Sarò presto in utroque dottore Bibliopathos Sarò presto in utroque dottore LIBRERIA BIBLIOPATHOS via Enrico Toti, 1 37129 Verona Tel/Fax +39 (0)45 592917 corso Alessandro Tassoni, 30 10143 Torino Tel/Fax +39 (0)11 7603934 www.bibliopathos.com [email protected] una collezione di antichi testi giuridici dal xvi al xx secolo Acta Diocesanae Synodi habitae in metropolitana ecclesia firmana diebus XV, XVI, XVII septembris anni MDCCXCIII. Andrea ex comitibus Minutiis archiepiscopo, et principe. Firmi, ex Officina Archiepiscopali Bartoliniana, 1794. € 260 In-4° (271x204 mm), legatura in mezza pergamena con angoli su carta colorata, titoli vergati in inchiostro bruno al dorso, tagli spruzzati in inchiostro rosso e blu, pp. xv, [1], 184, 126, [2], 127134, [2]. Fregi e vignette calcografiche al frontespizio e alle carte, alcune iniziali calcografiche. Rara edizione stampata a Fermo degli Atti del Sinodo della Diocesi tenutosi nel settembre 1793. Il sinodo diocesano di Fermo fu intrapreso durante il pontificato di Pio VI per riformare la normativa locale della diocesi e riflettere sull’introduzione di nuove norme. Il Concilio di Trento fu preso a modello non solo per quanto riguarda la forma collegiale della discussione, ma anche per i valori a cui ispirare le modifiche. La presente edizione contiene, nella prima sezione, le riflessioni dogmatiche e istituzionali concernenti i sacramenti e la struttura della diocesi; nella parte finale sono stati allegati una serie di editti in volgare italiano che regolamentavano aspetti di vita quotidiana quali ad esempio il divieto di giocare o fare rumore in prossimità di chiese e chiostri e di sparare nei giorni delle feste comandate e in quelli subito antecedenti. Legatura leggermente consunta e tracce di ossidazione alle carte: nel complesso, buon esemplare. ICCU: IT\ICCU\RAVE\003108 e anche IT\ICCU\SIPE\000116. Manoscritto inedito di Andrea Alciati il più grande giurista lombardo del Rinascimento Alciati, Andrea. Manoscritto in latino, con riga di autenticazione e firma autografa. Nitidi caratteri corsivi in inchiostro nero, la prima riga in lettere capitali rosse. Senza luogo e data [ma, datato in base alla filigrana: Milano, circa 1525]. € 12.000 In folio (21,5x31cm), legatura alla rustica in cofanetto recente con tassello e titolo in oro, pp. 7, 21 righe per pagina. Rarissimo manoscritto inedito di Andrea Alciati, contenente una perizia legale in ambito di diritto tributario: si tratta di un parere sulle decime da esigere sull’uliveto di un monastero. L’autenticazione autografa —alla quale segue la controfirma autografa dell’avvocato Johannes de Monte Bruno— è la seguente: Andreas Alciati I[uris] U[triusque] D[octor] ita sentio salvo melior[e] Iudicio. Andrea Alciati è senz’altro il più famoso giurista italiano del Rinascimento. Formatosi a Milano, Pavia, Bologna e Ferrara, iniziò la sua carriera universitaria all’università di Avignone poco dopo il conferimento della laurea, alla giovane età di 26 anni. Nel 1522 torna a Milano, dove l’Imperatore Carlo V lo nomina comes palatinus e consigliere. Si impegna anche nell’attività didattica, a Bourges nel 1529, poi a Ferrara e infine a Pavia. Già alla sua epoca l’Alciati conobbe una popolarità senza eguali: le sue lezioni, secondo vecchie fonti, erano seguite da quasi 700 studenti, e tra i suoi ammiratori si annoverano personalità famose quali Erasmo da Rotterdam e Budè, oltre che membri di tutta la nobiltà europea. L’Alciati, come nota Jugler, fu il primo a fondere il diritto romano con le belle arti e a correggere i testi grazie alla sua formazione umanistica (cfr. Jugler, citato da DBA Fiche 1422, 226-261). Ancora oggi l’Alciati è conosciuto, oltre che per i suoi scritti giuridici, per il celeberrimo libro degli Emblemata, pubblicato la prima volta nel 1531. L’edizione integrale delle sue opere fu pubblicata nel 1549 da Froben a Basilea, influenzando profondamente lo sviluppo del diritto civile in Europa per intere generazioni. Bibliografia: I. Jugler, Beyträge zur juristischen Biographie, Leipzig 1773-80. II. A parte il presente, nessun altro autografo dell’Alciati è apparso sul mercato nel secolo XX: l’Amateur des Autographes (anno I (1862), p. 56) ne riporta solo un altro. III. Per la filigrana, cfr. Picard, III, I, 145 (filigrana di Milano, 1524). tre rarissime edizioni lionesi di Andrea Alciati mancanti a tutte le biblioteche italiane I. Alciati, Andrea. Dn. Andreae Alciati Iureconsulti Clarissimi De Verborum significatione, libri quatuor. Eiusdem in tractatum eius argumenti veterum Iureconsultorum, Commentaria. Ex ultima Autoris recognitione. Sebastianus Gryphius Germanus excudebat Lugduni, Anno 1535. [unito con:] II. Alciati, Andrea. D. Andreae Alciati Iureconsulti Clarissimi Ad rescripta principum commentarii, De Summa trinitate. Sacrosanct. Eccl. edendo. In Ius vocando. Pactis. Transactionibus. His accessit eiusdem De quinque pedum praescript. Lib. I. Lugduni, apud Sebastianus Gryphium, Anno 1535. [unito con:] III. Alciati, Andrea. D. Andreae Alciati Mediolanensis Iureconsulti Clarissimi, Paradoxorum ad Pratum, libri Sex. Dispunctionum, lib. IIII. De eo quod interest, liber Unus. In tres libros Codicis, lib. III. Praetermissorum, lib. II. Declamatio Una. De Stip. divisionib. Commentariolus. Ex ultima Autoris recognitione. Lugduni, apud Sebastianus Gryphium, Anno 1535. € 1.800 Tre opere rilegate in un unico volume in-folio, legatura in pergamena ottocentesca con titolo manoscritto al dorso, tagli rossi. Rarissima raccolta di tre opere del grande giurista lombardo: nessun esemplare di queste edizioni nelle biblioteche italiane. Andrea Alciati (Milano, 1492-Pavia, 1550) fu il più grande giurista del Rinascimento italiano, la cui opera influenzò profondamente lo sviluppo del diritto civile in Europa per intere generazioni. Eccellente stato di conservazione. Mancanti a Sapori, che cita altre edizioni lionesi impresse dal Grifio. Nota: Le presenti edizioni della prima e della terza opera mancano anche al Catalogo monografico sull’Alciati, pubblicato nel 1992 dalla Libreria Giuridica Bonfanti in occasione del cinquecentenario dalla nascita del celebre giurista. Amostazo, Franciscus. Francisci A Mostazo J.U.D. Alvearensis [...] De Causis Piis in genere, et in specie. Opus quidem perutile non solum judicibus & Visitatoribus Ecclesiasticis, verùm etiam Secularibus, Ecclesiarum Rectoribus, Confessoribus, & Advocatis. Lugduni, Sumptibus Antonii Servant, 1733. [legato con:] Bassi, Joannis Baptista. Tractatus de Sodalitiis seu Confraternitatibus ecclesiasticis et laicalibus. Cum Additione Opusculi De Vicario Apostolico. Lugduni, Sumptibus Antonii Servant, 1733. € 280 Due opere legate insieme in-folio (359x224mm), legatura in pergamena coeva, cinque nervi e titoli manoscritti in inchiostro bruno al dorso, tagli spruzzati in inchiostro rosso, pp. [4, la seconda bianca], 446, [50, le ultime due bianche], [4], 98, [14]. Testatine e fregi xilografici, testo su due colonne. Fortunata opera sulle «cause pie», ovvero sulla regolamentazione delle opere di misericordia, sui lasciti e le donazioni alla Chiesa, ai monasteri, ai poveri, alle fanciulle da marito senza dote, ai carcerati, ai cappellani, o per la costruzione di chiese e cattedrali. Di particolare interesse il capitolo XII, p. 121 (De Reductione Missarum). Solo secondo tomo dell’opera. Francisco Amostazo, (anche Francisco de Mostazo) fu un canonista del XVII secolo vescovo di Colmenar Viejo, località vicina a Madrid. Giovanni Battista Bassi (1645-1736) fu vescovo di Anagni dal 1708 al 1736. Viene ricordato nella città dei papi per le sue opere di restauro, ampliamento e rifondazione del seminario. Legatura leggermente abrasa alla cerniera e alla cuffia superiore, fioriture, tracce di ossidazione da inchiostro; nel complesso discreto esemplare. Manca a Sapori, che cita (I-2035) un’altra edizione lionese di quest’opera. ICCU, IT\ICCU\ TO0E\133309. Antoine, Paul Gabriel. Theologia moralis universa complectens omnia morum oraecepta, & principia decisionis omnium conscientiae casuum, suis quaeque momentis stabilita a reverendo patre Paulo Gabriele Antoine sac. theol. doct. ad usum parochorum et confessariorum primum concinnata, dein a rev. patre Philippo De Carboneano novis tractatibus, perpetuis notis, & copiosis accessionibus aucta, magna ex parte desumptis ex S.Thoma Aquinate, S. Bonaventura […].Venetiis, ex typographia Balleoniana, 1796. € 250 2 volumi in-4°(245x190 mm), mezza pelle con angoli su carta colorata, fregi in oro e due tasselli con titoli e numerazione in oro al dorso, segnalibro in tessuto, pp.VIII, 292 al primo volume, pp. IV, 368 al secondo volume. Testatine e finalini xilografici. Trattato di teologia morale che comprende una sezione sui casus conscientiae, repertori di casistica cui il confessore o il parroco erano tenuti a ricorrere in caso di decisioni che turbassero il rapporto tra rispetto delle norme e coscienza personale. Sulla casistica, applicata lungamente dai Gesuiti sugli uomini di potere per influenzare la politica europea, si basa parte del diritto canonico. Paul Gabriel Antoine (1679-1743) fu un teologo gesuita francese che pubblicò nel 1723 la sua prima teologia morale. Con la presente opera riscosse grandissimo successo, tanto che papa Benedetto XIV la indicò come libro di testo per gli studenti della Propaganda Fidae. Legatura abrasa agli angoli e alle cuffie del primo tomo, alcune macchie su entrambi i dorsi, leggera ossidazione e tracce di umidità in prossimità del dorso al tomo secondo; nel complesso, discreto esemplare. Provenienza: I. Al recto del primo foglio di guardia del primo tomo, nota di possesso vergata a mano in inchiostro bruno: Ex. L. Castelli Io. Bapt. C. Mizz. (?) II. Al foglio di guardia del secondo tomo vergato a mano in inchiostro bruno: D. Z(?)us Castelli. III. Tre fogli sciolti recanti calcoli, appunti in latino e un appunto per una messa vergati da mano ottocentesca. Solo 3 copie nelle biblioteche pubbliche italiane (cfr. ICCU, IT\ICCU\BRIE\002410). L’esemplare di Ferdinando Sordi Antonelli, Giovanni Carlo. Ioannis Caroli Antonelli Sac. Theol. ac I.V.D. Patricii Veliterni, Prothonotarii Apost. &c.Tractatus De Loco Legali [...].Velitris, Petrum Guilelmum Cafassium, 1671. € 1.200 In-folio piccolo (298x200 mm), pergamena coeva rigida con cinque nervi e titolo manoscritto al dorso e al taglio inferiore, pp. [12], 403, [1, bianca], [60, le ultime due bianche]. Al frontespizio stemma di papa Clemente X (al secolo Emilio Bonaventura Altieri) comprensivo dello scudo della famiglia Altieri contornato dalle armi papali. Iniziali e fregi xilografici, testo su due colonne. Rara prima edizione impressa a Velletri: l’opera si presenta come tipico testo giuridico suddiviso in tre libri e procede attraverso quaestiones giuridiche a cui viene data sistematicamente risposta. Il testo si chiude con l’Index Rerum Notabilium che per ogni lemma specifica la pagina e il passo in cui è citato. Giovanni Carlo Antonelli (1612–1694), giureconsulto e canonista, nacque a Velletri da famiglie nobili. Fu dottore in filosofia, teologia e nelle leggi, conseguì il grado di Protonotario Apostolico. Dal 1677 al 1694 fu vescovo di Ferentino in Campagna. Legatura abrasa agli angoli e al dorso, alcune pagine leggermente brunite; due strappi restaurati alle carte; nel complesso buon esemplare. Provenienza: I. Ex-libris xilografico Bibliotheca Ferdinandi Surdi I.C. Mant.Anno 1694. Ferdinando Sordi, avvocato mantovano, fu nipote del più celebre giurista Giovanni Pietro (piemontese, ma morto a Mantova nel 1598 dove presiedeva il Senato), autore del fondamentale Tractatus de Alimentis. II. Ex-libris Caroli de Malfatti manoscritto al frontespizio. Fontana, I, p. 30. Sapori (I, 82-83) per altre edizioni. ICCU, IT\ICCU\CFIE\006452. Arndts von Arnesberg, Karl Ludwig. Gesammelte Civilistische Schriften […] Stuttgart, Verlag der J. C. Cotta’schen Buchhandlung, 1873-1874. € 280 3 volumi (224x145 mm), legatura in cartonato rigido bruno, tassello cartaceo arancione al dorso con titoli manoscritti in inchiostro bruno, tagli spruzzati in inchiostro bruno, pp. [10], 497, [1, bianca] al primo volume, pp. [8], 676, [2, bianche] al secondo volume, pp. [8], 578, [2, bianche] al terzo volume. Testo stampato in carattere gotico. Prima edizione della raccolta di scritti sul diritto civile di Karl Ludwig Arndts, giurista tedesco che prese parte alla stesura della legislazione bavarese intorno al 1849. I testi contenuti in questa collezione sono prevalentemente studi dogmatici dedicati al diritto civile romano vigente in Germania ai tempi dell’Arndts, in particolar modo quello relativo alle norme sulla successione. Karl Ludwig Arndts von Arnsberg (1803-1878) discendeva da una famiglia da generazioni votata al servizio dello stato e allo studio della giurisprudenza. Dopo gli studi a Berlino presso il noto giurista Friedrich Carl von Savigny, fu docente universitario a Bonn, Monaco e Vienna. Arndts appartenne alla scuola storica del diritto, che approfondiva il diritto romano per trarne spunti attuali, specialmente in materia di diritto civile. Fra le sue numerose monografie, figurano studi sulle legislazioni prussiana, bavarese, austriaca e pontificia; la sua opera più celebre e ristampata fu un compendio sulle Pandette di Giustiniano. Legature usurate ai margini e al dorso, generale ingiallimento delle carte; nel complesso, discreto esemplare. ICCU, IT\ICCU\UBO\0348464. Aulisio, Domenico. Commentarii ad Titt. Pandectarum De Acquir. Vel Amitt. Possess. De Verbor. Obligat. De Legat. Et Fideicommiss. Neapoli (Napoli), Expensis Josephi de Lieto, 1776. [insieme a:] Aulisio, Domenico. Dominici Aulisii [...] Commentariorum Juris Civilis ad Titt. Soluto Matrimonio, quemadmodum dos petatur. De pignoribus, et Hypothecis. De bonis maternis, et materni generis. De Officio ejus, cui mandata est Jurisdictio. De edendo. De transactionibus. De vulgari, et pupillari substitutione. Neapoli (Napoli), Expensis Josephi de Lieto, 1776. [insieme a:] Aulisio, Domenico. Dominici Aulisii [...] Commentariorum Juris Civilis ad Titt. De Mora. De Donationibus. De Censibus. Neapoli (Napoli), Expensis Josephi de Lieto, 1776. € 350 3 volumi in-4° (234x184 mm), legatura in pergamena rigida, due tasselli al dorso, l’uno ocra, l’altro bruno, recanti titoli e numerazione, pp. [6], 249, [1] al primo volume, pp. [2], 249-488 al secondo volume, pp. [2], 489-650 al terzo volume. Testatine, finalini e fregi allegorici alle carte, vignette calcografiche ai frontespizi. Interessante raccolta di commentari sopra alcuni titoli delle Pandette e del Corpus Iuris Civilis riguardanti argomenti in materia di compravendita, di matrimonio, di eredità, ipoteche e transazioni. Domenico Aulisio (1649-1717) fu un celebre giureconsulto salernitano, versato in filosofia, medicina e storia. Docente di diritto civile allo Studio di Napoli, seguiva in materia la scuola di Jacques Cujas. Ebbe un rapporto travagliato con Giovanni Battista Vico, al quale fu legato da ammirazione al termine della vita. Scrisse numerosi trattati di diritto, opuscoli di vario argomento e nove sonetti. Una gora al margine inferiore del primo volume e alcune macchie d’inchiostro alle carte; legatura del secondo volume abrasa, mentre al terzo volume mancano i tasselli; nel complesso, buon esemplare. ICCU, IT\ICCU\SBLE\004506. Averani, Giuseppe. Opus Postumum, continens Interpretationum Juris Libros tres posteriores. […] Pars Prima [et Secunda]. Lugduni Batavorum, Apud Petrum Van Der Aa, 1746. € 260 2 volumi in-8° (202x119 mm), legatura in pergamena rigida coeva con titolo manoscritto in inchiostro bruno al dorso, pp. [14], 479, [1, bianca], [16], da 481 a 886, [manca l’ultima, bianca] al primo volume, pp. [4], 398, [250] al secondo volume. Ritratto dell’autore inciso in rame da Bleyswyk all’antiporta del primo volume, un’altra incisione raffigurante una medaglia con l’effigie dell’Averani al termine del secondo volume. Non comune edizione, impressa postuma, dell’opera del giurista fiorentino Giuseppe Averani, per incarico diretto di Cosimo III de’ Medici, Granduca di Toscana, su suggerimento di Francesco Redi e Lorenzo Magalotti. Il testo raccoglie le interpretazioni dell’Averani in materia di diritto civile, corredate da numerosi riferimenti ad autori antichi della classicità greca e latina. Al secondo volume, si allega la vita dell’autore. Giuseppe Averani (1662-1738), studiò arte e letteraura all’Università di Pisa fino ad ottenere la cattedra di Diritto Civile. Fu tra i fondatori del Neoumanesimo italiano. Si occupò anche di teologia, astronomia, filosofia e di fisica sperimentale. Fu membro dell’Accademia della Crusca e della Royal Society. Cerniera leggermente abrasa al secondo volume, tracce di ossidazione da inchiostro; nel complesso, esemplare molto buono. ICCU, IT\ICCU\RMSE\005474. Bachoff von Echt, Reiner. Tractatus de Pignoribus et Hypothecis, absolutissimus. Editio postrema prioribus emendatior. Francofurti & Rostochii (Francoforte e Rostock),Apud Joachimum Wildium, Bibliopolam, 1656. [unito con:] Bachoff von Echt, Reiner. Tractatus de Actionibus. Francofurti & Rostochii (Francoforte e Rostock), Joachimi Wildii, Bibl. Rostochiensis, 1657. € 400 2 volumi legati insieme in-4° (188x149 mm), legatura in pergamena rigida coeva ivoire con titolo manoscritto al dorso e dentelle ripiegate all’olandese, pp. [8, l’ultima bianca], 472, [8, l’ultima bianca] al primo volume, pp. [8, l’ultima bianca], 154, [10, le ultime due bianche], 200 al secondo volume. Iniziali, testatine e finalini xilografici. Rara edizione di questi trattati del giurista tedesco Reiner Bachoff, collocabili nel ramo del diritto privato e, più in particolare, nei settori del diritto civile e commerciale. Nel primo vengono illustrate le leggi in materia di pignoramenti ed ipoteche; nel secondo, si tratta delle azioni ed eccezioni che possono sollevarsi in tribunale. Reiner Bachoff (ca.1575-1640) nacque a Lipsia (Sassonia, Germania); fu professore di etica e filosofia pratica all’università di Heidelberg, dove divenne rettore; insegnò per cinque mesi a Strasburgo e si convertì al cattolicesimo nel 1629. Uniformi ossidazioni, dovute alla qualità della carta, ma buon esemplare. Manca a Sapori. Attualmente meno di dieci esemplari censiti in OPAC. ICCU, Tractatus de pignoribus IT\ICCU\CFIE\002729, Tractatus de Actionibus IT\ICCU\BA1E\001407. Barbacovi, Francesco Vigilio. Progetto d’un nuovo codice giudiciario nelle cause civili […]. In Trento, per Giambattista Monauni Stamp.Vesc., 1785. € 120 In-8° grande (195x119 mm), legatura in cartonato rigido coevo, pp. 352, xxiv, xi, [3, bianche salvo la seconda che riporta l’errata corrige]. Testatine, fregi e finalini xilografici. Rara edizione del progetto barbacoviano per un codice civile del vescovato di Trento che si allineasse con la legge austriaca dell’impero. Tramite il vescovo Thun, l’imperatore Giuseppe II incaricò il Barbacovi, già consigliere per la giustizia nell’enclave del principevescovo, di redigere un codice che superasse le consuetudini locali in materia di diritto civile e portasse le procedure a un avvicinamento al sistema giuridico imperiale. Il Barbacovi pubblicò il suo progetto di codice per la prima volta nel 1785 (il presente volume ne costituisce la seconda parte). Dal testo emerge chiaramente la posizione del giureconsulto a favore di un assolutismo illuminato, che favoriva la posizione del vescovo rispetto a quella del patriziato cittadino, che peraltro propose un codice proprio in risposta. Tuttavia, il testo del Barbacovi fu approvato dall’imperatore che ne appoggiò la pubblicazione e l’entrata in vigore ufficiale nel 1788. Francesco Vigilio Barbacòvi (Taio 1738-Trento 1825), fu un giurista e, dal 1774, membro del consiglio aulico del principato vescovile di Trento. Nel 1792 fu nominato gran cancelliere. Prese le posizioni del principe-vescovo contro le rivendicazioni della magistratura e del patriziato cittadino, scrivendo numerosi trattati a riguardo. Si espresse anche a favore di uno svecchiamento dell’insegnamento del diritto nel saggio Dissertazione sopra una questione riguardante la costituzione esemplare con alcune riflessioni intorno al modo d’insegnare la giurisprudenza romana (1770). Solo il volume II (su due) di questa importante opera. Qualche menda al dorso, internamente buon esemplare, fresco e pulito e impresso su carta forte. Provenienza: Firma di possesso Giuseppe Rudari vergata al frontespizio in inchiostro bruno. Attualmente nessun esemplare in OPAC di questa edizione. Bartolo da Sassoferrato. In primam Digesti vet. partem commentaria iurisconsul. principis Bar. à Saxo ferrato [...] Necnon additioni. Petripauli Parisij. Venetiis, [al segno della Corona], 1557. [unito a:] Bartolo da Sassoferrato. In primam Infor. partem commentaria [...] Necnon additionibus Petripauli Parisij.Venetiis, [al segno della Corona], 1557. [unito a:] Bartolo da Sassoferrato. In secundam Infor. partem commentaria [...] Necnon additionibus Petripauli Parisij.Venetiis, [al segno della Corona], 1557. [unito a:] Bartolo da Sassoferrato. In primam Digesti novi partem commentaria iuriscons. principis Bar. a Saxo ferrato, in prima ff. Noui Partem [...] Necnon additioni. D. Petripauli Parisij. Venetiis, [al segno della Corona], 1557. [unito a:] Bartolo da Sassoferrato. In secundam Digesti novi partem commentaria iuriscons. principis Bar. a Saxo ferrato, in secunda ff. Noui Partem [...] Necnon additioni. D. Petripauli Parisij. Venetiis, [al segno della Corona], 1557. [unito a:] Bartolo da Sassoferrato. In primam Codicis partem commentaria [...] Necnon additionibus Petripauli Parisij.Venetiis, [all’insegna della Corona], 1557. [unito a:] Bartolo da Sassoferrato. In secundam Codicis partem commentaria [...] Necnon additionibus Petripauli Parisij.Venetiis, [all’insegna della Corona], 1557. [unito a:] Bartolo da Sassoferrato. Consilia quaestiones, et tractatus. Cum additionibus Bernardini Landriani. Venetiis, [al segno della Corona], 1557. [unito a:] Bartolo da Sassoferrato. Bartoli In tres libris Cdicis [sic] commentaria [...] Necnon additionibus Petri Pauli Parisij. [legato con:] Reperto. in lecturas Bartoli. Index, seu Repertorium singulare in lecturas [...] Venetiis, [al segno della Corona], 1557. € 13.500 9 volumi (su dieci) in-folio (430x273 mm), legatura in cartonato colorato a mano con tassello purpureo e titoli dorati al dorso, titoli vergati in carattere gotico al taglio inferiore. Al frontespizio insegna della Corona; i nomi dei tipografi, cioè gli eredi di Lucantonio Giunta il vecchio, Gabriele Giolito De Ferrari, gli eredi di Ottaviano Scoto il vecchio e Federico Torresano si ricavano dalle marche iscritte nella cornice. Rara e sontuosa edizione veneziana dell’Opera Omnia di Bartolo da Sassoferrato, fondamento del diritto europeo. Il valore dei suoi commenti era tanto rispettato da essere paragonato a quello di Papiniano nell’antichità. Manca il volume a commento del Digestum Vetus Bartolo da Sassoferrato (Sassoferrato, 1314-Perugia, 13 luglio 1357) è stato uno dei più insigni giuristi d’Europa nel XIV secolo ed esponente di quella scuola del diritto chiamata dei commentatori. A dispetto della sua breve vita, lasciò molte opere a commento del diritto romano, consulenze a privati e trattati su argomenti specifici tra i quali quello sul diritto di rappresaglia si è imposto nei secoli a venire come uno dei testi fondatori del diritto internazionale privato. Fu nominato consiliarius dall’imperatore Carlo IV. Alcune fioriture, salvo ciò ottimo esemplare. Provenienza: Ai frontespizi, firma di possesso vergata in inchiostro bruno Ludovici Bartoli. ICCU, IT\ICCU\CERE\051671 (Digesti novi); IT\ICCU\CNCE\004386 (Codici Commentaria); IT\ICCU\CNCE\004385 (Consilia); IT\ICCU\CNCE\004388 (Prima Digesti veteri); IT\ICCU\CNCE\004389 (Secunda Infortiati); IT\ICCU\ CNCE\004390 (Commentaria in tres codicis libris); IT\ICCU\CNCE\004391 (Repertorio). Bartolo da Sassoferrato. Bartoli Commentaria in Primam Codicis, partem, cum non paucis additionibus D. Alexandri, & Petri Pauli Parisij nuper illustrata, accurateque castigata: & in magnam iurispe.Vtilitatem recognita. Lugduni, [al colophon: excudebat Claudius Seruanius], 1555. [unito con:] Bartolo da Sassoferrato. Bartoli Commentaria in Secundam Codicis partem, Domi. Petri Pauli Paris. Andreae Pomat. Andreae Barb. Alexan. Losaei additionibus, multisque emendationibus illustrata, accuratè, & multa cum diligentia castigata. Lugduni, [al colophon: excudebat Claudius Seruanius], 1555. [unito con:] Bartolo da Sassoferrato. Bartoli Prima in Digestum Vetus, Alexandri Imolaei, Andreaeae Barbatiae, Celsi Hugonis ac Petri Pauli Parisii adnotamentis rerumque summis ornata fidelissimisque typis excusa. Lugduni, [al colophon: excudebat Blasius Guido] 1555. [unito con:] Bartolo da Sassoferrato. Bartoli Commentaria in Secundam Digesti, veteris partem, doctiss. viri Do. Petri Pauli Parisii cardinalis admodum reuerendi non paucis additionibus nuper illustrata, accurateque castigata. Lugduni, [al colophon: excudebat Claudius Seruanius], 1555. [unito con:] Bartolo da Sassoferrato. Bartoli Commentaria in Primam Digesti Novi, partem doctiss. Viri Do. Petri Paoli Parisij Cardinalis admodum reuerendi non paucis additionibus nuper illustrata, accurateque castigata. Lugduni, [al colophon: excudebat Petrus Fradin], 1555. [unito con:] Bartolo da Sassoferrato. Bartoli Commentaria in Secundam Digesti Novi, partem, Do. Petri Pauli Pauli Paris. Andreae Pomat. Andreae Barb. Alexan. Losaei additionibus, multisque emendationibus illustrata, accuratè, & multa cum diligentia castigata. Lugduni, 1555. [unito con:] Bartolo da Sassoferrato. Consiliorum Bartoli Libri duo: His Interiecti sunt eiusdem tractatus, & quaestiones, cum variae, tum eruditae: quae omnia Bernardi Landriani, & Thomae diplouataei additamentis, & Indicem illustrantur. Lugduni, 1555. [unito con:] Bartolo da Sassoferrato. Bartoli Commentaria in Primam Infortiati, partem doctiss. Viri Do. Petri Paoli Parisij Cardinalis admodum reuerendi non paucis additionibus nuper illustrata, accurateque castigata. Lugduni, [al colophon: excudebat Petrus Fradin], 1556. [unito con:] Bartolo da Sassoferrato. Bartoli Commentaria in Secundam Infortiati, cum additionibus Do. Alexandri de Imola, Do. Andreae Barbatiae, D. Alexand. Losaei, nouissimè D. Petri Pauli Parisij illustrata, accurateque castigata. Lugduni, [al colophon: excudebat Claudius Seruanius], 1555. [unito con:] Index sive Repertorium singulare in lecturas Bartoli a Saxoferrato in omne Ius ciuile locupletissimum, nunc solerti cura, studiose, ac commode recognitum. Lugduni [al colophon: excudebat Petrus Fradin], 1555. [Legato con:] Bartoli Commentaria in tres libros Codicis, doctissimi viri Do. Petri Pauli Parisij cardinalis [...] non paucis additionibus nuper illustrata, accurateque castigata. Lugduni, [al colophon: excudebat Claudius Seruanius], 1555. [Legato con:] Bartoli Commentaria super Authenticis, cum non paucis additionibus D. Benedicti de vadis, & Alexandri Losaei, nuper illustrata, accurateque castigata [...] Lugduni, [al colophon: excudebat Claudius Seruanius], 1555. € 18.000 12 opere in 10 volumi in-folio (411x280 mm), legatura in pergamena con i piatti costituiti da pagine manoscritte e rubricate, dorso a quattro nervi con titolo vergato in inchiostro bruno. Grande marca xilografica ai frontespizi. Rara edizione lionese dell’opera omnia di Bartolo Sassoferrato, che commento fondamentale allo sviluppo della storia del diritto europea. da costituisce un Bartolo da Sassoferrato (Sassoferrato, 1314-Perugia, 13 luglio 1357) è stato uno dei più insigni giuristi d’Europa nel XIV secolo ed esponente di quella scuola del diritto chiamata dei commentatori. A dispetto della sua breve vita, lasciò molte opere a commento del diritto romano, consulenze a privati e trattati su argomenti specifici tra i quali quello sul diritto di rappresaglia si è imposto nei secoli a venire come uno dei testi fondatori del diritto internazionale privato. Fu nominato consiliarius dall’imperatore Carlo IV. Nel commento alla seconda parte del codice giustinianeo restauro per lacuna a una carta che tocca alcune parole, salvo ciò ottimo esemplare. Beccio, Francesco. Consiliorum sive Responsorum D. Francisci Becii casalensis, I.C. praestantissimi et senatoris Montisferrati. Liber Secundus. Nunc Primum in lucem editus. In quo Praecipuae iuris controversiae, ut sunt Decimarum, Iurispatronatus, feudorum, Legitimationum, Testamentorum, Fidecommissorum, Obligationum, Contractuum, &c. [...]. Venetiis, Apud Ioannem Guerilium, & Io. Ant. Finatium, 1610. € 600 In-folio (346x242 mm), legatura in piena pergamena coeva con quattro nervi e titoli manoscritti in inchiostro bruno al dorso, pp. [82], 706, [2].Testatine, iniziali e fregi xilografici, frontespizio in rosso e nero. Dedica a Vincenzo Gonzaga, duca di Mantova. Rara prima edizione del secondo volume dei Consilia del celebre giurista di Casale Monferrato in materia di diritto testamentario (comprese le normative riguardanti il diritto feudale) e sui contratti di varia natura: la prima parte venne stampata nel 1575 e ristampata nel 1593. Quello che caratterizza il Beccio nella sua produzione in campo giuridico è la completa adesione ai modi interpretativi della giurisprudenza consulente, la ricerca della communis opinio, e la ricerca di riferimenti giurisprudenziali per fonti e dottrina dei suoi Consilia. Francesco Beccio (1519–1600 circa), laureato in giurisprudenza si mise al servizio del Monferrato, nel periodo a cavallo del cambio di dinastie da quella dei Paleologhi a quella dei Gonzaga, nello specifico del marchese Guglielmo, intervenendo personalmente nella disputa per l’attribuzione del marchesato tra i Gonzaga e i Savoia. Diplomatico e senatore di Casale, nel 1579 fu poi accusato di tradimento, incarcerato, sottoposto a tortura e trattenuto in carcere per due anni. Piatto posteriore leggermente abraso, nel complesso bell’esemplare, fresco e pulito, impresso su ottima carta. Fontana, pars I, col. 79. Manca a Sapori, Antichi testi giuridici dell’Istituto di Storia del Diritto Italiano, che registra solo il primo volume (I, 243). ICCU, IT\ICCU\LIAE\025342. «Opus rarum» (Bonfanti, Jus 1993). Benedetto XIV, Papa (Prospero Lambertini). Institutiones ecclesiasticae. Tomus I. (II. e III.). Lovanii, Ex Typographia Academica, 1762. € 300 3 volumi in-8° (165x93 mm), piena pelle, dorso a cinque nervi con due tasselli in pelle rossa e blu e titoli e fregi dorati, tagli colorati in inchiostro rosso, pp. XVI, 464 al primo volume, pp. XX, 519, [1, bianca] al secondo volume; pp. XII, 517, [3, bianche]. Fregi xilografici. Il diritto costituzionale della Chiesa Cattolica esposto e modificato da papa Benedetto XIV, grande riformatore del clero e mediatore nelle delicate relazioni dello stato pontificio con le nazioni europee. Molto sensibile alle esigenze e alle prerogative del secolo, sin dal tempo del suo vescovato ad Ancona e a Bologna Prospero Lambertini si dedicò a riorganizzare in modo più funzionale la vita della curia e a intervenire in materia di rigore e preparazione culturale del clero. Diventato papa, proseguì la sua opera di riforma del Clero, a cominciare dai dignitari ecclesiastici a tutti i livelli, a Corte, in Curia, nel governo delle Diocesi e delle province, cercando di controllare e correggere gli ecclesiastici indegni ed incapaci, spinti dall’ambizione di carriera e di potere. Cercò inoltre di migliorare l’efficienza della Curia romana, istituendo nuovi dicasteri, ed ampliando o precisando la giurisdizione e le competenze, nonché ampliando gli organici di alcuni di quelli esistenti. Papa Benedetto XIV (1675-1758), nato Prospero Lorenzo Lambertini, si laureò in teologia e diritto nell’Università di Roma. Come vescovo di Bologna dimostrò di essere non soltanto un giurista esperto di affari amministrativi e uno studioso, ma anche spinto da una vocazione sincera e profonda. La sua elezione al soglio pontificio avvenne in un periodo di grandi tribolazioni ed egli divenne noto anche come il Papa dei concordati per aver saputo trovare mediazioni con tutte le potenze della sua epoca; riorganizzò finanze, sicurezza pubblica, diede il primo impulso alla cartografia con la ridefinizione dei rioni romani, con la bolla Urbem Romam istituì un Albo del ceto nobile romano e si pronunciò contro lo schiavismo nelle Americhe. Legatura consunta in più punti, fori di tarlo alle carte che interessano marginalmente il testo, fioriture; nel complesso, esemplare da studio. Provenienza: I. Al frontespizio di tutti i volumi, firma di possesso manoscritta in inchiostro blu A. Ch. Grussm(?)ge. Non in ICCU, che censisce numerose edizioni delle «Istituzioni ecclesiastiche» di Benedetto XIV delle quali nessuna fu stampata a Lovanio. Benedetto XIV, Papa (Prospero Lambertini). Raccolta di alcune notificazioni, editti, ed istruzioni, pubblicate pel buon governo della sua diocesi dall’eminentissimo […] Prospero Lambertini. In Venezia, Appresso Francesco Pitteri, 1749. € 350 2 volumi in-4° (242x180 mm), legatura in cartonato spruzzato, tassello in pelle verde con titoli e fregi dorati al dorso, pp. XII, 264 al primo volume, pp.VIII, 311 [in realtà 315], [1] al secondo volume. Alcune iniziali xilografiche, testo su due colonne, esemplare in barbe. Raccolta di editti e norme promulgati dal vescovo Prospero Lambertini per la gestione della diocesi di Bologna prima della sua ascensione al soglio pontificio. Come vescovo di Bologna dimostrò di essere non soltanto un giurista esperto di affari amministrativi e uno studioso, ma anche spinto da una vocazione sincera e profonda. Legatura lievemente consunta, tracce di ossidazione ai margini delle carte, nel complesso buon esemplare. Provenienza: Al recto del primo foglio di guardia di ciascun volume, nota manoscritta vergata in inchiostro bruno Die 27 Ianuarij Anno 1759 Presbij: Bartholomaej Getuli. ICCU, IT\ICCU\TO0E\022246. Benedetto XIV, Papa (Prospero Lambertini). Sanctissimi domini nostri Benedicti papae XIV. Bullarium […].Venetiis, sumptibus Bartholomaei Occhi, 1767-1784. € 500 7 volumi su 10 in-4° (220x178 mm), mezza pelle con angoli su carta spruzzata, doppio tassello in pelle rossa e blu al dorso con titoli e fregi dorati, circa 300 pagine per ogni volume. Marca tipografica intagliata in legno, glosse tipografiche ai margini. Le bolle papali emesse da Papa Benedetto XIV (1675-1758), nato Prospero Lorenzo Lambertini. Tra le più rilevanti, si trovano l’Immensa Pastorum principiis (1741) contro lo schiavismo nelle Americhe, e le bolle di denuncia contro il costume tipico dei missionari gesuiti in Cina di aggiustare parole e usi cristiani per esprimere realtà non cristiane (Ex quo singulari e Omnium solicitudinum). Legatura piuttosto abrasa, tracce di umidità particolarmente evidenti all’ultimo volume, nel complesso esemplare da studio. Provenienza: In calce ai frontespizi nota manoscritta vergata in inchiostro bruno Ex Dono Jo. Bevilacqua Con. Orat. Preap. ICCU, IT\ICCU\PARE\019123. Benedetto XIV, Papa (Prospero Lambertini). Sanctissimi domini nostri Benedicti Papae XIV. Bullarium. Tomus primus [-quartus], in quo continentur constitutiones, epistolae […] Venetiis, ex typographia Joannis Gatti, in vico S. Raphaelis Archangeli, 1778. € 750 4 tomi in due volumi, in-folio (375x250 mm), mezza pergamena con angoli su carta colorata, titoli e fregi decorativi dorati al dorso, tagli leggermente spruzzati in inchiostro rosso e blu, pp. XX, 320, IV, 292 al primo volume, pp. IV, 299, [1], VIII, 316 al secondo volume. Testo su due colonne, frontespizio del primo tomo in rosso e nero. Variante tipografica B dell’edizione: al frontespizio riporta in vico S. Raphaelis Archangeli in luogo di sumptibus Remondinianis. Le bolle papali emesse da Papa Benedetto XIV (1675-1758), nato Prospero Lorenzo Lambertini. Tra le più rilevanti, si trovano l’Immensa Pastorum principiis (1741) contro lo schiavismo nelle Americhe, e le bolle di denuncia contro il costume tipico dei missionari gesuiti in Cina di aggiustare parole e usi cristiani per esprimere realtà non cristiane (Ex quo singulari e Omnium solicitudinum). Tracce d’ossidazione e legatura leggermente consunta agli angoli; nel complesso, esemplare molto buono. ICCU, IT\ICCU\RMGE\001896. Benielli, Ariotto. Consiliorum, sive responsorum. Opus posthumum omnibus in foro versantibus apprime necessarium. Nunc primum in lucem editum studio, & diligentia. Genuae, Apud Io. Baptistam Celle, 1708. € 900 In-folio (330x215 mm), legatura in piena pergamena coeva con titolo manoscritto al dorso, piatti ricoperti da riquadri di carta colorata a mano, tagli spruzzati in inchiostro rosso e blu, pp. [16], 586, [98, l’ultima bianca, manca l’ultima carta, bianca]. Frontespizio in rosso e nero, testatine, iniziali e finalini xilografici. Testo su due colonne. Rarissima prima edizione stampata a Genova dei cento Consilia del Benielli, i cui argomenti sono riassunti all’indice; i temi spaziano dalle disposizioni in merito alla successione, ai testamenti, alle compravendite immobiliari e di terreni, alle materie dello Statuto della Città di Genova. Ulteriore strumento di facilitazione all’uso del testo è l’indice alfabetico dei riferimenti, posto alla fine dell’opera. Ariotto Benielli fu un giureconsulto di Ajaccio (Corsica), divenuto poi avvocato nella città di Genova; il figlio (avv. Giuseppe Maria) curò alcune edizioni e ristampe delle sue opere giuridiche più famose. Angoli leggermente abrasi, una micosi nel margine inferiore destro delle prime carte, restauro all’ultima carta; nel complesso buon esemplare. Provenienza: Firma di possesso di Jo. Vincentis de Ravanis H. vergata in inchiostro bruno al frontespizio. Manca a tutte le biblioteche pubbliche italiane: ICCU recensice un’edizione del 1699 (IT\ ICCU\URBE\015127). Berardi, Carlo Sebastiano. Commentaria in Jus Ecclesiasticum Universum. Tomus Primus [et Secundus].Venetiis, Ex Typographia Petri Valvasensis, 1778. € 250 2 volumi (su 4) legati insieme in-4° (252x189 mm), legatura coeva in mezza pelle con angoli su carta colorata a mano, tassello in pelle rossa, titoli e greche in oro al dorso, tagli spruzzati in inchiostro bruno con segnalibro laterale in carta verde in corrispondenza dell’inizio del secondo tomo, pp. XLIV, 210, [2, bianche], 272 al secondo volume. Eleganti iniziali, testatine e finalini xilografici, testo su due colonne. Prima edizione dei Commentarii di diritto ecclesiastico di Carlo Berardi (1719-1768), giurista di formazione filosofico-letteraria che raccolse il plauso della critica dell’epoca per la coerenza della sua dottrina. Cattedratico di diritto canonico all’Università di Torino, fu autore di un’opera monumentale sul Decretum Gratiani. A corredo del suo commentario, Berardi inserì fonti conciliari, pontificie, teologiche e giuridiche che in parte erano confluite nel testo del monaco Graziano. L’approccio condotto su criteri sorprendentemente filologici porta quest’opera ad essere un efficace elemento di comprensione delle principali tappe del diritto canonico. Alcune tracce di ossidazione dovute alla qualità della carta, ma nel complesso buon esemplare. Provenienza: Nota di acquisto anonima al foglio di guardia anteriore: Costa 6 lire austriache il volume. Manca a Sapori, che registra solo un’altra opera del Berardi. ICCU censisce i presenti due volumi sotto le sigle IT\ICCU\UFEE\002027 e IT\ICCU\UFEE\002028. Bertoni,Andrea. De Negligentiis, et Omissionibus Tractatus [...]. Opus Posthumum Nunc primò editum, nec usque modo ab alio ex professo tractatum [...] In duas partes divisum, In quarum prima de Negligentia in Communi agitur, in secunda de Negligentia in particulari, descendendo ad particulares hominum status per distinctos Articulos. Ferrariae, sumptibus Bernardini Pomatelli Impres. Episcopalis, 1704. € 350 In-folio (327x219 mm), legatura coeva in piena pergamena con dorso a cinque nervi e titolo manoscritto in inchiostro bruno al secondo scomparto, pp. [28], 492, [14]. Bella marca tipografica incisa in rame con motto Pulchriora latent al frontespizio, iniziali, testatine e finalini xilografici, testo su due colonne. Interessante prima edizione postuma dell’opera giuridico-teologica di Bertoni sulle negligenze e omissioni, la cui l’analisi viene compiuta dal dotto ferrarese in parallelo. L’autore esamina e compara il riconoscimento delle fattispecie, le conseguenze e la disciplina dei casi, entrando poi nello specifico delle singole negligenze messe in atto dalle varie categorie di persone giuridiche. Andrea Bertoni (1621-1698) nacque a Ferrara dove completò gli studi umanistici, di retorica, di filosofia naturale, di sacra teologia e di divine scritture. Si laureò in utroque iure. Ricoprì svariate cariche nella città natale, tra cui protonotario apostolico e canonico della cattedrale, giudice sinodale e consultore del S. Uffizio. Legatura abrasa in corrispondenza del dorso e alle cuffie, occasionali, lievi bruniture, ma bell’esemplare, fresco e pulito. Provenienza: Al verso dell’occhietto, nota manoscritta in inchiostro bruno (?) die 21 Iulij 1710 pretio librorum viginti duarum Andreas Biachi Prior Sti. Benedicti (?). Sapori I, 289. ICCU, IT\ICCU\MILE\005273. Bonacina, Martino. Martini Bonacinae Mediolanensis [...] Opera Omnia in Tres Tomos Distributa [...]. Mediolani, Ex Typographia Dominici Bellagattae, 1720. € 1200 3 grossi volumi in-folio, legatura in piena pergamena coeva con tassello e titolo in oro al dorso, cc. [11], pp. 904, cc. [37] al primo volume, cc. [6], pp. 836, cc. [28] al secondo volume, cc. [9], pp. 540, cc.[14] al terzo volume. Ritratto del Bonacina inciso in rame da Gaetano Bianchi a ogni frontespizio. Rara e ottima edizione milanese dell’Opera Omnia del Bonacina, opera fondamentale per le fonti del diritto commerciale, contenente anche il De contractibus, nel quale il Bonacina sviluppa e approfondisce importanti questioni dell’attività mercantile, e in particolare i cambi, le varie forme di assicurazione, i salari, le imposte. «L’interesse del Bonacina per i problemi economici e mercantili nasceva dalla conoscenza diretta, maturata in uno dei più importanti centri mercantili, quale quello ambrosiano, dei nuovi sviluppi assunti dalla speculazione commerciale, e accoglieva le sollecitazioni dell’ambiente religioso milanese per una revisione della tradizionale giurisprudenza canonista, che colmasse il divario sempre più evidente fra le norme di condotta e pratica concreta, fra insegnamento teologico e linee direttrici dell’agire economico» (Castronovo). Qualche arrossatura, ma buon esemplare. Manca a Sapori. Bonfanti, Diritto Commerciale. Le Fonti, Milano 1996, p. 9. Bossi, Egidio. Tractatus varii, qui omnem fere Criminalem materiam excellenti doctrina complectuntur, & in quibus plurima ad Fiscum, & ad Principis autoritatem, ac potestatem, necnon ad vectigalium conductiones, remissionesq; […].Venetiis, apud Ioan. Baptistam Hugolinum, & Hugolinum, fratres, 1584. € 800 In-4° (202x147 mm), legatura in mezza pelle su cartonato, dorso a tre nervi con impressioni decorative a secco, nome dell’autore manoscritto al taglio superiore e inferiore, pp. [158], 820, [3, bianche]. Iniziali xilografiche, testo su due colonne. La Practica criminalis del Bossi, è uno dei maggiori punti di riferimento per l’approccio alla dottrina giuridica milanese del Rinascimento ed effettua una lucida ricognizione su gran parte degli istituti della giustizia penale lombarda del XVI secolo ad uso quotidiano dei magistrati. Quest’edizione fu curata dal figlio di Bossi, Francesco, che diede gli ultimi ritocchi all’opera del padre, morto prima di terminarne la revisione. Egidio Bossi (1488-1546), senatore milanese e giurista del primo cinquecento, fu autore dei Tractatus varii, esposizione complessiva a taglio pratico del diritto e della procedura penale. Fu anche uno dei principali compilatori riconosciuti delle Novae Constitutiones Mediolani (1542), nate su disegno di Francesco Sforza e varate dopo l’approvazione del senato milanese e dell’imperatore Carlo V. Cuffia superiore leggermente abrasa, lievi tracce d’uso, nel complesso esemplare molto buono. Provenienza: Alcune manicule ai margini del testo. ICCU, IT\ICCU\BVEE\009645. Bourgogne, Nicolas (de). Nicolai Burgundi […] Opera Omnia quae de Jure fecit. In hac novissima Editione in unum Corpus redacta, ac Indicibus peramplis locupletata. Bruxellis, Apud Joannem de Grieck, 1674. € 700 In-4° (198x162 mm), legatura coeva in pergamena rigida, stemma della Inner Temple Library impresso in oro al piatto anteriore e al dorso, titoli manoscritti in inchiostro bruno al dorso, dentelle all’olandese, tagli originariamente spruzzati in rosso e blu, pp. [26], 594, [6, le ultime quattro bianche]. Frontespizio stampato in rosso e nero, iniziali, testatine e finalini xilografici. Testo su due colonne. Bella edizione dell’Opera Omnia del Bourgogne in pregevole legatura, contenente un’epitome relativa al diritto nelle terre fiamminghe. La trattazione si sviluppa da un’analisi delle controversie sulle consuetudini delle Fiandre, per passare all’esposizione delle procedure legali in uso nei medesimi territori. Nei capitoli successivi si includono un elenco delle contese teoriche e pratiche, un commentario su rischi e colpe che possono sorgere nei contratti e un ulteriore commentario de duobus reis, credendi et debendi. Il giurista belga Nicolas de Bourgogne (1586-1649), professore all’Università di Ingolstadt, fu noto anche per aver compilato una fortunata Historia belgica. Brunitura del taglio superiore e al margine superiore delle ultime tre carte; nel complesso esemplare molto buono. Provenienza: Ex-libris Inner Temple Library al verso del piatto anteriore. L’Inner Temple è una celebre associazione inglese di giuristi e avvocati, risalente al XII secolo: «The history of the Temple begins soon after the middle of the twelfth century, when a contingent of knights of the Military Order of the Temple of Solomon in Jerusalem moved from the Old Temple in Holborn (later Southampton House) to a larger site between Fleet Street and the banks of the River Thames. The new site originally included much of what is now Lincoln’s Inn, and the knights were probably responsible for establishing New Street (later Chancery Lane), which led from Holborn down to their new quarters. Following their custom, the knights built a round church patterned on the Holy Sepulchre in Jerusalem. An inscription on the Round recorded that it was consecrated by the Patriarch Heraclius on 10 February 1185, in honour of the Blessed Virgin Mary. It is thought that King Henry II was also present on that day, inaugurating a long association between the royal family and the Temple». Nel corso dei secoli la biblioteca ebbe alterne vicende, e molti doppioni vennero venduti agli associati per finanziarla. ICCU recensisce solo un’edizione apud Petrum de Dobbeleer, prope Forum Lignarium del 1700 (IT\ ICCU\UMCE\002491). Brancati, Lorenzo. Epitome canonum omnium Qui in Concilijs Generalibus, ac Provincialibus, in decreto Gratiani, in decretalibus, in Epistolis, et Constitutionibus Romanorum Pontificum, usque ad Sanctiss. D. N. Alexandri VII. Annum quartum continentur. Romæ, Typis Mascardi, 1659. € 600 In-folio (318x214 mm), legatura in mezza pelle su carta colorata a mano, dorso a cinque nervi sottolineati da filetti dorati, tassello in pergamena al secondo scomparto con nome dell’autore e titolo dell’opera impressi in oro, tagli spruzzati in inchiostro rosso, pp. [60], 874, [12, mancano le ultime due, bianche]. Frontespizio in rosso e nero impreziosito da una cornice architettonica con putti incisa in rame e dallo stemma Chigi-Della Rovere del papa Alessandro VII. Alcune iniziali xilografiche alle carte introduttive, testo su due colonne. Prima edizione dell’epitome del Brancati, glossario di termini giuridici particolarmente utile per i rimandi alle principali compilazioni canoniste (Decretum Gratiani, Decretales di Gregorio IX ed altre costituzioni pontificie). Il testo è corredato da un indice specifico relativo ai concili citati nel volume, dei quali vengono citati i papi che ne ressero le sorti e gli anni in cui si tennero. Lorenzo Brancati, al secolo Giovanni Francesco (1612-1693), nacque a Potenza. Chiese di abbracciare lo stato clericale ed entrò in convento a Lecce, dove studiò logica. Completò gli studi di fisica e di filosofia e si laureò nel 1637, ma finì relegato nel convento di Albano, dove si dedicò completamente agli studi. Le sue fortune migliorano con l’avvicendarsi dei papi fino alla nomina di custode della Biblioteca Vaticana nel 1670, con una cospicua rendita. La sua vasta conoscenza della dottrina teologica gli valse il posto nelle principali congregazioni incaricate di esaminare le più spinose controversie teologiche. Dorso leggermente abraso, lievi bruniture alle carte, nel complesso esemplare molto buono. Provenienza: Ex-libris al contropiatto anteriore recante uno stemma con corona marchesale e due zampe di leone (?) incrociate, forse appartenente alla famiglia Roti di Firenze. Fontana, 1, 139 (citato come Brancari). ICCU, IT\ICCU\RLZE\024013. Brugi, Biagio. Istituzioni di Diritto Privato Giustinianeo. Padova, Fratelli Drucker, 1910. € 120 2 volumi legati insieme (207x140 mm), mezza pelle blu su tela colorata in azzurro, dorso a quattro nervi con titoli e decorazioni dorate, tagli decorati in inchiostro rosso, fogli di guardia in carta grigia decorata a motivi floreali in bianco, due segnalibri, pp. XXIII, [1, bianca], 381, [1, bianca], XIII, [3], 498, [2, bianche]. Testo universitario di diritto privato giustinianeo in uso nelle università italiane nei primi decenni del Novecento. Suddiviso in due sezioni, la prima contiene una presentazione del diritto romano e delle potenzialità implicite nella sua padronanza per un giurista moderno, la descrizione dei rapporti giuridici e in particolare dei distinti vincoli che la legge permette con beni materiali. La seconda sezione, legata alla prima in quest’esemplare, si concentra invece sui tipi di obbligazione, ad esempio, i vari tipi di contratto, sul diritto di famiglia e le norme legate alla successione testamentaria. Biagio Brugi (1855-1934), accademico dei Lincei, fu ordinario di diritto romano alle università di Pisa, Padova, Catania e Urbino. Discendente da un’antica famiglia di giuristi originari di Bruges, si specializzò in Germania e poi intraprese la carriera accademica. Con la sua opera, sostenne l’utilità della conoscenza del diritto romano per potenziare e meglio comprendere il ramo civilistico della legge. Uniforme imbrunimento delle carte e leggera consunzione del dorso; nel complesso, esemplare molto buono. Provenienza: Numerose glosse a penna o lapis di mano coeva. ICCU, IT\ICCU\FER\0045301. Brunet, Jean Louis. Histoire du droit canonique et du gouvernement de l’Eglise Par M. ** Avocat au Parlement. A Paris, Chez Antoine Warin et Gabriel Amaulry, 1720. € 350 In-12° (156x85 mm), piena pelle, dorso a cinque nervi con decorazioni dorate agli scomparti, titolo DROIT CANON. impresso a secco al secondo scomparto, tracce di decorazioni dorate alle dentelle, tagli spruzzati in inchiostro rosso e bruno, fogli di guardia in carta marmorizzata, cc. [8], pp. 400, c. [1, bianca]. Prima edizione di questo inusuale trattato di diritto canonico del XVIII secolo ad opera del francese Jean Louis Brunet. Nella prima sezione del testo si riassume il corpo del diritto canonico, ovvero la sua evoluzione storica fino all’assetto normativo che nel Settecento regolamentava l’autorità ecclesiastica. Nell’ultima parte l’autore tratta dei diritti e delle prerogative della Chiesa Gallicana nei confronti dell’autorità papale e, sebbene la sua posizione si allinei alle tesi gallicaniste di altri giuristi francesi, allo stesso tempo se ne differenzia per l’originale commistione di originalità e compromesso, nonché per la sottomissione alla valutazione della censura cattolica. Jean Louis Brunet (1688-1747) fu un canonista francese nato ad Arles. Entrato a far parte del parlamento francese nel 1717, acquisì ben presto fama di autorevole giurista. Tra le sue opere: Parfait notaire apostolique et procureur des officialités (Parigi, 1730), e il commentario a Les Maximes du droit canonique de France di Louis Dubois, che lui corresse e incrementò notevolmente. In favore dei diritti della Chiesa Gallicana scrisse anche Droits et libertés de l’Eglise gallicane (1731), trattato che riscosse notevole successo. Leggere fioriture e minori tracce d’uso; nel complesso, esemplare molto buono. Provenienza: I. Nota manoscritta in inchiostro bruno al recto del primo foglio di guardia bianco: Pret 50 don.s a Paris May 15 1724. II. Ex libris araldico con l’iscrizione John Hort. Esq.r Dub. 1757. III. Al frontespizio, nota in inchiostro bruno Iosi Serns. IV. Jean Louis Brunet and Barbier: 2930, di nuovo al frontespizio, in inchiostro nero. IV. Timbri della St. Patrick’s college Library, Maynooth al verso del frontespizio e dell’ultima carta stampata. Due soli esemplari in ICCU (IT\ICCU\VEAE\005662), custoditi presso la Biblioteca Marciana di Venezia e presso quella del Seminario Vescovile di Asti. Brunnemann, Johann. Johannis Brunnemanni, jurisconsulti Commentarius in Codicem Justinianeum, quo singulae leges et authenticae breviter & succincte explicantur, quaestiones in Academiis & Foro frequentatae resolvuntur, axiomata ab interpretibus subinde proposita examinantur, & alia ex ipsis textibus notabilia eruuntur, quaeque alias ad analysin pertinent, per compendium quasi dilucide traduntur [...] Opus theoretico-practicum, cui praeter Indicem rerum et verborum locupletissimum accessit ex ejusdem auctoris Commentario ad Pandectas, notabilium, quae circa leges affines inibi commentatus est, Continua Allegatio.Tomus primus [-secundus] [...] Lugduni, apud Johannem Thenet, 1714-15. € 1.000 3 volumi in-folio (358x220 mm), legatura in piena pergamena con titoli manoscritti in inchiostro bruno al dorso, tagli originariamente spruzzati in inchiostro rosso e blu, pp. [12], 664 al primo volume, pp. [2], 667-1083, [113] al secondo volume, pp. [4, le prime 2 bianche], 468, [104, le ultime due bianche]. Frontespizio in rosso e nero al primo volume, alcune iniziali e fregi xilografici. Commento al codice giustinianeo e alle Pandette del giureconsulto tedesco Johann Brunneman. Contiene glosse alle singole leggi e pareri dell’autore sulle più annose questioni legali dibattute sovente nelle corti di giustizia e nelle università di diritto; tali opinioni, ricche di casi citati e analisi delle situazioni, costituiscono un vero compendio di diritto civile. Johann Brunnemann (1608-1672) studiò teologia e filosofia all’università di Wittenberg prima di intraprendere il diritto presso l’ateneo di Francoforte nel 1632 dove divenne infine docente della materia (1640). La sua solida formazione culturale gli permise di produrre numerosi saggi sul diritto romano, tra i quali si annoverano il Tractatus juridicus de inquisitionis processu (1647), il Tractatus juridicus de processu fori (1659), i Consilia sive responsa academica (1677) e il De jure ecclesiastico tractatus posthumus (1681). Segno di bruciatura all’angolo superiore esterno delle prime carte (vol. I), tracce di ossidazione; nel complesso buon esemplare. ICCU, IT\ICCU\SBLE\014977 e IT\ICCU\USME\027378. Burlamaqui, Jean Jacques. Principes du Droit Naturel et Politique. Par J.J. Burlamaqui [...] Tome Premier contenant le Droit Naturel. A Geneve et a Coppenhague, Chez Cl. & Ant. Philibert, 1764. € 170 In-12° (177x109 mm), legatura coeva in cartone spruzzato in inchiostro nero, pp.VI, 468. Iniziali, testatine e finalini xilografici. Solo primo tomo di tre. Compendio di istituzioni giuridiche che, in questo primo volume, si concentra sul diritto naturale: i Principes rappresentarono l’inizio del sistema del Burlamaqui sul Droit de la Nature & de Gens, e vennero ampiamente utilizzati come libro di testo in virtù della chiarezza espositiva e della razionale organizzazione del materiale trattato. Influenzato da Pufendorf e dal giusnaturalismo, Burlamaqui desume ed elabora l’idea che l’uomo debba sviluppare un “senso morale”, espressione nel campo etico del “buon senso”. Jean Jacques Burlamaqui (1694-1748) fu un giurista svizzero docente di diritto a Ginevra. La sua produzione saggistica segue le orme di Ugo Grozio e di Samuel Pufendorf. Eletto nel Consiglio di Stato di Ginevra, venne apprezzato sia per la sua saggezza pratica, che per l’acutezza del pensiero teoretico. Piatto anteriore leggermente abraso alla cerniera, lievi ingialliture, ma bell’esemplare, fresco e pulito, in barbe. Provenienza: Ex-libris Charles Malfatti manoscritto al frontespizio. Manca a Sapori, che registra solo traduzioni italiane posteriori e un’edizione francese posteriore degli Elements de droit naturel. Quattro copie in ICCU (IT\ICCU\TO0E\016538). Bussy de Lamet, Adrien Augustin (de). Dictionarium casuum conscientiae, quos secundum moralis principia, ecclesiasticae disciplinae consuetudines, conciliorum et canonistarum auctoritatem, et regni jurisprudentiam domini quondam De Lamet et Fromageau [...] deciderunt, e Gallico idiomate, quo Parisiis prodiit, Latine redditum. In supplementum Dictionarii [...] Jo. Pontas. Tomus primus [-secundus].Venetiis, apud Antonium Bortoli, 1753. € 550 2 volumi in-folio (361x230 mm), mezza pergamena con angoli su carta colorata, tassello rosso al dorso con titoli e fregi colorati, tagli colorati in inchiostro bruno, pp. XII, 452 al primo volume, pp. [4], 515 [in realtà 511], [1], 40. Frontespizio del primo volume impresso in rosso e nero, iniziali e fregi xilografici alle carte. Prima edizione completa del dizionario dei casi di coscienza, pubblicata per la prima volta nel 1691, ma mai completata del secondo volume fino all’intervento del padre Augustin de Lamet. Dopo aver strutturato il testo in forma di dizionario, infatti, egli si avvalse dell’aiuto di Germain Fromageau per rinnovarne l’edizione e pubblicarlo. La casistica, parte fondante del diritto canonico, consiste nell’analisi e nello scioglimento di casi di coscienza, ovvero di situazioni in cui un ecclesiastico era chiamato a esprimersi su situazioni in cui la coscienza personale si scontrava con le norme vigenti. Con questo Dictionarium, perciò, si intendeva dare al clero uno strumento parallelo alla normativa canonica, che fornisse chiavi di decifrazione e comportamento. Legatura abrasa, in particolar modo agli angoli, ossidazione da inchiostro concentrata in alcune carte di testo; nel complesso buon esemplare ad ampi margini. ICCU, IT\ICCU\UBOE\003309. Calcagnini, Carlo Leopoldo. De Variatione ultimæ Voluntatis, Trebellianica, variisque, etiam ad Feudalem materiam, observationibus. Opus in tres tomos distributum […] Tomus secundus [e tertium]. Romæ, Ex Typographia Hieronymi Mainardi, 1746-1747. € 500 2 volumi in-folio su tre (317x215 mm), legatura in piena pergamena rigida, dorso a cinque nervi, nome dell’autore e titolo dell’opera vergati a mano in inchiostro bruno al secondo scomparto, pp. [12], 516 al secondo volume, pp. X, 516 al terzo. Calcografia dello stemma di Papa Benedetto XIV (al secolo Prospero Lambertini) al frontespizio, iniziali xilografiche, testo su due colonne. La più famosa opera di Calcagnini, scritta quando già aveva abbandonato la pratica forense per la nomina cardinalizia. Interessante la costruzione dogmatica riguardante il diritto della successione, in particolare, cara ai cultori del diritto canonico, l’osservanza della materia sulla variazione delle ultime volontà, della legge trebellianica sulla detrazione dell’eredità e altre consuetudini feudali. Carlo Leopoldo Calcagnini (1679-1746) studiò giurisprudenza a Ferrara e a Roma dove frequentò la curia e fu nominato uditore della Sacra Rota. Divenne decano, prima di essere eletto cardinale da Benedetto XIV nel 1473. Leggera abrasione al dorso del secondo volume e al piatto posteriore del terzo, lieve gora d’acqua al taglio laterale del secondo tomo; nel complesso, buonissimo esemplare. Manca il primo tomo. Rara edizione: pochissime copie presenti nelle biblioteche italiane. ICCU: IT\ICCU\ MILE\007013 per il secondo tomo, IT\ICCU\MILE\007014 per il terzo tomo. Capecelatro, Ettore. Decisionum Novissimarum Sacri Reg. Cons. Neap. Liber primus [et secundus] in quibus abstrusiores iuris quaestiones Contractuum, Ultimarum Voluntatum, Criminales, Feudales, Consuetudinariae pertractantur, enodantur, [...] opus magistratibus, advocatis coeterisq. in utroq. foro versantibus, non solum utile, sed & necessarium. Cum duplici Indice, altero Argomentorum, Materiarum altero.Venetiis, Ex Typographia Orsini Albricii, 1667. € 800 Due volumi in-folio legati insieme (341x240 mm), legatura in cartonato coevo, titoli vergati a mano in inchiostro bruno al dorso, pp. [60], 464, [16], 292, [66]. Esemplare in barbe, frontespizio stampato in rosso e nero al primo volume, iniziali e testatine xilografiche. Testo su due colonne. Non comune prima edizione veneziana delle Decisiones del Capecelatro, pubblicate per la prima volta a Napoli nel 1640. L’opera sviluppa abstrusiores iuris quaestiones riguardanti il contratto, le disposizioni testamentarie, i feudi e le consuetudini. La presente edizione è arricchita delle Observationes di Michelangelo Gizzi. Ettore Capecelatro (latinizzato Hector Capycius Latrus, 1580-1654) nacque e morì a Napoli. Fu avvocato, consigliere e redasse le cronache dei danni provocati dal terremoto in Calabria; fu nominato ambasciatore in Spagna, marchese di Torello e sovrintendente della dogana in Puglia. Celebri giuristi napoletani, quali De Marinis e Carlevale, lo citano come uno dei più insigni personaggi del foro napoletano. Lacuna al margine esterno delle ultime 3 carte con perdita di qualche lettera di testo; lievi bruniture e rade macchioline, tracce di restauro datato; nel complesso, buon esemplare, genuino e in barbe. Provenienza: Firma di possesso all’occhietto Ex Libris Cesaris De Malfatti I U D . Fontana, pars I, col. 188. Opera mancante a Sapori, che del Capecelatro cita tre edizioni delle Consultationes, ma nessuna delle Decisiones. ICCU, IT\ICCU\NAPE\001118. Carré, Guillaume Julien Louis. Les lois de la procédure civile. Bruxelles, Société Typographique Belge, A. Wahlen et C.ie (successivamente, Meline, Cans et C.ie), 1840. € 450 6 volumi in-4° (246x163 mm), legatura in mezza pelle verde su carta colorata a mano nello stesso tono, dorso decorato con filetti e fregi dorati, titoli e numerazione in oro al secondo e quarto scomparto, pp. [4], VIII [l’ultima bianca], 530 al primo volume, pp. [4], 424 [l’ultima bianca] al secondo volume, pp. [2], 421 al terzo volume, pp. [2], 446 al quarto volume, pp. [2], 418 al quinto volume, pp. [2], 590 al sesto volume. Testo su due colonne. Edizione commentata della procedura civile francese di Guillaume Carré, in cui si analizzano le applicazioni e le considerazioni dottrinali di tutti gli articoli prendendo in considerazione svariate correnti interpretative per ciascuno di essi. L’impostazione didattica dell’autore, che per trent’anni insegnò all’università di Rennes, risulta molto chiara. Guillaume Louis Julien Carré (1777-1832) fu un appassionato studioso e docente di procedura civile, nonché abilissimo avvocato penalista francese. Altre sue pubblicazioni sono Traité et Questions de procédure civile, (1819) e Introduction générale à l’étude du droit, spécialement du droit français, avec des tableaux synoptiques, (1808). Ossidazioni e fioriture ad alcune delle carte, minori tracce d’uso ma, nel complesso, esemplare molto buono. Provenienza: Firma di possesso al verso dell’occhietto del primo volume Paul Castiglione Ch.t ICCU, IT\ICCU\NAP\0292412. Nell’OPAC italiano l’edizione viene riunita con il volume delle Tables, testo voluto per sintetizzare la materia di quest’edizione ma stampato molto posteriormente, nel 1854. Cartari, Flaminio. Flaminii Chartarii I. V.C Urbevetani, Tractatus De Executione Sententiae Contumacialis Capto Bannito. [...] Nunc primum in gratiam Tyronum, & ad communem etiam omnium utilitatem aeditus.Venetiis, Apud Ioannem Zenarium, 1593. € 550 In-4° (221x160 mm), legatura in pergamena rigida, dorso a tre nervi con titolo manoscritto, nome dell’autore e titolo vergati in inchiostro bruno al taglio inferiore, cc. [48], 179 [manca l’ultima, bianca]. Iniziali e fregi xilografici alle carte preliminari. Rara seconda edizione di questo importante trattato del magistrato orvietano sull’esecuzione delle sentenze da emettere in contumacia nei confronti di criminali catturati e messi al bando, pubblicato per la prima volta a Venezia nel 1587. Flaminio Cartari (1531-1593) fu giudice e avvocato, nonché gonfaloniere di Orvieto, la sua città d’origine. Ebbe numerosi incarichi di prestigio ad Ancona, Perugia e persino a Genova, dove per la sua fama di erudito nella materia giuridica fu nominato uditore della Rota per le cause civili. Qualche occasionale brunitura ma nel complesso bell’esemplare fresco e genuino, impresso su carta forte. Provenienza: Ex-libris Cesare Malfatti manoscritto in inchiostro bruno al frontespizio. Manca a Fontana, che cita (pars I, col. 216) la prima edizione e alcune edizioni seicentesche. Sapori I, 553. ICCU, IT\ICCU\CNCE\009736. CNCE 9736. Catechismus, ex decreto Concilii Tridentini, ad parochos, Pij quinti pont.max. iussu editus […] Lugduni, Apud Guiliel. Rouillium, consentiente Paulo Manutio, populi Romani typographo, 1569. € 350 In-8° (155x102 mm), legatura in pieno percallino ottocentesco verde, tassello rosso al dorso con titoli e fregi dorati, tagli colorati in inchiostro rosso, fogli di guardia in carta rosa, pp. 610, [30]. Alcune iniziali e fregi xilografici, glosse tipografiche ai margini. Cinquecentina lionese contenente il catechismo controriformista della Chiesa Cattolica elaborato durante il Concilio di Trento. Le materie prese in esame durante il concilio riguardarono tutti gli aspetti della vita cattolica, dalla struttura delle istituzioni ecclesiastiche e le loro funzioni, alla devozione popolare e i sacramenti, al rapporto col protestantesimo e alla gestione, nonché al corretto approccio verso l’adorazione delle reliquie. Questa edizione fu stampata dal celebre tipografo umanista Guillaume Rouillé (1518-1589), indicato storicamente come l’inventore del formato in-16°, il quale aveva ricevuto il benestare alla stampa da Paolo Manuzio, nipote del celebre Aldo, incaricato dall’autorità pontificia della correzione del testo del catechismo. Rinforzo al margine esterno della prima carta e minori tracce d’uso, nel complesso esemplare molto buono. Provenienza: Al verso del primo foglio di guardia, nota di possesso manoscritta in inchiostro bruno Ex Libris Presbyteri Karoli Josephi Bianchi ex Casalipusterlengorum. ICCU, IT\ICCU\CERE\041904. Cavallari, Domenico. Institutiones Iuris Canonici quibus vetus et nova ecclesiae disciplina enarratur in usum privati auditori conscriptae. Editio Quarta auctior & emendatior. Neapoli (Napoli), Apud Simones, 1781. € 400 2 volumi in-8° grande (191x119 mm), legatura coeva in piena pergamena rigida, con tassello originariamente rosso e titoli in oro al dorso, segnalibro in tessuto al primo tomo, pp. XII, 400 al primo volume, pp. [2], 401-794 al secondo. Fregio xilografico al frontespizio. Rara edizione dell’esegesi del giurista calabrese al Corpus Iuris Canonici; la pubblicazione seguì un iter lento per la difficoltà dell’autore di delimitare in modo netto i confini tra il potere regio e quello ecclesiastico, in quegli anni in discussione in tutta Europa. Prendendo spunto da singoli casi, il Cavallari analizza le zone buie di intersezione tra i due poteri. La corrente giurisdizionalistica già in quel tempo si batteva per una maggiore chiarezza nell’ambito, fino ad estendere la sua polemica contro la costituzione interna della Chiesa romana, di cui chiedeva una riforma mediante il ripristino dell’antica semplicità. Domenico Cavallari (1724-1781), orfano di padre in giovane età continuò la sua istruzione a Napoli sotto la guida di Gianbattista Vico, prima, e di Antonio Genovesi e Giuseppe Pasquale Cirillo, poi. Questi pensatori ebbero un ruolo fondamentale nella formazione di Cavallari: Genovesi, giovane sacerdote, era accusato di professare un’eccessiva libertà di pensiero, mentre Cirillo lo avvicinò ad uno studio storico e filologico, oltre che tecnico, della giurisprudenza e del diritto. Ordinato sacerdote, Cavallari si sistemò alla corte di Napoli, trovando un equilibrio tra la dimensione mondana della Chiesa e una vita dedicata agli studi: si dedicò all’analisi dei rapporti tra Stato e Chiesa, vinse il concorso per la cattedra di diritto canonico e scrisse l’Institutiones Iuris Canonici. Fioriture e lievi ossidazioni alle carte; nel complesso buon esemplare. Provenienza: Firma di possesso Archipresbyter Joannes Felix Cremonese ai frontespizi. Sapori, I, 598. ICCU, IT\ICCU\RMGE\000607. Ceneri, Giuseppe. Studj di Diritto Romano. Diritto delle Obbligazioni. Volume primo. Bologna, Tipografia all’Ancora, 1856. [legato con:] Ceneri, Giuseppe. Studj di Diritto Romano. Diritto delle Obbligazioni. Volume secondo. Bologna, Tipografia all’Ancora, 1856. € 250 In-4° (228x151 mm), legatura in mezza pelle su carta marmorizzata nei toni del blu, nome dell’autore, titolo dell’opera e doppi filetti decorativi impressi in oro al dorso, pp. [6], pp. 206, [6], 145, [3, la prima bianca]. Rarissima edizione del diritto delle obbligazioni del senatore Giuseppe Ceneri. Il testo fu concepito come la prima sezione di uno studio più vasto sul diritto romano, che avrebbe dovuto comprendere volumi dedicati a tutti gli oggetti del diritto (cose, famiglia, successioni e azioni). A quanto risulta, tuttavia, i presenti volumi furono gli unici a vedere la luce. Giuseppe Ceneri (1827-1898) fu senatore del Regno d’Italia e docente di diritto romano all’università di Bologna. La sua carriera accademica fu brillante almeno quanto quella politica, tanto che per alcuni anni fu preside della facoltà di giurisprudenza dell’ateneo felsineo. Partecipò attivamente alla vita politica del regno, rappresentando la sua città in molteplici vesti. Fu ripetutamente insignito di alte onoreficienze. Tracce di foxing, ma nel complesso buon esemplare. Provenienza: Timbro di possesso al primo frontespizio, che sancisce il passaggio del volume presso la Biblioteca Storico-Francescana “P. Benvenuto Bughetti”, SS. Annunziata – Bologna. Apparentemente assente dalle biblioteche pubbliche italiane. Secondo WorldcatLibraries ne esistono copie in sole tre biblioteche al mondo (USA, Giappone e Germania). Censalio, Andrea. Declaratio ad Textum In L. unica C. Si quis Imperatori Maledixerit. Ubi De poenis Maledicentium, ac de varijs speciebus Detractionum circà Principes, eorumque Ministros, Officiales, Magistratus, & de Crimine laesae Maiestatis […] Et in calce operis accedunt nonnulla vota decisiva Rotae Criminalis Genuae. Genuae, Ex Typographia Francisci Meschini, 1660. [unito con:] Censalio, Andrea. Vota selecta in auditorio Rotae Criminalis Genuae Discussa coram eodem Authore. Genuae, Ex Typographia Francisci Meschini, 1660. € 900 In-folio (314x209 mm), legatura in pergamena rigida con angoli su carta fiorata, titoli in inchiostro bruno vergati a mano al dorso, pp. [60], 256, [28, le ultime due bianche], 108 [le ultime due bianche]. Frontespizio in rosso e nero, iniziali, fregi, testatine e finalini xilografici. Testo su due colonne. Il volume si propone come un’estensiva analisi delle fattispecie che ricadono sotto la categoria delle offese e calunnie contro prìncipi, ufficiali e magistrati, nonché del reato vero e proprio di lesa maestà. A questa parte è stata aggiunta una selezione della giurisprudenza di cui fu uditore lo stesso autore in auditorio Rotae criminalis Genvae. Andrea Censalio (XVII secolo), originario di Vitulano e patrizio di Benevento, fu celebre avvocato e uditore nelle Rote di Perugia, Lucca, Genova, uditor-generale della provincia dell’Umbria, infine promosso a presidente del supremo consiglio del duca di Parma. Alcuni fori di tarlo ai margini delle carte (che non interessano il testo); nel complesso esemplare molto buono, impresso su carta forte. Provenienza: I. Firma di possesso Ex Libris Jo.Vincentii de Ravanis I.C. II. Numerose note latine manoscritte in inchiostro bruno ai margini del secondo volume. ICCU, IT\ICCU\RAVE\015404. Codice civile per gli stati di Parma Piacenza e Guastalla. Parma, Dalla Ducale Tipografia, 1820. In-8° grande (203x133 mm), legatura in mezza pelle con angoli su carta colorata a mano, dorso impreziosito da greche ornamentali dorate e fornito di tassello in pelle arancione con l’indicazione Codice civile di Maria Luigia impressa in oro, pp. [2], 560. Stemma xilografico del ducato di Parma, Piacenza e Guastalla al frontespizio. € 400 Prima edizione: il ducato di Parma, Piacenza e Guastalla nacque nel 1545 su intervento di papa Paolo III per il figlio Pier Luigi Farnese, primo di una dinastia di quasi due secoli. Dal 1731, mancando eredi, il ducato passò successivamente tra le mani borboniche, asburgiche e napoleoniche prima di arrivare a Maria Luigia d’Asburgo Lorena, figlia dell’imperatore Francesco II e moglie di Napoleone. L’ultimo periodo ducale (1847-1860) vide il ritorno del ramo parmense dei Borbone, ma il territorio confluì, per mezzo di referendum, nel Regno di Sardegna nel 1860. Secondo stato ad operare una codificazione nazionale preunitaria, il cui codice civile fu promulgato su ordine di Maria Luigia d’Asburgo-Lorena, duchessa regnante dal 1814 al 1847. Il suo Progetto era stato richiesto dall’imperatore Francesco II e già in questa prima versione emergevano la critica al codice napoleonico e la forte ripresa del diritto romano; interessante notare che l’imperatore ritenne poi opportuno affidare la revisione del progetto ad una terna di giuristi attivi a Milano. Il codice prende avvio dai diritti delle persone (cittadinanza, diritto familiare, adozione e tutela), sviluppa nel libro secondo la legislazione riguardante beni e dominio per incentrarsi e analizzare approfonditamente i modi d’acquisto del dominio e i contratti. Leggere abrasioni ai piatti, ma nel complesso ottimo esemplare. Provenienza: Timbro di possesso al frontespizio, Avv. Agostino Barbetta. ICCU, IT\ICCU\MILE\005177. Codice civile per gli stati estensi. Modena, Per gli Eredi Soliani Tipografi Reali, 1852. [unito con:] AA.VV. Massime proposte dalla Commissione Legislativa a scioglimento di alcuni dubbi insorti sulle nuove Leggi Civili, e partecipate, al seguito di Sovrana approvazione, alle Autorità Giudiziarie dell Stato dal Ministero di Grazia e Giustizia con circolare 16 Giugno 1853 N. 1447. Modena, Per gli Eredi Soliani Tipografi Reali, 1853. [unito con:] Noi Francesco V [norme aggiuntive sul matrimonio civile]. Modena, Per gli Eredi Soliani Tipografi Reali, 1855. [unito con:] Raccolta di alcune leggi aventi stretta relazione col Codice civile per gli stati estensi. Modena, Per gli Eredi Soliani Tipografi Reali, 1852. [unito con:] Noi Francesco V [norme aggiuntive sulle ipoteche]. Modena, Per gli Eredi Soliani Tipografi Reali, (1853). € 350 In-8° grande (213x138 mm), legatura in mezza pelle su carta macchiettata verde, tagli originariamente spruzzati in inchiostro rosso, pp. 386, [4], 4, [6], 24, 4. Il Codice Civile Estense nacque dall’opera di riforma della legislazione voluta da Francesco V Asburgo-Este per gli stati di Modena e Reggio. Fu rielaborato prendendo ad esempio il codice degli stati parmensi tra il 1849 e il 1852. I giuristi che si occuparono dell’opera, scelti tra i più influenti giuristi dello stato, furono Vincenzo Palmieri, Alfonso Toschi, Romualdo Manini, Luigi Battiliani e Filippo Cocchi. Il codice si occupa di tutta la sostanza del diritto civile, regolamentando la vita sociale dei sudditi e l’esistenza delle istituzioni statali. Nel presente volume, al codice in sé sono state aggiunte norme disciplinari derivate da casi in cui l’applicazione della legge era risultato controverso, correttive specifiche emanate da Francesco V in materia di matrimonio e ipoteche, nonché la raccolta di alcune leggi che trattavano nello specifico il rapporto giuridico esistente tra stati estensi e l’autorità ecclesiastica. Tracce d’uso, ma nel complesso esemplare molto buono. ICCU, IT\ICCU\PUV\0469055. Codice civile universale austriaco per il regno lombardo-veneto. Edizione ufficiale. Milano, Dalla Cesarea Regia Stamperia, 1815. [legato con:] [Perucchini, Girolamo] Estratto Alfabetico ossia Indice Ragionato del codice civile universale austriaco compilato sul testo italiano ufficiale dall’avvocato Girolamo Perucchini. Venezia, dalla Tipografia di Alvisopoli, 1816. € 500 2 volumi legati insieme in-8° grande (208x125 mm), legatura in mezza pelle con angoli su carta colorata, dorso decorato da greche dorate e fornito di tassello in pelle rossa con titolo dell’opera impresso in oro, tagli del primo volume spruzzati in inchiostro blu, pp. [16], 378, 264 [l’ultima bianca]. Edizione del Codice austriaco del 1811, voluto dall’imperatore Francesco I d’Austria. Fu realizzata da famosi giuristi contemporanei quali Martini e Von Zeiller su un’impostazione diversa dal codice napoleonico: alle norme-comando del testo francese, si vollero contrapporre le norme-principio, mentre il testo fu sviluppato non in articoli, ma in tre libri a loro volta suddivisi in paragrafi. Evidenti il modello kantiano e la matrice illuministica, che avevano sostituito la partizione sistematica di Gaio. Le sezioni dell’opera sviluppano i diritti della persona e, successivamente, i diritti sulle cose, i quali a loro volta vengono distinti in diritti reali e in diritti obbligatori. La sezione allegata al codice, ad opera di Girolamo Perucchini costituisce una vera e propria enunciazione di norme raggruppate in base alla ratio legis. Legatura leggermente abrasa ai bordi dei piatti, carta bianca e forte; nel complesso, esemplare molto buono. Provenienza: Timbro di possesso al frontespizio, Avv. Agostino Barbetta, numerosissime glosse, segnalazioni, richiami ad altri articoli vergate a mano con inchiostro bruno, numerosi fogli sciolti con annotazioni e commenti su articoli specifici; l’ordine, la precisione e la chiarezza suggeriscono un uso quotidiano e costante, uno studio approfondito e meticoloso. ICCU per il codice civile segnala: IT\ICCU\SBLE\015958 e per l’estratto alfabetico riporta solo un’edizione del 1815, IT\ICCU\VIAE\006772. Codice ossia Collezione sistematica Di tutte le Leggi, ed Ordinanze emanate sotto il Regno di Sua Maestà Imperiale Giuseppe II, tanto in affari secolari, quanto ecclesiastici per tutti gli Stati ereditarj Tomo I [-VIII] [unito con:] Appendice al codice ossia alla Collezione sistematica Di tutte le Leggi, ed Ordinanze emanate sotto il Regno di Sua Maestà Imperiale Giuseppe II. In Milano, Appresso Giuseppe Galeazzi Regio Stampatore, 1786–1788. € 600 9 tomi in 6 volumi in-8° (195x122 mm), legatura in mezza pelle con angoli su carta spruzzata in inchiostro bruno, greche dorate e tassello in pelle rossa e verde con numerazione e titoli dorati al dorso, tagli spruzzati in inchiostro rosso, contropiatto in carta colorata azzurra, pp. XVI, 163, [13], 197, [9] al primo volume, pp. [8], 176 [l’ultima bianca], VIII, 202 [l’ultima bianca], [12] al secondo volume, pp. [6], 202, [10, l’ultima bianca], [4], 166, [48] al terzo volume, pp. [6], 192, [8], [8], 232, [8] al quarto volume, pp. [6], 170, [6] al quinto volume, pp. 259, [136, l’ultima bianca] al sesto. Alcuni finalini xilografici, tabelle su tavole pieghevoli. Opera omnia della legislazione promulgata da Giuseppe II, tradotta ad opera di Bartolommeo Borroni e corredata da un’appendice per sopperire alle mancanze del codice, ossia comprensiva delle leggi non incluse in essa. Assolutista illuminato, Giuseppe II ebbe la tendenza ad accentrare il potere e progettò uno stato unitario formato dall’Austria e dalla Germania, non più divise da differenze e privilegi linguistico-culturali. Per perseguire il suo sogno, tentò tre interventi normativi distinti al fine di equiparare le situazioni giuridiche delle nazioni che facevano parte del Sacro Romano Impero sottoposte alla sua guida. In modo conforme al suo essere despota illuminato, nel 1781 diede alla luce il Civil Gerichtsordnung, codice di procedura civile in vigore fino alla fine del XIX secolo. Successivamente provò a sviluppare il progetto di codice ideato da sua madre, l’imperatrice Maria Teresa d’Austra, ma la sua attenzione venne catalizzata dal progetto di riforma del codice penale (Josephinisches Strafgesetz), di cui non vide mai l’attuazione. Elaborò inoltre il primo codice di procedura penale moderno, di matrice sia garantista che statualista in quanto sbilanciato sia in favore dell’imputato che in limitazione dell’arbitrio del giudice. Legature leggermente abrase, esemplare molto buono. Provenienza: Timbro di possesso ai frontespizi, Avv. Agostino Barbetta. ICCU, IT\ICCU\MILE\004925. Codice penale militare per gli Stati di S. M. il Re di Sardegna. Torino, Stamperia Reale, 1859. In-8° (213x136 mm), mezza pelle su carta varese verde, titoli e filetti dorati al dorso, pp. 184. € 120 Il Codice Penale Militare dello stato sabaudo era stato promulgato nel 1840 ed esteso alla Sardegna nel 1847. Nel 1856, esso fu rielaborato una prima volta, e nel 1859 fu scelta una commissione che ne ristendesse le norme perché entrasse in vigore dall’inizio del 1860. Il Codice è strutturato il due sezioni: la prima elenca le pene del diritto militare e fornisce un elenco minuzioso delle circostanze in cui occorrono i reati e le loro conseguenze. La seconda sezione, ovvero La procedura penale in tempo di pace e di guerra, descrive gli organi preposti all’ammistrazione della giustizia militare, lo svolgimento delle fasi di un provvedimento e le possibili implicazioni delle stesse. Interessanti le norme sul tradimento (volontario o inconsapevole) e sulla diserzione, che prevede pene carcerarie anche per coloro che nascondono un fuggitivo, ma non sono applicabili alla famiglia dello stesso. In ottimo stato. Provenienza: Nota manoscritta al primo foglio di guardia 3a Divisione. ICCU, IT\ICCU\LO1\0212885. Cogliolo, Pietro. Manuale delle fonti del diritto romano secondo i risultati della più recente critica filologica e giuridica […] Torino, Unione Tipografico-Editrice Torinese, 1911. € 150 (230x150 mm), mezza pelle su percallino verde, titoli e fregi dorati al dorso, fogli di guardia in carta verde pastello, pp. XI, [1, bianca], 855, [1, bianca]. Raccolta di tutte le fonti del diritto romano ad uso di studiosi, avvocati e magistrati. Tutti i testi introdotti nella collezione si trovano nella lezione filologicamente più corretta, ottenuta dai più recenti studi in materia. Cogliolo, nell’introduzione di quest’edizione, parla del diritto romano quale disciplina da cui ottenere non solo riferimenti e dotte citazioni, ma da studiare per rinnovarne i quesiti e trarne discussioni fruttuose su problematiche contemporanee. Tutti i testi delle fonti sono, ovviamente, in latino. Seconda edizione emendata e aumentata dall’autore. Pietro Cogliolo (Genova 1859-1940) fu un giurista italiano che insegnò legge alle università di Genova, Camerino e Modena. Nella sua carriera scrisse numerosi trattati sia sul diritto antico che su quello contemporaneo, compreso un Codice aeronautico (1933). Esemplare in ottime condizioni. ICCU, IT\ICCU\UBO\0352031. Constitutiones Regni Siciliae-Saraina, Gabriele. Constitutiones Regni utriusque Siciliae [...] Omnia à Gabriele Sarayna I.C. Veronensi summo studio elaborata, aucta, atque emendata. Lugduni, Apud haeredes Iacobi Iuntae, 1560. € 500 In-folio (316x201 mm), legatura in pergamena rigida ottocentesca con tassello verde e titolo in oro al dorso, pp. [50], 532, [128]. Stemma araldico ascrivibile alla nobiltà spagnola inciso al frontespizio, numerosi capilettera xilografici. Privilegio di Filippo d’Aragona, datato 1558. Rarissima prima edizione delle Constitutiones del Regno delle Due Sicilie, curata dallo storico e giurista veronese Gabriele Sarayna mentre si trovava ancora a Parigi. L’opera riporta fedelmente costituzioni antiche con ampie e diffuse glosse divenute parte integrante del diritto, tra cui quelle di Andrea da Isernia, il monarca feudistarum. Gabriele Saraina (XVI sec.), veronese, fu discepolo dell’Alciati, uno dei maestri di diritto più in vista d’Europa ed elogiato anche da Erasmo da Rotterdam. Trascorse buona parte della sua vita a Parigi, dove esercitò la professione d’avvocato. Vistosi segni di restauro datato al margine esterno delle carte, con fettucce di rinforzo che interessano anche parte del testo. Gore d’acqua e tracce d’ossidazione. Modesto esemplare da studio di questa rarissima edizione. Provenienza: Nota di possesso vergata a mano in inchiostro bruno al frontespizio, Ex Libris Vin. ti Milani, alcune annotazioni ai margini (in parte perse) e sottolineature. Manca a Fontana, che registra (pars II, col. 240) l’edizione di Francoforte del 1596. Manca a Sapori, che cita soltanto un’edizione settecentesca (I, 2809). ICCU IT\ICCU\BVEE\007542. Corpus Ivris Canonici In tres partes Distinctum; Glossis Diversorvm Illvstratvm; Gregorij Papæ XIII. Jussu editum, complectens Decretum Gratiani, Decretales Gregorij IX. Sextum decretalium Bonifacij VIII. Clementinas, Extravagantes Ioannis XXII. Extravagantes communes, & c. Accesserunt Constitutiones novæ summorum pontificum hactenus desideratæ, quæ VII. Decretalium loco esse possint, necnon annotationes Antonij Naldi additionibus novis elucidatæ […]. Lugduni, Sumptibus Ioannis Antonii Huguetan, & Guillielmi Barbier,1671. € 900 3 volumi in-folio (370x240 mm), legatura in piena pelle bazzana, dorso a sei nervi con decorazioni floreali e geometriche impresse in oro agli scomparti e due tasselli in pelle rossa recanti titolo dell’opera e numero del volume impressi in oro all’interno di eleganti cornici, dentelle decorate in oro, tagli spruzzati in inchiostro rosso, pp. [8], 52, colonne 2072, pp. 76, [4] al primo volume, pp. [28], colonne,1966, pp. [1], 37, [3] al secondo volume, pp. [8], colonne 1-606, pp. [5], colonne 609-870, p. [1], colonne 348, pp. [2], colonne 366, pp. [1], 23 [in realtà, 19], [1], colonne 318, pp. [33] al terzo volume. Alcuni capilettera e fregi xilografici alle prime carte, frontespizio in rosso e nero. Edizione lionese del Corpo del Diritto Canonico, ovvero l’insieme di leggi, bolle e decreti emanati dall’autorità ecclesiastica che regolamentano l’organizzazione cristiana e i suoi membri. Il testo comprende le voci tradizionali del Corpus, in particolare il Decretum Gratiani, le decretali di Gregorio IX, il Sextum decretalium di Bonifacio VIII, le Clementine e le cosiddette Extravagantes comuni e di Giovanni XXII. A titolo di completamento, al repertorio classico furono aggiunte tutte le norme emanate nel tempo dai vari pontefici e le glosse di Antonio Naldi (giurista, m. 1645). Ossidazione diffusa, alcune gore ai margini dei volumi e legatura leggermente usurata ai margini; nel complesso, bell’esemplare da studio. Provenienza: Ex libris cartaceo al contropiatto anteriore del primo volume con lo stemma e il nome di Jean François-Gillet|Ecuyer. 1778, presumibilmente il figlio del Jean-Pierre Gillet bibliofilo citato nel repertorio di Olivier, Hermal et Roton, Manuel de l’Amateur de Reliures Armoriées Françaises, 1924-1938, alla tavola 264. Nella parte superiore dello stesso foglio, nota manoscritta Ex dono Gillet Ad. Eozon. ICCU, IT\ICCU\CFIE\006473. Costa, Joannis Baptistae. Tractatus De Factis Scientia, & Ignorantia […] Tomus Primus. In quo praeter materiae huiusmodi distinctam dispositionem, attinentes etiam regulae, communes (quas vocant) opiniones, plurimarum legum, Doctorumuè inter se pugnantium conciliationes, statutirum maximè Papiae, & Nov. Constit. Dominij Mediolani declarations perutiles subijciuntur, & alia multa, quae in scholis, & Iudicijs frequentissimè versantur. Papiae, Ex Typographia Petri Bartoli, 1603. € 800 In-folio (316x212 mm), legatura in piena pergamena rigida coeva, dorso a quattro nervi, titoli manoscritti in inchiostro bruno al secondo e terzo scomparto e al taglio inferiore, tagli spruzzati in inchiostro bruno, pp. [46, l’ultima bianca], 572 [l’ultima bianca], [112, le ultime due bianche]. Marca tipografica al frontespizio Iuan Fernandez de Velasco Condestable de Castilla i Leon, iniziali, testatine e finalini xilografici. Testo su due colonne. Il ruolo fondamentale della puntuale conoscenza de factis nel trattato del carrarese Giovan Battista Costa. L’opera è stata elaborata come trattazione relativa alle conseguenze processuali di un apparato di prove accurato o meno, con l’aggiunta di un repertorio di vertenze in cui si fosse rivelata fondamentale la conoscenza (o l’ignoranza) de factis. Ogni vertenza viene esposta in tre fasi: l’argumentum, ovvero la presentazione della fattispecie, il summaria, cioè l’esposizione del caso per punti, e la trattazione vera e propria, in cui il caso viene esaminato in relazione alla normativa. Giovanni Battista Costa (m. 1615 ca.), nobile giureconsulto di Pontremoli, fu rinomato commentatore del diritto canonico, celebre avvocato in utroque iure e docente di diritto canonico all’università di Pavia. In suo onore fu posta una lapide con lo stemma di famiglia, formato da una costola avvolta da un cartiglio recante la scritta Non Flectitur Ultra, in corso di Strada Nuova a Pavia, nel cortile di Alessandro Volta presso l’università dove il Costa insegnò. Legatura stanca alle cerniere e abrasa al dorso; buon esemplare stampato su carta forte. Provenienza: I. Nota manoscritta illeggibile al recto foglio di guardia. II. Firma di possesso al verso dello stesso I. C. et Advocati Ios. Friderici Ab Ecclesia. ICCU recensisce solo un’edizione stampata apud Marcum Grigium bibliopolam nello stesso anno (IT\ICCU\MILE\034862). Costantini, Francesco Maria; Costantini, Cosmo Mattia. Vota Decisiva [...] elucubrata [...] in causis. Tomus I [et Tomus II, IV]. Urbini, Ex Typographia Ven. Cappellae SSmi Sacramenti (ma anche Romae, Typis, & sumptibus Hieronimi Mainardi in Platea Agonali), 1741-1745. [unito con:] Costantini, Cosmo Mattia. Ad vota decisiva […] supplementum appendicis cum indice generali Rerum Notabilium, quae in eisdem Votis, Additionibus, & Appendici continentur. Romae, Typis, et Sumptibus Hieronimi Mainardi, 1748. € 500 4 volumi su 5 in-folio (362x228 mm), legatura in pergamena rigida coeva con cinque nervi al dorso, titoli e cartiglio manoscritti in inchiostro bruno al secondo e terzo scomparto, tagli spruzzati in inchiostro rosso, pp. [8], XII, 524 al primo volume, pp. XVI, 598 [l’ultima bianca] al secondo volume, pp. XII, 318, [2, l’ultima bianca], IV, 164 [l’ultima bianca] al quarto volume, pp. 324 al quinto volume. Frontespizi stampati in rosso e nero, iniziali xilografiche, testo su due colonne. Edizione ampliata e commentata della famosa opera di Francesco Maria Constantini, curata del pronipote Cosimo Mattia, stimatissimo avvocato forense attivo nella città di Roma. La collezione dei voti, compilata con grande diligenza e lungo studio, è una esposizione di dottrine legali sui più disparati oggetti di controversie forensi, questioni patrimoniali, tutela dei figli, beni della Chiesa, indulti, legati, ecc., quasi un codice di giurisprudenza elaborato per la pubblica utilità. L’opera fu considerata fino ai primi decenni dell’Ottocento tra i repertori fondamentali di riferimento. Francesco Maria Costantini (1639-1713), patrizio marchigiano, compì il dottorato in utroque jure ed esercitò a Roma, dove si guadagnò fama di erudito e magnanimo. Ottenne cariche prestigiose all’interno del Sacro Palazzo e della Curia Romana, fino alla nomina a Procuratore Generale del Fisco (1705), incarico che mantenne fino alla morte. Cosimo Mattia Constantini, (1697-1780) nacque ad Ascoli da famiglia nobile: egli era pronipote del celebre Francesco Maria Constantini di cui seguì le orme laureandosi nelle Leggi a Roma. Fu tenuto in grande considerazione nel foro romano, sia per le sue conoscenze della giurisprudenza sia per le qualità umane che dimostrava. Ricoprì svariate cariche pubbliche fino a esser nominato Avvocato de’ Sacri Palazzi Apostolici. Legatura stanca alle cuffie del primo e secondo volume, lievi fioriture; nel complesso ottimo esemplare, fresco e pulito, impresso su carta forte. ICCU, IT\ICCU\UBOE\008294. Covarrubias y Leyva, Diego. Variarum ex Iure Pontificio, Regio, et Caesareo Resolutionum Libri III. [...] Cum Indice rerum maximè notabilium, per ordinem Alphabeticum locupletißimo. Venetiis, ad candentis Salamandrae Insigne, 1565. € 500 In-8° (163x109 mm), legatura in pergamena morbida coeva, titoli vergati a mano con inchiostro bruno al dorso e tracce al taglio inferiore, legacci in parte conservati, pp. [24], 1010, [40, l’ultima bianca]. Marca tipografica con la salamandra ignivora e il motto virtutis sic cedit invidia al frontespizio, iniziali xilografiche. Non comune edizione delle Resolutiones del giurista toledano, con cui raggiunse gran fama in dottrina tanto da meritare l’appellativo di “Bartolo spagnolo”. Quest’opera, edita per la prima volta nel 1552, è reputata fondamentale all’interno della sua produzione scientifica. Il testo comprende tre libri, in cui Covarruvias inizia esaminando il comportamento dei giudici, prosegue analizzando la legislazione legata ai beni di possesso e conclude proponendo un’estensiva trattazione sull’usura e sugli interventi del legislatore a riguardo. Diego de Covarrubias y Leyva (1512-1577) fu un avvocato, politico e uomo di chiesa, nonché uno dei maggiori esponenti della Scuola di Salamanca nel suo periodo di maggior splendore. Prese parte al dibattito sulla schiavitù dei nativi americani, culminato poi nelle Leyes Nuevas, battendosi per un miglioramento delle condizioni di vita degli indigeni del Nuovo Mondo. Riformò l’università di Salamanca stabilendone statuti precisi e, diventato vescovo di Segovia, partecipò al Concilio di Trento contribuendo a stendere i decreti De reformatione. Legatura leggermente abrasa, legacci tranciati; nel complesso bell’esemplare, genuino. Provenienza: Glosse ai margini e sottolineature in inchiostro bruno. Manca a Fontana. Sapori, I, 876. ICCU, IT\ICCU\BVEE\010045. Cujas, Jacques. Paratitla in libros IX. Codicis Iustiniani. Repetitae Praelectionis. Neapoli, Apud Ioannem Simonium, Aere Antonii Cervonis, 1751. € 350 4 volumi in-12° (153x88 mm), legatura in piena pergamena settecentesca, titoli vergati in inchiostro bruno al dorso, pp. [12], 374, [2, bianche] al primo volume, pp. 582, [2] al secondo volume, pp. 430, [2] al terzo volume, pp. 489, [3, bianche] al quarto. Alcuni fregi tipografici. Raccolta organizzata di riferimenti alla materia del codice giustinianeo contenuti nelle opere dei grandi scrittori dell’antichità greca e latina. Jacques Cujas mise in opera una puntuale analisi dei testi di Svetonio,Tertulliano, Erodiano, Orazio, Giovenale e molti altri alla ricerca di qualsiasi citazione degli argomenti inseriti nel Codex. Il grande umanista e giureconsulto Jacques Cujas (Tolosa, 1522-1590; nome latinizzato Iacobus Cuiacius) fu seguace, con l’Alciati, del mos Gallicus nello studio delle fonti del diritto romano, in contrapposizione al tradizionale mos italicus. Insegnò a Cahors, Bourges, Valenza e Torino, e fu mirabile storico del diritto, dalle fonti romane sino al corpus giustinianeo. Attento bibliofilo, fu possessore di una straordinaria biblioteca, nella quale studiò e annotò oltre cinquecento manoscritti antichi di ogni genere. Fioriture alle carte, nel complesso buon esemplare. ICCU, IT\ICCU\PARE\027562. Da Imola, Giovanni (Nicoletti). Super Prima Infortiati Commentariorum Iuris utriusque Monarchae Domini Ioannis Imolensis, pars Prima super Infortiato com plurium Iureconsultorum adnotationibus illustrata: ac Summariis noviter unicuque legi appositis diligentissime ad studiosorum utilitatem in lucem prodit. Lugduni, (al colophon: Et [sic] Officina Gaspari Trechsel), 1549. [unito con:] Da Imola, Giovanni (Nicoletti). Index Operum Ioannis de Imola. Repertorium alphabeticum cunctarum Decisionum &materiarum notatu dignarum, in Commentariis domini Ioan. Imolensis, Iuris utriusque doctoris, super Infortiato & Digesto Novo cintentarum, [...] [legato con:] Da Imola,Giovanni (Nicoletti).Super Prima Digesti novi.Commentariorum Iuris utriusque Monarchae Domini Ioannis Imolensis, pars Prima super Digesti novi com plurium Iureconsultorum adnotationibus illustrat. ac Summariis noviter unicuque legi appositis diligentissime ad studiosorum utilitatem in lucem prodit. (al colophon: Lugduni, Ex Officina Gaspari Trechsel), 1549. € 2.300 2 volumi in-folio (418x217 mm), legatura in pergamena rigida coeva, dorso a quattro nervi, tagli colorati in inchiostro blu, cc. 172 al primo volume, cc. [80], 124 al secondo volume. Bei frontespizi architettonici in rosso e nero, capilettera xilografici. Ottima edizione lionese dell’opera omnia di Giovanni da Imola in più volumi. I presenti tomi comprendono solo la prima parte del commento all’Infortiatum, la prima parte del commentario al Digestum Novum, e un repertorio alfabetico di termini specialistici utilizzati nelle due precedenti opere. Quest’edizione è estremamente rara: nessun esemplare in commercio. Giovanni Nicoletti da Imola (1367?-1436) fu decretalista e docente nelle università di Padova, Ferrara e Bologna, ottenendo grande fama già ai suoi tempi. Tra i suoi allievi spiccano Mariano Socini il Vecchio e Ludovico Pontano (detto Romano). Rinomate furono le sue opere da decretalista, tra cui ricordiamo Commentaria in tres priores libros decretalium Gregorii IX (1498) e Commentaria in Clementinas (1485). Leggere gore d’acqua che non interessano i caratteri al margine esterno del primo volume, stampato su carta forte; ottimo esemplare. ICCU, Pars Prima super Infortiato IT\ICCU\PISE\001695, dell’Index Operum trovata solo un’edizione del 1547 dello stesso editore con la paginazione che corrisponde (IT\ICCU\ BVEE\063673), Pars Prima super Digesto Novo IT\ICCU\BVEE\063679. De Dueñas, Pedro. Regularum utriusque iuris cum ampliationibus ac limitationibus. Liber Primus. [...] Hic accesserunt Indices tre: quorum duo in principio libri sunt materiarum, & legum communium: tertius vero in fine legum Hispanarum. Venetiis, Ad Candentis Salamandrae insigne, 1566. [unito con:] Novello, Giacomo. Tomus II. Regularum ad reliquas Regul. Petri a Duenas; et ex iuris corpore summa cum diligentia collectarum; [...].Venetiis, Ad Candentis Salamandrae insigne, 1567. € 500 Due tomi legati in un volume in-8° (148x104 mm), legatura in pergamena morbida coeva, dorso a due nervi, titoli vergati a mano in inchiostro bruno al primo scomparto e al taglio inferiore, cc. [36, l’ultima pagina bianca], 532 (in realtà 253), [3, l’ultima bianca], 103, [8]. Marca tipografica al frontespizio con la salamandra ignivora e il motto virtutis sic cedit invidia. Pregevole edizione dei trattati del salamantino Pedro a Dueñas sulle regole del diritto civile e canonico. La divisione in regulae numerate contenenti argomenti in ordine alfabetico ha reso quest’opera un testo di ampia divulgazione e ne ha semplificato la consultazione. Pedro de Dueñas (1524-1557) nacque e visse a Salamanca, dove fu giureconsulto e docente universitario. Fu rinomato soprattutto per l’opera in questione, di cui sono note altre edizioni: Salamanca 1554, Lyon 1557 e Venezia 1563. Giacomo Novello (1556-1586) fu un giurista poco conosciuto, presumibilmente appartenuto alla famiglia trevigiana che aveva dimora stabile anche a Venezia. Pubblicò, oltre al presente trattato, il De iure prothomiseos apparso nel 1559 e un Tractatus singularis defensionem omnium reorum [ ] instruens. Legatura abrasa alle cerniere e al dorso, gora d’acqua nell’angolo inferiore destro, ma genuino esemplare. Fontana, pars I, col. 299. Manca a Sapori che cita l’edizione del 1563 (I-1095), ICCU IT\ ICCU\CERE\016002. De Ferrariis, Giovanni Pietro. Aurea Practica […] celeberrima quidem, et earum quae hactenus Prodierunt omnium perfectissima, cunctis tàm ius dicentibus, quam causarum patronis summè utilis, ac pernecessaria.Venetiis, Apud Bernardum Iuntam, Io. Bapt. Ciottum, & Socios, 1610. € 700 In-folio (312x212 mm), legatura in pergamena coeva con piatti ricoperti da fogli in carta colorata a mano, titoli manoscritti in inchiostro bruno al dorso, tagli spruzzati in inchiostro blu e rosso, pp. [76], 542. Al frontespizio, grande marca tipografica allegorica rappresentante la Toscana, alla cui destra è posta un’ara e alla cui sinistra sono rappresentati una personificazione dell’Arno e un leone. Testatine xilografiche, testo su due colonne, in caratteri romani e corsivi. Rara edizione giuntina di questa pratica giudiziaria del celebre giureconsulto pavese Giovanni Pietro Ferrari. Dalla prassi quotidiana sperimentata a Pavia, l’autore elabora una raccolta di libelli e formule giudiziarie cui allega un ampio commento, integrato dalla sua conoscenza diretta dei fatti e delle persone coinvolte. Oltre all’analisi del diritto processuale, il Ferraris compie anche un lavoro di esegesi approfondita su alcuni diritti reali, quali la proprietà, le successioni e le obbligazioni. Giovanni Pietro Ferrari (1364-1421), nato a Pavia, fu un famoso giurista e professore di diritto nell’università locale; espresse una forte critica alla società del tempo, di cui attaccava la decadenza dei costumi, la scarsa preparazione dei giudici e pubblici ufficiali, non lesinando critiche ai governanti e al clero. Restauro ai margini delle prime carte, gora d’acqua al margine esterno, minori tracce d’uso; nel complesso buon esemplare. Provenienza: Firma di possesso al frontespizio, Ex-Libris Jo.Vincentii de Ravanis I.C. ICCU, IT\ICCU\RMGE\000019: sette volumi censiti nelle biblioteche pubbliche italiane. De Iranzo, Girolamo. De protestatione et pro haerede gestione. Tractatus iuris analiticus […] Cum copiosis, & celeberrimis additionibus D. Ioseph Antonii Pilaia […] Opus difficile, & necessarium practicis, & theoricis in iure Civili, & Canonico versatis. Hac nova editione sacris rotae romanae decisionibus ad materiam pertinentibus locupletatus. Mediolani, Ex Typographia Iosephi Pandulfi Malatestae, Sumptibus Dominici Bellagatae Bibliopolae in via S. Margheritae, 1705. € 750 In-folio (328x209 mm), legatura in piena pergamena rigida con dorso a quattro nervi rinforzato, titoli vergati a mano in inchiostro bruno al secondo scomparto, pp. [8], 246, [2, bianche], 69, [3]. Frontespizio in rosso e nero con marca calcografica di Domenico Bellagatta, finalini e capilettera xilografici, testo su due colonne, caratteri romani e corsivi. Rara edizione milanese di quest’opera sul tutorato degli eredi. La presente copia è accompagnata da una raccolta esaustiva di sentenze del tribunale della Sacra Rota, rilevanti al fine della trattazione. All’opera originale di Girolamo de Iranzo (1613-1675) vengono aggiunti ulteriori commenti del noto avvocato concistoriale originario di Messina, Giuseppe Antonio Pilaia (o Pilaja). Margini e dentelle leggermente abrasi, tracce di tarlo al margine esterno delle prime e ultime carte, senza perdita di testo; nel complesso discreto esemplare. Provenienza: Firma di possesso al frontespizio, Jo. Vincentii de Ravanis I.C. e timbro non identificabile al margine inferiore della stessa pagina. 6 esemplari nelle biblioteche pubbliche italiane (ICCU, IT\ICCU\CFIE\026634). Dexippus et alii. Excerpta de Legationibus, […] Haec Carolus Cantoclarus in S. Regis Christianissimi Consist. Cons. & libellorum supplicum Magister è Graecis Latina fecit & Notas addidit. Parisiis, Apud Petrum Chevalerium, in monte Divi Hilarij, 1609. € 600 In-8° (173x108 mm), legatura in pergamena morbida spruzzata in inchiostro nero ai piatti, dorso colorato in inchiostro bruno con impressioni decorative dorate e finto tassello con titoli, pp. [24], 402 [l’ultima bianca]. Alcuni fregi e capilettera xilografici. Testo in caratteri romani, corsivi e greci. Rara edizione di questo trattato unico che riassume i più importanti passaggi di grandi autori classici riguardo alle ambasciate dei popoli antichi presso i romani, di cui sono giunte a noi poche informazioni di prima mano e ancor meno testi completi. Charles de Chanteclair (m. 1620) raccoglie in quest’opera passi scelti estratti dagli scritti dei più importanti storici e filosofi sull’opera dei legati presso i romani. L’opera raccoglie infatti opere di Publio Erennio Dexippo (Atene, 210-273), di Eunapio di Sardi (347-414), di Pietro Patrizio (Dara, attuale Turchia meridionale, 500-post 565), Prisco (sofista e storico del V sec. d.C.), di Malco di Filadefia (storico bizantino il cui lavoro è andato in larga parte perduto, conservato solo in quest’opera e nella Suda bizantina) e di Menandro Protettore (storico bizantino del VI secolo). Legatura leggermente abrasa ai piatti, nel complesso buon esemplare. Provenienza: I. Ex-libris al contropiatto anteriore, Ex Libris Bonfanti Giuliano, appartenente al famoso libraio specializzato in libri di diritto. II. Note manoscritte in inchiostro bruno vergate al contropiatto posteriore e su foglio sciolto incollato al medesimo. Quattro esemplari presenti nelle biblioteche italiane. ICCU, IT\ICCU\CFIE\007966. (Ciocchi) Del Monte, Fabiano. Giovannetti, Francesco. Tractatus de emptione et venditione, eorumque omnium quae ad eandem materiam pertinent. [...] Omnibus advocatis, causarum patronis, notarijs, atque Iusdicentibus ipsis utilis & necessarius. Venetiis, ad Signum Iurisconsulti (al colophon: Apud Bartholomaeum Rubinum), 1575. € 550 In-8° (147x102 mm), legatura in pergamena moderna, titolo dell’opera manoscritto al dorso in inchiostro bruno, pp. [32], 504 [l’ultima bianca]. Alcuni fregi e capilettera xilografici alle prime carte. Caratteri romani e corsivi. Due trattati sul contratto di compravendita redatti da due diversi autori: la trattazione di Fabiano del Monte procede, secondo lo schema classico, alternando delle quaestiones e dei summaria. Francesco Giovanetti, invece, inizia con un elenco schematico dei punti affrontati nella sua opera e poi procede a sviluppare un discorso complessivo, ponendo a margine la numerazione utilizzata nell’elenco per facilitarne la consultazione. Fabiano (Ciocchi) del Monte (1421-1498) fu un giurista che esercitò la professione di avvocato concistoriale a Roma. Decise di abbandonare il cognome “Ciocchi” per tramutarlo in “del Monte San Savino”, presto abbreviato in “de Monte” e il prestigio di questa nobile famiglia si accrebbe fino ad arrivare al culmine col pontificato di papa Giulio III (Giovanni Maria Ciocchi del Monte). Francesco Giovanetti (1510-1586) fu giurista e professore universitario di diritto canonico e civile a Bologna e Inglostad, dal 1547 al 1564. Fu consigliere di Fernando I d’Asburgo, imperatore di Germania. Alcune gore d’acqua, nel complesso discreto esemplare. Provenienza: Timbro di possesso illeggibile al frontespizio. ICCU, IT\ICCU\URBE\016103. De Luca, Giovanni Battista. Mantissa Decisionum Sacrae Rotae Romanae ad Theatrum Veritatis & Justitiae […] Eiusque Tractatus de Officiis Venal. et Statut. successionibus cum argumentis, summariis, ac indice Materiarum locupletissimo.Volumen Tertium.Venetiis, Apud Paolum Balleonium, 1708. € 230 Un volume su quattro in-folio (346x227 mm), legatura in piena pergamena con rinforzo ai piatti, dorso a cinque nervi e titoli manoscritti al secondo scomparto, pp. [8], 566, [2, bianche]. Grande marca xilografica al frontespizio con l’aquila bicefala coronata, testatine, finalini e alcune iniziali xilografiche, testo su due colonne in caratteri romani e corsivi. Terzo volume con l’aggiunta delle Decisioni della Sacra Rota al Theatrum del Cardinale De Luca, in cui, fondandosi sulla prassi romana e napoletana, l’autore esprimeva una caratteristica del tardo diritto comune: la funzione dottrinale, ma soprattutto normativa della giurisprudenza e della letteratura consiliare. Questo manuale era considerato un vero e proprio testo d’uso e di autorità, e il De Luca specifica ripetutamente, già nel Theatrum, che le materie che lo compongono sono estranee al diritto romano, ma non per questo meno valide: sono desunte direttamente dalla pratica quotidiana della Sacra Rota romana. Giovanni Battista De Luca (1614-1683), studiò a Salerno, sotto Salimbene da Siena, di cui apprezzava l’uso sia della lingua latina che italiana nell’insegnamento. Si laureò nel 1635 e fu detrattore della giurisprudenza “elegante” del tempo, compiendo un’analisi lucida e penetrante della dicotomia tra studio teorico e pratica del foro, tra l’ideale supremazia del diritto romano e il moltiplicarsi delle fonti nell’età del tardo diritto comune. Ordinato sacerdote nel 1676, grazie alla protezione dei Ludovisi entrò nella corte papale, all’interno della quale si dedicò allo studio approfondito della prassi amministrativa e giudiziaria. Fu uno dei più famosi giureconsulti e canonisti del suo tempo, legato sia ai gesuiti che alla regina Cristina di Svezia. Fu nominato cardinale da papa Innocenzo XI, ma trascorse gli ultimi anni della sua vita nel declino sia della fama che del potere. Moderate fioriture e tracce d’uso, nel complesso buon esemplare. Sapori, I-1013. ICCU, IT\ICCU\MILE\014569. De Martini, Carlo Antonio. Ordo historiae iuris civilis in usum auditorii vulgatus. Editio tertia. Viennae, Typis Ioan. Thom. Nob. de Trattnern, Sac. Caes. Reg. Aulae Typogr. et Bibliop., 1770. € 270 In-8° (194x127 mm), legatura in cartonato rigido azzurro, tassello cartaceo al dorso con titoli vergati a mano in inchiostro bruno, pp. [20], 270, [18]. Testatine xilografiche alle prime carte. La storia del diritto civile romano a partire dai primi istituti consuetudinari fino alla compilazione del Corpus Iuris Civilis Iustiniani. Martini inizia esponendo le leggi che governavano Roma prima del periodo monarchico e durante lo stesso. Il trattato prosegue con l’analisi degli sviluppi giuridici nel periodo repubblicano, con l’avvento di Cesare Augusto e nell’età imperiale. Vengono presi come riferimenti Adriano, Costantino e Giustiniano di cui viene analizzato il Codex, che ha influenzato la storia e lo sviluppo del diritto e della giurisprudenza fino ai giorni nostri. Carlo Antonio Martini (1726-1800) studiò presso l’università di Innsbruk e poi aVienna, dove conseguì la laurea in utroque iure e si mantenne insegnando privatamente diritto e lingua italiana. Nominato consigliere e istruttore dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria, Martini fu precettore in particolare del granduca di Toscana Pietro Leopoldo, futuro imperatore Leopoldo II di AsburgoLorena. Ricoprì la carica di Presidente del Tribunale supremo di giustizia dell’impero, migliorò l’ordinamento giudiziario della Lombardia, riformò il codice penale austriaco e presentò un progetto di codice civile che venne applicato in Galizia occidentale. Lievi fioriture e tracce di ossidazione da inchiostro, nel complesso buon esemplare. Rara edizione: solo una copia presente nelle biblioteche pubbliche italiane (ICCU, IT\ICCU\ LO1E\032566). De Valenti, Ferdinando. Opera Omnia Selectiora.Tomus Primus De Contractibus. [insieme a:] Opera Omnia Selectiora.Tomus Secundus, Pars Altera Vota pro Veritate De Ultimis Voluntatibus. [insieme a:] Opera Omnia Selectiora,Tomus Tertius, Vota pro Veritate Ad Rem Ecclesiasticam Pertinentia [legato con:] Opera Omnia Selectiora. Disceptationes. Ad Rem Ecclesiasticam Pertinentes. Romae, Sumptibus Venatii Monaldini Bibliopolae in via Cursus. Ex Typographia Joannis Baptistae Bernabò, & Josephi Lazzarini, 1744-6. € 900 4 parti su cinque in 3 volumi in-folio (352x323 mm), legatura in pergamena rigida coeva con rinforzo più recente al dorso del secondo tomo, dorso a cinque nervi con titoli manoscritti originariamente al secondo e terzo scomparto, tagli del primo volume spruzzati in inchiostro rosso e bruno, pp. XX, [2, la prima bianca, la seconda riporta il ritratto del De Valenti finemente inciso in rame dal Pomarede], 516 [l’ultima bianca] al primo tomo, pp. XII, 542 al secondo tomo, pp. XII, 256 [l’ultima bianca], IV, 228 [l’ultima bianca] al terzo tomo. Frontespizi stampati in rosso e nero, con marca tipografica raffigurante Pegaso in cornice architettonica e motto Perennitas Laudis. Iniziali, testatine e finalini xilografici. Testo su due colonne in caratteri romani e corsivi. Opera omnia di Ferdinando de Valenti, che costituisce una compilazione estensiva sulla materia del codice civile. L’opera riguarda in particolare le norme di cui potessero usufruire gli uomini di chiesa; pertanto, si trovano passaggi relativi ai contratti e alle disposizioni testamentarie, nonché delle leggi riguardanti il diritto canonico ed ecclesiastico con la relativa giurisprudenza. Ferdinando Valenti (XVII-XVIII secolo), originario di Gragnano Trebbiense (Piacenza) fu avvocato al servizio della Chiesa Cattolica durante il pontificato di Benedetto XIV, al secolo Prospero Lambertini. Manca il volume contenente la prima parte della materia testamentaria (idealmente il volume 2.1); tracce di tarli ai dorsi del primo e terzo volume, nel complesso ottimo esemplare, impresso su carta forte. ICCU, IT\ICCU\SBLE\015540. Del Castillo Sotomayor, Juan. De Tertiis Debitis, Catholicis, et Invictissimis Regibus Hispaniae, ex fructibus, et rebus omnibus, quae Decimantur; utilis admodù, & practicis, assiduisque negotijs, frequentissimè occurrentibus, non modo necessarius, sed velut praecissus tractatus: Quo eorum omnium, quae ad institutum pertinent, & per manus circunferentur quotidiè, notabilis, nova etiam, & dillucida resolutio, atquè explanatio traditur. [...]. Matriti Ex Tipographia Regni, A costa de Alonso Perez librero del Rey N. Señor, 1634. € 800 In-folio (288x199 mm), legatura in piena pergamena rigida, titoli e glifo vergati a mano in inchiostro bruno al dorso, tagli colorati in inchiostro blu, cc. [6], 16, 360, [30]. Stemma xilografico della Monarchia spagnola sotto la Casa d’Asbrugo al frontespizio, testatine e capilettera xilografici, testo su due colonne in caratteri romani e corsivi. Settimo e ultimo volume delle Quotidianarum Controversiarum, opera in cui il De Castillo Sotomayor tratta le più ricorrenti azioni giudiziarie nella prassi del foro e le derive dottrinali che ne conseguono. L’opera si propone come manuale d’uso e di approfondimento teorico del codice civile, nello specifico delle leggi riguardanti l’usufrutto e l’interpretazione delle ultime volontà.Viene anche aggiunta una moltitudine di casi pratici, che sono approfonditi anche nel presente volume, diviso in 41 capites. Juan del Castillo Sotomayor (1563-1640) fu un famosissimo giureconsulto e professore emerito di diritto canonico all’Università Complutense di Madrid. Uniformi bruniture e alcune fioriture, nel complesso esemplare discreto. Provenienza: I. Firme di possesso vergate a mano in inchiostro bruno al frontespizio: la prima è stata cancellata, della seconda si evince D. Paulj Magalotti n° 470, mentre l’ultima, in calce alla pagina, recita Ex-libris Andreas Lupardi Rom. II. Alcune rare sottolineature. Presente solo in quattro biblioteche pubbliche italiane (ICCU, IT\ICCU\MILE\ 004343). Del Castillo Sotomayor, Juan. Tractatus Controversiarum Iuris Quotidianarum de usufructu in quo singulariter tam theoricè, quàm Practice universa eiusdem Materia, Quaestiones, & Dubia traduntur, enucleantur, & resolvuntur [...]. [legato con:] Tractatuum Controversiarum Iuris Quotidianarum Pars secunda: In qua diversae, utilissimae tamen, & in praxi frequentissimae quaestiones continentur, & ita ventilantur, ut nihil propemodum desiderari queat. Venetiis, Apud Turrinum, 1645-46. € 400 In-folio (322x228 mm), legatura in piena pergamena rigida coeva, dorso a quattro nervi con titoli vergati a mano in inchiostro bruno al secondo scomparto e al taglio inferiore, pp. [12], 348, [32], [4], 248, [36]. Frontespizi stampati in rosso e nero, grande marca tipografica raffigurante una torre e il motto Deus fortitudo et turis mea, alcuni capilettera e fregi xilografici, testo su due colonne in caratteri romani e corsivi. Non comune edizione veneziana di questa raccolta di controversie forensi del giurista toledano, che analizza in modo sistematico ed estensivo la legislazione relativa ai casi di usufrutto, comprensiva di ben 81 argumenta. Nel secondo volume, invece, l’autore compila l’esegesi di casi che toccano diverse tematiche in relazione alla frequenza con cui esse vengono riscontrate nella prassi quotidiana. Juan del Castillo Sotomayor (1563-1640), fu un famosissimo giureconsulto e professore emerito di diritto canonico all’Università Complutense di Madrid. Lacune al dorso, rare bruniture alle carte, gora d’acqua al margine inferiore, nel complesso esemplare molto buono. Provenienza: Firma di appartenenza Francisci Antonii Bonfinij Brittinovense (?) al frontespizio. Manca a Fontana che cita (pars I, col. 204-205) altre edizioni. Sapori, I, 577. ICCU, IT\ICCU\ MILE\005443. Delrio, M. Antonio. Ex miscellaneorum scriptoribvs digestorvm sive pandectarvm Iuris Civilis Interpretatio […] His accesserunt Indices duo: Prior Authorum atque Scriptorum Miscellaneorum, ex quorum libris has notas excerpsimus: Posterior Titulorum Pandectarum in hoc libro explicatorum. [legato con:] Ex miscellaneorum scriptoribvs Codicis, Novellarum, Feudorum, necnon etiam Institutionum Iuris Civilis Interpretatio. His accesserunt Indices duo: Prior Authorum atque Scriptorum Miscellaneorum, ex quorum libris has notas excerpsimus: Posterior Titulorum Codicis, Novellarum, Constitutionum Imperialium, Feudorum, & Institutionum Iuris Civilis passim hoc in libro explicatorum. Lugduni, Apud Franciscum Fabrum, 1590. € 500 In-4° (241x162 mm), elegante legatura in piena pergamena, cornice a doppio filetto impresso a secco ai piatti, titolo manoscritto in inchiostro bruno al dorso, cerniere a vista, fermagli in tessuto perfettamente conservati, dentelle all’olandese, tagli colorati in inchiostro blu, pp. [16], colonne 972, [1 pagina bianca], pp. [30], colonne 819, pp. [2, bianche]. Frontespizi in rosso e nero, fregi e iniziali xilografici alle prime carte. Testo su due colonne. Raccolta di commenti alle Pandette giustinianee e ad alcuni istituti del diritto civile. Le Pandette sono compilazioni complessive di diritto romano redatte dagli antichi giureconsulti, riunite per ordine di Giustiniano nella seconda parte del suo Corpus Iuris Civilis. Dopo averle epurate di contraddizioni e adeguate alle norme vigenti, esse acquisirono di fatto valore di legge. Nel secondo volume, invece, vengono analizzati altri passaggi chiave e istituti dell’opera, a cui si aggiungono commenti e rimandi ad altre compilazioni giuridiche. Martin Antonio Del Rio (1551-1608) fu un teologo gesuita di origini spagnole, uno dei punti di riferimento per il diritto inquisitoriale ecclesiastico. Raggiunse la fama con il trattato Disquisitionum magicarum libri sex che fu per certo la più famosa opera sull’occulto dopo il Malleus maleficarum. Docente in vari centri universitari, conoscitore di ben nove lingue, fu considerato anche in Italia un’autorità indiscussa su argomenti di giurisprudenza in casi di magia. Macchia al taglio superiore, ma salvo ciò esemplare molto buono. Provenienza: Firma di possesso al frontespizio, Phs Sengnagelli di dubbia interpretazione. ICCU, IT\ICCU\PUVE\014761 e IT\ICCU\PUVE\014762. Dernburg, Heinrich. Das bürgerliche Recht des Deutchen Reichs und Preußens. [unito con:] Urheber-, Patent-, Zeichenrecht; Versicherungsrecht und Rechtsverfolgung begonnen von Dr. Heinrich Dernburg; herausgegeben und zu Ende gefuhrt von Dr. Josef Kohler. Halle a. S., Verlag der Buchhandlung des Waisenhauses, 1902-1910. € 700 7 volumi (il secondo tomo è diviso in due volumi) in-4° (223x142 mm), legatura in mezza pelle con angoli su percallino scuro, nome dell’autore, titolo dell’opera e sottili fregi decorativi impressi in oro al dorso, fogli di guardia colorati di ocra, pp. XII [la prima e l’ultima bianche], 552 al primo volume, pp. XII [la prima e l’ultima bianche], 386 [l’ultima bianca] al volume 2.1, pp. XII [la prima e l’ultima bianche], 720 al volume 2.2, pp. XVI [la prima bianca], 824 al terzo volume,VIII [la prima e l’ultima bianche], 504 al quarto volume, pp. XIV [la prima bianca], [2], 590, [2] al quinto volume, pp. XVIII [la prima bianca, la seconda reca la fotografia con ritratto e firma dell’autore], 626 [l’ultima bianca], [2] al sesto volume. Esaustivo compendio di diritto tedesco e prussiano. Heinrich Dernburg (1829-1907) aveva origini ebraiche, ma l’intera famiglia si convertì al cattolicesimo nel 1841. Laureato a Berlino nel 1851, insegnò all’università di Heidelberg, poi a Zurigo e infine a Halle. Oltre che docente, fu un giurista e politico tedesco, nonché uno dei più rinomati esperti del diritto civile Prussiano. Le sue opere tentarono di trovare un equilibrio tra gli interessi capitalistici e i progetti sociali utopici; nello specifico, l’opera in questione è una panoramica del diritto vigente in tutte le città del secondo Reich tedesco, ma, diversamente da altri studiosi di Pandette del tempo, Dernburg non venne mai accusato di sostenere una forma di positivismo legale. Minori abrasioni alle cuffie inferiori, nel complesso ottimo esemplare. ICCU, IT\ICCU\FER\0060922. Dernburg, Heinrich. Pandette, […] Prima traduzione dal tedesco sulla 6a edizione di Francesco Bernardino Cicala. Torino, Fratelli Bocca Editori Librai di S. M. il Re d’Italia […], 1903-07. € 450 4 volumi in-4° (232x152 mm), legatura in mezza pelle su carta marmorizzata, dorso impreziosito da filetti dorati, nome dell’autore, titolo dell’opera e numero di tomo impressi in oro al dorso, fogli di guardia in carta ocra, pp. XVIII, [2, l’ultima bianca], 536, [2, bianche] al primo volume (parte prima), pp. XI, [1, bianca], 521, [3, la prima e l’ultima bianche] al primo volume (parte seconda), pp. XIV, [2, l’ultima bianca], 649, [7, le ultime 3 bianche] al secondo volume, pp. XII, 778, [2, bianche] al terzo volume. Prima traduzione dal tedesco del commento alle Pandette di Heinrich Dernburg,realizzata da Francesco Bernardino Cicala, filosofo italiano del diritto. Le Pandette rappresentarono un capitolo fondamentale nella storia del diritto romano: fu l’imperatore Giustinano a commissionare a Treboniano quest’opera che voleva essere una semplificazione e un alleggerimento dell’immenso corpus delle leggi romane, che si erano stratificate fino a raggiungere proporzioni smisurate.Anche Dante, nella Divina Commedia, sottolinea l’importanza del lavoro di Treboniano, che “trasse dalle leggi il troppo e il vano”. Le Pandette ebbero innumerevoli e importanti commentatori nel corso dei secoli: Accursio, Bartolo da Sassoferrato, Baldo degli Ubaldi,Voet,Weisenbeck, fino al Pothier e al Glück. Heinrich Dernburg (1829-1907) di origine ebraica, ma convertitosi al cattolicesimo, si laureò a Berlino nel 1851 e insegnò nelle università di Heidelberg, Zurigo e Halle. Oltre che docente, fu un giurista e politico tedesco, nonché uno dei più rinomati esperti del diritto civile Prussiano e del diritto romano giustinianeo. Le sue opere tentarono di trovare un equilibrio tra gli interessi capitalistici e i progetti sociali utopici. Buon esemplare con lievi tracce d’uso. Provenieneza: Al contropiatto anteriore del primo volume, ex libris cartaceo di Giuliano Bonfanti, noto libraio antiquario specializzato in letteratura giuridica. ICCU, IT\ICCU\MIL\0134568. Devoti, Giovanni. Joannis Devoti [...] episcopi olim Ananiensis nunc archiepiscopi Chartaginensis Institutionum canonicarum libri IV.Tomus primus [-quartus]. Romae, excudebat De Romanis, 1818. € 280 4 volumi in-12° grande (178x102 mm), mezza pergamena con angoli su carta colorata a mano, due tasselli al dorso con titoli e numero di tomo dorati, fregi e decorazioni impresse in oro ai tesselli e tra gli stessi, tagli spruzzati in inchiostro blu, pp. VIII, 431, [5, le ultime 4 bianche] al primo volume, pp. 472 al secondo volume, pp. 256 al terzo volume e pp. 305, [7, bianche] al quarto volume. Chiara e sistematica esposizione di tutto il diritto canonico, frutto dell’assiduo lavoro intellettuale di Giovanni Devoti, arcivescovo di Cartagine. Dato il carattere conciso dell’opera e il suo vasto apparato di note storiche, l’opera conobbe una notevole rilevanza tanto che nel 1817 il re di Spagna la rese testo obbligatorio per gli studenti dell’università di Alcalá e nel 1836 fu acquisita dall’università di Lovanio come manuale imprescindibile per lo studio del diritto canonico. Giovanni Devoti (1744-1820), fu un precoce studioso romano, che occupò la cattedra di diritto canonico all’università romana della Sapienza già all’età di vent’anni. Pio VI lo nominò prima vescovo di Anagni e poi arcivescovo di Cartagine, ruolo che gli consentì incarichi di rilevanza internazionale e in qualità del quale accompagnò Pio VII nel suo esilio francese. Oltre alle Institutiones, compose numerosi trattati di argomento giuridico, tra i quali si trovano il De notissimis in jure legibus libri duo (1766) e lo Juris canonici universi publici et privati libri quinque (180315) di cui apparvero solamente i primi tre libri. Gora d’acqua al margine esterno del quarto volume, legatura leggermente usurata ma nel complesso buon esemplare. Provenienza: I. Al verso del primo foglio di guardia dei primi tre volumi nota di possesso manoscritta in inchiostro bruno Joannis Bapt.ae Castelli Montorii Cooper. II. Breve lettera manoscritta su un foglio rigato inserita tra le carte. La missiva è indirizzata al reverendo Giuglio Boccali da parte di Antonio Azzalini (?) per richiedere la celebrazione della Santa Messa. ICCU, IT\ICCU\RMLE\022275. Doneau, Hugues. Opera Omnia Tomus Nonus. Et Commentariorum in codicem Iustiniani Volumen Tertium. Accedunt Castigationes Teologicae. Lucae, Typis Joannis Riccomini, 1766. € 150 In-folio (374x253 mm), legatura in piena pergamena rigida, tasselli colorati impressi con titoli in oro al dorso, segnalibro in stoffa, pp. [4, quelle al verso bianche], VI, colonne 1560. Finalini xilografici, testo su due colonne in caratteri romani e corsivi. Nono volume dell’Opera Omnia di Hugues Doneau, che comprende commenti al Corpus Iuris Civilis giustinaneo e trattati sulle tematiche fondamentali del diritto commerciale e testamentario. Tra gli argomenti trattati gli scritti contenenti le ultime volontà, gli eredi, l’interdizione, i legati, il pignoramento e l’ipoteca. Hugues Doneau (1527-1591, nome latinizzato Hugonis Donellus e italianizzato Ugo Donello) fu un giurista francese della Scuola Culta. Fu seguace di Andrea Alciati in quanto cercò di applicare i metodi umanisti al campo del diritto, ma si distinse in particolare dai suoi connazionali per la rielaborazione dell’ordine imposto dal Digesto secondo un modello più logico e razionale. La Scuola Culta è un movimento dottrinale di giuristi che operarono verso la fine del Medioevo per il rinnovamento del diritto allora vigente al fine di comporre una nuova giurisprudenza filologicamente coerente con le sue radici storiche giustinianee. Omogenee bruniture alle carte, nel complesso buon esemplare. ICCU, IT\ICCU\RLZE\025708. Dunozeti, Amato. Mellifluae Decisiones Bo: Mem: R.mi P.D. Amati Dunozeti Sacrae Rotae Romanae Decani celeberrimi. Ex originalibus depromptae, suis necessarijs fulcitae, triplicique Indice Argumentorum, Decisionum, & materiarum instructae. Pars Secunda [...]. Romae, Ex Typographia Reverendae Camerae Apostolicae, 1668. € 180 Un volume su due in-folio (334x218 mm), legatura in piena pergamena con titolo e fregio manoscritti al dorso, pp. [20], 499, [1, bianca], [252, le ultime due bianche]. Stemma xilografico del cardinal Pietro Ottoboni, cui è dedicata l’opera, al frontespizio impresso in rosso e nero. Alcune iniziali e fregi xilografici, testo su due colonne. Prima edizione, contemporanea a quella veneziana dello stesso anno, del secondo volume delle Decisiones del Dunozeti, decano della Sacra Rota Romana. L’opera si configura come repertorio di sentenze che, in virtù del diritto consuetudinario, acquisisce valore normativo. Ogni caso viene illustrato nell’argumentum, il summarium chiarisce per punti lo svolgimento della causa mentre la decisio spiega, con dovizia di riferimenti a fonti del diritto, il parere dei magistrati e la conclusione del procedimento. Normali arrossature; buon esemplare. Provenienza: Al frontespizio, nota vergata in inchiostro bruno al margine superiore Dom. Prof. Rom. S.I. Bibl. Comm. Fontana, pars I, col. 300. Manca a Sapori, che non registra nessuna opera del Dunozeti. ICCU, IT\ICCU\NAPE\012700. Engel, Ludwig. Collegium universi juris canonici antehac juxta triplex juris obiectum partitum. Nunc vero servato ordine Decretalium accuratius translatum, & indice copioso locupletatum [unito a:] Tractatus de privilegiis et juribus monasteriorum […] Venetiis, apud Jo. Jacobum Hertz, 1693. € 300 In-folio (340x230 mm), mezza pelle con angoli su carta colorata, tassello rosso con titoli dorati al dorso, fogli in barbe, pp. [36], 612. Frontespizio in rosso e nero, alcune iniziali e fregi xilografici. Edizione veneziana del Collegium universi juris canonici, composto e stampato a Salisburgo tra il 1671 e il 1674. L’opera ebbe un successo talmente vasto che vide 15 edizioni entro il 1720, quando Mainardus Schwartz ne pubblicò un’epitome. Si tratta di un compendio di diritto canonico ordinato secondo il metodo di Pirhing, ovvero seguendo l’ordine delle decretali piuttosto che la divisione in istituzioni. Per la chiarezza dell’esposizione, fu molto apprezzato dai contemporanei che, con un gioco di parole legato al nome dell’autore, lo chiamavano Collegium angelicum. Ludwig Engel (m. 1694) fu un monaco benedettino austriaco, docente di diritto canonico all’università di Salisburgo. Oltre alla presente opera, fu l’autore di un Manuale parochorum (1661), e del Forum competens (1663). Tracce di foxing e ossidazione, legatura leggermente consunta, ma nel complesso esemplare molto buono, in barbe. ICCU, IT\ICCU\RMGE\000943. Engel, Ludwig. Collegium universi juris canonici antehac juxta triplex juris objectum partitum [...] cui praeter tractatum de privilegiis monasteriorum, novissime accessit aureus liber, qui Manuale parochorum inscribitur […] Beneventi; prostat Venetiis, In Typographia Balleoniana, 1760. € 350 In-folio (390x235 mm), legatura settecentesca in piena pergamena rigida, tassello in pelle bordeaux al dorso con titoli e fregi dorati, tagli spruzzati in inchiostro rosso e blu disposto a fasce alternate, pp. [8], 478, 120, 83, [1]. Riproposizione veneziana del fortunatissimo Collegium universi juris canonici, composto e stampato per la prima volta a Salisburgo tra il 1671 e il 1674. Per la prima volta in quest’edizione si allegano all’opera le Annotationes ad uniuersum jus canonicum p. Ludouici Engel compilatae di Caspar Barthel (1697-1771), giurista tedesco che studiò in Italia presso Prospero Lambertini (poi papa Benedetto XIV) e che intervenne a più riprese in merito al rapporto tra Chiesa e istituzioni civili specialmente in Germania. Il Collegium universi juris canonici è un compendio di diritto canonico ordinato secondo il metodo di Pirhing, ovvero seguendo l’ordine delle decretali piuttosto che la divisione in istituzioni, che fu molto apprezzato per la sua chiarezza espositiva. In quest’edizione è unito ad altri due trattati dello stesso autore, relativi alla gestione parrocchiale e al diritto e ai privilegi legati ai monasteri. Ludwig Engel (m. 1694) fu un monaco benedettino austriaco, docente di diritto canonico all’università di Salisburgo. Tarlato e macchiato all’angolo superiore esterno; esemplare da studio. ICCU, IT\ICCU\RMSE\081584. Ferraris, Lucio. Prompta bibliotheca canonica, juridica, moralis, theologica, nec non ascetica, polemica, rubricistica, historica […] ex Utroque Jure, Pontificiis Constitutionibus, Conciliis, Sacrarum Congregationum Decretis, Sacrae Romanae Rotae Decisionibus, ac Probatissimis et Selectissimis Auctoribus […]. Venetiis, Apud Gasparem Storti, 1782. € 500 10 volumi legati in 5 tomi in-8° (235x188 mm), mezza pelle su carta colorata a mano, titoli e fregi dorati al dorso, tagli in origine spruzzati in inchiostro blu. Testo su due colonne. Raccolta di dottrina canonica e teologia morale, di giurisprudenza e di atti delle congregazioni romane stampata per la prima volta nel 1746. Le nozioni, disposte in ordine alfabetico sotto le voci pertinenti per materia, formano un vero e proprio dizionario di facile consultazione. La chiarezza e l’ampiezza delle fonti, che comprendono i trattati di oltre 700 autori, rendono l’opera un pilastro nel suo genere, tanto che venne consultata e citata dagli studiosi in modo costante quasi fino alla codificazione effettuata dopo il Concilio Vaticano I del 1917. Lucio Ferraris (1687-1763) appartenne all’Ordine dei Frati Minori osservanti. Oltre ad occuparsi dell’educazione dei novizi ricevette numerosi incarichi ecclesiastici e compose trattati sul diritto per tutta la sua vita. L’opera che gli diede prestigio fu appunto la Prompta bibliotheca, alla quale lavorò tutta la vita in una continua opera di revisione e adattamento alle più recenti disposizioni papali e curiali. Legatura leggermente usurata ai margini, alcune gore occasionali e tracce d’ossidazione; nel complesso buon esemplare. ICCU, IT\ICCU\RCAE\000657. Ferraris, Lucio. Prompta bibliotheca canonica, juridica, moralis, theologica, nec non ascetica, polemica, rubricistica, historica […] Venetiis, apud Gasperem Storti, 1782. € 700 10 volumi in-4° (226x182 mm), mezza pergamena su carta colorata, tassello in pelle arancione al dorso con titoli dorati, tagli spruzzati a fasce rosse e blu, pp. ca. 500 ad ogni volume. Raccolta di dottrina canonica e teologia morale, di giurisprudenza e di atti delle congregazioni romane stampata per la prima volta nel 1746. Le nozioni, disposte in ordine alfabetico sotto le voci pertinenti per materia, formano un vero e proprio dizionario di facile consultazione. La chiarezza e l’ampiezza delle fonti, che comprendono i trattati di oltre 700 autori, rendono l’opera un pilastro nel suo genere, tanto che venne consultata e citata dagli studiosi in modo costante quasi fino alla codificazione effettuata dopo il Concilio Vaticano I del 1917. Lucio Ferraris (1687-1763) appartenne all’Ordine dei Frati Minori osservanti. Oltre ad occuparsi dell’educazione dei novizi ricevette numerosi incarichi ecclesiastici e compose trattati sul diritto per tutta la sua vita. L’opera che gli diede prestigio fu appunto la Prompta bibliotheca, alla quale lavorò tutta la vita in una continua opera di revisione e adattamento alle più recenti disposizioni papali e curiali. Legature leggermente consunte nella zona del dorso, minori tracce d’ossidazione, nel complesso esemplare pulito, molto buono. ICCU, IT\ICCU\RCAE\000657. Foligni, Francesco. Tractatus de iure Emphyteutico, in quo quaestiones omnes, quae ad materiam spectant, Titulis apte distinctis, adamussim discutiuntur & enucleantur. Genevae, Apud Leonardum Chouët, 1665. € 350 In-folio (340x203 mm), legatura coeva in pergamena rigida, dorso a cinque nervi con titoli vergati a mano in inchiostro bruno, pp. [10], 400 [l’ultima bianca], [52]. Frontespizio stampato in rosso e nero con marca allegorica, testatine e iniziali xilografiche, testo su due colonne. Edizione definitiva della principale e più fortunata ristampe si succedettero fino all’Ottocento inoltrato. opera di Francesco Foligni, le cui L’opera tratta di tutti gli aspetti che possono riguardare il contratto enfiteutico, ovvero la scrittura che sancisce la concessione del dominio utile di un fondo per un lungo periodo in cambio di denaro o prodotti ricavati dallo sfruttamento della terra. Seguendo lo schema più tradizionale, lo svolgimento è strutturato in quaestiones cui viene data puntuale risposta. L’indice alfabetico dei riferimenti posto alla fine del testo ne facilita l’uso pratico. Francesco Foligni (m. 1647) fu patrizio di Foligno, protonotario apostolico e vicario generale della cattedrale di Foligno. Piccola macchia di inchiostro al taglio laterale, gora d’acqua all’angolo inferiore esterno, ossidazione da inchiostro e qualche fioritura; nel complesso esemplare discreto. Provenienza: Firme di possesso: I. Al recto del primo foglio di guardia, Dominici de Vecellijs. II. Al frontespizio, Dominici de Vecellijs, I. C. e Nunc Jo.Vincentii Leoni de Ravaris I. C. ICCU, IT\ICCU\RMGE\000092. Fontanella, Juan Pedro. Decisiones Sacri Regii Senatus Cathaloniae,Tomus Secundus, Sacro Principatus Cathaloniae Senatui dicatus. Opus magistratibus, advocatis, caeterisque in utroque Foro versantibus non solùm utile, sed & necessarium. Cum Summariis & Indicibus Argumentorum, Materiarum, vel Rerum Notabilium locupletissimis. Editio novissima caeteris correctior. Genevae, Sumptibus Leonardi Chouët, & Socij, 1690. € 750 In-folio (355x215 mm), legatura in piena pergamena rigida, dorso a cinque nervi con titoli manoscritti al secondo scomparto, cc. [10], pp. [621], [1], cc. [41, l’ultima pagina bianca]. Marca xilografica con la salamandra coronata, circondata dalla fiamme al frontespizio, iniziali e fregi xilografici alle prime carte, testo su due colonne. Il secondo tomo della celebre raccolta di Decisiones del Senato catalano raccolte da Juan Pedro Fontanella, giureconsulto spagnolo del XVI e XVII secolo. Il presente volume raccoglie le sentenze dalla numero 301 alla numero 600, ognuna delle quali organizzata per argumentum, cioè l’esposizione della fattispecie, summaria, ossia l’elenco dei fatti per punti, ed infine la decisio vera e propria, con lo scioglimento del caso e la giurisprudenza a sostegno della decisione dei magistrati. Juan Pedro Fontanella (Gerona, 1576-Barcellona 1680) fu un giureconsulto catalano che visse oltre cent’anni. Oltre alla presente opera, compilò un celebre trattato sul diritto matrimoniale, il De Pactis Nuptialibus (1612). Abrasione alla parte bassa del piatto anteriore, fioriture e ossidazioni sparse alle carte; in generale buon esemplare. Una sola copia nelle biblioteche pubbliche italiane, presso la Biblioteca Labronica-Guerrazzi di Livorno (ICCU, IT\ICCU\LIAE\025449). Fontanella, Juan Pedro. De Pactis Nuptialibus sive Capitulis Matrimonialibus Tractatus: multis regiae audientiae principatus Cathaloniae, & aliorum gravissimorum Senatuum, particulari diligentia ad propositum exquisitis decisionibus ornatus [...] per Iohannem Petrum Fontanella I.C. ex Oppido Oloti, Cathalanum [...].Tomus Posterior […]. Geneva, Sumptibus Samuelis Chouët, 1659. € 230 In-folio (365x235 mm), legatura in cartonato editoriale con titoli manoscritti in inchiostro bruno al dorso e cerniere a vista, cc. [6], pp. 650, cc. [53, l’ultima bianca]. Bella marca tipografica al frontespizio, capilettera e testatine e finalini xilografici, testo su due colonne. Il secondo tomo del fondamentale trattato sul diritto matrimoniale compilato dal giurista catalano Juan Pedro Fontanella. L’opera, stampata per la prima volta nel 1612, si presenta in questo caso nell’edizione ginevrina stampata da Samuel Chouët, all’insegna della salamandra coronata circondata dalle fiamme. La legislazione matrimoniale, base del diritto di famiglia, era tanto più fondamentale al tempo del Fontanella, quanto si pensa che con i matrimoni combinati per questioni d’interesse politico ed economico venivano cambiati gli assetti di territori limitati o di intere nazioni. Juan Pedro Fontanella (Gerona, 1576-Barcellona 1680) fu un giureconsulto catalano che visse oltre cent’anni. Oltre alla presente opera, compilò una celebre raccolta di decisiones del Senato della Catalogna. Esemplare leggermente brunito, ma in barbe e con la legatura originale. Provenienza: Nota di possesso di non chiara decifrazione vergata in inchiostro bruno al frontespizio ai lati della marca Ex Libris Noctoris (?) Cesaris Malfattis. Fontana, pars I, col. 355. Manca a Sapori, che cita altre cinque edizioni. ICCU, IT\ICCU\CFIE\003331. Fontanella, Juan Pedro. De Pactis Nuptialibus, sive Capitulis Matrimonialibus Tractatus [...] per Iohannem Petrum Fontanella I.C. ex oppido Oloti, Cathalanum [...]. In quo clausulae omnes, quae instrumentis capitulorum matrimonialium apponi solent, aliquali studio discutiuntur, & omnes ferè materiae circa easdem, imò & ferè circa omnes iuris difficiles quaestiones, […] Tomus Prior.Venetiis, Apud Bertanos, 1645. [insieme a:] Fontanella, Juan Pedro. De Pactis Nuptialibus sive Capitulis Matrimonialibus Tractatus [...]. Tomus Posterior. Genevae, Sumptibus Samuelis Chouët, 1659. € 700 2 volumi in-folio (342x210 mm), pergamena coeva rigida, dorso a cinque nervi con titolo manoscritto al secondo scomparto, cc. [10], pp. 604, cc. [45, manca l’ultima, bianca] al primo volume, cc. [6], pp. 650, cc. [53, manca l’ultima, bianca] al secondo volume. Frontespizio in rosso e nero al primo volume, iniziali e fregi xilografici alle carte preliminari, testo su due colonne. Fondamentale trattato sul diritto che regolamentava i matrimoni compilato dal giurista catalano Juan Pedro Fontanella. L’opera, stampata per la prima volta nel 1612, si presenta in questo caso in due volumi appartenenti a edizioni diverse, veneziana e ginevrina, entrambe piuttosto rare. La legislazione matrimoniale, base del diritto di famiglia, era tanto più fondamentale al tempo del Fontanella, quanto si pensa che con i matrimoni combinati per questioni d’interesse politico ed economico venivano cambiati gli assetti di territori limitati o di intere nazioni. Juan Pedro Fontanella (Gerona, 1576-Barcellona 1680) fu un giureconsulto catalano che visse oltre cent’anni. Oltre alla presente opera, compilò una celebre raccolta di decisiones del Senato della Catalogna. Uniformi arrossature, alcune gore e minori tracce d’uso, ma nel complesso buon esemplare. Fontana, pars I, col. 355. Manca a Sapori, che cita altre edizioni. ICCU, IT\ICCU\RMGE\001763 (primo volume) e IT\ICCU\CFIE\003331 (secondo volume). Foramiti, Francesco. Corpo del Diritto Civile in cui si contengono le Instituzioni di Giustiniano, i Digesti o Pandette, il Codice, le Autentiche, ossiano Novelle Costituzioni, e gli Editti, non che le Novelle Costituzioni di Leone e di altri imperatori con brevi note indicanti le leggi simili, quelle che a vicenda s’illustrano, le contrarie e le abrogate, premessa La storia cronologica del diritto civile romano […] Prima Versione Italiana per istudio e cura di Francesco Foramiti […] Napoli, dalla Tipografia del Galileo, (1836?) 1844-46. € 900 6 volumi in-4° (235x158 mm), legatura in mezza pelle su carta marmorizzata, doppio tassello al dorso con titoli e decorazioni dorate, tagli spruzzati in inchiostro blu. Testo latino e italiano a fronte. Prima edizione in italiano del Corpus Iuris Civilis fatto realizzare dall’imperatore Giustiniano per sistematizzare le norme del diritto romano. Il Corpus, che funse da punto di riferimento per il diritto europeo sino al secolo XIX, fu tradotto e adattato in italiano dal Foramiti utilizzando come base l’edizione in latino pubblicata a Parigi nel 1830. In realtà, la traduzione non abbraccia l’intero Corpus, ma si limita alle Istituzioni e alle Pandette. Francesco Foramiti (XVIII-XIX secolo) fu un giureconsulto veneto famoso per la sua erudizione. Pose il proprio bagaglio culturale al servizio della scienza forense pubblicando numerose opere tra le quali si ricordano soprattutto l’Enciclopedia Legale ovvero Lessico ragionato di gius naturale, civile, canonico, mercantile-cambiario-marittimo, feudale, penale, pubblico-interno, e delle genti (Venezia, 1838-40) e la Bibliografia legale ovvero vita e fatti più importanti dei primari giureconsulti [...] opera intieramente utile a tutti i gius periti e quelle persone che amano la scienza forense (Venezia, 1843). Alcune leggere fioriture e abrasioni ai dorsi, lacuna all’angolo inferiore esterno di p. 51 del V volume, con piccola perdita di testo, minori tracce d’uso, ma nel complesso bell’esemplare. Provenienza: Al recto del foglio di guardia anteriore, nota in lapis Raimondo Pisapia, Rettifilo per prezzo sorelle Sovine (?). Solo due copie nelle biblioteche pubbliche italiane (ICCU, IT\ICCU\RCA\0085742). Freiesleben, Christoph Heinrich detto Ferromontanus. Corpus juris civilis academicum, in suas partes distributum, usuique moderno ita accomodatum, ut nunc studiosorum quivis, etiam tyro, uno quasi intuitu, omnes leges digestorum & codicis, omnesque titulos institutionum invenire possit. Auctore Christoph. Henr. Freiesleben, alias Ferromontano […] Lugduni, expensis Gasparis Girardi Veneti, 1758-1760. € 500 2 volumi in-4° (245x182 mm), mezza pergamena su carta colorata a mano, tassello in pelle arancione al dorso con titoli e fregi dorati, tagli spruzzati in inchiostro azzurro, pp. [8], colonne 3074 [in realtà 2174, perché la numerazione delle colonne salta da 2099 a 3000], [2] al primo volume, pp. [8], colonne 1712 al secondo. Alcune iniziali e fregi xilografici, testo su due colonne. Considerato un classico del diritto civile del XVIII secolo, ebbe notevole fortuna grazie alla disposizione intuitiva del materiale al suo interno, che ne garantiva una consultazione semplice e veloce. Christoph Heinrich Freiesleben (1677-1733), il cui nome fu latinizzato in Ferromontanus, fu un giureconsulto tedesco attivo come consigliere camerale alla corte ducale di Sassonia-Gotha ad Altenburg. Legatura leggermente usurata nei pressi del dorso, minori tracce d’uso ma nel complesso buon esemplare. ICCU, IT\ICCU\NAPE\015553. Gabrieli,Antonio. Communes Conclusiones Antonii Gabrielii Romani; Collegii sacrae aulae consistorialis Advocatorum Decani [...] In septem Libros Distributæ: Ab innumeris quibus scatebant erroribus repurgatæ, ac meliori pariter forma recenter excusæ. Cum indice rerum notatu dignarum locupletissimo. Indice præterea alio conclusionum omnium, quæ in ipso volumine continentur accedente. Venetiis, Apud Societatem Minimam, 1607. € 550 In-folio (322x220 mm), legatura in pergamena rigida, dorso a quattro nervi con titolo manoscritto al secondo scomparto, cc. [24], pp. 779, [1, bianca]. Bella marca tipografica al frontespizio, raffigurante una colomba con il ramoscello d’ulivo nel becco. Alcune iniziali xilografiche alle carte preliminari, testo su due colonne. Rara edizione, sconosciuta al Fontana (che cita un’edizione lionese del 1608) di questa raccolta di Conclusiones che ai tempi dell’autore fu soprannominata il Calepino della Giurisprudenza: si tratta di una serie di riflessioni sul diritto in generale, applicato ai diversi ambiti. La trattazione, suddivisa in libri, sviluppa le aree del diritto probatorio, criminale, testamentario, nonché la contrattualistica e la generalità del diritto civile. Antonio Gabrieli (m. 1555) fu un famoso giureconsulto romano che lavorava presso la Curia Pontificia; fu Avvocato Concistoriale. Alcune arrossature e gore d’acqua, ma buon esemplare. Provenienza: Al frontespizio note di possesso cassate, tranne una Fran.ci Ant.ij Lelij; occasionali annotazioni vergate in inchiostro bruno ai margini del testo. Manca al Fontana e cfr. pars I, col. 382. Manca a Sapori che cita (I, 1278) un’edizione veneziana del 1608. 4 copie nelle biblioteche pubbliche italiane: ICCU, IT\ICCU\UM1E\003935. Gaito, Giandomenico. Tractatus Absolutissimus De Credito ex libris, epistolis, cambiis, apocis, Instrumentis publicis, Obligationibus penes acta, omnique alia publica inter vivos scriptura, Pignore, & Hipothecis; In quatuor principaliora Capita distinctus [...] Et novissime multis, et curiosissimis additionibus et singularibus Decisionibus ditatum, cum particulari Indice ordinatis.Venetiis, Apud Iuntas, 1641. € 1.200 In-folio (307x210 mm), pergamena morbida coeva con titolo manoscritto al dorso, tracce di scrittura vergata da mano antica ai piatti, cc. [6], pp. 511, [1, marca], cc. [54]. Frontespizio in rosso e nero (leggermente brunito) con la marca tipografica dei Giunti, ripetuta al colophon. Pregevoli testatine e finalini xilografici. Seconda edizione aumentata (la prima fu pubblicata nel 1626) di quest’importante trattato che analizza e approfondisce, attraverso la dottrina giuridica, ogni forma di credito: di notevole modernità anche perché il Gaito nella sua opera cerca di superare i pregiudizi del tempo circa il «frutto» prodotto dal denaro, che veniva discrezionalmente considerato usura e sul quale l’autorità ecclesiastica poneva numerosi vincoli che potevano sfociare nella scomunica. Giandomenico Gaito (1626-1662) fu un giurista italiano nato a Forino, in Basilicata. Laureato in utroque jure, esercitò con successo l’avvocatura nei tribunali di Napoli, guadagnandosi la carica di auditore. Un antico restauro al margine inferiore del frontespizio e qualche brunitura; salvo ciò, buon esemplare. Provenienza: I. Ex-libris manoscritto al frontespizio (di difficile interpretazione perché cassato). II. Annotazioni di mano contemporanea ai margini. Sapori, I, 1289. ICCU, IT\ICCU\MILE\005402. Gambiglioni, Angelo. In quatuor Institutionum Iustiniani Libros Commentaria. Ex vetustissimis exemplaribus repraesentata, & accurata diligentia & studio ab omnibus erroribus nuper castigata. Adiecto Indice [...] Accesserunt excellentissimorum I. C. D. Antonij Caij, ac D. Francisci Purpurati, eruditissimae adnotationes, ac eiusdem Caij subtilissimus Substitutionum Tracta. Venetijs, Apud Iuntas, 1574 (al colophon:Venetiis, Apud Hieronymum Polum, 1574). € 1.500 In-folio (325x220 mm), legatura in piena pergamena rigida seicentesca (un poco stanca, rinforzata da altra pergamena al dorso), nome dell’autore vergato al dorso in inchiostro bruno, cc. 365, [1], 32. Alla c. 100v una bella incisione xilografica contenente un Arbor Substitutionum. Rara edizione giuntina dell’importante commento del Gambiglioni alle Istituzioni Giustinianee. Nel medesimo periodo in cui si era dato avvio alla riorganizzazione del diritto nelle Pandette, Giustiniano chiese ai giuristi Treboniano, Teofilo e Doroteo di creare un manuale che riassumesse le voci del diritto romano ad uso degli studenti dell’impero.Tale testo, le Institutiones appunto, rimase nei secoli un punto di riferimento per la materia di grande chiarezza espositiva, e fu pertanto utilizzato dagli studiosi come scheletro su cui strutturare i propri commenti. Angelo Gambiglioni detto l’Aretino (m. 1465 ca.) fu un giurista italiano e magistrato, docente di diritto sia all’università di Ferrara che, brevemente, presso quella di Bologna. Lascia numerosi consilia e altri trattati di diritto, quali il celebre De Maleficiis (1472), il Tractatus de criminibus (1476) e il De testamentibus (1486). Una leggera gora d’acqua al margine inferiore del volume e minori tracce d’uso, ma nel complesso esemplare molto buono. Provenienza: Al frontespizio, firma di possesso vergata in inchiostro bruno ai lati della marca Tullius Tertius e, sotto il luogo di stampa, altra annotazione manoscritta Ex Lib. D. F(?) Meoni. Solo un esemplare nelle biblioteche pubbliche italiane, precisamente presso l’Università degli Studi di Milano (ICCU, IT\ICCU\MILE\005675; CNCE 22422). Garcia, Nicolás. Nicolai Garcia Hispani, J.U. professoris [...] Tractatus de Beneficiis amplissimus et doctissimus, declarationibus cardinalium Sacrae Congregationis Concilii Tridentini, Decisionibusque Sacrae Rotae Romanae [...] Accedunt huic Novae Editioni, S. Rotae Romanae Decisiones Recentissimae Numquam anteà lucem editae, Materiam De Beneficiis ab Authore pertractatam […] Tomus Secundus. Coloniae Allobrogum, Sumpt. Perachon & Cramer, 1735. € 230 In-folio (350x220 mm), legatura in piena pergamena, dorso a cinque nervi con titolo manoscritto al secondo scomparto, pp. [8], 400, [104, l’ultima bianca], [12], 216, [20, l’ultima bianca]. Salamandra incoronata e circondata dalle fiamme in vignetta xilografica al frontespizio, alcune inziali e fregi incisi in legno alle carte preliminari, testo su due colonne. Solo il tomo secondo (su due). Non comune edizione (solo due copie nelle biblioteche pubbliche italiane) del celebre García sui benefici ecclesiastici. Nel testo vengono elencati i requisiti giuridici e morali per ottenere un beneficio, le modalità in cui si attua la concessione e per quali motivi essa possa, o debba, essere ritirata. trattato del Al testo, il Garcia ha allegato una raccolta di Decisiones o sentenze relative alla giurisprudenza dei benefici che, per i delicati equilibri di potere che comportavano, si colloca a metà tra tematiche proprie del diritto canonico e quelle del diritto cesareo, o civile. Uniformi bruniture dovute alla qualità della carta, ma buon esemplare. Nicolás García (1582-1645) fu un giureconsulto spagnolo, docente in utroque iure. Manca a Sapori, che cita altre edizioni. ICCU, IT\ICCU\RLZE\032181 (solo il secondo volume). Giovio, Alessandro. De solemnitatibus in contractibus minorum Signanter ad tenorem Bullæ S. D. N. P. URBANI VIII.[…]. Parmæ, Typis, ac Sumptibus Josephi ab Oleo Bibliopolae Parmensis sub signo Pacis, Per Hyppolytum, & Franciscum Mariam Fratres de Rosatis, 1694. € 500 In-folio (340x220 mm), legatura in piena pergamena rigida, dorso a cinque nervi con nome dell’autore e titolo dell’opera vergati in inchiostro bruno al secondo e terzo scomparto, pp. [20], 753, [3], CLXXXVIII. Alcuni capilettera e fregi xilografici alle prime carte e al frontespizio, testo su due colonne. Prima Alessandro Giovio sulle formalità legali nei contratti secondo il diritto romano. Il testo si colloca a metà strada tra un glossario specifico della giurisprudenza contrattuale e un riepilogo delle norme che regolamentano la scrittura legale. Le tematiche toccate sono molteplici: dalla precisione necessaria alla redazione di una scrittura vincolante, alle tipologie di contratto, quali ad esempio il commerciale, il testamentario, la scrittura tra privati. Il Giovio si sofferma inoltre sui requisiti necessari a contrarre un vincolo, quali la maggiore età fissata a vent’anni e la piena consapevolezza. edizione del trattato di Alessandro Giovio (m. 1700) fu un giureconsulto di Perugia che, ottenuto il dottorato in legge nel 1644, dal 1647 ricoprì la cattedra di diritto nella città natia e a Parma. Fu anche consulente legale della Santa Inquisizione fino alla morte. Lievissime fioriture e minori tracce d’uso; salvo ciò, ottimo esemplare. ICCU, IT\ICCU\MODE\020383. Gonzalez, Hieronymus. Dilucidum ac perutile glossema, seu, Commentatio ad Regulam Octavam Cancellariae, De reservatione mensium, et Alternativa Episcoporum. […] Romae, Ex Typographia Iacobi Mascardi, 1611. € 550 In-folio (320x222 mm), legatura in piena pergamena, dorso a quattro nervi con titolo manoscritto in carattere gotico, pp. [18], 680, 83, [1, bianca]. Frontespizio in rosso e nero con stemma calcografico, iniziali e fregi xilografici alle prime carte, testo su due colonne. Rara prima edizione del commento di Jerónimo González sull’ottava delle Regulae Cancellariae Apostolicae. Le regulae cancellariae erano norme emanate dai pontefici per regolare la stesura delle scritture ufficiali (contratti, bolle o missive) che contenevano la concessione di un privilegio o di un beneficium, una delega o una dispensa. Erano state sistematizzate sotto papa Nicola V alla metà del XVI secolo. La norma commentata nell’opera del Gonzáles riguarda la piena facoltà del pontefice di nominare i beneficiari di prebende e feudi, nonché tutte le disposizioni da rispettare perché non si contravvenessero i delicati accordi di potere con i governi dei paesi dove i benefici venivano esercitati. Jerónimo González (XVI-XVII secolo) fu un avvocato della curia romana originario di Arnedo, in Spagna. Alla sua morte, avvenuta a Roma poco dopo il 1607, lasciò tra le sue volontà quella che fosse istituita una borsa di studio per giovani meritevoli appartenenti alla sua famiglia, o alla sua città che volessero studiare teologia, diritto civile o canonico e medicina nei migliori atenei. Piccolo foro di tarlo al margine inferiore delle ultime carte, senza perdita di testo; salvo ciò, ottimo esemplare. Provenienza: I. Al recto del primo foglio di guardia, nota di possesso manoscritta in inchiostro bruno Del Sig. Dott. Giac. Ant. Berni Vicario Gen.le di Sarz(an)a. II. Al frontespizio, nota di possesso del medesimo Berni, a cui fa seguito la nota manoscritta modo Jo. Vincentij de Ravanis IC in inchiostro bruno, da mano più recente. ICCU, IT\ICCU\RMGE\000748. l’esemplare di Cesare Maria de Vecchi conte di Val Cismon uno dei Quadrumviri della Marcia su Roma Gonzalez, Hyeronimus. Dilucidum ac perutile Glossema seu Commentatio ad Regulam Octavam Cancellariae. De reservatione mensium et alternativa episcoporum [...]. Romae, Sumptibus Vincentij Castellani, Ex Typographia Andreæ Phaei, 1624. € 500 In-folio, legatura coeva in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso, cc. (7), pp. 680, cc. (42). Rara edizione di quest’opera (pubblicata per la prima volta a Roma nel 1611) del giurista spagnolo Jerónimo González sull’ottava delle Regulae Cancellariae Apostolicae. Le regulae cancellariae erano norme emanate dai pontefici per regolare la stesura delle scritture ufficiali (contratti, bolle o missive) che contenevano la concessione di un privilegio o di un beneficium, una delega o una dispensa. Erano state sistematizzate sotto papa Nicola V alla metà del XVI secolo. La norma commentata nell’opera del González riguarda la piena facoltà del pontefice di nominare i beneficiari di prebende e feudi, nonché tutte le disposizioni da rispettare perché non si contravvenissero i delicati accordi di potere con i governi dei paesi dove i benefici venivano esercitati. Jerónimo González (XVI-XVII secolo) fu un avvocato della curia romana originario di Arnedo, in Spagna. Alla sua morte, avvenuta a Roma poco dopo il 1607, lasciò tra le sue volontà quella che fosse istituita una borsa di studio per giovani meritevoli appartenenti alla sua famiglia, o alla sua città che volessero studiare teologia, diritto civile o canonico e medicina nei migliori atenei. Alcune arrossature, ma buon esemplare. Provenienza: Ex-libris di Cesare Maria De Vecchi, conte di Val Cismon, inciso da Bramanti al recto del piatto anteriore. De Vecchi fu uno dei quadrumviri della marcia su Roma assieme a Balbo, De Bono e Mussolini. Manca a Fontana, che registra (pars I, col 429) altre edizioni di quest’opera. Manca a Sapori, che non registra nessuna opera di Hyeronimus Gonzalez. González Téllez, Manuel. Commentaria perpetua in singulos textus quinque librorum decretalium Gregorii IX. Tomus primus [-quintus] [...] cum notis uberioribus ab historia, & chorographia, atque additionibus suis locis restitutis [...] Maceratae; prostant Venetiis, apud haeredes Balleonios, 1766. € 1.200 4 tomi in 5 volumi in-folio (401x240 mm), mezza pelle su carta marmorizzata, tassello verde con titoli e fregi dorati al dorso, tagli in barbe, pp. [16], 667, [1] al primo volume, pp. [8], 567, [1] al secondo, pp. [8], 615, [1] al terzo, pp. [8], 212, CXII [in realtà, XCII] [8], 407, [1, bianca] all’ultimo volume. Frontespizio in rosso e nero al primo volume, inziali e fregi xilografici. Rara edizione stampata a Macerata (2 solo copie nelle biblioteche pubbliche italiane) del commentario di González Téllez alle decretali di papa Gregorio IX, arricchite da glosse di natura storica e topografica che ne illustrano le circostanze di emissione. La Nova Compilatio Decretalium (1234), fortemente voluta da Gregorio IX, riuniva per la prima volta dai tempi del magister Graziano le cinque raccolte di decretali pontificie promulgate nel corso dei mandati dei suoi predecessori. Papa Gregorio IX (ca. 1170-1241, al secolo, Ugolino di Anagni) fu un papa rigoroso e controverso. Fine conoscitore del diritto, appreso studiando presso l’università di Bologna, intercesse presso papa Onofrio III per l’approvazione delle regole Francescana e Domenicana. Una volta asceso al soglio pontificio si inserì attivamente nella diatriba tutta politica che contrapponeva il papato all’impero di Federico II, con il quale ebbe alterni rapporti che compresero due scomuniche e l’allestimento congiunto di una crociata. Durante il suo mandato, Gregorio IX istituì i primi tribunali dell’Inquisizione, creò il Breviario per l’ufficio dei francescani, mise all’indice il Talmud e portò avanti la canonizzazione di S. Francesco d’Assisi e S. Antonio di Padova. Manuel González Téllez (m. 1673, circa) fu un canonista spagnolo originario di Salamanca, città nella quale esercitò anche la sua professione di docente universitario. Fu giudice nei più importanti distretti della penisola spagnola (Granada e Valladolid) e membro del consiglio di Castiglia. Oltre ai Commentaria perpetua, pubblicati per la prima volta a Lione nel 1673 e che gli garantirono celebrità accademica, pubblicò Conciliuni Illiberitanum cum discursibus apologeticis Ferdinandi de Mendoza olim editum, adiunctis nunc diversorum notis suisque uberioribus (Lione, 1665). Alcuni restauri datati, tracce d’uso e d’ossidazione (diffuse) alle carte, ma nel complesso buon esemplare. ICCU, IT\ICCU\VEAE\006129 (censiti due esemplari appartenenti alla Biblioteca Marciana di Venezia e alla Biblioteca Capitolare del Duomo di Treviso). Palau y Dulcet,VI, p. 306 (citano la seconda edizione). Gravina, Giovanni Vincenzo. Opera seu Originum Iuris Civilis libri tres, […] Recensuit, et Adnotationibus auxit Gottfridus Mascovius […] Venetiis, Apud Franciscum Pitteri, 1739. € 400 Due volumi in-4° (221x165 mm), piena pergamena con dorso a cinque nervi, titoli manoscritti ai primi scomparti, tagli originariamente spruzzati in inchiostro blu, pp. [48], 303, [16] al primo volume, pp. [6], da 307 a 710, [12, le ultime due bianche] al secondo. Frontespizio in rosso e nero al primo volume, alcune iniziali e fregi xilografici. L’opera si inserisce all’interno del dibattito del tardo xvii secolo tra giusnaturalismo e positivismo giuridico: l’autore parte da una preliminare indagine di carattere filosoficoantropologico ed espone nuove e originali motivazioni a favore del primato della mens sulla finitezza del corpo, a cui corrisponde in ambito giuridico l’esigenza di accertamento e misurazione della condotta umana. L’assimilata cogitatio cartesiana diviene oggetto di critico ripensamento, in quanto un’osservazione rigida della stessa avrebbe implicato una svalutazione dei principi della filosofia politica classico-umanistica e dei valori etico-culturali portati avanti dalla scientia iuris dell’epoca. Giovanni Vincenzo Gravina (1664-1718, nome latinizzato Ioannes Vincentius Gravina), fu cofondatore, con la regina Cristina di Svezia, dell’Accademia dell’Arcadia di cui portò avanti la corrente più vicina a Dante ed Omero. Intuì che le norme di un ordinamento devono essere poche, razionali, e cercò di porre un fine alla smisurata produzione forense. Scrisse anche poesia e tragedie, che riguardavano la tirannide e il rapporto sapiente-sovrano. Una piccola macchia alla terza carta del primo volume e a pagina 401 alcune fioriture; nel complesso buon esemplare. Provenienza: All’occhietto del primo volume, nota di possesso manoscritta in inchiostro bruno e parzialmente cassata, della quale si leggono solo i nomi Ignatij e de Calea. ICCU, IT\ICCU\UMCE\024261. Grotius, Hugo. Florum sparsio ad Jus Justinianeum cum præfatione D. Geor. Christiani Gebaveri […] Insuper Hac Prima Neapolitana Editione Notulis Passim Aucta et indicibus tribus. Neapoli, Ex Officina Vincentii Manfredii, 1777. € 300 In-8° grande (200x118 mm), legatura in mezza pergamena su carta colorata, nome dell’autore, titolo dell’opera e fregi decorativi impressi in oro al dorso, pp. [24], 378, [4, manca l’ultima carta, bianca]. Esemplare in barbe con alcuni fogli intonsi, frontespizio circondato da cornice xilografica a doppio filetto, alcune iniziali xilografiche alle carte preliminari. Selezione dal Corpus Iuris Civilis giustinaneo ad opera del celebre giusnaturalista Ugo Grozio. L’opera, pubblicata per la prima volta nel 1642, è costituita da una serie di titoli riuniti per aree tematiche che richiamano argomenti del diritto romano; per ciascuno il giurista olandese fornisce un commento, un’osservazione o alcune citazioni erudite che ne giustificano l’origine. Hugo Grozio (1583-1645; nome latinizzato Hugo Grotius), giurista, filosofo e scrittore olandese, è considerato uno dei padri della corrente giusnaturalista, ovvero la convizione che esistano un diritto naturale, derivato dal buonsenso e dalla natura comune degli esseri viventi, e un diritto positivo, creato ad hoc dalla comunità civile ed espresso tramite le norme scritte dai legislatori. Tra i più celebri esponenti del Giusnaturalismo con Grozio, si trovano Christian Wolff, John Locke, Samuel Pufendorf e Immanuel Kant. Grotius è anche ricordato per aver posto le basi del diritto internazionale nel suo trattato Mare liberum. Estesa gora d’acqua alle prime quaranta carte, fioriture sparse; nel complesso, discreto esemplare in barbe. ICCU, IT\ICCU\VEAE\000447 e IT\ICCU\TO0E\038450. [Guerrierius, Aloysius]. Explicatio casuum reseruatorum et censurarum In Ecclesia Veronensi ex mente legislatoris. Veronae, Apud Paulum Libanti Ep. Typ., 1837. € 150 In-8° (190x124 mm), legatura in cartonato colorato, pp. 132, [4, le ultime due bianche]. Simboli episcopali impressi al frontespizio. Rarissimo esemplare di questo breve trattato di casistica ad uso dei prelati in cui, prendendo ad esempio alcuni casi giudiziari controversi occorsi nella diocesi di Verona, si indica la più corretta sentenza dal punto di vista del diritto canonico. Aloysius Guerrierius fu un padre domenicano. Morì l’anno precedente la pubblicazione di quest’edizione, come specificato nell’apostrofe ai lettori anteposta al testo. Una sola copia nelle biblioteche pubbliche italiane (Biblioteca della Pia Società, Istituto don Nicola Mazza Don Antonio Spagnolo,Verona). Minori tracce d’uso; nel complesso ottimo esemplare. Provenienza: Al colophon nota manoscritta vergata in inchiostro bruno Die 19. Septembr. 1837. Pro R. P. Augustino Boccali Aloysius Castorius J.U.D. Can.es Pro-Vie-Gen. Epãlis (?). Sotto il fregio del colophon, inoltre, una mano antica ha trascritto il prezzo di vendita: Centesimi 160. ICCU, IT\ICCU\PBE\0004976 (indicato erroneamente come opera di Giuseppe Francescati) e IT\ICCU\PBE\0009844. Hallier, François. De sacris electionibus et ordinationibus ex antiquo et novo Ecclesii vsu, Sacri Theologii Parisiensi doctore et professore, Socio Sorbonico: Quo tomo in duas partes distributo, perspicue & copiose, priori quidem parte explicantur quistiones omnes de Inquisitione in vitam & mores Ordinandorum, eorum examine, electione a Clero, & populo; Instructione & admonitione ante Ordinationem, priparatione, ac dispositione consensu & profesione Ordinandorum; desiderio & fuga a sacri Ordinationis; regum in Ordinatione, Dominorum, Patronorum, Parentum, sassensu & potestate; simonia, aliisque turpibus lucris cauendis: Posteriori ver, numeros, ac subordinatio sacrorum Ordinum, natura, affectu, subiectum, Minister legitimus, sacri ritus Ordinationis, locus, tempus vberrime pertractantur […] Lutetiae Parisiorum, Sumptibus Sebastiani Cramoisy, Typographi Regij ordinarij, via Jacobaea, sub Ciconiis, 1636. € 450 In-folio (360x215 mm), piena pergamena rigida su tavole in legno, dorso a cinque nervi con titoli manoscritti in inchiostro bruno al secondo scomparto, pp. [30], 1078 [in realtà, 1076], [68]. Frontespizio in rosso e nero con vignetta incisa in rame raffigurante emblemi dell’amore filiale e con il quarto comandamento a circondare la scena centrale, iniziali e fregi xilografici alle carte preliminari. Raro trattato storico-giuridico sulle norme che regolavano l’ordinazione e l’elezione dei membri del clero dall’antichità al XVII secolo. Alle norme vere e proprie dei disciplinari ecclesiastici, Hallier allega una precisa descrizione dei requisiti morali e sociali degli aspiranti prelati, della preparazione necessaria ad accedere all’ordinazione, nonché delle disposizioni d’animo più frequenti nell’approcciarsi alla scelta della vita clericale.Vengono infine elencati gli obblighi e le prerogative degli uomini di Chiesa. François Hallier (1595-1659) fu vescovo di Cavaillon (Francia) dal 1657. Appoggiò Blaise Pascal nella sua querelle contro i Gesuiti e il loro uso della casistica come mero strumento di interdizione e ricatto morale, e fu ringraziato dal filosofo francese che lo menzionò nella VII e XVII delle sue Lettres provinciales. Dorso tarlato, minori tracce d’uso ma nel complesso buon esemplare impresso su carta forte. Provenienza: Biblioteca Colonna. ICCU, IT\ICCU\RAVE\006105. Heinecke, Johann Gottlieb. Elementa Juris Civilis secundum ordinem Institutionum, Commoda Auditoribus methodo adornata. [...] Venetiis, Ex Typographia Balleoniana, 1749. € 300 In-12° (155x95 mm), legatura in cartonato, dorso ricoperto da carta colorata a mano con tassello cartaceo che contiene il nome dell’autore, il titolo dell’opera e il numero di volume manoscritti in inchiostro bruno, pp. xxiv, 600. Alcuni fregi e capilettera xilografici alle prime carte. Institutiones giustinianee. Nel medesimo periodo in cui si era dato avvio alla riorganizzazione del diritto nelle Pandette, Giustiniano chiese ai giuristi Treboniano, Teofilo e Doroteo di creare un manuale che riassumesse le voci del diritto romano ad uso degli studenti dell’impero.Tale testo, le Institutiones appunto, rimase nei secoli un punto di riferimento per la materia di grande chiarezza espositiva, e fu pertanto utilizzato dagli studiosi quali l’Heinecke, come scheletro su cui strutturare i propri commenti. Il diritto civile romano esposto dall’Heinecke secondo l’ordine delle Johann Gottlieb Heinecke, (Eisenberg, 1681-Halle, 1741; nome latinizzato Eineccius), professore di filosofia e di diritto a la Halle e a Francoforte, fu un giurista tedesco molto celebre, seguace della corrente giuridica detta “filosofica”, legata al pensiero di Thomasius e Pufendorf. Al contrario di coloro che consideravano la giurisprudenza come una serie di norme derivate e affinatesi a partire dalla consuetudine, l’Heinecke desiderava che fosse trattata come una scienza razionale, ascrivibile a una serie di principi a cui fare costantemente riferimento nell’attività di legiferazione e di commento dei codici. Legatura un poco stanca e tracce d’ossidazione, ma buon esemplare. Provenienza: Al recto del primo foglio di guardia, firma di possesso Crema Francisco 1810 vergata in inchiostro bruno e, al di sotto di essa, integrazione in inchiostro più scuro di Luzzara da mano diversa. ICCU, IT\ICCU\CAGE\005519, IT\ICCU\UBOE\038354, IT\ICCU\VIAE\ 006868 e IT\ICCU\CFIE\031982. Heinecke, Johann Gottlieb. Elementa Juris Germanici tum Veteris, tum Hodierni. Tomus primus [& Secundus]. Venetiis, Ex Typographia Balleoniana, 1751. € 350 2 volumi in-12° (150x95 mm), legatura in cartonato, dorso ricoperto da carta colorata a mano con tassello cartaceo che contiene il nome dell’autore, il titolo dell’opera e il numero di volume manoscritti in inchiostro bruno, pp. xlviii, 755, [1, bianca] al primo volume, pp. xxviii, 860 al secondo volume. Alcuni fregi e capilettera xilografici alle prime carte. Non Heinecke sul diritto civile germanico antico e moderno. La giurisprudenza tedesca viene fatta risalire agli usi scritti e non delle tribù barbare che popolavano la terra al nord delle Alpi al tempo dei romani. Le leggi germaniche vennero descritte nella Germania di Tacito, ma anche da Giulio Cesare, Pomponio Mela e Strabone, i quali evidenziarono somiglianze e differenze con le consuetudini romane. L’Heinecke parte quindi dall’antichità per risalire alle origini della giurisprudenza nazionale, e ripercorre in questo trattato gli sviluppi salienti avvenuti sino alla sua epoca. comune edizione del trattato di Johann Gottlieb Heinecke, (Eisenberg, 1681-Halle, 1741; nome latinizzato Eineccius), professore di filosofia e di diritto a la Halle e a Francoforte, fu un giurista tedesco molto celebre, seguace della corrente giuridica detta “filosofica”, legata al pensiero di Thomasius e Pufendorf. Al contrario di coloro che consideravano la giurisprudenza come una serie di norme derivate e affinatesi a partire dalla consuetudine, l’Heinecke desiderava che fosse trattata come una scienza razionale, ascrivibile a una serie di principi a cui fare costantemente riferimento nell’attività di legiferazione e di commento dei codici. Legatura un poco stanca, fioriture sparse; buon esemplare. Provenienza: Al recto del primo foglio di guardia, firma di possesso Crema Francisco 1810 vergata in inchiostro bruno. ICCU, IT\ICCU\RLZE\035872. Heinecke, Jo. Gottlieb. Historia Juris Civilis Romani, ac Germanici, qua utriusque origo et usus in Germania ex ipsis fontibus ostenditur […].Venetiis, Ex Typographia Balleoniana, 1742. € 250 In-12° (150x87 mm), legatura in pergamena rigida, tassello arancione al dorso con il nome dell’autore e il titolo dell’opera impressi in oro entro cornice decorativa dorata, cerniere a vista, tagli dorati, pp. xxxij, 612. Alcuni fregi xilografici alle prime carte, quattro tavole pieghevoli contenenti tabelle di alberi genealogici. Storia del diritto romano e tedesco ad opera dell’Heinecke, in cui si rintracciano nelle fonti classiche le origini di entrambi i diritti, le convergenze delle tradizioni e gli usi che di questa giurisprudenza si era fatto in passato e si faceva nel presente. Il testo riporta numerosi passi da autori latini e greci (in lingua) e fornisce l’etimologia di numerosi termini entrati poi a far parte del lessico forense. Johann Gottlieb Heinecke, (Eisenberg, 1681-Halle, 1741; nome latinizzato Eineccius), professore di filosofia e di diritto a la Halle e a Francoforte, fu un giurista tedesco molto celebre, seguace della corrente giuridica detta “filosofica”, legata al pensiero di Thomasius e Pufendorf. Al contrario di coloro che consideravano la giurisprudenza come una serie di norme derivate e affinatesi a partire dalla consuetudine, l’Heinecke desiderava che fosse trattata come una scienza razionale, ascrivibile a una serie di principi a cui fare costantemente riferimento nell’attività di legiferazione e di commento dei codici. Tracce diffuse di ossidazione dovute alla qualità della carta, alcune gore ai piatti, ma nel complesso buon esemplare. ICCU, IT\ICCU\MILE\007214. Heinecke, Jo. Gottlieb. Elementi di diritto civile romano secondo l’ordine delle Istituzioni di Giustiniano […] Nuova versione dal latino in italiano con note scelte. Napoli, dai Torchi del Tramater, 1831-33. € 150 2 volumi legati insieme in-8° (210x125 mm), mezza pergamena con angoli su carta marmorizzata, due tasselli al dorso con titoli e fregi dorati, tagli diversi a seconda dei volumi legati, spruzzati in inchiostro azzurro per il primo, colorati in giallo per il secondo, segnalibro in tessuto, pp. 335, [1], 267, [1]. Testo a fronte latino-italiano. Traduzione italiana, con testo latino a fronte, dello studio sul diritto romano dell’Heinecke, svolto seguendo l’ordine delle Institutiones di Giustiniano. La realizzazione di quest’opera, destinata agli studenti del diritto nel scuole dell’impero romano, fu affidata dall’imperatore ai giuristi Triboniano, Teofilo e Doroteo. Sebbene nel corso dei secoli essa fu utilizzata nei fori quale parte del Corpus Iuris Civilis e commentata da studiosi del calibro dell’Heinecke, in virtù della sua chiarezza e sistematicità essa non perse mai il suo carattere didattico e costituisce ancor oggi uno dei primi testi studiati da chi si approccia alla materia. Johann Gottlieb Heinecke, (Eisenberg, 1681-Halle, 1741; nome latinizzato Eineccius), professore di filosofia e di diritto a la Halle e a Francoforte, fu un giurista tedesco molto celebre, seguace della corrente giuridica detta “filosofica”, legata al pensiero di Thomasius e Pufendorf. Al contrario di coloro che consideravano la giurisprudenza come una serie di norme derivate e affinatesi a partire dalla consuetudine, l’Heinecke desiderava che fosse trattata come una scienza razionale, ascrivibile a una serie di principi a cui fare costantemente riferimento nell’attività di legiferazione e di commento dei codici. Alcune lievi fioriture e minori tracce d’uso; nel complesso, esemplare molto buono. Provenienza: Firma di possesso non chiaramente decifrabile al primo foglio di guardia. Una sola copia scompleta (solo primo volume) nelle biblioteche pubbliche italiane: ICCU, IT\ ICCU\RCA\0082889. Hulot, Henry ; Berthelot, Jean-François. Les Cinquante Livres du Digeste ou des Pandectes de l’Empereur Justinien. Metz, Behmer et Lamort, 1803-1804. € 650 6 volumi su 7 in-4° grande (265x215 mm), legatura editoriale in carta colorata azzurra, pp. 28, 597, [3, l’ultima bianca] al primo volume, pp. 603, [1] al secondo volume, pp. 552, [20] al terzo volume, pp. 607, [5, l’ultima bianca] al quarto volume, pp. 567, [9], al quinto volume, pp. 616, [4] al sesto volume. Esemplari in barbe. Prima fontamentale edizione integrale in francese del Digesto e delle Pandette. Henri Hulot intraprese per la prima volta la traduzione in francese del Corpus Iuris Civilis, la fonte del diritto romano, sperando di pubblicare nel 1764 le Institutiones: progetto che non ebbe mai luogo, per l’avversione dei suoi colleghi della Facoltà di Diritto dell’Università di Parigi. Soltanto a partire dal 1803 l’edizione vide la luce, grazie alla perseveranza di Behmer e Lamort. Henry Hulot (1732-1775) fu dottore di diritto laureatosi a Parigi. Esercitò brevemente la professione di avvocato, ma quando decise di occuparsi dello studio del diritto romano, fu radiato dall’albo per aver abbandonato la carriera. Dedicò la sua attività accademica alla traduzione del digesto, che non vide pubblicata mentre era in vita. Jean-François Berthelot (XVIII-XIX secolo) fu dottore di diritto aggregato alla medesima facoltà dell’Hulot, avvocato e consigliere parlamentare, consigliere reale per la giurisprudenza, nonché insegnante di diritto nella scuola centrale di Gard. La presente traduzione è tuttora utilizzata in Francia, tanto da essere scelta per l’opera istituzionale di messa in rete del Corpus, rintracciabile presso il sito internet http://www.histoiredudroit.fr/ corpus_iuris_civilis.html. Bellissimo esemplare, nella sua prima legatura e in barbe. ICCU, IT\ICCU\NAPE\000896 e IT\ICCU\RMRE\002735. Sole due copie nelle biblioteche pubbliche italiane (Napoli, Istituto di Storia Patria e Roma, IISS Leonardo da Vinci). Indiculus decretorum easdem res tractantium In Congregationibus Generalibus Societatis Iesu Confici iussus à Congregatione VIII. Decreto XIV. Editio Secunda auctior & emendatior. Romae, Typis Varesij, 1662. [legato con:] Epistola reuerendi p.n. generalis Mutij Vitelleschi ad patres, et fratres Societatis Iesu […] [dopo il 1656] [legato con:] Decreta congregationis octauae [-decimae] generalis [legato con:] Ordinatio pro studijs superioribus ex deputatione, quae de illis habita est in Congregatione nona generali. A R.P.N. Francisco Piccolomineo ad prouincias missa. Anno 1651 [legato con:] Decreta congregationis generalis vndecimae [legato con:] Canones Congregationis generalis octauae [-decimae] [legato con:] Canones Congregationis generalis vndecimae [legato con:] Instructio Pro administratione rerum temporalium collegiorum, ac domorum probationis Societatis Iesu [legato con:] Regulae, quae à patribus reuisoribus generalibus Romae in recognoscendis nostrorum libris, ac scriptis obseruandae sunt [legato con:] Deputatio pro ordinationibus non impressis recognouit, iuxtà congregationis octauæ præscriptum, censuras, & præcepta, generaliter hominibus societatis imposita. [Probabilmente tutti stampati a Roma, presso il Varesij, intorno alla metà del XVII secolo]. € 750 In-8° (147x100 mm), cartonato, pp. 93, [7, le ultime due bianche], 221, [1, bianca], 79, [9], 35, [1, bianca], 25, [5, l’ultima bianca], 18, [12, le ultime 4 bianche], 6, [2], 16, 8, 13, [3, bianche]. Alcune iniziali e fregi xilografici. Rara raccolta di 10 opere di materiale giuridico legato all’ordine dei Gesuiti, in particolar modo decreti e canoni emanati dalla congregazione intorno alla metà del XVII secolo.Attraverso le norme istituzionali e i decreti promulgati nel tempo, quest’edizione ricrea la struttura della congregazione fino all’assetto che essa aveva ai tempi della sua soppressione, quando era temuta per il suo potere nelle corti di tutta Europa. Fioriture diffuse alle carte e assenza di legatura; nel complesso, esemplare da studio di questo materiale molto raro. ICCU censisce separatamente tutti i testi contenuti in questo volume; i riferimenti dei testi in ordine di comparsa sono: IT\ICCU\BVEE\027812, IT\ICCU\BVEE\077788, IT\ ICCU\BVEE\077588, IT\ICCU\BVEE\077589, IT\ICCU\BVEE\077783, IT\ICCU\ UBOE\077098, IT\ICCU\NAPE\020670, IT\ICCU\RMLE\036398, IT\ICCU\ BVEE\077565, IT\ICCU\BVEE\077620. Institutio ordinandorum in quatuor partes distributa, atque illustriss. & reverendiss. d.d. Joanni Bragadeno patriarchae Venet. Dalmatiaeque primati &c. dicata […] Venetiis, cudit Dominicus Lovisa, 1763. € 250 In-8° (178x110 mm), piena pergamena rigida, tassello in pelle bordeaux al dorso con titoli e fregi dorati, tagli spruzzati in inchiostro rosso, pp. viij, 360. Manuale sulle istituzioni ecclesiastiche, composto ad uso di coloro che volevano prendere i voti e, per questo motivo, avessero bisogno di conoscere approfonditamente la struttura delle gerarchie ecclesiastiche e le funzioni a cui ogni carica, ordine o congregazione erano preposte. Affinché il contenuto del testo fosse facilmente memorizzabile, la materia fu strutturata per domande e risposte. Tra gli argomenti affrontati si trovano l’esorcismo e l’interdizione, la natura di cariche come il subdiaconato, le funzioni di un ostiario e consigli su quale sia l’età migliore per prendere i voti. L’ultima sezione dell’opera consiste nelle Rubricae Generales Missalis, un prontuario teoricopratico su come celebrare la messa e su quali formule e paramenti usare a seconda delle circostanze. Esemplare in ottimo stato. Una sola copie nelle biblioteche pubbliche italiane (cfr. ICCU, IT\ICCU\PUVE\024191). Justinianus (Accursius et alii ediderunt). Infortiatum, seu Pandectarum Iuris Civilis. Tomus Secundus Ex Pandectis Florentinis in lucem emissis, quoad eius fieri potuit repraesentatus: Commentarii Accursii Illustratus praeter Scholia Contii, & Paratitla Cuiacii: hinc accesserunt Notae eiusdem hactenus non editae, & ad Accursium Dionysii Gothofredi, I.C. in quibus observatae sunt Glossae similes, Contrariae, Improbatae […]. Lugduni (Lione), Sumptibus Petri Landry, 1612. € 3.000 In-folio grande (373x245 mm), legatura coeva in pelle di scrofa riccamente impressa a secco ai piatti, cantonali in ottone e borchie, fermagli in ottone, tagli colorati in blu, cc. [10], colonne 2092, pp. 39, [1, bianca]. Frontespizio in rosso e nero con la marca del Landry (un leone rampante e il motto De forti dulcedo) incisa in xilografia. Straordinario esemplare “museale” dell’Infortiatum, rarissimo da trovarsi in questo eccezionale stato di conservazione e nella sua legatura originale perfettamente conservata, comprese le parti metalliche. Rara e pregevole edizione lionese delle Pandette di Giustiniano (il secondo tomo), impressa dal Landry con il privilegio del Re di Francia. L’edizione è particolarmente pregiata per la presenza del commento del grande giurista Accursio, gli Scholia del Conti e i Paratitla del Cujacius (Jacques Cujas) e, stampate per la prima volta, le note del Gothofredus (Denis Godefroy). Le Pandette rappresentarono un capitolo fondamentale nella storia del diritto romano: fu l’imperatore Giustinano a commissionare a Treboniano quest’opera che voleva essere una semplificazione e un alleggerimento dell’immenso corpus delle leggi romane, che si erano stratificate fino a raggiungere proporzioni smisurate. Anche Dante, nella Divina Commedia, sottolinea l’importanza del lavoro di Treboniano, che “trasse dalle leggi il troppo e il vano”. Francesco Accursio (Impruneta, 1184–Bologna 1263), grandissimo giurista medievale fu autore di 97.000 glosse al Corpus Iuris Civilis (la cosiddetta Magna Glossa), e fu il maggiore esponente (assieme a Imerio) della scuola di Bologna, rinomata scuola di diritto che ebbe come pregio e obiettivo la ricostruzione del Corpus giustinianeo e la trasformazione del diritto in una disciplina universitaria autonoma, mentre prima era una costola del trivium e del quadrivium. Jacques Cujas (Tolosa, 1522-Bourges 1590) riscosse fama universale nelle maggiori università europee del tempo (Valencia,Torino, Parigi). Per un giudizio sul suo valore nel campo giuridico riportiamo le parole di Lando Landucci: “Ove egli lasciò la sua impronta ad altri fu arduo, spesso impossibile, segnarne una più profonda. Dopo lui niuno può essergli paragonato se non il Savigny. Anche oggi lo studioso non ricorre mai a lui invano”. Denis Godefroy (Parigi,1549–Heidelberg, 1621) fu fecondo scrittore in ogni ramo del diritto, nella storia e nella filologia. A lui si deve il titolo Corpus Iuris Civilis che apparve per la prima volta nell’edizione di Ginevra del 1583. Nessun esemplare presente nelle biblioteche italiane, che censiscono un’edizione lionese contemporanea stampata dal Rousselet (IT\ICCU\FOGE\023299). Justinianus. Imperatoris Justiniani institutionum libri quatuor. Adjecti sunt ex Digestis Tituli de verborum significatione, & de Regulis Juris […] Patavii, Typis Seminarii, Apud Ioannem Manfrè, 1754. € 220 In-12° (145x77 mm), legatura in cartonato color magenta, tassello cartaceo al dorso con titoli manoscritti in inchiostro bruno, pp. 262 [manca l’ultima, bianca]. Iniziali e fregi xilografici alle carte preliminari. Le Institutiones di Giustiniano in formato tascabile, ad uso dei giuristi, del professionisti del foro e degli studenti. Nel medesimo periodo in cui si era dato avvio alla riorganizzazione del diritto nelle Pandette, Giustiniano chiese ai giuristi Treboniano, Teofilo e Doroteo di creare un manuale che riassumesse le voci del diritto romano ad uso degli studenti dell’impero. Tale testo, le Institutiones appunto, rimase nei secoli un punto di riferimento per la materia di grande chiarezza espositiva, e fu pertanto utilizzato dagli studiosi più celebri del diritto come scheletro su cui strutturare i propri commenti. Seguono il testo due indici, nei quali si richiamano i termini utilizzati a livello specifico e i passi dove si possono trovare le definizioni delle regole basilari del diritto romano. Leggere abrasioni alla legatura e piccola lacuna al margine interno che compromette solo lievemente il testo; nel complesso, esemplare molto buono, in barbe. Solo 4 copie nelle biblioteche pubbliche italiane. ICCU, IT\ICCU\TO0E\045911. Lancellotti, Giovan Paolo. Institutiones Iuris Canonici, quibus ius Pontificium singulari methodo Libri Quatuor comprehenditur. Venetiis, Apud Iuntas, 1630. [legato con:] Lancellotti, Giovan Paolo. De comparatione iuris pontificii, et caesarei, ac utriusque interpretandi ratione, praelectio in rubricam ext. De testamentis. Venetiis, Apud Iuntas, 1630. € 350 In-4° (252x195 mm), legatura in pergamena semirigida, titolo dell’opera e nome dell’autore manoscritti al dorso, cerniere a vista, pp. [40, le ultime due bianche], 504. Frontespizio in rosso e nero, alcuni fregi e capilettera xilografici, testo circondato da un’ampia glossa tipografica alla maniera dei testi universitari. Le Institutiones iuris canonici nacquero nell’intenzione dell’autore come una sintesi ufficiale e definitiva di tutto il diritto a imitazione delle Institutiones di Giustiniano, delle quali riprendevano la suddivisione della materia in quattro libri. Nonostante non ricevette mai la sanzione ufficiale dal papato, ben presto l’opera acquisì autorevolezza testimoniata dall’edizione di numerosi commenti e ristampe e dalla ripetuta inserzione nelle pubblicazioni successive del Corpus Juris Canonici. Nella parte finale, quest’edizione include alcuni commentarii di giuristi perugini all’opera del Lancellotti e un ulteriore trattato dello stesso autore che compie il paragone tra il diritto romano e quello pontificio in materia di successione testamentaria. Giovan Paolo Lancellotti (1522-1590) fu un’eminente personalità culturale della città di Perugia, per la quale collaborò alla riforma degli statuti comunali (1562). Professore di diritto civile e canonico, scrisse anche le Institutionum iuris canonici commentarium (1560), il De comparatione iuris pontificii et caesarei (1574), il Regularum ex universo pontificio iure libri III (1587) e alcune opere canonistiche minori. Restauro datato al frontespizio, alcune lievi gore d’acqua e un naturale ingiallimento della carta, ma nel complesso esemplare molto buono. NUC pre-1956, v. 313, p. 588. R.L. Bruni-D.W. Evans, Italian 17th-century books, n. 2843. ICCU, IT\ICCU\VEAE\001504. Leone Magno (papa), Heptas Praesulum Christiana Sapientia et Facundia Clarissimorum […]. Parisiis Apud Iacobum Villey, via veteris fabulationis propè Pontem D. Michaëlis, sub signi Stellae, 1661. € 350 In-folio (368x230 mm), legatura in pergamena rigida, dorso a quattro nervi con titoli manoscritti in inchiostro bruno al secondo e terzo scomparto, tagli spruzzati in inchiostro rosso, pp. [12], 864, [34]. Frontespizio impresso in rosso e nero, testo su due colonne, alcune iniziali e fregi xilografici. Il pontificato di Leone Magno fu tra i più significativi dell’antichità cristiana (V secolo) in quanto concomitante alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente. La figura del vescovo di Roma acquisì la sua prominenza istituzionale rispetto a quelli delle sedi dislocate altrove tramite l’opera di Leone, il quale intevenne con forza e decisione nelle dispute non solo dogmatico-teologiche ma anche in quelle amministrativo-organizzative. A tal proposito oltre ai suoi sermoni e omelie, la presente edizione comprende le sue epistole decretali, inviate ai vescovi suoi coetanei con istruzioni dettagliate concernenti tutti gli aspetti del culto e della quotidianità ecclesiastica. Legatura macchiata e usurata al dorso, con perdita del primo scomparto, estese fioriture alle carte, nel complesso buon esemplare da studio. Non in ICCU, che recensisce l’edizione dello stesso anno stampata a Parigi presso François Piot (IT\ICCU\VIAE\037579). Leotardus, Honoratus. Liber singularis De Usuris, & contractibus usurariis coërcendis: in quo omnes ferè quaestiones ad tractatum eius quod interest & annuorum redituum, pertinentes, non vulgari ratione definitae continentur. […] cui novissime accessit Disputatio ejusdem authoris, sive Novus Tractatus De eo quod Jus Justinianeum de Usuris statuerit […]. Lugduni (Lione), Anissoniorum et Joannis Posuel, 1682. € 800 In-folio (356x220 mm), legatura in piena pergamena rigida, dorso a cinque nervi con nome dell’autore e titolo dell’opera vergati in inchiostro bruno al secondo scomparto, pp. [8], 644, [64], [4], 94, [14, l’ultima bianca]. Frontespizio in rosso e nero, alcuni fregi xilografici alle prime carte, testo su due colonne. Quarta edizione del trattato sull’usura del Lyotard, che costituisce uno studio storicotecnico sui contratti e le pratiche che, per la propria tipologia e il margine di interesse richiesto potessero essere definiti speculativi. Il testo, corredato da numerosi riferimenti alla giurisprudenza romana, venne ampliato dallo stesso autore con un trattato pubblicato per la prima volta in quest’edizione dedicato esplicitamente a ciò che nel corpus giustinianeo viene considerato come usura. Quella dell’interesse illecito fu una tematica di grande rilevanza durante tutto il Medioevo e il Rinascimento: in base a ciò che veniva definito usura dalla Chiesa, infatti, si potevano dichiarare falsi contratti civili e, in molte occasioni essa diventava un pretesto per esimersi dall’onorare i propri debiti, in particolare, nei confronti delle minoranze, come quella ebraica. Il Leotardo, personalmente, propugna un’opinione assolutamente radicale riguardo al prestito di denaro ad interesse, considerando coloro che lo praticano dei veri e propri assassini. Honoré Lyotard (m. 1650 ca.) fu un giureconsulto di fama e senatore a Nizza, autore di questa sola opera. Fioriture diffuse e legatura leggermente consunta ai margini; nel complesso buon esemplare. ICCU, IT\ICCU\RMSE\001302. Luccaberti, Bartolo (in realtà, Grandi, Guido). Nuova disamina della storia delle pandette pisane e di chi prima le rammentasse: come ancora d’altre incidenti questioni. Collo scioglimento delle difficoltà, opposte all’epistola De Pandectis, ed alle Vindicie del R.mo P. Abate Grandi da Bernardo Tanucci dottore da Stia. […] Parti IV. In Faenza nella Stampa dell’Archi Impress. Cam. e del S. Uf., 1730. € 350 In-4° (213x165 mm), legatura in mezza pergamena allumata su carta colorata a mano, tassello rosso al dorso con il nome dell’autore e il titolo dell’opera impressi in oro, pp. 368. Frontespizio in rosso e nero, alcune iniziali e fregi xilografici. Prima edizione di uno dei testi fondamentali sulla disputa intorno all’origine delle Pandette giustinianee. Il corpo del diritto romano fu recuperato fisicamente e filologicamente dopo l’anno 1000, a fronte dell’oblio occorso nei secoli alto-medievali. Durante il XVIII secolo, l’opinione comune degli studiosi era che il testo filologicamente corretto di tutte le edizioni circolanti delle Pandette derivasse dal codice pisano (poi trasferito a Firenze) che leggenda o storia vogliono fosse stato recuperato in occasione dell’assedio di Amalfi insieme a numerosi altri testi di diritto romano (1096). Tuttavia a quest’opinione si oppose l’abate Guido Grandi, docente di matematica all’università di Pisa, che nel 1726 pubblicò le sue ragioni nell’Epistola de Pandectis. Grandi fu a sua volta contraddetto dal collega Bernardo Tanucci, professore di diritto civile (1728) e ad egli rispose componendo il presente trattato sotto lo pseudonimo di Bartolo Luccaberti (cfr. Fabroni, Vitae Italorum Doctrina Excellentium, tomo VIII, p. 249). L’abate Guido Grandi (1671-1742), conosciuto anche come Bartolo Luccaberti o Diomedes Brava, fu un celebre matematico di nobili origini, insegnante di teologia e filosofia all’università di Pisa. Fu matematico del granduca Cosimo III de’ Medici ed ebbe modo di visitare Londra impressionando i suoi scienziati, che lo elessero membro della Royal Society. Le sue opere contribuirono alla diffusione della matematica di Leibnitz in Italia. Alcune gore d’acqua e tracce d’ossidazione alle prime carte; nel complesso ottimo esemplare su carta forte. ICCU, IT\ICCU\RAVE\010958. Lünig, Johann Christian. Codex Italiae Diplomaticus, Quo non solum Multifaria Investiturarum Literae, ab Augustissimis Romanorum Imperatoribus, Italiae Principibus & Proceribus concessae atque traditae; verum etiam Alia insignia varii generis Diplomata, tam edita, quam multa anecdota, Ipsos concernentia continentur. Francofurti & Lipsiae, Impensis Haeredum Lanckisianorum, 1725 (17261732-1735). € 3.000 4 volumi in-folio (350x205 mm), legature in piena pelle bazzana (talvolta lisa e con mende restaurate), dorso a sei nervi con decorazioni floreali impresse in oro agli scomparti, doppio tassello con titoli dorati, tagli fittamente spruzzati in inchiostro rosso, circa 600 pagine per ogni volume, numerate a colonne. Alcune iniziali e fregi xilografici alle carte preliminari. Antiporta allegorica incisa in rame da Johann Gottfried Krügner (1684-1769) al principio del primo volume, rappresentante la Germania vincitrice e reggente del Sacro Romano Impero, cui l’aquila bicipite reca le corone dei vari regni. Elegante e completa edizione del Codex Italiae Diplomaticus del Lünig, ovvero il compendio contenente tutti i trattati e documenti ufficiali rilevanti al fine di comprendere la storia politica e lo sviluppo delle diverse sovranità all’interno della politica italiana dall’Alto Medioevo sino al tempo del compilatore (XVIII secolo). Tra i documenti contenuti, si trovano volontà testamentarie dei sovrani italici, accordi politici frutto di trattative o di risvolti bellici, per terminare con una raccolta ricchissima di bolle e decreti pontifici utili a determinare il profilo diplomatico dello stato vaticano. Johann Christian Lünig (1662-1740) fu uno storico e giurista tedesco, commentatore e compilatore di testi di diritto incentrati sulle relazioni politiche degli stati europei. Lievi abrasioni alla legatura e ossidazione dell’inchiostro alle carte; nel complesso, esemplare molto buono. Provenienza: Firma di possesso vergata in inchiostro bruno a ciascuno dei fogli di guardia anteriori (cassata). ICCU, IT\ICCU\MILE\001648. Marescotti, Ercole. Variarum Resolutionum, Liber Primus, & Secundus. Inquibus selectiores Utriusque iuris materiae tàm beneficiales, quàm prophanae, quae apud omnia tribunalia frequentius in disputationem veniunt; necnon dubia, & quaestiones, [...] adducuntur […]. Romae, Ex Typographia, & Sumptibus Aegydii Spadae, 1614. € 500 Due volumi legati insieme in-folio (313x215 mm), legatura in pergamena con titoli manoscritti al dorso, piatti ricoperti da fogli di carta colorata a mano, tagli spruzzati in inchiostro rosso e blu, pp. [20], 224, [4], 307, [145]. Frontespizi in rosso e nero, stemma cardinalizio xilografico, manicule tipografiche ai margini del testo, numerosi fregi e iniziali incisi in legno lungo tutto il testo, disposto su due colonne. Rara prima edizione delle Resolutiones del giurista bolognese, che forniscono a giuristi, magistrati e studenti un repertorio casistico che spazia dal diritto della successione a quello dell’enfiteusi, dal diritto commerciale a quello privato. Ercole Marescotti (m. 1621) fu un celebre giureconsulto italiano, appartenente all’omonima famiglia nobile bolognese. Restauri datati alle prime carte e alcune bruniture, ma nel complesso bell’esemplare, fresco e pulito. Provenienza: Ai frontespizi, Ex Libris de Vincentij de Ravanis I.C. vergato in inchiostro bruno ai lati dello stemma. Fontana, pars I, col. 621. Manca a Sapori, che cita soltanto l’edizione veneziana del 1625 (I, 1784), unica opera del Marescotti presente nella raccolta. ICCU, IT\ICCU\MILE\005698. Marescotti, Ercole. Variarum Resolutionum, Liber Primus, & Secundus. In quibus utriusque iuris controversiae beneficiales, & prophanae in omnibus Tribunalibus, praesertim in Signatura Summi Pontificis, ac Sacro Rotae Romanae Auditorio, nec non nin Regio Consilio Neapolitano frequantius ventilatae, tractantur. […] Quibus accessit eiusdem eximii, et praeclarissimi Authoris liber Tertius nunc noviter in lucem editus. [...]. Venetiis, Apud Gervasium Anesium [al colophon: Ex Typographia Ioannis Salis], 1625. € 350 In-folio (311x218 mm), legatura in pergamena coeva, dorso a quattro nervi con titoli vergati in inchiostro bruno e carattere gotico lungo gli scomparti, pp. [12], 407, [1, bianca], [92], 118, [12, manca l’ultima carta, bianca]. Primo frontespizio in rosso e nero, iniziali xilografiche, testo su due colonne. Prima edizione definitiva delle Resolutiones del giurista bolognese, pubblicate per la prima volta a Roma nel 1614. Si tratta di un compendio di casi e sentenze ad uso dei magistrati e dei giuristi del foro ecclesiastico e civile. Per la prima volta in quest’edizione compare il libro terzo dell’opera, con gli ultimi casi trascritti e curati dal Marescotti prima della morte. Ercole Marescotti (m. 1621) fu un celebre giureconsulto italiano, appartenente all’omonima famiglia nobile bolognese. Una lacuna all’angolo inferiore esterno delle prime carte che in alcuni punti tocca il testo, altrimenti buon esemplare. Provenienza: Nota di possesso manoscritta e cassata al frontespizio. Manca a Fontana, che cita (pars I, col. 621) altre edizioni. Sapori, I, 1784. ICCU, IT\ICCU\ MILE\005381. Mascardi, Alderano. Communes I.V. Conclusiones ad Generalem Quorumcumque; Statutorum interpretationem accomodatae, ac omnibus tàm in iudicando, quàm in consulendo, & alijs in foro versantibus perutiles, ac necessariae [...]. Ferrariae, Apud Victorium Baldinum Typographum Cameralem, 1608. € 800 In-folio (294x205 mm), legatura in piena pergamena, dorso a tre nervi con titolo manoscritto, pp. [52], 414, [2, l’ultima bianca]. Frontespizio in rosso e nero con armi cardinalizie, iniziali e fregi xilografici alle carte preliminari. Prima edizione ferrarese: l’opera fu stampata contemporaneamente a Ferrara e a Venezia. Alderano Mascardi (1557-1607) fu un uomo di legge, fratello del celebre giureconsulto Giuseppe. Al contrario di entrambi i fratelli, Alderano scelse di dedicarsi agli studi giuridici senza prendere i voti. Svolse l’attività di giudice in cause civili e criminali nel territorio toscano ed emiliano sottomesso ai Doria di Genova, i quali lo raccomandarono per la carica di uditore della Rota di Lucca, incarico che mantenne dal 1602 al 1604, e della Rota bolognese, dal 1604 alla morte. Le Conclusiones contenute in questo volume sono il frutto della sua attività da uditore, e costituiscono un repertorio interpretativo degli statuti cittadini basato sulla consuetudine. La materia viene organizzata per temi, dove ogni trattazione è preceduta da un sommario dei punti discussi. Legatura integrata anticamente, lievi bruniture e fori di tarlo al margine interno, ma nel complesso buon esemplare su carta forte e pulita. Provenienza: Fitte annotazioni manoscritte vergate in inchiostro bruno al margine esterno di p. 263. Fontana, pars I, col. 633. Sapori, I, 1816 registra una copia scompleta (manca l’ultima carta con la marca tipografica). ICCU, IT\ICCU\MILE\007903. Mascardi, Giuseppe. Conclusiones omnium probationum, Quae in utroque Foro quotidie versantur, Iudicibus, Advocatis, Causidicis, omnibus [...] Quibus Canonicae, Civiles, Feudales, Criminales [...] Summarijs, ac Indice Conclusionum in principio Operis, rerum, sententiarumque magis selectarum locupletissimo in calce totius Operis adiecto ornatae. Augustae Taurinorum, Apud Haeredes Io. Dominici Tarini, (1623)-1624. [unito con:] Ricci, Aloisio-Nigro Bartolomeo. Additiones Doctissimae, ac Utilissimae DD Io. Aloysii Ricii Canonici Neap. & Bartholomaei Nigri ex Arce Hannoni Iurisprudentiae candidati,Ad Iosephum Mascardum De Probationis. Nunc primum in lucem editae. Augustae Taurinorum, Apud HH. Io. Dominici Tarini, 1624. € 1500 3 grandi volumi in-folio (355x243 mm), legatura in pergamena coeva con dorso a quattro nervi e titolo manoscritto, titolo e nome dell’autore vergati in inchiostro bruno al taglio inferiore, cc. [12], 421, [1, bianca] al primo volume, cc. 436 al secondo volume e cc. 170, [136, Index], [2], 33, [1, bianca], 40, 10 al terzo volume. Frontespizio in rosso e nero, testo su due colonne, capilettera xilografici. Rara edizione delle Conclusiones del Mascardi, aumentata - rispetto a quella dello Zenari (1584) - della Prima edizione delle Additiones di Aloisio Ricci e Bartolomeo Nigro alla fine dell’Index contenuto nel terzo volume, e recanti un frontespizio indipendente. Poderosa opera che esamina con eccezionale ampiezza la materia delle probationes, con abbondanza di materiale procedurale, in relazione al diritto canonico, civile, feudale, criminale, etc. con annotazioni e citazioni erudite di tutta la materia. Giuseppe Mascardi, protonotario apostolico e vescovo di Ajaccio, è celebre soprattutto per questa sua opera, che fu apprezzata anche da Leibniz. Giovanni Luigi Ricci, alla latina Iohannes Aloysius Riccius (1570-1643) fu un membro della nobile famiglia napoletana dei Riccio, o Rizzo. Divenne canonico della cattedrale di Napoli e vescovo di Vico Equense. Alcune bruniture e lievi segni di tarlo marginali che non intaccano il testo; salvo ciò, bell’esemplare. Provenienza: Alcuni timbri della Biblioteca Salesiana di Abano e dell’Istituto Salesiano di Trento. Manca al Fontana, che cita altre edizioni. Manca a Sapori, che cita (I, 1818) l’edizione del 158488. ICCU, IT\ICCU\UBOE\003096 e IT\ICCU\RLZE\030596. Matteucci, Agostino. Officialis Curiae Ecclesiasticae. Ad Praxim pro Foro Ecclesiastico, tum Saeculari, tum Regulari, utiliter aptatus, ac Summorum Pontificum Litteris, Oecumenicorum Conciliorum Decretis, Sacrorum Canonum Statutis, necnon recentioribus Sacrarum Congregationum Rescriptis opportunè instructus. [...].Venetiis, Ex Typographia Balleoniana, 1760. € 230 In-4° (226x165 mm), legatura coeva in pergamena rigida con cartiglio e titolo manoscritti al dorso, pp. viii, 487, [1, bianca]. Prima edizione. Trattato sulla prassi forense del diritto ecclesiastico applicabile sia ai clerici secolari, che ai regolari. Il diritto canonico, infatti, prevedeva che gli obblighi e le sanzioni fossero diverse a seconda che essi riguardassero gli ecclesiastici che vivevano nella comunità civile occupandosi delle parrocchie (clero secolare) o che appartenessero agli ordini monastici e vivessero nei conventi (clero regolare). A sostegno delle norme introdotte, il testo include decretali pontificie, statuti canonici e delle sacre congregazioni e un apparato di commento del medesimo compilatore. Agostino Matteucci, vissuto a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, fu un frate francescano esperto di diritto e laureato in teologia. Divenne segretario della curia romana. Ottimo esemplare. Manca a Sapori, che non registra nessuna opera del Matteucci. ICCU, IT\ICCU\RLZE\019142. Ménage, Gilles. Juris civilis amœnitates […] cum præfatione Joannis Guilielmi Hoffmanni et indicibus necessariis. Neapoli, apud Vincentium Orsino, Sumptibus Joseph Mariae Porcelli, 1779. € 260 In-8° (195x120 mm), legatura in mezza pelle su carta colorata a mano, nome dell’autore e titolo dell’opera e decorazioni floreali impressi in oro al dorso, tagli spruzzati in inchiostro rosso, pp. 44, 356. Alcuni fregi xilografici. Manca il ritratto del principe Ignazio II, carta che dovrebbe trovarsi di seguito al frontespizio. Le amenità del diritto civile romano, riunite dall’erudito tardorinascimentale francese Gilles Ménages e introdotte dal giurista tedesco Johann Wilhelm Hoffmann (1710-1739). Questa singolare raccolta riunisce per il diletto dei giuristi aneddoti, rettifiche ed etimologie di nomi propri e comuni legati all’ambito della giurisprudenza antica. Gilles Ménages (1613-1693, nome latinizzato Aegidius Menagius) nacque in una famiglia avvezza agli studi di diritto, tanto che il padre Guillaume fu avvocato del re di Francia ad Angers. Intraprese la carriera ecclesiastica invece di quella forense e coltivò interessi che spaziavano dalla linguistica alla letteratura. Fu membro dell’Académie Française e dell’Accademia della Crusca: si ricorda per aver composto i primi vocabolari etimologici della lingua francese e italiana. Manca il ritratto; fioriture alle carte, alcune lacune al dorso e legatura dei fascicoli parzialmente allentata al termine del volume. Nel complesso, esemplare da studio. Provenienza: Al frontespizio, timbro di possesso della Biblioteca Storico-Francescana «P. Benvenuto Bughetti» SS. Annunziata – Bologna. ICCU, IT\ICCU\FOGE\008261 e IT\ICCU\RMSE\002619. Merlini, Mercuriale. De Pignoribus et Hypothecis Tractatus Absolutissimus […] Una cum decisionibus magistralibus Sacrae Rotae Romanae hactenus non impressis in eodem relatis; In quo omnes propèmodum casus, qui in controversiam vocati possunt summo studio […].Venetiis, Apud Hæredes Francisci Baba, 1661. [unito a:] Merlini, Mercuriale. Decisiones Sacræ Rotæ Romanæ In Tractatu de Pignoribus, & Hypothecis […]. [Venetiis, Apud Hæredes Francisci Baba, 1661]. € 700 In-folio (340x235 mm), legatura in cartonato editoriale, titolo dell’opera e nome dell’autore vergati al dorso in inchiostro bruno, cerniere a vista, pp. [84], 627 [in realtà, 619], [1, bianca], 226, [26, l’ultima bianca]. Esemplare in barbe, primo frontespizio in rosso e nero, fregi xilografici alle prime carte. Fondamentale trattato sui pignoramenti e le ipoteche, prodotto a Venezia nel 1661 da una cordata di tipografi, che comprendeva gli eredi di Baba, Combi & Lanou e Nicolò Pezzana. Oltre alla descrizione puntuale delle norme del diritto commerciale che regolamentano la materia fallimentare e creditizia, il Merlini allegò al testo le decisiones della Sacra Rota Romana che potessero fungere da repertorio casistico adeguato al settore. Mercuriale Merlini (1597-1657) fu un giureconsulto appartenente al patriziato di Forlì. Scrisse numerosi trattati di argomento giuridico; tra i più celebri, il De legitima Tractatus. Per un errore di numerazione nelle fasi preliminari della stampa, dopo p. 455 si passa a p. 466, senza alcuna lacuna di testo; i numeri di pagina 588 e 589, al contrario, si ripetono nella paginazione. Sporadiche, lievi gore d’acqua ai margini, ma nel complesso ottimo esemplare in barbe nel suo cartonato originale. ICCU, IT\ICCU\SBLE\011341. Merlini, Mercuriale. De Legitima Tractatus Absolutissimus […]. Genevae (Ginevra), Sumptibus Samuelis Chouët, 1665. [unito a:] Merlini, Mercuriale. Decisiones Sacræ Rotæ Romanæ In Tractatu de Legitima […]. (Genevae, Sumptibus Samuelis Chouët, 1665). € 750 In-folio (338x208 mm), legatura in piena pergamena rigida, dorso a quattro nervi, nome dell’autore e titolo dell’opera vergati in inchiostro bruno al primo scomparto e al taglio inferiore, pp. [72, le ultime tre bianche], 584, 322, [38, l’ultima bianca]. La numerazione salta da p. 124 a p. 133 per un errore in fase di composizione. Frontespizio in rosso e nero, iniziali e fregi xilografici alle carte preliminari, testo su due colonne. Interessante trattato tardo rinascimentale di diritto della successione, incentrato “legittima”. Ad esso si allegano numerose decisiones della Sacra Rota Romana che riguardano casi giuridici di particolare interesse per l’argomento in questione. sulla procedura della Mercuriale Merlini (1597-1657) fu un giureconsulto appartenente al patriziato di Forlì. Scrisse numerosi trattati di argomento giuridico; tra i più celebri, il De pignoribus et hypothecis. Gore e fioriture alle carte. Provenienza: Alcune manicule e tratti di penna vergati in inchiostro bruno ai margini delle pagine. ICCU alla voce IT\ICCU\BA1E\014351 censisce un solo esemplare in Italia all’apparenza identico al presente, tranne che per l’attibuzione al tipografo Pierre Chouët al posto che a Samuel. Micalori, Biagio. Tractatus de fratribus […] In tres partes divisus. In quarum prima tractatur de fratribus vivente patre; In Secunda de fratribus post mortem patris simul habitantibus; In Tertia, & ultima ponuntur varia de fratribus miscellanea. Capitulorum, ac rerum memorabilium duplici indice annexo. Venetiis (Venezia), Apud Guerilios, 1647. € 400 In-folio (320x221 mm), legatura in piena pergamena coeva, titoli e fregio vergati in inchiostro bruno al secondo e terzo scomparto, dorso a quattro nervi, pp. [12], 420, [46]. Marca allegorica al frontespizio con Cristo Salvator mundi in piedi benedicente, nella mano sinistra il globo sormontato da una croce, in cornice figurata.Testatine e iniziali xilografiche, testo su due colonne, carattere romano e corsivo. Prima edizione di questo celebre trattato del giurista urbinate, che conobbe varie ristampe e che costituisce «l’autorità par excellence in tema di comunioni o di divisione» (Gino Gorla). Inconsueta opera sul diritto di famiglia.Nella prima parte vengono sviluppate le problematiche legali concernenti i fratelli durante la vita del patre, nella seconda l’attenzione è posta sui rapporti intercorrenti tra gli stessi alla sua morte, e nell’ultima si riassumono situazioni legali disparate di diritti e di doveri in cui si possono trovare i fratelli. L’indice alfabetico dei riferimenti posto alla fine del testo facilita l’uso pratico di questo manuale. Biagio Micalori (XVII secolo), nacque ad Urbino e là divenne giudice ordinario della Sacra Rota. Legatura stanca e leggermente macchiata, abrasa ai bordi dei piatti e al dorso, gore d’acqua; nel complesso, discreto esemplare. Provenienza: Firma di possesso Ad usum (?) de Julijs vergata in inchiostro bruno al frontespizio. Fontana, pars I, col. 672. Manca a Sapori, che registra soltanto un’edizione settecentesca (I, 1917). Bonfanti, Diritto Commerciale. Le Fonti, Milano 1996, p. 38. ICCU, IT\ICCU\RLZE\009091 e IT\ICCU\MILE\008721. Milone, Filippo. Schema del corso di Storia del Diritto Romano dettato nella Regia Università di Napoli. Quarta Edizione. Napoli, Stabilimento Tipografico Michele d’Auria, 1907. € 70 In-4° (225x160 mm), legatura in mezza tela coeva e carta varese, titoli e impressioni a secco al dorso, pp. 280, [2]. Quarta edizione del fortunato corso di Storia del Diritto Romano del quale Ferdinando Milone tenne la cattedra all’Università di Napoli. Il testo, ad uso esclusivo degli studenti, fu progettato per maggior chiarezza in modo da contenere solo le teorie giuridiche con i commenti degli autori antichi di riferimento, scevro dalle numerosi esegesi dei giuristi accumulatesi nel corso dei secoli. Fa riferimento alla costituzione dello stato romano nei periodi regio, repubblicano e imperiale, alle fonti del diritto e al procedimento penale, per terminare con la trattazione della giurisprudenza civile e privata. Ferdinando Milone (XIX-XX secolo) fu prima libero docente e poi professore di dirittto romano presso l’università di Napoli.Tra gli italiani, fu membro di rilievo della scuola storica del diritto fondata da Friedrich Karl von Savigny. Leggere ingialliture, ma buon esemplare. Provenienza: Firma di possesso di difficile interpretazione al frontespizio. ICCU, IT\ICCU\UBO\0041642. Solo quattro copie nelle biblioteche pubbliche italiane. Monacelli, Francesco; Monacelli, Giovanni Battista. Formularium legale practicum fori ecclesiastici: Cum appendice plurium constitutionum apostolicarum & decretorum Sacrarum Congregationum atque instructione pro visitantibus in fine operis adjectis.Venetiis, Ex Typographia Balleoniana, 1732. € 600 4 volumi in-4°, legatura in piena pergamena all’olandese, tassello in pelle bordeaux o bruna con titoli dorati al dorso, tagli spruzzati in inchiostro rosso e blu, pp. [72], 531, [1] al primo volume, pp. [56], 528 [in realtà 522], [20] al secondo, pp. [6], 336 al terzo e pp. [48], 372, [1] al quarto. Frontespizio in rosso e nero, alcuni fregi e iniziali xilografiche. Formulario legale per il foro ecclesiastico, ovvero testo pratico di diritto canonico ad uso dei giuristi. Il testo è diviso in quattro tomi che trattano approfonditamente la normativa ecclesiastica fornendo non solo il corpus di riferimento, ma anche la giurisprudenza relativa a casi specifici, norme di procedura processuale, le decisioni della Sacra Rota Romana e delle Sacre Congregazioni. Il quarto tomo, postumo e perciò curato da Giovanni Battista Monacelli, nipote di Francesco, integra la raccolta con ulteriori analisi di pratiche dibattute presso i tribunali delle Sacre Congregazioni e allega le osservazioni di carattere legale dello stesso. Francesco Monacelli (XVIII-XIX secolo), fu un prelato esperto di diritto canonico, celebre grazie alla pubblicazione del Formulario. Protonotario apostolico di Gubbio, era stato vicario generale delle chiese di Venosa e di Iesi. Tracce di umidità ai contropiatti e occasionale ossidazione alle carte; nel complesso, buon esemplare. Provenienza: Nota manoscritta in calce al frontespizio f A. B. an: 1732 vergata in inchiostro bruno. ICCU, IT\ICCU\RLZE\014935. l’esemplare dei conti di Massol con le loro armi impresse in oro ai piatti Novarini, Luigi. Adagia formulaeque proverbiales, Ex Sanctorum Patrum, Ecclesiasticorumque Scriptorum Monumentis accuratè promptae; quae explicantur, illustranturque Additis, ut res exigerbat, vitiis evellendis, virtutibus implantandis, Excursibus, Ethologicis, & moribus expoliendis, insertis salubris monitis [...]. Veronae, Typis Merulanis, 1651. € 1500 2 volumi in-4° (354x220 mm), legatura in piena pelle coeva con armi e cornice a filetto semplice impresse in oro ai piatti, pp. [12], 636, [132, l’ultima carta è bianca] al primo volume, pp. [4], 648, [132, l’ultima bianca] al secondo volume. Frontespizio in rosso e nero al primo volume, iniziali e fregi xilografici, testo su due colonne. Non comune raccolta di Adagia e formule entrate nell’uso proverbiale, tratte dagli antichi autori e dagli scrittori di cose ecclesiastiche. Molto ricca è la sezione dedicata ai proverbi legati alla giustizia e al diritto. Luigi Novarini (XVI-XVII secolo) fu un chierico veronese. Ottimo esemplare. Provenienza: Armi dei conti di Massol raffigurante l’aquila bicipite, concessa alla famiglia con privilegio dell’Imperatore Massimiliano I d’Austria nel 1502. Manca a Sapori, che non registra nessuna opera del Novarini. ICCU, IT\ICCU\RLZE\017890 e IT\ICCU\VEAE\003038. Oinotomos, Ioannes. In quatuor Institutionum Imperialium Iustiniani Imp. Libros, Commentarij. Nunc primum, tum iussu superiorum, tum ex eorum mente castigati, ac emendati prodeunt. […] Venetiis, Apud Pezzana, 1666. € 600 In-folio (337x235 mm), legatura in cartonato, titoli manoscritti in scrittura corsiva al dorso, cerniere a vista, pp. [4], 608, [52, l’ultima bianca]. Frontespizio in rosso e nero, bella marca tipografica al frontespizio raffigurante il giglio, iniziali e fregi xilografici, testo su due colonne. Prima edizione veneziana del celebre commentario alle Institutiones di Giustiniano ad opera di Ioannes Oinotomos (Johann Shneidewein), stampato per la prima volta nel 1573 e riedito circa ottanta volte nel giro di due secoli. Il testo, realizzato seguendo l’insegnamento del maestro umanista Filippo Melantone (1497-1560), glossa le Institutiones di Giustiniano secondo i precetti della scuola giuridica tedesca del Rinascimento. Johann Shneidewein (1519-1568; nella forma ellenizzata, Oinotomos), fu un celebre giurista tedesco, vicino a Martin Luther del quale era stato alunno a Wittenberg. Seguì il maestro per tutta la vita e ottenne importanti incarichi accademici e politici presso gli elettori tedeschi protestanti. Ritenne falsa la donazione di Costantino e di conseguenza illegittimo il potere temporale del papato romano. Ottimo esemplare con barbe e nella sua prima legatura. ICCU, IT\ICCU\TO0E\021178 e IT\ICCU\RMSE\067578. Otto, Everard. Papinianus, sive de vita, studiis, scriptis, moribus et morte Aemilii Papiniani, Jurisconsultorum coryphaei, diatriba. Lugduni Batavorum, Apud Samuelem Luchtmans, 1718. € 280 In-8° (150x86 mm), legatura in pergamena rigida moderna, tagli originariamente colorati in rosso, pp. [16], 439, [25, le ultime due bianche]. Alcuni fregi e iniziali xilografiche alle prime carte. La vita e l’opera di Aemilius Papinianus, il più insigne giurista dell’età classica, riprese e approfondite da Everard Otto. La figura di Papinianus (metà del II secolo-ca. 212) influenzò il diritto romano a partire dalla sua opera di consigliere e prefetto del pretorio sotto Settimio Severo. Dopo la sua uccisione, probabilmente ordinata da Caracalla per il rifiuto di difendere il suo fratricidio di fronte al senato, i suoi libri di questiones, responsa e definitiones ebbero larga fama: furono inseriti nel Corpus Iuris Civilis e nella cosiddetta “legge delle citazioni” di Teodosio II e Valentiniano III, che prevedeva che le sue opinioni avessero valore giuridico nei tribunali dell’impero. Everard Otto (1685-1756) fu un prolifico giurista tedesco, docente di diritto presso le università di Duisburg e Utrecht. Scrisse numerosi trattati sul diritto civile, romano e sulla storia latina; tra gli altri una biografia del giureconsulto romano Servio Sulpizio Rufo (1737), il Thesaurus juris Romani continens rariora meliorum interpretum opuscula (1725-1729) e Sam. Pufendorfius de officio hominis et civis cum eius annotationibus (1737). Naturale brunitura della carta, ma nel complesso esemplare molto buono. Provenienza: Firma di possesso vergata in inchiostro bruno al margine superiore del frontespizio, N.J.D. Kermedij (?). ICCU, IT\ICCU\TSAE\012577. Otto, Everard. De Ædilibus Coloniarum et Municipiorum Liber Singularis. In quo pleraque, ad veterem Politiam municipalem pertinentia, explicantur. Editio secunda. Trajecti ad Rhenum (Utrecht), Apud Joh. Serv. Bosch, 1732. € 250 In-8° grande (198x120 mm), legatura in pergamena rigida, nome dell’autore e titolo dell’opera impressi in oro al dorso entro cornice decorativa dorata, cerniere a vista, tagli spruzzati in inchiostro rosso e blu, segnalibro in tessuto verde, pp. [16], pp. 507, [13]. Frontespizio in rosso e nero con vignetta numismatica incisa in rame, alcune iniziali incise alle carte preliminari. Seconda edizione del trattato di Everard Otto stampato per la prima volta nel 1713. Si tratta di uno studio storico-giuridico sulle competenze degli Edili, veri e propri funzionari dell’Impero Romano con compiti giudiziari e di polizia urbana. Il giurista tedesco si sofferma sulle loro competenze nei municipi e nelle colonie romane, ovvero nei territori della penisola italiana considerati a tutti gli effetti parte di Roma, i cui abitanti godevano appieno del diritto di cittadinanza. Everard Otto (1685-1756) fu un prolifico giurista tedesco, docente di diritto presso le università di Duisburg e Utrecht. Scrisse numerosi trattati sul diritto civile, romano e sulla storia latina; tra gli altri una biografia del giureconsulto romano Servio Sulpizio Rufo (1737), il Thesaurus juris Romani continens rariora meliorum interpretum opuscula (1725-1729) e Sam. Pufendorfius de officio hominis et civis cum eius annotationibus (1737). Tracce di foxing e ossidazione alle carte, ma nel complesso buon esemplare. ICCU, IT\ICCU\SBLE\016816. Pailliet, Jean Baptiste Joseph. Manuel de droit civil commercial et criminal, mise en rapport avec la legislation et la jurisprudence de Belgique. Bruxelles, Librairie de Jurisprudence di H. Tarlier, 1833. € 120 Due volumi in-4° (238x154 mm), legatura in mezza pelle su carta marmorizzata, quattro nervi al dorso con fregi e titoli dorati, tagli colorati in inchiostro giallo, pp. [4], 282, [4],VIII, 132,VII, [1, bianca], 108, 116, IV, 116, 4 al primo tomo, pp. [4], XXX, LXIV, 719, [1, bianca], XV, [3] al secondo. Testo su due colonne. Manuale di diritto civile, penale e commerciale francese con le relative procedure processuali. Al testo francese sono allegati anche una storia del diritto dall’età romana al 1830 e la costituzione del Belgio, con le sue caratteristiche specifiche in termini di successione e legge elettorale. Jean Baptiste Joseph Pailliet (1789-1861) fu avvocato alla Reale Corte d’Orléans. Scrisse numerosi trattati giuridici, in particolare nel ramo del diritto civile. Legatura usurata ai piatti e ai margini, piccola lacuna alla cuffia del secondo tomo, ossidazioni diffuse con diversa intensità alle carte; nel complesso discreto esemplare. In ICCU non figura l’intera edizione: si censisce ogni tomo singolarmente, ritenendola cosa a sé. Il primo tomo, peraltro estremamente raro (presente solo nella biblioteca Sagarriga ViscontiVolpi nei pressi di Bari), figura come IT\ICCU\BA1\0016213, il secondo, (presente in 4 sole biblioteche italiane, a Milano, a Voghera e a Roma) come IT\ICCU\PUV\0443078 e IT\ ICCU \LO1\0914667. Passerini, Pietro Maria. Regulare Tribunal seu Praxis Formandi Processus nedum in Foro Regularium sed etiam Secularium. Romae, Sumptibus Angeli Nicolai Tinassij, 1677. € 400 In-folio (308x205 mm), legatura coeva in pergamena rigida, dorso a cinque nervi con tassello e titolo in oro al secondo scomparto, cc. [6], pp. 556 [in realtà, 564]. Stemma cardinalizio inciso in legno al frontespizio, alcuni fregi e iniziali abitate di pregevole fattura alle carte preliminari. Prima edizione di questa fondamentale opera sul modo di istruire i processi, sia in ambito di diritto civile che per quanto riguarda il foro ecclesiastico. Il Passerini non tralascia alcun elemento: dedica ampio spazio al ruolo dei testimoni e ai criteri per la loro ammissibilità, alle competenze e alle facoltà dei giudici ed esamina le circostanze in cui sia ammissibile la tortura dell’imputato affinché rilasci una confessione. Leggere bruniture, ma buon esemplare. Pietro Maria Passerini (ca. 1595-1677) fu procuratore generale dell’ordine domenicano e scrisse numerosi trattati teologici, oltre che giuridici. Fu lettore presso l’università romana de la Sapienza. Fontana, pars II, col. 65. Sapori, I, 2256. ICCU, IT\ICCU\RMGE\000868. Pereira De Castro, Gabriel. Gabrielis Pereirae De Castro, ex Senatoribus Supremi Lusitaniae Senatus [...] Tractatus De Manu Regia, Pars Prima [et altera]. Editio Novissima, infinitis penè mendis, quibus scatebat, ad amussim expurgata. Lugduni, Sumptibus Claudii Bourgeat, sub Signo Mercurij Galli, 1673. € 1.200 2 parti rilegate in un volume in-folio (357x220 mm), legatura in piena pergamena, dorso a cinque nervi con titolo manoscritto, cc. [4], pp. 44, 450, cc. [2], pp. 418, c. [1, bianca]. Frontespizi in rosso e nero, graziose iniziali e fregi xilografici, testo su due colonne. Bella marca tipografica con Mercurio incisa in rame ripetuta ai due frontespizi; grande incisione araldica al recto della c. [3] del primo volume. Seconda edizione aumentata di questo fondamentale trattato per la legislazione del Portogallo, pubblicato per la prima volta a Lisbona nel 1622. Si tratta di una compilazione che raccoglie tutte le facoltà reali nelle decisioni giuridiche portoghesi, definendo con precisione quali erano le prerogative del sovrano anche sugli uomini di chiesa. Il trattato ebbe un’importanza storica notevole, in quanto fu chiamato in causa durante il periodo precedente alla cacciata dei gesuiti dal Portogallo quale testo di riferimento per sancire la legittimità del provvedimento. Gabriel Pereira de Castro (1571-1632) fu un erudito portoghese che insegnò presso la celebre università di Coimbra. Tra le sue pubblicazioni si ricordano un altro trattato di natura giuridica, Monomachia sobre as concordias que fizeram os reis com os prelados de Portugal (1738, postumo) e un poema eroico in ottave, Ulisseia ou Lisboa edificada (1636, anch’esso postumo). Alcune bruniture e ossidazioni diffuse, ma nel complesso discreto esemplare. Provenienza: Ex-libris manoscritto (cassato) al frontespizio. Fontana, pars II, col. 79. Manca a Sapori, che registra l’edizione del 1698 (I, 2301). ICCU, IT\ ICCU\UM1E\008032 e IT\ICCU\RLZE\030374. Perez, Antonio. Praelectiones in duodecim Libros Codicis Justiniani Imp. Quibus Leges omnses & Authenticae perpetua serie explicantur, mores hodierni inferuntur, & quid sit Iuris Antiqui Novi, & Novissimi, enodatur, & breviter exponitur [...]. Amstelodami, Apud Ludovicum Elzevirium, 1653. € 1.000 In-folio (370x230 mm), elegante legatura in piena pergamena coeva ivoire (con alcune macchie e tracce d’uso) con cartiglio impresso a secco ai piatti, doppia cornice impressa a secco, dorso a sei nervi con titolo manoscritto, tagli spruzzati in inchiostro blu, pp. [12], 968, [44]. Frontespizio e pagina della censura in rosso e nero, iniziali e fregi xilografici alle carte preliminari, testo su due colonne. Prima edizione elzeviriana e terza edizione assoluta del commentario al Codex Iuris Civilis di Antonio Perez, stampato per la prima volta nel 1626. Di norma quest’edizione viene considerata una delle più belle impressioni dell’Elzevier, che stampò altre due volte la stessa opera, ma solo in formato in-quarto. Antonio Perez (1583-1673) fu un giurista e militare spagnolo, che insegnò a lungo in Belgio, all’università gesuita di Lovanio. I suoi commenti sul corpus giustinianeo si distinguono per le lucide considerazioni che il giurista apporta alla storia legale della Spagna, della Germania, della Francia e, ovviamente, dei Paesi Bassi. Alcune macchie alla legatura; nel complesso ottimo ed elegante esemplare. Dekkers pp. 132 /6. Brants Bio. Nat. XVII, 11.Willems 1164. ICCU, IT\ICCU\UM1E\008136. Perez, Antonio. Praelectiones in duodecim Libros Codicis Justiniani Imp. [...] Editio novissima ad exemplarium veterum formam exacta […] cui accedunt Commentarius in quinque et viginti Digestorum Libros, Institutiones Imperiales […].Venetiis, Excudebat Petrus Valvasensis, 1773. € 250 Uno su tre volumi in-folio (370x230 mm), legatura in piena pergamena con titoli impressi in oro al dorso entro tassello arancione, pp. xij (le pp. vj e vij, che avrebbero dovuto contenere la prima parte dell’indice sono bianche, probabilmente ab origine), 376. Frontespizio in rosso e nero, alcune iniziali xilografiche alle carte preliminari. Primo volume del commento di Antonio Perez al Codex Iuris Civilis, al Digestum, alle Institutiones del diritto romano. L’intento dell’opera era quello di riunire in un solo volume tutti i testi giuridici pervenuti dall’antichità classica e dalla tradizione medievale, per farne un commento puntuale e comparativo. Antonio Perez (1583-1673) fu un giurista e militare spagnolo, che insegnò a lungo in Belgio, all’università gesuita di Lovanio. I suoi commenti sul corpus giustinianeo si distinguono per le lucide considerazioni che il giurista apporta alla storia legale della Spagna, della Germania, della Francia e, ovviamente, dei Paesi Bassi. Alcune tracce d’uso e trascurabili macchie alla legatura, ma nel complesso bell’esemplare pulito. Provenienza:Tassello cartaceo all’ultimo contropiatto con segnatura, segno dell’appartenenza in passato a una biblioteca pubblica o privata. ICCU, IT\ICCU\RAVE\007892. Pignatelli, Jacopo. Iacobi Pignatelli Consultationum Canonicarum Pro publico usu quotidiano Tomus Secundus ac Tertius [...] In quibus Praecipuae Controversiae De ijs, quae ad Sanctorum Canonizationem, ac sacros Ritus, Ad S. Concilium Tridentinum, Ad Episcopos & Regulares, Ad Immunitatem, Libertatem, ac Iurisdictionem ecclesiasticam potissimum spectant [...]. Romae, Typis Iosephi Corvi, 1675. € 280 2 tomi (su dieci) legati in un volume in-folio (300x205 mm), legatura in piena pergamena coeva, dorso a quattro nervi con titolo impresso in oro entro tassello in marocchino arancione, cc. [8], pp. 236, 240, cc. [40]. Non comune edizione romana delle Consultationes del Pignatelli, opera pubblicata molte volte nel corso del Seicento. Si tratta di una raccolta di consigli e pareri legali in ambito di diritto canonico da utilizzarsi presso i fori ecclesiastici come un repertorio di casistica. Solo il tomo secondo e terzo, contenenti le Controversiae inerenti alle canonizzazioni, alla corretta celebrazione del rituale, alle disposizioni del Concilio di Trento, ai vescovi e alle immunità ecclesiastiche. Francesco Giacomo Pignatelli (1625-1699) fu un insigne canonista salentino, formatosi a Taranto e a Roma, dove si laureò in utroque iure. Fu camerlengo del clero romano e rifiutò numerose volte la dignità vescovile per dedicarsi a tempo pieno agli studi giuridici. Cuffie leggermente usurate e lieve ossidazione alle carte; nel complesso, buon esemplare. Manca a Fontana, che cita altre edizioni. Manca a Sapori, che cita un’edizione successiva. ICCU, IT\ICCU\RLZE\030113 e IT\ICCU\RAVE\025196. Pirhing, Enrico. Jus Canonicum Nova Methodo Explicatum, [...]. Tomus Quartus Respondens Libro Quarto Decretalium. In quo de Sponsalibus, et Matrimoniis, & quae eis annexa sunt, agitur [...]. Dilingae (Dillingen),Typis, & Sumptibus Joannis Caspari Bencard, per Joannem Michaelem Spörlin, 1678. € 170 In-folio (322x200 mm), legatura in piena pergamena coeva, dorso a cinque nervi con titolo manoscritto allo scomparto di testa, tagli originariamente spruzzati in inchiostro blu, cc. [4], pp. 246 [in realtà, 244]. Frontespizio in rosso e nero, occhietto tipografico, alcune iniziali xilografiche alle prime pagine. Stemma dei gesuiti inciso in xilografia al frontespizio. Seconda edizione, stampata tra il 1676 e il 1678, del celebre diritto canonico del Pirhing, che introduceva l’innovativo methodus nova nella trattazione della materia. Il tedesco manteneva l’ordine di libri e capitoli, ma ordinava secondo un criterio di prominenza gli argomenti all’interno degli stessi. Questa disposizione rendeva più semplice rispetto al passato l’inserimento nelle edizioni del codice dei commenti dei giuristi più affermati. Solo il quarto volume (su 5), contenente la parte che corrisponde al quarto libro delle Decretali riguardante la giurisdizione dei matrimoni. Riprendendo il parere degli autori classici del diritto, il Pirhing sostenne che non era possibile contrarre matrimonio di propria volontà prima dell’età canonica, a meno che nei contraenti non fosse già invalsa la capacità e consapevolezza di generare (malitia). Purtuttavia, venivano considerati validi i vincoli matrimoniali generati in cerimonie tra infanti per volere delle famiglie. Ehrenreich Pirhing (1606-1679) fu un giurista tedesco considerato da molti il migliore canonista del XVII secolo. Gesuita, insegnò diritto canonico nel collegio della Compagnia di Gesù a Eichstätt. Bruniture dovute all’ossidazione dell’inchiostro e alcune abrasioni al piatto posteriore, ma nel complesso buon esemplare. Fontana, pars II, col. 102 (cita due edizioni: 1674 e 1676). Manca a Sapori, che cita (I, 2348) soltanto l’edizione remondiniana del 1759. Solo 4 esemplari nelle biblioteche pubbliche italiane (ICCU, IT\ICCU\BVEE\ 067389). Pittoni, Giovanni Battista. Constitutiones pontificiae et Romanarum Congregationum Decisiones ad vicarios utriusque cleri spectantes. Jo. Baptista Pittono sacerdote Veneto collectore […]Venetiis, excudebat Leonardus Pittonus Collectoris Pater, Habentur venales sub Signo Cambii, 1715. [legato con:] Universalia sacrorum rituum congregationibus decreta omnibus utriusque Cleri Ecclesiasticis ubique locorum existentibus perutilia, & necessaria, a Jo. Baptista Pittono sacerdote Veneto collecta […] Venetiis, excudebat Leonardus Pittonus Collectoris Pater, 1715. € 230 In-8° (164x103 mm), piena pergamena rigida, dorso a quattro nervi, titoli vergati a mano in inchiostro bruno al secondo scomparto, tassello cartaceo al piede stampato in inchiostro bruno con segnatura, tagli spruzzati in inchiostro rosso, titoli manoscritti in inchiostro bruno al taglio inferiore, pp. [24], 196, [4], 46, [2]. Raccolta di norme pontificie e delle decisioni delle congregazioni romane sulle facoltà dei vicari di tali congregazioni, a cui sono uniti i decreti sulla gestione e celebrazione dei riti delle medesime confraternite. Giovanni Battista Pittoni (m. 1748) fu un sacerdote veneto che scrisse numerose biografie ecclesiastiche e trattati sul cerimoniale cattolico; non ultimo, è l’autore di un trattato incentrato specificatamente sulle cerimonie di sepoltura, alquanto raro. Alcune lievi fioriture alle carte, minori tracce d’uso; nel complesso buon esemplare. Provenienza: I. Ex-libris cartaceo ai contropiatti con stemma della congregazione torinese della Compagnia di Gesù. II. Al frontespizio, nota manoscritta vergata inchiostro bruno che recita: Col.Taur. Soc. Ies. Catal. Inscrip. Ex Censu.Vict. Ame. I. e timbro dei gesuiti alla stessa pagina. ICCU, IT\ICCU\TO0E\074869 (per la prima opera), IT\ICCU\UMCE\013976 per la seconda. Postio, Ludovico. Sac. Rotae Romanae Decisiones […] ad Tractatum Mandati de Manutenendo. Augustae Taurinorum, Apud Haeredes Io. Dominici Tarini, 1645. € 300 In-folio (345x210 mm), legatura in piena pergamena coeva con titolo calligrafato al dorso, pp. 573, [3, bianche]. Alcuni fregi xilografici, testo su due colonne. Secondo volume della rara prima edizione del Tractatum Mandati de Manutenendo. I due volumi sono strutturati in modo da essere autonomi nel contenuto: il primo contiene il trattato vero e proprio, che definisce l’istituto giuridico dell’interim, chiamato nel medioevo latino con la locuzione mandatum manutenendi. Il secondo elenca invece tutte le decisiones considerate di rilievo per la materia in questione. Ludovico Postio (XVII secolo) fu un celebre giurista di Perugia, esperto di diritto civile. Fu luogotenente di Ascoli e Macerata, nonché pretore e uditore delle sedi locali della Sacra Rota. Fu uditore anche presso la Sacra Rota di Bologna, della quale raccolse le sentenze in una fortunata compilazione di decisiones. Alcuni fori dovuti alla caduta di faville incandescenti sulla carta (pp. 247-48), foro di tarlo nel margine inferiore interno di alcune carte e minori tracce d’uso; nel complesso, discreto esemplare. Provenienza: Al frontespizio, nota di possesso manoscritta due volte in inchiostro bruno Ex libris Vincentij de Ravanis IC. ICCU, IT\ICCU\NAPE\011851 e IT\ICCU\RMGE\000587. Postio, Ludovico. De Subhastatione Tractatus singularis. Iunctis ad materiam variis Rotae Romanae Decisionibus. Novissime huic editioni accesserunt eiusdem authoris Additamenta ad praedictum Tractatum [...]. Genevae, Sumptibus Ioannis Antonii & Samuëlis De Tournes, 1671. [legato con:] Postio, Ludovico. Additamenta ad Tractatum De Subhastatione [...]. Genevae, Sumptibus Ioannis Antonii & Samuëlis De Tournes, 1670. € 750 2 volumi legati insieme in-folio (354x213 mm), legatura in pergamena rigida coeva, dorso a cinque nervi con titoli e fregi manoscritti, pp. [8], 446, [2, bianche], 284, [32]. Frontespizio in rosso e nero con grande marca xilografica raffigurante una corona, belle iniziali e fregi xilografici alle carte preliminari. Non comune edizione di quest’opera del Postio sulle vendite all’asta. Nella trattazione si illustrano con ordine e precisione tutte le caratteristiche di una vendita all’asta e le circostanze giuridiche che impongano tale soluzione, ad esempio la morosità. In aggiunta, si elencano le norme che regolamentano le vendite e le sentenze, o decisiones, emesse nel passato che costituivano un repertorio di riferimento per casi particolari. Le decisiones, in particolare, hanno un proprio frontespizio datato (1670) ma fanno parte a tutti gli effetti del secondo volume, del quale proseguono la numerazione delle pagine. Ludovico Postio (XVII secolo) fu un celebre giurista di Perugia, esperto di diritto civile. Fu luogotenente di Ascoli e Macerata, nonché pretore e uditore delle sedi locali della Sacra Rota. Fu uditore anche presso la Sacra Rota di Bologna, della quale raccolse le sentenze in una fortunata compilazione di decisiones. Leggere arrossature e minori tracce d’uso; nel complesso, esemplare molto buono. Provenienza: Nota di possesso De Giavarolis 1818 e Luigi Pievaroli al verso del primo foglio di guardia. Fontana, pars II, col. 118. Sapori, vol. I, 2386. ICCU, IT\ICCU\MILE\005186 (anche se il luogo di stampa viene segnalato come Coloniae Allobrogum (Cologny), che si trova nel cantone svizzero di Ginevra). Postio, Ludovico. Ludovici Postii J.V.C. Perusini Resolutiones Causarum Civilium Tenentiae Marchiae, atque nonnullae Auditoratus legationis Bononiae. Editio novissima, mendis quamplurimis quae in priori irrepserant repurgata. [...]. Genevae (Ginevra), Sumptibus Leonardi Chouët & Socii, 1687. € 550 In-folio (340x205 mm), pergamena coeva rigida con dorso a cinque nervi, cartiglio e titolo manoscritto al secondo e terzo scomparto, cc. [6], pp. 318, cc. [1, bianca], [32]. Occhietto tipografico e frontespizio in rosso e nero con la bella marca tipografica della salamandra ignivora. Rara terza edizione aumentata e corretta delle Resolutiones del celebre avvocato perugino, impresse per la prima volta a Venezia nel 1655. Si tratta di una serie di relazioni di casi presentati e risolti al cospetto del tribunale della Sacra Rota di Bologna, che divennero un repertorio di riferimento nella soluzione delle controversie giudiziarie dell’epoca. Ludovico Postio (XVII secolo) fu un celebre giurista di Perugia, esperto di diritto civile. Fu luogotenente di Ascoli e Macerata, nonché pretore e uditore delle sedi locali della Sacra Rota. Fu uditore anche presso la Sacra Rota di Bologna. Uniformi bruniture, dovute all’ossidazione dell’inchiostro sulla carta, ma buon esemplare. Manca al Fontana (pars II, col. 118) che cita la prima edizione veneziana e la seconda edizione ginevrina del 1662. Manca a Sapori che cita (I, 2384) un’edizione in-4° impressa dallo stesso Chouët l’anno precedente. 4 copie nelle biblioteche pubbliche italiane: ICCU, IT\ICCU\ LIAE\024338. Postio, Ludovico. Decisiones Rotae Bononiae Ludovico Postio Perusino. Excudebantur Parmae, Apud Albertum Pazzonum, & Paulum Montium Socios, sub signo Fidei, 1694. € 500 In-folio (338x220 mm), legatura in piena pergamena coeva con titolo calligrafato al dorso, piatti ricoperti da fogli in carta colorata a mano, tagli spruzzati in inchiostro rosso e blu, pp. [12], 634, [2, l’ultima bianca]. Frontespizio in rosso e nero, iniziali abitate e fregi xilografici di pregevole fattura, testo su due colonne. Non comune edizione delle Decisiones della Rota Bolognese raccolte dal Postio e pubblicate su iniziativa del celebre giurista Francesco Giovio, conterraneo dell’autore perugino. L’opera è una raccolta di sentenze pubblicate ad uso di magistrati e giuristi, affinché disponessero di un repertorio basato sulla consuetudine che li aiutasse a dirimere le più inusuali controversie giudiziarie. Ludovico Postio (XVII secolo) fu un celebre giurista di Perugia, esperto di diritto civile. Fu luogotenente di Ascoli e Macerata, nonché pretore e uditore delle sedi locali della Sacra Rota. Fu uditore anche presso la Sacra Rota di Bologna. Restauri datati alle ultime due carte senza perdita di testo, alcune bruniture causate dall’ossidazione dell’inchiostro, per il resto ottimo esemplare su carta forte. Provenienza: All’occhietto, nota di possesso manoscritta in inchiostro bruno Jacobi Antonij Meghini I.C. Pontremulensis Empt. in Nundinij Filetti Anno 1701. prolib. 14. Nunc ex Libris Jo. Vincentiis de Ravanis I.C. ICCU, IT\ICCU\UBOE\003681. (Pothier, Robert-Joseph). Pandectae Justinianeae, in Novum Ordinem digestae: cum legibus, codicis et novellis, quae jus pandectarum confirmant, explicant, aut abrogant […] Continens Orationem de laudibus celeberrimi viri R. J. Pothier […] Nova editio, priori correctior et in qua pratermissa & supplenda in suis locis restituuntur. Lugduni, Sumptibus Bernuset et Sociorum, 1782. € 1.500 3 volumi in-folio (390x260 mm), elegante legatura in piena pelle bazzana, dorso a sei nervi, doppio tassello in marocchino con titoli in oro e ricche decorazioni floreali agli scomparti, tagli colorati in inchiostro rosso, fogli di guardia in carta marmorizzata, cc. [2], pp. 8, ccxliv, 695, [1, bianca] al primo volume, pp. xiv, 30, 706 [in realtà, 708] al secondo volume, pp. lxxij, 956, lvj al terzo volume. Elegante edizione delle Pandette giustinianee curata da R.J. Pothier. L’autore, nato e vissuto ad Orlèans (1699-1772), fu un giurista e magistrato francese che dedicò molti anni della sua vita allo studio di Giustiniano con l’ambizione di coordinare e presentare in ordine logico le massime del diritto romano. Il suo testo Pandectae Justinianeae, è il risultato delle sue ricerche, divenuto un classico degli studi di diritto romano. Leggermente consunto ai margini dei piatti, ma nel complesso bellissimo esemplare ad ampi margini in legatura elegante. ICCU, IT\ICCU\MILE\007981. Pothier, Robert Joseph. Le pandette di Giustiniano. In Venezia, Co’ tipi di Antonio Bazzarini e C.°, 1833-1836. € 500 7 su 8 volumi (232x150 mm), mezza pergamena con angoli su carta marmorizzata, titoli manoscritti al dorso, tagli spruzzati in inchiostro bruno, al primo tomo pp. CXXXIX, 708, al secondo pp. 989, al terzo pp. 950, al quarto pp. 992, al quinto pp. 973, al sesto pp. 1119, al settimo pp. 768. Edizione ottocentesca delle Pandette, le compilazioni complessive di diritto romano redatte dagli antichi giureconsulti su ordine di Giustiniano, che costituiscono la seconda parte del suo Corpus Iuris Civilis. Dopo averle epurate di contraddizioni e adeguate alle norme vigenti, esse aquisirono valore di legge. Robert Joseph Pothier (1699-1772) fu un giurista francese discendente da una stirpe di magistrati, di cui tenne alto l’onore nel tribunale d’Orléans. Ricoprì, dunque, la carica di magistrato, oltre a quella di professore di legge all’Università cittadina. I suoi testi divennero classici per lo studio del diritto romano. Tracce d’ossidazione diffuse, nel complesso buon esemplare. ICCU, IT\ICCU\FER\0112328. Pozzi, Giovanni. La zoojatria legale, Milano, Società Editrice, 1833. [legato con:] Patellani, Luigi N. Nuovo trattato di ferratura […] Milano, coi tipi di Giovanni Pirotta, 1834. [legato con:] Gandolfi, Gaetano. Sulla epizoozia de’ majali [...] Milano,Tipografia Francesco Sonzogno, 1807. [legato con:] Compendio di cognizioni veterinarie […] Milano presso li Fratelli Pirola, (1795). € 350 In-8° (185x105 mm), mezza pelle con angoli su carta marmorizzata, titoli e fregi impressi in oro al dorso, tagli spruzzati in inchiostro blu, pp. 132, 119, [1], 1 c. di tavola pieghevole, pp. 32, 168 [2 tavole pieghevoli]. Ritratto calcografico dell’autore in antiporta inciso da G. Lanti. Alcune tavole calcografiche e xilografiche, fregi nel testo incisi in legno. Seconda edizione del primo testo di medicina legale veterinaria in Italia. Stampato per la prima volta nel 1816 e conosciuto col titolo di Giurisprudenza veterinaria, l’opera riguarda la legislazione in merito agli animali domestici, in un’ottica pensata sia per gli allevatori che pei giudici, dando nozioni sia sul bestiame che sulla legislazione utile da conoscere in caso di controversie. Alla presente opera sono allegati diversi trattati di veterinaria pressochè coevi. Giovanni Pozzi (1769-1838), nato a Milano, fu un medico, patologo, chimico e veterinario, professore e direttore dell’I. R. Scuola veterinaria della sua città. Tradusse testi del tedesco e scrisse numerosi trattati di carattere scientifico, tra cui anche Polizia degli spedali, due trattati sui vini, in cui si segnala come riconoscere quelli contraffatti, e il Dizionario di fisica e chimica secondo le dottrine di Libes, Chapital, Bertolet e Parkes e giusta le teorie moderne, ed i metodi più semplici, introdottisi nei diversi processi chimici. Alcune minori tracce di ossidazione alle carte, ma nel complesso esemplare molto buono. Provenienza: Alcuni fogli fittamente manoscritti con grafia tardo ottocentesca o novecentesca contenenti il programma di un corso di letteratura italiana divisa per secoli inseriti al termine del volume. ICCU, IT\ICCU\UBO\0290734. Pufendorf, Samuel. De Jure Naturæ et Gentium, Libri octo. Cum integris Commentariis Virorum Clarissimorum Jo. Nicolai Hertii atque Joannis Barbeyraci […]. Francofurti & Lipsiæ, Ex Officina Knochiana, 1744. [unito con:] Pufendorf, Samuel. Eris Scandica, qua adversus libros de iure naturali et gentium obiecta diluntur. [s.l., s.t.], 1743. € 800 2 volumi in-4° (245x194 mm), legatura in piena pergamena rigida con nome dell’autore e numerazione del tomo vergati al dorso in inchiostro bruno, tagli originariamente spruzzati in rosso, segnalibro in tessuto, pp. [6], XXXIX, [1], 854, [2, bianche] al primo volume, pp. [2], 500, [28], 372, [4] al secondo. Frontespizi in rosso e nero, ritratto dell’autore inciso in rame in antiporta e vignetta calcografica al frontespizio. Nel Diritto di natura e degli Stati, Pufendorf espone la sua teoria sulla naturale socievolezza degli uomini che, in contrapposizione al pensiero di Hobbes, li porta ad accettare un insieme di regole date loro da Dio e concretizzate nelle costituzioni scritte dagli uomini. In tal senso il trattato pare essere una giustificazione dell’assolutismo. Samuel von Pufendorf (Dorfchemnits, 1632-Berlino, 1694), filosofo e teologo tedesco e affascinato dalla teoria giusnaturalistica di Ugo Grozio, si propose di armonizzare i primi nuclei del pensiero pre-illuministico con la teologia cristiana. Uniformi bruniture dovute alla qualità della carta e alcune piccole macchie; nel complesso, buon esemplare. ICCU, IT\ICCU\RLZE\031239 e IT\ICCU\TO0E\001057. Puteus, Iacobus. Decisiones […] ex causis tam per ipsum, quam per alios dc. Auditores rotae, in eodem Sacro Palatio relatis, necnon ex communibus & suffragijs, summa cura, singularique industria collectae, & in tres Libros divisae […].Venetiis, Apud Hæredem Hieronymi Scoti, 1610. € 500 In-folio (330x215 mm), legatura in pergamena rigida, dorso a tre nervi, titolo dell’opera e data di edizione vergati in inchiostro bruno al dorso, cc. [40], pp. 438 [in realtà, 446, manca l’ultima bianca]. Raccolta di decisioni della Sacra Rota Romana raccolte dal cardinale Jacopo del Pozzo dal 1540 al 1551. Le sentenze non riguardano solo i casi seguiti personalmente dal Puteus, ma anche quelli esposti da colleghi del cardinale e ugualmente degni di nota. Jacopo del Pozzo (1508-1563) fu un giurista italiano nato a Nizza, uditore di cause al Sacro Palazzo a Roma, che insegnò nelle università di Ferrara e Pavia (1431-53). Secondo il Tiraboschi, fu parente del più celebre Paride del Pozzo (Paris de Puteo), giurista napoletano che fu inquisitore generale del regno e che viene ricordato da Alessandro Manzoni come oppositore della tortura. Fori di tarlo alle carte e gora d’acqua al margine superiore dell’ultima parte del volume. Nel complesso, un buon esemplare. Provenienza: Firma di possesso cassata al frontespizio e seguita da una seconda firma vergata in inchiostro bruno Do.Vincentuj de Ravani H. ai lati della marca tipografica. ICCU, IT\ICCU\FOGE\008951. [I]. Raewaerd, Jacques. Opera quae reperiri potuerunt. Omnia in Tomos II digesta. Editio secunda [...]. Francofurti, In Officina Wecheliana apud Danielem & Davidem Aubrios, & Clementem Schleichium, 1622. [legato con:] [II]. Raewaerd, Jacques. Operum pars postuma, In qua Coniectaneorum Libri III. Nunc primum in lucem editi [...]. Francofurti, In Officina Wecheliana apud Danielem & Davidem Aubrios, & Clementem Schleichium, 1622. € 400 Grosso volume in-8° (170x95 mm), legatura in piena pergamena coeva (in parte deformata dall’umidità), tracce di titoli manoscritti al dorso in scrittura corsiva, tagli originariamente colorati in inchiostro rosso, pp. 1043, [21, l’ultima bianca], [8, l’ultima bianca], 115, [13]. Alcune iniziali e fregi xilografici alle prime carte del volume. [I]. Seconda edizione, contemporanea della prima lionese dello stesso anno 1622, dell’Opera Omnia del brillante giurista belga, impressa dal Wechel. [II]. Prima edizione dei tre libri di Collectanea, pubblicati postumi. Jacques Raewaerd (ca.1535-1568) fu un giureconsulto belga, nato nei pressi di Bruges. Intraprese in giovane età gli studi di greco e latino, e tramite la dottrina umanistica si appassionò di giurisprudenza. Proseguì la sua formazione in tal senso presso le università di Lovanio e Orleans e ricoprì numerosi incarichi ufficiali sia a Bruges che all’estero. Poco tempo dopo aver ottenuto la docenza in diritto, spirò, ancor prima di compiere i 34 anni d’età. Uniformi arrossature e deformazione della pergamena di legatura. Nel complesso, esemplare da studio. Provenienza: Ex-libris della Inner Temple Library al verso del piatto anteriore e timbro della medesima biblioteca in inchiostro rosso ad alcune carte. Fontana, pars II, col. 135. Manca a Sapori, che registra soltanto un’edizione settecentesca. Una sola copia nelle biblioteche pubbliche italiane: ICCU, IT\ICCU\BVEE\071725. Recitationes in quinquaginta libros digestorum: ex lectionibus tam publicis quam privatis variorum universitatis Lovaniensis professorum depromptae et usibus Belgii accommodatae cum relegatione ad recitationes Heineccii in titulis digestorum institutionibus analogis […] Neapoli (Napoli), ex typ. Anchorae, 1842. € 280 In-4° (254x170 mm), mezza pergamena su carta colorata, tassello in pelle verde al dorso con titoli e fregi dorati, tagli spruzzati in inchiostro azzurro, fogli di guardia in carta verde, pp. 723, [1, bianca]. Raccolta di commenti ai libri del Digesto trascritti da lezioni pubbliche e private dell’Università di Lovanio. Le glosse presentano adattamenti alle norme vigenti in Belgio, con riferimento alle esposizioni che delle norme del Digesto aveva dato Johann Gottlieb Heinecke (1681-1741), celebre filosofo e giurista tedesco. Alcune macchie, tracce di ossidazione diffuse, legatura stanca; nel complesso discreto esemplare. Provenienza: Collezione privata Saletti. ICCU, IT\ICCU\PUV\0527010. Redenaschi, Francesco. Francisci Redenaschi I. C. Cremonensis Consilia et Responsa ac Res super iis iudicatae [...]. [a p. 803 il colophon:] Ticini Regii, Apud Io. Andream Magrium, 1652. € 120 Grosso volume in-folio (325x220 mm), pergamena rigida coeva, dorso a cinque nervi con titolo manoscritto al secondo scomparto, cc. [6, mancano il frontespizio e altre tre carte preliminari, tra le quali quella con il ritratto dell’autore], pp. 888 [mancano le ultime due carte]. Prima edizione dei Consilia del celebre giurista cremonese in materia di diritto civile, e in particolare di ultime volontà, contratti, feudi e questioni fiscali. Si fa spesso riferimento alla città di Cremona, al cui contado si legano la maggior parte delle sentenze. In numerosi passi del testo viene affrontata la questione della successione in linea femminile, quando essa sia possibile, in che termini oppure quando non sia ammessa. Francesco Redenaschi (1604-1651), fu un oratore e avvocato cremonese che divenne senatore del ducato di Milano nel 1647. Ebbe un figlio, omonimo, che perseguì la sua stessa carriera con discreto successo. Mancano il frontespizio, tre carte preliminari e due carte finali, una con il termine dell’Index, l’altra bianca; internamente alcune fioriture, ma buone condizioni. Fontana, pars II, col. 150. Sapori, I, 2445. ICCU, IT\ICCU\UBOE\003704. Reiffenstuel, Anacletus. Jus Canonicum Universum clara methodo iuxta titulos Quinque Librorum Decretalium [...].Venetiis, Apud Jo: Baptistam Recurti, Ad Signum Religionis, 1717. € 1.200 5 tomi in 4 volumi in-folio (340x230 mm), legatura in mezza pelle con angoli coeva, dorso a cinque nervi con tassello rosso e titoli in oro, tagli originariamente spruzzati in inchiostro rosso. Frontespizio del primo volume in rosso e nero, alcune iniziali e fregi xilografici alle carte, testo su due colonne. Pregevole edizione veneziana di questo importante commentario alle Decretali di Gregorio IX del francescano tedesco Anaklet Reiffenstuel (1641-1703). Il testo comprende inoltre l’esposizione di tutto il diritto canonico, ovvero l’insieme di norme di natura divina o ecclesiastica che regolamentano l’amministrazione della giustizia nei fori clericali. Johann George Reiffenstuel detto Anaklet (1642-1703), fu un canonista e professore al liceo vescovile di Frisinga. Il suo trattato più celebre è lo Ius Canonicum universum, opera di notevole importanza che fu ristampato in molteplici edizioni ad uso dei seminaristi. Tracce d’ossidazione e d’uso alle carte, ma bell’esemplare. Provenienza: Timbri che segnalano la passata appartenenza dei volumi all’Istituto Salesiano A. Sperti di Belluno. Manca a Sapori, che cita (I, 2451) un’edizione del 1778 impressa dal Pezzana. ICCU, IT\ICCU\MILE\003285. Reiffenstuel Anaklet. Theologia moralis breui simulque clara methodo comprehensa, atque juxta sacros canones, et Nouissima decreta summorum Pontificum diuersas propositiones damnantium, ac probatissimos aucteres, succincte resoluens omnes materias morales. Venetiis, excudit Jo. Baptista Albritius Hieronymi filius in via Mercatoria S. Juliani sub Signo Nominis Jesu, 1732. € 300 In-folio (365x250 mm), cartonato editoriale coevo, tracce del titolo manoscritto al dorso, cerniere a vista, pp. [28], 563, [1, bianca]. Frontespizio in rosso e nero, alcune iniziali e fregi xilografici. L’opera vuole essere un compendio breve ma efficace della teologia morale, dei canoni sacri e dei decreti dei Sommi Pontefici, mirato a risolvere tutte le diatribe nelle questioni morali. A livello pratico questo si esplicita in una serie di casi di coscienza la cui analisi fornisce ai prelati un metro di comportamento. Johann George Reiffenstuel detto Anaklet (1642-1703), fu un canonista e professore al liceo vescovile di Frisinga. Il suo trattato più celebre è lo Ius Canonicum universum, opera di notevole importanza che fu ristampato in molteplici edizioni ad uso dei seminaristi. Gore d’acqua estese in particolare alle prime carte, fori di tarlo concentrati nell’angolo superiore esterno, che non interessano il testo, alcune fioriture e tracce d’umidità. Nel complesso, esemplare da studio. ICCU censisce questa edizione in tre record distinti: IT\ICCU\BVEE\057920, IT\ICCU\ LIAE\023943 e IT\ICCU\RLZE\025060. Reynaud, J.E.; Victor Alexis Désiré Dalloz. Trattato della perenzione d’istanza in materia civile […] riveduto dal sig. Dalloz. Palermo, Libreria e Tipografia A. Muratori, 1842. € 70 In-8° (188x110 mm), mezza pelle su percallino ottocentesco verde impresso a rilievo con un motivo decorativo floreale, titolo e fregi dorati al dorso, pp. [4], 217, [1, bianca], [26]. Classico e significativo saggio di procedura civile del civilista francese, il cui titolo originale è Traite de la peremption d’istance en matiere civile […]. Tratta della perdita del diritto a procedere in ambito civile scaduti determinati termini temporali. J.-E. Reynaud (XIX secolo) fu sostituto procuratore generale alla reale corte di Montpellier. Più noto di Reynaud,Victor Alexis Désiré Dalloz (1795-1869) era un giurista, politico ed editore francese che esercitò la professione di avvocato e fu ammesso al barreau (ordine professionale francese degli avvocati) nel 1817. Le sue arringhe furono raccolte e proposte in alcune riviste giuridiche, come Moniteur e Gazette de tribunaux. Rappresentò il dipartimento del Giura (Franca Contea) nel parlamento per il decennio 1837-1848 supportando la dinastia d’Orléans. Fioriture diffuse alle carte, legatura leggermente consunta ai margini; nel complesso, buon esemplare. ICCU, IT\ICCU\PUV\0466273. Ricci, Giovanni Luigi. Collectanea Decisionum omnes fere casus in Tribunalibus Italiae, praesertim Romanae Rotae, ac Curiae Archiepiscopalis Neapolitanae, & eiusdem Civitatis Sacri Concilij: Hispaniae, Galliae, Germaniae, & Poloniae decisos, ac controversos complectentia [...] novissimè in hac nostra impressione Corpus totum omnium novem partium in lucem editum; tribusque generalibus indicibus perlustratum Auctorum scilicet, locorum, & materiarum. Venetiis, Apud Turrinos, 1660. € 750 2 volumi legati insieme in-folio (325-215 mm), legatura in pergamena coeva con tassello purpureo e titolo in oro al dorso, cc. [36], pp. 260, 123, [1], 160, cc. [2], pp. 244, 171, [1, bianca], 160, 18, [2], 10, cc. [3, l’ultima pagina bianca]. Frontespizio in rosso e nero, iniziali e fregi xilografici. Terza edizione integrale delle nove parti della fortunatissima e fondamentale raccolta delle Decisiones del celebre giurista napoletano, pubblicate separatamente tra il 1617 e il 1635. Le nove parti riunite vennero poi pubblicate per la prima volta a Ginevra nel 1635. L’opera affronta una casistica giurisprudenziale immensa, raccolta nei tribunali di tutta Europa. Giovanni Luigi Ricci, alla latina Iohannes Aloysius Riccius (1570-1643) fu un membro della nobile famiglia napoletana dei Riccio, o Rizzo. Divenne canonico della cattedrale di Napoli e vescovo di Vico Equense. Occasionali arrossature, ma ottimo esemplare. Fontana, pars II, col. 164-165. Manca a Sapori, che cita altre tre edizioni precedenti ma contenenti soltanto quattro, cinque e sei parti (I, 2468, 2469 e 2470). ICCU, IT\ICCU\RLZE\009215. Ricci, Giovanni Luigi. Praxis aurea quotidianarum rerum ecclesiastici fori, In qua Variae Iuridicae Resolutiones ex approbatis traditionibus Doctorum, atque diuersorum Tribunalium, praesertim Rotae Romanae, Decisionibus, excerptae, continentur. [...] Opus quatuor partibus distinctum, […] Quibus, hac nostra editione ab innumeris mendis repurgata, praeter Praxim remissionis delinquentium, opus authoris posthumum, in calce operis positam […]. Venetiis, Sub Signo Sapientiæ, Apud Laurentium Marchesinum, 1674. € 500 5 parti in 2 volumi in-folio (322x212 mm), legatura in piena pergamena rigida, dorso a cinque nervi con nome dell’autore, titolo dell’opera e numero di tomo vergati in inchiostro bruno al secondo scomparto, cc. [2], pp. 558 al primo volume, cc. [2], pp. 671, [1], cc. [18], pp. 91, [1, bianca], cc. [8], pp. 18, [2], 10, cc. [3, l’ultima pagina bianca] al secondo. Alcuni capilettera xilografici alle prime carte, testo su due colonne. Ricco e interessante compendio di prassi e decisioni pertinenti al foro ecclesiastico in materia di cause civili. L’opera fu strutturata dall’autore in quattro parti, ma la presente edizione è stata completata in epoca postuma con l’aggiunta di trattati e sentenze raccolte dal Ricci negli ultimi anni di vita e, purtuttavia, inediti. Giovanni Luigi Ricci, alla latina Iohannes Aloysius Riccius (1570-1643) fu un membro della nobile famiglia napoletana dei Riccio, o Rizzo. Divenne canonico della cattedrale di Napoli e vescovo di Vico Equense. Buon esemplare senza particolari difetti. ICCU, IT\ICCU\RMGE\000934. Rigantius, Johannes Baptista. Joannis Baptistae Rigantii Commentaria in regulas, constitutiones, & ordinationes Cancellariae Apostolicae opus posthumum. Tomus I [-IV]. Romae, typis Generosi Salomoni prope Ecclesiam S. Eustachii, 1744-1747. € 600 4 volumi in-folio (366x234 mm), legatura in piena pergamena rigida, titoli manoscritti in inchiostro bruno al dorso, tagli colorati in inchiostro rosso, pp. [12], 479, [1] al primo volume, pp. [8], 463, [1] al secondo volume, pp. [8], 458, [2] al terzo volume e pp. [8], 518, [2] al quarto volume.Vignette e iniziali calcografiche, frontespizi impressi in rosso e nero, testo su due colonne. Commento alle norme e ai disciplinari che regolavano la Cancelleria Apostolica ad opera del canonico Giovan Battista Riganzio. Confrontando le opere sull’argomento, il Riganzio rilevò la loro incompletezza e arretratezza: pertanto, per comodità d’uso personale, si sforzò di emendare e completare i trattati del Mandosius, del Gomesius, del Gonzalez, del Peleus e del Quesada con gli indulti, i privilegi e le ordinanze emanati dai pontefici nel corso del tempo. La struttura dell’opera riflette il suo scopo eminentemente pratico e personale, analizzando tutte le regole emanate dal XIV secolo in avanti in ordine cronologico, senza una disposizione organica della materia; tuttavia le notizie sui tribunali, sparse nel testo, si possono rintracciare grazie all’indice analitico aggiunto al momento della pubblicazione, avvenuta anni dopo la morte dell’autore per ordine del papa e curata dai nipoti dell’autore, Nicola e Giovanni Battista. Giovanni Battista Riganzio (1661-1735, lat. Johannes Baptista Rigantius), pugliese di nascita, si trasferì a Roma nel 1675 per intraprendere lo studio del diritto e all’età di ventidue anni fu accettato come discepolo del cardinale Bandinus Panciaticus (1629-1718), uomo di vasta erudizione in campo giuridico. Alla morte del cardinale, Riganzio proseguì la sua carriera alla corte pontificia divenendo prodatario e prefetto della Congregazione per l’interpretazione del Concilio di Trento. Lievi tracce di ossidazione alle prime e alle ultime carte di ogni volume; nel complesso, esemplare molto buono impresso su carta forte. ICCU, IT\ICCU\RMSE\001296. Cfr. M.R. Di Simone, La giustizia dello Stato pontificio in età moderna, in «L’amministrazione moderna della giustizia. Le Gran Corti Civili del Regno delle Due Sicilie», atti del convegno di Taranto 21-22 maggio 2010, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2010. Ronga, Giovanni. Elementi di diritto romano. Torino, UTET, 1870. € 130 3 volumi legati insieme in-4° (225x145 mm), legatura in mezza pelle su carta colorata a mano, nome dell’autore, titolo dell’opera ed elementi decorativi impressi in oro al dorso, pp. 371, [1], 364, [4], 350, [4, le ultime tre bianche]. Compendio di diritto romano a cura di Giovanni Ronga, professore di Istituzioni di Diritto Romano presso l’Università di Torino. Il testo, redatto ad uso degli studenti, comprende la trattazione dei rapporti giuridici tra persone e con le cose, il diritto delle obbligazioni e le norme sulla successione ereditaria. Giovanni Ronga (XIX secolo) fu avvocato e docente di diritto romano. Pubblicò numerosi trattati specifici, tra i quali Della condizione giuridica dei figli nati fuori di matrimonio (1873). Leggera e uniforme brunitura alle carte e minori tracce d’uso; nel complesso, ottimo esemplare. Provenienza: Nota di possesso Not. Sturla impressa in oro all’ultimo scomparto. ICCU, IT\ICCU\FER\0105398. Rovetta, Gianfrancesco. Collectio casuum ad mores spectantium, quos proposuit, ac resolvit [...] fr. Jo. Franciscus Rovetta [...] et cum aliis casibus in eadem congregatione propositis, ac resolutis a p. mag. Alexandro Terzi […] Bergomi, ex typographia Francisci Locatelli, 1770. € 280 In-4° (255x185 mm), legatura in piena pelle bazzana, cornice a singolo filetto impressa a secco ai piatti, dorso a quattro nervi con impressioni decorative dorate, tagli decorati in inchiostro rosso e bianco secondo un motivo ondulato, contropiatti in carta colorata, pp. [10],VIII, 411, [1, bianca]. Antiporta calcografica su disegno di I. D. Porta e incisione di D. Cunego, raffigurante il dedicatario papa Clemente XI. Repertorio di casistica compilato da frate Gianfrancesco Rovetta nel XVIII secolo. Branca della teologia morale sviluppatasi parallelamente al diritto canonico, la casistica si affianca alla legislazione ecclesiastica proponendo la risoluzione di casi di coscienza, ovvero di situazioni in cui la coscienza personale dell’uomo di chiesa sembra essere in contrasto con le regole dettate dalla normativa. Gianfrancesco Rovetta (XVIII secolo) fu un frate minore Conventuale, teologo e insegnante di Sacre Scritture al Seminario di Bergamo. Fu più volte alternativamente presidente e censore della locale Accademia degli Eccitati, con sede nel soppresso convento di S. Francesco. Legatura leggermente abrasa al piatto posteriore, con qualche piccola lacuna alle cuffie, alcune trascurabili macchie alle prime carte; nel complesso esemplare molto buono impresso su carta bianca e forte. ICCU, IT\ICCU\BVEE\057206. Sacrosancti et Oecumenici Concilii Tridentini Paulo III., Julio III. et Pio IV. PP.MM. Celebrati canones et decreta. Quid in hac editione praestitum sit, sequens Philippi Chifeletii […] Venetiis, apud Nicolaum Pezzana, 1729. € 230 In-12° (131x70 mm), legatura settecentesca in piena pergamena, titolo monoscritto al dorso, tagli spruzzati in inchiostro rosso, contropiatti in carta colorata, pp. [24], 350, [82]. Frontespizio calcografico. Edizione veneziana dei Canoni e dei Decreti in materia di diritto ecclesiastico promulgati durante il Concilio di Trento (1545-1563). Come si evince dalla data di pubblicazione dell’opera, le risoluzioni controriformistiche prese al concilio influenzarono il diritto canonico per secoli dalla loro enunciazione. L’attività del sinodo si occupò di riesaminare canoni, istituzioni e decreti alla luce dell’esigenza di rinnovamento interna al cattolicesimo e in risposta alla Riforma luterana che di quest’esigenza aveva fatto motivo di scissione. Pertanto le norme che formarono il “Catechismo tridentino” si caratterizzarono per un inasprimento dell’ortodossia e una risoluta intolleranza verso qualsiasi deviazione dal precetto cattolico pontificio. Due sole copie nelle biblioteche pubbliche italiane. Lieve gora alle ultime carte, ma nel complesso ottimo esemplare. ICCU, IT\ICCU\LO1E\022402. Sacrosanctum Concilium Tridentinum cum citationibus ex utroque testamento, juris pontificii constitutionibus, aliisque S. Rom. Eccl. Conciliis. Patavii (Padova), ex typographia Seminarii apud Joannem Manfrè, 1722. € 180 In-8° (167x108 mm), mezza pelle con angoli su carta colorata a mano, tassello in pelle arancione al dorso con titoli e fregi floreali colorati, pp. [16], 420. Frontespizio impresso in rosso e nero, marca editoriale e alcune iniziali xilografiche. Edizione patavina del resoconto del Concilio di Trento (1545-1563) conosciuta anche come Canones et Decreta, in quanto annovera le disposizioni prese in ottica controriformista in materia di diritto canonico. Le materie prese in esame durante il concilio riguardarono tutti gli aspetti della vita cattolica, dalla struttura delle istituzioni ecclesiastiche e le loro funzioni, alla devozione popolare e i sacramenti, al rapporto col protestantesimo e alla gestione, nonché al corretto approccio verso l’adorazione delle reliquie. Tracce di umidità in corrispondenza della legatura e della cuffia superiore, alcune bruniture alle ultime carte, lievi e occasionali gore d’acqua nella parte superiore; nel complesso esemplare da studio. ICCU, IT\ICCU\RMLE\014310. Sacrosanctum ConciliumTridentinum cum citationibus ex utroqueTestamento,Juris Pontificii Constitutionibus, aliisque S. Rom. Ecc. Conciliis. […] Accessere ad calcem XXVI. Juris antiqui Constitutiones, quae nominatim ab hoc Concilio innovantur. Patavii, Ex Typographia Seminarii, Apud Joannem Manfrè, 1753. € 200 In-8° (175x110 mm), legatura in piena pergamena con titoli manoscritti al dorso, tagli colorati in inchiostro verde e blu con un motivo a righe curve concentriche, pp. [16], 550, [2, bianche]. Frontespizio in rosso e nero, alcune iniziali xilografiche. Edizione patavina del resoconto del Concilio di Trento (1545-1563) conosciuta anche come Canones et Decreta, in quanto annovera le disposizioni prese in ottica controriformista in materia di diritto canonico. Le materie prese in esame durante il concilio riguardarono tutti gli aspetti della vita cattolica, dalla struttura delle istituzioni ecclesiastiche e le loro funzioni, alla devozione popolare e i sacramenti, al rapporto col protestantesimo e alla gestione, nonché al corretto approccio verso l’adorazione delle reliquie. In aggiunta ai decreti presi dal sinodo conciliare, in calce al volume vengono allegate le norme pontificali preesistenti che dal concilio furono modificate. Minori tracce d’uso, ma nel complesso ottimo esemplare su carta forte. ICCU, IT\ICCU\UMCE\002732. Salgado de Somoza, Francisco. Labyrinthus creditorum concurrentium Ad litem per debitorem communem inter illos causatam; cui acceditTractatus de libertate Beneficiorum, & Capellaniarum recuperanda, ab eodem Authore aliàs concinnatus. Cum decisionibus Sacrae Rotae Romanae, Materiam Labyrinthi Creditorum illustrantibus.Tomus Primus [Secundus]. Venetiis, Apud Paulum Balleonium, 1701. € 1.500 Due volumi in-folio (337x225 mm), legatura in pergamena rigida coeva, dorso a cinque nervi con titolo manoscritto in inchiostro bruno, cc. [6], pp. 588, cc. [58] al primo volume; cc. [2], pp. 84, cc. [9], pp. 40, [11], pp. 348, cc. [36] al secondo volume. Frontespizio del primo volume impresso in rosso e nero. Non comune edizione veneziana di questa importante opera sul credito, che contiene numerose sentenze della Sacra Rota di Roma in materia di liti causate dal prestito di denaro. Francisco Salgado de Somoza (1590-1664) fu un prelato galiziano laureato in utroque iure, che divenne vicario generale dell’arcivescovato di Toledo e membro del Consiglio di Castiglia per la protezione del Conte di Monterrey e del Conte-Duca di Olivares. Fu un ferreo difensore dei coloni agricoli dagli abusi perpetrati a loro danno dai latifondisti, anche quando la proprietà era di tipo ecclesiastico, come nel caso delle abazie benedettine. Pubblicò anche altri trattati, tra i quali Tractatus de Supplicatione ad Sanctisimum a Bullis et Litteris Appostolicis (1639) e Tractatus de regia protectione et oppressorum a causis judicibus eccelsiastici (1627). Buon esemplare, fresco e pulito. Provenienza: Firma di possesso Ex-libris Alexandri Coccori Politiani al frontespizio. Manca a Sapori, che registra altre edizioni. ICCU, IT\ICCU\LO1E\026243. Solo 5 copie nelle biblioteche pubbliche italiane. Savelli, Marco Antonio. Marci Antonii Sabelli J.C. Mutilianensis Varie Juris Resolutiones. In quibus quamplures Quaestiones Forenses, quotidiè occurrentes, perstrictè, & summatim juxtà veriores, & approbatas Doctorum opiniones, ac praecipuè Sacrae Rotae Romanae, deciduntur. Tomus Sextus. Parmae, Apud Haeredes Pauli Monti sub Signo Fidei, 1733. € 230 In-folio (352x230), legatura in piena pergamena, titoli e fregio vergati in inchiostro bruno al dorso, cc. [1, frontespizio], pp. lxxix, [1, marca], cc. [4, con altro frontespizio], pp. 195, [1], cc. [20, l’ultima bianca]. Bei frontalini, frontespizio in rosso e nero, capilettera xilografici. Testo su due colonne. Pregiata edizione parmense della Summa Tractatuum, compendio universale di diritto ad opera del giurista modiglianese Marc’Antonio Savelli, che fu impresso per la prima volta a Firenze nel 1679. Il presente volume costituisce la sesta parte dell’Opera Omnia del Savelli, pubblicata dal Monti in sei volumi. Marco Antonio Savelli (XVII secolo) si distinse in scienze legali, fu Auditore della Rota Criminale di Firenze e Cavaliere del S.O.M di Santo Stefano. Oltre alla Summa diversorum Tractatuum, pubblicò la Pratica Civilis et Criminalis, che tratta tutte le parti del diritto civile e criminale, amministrativo e statutario, e altresì ad forum saeculare, ecclesiasticum et coscientiae spectans. Questa vera e propria enciclopedia del diritto e delle scienze che gli sono affini fa del giureconsulto modiglianese il primo dei precursori del Codice Napoleonico. Qualche macchia, ma nel complesso buon esemplare, in barbe originali. Fontana, pars II, col. 218 (altre edizioni precedenti). Sapori, I, 2721 (l’edizione di Monti del 1717). ICCU, IT\ICCU\SBLE\014397. Savigny, Friedrich Karl (von). Traité de la possession d’après le principes du droit romain […]. Bruxelles, Société Belge de Librairie Hauman et Comp., 1840. € 400 In-4° (230x145 mm), legatura in mezza pergamena con angoli coeva su carta colorata a mano, tassello con titoli e fregi in oro al dorso, pp. [4, la seconda e l’ultima bianche], III, [1, bianca], 463, [1, bianca]. Fondamentale opera sul possesso del celebre giurista tedesco F.K.von Savigny. L’opera è incentrata sulla declinazione del concetto di proprietà nella materia giuridica, ovvero sull’acquisizione e la perdita, sull’interdizione del possesso, sullo juris quasi possessio e le modifiche che queste pratiche hanno subito nel diritto romano. Prima edizione in francese basata sulla sesta in tedesco, tradotta dall’avvocato Jules Beving. Friedrich Karl von Savigny (1779-1861) fu un celebre giurista, politico e filosofo tedesco la cui famiglia era originaria della Lorena. Compiuti gli studi in più università tedesche, fu ordinario di diritto in Baviera e poi a Berlino, fino al termine della sua vita. Scrisse un celebre trattato sul diritto di proprietà (Das Recht des Besitzes, 1803) e fu l’iniziatore della cosiddetta scuola storica del diritto. Dal 1842 al 1848 fu ministro per la riforma legislativa dello stato prussiano. Leggere ossidazioni e alcune rare gore, ma buon esemplare. ICCU, IT\ICCU\MIL\0289965. Savigny, Friedrich Karl (von). Ragionamenti Storici di Diritto […] tradotti dall’originale tedesco e preceduti da un discorso da A. Turchiarulo. Parte I. (II e III). Napoli, Tipografia all’Insegna del Diogene, 1852. € 200 In-4° (224x143 mm), mezza pelle su percallino color vinaccia, titoli e fregi dorati e impressi a secco al dorso, fogli di guardia color sabbia, pp. XLI, [3, la prima e l’ultima bianche], 145, [3, la prima e l’ultima bianche], 130, [2, l’ultima bianca], 135, [5, la prima e le ultime tre bianche], 88. L’opera giuridica di Friedrich Karl von Savigny tradotta in italiano ad uso di studiosi e avvocati. Fondatore della scuola storica del diritto, Savigny opponeva alla concezione positiva del diritto l’autorevolezza dello Ius commune, la consuetudine che, parallelamente alla legge scritta, vigeva ancora in Germania. Proprio nella tradizione giuridica di un popolo, infatti, risiedeva lo spirito tradizionale e nazionale: pertanto questa avrebbe dovuto avere un valore in quanto espressione del divenire storico della società. Friedrich Karl von Savigny (1779-1861) fu un celebre giurista, politico e filosofo tedesco la cui famiglia era originaria della Lorena. Compiuti gli studi in più università tedesche, fu ordinario di diritto in Baviera e poi a Berlino, fino al termine della sua vita. Scrisse un celebre trattato sul diritto di proprietà (Das Recht des Besitzes, 1803) e fu l’iniziatore della cosiddetta scuola storica del diritto. Dal 1842 al 1848 fu ministro per la riforma legislativa dello stato prussiano. Legatura abrasa ai margini dei piatti e rovinata alla cuffia superiore, le ultime pagine del volume presentano importanti lacune al margine laterale e inferiore che non interessano il testo; fioriture, specialmente al frontespizio; nel complesso, esemplare da studio. ICCU, IT\ICCU\NAP\0180248 e IT\ICCU\TO0\0397010. Savigny, Friedrich Karl (von). Sistema del Diritto Romano attuale. Torino, (Unione Tipografico Editrice), 1886-1888. € 1.300 8 volumi (224x140 mm), elegante legatura in mezza pergamena con doppio tassello in marocchino, titoli e decorazioni dorate al dorso, tagli colorati in inchiostro rosso. Ciascun frontespizio è preceduto da un’occhietto. Elegante edizione italiana della fondamentale opera del Savigny sul diritto romano, nella quale si riassumono le origini del diritto, la storia delle raccolte fondamentali realizzate nel tempo e le potenzialità dello studio del diritto romano per la giurisprudenza del tempo, in modo particolare a livello civile. La traduzione dal tedesco all’italiano fu effettuata da Vittorio Scialoja (1856-1933), docente di diritto romano presso l’università di Roma, socio e presidente dell’Accademia dei Lincei e più volte ministro del regno d’Italia. Friedrich Karl von Savigny (1779-1861) fu un celebre giurista, politico e filosofo tedesco la cui famiglia era originaria della Lorena. Compiuti gli studi in più università tedesche, fu ordinario di diritto in Baviera e poi a Berlino, fino al termine della sua vita. Scrisse un celebre trattato sul diritto di proprietà (Das Recht des Besitzes, 1803) e fu l’iniziatore della cosiddetta scuola storica del diritto. Dal 1842 al 1848 fu ministro per la riforma legislativa dello stato prussiano. Ottimo esemplare, in pregevole legatura. Provenienza: I. Ex-libris cartaceo al contropiatto anteriore del primo volume con l’iscrizione impressa Ex-Libris di Bonfanti Giuliano e una vignetta raffigurante il giudizio di Salomone. ICCU, IT\ICCU\PUV\0172063. Sirey, Carlo Alberto. Giurisprudenza del tribunale di cassazione o Compendio di tutte le sentenze di Rigetto e di Cassazione sopra de’ punti importanti del diritto e della procedura in materia civile […]. Milano, Dalla Tipografia di Francesco Sonzogno […], 1806. € 600 14 libri in 6 volumi in-8° (195x120 mm), legatura in mezza pelle su carta marmorizzata, nome dell’autore, titolo dell’opera, fregi e filetti decorativi impressi in oro al dorso, tagli colorati in inchiostro giallo. Imponente raccolta della giurisprudenza relativa alla Corte di Cassazione francese, ovvero collezione di sentenze presentate presso questo ente complete dell’introduzione fornita sul caso e delle motivazioni delle parti presentate in aula. La Cassazione fu istituita in Francia nel 1790 come organo di controllo sulle decisioni giudiziarie a garanzia dei privati cittadini. In Italia arrivò solo un decennio più tardi e, per questo, la presente edizione traduce in italiano le sentenze raccolte dal Sirey, in modo da fornire il neonato organo di un apparato di giurisprudenza di riferimento. Jean-Baptiste-Aimé-Auguste-Charles Sirey (1762-1845) fu un prelato francese che, allo scoppio della rivoluzione, dismise l’abito talare e divenne avvocato prima nella Corte di Cassazione, poi al Consiglio di Stato. È celebre per le sue raccolte di giurisprudenza. Alcune abrasioni lievi ai piatti e ai dorsi, lievi tracce d’umidità ad alcuni volumi, ma nel complesso esemplare molto buono. ICCU, IT\ICCU\LO1E\004415. Sirey, Jean-Baptiste-Aimé-Auguste-Charles;Villeneuve, Jean Le Moine de. Jurisprudence du XIXme siècle, ou table tricennale du recueil général des lois et des arrêts, en matière civile, criminelle, commerciale et de droit public […] Paris, A l’Administration du Recueil Général des Lois et des arrêts, et du Bulletin Officiel de la Cour de Cassation, 1834. € 120 In-folio (297x230 mm), mezza pelle su carta colorata a mano, dorso a quattro nervi con titoli dorati entro due tasselli rossi, fregi impressi in oro e a secco agli scomparti, tagli colorati in inchiostro giallo, ma originariamente spruzzati in rosso, pp. vij, [1], 1111, [1, bianca], [54]. Testo in francese, su tre colonne. Completa e puntuale raccolta del diritto francese del XIX secolo, contenente norme in materia dei diritto civile, penale, commerciale e pubblico. La materia è organizzata in forma di dizionario, con una successione di lemmi in ordine alfabetico che indirizzano il lettore verso le principali tematiche giuridiche. Il testo è ricco di rimandi ad autori moderni e a fonti del diritto. Jean-Esprit-Marie-Pierre Lemoine de Villeneuve (XVIII-XIX secolo) fu avvocato della corte reale, prima, e commissario della Repubblica di Francia dopo la rivoluzione. Jean-Baptiste-Aimé-Auguste-Charles Sirey (1762-1845) fu un prelato francese che, allo scoppio della rivoluzione, dismise l’abito talare e divenne avvocato prima nella Corte di Cassazione, poi al Consiglio di Stato. È celebre per le sue raccolte di giurisprudenza. Legatura consunta al dorso e ai piatti, alcune fioriture alle carte; nel complesso buon esemplare. Non in ICCU. Soarez, Manuel de Ribeira. Thesaurus receptarum sententiarum, quas vulgus interpretum communes opiniones vocat, in alphabeti seriem digestarum post omnes omnium ea de re lucubrationes […].Venetiis, Apud Io. Baptistam Somascum, & fratres, 1569. € 600 In-8° (150x100 mm), cartonato editoriale coevo, dorso con legacci a vista e lettera A vergata in inchiostro bruno al dorso, cc. [8], 252 [alle ultime carte una lacuna all’angolo superiore esterno interessa i numeri delle carte]. Alcune iniziali e fregi xilografici, testo in carattere romano e greco. Singolare raccolta di sentenze del XVI secolo, comunemente note con l’appellativo di communes opiniones. La materia è ordinata alfabeticamente e fornisce un’apparato di diritto consuetudinario del regno di Portogallo. Manuel Soarez de Ribeira fu un giureconsulto portoghese del XVI secolo formatosi presso l’Università di Salamanca, docente di diritto canonico. Si ricorda come eccellente grecista e latinista. Tracce d’umidità consistenti alle prime carte, interessate da un restauro datato al margine esterno, lacuna all’angolo superiore esterno dell’ultimo fascicolo e generale ingiallimento delle carte; nel complesso, esemplare da studio. ICCU, IT\ICCU\BVEE\009485. Edit16, CNCE 32789. Socini, Bartolomeo (et Alii). Regulae Iuris tam Civilis, quam Canonici, a diversis conscriptae ac collectae, quaeque hactenus diversis libris circumferebantur, nunc multo emendatiores quàm unquam antea, in unum volumen studiosorum gratiae congestae [...]. Lugduni (Lione), Apud Haeredes Iacobi Iunctae, 1565. € 1.500 In-folio (330x220 mm), legatura in pergamena morbida coeva, dorso a tre nervi con titolo calligrafico, pp. [48], 665, [3, bianche]. Testo su due colonne, iniziali e fregi xilografici. Ottima opera collectanea contenente le principali regole in utroque iure tratte dai grandi giuristi rinascimentali: Bartolomeo Socino, Pietro de Duenas, Francesco Turzano, Antonio Corseto, Ioannes Bernardus Dias, André Tiraqueau e il Damasio. Provenienza: Alcune note manoscritte in inchiostro bruno ai primi fogli di guardia che contengono una lista di nomi e note di natura commerciale. Alcune gore d’acqua ai margini del testo, ma nel complesso esemplare molto buono nella sua legatura originale. Edizione estremamente rara, non censita in ICCU. Nelle biblioteche pubbliche italiane risulta un’edizione lionese del 1565 per lo stesso stampatore, compatibile alla presente per pagine e schema compositivo; è dunque possibile che si tratti di una ristampa più comune di questa edizione. Socini, Mariano il Giovane. Commentaria cum profundissima, […] Pars Prima, super nonnullis infortiati titulis. Venetiis, (Società dell’Aquila che si rinnova), 1585. [legato con:] Socini, Mariano il Giovane. Commentaria cum profundissima, […] Pars Secunda, super nonnullis digesti novi titulis. Venetiis, (Società dell’Aquila che si rinnova), 1585. € 1.800 In-folio (417x275 mm), legatura in pergamena rigida, dorso a quattro nervi scoperti, rinforzato da bande di pergamena liscia e manoscritta, cc. [26], 220, 177, [1, marca]. Frontespizi in rosso e nero, testo su due colonne e iniziali xilografiche. Bell’edizione veneziana dei commentari di Mariano Socini il Giovane al Digesto nuovo e all’Infortiatum, parti del Corpus Iuris Civilis fatto approntare dall’imperatore Giustiniano. I testi, sebbene non pubblicati nel tradizionale formato universitario con il testo circondato dalle glosse, dovevano servire sia agli studenti della materia giuridica che a coloro che se ne occupavano già per professione. Mariano Socini (1482-1556) fu un giureconsulto senese della scuola di Bologna, nipote dell’omonimo Mariano Socini (o Sozzini) detto il Vecchio. Insegnò legge alle università di Pisa e Bologna, presso la quale prese la cattedra dell’Alciati. Buon esemplare, impresso su carta forte. Provenienza: Numerose glosse manoscritte in inchiostro bruno, tra le quali una nota di possesso vergata al frontespizio in cui si legge l’indicazione Pisis 1631. ICCU, IT\ICCU\UBOE\007952. Spada, Giovan Battista. Consiliorum Io. Baptistae Spadae Patritij Lucensis [...] Liber Primus [Secundus, Tertius]. Romae, Ex Typographia Nicolai Angeli Tinassi, 1658. Liber Secundus. Romae, Ex Typographia Varesij, 1661. Liber Tertius. Romae, Ex Typographia Ignatij de Lazaris, 1661. € 1.600 3 volumi in-folio (327x220 mm), legatura in pergamena rigida, dorso a cinque nervi con titolo manoscritto, cc. [11], pp. 726, cc. [59] al primo volume; cc. [24], pp. 1018, cc. [56] al secondo volume; cc. [18], pp. 980, cc. [53] all’ultimo volume. Stemma papale inciso al primo frontespizio. Lettera dedicatoria a papa Alessandro VII. Rarissima prima edizione dell’opera omnia di Giovan Battista Spada (1555-1623), patrizio lucchese. Lo Spada si laureò in utroque iure nella propria città natale e, recatosi a Roma, divenne avvocato concistoriale e del Fisco su nomina papale. In virtù della sua carica non potè esercitare la professione privatamente, ma fornì numerosi consigli e consulenze che furono pubblicati postumi a cura dell’omonimo nipote cardinale nel 1661. Leggere bruniture, ma ottimo esemplare. Provenienza: Sigla vergata in inchiostro bruno al frontespizio, presumibilmente la segnatura di appartenenza a una biblioteca religiosa. Fontana, pars II, col. 302. Sapori, I, 2861 ha la stessa edizione mancante del terzo volume. Raccolta di opuscoli legati agli ordini ecclesiastici, militari, e reali del regno di Sardegna Stamenti Sardi. Domande degli stamenti ecclesiastico, militare e reale del Regno di Sardegna. [legato con:] Manifesto giustificativo della emozione popolare accaduta in Cagliari il dì XXVIII. Aprile MDCCXCIV. [legato con:] Rappresentanza seconda rassegnata dai tre stamenti di Sardegna a S. S. R. M. relativa all’occorso in Cagliari nel giorno XXIL luglio MDCCXCV. [legato con:] Ragionamento compilato d’ordine e con approvazione dei tre stamenti del Regno di Sardegna e dai medesimi umiliato al Regio Trono. [legato con:] Rappresentanza terza rassegnata dai tre stamenti di Sardegna a S. S. R. M. nei XIV.Agosto MDCCXCV. [legato con:] Pezze originali di cui si fa menzione nel Ragionamento giustificativo rassegnato colla rappresentanza quarta dai tre stamenti del Regno di Sardegna a S. S. R. M. sotto li XXIV. Agosto MDCCXCV. [legato con:] Circolare de’ tre stamenti del Regno di Sardegna diretta a tutti i regnicoli. [legato con:] Rappresentanza quinta rassegnata dai tre stamenti di Sardegna a S. S. R. M. nei XXVIII. Settembre MDCCXCV. [legato con:] Ringraziamenti de’ tre ordini del Regno di Sardegna a Sua Sacra Reale Maestà ed a Sua Altezza Reale il signor Principe di Piemonte coll’aggiunta di due suppliche alla prefata M. S.. [legato con:] Aringhe proferite nanti Sua Eccellenza il signor Vicerè sedente in soglio con assistenza del Supremo Magistrato dai deputati dei tre ordini ecclesiastico, militare e reale sotto li IV. Luglio MDCCXCVI. [legato con:] Applausi poetici. Cagliari, Nella Reale Stamperia (1796 circa). € 500 In-4° (199x142 mm), legatura in mezza pelle con angoli su carta colorata, fregi e titoli in oro al dorso, tagli spruzzati in inchiostro blu, pp. [2], 19-21, [3, le ultime due bianche], 16, [8], 68, 10, [2, l’ultima bianca], 170, [2, l’ultima bianca], 24, 21, [3, le ultime due bianche], [32]. Raccolta di materiale legato all’autoconvocazione degli Stamenti Sardi nel 1793-94 e successivi movimenti insurrezionali: si tratta di rappresentanze inviate dal parlamento di Sardegna al principe sabaudo per rivendicare il diritto degli Stamenti di radunarsi ogni dieci anni e per rassicurare la corona della lealtà sarda alla luce delle speranze popolari di autonomia amministrativa sorte in occasione dell’autoconvocazione. Legatura abrasa al dorso, lievi ossidazioni, nel complesso buon esemplare. ICCU censisce solo alcune delle presenti pubblicazioni, singolarmente: Rappresentanza terza IT\ICCU\CAGE\003024, Circolare de’ tre stamenti IT\ICCU\CAGE\000201, Ringraziamenti de’ tre ordini in due voci diverse, sia IT\ICCU\CAGE\003034 che IT\ICCU\TO0E\066795, Aringhe IT\ICCU\CA GE\003035, Applausi poetici IT\ICCU\CAGE\003036. Struve, Burkhard Gotthelf. Bibliotheca selectissima juris accedunt Hen. Contelmanni adnotatones ubi praestantiora jurisconsultorum opera ad nostra usque tempora referuntur. Lavsannae, Sumptibus Friderici Redelii, 1762. € 800 In-4° (223x160 mm), legatura in piena pergamena rigida, nome dell’autore manoscritto al dorso insieme all’indicazione Biblioth. Select., tagli spruzzati in inchiostro rosso, pp. [2, l’ultima bianca], vij, [1], 100. Frontespizio in rosso e nero e alcune iniziali xilografiche. Edizione settecentesca della guida bibliografica al diritto del celebre giurista B.G. Struve ad opera di Migliorotto Maccioni, firmatario delle annotazioni con lo pseudonimo di Enrico Contelmanno. Il Maccioni, erudito professore di diritto ispiratosi al Tanucci, commentò numerosi classici del diritto ad uso dei suoi studenti, e tra questi figura la presente edizione dello Struve, ristampata ben cinque volte entro il 1765 autonomamente o in appendice alle opere del Thomasinus e dell’Heinecke. Nell’introduzione dell’opera, Maccioni riassume con trasporto la disputa italiana sulle Pandette che vedeva contrapporsi due grandi giuristi del tempo, B. Tanucci e G. Grandi, prendendo le parti del primo. Burkhard Gotthelf Struve (1671-1738) fu un erudito e giurista tedesco, nato a Weimar. Ottenne la docenza di storia e diritto a Jena, dove fu nominato bibliotecario dell’ateneo. Le sue pubblicazioni si collocano tutte nell’ambito della bibliografia giuridica. Henricus Coltemannus, al secolo Migliorotto Maccioni (1732-1811) fu giurista, docente di diritto civile all’Università di Pavia e, al termine della carriera, divenne vicedirettore dell’ateneo pisano. Nei suoi scritti giuridici adottò gli pseudonimi di Federico ed Enrico Contelmanno. Curò il riordino della prestigiosa biblioteca degli Averani, oggi nucleo fondativo della biblioteca universitaria di Pisa. Provenienza: Al frontespizio, timbro della Biblioteca Storico Francescana “P. Benvenuto Bughetti” S. Annunziata – Bologna. ICCU, IT\ICCU\RMGE\000091. Suarez, Francisco. Operis de virtute, et statu religionis […], Lugduni, Sumptibus Horatij Cardon, 1613-1625. € 750 Quattro volumi in-folio (357x220 mm), piena pergamena rigida, dorso a quattro nervi con titoli vergati in inchiostro bruno al primo scomparto, taglio originariamente colorato in inchiostro rosso, pp. [4], 662, [38, ultima bianca] al primo volume, pp. [8], 804, [40, ultima bianca] al secondo volume, pp. [12], 660, [40, ultima bianca] al terzo volume, pp. [16], 794, [46, ultime due bianche] al quarto volume. Frontespizi calcografici in rosso e nero a tutti i volumi, iniziali e fregi xilografici alle carte. Testo su due colonne. Monumentale opera di Padre Francisco Suarez, che contiene i pilastri fondativi della religione cristiana e la descrizione delle istituzioni che la reggono e delle norme, divine ed ecclesiastiche secondo le quali la cristianità si dovrebbe comportare. L’opera è piuttosto rara da trovarsi nei suoi quattro volumi: per tale ragione, come nel presente esemplare, essa si trova sovente nelle biblioteche che la possegggono formata da coppie di esemplari di edizioni diverse (cfr. ICCU). In questo caso i prmi due volumi sono stati stampati da Horatius Cardon nel 1613 e 1614, mentre gli altri due volumi dallo Jacobus Cardon in società con Petrus Cavellat nel 1624 e 1625. Tracce di ossidazione alle carte, gora d’acqua all’angolo inferiore esterno del quarto tomo, legatura leggermente danneggiata alle cuffie; nel complesso buon esemplare. Provenienza: Alcuni timbri di possesso ai volumi indicanti la permanenza di quest’esemplare presso la Biblioteca di Serra san Quirico, la Biblioteca Apostolica Vaticana e la Biblioteca dei Padri Bianchi di Roma. ICCU, IT\ICCU\RLZE\036617 (mutila degli ultimi due volumi), IT\ICCU\TO0E\043019 (mutila degli ultimi due volumi), IT\ICCU\RLZE\036618 (mutila dei primi due volumi). Tesauro, Carlo Antonio. De poenis ecclesiasticis, seu Canonicis Latæ sententiæ à Iure communi, & Constitutionibus Apostolicis, Decretisque sacrarum Congregationum, Praxis Bipartita. Omnibus Ecclesiasticis Iudicibus, Confessarijsque perutilis. Auctore r.p. Carolo Antonio Thesauro Societatis Iesu [...] Romae, Sumptibus Hermanni Scheus, Typis Ludouici Grignani, 1640. € 480 In-4° (224x160 mm), legatura coeva in pergamena morbida, titoli manoscritti in inchiostro bruno al dorso, pp. [80], 713, [3, le ultime due bianche]. Frontespizio impresso in rosso e nero, testo su due colonne, alcune iniziali e fregi xilografici. Emblema dei Gesuiti al frontespizio. Trattato del gesuita Carlo Antonio Tesauro sul diritto penale ecclesiastico. Il testo contiene una raccolta di sentenze emesse dai tribunali civili e canonici, costituzioni apostoliche, decreti pontifici e delle diverse sacre congregazioni. Nella seconda sezione dell’opera, Tesauro raccoglie in ordine alfabetico per tipo di crimine una serie di sentenze ecclesiastiche a mo’ di prassi esecutiva per giudici canonici e per padri confessori. Carlo Antonio Tesauro (1587-1655) figlio del conte piemontese Alessandro di Salmatore, fu docente di diritto all’università di Torino e penitenziere maggiore in San Pietro a Roma. Il presente testo, viene indicato dai repertori biografici come trattato di risoluzioni pratiche delle scommuniche (De Rossi-Della Chiesa, Scrittori piemontesi, savoiardi, nizzardi, registrati nei catalogi del vescovo F.A. della Chiesa e del monaco A. Rossotto. Nuova compilazione, Torino, Nella Stamperia Reale, 1790, p. 26). Fioriture e ingialllimento della carta dovuto al tempo; nel complesso, buon esemplare. Provenienza: I. Al frontespizio firma di possesso vergata in inchiostro bruno ai lati della marca Marius Albericius, che presumibilmente si riferisce al cardinal Mario Alberici, napoletano, vescovo di Neocesarea. Dopo la morte, avvenuta nel 1680, fu tumulato a Roma nella chiesa di S. Maria Maggiore. II. Timbro e segnatura della Biblioteca dei Padri Bianchi di Roma al frontespizio. III. Alcune brevi glosse manoscritte al margine inferiore. ICCU, IT\ICCU\RMSE\005978. Theophilus Antecessor (Fabrot, Charles Annibal). Theophili Antecessoris Institutionum libri IV. Parisiis, Apud Viduam Mathurini Du Puis, via Iacobaea, sub signo Coronae aureae, 1657. € 700 In-4° (243x175 mm), legatura in piena pergamena rigida, dorso a cinque nervi con il nome dell’autore e il titolo dell’opera vergati in inchiostro bruno al secondo scomparto, tagli spruzzati in inchiostro blu, pp. [16], 720. Frontespizio in rosso e nero con marca calcografica raffigurante una corona con il motto Donec totum ambiat orbem. Testo in caratteri greci, romani e corsivi, con bei fregi ed iniziali incisi in legno. Il testo delle Institutiones a cura di Teophilus Antecessor, uno dei compilatori incaricati dell’opera da Giustiniano in persona. Nel medesimo periodo in cui si era dato avvio alla riorganizzazione del diritto nelle Pandette, infatti, Giustiniano chiese ai giuristi Treboniano, Teofilo e Doroteo di creare un manuale che riassumesse le voci del diritto romano ad uso degli studenti dell’impero. Tale testo, le Institutiones appunto, rimase nei secoli un punto di riferimento per la materia di grande chiarezza espositiva, e fu pertanto utilizzato dagli studiosi come scheletro su cui strutturare i propri commenti. detto Charles Annibal Fabrot (1580-1659), giurista francese, studioso del diritto canonico e civile, parafrasa qui le istituzioni di Theophilus riproponendo l’originale testo greco (o la versione ritenuta la più filologicamente corretta di esso) con la traduzione latina nella colonna a fronte. Theophilus (detto Antecessor) fu un giurista bizantino vissuto intorno al VI secolo. La sua fama è legata alla compilazione delle Institutiones per Giustiniano, che egli probabilmente impostò ricalcando le Institutiones di Gaio e alla Parafrasi che redasse dell’opera. I suoi scritti ebbero larga diffusione all’avvento della stampa, pubblicati insieme al Corpus Iuris Civilis oppure con le Paratitla. Esemplare molto buono con lievi tracce d’ossidazione. Rara edizione: solo sei copie presenti nelle biblioteche italiane (ICCU, IT\ICCU\ FOGE\015726). Tiraqueau, André. Andreae Tiraquelli in curia Parisiensi senatoris Commentarii. In l. Boues. §. hoc sermone, ff. de verbor. signif.Venetiis, Francis. Bindonus excudebat, 1555. € 650 In-8° (151x100 mm), mezza pergamena su pergamena rigida moderna, dorso a cinque nervi con titoli, filetti e fregio manoscritti in inchiostro nero, cc. (28), 76. Bella marca tipografica con l’angelo che indica la strada a Tobia. Capilettera figurati. Rara edizione dei commentari giuridici di André Tiraqueau (1480-1558), giurista francese nominato consigliere del parlamento di Parigi nel 1541. Al suo tempo, il Tiraqueau ebbe fama di grande erudito non solo nelle discipline giuridiche, ma in tutti i rami del sapere umanistico, come dimostrato dalla sua attiva partecipazione alle attività del cenacolo intellettuale di Fontayle-Comte dove strinse amicizia con François Rabelais. Tra le sue opere si distinguono i trattati De nobilitate, De legibus connubilialibus e De poenis temperandis, interessanti non solo per l’apparato di citazioni greco-latine e le proposte innovative, ma soprattutto per l’ingente e puntuale opera di riordino degli istituti giuridici di diritto comune e consuetudinario. Ottimo esemplare. Provenienza:Al verso dell’ultima carta non numerata, due iscrizioni manoscritte presumibilmente dalla stessa persona in inchiostro bruno: la prima riporta il titolo dell’opera, la seconda recita La sig.ra Lugrezia favorirà di logiare questa sera un soldato del regimento di S. P. soministrandoli leto lume e da mangiare fin tanto che li fa di bisogno. P.B.C. Manca al Fontana, che cita solo edizioni successive. Manca a Sapori. ICCU, IT\ICCU\ TO0E\033928. Edit16, CNCE 23488. Valasco, Alvaro. Decisiones consultationum ac rerum iudicatarum In Regno Lusitaniæ […] Cum indice duplici, priore Consultationum in initio, & posteriore materiarum utroque, locupletissimo […]. Venetiis, Apud Jo. Baptistam, et Jo. Bernardum Sessam, 1597. € 900 In-folio (320x215 mm), legatura coeva in piena pergamena morbida (dorso restaurato), titolo dell’opera vergato in inchiostro bruno al dorso, frontespizio in rosso e nero, pp. [28], 263, [1]. Alcuni legni decorativi alle prime carte. Raccolta di Decisiones in ambito legale prese nel regno del Portogallo. La raccolta, costituita da sentenze e casi occorsi nella giurisprudenza portoghese, fu assemblata da Alvaro Velasco (15261593), regio senatore, avvocato della curia del Portogallo e professore di diritto alla celeberrima Università di Coimbra. Il testo fu redatto ad uso dei magistrati, dei giuristi, nonché degli studenti di diritto. La prima edizione di quest’opera, estremamente rara, fu stampata nel 1593 a Lisbona per i tipi di Antonio Alvarez. Bell’esemplare. Provenienza: I. Alcune note di possesso vergate in inchiostro bruno da mano antica cassate: al recto del primo foglio di guardia si leggono le parole Julij dodici, A fabriano e 1638, mentre in calce al frontespizio, si deducono il nome Jacobi e la sigla I.C. II. Glosse antiche manoscritte in inchiostro bruno ai margini del testo. III. Al recto dell’ultima carta, firma di possesso manoscritta ed ex-libris in forma di disco cartaceo con stemma a rilievo. ICCU, IT\ICCU\LIAE\001331; Edit16, CNCE 29639. Van Espen, Zeger Bernard. Opera Canonica, quae hactenus in lucem prodierunt [...]. Quibus accedit in hac secunda editione Commentarius in Canones et Decreta Juris Veteris ac Novi, et in Jus Novissimum. Lovanii, Sumptibus Societatis, Anno 1759. € 1.600 8 tomi rilegati in quattro volumi in-folio, elegante legatura in piena pergamena coeva con tassello in pelle ocra e titoli in oro al dorso, tagli rossi. Frontespizio in rosso e nero. Seconda edizione aumentata dell’opera del giurista e canonista lovanese Zeger-Bernard Van Espen (1646-1728), pubblicata postuma. Si tratta di un commento al diritto romano e al diritto moderno, ad opera del Van Espen, dottore in legge e docente dell’Università di Bologna. La professione giansenista del giurista traspare dalle sue opinioni in materia di diritto canonico che, nonstante la minaccia di reprimende, si rifiutò di modificare. Il suo rifiuto di allineare le sue affermazioni al contenuto della bolla papale Unigenitus, pertanto, gli valse una sospensione ad divinis dalla docenza. Tale punizione, che non fu mai ritirata, spinse Van Espen ad autoesiliarsi in una comunità giansenista ad Amersfoort, dove morì. L’influenza del suo pensiero teologico e giuridico perdurò per almeno due secoli, con un peso notevole sia in Olanda che in Italia. Provenienza: Ex-libris cartaceo Ignatius de Joannis Abbas. S. Ant. Ad Forum Fulvii Cath. Ecclesiae Casalen. Canonicus et Taurin. Ingen. 1790. ICCU, IT\ICCU\MILE\006521. Venerio, Fortunato. Sanctissimo Patri ac Domino Nostro Clementi XII Pont. Opt. Max. Rectae Fidei Cardines et Recta Fides. Auctore D. Fortunato Venerio, Presbytero Congregationis C.R. S. pauli Barnabita &c. Dogmatico-Scholasticarum Quaestionum. Tomus I. Romae, Typis Antonii de Rubeis apud Pantheon in via Seminarii Romani, 1736. [unito con:] Venerio, Fortunato. Sanctissimo Patri ac Domino Nostro Clementi XII Pont. Opt. Max. Humanae Infirmitatis Robur; idest De Divina Gratia. Auctore D. Fortunato Venerio, Presbytero Congregationis C.R. S. pauli Barnabita &c. Dogmatico-Scholasticarum Quaestionum. Tomus II. Romae, Ex Typographia Petri Rosati, & Josephi Borgiani in via Parionis, 1737. [insieme a:] Venerio, Fortunato. Sanctissimo Patri ac Domino Nostro Clementi XII Pont. Opt. Max. De Deo Homine Quaestiones Scholasticae, Dogmatica, Historicae. Auctore D. Fortunato Venerio, Presbytero Barnabita &c.Tomus III. Romae, Ex Typographia Petri Rosati, & Josephi Borgiani in via Parionis, 1738. [unito con:] Venerio, Fortunato. Sanctissimo Patri ac Domino Nostro Clementi XII Pont. Opt. Max. De Deo Uno et Trino Quaestiones Scholastico-Dogmaticae, Historicae. Auctore D. Fortunato Venerio, Presbytero Barnabita &c.Tomus IV. Romae, Ex Typographia Petri Rosati, & Josephi Borgiani in via Parionis, 1738. € 900 4 tomi legati insieme in due volumi in-folio, legatura in pergamena rigida coeva con titolo manoscritto al dorso, cc. (8), pp. 380 per il primo tomo; cc. (8), 346 per il secondo; cc. (8), pp. 382, cc. (1, bianca) per il terzo; cc. (8), pp. 324 per il quarto. Stemma papale di Clemente XII incise in legno ai frontespizi; bei capilettera, testatine e finalini xilografici. Rarissima edizione dell’opera omnia del Venerio. Bell’esemplare, fresco e pulito. Provenienza: Ex-libris di Cesare Maria De Vecchi, conte di Val Cismon, inciso da Bramanti al recto del piatto anteriore. Manca a Sapori. Viviani, Giuliano. Praxis Iurispatronatus acquirendi, conservando. illud, ac amittendi modos breviter continens. Denuo pluribus in locis aucta, et locupletata, & sac. Rot. Rom. Decisionibus firmata [...] In hanc postrema editione alijs quamplurimis eiusdem Sac. Rom. Rote Decisionibus posterioribus, ac nouissimis amplificata. Romae, Ex Typographia Andreae Phaei, 1648. € 450 2 parti in un volume in-folio, legatura in pergamena rigida coeva con titolo manoscritto al dorso, cc. [8], pp. 747, [1]; pp. 354, c. [1]. Frontespizio in rosso e nero, grande marca allegorica con armi cardinalizie incisa in rame al frontespizio. Lettera dedicatoria a Pietro Ottoboni. Non comune seconda edizione aumentata di quest’opera di Giuliano Viviani, vescovo e giurista pisano, pubblicata per la prima volta a Venezia nel 1620. Il testo raccoglie dalla giurisprudenza tutti gli accenni all’amministrazione dei giuspatronati, ovvero la pratica per cui a una famiglia veniva affidato l’altare di una chiesa perché lo mantenesse e lo decorasse. La seconda parte dell’opera contiene delle Decisiones della Sacra Rota Romana in materia di Praxis Iurispatronatus, qui pubblicate in prima edizione. Giuliano Viviani (1581-1641) nacque a Pisa e prese i voti in giovane età, dimostrando ben presto talento per le lettere e gli studi giuridici. Protonotario apostolico della diocesi pisana, percorse numerose tappe della carriera ecclesiastica fino al titolo di Arcivescovo di Cosenza. Normali arrossature, ma buon esemplare. Fontana, pars II, col. 418. Manca a Sapori che di quest’opera registra (I, 3193) soltanto un’edizione successiva. ICCU, IT\ICCU\TO0E\073416. Wolff, Christian. Institutiones Juris Naturae et Gentium in quibus ex ipsa Hominis Natura continuo nexu Omnes obligationes et jura omnia deducuntur auctore Christiano L. B. De Wolff [...].Venetiis, Apud Josephum Orlandelli nomine q. Francisci ex Nicolao Pezzana, 1792. € 280 In-8° (180x115 mm), legatura in mezza pelle su carta marmorizzata nei toni del rosso e dell’azzurro, fregi dorati e tassello verde al dorso con titoli impressi in oro, tagli spruzzati in inchiostro azzurro, pp. xii, 460. Alcune iniziali e fregi xilografici. Il diritto naturale e il diritto civile: breve ed esaustivo compendio delle teorie giuridiche di Christian Wolff, forse il più eminente illuminista tedesco vissuto tra Leibnitz e Kant. Il trattato sintetizza le norme del diritto civile alla luce della corrente giusnaturalista, ovvero secondo la convizione che esistano un diritto naturale, derivato dal buonsenso e dalla natura comune degli esseri viventi, e un diritto positivo, creato ad hoc dalla comunità civile ed espresso tramite le norme scritte dai legislatori.Tra i più celebri esponenti del Giusnaturalismo con Wolff si trovano Ugo Grozio, John Locke, Samuel Pufendorf e Immanuel Kant. Christian Wolff (1679-1754) fu un celebre filosofo e giurista tedesco. Si ricorda per la sua vasta produzione scientifica sia in latino che in tedesco riguardo tutti i rami del sapere, dalla filosofia, alla teologia, dalla cosmogonia al diritto. Si interessò particolarmente all’economia e alla pubblica amministrazione, caldeggiando la loro introduzione tra le discipline accademiche con un risvolto, però, fortemente pratico. Leggere fioriture alle carte e cuffia di testa leggermente usurata; nel complesso, esemplare molto buono. ICCU, IT\ICCU\MILE\008761.