriaca dell’impero. Tramite
il vescovo Thun, l’imperatore
Giuseppe II incaricò il Barbacovi, già consigliere per la giustizia nell’enclave del principevescovo, di redigere un codice che superasse le consuetudini locali in materia di diritto civile e
portasse le procedure a un avvicinamento al sistema giuridico imperiale. Il Barbacovi pubblicò il
suo progetto di codice per la prima volta nel 1785 (il presente volume ne costituisce la seconda
parte). Dal testo emerge chiaramente la posizione del giureconsulto a favore di un assolutismo
illuminato, che favoriva la posizione del vescovo rispetto a quella del patriziato cittadino, che
peraltro propose un codice proprio in risposta. Tuttavia, il testo del Barbacovi fu approvato
dall’imperatore che ne appoggiò la pubblicazione e l’entrata in vigore ufficiale nel 1788.
Francesco Vigilio Barbacòvi (Taio 1738-Trento 1825), fu un giurista e, dal 1774, membro del
consiglio aulico del principato vescovile di Trento. Nel 1792 fu nominato gran cancelliere. Prese
le posizioni del principe-vescovo contro le rivendicazioni della magistratura e del patriziato
cittadino, scrivendo numerosi trattati a riguardo. Si espresse anche a favore di uno svecchiamento
dell’insegnamento del diritto nel saggio Dissertazione sopra una questione riguardante la costituzione
esemplare con alcune riflessioni intorno al modo d’insegnare la giurisprudenza romana (1770).
Solo il volume II (su due) di questa importante opera.
Qualche menda al dorso, internamente buon esemplare, fresco e pulito e impresso su carta forte.
Provenienza: Firma di possesso Giuseppe Rudari vergata al frontespizio in inchiostro bruno.
Attualmente nessun esemplare in OPAC di questa edizione.
Bartolo da Sassoferrato. In primam Digesti vet. partem commentaria iurisconsul. principis Bar. à
Saxo ferrato [...] Necnon additioni. Petripauli Parisij. Venetiis, [al segno della Corona], 1557.
[unito a:]
Bartolo da Sassoferrato. In primam Infor. partem commentaria [...] Necnon additionibus Petripauli
Parisij.Venetiis, [al segno della Corona], 1557.
[unito a:]
Bartolo da Sassoferrato. In secundam Infor. partem commentaria [...] Necnon additionibus Petripauli
Parisij.Venetiis, [al segno della Corona], 1557.
[unito a:]
Bartolo da Sassoferrato. In primam Digesti novi partem commentaria iuriscons. principis Bar. a Saxo
ferrato, in prima ff. Noui Partem [...] Necnon additioni. D. Petripauli Parisij. Venetiis, [al segno della
Corona], 1557.
[unito a:]
Bartolo da Sassoferrato. In secundam Digesti novi partem commentaria iuriscons. principis Bar. a
Saxo ferrato, in secunda ff. Noui Partem [...] Necnon additioni. D. Petripauli Parisij. Venetiis, [al segno
della Corona], 1557.
[unito a:]
Bartolo da Sassoferrato. In primam Codicis partem commentaria [...] Necnon additionibus Petripauli
Parisij.Venetiis, [all’insegna della Corona], 1557.
[unito a:]
Bartolo da Sassoferrato. In secundam Codicis partem commentaria [...] Necnon additionibus
Petripauli Parisij.Venetiis, [all’insegna della Corona], 1557.
[unito a:]
Bartolo da Sassoferrato. Consilia quaestiones, et tractatus. Cum additionibus Bernardini Landriani.
Venetiis, [al segno della Corona], 1557.
[unito a:]
Bartolo da Sassoferrato. Bartoli In tres libris Cdicis [sic] commentaria [...] Necnon additionibus
Petri Pauli Parisij. [legato con:] Reperto. in lecturas Bartoli. Index, seu Repertorium singulare in
lecturas [...] Venetiis, [al segno della Corona], 1557.
€ 13.500
9 volumi (su dieci) in-folio (430x273 mm), legatura in cartonato colorato a mano con tassello
purpureo e titoli dorati al dorso, titoli vergati in carattere gotico al taglio inferiore. Al frontespizio
insegna della Corona; i nomi dei tipografi, cioè gli eredi di Lucantonio Giunta il vecchio,
Gabriele Giolito De Ferrari, gli eredi di Ottaviano Scoto il vecchio e Federico Torresano si
ricavano dalle marche iscritte nella cornice.
Rara e sontuosa edizione veneziana dell’Opera Omnia di Bartolo da Sassoferrato,
fondamento del diritto europeo. Il valore dei suoi commenti era tanto rispettato da essere
paragonato a quello di Papiniano nell’antichità. Manca il volume a commento del Digestum Vetus
Bartolo da Sassoferrato (Sassoferrato, 1314-Perugia, 13 luglio 1357) è stato uno dei più
insigni giuristi d’Europa nel XIV secolo ed esponente di quella scuola del diritto chiamata dei
commentatori. A dispetto della sua breve vita, lasciò molte opere a commento del diritto romano,
consulenze a privati e trattati su argomenti specifici tra i quali quello sul diritto di rappresaglia si
è imposto nei secoli a venire come uno dei testi fondatori del diritto internazionale privato. Fu
nominato consiliarius dall’imperatore Carlo IV.
Alcune fioriture, salvo ciò ottimo esemplare.
Provenienza: Ai frontespizi, firma di possesso vergata in inchiostro bruno Ludovici Bartoli.
ICCU, IT\ICCU\CERE\051671 (Digesti novi); IT\ICCU\CNCE\004386 (Codici
Commentaria); IT\ICCU\CNCE\004385 (Consilia); IT\ICCU\CNCE\004388 (Prima
Digesti veteri); IT\ICCU\CNCE\004389 (Secunda Infortiati); IT\ICCU\ CNCE\004390
(Commentaria in tres codicis libris); IT\ICCU\CNCE\004391 (Repertorio).
Bartolo da Sassoferrato. Bartoli Commentaria in Primam Codicis, partem, cum non paucis
additionibus D. Alexandri, & Petri Pauli Parisij nuper illustrata, accurateque castigata: & in magnam
iurispe.Vtilitatem recognita. Lugduni, [al colophon: excudebat Claudius Seruanius], 1555.
[unito con:]
Bartolo da Sassoferrato. Bartoli Commentaria in Secundam Codicis partem, Domi. Petri Pauli
Paris. Andreae Pomat. Andreae Barb. Alexan. Losaei additionibus, multisque emendationibus illustrata,
accuratè, & multa cum diligentia castigata. Lugduni, [al colophon: excudebat Claudius Seruanius],
1555.
[unito con:]
Bartolo da Sassoferrato. Bartoli Prima in Digestum Vetus, Alexandri Imolaei, Andreaeae Barbatiae,
Celsi Hugonis ac Petri Pauli Parisii adnotamentis rerumque summis ornata fidelissimisque typis excusa.
Lugduni, [al colophon: excudebat Blasius Guido] 1555.
[unito con:]
Bartolo da Sassoferrato. Bartoli Commentaria in Secundam Digesti, veteris partem, doctiss. viri
Do. Petri Pauli Parisii cardinalis admodum reuerendi non paucis additionibus nuper illustrata, accurateque
castigata. Lugduni, [al colophon: excudebat Claudius Seruanius], 1555.
[unito con:]
Bartolo da Sassoferrato. Bartoli Commentaria in Primam Digesti Novi, partem doctiss. Viri Do.
Petri Paoli Parisij Cardinalis admodum reuerendi non paucis additionibus nuper illustrata, accurateque
castigata. Lugduni, [al colophon: excudebat Petrus Fradin], 1555.
[unito con:]
Bartolo da Sassoferrato. Bartoli Commentaria in Secundam Digesti Novi, partem, Do. Petri
Pauli Pauli Paris. Andreae Pomat. Andreae Barb. Alexan. Losaei additionibus, multisque emendationibus
illustrata, accuratè, & multa cum diligentia castigata. Lugduni, 1555.
[unito con:]
Bartolo da Sassoferrato. Consiliorum Bartoli Libri duo: His Interiecti sunt eiusdem tractatus, &
quaestiones, cum variae, tum eruditae: quae omnia Bernardi Landriani, & Thomae diplouataei additamentis,
& Indicem illustrantur. Lugduni, 1555.
[unito con:]
Bartolo da Sassoferrato. Bartoli Commentaria in Primam Infortiati, partem doctiss. Viri Do. Petri
Paoli Parisij Cardinalis admodum reuerendi non paucis additionibus nuper illustrata, accurateque castigata.
Lugduni, [al colophon: excudebat Petrus Fradin], 1556.
[unito con:]
Bartolo da Sassoferrato. Bartoli Commentaria in Secundam Infortiati, cum additionibus Do.
Alexandri de Imola, Do. Andreae Barbatiae, D. Alexand. Losaei, nouissimè D. Petri Pauli Parisij illustrata,
accurateque castigata. Lugduni, [al colophon: excudebat Claudius Seruanius], 1555.
[unito con:]
Index sive Repertorium singulare in lecturas Bartoli a Saxoferrato in omne Ius ciuile locupletissimum, nunc
solerti cura, studiose, ac commode recognitum. Lugduni [al colophon: excudebat Petrus Fradin], 1555.
[Legato con:] Bartoli Commentaria in tres libros Codicis, doctissimi viri Do. Petri Pauli Parisij cardinalis
[...] non paucis additionibus nuper illustrata, accurateque castigata. Lugduni, [al colophon: excudebat
Claudius Seruanius], 1555. [Legato con:] Bartoli Commentaria super Authenticis, cum non paucis
additionibus D. Benedicti de vadis, & Alexandri Losaei, nuper illustrata, accurateque castigata [...] Lugduni,
[al colophon: excudebat Claudius Seruanius], 1555.
€ 18.000
12 opere in 10 volumi in-folio (411x280 mm), legatura in pergamena con i piatti costituiti da
pagine manoscritte e rubricate, dorso a quattro nervi con titolo vergato in inchiostro bruno.
Grande marca xilografica ai frontespizi.
Rara
edizione lionese dell’opera omnia di
Bartolo
Sassoferrato, che
commento fondamentale allo sviluppo della storia del diritto europea.
da
costituisce un
Bartolo da Sassoferrato (Sassoferrato, 1314-Perugia, 13 luglio 1357) è stato uno dei più
insigni giuristi d’Europa nel XIV secolo ed esponente di quella scuola del diritto chiamata dei
commentatori. A dispetto della sua breve vita, lasciò molte opere a commento del diritto romano,
consulenze a privati e trattati su argomenti specifici tra i quali quello sul diritto di rappresaglia si
è imposto nei secoli a venire come uno dei testi fondatori del diritto internazionale privato. Fu
nominato consiliarius dall’imperatore Carlo IV.
Nel commento alla seconda parte del codice giustinianeo restauro per lacuna a una carta che
tocca alcune parole, salvo ciò ottimo esemplare.
Beccio, Francesco. Consiliorum sive Responsorum D. Francisci Becii casalensis, I.C. praestantissimi et
senatoris Montisferrati. Liber Secundus. Nunc Primum in lucem editus. In quo Praecipuae iuris controversiae,
ut sunt Decimarum, Iurispatronatus, feudorum, Legitimationum, Testamentorum, Fidecommissorum,
Obligationum, Contractuum, &c. [...]. Venetiis, Apud Ioannem Guerilium, & Io. Ant. Finatium,
1610.
€ 600
In-folio (346x242 mm), legatura in piena pergamena coeva con quattro nervi e titoli manoscritti
in inchiostro bruno al dorso, pp. [82], 706, [2].Testatine, iniziali e fregi xilografici, frontespizio in
rosso e nero. Dedica a Vincenzo Gonzaga, duca di Mantova.
Rara prima edizione del secondo volume dei Consilia del celebre giurista di Casale Monferrato
in materia di diritto testamentario (comprese le normative riguardanti il diritto feudale) e sui
contratti di varia natura: la prima parte venne stampata nel 1575 e ristampata nel 1593. Quello
che caratterizza il Beccio nella sua produzione in campo giuridico è la completa adesione ai
modi interpretativi della giurisprudenza consulente, la ricerca della communis opinio, e la ricerca
di riferimenti giurisprudenziali per fonti e dottrina dei suoi Consilia.
Francesco Beccio (1519–1600 circa), laureato in giurisprudenza si mise al servizio del
Monferrato, nel periodo a cavallo del cambio di dinastie da quella dei Paleologhi a quella dei
Gonzaga, nello specifico del marchese Guglielmo, intervenendo personalmente nella disputa
per l’attribuzione del marchesato tra i Gonzaga e i Savoia. Diplomatico e senatore di Casale, nel
1579 fu poi accusato di tradimento, incarcerato, sottoposto a tortura e trattenuto in carcere per
due anni.
Piatto posteriore leggermente abraso, nel complesso bell’esemplare, fresco e pulito, impresso su
ottima carta.
Fontana, pars I, col. 79. Manca a Sapori, Antichi testi giuridici dell’Istituto di Storia del Diritto Italiano,
che registra solo il primo volume (I, 243). ICCU, IT\ICCU\LIAE\025342. «Opus rarum»
(Bonfanti, Jus 1993). Benedetto XIV, Papa (Prospero Lambertini). Institutiones ecclesiasticae. Tomus I. (II. e III.).
Lovanii, Ex Typographia Academica, 1762.
€ 300
3 volumi in-8° (165x93 mm), piena pelle, dorso a cinque nervi con due tasselli in pelle rossa e
blu e titoli e fregi dorati, tagli colorati in inchiostro rosso, pp. XVI, 464 al primo volume, pp. XX,
519, [1, bianca] al secondo volume; pp. XII, 517, [3, bianche]. Fregi xilografici.
Il diritto costituzionale della Chiesa Cattolica esposto e modificato da papa Benedetto XIV,
grande riformatore del clero e mediatore nelle delicate relazioni dello stato pontificio con le
nazioni europee. Molto sensibile alle esigenze e alle prerogative del secolo, sin dal tempo del
suo vescovato ad Ancona e a Bologna Prospero Lambertini si dedicò a riorganizzare in modo
più funzionale la vita della curia e a intervenire in materia di rigore e preparazione culturale
del clero. Diventato papa, proseguì la sua opera di riforma del Clero, a cominciare dai dignitari
ecclesiastici a tutti i livelli, a Corte, in Curia, nel governo delle Diocesi e delle province, cercando
di controllare e correggere gli ecclesiastici indegni ed incapaci, spinti dall’ambizione di carriera e
di potere. Cercò inoltre di migliorare l’efficienza della Curia romana, istituendo nuovi dicasteri,
ed ampliando o precisando la giurisdizione e le competenze, nonché ampliando gli organici di
alcuni di quelli esistenti.
Papa Benedetto XIV (1675-1758), nato Prospero Lorenzo Lambertini, si laureò in teologia
e diritto nell’Università di Roma. Come vescovo di Bologna dimostrò di essere non soltanto un
giurista esperto di affari amministrativi e uno studioso, ma anche spinto da una vocazione sincera
e profonda. La sua elezione al soglio pontificio avvenne in un periodo di grandi tribolazioni ed
egli divenne noto anche come il Papa dei concordati per aver saputo trovare mediazioni con
tutte le potenze della sua epoca; riorganizzò finanze, sicurezza pubblica, diede il primo impulso
alla cartografia con la ridefinizione dei rioni romani, con la bolla Urbem Romam istituì un Albo
del ceto nobile romano e si pronunciò contro lo schiavismo nelle Americhe.
Legatura consunta in più punti, fori di tarlo alle carte che interessano marginalmente il testo,
fioriture; nel complesso, esemplare da studio.
Provenienza: I. Al frontespizio di tutti i volumi, firma di possesso manoscritta in inchiostro blu
A. Ch. Grussm(?)ge.
Non in ICCU, che censisce numerose edizioni delle «Istituzioni ecclesiastiche» di Benedetto
XIV delle quali nessuna fu stampata a Lovanio.
Benedetto XIV, Papa (Prospero Lambertini). Raccolta di alcune notificazioni, editti, ed istruzioni,
pubblicate pel buon governo della sua diocesi dall’eminentissimo […] Prospero Lambertini. In Venezia,
Appresso Francesco Pitteri, 1749.
€ 350
2 volumi in-4° (242x180 mm), legatura in cartonato spruzzato, tassello in pelle verde con titoli
e fregi dorati al dorso, pp. XII, 264 al primo volume, pp.VIII, 311 [in realtà 315], [1] al secondo
volume. Alcune iniziali xilografiche, testo su due colonne, esemplare in barbe.
Raccolta di editti e norme promulgati dal vescovo Prospero Lambertini per la gestione della
diocesi di Bologna prima della sua ascensione al soglio pontificio. Come vescovo di Bologna
dimostrò di essere non soltanto un giurista esperto di affari amministrativi e uno studioso, ma
anche spinto da una vocazione sincera e profonda.
Legatura lievemente consunta, tracce di ossidazione ai margini delle carte, nel complesso buon
esemplare.
Provenienza: Al recto del primo foglio di guardia di ciascun volume, nota manoscritta vergata in
inchiostro bruno Die 27 Ianuarij Anno 1759 Presbij: Bartholomaej Getuli.
ICCU, IT\ICCU\TO0E\022246.
Benedetto XIV, Papa (Prospero Lambertini). Sanctissimi domini nostri Benedicti papae XIV.
Bullarium […].Venetiis, sumptibus Bartholomaei Occhi, 1767-1784.
€ 500
7 volumi su 10 in-4° (220x178 mm), mezza pelle con angoli su carta spruzzata, doppio tassello
in pelle rossa e blu al dorso con titoli e fregi dorati, circa 300 pagine per ogni volume. Marca
tipografica intagliata in legno, glosse tipografiche ai margini.
Le bolle papali emesse da Papa Benedetto XIV (1675-1758), nato Prospero Lorenzo Lambertini.
Tra le più rilevanti, si trovano l’Immensa Pastorum principiis (1741) contro lo schiavismo nelle
Americhe, e le bolle di denuncia contro il costume tipico dei missionari gesuiti in Cina di
aggiustare parole e usi cristiani per esprimere realtà non cristiane (Ex quo singulari e Omnium
solicitudinum).
Legatura piuttosto abrasa, tracce di umidità particolarmente evidenti all’ultimo volume, nel
complesso esemplare da studio.
Provenienza: In calce ai frontespizi nota manoscritta vergata in inchiostro bruno Ex Dono Jo.
Bevilacqua Con. Orat. Preap.
ICCU, IT\ICCU\PARE\019123.
Benedetto XIV, Papa (Prospero Lambertini). Sanctissimi domini nostri Benedicti Papae XIV.
Bullarium. Tomus primus [-quartus], in quo continentur constitutiones, epistolae […] Venetiis, ex
typographia Joannis Gatti, in vico S. Raphaelis Archangeli, 1778.
€ 750
4 tomi in due volumi, in-folio (375x250 mm), mezza pergamena con angoli su carta colorata,
titoli e fregi decorativi dorati al dorso, tagli leggermente spruzzati in inchiostro rosso e blu, pp.
XX, 320, IV, 292 al primo volume, pp. IV, 299, [1], VIII, 316 al secondo volume. Testo su due
colonne, frontespizio del primo tomo in rosso e nero. Variante tipografica B dell’edizione: al
frontespizio riporta in vico S. Raphaelis Archangeli in luogo di sumptibus Remondinianis.
Le bolle papali emesse da Papa Benedetto XIV (1675-1758), nato Prospero Lorenzo Lambertini.
Tra le più rilevanti, si trovano l’Immensa Pastorum principiis (1741) contro lo schiavismo nelle
Americhe, e le bolle di denuncia contro il costume tipico dei missionari gesuiti in Cina di
aggiustare parole e usi cristiani per esprimere realtà non cristiane (Ex quo singulari e Omnium
solicitudinum).
Tracce d’ossidazione e legatura leggermente consunta agli angoli; nel complesso, esemplare
molto buono.
ICCU, IT\ICCU\RMGE\001896.
Benielli, Ariotto. Consiliorum, sive responsorum. Opus posthumum omnibus in foro versantibus
apprime necessarium. Nunc primum in lucem editum studio, & diligentia. Genuae, Apud Io. Baptistam
Celle, 1708.
€ 900
In-folio (330x215 mm), legatura in piena pergamena coeva con titolo manoscritto al dorso,
piatti ricoperti da riquadri di carta colorata a mano, tagli spruzzati in inchiostro rosso e blu,
pp. [16], 586, [98, l’ultima bianca, manca l’ultima carta, bianca]. Frontespizio in rosso e nero,
testatine, iniziali e finalini xilografici. Testo su due colonne.
Rarissima prima edizione stampata a Genova dei cento Consilia del Benielli, i cui argomenti
sono riassunti all’indice; i temi spaziano dalle disposizioni in merito alla successione, ai testamenti,
alle compravendite immobiliari e di terreni, alle materie dello Statuto della Città di Genova.
Ulteriore strumento di facilitazione all’uso del testo è l’indice alfabetico dei riferimenti, posto
alla fine dell’opera.
Ariotto Benielli fu un giureconsulto di Ajaccio (Corsica), divenuto poi avvocato nella città
di Genova; il figlio (avv. Giuseppe Maria) curò alcune edizioni e ristampe delle sue opere
giuridiche più famose.
Angoli leggermente abrasi, una micosi nel margine inferiore destro delle prime carte, restauro
all’ultima carta; nel complesso buon esemplare.
Provenienza: Firma di possesso di Jo. Vincentis de Ravanis H. vergata in inchiostro bruno al
frontespizio.
Manca a tutte le biblioteche pubbliche italiane: ICCU recensice un’edizione del 1699 (IT\
ICCU\URBE\015127).
Berardi, Carlo Sebastiano. Commentaria in Jus Ecclesiasticum Universum. Tomus Primus [et
Secundus].Venetiis, Ex Typographia Petri Valvasensis, 1778.
€ 250
2 volumi (su 4) legati insieme in-4° (252x189 mm), legatura coeva in mezza pelle con angoli
su carta colorata a mano, tassello in pelle rossa, titoli e greche in oro al dorso, tagli spruzzati in
inchiostro bruno con segnalibro laterale in carta verde in corrispondenza dell’inizio del secondo
tomo, pp. XLIV, 210, [2, bianche], 272 al secondo volume. Eleganti iniziali, testatine e finalini
xilografici, testo su due colonne.
Prima edizione dei Commentarii di diritto ecclesiastico di Carlo Berardi (1719-1768), giurista
di formazione filosofico-letteraria che raccolse il plauso della critica dell’epoca per la coerenza
della sua dottrina. Cattedratico di diritto canonico all’Università di Torino, fu autore di un’opera
monumentale sul Decretum Gratiani. A corredo del suo commentario, Berardi inserì fonti
conciliari, pontificie, teologiche e giuridiche che in parte erano confluite nel testo del monaco
Graziano. L’approccio condotto su criteri sorprendentemente filologici porta quest’opera ad
essere un efficace elemento di comprensione delle principali tappe del diritto canonico.
Alcune tracce di ossidazione dovute alla qualità della carta, ma nel complesso buon esemplare.
Provenienza: Nota di acquisto anonima al foglio di guardia anteriore: Costa 6 lire austriache il
volume.
Manca a Sapori, che registra solo un’altra opera del Berardi. ICCU censisce i presenti due
volumi sotto le sigle IT\ICCU\UFEE\002027 e IT\ICCU\UFEE\002028.
Bertoni,Andrea. De Negligentiis, et Omissionibus Tractatus [...]. Opus Posthumum Nunc primò editum,
nec usque modo ab alio ex professo tractatum [...] In duas partes divisum, In quarum prima de Negligentia
in Communi agitur, in secunda de Negligentia in particulari, descendendo ad particulares hominum status
per distinctos Articulos. Ferrariae, sumptibus Bernardini Pomatelli Impres. Episcopalis, 1704.
€ 350
In-folio (327x219 mm), legatura coeva in piena pergamena con dorso a cinque nervi e titolo
manoscritto in inchiostro bruno al secondo scomparto, pp. [28], 492, [14]. Bella marca tipografica
incisa in rame con motto Pulchriora latent al frontespizio, iniziali, testatine e finalini xilografici,
testo su due colonne.
Interessante
prima edizione postuma dell’opera giuridico-teologica di
Bertoni sulle
negligenze e omissioni, la cui l’analisi viene compiuta dal dotto ferrarese in parallelo. L’autore
esamina e compara il riconoscimento delle fattispecie, le conseguenze e la disciplina dei casi,
entrando poi nello specifico delle singole negligenze messe in atto dalle varie categorie di
persone giuridiche.
Andrea Bertoni (1621-1698) nacque a Ferrara dove completò gli studi umanistici, di retorica,
di filosofia naturale, di sacra teologia e di divine scritture. Si laureò in utroque iure. Ricoprì
svariate cariche nella città natale, tra cui protonotario apostolico e canonico della cattedrale,
giudice sinodale e consultore del S. Uffizio.
Legatura abrasa in corrispondenza del dorso e alle cuffie, occasionali, lievi bruniture, ma
bell’esemplare, fresco e pulito.
Provenienza: Al verso dell’occhietto, nota manoscritta in inchiostro bruno (?) die 21 Iulij 1710
pretio librorum viginti duarum Andreas Biachi Prior Sti. Benedicti (?).
Sapori I, 289. ICCU, IT\ICCU\MILE\005273.
Bonacina, Martino. Martini Bonacinae Mediolanensis [...] Opera Omnia in Tres Tomos Distributa
[...]. Mediolani, Ex Typographia Dominici Bellagattae, 1720.
€ 1200
3 grossi volumi in-folio, legatura in piena pergamena coeva con tassello e titolo in oro al dorso,
cc. [11], pp. 904, cc. [37] al primo volume, cc. [6], pp. 836, cc. [28] al secondo volume, cc. [9], pp.
540, cc.[14] al terzo volume.
Ritratto del Bonacina inciso in rame da Gaetano Bianchi a ogni frontespizio.
Rara e ottima edizione milanese dell’Opera Omnia del Bonacina, opera fondamentale per le
fonti del diritto commerciale, contenente anche il De contractibus, nel quale il Bonacina sviluppa
e approfondisce importanti questioni dell’attività mercantile, e in particolare i cambi, le varie
forme di assicurazione, i salari, le imposte.
«L’interesse del Bonacina per i problemi economici e mercantili nasceva dalla conoscenza diretta,
maturata in uno dei più importanti centri mercantili, quale quello ambrosiano, dei nuovi sviluppi
assunti dalla speculazione commerciale, e accoglieva le sollecitazioni dell’ambiente religioso
milanese per una revisione della tradizionale giurisprudenza canonista, che colmasse il divario
sempre più evidente fra le norme di condotta e pratica concreta, fra insegnamento teologico e
linee direttrici dell’agire economico» (Castronovo).
Qualche arrossatura, ma buon esemplare.
Manca a Sapori. Bonfanti, Diritto Commerciale. Le Fonti, Milano 1996, p. 9.
Bossi, Egidio. Tractatus varii, qui omnem fere Criminalem materiam excellenti doctrina complectuntur, &
in quibus plurima ad Fiscum, & ad Principis autoritatem, ac potestatem, necnon ad vectigalium conductiones,
remissionesq; […].Venetiis, apud Ioan. Baptistam Hugolinum, & Hugolinum, fratres, 1584.
€ 800
In-4° (202x147 mm), legatura in mezza pelle su cartonato, dorso a tre nervi con impressioni
decorative a secco, nome dell’autore manoscritto al taglio superiore e inferiore, pp. [158], 820,
[3, bianche]. Iniziali xilografiche, testo su due colonne.
La Practica criminalis del Bossi, è uno dei maggiori punti di riferimento per l’approccio alla
dottrina giuridica milanese del Rinascimento ed effettua una lucida ricognizione su gran parte
degli istituti della giustizia penale lombarda del XVI secolo ad uso quotidiano dei magistrati.
Quest’edizione fu curata dal figlio di Bossi, Francesco, che diede gli ultimi ritocchi all’opera del
padre, morto prima di terminarne la revisione.
Egidio Bossi (1488-1546), senatore milanese e giurista del primo cinquecento, fu autore dei
Tractatus varii, esposizione complessiva a taglio pratico del diritto e della procedura penale. Fu anche
uno dei principali compilatori riconosciuti delle Novae Constitutiones Mediolani (1542), nate su
disegno di Francesco Sforza e varate dopo l’approvazione del senato milanese e dell’imperatore
Carlo V.
Cuffia superiore leggermente abrasa, lievi tracce d’uso, nel complesso esemplare molto buono.
Provenienza: Alcune manicule ai margini del testo.
ICCU, IT\ICCU\BVEE\009645.
Bourgogne, Nicolas (de). Nicolai Burgundi […] Opera Omnia quae de Jure fecit. In hac novissima
Editione in unum Corpus redacta, ac Indicibus peramplis locupletata. Bruxellis, Apud Joannem de
Grieck, 1674.
€ 700
In-4° (198x162 mm), legatura coeva in pergamena rigida, stemma della Inner Temple Library
impresso in oro al piatto anteriore e al dorso, titoli manoscritti in inchiostro bruno al dorso,
dentelle all’olandese, tagli originariamente spruzzati in rosso e blu, pp. [26], 594, [6, le ultime
quattro bianche]. Frontespizio stampato in rosso e nero, iniziali, testatine e finalini xilografici.
Testo su due colonne.
Bella edizione dell’Opera Omnia del Bourgogne in pregevole legatura, contenente
un’epitome relativa al diritto nelle terre fiamminghe. La trattazione si sviluppa da un’analisi delle
controversie sulle consuetudini delle Fiandre, per passare all’esposizione delle procedure legali in
uso nei medesimi territori. Nei capitoli successivi si includono un elenco delle contese teoriche
e pratiche, un commentario su rischi e colpe che possono sorgere nei contratti e un ulteriore
commentario de duobus reis, credendi et debendi.
Il giurista belga Nicolas de Bourgogne (1586-1649), professore all’Università di Ingolstadt, fu
noto anche per aver compilato una fortunata Historia belgica.
Brunitura del taglio superiore e al margine superiore delle ultime tre carte; nel complesso
esemplare molto buono.
Provenienza: Ex-libris Inner Temple Library al verso del piatto anteriore. L’Inner Temple è una
celebre associazione inglese di giuristi e avvocati, risalente al XII secolo: «The history of the
Temple begins soon after the middle of the twelfth century, when a contingent of knights of the
Military Order of the Temple of Solomon in Jerusalem moved from the Old Temple in Holborn
(later Southampton House) to a larger site between Fleet Street and the banks of the River
Thames. The new site originally included much of what is now Lincoln’s Inn, and the knights
were probably responsible for establishing New Street (later Chancery Lane), which led from
Holborn down to their new quarters. Following their custom, the knights built a round church
patterned on the Holy Sepulchre in Jerusalem. An inscription on the Round recorded that
it was consecrated by the Patriarch Heraclius on 10 February 1185, in honour of the Blessed
Virgin Mary. It is thought that King Henry II was also present on that day, inaugurating a long
association between the royal family and the Temple». Nel corso dei secoli la biblioteca ebbe
alterne vicende, e molti doppioni vennero venduti agli associati per finanziarla.
ICCU recensisce solo un’edizione apud Petrum de Dobbeleer, prope Forum Lignarium del 1700 (IT\
ICCU\UMCE\002491).
Brancati, Lorenzo. Epitome canonum omnium Qui in Concilijs Generalibus, ac Provincialibus, in
decreto Gratiani, in decretalibus, in Epistolis, et Constitutionibus Romanorum Pontificum, usque ad Sanctiss.
D. N. Alexandri VII. Annum quartum continentur. Romæ, Typis Mascardi, 1659.
€ 600
In-folio (318x214 mm), legatura in mezza pelle su carta colorata a mano, dorso a cinque nervi
sottolineati da filetti dorati, tassello in pergamena al secondo scomparto con nome dell’autore
e titolo dell’opera impressi in oro, tagli spruzzati in inchiostro rosso, pp. [60], 874, [12, mancano
le ultime due, bianche]. Frontespizio in rosso e nero impreziosito da una cornice architettonica
con putti incisa in rame e dallo stemma Chigi-Della Rovere del papa Alessandro VII. Alcune
iniziali xilografiche alle carte introduttive, testo su due colonne.
Prima edizione dell’epitome del Brancati, glossario di termini giuridici particolarmente utile
per i rimandi alle principali compilazioni canoniste (Decretum Gratiani, Decretales di Gregorio
IX ed altre costituzioni pontificie). Il testo è corredato da un indice specifico relativo ai concili
citati nel volume, dei quali vengono citati i papi che ne ressero le sorti e gli anni in cui si tennero.
Lorenzo Brancati, al secolo Giovanni Francesco (1612-1693), nacque a Potenza. Chiese di
abbracciare lo stato clericale ed entrò in convento a Lecce, dove studiò logica. Completò gli
studi di fisica e di filosofia e si laureò nel 1637, ma finì relegato nel convento di Albano, dove
si dedicò completamente agli studi. Le sue fortune migliorano con l’avvicendarsi dei papi fino
alla nomina di custode della Biblioteca Vaticana nel 1670, con una cospicua rendita. La sua vasta
conoscenza della dottrina teologica gli valse il posto nelle principali congregazioni incaricate di
esaminare le più spinose controversie teologiche.
Dorso leggermente abraso, lievi bruniture alle carte, nel complesso esemplare molto buono.
Provenienza: Ex-libris al contropiatto anteriore recante uno stemma con corona marchesale e
due zampe di leone (?) incrociate, forse appartenente alla famiglia Roti di Firenze.
Fontana, 1, 139 (citato come Brancari). ICCU, IT\ICCU\RLZE\024013.
Brugi, Biagio. Istituzioni di Diritto Privato Giustinianeo. Padova, Fratelli Drucker, 1910.
€ 120
2 volumi legati insieme (207x140 mm), mezza pelle blu su tela colorata in azzurro, dorso a
quattro nervi con titoli e decorazioni dorate, tagli decorati in inchiostro rosso, fogli di guardia
in carta grigia decorata a motivi floreali in bianco, due segnalibri, pp. XXIII, [1, bianca], 381, [1,
bianca], XIII, [3], 498, [2, bianche].
Testo universitario di diritto privato giustinianeo in uso nelle università italiane nei primi
decenni del Novecento. Suddiviso in due sezioni, la prima contiene una presentazione del
diritto romano e delle potenzialità implicite nella sua padronanza per un giurista moderno, la
descrizione dei rapporti giuridici e in particolare dei distinti vincoli che la legge permette con
beni materiali. La seconda sezione, legata alla prima in quest’esemplare, si concentra invece sui
tipi di obbligazione, ad esempio, i vari tipi di contratto, sul diritto di famiglia e le norme legate
alla successione testamentaria.
Biagio Brugi (1855-1934), accademico dei Lincei, fu ordinario di diritto romano alle università
di Pisa, Padova, Catania e Urbino. Discendente da un’antica famiglia di giuristi originari di
Bruges, si specializzò in Germania e poi intraprese la carriera accademica. Con la sua opera,
sostenne l’utilità della conoscenza del diritto romano per potenziare e meglio comprendere il
ramo civilistico della legge.
Uniforme imbrunimento delle carte e leggera consunzione del dorso; nel complesso, esemplare
molto buono.
Provenienza: Numerose glosse a penna o lapis di mano coeva.
ICCU, IT\ICCU\FER\0045301.
Brunet, Jean Louis. Histoire du droit canonique et du gouvernement de l’Eglise Par M. ** Avocat au
Parlement. A Paris, Chez Antoine Warin et Gabriel Amaulry, 1720.
€ 350
In-12° (156x85 mm), piena pelle, dorso a cinque nervi con decorazioni dorate agli scomparti,
titolo DROIT CANON. impresso a secco al secondo scomparto, tracce di decorazioni dorate
alle dentelle, tagli spruzzati in inchiostro rosso e bruno, fogli di guardia in carta marmorizzata,
cc. [8], pp. 400, c. [1, bianca].
Prima edizione di questo inusuale trattato di diritto canonico del XVIII secolo ad opera del francese
Jean Louis Brunet. Nella prima sezione del testo si riassume il corpo del diritto canonico, ovvero
la sua evoluzione storica fino all’assetto normativo che nel Settecento regolamentava l’autorità
ecclesiastica. Nell’ultima parte l’autore tratta dei diritti e delle prerogative della Chiesa Gallicana
nei confronti dell’autorità papale e, sebbene la sua posizione si allinei alle tesi gallicaniste di altri
giuristi francesi, allo stesso tempo se ne differenzia per l’originale commistione di originalità e
compromesso, nonché per la sottomissione alla valutazione della censura cattolica.
Jean Louis Brunet (1688-1747) fu un canonista francese nato ad Arles. Entrato a far parte del
parlamento francese nel 1717, acquisì ben presto fama di autorevole giurista. Tra le sue opere:
Parfait notaire apostolique et procureur des officialités (Parigi, 1730), e il commentario a Les Maximes
du droit canonique de France di Louis Dubois, che lui corresse e incrementò notevolmente. In
favore dei diritti della Chiesa Gallicana scrisse anche Droits et libertés de l’Eglise gallicane (1731),
trattato che riscosse notevole successo.
Leggere fioriture e minori tracce d’uso; nel complesso, esemplare molto buono.
Provenienza: I. Nota manoscritta in inchiostro bruno al recto del primo foglio di guardia bianco:
Pret 50 don.s a Paris May 15 1724. II. Ex libris araldico con l’iscrizione John Hort. Esq.r Dub. 1757.
III. Al frontespizio, nota in inchiostro bruno Iosi Serns. IV. Jean Louis Brunet and Barbier: 2930, di
nuovo al frontespizio, in inchiostro nero. IV. Timbri della St. Patrick’s college Library, Maynooth al
verso del frontespizio e dell’ultima carta stampata.
Due soli esemplari in ICCU (IT\ICCU\VEAE\005662), custoditi presso la Biblioteca Marciana
di Venezia e presso quella del Seminario Vescovile di Asti.
Brunnemann, Johann. Johannis Brunnemanni, jurisconsulti Commentarius in Codicem Justinianeum,
quo singulae leges et authenticae breviter & succincte explicantur, quaestiones in Academiis & Foro
frequentatae resolvuntur, axiomata ab interpretibus subinde proposita examinantur, & alia ex ipsis textibus
notabilia eruuntur, quaeque alias ad analysin pertinent, per compendium quasi dilucide traduntur [...]
Opus theoretico-practicum, cui praeter Indicem rerum et verborum locupletissimum accessit ex ejusdem
auctoris Commentario ad Pandectas, notabilium, quae circa leges affines inibi commentatus est, Continua
Allegatio.Tomus primus [-secundus] [...] Lugduni, apud Johannem Thenet, 1714-15.
€ 1.000
3 volumi in-folio (358x220 mm), legatura in piena pergamena con titoli manoscritti in inchiostro
bruno al dorso, tagli originariamente spruzzati in inchiostro rosso e blu, pp. [12], 664 al primo
volume, pp. [2], 667-1083, [113] al secondo volume, pp. [4, le prime 2 bianche], 468, [104,
le ultime due bianche]. Frontespizio in rosso e nero al primo volume, alcune iniziali e fregi
xilografici.
Commento al codice giustinianeo e alle Pandette del giureconsulto tedesco Johann Brunneman.
Contiene glosse alle singole leggi e pareri dell’autore sulle più annose questioni legali dibattute
sovente nelle corti di giustizia e nelle università di diritto; tali opinioni, ricche di casi citati e
analisi delle situazioni, costituiscono un vero compendio di diritto civile.
Johann Brunnemann (1608-1672) studiò teologia e filosofia all’università di Wittenberg prima
di intraprendere il diritto presso l’ateneo di Francoforte nel 1632 dove divenne infine docente
della materia (1640). La sua solida formazione culturale gli permise di produrre numerosi saggi
sul diritto romano, tra i quali si annoverano il Tractatus juridicus de inquisitionis processu (1647),
il Tractatus juridicus de processu fori (1659), i Consilia sive responsa academica (1677) e il De jure
ecclesiastico tractatus posthumus (1681).
Segno di bruciatura all’angolo superiore esterno delle prime carte (vol. I), tracce di ossidazione;
nel complesso buon esemplare.
ICCU, IT\ICCU\SBLE\014977 e IT\ICCU\USME\027378.
Burlamaqui, Jean Jacques. Principes du Droit Naturel et Politique. Par J.J. Burlamaqui [...] Tome
Premier contenant le Droit Naturel. A Geneve et a Coppenhague, Chez Cl. & Ant. Philibert, 1764.
€ 170
In-12° (177x109 mm), legatura coeva in cartone spruzzato in inchiostro nero, pp.VI, 468. Iniziali,
testatine e finalini xilografici. Solo primo tomo di tre.
Compendio di istituzioni giuridiche che, in questo primo volume, si concentra sul diritto naturale:
i Principes rappresentarono l’inizio del sistema del Burlamaqui sul Droit de la Nature & de Gens,
e vennero ampiamente utilizzati come libro di testo in virtù della chiarezza espositiva e della
razionale organizzazione del materiale trattato. Influenzato da Pufendorf e dal giusnaturalismo,
Burlamaqui desume ed elabora l’idea che l’uomo debba sviluppare un “senso morale”, espressione
nel campo etico del “buon senso”.
Jean Jacques Burlamaqui (1694-1748) fu un giurista svizzero docente di diritto a Ginevra.
La sua produzione saggistica segue le orme di Ugo Grozio e di Samuel Pufendorf. Eletto nel
Consiglio di Stato di Ginevra, venne apprezzato sia per la sua saggezza pratica, che per l’acutezza
del pensiero teoretico.
Piatto anteriore leggermente abraso alla cerniera, lievi ingialliture, ma bell’esemplare, fresco e
pulito, in barbe.
Provenienza: Ex-libris Charles Malfatti manoscritto al frontespizio.
Manca a Sapori, che registra solo traduzioni italiane posteriori e un’edizione francese posteriore
degli Elements de droit naturel. Quattro copie in ICCU (IT\ICCU\TO0E\016538).
Bussy de Lamet, Adrien Augustin (de). Dictionarium casuum conscientiae, quos secundum moralis
principia, ecclesiasticae disciplinae consuetudines, conciliorum et canonistarum auctoritatem, et regni
jurisprudentiam domini quondam De Lamet et Fromageau [...] deciderunt, e Gallico idiomate, quo Parisiis
prodiit, Latine redditum. In supplementum Dictionarii [...] Jo. Pontas. Tomus primus [-secundus].Venetiis,
apud Antonium Bortoli, 1753.
€ 550
2 volumi in-folio (361x230 mm), mezza pergamena con angoli su carta colorata, tassello rosso al
dorso con titoli e fregi colorati, tagli colorati in inchiostro bruno, pp. XII, 452 al primo volume,
pp. [4], 515 [in realtà 511], [1], 40. Frontespizio del primo volume impresso in rosso e nero,
iniziali e fregi xilografici alle carte.
Prima edizione completa del dizionario dei casi di coscienza, pubblicata per la prima volta
nel 1691, ma mai completata del secondo volume fino all’intervento del padre Augustin de
Lamet. Dopo aver strutturato il testo in forma di dizionario, infatti, egli si avvalse dell’aiuto
di Germain Fromageau per rinnovarne l’edizione e pubblicarlo. La casistica, parte fondante
del diritto canonico, consiste nell’analisi e nello scioglimento di casi di coscienza, ovvero di
situazioni in cui un ecclesiastico era chiamato a esprimersi su situazioni in cui la coscienza
personale si scontrava con le norme vigenti. Con questo Dictionarium, perciò, si intendeva dare
al clero uno strumento parallelo alla normativa canonica, che fornisse chiavi di decifrazione e
comportamento.
Legatura abrasa, in particolar modo agli angoli, ossidazione da inchiostro concentrata in alcune
carte di testo; nel complesso buon esemplare ad ampi margini.
ICCU, IT\ICCU\UBOE\003309.
Calcagnini, Carlo Leopoldo. De Variatione ultimæ Voluntatis, Trebellianica, variisque, etiam ad
Feudalem materiam, observationibus. Opus in tres tomos distributum […] Tomus secundus [e tertium].
Romæ, Ex Typographia Hieronymi Mainardi, 1746-1747.
€ 500
2 volumi in-folio su tre (317x215 mm), legatura in piena pergamena rigida, dorso a cinque nervi,
nome dell’autore e titolo dell’opera vergati a mano in inchiostro bruno al secondo scomparto,
pp. [12], 516 al secondo volume, pp. X, 516 al terzo. Calcografia dello stemma di Papa Benedetto
XIV (al secolo Prospero Lambertini) al frontespizio, iniziali xilografiche, testo su due colonne.
La più famosa opera di Calcagnini, scritta quando già aveva abbandonato la pratica forense
per la nomina cardinalizia. Interessante la costruzione dogmatica riguardante il diritto della
successione, in particolare, cara ai cultori del diritto canonico, l’osservanza della materia sulla
variazione delle ultime volontà, della legge trebellianica sulla detrazione dell’eredità e altre
consuetudini feudali.
Carlo Leopoldo Calcagnini (1679-1746) studiò giurisprudenza a Ferrara e a Roma dove
frequentò la curia e fu nominato uditore della Sacra Rota. Divenne decano, prima di essere
eletto cardinale da Benedetto XIV nel 1473.
Leggera abrasione al dorso del secondo volume e al piatto posteriore del terzo, lieve gora d’acqua
al taglio laterale del secondo tomo; nel complesso, buonissimo esemplare. Manca il primo tomo.
Rara edizione: pochissime copie presenti nelle biblioteche italiane. ICCU: IT\ICCU\
MILE\007013 per il secondo tomo, IT\ICCU\MILE\007014 per il terzo tomo.
Capecelatro, Ettore. Decisionum Novissimarum Sacri Reg. Cons. Neap. Liber primus [et secundus]
in quibus abstrusiores iuris quaestiones Contractuum, Ultimarum Voluntatum, Criminales, Feudales,
Consuetudinariae pertractantur, enodantur, [...] opus magistratibus, advocatis coeterisq. in utroq. foro
versantibus, non solum utile, sed & necessarium. Cum duplici Indice, altero Argomentorum, Materiarum
altero.Venetiis, Ex Typographia Orsini Albricii, 1667.
€ 800
Due volumi in-folio legati insieme (341x240 mm), legatura in cartonato coevo, titoli vergati a
mano in inchiostro bruno al dorso, pp. [60], 464, [16], 292, [66]. Esemplare in barbe, frontespizio
stampato in rosso e nero al primo volume, iniziali e testatine xilografiche. Testo su due colonne.
Non comune prima edizione veneziana delle Decisiones del Capecelatro, pubblicate per la prima
volta a Napoli nel 1640. L’opera sviluppa abstrusiores iuris quaestiones riguardanti il contratto, le
disposizioni testamentarie, i feudi e le consuetudini. La presente edizione è arricchita delle
Observationes di Michelangelo Gizzi.
Ettore Capecelatro (latinizzato Hector Capycius Latrus, 1580-1654) nacque e morì a Napoli.
Fu avvocato, consigliere e redasse le cronache dei danni provocati dal terremoto in Calabria; fu
nominato ambasciatore in Spagna, marchese di Torello e sovrintendente della dogana in Puglia.
Celebri giuristi napoletani, quali De Marinis e Carlevale, lo citano come uno dei più insigni
personaggi del foro napoletano.
Lacuna al margine esterno delle ultime 3 carte con perdita di qualche lettera di testo; lievi
bruniture e rade macchioline, tracce di restauro datato; nel complesso, buon esemplare, genuino
e in barbe.
Provenienza: Firma di possesso all’occhietto Ex Libris Cesaris De Malfatti I U D .
Fontana, pars I, col. 188. Opera mancante a Sapori, che del Capecelatro cita tre edizioni delle
Consultationes, ma nessuna delle Decisiones. ICCU, IT\ICCU\NAPE\001118.
Carré, Guillaume Julien Louis. Les lois de la procédure civile. Bruxelles, Société Typographique
Belge, A. Wahlen et C.ie (successivamente, Meline, Cans et C.ie), 1840.
€ 450
6 volumi in-4° (246x163 mm), legatura in mezza pelle verde su carta colorata a mano nello
stesso tono, dorso decorato con filetti e fregi dorati, titoli e numerazione in oro al secondo
e quarto scomparto, pp. [4], VIII [l’ultima bianca], 530 al primo volume, pp. [4], 424 [l’ultima
bianca] al secondo volume, pp. [2], 421 al terzo volume, pp. [2], 446 al quarto volume, pp. [2],
418 al quinto volume, pp. [2], 590 al sesto volume. Testo su due colonne.
Edizione commentata della procedura civile francese di Guillaume Carré, in cui
si analizzano le applicazioni e le considerazioni dottrinali di tutti gli articoli prendendo in
considerazione svariate correnti interpretative per ciascuno di essi. L’impostazione didattica
dell’autore, che per trent’anni insegnò all’università di Rennes, risulta molto chiara.
Guillaume Louis Julien Carré (1777-1832) fu un appassionato studioso e docente di procedura
civile, nonché abilissimo avvocato penalista francese. Altre sue pubblicazioni sono Traité et
Questions de procédure civile, (1819) e Introduction générale à l’étude du droit, spécialement du droit
français, avec des tableaux synoptiques, (1808).
Ossidazioni e fioriture ad alcune delle carte, minori tracce d’uso ma, nel complesso, esemplare
molto buono.
Provenienza: Firma di possesso al verso dell’occhietto del primo volume Paul Castiglione Ch.t
ICCU, IT\ICCU\NAP\0292412. Nell’OPAC italiano l’edizione viene riunita con il volume
delle Tables, testo voluto per sintetizzare la materia di quest’edizione ma stampato molto
posteriormente, nel 1854.
Cartari, Flaminio. Flaminii Chartarii I. V.C Urbevetani, Tractatus De Executione Sententiae
Contumacialis Capto Bannito. [...] Nunc primum in gratiam Tyronum, & ad communem etiam omnium
utilitatem aeditus.Venetiis, Apud Ioannem Zenarium, 1593.
€ 550
In-4° (221x160 mm), legatura in pergamena rigida, dorso a tre nervi con titolo manoscritto,
nome dell’autore e titolo vergati in inchiostro bruno al taglio inferiore, cc. [48], 179 [manca
l’ultima, bianca]. Iniziali e fregi xilografici alle carte preliminari.
Rara seconda edizione di questo importante trattato del magistrato orvietano sull’esecuzione
delle sentenze da emettere in contumacia nei confronti di criminali catturati e messi al bando,
pubblicato per la prima volta a Venezia nel 1587.
Flaminio Cartari (1531-1593) fu giudice e avvocato, nonché gonfaloniere di Orvieto, la sua
città d’origine. Ebbe numerosi incarichi di prestigio ad Ancona, Perugia e persino a Genova,
dove per la sua fama di erudito nella materia giuridica fu nominato uditore della Rota per le
cause civili.
Qualche occasionale brunitura ma nel complesso bell’esemplare fresco e genuino, impresso su
carta forte.
Provenienza: Ex-libris Cesare Malfatti manoscritto in inchiostro bruno al frontespizio.
Manca a Fontana, che cita (pars I, col. 216) la prima edizione e alcune edizioni seicentesche.
Sapori I, 553. ICCU, IT\ICCU\CNCE\009736. CNCE 9736.
Catechismus, ex decreto Concilii Tridentini, ad parochos, Pij quinti pont.max. iussu editus […] Lugduni,
Apud Guiliel. Rouillium, consentiente Paulo Manutio, populi Romani typographo, 1569.
€ 350
In-8° (155x102 mm), legatura in pieno percallino ottocentesco verde, tassello rosso al dorso con
titoli e fregi dorati, tagli colorati in inchiostro rosso, fogli di guardia in carta rosa, pp. 610, [30].
Alcune iniziali e fregi xilografici, glosse tipografiche ai margini.
Cinquecentina lionese contenente il catechismo controriformista della Chiesa Cattolica elaborato
durante il Concilio di Trento. Le materie prese in esame durante il concilio riguardarono tutti
gli aspetti della vita cattolica, dalla struttura delle istituzioni ecclesiastiche e le loro funzioni, alla
devozione popolare e i sacramenti, al rapporto col protestantesimo e alla gestione, nonché al
corretto approccio verso l’adorazione delle reliquie.
Questa edizione fu stampata dal celebre tipografo umanista Guillaume Rouillé (1518-1589),
indicato storicamente come l’inventore del formato in-16°, il quale aveva ricevuto il benestare
alla stampa da Paolo Manuzio, nipote del celebre Aldo, incaricato dall’autorità pontificia della
correzione del testo del catechismo.
Rinforzo al margine esterno della prima carta e minori tracce d’uso, nel complesso esemplare
molto buono.
Provenienza: Al verso del primo foglio di guardia, nota di possesso manoscritta in inchiostro
bruno Ex Libris Presbyteri Karoli Josephi Bianchi ex Casalipusterlengorum.
ICCU, IT\ICCU\CERE\041904.
Cavallari, Domenico. Institutiones Iuris Canonici quibus vetus et nova ecclesiae disciplina enarratur
in usum privati auditori conscriptae. Editio Quarta auctior & emendatior. Neapoli (Napoli), Apud
Simones, 1781.
€ 400
2 volumi in-8° grande (191x119 mm), legatura coeva in piena pergamena rigida, con tassello
originariamente rosso e titoli in oro al dorso, segnalibro in tessuto al primo tomo, pp. XII, 400
al primo volume, pp. [2], 401-794 al secondo. Fregio xilografico al frontespizio.
Rara edizione dell’esegesi del giurista calabrese al Corpus Iuris Canonici; la pubblicazione seguì
un iter lento per la difficoltà dell’autore di delimitare in modo netto i confini tra il potere
regio e quello ecclesiastico, in quegli anni in discussione in tutta Europa. Prendendo spunto
da singoli casi, il Cavallari analizza le zone buie di intersezione tra i due poteri. La corrente
giurisdizionalistica già in quel tempo si batteva per una maggiore chiarezza nell’ambito, fino ad
estendere la sua polemica contro la costituzione interna della Chiesa romana, di cui chiedeva
una riforma mediante il ripristino dell’antica semplicità.
Domenico Cavallari (1724-1781), orfano di padre in giovane età continuò la sua istruzione a
Napoli sotto la guida di Gianbattista Vico, prima, e di Antonio Genovesi e Giuseppe Pasquale
Cirillo, poi. Questi pensatori ebbero un ruolo fondamentale nella formazione di Cavallari:
Genovesi, giovane sacerdote, era accusato di professare un’eccessiva libertà di pensiero, mentre
Cirillo lo avvicinò ad uno studio storico e filologico, oltre che tecnico, della giurisprudenza e del
diritto. Ordinato sacerdote, Cavallari si sistemò alla corte di Napoli, trovando un equilibrio tra la
dimensione mondana della Chiesa e una vita dedicata agli studi: si dedicò all’analisi dei rapporti
tra Stato e Chiesa, vinse il concorso per la cattedra di diritto canonico e scrisse l’Institutiones Iuris
Canonici.
Fioriture e lievi ossidazioni alle carte; nel complesso buon esemplare.
Provenienza: Firma di possesso Archipresbyter Joannes Felix Cremonese ai frontespizi.
Sapori, I, 598. ICCU, IT\ICCU\RMGE\000607.
Ceneri, Giuseppe. Studj di Diritto Romano. Diritto delle Obbligazioni. Volume primo. Bologna,
Tipografia all’Ancora, 1856.
[legato con:]
Ceneri, Giuseppe. Studj di Diritto Romano. Diritto delle Obbligazioni. Volume secondo. Bologna,
Tipografia all’Ancora, 1856.
€ 250
In-4° (228x151 mm), legatura in mezza pelle su carta marmorizzata nei toni del blu, nome
dell’autore, titolo dell’opera e doppi filetti decorativi impressi in oro al dorso, pp. [6], pp. 206,
[6], 145, [3, la prima bianca].
Rarissima edizione del diritto delle obbligazioni del senatore Giuseppe Ceneri. Il testo fu
concepito come la prima sezione di uno studio più vasto sul diritto romano, che avrebbe dovuto
comprendere volumi dedicati a tutti gli oggetti del diritto (cose, famiglia, successioni e azioni).
A quanto risulta, tuttavia, i presenti volumi furono gli unici a vedere la luce.
Giuseppe Ceneri (1827-1898) fu senatore del Regno d’Italia e docente di diritto romano
all’università di Bologna. La sua carriera accademica fu brillante almeno quanto quella politica,
tanto che per alcuni anni fu preside della facoltà di giurisprudenza dell’ateneo felsineo. Partecipò
attivamente alla vita politica del regno, rappresentando la sua città in molteplici vesti. Fu
ripetutamente insignito di alte onoreficienze.
Tracce di foxing, ma nel complesso buon esemplare.
Provenienza: Timbro di possesso al primo frontespizio, che sancisce il passaggio del volume
presso la Biblioteca Storico-Francescana “P. Benvenuto Bughetti”, SS. Annunziata – Bologna.
Apparentemente assente dalle biblioteche pubbliche italiane. Secondo WorldcatLibraries ne
esistono copie in sole tre biblioteche al mondo (USA, Giappone e Germania).
Censalio, Andrea. Declaratio ad Textum In L. unica C. Si quis Imperatori Maledixerit. Ubi De
poenis Maledicentium, ac de varijs speciebus Detractionum circà Principes, eorumque Ministros, Officiales,
Magistratus, & de Crimine laesae Maiestatis […] Et in calce operis accedunt nonnulla vota decisiva Rotae
Criminalis Genuae. Genuae, Ex Typographia Francisci Meschini, 1660.
[unito con:]
Censalio, Andrea. Vota selecta in auditorio Rotae Criminalis Genuae Discussa coram eodem Authore.
Genuae, Ex Typographia Francisci Meschini, 1660.
€ 900
In-folio (314x209 mm), legatura in pergamena rigida con angoli su carta fiorata, titoli in
inchiostro bruno vergati a mano al dorso, pp. [60], 256, [28, le ultime due bianche], 108 [le
ultime due bianche]. Frontespizio in rosso e nero, iniziali, fregi, testatine e finalini xilografici.
Testo su due colonne.
Il volume si propone come un’estensiva analisi delle fattispecie che ricadono sotto la categoria
delle offese e calunnie contro prìncipi, ufficiali e magistrati, nonché del reato vero e proprio di
lesa maestà. A questa parte è stata aggiunta una selezione della giurisprudenza di cui fu uditore
lo stesso autore in auditorio Rotae criminalis Genvae.
Andrea Censalio (XVII secolo), originario di Vitulano e patrizio di Benevento, fu celebre
avvocato e uditore nelle Rote di Perugia, Lucca, Genova, uditor-generale della provincia
dell’Umbria, infine promosso a presidente del supremo consiglio del duca di Parma.
Alcuni fori di tarlo ai margini delle carte (che non interessano il testo); nel complesso esemplare
molto buono, impresso su carta forte.
Provenienza: I. Firma di possesso Ex Libris Jo.Vincentii de Ravanis I.C. II. Numerose note latine
manoscritte in inchiostro bruno ai margini del secondo volume.
ICCU, IT\ICCU\RAVE\015404.
Codice civile per gli stati di Parma Piacenza e Guastalla. Parma, Dalla Ducale Tipografia, 1820.
In-8° grande (203x133 mm), legatura in mezza pelle con angoli su carta colorata a mano,
dorso impreziosito da greche ornamentali dorate e fornito di tassello in pelle arancione con
l’indicazione Codice civile di Maria Luigia impressa in oro, pp. [2], 560. Stemma xilografico del
ducato di Parma, Piacenza e Guastalla al frontespizio.
€ 400
Prima edizione: il ducato di Parma, Piacenza e Guastalla nacque nel 1545 su intervento
di papa Paolo III per il figlio Pier Luigi Farnese, primo di una dinastia di quasi due secoli.
Dal 1731, mancando eredi, il ducato passò successivamente tra le mani borboniche, asburgiche
e napoleoniche prima di arrivare a Maria Luigia d’Asburgo Lorena, figlia dell’imperatore
Francesco II e moglie di Napoleone. L’ultimo periodo ducale (1847-1860) vide il ritorno del
ramo parmense dei Borbone, ma il territorio confluì, per mezzo di referendum, nel Regno di
Sardegna nel 1860.
Secondo stato ad operare una codificazione nazionale preunitaria, il cui codice civile fu
promulgato su ordine di Maria Luigia d’Asburgo-Lorena, duchessa regnante dal 1814 al 1847.
Il suo Progetto era stato richiesto dall’imperatore Francesco II e già in questa prima versione
emergevano la critica al codice napoleonico e la forte ripresa del diritto romano; interessante
notare che l’imperatore ritenne poi opportuno affidare la revisione del progetto ad una terna di
giuristi attivi a Milano.
Il codice prende avvio dai diritti delle persone (cittadinanza, diritto familiare, adozione e tutela),
sviluppa nel libro secondo la legislazione riguardante beni e dominio per incentrarsi e analizzare
approfonditamente i modi d’acquisto del dominio e i contratti.
Leggere abrasioni ai piatti, ma nel complesso ottimo esemplare.
Provenienza: Timbro di possesso al frontespizio, Avv. Agostino Barbetta.
ICCU, IT\ICCU\MILE\005177.
Codice civile per gli stati estensi. Modena, Per gli Eredi Soliani Tipografi Reali, 1852.
[unito con:]
AA.VV. Massime proposte dalla Commissione Legislativa a scioglimento di alcuni dubbi insorti sulle nuove
Leggi Civili, e partecipate, al seguito di Sovrana approvazione, alle Autorità Giudiziarie dell Stato dal
Ministero di Grazia e Giustizia con circolare 16 Giugno 1853 N. 1447. Modena, Per gli Eredi Soliani
Tipografi Reali, 1853.
[unito con:]
Noi Francesco V [norme aggiuntive sul matrimonio civile]. Modena, Per gli Eredi Soliani Tipografi
Reali, 1855.
[unito con:]
Raccolta di alcune leggi aventi stretta relazione col Codice civile per gli stati estensi. Modena, Per gli Eredi
Soliani Tipografi Reali, 1852.
[unito con:]
Noi Francesco V [norme aggiuntive sulle ipoteche]. Modena, Per gli Eredi Soliani Tipografi Reali,
(1853).
€ 350
In-8° grande (213x138 mm), legatura in mezza pelle su carta macchiettata verde, tagli
originariamente spruzzati in inchiostro rosso, pp. 386, [4], 4, [6], 24, 4.
Il Codice Civile Estense nacque dall’opera di riforma della legislazione voluta da Francesco V
Asburgo-Este per gli stati di Modena e Reggio. Fu rielaborato prendendo ad esempio il codice
degli stati parmensi tra il 1849 e il 1852. I giuristi che si occuparono dell’opera, scelti tra i più
influenti giuristi dello stato, furono Vincenzo Palmieri, Alfonso Toschi, Romualdo Manini, Luigi
Battiliani e Filippo Cocchi.
Il codice si occupa di tutta la sostanza del diritto civile, regolamentando la vita sociale dei sudditi
e l’esistenza delle istituzioni statali. Nel presente volume, al codice in sé sono state aggiunte
norme disciplinari derivate da casi in cui l’applicazione della legge era risultato controverso,
correttive specifiche emanate da Francesco V in materia di matrimonio e ipoteche, nonché la
raccolta di alcune leggi che trattavano nello specifico il rapporto giuridico esistente tra stati
estensi e l’autorità ecclesiastica.
Tracce d’uso, ma nel complesso esemplare molto buono.
ICCU, IT\ICCU\PUV\0469055.
Codice civile universale austriaco per il regno lombardo-veneto. Edizione ufficiale. Milano, Dalla Cesarea
Regia Stamperia, 1815.
[legato con:]
[Perucchini, Girolamo] Estratto Alfabetico ossia Indice Ragionato del codice civile universale austriaco
compilato sul testo italiano ufficiale dall’avvocato Girolamo Perucchini. Venezia, dalla Tipografia di
Alvisopoli, 1816.
€ 500
2 volumi legati insieme in-8° grande (208x125 mm), legatura in mezza pelle con angoli su carta
colorata, dorso decorato da greche dorate e fornito di tassello in pelle rossa con titolo dell’opera
impresso in oro, tagli del primo volume spruzzati in inchiostro blu, pp. [16], 378, 264 [l’ultima
bianca].
Edizione del Codice austriaco del 1811, voluto dall’imperatore Francesco I d’Austria. Fu
realizzata da famosi giuristi contemporanei quali Martini e Von Zeiller su un’impostazione
diversa dal codice napoleonico: alle norme-comando del testo francese, si vollero contrapporre
le norme-principio, mentre il testo fu sviluppato non in articoli, ma in tre libri a loro volta
suddivisi in paragrafi. Evidenti il modello kantiano e la matrice illuministica, che avevano
sostituito la partizione sistematica di Gaio. Le sezioni dell’opera sviluppano i diritti della persona
e, successivamente, i diritti sulle cose, i quali a loro volta vengono distinti in diritti reali e in
diritti obbligatori. La sezione allegata al codice, ad opera di Girolamo Perucchini costituisce una
vera e propria enunciazione di norme raggruppate in base alla ratio legis.
Legatura leggermente abrasa ai bordi dei piatti, carta bianca e forte; nel complesso, esemplare
molto buono.
Provenienza: Timbro di possesso al frontespizio, Avv. Agostino Barbetta, numerosissime glosse,
segnalazioni, richiami ad altri articoli vergate a mano con inchiostro bruno, numerosi fogli
sciolti con annotazioni e commenti su articoli specifici; l’ordine, la precisione e la chiarezza
suggeriscono un uso quotidiano e costante, uno studio approfondito e meticoloso.
ICCU per il codice civile segnala: IT\ICCU\SBLE\015958 e per l’estratto alfabetico riporta
solo un’edizione del 1815, IT\ICCU\VIAE\006772.
Codice ossia Collezione sistematica Di tutte le Leggi, ed Ordinanze emanate sotto il Regno di Sua Maestà
Imperiale Giuseppe II, tanto in affari secolari, quanto ecclesiastici per tutti gli Stati ereditarj Tomo I [-VIII]
[unito con:]
Appendice al codice ossia alla Collezione sistematica Di tutte le Leggi, ed Ordinanze emanate sotto il Regno
di Sua Maestà Imperiale Giuseppe II. In Milano, Appresso Giuseppe Galeazzi Regio Stampatore,
1786–1788.
€ 600
9 tomi in 6 volumi in-8° (195x122 mm), legatura in mezza pelle con angoli su carta spruzzata in
inchiostro bruno, greche dorate e tassello in pelle rossa e verde con numerazione e titoli dorati
al dorso, tagli spruzzati in inchiostro rosso, contropiatto in carta colorata azzurra, pp. XVI, 163,
[13], 197, [9] al primo volume, pp. [8], 176 [l’ultima bianca], VIII, 202 [l’ultima bianca], [12] al
secondo volume, pp. [6], 202, [10, l’ultima bianca], [4], 166, [48] al terzo volume, pp. [6], 192, [8],
[8], 232, [8] al quarto volume, pp. [6], 170, [6] al quinto volume, pp. 259, [136, l’ultima bianca]
al sesto. Alcuni finalini xilografici, tabelle su tavole pieghevoli.
Opera omnia della legislazione promulgata da Giuseppe II, tradotta ad opera di Bartolommeo
Borroni e corredata da un’appendice per sopperire alle mancanze del codice, ossia comprensiva
delle leggi non incluse in essa.
Assolutista illuminato, Giuseppe II ebbe la tendenza ad accentrare il potere e progettò
uno stato unitario formato dall’Austria e dalla Germania, non più divise da differenze e privilegi
linguistico-culturali. Per perseguire il suo sogno, tentò tre interventi normativi distinti al fine di
equiparare le situazioni giuridiche delle nazioni che facevano parte del Sacro Romano Impero
sottoposte alla sua guida. In modo conforme al suo essere despota illuminato, nel 1781 diede alla
luce il Civil Gerichtsordnung, codice di procedura civile in vigore fino alla fine del XIX secolo.
Successivamente provò a sviluppare il progetto di codice ideato da sua madre, l’imperatrice
Maria Teresa d’Austra, ma la sua attenzione venne catalizzata dal progetto di riforma del codice
penale (Josephinisches Strafgesetz), di cui non vide mai l’attuazione. Elaborò inoltre il primo codice
di procedura penale moderno, di matrice sia garantista che statualista in quanto sbilanciato sia in
favore dell’imputato che in limitazione dell’arbitrio del giudice.
Legature leggermente abrase, esemplare molto buono.
Provenienza: Timbro di possesso ai frontespizi, Avv. Agostino Barbetta.
ICCU, IT\ICCU\MILE\004925.
Codice penale militare per gli Stati di S. M. il Re di Sardegna. Torino, Stamperia Reale, 1859.
In-8° (213x136 mm), mezza pelle su carta varese verde, titoli e filetti dorati al dorso, pp. 184.
€ 120
Il Codice Penale Militare dello stato sabaudo era stato promulgato nel 1840 ed esteso alla
Sardegna nel 1847. Nel 1856, esso fu rielaborato una prima volta, e nel 1859 fu scelta una
commissione che ne ristendesse le norme perché entrasse in vigore dall’inizio del 1860.
Il Codice è strutturato il due sezioni: la prima elenca le pene del diritto militare e fornisce un elenco
minuzioso delle circostanze in cui occorrono i reati e le loro conseguenze. La seconda sezione,
ovvero La procedura penale in tempo di pace e di guerra, descrive gli organi preposti all’ammistrazione
della giustizia militare, lo svolgimento delle fasi di un provvedimento e le possibili implicazioni
delle stesse. Interessanti le norme sul tradimento (volontario o inconsapevole) e sulla diserzione,
che prevede pene carcerarie anche per coloro che nascondono un fuggitivo, ma non sono
applicabili alla famiglia dello stesso.
In ottimo stato.
Provenienza: Nota manoscritta al primo foglio di guardia 3a Divisione.
ICCU, IT\ICCU\LO1\0212885.
Cogliolo, Pietro. Manuale delle fonti del diritto romano secondo i risultati della più recente critica
filologica e giuridica […] Torino, Unione Tipografico-Editrice Torinese, 1911.
€ 150
(230x150 mm), mezza pelle su percallino verde, titoli e fregi dorati al dorso, fogli di guardia in
carta verde pastello, pp. XI, [1, bianca], 855, [1, bianca].
Raccolta di tutte le fonti del diritto romano ad uso di studiosi, avvocati e magistrati. Tutti i
testi introdotti nella collezione si trovano nella lezione filologicamente più corretta, ottenuta
dai più recenti studi in materia. Cogliolo, nell’introduzione di quest’edizione, parla del diritto
romano quale disciplina da cui ottenere non solo riferimenti e dotte citazioni, ma da studiare
per rinnovarne i quesiti e trarne discussioni fruttuose su problematiche contemporanee. Tutti i
testi delle fonti sono, ovviamente, in latino.
Seconda edizione emendata e aumentata dall’autore.
Pietro Cogliolo (Genova 1859-1940) fu un giurista italiano che insegnò legge alle università
di Genova, Camerino e Modena. Nella sua carriera scrisse numerosi trattati sia sul diritto antico
che su quello contemporaneo, compreso un Codice aeronautico (1933).
Esemplare in ottime condizioni.
ICCU, IT\ICCU\UBO\0352031.
Constitutiones Regni Siciliae-Saraina, Gabriele. Constitutiones Regni utriusque Siciliae [...]
Omnia à Gabriele Sarayna I.C. Veronensi summo studio elaborata, aucta, atque emendata. Lugduni,
Apud haeredes Iacobi Iuntae, 1560.
€ 500
In-folio (316x201 mm), legatura in pergamena rigida ottocentesca con tassello verde e titolo
in oro al dorso, pp. [50], 532, [128]. Stemma araldico ascrivibile alla nobiltà spagnola inciso al
frontespizio, numerosi capilettera xilografici. Privilegio di Filippo d’Aragona, datato 1558.
Rarissima prima edizione delle Constitutiones del Regno delle Due Sicilie, curata dallo storico e
giurista veronese Gabriele Sarayna mentre si trovava ancora a Parigi. L’opera riporta fedelmente
costituzioni antiche con ampie e diffuse glosse divenute parte integrante del diritto, tra cui
quelle di Andrea da Isernia, il monarca feudistarum.
Gabriele Saraina (XVI sec.), veronese, fu discepolo dell’Alciati, uno dei maestri di diritto più
in vista d’Europa ed elogiato anche da Erasmo da Rotterdam. Trascorse buona parte della sua
vita a Parigi, dove esercitò la professione d’avvocato.
Vistosi segni di restauro datato al margine esterno delle carte, con fettucce di rinforzo che
interessano anche parte del testo. Gore d’acqua e tracce d’ossidazione. Modesto esemplare da
studio di questa rarissima edizione.
Provenienza: Nota di possesso vergata a mano in inchiostro bruno al frontespizio, Ex Libris Vin.
ti Milani, alcune annotazioni ai margini (in parte perse) e sottolineature.
Manca a Fontana, che registra (pars II, col. 240) l’edizione di Francoforte del 1596. Manca a
Sapori, che cita soltanto un’edizione settecentesca (I, 2809). ICCU IT\ICCU\BVEE\007542.
Corpus Ivris Canonici In tres partes Distinctum; Glossis Diversorvm Illvstratvm; Gregorij Papæ XIII.
Jussu editum, complectens Decretum Gratiani, Decretales Gregorij IX. Sextum decretalium Bonifacij VIII.
Clementinas, Extravagantes Ioannis XXII. Extravagantes communes, & c. Accesserunt Constitutiones novæ
summorum pontificum hactenus desideratæ, quæ VII. Decretalium loco esse possint, necnon annotationes
Antonij Naldi additionibus novis elucidatæ […]. Lugduni, Sumptibus Ioannis Antonii Huguetan, &
Guillielmi Barbier,1671.
€ 900
3 volumi in-folio (370x240 mm), legatura in piena pelle bazzana, dorso a sei nervi con decorazioni
floreali e geometriche impresse in oro agli scomparti e due tasselli in pelle rossa recanti titolo
dell’opera e numero del volume impressi in oro all’interno di eleganti cornici, dentelle decorate
in oro, tagli spruzzati in inchiostro rosso, pp. [8], 52, colonne 2072, pp. 76, [4] al primo volume,
pp. [28], colonne,1966, pp. [1], 37, [3] al secondo volume, pp. [8], colonne 1-606, pp. [5], colonne
609-870, p. [1], colonne 348, pp. [2], colonne 366, pp. [1], 23 [in realtà, 19], [1], colonne 318, pp.
[33] al terzo volume. Alcuni capilettera e fregi xilografici alle prime carte, frontespizio in rosso
e nero.
Edizione lionese del Corpo del Diritto Canonico, ovvero l’insieme di leggi, bolle e decreti
emanati dall’autorità ecclesiastica che regolamentano l’organizzazione cristiana e i suoi membri.
Il testo comprende le voci tradizionali del Corpus, in particolare il Decretum Gratiani, le decretali
di Gregorio IX, il Sextum decretalium di Bonifacio VIII, le Clementine e le cosiddette Extravagantes
comuni e di Giovanni XXII. A titolo di completamento, al repertorio classico furono aggiunte
tutte le norme emanate nel tempo dai vari pontefici e le glosse di Antonio Naldi (giurista, m.
1645).
Ossidazione diffusa, alcune gore ai margini dei volumi e legatura leggermente usurata ai margini;
nel complesso, bell’esemplare da studio.
Provenienza: Ex libris cartaceo al contropiatto anteriore del primo volume con lo stemma
e il nome di Jean François-Gillet|Ecuyer. 1778, presumibilmente il figlio del Jean-Pierre Gillet
bibliofilo citato nel repertorio di Olivier, Hermal et Roton, Manuel de l’Amateur de Reliures
Armoriées Françaises, 1924-1938, alla tavola 264. Nella parte superiore dello stesso foglio, nota
manoscritta Ex dono Gillet Ad. Eozon.
ICCU, IT\ICCU\CFIE\006473.
Costa, Joannis Baptistae. Tractatus De Factis Scientia, & Ignorantia […] Tomus Primus. In quo
praeter materiae huiusmodi distinctam dispositionem, attinentes etiam regulae, communes (quas vocant)
opiniones, plurimarum legum, Doctorumuè inter se pugnantium conciliationes, statutirum maximè Papiae,
& Nov. Constit. Dominij Mediolani declarations perutiles subijciuntur, & alia multa, quae in scholis, &
Iudicijs frequentissimè versantur. Papiae, Ex Typographia Petri Bartoli, 1603.
€ 800
In-folio (316x212 mm), legatura in piena pergamena rigida coeva, dorso a quattro nervi, titoli
manoscritti in inchiostro bruno al secondo e terzo scomparto e al taglio inferiore, tagli spruzzati
in inchiostro bruno, pp. [46, l’ultima bianca], 572 [l’ultima bianca], [112, le ultime due bianche].
Marca tipografica al frontespizio Iuan Fernandez de Velasco Condestable de Castilla i Leon, iniziali,
testatine e finalini xilografici. Testo su due colonne.
Il ruolo fondamentale della puntuale conoscenza de factis nel trattato del carrarese
Giovan Battista Costa. L’opera è stata elaborata come trattazione relativa alle conseguenze
processuali di un apparato di prove accurato o meno, con l’aggiunta di un repertorio di vertenze
in cui si fosse rivelata fondamentale la conoscenza (o l’ignoranza) de factis. Ogni vertenza viene
esposta in tre fasi: l’argumentum, ovvero la presentazione della fattispecie, il summaria, cioè
l’esposizione del caso per punti, e la trattazione vera e propria, in cui il caso viene esaminato in
relazione alla normativa.
Giovanni Battista Costa (m. 1615 ca.), nobile giureconsulto di Pontremoli, fu rinomato
commentatore del diritto canonico, celebre avvocato in utroque iure e docente di diritto canonico
all’università di Pavia. In suo onore fu posta una lapide con lo stemma di famiglia, formato da
una costola avvolta da un cartiglio recante la scritta Non Flectitur Ultra, in corso di Strada Nuova
a Pavia, nel cortile di Alessandro Volta presso l’università dove il Costa insegnò.
Legatura stanca alle cerniere e abrasa al dorso; buon esemplare stampato su carta forte.
Provenienza: I. Nota manoscritta illeggibile al recto foglio di guardia. II. Firma di possesso al
verso dello stesso I. C. et Advocati Ios. Friderici Ab Ecclesia.
ICCU recensisce solo un’edizione stampata apud Marcum Grigium bibliopolam nello stesso anno
(IT\ICCU\MILE\034862).
Costantini, Francesco Maria; Costantini, Cosmo Mattia. Vota Decisiva [...] elucubrata [...]
in causis. Tomus I [et Tomus II, IV]. Urbini, Ex Typographia Ven. Cappellae SSmi Sacramenti (ma
anche Romae, Typis, & sumptibus Hieronimi Mainardi in Platea Agonali), 1741-1745.
[unito con:]
Costantini, Cosmo Mattia. Ad vota decisiva […] supplementum appendicis cum indice generali Rerum
Notabilium, quae in eisdem Votis, Additionibus, & Appendici continentur. Romae, Typis, et Sumptibus
Hieronimi Mainardi, 1748.
€ 500
4 volumi su 5 in-folio (362x228 mm), legatura in pergamena rigida coeva con cinque nervi
al dorso, titoli e cartiglio manoscritti in inchiostro bruno al secondo e terzo scomparto, tagli
spruzzati in inchiostro rosso, pp. [8], XII, 524 al primo volume, pp. XVI, 598 [l’ultima bianca]
al secondo volume, pp. XII, 318, [2, l’ultima bianca], IV, 164 [l’ultima bianca] al quarto volume,
pp. 324 al quinto volume. Frontespizi stampati in rosso e nero, iniziali xilografiche, testo su due
colonne.
Edizione ampliata e commentata della famosa opera di Francesco Maria Constantini,
curata del pronipote Cosimo Mattia, stimatissimo avvocato forense attivo nella città di Roma. La
collezione dei voti, compilata con grande diligenza e lungo studio, è una esposizione di dottrine
legali sui più disparati oggetti di controversie forensi, questioni patrimoniali, tutela dei figli, beni
della Chiesa, indulti, legati, ecc., quasi un codice di giurisprudenza elaborato per la pubblica
utilità. L’opera fu considerata fino ai primi decenni dell’Ottocento tra i repertori fondamentali
di riferimento.
Francesco Maria Costantini (1639-1713), patrizio marchigiano, compì il dottorato in utroque
jure ed esercitò a Roma, dove si guadagnò fama di erudito e magnanimo. Ottenne cariche
prestigiose all’interno del Sacro Palazzo e della Curia Romana, fino alla nomina a Procuratore
Generale del Fisco (1705), incarico che mantenne fino alla morte.
Cosimo Mattia Constantini, (1697-1780) nacque ad Ascoli da famiglia nobile: egli era
pronipote del celebre Francesco Maria Constantini di cui seguì le orme laureandosi nelle Leggi
a Roma. Fu tenuto in grande considerazione nel foro romano, sia per le sue conoscenze della
giurisprudenza sia per le qualità umane che dimostrava. Ricoprì svariate cariche pubbliche fino
a esser nominato Avvocato de’ Sacri Palazzi Apostolici.
Legatura stanca alle cuffie del primo e secondo volume, lievi fioriture; nel complesso ottimo
esemplare, fresco e pulito, impresso su carta forte.
ICCU, IT\ICCU\UBOE\008294.
Covarrubias y Leyva, Diego. Variarum ex Iure Pontificio, Regio, et Caesareo Resolutionum Libri
III. [...] Cum Indice rerum maximè notabilium, per ordinem Alphabeticum locupletißimo. Venetiis, ad
candentis Salamandrae Insigne, 1565.
€ 500
In-8° (163x109 mm), legatura in pergamena morbida coeva, titoli vergati a mano con inchiostro
bruno al dorso e tracce al taglio inferiore, legacci in parte conservati, pp. [24], 1010, [40, l’ultima
bianca]. Marca tipografica con la salamandra ignivora e il motto virtutis sic cedit invidia al frontespizio,
iniziali xilografiche.
Non comune edizione delle Resolutiones del giurista toledano, con cui raggiunse gran fama
in dottrina tanto da meritare l’appellativo di “Bartolo spagnolo”. Quest’opera, edita per la
prima volta nel 1552, è reputata fondamentale all’interno della sua produzione scientifica. Il
testo comprende tre libri, in cui Covarruvias inizia esaminando il comportamento dei giudici,
prosegue analizzando la legislazione legata ai beni di possesso e conclude proponendo un’estensiva
trattazione sull’usura e sugli interventi del legislatore a riguardo.
Diego de Covarrubias y Leyva (1512-1577) fu un avvocato, politico e uomo di chiesa, nonché
uno dei maggiori esponenti della Scuola di Salamanca nel suo periodo di maggior splendore.
Prese parte al dibattito sulla schiavitù dei nativi americani, culminato poi nelle Leyes Nuevas,
battendosi per un miglioramento delle condizioni di vita degli indigeni del Nuovo Mondo.
Riformò l’università di Salamanca stabilendone statuti precisi e, diventato vescovo di Segovia,
partecipò al Concilio di Trento contribuendo a stendere i decreti De reformatione.
Legatura leggermente abrasa, legacci tranciati; nel complesso bell’esemplare, genuino.
Provenienza: Glosse ai margini e sottolineature in inchiostro bruno.
Manca a Fontana. Sapori, I, 876. ICCU, IT\ICCU\BVEE\010045.
Cujas, Jacques. Paratitla in libros IX. Codicis Iustiniani. Repetitae Praelectionis. Neapoli, Apud
Ioannem Simonium, Aere Antonii Cervonis, 1751.
€ 350
4 volumi in-12° (153x88 mm), legatura in piena pergamena settecentesca, titoli vergati in
inchiostro bruno al dorso, pp. [12], 374, [2, bianche] al primo volume, pp. 582, [2] al secondo
volume, pp. 430, [2] al terzo volume, pp. 489, [3, bianche] al quarto. Alcuni fregi tipografici.
Raccolta organizzata di riferimenti alla materia del codice giustinianeo contenuti nelle opere
dei grandi scrittori dell’antichità greca e latina. Jacques Cujas mise in opera una puntuale analisi
dei testi di Svetonio,Tertulliano, Erodiano, Orazio, Giovenale e molti altri alla ricerca di qualsiasi
citazione degli argomenti inseriti nel Codex.
Il grande umanista e giureconsulto Jacques Cujas (Tolosa, 1522-1590; nome latinizzato Iacobus
Cuiacius) fu seguace, con l’Alciati, del mos Gallicus nello studio delle fonti del diritto romano,
in contrapposizione al tradizionale mos italicus. Insegnò a Cahors, Bourges, Valenza e Torino, e
fu mirabile storico del diritto, dalle fonti romane sino al corpus giustinianeo. Attento bibliofilo,
fu possessore di una straordinaria biblioteca, nella quale studiò e annotò oltre cinquecento
manoscritti antichi di ogni genere.
Fioriture alle carte, nel complesso buon esemplare.
ICCU, IT\ICCU\PARE\027562.
Da Imola, Giovanni (Nicoletti). Super Prima Infortiati Commentariorum Iuris utriusque Monarchae
Domini Ioannis Imolensis, pars Prima super Infortiato com plurium Iureconsultorum adnotationibus
illustrata: ac Summariis noviter unicuque legi appositis diligentissime ad studiosorum utilitatem in lucem
prodit. Lugduni, (al colophon: Et [sic] Officina Gaspari Trechsel), 1549.
[unito con:]
Da Imola, Giovanni (Nicoletti). Index Operum Ioannis de Imola. Repertorium alphabeticum
cunctarum Decisionum &materiarum notatu dignarum, in Commentariis domini Ioan. Imolensis, Iuris
utriusque doctoris, super Infortiato & Digesto Novo cintentarum, [...]
[legato con:]
Da Imola,Giovanni (Nicoletti).Super Prima Digesti novi.Commentariorum Iuris utriusque Monarchae
Domini Ioannis Imolensis, pars Prima super Digesti novi com plurium Iureconsultorum adnotationibus
illustrat. ac Summariis noviter unicuque legi appositis diligentissime ad studiosorum utilitatem in lucem
prodit. (al colophon: Lugduni, Ex Officina Gaspari Trechsel), 1549.
€ 2.300
2 volumi in-folio (418x217 mm), legatura in pergamena rigida coeva, dorso a quattro nervi,
tagli colorati in inchiostro blu, cc. 172 al primo volume, cc. [80], 124 al secondo volume. Bei
frontespizi architettonici in rosso e nero, capilettera xilografici.
Ottima edizione lionese dell’opera omnia di Giovanni da Imola in più volumi. I presenti tomi
comprendono solo la prima parte del commento all’Infortiatum, la prima parte del commentario al
Digestum Novum, e un repertorio alfabetico di termini specialistici utilizzati nelle due precedenti
opere.
Quest’edizione è estremamente rara: nessun esemplare in commercio.
Giovanni Nicoletti da Imola (1367?-1436) fu decretalista e docente nelle università di Padova,
Ferrara e Bologna, ottenendo grande fama già ai suoi tempi. Tra i suoi allievi spiccano Mariano
Socini il Vecchio e Ludovico Pontano (detto Romano). Rinomate furono le sue opere da
decretalista, tra cui ricordiamo Commentaria in tres priores libros decretalium Gregorii IX (1498) e
Commentaria in Clementinas (1485).
Leggere gore d’acqua che non interessano i caratteri al margine esterno del primo volume,
stampato su carta forte; ottimo esemplare.
ICCU, Pars Prima super Infortiato IT\ICCU\PISE\001695, dell’Index Operum trovata solo
un’edizione del 1547 dello stesso editore con la paginazione che corrisponde (IT\ICCU\
BVEE\063673), Pars Prima super Digesto Novo IT\ICCU\BVEE\063679.
De Dueñas, Pedro. Regularum utriusque iuris cum ampliationibus ac limitationibus. Liber Primus. [...]
Hic accesserunt Indices tre: quorum duo in principio libri sunt materiarum, & legum communium: tertius
vero in fine legum Hispanarum. Venetiis, Ad Candentis Salamandrae insigne, 1566. [unito con:]
Novello, Giacomo. Tomus II. Regularum ad reliquas Regul. Petri a Duenas; et ex iuris corpore summa
cum diligentia collectarum; [...].Venetiis, Ad Candentis Salamandrae insigne, 1567.
€ 500
Due tomi legati in un volume in-8° (148x104 mm), legatura in pergamena morbida coeva, dorso
a due nervi, titoli vergati a mano in inchiostro bruno al primo scomparto e al taglio inferiore, cc.
[36, l’ultima pagina bianca], 532 (in realtà 253), [3, l’ultima bianca], 103, [8]. Marca tipografica al
frontespizio con la salamandra ignivora e il motto virtutis sic cedit invidia.
Pregevole edizione dei trattati del salamantino Pedro a Dueñas sulle regole del diritto
civile e canonico. La divisione in regulae numerate contenenti argomenti in ordine alfabetico
ha reso quest’opera un testo di ampia divulgazione e ne ha semplificato la consultazione.
Pedro de Dueñas (1524-1557) nacque e visse a Salamanca, dove fu giureconsulto e docente
universitario. Fu rinomato soprattutto per l’opera in questione, di cui sono note altre edizioni:
Salamanca 1554, Lyon 1557 e Venezia 1563.
Giacomo Novello (1556-1586) fu un giurista poco conosciuto, presumibilmente appartenuto
alla famiglia trevigiana che aveva dimora stabile anche a Venezia. Pubblicò, oltre al presente
trattato, il De iure prothomiseos apparso nel 1559 e un Tractatus singularis defensionem omnium
reorum […] instruens.
Legatura abrasa alle cerniere e al dorso, gora d’acqua nell’angolo inferiore destro, ma genuino
esemplare.
Fontana, pars I, col. 299. Manca a Sapori che cita l’edizione del 1563 (I-1095), ICCU IT\
ICCU\CERE\016002.
De Ferrariis, Giovanni Pietro. Aurea Practica […] celeberrima quidem, et earum quae hactenus
Prodierunt omnium perfectissima, cunctis tàm ius dicentibus, quam causarum patronis summè utilis, ac
pernecessaria.Venetiis, Apud Bernardum Iuntam, Io. Bapt. Ciottum, & Socios, 1610.
€ 700
In-folio (312x212 mm), legatura in pergamena coeva con piatti ricoperti da fogli in carta colorata
a mano, titoli manoscritti in inchiostro bruno al dorso, tagli spruzzati in inchiostro blu e rosso,
pp. [76], 542. Al frontespizio, grande marca tipografica allegorica rappresentante la Toscana, alla
cui destra è posta un’ara e alla cui sinistra sono rappresentati una personificazione dell’Arno e
un leone. Testatine xilografiche, testo su due colonne, in caratteri romani e corsivi.
Rara edizione giuntina di questa pratica giudiziaria del celebre giureconsulto pavese
Giovanni Pietro Ferrari. Dalla prassi quotidiana sperimentata a Pavia, l’autore elabora una
raccolta di libelli e formule giudiziarie cui allega un ampio commento, integrato dalla sua
conoscenza diretta dei fatti e delle persone coinvolte. Oltre all’analisi del diritto processuale, il
Ferraris compie anche un lavoro di esegesi approfondita su alcuni diritti reali, quali la proprietà,
le successioni e le obbligazioni.
Giovanni Pietro Ferrari (1364-1421), nato a Pavia, fu un famoso giurista e professore di
diritto nell’università locale; espresse una forte critica alla società del tempo, di cui attaccava
la decadenza dei costumi, la scarsa preparazione dei giudici e pubblici ufficiali, non lesinando
critiche ai governanti e al clero.
Restauro ai margini delle prime carte, gora d’acqua al margine esterno, minori tracce d’uso; nel
complesso buon esemplare.
Provenienza: Firma di possesso al frontespizio, Ex-Libris Jo.Vincentii de Ravanis I.C.
ICCU, IT\ICCU\RMGE\000019: sette volumi censiti nelle biblioteche pubbliche italiane.
De Iranzo, Girolamo. De protestatione et pro haerede gestione. Tractatus iuris analiticus […] Cum
copiosis, & celeberrimis additionibus D. Ioseph Antonii Pilaia […] Opus difficile, & necessarium practicis,
& theoricis in iure Civili, & Canonico versatis. Hac nova editione sacris rotae romanae decisionibus ad
materiam pertinentibus locupletatus. Mediolani, Ex Typographia Iosephi Pandulfi Malatestae,
Sumptibus Dominici Bellagatae Bibliopolae in via S. Margheritae, 1705.
€ 750
In-folio (328x209 mm), legatura in piena pergamena rigida con dorso a quattro nervi rinforzato,
titoli vergati a mano in inchiostro bruno al secondo scomparto, pp. [8], 246, [2, bianche], 69, [3].
Frontespizio in rosso e nero con marca calcografica di Domenico Bellagatta, finalini e capilettera
xilografici, testo su due colonne, caratteri romani e corsivi.
Rara edizione milanese di quest’opera sul tutorato degli eredi. La presente copia è
accompagnata da una raccolta esaustiva di sentenze del tribunale della Sacra Rota, rilevanti al
fine della trattazione. All’opera originale di Girolamo de Iranzo (1613-1675) vengono aggiunti
ulteriori commenti del noto avvocato concistoriale originario di Messina, Giuseppe Antonio
Pilaia (o Pilaja).
Margini e dentelle leggermente abrasi, tracce di tarlo al margine esterno delle prime e ultime
carte, senza perdita di testo; nel complesso discreto esemplare.
Provenienza: Firma di possesso al frontespizio, Jo. Vincentii de Ravanis I.C. e timbro non
identificabile al margine inferiore della stessa pagina.
6 esemplari nelle biblioteche pubbliche italiane (ICCU, IT\ICCU\CFIE\026634).
Dexippus et alii. Excerpta de Legationibus, […] Haec Carolus Cantoclarus in S. Regis Christianissimi
Consist. Cons. & libellorum supplicum Magister è Graecis Latina fecit & Notas addidit. Parisiis, Apud
Petrum Chevalerium, in monte Divi Hilarij, 1609.
€ 600
In-8° (173x108 mm), legatura in pergamena morbida spruzzata in inchiostro nero ai piatti,
dorso colorato in inchiostro bruno con impressioni decorative dorate e finto tassello con titoli,
pp. [24], 402 [l’ultima bianca]. Alcuni fregi e capilettera xilografici. Testo in caratteri romani,
corsivi e greci.
Rara edizione di questo trattato unico che riassume i più importanti passaggi di grandi
autori classici riguardo alle ambasciate dei popoli antichi presso i romani, di cui sono
giunte a noi poche informazioni di prima mano e ancor meno testi completi.
Charles de Chanteclair (m. 1620) raccoglie in quest’opera passi scelti estratti dagli scritti dei
più importanti storici e filosofi sull’opera dei legati presso i romani. L’opera raccoglie infatti
opere di Publio Erennio Dexippo (Atene, 210-273), di Eunapio di Sardi (347-414), di Pietro
Patrizio (Dara, attuale Turchia meridionale, 500-post 565), Prisco (sofista e storico del V sec. d.C.),
di Malco di Filadefia (storico bizantino il cui lavoro è andato in larga parte perduto, conservato
solo in quest’opera e nella Suda bizantina) e di Menandro Protettore (storico bizantino del VI
secolo).
Legatura leggermente abrasa ai piatti, nel complesso buon esemplare.
Provenienza: I. Ex-libris al contropiatto anteriore, Ex Libris Bonfanti Giuliano, appartenente al
famoso libraio specializzato in libri di diritto. II. Note manoscritte in inchiostro bruno vergate
al contropiatto posteriore e su foglio sciolto incollato al medesimo.
Quattro esemplari presenti nelle biblioteche italiane. ICCU, IT\ICCU\CFIE\007966.
(Ciocchi) Del Monte, Fabiano. Giovannetti, Francesco. Tractatus de emptione et venditione,
eorumque omnium quae ad eandem materiam pertinent. [...] Omnibus advocatis, causarum patronis,
notarijs, atque Iusdicentibus ipsis utilis & necessarius. Venetiis, ad Signum Iurisconsulti (al colophon:
Apud Bartholomaeum Rubinum), 1575.
€ 550
In-8° (147x102 mm), legatura in pergamena moderna, titolo dell’opera manoscritto al dorso in
inchiostro bruno, pp. [32], 504 [l’ultima bianca]. Alcuni fregi e capilettera xilografici alle prime
carte. Caratteri romani e corsivi.
Due trattati sul contratto di compravendita redatti da due diversi autori: la trattazione
di Fabiano del Monte procede, secondo lo schema classico, alternando delle quaestiones e dei
summaria. Francesco Giovanetti, invece, inizia con un elenco schematico dei punti affrontati
nella sua opera e poi procede a sviluppare un discorso complessivo, ponendo a margine la
numerazione utilizzata nell’elenco per facilitarne la consultazione.
Fabiano (Ciocchi) del Monte (1421-1498) fu un giurista che esercitò la professione di avvocato
concistoriale a Roma. Decise di abbandonare il cognome “Ciocchi” per tramutarlo in “del
Monte San Savino”, presto abbreviato in “de Monte” e il prestigio di questa nobile famiglia si
accrebbe fino ad arrivare al culmine col pontificato di papa Giulio III (Giovanni Maria Ciocchi
del Monte).
Francesco Giovanetti (1510-1586) fu giurista e professore universitario di diritto canonico e
civile a Bologna e Inglostad, dal 1547 al 1564. Fu consigliere di Fernando I d’Asburgo, imperatore
di Germania.
Alcune gore d’acqua, nel complesso discreto esemplare.
Provenienza: Timbro di possesso illeggibile al frontespizio.
ICCU, IT\ICCU\URBE\016103.
De Luca, Giovanni Battista. Mantissa Decisionum Sacrae Rotae Romanae ad Theatrum Veritatis &
Justitiae […] Eiusque Tractatus de Officiis Venal. et Statut. successionibus cum argumentis, summariis, ac
indice Materiarum locupletissimo.Volumen Tertium.Venetiis, Apud Paolum Balleonium, 1708.
€ 230
Un volume su quattro in-folio (346x227 mm), legatura in piena pergamena con rinforzo ai
piatti, dorso a cinque nervi e titoli manoscritti al secondo scomparto, pp. [8], 566, [2, bianche].
Grande marca xilografica al frontespizio con l’aquila bicefala coronata, testatine, finalini e alcune
iniziali xilografiche, testo su due colonne in caratteri romani e corsivi.
Terzo volume con l’aggiunta delle Decisioni della Sacra Rota al Theatrum del
Cardinale De Luca, in cui, fondandosi sulla prassi romana e napoletana, l’autore esprimeva una
caratteristica del tardo diritto comune: la funzione dottrinale, ma soprattutto normativa della
giurisprudenza e della letteratura consiliare. Questo manuale era considerato un vero e proprio
testo d’uso e di autorità, e il De Luca specifica ripetutamente, già nel Theatrum, che le materie
che lo compongono sono estranee al diritto romano, ma non per questo meno valide: sono
desunte direttamente dalla pratica quotidiana della Sacra Rota romana.
Giovanni Battista De Luca (1614-1683), studiò a Salerno, sotto Salimbene da Siena, di cui
apprezzava l’uso sia della lingua latina che italiana nell’insegnamento. Si laureò nel 1635 e fu
detrattore della giurisprudenza “elegante” del tempo, compiendo un’analisi lucida e penetrante
della dicotomia tra studio teorico e pratica del foro, tra l’ideale supremazia del diritto romano e
il moltiplicarsi delle fonti nell’età del tardo diritto comune. Ordinato sacerdote nel 1676, grazie
alla protezione dei Ludovisi entrò nella corte papale, all’interno della quale si dedicò allo studio
approfondito della prassi amministrativa e giudiziaria. Fu uno dei più famosi giureconsulti e
canonisti del suo tempo, legato sia ai gesuiti che alla regina Cristina di Svezia. Fu nominato
cardinale da papa Innocenzo XI, ma trascorse gli ultimi anni della sua vita nel declino sia della
fama che del potere.
Moderate fioriture e tracce d’uso, nel complesso buon esemplare.
Sapori, I-1013. ICCU, IT\ICCU\MILE\014569.
De Martini, Carlo Antonio. Ordo historiae iuris civilis in usum auditorii vulgatus. Editio tertia.
Viennae, Typis Ioan. Thom. Nob. de Trattnern, Sac. Caes. Reg. Aulae Typogr. et Bibliop., 1770.
€ 270
In-8° (194x127 mm), legatura in cartonato rigido azzurro, tassello cartaceo al dorso con titoli
vergati a mano in inchiostro bruno, pp. [20], 270, [18]. Testatine xilografiche alle prime carte.
La storia del diritto civile romano a partire dai primi istituti consuetudinari fino alla
compilazione del Corpus Iuris Civilis Iustiniani. Martini inizia esponendo le leggi che governavano
Roma prima del periodo monarchico e durante lo stesso. Il trattato prosegue con l’analisi degli
sviluppi giuridici nel periodo repubblicano, con l’avvento di Cesare Augusto e nell’età imperiale.
Vengono presi come riferimenti Adriano, Costantino e Giustiniano di cui viene analizzato il
Codex, che ha influenzato la storia e lo sviluppo del diritto e della giurisprudenza fino ai giorni
nostri.
Carlo Antonio Martini (1726-1800) studiò presso l’università di Innsbruk e poi aVienna, dove
conseguì la laurea in utroque iure e si mantenne insegnando privatamente diritto e lingua italiana.
Nominato consigliere e istruttore dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria, Martini fu precettore in
particolare del granduca di Toscana Pietro Leopoldo, futuro imperatore Leopoldo II di AsburgoLorena. Ricoprì la carica di Presidente del Tribunale supremo di giustizia dell’impero, migliorò
l’ordinamento giudiziario della Lombardia, riformò il codice penale austriaco e presentò un
progetto di codice civile che venne applicato in Galizia occidentale.
Lievi fioriture e tracce di ossidazione da inchiostro, nel complesso buon esemplare.
Rara edizione: solo una copia presente nelle biblioteche pubbliche italiane (ICCU, IT\ICCU\
LO1E\032566).
De Valenti, Ferdinando. Opera Omnia Selectiora.Tomus Primus De Contractibus.
[insieme a:]
Opera Omnia Selectiora.Tomus Secundus, Pars Altera Vota pro Veritate De Ultimis Voluntatibus.
[insieme a:]
Opera Omnia Selectiora,Tomus Tertius, Vota pro Veritate Ad Rem Ecclesiasticam Pertinentia
[legato con:]
Opera Omnia Selectiora. Disceptationes. Ad Rem Ecclesiasticam Pertinentes. Romae, Sumptibus Venatii
Monaldini Bibliopolae in via Cursus. Ex Typographia Joannis Baptistae Bernabò, & Josephi
Lazzarini, 1744-6.
€ 900
4 parti su cinque in 3 volumi in-folio (352x323 mm), legatura in pergamena rigida coeva con
rinforzo più recente al dorso del secondo tomo, dorso a cinque nervi con titoli manoscritti
originariamente al secondo e terzo scomparto, tagli del primo volume spruzzati in inchiostro
rosso e bruno, pp. XX, [2, la prima bianca, la seconda riporta il ritratto del De Valenti finemente
inciso in rame dal Pomarede], 516 [l’ultima bianca] al primo tomo, pp. XII, 542 al secondo tomo,
pp. XII, 256 [l’ultima bianca], IV, 228 [l’ultima bianca] al terzo tomo. Frontespizi stampati in rosso
e nero, con marca tipografica raffigurante Pegaso in cornice architettonica e motto Perennitas
Laudis. Iniziali, testatine e finalini xilografici. Testo su due colonne in caratteri romani e corsivi.
Opera omnia di Ferdinando de Valenti, che costituisce una compilazione estensiva sulla
materia del codice civile. L’opera riguarda in particolare le norme di cui potessero usufruire gli
uomini di chiesa; pertanto, si trovano passaggi relativi ai contratti e alle disposizioni testamentarie,
nonché delle leggi riguardanti il diritto canonico ed ecclesiastico con la relativa giurisprudenza.
Ferdinando Valenti (XVII-XVIII secolo), originario di Gragnano Trebbiense (Piacenza) fu
avvocato al servizio della Chiesa Cattolica durante il pontificato di Benedetto XIV, al secolo
Prospero Lambertini.
Manca il volume contenente la prima parte della materia testamentaria (idealmente il volume
2.1); tracce di tarli ai dorsi del primo e terzo volume, nel complesso ottimo esemplare, impresso
su carta forte.
ICCU, IT\ICCU\SBLE\015540.
Del Castillo Sotomayor, Juan. De Tertiis Debitis, Catholicis, et Invictissimis Regibus Hispaniae, ex
fructibus, et rebus omnibus, quae Decimantur; utilis admodù, & practicis, assiduisque negotijs, frequentissimè
occurrentibus, non modo necessarius, sed velut praecissus tractatus: Quo eorum omnium, quae ad institutum
pertinent, & per manus circunferentur quotidiè, notabilis, nova etiam, & dillucida resolutio, atquè explanatio
traditur. [...]. Matriti Ex Tipographia Regni, A costa de Alonso Perez librero del Rey N. Señor,
1634.
€ 800
In-folio (288x199 mm), legatura in piena pergamena rigida, titoli e glifo vergati a mano in
inchiostro bruno al dorso, tagli colorati in inchiostro blu, cc. [6], 16, 360, [30]. Stemma xilografico
della Monarchia spagnola sotto la Casa d’Asbrugo al frontespizio, testatine e capilettera xilografici,
testo su due colonne in caratteri romani e corsivi.
Settimo e ultimo volume delle Quotidianarum Controversiarum, opera in cui il De Castillo
Sotomayor tratta le più ricorrenti azioni giudiziarie nella prassi del foro e le derive dottrinali
che ne conseguono. L’opera si propone come manuale d’uso e di approfondimento teorico del
codice civile, nello specifico delle leggi riguardanti l’usufrutto e l’interpretazione delle ultime
volontà.Viene anche aggiunta una moltitudine di casi pratici, che sono approfonditi anche nel
presente volume, diviso in 41 capites.
Juan del Castillo Sotomayor (1563-1640) fu un famosissimo giureconsulto e professore
emerito di diritto canonico all’Università Complutense di Madrid.
Uniformi bruniture e alcune fioriture, nel complesso esemplare discreto.
Provenienza: I. Firme di possesso vergate a mano in inchiostro bruno al frontespizio: la prima
è stata cancellata, della seconda si evince D. Paulj Magalotti n° 470, mentre l’ultima, in calce alla
pagina, recita Ex-libris Andreas Lupardi Rom. II. Alcune rare sottolineature.
Presente solo in quattro biblioteche pubbliche italiane (ICCU, IT\ICCU\MILE\ 004343).
Del Castillo Sotomayor, Juan. Tractatus Controversiarum Iuris Quotidianarum de usufructu in
quo singulariter tam theoricè, quàm Practice universa eiusdem Materia, Quaestiones, & Dubia traduntur,
enucleantur, & resolvuntur [...].
[legato con:]
Tractatuum Controversiarum Iuris Quotidianarum Pars secunda: In qua diversae, utilissimae tamen, &
in praxi frequentissimae quaestiones continentur, & ita ventilantur, ut nihil propemodum desiderari queat.
Venetiis, Apud Turrinum, 1645-46.
€ 400
In-folio (322x228 mm), legatura in piena pergamena rigida coeva, dorso a quattro nervi con
titoli vergati a mano in inchiostro bruno al secondo scomparto e al taglio inferiore, pp. [12], 348,
[32], [4], 248, [36]. Frontespizi stampati in rosso e nero, grande marca tipografica raffigurante
una torre e il motto Deus fortitudo et turis mea, alcuni capilettera e fregi xilografici, testo su due
colonne in caratteri romani e corsivi.
Non comune edizione veneziana di questa raccolta di controversie forensi del giurista
toledano, che analizza in modo sistematico ed estensivo la legislazione relativa ai casi di usufrutto,
comprensiva di ben 81 argumenta. Nel secondo volume, invece, l’autore compila l’esegesi di casi
che toccano diverse tematiche in relazione alla frequenza con cui esse vengono riscontrate nella
prassi quotidiana.
Juan del Castillo Sotomayor (1563-1640), fu un famosissimo giureconsulto e professore
emerito di diritto canonico all’Università Complutense di Madrid.
Lacune al dorso, rare bruniture alle carte, gora d’acqua al margine inferiore, nel complesso
esemplare molto buono.
Provenienza: Firma di appartenenza Francisci Antonii Bonfinij Brittinovense (?) al frontespizio.
Manca a Fontana che cita (pars I, col. 204-205) altre edizioni. Sapori, I, 577. ICCU, IT\ICCU\
MILE\005443.
Delrio, M. Antonio. Ex miscellaneorum scriptoribvs digestorvm sive pandectarvm Iuris Civilis
Interpretatio […] His accesserunt Indices duo: Prior Authorum atque Scriptorum Miscellaneorum, ex
quorum libris has notas excerpsimus: Posterior Titulorum Pandectarum in hoc libro explicatorum.
[legato con:]
Ex miscellaneorum scriptoribvs Codicis, Novellarum, Feudorum, necnon etiam Institutionum Iuris Civilis
Interpretatio. His accesserunt Indices duo: Prior Authorum atque Scriptorum Miscellaneorum, ex quorum
libris has notas excerpsimus: Posterior Titulorum Codicis, Novellarum, Constitutionum Imperialium,
Feudorum, & Institutionum Iuris Civilis passim hoc in libro explicatorum. Lugduni, Apud Franciscum
Fabrum, 1590.
€ 500
In-4° (241x162 mm), elegante legatura in piena pergamena, cornice a doppio filetto impresso
a secco ai piatti, titolo manoscritto in inchiostro bruno al dorso, cerniere a vista, fermagli in
tessuto perfettamente conservati, dentelle all’olandese, tagli colorati in inchiostro blu, pp. [16],
colonne 972, [1 pagina bianca], pp. [30], colonne 819, pp. [2, bianche]. Frontespizi in rosso e
nero, fregi e iniziali xilografici alle prime carte. Testo su due colonne.
Raccolta di commenti alle Pandette giustinianee e ad alcuni istituti del diritto civile.
Le Pandette sono compilazioni complessive di diritto romano redatte dagli antichi giureconsulti,
riunite per ordine di Giustiniano nella seconda parte del suo Corpus Iuris Civilis. Dopo averle
epurate di contraddizioni e adeguate alle norme vigenti, esse acquisirono di fatto valore di legge.
Nel secondo volume, invece, vengono analizzati altri passaggi chiave e istituti dell’opera, a cui si
aggiungono commenti e rimandi ad altre compilazioni giuridiche.
Martin Antonio Del Rio (1551-1608) fu un teologo gesuita di origini spagnole, uno dei
punti di riferimento per il diritto inquisitoriale ecclesiastico. Raggiunse la fama con il trattato
Disquisitionum magicarum libri sex che fu per certo la più famosa opera sull’occulto dopo il Malleus
maleficarum. Docente in vari centri universitari, conoscitore di ben nove lingue, fu considerato
anche in Italia un’autorità indiscussa su argomenti di giurisprudenza in casi di magia.
Macchia al taglio superiore, ma salvo ciò esemplare molto buono.
Provenienza: Firma di possesso al frontespizio, Phs Sengnagelli di dubbia interpretazione.
ICCU, IT\ICCU\PUVE\014761 e IT\ICCU\PUVE\014762.
Dernburg, Heinrich. Das bürgerliche Recht des Deutchen Reichs und Preußens.
[unito con:]
Urheber-, Patent-, Zeichenrecht; Versicherungsrecht und Rechtsverfolgung begonnen von Dr. Heinrich
Dernburg; herausgegeben und zu Ende gefuhrt von Dr. Josef Kohler. Halle a. S., Verlag der Buchhandlung
des Waisenhauses, 1902-1910.
€ 700
7 volumi (il secondo tomo è diviso in due volumi) in-4° (223x142 mm), legatura in mezza
pelle con angoli su percallino scuro, nome dell’autore, titolo dell’opera e sottili fregi decorativi
impressi in oro al dorso, fogli di guardia colorati di ocra, pp. XII [la prima e l’ultima bianche],
552 al primo volume, pp. XII [la prima e l’ultima bianche], 386 [l’ultima bianca] al volume 2.1,
pp. XII [la prima e l’ultima bianche], 720 al volume 2.2, pp. XVI [la prima bianca], 824 al terzo
volume,VIII [la prima e l’ultima bianche], 504 al quarto volume, pp. XIV [la prima bianca], [2],
590, [2] al quinto volume, pp. XVIII [la prima bianca, la seconda reca la fotografia con ritratto e
firma dell’autore], 626 [l’ultima bianca], [2] al sesto volume.
Esaustivo compendio di diritto tedesco e prussiano.
Heinrich Dernburg (1829-1907) aveva origini ebraiche, ma l’intera famiglia si convertì al
cattolicesimo nel 1841. Laureato a Berlino nel 1851, insegnò all’università di Heidelberg, poi
a Zurigo e infine a Halle. Oltre che docente, fu un giurista e politico tedesco, nonché uno dei
più rinomati esperti del diritto civile Prussiano. Le sue opere tentarono di trovare un equilibrio
tra gli interessi capitalistici e i progetti sociali utopici; nello specifico, l’opera in questione è una
panoramica del diritto vigente in tutte le città del secondo Reich tedesco, ma, diversamente da
altri studiosi di Pandette del tempo, Dernburg non venne mai accusato di sostenere una forma
di positivismo legale.
Minori abrasioni alle cuffie inferiori, nel complesso ottimo esemplare.
ICCU, IT\ICCU\FER\0060922.
Dernburg, Heinrich. Pandette, […] Prima traduzione dal tedesco sulla 6a edizione di Francesco
Bernardino Cicala. Torino, Fratelli Bocca Editori Librai di S. M. il Re d’Italia […], 1903-07.
€ 450
4 volumi in-4° (232x152 mm), legatura in mezza pelle su carta marmorizzata, dorso impreziosito
da filetti dorati, nome dell’autore, titolo dell’opera e numero di tomo impressi in oro al dorso,
fogli di guardia in carta ocra, pp. XVIII, [2, l’ultima bianca], 536, [2, bianche] al primo volume
(parte prima), pp. XI, [1, bianca], 521, [3, la prima e l’ultima bianche] al primo volume (parte
seconda), pp. XIV, [2, l’ultima bianca], 649, [7, le ultime 3 bianche] al secondo volume, pp. XII,
778, [2, bianche] al terzo volume.
Prima traduzione dal tedesco del commento alle Pandette di Heinrich Dernburg,realizzata
da Francesco Bernardino Cicala, filosofo italiano del diritto. Le Pandette rappresentarono un
capitolo fondamentale nella storia del diritto romano: fu l’imperatore Giustinano a commissionare
a Treboniano quest’opera che voleva essere una semplificazione e un alleggerimento dell’immenso
corpus delle leggi romane, che si erano stratificate fino a raggiungere proporzioni smisurate.Anche
Dante, nella Divina Commedia, sottolinea l’importanza del lavoro di Treboniano, che “trasse
dalle leggi il troppo e il vano”. Le Pandette ebbero innumerevoli e importanti commentatori
nel corso dei secoli: Accursio, Bartolo da Sassoferrato, Baldo degli Ubaldi,Voet,Weisenbeck, fino
al Pothier e al Glück.
Heinrich Dernburg (1829-1907) di origine ebraica, ma convertitosi al cattolicesimo, si laureò
a Berlino nel 1851 e insegnò nelle università di Heidelberg, Zurigo e Halle. Oltre che docente,
fu un giurista e politico tedesco, nonché uno dei più rinomati esperti del diritto civile Prussiano
e del diritto romano giustinianeo. Le sue opere tentarono di trovare un equilibrio tra gli interessi
capitalistici e i progetti sociali utopici.
Buon esemplare con lievi tracce d’uso.
Provenieneza: Al contropiatto anteriore del primo volume, ex libris cartaceo di Giuliano
Bonfanti, noto libraio antiquario specializzato in letteratura giuridica.
ICCU, IT\ICCU\MIL\0134568.
Devoti, Giovanni. Joannis Devoti [...] episcopi olim Ananiensis nunc archiepiscopi Chartaginensis
Institutionum canonicarum libri IV.Tomus primus [-quartus]. Romae, excudebat De Romanis, 1818.
€ 280
4 volumi in-12° grande (178x102 mm), mezza pergamena con angoli su carta colorata a mano,
due tasselli al dorso con titoli e numero di tomo dorati, fregi e decorazioni impresse in oro ai
tesselli e tra gli stessi, tagli spruzzati in inchiostro blu, pp. VIII, 431, [5, le ultime 4 bianche] al
primo volume, pp. 472 al secondo volume, pp. 256 al terzo volume e pp. 305, [7, bianche] al
quarto volume.
Chiara e sistematica esposizione di tutto il diritto canonico, frutto dell’assiduo lavoro
intellettuale di Giovanni Devoti, arcivescovo di Cartagine. Dato il carattere conciso dell’opera
e il suo vasto apparato di note storiche, l’opera conobbe una notevole rilevanza tanto che nel
1817 il re di Spagna la rese testo obbligatorio per gli studenti dell’università di Alcalá e nel 1836
fu acquisita dall’università di Lovanio come manuale imprescindibile per lo studio del diritto
canonico.
Giovanni Devoti (1744-1820), fu un precoce studioso romano, che occupò la cattedra di
diritto canonico all’università romana della Sapienza già all’età di vent’anni. Pio VI lo nominò
prima vescovo di Anagni e poi arcivescovo di Cartagine, ruolo che gli consentì incarichi di
rilevanza internazionale e in qualità del quale accompagnò Pio VII nel suo esilio francese. Oltre
alle Institutiones, compose numerosi trattati di argomento giuridico, tra i quali si trovano il De
notissimis in jure legibus libri duo (1766) e lo Juris canonici universi publici et privati libri quinque (180315) di cui apparvero solamente i primi tre libri.
Gora d’acqua al margine esterno del quarto volume, legatura leggermente usurata ma nel
complesso buon esemplare.
Provenienza: I. Al verso del primo foglio di guardia dei primi tre volumi nota di possesso
manoscritta in inchiostro bruno Joannis Bapt.ae Castelli Montorii Cooper. II. Breve lettera manoscritta
su un foglio rigato inserita tra le carte. La missiva è indirizzata al reverendo Giuglio Boccali da
parte di Antonio Azzalini (?) per richiedere la celebrazione della Santa Messa.
ICCU, IT\ICCU\RMLE\022275.
Doneau, Hugues. Opera Omnia Tomus Nonus. Et Commentariorum in codicem Iustiniani Volumen
Tertium. Accedunt Castigationes Teologicae. Lucae, Typis Joannis Riccomini, 1766.
€ 150
In-folio (374x253 mm), legatura in piena pergamena rigida, tasselli colorati impressi con titoli
in oro al dorso, segnalibro in stoffa, pp. [4, quelle al verso bianche], VI, colonne 1560. Finalini
xilografici, testo su due colonne in caratteri romani e corsivi.
Nono volume dell’Opera Omnia di Hugues Doneau, che comprende commenti al Corpus Iuris
Civilis giustinaneo e trattati sulle tematiche fondamentali del diritto commerciale e testamentario.
Tra gli argomenti trattati gli scritti contenenti le ultime volontà, gli eredi, l’interdizione, i legati,
il pignoramento e l’ipoteca.
Hugues Doneau (1527-1591, nome latinizzato Hugonis Donellus e italianizzato Ugo Donello)
fu un giurista francese della Scuola Culta. Fu seguace di Andrea Alciati in quanto cercò di applicare
i metodi umanisti al campo del diritto, ma si distinse in particolare dai suoi connazionali per la
rielaborazione dell’ordine imposto dal Digesto secondo un modello più logico e razionale.
La Scuola Culta è un movimento dottrinale di giuristi che operarono verso la fine del Medioevo
per il rinnovamento del diritto allora vigente al fine di comporre una nuova giurisprudenza
filologicamente coerente con le sue radici storiche giustinianee.
Omogenee bruniture alle carte, nel complesso buon esemplare.
ICCU, IT\ICCU\RLZE\025708.
Dunozeti, Amato. Mellifluae Decisiones Bo: Mem: R.mi P.D. Amati Dunozeti Sacrae Rotae Romanae
Decani celeberrimi. Ex originalibus depromptae, suis necessarijs fulcitae, triplicique Indice Argumentorum,
Decisionum, & materiarum instructae. Pars Secunda [...]. Romae, Ex Typographia Reverendae
Camerae Apostolicae, 1668.
€ 180
Un volume su due in-folio (334x218 mm), legatura in piena pergamena con titolo e fregio
manoscritti al dorso, pp. [20], 499, [1, bianca], [252, le ultime due bianche]. Stemma xilografico
del cardinal Pietro Ottoboni, cui è dedicata l’opera, al frontespizio impresso in rosso e nero.
Alcune iniziali e fregi xilografici, testo su due colonne.
Prima edizione, contemporanea a quella veneziana dello stesso anno, del secondo volume delle
Decisiones del Dunozeti, decano della Sacra Rota Romana. L’opera si configura come repertorio
di sentenze che, in virtù del diritto consuetudinario, acquisisce valore normativo. Ogni caso
viene illustrato nell’argumentum, il summarium chiarisce per punti lo svolgimento della causa
mentre la decisio spiega, con dovizia di riferimenti a fonti del diritto, il parere dei magistrati e la
conclusione del procedimento.
Normali arrossature; buon esemplare.
Provenienza: Al frontespizio, nota vergata in inchiostro bruno al margine superiore Dom. Prof.
Rom. S.I. Bibl. Comm.
Fontana, pars I, col. 300. Manca a Sapori, che non registra nessuna opera del Dunozeti. ICCU,
IT\ICCU\NAPE\012700.
Engel, Ludwig. Collegium universi juris canonici antehac juxta triplex juris obiectum partitum. Nunc
vero servato ordine Decretalium accuratius translatum, & indice copioso locupletatum [unito a:] Tractatus
de privilegiis et juribus monasteriorum […] Venetiis, apud Jo. Jacobum Hertz, 1693.
€ 300
In-folio (340x230 mm), mezza pelle con angoli su carta colorata, tassello rosso con titoli dorati al
dorso, fogli in barbe, pp. [36], 612. Frontespizio in rosso e nero, alcune iniziali e fregi xilografici.
Edizione veneziana del Collegium universi juris canonici, composto e stampato a Salisburgo tra
il 1671 e il 1674. L’opera ebbe un successo talmente vasto che vide 15 edizioni entro il 1720,
quando Mainardus Schwartz ne pubblicò un’epitome.
Si tratta di un compendio di diritto canonico ordinato secondo il metodo di Pirhing, ovvero
seguendo l’ordine delle decretali piuttosto che la divisione in istituzioni. Per la chiarezza
dell’esposizione, fu molto apprezzato dai contemporanei che, con un gioco di parole legato al
nome dell’autore, lo chiamavano Collegium angelicum.
Ludwig Engel (m. 1694) fu un monaco benedettino austriaco, docente di diritto canonico
all’università di Salisburgo. Oltre alla presente opera, fu l’autore di un Manuale parochorum (1661),
e del Forum competens (1663).
Tracce di foxing e ossidazione, legatura leggermente consunta, ma nel complesso esemplare
molto buono, in barbe.
ICCU, IT\ICCU\RMGE\000943.
Engel, Ludwig. Collegium universi juris canonici antehac juxta triplex juris objectum partitum [...] cui
praeter tractatum de privilegiis monasteriorum, novissime accessit aureus liber, qui Manuale parochorum
inscribitur […] Beneventi; prostat Venetiis, In Typographia Balleoniana, 1760.
€ 350
In-folio (390x235 mm), legatura settecentesca in piena pergamena rigida, tassello in pelle
bordeaux al dorso con titoli e fregi dorati, tagli spruzzati in inchiostro rosso e blu disposto a
fasce alternate, pp. [8], 478, 120, 83, [1].
Riproposizione veneziana del fortunatissimo Collegium universi juris canonici, composto e stampato
per la prima volta a Salisburgo tra il 1671 e il 1674. Per la prima volta in quest’edizione si
allegano all’opera le Annotationes ad uniuersum jus canonicum p. Ludouici Engel compilatae di Caspar
Barthel (1697-1771), giurista tedesco che studiò in Italia presso Prospero Lambertini (poi papa
Benedetto XIV) e che intervenne a più riprese in merito al rapporto tra Chiesa e istituzioni civili
specialmente in Germania. Il Collegium universi juris canonici è un compendio di diritto canonico
ordinato secondo il metodo di Pirhing, ovvero seguendo l’ordine delle decretali piuttosto che la
divisione in istituzioni, che fu molto apprezzato per la sua chiarezza espositiva. In quest’edizione
è unito ad altri due trattati dello stesso autore, relativi alla gestione parrocchiale e al diritto e ai
privilegi legati ai monasteri.
Ludwig Engel (m. 1694) fu un monaco benedettino austriaco, docente di diritto canonico
all’università di Salisburgo.
Tarlato e macchiato all’angolo superiore esterno; esemplare da studio.
ICCU, IT\ICCU\RMSE\081584.
Ferraris, Lucio. Prompta bibliotheca canonica, juridica, moralis, theologica, nec non ascetica, polemica,
rubricistica, historica […] ex Utroque Jure, Pontificiis Constitutionibus, Conciliis, Sacrarum Congregationum
Decretis, Sacrae Romanae Rotae Decisionibus, ac Probatissimis et Selectissimis Auctoribus […]. Venetiis,
Apud Gasparem Storti, 1782.
€ 500
10 volumi legati in 5 tomi in-8° (235x188 mm), mezza pelle su carta colorata a mano, titoli e
fregi dorati al dorso, tagli in origine spruzzati in inchiostro blu. Testo su due colonne.
Raccolta di dottrina canonica e teologia morale, di giurisprudenza e di atti delle congregazioni
romane stampata per la prima volta nel 1746. Le nozioni, disposte in ordine alfabetico sotto
le voci pertinenti per materia, formano un vero e proprio dizionario di facile consultazione.
La chiarezza e l’ampiezza delle fonti, che comprendono i trattati di oltre 700 autori, rendono
l’opera un pilastro nel suo genere, tanto che venne consultata e citata dagli studiosi in modo
costante quasi fino alla codificazione effettuata dopo il Concilio Vaticano I del 1917.
Lucio Ferraris (1687-1763) appartenne all’Ordine dei Frati Minori osservanti. Oltre ad
occuparsi dell’educazione dei novizi ricevette numerosi incarichi ecclesiastici e compose trattati
sul diritto per tutta la sua vita. L’opera che gli diede prestigio fu appunto la Prompta bibliotheca,
alla quale lavorò tutta la vita in una continua opera di revisione e adattamento alle più recenti
disposizioni papali e curiali.
Legatura leggermente usurata ai margini, alcune gore occasionali e tracce d’ossidazione; nel
complesso buon esemplare.
ICCU, IT\ICCU\RCAE\000657.
Ferraris, Lucio. Prompta bibliotheca canonica, juridica, moralis, theologica, nec non ascetica, polemica,
rubricistica, historica […] Venetiis, apud Gasperem Storti, 1782.
€ 700
10 volumi in-4° (226x182 mm), mezza pergamena su carta colorata, tassello in pelle arancione
al dorso con titoli dorati, tagli spruzzati a fasce rosse e blu, pp. ca. 500 ad ogni volume.
Raccolta di dottrina canonica e teologia morale, di giurisprudenza e di atti delle congregazioni
romane stampata per la prima volta nel 1746. Le nozioni, disposte in ordine alfabetico sotto
le voci pertinenti per materia, formano un vero e proprio dizionario di facile consultazione.
La chiarezza e l’ampiezza delle fonti, che comprendono i trattati di oltre 700 autori, rendono
l’opera un pilastro nel suo genere, tanto che venne consultata e citata dagli studiosi in modo
costante quasi fino alla codificazione effettuata dopo il Concilio Vaticano I del 1917.
Lucio Ferraris (1687-1763) appartenne all’Ordine dei Frati Minori osservanti. Oltre ad
occuparsi dell’educazione dei novizi ricevette numerosi incarichi ecclesiastici e compose trattati
sul diritto per tutta la sua vita. L’opera che gli diede prestigio fu appunto la Prompta bibliotheca,
alla quale lavorò tutta la vita in una continua opera di revisione e adattamento alle più recenti
disposizioni papali e curiali.
Legature leggermente consunte nella zona del dorso, minori tracce d’ossidazione, nel complesso
esemplare pulito, molto buono.
ICCU, IT\ICCU\RCAE\000657.
Foligni, Francesco. Tractatus de iure Emphyteutico, in quo quaestiones omnes, quae ad materiam
spectant, Titulis apte distinctis, adamussim discutiuntur & enucleantur. Genevae, Apud Leonardum
Chouët, 1665.
€ 350
In-folio (340x203 mm), legatura coeva in pergamena rigida, dorso a cinque nervi con titoli
vergati a mano in inchiostro bruno, pp. [10], 400 [l’ultima bianca], [52]. Frontespizio stampato in
rosso e nero con marca allegorica, testatine e iniziali xilografiche, testo su due colonne.
Edizione definitiva della principale e più fortunata
ristampe si succedettero fino all’Ottocento inoltrato.
opera di
Francesco Foligni, le cui
L’opera tratta di tutti gli aspetti che possono riguardare il contratto enfiteutico, ovvero la scrittura
che sancisce la concessione del dominio utile di un fondo per un lungo periodo in cambio di
denaro o prodotti ricavati dallo sfruttamento della terra. Seguendo lo schema più tradizionale,
lo svolgimento è strutturato in quaestiones cui viene data puntuale risposta. L’indice alfabetico
dei riferimenti posto alla fine del testo ne facilita l’uso pratico.
Francesco Foligni (m. 1647) fu patrizio di Foligno, protonotario apostolico e vicario generale
della cattedrale di Foligno.
Piccola macchia di inchiostro al taglio laterale, gora d’acqua all’angolo inferiore esterno,
ossidazione da inchiostro e qualche fioritura; nel complesso esemplare discreto.
Provenienza: Firme di possesso: I. Al recto del primo foglio di guardia, Dominici de Vecellijs. II. Al
frontespizio, Dominici de Vecellijs, I. C. e Nunc Jo.Vincentii Leoni de Ravaris I. C.
ICCU, IT\ICCU\RMGE\000092.
Fontanella, Juan Pedro. Decisiones Sacri Regii Senatus Cathaloniae,Tomus Secundus, Sacro Principatus
Cathaloniae Senatui dicatus. Opus magistratibus, advocatis, caeterisque in utroque Foro versantibus non
solùm utile, sed & necessarium. Cum Summariis & Indicibus Argumentorum, Materiarum, vel Rerum
Notabilium locupletissimis. Editio novissima caeteris correctior. Genevae, Sumptibus Leonardi Chouët,
& Socij, 1690.
€ 750
In-folio (355x215 mm), legatura in piena pergamena rigida, dorso a cinque nervi con titoli
manoscritti al secondo scomparto, cc. [10], pp. [621], [1], cc. [41, l’ultima pagina bianca]. Marca
xilografica con la salamandra coronata, circondata dalla fiamme al frontespizio, iniziali e fregi
xilografici alle prime carte, testo su due colonne.
Il secondo tomo della celebre raccolta di Decisiones del Senato catalano raccolte da
Juan Pedro Fontanella, giureconsulto spagnolo del XVI e XVII secolo. Il presente volume
raccoglie le sentenze dalla numero 301 alla numero 600, ognuna delle quali organizzata per
argumentum, cioè l’esposizione della fattispecie, summaria, ossia l’elenco dei fatti per punti, ed
infine la decisio vera e propria, con lo scioglimento del caso e la giurisprudenza a sostegno della
decisione dei magistrati.
Juan Pedro Fontanella (Gerona, 1576-Barcellona 1680) fu un giureconsulto catalano che visse
oltre cent’anni. Oltre alla presente opera, compilò un celebre trattato sul diritto matrimoniale, il
De Pactis Nuptialibus (1612).
Abrasione alla parte bassa del piatto anteriore, fioriture e ossidazioni sparse alle carte; in generale
buon esemplare.
Una sola copia nelle biblioteche pubbliche italiane, presso la Biblioteca Labronica-Guerrazzi
di Livorno (ICCU, IT\ICCU\LIAE\025449).
Fontanella, Juan Pedro. De Pactis Nuptialibus sive Capitulis Matrimonialibus Tractatus: multis
regiae audientiae principatus Cathaloniae, & aliorum gravissimorum Senatuum, particulari diligentia ad
propositum exquisitis decisionibus ornatus [...] per Iohannem Petrum Fontanella I.C. ex Oppido Oloti,
Cathalanum [...].Tomus Posterior […]. Geneva, Sumptibus Samuelis Chouët, 1659.
€ 230
In-folio (365x235 mm), legatura in cartonato editoriale con titoli manoscritti in inchiostro
bruno al dorso e cerniere a vista, cc. [6], pp. 650, cc. [53, l’ultima bianca]. Bella marca tipografica
al frontespizio, capilettera e testatine e finalini xilografici, testo su due colonne.
Il
secondo tomo del fondamentale trattato sul diritto matrimoniale compilato dal
giurista catalano Juan
Pedro Fontanella. L’opera, stampata per la prima volta nel 1612, si
presenta in questo caso nell’edizione ginevrina stampata da Samuel Chouët, all’insegna della
salamandra coronata circondata dalle fiamme.
La legislazione matrimoniale, base del diritto di famiglia, era tanto più fondamentale al tempo
del Fontanella, quanto si pensa che con i matrimoni combinati per questioni d’interesse politico
ed economico venivano cambiati gli assetti di territori limitati o di intere nazioni.
Juan Pedro Fontanella (Gerona, 1576-Barcellona 1680) fu un giureconsulto catalano che
visse oltre cent’anni. Oltre alla presente opera, compilò una celebre raccolta di decisiones del
Senato della Catalogna.
Esemplare leggermente brunito, ma in barbe e con la legatura originale.
Provenienza: Nota di possesso di non chiara decifrazione vergata in inchiostro bruno al
frontespizio ai lati della marca Ex Libris Noctoris (?) Cesaris Malfattis.
Fontana, pars I, col. 355. Manca a Sapori, che cita altre cinque edizioni.
ICCU, IT\ICCU\CFIE\003331.
Fontanella, Juan Pedro. De Pactis Nuptialibus, sive Capitulis Matrimonialibus Tractatus [...] per
Iohannem Petrum Fontanella I.C. ex oppido Oloti, Cathalanum [...]. In quo clausulae omnes, quae
instrumentis capitulorum matrimonialium apponi solent, aliquali studio discutiuntur, & omnes ferè materiae
circa easdem, imò & ferè circa omnes iuris difficiles quaestiones, […] Tomus Prior.Venetiis, Apud Bertanos,
1645.
[insieme a:]
Fontanella, Juan Pedro. De Pactis Nuptialibus sive Capitulis Matrimonialibus Tractatus [...]. Tomus
Posterior. Genevae, Sumptibus Samuelis Chouët, 1659.
€ 700
2 volumi in-folio (342x210 mm), pergamena coeva rigida, dorso a cinque nervi con titolo
manoscritto al secondo scomparto, cc. [10], pp. 604, cc. [45, manca l’ultima, bianca] al primo
volume, cc. [6], pp. 650, cc. [53, manca l’ultima, bianca] al secondo volume. Frontespizio in rosso
e nero al primo volume, iniziali e fregi xilografici alle carte preliminari, testo su due colonne.
Fondamentale trattato sul diritto che regolamentava i matrimoni compilato dal giurista
catalano Juan Pedro Fontanella. L’opera, stampata per la prima volta nel 1612, si presenta
in questo caso in due volumi appartenenti a edizioni diverse, veneziana e ginevrina, entrambe
piuttosto rare.
La legislazione matrimoniale, base del diritto di famiglia, era tanto più fondamentale al tempo
del Fontanella, quanto si pensa che con i matrimoni combinati per questioni d’interesse politico
ed economico venivano cambiati gli assetti di territori limitati o di intere nazioni.
Juan Pedro Fontanella (Gerona, 1576-Barcellona 1680) fu un giureconsulto catalano che
visse oltre cent’anni. Oltre alla presente opera, compilò una celebre raccolta di decisiones del
Senato della Catalogna.
Uniformi arrossature, alcune gore e minori tracce d’uso, ma nel complesso buon esemplare.
Fontana, pars I, col. 355. Manca a Sapori, che cita altre edizioni.
ICCU, IT\ICCU\RMGE\001763 (primo volume) e IT\ICCU\CFIE\003331 (secondo
volume).
Foramiti, Francesco. Corpo del Diritto Civile in cui si contengono le Instituzioni di Giustiniano, i
Digesti o Pandette, il Codice, le Autentiche, ossiano Novelle Costituzioni, e gli Editti, non che le Novelle
Costituzioni di Leone e di altri imperatori con brevi note indicanti le leggi simili, quelle che a vicenda
s’illustrano, le contrarie e le abrogate, premessa La storia cronologica del diritto civile romano […] Prima
Versione Italiana per istudio e cura di Francesco Foramiti […] Napoli, dalla Tipografia del Galileo,
(1836?) 1844-46.
€ 900
6 volumi in-4° (235x158 mm), legatura in mezza pelle su carta marmorizzata, doppio tassello
al dorso con titoli e decorazioni dorate, tagli spruzzati in inchiostro blu. Testo latino e italiano a
fronte.
Prima edizione in italiano del Corpus Iuris Civilis fatto realizzare dall’imperatore Giustiniano
per sistematizzare le norme del diritto romano. Il Corpus, che funse da punto di riferimento per
il diritto europeo sino al secolo XIX, fu tradotto e adattato in italiano dal Foramiti utilizzando
come base l’edizione in latino pubblicata a Parigi nel 1830.
In realtà, la traduzione non abbraccia l’intero Corpus, ma si limita alle Istituzioni e alle Pandette.
Francesco Foramiti (XVIII-XIX secolo) fu un giureconsulto veneto famoso per la sua
erudizione. Pose il proprio bagaglio culturale al servizio della scienza forense pubblicando
numerose opere tra le quali si ricordano soprattutto l’Enciclopedia Legale ovvero Lessico ragionato di
gius naturale, civile, canonico, mercantile-cambiario-marittimo, feudale, penale, pubblico-interno, e delle genti
(Venezia, 1838-40) e la Bibliografia legale ovvero vita e fatti più importanti dei primari giureconsulti [...]
opera intieramente utile a tutti i gius periti e quelle persone che amano la scienza forense (Venezia, 1843).
Alcune leggere fioriture e abrasioni ai dorsi, lacuna all’angolo inferiore esterno di p. 51 del V
volume, con piccola perdita di testo, minori tracce d’uso, ma nel complesso bell’esemplare.
Provenienza: Al recto del foglio di guardia anteriore, nota in lapis Raimondo Pisapia, Rettifilo per
prezzo sorelle Sovine (?).
Solo due copie nelle biblioteche pubbliche italiane (ICCU, IT\ICCU\RCA\0085742).
Freiesleben, Christoph Heinrich detto Ferromontanus. Corpus juris civilis academicum, in
suas partes distributum, usuique moderno ita accomodatum, ut nunc studiosorum quivis, etiam tyro, uno
quasi intuitu, omnes leges digestorum & codicis, omnesque titulos institutionum invenire possit. Auctore
Christoph. Henr. Freiesleben, alias Ferromontano […] Lugduni, expensis Gasparis Girardi Veneti,
1758-1760.
€ 500
2 volumi in-4° (245x182 mm), mezza pergamena su carta colorata a mano, tassello in pelle
arancione al dorso con titoli e fregi dorati, tagli spruzzati in inchiostro azzurro, pp. [8], colonne
3074 [in realtà 2174, perché la numerazione delle colonne salta da 2099 a 3000], [2] al primo
volume, pp. [8], colonne 1712 al secondo. Alcune iniziali e fregi xilografici, testo su due colonne.
Considerato un classico del diritto civile del XVIII secolo, ebbe notevole fortuna grazie alla
disposizione intuitiva del materiale al suo interno, che ne garantiva una consultazione semplice
e veloce.
Christoph Heinrich Freiesleben (1677-1733), il cui nome fu latinizzato in Ferromontanus, fu
un giureconsulto tedesco attivo come consigliere camerale alla corte ducale di Sassonia-Gotha
ad Altenburg.
Legatura leggermente usurata nei pressi del dorso, minori tracce d’uso ma nel complesso buon
esemplare.
ICCU, IT\ICCU\NAPE\015553.
Gabrieli,Antonio. Communes Conclusiones Antonii Gabrielii Romani; Collegii sacrae aulae consistorialis
Advocatorum Decani [...] In septem Libros Distributæ: Ab innumeris quibus scatebant erroribus repurgatæ,
ac meliori pariter forma recenter excusæ. Cum indice rerum notatu dignarum locupletissimo. Indice præterea
alio conclusionum omnium, quæ in ipso volumine continentur accedente. Venetiis, Apud Societatem
Minimam, 1607.
€ 550
In-folio (322x220 mm), legatura in pergamena rigida, dorso a quattro nervi con titolo manoscritto
al secondo scomparto, cc. [24], pp. 779, [1, bianca]. Bella marca tipografica al frontespizio,
raffigurante una colomba con il ramoscello d’ulivo nel becco. Alcune iniziali xilografiche alle
carte preliminari, testo su due colonne.
Rara edizione, sconosciuta al Fontana (che cita un’edizione lionese del 1608) di questa
raccolta di Conclusiones che ai tempi dell’autore fu soprannominata il Calepino della Giurisprudenza:
si tratta di una serie di riflessioni sul diritto in generale, applicato ai diversi ambiti. La trattazione,
suddivisa in libri, sviluppa le aree del diritto probatorio, criminale, testamentario, nonché la
contrattualistica e la generalità del diritto civile.
Antonio Gabrieli (m. 1555) fu un famoso giureconsulto romano che lavorava presso la Curia
Pontificia; fu Avvocato Concistoriale.
Alcune arrossature e gore d’acqua, ma buon esemplare.
Provenienza: Al frontespizio note di possesso cassate, tranne una Fran.ci Ant.ij Lelij; occasionali
annotazioni vergate in inchiostro bruno ai margini del testo.
Manca al Fontana e cfr. pars I, col. 382. Manca a Sapori che cita (I, 1278) un’edizione veneziana
del 1608. 4 copie nelle biblioteche pubbliche italiane: ICCU, IT\ICCU\UM1E\003935.
Gaito, Giandomenico. Tractatus Absolutissimus De Credito ex libris, epistolis, cambiis, apocis, Instrumentis
publicis, Obligationibus penes acta, omnique alia publica inter vivos scriptura, Pignore, & Hipothecis; In
quatuor principaliora Capita distinctus [...] Et novissime multis, et curiosissimis additionibus et singularibus
Decisionibus ditatum, cum particulari Indice ordinatis.Venetiis, Apud Iuntas, 1641.
€ 1.200
In-folio (307x210 mm), pergamena morbida coeva con titolo manoscritto al dorso, tracce di
scrittura vergata da mano antica ai piatti, cc. [6], pp. 511, [1, marca], cc. [54]. Frontespizio in rosso
e nero (leggermente brunito) con la marca tipografica dei Giunti, ripetuta al colophon. Pregevoli
testatine e finalini xilografici.
Seconda edizione aumentata (la prima fu pubblicata nel 1626) di quest’importante trattato
che analizza e approfondisce, attraverso la dottrina giuridica, ogni forma di credito: di notevole
modernità anche perché il Gaito nella sua opera cerca di superare i pregiudizi del tempo circa il
«frutto» prodotto dal denaro, che veniva discrezionalmente considerato usura e sul quale l’autorità
ecclesiastica poneva numerosi vincoli che potevano sfociare nella scomunica.
Giandomenico Gaito (1626-1662) fu un giurista italiano nato a Forino, in Basilicata. Laureato
in utroque jure, esercitò con successo l’avvocatura nei tribunali di Napoli, guadagnandosi la carica
di auditore.
Un antico restauro al margine inferiore del frontespizio e qualche brunitura; salvo ciò, buon
esemplare.
Provenienza: I. Ex-libris manoscritto al frontespizio (di difficile interpretazione perché cassato).
II. Annotazioni di mano contemporanea ai margini.
Sapori, I, 1289. ICCU, IT\ICCU\MILE\005402.
Gambiglioni, Angelo. In quatuor Institutionum Iustiniani Libros Commentaria. Ex vetustissimis
exemplaribus repraesentata, & accurata diligentia & studio ab omnibus erroribus nuper castigata. Adiecto
Indice [...] Accesserunt excellentissimorum I. C. D. Antonij Caij, ac D. Francisci Purpurati, eruditissimae
adnotationes, ac eiusdem Caij subtilissimus Substitutionum Tracta. Venetijs, Apud Iuntas, 1574 (al
colophon:Venetiis, Apud Hieronymum Polum, 1574).
€ 1.500
In-folio (325x220 mm), legatura in piena pergamena rigida seicentesca (un poco stanca, rinforzata
da altra pergamena al dorso), nome dell’autore vergato al dorso in inchiostro bruno, cc. 365, [1],
32. Alla c. 100v una bella incisione xilografica contenente un Arbor Substitutionum.
Rara edizione giuntina dell’importante commento del Gambiglioni alle Istituzioni
Giustinianee. Nel medesimo periodo in cui si era dato avvio alla riorganizzazione del diritto nelle
Pandette, Giustiniano chiese ai giuristi Treboniano, Teofilo e Doroteo di creare un manuale che
riassumesse le voci del diritto romano ad uso degli studenti dell’impero.Tale testo, le Institutiones
appunto, rimase nei secoli un punto di riferimento per la materia di grande chiarezza espositiva,
e fu pertanto utilizzato dagli studiosi come scheletro su cui strutturare i propri commenti.
Angelo Gambiglioni detto l’Aretino (m. 1465 ca.) fu un giurista italiano e magistrato, docente
di diritto sia all’università di Ferrara che, brevemente, presso quella di Bologna. Lascia numerosi
consilia e altri trattati di diritto, quali il celebre De Maleficiis (1472), il Tractatus de criminibus (1476)
e il De testamentibus (1486).
Una leggera gora d’acqua al margine inferiore del volume e minori tracce d’uso, ma nel complesso
esemplare molto buono.
Provenienza: Al frontespizio, firma di possesso vergata in inchiostro bruno ai lati della marca
Tullius Tertius e, sotto il luogo di stampa, altra annotazione manoscritta Ex Lib. D. F(?) Meoni.
Solo un esemplare nelle biblioteche pubbliche italiane, precisamente presso l’Università
degli Studi di Milano (ICCU, IT\ICCU\MILE\005675; CNCE 22422).
Garcia, Nicolás. Nicolai Garcia Hispani, J.U. professoris [...] Tractatus de Beneficiis amplissimus
et doctissimus, declarationibus cardinalium Sacrae Congregationis Concilii Tridentini, Decisionibusque
Sacrae Rotae Romanae [...] Accedunt huic Novae Editioni, S. Rotae Romanae Decisiones Recentissimae
Numquam anteà lucem editae, Materiam De Beneficiis ab Authore pertractatam […] Tomus Secundus.
Coloniae Allobrogum, Sumpt. Perachon & Cramer, 1735.
€ 230
In-folio (350x220 mm), legatura in piena pergamena, dorso a cinque nervi con titolo manoscritto
al secondo scomparto, pp. [8], 400, [104, l’ultima bianca], [12], 216, [20, l’ultima bianca]. Salamandra
incoronata e circondata dalle fiamme in vignetta xilografica al frontespizio, alcune inziali e fregi
incisi in legno alle carte preliminari, testo su due colonne. Solo il tomo secondo (su due).
Non
comune edizione (solo due copie nelle biblioteche pubbliche italiane) del celebre
García sui benefici ecclesiastici. Nel testo vengono elencati i requisiti giuridici
e morali per ottenere un beneficio, le modalità in cui si attua la concessione e per quali motivi
essa possa, o debba, essere ritirata.
trattato del
Al testo, il Garcia ha allegato una raccolta di Decisiones o sentenze relative alla giurisprudenza dei
benefici che, per i delicati equilibri di potere che comportavano, si colloca a metà tra tematiche
proprie del diritto canonico e quelle del diritto cesareo, o civile.
Uniformi bruniture dovute alla qualità della carta, ma buon esemplare.
Nicolás García (1582-1645) fu un giureconsulto spagnolo, docente in utroque iure.
Manca a Sapori, che cita altre edizioni. ICCU, IT\ICCU\RLZE\032181 (solo il secondo
volume).
Giovio, Alessandro. De solemnitatibus in contractibus minorum Signanter ad tenorem Bullæ S. D. N.
P. URBANI VIII.[…]. Parmæ, Typis, ac Sumptibus Josephi ab Oleo Bibliopolae Parmensis sub
signo Pacis, Per Hyppolytum, & Franciscum Mariam Fratres de Rosatis, 1694.
€ 500
In-folio (340x220 mm), legatura in piena pergamena rigida, dorso a cinque nervi con nome
dell’autore e titolo dell’opera vergati in inchiostro bruno al secondo e terzo scomparto, pp. [20],
753, [3], CLXXXVIII. Alcuni capilettera e fregi xilografici alle prime carte e al frontespizio,
testo su due colonne.
Prima
Alessandro Giovio sulle formalità legali nei contratti
secondo il diritto romano. Il testo si colloca a metà strada tra un glossario specifico della
giurisprudenza contrattuale e un riepilogo delle norme che regolamentano la scrittura legale.
Le tematiche toccate sono molteplici: dalla precisione necessaria alla redazione di una scrittura
vincolante, alle tipologie di contratto, quali ad esempio il commerciale, il testamentario, la
scrittura tra privati. Il Giovio si sofferma inoltre sui requisiti necessari a contrarre un vincolo,
quali la maggiore età fissata a vent’anni e la piena consapevolezza.
edizione del trattato di
Alessandro Giovio (m. 1700) fu un giureconsulto di Perugia che, ottenuto il dottorato in legge
nel 1644, dal 1647 ricoprì la cattedra di diritto nella città natia e a Parma. Fu anche consulente
legale della Santa Inquisizione fino alla morte.
Lievissime fioriture e minori tracce d’uso; salvo ciò, ottimo esemplare.
ICCU, IT\ICCU\MODE\020383.
Gonzalez, Hieronymus. Dilucidum ac perutile glossema, seu, Commentatio ad Regulam Octavam
Cancellariae, De reservatione mensium, et Alternativa Episcoporum. […] Romae, Ex Typographia
Iacobi Mascardi, 1611.
€ 550
In-folio (320x222 mm), legatura in piena pergamena, dorso a quattro nervi con titolo manoscritto
in carattere gotico, pp. [18], 680, 83, [1, bianca]. Frontespizio in rosso e nero con stemma
calcografico, iniziali e fregi xilografici alle prime carte, testo su due colonne.
Rara prima edizione del commento di Jerónimo González sull’ottava delle Regulae Cancellariae
Apostolicae. Le regulae cancellariae erano norme emanate dai pontefici per regolare la stesura delle
scritture ufficiali (contratti, bolle o missive) che contenevano la concessione di un privilegio o
di un beneficium, una delega o una dispensa. Erano state sistematizzate sotto papa Nicola V alla
metà del XVI secolo. La norma commentata nell’opera del Gonzáles riguarda la piena facoltà del
pontefice di nominare i beneficiari di prebende e feudi, nonché tutte le disposizioni da rispettare
perché non si contravvenessero i delicati accordi di potere con i governi dei paesi dove i benefici
venivano esercitati.
Jerónimo González (XVI-XVII secolo) fu un avvocato della curia romana originario di Arnedo,
in Spagna. Alla sua morte, avvenuta a Roma poco dopo il 1607, lasciò tra le sue volontà quella
che fosse istituita una borsa di studio per giovani meritevoli appartenenti alla sua famiglia, o alla
sua città che volessero studiare teologia, diritto civile o canonico e medicina nei migliori atenei.
Piccolo foro di tarlo al margine inferiore delle ultime carte, senza perdita di testo; salvo ciò,
ottimo esemplare.
Provenienza: I. Al recto del primo foglio di guardia, nota di possesso manoscritta in inchiostro
bruno Del Sig. Dott. Giac. Ant. Berni Vicario Gen.le di Sarz(an)a. II. Al frontespizio, nota di possesso
del medesimo Berni, a cui fa seguito la nota manoscritta modo Jo. Vincentij de Ravanis IC in
inchiostro bruno, da mano più recente.
ICCU, IT\ICCU\RMGE\000748.
l’esemplare di
Cesare Maria de Vecchi
conte di Val Cismon
uno dei Quadrumviri della Marcia su Roma
Gonzalez, Hyeronimus. Dilucidum ac perutile Glossema seu Commentatio ad Regulam Octavam
Cancellariae. De reservatione mensium et alternativa episcoporum [...]. Romae, Sumptibus Vincentij
Castellani, Ex Typographia Andreæ Phaei, 1624.
€ 500
In-folio, legatura coeva in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso, cc. (7), pp. 680, cc.
(42).
Rara edizione di quest’opera (pubblicata per la prima volta a Roma nel 1611) del giurista
spagnolo Jerónimo González sull’ottava delle Regulae Cancellariae Apostolicae. Le regulae cancellariae
erano norme emanate dai pontefici per regolare la stesura delle scritture ufficiali (contratti,
bolle o missive) che contenevano la concessione di un privilegio o di un beneficium, una delega
o una dispensa. Erano state sistematizzate sotto papa Nicola V alla metà del XVI secolo. La
norma commentata nell’opera del González riguarda la piena facoltà del pontefice di nominare
i beneficiari di prebende e feudi, nonché tutte le disposizioni da rispettare perché non si
contravvenissero i delicati accordi di potere con i governi dei paesi dove i benefici venivano
esercitati.
Jerónimo González (XVI-XVII secolo) fu un avvocato della curia romana originario di Arnedo,
in Spagna. Alla sua morte, avvenuta a Roma poco dopo il 1607, lasciò tra le sue volontà quella
che fosse istituita una borsa di studio per giovani meritevoli appartenenti alla sua famiglia, o alla
sua città che volessero studiare teologia, diritto civile o canonico e medicina nei migliori atenei.
Alcune arrossature, ma buon esemplare.
Provenienza: Ex-libris di Cesare Maria De Vecchi, conte di Val Cismon, inciso da Bramanti al
recto del piatto anteriore. De Vecchi fu uno dei quadrumviri della marcia su Roma assieme a
Balbo, De Bono e Mussolini.
Manca a Fontana, che registra (pars I, col 429) altre edizioni di quest’opera. Manca a Sapori, che
non registra nessuna opera di Hyeronimus Gonzalez.
González Téllez, Manuel. Commentaria perpetua in singulos textus quinque librorum decretalium
Gregorii IX. Tomus primus [-quintus] [...] cum notis uberioribus ab historia, & chorographia, atque
additionibus suis locis restitutis [...] Maceratae; prostant Venetiis, apud haeredes Balleonios, 1766.
€ 1.200
4 tomi in 5 volumi in-folio (401x240 mm), mezza pelle su carta marmorizzata, tassello verde
con titoli e fregi dorati al dorso, tagli in barbe, pp. [16], 667, [1] al primo volume, pp. [8], 567,
[1] al secondo, pp. [8], 615, [1] al terzo, pp. [8], 212, CXII [in realtà, XCII] [8], 407, [1, bianca]
all’ultimo volume. Frontespizio in rosso e nero al primo volume, inziali e fregi xilografici.
Rara edizione stampata a Macerata (2 solo copie nelle biblioteche pubbliche italiane)
del commentario di González Téllez alle decretali di papa Gregorio IX, arricchite da glosse di
natura storica e topografica che ne illustrano le circostanze di emissione. La Nova Compilatio
Decretalium (1234), fortemente voluta da Gregorio IX, riuniva per la prima volta dai tempi del
magister Graziano le cinque raccolte di decretali pontificie promulgate nel corso dei mandati dei
suoi predecessori.
Papa Gregorio IX (ca. 1170-1241, al secolo, Ugolino di Anagni) fu un papa rigoroso e controverso.
Fine conoscitore del diritto, appreso studiando presso l’università di Bologna, intercesse presso
papa Onofrio III per l’approvazione delle regole Francescana e Domenicana. Una volta asceso
al soglio pontificio si inserì attivamente nella diatriba tutta politica che contrapponeva il papato
all’impero di Federico II, con il quale ebbe alterni rapporti che compresero due scomuniche
e l’allestimento congiunto di una crociata. Durante il suo mandato, Gregorio IX istituì i primi
tribunali dell’Inquisizione, creò il Breviario per l’ufficio dei francescani, mise all’indice il Talmud
e portò avanti la canonizzazione di S. Francesco d’Assisi e S. Antonio di Padova.
Manuel González Téllez (m. 1673, circa) fu un canonista spagnolo originario di Salamanca,
città nella quale esercitò anche la sua professione di docente universitario. Fu giudice nei più
importanti distretti della penisola spagnola (Granada e Valladolid) e membro del consiglio di
Castiglia. Oltre ai Commentaria perpetua, pubblicati per la prima volta a Lione nel 1673 e che
gli garantirono celebrità accademica, pubblicò Conciliuni Illiberitanum cum discursibus apologeticis
Ferdinandi de Mendoza olim editum, adiunctis nunc diversorum notis suisque uberioribus (Lione, 1665).
Alcuni restauri datati, tracce d’uso e d’ossidazione (diffuse) alle carte, ma nel complesso buon
esemplare.
ICCU, IT\ICCU\VEAE\006129 (censiti due esemplari appartenenti alla Biblioteca Marciana
di Venezia e alla Biblioteca Capitolare del Duomo di Treviso). Palau y Dulcet,VI, p. 306 (citano
la seconda edizione).
Gravina, Giovanni Vincenzo. Opera seu Originum Iuris Civilis libri tres, […] Recensuit, et
Adnotationibus auxit Gottfridus Mascovius […] Venetiis, Apud Franciscum Pitteri, 1739.
€ 400
Due volumi in-4° (221x165 mm), piena pergamena con dorso a cinque nervi, titoli manoscritti
ai primi scomparti, tagli originariamente spruzzati in inchiostro blu, pp. [48], 303, [16] al primo
volume, pp. [6], da 307 a 710, [12, le ultime due bianche] al secondo. Frontespizio in rosso e nero
al primo volume, alcune iniziali e fregi xilografici.
L’opera
si inserisce all’interno del dibattito del tardo xvii secolo tra giusnaturalismo
e positivismo giuridico:
l’autore parte da una preliminare indagine di carattere filosoficoantropologico ed espone nuove e originali motivazioni a favore del primato della mens sulla
finitezza del corpo, a cui corrisponde in ambito giuridico l’esigenza di accertamento e misurazione
della condotta umana. L’assimilata cogitatio cartesiana diviene oggetto di critico ripensamento, in
quanto un’osservazione rigida della stessa avrebbe implicato una svalutazione dei principi della
filosofia politica classico-umanistica e dei valori etico-culturali portati avanti dalla scientia iuris
dell’epoca.
Giovanni Vincenzo Gravina (1664-1718, nome latinizzato Ioannes Vincentius Gravina), fu
cofondatore, con la regina Cristina di Svezia, dell’Accademia dell’Arcadia di cui portò avanti la
corrente più vicina a Dante ed Omero. Intuì che le norme di un ordinamento devono essere
poche, razionali, e cercò di porre un fine alla smisurata produzione forense. Scrisse anche poesia
e tragedie, che riguardavano la tirannide e il rapporto sapiente-sovrano.
Una piccola macchia alla terza carta del primo volume e a pagina 401 alcune fioriture; nel
complesso buon esemplare.
Provenienza: All’occhietto del primo volume, nota di possesso manoscritta in inchiostro bruno
e parzialmente cassata, della quale si leggono solo i nomi Ignatij e de Calea.
ICCU, IT\ICCU\UMCE\024261.
Grotius, Hugo. Florum sparsio ad Jus Justinianeum cum præfatione D. Geor. Christiani Gebaveri […]
Insuper Hac Prima Neapolitana Editione Notulis Passim Aucta et indicibus tribus. Neapoli, Ex Officina
Vincentii Manfredii, 1777.
€ 300
In-8° grande (200x118 mm), legatura in mezza pergamena su carta colorata, nome dell’autore,
titolo dell’opera e fregi decorativi impressi in oro al dorso, pp. [24], 378, [4, manca l’ultima
carta, bianca]. Esemplare in barbe con alcuni fogli intonsi, frontespizio circondato da cornice
xilografica a doppio filetto, alcune iniziali xilografiche alle carte preliminari.
Selezione dal Corpus Iuris Civilis giustinaneo ad opera del celebre giusnaturalista Ugo
Grozio. L’opera, pubblicata per la prima volta nel 1642, è costituita da una serie di titoli riuniti
per aree tematiche che richiamano argomenti del diritto romano; per ciascuno il giurista olandese
fornisce un commento, un’osservazione o alcune citazioni erudite che ne giustificano l’origine.
Hugo Grozio (1583-1645; nome latinizzato Hugo Grotius), giurista, filosofo e scrittore olandese,
è considerato uno dei padri della corrente giusnaturalista, ovvero la convizione che esistano un
diritto naturale, derivato dal buonsenso e dalla natura comune degli esseri viventi, e un diritto
positivo, creato ad hoc dalla comunità civile ed espresso tramite le norme scritte dai legislatori.
Tra i più celebri esponenti del Giusnaturalismo con Grozio, si trovano Christian Wolff, John
Locke, Samuel Pufendorf e Immanuel Kant. Grotius è anche ricordato per aver posto le basi del
diritto internazionale nel suo trattato Mare liberum.
Estesa gora d’acqua alle prime quaranta carte, fioriture sparse; nel complesso, discreto esemplare
in barbe.
ICCU, IT\ICCU\VEAE\000447 e IT\ICCU\TO0E\038450.
[Guerrierius, Aloysius]. Explicatio casuum reseruatorum et censurarum In Ecclesia Veronensi ex mente
legislatoris. Veronae, Apud Paulum Libanti Ep. Typ., 1837.
€ 150
In-8° (190x124 mm), legatura in cartonato colorato, pp. 132, [4, le ultime due bianche]. Simboli
episcopali impressi al frontespizio.
Rarissimo esemplare di questo breve trattato di casistica ad uso dei prelati in cui, prendendo ad
esempio alcuni casi giudiziari controversi occorsi nella diocesi di Verona, si indica la più corretta
sentenza dal punto di vista del diritto canonico.
Aloysius Guerrierius fu un padre domenicano. Morì l’anno precedente la pubblicazione di
quest’edizione, come specificato nell’apostrofe ai lettori anteposta al testo.
Una sola copia nelle biblioteche pubbliche italiane (Biblioteca della Pia Società, Istituto don
Nicola Mazza Don Antonio Spagnolo,Verona).
Minori tracce d’uso; nel complesso ottimo esemplare.
Provenienza: Al colophon nota manoscritta vergata in inchiostro bruno Die 19. Septembr. 1837.
Pro R. P. Augustino Boccali Aloysius Castorius J.U.D. Can.es Pro-Vie-Gen. Epãlis (?). Sotto il fregio
del colophon, inoltre, una mano antica ha trascritto il prezzo di vendita: Centesimi 160.
ICCU, IT\ICCU\PBE\0004976 (indicato erroneamente come opera di Giuseppe Francescati)
e IT\ICCU\PBE\0009844.
Hallier, François. De sacris electionibus et ordinationibus ex antiquo et novo Ecclesii vsu, Sacri
Theologii Parisiensi doctore et professore, Socio Sorbonico: Quo tomo in duas partes distributo, perspicue &
copiose, priori quidem parte explicantur quistiones omnes de Inquisitione in vitam & mores Ordinandorum,
eorum examine, electione a Clero, & populo; Instructione & admonitione ante Ordinationem, priparatione,
ac dispositione consensu & profesione Ordinandorum; desiderio & fuga a sacri Ordinationis; regum in
Ordinatione, Dominorum, Patronorum, Parentum, sassensu & potestate; simonia, aliisque turpibus lucris
cauendis: Posteriori ver, numeros, ac subordinatio sacrorum Ordinum, natura, affectu, subiectum, Minister
legitimus, sacri ritus Ordinationis, locus, tempus vberrime pertractantur […] Lutetiae Parisiorum,
Sumptibus Sebastiani Cramoisy, Typographi Regij ordinarij, via Jacobaea, sub Ciconiis, 1636.
€ 450
In-folio (360x215 mm), piena pergamena rigida su tavole in legno, dorso a cinque nervi con
titoli manoscritti in inchiostro bruno al secondo scomparto, pp. [30], 1078 [in realtà, 1076], [68].
Frontespizio in rosso e nero con vignetta incisa in rame raffigurante emblemi dell’amore filiale
e con il quarto comandamento a circondare la scena centrale, iniziali e fregi xilografici alle carte
preliminari.
Raro trattato storico-giuridico sulle norme che regolavano l’ordinazione e l’elezione
dei membri del clero dall’antichità al XVII secolo. Alle norme vere e proprie dei disciplinari
ecclesiastici, Hallier allega una precisa descrizione dei requisiti morali e sociali degli aspiranti
prelati, della preparazione necessaria ad accedere all’ordinazione, nonché delle disposizioni
d’animo più frequenti nell’approcciarsi alla scelta della vita clericale.Vengono infine elencati gli
obblighi e le prerogative degli uomini di Chiesa.
François Hallier (1595-1659) fu vescovo di Cavaillon (Francia) dal 1657. Appoggiò Blaise
Pascal nella sua querelle contro i Gesuiti e il loro uso della casistica come mero strumento di
interdizione e ricatto morale, e fu ringraziato dal filosofo francese che lo menzionò nella VII e
XVII delle sue Lettres provinciales.
Dorso tarlato, minori tracce d’uso ma nel complesso buon esemplare impresso su carta forte.
Provenienza: Biblioteca Colonna.
ICCU, IT\ICCU\RAVE\006105.
Heinecke, Johann Gottlieb. Elementa Juris Civilis secundum ordinem Institutionum, Commoda
Auditoribus methodo adornata. [...] Venetiis, Ex Typographia Balleoniana, 1749.
€ 300
In-12° (155x95 mm), legatura in cartonato, dorso ricoperto da carta colorata a mano con tassello
cartaceo che contiene il nome dell’autore, il titolo dell’opera e il numero di volume manoscritti
in inchiostro bruno, pp. xxiv, 600. Alcuni fregi e capilettera xilografici alle prime carte.
Institutiones
giustinianee. Nel medesimo periodo in cui si era dato avvio alla riorganizzazione del diritto nelle
Pandette, Giustiniano chiese ai giuristi Treboniano, Teofilo e Doroteo di creare un manuale che
riassumesse le voci del diritto romano ad uso degli studenti dell’impero.Tale testo, le Institutiones
appunto, rimase nei secoli un punto di riferimento per la materia di grande chiarezza espositiva,
e fu pertanto utilizzato dagli studiosi quali l’Heinecke, come scheletro su cui strutturare i propri
commenti.
Il
diritto civile romano esposto dall’Heinecke secondo l’ordine delle
Johann Gottlieb Heinecke, (Eisenberg, 1681-Halle, 1741; nome latinizzato Eineccius),
professore di filosofia e di diritto a la Halle e a Francoforte, fu un giurista tedesco molto celebre,
seguace della corrente giuridica detta “filosofica”, legata al pensiero di Thomasius e Pufendorf.
Al contrario di coloro che consideravano la giurisprudenza come una serie di norme derivate e
affinatesi a partire dalla consuetudine, l’Heinecke desiderava che fosse trattata come una scienza
razionale, ascrivibile a una serie di principi a cui fare costantemente riferimento nell’attività di
legiferazione e di commento dei codici.
Legatura un poco stanca e tracce d’ossidazione, ma buon esemplare.
Provenienza: Al recto del primo foglio di guardia, firma di possesso Crema Francisco 1810 vergata
in inchiostro bruno e, al di sotto di essa, integrazione in inchiostro più scuro di Luzzara da mano
diversa.
ICCU, IT\ICCU\CAGE\005519, IT\ICCU\UBOE\038354, IT\ICCU\VIAE\ 006868 e
IT\ICCU\CFIE\031982.
Heinecke, Johann Gottlieb. Elementa Juris Germanici tum Veteris, tum Hodierni. Tomus primus [&
Secundus]. Venetiis, Ex Typographia Balleoniana, 1751.
€ 350
2 volumi in-12° (150x95 mm), legatura in cartonato, dorso ricoperto da carta colorata a mano
con tassello cartaceo che contiene il nome dell’autore, il titolo dell’opera e il numero di volume
manoscritti in inchiostro bruno, pp. xlviii, 755, [1, bianca] al primo volume, pp. xxviii, 860 al
secondo volume. Alcuni fregi e capilettera xilografici alle prime carte.
Non
Heinecke sul diritto civile germanico antico e
moderno. La giurisprudenza tedesca viene fatta risalire agli usi scritti e non delle tribù barbare
che popolavano la terra al nord delle Alpi al tempo dei romani. Le leggi germaniche vennero
descritte nella Germania di Tacito, ma anche da Giulio Cesare, Pomponio Mela e Strabone, i
quali evidenziarono somiglianze e differenze con le consuetudini romane. L’Heinecke parte
quindi dall’antichità per risalire alle origini della giurisprudenza nazionale, e ripercorre in questo
trattato gli sviluppi salienti avvenuti sino alla sua epoca.
comune edizione del trattato di
Johann Gottlieb Heinecke, (Eisenberg, 1681-Halle, 1741; nome latinizzato Eineccius),
professore di filosofia e di diritto a la Halle e a Francoforte, fu un giurista tedesco molto celebre,
seguace della corrente giuridica detta “filosofica”, legata al pensiero di Thomasius e Pufendorf.
Al contrario di coloro che consideravano la giurisprudenza come una serie di norme derivate e
affinatesi a partire dalla consuetudine, l’Heinecke desiderava che fosse trattata come una scienza
razionale, ascrivibile a una serie di principi a cui fare costantemente riferimento nell’attività di
legiferazione e di commento dei codici.
Legatura un poco stanca, fioriture sparse; buon esemplare.
Provenienza: Al recto del primo foglio di guardia, firma di possesso Crema Francisco 1810 vergata
in inchiostro bruno.
ICCU, IT\ICCU\RLZE\035872.
Heinecke, Jo. Gottlieb. Historia Juris Civilis Romani, ac Germanici, qua utriusque origo et usus in
Germania ex ipsis fontibus ostenditur […].Venetiis, Ex Typographia Balleoniana, 1742.
€ 250
In-12° (150x87 mm), legatura in pergamena rigida, tassello arancione al dorso con il nome
dell’autore e il titolo dell’opera impressi in oro entro cornice decorativa dorata, cerniere a vista,
tagli dorati, pp. xxxij, 612. Alcuni fregi xilografici alle prime carte, quattro tavole pieghevoli
contenenti tabelle di alberi genealogici.
Storia del diritto romano e tedesco ad opera dell’Heinecke, in cui si rintracciano nelle
fonti classiche le origini di entrambi i diritti, le convergenze delle tradizioni e gli usi che di
questa giurisprudenza si era fatto in passato e si faceva nel presente.
Il testo riporta numerosi passi da autori latini e greci (in lingua) e fornisce l’etimologia di
numerosi termini entrati poi a far parte del lessico forense.
Johann Gottlieb Heinecke, (Eisenberg, 1681-Halle, 1741; nome latinizzato Eineccius),
professore di filosofia e di diritto a la Halle e a Francoforte, fu un giurista tedesco molto celebre,
seguace della corrente giuridica detta “filosofica”, legata al pensiero di Thomasius e Pufendorf.
Al contrario di coloro che consideravano la giurisprudenza come una serie di norme derivate e
affinatesi a partire dalla consuetudine, l’Heinecke desiderava che fosse trattata come una scienza
razionale, ascrivibile a una serie di principi a cui fare costantemente riferimento nell’attività di
legiferazione e di commento dei codici.
Tracce diffuse di ossidazione dovute alla qualità della carta, alcune gore ai piatti, ma nel complesso
buon esemplare.
ICCU, IT\ICCU\MILE\007214.
Heinecke, Jo. Gottlieb. Elementi di diritto civile romano secondo l’ordine delle Istituzioni di Giustiniano
[…] Nuova versione dal latino in italiano con note scelte. Napoli, dai Torchi del Tramater, 1831-33.
€ 150
2 volumi legati insieme in-8° (210x125 mm), mezza pergamena con angoli su carta marmorizzata,
due tasselli al dorso con titoli e fregi dorati, tagli diversi a seconda dei volumi legati, spruzzati in
inchiostro azzurro per il primo, colorati in giallo per il secondo, segnalibro in tessuto, pp. 335,
[1], 267, [1]. Testo a fronte latino-italiano.
Traduzione italiana, con testo latino a fronte, dello studio sul diritto romano
dell’Heinecke, svolto seguendo l’ordine delle Institutiones di Giustiniano. La realizzazione
di quest’opera, destinata agli studenti del diritto nel scuole dell’impero romano, fu affidata
dall’imperatore ai giuristi Triboniano, Teofilo e Doroteo. Sebbene nel corso dei secoli essa
fu utilizzata nei fori quale parte del Corpus Iuris Civilis e commentata da studiosi del calibro
dell’Heinecke, in virtù della sua chiarezza e sistematicità essa non perse mai il suo carattere
didattico e costituisce ancor oggi uno dei primi testi studiati da chi si approccia alla materia.
Johann Gottlieb Heinecke, (Eisenberg, 1681-Halle, 1741; nome latinizzato Eineccius),
professore di filosofia e di diritto a la Halle e a Francoforte, fu un giurista tedesco molto celebre,
seguace della corrente giuridica detta “filosofica”, legata al pensiero di Thomasius e Pufendorf.
Al contrario di coloro che consideravano la giurisprudenza come una serie di norme derivate e
affinatesi a partire dalla consuetudine, l’Heinecke desiderava che fosse trattata come una scienza
razionale, ascrivibile a una serie di principi a cui fare costantemente riferimento nell’attività di
legiferazione e di commento dei codici.
Alcune lievi fioriture e minori tracce d’uso; nel complesso, esemplare molto buono.
Provenienza: Firma di possesso non chiaramente decifrabile al primo foglio di guardia.
Una sola copia scompleta (solo primo volume) nelle biblioteche pubbliche italiane: ICCU, IT\
ICCU\RCA\0082889.
Hulot, Henry ; Berthelot, Jean-François. Les Cinquante Livres du Digeste ou des Pandectes de
l’Empereur Justinien. Metz, Behmer et Lamort, 1803-1804.
€ 650
6 volumi su 7 in-4° grande (265x215 mm), legatura editoriale in carta colorata azzurra, pp. 28,
597, [3, l’ultima bianca] al primo volume, pp. 603, [1] al secondo volume, pp. 552, [20] al terzo
volume, pp. 607, [5, l’ultima bianca] al quarto volume, pp. 567, [9], al quinto volume, pp. 616, [4]
al sesto volume. Esemplari in barbe.
Prima fontamentale edizione integrale in francese del Digesto e delle Pandette.
Henri Hulot intraprese per la prima volta la traduzione in francese del Corpus Iuris Civilis, la
fonte del diritto romano, sperando di pubblicare nel 1764 le Institutiones: progetto che non ebbe
mai luogo, per l’avversione dei suoi colleghi della Facoltà di Diritto dell’Università di Parigi.
Soltanto a partire dal 1803 l’edizione vide la luce, grazie alla perseveranza di Behmer e Lamort.
Henry Hulot (1732-1775) fu dottore di diritto laureatosi a Parigi. Esercitò brevemente la
professione di avvocato, ma quando decise di occuparsi dello studio del diritto romano, fu radiato
dall’albo per aver abbandonato la carriera. Dedicò la sua attività accademica alla traduzione del
digesto, che non vide pubblicata mentre era in vita.
Jean-François Berthelot (XVIII-XIX secolo) fu dottore di diritto aggregato alla medesima
facoltà dell’Hulot, avvocato e consigliere parlamentare, consigliere reale per la giurisprudenza,
nonché insegnante di diritto nella scuola centrale di Gard.
La presente traduzione è tuttora utilizzata in Francia, tanto da essere scelta per l’opera istituzionale
di messa in rete del Corpus, rintracciabile presso il sito internet http://www.histoiredudroit.fr/
corpus_iuris_civilis.html.
Bellissimo esemplare, nella sua prima legatura e in barbe.
ICCU, IT\ICCU\NAPE\000896 e IT\ICCU\RMRE\002735. Sole due copie nelle
biblioteche pubbliche italiane (Napoli, Istituto di Storia Patria e Roma, IISS Leonardo da Vinci).
Indiculus decretorum easdem res tractantium In Congregationibus Generalibus Societatis Iesu Confici iussus
à Congregatione VIII. Decreto XIV. Editio Secunda auctior & emendatior. Romae, Typis Varesij, 1662.
[legato con:]
Epistola reuerendi p.n. generalis Mutij Vitelleschi ad patres, et fratres Societatis Iesu […] [dopo il 1656]
[legato con:]
Decreta congregationis octauae [-decimae] generalis
[legato con:]
Ordinatio pro studijs superioribus ex deputatione, quae de illis habita est in Congregatione nona generali.
A R.P.N. Francisco Piccolomineo ad prouincias missa. Anno 1651
[legato con:]
Decreta congregationis generalis vndecimae
[legato con:]
Canones Congregationis generalis octauae [-decimae]
[legato con:]
Canones Congregationis generalis vndecimae
[legato con:]
Instructio Pro administratione rerum temporalium collegiorum, ac domorum probationis Societatis Iesu
[legato con:]
Regulae, quae à patribus reuisoribus generalibus Romae in recognoscendis nostrorum libris, ac scriptis
obseruandae sunt
[legato con:]
Deputatio pro ordinationibus non impressis recognouit, iuxtà congregationis octauæ præscriptum, censuras,
& præcepta, generaliter hominibus societatis imposita. [Probabilmente tutti stampati a Roma, presso il
Varesij, intorno alla metà del XVII secolo].
€ 750
In-8° (147x100 mm), cartonato, pp. 93, [7, le ultime due bianche], 221, [1, bianca], 79, [9], 35, [1,
bianca], 25, [5, l’ultima bianca], 18, [12, le ultime 4 bianche], 6, [2], 16, 8, 13, [3, bianche]. Alcune
iniziali e fregi xilografici.
Rara raccolta di 10 opere di materiale giuridico legato all’ordine dei Gesuiti, in particolar
modo decreti e canoni emanati dalla congregazione intorno alla metà del XVII secolo.Attraverso
le norme istituzionali e i decreti promulgati nel tempo, quest’edizione ricrea la struttura della
congregazione fino all’assetto che essa aveva ai tempi della sua soppressione, quando era temuta
per il suo potere nelle corti di tutta Europa.
Fioriture diffuse alle carte e assenza di legatura; nel complesso, esemplare da studio di questo
materiale molto raro.
ICCU censisce separatamente tutti i testi contenuti in questo volume; i riferimenti dei testi
in ordine di comparsa sono: IT\ICCU\BVEE\027812, IT\ICCU\BVEE\077788, IT\
ICCU\BVEE\077588, IT\ICCU\BVEE\077589, IT\ICCU\BVEE\077783, IT\ICCU\
UBOE\077098, IT\ICCU\NAPE\020670, IT\ICCU\RMLE\036398, IT\ICCU\
BVEE\077565, IT\ICCU\BVEE\077620.
Institutio ordinandorum in quatuor partes distributa, atque illustriss. & reverendiss. d.d. Joanni Bragadeno
patriarchae Venet. Dalmatiaeque primati &c. dicata […] Venetiis, cudit Dominicus Lovisa, 1763.
€ 250
In-8° (178x110 mm), piena pergamena rigida, tassello in pelle bordeaux al dorso con titoli e
fregi dorati, tagli spruzzati in inchiostro rosso, pp. viij, 360.
Manuale sulle istituzioni ecclesiastiche, composto ad uso di coloro che volevano prendere i
voti e, per questo motivo, avessero bisogno di conoscere approfonditamente la struttura delle
gerarchie ecclesiastiche e le funzioni a cui ogni carica, ordine o congregazione erano preposte.
Affinché il contenuto del testo fosse facilmente memorizzabile, la materia fu strutturata per
domande e risposte. Tra gli argomenti affrontati si trovano l’esorcismo e l’interdizione, la natura
di cariche come il subdiaconato, le funzioni di un ostiario e consigli su quale sia l’età migliore
per prendere i voti.
L’ultima sezione dell’opera consiste nelle Rubricae Generales Missalis, un prontuario teoricopratico su come celebrare la messa e su quali formule e paramenti usare a seconda delle circostanze.
Esemplare in ottimo stato.
Una sola copie nelle biblioteche pubbliche italiane (cfr. ICCU, IT\ICCU\PUVE\024191).
Justinianus (Accursius et alii ediderunt). Infortiatum, seu Pandectarum Iuris Civilis. Tomus
Secundus Ex Pandectis Florentinis in lucem emissis, quoad eius fieri potuit repraesentatus: Commentarii
Accursii Illustratus praeter Scholia Contii, & Paratitla Cuiacii: hinc accesserunt Notae eiusdem hactenus non
editae, & ad Accursium Dionysii Gothofredi, I.C. in quibus observatae sunt Glossae similes, Contrariae,
Improbatae […]. Lugduni (Lione), Sumptibus Petri Landry, 1612.
€ 3.000
In-folio grande (373x245 mm), legatura coeva in pelle di scrofa riccamente impressa a secco ai
piatti, cantonali in ottone e borchie, fermagli in ottone, tagli colorati in blu, cc. [10], colonne
2092, pp. 39, [1, bianca]. Frontespizio in rosso e nero con la marca del Landry (un leone rampante
e il motto De forti dulcedo) incisa in xilografia.
Straordinario esemplare “museale” dell’Infortiatum, rarissimo da trovarsi in questo eccezionale
stato di conservazione e nella sua legatura originale perfettamente conservata, comprese le parti
metalliche.
Rara e pregevole edizione lionese delle Pandette di Giustiniano (il secondo tomo), impressa
dal Landry con il privilegio del Re di Francia. L’edizione è particolarmente pregiata per la
presenza del commento del grande giurista Accursio, gli Scholia del Conti e i Paratitla del Cujacius
(Jacques Cujas) e, stampate per la prima volta, le note del Gothofredus (Denis Godefroy). Le
Pandette rappresentarono un capitolo fondamentale nella storia del diritto romano: fu l’imperatore
Giustinano a commissionare a Treboniano quest’opera che voleva essere una semplificazione e un
alleggerimento dell’immenso corpus delle leggi romane, che si erano stratificate fino a raggiungere
proporzioni smisurate. Anche Dante, nella Divina Commedia, sottolinea l’importanza del lavoro
di Treboniano, che “trasse dalle leggi il troppo e il vano”.
Francesco Accursio (Impruneta, 1184–Bologna 1263), grandissimo giurista medievale fu
autore di 97.000 glosse al Corpus Iuris Civilis (la cosiddetta Magna Glossa), e fu il maggiore
esponente (assieme a Imerio) della scuola di Bologna, rinomata scuola di diritto che ebbe come
pregio e obiettivo la ricostruzione del Corpus giustinianeo e la trasformazione del diritto in una
disciplina universitaria autonoma, mentre prima era una costola del trivium e del quadrivium.
Jacques Cujas (Tolosa, 1522-Bourges 1590) riscosse fama universale nelle maggiori università
europee del tempo (Valencia,Torino, Parigi). Per un giudizio sul suo valore nel campo giuridico
riportiamo le parole di Lando Landucci: “Ove egli lasciò la sua impronta ad altri fu arduo,
spesso impossibile, segnarne una più profonda. Dopo lui niuno può essergli paragonato se non
il Savigny. Anche oggi lo studioso non ricorre mai a lui invano”.
Denis Godefroy (Parigi,1549–Heidelberg, 1621) fu fecondo scrittore in ogni ramo del diritto,
nella storia e nella filologia. A lui si deve il titolo Corpus Iuris Civilis che apparve per la prima
volta nell’edizione di Ginevra del 1583.
Nessun esemplare presente nelle biblioteche italiane, che censiscono un’edizione lionese
contemporanea stampata dal Rousselet (IT\ICCU\FOGE\023299).
Justinianus. Imperatoris Justiniani institutionum libri quatuor. Adjecti sunt ex Digestis Tituli de verborum
significatione, & de Regulis Juris […] Patavii, Typis Seminarii, Apud Ioannem Manfrè, 1754.
€ 220
In-12° (145x77 mm), legatura in cartonato color magenta, tassello cartaceo al dorso con titoli
manoscritti in inchiostro bruno, pp. 262 [manca l’ultima, bianca]. Iniziali e fregi xilografici alle
carte preliminari.
Le Institutiones di Giustiniano in formato tascabile, ad uso dei giuristi, del professionisti
del foro e degli studenti. Nel medesimo periodo in cui si era dato avvio alla riorganizzazione
del diritto nelle Pandette, Giustiniano chiese ai giuristi Treboniano, Teofilo e Doroteo di creare
un manuale che riassumesse le voci del diritto romano ad uso degli studenti dell’impero. Tale
testo, le Institutiones appunto, rimase nei secoli un punto di riferimento per la materia di grande
chiarezza espositiva, e fu pertanto utilizzato dagli studiosi più celebri del diritto come scheletro
su cui strutturare i propri commenti.
Seguono il testo due indici, nei quali si richiamano i termini utilizzati a livello specifico e i passi
dove si possono trovare le definizioni delle regole basilari del diritto romano.
Leggere abrasioni alla legatura e piccola lacuna al margine interno che compromette solo
lievemente il testo; nel complesso, esemplare molto buono, in barbe.
Solo 4 copie nelle biblioteche pubbliche italiane.
ICCU, IT\ICCU\TO0E\045911.
Lancellotti, Giovan Paolo. Institutiones Iuris Canonici, quibus ius Pontificium singulari methodo
Libri Quatuor comprehenditur. Venetiis, Apud Iuntas, 1630.
[legato con:]
Lancellotti, Giovan Paolo. De comparatione iuris pontificii, et caesarei, ac utriusque interpretandi
ratione, praelectio in rubricam ext. De testamentis. Venetiis, Apud Iuntas, 1630.
€ 350
In-4° (252x195 mm), legatura in pergamena semirigida, titolo dell’opera e nome dell’autore
manoscritti al dorso, cerniere a vista, pp. [40, le ultime due bianche], 504. Frontespizio in rosso
e nero, alcuni fregi e capilettera xilografici, testo circondato da un’ampia glossa tipografica alla
maniera dei testi universitari.
Le Institutiones iuris canonici nacquero nell’intenzione dell’autore come una sintesi ufficiale e
definitiva di tutto il diritto a imitazione delle Institutiones di Giustiniano, delle quali riprendevano
la suddivisione della materia in quattro libri. Nonostante non ricevette mai la sanzione ufficiale
dal papato, ben presto l’opera acquisì autorevolezza testimoniata dall’edizione di numerosi
commenti e ristampe e dalla ripetuta inserzione nelle pubblicazioni successive del Corpus Juris
Canonici.
Nella parte finale, quest’edizione include alcuni commentarii di giuristi perugini all’opera del
Lancellotti e un ulteriore trattato dello stesso autore che compie il paragone tra il diritto romano
e quello pontificio in materia di successione testamentaria.
Giovan Paolo Lancellotti (1522-1590) fu un’eminente personalità culturale della città di
Perugia, per la quale collaborò alla riforma degli statuti comunali (1562). Professore di diritto
civile e canonico, scrisse anche le Institutionum iuris canonici commentarium (1560), il De comparatione
iuris pontificii et caesarei (1574), il Regularum ex universo pontificio iure libri III (1587) e alcune opere
canonistiche minori.
Restauro datato al frontespizio, alcune lievi gore d’acqua e un naturale ingiallimento della carta,
ma nel complesso esemplare molto buono.
NUC pre-1956, v. 313, p. 588. R.L. Bruni-D.W. Evans, Italian 17th-century books, n. 2843. ICCU,
IT\ICCU\VEAE\001504.
Leone Magno (papa), Heptas Praesulum Christiana Sapientia et Facundia Clarissimorum […]. Parisiis
Apud Iacobum Villey, via veteris fabulationis propè Pontem D. Michaëlis, sub signi Stellae, 1661.
€ 350
In-folio (368x230 mm), legatura in pergamena rigida, dorso a quattro nervi con titoli manoscritti
in inchiostro bruno al secondo e terzo scomparto, tagli spruzzati in inchiostro rosso, pp. [12], 864,
[34]. Frontespizio impresso in rosso e nero, testo su due colonne, alcune iniziali e fregi xilografici.
Il pontificato di Leone Magno fu tra i più significativi dell’antichità cristiana (V secolo) in quanto
concomitante alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente. La figura del vescovo di Roma
acquisì la sua prominenza istituzionale rispetto a quelli delle sedi dislocate altrove tramite l’opera
di Leone, il quale intevenne con forza e decisione nelle dispute non solo dogmatico-teologiche
ma anche in quelle amministrativo-organizzative. A tal proposito oltre ai suoi sermoni e omelie,
la presente edizione comprende le sue epistole decretali, inviate ai vescovi suoi coetanei con
istruzioni dettagliate concernenti tutti gli aspetti del culto e della quotidianità ecclesiastica.
Legatura macchiata e usurata al dorso, con perdita del primo scomparto, estese fioriture alle
carte, nel complesso buon esemplare da studio.
Non in ICCU, che recensisce l’edizione dello stesso anno stampata a Parigi presso François Piot
(IT\ICCU\VIAE\037579).
Leotardus, Honoratus. Liber singularis De Usuris, & contractibus usurariis coërcendis: in quo omnes
ferè quaestiones ad tractatum eius quod interest & annuorum redituum, pertinentes, non vulgari ratione
definitae continentur. […] cui novissime accessit Disputatio ejusdem authoris, sive Novus Tractatus De eo
quod Jus Justinianeum de Usuris statuerit […]. Lugduni (Lione), Anissoniorum et Joannis Posuel,
1682.
€ 800
In-folio (356x220 mm), legatura in piena pergamena rigida, dorso a cinque nervi con nome
dell’autore e titolo dell’opera vergati in inchiostro bruno al secondo scomparto, pp. [8], 644, [64],
[4], 94, [14, l’ultima bianca]. Frontespizio in rosso e nero, alcuni fregi xilografici alle prime carte,
testo su due colonne.
Quarta edizione del trattato sull’usura del Lyotard, che costituisce uno studio storicotecnico sui contratti e le pratiche che, per la propria tipologia e il margine di interesse richiesto
potessero essere definiti speculativi. Il testo, corredato da numerosi riferimenti alla giurisprudenza
romana, venne ampliato dallo stesso autore con un trattato pubblicato per la prima volta in
quest’edizione dedicato esplicitamente a ciò che nel corpus giustinianeo viene considerato come
usura.
Quella dell’interesse illecito fu una tematica di grande rilevanza durante tutto il Medioevo e il
Rinascimento: in base a ciò che veniva definito usura dalla Chiesa, infatti, si potevano dichiarare
falsi contratti civili e, in molte occasioni essa diventava un pretesto per esimersi dall’onorare i
propri debiti, in particolare, nei confronti delle minoranze, come quella ebraica. Il Leotardo,
personalmente, propugna un’opinione assolutamente radicale riguardo al prestito di denaro ad
interesse, considerando coloro che lo praticano dei veri e propri assassini.
Honoré Lyotard (m. 1650 ca.) fu un giureconsulto di fama e senatore a Nizza, autore di questa
sola opera.
Fioriture diffuse e legatura leggermente consunta ai margini; nel complesso buon esemplare.
ICCU, IT\ICCU\RMSE\001302.
Luccaberti, Bartolo (in realtà, Grandi, Guido). Nuova disamina della storia delle pandette pisane
e di chi prima le rammentasse: come ancora d’altre incidenti questioni. Collo scioglimento delle difficoltà,
opposte all’epistola De Pandectis, ed alle Vindicie del R.mo P. Abate Grandi da Bernardo Tanucci dottore
da Stia. […] Parti IV. In Faenza nella Stampa dell’Archi Impress. Cam. e del S. Uf., 1730.
€ 350
In-4° (213x165 mm), legatura in mezza pergamena allumata su carta colorata a mano, tassello
rosso al dorso con il nome dell’autore e il titolo dell’opera impressi in oro, pp. 368. Frontespizio
in rosso e nero, alcune iniziali e fregi xilografici.
Prima edizione di uno dei testi fondamentali sulla disputa intorno all’origine delle
Pandette giustinianee. Il corpo del diritto romano fu recuperato fisicamente e filologicamente
dopo l’anno 1000, a fronte dell’oblio occorso nei secoli alto-medievali. Durante il XVIII secolo,
l’opinione comune degli studiosi era che il testo filologicamente corretto di tutte le edizioni
circolanti delle Pandette derivasse dal codice pisano (poi trasferito a Firenze) che leggenda o
storia vogliono fosse stato recuperato in occasione dell’assedio di Amalfi insieme a numerosi
altri testi di diritto romano (1096). Tuttavia a quest’opinione si oppose l’abate Guido Grandi,
docente di matematica all’università di Pisa, che nel 1726 pubblicò le sue ragioni nell’Epistola de
Pandectis. Grandi fu a sua volta contraddetto dal collega Bernardo Tanucci, professore di diritto
civile (1728) e ad egli rispose componendo il presente trattato sotto lo pseudonimo di Bartolo
Luccaberti (cfr. Fabroni, Vitae Italorum Doctrina Excellentium, tomo VIII, p. 249).
L’abate Guido Grandi (1671-1742), conosciuto anche come Bartolo Luccaberti o Diomedes
Brava, fu un celebre matematico di nobili origini, insegnante di teologia e filosofia all’università
di Pisa. Fu matematico del granduca Cosimo III de’ Medici ed ebbe modo di visitare Londra
impressionando i suoi scienziati, che lo elessero membro della Royal Society. Le sue opere
contribuirono alla diffusione della matematica di Leibnitz in Italia.
Alcune gore d’acqua e tracce d’ossidazione alle prime carte; nel complesso ottimo esemplare su
carta forte.
ICCU, IT\ICCU\RAVE\010958.
Lünig, Johann Christian. Codex Italiae Diplomaticus, Quo non solum Multifaria Investiturarum
Literae, ab Augustissimis Romanorum Imperatoribus, Italiae Principibus & Proceribus concessae atque
traditae; verum etiam Alia insignia varii generis Diplomata, tam edita, quam multa anecdota, Ipsos
concernentia continentur. Francofurti & Lipsiae, Impensis Haeredum Lanckisianorum, 1725 (17261732-1735).
€ 3.000
4 volumi in-folio (350x205 mm), legature in piena pelle bazzana (talvolta lisa e con mende
restaurate), dorso a sei nervi con decorazioni floreali impresse in oro agli scomparti, doppio
tassello con titoli dorati, tagli fittamente spruzzati in inchiostro rosso, circa 600 pagine per ogni
volume, numerate a colonne. Alcune iniziali e fregi xilografici alle carte preliminari.
Antiporta allegorica incisa in rame da Johann Gottfried Krügner (1684-1769) al principio del
primo volume, rappresentante la Germania vincitrice e reggente del Sacro Romano Impero, cui
l’aquila bicipite reca le corone dei vari regni.
Elegante e completa edizione del Codex Italiae Diplomaticus del Lünig, ovvero il compendio
contenente tutti i trattati e documenti ufficiali rilevanti al fine di comprendere la storia politica
e lo sviluppo delle diverse sovranità all’interno della politica italiana dall’Alto Medioevo sino al
tempo del compilatore (XVIII secolo).
Tra i documenti contenuti, si trovano volontà testamentarie dei sovrani italici, accordi politici
frutto di trattative o di risvolti bellici, per terminare con una raccolta ricchissima di bolle e
decreti pontifici utili a determinare il profilo diplomatico dello stato vaticano.
Johann Christian Lünig (1662-1740) fu uno storico e giurista tedesco, commentatore e
compilatore di testi di diritto incentrati sulle relazioni politiche degli stati europei.
Lievi abrasioni alla legatura e ossidazione dell’inchiostro alle carte; nel complesso, esemplare
molto buono.
Provenienza: Firma di possesso vergata in inchiostro bruno a ciascuno dei fogli di guardia
anteriori (cassata).
ICCU, IT\ICCU\MILE\001648.
Marescotti, Ercole. Variarum Resolutionum, Liber Primus, & Secundus. Inquibus selectiores Utriusque
iuris materiae tàm beneficiales, quàm prophanae, quae apud omnia tribunalia frequentius in disputationem
veniunt; necnon dubia, & quaestiones, [...] adducuntur […]. Romae, Ex Typographia, & Sumptibus
Aegydii Spadae, 1614.
€ 500
Due volumi legati insieme in-folio (313x215 mm), legatura in pergamena con titoli manoscritti
al dorso, piatti ricoperti da fogli di carta colorata a mano, tagli spruzzati in inchiostro rosso e
blu, pp. [20], 224, [4], 307, [145]. Frontespizi in rosso e nero, stemma cardinalizio xilografico,
manicule tipografiche ai margini del testo, numerosi fregi e iniziali incisi in legno lungo tutto il
testo, disposto su due colonne.
Rara prima edizione delle Resolutiones del giurista bolognese, che forniscono a giuristi, magistrati
e studenti un repertorio casistico che spazia dal diritto della successione a quello dell’enfiteusi,
dal diritto commerciale a quello privato.
Ercole Marescotti (m. 1621) fu un celebre giureconsulto italiano, appartenente all’omonima
famiglia nobile bolognese.
Restauri datati alle prime carte e alcune bruniture, ma nel complesso bell’esemplare, fresco e
pulito.
Provenienza: Ai frontespizi, Ex Libris de Vincentij de Ravanis I.C. vergato in inchiostro bruno ai
lati dello stemma.
Fontana, pars I, col. 621. Manca a Sapori, che cita soltanto l’edizione veneziana del 1625 (I,
1784), unica opera del Marescotti presente nella raccolta. ICCU, IT\ICCU\MILE\005698.
Marescotti, Ercole. Variarum Resolutionum, Liber Primus, & Secundus. In quibus utriusque iuris
controversiae beneficiales, & prophanae in omnibus Tribunalibus, praesertim in Signatura Summi Pontificis,
ac Sacro Rotae Romanae Auditorio, nec non nin Regio Consilio Neapolitano frequantius ventilatae,
tractantur. […] Quibus accessit eiusdem eximii, et praeclarissimi Authoris liber Tertius nunc noviter in
lucem editus. [...]. Venetiis, Apud Gervasium Anesium [al colophon: Ex Typographia Ioannis Salis],
1625.
€ 350
In-folio (311x218 mm), legatura in pergamena coeva, dorso a quattro nervi con titoli vergati in
inchiostro bruno e carattere gotico lungo gli scomparti, pp. [12], 407, [1, bianca], [92], 118, [12,
manca l’ultima carta, bianca]. Primo frontespizio in rosso e nero, iniziali xilografiche, testo su
due colonne.
Prima edizione definitiva delle Resolutiones del giurista bolognese, pubblicate per la prima
volta a Roma nel 1614. Si tratta di un compendio di casi e sentenze ad uso dei magistrati e dei
giuristi del foro ecclesiastico e civile. Per la prima volta in quest’edizione compare il libro terzo
dell’opera, con gli ultimi casi trascritti e curati dal Marescotti prima della morte.
Ercole Marescotti (m. 1621) fu un celebre giureconsulto italiano, appartenente all’omonima
famiglia nobile bolognese.
Una lacuna all’angolo inferiore esterno delle prime carte che in alcuni punti tocca il testo,
altrimenti buon esemplare.
Provenienza: Nota di possesso manoscritta e cassata al frontespizio.
Manca a Fontana, che cita (pars I, col. 621) altre edizioni. Sapori, I, 1784. ICCU, IT\ICCU\
MILE\005381.
Mascardi, Alderano. Communes I.V. Conclusiones ad Generalem Quorumcumque; Statutorum
interpretationem accomodatae, ac omnibus tàm in iudicando, quàm in consulendo, & alijs in foro versantibus
perutiles, ac necessariae [...]. Ferrariae, Apud Victorium Baldinum Typographum Cameralem, 1608.
€ 800
In-folio (294x205 mm), legatura in piena pergamena, dorso a tre nervi con titolo manoscritto,
pp. [52], 414, [2, l’ultima bianca]. Frontespizio in rosso e nero con armi cardinalizie, iniziali e
fregi xilografici alle carte preliminari.
Prima edizione ferrarese: l’opera fu stampata contemporaneamente a Ferrara e a Venezia.
Alderano Mascardi (1557-1607) fu un uomo di legge, fratello del celebre giureconsulto
Giuseppe. Al contrario di entrambi i fratelli, Alderano scelse di dedicarsi agli studi giuridici
senza prendere i voti. Svolse l’attività di giudice in cause civili e criminali nel territorio toscano
ed emiliano sottomesso ai Doria di Genova, i quali lo raccomandarono per la carica di uditore
della Rota di Lucca, incarico che mantenne dal 1602 al 1604, e della Rota bolognese, dal 1604
alla morte. Le Conclusiones contenute in questo volume sono il frutto della sua attività da uditore,
e costituiscono un repertorio interpretativo degli statuti cittadini basato sulla consuetudine. La
materia viene organizzata per temi, dove ogni trattazione è preceduta da un sommario dei punti
discussi.
Legatura integrata anticamente, lievi bruniture e fori di tarlo al margine interno, ma nel complesso
buon esemplare su carta forte e pulita.
Provenienza: Fitte annotazioni manoscritte vergate in inchiostro bruno al margine esterno di
p. 263.
Fontana, pars I, col. 633. Sapori, I, 1816 registra una copia scompleta (manca l’ultima carta con
la marca tipografica). ICCU, IT\ICCU\MILE\007903.
Mascardi, Giuseppe. Conclusiones omnium probationum, Quae in utroque Foro quotidie versantur,
Iudicibus, Advocatis, Causidicis, omnibus [...] Quibus Canonicae, Civiles, Feudales, Criminales [...]
Summarijs, ac Indice Conclusionum in principio Operis, rerum, sententiarumque magis selectarum
locupletissimo in calce totius Operis adiecto ornatae. Augustae Taurinorum, Apud Haeredes Io.
Dominici Tarini, (1623)-1624.
[unito con:]
Ricci, Aloisio-Nigro Bartolomeo. Additiones Doctissimae, ac Utilissimae DD Io. Aloysii Ricii
Canonici Neap. & Bartholomaei Nigri ex Arce Hannoni Iurisprudentiae candidati,Ad Iosephum Mascardum
De Probationis. Nunc primum in lucem editae. Augustae Taurinorum, Apud HH. Io. Dominici Tarini,
1624.
€ 1500
3 grandi volumi in-folio (355x243 mm), legatura in pergamena coeva con dorso a quattro nervi
e titolo manoscritto, titolo e nome dell’autore vergati in inchiostro bruno al taglio inferiore, cc.
[12], 421, [1, bianca] al primo volume, cc. 436 al secondo volume e cc. 170, [136, Index], [2], 33,
[1, bianca], 40, 10 al terzo volume. Frontespizio in rosso e nero, testo su due colonne, capilettera
xilografici.
Rara edizione delle Conclusiones del Mascardi, aumentata - rispetto a quella dello Zenari (1584)
- della Prima edizione delle Additiones di Aloisio Ricci e Bartolomeo Nigro alla fine dell’Index
contenuto nel terzo volume, e recanti un frontespizio indipendente. Poderosa opera che esamina
con eccezionale ampiezza la materia delle probationes, con abbondanza di materiale procedurale,
in relazione al diritto canonico, civile, feudale, criminale, etc. con annotazioni e citazioni erudite
di tutta la materia.
Giuseppe Mascardi, protonotario apostolico e vescovo di Ajaccio, è celebre soprattutto per
questa sua opera, che fu apprezzata anche da Leibniz.
Giovanni Luigi Ricci, alla latina Iohannes Aloysius Riccius (1570-1643) fu un membro della
nobile famiglia napoletana dei Riccio, o Rizzo. Divenne canonico della cattedrale di Napoli e
vescovo di Vico Equense.
Alcune bruniture e lievi segni di tarlo marginali che non intaccano il testo; salvo ciò, bell’esemplare.
Provenienza: Alcuni timbri della Biblioteca Salesiana di Abano e dell’Istituto Salesiano di Trento.
Manca al Fontana, che cita altre edizioni. Manca a Sapori, che cita (I, 1818) l’edizione del 158488. ICCU, IT\ICCU\UBOE\003096 e IT\ICCU\RLZE\030596.
Matteucci, Agostino. Officialis Curiae Ecclesiasticae. Ad Praxim pro Foro Ecclesiastico, tum Saeculari,
tum Regulari, utiliter aptatus, ac Summorum Pontificum Litteris, Oecumenicorum Conciliorum Decretis,
Sacrorum Canonum Statutis, necnon recentioribus Sacrarum Congregationum Rescriptis opportunè
instructus. [...].Venetiis, Ex Typographia Balleoniana, 1760.
€ 230
In-4° (226x165 mm), legatura coeva in pergamena rigida con cartiglio e titolo manoscritti al
dorso, pp. viii, 487, [1, bianca].
Prima
edizione.
Trattato sulla prassi forense del diritto ecclesiastico applicabile sia
ai clerici secolari, che ai regolari. Il diritto canonico, infatti, prevedeva che gli obblighi
e le sanzioni fossero diverse a seconda che essi riguardassero gli ecclesiastici che vivevano
nella comunità civile occupandosi delle parrocchie (clero secolare) o che appartenessero agli
ordini monastici e vivessero nei conventi (clero regolare). A sostegno delle norme introdotte, il
testo include decretali pontificie, statuti canonici e delle sacre congregazioni e un apparato di
commento del medesimo compilatore.
Agostino Matteucci, vissuto a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, fu un frate francescano
esperto di diritto e laureato in teologia. Divenne segretario della curia romana.
Ottimo esemplare.
Manca a Sapori, che non registra nessuna opera del Matteucci. ICCU, IT\ICCU\RLZE\019142.
Ménage, Gilles. Juris civilis amœnitates […] cum præfatione Joannis Guilielmi Hoffmanni et indicibus
necessariis. Neapoli, apud Vincentium Orsino, Sumptibus Joseph Mariae Porcelli, 1779.
€ 260
In-8° (195x120 mm), legatura in mezza pelle su carta colorata a mano, nome dell’autore e titolo
dell’opera e decorazioni floreali impressi in oro al dorso, tagli spruzzati in inchiostro rosso, pp. 44,
356. Alcuni fregi xilografici. Manca il ritratto del principe Ignazio II, carta che dovrebbe trovarsi
di seguito al frontespizio.
Le amenità del diritto civile romano, riunite dall’erudito tardorinascimentale francese Gilles
Ménages e introdotte dal giurista tedesco Johann Wilhelm Hoffmann (1710-1739). Questa
singolare raccolta riunisce per il diletto dei giuristi aneddoti, rettifiche ed etimologie di nomi
propri e comuni legati all’ambito della giurisprudenza antica.
Gilles Ménages (1613-1693, nome latinizzato Aegidius Menagius) nacque in una famiglia
avvezza agli studi di diritto, tanto che il padre Guillaume fu avvocato del re di Francia ad Angers.
Intraprese la carriera ecclesiastica invece di quella forense e coltivò interessi che spaziavano dalla
linguistica alla letteratura. Fu membro dell’Académie Française e dell’Accademia della Crusca: si
ricorda per aver composto i primi vocabolari etimologici della lingua francese e italiana.
Manca il ritratto; fioriture alle carte, alcune lacune al dorso e legatura dei fascicoli parzialmente
allentata al termine del volume. Nel complesso, esemplare da studio.
Provenienza: Al frontespizio, timbro di possesso della Biblioteca Storico-Francescana «P. Benvenuto
Bughetti» SS. Annunziata – Bologna.
ICCU, IT\ICCU\FOGE\008261 e IT\ICCU\RMSE\002619.
Merlini, Mercuriale. De Pignoribus et Hypothecis Tractatus Absolutissimus […] Una cum decisionibus
magistralibus Sacrae Rotae Romanae hactenus non impressis in eodem relatis; In quo omnes propèmodum
casus, qui in controversiam vocati possunt summo studio […].Venetiis, Apud Hæredes Francisci Baba,
1661.
[unito a:]
Merlini, Mercuriale. Decisiones Sacræ Rotæ Romanæ In Tractatu de Pignoribus, & Hypothecis […].
[Venetiis, Apud Hæredes Francisci Baba, 1661].
€ 700
In-folio (340x235 mm), legatura in cartonato editoriale, titolo dell’opera e nome dell’autore
vergati al dorso in inchiostro bruno, cerniere a vista, pp. [84], 627 [in realtà, 619], [1, bianca], 226,
[26, l’ultima bianca]. Esemplare in barbe, primo frontespizio in rosso e nero, fregi xilografici alle
prime carte.
Fondamentale trattato sui pignoramenti e le ipoteche, prodotto a Venezia nel 1661 da una
cordata di tipografi, che comprendeva gli eredi di Baba, Combi & Lanou e Nicolò Pezzana.
Oltre alla descrizione puntuale delle norme del diritto commerciale che regolamentano la
materia fallimentare e creditizia, il Merlini allegò al testo le decisiones della Sacra Rota Romana
che potessero fungere da repertorio casistico adeguato al settore.
Mercuriale Merlini (1597-1657) fu un giureconsulto appartenente al patriziato di Forlì.
Scrisse numerosi trattati di argomento giuridico; tra i più celebri, il De legitima Tractatus.
Per un errore di numerazione nelle fasi preliminari della stampa, dopo p. 455 si passa a p.
466, senza alcuna lacuna di testo; i numeri di pagina 588 e 589, al contrario, si ripetono nella
paginazione.
Sporadiche, lievi gore d’acqua ai margini, ma nel complesso ottimo esemplare in barbe nel suo
cartonato originale.
ICCU, IT\ICCU\SBLE\011341.
Merlini, Mercuriale. De Legitima Tractatus Absolutissimus […]. Genevae (Ginevra), Sumptibus
Samuelis Chouët, 1665.
[unito a:]
Merlini, Mercuriale. Decisiones Sacræ Rotæ Romanæ In Tractatu de Legitima […]. (Genevae,
Sumptibus Samuelis Chouët, 1665).
€ 750
In-folio (338x208 mm), legatura in piena pergamena rigida, dorso a quattro nervi, nome
dell’autore e titolo dell’opera vergati in inchiostro bruno al primo scomparto e al taglio inferiore,
pp. [72, le ultime tre bianche], 584, 322, [38, l’ultima bianca]. La numerazione salta da p. 124 a p.
133 per un errore in fase di composizione. Frontespizio in rosso e nero, iniziali e fregi xilografici
alle carte preliminari, testo su due colonne.
Interessante
trattato tardo rinascimentale di diritto della successione, incentrato
“legittima”. Ad esso si allegano numerose decisiones della Sacra Rota
Romana che riguardano casi giuridici di particolare interesse per l’argomento in questione.
sulla procedura della
Mercuriale Merlini (1597-1657) fu un giureconsulto appartenente al patriziato di Forlì.
Scrisse numerosi trattati di argomento giuridico; tra i più celebri, il De pignoribus et hypothecis.
Gore e fioriture alle carte.
Provenienza: Alcune manicule e tratti di penna vergati in inchiostro bruno ai margini delle
pagine.
ICCU alla voce IT\ICCU\BA1E\014351 censisce un solo esemplare in Italia all’apparenza
identico al presente, tranne che per l’attibuzione al tipografo Pierre Chouët al posto che a
Samuel.
Micalori, Biagio. Tractatus de fratribus […] In tres partes divisus. In quarum prima tractatur de fratribus
vivente patre; In Secunda de fratribus post mortem patris simul habitantibus; In Tertia, & ultima ponuntur
varia de fratribus miscellanea. Capitulorum, ac rerum memorabilium duplici indice annexo. Venetiis
(Venezia), Apud Guerilios, 1647.
€ 400
In-folio (320x221 mm), legatura in piena pergamena coeva, titoli e fregio vergati in inchiostro
bruno al secondo e terzo scomparto, dorso a quattro nervi, pp. [12], 420, [46]. Marca allegorica
al frontespizio con Cristo Salvator mundi in piedi benedicente, nella mano sinistra il globo
sormontato da una croce, in cornice figurata.Testatine e iniziali xilografiche, testo su due colonne,
carattere romano e corsivo.
Prima edizione di questo celebre trattato del giurista urbinate, che conobbe varie ristampe e
che costituisce «l’autorità par excellence in tema di comunioni o di divisione» (Gino Gorla).
Inconsueta opera sul diritto di famiglia.Nella prima parte vengono sviluppate le problematiche
legali concernenti i fratelli durante la vita del patre, nella seconda l’attenzione è posta sui rapporti
intercorrenti tra gli stessi alla sua morte, e nell’ultima si riassumono situazioni legali disparate di
diritti e di doveri in cui si possono trovare i fratelli. L’indice alfabetico dei riferimenti posto alla
fine del testo facilita l’uso pratico di questo manuale.
Biagio Micalori (XVII secolo), nacque ad Urbino e là divenne giudice ordinario della Sacra
Rota.
Legatura stanca e leggermente macchiata, abrasa ai bordi dei piatti e al dorso, gore d’acqua; nel
complesso, discreto esemplare.
Provenienza: Firma di possesso Ad usum (?) de Julijs vergata in inchiostro bruno al frontespizio.
Fontana, pars I, col. 672. Manca a Sapori, che registra soltanto un’edizione settecentesca (I, 1917).
Bonfanti, Diritto Commerciale. Le Fonti, Milano 1996, p. 38. ICCU, IT\ICCU\RLZE\009091
e IT\ICCU\MILE\008721.
Milone, Filippo. Schema del corso di Storia del Diritto Romano dettato nella Regia Università di Napoli.
Quarta Edizione. Napoli, Stabilimento Tipografico Michele d’Auria, 1907.
€ 70
In-4° (225x160 mm), legatura in mezza tela coeva e carta varese, titoli e impressioni a secco al
dorso, pp. 280, [2].
Quarta edizione del fortunato corso di Storia del Diritto Romano del quale Ferdinando Milone
tenne la cattedra all’Università di Napoli. Il testo, ad uso esclusivo degli studenti, fu progettato
per maggior chiarezza in modo da contenere solo le teorie giuridiche con i commenti degli
autori antichi di riferimento, scevro dalle numerosi esegesi dei giuristi accumulatesi nel corso
dei secoli. Fa riferimento alla costituzione dello stato romano nei periodi regio, repubblicano e
imperiale, alle fonti del diritto e al procedimento penale, per terminare con la trattazione della
giurisprudenza civile e privata.
Ferdinando Milone (XIX-XX secolo) fu prima libero docente e poi professore di dirittto
romano presso l’università di Napoli.Tra gli italiani, fu membro di rilievo della scuola storica del
diritto fondata da Friedrich Karl von Savigny.
Leggere ingialliture, ma buon esemplare.
Provenienza: Firma di possesso di difficile interpretazione al frontespizio.
ICCU, IT\ICCU\UBO\0041642. Solo quattro copie nelle biblioteche pubbliche italiane.
Monacelli, Francesco; Monacelli, Giovanni Battista. Formularium legale practicum fori
ecclesiastici: Cum appendice plurium constitutionum apostolicarum & decretorum Sacrarum Congregationum
atque instructione pro visitantibus in fine operis adjectis.Venetiis, Ex Typographia Balleoniana, 1732.
€ 600
4 volumi in-4°, legatura in piena pergamena all’olandese, tassello in pelle bordeaux o bruna con
titoli dorati al dorso, tagli spruzzati in inchiostro rosso e blu, pp. [72], 531, [1] al primo volume,
pp. [56], 528 [in realtà 522], [20] al secondo, pp. [6], 336 al terzo e pp. [48], 372, [1] al quarto.
Frontespizio in rosso e nero, alcuni fregi e iniziali xilografiche.
Formulario legale per il foro ecclesiastico, ovvero testo pratico di diritto canonico ad
uso dei giuristi. Il testo è diviso in quattro tomi che trattano approfonditamente la normativa
ecclesiastica fornendo non solo il corpus di riferimento, ma anche la giurisprudenza relativa a casi
specifici, norme di procedura processuale, le decisioni della Sacra Rota Romana e delle Sacre
Congregazioni.
Il quarto tomo, postumo e perciò curato da Giovanni Battista Monacelli, nipote di Francesco,
integra la raccolta con ulteriori analisi di pratiche dibattute presso i tribunali delle Sacre
Congregazioni e allega le osservazioni di carattere legale dello stesso.
Francesco Monacelli (XVIII-XIX secolo), fu un prelato esperto di diritto canonico, celebre
grazie alla pubblicazione del Formulario. Protonotario apostolico di Gubbio, era stato vicario
generale delle chiese di Venosa e di Iesi.
Tracce di umidità ai contropiatti e occasionale ossidazione alle carte; nel complesso, buon
esemplare.
Provenienza: Nota manoscritta in calce al frontespizio f A. B. an: 1732 vergata in inchiostro
bruno.
ICCU, IT\ICCU\RLZE\014935.
l’esemplare dei conti di
Massol
con le loro armi impresse in oro ai piatti
Novarini, Luigi. Adagia formulaeque proverbiales, Ex Sanctorum Patrum, Ecclesiasticorumque Scriptorum
Monumentis accuratè promptae; quae explicantur, illustranturque Additis, ut res exigerbat, vitiis evellendis,
virtutibus implantandis, Excursibus, Ethologicis, & moribus expoliendis, insertis salubris monitis [...].
Veronae, Typis Merulanis, 1651.
€ 1500
2 volumi in-4° (354x220 mm), legatura in piena pelle coeva con armi e cornice a filetto semplice
impresse in oro ai piatti, pp. [12], 636, [132, l’ultima carta è bianca] al primo volume, pp. [4], 648,
[132, l’ultima bianca] al secondo volume. Frontespizio in rosso e nero al primo volume, iniziali
e fregi xilografici, testo su due colonne.
Non comune raccolta di Adagia e formule entrate nell’uso proverbiale, tratte dagli antichi autori
e dagli scrittori di cose ecclesiastiche. Molto ricca è la sezione dedicata ai proverbi legati alla
giustizia e al diritto.
Luigi Novarini (XVI-XVII secolo) fu un chierico veronese.
Ottimo esemplare.
Provenienza: Armi dei conti di Massol raffigurante l’aquila bicipite, concessa alla famiglia con
privilegio dell’Imperatore Massimiliano I d’Austria nel 1502.
Manca a Sapori, che non registra nessuna opera del Novarini. ICCU, IT\ICCU\RLZE\017890
e IT\ICCU\VEAE\003038.
Oinotomos, Ioannes. In quatuor Institutionum Imperialium Iustiniani Imp. Libros, Commentarij. Nunc
primum, tum iussu superiorum, tum ex eorum mente castigati, ac emendati prodeunt. […] Venetiis, Apud
Pezzana, 1666.
€ 600
In-folio (337x235 mm), legatura in cartonato, titoli manoscritti in scrittura corsiva al dorso,
cerniere a vista, pp. [4], 608, [52, l’ultima bianca]. Frontespizio in rosso e nero, bella marca
tipografica al frontespizio raffigurante il giglio, iniziali e fregi xilografici, testo su due colonne.
Prima
edizione veneziana del celebre commentario alle Institutiones di
Giustiniano ad
opera di Ioannes Oinotomos (Johann Shneidewein), stampato per la prima volta nel 1573 e
riedito circa ottanta volte nel giro di due secoli. Il testo, realizzato seguendo l’insegnamento del
maestro umanista Filippo Melantone (1497-1560), glossa le Institutiones di Giustiniano secondo
i precetti della scuola giuridica tedesca del Rinascimento.
Johann Shneidewein (1519-1568; nella forma ellenizzata, Oinotomos), fu un celebre giurista
tedesco, vicino a Martin Luther del quale era stato alunno a Wittenberg. Seguì il maestro per
tutta la vita e ottenne importanti incarichi accademici e politici presso gli elettori tedeschi
protestanti. Ritenne falsa la donazione di Costantino e di conseguenza illegittimo il potere
temporale del papato romano.
Ottimo esemplare con barbe e nella sua prima legatura.
ICCU, IT\ICCU\TO0E\021178 e IT\ICCU\RMSE\067578.
Otto, Everard. Papinianus, sive de vita, studiis, scriptis, moribus et morte Aemilii Papiniani,
Jurisconsultorum coryphaei, diatriba. Lugduni Batavorum, Apud Samuelem Luchtmans, 1718.
€ 280
In-8° (150x86 mm), legatura in pergamena rigida moderna, tagli originariamente colorati in
rosso, pp. [16], 439, [25, le ultime due bianche]. Alcuni fregi e iniziali xilografiche alle prime
carte.
La vita e l’opera di Aemilius Papinianus, il più insigne giurista dell’età classica, riprese e
approfondite da Everard Otto. La figura di Papinianus (metà del II secolo-ca. 212) influenzò
il diritto romano a partire dalla sua opera di consigliere e prefetto del pretorio sotto Settimio
Severo. Dopo la sua uccisione, probabilmente ordinata da Caracalla per il rifiuto di difendere
il suo fratricidio di fronte al senato, i suoi libri di questiones, responsa e definitiones ebbero larga
fama: furono inseriti nel Corpus Iuris Civilis e nella cosiddetta “legge delle citazioni” di Teodosio
II e Valentiniano III, che prevedeva che le sue opinioni avessero valore giuridico nei tribunali
dell’impero.
Everard Otto (1685-1756) fu un prolifico giurista tedesco, docente di diritto presso le università
di Duisburg e Utrecht. Scrisse numerosi trattati sul diritto civile, romano e sulla storia latina; tra
gli altri una biografia del giureconsulto romano Servio Sulpizio Rufo (1737), il Thesaurus juris
Romani continens rariora meliorum interpretum opuscula (1725-1729) e Sam. Pufendorfius de officio
hominis et civis cum eius annotationibus (1737).
Naturale brunitura della carta, ma nel complesso esemplare molto buono.
Provenienza: Firma di possesso vergata in inchiostro bruno al margine superiore del frontespizio,
N.J.D. Kermedij (?).
ICCU, IT\ICCU\TSAE\012577.
Otto, Everard. De Ædilibus Coloniarum et Municipiorum Liber Singularis. In quo pleraque, ad
veterem Politiam municipalem pertinentia, explicantur. Editio secunda. Trajecti ad Rhenum (Utrecht),
Apud Joh. Serv. Bosch, 1732.
€ 250
In-8° grande (198x120 mm), legatura in pergamena rigida, nome dell’autore e titolo dell’opera
impressi in oro al dorso entro cornice decorativa dorata, cerniere a vista, tagli spruzzati in
inchiostro rosso e blu, segnalibro in tessuto verde, pp. [16], pp. 507, [13]. Frontespizio in rosso e
nero con vignetta numismatica incisa in rame, alcune iniziali incise alle carte preliminari.
Seconda edizione del trattato di Everard Otto stampato per la prima volta nel 1713. Si tratta di
uno studio storico-giuridico sulle competenze degli Edili, veri e propri funzionari dell’Impero
Romano con compiti giudiziari e di polizia urbana. Il giurista tedesco si sofferma sulle loro
competenze nei municipi e nelle colonie romane, ovvero nei territori della penisola italiana
considerati a tutti gli effetti parte di Roma, i cui abitanti godevano appieno del diritto di
cittadinanza.
Everard Otto (1685-1756) fu un prolifico giurista tedesco, docente di diritto presso le università
di Duisburg e Utrecht. Scrisse numerosi trattati sul diritto civile, romano e sulla storia latina; tra
gli altri una biografia del giureconsulto romano Servio Sulpizio Rufo (1737), il Thesaurus juris
Romani continens rariora meliorum interpretum opuscula (1725-1729) e Sam. Pufendorfius de officio
hominis et civis cum eius annotationibus (1737).
Tracce di foxing e ossidazione alle carte, ma nel complesso buon esemplare.
ICCU, IT\ICCU\SBLE\016816.
Pailliet, Jean Baptiste Joseph. Manuel de droit civil commercial et criminal, mise en rapport avec la
legislation et la jurisprudence de Belgique. Bruxelles, Librairie de Jurisprudence di H. Tarlier, 1833.
€ 120
Due volumi in-4° (238x154 mm), legatura in mezza pelle su carta marmorizzata, quattro nervi
al dorso con fregi e titoli dorati, tagli colorati in inchiostro giallo, pp. [4], 282, [4],VIII, 132,VII,
[1, bianca], 108, 116, IV, 116, 4 al primo tomo, pp. [4], XXX, LXIV, 719, [1, bianca], XV, [3] al
secondo. Testo su due colonne.
Manuale di diritto civile, penale e commerciale francese con le relative procedure processuali. Al
testo francese sono allegati anche una storia del diritto dall’età romana al 1830 e la costituzione
del Belgio, con le sue caratteristiche specifiche in termini di successione e legge elettorale.
Jean Baptiste Joseph Pailliet (1789-1861) fu avvocato alla Reale Corte d’Orléans. Scrisse
numerosi trattati giuridici, in particolare nel ramo del diritto civile.
Legatura usurata ai piatti e ai margini, piccola lacuna alla cuffia del secondo tomo, ossidazioni
diffuse con diversa intensità alle carte; nel complesso discreto esemplare.
In ICCU non figura l’intera edizione: si censisce ogni tomo singolarmente, ritenendola cosa a
sé. Il primo tomo, peraltro estremamente raro (presente solo nella biblioteca Sagarriga ViscontiVolpi nei pressi di Bari), figura come IT\ICCU\BA1\0016213, il secondo, (presente in 4 sole
biblioteche italiane, a Milano, a Voghera e a Roma) come IT\ICCU\PUV\0443078 e IT\
ICCU \LO1\0914667.
Passerini, Pietro Maria. Regulare Tribunal seu Praxis Formandi Processus nedum in Foro Regularium
sed etiam Secularium. Romae, Sumptibus Angeli Nicolai Tinassij, 1677.
€ 400
In-folio (308x205 mm), legatura coeva in pergamena rigida, dorso a cinque nervi con tassello
e titolo in oro al secondo scomparto, cc. [6], pp. 556 [in realtà, 564]. Stemma cardinalizio inciso
in legno al frontespizio, alcuni fregi e iniziali abitate di pregevole fattura alle carte preliminari.
Prima edizione di questa fondamentale opera sul modo di istruire i processi, sia in ambito
di diritto civile che per quanto riguarda il foro ecclesiastico. Il Passerini non tralascia alcun
elemento: dedica ampio spazio al ruolo dei testimoni e ai criteri per la loro ammissibilità, alle
competenze e alle facoltà dei giudici ed esamina le circostanze in cui sia ammissibile la tortura
dell’imputato affinché rilasci una confessione.
Leggere bruniture, ma buon esemplare.
Pietro Maria Passerini (ca. 1595-1677) fu procuratore generale dell’ordine domenicano e
scrisse numerosi trattati teologici, oltre che giuridici. Fu lettore presso l’università romana de la
Sapienza.
Fontana, pars II, col. 65. Sapori, I, 2256. ICCU, IT\ICCU\RMGE\000868.
Pereira De Castro, Gabriel. Gabrielis Pereirae De Castro, ex Senatoribus Supremi Lusitaniae
Senatus [...] Tractatus De Manu Regia, Pars Prima [et altera]. Editio Novissima, infinitis penè mendis,
quibus scatebat, ad amussim expurgata. Lugduni, Sumptibus Claudii Bourgeat, sub Signo Mercurij
Galli, 1673.
€ 1.200
2 parti rilegate in un volume in-folio (357x220 mm), legatura in piena pergamena, dorso a
cinque nervi con titolo manoscritto, cc. [4], pp. 44, 450, cc. [2], pp. 418, c. [1, bianca]. Frontespizi
in rosso e nero, graziose iniziali e fregi xilografici, testo su due colonne.
Bella marca tipografica con Mercurio incisa in rame ripetuta ai due frontespizi; grande incisione
araldica al recto della c. [3] del primo volume.
Seconda edizione aumentata di questo fondamentale trattato per la legislazione del Portogallo,
pubblicato per la prima volta a Lisbona nel 1622. Si tratta di una compilazione che raccoglie
tutte le facoltà reali nelle decisioni giuridiche portoghesi, definendo con precisione quali erano
le prerogative del sovrano anche sugli uomini di chiesa. Il trattato ebbe un’importanza storica
notevole, in quanto fu chiamato in causa durante il periodo precedente alla cacciata dei gesuiti
dal Portogallo quale testo di riferimento per sancire la legittimità del provvedimento.
Gabriel Pereira de Castro (1571-1632) fu un erudito portoghese che insegnò presso la celebre
università di Coimbra. Tra le sue pubblicazioni si ricordano un altro trattato di natura giuridica,
Monomachia sobre as concordias que fizeram os reis com os prelados de Portugal (1738, postumo) e un
poema eroico in ottave, Ulisseia ou Lisboa edificada (1636, anch’esso postumo).
Alcune bruniture e ossidazioni diffuse, ma nel complesso discreto esemplare.
Provenienza: Ex-libris manoscritto (cassato) al frontespizio.
Fontana, pars II, col. 79. Manca a Sapori, che registra l’edizione del 1698 (I, 2301). ICCU, IT\
ICCU\UM1E\008032 e IT\ICCU\RLZE\030374.
Perez, Antonio. Praelectiones in duodecim Libros Codicis Justiniani Imp. Quibus Leges omnses &
Authenticae perpetua serie explicantur, mores hodierni inferuntur, & quid sit Iuris Antiqui Novi, &
Novissimi, enodatur, & breviter exponitur [...]. Amstelodami, Apud Ludovicum Elzevirium, 1653.
€ 1.000
In-folio (370x230 mm), elegante legatura in piena pergamena coeva ivoire (con alcune macchie
e tracce d’uso) con cartiglio impresso a secco ai piatti, doppia cornice impressa a secco, dorso a
sei nervi con titolo manoscritto, tagli spruzzati in inchiostro blu, pp. [12], 968, [44]. Frontespizio
e pagina della censura in rosso e nero, iniziali e fregi xilografici alle carte preliminari, testo su
due colonne.
Prima edizione elzeviriana e terza edizione assoluta del commentario al Codex Iuris
Civilis di Antonio Perez, stampato per la prima volta nel 1626. Di norma quest’edizione viene
considerata una delle più belle impressioni dell’Elzevier, che stampò altre due volte la stessa
opera, ma solo in formato in-quarto.
Antonio Perez (1583-1673) fu un giurista e militare spagnolo, che insegnò a lungo in Belgio,
all’università gesuita di Lovanio. I suoi commenti sul corpus giustinianeo si distinguono per le
lucide considerazioni che il giurista apporta alla storia legale della Spagna, della Germania, della
Francia e, ovviamente, dei Paesi Bassi.
Alcune macchie alla legatura; nel complesso ottimo ed elegante esemplare.
Dekkers pp. 132 /6. Brants Bio. Nat. XVII, 11.Willems 1164. ICCU, IT\ICCU\UM1E\008136.
Perez, Antonio. Praelectiones in duodecim Libros Codicis Justiniani Imp. [...] Editio novissima ad
exemplarium veterum formam exacta […] cui accedunt Commentarius in quinque et viginti Digestorum
Libros, Institutiones Imperiales […].Venetiis, Excudebat Petrus Valvasensis, 1773.
€ 250
Uno su tre volumi in-folio (370x230 mm), legatura in piena pergamena con titoli impressi in
oro al dorso entro tassello arancione, pp. xij (le pp. vj e vij, che avrebbero dovuto contenere la
prima parte dell’indice sono bianche, probabilmente ab origine), 376. Frontespizio in rosso e
nero, alcune iniziali xilografiche alle carte preliminari.
Primo volume del commento di Antonio Perez al Codex Iuris Civilis, al Digestum, alle
Institutiones del diritto romano. L’intento dell’opera era quello di riunire in un solo volume
tutti i testi giuridici pervenuti dall’antichità classica e dalla tradizione medievale, per farne un
commento puntuale e comparativo.
Antonio Perez (1583-1673) fu un giurista e militare spagnolo, che insegnò a lungo in Belgio,
all’università gesuita di Lovanio. I suoi commenti sul corpus giustinianeo si distinguono per le
lucide considerazioni che il giurista apporta alla storia legale della Spagna, della Germania, della
Francia e, ovviamente, dei Paesi Bassi.
Alcune tracce d’uso e trascurabili macchie alla legatura, ma nel complesso bell’esemplare pulito.
Provenienza:Tassello cartaceo all’ultimo contropiatto con segnatura, segno dell’appartenenza in
passato a una biblioteca pubblica o privata.
ICCU, IT\ICCU\RAVE\007892.
Pignatelli, Jacopo. Iacobi Pignatelli Consultationum Canonicarum Pro publico usu quotidiano Tomus
Secundus ac Tertius [...] In quibus Praecipuae Controversiae De ijs, quae ad Sanctorum Canonizationem,
ac sacros Ritus, Ad S. Concilium Tridentinum, Ad Episcopos & Regulares, Ad Immunitatem, Libertatem,
ac Iurisdictionem ecclesiasticam potissimum spectant [...]. Romae, Typis Iosephi Corvi, 1675.
€ 280
2 tomi (su dieci) legati in un volume in-folio (300x205 mm), legatura in piena pergamena coeva,
dorso a quattro nervi con titolo impresso in oro entro tassello in marocchino arancione, cc. [8],
pp. 236, 240, cc. [40].
Non comune edizione romana delle Consultationes del Pignatelli, opera pubblicata molte volte
nel corso del Seicento. Si tratta di una raccolta di consigli e pareri legali in ambito di diritto
canonico da utilizzarsi presso i fori ecclesiastici come un repertorio di casistica.
Solo il tomo secondo e terzo, contenenti le Controversiae inerenti alle canonizzazioni, alla
corretta celebrazione del rituale, alle disposizioni del Concilio di Trento, ai vescovi e alle
immunità ecclesiastiche.
Francesco Giacomo Pignatelli (1625-1699) fu un insigne canonista salentino, formatosi a
Taranto e a Roma, dove si laureò in utroque iure. Fu camerlengo del clero romano e rifiutò
numerose volte la dignità vescovile per dedicarsi a tempo pieno agli studi giuridici.
Cuffie leggermente usurate e lieve ossidazione alle carte; nel complesso, buon esemplare.
Manca a Fontana, che cita altre edizioni. Manca a Sapori, che cita un’edizione successiva. ICCU,
IT\ICCU\RLZE\030113 e IT\ICCU\RAVE\025196.
Pirhing, Enrico. Jus Canonicum Nova Methodo Explicatum, [...]. Tomus Quartus Respondens Libro
Quarto Decretalium. In quo de Sponsalibus, et Matrimoniis, & quae eis annexa sunt, agitur [...]. Dilingae
(Dillingen),Typis, & Sumptibus Joannis Caspari Bencard, per Joannem Michaelem Spörlin, 1678.
€ 170
In-folio (322x200 mm), legatura in piena pergamena coeva, dorso a cinque nervi con titolo
manoscritto allo scomparto di testa, tagli originariamente spruzzati in inchiostro blu, cc. [4], pp.
246 [in realtà, 244]. Frontespizio in rosso e nero, occhietto tipografico, alcune iniziali xilografiche
alle prime pagine. Stemma dei gesuiti inciso in xilografia al frontespizio.
Seconda edizione, stampata tra il 1676 e il 1678, del celebre diritto canonico del Pirhing,
che introduceva l’innovativo methodus nova nella trattazione della materia. Il tedesco manteneva
l’ordine di libri e capitoli, ma ordinava secondo un criterio di prominenza gli argomenti
all’interno degli stessi. Questa disposizione rendeva più semplice rispetto al passato l’inserimento
nelle edizioni del codice dei commenti dei giuristi più affermati.
Solo il quarto volume (su 5), contenente la parte che corrisponde al quarto libro delle Decretali
riguardante la giurisdizione dei matrimoni. Riprendendo il parere degli autori classici del diritto,
il Pirhing sostenne che non era possibile contrarre matrimonio di propria volontà prima dell’età
canonica, a meno che nei contraenti non fosse già invalsa la capacità e consapevolezza di generare
(malitia). Purtuttavia, venivano considerati validi i vincoli matrimoniali generati in cerimonie tra
infanti per volere delle famiglie.
Ehrenreich Pirhing (1606-1679) fu un giurista tedesco considerato da molti il migliore
canonista del XVII secolo. Gesuita, insegnò diritto canonico nel collegio della Compagnia di
Gesù a Eichstätt.
Bruniture dovute all’ossidazione dell’inchiostro e alcune abrasioni al piatto posteriore, ma nel
complesso buon esemplare.
Fontana, pars II, col. 102 (cita due edizioni: 1674 e 1676). Manca a Sapori, che cita (I, 2348)
soltanto l’edizione remondiniana del 1759.
Solo 4 esemplari nelle biblioteche pubbliche italiane (ICCU, IT\ICCU\BVEE\ 067389).
Pittoni, Giovanni Battista. Constitutiones pontificiae et Romanarum Congregationum Decisiones ad
vicarios utriusque cleri spectantes. Jo. Baptista Pittono sacerdote Veneto collectore […]Venetiis, excudebat
Leonardus Pittonus Collectoris Pater, Habentur venales sub Signo Cambii, 1715.
[legato con:]
Universalia sacrorum rituum congregationibus decreta omnibus utriusque Cleri Ecclesiasticis ubique locorum
existentibus perutilia, & necessaria, a Jo. Baptista Pittono sacerdote Veneto collecta […] Venetiis, excudebat
Leonardus Pittonus Collectoris Pater, 1715.
€ 230
In-8° (164x103 mm), piena pergamena rigida, dorso a quattro nervi, titoli vergati a mano in
inchiostro bruno al secondo scomparto, tassello cartaceo al piede stampato in inchiostro bruno
con segnatura, tagli spruzzati in inchiostro rosso, titoli manoscritti in inchiostro bruno al taglio
inferiore, pp. [24], 196, [4], 46, [2].
Raccolta di norme pontificie e delle decisioni delle congregazioni romane sulle facoltà dei
vicari di tali congregazioni, a cui sono uniti i decreti sulla gestione e celebrazione dei riti delle
medesime confraternite.
Giovanni Battista Pittoni (m. 1748) fu un sacerdote veneto che scrisse numerose biografie
ecclesiastiche e trattati sul cerimoniale cattolico; non ultimo, è l’autore di un trattato incentrato
specificatamente sulle cerimonie di sepoltura, alquanto raro.
Alcune lievi fioriture alle carte, minori tracce d’uso; nel complesso buon esemplare.
Provenienza: I. Ex-libris cartaceo ai contropiatti con stemma della congregazione torinese della
Compagnia di Gesù. II. Al frontespizio, nota manoscritta vergata inchiostro bruno che recita:
Col.Taur. Soc. Ies. Catal. Inscrip. Ex Censu.Vict. Ame. I. e timbro dei gesuiti alla stessa pagina.
ICCU, IT\ICCU\TO0E\074869 (per la prima opera), IT\ICCU\UMCE\013976 per la
seconda.
Postio, Ludovico. Sac. Rotae Romanae Decisiones […] ad Tractatum Mandati de Manutenendo.
Augustae Taurinorum, Apud Haeredes Io. Dominici Tarini, 1645.
€ 300
In-folio (345x210 mm), legatura in piena pergamena coeva con titolo calligrafato al dorso, pp.
573, [3, bianche]. Alcuni fregi xilografici, testo su due colonne.
Secondo volume della rara prima edizione del Tractatum Mandati de Manutenendo. I due
volumi sono strutturati in modo da essere autonomi nel contenuto: il primo contiene il trattato
vero e proprio, che definisce l’istituto giuridico dell’interim, chiamato nel medioevo latino con
la locuzione mandatum manutenendi. Il secondo elenca invece tutte le decisiones considerate di
rilievo per la materia in questione.
Ludovico Postio (XVII secolo) fu un celebre giurista di Perugia, esperto di diritto civile.
Fu luogotenente di Ascoli e Macerata, nonché pretore e uditore delle sedi locali della Sacra
Rota. Fu uditore anche presso la Sacra Rota di Bologna, della quale raccolse le sentenze in una
fortunata compilazione di decisiones.
Alcuni fori dovuti alla caduta di faville incandescenti sulla carta (pp. 247-48), foro di tarlo
nel margine inferiore interno di alcune carte e minori tracce d’uso; nel complesso, discreto
esemplare.
Provenienza: Al frontespizio, nota di possesso manoscritta due volte in inchiostro bruno Ex
libris Vincentij de Ravanis IC.
ICCU, IT\ICCU\NAPE\011851 e IT\ICCU\RMGE\000587.
Postio, Ludovico. De Subhastatione Tractatus singularis. Iunctis ad materiam variis Rotae Romanae
Decisionibus. Novissime huic editioni accesserunt eiusdem authoris Additamenta ad praedictum Tractatum
[...]. Genevae, Sumptibus Ioannis Antonii & Samuëlis De Tournes, 1671.
[legato con:]
Postio, Ludovico. Additamenta ad Tractatum De Subhastatione [...]. Genevae, Sumptibus Ioannis
Antonii & Samuëlis De Tournes, 1670.
€ 750
2 volumi legati insieme in-folio (354x213 mm), legatura in pergamena rigida coeva, dorso a
cinque nervi con titoli e fregi manoscritti, pp. [8], 446, [2, bianche], 284, [32]. Frontespizio in
rosso e nero con grande marca xilografica raffigurante una corona, belle iniziali e fregi xilografici
alle carte preliminari.
Non comune edizione di quest’opera del Postio sulle vendite all’asta. Nella trattazione si
illustrano con ordine e precisione tutte le caratteristiche di una vendita all’asta e le circostanze
giuridiche che impongano tale soluzione, ad esempio la morosità. In aggiunta, si elencano
le norme che regolamentano le vendite e le sentenze, o decisiones, emesse nel passato che
costituivano un repertorio di riferimento per casi particolari. Le decisiones, in particolare, hanno
un proprio frontespizio datato (1670) ma fanno parte a tutti gli effetti del secondo volume, del
quale proseguono la numerazione delle pagine.
Ludovico Postio (XVII secolo) fu un celebre giurista di Perugia, esperto di diritto civile.
Fu luogotenente di Ascoli e Macerata, nonché pretore e uditore delle sedi locali della Sacra
Rota. Fu uditore anche presso la Sacra Rota di Bologna, della quale raccolse le sentenze in una
fortunata compilazione di decisiones.
Leggere arrossature e minori tracce d’uso; nel complesso, esemplare molto buono.
Provenienza: Nota di possesso De Giavarolis 1818 e Luigi Pievaroli al verso del primo foglio di
guardia.
Fontana, pars II, col. 118. Sapori, vol. I, 2386. ICCU, IT\ICCU\MILE\005186 (anche se il
luogo di stampa viene segnalato come Coloniae Allobrogum (Cologny), che si trova nel cantone
svizzero di Ginevra).
Postio, Ludovico. Ludovici Postii J.V.C. Perusini Resolutiones Causarum Civilium Tenentiae Marchiae,
atque nonnullae Auditoratus legationis Bononiae. Editio novissima, mendis quamplurimis quae in priori
irrepserant repurgata. [...]. Genevae (Ginevra), Sumptibus Leonardi Chouët & Socii, 1687.
€ 550
In-folio (340x205 mm), pergamena coeva rigida con dorso a cinque nervi, cartiglio e titolo
manoscritto al secondo e terzo scomparto, cc. [6], pp. 318, cc. [1, bianca], [32]. Occhietto
tipografico e frontespizio in rosso e nero con la bella marca tipografica della salamandra ignivora.
Rara terza edizione aumentata e corretta delle Resolutiones del celebre avvocato perugino,
impresse per la prima volta a Venezia nel 1655. Si tratta di una serie di relazioni di casi presentati
e risolti al cospetto del tribunale della Sacra Rota di Bologna, che divennero un repertorio di
riferimento nella soluzione delle controversie giudiziarie dell’epoca.
Ludovico Postio (XVII secolo) fu un celebre giurista di Perugia, esperto di diritto civile. Fu
luogotenente di Ascoli e Macerata, nonché pretore e uditore delle sedi locali della Sacra Rota.
Fu uditore anche presso la Sacra Rota di Bologna.
Uniformi bruniture, dovute all’ossidazione dell’inchiostro sulla carta, ma buon esemplare.
Manca al Fontana (pars II, col. 118) che cita la prima edizione veneziana e la seconda edizione
ginevrina del 1662. Manca a Sapori che cita (I, 2384) un’edizione in-4° impressa dallo stesso
Chouët l’anno precedente. 4 copie nelle biblioteche pubbliche italiane: ICCU, IT\ICCU\
LIAE\024338.
Postio, Ludovico. Decisiones Rotae Bononiae Ludovico Postio Perusino. Excudebantur Parmae,
Apud Albertum Pazzonum, & Paulum Montium Socios, sub signo Fidei, 1694.
€ 500
In-folio (338x220 mm), legatura in piena pergamena coeva con titolo calligrafato al dorso, piatti
ricoperti da fogli in carta colorata a mano, tagli spruzzati in inchiostro rosso e blu, pp. [12], 634,
[2, l’ultima bianca]. Frontespizio in rosso e nero, iniziali abitate e fregi xilografici di pregevole
fattura, testo su due colonne.
Non comune edizione delle Decisiones della Rota Bolognese raccolte dal Postio e pubblicate
su iniziativa del celebre giurista Francesco Giovio, conterraneo dell’autore perugino.
L’opera è una raccolta di sentenze pubblicate ad uso di magistrati e giuristi, affinché disponessero
di un repertorio basato sulla consuetudine che li aiutasse a dirimere le più inusuali controversie
giudiziarie.
Ludovico Postio (XVII secolo) fu un celebre giurista di Perugia, esperto di diritto civile. Fu
luogotenente di Ascoli e Macerata, nonché pretore e uditore delle sedi locali della Sacra Rota.
Fu uditore anche presso la Sacra Rota di Bologna.
Restauri datati alle ultime due carte senza perdita di testo, alcune bruniture causate dall’ossidazione
dell’inchiostro, per il resto ottimo esemplare su carta forte.
Provenienza: All’occhietto, nota di possesso manoscritta in inchiostro bruno Jacobi Antonij
Meghini I.C. Pontremulensis Empt. in Nundinij Filetti Anno 1701. prolib. 14. Nunc ex Libris Jo.
Vincentiis de Ravanis I.C.
ICCU, IT\ICCU\UBOE\003681.
(Pothier, Robert-Joseph). Pandectae Justinianeae, in Novum Ordinem digestae: cum legibus, codicis et
novellis, quae jus pandectarum confirmant, explicant, aut abrogant […] Continens Orationem de laudibus
celeberrimi viri R. J. Pothier […] Nova editio, priori correctior et in qua pratermissa & supplenda in suis
locis restituuntur. Lugduni, Sumptibus Bernuset et Sociorum, 1782.
€ 1.500
3 volumi in-folio (390x260 mm), elegante legatura in piena pelle bazzana, dorso a sei nervi,
doppio tassello in marocchino con titoli in oro e ricche decorazioni floreali agli scomparti, tagli
colorati in inchiostro rosso, fogli di guardia in carta marmorizzata, cc. [2], pp. 8, ccxliv, 695, [1,
bianca] al primo volume, pp. xiv, 30, 706 [in realtà, 708] al secondo volume, pp. lxxij, 956, lvj al
terzo volume.
Elegante edizione delle Pandette giustinianee curata da R.J. Pothier. L’autore, nato e
vissuto ad Orlèans (1699-1772), fu un giurista e magistrato francese che dedicò molti anni della
sua vita allo studio di Giustiniano con l’ambizione di coordinare e presentare in ordine logico
le massime del diritto romano. Il suo testo Pandectae Justinianeae, è il risultato delle sue ricerche,
divenuto un classico degli studi di diritto romano.
Leggermente consunto ai margini dei piatti, ma nel complesso bellissimo esemplare ad ampi
margini in legatura elegante.
ICCU, IT\ICCU\MILE\007981.
Pothier, Robert Joseph. Le pandette di Giustiniano. In Venezia, Co’ tipi di Antonio Bazzarini e
C.°, 1833-1836.
€ 500
7 su 8 volumi (232x150 mm), mezza pergamena con angoli su carta marmorizzata, titoli
manoscritti al dorso, tagli spruzzati in inchiostro bruno, al primo tomo pp. CXXXIX, 708, al
secondo pp. 989, al terzo pp. 950, al quarto pp. 992, al quinto pp. 973, al sesto pp. 1119, al settimo
pp. 768.
Edizione ottocentesca delle Pandette, le compilazioni complessive di diritto romano redatte
dagli antichi giureconsulti su ordine di Giustiniano, che costituiscono la seconda parte del suo
Corpus Iuris Civilis. Dopo averle epurate di contraddizioni e adeguate alle norme vigenti, esse
aquisirono valore di legge.
Robert Joseph Pothier (1699-1772) fu un giurista francese discendente da una stirpe di
magistrati, di cui tenne alto l’onore nel tribunale d’Orléans. Ricoprì, dunque, la carica di
magistrato, oltre a quella di professore di legge all’Università cittadina. I suoi testi divennero
classici per lo studio del diritto romano.
Tracce d’ossidazione diffuse, nel complesso buon esemplare.
ICCU, IT\ICCU\FER\0112328.
Pozzi, Giovanni. La zoojatria legale, Milano, Società Editrice, 1833.
[legato con:]
Patellani, Luigi N. Nuovo trattato di ferratura […] Milano, coi tipi di Giovanni Pirotta, 1834.
[legato con:]
Gandolfi, Gaetano. Sulla epizoozia de’ majali [...] Milano,Tipografia Francesco Sonzogno, 1807.
[legato con:]
Compendio di cognizioni veterinarie […] Milano presso li Fratelli Pirola, (1795).
€ 350
In-8° (185x105 mm), mezza pelle con angoli su carta marmorizzata, titoli e fregi impressi in oro
al dorso, tagli spruzzati in inchiostro blu, pp. 132, 119, [1], 1 c. di tavola pieghevole, pp. 32, 168 [2
tavole pieghevoli]. Ritratto calcografico dell’autore in antiporta inciso da G. Lanti. Alcune tavole
calcografiche e xilografiche, fregi nel testo incisi in legno.
Seconda edizione del primo testo di medicina legale veterinaria in Italia. Stampato per
la prima volta nel 1816 e conosciuto col titolo di Giurisprudenza veterinaria, l’opera riguarda
la legislazione in merito agli animali domestici, in un’ottica pensata sia per gli allevatori che
pei giudici, dando nozioni sia sul bestiame che sulla legislazione utile da conoscere in caso di
controversie.
Alla presente opera sono allegati diversi trattati di veterinaria pressochè coevi.
Giovanni Pozzi (1769-1838), nato a Milano, fu un medico, patologo, chimico e veterinario,
professore e direttore dell’I. R. Scuola veterinaria della sua città. Tradusse testi del tedesco e
scrisse numerosi trattati di carattere scientifico, tra cui anche Polizia degli spedali, due trattati
sui vini, in cui si segnala come riconoscere quelli contraffatti, e il Dizionario di fisica e chimica
secondo le dottrine di Libes, Chapital, Bertolet e Parkes e giusta le teorie moderne, ed i metodi più semplici,
introdottisi nei diversi processi chimici.
Alcune minori tracce di ossidazione alle carte, ma nel complesso esemplare molto buono.
Provenienza: Alcuni fogli fittamente manoscritti con grafia tardo ottocentesca o novecentesca
contenenti il programma di un corso di letteratura italiana divisa per secoli inseriti al termine
del volume.
ICCU, IT\ICCU\UBO\0290734.
Pufendorf, Samuel. De Jure Naturæ et Gentium, Libri octo. Cum integris Commentariis Virorum
Clarissimorum Jo. Nicolai Hertii atque Joannis Barbeyraci […]. Francofurti & Lipsiæ, Ex Officina
Knochiana, 1744.
[unito con:]
Pufendorf, Samuel. Eris Scandica, qua adversus libros de iure naturali et gentium obiecta diluntur. [s.l.,
s.t.], 1743.
€ 800
2 volumi in-4° (245x194 mm), legatura in piena pergamena rigida con nome dell’autore e
numerazione del tomo vergati al dorso in inchiostro bruno, tagli originariamente spruzzati
in rosso, segnalibro in tessuto, pp. [6], XXXIX, [1], 854, [2, bianche] al primo volume, pp. [2],
500, [28], 372, [4] al secondo. Frontespizi in rosso e nero, ritratto dell’autore inciso in rame in
antiporta e vignetta calcografica al frontespizio.
Nel Diritto di natura e degli Stati, Pufendorf espone la sua teoria sulla naturale socievolezza degli
uomini che, in contrapposizione al pensiero di Hobbes, li porta ad accettare un insieme di regole
date loro da Dio e concretizzate nelle costituzioni scritte dagli uomini. In tal senso il trattato
pare essere una giustificazione dell’assolutismo.
Samuel von Pufendorf (Dorfchemnits, 1632-Berlino, 1694), filosofo e teologo tedesco e
affascinato dalla teoria giusnaturalistica di Ugo Grozio, si propose di armonizzare i primi nuclei
del pensiero pre-illuministico con la teologia cristiana.
Uniformi bruniture dovute alla qualità della carta e alcune piccole macchie; nel complesso, buon
esemplare.
ICCU, IT\ICCU\RLZE\031239 e IT\ICCU\TO0E\001057.
Puteus, Iacobus. Decisiones […] ex causis tam per ipsum, quam per alios dc. Auditores rotae, in eodem
Sacro Palatio relatis, necnon ex communibus & suffragijs, summa cura, singularique industria collectae, & in
tres Libros divisae […].Venetiis, Apud Hæredem Hieronymi Scoti, 1610.
€ 500
In-folio (330x215 mm), legatura in pergamena rigida, dorso a tre nervi, titolo dell’opera e data
di edizione vergati in inchiostro bruno al dorso, cc. [40], pp. 438 [in realtà, 446, manca l’ultima
bianca].
Raccolta di decisioni della Sacra Rota Romana raccolte dal cardinale Jacopo del Pozzo dal 1540
al 1551. Le sentenze non riguardano solo i casi seguiti personalmente dal Puteus, ma anche
quelli esposti da colleghi del cardinale e ugualmente degni di nota.
Jacopo del Pozzo (1508-1563) fu un giurista italiano nato a Nizza, uditore di cause al Sacro
Palazzo a Roma, che insegnò nelle università di Ferrara e Pavia (1431-53). Secondo il Tiraboschi,
fu parente del più celebre Paride del Pozzo (Paris de Puteo), giurista napoletano che fu inquisitore
generale del regno e che viene ricordato da Alessandro Manzoni come oppositore della tortura.
Fori di tarlo alle carte e gora d’acqua al margine superiore dell’ultima parte del volume. Nel
complesso, un buon esemplare.
Provenienza: Firma di possesso cassata al frontespizio e seguita da una seconda firma vergata in
inchiostro bruno Do.Vincentuj de Ravani H. ai lati della marca tipografica.
ICCU, IT\ICCU\FOGE\008951.
[I]. Raewaerd, Jacques. Opera quae reperiri potuerunt. Omnia in Tomos II digesta. Editio secunda
[...]. Francofurti, In Officina Wecheliana apud Danielem & Davidem Aubrios, & Clementem
Schleichium, 1622.
[legato con:]
[II]. Raewaerd, Jacques. Operum pars postuma, In qua Coniectaneorum Libri III. Nunc primum
in lucem editi [...]. Francofurti, In Officina Wecheliana apud Danielem & Davidem Aubrios, &
Clementem Schleichium, 1622.
€ 400
Grosso volume in-8° (170x95 mm), legatura in piena pergamena coeva (in parte deformata
dall’umidità), tracce di titoli manoscritti al dorso in scrittura corsiva, tagli originariamente
colorati in inchiostro rosso, pp. 1043, [21, l’ultima bianca], [8, l’ultima bianca], 115, [13]. Alcune
iniziali e fregi xilografici alle prime carte del volume.
[I]. Seconda edizione, contemporanea della prima lionese dello stesso anno 1622, dell’Opera
Omnia del brillante giurista belga, impressa dal Wechel.
[II]. Prima edizione dei tre libri di Collectanea, pubblicati postumi.
Jacques Raewaerd (ca.1535-1568) fu un giureconsulto belga, nato nei pressi di Bruges.
Intraprese in giovane età gli studi di greco e latino, e tramite la dottrina umanistica si appassionò
di giurisprudenza. Proseguì la sua formazione in tal senso presso le università di Lovanio e
Orleans e ricoprì numerosi incarichi ufficiali sia a Bruges che all’estero. Poco tempo dopo aver
ottenuto la docenza in diritto, spirò, ancor prima di compiere i 34 anni d’età.
Uniformi arrossature e deformazione della pergamena di legatura. Nel complesso, esemplare da
studio.
Provenienza: Ex-libris della Inner Temple Library al verso del piatto anteriore e timbro della
medesima biblioteca in inchiostro rosso ad alcune carte.
Fontana, pars II, col. 135. Manca a Sapori, che registra soltanto un’edizione settecentesca. Una
sola copia nelle biblioteche pubbliche italiane: ICCU, IT\ICCU\BVEE\071725.
Recitationes in quinquaginta libros digestorum: ex lectionibus tam publicis quam privatis variorum universitatis
Lovaniensis professorum depromptae et usibus Belgii accommodatae cum relegatione ad recitationes Heineccii
in titulis digestorum institutionibus analogis […] Neapoli (Napoli), ex typ. Anchorae, 1842.
€ 280
In-4° (254x170 mm), mezza pergamena su carta colorata, tassello in pelle verde al dorso con
titoli e fregi dorati, tagli spruzzati in inchiostro azzurro, fogli di guardia in carta verde, pp. 723,
[1, bianca].
Raccolta di commenti ai libri del Digesto trascritti da lezioni pubbliche e private dell’Università
di Lovanio. Le glosse presentano adattamenti alle norme vigenti in Belgio, con riferimento alle
esposizioni che delle norme del Digesto aveva dato Johann Gottlieb Heinecke (1681-1741),
celebre filosofo e giurista tedesco.
Alcune macchie, tracce di ossidazione diffuse, legatura stanca; nel complesso discreto esemplare.
Provenienza: Collezione privata Saletti.
ICCU, IT\ICCU\PUV\0527010.
Redenaschi, Francesco. Francisci Redenaschi I. C. Cremonensis Consilia et Responsa ac Res super iis
iudicatae [...]. [a p. 803 il colophon:] Ticini Regii, Apud Io. Andream Magrium, 1652.
€ 120
Grosso volume in-folio (325x220 mm), pergamena rigida coeva, dorso a cinque nervi con titolo
manoscritto al secondo scomparto, cc. [6, mancano il frontespizio e altre tre carte preliminari, tra
le quali quella con il ritratto dell’autore], pp. 888 [mancano le ultime due carte].
Prima edizione dei Consilia del celebre giurista cremonese in materia di diritto civile, e in
particolare di ultime volontà, contratti, feudi e questioni fiscali. Si fa spesso riferimento alla città
di Cremona, al cui contado si legano la maggior parte delle sentenze. In numerosi passi del testo
viene affrontata la questione della successione in linea femminile, quando essa sia possibile, in
che termini oppure quando non sia ammessa.
Francesco Redenaschi (1604-1651), fu un oratore e avvocato cremonese che divenne senatore
del ducato di Milano nel 1647. Ebbe un figlio, omonimo, che perseguì la sua stessa carriera con
discreto successo.
Mancano il frontespizio, tre carte preliminari e due carte finali, una con il termine dell’Index,
l’altra bianca; internamente alcune fioriture, ma buone condizioni.
Fontana, pars II, col. 150. Sapori, I, 2445. ICCU, IT\ICCU\UBOE\003704.
Reiffenstuel, Anacletus. Jus Canonicum Universum clara methodo iuxta titulos Quinque Librorum
Decretalium [...].Venetiis, Apud Jo: Baptistam Recurti, Ad Signum Religionis, 1717.
€ 1.200
5 tomi in 4 volumi in-folio (340x230 mm), legatura in mezza pelle con angoli coeva, dorso a
cinque nervi con tassello rosso e titoli in oro, tagli originariamente spruzzati in inchiostro rosso.
Frontespizio del primo volume in rosso e nero, alcune iniziali e fregi xilografici alle carte, testo
su due colonne.
Pregevole edizione veneziana di questo importante commentario alle Decretali di Gregorio
IX del francescano tedesco Anaklet Reiffenstuel (1641-1703). Il testo comprende inoltre
l’esposizione di tutto il diritto canonico, ovvero l’insieme di norme di natura divina o ecclesiastica
che regolamentano l’amministrazione della giustizia nei fori clericali.
Johann George Reiffenstuel detto Anaklet (1642-1703), fu un canonista e professore al liceo
vescovile di Frisinga. Il suo trattato più celebre è lo Ius Canonicum universum, opera di notevole
importanza che fu ristampato in molteplici edizioni ad uso dei seminaristi.
Tracce d’ossidazione e d’uso alle carte, ma bell’esemplare.
Provenienza: Timbri che segnalano la passata appartenenza dei volumi all’Istituto Salesiano A.
Sperti di Belluno.
Manca a Sapori, che cita (I, 2451) un’edizione del 1778 impressa dal Pezzana.
ICCU, IT\ICCU\MILE\003285.
Reiffenstuel Anaklet. Theologia moralis breui simulque clara methodo comprehensa, atque juxta sacros
canones, et Nouissima decreta summorum Pontificum diuersas propositiones damnantium, ac probatissimos
aucteres, succincte resoluens omnes materias morales. Venetiis, excudit Jo. Baptista Albritius Hieronymi
filius in via Mercatoria S. Juliani sub Signo Nominis Jesu, 1732.
€ 300
In-folio (365x250 mm), cartonato editoriale coevo, tracce del titolo manoscritto al dorso, cerniere
a vista, pp. [28], 563, [1, bianca]. Frontespizio in rosso e nero, alcune iniziali e fregi xilografici.
L’opera vuole essere un compendio breve ma efficace della teologia morale, dei canoni sacri e
dei decreti dei Sommi Pontefici, mirato a risolvere tutte le diatribe nelle questioni morali. A
livello pratico questo si esplicita in una serie di casi di coscienza la cui analisi fornisce ai prelati
un metro di comportamento.
Johann George Reiffenstuel detto Anaklet (1642-1703), fu un canonista e professore al liceo
vescovile di Frisinga. Il suo trattato più celebre è lo Ius Canonicum universum, opera di notevole
importanza che fu ristampato in molteplici edizioni ad uso dei seminaristi.
Gore d’acqua estese in particolare alle prime carte, fori di tarlo concentrati nell’angolo superiore
esterno, che non interessano il testo, alcune fioriture e tracce d’umidità. Nel complesso, esemplare
da studio.
ICCU censisce questa edizione in tre record distinti: IT\ICCU\BVEE\057920, IT\ICCU\
LIAE\023943 e IT\ICCU\RLZE\025060.
Reynaud, J.E.; Victor Alexis Désiré Dalloz. Trattato della perenzione d’istanza in materia civile
[…] riveduto dal sig. Dalloz. Palermo, Libreria e Tipografia A. Muratori, 1842.
€ 70
In-8° (188x110 mm), mezza pelle su percallino ottocentesco verde impresso a rilievo con un
motivo decorativo floreale, titolo e fregi dorati al dorso, pp. [4], 217, [1, bianca], [26].
Classico e significativo saggio di procedura civile del civilista francese, il cui titolo originale è
Traite de la peremption d’istance en matiere civile […]. Tratta della perdita del diritto a procedere in
ambito civile scaduti determinati termini temporali.
J.-E. Reynaud (XIX secolo) fu sostituto procuratore generale alla reale corte di Montpellier. Più
noto di Reynaud,Victor Alexis Désiré Dalloz (1795-1869) era un giurista, politico ed editore
francese che esercitò la professione di avvocato e fu ammesso al barreau (ordine professionale
francese degli avvocati) nel 1817. Le sue arringhe furono raccolte e proposte in alcune riviste
giuridiche, come Moniteur e Gazette de tribunaux. Rappresentò il dipartimento del Giura (Franca
Contea) nel parlamento per il decennio 1837-1848 supportando la dinastia d’Orléans.
Fioriture diffuse alle carte, legatura leggermente consunta ai margini; nel complesso, buon
esemplare.
ICCU, IT\ICCU\PUV\0466273.
Ricci, Giovanni Luigi. Collectanea Decisionum omnes fere casus in Tribunalibus Italiae, praesertim
Romanae Rotae, ac Curiae Archiepiscopalis Neapolitanae, & eiusdem Civitatis Sacri Concilij: Hispaniae,
Galliae, Germaniae, & Poloniae decisos, ac controversos complectentia [...] novissimè in hac nostra impressione
Corpus totum omnium novem partium in lucem editum; tribusque generalibus indicibus perlustratum
Auctorum scilicet, locorum, & materiarum. Venetiis, Apud Turrinos, 1660.
€ 750
2 volumi legati insieme in-folio (325-215 mm), legatura in pergamena coeva con tassello
purpureo e titolo in oro al dorso, cc. [36], pp. 260, 123, [1], 160, cc. [2], pp. 244, 171, [1, bianca],
160, 18, [2], 10, cc. [3, l’ultima pagina bianca]. Frontespizio in rosso e nero, iniziali e fregi
xilografici.
Terza edizione integrale delle nove parti della fortunatissima e fondamentale raccolta delle
Decisiones del celebre giurista napoletano, pubblicate separatamente tra il 1617 e il 1635. Le nove
parti riunite vennero poi pubblicate per la prima volta a Ginevra nel 1635. L’opera affronta una
casistica giurisprudenziale immensa, raccolta nei tribunali di tutta Europa.
Giovanni Luigi Ricci, alla latina Iohannes Aloysius Riccius (1570-1643) fu un membro della
nobile famiglia napoletana dei Riccio, o Rizzo. Divenne canonico della cattedrale di Napoli e
vescovo di Vico Equense.
Occasionali arrossature, ma ottimo esemplare.
Fontana, pars II, col. 164-165. Manca a Sapori, che cita altre tre edizioni precedenti ma contenenti
soltanto quattro, cinque e sei parti (I, 2468, 2469 e 2470). ICCU, IT\ICCU\RLZE\009215.
Ricci, Giovanni Luigi. Praxis aurea quotidianarum rerum ecclesiastici fori, In qua Variae Iuridicae
Resolutiones ex approbatis traditionibus Doctorum, atque diuersorum Tribunalium, praesertim Rotae
Romanae, Decisionibus, excerptae, continentur. [...] Opus quatuor partibus distinctum, […] Quibus,
hac nostra editione ab innumeris mendis repurgata, praeter Praxim remissionis delinquentium, opus
authoris posthumum, in calce operis positam […]. Venetiis, Sub Signo Sapientiæ, Apud Laurentium
Marchesinum, 1674.
€ 500
5 parti in 2 volumi in-folio (322x212 mm), legatura in piena pergamena rigida, dorso a cinque
nervi con nome dell’autore, titolo dell’opera e numero di tomo vergati in inchiostro bruno
al secondo scomparto, cc. [2], pp. 558 al primo volume, cc. [2], pp. 671, [1], cc. [18], pp. 91,
[1, bianca], cc. [8], pp. 18, [2], 10, cc. [3, l’ultima pagina bianca] al secondo. Alcuni capilettera
xilografici alle prime carte, testo su due colonne.
Ricco e interessante compendio di prassi e decisioni pertinenti al foro ecclesiastico in materia
di cause civili. L’opera fu strutturata dall’autore in quattro parti, ma la presente edizione è stata
completata in epoca postuma con l’aggiunta di trattati e sentenze raccolte dal Ricci negli ultimi
anni di vita e, purtuttavia, inediti.
Giovanni Luigi Ricci, alla latina Iohannes Aloysius Riccius (1570-1643) fu un membro della
nobile famiglia napoletana dei Riccio, o Rizzo. Divenne canonico della cattedrale di Napoli e
vescovo di Vico Equense.
Buon esemplare senza particolari difetti.
ICCU, IT\ICCU\RMGE\000934.
Rigantius, Johannes Baptista. Joannis Baptistae Rigantii Commentaria in regulas, constitutiones,
& ordinationes Cancellariae Apostolicae opus posthumum. Tomus I [-IV]. Romae, typis Generosi
Salomoni prope Ecclesiam S. Eustachii, 1744-1747.
€ 600
4 volumi in-folio (366x234 mm), legatura in piena pergamena rigida, titoli manoscritti in
inchiostro bruno al dorso, tagli colorati in inchiostro rosso, pp. [12], 479, [1] al primo volume,
pp. [8], 463, [1] al secondo volume, pp. [8], 458, [2] al terzo volume e pp. [8], 518, [2] al quarto
volume.Vignette e iniziali calcografiche, frontespizi impressi in rosso e nero, testo su due colonne.
Commento alle norme e ai disciplinari che regolavano la Cancelleria Apostolica ad opera del
canonico Giovan Battista Riganzio. Confrontando le opere sull’argomento, il Riganzio rilevò la
loro incompletezza e arretratezza: pertanto, per comodità d’uso personale, si sforzò di emendare
e completare i trattati del Mandosius, del Gomesius, del Gonzalez, del Peleus e del Quesada
con gli indulti, i privilegi e le ordinanze emanati dai pontefici nel corso del tempo. La struttura
dell’opera riflette il suo scopo eminentemente pratico e personale, analizzando tutte le regole
emanate dal XIV secolo in avanti in ordine cronologico, senza una disposizione organica della
materia; tuttavia le notizie sui tribunali, sparse nel testo, si possono rintracciare grazie all’indice
analitico aggiunto al momento della pubblicazione, avvenuta anni dopo la morte dell’autore per
ordine del papa e curata dai nipoti dell’autore, Nicola e Giovanni Battista.
Giovanni Battista Riganzio (1661-1735, lat. Johannes Baptista Rigantius), pugliese di
nascita, si trasferì a Roma nel 1675 per intraprendere lo studio del diritto e all’età di ventidue
anni fu accettato come discepolo del cardinale Bandinus Panciaticus (1629-1718), uomo di vasta
erudizione in campo giuridico. Alla morte del cardinale, Riganzio proseguì la sua carriera alla
corte pontificia divenendo prodatario e prefetto della Congregazione per l’interpretazione del
Concilio di Trento.
Lievi tracce di ossidazione alle prime e alle ultime carte di ogni volume; nel complesso, esemplare
molto buono impresso su carta forte.
ICCU, IT\ICCU\RMSE\001296. Cfr. M.R. Di Simone, La giustizia dello Stato pontificio in età
moderna, in «L’amministrazione moderna della giustizia. Le Gran Corti Civili del Regno delle
Due Sicilie», atti del convegno di Taranto 21-22 maggio 2010, Napoli, Edizioni Scientifiche
Italiane, 2010.
Ronga, Giovanni. Elementi di diritto romano. Torino, UTET, 1870.
€ 130
3 volumi legati insieme in-4° (225x145 mm), legatura in mezza pelle su carta colorata a mano,
nome dell’autore, titolo dell’opera ed elementi decorativi impressi in oro al dorso, pp. 371, [1],
364, [4], 350, [4, le ultime tre bianche].
Compendio di diritto romano a cura di Giovanni Ronga, professore di Istituzioni di Diritto
Romano presso l’Università di Torino. Il testo, redatto ad uso degli studenti, comprende la
trattazione dei rapporti giuridici tra persone e con le cose, il diritto delle obbligazioni e le
norme sulla successione ereditaria.
Giovanni Ronga (XIX secolo) fu avvocato e docente di diritto romano. Pubblicò numerosi
trattati specifici, tra i quali Della condizione giuridica dei figli nati fuori di matrimonio (1873).
Leggera e uniforme brunitura alle carte e minori tracce d’uso; nel complesso, ottimo esemplare.
Provenienza: Nota di possesso Not. Sturla impressa in oro all’ultimo scomparto.
ICCU, IT\ICCU\FER\0105398.
Rovetta, Gianfrancesco. Collectio casuum ad mores spectantium, quos proposuit, ac resolvit [...] fr.
Jo. Franciscus Rovetta [...] et cum aliis casibus in eadem congregatione propositis, ac resolutis a p. mag.
Alexandro Terzi […] Bergomi, ex typographia Francisci Locatelli, 1770.
€ 280
In-4° (255x185 mm), legatura in piena pelle bazzana, cornice a singolo filetto impressa a secco
ai piatti, dorso a quattro nervi con impressioni decorative dorate, tagli decorati in inchiostro
rosso e bianco secondo un motivo ondulato, contropiatti in carta colorata, pp. [10],VIII, 411, [1,
bianca]. Antiporta calcografica su disegno di I. D. Porta e incisione di D. Cunego, raffigurante il
dedicatario papa Clemente XI.
Repertorio di casistica compilato da frate Gianfrancesco Rovetta nel XVIII secolo. Branca
della teologia morale sviluppatasi parallelamente al diritto canonico, la casistica si affianca alla
legislazione ecclesiastica proponendo la risoluzione di casi di coscienza, ovvero di situazioni in
cui la coscienza personale dell’uomo di chiesa sembra essere in contrasto con le regole dettate
dalla normativa.
Gianfrancesco Rovetta (XVIII secolo) fu un frate minore Conventuale, teologo e insegnante
di Sacre Scritture al Seminario di Bergamo. Fu più volte alternativamente presidente e censore
della locale Accademia degli Eccitati, con sede nel soppresso convento di S. Francesco.
Legatura leggermente abrasa al piatto posteriore, con qualche piccola lacuna alle cuffie, alcune
trascurabili macchie alle prime carte; nel complesso esemplare molto buono impresso su carta
bianca e forte.
ICCU, IT\ICCU\BVEE\057206.
Sacrosancti et Oecumenici Concilii Tridentini Paulo III., Julio III. et Pio IV. PP.MM. Celebrati canones
et decreta. Quid in hac editione praestitum sit, sequens Philippi Chifeletii […] Venetiis, apud Nicolaum
Pezzana, 1729.
€ 230
In-12° (131x70 mm), legatura settecentesca in piena pergamena, titolo monoscritto al dorso,
tagli spruzzati in inchiostro rosso, contropiatti in carta colorata, pp. [24], 350, [82]. Frontespizio
calcografico.
Edizione veneziana dei Canoni e dei Decreti in materia di diritto ecclesiastico promulgati
durante il Concilio di Trento (1545-1563). Come si evince dalla data di pubblicazione dell’opera,
le risoluzioni controriformistiche prese al concilio influenzarono il diritto canonico per secoli
dalla loro enunciazione.
L’attività del sinodo si occupò di riesaminare canoni, istituzioni e decreti alla luce dell’esigenza di
rinnovamento interna al cattolicesimo e in risposta alla Riforma luterana che di quest’esigenza
aveva fatto motivo di scissione. Pertanto le norme che formarono il “Catechismo tridentino” si
caratterizzarono per un inasprimento dell’ortodossia e una risoluta intolleranza verso qualsiasi
deviazione dal precetto cattolico pontificio.
Due sole copie nelle biblioteche pubbliche italiane.
Lieve gora alle ultime carte, ma nel complesso ottimo esemplare.
ICCU, IT\ICCU\LO1E\022402.
Sacrosanctum Concilium Tridentinum cum citationibus ex utroque testamento, juris pontificii constitutionibus,
aliisque S. Rom. Eccl. Conciliis. Patavii (Padova), ex typographia Seminarii apud Joannem Manfrè,
1722.
€ 180
In-8° (167x108 mm), mezza pelle con angoli su carta colorata a mano, tassello in pelle arancione
al dorso con titoli e fregi floreali colorati, pp. [16], 420. Frontespizio impresso in rosso e nero,
marca editoriale e alcune iniziali xilografiche.
Edizione patavina del resoconto del Concilio di Trento (1545-1563) conosciuta anche come
Canones et Decreta, in quanto annovera le disposizioni prese in ottica controriformista in materia
di diritto canonico.
Le materie prese in esame durante il concilio riguardarono tutti gli aspetti della vita cattolica,
dalla struttura delle istituzioni ecclesiastiche e le loro funzioni, alla devozione popolare e i
sacramenti, al rapporto col protestantesimo e alla gestione, nonché al corretto approccio verso
l’adorazione delle reliquie.
Tracce di umidità in corrispondenza della legatura e della cuffia superiore, alcune bruniture alle
ultime carte, lievi e occasionali gore d’acqua nella parte superiore; nel complesso esemplare da
studio.
ICCU, IT\ICCU\RMLE\014310.
Sacrosanctum ConciliumTridentinum cum citationibus ex utroqueTestamento,Juris Pontificii Constitutionibus,
aliisque S. Rom. Ecc. Conciliis. […] Accessere ad calcem XXVI. Juris antiqui Constitutiones, quae
nominatim ab hoc Concilio innovantur. Patavii, Ex Typographia Seminarii, Apud Joannem Manfrè,
1753.
€ 200
In-8° (175x110 mm), legatura in piena pergamena con titoli manoscritti al dorso, tagli colorati
in inchiostro verde e blu con un motivo a righe curve concentriche, pp. [16], 550, [2, bianche].
Frontespizio in rosso e nero, alcune iniziali xilografiche.
Edizione patavina del resoconto del Concilio di Trento (1545-1563) conosciuta anche come
Canones et Decreta, in quanto annovera le disposizioni prese in ottica controriformista in materia
di diritto canonico. Le materie prese in esame durante il concilio riguardarono tutti gli aspetti
della vita cattolica, dalla struttura delle istituzioni ecclesiastiche e le loro funzioni, alla devozione
popolare e i sacramenti, al rapporto col protestantesimo e alla gestione, nonché al corretto
approccio verso l’adorazione delle reliquie.
In aggiunta ai decreti presi dal sinodo conciliare, in calce al volume vengono allegate le norme
pontificali preesistenti che dal concilio furono modificate.
Minori tracce d’uso, ma nel complesso ottimo esemplare su carta forte.
ICCU, IT\ICCU\UMCE\002732.
Salgado de Somoza, Francisco. Labyrinthus creditorum concurrentium Ad litem per debitorem
communem inter illos causatam; cui acceditTractatus de libertate Beneficiorum, & Capellaniarum recuperanda,
ab eodem Authore aliàs concinnatus. Cum decisionibus Sacrae Rotae Romanae, Materiam Labyrinthi
Creditorum illustrantibus.Tomus Primus [Secundus]. Venetiis, Apud Paulum Balleonium, 1701.
€ 1.500
Due volumi in-folio (337x225 mm), legatura in pergamena rigida coeva, dorso a cinque nervi
con titolo manoscritto in inchiostro bruno, cc. [6], pp. 588, cc. [58] al primo volume; cc. [2],
pp. 84, cc. [9], pp. 40, [11], pp. 348, cc. [36] al secondo volume. Frontespizio del primo volume
impresso in rosso e nero.
Non comune edizione veneziana di questa importante opera sul credito, che contiene numerose
sentenze della Sacra Rota di Roma in materia di liti causate dal prestito di denaro.
Francisco Salgado de Somoza (1590-1664) fu un prelato galiziano laureato in utroque iure, che
divenne vicario generale dell’arcivescovato di Toledo e membro del Consiglio di Castiglia per
la protezione del Conte di Monterrey e del Conte-Duca di Olivares. Fu un ferreo difensore
dei coloni agricoli dagli abusi perpetrati a loro danno dai latifondisti, anche quando la proprietà
era di tipo ecclesiastico, come nel caso delle abazie benedettine. Pubblicò anche altri trattati, tra
i quali Tractatus de Supplicatione ad Sanctisimum a Bullis et Litteris Appostolicis (1639) e Tractatus de
regia protectione et oppressorum a causis judicibus eccelsiastici (1627).
Buon esemplare, fresco e pulito.
Provenienza: Firma di possesso Ex-libris Alexandri Coccori Politiani al frontespizio.
Manca a Sapori, che registra altre edizioni. ICCU, IT\ICCU\LO1E\026243. Solo 5 copie nelle
biblioteche pubbliche italiane.
Savelli, Marco Antonio. Marci Antonii Sabelli J.C. Mutilianensis Varie Juris Resolutiones. In quibus
quamplures Quaestiones Forenses, quotidiè occurrentes, perstrictè, & summatim juxtà veriores, & approbatas
Doctorum opiniones, ac praecipuè Sacrae Rotae Romanae, deciduntur. Tomus Sextus. Parmae, Apud
Haeredes Pauli Monti sub Signo Fidei, 1733.
€ 230
In-folio (352x230), legatura in piena pergamena, titoli e fregio vergati in inchiostro bruno al
dorso, cc. [1, frontespizio], pp. lxxix, [1, marca], cc. [4, con altro frontespizio], pp. 195, [1], cc. [20,
l’ultima bianca]. Bei frontalini, frontespizio in rosso e nero, capilettera xilografici. Testo su due
colonne.
Pregiata edizione parmense della Summa Tractatuum, compendio universale di diritto ad
opera del giurista modiglianese Marc’Antonio Savelli, che fu impresso per la prima volta a
Firenze nel 1679.
Il presente volume costituisce la sesta parte dell’Opera Omnia del Savelli, pubblicata dal Monti
in sei volumi.
Marco Antonio Savelli (XVII secolo) si distinse in scienze legali, fu Auditore della Rota
Criminale di Firenze e Cavaliere del S.O.M di Santo Stefano. Oltre alla Summa diversorum
Tractatuum, pubblicò la Pratica Civilis et Criminalis, che tratta tutte le parti del diritto civile e
criminale, amministrativo e statutario, e altresì ad forum saeculare, ecclesiasticum et coscientiae
spectans. Questa vera e propria enciclopedia del diritto e delle scienze che gli sono affini fa del
giureconsulto modiglianese il primo dei precursori del Codice Napoleonico.
Qualche macchia, ma nel complesso buon esemplare, in barbe originali.
Fontana, pars II, col. 218 (altre edizioni precedenti). Sapori, I, 2721 (l’edizione di Monti del
1717). ICCU, IT\ICCU\SBLE\014397.
Savigny, Friedrich Karl (von). Traité de la possession d’après le principes du droit romain […].
Bruxelles, Société Belge de Librairie Hauman et Comp., 1840.
€ 400
In-4° (230x145 mm), legatura in mezza pergamena con angoli coeva su carta colorata a mano,
tassello con titoli e fregi in oro al dorso, pp. [4, la seconda e l’ultima bianche], III, [1, bianca], 463,
[1, bianca].
Fondamentale opera sul possesso del celebre giurista tedesco F.K.von Savigny. L’opera
è incentrata sulla declinazione del concetto di proprietà nella materia giuridica, ovvero
sull’acquisizione e la perdita, sull’interdizione del possesso, sullo juris quasi possessio e le modifiche
che queste pratiche hanno subito nel diritto romano.
Prima edizione in francese basata sulla sesta in tedesco, tradotta dall’avvocato Jules Beving.
Friedrich Karl von Savigny (1779-1861) fu un celebre giurista, politico e filosofo tedesco la
cui famiglia era originaria della Lorena. Compiuti gli studi in più università tedesche, fu ordinario
di diritto in Baviera e poi a Berlino, fino al termine della sua vita. Scrisse un celebre trattato
sul diritto di proprietà (Das Recht des Besitzes, 1803) e fu l’iniziatore della cosiddetta scuola
storica del diritto. Dal 1842 al 1848 fu ministro per la riforma legislativa dello stato prussiano.
Leggere ossidazioni e alcune rare gore, ma buon esemplare.
ICCU, IT\ICCU\MIL\0289965.
Savigny, Friedrich Karl (von). Ragionamenti Storici di Diritto […] tradotti dall’originale tedesco
e preceduti da un discorso da A. Turchiarulo. Parte I. (II e III). Napoli, Tipografia all’Insegna del
Diogene, 1852.
€ 200
In-4° (224x143 mm), mezza pelle su percallino color vinaccia, titoli e fregi dorati e impressi a
secco al dorso, fogli di guardia color sabbia, pp. XLI, [3, la prima e l’ultima bianche], 145, [3, la
prima e l’ultima bianche], 130, [2, l’ultima bianca], 135, [5, la prima e le ultime tre bianche], 88.
L’opera giuridica di Friedrich Karl von Savigny tradotta in italiano ad uso di studiosi
e avvocati.
Fondatore della scuola storica del diritto, Savigny opponeva alla concezione positiva del diritto
l’autorevolezza dello Ius commune, la consuetudine che, parallelamente alla legge scritta, vigeva
ancora in Germania. Proprio nella tradizione giuridica di un popolo, infatti, risiedeva lo spirito
tradizionale e nazionale: pertanto questa avrebbe dovuto avere un valore in quanto espressione
del divenire storico della società.
Friedrich Karl von Savigny (1779-1861) fu un celebre giurista, politico e filosofo tedesco la
cui famiglia era originaria della Lorena. Compiuti gli studi in più università tedesche, fu ordinario
di diritto in Baviera e poi a Berlino, fino al termine della sua vita. Scrisse un celebre trattato sul
diritto di proprietà (Das Recht des Besitzes, 1803) e fu l’iniziatore della cosiddetta scuola storica
del diritto. Dal 1842 al 1848 fu ministro per la riforma legislativa dello stato prussiano.
Legatura abrasa ai margini dei piatti e rovinata alla cuffia superiore, le ultime pagine del volume
presentano importanti lacune al margine laterale e inferiore che non interessano il testo; fioriture,
specialmente al frontespizio; nel complesso, esemplare da studio.
ICCU, IT\ICCU\NAP\0180248 e IT\ICCU\TO0\0397010.
Savigny, Friedrich Karl (von). Sistema del Diritto Romano attuale. Torino, (Unione Tipografico
Editrice), 1886-1888.
€ 1.300
8 volumi (224x140 mm), elegante legatura in mezza pergamena con doppio tassello in marocchino,
titoli e decorazioni dorate al dorso, tagli colorati in inchiostro rosso. Ciascun frontespizio è
preceduto da un’occhietto.
Elegante edizione italiana della fondamentale opera del Savigny sul diritto romano,
nella quale si riassumono le origini del diritto, la storia delle raccolte fondamentali realizzate
nel tempo e le potenzialità dello studio del diritto romano per la giurisprudenza del tempo, in
modo particolare a livello civile.
La traduzione dal tedesco all’italiano fu effettuata da Vittorio Scialoja (1856-1933), docente di
diritto romano presso l’università di Roma, socio e presidente dell’Accademia dei Lincei e più
volte ministro del regno d’Italia.
Friedrich Karl von Savigny (1779-1861) fu un celebre giurista, politico e filosofo tedesco la
cui famiglia era originaria della Lorena. Compiuti gli studi in più università tedesche, fu ordinario
di diritto in Baviera e poi a Berlino, fino al termine della sua vita. Scrisse un celebre trattato sul
diritto di proprietà (Das Recht des Besitzes, 1803) e fu l’iniziatore della cosiddetta scuola storica
del diritto. Dal 1842 al 1848 fu ministro per la riforma legislativa dello stato prussiano.
Ottimo esemplare, in pregevole legatura.
Provenienza: I. Ex-libris cartaceo al contropiatto anteriore del primo volume con l’iscrizione
impressa Ex-Libris di Bonfanti Giuliano e una vignetta raffigurante il giudizio di Salomone.
ICCU, IT\ICCU\PUV\0172063.
Sirey, Carlo Alberto. Giurisprudenza del tribunale di cassazione o Compendio di tutte le sentenze di
Rigetto e di Cassazione sopra de’ punti importanti del diritto e della procedura in materia civile […].
Milano, Dalla Tipografia di Francesco Sonzogno […], 1806.
€ 600
14 libri in 6 volumi in-8° (195x120 mm), legatura in mezza pelle su carta marmorizzata, nome
dell’autore, titolo dell’opera, fregi e filetti decorativi impressi in oro al dorso, tagli colorati in
inchiostro giallo.
Imponente raccolta della giurisprudenza relativa alla Corte di Cassazione francese, ovvero
collezione di sentenze presentate presso questo ente complete dell’introduzione fornita sul caso
e delle motivazioni delle parti presentate in aula. La Cassazione fu istituita in Francia nel 1790
come organo di controllo sulle decisioni giudiziarie a garanzia dei privati cittadini. In Italia
arrivò solo un decennio più tardi e, per questo, la presente edizione traduce in italiano le sentenze
raccolte dal Sirey, in modo da fornire il neonato organo di un apparato di giurisprudenza di
riferimento.
Jean-Baptiste-Aimé-Auguste-Charles Sirey (1762-1845) fu un prelato francese che, allo
scoppio della rivoluzione, dismise l’abito talare e divenne avvocato prima nella Corte di
Cassazione, poi al Consiglio di Stato. È celebre per le sue raccolte di giurisprudenza.
Alcune abrasioni lievi ai piatti e ai dorsi, lievi tracce d’umidità ad alcuni volumi, ma nel complesso
esemplare molto buono.
ICCU, IT\ICCU\LO1E\004415.
Sirey, Jean-Baptiste-Aimé-Auguste-Charles;Villeneuve, Jean Le Moine de. Jurisprudence du
XIXme siècle, ou table tricennale du recueil général des lois et des arrêts, en matière civile, criminelle,
commerciale et de droit public […] Paris, A l’Administration du Recueil Général des Lois et des
arrêts, et du Bulletin Officiel de la Cour de Cassation, 1834.
€ 120
In-folio (297x230 mm), mezza pelle su carta colorata a mano, dorso a quattro nervi con titoli
dorati entro due tasselli rossi, fregi impressi in oro e a secco agli scomparti, tagli colorati in
inchiostro giallo, ma originariamente spruzzati in rosso, pp. vij, [1], 1111, [1, bianca], [54]. Testo
in francese, su tre colonne.
Completa e puntuale raccolta del diritto francese del XIX secolo, contenente norme in materia
dei diritto civile, penale, commerciale e pubblico. La materia è organizzata in forma di dizionario,
con una successione di lemmi in ordine alfabetico che indirizzano il lettore verso le principali
tematiche giuridiche. Il testo è ricco di rimandi ad autori moderni e a fonti del diritto.
Jean-Esprit-Marie-Pierre Lemoine de Villeneuve (XVIII-XIX secolo) fu avvocato della corte
reale, prima, e commissario della Repubblica di Francia dopo la rivoluzione.
Jean-Baptiste-Aimé-Auguste-Charles Sirey (1762-1845) fu un prelato francese che, allo
scoppio della rivoluzione, dismise l’abito talare e divenne avvocato prima nella Corte di
Cassazione, poi al Consiglio di Stato. È celebre per le sue raccolte di giurisprudenza.
Legatura consunta al dorso e ai piatti, alcune fioriture alle carte; nel complesso buon esemplare.
Non in ICCU.
Soarez, Manuel de Ribeira. Thesaurus receptarum sententiarum, quas vulgus interpretum communes
opiniones vocat, in alphabeti seriem digestarum post omnes omnium ea de re lucubrationes […].Venetiis,
Apud Io. Baptistam Somascum, & fratres, 1569.
€ 600
In-8° (150x100 mm), cartonato editoriale coevo, dorso con legacci a vista e lettera A vergata in
inchiostro bruno al dorso, cc. [8], 252 [alle ultime carte una lacuna all’angolo superiore esterno
interessa i numeri delle carte]. Alcune iniziali e fregi xilografici, testo in carattere romano e greco.
Singolare raccolta di sentenze del XVI secolo, comunemente note con l’appellativo di communes
opiniones. La materia è ordinata alfabeticamente e fornisce un’apparato di diritto consuetudinario
del regno di Portogallo.
Manuel Soarez de Ribeira fu un giureconsulto portoghese del XVI secolo formatosi presso
l’Università di Salamanca, docente di diritto canonico. Si ricorda come eccellente grecista e
latinista.
Tracce d’umidità consistenti alle prime carte, interessate da un restauro datato al margine esterno,
lacuna all’angolo superiore esterno dell’ultimo fascicolo e generale ingiallimento delle carte; nel
complesso, esemplare da studio.
ICCU, IT\ICCU\BVEE\009485. Edit16, CNCE 32789.
Socini, Bartolomeo (et Alii). Regulae Iuris tam Civilis, quam Canonici, a diversis conscriptae ac
collectae, quaeque hactenus diversis libris circumferebantur, nunc multo emendatiores quàm unquam antea,
in unum volumen studiosorum gratiae congestae [...]. Lugduni (Lione), Apud Haeredes Iacobi Iunctae,
1565.
€ 1.500
In-folio (330x220 mm), legatura in pergamena morbida coeva, dorso a tre nervi con titolo
calligrafico, pp. [48], 665, [3, bianche]. Testo su due colonne, iniziali e fregi xilografici.
Ottima opera collectanea contenente le principali regole in utroque iure tratte dai grandi
giuristi rinascimentali: Bartolomeo Socino, Pietro de Duenas, Francesco Turzano, Antonio
Corseto, Ioannes Bernardus Dias, André Tiraqueau e il Damasio.
Provenienza: Alcune note manoscritte in inchiostro bruno ai primi fogli di guardia che
contengono una lista di nomi e note di natura commerciale.
Alcune gore d’acqua ai margini del testo, ma nel complesso esemplare molto buono nella sua
legatura originale.
Edizione estremamente rara, non censita in ICCU. Nelle biblioteche pubbliche italiane risulta
un’edizione lionese del 1565 per lo stesso stampatore, compatibile alla presente per pagine e
schema compositivo; è dunque possibile che si tratti di una ristampa più comune di questa
edizione.
Socini, Mariano il Giovane. Commentaria cum profundissima, […] Pars Prima, super nonnullis
infortiati titulis. Venetiis, (Società dell’Aquila che si rinnova), 1585.
[legato con:]
Socini, Mariano il Giovane. Commentaria cum profundissima, […] Pars Secunda, super nonnullis
digesti novi titulis. Venetiis, (Società dell’Aquila che si rinnova), 1585.
€ 1.800
In-folio (417x275 mm), legatura in pergamena rigida, dorso a quattro nervi scoperti, rinforzato
da bande di pergamena liscia e manoscritta, cc. [26], 220, 177, [1, marca]. Frontespizi in rosso e
nero, testo su due colonne e iniziali xilografiche.
Bell’edizione veneziana dei commentari di Mariano Socini il Giovane al Digesto nuovo e
all’Infortiatum, parti del Corpus Iuris Civilis fatto approntare dall’imperatore Giustiniano. I testi,
sebbene non pubblicati nel tradizionale formato universitario con il testo circondato dalle glosse,
dovevano servire sia agli studenti della materia giuridica che a coloro che se ne occupavano già
per professione.
Mariano Socini (1482-1556) fu un giureconsulto senese della scuola di Bologna, nipote
dell’omonimo Mariano Socini (o Sozzini) detto il Vecchio. Insegnò legge alle università di Pisa
e Bologna, presso la quale prese la cattedra dell’Alciati.
Buon esemplare, impresso su carta forte.
Provenienza: Numerose glosse manoscritte in inchiostro bruno, tra le quali una nota di possesso
vergata al frontespizio in cui si legge l’indicazione Pisis 1631.
ICCU, IT\ICCU\UBOE\007952.
Spada, Giovan Battista. Consiliorum Io. Baptistae Spadae Patritij Lucensis [...] Liber Primus
[Secundus, Tertius]. Romae, Ex Typographia Nicolai Angeli Tinassi, 1658. Liber Secundus. Romae,
Ex Typographia Varesij, 1661. Liber Tertius. Romae, Ex Typographia Ignatij de Lazaris, 1661.
€ 1.600
3 volumi in-folio (327x220 mm), legatura in pergamena rigida, dorso a cinque nervi con titolo
manoscritto, cc. [11], pp. 726, cc. [59] al primo volume; cc. [24], pp. 1018, cc. [56] al secondo
volume; cc. [18], pp. 980, cc. [53] all’ultimo volume.
Stemma papale inciso al primo frontespizio. Lettera dedicatoria a papa Alessandro VII.
Rarissima prima edizione dell’opera omnia di Giovan Battista Spada (1555-1623), patrizio
lucchese. Lo Spada si laureò in utroque iure nella propria città natale e, recatosi a Roma, divenne
avvocato concistoriale e del Fisco su nomina papale. In virtù della sua carica non potè esercitare
la professione privatamente, ma fornì numerosi consigli e consulenze che furono pubblicati
postumi a cura dell’omonimo nipote cardinale nel 1661.
Leggere bruniture, ma ottimo esemplare.
Provenienza: Sigla vergata in inchiostro bruno al frontespizio, presumibilmente la segnatura di
appartenenza a una biblioteca religiosa.
Fontana, pars II, col. 302. Sapori, I, 2861 ha la stessa edizione mancante del terzo volume.
Raccolta di opuscoli legati agli ordini ecclesiastici, militari, e reali del regno di
Sardegna
Stamenti Sardi. Domande degli stamenti ecclesiastico, militare e reale del Regno di Sardegna.
[legato con:]
Manifesto giustificativo della emozione popolare accaduta in Cagliari il dì XXVIII. Aprile MDCCXCIV.
[legato con:]
Rappresentanza seconda rassegnata dai tre stamenti di Sardegna a S. S. R. M. relativa all’occorso in
Cagliari nel giorno XXIL luglio MDCCXCV.
[legato con:]
Ragionamento compilato d’ordine e con approvazione dei tre stamenti del Regno di Sardegna e dai medesimi
umiliato al Regio Trono.
[legato con:]
Rappresentanza terza rassegnata dai tre stamenti di Sardegna a S. S. R. M. nei XIV.Agosto MDCCXCV.
[legato con:]
Pezze originali di cui si fa menzione nel Ragionamento giustificativo rassegnato colla rappresentanza
quarta dai tre stamenti del Regno di Sardegna a S. S. R. M. sotto li XXIV. Agosto MDCCXCV.
[legato con:]
Circolare de’ tre stamenti del Regno di Sardegna diretta a tutti i regnicoli.
[legato con:]
Rappresentanza quinta rassegnata dai tre stamenti di Sardegna a S. S. R. M. nei XXVIII. Settembre
MDCCXCV.
[legato con:]
Ringraziamenti de’ tre ordini del Regno di Sardegna a Sua Sacra Reale Maestà ed a Sua Altezza Reale
il signor Principe di Piemonte coll’aggiunta di due suppliche alla prefata M. S..
[legato con:]
Aringhe proferite nanti Sua Eccellenza il signor Vicerè sedente in soglio con assistenza del Supremo
Magistrato dai deputati dei tre ordini ecclesiastico, militare e reale sotto li IV. Luglio MDCCXCVI.
[legato con:] Applausi poetici. Cagliari, Nella Reale Stamperia (1796 circa).
€ 500
In-4° (199x142 mm), legatura in mezza pelle con angoli su carta colorata, fregi e titoli in oro al
dorso, tagli spruzzati in inchiostro blu, pp. [2], 19-21, [3, le ultime due bianche], 16, [8], 68, 10,
[2, l’ultima bianca], 170, [2, l’ultima bianca], 24, 21, [3, le ultime due bianche], [32].
Raccolta
di materiale legato all’autoconvocazione degli
Stamenti Sardi nel 1793-94
e successivi movimenti insurrezionali: si tratta di rappresentanze inviate dal parlamento di
Sardegna al principe sabaudo per rivendicare il diritto degli Stamenti di radunarsi ogni dieci
anni e per rassicurare la corona della lealtà sarda alla luce delle speranze popolari di autonomia
amministrativa sorte in occasione dell’autoconvocazione.
Legatura abrasa al dorso, lievi ossidazioni, nel complesso buon esemplare.
ICCU censisce solo alcune delle presenti pubblicazioni, singolarmente: Rappresentanza terza
IT\ICCU\CAGE\003024, Circolare de’ tre stamenti IT\ICCU\CAGE\000201, Ringraziamenti
de’ tre ordini in due voci diverse, sia IT\ICCU\CAGE\003034 che IT\ICCU\TO0E\066795,
Aringhe IT\ICCU\CA GE\003035, Applausi poetici IT\ICCU\CAGE\003036.
Struve, Burkhard Gotthelf. Bibliotheca selectissima juris accedunt Hen. Contelmanni adnotatones
ubi praestantiora jurisconsultorum opera ad nostra usque tempora referuntur. Lavsannae, Sumptibus
Friderici Redelii, 1762.
€ 800
In-4° (223x160 mm), legatura in piena pergamena rigida, nome dell’autore manoscritto al dorso
insieme all’indicazione Biblioth. Select., tagli spruzzati in inchiostro rosso, pp. [2, l’ultima bianca],
vij, [1], 100. Frontespizio in rosso e nero e alcune iniziali xilografiche.
Edizione settecentesca della guida bibliografica al diritto del celebre giurista B.G. Struve ad
opera di Migliorotto Maccioni, firmatario delle annotazioni con lo pseudonimo di Enrico
Contelmanno. Il Maccioni, erudito professore di diritto ispiratosi al Tanucci, commentò
numerosi classici del diritto ad uso dei suoi studenti, e tra questi figura la presente edizione dello
Struve, ristampata ben cinque volte entro il 1765 autonomamente o in appendice alle opere del
Thomasinus e dell’Heinecke. Nell’introduzione dell’opera, Maccioni riassume con trasporto la
disputa italiana sulle Pandette che vedeva contrapporsi due grandi giuristi del tempo, B. Tanucci
e G. Grandi, prendendo le parti del primo.
Burkhard Gotthelf Struve (1671-1738) fu un erudito e giurista tedesco, nato a Weimar.
Ottenne la docenza di storia e diritto a Jena, dove fu nominato bibliotecario dell’ateneo. Le sue
pubblicazioni si collocano tutte nell’ambito della bibliografia giuridica.
Henricus Coltemannus, al secolo Migliorotto Maccioni (1732-1811) fu giurista, docente di
diritto civile all’Università di Pavia e, al termine della carriera, divenne vicedirettore dell’ateneo
pisano. Nei suoi scritti giuridici adottò gli pseudonimi di Federico ed Enrico Contelmanno.
Curò il riordino della prestigiosa biblioteca degli Averani, oggi nucleo fondativo della biblioteca
universitaria di Pisa.
Provenienza: Al frontespizio, timbro della Biblioteca Storico Francescana “P. Benvenuto Bughetti” S.
Annunziata – Bologna.
ICCU, IT\ICCU\RMGE\000091.
Suarez, Francisco. Operis de virtute, et statu religionis […], Lugduni, Sumptibus Horatij Cardon,
1613-1625.
€ 750
Quattro volumi in-folio (357x220 mm), piena pergamena rigida, dorso a quattro nervi con titoli
vergati in inchiostro bruno al primo scomparto, taglio originariamente colorato in inchiostro
rosso, pp. [4], 662, [38, ultima bianca] al primo volume, pp. [8], 804, [40, ultima bianca] al
secondo volume, pp. [12], 660, [40, ultima bianca] al terzo volume, pp. [16], 794, [46, ultime due
bianche] al quarto volume. Frontespizi calcografici in rosso e nero a tutti i volumi, iniziali e fregi
xilografici alle carte. Testo su due colonne.
Monumentale opera di Padre Francisco Suarez, che contiene i pilastri fondativi della religione
cristiana e la descrizione delle istituzioni che la reggono e delle norme, divine ed ecclesiastiche
secondo le quali la cristianità si dovrebbe comportare. L’opera è piuttosto rara da trovarsi nei
suoi quattro volumi: per tale ragione, come nel presente esemplare, essa si trova sovente nelle
biblioteche che la possegggono formata da coppie di esemplari di edizioni diverse (cfr. ICCU).
In questo caso i prmi due volumi sono stati stampati da Horatius Cardon nel 1613 e 1614,
mentre gli altri due volumi dallo Jacobus Cardon in società con Petrus Cavellat nel 1624 e 1625.
Tracce di ossidazione alle carte, gora d’acqua all’angolo inferiore esterno del quarto tomo,
legatura leggermente danneggiata alle cuffie; nel complesso buon esemplare.
Provenienza: Alcuni timbri di possesso ai volumi indicanti la permanenza di quest’esemplare
presso la Biblioteca di Serra san Quirico, la Biblioteca Apostolica Vaticana e la Biblioteca dei
Padri Bianchi di Roma.
ICCU, IT\ICCU\RLZE\036617 (mutila degli ultimi due volumi), IT\ICCU\TO0E\043019
(mutila degli ultimi due volumi), IT\ICCU\RLZE\036618 (mutila dei primi due volumi).
Tesauro, Carlo Antonio. De poenis ecclesiasticis, seu Canonicis Latæ sententiæ à Iure communi,
& Constitutionibus Apostolicis, Decretisque sacrarum Congregationum, Praxis Bipartita. Omnibus
Ecclesiasticis Iudicibus, Confessarijsque perutilis. Auctore r.p. Carolo Antonio Thesauro Societatis Iesu [...]
Romae, Sumptibus Hermanni Scheus, Typis Ludouici Grignani, 1640.
€ 480
In-4° (224x160 mm), legatura coeva in pergamena morbida, titoli manoscritti in inchiostro
bruno al dorso, pp. [80], 713, [3, le ultime due bianche]. Frontespizio impresso in rosso e nero,
testo su due colonne, alcune iniziali e fregi xilografici. Emblema dei Gesuiti al frontespizio.
Trattato del gesuita Carlo Antonio Tesauro sul diritto penale ecclesiastico. Il testo contiene
una raccolta di sentenze emesse dai tribunali civili e canonici, costituzioni apostoliche, decreti
pontifici e delle diverse sacre congregazioni. Nella seconda sezione dell’opera, Tesauro raccoglie
in ordine alfabetico per tipo di crimine una serie di sentenze ecclesiastiche a mo’ di prassi
esecutiva per giudici canonici e per padri confessori.
Carlo Antonio Tesauro (1587-1655) figlio del conte piemontese Alessandro di Salmatore,
fu docente di diritto all’università di Torino e penitenziere maggiore in San Pietro a Roma.
Il presente testo, viene indicato dai repertori biografici come trattato di risoluzioni pratiche delle
scommuniche (De Rossi-Della Chiesa, Scrittori piemontesi, savoiardi, nizzardi, registrati nei catalogi
del vescovo F.A. della Chiesa e del monaco A. Rossotto. Nuova compilazione, Torino, Nella Stamperia
Reale, 1790, p. 26).
Fioriture e ingialllimento della carta dovuto al tempo; nel complesso, buon esemplare.
Provenienza: I. Al frontespizio firma di possesso vergata in inchiostro bruno ai lati della marca
Marius Albericius, che presumibilmente si riferisce al cardinal Mario Alberici, napoletano, vescovo
di Neocesarea. Dopo la morte, avvenuta nel 1680, fu tumulato a Roma nella chiesa di S. Maria
Maggiore. II. Timbro e segnatura della Biblioteca dei Padri Bianchi di Roma al frontespizio. III.
Alcune brevi glosse manoscritte al margine inferiore.
ICCU, IT\ICCU\RMSE\005978.
Theophilus Antecessor (Fabrot, Charles Annibal). Theophili Antecessoris Institutionum libri IV.
Parisiis, Apud Viduam Mathurini Du Puis, via Iacobaea, sub signo Coronae aureae, 1657.
€ 700
In-4° (243x175 mm), legatura in piena pergamena rigida, dorso a cinque nervi con il nome
dell’autore e il titolo dell’opera vergati in inchiostro bruno al secondo scomparto, tagli spruzzati
in inchiostro blu, pp. [16], 720. Frontespizio in rosso e nero con marca calcografica raffigurante
una corona con il motto Donec totum ambiat orbem. Testo in caratteri greci, romani e corsivi, con
bei fregi ed iniziali incisi in legno.
Il
testo delle Institutiones a cura di
Teophilus
Antecessor, uno dei compilatori
incaricati dell’opera da Giustiniano in persona. Nel medesimo periodo in cui si era dato
avvio alla riorganizzazione del diritto nelle Pandette, infatti, Giustiniano chiese ai giuristi
Treboniano, Teofilo e Doroteo di creare un manuale che riassumesse le voci del diritto romano
ad uso degli studenti dell’impero. Tale testo, le Institutiones appunto, rimase nei secoli un punto
di riferimento per la materia di grande chiarezza espositiva, e fu pertanto utilizzato dagli studiosi
come scheletro su cui strutturare i propri commenti.
detto
Charles Annibal Fabrot (1580-1659), giurista francese, studioso del diritto canonico e civile,
parafrasa qui le istituzioni di Theophilus riproponendo l’originale testo greco (o la versione
ritenuta la più filologicamente corretta di esso) con la traduzione latina nella colonna a fronte.
Theophilus (detto Antecessor) fu un giurista bizantino vissuto intorno al VI secolo. La sua fama
è legata alla compilazione delle Institutiones per Giustiniano, che egli probabilmente impostò
ricalcando le Institutiones di Gaio e alla Parafrasi che redasse dell’opera. I suoi scritti ebbero
larga diffusione all’avvento della stampa, pubblicati insieme al Corpus Iuris Civilis oppure con le
Paratitla.
Esemplare molto buono con lievi tracce d’ossidazione.
Rara edizione: solo sei copie presenti nelle biblioteche italiane (ICCU, IT\ICCU\
FOGE\015726).
Tiraqueau, André. Andreae Tiraquelli in curia Parisiensi senatoris Commentarii. In l. Boues. §. hoc
sermone, ff. de verbor. signif.Venetiis, Francis. Bindonus excudebat, 1555.
€ 650
In-8° (151x100 mm), mezza pergamena su pergamena rigida moderna, dorso a cinque nervi
con titoli, filetti e fregio manoscritti in inchiostro nero, cc. (28), 76.
Bella marca tipografica con l’angelo che indica la strada a Tobia. Capilettera figurati.
Rara edizione dei commentari giuridici di André Tiraqueau (1480-1558), giurista francese
nominato consigliere del parlamento di Parigi nel 1541. Al suo tempo, il Tiraqueau ebbe fama
di grande erudito non solo nelle discipline giuridiche, ma in tutti i rami del sapere umanistico,
come dimostrato dalla sua attiva partecipazione alle attività del cenacolo intellettuale di Fontayle-Comte dove strinse amicizia con François Rabelais. Tra le sue opere si distinguono i trattati
De nobilitate, De legibus connubilialibus e De poenis temperandis, interessanti non solo per l’apparato
di citazioni greco-latine e le proposte innovative, ma soprattutto per l’ingente e puntuale opera
di riordino degli istituti giuridici di diritto comune e consuetudinario.
Ottimo esemplare.
Provenienza:Al verso dell’ultima carta non numerata, due iscrizioni manoscritte presumibilmente
dalla stessa persona in inchiostro bruno: la prima riporta il titolo dell’opera, la seconda recita La
sig.ra Lugrezia favorirà di logiare questa sera un soldato del regimento di S. P. soministrandoli leto lume e
da mangiare fin tanto che li fa di bisogno. P.B.C.
Manca al Fontana, che cita solo edizioni successive. Manca a Sapori. ICCU, IT\ICCU\
TO0E\033928. Edit16, CNCE 23488.
Valasco, Alvaro. Decisiones consultationum ac rerum iudicatarum In Regno Lusitaniæ […] Cum indice
duplici, priore Consultationum in initio, & posteriore materiarum utroque, locupletissimo […]. Venetiis,
Apud Jo. Baptistam, et Jo. Bernardum Sessam, 1597.
€ 900
In-folio (320x215 mm), legatura coeva in piena pergamena morbida (dorso restaurato), titolo
dell’opera vergato in inchiostro bruno al dorso, frontespizio in rosso e nero, pp. [28], 263, [1].
Alcuni legni decorativi alle prime carte.
Raccolta di Decisiones in ambito legale prese nel regno del Portogallo. La raccolta, costituita da
sentenze e casi occorsi nella giurisprudenza portoghese, fu assemblata da Alvaro Velasco (15261593), regio senatore, avvocato della curia del Portogallo e professore di diritto alla celeberrima
Università di Coimbra. Il testo fu redatto ad uso dei magistrati, dei giuristi, nonché degli studenti
di diritto.
La prima edizione di quest’opera, estremamente rara, fu stampata nel 1593 a Lisbona per i tipi
di Antonio Alvarez.
Bell’esemplare.
Provenienza: I. Alcune note di possesso vergate in inchiostro bruno da mano antica cassate: al
recto del primo foglio di guardia si leggono le parole Julij dodici, A fabriano e 1638, mentre in
calce al frontespizio, si deducono il nome Jacobi e la sigla I.C. II. Glosse antiche manoscritte in
inchiostro bruno ai margini del testo. III. Al recto dell’ultima carta, firma di possesso manoscritta
ed ex-libris in forma di disco cartaceo con stemma a rilievo.
ICCU, IT\ICCU\LIAE\001331; Edit16, CNCE 29639.
Van Espen, Zeger Bernard. Opera Canonica, quae hactenus in lucem prodierunt [...]. Quibus accedit
in hac secunda editione Commentarius in Canones et Decreta Juris Veteris ac Novi, et in Jus Novissimum.
Lovanii, Sumptibus Societatis, Anno 1759.
€ 1.600
8 tomi rilegati in quattro volumi in-folio, elegante legatura in piena pergamena coeva con
tassello in pelle ocra e titoli in oro al dorso, tagli rossi. Frontespizio in rosso e nero.
Seconda edizione aumentata dell’opera del giurista e canonista lovanese Zeger-Bernard
Van Espen (1646-1728), pubblicata postuma.
Si tratta di un commento al diritto romano e al diritto moderno, ad opera del Van Espen, dottore
in legge e docente dell’Università di Bologna. La professione giansenista del giurista traspare
dalle sue opinioni in materia di diritto canonico che, nonstante la minaccia di reprimende, si
rifiutò di modificare. Il suo rifiuto di allineare le sue affermazioni al contenuto della bolla papale
Unigenitus, pertanto, gli valse una sospensione ad divinis dalla docenza. Tale punizione, che non
fu mai ritirata, spinse Van Espen ad autoesiliarsi in una comunità giansenista ad Amersfoort, dove
morì.
L’influenza del suo pensiero teologico e giuridico perdurò per almeno due secoli, con un peso
notevole sia in Olanda che in Italia.
Provenienza: Ex-libris cartaceo Ignatius de Joannis Abbas. S. Ant. Ad Forum Fulvii Cath. Ecclesiae
Casalen. Canonicus et Taurin. Ingen. 1790.
ICCU, IT\ICCU\MILE\006521.
Venerio, Fortunato. Sanctissimo Patri ac Domino Nostro Clementi XII Pont. Opt. Max. Rectae
Fidei Cardines et Recta Fides. Auctore D. Fortunato Venerio, Presbytero Congregationis C.R. S. pauli
Barnabita &c. Dogmatico-Scholasticarum Quaestionum. Tomus I. Romae, Typis Antonii de Rubeis
apud Pantheon in via Seminarii Romani, 1736.
[unito con:]
Venerio, Fortunato. Sanctissimo Patri ac Domino Nostro Clementi XII Pont. Opt. Max. Humanae
Infirmitatis Robur; idest De Divina Gratia. Auctore D. Fortunato Venerio, Presbytero Congregationis C.R.
S. pauli Barnabita &c. Dogmatico-Scholasticarum Quaestionum. Tomus II. Romae, Ex Typographia
Petri Rosati, & Josephi Borgiani in via Parionis, 1737.
[insieme a:]
Venerio, Fortunato. Sanctissimo Patri ac Domino Nostro Clementi XII Pont. Opt. Max. De Deo
Homine Quaestiones Scholasticae, Dogmatica, Historicae. Auctore D. Fortunato Venerio, Presbytero
Barnabita &c.Tomus III. Romae, Ex Typographia Petri Rosati, & Josephi Borgiani in via Parionis,
1738.
[unito con:]
Venerio, Fortunato. Sanctissimo Patri ac Domino Nostro Clementi XII Pont. Opt. Max. De Deo
Uno et Trino Quaestiones Scholastico-Dogmaticae, Historicae. Auctore D. Fortunato Venerio, Presbytero
Barnabita &c.Tomus IV. Romae, Ex Typographia Petri Rosati, & Josephi Borgiani in via Parionis,
1738.
€ 900
4 tomi legati insieme in due volumi in-folio, legatura in pergamena rigida coeva con titolo
manoscritto al dorso, cc. (8), pp. 380 per il primo tomo; cc. (8), 346 per il secondo; cc. (8), pp.
382, cc. (1, bianca) per il terzo; cc. (8), pp. 324 per il quarto.
Stemma papale di Clemente XII incise in legno ai frontespizi; bei capilettera, testatine e finalini
xilografici.
Rarissima edizione dell’opera omnia del Venerio.
Bell’esemplare, fresco e pulito.
Provenienza: Ex-libris di Cesare Maria De Vecchi, conte di Val Cismon, inciso da Bramanti al
recto del piatto anteriore.
Manca a Sapori.
Viviani, Giuliano. Praxis Iurispatronatus acquirendi, conservando. illud, ac amittendi modos breviter
continens. Denuo pluribus in locis aucta, et locupletata, & sac. Rot. Rom. Decisionibus firmata [...] In hanc
postrema editione alijs quamplurimis eiusdem Sac. Rom. Rote Decisionibus posterioribus, ac nouissimis
amplificata. Romae, Ex Typographia Andreae Phaei, 1648.
€ 450
2 parti in un volume in-folio, legatura in pergamena rigida coeva con titolo manoscritto al
dorso, cc. [8], pp. 747, [1]; pp. 354, c. [1].
Frontespizio in rosso e nero, grande marca allegorica con armi cardinalizie incisa in rame al
frontespizio. Lettera dedicatoria a Pietro Ottoboni.
Non comune seconda edizione aumentata di quest’opera di Giuliano Viviani, vescovo e giurista
pisano, pubblicata per la prima volta a Venezia nel 1620. Il testo raccoglie dalla giurisprudenza
tutti gli accenni all’amministrazione dei giuspatronati, ovvero la pratica per cui a una famiglia
veniva affidato l’altare di una chiesa perché lo mantenesse e lo decorasse. La seconda parte
dell’opera contiene delle Decisiones della Sacra Rota Romana in materia di Praxis Iurispatronatus,
qui pubblicate in prima edizione.
Giuliano Viviani (1581-1641) nacque a Pisa e prese i voti in giovane età, dimostrando ben
presto talento per le lettere e gli studi giuridici. Protonotario apostolico della diocesi pisana,
percorse numerose tappe della carriera ecclesiastica fino al titolo di Arcivescovo di Cosenza.
Normali arrossature, ma buon esemplare.
Fontana, pars II, col. 418. Manca a Sapori che di quest’opera registra (I, 3193) soltanto un’edizione
successiva. ICCU, IT\ICCU\TO0E\073416.
Wolff, Christian. Institutiones Juris Naturae et Gentium in quibus ex ipsa Hominis Natura continuo
nexu Omnes obligationes et jura omnia deducuntur auctore Christiano L. B. De Wolff [...].Venetiis, Apud
Josephum Orlandelli nomine q. Francisci ex Nicolao Pezzana, 1792.
€ 280
In-8° (180x115 mm), legatura in mezza pelle su carta marmorizzata nei toni del rosso e
dell’azzurro, fregi dorati e tassello verde al dorso con titoli impressi in oro, tagli spruzzati in
inchiostro azzurro, pp. xii, 460. Alcune iniziali e fregi xilografici.
Il diritto naturale e il diritto civile: breve ed esaustivo compendio delle teorie giuridiche
di Christian Wolff, forse il più eminente illuminista tedesco vissuto tra Leibnitz e Kant. Il trattato
sintetizza le norme del diritto civile alla luce della corrente giusnaturalista, ovvero secondo la
convizione che esistano un diritto naturale, derivato dal buonsenso e dalla natura comune degli
esseri viventi, e un diritto positivo, creato ad hoc dalla comunità civile ed espresso tramite le
norme scritte dai legislatori.Tra i più celebri esponenti del Giusnaturalismo con Wolff si trovano
Ugo Grozio, John Locke, Samuel Pufendorf e Immanuel Kant.
Christian Wolff (1679-1754) fu un celebre filosofo e giurista tedesco. Si ricorda per la sua
vasta produzione scientifica sia in latino che in tedesco riguardo tutti i rami del sapere, dalla
filosofia, alla teologia, dalla cosmogonia al diritto. Si interessò particolarmente all’economia e alla
pubblica amministrazione, caldeggiando la loro introduzione tra le discipline accademiche con
un risvolto, però, fortemente pratico.
Leggere fioriture alle carte e cuffia di testa leggermente usurata; nel complesso, esemplare molto
buono.
ICCU, IT\ICCU\MILE\008761.
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Sarò presto in utroque dottore