Anno II Numero 27 27 novembre 2010 € 1,00 di Daniele Pertot . L’impegno del nostro giornale è la semplice ed antica regola cavalleresca: dire la verità, non avere paura, proteggere i più deboli . Redazione e pubblicità: TRIESTE - Via Fabio Filzi 9 - Tel. 040 771103 - Fax 040 3725881 - Mailbox [email protected] - Internet www.iltuono.it - ESCE IL SABATO Il Comune di Trieste non diffonde le informazioni sui suoi obblighi di assistenza Assistenza sociale dal Comune: chi ne ha diritto non deve sapere Riguardano bollette e affitti scaduti, sfratti, sussidi, cibo, ricoveri ed altre necessità primarie I l sindaco uscente di Trieste, Roberto Dipiazza, buon venditore d’immagine sul nulla e col favore (nonostante tutto: v. anche qui a pag. 4) del quotidiano locale, continua a vantarsi con spudoratezza politica intollerabile e maggiore di quelle dei suoi predecessori, Illy incluso, di aver sanato i bilanci del Comune e di avere addirittura portato la città ai massimi livelli (statistici) di benessere in Italia, e di assistenze sociali. Incultura politico-amministrativa Ma è solo l’ennesimo esempio provinciale di quella rozza e furbesca incultura politica che considera l’amministrazione pubblica come un’azienda privata fatta per produrre profitti e tirare bilanci annuali solo in denaro e beni. Mentre appartiene ai cittadini, ed il suo profitto si deve calcolare nell’efficacia dei servizi necessari che riesce a fornire o meno, come la sanità, la sicurezza e l’assistenza sociali, l’istruzione, le comunicazioni, l’energia, la tutela ambientale. Anche perché le carenze di questi servizi producono dei danni, e dunque dei costi, sociali e individuali rilevanti a breve, medio e lungo termine, che richiederanno investimenti riparatori e vanno perciò anch’essi valutati ed inseriti in bilanci di previsione adeguati alla natura ed ai fini dell’istituzione pubblica. Come del resto fa, nei propri settori di mercato, anche ogni serio imprenditore privato, dal piccolo commerciante al grande industriale. E la quadratura del bilancio di mera cassa di bottega dell’amministrazione Dipiazza si fonda, più che quella delle precedenti, prima che su operazioni contabili ordinarie, o illegittine come la previsione di prelevare a cottimo dalle tasche dei cittadini oltre 5 milioni di euro in multe, sul fornire solo una minima parte delle assistenze sociali che un Comune deve erogare ai cittadini in difficoltà che vi hanno diritto. Dove sta l’imbroglio A questo scopo il sindaco ed i suoi stanno nascondendo da anni il livello di bisogno reale con un gioco vergognoso di paraventi fisici e propagandistici: eliminano con ordinanze brutali la visibilità dei più poveri sulle strade, strombazzano le statistiche secondo cui oltre il settimanale è su Facebook: Il Tuono (Gruppo Ufficiale del Giornale) PER I VOSTRI COMMENTI E SUGGERIMENTI ISCRIVETEVI E CONDIVIDETE Trieste: il palazzo delle coscienze perdute ad essere i più ricchi d’Italia avremmo anche le percentuali più elevate di assistenza sociale, e vantano il tutto come rigore e virtù amministrativi. Mentre è solo un enorme imbroglio, rilevante anche penalmente sotto i profili dell’omissione ed abuso di atti d’ufficio, dell’omissione di soccorso ed in qualche caso conseguente − come uno già denunciato (da chi scrive) e coperto nel 2004 − di omicido colposo, o di indu- zione al suicidio. Perché l’assistenza sociale è un obbligo primario dei Comuni, che ha perciò precedenza obbligatoria sulle spese di carattere secondario o facoltative, e la sua ottemperanza si misura in proporzione ai bisogni concreti della comunità amministrata, non in percentuale rispetto a quelli di altre, che possono essere molto diversi. Nel caso di Trieste anche l’amministrazione Dipiazza sa benissimo, come noi tutti, che in realtà abbiamo livelli abnormi di povertà e miseria delle persone di ogni età, e quindi delle famiglie, continuamente crescenti con la disoccupazione senza ancora prospettive, e del tutto sproporzionati all’erogazione effettiva delle assistenze dovute. Ma per erogarne il meno possibile quest’amministrazione di coscienze perdute gioca vergognosamente, come e più delle precedenti, su tre fattori specifici: il mantenimento al minimo dei fondi, del personale e degli interventi, il pudore naturale dei più a manifestare il proprio stato di bisogno chiedendo le assistenze, ed il trucco di non far sapere loro a quali abbiano diritto, perché l’aumento di domande farebbe saltare il sistema della compressione silenziosa. Che così scarica tutto, indebitamente, sull’opera privata del volontariato, perciò eroica ma limitata, di organizzazioni e singole persone. Disinformazione deliberata da decenni Già negli anni ‘80 chi scrive, essendo allora consigliere comunale indipendente e commissario all’assistenza influente perché nella Commissione, continua a pagina 3 L’atto si fonda su un’affermazione smentita dalle norme e dal suo stesso ministero Porto Vecchio: l’assenso della Sovrintendenza è illegittimo Non consente perciò a nessuno di firmare la concessione del Porto alla speculazione edilizia E così a pochi giorni dalla pensione e dal conseguente insediamento del nuovo direttore regionale per i beni culturali paesaggistici del Friuli Venezia Giulia, Giangiacomo Martines, il direttore uscente Giuseppe Bilardi, pressato abnormemente da poteri locali, ci ha lasciato un regalo contraddittorio. Ha infatti autorizzato – anche se con prescrizioni conservative e per quanto di competenza del suo ufficio, ovvero del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – la concessione di immobili demaniali d’interesse culturale coinvolti nel cosiddetto “progetto di riqualificazione” del Porto Vecchio. Che lo aprirebbe invece ed illecitamente alla speculazione edilizia per attività ivi non ammesse dal vigente regime giuridico del Porto Franco internazionale di Trieste. L’approvazione della Sovrintendenza Scandalo Dipiazza: prime risposte a Fabio Omero a pagina 4 è necessaria e vincolante per legge, ma come ha fatto Bilardi a sorvolare l’ostacolo chiave ed insormontabile all’autorizzazione, che è la mancanza decisiva, denunciata da Greenaction Transnational, della Valutazione Ambientale Strategica - VAS obbligatoria secondo le norme europee? Dal documento risulta aver semplicemente dichiarato che si tratterebbe di argomento non di competenza del suo ufficio. Senza probabilmente accorgersi di essere già stato smentito il 19 marzo di quest’anno con circolare n. 5 del suo Direttore Generale (per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, arch. M. Lolli Ghetti, dove si stabilisce ed afferma che «le procedure di VAS di competenza regionale Cinghiali massacrati a pagina 5 Porto Franco: le norme in vigore a pagina 6-7 sono attribuite alle Direzioni Regionali per i beni culturali e paesaggistici, stante quanto previsto dal Regolamento all’articolo 17, comma 3, lettera n» L’autorizzazione rilasciata da Bilardi si fonda quindi su una motivazione provatamente e radicalmente illegittima. E nessuno può dunque considerarla liberatoria per firmare la contestata concessione, che ne risulterebbe invalida, del Porto Vecchio alla speculazione edilizia ed alle altre attività inammissibili. Greenaction Transnational ha notificato immediatamente quest’impedimento giuridico al Presidente, al Segretario Generale ai consiglieri dell’Autorità portuale e ad altri indirizzi istituzionali. Nessuno dei quali può quindi dire di non averlo saputo, né firmare od avallare più in alcun modo la concessione illegittima. Appuntamenti Le vostre d’arte lettere e segnalazioni e cultura a pagina 8-9 a pagina 26-27-28 2 q il tuono OSSERVATORIO SETTIMANALE Quest’ Osservatorio, a cura del direttore, vi offre una scelta di notizie particolari della settimana sino al venerdì mattina (quando chiudiamo il numero in tipografia), approfondite per quanto possibile e commentate. La mosca cocchiera Roma, 19 novembre – Il ministro dell’interno leghista Maroni sta vantando in maniera sempre più assurda ed irritante come propri successi personali la serie di recenti arresti di boss mafiosi latitanti anche da anni. Ma in realtà lui ne ha ben poco o nessun merito. I successi sono infatti, ed evidentemente, dell’apparato giudiziario e delle forze dell’ordine e di intelligence dello Stato, come frutto di anni ed anni del loro lavoro costante, intenso ed a prezzo di rischi e perdite altissimi, anche della vita. E l’intensificazione degli arresti può significare, nelle vicende di mafia e malaffare in Italia come altrove, che sono stati semplicemente tolti alcuni freni politici nazionali che impedivano di procedere all’arresto di criminali garanti di collusioni con poteri appunto politici del Paese. È un genere di sblocco che arriva di solito per motivi strategici esterni quando quelle collusioni interne diventano troppo pericolose per gli equilibri internazionali, come ora nell’Italia berlusconiano-diessina. Ed esattamente come accadde oltre vent’anni fa, quando vennero finalmente sbloccate le indagini e gli arresti sulla “tangentopoli” politico-malavitosa di allora, che erano congelati da anni. Mentre le esternazioni delle proverbiali mosche cocchiere, che dichiarano di guidare loro il cavallo perché gli stanno posate sul posteriore, sono purtroppo farsa abituale della politica italiana. Promemoria Violante Roma, 19 novembre – Luciano Violante, che parecchi anni fa si accompagnava a Trieste già col Fini di prima maniera ammiratore del fascismo, rilascia ai media sagge dichiarazioni sulle infiltrazioni di mafia in tutto il Paese, da buon esperto come ex presidente della Commissione Parlamentare antimafia. Ma questo ci fa anche ricordare che proprio in quel ruolo, e nonostante fosse un ex magistrato di buona reputazione, fece fallire la maggiore inchiesta sulle connessioni tra mafia e politica rilasciando rivelazioni incaute ad un giornalista del quotidiano torinese La Stampa. Un incidente incredibile, che anche in Italia sarebbe costato immediatamente a chiunque non solo le scuse (che lui fece) ma la carriera politica ed ovviamente quella giudiziaria. Mentre lui è rimasto politicamente in sella ed ha pure fatto carriera come uno dei “saggi” della sinistra ex comunista, conducendo operazioni delicate mosse da ambienti particolari. Come appunto la convergenza con la destra sulla storia propagandistica di questo confine orientale. Sembra davvero baciato dalla fortuna, oltre che dal fatto che i più non conservano questo genere di promemoria politico-giudiziari o giornalistici. Per essere informati seriamente: – sul malaffare in Italia (e connessioni estere), leggete il quotidiano Il Fatto, che a 1,2 euro euro vi offre le migliori firme del giornalismo investigativo italiano, e non solo; – su quello che accade nel mondo, trovate ogni venerdì in edicola a soli 3 euro Internazionale, ottima rassegna settimanale di articoli e notizie tradotti della migliore stampa estera, su 106 pagine praticamente senza pubblicità, e così interessanti e ben fatte che si finisce per leggerle tutte. Colibrì e schizofrenìe istituzionali Trieste, 20 novembre – Le schizofrenie istituzionali del sistema italiano si stanno accanendo persino sul piccolo parco tropicale con allevamento qualificato di colibrì a Miramare (il nostro sito storico più frequentato anche dai turisti), rischiando di travolgere l’esistenza degli uccellini ospiti ed i risultati di un’iniziativa non facile. Che, piaccia o no, andrebbe semmai migliorata ampliandola e perfezionandola ed è perfettamente nello spirito del costruttore dei luoghi ed insigne naturalista Massimiliano d’Absburgo, benemerito di Trieste che gli Sabato, 27 novebre 2010 ha sempre conservato gratitudine ed affetto di memoria. Ce ne occuperemo come occorre nei prossimi numeri. e per milioni o miliardi di euro. Ma chi ancora se ne stupisce è un ingenuo. Bombardamenti storici su Trieste Monassi Trieste, 20 novembre – Compaiono sulla stampa sollecitazioni più che giuste a ricordare le vittime civili dei bombardamenti e mitragliamenti aerei della seconda guerra mondiale, fatti dagli anglo-americani sulla nostra città occupata e pre-annessa dalle forze hitleriane e poi dimenticati per motivi politici. Ma è giusto ricordare contemporaneamente anche le vittime civili dei bombardamenti e mitragliamenti aerei della prima guerra mondiale, fatti invece dagli italiani sulla nostra città-porto ancora austro-ungarica, ed ancor più dimenticati per motivi politici. Benché esistano anche di questi tutti i documenti storici, le cronache stampa ed un apposito monumento pubblico cittadino. Trieste, 21 novembre – Il governo Berlusconi spinge, come ovvio, per la Monassi presidente dell’Autorità portuale benché, come abbiamo già scritto, non ne abbia i requisiti fissati dalla Legge (anche se ovviamente, e non perchè si chiama Marina, ne ha più del nulla del sindaco uscente Dipiazza). E benché sia evidente a chiunque che occorre invece un tecnico competente di livello internazionale. Speriamo che questa per altro simpatica funzionaria di Stato non sia l’ultimo regalo sconsiderato del potere berluscoide prima del suo collasso nazionale. Osimo Ferrovie e formaggi di marca Trieste, 21 novembre – Le ferrovie italiane disastrate dalle privatizzazioni stanno tagliando alla nostra città altri collegamenti, col Sud come col Nord della penisola, creandoci ulteriori difficoltà ed incertezze, lasciandoci sperare solo nell’intervento anche qui delle ferrovie austriache e tedesche. E convincere ogni giorno di più che il Bel Paese sia solo una marca di formaggi. Tagliare le spese inutili Trieste, 21 novembre – I politici della Regione e di nostri enti locali stanno tagliando sempre di più come inutili le spese per la cultura. Dimostrando, coerentemente, che loro sono la categoria a cui serve di meno. Anche rispetto alla gastronomia. Senzatetto Trieste, 21 novembre – É morto uno dei senzatetto della zona della Stazione ferroviaria. L’hanno trovato annegato in mare, a Barcola, pare si chiamasse Giorgio Ivancich e che la cosa non importi quasi a nessuno. Eppure può succedere a chiunque, e sta accadendo ad un numero di persone crescente, singoli e famiglie, di venir stritolati dai meccanismi della vita e di questa società al punto da rimanere non solo senza lavoro, ma anche senza casa: costretti a vivere di nulla e per strada, contro ogni necessità, istinto, pudore. Come si può sopravvivere, fisicamente e moralmente, a tanta privazione ed emarginazione, in quali sottomondi paralleli a quello “normale”? Si possono, e come, conservare, oltre alla vita, anche serenità d’animo, dignità e forze per riemergere? Quando la tua casa diventa una panchina, un angolo della stazione, un buco tra i ruderi, il tuo letto dei cartoni, la tua sicurezza nulla, e tutte le tue cose stanno in un paio di borse di plastica che ti devi trascinare dietro perché non finiscano rubate da altri miseri, o ramazzate con le immondizie. Proviamo a pensare cosa significa in realtà il gesto di togliergli anche quella panchina e quei poveri spazi marginali, o di vessarlo e cacciarlo via malamente, con pretesti di decoro sociale che coprono in realtà lo sconcio interiore personale di coloro che propongono o compiono queste violenze sui più deboli invece di soccorrerli. E di ravvedersi. Proviamo a chiedercelo seriamente, ed a capire anche col cuore, ogni volta che passiamo davanti ad un senzatetto, invece di guardar via. Proviamo a pensare noi o una persona a noi cara al suo posto e con i suoi problemi. E magari ad aiutare con discrezione chi e come possiamo. Questo governo rapina anche i volontari Trieste, 21 novembre – Le organizzazioni di volontariato nazionali e triestine lamentano che il governo Berlusconi, ed il ministro Tremonti in persona, stiano rapinando il 75% dei soldi del 5 per mille versato dai contribuenti alle loro associazioni, e renda comunque lungo e difficile incassarli. Si tratterebbe quindi di un’appropriazione indebita colossale, di Stato e letale per il volontariato a cui la pubblica amministrazione abbandona inoltre l’esecuzione di assistenze sociali onerose che essa omette. In pratica, ed a parte l’aspetto etico, si tratta di una sfilza di reati commessi da pubblici ufficiali ai danni della collettività Trieste, 21 novembre – La stampa quotidiana locale annuncia enfaticamente nuovi studi e libri, stavolta sul Trattato e gli Accordi di Osimo, di soliti noti con capofile, pare, l’ex segretario DC Raoul Pupo. Speriamo di non trovarci con le solite rifritture di luoghi comuni folcloristici. E suggeriamo che tengano finalmente conto delle ragioni strategiche internazionali che furono l’origine ed il dettato reali dell’iniziativa diplomatica: si facciano finalmente un viaggio di studio a Washington. Anita Pittoni Trieste, 21 novembre – È emerso, grazie all’infaticabile Simone Volpato, un tratto di diario di una delle intellettuali triestine più intense, tra dolcezza e durezze: Anita Pittoni, verso la quale Trieste è stata quanto mai rozza ed ingrata. La ricordo anche personalmente con affetto, nella casa sua e di Giani Stuparich piena di libri ed atmosfe- TBI-Irradiazione Corporea Totale La TBI consiste in un trattamento radioterapico di condizionamento al trapianto di midollo osseo; viene effettuata in bambini e adulti affetti da leucemie o linfomi molto aggressivi o che sono ricaduti e non rispondono più alla chemioterapia convenzionale. Il trattamento consiste nel sottoporre il bambino ad una radiotarepia di circa un’ora per due volte al giorno per tre giorni consecutivi prima che venga sottoposto al trapianto di midollo osseo. Ed il tutto va ovviamente effettuato in ambiente protetto, completamente sterile. A Trieste il Centro di Radioterapia ha intrapreso la TBI a metà degli anni ‘80 ed è stato uno dei primi Centri in Italia ad usare l’Acceleratore Lineare per eseguirla (i primi casi al mondo erano stati fatti a Seattle con la Telecobaltoterapia). A Trieste come è ben noto si eseguono principalmente i trapianti di midollo osseo pediatrici presso il Centro Trapianti del Burlo e a Udine quelli dell’adulto (secondo il Piano Oncologico Regionale). In molti di questi casi è indispensabile la TBI per poter procedere al trapianto. Nel mese di novembre e in quello di dicembre di quest’anno non verranno eseguiti i casi di TBI che il Burlo aveva richiesto alla Radioterapia ed i bambini saranno sottoposti al trattamento radiante a Padova. Questo vuol dire che i piccoli pazienti dovrebbero venir trasferiti due volte, da Trieste a Padova e viceversa, con tutti i disagi materiali e psicologici, ed il rischio di infezioni con complicazioni gravi altamente rischiose, che ciò comporterebbe. Mentre il tutto si può e si dovrebbe fare senza queste complicazioni al Burlo di Trieste. Cosa significa questo? È il primo passo per chiudere definitiva mente questa attività altamente specialistica a Trieste? È forse un altro passo, dopo quello del Centro Immunotrasfusionale, per chiudere il Centro Trapianti del Burlo? Saremo costretti a portare a Padova i bambini affetti da malattie gravi e a non poterli più trattare qui a Trieste? OSSERVATORIO SETTIMANALE Sabato, 27 novembre 2010 re senza tempo nel palazzetto settecentesco su Piazza della Borsa, dal quale un restauro pacchiano del Lloyd Adriatico infine la cacciò, dando un colpo brutale e definitivo alla sua fragilità ormai di anziana. Proprio in quella casa, seduta ad un piccolo scrittoio, mi fece un giorno, per quella che riteneva l’eccessiva freddezza di un mio testo filosofico, una ramanzina tanto dura e feroce quanto era dolce una poesia in francese che aveva dedicato a mia madre e conservo ancora assieme a quel testo. La cultura triestina ha con lei un debito che non si sarà mai finito di onorare. Benvenuta Trieste, 22 novembre – Sappada vuole staccarsi dal Veneto passare al Friuli Venezia Giulia. Ne ha tutti i diritti e le ragioni culturali, etnico-linguistiche, geografiche ed economiche: benvenuta, Pladen. Cicli e ricicli Trieste, 22 novembre – Prossimo alla fine dell’incarico e sotto indagini penali, il sindaco uscente Dipiazza si ricicla disinvoltamente da destra col collega di Lubiana Jankovič nel più produttivo mondo sloveno, patrocinando uno spettacolo appunto in sloveno su testo di Boris Pahor al Teatro Verdi. Con il resto della destra che si allinea con o senza distinguo a quello che sino a ieri sarebbe stato considerato oltraggio ad un tempio simbolico del nazionalismo italiano. Mentre anche il Piccolo pubblica finalmente senza problemi in prima pagina la consegna imbandierata di una nave militare alla Slovenia. Bene: ogni progresso è benvenuto anche se tardivo, forse opportunistico, e stimolato da direttive politiche di Washington su Roma per stabilizzare quest’area. Ma non significa affatto che i cicli di questi problemi siano già esauriti anche in profondità. Sfiduciarli tutti Trieste, 24 novembre – Nel tentativo da operetta di sfiduciare il sindaco Dipiazza perchè si è tenuto l’assessorato all’Urbanistica (conclusa con la sua mossa ovvia di troncare l’assalto rinunciandovi) i consiglieri d’opposizione proponenti pare si siano “dimenticati” di inserire nelle motivazioni le incompatibilità ed i conflitti d’interesse per le operazioni urbanistiche del sindaco stesso. Quelle che non trovano infatti il coraggio di contestare: qui sono da sfiduciare tutti, mica solo lui. continua dalla prima allora centrale, settimanale e gratuita, eravamo quasi sempre in due soli su undici (il democristiano Romano Capecchi ed io: gli altri dei poveri se ne strafregavano), aveva perciò proposto di inviare a tutti i nuclei famigliari anagrafici un opuscolo illustrativo semplice e chiaro sui servizi che dovevamo erogare su pagamenti di affitti, bollette, sussidi, cibo, sfratti, rette di ricovero e quant’altro necessario. Il sindaco di allora rispose che ero matto, perché “se facciamo così tutti quelli che ne hanno diritto le chiederanno” (appunto) e di fronte alle mie richieste di stanziamentii maggiori sostenne che “occorre invece ridurre il bisogno”: non credo occorra commento. Ma almeno si risciacquarono la coscienza producendo un opuscolo e rendendolo disponibile presso i centri civici, dove ben pochi sarebbero andati a chiederlo. La scandalosa anti-informazione attuale Adesso che esiste finalmente questo settimanale libero abbiamo quindi chiesto agli uffici centrali e periferici del Comune l’opuscolo o i dati in inter- il tuono q 3 Il 3 dicembre a Trieste si passa alla televisione digitale terrestre. Per l’acquisto del decodificatore necessario sono previsti 50 euro di contributo statale per chi ha compiuto di 65 anni ed ha un reddito entro i 10.000 euro ed è in regola con l’abbonamento Rai (numero verde 800022000), sito http://decoder.comunicazioni.it Immondezza urbanistica Trieste, 24 novembre – L’Amministrazione comunale Dipiazza sta spendendo la cifra assurda di oltre 600.000 euro per piazzare ancor più assurdamente nella piazza della Borsa “riqualificata” dei cassonetti per le immondizie a scomparsa, ma con vistose imboccature esterne giusto in mezzo tra colonna monumentale e fontana di Nettuno. A parte ogni altra considerazione su questa scelta e spesa del Comune, abituato a farne di ancor peggiori e più sospette, vorremmo sapere se, come e perché la Soprintendenza ha autorizzato un’immondezza urbanistica simile. Luce reciproca equilibrata sugli eccidi Zagabria, 24 novembre – Croazia e Serbia, su iniziativa di stabilizzazione statunitense, stanno facendo luce reciproca equilibrata sugli eccidi che hanno segnato la dissoluzione conflittuale della Jugoslavia. Mentre noi in Italia, con tutte le nostre presunzioni di superiorità sui “balcanici”, non solo non ci siamo ancora riusciti con gli eccidi reciproci della seconda guerra mondiale in queste terre, ma abbiamo addirittura complicato le cose riciclando e rilanciando assurdamente come storia patria propagande faziose vecchie e nuove, e come storici credibili solo quelli che le coltivano. E così abbiamo anche inaugurato il primo e sinora unico revisionismo di Stato nell’Unione Europea, alimentando le presunzioni di superiorità degli altri su di noi: forse sarebbe ora di recuperare il senso della verità e della dignità anche su queste cose. Iscrizione di casa Cancellieri nella Città Vecchia di Trieste - 15° secolo (ora all’Orto Lapidario di San Giusto) Glagolitico Sabato 4 dicembre la Comunità Croata di Trieste organizza presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori, in via Filzi 14, l’incontro sul “Glagolitico, l’antica scrittura croata”, dalle 12.00 fino a sera. L’evento, primo nel suo genere a Trieste, si svolgerà dalle 12 sino a sera, con un ricco programma di presentazioni sulla storia e la tradizione del glagolitico, con accenni sulle sue testimonianze storiche a Trieste: l’iscrizione quattrocentesca di casa Cancellieri, i registri ecclesiastici, i graffiti. Il programma prevede: - ore 12.00 apertura dei laboratori - esposizione libri (ed. Erasmus) - ore 17.00 conferenza “Il Glagolitico in Croazia e a Trieste” Jelena Vignjević, Paolo G. Parovel e Damir Murković - ore 19.00 concerto del coro “Bašćina”, diretto da Krešimir Brlobuš - ore 20.00 ricevimento L’ingresso è libero, e sarà particolarmente gradita la partecipazione di studenti e cultori di lingue e scritture antiche. L’evento viene realizzato con il contributo della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Per maggiori informazioni: cell. 348 7104285 - fax. 040 361791 e-mail: [email protected] www.comunitacroatatrieste.it - www.hrvatskazajednicatrst.it Scambio di rifiuti Trieste, 25 novembre – Qui, e nel resto del settentrione, non si vogliono smaltire quote dei rifiuti accumulati in Campania. E almeno a Trieste si capisce, visto che abbiamo già il problema di impedire che l’ACEGASAPS, infeudata con la privatizzazione ai soliti ambienti, lucri anche sull’accollare alla salute di noi triestini l’incenerimento di quelli del resto della regione (dismettendo l’impianto friulano) e di parte di quelli della Slovenia. Ma forse potrebbe diventare un affare accettabile con uno scambio tra i loro rifiuti organici ed i nostri rifiuti politici. Ammesso che a Napoli od altrove se la sentano di smaltirli o riciclarli assieme ai loro, spartendoli secondo responsabilità fra ameni ritiri eremitici obbligati e carceri confortevoli. Assistenza sociale dal Comune: chi ne ha diritto non deve sapere net (che allora non esisteva, e dove chi è povero difficilmente accede) per pubblicare noi tutte le informazioni necessarie. Ed abbiamo scoperto, su loro indicazioni imbarazzate, che non solo l’opuscolo non si pubblica più da molti anni, ma che anche in rete “per conoscere i servizi ed interventi del Comune a favore della popolazione cittadina e per apppuntamenti con l’Assistente sociale” si trova soltanto l’indicazione generica della possibilità di rivolgersi a quattro “UOT” (unità operative territoriali) del Servizio Sociale comunale, dal lunedì al venerdì e solo per due ore la mattina: dalle 9 alle 11. Una vera e propria barriera antiinformativa e burocratica, cui si aggiunge quella psicologica, d’ovvio imbarazzo, che ormai da molti anni l’originaria Commissione centrale, che valutava i casi senza conoscere i beneficiari e sotto segreto d’ufficio, è stata irresponsabilmente frazionata in Commissioni circoscrizionali, cioè del rione pettegolo dove tutti conoscono tutti. Il risultato, ovvio, è l’assistenza ai pochi più disperati o più intraprendenti, meglio se anche simpatici. Quest’imbroglio politico-amministrativo colossale con cui i politici che amministrano il Comune di Trieste ne riducono al minimo le spese obbligatorie di assistenza sociale, abbandonando al degrado ed alla fame innumerevoli persone per spendere invece cifre enormi di denaro pubblico in cose secondarie o frivole, e per lo più clientelari (alimentando a milionate schiere riconoscenti di appaltatori e di consulenti privati) non nasce ovviamente con Dipiazza, né con le amministrazioni di centrodestra. Possiamo documentare che ne sono corresponsabili tutti da decenni, centrosinistra, sinistre e illyoti inclusi, perché nessuno di loro ha mai fatto nulla di serio ed efficace per rimediare, e le sole denunce (a parte quelle ormai storiche di chi scrive) non sono venute da politici, ma da cittadini e da alcuni sindacati coraggiosi e tenaci, in particolare la CGIL-Funzione Pubblica dello stesso Comune. Ma con la scalcagnata Amministrazione del Dipiazza, che si regge sulle ottusità di un centrodestra particolarmente rozzo e di un’opposizione di centrosinistra straordinariamente pecorina, l’imbroglio ha raggiunto livelli di dannosità e spudoratezza incredibili. Rimediare facendo il proprio dovere Noi, giornale nato appena a maggio, non siamo disposti a tollerarlo e faremo il nostro dovere redigendo e pubblicando autonomamente l’elenco dei servizi di assistenza sociale cui i cittadini in difficoltà hanno sacrosanto diritto dal Comune. Invitando sin d’ora i politici che hanno ancora coscienza ad incominciare a fare finalmente il loro dovere primario verso le persone più deboli. Ed i cittadini a cacciare a calci morali nel sedere, con la protesta e col voto, tutti i politici che continueranno a non farlo. Siano di destra, centro, sinistra o che altro. Perché l’albero, come ricorda il Vangelo cristiano, si riconosce dai frutti: cioè dai risultati veri e concreti. Non dalle apparenze, né dalle chiacchiere. Paolo G. Parovel 4 q il tuono INCHIESTE Sabato, 27 novebre 2010 Scandalo Dipiazza: continuano gli aggiornamenti e gli sviluppi eclatanti Documento della Camera del Lavoro e risposta ai cedimenti del Pd di Omero Mancano però notizie dalla Procura, che ha aperto le indagini da un anno Lo scandalo Dipiazza continua a dare evidenze comunali inesauribili delle illegalità e delle omertà trasversali che paralizzano ed affondano Trieste ormai da decenni, isolando i pochi che hanno il coraggio e la capacità di reagire. Sul numero scorso abbiamo pubblicato a confronto una nuova denuncia penale, fatta da Adriano Bevilacqua all’esito delle sue iniziative precedenti, ed un documento di agghiacciante collusione politica col sindaco ed il suo centrodestra del capogruppo consiliare del centrosinistra, Fabio Omero. Che, va detto per evitare equivoci, ci risulta agire su queste cose ed in questo modo senza consultazione e tantomeno approvazione del segretario politico suo partito, il Pd, recandogli pesanti danni d’immagine, anche elettorali. Ma va anche detto che sinora il Pd non ha nè sconfessato ufficialmente Omero, né preso iniziative sullo scandalo Dipiazza. Ci ha pensato ora invece dalla sinistra sindacale la CGIL, con l’autorevole Consiglio direttivo della NCCDL, la Nuova Camera Confederale del Lavoro che riunisce le rappresentanze di tutte le categorie, con un documento chiarissimo, rivolto a tutti gli amministratori comunali inadempienti sulla vicenda. Lo pubblichiamo qui in copia, anche perché abbiamo sentito che qualcuno del Pd starebbe tentando di scongiurarne la pubblicazione per evitarsi imbarazzi. Mentre una risposta diretta ed adeguata a Fabio Omero, con lettera aperta anch’essa molto chiara, è arrivata da Giorgio Decola, la persona che conosce meglio e dall’origine questo scandalo del sindaco per avere presentato con Greenaction Transnational, già un anno fa, la prima denuncia alla Procura, così puntuale e compiutamente documentata con atti pubblici da consentire la più rapida apertura e trattazione del procedimento. Pubblichiamo perciò in questa pagina anche questa lettera aperta, che spazza via le tesi difensive Dipiazza-Omero, rammaricandoci che non vi siano ancora notizie ufficiali dalla Procura sullo stato del procedimento penale originato dalla denuncia dello scorso anno e dalle successive integrazioni. E che pure nella relazione sulla conferenza stampa in cui Bevilacqua ha pubblicizzato Lettera aperta al politico Fabio Omero Leggo dal suo intervento in rete pubblicato sul settimanale “Il Tuono” del 20 novembre u.s. una narrazione molto particolare dei fatti che hanno portato alla nota vendita di un terreno di proprietà del Comune al sindaco signor Dipiazza. Chi le scrive è l’estensore dell’esposto alla Procura della Repubblica che ha dato inizio e motivazione, oltre che alle indagini giudiziarie in corso, alla successiva campagna di stampa e relative polemiche, che hanno avuto il merito, se non altro, di infrangere l’impressionante cortina del silenzio sulla grave vicenda. Che pertanto mi è nota, per documenti, in ogni suo aspetto. Ed in tale mio ruolo mi consenta di affermare che la sua narrazione dei fatti risulta lacunosa, imprecisa e mirata, ovviamente, ad escludere ogni responsabilità dell’ opposizione di centrosinistra della quale lei è autorevole rappresentante e guida come capogruppo al Consiglio comunale. Ma risulta mirata anche, stranamente, ad una sorta di attenuazione e giustificazione della biasimevole azione della maggioranza di centrodestra, oltre che dello stesso sindaco Dipiazza. Ritengo quindi doveroso segnalare: 1) Non è vero che, come lei ha invece dichiarato, alla fine del 2005 venne comunicato all’affittuario che il Comune aveva deciso di vendere il terreno. E’ vero il contrario: con lettera del gennaio 2006 il Comune manifestò esplicitamente la volontà di rinnovare il contratto di locazione, accolto positivamente per iscritto dal beneficiario. In seguito, scorrettamente, in luogo di sottoscrivere il contratto, il Comune comunicò di voler vendere il terreno. 2) Non è vero che, come da lei affermato, il “cittadino, ormai pensionato, dovette rinunciare” perché la cifra superava i 33.000 euro. In realtà il cittadino, in pensione già da lungo tempo, dovette rinunciare per aver ricevuto vari ed insistenti solleciti alla rinuncia facendogli capire che il terreno veniva destinato al sindaco. Non è vero che nella seduta dove si votava sulla compravendita lei e i suoi compagni cercaste di contrastare la “vendita al primo cittadino”. O meglio, è vero se si intenda per “contrastare” opporre un mare di chiacchiere a vuoto, invece di eccepire e notificare doverosamente la violazione del divieto di comprare da parte di un pubblico amministratore statuito dall’art.1471 c.c., nonché delle norme urbanistiche. E non solo: dalla lettura del verbale della seduta risulta pure che lei stesso, consigliere capogruppo Omero “Ritiene che si stia tentando di far passare un’alienazione immobiliare come proposta di variante al Piano Regolatore, cosa che potrebbe dar adito ad un ricorso in Procura. Reputa infatti che si tratti di un atto inequivocabilmente illegittimo, nel quale il Servizio Tecnico Immobiliare conferma l’inalienabilità della particella…” Lei non si era infatti appellato al dettato dell’art. 1471 c.c., non avendo probabilmente una preparazione specifica in diritto (anche se la sussistenza di questo genere di divieti per conflitto d’interesse dovrebbe essere intuitiva) ma da architetto aveva almeno chiesto il rispetto di norme urbanistiche violate, con rilievo che sapeva penale visto il riferimento alla Procura della Repubblica. Ma poi, come risulta dallo stesso verbale, ha accettato egualmente che si passasse alle votazioni, cioè all’approvazione della vendita da parte della maggioranza dello stesso sindaco acquirente. Ma da quando è consentito porre in votazione un atto illegittimo e considerarlo sanato solo perché approvato? Lascio a lei la risposta, ed a me ed ai concittadini lo stupore e l’indignazione a fronte di un tale comportamento che è di tutto il Consiglio Comunale. Con condanna ancora più marcata per i consiglieri d’opposizione, che si sono dimostrati totalmente dimentichi del mandato ricevuto ed appaiono ormai assimilabili, per azioni e propositi, a quelli di maggioranza dei quali dovrebbero contrastare e denunciare gli abusi. La scusante de lei addotta che il centrosinistra si è limitato a votare nel 2006 contro la delibera di vendita, e che questa era stata considerata legittima dai Dirigenti responsabili del Comune (affermazione da lei stesso allora smentita, come sopra riportato dal verbale ufficiale) è del tutto inconsistente. Per sostenerla lei nel suo scritto si associa alla tesi assurda, sostenuta dagli Uffici dipendenti dal sindaco ed incredibilmente accettata senza verifiche dalla totalità del Consiglio, per cui il divieto d’acquisto posto al sindaco dal codice civile sarebbe superato dalla Legge 267/2000 per cui, dice lei, “cura e gestione del bene comunale sono in capo ai dirigenti”, cioè ai funzionari amministrativi. Non è così, e non potete non saperlo, dato che la compravendita l’avete deliberata voi consiglieri comunali, mica in funzionari. E già il 19 agosto ho inoltrato con Greenaction Transnational una lettera indirizza anche al Presidente del Consiglio comunale, avv. Sergio Pacor, ricordando che la stessa legge 267/2000 all’art. 42 assegna proprio al Consiglio la competenza a decidere sugli acquisti e le vendite di immobili. Mentre conferma al Sindaco il ruolo di capo dell’amministrazione, cioè di quegli stessi funzionari. La legge 267/2000 non ha quindi l’effetto di escludere dal divieto di acquisto sindaco, assessori e consiglieri, ma di estenderlo ai funzionari. Ed a tutt’oggi ogni bando di vendita di ogni normale Comune d’Italia riporta con estrema evidenza il divieto previsto dall’art. 1471 c.c. Si vedano anche i contenuti del Parere del Ministero dell’Interno dd. 28.7.2006 “Determinazione del Dirigente art.192 d.lgs. 267/2000”, in particolare ai tre ultimi capoversi, nonché le sentenze del Consiglio di Stato Sez.V del 31.1.2007 n. 383 e 13.12.2005 n.7058. Nel suo scritto (auto)assolutorio lei si diffonde infine nella narrazione della disavventura di un imprenditore triestino che, nel tentativo di trasformare un edificio in parcheggio multipiano si vide vanificare il suo progetto per i seguenti motivi, da lei elencati: burocrazia comunale e mancata approvazione di un piano del traffico, nonostante una variante consentisse la realizzazione del progetto. Variante di cui lei si vanta d’aver ottenuto la bocciatura dalla Regione facendo perdere a quell’imprenditore, secondo lei, cir- la sua denuncia il quotidiano locale abbia omesso con cura tutte le menzioni della campagna stampa del nostro settimanale, e della nostra stessa esistenza, contenute nell’atto ed espresse nel dibattito. Cosa che quel giornale in effetti sta facendo, e con sforzo evidente, da quando siamo usciti. Cioè da maggio, ed assai poco sportivamente perché noi invece il Piccolo lo citiamo spesso e senza problemi, nel bene come nel male. Ed anche per dare solidarietà doverosa ai diritti di chi ci lavora: dal direttore agli altri colleghi, ai tipografi ed al resto del personale. Senza che nessuno di essi ce l’abbia ricambiata per la causa temeraria che Dipiazza ci ha notoriamente fatto per tentar di bloccare il nostro impegno di libera informazione. Ordine del Giorno presentato da Marino Sossi durante il Comitato Direttivo del 12 novembre 2010 1. Premessa La legge (art. 1471 cc ) vieta a tutti gli amministratori pubblici, elettivi o dipendenti, di acquistare personalmente o sotto prestanome, anche all’asta, beni delle amministrazioni ad esse affidate, e dichiara nulle le eventuali compravendite. La norma non ammette eccezioni, è chiara, tassativa e ben nota a tutte le amministrazioni pubbliche del Paese, che la richiamano espressamente nei propri banda d’asta. I tentativi di violazione noti sono perciò rarissimi e puntualmente conclusi, se scoperti, con revoca immediata dell’atto e sanzioni penali. 2. Il fatto è documentato e noto da mesi grazie alla stampa quotidiana e settimanale che a Trieste è accaduto che il sindaco Roberto Dipiazza, nel 2006, ha ottenuto in vendita dall’Amministrazione Comunale un terreno (destinato a parco di quartiere) per completare sue proprietà finitime e rivendere il tutto nel 2009 ad un gruppo di costruttori, realizzando profitto. 3. Profilo d’interesse pubblico e sindacale A prescindere dalle valutazioni di competenza della magistratura penale e di Autorità politiche e amministrative, si tratta dunque di una violazione notoria e grave, conclamata, insistita ed addirittura ostentata, della legalità da parte di pubblici amministratori, che come tale suscita pubblico scandalo e vulnera clamorosamente l’interesse pubblico, sia generale che della collettività cittadina. Espone contemporaneamente a serie conseguenze anche i dipendenti dell’Amministrazione comunale che su impulso del sindaco hanno formato, eseguito ed ora tentato di giustificare simile atto illecito. 4. Proposta Si propone pertanto come necessaria e doverosa una presa di posizione ufficiale ed unitaria del Comitato Direttivo della NCCdL CGIL di Trieste, che inviti con fermezza tutti gli amministratori comunali coinvolti ad agire nel rispetto rigoroso della legge, quantomeno riconoscendo ed azionando tempestivamente la nullità della compravendita illecita, ed a trarne le debite conclusioni sul piano amministrativo e politico. Messo in votazione ed approvato all’unanimità dal Comitato Direttivo ca un milione di euro. Ed aggiunge l’insinuazione offensiva che egli è l’editore del settimanale, il quale farebbe quindi per ritorsione la campagna stampa in esame, affermando cose secondo lei non vere. A prescindere dal fatto che l’iniziativa di quell’imprenditore, della cui amicizia mi onoro, non aveva fini speculativi ma di devoluzione di tutti gli utili ad una fondazione benefica per orfani, mi risulta che mentre proprio lui veniva bloccato (con richieste, pretesti e metodi scandalosi descritti a pag. 6 del n. 20 di questo stesso settimanale) lo stesso Comune ha invece tranquillamente consentito e realizzato altre trasformazioni, ma speculative, di edifici in rimesse multipiano come in via Carpison, in via Molino a Vento, in via Brunner 14 e in via San Francesco (l’ex cinema-teatro Fenice). In sostanza, lei ha dunque tentato di screditare le verità documentate e pubblicate dal settimanale le sue censure motivate alla classe politica. E per farlo ha usato il mezzo diretto di sostenere lei cose non vere, e quello indiretto di porre in luce ambigua l’editore per un’iniziativa - pure benefica - in cui non solo egli non ha commesso alcuna scorrettezza, ma è rimasto ingiustamente vittima di scorrettezze e corruttele amministrative tuttora non sanate (del che lei sembra pure compiacersi). È la tecnica di cui ha parlato recentemente in televisione Roberto Saviano, definendola “la macchina del fango” e spiegandone meccanismi e tessuti. Concludendo, credo che il consigliere capogruppo d’opposizione Fabio Omero ed il suo partito (Pd) debbano scusarsi con la città ed i loro elettori fornendo subito spiegazioni chiare su comportamenti di questo genere, e sul fatto che siano anche rivolti a coprire gravi violazioni di legge del sindaco Dipiazza e della sua maggioranza di centrodestra. Trieste, 23.11.2010 Giorgio de Cola ANIMALI DA DIFENDERE Sabato, 27 novembre 2010 il tuono q 5 LA PROVINCIA CONTINUA AD APPLICARE inspiegatamente criteri arretrati, insensati e dannosi Cinghiali: basta con le crudeltà inutili, ingiuste e incivili! Per allontanare gli animali esistono sistemi incruenti moderni, efficaci, sperimentati e poco costosi Pubblichiamo qui sotto una lettera aperta della benemerita associazione Il Capofonte sull’ennesima, atroce, inutile e stupida crudeltà attuata nel piano di abbattimento che l’amministrazione provinciale, in persona dell’assessore Walter Godina, si è intestardita ad attuare come pretesa soluzione dei problemi di convivenza con i cinghiali della periferia boscata di Trieste. Su pressione di coltivatori danneggiati ma non meno disinformati o restii sulle vere soluzioni efficaci, che farebbero anche risparmiare una quantità cospicua di denaro pubblico. Nessuno di costoro ha voluto ascoltare quello che obiettano e spiegano sensatamente da tempo le associazioni ambientaliste ed animaliste, e sono passati ottusamente al primitivismo sanguinoso degli ammazzamenti a fucilate, effettuati anche dove e quando non ve ne poteva essere alcuna necessità, ed in modi consapevolmente crudeli ed impressionanti. Che hanno dato spesso spettacolo impressionante turbando la sensibilità dell’opinione pubblica per gli animali, addolorando chi con questi cinghiali periurbani pacifici e confidenti aveva familiarità e li aveva quasi adottati, e preoccupando chi abita nelle case o frequenta i boschi dove si spara per abbatterli anche in proprietà private. Mentre infatti prassi, regola ed onore venatorio vogliono che se si deve abbattere un animale lo si faccia con un colpo solo e professionalmente centrato per uccider- lo all’istante senza sofferenza, accade che gli incaricati sparacchino con incurante crudeltà malamente e più volte, ferendo gli animali e facendoli agonizzare a lungo fra atroci sofferenze e grida in un lago di sangue, anche in vista di persone adulte e bambini. È come se fossimo tornati alla vecchia pratica venatoria incivile ed atroce delle scariche di pallettoni ed alla licenza di violare la proprietà privata. Il caso straziante del povero “Tapirone” segnalato qui dal Capofonte non è affatto il solo, e ne abbiamo segnalati altri anche noi nei mesi scorsi. A cominciare, prima ancora delle soppressioni pianificate, dal giovane cinghialotto curioso che esplorando il cantiere dell’ex ospedale Santorio, ora alla Sissa, si era addormentato in una camera al secondo piano, ed invece esser fatto semplicemente uscire di nuovo all’aperto è stato massacrato a fucilate nel modo più atroce. Eppure i metodi incruenti moderni, che vanno dai dissuasori elettronici alle sostanze repellenti su cui pubblicheremo anche uno studio dell’Università di Bologna fatto proprio dalla Regione Piemonte - istituzioni evidentemente più progredite, sensibili e civili di queste nostre - non solo esistono da anni e servono per allontanare sia i cinghiali che altre specie, come i caprioli, ma costano anche molto meno che pagare continuamente somme ingenti di denaro pubblico agli agricoltori per danni reali o presunti; così come coste- rebbe molto di meno finanziare loro una volta per tutte recinzioni adeguate. E poichè non possiamo pensare che tutti i responsabili siano così sciocchi ed inetti da non rendersene conto, può anche apparire legittimo il sospetto che il vero problema possa essere mantenere questo giro di dazioni di soldi pubblici a privati: chi verifica, e con quale garanzia di accuratezza i danni dichiarati, e di certezza le loro cause effettive? Cosa impedisce, in mera ma ragionevole ipotesi, a qualcuno di simularli per incassare somme non dovute? Vi sono mai state serie indagini accertative sulla regolarità delle motivazioni ed erogazioni? La faccenda assume dunque, oltre all’aspetto etico, quello delle ipotesi di reato, nei suddetti casi accertati, dell’uccisione o lesioni o sevizie ad animali per crudeltà o senza necessità (artt. 544 bis e 544 ter del codice penale), e quello dell’opportunità di accertamenti istituzionali sulla correttezza ed equità dei rimborsi dei danni alle coltivazioni. Dall’assessore Godina non abbiamo ancora avuto, dopo mesi, la cortesia minima di una risposta. Cosa ne pensa allora la Presidente della Provincia? Non crede di dover mettere lei immediatamente fine a queste crudeltà inutili, ingiuste ed incivili, e di dover disporre serie verifiche su tutte le responsabilità, situazioni ed erogazioni sopra dette? Attendiamo una sua risposta chiara ed esauriente. (P.G.P.). Il cinghiale Piero, adottato come mascotte dagli abitanti di via Carso a Mignanego, nella estrema periferia di Genova, catturato e messo in un recinto (non abbattuto) dalla polizia provinciale per salvarlo dalle battute di caccia, liberato da un gruppo di amici con vasta mobilitazione in rete, e poi allontanatosi dalla zona probabilmente per lo stress. Sul Carso, nei dintorni di Trieste, il cinghialetto Toby dorme in braccio all’amico che lo ha adottato. Ora naturalmente è cresciuto e lo segue dappertutto, affettuoso ed obbediente come un cagnolino. Non è un rapporto di amicizia e confidenza insolito, perché i cinghiali sono animali straordinariamente intelligenti e sociali, come il cane ed il cavallo. Nel caso di Tapirone questo rapporto si era instaurato con l’animale in piena libertà, verso persone, cani e gatti, con attività di gioco e senza alcuna aggressività. Ucciso a fucilate “Tapirone” il cinghiale mascotte del bosco Capofonte: sua unica colpa essersi spinto fuori dal bosco attratto dalle mele cadute dagli alberi di via San Pelagio Era probabilmente un giovane maschio che da circa due anni aveva scelto come sua dimora il bosco di Capofonte, un animale solitario e discreto molto intelligente che non ha mai aggredito nessuno, davvero un essere speciale che divertiva per il suo modo simpatico di comportarsi e di rapportarsi con altri animali e con gli “esseri umani”. Non era difficile vederlo all’alba giocare con i gatti o con Amir, un cane che si era fatto amico e che aspettava nascosto dietro i cespugli nelle prime ore del mattino quando la maggior parte delle persone ancora dormono. I residenti del luogo lo conoscevano e, nonostante qualcuno ne fosse intimorito, la maggior parte degli abitanti accettava con curiosità e simpatia la sua presenza. Tapirone, così chiamato amichevolmente dai volontari dell’associazione “il Capofonte” che da oltre dieci anni si battono per la tutela floro-faunistica dell’area, aveva trovato nel bosco un luogo sicuro dove poter vivere: una zona ancora selvaggia, poco frequentata, ricca di frutta, bacche, ghiande, un ruscello con acqua fresca dove potersi abbeverare, una fitta vegetazione dove poter trovare riparo: un’oasi ai margini della città, che sembrava essere lontana dalla crudeltà umana. Appariva talvolta all’imbrunire ai margini del bosco e neanche i gatti della vicina colonia felina avevano paura di lui, tanto che avevano accettato tran- quillamente la sua presenza. Le persone che abitano nelle case limitrofe dell’area boschiva lo osservavano con sguardo benevolo: negli ultimi mesi l’amministrazione comunale aveva perfino posizionato un cartello che segnalava agli automobilisti la presenza di animali selvatici. Mercoledì di primo mattino il povero cinghiale si è spinto fuori dal bosco, attratto da alcune mele cadute dagli alberi nella vicina via san Pelagio. Probabilmente spaventato da qualcosa è sceso disorientato lungo la via delle Docce, trovando rifugio in un prato all’interno della proprietà ATER. Perché? A seguito della segnalazione di un cittadino che credeva di fare il bene dell’animale, gli uffici “competenti” della provincia hanno inviato sul luogo una guardia ambientale munita di fucile, revolver e due cani. L’individuo, incurante delle proteste dei residenti e del fatto che il povero animale non mostrava alcun segno di aggressività e che si trovava all’interno di una proprietà privata, a pochissimi metri dalle abitazioni, ha imbracciato il fucile e lo ha colpito al fianco. In un disperato tentativo di salvarsi il giovane cinghiale ha tentato invano di fuggire dalla feroce follia di quell’essere umano che credeva gli fosse amico, ma sopraffatto dal dolore è stramazzato al suolo contorcendosi sotto gli sguardi inorriditi degli abitanti e di alcuni bambini. Il killer continuava imperterrito il suo lavoro e colpiva più volte con la pistola la povera bestiola inerme, che è morta in una pozza di sangue soltanto dopo 15 minuti di atroce agonia. Una crudeltà e una scena agghiacciante che potevano essere evitate, uno spettacolo davvero vergognoso per una città che ha la pretesa di definirsi zoofila, un comportamento che denota quale sia il grado di “civiltà e sensibilità” raggiunto dagli amministratori della Provincia che permettono ai loro dipendenti di sparare senza necessità, in pieno giorno, in città, nelle vicinanze di un asilo in modo così incredibilmente irresponsabile. Vogliamo conoscere il motivo per cui non è stato finanziato il progetto di prevenzione per i danni causati dai cinghiali e perchè non è mai stato utilizzato il fucile anestetico o le trappole per la cattura dei soggetti più invadenti, in contrasto con quanto sancito dal regolamento comunale per la tutela ed il benessere degli animali articolo 45 comma 1 e 2. Già un anno fa l’ufficio della polizia ambientale e territoriale della Provincia di Trieste ci aveva comunicato che l’unico fucile “anestetico” a disposizione era in perenne stato di revisione. I cittadini contribuenti che rispettano gli animali non vogliono più assistere a simili episodi di inaudita violenza, soprattutto quando sarebbe sufficiente sparare l’anestetico e trasferire poi l’animale in ambiente adatto: in questo contesto si sono dimostrati molto più preparati, abili e civili i Vigili del Fuoco intervenuti alcuni anni fa in piazza Volontari Giuliani per catturare un giovane maschio che non fu neppure ferito dall’intervento. Appellandoci al principio di trasparenza vogliamo sapere come sono stati utilizzati i cospicui fondi destinati dalla regione alla Provincia di Trieste negli ultimi cinque anni per finanziare le attività di prevenzione e cattura non cruenta. Maria Grazia Beinat Presidente associazione il Capofonte onlus 6 q il tuono PORTO FRANCO INTERNAZIONALE Sabato, 27 novembre 2010 Una sintesi di informazioni necessarie che non vengono mai diffuse Porto Franco di Trieste: le norme per i diritti nostri ed internazionali Per rilanciare il lavoro col Porto Vecchio occorre sapere bene cosa significa Due vedute della zona franca inutilizzata del Porto Vecchio di Trieste, con moli, banchine, magazzini e scalo ferroviario Dobbiamo pregarvi ancora una volta di aver pazienza per ragionare assieme sul furto imminente del Porto Vecchio da parte di profittatori politici ed economici. E per poter fare opposizione da cittadini, perché, come abbiamo già scritto, quello che ci stanno per portare via non è un’area qualsiasi in degrado, ma una zona franca internazionale unica che può essere rivitalizzata rapidamente creando una quantità straordinaria di lavoro per tutti. Che è il vero problema principale di Trieste. Ecco dunque la sintesi delle informazioni sulle norme in vigore che vi abbiamo promesso la settimana scorsa. Gli approfondimenti li potremo fare in seguito. Dall’impero al 1947 Il Porto Franco di Trieste ed i diritti connessi hanno origine, assieme a quelli di Fiume-Rijeka, dalla patente del 18 marzo 1719 di Carlo VI d’Asburgo (che abbiamo pubblicato per intero sul nostro numero 25) e vennero poi consolidati durante il regno dell’imperatrice Maria Theresia, inaugurando le fortune della nostra città. Dal 30 aprile del 1881 ambedue i porti franchi vennero incorporati nel territorio doganale dello Stato, con un regime di punti franchi che per Trieste venne perfezionato con ordinanza dell’imperatore Francesco Giuseppe del 23 giugno 1891, stabilendo al par. 4 che «Il punto franco, insieme ai magazzini generali ivi esistenti (eccettuati i magazzini destinati eventualmente per depositi del territorio doganale, sarà riguardato come territorio estradoganale. [...] Le merci indigene (eccettuato il caso del par. 5) perdono col solo entrare nel punto franco, siano esse depositate o no nei magazzini generali, la loro nazionalità, e non potranno quindi ricondursi nel territorio doganale senza essere sottoposte al trattamento daziario di entrata». Dopo la prima guerra mondiale ed il passaggio di Trieste sotto sovranità italiana, il regime austriaco di extradoganalità dei punti franchi di Trieste e Fiume venne conservato con i Regi Decreti n. 1356 del 1922 e n. 225 del 1924, e poi confermato dal Testo Unico delle norme doganali nel 1925, stabilendo al suo art. 1 che «I punti franchi di Trieste e il Punto franco di Fiume sono considerati fuori dalla linea doganale. Le merci estere che vi sono introdotte si considerano definitivamente uscite dallo Stato e rimangono a libera disposizione del commercio, salvo le limitazioni di cui agli articoli seguenti. Le merci nazionali o nazionalizzate si considerano definitivamente esportate e sono assimilate a tutti gli effetti alle merci estere, salvo che non siasi provveduto a mantenere la nazionalità nei casi e nei modi indicati all’art. 10». Le norme internazionali in vigore dal 1947 A seguito della seconda guerra mondiale il Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947 fra le Potenze Alleate ed Associate e l’Italia ripristinò e garantì la funzione del Porto Franco internazionale inserendolo in un nuovo Stato indipendente sotto tutela diretta del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Era il T.L.T. - Territorio Libero di Trieste (Free Territory of Trieste, Svobodno Tržaško Ozemlje) che includeva il porto con la città, l’attuale provincia, e per garantirgli accesso diretto alle acque internazionali la fascia costiera settentrionale dell’Istria sino al Quieto-Mirna. La preoccupazione principale delle Nazioni Unite era qui infatti garantire il libero transito internazionale delle merci da e per l’Europa centroorientale tramite il porto di Trieste, e non le questioni delle nazionalità italiana slovena e croata, che vennero superate nel TLT parificandole. Tant’è vero che lo strumento internazio- nale costitutivo del Porto Franco di Trieste venne esaminato ed approvato dal Consiglio di Sicurezza delle N.U. con risoluzione separata del 10 gennaio 1947 (U.N. Security Council Official Records, 2nd Year, n. 3, 91 Meeting.), e solo successivamente inserito come allegato VIII, di 26 articoli, nel Trattato di Pace del 10 febbraio, e con esso nella costituzione del Territorio Libero (Allegati VI e VII) appunto in funzione del Porto Franco, rimasto perciò fuori delle spazio doganale dello stesso TLT. L’origine internazionale primaria e separata della costituzione del Porto Franco rispetto a quella del Territorio Libero ne fa quindi due enti indipendenti, tranne che per le norme di connessione tra loro, le quali assumono perciò valenza funzionale accessoria, o comunque secondaria. Ed è per questo motivo che, come vedremo, il Porto Franco ha continuato ad avere a tutt’oggi propria esistenza giuridica, vincolata al Trattato istitutivo multilaterale vigente del 1947 e riconosciuta anche nel Trattato bilaterale di Osimo del 1975 con cui Italia e Jugoslavia hanno invece “assorbito” il Territorio Libero di Trieste. L’art. 1 dell’Allegato VIII stabilisce che: «Al fine di assicurare che il porto e le attrezzature di transito di Trieste siano disponibili per l’uso in condizioni di eguaglianza per tutto il commercio internazionale e per la Yugoslavia, l’Italia e gli Stati dell’Europa Centrale, così come è consuetudine negli altri porti franchi del mondo: a) È istituito un porto franco da dazi doganali nel Territorio Libero di Trieste Uno dei magazzini storici del Porto Vecchio, che associano la funzionalità al pregio architettonico nell’ambito dei limiti predisposti o stabiliti in accordo con l’art. 3 del presente Strumento. b) Le merci che passano il Porto Franco di Trieste godono di una libertà di transito come stipulata nell’art. 16 del presente Strumento». L’art. 5 del medesimo Allegato precisa inoltre che: «Le navi mercantili e le merci di tutti i paesi godranno di un completo libero accesso nel Porto Franco per carico e scarico, sia per beni in transito, sia per beni destinati o provenienti dal Territorio Libero. Le Autorità del Territorio Libero non percepiranno sulle merci di importazione, in esportazione od in transito attraverso il Porto Franco né dazi doganali, né altri gravami, che non siano in corrispettivo dei servizi prestati». E per quanto l’esclusione dello stesso TLT dalla gestione del porto, al di fuori dell’incasso dei meri diritti portuali, l’art. 9 dell’Allegato VIII stabilisce che «Le Autorità del Territorio Libero hanno titolo per stabilire e riscuotere diritti portuali nel Porto Franco. Il Direttore del Porto Franco determina tutti i gravami per l’uso delle attrezzature e dei servizi del Porto Franco. Tali gravami dovranno essere ragionevoli e correlati ai costi delle operazioni, dell’amministrazione, del mantenimento e dello sviluppo del Porto Franco». Gli sviluppi col Memorandum di Londra del 1954 Nelle complesse vicende politico-strategiche della guerra fredda il TLT venne affidato provvisoriamente ad amministrazioni militari, alleata ovvero anglo-americana (Zona A, includente Trieste e Provincia) e jugoslava (Zona B, costa istriana settentrionale) ma non poté avere piena costituzione. Col Memorandum di Londra del 5 ottobre 1954, sottoscritto da Stati Uniti, Regno Unito, Italia e Jugoslavia, passò quindi rispettivamente ad amministrazioni civili provvisorie italiana e jugoslava (repubbliche federate di Slovenia e di Croazia) in regime di sostanziale pre-annessione su intesa reciproca, anche se qui le propagande ci raccontavano il contrario. Il punto 5 del Memorandum stabilisce però espressamente e tassativamente che «Il Governo italiano si impegna a mantenere il Porto Franco di Trieste in armonia Sabato, 27 novembre 2010 PORTO FRANCO INTERNAZIONALE Veduta dei magazzini del Porto Vecchio sul fronte mare con le disposizioni degli articoli da a 1 a 20 dell’Allegato VIII del Trattato di pace con l’Italia» (10). Sono gli articoli che fissano i principi dell’amministrazione del Porto Franco, mentre i sei residui, che istituiscono e regolano la Commissione Internazionale del Porto Franco come organo di gestione autonomo, rimangono logicamente esclusi dall’obbligo assunto dall’Italia, ma non cancellati dal diritto internazionale. L’amministrazione civile provvisoria italiana istituì come proprio organo amministrativo della Zona A un Commissario Generale del Governo, organo speciale monocratico che cumulava le funzioni legislativa ed amministrativa esercitando di persona i poteri dello Stato italiano subentrato al Governo Militare Alleato. In questa veste fu il perciò Commissario del Governo a dare esecuzione al Memorandum con decreto n. 29 del 19 gennaio 1955, che recepisce la normativa internazionale. L’art. 1 del decreto commissariale dichiara infatti che «È mantenuto nel Porto di Trieste il Porto franco costituito dai seguenti punti franchi esistenti nel 1939: 1) Punto franco Vecchio coi Moli da 0 a IV; 2) Punto Franco Nuovo coi moli V e VI». L’art. 2 ribadisce che: «Il porto Franco è aperto alle navi mercantili ed alle merci di tutti i Paesi che vi godranno delle franchigie e delle libertà conformi alle relative norme e consuetudini internazionali ed alle disposizioni del presente decreto». L’art. 4 conferma che «Il Porto franco è considerato fuori dalla linea doganale ed in esso, salvo le limitazioni di cui all’articolo seguente, si possono compiere in completa libertà tutte le operazioni inerenti allo sbarco, imbarco e trasbordo di materiali e merci, al loro deposito e alla loro contrattazione, manipolazione e trasformazione, anche di carattere industriale». Anche il successivo Testo Unico delle disposizioni legislative in materia doganale (D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43), estendendo il regime di extradoganalità ai differenti punti franchi esistenti sul territorio nazionale, per cui all’art. 2 dichiara che «sono assimilati ai territori extra-doganali i depositi franchi, i punti franchi e gli altri analoghi istituti», all’art. 169 recepisce l’eccezione molto più favorevole del Porto di Trieste, riconoscendone i vincoli di diritto internazionale: «Per i punti franchi compresi nella zona del Porto franco di Trieste di cui all’Allegato VIII del trattato di pace fra l’Italia e le potenze alleate ed associate, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947 e reso esecutivo con decreto legislativo del capo provvisorio dello Stato 28 novembre 1947, n. 1430, restano ferme, in deroga a quanto stabilito nei precedenti articoli, le vigenti disposizioni più favorevoli». L’ordinamento europeo Anche il sopravvenuto ordinamento comunitario europeo ha dovuto recepire e riconoscere lo stato di diritto speciale del Porto Franco di Trieste, perché radicati in Trattato multilaterale, quello di Pace del 1947. Il Trattato infatti prevale sugli atti costitutivi e le norme regolamentari della Comunità e poi Unione Europea, perché li ha preceduti e coinvolge una pluralità di Stati non membri del Trattato CE. Il quale, in applicazione della Convenzione di Vienna del 1969 sul diritto dei Trattati, al proprio art. 234 riconosce espressamente, per la Comunità come organismo e per i Paesi membri, che «Le disposizioni del presente trattato non pregiudicano i diritti e gli obblighi derivanti da convenzioni concluse, anteriormente all’entrata in vigore del trattato stesso, tra uno o più Stati membri da una parte e uno o più Stati terzi dall’altra». La disciplina delle zone franche comunitarie è stata definita con Regolamento del 1988, il cui provvedimento di adozione formalizza tuttavìa a verbale, per quanto sopra detto, la presa d’atto che «Per quanto concerne i problemi relativi all’applicazione del presente regolamento al territorio della Repubblica Italiana, il Consiglio e la Commissione riconoscono, su comunicazione della delegazione italiana e in relazione con l’art. 234 del Trattato che: 1. Il porto franco di Trieste è stato istituito dall’Allegato VIII del Trattato di pace fra l’Italia e le potenze alleate e associate, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947, e ha formato oggetto del Memorandum di Londra del 5 ottobre 1954». Presa d’atto non revocata né comunque annullata o superata da atti successivi, incluso testo unico della normativa in materia stabilito con Regolamento CE n. 2913/92. Il vantaggio per il porto di Trieste è enorme, perché la normativa comunitaria sulle zone franche non vi consente i traffici portuali senza controllo doganale e vi impedisce o limita le attività di manipolazione delle merci . gestione in una zona a cavallo del confine che includa territori di ambedue i Paesi. I quali si riconoscono così ambedue titolari, per successione al TLT, del diritto di usufruire dello strumento del Porto Franco di Trieste, per sé e per i propri neocittadini dei territori “assorbiti” col Trattato. L’art. 1 dell’Accordo stabilisce infatti che «Ciascuna parte destina una parte del suo territorio, indicata nel Protocollo allegato (Allegato I) a zona franca, alla quale è esteso il regime delle merci dei “Punti franchi di Trieste”, conformemente alle modalità previste dal summenzionato Protocollo», definite dall’art. 2: «Nell’ambito della Zona possono essere esercitate, senza alcuna restrizione, imposta e diritto di dogana, tutte le operazioni relative all’entrata ed uscita dei materiali e merci, al loro stoccaggio, commercializzazione, manipolazione e trasformazione, comprese quelle a carattere industriale». Quello della cogestione internazionale del regime dei punti franchi di Trieste è un aspetto fondamentale dell’Accordo, tuttora in vigore, che non è stato ancora capito ed è rimasto politicamente travolto dalle forti reazioni locali che la firma di questi strumenti internazionali scatenò a Trieste sommando nazionalismo, revanscismo e il tuono q 7 to internazionale inviolabili, di un regime portuale di zona franca che offre vantaggi unici in Europa per il traffico, il magazzinaggio, il commercio e la lavorazione industriale ed artigianale delle merci in condizioni di extraterritorialità doganale. 2. Questo regime non può essere legittimamente modificato né nei diritti, né riducendo le aree dei Punti franchi, che possono venir soltanto estese. 3. In base agli strumenti internazionali costitutivi del nostro Porto Franco, hanno diritto ad utilizzarlo in condizioni di libertà totale di transito e senza alcuna discriminazione di nazionalità o provenienza (escluso quindi anche ogni embargo), tutti i Paesi del pianeta: «per l’uso in condizioni di eguaglianza per tutto il commercio internazionale e per la Yugoslavia, l’Italia e gli Stati dell’Europa Centrale, così come è consuetudine negli altri porti franchi del mondo.» 4. In base agli stessi strumenti internazionali, i diritti di gestione ovvero co-gestione del regime di Porto Franco internazionale di Trieste spettano unitamente all’Italia, alla Slovenia ed alla Croazia quali Stati successori, e tutti e tre per la parte di territorio già destinata a costituire il TLT. 5. Il blocco politico ormai pluridecennale L’estensione del 1975 e la legge del 1994 Nell’ambito degli sviluppi politici e strategici che resero gradualmente la Jugoslavia partner esterno della NATO, era maturata dall’inizio degli anni ‘70 l’esigenza di stabilizzare definitivamente in sovranità le amministrazioni provvisorie italiana e jugoslava delle due zone del TLT. Ma occorreva farlo con uno strumento bilaterale che non intaccasse il Trattato di Pace né le garanzie del Memorandum di Londra sul punto d’interesse primario del Porto Franco. I cui diritti d’uso si sarebbero inoltre trasferiti dal TLT all’Italia ed alla Jugoslavia, e dal corpo sociale unitario dei cittadini del primo alle parti di esso che averebbero assunto la cittadinanza di uno dei due altri Paesi. Tutto questo si concretò nel Trattato italo-jugoslavo di Osimo del 10 novembre 1975 (entrato in vigore con lo scambio degli strumenti di ratifica il 3 aprile 1977) nel quale i due Paesi si riconoscono reciprocamente la sovranità sulle zone rispettivamente amministrate per oltre 20 anni, in una sorta di usucapione. Mentre con un contestuale “Accordo sulla promozione della cooperazione economica” riconoscono e confermano il regime dei Punti Franchi di Trieste assumendosene la co- Il colossale pontone Ursus, costruito nel 1914, è la Tour Eiffel del Porto di Trieste protesta ambientale per l’infelice scelta romana di ubicare questa nuova zona franca tra le riserve naturali del Carso. La legge-quadro italiana n. 84 del 28 gennaio 1994 sul «Riordino della legislazione in materia portuale», all’art. 6, ha infine «fatta salva la disciplina vigente per i punti franchi compresi nella zona del Porto franco di Trieste», puntualmente riconfermata anche dalla giurisprudenza ordinaria ed amministrativa italiana, sino al Consiglio di Stato. Conclusioni La sintesi che vi abbiamo proposto qui, assieme a quanto già pubblicato sui numeri scorsi, dovrebbe bastare per rendere evidenti a chiunque vi presti un po’ di attenzione alcuni fatti semplici ed incontestabili: 1. Disponiamo, grazie a strumenti di dirit- delle potenzialità del Porto Franco Internazionale di Trieste lede non solo i diritti fondamentali dei triestini al lavoro ed allo sviluppo socioeconomico, ma anche i diritti specifici dei Paesi che in base ai Trattati hanno titolo alla co-gestione del suo regime di franchigie, ed i diritti dell’intera comunità internazionale a farne uso libero e senza discriminazioni. 6. Il tentativo di concedere i 70 ettari (ma fosse anche un metro quadrato) di zona franca lasciata inutilizzata nel cosiddetto Porto Vecchio è palesemente illegittimo ed illecito, per violazione sia dell’ordinamento internazionale ed interno che dei diritti di tutti i soggetti di cui sopra. 7. Dobbiamo incominciare subito ad unire queste forze per non lasciarci più rubare il pane da politicanti e speculatori incoscienti o senza scrupoli. P.G.P. L 8 q il tuono ETTERE E SEGNALAZIONI Questa pagina è aperta a tutti, negli ovvi limiti dello spazio e della ragionevolezza, e vedremo anche di darvi risposte e chiarimenti. Potete inviarci i vostri scritti per posta (Via Fabio Filzi 9) o via e-mail ([email protected]), o portarceli direttamente in redazione. Vi preghiamo di indicare un recapito postale o telefonico, di essere chiari e possibilmente brevi, e ci riserviamo di proporvi sia abbreviazioni, sia modifiche di espressioni che fossero querelabili. Mentre sulla pubblicazione di eventuali scritti anonimi decideremo noi. Lettere e segnalazioni potranno venir pubblicate, a vostra scelta, con firma intera o parziale, con una sigla, o anche senza. Questo per evitare che i problemi che qualcuno può avere ad esporsi impediscano la pubblicazione di informazioni rilevanti. Eviteremo invece di pubblicare propagande e ruffianate politiche. Precisazioni e rettifiche di legge verranno pubblicate come dalle norme specifiche, ospitandole sulla pagina pertinente oppure, se espressamente richiesto, su questa. PORTO FRANCO IN PERICOLO Quando il Porto Vecchio funzionava Per il mio lavoro ho avuto modo di constatare personalmente come, ancora nei primi anni 70, il Porto vecchio era tutto un fervore di attività. Erano i tempi in cui operavano le maggiori case di spedizioni come Parisi, Pacorini, Scheker, Molinari, Valperga e Dapelo, Missaglia Ventura e tanti altri di eguale importanza. Dove venivano utilizzati periti merceologici di grande valore, dove i capi hangar ricoprivano un ruolo di importanza vitale per la corretta ripartizione delle merci varie, dove non era inconsueto vedere il giovane Pacorini scaricare sacchi di caffè, dove venivano ospitate Agenzie marittime come quella dell’Adriatica di Navigazione, dove insomma, una volta varcato il confine che delimitava il Porto dalla città, respiravi a pieni polmoni l’orgoglio, l’entusiasmo, la fierezza di far parte di un ciclo produttivo importante, quello stesso che lo spedizioniere Carlo Furlani ha efficacemente riportato in un suo divertente libro, e che riponeva le sue radici nelle tradizioni portuali più significative decisive ed importanti della storia della città. A proposito del declino del Porto Furlani riportava un detto di un non ben identificato operatore portuale: “I mone nassi più numerosi dei ravanei” ma, forse si potrebbe aggiungere che questi non sono “mone” ma piuttosto furbacchioni. Non si può, partendo da queste premesse, che condividere la Vostra appassionata difesa della specificità del PFV dove, peraltro, riportate che tutto questo avviene: “Proprio mentre le zone franche portuali ed industriali stanno avendo nel mediterraneo e nel mondo un il tuono SETTIMANALE PER TRIESTE E DINTORNI Editore: Il Tuono di Daniele Pertot 34132 Trieste - Via Fabio Filzi 9 Tel.+39 040.771103 - Fax +39 040.3725881 Mailbox: [email protected] - Web: www.iltuono.it Direttore responsabile: Paolo G.Parovel A questo numero hanno collaborato: Manuela Acquafresca, Maria Grazia Beinat, Claudia Bolboceanu, Sara Cristaldi, Fabio Dalmasso, Daniele Fasolo, Adriana Firmiani, Nuria Kanzian, Anna Keber, Daniele Kovacic, Massimo Laudani, Denis Locoselli, Luca Lopardo, Giorgio Marchesi, Giulia Massolino, Chiara Meriani, Benedetta Moro, Nicola Napoli, Patrizia Palcini, Marco Pillin, Francesca Schillaci, Sara Stulle, Stefano Tieri, Matteo Zanini Pubblicità: Il Tuono 34132 Trieste - Via Fabio Filzi 9 Grafica e impaginazione in proprio Tipografia: Edigraf Trieste - Via dei Montecchi 6 Distribuzione: Litoranea Editoriale S.r.l. Mofalcone (Gorizia) - Via Bagni Nuova Autorizzazione Tribunale di Trieste 1169 del 18 marzo 2008 Questo numero e stato chiuso per la stampa il 26 novembre 2010 Diritti riservati I numeri arretrati si trovano presso la redazione a Trieste, via Filzi, 9 Sabato, 27 novembre 2010 nuovo sviluppo continuo e straordinario…” (Il Tuono di sabato 6 novembre u.s.). Sarebbe pertanto opportuno specificare quali sono e dove si trovano, concretamente, queste zone franche che non possiedono che una parte minima delle prerogative della nostra zona franca. (Lettera firmata) * * * Ne abbiamo trattato sul nostro numero 18 del 25 settembre, riprendendo un ottimo servizio del Sole 24 Ore del 6.9. Dipiazza: chi era questo Salem ? Migliore risposta non poteva certo arrivare al vuoto e vanaglorioso discorso del podestà Dipiazza, riportato su “Il Piccolo” del 19.11 c.a. concernente il bilancio e la qualità della vita di Trieste città ottimale e tra le più servite - a detta del nostro della penisola. Una città scomoda da raggiungere, trasporti cari, assenti Regione e sponsor” . Ed anche “Nobel ‘s Colloquia” fugge, dunque, da Trieste per raggiungere la più servita, attrezzata con strutture alberghiere ed ospitale Venezia. E non scarichiamo tutto il pesante fardello delle colpe sulla Regione FVG, perchè Tondo è uomo della montagna, della Carnia e cosa vuole che importi a lui il mare e poi di Trieste, per giunta. Forse, eventualmente gli interesserà S. Giorgio di Nogaro o Monfalcone, prossimo temibile competitore del povero porto giuliano, ridotto ad attracco di imbarcazioni da diporto, a livello di Marina S. Giusto, o Porto S. Rocco, niente a che vedere con Capodistria-Koper, un tempo - non certo lontano - paesello di pescatori. La piccola provincia di Trieste non costituisce, inoltre, un serbatoio di voti degno di nota per il Presidente - Governatore carnico. Perchè lui pensa a Tolmezzo ed a Verzegnis, dove ci risulta abbia due avviati complessi alberghieri... Infine, per quanto attiene il bilancio presentato dal Dipiazza, lodato ed applaudito da Autorità, eccellenze e presidenti locali nella signorile e prestigiosa sala del teatro Verdi, lo stesso non è altro, spiace dirlo ma è così, che un documento contabile, senza respiro, carente di iniziative di sviluppo, quello vero intendo, non quello dei mercatini dal nome altisonante di “Europa”, di un terziario squallidamente provinciale e marginale, non certo di una città un tempo vero emporio al rango di una capitale mitteleuropea, sbocco di un hinterland che non si fermava a Sesana ma che andava oltre, a Vienna, Praga e Bratislava. Un documento contabile in pareggio che qualsiasi studio di un normale commercialista saprebbe formulare. In pareggio, dice sempre lui. Ma grazie anche ad imposizioni ingiuste e immotivate quali l’imposta Tarsu che è stata aumentata, senza giustificazione alcuna, del 27 per cento (tanto è vero che il ricorso amministrativo presentato al Capo dello Stato da alcuni cittadini è stato accolto e l’avvocatura del Comune si è vista costretta ad opporsi in secondo grado dal sindaco-podestà: molto impopolare e senza stile questa opposizione, detto “inter nos”). E gli interventi in campo sociale? Non soddisfacenti le aspettative dei cittadini meno abbienti, il cui numero risulta aumentato negli ultimi anni. A Trieste, inoltre, molti anziani muoiono in completa, desolata solitudine, nonostante un piano di telesoccorso in essere, ed il primato attribuito da Il Sole-24ore è opinabile, non è riconosciuto, ad esempio, da “Italia oggi”, giornale economico italiano di una certa rilevanza, che assegna ad altra città d’Italia la palma per la qualità della vita. Ancora: manca un serio piano del commercio che metta un certo ordine, con relativa organicità, che possa indicare eventuali soluzioni per arginare la forte concorrenza slovena. Conseguentemente per un tale fine nulla è stato speso, virtuosamente. Ma se si risparmia non si ha alcun ritorno, nessun giovamento. Tutto stagna, si ferma in una cristallizzazione inutile. Le nozze con i fichi secchi non hanno buona riuscita. Ed una parte del porto, quella vecchia, progettata nella parte dettagliata da Rizzani-De Eccher nella visione architettonicaurbanistica municipale (o municipalista), quale complesso edilizio e di uffici sottraendola alla sua vera vocazione desta non poche perplessità (la piattaforma logistica da due anni aspetta il famoso finanziamento dei trenta milioni dal Cipe, ma neanche nella finanziaria di imminente approvazione sono previsti). Intanto l’on. Fedriga dice che ha assicurato 45 mila euro per il vecchio ed arruginito Ursus, vero emblema della città. Una manna per l’economia: già De Gioia pregusta il piacere di verniciarlo e trasformarlo in un albero di attrazione natalizia, galleggiante. Uaaauuu! E non parliamo della politica culturale della Giunta. In questo caso si è speso ma il ritorno è del tutto negativo, direi disastroso. Le risorse impegnate sono state buttate al vento. Basta citare l’invito al negazionista Nolte all’Auditorium del Revoltella, il caso Granbassi, il dignitoso rifiuto da parte del concittadino Boris Pahor alla benemerenza mutilata del termine fascismo, o la censura effettuata alla mostra su Arthur Schnitzler a Palazzo Gopcevich, proveniente da Vienna (un ossimoro la cultura censurata) per comprendere che quella tutto è tranne cultura del nostalgico Assessore Massimo Greco. “Salem, chi era questo Salem?” Così disse un pomeriggio durante la trasmissione della locale TV privata “Il sindaco risponde”. Ma signor sindaco, si compri almeno un “Bignami”!! Come è possibile non ricordarsi della storia di Trieste, e per giunta di un suo predecessore ? Ma lei la storia la conosce o le è estranea? Luisa Memoli * * * La situazione della città sta effettivamete arrivando al limite. Ed è per questo che dobbiamo muoverci tutti assieme per rimediare. “Benvenuti triestini” Con la deliberazione n. 486 del 25 ottobre 2010, la Giunta comunale ha dato avvio all’iniziativa “Benvenuti triestini” con la quale si eroga alle famiglie, per ogni nuovo nato nel corso del 2010, la cifra di 110 euro (sic!) per un buono spesa da utilizzarsi in una farmacia. I beneficiari di tale fantastico sostegno alla natalità però, dovranno essere residenti in Italia da almeno 10 anni (sic!), di cui almeno 3 nel Comune di Trieste; unici esentati da questa clausola i corregionali e loro discendenti rientrati dall’estero. Ora, a parte il fatto che i prodotti per l’infanzia comperati in farmacia hanno costi decisamente più alti di quelli praticati nelle catene dei supermercati, 110 euro per bambino sono solamente una presa in giro: è stato calcolato, infatti, che, solo per i pannolini, la spesa media annuale per un neonato si aggira intorno ai 600 euro! In quanto alla condizione della residenza decennale (!!!!) per accedere a questo fantastico sostegno economico, la Giunta comunale sembra non essere a conoscenza che la Legge regionale n. 24 del 30/12/2009 è stata impugnata dal Governo davanti alla Corte costituzionale. La legge in questione, più modestamente, escludeva dall’accesso all’assistenza sociale quanti non fossero residenti da almeno 36 mesi sul territorio regionale; tuttavia l’Esecutivo l’ha censurata perchè “Tale ingiustificata discriminazione determina, quindi, una violazione dei diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione dagli articoli 2 e 3, nonché una lesione dell’articolo 38 della Costituzione che garantisce l’assistenza sociale ad ogni cittadino sprovvisto dei mezzi necessari per vivere e, ancora, una violazione dell’articolo 97 della Costituzione in quanto la legge censurata non assicura il buon andamento e l’imparzialità della Pubblica Amministrazione.” Alle condivisibili osservazioni governative, ci permettiamo di aggiungere che è ben curioso che una comunità che negli ultimi due secoli deve la sua prosperità al robusto afflusso di migranti da ogni dove, si comporti in maniera così taccagna e poco lungimirante (per usare un linguaggio educato) con i nuovi concittadini. Altro che “Benvenuti triestini”!!!! Il Comune di Trieste, se volesse veramente dare il benvenuto ai nuovi nati, potrebbe utilizzare decisamente meglio i soldi pubblici abbattendo le rette degli asili nido (tra i più cari d’Italia!) e aumentando la disponibilità dei posti nelle strutture per la prima infanzia (attualmente coprono solamente il 12,5% della popolazione di riferimento). Ma forse la Giunta comunale ignora anche che l’Unione europea, con la Decisione n. 578 del 22 luglio 2003, chiedeva agli Stati membri di realizzare nei nidi pubblici (entro il 2010!) almeno 33 posti ogni 100 bambini al di sotto dei tre anni … Associazione di volontariato di donne Luna e l’altra Associazione Goap – Centro antiviolenza; Associazione La Settima Onda; Associazione Gattanera SIL Società Italiana delle Letterate UDI – ZŽI Circolo “La Mimosa” – Trieste * * * Il “benvenuto” di questa squallida amministrazione è effettivamente eloquente. E siccome il buongiorno si vede dal mattino... Emergenza PM10 a Trieste Bisogna intervenire prima che siano superati i limiti di legge e non solo sul traffico, ma anche sulla Ferriera. Puntualmente in autunno non solo cadono le foglie secche ma si ripresenta il problema delle polveri fini PM10 nell’aria. A Trieste gli sforamenti del limite di legge (50 μg/ mc - microgrammi per metro cubo - come media giornaliera) avvengono non solo nel centro cittadino, a causa dell’intenso traffico veicolare (in questo periodo il riscaldamento delle case è al minimo), ma anche nella zona di Servola, in prossimità della Ferriera. I dati raccolti dalle centraline dell’ARPA nei giorni 12, 13, Sabato, 27 novembre 2010 L ETTERE E SEGNALAZIONI 14, 15 novembre indicano valori di PM10 molto più elevati a Servola che non nel centro cittadino: 49, 67, 70, 52 μg/mc per piazza Libertà 61, 101, 102, 58 μg/mc per via Carpineto. Questi dati evidenziano il pesante contributo industriale al deterioramento della qualità dell’aria, che interessa sicuramente Servola e in misura minore altri rioni cittadini. La centralina mobile dell’ARPA, situata in via S. Lorenzo in Selva (Servola), e che rileva valori di inquinamento dell’aria sempre molto più elevati rispetto alle altre centraline, non fornisce però alcun dato sulle PM10 dal 23 ottobre (!). Come spiega l’ARPA il prolungato malfunzionamento, in un periodo così delicato dal punto di vista della qualità dell’aria? Le centraline di proprietà di Elettra (via Svevo, via Pitacco) forniscono invece dati di polveri PM10 molto più bassi. Forse perché sono gestite dalla proprietà dello stabilimento e i dati di inquinamento praticamente non vengono mai validati da ARPA? Cosa fa il Comune di Trieste per contrastare l’inquinamento, prodotto da traffico e industria? Attenendosi ad un piano di azione, del tutto inadeguato, aspetta che vengano superati i tre fatidici giorni di superamenti, sperando che al quarto la situazione meteorologica migliori. Eventualmente si faranno restrizioni al traffico veicolare, mai comunque all’attività produttiva, benché anche queste ultime siano previste espressamente dalla normativa vigente relativa alla qualità dell’aria ambiente. Considerato che le previsioni meteo sono ormai molto attendibili per un arco di tre giorni, è quindi necessario adottare misure preventive senza guardare in faccia nessuno, come il WWF chiede da anni. Per la riduzione dell’inquinamento industriale si dovrebbe perciò, in primo luogo, diminuire la produzione di coke della Ferriera (considerato che la cokeria lavora sempre al massimo, ben al di sopra delle esigenze dell’unico altoforno in funzione), aumentando il tempo di cottura del carbon fossile. Contemporaneamente andrebbe sospesa l’attività inquinante dell’agglomerato per alcuni giorni, poiché si tratta di una delle fonti maggiormente inquinanti (emette anche diossina, oltre alle PM10) dello stabilimento siderurgico della Lucchini. Solo utopie? è in gioco la salute di decine di migliaia di cittadini. WWF Trieste * * * Non sono, ovviamente, utopie, ma doveri d’ufficio precisi delle autorità di garanzia della salute pubblica, e come tali anzittutto del sindaco. Che ne sta palesemente omettendo, come gli altri, l’adempimento. Traffico e traffici Non c’è bisogno di attribuirne la colpa alla “crisi”. Almeno, non tutta. è da una vita che sento parlare di questo babau; perfino negli anni del mitico boom economico di cui, peraltro, ho saputo solo dopo che era già passato. No; c’è ben altro, dietro la chiusura in serie di concessionari, rivenditori, allestitori, accessori, ricambi, ecc.; dietro la cosiddetta caduta “a picco” del mercato dell’auto, del fatturato della Fiat e del suo tentacolare “indotto”. Meno 40%, 50%, ecc. di vendite, decine di migliaia di posti a rischio, ecc. Nonostante le imponenti iniezioni di fiducia (leggi: capitali), di regalìe (leggi: Alfa-Romeo), di privilegi (rottamazione a carico dello Stato), la Fiat sta letteralmente crollando e tentando di salvare, trasferendole all’estero, alcune tra le sue branche menomamente redditizie, dopo la scissione dei due grandi filoni: veicoli industriali e automobili. Non è nemmeno il continuo altalenare del prezzo dei carburanti (piuttosto che le accise) o dei mutui, nè il costo delle assicurazioni (obbligatorie per Legge dello Stato) o delle revisioni biennali delle macchine (d’obbligo, c.s.), della tassa di proprietà (alias: di circolazione, idem c.s.) o per il passaggi0 di proprietà, della patente, del patentino e chi più ne ha... Fino a poco fa nessuno di questi fattori è mai riuscito, nemmeno se combinati con gli scioperi dei camionisti o dei “ rubinetti” arabi, a dissuadere l’“automobilista’’ dal comprarsi l’ultimo modello di 4 ruote, SUV compreso e meglio se due o addirittura tre, di macchine e/o motorini! Anche se il problema esisteva da tempo, considerato tutto sommato una sorta di piaga endemica, da un po’ la gente ha cominciato a chiedersi seriamente: “Ma chi me lo fa fare?” Dopo tutti questi ostacoli, spese, balzelli e sacrifici di ogni genere cosa ottengo? Non posso mica scorrazzare tutto il giorno lungo quelle bellissime strade immerse nel verde e quei paesaggi mozzafiato che ti fanno vedere negli spot pubblicitari! Devo andare al lavoro, circolare in città, fare la spesa, portare e ritirare i figli a scuola, in palestra; traslocare, accompagnare la nonna dal medico, in ambulatorio, in banca, in posta, per uffici pubblici e privati (ma che ci vanno a fare tutti, in Centro)! Non posso passare l’esistenza nei megasupermercati (monomarca?) in periferia o fuori mano, però dotati di parcheggio (tranne alle “Torri”) per quanto spesso e volentieri (?!) a pagamento. Già: il parcheggio! Divenuto la persecuzione, l’incubo di ogni automobilista, cioè praticamente di tutti noi “privilegiati”. Ormai non ci sono più orari che tengano: quando arrivo, arrivo; altrimenti ti telefono. La nostra vita, gli impegni, dipendono ormai da una sorta di roulette del parcheggio o dal vicino o collega improvvidi che lasciano un posto libero a meno di un km da casa o dall’ufficio. Dice: “Ma prendi il bus!”. Per andare a prendere l’auto? E comunque, sperando di acchiapparlo tra un singulto e l’altro di uno sciopero a singhiozzo, di non essere fuori orario, di avere un biglietto in tasca, che non piova mentre lo aspetto, che trovi posto tra uno scippatore, un “branco” di punk portoghesi, un barbone dai mille gusti ed un vecchietto che comincia a far pratica con la “mano morta”? No, grazie! Preferisco la bici. La decima, dopo che mi hanno fregato le altre nove! Anzi, meglio a piedi! Se non fosse per l’artrosi, le borse della spesa e quelle salite! Due, tre macchine? Ma nemmeno una, ne posso tenere, se non ho un garage privato (2° mutuo) o a pagamento (a’ridajje) a meno di un km da casa. Questo sarebbe l’incentivo per comprare o cambiare l’auto, oggi? Ma è terrorismo! Chiudono le stazioni di servizio, le piazze e le strade una dopo l’altra con una premeditazione maniacale, dopo aver ridotto i sensi di marcia prima, ed il numero delle carreggiate poi; dopo aver allargato i marciapiedi per quattro gazebo ed etno-mercatini o tavolini e panchetti “dehors” per altrettanti irriducibili fumatori “happy hour”, aver imposto corsie preferenziali per tentare di far sgusciare bus da 17 metri (!) o chiccosi taxi a tariffa soggettiva (del conducente), o dimezzato la superficie rotabile (già all’osso) negli incroci, con “rondò” degni di expressway californiane senza smantellare, in cambio, i semafori “intelligenti” (in confronto a chi?); dopo aver seminato la città di panettoni, di paletti “dissuasori” e di segnaletica orizzontale/verticale che proibisce praticamente tutto, tanto che non vale più la pena rischiare un mal di testa e lo strabismo nel tentativo di leggerle tutte e guidare al tempo stesso, ecco che arriva la ciliegina sulla torta. O peggio: la multa, sul parabrezza! Il divieto di sosta è ormai generalizzato; si espande a macchia d’olio, per non dire a metastasi. Oppure come le famigerate strisce blu a pagamento (delle cooperative posteggiatori) a patto che si riesca a procurarsi il ticket nelle macchinette ad un centinaio di metri ed esporlo sul cruscotto con uno scatto da centometrista contro la Bora e dato la mancia al “vu’ posteggià” prima che arrivi il controllore, forse l’unico personaggio in circolazione che si possa ancora definire zelante, che ci stampi sul parabrezza la multa ferale, contro la quale il ricorso rappresenta l’ineffabile nirvana antistress per ogni cittadino “indignato speciale”. Ma la presa per i ... fondelli non finisce qui, se pensiamo che le entrate comunali, (procurate al 95% per divieti di sosta) non vengono “girate” per la realizzazione di adeguati parcheggi a tariffe “sociali” o, perché no, liberi (leggi: gratis) che con i 5/6 milioni l’anno si potrebbero predisporre a centinaia, se non migliaia, sopra e sotto terra; e “solo” per quelli insistenti su fondi già di proprietà comunale. NO! Il Comune usa quei soldi per altri “capitoli” del Bilancio, come: spostare fontane, panchine, statue, (ri)selciare o lastricare piazze come piste di atterraggio, creare “isole” o aiuole con veri ciottoli di fiume, piazzare veri lampioni con finta luce soffusa da lampade ottocentesche a gas (esclusa la “sicura” sopra elevata S.s. 202, perennemente al buio per centinaia di metri!) o giardinetti e campi gioco incustoditi, passatempo per vandali, deposito di siringhe, bottiglie, lattine, profilattici, cacchette; oppure per stipendiare centinaia di vigili “armati” di spray e blocchetti di multe! E così il cerchio si chiude, come nel gioco dell’oca; o del pollo! Quindi, le aree di pertinenza pubblica vengono (gentilmente) concesse a scadenza secolare (pardòn: solo per 99 anni; però, rinnovabili!) a società finanziarie per costruire parcheggi sopra e sottosuolo o sottomarini: i migliori, perché non si vedono (altrimenti paiono il tuono q 9 POESIA DE TRIESTE Teran Teran, teran, teran! Teran de amor teran come in una stregaria te scaldi el cuor in t’el bicer. El teran tuto scaza anche i tormenti tui el tremar ne la note iaza teran, de amor teran. Teran te son come sangue in bicer e sora la mia tovaia ogi voio spanderghene asai po saremo in do a cantar teran, teran, teran teran de amor teran. No stame pianzer stasera no merita pianzer mai che l’amor vien e pasa come che pasaremo noi. Vardemose in tei oci e bevemolo tuto de un fià in sto bicer, moreto negar faremo l’amor: teran, teran, teran teran de amor teran. Vilma Mismas carceri -peraltro scarse- o conventi di clausura) tramite una moderna formula magica molto “trendy”, detta: “financing project”; per paura di chiamarla col suo vero nome: “di lucro”! Lavandosene quindi le mani per dedicarsi ad attività amministrative (e politiche) ben più complesse ed importanti. Come, ad esempio: il PRG (prima, meglio le perizie geologiche!) o il Piano del Traffico, o dei Parcheggi che, guarda caso, diventano urgenti alla scadenza del mandato, dopo essere rimasti sul tavolo (o sotto) per anni, per non dire decenni. A dire la verità, visto e sentito quel che trapela comunque, dei documenti e puzzles multimediali di questi “piani”, nonostante la paranoica secretazione di atti palesemente pubblici e condivisibili dalla Comunità intera come questi progetti, direi proprio che è meglio così: Niente! Come accettato. Grazie! Architetto Bruno Benevol * * * Anche questi problemi si risolvono soltanto cambiando completamente l’equipaggio politico di governo della città. 10 q il tuono DIRITTI DEI CITTADINI Sabato, 27 novembre 2010 mercoledì 24 novembre ricercatori, studenti e professori in cima al dipartimento di Fisica: «no a questa riforma» Presidio sul tetto aspettando la riforma C’è silenzio in piazzale Europa, davanti all’Università, all’ora di pranzo di un soleggiato mercoledì di novembre. Fino a quando non si sente una voce amplificata dal megafono, proveniente dalle vicinanze. Ci si aspetterebbe un corteo, una manifestazione; invece no. Per scovare da dove provengano le parole di protesta occorre fare Studenti, ricercatori e professori sul tetto qualche passo, fino ad arrivare al dipartimento di ri (qui, sfidando il freddo, i servare incuriositi – cos’è fisica, e alzare lo sguardo al manifestanti sono rimasti che sta accadendo. Qualtetto: qui una cinquantina sui tetti anche la notte), i cuno esprime solidarietà di persone fra studenti, ri- ricercatori sono saliti al di e si unisce a loro, qualcun cercatori e professori (con sopra dei rispettivi atenei altro passa indifferente o li la presenza di Rinaldo Rui, come ultima protesta nei deride («Ma dove pensano preside di facoltà di Scien- riguardi del ddl, la cui dize Matematiche, Fisiche e scussione è ripresa questa Naturali; assente invece settimana al Senato. il Rettore Francesco PeUno striscione degli sturoni, a Roma per impegni denti di Scienze, l’altro di istituzionali, che si è detto quelli di Lettere («Tagliacomunque vicino ai mani- re la cultura è bruciafestanti) ha improvvisato re la bellezza, sputare un presidio come atto di- sulla gioia, affogare la mostrativo per esprimere grazia»), campeggiano la propria contrarietà nei sui cornicioni del diparconfronti del disegno di timento; uniti alle parole legge Gelmini. Esattamen- al megafono che spiegano te come a Roma, a Peru- il perché del gesto, pergia, a Salerno, ad Ancona, mettono ai passanti – che a Pisa, a Torino e a Caglia- spesso si fermano ad os- Gli striscioni della protesta di stare? Non siamo mica nel ’68…»). Tra gli studenti presenti al di sopra, molti sono saliti dalla biblioteca o dalle aule, terminate le lezioni, e portano ancora con sé manuali e libri su cui studiare; qualcuno, per ammazzare il tempo, ha portato la chitarra; chi è in grado di collegarsi ad internet, con cellulari o portatili, informa gli altri sugli sviluppi della giornata parlamentare e, quando arriva la notizia che i finiani hanno richiesto il rinvio del Ddl in commissione, parte un applauso; salvo poi chiarire che non è grazie a Fini che si è ottenuto ciò. Il ricercatore Sergio Zilli al megafono Alle 16.30 il sole tramonta e scompare all’orizzonte, la temperatura cala sensibilmente e spinge i manifestanti a scendere, certi però che la loro mobilitazione non è terminata. Per giovedì è stato infatti organizzato, in linea con le proteste in tutta Italia (cortei a Roma, Torino, Bologna, Pisa e Milano, traffico in tilt a Firenze, una “veglia per la scuola pubblica” ad Aosta, facoltà occupate a Napoli, a Torino, a Bari e a Sassari, porto e stazione ferroviaria bloccati a Palermo,…), un presidio davanti all’edificio della Prefettura, in piazza Unità. Non si sa quando, come e se questo disegno di legge uscirà dalle Camere. Probabilmente, come annunciato dal presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, il voto finale si terrà martedì 30 novembre. Anche se, dopo che lo stesso ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini (in compagnia del Guardasigilli Angelino Alfano) ha votato ad un emendamento contro la maggioranza di cui essa stessa fa parte – per errore, ovviamente – ci si può aspettare davvero di tutto. Stefano Tieri Anche a trieste lo sciopero contro i tagli al mondo della cultura e dello spettacolo: assemblea di chi rischia il posto di lavoro Cala il sipario sul mondo dello spettacolo Cala il sipario sul mondo dello spet- della legge sulla tutela sociale dei lavoratacolo. Lunedì scorso, 22 novembre tori dello spettacolo e di riportare il Fus 2010, più di 250 mila lavoratori del set- (Fondo unico per lo spettacolo) 2011 altore hanno partecipato allo sciopero meno al livello nazionale generale della produzio- del 2008, ossia ne culturale e dello spettacolo, orga- circa 450 milioni nizzato dai sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl di euro, condiUilom-Uil,Fida, Fai, Unda, proclamato zione indispenper i lavoratori dei settori musica, prosa sabile per scone cinema, per l’intera durata delle presta- giurare la morte zioni lavorative, contro i tagli previsti nel- certa del teatro la Finanziaria 2011 e “contro l’immobili- e la delocalizzasmo sulle necessarie riforme di sistema zione all’estero per salvaguardare l’occupazione e per lo di tutta la produzione cinematosviluppo dei settori”. Anche Trieste ha partecipato attiva- grafica. In particolamente allo sciopero e a tal proposito è stata organizzata un’assemblea al teatro re le organizzazioni sindacali richiedono la «conferma del rifinanziamento per il dei Fabbri. A rappresentare i sindacati sono in- prossimo triennio degli incentivi fiscali tervenuti il segretario generale della Uil, già esistenti (Tax Shelter e Tax Credit) Luca Visintin e il rappresentate categoria cioè incentivi offerti alle imprese che sostengono il mondo delattori, Tonino Padovan lo spettacolo italiano; e che attualmente dirige e Sostegno economico l’attivazione di analoghi organizza il Forum Artisti alle produzioni e lotta provvedimenti anche per interpreti FIST e CISL e alle delocalizzazioni lo spettacolo dal vivo». da tempo sostiene diverContro la delocalizzase battaglie. L’assemblea è stata un’occasione per zione delle produzioni e per la strutturaapprofondire i tagli alla cultura della fi- zione delle infrastrutture dell’industria nanziaria regionale 2011, che rischiano di cineaudiovisiva (teatri di prosa) i sindasottrarre 3 milioni di euro di risorse ai già cati, rivendicano «la modifica del disegno di legge Bondi cinema per riorganizzare pesanti tagli dell’anno scorso. «Quei tagli oltre a colpire un settore risorse e incentivi volti a rilanciare l’inessenziale per il progresso del Paese, ri- tero settore». A causa della localizzazioschiano di penalizzare l’economia e com- ne dei set in Italia si sono perse 155 mila promettere la crescita per l’uscita dalla giornate lavorative mentre le giornate crisi» affermano i lavoratori dello spetta- lavorative all’estero sono passate da 20 mila a 80 mila tra il 2008 e il 2010. colo. I sindacati chiedono anche i rinnoNell’assemblea si sono discussi diversi argomenti: dai problemi contrattuali del vi dei contratti collettivi nazionali delle settore al precariato e ai problemi di in- fondazioni lirico-sinfoniche, dei teatri di prosa e della produzione cinematografica gaggio dei lavoratori dello spettacolo. I sindacati chiedono l’approvazione (troupe). «Anche il cinema italiano, insieme al settore della formazione, della ricerca, della sanità, dell’occupazione sta morendo sotto i colpi inflitti da questo governo, cieco, sordo…Riappropriamoci della cultura e tuteliamo la produzione culturale, teatrale e cinematografica». La cultura in Italia sembra sgretolarsi sempre di più. Ci sono migliaia di piccole e preziose realtà teatrali che rischiano di chiudere anche a causa del Patto di stabilità che vincola le spese locali e l’ingente somma di denaro che non arriveranno più a Regioni, Province e Comuni. Si è già verificata una riduzione del 20% in due anni e il settore è sempre stato, anche in passato, non florido. Dal 1988 c’è stata una costante riduzione dei contributi pubblici e l’Italia oggi spende per la cultura lo 0,15% del PIL, contro il 3,5 della Germania. Il Friuli Venezia Giulia è considerata una delle Regioni più all’avanguardia nel campo della Cultura cinematografica. Eventi, mostre, cineteche e mediateche contribuiscono alla diffusione sull’intero territorio di un livello di conoscenza dei prodotti audio visibili mondiali difficilmente riscontrato nel resto dell’Italia. Sarebbe davvero un peccato non continuare su questa strada a causa della poca importanza data alla cultura, in questo caso cinematograUn momento dell’assemblea al Teatro dei Fabbri fica. Nella nuova manovra economica è stale Italiana Spettacolo) si sono detti solidali, proclamando lo sciopero generale, to previsto un taglio alla cultura di circa lamentando il calo dei conferimenti: dai 280 milioni di euro, che per il settore si409 milioni del 2010 ai 262 previsti per il gnifica 80% in meno di risorse. Claudia Bolboceanu 2011, un taglio pari al 36,6 per cento. Si auspica inoltre l’apertura di un tavolo ministeriale per concordare la possibilità di accedere all’attivazione di tutti gli strumenti di protezione sociale (a partire dalle figure artistiche) e politiche di riemersione per i settori della produzione culturale e dello spettacolo, per tutelare i lavoratori stabili precari del settore. A questa iniziativa sindacale a 360° non hanno partecipato solo Cgil, Cisl, Uil assieme alle categorie dei settori dello spettacolo e ai rispettivi sindacati degli attori, ma anche i datori di lavoro che con la categoria AGIS (Associazione Genera- Sabato, 27 novembre 2010 PROBLEMI DELLA CITTÀ il tuono q 11 intervista al professor camus, Preside della Facoltà di Ingegneria e docente nel settore disciplinare dei trasporti Il problema del traffico a Trieste In questo periodo c’è grande problemi si sono palesati il vener- sura di corso Italia sostituendola un convegno Unesco, parlando piano del traffico è l’inversiofermento riguardo alla riorganiz- dì, giorno lavorativo, rendendo con via Torre Bianca. Questa via di mobilità ho mostrato che una ne di senso di via Rossetti… zazione della viabilità. Tra ipote- la situazione critica specialmente infatti ha due corsie, è vicina al stessa rotatoria può funzionare non è pericoloso? I modelli matematici ipotizzasi confermate o smentite, è bene nei rientri serali. In primo luogo Corso, e sbuca in via Carducci alla perfezione oppure bloccarsi semplicemente no un determinato comportamenavere qualche opinione degli ad- il motivo è che quella chiusura era protetta da un attraversamento completamente detti ai lavori. Ecco allora spiegati un fatto episodico a cui la gente pedonale, con la possibilità di de- cambiando le percentuali di svol- to dell’utente. Non misurano né il problemi e punti di forza riguardo non si era abituata. Il secondo viare il traffico su via San France- ta. Nel caso di largo Giardino sta disagio dell’uomo nei confronti di ai temi caldi della nuova viabilità problema deriva dalla mancanza sco invertendone il senso di mar- funzionando, però ha prodotto una determinata soluzione, né la nell’intervista al prof. Roberto di una viabilità alternativa. Tut- cia. Analizzando la distribuzione delle code a monte, verso San Gio- sua incoscienza. Spetta a chi fa Camus, Preside della Facoltà di tavia, anche nel caso che questa dei flussi e anche la possibilità di vanni, che prima si formavano sul l’analisi valutare la ragionevolezIngegneria dell’Università degli alternativa ci fosse stata, si sa- coordinare i semafori, la situa- semaforo a valle. Quindi la capa- za di una determinata soluzione, Studi di Trieste e docente nel set- rebbe dovuto dare agli utenti del- zione era praticabile. Tuttavia cità dell’incrocio è in realtà mino- oltre alla sua fattibilità teorica. la strada il tempo di abituarsi. I l’Ufficio Traffico ha deciso di non re di prima, anche se le manovre Si parla anche di modifiche tore disciplinare dei trasporti. Perché si parla di corso Ita- primi giorni in cui si modifica la utilizzare via Torre Bianca come sono più facili e più sicure. Anche a piazza Libertà… percorso alternativo. Da quel che qui, tuttavia, c’è da sottolineare il viabilità sono sempre caotici. lia Pedonale? È il problema che più mi premi risulta, l’ipotesi at- fatto che normalmente le rotonde occupa. Gli obiettivi delle modifiLe soluzioni al tuale prevede l’utiliz- hanno degli angoli di entrata ed che sarebbero quello di collegare traffico possono essezo di via Galatti, via uscita ben precisi, che impongono la città alla stazione, tagliando re varie, l’importante Milano e via Valdiri- all’utente di rallentare; questa, un pezzo del giardino dalla parte è che funzionino in vo invertita. invece, potrebbe creare dei pro- opposta della stessa per fare una modo ragionevole e, se possibile, meglio Sarebbe bene blemi in quanto c’è una direzione strada a 7 – 8 corsie, e quello, di prima. Tra le vafare qualche espe- praticamente dritta lungo la qua- ben più ragionevole, di riorgarie opzioni che ci sono rimento a riguar- le l’utente è portato a mantenere nizzare le fermate degli autola propria velocità. Per questi mo- bus, attualmente sparpagliate nella gestione della do? mobilità non c’è solo I test non servono. tivi, sarebbe stato forse possibile in un’aera piuttosto vasta. La rila circolazione del Si può valutare l’im- ricorrere ad opportune canalizza- organizzazione della piazza, che mezzo privato: c’è in patto di qualunque zioni, in modo da regolare le ma- attualmente è in pratica una roprimo luogo il pedotatoria molto allarmodifica a priori, fa- novre di svolta. ne, il mezzo pubblico cendo delle misure di O, forse meglio, «I test non servono: gata, provocherebbe semaforo e poi il traffico indiuno strozzamento del traffico. In tal modo è un si può valutare viduale. Migliorare traffico in entrata in possibile valutare se che regolasse i l’impatto di ogni la viabilità pedonale città, che attualmenuna soluzione sia me- flussi di traffimodifica a priori» Quali sono i possibili itine- glio di un’altra in modo abbastan- co. La rotatoria, è il primo obiettivo dei piani urte raggiunge quasi bani del traffico. È fondamentale rari alternativi? la massima capienza za esatto. Ad esempio, sapevamo infatti, non è un Non è un problema banale, si già quanto tempo occorreva ad elemento di controllo bensì è au- dell’incrocio. Tutto ciò in vista di allora prevedere zone pedonali, percorsi pedonali privilegiati con tratta di ridistribuire il traffico attraversare le Rive prima anco- toregolato: fa passare chi riesce a un obiettivo discutibile: se è vero passare. In una rete urbana con che il giardino sarebbe avvicimarciapiedi ampi e attraversa- secondo percorsi che ovviamen- ra che venissero semaforizzate. te devono essere variati rispetmenti protetti dal punto di vista Per quanto riguarda la ro- presenza di semafori è una scelta nato alla stazione, è altrettanto molto delicata. semaforico; insomma, dei percor- to quelli attuali, e riequilibrare i tatoria in largo Giardino? vero che entrambi sarebbero seE la rotonda del quadrivio parati dall città da 25 metri di si e dei modi di fruire della città flussi, supponendo che questi non Poteva essere discussa in alterche siano adatti alle persone che varino per effetto della manovra. nativa ad un impianto semafori- di Opicina? corsie, che condurrebbero alla Lì la situazione funziona di costruzione di sottopassaggi lunvogliono utilizzare questi spazi. È possibile studiare il problema co. Le rotatorie, in generale, vanEd è in questo contesto che nasce il con modelli matematici, chiamati no bene in zone periferiche, dove gran lunga meglio con la rotonda ghi e disagevoli, a favore di una problema di corso Italia. Esso, in- modelli di assegnazione. Questi, ci sono pochi pedoni, non sono che con il semaforo che c’era pri- distesa di cemento che dubito forfatti, costituisce un collegamento data la domanda (ottenuta da presenti semafori nelle vicinanze ma, ma il semaforo a valle inter- temente verrebbe utilizzata dai piuttosto interessante per quella indagini e misure del traffico), e i flussi di traffico sono modesti. ferisce con la rotatoria. A questo triestini. Fortunatamente pare che è la consuetudine dei triestini, sono in grado di assegnare i flus- In tal caso, sono sicuramente un punto, forse era più conveniente che ci sia un vincolo sul giardino, collegando il viale XX Settembre si veicolari su una rete stradale ottimo modo per ridurre gli inci- lasciare il semaforo sulla rota- che accoglie piante secolari e che da un lato e le Rive dall’altro. È e verificare le conseguenze di un denti, anche perché impongono toria in modo da poter dosare il da non molto tempo è stato risiun percorso importante anche cambiamento, sulla base di ipote- agli utenti di moderare la velo- traffico in entrata e spostare la stemato con un intervento molto perché una buona parte di nego- si di struttura della rete stradale cità. Ma non è detto che funzio- coda, piuttosto, sulla provinciale. apprezzabile. Un’altra ipotesi del nuovo zi di un certo pregio si trova in (sensi unici, semafori, incroci). nino sempre. Recentemente ad Giulia Massolino La bozza del piano quell’area. Dunque, migliorare tramite la pedonalizzazione il fru- urbano del traffico via valdirivo, via xxx ottobre, via della zonta: dove la strade sono invase dai lavori in corso ire di quest’area è sicuramente un che avevamo sviluppato non si incenobiettivo da porsi. Ma la chiusura di corso Ita- trava sulla chiusura lia è fattibile dal punto di vi- di corso Italia, bensì aveva come obiettista del traffico? Avevamo già ipotizzato la chiu- vo principale quello sura in uno studio degli anni 70, di incentivare l’uso del trasporsoluzione che a quel to pubblico. tempo non pareva «ll traffico Tale obietpraticabile princidel Corso tivo veniva palmente perché era perseguito all’interno di uno va portato velocizzando schema già rivolusu itinerari il flusso dei zionario per l’epoca, alternativi» mezzi pubbliquando tutte le straci: era prede principali erano a doppio senso. Recentemente, vista una corsia rianche alla luce dell’esperienza ac- servata al trasporto quisita nel tempo, ho notato che ci pubblico nella discesono soluzioni possibili. Chiara- sa delle gallerie San mente, il traffico di corso Iitalia Vito e Sandrinelli, deve essere in qualche modo por- lasciandole libere al tato su itinerari alternativi e biso- traffico in salita, per gna verificare che questi itinerari incentivare l’uso dei mezzi per il trasporto non vadano in crisi. Recentemente corso Italia casa-lavoro, che speè stato chiuso per dare spazio cialmente la mattina ai mercatini europei. Perché risulta critico; una in quell’occasione l’esperi- corsia preferenziale era prevista in viale mento non ha funzionato? Se si decide di chiudere cor- D’Annunzio, in via Continua ormai da decenni l’assurdità per cui interventi diversi (acqua, luce,gas, fognature) su una stessa strada e nello stesso so Italia per una manifestazione Giulia, in via Udine. periodo non vengono cooordinati per fare uno scavo unico risparmiando soldi, tempo e disagi ai cittadini ed al traffico. Così una strada viene aperta e chiusa più volte anche a breve distanza di tempo. Eppure coordinare gli interventi è addirittura banale, spetta particolare sufficientemente pro- Si era ipotizzata an- al Comune e lo si fa in tutte le città con amministrazioni normali. Ci sembra quindi logico supporre che quest’insensatezza apparente pagandata, la situazione regge. I che l’eventuale chiu- possa avere fini di lucro indebito su opere pubbliche e private. E rimane perciò da indagare. (pgp) La “viabilità” in mezzo ai cantieri stradali 12 q il tuono ASSOCIAZIONI Sabato, 27 novembre 2010 intervista ad anna bonuomo, presidente dell’associazione italia dislessia di trieste Conoscere la dislessia Albert Einstein, Winston Churchill, Le- a partire dalla scuola materna, ma solionardo da Vinci, e ancora Muhammad Alì, tamente i test di diagnosi vengono effetPablo Picasso, Quentin Tarantino: sono solo tuati tra la seconda e la terza elementare. alcune delle celebrità che popolano il lungo Effettuata la diagnosi, può cominciare la elenco dei dislessici famosi. Ma che cos’è riabilitazione (che non contempla terala dislessia, e come è possibile che il Parla- pie farmacologiche) con l’aiuto di tecnici, mento italiano ne abbia ufficializzato la tu- psicologi e logopedisti. Purtroppo, a oggi, tela legislativa appena un mese fa? Il Tuono il numero delle strutture addette è assai esiguo, e le liste d’attesa ha incontrato Anna sono lunghe mesi. Tale Bonuomo, presisituazione ha praticadente dell’A.I.D. mente obbligato molte (Associazione Itafamiglie a rivolgersi a liana Dislessia) di strutture e specialiTrieste. sti privati, che ovviaCos’è la dislesmente presentano costi sia? tutt’altro che esigui. Noi È un Disturbo Spedell’A.I.D. cerchiamo di cifico dell’Apprenvenire incontro alle fadimento (DSA). Con miglie e di sostenerle. questo termine ci si In che modo? riferisce ai soli disturL’A.I.D. opera dal bi delle abilità scola1997. La sede triestina, stiche, in particolare in particolare, è attiva la dislessia (difficoltà nell’effettuare una Anna Bonuomo, presidente dell’A.I.D. dal 2000 e, con il sostegno del Burlo Garofolo lettura rapida e cor- di Trieste (da sempre coinvolto in retta), disortografia (difficoltà a tradurre correttamente i suo- ricerca e diagnosi), dell’Università degli ni che compongono le parole in simboli studi di Trieste e di un corpo di volontari grafici, che determina errori ortografici), composto da genitori, insegnanti e tecnici, disgrafia (l’incapacità di produrre una opera sul territorio al fine di promuovescrittura leggibile), e discalculia (difficoltà re la ricerca e la divulgazione. Associarsi costa trenta euro all’anno. In cambio ofnell’eseguire i calcoli matematici). friamo un supporto concreto ai ragazzi, Dislessici si nasce o si diventa? La letteratura sembra dimostrare cercando di favorire la loro autonomia un’implicazione di alcuni geni come poten- nello studio, attraverso sportelli d’ascolto, ziali candidati per lo sviluppo del disturbo. campus, seminari e corsi di approfondiA livello statistico, la familiarità gioca un mento. Grazie al servizio fornito da Biblioruolo fondamentale: molti bambini disles- AID, i ragazzi possono ottenere gratis, su sici hanno parenti che, talvolta inconsape- richiesta dei genitori, tutti i libri scolastici in formato digitale, con in dotazione un volmente, risultano affetti dalla dislessia. Qual è l’incidenza della dislessia a programma di sintesi vocale per la lettura passiva e attiva. È un servizio offerto dalla livello nazionale? Al momento si parla, all’incirca, di Fondazione Telecom. Lo scorso 14 ottobre, dopo l’approva1.500.000 soggetti dislessici in tutta Italia. Si stima che la dislessia colpisca il 5% del- zione del 29 settembre, è stata pubblicata la popolazione: praticamente un bambino sulla Gazzetta Ufficiale la legge 170/2010 per classe. Il numero dei soggetti è in con- sulla dislessia. Perché è così importante? Innanzitutto perché, per la prima volta, tinua crescita, tuttavia non abbiamo a disposizione un dato epidemiologico affida- la dislessia viene finalmente riconosciuta. bile. L’unico istituto in Italia che disponga Diventerà più semplice ed economico effetdi dati credibili è l’IRCSS Burlo Garofolo, tuare una diagnosi precoce, grazie al molche sta conducendo una ricerca epidemio- tiplicarsi di strutture pubbliche a cui rivolgersi. Verrà garantita anche la possibilità, logica nella nostra regione. per i genitori di bambini dislessici fino ai La dislessia si può curare? Dalla dislessia non si guarisce, ma ci si dieci anni d’età, di ottenere permessi dal può convivere. Fondamentale è una cor- lavoro per sostenere i propri figli nello retta diagnosi, da effettuare in età infan- studio. Inoltre, questa legge permetterà tile attraverso dei test. Le prime avvisaglie alle scuole di pensare a un’adeguata fordel disturbo possono essere riscontrate già mazione degli insegnanti, e alla predisposizione dei P.D.P. (Piani Didattici Personalizzati) che rispondano alle esigenze di ogni singolo studente. Fino a oggi, la gestione e i percorsi didattici degli studenti dislessici erano affidati alla discrezionalità del corpo Domenica 28 aperta lunedì, mercodocente, che poteva decidenovembre, presso la ledì e venerdì dalle 8.00 re se attenersi o meno alle Sala Saturnia della alle 13.00 e dalle 17.00 indicazioni inviate annualStazione Marittima, a alle 19.00. Martedì e mente dal Ministero. Grazie partire dalle ore 10.00, giovedì dalle 8.00 alle a questa legge, gli alunni si terrà la 47ª Gior- 14.30. Sabato dalle 8.00 dislessici potranno essere nata del Donatore alle 12.00. Telefono e esonerati dalla lettura ad di Sangue organizzata fax: 040-764920. info@ alta voce e dalla scrittura d a l l ’ A s s o c i a z i o n e adstrieste.it alla lavagna, avranno temDonatori Sangue. pi più lunghi per lo svolgiNell’occasione vermento dei compiti in classe, ranno consegnate e verranno messi loro a dile benemerenze per sposizione strumenti coml’anno donatorio 2009pensativi come sintesi locali 2010. e mappe concettuali. Per maggiori informazioni sull’AssociaSu alcuni quotidiani zione Donatori Sangue nazionali si ventilava la segreteria in via l’ipotesi di una mancanJacopo Cavalli 2/a è za di fondi che renderebbe inattuabile la legge. 47ª Giornata del Donatore di Sangue I fondi li abbiamo. Sono già stati stanziati due milioni di euro per il 2010/2011. Per le regioni a Statuto Speciale l’iter potrà essere, forse, più lungo. In questo senso, l’A.I.D. di Trieste è stata fortunata, perché siamo stati invitati (questa estate) a partecipare a un gruppo di lavoro composto dalla prof.ssa Edda Colcergnan (referente per la dislessia) dell’Ufficio Regionale Scolastico, dalla Dott.ssa Isabella Lonciari del Burlo Garofolo, e dalla prof.ssa Elena Bortolotti, docente presso la Facoltà di Scienze della Formazione al fine di redigere un protocollo d’intesa. In cosa consiste il protocollo d’intesa? Questo protocollo, il primo in Friuli Venezia – Giulia, rappresenta un passo decisivo nella gestione degli interventi scolastici sui disturbi legati alla dislessia. Si tratta di un protocollo d’intesa per l’individuazione e l’intervento scolastico sui DSA. Saranno organizzate a Udine diverse giornate di incontri tra insegnanti, genitori e tecnici, provenienti da tutte le province, che si confronteranno sul tema della formazione del corpo docente nella gestione dei ragazzi dislessici. Le giornate saranno dedicate alla comprensione e lettura delle diagnosi, alla privacy degli alunni dislessici e dei loro genitori, e soprattutto alla formazione a livello provinciale per i vari distretti scolastici della regione. Finora, in Italia, il problema della dislessia è stato spesso sottovalutato o taciuto. Come lo spiega? Effettivamente, in Italia si è iniziato a parlare di dislessia da poco più di dieci anni. Il problema è che la dislessia è una patologia subdola, sostanzialmente invisibile agli occhi di coloro che non sono affetti da questa malattia o non hanno, all’interno del proprio nucleo familiare, un parente dislessico. Quindi i soggetti dislessici sono persone assolutamente normali? Normalissimi, e per avvedersene basta dare un’occhiata all’elenco dei dislessici famosi. È di assoluta rilevanza sottolineare che la dislessia è diagnosticabile unicamente in assenza di danni neurologici: ciò significa che il soggetto dislessico ha sem- pre un quoziente intellettivo nella norma, e presenta solamente un deficit specifico nella competenza relativa alla decodifca, oltre, talvolta, a problematiche legate a difficoltà di integrazione. Spesso, la mente del dislessico procede per immagini, per astrazioni, viaggiando a ritmi estremamente veloci che generano confusione nei processi cognitivi. Sopperiscono ai loro deficit grazie a una spiccata curiosità che, se correttamente stimolata, si traduce in una notevole capacità di apprendimento. Purtroppo, a scuola, accade che i ragazzi dislessici vengano visti dai compagni come studenti problematici che godono di facilitazioni ritenute ingiuste. Non è affatto così: spesso i ragazzi dislessici vanno incontro a notevoli impedimenti, come le frequenti bocciature che, nonostante siano sempre state giudicate inammissibili dai vari TAR a cui i genitori si sono appellati nel corso degli anni, hanno indotto molti ragazzi a perdere l’autostima necessaria per affrontare e concludere il proprio percorso di studi. I colloqui di gruppo organizzati dall’A.I.D. hanno l’obiettivo, tramite il confronto tra i ragazzi, di alleviare le sofferenze generate da questi fraintendimenti. Steve Jobs, anch’egli dislessico, ha recentemente tenuto in una prestigiosa università americana una conferenza sul tema, rinvenibile su You Tube. Inoltre consigliamo accuratamente la visione del pluripremiato “Stelle sulla Terra”, film dell’indiano Aamir Khan, incentrato sulle vicende di un bambino dislessico. Luca Lopardo Servizio Civile presso l’U.I.C.I. L’U.I.C.I – Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di Trieste informa che sulla Gazzetta Ufficiale , n. 90 del 12 novembre 2010 - 4^ serie speciale - concorsi ed esami, è stato pubblicato il “Bando straordinario per la selezione di 897 volontari da impiegare in progetti di servizio civile in Italia, di cui 1.422 per l’accompagnamento dei grandi invalidi e dei ciechi civili”. A Trieste abbiamo la disponibilità di 4 posti per giovani dai 18 ai 28 anni, possibilmente con una buona predisposizione ai rapporti interpersonali e buona volontà. Il progetto dell’Unione “SOLIDARIETÀ A TRIESTE” è infatti finalizzati all’accompagnamento dei ciechi civili ai sensi dell’art. 40 della Legge n. 289/2002. Sottolineiamo con forza l’importanza di questa possibilità offerta ai giovani di dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico inteso come impegno per il bene di tutti e di ciascuno. La durata del progetto è di 12 mesi con un orario di 30 ore settimanali per cinque giorni alla settimana. Ai volontari in servizio civile spetta un trattamento economico di € 433,80 euro mensili. Il bando è consultabile sul sito www.serviziocivile.it, da cui è possibile pure scaricare e stampare il modulo per la domanda, che deve essere presentata entro le ore 14.00 del 13 dicembre 2010, direttamente nella sede dell’U.I.CI. in in via Battisti 2 (per maggiori informazioni tel. 040 768046). il tuono q 13 SCIENZE Sabato, 27 novembre 2010 Legambiente premia la Cimteclab, azienda insediata all’AREA Science Park di Padriciano, per le proprietà della sua nuova linea di resine eco-sostenibili Resine all’anacardo. E risparmi 6 chili di CO2 scientist di Cimte- esterni, arredo bagno Non sono da manclab – segue l’intera (piani o lavabi), mategiare, ma quasi. Le filiera produttiva, rassi e cuscini, sedili per nuove resine della fin dalle origini; si automobili e imbottiture linea Exaphen di Citiene conto di quan- per il settore dell’arredamteclab, una delle to assorbe un albero mento, ma anche riemaziende insediate nel durante l’anno e di pimenti per tapparelle, Parco Scientifico e quali sono le emis- per piatti doccia o per caTecnologico di Padrisioni di CO2 durante mion refrigerati – perché ciano, sono prodotte grazie agli scarti la sintesi del pro- i derivati del cardanolo particolarmente dell’industria alimendotto, oltre che del- sono tare: con il cardanolo. le emissioni dovute resistenti all’umidità e In buona sostanza si ai trasporti o all’uso all’attacco di agenti chitratta di gusci di ana- Anacardi di altri macchinari. mici, quindi adatti anche cardi. Questi dati vengono all’utilizzo in esterno. Ciò I prodotti che escono con il mar- poi correlati ai parametri di materiali significa, ad esempio, per chio in questione provengono, infatti, dello stesso genere, derivati però dal la costruzione di edifici. dalla distillazione del liquido estratto petrolio. Il risultato delle nostre re- I polioli Polycard (deldal guscio della noce di anacardo, da sine è stato molto positivo». In cifre: la linea Exaphen) per la produzione cui si ottiene appunto il cardanolo, per ogni chilo di derivato di schiume Frutto degli anacardi completamente si risparmiano ben 6 chiCaratteristiche poliuretaeco-sostenibile. li di CO2 rispetto all’anaLa resina fisiche migliori dei tamente, come nel caso della noccioniche, caEcco perché il logo prodotto derivato all’anacardo: lina da Aperol spriz (che è il nostro ratterizzate da particola16 novembre a da petrolio. polimeri tradizionali originale, ma Milano Legamanacardo), utilizzando però solo la ri proprietà meccaniche Ma cosa vuol dire dia base di petrolio ed isolanti, si possono parte priva di interesse, il guscio, che biente ha asse- sporre di resine eco-sosoprattutto usare per produrre dei normalmente viene buttato. Ora stiagnato a Cimte- stenibili? Gli utilizzi sono ecologica clab il Premio davvero vari e in settori anche del tut- pannelli isolanti, ottimi, ad esempio, mo lavorando, ad esempio su scarti Innovazione to differenti – materiali decorativi per per aumentare l’efficienza energetica dell’industria olearia e dell’industria e ridurre l’uso del riscaldamento negli ittica”. Amica dell’Ambiente 2010, per Sara Stulle edifici. Altre neo-nate dalla stessa liil brevetto e lo sviluppo su scala innea ecologica sono le resine dustriale di Exaphen. Questo prestiNovocard, novolacche tergioso premio è un riconoscimento moindurenti. nazionale attribuito a innovazioni di I prodotti realizzati a parprodotto, di processo, di servizi, di tire dal cardanolo hanno casistema, tecnologiche e gestionali, ratteristiche fisiche migliori realizzate o in stato di realizzazione dei polimeri tradizionali a avanzata, che abbiano dimostrato di base di petrolio, sono più contribuire a significativi miglioraeconomici e non sfruttano menti orientati alla sostenibilità ampotenziali risorse alimentabientale e che si segnalino per origiri: “La nostra idea – conclunalità e per potenzialità di sviluppo. de Campaner – è quella di E originale, la resina all’anacardo, lo estendere l’uso di materiali è di certo. Ma soprattutto ecologica. non alimentari e di nobiliIl suo impatto ambientale è ridottistare altri scarti vegetali oltre simo ed è stato dimostrato, attraveral cardanolo. Il concetto è so l’uso di un software dedicato, che il quello di partire da qualcosuo utilizzo contribuisce alla riduziosa che già esiste e non viene ne dei gas serra: «Il software – spiepiantato o prodotto apposi- Lavorazione del frutto ga Pietro Campaner, senior research Frutto degli anacardi molte le iniziative e le location scelte per trasformare per una settimana Trieste nella capitale della comunicazione scientifica Comunicare la scienza: convegno alla Sissa Comunicare il sapere non è cosa facile, tanto meno comunicare il sapere scientifico. Uno dei problemi che devono affrontare gli uomini di scienza è proprio la divulgazione, l’esprimere in parole semplici, per i “comuni mortali”, concetti apparentemente complicati. La Scuola Internazionale Superiore di Studi Avevanzati (SISSA) di Trieste offre, ormai da diversi anni, agli aspiranti giornalisti scientifici un master in Comunicazione della scienza. Quest’anno il progetto “Mappe: Percorsi di innovazione tra scienza, società e comunicazione” ha ospitato il 25 e 26 novembre, nella sede di via Bonomea, il IX Convegno nazionale sulla comunicazione della scienza. Sono diverse sia le iniziative correlate che le location scelte per trasformare Trieste, da buona “città dai mille enti di ricerca”, per una settimana la capitale della comunicazione scientifica. Il convegno è stato organizzato dal gruppo ICS della SISSA in collaborazione con la Fondazione IDIS - Città della Scienza di Napoli. L’esperienza svizzera Tra i tanti interventi e tavole rotonde, spicca un’interessante analisi del rapporto tra scienza e TV fatta da Giovanni Pellegri, neurobiologo di formazione, che oggi studia il rapporto tra scienza e società all’Università della Svizzera italiana. Pellegri, dal 2007 è conduttore di una trasmissione di divulgazione scientifica dal titolo “Il Giardino di Albert”, che va in onda sulla RSI, la Radiotelevisione Svizzera Italiana. Con il suo intervento al convegno ha voluto dimostrare come oggi il mezzo televisivo abbia assunto un ruolo diverso rispetto a qualche anno fa, quando i programmi scientifici divulgativi (ma anche molti programmi TV) erano considerati uno strumento formativo, una sorta di telescuola per i cittadini. “Il primo messaggio da trasmettere – ha detto Pellegri - è il fascino e la fiducia per la scienza, piuttosto che la comprensione dettagliata del funzionamento di un acceleratore di particelle”. Questa considerazione è stata fatta dopo aver analizzato gli indici di ascolto della trasmissione in rapporto con la variazione dei contenuti da essa proposti. Nel corso di 4 anni il “Giardino di Albert” è evoluto da “programma di nicchia” ad un programma di successo, con un indice di ascolto medio del 24%. “Si afferma di frequente che la rincorsa ai facili ascolti conduca inevitabilmente ad un abbassamento della qualità e dei contenuti. La nostra esperienza - ha concluso Pellegri - dimostra come, restando ancorati ad alcuni punti fondamentali, è possibile utilizzare il mezzo televisivo per avvicinare la scienza ai cittadini. Scienze nelle forme più diverse: anche a teatro! La prima edizione di “Mappe” ha offerto a Trieste la possibilità, da parte di tutti i cittadini, di avvicinarsi alla scienza in un modo originale. Oltre a convegni e workshop, infatti, esperti nazionali e internazionali hanno saputo affrontare temi come “giornalismo scientifico e potere nel XXI secolo”, “Evoluzione e biodiversità” e altri, sotto forma di spettacolo teatrale. Sul palcoscenico del teatro Miela ne sono andati in scena ben tre. Mercoledì sera è stata la volta di “Scienza in scena. Appunti e note sull’allestimento di una storia dell’evoluzionismo raccontata da Elio e le Storie Tese e Leo Gullotta” di Emanuele Coco. Venerdì, invece, il sipario si è aperto ben due volte, con lo spettacolo “Misteri italiani: il lago rosso di Tovel”, a cura del Museo Tridentino di Scienze Naturali, e con “I giocattoli della Scatola di Einstein” di e con Giorgio Häusermann. Daniele Kovačić 14 q il tuono ANIMALI Sabato, 27 novembre 2010 Dalla cena sociale allo stand al centro commerciale “Torri d’Europa” Dicembre con “Il Gattile” L’onlus Il gattile dell’infaticabile Giorgio Cociani organizza una serie di appuntamenti nel prossimo mese di dicembre a sostegno dei felini più sfortunati e bisognosi di cure. Iniziamo da martedì 7, dove nella splendida e rinnovata cornice della “Bottega del Vino”, all’interno del Castello di San Giusto, sono invitati a partecipare alla cena sociale dell’associazione gli amici e i simpatizzanti della Onlus vicini al “gattile” e alle sue problematiche. La cena totalmente vegetariana e con annessa lotteria finale è aperta a tutti coloro che volessero dare un contributo e sostenere la simpatica iniziativa a cadenza annuale: le prenotazioni si possono effettuare entro sabato 4 dicembre telefonando allo 040.364016 oppure convenzione con il Comune di Trieste: componendo il 335.6612227 (Fiorenza), nonostante tutto ospita sempre tanti o meglio ancora andando direttamente cuccioli che per fortuna vengono adotnella sede di via della Fontana 4, tati. Prendere un gattino, significa aperta dalle 9 alle 12 e dalle 18 aiutare l’onlus ad affrontare il alle 20, per lasciare la quota di L’onlus randagismo, un problema molpartecipazione e confermare la raccoglie to sentito da Cociani, in quanto propria presenza. fondi per i i spazi vivibili per i gatti liberi Nei fine settimana dell’11 – gatti meno sono sempre meno presenti sul 12 e 17 – 18 dicembre Il gatterritorio visto che i mici protile sarà presente con uno stand fortunati. vengono prevalentemente dalla presso il centro commerciale strada. “Torri d’Europa”, dove esporrà Più i gattini sono piccoli più sono in tra le tante sorprese delle magliette e il Pippo (Foto di Mauro Cattelani) calendario 2011 intitolato Poveri pericolo di vita, ma dare ma belli giunto alla sua decima edizio- loro una casa e delle cure lontano dal rischio epidene. IL GATTILE ONLUS - Associazione civile Le offerte sono libere, mentre l’intero mie e sovraffollamento, è Via della Fontana, 4 ricavato andrà all’associazione che in un atto d’amore. Il lavoro 34134 - Trieste questo momento ha particolare biso- nella struttura di via della Telefono: 040-364016 gno di rinnovare il parco delle gabbie Fornace è tanto, ma il graFax: 040-3474630 di degenza per i ricoveri temporanei zie più affettuoso e sentito www.ilgattile.it - [email protected] dei gatti, diventate nel tempo inade- Cociani intende rivolgerlo Informazioni: aperto al pubblico, tutti i guate e recentemente non conformi ai suoi volontari, determigiorni 9.00 - 12.00 / 18.00 - 20.00 nanti con il loro apporto alle normative regionali. Festivi solo il mattino. Il gattile ogni anno esegue tanti quotidiano. C.C.Postale 17310699 Denis Locoselli ricoveri e sterilizzazioni grazie alla Sandokan e Janez (Foto di Barbara Gall) L’agenzia , ideata dall’imprenditore locale Marco Torcello, svolge un servizio completo a 360°: «un’esigenza che ho avvertito personalmente» La prima agenzia di onoranze funebri per animali Da inizio dicembre, per gli abitanti necessità di dotarsi di un cimitero per della nostra regione sarà finalmente animali d’affezione, sono stato sollecipossibile dare l’ultimo saluto a cani, tato dai numerosi presenti a pensare gatti e più in generale a tutti gli animali d’affezione con un funerale. È nata infatti nel capoluogo giuliano la prima agenzia di onoranze funebri dedicata a loro. La nuova attività si chiama I nostri gioielli e ha sede in via Villan de Bachino 4, nel rione di Roiano. L’idea nasce da un’esigenza molto sentita in una città come Trieste dove sono moltissime le persone, in partico- alla sepoltura dei nostri amici nel fulare modo anziane, che possiedono un turo cimitero e immediatamente mi è animale sempre più considerato parte scattata l’idea di costituire un’agenzia di onoranze funebri per animali d’afintegrante della famiglia. «Ci occupiamo solo di animali d’af- fezione, servizio finora mancante nella nostra città e nell’intera refezione domestici» precisa il titolare dell’agenzia, l’im«Ci occupiamo gione». Marco Torcello promette prenditore locale Marco solo di animali un servizio funebre di assoTorcello. Quanto all’origine d’affezione luta qualità: «Io – spiega il del suo progetti, ricorda: «A domestici» titolare dell’agenzia – faccio seguito del convegno tenul’imprenditore e come tale il tosi a Muggia che ha visto coinvolti gli amministratori dei Co- business è il mio obiettivo, ma quando muni costieri, dove si è discusso della riesco a farlo offrendo qualcosa di cui le persone possano essere contente, mi te le tasche e varia a seconda del tipo di sento realizzato e quella delle onoranze cerimonia e del corredo funebre scelto. funebri per animali d’affezione è una Inoltre, sono previste forme assicuraesigenza che ho avvertito personal- tive che coprono l’intero costo. Per chi mente, in quanto amante e proprieta- non disponesse di mezzi necessari per seguire il piccolo amico fino al cimiterio di animali». Le esequie vengono svolte come in ro, saranno disponibili appositi servizi un normale funerale, solo in minia- di trasporto, così come per la visita su previo appuntamento. tura. L’agenzia svolge un Tutte le informazioni servizio completo a 360°: Le esequie del caso, una mostra degli dal ritiro al trasporto della vengono svolte articoli funerari e numesalma presso il cimitero di come in un rosi cataloghi per esigenCassacco (in attesa della normale funerale, ze specifiche e particolari realizzazione di una strutsono disponibili presso la tura nella nostra provinsolo in miniatura sede, aperta dal lunedì al cia), dal corredo funebre venerdì dalle 9 alle 17 e il al cofano su misura, sino alla lapide con o senza foto e le relative sabato dalle 9 alle 14. D.L. dediche. C’è anche la possibilità della cremazione, e della scelta dell’urna cineraria con la consegna delle ceneri del proprio animale estinto. Se si desidera portare sempre con sé il proprio fido o micio, e trasformare la gioia di averlo avuto accanto in un gioiello, si può realizzare un diamante con le sue ceneri o un estratto da un ciocco di pelo. Il servizio, assicura Torcello, è alla portata di tut- il tuono q 15 ANIMALI Sabato, 27 novembre 2010 Athos, Black, Sophie, Gajanè,Tiger: un triste destino li accomuna... Presi con troppa superficialità... Rinunciati con altrettanta facilità... I cani con caratteristiche molossoidi proposti per l’adozione verranno dati in affidamento esclusivamente a persone equilibrate e responsabili che conoscono la tipologia canina e comportamentale di queste razze. Athos: american staffordshire terrier maschio di grande temperamento,è un cane equilibrato, socievole ed amichevole, dal fisico muscoloso ed agile ama passeggiare e giocare, intelligentissimo potrebbe essere un ottimo animale da compagnia. Athos è un cane adulto con pedigree, che ha vissuto per anni in un’accogliente famiglia a Trieste e viene ora rinunciato a causa della futura nascita del secondo figlio. Bravo al guinzaglio non presenta grosse difficoltà con gli altri cani. Come tutti i molossoidi è consigliato soltanto a persone dal carattere deciso ed equilibrato, se non verrà adottato, a giorni verrà trasferito presso il canile convenzionato ed inizierà anche per lui un’angosciante attesa senza fine. Tiger: cucciolone incrocio boxer dall’elegante e scattante figura, vivace, intelligente e gioioso, ha uno splendido mantello tigrato ed è alla ricerca costante del contatto umano. Sarebbe davvero un peccato se questa meravigliosa bestiola finisse al canile assistenziale. Black: american pitt bull terrier adulto si trova al canile da tre anni. Socievole e giocherellone, non è indicato alla convivenza con i gatti. Dal carattere dominante è tuttavia un cane ubbidiente ed allegro capace di affezionarsi moltissimo al proprietario, non è aggressivo ma potrebbe essere un valido cane da guardia. Scaricato dal proprietario dopo la nascita del terzo figlio, Black non ha più avuto un buon rapporto con i bambini e per tanto è sconsigliato alle famiglie con figli piccoli. Per maggiori informazioni e adozioni rivolgetevi all’associazione il Capofonteal numero 040 571623. Scrivere a : [email protected] Per vedere altri cani da adottare: www.ilcapofonte.it c/c postale n. 94147162 causale obbligatoria: cani Sophie: bellissimo esemplare di american staffrdshire terrier femmina di 5 anni rinunciata a Trieste a causa della nascita di un figlio. Dolcissima con le persone, ma dominante con gli altri cani a causa dello spiccato senso di territorialità. È un cane dal fisico possente sana e robusta con tutte le vaccinazioni in regola, ama gli spazi aperti ed il senso di libertà caratteristico di ogni cane primitivo. Si trova da pochi giorni nel super affollato canile convenzionato con il comune di Trieste, disperata non si rassegna ed attende tra strazianti lamenti il ritorno di chi così crudelmente ha tradito il suo amore. Gajanè: giovanissima american pittbull trovata vagante nel rione di Rozzol nel mese di giugno di quest’anno. Si distingue per il bellissimo mantello color fulvo e per i suoi meravigliosi imploranti occhi scuri. Dal carattere timoroso, molto riservata con gli estranei è una bestiola impaurita che potrebbe essere un ottimo animale da compagnia solo se capita e educata con pazienza. Si trova ormai da mesi nel megacanile friulano che ospita più di 250 cani. É questo non faciliterà purtroppo la sua socializzazione con gli esseri umani. La Lav in piazza per un circo senza animali Sabato 4 e domenica 5 dicembre in piazza la LAV (Lega Anti Vivisezione) aspetta tutti gli amanti degli animali presso i proprio tavoli informativi dove si potrà firmare le petizioni, ricevere materiale informativo rivolto a grandi e piccini e conoscere la vita degli animali da circo. Si potrà anche sostenere l’impegno della Lav per ottenere un circo nuovo e veramente umano. scegliendo i nuovissimi ciondoli e bracciali dell’associazione. A Trieste l’appuntamento è sabato 4 e domenica 5 dicembre dalle ore 9.30alle 19.30 in via San Nicolò (tra Via San Spiridione e Via Roma). Per maggiori informazioni telefonare al 320/6378852 - e-mail [email protected] Per capire meglio la battaglia intrapresa dalla Lav riportiamo una parte del testo pubblicato sul volantino informativo Senza animali il circo è più umano 16 paesi Europei stanno vietando i circhi con animali. E l’Italia? Il nostro Stato premia i circhi con gli animali. E li finanzia. Con i nostri soldi. Com’è possibile? La legge sul circo del 1968 riconosce alle imprese circensi una “funzione sociale”. Indubbiamente lo spettacolo può essere utile alla collettività – ci riferiamo allo spettacolo umano – ma per essere un’attività “sociale” deve soddisfare le esigenze di un’ampia comunità. Sono invece sempre più nu- merosi gli italiani che disapprovano l’uso degli animali nei circhi. L’arte e l’abilità degli artisti umani sono dei valori importanti, ma non possono esserlo sfruttare, domare, addestrare e asservire gli animali fatti esibire nei circhi. Nonostante ciò, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ogni anno elargisce agli spettacoli circensi cifre elevatissime dal Fondo Unico dello Spettacolo. Per il 2010 lo stanziamento riservato ai circhi è di oltre 6 milioni di euro. Vogliamo davvero che lo Stato utilizzi i nostri soldi per finanziare tanta sofferenza? La LAV si batte da sempre per un circo senza animali, rispettoso del loro diritto alla libertà e a una vita lontana da sfruttamento e maltrattamenti. Vogliamo un circo più umano. Lavoriamo per: - ottenere una nuova legge a tutela degli animali dei circhi; - collaborare con le amministrazioni locali, per avere Ordinanze più restrittive sulle loro condizioni di vita; - avviare nuove azioni legali, per denunciare i casi di maltrattamento; - portare avanti nuove indagini e controlli nelle strutture circensi; - informare e sensibilizzare i cittadini sull’impatto negativo del circo sugli animali; - avviare progetti nelle scuole, per promuovere il circo senza animali. 16 q il tuono FIABA Sabato, 27 novembre 2010 Streghella e la dolce frittella Streghella era una giovane STREGA, dall’aspetto deliziosamente grazioso e dall’animo gentile che abitava con la sua mamma Strega e due sorelle gemelle, Streghe anche quelle. Come tutte le Streghe che si rispettino anche Streghella, fin da piccola, imparò, studiando all’Accademia delle arti malvagie, tutte le magie e le mille e più ricette per preparare nauseabonde e puzzolentissime pozioni magiche. La cucina di casa sua trasbordava di enormi calderoni di rame, ampolle di vetro e altri strani contenitori tutti ricolmi di liquidi putrefatti, verdognoli, giallini, rossi, bluastri, alcuni perfino scintillanti e scoppiettanti. Nel grande frigorifero posto accanto alla credenza si potevano invece trovare, riposte fra gli scomparti luridi, le cose più strane e immonde che mai si potesse nemmeno immaginare: Ali di pipistrello congelate in salsa di sangue di ranocchio giovane, bava di lumaca riposta minuziosamente all’interno dei vasetti per lo yogurt, uova di serpente velenoso, litri interi di latte di formica, formaggini alla crema di cervello, prosciutto di coscia di sorcio, mele avvelenate, sugo con polpettine di occhi di drago, ecc..ecc..ecc…… All’interno di quella raccapricciante cucina, stranamente, sullo scaffale alto della credenza, ben ottantadue tazzine da caffè, a forma di tulipano, pulite e rigorosamente in fila, facevano bella mostra di sé. Erano l’orgoglio della madre di Streghella che, pur essendo una Strega come le altre, adorava attorniarsi di oggetti che ricordassero le delicate forme dei fiori. Ogni Strega degna di portare questo titolo sarebbe stata sicuramente orgogliosa di avere in casa una cucina così ben fornita, sporca, lurida, puzzolente e disordinata, ma Streghella no. Lei amava l’ordine e il pulito, il profumo dei fiori, dell’erba appena tagliata, del sapone e adorava soprattutto annusare, inspirandoli profondamente, gli intensi aromi della vaniglia fresca, del cacao, delle marmellate e delle gelatine alla frutta di bosco. Streghella era una ragazzina un po’ insolita per essere una della sua SPECIE……. Infatti lei odiava tanto il suo ruolo di strega, detestava con tutta se stessa creare pozioni magiche e non usava nemmeno i suoi infiniti poteri a scuola per copiare i compiti da qualche compagna di classe più brava in MATEMATICA ASTRALE o in SCIENZE degli ZOMBI. Completamente diverse da lei erano invece le sue sorelle Streghe: esse svolgevano i compiti della loro specie con sana e infinita cattiveria, come la madre, Strega, aveva sempre insegnato alle sue odiate bambine, con infinita malvagità, fin da quando erano ancora piccolissime. E crescendo in quel modo le sorelle di Streghella erano diventate spione, dispettose, invidiose e soprattutto malvagie: insomma erano diventate l’orgoglio della famiglia. Streghella purtroppo era cresciuta MALE, come si disperava sua nonna: lei era diventata dolce, sensibile, altruista; era proprio strana, lo dicevano tutti, anche le zie, terrificanti Streghe bianche, che abitavano nell’oscuro BOSCO di LUCI SPENTE. Streghella si impegnava poco per studiare le materie scolastiche come MALVAGITÀ, CATTIVERIE MULTIPLE, AVIDITÀ ecc…. . La dolce Streghetta adorava invece coltivare i fiori del giardino, accudire gli animaletti rimasti vittime di qualche incantesimo e altre bontà di questo genere. Appena poteva Streghella scappava dall’Accademia delle arti malvagie, prendeva la sua scopa volante e volava a casa per rifugiarsi dentro la sua amata cucina. Una volta rinchiusa lì dentro Streghella iniziava a dedicarsi a quella che era la sua vera passione... Quale fosse questa passione però dove- va rimanere un gran segreto altrimenti lei sarebbe dovuta andare a frequentare, per castigo, la scuola –fortezza situata all’isola stregata di Terrore dove avrebbe dovuto studiare da mattina a sera le arti del male. La passione di Streghella però era più forte anche della paura di finire a Terrore: lei amava troppo fare i dolci e le torte di ogni genere usando l’arte umana dei bravi pasticceri e soprattutto usando con abile destrezza dei semplici ingredienti come: candida farina, zucchero, burro, lievito, latte e uova di gallina. Nessuno mai avrebbe dovuto scoprire che Streghella in cucina adoperava ingredienti tipici degli umani altrimenti sarebbe stata non solo esiliata all’isola di Terrore, ma avrebbe anche rischiato di venir accusata come TRADITRICE della specie! E quest’ultima cosa avrebbe spezzato l’arido cuore di sua madre che lei, nonostante tutto, amava tantissimo. Il dolce che a Streghella meglio riusciva era una squisitissima frittella con crema al cioccolato al profumo di vaniglia. Aveva imparato quella veloce ricetta leggendo di nascosto, da un vecchio e sgualcito ricettario, tutto impolverato, che aveva trovato nell’antica biblioteca della scuola e che, guarda caso, era stato meticolosamente nascosto da occhi indiscreti sotto a centinaia di pesantissimi volumi che narravano invece di magia nera, incantesimi, scienze dell’occulto ecc…. Streghella era però bravissima anche a preparare altri fragranti morbidi e dolcissimi dolci. Le torte con frutta fresca di stagione, oppure i pasticcini alle noci, o ancora i babà con lo zabaglione, o i biscotti al cacao amaro e altre delizie di questo genere le riuscivano alla perfezione! La Streghetta doveva fare sempre molta attenzione a non farsi scoprire mentre preparava le sue prelibatezze . Doveva soprattutto sempre tenere a di- stanza quelle sorelle invidiose e curiose che, una volta scoperto il segreto, lo avrebbero spifferato ai quattro venti E... in un batter d’ali la sua vera passione per l’alta pasticceria degli umani sarebbe finita nelle bocche di tutto Malvagio, il paese dove viveva. E addio per sempre a quel dolce segreto! Per poter cucinare e creare al meglio Streghella, una volta sicura che nessun occhio o orecchio indiscreto la stesse spiando, con un solo schiocco delle dita trasformava quella lurida e puzzolente cucina di STREGHE in un vero e proprio laboratorio di altissima pasticceria. Poi, prima che ritornassero a casa, dai loro impegni di cattiveria, le streghe della sua famiglia, nascondeva tutti gli ingredienti e rimetteva velocemente tutto in ordine anzi più precisamente in DISORDINE! Infine per dare più credibilità al tutto spruzzava a destra e a manca qualche goccia di bava di lumaca e cacchina di ranocchio e pregava il suo inseparabile amico ALONSO, un simpatico pipistrello strabico, di svolazzare fra i ripiani e far cadere a terra tutti i contenitori che riusciva. Così la cucina sarebbe nuovamente apparsa agli occhi di tutta la famiglia quella di sempre:LURIDAMENTE perfetta! Streghella, ogni giorno, si divertiva ad inventare una ricetta nuova, per creare un dolce squisito e profumato, che poi, travestita da semplice fanciulla del regno, porta- va in dono alla corte di Re Goloso e di suo figlio il bellissimo e cicciottello principe Panciuto. A suon di cucinare e portare in dono i suoi dolci, soprattutto la speciale frittella alla crema di cioccolato, Streghella diventò quasi di famiglia alla corte di Re Goloso e cominciò inevitabilmente ad innamorarsi del bel principe Panciuto. Quel giovane infatti era coraggioso, gentile e sensibile, amava la musica e gli animali ed era soprattutto golosissimo di dolci. Così Streghella iniziò a frequentare sempre di più la corte di Re Goloso e sempre di meno l’Accademia di arti malvagie... Nel frattempo le sue sorelle Streghe, pestifere e maligne generavano ogni sorta di tremendo sortilegio pur di far soffrire qualcuno che stesse loro antipatico. Anche il povero pipistrello Alonso amico di Streghella finì tristemente fra le loro grinfie e fu trasformato in un topolino che venne divorato a sua volta da alcuni gattacci randagi e rigorosamente neri come la pece. Streghella però, sensibile e buo- na d’animo com’era, perdonava sempre le due sorelle anche se questo suo insolito comportamento da STREGA insospettiva e preoccupava molto sua madre e anche sua nonna. La vecchia strega Isadora, così si chiamava quell’arzilla e malvagia vecchina, pur di far tornare la cattiveria nel cuore della sua odiata nipotina, distillò per lei uno speciale quanto amaro sciroppo al fiele che Streghella fu poi obbligata a bere tutte le sere prima di andare a dormire. «Devi reagire contro le malefatte delle tue sorelle PERDINDIRINDINA, smettila di perdonare tutto e tutti! Sei una STREGA anche tu fatti valere» urlava isterica la mamma osservando la sua bambina che pur continuando a bere quello sciroppo schifoso rimaneva sempre spaventosamente BUO- NA! Streghella sorridendo gentilmente a sua madre alzava le spalle e rispondeva sempre la stessa identica frase: «Fa nulla, fa nulla, passerà non ti preoccupare per me mammina, io sto bene così». E le sorelle sghignazzando felici riprendevano a farle mille cattiverie. Un giorno come tanti, le due sorelle malvagie di Streghella, mentre bazzicavano all’interno della cucina fra ampolle e calderoni, riuscirono a creare, dopo svariati tentativi, una vera ed efficacissima pozione magica per fare innamorare di loro qualche malcapitato principe. Con OCCHI DI ROSPO, BAVA DI LUMACA, ZAMPE DI SERPENTELLO, CODA DI TOPO E ALI DI FARFALLA fu pronta la razione e GIRANDO, GIRANDO, GIRANDO il pentolone le due Streghe crearono così quella magica POZIONE. Finito il malvagio rituale le due Streghe pestifere travasarono quel viscido e melenso liquido magico dentro a delle apposite ampolline di vetro, nell’attesa di un ottima occasione per utilizzarlo. L’ occasione che le due arpie attendevano purtroppo si presentò molto, molto anzi… TROPPO presto. Alcuni giorni più tardi, infatti, proprio il famoso e ricchissimo Re Goloso aveva deciso di dare una bella festa a corte per festeggiare il ventesimo compleanno del suo amatissimo e unico figlio, l’erede al trono, il bel Principe Panciuto. Per quella speciale occasione vennero invitate tutte le damigelle in età da marito e la notizia giunse puntuale anche nel vicino regno di Malvagio. La bella e dolcissima Streghella era anche lei come quelle acide delle sue sorelle in età da marito quindi la Strega madre decise che sarebbero andate al ballo tutte e tre. «Andrete lì con un solo proposito degno della specie a cui appartenete» spiegò la madre alle tre figliole mentre tentava, inutilmente, di convincere Adalgisa (così si chiamava una delle sorelle di Streghella) a farsi un bagno per pulirsi via il fetore e la sporcizia di dosso. «Una volta giunte alla corte del RE una di voi, in qualsiasi modo, dovrà riuscire a fare Sabato, 27 novembre 2010 bere a Principe Panciuto la magica pozione e poi dovrà farsi immediatamente sposare da lui» continuò a dire la Strega madre mentre, una volta acchiappata Adalgisa, fra le forti spire di un suo sortilegio, riusciva a farla immergere nella profumata acqua della vasca da bagno. Dopo Adalgisa a finire nell’insolita vasca da bagno piena di olii e profumi floreali finì anche Amelia . Streghella già profumata pulita e pettinata a dovere fortunatamente non dovette subire, almeno per quella volta, il sortilegio di sua madre. Per l’occasione, qualche attimo dopo, con una delle sue solite stregoneria la madre di Streghella trasformò gli unti e sgualciti abiti delle sue figlie in meravigliosi abiti da ballo tutti minuziosamente ricamati con fili d’ oro e d’argento. Ognuna delle tre ragazze indossò così un abito di colore diverso da quello delle altre sorelle e che meglio si adattava al proprio incarnato. Streghella era più bella di sempre splendidamente vestita con un abito di velluto rosso porpora . Al collo un luminoso filo di perle di mare, che sua nonna fece apparire, con un battito delle sue ossute mani, le illuminò ancora di più il bel viso ed infine quei suoi riccioluti e lunghi capelli ornati da minuscole roselline profumate la fecero sembrare proprio una vera PRINCIPESSA. Streghella guardò la sua nuova immagine riflessa dentro il suo amico SPECCHIO con occhi ancora increduli. Finalmente era diventata come aveva desiderato essere da sempre, una dolce fanciulla, elegantemente vestita , profumata e pettinata di tutto punto che andava all’incontro con il suo amato Principe. Altro che STREGA! SPECCHIO osservandola le strizzò l’occhio e sussurrando le fece i complimenti per la sua eleganza. Anche le sue sorelle erano diventate proprio carine trasformate di tutto punto per quell’importante occasione. Amelia vestita d’azzurrino e Adalgisa di violetto, entrambe con splendide acconciature sui capelli parevano completamente diverse da quello che veramente si celava dentro il loro cuore malvagio! «Avete capito bene quello che vi ho detto? Dovete riuscire a farvi maritare e… una volta sposato il Principe Panciuto quella di voi che diverrà REGINA farà sì che quel regno di gioia diventi preda delle nostre malvagità e cada ai nostri voleri di Streghe imprigionando per sempre fra le spire delle nostre arti malvagie tutti quelli che vi abitano» ruggì la madre Strega. Poi, dopo aver dato ad ognuna delle tre figlie un’ampollina con dentro la pozione magica, la perfida madre salutò le sue odiatissime figliole mentre agitava fortemente per aria una strana specie di bacchetta magica fece scendere dal cielo una nube nera fitta fitta... «AULÌ, AULÌ, AULÀ CHE IN UN BATTER D’ALI SIATE LÀ» e con un puff esplosivo davanti alle tre ragazze al posto della nube si materializzò una bella carrozza simile a quella usata da Cenerentola per andare al ballo. Simile però molto lugubre, come pensò Streghella appena la vide. Le tre sorelle partirono dunque di tutta fretta salutando la madre Strega. Streghella, mentre la carrozza percorreva la polverosa strada che le avrebbe portate dinnanzi alla reggia di Re Goloso, era molto pensierosa e combattuta fra la felicità di rivedere il suo principe Panciuto ed il sentimento di terrore che l’assaliva al solo pen- FIABA siero di quello che le sue sorelle certamente avrebbero fatto al suo amato. Lei non aveva bisogno di pozioni magiche per far innamorare un principe di se. Lei voleva essere amata ed accettata così semplicemente per quello che era: per la sua gentilezza, la sua bontà e, soprattutto, per la sua capacità di creare buonissimi dolci di ogni genere Quello che Streghella desiderava con tutto il cuore e voleva con tutte le sue forze era soltanto poter cucinare, per il resto della sua vita, per il suo amato, la deliziosa fragrante frittella alla crema di cacao profumata alla vaniglia. Ma ora quel suo delicato sogno di fanciulla d’animo puro stava per essere per sempre spezzato dalla cattiveria della terribile dinastia di STREGHE dalle quali discendeva! E Streghella, sospirando tristemente, pensò che i sogni di cristallo come il suo erano luminosi e belli da vedere con gli occhi del cuore, ma erano purtroppo tanto delicati e si frantumavano con troppa facilità. Giunte finalmente a corte, Amelia e Adalgisa cominciarono subito a darsi da fare per riuscire ad ammaliare il povero Principe Panciuto usando ogni sorta di incantesimo d’amore pur di catturare la sua attenzione. Riuscirono perfino ad apparire agli occhi del malcapitato come le più belle e le più gentili dame di tutta la corte... Cercando poi, come promesso alla loro madre Strega, di fargli bere la pozione magica da loro stesse preparata, Amelia e Adalgisa si diedero proprio tanto fare ma……….. Fortunatamente il Principe catturato solo dalla grazia e dalla bellezza vere e genuine di Streghella ballò per tutto il tempo con lei ignorando le due serpi velenose. «Mi sembra di conoscerti da sempre, profumi di cose buone e dolci, vorrei tanto sapere da che regno lontano arrivi» chiese il principe a Streghella. La fanciulla non fece però in tempo a rispondere perché le sue sorelle, con incredibile tempestività, come solo le Streghe san- no fare, arrivarono lì accanto e offrirono al Principe un calice colmo di vino mescolato alla loro pozione magica. Poi con la scusa di voler brindare al festeggiato fecero ingurgitare all’ignaro principe tutta quella schifezza stregata. «CIN, CIN , CIN, CIN brindiamo tutti al festeggiato più bello e simpatico del regno». Il principe già dopo aver bevuto il primo sorso cominciò a comportarsi stranamente. Diventò maleducato e allontanò da lui Streghella con brutte maniere. «È fatta» pensarono, sorridendo malefiche le due sorelle di Streghella e cominciando a sghignazzare divertite senza ritegno ripresero le loro sembianze da STREGHE dinnanzi agli occhi increduli e spaventati di tutti i presenti. Pochi minuti dopo Re Goloso, stregato da un incantesimo di Amelia, fece un annuncio che lasciò tutti gli invitati presenti di stucco: «È con immensa gioia che proclamo il regale fidanzamento di Sul numero 19 de il Tuono potete trovare l’inmio figlio, il Principe tervista alla scrittrice Manuela Acquafresca e la sua Panciuto, con la qui prima fiaba Il francobollo magico presente principessa Violetta del regno di Fantastico». Streghella, se pur disperata, non si dette per vinta e volò subito a casa utilizzando l’incantesimo della sparizione. E lasciò, con il cuore gonfio d’angoscia, quella corte nelle mani delle sue pestifere sorelle che continuarono a far cattiverie di ogni genere lanciando incantesimo a destra e a manca contro gli invitati, le guardie del Re ecc... Ormai rimaneva soltanto un’unica cosa da tentare per sperare di risvegliare il suo amatissimo Principe Panciuto da quell’incantesimo malvagio prima che fosse tutto perduto. E Streghella sapeva cosa... Giunta a casa la dolce fanciulla corse in cucina e, una volta rinchiusa lì dentro, la trasformò nel suo fornitissimo laboratorio di alta pasticceria. Infilò svelta il candido grembiule da pasticcere e cominciò a preparare il dolce preferito del suo amato principe e cioè... LA DOLCE FRITTELLA CON CREMA AL CIOCCOLATO PROFUMATA ALLA VANIGLIA. La Streghetta laboriosa utilizzando, stavolta, anche la magia, iniziò presto a mettersi all’opera. Per prima cosa schioccando le dita fece volare verso il fuoco acceso una padella unta d’olio. E mentre l’olio si riscaldava iniziò a preparare l’impasto per fare la sua mitica frittella. In una terrina mise dentro farina e zucchero, versò piano il latte, poi mescolò bene, il tutto per non creare grumi. Fece rompere tre uova intere dentro la terrina soltanto con una delle sue potentissime strizzatine d’occhio e poi continuò a mescolare l’impasto aggiungendo il resto degli ingredienti SEGRETI. Infine una spruzzatina di vaniglia, un pizzico di sale e una grattatina di buccia di limone si aggiunsero a quel profumato ed invitante impasto. A lavoro ultimato, Streghella versò la pastella dentro all’olio bollente. Mentre la frittella indorava nell’olio bollente, Streghella preparò a parte la crema al cioccolato con nocciole tritate, una spruzzatina di rum e una goccia di profumata vaniglia con la quale avrebbe riempito poi la frittella. Una volta riempita la frittella con la sublime crema al cioccolato, Streghella la adagiò sopra ad un bel piatto di portata che guarnì con dei biscottini alle mandorle e una spolverata di profumato zucchero a velo. Veloce come mai Streghella rimise tutto a il tuono q 17 posto, anzi tutto in DISORDINE! Tolto il grembiule si riassettò l’abito rosso porpora schioccando velocemente le dita intorno a lei e, giurando a se stessa che era l’ultima volta, usò ancora la magia e volò con la scopa e la frittella in mano fino al castello di RE Goloso. Giunta a corte Streghella cercò di entrare, ma le sue sorelle, streghe davvero malefiche, quando la videro arrivare con quel profumato dolce fra le mani capirono subito l’inganno e inveirono contro di lei gettandole addosso ogni sorta di sortilegio fra fulmini e saette che fecero cadere dal cielo sopra la poverina. «Che tu sia trasformata in aria fritta come fritta è la tua ripugnante dolce frittella» gracchiavano Amelia e Adalgisa, tentando di colpirla per incenerirla o, invidiose com’erano da sempre della sua bellezza, trasformarla per sempre in lurido topo di fogna. Streghella, che fino ad allora non aveva mai usato i suoi potenti poteri contro nessuno, tantomeno contro le sue amate sorelle malvagie, ne indirizzò qualcuno proprio verso di esse . ZAC! e un’esplosione di fuochi d’artificio fece cadere la sua magica luce addosso ad Amelia e ad Adalgisa. Vendicandosi così almeno per una volta delle ripetute e continue quanto gratuite cattiverie nei suoi confronti, Streghella continuò a difendersi colpendo con la sua potente magia BIANCA, tipica magia delle streghe buone d’animo, le sue sorelle. Il potentissimo incantesimo che uscì dalle mani di Streghella coprì interamente le due sorelle di candido e dolcissimo zucchero a velo che una volta posatosi sopra le due streghe le trasformò in due RANOCCHIE VERDI E PUZZOLENTI. Saltellando e gracidando terrorizzate Amelia e Adalgisa corsero a tuffarsi nello stagno più vicino e da lì non vi fecero mai più ritorno... Il bel principe Panciuto intanto, risvegliato da quell’incantesimo malvagio proprio grazie al profumo della DOLCE FRITELLA, se la mangiò tutta e poi insaziabile ne chiese gentilmente ancora. Streghella da allora cucina, felice di farlo, i suoi squisiti dolci per il suo Principe Panciuto che nel frattempo ha sposato; cucina con amore anche per i suoi splendidi bimbi rosei e paffutelli, e cucina per l’amato suocero Re Goloso e anche per tutta la corte. Alonso, l’inseparabile amico pipistrello, salvato dalle pance fameliche di quei gattacci neri che, una volta spezzati tutti gli incantesimi, erano ritornati ad essere gatti gentili, “AIUTA” ancora con amore, in cucina, la sua amica Streghella . Magicamente però quel simpatico pipistrello non è più strabico e non rovescia più nessun contenitore svolazzando fra gli scaffali delle credenze. Amelia e Adalgisa, saltellano e gracidano ancora nello stagno, da tempo cercano di baciare qualche brutto e viscido rospo che per caso passa da quelle parti, per trasformarlo così in un bel principe... ma a tutt’oggi...FORTUNATAMENTE... non ci sono ancora mai riuscite. Fine Manuela Acquafrasca 18 q il tuono CULTURA usanze e transumanze/8 Casa e bottega Sabato, 27 novembre 2010 “Misero chi non ha in casa sua dove stare a sé, dove farsi la corte in privato, dove nascondersi!” Michel de Montaigne (1533-1592) così la vita lungo il fiume:...“l’esistenza Simenon (1903-1989), che della gente di Bangkok può essere chia- ha ambientato alcuni dei mata anfibia. I bambini passano la mag- suoi romanzi polizieschi gior parte del tempo in acqua, remando, (La chiusa n°1; Il cavallante della “Provvidenza” etc.) immergendosi e nuotando”. F.A. Neale (Narrative of a Residence proprio lungo questi corsi in Siam,1852) apprezzava l’originale fun- d’acqua, interrotti da chiuzionalità delle loro case, in tutto simili a se o sbarramenti mobili. Del resto conosceva molquelle dell’entroterra costruite su pali (stilts), rese galleggianti da zattere fatte to bene paesaggi e persocon spesse canne di bambù ed ancorate naggi dei traffici rivieraschi nei canali; di tanto in tanto cambia- (francesi, belgi, olandesi vano la loro posizione alla ricerca e tedeschi) per averli fre- Un cambogiano sposta la sua casa a mano sul lago Tonlè di una zona migliore per risiedere e quentati dal 1928, anno in Sap commerciare semplicemente mol- cui acquistò un’imbarcazioSeine (Ile-de- France) nel 1930. L’epilando gli ormeggi e lasciandosi por- ne di cinque metri, la Ginette, al dicembre sodio viene narrato dallo stesso Autore del 1931 quando rivendette l’Ostrogoth di in “Memorie intime” (1980): “ In quella tare dalla corrente. Facciate e pareti potevano essere dieci metri fatto costruire nel 1929, a Fé- chiatta mezzo marcia dove scorrazzavarimossi durante il giorno per rin- camp (Alta Normandia). no i topi raccolsi delle casse racimolate La quotidianità a bordo non fu delle un po’ qua un po’ là, piazzai la macchina frescare gli ambienti e trasformare l’abitazione in un negozio aper- più comode: quattro abitanti (Simenon, per scrivere sulla cassa più alta, ne scelsi to sull’acqua; tutto era pensato in sua moglie Tigy, la domestica Boule e il una più bassa per sedermi … E, due giormodo razionale: leggerezza dei ma- cane alano Olaf) e spazio ridottissimo, al ni dopo, cominciai un romanzo che penteriali, adattabilità degli ambienti, punto di costringere lo scrittore a rizzare, savo sarebbe stato un romanzo popolare elevata mobilità dell’unità abitativa. sulla riva, una tenda che di notte ospitava come gli altri,.. e invece segnò, insieme Se lo stile degli alloggi era una co- la domestica e, di giorno, il suo “studio”. a Pietre-le Letton, la nascita di un certo stante, non così quello delle imbar- Il primo libro di una serie famosa (75 ro- Maigret…”. cazioni adattate al tipo di merce e di manzi) viene alla luce a Morsang- surDagli anni ’70, a causa della crisi del impiego. trasporto fluviale, molte imbarGli acquarelli qui riprocazioni da lavoro, le cosiddette dotti (collezione “The Jim péniches (battelli di 70 metri di Thompson Foundation” lunghezza media), sono state riBangkok) raffigurano i tipi convertite in abitazioni. La casa più diffusi di natanti sul itinerante scivola sull’acqua e Chao Phraya, ancora visibili prende posizione lungo le banMercato galleggiante (Acquarelli di proprietà di “Jim nei primi decenni del secolo chine del fiume. A Parigi i lungoThompson Foundation” – Bangkok – Thailand) scorso, e il quotidiano mersenna sono l’ambito approdo di gosciosa rincorsa degli impegni mondani. cato galleggiante tuttora attuale: ogni proprietario di péniche: man Ma il modello largamente maggiorita- accanto all’unità più grande, con il mano che il battello conquista un rio ha la sua pecca: la fissità. Qualcuno vasto tetto di bambù, se ne affolposto verso il cuore della città (Île ha pensato bene di ovviare all’incertezza lavano altre di misura inferiore; de la Cité), aumenta a dismisura incombente fuori dal recinto familiare e, ognuna imbarcava la sua merce pregio e prestigio: uno dei metodi pur muovendosi, per soddisfare le faccen- particolare secondo la logica dello più comodi e sicuri per guadagnade lavorative, rimanere nel proteggente smistamento. re senza allontanarsi da casa. Le panciute Rua (o Mekha- Péniche ormeggiata sul lungosenna a Parigi alloggio. Nicola Napoli Quando, con la fine dell’ultima gla- la) con la stiva piena di mercanciazione (8/10.000 anni fa), il livello del zie (riso, sale) risalivano il fiume fino ad mare si alzò di circa 180 metri, ridisegnò esaurimento dei prodotti; il ritmo e le esii confini delle terre emerse. Una miriade genze del commercio, senza rigidi schedi isole, prima collegate fra loro e unite al mi, si omogeneizzavano e adattavano a continente asiatico, furono separate defi- quelle del tempo (meteorologico) e della nitivamente, trasformando gli abitanti in vita domestica (a bordo vivevano intere famiglie). navigatori. Sabato 27 novembre alle ore bino!! Poi deaffatichi: lasci completaNon molto differente la situazione Iniziò allora una lenta migrazione se21.00 e domenica 28 novembre mente andare tutto....” condo due direttive principali: verso est e in Occidente dove la presenza di fiumi Ti amo e ti amerò per sempre alle ore ore 17.00, con ingresso navigabili e un’estesa rete di canali ha verso nord. libero, al Teatro Miela andrà in scena è uno spettacolo che racconta la vioIl primo gruppo sviluppando abili consentito, fin dal medioevo, un robusto Ti amo e ti amerò per sempre, lenza sul corpo femminile attraverso la tecniche di costruzione navale e di navi- commercio fluviale (con 8.501 chilometri uno spettacolo di Laura Bussani, Ivan malattia del corpo sociale. In un grottegazione colonizzò le isole del Pacifico; il di navigli, la Francia, è il primo Paese in Zerbinati e Stefano Dongetti con Laura sco e immaginario paese della provinsecondo arretrando verso l’interno risa- Europa per estensione delle idrovie). Bussani e Ivan Zerbinati, musiche Naz- cia italiana, viene perpetrato un delitto Ammiratore-narratore di questo monlì il corso dei fiumi Chao Phraya (golfo zareno Bassi, scenografia Belinda de che mette in luce quello che fino a quel del Siam), Mekong, Fiume Rosso (Song do e modo di vita singolare, è stato George Vito. In particolare si ringrazia Patri- momento era rimasto nell’ombra. La Hong) dando luogo ad una peculiazia Romito per il materiale fornito, e il coppia, la famiglia, l’individuo non re civiltà fluviale. sono che le terribili, comiche e tenere Teatro Stabile Sloveno Le genti, che abbandonarono la Gianni è scomparso. La moglie Rosa figure sullo sfondo di un paesaggio costa per dirigersi verso il continene il figlio Luca lo aspettano. La polizia sconvolto da un inarrestabile “sviluppo te, mutarono attitudini e abitudini indaga. In paese nessuno, neppure chi senza progresso”. ma non abbandonarono la propria Spettacolo realizzato con il contrilo conosce da una vita, sa dove sia finito. “natura” acquatica, adottando un “ ... la coppia è come con un bilanciere buto della Provincia di Trieste - Assessingolare comportamento anfibio da cinquanta chili: cominci la prima sorato alle Politiche Giovanili di Pace e diffuso, con varianti regionali, in serie e il sangue scorre... ti guardi allo legalità tutto il sud-est asiatico: case fatte c.s. specchio e bicipiti, quadricipiti e petper navigare e battelli usati come torali lavorano tutti dimore. assieme... ti senti A metà del 19° secolo, Bangkok un Dio... questo è il veniva descritta come una città di fidanzamento! Dopo 70.000 case e negozi galleggianti i primi dieci scatta per 350.000 persone. la forza di volontà... Sir John Bowring (The Kingdom i muscoli cominciano and People of Siam,1857) descrive ad affaticarsi e la mente lavora al massimo ma vai avanti... e questo è il matriI primi appuntamenti della monio! Ultima serie, rubrica Usanze e transuultimo strappo: qui manze sono stati pubblicati la testa non capisce sui numeri 19, 21, 22, 23, 24 Imbarcazioni fluviali Thailandesi (Acquarelli di propiù un ca... Ops, bame 26. prietà di “Jim Thompson Foundation” – Bangkok Fra tutti gli oggetti che circondano l’uomo quello che certamente merita l’appellativo di “antropologico” per eccellenza è la casa, la propria abitazione. Non solo lo circonda: lo contiene; in qualità di spazio aggiunto ai limiti del corpo, accoglie ed ospita l’Esser-ci (Dasein), lo ripara, lo difende, lo preserva dal caotico estraniamento del mondo esterno. All’interno del focolare domestico l’essere umano trova un rifugio, una sicurezza, un freno all’an- “Ti amo e ti amerò per sempre” sabato e domenica al Miela – Thailand) Sabato, 27 novembre 2010 CULTURA il tuono q 19 intervista a manuel termini, tra i fondatori di M.E.T.A. e voce ufficiale del concorso canoro Artisti in vetrina 2010 È ormai alla sua sesta edizione Artisti in cui i partecipanti sono stati divisi, ovin vetrina il concorso musicale per arti- vero band, cover e inediti. Il primo e il 3 sti emergenti promosso dall’associazione dicembre ci saranno invece le due semifiM.E.T.A - Musica Eventi Turismo At- nali, sempre nella sede di M.E.T.A., a cui tività - che gode del patrocinio del Comu- accedono i primi 16 cantanti cover, le prine di Trieste e della Provincia di Trieste. La me 5 band e i primi 5 cantanti inediti clasmanifestazione triestina, iniziata lo scorso sificatisi nelle qualificazioni. Infine la fina25 ottobre, è aperta a tutti gli artisti, can- lissima per designare il vincitore assoluto tanti, band, musicisti o cantautori della Re- l’11 dicembre al Teatro Silvio Pellico dove gione. Rispetto ai 68 della passata edizio- si sfideranno 9 cover, 3 inediti e 3 band. I ne gli iscritti di quest’anno sono stati ben primi anni era un tutti contro tutti invece 82 tra solisti e gruppi per un complessivo da qualche anno, anche grazie alle critiche di 136 partecipanti (divisi in 56 cantanti, 16 band e 10 interpreti di brani inediti). Un’iniziativa in continua evoluzione e crescita che quest’anno vede molte novità. Tra queste sicuramente la finalissima al teatro Silvio Pellico di via Ananian l’11 dicembre, serata nella quale verranno premiati i primi tre artisti di ogni categoria e verrà annunciato il vincitore assoluto. Ricchi i premi, ben 20 in questa edizione. Fra questi l’accesso di diritto a “Sanremo Rock” (edizione 2011) per il gruppo vincitore della I vincitori dell’edizione 2009 categoria band, l’incisione di un brano in uno studio di registrazione a Trieste e 50 copie incise su cd per il del pubblico che fanno sempre bene, si è primo classificato della categoria inediti e decisa la divisione in categorie per non arl’omaggio di un radio microfono per il pri- rivare in modo sproporzionato alla finale. Perché le selezioni un centro commo classificato della categoria cantanti cover. Le semifinali si terranno mercoledì 1 e merciale? L’anno scorso abbiamo organizzato le venerdì 3 dicembre. Per comprendere meglio il meccanismo selezioni sulle rive ma le condizioni atmodi Artisti in vetrina 6 abbiamo intervista- sferiche non sono state dalla nostra parte. to Manuel Termini, uno dei fondatori di Quest’anno abbiamo fatto richiesta per alM.E.T.A. e voce ufficiale del concorso cano- tre piazze ma Trieste, purtroppo, non da spazio per fare palcoscenico, ro fin dalla prima edizione. Com’è nata l’associazio«A Trieste, oltre a meno che non si faccia parte di qualche gruppo politico, ne M.E.T.A. e di cosa si ocal karaoke non cosa che noi evitiamo. Abbiacupa? c’è quasi nulla» mo quindi cercato un luogo È nata nel 2005 per cercapubblico commerciale al chiure di portare a Trieste qualche evento nuovo, un po’ di turismo. Noi so e il Montedoro, dove avevamo già fatorganizziamo serate a tema, manifesta- to “Piccole Stelle” e il “M.E.T.A. Summer zioni musicali, eventi pubblici ma anche Fest”, ci ha ospitato volentieri e lì abbiamo gite e attività escursionistiche. M.E.T.A. è creato un palco e un vero proprio back stanata all’inizio proprio per riuscire a creare ge. Novità di quest’anno? “Artisti in Vetrina”. Novità di quest’anno è Sono molte. Per prima, come già detto, stata “Piccole Stelle”, concorso dedicato ai bambini delle scuole elementari e medie le selezioni al centro commerciale Monrealizzato a maggio diviso anche questo tedoro. Altra novità la terza categoria in tre categorie musica, disegno e danza. introdotta quest’anno che è quella degli Hanno partecipato 160 bambini e già ci inediti, brani nuovi, cioè dei cantanti inhanno chiesto la prossima edizione quin- terpreti di una loro canzone o quella di un di direi che è stato un ottimo risultato. Tra amico che fa l’autore. Importante anche la l’altro la vincitrice della categoria musica, finalissima in Teatro, il concorso infatti è Francesca Marsi, ha passato le selezioni di aumentato di qualità e numero di parte“Artisti in vetrina 6”. Altra manifestazione cipanti, basta pensare che il primo anno è il“M.E.T.A. Summer Festival”, una setti- i concorrenti erano mana di esibizioni di musica e danza orga- 25 mentre quest’anno quasi 90, e semnizzata in estate. Come è nato il concorso Artisti in brava giusto avere una location più vetrina? È nato nel 2005 appunto in concomi- elegante per la finatanza con l’associazione. Eravamo sei soci le. Inoltre verranno fondatori ma ora ne sono rimasti solo premiati i primi tre tre. L’idea parte da due musicisti soci che di ogni categoria hanno proposto di dare spazio a cantanti anche se ci sarà il musicisti e band su un vero palcoscenico, vincitore assoluto. anche se piccolo, e che non fosse il classico Altra novità le coreografie di danza che karaoke. Come funziona il meccanismo del accompagneranno Manuel Termini le canzoni durante concorso? Ci sono varie fasi. La prima è una scre- la finale. Ulteriore punto è l’espansione matura dei cantanti cioè la selezione che si radiofonica, cioè la possibilità per tutti i è tenuta dal 25 al 28 ottobre al Montedoro semifinalisti di far sentire i loro brani e la Freetime dove gli artisti divisi in categoria loro voce sulle frequenze di Radioattività. si eliminavano l’un l’altro in vari gironi, Quest’anno inoltre per la prima volta la sicome quelli calcistici. Poi ci sono state le 4 gla è nostra, cantata da noi. Altra novità serate di qualificazione che hanno segna- il fatto che durante le selezione e la finalisto il vero e proprio inizio del concorso. Si sima due sponsor, un salone di estetisti e sono tenute, a partire dal 3 novembre, per un parrucchiere, a livello gratuito si sono quattro mercoledì nella sede di M.E.T.A. offerti di truccare e fare i capelli a tutti i in via Alpi Giulie 10. Qui si sono formate cantanti. Infine si possono seguire tutte 3 classifiche, una per ciascuna categoria le fasi dell’evento via streaming nel no- stro sito www.metaturisti. it e abbiamo scoperto che ci ascoltano molto nel meridione, a Milano, a Livorno e in altre regioni. Esistono limiti di età e di provenienza per partecipare al concorso? L’età minima per presentarsi al concorso è 14 anni, la massima quella che permette la voce. Nelle selezioni c’è stata una signora di 69 anni. I concorrenti vengono da tutta la regione, quest’anno molti locali, qualcuno di Sagrado ma gli anni scorsi abbiamo avuto anche concorrenti di Udine, Belluno, Gradisca, tutta la provincia di Trieste e si era iscritto un gruppo dalla Slovenia, anche se poi non si è presentato. I vincitori delle edizioni passate hanno poi avuto successo? Il concorso è un trampolino di lancio per questi ragazzi? Alle precedenti 5 edizioni hanno preso parte complessivamente 500 iscritti, tra solisti e gruppi, e alcuni di questi si sono imposti nel panorama musicale. Il primo anno ha vinto Raffaella Cortellino che canta ormai da tantissimi anni e partecipa ogni anno. È arrivata seconda nel 2008 e terza nella scorsa edizione. Vincitrice del 4° anno è invece Francesca Salcioli, nome d’arte Frina, che suona l’arpa, si è trasferita a Milano, vive di musica e quest’anno, grazie ad uno dei giurati di “artisti in vetrina”, la vogliono produrre. Il vincitore della 5^ edizione Christian Agosta suona e canta nei locali noti nella città e quest’anno partecipa nuovamente al concorso ma nella categoria band (Bivio H) mentre altre formazioni emerse dalle selezioni si stanno esibendo regolarmente con successo in locali della provincia e della regione. La manifestazione ha avuto anche il merito di incentivare la creatività degli aspiranti musicisti e cantanti, che dall’esecuzione di cover stanno sempre più spostandosi verso la presentazione di brani originali e la realizzazione di repertori propri. Qual è il livello dei cantanti di quest’anno? È sempre meglio, l’anno scorso il livello in finale era molto buono ma quest’anno ancora di più e gli artisti meritano la finale in un teatro. Chi ha più probabilità di vincere? Nei 5 anni hanno vinto 1 band e 4 cantanti cover. Non me ne vogliano i cantanti cover, tanti dei quali molto bravi, ma per “par condicio” spero vinca una band oppure un inedito anche per promuovere questa novità. Nella categoria band ci sono due band che prevalgono in classifica perché portano due generi originali, nelle cover c’è qualche bella voce, soprattutto femminile, negli inediti ci sono tre preferiti perché portano tutti e tre stili diversi. Qual è il metro di giudizio nel concorso e da chi è composta la giuria? Ogni anno cerchiamo di migliorare il metro di giudizio. All’inizio il metodo di valutazione era l’applausometro e alla fi- nalissima c’era una giuria popolare invece dal secondo anno abbiamo introdotto una giuria tecnica, formata da maestri di canto e musicisti non solo di Trieste, e una giuria popolare nella quale ogni partecipante si porta un suo giurato. Il regolamento è simile a quello del pattinaggio. Per la giuria popolare il voto più alto e più basso dell’esibizione vengono cancellati e i voti 1,2 e 3, cioè i più bassi, si possono dare solo una volta. La giuria tecnica invece vota per presenza scenica, tecnica e altri elementi. Quest’anno in giuria ci saranno personaggi conosciuti come la moglie di Luttazzi e speakers di alcune radio come quelli di Radioattività e di Radiocapodistria. Cosa ne pensa delle possibilità offerte ai giovani emergenti a Trieste? A Trieste, oltre al karaoke che in questi anni è un po’ di moda ma che è limitato perché non c’è una scuola dietro, non c’è quasi nulla. La città è limitata. I locali ti invitano solo per portare gente che poi consumi e non per fare una serata diversa e dare spazio alla musica. Anche noi all’inizio abbiamo avuto difficoltà per farci conoscere. Ci prendevano in giro e ci chiamavano “la corrida triestina”, io mi sono molto arrabbiato perché mi sembrava un’offesa nei confronti delle persone che vengono a cantare da noi. Adesso invece ci conoscono un po’ di più e siamo più apprezzati per la serietà e l’impegno del nostro lavoro durante l’anno. Non resta che aspettare dunque la grande serata finale del concorso al teatro Silvio Pellico di via Ananian l’11 dicembre per scoprire i vincitori. Per l’occasione, come già accennato nell’intervista molti saranno gli spettacoli che faranno da sottofondo alla musica. La serata infatti prevede uno spettacolo di ballo con coreografie a cura di Yana Rivano, insegnante dell’Asd Ventaglio, con la partecipazione delle allieve della Asd Muggia ’80 e della Scuola danza Attitude del Centro gioco sport “A. Coselli”e infine l’esibizione del gruppo Toc Tap diretto dalla maestra di danza Michela Bianco (che accedono di diritto in qualità di ospiti perchè vincitori del concorso “Piccole stelle” nella categoria danza). Il costo del biglietto va dagli 8 ai 14 euro, per i tesserati M.E.T.A. il guardaroba è gratuito. Si possono acquistare i biglietti presso la sede di M.E.T.A in via Alpi Giulie 10 o presso Radioattività in via Campo Marzio 6. Da ricordare inoltre che l’evento si può seguire in differita sul sito www.metaturisti.com mentre dal lunedì al venerdì alle 19.30 e il sabato e la domenica alle 13.00 si potranno ascoltare le interviste a tutti i semifinalisti sulle frequenze o sul sito di Radioattività. Sara Cristaldi 20 q il tuono CULTURA Sabato, 27 novembre 2010 fino a domenica 28 novembre Oklahoma!, musical di punta di questa prima parte di stagione dello Stabile del Friuli Venezia Giulia Il musical Oklahoma! in scena al Rossetti Possiede tutto quanto si addice a un grande musical, la bellissima edizione di Oklahoma! fino a domenica 28 novembre al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: un cast straordinario capitanato dalla star londinese Marti Webb, una colonna sonora piena di energia e di arie note (firmata da Rodgers e Hammerstein), un libretto accattivante che sullo sfondo delle rivalità fra fattori e cowboy in una terra ancora molto selvaggia ci fa appassionare alle storie d’amore e alle scaramucce di gelosia dei giovani protagonisti… E se ciò non bastasse potremmo menzionare ancora coreografie e balletti da togliere il fiato (Oklaho- ma! ne contiene uno “da record”, addirittura della durata di 15 minuti, che chiude nel segno del più puro entusiasmo il primo atto dello spettacolo), una varietà e una ricchezza di costumi che è ormai rara, e poi una scenogra- consecutive. Esito che si è puntualmente ripetuto per le riprese negli Stati Uniti come pure nel West End. Il musical trae ispirazione da Green Grow the Lilacs, una commedia di Lynn Riggs basata sulla vita dei colonizzatori dei territori indiani dell’Oklahoma. Su questo soggetto hanno lavorato Richard Rodgers e Oscar Hammerstein II, i celeberrimi creatori di The sound of Music (Tutti insieme fia poetica e mutevole in appassionatamente), e la cui non mancano carri, loro firma è già sigillo di casette, steccati, colorati garanzia: musica, libretto e liriche si fondono in e romantici tramonti… La produzione per l’UK un unicum suggestivo e Tour di Martin Dodd che armonioso, tale che Oklafirma l’allestimento ori- homa! va ricordato, da un ginale inglese, ospite a certo punto di vista, come Trieste in esclusiva per un momento fondante e rivoluzional’Italia, ha fatto dunrio. que le cose “in granUn cast È infatde”… sfavillante, ti il primo E non poteva escoreografie s p e t t a c o l o sere diversamente per un musical che mozzafiato, nella storia del musigià di suo è un evenuna storia cal in cui le to: Oklahoma! nasce poetica e canzoni ed i nel 1943, il suo dedivertente balletti sono butto a Broadway è perfettamensalutato da un tale successo che – fatto mai te integrati nella trama. accaduto fino ad allora – Inoltre i due autori scelsupera le 2.200 repliche sero per il cast – a diffe- renza di quanto accadeva tradizionalmente – dei veri e propri cantanti che sapessero anche recitare (e non il contrario) e ciò a sottolineare la bellezza – oltre che la complessità – delle canzoni: melodie che ognuno riconoscerà, come Oh What a Beautiful Mornin’, The Surrey With the Fringe On Top, People Will Say We’re in Love, Many a New Day, I Cain’t Say No. Una meravigliosa varietà connota anche le coreografie originali firmate Agnes De Mille (allora al suo debutto nel musical a Broadway): esprimono eccezionale ricchezza, acrobazia, vitalità e incantano il pubblico con pericolosi salti, numeri d’abilità dei cowboy e l’eleganza e giocosità dei balli delle ragazze. La trama è incline a un’evoluzione scenica ricca di musiche e coreografie: l’avventurosa e romantica storia d’amore fra la giovane Laurey Williams e il cowboy Curly McLain si svolge infatti soprattutto durante un ballo particolarmente turbinoso. Oklahoma! replicherà alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti fino a domenica 28 novembre: sabato e domenica le recite saranno pomeridiane, con inizio alle ore 16, e serali, alle ore 20.30 c.s. Giornata Mondiale della Gentilezza, un’occasione per tutti Si è svolta il 13 novembre scorso la Giornata mondiale della gentilezza, promossa dal WKM (Movimento Mondiale per la Gentilezza), gruppo lanciato ufficialmente a Singapore nel 2000 alla sua terza conferenza. Il festeggiamento, che è passato in sordina, aveva come obiettivo la diffusione della gentilezza, del senso civico, del rispetto profondo delle regole, della cosa pubblica, dell’ambiente e delle persone, nel quadro di una più armoniosa convivenza civile tra gli uomini di virtute e conoscenza. Il biglietto italiano per i festeggiamenti, che si poteva stampare per l’occasione e consegnare a chi si voleva, recava la seguente scritta: “Un tuo grazie per la piccola gentilezza, che ti ho riservato, è già troppo. A me basta la soddisfazione intima che sento quando mi capita di aiutare il prossimo o quello che provo rispettando i miei concittadini, la cosa pubblica, le regole e i doveri”. Queste parole possono sembrare forse quasi ridicole, se confrontate a quelle usate dai partecipanti della trasmissione del GF (trasmissione televisiva del Grande Fratello), ma la scurrilità dei loro dialoghi non può e non deve prevalere. La gentilezza reclama la sua rivincita e il biglietto di ringraziamento proseguiva con altre frasi “Guardati attorno: c’è sempre qualcuno che ha bisogno e non ti chiede nulla. Aiutalo! Proverai la stessa profonda soddisfazione che provo io in questi momenti. Diventa anche tu attore di gentilezza e contribuisci a propagare questa idea, passando questo biglietto a colui che, per il tuo atto gentile, ti dirà grazie”. Nel dizionario delle buone maniere oggi ci troviamo spesso inserite delle parolacce, sinonimo di cattiva educazione, pronunciate dai ragazzetti con aperto tono di sfida e fin troppa disinvoltura. Erasmo da Rotterdam (Geert Geertsz 1466-1563) ha dedicato la sua opera “La civiltà puerile” a un ipotetico percorso di bon ton rivolto ai bambini. L’idea non è banale, il suo testo, infatti, è rimasto alla base della pedagogia europea sino alla fine XIX secolo. Il comportamento “infantile” andrebbe ancor indagato, per la sua spontaneità e schiettezza, da non confondesi con rozzezza e ignoranza generati dai modelli negativi. Il galateo indica uno stile di comportamento rispettoso, che consente di entrare in tutti gli ambienti, di sentirsi benvoluti e a proprio agio ovunque, il che è frutto di una gentilezza interiore. La buona educazione non è stucchevole e non dovrebbe mai passare di moda, perché è un obbligo nei confronti di noi stessi e degli altri. Il WKM dà dei suggerimenti, delle idee, a chi non ne ha, su cosa fare di gentile. Per persone che si conoscono: lasciate loro un regalo inaspettato; fate la “danza della gioia” per un amico; scrivete una poesia o un racconto per qualcuno che amate. Per persone che non si conoscono: iniziate una conversazione con una persona anziana sul bus; abbracciate le prime tre persone che vedete; pagate al posto di una persona che sta dopo di voi in fila. Gentilezze per il mondo: spedite una lettera di ringraziamento a chi fa del bene per l’ambiente; piantate un alberello da frutto nel parco; cucinate cibo biologico. Per voi stessi: giocate con persone sconosciute nel giardino; sbarazzatevi di qualcosa a cui tenete; scrivete un messaggio positivo e lasciatelo in un bar (affinché qualcuno lo scopra). Provare per credere: la gentilezza è contagiosa! Un esempio di buone pratiche ci viene da Reggio Emilia, e diteci voi se non sarebbe bello condividerlo anche a Trieste. L’Amministrazione pubblica ha pensato di proporre una campagna contro la “mala educaciòn”, invitando gli avventori del centro e il popolo della notte a non sputare, non orinare all’aperto, raccogliere gli escrementi degli animali, non abbandonare bottiglie e altri rifiuti, non imbrattare o danneggiare arredi urba- ni, non gridare nelle ore notturne. La campagna è stata distribuita tramite pubbliche affissioni, spot radiofonici e televisivi, sull’onda dello slogan “Reggio è casa tua”. Nel 2009 il Comune aveva già speso 95 mila euro per il lavaggio, la pulizia delle strade e la cancellazione dei graffiti dai muri, tanto per far capire che i maleducati non solo infastidiscono, ma addirittura costano. Il comitato italiano del WTM, nato a Parma nel 2001, sottolinea alcune azioni che dimostrano cura nella cortesia verso l’altro: attenzione e disponibilità verso il prossimo, osservanza delle leggi e delle regole vigenti, attaccamento e difesa della famiglia, impegno e attivismo nella vita quotidiana, fiducia e progettazione del futuro, equilibrio tra sentimenti e ragione, apertura del cuore e della mente, amore e divulgazione della cultura, conoscenza e rispetto per le tradizioni e l’ambiente. Il movimento italiano della gentilezza organizza aperitivi culturali, collaborazioni con riviste ed enti, premi speciali e raccolte di fondi. Lodevole è il concorso “diario della gentilezza” valido nelle scuole di ogni ordine e grado. Prevede premi per le migliori frasi riportate dagli studenti sui loro compagni di classe. In un “Diario di classe” (che può essere un semplice raccoglitore a ganci) vengono inserite mensilmente le segnalazioni (nomination). Ogni segnalazione consiste in un foglio in cui compare il nome del compagno segnalato, il gesto o comunque il motivo della segnalazione in breve sintesi e il nome dell’alunno autore della segnalazione stessa. Calcolando ottimisticamente una segnalazione al mese per ogni alunno, considerando 25 alunni circa per ogni classe, si può arrivare alla raccolta di ben 175-200 pagine di diario della gentilezza. Non mi resta che concludere ringraziando te che hai letto questo mio articolo. Nuria Kanzian il tuono q 21 CULTURA Sabato, 27 novembre 2010 a partire da martedì 30 novembere un ricco programma accompagnerà i triestini alla scoperta della bellezza poetica XIII Festival Internazionale della Poesia Il Festival Internazionale della Poesia è espressione e parte di un progetto volto a ridare a Trieste il respiro internazionale che aveva in ambito letterario, ridiventando così un crocevia culturale prezioso per tutti. Sono stati selezionati i vincitori dei diversi premi per il 2010: Ion Deaconescu (Romania) per il Premio Internazionale Trieste Poesia, Sabrina Mori Carmignani (dal tedesco) per il Premio Gerald Parks alla Traduzione e Rade Siljan (Macedonia) per il Premio Anthares “Un Poeta per la Pace”. È prevista inoltre la presenza dei poeti Boris Vishinski (Macedonia) e Tal Nitzán (Israele). All’interno del festival si svolgerà inoltre il 5th Trieste International Poetry Slam, in collaborazione con l’associazione Nadir Pro e gli Ammutinati, con altri ospiti internazionali. Anche la musica accompagnerà le giornate del festival, con i concerti dei cantautori Giulio Casale e Massimo Zamboni. Questo il programma della manifestazione: martedì 30 novembre, ore 18.30, presso il Museo Carlo e Vera Wagner (via del Monte 5 -7) Poesia da Israele in collaborazione con la Comunità ebraica di Trieste. Tal Nitzán leggerà le proprie poesie tratte da Architettura d’interni, la sua prima pubblicazione in Italia. Presenta Gaetano Longo. Giovedì 2 dicembre, presso lo Stabilimento Ausonia, Riva Traiana 1 5th International Trieste Poetry Slam in collaborazione con Nadir Pro e gli Ammutinati. Alle ore 19.30 OPEN MIC, competizione aperta per la selezione dei tre poeti che gareggeranno allo slam con i poeti ospiti. Alle ore 20.30 INTERNATIONAL TRIESTE POETRY SLAM: EmCee: Maurizio Benedetti & Matteo Danieli. Cash Prize: 200 euro. Alle ore 21.30 MASSIMO ZAMBONI in concerto: il musicista (ex CCCP e CSI) e scrittore presenta Tre motivi di saggezza. Venerdì 3 dicembre alle ore 17.00, presso il Caffè Tommaseo, piazza Tommaseo 4/c, Pacem in progress in collaborazione con il Salotto dei Poeti. Antologia poetica a favore dei bambini orfani della Tanzania, presentata da Carla Carloni Mocavero. Sarà presente il missionario laico Claudio Turina Alle ore 20.30, presso Stabilimento Ausonia, Riva Traiana 1, Letture dei poeti ospiti Ion Deaconescu (Romania), Rade Siljan (Macedonia), Tal Nitzán (Israele), Boris Vishinski (Macedonia), Mary B. Tolusso. A seguire, alle ore 21.00, Intrusioni musicali con Christian Sinicco e i Baby Gelido, Maria Teresa Atzori e il Circolo di Jambo Gabri. Alle ore 21.45 GIULIO CASALE in concerto: già frontman del gruppo rock Estra nonché scrittore (Pre- Progetto Trieste Poesia All’estero, quando si parla di letteratura, Trieste assume una luce particolare, perché la si conosce attraverso gli occhi di quelli che furono suoi grandi cantori come Rilke, Joyce, Kosovel e Saba. Eppure non esisteva a Trieste nessuna manifestazione capace di richiamare i grandi nomi del panorama letterario internazionale e più specificatamente poetico. Il Festival Internazionale della Poesia nasce dalla volontà di far rifio- dotArt e l’arte come punto di partenza La giovane dotART, associazione culturale nata a dicembre 2009, ha già portato a termine numerose iniziative in ambito culturale, specializzandosi nell’organizzazione di mostre e concorsi inerenti al mondo della fotografia semi professionale e d’autore. In brevissimo tempo dotART ha raccolto oltre centocinquanta iscritti, a Trieste e nel resto d’Italia, grazie all’appoggio di soci e sostenitori. Le iniziative svolte finora hanno portato a un’ampia visibilità della stessa associazione, partendo dalla mostra/concorso fotografico II mostra collettiva dotART , con premi ai fotografi e votanti, che ha avuto luogo nel periodo di febbraio e marzo 2010 grazie all’esposizione delle opere presso un raffinato bar buffet di Trieste. Accanto a questa iniziativa, dotART si è impegnata nell’organizzazione di un altro concorso fotografico dal titolo Urban – Immagini di vita quotidiana della città per tutto il mese di febbraio 2010, che mirava a cogliere scorci, persone, volti e strade della città in generale, premiando, anche in questo caso, fotografi vincitori (l’evento verrà riproposto nuovamente nel corso del 2011). mio Grinzane Cavour), il cantautore presenterà il proprio repertorio da solista Sabato 4 dicembre, presso il Caffè Teatro Verdi, in piazza Verdi 1/b, alle ore 18.00 Preludio musicale, concerto di musica barocca con Simone Pansolin alla tromba e alla chitarra barocca. Alle ore 18.30 Miniature, presentazione della raccolta poetica di Simone Pansolin a cura di Fabio Russo. Alle ore 19.30 Consegna ufficiale dei Premi: Ion Deaconescu (Romania) 12° Premio Internazionale Trieste Poesia; Sabrina Mori Carmignani (dal tedesco) 7° Premio Gerald Parks alla Traduzione; Rade Siljan (Macedonia) 7° Premio Anthares “Un poeta per la pace”. L’attore Maurzio Zacchigna leggerà le poesie di Ion Deaconescu. Per maggiori informazioni www. www.triestepoesia.org. c.s. dotART però non si è fermata solo e il territorio, concorso fotografico che vuole coinvolgere tutti gli intea Trieste. Con la mostra fotografica Sguar- ressati a cogliere scorci e attimi della di artistici sulla gioia dell’infanzia città negli ultimi dieci anni. Le foto si (giugno – luglio possono presentare dal 15 novembre 2010), l’associa- fino al 31 dicembre 2010. Poco a poco, quindi, l’immagine zione si è inserita in un contesto dell’associazione ha iniziato a cresceeuropeo, affian- re; concentrando il proprio interesse candosi ad as- soprattutto sulla fotografia, ma non sociazioni come solo. dotART organizza corsi di diArcoiris – Onlus segno con professionisti, seminari di di Trento e Sztuk scrittura collettiva e di scrittura cre– Swiadomosc ativa. dotART, dopo aver partecipae Biesko Biala to alla realizzazione del reading Re(Polonia) in oc- Beat – La notte dei Beatnik viventi casione della Fe- (una serata di musica, immagini e sta del Bambino letture sulla cultura beatnik, tenutasi ( I n t e r n a t i o n a l presso il club Zyp di Trieste), proporChildren’s day). rà serate di lettura di testi dalla prosa L’iniziativa si è alla poesia, in modo da coinvolgere svolta in un cli- un pubblico sempre maggiore, metma di impegno tendo al centro l’amore per l’arte, in sociale nella rac- tutti i suoi punti di appartenenza. Francesca Schillaci colta di fondi per Staff dotART i bambini di strada del Brasile. dotART si propone di ampliare i suoi orizzonti culturaMercoledì 1 dicembre alle ore 19.00 avrà li in questa direinizio la mostra fotografica Il Grande Sogno di zione, attraverso Carlo Pacorini e Francesca Schillaci presso la Cafi contatti con alfetteria Goppion inVia S. Lazzaro, Trieste. tri paesi europei Il fotografo triestino presenterà scatti degli USA, finalizzati alla prediligendo la città di New York in determinate collaborazione e circostanze; ad affiancare le immagini ci saranno allo scambio recialcuni testi di scrittura creativa che affronteranno proco di mostre. varie tematiche, nel tentativo di creare un crossover Attualmente di due forme d’arte diverse. dotART, con la La mostra rimarrà allestita fino alla fine di gencollaborazione naio 2011. della Provincia, Durante la serata ci sarà un piccolo buffet offerto ha organizzato e dalla Caffetteria Goppion e la possibilità di interasta lavorando per gire con gli stessi artisti e tutti i soci dotART. Trieste – La città rire il contatto tra la città e la poesia internazionale e realizzare l’ambizioso progetto di rivedere Trieste come principale crocevia letterario d’Europa. Il Premio Internazionale Trieste Poesia è un riconoscimento per l’opera di autori che hanno contribuito alla grande poesia internazionale. Le altre menzioni del festival sono il Premio Gerald Parks alla Traduzione e il Premio Anthares “Un Poeta per la Pace”. Francesca Reggiani al Teatro Bobbio Venerdì 3 dicembre alle ore 21.00 al Teatro Orazio Bobbio in via del Ghirlandaio, 12 andrà in scena lo spettacolo Tutto quello che le donne (non) dicono di Valter Lupo, Francesca Reggiani e Gianluca Giugliarelli con Francesca Reggiani. La regia è di Valter Lupo. Francesca Reggiani ci regala con la sua inimitabile verve comica una serie di riflessioni sugli argomenti di attualità più disparati per passare alle tematiche che riguardano i sentimenti, l’amore e la vita di coppia. Di qui i racconti di donne, che dopo anni di Deserto Dei Tartari, non trovando un uomo degno di questo nome, sono disposte anche a cambiare religione, nel tentativo di sturare il tappo di solitudine che spesso le accompagna da anni. L’amore è una cosa meravigliosa? Per informazioni Teatro Orazio Bobbio, via del Ghirlandaio, 12 tel. 040.948471 e-mail [email protected] www. contrada.it c.s. 22 q il tuono VIAGGI Sabato, 27 novembre 2010 È bianco il capodanno brasiliano Per la notte di San Silvestro gli abitanti di Rio de Janeiro si vestono con il colore della luce. E la festa sembra non finire mai Traffico chiuso sulle strade principali di Rio: il pomeriggio del 31 la città é in vibrante attesa e i rumori quotidiani vengono coperti dai primi “botti” che annunciano l’avvicinarsi della grande festa: per raggiungere l’immensa spiaggia che si snoda tra Copacabana e Ipanema si può chiamare un taxi – con grande anticipo – o prendere il metrò, se ci si é già muniti di biglietto almeno il giorno prima…perché il 31 dicembre i biglietti sono razionati, venduti in quantità enorme ma limitata, per permettere ad un fiume di persone di muoversi in sicurezza: organizzazione ottima per gestire lo spostamento e soprattutto la festa della “Cidade Meravilhosa”, Rio de Janeiro, la seconda città più grande al mondo. Ed é davvero un fiume in piena quello che attraversa la città, un fiume che con la sua corrente trascina dal metrò alla spiaggia oltre due milioni di persone che, con il consueto ritmo lento brasiliano, si spargono sul lungomare, riempiendo ogni spazio vuoto tra palme, baracchini di bibite e venditori ambulanti. Poco prima di mezzanotte, di fronte all’oceano, quel mare di gente inizia a ballare e due milioni di sorrisi e di voci si mescolano al conto alla rovescia del “Reveillon”, la festa che ogni anno offre uno spettacolo incredibile di “bombou”: tonnellate e tonnellate di fuochi d’artificio colorano il cielo specchiandosi nel mare. Ma il vero spettacolo lo fanno, come sempre accade, i carioca, gli abitanti di Rio. Tra la schiuma delle onde sul bagnasciuga e le palme che delimitano la spiaggia separandola dalla grande Avenida Atlantica, non si riesce a vedere nemmeno un granello di sabbia, tante sono le persone che vi si accalcano, e lo sguardo si perde ad ammirare quella folla immensa di corpi danzanti. E tanto più affascinante é lo spettacolo, perché la grande maggioranza dei brasiliani per la notte di Capodanno usa vestirsi di bianco, colore di luce e di pace, dando risalto al colore della pelle, che qui in Brasile ha sfumature infinite, dal nero più nero al bianco latte passando per tutte le tonalità del cioccolato e del caffè: splendido ed umanissimo risultato di mescolanze di razze e di popoli che hanno dato vita alla gente di questo immenso paese, incredibilmente varia eppure singolarmente brasiliana. Brasiliana soprattutto nel modo di ballare, perché quando la musica inizia, il ritmo prende il sopravvento e sembra muovere esso stesso le persone: lo si può dire con certezza, non è dal cervello che i corpi dei brasiliani si lasciano comandare! Ma il Capodanno in Brasile non è soltanto la festa del nuovo anno che arriva e di uno vecchio che se ne va: Rio de Janeiro nella notte del 31 dicembre festeggia anche Iemanjà, la dea del mare, dea africana che in seguito alle deportazioni degli schiavi nelle piantagioni brasiliane è entrata a far parte della religione, che in Brasile si dice essere cattolica, ma in realtà è un colorito sincre- tismo di diverse ed antiche credenze. I colori di Iemanjà sono da sempre il bianco e l’azzurro ed è per questo che in passato, quando i culti africani erano proibiti, la gente adorava l’immagine della Madonna, “Nossa Senhora”, identificandola con la dea del mare. Ed ancora oggi i brasiliani festeggiano a modo loro questa dea, gettando in mare fiori bianchi, preferibilmente fiori di palma. Ma chi ha desideri speciali per l’anno nuovo non si limita ad offrire i fiori e lascia in balia delle onde una piccola barchetta carica di doni speciali quali profumi, specchi e gioielli, oggetti cari a Iemanjà, dea bellissima e vanitosa: se il mare porta via la barchetta, significa che la dea ha apprezzato i doni e si prodigherà per realizzare il desiderio, scritto su un pezzetto di carta e nascosto tra le offerte; se invece le onde restituiscono il prezioso carico alla terra, la preghiera non verrà esaudita. Ma i brasiliani, si sa, sanno essere allegramente esagerati: per avere maggiori pro- babilità che i loro desideri vengano esauditi, hanno ancora una tradizione….di riserva, meno religiosa ma molto divertente: saltare sette onde che si infrangono sul bagnasciuga, allo scoccare della mezzanotte. La prudenza non è mai troppa! Esauriti tutti i riti e le scaramanzie e fatti gli auguri per un “bom ano novo”, le tradizioni lasciano spazio ad una lunga notte di festa: il meglio della musica techno, trance, house dell’anno appena trascorso ed un’infinità di bicchieri di caipirinha fan fare i primi passi... di danza nel nuovo anno. Che non potrebbe iniziare in modo migliore! Chiara Meriani “Saugi!”. Brindisi tropicale al sapore di cachaça Ricavata dalla canna da zucchero, la cachaça, un liquore forte e dolce, è la bevanda nazionale brasiliana. Chiamata anche “agua ardente”, viene utilizzata per creare gustosissimi cocktail, come la caipirinha, a base di succo di diversi agrumi. Specialissima la cachaça “mel e limao”, mescolanza magica tra la dolcezza del miele e l’asprezza del limone. Proposte di turismo responsabile in Brasile to splendido davvero. Nei giorni seguenti si visita il quartiere bohemienne di Santa Teresa, risalendo la collina con il caratteristico bondinho (che assomiglia al nostro tram de Opcina!); e il quartiere popolare e vivacissimo di Lapa, a ritmo samba. Poi la visita ai progetti dell’associazione Beneficente Amar con partecipazione alle attività del centro di accoglienza; la visita allo stadio Maracanà e infine al centro con i musei e la cattedrale. L’itinerario prevede la presenza di un accompagnatore locale. www.planetviaggi.it Planet propone viaggi nelle bellezze naturali dell’immenso paese e la visita dei luoghi storici più famosi, ma anche incontri con le comunità Indios e la scoperta del sincretismo religioso. La prossima partenza é prevista per il 19 dicembre, con rientro il 2 gennaio: ma ci si può accordare per altre date e per un minimo di due viaggiatori. Il viaggio a Rio inizia con la visita alla Casa di Maria situata a Grajaù - dove si alloggia - e la scoperta dei suoi progetti sociali. Poi si prosegue con la visita al famosissimo Cristo Redentor, alla Floresta de Tijuca e al Pao d’Açucar da cui si ammira un tramon- Viaggi Solidali propone un viaggio di turismo responsabile davvero intenso, non solo per i contenuti turistici veramente ricchi ma anche per le tante occasioni di incontro e approfondimento con persone e associazioni che operano per lo sviluppo del territorio locale su vari fronti: da quello ambientale, al sociale, al culturale. Come i volontari dell’ONG torinese CISV, che da anni stanno accanto a chi vive nella periferia di Rio de Janeiro cercando di contrastarne la favelizzazione, attraverso lo sviluppo degli orti famigliari con tecniche di agricoltura sostenibile, il sostegno alle cooperative agricole per la coltivazione della terra e la commercializzazione dei prodotti. Sempre in queste aree, CISV lavora a fianco delle associazioni locali che cercano di creare un tessuto sociale coeso, soprattutto a beneficio dei più giovani. Nei dintorni di Rio si va a visitare il Parco Nazionale Serra do Orgaos e le splendide cascate di Iguazu. Il viaggio poi prosegue per Silves e prevede alcuni giorni in Amazzonia e diversi giorni a Salvador de Bahia. Il viaggio solitamente si svolge in estate. www.viaggisolidali.it il tuono q 23 SPORT Sabato, 27 novembre 2010 Gli alabardati al Rocco affrontano il grosseto, una diretta rivale alla salvezza, mentre continua l’astinenza dal gol La Triestina in cerca della vittoria La Triestina soffre in attacco e neanche contro il Sassuolo, ultimo in classifica, riesce a trovare la via del gol. Un problema da risolvere quanto prima intervenendo sul mercato di riparazione a gennaio, alla ricerca di un bomber esperto o almeno da doppia cifra onde evitare brutte sorprese nel proseguo del torneo cadetto. Nelle ultime sette partite disputate, a parte la parentesi vittoriosa di Livorno, la squadra non ha trovato la via del gol confermando così il primato negativo di avere il secondo peggiore attacco della serie B con 13 reti all’attivo (solo il neopromosso Portogruaro ha fatto peggio con 12 gol realizzati). Il tecnico Iaconi ha prevalentemente utilizzato Godeas e Marchi: il primo nonostante le difficoltà dovuta dalla poca assistenza ricevuta dal centrocampo ha siglato 4 reti, mentre il secondo non essendo un vero e proprio uomo d’area è andato in gol per 3 volte. Della Rocca è stato impiegato poco, ma da quanto dimostrato in passato non ha la vena realizzativa di un marcatore che trova la via del gol con una certa frequenza, nonostante sia dotato di una buona tecnica individuale. In attesa di qualche mossa sul mercato da parte della società a gennaio rimane da giocare la carta Longoni: l’argentino nelle poche volte che è stato messo in campo ha dimostrato degli ottimi spunti. La Triestina già da oggi pomeriggio (fischio d’inizio fissato alle ore 15, stadio Rocco) dovrà cercare la via della vittoria contro il Grosseto, diretta avversaria nella lotta salvezza. I toscani non se la passano affatto bene visto che attualmente ricoprono la terzultima posizione in classifica assieme al Piacenza e all’Ascoli (penaliz- zato di 3 punti). In settimana la società ha risolto consensualmente il contratto con il direttore sportivo Andrea Iaconi (fratello del mister alabardato Ivo), al suo posto è subentrato Antonino Imbroglia ex ds del Piacenza e attuale proprietario del Kas Eupen, formazione militante nella massima divisione belga. Il tecnico Moriero (contestato a fine partita contro l’Albinoleffe dal presidente Camilli), dovrà fare a meno degli squalificati Alessandro e Freddi. Qualche problema per l’infermeria alabardata: si spera di recuperare in extremis Malagò e Filkor entrambi alle prese con dei problemi alla caviglia, mentre Brosco è ancora ko dopo l’infortunio accorsogli nella partita disputata con la maglia della nazione under 21 del neo ct Ciro Ferrara. Tempi lunghi di recupero invece per il portiere Colombo e per Scurto che dovrà sottopor- si a breve ad un intervento. I precedenti storici nella serie cadetta al Rocco vedono 2 vittorie alabardate, nessun pareggio e 1 vittoria del Grosseto. Questo il programma della diciassettesima giornata del girone di andata della serie B: Atalanta – Livorno, Crotone – Vicenza, Empoli – Sassuolo, Frosinone – Ascoli, Modena – Cittadella, Padova – Varese, Pescara – Portogruaro, Piacenza – Torino, Reggina – Albinoleffe, Siena – Novara. Denis Locoselli Per il Kras Repen partita rinviata a causa della pioggia Viaggio a vuoto per la prima squadra del Kras Repen in occasione della dodicesima giornata del girone C della serie D. La partita in programma a Montecchio Maggiore è stata rinviata a causa del campo reso impraticabile dalla pioggia. Le due squadre hanno effettuato il canonico riscaldamento e poi i due capitani hanno effettuato il tradizionale sopralluogo assieme all’arbitro per vedere se la palla rimbalzava regolarmente. Il terreno viscido e il fango hanno sconsigliato la disputa dell’incontro, che sarà recuperato mercoledì 1 dicembre anche perchè mercoledì 8 dicembre ci sarà un turno infrasettimanale di campionato. Per i carsolini tale recupero rappre- senterà l’occasione ideale per conquistare la vittoria e dare così una decisa spallata a una diretta rivale per la salvezza. I veneti sono ultimi in classifica con 7 punti assieme al Montebelluna e stanno dietro a Torviscosa (8 punti), Belluno (9), Opitergina, Kras Repen e Città di Concordia (11) nonchè Este (14). Ricordiamo che al termine dei 34 turni in programma retrocederanno le ultime tre. Intanto domenica 28 dicembre il Kras ospiterà - alle 14.30 a Rupingrande - il Chioggia Sottomarina, settimo in graduatoria a quota 20. L’allenatore in seconda Valter Ridolfi (vice di Marino Tergeste Pallanuoto al via È iniziata ufficialmente la stagione sportiva della Tergeste Pallanuoto, la seconda società di waterpolo della nostra città. Il sodalizio triestino, dopo la grande annata d’esordio culminata con il primo posto nel campionato di serie D, si appresta a vivere un 2010/2011 di notevole impegno. La prima squadra, infatti, prenderà parte al difficile campionato di serie C con una formazione dall’età media molto bassa (intorno ai 20 anni), ma composta da elementi di qualità e dalle ottime prospettive di crescita. Il ruolo di portiere titolare sarà affidato a Giovanni Vannella, per due anni consecutivi il secondo della Pallanuoto Trieste in serie A2. Il gruppo sarà puntellato dagli esperti Verh, Colino, Bonetta, Maver, Ulessi e Liggeri, rinforzato dall’innesto del centroboa goriziano Mattia Namar (anche lui traghettato dalla Pallanuoto Trieste) e arricchito dalla freschezza atletica dei giovanissimi Udovicic, Pajero, Mameli, Bastiancich, Ravalico e Stefano Giorgi (in doppio tesseramento con la Pallanuoto Trieste). Stessa formula per l’ultimo nuovo innesto, l’attaccante mancino Matteo Degrassi, una delle migliori promesse della waterpolo giuliana, il cui compito è quello di fare esperienza in ottica serie A. Il primo impegno agonistico della Tergeste Pallanuoto era fissato per il 10 novembre, quando la squadra allenata da Janez Vodopivec ha affrontato nella piscina di Capodistria l’Oljimpia Lubiana nella prima giornata della Lega Slovena, difficile campionato a cui prendono parte tutte le più forti squadre della vicina repubblica e la blasonata formazione croata del Medvescak Zagrabia. L’esordio è stato positivo: dopo un avvio contratto è arrivato un successo per 15-4. Un torneo che risulterà utilissimo per la crescita dei giovani della Tergeste Pallanuoto. La società del presidente Giacomini e del dirigente Piero Bonetta schiererà anche una formazione Under 15, nella quale sono stati inseriti anche i migliori talenti della Pallanuoto Trieste, e l’Under 17 “B” che sarà diretta in panchina dal tecnico Beppe Bergamasco. m.la. Kragelj sia in prima squadra sia tra gli juniores nazionali) afferma: «Ogni partita è una battaglia: noi stiamo bene e ci siamo allenati bene, scherzando anche molto». Gli juniores nazionali, invece, sono reduci dal 4-0 casalingo inflitto al Città di Concordia, un risultato utile per dimenticare le tre precedenti sconfitte consecutive. I biancorossi sono stati trascinati dal bomber Martini, entrato nella ripresa e autore di una doppietta nonchè dell’assist per il gol di Nardini. Il 3-0 è stato siglato da Menichini. Con gli under ha giocato come fuoriquota il “veterano” Marco Sessi, bisogno- so di ritrovare il passo giusto (perso per colpa del lavoro). Accanto a lui sono scesi in campo alcuni ragazzi che sono nel giro della prima squadra quali Dragosavljevic, Latin, Fronzo, Menichini e Davanzo. E ora gli juniores nazionali giuliani sono attesi dal derby esterno con la Sanvitese, in programma sabato 27 novembre alle 14.30. I pordenonesi hanno sei punti in meno dei loro prossimi avversari, sesti a cinque lunghezze dalla vetta. Da segnalare, infine, un match interessante sul versante del campionato Primavera: domenica 28 la Triestina ospiterà - alle 10.30 a Visogliano - la quotata Inter, quarta forza del raggruppamento B. Massimo Laudani La Pallacanestro Trieste vince La Pallacanestro Trieste vince sul filo di lana contro il Recanati per 67 a 64 e incassa il secondo successo consecutivo. La difesa ha retto bene, ma i problemi si sono avuti in attacco per tre quarti di gara con percentuali insufficienti in fase di realizzazione: gli uomini di coach Dalmasson hanno dovuto soffrire sino a 7 decimi di secondo dalla fine per scongiurare il pericolo di andare ai tempi supplementari, grazie al determinante canestro di capitan Bocchini. Il Recanati, dopo il cambio tecnico avvenuto in settimana, ha dimostrato grande affiatamento non meritando almeno per quanto visto al PalaTrieste l’ultima posizione in classifica con Pederzini (autore di 24 punti) e Mei (13 punti) in evidenza. Nonostante la pessima percentuale nel tiro da 3 punti (solamente 1 su 17) rispetto alla trasferta di Pavia, alla fine i 2 punti raccolti fanno sicuramente morale, nonostante l’Acegas abbia disputato l’incontro non al meglio viste le non perfette condizioni di Maiocco e Moruzzi, con capitan Bocchini al rientro dopo una lunga assenza dovuta a malattia. Capitolo Lenardon: il play senese nei giorni scorsi ha definito la risoluzione consensuale del contratto con la società giuliana accasandosi a Massafra, nel girone B del campionato di serie A dilettanti, dove ha raggiunto l’ex coach biancorosso Bernardi e Scarpon. Con l’arrivo di Leo Busca, il giovane regista ricopriva un minutaggio minore, di conseguenza la voglia di giocare lo ha spinto a prendere la decisione di lasciare il capoluogo giuliano. Tornando al basket giocato, domani pomeriggio l’Acegas sarà di scena al palasport “Alessio Baldinelli” di Osimo contro la cenerentola del campionato. Per quanto espresso di positivo dalla formazione triestina in trasferta, questa è sicuramente un occasione da non perdere per allungare la serie di risultati positivi contro una formazione che sino ad ora ha raccolto una sola vittoria. Di seguito il calendario completo della decima giornata di andata del campionato di serie A Dilettanti girone A: Bitumcalor Trento – Liomatic Perugia, Paffoni Omegna – Copra Morpho Bakery Piacenza, Consum.it Siena – Pentagruppo Ozzano, La Fortezza Recanati – Centrale del Latte Brescia, Zerouno Moncalieri S.Mauro – Co.Mark Treviglio, Garda Cartiere Riva – SBS Castelletto, Pallacanestro Pavia – Goldengas Senigallia. D.L. 24 q il tuono SPORT Sabato, 27 novembre 2010 Borut Ban è figlio di Marko Ban, uno dei giocatori più incisivi della pallacanestro della minoranza slovena del passato Lo Jadran nella serie C Dilettanti Viaggiando nello sterminato universo della pallacanestro, non bisogna dimenticare che alla base dei vari campionati nazionali (Serie A, LegAdue, A Dilettanti), ci sono anche altre categorie che forniscono spesso la “linfa vitale” alle serie superiori. Sono quei campionati definiti “nazionali” che si suddividono in gironi e che spesso assommano due o tre regioni diverse: questa settimana parliamo della Serie C Dilettanti e, più nello specifico, del Girone C veneto-friulano. In questo concentramento, infatti, si ritrovano squadre della provincia di Padova, Treviso ma anche Borut Ban formazioni come San Daniele del Friuli, Codroipo, Udine: a rappresentare Trieste, invece, c’è lo Jadran Qubik Caffè, massima espressione della pallacane- stro dell’altipiano carsico. Lo Jadran è una società storica, che ha trascorsi anche in B Dilettanti: presieduto da Adriano Sossi, il club carsolino si caratterizza per la presenza quasi esclusiva di atleti della minoranza slovena, pure se quest’anno sono arrivati due “italiani” come la guardia Lucio Tomasini (190 cm, 1974, diverse esperienze fra A2 e B2) e Maurizio Cohen (188 cm, 1981, play/guardia che ha giocato molti anni in A Dilettanti) a rinforzare il telaio. L’allenatore è un simbolo del basket carsolino, ovvero Walter Vatovec: con la sua disciplina rigida ed i suoi atteggiamenti coloriti, sta guidando una delle realtà più piccole della C Dilettanti ad un campionato di alto livello. Al momento lo Jadran è Per chiudere il gruppo, una citazione infatti terzo in classifica, con un bilancio di cinque vittorie e tre sconfitte di fronte agli va fatta anche al tiratore Christian Slavec, squadroni veneti e friulani, che possono bombarolo micidiale, all’ala Sasa Malalan, disporre di molte più risorse economiche atletico giocatore che sa uscire dalla panrispetto alla squadra carsolina: da segnala- china e giocare due ruoli, ed infine al cenre, oltre alla presenza di alcuni veri e propri tro Matteo Marusic, unico oltre i due metri “senatori” dello Jadran come il playmaker dello Jadran: sta confezionando una delle classe 1972 Dean Oberdan e l’ala del 1977 migliori stagioni della carriera ed è uno dei Peter Franco, rimbalzista vertiginoso a di- motivi per il quale questo Jadran sta viagspetto dei 197 centimetri d’altezza, anche un giando ad alti livelli in una categoria che, in nome che spicca nel roster del Qubik Caffè. pre-stagione, sembrava dovesse riservare ai Stiamo parlando di Borut Ban, play/ ragazzi di Vatovec molte sofferenze per otguardia di 192 cm del 1992: Ban? Un nome tenere la salvezza. In realtà non è stato così, che dirà più di qualcosa ai perchè come insegna Vatonostalgici della pallacaneLa società carsolina vec “il lavoro paga”: allenastro. Il giovane giocatore si sta comportando menti duri e costanti, grandello Jadran è infatti fibene, trascinata da de applicazione difensiva e glio di quel Marko Ban che un figlio d’arte basket disciplinato. Questa ha rappresentato uno dei la dottrina impartita dal giocatori più incisivi della pallacanestro della minoranza slovena del coach dello Jadran,che grazie anche al suppassato: Borut ha ereditato le capacità del porto della società e di una tifoseria appaspadre, se sta conducendo un campionato da sionata e sempre al seguito nella palestra vero veterano in questa C Dilettanti (quasi della Polisportiva Opicina, sta ottenendo 34 minuti di media in campo con 13.5 punti dei buonissimi successi. Matteo Zanini segnati a partita). Bene l’Edera, altra sconfitta per il Polet Festa Sci Club 70 Successo di prestigio per l’Edera che batte nettamente per 5 a 1 i rivali storici di sempre del Asiago. La quinta vittoria di fila dei ragazzi del presidente Mauro Ladavaz consente alla formazione rossonera il raggiungimento della vetta, seppure in coabitazione con il Milano Quanta e il Ghosts Padova. Partenza a razzo dei triestini: nel primo tempo annichiliscono i pluricampioni d’Italia veneti con un secco 4 a 0, frutto delle reti degli sloveni Zerdin, Krivic, e Kos oltre a Frizzera. Nella ripresa gli ederini allungano ulteriormente il loro vantaggio grazie al gol di Simsic, mentre Asiago nulla può allo strapotere triestino se non di accorciare le distanze con il gol della bandiera di Schivo. Il prossimo turno vedrà gli uomini di Rusanov impegnati a Monleale. Niente da fare invece per il Polet che incassa la settima sconfitta consecutiva questa volta sul campo di Ferrara per 6 a 5, rimanendo così inchiodato all’ultimo posto in graduatoria a quota 0 punti. I padroni di casa partono subito con il piglio giusto grazie alla rete del forte Youmas, ma i carsolini trovano poco dopo la via del pari grazie all’ex Fajdiga. Ferrara non molla e nuovamente arriva il vantaggio per gli emiliani sempre con Youmas, a decretare il 2 a 1. Nella seconda frazione di gioco gli estensi allungano il loro divario, grazie alle reti di Campanaro e Sommadossi, portandosi sul 4 a 1. I neroarancio accorciano le distanze con Ferjanic, mentere per gli avversari Giacchè realizza poco dopo il gol che porta Ferrara sul 5 a 2. Il Polet con una grande prova d’orgoglio si fa sotto a poco più di 3 minuti dalla fine dell’incontro con le reti di Montanesi e Fajdiga portandosi solo ad un gol di distanza, ma la marcatura di Giacchè proprio allo scadere vanifica le speranze della compagine carsica di acciuffare il primo risultato positivo della stagione. I triestini questa sera al Pikelc, inizio fissato alle ore 21, riceveranno i Diavoli Vicenza. Di seguito il resto delle partite in programma valide per l’ottavo turno del girone di andata della serie A1: Asiago Vipers – Pirati Civitavecchia, A.S.D. Cittadella Hockey – HC Milano Quanta, Lions Arezzo – Ghosts Padova. Riposa: Ferrara. Denis Locoselli Caldieron dei Caldieroni Come di consueto, nella mattinata del 21 novembre si è svolto di fronte la pineta di Barcola il “Caldieron dei Caldieroni”, la competizione remiera nella quale prendono il mare solo delle imbarcazioni tipo yole a quattro vogatori. La gara, riservata agli equipaggi vincitori dei singoli Caldieroni in precedenza disputati in ciascuna delle società remiere di Trieste, è un caposaldo del calendario annuale di canottaggio che chiude in bellezza l’anno sottolineando l’affiatamento esistente tra i vari club di canottaggio della nostra città. Svoltasi sulla distanza di mille metri e aiutata da delle condizioni meteo marine favorevoli, la bagarre ha visto presentarsi al via sette equipaggi rappresentanti le sette società di canottaggio triestine. Battaglia serrata sin dalle prime remate, il Dopo Lavoro Ferroviario riusciva ad imporre da subito il suo ritmo di gara per tutta una buona parte del percorso non accorgendosi però, che al cen- tro l’Adria e la Nettuno si stavano pericolosamente avvicinando. A vegliare la gara, una giuria internazionale composta da Zacchigna, Michelazzi e Tagliapietre decretava la vittoria della Nettuno davanti ad Adria e Dopo Lavoro Ferroviario. La competizione si concludeva con la seguente classifica: 1) Nettuno con Donat, Minca, Duchic, Riosa e tim. Costa 4’13”15; 2) Adria con Cumin, Romano, Cina, Castriotta e tim. Guidaconte 4’16”06; 3) Dopo Lavoro Ferroviario Trieste con Prodan, Rocchetti A., Raimondi, Ugrin e tim. Rocchetti N. 4’19”22; 4) Pullino con Lamesa, Fragiacomo, Millo, Costagliola e tim. Finocchiaro 4’21”18; 5) Canottieri Trieste con Martini, Seguglia, Centis, Pahor e tim. Tarlao 4’23”44; 6) Società Ginnastica Triestina con Tagliapietra, Sofianopulo, Ferrari, Nespolo e tim. D’Amore 4’43”46 7) Circolo Marina Meracntile “N. Sauro” con Kraus, Liveris, Grippari, Dobronic e tim. Mincarelli 5’14”76. Daniele Fasolo Lo Sci Club 70 ha festeggiato il quarantennale della sua fondazione (28 agosto 1970) nella sala Saturnia della stazione marittima alla presenza delle autorità locali e del mondo della Fisi regionale. Nel corso della manifestazione il presidente del club triestino Roberto Andreassich ha consegnato un riconoscimento ai soci fondatori dello stesso sodalizio (Giorgio Bernetti, Vincenzo Feritoia, Luigi Nardini, Giusto Marchesi, Silvano Rizzian, Claudio Sterni e Livio Manzin) nonchè ai dirigenti e agli atleti che hanno tenuto in alto il nome dello Sci Club 70 nel corso della sua storia. Nel corso della serata sono state presentate anche le squadre agonistiche del team del capoluogo regionale e l’attività della prossima stagione invernale. È stata attivata anche una mostra fotografica che racconta la storia della compagine alabardata di sci attraverso molte immagini. m.la. Pallamano, Trieste perde la vetta La Pallamano Trieste perde l’imbattibilità in campionato dopo sette turni e cede la vetta solitaria della classifica al forte Pressano. La formazione trentina vince meritatamente a Chiarbola per 30 a 27, dimostrando un gioco spumeggiante a tratti spettacolare, grazie al duo Da Silva – Di Maggio entrambi capaci di fare la differenza in campo con le loro giocate da categoria certamente superiore. Trieste dalla sua può recriminare sulle pesanti assenze dovute per infortunio di Radojkovic e Oveglia (distorsione alla caviglia), che hanno costretto quasi in extremis l’allenatore Bozzola a schierare in campo una formazione comunque battagliera sino in fondo ma ampiamente rimaneggiata. I biancorossi tengono testa al Pressano sino alla metà del primo tempo sul punteggio di 9 pari, poi gli ospiti prendono l’allungo sino a portarsi sul 17 a 12 al termine della prima frazione di gioco. La ripresa non cambia molto, la squadra di Ghedin aumenta il divario sino ad arrivare sul più 8 nei confronti di Trieste, ma nel finale lo spirito battagliero di Visintin e compagni fa si che lo svantaggio si riduca fino al risultato di 30 a 27 in favore del Pressano. I trentini sicuramente da quanto dimostrato sono i candidati numero uno nella vittoria finale di questo torneo, ma la buona prova di sabato scorso e le prestazioni sino a qui fornite in campionato dai ragazzi del presidente Lo Duca sono ampiamente positive: la squadra sul campo non ha mai mollato dimostrando in ogni partita la grinta e l’energia necessaria, lottando su ogni pallone sino all’ultimo secondo di ogni incontro, con i giovani del vivaio in crescita e sempre pronti a fornire un contributo importante nell’economia di gioco. Nel turno in programma questo pomeriggio la Pallamano Trieste osserverà un turno di riposo, causa il numero dispari delle partecipanti alla serie A1. Questo il programma dell’ottava giornata del girone di andata: Pressano – Cassano Magnago, Rapid Nonantola – Sassari, Parma – Spellanzani Casalgrande, Meran – Estense Ferrara, Emmeti – Romagna. D.L. Sabato, 27 novembre 2010 APPUNTAMENTI il tuono q 25 il 31 dicembre il termine ultimo per la presentazione di filmati per il concorso “Premio Alpi Giulie Cinema – La Scabiosa Trenta” Alpi Giulie Cinema: un successo Una sala (quella del Caffè San Marco a Trieste) gremita ogni sera di un folto pubblico di appassionati, applausi al termine di ogni proiezione, un sito (quello dell’Associazione Monte Analogo) quotidianamente visitato da centinaia di amanti della montagna e dell’ambiente. Sono i lusinghieri risultati di questa prima parte della rassegna Alpi Giulie Cinema. In dicembre, dal 28 al 30, il cinema di montagna si trasferirà a Bovec, in Slovenia, per il 4.Bovec Outdoor Film Festival dove l’Associazione sarà presente per un comune progetto transfrontaliero, con il Presidente Sergio Serra membro della Giuria che assegnerà i premi ai vincitori della rassegna. Scade inoltre il 31 dicembre il termine ultimo per la presentazione di filmati per il concorso Premio Alpi Giulie Cinema – La Scabiosa Trenta, giunta alla diciassettesima edizione. Le migliori produzioni cinematografiche di autori originari delle regioni alpine del Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Carinzia dedicate alla montagna (sport, cultura e ambiente) verranno presentate giovedì 24 febbraio 2011 nell’Antico Caffè San Marco. L’iniziativa, unica nel suo genere, sia per il contenuto delle opere che per la caratterizzazione internazionale è diventato un punto fisso di riferimento culturale in un territorio come quella dell’Alpe Adria che ferve di piccoli e grandi produttori di filmati dedicati alla montagna che difficilmente trovano gli spazi adeguati per proporre le loro realizzazioni. Al regista del miglior video verrà assegnata la “Scabiosa Trenta”, fiore alpino immaginario cercato per una vita dal grande pioniere delle Alpi Giulie, Julius Kugy. Ogni anno un artista scelto nell’ambito regionale interpreta questo fiore che costituisce il principale riconoscimento del concorso. La “Scabiosa Trenta” nelle edizioni precedenti è stata ideata e realizzata dal pordenonese Vittorio Basaglia in ferro, dal triestino Paolo Hrovatin in pietra, dal pordenonese Giovanni Clarin in seminato veneziano, dalla slovena Bogomila Doliak in legno, dal pittore triestino di origine slovena Luigi Spacal, dallo scultore goriziano Ignazio Romeo, dal triestino Walter Macovaz in legno, in ferro dal triestino Ilario Bontempo, in vetro dalla triestina Claudia Ster- ni, in ceramica dalla pordenonese Nadia Zambon, in pietra dal goriziano Stefano Pomelli, con un arazzo lavorato a mano dalla carnica Maria Teresi De Antoni, in legno dallo scultore triestino Renzo Possenelli, con perle di vetro dalla triestina Alessandra Trebbi, dall’artista Andrea Milia e in pietra da Paolo Hrovatin. Quest’anno “La Scabiosa Trenta” è stata creata in acquerello da Riccarda De Eccher, nei primi anni ’70 alpinista su innumerevoli vie di roccia di difficoltà estreme e membro di due spedizioni himalayane, all’Annapurna 3 e all’Everest. Il prossimo appuntamento per il cinema di montagna è quindi per la seconda parte della rassegna Alpi Giulie Cinema in febbraio 2011 c.s.. domenica 28 novembre mostra mercato del disco, cd e dvd con tante rarità e pezzi unici. un’occasione imperdibile per gli amanti della musica Appuntamento con il vinile al PalaChiarbola Si terrà domenica 28 novembre, presso il PaChiarbola di via Visinada 7 la 9° edizione della Mostra mercato del Disco, CD & DVD usato e da collezione con orario continuato 10.00-19.00. «La manifestazione ha sottolineato Davide Casali presidente dell’Associazione Musica Libera non è più solo una mostra mercato, ma anche un momento culturale che si riallaccia al Festival Rock», mentre Maurizio Giugovaz ha posto l’attenzione sugli aspetti tecnici e sulle numerose curiosità della fiera del disco. La mostra mercato sarà meta di appassionati, collezionisti e curiosi che si daranno appuntamento per scovare dischi e CD in ogni formato, più o meno rari, sagomati, neri o colorati, picture disc, 33 e 45 giri, album singoli e doppi, con copertine apribili e in rilievo. E poi una valanga di stampe estere, quelle inglesi, per eccellenza ma anche giapponesi, di notevole fattura e cura del particolare; americane, tedesche ed altre dai paesi più insospettabili. Ogni genere musicale sarà rappresentato, dalla musica italiana al rock, passando attraverso punk, funky e jazz, metal e disco music, elettronica ed etnica, le sigle dei cartoni animati ed i 78 giri dei nostri nonni. Chiunque potrà esporre, scambiare, acquistare, vendere o semplicemente farsi valutare i propri dischi. Ma sui banchi non si troveranno solo dischi. Molti anche i gadget, videocassette e DVD, magliette, manifesti, le riviste patinate, locandine e fotografie che rievocano l’aurea epoca degli anni ’60 e ’70, il tutto inerente al mondo musicale. La nona edizione della Mostra del Disco proporrà come sempre delle vere e proprie rarità. c.s. Ligabue in concerto a Trieste Sedici date rigorosamente sold out in prevendita, 13 nei principali stadi con doppia data a Roma e Milano e 3 al Pala Olimpico di Torino, non sono bastate ai fan per soddisfare la loro “voglia di Liga” e così Luciano, d’accordo con i produttori/organizzatori del tour (Riservarossa e F&P Group), ha deciso di portare ancora in giro il suo live a dicembre per altri otto appuntamenti, scegliendo i Palasport di quelle città non toccate dal tour estivo negli stadi, accompagnato come sempre dalla sua fantastica band che vede Federico Poggipollini alla chitarra, Niccolò Bossini alla chitarra, Josè Fiorilli alle tastiere, Luciano Luisi alle tastiere e programmazioni, Michael Urbano alla batteria e Kaveh Rastegar al basso. L’atteso ritorno in Friuli Venezia Giulia di Ligabue, dove manca dal tour “Nome e Cognome” del 2006, è previsto per giovedì 16 dicembre al PalaTrieste di Trieste, appuntamento co-organizzato da Azalea Promotion, il Comune di Trieste – Assessorato allo Sport e F&P Group. I biglietti sono acquistabili online su www.ticketone.it e sono disponibili anche nei punti vendita autorizzati Azalea Promotion. c.s. Inna, giovane star dalla Romania Dal Mar Nero a Mtv: si potrebbe sintetizzare così la storia e il successo di Inna, nome d’arte di Elena Alexandra Apostoleanu. In realtà Inna è la prima star dell’est Europa che si affaccia prepotentemente sui mercati occidentali grazie al suo stile di musica, misto tra dance ed elettronica, e soprattutto alla personalità e agli effetti scenici durante i suoi concerti. La sua hit più famosa, il singolo Hot, con cui debutta nel 2008, raggiunge in breve il primato nelle classifiche di Romania, Bulgaria, Polonia, Spagna, Russia, Ungheria e Grecia. Successivamente anche Deja Vu diviene la maggior hit di Romania, Bulgaria, Lituania, Russia e Ungheria. Hot, Love, Deja Vu pubblicati su You- tube hanno ricevuto 17,5 milioni di visite in meno di due anni, tanto da attirare l’attenzione della Ultra Records, casa discografica americana che ha deciso di puntare su questa giovane artista rumena nata nel 1986. Il singolo Hot verrà presto promosso in tutti i principali paesi anglofoni come Stati Uniti, Canada e Regno Unito e la giovane Inna, a quel punto, si troverà a dover concorrere con le hit delle star di casa: non male per una giovane nata in una cittadina vicino al Mar Nero e arrivata al successo solo due anni fa. Venerdì 19 novembre, abbiamo intervistato Inna presso il Tus di Capodistria, dove ha tenuto un concerto. Alla presenza di numerosi fan scatenati non solo sloveni e italiani, ma anche austriaci e croati Inna è arrivata con occhiali scuri, vestitino di scena e circondata dalla squadra di ballerini che spesso fanno animazione durante i suoi concerti. Come hai scelto il nome Inna? In realtà non l’ho scelto io, mi chiamava così mio nonno e da quel momento tutti hanno iniziato a chiamarmi così, anche perché era più breve. Mi è sembrato bello usarlo come nome d’arte. Quando hai iniziato la tua carriera e qual è il momento che ti ha cambiato la vita? Io canto e ballo dall’età di 6 anni, ma senza dubbio il momento che mi ha cambiato la vita è stato il singolo Hot: non avrei mai pensato di avere così tanto successo. Poi da quel momento è stato tutto molto più facile ed in discesa. A quale grande star credi sia pos- sibile compararti e quali progetti futuri hai in mente? In realtà non mi paragono a nessuno: credo di avere uno stile molto diverso da altre cantanti, ma tra i miei progetti futuri c’è senza dubbio l’idea di fare qualche collaborazione con altri artisti. In particolare ammiro e reputo bravissima Beyoncé. Grazie Inna e in bocca al lupo per il futuro Grazie e saluti a Trieste e l’Italia, magari un giorno verrò anche lì. Marco Pillin 26 q il tuono APPUNTAMENTI Sabato, 27 novembre 2010 appuntamento al teatro stabile sloveno mercoledì 1° dicembre per la XI edizione della rassegna s/paesati IO – Immigrazione Omosessualità Mercoledì 1° dicembre, alle ore 18.00, per la XI edizione della rassegna s/paeasati, il Teatro Stabile Sloveno (Via Petronio, 4) ospiterà l’incontro IO – IMMIGRAZIONE OMOSESSUALITÀ con Giorgio Dell’Amico (Arcigay - immigrazione), Davide Zotti (Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica di Trieste) e Philippe Castetbon (autore del volume fotografico Les condamnés). Coordina il giornalista Alberto Rochira. Verranno trattati i temi legati alle migrazioni delle persone omosessuali: la protezione delle persone che provengono da paesi in cui l’omosessualità è punita per legge o dove il contesto sociale è fortemente omofobo, l’integrazione culturale di ragazzi e ragazze omosessuali nati o cresciuti in Italia (c.d. seconda generazione), i uno studio sull’omofobia nel mondo, è rapporti con le famiglie di origine e con una raccolta di storie private di uomini la comunità LGBT, la duplice invisibi- che parlano in prima persona di sé. Giorgio Dell’Amico lità/discriminazione della/ si occupa da anni di immidel migrante omosessuale, Verranno trattati grazione e di asilo per conil modello omosessuale oci temi legati to dell’Arcigay. Insieme a cidentale confrontato con alle migrazioni Miles Gualdi ha curato un quello di altre culture. delle persone volumetto dal titolo “Io. Philippe Castetbon, Immigrazione e omosesfotografo omosessuali sualità. Tracce per operatrie giornalici e operatori” nell’ambito sta francese, iscrivendosi ai siti nel progetto “Nuovi Apweb per incontri gay, procci nel campo dell’inè riuscito a mettersi in tegrazione dei migranti contatto con uomini residenti in Italia: l’aiuto omosessuali che vivo- ai migranti lesbiche, gay, no in Paesi dove l’omo- bisessuali e transessuali sessualità è reato. Ha (LGBT)” Davide Zotti, laureachiesto loro un autoritratto fotografico e una testimonianza scritta. Nell’arco to in Filosofia, è docente di un anno, Castetbon ha contattato della stessa materia e di oltre seicento uomini. Cinquantuno Scienze Sociali presso il hanno risposto. Il risultato, più che Liceo “Carducci” di Trie- Angela Siciliano da Knulp Domenica 28 novembre alle ore 18.00, presso Knulp in via Madonna del Mare 7/a, il Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica Trieste presenta il libro Quando l’amore non basta di Angela Siciliano La storia di due donne innamorate e degli ostacoli che alla fine hanno impedito il loro amore lesbico, diventa la rappresentazione universale della stessa tensione e delle stesse ferite che si possono ritrovare in migliaia di altre storie segnate dalle etichette e dalle classificazioni che, esagerando spesso, sono chiamate valori e sani principi ma, al fondo, si rivelano stereotipi che impediscono la crescita naturale dell’individuo e il corso spontaneo di un sentimento, un talento o una visione politica. Partecipa l’autrice Angela Siciliano e introduce Anna Cappellari Alla fine dell’incontro sarà possibile effettuare l’iscrizione o il rinnovo della tessera del Circolo. Per informazioni: Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica Trieste, via Pondares, 8 – Trieste – Tel 040/630606. E-mail: trieste@arcigay. it - www.retecivica.trieste.it/circoloarcobaleno c.s. Nella Trieste di Tomizza Per la rassegna “La parola alla Scrittura”, l’associazione Alta-marea dedica il pomeriggio di giovedì 2 dicembre a Fulvio Tomizza, in Presentato il nuovo libro di Enrico Ferri “…Non ci credo, Diego, non credo che non ci sia la possibilità di tornare indietro. Perché allora mi avresti salvato? Perché sei venuto con me, scappando da tutto e tutti?” esclamò Diana...”Forse per rimediare, almeno in parte, ai miei errori. Forse… forse perché ti amo” disse, guardandomi negli occhi, Diego e soggiunse “Io ti amo Diana…potrai mai perdonarmi per quello che ti ho fatto?”. Sembra la scena di una soap opera alla Beautiful, ma in realtà è solo una parte delle mille avventure che capitano a Diana, protagonista, insieme a Diego, dell’ultimo romanzo noir/spirituale di Enrico Ferri intitolato Fedele d’amore (A&B editore, pgg. 204, € 18). Scappata da un piccolo paesino di provincia per rifugiarsi nella splendida e travolgente Firenze ed entrare nella prestigiosa Accademia di Belle Arti toscana, a soli vent’anni Diana inizia contemporaneamente la sua convivenza con il suo unico e vero amore e primo fidanzato della sua vita: Diego, un ragazzo più grande di lei, che aveva conosciuto l’estate precedente nella cittadina del Su, in cui abitava con la madre. Emozioni forti, turbamenti e dubbi iniziano a circondare l’esistenza di Diana. Non capisce ancora bene chi sia Diego, qualcosa le sfugge: un mistero infatti avvolge la vita del suo amato, uomo sensibile e dolce, che all’esterno, come sorta di autodifesa, trasforma queste qualità in durezza. La sola cosa certa è che Diego è figlio di un’importante politico. Anche se Diana conosce Diego da troppo poco tempo, la voglia di evadere da quella gabbia in cui sua madre l’aveva sempre fatta vivere, impedendole di comportarsi come le sue coetanee, le aveva dato la forza per continuare, per lasciarsi alle spalle le sue paure e trasferirsi altrove. L’ingenuità, forse, l’aveva resa ancora più forte e l’aveva aiutata a sopportare l’inizio di una lunghissima avventura, che l’aveva colta all’improvviso, poco prima che Diego le avesse presentato il custo- ste. Presidente del Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica di Trieste e responsabile del settore educazione, ha coordinato nel 2009/2010 un progetto rivolto alle scuole superiori del Friuli Venezia Giulia per affrontare il fenomeno del bullismo omofobico, progetto che ha ottenuto l’apprezzamento del Presidente della Repubblica. A cura del Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica di Trieste. c.s. de dell’Accademia, il nano Claudio. Sarà proprio lui l’artefice di tutti gli avvenimenti che apporteranno ancora più squilibri nella storia d’amore tra Diana e Diego con inganni, ricatti e rancori. Diana è indifesa, ma in fondo sa che accanto a lei ci sarà Diego e sarà proprio l’amore, alla fine, a trionfare per sempre. Le descrizioni fisiche dei personaggi sono appena accennate. La lettura scorre velocemente, nell’attesa sempre più esasperata di avere qualche particolare in più; il lettore brama per capire cosa accadrà, conscio del fatto che ancora numerosi episodi celano i segreti che daranno la chiave magica per scoprire cosa c’è veramente dietro la vita di Diego, chi è il nano Claudio e che fine farà Diana: un noir psicologico dalla scrittura fine e dalla tensione eccezionale, da leggere tutto d’un fiato. C. G. occasione della ristampa del suo romanzo “La città di Miriam”: alle ore 16.00 visita guidata gratuita alla Trieste dello scrittore, con partenza da Largo Tomizza (ex Largo Giardino, lato Giardino Pubblico) e tappa finale al Caffè San Marco di via Battisti, dove alle ore 18.00 si terrà la presentazione della riedizione del romanzo “La città di Miriam” (Marsilio Editore), con la prefazione di Marco Franzoso. Presentazione a cura di Rina Anna Rusconi, con l’intervento critico di Irene Visintini. Seguiranno gli auguri per le festività, con brindisi e crostoli. Sarà presente Laura Levi Tomizza. L’evento è realizzato in collaborazione con l’associazione NordEst Guide, La Via degli Artisti Viaggi e Quel giorno a Trieste, con il contributo della Direzione centrale Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia. Altre informazioni sul sito www. altamareatrieste.eu c.s. il tuono q 27 APPUNTAMENTI Sabato, 27 novembre 2010 La serata finale sarà uno show che andrà in scena giovedì 2 dicembre al Teatro Miela e sarà trasmessa in diretta da radioincorso Seconda edizione del concorso “Taglia Corti” Quello che a Trieste davvero non manca sono i festival cinematografici, ma il bello è che ognuno ha la sua peculiarità. Giunge alla sua seconda edizione Taglia Corti, il concorso internazionale di cortometraggi organizzato da RadioInCorso, la radio degli studenti dell’Università degli Studi di Trieste. La serata finale sarà uno show che andrà in scena giovedì 2 dicembre al Teatro Miela. La particolarità della manifestazione è che, oltre a dare spazio e visibilità a giovani registi in erba, offre la possibilità di rendere protagonisti tante giovani band e cantanti, oltre che con l’audio, anche con i videoclip musicali, per la serie “anche l’occhio vuole la sua parte”. La serata prevede la proiezione di 11 cortometraggi e 5 videoclip musicali. Un premio di 700 euro verrà assegnato al corto vincitore per la categoria “Professional”, quella destinata ai lavori con una qualità superiore. Per i neofiti è stata pensata la categoria “Young”, il cui vincitore si aggiudicherà un premio di 350 euro.La “Young” è una delle «roccaforti del concorso, il cui scopo principale - hanno spiegato gli organizzatori - è proprio quello di consentire l’iscrizione a coloro che, per mancanza di esperienza o per il costo elevato, non possono permettersi la partecipazione ai grandi concorsi. Quella al nostro bando è gratuita». La giuria dei corti sarà presieduta da Daniel Casagrande, giornalista veneto, ideatore del Queer Lion Award che al Festival Internazionale del Cinema di Venezia ha premiato pellicole come “Brokeback mountain” di Ang Lee e “A single man” di Tom Ford. Ad affiancare Casagrande sarà la giovane attrice triestina Sara Cechet Woodcock e il graphic designer Marco Biagioni, vincitore della prima edizione di Taglia Corti con il cortometraggio di sua ideazione “Il passaggio”. Per quanto riguarda i cinque videoclip musicali Mostra “Fighting Flowers” È visitabile fino al al 4 dicembre, alla Lipanje Puntin arte contemporanea in via Diaz 4, la mostra Fighting Flowers – L’arte del fitorimedio, un originale progetto tra bioscienza, etica ed estetica nato dalla collaborazione tra la galleria d’arte e la cooperativa sociale Agricola Monte San Pantaleone che da trent’anni si occupa di giardinaggio e dell’innovazione legata al verde. In mostra le immagini di undici autori - James Brown, Massimo Gardone, Antonio Girbés, Robert Gligorov, Renato Grome, Robert Mapplethorpe, Franco Passalacqua, Sergio Scabar, Serse, Mario Sillani Djerrahian, Nicola Toffolini – che si sono misurati con il tema dei fiori e delle piante. Da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19.30 o su appuntamento. Per informazioni: tel. 040 308099 - www.li- panjepuntin.com - info@ lipuarte.it. in concorso, l’arduo compito di scegliere il vincitore spetterà a una giuria composta da Elisa Russo, giornalista musicale, speaker radiofonica, conduttrice e ideatrice di Dorina, tra i giurati nella categoria videoclip musicali programmi tv, affiancata da Edy Meola. Quest’ultimo è tra i fondatori del “Centro Musicale Triestino”, ora conosciuto come “Scuola di musica 55″. Nella sua carriera ha suona- to con Sergio Endrigo , Milva e Patty Pravo. Come terza giurata è stata scelta Dorina, la concorrente triestina della trasmissione Rai X-Factor. L’ospite della serata sarà lo scatenato dj torinese Frankie Hi Nrg e la giovane band triestina “Doppia personalità”. Insomma, uno spettacolo a tutto tondo. RadioInCorso trasmetterà in diretta lo spettacolo, che avrà inizio alle 20:30, su www.radioincorso.it. L’emittente è capitanata dall’omonima Associazione di Promozione Sociale e offre la possibilità ai giovani di avvicinarsi al mondo della radio, del giornalismo e dell’editoria, grazie all’impegno di una decina di volontari che ogni giorno dedicano il loro tempo per tenere in piedi una realtà come poche in Italia, che permette agli studenti delle più svariate facoltà di fare pratica: quella pratica che manca nel sistema universitario italiano. Daniele Kovačić Una fiaba...al Museo Postale Venerdì 3 e sabato 4 e, a seguire, venerdì 10 e sabato 11 dicembre 2010 al Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa di piazza Vittorio Veneto, 1 a Trieste presentazione della fiaba “Il primo Natale di …… Francobollo” di Manuela Acquafresca Letture e laboratori creativi dedicati ai bambini in occasione del Natale Per prenotazioni telefonare al numero 335 5946408 c.s. Mostra del pittore Sergio Budicin in piazza Vecchia diverse incli- tranquilli mici abitano: un’at- il pavone o la tigre il bufalo, inÈ stata inaugunazioni, risulta tività, nata dalla passione per tuisci l’umida brezza nella folta rata sabato 20 nocertamente inte- gli animali unita a quella per la vegetazione. Ma v’incontri anvembre 2010 alla ressante questa pittura, che lo ha visto dappri- che l’emozione dei freddi boschi Galleria Rettori personale del ma attivo come illustratore di e delle montagne europee, dove Tribbio 2 (piazpittore triestino animali domestici e poi za Vecchia, 6) Sergio Budicin, anche di quelli selvaggi di Trieste la moche vi presenta ed esotici e per la quale stra personale del il lavoro degli il pittore è molto noto pittore Sergio ultimi due lu- e apprezzato all’esteBudicin, che sarà stri. Con grande ro, particolarmente in introdotta dall’arprofessionalità e Germania, paese in cui chitetto Marianna mestiere l’artista da quasi quarant’anni Accerboni. La rasnarra da decenni le sue opere sono molto segna propone una in particolare il ricercate dai collezionitrentina di opere mondo animale, sti del genere, tanto che realizzate dall’aroffrendo anche in suo onore all’estero tista nell’ultimo Testa di tigre una fedele, ma sono state allestite predecennio a olio su testimonianza stigiose esposizioni. tela e su tavola, tra cui molti la- interpretativa, Tutto ciò nasce a vori inediti. Visitabile fino al dell’ambiente in cui tigri, leoni, bisonti, elefanti, linci, leopardi Trieste, in un’ampio Dopo la tempesta 3 dicembre. “In un momento storico in cui delle nevi, cavalli, aironi o più e luminoso atelier ai piedi del colle di Opi- si aggirano minaccioso e guaril panorama intercina, dove, come a dingo il lupo, nobile l’aquila e, nazionale dell’arte suo tempo fece Emilio fiero ed elegante, il cervo: un lacontemporanea Galleria Rettori Tribbio 2 · Piazza Vecchia, 6 Salgari raccontandoci voro condotto a olio su tela e su registra un ritorDal 20 novembre al 3 dicembre 2010 le favolose Indie, Bu- tavola, partendo da un disegno no di sensibilità Orario: feriali 10.00-12.30 / 17.00-19.30. dicin ricrea le selvagge schematico a matita e a china, verso il figurativo Festivi 11.00-12.30 (lunedì chiuso). atmosfere africane e poi perfezionato con certosina - scrive AccerboDomenica 21 novembre, in occasione del Mercatropicali, in cui, men- pazienza, grande abilità e noteni - espresso datino dell’Antiquariato: 10.00-13.00 / 16.00-18.00 tre osservi la pantera volissimo intuito da un artista gli artisti in vari A cura di: Marianna Accerboni nebulosa che attacca intelligente e modesto, dal temambiti e secondo peramento piuttosto riservato. Formatosi, giovanissimo, alla scuola di Walter Falzari, maestro d’inclinazione verista, Budicin ne ha accolto morbidamente la lezione, alleggerendola e impreziosendola a tratti con il sogno e il magico fascino del romanzo d’avventura e di viaggi, di cui i suoi lavori rappresentano la trasposizione pittorica, fortemente sorretta anche dalla capacità di centrare la dimensione psicologica di ciascun animale. In modo poetico e luminoso il pittore affronta altresì con naturale maestria - conclude Accerboni - il nudo e il ritratto, di cui tiene anche scuola e che, con la natura morta e il paesaggio, hanno rappresentato il primo campo della sua indagine artistica.” c.s. 28 q il tuono MUSICA Sabato, 27 novembre 2010 l’orchestra da camera di mantova e angela hewitt in concerto lunedì 29 novembre con un omaggio a mozart Mozart e la “Società dei concerti” Nuovo appuntamento con il ricco programma 2010 - 2011 della Società dei Concerti Trieste. Lunedì 29 novembre, alle ore 20.30 al Politeama Rossetti sarà la volta dell’Orchestra da Camera di Mantova e di Angela Hewitt al pia- quale miglior complesso da camera, «per la sensibilità stilistica e la metodica ricerca sulla sonorità che ripropone un momento di incontro esecutivo alto tra tradizione strumentale italiana e repertorio classico». La sua sede è il Teatro Bibiena di Mantova, gio- Orchestra da Camera di Mantova noforte che omaggeranno Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791). Questo il programma della serata: Concerto n. 6 in si bemolle maggiore K 239; Concerto n. 8 in do maggiore K 246 (“Lutzow”); Concerto n. 9 in mi bemolle maggiore K 271 (“Jeunehomme). Fondata nel 1981, l’Orchestra da Camera di Mantova si è imposta da subito all’attenzione generale per brillantezza tecnica, assidua ricerca della qualità sonora, sensibilità ai problemi stilistici. Nel 1997 i critici musicali italiani le hanno assegnato il Premio “Franco Abbiati”, iello di architettura e acustica. Nel corso della trentennale vita artistica l’orchestra ha collaborato con direttori e solisti di caratura internazionale tra cui Gidon Kremer, Shlomo Mintz, Joshua Bell, Salvatore Accardo, Giuliano Carmignola, Uto Ughi, Mischa Maisky, Enrico Dindo, Mario Brunello, Miklos Perenyi, Sol Gabetta, Alexander Lonquich, Bruno Canino, Katia e Marielle Labeque, Maria Tipo, Andrea Lucchesini e gli indimenticabili Astor Piazzola e Severino Gazzelloni. Protagonista di innu- merevoli concerti in Italia scher Rundfunk e Rsti. Nel e all’estero, l’Orchestra da settembre 2009 ha inciso, Camera di Mantova si è su commissione della riviesibita in teatri e sale da sta “Amadeus”, tre sinfonie concerto della maggior di Haydn. Dal 1993, è impegnata parte dei paesi europei, di Stati Uniti, Centro e Sud nel rilancio delle attività musicali della sua città, America, Asia. Nell’ultimo decennio attraverso la stagione conl’attività nazionale e inter- certistica “Tempo d’Ornazionale dell’orchestra si chestra” che, giunta alla è incentrata sull’ideazione diciassettesima edizione, e realizzazione di impor- ospita regolarmente alcuni tanti cicli monografici, tra i fra i principali solisti, quali, innanzitutto, il “Pro- gruppi cameristici e orchegetto Beethoven” (2002- stre del panorama interna2004): diretta da Umberto zionale. Angela Hewitt è un’arBenedetti Michelangeli e affiancata da alcuni tra i tista fenomenale che negli più rinomati solisti italiani, ultimi anni si è contraddiha proposto una lettura stinta sulla scena internainnovativa dell’opera sinfo- zionale anche grazie alle nica del musicista tedesco, sue superbe registrazioni traendo spunto dalle più per la casa discografica recenti e avvertite acqui- Hyperion. Il suo progetto decensizioni storico-critiche. La rinnovata espressività nale di registrare tutte scaturita è valsa all’intero le opere principali per progetto l’accoglienza più tastiera di Bach (comcalda e convinta da parte di pubblico e critica. Nel 2010, bicentenario della nascita di Schumann, affronta l’integrale delle Sinfonie del musicista tedesco, ultimo in ordine di tempo dei suoi progetti. L’Orchestra da Camera di Mantova ha effettuato registrazioni televisive e radiofoniche, tra le altre, per Rai, Bayri- Angela Hewitt Wolfang Amadeus Mozart pletato nel 2005) è stato descritto come “una delle glorie discografiche dei nostri tempi” ed ha vinto numerosi premi. Angela Hewitt è stata descritta come “la più grande interprete di Bach dei nostri tempi” (The Guardian) e “niente di meno che la pianista che rappresenterà Bach nei prossimi anni” (Stereophile). Angela Hewitt ha un vasto repertorio che spazia da Couperin fino alla musica contemporanea. La sua discografia include registrazioni di Granados, Beethoven, Rameau, Chabrier, Olivier Messiaen, i Notturni e gli Impromptus di Chopin, l’opera completa per pianoforte solo di Ravel e tre dischi dedicati alla musica di Coupe- nuovo appuntamento con i concerti della cometa - festival di musica antica e da camera Ensemble Nova Academia Alvise Stiffoni (violon- ne Levi e trascritta da Stefano Casaccia con Nell’ambito della cello) e Luca Ferrini la collaborazione di Ilario Gregoletto, che ha XIII edizione de I Con(clavicembalo). Il com- realizzato il basso continuo (poi pubblicata da certi della Cometa, plesso presenterà un Zanibon a Padova). Festival di Musica Solo nell’ultimo intensissimo anno di attiviconcerto straordinario Antica e da Camera appartenente al Pro- tà l’Ensemble Nova Academia è stato uno dei organizzato dall’Assogetto Pergolesi, intito- protagonisti del Festival Europeo Baroque. ciazione Nova AcadeLa musica barocca come elemento unificalato Il Barocco fra mia, fondato e diretto Venezia e Napoli e tore della vecchia e nuova Europa, svoltosi in sul piano artistico dal dedicato alla musica Italia, Slovenia e Romania nell’ambito di un maestro Stefano Cabarocca con particola- progetto europeo inserito in Cultura 2007saccia e intitolato “Dal re riferimento agli “an- 2013, ideato da Stefano Casaccia per l’associaBarocco al Gospel”, niversari” di Giovanni zione Panta rhei di Trieste e risultato uno dei avrà luogo domeni- Luca Ferrini, Marianna Prizzon e Stefano Battista Pergolesi nel vincitori a Bruxelles. Nel 2010 l’Ensemble ha ca 28 novembre alle Casaccia trecentesimo della na- tenuto concerti a Trieste, a Cluj (Romania), a ore 17.00 alla Chiesa Evangelica Luterana (Largo Panfili) il quar- scita e di Alessandro Scarlatti nel trecento- Novo Mesto (Slovenia), a Belgrado (Serbia) nel prestigioso Music Art Cento appuntamento musicale con l’Ensemble ba- cinquantesimo della nascita. ter Guarnerius, a Grado e a rocco Nova Academia di Trieste, quartetto Verranno eseguite musiche Vienna all’Istituto Italiano con pianoforte composto da Marianna Prizzon di Benedetto Marcello (1686 di Cultura nell’ambito del(soprano), Stefano Casaccia (flauto dolce), - 1739), Antonio Vivaldi (1678 le celebrazioni del 25° an- 1741), Baldassarre Galuppi niversario di Biagio Marin, (1706 - 1785), Antonio Viorganizzate dall’omonimo valdi (1678 - 1741), AlessanCentro Studi presieduto da dro Scarlatti (1660 - 1725), Edda Serra. Giovanni B. Pergolesi (1710 Biglietti: abbonamenti: - 1736) e Domenico Scarlatti intero € 60, ridotto € 45. (1685 - 1757). Prevendita TICKET POINT Il programma, realizzato Corso Italia 6/c con il contributo del Comune Per informazioni 335 e della Provincia di Trieste, 6750946 - 333 53 43 203 offrirà anche una chicca: la - [email protected] cantata Ardo per te d’Amor www.nova-academia.it di Scarlatti, scoperta nella c.s. Biblioteca della Fondazio- Marianna Prizzon, soprano Il M° Stefano Casaccia rin. Le sue registrazioni di tutti i Concerti per tastiera solista di Bach con l’Orchestra da Camera Australiana sono entrate nella classifica statunitense delle vendite solo una settimana dopo la pubblicazione e sono state scelte come “Record of the month” dalla rivista Gramophone. Il primo disco di una serie di CD di Schumann è stato pubblicato nel novembre 2007. Nata in una famiglia di musicisti (il padre era organista della Cattedrale di Ottawa), Angela Hewitt ha iniziato lo studio del pianoforte a tre anni, si è esibita per la prima volta in pubblico a quattro anni ed ha vinto la sua prima borsa di studio a cinque anni. A nove anni ha tenuto un recital al Royal Music Conservatory di Toronto, che ha in seguito frequentato. Ha poi proseguito la sua formazione con il pianista francese Jean-Paul Sévilla all’Università di Ottawa. Ha vinto il Primo Premio al Concorso Viotti (1978) ed ha ricevuto diversi riconoscimenti ai Concorsi Internazionali Bach di Lipsia e Washington D.C. così come al Concorso Dino Ciani di Milano. Nel 1985 ha vinto il Concorso Pianistico Bach di Toronto. Angela Hewitt è stata nominata “Artista dell’anno nel 2006” da Gramophone. È stata premiata con il primo BBC Radio 3 Listener’s Award nel 2003. E’ Ufficiale dell’Ordine del Canada dal 2000 ed è membro della Royal Society del Canada. Nel 2006 ha ricevuto un OBE (onorificenza dall’Order of the British Empire) in occasione dei Festeggiamenti per il Compleanno della Regina. Gli aspiranti nuovi soci che intendano tesserarsi possono rivolgersi presso la sede della Società dei Concerti in via Cesare Beccaria, 8. L’orario della segreteria è lunedì, mercoledì e venerdì ore 9.30 11.30. Telefono 040 362408 Fax 040 362409. E-mail: [email protected] c.s. Incontro alla Casa Internazionale delle Donne Alla Casa Internazionale delle Donne di Via Pisoni 3 - centro culturale e di servizi istituito su progetto della Provincia di Trieste - continuano gli incontri del Progetto letterario “Scandagli del limite: sguardi di donne”, realizzato con il contributo della Provincia di Trieste. Venerdì 3 dicembre dalle 16.00 e sabato 4 dicembre alle 10.00 l’artista Donatella Franchi condurrà l’incontro-laboratorio “Progetto Clotilde: riflessioni a partire dalla cura”, in cui interrogherà il tema della vecchiaia e del fine vita dei propri cari. A partire dalla sua esperienza personale, Donatella Franchi è riuscita a rendere creativa la fase pesante della cura, reinventando il rapporto con la propria madre e dando spazio alle relazioni con altre/altri, in un circuito di riflessioni e di azioni artistiche trasformative. Info: tel. 040 568476 www.casainternazionaledonnetrieste.org [email protected] Ciclo d’incontri “Risorgimenti d’Italia” In preparazione al 150° anniversario dell’unità d’Italia, il Dipartimento di scienze politiche e sociali ed il Dipartimento di storia e culture dall’antichità al mondo contemporaneo dell’Università di Trieste organizzano un ciclo di conversazioni - dedicato in prima battuta agli studenti, ma aperto al pubblico - che si terranno presso l’aula magna del liceo Dante Alighieri (via Giustiniano 3) dalle 16.45 alle 19.00. Questa settimana, giovedì 2 dicembre, sarà la volta di “Il secondo Risorgimento (Gianni Perona, Università di Torino; Roberto Spazzali, Dep. Storia Patria FVG). Resistenza e Risorgimento”. Presentazione del libro “Natale di guerra” Giovedì 2 dicembre alle 17.00, alla “Sala Baroncini” (via Trento, 8) delle Assicurazioni Generali, gentilmente concessa, l’ Associazione Culturale no-profit “Il pane e le rose”, in collabora- il tuono q 29 APPUNTAMENTI Sabato, 27 novembre 2010 zione con “Emergency”, presenta il libro ”NATALE DI GUERRA - Pagine di luce in tempi bui“ (Ancora Editore, Milano) a cura di Alessandro Paronuzzi. Un’antologia che raccoglie testimonianze e ricordi di scrittori, soldati e vittime nei giorni indimenticabili dei Natali vissuti durante il primo e il secondo conflitto mondiale: un’occasione preziosa per fare memoria della profezia di Albert Einstein, “La prossima guerra mondiale sarà combattuta con le pietre”. Intervengono alla presentazione, oltre al curatore dell’ antologia, Diego Cappelli (poeta), Giulia Biagini (Emergency), Nevia Monaco (psicoterapeuta), Francesco Debiasio (studente), coordina Eldorado Kanzian (operatore del volontariato culturale). L’incontro è un dono per gli amanti della lettura e per tutti i costruttori di pace. Cena di raccolta fondi e conferenza Emergency Dopo il successo delle scorse edizioni, il gruppo Emergency di Trieste organizza la consueta cena natalizia di raccolta fondi. Il ricavato della serata servirà a sostenere il FAP (Posto di Primo Soccorso) e centro sanitario di Angharam, nella valle del Panshir in Afganistan, adottato dal gruppo anche per l’anno 2010. Prima della cena, alle 20.00, interverrà Rossella Vatta, infermiera pediatrica, che ha lavorato all’Ospedale di Emergency di Anabah, con una conferenza dal titolo “La mia missione di pace in Afghanistan”. La serata avrà luogo venerdì 10 dicembre alla Casa del Popolo/ Ljudski Dom - Bita in località Santa Croce 401/Kriz 401. La prenotazione, obbligatoria, potrà essere effettuata, entro l’8 dicembre, scrivendo una mail all’indirizzo emergencytrieste@ yahoo.it o chiamando il numero 347 2963852 e specificando se si desidera un menù vegetariano. Conferenza sul Glacolitico La Comunità Croata di Trieste è lieta di annunciare che sabato 4 dicembre si svolgerà a Trieste la conferenza sul “Glagolitico, l’antica scrittura croata”, dalle 12.00 fino a sera. L’evento, primo nel suo genere, avrà luogo presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori, in via Filzi 14 e prevede un ricco programma di presentazioni sulla storia e la tradizione dell’antica scrittura croata con accenni alle tracce di glagolitico a Trieste. Programma: - ore 12.00 apertura dei laboratori - esposizione libri (ed. Erasmus) - ore 17.00 conferenza “Il Glacolitico in Croazia e a Trieste” Jelena Vignjević, Paolo G. Parovel e Damir Murković - ore 19.00 concerto del coro “Bašćina”, diretto da Krešimir Brlobuš - ore 20.00 ricevimento L’ingresso è libero. Particolarmente gradita risulterà la presenza di studenti ed appassionati di lingue e scritture antiche. L’evento viene realizzato con il contributo della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Per maggiori informazioni: cell. 348 7104285 - fax. 040 361791 e-mail: [email protected] www.comunitacroatatrieste.it / www.hrvatskazajednicatrst.it Appuntamenti al KNULP - Lunedì 29 novembre alle 20.30 proiezione del film “BELLE TOUJOURS - BELLA SEMPRE” di Manoel de Oliveira (Portogallo/Francia - 2006 - 66’). Ingresso con tessera F.I.C.C. (Federazione Italiana Circoli del Cinema) in vendita a 10 euro e valida sino al 31 dicembre 2010. - Martedì 30 novembre jam session, in collaborazione con la Scuola di Jazz del Conservatorio “G. Tartini” di Trieste. Info: 320 0480460 [email protected] www.thelonious.trieste.it KNULP Via Madonna del Mare 7/a Tel/fax 040 300021 Aperto dalle 10.00 alle 24.00 Serata “Hip hop fest” all’Ausonia Sabato 27 novembre si svolgerà allo stabilimento Ausonia la serata “Hip hop fest” organizzata da “Fuoco negli occhi”, un collettivo ceh vede l’unione di due Mc italiani, un Mc italo-francofono e una funksoulsister. La prerogativa è quella di assecondare la propria sete di musica e di scrittura, prediligendo tematiche introspettive e realistiche, atmosfere notturne e talvolta esoteriche. La scrittura degli mc è una scrittura metrica, tecnica, in continua evoluzione nel suo intento di diventare un tutt’uno con l’intenzione della strumentale. Ingresso libero. Stabilimento Ausonia Riva Traiana 1, Trieste. Info: www.radiofragola.com Ricordo di Luigi Veronelli all’enoteca Nanut Martedì 30 novembre alle 19.00 all’enoteca Nanut di Trieste (via Genova 10 piazza Ponterosso) Edoardo Kanzian, operatore del volontariato culturale, con l’associazione no-profit “Il pane e le rose” e “Sapori del Carso”, propone un ricordo di Luigi Veronelli (scomparso nel 2004), filosofo - giornalista editore - gastronomo. Una della figure centrali nella valorizzazione e nella diffusione del patrimonio enogastronomico del nostro Paese, negli ultimi anni ha animato il movimento “Terra e libertà”, “Critical Wine” e “Le cucine dei popoli” ed è stato nella giuria del Premio Nonino. Tel. 340 6859654 [email protected] Assemblea informativa sui progetti NOTAV Mercoledì 1 dicembre alle 20.30, presso la sala del Prosvetni Dom a Opicina, il Comitato NOTAV di Trieste e del Carso assieme al Circolo Culturale Sloveno “Tabor” organizza un’assemblea pubblica informativa sui progetti dell’alta velocità/alta capacità che dovrebbero interessare il Carso nei prossimi anni. Interverranno esponenti del Comitato NOTAV di Trieste e del Carso e della Bassa Friulana. Saranno proiettati filmati e sarà disponibile materiale informativo. Appuntamenti col Circolo della Cultura e delle Arti Si terrà mercoledì 1 dicembre alle 17.30 presso la Sala Baroncini delle Assicurazioni Generali (via Trento 8) l’incontro “Tecnologia e suono organizzato: dalla musica elettroacustica al paesaggio sonoro” con il prof. Pietro Polotti (Conservatorio G. Tartini di Trieste). A cura del prof. Andrea Sgarro. Conferenza alla farmacia “Alla Borsa” La farmacia di piazza della Borsa organizza martedì 30 novembre alle 17.45 la conferenza “La perdita di una relazione importante. Come fronteggiare questa situazione a livello emotivo... Rimedi naturali che possono offrire un supporto sia per adulti che per bambini”, con la psicologa dott.ssa Miriam Pinausi. “Trieste, una storia scritta sull’acqua” Appuntamento con “Trieste, una storia scritta sull’acqua”, la manifestazione del lunedì al Civico Museo del Mare di Trieste, in via Campo Marzio 5, organizzata dall’Associazione ambientalista Marevivo in collaborazione con il Civico Museo del Mare dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste e il contributo della “Samer & Co. shipping”. Lunedì 29 novembre alle 18.00, dopo l’introduzione di Marino Vocci, incontro con Paolo Fragiacomo giornalista e studioso di storia dell’industria e Giulio Mellinato docente di Storia economica all’Università di Milano-Bicocca su “La cantieristica italiana (1860-1940). Geografia e caratteri di un’industria nata e cresciuta all’ombra dello Stato”. L’incontro partirà dal saggio di Paolo Fragiacomo, che si propone di individuare le origini del “problema cantieristico” nel modo stesso in cui si è formata in Italia la moderna industria delle costruzioni navali, fra l’Unità e la Seconda guerra mondiale. trale (fine corsa) con partenza da C.Marzio alle 10.00, arrivo a Trieste Centrale alle 12.30; al pomeriggio: Trieste Centrale - Miramare - Aurisina - Villa Opicina - Rozzol - Trieste Campo Marzio (fine corsa) con partenza da Trieste Centrale alle 14.26, arrivo a Trieste C.Marzio alle 16.30. Soste a Villa Opicina, Aurisina, Miramare e viceversa. Quote di partecipazione per singola corsa (mattino o pomeriggio): - Adulti Euro 20 - Ragazzi da 7 a 12 anni Euro 15 - Bambini da 0 a 6 anni ammessi gratuitamente in ragione di uno per ciascun partecipante adulto e senza diritto al posto a sedere. Adesioni esclusivamente anticipate e sino ad esaurimento dei posti (limitati) presso: MODELLAND TRAIN Via Vidali 8/b, Trieste tel. 040 765336 Orario: da martedì a sabato ore 10.00 - 12.30 e 15.30 - 19.30. Informazioni: cell. 335 5311348. “Digitale terrestre: istruzioni per l’uso” Martedì 30 novembre alle 16.00, presso la Sala meeting Starhotels - Savoia Excelsior, in via del Mandracchio 4, si terrà il convegno “Digitale terrestre: istruzioni per l’uso” organizzato dal Corecom FVG. The Game Treno speciale di S. Nicolò Verrà organizzato domenica 5 dicembre un tour ferroviario in treno d’epoca sulle storiche linee di Trieste non percorse dai normali treni viaggiatori: un itinerario che offre scorci e panorami inusuali per il pubblico. è prevista la partecipazione di San Nicolò per allietare i viaggiatori più piccoli. Itinerario: al mattino: Trieste Campo Marzio - Rozzol - Villa Opicina - Aurisina - Miramare - Trieste Cen- Mr. Yoz ti vede. Mr. Yoz sa. www.claudiaemax.com ... è più tardi di quanto pensi. 30 q il tuono L’oroscopo della settimana Gli oroscopi sono tradizione antichissima che ha diversi livelli, dalla saggezza millenaria raffinata del Libro dei Mutamenti cinese (I Ching) a scemenze assolute e nocive che noi non siamo disposti a pubblicare. Abbiamo scelto perciò di fornirvi un servizio che si avvicina al livello più nobile, assegnando settimanalmente ad ogni casa astrologica convenzionale delle massime che è sempre proficuo meditare. La loro aderenza personale apparterrà al mistero imponderabile della sorte ed alla vostra sensibilità e riflessione critica. *** Ariete dal 21 marzo al 20 aprile Finirai per trovarla la Via... se prima hai il coraggio di perderti. Toro dal 21 aprile al 20 maggio L’uomo superiore è sicuro di sé senza essere arrogante; l’uomo dappoco è arrogante ma insicuro. Gemelli dal 21 maggio al 20 giugno La vita è fatta di grandi sogni e di piccole speranze. CALENDARIO Sabato, 27 novembre 2010 Distributori di carburante aperti nei festivi DOMENICA 28 NOVEMBRE AGIP - Via Forlanini - Cattinara AGIP - Viale Miramare 49 ESSO - Viale Campi Elisi ESSO - S.S. 202 - Km 18+945 - Sgonico Q8 - Aurisina 129 - Duino Aurisina FLY - Passeggio Sant’Andrea SHELL - Aquilinia - Muggia TAMOIL - Via F. Sebero 2/3 Non metterti alla guida se hai abusato di bevande alcoliche Linea marittima TRIESTE - MUGGIA FERIALE Impianti aperti 24 ore su 24 TOTAL - Duino Nord Autostrada TS/VE AGIP - Duino Sud Autostrada VE/TS AGIP - Valmaura S.S. 202 - Km 36 (superstrada) TRIESTE Impianti self service AGIP - Via dell’Istria 155 AGIP - Via Forti 2 - B.go San Sergio AGIP - Viale Miramare 49 AGIP - Via A. Valerio 1 - Università AGIP - Via Forlanini - Cattinara AGIP - Strada del Friuli 5 AGIP - Duino S.S. 14 ESSO - Sgonico S.S. 202 ESSO - Via Carnaro - S.S. 202 - Km 3+0.67 ESSO - Piazza Foraggi 7 ESSO - Quadrivio di Opicina ESSO - Via Flavia 120 ESSO - Str. Prov. del Carso - Km 8+738 OMV - Stazione di Prosecco 35 SHELL - Via Locchi 3 SHELL - Autoporto di Fernetti TAMOIL - Via F. Severo 2/3 TOTAL - R.A. Km 27 Sistiana TOTAL - Via Brigata Casale TAMOIL - Viale Miramare 233/1 STAZIONE FERROVIARIA DI TRIESTE CENTRALE TRIESTE – VENEZIA S.LUCIA TRIESTE 4.30 5.32 6.41 8.18 VENEZIA S. Lucia 6.34 7.40 9.02 10.24 TRIESTE VENEZIA S. Lucia 17.44 19.49 18.44 20.49 9.18 11.24 14.44 16.37 17.02 19.25 14.44 16.37 17.18 20.40 Partenza 6.45 7.50 9.00 10.10 11.20 14.10 15.10 16.20 17.30 19.35 MUGGIA TRIESTE 7.15 8.20 9.30 10.40 11.50 14.35 15.40 16.50 18.00 20.05 7.15 8.25 9.35 10.45 11.55 14.35 15.45 16.55 18.05 20.05 7.45 8.55 10.05 11.15 12.25 15.05 16.15 17.25 18.35 20.35 Arrivo Partenza Arrivo FESTIVO TRIESTE Partenza 9.30 11.00 13.30 15.00 16.30 18.00 MUGGIA MUGGIA TRIESTE 10.00 11.30 14.00 15.30 17.00 18.30 10.15 11.45 14.15 15.45 17.15 18.45 10.45 12.10 14.45 16.15 17.45 19.15 Arrivo Partenza Arrivo Regime tariffario linee marittime in vigore dal 1° gennaio 2010 Corsa singola ........................................... Corsa Andata e Ritorno . .......................... Abbonamento nominativo 10 corse.......... Abbonamento nominativo 50 corse.......... Biciclette .................................................. Euro Euro Euro Euro Euro 3,45 6,40 11,00 26,50 0,70 I biglietti ed abbonamenti sono venduti direttamente a bordo dell’imbarcazione. Orario fino al 10 dicembre 2010 12.44 14.49 13.44 15.49 14.44 16.49 15.44 17.49 16.44 18.49 9.18 9.38 11.11 11.16 14.35 13.55 11.44 13.37 14.02 16.25 12.44 14.37 15.02 17.25 12.44 14.37 15.15 18.35 13.44 15.37 16.32 18.55 19.18 21.50 TRIESTE – MILANO CENTRALE TRIESTE 4.30 5.32 6.35 7.04 8.18 6.22 7.28 8.55 10.11 VENEZIA MESTRE VENEZIA MESTRE 6.32 8.02 9.10 11.02 MILANO CENTRALE 8.55 10.25 10.55 11.25 13.25 TRIESTE VENEZIA MESTRE VENEZIA MESTRE MILANO CENTRALE 11.44 13.49 MUGGIA 15.44 17.02 17.37 18.02 20.25 21.25 TRIESTE – ROMA TERMINI 7.04 TRIESTE ROMA TERMINI 15.24 17.44 19.37 20.02 22.25 TRIESTE – NAPOLI CENTRALE TRIESTE 7.04 21.54 NAPOLI CENTRALE 17.50 10.00 Cancro dal 21 giugno al 22 luglio Non c’è virtù così grande che possa essere al sicuro dalla tentazione. Leone dal 23 luglio al 22 agosto Amare i nemici è l’unica via perché non resti sulla terra neanche un nemico. Vergine dal 23 agosto al 22 settembre Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo. Bilancia dal 23 settembre al 22 ottobre Meglio aggiungere vita ai giorni che non giorni alla vita. Scorpione dal 23 ottobre al 21 novembre Anche il vestito più bello, se si continua a rammendare, diventa uno straccio. Sagittario dal 22 novembre al 21 dicembre Molti parlano dei poveri, ma pochi parlano con i poveri. Capricorno dal 22 dicembre al 19 gennaio È umano amare, ed è ancor più umano il perdonare. Acquario dal 20 gennaio al 18 febbraio Com’è bella la vita, quando fai qualche cosa di buono e di giusto. Pesci dal 19 febbraio al 20 marzo Le verità sono come le medicine: hanno il sapore cattivo e nessuno le vuole prendere, però fanno bene. Frequenze: 1-Lunedì 2-Martedì 3-Mercoledì 4-Giovedì 5-Venerdì 6-Sabato 7-Domenica #-Giornaliero COMPAGNIE AEREE AZ-Alitalia FR-Ryanair JU-Jat Airways LH-Lufthansa (operato da Air Dolomiti-Lufthansa Regional) LZ-BelleAir AEROMOBILI 320-Airbus A320, 738-Boeing B737.800 AT7-ATR72 CR9-BOMBARDIER CRJ900 sabato 20 novembre anche dalle 13.00 alle 16.00 Piazza Libertà, 6 Tel 040 421125 Via di Servola, 44 (Servola) Tel. 040 816296 Basovizza Tel. 040 9221294 (solo per chiamata telefonica con ricetta urgente) SERVIZIO NOTTURNO dalle 20.30 alle 8.30 del giorno successivo Via dell’Istria, 18 - Tel. 040 7606477 domenica 21 novembre dalle 08.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.30 Piazza Libertà, 6 Tel 040 421125 Via di Servola, 44 (Servola) Tel. 040 816296 Via dell’Istria, 18 Tel. 040 7606477 Basovizza Tel. 040 9221294 (dalle 16.00 alle 20.30 solo per chiamata telefonica con ricetta urgente) Emergenza sanitaria 118 115 Vigili del fuoco 112 Carabinieri 113 Polizia 040 4194311 Polizia Stradale 040 3790111 Questura 114 Emergenza infanzia 1522 Antiviolenza donna Antincendio boschivo 1515 117 Guardia di Finanza Polizia Municipale 040 366111 Guardia Costiera emergenze 1530 040 676611 Capitaneria del Porto 800 991170 ASL Numero verde 040 3991111 Osp. Riuniti Trieste 040 3186118 CRI Servizi sanitari 800 500300 Protezione civile 040 910600 ENPA Protez. animali ASTAD Rifugio animali 040 211292 Canile sanitario 040 820026 800 152152 AcegasAps guasti 800 237313 Acegas informazioni 803116 ACI Soccorso stradale Regione centralino 040 3771111 Comune centralino 040 6751 040 37981 Provincia centralino Camera di Commercio 040 6701111 Aeroporto Ronchi d. L. 0481 773224 040 39991 ATER 040 6764111 Poste centralino 040 307730 RadioTaxi 040 390039 Taxi 800 016675 Trieste Trasporti 040 6758200 Biblioteca Civica Biblioteca Gambini 040 634753 040 300725 Biblioteca Statale SERVIZIO NOTTURNO dalle 20.30 alle 8.30 del giorno successivo ...quando hai bisogno chiama Telefono Amico CeVita 800 848444 Domenica 28 RAI 3 FVG TELEQUATTRO Lunedì 29 AMBASCIATORI CineRam 10€ Viale XX settembre 35 040662424 www.triestecinema.it Rapunzel, l’intreccio della torre 3D sabato e domenica 15.15, 17.00, 18.45, 20.30, 22.15 altri giorni 16.30, 18.20, 20.10, 22.00 Martedì 30 e mercoledì 1° dicembre Cinecity Legend presenta Frankenstein Junior 15.50, 17.55, 20.00, 22.05 Intero 5,50€, ridotto e CineRam 5€ ARISTON Viale Romolo Gessi 14 www.aristontrieste.it The killer inside me 16.30, 18.45, 21.00 CINECITY Multiplex 7 sale (di cui 4 predisposte per il 3D) Torri d’Europa, via D’Alviano 23, tel. 040 6726800 - www.cinecity.it Rapunzel, l’intreccio della torre 3D 16.00, 18.00, 20.00, 22.00 A natale mi sposo 16.05, 18.05, 20.05, 22.05 La donna della mia vita 16.15, 18.10, 20.05, 22.00 Harry Potter e i doni della morte - Parte prima 16.00, 16.30, 17.30, 18.45, 19.15, 20.30, 21.30, 22.00 Domenica anche matinée a 5€ 10.45, 11.15, 13.00 Saw 3D - Il capitolo finale 16.10, 20.00, 22.00 Domenica anche matinée a 5€ 10.50, 12.45 Un marito di troppo 18.00 Winx Club 3D - Magica Avventura 11.00 Martedì 30 Riccardo Muti al cinema via satellite: La Betulia liberata (opera) 20.45 Intero 12€, ridotto e I fiori di Kirkuk 18.15 NAZIONALE MULTISALA Viale XX settembre 30 040635163 www.triestecinema.it Harry potter e i doni della morte parte prima 16.10, 17.00, 18.35, 19.30, 21.00, 22.00 domenica anche alle 11.00 e 14.30 a solo 4€ La donna della mia vita 16.10, 17.45, 20.40, 22.20 Un marito di troppo 19.15 A Natale mi sposo 16.30, 18.20, 20.15, 22.15 domenica alle 14.45 Il regno di Ga’ Hoole 2D La leggenda dei guardiani domenica alle 11.00 a solo 4,00 € Cattivissimo me 2D domenica alle 11.00 e 14.30 a solo 4,00 € SUPER Via Paduina 4 angolo Viale XX Settembre 040 367417 www.triestecinema.it F.FELLINI cinema d’essai Viale XX settembre 37 040636495 www.triestecinema.it Noi credevamo 16.15, 19.00, 21.45 GIOTTO MULTISALA Via Giotto 8 040637636 www.triestecinema.it Precious 16.30, 18.20, 20.10, 22.00 Stanno tutti bene 16.30, 20.20, 22.15 Benvenuti al sud 18.20 Il mio nome è Khan 16.15, 20.00, 22.10 Cattivissimo me 2D sabato, domenica 16.30 Uomini di Dio sabato, domenica 18.00 The social network sabato, domenica 20.00, 22.00 altri giorni 22.15 Il biglietto ridotto costa solo 5.00 € tutti i giorni (festivi e prefestivi compresi) per tutti gli spettacoli. Per ridotto si intende: ragazzi fino ai 18 anni, militari, ultrasessantenni, universitari. Abbonati ai teatri e Agis dal lunedì al venerdì (escluso i festivi). Mattinate per le scuole 4 €. Al martedì ingresso a prezzo ridotto 5/4 € Teatri e concerti Castello di S. Giusto di Trieste Sala dei ricevimenti della Bottega del vino - Sabato 27 novembre dalle 19.00 Ballo viennese Un entusiasmante programma dei più svariati generi musicali ballabili, i tradizionali cotillons, gli omaggi per le signore e, a degna conclusione della serata, la ricca lotteria di beneficenza. Per accedere è prevista la prenotazione obbligatoria (ultimi posti ancora disponibili, con un’offerta di 90 euro, contattando il F.E.I.A. allo 040.634.738 o inviando una e-mail a: [email protected]) Sala Beethoven Via del Coroneo, 15 - Trieste - Sabato 27 novembre ore 18.30 (gratuito) Via dell’Istria, 18 - Tel. 040 7606477 Sabato 27 Cinema Numeri utili Farmacie di turno Radioattività il tuono q 31 INFORMAZIONI UTILI Sabato, 27 novembre 2010 Martedì 30 Mercoledì 1 CHANSONS & CANZONI Concerto del Gruppo vocale femminile della Cappella Civica diretto dal M.o Marco Sofianopulo Corrado Gulin al pianoforte Repertorio di canzoni composte da D’Indy, Debussy, Satie, Poulenc, Ravel, De Falla. Ingresso libero. Politeama Rossetti Viale XX Settembre, 45 - Trieste - Lunedì 29 novembre ore 20.30 Orchestra di mantova ANGELA HEWITT pianoforte W. A. Mozart Concerto n. 6 in si bemolle maggiore K 239 Concerto n. 8 in do maggiore K 246 Concerto n. 9 in mi bemolle maggiore K 271 Info: www.societadeiconcert.net Giovedì 2 Venerdì 3 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione 07.30 TGR Buongiorno Regione 14.00 TG Regione 19.00 TG Regione 00.10 TG Regione Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR Trasmissioni in lingua slovena 18.40 TV Transfrontaliera 20.30 TGR 07:00 il notiziario mattutino 07:35 dopo il tg... tutti i gusti - R 08:05 Rotocalco adnkronos 08:30 il notiziario mattutino - R 09:00 Aria di casa 09:30 Betty la fea - telefilm 10:30 80 nostalgia 11:00 A tambur battente 12:40 Provincia di Trieste - sportello del lavoro 13:10 Conosciamo i nostri ospedali 13:30 il notiziario meridiano 14:00 Il Rossetti 14:15 Hard trek 15:50 Borgo Italia 16:25 il notiziario meridiano - R 16:55 K2 19:00 1 x 2 - aperitivo bianco nero 19:30 il notiziario serale 20:00 il notiziario sport 20:05 Campagna amica 20:30 il notiziario Regione 21:00 The operator 22:35 Il Rossetti 22:50 Qui Cortina 23:00 il notiziario notturno 23:35 Stoà 07:00 A casa del musicista 07:30 L‘età non conta - R 08:05 Salus tv 08:15 Musa tv 08:35 Rotocalco adnkronos 09:25 La Cina Imperiale: Beising e Xian 10:45 Mukko Pallino 11:10 Borgo Italia 11:45 Super sea 12:10 Perché??? 12:50 Dai nostri archivi 13:00 Domenica è sempre domenica 13:10 Qui Tolmezzo 13:15 Musica, che passione! 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