RPset2006 1-09-2006 19:02 Pagina 1
RISVEGLIO
PENTECOSTALE
Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia
Periodico Mensile - Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2, DCB Vicenza
Numero 9 - Anno LX
Settembre 2006
“Se prendo le ali dell’alba
e vado ad abitare alle estremità
del mare, anche là
mi condurrà la tua mano
e mi afferrerà la tua destra»
(SALMO 139:9-10)
RPset2006 1-09-2006 19:02 Pagina 2
EDITORIALE
Tutto
nel Signore
(Salmo 37:1-9)
Confida
nel Signore
Riponi la tua sorte
nel Signore
Dio si rivela al cuore dell’uomo
come Colui che guarisce l’anima e
purifica da ogni peccato. Come credenti abbiamo il privilegio di poterci affidare in ogni situazione al
Signore. Possiamo accostarci a Lui
con fiducia poiché Egli è il Padre
misericordioso e Dio di ogni consolazione. Come Suoi figli possiamo aprire a Lui il nostro cuore ed
esprimere i nostri stati d’animo,
sempre con rispetto e timore, non
dimenticando che Lui è il Creatore
e noi siamo le Sue creature, con la
certezza che Dio stesso: “provvederà
splendidamente a ogni vostro bisogno
secondo le sue ricchezze, in Cristo
Gesù” (Filip.4:19).
C'è chi confida nell’uomo, chi nelle proprie capacità, chi ancora si affida alle proprie risorse: “Gli uni
confidano nei carri, gli altri nei cavalli; ma noi invocheremo il nome del Signore, del nostro Dio” (Salmo 20:7).
Riponi la tua vita nel Signore. Lascia tutto nelle Sue
mani. Afferra la mano del Signore protesa ancora oggi
verso di te, “confida in lui, ed egli agirà”. Come il bambino stringe la mano sicura del papà che lo aiuta e lo
guida nel cammino, così possiamo mettere il nostro futuro nel Signore camminando giorno per giorno con
Lui.
Sta’ in silenzio davanti al Signore,
e aspettalo
A volte manifestiamo una certa impazienza nell’attesa delle risposte o dell’intervento del Signore. La
Parola di Dio ci invita a non essere in ansia, bensì a ricercare la comunione con Dio, mediante la quale poTrova la tua gioia
tremo sperimentare la pace che viene da Lui: “perché è
una
visione per un tempo già fissato; essa si affretta verso il
nel Signore
suo termine e non mentirà; se tarda, aspettala; poiché cerLa gioia che i credenti trovano tamente verrà; e non tarderà” (Abac.2:3).
nel Signore non è come quella che
si sperimenta in talune occasioni Un caso
della vita e dura un tempo e poi fi“Non adirarti...” a causa dei malvagi, essi invidiano
nisce. La gioia che il mondo offre
la
gioia
e la pace che ci provengono dal Signore, non
presto o tardi passerà, ma quella del
permettiamo
che ci siano tolte. Non lasciamo che l’avSignore non si esaurirà. Un credenversario
attui
i
suoi piani scellerati tentando di farci cate che ricerca la sua gioia nel
dere
nel
tranello
dei malvagi per comportarci come loSignore avrà sempre un sorriso per
ro.
Anche
nelle
situazioni
più difficili non temiamo e
tutti, qualunque siano le circostannon
ci
adiriamo,
lasciamo
che
lo Spirito Santo prenda il
ze. In questo modo manifesterà nelpieno
controllo
della
nostra
vita.
la propria vita il frutto della presenGesù è Colui che difende la nostra causa e la vittoria
za di Dio che è “amore, gioia, pace,
ci
appartiene:
siamo figli di Dio! “Non temere, perché io
pazienza, benevolenza, bontà, fesarò
con
te”
(Isa.43:5),
“Io non ti lascerò, e non ti abbandeltà, mansuetudine, autocontroldonerò”
(Ebr.13:5).
lo...” (Gal.5:22). Solo il peccato toglie la gioia del Signore, infatti il re
Affidiamoci a Dio con tutto il cuore e non pecchiaDavide dopo aver avuto la consapemo;
confidiamo in ogni cosa nel Signore e fortifichiavolezza del peccato che aveva commoci
in Lui e nella forza della Sua potenza. Dio stesso
messo prega: “Rendimi la gioia della
salvaguarda
l’opera Sua e ancora lo farà fino a quando
tua salvezza e uno spirito volenteroso
“quelli
che
sperano
nel Signore possederanno la terra”.
mi sostenga” (Salmo 51:12).
2
R I S V E G L I O P E N T E C O S TA L E - S E T T E M B R E 2 0 0 6
RISVEGLIO
PENTECOSTALE
Organo ufficiale
delle Chiese Cristiane Evangeliche
“Assemblee di Dio in Italia”
Ente Morale di Culto
D.P.R. 5.12.1959 n.1349
Legge 22.11.1988 n.517
Pubblicato dal Consiglio
Generale delle Chiese:
Presidente: Francesco Toppi,
Segretario: Eliseo Cardarelli
Tesoriere: Giuseppe Tilenni,
Consiglieri: Germano Giuliani,
Felice A. Loria, Paolo Lombardo,
Gaetano Montante, Vito Nuzzo,
Vincenzo Specchi
Consiglieri onorari: Francesco Rauti
Direzione, Redazione
e Amministrazione:
Via Altichieri da Zevio, 1
35132 Padova
Tel. 049.605127
fax 049.612565
e mail: [email protected]
Versamenti sul c/c postale
n.12710323 intestato a:
Risveglio Pentecostale
Via Altichieri da Zevio, 1
35132 Padova
Registrazione n.1688
del 1.3.2000 Trib. di Padova
La pubblicazione è distribuita a
membri e simpatizzanti delle
Chiese Cristiane Evangeliche
A.D.I. ed è sostenuta da offerte
volontarie. In conformità alla
Legge 675/96 sulla tutela dei dati
personali, la “Redazione di Risveglio Pentecostale” garantisce l’assoluta riservatezza di quelli di cui
è in possesso. Inoltre assicura i lettori che i loro dati personali sono
custoditi in un archivio elettronico presso la sede del giornale e
verranno utilizzati soltanto per
inviare la corrispondenza relativa
al mensile “Risveglio Pentecostale”.
Gli articoli firmati impegnano
esclusivamente i loro autori. I
manoscritti non pubblicati non si
restituiscono.
Direttore Responsabile:
Vincenzo Specchi
Comitato di Redazione Risveglio
Pentecostale:
Francesco Toppi,
Vincenzo Specchi,
Eliseo Cardarelli,
Salvatore Cusumano,
Vincenzo Martucci.
RPset2006 1-09-2006 19:02 Pagina 3
SOMMARIO
Settembre 2006
XI Convegno Nazionale delle Scuole Domenicali ADI
ESPONI, RIFIUTA, ESERCITATI
(cfr. I Timoteo 4:6-7)
EDITORIALE
Tutto nel Signore pag.2
XI Convegno Nazionale
delle Scuole Domenicali
Esponi, rifiuta, esercitati
pag.3
Il monitore modello
di comportamento pag.6
La preghiera
per la guarigione
Domenico Modugno pag.6
Un giovane che decise
di non seguire Gesù
Antonino Mortelliti pag.7
Lo Spirito Santo è Dio
in Persona
Carmelo Fiscelli
pag.9
Madri e Padri
nella Chiesa
Alessandro Cravana pag.10
Amos, umile servo di Dio
Volto Di Gennaro pag.12
PROMOSSI ALLA GLORIA
Mario Cirmi
pag.13
NOTIZIE
DALLE COMUNITÀ pag.14
Dal 14 al 16 settembre 2006 è stato
organizzato l’XI Convegno Nazionale
delle Scuole Domenicali ADI che si,
terrà, a Dio piacendo presso la consueta
sede del Centro Congressi Excelsior a
Chianciano Terme (SI). L’esortazione biblica scelta quale tema per questo atteso
appuntamento è “Esponi, rifiuta, esercitati” (cfr. I Timoteo 4:6-7).
Il Convegno ha lo scopo di incoraggiare le monitrici e i monitori della
Scuola Domenicale a una sempre maggiore consacrazione al Signore al fine di
compiere sempre meglio il servizio che è
stato loro affidato.
Predicatore dell’incontro sarà il fratello Jean Baptiste Sawadogo,
Direttore delle Missioni
delle Assemblee
di Dio del
Burkina Faso,
il relatore degli
studi sarà il fratello Francesco
Toppi, Presidente
delle Assemblee di
Dio in Italia.
Preghiamo fin d’ora
affinché il Signore
spanda le Sue copiose
benedizioni su quanti
interverranno a questo
Convegno.
Ricordiamo come nel
1952 il fratello Antony
Piraino delle Assemblies
of God, le Chiese Cristiane
Evangeliche pentecostali
nostre consorelle negli Stati
Uniti, si adoperò per la pubblicazione del trimestrale
“Scuola Domenicale”, un manuale didattico per lo studio sistematico della Bibbia, la cui redazione fu affidata a Josephine
Furnari, una missionaria specializzata
nelle didattica. In concomitanza con il
Convegno Nazionale delle Assemblee di
Dio in Italia del 1953 fu costituita nel
nostro Paese la prima “Squadra delle
Scuole Domenicali”, che si avvaleva della collaborazione di credenti esperti di
didattica cristiana delle chiese
d’America.
L’esperienza delle Scuole Domenicali
il frontespizio del primo numero de
“Il Consigliere della Scuola Domenicale”
pubblicato nell’ottobre
del 1955
R I S V E G L I O P E N T E C O S TA L E - S E T T E M B R E 2 0 0 6
3
RPset2006 1-09-2006 19:02 Pagina 4
ARTICOLI DI FEDE
d’oltreoceano risale al 1949 quando la sorella
Lea Palma delle Chiese Cristiane del Nord
America costituì le prime venticinque classi
di scuole domenicali.
Ma fu soltanto nel 1953 che Josephine
Furnari, i coniugi Scotti delle Assemblies of
God, Matthew e Elizabeth De Santis della
Chiesa Cristiana del Nord America entrarono a far parte attiva della nostra prima
Squadra delle Scuole Domenicali.
Una seconda squadra venne poi organizzata l’anno seguente con i coniugi De Santis
e Daniela Angie Ippolito delle Chiese Cristiane del Nord America.
Questa preziosa attività diede ottimi risultati nel campo dell’educazione cristiana tanto
che furono presto istituite oltre cento nuove
Scuole Domenicali e furono tenuti dei corsi
di formazione per oltre duecento insegnanti.
Il felice esito di questa iniziativa condusse
così alla costituzione in Italia di quel “Reparto delle Scuole Domenicali” che, oltre a curare le pubblicazioni dei testi specializzati, organizzerà i “Convegni delle Scuole Domenicali” e negli anni 1955-57 pubblicherà anche una rivista mensile dal titolo “Il Consigliere della Scuola Domenicale”.
Questa interessante pubblicazione ebbe,
purtroppo, vita breve e dovette sospendere le
pubblicazioni per difficoltà economiche dopo soli tre anni, pur svolgendo in quel breve
periodo un ruolo insostituibile per la formazione didattica degli insegnanti.
La sorella Giuseppina (Josephine) Furnari
prese molto a cuore l’attività e l’organizzazione delle Scuole Domenicali alla quale partecipò attivamente da infaticabile animatrice
nei trentacinque anni di fedele servizio al Signore. La sorella Furnari si dispose nella redazione dei Manuali delle Scuole Domenicali prima tradotti dall’inglese e poi adattati e
ribattuti sulla sua macchina da scrivere.
Il frutto del suo operoso impegno e della
sua determinazione nel volere onorare Dio in
ogni cosa sono di esempio per quanti si dispongono a servire il Signore nelle Scuole
Domenicali.
Ancora oggi, ad oltre cinquant’anni di distanza dall’avvio di questo onorato servizio
alla gloria del Signore, rimane stabile la realtà
biblica che anima quanti si sono avvicendati
in questo impegnativo compito: “Inculca al
fanciullo la condotta che deve tenere; anche
quando sarà vecchio non se ne dipartirà”
(Prov.22:6)
4
R I S V E G L I O P E N T E C O S TA L E - S E T T E M B R E 2 0 0 6
Crediamo al battesimo nello Spirito Santo, come esperienza susseguente a quella della nuova nascita, che si manifesta, secondo le
Scritture, con il segno del parlare
in altre lingue e, praticamente, con
una vita di progressiva santificazioCrediamo nell’unico vero Dio, E- ne, nell’ubbidienza a tutta la verità
terno, Onnipotente, Creatore e
delle Sacre Scritture, nella potenza
Signore di tutte le cose e che nella dell’annuncio di “Tutto l’EvangeSua unità vi sono tre distinte Per- lo” al mondo (Atti 2:4; 2:42-46,
sone: Padre, Figliolo e Spirito San- 8:12-17; 10:44-46; 11:14-16; 15:
to (Efe.4:6; Matt. 28:19; Luca 3:
7-9; 19:2-6; Mar. 16:20; Giov.16:
21-22, I Giov.5:7).
13; Matt.28:19-20).
Crediamo che il Signore Gesù
Crediamo ai carismi e alle grazie
Cristo fu concepito dallo Spirito
Santo e assunse la natura umana in dello Spirito Santo nella vita dei criseno di Maria vergine. Vero Dio e stiani che, nell’esercizio del sacerdovero uomo (Giov.1:1,2, 14; Luca zio universale dei credenti, si manifestano per l’edificazione, l’esorta1:34,35; Matt. 1:23).
zione e la consolazione della comuCrediamo nella Sua vita senza pec- nità cristiana e, conseguentemente,
cato, nei Suoi miracoli, nella Sua della società umana (I Cor. 12:4-11;
morte vicaria, come “prezzo di ri- Gal.5:22; Ebr.13:15; Rom.12:1).
scatto per tutti” gli uomini, nella
Sua resurrezione, nella Sua ascen- Crediamo ai ministeri del Signore
sione alla destra del Padre, quale u- glorificato, quali strumenti autorenico mediatore, nel Suo personale voli di guida, d’insegnamento, di
e imminente ritorno per i redenti e edificazione e di servizio nella copoi sulla terra in potenza e gloria munità cristiana, rifuggendo da
qualsiasi forma gerarchica (Efe.1:
per stabilire il Suo regno (I Pie.
2:22; II Cor.5:21; Atti 2:22; I Pie. 22-23; 4:11-13; 5:23; Col.1:18).
3: 18; Rom.1:4; 2:24; I Cor.15:4;
Crediamo all’attualità e alla valiAtti 1:9-11, Giov.14:1-3; I Cor.
dità delle deliberazioni del Con15:25; I Tim.2:5).
cilio di Gerusalemme, riportate in
Crediamo all’esistenza degli angeli Atti 15: 28-29; 16:4.
creati tutti puri e che una parte di
questi, caduti in una corruzione e Crediamo alla resurrezione dei
perdizione irreparabili, per diretta morti, alla condanna dei reprobi e
azione di Satana, angelo ribelle, sa- alla glorificazione dei redenti, i
ranno con lui eternamente puniti quali hanno perseverato nella fede
(Matt.25:41; Efe.6:11-12).
fino alla fine (Atti 24:15; Matt.25:
Crediamo che soltanto il ravvedi- 46; 24:12, 13).
mento e la fede nel prezioso sanCelebriamo il battesimo in acqua
gue di Cristo, unico Sommo Saper
immersione, nel nome del Pacerdote, siano indispensabili per la
dre
e del Figliolo e dello Spirito
purificazione dal peccato di chiun- Santo,
coloro che fanno proque Lo accetta come personale Sal- fessioneper
della
propria fede nel Sivatore e Signore (Rom.3:22-25;
gnore
Gesù
Cristo
come loro perAtti 2:38; I Pie. 1:18, 19; Efe.2:8). sonale Salvatore (Matt.
28:18-19;
Atti
2:
38;
8:12).
Crediamo che la rigenerazione
(nuova nascita) per opera dello
Spirito Santo è assolutamente es- Celebriamo la cena del Signore o
senziale per la salvezza (Giov.3:3; I Santa Cena, sotto le due specie del
pane e del vino, rammemorando
Pie.1:23; Tito 3:5).
così la morte del Signore e annunCrediamo alla guarigione divina, ziandone il ritorno, amministrata
secondo le Sacre Scritture median- a chiunque sia stato battezzato sete la preghiera, l’unzione dell’olio e condo le regole dell’Evangelo e vil’imposizione delle mani (Isa.53:4- ve una vita degna e santa davanti a
5; Matt.8:16-17; I Pie.2:24; Mar. Dio e alla società (I Cor.11:23-29;
16:17-18; Giac.5:14-16).
Luca 22:19-20).
Crediamo e accettiamo l’intera
Bibbia come la ispirata Parola di
Dio, unica, infallibile e autorevole
regola della nostra fede e della nostra condotta (II Tim.3:15-17; II
Pie.1:21; Rom.1:16; I Tess.2:13).
RPset2006 1-09-2006 19:02 Pagina 5
IL MONITORE
modello
di comportamento
Chi ha lasciato la più bella impressione nei vostri ricordi? Un amico, un genitore, il vostro pastore? Forse uno dei monitori della Scuola Domenicale ha lasciato un’impronta nella vostra esperienza
cristiana. È dato a tutti di incontrare delle persone
delle quali ammiriamo le qualità. Il nostro obiettivo, come cristiani, è quello di acquisire le virtù di
Gesù.
Quando viviamo la nostra vita in Cristo, allora, come monitori, diventiamo dei buoni modelli
per i nostri studenti. Vivere cristianamente al loro
cospetto è più importante di qualsiasi lezione, tecnica, didattica o ausilio visivo che possiamo adottare. Per essere dei modelli di comportamento efficaci, dobbiamo comprendere l’importanza degli esempi che diamo. Ebrei 13:7 stabilisce l’importanza di questi esempi. Lo scrittore esorta: “Ricordatevi dei vostri conduttori” e “imitiate la loro fede”.
Se non ci fosse stato qualcuno a presentarci il
Vangelo o a istruirci su come vivere una vita cristiana, saremmo veramente in una triste situazione. L’esempio ricevuto è stato importante per noi.
Ora tocca a noi guidare e farci imitare ...
Ricordate che una condotta di vita negativa
può distruggere i vostri esempi e indurre qualcuno
dei vostri studenti a credere che il cristianesimo,
dopo tutto, non sia niente di speciale.
È importante essere modelli di comportamento, si tratta ora di vedere come. La regola principale è vivere la fede, ... dobbiamo dimostrarci impegnati, sinceri e coerenti.
Impegnati
Vivere la nostra fede significa mostrare agli studenti il proprio personale impegno per Cristo.
Ecco alcune domande utili da rivolgere a noi
stessi: “Partecipo regolarmente alle riunioni di culto? Cerco di prendere parte attiva alla vita della
mia comunità? Dedico tutti i giorni del tempo alla
preghiera e alla lettura della Bibbia? La mia vita
durante la settimana rispecchia l’immagine che ho
la domenica? C’è qualche cosa della mia vita di cui
mi vergognerei se i miei studenti venisero a saperla? ...
Sinceri
Essere di esempio significa anche dimostrare
come si affrontano i problemi. Talvolta occorre
ammettere di aver sbagliato, e Davide ne è un esempio. Una sincera trasparenza significa dar modo agli studenti di vedere che siete una persona umana, con problemi analoghi ai loro, capace di dimostrare che, con l’aiuto di Dio, possiamo essere
vittoriosi.
Coerenti
Per essere monitore non è necessario essere “giganti spirituali”, ma abbiamo bisogo di identificarci con Paolo quando dice “Siate miei imitatori, come io lo sono di Cristo” (1 Cor.11:1).
Coerenza significa anche crescita: abbiamo bisogno di crescere più vicino al Signore ... Dobbiamo incoraggiare i nostri studenti ad andare sempre
avanti con l’aiuto del Signore. E il primo aiuto di
cui abbiamo bisogno è l’amore. Mediante l’amore
di Dio possiamo vedere i nostri studenti nel loro
bisogno di vivere una relazione personale con Gesù ...
Un monitore saggio coglierà ogni opportunità
per imparare: studio personale della Bibbia, raduni, incontri, letture cristiane...
Un monitore saggio dovrà anche comprendere
dove essere di esempio: innanzitutto a casa propria, poi sul lavoro, nel tempo libero... in ogni caso dovrà tendere a riflettere sempre più il carattere
di Gesù: “Abbiate in voi lo stesso sentimento che è
stato anche in Cristo Gesù...” (Fil.2:5).
Tratto da “Direttive per la Scuola Domenicale 1”
a cura del Reparto delle Scuole Domenicali
ADI-Media, 1990
R I S V E G L I O P E N T E C O S TA L E - S E T T E M B R E 2 0 0 6
5
RPset2006 1-09-2006 19:02 Pagina 6
La preghiera
per la guarigione
“Pietro e Giovanni salivano al tempio
per la preghiera dell’ora nona” (Atti 3:1-10)
Anche nel capitolo tre del libro degli Atti, come nei
precedenti, c’è una preghiera ed è quella fatta da Pietro,
quando incontrò lo zoppo alla porta del tempio: “Pietro
disse: «Dell'argento e dell’oro io non ne ho; ma quello che ho,
te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!»
Lo prese per la mano destra, lo sollevò; e in quell’istante le
piante dei piedi e le caviglie gli si rafforzarono. E con un
balzo si alzò in piedi e cominciò a camminare; ed entrò con
loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio” (Atti
3:6-8). In questa preghiera notiamo tre aspetti interessanti.
LA FEDE DI PIETRO
Pietro aveva fede e credeva che Cristo era potente da
guarire quest’uomo paralitico. Possiamo pensare che nel
momento in cui Pietro si avvicinò al paralitico, nel suo
cuore riecheggiarono le parole di Gesù: “Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto... imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno” (Marco
16:17,18). Quel primo pomeriggio, Pietro esercitò il dono della fede. Donald Gee, nel libro “I doni dello Spirito
Santo”, parlando della guarigione del paralitico, scrive: «È
indubbio che Pietro quel giorno esercitò il dono della
fede. Il dono spirituale della fede va distinto dalla fede
“ordinaria”, quella fede senza la quale è “impossibile piacere a Dio” (Ebrei 11:6). Il dono della fede è una qualità
speciale di fede, talvolta chiamata dai teologi più anziani:
“Fede da miracoli”. Sembra scendere in momenti di crisi
o in speciali occasioni con tale potenza su alcuni servi di
Dio, al punto che questi sono sollevati dalla dimensione
della fede naturale e ordinaria e le loro anime sono pervase da una certezza divina che trionfa sopra ogni avversità.
È un dono magnifico e probabilmente è esercitato più
spesso di quanto noi crediamo, con grandi risultati, anche
da ignoti figli di Dio...» Quali miracoli può produrre un
po’ di questa fede che è un dono dell’Onnipotente posto
nell’anima dell’uomo! Sembra sia stata messa nel cuore di
Pietro il giorno in cui, insieme a Giovanni, si recò nel
tempio per pregare. Dopo il miracolo, Pietro attribuì l’accaduto alla “fede nel Suo nome”.
LA RICHIESTA FATTA NEL NOME DI GESÙ
La frase “nel nome di Gesù” non è una formula magica,
come qualcuno potrebbe credere, per la quale chiunque,
recitandola, possa ottenere un miracolo, bensì è la preghiera di Pietro, fatta con fede nel nome potente di Gesù!
È invocata la Persona che può tutto, il figlio del Dio vi6
R I S V E G L I O P E N T E C O S TA L E - S E T T E M B R E 2 0 0 6
vente, Colui che ha potestà sopra ogni cosa e che per le
Sue lividure dona guarigione fisica e spirituale. Nel Nuovo Testamento troviamo diversi casi dove, per ottenere il
miracolo, è invocato il nome di Gesù, ad esempio l’episodio di Atti 9:32-35: “Avvenne che mentre Pietro andava a
far visita a tutti si recò anche dai santi residenti a Lidda. Là
trovò un uomo di nome Enea, che da otto anni giaceva paralitico in un letto. Pietro gli disse: «Enea, Gesù Cristo ti guarisce; àlzati e rifatti il letto». Egli subito si alzò. E tutti gli
abitanti di Lidda e di Saron lo videro e si convertirono al
Signore”.
Quindi ciò non dipende dalle capacità umane (dice
Pietro in Atti 3:12), ma è un dono di Dio dato agli uomini che, per mezzo della potenza di Gesù Cristo, intercedono a beneficio degli infermi. La fede di Pietro era
fondata ed appoggiata sulla Parola di Cristo, sulle Sue
promesse, sulla Sua fedeltà e sull’onnipotenza della Sua
mirabile Persona.
L’ORDINE DATO: “CAMMINA”
Mosso dalla fede in Gesù, Pietro “lo prese per la mano
destra, lo sollevò; e in quell’istante le piante dei piedi e le caviglie gli si rafforzarono. E con un balzo si alzò in piedi e
cominciò a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio” (Atti 3:7- 8). I verbi “alzarsi - camminare - saltare” mettono in evidenza il fatto che
lo stesso zoppo pose fede nel nome di Gesù e che quindi
collaborò per la realizzazione della propria guarigione: “E
con un balzo si alzò in piedi e cominciò a camminare; ed
entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando
Dio”. La fede di Pietro e Giovanni, unita a quella dello
zoppo, permise a Gesù d’operare.
La Chiesa ancora oggi è testimone di miracoli come
quello descritto; ancora oggi è possibile ricevere guarigione nel nome di Gesù, perché: “Gesù Cristo è lo stesso ieri,
oggi e in eterno” (Ebrei 13:8). Come ci ricorda Isaia: “Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri
dolori quelli di cui si era caricato... Egli è stato trafitto a
causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre
iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui
e grazie alle sue ferite noi siamo stati guariti” (Isaia 53:4,5).
Per questa ragione non dobbiamo stancarci di pregare
il Signore, affinché la Sua mano gloriosa, benigna e potente continui ad essere distesa a favore del Suo popolo.
Domenico Modugno
RPset2006 1-09-2006 19:02 Pagina 7
Un giovane che decise di
NON SEGUIRE GESÙ
Luca 18:18-23
Questo giovane ricco descritto come uno dei
capi andò via da Gesù rattristato semplicemente
perché, per seguire il Signore, non era stato disposto a rinunciare alle sue ricchezze. Queste, infatti,
divenute il suo idolo, ebbero nel suo cuore un posto talmente importante da fargli perdere il privilegio di seguire il Salvatore.
C’è qualche interesse nella tua vita che ti impedisce di seguire Gesù? Qualunque esso possa essere, sappi che non vale poi così tanto da farti girare
le spalle a Cristo. Egli non lo meriterebbe neppure
per tutto l’oro del mondo. Gesù disse:“Che giova
egli all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua? (Marco 8:36)
Perché questo giovane non rinunciò alle sue ricchezze?
• Perché è difficile per una persona ricca seguire Cristo: (v.24) “Gesù vedendolo triste, disse:
Quanto è difficile per quelli che hanno delle ricchezze entrare nel regno di Dio”! E (v.25)“È più facile a
un cammello passare per la cruna d’un ago, che ad
un ricco entrare nel regno di Dio”.
• Perché le ricchezze possono divenire un idolo.
A tale riguardo la parola di Dio dichiara: “Se le ricchezze abbondano, non vi mettete il cuore” (Salmo
62:10). Il denaro in se stesso non ha nulla di malvagio. Ma dobbiamo essere disposti ad investirlo
per l’opera del Signore, laddove Dio ce ne faccia
richiesta. La Bibbia esorta: “Onora l’Eterno con i
tuoi beni e con le primizie d’ogni tua rendita”
(Prov.3:9); e ancora: “Portate tutte le decime alla
casa del tesoro, perché vi sia del cibo nella mia casa, e
mettetemi alla prova in questo, dice l’Eterno degli
eserciti; e vedrete s’io non v’apro le cateratte del cielo e
non riverso su voi tanta benedizione che non vi sia
più dove riporla” (Mal.3:10). Gesù ribadisce in
Luca 6:38: Date, e vi sarà dato: vi sarà versata in
seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante”, e
Paolo in 2 Corinzi 9:6 “Chi semina scarsamente
mieterà altresí scarsamente; e chi semina abbondantemente mieterà altresí abbondantemente”.
• Perché l’amore per il denaro è una radice malefica: “L’amor del danaro è radice d’ogni sorta di
mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla
fede e si son trafitti di molti dolori” (I Tim.6:10). È
stato l’amore per il denaro che ha provocato l’orribile scandalo nel mondo del calcio che recentemente ha riempito i titoli dei giornali. Giovani e
meno giovani siano sportivi se lo vogliono. Gli
antichi romani dicevano “mens sana in corpore
sano”. Tuttavia non possiamo accalorarci troppo
né per giocatori, né per politici, o per altre personalità famose di questa terra. Il nostro fervore e la
nostra passione deve essere dedicata a Cristo Gesù
il Signore.
È stato l’amore per il denaro che ha fatto morire di vergogna gente apparentemente dignitosa,
onesta, blasonata; ha provocato disagi e mandato
in fumo la carriera di politici, uomini di legge e di
affari che non avevano sicuramente bisogno di ulteriori ricavati illeciti.
In vista di questi pericoli Gesù invitatva sempre i Suoi discepoli a non nutrire alcun amore per
il denaro: “Badate a voi stessi, perché i vostri cuori
non siano intorpiditi da stravizio” (Luca 21:34).
“Non siate amanti del danaro”, raccomanda la
parola del Signore, “siate contenti delle cose che avete; poiché Egli stesso ha detto: Io non ti lascerò, e non
ti abbandonerò” (Ebrei 13:5).
Che cosa comportò la rinuncia di questo giovane?
• Non poté ricevere ciò che ancora gli
mancava. Aveva chiamato Gesù “buono”. Oltre
alle ricchezze aveva ricevuto una buona educazione e possedeva altrettanta conoscenza della legge
che aveva cercato di osservare, ma, ahimé, gli
mancava la vita eterna, il perdono dei peccati e la
salvezza che Dio concede a tutti per grazia. “È per
grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò
non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù
d’opere, affinché niuno si glori (Efe.2:8,9). A questo
giovane mancava la nuova nascita, secondo quanto Gesù disse a Nicodemo: “Se uno non è nato di
R I S V E G L I O P E N T E C O S TA L E - S E T T E M B R E 2 0 0 6
7
RPset2006 1-09-2006 19:02 Pagina 8
nuovo, non può vedere il regno di Dio” (Giov.3:3).
C’è qualcosa che ti manca? Hai ottenuto la vita
eterna?
• Non ottenne un tesoro nel cielo. Gesù gli aveva detto: “Tu avrai un tesoro nel cielo” (Luca 18:22).
Le ricchezze materiali sono temporanee, pertanto
possono essere facilmente perdute da un momento
all’altro. Ciò che conta di più in questa vita è diventare ricchi in vista del cielo. Quelle sì sono ricchezze
durature: il ladro lì non può rubare, né le calamità
possono rovinare. Per questo Gesù raccomandava ai
Suoi: “Vendete i vostri beni, e dateli in elemosina;
fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nel cielo, dove ladro non si avvicina e tignola
non rode” (Luca 12:33). Dov’è il tuo tesoro? Gesù
precisa in Matteo 6:21: “Dov’è il tuo tesoro, quivi
sarà anche il tuo cuore”. Che il nostro cuore possa
appartenere al Signore!
• Dovette restare nella propria afflizione. Il suo
cuore inappagato, insoddisfatto, infelice lo aveva
spinto ad andare a Gesù. Ma era rimasto nella sua
infelicità e tristezza. L’idolatria del proprio cuore e
la mancanza di fiducia alle parole del Maestro lo
avevano portato ad essere disubbidiente. Eppure si
sarebbe potuto trovare nella gioia: “Più felice cosa è
il dare che il ricevere” (Atti 20:35). Sarebbe potuto
essere un canale di benedizione: “Chi ha pietà del
povero presta all’Eterno, che gli contraccambierà l’opera buona” (Prov.19:17) “Chi dona al povero non sarà
mai nel bisogno, ma colui che chiude gli occhi, sarà
coperto di maledizioni” (Prov.28:27). Purtroppo così
non fu! Non fu di benedizione né per gli altri, né
per se stesso.
Chi sono i veri ricchi ?
• Coloro che sono stati scelti da Dio anche se
poveri secondo il mondo. “Ascoltate, fratelli miei
diletti: Iddio non ha egli scelto quei che sono poveri
secondo il mondo perché siano ricchi in fede ed eredi
del Regno che ha promesso a coloro che l’amano?
(Giac.2:5) Ai Suoi Gesù ricorda: “Non siete stati voi
a scegliere me, ma io ho scelto voi” (Gio.15:16). Dio
non richiede di essere necessariamente poveri per
entrare nel Suo regno. Ma spesso proprio per coloro
che sono poveri è più semplice amare Dio col cuore; è più facile essere umili, fedeli e dipendere dal
Signore perché possa supplire ad ogni loro bisogno.
Per due motivi, i più poveri, grazie alla loro fede e
speranza nel Signore Gesù, saranno da considerare
ricchi:
a) Nulla manca a quelli che lo cercano: “I leoncelli soffrono penuria e fame, ma quelli che cercano
l’Eterno non mancano d’alcun bene” (Salmo 34:10).
8
R I S V E G L I O P E N T E C O S TA L E - S E T T E M B R E 2 0 0 6
Il salmista può personalmente testimoniare di questa realtà: “Io sono stato giovane e sono divenuto vecchio, ma non ho mai visto il giusto abbandonato, né
la sua discendenza mendicare il pane” (Sal.37:25).
b) Il loro premio è grande nel cielo. Gesù ai suoi
discepoli diceva: “Beati voi che siete poveri, perché il
Regno di Dio è vostro” (Luca 6:20).
• Coloro che si distinguono nel fare il bene: questi sono ricchi in buone opere. Paolo raccomanda a
Timoteo di esortare i credenti: “Che facciano del
bene, che siano ricchi in buone opere, pronti a dare, a
far parte dei loro averi” (1 Tim.6:18). Ai credenti
della Galazia rivolgeva l’esortazione: “Secondo che ne
abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti; ma
specialmente a quei della famiglia dei credenti”
(Gal.6:10).
• Coloro che seguono Gesù e sono divenuti eredi del Suo regno. In una occasione, Pietro, incuriosito di ciò che avrebbe potuto ottenere con il suo
servizio per il Maestro, gli aveva chiesto: “Ecco, noi
abbiamo lasciato ogni cosa e t’abbiamo seguitato; che
ne avremo dunque? E Gesù a lui e a tutti gli altri: Io
vi dico in verità che nella nuova creazione, quando il
Figliuolo dell’uomo sederà sul trono della sua gloria,
anche voi che m’avete seguitato, sederete su dodici troni
a giudicar le dodici tribù d’Israele. E chiunque avrà
lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o
figliuoli, o campi per amor del mio nome, ne riceverà
cento volte tanto, ed erediterà la vita eterna” (Matteo
19:27-29). C’è qualcosa che ti impedisce di seguire
Gesù? L’uomo non ha nulla da offrire a Dio per salvare la propria anima: nessuno può pagare a Dio il
prezzo del suo riscatto. Il riscatto dell’anima è troppo alto, e il denaro sarà sempre insufficiente
(Sal.49:6,7). Dio sia ringraziato per Gesù: si è fatto
uomo, ha dato la Sua vita per noi e, versando il Suo
sangue sulla croce, ha pagato il prezzo per il nostro
riscatto, per redimerci dalla morte eterna e darci
vita eterna.
Hai attinto alle fonti della Sua salvezza? Nulla
merita tanta attenzione a tal punto da farci rinunciare a Cristo, perdere i tesori preziosi della Sua incommensurabile grazia.
L’apostolo aveva rinunciato a tutto pur di guadagnare Cristo: “A dire il vero, ritengo che ogni cosa sia
un danno di fronte all’eccellenza della conoscenza di
Cristo Gesú, mio Signore, per il quale ho rinunciato a
tutto... al fine di guadagnare Cristo (Filip.3:8).
Gesù è tutto ciò di cui il tuo cuore ha veramente
bisogno: cibati di Lui, vivi per Lui, seguiLo fedelmente, lungo la via che conduce al cielo.
Antonino Mortelliti
RPset2006 1-09-2006 19:02 Pagina 9
Lo Spirito Santo
è Dio in Persona
Quando il Signore Gesù parlò ai discepoli del Suo ritorno al Padre, questi furono preoccupati perché, a torto, pensavano che sarebbero rimasti da soli per sempre.
Il Signore, però, non aveva bisogno di notare il loro disagio interiore prima di intervenire, perché nel Suo perfetto disegno aveva già
provveduto ad un “altro Consolatore” che avrebbe svolto un’opera insostituibile e preziosa nella vita dell’uomo, la convinzione di peccato, l’arrendimento al Signore con la conseguente salvezza, la glorificazione e la redenzione del corpo (Rom.8:23).
I discepoli non sarebbero rimasti da soli... e neppure noi!
Talvolta ci soffermiamo poco a considerare la Persona dello Spirito Santo, il Suo carattere e la Sua opera.
Forse perché lo Spirito Santo nel cuore del credente si adopera
per esaltare e glorificare Cristo.
La Scrittura afferma infatti “Egli Mi glorificherà” (Giov.16:14).
Lo Spirito Santo è Dio e perciò Egli è degno della nostra attenzione e della nostra adorazione.
Tutto ciò che riguarda Dio, e perciò anche la Persona dello Spirito Santo, lo possiamo conoscere sempre dalla Parola di Dio, lo strumento attraverso cui il Signore si rivela e si fa conoscere all’uomo.
Dall’ammirazione della natura siamo informati dell’esistenza di
Dio, così pure dal vedere alcune persone radicalmente trasformate,
ma, ciò che Dio è, si evince solo dalla Sua Parola.
La Scrittura, divinamente ispirata, rivela la Persona di Dio in
tutti i Suoi attributi e nella Sua natura.
Dio è uno, in tre Persone. Sebbene il termine “Trinità” sia stato
coniato dagli uomini per indicare Dio, questo insegnamento è stato
rivelato nella Scrittura sin dal primo verso della Bibbia: “Nel principio Iddio creò i cieli e la terra”. Questo primo dei Nomi di Dio, che
significa “Creatore”, è nella lingua originale Elohim.
Il particolare è che, pur avendo la forma singolare Eloha, è qui
utilizzato in quella forma plurale. Questo versetto, perciò, potrebbe
essere così tradotto: “Nel principio gli Dei creò i cieli e la terra”.
Le tre Persone, quindi anche lo Spirito Santo, hanno insieme
dato origine alla creazione.
Mosé ribadì ancora l’insegnamento, usando il plurale “Facciamo
l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza” (Gen.1:26), “Poi
l’Eterno Iddio disse: Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi...”
(Gen.3: 22), “Orsù, scendiamo e confondiamo quivi il loro linguaggio...” (Gen. 11:7). “Poi udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò? E chi andrà per noi?»” (Isaia 6:8).
Molti altri passi, sia dell’Antico sia del Nuovo Testamento, ribadiscono la dottrina della Trinità e presentano un solo Dio distinto
in tre Persone.
Quando Gesù istruì i discepoli sulla formula battesimale,
che avrebbe contraddistinto il
battesimo cristiano, insegnò
che avrebbero dovuto battezzare “nel nome del Padre e del
Figliuolo e dello Spirito Santo”
(Matteo 28:19).
Il nome, ossia la natura di
Dio, appartiene sia al Padre che
al Figlio che allo Spirito Santo.
La congiunzione “e” pone
perfettamente sullo stesso piano le tre Persone della Trinità,
senza che ci sia alcuna inferiorità fra loro.
Lo Spirito Santo, quindi,
possiede gli stessi attributi divini, ed è equiparato al Padre ed
al Figlio, sebbene sia distinto
nella Sua Persona.
La Scrittura insegna chiaramente che lo Spirito Santo è
Dio. “Ma Pietro disse: Anania,
perché ha Satana così riempito il
cuor tuo da farti mentire allo
Spirito Santo e ritener parte del
prezzo del podere? Se questo
restava invenduto, non restava
tuo? E una volta venduto, non
ne era il prezzo in tuo potere?
Perché ti sei messa in cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli
uomini ma a Dio” (Atti 5:3, 4).
Anania aveva mentito allo
Spirito Santo, ma aveva mentito a Dio, perché lo Spirito Santo è Dio, benedetto in eterno!
Carmelo Fiscelli
R I S V E G L I O P E N T E C O S TA L E - S E T T E M B R E 2 0 0 6
9
RPset2006 1-09-2006 19:02 Pagina 10
Madri
e padri
NELLA CHIESA
“Perché dei capi si son messi alla testa del
popolo in Israele, perché il popolo s’è mostrato
volenteroso, benedite l’Eterno! Ascoltate, o re!
Porgete orecchio, o principi! All’Eterno, sì, io canterò, salmeggerò all’Eterno, all’Iddio d’Israele. O
Eterno, quand’uscisti da Seir, quando venisti dai
campi di Edom, la terra tremò, ed anche i cieli si
sciolsero, anche le nubi si sciolsero in acqua. I
monti furono scossi per la presenza dell’Eterno,
anche il Sinai, là, fu scosso dinanzi all’Eterno,
all’Iddio d’Israele. Ai giorni di Shamgar, figliuolo
di Anath, ai giorni di Jael, le strade erano
abbandonate, e i viandanti seguivan sentieri tortuosi. I capi mancavano in Israele; mancavano,
finché non sorsi io, Debora, finché non sorsi io,
come una madre in Israele” (Giudici 5:2-7).
I capi si mettono alla testa. Difficile immaginare collocamento più scontato: capo e testa
sono praticamente sinonimi.
Eppure il canto di Debora rileva che, sebbene vi fossero dei capi, principi e condottieri
in Israele, questi non stavano alla testa del
popolo, per condurlo sotto la potente guida
divina, verso l’adempimento dei Suoi piani.
In altre parole non mancavano persone
chiamate ed equipaggiate da Dio, ma, fra queste, la fede e la fedeltà per svolgere la funzione
già loro assegnata dal Signore.
Anche oggi, purtroppo, accade che dei cristiani spinti dal Redentore nel Suo campo indietreggino per paura, egoismo o a causa di attrazioni ed agi mondani.
Sia chiaro: non si richiedono madri o padri
“della chiesa”, perché questa continua a procedere e sussistere unicamente per l’opera del
divino Salvatore ed ha un solo Padre celeste.
Tuttavia il Signore vuole in ogni generazione suscitare padri e madri “nella chiesa”, cioè
redenti che con maturità spirituale sentano il
giusto peso per gli altri, servendo per amore,
10
R I S V E G L I O P E N T E C O S TA L E - S E T T E M B R E 2 0 0 6
senza rinfacciare la propria dedizione.
L’inno di Debora, celebrando la gloriosa opera di Dio per liberare il Suo
popolo, è al contempo un pungolo, un
incitamento, per esso, alla responsabilità
fraterna della fede.
LA RESPONSABILITÀ
DI CHI DEVE INSEGNARE
LA PAROLA
Coloro che hanno ricevuto il ministerio della Parola devono mettersi alla testa,
senza paura di esporsi all’impopolarità.
Essi sono chiamati non a seguire il popolo e compiacerlo pur di tenerlo unito,
ma a condurlo nei principi immutabili
della Parola di Dio, così da tenerlo stretto
al Signore in una vera adorazione.
I pastori non devono portare i credenti verso i pascoli del mondo, assimilandone gli stili di vita, né formare ambienti
ovattati di gratificazione interiore.
I servi di Dio possono coraggiosamente mettersi alla testa di quelli che si lasciano guidare da Cristo nel campo di battaglia per conquistare anime a Lui, per realizzare una vita veramente nuova che Lo
glorifichi nella santità.
I monitori della scuola domenicale
non sono chiamati a presentare la dottrina cristiana secondo la propria fantasia,
con metodi innovativi e spettacoli teatrali.
Essi siano fedeli soldati di Cristo Gesù
ai quali affidare anime preziose, uomini e
donne di Dio che si contraddistinguono
per una vita attaccata alla purezza dell’Evangelo, così “che siano capaci di insegnare
ad altri” (II Tim. 2:2).
RPset2006 1-09-2006 19:02 Pagina 11
LA RESPONSABILITÀ
DEI GENITORI
Capi che si mettono alla testa sono i genitori che
smettono di delegare l’autorità data loro da Dio e
decidono di consacrarsi o riconsacrarsi al loro ruolo
biblico, comprendendo che i figli innanzitutto sono
anime che appartengono a Dio.
Ad essi, quindi, è affidata una missione delicata,
della quale devono rispondere al “Padre degli spiriti”
(cfr. Ebrei 12:9), non a parenti o ad assistenti sociali.
Affermare: “Non impongo la fede ai miei figli:
sceglieranno da soli poi...” esprime il pensiero che
viene dalla sociologia mondana, non dalla Parola di
Dio!
Ciò, in realtà, è rispettare i loro diritti di figli o
equivale a fuggire davanti ai propri doveri di genitori cristiani?
Dio ci fortifichi per non metterci in coda all’andazzo di questo mondo!
Giosuè scelse prima come padre nel popolo di
Dio, piuttosto che come generale militare, quando
disse: “E se vi par mal fatto servire l’Eterno, scegliete
oggi a chi volete servire: o agli dèi ai quali i vostri padri servirono di là dal fiume, o agli dèi degli Amorei,
nel paese de’ quali abitate; quanto a me e alla casa
mia, serviremo all’Eterno” (Giosuè 24:15).
LA RESPONSABILITÀ
DEI CREDENTI D’OGNI ETÀ
In testa alla dedicazione per la cura del popolo di
Dio vi sono quanti debbono adempiere la chiamata
al ministerio della Parola, ma indubbiamente essi
non sono i soli.
La responsabilità spirituale di tutti noi è certamente verso Dio, che scruta i cuori e ci vede in ogni
luogo, tuttavia occorre recuperare una piena
coscienza della nostra responsabilità “gli uni verso gli
altri”.
Dall’inno di Debora apprendiamo che, quando
sorse lei “come una madre” fra il popolo di Dio, allora stimolò un ardente riconsacrazione al buon combattimento della fede in quei capi tribù che, pur
avendo i requisiti genealogici, mancavano di entusiasmo e motivazioni.
Quale benefica influenza si propaga quando
anziani ed adulti prendono atto dell’importanza del
loro esempio visibile verso le nuove generazioni di
figli di credenti, verso i neo convertiti.
Quanto è costruttivo che un fratello maturo ed
interessato alla mia anima mi corregga paternamente, invece di accodarsi dietro a chi parla con altri di
miei difetti e mancanze, per timore
di essere giudicato male da chi sbaglia...
Ed il giovane, in quale posizione
spirituale si trova quando pensa sia
bene farsi i propri affari, senza riferire nulla alle autorità stabilite dal
Signore della Chiesa, per aiutare
suoi coetanei che celano una condotta distruttiva, per loro e per la
testimonianza?
Alla fine del culto, di un incontro giovanile, si chiuderà ermeticamente nella sua cerchia, senza salutare gli altri, curarsi di loro?
COLLEGATI AL CAPO
DELLA CHIESA
Dio ci aiuti tutti quanti, ciascuno nel compito affidatoci da Dio, a
comprendere come meglio possiamo onorare la vocazione rivoltaci da
Colui che si è dato sulla croce per
ognuno di noi.
Chi si mette alla testa va avanti
guardando soltanto al Signore, ma è
ben disposto a compiere il primo
passo verso le necessità di quanti
sono intorno.
Non mettiamoci in un angolo
per commiserarci ed aspettare che
altri combattano per noi, vadano al
posto nostro.
Chiediamoci che cosa ancora
possiamo fare per tutta l’opera di
Dio, per i nuovi, per il pastore, per i
monitori, per i fanciulli, per gli
infermi, per i tanti bisogni che
anche una piccola comunità ha.
Non voglio essere sempre trainato da altri, ma camminare con le
mie gambe, perché direttamente
collegato a Cristo, il Capo vivente
della Chiesa!
Alessandro Cravana
R I S V E G L I O P E N T E C O S TA L E - S E T T E M B R E 2 0 0 6
11
RPset2006 1-09-2006 19:02 Pagina 12
Amos,
umile servo
di Dio
Amos esercitò il suo ministerio profetico intorno al 750 avanti Cristo. Nacque a Tekoa, un villaggio vicino Gerusalemme. Israele, dopo la morte di Salomone, non fu più una nazione unita, ma si divise in due regni: a sud quello di Giuda (Giuda e Beniamino) e a nord quello di Israele (le altre dieci tribù).
Ciò era una di cattiva testimonianza per i popoli pagani: due
Stati con la stessa fede nel Dio Unico e nella Legge di Mosè erano tra loro separati e a volte si fecero perfino guerra.
Amos, pur essendo nato nel regno del sud, svolse il suo ministerio profetico nel nord, che in quel momento godeva di
grande prosperità e pace sociale. Grandi profeti quali Elia ed
Eliseo avevano già alzato la propria voce invitando al ravvedimento. Insieme alla prosperità e al benessere, fioriva anche il
paganesimo e con esso tutte le perversioni e abominazioni. All’orizzonte, l’Assiria era in espansione e i suoi eserciti, che non
conoscevano la pietà, inghiottivano popoli interi disperdendoli nel proprio territorio, allo scopo di cancellarne identità, cultura e radici. Ben presto i cavalli assiri avrebbero cavalcato in
Israele.
Ed ecco che un giorno, mentre Amos era intento al suo lavoro, giunse improvviso il comando del Signore che lo inviò
come profeta al popolo di Israele. Ma come poteva Amos, semplice mandriano e agricoltore, andare e predicare il ravvedimento al popolo? Proprio lui che non aveva frequentato nessuna scuola di profeti, che non aveva effettuato studi biblici e, per
di più, non proveniva da un ambiente ben educato, signorile,
dai modi garbati e dalla parola raffinata! Non aveva mai indossato abiti come si usavano in Gerusalemme e a Samaria, capitale del nord! Nonostante questo, lo scritto del profeta rivela
un animo sensibile e un profondo amore per il popolo d’Israele. Il suo linguaggio è chiaro, ricco di preghiera e di sentimento. Talvolta emerge il carattere del mandriano, ma in una cornice in cui la rudezza era necessaria per scuotere le coscienze
assopite. Certamente mandriano, ma con la chiara visione che
Israele, se non si fosse ravveduto dal modo di vivere perverso,
sarebbe andato verso il l’annientamento.
Amos, pur esprimendosi non sempre garbatamente come
Isaia, rivolge il suo messaggio a Israele con chiarezza e schiettezza così sintetizzabile: “Ravvedetevi, tornate al Signore, lasciate l’idolatria, operate la giustizia perché la fine è vicina”!
• C’è un lamento del Signore: “Voi soli ho conosciuto fra tut12
R I S V E G L I O P E N T E C O S TA L E - S E T T E M B R E 2 0 0 6
te le famiglie della terra...” (3:2).
• Ci sono anche parole durissime rivolte alle
donne, matrone di Samaria, perché opprimono
i poveri e i deboli (4:1-2).
• Vi sono anche parole acerbe contro i mercanti imbroglioni (8:4-6).
• È toccante il lamento del capitolo cinque :
“Ascoltate questo lamento o casa d’Israele” (5:1-3).
• E forte è l’appello per tornare a cercare il
Signore: “Cercatemi e vivrete” (5:4-6).
• La sua poesia è a disposizione del Signore
nell’inno al Creatore (5:4-9).
• La denunzia è vibrante contro le ingiustizie d’Israele, così forte da ricordare le parole del
Signore contro gli Scribi e Farisei (5:10-17),
• Verso la chiusura dello scritto troviamo le
visioni date dal Signore, in cui si annunciano i
mali per Israele e la sua caduta sotto l’avanzata
assira.
• Un momento importante è l’incontro al
santuario di Betel con il sommo sacerdote Amasia che lo accusa di essere un sobillatore del
popolo contro il re Geroboamo II, un visionario, uno sfaticato, e lo invita a tornare al suo
paese, Giuda. La risposta di Amos è piena di
dignità: “Non sono un profeta, né figlio di profeta, sono un mandriano e coltivo sicomori”, sono
un onesto lavoratore dalle mani callose! Constatando il rifiuto della Parola del Signore,
preannuncia la rovina della casa del sacerdote
Amasia stesso.
Infine, Amos, dà gloria a Dio, ricordando
che i patti di Dio sono irrevocabili, e quindi che
avverrà che Dio ricostruirà il regno di Davide
(9:11-15), e la Sua gloria tornerà ad accompagnare il suo cammino.
Possa il Signore aiutarci ad avere un carattere ubbidiente, disponibile e pronto a servire,
proprio come questo umile servo di Dio.
Volto Di Gennaro
RPset2006 1-09-2006 19:02 Pagina 13
PROMOSSI ALLA GLORIA
Mario
CIRMI
(1921-2006)
Venerdì 20 gennaio 2006, il Signore ha
chiamato a Sé il fratello Mario Cirmi, pastore
della comunità di Scordia (CT), fedele servitore dell’Evangelo. Per grazia e per l’immenso
amore del nostro Signore e Salvatore ha potuto
espletare il compito affidatogli con diligenza
colma d’amore per l’opera del Signore, fino alla
fine del corso di questa vita terrena. Era ben
consapevole di come l’involucro rivestito in terra fosse solo un mezzo per compiere fedelmente il mandato che il Signore ha affidato ai Suoi
figli, il cui fine è quello di servirLo fedelmente
per ottenere la corona della gloria riservata a chi
avrà dedicato la propria vita in totale ubbidienza alla Parola di Dio.
Si era convertito nel 1936 alla giovane età di
15 anni assieme ad un nutrito numero di giovani coetanei. Ricevette la testimonianza semplice, ma efficace, da uno dei pionieri dell’opera
Pentecostale nel paese di Scordia, il fratello
Manuele Salvatore, fedele servitore che, emigrato negli U.S.A., era tornato al suo paese
natio in qualità di ambasciatore dell’Evangelo
con un messaggio semplice, ma incisivo,
accompagnato da quell’unzione di potenza e
autorità che caratterizza coloro che sono riempiti dal Suo Santo Spirito.
Si era in periodo di pieno regime fascista, in
anni certo non facili per l’annuncio dell’Evangelo. Tante volte i credenti furono costretti a
tenere in clandestinità riunioni che furono avversate dal clero locale con clamorose manifestazioni, come quella di bruciare alcune Bibbie
nelle pubbliche piazze.
Essere testimone oculare di questi incresciosi atti, poco onorevoli, rafforzarono la fede del
fratello Mario Cirmi, perchè aveva fatto deposito nel proprio cuore della meravigliosa grazia
largita dall’alto.
Nel 1945, ritornò dopo 5 anni trascorsi in
guerra, durante i quali aveva mantenuto i legami con coloro che erano rimasti in paese. Pieno
di entusiasmo riprese l’opera evangelistica con
altri giovani che erano tornati incolumi dalla
guerra. Si misero all’opera testimoniando della
meravigliosa grazia dell’Evangelo contribuendo alla crescita
della comunità locale e diventandone collaboratori attivi.
Nel 1960 il Signore lo chiamò a predere cura della comunità
di Scordia e per 46 anni, pur continuando a svolgere la propria attività secolare, riuscì con serio impegno a svolgere il
compito cui era stato chiamato con l’aiuto e la guida dello
Spirito Santo, contribuendo attivamente all’avanzamento
dell’opera pentecostale. In quegli anni il fratello Cirmi fu
anche impegnato attivamente nel Comitato di Zona di Sicilia. Con la collaborazione di alcuni membri della comunità
di Scordia prese la cura per un lungo periodo della chiesa di
Militello in Val di Catania, ora condotta dal fratello Salinitro.
Il fratello Cirmi ripeteva spesso negli ultimi giorni di vita
che desiderava incontrare il suo Re, certo che il Signore gli
aveva riservato un posto lassù dove né pianti né dolori possono distogliere dal glorificare e innalzare il cantico dell’Agnello che tutti i riscattati col Suo sangue canteranno (2 Tim.
4:7,8).
Con il suo esempio ha saputo infondere nella sua famiglia
la necessità di essere un servitore fedele, come nella comunità
dove per tanti anni ha svolto il suo ministero. Ha anche
lasciato una buona testimonianza dove ha svolto la sua attività lavorativa. Gli ex datori di lavoro, nonostante i tanti anni
trascorsi dalle sue dismissioni, hanno desiderato onorarlo nel
giorno del suo funerale con la loro presenza, evidenziando
come i veri cristiani lascino sempre il buon odore di Cristo.
Il fratello Cirmi, testimoniando per 70 anni nel comune
di Scordia, ha servito il suo Signore fino alla fine. Il giorno
del funerale sono stati molti i fratelli pastori convenuti dalle
comunità limitrofe, a cui si sono aggiunte le tante manifestazioni d’affetto cristiano giunte con telefonate e telegrammi
da parte dei responsabili della nostra opera in Italia, in Nord
Europa, negli Stati Uniti e nel Canada che hanno così dato
l’ultimo saluto al caro fratello Mario. Il fratello Paolo Lombardo è stato lo strumento che il Signore ha usato per diffondere il messaggio della Sua parola a quanti, numerosi, sono
intervenuti per rinnovare un arrivederci lassù nel cielo.
Possa questo esempio di fede vissuta essere di sprone e di
incoraggiamento a quanti hanno potuto non soltanto udire,
ma anche ascoltare il dolce suono della Sua parola vivente,
che dona vita a coloro che ascoltano.
il figlio, Cesare Cirmi
R I S V E G L I O P E N T E C O S TA L E - S E T T E M B R E 2 0 0 6
13
RPset2006 1-09-2006 19:02 Pagina 14
N O T I Z I E
D A L L E
N O S T R E
C O M U N I T À
NOTIZIE DA CATANIA ZONA LIBRINO
Desideriamo ringraziare il Signore per l’opportunità che ci ha concesso di tenere presso i locali della Comunità di Viale Nitta n°2 a Catania tre serate speciali con culti di edificazione. Nei giorni 13,14 e 15 gennaio, si sono alternati i fratelli pastori Paolo Giambra, Paolo
Lombardo e Antonino Barresi. I culti sono stati particolarmente benedetti e la Parola predicata è stata accompagnata da segni, prodigi e
miracoli che il Signore concede a quanti pongono la loro fede in Lui. Il 13 gennaio, il fratello Paolo Giambra ha predicato in Luca 7:110, dove Gesù guarisce il servo di un centurio-
ne romano. È vero che noi non siamo degni di
ricevere alcunché dal Signore, ma Dio ci fa degni in Cristo per la fede nella Sua persona e
nella Sua opera. L’indomani sera, durante il
culto, un fratello ha testimoniato del Battesimo nello Spirito Santo che aveva ricevuto.
Il fratello Paolo Lombardo ha meditato sul testo di 1Giov.5:1-13 esponendo la fede in Gesù
e le sue conseguenze. Se crediamo agli uomini
a maggior ragione dobbiamo credere alla testimonianza di Dio che si esalta in Cristo Gesù.
Se crediamo in Lui, siamo nati da Lui e vinciamo il mondo. Il 15 Gennaio è stato con noi il
fratello Antonino Barresi che ha esposto il brano di Marco 5:1-20 nel quale Gesù guarisce
l’indemoniato di Cerasa, sottolinenado come
Gesù cerchi sempre gli uomini nel bisogno. Lo
Spirito Santo ancora una volta ci ha fatto comprendere l’amore e la potenza del Signore,
mettendo in evidenza l’opera di Gesù, il solo
capace di spezzare le catene del male, salvando
e mettendo nel cuore degli uomini la Sua testimonianza. Ringraziamo il Signore e preghiamo Dio che continui a confermare la Sua
Parola e portare avanti l’opera Sua.
Luigi Arcella
battezzare nello Spirito Santo e a compiere il
Suo piano di redenzione, perché Egli è fedele!
La Parola del Signore è stata amministrata dal
fratello Mauro Stevanato, pastore della chiesa
di Thiene (VI) ed è risultata di grande edificazione a tutti i presenti.
In ogni riunione infrasettimanale e domenicale il Signore ci benedice, come ovunque il Suo
popolo si raduna alla Sua presenza. Egli premia
sempre la fede di coloro che Lo ricercano con
tutto il cuore e Lo mettono al primo posto nella loro vita. Si sta anche svolgendo un programma di evangelizzazione con la collaborazione di alcuni fratelli per mezzo della distribuzione di opuscoli e della testimonianza personale. Si cerca di seminare abbondantemente
per raccogliere anche abbondantemente. Preghiamo gli uni per gli altri!
Saverio Eronia
dei propri genitori credenti, i quali non si sono
arresi quando i loro figli durante il periodo dell’adolescenza hanno abbandonato la chiesa, illudendosi di trovare nei piaceri del mondo la
soddisfazione e la felicità. La testimonianza di
questi giovani è stata molto toccante, essi infatti, proprio come il “figliuol prodigo”, delusi
dalle amicizie e dagl’inganni del mondo, sono
ritornati alla casa del Padre celeste, che li attendeva con amore, rallegrando anche il nostro
cuore. Il fratello Michele Motolese, pastore
della Chiesa di Mazzo di Rho (MI), ci ha ministrato la Parola del Signore, meditando il
passo del profeta Abacuc 2:1 “Io starò al mio posto”, esortandoci a rimanere fermi nel Signore
nel corso della nostra vita e in ogni circostanza.
Siamo grati a Dio per quello che Egli sta compiendo nella nostra Comunità, infatti diversi
giovani si stanno aggiungendo alla chiesa, tra
cui alcuni ultimamente sono stati battezzati
nello Spirito Santo. Chiediamo a tutta la fratellanza di unirsi alle nostre preghiere, in modo
che il Signore possa continuare a chiamare altre anime e concerderci al più presto un locale
di culto più grande, adeguato alle nostre necessità di spazio. Nell’attesa del ritorno del nostro
Signore Gesù, vogliamo dire come il salmista:
“Deh, o Eterno, salva! Deh, o Eterno, facci prosperare! (Sal.118:25)
Silvano Basile
dita la visita dei santi di Savona e di Albenga
con il fratello Maccarrone, loro pastore. Per
l’occasione abbiamo avuto con noi il fratello
Francesco Lazzaro, pastore delle comunità di
Rivoli e Cuorgnè, il quale ci ha ministrato il
messaggio della Parola di Dio, che ha tanto
edificato i presenti. Vogliate pregare affinché il
Signore salvi ancora molte anime nella Liguria.
Al Signore vada ogni riconoscenza e lode.
Pasquale Bruni
NOTIZIE DA TREVISO
Con gioia vi comunichiamo che domenica12 febbraio 2006, nella chiesa di Treviso, abbiamo avuto un culto di battesimi. Il fratello
Giuseppe Bortoli, pastore della chiesa di Bassano del Grappa (VI), ha ufficiato il battesimo
a tre credenti che hanno poi raccontato l’esperienza spirituale che li ha condotti alla salvezza
ed hanno annunciato la loro decisione di seguire Gesù per il resto della loro vita. Il Signore continua a salvare, a liberare, a guarire, a
BATTESIMI A CASTELLANZA
Desideriamo rendere partecipe tutta la fratellanza della gioia che il Signore ci ha accordato
domenica 5 marzo, facendoci vedere altri cinque giovani scendere nelle acque battesimali,
tra cui uno appartenente alla Comunità di
Busto Arsizio, curata dal fratello Gaetano Salerno. Queste care anime hanno reso pubblicamente testimonianza della loro vita cambiata
dalla potenza della croce di Cristo Gesù, avendo creduto e realizzato il messaggio dell’Evangelo. La sala di culto era gremita di credenti, amici e parenti dei battezzanti, tra cui alcuni che per la prima volta ascoltavano il messaggio della Parola di Dio. È stata una benedizione particolare, perché questi nuovi convertiti
sono anche il frutto delle continue preghiere
CERIALE (SV) BATTESIMI
Sabato 8 aprile, abbiamo avuto un servizio battesimale, in cui 2 neofiti hanno confessato la
loro fede in Cristo Gesù; uno appartiene alla
comunità di Savona, l’altro a quella di Ceriale.
È stato un giorno di festa ed è stata molto gra-
BATTESIMI A CHIARAVALLE CENTRALE
Siamo grati al Signore per la gioia che ci ha concesso il 2 Aprile di veder scendere nelle acque
battesimali cinque giovani. Il messaggio della
Parola è stato presentato dal fratello Francesco
Rauti, fondatore della comunità locale, membro onorario del Consiglio Generale ADI. Il 30
Aprile abbiamo ricordato la morte del Signore
14
R I S V E G L I O P E N T E C O S TA L E - S E T T E M B R E 2 0 0 6
celebrando la Santa Cena; il messaggio della
Parola portato dal fratello Vito Celia, pastore
della comunità di San Vito sullo Jonio ci ha benedetti e consolati. Grazie a Dio, oltre ai credenti locali e delle comunità circonvicine, erano
presenti alcuni visitatori che, con l'occasione,
hanno potuto ascoltare il messaggio
dell'Evangelo. Invitiamo tutti a pregare per quest'opera affichè Dio ci conceda di vedere altri
peccatori venire al Signore per realizzare il perdono dei propri peccati.
Francesco Vito Molea
RPset2006 1-09-2006 19:02 Pagina 15
PIACENZA: NUOVO LOCALE DI CULTO
Piacenza è, tra le città dell’Emilia Romagna,
quella più a nord, al confine con la Lombardia,
dalla quale è divisa dal fiume Po. Conta oggi
circa 105.000 cittadini e con i 48 comuni della provincia supera i 300.000 abitanti. Sono
passati sedici anni da quando il 4 febbraio del
1990, alcuni credenti hanno deciso di aprire il
primo locale di culto alla gloria di Dio per annunciare l’Evangelo della grazia e testimoniare
di Cristo Gesù nella città di Piacenza, accendendo in questo modo una piccola fiammella
della testimonianza di “Tutto l’Evangelo”. Il
passo di fede fatto per aprire il locale di culto
con dodici posti a sedere, ha trovato incoraggiamento nelle parole del profeta Zaccaria
4:10: “Chi potrebbe sprezzare il giorno delle piccole cose?”. Dopo un anno, il Signore ha operato e per la Sua grazia, sempre nel mese di
Febbraio, è stato dedicato un altro locale di
culto che è rimasto il luogo dove fino al 1995
una ventina di credenti si sono riuniti. Il 23
marzo del 1995 è stato dedicato al Signore il
terzo locale di culto che poteva ospitare una
sessantina di credenti. Dopo qualche anno, e
precisamente sabato 20 ottobre 2001, abbiamo offerto al Signore il primo culto nel quarto
locale di Via Borghetto, 61. Sono trascorsi altri
quattro anni, ed è sorta la necessità di cambiare nuovamente locale di culto, e il Signore per
la Sua grazia ci ha provveduto immediatamente una struttura di circa 300 mq. Dopo alcuni
mesi di lavori e l’impegno di alcuni credenti,
che con grande sacrificio e amore hanno lavorato alacremente, ai quali va il nostro ringraziamento, quello che in passato era un magazzino
di materiale elettrico è diventato un dignitoso,
accogliente e funzionale locale di culto. Sabato
11 marzo 2006, in un’atmosfera d’immensa
gioia e di profonda riconoscenza a Dio, oltre
250 persone tra credenti e invitati per l’occasione, ci siamo riuniti nel nuovo locale per offrire il nostro culto al Signore e per testimoniare della fedeltà di Dio nei confronti del Suo
popolo e della Sua opera a Piacenza. Per l’occasione è stato invitato il fratello Eliseo
Cardarelli, pastore delle comunità di Cinecittà
e Corcolle (Roma), direttore dell’Istituto Biblico Italiano e segretario delle Assemblee di
Dio in Italia. Il testo biblico letto e meditato
nella guida dello Spirito Santo, è stato quello
di II Re 11:1-21, mettendo a fuoco l’espressione del versetto 19 che dice: “E Joas si assise sul
trono dei re”. La predicazione della Parola di
Dio è stata di grande incoraggiamento e stimolo a servire fedelmente il Signore, con il desiderio di vedere altre persone salvate e “insediarsi
sul trono” della dignità dei figli di Dio. Il fratello Cardarelli, nell’esposizione della Parola di
Dio, ci ha esortato a continuare a coltivare la
comunione con Dio, la fedeltà, l’ubbidienza, la
fede e la santificazione, in modo che il Signore
sia glorificato, i credenti edificati e i perduti
salvati. Salutando tutta la fratellanza con la pace di Cristo Gesù, preghiamo che Dio continui a benedire la Sua Chiesa in Italia e chiediamo a tutti i lettori di pregare per noi, affinché
il Signore continui a portare avanti la Sua opera nella città e nella provincia di Piacenza: “O
Eterno, da vita all’opera tua nel corso degli anni!
Nel corso degli anni falla conoscere!” (Habacuc
3:2).
Paolo Faia
ha potuto ascoltare il consiglio della Parola di
Dio che il fratello Giuseppe Bortoli, pastore
della Chiesa di Bassano del Grappa (VI) ha
presentato nell’evangelo di Luca 23:33-43 sottolineando le diverse attitudini di quanti erano
sul Golgota vicino a Gesù manifestando in
modo diverso i propri dubbi. Solo uno, con fi-
ducia e arrendimento, Gli rivolse una semplice
preghiera: “Gesù, ricordati di me...”. Come il
Signore rispose allora a quell’uomo, così ancora oggi risponde a quanti si accostano a Lui.
Dio continui a benedire e a fare prosperare l’opera Sua!
Vincenzo Specchi
Parma, Piacenza e Fidenza, ha ricordato i benefici della Grazia ricevuta in Cristo Gesù.
Essa restituisce al cuore penitente i privilegi
estorti dal peccato: la santità di una nuova vita
purificata, la comunione personale con il
Signore nuovamente ripristinata e la provvidenza del Signore che mette a nostra disposizione tutte “le insondabili ricchezze di Cristo”
per mezzo della fede. Chi scrive esprime la propria gratitudine al Signore e la personale riconoscenza anche alla chiesa di Asti con il suo
pastore Vincenzo Martucci per il fraterno e
prezioso supporto. Preghiamo affinché anche
queste zone tra Monferrato, Langhe e Roero,
comunemente note per i pregiati prodotti enogastronomici delle loro terre, continuino a essere visitate dall’alto. Attendiamo che la Parola
di Dio presto dia vita ad un frutto di gran lunga migliore: una raccolta d’anime a lode e gloria del Signore Gesù in vista del Suo ritorno.
Andrea Lucibello
il fratello Cosimo Barretta, il quale è stato lo
strumento di cui il Signore si è servito per il
consiglio della Sua Parola, e il fratello Mario
Miele come testimonianza di una vita benedetta dal Signore. Domenica 21 maggio 2006 abbiamo avuto la gioia di accostarci alla Santa
Cena, nella quale il Signore ci ha incoraggiati a
servirLo con zelo e perseveranza. Facciamo appello alle preghiere della fratellanza tutta, di
cui facciamo parte, affinché nel prosieguo del
nostro cammino spirituale Dio continui a benedire il Suo popolo, concedendogli un glorioso risveglio spirituale.
Giuseppe Miele
caro fratello Salvatore Pirrera, nuovo pastore
della chiesa di Montesilvano (PE), che ha rivolto un forte richiamo alla santità ed alla qualità della chiesa del XXI secolo. Vi chiediamo
di pregare per quest’opera perché il Signore
metta il Suo suggello di benedizione e ci faccia
vedere il frutto del sacrificio di Cristo. Il
Signore ci incoraggia con le parole di Atti 18:
8-9, e con fiducia nelle Sue promesse vogliamo
lavorare per raggiungere gli abitanti di questa
città. L’indirizzo è il seguente: Via G. Verdi 31,
66100 Chieti. Orario dei culti il Mercoledì alle 20:30 e la Domenica alle 10:30.
Mosè Ciccone
BATTESIMI A VICENZA
Desideriamo rallegrarci con la fratellanza per il
culto di battesimi avutosi a Vicenza il 2 aprile
u.s. durante il quale cinque sorelle e tre fratelli
(di cui uno della comunità di Lonigo) hanno
testimoniato pubblicamente della propria scelta di fede in ubbidienza al Signore. La fratellanza e i numerosi parenti e amici intervenuti
CHIESA DI ALBA - BATTESIMI
La chiesa di Alba (Cn) è grata al Signore per la
Sua fedeltà. Domenica 2 Aprile u.s., infatti, nel
locale di culto della chiesa di Asti, tre credenti
di Alba (di cui una sorella pochi mesi prima
battezzata anche nello Spirito Santo), insieme
ad una sorella della chiesa ospitante, hanno testimoniato della loro esperienza di salvezza mediante il battesimo in acqua. Ai neofiti e a tutti i presenti, fra cui numerosi amici partecipi
per l’occasione, la Parola di Dio predicata dal
fratello Paolo Faia, pastore delle chiese di
QUALIANO (NA)
Comunichiamo alla fratellanza che domenica
14 maggio 2006 ci siamo rallegrati nel vedere
due credenti scendere nelle acque battesimali,
confessando di avere accettato Cristo Gesù come proprio personale Salvatore e Signore e di
volerLo servire ed amare tutti i giorni della loro vita. Per l’occasione, abbiamo avuto con noi
CHIETI: NUOVO LOCALE
Con gioia e gratitudine al Signore comunichiamo che il giorno 8 aprile 2006, Egli ci ha
concesso la realizzazione di un desiderio che
era nel nostro cuore da circa venti anni: l’apertura di una sala di culto nella città di Chieti. La
sera della dedicazione nel locale, capace di 70
posti a sedere, hanno partecipato al culto oltre
cento persone. Gradito ospite tra noi è stato il
R I S V E G L I O P E N T E C O S TA L E - S E T T E M B R E 2 0 0 6
15
RPset2006 1-09-2006 19:02 Pagina 16
N O T I Z I E
D A L L E
N O S T R E
C O M U N I T À
AFRAGOLA (NA)
Ringraziamo il Signore per come continua ad
operare salvando, battezzando nello Spirito
Santo e guarendo nella nostra città. Il primo
maggio 2006, 13 neofiti (4 fratelli e 9 sorelle) sono scesi nelle acque battesimali testimoniando
della salvezza e promettendo al Signore di
servirLo per tutta la loro vita. Ancora quest’anno, per questa occasione, il Signore ci ha dato la
possibilità di avere a disposizione la palestra della
Scuola Media Europa Unita; il luogo era pieno e
tante persone hanno partecipato, in particolar
modo parenti e amici dei battezzandi. La nostra
preghiera è che il Signore possa toccare ed entrare nei loro cuori. Il messaggio della Parola di Dio
è stato predicato dal fratello Raffaele Paglia, pastore delle comunità di Andretta (AV), edificando i cuori degli ascoltanti. Il 7 maggio abbiamo
celebrato nel locale di Via Sicilia la Santa Cena,
cui hanno potuto partecipare anche i nuovi battezzati. Sapendo che il Signore continuerà la Sua
opera tra di noi, con forza e vigore continueremo
a servirLo.
Gennaro Russo
BATTESIMI A BASSANO DEL GRAPPA (VI)
“Questo è Dio, il nostro Dio in eterno; egli sarà la
nostra guida” (Salmo 48:14). La comunità di
Bassano del Grappa desidera condividere con
tutti i fratelli la propria gioia nell'aver potuto offrire al Signore un culto Battesimale. Domenica
7 maggio 2006, 5 sorelle e 2 fratelli hanno allietato le nostre anime scendendo nelle acque battesimali e testimoniando di come Cristo Gesù si è
rivelato ai loro cuori. Ci rendiamo conto ogni
giorno di più di quanto è grande e meravigliosa
l'opera del Signore chiamando alla Salvezza anime da ogni parte della terra. Per l'occasione, il
fratello Antonio Di Bello pastore della comunità
di Foiano della Chiana (AR) e diaspora, ha nutrito i nostri cuori con Matteo 3:13-17, invitando la
comunità, ma anche i numerosi parenti e simpatizzanti accorsi per l'occasione, a non opporsi
all'opera dello Spirito Santo, ma a lasciare che
Gesù Cristo operi nella nostra vita. La meravigliosa giornata si è conclusa con un agape fraterna. “Or Gesù parlò loro di nuovo dicendo: Io son la
luce del mondo; chi mi seguita non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Giov.8:12)
Giuseppe Bortoli
ne del Signore Gesù. In questo giorno abbiamo
avuto nel nostro mezzo il fratello Francesco
Laurendi, pastore delle comunità di Carmagnola
(To) e Brà (Cn), che ci ha edificato partecipandoci la predicazione della Parola di Dio. Ringraziamo il Signore per la Sua fedeltà e per questi
giorni benedetti, pregando che Egli possa portare avanti la Sua meravigliosa opera in queste
Valli, affinché l’Evangelo possa continuare ad essere predicato con franchezza e nuove anime
possano venire a ravvedimento.
Ciriaco Daniele
BATTESIMI A BIELLA
Desideriamo ringraziare il Signore per le grandi
opere che compie in favore dei Suoi eletti.
Domenica 7 maggio 2006, per la chiesa di Biella,
di Varallo Sesia e della famiglia Federico, è stata
una giornata di grandi benedizioni. La nostra figlia Desirèe è scesa nelle acque battesimali testimoniando pubblicamente della grazia di Dio
realizzata già nella sua giovane età. La sala di culto di Biella era gremita di credenti, parenti ed
amici e, per l’occasione è stato invitato il fratello
Vincenzo Martucci, pastore delle comunità di
Asti e Genova e menbro del Comitato di Zona.
Il messaggio è stato tratto dall’Evangelo di
Giovanni capitolo 4 in cui si evidenzia l’interesse
di Gesù in favore dei perduti e dei bisognosi di
vera soddisfazione. Attraverso questo testo siamo
stati edificati e spronati a cercare Cristo,
permettendoGli di agire nella nostra vita.
Il Signore ci benedica.
Giuseppe Federico
NOTIZIE DA PALAGIANELLO (TA)
Poche parole per informare la fratellanza che il
giorno 14 maggio nella comunità A.D.I. di Palagianello (Ta), due sorelle sono scese nelle acque battesimali, confessando la loro fede nel Signore e Salvatore Gesù Cristo e promettendo di
servirLo con perseveranza. Gradito ospite per la
predicazione è stato il fratello Leo Favasulli, pastore della chiesa di Gravina (Ba). Il mercoledì
16
R I S V E G L I O P E N T E C O S TA L E - S E T T E M B R E 2 0 0 6
Organo ufficiale delle Chiese Cristiane
Evangeliche“Assemblee di Dio in Italia”
Ente Morale di Culto D.P.R.5.12.1959 n.1349
Legge 22.11.1988 n.517
Mensile a carattere religioso
Pubblicato dal Consiglio Generale delle Chiese
Direzione, Redazione e Amministrazione:
Via Altichieri da Zevio, 1 - 35132 Padova
Tel. 049.605127 - fax 049.612565
e mail: [email protected]
Versamenti
c/c postale n.12710323 intestato a:
Risveglio Pentecostale
Via Altichieri da Zevio, 1 - 35132 Padova
Spedizione in Abbonamento Postale
Poste Italiane spa - D.L.353/2003
(conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2,
DCB Vicenza
Tipografia
Cooperativa Tipografica Operai srl - Vicenza
LUSERNA SAN GIOVANNI (TO)
Il 7 maggio 2006 la chiesa di Luserna San
Giovanni ha gioito insieme agli angeli del Cielo
per un peccatore che si è ravveduto, infatti un
nuovo credente è sceso nelle acque battesimali
accettando Gesù come personale Salvatore. Per
l’occasione abbiamo avuto la gradita visita del
fratello Giuseppe Bianco, pastore della chiesa di
Beinasco (To), che ci ha ministrato il consiglio
della Parola del Signore, ascoltata da molti per la
prima volta. Domenica 14 maggio, ci siamo
ulteriormente rallegrati nel celebrare la Cena del
Signore, ricordando così la morte e la resurrezio-
RISVEGLIO
PENTECOSTALE
successivo, dopo aver ascoltato il messaggio della
Parola di Dio dal fratello Antonio Panzetta, conduttore di una delle chiese di Taranto, ci siamo
accostati alla cena del Signore. Non sono mancate le benedizioni divine in ambedue i servizi
di culto.
Alessandro Granata
“Risveglio Pentecostale” è una pubblicazione delle
Assemblee di Dio in Italia, che fin dal 1946 ha lo
scopo d’essere, con l’aiuto di Dio, strumento di edificazione per la Chiesa del Signore, sostenendosi
esclusivamente con libere offerte.
Questo numero di Risveglio Pentecostale è consultabile anche su internet all’indirizzo web delle Chiese
Cristiane Evangeliche A.D.I.: www.adi-it.org
STAMPE PERIODICHE
Imprimé à taxe réduite - taxe perçue
Tassa pagata - Italia
In caso di mancata consegna si prega di restituire al
mittente (Redazione Risveglio Pentecostale, Via
Altichieri da Zevio, 1 - 35132 Padova) che si impegna a corrispondere il diritto fisso specificando il
motivo contrassegnando con una X il quadratino
corrispondente:
Destinatario
❑ SCONOSCIUTO
❑ PARTITO
❑ TRASFERITO
❑ IRREPERIBILE
❑ DECEDUTO
Indirizzo
❑ INSUFFICIENTE
❑ INESATTO
Oggetto
❑ RIFIUTATO
❑ NON RICHIESTO
❑ NON AMMESSO
grazie per la cortese collaborazione
Scarica

pentecostale - Assemblee di Dio in Italia