CONSIGLIO PROVINCIALE DI MILANO
Processo verbale dell'adunanza del 13 gennaio 2005
Addì, tredici gennaio duemilacinque, in Milano, nell'Aula consiliare di via Vivaio n.
1, si è riunito il Consiglio provinciale per la trattazione degli argomenti iscritti agli
ordini del giorno ordinario e supplementare uno diramati in data 13 gennaio 2005,
con atti provinciali n. 1637/2005/4662/2004.
A norma dell'art. 34 dello Statuto, la Presidenza dell'adunanza viene assunta dal
Presidente del Consiglio provinciale, Vincenzo Ortolina.
Partecipa alla seduta il Segretario generale della Provincia, Avv. Antonino Princiotta.
Alle ore 16.35 il Presidente del Consiglio invita il Segretario a procedere all'appello
nominale dei presenti.
Rispondono all'appello i seguenti trentasei Consiglieri:
Ortolina Vincenzo
Albetti Roberto
Angiuoni Pierluigi
Ariazzi Costanzo
Arrigoni Vittorio
Barbaro Mario
Bruschi Marco detto Max
Calaminici Arturo
Caputo Roberto
Cavicchioli Arianna
Censi Arianna Maria
Clerici Michele
Dapei Bruno Giorgio
De Gaspari Mario
Del Nero Paolo
Foglia Giuseppe Maria
Fortunati Ombretta
Frassinetti Paola
Gaiardelli Andrea
Gatti Massimo
Greco Luigi
Grimoldi Paolo
Guerra Luca
Lombardi Ruggiero
Maestri Pietro Maria
Malinverno Marco
Meroni Fabio
Modugno Roberto
Musciacchio Camilla
Nobili Ernesto
Pezzoni Alessandro
Pioli Pier Mauro
Pozzati Vittorio
Re Marco
Scarano Giuseppe
Tranquillino Luigi
Sono altresì presenti gli Assessori provinciali: Barzaghi, Corso, Grancini e Vimercati.
Constatato che l’adunanza è valida per legalmente deliberare, il Presidente del
Consiglio, dichiarata aperta la seduta, così si esprime: “Cari Consiglieri, ben trovati.
Questa prima adunanza della nostra assemblea del 2005 è segnata dal dolore e dalla
preoccupazione per le gravi conseguenze del maremoto che ha colpito il Sudest
Asiatico il 26 dicembre, causando l’onda anomala, l’ormai tristemente noto tsunami,
che ha devastato e ucciso decine di migliaia di persone in Indonesia, Sri Lanka, India
e Thailandia, fra indigeni e frequentatori vacanzieri di quei luoghi di sogno mutatosi
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in incubo. Si tratta di una di quelle tragedie epocali che segnano la storia e la
memoria degli esseri umani, costringendoli a meditare sulla nostra debolezza rispetto
alle forze di una natura spesso ferita dalle nostre opere e da essa imbrigliata, ma non
completamente doma e capace di vendicarsi nelle forme più devastanti.
La Provincia di Milano ha partecipato da subito alla raccolta di denaro per i soccorsi
da inviare in forma di cibo e di medicinali alle popolazioni più colpite dalla tragedia.
Chiederò poi all’Assessore Corso, a nome della Giunta, di illustrarci quali sono le
iniziative messe in atto e da mettere in atto su questo argomento da parte della
Provincia. La Provincia si è attivata, ma è chiaro che questo è ben poca cosa nel
momento in cui non si manifestasse, da parte di tutti i Governi del mondo, la sincera
volontà di aiutare coloro che sono stati colpiti negli affetti e nei beni, soprattutto
correggendo taluni elementi della politica economica internazionale, a partire dal
debito dei Paesi più poveri.
Vorrei poi ricordare, nel cordoglio generale per le vittime, ed in particolare per i
nostri connazionali e nell’augurio di pronta guarigione per i feriti, un augurio
particolare vorrei riservarlo ad una giovane collaboratrice di un gruppo consiliare di
questa Provincia che, al termine di una drammatica avventura è tornata in Italia pochi
giorni dopo il disastro ed è ora ricoverata in ospedale.
Un altro grave lutto ha colpito il nostro Paese con il disastro ferroviario nei dintorni di
Bologna, che ha causato la morte di 17 persone, per lo più pendolari, fra cui alcuni
cittadini della nostra Regione e Provincia. Sono in corso indagini amministrative e
penali per accertare le cause di questo disastro, e sarebbe temerario da parte nostra
voler anticipare alcunché. Credo però che il ripetersi di incidenti come questi ci dica
di una certa arretratezza nel nostro modello di trasporto su rotaia, che dovrebbe essere
aggiornato secondo gli standard di un Paese post industriale.
Dicevo prima che al termine del mio intervento e di quello successivo darò la parola
all’Assessore Corso per renderci conto di come si è mossa la Provincia in relazione
alle vicende del sud est asiatico. Cedo invece ora la parola alla Vice Presidente
Cavicchioli per la commemorazione di un altro lutto che ha colpito in particolare il
nostro ente, con la scomparsa di Novella Sansoni che guidò la Provincia dal 1980 al
1983.”
Nel frattempo sono entrati in aula gli Assessori Casati e Ponti ed i Consiglieri Ezio
Casati e Gavazzi. (presenti 38)
Vice Presidente Cavicchioli: “Ci ha lasciato il 6 gennaio Novella Sansoni. Novella
Sansoni è stata una militante importante del Partito Comunista Italiano ed ha
rappresentato per la Provincia un riferimento importante, ha svolto la funzione di
Consigliere provinciale dal 1964, ha svolto la funzione di Assessore provinciale alla
cultura e alla pubblica istruzione, e dal 1983 al 1985 ha svolto la funzione di
Presidente della Provincia di Milano. Una figura di spicco e di grande interesse per il
milanese, per Milano. Lei ha rappresentato anche la prima, ad oggi la seconda donna
Presidente della Provincia. Ha svolto grandi iniziative per quello che riguarda Milano,
soprattutto la Provincia. Ha istituito grandi attività nel campo della cultura, con
Musica nel nostro tempo, dando valore e grande valenza alla musica nell’arte
contemporanea. Ha istituito il sistema bibliotecario come sistema che coinvolgeva i
Comuni della Provincia, dando valore alla funzione della Provincia. Ha istituito la
prima mostra internazionale, unica mostra internazionale del libro a Milano. Come
Assessore e Presidente ha imposto alla Provincia l’acquisizione del Dal Verme. Fu
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sua questa iniziativa, come sede per l’orchestra della Scala. Credo che tutte le attività
che ha svolto siano di interesse importante per quello che è stato, per quello che
rappresenta la cultura nella nostra Provincia, e credo che Novella ha lasciato
veramente un grande segno. A lei un ricordo per quello che ha svolto e condoglianze
ai suoi familiari.”
Nel frattempo sono entrati in aula l’Assessore Brembilla ed il Consigliere Esposito.
(presenti 39)
Presidente del Consiglio: “Propongo a questo punto un minuto di silenzio per tutte le
vittime che abbiamo commemorato.”
Il Consiglio osserva un minuto di silenzio.
Presidente del Consiglio: “Vi ringrazio. Do la parola all’Assessore Corso sulla
questione degli interventi della Provincia, poi apriamo gli interventi ex art. 83,
durante i quali ovviamente i Consiglieri possono esprimere tutte le valutazioni anche
rispetto alle vicende che sono state da me ricordate.”
Assessore Corso: “Grazie Presidente. Cari Consiglieri, io se penso ad un mese fa
quando nell’ambito della discussione delle commissioni consiliari abbiamo ragionato
sulla protezione civile, mai più pensavamo che a un mese di distanza oggi eravamo
qui a ridiscutere le modalità organizzative di intervento da parte della protezione
civile all’interno di un Consiglio per situazioni drammatiche, catastrofiche, così come
sono state relazionate in apertura dal nostro Presidente del Consiglio. La protezione
civile si è trovata in una fase difficile, immediatamente attivatasi il giorno 26, in
coincidenza con l’evento della catastrofe e per inquadrare le azioni che abbiamo
operato all’interno della Provincia, con la definizione di una delibera varata
all’interno della Giunta ieri, mi permetto di sottolineare il percorso che abbiamo
seguito e in quale ambito le azioni non solo della Provincia di Milano ma di tutte le
Province lombarde e delle regioni a livello nazionale si devono oggi attestare rispetto
agli interventi umanitari, rispetto alle emergenze, rispetto agli interventi a breve
termine, a medio termine e a lungo termine.
Siamo dentro una scansione operativa frenetica, in stretto raccordo con tutte le
sinergie che interagiscono all’interno e con la protezione civile, quindi io vorrei
riferirmi in primis all’attività a livello nazionale, che è stata la prima struttura
intervenuta nel teatro operativo ed è stata subito eseguita nella notte tra il 26 e il 27
dicembre, con l’intervento del dipartimento di protezione civile a livello nazionale, in
forza dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri che ha organizzato tre
team, quindi immediatamente alle Maldive, nello Sri Lanka, in Thailandia, con
l’obiettivo primario di riportare i turisti italiani coinvolti nella catastrofe e fornire
aiuto alle popolazioni colpite. Questo è stato un intervento immediato, poi si è
strutturato il coordinamento generale di tutte le iniziative italiane, ed è stato
comunque sempre garantito questo coordinamento a livello del Ministero degli esteri,
prima attraverso l’unità di crisi alla Farnesina, poi attraverso la direzione della
cooperazione e dello sviluppo. Queste sono state le fasi di primo approccio, perché i
Paesi coinvolti sono 7: Indonesia, Sri Lanka, Thailandia, India, Maldive, Malesia e
Somalia. Però solo 3 di questi 7 hanno ufficialmente richiesto aiuti internazionali:
Indonesia, Sri Lanka e Thailandia. Anche se l’Indonesia ha poi chiesto il ritiro degli
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stranieri dall’area di Banda Aceh entro marzo per ragioni militari, ben sapendo che
siamo dentro un territorio dove ci sono guerre dimenticate dal mondo e che le
carneficine e le lesioni dei diritti umani sono quotidianamente violati.
Gli aiuti italiani si dovranno concentrare, per scelta del Ministero degli esteri e del
Dipartimento di protezione civile, in questa fase prioritariamente sullo Sri Lanka, per
cui tutti gli interventi devono essere convogliati su questo ambito territoriale.
Sulla situazione degli aiuti nell’ambito internazionale, a livello economico ci sono
due fonti di finanziamento, abbiamo un carattere pubblico e si parla di circa 70
milioni di euro da individuare in un apposito provvedimento legislativo che sarà
appositamente approntato con caratteri d’urgenza, che saranno gestiti direttamente dal
Ministero degli Esteri e dalla Cooperazione allo sviluppo. La seconda fonte è quella
dei privati, derivante da donazioni attraverso sms, dove sono stati raccolti circa 42
milioni di euro. Queste sono le fonti cui si fa riferimento. Questi secondi sono affidati
al Dipartimento nazionale della protezione civile nazionale che li userà avvalendosi
del Comitato dei Garanti che è stato istituito, già nominato dal Governo, che si è già
insediato il 10 gennaio scorso a Roma.
In particolare, il Dipartimento di protezione civile, ha individuato i siti dove
realizzare le opere e potersi avvalere del fondo di 42 milioni, con preferenza per una
fase di ricostruzione di ospedali, scuole, centri di accoglienza per minori, quindi
opere di urbanizzazione primaria rispetto ai bisogni di ripristino degli acquedotti, dei
potabilizzatori, impianto di smaltimento di rifiuti, reti fognarie anche di emergenza,
ripristino delle viabilità e linee ferroviarie. Non sono state ancora però definite le
modalità di interazione tra il Dipartimento di protezione civile, enti locali, e quindi il
raccordo con le Regioni, le Province e i Comuni per poter andare a coordinare e
realizzare questi progetti la cui scansione temporale citavo prima. Quindi c’è la
possibilità che le Regioni e gli enti locali intervengano con propri fondi, o di privati o
sponsor, per realizzare altre opere, in sinergia e stretto coordinamento con il
Dipartimento di protezione civile nazionale.
Comunque è fondamentale, e sottolineiamo questo perché poi si trovano anche le
ragioni delle azioni che la Provincia ha svolto fino ad oggi, che queste iniziative siano
concordate preventivamente con il Dipartimento di protezione civile e che si evitino
operazioni spontaneistiche e scoordinate, così come si stanno prefigurando sul
territorio nazionale, che incontrerebbero ostacoli definiti insormontabili da chi a
livello locale oggi ci riferisce, a livello di dogane e polizia di Sri Lanka, senza contare
i problemi logistici del trasporto e quant’altro. Per cui nulla deve essere fatto in
maniera spontanea ma tutto dovrà essere coordinato dal Dipartimento nazionale di
protezione civile.
Infine, noi abbiamo il distaccamento già attivo del Dipartimento nello Sri Lanka, con
un suo distaccamento, quindi vi sono già i contatti con le organizzazioni non
governative italiane presenti, per coordinarne tutte le iniziative. Inoltre, a livello
nazionale è stato chiesto alle Regioni di farsi carico, ove possibile, quindi non si
escludono altri livelli di coordinamento, del coordinamento delle iniziative originanti
dal proprio territorio, cioè quantomeno da tutte le Province, i Comuni, aziende
municipalizzate o aziende regionali, proprio per semplificare il rapporto con il
superiore coordinamento nazionale svolto dal Dipartimento, in stretto collegamento
con il Ministero degli esteri.
Il Ministero degli esteri in questa fase ragiona in un’ottica più di lungo periodo,
quindi una programmazione che dovrà vedere le progettazioni su una fascia di 6-8
mesi, ad oggi sembra il raggio di azione diretta dal Dipartimento di protezione civile.
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In particolare, intende coordinare, il Ministero degli esteri sempre, queste iniziative
con i 70 milioni di euro non ancora stanziati ma promessi, di fondi pubblici, per cui
siamo di fronte ad una disponibilità non immediata ma sarà una disponibilità
programmata, non appena verrà prodotto il decreto in questo senso. Le iniziative delle
organizzazioni non governative comunque devono tenere conto di quanto già sta
realizzando o realizzerà il Dipartimento sui luoghi più colpiti.
Si sta cercando di costruire in Lombardia un progetto, con la partecipazione delle
Province, costituendo quindi livello di coordinamento su un tavolo politico e tecnico,
che sarà un progetto dettagliato, di cui poi renderemo conto anche all’interno di
questo Consiglio.
Una breve riflessione sulla situazione logistica entro la quale noi andremo ad operare.
Ebbene, la situazione dello Sri Lanka, zona di eccellenza, quindi punto di riferimento,
è stata descritta come una situazione molto difficile sia per quanto riguarda le
comunicazioni interne, sia in termini di comunicazioni telefoniche o satellitari, sia in
termini di vie di comunicazioni percorribili. Per cui siamo di fronte, rispetto alla
comunicazione, ad un problema grandissimo, che deve essere immediatamente
affrontato con caratteri emergenziali. Le ferrovie, di fatto, non raggiungono le aree
colpite e non sono state in alcun modo ripristinate, questo è un rapporto che fa
riferimento fino a ieri sera, le notizie sono aggiornatissime. Le strade sono intasate, in
pessime condizioni e spesso nelle aree colpite sono inesistenti, perché distrutte dallo
tsunami, si tratta per lo più di strade costiere. Il tempo di percorrenza da Colombo,
capitale dello Sri Lanka, zona di riferimento per l’atterraggio dei voli partiti da
Malpensa, a Trincomalee nel nord est, sede di molte iniziative italiane e della
struttura più importante del dipartimento in loco, è per darvi la sensazione di come
sono i tempi per poter raggiungere alcuni luoghi, di 8 ore in auto e quasi 20 ore con
mezzi pesanti. La merce in arrivo viene stoccata in magazzini all’aeroporto di
Colombo e incontra grandi difficoltà per lo sdoganamento. Si è parlato di ostacoli
insormontabili sull’efficiente distribuzione degli aiuti, anche per l’enorme e
scoordinato afflusso di aiuti da ogni parte del mondo, cioè si è aperta una
competizione umanitaria che va ricondotta ad una progettualità, perché se le stesse
nazioni non si coordinano a livello europeo su queste cose, l’acqua potabile che
arriva, se non preventivamente sdoganata e concordata con chi poi raccoglierà e
distribuirà, rischia di rimanere lì e di non essere più utilizzata. Sono accorgimenti che
richiedono momenti forti di coordinamento per i quali anche noi stiamo contribuendo
in piccola maniera, così come stiamo facendo e come dirò. Peraltro non è stato
consentito, per questioni di disponibilità delle compagnie aeree, di portare dall’Italia
un elicottero smontato, messo a disposizione dalla Valle d’Aosta, senza
specificazione alcuna.
Nella conclusione del quadro generale, per il momento noi non dobbiamo e non
possiamo prevedere invii di personale volontario, di associazioni o di protezione
civile locale se non sono ritenuti necessari o ipotizzabili dal dipartimento nazionale
per l’organizzazione futura. Ci stanno dicendo: alt sulle emergenze perché non siamo
in grado di valorizzare quanto sta arrivando e non siamo in grado di coordinare
quanto già abbiamo in loco. Quindi, dopo questa prima fase di emergenza, in cui il
Dipartimento protezione civile ha già realizzato alcune tendopoli per i profughi,
autorizzate dal Governo dello Sri Lanka, si apre una seconda fase in cui, forse,
servono ancora ma probabilmente in maniera più limitata di quanto non lo sia oggi,
aiuti in mezzi e materiali, in particolare materiale sanitario e didattico, sembrerà
strano didattico ma poi dirò perché, da definire nei prossimi giorni. E’ importante,
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proprio per la particolare psicologia dei bambini e delle situazioni in cui si trovano i
minori, che possano avere dei segnali di continuità di futuro, quindi la cultura, la
didattica, la scuola, il poter continuare a fare delle cose su un percorso già
sperimentato prima e non interromperlo, è un fatto di grande rilievo di carattere
umano e culturale, per cui il materiale didattico è considerato alla stessa stregua del
materiale farmaceutico.
Comunque noi adesso avremo delle check-list, dove poi dirotteremo, all’interno delle
indicazioni che stiamo dando a tutti i Comuni per lo stoccaggio degli aiuti umanitari.
Per quanto riguarda la presenza di tecnici nei luoghi per poter affrontare la
ricostruzione, si deve tenere conto che il periodo perché possa essere efficace della
presenza tecnica professionale, debba vedere la permanenza di almeno 30 giorni in
loco di un professionista, quindi bisogna strutturare e programmare le cose anche in
termini di vaccinazioni, di coperture di carattere sanitario, che sono molto complesse
all’interno di questo periodo e quindi fare delle programmazioni a scansione, che
possano vedere questo tipo di modalità organizzativa.
Comunque, a livello nazionale viene chiesto alle Province e ai Comuni di
organizzarsi e di coordinarsi, i Comuni in particolare con le Province, per la
realizzazione dei programmi a medio e lungo termine, in particolare tenendo presente
la dimensione dello Sri Lanka, come per le altre zone, che andranno ad alimentare
peraltro le informazioni di andata e ritorno rispetto alle flessibilità dei progetti che noi
potremo incontrare. Sulla scorta di queste informazioni e di queste linee di tendenza,
di cui io mi sono sentita non solo di condividere all’interno della Giunta ma di poter
organizzare un piano di lavoro che fosse coerente con questo tipo di impostazione,
noi da subito in Provincia abbiamo costituito un tavolo di coordinamento strutturando
una serie di adesioni con la stesura di un apposito protocollo d’intesa, che ha visto la
partecipazione e l’adesione della Croce Rossa Italiana, dell’Unicef, della Caritas, di
Emergency, della Fondazione della Casa della Carità, per poter andare a sviluppare
tutta una serie di punti di cui adesso vi dirò e per i quali in parte ci siamo già
adoperati e in parte dobbiamo continuare invece lo svolgimento del lavoro.
Il primo punto che fa parte del protocollo è quello dell’istituzione del tavolo di
coordinamento per gli aiuti umanitari ai popoli indo/asiatici, fra i soggetti di cui vi
parlavo prima. E’ stato un atto essenziale, proprio per contenere le dispersioni e
perché questo tavolo possa avere un significato rispetto agli aspetti di gestione e di
comunità del primo atto politico che la Provincia ha fatto attraverso la presidenza, con
l’istituzione del numero verde per i versamenti in conto corrente che allo stato attuale,
almeno fino a ieri, dalle informazioni che abbiamo avuto all’interno della Giunta,
raggiunge una quota già versata di € 300.000. A questi poi saranno aggiunti altre fonti
di disponibilità, peraltro tutto il personale della Provincia, di concerto con l’Assessore
al personale e le OO.SS., volontariamente devolveranno un’ora del proprio lavoro,
così come hanno fatto altre strutture di lavoratori, lo stesso Comune di Milano, la
Regione, i Comuni, un po’ dappertutto questa solidarietà è stata organizzata. Quindi il
conto corrente rimarrà attivo ancora un bel po’ per poter permettere sia ai Comuni che
a tutti coloro che lo desiderassero, la concretizzazione e la visibilità del proprio
impegno.
Il secondo impegno che noi abbiamo consolidato come Provincia è quello di
coordinare le iniziative dei Comuni del territorio provinciale e delle associazioni del
volontariato che da subito si sono prodigate per orientare e facilitare la spedizione
delle iniziative di carattere umanitario. Ebbene, per questo abbiamo messo a
disposizione 24 ore su 24 il nostro nuovo centro polivalente di Agrate per lo
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stoccaggio del materiale, e dopo vi dirò con quali modalità, quindi le cose che
abbiamo concordato con l’Assemblea dei Sindaci e degli Assessori di protezione
civile tenutasi due giorni fa.
Nell’immediato, che cosa abbiamo fatto? Questo l’abbiamo fatto grazie alle
indicazioni che ci sono state date sia dalla protezione civile che da Caritas, per andare
immediatamente a realizzare un progetto denominato “Progetto Acqua” che, grazie
alla grande e straordinaria disponibilità, di cui io ringrazio, del Consorzio Acqua
Potabile, con tutti i Consorzi delle reti idriche che in sinergia con l’Assessore
Brembilla abbiamo costruito per poter dare delle risposte immediate, che si sono
concretizzate con una immediata disponibilità prima della fine dell’anno di 2
depuratori, cioè 2 strutture per la potabilizzazione dell’acqua e 50.000 litri di acqua,
questi sono già spediti, arrivati, efficaci, già operanti, e nel contempo con un immane
e straordinario lavoro da parte del Consorzio nell’andare a produrre ulteriori 50.000
litri di acqua e costruire altri 5 depuratori e potabilizzatori che sono stati inviati, sono
partiti da Malpensa questa mattina alle 6, peraltro mi hanno telefonato che hanno
dovuto fare uno scalo tecnico nei Paesi degli Emirati Arabi per poter raggiungere poi
Colombo, con i problemi di atterraggio di cui parlavo prima. Grazie a questo e alle
disponibilità anche di concorso, compartecipazione di carattere economico alle
realizzazioni di progetti in loco sulla ricostruzione, sulla costruzione di pozzi o
quant’altro, vi è una grandissima non solo disponibilità ma un’eccellente
professionalità che sta accompagnando, all’interno di questo aereo, anche le modalità
di attuazione di questi potabilizzatori che se sono consegnati e non però addestrate le
persone che dovranno utilizzarli, rischiano di essere inutilizzati. Per cui abbiamo
contestualizzato la partenza di questi aiuti con il personale tecnico, con il personale
della protezione civile è andato un responsabile del mio staff, che tra 6 ore
raggiungeranno la meta.
Il terzo punto già operativo è quello della costituzione di un focus point che abbiamo
organizzato assieme alla Casa della Carità, con Don Virginio Colmegna, quella delle
facilitazioni dei ricongiungimenti familiari delle comunità straniere. Questo è un
problema che abbiamo affrontato immediatamente perché eravamo tempestati di
telefonate rispetto alle informazioni, quindi abbiamo dato un ambito di riferimento sia
per le comunità straniere, sia per i parenti che non sapevano a chi rivolgersi per
informazioni. Ebbene, su questo noi stiamo lavorando in stretto accordo con la
Questura, per poter avere delle semplificazioni di carattere procedurale per quanto
riguarda i cosiddetti permessi di soggiorno, perché le persone che andranno nel luogo
del disastro abbiano la garanzia di poter ritornare. Su questo noi abbiamo trovato una
grande disponibilità e stiamo lavorando per perfezionare le richieste e gli atti di
carattere amministrativo. Sotto questo aspetto, il problema non si pone tanto per
quelli che partiranno ma per quelli che, poiché ormai rimasti soli, non potranno che
seguire la sorte del parente sopravvissuto, e che quindi dovrebbe rientrare in Italia con
le caratteristiche della procedura del ricongiungimento familiare. In questo senso, le
richieste che sono pervenute al focus point, sono già di 96 persone straniere della
comunità dello Sri Lanka, dove all’interno del centralino 24 ore su 24 si fa una
rotazione, una turnazione tra il personale della Provincia e i mediatori culturali che si
sono messi a disposizione delle comunità straniere, per potere, per una questione di
lingua, dare le informazioni corrette e per organizzare le partenze e poi i rientri.
Anche su questo abbiamo rilevato delle grandi disponibilità da parte di alcune
compagnie aeree, che hanno già messo a disposizione gratuitamente 100 posti per
poter raggiungere i luoghi ed altrettanti, con un secondo scaglione, quindi con la
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garanzia poi del rientro per queste prime partenze, del rientro a quota ridotta per la
quale sia la Presidenza che i nostri uffici di protezione civile si stanno interessando
per definire le quote di partecipazione e di sostegno in questo senso.
Il quinto punto riguarda la valorizzazione dell’offerta di volontariato e dei mediatori
culturali nell’ambito di quel percorso di cui vi parlavo prima rispetto agli interventi
mirati. Poi un intervento programmato sulle istituzioni pubbliche, i datori di lavoro
che sono interessati a favorire l’ottenimento di permessi per il personale dipendente,
per le attività di volontariato, con gli organismi umanitari e le ONG, nei luoghi colpiti
dalle catastrofi, perché erano già operanti in luogo le organizzazioni, prima che
avvenisse questa catastrofe. Per cui questo sarà un raccordo che sarà sviluppato dalla
mia collega Irma Dioli, titolare delle competenze della cooperazione internazionale,
in sinergia con il Dipartimento di protezione civile nazionale e locale, per
perfezionare tutti gli obiettivi che non possono essere super partes, ma debbono
rientrare in un progetto in particolare su Sri Lanka in quanto zona individuata a livello
nazionale dal Dipartimento, dal Ministero.
L’altro punto consolidato all’interno del protocollo è quello della realizzazione di un
progetto a medio e lungo termine, con l’obiettivo di adottare un territorio e ricostruire
il futuro. Noi abbiamo anticipato quelle che sono state le indicazioni di carattere
nazionale, quindi prendendoci carico di un’area territoriale dei paesi colpiti per un
intervento mirato alla sua ricostruzione, operando in primo luogo per un supporto
tecnico logistico, quindi con aspetti di carattere socio sanitario e bonifica dei territori
colpiti dalla catastrofe.
Con l’Unicef stiamo strutturando un progetto, quello denominato “Accompagnare il
futuro e i bambini”, rivolto innanzitutto ai bambini che sono rimasti orfani e a quei
minori a rischio di abuso e di traffici illeciti in un territorio dello Sri Lanka da
individuare. Il progetto si propone, insieme ad altri interventi di emergenza e di prima
accoglienza, di costruire alcuni percorsi di sostegno, sia da un punto di vista materiale
sia psicologico che educativo. Parallelamente però l’intervento non si ferma nei
luoghi del disastro, ma si prefigge un’azione preventiva nel nostro territorio, per
contrastare e arginare quei fenomeni di abuso e di turismo sessuale a cui assistiamo,
finalizzato a stimolare una cultura del rispetto della persona e quindi per il
riconoscimento degli inalienabili diritti e della solidarietà.
Questo protocollo è stato condiviso dall’Assemblea dei Comuni che abbiamo
convocato con gli Assessori di protezione civile, dove è stato sottoscritto da tutti il
protocollo. Protocollo aperto anche ad altri tipi di adesioni, quindi è un primo
protocollo di avvio di ragionamento, che ha visto da parte dei Comuni una grande
disponibilità sia a convergere le risorse nel conto corrente della Provincia per
uniformare la costruzione di un paniere che poi sia spendibile in un progetto a medio
e lungo termine, quindi la possibilità di poter continuare la nostra azione, di cui io
sicuramente nelle prossime sedute vi ragguaglierò, anche in apposita commissione
consiliare se i Consiglieri lo riterranno opportuno, su tutte le iniziative sulle cose che
ho testé detto.
All’interno di questo panorama, purtroppo, è successa una cosa spiacevole, che si
ripercuote all’interno dell’organizzazione del mio assessorato, che in concomitanza
con l’Assemblea dei Sindaci il mio responsabile di protezione civile, Adriano
Pipitone è stato colto da un malore grave, che lo vede tuttora ricoverato all’ospedale e
subirà un intervento chirurgico settimana prossima, perché adesso è impraticabile,
quindi siamo temporaneamente privati di un prezioso operatore che si è sempre
prodigato e che da subito, dal giorno 26 con me si è prodigato per attivare tutti gli
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interventi. Io mi auguro che questa cosa si possa risolvere presto e bene, nonostante
questo l’assessorato ha lavorato, continua a lavorare, in sinergia con tutte le risorse
della Giunta sulle quali all’interno, di volta in volta, secondo la progettazione, le varie
funzioni saranno chiamate ad esercitare le proprie attività professionali, penso ai temi
dell’agricoltura, peraltro nello Sri Lanka c’è un grosso bisogno di ricostruzione della
pesca, per esempio si parla del settore tessile, alcuni aspetti dell’agricoltura e
quant’altro. Vedremo poi come queste esigenze che oggi ci vengono richieste poterle
poi riportare in un ambito di progettazione e di programmazione.
Scusatemi se l’ho fatta un po’ lunga, ma era necessario inquadrare una posizione così
grave in punti che permettessero a tutti noi di capire e di ragionare.”
Nel frattempo sono entrati in aula il Vice Presidente Mattioli, gli Assessori Dioli,
Mezzi, Rotondi e i Consiglieri Accame e Patta. (presenti 41)
Presidente del Consiglio: “Io ringrazio molto l’Assessore Corso. Mi pare che il
ragionamento fatto, secondo il quale, in questo momento, è prioritario che ci siano
una regia e forti momenti di coordinamento, sia assolutamente condivisibile. Il
coordinamento è l’elemento essenziale da dover sottolineare, e che anche credo sia da
considerarsi positivamente il fatto che la Provincia intenda finalizzare in modo
preciso la raccolta dei fondi. A proposito dei quali, io ho già segnalato ai capi Gruppo
la proposta di contribuire anche noi, nel nostro piccolo, con una goccia, devolvendo
in pratica € 100 per ciascun Consigliere. In questo senso mi permetterò di scrivere
una lettera a tutti voi per precisare le modalità. Anticipo all’Assessore Corso che
chiederò ovviamente alla Giunta di riferirci periodicamente sugli sviluppi di questa
iniziativa e su tutte le azioni che la Provincia sta mettendo in campo.
Apro intanto la discussione ex art. 83, essendo evidente che si può “approfittare”
della presenza dell’Assessore per chiedere qualche eventuale chiarimento. Prego
Consigliere Albetti. Ha la parola Albetti.”
Consigliere Albetti: “Solo per ringraziare l’Assessore per la relazione che ha portato
in Consiglio. Siccome la proposta era stata fatta all’interno dei capi Gruppo, io ho
riportato la proposta all’interno del mio gruppo e il mio gruppo avrebbe deciso di
aderire alla tassazione di € 100, però avremmo intenzione di devolverla per
l’adozione a distanza di un bambino. Per cui, quando arriverà la lettera, noi la
modificheremo, non al fondo ma ad una adozione a distanza.”
Consigliere Caputo: “Innanzitutto anch’io esprimo i miei auguri di pronta guarigione
a Francesca, la collaboratrice della Lega Nord, sperando di rivederla al più presto in
Consiglio provinciale. Poi mi permetto di esprimere il mio cordoglio per i 17 morti
nell’incidente ferroviario di Crevalcore, un fatto molto grave, che ci deve far
riflettere, soprattutto legando alla situazione ferroviaria in cui versa la Provincia di
Milano e le Province limitrofe. I disguidi che sono avvenuti nell’altra giornata, che
hanno bloccato praticamente la linea ferroviaria Milano-Torino per 5 ore, ne sono un
esempio e bene ha fatto, credo, la Regione Lombardia a bloccare i fondi a Trenitalia,
che non ha assolutamente mantenuto gli impegni di aumentare il numero dei vagoni
previsti e soprattutto quello di ripristinare alcune fermate, che erano state concordate
con la Regione ed anche in base – io credo – all’ordine del giorno unitario che questo
Consiglio aveva approvato in merito a questa materia.
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Poi vorrei incentrare questo mio intervento, rispetto ad una questione che mi sta
praticamente a cuore, che è riemersa dopo mesi di silenzio sui giornali, in maniera
abbastanza forte, concreta e che riguarda anche, anzi soprattutto la Provincia di
Milano.
Riguarda la privatizzazione della SEA.
Questo Consiglio provinciale nel luglio del 2001 ha approvato una delibera in cui si
decideva di vendere il 4% e rotti del nostro pacchetto azionario, che assomma al 14,6
percento, quindi di dare al Comune di Milano mandato per vendere, insieme alle sue
quote, anche la nostra quota, il 4%.
Ovviamente poi la cosa venne bloccata, si fermò visto l’11 settembre, la crisi
dell’Alitalia ecc. ecc..
Ora la vicenda è tornata in essere ancora.
Su questo versante la Lega Nord ha espresso una posizione molto chiara all’interno
del Consiglio comunale di Milano.
Io ritengo che anche la Provincia dovrebbe su questo versante esprimersi, quindi
vorrei conoscere da parte del Presidente della Giunta Penati quali sono le intenzioni
della Provincia.
Io credo che se il prezzo di vendita fosse ancora quello del 2001, ovvero la
quotazione del 30% circa, compresa nella nostra quota, si aggirava sui 1.250 miliardi
di vecchie lire, quindi sui 600 e passa milioni di euro attuali, io credo che su questo
qualche ragionamento si potrebbe fare.
Se così non fosse, perché il mercato, ovviamente, ha subito degli scossoni molto forti,
la situazione, anche per quanto attiene agli aeroporti è completamente diversa rispetto
a tre anni fa, allora io credo che si debba andare a fare una riflessione inversa.
Però il problema sussiste.
Il Presidente Penati, nella discussione che abbiamo avuto, se non vado errato, il 9
dicembre sulla Milano – Mare, aveva parlato addirittura di possibile scambio
azionario tra il Comune di Milano e la Provincia di Milano, in questo scambio erano
previste anche le azioni SEA, rispetto ad un cambio di azioni Milano – Mare, quindi
vuol dire che siamo di fronte ad un’evoluzione rispetto a questa problematica.
Sono convinto che come la Milano – Mare anche la SEA sia strategica per la mobilità
e soprattutto per quanto riguarda la Provincia di Milano.
Noi abbiamo Linate sul nostro territorio, come Airport o City Airport, come si vuole
chiamare.
Quindi credo che debba essere mantenuta una presenza azionaria della Provincia di
Milano all’interno della SEA.
Credo che, invece, una piccola parte del nostro pacchetto azionario possa essere
messo in vendita se ci sono le condizioni economiche per farlo.
Allora io mi auspico che il Presidente Penati su questa, o chi per esso, anche
l’Assessore Mattioli ovviamente, ci venga a riferire su quelle che sono le decisioni
della Provincia, in merito a questa vicenda.
Credo che sia una vicenda importante, dirimente per la nostra Istituzione, che debba
vedere questo Consiglio coinvolto in una discussione aperta, franca e non può essere,
invece, questo Consiglio tenuto all’oscuro di tutto, ma semplicemente informato
attraverso notizie giornalistiche.”
Presidente del Consiglio: “E’ presente il Vice Presidente, il quale sicuramente ha
sentito l’intervento del Consigliere Caputo, ma sarà mia premura informare subito il
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Presidente Penati di queste valutazioni, quindi nel prosieguo delle nostre sedute,
sicuramente toccheremo questo delicato argomento.
Do la parola al Consigliere Barbaro, si prepari il Consigliere Frassinetti.”
Consigliere Barbaro: “Esprimo vivo apprezzamento a nome del Gruppo Consiliare
della Margherita, al Presidente del Consiglio provinciale, che estendo anche, non solo
in modo formale, non la vedo in Aula, all’Assessore Corso per l’ottimo lavoro
profuso, rispetto all’immane, infinita tragedia umana che ha vissuto il Sud-Est
Asiatico.
Sono state dimostrate ricchezze umane al di là ed al di fuori di ogni retorica, nobiltà
d’animo.
Si sono mobilitate le coscienze, fatemi passare questo termine, in una società che
talvolta rasenta il consumismo più becero, l’opulenza più assurda, sono scattati quei
sentimenti – dicevo – di grande rilevanza.
Volevo rivolgere all’Assessore Corso una preghiera.
Continuiamo il cammino...Assessore, mi sto rivolgendo a Lei gentilmente, Guerra
aspetta due minuti, altrimenti il tempo... Dicevo continuiamo il cammino intrapreso,
che lo ritengo molto utile, intelligente e la ringrazio per gli sforzi che ha compiuto,
ma non vorrei che sia soltanto una testimonianza sul piano delle mozioni.
Tra due mesi, tre mesi, quattro mesi ci dimentichiamo o rischiamo di dimenticare.
Dobbiamo continuare la nostra opera, non entro nel merito di quanto è stato fatto,
abbiamo speso tutte le energie che si potevano spendere.
Mi associo anch’io agli auguri di pronta guarigione per l’amica, la conoscente, per
rivederla presto al lavoro.
Io vorrei anche ricordare un ulteriore problema che si è verificato in questi giorni, non
più tardi dell’altro ieri, il problema dei pendolari.
Per l’ennesima volta, circa 2000 pendolari esasperati, che non riescono a raggiungere
con i mezzi pubblici, in questo caso le ferrovie, il proprio posto di lavoro, la scuola, o
quelli che sono i vari punti da raggiungere.
E’ diventata una situazione insostenibile, io sono d’accordo con il collega Caputo,
quando afferma che la Regione ha sospeso, ma non basta.
Quindi io mi impegno, a questo punto, in qualità di Presidente di Commissione, di
convocare la Commissione, approfondire ulteriormente questi ed altri aspetti del
trasporto, della viabilità ed in modo estremamente telegrafico, perché sono già 4
minuti e 15, o 16 secondi, per ricordare che dobbiamo assumere una posizione come
Provincia di Milano, rispetto alla SEA.
Ricordo che la Provincia detiene, lo ricordo per l’ennesima volta, il 15% del capitale
sociale.
All’interno di questa società che offre un importante servizio pubblico, ha 6000
dipendenti, ha un bilancio di circa 500.000.000 di euro.
Voglio ricordare – e mi fermo qui, per non farmi richiamare dal Presidente – che la
Provincia di Milano ancora oggi non ha un componente in seno al Consiglio
d'Amministrazione.
C’è un vuoto profondo per quanto concerne anche la strategia aziendale – e mi fermo
qui – nei cinque minuti, ringraziando.”
Consigliere Frassinetti: “Volevo un attimo parlare della questione con la quale è stato
iniziato questo Consiglio, sull’emergenza e gli aiuti per le popolazioni colpite,
aderendo, come diceva il capo Gruppo di Forza Italia, all’iniziativa, però mi riservo
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anch’io, come Gruppo di Alleanza Nazionale, di destinare questi fondi all’adozione di
un bambino.
Volevo anche cogliere l’occasione per ringraziare l’Assessore Corso per la sua
esposizione come al solito attenta, puntuale e per gli sforzi, la determinazione con cui
ha rappresentato la Provincia in questa triste vicenda.”
Nel frattempo è uscito dall’aula il Consigliere Del Nero. (presenti 40)
Consigliere Tranquillino: “Intanto Signor Presidente, rivolgo anch’io un saluto ai
colleghi, a Lei per l’inizio delle attività di questa Assemblea Consiliare per il 2005.
Poi nell’83 io ho qualche...
No, è l’articolo. La ringrazio, però penso che i colleghi abbiano consuetudine.
Vorrei inserire qualche ragionamento nelle mie comunicazioni.
Recentemente dalla stampa si è riparlato della Fondazione Policlinico Mangiagalli.
A nome del Gruppo di Rifondazione Comunista, voglio dire a quest’Aula, ai colleghi
della maggioranza ed ai colleghi dell’opposizione, che su questa Fondazione sono
stati evidenziati forti fattori di criticità, che lo stesso Presidente di Commissione
Politiche Sociali, Modugno, ha potuto visionare, attraverso uno studio condotto da
CGIL, meglio dire commissionato da CGIL ad uno studio legale, su tutti i problemi
inerenti questa Fondazione ed il suo governo, soprattutto la difficoltà di governo, oltre
che la sua missione, la sua ragion d’essere, le finalità. Per cui dovrebbe nascere
questa, anzi meglio sarebbe dire è nata questa Fondazione.
Dico questo a scanso di equivoci, perché sto preannunciando che verrà presentato un
documento su questa Fondazione, giacché, come ebbi modo di dire ieri sera al
candidato del centrosinistra Sarfatti, è nostra convinzione che nella sanità il privato
sia un elemento destrutturante, un elemento di competizione, che in qualche modo,
attraverso una legislazione come la 229, a suo tempo Rosi Bindi, sia pure con delle
modalità magari non condivisibili tatticamente, si era espressa. Ad esempio proprio
sulla libera professione all’interno degli ospedali, intramoenia, all’interno, quindi,
delle mura ospedaliere.
Questo per fare un esempio, Signor Presidente.
Per dire che cosa? Per dire che se è vero che l’elemento competitivo in un campo
com’è quello che attiene alla salute dei cittadini è un elemento che ha portato ad un
rigonfiamento della spesa e questi sono dati... guardate colleghi, se noi stimiamo che
la spesa sanitaria negli Stati Uniti ha superato il 14% del loro PIL, nulla di più facile.
Nulla di più facile è dimostrabilissimo, lo abbiamo visto, ci sono dinamiche che
falsano, con prestazioni inappropriate, o comunque sulla cui appropriatezza ci sarebbe
da fare degli studi approfonditi, perché poi sono prestazioni, spesso e volentieri, non
dovute, o, peggio, invece, negando, laddove ve ne è bisogno, in seguito alla spesa che
decolla, quelle prestazioni che sono per davvero irrinunciabili e fondamentali,
esattamente come sta succedendo da noi, in Regione Lombardia, dove sulla parola
d’ordine, libertà di cura, abbiamo avuto in cinque anni del precedente mandato la
bellezza di più di 4.500 miliardi di vecchie lire di sforamento della spesa, che era
destinata alla sanità.
Questo come prima cosa, dunque presenteremo un documento, che cercheremo di
rendere unitario, ma con il quale vogliamo sgomberare il campo da ogni equivoco,
perché noi crediamo che quando il partito dei DS, quando il partito della Margherita,
quando tutti i partiti che compongono questa maggioranza vanno a manifestazioni,
nelle quali magari lo slogan, il titolo recita: un altro mondo è possibile, ebbene, noi
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crediamo che lo si possa fare e lo si possa costruire insieme, però tenendo conto di
alcune questioni che è irrinunciabile considerare, perché quando non lo si facesse,
allora si ricadrebbe sempre nel vecchio vizio di una politica che parla un’altra lingua
e che allontana da sé i bisogni e gli stessi cittadini portatori di quei bisogni.
Signor Presidente l’altra questione, invece, era sui trasporti.
Sui trasporti, così come sulla tragedia che è accaduta...
Sono due questioni che vanno di pari passo, sul sud est asiatico, in entrambi i casi
abbiamo i due terzi delle linee italiane che sono a binario unico, era un dato che
emergeva stamattina.
Tra le altre cose io vorrei rivolgere un pensiero, Signor Presidente, a quel macchinista
che in queste ore si è tolto la vita, perché, evidentemente, il macchinista che si è tolto
la vita ha denunciato un disagio profondo, che è sconfinato nella patologia, proprio
perché costretti a lavorare in condizioni indicibili su linee obsolete ed in condizioni
che ti mettono di sentire tutta quanta la responsabilità quando ti porti dietro un treno
carico di passeggeri.
La seconda questione, invece, sul sud est asiatico devo dire che il Governo Italiano e
la maggioranza che regge questo Governo in Italia hanno dato pessima prova di sé.
Ero in Francia. Ho avuto modo di partire dopo che era accaduta la catastrofe, ma
Signor Presidente le assicuro che dai media francesi non ho sentito nulla che fosse
comparabile minimamente allo spettacolo indegno al quale ho dovuto assistere qui in
Italia, quando c’era la Protezione Civile, che confliggeva con la Croce Rossa e...
Ho chiuso, però devo dire una cosa: mi va bene ciò che ha detto il Consigliere
Barbaro, ma il pezzo dell’indegnità dello spettacolo a cui abbiamo dovuto assistere,
io, in un altro Paese Europeo, in questi giorni non l’ho visto, mentre qui in Italia,
invece, abbiamo per davvero visto squadernato, sotto gli occhi di tutti, quello che è
l’assalto alla diligenza di quelle che sono state le generose donazioni attraverso i
sentimenti del popolo italiano.”
Nel frattempo è entrato in aula l’Assessore Matteucci.
Consigliere Patta: “Sarò molto breve, perché in realtà, condividendo la relazione
dell’Assessore, i contenuti di analisi e di proposta, vorrei, però, introdurre un altro, un
ulteriore elemento propositivo che sottopongo ai Consiglieri e quindi un secondo
velocissimo di attenzione.
Noi abbiamo fatto un intervento, credo, significativo, in tempi utili, adeguato,
importante anche rispetto, se vogliamo, non per fare delle graduatorie, rispetto al
resto degli Enti Locali e delle istituzioni del nostro Paese, per quanto riguarda la fase
dell’emergenza.
Do una valutazione positiva di quanto fatto, di quanto operato.
Ritengo che la nostra Provincia, che questa Istituzione, questo Consiglio ed è qui la
proposta che debba continuare ad avere un ruolo importante, che superi il
plurimportante intervento d’emergenza e collabori, segua, contribuisca, si relazioni
per realizzare progetti sul dopo emergenza o, se volete, di ricostruzione.
Quindi la proposta che io faccio a questo Consiglio è, non avendo io quei precisi
strumenti tecnici, la metto così: che gli introiti che debbano ancora arrivare, perché
abbiamo aperto dei percorsi di finanziamenti, quelli che devono ancora pervenire, io
credo un ulteriore, anche magari non grosso, finanziamento deciso da noi, che abbia
la funzione di incentivo, rispetto ad ulteriori contributi, sia privati che di Enti Locali
Pubblici, con una finalità più specifica, l’istituzione di un rapporto con le ONG, che
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operano in loco, su questo non ho problemi a metterci d’accordo sulla scelta ecc., non
credo che tra di noi debbano sussistere problemi, con le ONG che operano in loco per
realizzare uno o due progetti significativi nell’ottica e nella prospettiva della
ricostruzione.
Vediamo quali sono gli strumenti tecnici, vediamo le forme di gestione, deleghiamo,
ovviamente, l’Assessore competente si farà carico ecc. ecc..
Però l’ottica, secondo me, è che noi manteniamo un rapporto e realizziamo un
qualcosa che abbia significato e segni significativamente anche la fase della ripresa e
della ricostruzione.
Tutto qui, Presidente.”
Consigliere Censi: “Risulta abbastanza difficile intervenire oggi in questo Consiglio,
dopo l’introduzione del Presidente Ortolina e l’intervento della Vice Presidente
Cavicchioli, vorrei aggiungere i ringraziamenti miei personali all’intervento
dell’Assessore Corso, all’impegno che il suo Assessorato e molti dipendenti della
Provincia ed anche i Gruppi di Protezione Civile e di volontariato di tutta la Provincia
di Milano stanno in questi giorni, in queste settimane facendo.
E’ un ringraziamento molto sentito ed anche molto partecipato, così come, aggiungo,
il mio cordoglio per i famigliari delle vittime dell’incidente ferroviario, ancor più
grave, perché tristemente preannunciato.
Vorrei aggiungere alcuni pensieri, a quelli che ha fatto quest’oggi la Vicepresidente
Cavicchioli in ricordo di Novella Sansoni.
Novella Sansoni, come ha ricordato la Vice Presidente, è stata una figura molto
importante per questa istituzione, lo è stata per molti anni, quasi vent’anni, come
Consigliere, come semplice Consigliere provinciale, lo è stata per molti come
Assessore alla Cultura, lo è stata alla fine del suo mandato amministrativo come
Presidente della Provincia di Milano, ma è stata soprattutto una donna che ha
trasformato l’istituzione, ha fatto conoscere l’istituzione.
La Provincia era per molti un luogo sconosciuto, una funzione sconosciuta, ne ha
valorizzato le capacità, le possibilità, ha valorizzato i Comuni, li ha messi in rete.
Ha cominciato un lavoro che, partendo non solo dal centro della ciambella, ma
valorizzando anche tutta la parte intorno, ne ha fatto il segno della sua attività
politica.
Ma Novella Sansoni era anche una donna molto speciale.
Una donna straordinariamente colta ed umanamente davvero particolare.
Io credo che, per chi l’ha conosciuta, per una generazione come la mia, che è stata
anche influenzata, molti di noi hanno cominciato a fare politica, perché hanno
incrociato lungo la strada amministrativa persone come Novella Sansoni, perché ci
sono quelle che hanno iniziato il percorso politico all’interno dei partiti, ci sono quelli
che si sono avvicinati alla politica, invece, attraverso il percorso amministrativo,
facendo i Consiglieri nei Comuni, poi gli Assessori e poi i Sindaci.
Ma hanno cominciato incontrando la politica in questa maniera e Novella Sansoni
sapeva mettere insieme l’amministrare e la politica, sapeva fare della politica
un’azione che cambia la vita delle persone o dà un’opportunità per cambiare la vita a
delle persone ed ha vissuto l’impegno amministrativo ed anche l’impegno
istituzionale con grande pazienza e con grande attenzione.
Io ricordo Consigli provinciali che avevano una disposizione diversa, c’erano le sedie
da questa parte, Novella Sansoni, che faceva la Presidente, che faceva la maglia.
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Non ha mai smesso di partecipare, pur facendo anche qualcos’altro, perché non le
bastava solo semplicemente stare qui.
Dico questo perché spesso nell’attività politica si unisce il ricordo personale ed il
ricordo politico.
Credo, Presidente Ortolina, le chiedo, insieme un dato politico di stima, di valore,
anche un punto di vista affettivo, di riconoscenza, che si faccia carico, che possa farsi
carico di organizzare insieme al Consiglio provinciale, ai capi Gruppo, al Presidente
della Provincia, un’iniziativa pubblica, istituzionale, in ricordo di Novella Sansoni,
della sua attività e di quanto profondamente ha trasformato, anche la vita di questa
Città, anche la vita di questa Provincia e – quindi – tesaurizzare il lavoro, la forza di
molti uomini e di molte donne che hanno attraversato la politica milanese.
Facendo questo riusciremo forse anche a portare questo tesoro avanti e noi stessi a
trasportare queste capacità.
La ringrazio molto.”
Consigliere Lombardi: “Anch’io, Presidente, mi associo, ovviamente, al cordoglio per
tutte le numerose vittime di questi ultimi giorni.
Detto questo, volevo incentrare l’attenzione del Consiglio, di quello che rimane del
Consiglio, visto che siamo in pochi qua, sulla questione dei pendolari.
Ben venga la dichiarazione del Presidente Barbaro, poiché come Presidente della
Commissione Trasporti, di incentrare l’attenzione della Commissione Trasporti
appunto, sulla questione dei pendolari.
Lo aveva già annunciato a seguito della mia presa di posizione sui pendolari di
un’altra linea, questa volta la Varese – Milano, quindi accolgo con favore il fatto di
ritornare sulla questione in Commissione.
Però devo dire che le dichiarazioni dell’Assessore Matteucci, in merito alla questione
dell’occupazione dei binari nella stazione di Vittuone, mi hanno lasciato un po’
perplesso.
Leggo la parte che, secondo me, sfocia un po’ nella demagogia e nella campagna
elettorale, su cui ormai siamo invischiati.
L’Assessore Matteucci accusa la Regione di scarsa attenzione nei confronti del
rafforzamento delle infrastrutture, del trasporto pubblico e ferroviario e di scarso
rispetto, in particolare, verso quei cittadini che usano i treni quotidianamente per
andare a lavorare.
Io, anzitutto, avrei pensato che fosse cosa opportuna da parte dell’Assessore prendere
le distanze da un’occupazione di binari che vuol dire interruzione del servizio
pubblico, vuol dire che 200 persone o meno di 200 persone possono decidere
dell’intera giornata lavorativa e non solo lavorativa di altre 2000 persone che erano in
attesa nella Stazione Centrale.
Per cui avrei, come persona delle istituzioni, gradito che l’Assessore Matteucci
prendesse le distanze da un metodo di lotta di questa maniera.
Poi vedo che la questione, voglio sottolineare come la questione dei trasporti, del
servizio dei trasporti ferroviari regionali sia estremamente complessa.
Per cui, di fronte anche a sensibili miglioramenti, ad esempio, che si sono avuti sulla
linea che mi vede pendolare, cioè la Varese – Milano, in parte anche per i correttivi
apportati a seguito dell’iniziativa di questo Consiglio provinciale, per cui il fatto di
portare gli argomenti all’interno delle istituzioni è un fatto positivo, che va colto con
entusiasmo, almeno da parte nostra e poi perché lo sforzo della Regione, ovviamente
passato il periodo di assestamento di questo nuovo funzionamento del passante
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ferroviario, passato quel periodo, ha iniziato ad essere a regime, per cui si sono avuti
dei benefici in termini di qualità del servizio, perché i treni adesso sono finalmente,
per la stragrande maggioranza, treni nuovi, ripeto, sulla linea Varese – Milano e il
servizio, almeno per quanto mi è dato di constatare, sono un pendolare giornaliero,
per cui è abbastanza attendibile la mia testimonianza, i ritardi sono pressoché
inesistenti e comunque giustificabili, rientrano nel sistema.
Il fatto di parlare in questa maniera, il fatto che l’Assessore Matteucci abbia fatto
queste dichiarazioni, vuol dire, secondo me, cavalcare un po’ il malcontento, che
nell’ambito di un trasporto così complesso come quello regionale, vedrà sempre delle
situazioni critiche.
Certamente l’immagine di miglioramento è notevole, noi dobbiamo tentare di
migliorare il servizio, però non cavalcare il malcontento in questa maniera.”
Nel frattempo è entrato in aula il Consigliere Zanello. (presenti 41)
Consigliere Bruschi: “Volevo un po’ tranquillizzare il Consigliere Casati, che mi ha
detto: ti vedo taciturno e perplesso.
Sì, sono taciturno e perplesso.
Perché devo dire che tutte le volte in cui ci sono delle grandi tragedie e vedo una gara
positiva di solidarietà, che mi fa indubbiamente piacere, vedo l’altra faccia della
medaglia, cioè vedo quello che è successo recentemente e non recentemente sul
grande capitolo degli aiuti, che, purtroppo, si è trasformato in qualcosa di
radicalmente diverso, rispetto all’aiuto ad un bisogno di popolazioni colpite da vari
tipi di calamità, da calamità naturali, a calamità belliche.
Quest’estate, ad esempio, ero a Reggio Calabria e mi è stato descritto con dovizia di
particolari cos’è successo nel corso della ricostruzione di Reggio Calabria, che, fra
l’altro, ha subito un secolo fa una tragedia simile a quella dello tsunami, perché il
terremoto di Reggio e Messina ha avuto, sia pur concentrato in un territorio limitato,
gli stessi effetti. Poi ho davanti a me Guerra, che dovrebbe essere un esperto in queste
cose.
La perplessità mi è aumentata anche dalla grande moltiplicazione di centri di aiuto, di
iniziative di aiuto che sono state profuse in queste settimane e devo altresì dire che
vedo con grande favore la cabina di regia che è stata formata su iniziativa del
Governo, la vedo con grande favore, perché al suo interno ci sono persone di indubbia
capacità tecnica e di indubbia statura.
Penso, e mi piace ricordarlo in quest’Aula, a Emma Bonino che sugli aiuti umanitari
ha tracciato dei solchi importanti per quanto riguarda la Comunità Europea.
La mia perplessità è data dal fatto che chi opererà grazie agli aiuti andrà ad operare in
situazioni che politicamente hanno molti fattori di criticità.
Sono paesi, ad esempio, con un elevato tasso di corruzione e questo bisogna pure
dirlo.
Dopo tutte queste perplessità, vorrei dare, però, una parola di speranza ed anche una
parola di adesione alla proposta fatta dal Consigliere Patta.
Nel senso che proprio perché si tratta di Paesi così difficili, riuscire ad andare ad
adottare, come Provincia di Milano, delle situazioni e monitorarle costantemente,
potrebbe essere un fattore indubbiamente positivo.
Io ricordo una delle positività della precedente Amministrazione, che è andata ad
intervenire in Vietnam ed in India, su due situazioni particolari, decidendo di
concentrare i propri aiuti all’estero su quelle due situazioni e vorrei stimolare il
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Consigliere Patta ad un’ulteriore riflessione su un ambito che è rimasto un po’ in
ombra in queste settimane.
Ci sono degli imprenditori italiani, dei piccoli imprenditori italiani, che in quei Paesi
hanno investito. Non stiamo parlando di grandi catene alberghiere, stiamo parlando
dell’italiano che ha mollato tutto ed ha costruito una pizzeria, costruito un piccolo
albergo, dando lavoro a persone del luogo.
E’ gente che ha mostrato un proprio spirito imprenditoriale, è gente che ha portato
lavoro in quei luoghi.
Ecco, io ritengo che noi in questo momento ci dobbiamo porre non soltanto il
problema dell’aiuto sanitario, dell’aiuto alimentare, dell’aiuto delle infrastrutture, ma
ci dobbiamo anche porre il problema di far ripartire la macchina economica di quei
villaggi, di quelle Province, di quei territori e penso che forse andare a monitorare la
situazione di questi imprenditori che hanno perso tutto e di vedere di aiutare a
ripartire chi effettivamente ha fatto degli investimenti che poi sono serviti a dare del
lavoro in quel luogo, questa potrebbe essere un’occasione di un intervento un po’
diverso dagli altri, che potrebbe veramente caratterizzare un’azione positiva di un
Ente Pubblico.”
Presidente del Consiglio: “Grazie Bruschi. Do la parola al Consigliere Guerra, si
prepari Gatti.”
Consigliere Guerra: “E’ un brutto anno quello che si chiude, quello, cioè, del 2004. E’
un brutto anno perché una tragedia di simili dimensioni non si era mai vista.
Un maremoto paragonabile al nono grado della scala Richter, penso che la storia
dell’umanità ne abbia visti veramente pochissimi, forse nessuno.
Un maremoto, tra l’altro, piantato in un golfo densamente abitato non poteva che
portare quelle vittime, anzi 160.000 vittime stimate rispetto alla popolazione che
risiede su quelle coste è anche un numero che è minimo rispetto alle popolazioni che
vivono lì sopra.
Vi è, però, una questione che ha fatto riflettere, perché la relazione dell’Assessore
Corso è una relazione molto pregnante, nel senso che di fronte ad una tragedia così
immane, penso che la Protezione Civile di questa Provincia abbia fatto tutto il
possibile, anzi di più, abbia fatto anche i miracoli per poter rispondere ad una
devastazione di quella portata.
Un maremoto – ripeto – con un’energia pari, dicono gli esperti, a 23.000 bombe
atomiche, per cui pensate le quantità di energia messa in gioco e pensate alla tragedia
umana, naturale anche, che vi è stata.
Io di fronte a questa tragedia mi vergognerei di essere anche un europeo, perché,
pensate, questo maremoto ha fatto anche vittime otto ore dopo, colpendo le coste
dell’Africa e nessuno si è preoccupato di avvisare le popolazioni che su queste coste
vivono.
Tra l’altro una nota d’inciso: non vi è, tra le vittime di questo maremoto, nessuna
carcassa di animale e questo denota che gli animali in questo caso sono un po’ meno
animali degli uomini, perché hanno percepito ed hanno capito la gravità del fatto.
Questo è un esempio lampante di come questo mondo è costruito e come questo
mondo vive.
Proprio per questo penso che si pone a questo Consiglio provinciale una grande
priorità politica.
Cioè noi un tema qui dobbiamo porcelo, in maniera molto chiara e netta.
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Noi dovremo porre la questione della cancellazione del debito pubblico per questi
Paesi.
La vera questione politica che noi dobbiamo porre oggi, di fronte a questa immagine
tragedia, che abbiamo vissuto e continueremo a vivere, perché ci vorranno anni ed
anni di ricostruzione, gli esperti stimano dai quindici ai vent’anni, pensate, quindi,
che opera immane che c’è da mettere in gioco.
Io penso che la grossa questione politica da porre non è, penso, solo la ripresa
dell’attività economica, tutte iniziative giuste e lodevoli, la pizzeria che riapre, c’è la
questione politica della cancellazione di un debito che uccide questi Paesi, della
cancellazione di un debito anche riconosciuta a livello di Legge. C’è una Legge del
2000, la 209, che apre una questione che è quella appunto che dà la facoltà ai Paesi
europei di attuare forme di cancellazione del debito.
Io penso che questo Consiglio provinciale, la questione debba porsela ed io penso che
su questo aspetto il Consiglio provinciale deve farsi fautore principale, protagonista
verso gli Enti competenti e chiedere a gran voce che questo debito venga cancellato
verso questi Paesi meno sviluppati.
E c’è poi anche un'altra priorità che dovrebbe essere posta in termini forti e cioè il
fatto che ancora oggi vi è difficoltà sulla questione dei ricongiungimenti familiari.
Questa è un’altra priorità imminente, urgente da mettere in campo e da portare avanti.
Non lo so se la Provincia, sua sponte, può portare, può mettere in campo dei progetti
finalizzati.
Io penso che la Provincia deve poi raccordarsi con tutta un’altra serie di Enti e di
istituzioni, che comunque stanno già intervenendo e penso che di fronte a tragedie e a
maremoti che hanno distrutto praticamente tutto, è indispensabile il coordinamento
fra Enti ed istituzioni, per poter essere efficienti ed efficaci sugli interventi e sui
finanziamenti che vengono stanziati.
Quindi il timore che io ho ed un dubbio che mi sorge è quello che la Provincia non
deve lasciarsi cogliere dallo spontaneismo o da un’onda emotiva e quindi fa
finanziamenti che a volte non vanno a buon fine, ma deve preoccuparsi di coordinare
con altri Enti finanziamenti mirati che possano essere efficienti ed efficaci per quelle
povere popolazioni.”
Nel frattempo è entrato in aula l’Assessore Calò.
Consigliere Gatti: “Io voglio intervenire molto brevemente solo sulle dichiarazioni e
sulla relazione che ha fatto l’Assessore Corso, anche per esprimere, senza alcuna
retorica e ripetizione, piena condivisione sul lavoro molto significativo che dopo e
durante l’emergenza in essere e che sarà in corso per molto tempo, l’Assessore stesso,
tutti gli Assessori presenti e la Giunta hanno messo in campo. Ritengo che abbiamo
fatto, e a nome di noi tutti, avete fatto, un’azione di assoluta efficacia, che deve
continuare.
Voglio fare due brevi considerazioni, anche perché credo che noi tutti siamo stimolati
a guardare con meno distrazione, non dico oggi ma anche nel prosieguo del tempo, a
due problemi, uno di medio periodo e uno immediato. Il primo è che noi dovremmo
dare un contributo anche di idee, di iniziative e di azione, perché appunto questa
immane tragedia, in cui il vocabolario non ci aiuta molto nel definirla, non abbiamo le
proporzioni e non credo che ci possa aiutare e servire anche il ricordo recente nei
confronti di tragedie nazionali. Noi abbiamo un problema enorme, che riguarda un
fatto molto significativo, che qualche secondo fa ha richiamato il collega Guerra, che
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comunque è un problema che si pone in tutti gli Stati occidentali. E’ in corso una
discussione sulla moratoria, sull’annullamento del debito dei Paesi cosiddetti
“poveri”. Io credo davvero che questa sia una discussione significativa e non astratta,
perché riguarda anche l’adempimento di leggi che il Parlamento nazionale ha già
approvato da tempo, per un annullamento del debito selezionato, perché non si
moltiplichino degenerazioni presenti nel sistema occidentale e anche in quei sistemi e
faccio riferimento ad esempio al problema della corruzione. Ripeto, noi dobbiamo
porci un problema di democrazia ma anche un problema di eguaglianza in questo
mondo globale, quindi il riproporsi di una discussione non astratta intorno a queste
tematiche non può essere viva solo quando i riflettori sono accesi, è un problema
permanente. L’emergenza è una cosa molto faticosa, ed è una cosa che non è affatto
finita. Con molta sobrietà vorrei appunto valorizzare in questa autorevole aula
istituzionale, anche le buone qualità che in questi momenti vengono fuori e che sono
molto diffuse, non sono monopolio di nessuno. Nel sistema milanese, la Provincia ha
scelto, ha avuto il compito di occuparsi dell’emergenza idrica, noi abbiamo avuto una
pronta risposta di tante aziende pubbliche, e sono tante nell’esperienza milanese.
Ripeto, con molta sobrietà, anche perché ho l’onore e l’onere di presiedere pro
tempore un’azienda che è proprietà esclusiva e intera dei Comuni, che è il CAP
Gestione.
Io vorrei richiamare in quest’aula il lavoro di altissima competenza di alcuni, per
quanto riguarda quello che è stato messo in campo fino dal 26 dicembre, (festivi
compresi) con un’azione molto impegnata degli operai, delle maestranze, dei tecnici e
dei dirigenti che hanno messo a disposizione una fornitura importante, che serve
appunto per appoggiare quello che l’Assessore ha descritto in Sri Lanka, un
intervento di Caritas e che ha consentito di non essere vaghi e generici, ma di dare
una risposta al Dipartimento della protezione civile e poi ai bisogni di quel Paese
lontano, con dei potabilizzatori che sono frutto della creatività del nostro lavoro e con
una fornitura massiccia di sacchetti di acqua potabile. Potabilizzatori usati per le
emergenze nazionali nelle nostre città e nei nostri quartieri, ma che sono costruiti dai
nostri tecnici, che sono trasportabili su un semplice bancale. Dico questo per onore
loro e per riconoscenza, perchè questi strumenti consentono (cadauno) con un
funzionamento continuativo di 24 ore, di fornire acqua potabile per le necessità di
10.000 persone al giorno. Quindi noi abbiamo messo in lavorazione ciò che oggi sta
dando acqua potabile a 70.000 persone ogni giorno e abbiamo inviato un tecnico per
alcuni giorni per consegnare e istruire il personale. Questo per dire che l’emergenza è
una cosa molto impegnativa e noi dobbiamo riconoscere e incoraggiare queste buone
qualità, anche dal Consiglio provinciale. Grazie per l’attenzione.”
Nel frattempo è entrato in aula il Consigliere Mauri. (presenti 42)
Consigliere Greco: “ Io non intervengo sulle due tragedie che sono state ricordate in
quest’aula, perché già altri compagni del mio gruppo l’hanno fatto, altri Consiglieri lo
hanno fatto, posso solo aggiungere la mia personale angoscia per quello che ho visto,
che ho sentito, che ho letto, questa catastrofe che è accaduta e, sia a livello
internazionale sia a livello lombardo, non posso che apprezzare gli sforzi che si sono
fatti per superare, per contribuire al superamento di questa situazione.
Io intervengo per ricordare, a nome del gruppo di Rifondazione Comunista, la
scomparsa della Presidente Novella Sansoni. Io ho avuto occasione di conoscere
Novella Sansoni sotto due aspetti, quello della persona impegnata in politica e quello
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della fine architetto che si era specializzata in un’edilizia scolastica che facesse uscire
la scuola dal grigiore abituale in cui, quando io ero ragazzino, eravamo abituati a
frequentare. Io ricordo per tutti i suoi interventi di progettista, la scuola elementare
Lincoln di Cinisello Balsamo, dove ha saputo coniugare gli spazi per i ragazzini, gli
spazi didattici, gli spazi ludici, gli spazi di approfondimento, dove ha saputo anche
innovare aspetti di questa architettura per esempio con un uso del cemento a vista che
non è stato opprimente, come ho visto in altri edifici pubblici, per rendere gradevoli
quegli ambienti di vita a ragazzini di quella fascia di età.
Poi, sul piano personale ho un bellissimo ricordo della Presidente Sansoni. Aveva
avviato un progetto di riscoperta culturale dei presidi italiani, quando era Assessore
alla cultura e perseguì da Presidente il completamento di questi progetti. Se oggi gli
ori di Taranto, la mia città natale, attività museale importante ma sconosciuta ai più,
sono un’attrattiva per il turismo internazionale nel nostro Paese lo si deve non a
quelle Amministrazioni che reggevano Taranto all’epoca, ma lo si deve a Novella
Sansoni, Presidente di questa Provincia e i primi a portare in giro, prima a Milano e
poi in tutta Italia, poi come sede permanente nel museo greco – solo perché è di
civiltà ellenica non perché di mia proprietà – lo si deve all’attività di questa nobile
figura che purtroppo stasera viene ricordata per questo grave accadimento insieme ad
altri gravi accadimenti.
Io credo che l’iniziativa che la collega Censi chiedeva, di valorizzare l’attività che
Novella fece nei suoi anni di impegno pubblico, sia un obiettivo che dobbiamo porci
in tempi rapidissimi. Io credo che non possiamo permettere che su figure così
importanti, misconosciute, possa calare l’oblio e dimenticare le cose importanti che
sono state fatte in quella gestione, ricordando ripeto, la persona impegnata in politica,
il fine architetto che ha innovato l’edilizia scolastica.”
Consigliere Nobili: “Ringrazio l’Assessore Corso per tutto quello che ci ha spiegato e
le chiedo gentilmente di percorrere tutto il percorso di questi enormi fondi che
andranno a finire a questa gente che ha bisogno, perché purtroppo ci sono state, poco
tempo fa, delle cose molto, molto gravi inerenti ai soccorsi. Per la questione dei € 100
sono d’accordo, ritengo che sia una somma piccola, propongo di fare € 200, mi
rimetto alla Presidenza.”
Presidente del Consiglio: “Io mi rimetto ovviamente alla volontà dei singoli
Consiglieri.”
Consigliere Nobili: “La ringrazio. Ora purtroppo devo chiedere una cosa molto, molto
grave. Ho ricevuto, e anche altri Capigruppo hanno ricevuto, in data martedì 11
gennaio, alle 14,46, un insulto ad un nostro collega. Io non ammetto queste cose nella
maniera più assoluta. La volgarità è palese, quindi credo Presidente che sarebbe
opportuno indagare, denunciare, perché noi siamo qui per lavorare per il popolo e non
c’è bisogno, anche se è un mio avversario, che venga insultato in questa maniera.
Grazie.”
Presidente del Consiglio: “Non sono a conoscenza dell’episodio, francamente.
Bruschi, per fatto personale? Prego.”
Consigliere Bruschi: “Io ringrazio il Consigliere Nobili. De minimis, nel senso che
purtroppo sarò costretto a sporgere denuncia, perché altrimenti mi verrà impedito di
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individuare la persona responsabile di un atto del genere. Dico purtroppo sono
costretto a sporgere denuncia perché avrei voluto farne a meno, nel senso che se ci
fossero stati i mezzi per individuarla comunque, avrei deciso successivamente. Se si
tratta di un poveraccio non vorrei fargli perdere il lavoro, la sua definizione resta in
quello che ha scritto. Se di poveraccio non si tratta, io spero di adottare non un
bambino ma un intero villaggio in Thailandia e questa è la migliore risposta a quegli
insulti. Comunque la ringrazio veramente di cuore.”
Presidente del Consiglio: “Ovviamente c’è anche la mia solidarietà, non conosco
assolutamente l’avvenimento, domani proverò a capire cosa è successo. Consigliere
Meroni, prego.”
Consigliere Meroni: “Grazie Presidente. Noi aderiamo anche con un auspicio di
pronta guarigione alla nostra collaboratrice Francesca Testa, che sarà operata venerdì
nell’ospedale di Bergamo e sarà presto fra noi. Devo ringraziare anche l’operato del
Governo che ha permesso, in 48 ore, di recuperare parte dei nostri connazionali dalla
Thailandia e diciamo, caro Consigliere Tranquillino, di arrivare subito a delle
soluzioni non approssimative. Però la tragedia non è ancora chiara, noi non sappiamo
e non possiamo ancora parlare di una tragedia immane, perché non conosciamo
ancora quanti dei nostri connazionali sono morti in questo disastro. Però parlare di
assalto alla diligenza, caro Consigliere Tranquillino, mi sembra molto strano. Io
voglio solamente ricordare che se lei è stato, durante le feste natalizie, prima di
capodanno, in collegamento con la televisione, come penso tutti i Consiglieri che
sono interessati comunque ad un disastro dell’umanità, ha potuto osservare anche un
certo Ingegner Boschi, che è quello che ha detto per la prima e unica volta che il
disastro poteva essere assimilato a 1.000 bombe di Hiroshima, forse un milione ma
mi sembra un po’ esagerato un milione. Quindi vuole dire che quando si parlava di
6.000 morti c’erano delle persone, che penso fanno parte della nostra nazione, che
erano già al corrente della gravità dell’evento, e penso che i primi ad essere arrivati in
zona sono stati gli italiani. Dico gli italiani! Se poi lei in questo vede uno
smarcamento da parte del Governo mi sembra strano. Sono un po’ più preoccupato
come utente di Telecom, di Tim e Omnitel, perché comunque i 30 milioni di euro,
sommati ai 3 milioni che il Vaticano ha devoluto per le popolazioni colpite
dall’evento, è stato formato un comitato di garanti, che vede tra l’altro un certo
Andreotti, che per un lungo periodo di tempo è stato sottoposto magari ad un
processo, una certa Bonino che per me, purtroppo, non ha ancora portato quei valori
che lei richiama di avere nel proprio dna, ma soprattutto un certo Amato che
nottetempo è entrato nei conti correnti di noi tutti per portarci via qualcosa. Io mi
auguro che i 30 milioni di euro vadano nella giusta direzione, vadano indirizzati alle
popolazioni, e non come diceva l’amico Guerra, con dei finanziamenti mirati, con dei
progetti mirati. Io mi auguro che 200, 300, non è la cifra che conta, che la Provincia
di Milano sia la prima comunque che possa dire: non ho dato 1.000 euro, ho dato un
progetto, ho realizzato un progetto. Come tante associazioni che purtroppo fanno
capo al nostro movimento, come la Copam, realizza progetti, non manda
finanziamenti, perché laddove oggi si dice che ci sono Paesi che pretendono, Governi
che pretendono il 30% di tangenti su quello che le popolazioni del mondo vogliono
dare alle popolazioni che hanno subito questa calamità, io penso che la Provincia di
Milano deve essere la prima a portare là non i soldi ma delle strutture, qualsiasi cosa
che serva, ma beni, non soldi.
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Per ultimo, le ferrovie. Anche noi ci associamo al cordoglio a tutte le 17 vittime di
questo evento. Le 17 vittime dell’evento, caro Tranquillino. Non penso comunque che
si debba solo parlare né di responsabilità umana e neanche di responsabilità da parte
delle ferrovie. Aspettiamo, capiamo, perché è molto facile accusare qualcuno, è
meglio comunque parlare a ragion dovuta, anche perché mi sembra che in questo
Consiglio provinciale nessuno possa pensare che ci sia anche lì la lunga mano del
Governo che abbia fatto qualcosa per creare un disastro. E’ un Governo sfortunato, ne
sono capitate di tutti i colori, dal 2001 a adesso c’è tutto un elenco, è un Governo
sfortunato, ma è un Governo comunque che sta rispondendo alle esigenze dei cittadini
e ne risponderà ancora di più nelle prossime elezioni del 2006.”
Presidente del Consiglio: Consigliere Tranquillino, però io considero fatto personale
quando si rileva qualche riferimento offensivo nei confronti di un Consigliere, non se
c’è un commento politico di una considerazione politica, altrimenti non la finiamo
più. No, io non ho rilevato elementi per considerare fatto personale, non so se lei li ha
rilevati, io credo di no oggettivamente. …. Va bene, mezzo minuto.”
Consigliere Tranquillino: “Solamente per questo, e io non provocherò un altro fatto
personale, me ne guarderò bene, io affermo di avere detto qualche cosa, mi spiace che
in quest’aula non si tenga conto di una cosa. Oggi in Europa vengono date le notizie
circa fatti come quello di cui abbiamo discusso, in modo differente. Faccio un
esempio, Signor Presidente, sull’Iraq si parla di resistenza irachena, per la questione
degli aiuti nel sud est asiatico invece a me risulta da altre informazioni, se lei va sulla
televisione tedesca, c’è un’altra cosa.
Per dire solo che non è vero che gli italiani sono stati i primi e, ripeto, è stato dato,
penso che tutti l’abbiano visto in televisione, sui canali della televisione italiana non
sulla radio di Tranquillino, le informazioni che sono state date. C’è stato veramente
un accapigliarsi per chi doveva gestire gli aiuti, e io penso che sia stato un episodio
indegno.”
Presidente Ortolina: “Scusate, questa prima parte del Consiglio si è protratta oltre i
termini previsti, ma d’altronde questo protrarsi è più che giustificato dalla completa
relazione dell’Assessore e dai commenti intervenuti a seguito di questa relazione.
Passiamo adesso alla discussione degli ordini del giorno riguardanti gli atti
amministrativi. Sono già le ore 18,25, comunico subito che in ogni caso io ho ferma
intenzione di aprire anche la discussione sugli ordini del giorno, almeno sul primo
ordine del giorno, quale sia l’ora che dovessimo finire il primo punto, anche perché
non possiamo continuare a lamentarci che non discutiamo di ordini del giorno e poi
non consentirci il tempo.”
Il Presidente del Consiglio pone quindi in trattazione lo:
ARGOMENTO N. 3 DELL’ORDINE DEL GIORNO – Revoca della deliberazione
consiliare n. 29/03 e conseguenti nuovi indirizzi in ordine alla finalizzazione
strategica del patrimonio immobiliare disponibile della Provincia di Milano.
Assessore Casati: “Noi stasera andiamo al dibattito e al voto su una delibera che si
propone due obiettivi:
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la revoca delle procedure della cosiddetta cartolarizzazione, delibera interessante e
importante, cartolarizzazione che fu decisa come dismissione nell’ottobre del 2002,
poi come strumento deciso con il voto del Consiglio nell’aprile del 2003;
il riavvio del riassetto del patrimonio immobiliare, ma su tutt’altra via, alternativa
oggi a quella decisa a suo tempo.
La definizione del progetto del secondo obiettivo sarà resa possibile dal blocco che è
nel primo obiettivo. Pertanto stasera ci limitiamo ad una delibera di revoca che pur
tuttavia accenna ai caratteri dell’altra via, che può essere così descritta: valorizzazione
del patrimonio, che non si vende ma al quale con stasera andiamo ad imprimere un
nuovo indirizzo sociale. Allora, come Giunta, pur non essendo obbligati noi
porteremo in Consiglio anche il progetto della via alternativa al vendere, con la
definizione dei soggetti che indichiamo come destinatari del progetto. Pertanto, prima
sintesi, noi abroghiamo una delibera che diceva due cose precise. La Provincia si
proponeva di vendere le Ville Azzurra, ex Morfeo di Loano e Pendice di Bordighera,
e insieme si proponeva di vendere i 119 appartamenti di proprietà siti in Milano
Affori e Limbiate Mombello. La Provincia, seconda cosa, si proponeva di reinvestire
l’importo derivato dalle vendite nell’acquisto di circa 200 appartamenti da destinare
ad anziani, forze dell’ordine, soggetti in emergenze abitative, inquilini degli
appartamenti venduti.
Così la delibera che noi proponiamo vada cancellata. Vada cancellata perché, del
resto, i fatti non sono nemmeno andati nella direzione indicata allora, per due ragioni.
La prima ragione, perché non si è venduto né Loano né Bordighera né alcuno dei 119
appartamenti, quindi la cartolarizzazione dichiarata a suo tempo non è decollata, si è
dichiarata ma non si è praticata. Del resto, lo strumento cartolarizzazione, ma così era
stato detto anche all’interno del dibattito del tempo, anche per gli alti costi fissi, non
funziona per valori certo interessanti come quelli in gioco in questo caso ma non
rilevantissimi, come, al di là del giudizio politico, lo strumento richiederebbe.
Ragiono sullo strumento, non esprimo un giudizio politico, che poi del resto è del
tutto evidente, non lo nascondo. Lo strumento cartolarizzazione, ancora al di là del
giudizio sull’opportunità di alienare o meno un bene pubblico per fare cassa, non
funziona se non per valori tripli o quadrupli o di più, rispetto a quelli messi all’asta
dalla Provincia. Insomma, si è proclamato, lanciato un messaggio ma non si è mosso
un metro cubo dentro l’operazione.
Seconda ragione, senza vendere si è però cominciato a comperare, e lo si è fatto per 6
appartamenti di un complesso di oltre 40. Il complesso è sito a Ponte Lambro, Via
Degli Umiliati, su un bando aperto con 48 domande appostate allora in graduatoria.
Va detto che via via il pacchetto degli aspiranti acquirenti si è però ristretto, e
pertanto dai 48 dell’origine si è ristretto ai 6 dell’oggi, quindi il bando è pressoché
esaurito, e si è precisato nell’originaria dichiarazione della platea dei destinatari: sui
soli inquilini – questi 6 – appartenenti esclusivamente alle forze dell’ordine, sono
guardie penitenziarie.
Seconda sintesi, pertanto: non si è venduto, si è comperato qualcosa, però la manovra
vendere per comprare ha pur tuttavia determinato due effetti sugli inquilini. Questo
stiamo registrando. Il primo effetto è che una certa parte, buona parte degli inquilini,
si è dichiarata interessata all’acquisto, al tempo, pur se nell’operazione non
apparivano le condizioni. Quindi era un elemento di sensazione sull’operazione, io
credo che questa parte non vada comunque delusa. Secondo effetto, contrario al
primo, altra parte si è dichiarata preoccupata per un eventuale sfratto
dall’appartamento che questa parte non sarebbe stata in condizioni di riscattare. Io
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credo che questa parte invece vada rassicurata. La Provincia, insomma, non sfratta
nessuno, qui rassicuriamo, e ricontatteremo quanti interessati all’acquisto per non
deludere.
A questo punto la nuova Giunta, se non delude, se rassicura, cerca anche di fare
un’operazione di rilancio. Noi l’abbiamo visto in bilancio, la Giunta rilancia perché,
senza vendere alcunché, siamo come Provincia oggi in condizione di acquisire subito,
oltre ai 6 appartamenti già acquisiti dalla Giunta precedente, altri 20 appartamenti del
complesso dei 40 in approntamento in Via degli Umiliati, e in condizione di
opzionare per il 2006 i restanti 20 di tutto il complesso. Pertanto, due righe di conto.
Se i 6 appartamenti sono entrati già nel patrimonio e quel bando si è asciugato, se 20
li andiamo a comprare, l’abbiamo deciso, e altri 20 li opzioniamo, e se a questo
pacchetto di 46 aggiungiamo i 15 appartamenti sfitti, dopo che anni fa fu bloccata
l’assegnazione degli alloggi, 15 dei 119 di proprietà, appare un insieme di una
sessantina di appartamenti sui quali, pur scalando i 6 già assegnati, possiamo
procedere ad un progetto, in verità un piccolo progetto, io ho un fortissimo senso del
limite su queste cose, pertanto nessuna enfasi, le cose stanno per quelle che sono, un
piccolo progetto di destinazione sociale senza vendere alcunché. Questo senza
vendere alcunché forse è una forzatura perché, fermo restando la possibilità che fa
offerta agli inquilini di riscattare l’appartamento, e se questa offerta dà i risultati, ogni
passaggio di vendita con atti separati, verrà prodotto come ovvio, all’interno del
Consiglio.
Fra un paio di minuti, in conclusione di questa mia relazione, accennerò alla
destinazione sociale degli appartamenti. Ora mi preme fare un cenno di metodo e poi
un passaggio su Loano e Bordighera.
Sul metodo mi preme dire che il ragionamento sin qui prodotto e quello che
produrremo, è anche il risultato di un consorzio assessorile, dove il patrimonio,
l’assessorato che rappresento, oggi revoca ma la valorizzazione sociale è definita con
il concorso di altri Assessori, in questo caso l’Assessore Rotondi e l’Assessore Corso.
Secondo, noi ci troviamo nel campo, e io lo sento molto forte come missione di
mandato, lo dice anche l’atto di stasera, nel campo di un’operazione vasta, di un
piano di riordino e valorizzazione patrimoniale, con dei sospesi rilevanti dentro il
patrimonio, che porteremo per scioglierli prima in commissione e poi in Consiglio.
Solo a mo’ di esempio, sono dei grandi sospesi le aree grandi di Affori e di Limbiate,
il castello di Melegnano, ed anche alcune affittanze da registrare. L’atto di stasera è
soltanto un passaggio, forse non il più rilevante di questo piano che è in attuazione.
Nel passaggio, ci sono le ex colonie di Loano e di Bordighera.
Villa Pendice di Bordighera, io mi assegno al breve filmato che fra un attimo ci
permettiamo di rappresentarvi, che è descrittivo delle caratteristiche della villa e del
grande parco, per offrire a tutto il Consiglio una sensazione dimensionale. E’
brevissimo il filmato. Villa Pendice di Bordighera non si vende, ma per il riuso
richiede interventi ristrutturativi leggeri, una specie di maquillage riqualificativo dal
punto di vista architettonico, per renderla già utilizzabile a breve, già utilizzabile in
parte quest’anno. Questa è la decisione che vi sottoponiamo, utilizzabile già questa
estate, almeno ci proviamo, per i bambini di via Pusiano, per piccoli gruppi dall’inizio
di questa estate. Dopo gli interventi di riqualificazione, il prossimo anno, per tutto
l’anno per gli anziani e per i mesi estivi per i dipendenti e le loro famiglie. Si può
anche dire, permettete questa grossolana semplificazione, che Bordighera ritorna ai
lavoratori della Provincia, che a suo tempo avevano contribuito ad acquistarla.
Potrebbe anche essere utilizzata Villa Pendice, e per le settimane di bassa domanda,
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per corsi formativi per amministratori, ma questo lo andremo a vedere tutti insieme.
In ogni caso, nel progetto finito, che decolla dopo la decisione di oggi di non alienare
il bene, questo è il passaggio vincolante, nel progetto entra anche la gestione del
progetto stesso, con caratteri della gestione che stiamo esaminando. E’ ancora del
tutto evidente che la scelta della gestione deve avere ricadute anche nel progetto,
essere complementare al progetto.
Loano, anche qui ci sarà un breve filmato, Villa Azzurra, ex Villa Morfeo. Questo è
un immobile che – è un giudizio mio – mantiene una sua grazia architettonica,
malgrado il tempo abbia lasciato sull’immobile lo sfregio dei suoi effetti, e pertanto
chiede questa villa un intervento ristrutturativo pesante, robusto. D’altra parte,
l’immobile è rimasto inutilizzato per 15 o 16 anni, il filmato renderà evidente lo stato
di abbandono della villa. Noi la teniamo la villa, non la vendiamo. La teniamo e la
sistemiamo, questa è la decisione che sottoponiamo al Consiglio. Certamente, la
valorizzazione sociale della villa, per la logistica stessa della villa di Loano e le
dimensioni relative di questa villa, relative rispetto a Bordighera, con però una grande
area verde a parco molto interessante, debbono essere differenti le destinazioni d’uso.
Lì c’è un’area verde molto interessante, molteplici usi, può essere floricoltura,
allevamento, frutteto. La valorizzazione pertanto non passa, questo è lo stato dell’arte
del nostro ragionamento, per usi come quelli che pensiamo per Bordighera, ricordo:
bambini, anziani, dipendenti e, forse, corsi. Si sta ragionando su un altro indirizzo, si
sta ragionando su una struttura polivalente per i giovani. Dopo aver stanziato in
bilancio, e l’abbiamo votato tutti, chi a favore, chi non a favore, un appostamento
forte per il risanamento. Certo che ancora, esattamente come per Bordighera, anche
su Loano ristrutturazione e gestione nel campo dell’indirizzo dato che assume e
propone la Giunta, devono andare di pari passo, integrarsi, e a questo sta lavorando il
consorzio assessorile.
Ultimo punto, e chiudo il cerchio su questo, sono gli appartamenti. Qui abbiamo detto
che non vendiamo né a Milano né a Limbiate Mombello, non vendiamo se non a
quanti interessati, andremo a fare gli accertamenti e le verifiche. Abbiamo detto che
manteniamo l’esistente, lo risaniamo, che acquisiamo in Via degli Umiliati e avviamo
un progetto compiuto su una sessantina di appartamenti. Tutto ciò badate, lo ripeto,
con il senso del limite, senza caricare alcunché di enfasi, perché con questi interventi
non risolviamo nessun problema, diamo delle indicazioni. Oltretutto alla Provincia
non compete risolvere l’annoso problema della casa di Milano in area vasta, né
avrebbe i fondi per affrontarlo, può però la Provincia – ecco il punto – produrre sulle
nuove acquisizioni, integrate con gli appartamenti sfitti, produrre atti simbolici
interessanti, che per essere però immediatamente efficaci non devono entrare, non
possono entrare in tutta la mappa dei soggetti a disagio abitativo che popolano il
territorio. Bisogna selezionare, dobbiamo avere l’accortezza di non disperdere, del
resto vedete, la selezione c’era già anche nella delibera precedente, quando si
dichiarava: priorità alle forze dell’ordine, priorità agli anziani. Al di là del giudizio
che si può dare, c’era una selezione, anche se la questione anziani, come si è visto in
questo caso e in altri, è una questione molto delicata da trattare, in quanto l’anziano
stenta a muoversi, per ovvie ragioni, dal quartiere suo di origine e non si sposta in via
degli Umiliati o comunque lontano.
Noi pensiamo ad altro, e lo anticipiamo. Noi pensiamo ad alloggi foresteria affittati a
studenti che vengono nelle università milanesi, sempre nel campo del limite
dell’offerta. Pensiamo a familiari degli spedalizzati che vengono da lontano per cure
o interventi che magari soltanto a Milano possono essere prodotti. Pensiamo,
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insomma, ad atti di una valorizzazione minima, direi che sono quasi infrastrutture i
nostri appartamenti, valorizzazione minima della qualità che tuttora insiste su Milano,
ma questa è una qualità frenata dalla precarietà del servizio abitativo in particolare.
Non solo questo si può sperimentare anche partendo da via Pusiano un episodio di
affido interessante, si può guardare ai parenti dei detenuti. Insomma, vedete colleghi,
noi ci stiamo ragionando. Una volta revocata la scelta dell’aprile 2003, noi porteremo
in Consiglio il prodotto di tutto il ragionamento che qui ho soltanto sfiorato, sempre
con un pragmatico senso del limite ma con la determinazione del convincimento della
valorizzazione del bene pubblico su scopi sociali. Forse qui sta la differenza. Io ho
concluso, il filmato breve che seguirà forse farà – lo spero – capire meglio. Auspico
l’approvazione della delibera, che apre un ulteriore percorso, ed infine vi ringrazio
per avermi così cortesemente ascoltato.”
Nel frattempo è uscito dall’aula l’Assessore Brembilla, mentre è entrato il Consigliere
Russomanno. (presenti 43)
Commento al filmato
La casa di soggiorno di Bordighera, in Provincia di Imperia, è situata nella
parte alta della città, nella zona residenziale che fiancheggia la Via Romana.
Acquistata dalla Giunta provinciale nel 1954, dista circa 300 km da Milano ed è
raggiungibile in autostrada in poco più di 3 ore. La proprietà è costituita da un
appezzamento di oltre 9.000 mq, sul quale sorgono 3 edifici.
La villa risale al 1925. Al piano terreno ospita alcuni locali di soggiorno, al
piano superiore ci sono 6 camere con servizi. Il mobilio esistente nella villa fa parte
della proprietà.
Nel 1958, a questo corpo di fabbrica è stato aggiunto, a cura dell’ufficio
tecnico provinciale, un ampliamento su 3 piani, che oggi contiene, al piano terreno: le
cucine, la sala da pranzo, il bar e la reception; al primo piano 5 camere da letto; al
secondo piano altre 6 camere, tutte dotate di balcone e servizi.
La villa e l’ampliamento costituiscono il fabbricato principale. Il secondo
edificio, detto “nuovo fabbricato”, è stato realizzato nel 1968, a cura dell’ufficio
tecnico provinciale. Copre la superficie di 210 mq, e si sviluppa su 3 piani, più uno
scantinato. Comprende 18 camere, 6 per ogni piano, ciascuna con servizi e balcone.
La sua posizione è tale da non limitare la vista panoramica che si gode dal fabbricato
principale.
Il terzo edificio, che completa la proprietà, è il villino d’ingresso. Edificato
probabilmente nel 1924, assieme alla villa, su una superficie di 73 mq, è stato
destinato ad alloggio del gestore. Contiene un piccolo appartamento, disposto su un
solo piano.
La porzione di terreno che dal nuovo fabbricato sale fino al fabbricato
principale, è tenuta a giardino e presenta la vegetazione caratteristica delle residenze
d’epoca della riviera, con varie piante ad alto fusto. La porzione di terreno verso
strada è quasi pianeggiante e coltivata ad agrumi. L’agrumeto confina con un’area
acquistata nel 1955, successivamente al primo contratto. Contiene un piccolo uliveto
di 12 piante e l’area giochi, con il campo bocce e i giochi per i bambini.
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La proprietà si compone di una villa e di un fabbricato adibito a portineria. La
villa è stata acquistata dalla Provincia di Milano nel 1960 e si presume sia stata
costruita attorno al 1900. E’ realizzata su due piani fuori terra, più un terzo piano
mansarda ed il piano terreno. La costruzione sorge su un appezzamento di terreno di
forma pressoché rettangolare, in leggero declivio da nord a sud, in posizione
dominante, con vista di tutta la litoranea e circondata da pineta. Dista dalla stazione
ferroviaria di Loano circa 1.750 metri, dalla Via Aurelia circa 1.500 metri, dalla
spiaggia di Borghetto Santo Spirito circa 2.900 metri.
Il suo attuale stato di conservazione risente del lungo periodo di abbandono. Il
terreno di pertinenza della villa copre la superficie complessiva di 34.942 mq.
Al piano terreno erano ubicati: la mensa, la cucina, il locale caldaia e i servizi
igienici. Il primo piano comprende: due camere da letto, uno studio, un guardaroba,
servizi igienici, ampio corridoio e terrazzo. Al primo piano si accede direttamente
dall’esterno attraverso un’ampia scalinata in marmo bianco con parapetto in
colonnine di cemento identico al terrazzo. Si può accedere al primo piano anche
attraverso una scala interna. Tramite scala in marmo con parapetto in legno, si accede
al secondo piano, che comprende 4 camere da letto più servizi igienici. Al terzo piano
sono ubicate 3 camere da letto con 2 gruppi di servizi igienici.
A poca distanza dalla villa, e con un suo ingresso autonomo, sorge l’altro
corpo di fabbrica, adibito a portineria. Acquistato dalla Provincia di Milano nel 1960,
si presume che sia stato costruito anch’esso attorno al 1900.
La costruzione è priva di cantinato ed è stata realizzata su due piani fuori terra.
Il piano terreno comprende due locali abitabili e due locali ad uso magazzino.
Il primo piano è composto da tre locali più servizi igienici.
Presidente del Consiglio: “Apro la discussione sul punto, dando la parola al
Consigliere Clerici.”
Consigliere Clerici: “Colgo l’occasione per, ovviamente, associarmi al cordoglio che
è stato espresso dai colleghi per tutti i fatti del 26 dicembre ed anche quello più
recente dei 17 morti del treno.
Colgo anche l’occasione per fare a tutti i migliori auguri per il 2005.
Ricordo che questa pratica passò in Commissione, in presenza del Presidente Penati e
ricordo anche che posi diverse questioni al riguardo.
Condividevo innanzitutto lo strumento, la cartolarizzazione non era sicuramente il più
adatto e, quindi, confermo quanto ha detto l’Assessore Casati, secondo me
giustamente, che la cartolarizzazione per cifre – diciamo così – di poca rilevanza,
trattandosi di immobili, non ha molto senso.
Chiesi anche allora – ricordo – la capacità di indebitamento di questo Ente e mi fu
risposto, credo dal Ragioniere Cerri, che c’era una forte capacità ulteriore
d’indebitamento.
Noi sappiamo benissimo che il denaro oggi viaggia per i clienti privilegiati attorno al
3.2 – 3.3., per un Ente pubblico sicuramente si sta sotto il 3%.
E’ evidente che una volta di più, ha ragione l’Assessore Casati, nel dire che altri
strumenti sarebbero stati più appropriati.
Dove, invece, non mi trovo d’accordo è sull’utilizzo di queste ville, tant’è che io posi
una questione al Presidente Penati e dissi: d’accordo, fatti i conti del buon padre di
famiglia, magari potrebbe risultare che il costo beneficio, per intenderci il costo pro
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capite per mandare questi anziani o questi bambini qualche giorno in riviera, io temo
che potrebbe essere superiore a quello di mandarli in un grande albergo.
Preciso che ho fatto tanti mestieri, ma uno mi ha accompagnato tutta la vita, io sono
nato in un albergo e possiedo tuttora un albergo.
Quando vedo sette, otto, dieci camere così, penso subito che è una struttura che non
interessa proprio a nessuno.
Forse a qualcuno può interessare, non dico a Berlusconi, perché la vorrebbe magari
più grande, però ad un berluschino magari potrebbe interessare e potrebbe essere una
cosa che da amatore potrebbe avere un valore consistente.
Condivido la finalità, lo scopo sociale, però ammonisco: occhio ai costi e benefici,
perché so cosa vuol dire gestire una villa che, avendo 12 o 13 camere, ha anche 9.000
metri quadrati di terreno più... Io avevo una villetta a Stresa con 5.000 metri, quello
che mi costava in donna di servizio e giardiniere, facevo prima andare a .... mi
costava di meno, questo è pacifico.
Attenzione a questo, perché? Perché noi siamo dei pubblici amministratori ed è vero
che noi abbiamo il dovere di pensare al sociale, è verissimo, ma se esiste un modo
migliore e più economico di pensare al sociale, abbiamo il dovere di perseguire
questo secondo modo.
Voglio aggiungere, quando ho visto la seconda villa, io, con tutte quelle scalinate, gli
anziani non li vedo, sembra la scalata del Monte Bianco andare su. C’è quel bello
scalone iniziale, poi si va al primo piano, poi si va al secondo piano, per un totale poi
di nove camere, non stiamo parlando di...
Quindi occhio ai costi di gestione che sono sicuramente esorbitanti, occhio al costo
dell’ICI, che sicuramente è una mazzata ed occhio magari che, potendo proporre a
qualche ricco signorotto, si potrebbe anche ottenere un ottimo corrispettivo con il
quale poter costruire, questo sì a fini veramente sociali, quelle unità abitative, che
sono certo che l’Assessore Casati ha in mente per risolvere tante situazioni di
emergenza, soprattutto per le persone meno abbienti o per gli anziani.”
Nel frattempo è rientrato in aula il Consigliere Del Nero. (presenti 44)
Presiede il Vice Presidente Vicario del Consiglio Arianna Cavicchioli.
Consigliere Pioli: “Questa delibera ha percorso la Commissione di competenza per
ben tre volte e c’è stato un approfondimento molto serio, per quanto riguarda, sia il
discorso della cartolarizzazione, sia la questione delle funzioni.
E’ stata affrontata durante l’esposizione da parte del Presidente e dell’Assessore delle
linee programmatiche ed è stata approntata, inoltre, quando c’è pervenuta la delibera
da parte dell’Assessorato.
Io credo che la delibera che abbiamo sia una scelta giusta, una scelta giusta di fronte
ad una proposta che è stata percorsa negli anni precedenti e che, evidentemente non
se ne abbia a male nessuno, se non faceva parte di una moda che allora, anche oggi,
viene avanti della cartolarizzazione, evidentemente, dal punto di vista economico,
non aveva le garanzie per poter arrivare a buon fine.
Di conseguenza un patrimonio, in modo particolare quello che c’è stato esposto, che è
buona cosa che ritorni nell’ambito delle prerogative della Provincia e sia adibito a
funzioni sociali che poi nel tempo la Giunta, l’Assessore, proporranno a questo
Consiglio.
Ci sono state delle considerazioni, io credo considerazioni giuste.
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Quando si parla di un albergo, sicuramente bisogna tener conto dell’economia a
scalare.
Io ricordo per atti amministrativi che a suo tempo dovetti compiere, che dal punto di
vista economico meno di 100 stanze non è un’attività economica redditizia, ma qui
non siamo in un’attività economica, qui siamo di fronte ad un servizio che si cerca di
erogare nei confronti dei cittadini, poi vedremo quali, nelle misure, nei modi, il tipo di
gestione, che sarà sicuramente un problema.
Perciò la cartoralizzazione è una proposta qualificante di questa Amministrazione,
che tende appunto ad invertire una tendenza.
L’altro problema, invece, è il problema della casa.
Io ho avuto in un’altra circostanza l’occasione di dire che il patrimonio della
Provincia, 130, 150 appartamenti, è un patrimonio modesto, che sicuramente non può
permettersi di dire “risolviamo i problemi della casa”, ma è un segno, che deve essere
accompagnato da qualche altra cosa, che più avanti dirò.
Io sono d’accordo e nella Commissione è stato dibattuto e c’è stata ampia
convergenza credo, che coloro che, di fronte alla possibilità di acquisto
dell’appartamento, erano nelle condizioni di farlo, proseguono nell’acquisto, coloro
che, evidentemente, non possono fare questo tipo di scelta, ma che sono in affitto e
badate, da una modesta conoscenza sono persone sempre anziane, provenienti, fra
l’altro, da due istituti, lavoratori di due istituzioni, il Paolo Pini e Mombello, sia
opportuno dargli garanzia per quanto riguarda la continuità dell’affitto dell’alloggio
ed è altrettanto importante proseguire per quanto riguarda la proposta di acquisto di
nuovi alloggi, anche se di numero modesto.
La cosa nuova, credo, che la Giunta, ed il Presidente lo ha detto nelle conclusioni
dell’approvazione del Bilancio, è che deve, per quanto riguarda la casa, esplicarsi una
linea politica di coordinamento, con tutti i soggetti che ci sono sul territorio, partendo
dai Comuni, per impostare una politica di realizzazione di casa popolare economica,
per far fronte ai bisogni urgenti che ci sono, pensate che adesso si riliberalizzano gli
sfratti.
I Comuni sono oberati da questo problema.
Perciò c’è una questione di coordinamento che insieme agli Assessori alla partita sarà
opportuno incominciare ad affrontare insieme al Cimep, per ricercare quelle aree, su
quelle linee di comunicazione, ove già i servizi ci sono, per non andare a creare chissà
quali altre problematiche, affinché si possano inserire risorse da parte della Pubblica
Amministrazione, insieme a quelle dei privati, per dare risposta al problema della
casa.
Una proposta appunto che – ripeto – ha avuto un ampio dibattito all’interno della
Commissione, che ha avuto un’ampia approvazione e perciò noi ci auguriamo,
Assessore, che questa delibera venga approvata e che si proceda con gli atti
susseguenti, dato che le risorse all’interno del Bilancio, almeno per questo primo
anno, sono spendibili e sono a disposizione.”
Nel frattempo è uscito dall’aula il Consigliere Clerici. (presenti 43)
Consigliere Foglia: “Vorrei anche essere breve, perché l’intervento del collega Pioli è
stato, non soltanto la cronaca del lavoro condotto in Commissione su proposta
dell’Assessore e della Giunta, ma anche una rassegna di considerazioni, condivisibili
o meno, ma che se non altro convincono molto questa maggioranza e danno l’idea
della complessità della questione.
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Non è soltanto una vicenda che riguarda il patrimonio della Provincia, è in generale
un problema che riguarda le abitazioni nella nostra area territoriale e le necessarie
iniziative che la Provincia di Milano, come diceva Pioli, assieme al Cimep, ma anche
assieme all’Aler, insieme ai Comuni del nostro territorio possano intraprendere per
dare dei segnali positivi alla soluzione, non soltanto delle situazioni emergenziali, ma
a quella stessa necessità ipotizzata nel prossimo decennio, di case, di abitazioni in
affitto per i ceti sociali più deboli o per quei ceti che si trovano in temporanea e
particolare difficoltà. L’Assessore Casati parlava, ad esempio, degli studenti, dei
parenti degli spedalizzati e chi ha avuto vicende, chi ha conosciuto vicende di questo
tipo può rendersi conto di quanto siano anche questi problemi da affrontare con un
certo piglio, con una certa volontà di soluzione.
Io credo anche che lo stesso intervento del collega Clerici, che adesso non vedo, sia
da tenere in considerazione, perché le osservazioni un po’ anche da tecnico, da
esperto che esprimeva, possono essere oggetto di una futura ed attenta valutazione.
Peraltro la proposta qui presentata dall’Assessore Casati è nello stesso tempo
completa ed esaustiva, ma sufficientemente aperta per andare a definire, assieme al
Consiglio, assieme alla Commissione, insieme anche ai tecnici, ovviamente, un
progetto più compiuto e più “remunerativo” nei termini di, quello che diceva il
Consigliere Clerici, i benefici che può produrre un’iniziativa di questo genere vanno
valutati attentamente, perché comunque stiamo parlando di soldi pubblici, stiamo
parlando di proprietà pubbliche.
Detto questo, ovviamente a sostegno della delibera, non posso, credo che possa essere
comprensibile, non rilevare che questa delibera nel passato è stato oggetto di una
discussione piuttosto impegnativa per questo Consiglio, almeno per quello che
riguarda le opposizioni ed aveva provocato un contrasto fortissimo tra opposizione,
maggioranza, Giunta che nel 2003 propose questa soluzione ed una qualche tensione
anche tra Ente Provincia di Milano, inquilini delle case di proprietà della Provincia, il
Sindacato, non soltanto per la questione degli alloggi degli inquilini, ma anche per
l’utilizzo sociale di alcune strutture di cui è proprietaria la Provincia, che sono
Bordighera, che sono Loano, ma sono anche, se non ricordo male, quei 17
appartamenti o quelle 17 unità immobiliari, che ospitano servizi sociali o servizi
sanitari in convenzione con alcuni ospedali.
Quella discussione che noi denunciammo essere stata troppo affrettata, credo che chi
era qui presente allora ricorderà, un’ora di discussione in Commissione, una seduta di
Consiglio, con una dozzina di interventi che sottolineavano tutte le criticità che oggi
anche il Consigliere Clerici riconosce e nessuna risposta da parte della Giunta. Altro
che ritroviamoci, rivediamo, impegniamoci. Casati sta dicendo: ci torneremo,
approfondiremo, ascoltiamo i consigli di tutti.
No, l’Assessore – lo cito spesso – Vittadini credo che fosse al bar nel momento in cui
noi votammo contro quella delibera, probabilmente non era al bar era qui ad
ascoltarci, ma sintonizzato su altri canali, quando noi mettevamo in fila le 20 ragioni
per cui la Provincia – si diceva – stava commettendo un errore grossolano, quello di
scambiare questa operazione con una possibile cartolarizzazione, quando tutta la
documentazione, anche in possesso dell’Assessore, diceva che era folle – folle
economicamente – pensare che un’operazione del genere potesse essere definita
cartolarizzazione e che non solo non avrebbe portato benefici, ma soltanto danni
economici, patrimoniali e sociali.
Ho qui gli interventi di tutti di quel Consiglio, ho anche un paio d’interventi della
maggioranza di allora che, invece, disse: è un’operazione magnifica, un’intuizione
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brillante, sarà, se non la soluzione di tutti i problemi, comunque l’avvio di una
interessante e positiva operazione immobiliare – finanziaria.
Niente di tutto questo, tutte le carte che noi andammo a cercare allora e che non ci
vennero fornite in Commissione, fu il risultato di una ricerca che l’opposizione fece
negli uffici, obbligando in qualche caso, chiedendo ai funzionari ed ai dirigenti di
tirar fuori le carte, fu una denuncia continua da parte nostra di tutte le contraddizioni
che gli stessi consulenti, Banca Intesa e quello studio di consulenza Romano, a cui
venne affidato lo studio della fase preparatoria, della definizione della delibera, tutti
dicevano alla Provincia di Milano: non fate questa operazione, è assurda questa
operazione, non ha senso, non produrrà risultati, non risolverà problemi, creerà
soltanto tensioni tra gli attuali inquilini e la Provincia, tensioni tra chi ritiene che, ad
esempio Bordighera e Loano siano il risultato di un investimento nel tempo
comunitario, tra lavoratori dell’Ente, l’Ente Provincia e così via e produrrà dei danni
economici notevoli.
Non ci ascoltaste colleghi della ex maggioranza e dell’attuale minoranza.
L’ordine era di votare a scatola chiusa, non si può definire in altro modo, a scotola
chiusa, questa delibera proposta dalla Presidente Colli e dall’Assessore Vittadini,
oggi, per fortuna, l’avevamo messo persino nel programma elettorale, perché
c’eravamo documentati, c’è un fascicolo alto così, che vi consiglio di andare a
guardare.
Oggi, finalmente, mettiamo fine a questa improvvida delibera, a questo insulto alle
intelligenze reciproche che fu portare in Consiglio il 29 aprile del 2003 un
provvedimento siffatto.
La mia personale e particolare soddisfazione è evidente e, dunque, nel proseguo delle
attività che l’Assessore Casati ha annunciato, credo che sia giusto tornare in
Consiglio, quando l’Assessore avrà proposte più concrete, un progetto più definito,
sicuramente passando prima dalla Commissione, perché insieme si delinei la strada
migliore, il percorso più utile, non solo finanziariamente, ma anche socialmente,
inserito in quel contesto prima ricordato.
Non siamo soli a muoverci nel campo dell’edilizia popolare abitativa, anzi, la
Provincia non ha esattamente competenze specifiche su questo fronte, così come vale
per tantissime altre questioni che noi discutiamo qui, è opportuno mettere in circolo
queste idee, queste proposte, questo patrimonio, perché altri Comuni, altri Enti
possano magari fare altrettanto ed insieme si possano compiere delle scelte davvero di
pubblica utilità.
Dunque, ovviamente, concludo qui, con abbondante anticipo, sfrutto l’occasione per
dichiarare anche, ovviamente, il voto positivo del Gruppo dei DS e dell’intera
maggioranza, attorno a questo argomento, ripromettendoci appunto di tornare fra
qualche tempo a discuterne per definire il percorso migliore, nel frattempo credo sia
giusto, se l’Assessore già non l’ha fatto, trovare quelle forme di tranquillizzazione nei
confronti di quegli inquilini che – ricordo – vennero numerosissimi a quella seduta
dell’Aprile del 2003, ad assistere alla nostra discussione, per tranquillizzare e per
confermare che quell’impegno, almeno per quello che riguarda noi che eravamo qui
di allora, non è stato un impegno, come si usò dire, anche un po’ elettoralistico, per
mettere in evidenza la nostra attività, ma è un impegno concreto, tant’è che oggi si
arriva a revocare quella delibera e ad impostare un lavoro completamente diverso da
allora.”
Riassume la presidenza dell’adunanza il Presidente del Consiglio Ortolina.
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Consigliere Fortunati: “Volevo anch’io sottolineare la positività di questo momento
per l’argomento su cui ci troveremo a votare.
Positività perché, proprio com’è stato detto prima dall’Assessore ed anche da alcuni
colleghi che sono intervenuti prima di me, si va in una direzione diversa dalla
precedente, su un punto molto importante, che è quello del patrimonio della
Provincia. Si va in una direzione diversa da quello che sta avvenendo in altre
Amministrazioni, sto pensando in particolare al Comune di Milano, dove, in realtà, il
patrimonio pubblico del Comune è stato completamente dato, speso, regalato ai
privati, invece di valorizzarlo.
Qui noi stiamo, invece, tentando di fare un’operazione completamente diversa, che è
quella di rivalorizzare, come ha detto prima l’Assessore, il nostro patrimonio
immobiliare e, quindi, recedere da una delibera che era stata approvata, per
valorizzare il patrimonio della Provincia a fini sociali, quindi abbiamo anche questa
logica di percorso, che mi sembra estremamente importante sottolineare.
Ovviamente Clerici sottolineava prima alcuni aspetti problematici dal punto di vista
economico.
Io credo, come già diceva il Consigliere Pioli, che non sia qui il caso di fare delle
valutazioni economiche di tipo prettamente tecnico: queste saranno sicuramente fatte,
sia dall’Assessore, che dai tecnici che adesso progetteranno le strutture relative alle
ville di cui si parlava. Ma in particolare penso sia importante la finalità sociale,
quindi non un fine meramente economico.
Perché noi dovremo vendere un patrimonio bello e godibile dal punto di vista proprio
della vivibilità, dell’uso degli ambienti e delle strutture e, quindi, invece lasciarlo
usufruire da molti soggetti, come possono essere i lavoratori della Provincia com’era
per il passato, piuttosto che associazioni e cittadini, come un bene pubblico invece
appunto noi dovremmo vendere, come si diceva prima, ad un privato questo nostro
patrimonio e poi magari utilizzare i fondi della vendita per poi usarli per acquistare un
qualche edificio sempre da utilizzare poi a fini sociali.
Io dico: se c’è una situazione, come è stato fatto ben vedere prima, positiva e bella
anche dal punto di vista proprio dell’utilizzo, della possibilità da parte della
cittadinanza e di diversi utenti di usufruire di questo patrimonio, questa possibilità
deve, invece, essere ancora una volta delegata a pochi o addirittura ad un singolo.
Quindi ritengo estremamente importante il tipo d’indirizzo che si sta dando, mi
sembra anche interessante, come diceva l’Assessore Casati, il fatto di questo concorso
di più Assessorati, che stanno lavorando sul discorso dell’utilizzo del nostro
patrimonio e, quindi, anche da un punto di vista proprio di un percorso, un percorso
non a senso unico, ma un percorso a più voci, di più soggetti e che, quindi, proprio
per questo, ci può dare più garanzie dal punto di vista di un utilizzo positivo del
nostro patrimonio.
Mi associo invece a quanto diceva Clerici prima, c’è il problema delle scale in queste
strutture e, quindi, ci può essere un problema di fruibilità dal punto di vista di alcuni
soggetti, penso in particolare agli anziani, penso in particolare ai disabili, sono certa
che, però, sarà attenzione dell’Assessore e dei suoi tecnici che dovranno progettare al
meglio queste strutture per renderle utili davvero a fini sociali, alla fruizione di tutti,
che saranno molto attenti anche su questo aspetto ed insieme potremo fare dei
ragionamenti, dal punto di vista tecnico, di come potrebbero essere usufruite al
meglio le strutture.
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Devo anche sottolineare positivamente, com’è stato detto anche prima, il percorso
usato in questo caso dall’Assessore, che arriva prima in Commissione, dove noi
abbiamo potuto discuterne ampliamente, poi arriva in Consiglio e, quindi, c’è una
possibilità per tutti noi di riflettere insieme su alcuni aspetti, cosa che poi è stato detto
che sarà fatta anche quando i progetti saranno più avviati, quando ci sarà una miglior
sottolineatura e possibilità di riflessione per tutti, per entrare nel merito sui progetti di
riutilizzo. Ringrazio quindi sia l’Assessore, che il Consiglio, per l’opportunità che ci è
stata data.”
Consigliere Dapei: “A tutti buon anno.
Credevo di poter affrontare questo argomento all’ordine del giorno in maniera
abbastanza semplificata, perché il pensiero della maggioranza è sempre leggibile sulle
proposte di delibera.
In questo caso il pensiero della passata Amministrazione è assolutamente chiaro,
perché è il testo della delibera che vi accingete a revocare, invece, sia dagli interventi
in Aula, che anche dalla proposta scritta, ancora sono lontano dal capire veramente
che cosa succederà rispetto ai temi affrontati.
Se ho trovato per alcuni versi quasi poetico qualche passaggio dell’intervento in
apertura dell’Assessore Casati, che, ovviamente, soprattutto per il tono abbiamo
apprezzato, ho trovato una grave caduta di stile ed un tentativo di raggiungere i bassi
fondi che altri a suo dire hanno in passato raggiunto nell’intervento del capo Gruppo
dei DS.
Mi spiace sempre quando vedo un attacco politico perpetrato in assenza di chi
dovrebbe avere quantomeno il diritto di replica.
Quindi venire qui ad affermare che l’Assessore competente per materia allora,
probabilmente era al bar quando si trattava della cosa, mi sembra un attimo eccessivo.
Sicuramente, vista la delibera, non era al bar da solo, perché questa delibera, così
contestata dall’opposizione, ha avuto sette voti contrari. Quindi al bar quantomeno
non c’era da solo l’Assessore, al tempo erano 18 gli oppositori, ha avuto 7 voti
contrari.
Finito il suo intervento, fra l’altro, l’amico l’ho visto andare da quella parte, non so se
per rifocillarsi o altro.
Comunque si decide di revocare qualcosa di molto chiaro – ripeto – dopo che questa
non è la prima seduta dopo l’insediamento di questa Amministrazione, ma siamo
addirittura in un anno nuovo, più della revoca di questa deliberazione non si va,
perché abbiamo sentito qualche accenno, si è accennato al fatto che la delibera
accenna, però, oltre alla revoca, non si va.
I commenti che sono fatti a margine della delibera che si vuole revocare, ci fanno
capire che veramente si sta facendo un grosso errore, cioè si sta revocando qualcosa
che probabilmente non si era fino in fondo capito.
L’obiettivo che aveva la delibera andava al di là di qualsiasi moda.
Lo strumento che è stato utilizzato per arrivare all’obiettivo può anche essere oggetto
di discussione o può anche essere modificato.
Quindi non c’era la moda della cartolarizzazione.
C’era e spero che non sia venuta meno la moda di offrire ai cittadini il massimo grado
di sicurezza nel territorio in cui vivono.
Ecco da dove nasceva questa delibera.
Il grido d’allarme di vari istituti dello Stato, aumentare il numero delle persone
preposte, tra i quali le forze dell’ordine, non basta, se poi queste persone con le loro
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famiglie non hanno luogo dove risiedere, quindi c’era stata questa intuizione della
Presidente Colli di dare una mano per quanto possibile al problema di questo genere,
allargando il patrimonio pubblico, quindi della Provincia, il patrimonio ad uso
residenziale della Provincia.
Quindi quando sento dire che in questo modo si evita di diminuire il patrimonio
pubblico e si difende qua quello che altrove viene messo in discussione è quanto mai
lontano dal vero, non si è letta la delibera che, invece, si vuole revocare.
La delibera si poneva, si pone ancora per pochi minuti, forse, l’obiettivo di allargare,
più che raddoppiare, il patrimonio ad uso residenziale sul territorio della Provincia di
Milano e, quindi, quello che si fa revocando è di dire di no, poi un giorno porterete
una delibera che ci spiegherà come, con che risorse, con quali tempi si troveranno 200
appartamenti o un numero che deciderete di nuove unità immobiliari all’interno del
territorio della Provincia e, chissà, un giorno ci direte anche questi nuovi
appartamenti a quali categorie li immaginate da dedicare.
Rimane comunque quello che effettivamente va al di là delle vostre parole, con i
nostri emendamenti al Bilancio abbiamo dimostrato che questa operazione, dal punto
di vista economico, è assolutamente incredibile.
Voi aumentate le imposte ai cittadini della Provincia di Milano, per riuscire a fare le
cose che un giorno ci direte in queste due perle che abbiamo visto della riviera ligure.
Quindi sul territorio della Liguria voi dite che è opportuno per continuare a svolgere –
diceva il Presidente della Commissione – un servizio pubblico, un servizio ai
cittadini, che è quasi contrapposto, lui lo contrapponeva, ai ragionamenti che si fanno
sulle questioni di carattere economico.
Noi, invece, non distinguiamo fra le due questioni, quindi ci rendiamo conto, primo,
che i servizi ai cittadini costano e che, quindi, bisogna farli costare il meno possibile
ed aumentare il più possibile la qualità per poterne offrire di più.
Quindi questo servizio ai cittadini, portare in vacanza i bambini di via Pusiano, i
dipendenti e quanti altri, costa tantissimo, costerà tantissimo, costa i milioni di euro di
mancati introiti delle vendite delle ville, i milioni di euro della ristrutturazione di
questi immobili e quant’altro.
Noi siamo assolutamente certi, ma credo che su questo non temiamo smentita, che
mandare in vacanza, tra l’altro scegliendo ogni volta il posto, non essendo obbligati,
un po’ come chi ha preso in multiproprietà un immobile che dopo un po’ si sente
anche spesso nell’esigenza di contrattare le sue settimane con settimane altrove,
perché poi ci si stufa anche di andare sempre nello stesso posto, credo che possa
valere anche per i dipendenti della Provincia, costerà molto di più di questa soluzione,
piuttosto che pagare di tasca della Provincia la residenza dei bambini o di quanti altri
altrove, posto che tutte le altre spese legate ad attività di questo genere rimangano
comunque in capo a chi le affronta, anche con la soluzione di avere l’immobile di
proprietà.
E’ assolutamente antieconomico, quindi offre un servizio ai cittadini di minore qualità
e ad un minor numero di cittadini, perché questa cosa costa milioni di euro.
La soddisfazione di poter avere il simboletto della Provincia fuori dai cancelli di
queste perle, ci costa milioni di euro.
Noi abbiamo valutato nel passato che sarebbe più economico che chi di mestiere sa
fare certe cose, o comunque chi decide di investire sul patrimonio della Liguria, si
prendesse in carico, può essere anche un Ente Pubblico, può prendere in carico quelle
proprietà e con quelli che per loro sono degli oneri e per noi sarebbero, invece, delle
entrate, poter offrire un miglior servizio ai nostri cittadini.
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Quindi nessuna moda allora, ma la convinzione di fare qualcosa di utile per i
dipendenti della Provincia di Milano e per i cittadini della Provincia di Milano.
Decidere di revocare quella delibera che ha già comportato a Bilancio, l’abbiamo
visto e c’era un emendamento che voi avete bocciato, che parlava di questi immobili,
ha già comportato più che il triplicare l’addizionale all’imposta di trascrizione che per
tanti anni non sarebbe stato obbligatorio fare se avessimo proseguito nell’idea di
vendere questo patrimonio alle Province liguri.
Tra l’altro mi può piacere anche il nome di Villa Azzurra, però effettivamente ci
aspettiamo che, quantomeno, in replica ci venga detto quanto costa sistemare queste
proprietà ed in che modo non si corre il rischio di cadere nell’accusa che sia fatto a
servizi che per quello sono stati tolti ai cittadini della Provincia, di fare cose, di
gestire cose direttamente.
C’è stato detto, c’è stato spiegato più volte, che il ruolo della Provincia è quello di
investire sulle infrastrutture, investire sui Comuni, denunciando per il passato, quindi
per il futuro, vedo proprio l’Assessore, a cui piace molto fare questo discorso, entrare
in Aula, prevedere per la Provincia un ruolo diverso da quello di soggetto che
fornisce ed eroga direttamente dei servizi.
Voglio proprio vedere alla fine, quando sfornerete la delibera che riguarda l’uso di
questo patrimonio, come non incorrerete nelle critiche di cui avete fatto bersaglio,
servizi che noi abbiamo dato in passato direttamente.
Però non voglio fare in questo senso un processo alle intenzioni.
Riconosco, oltre a quanto già ho riconosciuto prima, nel garbo ed anche nella lucidità
dell’Assessore alla partita, nell’Assessore Casati, anche un altro tratto di onestà
intellettuale, quando lui dice che la Provincia non vuole, perché non può da sola e
neanche in minima parte, risolvere il problema della casa, dico che, però, è
un’affermazione un po’ tardiva, perché il Presidente Penati in campagna elettorale ha
detto tutt’altro.
L’ho portato l’altra volta quell’opuscolo che ho ricevuto, in quanto socio del Sunia, in
cui si diceva testualmente, non sto a rileggerlo, perché non l’ho riportato, ma gli
amici se lo ricorderanno, in cui testualmente si diceva di votare Penati perché Penati
si era impegnato sui problemi della casa, delle periferie e quant’altro.
Quindi tra le due opposte tesi, quella dell’Assessore Casati e quella del Presidente
Penati, noi apprezziamo molto più quella dell’Assessore Casati, non solo perché ex
collega, ma perché crediamo più attinente alla realtà.
La differenza fra le due tesi è che la prima è stata fatta in campagna elettorale e quella
oggi udita in Consiglio è la tesi, invece, di chi, vinta la campagna elettorale, ha
l’onere di governare ed ha l’onere di proporre e credo che questo onere, dopo sei mesi
di governo, debba andare un po’ oltre a proporre solo revoche delle decisioni passate.
Siamo, quindi, assolutamente contrari a questa revoca, perché siamo convinti che il
tempo avrebbe dato ragione alla delibera passata.
Operazioni di questo genere hanno tutti i rischi che avete denunciato finora, ma hanno
anche un’altra caratteristica, che un po’ troppi hanno dimenticato, il fatto di avere
bisogno di una risorsa necessaria, che è quella del tempo.
Cioè da quando è stata approvata la delibera, al giorno delle elezioni, è passato un
tempo assolutamente insufficiente per un’operazione di questo genere, basta andare a
vedere le operazioni simili, coronate dal successo che hanno fatto altre istituzioni
dello Stato o locali, hanno avuto bisogno di anni e non di mesi, come si è preteso per
questo progetto.
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Quindi non ci sarà purtroppo la controprova, noi rimaniamo convinti della bontà della
nostra decisione.
Con coerenza, rispetto all’atteggiamento dell’opposizione di allora, la maggioranza di
oggi decide di revocare quella delibera, però, come allora dicevamo è incapace di
proporre alternative.
Quindi quei 200 appartamenti che in varie sedute di Commissione, anche in confronti
con, io mi ricordo in quest’Aula, abbiamo avuto confronti anche con i Sindacati, che
qualcuno si dimentica ed oggi ci racconta che ce la siamo cavata con un’ora di
discussione in Commissione.
Io mi ricordo, sono testimone di svariate riunioni di Commissione, svariate, lunge
riunioni di Commissioni, di incontri anche con i Sindacati di allora e con i
rappresentanti degli inquilini di allora.
Quindi mi ricordo cose molto diverse, leggo quello che avete scritto e quello che non
avete scritto sulle vostre proposte e rimango assai dubbioso che gli obiettivi che noi
c’eravamo dati e che credo siano obiettivi condivisi da tutti, con gli strumenti che, se
avete in testa, comunque aspettiamo di conoscere, possono ugualmente essere
perseguiti.
In questo senso, a meno che il seguito del dibattito non mi faccia cambiare idea, mi
avvio ad un convinto voto contrario alla revoca, perché sicuramente la delibera che è
vigente ad oggi è migliore del vuoto che la vostra sola revoca sicuramente apre.”
Nel frattempo sono usciti dall’aula l’Assessore Ponti ed il Consigliere Bruschi.
(presenti 42)
Consigliere Foglia: “Solo un minuto, ma penso che sia inevitabile, perché credo che
sia giusto che io rifiuti l’accusa di infangare chi è assente. Mi sembra puerile, banale
e del tutto inopportuna questa accusa, alla quale consegue, ovviamente, alla denuncia
di una mia caduta di stile, ma questo è un fatto personale e può essere anche un
gradimento personale.
Credo che, al di là dell’evidente ironia, rispetto al fatto che l’Assessore Vittadini
fosse al bar in quel momento, potevo dire qualsiasi altra cosa.
L’Assessore Vittadini poteva essere qui, anche seduto a fianco a me in
quell’occasione. Sta di fatto che nella storia di quei cinque anni l’Assessore Vittadini
non ha mai replicato a nessun intervento che si è sviluppato in quest’Aula, per cui uno
può essere anche qui, ma con la testa al bar e questo è un dato di fatto.
Che io non possa nominare chi ha proposto a nome della Giunta una delibera in
questo Consiglio, ditemelo, non si può nominare più nulla allora che è stato
sottoscritto....Sì, non posso dire che era al bar, magari quella volta era davvero al bar
per combinazione.
Preferirei, per evitare anche questi bisticci, che magari la Minoranza convincesse la
propria ex Presidente qualche volta a venirci in Consiglio, così io personalmente mi
rivolgerei direttamente ad una persona presente e potrei avviare quel confronto che la
vostra ex Presidente non ha mai... è un fatto personale, è caduta di stile e rifiuto
dell’accusa...A proposito di presenti e di assenti.
Sì, ho chiesto il tempo necessario a respingere l’accusa di essere l’accusatore di un
assente e mi permetto di precisare che qui ci sarebbe la possibilità, non di avere l’ex
Assessore Vittadini presente, perché non è più Assessore e non è neanche
Consigliere.
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Non essendoci nemmeno la possibilità di avere…che male sto facendo evocando il
nome della Presidente Colli.
Non avendo il piacere di aver mai qui nemmeno l’ex Presidente Colli, domando se in
futuro... è un fatto personalissimo, mi domando e domando al Presidente se in futuro
potrò evocare il nome della Presidente Colli, anche nel caso in cui... e capisco che la
questione per voi è problematica.
Dovrei poter concludere, stavo semplicemente dicendo, se posso evocare o nominare
nel futuro la Presidente Colli, anche se, pur essendo ed avendo il diritto d’essere
presente in questo Consiglio, non c’è mai e non viene mai, nemmeno a difendere le
delibere che ha sostenuto nel passato.”
Nel frattempo sono usciti dall’aula i Consiglieri Malinverno, Musciacchio e Zanello.
(presenti 39)
Consigliere Guerra: “Vorrei cercare di riportare la questione su un terreno politico,
anche perché discutere di ex Assessori e di ex Presidenti, in questo momento importa
veramente poco.
Volevo fare un brevissimo intervento per dare la possibilità ad un comitato di
cittadini extracomunitari di poter avere delle risposte da un Assessore della nostra
Giunta.
Ciò non è più possibile, per cui cercherò di entrare un po’ nel merito della delibera...”
Presidente del Consiglio: “Ribadisco che l’ordine del giorno successivo sarà posto in
discussione, lo ribadisco.”
Consigliere Guerra: “Penso che la proposta di delibera, che ci viene presentata in
Consiglio, sia una proposta di delibera giusta, che rimette nell’alveo corretto una
procedura che era completamente sbagliata, sia da un punto tecnico, sia anche da un
punto politico.
Bene fa questa Giunta questa sera, non solo a salvaguardare il patrimonio pubblico,
ma anche a potenziarlo, a riqualificarlo e dargli una funzionalità sociale, per le attività
che questa Provincia intende portare avanti.
Bene fa questa Giunta a rimettere le procedure a posto.
Ora, è parere anche non di comunisti o di questa attuale maggioranza, allora
opposizione, vi è anche un parere di una banca, che era stata interpellata per la
procedura di cartolarizzazione, che tale procedura non si sarebbe mai verificata, viste
le minime entità in gioco.
Di questa vicenda, ahimè, nessuno da parte dell’opposizione ne parla.
La procedura di cartolarizzazione avviata dalla vecchia maggioranza e dalla vecchia
presidenza, era una procedura che si è rivelata errata tecnicamente.
La cartolarizzazione non poteva essere portata avanti, viste le minime entità messe in
gioco e lo hanno anche scritto le banche che hanno partecipato al bando di questa
cartolarizzazione lo hanno scritto loro, dicendo che questa cartolarizzazione non si
poteva fare, perché tecnicamente non stava in piedi.
Questo è un primo dato di fatto che ci fa dire che quella procedura, quella Delibera
nata su queste impostazioni era completamente sbagliata, doveva e deve e fa bene
questa Giunta a farlo, essere rivista e cassata, cancellata completamente.
Io, per farla breve, non entro nel merito di tante considerazioni fatte dagli altri
colleghi del Consiglio.
37
Apprezzo ed approvo l’impostazione e l’esposizione fatta dall’Assessore competente.
Ne condivido le finalità politiche di fondo ed i contenuti che la reggono.
Mi limito solo a questa piccola e breve considerazione.
Qualcuno si scandalizza sul fatto che la Provincia nell’ultimo bilancio abbia triplicato
l’imposta sull’IPT, io reputo, invece, che sia vergognoso che il Comune di Milano
applichi la stessa aliquota ICI sulla prima casa e sulla seconda casa.
Io questo penso che sia vergognoso, però di queste cose nessuno ne parla o,
quantomeno, quando si entra sulla questione delle imposte e delle tariffe, questo
aspetto viene completamente cancellato.
L’ICI del Comune di Milano, aliquota sulla prima casa, 5,5 per mille, l’ICI del
Comune di Milano sulla seconda casa aliquota 5,5 per mille.
Io penso che non esista nessun Comune di centrodestra in questo Paese che attui
ancora una politica da Robin Hood al rovescio, cioè che tartassa i poveri e premia i
ricchi.”
Consigliere Gavazzi: “Volevo rispondere al Robin Hood dei comunisti, cioè sul fatto
di applicare la legge di Robin Hood al contrario, sul discorso della prima e della
seconda casa, volevo sapere cosa c’entrava con la delibera, però va bene. L’IPT è una
tassa che è stata raddoppiata da questa Provincia, di cui il Comune di Milano fa parte.
Però, siccome per tutta la campagna elettorale si è detto che questa Amministrazione
avrebbe fatto abolire i ticket, sarebbe andata incontro a tutti, la prima delibera che ha
fatto, ha triplicato una tassa, guardate che noi non abbiamo tante competenze su delle
tasse, ne abbiamo una triplicata.
E’ la più bassa di tutta Italia, il mio Comune, che è comandato dalla sinistra, applica
per la seconda casa il 5 per mille, però, essendo comunisti, potevano fare anche il 5
per cento, glielo abbiamo impedito noi come opposizione.
Io torno nel merito della delibera, anche perché volevo ricordare al compagno Foglia,
quando parlava di un’ora di Commissione, chiedo il conforto del compagno
Angiuoni, che era nella mia Commissione.
Il Consigliere Foglia si è dimenticato di dire che forse l’ora di Commissione era nella
Commissione che presiedeva Foglia, Commissione Bilancio, perché nella
Commissione Territorio e Patrimonio, di cui io ero Presidente, sul discorso della
vendita degli appartamenti e del discorso di cosa fare delle ville di Loano e di
Bordighera, ne abbiamo fatte a iosa di Commissioni.
Mi ricordo, non vedo il Consigliere Tranquillino, quando ci si è accorti che nella
vendita e nella volontà di dismissione di alcuni appartamenti, alcuni di questi locali,
alcuni di questi siti erano occupati da associazioni, mi ricordo proprio tutta una serie
di persone qua dentro che urlavano sul fatto, non ricordo più se era l’associazione, era
una questione di bambini, non voglio banalizzare, perché il problema esisteva e mi
ricordo che la Presidente Colli, che, a differenza di Penati, era presente su questa
delibera, diceva di non preoccuparsi per quelle associazioni che occupavano quegli
spazi, perché nessuno sarebbe stato messo fuori, se non con una soluzione alternativa.
Quindi mi riferisco a quello.
Tornando ai 119 appartamenti di Limbiate, io mi ricordo allora che si era urlato alla
dismissione del patrimonio che noi avevamo, quindi creando tensione negli inquilini
ed aspettative, cioè, essendo inquilini, anziani, quindi si creavano dei problemi a
questi inquilini.
Tranne dopo accorgersi anche qui dentro che gli appartamenti, la maggior parte di
loro, sono fatiscenti, che, chiedo agli amici di maggioranza di farla questa verifica,
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altrettante persone non avevano diritto di occupare quegli appartamenti, perché quegli
appartamenti erano stati acquistati dalla Provincia, perché allora la Provincia aveva
competenza sul manicomio che esisteva a Limbiate, l’Antonini. Allora per i
dipendenti aveva preso quegli appartamenti, gli allora Amministratori, veramente
competenti, per mettere i dipendenti della Provincia in quegli appartamenti.
Solamente che i manicomi sono chiusi da più vent’anni, cosa sta succedendo? Che le
persone che occupano quegli appartamenti non hanno più i requisiti per poterli
occupare.
Cosa succede? Che in una verifica fatta, come ci siamo insediati, per verificare se
queste persone pagavano l’affitto, non eravamo nemmeno in grado di sapere se questi
pagavano l’affitto, oltre a non avere i requisiti di entrata.
Oltremodo, l’Ufficio Patrimonio segnalava la precarietà di questi appartamenti, non
erano a norma, perché sto dicendo tutto questo? Per far capire, ripeto, il metodo usato
non voglio entrare nel merito del metodo, però il merito nel voler andare incontro ad
una situazione di alloggi di proprietà della Provincia fatiscenti, perlomeno quello
concedeteglielo che era un tentativo di risolvere un problema.
E proprio sulla dismissione che si è urlato alla dismissione del patrimonio, siamo
sempre qui al gioco delle parti, dei Robin Hood o viceversa.
Quando facevo l’Assessore al Patrimonio del Comune di Seregno, avevamo anche noi
una situazione tipo Limbiate, cioè case vecchissime, occupate anche da chi non ne
aveva più diritto ed allora mi era venuto in mente di cercar di venderle.
C’era una delibera regionale nel ‘92 e non c’era Formigoni, che prevedeva la
possibilità, con una serie di agevolazioni agli inquilini che avevano i requisiti, un
certo livello di reddito, di poter usufruire, di poter acquistare gli appartamenti
addirittura con un mutuo ventennale agevolato, con l’abbattimento del 70% del valore
catastale.
Però qual era il ragionamento che avevo fatto allora? A ristrutturare quegli
appartamenti, con persone che non ne avevano diritto, al mio Comune sarebbe costato
un patrimonio.
Noi avremmo incamerato anche una cifra bassa, però serviva per accendere dei mutui
per costruire nuovi alloggi, lasciando quegli alloggi, a chi ne aveva diritto, la
possibilità di acquistarli, perché, e l’ho sentito anche stasera, la persona anziana che
vive da trent’anni – quarant’anni in un alloggio, se gli dici: ti sposto in piazza Duomo
da Seregno ti dice di no, mettimi a posto il bagno, magari più giù e lasciami qui,
perché le persone anziane di Seregno e di Milano sono la stessa cosa.
Quando io ho fatto questa proposta all’opposizione c’era la Sinistra ed è partita la
stessa tesi che è partita qui, però perché ancora faccio questa osservazione? Perché
dopo tredici anni il mio Comune, governato da dieci anni dalla Sinistra, sta vendendo
gli stessi appartamenti di allora, dopo tredici anni, quindi con altri problemi.
Dico anche questo, vorrei che non succedesse anche alla Provincia di Milano.
Chiedo all’Assessore Casati, persona che rispetto per il suo modo di presentare le
cose e per la sua sensibilità, non ho mai trovato un avversario politico che non sia
fazioso, adesso non voglio che venga frainteso, non ho mai visto avere un
atteggiamento fazioso dall’Assessore Casati, mai, non l’ho mai visto.
Lui prende una posizione, la sua, magari non la condivido, ma non è mai stato
fazioso.
Quindi io rispetto la sua onestà intellettuale e chiedo all’Assessore Casati, quando si
dice che si è creata della tensione tra gli inquilini, dopo Lei mi dice che ci sono degli
inquilini che hanno manifestato l’intenzione di acquisire gli appartamenti, quindi
39
significa che forse la tensione si è creata su una parte di inquilini e quella parte che
quando ha saputo, non cambia il discorso della tensione se il Presidente è Penati o se
il Presidente è Colli, quando uno vede di mezzo la sua casa, dove ha abitato e dove
abita, non gliene frega di niente di chi sia il Presidente.
L’informazione da dare agli inquilini, come avevamo tentato di darla noi, che nessuno
sarebbe stato messo fuori dalla sua casa, nessuno, ecco forse anche perché la
cartolarizzazione non si è potuta fare, perché noi davamo anche la garanzia agli
inquilini, alle associazioni che occupavano certi siti che nessuno sarebbe stato messo
in strada, senza un’altra sistemazione.
Sta di fatto che in tutta quell’operazione, perlomeno concedeteci che qualcosa di
posizione ne è uscito, perché l’Amministrazione Provinciale ha acquisito al suo
patrimonio altri sei appartamenti.
Questo è un dato di fatto.
Ne ha opzionati e l’ha detto l’Assessore, altri 20, io non conosco Milano, ma quando
si parla di parco Lambro, mi si dice che non sia l’Hollywood di Milano, è una
situazione un po’ precaria, guarda caso noi, in quei sei appartamenti, abbiamo messo
delle guardie carcerarie, giusto? Anche per dare un po’ di sicurezza.
Però poi sentiamo quali sono i vostri propositi in merito ai prossimi appartamenti, qui
mi permetta di fare il Gavazzi della situazione, noi arriviamo a sentir dire che saranno
fatti degli appartamenti o mini alloggi per studenti, famigliari degli ospedalizzati,
cosa veramente nobile, parenti dei detenuti.
Io dico: hanno tolto il confino da tanto tempo.
Non so se a San Vittore ci sono gli ergastolani. Però se ci sono gli ergastolani, se noi
diamo ai parenti dei detenuti, glielo diamo a vita.
Non voglio anche qui banalizzare, però, Assessore, certe affermazioni come questa,
che la Provincia si assuma a carico le problematiche dei parenti dei detenuti, noi ne
abbiamo già a sufficienza dei detenuti che vanno rispettati, dove sono e come sono, se
adesso noi pensiamo, non so se il quartiere merita di mettere i parenti dei detenuti,
non lo so, perché da quello che si è capito, noi volevamo cercare di rendere vivibile
un quartiere e metterlo in sicurezza.
Lei mi propone queste cose, a noi lasciano parecchio perplessi, perché se mi parla di
necessità e veramente qui la viviamo anche noi nel nostro territorio provinciale il
problema degli affitti per i ragazzi che vengono a studiare a Milano e qui la condivido
al 100%.
Se parla dei parenti degli ospedalizzati io mi ricordo cos’è successo qua quando
dovevamo concedere all’Istituto Europeo Oncologico la possibilità di ampliarsi, che
volevano ampliarsi, facendo propria una struttura di supporto agli ammalati per i
parenti che arrivavano, perché quando si arriva all’oncologico, allo IEO, non è che si
sia felici e quella struttura che andava a crearsi, oltre ad avere delle sale operatorie ed
altre strutture per la chemioterapia e tutto il resto, aveva previsto anche una serie di
mini alloggi per i parenti che portavano qua le persone.
E’ successo di tutto, perché era sui confini del parco sud. Quindi non si poteva andare
a costruire là dentro.
Io non sono un tecnico, lo sta dicendo lui, ero il Presidente della Commissione, mi
ricordo cos’è successo in Commissione, quando io analizzavo gli atti e gli atti mi
dicevano che là dentro si andava a fare questo.
Qua dentro mi hanno detto: no, stanno facendo un albergo. Questo era quello che era
successo.
Io sugli atti vedevo altre cose.
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Quindi anche questa idea, però il senso era questo, era già stata presa da qualcun altro
ed io penso che prima d’intervenire in questa cosa, perlomeno dei parenti
ospedalizzati e dei parenti dei carcerati, sono bei propositi che rimangono sulla carta e
sono difficilissimi da realizzare.
Cosa completamente diversa per dei mini appartamenti, cioè tipo foresteria, da dare
agli studenti. Quelli sono convinto che si possono realizzare.
Il discorso delle ville.
Abbiamo visto che cos’è successo sulle ville.
Anche sulle ville in Commissione è uscito che, per esempio, la villa di Loano nessuno
più sapeva se era in piedi o era caduta o stava cadendo, cosa stava succedendo, perché
era in stato di abbandono.
Mentre la Villa di Bordighera dicevano che era efficiente, bella funzionava, però
nessuno mi ha saputo dire quanto incassava la Provincia.
Praticamente – e qui le faccio la domanda Assessore – Lei è riuscito a capire che cosa
prendeva la Provincia dal gestore di questa villa? La Provincia incassava qualcosa?
Le dico, non solamente in termini monetari, ma incassava qualcosa, cioè i nostri
dipendenti, qualcuno, che ne aveva diritto ne ha usufruito di questi servizi a prezzo
forse agevolato, perché fa parte della Provincia?
A queste mie domande poste in Commissione, quando ero maggioranza ed ero
Presidente, non mi è mai stata data risposta. Era impossibile risalire a questa
situazione.
Quindi io chiudo il mio intervento, dicendo, ribadendo che voi andate ancora una
volta a bocciare una delibera per il metodo che è stato usato, ma non ci dite ancora, è
come la storia della casa della pace, la casa della libertà, la casa di tutti, voi andate a
bocciare una delibera, con dei buoni propositi sul futuro.
Quindi ci riserveremo di valutare quando i propositi si tramuteranno in fatti concreti,
se anche voi commetterete l’errore di quelli della sinistra del mio paese, che hanno
capito le cose dopo 13 anni.”
Presidente del Consiglio: “La parola al Consigliere Greco, poi dichiaro chiusa la
discussione generale. Darò uno spazio di breve replica all’Assessore.”
Consigliere Greco: “Farò un intervento brevissimo, solo per ribadire alcune questioni.
Primo, credo che questa sera ci sia un confronto fra due mentalità politiche, circa la
gestione e l’utilizzo del patrimonio pubblico.
Abbiamo già detto, in occasione della discussione di un’interpellanza, fu detto in
modo autorevole che si verificava un’inversione di tendenza rispetto alla precedente
Amministrazione Provinciale, che, invece, aveva avviato una procedura di
dismissione del patrimonio pubblico.
Due, io credo, non ho interrotto nessuno e vorrei non essere interrotto, grazie.
Credo che sia opportuno prendere un concetto che ha utilizzato il collega Consigliere
Gavazzi, quando diceva: facevo l’Assessore al Patrimonio e rispetto ai costi di
ristrutturazione ho preferito dismettere, tentare di dismettere, non voglio attribuirle
cose che non ha detto, quel tipo di patrimonio, così mi toglievo il problema. Non ha
detto così, però era sottinteso che il meccanismo era: mi liberavo di un problema e lo
davo a quegli inquilini che acquistavano gli appartamenti.
Anche qui, io credo che sia opportuno smentire la situazione per la quale se io vendo
del patrimonio pubblico, acquisisco pari patrimonio pubblico.
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Nel senso che i meccanismi che regolamentano la vendita del patrimonio pubblico,
gli inquilini che ne sono beneficiari o situazioni di altra natura, non sto a fare un
discorso su appalti, non appalti o cose del genere, non è questo il senso della
questione, viene fatta con una regolamentazione di Legge che prevede il valore
catastale rivalutato, gli abbattimenti del 10% se si paga in contanti, la contrazione di
mutui agevolati per favorire ecc. ecc. e, a differenza, l’acquisizione di nuovo
patrimonio pubblico abitativo viene fatta secondo i prezzi di libero mercato e non
secondo prezzi protetti e già questo mette, questo tipo di procedura la mette in una
grave difficoltà: devo vendere almeno quattro o cinque per realizzare uno.
Questo è uno dei problemi che ci saranno.
Credo che, invece, le questioni che vadano affrontate siano di questa natura: primo, il
mantenimento del patrimonio pubblico e questo è il fatto politico di questa
deliberazione.
Due, è stato detto dall’Assessore Casati, è stato ribadito anche nel dibattito, che sarà
presentato, pur non essendo diretta competenza del Consiglio, al Consiglio una
proposta interassessorile di utilizzo delle strutture patrimoniali dell’Amministrazione
Provinciale.
Dopodiché io non credo che sia bello, ma è un problema di gusto mio, fare dell’ironia
sulle famiglie degli ergastolani.
Mi sembra una questione, mi permetta, nel rispetto reciproco, perlomeno di cattivo
gusto utilizzare questo tipo di ragionamento.
Credo che, invece, il problema vada affrontato su alcune questioni, che con questa
deliberazione noi diamo un’impostazione a problemi di tipo diverso da quella che
tradizionalmente si è fatta nel passato e cioè qui non si tratta di vendere i gioielli di
famiglia – uso questa terminologia – per poi alla fine, spesi i quattrini, magari anche
per opere nobili, alla fine mi ritrovo depauperato da gioielli di famiglia e non ho altre
possibilità d’intervento, rispetto ad una situazione generale, per cui vede gli Enti
Pubblici, gli Enti Locali, le Regioni, le Province ecc., comunque sottoposti ai
taglieggiamenti che la Legge Finanziaria sta imponendo da alcuni anni a questa parte.
Credo che una situazione diversa sia quella di fare una verifica di chi paga gli affitti,
di chi ha i requisiti, di un turnover anche positivo della proprietà pubblica.
Altra cosa è quella di dire: vendo, così non faccio altre operazioni.
Credo che noi dovremmo, l’ho detto in un’altra occasione, ma essendomi ripromesso
di parlare pochissimo, do per scontato che i colleghi si ricordino, credo che sul
problema della fiscalità occorrerà magari una volta fare anche un dibattito
accademico qui dentro, ma capendoci per evitare di usare l’uso della fiscalità come
una clava contro qualcuno.
Credo che, invece, il problema sia proprio di comprendere quali sono i meccanismi
che devono essere alla base di un ragionamento economico per quello che riguarda gli
Enti, ma mi auguro che si possa avere il tempo opportuno in un altro momento per
queste cose.
Credo che occorrano due cose, lo dico proprio in chiusura del mio intervento.
Primo, rimeditare anche su alcune questioni che sono state ricordate nel dibattito, i 30
milioni spesi per la consulenza e poi la lettera del Monte dei Paschi di Siena che dice:
guardate che questo tipo di procedura diventa impraticabile, per cui i vostri bandi
andranno deserti. E’ un significativo episodio che ci deve permettere di valutare
anche alcuni possibili errori che possono essere stati commessi nella precedente
procedura.
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Ma proprio non come accusa nei confronti di qualcuno, ma per evitare il ripetersi di
situazioni di quel genere.
Seconda cosa, ultima cosa, ma io credo che sia ora per questa maggioranza avere un
atteggiamento più laico nei confronti del dibattito, nel senso che ormai quello che è
stato è stato, io posso capire chi ha fatto per cinque anni una battaglia di opposizione,
che ci sia anche la soddisfazione di poter dire: sto realizzando le mie idee, quelle con
le quali mi contrastavo con quella maggioranza. Credo che quello sia un capitolo
chiuso.
Questa maggioranza ha un suo programma, questa maggioranza ha necessità di
andare incontro, di non offrire neanche alibi all’opposizione, per gli interventi
strumentali che abbiamo sentito.
Io credo che sotto questo aspetto, con questa maggiore laicità, possiamo essere fieri
delle battaglie sostenute quando eravamo all’opposizione, ma anche delle
realizzazioni che dobbiamo fare adesso che siamo maggioranza.
Grazie.”
Nel frattempo sono usciti dall’aula i Consiglieri Caputo e Russomanno. (presenti 37)
Assessore Casati: “Ringrazio prima di tutto le Consigliere ed i Consiglieri che sono
intervenuti, rilevo, ma credo l’abbiate fatto tutti voi, una tendenza che è del tutto
naturale, a discutere di quel che la delibera non dice, perché la delibera qui si
proponeva una revoca e c’è una tendenza naturale, l’avrei fatto anch’io al vostro
posto, intendiamoci, a discutere di quel che la delibera non delibera, per capirci,
quindi sullo sbocco sociale.
Ci sarà un altro atto che produrremo qui, quindi non una delibera, ma un ordine del
giorno e quando saremo pronti di questo discuteremo.
Discuteremo di questo quando le esemplificazioni qui fatte, poi taluni di voi si sono
diffusi sulle esemplificazioni, ma erano fatte soltanto per capire, le esemplificazioni
diventeranno progetto, seppure a maglie larghe.
Guardate, poi lo voglio dire senza nessun intento di carattere polemico, ma se mettete
a confronto, dovreste farlo, mi è capitato di farlo anche per ragioni professionali,
questa delibera che dice delle cose e la delibera Colli precedente, che ne dice delle
altre per intenderci, ma lo schema è lo stesso.
Gli obiettivi sono diversi, l’una dice vende, l’altra dice blocca la vendita, ma lo
schema è lo stesso, perché né nell’uno, né nell’altro caso c’è la dichiarazione degli
intenti sociali che non si discutono, non capisco proprio quando qualcuno critica una
cosa di questo genere, che è del tutto contenuta all’interno dell’altra.
Dato di fatto, ora allineo tre o quattro considerazioni molto rapide.
Il dato di fatto è questo: se si fosse attuata quella delibera, non ci sarebbero più ne
Loano, né Bordighera e ci sarebbero 200 appartamenti che, però, non ci sono, ma
come caso di scuola ci sarebbero 200 appartamenti.
Adesso questo che faccio non è un caso di scuola, è la realtà.
Ci sono Loano e Bordighera, con tutte le critiche che si possono muovere, per
intenderci, c’era il Consigliere Clerici che dal punto di vista poneva delle questioni
che hanno in sé una loro fondatezza mercantile, fossimo della gente che fa business.
Ci sono a Bordighera e ci sono 119 più 46 appartamenti, quindi 165 appartamenti veri
e questo è l’elemento di distinguo tra un caso di scuola, che vende Loano e
Bordighera e compera 200 appartamenti, ma non fa né l’uno, né l’altro e la realtà che
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dice: ci sono Loano e Bordighera non vendiamo e ci sono 165 appartamenti. Non ci
saranno, ci sono 165 appartamenti.
Quanto costa mettere a posto Villa Azzurra, che continuo a reputare graziosa, ma la
mia è un’opinione, lascio alle altre... è stato votato, l’avete votato in Bilancio, chi l’ha
votato in Bilancio, comunque è appostato in Bilancio, 500.000 euro quest’anno,
500.000 euro l’anno prossimo, 2 miliardi di vecchie Lire per mettere a punto la cosa.
C’è una domanda alla quale voglio rispondere con schiettezza, la poneva Lei
Consigliere Gavazzi, sulla questione Bordighera ha funzionato o non ha funzionato.
Non ha funzionato bene Bordighera, lo dico io dopo aver esaminato i conteggi, nel
senso che la gestione, non la villa, non è stata una gestione eccellente.
Ovviamente noi ci ripromettiamo di fare una gestione eccellente o migliore di quella
che abbiamo salutato ed è alle nostre spalle.
Un ulteriore elemento: tutti riconoscete l’errore nello strumento, ma dato che adesso
salutiamo la cosa e probabilmente la cartolarizzazione non appare più, almeno
fintanto che c’è una Giunta come questa. E’ bene fare un passaggio, lo facevano bene
i Consiglieri Foglia ed il Consigliere Pioli ed altri Consiglieri, sul perché non ha
funzionato lo strumento.
Guardate, adesso è facile dirlo, perché si registra il non funzionamento, però bisogna
guardarlo bene il non funzionamento.
Il non funzionamento, indipendentemente dal giudizio politico che si può dare sul
meccanismo delle cartolarizzazioni, è tecnico l’elemento e – lo dico un attimo ai
colleghi dell’opposizione, della minoranza – vi fu stato detto, ma non soltanto negli
interventi del Consiglio, ma degli stessi consulenti che furono guardati allora.
Mi permetto una breve citazione ed è questa, perché dobbiamo essere precisi.
L’insieme degli immobili, che andava in alienazione in delibera, aveva al tempo,
novembre del 2002, un valore stimato dall’istituto di credito, assegnatario della
commessa, studio di fattibilità, valutato in 15 milioni di euro, 30 miliardi di lire.
I costi, escludendo il costo del prestito, ma i costi per la molteplicità delle prestazioni
e dei professionisti richiesti dall’operazione cartolarizzazione, che è complessissima
l’operazione cartolarizzazione, si aggiravano sul milione di euro oltre l’IVA, quindi
1.200.000 euro circa. Quindi l’8, il 9% del valore di tutto il pacchetto immobiliare
Pertanto operazione non economica, non il giudizio dell’opposizione di allora, ma è il
giudizio scritto – qui c’è il documento – della stessa banca che svolse lo studio che
indicava che la soglia minima, per dare efficacia all’operazione, non era a 15, ma
avrebbe dovuto essere almeno nella forbice tra i 30 ed i 50 milioni di euro, 2 o 3 volte
tanto e – aggiungo – sbagliava, sbagliava per difetto, in quanto l’unica
cartolarizzazione significativa, portata avanti da un Ente Pubblico, da un’istituzione
pubblica, è stata quella della Regione Friuli, che ha venduto bene, i dati della
cartolarizzazione della Regione Friuli, adesso li abbiamo a disposizione, allora non
c’erano, anche per me adesso è più facile fare questo ragionamento, tanto per capirci,
la Regione Friuli ci dice e ci fa capire che la soglia minima è addirittura sei volte
superiore rispetto ai 15.000.000 di Milano e, quindi, ad 80 – 100.000.000 di Euro, sul
meccanismo della cartolarizzazione. Quindi chi ci sconsigliava di adottare questo
meccanismo, dei consulenti che sono stati richiesti ed ascoltati, non aveva torto. Ossia
cominci a fare utile con le cartolarizzazioni, vendiamole, non venendole per 30
miliardi, ma almeno per 160.
Questo sul terreno delle cartolarizzazioni, quindi vado sul terreno delle
cartolarizzazioni, indipendentemente dal giudizio di carattere politico, nel senso che il
giudizio di carattere politico è un altro.
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Sul giudizio di carattere politico mi limito a fare questa affermazione, che, oltretutto,
è risaputa, scontata ed alla fine quasi quasi è banale ed è quella che noi non siamo per
fare utili vendendo il patrimonio, oltretutto completo l’affermazione dicendo che non
abbiamo nemmeno un patrimonio che ci consentirebbe di fare utili.
Queste sono due affermazioni di carattere combinato.
Pertanto io concludo questa mia, ringraziandovi ancora per i vostri interventi,
concludo dicendo questo: è una delibera – ripeto – che blocca su una strada e riavvia
il processo di valorizzazione del patrimonio su un’altra strada, discuteremo bene
dell’altra strada, lo discuteremo bene.
L’altra strada c’è possibile esporla nel dettaglio, dopo, però, aver consolidato lo stop
di stasera sulla prima.
Porteremo il dettaglio in Consiglio, anche se non c’è dovuto, ma lo faremo, per
capirci, come successivamente porteremo in Consiglio, come atti separati, le
eventuali acquisizioni o se si presentassero delle vendite.
Questo, invece, c’è dovuto.
Per principio non diciamo che non vendiamo, abbiamo venduto qui la Caserma dei
Carabinieri di Pioltello, potremmo vendere la Caserma dei Carabinieri di Desio,
mettiamo anche in vendita quelle parti di patrimonio che a nostro giudizio sono o
dismesse, o non reddittive, o non strategiche, quindi non è che non vendiamo,
mettiamo in vendita laddove è necessario ed opportuno anche mettere in vendita.
In questo caso ci sembrava, ma il giudizio è tutto nostro, non mettere in vendita,
perché, oltretutto, è inopportuno.
Ho concluso.
Ringrazio gli uffici, ringrazio particolarmente il Dott. Stefano Cianciulli che mi ha
assistito in tutte queste operazioni con il Gruppo di Gallinella.
Sulla prosecuzione dei nostri lavori, il nostro appuntamento, dopo l’approvazione
della delibera di questa sera, è l’appuntamento, quando saremo pronti con gli altri
Assessori, per presentare appunto un piano più complessivo, nel quale evidentemente
capire di più di quanto abbiamo messo in campo stasera. Messo in campo stasera
c’era dovuto, dobbiamo bloccare per ravviare. Quindi auspico che ci sia un voto di
carattere favorevole e comunque ringrazio per gli interventi anche critici che voi
avete esplicitato. Grazie ancora.”
Presidente del Consiglio: “E’ finita la discussione generale. Formalmente devo
passare alle richieste per dichiarazione di voto, anche se informalmente registro il
fatto che le ho già sostanzialmente sentite.
Comunque passiamo al passaggio formale, per dichiarazione di voto, Dapei, prego.”
Consigliere Dapei: “Il Gruppo consiliare di Forza Italia voterà contro questa delibera,
in realtà dal dibattito sembra che si debba votare rispetto alla passata decisione di
procedere ad una cartolarizzazione.
In realtà, sia la delibera che si va a revocare, sia la proposta di oggi di revoca, parlano
di ben altre cose.
La delibera di allora, lo dico anche all’amico Greco che anche adesso è un po’
distratto, già la delibera di allora era una delibera che puntava ad aumentare il
patrimonio pubblico. Quindi non c’è uno scontro né fra civiltà, né fra visioni politiche
su questo.
La delibera di allora aveva, come oggetto, l’acquisto di 200 appartamenti in più.
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Lo strumento era la vendita delle ville al mare e la cartolarizzazione del patrimonio
che quella delibera diceva non strategico e perché non strategico il nostro Gruppo l’ha
ampiamente spiegato.
Chiarito questo, cioè chiarito che l’obiettivo era quello di ampliare il patrimonio
pubblico, per meglio svolgere i propositi, il mandato pubblico, che questo Ente ha ed
aveva.
Votiamo contro alla vostra proposta di revoca, perché dice molto più che la revoca
innanzitutto.
Il punto uno della delibera di oggi revoca la delibera di allora, ma poi il punto 2 del
dispositivo destina gli immobili di Bordighera e di Loano a funzioni che sono qui
indicate, sono indicate, secondo me, sbagliando e sbagliando sono anche troppo poco
e poi dà questa delega in bianco alla Giunta, dà mandato al punto 3, rispetto ad
indirizzi che sono elencati e che, sia il dibattito in Commissione, che in Aula, sia il
dibattito che c’è stato, che quello che non c’è stato, credo abbia chiarito che noi non
possiamo fino in fondo condividere.
Mi permetta di concludere su una questione che mi sta molto a cuore, non è la
concessione di nessuno quella di chiedere oggi o in futuro l’opinione del Consiglio
rispetto agli indirizzi, ma quello anche è qualcosa che è dovuto al Consiglio ed il fatto
che in questi mesi lo si sia fatto poco, non vuol dire che, quindi, non è più una
competenza del Consiglio.
Così come la delibera che oggi si revoca indicava chiaramente quali erano poi,
all’interno di quelle procedure, gli indirizzi, anche in maniera molto puntuale, le
percentuali per le varie categorie e quant’altro.
Apprezziamo il fatto che un giorno questo Consiglio di nuovo si potrà misurare su
queste questioni, ma lo farà in forza di una legge e non di una concessione, tanto
meno se la concessione viene da un lavoro interassessorile, quasi che questo Ente sia
diventato qualcosa in cui sia difficile parlare tra ufficio ed ufficio.
Ci sembra assolutamente chiaro che su alcune questioni debbano anche discutere tra
loro alcuni Assessori e non è un elemento di merito in positivo, il fatto che la
proposta sia il risultato di un lavoro che è stato con enfasi dichiarato interassessorile e
che è semplicemente la proposta che la Giunta farà al Consiglio, che è sovrano
rispetto agli indirizzi.”
Nel frattempo sono usciti dall’aula i Consiglieri Gavazzi, Patta e Re. (presenti 34)
Dopodichè, chiusa la discussione, il Presidente del Consiglio sottopone ai voti del
Consiglio il provvedimento proposto dalla Giunta.
Il Presidente del Consiglio dà inizio alla votazione con sistema elettronico; terminate
le operazioni di voto, dichiara approvata la deliberazione con venticinque voti a
favore e otto contrari (Consiglieri Accame, Albetti, Dapei, Del Nero, Esposito,
Frassinetti, Lombardi e Meroni); non partecipa al voto il Consigliere Grimoldi.
Il Presidente del Consiglio dà atto del risultato della votazione.
Esce dall’aula il Consigliere Meroni, mentre rientra il Consigliere Patta. (presenti 34)
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Il Presidente del Consiglio, stante l'urgenza del provvedimento, propone di dichiarare
la presente deliberazione immediatamente eseguibile, ai sensi dell'art. 134, comma 4,
del D. lgs. 18 agosto 2000, n. 267.
La proposta risulta approvata con ventiquattro voti a favore e sette contrari
(Consiglieri Accame, Albetti, Dapei, Del Nero, Esposito, Frassinetti e Lombardi);
non partecipano al voto i Consiglieri Barbaro, Calaminici e Grimoldi.
Presidente del Consiglio: “Scusatemi, purtroppo sono costretto a rettificare l’ipotesi
della prosecuzione di questa seduta, che si è protratta al di là di quanto avevo
ragionevolmente previsto, l’indicazione è che il Consiglio del 20 incominci a questo
punto dalla discussione dei tre ordini del giorno che abbiamo rinviato oggi, il
Consiglio del 20 poi, come da mia informazione ai capi Gruppo, verterà quasi
esclusivamente sulla discussione di ordini del giorno a partire da quelli rinviati oggi,
delle interrogazioni sulle quali gli Assessori ed il Presidente saranno pronti a
rispondere, riprenderemo poi la discussione se c’è spazio su altri ordini del giorno,
per accelerare e recuperare i ritardi che abbiamo su questi temi.
Quindi capirete la ragione, vorremmo partire presto, alle 16, evitare per una volta
l’articolo 83, che poi riprenderemo nelle sedute successive. Grazie.”
Dopodiché, alle ore 20.25 del 13 gennaio 2005, il Presidente del Consiglio toglie la
seduta e significa che il Consiglio è convocato per il giorno 20 gennaio 2005.
Del che si è redatto il presente verbale che viene come in appresso sottoscritto.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
(Vincenzo Ortolina)
IL SEGRETARIO GENERALE
(Antonino Princiotta)
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13 gennaio 2005 - Città metropolitana di Milano