paralleli DALLA PREVENZIONE ALLA RICERCA PER VINCERE LA SOFFERENZA Supplemento al n° di Dicembre 2012 di Obiettivo Salute - Periodico di informazione sulla salute della LILT Sezione Provinciale di Cuneo - Direttore responsabile: Gianpaolo Marro - Redazione: Sergio Giraudo, Emma Mana, Elvio Russi - Segreteria: Via Meucci 34 - 12100 Cuneo - Tel. 0171.697057 - Poste italiane Spa - Sped. in Abb. Post. - DL 353/2003 (conv. in Legge 27/02/2004 n. 46) Art. 1, comma 2, DCB/CN Questo numero è stato stampato in 6.000 copie inviate gratuitamente ai soci ed amici della LILT - NOI CON VOI - DONNA PER DONNA Autorizzazione del Tribunale di Cuneo n. 532 del 18.07.2000 - Grafica e stampa: Nuova Edify Srl (Cuneo) - NON COMMERCIABILE La presente copia del giornale è distribuita gratuitamente in virtù del sostegno fornito dal Centro Servizi per il Volontariato Società Solidale di Cuneo. Le idee ivi espresse, i testi, le immagini qui pubblicati, sono sotto l’esclusiva responsabilità del Direttore responsabile e dell’Editore del giornale. n questi tempi in cui tutto è in vendita, il volontariato assume sempre più un’identità anticonformista: non partecipa al rito del guadagno. Persone semplici, spesso sconosciute, organizzate in associazioni, rappresentano una struttura fondamentale per la società. Essere volontari oggi, significa ribadire con l’esempio che è possibile non applicare la filosofia del consumismo, che impone desideri crescenti da realizzare, senza poi il tempo di goderne, ma si sofferma a cogliere la vera essenza della vita, gioia di donare il proprio tempo, impegno e capacità. Non si parla spesso dei volontari, piccolo e silenzioso esercito, che non fa rumore nel suo incedere lento e costante: i grandi titoli sono riservati alla cronaca nera, agli scandali e ai rigurgiti delle crisi. Essere volontari oggi significa proporre un’etica della re- sponsabilità: mi prendo cura, in prima persona; un’etica del dono: dono di sé, aldilà della logica di mercato; etica della speranza, che non è ottimismo, ma piuttosto certezza che i semi porteranno frutto. Il volontariato è testimonianza di un mondo che può essere migliore, più umano, solidale, più giusto, ricco di un bene disinteressato e gratuito. Volontariato è lavorare per migliorare se stessi rendendo migliore la società promuovendo guistizia sociale, responsabilità e accoglienza. Questo giornalino, le manifestazioni, la raccolta fondi, le iniziative proposte, l’impegno in prima persona dei volontari e di chi sta dietro le quinte delle associazioni, sono tanti modi diversi per fare cultura, per entrare nelle case e ricordare che i quattro alberi che crescono, anche se in silenzio, devono essere tutelati da ciascuno di noi. Emanuela Pignata Psicologa LILT LILT Sede provinciale: Via Meucci 34 - Cuneo www.legatumoricuneo.it - [email protected] Tel/Fax 0171.697057 Delegazioni: Alba: Via Bertero 3/b – Tel/Fax 0171.290720 Mondovi: C.so Italia 21 - Tel/Fax 0174.41624 Saluzzo: Via Martiri Liberazione 66 - Tel. 0175.42344 Presidente: Prof. Sergio Giraudo - Vicepresidente: Elvio Russi Consiglieri: Daniela Bianco, Gianfranco Boetti, Armando Grosso, Piero La Ciura, Oreste Maniscalco, Marco Merlano, Genny Siviero. Segretaria: Emma Mana. I volontari LILT sono presenti tutti i giorni in Day Hospital oncologico, radioterapia, Hospice di Busca LILT INFORMA - SPORTELLO ONCOLOGICO: fornisce indicazione rispetto ai diritti acquisiti. Tesseramento anno 2013: Socio Ordinario € 20 Simpatizzante € 25 - Benemerito € 50 - Sostenitore € 150 Coordinate bancarie per offerte / tesseramento BRE BANCA IT 21N0690610200000000007273 CONTO CORRENTE POSTALE NUMERO 10763126 DONNA PER DONNA Sede: presso LILT - Via Meucci 34 - Cuneo Tel. 0171.697057 366 2832102 - 333 8488593 - 333 7582556 [email protected] Presidente: Adelina Zavattaro - Vice presidente: Renata Barberis Segretaria: Ivana Pane - Tesoriere: Ramonda Dina - Consiglieri: Graziella Racca Le volontarie prestano servizio all’ospedale S. Croce: tutti i venerdì pomeriggio reparto di ginecologia e il sabato mattina reparto di chirurgia Tesseramento anno 2013: Socio Ordinario € 20 Simpatizzante € 25 - Benemerito € 50 Sostenitore € 100 Coordinate bancarie per offerte / tesseramento BRE BANCA IT 41Q0690610200000000020903 NOI CON VOI Sede Operativa: Caraglio - Via Cesare Battisti, 20/b Mercoledì e Venerdì ore 8.30 - 11.30 - Tel. e Fax 0171.618411 Tel. 340.3002584 - e-mail: [email protected] Presidente Onorario: Elisa Isoardi Presidente: Silvana Beccaria Vicepresidente: Beccaria Irma - Segretaria: Laura Spinelli Consiglieri: Paolo Ferrione, Angela Galante, Zaira Mureddu, Elvio Russi, Irma Sarale Consulente: Sergio Giraudo Tesseramento anno 2011: Socio aderente: € 10 - Socio ordinario: € 25 Socio benemerito: € 50 - Socio sostenitore: € 100 Socio onorario: grandi collaborazioni a titolo gratuito ed erogazioni liberali Coordinate bancarie per offerte / tesseramento BRE BANCA IBAN IT 14X0690610200000000024027 MONDI paralleli Settimana nazionale per la prevenzione oncologica 16-24 marzo 2013 al 16 al 24 marzo è in programma la XII Settimana nazionale per la Prevenzione Oncologica, uno dei principali appuntamenti della Lega italiana per la lotta contro i tumori per informare correttamente, sensibilizzare e rendere tutti consapevoli che la prevenzione rappresenta l’arma vincente contro i tumori. Scienza e medicina sono concordi nell’affermare che più di un terzo dei tumori non si svilupperebbe se mangiassimo in modo diverso. Una sana e corretta alimentazione è un alleato indispensabile per la nostra salute. Come la “nostra” dieta mediterranea celebre per le sue virtù salutari, perché comprende molta frutta fresca, verdura e cereali, pesce, poca carne, e soprattutto l’olio extravergine di oliva, noto per le sue qualità protettive nei confronti di vari tipi di tumore (in particolare dell’apparato digerente e del carcinoma della mammella). Per que- sto la bottiglia d’olio extravergine d’oliva è stato eletto testimonial storico della Settimana nazionale per la prevenzione oncologica della LILT. Ognuno di noi deve mangiare in modo sano e seguire semplici regole che aiutano a ridurre il rischio di sviluppare la malattia: attività fisica regolare, non fumare, ridurre il consumo di alcol. Se tutti adottassimo questi corretti stili di vita, si raggiungerebbe una guaribilità complessiva Appuntamenti in provincia di Cuneo • Cuneo: 22 marzo: Teatro Toselli - 23 marzo: piazza Galimberti e corso Francia al mercato di Campagna Amica. • Alba: 19 marzo: Sala Beppe Fenoglio. • Treiso: 24 marzo. • Mondovì: 16 marzo: corso Statuto - 17 marzo: Sant’Anna Parrocchia, 25 marzo: Ospedale - 1 aprile: piazza Maggiore. • Carrù: 17 marzo: Parrocchia. • Belvedere Langhe: 17 marzo: Parrocchia. • Roccaforte Mondovì: 17 marzo: Parrocchia. • Ceva: 18 marzo: ospedale. • Saluzzo: 23 marzo: corso Italia. • Verzuolo: 16 marzo. dal tumore di oltre l’80 per cento. Dal 16 al 24 marzo i volontari della LILT saranno nelle piazze della provincia di Cuneo per offrire la bottiglia di olio extravergine di oliva - in cambio di un contributo a sostegno delle attività promosse dalla LILT e delle dotazioni di apparecchiature diagnostiche – accompagnata a un opuscolo ricco di informazioni sui corretti stili di vita con consigli e ricette di chef nazionali. Quest’anno in occasione della Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica, a fianco della LILT scende in campo la Fondazione Campagna Amica che rappresenta da sempre un punto di riferimento per la valorizzazione dei prodotti dell’agricoltura italiana, garantendone la loro genuinità freschezza e qualità. Nei Mercati Campagna Amica di tutta Italia, si offrirà ai cittadini, con la bottiglia d’olio extravergine d’oliva, i prodotti dell’agricoltura del territorio. Un modo concreto per diffondere il messaggio per una sana e corretta alimentazione. MONDI paralleli A TAVOLA ggi scienza e medicina sono concordi nell’affermare che più di un terzo dei tumori non si svilupperebbe se mangiassimo in modo diverso. Soprattutto nei paesi occidentali, dove l’alimentazione negli ultimi decenni è molto cambiata: spesso eccessiva, scorretta, con cibi ricchi di grassi. Secondo studi scientifici esistono in natura, alimenti che contengono sostanze in grado di proteggerci dal tumore. L’alimentazione è riconosciuta come alleato indispensabile per la nostra salute, specie la dieta mediterranea. Un’indagine condotta sulla popolazione greca, che condivide con gli italiani molti alimenti tradizionali di base, ha dimostrato che nutrendosi secondo i principi della dieta mediterranea si vive meglio e più a lungo. E questo perché l’alimentazione comprende molti vegetali e cereali, poca carne, molto pesce e, soprattutto, l’olio extravergine di oliva. Per diffondere la cultura della prevenzione come metodo di vita, a partire dal mondo della scuola, da oltre 90 anni la LILT ha impegnato risorse, conoscenza, strutture, insieme al lavoro e dedizione dei volontari. La XII edizione della Settimana nazionale per la Prevenzione Oncologica vede a fianco della LILT, un partner di eccezione, la Fondazione Campagna Amica, che si rivolge ai cittadini, ai consumatori, ai produttori agricoli per rispondere a temi fondamentali quali l’alimentazione e la qualità della vita. Un’amica che ci insegnerà a conoscere i prodotti della terra, la loro stagionalità, ad avere sulle nostre tavole cibi freschi e di qualità, a migliorare la nostra spesa. “Fa’ che il cibo sia la tua medicina…” Ippocrate, medico greco del 400 a.C. MONDI paralleli Le virtù dell’olio extravergine di oliva ’olio extravergine presenta tante virtù: deriva dalla semplice spremitura a freddo delle olive. L’apporto nutrizionale e le sue proprietà curative sono state dimostrate da molti studi scientifici: è ricco di antiossidanti (vit. E, acido oleico, polifenoli) e di sostanze con proprietà antiinfiammatorie (oleocantale), apporta acidi grassi essenziali, ossia indispensabili, ma che l’organismo non è in grado di sintetizzare da solo, è un supporto ideale per le vitamine liposolubili A, D, E, K. Queste proprietà uniche rendono l’olio extravergine d’oliva un prezioso alleato della salute. L’olio extravergine d’oliva in prima linea contro i tumori Diverse evidenze scientifiche indicano come l’olio extravergine d’oliva sia un alimento significativo nel ridurre l’incidenza di numerose neoplasie. I risultati di un’analisi dei più importanti studi scientifici pubblicati sull’argomento (condotti su circa 14000 individui), hanno dimostrato che le persone che consumavano una quantità significativa di olio extravergine d’oliva presentavano un rischio minore di sviluppare una neoplasia. In particolare il carcinoma della mammella e dell’apparato digerente. Se sostituissimo con grassi insaturi, di cui è ricco l’olio extravergine di oliva, appena il 5% delle calorie totali introdotte sotto forma di grassi saturi, potremmo registrare una riduzione del rischio di carcinoma mammario del 33%, di carcinoma colorettale del 22%, nonché di altri tumori del tratto aerodigestivo superiore (orofaringe, laringe, esofago). Gli effetti benefici sull’organismo: • Protegge dalle malattie cardiovascolari. • Svolge un’azione benefica nello sviluppo del sistema nervoso e delle funzioni celebrali. • È il più digeribile e il più sano tra i grassi ed ha un effetto benefico sul sistema gastrointestinale. • Rappresenta un elemento cardine della dieta del paziente affetto da diabete mellito, in quanto riduce i livelli di zuccheri nel sangue e la resistenza all’insulina tipica di questa condizione. • Protegge da patologie infiammatorie cutanee: psoriasi, acne, dermatite atopica e altri tipi di eczema. • L’olio extravergine di oliva è particolarmente indicato nella gravidanza grazie al rapporto ottimale tra acidi grassi polinsaturi, saturi e monoinsaturi e ha la capacità di assicurare un buon rapporto di vitamine liposolubili (A,D,E,K), stimolare la mineralizzazione delle ossa e prevenire rischi emorragici del nascituro. Eventi dedicati alla prevenzione a Cuneo e Mondovì CUNEO 22 marzo 2013 Teatro Toselli - ore 20.30 Alimentazione e corretti stili di vita con danza e musica Presentazione libro: Fotografie del tempo liberato. Intrattenimento musicale: Serena Garelli soprano, Fabrizio Pepino al pianoforte, Ensemble Liceo musicale Ego Bianchi. Prevenzione oncologica: dr. Marco Merlano primario oncologia Ospedale S.Croce e Carle Cuneo. Balletti: Maisone de la Danse. Ingresso gratuito. Prenotazioni: Maison de la Danse Cuneo Via Quintino Sella 37 - Tel 0171.698471 dalle 15 alle 19. 23 marzo 2013 piazza Galimberti - ore 10-18 • Animazioni per i bambini: trucca-bimbi, artisti di strada e personaggi dei cartoni animati. (Mattino e pomeriggio) ore 15: Musica Jazz con Mario Biascio ore 16: Saluto della autorità ore 16,30: I dirotta su Cuneo ore 17,30: Balli occitani con il gruppo musicale Lou Janavel. Io gioco a Minibasket (pomeriggio). MONDOVÌ 1 aprile 2013 - Festa in piazza Mondovì Piazza - dalle 14 alle 18 • Animazioni per i bambini: trucca-bimbi, artisti di strada, le mascotte di Disneyland. • Balli occitani con il gruppo musicale Lou Janavel. MONDI paralleli TUMORE AL SENO un nemico anche per l’anima Dott. Corrado Lauro Il dott. Corrado Lauro è nato a Saluzzo nel 1963; laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Torino nel 1988, con una tesi sul cancro della mammella, si è specializzato in Chirurgia Generale all’Università di Torino nel 1993. È sposato con Cristina Nasi, pediatra con indirizzo oncologico all’Ospedale di Savigliano: hanno tre figli. Nel 1998 ha conseguito il Diploma di Perfezionamento in senologia diagnostica e terapeutica all’Università di Siena; due anni più tardi il Diploma di Perfezionamento nelle affezioni tiroidee e paratiroidee al Dipartimento di Fisiopatologia Clinica dell’Università di Torino. Ha partecipato piu’ volte ai lavori della Scuola Italiana n questi ultimi mesi un giustificato allarme è sorto sull’impiego di protesi mammarie adulterate o non conformi nella chirurgia ricostruttiva o cosmetica della mammella. Questo tipo di protesi per altro non sono mai state utilizzate dai centri di chirurgia mammaria ricostruttiva operanti all’ospedale Santa Croce di Cuneo, tuttavia già alcune pazienti, candidabili ad intervento chirurgico di mastectomia con ricostruzione, hanno chiesto di soprassedere al tempo ricostruttivo per la paura di eventuali complicazioni. Vale la pena però ricordare qual è l’impatto psicologico che la notizia di una mastectomia totale, unitamente a quella di una diagnosi oncologica mammaria hanno sulla paziente. In seguito all’asportazione chirurgica della ghiandola mammaria pos- di Senologia del prof. Umberto Veronesi a Orta San Giulio e a Milano; nel 2000, in occasione del corso “Attualità in Senologia“ presso questa sede, ha vinto il ‘Certamen di competenza nella diagnosi e terapia delle malattie della mammella. Dall’ottobre 2009 è responsabile dell’attività di endocrinochirurgia nella Struttura Complessa di Chirurgia Generale dell’ospedale Santa Croce di Cuneo diretta dal dott. Felice Borghi. Recentemente ha ideato, e presentato sulla rivista della Società Italiana di Senologia, una nuova metodica di trattamento della papillomatosi multipla della mammella, insieme ai colleghi Franco Acchiardi e Michelangelo Mercuri dell’ospedale di Cuneo. sono sorgere problemi di natura psicologica legati in particolare alle conseguenze estetiche dell’intervento demolitivo. Tali conseguenze vanno distinte dalla reazione indotta nella donna dalla diagnosi di tumore, reazione attualmente considerata uno “stress ultrapotente”, un “doppio trauma psichico” (presenza del tumore - necessità dell’asportazione della ghiandola) . La diagnosi di tumore mammario si accompagna a turbamenti della personalità e a conflittualità che si manifestano con paure ed apprensioni, sentimenti di colpa, diminuito senso della maternità ed alterazioni della sessualità, rifiuto della cura e pensieri di autodistruzione, con mascheramento dei propri sentimenti di rabbia o malanimo (“ trucco caratteriologico”, le malate “non farebbero male ad una mosca”), le domande e le obiezioni che spesso emergono nei miei colloqui con la paziente al momento della prima visita sono: “perché è successo proprio a me?“, “Non ho mai fumato o strabevuto, ho sempre avuto una vita sana e un comportamento ineccepibile, ho avuto figli e li ho allattati …”, “come faccio a dirlo ai miei famigliari? e sul posto di lavoro?”, e ancora “dovrò fare la chemio? perderò i capelli?“, “cosa mi aspetta per il futuro?” o, non raramente, “la mia femminilità è distrutta, riuscirò ad accettarmi e ad essere accettata dal mio compagno?”. Nella fase preoperatoria la donna è ansiosa e/o depressa e vede nell’intervento di asportazione del seno la propria inconscia aspirazione a eliminare la parte di sé che sente come cattiva. Alla incredulità dell’esordio (“si saranno sbagliati, eppure io sto bene“) subentrano il desiderio impellente di una informazione com- MONDI paralleli pleta per il futuro e le più comuni reazioni emozionali: paura di non farcela ad elaborare la notizia, incertezza sul futuro, confusione per il rincorrersi degli interrogativi da porre e delle risposte da esigere. Spesso la donna fa appello ad una forza nascosta interiore che consentirà di affrontare un percorso difficile e colmo di interrogativi. Dopo l’intervento, ancorchè demolitivo, la componente ansioso-depressiva si accentua e si accompagna a senso di decadimento fisico ed impotenza, con ridotta tolleranza agli stress supplementari che rende più difficile il programma di riabilitazione. Alla base delle alterazioni affettive in seguito all’intervento chirurgico, per molti autori, c’è il percepire la terapia stessa come una mutilazione, perdita di femminilità e di capacità di essere madre, fattori, questi, spesso molto più importanti e negativi della paura della morte, a causa soprattutto del ruolo attribuito alla ghiandola mammaria nella struttura del proprio fisico. Interessante a questo proposito il lavoro di Weinstein e collaboratori: ad un migliaio di donne sane venne richiesto di indicare in ordine di importanza le dodici parti del proprio corpo che meno avrebbero voluto perdere nel corso di un intervento chirurgico: il seno occupò solo il settimo posto nella graduatoria. Allo stesso quesito le pazienti dopo la mastectomia risposero indicando all’unanimità la propria ghiandola mammaria. Inoltre l’intervento mutilante, con l’asportazione dei linfonodi, l’insorgenza del linfedema e delle altre complicanze locali, spesso ostacola la funzionalità ed il movimento degli arti superiori con ulteriore danno psicofisico. Secondo i dati di Woods più della metà delle donne dopo mastectomia prova di continuo un sentimento di perdita della femminilità, soprattutto tra le nubili entro i 34 anni. Il 51% delle malate ritiene che dopo tale intervento “non vi è più possibilità di creare una famiglia”, mentre tra le donne sposate prevale una soppressione della sessua- lità soprattutto come rifiuto del contatto con il marito; non sono rari i casi di disadattamento alla famiglia o uno sfaldamento nella stessa. Secondo Jamison, la depressione post-operatoria e la perdita della libido sarebbero la causa di atteggiamenti o propositi suicidi nel 25% delle donne mastectomizzate; circa il 10% lamentano disturbi del sonno e più della metà soffrirebbe di dolori di natura psicologica. Per sedare la tensione interna e lo stato depressivo più di un terzo delle donne assumerebbe di propria iniziativa tranquillanti ed il 15% farebbe ricorso all’alcool. Indagini su un gruppo di donne operate da non più di cinque anni, ha evidenziato, un aumento significativo degli indici di depressione, ansia, introversione ed un abbassamento dell’autostima e dell’adattamento sociale. La causa di ciò non sarebbe soltanto da attribuire alla modificazione del fisico, ma al timore che l’operazione non garantisca la guarigione completa, e alla paura delle recidive. Sinsheimer e Holland in un importante studio sottolineano il ruolo ansiogeno e depressogeno esercitato dai seguenti fattori: • Informazione alla paziente sulle statistiche di sopravvivenza postcura; • Possibilità\necessità della donna di scegliere la terapia cui sottoporsi; • Conoscenza dei fattori genetici di rischio della malattia rispetto ai familiari più stretti (figlie e sorelle). Le reazioni emotive all’asportazione della ghiandola si attenuano con l’aumentare dell’età al momento dell’intervento, prevalendo in queste pazienti il rapporto: paura della morte/speranza di guarigione sui sentimenti della propria “bruttezza e deformità”. A fronte di queste pessimistiche analisi, uno studio condotto dal “Psy- chological aspects of breast cancer study group” ha dimostrato che nelle donne sottoposte a mastectomia rispetto ai gruppi di controllo (pazienti sottoposte a colecistectomia e donne sane) non si verifica una maggior incidenza di gravi sequele psicopatologiche, tali da richiedere l’intervento dello psichiatra, ma solo disturbi nel rapporto con il “self” e nelle relazioni interpersonali e sociali. Controverso anche il problema delle conseguenze psicologiche agli interventi risparmianti la mammella: MONDI paralleli King Sanger e Reziknoff sostengono che non esistono differenze nell’adattamento psicologico ai due tipi d’intervento (radicale modificato e conservativo) essendo l’ansia nei due gruppi di donne in egual misura dovuta alla diagnosi si un tumore e non alla terapia instaurata. Sinsheimer e Holland sostengono invece che il risparmio della mammella favorisce il rapporto con la propria immagine corporea e ha meno impatti negativi sulla sessualità. Viceversa in anni non recenti Morasso e Badellino (Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova), applicando il test della figura umana ed un questionario sulla scelta delle tre qualità più importanti per una donna, riscontrarono più frequenti quadri d’ansia, conflittualità con i ruoli femminili tradizionali ed aggressività nelle donne operate con intervento parziale che non nelle pazienti mastectomizzate, in cui prevalgono i disturbi depressivi, della sessualità e del senso di maternità o femminilità. Nello stesso studio si sottolineava, d’altra parte, come la diagnosi di tumore maligno influenzasse non poco il decorso psicologico post-operatorio (in entrambi i gruppi di malate) rispetto alle donne sottoposte ad interventi per sindromi benigne. Totale accordo fra gli autori emerge infine circa il problema del rendimento famigliare, sociale, lavorativo di queste pazienti: evitare i danni dell’ospedalizzazione (perdita di status, isolamento, sradicamento sociale), favorire un rapporto corretto nei confronti della malata tra i familiari, modificare i vari momenti sociali che possono provocare stress, angoscia, regressione significa contribuire all’efficacia della riabilitazione e al superamento dei danni fisici e psicologici indotti dalla diagnosi e dal trattamento del cancro della mammella. Fortunatamente, i grandi progressi ottenuti nel miglioramento della prognosi (dal 2009 il National Cancer Institute di N.I. ha sancito che il tumore della mammella ha comunque una possibilità di guarigione definitiva pari al 50% +1, cifra simbolica che evidenzia gli ambiti e i risultati APPUNTAMENTI CON DONNA PER DONNA 18 marzo 2013 ore 20,30 serata con il nutrizionista Dott. De Luca - Via Meucci n. 34 - Cuneo 11 aprile 2013 Pizza di Primavera con le associate alle ore 19,30. 4 maggio 2013 “Balletto di Primavera” presso il Teatro Toselli ore 20,30 con la scuola di danza “Tersicore di Cuneo”. del trattamento multidisciplinare) consentono ai clinici di attutire l’impatto psicoemotivo di questa notizia con una informazione al contempo esaustiva e partecipata, empatica. Ciò non di meno, il ricorso a terapie locali (chirurgiche e radioterapiche) sempre meno invasive (quadrantecotmia, tumorectomia, biopsia del linfonodo sentinella, radioterapia intraoperatoria) o la possibilità di procedere alla ricostruzione con protesi in caso di mastectomia , consentendo di ridurre i tempi di ospedalizzazione, il dolore, la limitazione funzionale, l’impatto psicologico dovuto alla amputazione, hanno un ruolo fondamentale nel complesso profilo assistenziale cui la paziente deve aderire, partecipando in definitiva anche al miglioramento della prognosi. Tale ricorso, pertanto, è irrinunciabile per ogni centro che si occupi della terapia chirurgica del tumore mammario, se non in termini di pesante ricaduta sul vissuto della paziente e, probabilmente, anche sulla sua possibilità di guarigione. MONDI paralleli Malattie genetiche e/o rare er l’Unione europea una malattia è rara quando il numero di pazienti non è superiore a 5 ogni 10.000 abitanti ma la definizione varia in altri Paesi. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, le malattie rare sono oltre 7.000 di cui l’80% è di origine genetica e il 75% colpisce in età pediatrica. Gli aspetti critici più rilevanti: • diagnosi della malattia rara • andamento cronico e spesso invalidante • scarsità di percorsi assistenziali adeguati e integrati • mancanza di terapie specifiche e difficoltà di accesso alle terapie esistenti • senso di solitudine davanti alla malattia e l’impatto emotivo La malattia rara richiede non solo diagnosi ma anche prevenzione, riabilitazione e sostegno psico-socioeconomico, allargato anche al nucleo familiare del paziente. LA DIAGNOSI DELLA MALATTIA Per accedere a qualsiasi trattamento è necessario avere una diagnosi, ma la rarità di queste forme, e la conseguente scarsa conoscenza rende il percorso diagnostico più difficile e lungo. Il tempo medio per una diagnosi è di 3,5 anni. ANDAMENTO CRONICO E INVALIDANTE L’andamento cronico e spesso invalidante comporta il coinvolgimento di medici con diverse specializzazioni e richiede l’impegno di diverse figure professionali: infermiere, riabilitatore, assistente sociale, psicologo. Il passaggio dall’età pediatrica a quella adulta è complicato per la mancanza di continuità nelle cure e nel proseguimento di progetti assistenziali già attivati. Anche i familiari sono coinvolti spesso in maniera totale nella presa SCARSITÀ DEI PERCORSI ASSISTENZIALI Il D.M. 279/2001 definisce operativamente la Rete nazionale dei centri ospedalieri regionali di riferimento per la diagnosi, cura e assistenza dei malati rari. I centri della Rete non sempre rispondono alle necessità e specifica competenza che la gestione della malattia rara richiede. Il mancato collegamento tra gestione clinica e socio-assistenziale, insieme alle maggiori autonomie delle Regioni nelle politiche sanitarie, hanno comportato una marcata disuguaglianza territoriale nello sviluppo e realizzazione dei percorsi di assistenza per i malati rari. IMPATTO EMOTIVO E SOLITUDINE DI FRONTE ALLA MALATTIA I pazienti e le famiglie vivono un’esperienza di solitudine doppiamente dolorosa: per la malattia e la sua rarità che la porta a essere poco conosciuta e riconoscibile. L’incertezza della diagnosi protratta nel tempo e i timori sul futuro incidono su qualità e abitudini di vita della famiglia. La difficoltà a incontrare altre persone con la stessa patologia e con le quali condividere esperienze o necessità conduce all’isolamento. E’ indispensabile una costante e adeguata informazione affinché la malattia sia vissuta in modo più sereno ed è necessario un sostegno alla persona con malattia genetica e/o rara e alla sua famiglia. TRATTAMENTO E TERAPIE. FARMACI ORFANI Molti farmaci per la terapia delle malattie rare sono “orfani”: non essendo in grado di garantire il recupero degli investimenti in ricerca, visto l’esiguo numero di pazienti, sono studiati in maniera ancora non sufficiente a livello internazionale. E’ sempre più importante un sostegno economico pubblico alla ricerca sui farmaci orfani e innovativi. LA SITUAZIONE IN ITALIA Si stima siano tra 700.000 e 1,5 milioni le persone colpite da una malattia genetica e/o rara, ma mancano dati completi dei flussi informativi epidemiologici e clinici. L’assetto della sanità, con una dimensione nazionale e una regionale, non ha finora garantito un’equità di trattamento dei malati rari, dimostrando ritardi diversi nella diagnosi. Difficile accesso a percorsi socio-assi- in carico di un figlio o congiunto colpito da malattia rara. MONDI paralleli stenziali strutturati e comuni; necessità di spostamenti da regione a regione da parte del malato e familiari nella speranza di trovare migliori soluzioni ai problemi. I malati rari sono beneficiari di speciali tutele per ridurre le diseguaglianze rispetto ai pazienti comuni. A garanzia di queste tutele il ministero della Salute ha istituito la Rete nazionale dei presidi per le malattie rare. Sono individuate 583 malattie rare e gruppi i cui pazienti hanno diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni correlate alla malattia e incluse nei Livelli essenziali di assistenza. Il numero delle malattie rare individuate nel D.M. è solo una frazione di quelle realmente presenti in Italia. Un passo in avanti sarà l’atteso aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (prevede l’aggiunta nell’elenco di altre 110 patologie rare). (Da “Malattie Rare senza Frontiere” per la giornata delle malattie rare 28 febbraio 2013). Ho una malattia rara? Come fare per ricevere l’esenzione? 1) Il sospetto di Malattia Rara Spesso giungere alla diagnosi di una malattia rara è complesso e può richiedere tempi lunghi. È necessario formare e informare i medici di base perché, nel minor tempo possibile, possano formulare un sospetto diagnostico e indirizzare il paziente ai centri specializzati della Rete nazionale malattie rare. 2) Accertamento ed esenzione La malattia, se riconosciuta come rara dal sistema sanitario nazionale, quindi inclusa tra le patologie dell’Allegato 1 del DM 279/2001, è esentata dalla partecipazione alle spese per le prestazioni sanitarie. Il medico, il pediatra di libera scelta o lo specialista del servizio sanitario nazionale che formula il sospetto diagnostico di una malattia rara, deve indirizzare l’assistito a un centro di diagnosi e cura della rete nazionale affinché, formulata la diagnosi di malattia rara, possa usufruire del diritto all’esenzione. 3) Il Centro di diagnosi e cura I centri di diagnosi e cura (presidi 5) Modalità di erogazione delle prestazioni Ricevuto il certificato di esenzione per malattia rara, il paziente ha diritto alle prestazioni di assistenza sanitaria incluse nei livelli essenziali di assistenza (LEA) ritenute efficaci e appropriate per il trattamento e monitoraggio della malattia e per prevenire ulteriori aggravamenti. Non è riportato un elenco dettagliato delle prestazioni esenti, in quanto si tratta di malattie che possono manifestarsi con quadri clinici molto diversi tra loro e richiedere prestazioni sanitarie differenti. Il medico specialista del Centro di diagnosi e cura dovrà scegliere, tra le prestazioni incluse nei livelli essenziali di assistenza, quelle necessarie e più appropriate alla specifica situazione clinica, indicandole nel piano terapeutico. ospedalieri) della Rete nazionale malattie rare sono strutture individuate dalle Regioni attraverso atti normativi (es. delibera di giunta), accreditate per la diagnosi di malattia rara e l’erogazione delle cure in regime di esenzione. Nel caso in cui nella propria Regione non vi siano centri specifici, l’assistito può rivolgersi a una struttura riconosciuta dalle altre Regioni. Per informazioni sui centri consultare la normativa regionale di riferimento o la sezione dedicata ai centri di diagnosi e cura dal Centro nazionale malattie rare o chiamare il telefono verde malattie rare: 800.89.69.49. I centri di diagnosi e cura erogano le prestazioni finalizzate alla diagnosi (comprese le indagini genetiche per la diagnosi di malattia rara di origine ereditaria) in regime di esenzione e, una volta diagnosticata la malattia rara, provvedono anche alla formulazione del piano terapeutico appropriato. L’esenzione può essere richiesta per più malattie rare, ove accertate. 4) L’esenzione Ottenuta la diagnosi di malattia rara, il paziente può chiedere l’esenzione all’Asl di residenza, presentando il certificato di diagnosi di malattia rara rilasciato dal Centro di diagnosi e cura della Rete nazionale malattie rare. 6) La prescrizione delle prestazioni La ricetta delle prestazioni sanitarie erogabili con esenzione deve avere il codice della malattia rara per la quale è riconosciuto il diritto. La ricetta può contenere solo le prescrizioni per tali prestazioni. 7) Dove rivolgersi Per esami e controlli ai fini del monitoraggio, evoluzione della malattia e prevenzione degli ulteriori aggravamenti, l’assistito dovrà rivolgersi ai centri di diagnosi della rete nazionale malattie rare identificati per la specifica patologia. Anche le numerose Associazioni di pazienti di malattie rare svolgono un ruolo determinante per il confronto e scambio di esperienze per i pazienti e le famiglie. Per informazioni consultare le aree dedicate alle Associazioni di pazienti e centri di diagnosi e cura. 8) A chi chiedere informazioni Le informazioni sulle malattie rare e sulla rete nazionale sono disponibili sui siti on line delle Regioni e possono essere richiesti al TVMR - Telefono Verde Malattie Rare (numero 800.89.69.49), gratis da tutta Italia e anche dai cellulari, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13. MONDI paralleli La rete riabilitativa in Puglia: Realtà e Prospettive ...il corpo è l’unico mezzo che io ho di andare al cuore delle cose.. Merleau Ponty “ ...il prendersi cura del corpo nei suoi bisogni espressi e latenti associando costantemente cure ad accoglienza caratterizza l’agire della ri-abilitazione... ...la Puglia è una terra in cui la ri-abilitazione ha una valenza culturale in cui la centralità del capoluogo ha reso non penalizzante la sua forma geografica fungendo da riferimento tra le tante realtà territoriali più spesso accreditate che non gestite direttamente dal sistema sanitario nazionale... . da Sedi centralizzate di Seminternato a Sedi Ambulatoriali e Domiciliari diffuse capillarmente in ogni comune che era privo di una struttura riabilitativa affiancati da Sedi Residenziali tese a fornire un supporto alle famiglie associandosi e/o sostituendosi temporaneamente a loro nella gestione del bambino/ragazzo/adulto portatore di alta disabilità, ciò ha richiesto un intervento sempre più specialistico e multi-professionale per “ a Fondazione ha accolto nel 2002 l’eredità dei Centri di Riabilitazione Padre Pio fondati nel 1971, i “Centri” offrono circa 1200 trattamenti quotidiani a persone portatrici di disabilità permanenti di tipo neurologico e ortopedico provenienti dal nostro territorio operativo cioè provincia di Foggia, BAT e basso Molise e negli ultimi tre lustri qui a “Gli Angeli” da tutto il territorio nazionale in prevalenza da Campania, Calabria, Basilicata la presenza del nostro Ente nella provincia di Foggia è stato negli ultimi quarant’anni da stimolo per migliorare i servizi ed evidenziare i bisogni connessi alla disabilità, per cui la Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio ha variato la modalità delle operatività passando supportare i diversi bisogni presenti. La ricerca scientifica basata sull’evidenzia clinica è stata particolarmente investita modulando l’evoluzione del nostro utente con uso di sistemi comunicativi, alternativi/aumentativi e computerizzati per favorire l’avvio di una relazione sociale e promuovere l’autonomia personale anche attraverso rinforzi tecnologici ed informatici, contemporaneamente si è incentivata una posturazione corretta con tecnologie sempre più avanzate Dott.ssa Lucia RUSSI Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus Direttore Medico e Responsabile del Presidio “Gli Angeli di Padre Pio”auro con progetti individualizzati e stimoli plurisensoriali che facilitino il controllo tonico e la rielaborazione di un’identità corporea e mentale positiva, in particolar modo nella prima infanzia ed in adolescenza. Si sono incrementate le attività alfine di migliorare la qualità della loro vita nell’ambito di cura-riabilitazione-assistenza-comunicazione-mobilità-autonomia personale come accesso alla informazione ed alla partecipazione alle attività sociali scolastico/lavorative-ricreative e culturali sensibilizzando l’opinione pubblica e gli Enti preposti sulle problematiche di tali disabilità. Si è cercato di supportare la “nascita” la “percezione del corpo” e la “rielaborazione” da parte delle mamme e dei papà e/o dell’individuo partendo dalle esperienze che hanno affrontato, attraverso un intervento multiprofessionale ed interdisciplinare che tiene conto del bisogno prevalente nel momento evolutivo, utilizzando le nascenti progettualità operative integrate con le consolidate, mai rinunciando ad investire nei residui funzionali di ogni segmento corporeo, partendo quando possibile dalla condivisione del momento ospedaliero stimolando tutte le sue sensorialità e potenzialità partendo dall’amplificare la necessità del contatto corporeo favorendo la percezione del sentirsi per decodificare tra bisogni, gioie e timori che nascono dalla relazione con l’individuo e l’ambiente, e così costruisce con noi il suo “domani”, via via che si stacca dalle mani parentali e cerca mani amiche che gli forniranno la sufficiente serenità per affrontare il mondo da solo. Centro Servizi per il Volontariato SOCIETÀ SOLIDALE Via Mazzini n. 3 - 12100 CUNEO Tel. 0171.605660 - Fax. 0171.648441 E-mail: [email protected] Siti: www.csvsocsolidale.it www.fieradelvolontariato.it I NOSTRI SERVIZI I SERVIZI E GLI STRUMENTI OFFERTI DAL CSV SOCIETÀ SOLIDALE A TUTTE LE REALTÀ DEL VOLONTARIATO SONO GRATUITI. CONSULENZA Assistenza tecnica per la redazione, le modifiche e la registrazione dello statuto. Supporto per l’iscrizione al Registro del Volontariato. Consulenza fiscale, tributaria, contabile, legislativa, gestionale. Per informazioni: [email protected] PROGETTAZIONE Supporto nell’individuazione di idee progettuali e nella loro elaborazione e presentazione. Per informazioni: [email protected]. Ricerca, aggiornamento e comunicazione dei bandi di finanziamento pubblici e privati. Collaborazione a progetti di Associazioni di volontariato per l’avvio e la realizzazione di specifiche attività. Analisi delle esigenze del territorio e promozione di progetti che ad esse sappiano rispondere, in collaborazione con le istituzioni pubbliche e private. Monitoraggio dei progetti sul territorio. Per informazioni: [email protected]. FORMAZIONE Attività formative e di approfondimento organizzate e proposte da Società Solidale su temi e problematiche di interesse per il volontariato al fine di qualificarne l’attività e di diffondere la cultura della solidarietà. Attività formative di settore in collaborazione con una o più associazioni di volontariato. Per informazioni: [email protected]. PROMOZIONE Favorire la crescita del volontariato attraverso iniziative di coordinamento, eventi solidali, campagne promozionali per reclutare volontari. Organizzazione della Fiera del Volontariato a carattere provinciale. Sito Web www.csvsocsolidale.it con realizzazione di pagine nell’apposita sezione “Associazioni”. Per informazioni [email protected]. PROGETTO SCUOLA-VOLONTARIATO Promuovere l’incontro e la collaborazione tra mondo della scuola e mondo del volontariato. Per informazioni: [email protected]. DOCUMENTAZIONE Diffusione di informazioni utili e di notizie sul volontariato mediante l’invio di News ogni quindici giorni dal sito www.csvsocsolidale.it, spedizione della Newsletter mensile “Società Solidale News” e della rivista periodica “Società Solidale”. Per informazioni: [email protected]. Aggiornamento costante del Data Base delle associazioni presenti in provincia di Cuneo. Centro di documentazione presso la sede di Cuneo con Biblioteca ed Emeroteca del Volontariato. COMUNICAZIONE Sostegno alla comunicazione e alla promozione d’immagine delle associazioni di volontariato mediante lo studio, l’ideazione e la stampa di depliant, locandine, volantini. Realizzazione di video sul volontariato. Ufficio stampa solidale: stesura e invio di comunicati stampa, servizi televisivi da proporre alle tv locali per le Associazioni di Volontariato. Video e filmati di promozione del Volontariato. Per informazioni: [email protected] LOGISTICA Concessione in comodato d’uso gratuito di attrezzature per la formazione e la promozione del Volontariato alle Associazioni di Volontariato (videoproiettore, telo per proiezione, lavagna luminosa, griglie...).