Anno II
Numero 27
27 novembre 2010
€ 1,00
di Daniele Pertot
. L’impegno del nostro giornale è la semplice ed antica regola cavalleresca: dire la verità, non avere paura, proteggere i più deboli .
Redazione e pubblicità: TRIESTE - Via Fabio Filzi 9 - Tel. 040 771103 - Fax 040 3725881 - Mailbox [email protected] - Internet www.iltuono.it - ESCE IL SABATO
Il Comune di Trieste non diffonde le informazioni sui suoi obblighi di assistenza
Assistenza sociale dal Comune:
chi ne ha diritto non deve sapere
Riguardano bollette e affitti scaduti, sfratti, sussidi, cibo, ricoveri ed altre necessità primarie
I
l sindaco uscente di Trieste, Roberto
Dipiazza, buon venditore d’immagine
sul nulla e col favore (nonostante tutto: v.
anche qui a pag. 4) del quotidiano locale,
continua a vantarsi con spudoratezza
politica intollerabile e maggiore di quelle
dei suoi predecessori, Illy incluso, di aver
sanato i bilanci del Comune e di avere
addirittura portato la città ai massimi
livelli (statistici) di benessere in Italia, e
di assistenze sociali.
Incultura politico-amministrativa
Ma è solo l’ennesimo esempio provinciale di quella rozza e furbesca incultura
politica che considera l’amministrazione
pubblica come un’azienda privata fatta
per produrre profitti e tirare bilanci
annuali solo in denaro e beni. Mentre
appartiene ai cittadini, ed il suo profitto
si deve calcolare nell’efficacia dei servizi
necessari che riesce a fornire o meno,
come la sanità, la sicurezza e l’assistenza
sociali, l’istruzione, le comunicazioni,
l’energia, la tutela ambientale.
Anche perché le carenze di questi
servizi producono dei danni, e dunque
dei costi, sociali e individuali rilevanti a
breve, medio e lungo termine, che richiederanno investimenti riparatori e vanno
perciò anch’essi valutati ed inseriti in
bilanci di previsione adeguati alla natura
ed ai fini dell’istituzione pubblica. Come
del resto fa, nei propri settori di mercato,
anche ogni serio imprenditore privato,
dal piccolo commerciante al grande industriale.
E la quadratura del bilancio di mera
cassa di bottega dell’amministrazione
Dipiazza si fonda, più che quella delle
precedenti, prima che su operazioni contabili ordinarie, o illegittine come la previsione di prelevare a cottimo dalle tasche
dei cittadini oltre 5 milioni di euro in
multe, sul fornire solo una minima parte
delle assistenze sociali che un Comune
deve erogare ai cittadini in difficoltà che
vi hanno diritto.
Dove sta l’imbroglio
A questo scopo il sindaco ed i suoi
stanno nascondendo da anni il livello di
bisogno reale con un gioco vergognoso
di paraventi fisici e propagandistici:
eliminano con ordinanze brutali la visibilità dei più poveri sulle strade, strombazzano le statistiche secondo cui oltre
il settimanale è su Facebook:
Il Tuono
(Gruppo Ufficiale del Giornale)
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Trieste: il palazzo delle coscienze perdute
ad essere i più ricchi d’Italia avremmo
anche le percentuali più elevate di assistenza sociale, e vantano il tutto come
rigore e virtù amministrativi.
Mentre è solo un enorme imbroglio,
rilevante anche penalmente sotto i profili
dell’omissione ed abuso di atti d’ufficio,
dell’omissione di soccorso ed in qualche caso conseguente − come uno già
denunciato (da chi scrive) e coperto nel
2004 − di omicido colposo, o di indu-
zione al suicidio.
Perché l’assistenza sociale è un obbligo
primario dei Comuni, che ha perciò precedenza obbligatoria sulle spese di carattere secondario o facoltative, e la sua
ottemperanza si misura in proporzione ai
bisogni concreti della comunità amministrata, non in percentuale rispetto a quelli
di altre, che possono essere molto diversi.
Nel caso di Trieste anche l’amministrazione Dipiazza sa benissimo, come
noi tutti, che in realtà abbiamo livelli
abnormi di povertà e miseria delle persone di ogni età, e quindi delle famiglie,
continuamente crescenti con la disoccupazione senza ancora prospettive, e del
tutto sproporzionati all’erogazione effettiva delle assistenze dovute.
Ma per erogarne il meno possibile
quest’amministrazione di coscienze perdute gioca vergognosamente, come e più
delle precedenti, su tre fattori specifici: il
mantenimento al minimo dei fondi, del
personale e degli interventi, il pudore
naturale dei più a manifestare il proprio stato di bisogno chiedendo le assistenze, ed il trucco di non far sapere loro
a quali abbiano diritto, perché l’aumento
di domande farebbe saltare il sistema
della compressione silenziosa. Che così
scarica tutto, indebitamente, sull’opera
privata del volontariato, perciò eroica
ma limitata, di organizzazioni e singole
persone.
Disinformazione deliberata
da decenni
Già negli anni ‘80 chi scrive, essendo
allora consigliere comunale indipendente e commissario all’assistenza
influente perché nella Commissione,
continua a pagina 3
L’atto si fonda su un’affermazione smentita dalle norme e dal suo stesso ministero
Porto Vecchio: l’assenso della Sovrintendenza è illegittimo
Non consente perciò a nessuno di firmare la concessione del Porto alla speculazione edilizia
E così a pochi giorni dalla pensione
e dal conseguente insediamento del
nuovo direttore regionale per i beni culturali paesaggistici del Friuli Venezia
Giulia, Giangiacomo Martines, il direttore uscente Giuseppe Bilardi, pressato
abnormemente da poteri locali, ci ha
lasciato un regalo contraddittorio.
Ha infatti autorizzato – anche se con
prescrizioni conservative e per quanto
di competenza del suo ufficio, ovvero del
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
– la concessione di immobili demaniali
d’interesse culturale coinvolti nel cosiddetto “progetto di riqualificazione” del
Porto Vecchio. Che lo aprirebbe invece
ed illecitamente alla speculazione edilizia
per attività ivi non ammesse dal vigente
regime giuridico del Porto Franco internazionale di Trieste.
L’approvazione della Sovrintendenza
Scandalo Dipiazza:
prime risposte
a Fabio Omero
a pagina 4
è necessaria e vincolante per legge, ma
come ha fatto Bilardi a sorvolare l’ostacolo chiave ed insormontabile all’autorizzazione, che è la mancanza decisiva,
denunciata da Greenaction Transnational, della Valutazione Ambientale Strategica - VAS obbligatoria secondo le norme
europee?
Dal documento risulta aver semplicemente dichiarato che si tratterebbe di
argomento non di competenza del suo
ufficio.
Senza probabilmente accorgersi di
essere già stato smentito il 19 marzo di
quest’anno con circolare n. 5 del suo
Direttore Generale (per il paesaggio, le
belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee) del Ministero per i Beni e le
Attività Culturali, arch. M. Lolli Ghetti,
dove si stabilisce ed afferma che «le procedure di VAS di competenza regionale
Cinghiali
massacrati
a pagina 5
Porto Franco:
le norme
in vigore
a pagina 6-7
sono attribuite alle Direzioni Regionali per i beni culturali e paesaggistici,
stante quanto previsto dal Regolamento
all’articolo 17, comma 3, lettera n»
L’autorizzazione rilasciata da Bilardi
si fonda quindi su una motivazione provatamente e radicalmente illegittima. E
nessuno può dunque considerarla liberatoria per firmare la contestata concessione, che ne risulterebbe invalida, del
Porto Vecchio alla speculazione edilizia
ed alle altre attività inammissibili.
Greenaction Transnational ha notificato immediatamente quest’impedimento giuridico al Presidente, al
Segretario Generale ai consiglieri dell’Autorità portuale e ad altri indirizzi istituzionali. Nessuno dei quali può quindi
dire di non averlo saputo, né firmare od
avallare più in alcun modo la concessione
illegittima.
Appuntamenti
Le vostre
d’arte
lettere
e segnalazioni
e cultura
a pagina 8-9
a pagina 26-27-28
2 q il tuono
OSSERVATORIO SETTIMANALE
Quest’ Osservatorio, a cura del direttore, vi offre
una scelta di notizie particolari della settimana
sino al venerdì mattina (quando chiudiamo il numero in tipografia), approfondite per quanto possibile e commentate.
La mosca cocchiera
Roma, 19 novembre – Il ministro dell’interno leghista Maroni sta vantando in maniera sempre più assurda ed irritante come propri successi personali la serie
di recenti arresti di boss mafiosi latitanti anche da anni.
Ma in realtà lui ne ha ben poco o nessun merito.
I successi sono infatti, ed evidentemente, dell’apparato giudiziario e delle forze dell’ordine e di intelligence
dello Stato, come frutto di anni ed anni del loro lavoro
costante, intenso ed a prezzo di rischi e perdite altissimi,
anche della vita.
E l’intensificazione degli arresti può significare, nelle vicende di mafia e malaffare in Italia come altrove,
che sono stati semplicemente tolti alcuni freni politici
nazionali che impedivano di procedere all’arresto di criminali garanti di collusioni con poteri appunto politici
del Paese.
È un genere di sblocco che arriva di solito per motivi
strategici esterni quando quelle collusioni interne diventano troppo pericolose per gli equilibri internazionali, come ora nell’Italia berlusconiano-diessina.
Ed esattamente come accadde oltre vent’anni fa,
quando vennero finalmente sbloccate le indagini e gli
arresti sulla “tangentopoli” politico-malavitosa di allora,
che erano congelati da anni.
Mentre le esternazioni delle proverbiali mosche cocchiere, che dichiarano di guidare loro il cavallo perché
gli stanno posate sul posteriore, sono purtroppo farsa
abituale della politica italiana.
Promemoria Violante
Roma, 19 novembre – Luciano Violante, che parecchi anni fa si accompagnava a Trieste già col Fini
di prima maniera ammiratore del fascismo, rilascia ai
media sagge dichiarazioni sulle infiltrazioni di mafia in
tutto il Paese, da buon esperto come ex presidente della
Commissione Parlamentare antimafia.
Ma questo ci fa anche ricordare che proprio in quel
ruolo, e nonostante fosse un ex magistrato di buona reputazione, fece fallire la maggiore inchiesta sulle connessioni tra mafia e politica rilasciando rivelazioni incaute
ad un giornalista del quotidiano torinese La Stampa.
Un incidente incredibile, che anche in Italia sarebbe
costato immediatamente a chiunque non solo le scuse (che lui fece) ma la carriera politica ed ovviamente
quella giudiziaria. Mentre lui è rimasto politicamente
in sella ed ha pure fatto carriera come uno dei “saggi”
della sinistra ex comunista, conducendo operazioni delicate mosse da ambienti particolari. Come appunto la
convergenza con la destra sulla storia propagandistica
di questo confine orientale.
Sembra davvero baciato dalla fortuna, oltre che dal
fatto che i più non conservano questo genere di promemoria politico-giudiziari o giornalistici.
Per essere informati
seriamente:
– sul malaffare in Italia (e connessioni estere),
leggete il quotidiano Il Fatto, che a 1,2 euro euro
vi offre le migliori firme del giornalismo investigativo
italiano, e non solo;
– su quello che accade nel mondo, trovate ogni
venerdì in edicola a soli 3 euro Internazionale,
ottima rassegna settimanale di articoli e notizie
tradotti della migliore stampa estera, su 106 pagine
praticamente senza pubblicità, e così interessanti e
ben fatte che si finisce per leggerle tutte.
Colibrì e schizofrenìe istituzionali
Trieste, 20 novembre – Le schizofrenie istituzionali del sistema italiano si stanno accanendo persino sul
piccolo parco tropicale con allevamento qualificato di
colibrì a Miramare (il nostro sito storico più frequentato anche dai turisti), rischiando di travolgere l’esistenza
degli uccellini ospiti ed i risultati di un’iniziativa non facile.
Che, piaccia o no, andrebbe semmai migliorata ampliandola e perfezionandola ed è perfettamente nello
spirito del costruttore dei luoghi ed insigne naturalista
Massimiliano d’Absburgo, benemerito di Trieste che gli
Sabato, 27 novebre 2010
ha sempre conservato gratitudine ed affetto di memoria.
Ce ne occuperemo come occorre nei prossimi numeri.
e per milioni o miliardi di euro.
Ma chi ancora se ne stupisce è un ingenuo.
Bombardamenti storici su Trieste
Monassi
Trieste, 20 novembre – Compaiono sulla stampa
sollecitazioni più che giuste a ricordare le vittime civili
dei bombardamenti e mitragliamenti aerei della seconda guerra mondiale, fatti dagli anglo-americani sulla nostra città occupata e pre-annessa dalle forze hitleriane e
poi dimenticati per motivi politici.
Ma è giusto ricordare contemporaneamente anche le
vittime civili dei bombardamenti e mitragliamenti aerei
della prima guerra mondiale, fatti invece dagli italiani
sulla nostra città-porto ancora austro-ungarica, ed ancor più dimenticati per motivi politici. Benché esistano
anche di questi tutti i documenti storici, le cronache
stampa ed un apposito monumento pubblico cittadino.
Trieste, 21 novembre – Il governo Berlusconi spinge, come ovvio, per la Monassi presidente dell’Autorità
portuale benché, come abbiamo già scritto, non ne abbia i requisiti fissati dalla Legge (anche se ovviamente,
e non perchè si chiama Marina, ne ha più del nulla del
sindaco uscente Dipiazza).
E benché sia evidente a chiunque che occorre invece
un tecnico competente di livello internazionale.
Speriamo che questa per altro simpatica funzionaria
di Stato non sia l’ultimo regalo sconsiderato del potere
berluscoide prima del suo collasso nazionale.
Osimo
Ferrovie e formaggi di marca
Trieste, 21 novembre – Le ferrovie italiane disastrate dalle privatizzazioni stanno tagliando alla nostra
città altri collegamenti, col Sud come col Nord della
penisola, creandoci ulteriori difficoltà ed incertezze, lasciandoci sperare solo nell’intervento anche qui delle
ferrovie austriache e tedesche. E convincere ogni giorno
di più che il Bel Paese sia solo una marca di formaggi.
Tagliare le spese inutili
Trieste, 21 novembre – I politici della Regione e di
nostri enti locali stanno tagliando sempre di più come
inutili le spese per la cultura. Dimostrando, coerentemente, che loro sono la categoria a cui serve di meno.
Anche rispetto alla gastronomia.
Senzatetto
Trieste, 21 novembre – É morto uno dei senzatetto della zona della Stazione ferroviaria. L’hanno trovato
annegato in mare, a Barcola, pare si chiamasse Giorgio
Ivancich e che la cosa non importi quasi a nessuno.
Eppure può succedere a chiunque, e sta accadendo
ad un numero di persone crescente, singoli e famiglie,
di venir stritolati dai meccanismi della vita e di questa
società al punto da rimanere non solo senza lavoro, ma
anche senza casa: costretti a vivere di nulla e per strada,
contro ogni necessità, istinto, pudore.
Come si può sopravvivere, fisicamente e moralmente,
a tanta privazione ed emarginazione, in quali sottomondi paralleli a quello “normale”? Si possono, e come, conservare, oltre alla vita, anche serenità d’animo, dignità e
forze per riemergere?
Quando la tua casa diventa una panchina, un angolo
della stazione, un buco tra i ruderi, il tuo letto dei cartoni, la tua sicurezza nulla, e tutte le tue cose stanno in
un paio di borse di plastica che ti devi trascinare dietro
perché non finiscano rubate da altri miseri, o ramazzate
con le immondizie.
Proviamo a pensare cosa significa in realtà il gesto di
togliergli anche quella panchina e quei poveri spazi marginali, o di vessarlo e cacciarlo via malamente, con pretesti di decoro sociale che coprono in realtà lo sconcio
interiore personale di coloro che propongono o compiono queste violenze sui più deboli invece di soccorrerli. E
di ravvedersi.
Proviamo a chiedercelo seriamente, ed a capire anche
col cuore, ogni volta che passiamo davanti ad un senzatetto, invece di guardar via.
Proviamo a pensare noi o una persona a noi cara al
suo posto e con i suoi problemi. E magari ad aiutare con
discrezione chi e come possiamo.
Questo governo rapina anche i volontari
Trieste, 21 novembre – Le organizzazioni di volontariato nazionali e triestine lamentano che il governo
Berlusconi, ed il ministro Tremonti in persona, stiano
rapinando il 75% dei soldi del 5 per mille versato dai
contribuenti alle loro associazioni, e renda comunque
lungo e difficile incassarli.
Si tratterebbe quindi di un’appropriazione indebita
colossale, di Stato e letale per il volontariato a cui la pubblica amministrazione abbandona inoltre l’esecuzione
di assistenze sociali onerose che essa omette. In pratica,
ed a parte l’aspetto etico, si tratta di una sfilza di reati
commessi da pubblici ufficiali ai danni della collettività
Trieste, 21 novembre – La stampa quotidiana
locale annuncia enfaticamente nuovi studi e libri, stavolta sul Trattato e gli Accordi di Osimo, di soliti noti
con capofile, pare, l’ex segretario DC Raoul Pupo. Speriamo di non trovarci con le solite rifritture di luoghi
comuni folcloristici.
E suggeriamo che tengano finalmente conto delle
ragioni strategiche internazionali che furono l’origine
ed il dettato reali dell’iniziativa diplomatica: si facciano finalmente un viaggio di studio a Washington.
Anita Pittoni
Trieste, 21 novembre – È emerso, grazie all’infaticabile Simone Volpato, un tratto di diario di una delle
intellettuali triestine più intense, tra dolcezza e durezze: Anita Pittoni, verso la quale Trieste è stata quanto
mai rozza ed ingrata.
La ricordo anche personalmente con affetto, nella
casa sua e di Giani Stuparich piena di libri ed atmosfe-
TBI-Irradiazione
Corporea Totale
La TBI consiste in un trattamento radioterapico di condizionamento al trapianto di midollo
osseo; viene effettuata in bambini e adulti affetti
da leucemie o linfomi molto aggressivi o che sono
ricaduti e non rispondono più alla chemioterapia
convenzionale.
Il trattamento consiste nel sottoporre il bambino ad una radiotarepia di circa un’ora per due volte al giorno per tre giorni consecutivi prima che
venga sottoposto al trapianto di midollo osseo. Ed
il tutto va ovviamente effettuato in ambiente protetto, completamente sterile.
A Trieste il Centro di Radioterapia ha intrapreso la TBI a metà degli anni ‘80 ed è stato uno dei
primi Centri in Italia ad usare l’Acceleratore Lineare per eseguirla (i primi casi al mondo erano
stati fatti a Seattle con la Telecobaltoterapia).
A Trieste come è ben noto si eseguono principalmente i trapianti di midollo osseo pediatrici presso il Centro Trapianti del Burlo e a Udine
quelli dell’adulto (secondo il Piano Oncologico
Regionale).
In molti di questi casi è indispensabile la TBI
per poter procedere al trapianto.
Nel mese di novembre e in quello di dicembre
di quest’anno non verranno eseguiti i casi di TBI
che il Burlo aveva richiesto alla Radioterapia ed
i bambini saranno sottoposti al trattamento radiante a Padova.
Questo vuol dire che i piccoli pazienti dovrebbero venir trasferiti due volte, da Trieste a Padova
e viceversa, con tutti i disagi materiali e psicologici, ed il rischio di infezioni con complicazioni
gravi altamente rischiose, che ciò comporterebbe. Mentre il tutto si può e si dovrebbe fare senza
queste complicazioni al Burlo di Trieste.
Cosa significa questo?
È il primo passo per chiudere definitiva mente
questa attività altamente specialistica a Trieste?
È forse un altro passo, dopo quello del Centro
Immunotrasfusionale, per chiudere il Centro Trapianti del Burlo? Saremo costretti a portare a Padova i bambini affetti da malattie gravi e a non
poterli più trattare qui a Trieste?
OSSERVATORIO SETTIMANALE
Sabato, 27 novembre 2010
re senza tempo nel palazzetto settecentesco su Piazza
della Borsa, dal quale un restauro pacchiano del Lloyd
Adriatico infine la cacciò, dando un colpo brutale e definitivo alla sua fragilità ormai di anziana.
Proprio in quella casa, seduta ad un piccolo scrittoio, mi fece un giorno, per quella che riteneva l’eccessiva freddezza di un mio testo filosofico, una ramanzina tanto dura e feroce quanto era dolce una poesia in
francese che aveva dedicato a mia madre e conservo
ancora assieme a quel testo.
La cultura triestina ha con lei un debito che non si
sarà mai finito di onorare.
Benvenuta
Trieste, 22 novembre – Sappada vuole staccarsi
dal Veneto passare al Friuli Venezia Giulia. Ne ha tutti
i diritti e le ragioni culturali, etnico-linguistiche, geografiche ed economiche: benvenuta, Pladen.
Cicli e ricicli
Trieste, 22 novembre – Prossimo alla fine
dell’incarico e sotto indagini penali, il sindaco uscente
Dipiazza si ricicla disinvoltamente da destra col collega di Lubiana Jankovič nel più produttivo mondo sloveno, patrocinando uno spettacolo appunto in sloveno
su testo di Boris Pahor al Teatro Verdi.
Con il resto della destra che si allinea con o senza
distinguo a quello che sino a ieri sarebbe stato considerato oltraggio ad un tempio simbolico del nazionalismo italiano.
Mentre anche il Piccolo pubblica finalmente senza
problemi in prima pagina la consegna imbandierata di
una nave militare alla Slovenia.
Bene: ogni progresso è benvenuto anche se tardivo,
forse opportunistico, e stimolato da direttive politiche
di Washington su Roma per stabilizzare quest’area.
Ma non significa affatto che i cicli di questi problemi
siano già esauriti anche in profondità.
Sfiduciarli tutti
Trieste, 24 novembre – Nel tentativo da operetta
di sfiduciare il sindaco Dipiazza perchè si è tenuto l’assessorato all’Urbanistica (conclusa con la sua mossa
ovvia di troncare l’assalto rinunciandovi) i consiglieri
d’opposizione proponenti pare si siano “dimenticati”
di inserire nelle motivazioni le incompatibilità ed i
conflitti d’interesse per le operazioni urbanistiche del
sindaco stesso.
Quelle che non trovano infatti il coraggio di contestare: qui sono da sfiduciare tutti, mica solo lui.
continua dalla prima
allora centrale, settimanale e gratuita, eravamo quasi sempre in due soli
su undici (il democristiano Romano
Capecchi ed io: gli altri dei poveri se
ne strafregavano), aveva perciò proposto di inviare a tutti i nuclei famigliari
anagrafici un opuscolo illustrativo semplice e chiaro sui servizi che dovevamo
erogare su pagamenti di affitti, bollette,
sussidi, cibo, sfratti, rette di ricovero e
quant’altro necessario.
Il sindaco di allora rispose che ero
matto, perché “se facciamo così tutti
quelli che ne hanno diritto le chiederanno” (appunto) e di fronte alle mie
richieste di stanziamentii maggiori
sostenne che “occorre invece ridurre
il bisogno”: non credo occorra commento. Ma almeno si risciacquarono
la coscienza producendo un opuscolo e
rendendolo disponibile presso i centri
civici, dove ben pochi sarebbero andati
a chiederlo.
La scandalosa anti-informazione
attuale
Adesso che esiste finalmente questo
settimanale libero abbiamo quindi
chiesto agli uffici centrali e periferici
del Comune l’opuscolo o i dati in inter-
il tuono q 3
Il 3 dicembre a Trieste si passa alla televisione digitale terrestre. Per l’acquisto del decodificatore necessario sono previsti 50 euro di contributo statale per chi ha compiuto di 65
anni ed ha un reddito entro i 10.000 euro ed è in regola con
l’abbonamento Rai (numero verde 800022000),
sito http://decoder.comunicazioni.it
Immondezza urbanistica
Trieste, 24 novembre – L’Amministrazione comunale Dipiazza sta spendendo la cifra assurda di oltre
600.000 euro per piazzare ancor più assurdamente nella piazza della Borsa “riqualificata” dei cassonetti per le
immondizie a scomparsa, ma con vistose imboccature
esterne giusto in mezzo tra colonna monumentale e fontana di Nettuno.
A parte ogni altra considerazione su questa scelta e
spesa del Comune, abituato a farne di ancor peggiori e
più sospette, vorremmo sapere se, come e perché la Soprintendenza ha autorizzato un’immondezza urbanistica simile.
Luce reciproca equilibrata sugli eccidi
Zagabria, 24 novembre – Croazia e Serbia, su iniziativa di stabilizzazione statunitense, stanno facendo
luce reciproca equilibrata sugli eccidi che hanno segnato
la dissoluzione conflittuale della Jugoslavia.
Mentre noi in Italia, con tutte le nostre presunzioni
di superiorità sui “balcanici”, non solo non ci siamo ancora riusciti con gli eccidi reciproci della seconda guerra
mondiale in queste terre, ma abbiamo addirittura complicato le cose riciclando e rilanciando assurdamente
come storia patria propagande faziose vecchie e nuove,
e come storici credibili solo quelli che le coltivano.
E così abbiamo anche inaugurato il primo e sinora
unico revisionismo di Stato nell’Unione Europea, alimentando le presunzioni di superiorità degli altri su di
noi: forse sarebbe ora di recuperare il senso della verità
e della dignità anche su queste cose.
Iscrizione di casa Cancellieri nella Città Vecchia di Trieste - 15° secolo
(ora all’Orto Lapidario di San Giusto)
Glagolitico
Sabato 4 dicembre la Comunità Croata di Trieste organizza
presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e
Traduttori, in via Filzi 14, l’incontro sul “Glagolitico, l’antica scrittura croata”, dalle 12.00 fino a sera.
L’evento, primo nel suo genere a Trieste, si svolgerà dalle
12 sino a sera, con un ricco programma di presentazioni sulla
storia e la tradizione del glagolitico, con accenni sulle sue testimonianze storiche a Trieste: l’iscrizione quattrocentesca di
casa Cancellieri, i registri ecclesiastici, i graffiti.
Il programma prevede:
- ore 12.00 apertura dei laboratori - esposizione libri (ed. Erasmus)
- ore 17.00 conferenza “Il Glagolitico in Croazia e a Trieste”
Jelena Vignjević, Paolo G. Parovel e Damir Murković
- ore 19.00 concerto del coro “Bašćina”, diretto da Krešimir Brlobuš
- ore 20.00 ricevimento
L’ingresso è libero, e sarà particolarmente gradita la partecipazione di studenti e cultori di lingue e scritture antiche.
L’evento viene realizzato con il contributo della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia.
Per maggiori informazioni: cell. 348 7104285 - fax. 040 361791
e-mail: [email protected]
www.comunitacroatatrieste.it - www.hrvatskazajednicatrst.it
Scambio di rifiuti
Trieste, 25 novembre – Qui, e nel resto del settentrione, non si vogliono smaltire quote dei rifiuti accumulati in Campania. E almeno a Trieste si capisce, visto
che abbiamo già il problema di impedire che l’ACEGASAPS, infeudata con la privatizzazione ai soliti ambienti,
lucri anche sull’accollare alla salute di noi triestini l’incenerimento di quelli del resto della regione (dismettendo l’impianto friulano) e di parte di quelli della Slovenia.
Ma forse potrebbe diventare un affare accettabile con
uno scambio tra i loro rifiuti organici ed i nostri rifiuti
politici. Ammesso che a Napoli od altrove se la sentano
di smaltirli o riciclarli assieme ai loro, spartendoli secondo responsabilità fra ameni ritiri eremitici obbligati
e carceri confortevoli.
Assistenza sociale dal Comune:
chi ne ha diritto non deve sapere
net (che allora non esisteva, e dove chi
è povero difficilmente accede) per pubblicare noi tutte le informazioni necessarie.
Ed abbiamo scoperto, su loro indicazioni imbarazzate, che non solo l’opuscolo non si pubblica più da molti anni,
ma che anche in rete “per conoscere
i servizi ed interventi del Comune a
favore della popolazione cittadina e
per apppuntamenti con l’Assistente
sociale” si trova soltanto l’indicazione
generica della possibilità di rivolgersi a
quattro “UOT” (unità operative territoriali) del Servizio Sociale comunale, dal
lunedì al venerdì e solo per due ore la
mattina: dalle 9 alle 11.
Una vera e propria barriera antiinformativa e burocratica, cui si aggiunge
quella psicologica, d’ovvio imbarazzo,
che ormai da molti anni l’originaria
Commissione centrale, che valutava
i casi senza conoscere i beneficiari e
sotto segreto d’ufficio, è stata irresponsabilmente frazionata in Commissioni
circoscrizionali, cioè del rione pettegolo
dove tutti conoscono tutti. Il risultato,
ovvio, è l’assistenza ai pochi più disperati o più intraprendenti, meglio se
anche simpatici.
Quest’imbroglio
politico-amministrativo colossale con cui i politici che
amministrano il Comune di Trieste ne
riducono al minimo le spese obbligatorie di assistenza sociale, abbandonando
al degrado ed alla fame innumerevoli persone per spendere invece cifre
enormi di denaro pubblico in cose
secondarie o frivole, e per lo più clientelari (alimentando a milionate schiere
riconoscenti di appaltatori e di consulenti privati) non nasce ovviamente con
Dipiazza, né con le amministrazioni di
centrodestra.
Possiamo documentare che ne sono
corresponsabili tutti da decenni, centrosinistra, sinistre e illyoti inclusi, perché nessuno di loro ha mai fatto nulla di serio ed
efficace per rimediare, e le sole denunce (a
parte quelle ormai storiche di chi scrive)
non sono venute da politici, ma da cittadini e da alcuni sindacati coraggiosi e
tenaci, in particolare la CGIL-Funzione
Pubblica dello stesso Comune.
Ma con la scalcagnata Amministrazione del Dipiazza, che si regge sulle
ottusità di un centrodestra particolarmente rozzo e di un’opposizione
di centrosinistra straordinariamente
pecorina, l’imbroglio ha raggiunto livelli
di dannosità e spudoratezza incredibili.
Rimediare facendo il proprio
dovere
Noi, giornale nato appena a maggio,
non siamo disposti a tollerarlo e faremo
il nostro dovere redigendo e pubblicando autonomamente l’elenco dei servizi di assistenza sociale cui i cittadini
in difficoltà hanno sacrosanto diritto
dal Comune.
Invitando sin d’ora i politici che
hanno ancora coscienza ad incominciare a fare finalmente il loro dovere
primario verso le persone più deboli.
Ed i cittadini a cacciare a calci morali
nel sedere, con la protesta e col voto,
tutti i politici che continueranno a non
farlo.
Siano di destra, centro, sinistra o che
altro. Perché l’albero, come ricorda il
Vangelo cristiano, si riconosce dai frutti:
cioè dai risultati veri e concreti. Non
dalle apparenze, né dalle chiacchiere.
Paolo G. Parovel
4 q il tuono
INCHIESTE
Sabato, 27 novebre 2010
Scandalo Dipiazza: continuano gli aggiornamenti e gli sviluppi eclatanti
Documento della Camera del Lavoro
e risposta ai cedimenti del Pd di Omero
Mancano però notizie dalla Procura, che ha aperto le indagini da un anno
Lo scandalo Dipiazza continua a dare evidenze comunali inesauribili delle illegalità e
delle omertà trasversali che paralizzano ed
affondano Trieste ormai da decenni, isolando
i pochi che hanno il coraggio e la capacità di
reagire.
Sul numero scorso abbiamo pubblicato a
confronto una nuova denuncia penale, fatta
da Adriano Bevilacqua all’esito delle sue
iniziative precedenti, ed un documento di
agghiacciante collusione politica col sindaco
ed il suo centrodestra del capogruppo consiliare del centrosinistra, Fabio Omero. Che, va
detto per evitare equivoci, ci risulta agire su
queste cose ed in questo modo senza consultazione e tantomeno approvazione del segretario politico suo partito, il Pd, recandogli
pesanti danni d’immagine, anche elettorali.
Ma va anche detto che sinora il Pd non ha nè
sconfessato ufficialmente Omero, né preso
iniziative sullo scandalo Dipiazza.
Ci ha pensato ora invece dalla sinistra
sindacale la CGIL, con l’autorevole Consiglio direttivo della NCCDL, la Nuova Camera
Confederale del Lavoro che riunisce le rappresentanze di tutte le categorie, con un
documento chiarissimo, rivolto a tutti gli
amministratori comunali inadempienti sulla
vicenda. Lo pubblichiamo qui in copia, anche
perché abbiamo sentito che qualcuno del Pd
starebbe tentando di scongiurarne la pubblicazione per evitarsi imbarazzi.
Mentre una risposta diretta ed adeguata
a Fabio Omero, con lettera aperta anch’essa
molto chiara, è arrivata da Giorgio Decola,
la persona che conosce meglio e dall’origine
questo scandalo del sindaco per avere presentato con Greenaction Transnational, già
un anno fa, la prima denuncia alla Procura,
così puntuale e compiutamente documentata
con atti pubblici da consentire la più rapida
apertura e trattazione del procedimento.
Pubblichiamo perciò in questa pagina
anche questa lettera aperta, che spazza via le
tesi difensive Dipiazza-Omero, rammaricandoci che non vi siano ancora notizie ufficiali
dalla Procura sullo stato del procedimento
penale originato dalla denuncia dello scorso
anno e dalle successive integrazioni.
E che pure nella relazione sulla conferenza
stampa in cui Bevilacqua ha pubblicizzato
Lettera aperta al politico Fabio Omero
Leggo dal suo intervento in rete
pubblicato sul settimanale “Il Tuono” del 20 novembre u.s. una narrazione molto particolare dei fatti
che hanno portato alla nota vendita
di un terreno di proprietà del Comune al sindaco signor Dipiazza.
Chi le scrive è l’estensore
dell’esposto alla Procura della Repubblica che ha dato inizio e motivazione, oltre che alle indagini giudiziarie in corso, alla successiva
campagna di stampa e relative polemiche, che hanno avuto il merito,
se non altro, di infrangere l’impressionante cortina del silenzio sulla
grave vicenda. Che pertanto mi è
nota, per documenti, in ogni suo
aspetto.
Ed in tale mio ruolo mi consenta
di affermare che la sua narrazione
dei fatti risulta lacunosa, imprecisa
e mirata, ovviamente, ad escludere
ogni responsabilità dell’ opposizione di centrosinistra della quale lei è
autorevole rappresentante e guida
come capogruppo al Consiglio comunale. Ma risulta mirata anche,
stranamente, ad una sorta di attenuazione e giustificazione della
biasimevole azione della maggioranza di centrodestra, oltre che
dello stesso sindaco Dipiazza.
Ritengo quindi doveroso segnalare:
1) Non è vero che, come lei ha
invece dichiarato, alla fine del 2005
venne comunicato all’affittuario che
il Comune aveva deciso di vendere
il terreno. E’ vero il contrario: con
lettera del gennaio 2006 il Comune
manifestò esplicitamente la volontà di rinnovare il contratto di locazione, accolto positivamente per
iscritto dal beneficiario. In seguito,
scorrettamente, in luogo di sottoscrivere il contratto, il Comune comunicò di voler vendere il terreno.
2) Non è vero che, come da lei
affermato, il “cittadino, ormai pensionato, dovette rinunciare” perché
la cifra superava i 33.000 euro. In
realtà il cittadino, in pensione già
da lungo tempo, dovette rinunciare
per aver ricevuto vari ed insistenti
solleciti alla rinuncia facendogli capire che il terreno veniva destinato
al sindaco.
Non è vero che nella seduta dove
si votava sulla compravendita lei e
i suoi compagni cercaste di contrastare la “vendita al primo cittadino”.
O meglio, è vero se si intenda per
“contrastare” opporre un mare di
chiacchiere a vuoto, invece di eccepire e notificare doverosamente
la violazione del divieto di comprare da parte di un pubblico amministratore statuito dall’art.1471 c.c.,
nonché delle norme urbanistiche.
E non solo: dalla lettura del verbale della seduta risulta pure che
lei stesso, consigliere capogruppo
Omero “Ritiene che si stia tentando di far passare un’alienazione
immobiliare come proposta di variante al Piano Regolatore, cosa
che potrebbe dar adito ad un ricorso in Procura. Reputa infatti che si
tratti di un atto inequivocabilmente
illegittimo, nel quale il Servizio Tecnico Immobiliare conferma l’inalienabilità della particella…”
Lei non si era infatti appellato
al dettato dell’art. 1471 c.c., non
avendo probabilmente una preparazione specifica in diritto (anche
se la sussistenza di questo genere di divieti per conflitto d’interesse
dovrebbe essere intuitiva) ma da
architetto aveva almeno chiesto il
rispetto di norme urbanistiche violate, con rilievo che sapeva penale
visto il riferimento alla Procura della Repubblica. Ma poi, come risulta
dallo stesso verbale, ha accettato
egualmente che si passasse alle
votazioni, cioè all’approvazione
della vendita da parte della maggioranza dello stesso sindaco acquirente.
Ma da quando è consentito porre in votazione un atto illegittimo
e considerarlo sanato solo perché
approvato? Lascio a lei la risposta,
ed a me ed ai concittadini lo stupore e l’indignazione a fronte di un
tale comportamento che è di tutto il
Consiglio Comunale. Con condanna ancora più marcata per i consiglieri d’opposizione, che si sono
dimostrati totalmente dimentichi
del mandato ricevuto ed appaiono
ormai assimilabili, per azioni e propositi, a quelli di maggioranza dei
quali dovrebbero contrastare e denunciare gli abusi.
La scusante de lei addotta che il
centrosinistra si è limitato a votare
nel 2006 contro la delibera di vendita, e che questa era stata considerata legittima dai Dirigenti responsabili del Comune (affermazione
da lei stesso allora smentita, come
sopra riportato dal verbale ufficiale)
è del tutto inconsistente.
Per sostenerla lei nel suo scritto
si associa alla tesi assurda, sostenuta dagli Uffici dipendenti dal sindaco ed incredibilmente accettata
senza verifiche dalla totalità del
Consiglio, per cui il divieto d’acquisto posto al sindaco dal codice civile sarebbe superato dalla Legge
267/2000 per cui, dice lei, “cura e
gestione del bene comunale sono
in capo ai dirigenti”, cioè ai funzionari amministrativi.
Non è così, e non potete non
saperlo, dato che la compravendita l’avete deliberata voi consiglieri
comunali, mica in funzionari. E già
il 19 agosto ho inoltrato con Greenaction Transnational una lettera
indirizza anche al Presidente del
Consiglio comunale, avv. Sergio
Pacor, ricordando che la stessa
legge 267/2000 all’art. 42 assegna
proprio al Consiglio la competenza
a decidere sugli acquisti e le vendite di immobili. Mentre conferma
al Sindaco il ruolo di capo dell’amministrazione, cioè di quegli stessi
funzionari.
La legge 267/2000 non ha quindi
l’effetto di escludere dal divieto di
acquisto sindaco, assessori e consiglieri, ma di estenderlo ai funzionari.
Ed a tutt’oggi ogni bando di vendita
di ogni normale Comune d’Italia riporta con estrema evidenza il divieto previsto dall’art. 1471 c.c.
Si vedano anche i contenuti del
Parere del Ministero dell’Interno
dd. 28.7.2006 “Determinazione del
Dirigente art.192 d.lgs. 267/2000”,
in particolare ai tre ultimi capoversi,
nonché le sentenze del Consiglio di
Stato Sez.V del 31.1.2007 n. 383 e
13.12.2005 n.7058.
Nel suo scritto (auto)assolutorio
lei si diffonde infine nella narrazione della disavventura di un imprenditore triestino che, nel tentativo di
trasformare un edificio in parcheggio multipiano si vide vanificare il
suo progetto per i seguenti motivi,
da lei elencati: burocrazia comunale e mancata approvazione di un
piano del traffico, nonostante una
variante consentisse la realizzazione del progetto. Variante di cui lei si
vanta d’aver ottenuto la bocciatura
dalla Regione facendo perdere a
quell’imprenditore, secondo lei, cir-
la sua denuncia il quotidiano locale abbia
omesso con cura tutte le menzioni della campagna stampa del nostro settimanale, e della
nostra stessa esistenza, contenute nell’atto ed
espresse nel dibattito.
Cosa che quel giornale in effetti sta facendo,
e con sforzo evidente, da quando siamo usciti.
Cioè da maggio, ed assai poco sportivamente
perché noi invece il Piccolo lo citiamo spesso
e senza problemi, nel bene come nel male. Ed
anche per dare solidarietà doverosa ai diritti
di chi ci lavora: dal direttore agli altri colleghi,
ai tipografi ed al resto del personale. Senza
che nessuno di essi ce l’abbia ricambiata per
la causa temeraria che Dipiazza ci ha notoriamente fatto per tentar di bloccare il nostro
impegno di libera informazione.
Ordine del Giorno
presentato da Marino Sossi durante il Comitato Direttivo
del 12 novembre 2010
1. Premessa
La legge (art. 1471 cc ) vieta a tutti gli amministratori pubblici, elettivi
o dipendenti, di acquistare personalmente o sotto prestanome, anche
all’asta, beni delle amministrazioni ad esse affidate, e dichiara nulle le
eventuali compravendite.
La norma non ammette eccezioni, è chiara, tassativa e ben nota a tutte le amministrazioni pubbliche del Paese, che la richiamano espressamente nei propri banda d’asta.
I tentativi di violazione noti sono perciò rarissimi e puntualmente
conclusi, se scoperti, con revoca immediata dell’atto e sanzioni penali.
2. Il fatto
è documentato e noto da mesi grazie alla stampa quotidiana e settimanale che a Trieste è accaduto che il sindaco Roberto Dipiazza, nel
2006, ha ottenuto in vendita dall’Amministrazione Comunale un terreno (destinato a parco di quartiere) per completare sue proprietà finitime e rivendere il tutto nel 2009 ad un gruppo di costruttori, realizzando
profitto.
3. Profilo d’interesse pubblico e sindacale
A prescindere dalle valutazioni di competenza della magistratura penale e di Autorità politiche e amministrative, si tratta dunque di una
violazione notoria e grave, conclamata, insistita ed addirittura ostentata, della legalità da parte di pubblici amministratori, che come tale suscita pubblico scandalo e vulnera clamorosamente l’interesse pubblico,
sia generale che della collettività cittadina.
Espone contemporaneamente a serie conseguenze anche i dipendenti
dell’Amministrazione comunale che su impulso del sindaco hanno formato, eseguito ed ora tentato di giustificare simile atto illecito.
4. Proposta
Si propone pertanto come necessaria e doverosa una presa di posizione ufficiale ed unitaria del Comitato Direttivo della NCCdL CGIL di
Trieste, che inviti con fermezza tutti gli amministratori comunali coinvolti ad agire nel rispetto rigoroso della legge, quantomeno riconoscendo ed azionando tempestivamente la nullità della compravendita illecita, ed a trarne le debite conclusioni sul piano amministrativo e politico.
Messo in votazione ed approvato
all’unanimità dal Comitato Direttivo
ca un milione di euro. Ed aggiunge
l’insinuazione offensiva che egli è
l’editore del settimanale, il quale farebbe quindi per ritorsione la campagna stampa in esame, affermando cose secondo lei non vere.
A prescindere dal fatto che l’iniziativa di quell’imprenditore, della
cui amicizia mi onoro, non aveva
fini speculativi ma di devoluzione di
tutti gli utili ad una fondazione benefica per orfani, mi risulta che mentre
proprio lui veniva bloccato (con richieste, pretesti e metodi scandalosi descritti a pag. 6 del n. 20 di questo stesso settimanale) lo stesso
Comune ha invece tranquillamente
consentito e realizzato altre trasformazioni, ma speculative, di edifici in
rimesse multipiano come in via Carpison, in via Molino a Vento, in via
Brunner 14 e in via San Francesco
(l’ex cinema-teatro Fenice).
In sostanza, lei ha dunque tentato di screditare le verità documentate e pubblicate dal settimanale
le sue censure motivate alla classe politica. E per farlo ha usato il
mezzo diretto di sostenere lei cose
non vere, e quello indiretto di porre
in luce ambigua l’editore per un’iniziativa - pure benefica - in cui non
solo egli non ha commesso alcuna
scorrettezza, ma è rimasto ingiustamente vittima di scorrettezze
e corruttele amministrative tuttora non sanate (del che lei sembra
pure compiacersi).
È la tecnica di cui ha parlato recentemente in televisione Roberto
Saviano, definendola “la macchina
del fango” e spiegandone meccanismi e tessuti.
Concludendo, credo che il consigliere capogruppo d’opposizione
Fabio Omero ed il suo partito (Pd)
debbano scusarsi con la città ed i
loro elettori fornendo subito spiegazioni chiare su comportamenti
di questo genere, e sul fatto che
siano anche rivolti a coprire gravi
violazioni di legge del sindaco Dipiazza e della sua maggioranza di
centrodestra.
Trieste, 23.11.2010
Giorgio de Cola
ANIMALI DA DIFENDERE
Sabato, 27 novembre 2010
il tuono q 5
LA PROVINCIA CONTINUA AD APPLICARE inspiegatamente criteri arretrati, insensati e dannosi
Cinghiali: basta con le crudeltà inutili, ingiuste e incivili!
Per allontanare gli animali esistono sistemi incruenti moderni, efficaci, sperimentati e poco costosi
Pubblichiamo qui sotto una
lettera aperta della benemerita
associazione Il Capofonte sull’ennesima, atroce, inutile e stupida
crudeltà attuata nel piano di abbattimento che l’amministrazione
provinciale, in persona dell’assessore Walter Godina, si è intestardita ad attuare come pretesa
soluzione dei problemi di convivenza con i cinghiali della periferia boscata di Trieste. Su pressione
di coltivatori danneggiati ma non
meno disinformati o restii sulle
vere soluzioni efficaci, che farebbero anche risparmiare una quantità cospicua di denaro pubblico.
Nessuno di costoro ha voluto
ascoltare quello che obiettano e
spiegano sensatamente da tempo
le associazioni ambientaliste ed
animaliste, e sono passati ottusamente al primitivismo sanguinoso
degli ammazzamenti a fucilate,
effettuati anche dove e quando
non ve ne poteva essere alcuna
necessità, ed in modi consapevolmente crudeli ed impressionanti.
Che hanno dato spesso spettacolo
impressionante turbando la sensibilità dell’opinione pubblica per
gli animali, addolorando chi con
questi cinghiali periurbani pacifici e confidenti aveva familiarità e
li aveva quasi adottati, e preoccupando chi abita nelle case o frequenta i boschi dove si spara per
abbatterli anche in proprietà private.
Mentre infatti prassi, regola ed
onore venatorio vogliono che se
si deve abbattere un animale lo si
faccia con un colpo solo e professionalmente centrato per uccider-
lo all’istante senza sofferenza, accade che gli incaricati sparacchino
con incurante crudeltà malamente
e più volte, ferendo gli animali e
facendoli agonizzare a lungo fra
atroci sofferenze e grida in un lago
di sangue, anche in vista di persone adulte e bambini. È come se
fossimo tornati alla vecchia pratica venatoria incivile ed atroce
delle scariche di pallettoni ed alla
licenza di violare la proprietà privata.
Il caso straziante del povero
“Tapirone” segnalato qui dal Capofonte non è affatto il solo, e ne
abbiamo segnalati altri anche noi
nei mesi scorsi. A cominciare, prima ancora delle soppressioni pianificate, dal giovane cinghialotto
curioso che esplorando il cantiere dell’ex ospedale Santorio, ora
alla Sissa, si era addormentato in
una camera al secondo piano, ed
invece esser fatto semplicemente
uscire di nuovo all’aperto è stato
massacrato a fucilate nel modo più
atroce.
Eppure i metodi incruenti moderni, che vanno dai dissuasori
elettronici alle sostanze repellenti
su cui pubblicheremo anche uno
studio dell’Università di Bologna
fatto proprio dalla Regione Piemonte - istituzioni evidentemente
più progredite, sensibili e civili di
queste nostre - non solo esistono
da anni e servono per allontanare sia i cinghiali che altre specie,
come i caprioli, ma costano anche
molto meno che pagare continuamente somme ingenti di denaro
pubblico agli agricoltori per danni
reali o presunti; così come coste-
rebbe molto di meno finanziare
loro una volta per tutte recinzioni
adeguate.
E poichè non possiamo pensare
che tutti i responsabili siano così
sciocchi ed inetti da non rendersene conto, può anche apparire
legittimo il sospetto che il vero
problema possa essere mantenere questo giro di dazioni di soldi
pubblici a privati: chi verifica, e
con quale garanzia di accuratezza
i danni dichiarati, e di certezza le
loro cause effettive? Cosa impedisce, in mera ma ragionevole ipotesi, a qualcuno di simularli per
incassare somme non dovute? Vi
sono mai state serie indagini accertative sulla regolarità delle motivazioni ed erogazioni?
La faccenda assume dunque,
oltre all’aspetto etico, quello delle
ipotesi di reato, nei suddetti casi
accertati, dell’uccisione o lesioni
o sevizie ad animali per crudeltà
o senza necessità (artt. 544 bis e
544 ter del codice penale), e quello
dell’opportunità di accertamenti
istituzionali sulla correttezza ed
equità dei rimborsi dei danni alle
coltivazioni.
Dall’assessore Godina non abbiamo ancora avuto, dopo mesi, la
cortesia minima di una risposta.
Cosa ne pensa allora la Presidente della Provincia? Non crede di
dover mettere lei immediatamente fine a queste crudeltà inutili,
ingiuste ed incivili, e di dover disporre serie verifiche su tutte le responsabilità, situazioni ed erogazioni sopra dette? Attendiamo una
sua risposta chiara ed esauriente.
(P.G.P.).
Il cinghiale Piero, adottato come mascotte dagli abitanti di via Carso a
Mignanego, nella estrema periferia di Genova, catturato e messo in un
recinto (non abbattuto) dalla polizia provinciale per salvarlo dalle battute di caccia, liberato da un gruppo di amici con vasta mobilitazione in
rete, e poi allontanatosi dalla zona probabilmente per lo stress.
Sul Carso, nei dintorni di Trieste, il
cinghialetto Toby
dorme in braccio
all’amico che lo
ha adottato. Ora
naturalmente
è
cresciuto e lo segue dappertutto,
affettuoso ed obbediente come un
cagnolino.
Non è un rapporto
di amicizia e confidenza
insolito,
perché i cinghiali
sono animali straordinariamente intelligenti e sociali,
come il cane ed il
cavallo.
Nel caso di Tapirone questo rapporto
si era instaurato
con l’animale in
piena libertà, verso persone, cani e
gatti, con attività di
gioco e senza alcuna aggressività.
Ucciso a fucilate “Tapirone” il cinghiale mascotte del bosco Capofonte: sua unica colpa
essersi spinto fuori dal bosco attratto dalle mele cadute dagli alberi di via San Pelagio
Era probabilmente un giovane maschio che da circa due anni aveva scelto
come sua dimora il bosco di Capofonte,
un animale solitario e discreto molto
intelligente che non ha mai aggredito
nessuno, davvero un essere speciale
che divertiva per il suo modo simpatico
di comportarsi e di rapportarsi con altri
animali e con gli “esseri umani”.
Non era difficile vederlo all’alba giocare con i gatti o con Amir, un cane
che si era fatto amico e che aspettava
nascosto dietro i cespugli nelle prime
ore del mattino quando la maggior
parte delle persone ancora dormono.
I residenti del luogo lo conoscevano e,
nonostante qualcuno ne fosse intimorito, la maggior parte degli abitanti accettava con curiosità e simpatia la sua
presenza.
Tapirone, così chiamato amichevolmente dai volontari dell’associazione
“il Capofonte” che da oltre dieci anni
si battono per la tutela floro-faunistica
dell’area, aveva trovato nel bosco un
luogo sicuro dove poter vivere: una
zona ancora selvaggia, poco frequentata, ricca di frutta, bacche, ghiande, un
ruscello con acqua fresca dove potersi
abbeverare, una fitta vegetazione dove
poter trovare riparo: un’oasi ai margini
della città, che sembrava essere lontana dalla crudeltà umana.
Appariva talvolta all’imbrunire ai
margini del bosco e neanche i gatti della vicina colonia felina avevano paura
di lui, tanto che avevano accettato tran-
quillamente la sua presenza. Le persone che abitano nelle case limitrofe
dell’area boschiva lo osservavano con
sguardo benevolo: negli ultimi mesi
l’amministrazione comunale aveva
perfino posizionato un cartello che segnalava agli automobilisti la presenza
di animali selvatici.
Mercoledì di primo mattino il povero
cinghiale si è spinto fuori dal bosco, attratto da alcune mele cadute dagli alberi nella vicina via san Pelagio. Probabilmente spaventato da qualcosa è sceso
disorientato lungo la via delle Docce,
trovando rifugio in un prato all’interno
della proprietà ATER.
Perché?
A seguito della segnalazione di un
cittadino che credeva di fare il bene
dell’animale, gli uffici “competenti”
della provincia hanno inviato sul luogo una guardia ambientale munita di
fucile, revolver e due cani. L’individuo,
incurante delle proteste dei residenti e
del fatto che il povero animale non mostrava alcun segno di aggressività e che
si trovava all’interno di una proprietà
privata, a pochissimi metri dalle abitazioni, ha imbracciato il fucile e lo ha
colpito al fianco.
In un disperato tentativo di salvarsi il
giovane cinghiale ha tentato invano di
fuggire dalla feroce follia di quell’essere
umano che credeva gli fosse amico, ma
sopraffatto dal dolore è stramazzato al
suolo contorcendosi sotto gli sguardi
inorriditi degli abitanti e di alcuni bambini. Il killer continuava imperterrito
il suo lavoro e colpiva più volte con la
pistola la povera bestiola inerme, che è
morta in una pozza di sangue soltanto
dopo 15 minuti di atroce agonia.
Una crudeltà e una scena agghiacciante che potevano essere evitate, uno
spettacolo davvero vergognoso per una
città che ha la pretesa di definirsi zoofila, un comportamento che denota quale sia il grado di “civiltà e sensibilità”
raggiunto dagli amministratori della
Provincia che permettono ai loro dipendenti di sparare senza necessità, in
pieno giorno, in città, nelle vicinanze di
un asilo in modo così incredibilmente
irresponsabile.
Vogliamo conoscere il motivo per
cui non è stato finanziato il progetto
di prevenzione per i danni causati dai
cinghiali e perchè non è mai stato utilizzato il fucile anestetico o le trappole
per la cattura dei soggetti più invadenti, in contrasto con quanto sancito dal
regolamento comunale per la tutela ed
il benessere degli animali articolo 45
comma 1 e 2.
Già un anno fa l’ufficio della polizia
ambientale e territoriale della Provincia di Trieste ci aveva comunicato che
l’unico fucile “anestetico” a disposizione era in perenne stato di revisione. I
cittadini contribuenti che rispettano
gli animali non vogliono più assistere
a simili episodi di inaudita violenza,
soprattutto quando sarebbe sufficiente sparare l’anestetico e trasferire poi
l’animale in ambiente adatto: in questo
contesto si sono dimostrati molto più
preparati, abili e civili i Vigili del Fuoco
intervenuti alcuni anni fa in piazza Volontari Giuliani per catturare un giovane maschio che non fu neppure ferito
dall’intervento.
Appellandoci al principio di trasparenza vogliamo sapere come sono stati utilizzati i cospicui fondi destinati
dalla regione alla Provincia di Trieste
negli ultimi cinque anni per finanziare
le attività di prevenzione e cattura non
cruenta.
Maria Grazia Beinat
Presidente associazione
il Capofonte onlus
6 q il tuono
PORTO FRANCO INTERNAZIONALE
Sabato, 27 novembre 2010
Una sintesi di informazioni necessarie che non vengono mai diffuse
Porto Franco di Trieste: le norme
per i diritti nostri ed internazionali
Per rilanciare il lavoro col Porto Vecchio occorre sapere bene cosa significa
Due vedute della zona franca inutilizzata del Porto Vecchio di Trieste, con moli, banchine, magazzini e scalo ferroviario
Dobbiamo pregarvi ancora una
volta di aver pazienza per ragionare assieme sul furto imminente del
Porto Vecchio da parte di profittatori politici ed economici. E per poter
fare opposizione da cittadini, perché, come abbiamo già scritto, quello che ci stanno per portare via non
è un’area qualsiasi in degrado, ma
una zona franca internazionale unica che può essere rivitalizzata rapidamente creando una quantità straordinaria di lavoro per tutti. Che è il
vero problema principale di Trieste.
Ecco dunque la sintesi delle informazioni sulle norme in vigore che
vi abbiamo promesso la settimana
scorsa. Gli approfondimenti li potremo fare in seguito.
Dall’impero al 1947
Il Porto Franco di Trieste ed i diritti
connessi hanno origine, assieme a quelli di
Fiume-Rijeka, dalla patente del 18 marzo
1719 di Carlo VI d’Asburgo (che abbiamo
pubblicato per intero sul nostro numero
25) e vennero poi consolidati durante il regno dell’imperatrice Maria Theresia, inaugurando le fortune della nostra città.
Dal 30 aprile del 1881 ambedue i porti franchi vennero incorporati nel territorio doganale dello Stato, con un regime di
punti franchi che per Trieste venne perfezionato con ordinanza dell’imperatore
Francesco Giuseppe del 23 giugno 1891,
stabilendo al par. 4 che «Il punto franco,
insieme ai magazzini generali ivi esistenti
(eccettuati i magazzini destinati eventualmente per depositi del territorio doganale,
sarà riguardato come territorio estradoganale. [...] Le merci indigene (eccettuato
il caso del par. 5) perdono col solo entrare
nel punto franco, siano esse depositate o
no nei magazzini generali, la loro nazionalità, e non potranno quindi ricondursi
nel territorio doganale senza essere sottoposte al trattamento daziario di entrata».
Dopo la prima guerra mondiale ed il
passaggio di Trieste sotto sovranità italiana, il regime austriaco di extradoganalità
dei punti franchi di Trieste e Fiume venne
conservato con i Regi Decreti n. 1356 del
1922 e n. 225 del 1924, e poi confermato dal
Testo Unico delle norme doganali nel 1925,
stabilendo al suo art. 1 che «I punti franchi
di Trieste e il Punto franco di Fiume sono
considerati fuori dalla linea doganale.
Le merci estere che vi sono introdotte si
considerano definitivamente uscite dallo
Stato e rimangono a libera disposizione
del commercio, salvo le limitazioni di cui
agli articoli seguenti. Le merci nazionali o
nazionalizzate si considerano definitivamente esportate e sono assimilate a tutti
gli effetti alle merci estere, salvo che non
siasi provveduto a mantenere la nazionalità nei casi e nei modi indicati all’art. 10».
Le norme internazionali
in vigore dal 1947
A seguito della seconda guerra mondiale il Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947 fra le Potenze Alleate ed Associate
e l’Italia ripristinò e garantì la funzione del
Porto Franco internazionale inserendolo in
un nuovo Stato indipendente sotto tutela
diretta del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Era il T.L.T. - Territorio Libero
di Trieste (Free Territory of Trieste, Svobodno Tržaško Ozemlje) che includeva il
porto con la città, l’attuale provincia, e per
garantirgli accesso diretto alle acque internazionali la fascia costiera settentrionale
dell’Istria sino al Quieto-Mirna.
La preoccupazione principale delle Nazioni Unite era qui infatti garantire il libero
transito internazionale delle merci da e per
l’Europa centroorientale tramite il porto di
Trieste, e non le questioni delle nazionalità
italiana slovena e croata, che vennero superate nel TLT parificandole.
Tant’è vero che lo strumento internazio-
nale costitutivo del Porto Franco di Trieste
venne esaminato ed approvato dal Consiglio di Sicurezza delle N.U. con risoluzione
separata del 10 gennaio 1947 (U.N. Security Council Official Records, 2nd Year, n.
3, 91 Meeting.), e solo successivamente
inserito come allegato VIII, di 26 articoli,
nel Trattato di Pace del 10 febbraio, e con
esso nella costituzione del Territorio Libero (Allegati VI e VII) appunto in funzione
del Porto Franco, rimasto perciò fuori delle
spazio doganale dello stesso TLT.
L’origine internazionale primaria e separata della costituzione del Porto Franco
rispetto a quella del Territorio Libero ne fa
quindi due enti indipendenti, tranne che
per le norme di connessione tra loro, le
quali assumono perciò valenza funzionale
accessoria, o comunque secondaria.
Ed è per questo motivo che, come vedremo, il Porto Franco ha continuato ad avere
a tutt’oggi propria esistenza giuridica, vincolata al Trattato istitutivo multilaterale
vigente del 1947 e riconosciuta anche nel
Trattato bilaterale di Osimo del 1975 con
cui Italia e Jugoslavia hanno invece “assorbito” il Territorio Libero di Trieste.
L’art. 1 dell’Allegato VIII stabilisce che:
«Al fine di assicurare che il porto e le attrezzature di transito di Trieste siano disponibili per l’uso in condizioni di eguaglianza per tutto il commercio internazionale e per la Yugoslavia, l’Italia e gli Stati
dell’Europa Centrale, così come è consuetudine negli altri porti franchi del mondo:
a) È istituito un porto franco da dazi
doganali nel Territorio Libero di Trieste
Uno dei magazzini storici del Porto Vecchio, che associano la funzionalità al pregio architettonico
nell’ambito dei limiti predisposti o stabiliti
in accordo con l’art. 3 del presente Strumento.
b) Le merci che passano il Porto Franco di Trieste godono di una libertà di transito come stipulata nell’art. 16 del presente
Strumento».
L’art. 5 del medesimo Allegato precisa
inoltre che: «Le navi mercantili e le merci di tutti i paesi godranno di un completo
libero accesso nel Porto Franco per carico
e scarico, sia per beni in transito, sia per
beni destinati o provenienti dal Territorio
Libero. Le Autorità del Territorio Libero
non percepiranno sulle merci di importazione, in esportazione od in transito attraverso il Porto Franco né dazi doganali, né
altri gravami, che non siano in corrispettivo dei servizi prestati».
E per quanto l’esclusione dello stesso
TLT dalla gestione del porto, al di fuori
dell’incasso dei meri diritti portuali, l’art. 9
dell’Allegato VIII stabilisce che «Le Autorità del Territorio Libero hanno titolo per
stabilire e riscuotere diritti portuali nel
Porto Franco. Il Direttore del Porto Franco determina tutti i gravami per l’uso delle
attrezzature e dei servizi del Porto Franco. Tali gravami dovranno essere ragionevoli e correlati ai costi delle operazioni,
dell’amministrazione, del mantenimento e
dello sviluppo del Porto Franco».
Gli sviluppi
col Memorandum
di Londra del 1954
Nelle complesse vicende politico-strategiche della guerra fredda il TLT venne affidato provvisoriamente ad amministrazioni militari, alleata ovvero anglo-americana
(Zona A, includente Trieste e Provincia) e
jugoslava (Zona B, costa istriana settentrionale) ma non poté avere piena costituzione. Col Memorandum di Londra del
5 ottobre 1954, sottoscritto da Stati Uniti,
Regno Unito, Italia e Jugoslavia, passò
quindi rispettivamente ad amministrazioni civili provvisorie italiana e jugoslava (repubbliche federate di Slovenia e di Croazia)
in regime di sostanziale pre-annessione su
intesa reciproca, anche se qui le propagande ci raccontavano il contrario.
Il punto 5 del Memorandum stabilisce
però espressamente e tassativamente che
«Il Governo italiano si impegna a mantenere il Porto Franco di Trieste in armonia
Sabato, 27 novembre 2010
PORTO FRANCO INTERNAZIONALE
Veduta dei magazzini del Porto Vecchio sul fronte mare
con le disposizioni degli articoli da a 1 a 20
dell’Allegato VIII del Trattato di pace con
l’Italia» (10). Sono gli articoli che fissano
i principi dell’amministrazione del Porto
Franco, mentre i sei residui, che istituiscono e regolano la Commissione Internazionale del Porto Franco come organo di gestione autonomo, rimangono logicamente
esclusi dall’obbligo assunto dall’Italia, ma
non cancellati dal diritto internazionale.
L’amministrazione civile provvisoria
italiana istituì come proprio organo amministrativo della Zona A un Commissario Generale del Governo, organo speciale
monocratico che cumulava le funzioni legislativa ed amministrativa esercitando di
persona i poteri dello Stato italiano subentrato al Governo Militare Alleato. In questa
veste fu il perciò Commissario del Governo
a dare esecuzione al Memorandum con decreto n. 29 del 19 gennaio 1955, che recepisce la normativa internazionale.
L’art. 1 del decreto commissariale dichiara infatti che «È mantenuto nel Porto
di Trieste il Porto franco costituito dai seguenti punti franchi esistenti nel 1939: 1)
Punto franco Vecchio coi Moli da 0 a IV;
2) Punto Franco Nuovo coi moli V e VI».
L’art. 2 ribadisce che: «Il porto Franco
è aperto alle navi mercantili ed alle merci
di tutti i Paesi che vi godranno delle franchigie e delle libertà conformi alle relative
norme e consuetudini internazionali ed
alle disposizioni del presente decreto».
L’art. 4 conferma che «Il Porto franco è considerato fuori dalla linea doganale ed in esso, salvo le limitazioni di cui
all’articolo seguente, si possono compiere in completa libertà tutte le operazioni
inerenti allo sbarco, imbarco e trasbordo di materiali e merci, al loro deposito e
alla loro contrattazione, manipolazione e
trasformazione, anche di carattere industriale».
Anche il successivo Testo Unico delle
disposizioni legislative in materia doganale
(D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43), estendendo il regime di extradoganalità ai differenti
punti franchi esistenti sul territorio nazionale, per cui all’art. 2 dichiara che «sono
assimilati ai territori extra-doganali i
depositi franchi, i punti franchi e gli altri analoghi istituti», all’art. 169 recepisce
l’eccezione molto più favorevole del Porto
di Trieste, riconoscendone i vincoli di diritto internazionale: «Per i punti franchi compresi nella zona del Porto franco di Trieste
di cui all’Allegato VIII del trattato di pace
fra l’Italia e le potenze alleate ed associate,
firmato a Parigi il 10 febbraio 1947 e reso
esecutivo con decreto legislativo del capo
provvisorio dello Stato 28 novembre 1947,
n. 1430, restano ferme, in deroga a quanto
stabilito nei precedenti articoli, le vigenti
disposizioni più favorevoli».
L’ordinamento europeo
Anche il sopravvenuto ordinamento
comunitario europeo ha dovuto recepire e
riconoscere lo stato di diritto speciale del
Porto Franco di Trieste, perché radicati in
Trattato multilaterale, quello di Pace del
1947. Il Trattato infatti prevale sugli atti
costitutivi e le norme regolamentari della
Comunità e poi Unione Europea, perché li
ha preceduti e coinvolge una pluralità di
Stati non membri del Trattato CE. Il quale,
in applicazione della Convenzione di Vienna del 1969 sul diritto dei Trattati, al proprio art. 234 riconosce espressamente, per
la Comunità come organismo e per i Paesi
membri, che «Le disposizioni del presente trattato non pregiudicano i diritti e gli
obblighi derivanti da convenzioni concluse, anteriormente all’entrata in vigore del
trattato stesso, tra uno o più Stati membri
da una parte e uno o più Stati terzi dall’altra».
La disciplina delle zone franche comunitarie è stata definita con Regolamento
del 1988, il cui provvedimento di adozione
formalizza tuttavìa a verbale, per quanto
sopra detto, la presa d’atto che «Per quanto concerne i problemi relativi all’applicazione del presente regolamento al territorio della Repubblica Italiana, il Consiglio
e la Commissione riconoscono, su comunicazione della delegazione italiana e in
relazione con l’art. 234 del Trattato che:
1. Il porto franco di Trieste è stato istituito
dall’Allegato VIII del Trattato di pace fra
l’Italia e le potenze alleate e associate, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947, e ha formato oggetto del Memorandum di Londra
del 5 ottobre 1954». Presa d’atto non revocata né comunque annullata o superata
da atti successivi, incluso testo unico della
normativa in materia stabilito con Regolamento CE n. 2913/92.
Il vantaggio per il porto di Trieste è
enorme, perché la normativa comunitaria
sulle zone franche non vi consente i traffici portuali senza controllo doganale e vi
impedisce o limita le attività di manipolazione delle merci .
gestione in una zona a cavallo del confine
che includa territori di ambedue i Paesi. I
quali si riconoscono così ambedue titolari,
per successione al TLT, del diritto di usufruire dello strumento del Porto Franco di
Trieste, per sé e per i propri neocittadini
dei territori “assorbiti” col Trattato.
L’art. 1 dell’Accordo stabilisce infatti
che «Ciascuna parte destina una parte
del suo territorio, indicata nel Protocollo
allegato (Allegato I) a zona franca, alla
quale è esteso il regime delle merci dei
“Punti franchi di Trieste”, conformemente
alle modalità previste dal summenzionato
Protocollo», definite dall’art. 2: «Nell’ambito della Zona possono essere esercitate,
senza alcuna restrizione, imposta e diritto di dogana, tutte le operazioni relative
all’entrata ed uscita dei materiali e merci,
al loro stoccaggio, commercializzazione,
manipolazione e trasformazione, comprese quelle a carattere industriale».
Quello della cogestione internazionale
del regime dei punti franchi di Trieste è un
aspetto fondamentale dell’Accordo, tuttora in vigore, che non è stato ancora capito
ed è rimasto politicamente travolto dalle
forti reazioni locali che la firma di questi
strumenti internazionali scatenò a Trieste
sommando nazionalismo, revanscismo e
il tuono q 7
to internazionale inviolabili, di un regime
portuale di zona franca che offre vantaggi
unici in Europa per il traffico, il magazzinaggio, il commercio e la lavorazione industriale ed artigianale delle merci in condizioni di extraterritorialità doganale.
2. Questo regime non può essere legittimamente modificato né nei diritti, né riducendo le aree dei Punti franchi, che possono
venir soltanto estese.
3. In base agli strumenti internazionali
costitutivi del nostro Porto Franco, hanno
diritto ad utilizzarlo in condizioni di libertà totale di transito e senza alcuna discriminazione di nazionalità o provenienza
(escluso quindi anche ogni embargo), tutti
i Paesi del pianeta: «per l’uso in condizioni
di eguaglianza per tutto il commercio internazionale e per la Yugoslavia, l’Italia e
gli Stati dell’Europa Centrale, così come è
consuetudine negli altri porti franchi del
mondo.»
4. In base agli stessi strumenti internazionali, i diritti di gestione ovvero co-gestione
del regime di Porto Franco internazionale
di Trieste spettano unitamente all’Italia,
alla Slovenia ed alla Croazia quali Stati successori, e tutti e tre per la parte di territorio
già destinata a costituire il TLT.
5. Il blocco politico ormai pluridecennale
L’estensione del 1975
e la legge del 1994
Nell’ambito degli sviluppi politici e strategici che resero gradualmente la Jugoslavia
partner esterno della NATO, era maturata
dall’inizio degli anni ‘70 l’esigenza di stabilizzare definitivamente in sovranità le amministrazioni provvisorie italiana e jugoslava delle due zone del TLT. Ma occorreva
farlo con uno strumento bilaterale che non
intaccasse il Trattato di Pace né le garanzie del Memorandum di Londra sul punto
d’interesse primario del Porto Franco. I cui
diritti d’uso si sarebbero inoltre trasferiti
dal TLT all’Italia ed alla Jugoslavia, e dal
corpo sociale unitario dei cittadini del primo alle parti di esso che averebbero assunto la cittadinanza di uno dei due altri Paesi.
Tutto questo si concretò nel Trattato
italo-jugoslavo di Osimo del 10 novembre 1975 (entrato in vigore con lo scambio degli strumenti di ratifica il 3 aprile
1977) nel quale i due Paesi si riconoscono
reciprocamente la sovranità sulle zone rispettivamente amministrate per oltre 20
anni, in una sorta di usucapione. Mentre
con un contestuale “Accordo sulla promozione della cooperazione economica” riconoscono e confermano il regime dei Punti
Franchi di Trieste assumendosene la co-
Il colossale pontone Ursus, costruito nel 1914, è la Tour Eiffel del Porto di Trieste
protesta ambientale per l’infelice scelta romana di ubicare questa nuova zona franca
tra le riserve naturali del Carso.
La legge-quadro italiana n. 84 del 28
gennaio 1994 sul «Riordino della legislazione in materia portuale», all’art. 6, ha
infine «fatta salva la disciplina vigente
per i punti franchi compresi nella zona del
Porto franco di Trieste», puntualmente
riconfermata anche dalla giurisprudenza
ordinaria ed amministrativa italiana, sino
al Consiglio di Stato.
Conclusioni
La sintesi che vi abbiamo proposto qui,
assieme a quanto già pubblicato sui numeri
scorsi, dovrebbe bastare per rendere evidenti a chiunque vi presti un po’ di attenzione alcuni fatti semplici ed incontestabili:
1. Disponiamo, grazie a strumenti di dirit-
delle potenzialità del Porto Franco Internazionale di Trieste lede non solo i diritti
fondamentali dei triestini al lavoro ed allo
sviluppo socioeconomico, ma anche i diritti specifici dei Paesi che in base ai Trattati
hanno titolo alla co-gestione del suo regime di franchigie, ed i diritti dell’intera comunità internazionale a farne uso libero e
senza discriminazioni.
6. Il tentativo di concedere i 70 ettari (ma
fosse anche un metro quadrato) di zona
franca lasciata inutilizzata nel cosiddetto
Porto Vecchio è palesemente illegittimo
ed illecito, per violazione sia dell’ordinamento internazionale ed interno che
dei diritti di tutti i soggetti di cui sopra.
7. Dobbiamo incominciare subito ad unire
queste forze per non lasciarci più rubare il
pane da politicanti e speculatori incoscienti o senza scrupoli.
P.G.P.
L
8 q il tuono
ETTERE E SEGNALAZIONI
Questa pagina è aperta a tutti, negli ovvi limiti
dello spazio e della ragionevolezza, e vedremo anche
di darvi risposte e chiarimenti. Potete inviarci i vostri scritti per posta (Via Fabio Filzi 9) o via e-mail
([email protected]), o portarceli direttamente
in redazione. Vi preghiamo di indicare un recapito
postale o telefonico, di essere chiari e possibilmente
brevi, e ci riserviamo di proporvi sia abbreviazioni,
sia modifiche di espressioni che fossero querelabili.
Mentre sulla pubblicazione di eventuali scritti anonimi decideremo noi. Lettere e segnalazioni potranno venir pubblicate, a vostra scelta, con firma intera o parziale, con una sigla, o anche senza. Questo
per evitare che i problemi che qualcuno può avere ad
esporsi impediscano la pubblicazione di informazioni rilevanti. Eviteremo invece di pubblicare propagande e ruffianate politiche. Precisazioni e rettifiche
di legge verranno pubblicate come dalle norme specifiche, ospitandole sulla pagina pertinente oppure,
se espressamente richiesto, su questa.
PORTO FRANCO IN PERICOLO
Quando il Porto Vecchio funzionava
Per il mio lavoro ho avuto modo di constatare personalmente come, ancora nei primi anni 70, il Porto vecchio era tutto un fervore di attività.
Erano i tempi in cui operavano le maggiori case di
spedizioni come Parisi, Pacorini, Scheker, Molinari, Valperga e Dapelo, Missaglia Ventura e tanti altri di eguale
importanza. Dove venivano utilizzati periti merceologici
di grande valore, dove i capi hangar ricoprivano un ruolo di importanza vitale per la corretta ripartizione delle
merci varie, dove non era inconsueto vedere il giovane
Pacorini scaricare sacchi di caffè, dove venivano ospitate
Agenzie marittime come quella dell’Adriatica di Navigazione, dove insomma, una volta varcato il confine che
delimitava il Porto dalla città, respiravi a pieni polmoni
l’orgoglio, l’entusiasmo, la fierezza di far parte di un ciclo produttivo importante, quello stesso che lo spedizioniere Carlo Furlani ha efficacemente riportato in un suo
divertente libro, e che riponeva le sue radici nelle tradizioni portuali più significative decisive ed importanti
della storia della città.
A proposito del declino del Porto Furlani riportava un
detto di un non ben identificato operatore portuale: “I
mone nassi più numerosi dei ravanei” ma, forse si potrebbe aggiungere che questi non sono “mone” ma piuttosto furbacchioni.
Non si può, partendo da queste premesse, che condividere la Vostra appassionata difesa della specificità del
PFV dove, peraltro, riportate che tutto questo avviene:
“Proprio mentre le zone franche portuali ed industriali stanno avendo nel mediterraneo e nel mondo un
il
tuono
SETTIMANALE PER TRIESTE
E DINTORNI
Editore: Il Tuono di Daniele Pertot
34132 Trieste - Via Fabio Filzi 9
Tel.+39 040.771103 - Fax +39 040.3725881
Mailbox: [email protected] - Web: www.iltuono.it
Direttore responsabile: Paolo G.Parovel
A questo numero hanno collaborato:
Manuela Acquafresca, Maria Grazia Beinat, Claudia Bolboceanu,
Sara Cristaldi, Fabio Dalmasso, Daniele Fasolo, Adriana Firmiani,
Nuria Kanzian, Anna Keber, Daniele Kovacic, Massimo Laudani, Denis Locoselli,
Luca Lopardo, Giorgio Marchesi, Giulia Massolino, Chiara Meriani,
Benedetta Moro, Nicola Napoli, Patrizia Palcini, Marco Pillin,
Francesca Schillaci, Sara Stulle, Stefano Tieri, Matteo Zanini
Pubblicità: Il Tuono
34132 Trieste - Via Fabio Filzi 9
Grafica e impaginazione in proprio
Tipografia: Edigraf Trieste - Via dei Montecchi 6
Distribuzione: Litoranea Editoriale S.r.l.
Mofalcone (Gorizia) - Via Bagni Nuova
Autorizzazione Tribunale di Trieste 1169 del 18 marzo 2008
Questo numero e stato chiuso per la stampa il 26 novembre 2010
Diritti riservati
I numeri arretrati si trovano presso
la redazione a Trieste, via Filzi, 9
Sabato, 27 novembre 2010
nuovo sviluppo continuo e straordinario…” (Il Tuono di
sabato 6 novembre u.s.).
Sarebbe pertanto opportuno specificare quali sono e
dove si trovano, concretamente, queste zone franche che
non possiedono che una parte minima delle prerogative
della nostra zona franca.
(Lettera firmata)
* * *
Ne abbiamo trattato sul nostro numero 18 del 25 settembre, riprendendo un ottimo servizio del Sole 24 Ore
del 6.9.
Dipiazza: chi era questo Salem ?
Migliore risposta non poteva certo arrivare al vuoto e vanaglorioso discorso del podestà Dipiazza, riportato su “Il Piccolo”
del 19.11 c.a. concernente il bilancio e la qualità della vita di
Trieste città ottimale e tra le più servite - a detta del nostro della penisola. Una città scomoda da raggiungere, trasporti
cari, assenti Regione e sponsor” . Ed anche “Nobel ‘s Colloquia”
fugge, dunque, da Trieste per raggiungere la più servita, attrezzata con strutture alberghiere ed ospitale Venezia.
E non scarichiamo tutto il pesante fardello delle colpe sulla
Regione FVG, perchè Tondo è uomo della montagna, della
Carnia e cosa vuole che importi a lui il mare e poi di Trieste,
per giunta. Forse, eventualmente gli interesserà S. Giorgio
di Nogaro o Monfalcone, prossimo temibile competitore del
povero porto giuliano, ridotto ad attracco di imbarcazioni da
diporto, a livello di Marina S. Giusto, o Porto S. Rocco, niente
a che vedere con Capodistria-Koper, un tempo - non certo lontano - paesello di pescatori.
La piccola provincia di Trieste non costituisce, inoltre, un
serbatoio di voti degno di nota per il Presidente - Governatore
carnico. Perchè lui pensa a Tolmezzo ed a Verzegnis, dove ci
risulta abbia due avviati complessi alberghieri...
Infine, per quanto attiene il bilancio presentato dal Dipiazza,
lodato ed applaudito da Autorità, eccellenze e presidenti locali
nella signorile e prestigiosa sala del teatro Verdi, lo stesso non è
altro, spiace dirlo ma è così, che un documento contabile, senza
respiro, carente di iniziative di sviluppo, quello vero intendo,
non quello dei mercatini dal nome altisonante di “Europa”, di
un terziario squallidamente provinciale e marginale, non certo
di una città un tempo vero emporio al rango di una capitale
mitteleuropea, sbocco di un hinterland che non si fermava a
Sesana ma che andava oltre, a Vienna, Praga e Bratislava.
Un documento contabile in pareggio che qualsiasi studio
di un normale commercialista saprebbe formulare. In pareggio, dice sempre lui. Ma grazie anche ad imposizioni ingiuste
e immotivate quali l’imposta Tarsu che è stata aumentata,
senza giustificazione alcuna, del 27 per cento (tanto è vero che
il ricorso amministrativo presentato al Capo dello Stato da
alcuni cittadini è stato accolto e l’avvocatura del Comune si è
vista costretta ad opporsi in secondo grado dal sindaco-podestà: molto impopolare e senza stile questa opposizione, detto
“inter nos”).
E gli interventi in campo sociale? Non soddisfacenti le aspettative dei cittadini meno abbienti, il cui numero risulta aumentato negli ultimi anni. A Trieste, inoltre, molti anziani muoiono
in completa, desolata solitudine, nonostante un piano di telesoccorso in essere, ed il primato attribuito da Il Sole-24ore
è opinabile, non è riconosciuto, ad esempio, da “Italia oggi”,
giornale economico italiano di una certa rilevanza, che assegna
ad altra città d’Italia la palma per la qualità della vita.
Ancora: manca un serio piano del commercio che metta
un certo ordine, con relativa organicità, che possa indicare
eventuali soluzioni per arginare la forte concorrenza slovena.
Conseguentemente per un tale fine nulla è stato speso, virtuosamente. Ma se si risparmia non si ha alcun ritorno, nessun
giovamento. Tutto stagna, si ferma in una cristallizzazione inutile. Le nozze con i fichi secchi non hanno buona riuscita.
Ed una parte del porto, quella vecchia, progettata nella parte
dettagliata da Rizzani-De Eccher nella visione architettonicaurbanistica municipale (o municipalista), quale complesso edilizio e di uffici sottraendola alla sua vera vocazione desta non
poche perplessità (la piattaforma logistica da due anni aspetta
il famoso finanziamento dei trenta milioni dal Cipe, ma neanche nella finanziaria di imminente approvazione sono previsti). Intanto l’on. Fedriga dice che ha assicurato 45 mila euro
per il vecchio ed arruginito Ursus, vero emblema della città.
Una manna per l’economia: già De Gioia pregusta il piacere
di verniciarlo e trasformarlo in un albero di attrazione natalizia,
galleggiante. Uaaauuu! E non parliamo della politica culturale
della Giunta. In questo caso si è speso ma il ritorno è del tutto
negativo, direi disastroso. Le risorse impegnate sono state buttate al vento. Basta citare l’invito al negazionista Nolte all’Auditorium del Revoltella, il caso Granbassi, il dignitoso rifiuto
da parte del concittadino Boris Pahor alla benemerenza mutilata del termine fascismo, o la censura effettuata alla mostra su
Arthur Schnitzler a Palazzo Gopcevich, proveniente da Vienna
(un ossimoro la cultura censurata) per comprendere che quella
tutto è tranne cultura del nostalgico Assessore Massimo Greco.
“Salem, chi era questo Salem?” Così disse un pomeriggio
durante la trasmissione della locale TV privata “Il sindaco risponde”. Ma signor sindaco, si compri almeno un
“Bignami”!! Come è possibile non ricordarsi della storia di
Trieste, e per giunta di un suo predecessore ?
Ma lei la storia la conosce o le è estranea?
Luisa Memoli
* * *
La situazione della città sta effettivamete arrivando al limite. Ed è per questo che dobbiamo muoverci tutti assieme per rimediare.
“Benvenuti triestini”
Con la deliberazione n. 486 del 25 ottobre 2010, la
Giunta comunale ha dato avvio all’iniziativa “Benvenuti triestini” con la quale si eroga alle famiglie, per
ogni nuovo nato nel corso del 2010, la cifra di 110
euro (sic!) per un buono spesa da utilizzarsi in una
farmacia. I beneficiari di tale fantastico sostegno alla
natalità però, dovranno essere residenti in Italia da
almeno 10 anni (sic!), di cui almeno 3 nel Comune di
Trieste; unici esentati da questa clausola i corregionali e loro discendenti rientrati dall’estero.
Ora, a parte il fatto che i prodotti per l’infanzia
comperati in farmacia hanno costi decisamente più
alti di quelli praticati nelle catene dei supermercati,
110 euro per bambino sono solamente una presa in
giro: è stato calcolato, infatti, che, solo per i pannolini, la spesa media annuale per un neonato si aggira
intorno ai 600 euro!
In quanto alla condizione della residenza decennale
(!!!!) per accedere a questo fantastico sostegno economico, la Giunta comunale sembra non essere a conoscenza
che la Legge regionale n. 24 del 30/12/2009 è stata impugnata dal Governo davanti alla Corte costituzionale.
La legge in questione, più modestamente, escludeva dall’accesso all’assistenza sociale quanti non fossero residenti da almeno 36 mesi sul territorio regionale; tuttavia l’Esecutivo l’ha censurata perchè “Tale
ingiustificata discriminazione determina, quindi, una
violazione dei diritti fondamentali riconosciuti dalla
Costituzione dagli articoli 2 e 3, nonché una lesione
dell’articolo 38 della Costituzione che garantisce l’assistenza sociale ad ogni cittadino sprovvisto dei mezzi
necessari per vivere e, ancora, una violazione dell’articolo 97 della Costituzione in quanto la legge censurata non assicura il buon andamento e l’imparzialità
della Pubblica Amministrazione.”
Alle condivisibili osservazioni governative, ci permettiamo di aggiungere che è ben curioso che una
comunità che negli ultimi due secoli deve la sua prosperità al robusto afflusso di migranti da ogni dove,
si comporti in maniera così taccagna e poco lungimirante (per usare un linguaggio educato) con i nuovi
concittadini. Altro che “Benvenuti triestini”!!!!
Il Comune di Trieste, se volesse veramente dare il
benvenuto ai nuovi nati, potrebbe utilizzare decisamente meglio i soldi pubblici abbattendo le rette degli
asili nido (tra i più cari d’Italia!) e aumentando la disponibilità dei posti nelle strutture per la prima infanzia (attualmente coprono solamente il 12,5% della
popolazione di riferimento).
Ma forse la Giunta comunale ignora anche che
l’Unione europea, con la Decisione n. 578 del 22 luglio 2003, chiedeva agli Stati membri di realizzare
nei nidi pubblici (entro il 2010!) almeno 33 posti ogni
100 bambini al di sotto dei tre anni …
Associazione di volontariato di donne Luna e l’altra
Associazione Goap – Centro antiviolenza;
Associazione La Settima Onda; Associazione Gattanera
SIL Società Italiana delle Letterate
UDI – ZŽI Circolo “La Mimosa” – Trieste
* * *
Il “benvenuto” di questa squallida amministrazione è effettivamente eloquente. E siccome il buongiorno si vede dal mattino...
Emergenza PM10 a Trieste
Bisogna intervenire prima che siano superati i limiti di legge e non solo sul traffico, ma anche sulla
Ferriera. Puntualmente in autunno non solo cadono le
foglie secche ma si ripresenta il problema delle polveri
fini PM10 nell’aria.
A Trieste gli sforamenti del limite di legge (50 μg/
mc - microgrammi per metro cubo - come media giornaliera) avvengono non solo nel centro cittadino, a
causa dell’intenso traffico veicolare (in questo periodo
il riscaldamento delle case è al minimo), ma anche nella zona di Servola, in prossimità della Ferriera. I dati
raccolti dalle centraline dell’ARPA nei giorni 12, 13,
Sabato, 27 novembre 2010
L
ETTERE E SEGNALAZIONI
14, 15 novembre indicano valori di PM10 molto più elevati a Servola che non nel centro cittadino: 49, 67, 70, 52
μg/mc per piazza Libertà 61, 101, 102, 58 μg/mc per via
Carpineto. Questi dati evidenziano il pesante contributo
industriale al deterioramento della qualità dell’aria, che
interessa sicuramente Servola e in misura minore altri rioni cittadini.
La centralina mobile dell’ARPA, situata in via S. Lorenzo in Selva (Servola), e che rileva valori di inquinamento dell’aria sempre molto più elevati rispetto alle altre centraline, non fornisce però alcun dato sulle PM10
dal 23 ottobre (!). Come spiega l’ARPA il prolungato
malfunzionamento, in un periodo così delicato dal punto di vista della qualità dell’aria?
Le centraline di proprietà di Elettra (via Svevo, via
Pitacco) forniscono invece dati di polveri PM10 molto
più bassi. Forse perché sono gestite dalla proprietà dello
stabilimento e i dati di inquinamento praticamente non
vengono mai validati da ARPA?
Cosa fa il Comune di Trieste per contrastare l’inquinamento, prodotto da traffico e industria? Attenendosi
ad un piano di azione, del tutto inadeguato, aspetta che
vengano superati i tre fatidici giorni di superamenti, sperando che al quarto la situazione meteorologica migliori.
Eventualmente si faranno restrizioni al traffico veicolare,
mai comunque all’attività produttiva, benché anche queste ultime siano previste espressamente dalla normativa
vigente relativa alla qualità dell’aria ambiente.
Considerato che le previsioni meteo sono ormai molto attendibili per un arco di tre giorni, è quindi necessario adottare misure preventive senza guardare in faccia
nessuno, come il WWF chiede da anni. Per la riduzione
dell’inquinamento industriale si dovrebbe perciò, in primo luogo, diminuire la produzione di coke della Ferriera
(considerato che la cokeria lavora sempre al massimo,
ben al di sopra delle esigenze dell’unico altoforno in
funzione), aumentando il tempo di cottura del carbon
fossile. Contemporaneamente andrebbe sospesa l’attività inquinante dell’agglomerato per alcuni giorni, poiché si tratta di una delle fonti maggiormente inquinanti
(emette anche diossina, oltre alle PM10) dello stabilimento siderurgico della Lucchini.
Solo utopie? è in gioco la salute di decine di migliaia
di cittadini.
WWF Trieste
* * *
Non sono, ovviamente, utopie, ma doveri d’ufficio
precisi delle autorità di garanzia della salute pubblica,
e come tali anzittutto del sindaco. Che ne sta palesemente omettendo, come gli altri, l’adempimento.
Traffico e traffici
Non c’è bisogno di attribuirne la colpa alla “crisi”. Almeno,
non tutta. è da una vita che sento parlare di questo babau; perfino negli anni del mitico boom economico di cui, peraltro, ho
saputo solo dopo che era già passato. No; c’è ben altro, dietro
la chiusura in serie di concessionari, rivenditori, allestitori,
accessori, ricambi, ecc.; dietro la cosiddetta caduta “a picco” del
mercato dell’auto, del fatturato della Fiat e del suo tentacolare
“indotto”. Meno 40%, 50%, ecc. di vendite, decine di migliaia di
posti a rischio, ecc. Nonostante le imponenti iniezioni di fiducia
(leggi: capitali), di regalìe (leggi: Alfa-Romeo), di privilegi (rottamazione a carico dello Stato), la Fiat sta letteralmente crollando e tentando di salvare, trasferendole all’estero, alcune tra
le sue branche menomamente redditizie, dopo la scissione dei
due grandi filoni: veicoli industriali e automobili.
Non è nemmeno il continuo altalenare del prezzo dei
carburanti (piuttosto che le accise) o dei mutui, nè il costo
delle assicurazioni (obbligatorie per Legge dello Stato) o
delle revisioni biennali delle macchine (d’obbligo, c.s.),
della tassa di proprietà (alias: di circolazione, idem c.s.) o
per il passaggi0 di proprietà, della patente, del patentino
e chi più ne ha... Fino a poco fa nessuno di questi fattori è
mai riuscito, nemmeno se combinati con gli scioperi dei
camionisti o dei “ rubinetti” arabi, a dissuadere l’“automobilista’’ dal comprarsi l’ultimo modello di 4 ruote, SUV
compreso e meglio se due o addirittura tre, di macchine
e/o motorini!
Anche se il problema esisteva da tempo, considerato tutto
sommato una sorta di piaga endemica, da un po’ la gente ha
cominciato a chiedersi seriamente: “Ma chi me lo fa fare?” Dopo
tutti questi ostacoli, spese, balzelli e sacrifici di ogni genere cosa
ottengo? Non posso mica scorrazzare tutto il giorno lungo quelle
bellissime strade immerse nel verde e quei paesaggi mozzafiato
che ti fanno vedere negli spot pubblicitari!
Devo andare al lavoro, circolare in città, fare la spesa, portare
e ritirare i figli a scuola, in palestra; traslocare, accompagnare la
nonna dal medico, in ambulatorio, in banca, in posta, per uffici
pubblici e privati (ma che ci vanno a fare tutti, in Centro)! Non
posso passare l’esistenza nei megasupermercati (monomarca?)
in periferia o fuori mano, però dotati di parcheggio (tranne alle
“Torri”) per quanto spesso e volentieri (?!) a pagamento. Già: il
parcheggio! Divenuto la persecuzione, l’incubo di ogni automobilista, cioè praticamente di tutti noi “privilegiati”.
Ormai non ci sono più orari che tengano: quando arrivo,
arrivo; altrimenti ti telefono. La nostra vita, gli impegni, dipendono ormai da una sorta di roulette del parcheggio o dal vicino
o collega improvvidi che lasciano un posto libero a meno di un
km da casa o dall’ufficio. Dice: “Ma prendi il bus!”. Per andare
a prendere l’auto? E comunque, sperando di acchiapparlo tra
un singulto e l’altro di uno sciopero a singhiozzo, di non essere
fuori orario, di avere un biglietto in tasca, che non piova mentre
lo aspetto, che trovi posto tra uno scippatore, un “branco” di
punk portoghesi, un barbone dai mille gusti ed un vecchietto
che comincia a far pratica con la “mano morta”? No, grazie! Preferisco la bici. La decima, dopo che mi hanno fregato le altre
nove! Anzi, meglio a piedi! Se non fosse per l’artrosi, le borse
della spesa e quelle salite! Due, tre macchine? Ma nemmeno
una, ne posso tenere, se non ho un garage privato (2° mutuo) o
a pagamento (a’ridajje) a meno di un km da casa.
Questo sarebbe l’incentivo per comprare o cambiare l’auto,
oggi? Ma è terrorismo! Chiudono le stazioni di servizio, le piazze
e le strade una dopo l’altra con una premeditazione maniacale,
dopo aver ridotto i sensi di marcia prima, ed il numero delle
carreggiate poi; dopo aver allargato i marciapiedi per quattro
gazebo ed etno-mercatini o tavolini e panchetti “dehors” per
altrettanti irriducibili fumatori “happy hour”, aver imposto
corsie preferenziali per tentare di far sgusciare bus da 17 metri
(!) o chiccosi taxi a tariffa soggettiva (del conducente), o dimezzato la superficie rotabile (già all’osso) negli incroci, con “rondò”
degni di expressway californiane senza smantellare, in cambio,
i semafori “intelligenti” (in confronto a chi?); dopo aver seminato la città di panettoni, di paletti “dissuasori” e di segnaletica
orizzontale/verticale che proibisce praticamente tutto, tanto
che non vale più la pena rischiare un mal di testa e lo strabismo
nel tentativo di leggerle tutte e guidare al tempo stesso, ecco che
arriva la ciliegina sulla torta. O peggio: la multa, sul parabrezza!
Il divieto di sosta è ormai generalizzato; si espande a macchia d’olio, per non dire a metastasi. Oppure come le famigerate strisce blu a pagamento (delle cooperative posteggiatori)
a patto che si riesca a procurarsi il ticket nelle macchinette ad
un centinaio di metri ed esporlo sul cruscotto con uno scatto da
centometrista contro la Bora e dato la mancia al “vu’ posteggià”
prima che arrivi il controllore, forse l’unico personaggio in circolazione che si possa ancora definire zelante, che ci stampi sul
parabrezza la multa ferale, contro la quale il ricorso rappresenta
l’ineffabile nirvana antistress per ogni cittadino “indignato speciale”. Ma la presa per i ... fondelli non finisce qui, se pensiamo
che le entrate comunali, (procurate al 95% per divieti di sosta)
non vengono “girate” per la realizzazione di adeguati parcheggi
a tariffe “sociali” o, perché no, liberi (leggi: gratis) che con i 5/6
milioni l’anno si potrebbero predisporre a centinaia, se non
migliaia, sopra e sotto terra; e “solo” per quelli insistenti su
fondi già di proprietà comunale. NO! Il Comune usa quei soldi
per altri “capitoli” del Bilancio, come: spostare fontane, panchine, statue, (ri)selciare o lastricare piazze come piste di atterraggio, creare “isole” o aiuole con veri ciottoli di fiume, piazzare
veri lampioni con finta luce soffusa da lampade ottocentesche a
gas (esclusa la “sicura” sopra elevata S.s. 202, perennemente al
buio per centinaia di metri!) o giardinetti e campi gioco incustoditi, passatempo per vandali, deposito di siringhe, bottiglie,
lattine, profilattici, cacchette; oppure per stipendiare centinaia
di vigili “armati” di spray e blocchetti di multe! E così il cerchio
si chiude, come nel gioco dell’oca; o del pollo! Quindi, le aree
di pertinenza pubblica vengono (gentilmente) concesse a scadenza secolare (pardòn: solo per 99 anni; però, rinnovabili!) a
società finanziarie per costruire parcheggi sopra e sottosuolo o
sottomarini: i migliori, perché non si vedono (altrimenti paiono
il tuono q 9
POESIA DE TRIESTE
Teran
Teran, teran, teran!
Teran de amor teran
come in una stregaria
te scaldi el cuor in t’el bicer.
El teran tuto scaza
anche i tormenti tui
el tremar ne la note iaza
teran, de amor teran.
Teran te son come sangue in bicer
e sora la mia tovaia
ogi voio spanderghene asai
po saremo in do a cantar
teran, teran, teran
teran de amor teran.
No stame pianzer stasera
no merita pianzer mai
che l’amor vien e pasa
come che pasaremo noi.
Vardemose in tei oci
e bevemolo tuto de un fià
in sto bicer, moreto
negar faremo l’amor:
teran, teran, teran
teran de amor teran.
Vilma Mismas
carceri -peraltro scarse- o conventi di clausura) tramite una
moderna formula magica molto “trendy”, detta: “financing
project”; per paura di chiamarla col suo vero nome: “di lucro”!
Lavandosene quindi le mani per dedicarsi ad attività amministrative (e politiche) ben più complesse ed importanti. Come,
ad esempio: il PRG (prima, meglio le perizie geologiche!) o il
Piano del Traffico, o dei Parcheggi che, guarda caso, diventano urgenti alla scadenza del mandato, dopo essere rimasti
sul tavolo (o sotto) per anni, per non dire decenni. A dire la
verità, visto e sentito quel che trapela comunque, dei documenti e puzzles multimediali di questi “piani”, nonostante
la paranoica secretazione di atti palesemente pubblici e condivisibili dalla Comunità intera come questi progetti, direi
proprio che è meglio così: Niente! Come accettato. Grazie!
Architetto Bruno Benevol
* * *
Anche questi problemi si risolvono soltanto cambiando completamente l’equipaggio politico di
governo della città.
10 q il tuono
DIRITTI DEI CITTADINI
Sabato, 27 novembre 2010
mercoledì 24 novembre ricercatori, studenti e professori in cima al dipartimento di Fisica: «no a questa riforma»
Presidio sul tetto aspettando la riforma
C’è silenzio in piazzale Europa, davanti
all’Università, all’ora di
pranzo di un soleggiato
mercoledì di novembre.
Fino a quando non si
sente una voce amplificata dal megafono, proveniente dalle vicinanze. Ci si aspetterebbe un
corteo, una manifestazione; invece no.
Per scovare da dove
provengano le parole
di protesta occorre fare Studenti, ricercatori e professori sul tetto
qualche passo, fino ad
arrivare al dipartimento di ri (qui, sfidando il freddo, i servare incuriositi – cos’è
fisica, e alzare lo sguardo al manifestanti sono rimasti che sta accadendo. Qualtetto: qui una cinquantina sui tetti anche la notte), i cuno esprime solidarietà
di persone fra studenti, ri- ricercatori sono saliti al di e si unisce a loro, qualcun
cercatori e professori (con sopra dei rispettivi atenei altro passa indifferente o li
la presenza di Rinaldo Rui, come ultima protesta nei deride («Ma dove pensano
preside di facoltà di Scien- riguardi del ddl, la cui dize Matematiche, Fisiche e scussione è ripresa questa
Naturali; assente invece settimana al Senato.
il Rettore Francesco PeUno striscione degli sturoni, a Roma per impegni denti di Scienze, l’altro di
istituzionali, che si è detto quelli di Lettere («Tagliacomunque vicino ai mani- re la cultura è bruciafestanti) ha improvvisato re la bellezza, sputare
un presidio come atto di- sulla gioia, affogare la
mostrativo per esprimere grazia»), campeggiano
la propria contrarietà nei sui cornicioni del diparconfronti del disegno di timento; uniti alle parole
legge Gelmini. Esattamen- al megafono che spiegano
te come a Roma, a Peru- il perché del gesto, pergia, a Salerno, ad Ancona, mettono ai passanti – che
a Pisa, a Torino e a Caglia- spesso si fermano ad os- Gli striscioni della protesta
di stare? Non siamo mica
nel ’68…»).
Tra gli studenti presenti
al di sopra, molti sono saliti dalla biblioteca o dalle
aule, terminate le lezioni, e
portano ancora con sé manuali e libri su cui studiare; qualcuno, per ammazzare il tempo, ha portato la
chitarra; chi è in grado di
collegarsi ad internet, con
cellulari o portatili, informa gli altri sugli sviluppi
della giornata parlamentare e, quando arriva la
notizia che i finiani hanno
richiesto il rinvio del Ddl
in commissione, parte un
applauso; salvo poi chiarire che non è grazie a Fini
che si è ottenuto ciò.
Il ricercatore Sergio Zilli al megafono
Alle 16.30 il sole tramonta e scompare all’orizzonte, la temperatura cala
sensibilmente e spinge
i manifestanti a scendere, certi però che la loro
mobilitazione non è
terminata. Per giovedì è stato infatti organizzato, in linea con le
proteste in tutta Italia
(cortei a Roma, Torino,
Bologna, Pisa e Milano,
traffico in tilt a Firenze,
una “veglia per la scuola pubblica” ad Aosta,
facoltà occupate a Napoli, a Torino, a Bari e a
Sassari, porto e stazione
ferroviaria bloccati a
Palermo,…), un presidio davanti all’edificio
della Prefettura, in piazza
Unità.
Non si sa quando, come
e se questo disegno di legge uscirà dalle Camere.
Probabilmente, come annunciato dal presidente
dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, il voto finale
si terrà martedì 30 novembre. Anche se, dopo che lo
stesso ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini
(in compagnia del Guardasigilli Angelino Alfano) ha
votato ad un emendamento contro la maggioranza
di cui essa stessa fa parte
– per errore, ovviamente –
ci si può aspettare davvero
di tutto.
Stefano Tieri
Anche a trieste lo sciopero contro i tagli al mondo della cultura e dello spettacolo: assemblea di chi rischia il posto di lavoro
Cala il sipario sul mondo dello spettacolo
Cala il sipario sul mondo dello spet- della legge sulla tutela sociale dei lavoratacolo. Lunedì scorso, 22 novembre tori dello spettacolo e di riportare il Fus
2010, più di 250 mila lavoratori del set- (Fondo unico per lo spettacolo) 2011 altore hanno partecipato allo sciopero meno al livello
nazionale generale della produzio- del 2008, ossia
ne culturale e dello spettacolo, orga- circa 450 milioni
nizzato dai sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl di euro, condiUilom-Uil,Fida, Fai, Unda, proclamato zione indispenper i lavoratori dei settori musica, prosa sabile per scone cinema, per l’intera durata delle presta- giurare la morte
zioni lavorative, contro i tagli previsti nel- certa del teatro
la Finanziaria 2011 e “contro l’immobili- e la delocalizzasmo sulle necessarie riforme di sistema zione all’estero
per salvaguardare l’occupazione e per lo di tutta la produzione cinematosviluppo dei settori”.
Anche Trieste ha partecipato attiva- grafica.
In particolamente allo sciopero e a tal proposito è stata organizzata un’assemblea al teatro re le organizzazioni sindacali richiedono
la «conferma del rifinanziamento per il
dei Fabbri.
A rappresentare i sindacati sono in- prossimo triennio degli incentivi fiscali
tervenuti il segretario generale della Uil, già esistenti (Tax Shelter e Tax Credit)
Luca Visintin e il rappresentate categoria cioè incentivi offerti alle imprese che sostengono il mondo delattori, Tonino Padovan
lo spettacolo italiano; e
che attualmente dirige e
Sostegno economico
l’attivazione di analoghi
organizza il Forum Artisti
alle produzioni e lotta
provvedimenti anche per
interpreti FIST e CISL e
alle delocalizzazioni
lo spettacolo dal vivo».
da tempo sostiene diverContro la delocalizzase battaglie.
L’assemblea è stata un’occasione per zione delle produzioni e per la strutturaapprofondire i tagli alla cultura della fi- zione delle infrastrutture dell’industria
nanziaria regionale 2011, che rischiano di cineaudiovisiva (teatri di prosa) i sindasottrarre 3 milioni di euro di risorse ai già cati, rivendicano «la modifica del disegno
di legge Bondi cinema per riorganizzare
pesanti tagli dell’anno scorso.
«Quei tagli oltre a colpire un settore risorse e incentivi volti a rilanciare l’inessenziale per il progresso del Paese, ri- tero settore». A causa della localizzazioschiano di penalizzare l’economia e com- ne dei set in Italia si sono perse 155 mila
promettere la crescita per l’uscita dalla giornate lavorative mentre le giornate
crisi» affermano i lavoratori dello spetta- lavorative all’estero sono passate da 20
mila a 80 mila tra il 2008 e il 2010.
colo.
I sindacati chiedono anche i rinnoNell’assemblea si sono discussi diversi
argomenti: dai problemi contrattuali del vi dei contratti collettivi nazionali delle
settore al precariato e ai problemi di in- fondazioni lirico-sinfoniche, dei teatri di
prosa e della produzione cinematografica
gaggio dei lavoratori dello spettacolo.
I sindacati chiedono l’approvazione (troupe).
«Anche il cinema italiano, insieme al
settore della formazione, della ricerca,
della sanità, dell’occupazione sta morendo sotto i colpi inflitti da questo governo,
cieco, sordo…Riappropriamoci della cultura e tuteliamo la produzione culturale,
teatrale e cinematografica».
La cultura in Italia sembra sgretolarsi
sempre di più. Ci sono migliaia di piccole
e preziose realtà teatrali che rischiano di
chiudere anche a causa del Patto di stabilità che vincola le spese locali e l’ingente
somma di denaro che non arriveranno
più a Regioni, Province e Comuni.
Si è già verificata una riduzione del
20% in due anni e il settore è sempre
stato, anche in passato, non florido. Dal
1988 c’è stata una costante riduzione dei
contributi pubblici e l’Italia oggi spende
per la cultura lo 0,15% del PIL, contro il
3,5 della Germania.
Il Friuli Venezia Giulia è considerata una delle Regioni più all’avanguardia
nel campo della Cultura cinematografica.
Eventi, mostre, cineteche e mediateche contribuiscono alla diffusione
sull’intero territorio di
un livello di conoscenza
dei prodotti audio visibili mondiali difficilmente riscontrato nel resto
dell’Italia. Sarebbe davvero un peccato non continuare su questa strada a
causa della poca importanza data alla cultura, in
questo caso cinematograUn momento dell’assemblea al Teatro dei Fabbri
fica.
Nella
nuova
manovra
economica è stale Italiana Spettacolo) si sono detti solidali, proclamando lo sciopero generale, to previsto un taglio alla cultura di circa
lamentando il calo dei conferimenti: dai 280 milioni di euro, che per il settore si409 milioni del 2010 ai 262 previsti per il gnifica 80% in meno di risorse.
Claudia Bolboceanu
2011, un taglio pari al 36,6 per cento.
Si auspica inoltre l’apertura di un tavolo ministeriale per concordare la possibilità di accedere all’attivazione di tutti
gli strumenti
di protezione
sociale (a partire dalle figure artistiche) e
politiche di riemersione per
i settori della
produzione
culturale e dello spettacolo,
per tutelare i
lavoratori stabili precari del
settore.
A questa iniziativa sindacale a 360°
non hanno partecipato solo Cgil, Cisl, Uil
assieme alle categorie dei settori dello
spettacolo e ai rispettivi sindacati degli
attori, ma anche i datori di lavoro che con
la categoria AGIS (Associazione Genera-
Sabato, 27 novembre 2010
PROBLEMI DELLA CITTÀ
il tuono q 11
intervista al professor camus, Preside della Facoltà di Ingegneria e docente nel settore disciplinare dei trasporti
Il problema del traffico a Trieste
In questo periodo c’è grande problemi si sono palesati il vener- sura di corso Italia sostituendola un convegno Unesco, parlando piano del traffico è l’inversiofermento riguardo alla riorganiz- dì, giorno lavorativo, rendendo con via Torre Bianca. Questa via di mobilità ho mostrato che una ne di senso di via Rossetti…
zazione della viabilità. Tra ipote- la situazione critica specialmente infatti ha due corsie, è vicina al stessa rotatoria può funzionare non è pericoloso?
I modelli matematici ipotizzasi confermate o smentite, è bene nei rientri serali. In primo luogo Corso, e sbuca in via Carducci alla perfezione oppure bloccarsi
semplicemente no un determinato comportamenavere qualche opinione degli ad- il motivo è che quella chiusura era protetta da un attraversamento completamente
detti ai lavori. Ecco allora spiegati un fatto episodico a cui la gente pedonale, con la possibilità di de- cambiando le percentuali di svol- to dell’utente. Non misurano né il
problemi e punti di forza riguardo non si era abituata. Il secondo viare il traffico su via San France- ta. Nel caso di largo Giardino sta disagio dell’uomo nei confronti di
ai temi caldi della nuova viabilità problema deriva dalla mancanza sco invertendone il senso di mar- funzionando, però ha prodotto una determinata soluzione, né la
nell’intervista al prof. Roberto di una viabilità alternativa. Tut- cia. Analizzando la distribuzione delle code a monte, verso San Gio- sua incoscienza. Spetta a chi fa
Camus, Preside della Facoltà di tavia, anche nel caso che questa dei flussi e anche la possibilità di vanni, che prima si formavano sul l’analisi valutare la ragionevolezIngegneria dell’Università degli alternativa ci fosse stata, si sa- coordinare i semafori, la situa- semaforo a valle. Quindi la capa- za di una determinata soluzione,
Studi di Trieste e docente nel set- rebbe dovuto dare agli utenti del- zione era praticabile. Tuttavia cità dell’incrocio è in realtà mino- oltre alla sua fattibilità teorica.
la strada il tempo di abituarsi. I l’Ufficio Traffico ha deciso di non re di prima, anche se le manovre
Si parla anche di modifiche
tore disciplinare dei trasporti.
Perché si parla di corso Ita- primi giorni in cui si modifica la utilizzare via Torre Bianca come sono più facili e più sicure. Anche a piazza Libertà…
percorso alternativo. Da quel che qui, tuttavia, c’è da sottolineare il
viabilità sono sempre caotici.
lia Pedonale?
È il problema che più mi premi risulta, l’ipotesi at- fatto che normalmente le rotonde occupa. Gli obiettivi delle modifiLe soluzioni al
tuale prevede l’utiliz- hanno degli angoli di entrata ed che sarebbero quello di collegare
traffico possono essezo di via Galatti, via uscita ben precisi, che impongono la città alla stazione, tagliando
re varie, l’importante
Milano e via Valdiri- all’utente di rallentare; questa, un pezzo del giardino dalla parte
è che funzionino in
vo invertita.
invece, potrebbe creare dei pro- opposta della stessa per fare una
modo ragionevole e,
se possibile, meglio
Sarebbe
bene blemi in quanto c’è una direzione strada a 7 – 8 corsie, e quello,
di prima. Tra le vafare qualche espe- praticamente dritta lungo la qua- ben più ragionevole, di riorgarie opzioni che ci sono
rimento a riguar- le l’utente è portato a mantenere nizzare le fermate degli autola propria velocità. Per questi mo- bus, attualmente sparpagliate
nella gestione della
do?
mobilità non c’è solo
I test non servono. tivi, sarebbe stato forse possibile in un’aera piuttosto vasta. La rila circolazione del
Si può valutare l’im- ricorrere ad opportune canalizza- organizzazione della piazza, che
mezzo privato: c’è in
patto di qualunque zioni, in modo da regolare le ma- attualmente è in pratica una roprimo luogo il pedotatoria molto allarmodifica a priori, fa- novre di svolta.
ne, il mezzo pubblico
cendo delle misure di O, forse meglio,
«I test non servono: gata, provocherebbe
semaforo
e poi il traffico indiuno strozzamento del
traffico. In tal modo è un
si può valutare
viduale. Migliorare
traffico in entrata in
possibile valutare se che regolasse i
l’impatto di ogni
la viabilità pedonale
città, che attualmenuna soluzione sia me- flussi di traffimodifica a priori»
Quali sono i possibili itine- glio di un’altra in modo abbastan- co. La rotatoria,
è il primo obiettivo dei piani urte raggiunge quasi
bani del traffico. È fondamentale rari alternativi?
la massima capienza
za esatto. Ad esempio, sapevamo infatti, non è un
Non è un problema banale, si già quanto tempo occorreva ad elemento di controllo bensì è au- dell’incrocio. Tutto ciò in vista di
allora prevedere zone pedonali,
percorsi pedonali privilegiati con tratta di ridistribuire il traffico attraversare le Rive prima anco- toregolato: fa passare chi riesce a un obiettivo discutibile: se è vero
passare. In una rete urbana con che il giardino sarebbe avvicimarciapiedi ampi e attraversa- secondo percorsi che ovviamen- ra che venissero semaforizzate.
te
devono
essere
variati
rispetmenti protetti dal punto di vista
Per quanto riguarda la ro- presenza di semafori è una scelta nato alla stazione, è altrettanto
molto delicata.
semaforico; insomma, dei percor- to quelli attuali, e riequilibrare i tatoria in largo Giardino?
vero che entrambi sarebbero seE la rotonda del quadrivio parati dall città da 25 metri di
si e dei modi di fruire della città flussi, supponendo che questi non
Poteva essere discussa in alterche siano adatti alle persone che varino per effetto della manovra. nativa ad un impianto semafori- di Opicina?
corsie, che condurrebbero alla
Lì la situazione funziona di costruzione di sottopassaggi lunvogliono utilizzare questi spazi. È possibile studiare il problema co. Le rotatorie, in generale, vanEd è in questo contesto che nasce il con modelli matematici, chiamati no bene in zone periferiche, dove gran lunga meglio con la rotonda ghi e disagevoli, a favore di una
problema di corso Italia. Esso, in- modelli di assegnazione. Questi, ci sono pochi pedoni, non sono che con il semaforo che c’era pri- distesa di cemento che dubito forfatti, costituisce un collegamento data la domanda (ottenuta da presenti semafori nelle vicinanze ma, ma il semaforo a valle inter- temente verrebbe utilizzata dai
piuttosto interessante per quella indagini e misure del traffico), e i flussi di traffico sono modesti. ferisce con la rotatoria. A questo triestini. Fortunatamente pare
che è la consuetudine dei triestini, sono in grado di assegnare i flus- In tal caso, sono sicuramente un punto, forse era più conveniente che ci sia un vincolo sul giardino,
collegando il viale XX Settembre si veicolari su una rete stradale ottimo modo per ridurre gli inci- lasciare il semaforo sulla rota- che accoglie piante secolari e che
da un lato e le Rive dall’altro. È e verificare le conseguenze di un denti, anche perché impongono toria in modo da poter dosare il da non molto tempo è stato risiun percorso importante anche cambiamento, sulla base di ipote- agli utenti di moderare la velo- traffico in entrata e spostare la stemato con un intervento molto
perché una buona parte di nego- si di struttura della rete stradale cità. Ma non è detto che funzio- coda, piuttosto, sulla provinciale. apprezzabile.
Un’altra ipotesi del nuovo
zi di un certo pregio si trova in (sensi unici, semafori, incroci).
nino sempre. Recentemente ad
Giulia Massolino
La bozza del piano
quell’area. Dunque, migliorare
tramite la pedonalizzazione il fru- urbano del traffico
via valdirivo, via xxx ottobre, via della zonta: dove la strade sono invase dai lavori in corso
ire di quest’area è sicuramente un che avevamo sviluppato non si incenobiettivo da porsi.
Ma la chiusura di corso Ita- trava sulla chiusura
lia è fattibile dal punto di vi- di corso Italia, bensì
aveva come obiettista del traffico?
Avevamo già ipotizzato la chiu- vo principale quello
sura in uno studio degli anni 70, di incentivare l’uso
del trasporsoluzione che a quel
to pubblico.
tempo non pareva
«ll traffico
Tale obietpraticabile
princidel Corso
tivo veniva
palmente perché era
perseguito
all’interno di uno
va portato
velocizzando
schema già rivolusu itinerari
il flusso dei
zionario per l’epoca,
alternativi»
mezzi pubbliquando tutte le straci: era prede principali erano
a doppio senso. Recentemente, vista una corsia rianche alla luce dell’esperienza ac- servata al trasporto
quisita nel tempo, ho notato che ci pubblico nella discesono soluzioni possibili. Chiara- sa delle gallerie San
mente, il traffico di corso Iitalia Vito e Sandrinelli,
deve essere in qualche modo por- lasciandole libere al
tato su itinerari alternativi e biso- traffico in salita, per
gna verificare che questi itinerari incentivare l’uso dei
mezzi per il trasporto
non vadano in crisi.
Recentemente corso Italia casa-lavoro, che speè stato chiuso per dare spazio cialmente la mattina
ai mercatini europei. Perché risulta critico; una
in quell’occasione l’esperi- corsia preferenziale
era prevista in viale
mento non ha funzionato?
Se si decide di chiudere cor- D’Annunzio, in via Continua ormai da decenni l’assurdità per cui interventi diversi (acqua, luce,gas, fognature) su una stessa strada e nello stesso
so Italia per una manifestazione Giulia, in via Udine. periodo non vengono cooordinati per fare uno scavo unico risparmiando soldi, tempo e disagi ai cittadini ed al traffico. Così una
strada viene aperta e chiusa più volte anche a breve distanza di tempo. Eppure coordinare gli interventi è addirittura banale, spetta
particolare sufficientemente pro- Si era ipotizzata an- al Comune e lo si fa in tutte le città con amministrazioni normali. Ci sembra quindi logico supporre che quest’insensatezza apparente
pagandata, la situazione regge. I che l’eventuale chiu- possa avere fini di lucro indebito su opere pubbliche e private. E rimane perciò da indagare. (pgp)
La “viabilità” in mezzo ai cantieri stradali
12 q il tuono
ASSOCIAZIONI
Sabato, 27 novembre 2010
intervista ad anna bonuomo, presidente dell’associazione italia dislessia di trieste
Conoscere la dislessia
Albert Einstein, Winston Churchill, Le- a partire dalla scuola materna, ma solionardo da Vinci, e ancora Muhammad Alì, tamente i test di diagnosi vengono effetPablo Picasso, Quentin Tarantino: sono solo tuati tra la seconda e la terza elementare.
alcune delle celebrità che popolano il lungo Effettuata la diagnosi, può cominciare la
elenco dei dislessici famosi. Ma che cos’è riabilitazione (che non contempla terala dislessia, e come è possibile che il Parla- pie farmacologiche) con l’aiuto di tecnici,
mento italiano ne abbia ufficializzato la tu- psicologi e logopedisti. Purtroppo, a oggi,
tela legislativa appena un mese fa? Il Tuono il numero delle strutture addette è assai
esiguo, e le liste d’attesa
ha incontrato Anna
sono lunghe mesi. Tale
Bonuomo, presisituazione ha praticadente
dell’A.I.D.
mente obbligato molte
(Associazione Itafamiglie a rivolgersi a
liana Dislessia) di
strutture e specialiTrieste.
sti privati, che ovviaCos’è la dislesmente presentano costi
sia?
tutt’altro che esigui. Noi
È un Disturbo Spedell’A.I.D. cerchiamo di
cifico
dell’Apprenvenire incontro alle fadimento (DSA). Con
miglie e di sostenerle.
questo termine ci si
In che modo?
riferisce ai soli disturL’A.I.D. opera dal
bi delle abilità scola1997. La sede triestina,
stiche, in particolare
in particolare, è attiva
la dislessia (difficoltà
nell’effettuare
una Anna Bonuomo, presidente dell’A.I.D. dal 2000 e, con il sostegno del Burlo Garofolo
lettura rapida e cor- di Trieste
(da sempre coinvolto in
retta), disortografia
(difficoltà a tradurre correttamente i suo- ricerca e diagnosi), dell’Università degli
ni che compongono le parole in simboli studi di Trieste e di un corpo di volontari
grafici, che determina errori ortografici), composto da genitori, insegnanti e tecnici,
disgrafia (l’incapacità di produrre una opera sul territorio al fine di promuovescrittura leggibile), e discalculia (difficoltà re la ricerca e la divulgazione. Associarsi
costa trenta euro all’anno. In cambio ofnell’eseguire i calcoli matematici).
friamo un supporto concreto ai ragazzi,
Dislessici si nasce o si diventa?
La letteratura sembra dimostrare cercando di favorire la loro autonomia
un’implicazione di alcuni geni come poten- nello studio, attraverso sportelli d’ascolto,
ziali candidati per lo sviluppo del disturbo. campus, seminari e corsi di approfondiA livello statistico, la familiarità gioca un mento. Grazie al servizio fornito da Biblioruolo fondamentale: molti bambini disles- AID, i ragazzi possono ottenere gratis, su
sici hanno parenti che, talvolta inconsape- richiesta dei genitori, tutti i libri scolastici
in formato digitale, con in dotazione un
volmente, risultano affetti dalla dislessia.
Qual è l’incidenza della dislessia a programma di sintesi vocale per la lettura
passiva e attiva. È un servizio offerto dalla
livello nazionale?
Al momento si parla, all’incirca, di Fondazione Telecom.
Lo scorso 14 ottobre, dopo l’approva1.500.000 soggetti dislessici in tutta Italia.
Si stima che la dislessia colpisca il 5% del- zione del 29 settembre, è stata pubblicata
la popolazione: praticamente un bambino sulla Gazzetta Ufficiale la legge 170/2010
per classe. Il numero dei soggetti è in con- sulla dislessia. Perché è così importante?
Innanzitutto perché, per la prima volta,
tinua crescita, tuttavia non abbiamo a disposizione un dato epidemiologico affida- la dislessia viene finalmente riconosciuta.
bile. L’unico istituto in Italia che disponga Diventerà più semplice ed economico effetdi dati credibili è l’IRCSS Burlo Garofolo, tuare una diagnosi precoce, grazie al molche sta conducendo una ricerca epidemio- tiplicarsi di strutture pubbliche a cui rivolgersi. Verrà garantita anche la possibilità,
logica nella nostra regione.
per i genitori di bambini dislessici fino ai
La dislessia si può curare?
Dalla dislessia non si guarisce, ma ci si dieci anni d’età, di ottenere permessi dal
può convivere. Fondamentale è una cor- lavoro per sostenere i propri figli nello
retta diagnosi, da effettuare in età infan- studio. Inoltre, questa legge permetterà
tile attraverso dei test. Le prime avvisaglie alle scuole di pensare a un’adeguata fordel disturbo possono essere riscontrate già mazione degli insegnanti, e alla predisposizione dei P.D.P. (Piani Didattici Personalizzati) che
rispondano alle esigenze di
ogni singolo studente. Fino
a oggi, la gestione e i percorsi didattici degli studenti
dislessici erano affidati alla
discrezionalità del corpo
Domenica
28 aperta lunedì, mercodocente, che poteva decidenovembre, presso la ledì e venerdì dalle 8.00
re se attenersi o meno alle
Sala Saturnia della alle 13.00 e dalle 17.00
indicazioni inviate annualStazione Marittima, a alle 19.00. Martedì e
mente dal Ministero. Grazie
partire dalle ore 10.00, giovedì dalle 8.00 alle
a questa legge, gli alunni
si terrà la 47ª Gior- 14.30. Sabato dalle 8.00
dislessici potranno essere
nata del Donatore alle 12.00. Telefono e
esonerati dalla lettura ad
di Sangue organizzata fax: 040-764920. info@
alta voce e dalla scrittura
d a l l ’ A s s o c i a z i o n e adstrieste.it
alla lavagna, avranno temDonatori Sangue.
pi più lunghi per lo svolgiNell’occasione vermento dei compiti in classe,
ranno
consegnate
e verranno messi loro a dile benemerenze per
sposizione strumenti coml’anno donatorio 2009pensativi come sintesi locali
2010.
e mappe concettuali.
Per maggiori informazioni sull’AssociaSu alcuni quotidiani
zione Donatori Sangue
nazionali si ventilava
la segreteria in via
l’ipotesi di una mancanJacopo Cavalli 2/a è
za di fondi che renderebbe inattuabile la legge.
47ª Giornata del
Donatore di Sangue
I fondi li abbiamo. Sono già stati stanziati due milioni di euro per il 2010/2011.
Per le regioni a Statuto Speciale l’iter potrà
essere, forse, più lungo. In questo senso,
l’A.I.D. di Trieste è stata fortunata, perché
siamo stati invitati (questa estate) a partecipare a un gruppo di lavoro composto
dalla prof.ssa Edda Colcergnan (referente
per la dislessia) dell’Ufficio Regionale Scolastico, dalla Dott.ssa Isabella Lonciari del
Burlo Garofolo, e dalla prof.ssa Elena Bortolotti, docente presso la Facoltà di Scienze della Formazione al fine di redigere un
protocollo d’intesa.
In cosa consiste il protocollo d’intesa?
Questo protocollo, il primo in Friuli Venezia – Giulia, rappresenta un passo decisivo nella gestione degli interventi scolastici sui disturbi legati alla dislessia. Si tratta
di un protocollo d’intesa per l’individuazione e l’intervento scolastico sui DSA. Saranno organizzate a Udine diverse giornate di
incontri tra insegnanti, genitori e tecnici,
provenienti da tutte le province, che si confronteranno sul tema della formazione del
corpo docente nella gestione dei ragazzi dislessici. Le giornate saranno dedicate alla
comprensione e lettura delle diagnosi, alla
privacy degli alunni dislessici e dei loro genitori, e soprattutto alla
formazione a livello provinciale per i vari distretti
scolastici della regione.
Finora, in Italia, il
problema della dislessia è stato spesso sottovalutato o taciuto.
Come lo spiega?
Effettivamente, in Italia si è iniziato a parlare
di dislessia da poco più
di dieci anni. Il problema
è che la dislessia è una
patologia subdola, sostanzialmente invisibile
agli occhi di coloro che
non sono affetti da questa malattia o non hanno,
all’interno del proprio nucleo familiare, un
parente dislessico.
Quindi i soggetti dislessici sono
persone assolutamente normali?
Normalissimi, e per avvedersene basta
dare un’occhiata all’elenco dei dislessici
famosi. È di assoluta rilevanza sottolineare che la dislessia è diagnosticabile unicamente in assenza di danni neurologici: ciò
significa che il soggetto dislessico ha sem-
pre un quoziente intellettivo nella norma,
e presenta solamente un deficit specifico
nella competenza relativa alla decodifca,
oltre, talvolta, a problematiche legate a
difficoltà di integrazione. Spesso, la mente
del dislessico procede per immagini, per
astrazioni, viaggiando a ritmi estremamente veloci che generano confusione nei
processi cognitivi. Sopperiscono ai loro
deficit grazie a una spiccata curiosità che,
se correttamente stimolata, si traduce in
una notevole capacità di apprendimento.
Purtroppo, a scuola, accade che i ragazzi dislessici vengano visti dai compagni
come studenti problematici che godono di
facilitazioni ritenute ingiuste. Non è affatto così: spesso i ragazzi dislessici vanno
incontro a notevoli impedimenti, come le frequenti bocciature che,
nonostante siano sempre
state giudicate inammissibili dai vari TAR a cui i
genitori si sono appellati
nel corso degli anni, hanno indotto molti ragazzi
a perdere l’autostima
necessaria per affrontare e concludere il proprio percorso di studi. I
colloqui di gruppo organizzati dall’A.I.D. hanno l’obiettivo, tramite il
confronto tra i ragazzi,
di alleviare le sofferenze
generate da questi fraintendimenti. Steve Jobs,
anch’egli dislessico, ha recentemente tenuto in una prestigiosa università americana una conferenza sul tema, rinvenibile su
You Tube. Inoltre consigliamo accuratamente la visione del pluripremiato “Stelle
sulla Terra”, film dell’indiano Aamir Khan,
incentrato sulle vicende di un bambino dislessico.
Luca Lopardo
Servizio Civile presso l’U.I.C.I.
L’U.I.C.I – Unione Italiana
Ciechi ed Ipovedenti di Trieste
informa che sulla Gazzetta Ufficiale ,
n. 90 del 12 novembre 2010 - 4^ serie
speciale - concorsi ed esami, è stato
pubblicato il “Bando straordinario per
la selezione di 897 volontari da
impiegare in progetti di servizio civile in Italia, di cui
1.422 per l’accompagnamento dei grandi invalidi e dei ciechi civili”.
A Trieste abbiamo la
disponibilità di 4 posti
per giovani dai 18 ai
28 anni, possibilmente
con una buona predisposizione ai rapporti interpersonali
e buona volontà. Il progetto dell’Unione
“SOLIDARIETÀ A TRIESTE” è
infatti finalizzati all’accompagnamento
dei ciechi civili ai sensi dell’art. 40 della
Legge n. 289/2002.
Sottolineiamo con forza l’importanza di questa possibilità offerta ai
giovani di dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico inteso come impegno per il bene
di tutti e di ciascuno.
La durata del progetto è di 12
mesi con un orario di 30 ore
settimanali per cinque giorni
alla settimana. Ai volontari
in servizio civile spetta un
trattamento economico di
€ 433,80 euro mensili.
Il bando è consultabile
sul sito www.serviziocivile.it, da cui è possibile
pure scaricare e stampare
il modulo per la domanda, che
deve essere presentata entro le ore
14.00 del 13 dicembre 2010, direttamente nella sede dell’U.I.CI. in in
via Battisti 2 (per maggiori informazioni tel. 040 768046).
il tuono q 13
SCIENZE
Sabato, 27 novembre 2010
Legambiente premia la Cimteclab, azienda insediata all’AREA Science Park di Padriciano, per le proprietà della sua nuova linea di resine eco-sostenibili
Resine all’anacardo. E risparmi 6 chili di CO2
scientist di Cimte- esterni, arredo bagno
Non sono da manclab – segue l’intera (piani o lavabi), mategiare, ma quasi. Le
filiera
produttiva, rassi e cuscini, sedili per
nuove resine della
fin dalle origini; si automobili e imbottiture
linea Exaphen di Citiene conto di quan- per il settore dell’arredamteclab, una delle
to assorbe un albero mento, ma anche riemaziende insediate nel
durante l’anno e di pimenti per tapparelle,
Parco Scientifico e
quali sono le emis- per piatti doccia o per caTecnologico di Padrisioni di CO2 durante mion refrigerati – perché
ciano, sono prodotte grazie agli scarti
la sintesi del pro- i derivati del cardanolo
particolarmente
dell’industria alimendotto, oltre che del- sono
tare: con il cardanolo.
le emissioni dovute resistenti all’umidità e
In buona sostanza si
ai trasporti o all’uso all’attacco di agenti chitratta di gusci di ana- Anacardi
di altri macchinari. mici, quindi adatti anche
cardi.
Questi dati vengono all’utilizzo in esterno. Ciò
I prodotti che escono con il mar- poi correlati ai parametri di materiali significa, ad esempio, per
chio in questione provengono, infatti, dello stesso genere, derivati però dal la costruzione di edifici.
dalla distillazione del liquido estratto petrolio. Il risultato delle nostre re- I polioli Polycard (deldal guscio della noce di anacardo, da sine è stato molto positivo». In cifre: la linea Exaphen) per la
produzione
cui si ottiene appunto il cardanolo, per ogni chilo di derivato
di schiume Frutto degli anacardi
completamente si risparmiano ben 6 chiCaratteristiche
poliuretaeco-sostenibile. li di CO2 rispetto all’anaLa resina
fisiche migliori dei
tamente, come nel caso della noccioniche, caEcco perché il logo prodotto derivato
all’anacardo:
lina da Aperol spriz (che è il nostro
ratterizzate
da
particola16 novembre a da petrolio.
polimeri tradizionali
originale, ma Milano Legamanacardo), utilizzando però solo la
ri
proprietà
meccaniche
Ma cosa vuol dire dia base di petrolio
ed isolanti, si possono parte priva di interesse, il guscio, che
biente ha asse- sporre di resine eco-sosoprattutto
usare per produrre dei normalmente viene buttato. Ora stiagnato a Cimte- stenibili? Gli utilizzi sono
ecologica
clab il Premio davvero vari e in settori anche del tut- pannelli isolanti, ottimi, ad esempio, mo lavorando, ad esempio su scarti
Innovazione to differenti – materiali decorativi per per aumentare l’efficienza energetica dell’industria olearia e dell’industria
e ridurre l’uso del riscaldamento negli ittica”.
Amica dell’Ambiente 2010, per
Sara Stulle
edifici. Altre neo-nate dalla stessa liil brevetto e lo sviluppo su scala innea ecologica sono le resine
dustriale di Exaphen. Questo prestiNovocard, novolacche tergioso premio è un riconoscimento
moindurenti.
nazionale attribuito a innovazioni di
I prodotti realizzati a parprodotto, di processo, di servizi, di
tire dal cardanolo hanno casistema, tecnologiche e gestionali,
ratteristiche fisiche migliori
realizzate o in stato di realizzazione
dei polimeri tradizionali a
avanzata, che abbiano dimostrato di
base di petrolio, sono più
contribuire a significativi miglioraeconomici e non sfruttano
menti orientati alla sostenibilità ampotenziali risorse alimentabientale e che si segnalino per origiri: “La nostra idea – conclunalità e per potenzialità di sviluppo.
de Campaner – è quella di
E originale, la resina all’anacardo, lo
estendere l’uso di materiali
è di certo. Ma soprattutto ecologica.
non alimentari e di nobiliIl suo impatto ambientale è ridottistare altri scarti vegetali oltre
simo ed è stato dimostrato, attraveral cardanolo. Il concetto è
so l’uso di un software dedicato, che il
quello di partire da qualcosuo utilizzo contribuisce alla riduziosa che già esiste e non viene
ne dei gas serra: «Il software – spiepiantato o prodotto apposi- Lavorazione del frutto
ga Pietro Campaner, senior research Frutto degli anacardi
molte le iniziative e le location scelte per trasformare per una settimana Trieste nella capitale della comunicazione scientifica
Comunicare la scienza: convegno alla Sissa
Comunicare il sapere non
è cosa facile, tanto meno comunicare il sapere scientifico.
Uno dei problemi che devono
affrontare gli uomini di scienza è proprio la divulgazione,
l’esprimere in parole semplici,
per i “comuni mortali”, concetti apparentemente complicati. La
Scuola Internazionale Superiore di
Studi Avevanzati
(SISSA) di Trieste offre, ormai da
diversi anni, agli
aspiranti giornalisti scientifici un
master in Comunicazione della scienza. Quest’anno il
progetto “Mappe:
Percorsi di innovazione tra scienza,
società e comunicazione” ha ospitato il 25 e 26
novembre, nella sede di via Bonomea, il IX Convegno nazionale sulla comunicazione della
scienza. Sono diverse sia le iniziative correlate che le location
scelte per trasformare Trieste,
da buona “città dai mille enti
di ricerca”, per una settimana
la capitale della comunicazione
scientifica. Il convegno è stato
organizzato dal gruppo ICS della SISSA in collaborazione con
la Fondazione IDIS - Città della
Scienza di Napoli.
L’esperienza svizzera
Tra i tanti interventi e tavole
rotonde, spicca un’interessante
analisi del rapporto tra scienza
e TV fatta da Giovanni Pellegri,
neurobiologo di formazione,
che oggi studia il rapporto tra
scienza e società all’Università
della Svizzera italiana. Pellegri,
dal 2007 è conduttore di una
trasmissione di divulgazione
scientifica dal titolo “Il Giardino di Albert”, che va in onda
sulla RSI, la Radiotelevisione
Svizzera Italiana. Con il suo
intervento al convegno ha voluto dimostrare come oggi il
mezzo televisivo abbia assunto un ruolo diverso rispetto
a qualche anno fa,
quando i programmi scientifici divulgativi (ma anche
molti
programmi
TV) erano considerati uno strumento
formativo, una sorta di telescuola per
i cittadini. “Il primo messaggio da
trasmettere – ha detto Pellegri
- è il fascino e la fiducia per la
scienza, piuttosto che la comprensione dettagliata del funzionamento di un acceleratore
di particelle”. Questa considerazione è stata fatta dopo aver
analizzato gli indici di ascolto
della trasmissione in rapporto
con la variazione dei contenuti
da essa proposti. Nel corso di
4 anni il “Giardino di Albert” è
evoluto da “programma di nicchia” ad un programma di successo, con un indice di ascolto
medio del 24%. “Si afferma di
frequente che la rincorsa ai
facili ascolti conduca inevitabilmente ad un abbassamento
della qualità e dei contenuti. La
nostra esperienza - ha concluso
Pellegri - dimostra come, restando ancorati ad alcuni punti
fondamentali, è possibile utilizzare il mezzo televisivo per avvicinare la scienza ai cittadini.
Scienze nelle forme più
diverse: anche a teatro!
La prima edizione di “Mappe” ha offerto a Trieste la possibilità, da parte di tutti i cittadini, di avvicinarsi alla scienza
in un modo originale. Oltre a
convegni e workshop, infatti,
esperti nazionali e internazionali hanno saputo affrontare
temi come “giornalismo scientifico e potere nel XXI secolo”,
“Evoluzione e biodiversità” e
altri, sotto forma di spettacolo
teatrale. Sul palcoscenico del
teatro Miela ne sono andati in
scena ben tre. Mercoledì sera
è stata la volta di “Scienza in
scena. Appunti e note sull’allestimento di una storia dell’evoluzionismo raccontata da Elio e
le Storie Tese e Leo Gullotta” di
Emanuele Coco. Venerdì, invece, il sipario si è aperto ben due
volte, con lo spettacolo “Misteri
italiani: il lago rosso di Tovel”,
a cura del Museo Tridentino di
Scienze Naturali, e con “I giocattoli della Scatola di Einstein”
di e con Giorgio Häusermann.
Daniele Kovačić
14 q il tuono
ANIMALI
Sabato, 27 novembre 2010
Dalla cena sociale allo stand al centro commerciale “Torri d’Europa”
Dicembre con “Il Gattile”
L’onlus Il gattile dell’infaticabile
Giorgio Cociani organizza una serie di
appuntamenti nel prossimo mese di dicembre a sostegno dei felini più sfortunati e bisognosi di cure.
Iniziamo da martedì 7, dove nella
splendida e rinnovata cornice della “Bottega del Vino”, all’interno del Castello di
San Giusto, sono invitati a partecipare
alla cena sociale dell’associazione gli
amici e i simpatizzanti della Onlus vicini
al “gattile” e alle sue problematiche.
La cena totalmente vegetariana e con
annessa lotteria finale è aperta a tutti coloro che volessero dare un contributo e
sostenere la simpatica iniziativa a cadenza annuale: le prenotazioni si possono
effettuare entro sabato 4 dicembre
telefonando allo 040.364016 oppure convenzione con il Comune di Trieste:
componendo il 335.6612227 (Fiorenza), nonostante tutto ospita sempre tanti
o meglio ancora andando direttamente cuccioli che per fortuna vengono adotnella sede di via della Fontana 4, tati.
Prendere un gattino, significa
aperta dalle 9 alle 12 e dalle 18
aiutare l’onlus ad affrontare il
alle 20, per lasciare la quota di
L’onlus
randagismo, un problema molpartecipazione e confermare la
raccoglie
to sentito da Cociani, in quanto
propria presenza.
fondi per i
i spazi vivibili per i gatti liberi
Nei fine settimana dell’11 –
gatti meno sono sempre meno presenti sul
12 e 17 – 18 dicembre Il gatterritorio visto che i mici protile sarà presente con uno stand
fortunati.
vengono prevalentemente dalla
presso il centro commerciale
strada.
“Torri d’Europa”, dove esporrà
Più i gattini sono piccoli più sono in
tra le tante sorprese delle magliette e il
Pippo (Foto di Mauro Cattelani)
calendario 2011 intitolato Poveri pericolo di vita, ma dare
ma belli giunto alla sua decima edizio- loro una casa e delle cure
lontano dal rischio epidene.
IL GATTILE ONLUS - Associazione civile
Le offerte sono libere, mentre l’intero mie e sovraffollamento, è
Via della Fontana, 4
ricavato andrà all’associazione che in un atto d’amore. Il lavoro
34134 - Trieste
questo momento ha particolare biso- nella struttura di via della
Telefono: 040-364016
gno di rinnovare il parco delle gabbie Fornace è tanto, ma il graFax: 040-3474630
di degenza per i ricoveri temporanei zie più affettuoso e sentito
www.ilgattile.it - [email protected]
dei gatti, diventate nel tempo inade- Cociani intende rivolgerlo
Informazioni: aperto al pubblico, tutti i
guate e recentemente non conformi ai suoi volontari, determigiorni 9.00 - 12.00 / 18.00 - 20.00
nanti con il loro apporto
alle normative regionali.
Festivi solo il mattino.
Il gattile ogni anno esegue tanti quotidiano.
C.C.Postale 17310699
Denis Locoselli
ricoveri e sterilizzazioni grazie alla
Sandokan e Janez (Foto di Barbara Gall)
L’agenzia , ideata dall’imprenditore locale Marco Torcello, svolge un servizio completo a 360°: «un’esigenza che ho avvertito personalmente»
La prima agenzia di onoranze funebri per animali
Da inizio dicembre, per gli abitanti necessità di dotarsi di un cimitero per
della nostra regione sarà finalmente animali d’affezione, sono stato sollecipossibile dare l’ultimo saluto a cani, tato dai numerosi presenti a pensare
gatti e più in generale a tutti gli animali d’affezione con
un funerale. È nata
infatti nel capoluogo giuliano la prima
agenzia di onoranze
funebri dedicata a
loro. La nuova attività si chiama I nostri
gioielli e ha sede in
via Villan de Bachino
4, nel rione di Roiano.
L’idea nasce da
un’esigenza
molto
sentita in una città
come Trieste dove
sono moltissime le persone, in partico- alla sepoltura dei nostri amici nel fulare modo anziane, che possiedono un turo cimitero e immediatamente mi è
animale sempre più considerato parte scattata l’idea di costituire un’agenzia
di onoranze funebri per animali d’afintegrante della famiglia.
«Ci occupiamo solo di animali d’af- fezione, servizio finora mancante nella
nostra città e nell’intera refezione domestici» precisa
il titolare dell’agenzia, l’im«Ci occupiamo gione».
Marco Torcello promette
prenditore locale Marco
solo di animali
un servizio funebre di assoTorcello. Quanto all’origine
d’affezione
luta qualità: «Io – spiega il
del suo progetti, ricorda: «A
domestici»
titolare dell’agenzia – faccio
seguito del convegno tenul’imprenditore e come tale il
tosi a Muggia che ha visto
coinvolti gli amministratori dei Co- business è il mio obiettivo, ma quando
muni costieri, dove si è discusso della riesco a farlo offrendo qualcosa di cui
le persone possano essere contente, mi te le tasche e varia a seconda del tipo di
sento realizzato e quella delle onoranze cerimonia e del corredo funebre scelto.
funebri per animali d’affezione è una Inoltre, sono previste forme assicuraesigenza che ho avvertito personal- tive che coprono l’intero costo. Per chi
mente, in quanto amante e proprieta- non disponesse di mezzi necessari per
seguire il piccolo amico fino al cimiterio di animali».
Le esequie vengono svolte come in ro, saranno disponibili appositi servizi
un normale funerale, solo in minia- di trasporto, così come per la visita su
previo appuntamento.
tura. L’agenzia svolge un
Tutte le informazioni
servizio completo a 360°:
Le esequie
del caso, una mostra degli
dal ritiro al trasporto della
vengono svolte
articoli funerari e numesalma presso il cimitero di
come
in
un
rosi cataloghi per esigenCassacco (in attesa della
normale funerale, ze specifiche e particolari
realizzazione di una strutsono disponibili presso la
tura nella nostra provinsolo in miniatura
sede, aperta dal lunedì al
cia), dal corredo funebre
venerdì dalle 9 alle 17 e il
al cofano su misura, sino
alla lapide con o senza foto e le relative sabato dalle 9 alle 14.
D.L.
dediche.
C’è anche la possibilità
della cremazione, e della
scelta dell’urna cineraria
con la consegna delle ceneri del proprio animale estinto. Se si desidera
portare sempre con sé il
proprio fido o micio, e trasformare la gioia di averlo
avuto accanto in un gioiello, si può realizzare un
diamante con le sue ceneri
o un estratto da un ciocco
di pelo.
Il servizio, assicura Torcello, è alla portata di tut-
il tuono q 15
ANIMALI
Sabato, 27 novembre 2010
Athos, Black, Sophie, Gajanè,Tiger: un triste destino li accomuna...
Presi con troppa superficialità...
Rinunciati con altrettanta facilità...
I cani con caratteristiche molossoidi proposti per l’adozione verranno dati in affidamento esclusivamente a persone equilibrate e responsabili
che conoscono la tipologia canina e comportamentale di queste razze.
Athos: american staffordshire terrier maschio di grande
temperamento,è un cane equilibrato, socievole ed amichevole, dal fisico muscoloso ed agile ama passeggiare e
giocare, intelligentissimo potrebbe essere un ottimo animale
da compagnia. Athos è un cane adulto con pedigree, che ha
vissuto per anni in un’accogliente famiglia a Trieste e viene
ora rinunciato a causa della futura nascita del secondo
figlio. Bravo al guinzaglio non presenta grosse difficoltà con
gli altri cani. Come tutti i molossoidi è consigliato soltanto
a persone dal carattere deciso ed equilibrato, se non verrà
adottato, a giorni verrà trasferito presso il canile convenzionato ed inizierà anche per lui un’angosciante attesa senza
fine.
Tiger: cucciolone incrocio boxer dall’elegante e scattante
figura, vivace, intelligente e gioioso, ha uno splendido mantello tigrato ed è alla ricerca costante del contatto umano.
Sarebbe davvero un peccato se questa meravigliosa bestiola finisse al canile assistenziale.
Black: american pitt bull terrier adulto si trova al canile da
tre anni. Socievole e giocherellone, non è indicato alla convivenza con i gatti. Dal carattere dominante è tuttavia un cane
ubbidiente ed allegro capace di affezionarsi moltissimo al
proprietario, non è aggressivo ma potrebbe essere un valido
cane da guardia. Scaricato dal proprietario dopo la nascita
del terzo figlio, Black non ha più avuto un buon rapporto
con i bambini e per tanto è sconsigliato alle famiglie con figli
piccoli.
Per maggiori informazioni e adozioni
rivolgetevi all’associazione
il Capofonteal numero
040 571623.
Scrivere a : [email protected]
Per vedere altri cani da adottare:
www.ilcapofonte.it
c/c postale n. 94147162
causale obbligatoria: cani
Sophie: bellissimo esemplare di american staffrdshire terrier
femmina di 5 anni rinunciata a Trieste a causa della nascita
di un figlio. Dolcissima con le persone, ma dominante con
gli altri cani a causa dello spiccato senso di territorialità. È
un cane dal fisico possente sana e robusta con tutte le vaccinazioni in regola, ama gli spazi aperti ed il senso di libertà
caratteristico di ogni cane primitivo. Si trova da pochi giorni
nel super affollato canile convenzionato con il comune di
Trieste, disperata non si rassegna ed attende tra strazianti
lamenti il ritorno di chi così crudelmente ha tradito il suo
amore.
Gajanè: giovanissima american pittbull trovata vagante
nel rione di Rozzol nel mese di giugno di quest’anno. Si
distingue per il bellissimo mantello color fulvo e per i suoi
meravigliosi imploranti occhi scuri. Dal carattere timoroso,
molto riservata con gli estranei è una bestiola impaurita che
potrebbe essere un ottimo animale da compagnia solo se
capita e educata con pazienza. Si trova ormai da mesi nel
megacanile friulano che ospita più di 250 cani. É questo
non faciliterà purtroppo la sua socializzazione con gli esseri
umani.
La Lav in piazza per un circo senza animali
Sabato 4 e domenica 5 dicembre in piazza la LAV (Lega
Anti Vivisezione) aspetta tutti
gli amanti degli animali presso
i proprio tavoli informativi dove
si potrà firmare le petizioni, ricevere materiale informativo rivolto a grandi e piccini e conoscere
la vita degli animali da circo.
Si potrà anche sostenere l’impegno della Lav per ottenere un
circo nuovo e veramente umano.
scegliendo i nuovissimi ciondoli
e bracciali dell’associazione.
A Trieste l’appuntamento è
sabato 4 e domenica 5 dicembre dalle ore 9.30alle
19.30 in via San Nicolò (tra
Via San Spiridione e Via Roma).
Per maggiori informazioni telefonare al 320/6378852 - e-mail
[email protected]
Per capire meglio la battaglia
intrapresa dalla Lav riportiamo
una parte del testo pubblicato
sul volantino informativo Senza
animali il circo è più umano
16 paesi Europei stanno vietando i circhi con animali. E
l’Italia? Il nostro Stato premia
i circhi con gli animali. E li finanzia. Con i nostri soldi. Com’è
possibile? La legge sul circo del
1968 riconosce alle imprese circensi una “funzione sociale”. Indubbiamente lo spettacolo può
essere utile alla collettività – ci
riferiamo allo spettacolo umano
– ma per essere un’attività “sociale” deve soddisfare le esigenze di un’ampia comunità.
Sono invece sempre più nu-
merosi gli italiani che disapprovano l’uso degli animali nei
circhi.
L’arte e l’abilità degli artisti
umani sono dei valori importanti, ma non possono esserlo
sfruttare, domare, addestrare e
asservire gli animali fatti esibire nei circhi. Nonostante ciò, il
Ministero per i Beni e le Attività Culturali ogni anno elargisce
agli spettacoli circensi cifre elevatissime dal Fondo Unico dello
Spettacolo.
Per il 2010 lo stanziamento
riservato ai circhi è di oltre 6
milioni di euro.
Vogliamo davvero che lo Stato utilizzi i nostri soldi per finanziare tanta sofferenza?
La LAV si batte da sempre
per un circo senza animali,
rispettoso del loro diritto alla
libertà e a una vita lontana da
sfruttamento e maltrattamenti.
Vogliamo un circo più umano. Lavoriamo per:
- ottenere una nuova legge
a tutela degli animali dei circhi;
- collaborare con le amministrazioni locali, per avere
Ordinanze più restrittive sulle
loro condizioni di vita;
- avviare nuove azioni legali, per denunciare i casi di maltrattamento;
- portare avanti nuove indagini e controlli nelle strutture
circensi;
- informare e sensibilizzare i
cittadini sull’impatto negativo
del circo sugli animali;
- avviare progetti nelle scuole, per promuovere il circo senza animali.
16 q il tuono
FIABA
Sabato, 27 novembre 2010
Streghella e la dolce frittella
Streghella era una giovane STREGA,
dall’aspetto deliziosamente grazioso e
dall’animo gentile che abitava con la sua
mamma Strega e due sorelle gemelle, Streghe anche quelle.
Come tutte le Streghe che si rispettino
anche Streghella, fin da piccola, imparò,
studiando all’Accademia delle arti malvagie, tutte le magie e le mille e più ricette per
preparare nauseabonde e puzzolentissime
pozioni magiche.
La cucina di casa sua trasbordava di
enormi calderoni di rame, ampolle di vetro
e altri strani contenitori tutti ricolmi di liquidi putrefatti, verdognoli, giallini, rossi,
bluastri, alcuni perfino scintillanti e scoppiettanti.
Nel grande frigorifero posto accanto alla
credenza si potevano invece trovare, riposte fra gli scomparti luridi, le cose più strane e immonde che mai si potesse nemmeno
immaginare:
Ali di pipistrello congelate in salsa di sangue di ranocchio giovane, bava di lumaca
riposta minuziosamente all’interno dei vasetti per lo yogurt, uova di serpente velenoso, litri interi di latte di formica, formaggini
alla crema di cervello, prosciutto di coscia di
sorcio, mele avvelenate, sugo con polpettine
di occhi di drago, ecc..ecc..ecc……
All’interno di quella raccapricciante cucina, stranamente, sullo scaffale alto della
credenza, ben ottantadue tazzine da caffè, a
forma di tulipano, pulite e rigorosamente in
fila, facevano bella mostra di sé.
Erano l’orgoglio della madre di Streghella che, pur essendo una Strega come le altre,
adorava attorniarsi di oggetti che ricordassero le delicate forme dei fiori.
Ogni Strega degna di portare questo titolo sarebbe stata sicuramente orgogliosa di
avere in casa una cucina così ben fornita,
sporca, lurida, puzzolente e disordinata, ma
Streghella no.
Lei amava l’ordine e il pulito, il profumo
dei fiori, dell’erba appena tagliata, del sapone e adorava soprattutto annusare, inspirandoli profondamente, gli intensi aromi
della vaniglia fresca, del cacao, delle marmellate e delle gelatine alla frutta di bosco.
Streghella era una ragazzina un po’ insolita per essere una della sua SPECIE…….
Infatti lei odiava tanto il suo ruolo di strega, detestava con tutta se stessa creare pozioni magiche e non usava nemmeno i suoi
infiniti poteri a scuola per copiare i compiti
da qualche compagna di classe più brava in
MATEMATICA ASTRALE o in SCIENZE
degli ZOMBI.
Completamente diverse da lei erano invece le sue sorelle Streghe: esse svolgevano
i compiti della loro specie con sana e infinita cattiveria, come la madre, Strega, aveva
sempre insegnato alle sue odiate bambine,
con infinita malvagità, fin da quando erano
ancora piccolissime.
E crescendo in quel modo le sorelle di
Streghella erano diventate spione, dispettose, invidiose e soprattutto malvagie: insomma erano diventate l’orgoglio della famiglia.
Streghella purtroppo era cresciuta
MALE, come si disperava sua nonna: lei era
diventata dolce, sensibile, altruista;
era proprio strana, lo dicevano tutti,
anche le zie, terrificanti Streghe bianche, che abitavano nell’oscuro BOSCO
di LUCI SPENTE.
Streghella si impegnava poco per
studiare le materie scolastiche come
MALVAGITÀ, CATTIVERIE MULTIPLE, AVIDITÀ ecc…. .
La dolce Streghetta adorava invece
coltivare i fiori del giardino, accudire
gli animaletti rimasti vittime di qualche incantesimo e altre bontà di questo genere.
Appena poteva Streghella scappava
dall’Accademia delle arti malvagie,
prendeva la sua scopa volante e volava a
casa per rifugiarsi dentro la sua amata cucina.
Una volta rinchiusa lì dentro Streghella
iniziava a dedicarsi a quella che era la sua
vera passione...
Quale fosse questa passione però dove-
va rimanere un gran segreto altrimenti lei
sarebbe dovuta andare a frequentare, per
castigo, la scuola –fortezza situata all’isola stregata di Terrore dove avrebbe dovuto
studiare da mattina a sera le arti del male.
La passione di Streghella però era più
forte anche della paura di finire a Terrore:
lei amava troppo fare i dolci e le torte di
ogni genere usando l’arte umana dei bravi
pasticceri e soprattutto usando con abile
destrezza dei semplici ingredienti come:
candida farina, zucchero, burro, lievito, latte e uova di gallina.
Nessuno mai avrebbe dovuto scoprire
che Streghella in cucina adoperava ingredienti tipici degli umani altrimenti sarebbe
stata non solo esiliata all’isola di Terrore,
ma avrebbe anche rischiato di venir accusata come TRADITRICE della specie!
E quest’ultima cosa avrebbe spezzato
l’arido cuore di sua madre che lei, nonostante tutto, amava tantissimo.
Il dolce che a Streghella meglio riusciva era una squisitissima frittella con crema al cioccolato al profumo di vaniglia.
Aveva imparato quella veloce
ricetta leggendo di nascosto, da
un vecchio e sgualcito ricettario,
tutto impolverato, che aveva trovato nell’antica biblioteca della
scuola e che, guarda caso, era
stato meticolosamente nascosto
da occhi indiscreti sotto a centinaia di pesantissimi volumi che
narravano invece di magia nera,
incantesimi, scienze dell’occulto
ecc….
Streghella era però bravissima anche a
preparare altri fragranti morbidi e dolcissimi dolci.
Le torte con frutta fresca di stagione, oppure i pasticcini alle noci, o ancora i babà
con lo zabaglione, o i biscotti al cacao amaro e altre delizie di questo genere le riuscivano alla perfezione!
La Streghetta doveva fare sempre molta
attenzione a non farsi scoprire mentre preparava le sue prelibatezze .
Doveva soprattutto sempre tenere a di-
stanza quelle sorelle invidiose e curiose che,
una volta scoperto il segreto, lo avrebbero
spifferato ai quattro venti
E... in un batter d’ali la sua vera passione
per l’alta pasticceria degli umani sarebbe finita nelle bocche di tutto Malvagio, il paese
dove viveva.
E addio per sempre a quel dolce segreto!
Per poter cucinare e creare al meglio
Streghella, una volta sicura che nessun
occhio o orecchio indiscreto la stesse
spiando, con un solo schiocco delle dita
trasformava quella lurida e puzzolente
cucina di STREGHE in un vero e proprio laboratorio di altissima pasticceria.
Poi, prima che ritornassero a casa,
dai loro impegni di cattiveria, le streghe della sua famiglia,
nascondeva tutti gli ingredienti e rimetteva velocemente tutto in ordine anzi
più precisamente in DISORDINE!
Infine per dare più credibilità al tutto spruzzava a destra
e a manca qualche goccia di
bava di lumaca e cacchina di
ranocchio e pregava il suo inseparabile amico ALONSO, un
simpatico pipistrello strabico,
di svolazzare fra i ripiani e far
cadere a terra tutti i contenitori che riusciva.
Così la cucina sarebbe nuovamente apparsa agli occhi di tutta la famiglia quella di sempre:LURIDAMENTE
perfetta!
Streghella, ogni giorno, si divertiva ad
inventare una ricetta nuova, per creare un
dolce squisito e profumato, che poi, travestita da semplice fanciulla del regno, porta-
va in dono alla corte di Re Goloso e di suo
figlio il bellissimo e cicciottello principe
Panciuto.
A suon di cucinare e portare in dono i
suoi dolci, soprattutto la speciale frittella
alla crema di cioccolato, Streghella diventò
quasi di famiglia alla corte di Re Goloso e
cominciò inevitabilmente ad innamorarsi
del bel principe Panciuto.
Quel giovane infatti era coraggioso, gentile e sensibile, amava la musica e gli animali ed era soprattutto golosissimo di dolci.
Così Streghella iniziò a frequentare
sempre di più la corte di Re Goloso e
sempre di meno l’Accademia di arti
malvagie...
Nel frattempo le sue sorelle Streghe, pestifere e maligne generavano
ogni sorta di tremendo sortilegio pur
di far soffrire qualcuno che stesse loro
antipatico.
Anche il povero pipistrello Alonso
amico di Streghella finì tristemente
fra le loro grinfie e fu trasformato in
un topolino che venne divorato a sua
volta da alcuni gattacci randagi e rigorosamente neri come la pece.
Streghella però, sensibile e buo-
na d’animo com’era, perdonava sempre
le due sorelle anche se questo suo insolito
comportamento da STREGA insospettiva e
preoccupava molto sua madre e anche sua
nonna.
La vecchia strega Isadora, così si chiamava quell’arzilla e malvagia vecchina, pur di
far tornare la cattiveria nel cuore della sua
odiata nipotina, distillò per lei uno speciale
quanto amaro sciroppo al fiele che Streghella fu poi obbligata a bere tutte le sere prima
di andare a dormire.
«Devi reagire contro le malefatte delle
tue sorelle PERDINDIRINDINA, smettila
di perdonare tutto e tutti! Sei una STREGA anche tu fatti valere» urlava isterica la
mamma osservando la sua bambina che pur
continuando a bere quello sciroppo schifoso
rimaneva sempre spaventosamente BUO-
NA!
Streghella sorridendo gentilmente a sua
madre alzava le spalle e rispondeva sempre
la stessa identica frase: «Fa nulla, fa nulla,
passerà non ti preoccupare per me mammina, io sto bene così».
E le sorelle sghignazzando felici riprendevano a farle mille cattiverie.
Un giorno come tanti, le due sorelle malvagie di Streghella, mentre bazzicavano
all’interno della cucina fra ampolle e calderoni, riuscirono a creare, dopo svariati
tentativi, una vera ed efficacissima pozione
magica per fare innamorare di loro qualche malcapitato principe. Con OCCHI DI
ROSPO, BAVA DI LUMACA, ZAMPE DI
SERPENTELLO, CODA DI TOPO E ALI DI
FARFALLA fu pronta la razione e GIRANDO, GIRANDO, GIRANDO il pentolone le
due Streghe crearono così quella magica
POZIONE.
Finito il malvagio rituale le due Streghe
pestifere travasarono quel viscido e melenso liquido magico dentro a delle apposite
ampolline di vetro, nell’attesa di un ottima
occasione per utilizzarlo.
L’ occasione che le due arpie attendevano
purtroppo si presentò molto, molto anzi…
TROPPO presto.
Alcuni giorni più tardi, infatti, proprio il
famoso e ricchissimo Re Goloso aveva deciso di dare una bella festa a corte per festeggiare il ventesimo compleanno del suo
amatissimo e unico figlio, l’erede al trono, il
bel Principe Panciuto.
Per quella speciale occasione vennero
invitate tutte le damigelle in età da marito e
la notizia giunse puntuale anche nel vicino
regno di Malvagio.
La bella e dolcissima Streghella era anche lei come quelle acide delle sue sorelle in
età da marito quindi la Strega madre decise
che sarebbero andate al ballo tutte e tre.
«Andrete lì con un solo proposito degno della specie a cui appartenete» spiegò
la madre alle tre figliole mentre tentava,
inutilmente, di convincere Adalgisa (così si
chiamava una delle sorelle di Streghella) a
farsi un bagno per pulirsi via il fetore e la
sporcizia di dosso.
«Una volta giunte alla corte del RE una di
voi, in qualsiasi modo, dovrà riuscire a fare
Sabato, 27 novembre 2010
bere a Principe Panciuto la magica pozione
e poi dovrà farsi immediatamente sposare da lui» continuò a dire la Strega madre
mentre, una volta acchiappata Adalgisa, fra
le forti spire di un suo sortilegio, riusciva a
farla immergere nella profumata acqua della vasca da bagno.
Dopo Adalgisa a finire nell’insolita vasca
da bagno piena di olii e profumi floreali finì
anche Amelia .
Streghella già profumata pulita e pettinata a dovere fortunatamente non dovette
subire, almeno per quella volta, il sortilegio
di sua madre.
Per l’occasione, qualche attimo dopo,
con una delle sue solite stregoneria la madre di Streghella trasformò gli unti e sgualciti abiti delle sue figlie in meravigliosi abiti
da ballo tutti minuziosamente ricamati con
fili d’ oro e d’argento.
Ognuna delle tre ragazze indossò così un
abito di colore diverso da quello delle altre
sorelle e che meglio si adattava al proprio
incarnato.
Streghella era più bella di sempre splendidamente vestita con un abito di velluto
rosso porpora .
Al collo un luminoso filo di perle di mare,
che sua nonna fece apparire, con un battito
delle sue ossute mani, le illuminò ancora di
più il bel viso ed infine quei suoi riccioluti e
lunghi capelli ornati da minuscole roselline
profumate la fecero sembrare proprio una
vera PRINCIPESSA.
Streghella guardò la sua nuova immagine riflessa dentro il suo amico SPECCHIO
con occhi ancora increduli.
Finalmente era diventata come aveva
desiderato essere da sempre, una dolce fanciulla, elegantemente vestita , profumata e
pettinata di tutto punto che andava all’incontro con il suo amato Principe.
Altro che STREGA!
SPECCHIO osservandola le strizzò l’occhio e sussurrando le fece i complimenti per
la sua eleganza.
Anche le sue sorelle erano diventate proprio carine trasformate di tutto punto per
quell’importante occasione.
Amelia vestita d’azzurrino e
Adalgisa di violetto, entrambe
con splendide acconciature sui
capelli parevano completamente
diverse da quello che veramente
si celava dentro il loro cuore malvagio!
«Avete capito bene quello che
vi ho detto? Dovete riuscire a farvi maritare e… una volta sposato
il Principe Panciuto quella di voi
che diverrà REGINA farà sì che
quel regno di gioia diventi preda
delle nostre malvagità e cada ai
nostri voleri di Streghe imprigionando per sempre fra le spire delle nostre arti malvagie tutti quelli
che vi abitano» ruggì la madre Strega.
Poi, dopo aver dato ad ognuna delle tre
figlie un’ampollina con dentro la pozione
magica, la perfida madre salutò le sue odiatissime figliole mentre agitava fortemente
per aria una strana specie di bacchetta magica fece scendere dal cielo una nube nera
fitta fitta... «AULÌ, AULÌ, AULÀ CHE IN UN
BATTER D’ALI SIATE LÀ» e con un puff
esplosivo davanti alle tre ragazze al posto
della nube si materializzò una bella carrozza simile a quella usata da Cenerentola per
andare al ballo.
Simile però molto lugubre, come pensò
Streghella appena la vide.
Le tre sorelle partirono dunque di tutta
fretta salutando la madre Strega.
Streghella, mentre la carrozza percorreva
la polverosa strada che le avrebbe portate
dinnanzi alla reggia di Re Goloso, era molto pensierosa e combattuta fra la felicità di
rivedere il suo principe Panciuto ed il sentimento di terrore che l’assaliva al solo pen-
FIABA
siero di quello che le sue sorelle certamente
avrebbero fatto al suo amato.
Lei non aveva bisogno di pozioni magiche per far innamorare un principe di se.
Lei voleva essere amata ed accettata così
semplicemente per quello che era: per la
sua gentilezza, la sua bontà e, soprattutto,
per la sua capacità di creare buonissimi
dolci di ogni genere
Quello che Streghella desiderava con
tutto il cuore e voleva con tutte le sue
forze era soltanto poter cucinare, per il
resto della sua vita, per il suo amato, la
deliziosa fragrante frittella alla crema di
cacao profumata alla vaniglia.
Ma ora quel suo delicato sogno di
fanciulla d’animo puro stava per essere
per sempre spezzato dalla cattiveria della terribile dinastia di STREGHE dalle
quali discendeva!
E Streghella, sospirando tristemente,
pensò che i sogni di cristallo come il suo
erano luminosi e belli da vedere con gli
occhi del cuore, ma erano purtroppo tanto
delicati e si frantumavano con troppa facilità.
Giunte finalmente a corte, Amelia e Adalgisa cominciarono subito a darsi da fare per
riuscire ad ammaliare il povero Principe
Panciuto usando ogni sorta di incantesimo
d’amore pur di catturare la sua attenzione.
Riuscirono perfino ad apparire agli occhi
del malcapitato come le più belle e le più
gentili dame di tutta la corte...
Cercando poi, come promesso alla loro
madre Strega, di fargli bere la pozione magica da loro stesse preparata, Amelia e Adalgisa si diedero proprio tanto fare ma………..
Fortunatamente il Principe catturato
solo dalla grazia e dalla bellezza vere e genuine di Streghella ballò per tutto il tempo
con lei ignorando le due serpi velenose.
«Mi sembra di conoscerti da sempre,
profumi di cose buone e dolci, vorrei tanto
sapere da che regno lontano arrivi» chiese il
principe a Streghella.
La fanciulla non fece però in tempo a rispondere perché le sue sorelle, con incredibile tempestività, come solo le Streghe san-
no fare, arrivarono lì accanto e offrirono al
Principe un calice colmo di vino mescolato
alla loro pozione magica.
Poi con la scusa di voler brindare al festeggiato fecero ingurgitare all’ignaro principe tutta quella schifezza stregata. «CIN,
CIN , CIN, CIN brindiamo tutti al festeggiato più bello e simpatico del regno».
Il principe già dopo aver bevuto il primo
sorso cominciò a comportarsi stranamente.
Diventò maleducato e allontanò da lui Streghella con brutte maniere.
«È fatta» pensarono, sorridendo malefiche le due sorelle di Streghella e cominciando a sghignazzare divertite
senza ritegno ripresero le loro sembianze da STREGHE dinnanzi agli
occhi increduli e spaventati di tutti i
presenti.
Pochi minuti dopo Re Goloso,
stregato da un incantesimo di Amelia, fece un annuncio che lasciò tutti gli invitati presenti di stucco: «È
con immensa gioia
che proclamo il regale fidanzamento di
Sul numero 19 de il Tuono potete trovare l’inmio figlio, il Principe
tervista alla scrittrice Manuela Acquafresca e la sua
Panciuto, con la qui
prima fiaba Il francobollo magico
presente principessa
Violetta del regno di Fantastico».
Streghella, se pur disperata, non si dette per vinta e volò subito a casa utilizzando
l’incantesimo della sparizione.
E lasciò, con il cuore gonfio d’angoscia,
quella corte nelle mani delle sue pestifere
sorelle che continuarono a far cattiverie di
ogni genere lanciando incantesimo a destra
e a manca contro gli invitati, le guardie del
Re ecc...
Ormai rimaneva soltanto un’unica cosa
da tentare per sperare di risvegliare il suo
amatissimo Principe Panciuto da quell’incantesimo malvagio prima che fosse tutto
perduto.
E Streghella sapeva cosa...
Giunta a casa la dolce fanciulla corse in
cucina e, una volta rinchiusa lì dentro, la
trasformò nel suo fornitissimo laboratorio
di alta pasticceria.
Infilò svelta il candido grembiule
da pasticcere e cominciò a preparare il dolce preferito del suo amato
principe e cioè... LA DOLCE FRITTELLA CON CREMA AL CIOCCOLATO PROFUMATA ALLA VANIGLIA.
La Streghetta laboriosa utilizzando, stavolta, anche la magia, iniziò presto a mettersi all’opera.
Per prima cosa schioccando le
dita fece volare verso il fuoco acceso
una padella unta d’olio.
E mentre l’olio si riscaldava iniziò a preparare l’impasto per fare la
sua mitica frittella.
In una terrina mise dentro farina e zucchero, versò piano il latte, poi mescolò bene,
il tutto per non creare grumi.
Fece rompere tre uova intere dentro la
terrina soltanto con una delle sue potentissime strizzatine d’occhio e poi continuò
a mescolare l’impasto aggiungendo il resto
degli ingredienti SEGRETI.
Infine una spruzzatina di vaniglia, un
pizzico di sale e una grattatina di buccia di
limone si aggiunsero a quel profumato ed
invitante impasto.
A lavoro ultimato, Streghella versò la pastella dentro all’olio bollente.
Mentre la frittella indorava nell’olio bollente, Streghella preparò a parte la crema al
cioccolato con nocciole tritate, una spruzzatina di rum e una goccia di profumata vaniglia con la quale avrebbe riempito poi la
frittella.
Una volta riempita la frittella con la
sublime crema al cioccolato, Streghella la
adagiò sopra ad un bel piatto di portata
che guarnì con dei biscottini alle mandorle e una spolverata di profumato zucchero
a velo.
Veloce come mai Streghella rimise tutto a
il tuono q 17
posto, anzi tutto in DISORDINE!
Tolto il grembiule si riassettò l’abito rosso porpora schioccando velocemente le dita
intorno a lei e, giurando a se stessa che era
l’ultima volta, usò ancora la magia e volò
con la scopa e la frittella in mano fino al castello di RE Goloso.
Giunta a corte Streghella cercò di entrare, ma le sue sorelle, streghe davvero malefiche, quando la videro arrivare
con quel profumato dolce fra le mani
capirono subito l’inganno e inveirono
contro di lei gettandole addosso ogni
sorta di sortilegio fra fulmini e saette
che fecero cadere dal cielo sopra la poverina.
«Che tu sia trasformata in aria fritta come fritta è la tua ripugnante dolce
frittella» gracchiavano Amelia e Adalgisa, tentando di colpirla per incenerirla
o, invidiose com’erano da sempre della
sua bellezza, trasformarla per sempre
in lurido topo di fogna.
Streghella, che fino ad allora non aveva
mai usato i suoi potenti poteri contro nessuno, tantomeno contro le sue amate sorelle malvagie, ne indirizzò qualcuno proprio
verso di esse .
ZAC! e un’esplosione di fuochi d’artificio
fece cadere la sua magica luce addosso ad
Amelia e ad Adalgisa.
Vendicandosi così almeno per una volta delle ripetute e continue quanto gratuite cattiverie nei suoi confronti, Streghella
continuò a difendersi colpendo con la sua
potente magia BIANCA, tipica magia delle
streghe buone d’animo, le sue sorelle.
Il potentissimo incantesimo che uscì dalle mani di Streghella coprì interamente le
due sorelle di candido e dolcissimo zucchero a velo che una volta posatosi sopra le due
streghe le trasformò in due RANOCCHIE
VERDI E PUZZOLENTI.
Saltellando e gracidando terrorizzate
Amelia e Adalgisa corsero a tuffarsi nello
stagno più vicino e da lì non vi fecero mai
più ritorno...
Il bel principe Panciuto intanto, risvegliato da quell’incantesimo malvagio proprio grazie al profumo della DOLCE FRITELLA, se la mangiò tutta e poi insaziabile
ne chiese gentilmente ancora.
Streghella da allora cucina, felice di farlo,
i suoi squisiti dolci per il suo Principe Panciuto che nel frattempo ha sposato; cucina
con amore anche per i suoi splendidi bimbi
rosei e paffutelli, e cucina per l’amato suocero Re Goloso e anche per tutta la corte.
Alonso, l’inseparabile amico pipistrello,
salvato dalle pance fameliche di quei gattacci neri che, una volta spezzati tutti gli
incantesimi, erano ritornati ad essere gatti
gentili, “AIUTA” ancora con amore, in cucina, la sua amica Streghella .
Magicamente però quel simpatico pipistrello non è più strabico e
non rovescia più nessun contenitore
svolazzando fra gli scaffali delle credenze.
Amelia e Adalgisa, saltellano e
gracidano ancora nello stagno, da
tempo cercano di baciare qualche
brutto e viscido rospo che per caso
passa da quelle parti, per trasformarlo così in un bel principe... ma
a tutt’oggi...FORTUNATAMENTE...
non ci sono ancora mai riuscite.
Fine
Manuela Acquafrasca
18 q il tuono
CULTURA
usanze e transumanze/8
Casa e bottega
Sabato, 27 novembre 2010
“Misero chi non ha in casa sua dove stare
a sé, dove farsi la corte in privato, dove
nascondersi!”
Michel de Montaigne (1533-1592)
così la vita lungo il fiume:...“l’esistenza Simenon (1903-1989), che
della gente di Bangkok può essere chia- ha ambientato alcuni dei
mata anfibia. I bambini passano la mag- suoi romanzi polizieschi
gior parte del tempo in acqua, remando, (La chiusa n°1; Il cavallante della “Provvidenza” etc.)
immergendosi e nuotando”.
F.A. Neale (Narrative of a Residence proprio lungo questi corsi
in Siam,1852) apprezzava l’originale fun- d’acqua, interrotti da chiuzionalità delle loro case, in tutto simili a se o sbarramenti mobili.
Del resto conosceva molquelle dell’entroterra costruite su pali
(stilts), rese galleggianti da zattere fatte to bene paesaggi e persocon spesse canne di bambù ed ancorate naggi dei traffici rivieraschi
nei canali; di tanto in tanto cambia- (francesi, belgi, olandesi
vano la loro posizione alla ricerca e tedeschi) per averli fre- Un cambogiano sposta la sua casa a mano sul lago Tonlè
di una zona migliore per risiedere e quentati dal 1928, anno in Sap
commerciare semplicemente mol- cui acquistò un’imbarcazioSeine (Ile-de- France) nel 1930. L’epilando gli ormeggi e lasciandosi por- ne di cinque metri, la Ginette, al dicembre sodio viene narrato dallo stesso Autore
del 1931 quando rivendette l’Ostrogoth di in “Memorie intime” (1980): “ In quella
tare dalla corrente.
Facciate e pareti potevano essere dieci metri fatto costruire nel 1929, a Fé- chiatta mezzo marcia dove scorrazzavarimossi durante il giorno per rin- camp (Alta Normandia).
no i topi raccolsi delle casse racimolate
La quotidianità a bordo non fu delle un po’ qua un po’ là, piazzai la macchina
frescare gli ambienti e trasformare
l’abitazione in un negozio aper- più comode: quattro abitanti (Simenon, per scrivere sulla cassa più alta, ne scelsi
to sull’acqua; tutto era pensato in sua moglie Tigy, la domestica Boule e il una più bassa per sedermi … E, due giormodo razionale: leggerezza dei ma- cane alano Olaf) e spazio ridottissimo, al ni dopo, cominciai un romanzo che penteriali, adattabilità degli ambienti, punto di costringere lo scrittore a rizzare, savo sarebbe stato un romanzo popolare
elevata mobilità dell’unità abitativa. sulla riva, una tenda che di notte ospitava come gli altri,.. e invece segnò, insieme
Se lo stile degli alloggi era una co- la domestica e, di giorno, il suo “studio”. a Pietre-le Letton, la nascita di un certo
stante, non così quello delle imbar- Il primo libro di una serie famosa (75 ro- Maigret…”.
cazioni adattate al tipo di merce e di manzi) viene alla luce a Morsang- surDagli anni ’70, a causa della crisi del
impiego.
trasporto fluviale, molte imbarGli acquarelli qui riprocazioni da lavoro, le cosiddette
dotti (collezione “The Jim
péniches (battelli di 70 metri di
Thompson
Foundation”
lunghezza media), sono state riBangkok) raffigurano i tipi
convertite in abitazioni. La casa
più diffusi di natanti sul
itinerante scivola sull’acqua e
Chao
Phraya,
ancora
visibili
prende posizione lungo le banMercato galleggiante (Acquarelli di proprietà di “Jim
nei primi decenni del secolo
chine del fiume. A Parigi i lungoThompson Foundation” – Bangkok – Thailand)
scorso, e il quotidiano mersenna sono l’ambito approdo di
gosciosa rincorsa degli impegni mondani. cato galleggiante tuttora attuale:
ogni proprietario di péniche: man
Ma il modello largamente maggiorita- accanto all’unità più grande, con il
mano che il battello conquista un
rio ha la sua pecca: la fissità. Qualcuno vasto tetto di bambù, se ne affolposto verso il cuore della città (Île
ha pensato bene di ovviare all’incertezza lavano altre di misura inferiore;
de la Cité), aumenta a dismisura
incombente fuori dal recinto familiare e, ognuna imbarcava la sua merce
pregio e prestigio: uno dei metodi
pur muovendosi, per soddisfare le faccen- particolare secondo la logica dello
più comodi e sicuri per guadagnade lavorative, rimanere nel proteggente smistamento.
re senza allontanarsi da casa.
Le panciute Rua (o Mekha- Péniche ormeggiata sul lungosenna a Parigi
alloggio.
Nicola Napoli
Quando, con la fine dell’ultima gla- la) con la stiva piena di mercanciazione (8/10.000 anni fa), il livello del zie (riso, sale) risalivano il fiume fino ad
mare si alzò di circa 180 metri, ridisegnò esaurimento dei prodotti; il ritmo e le esii confini delle terre emerse. Una miriade genze del commercio, senza rigidi schedi isole, prima collegate fra loro e unite al mi, si omogeneizzavano e adattavano a
continente asiatico, furono separate defi- quelle del tempo (meteorologico) e della
nitivamente, trasformando gli abitanti in vita domestica (a bordo vivevano intere
famiglie).
navigatori.
Sabato 27 novembre alle ore bino!! Poi deaffatichi: lasci completaNon molto differente la situazione
Iniziò allora una lenta migrazione se21.00 e domenica 28 novembre mente andare tutto....”
condo due direttive principali: verso est e in Occidente dove la presenza di fiumi
Ti amo e ti amerò per sempre
alle ore ore 17.00, con ingresso
navigabili e un’estesa rete di canali ha
verso nord.
libero, al Teatro Miela andrà in scena è uno spettacolo che racconta la vioIl primo gruppo sviluppando abili consentito, fin dal medioevo, un robusto
Ti amo e ti amerò per sempre, lenza sul corpo femminile attraverso la
tecniche di costruzione navale e di navi- commercio fluviale (con 8.501 chilometri
uno spettacolo di Laura Bussani, Ivan malattia del corpo sociale. In un grottegazione colonizzò le isole del Pacifico; il di navigli, la Francia, è il primo Paese in
Zerbinati e Stefano Dongetti con Laura sco e immaginario paese della provinsecondo arretrando verso l’interno risa- Europa per estensione delle idrovie).
Bussani e Ivan Zerbinati, musiche Naz- cia italiana, viene perpetrato un delitto
Ammiratore-narratore di questo monlì il corso dei fiumi Chao Phraya (golfo
zareno Bassi, scenografia Belinda de che mette in luce quello che fino a quel
del Siam), Mekong, Fiume Rosso (Song do e modo di vita singolare, è stato George
Vito. In particolare si ringrazia Patri- momento era rimasto nell’ombra. La
Hong) dando luogo ad una peculiazia Romito per il materiale fornito, e il coppia, la famiglia, l’individuo non
re civiltà fluviale.
sono che le terribili, comiche e tenere
Teatro Stabile Sloveno
Le genti, che abbandonarono la
Gianni è scomparso. La moglie Rosa figure sullo sfondo di un paesaggio
costa per dirigersi verso il continene il figlio Luca lo aspettano. La polizia sconvolto da un inarrestabile “sviluppo
te, mutarono attitudini e abitudini
indaga. In paese nessuno, neppure chi senza progresso”.
ma non abbandonarono la propria
Spettacolo realizzato con il contrilo conosce da una vita, sa dove sia finito.
“natura” acquatica, adottando un
“ ... la coppia è come con un bilanciere buto della Provincia di Trieste - Assessingolare comportamento anfibio
da cinquanta chili: cominci la prima sorato alle Politiche Giovanili di Pace e
diffuso, con varianti regionali, in
serie e il sangue scorre... ti guardi allo legalità
tutto il sud-est asiatico: case fatte
c.s.
specchio e bicipiti, quadricipiti e petper navigare e battelli usati come
torali lavorano tutti
dimore.
assieme... ti senti
A metà del 19° secolo, Bangkok
un Dio... questo è il
veniva descritta come una città di
fidanzamento! Dopo
70.000 case e negozi galleggianti
i primi dieci scatta
per 350.000 persone.
la forza di volontà...
Sir John Bowring (The Kingdom
i muscoli cominciano
and People of Siam,1857) descrive
ad affaticarsi e la
mente lavora al massimo ma vai avanti...
e questo è il matriI primi appuntamenti della
monio! Ultima serie,
rubrica Usanze e transuultimo strappo: qui
manze sono stati pubblicati
la testa non capisce
sui numeri 19, 21, 22, 23, 24
Imbarcazioni fluviali Thailandesi (Acquarelli di propiù un ca... Ops, bame 26.
prietà di “Jim Thompson Foundation” – Bangkok
Fra tutti gli oggetti che circondano l’uomo quello che certamente merita l’appellativo di “antropologico” per eccellenza è
la casa, la propria abitazione. Non solo lo
circonda: lo contiene; in qualità di spazio aggiunto ai limiti del corpo, accoglie
ed ospita l’Esser-ci (Dasein), lo ripara, lo
difende, lo preserva dal caotico estraniamento del mondo esterno. All’interno del
focolare domestico l’essere umano trova
un rifugio, una sicurezza, un freno all’an-
“Ti amo e ti amerò per sempre”
sabato e domenica al Miela
– Thailand)
Sabato, 27 novembre 2010
CULTURA
il tuono q 19
intervista a manuel termini, tra i fondatori di M.E.T.A. e voce ufficiale del concorso canoro
Artisti in vetrina 2010
È ormai alla sua sesta edizione Artisti in cui i partecipanti sono stati divisi, ovin vetrina il concorso musicale per arti- vero band, cover e inediti. Il primo e il 3
sti emergenti promosso dall’associazione dicembre ci saranno invece le due semifiM.E.T.A - Musica Eventi Turismo At- nali, sempre nella sede di M.E.T.A., a cui
tività - che gode del patrocinio del Comu- accedono i primi 16 cantanti cover, le prine di Trieste e della Provincia di Trieste. La me 5 band e i primi 5 cantanti inediti clasmanifestazione triestina, iniziata lo scorso sificatisi nelle qualificazioni. Infine la fina25 ottobre, è aperta a tutti gli artisti, can- lissima per designare il vincitore assoluto
tanti, band, musicisti o cantautori della Re- l’11 dicembre al Teatro Silvio Pellico dove
gione. Rispetto ai 68 della passata edizio- si sfideranno 9 cover, 3 inediti e 3 band. I
ne gli iscritti di quest’anno sono stati ben primi anni era un tutti contro tutti invece
82 tra solisti e gruppi per un complessivo da qualche anno, anche grazie alle critiche
di 136 partecipanti (divisi in 56
cantanti, 16 band e 10 interpreti
di brani inediti). Un’iniziativa in
continua evoluzione e crescita che
quest’anno vede molte novità. Tra
queste sicuramente la finalissima
al teatro Silvio Pellico di via Ananian l’11 dicembre, serata nella
quale verranno premiati i primi
tre artisti di ogni categoria e verrà annunciato il vincitore assoluto.
Ricchi i premi, ben 20 in questa
edizione. Fra questi l’accesso di diritto a “Sanremo Rock” (edizione
2011) per il gruppo vincitore della
I vincitori dell’edizione 2009
categoria band, l’incisione di un
brano in uno studio di registrazione a Trieste e 50 copie incise su cd per il del pubblico che fanno sempre bene, si è
primo classificato della categoria inediti e decisa la divisione in categorie per non arl’omaggio di un radio microfono per il pri- rivare in modo sproporzionato alla finale.
Perché le selezioni un centro commo classificato della categoria cantanti cover. Le semifinali si terranno mercoledì 1 e merciale?
L’anno scorso abbiamo organizzato le
venerdì 3 dicembre.
Per comprendere meglio il meccanismo selezioni sulle rive ma le condizioni atmodi Artisti in vetrina 6 abbiamo intervista- sferiche non sono state dalla nostra parte.
to Manuel Termini, uno dei fondatori di Quest’anno abbiamo fatto richiesta per alM.E.T.A. e voce ufficiale del concorso cano- tre piazze ma Trieste, purtroppo, non da
spazio per fare palcoscenico,
ro fin dalla prima edizione.
Com’è nata l’associazio«A Trieste, oltre a meno che non si faccia parte di qualche gruppo politico,
ne M.E.T.A. e di cosa si ocal karaoke non
cosa che noi evitiamo. Abbiacupa?
c’è
quasi
nulla»
mo quindi cercato un luogo
È nata nel 2005 per cercapubblico commerciale al chiure di portare a Trieste qualche evento nuovo, un po’ di turismo. Noi so e il Montedoro, dove avevamo già fatorganizziamo serate a tema, manifesta- to “Piccole Stelle” e il “M.E.T.A. Summer
zioni musicali, eventi pubblici ma anche Fest”, ci ha ospitato volentieri e lì abbiamo
gite e attività escursionistiche. M.E.T.A. è creato un palco e un vero proprio back stanata all’inizio proprio per riuscire a creare ge.
Novità di quest’anno?
“Artisti in Vetrina”. Novità di quest’anno è
Sono molte. Per prima, come già detto,
stata “Piccole Stelle”, concorso dedicato ai
bambini delle scuole elementari e medie le selezioni al centro commerciale Monrealizzato a maggio diviso anche questo tedoro. Altra novità la terza categoria
in tre categorie musica, disegno e danza. introdotta quest’anno che è quella degli
Hanno partecipato 160 bambini e già ci inediti, brani nuovi, cioè dei cantanti inhanno chiesto la prossima edizione quin- terpreti di una loro canzone o quella di un
di direi che è stato un ottimo risultato. Tra amico che fa l’autore. Importante anche la
l’altro la vincitrice della categoria musica, finalissima in Teatro, il concorso infatti è
Francesca Marsi, ha passato le selezioni di aumentato di qualità e numero di parte“Artisti in vetrina 6”. Altra manifestazione cipanti, basta pensare che il primo anno
è il“M.E.T.A. Summer Festival”, una setti- i concorrenti erano
mana di esibizioni di musica e danza orga- 25 mentre quest’anno quasi 90, e semnizzata in estate.
Come è nato il concorso Artisti in brava giusto avere
una location più
vetrina?
È nato nel 2005 appunto in concomi- elegante per la finatanza con l’associazione. Eravamo sei soci le. Inoltre verranno
fondatori ma ora ne sono rimasti solo premiati i primi tre
tre. L’idea parte da due musicisti soci che di ogni categoria
hanno proposto di dare spazio a cantanti anche se ci sarà il
musicisti e band su un vero palcoscenico, vincitore assoluto.
anche se piccolo, e che non fosse il classico Altra novità le coreografie di danza che
karaoke.
Come funziona il meccanismo del accompagneranno Manuel Termini
le canzoni durante
concorso?
Ci sono varie fasi. La prima è una scre- la finale. Ulteriore punto è l’espansione
matura dei cantanti cioè la selezione che si radiofonica, cioè la possibilità per tutti i
è tenuta dal 25 al 28 ottobre al Montedoro semifinalisti di far sentire i loro brani e la
Freetime dove gli artisti divisi in categoria loro voce sulle frequenze di Radioattività.
si eliminavano l’un l’altro in vari gironi, Quest’anno inoltre per la prima volta la sicome quelli calcistici. Poi ci sono state le 4 gla è nostra, cantata da noi. Altra novità
serate di qualificazione che hanno segna- il fatto che durante le selezione e la finalisto il vero e proprio inizio del concorso. Si sima due sponsor, un salone di estetisti e
sono tenute, a partire dal 3 novembre, per un parrucchiere, a livello gratuito si sono
quattro mercoledì nella sede di M.E.T.A. offerti di truccare e fare i capelli a tutti i
in via Alpi Giulie 10. Qui si sono formate cantanti. Infine si possono seguire tutte
3 classifiche, una per ciascuna categoria le fasi dell’evento via streaming nel no-
stro sito www.metaturisti.
it e abbiamo scoperto che
ci ascoltano molto nel meridione, a Milano, a Livorno e
in altre regioni.
Esistono limiti di età e
di provenienza per partecipare al concorso?
L’età minima per presentarsi al concorso è 14 anni, la massima
quella che permette la voce. Nelle selezioni
c’è stata una signora di 69 anni. I concorrenti vengono da tutta la regione,
quest’anno molti locali, qualcuno di
Sagrado ma gli anni scorsi abbiamo
avuto anche concorrenti di Udine,
Belluno, Gradisca, tutta la provincia
di Trieste e si era iscritto un gruppo
dalla Slovenia, anche se poi non si è
presentato.
I vincitori delle edizioni passate hanno poi avuto successo?
Il concorso è un trampolino di
lancio per questi ragazzi?
Alle precedenti 5 edizioni hanno
preso parte complessivamente 500
iscritti, tra solisti e gruppi, e alcuni
di questi si sono imposti nel panorama musicale. Il primo anno ha
vinto Raffaella Cortellino che canta ormai
da tantissimi anni e partecipa ogni anno.
È arrivata seconda nel 2008 e terza nella scorsa edizione. Vincitrice del 4° anno è
invece Francesca Salcioli, nome d’arte Frina, che suona l’arpa, si è trasferita a Milano, vive di musica e quest’anno, grazie ad
uno dei giurati di “artisti in
vetrina”, la vogliono produrre. Il vincitore della 5^
edizione Christian Agosta
suona e canta nei locali noti
nella città e quest’anno partecipa nuovamente al concorso ma nella categoria
band (Bivio H) mentre altre
formazioni emerse dalle selezioni si stanno esibendo
regolarmente con successo
in locali della provincia e
della regione. La manifestazione ha avuto anche
il merito di incentivare la
creatività degli aspiranti
musicisti e cantanti, che dall’esecuzione di
cover stanno sempre più spostandosi verso la presentazione di brani originali e la
realizzazione di repertori propri.
Qual è il livello dei cantanti di
quest’anno?
È sempre meglio, l’anno scorso il livello
in finale era molto buono ma quest’anno
ancora di più e gli
artisti meritano la
finale in un teatro.
Chi ha più probabilità di vincere?
Nei 5 anni hanno
vinto 1 band e 4 cantanti cover. Non me
ne vogliano i cantanti cover, tanti dei
quali molto bravi,
ma per “par condicio” spero vinca una
band oppure un inedito anche per promuovere questa novità.
Nella categoria band ci sono due band che
prevalgono in classifica perché portano
due generi originali, nelle cover c’è qualche bella voce, soprattutto femminile, negli
inediti ci sono tre preferiti perché portano
tutti e tre stili diversi.
Qual è il metro di giudizio nel concorso e da chi è composta la giuria?
Ogni anno cerchiamo di migliorare il
metro di giudizio. All’inizio il metodo di
valutazione era l’applausometro e alla fi-
nalissima c’era una giuria popolare invece
dal secondo anno abbiamo introdotto una
giuria tecnica, formata da maestri di canto
e musicisti non solo di Trieste, e una giuria popolare nella quale ogni partecipante si porta un suo giurato. Il regolamento
è simile a quello del pattinaggio. Per la
giuria popolare il voto più alto e più basso dell’esibizione vengono cancellati e i voti
1,2 e 3, cioè i più bassi, si possono dare solo
una volta. La giuria tecnica invece vota per
presenza scenica, tecnica e altri elementi.
Quest’anno in giuria ci saranno personaggi conosciuti come la moglie di Luttazzi e
speakers di alcune radio come quelli di Radioattività e di Radiocapodistria.
Cosa ne pensa delle possibilità offerte ai giovani emergenti a Trieste?
A Trieste, oltre al karaoke che in questi
anni è un po’ di moda ma che è limitato
perché non c’è una scuola dietro, non c’è
quasi nulla. La città è limitata. I locali ti
invitano solo per portare gente che poi
consumi e non per fare una serata diversa e dare spazio alla musica. Anche noi
all’inizio abbiamo avuto difficoltà per farci
conoscere. Ci prendevano in giro e ci chiamavano “la corrida triestina”, io mi sono
molto arrabbiato perché mi sembrava
un’offesa nei confronti delle persone che
vengono a cantare da noi. Adesso invece
ci conoscono un po’ di più e siamo più apprezzati per la serietà e l’impegno del nostro lavoro durante l’anno.
Non resta che aspettare dunque la grande serata finale del concorso al teatro Silvio Pellico di via Ananian l’11 dicembre per
scoprire i vincitori. Per l’occasione, come
già accennato nell’intervista molti saranno gli spettacoli che faranno da sottofondo alla musica. La serata infatti prevede
uno spettacolo di ballo con coreografie a
cura di Yana Rivano, insegnante dell’Asd
Ventaglio, con la partecipazione delle allieve della Asd Muggia ’80 e della Scuola
danza Attitude del Centro gioco sport “A.
Coselli”e infine l’esibizione del gruppo Toc
Tap diretto dalla maestra di danza Michela
Bianco (che accedono di diritto in qualità
di ospiti perchè vincitori del concorso “Piccole stelle” nella categoria danza). Il costo
del biglietto va dagli 8 ai 14 euro, per i tesserati M.E.T.A. il guardaroba è gratuito. Si
possono acquistare i biglietti presso la sede
di M.E.T.A in via Alpi Giulie 10 o presso
Radioattività in via Campo Marzio 6. Da ricordare inoltre che l’evento si può seguire
in differita sul sito www.metaturisti.com
mentre dal lunedì al venerdì alle 19.30 e il
sabato e la domenica alle 13.00 si potranno
ascoltare le interviste a tutti i semifinalisti
sulle frequenze o sul sito di Radioattività.
Sara Cristaldi
20 q il tuono
CULTURA
Sabato, 27 novembre 2010
fino a domenica 28 novembre Oklahoma!, musical di punta di questa prima parte di stagione dello Stabile del Friuli Venezia Giulia
Il musical Oklahoma! in scena al Rossetti
Possiede tutto quanto
si addice a un grande musical, la bellissima edizione di Oklahoma! fino
a domenica 28 novembre al Teatro Stabile del
Friuli Venezia Giulia: un
cast straordinario capitanato dalla star londinese
Marti Webb, una colonna
sonora piena di energia
e di arie note (firmata
da Rodgers e Hammerstein), un libretto accattivante che sullo sfondo
delle rivalità fra fattori e
cowboy in una terra ancora molto selvaggia ci fa
appassionare alle storie
d’amore e alle scaramucce di gelosia dei giovani
protagonisti… E se ciò
non bastasse potremmo menzionare ancora
coreografie e balletti da
togliere il fiato (Oklaho-
ma! ne contiene uno “da
record”, addirittura della
durata di 15 minuti, che
chiude nel segno del più
puro entusiasmo il primo atto dello spettacolo),
una varietà e una ricchezza di costumi che è ormai
rara, e poi una scenogra-
consecutive. Esito che si
è puntualmente ripetuto
per le riprese negli Stati
Uniti come pure nel West
End.
Il musical trae ispirazione da Green Grow the
Lilacs, una commedia di
Lynn Riggs basata sulla
vita dei colonizzatori dei
territori indiani dell’Oklahoma. Su questo soggetto
hanno lavorato Richard
Rodgers e Oscar Hammerstein II, i celeberrimi creatori di The sound
of Music (Tutti insieme
fia poetica e mutevole in appassionatamente), e la
cui non mancano carri, loro firma è già sigillo di
casette, steccati, colorati garanzia: musica, libretto e liriche si fondono in
e romantici tramonti…
La produzione per l’UK un unicum suggestivo e
Tour di Martin Dodd che armonioso, tale che Oklafirma l’allestimento ori- homa! va ricordato, da un
ginale inglese, ospite a certo punto di vista, come
Trieste in esclusiva per un momento fondante e
rivoluzional’Italia, ha fatto dunrio.
que le cose “in granUn cast
È
infatde”…
sfavillante, ti il primo
E non poteva escoreografie s p e t t a c o l o
sere diversamente
per un musical che
mozzafiato, nella storia
del
musigià di suo è un evenuna storia
cal in cui le
to: Oklahoma! nasce
poetica e
canzoni ed i
nel 1943, il suo dedivertente
balletti sono
butto a Broadway è
perfettamensalutato da un tale
successo che – fatto mai te integrati nella trama.
accaduto fino ad allora – Inoltre i due autori scelsupera le 2.200 repliche sero per il cast – a diffe-
renza di quanto accadeva
tradizionalmente – dei
veri e propri cantanti che
sapessero anche recitare
(e non il contrario) e ciò
a sottolineare la bellezza
– oltre che la complessità
– delle canzoni: melodie
che ognuno riconoscerà,
come Oh What a Beautiful Mornin’, The Surrey
With the Fringe On Top,
People Will Say We’re in
Love, Many a New Day,
I Cain’t Say No.
Una meravigliosa varietà connota anche le
coreografie originali firmate Agnes De
Mille (allora
al suo debutto nel musical
a Broadway):
esprimono eccezionale ricchezza, acrobazia, vitalità
e incantano il
pubblico con
pericolosi
salti, numeri
d’abilità
dei
cowboy e l’eleganza e giocosità dei balli
delle ragazze.
La
trama
è incline a
un’evoluzione
scenica ricca
di musiche e coreografie:
l’avventurosa e romantica storia d’amore fra la
giovane Laurey Williams
e il cowboy Curly McLain
si svolge infatti soprattutto durante un ballo particolarmente turbinoso.
Oklahoma! replicherà
alla Sala Assicurazioni
Generali del Politeama
Rossetti fino a domenica 28 novembre: sabato
e domenica le recite saranno pomeridiane, con
inizio alle ore 16, e serali,
alle ore 20.30
c.s.
Giornata Mondiale della Gentilezza, un’occasione per tutti
Si è svolta il 13 novembre scorso la Giornata mondiale della gentilezza, promossa dal WKM (Movimento Mondiale per la Gentilezza), gruppo lanciato
ufficialmente a Singapore nel 2000 alla sua terza conferenza. Il festeggiamento, che è passato in sordina, aveva
come obiettivo la diffusione della gentilezza, del senso
civico, del rispetto profondo delle regole, della cosa pubblica, dell’ambiente e delle persone, nel quadro di una
più armoniosa convivenza civile tra gli uomini di virtute
e conoscenza.
Il biglietto italiano per i festeggiamenti, che si poteva
stampare per l’occasione e consegnare a chi si
voleva, recava la seguente scritta: “Un tuo
grazie per la piccola gentilezza, che ti ho
riservato, è già troppo. A me basta la
soddisfazione intima che sento quando mi capita di aiutare il prossimo
o quello che provo rispettando i
miei concittadini, la cosa pubblica,
le regole e i doveri”. Queste parole
possono sembrare forse quasi ridicole, se confrontate a quelle usate
dai partecipanti della trasmissione
del GF (trasmissione televisiva del
Grande Fratello), ma la scurrilità dei
loro dialoghi non può e non deve prevalere. La gentilezza reclama la sua rivincita e il biglietto di ringraziamento proseguiva con altre frasi “Guardati attorno: c’è sempre
qualcuno che ha bisogno e non ti chiede nulla. Aiutalo!
Proverai la stessa profonda soddisfazione che provo io
in questi momenti. Diventa anche tu attore di gentilezza
e contribuisci a propagare questa idea, passando questo biglietto a colui che, per il tuo atto gentile, ti dirà
grazie”.
Nel dizionario delle buone maniere oggi ci troviamo
spesso inserite delle parolacce, sinonimo di cattiva educazione, pronunciate dai ragazzetti con aperto tono di
sfida e fin troppa disinvoltura. Erasmo da Rotterdam
(Geert Geertsz 1466-1563) ha dedicato la sua opera “La
civiltà puerile” a un ipotetico percorso di bon ton rivolto ai bambini. L’idea non è banale, il suo testo, infatti,
è rimasto alla base della pedagogia europea sino alla
fine XIX secolo. Il comportamento “infantile” andrebbe
ancor indagato, per la sua spontaneità e schiettezza, da
non confondesi con rozzezza e ignoranza generati dai
modelli negativi. Il galateo indica uno stile di comportamento rispettoso, che consente di entrare in tutti gli
ambienti, di sentirsi benvoluti e a proprio agio ovunque,
il che è frutto di una gentilezza interiore. La buona educazione non è stucchevole e non dovrebbe mai passare
di moda, perché è un obbligo nei confronti di noi stessi
e degli altri.
Il WKM dà dei suggerimenti, delle idee, a chi
non ne ha, su cosa fare di gentile. Per persone che si conoscono: lasciate loro un
regalo inaspettato; fate la “danza della
gioia” per un amico; scrivete una poesia
o un racconto per qualcuno che amate.
Per persone che non si conoscono: iniziate una conversazione
con una persona anziana sul
bus; abbracciate le prime tre
persone che vedete; pagate al
posto di una persona che sta
dopo di voi in fila. Gentilezze per il mondo: spedite una
lettera di ringraziamento a chi fa
del bene per l’ambiente; piantate un
alberello da frutto nel parco; cucinate
cibo biologico. Per voi stessi: giocate con
persone sconosciute nel giardino; sbarazzatevi
di qualcosa a cui tenete; scrivete un messaggio
positivo e lasciatelo in un bar (affinché qualcuno lo scopra). Provare per credere: la gentilezza
è contagiosa!
Un esempio di buone pratiche ci viene da Reggio Emilia, e diteci voi se non sarebbe bello condividerlo anche
a Trieste. L’Amministrazione pubblica ha pensato di
proporre una campagna contro la “mala educaciòn”,
invitando gli avventori del centro e il popolo della notte a non sputare, non orinare all’aperto, raccogliere gli
escrementi degli animali, non abbandonare bottiglie e
altri rifiuti, non imbrattare o danneggiare arredi urba-
ni, non gridare nelle ore notturne. La campagna è stata
distribuita tramite pubbliche affissioni, spot radiofonici
e televisivi, sull’onda dello slogan “Reggio è casa tua”.
Nel 2009 il Comune aveva già speso 95 mila euro per
il lavaggio, la pulizia delle strade e la cancellazione dei
graffiti dai muri, tanto per far capire che i maleducati
non solo infastidiscono, ma addirittura costano.
Il comitato italiano del WTM, nato a Parma nel 2001,
sottolinea alcune azioni che dimostrano cura nella cortesia verso l’altro: attenzione e disponibilità verso il prossimo, osservanza delle leggi e delle regole vigenti, attaccamento e difesa della famiglia, impegno e attivismo
nella vita quotidiana, fiducia e progettazione del futuro,
equilibrio tra sentimenti e ragione, apertura del cuore e
della mente, amore e divulgazione della cultura, conoscenza e rispetto per le tradizioni e l’ambiente. Il movimento italiano della gentilezza organizza aperitivi culturali, collaborazioni con riviste ed enti, premi speciali e
raccolte di fondi. Lodevole è
il concorso “diario della gentilezza” valido nelle scuole
di ogni ordine e grado. Prevede premi per le migliori
frasi riportate dagli studenti
sui loro compagni di classe. In un “Diario di classe”
(che può essere un semplice
raccoglitore a ganci) vengono inserite mensilmente le
segnalazioni (nomination).
Ogni segnalazione consiste
in un foglio in cui compare
il nome del compagno segnalato, il gesto o comunque
il motivo della segnalazione in breve sintesi e il nome
dell’alunno autore della segnalazione stessa. Calcolando ottimisticamente una segnalazione al mese per ogni
alunno, considerando 25 alunni circa per ogni classe, si
può arrivare alla raccolta di ben 175-200 pagine di diario della gentilezza. Non mi resta che concludere ringraziando te che hai letto questo mio articolo.
Nuria Kanzian
il tuono q 21
CULTURA
Sabato, 27 novembre 2010
a partire da martedì 30 novembere un ricco programma accompagnerà i triestini alla scoperta della bellezza poetica
XIII Festival Internazionale della Poesia
Il Festival Internazionale della
Poesia è espressione e parte di un progetto volto a ridare a Trieste il respiro
internazionale che aveva in ambito letterario, ridiventando così un crocevia culturale prezioso per tutti.
Sono stati selezionati i vincitori dei
diversi premi per il 2010: Ion Deaconescu (Romania) per il Premio Internazionale Trieste Poesia, Sabrina
Mori Carmignani (dal tedesco) per
il Premio Gerald Parks alla Traduzione
e Rade Siljan (Macedonia) per il Premio Anthares “Un Poeta per la Pace”. È
prevista inoltre la presenza dei poeti Boris Vishinski (Macedonia) e Tal Nitzán
(Israele). All’interno del festival si svolgerà inoltre il 5th Trieste International Poetry Slam, in collaborazione con
l’associazione Nadir Pro e gli Ammutinati, con altri ospiti internazionali.
Anche la musica accompagnerà le
giornate del festival, con i concerti dei
cantautori Giulio Casale e Massimo
Zamboni.
Questo il programma della manifestazione: martedì 30 novembre, ore
18.30, presso il Museo Carlo e Vera
Wagner (via del Monte 5 -7) Poesia da
Israele in collaborazione con la Comunità ebraica di Trieste. Tal Nitzán leggerà le proprie poesie tratte da Architettura
d’interni, la sua prima pubblicazione in
Italia. Presenta Gaetano Longo.
Giovedì 2 dicembre, presso lo Stabilimento Ausonia, Riva Traiana 1
5th International Trieste Poetry
Slam in collaborazione con Nadir Pro e
gli Ammutinati. Alle ore 19.30 OPEN
MIC, competizione aperta per la selezione dei tre poeti che gareggeranno allo
slam con i poeti ospiti. Alle ore 20.30
INTERNATIONAL TRIESTE POETRY SLAM: EmCee: Maurizio Benedetti
& Matteo Danieli. Cash Prize: 200 euro.
Alle ore 21.30 MASSIMO ZAMBONI
in concerto: il musicista (ex CCCP e CSI)
e scrittore presenta Tre motivi di saggezza.
Venerdì 3 dicembre alle ore 17.00,
presso il Caffè Tommaseo, piazza
Tommaseo 4/c, Pacem in progress in
collaborazione con il Salotto dei Poeti.
Antologia poetica a favore
dei bambini orfani della
Tanzania, presentata da
Carla Carloni Mocavero.
Sarà presente il missionario laico Claudio Turina
Alle ore 20.30, presso
Stabilimento Ausonia,
Riva Traiana 1, Letture
dei poeti ospiti Ion Deaconescu (Romania), Rade
Siljan (Macedonia), Tal
Nitzán (Israele), Boris Vishinski (Macedonia), Mary
B. Tolusso. A seguire, alle
ore 21.00, Intrusioni musicali con Christian Sinicco e i Baby Gelido, Maria Teresa Atzori e il Circolo di
Jambo Gabri. Alle ore 21.45 GIULIO
CASALE in concerto: già frontman del
gruppo rock Estra nonché scrittore (Pre-
Progetto Trieste Poesia
All’estero, quando si parla di letteratura, Trieste assume una luce
particolare, perché la si conosce attraverso gli occhi di quelli che furono
suoi grandi cantori come Rilke, Joyce,
Kosovel e Saba.
Eppure non esisteva a Trieste nessuna manifestazione capace di richiamare i grandi nomi del panorama
letterario internazionale e più specificatamente poetico.
Il Festival Internazionale della
Poesia nasce dalla volontà di far rifio-
dotArt e l’arte come punto di partenza
La giovane dotART, associazione culturale nata a dicembre 2009,
ha già portato a termine numerose
iniziative in ambito culturale, specializzandosi
nell’organizzazione di mostre e
concorsi inerenti
al mondo della
fotografia semi
professionale e
d’autore.
In brevissimo
tempo dotART
ha raccolto oltre
centocinquanta
iscritti, a Trieste
e nel resto d’Italia, grazie all’appoggio di soci e
sostenitori.
Le
iniziative svolte finora
hanno portato a
un’ampia visibilità della stessa associazione, partendo dalla mostra/concorso fotografico
II mostra collettiva dotART , con
premi ai fotografi e votanti, che ha
avuto luogo nel periodo di febbraio
e marzo 2010 grazie all’esposizione
delle opere presso un raffinato bar
buffet di Trieste.
Accanto a questa iniziativa, dotART si è impegnata nell’organizzazione di un altro concorso fotografico
dal titolo Urban – Immagini di vita
quotidiana della città per tutto il
mese di febbraio 2010, che mirava a
cogliere scorci, persone, volti e strade della città in generale, premiando,
anche in questo caso, fotografi vincitori (l’evento verrà riproposto nuovamente nel corso del 2011).
mio Grinzane Cavour), il cantautore presenterà il proprio repertorio da solista
Sabato 4 dicembre, presso il Caffè
Teatro Verdi, in piazza Verdi 1/b, alle
ore 18.00 Preludio musicale, concerto
di musica barocca con Simone Pansolin
alla tromba e alla chitarra barocca. Alle
ore 18.30 Miniature, presentazione
della raccolta poetica di Simone Pansolin a cura di Fabio Russo. Alle ore 19.30
Consegna ufficiale dei Premi: Ion Deaconescu (Romania) 12° Premio Internazionale Trieste Poesia; Sabrina
Mori Carmignani (dal tedesco) 7° Premio Gerald Parks alla Traduzione; Rade
Siljan (Macedonia) 7° Premio Anthares
“Un poeta per la pace”. L’attore Maurzio Zacchigna leggerà le poesie di Ion
Deaconescu. Per maggiori informazioni
www. www.triestepoesia.org.
c.s.
dotART però non si è fermata solo e il territorio, concorso fotografico
che vuole coinvolgere tutti gli intea Trieste.
Con la mostra fotografica Sguar- ressati a cogliere scorci e attimi della
di artistici sulla gioia dell’infanzia città negli ultimi dieci anni. Le foto si
(giugno – luglio possono presentare dal 15 novembre
2010), l’associa- fino al 31 dicembre 2010.
Poco a poco, quindi, l’immagine
zione si è inserita in un contesto dell’associazione ha iniziato a cresceeuropeo, affian- re; concentrando il proprio interesse
candosi ad as- soprattutto sulla fotografia, ma non
sociazioni come solo. dotART organizza corsi di diArcoiris – Onlus segno con professionisti, seminari di
di Trento e Sztuk scrittura collettiva e di scrittura cre–
Swiadomosc ativa. dotART, dopo aver partecipae Biesko Biala to alla realizzazione del reading Re(Polonia) in oc- Beat – La notte dei Beatnik viventi
casione della Fe- (una serata di musica, immagini e
sta del Bambino letture sulla cultura beatnik, tenutasi
( I n t e r n a t i o n a l presso il club Zyp di Trieste), proporChildren’s day). rà serate di lettura di testi dalla prosa
L’iniziativa si è alla poesia, in modo da coinvolgere
svolta in un cli- un pubblico sempre maggiore, metma di impegno tendo al centro l’amore per l’arte, in
sociale nella rac- tutti i suoi punti di appartenenza.
Francesca Schillaci
colta di fondi per
Staff dotART
i bambini di strada del Brasile. dotART si propone
di ampliare i suoi
orizzonti culturaMercoledì 1 dicembre alle ore 19.00 avrà
li in questa direinizio la mostra fotografica Il Grande Sogno di
zione, attraverso
Carlo Pacorini e Francesca Schillaci presso la Cafi contatti con alfetteria Goppion inVia S. Lazzaro, Trieste.
tri paesi europei
Il fotografo triestino presenterà scatti degli USA,
finalizzati
alla
prediligendo la città di New York in determinate
collaborazione e
circostanze; ad affiancare le immagini ci saranno
allo scambio recialcuni testi di scrittura creativa che affronteranno
proco di mostre.
varie tematiche, nel tentativo di creare un crossover
Attualmente
di due forme d’arte diverse.
dotART, con la
La mostra rimarrà allestita fino alla fine di gencollaborazione
naio 2011.
della Provincia,
Durante la serata ci sarà un piccolo buffet offerto
ha organizzato e
dalla Caffetteria Goppion e la possibilità di interasta lavorando per
gire con gli stessi artisti e tutti i soci dotART.
Trieste – La città
rire il contatto tra la città e la poesia
internazionale e realizzare l’ambizioso progetto di rivedere Trieste
come principale crocevia letterario
d’Europa.
Il Premio Internazionale Trieste Poesia è un riconoscimento per
l’opera di autori che hanno contribuito alla grande poesia internazionale.
Le altre menzioni del festival sono il
Premio Gerald Parks alla Traduzione
e il Premio Anthares “Un Poeta per la
Pace”.
Francesca Reggiani
al Teatro Bobbio
Venerdì 3 dicembre
alle ore 21.00 al Teatro
Orazio Bobbio in via del
Ghirlandaio, 12 andrà in
scena lo spettacolo Tutto
quello che le donne
(non) dicono di Valter
Lupo, Francesca Reggiani
e Gianluca Giugliarelli con
Francesca Reggiani. La
regia è di Valter Lupo.
Francesca Reggiani ci
regala con la sua inimitabile verve comica una
serie di riflessioni sugli
argomenti di attualità più
disparati per passare alle
tematiche che riguardano
i sentimenti, l’amore e
la vita di coppia. Di qui
i racconti di donne, che
dopo anni di Deserto Dei
Tartari, non trovando un
uomo degno di questo
nome, sono disposte
anche a cambiare religione, nel tentativo di sturare il tappo di solitudine
che spesso le accompagna
da anni. L’amore è una
cosa meravigliosa?
Per
informazioni
Teatro Orazio Bobbio, via
del Ghirlandaio, 12 tel.
040.948471 e-mail [email protected] www.
contrada.it
c.s.
22 q il tuono
VIAGGI
Sabato, 27 novembre 2010
È bianco il capodanno brasiliano
Per la notte di San Silvestro gli abitanti di Rio de Janeiro si vestono con il colore della luce. E la festa sembra non finire mai
Traffico chiuso sulle
strade principali di Rio: il
pomeriggio del 31 la città
é in vibrante attesa e i rumori quotidiani vengono
coperti dai primi “botti”
che annunciano l’avvicinarsi della grande festa:
per raggiungere l’immensa
spiaggia che si snoda tra
Copacabana e Ipanema si
può chiamare un taxi – con
grande anticipo – o prendere il metrò, se ci si é già
muniti di biglietto almeno
il giorno prima…perché il
31 dicembre i biglietti sono
razionati, venduti in quantità enorme ma limitata,
per permettere ad un fiume
di persone di muoversi in
sicurezza: organizzazione
ottima per gestire lo spostamento e soprattutto la
festa della “Cidade Meravilhosa”, Rio de Janeiro,
la seconda città più grande
al mondo. Ed é davvero un
fiume in piena quello che
attraversa la città, un fiume
che con la sua corrente trascina dal metrò alla spiaggia oltre due milioni di persone che, con il consueto
ritmo lento brasiliano, si
spargono sul lungomare,
riempiendo ogni spazio
vuoto tra palme, baracchini
di bibite e venditori ambulanti.
Poco prima di mezzanotte, di fronte all’oceano,
quel mare di gente inizia a
ballare e due milioni di sorrisi e di voci si mescolano al
conto alla rovescia del “Reveillon”, la festa che ogni
anno offre uno spettacolo
incredibile di “bombou”:
tonnellate e tonnellate di
fuochi d’artificio colorano
il cielo specchiandosi nel
mare. Ma il vero spettacolo
lo fanno, come sempre accade, i carioca, gli abitanti
di Rio. Tra la schiuma delle onde sul bagnasciuga e
le palme che delimitano la
spiaggia separandola dalla
grande Avenida Atlantica, non si riesce a vedere
nemmeno un granello di
sabbia, tante sono le persone che vi si accalcano, e lo
sguardo si perde ad ammirare quella folla immensa
di corpi danzanti. E tanto
più affascinante é lo spettacolo, perché la grande maggioranza dei brasiliani per
la notte di Capodanno usa
vestirsi di bianco, colore di
luce e di pace, dando risalto al colore della pelle, che
qui in Brasile ha sfumature
infinite, dal nero più nero al
bianco latte passando per
tutte le tonalità del cioccolato e del caffè: splendido
ed umanissimo risultato
di mescolanze di razze e di
popoli che hanno dato vita
alla gente di questo immenso paese, incredibilmente
varia eppure singolarmente
brasiliana. Brasiliana soprattutto
nel modo di ballare, perché quando
la musica inizia, il
ritmo prende il sopravvento e sembra muovere esso
stesso le persone:
lo si può dire con
certezza, non è dal
cervello che i corpi
dei brasiliani si lasciano comandare!
Ma il Capodanno in Brasile non
è soltanto la festa del nuovo anno che arriva e di uno
vecchio che se ne va: Rio de
Janeiro nella notte del 31 dicembre festeggia anche Iemanjà, la dea del mare, dea
africana che in seguito alle
deportazioni degli schiavi
nelle piantagioni brasiliane
è entrata a far parte della
religione, che in Brasile si
dice essere cattolica, ma in
realtà è un colorito sincre-
tismo di diverse
ed antiche credenze. I colori di
Iemanjà sono da
sempre il bianco e l’azzurro ed
è per questo che
in passato, quando i culti africani
erano
proibiti,
la gente adorava
l’immagine della
Madonna, “Nossa
Senhora”, identificandola con la
dea del mare. Ed
ancora oggi i brasiliani festeggiano a modo loro questa dea, gettando in mare
fiori bianchi, preferibilmente fiori di palma. Ma chi ha
desideri speciali per l’anno
nuovo non si limita ad offrire i fiori e lascia in balia
delle onde una piccola barchetta carica di doni speciali quali profumi, specchi
e gioielli, oggetti cari a Iemanjà, dea bellissima e vanitosa: se il mare porta via
la barchetta, significa che la
dea ha apprezzato i doni e si
prodigherà per realizzare il
desiderio, scritto su un pezzetto di carta e nascosto tra
le offerte; se invece le onde
restituiscono il prezioso carico alla terra, la preghiera
non verrà esaudita. Ma i
brasiliani, si sa, sanno essere allegramente esagerati: per avere maggiori pro-
babilità che i loro desideri
vengano esauditi, hanno
ancora una tradizione….di
riserva, meno religiosa ma
molto divertente: saltare
sette onde che si infrangono
sul bagnasciuga, allo scoccare della mezzanotte. La
prudenza non è mai troppa!
Esauriti tutti i riti e
le scaramanzie e fatti gli
auguri per un “bom ano
novo”, le tradizioni lasciano spazio ad una lunga
notte di festa: il meglio
della musica techno, trance, house dell’anno appena
trascorso ed un’infinità di
bicchieri di caipirinha fan
fare i primi passi... di danza nel nuovo anno. Che non
potrebbe iniziare in modo
migliore!
Chiara Meriani
“Saugi!”. Brindisi tropicale
al sapore di cachaça
Ricavata dalla canna da zucchero, la cachaça,
un liquore forte e dolce, è la bevanda nazionale
brasiliana. Chiamata anche “agua ardente”, viene
utilizzata per creare gustosissimi cocktail, come la
caipirinha, a base di succo di diversi agrumi. Specialissima la cachaça “mel e limao”, mescolanza
magica tra la dolcezza del miele e l’asprezza del
limone.
Proposte di turismo responsabile in Brasile
to splendido davvero. Nei
giorni seguenti si visita il
quartiere bohemienne di
Santa Teresa, risalendo la
collina con il caratteristico
bondinho (che assomiglia
al nostro tram de Opcina!); e il quartiere popolare e vivacissimo di Lapa, a
ritmo samba. Poi la visita
ai progetti dell’associazione Beneficente Amar con
partecipazione alle attività
del centro di accoglienza;
la visita allo stadio Maracanà e infine al centro con
i musei e la cattedrale.
L’itinerario prevede la
presenza di un accompagnatore locale.
www.planetviaggi.it
Planet propone viaggi nelle
bellezze naturali dell’immenso paese e la visita dei luoghi storici più
famosi, ma anche incontri con le
comunità Indios e la scoperta del
sincretismo religioso.
La prossima partenza é prevista
per il 19 dicembre, con rientro il 2
gennaio: ma ci si può accordare
per altre date e per un minimo di
due viaggiatori.
Il viaggio a Rio inizia con la
visita alla Casa di Maria situata
a Grajaù - dove si alloggia - e la
scoperta dei suoi progetti sociali. Poi si prosegue con la visita al
famosissimo Cristo Redentor, alla
Floresta de Tijuca e al Pao d’Açucar da cui si ammira un tramon-
Viaggi Solidali propone un viaggio di turismo
responsabile davvero intenso,
non solo per i contenuti turistici
veramente ricchi ma anche per
le tante occasioni di incontro e
approfondimento con persone e
associazioni che operano per lo
sviluppo del territorio locale su
vari fronti: da quello ambientale, al sociale, al culturale. Come i
volontari dell’ONG torinese CISV,
che da anni stanno accanto a chi
vive nella periferia di Rio de Janeiro cercando di contrastarne la
favelizzazione, attraverso lo sviluppo degli orti famigliari con tecniche di agricoltura sostenibile, il
sostegno alle cooperative agricole
per la coltivazione della terra e la
commercializzazione dei prodotti.
Sempre in queste aree, CISV lavora a fianco delle associazioni locali
che cercano di creare un tessuto
sociale coeso, soprattutto a beneficio dei più giovani.
Nei dintorni di Rio si va a visitare il Parco Nazionale Serra
do Orgaos e le splendide cascate
di Iguazu. Il viaggio poi prosegue per Silves e prevede alcuni giorni in Amazzonia e diversi giorni a Salvador de Bahia.
Il viaggio solitamente si svolge in
estate.
www.viaggisolidali.it
il tuono q 23
SPORT
Sabato, 27 novembre 2010
Gli alabardati al Rocco affrontano il grosseto, una diretta rivale alla salvezza, mentre continua l’astinenza dal gol
La Triestina in cerca della vittoria
La Triestina soffre in attacco e neanche
contro il Sassuolo, ultimo in classifica, riesce a trovare la via del gol. Un problema
da risolvere quanto prima intervenendo
sul mercato di riparazione a gennaio, alla
ricerca di un bomber esperto o almeno da
doppia cifra onde evitare
brutte sorprese nel proseguo del torneo cadetto.
Nelle ultime sette partite disputate, a parte la
parentesi vittoriosa di Livorno, la squadra non ha
trovato la via del gol confermando così il primato
negativo di avere il secondo peggiore attacco della
serie B con 13 reti all’attivo (solo il neopromosso
Portogruaro ha fatto peggio con 12 gol realizzati). Il
tecnico Iaconi ha prevalentemente utilizzato Godeas e Marchi: il primo nonostante le difficoltà dovuta dalla poca assistenza ricevuta dal centrocampo ha siglato 4
reti, mentre il secondo non essendo un
vero e proprio uomo d’area è andato in
gol per 3 volte. Della Rocca è stato impiegato poco, ma da quanto dimostrato in
passato non ha la vena realizzativa di un
marcatore che trova la via del gol con una
certa frequenza, nonostante sia dotato di
una buona tecnica individuale.
In attesa di qualche
mossa sul mercato da parte della società a gennaio
rimane da giocare la carta
Longoni: l’argentino nelle poche volte che è stato
messo in campo ha dimostrato degli ottimi spunti.
La Triestina già da oggi
pomeriggio (fischio d’inizio fissato alle ore 15, stadio Rocco) dovrà cercare
la via della vittoria contro
il Grosseto, diretta avversaria nella lotta
salvezza. I toscani non se la passano affatto bene visto che attualmente ricoprono la terzultima posizione in classifica
assieme al Piacenza e all’Ascoli (penaliz-
zato di 3 punti).
In settimana la società ha risolto consensualmente il contratto con il direttore
sportivo Andrea Iaconi (fratello del mister
alabardato Ivo), al suo posto è subentrato
Antonino Imbroglia ex ds del Piacenza e
attuale proprietario del Kas Eupen, formazione militante nella massima divisione belga. Il tecnico Moriero (contestato a
fine partita contro l’Albinoleffe dal presidente Camilli), dovrà fare a meno degli
squalificati Alessandro e Freddi.
Qualche problema per l’infermeria alabardata: si spera di recuperare in extremis Malagò e
Filkor entrambi alle prese
con dei problemi alla caviglia, mentre Brosco è ancora ko dopo l’infortunio
accorsogli nella partita disputata con la maglia della
nazione under 21 del neo ct
Ciro Ferrara. Tempi lunghi di recupero invece per
il portiere Colombo e per
Scurto che dovrà sottopor-
si a breve ad un intervento. I precedenti
storici nella serie cadetta al Rocco vedono
2 vittorie alabardate, nessun pareggio e 1
vittoria del Grosseto.
Questo il programma della diciassettesima giornata del girone di andata della
serie B: Atalanta – Livorno, Crotone –
Vicenza, Empoli – Sassuolo, Frosinone
– Ascoli, Modena – Cittadella, Padova –
Varese, Pescara – Portogruaro, Piacenza
– Torino, Reggina – Albinoleffe, Siena –
Novara.
Denis Locoselli
Per il Kras Repen partita rinviata a causa della pioggia
Viaggio a vuoto per la prima squadra
del Kras Repen in occasione della dodicesima giornata del girone C della serie
D. La partita in programma a Montecchio Maggiore è stata rinviata a causa
del campo reso impraticabile dalla pioggia.
Le due squadre hanno effettuato il
canonico riscaldamento e poi i due capitani hanno effettuato il tradizionale sopralluogo assieme all’arbitro per vedere
se la palla rimbalzava regolarmente. Il
terreno viscido e il fango hanno sconsigliato la disputa dell’incontro, che sarà
recuperato mercoledì 1 dicembre anche
perchè mercoledì 8 dicembre ci sarà un
turno infrasettimanale di campionato.
Per i carsolini tale recupero rappre-
senterà l’occasione ideale per conquistare la vittoria e dare così una decisa spallata a una diretta rivale per la salvezza. I
veneti sono ultimi in classifica con 7
punti assieme al Montebelluna
e stanno dietro a Torviscosa
(8 punti), Belluno (9), Opitergina, Kras Repen e Città
di Concordia (11) nonchè
Este (14). Ricordiamo che
al termine dei 34 turni in
programma retrocederanno
le ultime tre.
Intanto domenica 28 dicembre
il Kras ospiterà - alle 14.30 a Rupingrande - il Chioggia Sottomarina, settimo in
graduatoria a quota 20. L’allenatore in
seconda Valter Ridolfi (vice di Marino
Tergeste Pallanuoto al via
È iniziata ufficialmente la stagione
sportiva della Tergeste Pallanuoto, la seconda società di waterpolo della nostra
città.
Il sodalizio triestino, dopo la grande
annata d’esordio culminata con il primo posto nel campionato di serie D,
si appresta a vivere un 2010/2011
di notevole impegno. La prima squadra, infatti, prenderà
parte al difficile campionato
di serie C con una formazione dall’età media molto bassa
(intorno ai 20 anni), ma composta da elementi di qualità e
dalle ottime prospettive di crescita.
Il ruolo di portiere titolare sarà affidato
a Giovanni Vannella, per due anni consecutivi il secondo della Pallanuoto Trieste
in serie A2. Il gruppo sarà puntellato dagli esperti Verh, Colino, Bonetta, Maver,
Ulessi e Liggeri, rinforzato dall’innesto
del centroboa goriziano Mattia Namar
(anche lui traghettato dalla Pallanuoto
Trieste) e arricchito dalla freschezza atletica dei giovanissimi Udovicic,
Pajero, Mameli, Bastiancich, Ravalico e Stefano Giorgi (in doppio tesseramento con la Pallanuoto Trieste).
Stessa formula per l’ultimo nuovo
innesto, l’attaccante mancino Matteo
Degrassi, una delle migliori promesse
della waterpolo giuliana, il cui compito è quello di fare esperienza in ottica
serie A.
Il primo impegno agonistico della
Tergeste Pallanuoto era fissato per il 10
novembre, quando la squadra allenata
da Janez Vodopivec ha affrontato nella
piscina di Capodistria l’Oljimpia Lubiana
nella prima giornata della Lega Slovena,
difficile campionato a cui prendono parte
tutte le più forti squadre della vicina
repubblica e la blasonata formazione croata del Medvescak
Zagrabia.
L’esordio è stato positivo:
dopo un avvio contratto è arrivato un successo per 15-4.
Un torneo che risulterà utilissimo per la crescita dei giovani
della Tergeste Pallanuoto. La società del presidente Giacomini e del dirigente Piero Bonetta schiererà anche una
formazione Under 15, nella quale sono
stati inseriti anche i migliori talenti della
Pallanuoto Trieste, e l’Under 17 “B” che
sarà diretta in panchina dal tecnico Beppe Bergamasco.
m.la.
Kragelj sia in prima squadra sia tra gli
juniores nazionali) afferma: «Ogni partita è una battaglia: noi stiamo bene e ci
siamo allenati bene, scherzando anche molto».
Gli juniores nazionali, invece, sono reduci dal 4-0 casalingo inflitto al Città di Concordia, un risultato utile per
dimenticare le tre precedenti
sconfitte consecutive. I biancorossi sono stati trascinati
dal bomber Martini, entrato
nella ripresa e autore di una doppietta nonchè dell’assist per il gol di Nardini. Il 3-0 è stato siglato da Menichini.
Con gli under ha giocato come fuoriquota il “veterano” Marco Sessi, bisogno-
so di ritrovare il passo giusto (perso per
colpa del lavoro). Accanto a lui sono scesi
in campo alcuni ragazzi che sono nel giro
della prima squadra quali Dragosavljevic, Latin, Fronzo, Menichini e Davanzo.
E ora gli juniores nazionali giuliani sono
attesi dal derby esterno con la Sanvitese,
in programma sabato 27 novembre alle
14.30. I pordenonesi hanno sei punti in
meno dei loro prossimi avversari, sesti a
cinque lunghezze dalla vetta.
Da segnalare, infine, un match interessante sul versante del campionato
Primavera: domenica 28 la Triestina
ospiterà - alle 10.30 a Visogliano - la
quotata Inter, quarta forza del raggruppamento B.
Massimo Laudani
La Pallacanestro Trieste vince
La Pallacanestro Trieste
vince sul filo di lana contro il
Recanati per 67 a 64 e incassa il secondo successo consecutivo.
La difesa ha retto bene,
ma i problemi si sono avuti
in attacco per tre quarti di
gara con percentuali insufficienti in fase di realizzazione: gli uomini di coach
Dalmasson hanno dovuto
soffrire sino a 7 decimi di secondo dalla fine per scongiurare il pericolo di andare ai
tempi supplementari, grazie
al determinante canestro di
capitan Bocchini.
Il Recanati, dopo il cambio tecnico avvenuto in settimana, ha dimostrato grande
affiatamento non meritando
almeno per quanto visto al
PalaTrieste l’ultima posizione in classifica con Pederzini
(autore di 24 punti) e Mei
(13 punti) in evidenza. Nonostante la pessima percentuale nel tiro da 3 punti (solamente 1 su 17) rispetto alla
trasferta di Pavia, alla fine i
2 punti raccolti fanno sicuramente morale, nonostante
l’Acegas abbia disputato l’incontro non al meglio viste
le non perfette condizioni
di Maiocco e Moruzzi, con
capitan Bocchini al rientro
dopo una lunga assenza dovuta a malattia.
Capitolo Lenardon: il play
senese nei giorni scorsi ha
definito la risoluzione consensuale del contratto con la
società giuliana accasandosi
a Massafra, nel girone B del
campionato di serie A dilettanti, dove ha raggiunto l’ex
coach biancorosso Bernardi
e Scarpon. Con l’arrivo di
Leo Busca, il giovane regista ricopriva un minutaggio
minore, di conseguenza la
voglia di giocare lo ha spinto
a prendere la decisione di lasciare il capoluogo giuliano.
Tornando al basket giocato, domani pomeriggio
l’Acegas sarà di scena al palasport “Alessio Baldinelli”
di Osimo contro la cenerentola del campionato. Per
quanto espresso di positivo
dalla formazione triestina
in trasferta, questa è sicuramente un occasione da non
perdere per allungare la serie di risultati positivi contro
una formazione che sino ad
ora ha raccolto una sola vittoria.
Di seguito il calendario
completo della decima giornata di andata del campionato di serie A Dilettanti girone
A: Bitumcalor Trento – Liomatic Perugia, Paffoni Omegna – Copra Morpho Bakery
Piacenza, Consum.it Siena
– Pentagruppo Ozzano, La
Fortezza Recanati – Centrale del Latte Brescia, Zerouno Moncalieri S.Mauro
– Co.Mark Treviglio, Garda
Cartiere Riva – SBS Castelletto, Pallacanestro Pavia –
Goldengas Senigallia.
D.L.
24 q il tuono
SPORT
Sabato, 27 novembre 2010
Borut Ban è figlio di Marko Ban, uno dei giocatori più incisivi della pallacanestro della minoranza slovena del passato
Lo Jadran nella serie C Dilettanti
Viaggiando nello sterminato universo
della pallacanestro, non bisogna dimenticare che alla base dei vari campionati nazionali (Serie A, LegAdue, A
Dilettanti), ci sono anche
altre categorie che forniscono spesso la “linfa vitale” alle serie superiori.
Sono quei campionati
definiti “nazionali” che
si suddividono in gironi
e che spesso assommano due o tre regioni diverse: questa settimana
parliamo della Serie C
Dilettanti e, più nello
specifico, del Girone C
veneto-friulano. In questo concentramento, infatti, si ritrovano squadre
della provincia di Padova, Treviso ma anche Borut Ban
formazioni come San Daniele del Friuli, Codroipo, Udine: a rappresentare Trieste, invece, c’è lo Jadran Qubik
Caffè, massima espressione della pallacane-
stro dell’altipiano carsico.
Lo Jadran è una società storica, che ha
trascorsi anche in B Dilettanti: presieduto
da Adriano Sossi, il club
carsolino si caratterizza per la presenza quasi
esclusiva di atleti della
minoranza slovena, pure
se quest’anno sono arrivati due “italiani” come
la guardia Lucio Tomasini (190 cm, 1974, diverse
esperienze fra A2 e B2) e
Maurizio Cohen (188 cm,
1981, play/guardia che
ha giocato molti anni in
A Dilettanti) a rinforzare
il telaio.
L’allenatore è un simbolo del basket carsolino,
ovvero Walter Vatovec:
con la sua disciplina rigida ed i suoi atteggiamenti coloriti, sta guidando una delle realtà più
piccole della C Dilettanti ad un campionato di alto livello. Al momento lo Jadran è
Per chiudere il gruppo, una citazione
infatti terzo in classifica, con un bilancio di
cinque vittorie e tre sconfitte di fronte agli va fatta anche al tiratore Christian Slavec,
squadroni veneti e friulani, che possono bombarolo micidiale, all’ala Sasa Malalan,
disporre di molte più risorse economiche atletico giocatore che sa uscire dalla panrispetto alla squadra carsolina: da segnala- china e giocare due ruoli, ed infine al cenre, oltre alla presenza di alcuni veri e propri tro Matteo Marusic, unico oltre i due metri
“senatori” dello Jadran come il playmaker dello Jadran: sta confezionando una delle
classe 1972 Dean Oberdan e l’ala del 1977 migliori stagioni della carriera ed è uno dei
Peter Franco, rimbalzista vertiginoso a di- motivi per il quale questo Jadran sta viagspetto dei 197 centimetri d’altezza, anche un giando ad alti livelli in una categoria che, in
nome che spicca nel roster del Qubik Caffè. pre-stagione, sembrava dovesse riservare ai
Stiamo parlando di Borut Ban, play/ ragazzi di Vatovec molte sofferenze per otguardia di 192 cm del 1992: Ban? Un nome tenere la salvezza.
In realtà non è stato così,
che dirà più di qualcosa ai
perchè
come insegna Vatonostalgici della pallacaneLa società carsolina
vec “il lavoro paga”: allenastro. Il giovane giocatore
si sta comportando
menti duri e costanti, grandello Jadran è infatti fibene, trascinata da
de applicazione difensiva e
glio di quel Marko Ban che
un figlio d’arte
basket disciplinato. Questa
ha rappresentato uno dei
la dottrina impartita dal
giocatori più incisivi della
pallacanestro della minoranza slovena del coach dello Jadran,che grazie anche al suppassato: Borut ha ereditato le capacità del porto della società e di una tifoseria appaspadre, se sta conducendo un campionato da sionata e sempre al seguito nella palestra
vero veterano in questa C Dilettanti (quasi della Polisportiva Opicina, sta ottenendo
34 minuti di media in campo con 13.5 punti dei buonissimi successi.
Matteo Zanini
segnati a partita).
Bene l’Edera, altra sconfitta per il Polet Festa Sci Club 70
Successo di prestigio per l’Edera che
batte nettamente per 5 a 1 i rivali storici
di sempre del Asiago. La quinta vittoria
di fila dei ragazzi del presidente Mauro
Ladavaz consente alla formazione rossonera il raggiungimento della vetta, seppure in coabitazione con il
Milano Quanta e il Ghosts Padova.
Partenza a razzo dei triestini: nel
primo tempo annichiliscono i pluricampioni d’Italia veneti con un
secco 4 a 0, frutto delle reti degli
sloveni Zerdin, Krivic, e Kos oltre
a Frizzera.
Nella ripresa gli ederini allungano ulteriormente il loro vantaggio grazie al gol di Simsic, mentre
Asiago nulla può allo strapotere
triestino se non di accorciare le distanze con il gol della bandiera di Schivo.
Il prossimo turno vedrà gli uomini di
Rusanov impegnati a Monleale.
Niente da fare invece per il Polet che
incassa la settima sconfitta consecutiva
questa volta sul campo di Ferrara per 6
a 5, rimanendo così inchiodato all’ultimo posto in graduatoria a quota 0 punti. I padroni di casa partono subito con
il piglio giusto grazie alla rete del forte
Youmas, ma i carsolini trovano poco
dopo la via del pari grazie all’ex Fajdiga. Ferrara non molla e nuovamente
arriva il vantaggio per gli emiliani sempre con Youmas, a decretare il 2 a 1.
Nella seconda frazione di gioco gli
estensi allungano il loro divario, grazie
alle reti di Campanaro e Sommadossi,
portandosi sul 4 a 1. I neroarancio accorciano le distanze con Ferjanic, mentere per gli avversari Giacchè realizza
poco dopo il gol che porta Ferrara sul 5
a 2. Il Polet con una grande prova d’orgoglio si fa sotto a poco più di 3
minuti dalla fine dell’incontro con
le reti di Montanesi e Fajdiga portandosi solo ad un gol di distanza,
ma la marcatura di Giacchè proprio allo scadere vanifica le speranze della compagine carsica di
acciuffare il primo risultato positivo della stagione.
I triestini questa sera al Pikelc,
inizio fissato alle ore 21, riceveranno i Diavoli Vicenza. Di seguito il
resto delle partite in programma
valide per l’ottavo turno del girone di
andata della serie A1: Asiago Vipers –
Pirati Civitavecchia, A.S.D. Cittadella
Hockey – HC Milano Quanta, Lions
Arezzo – Ghosts Padova. Riposa: Ferrara.
Denis Locoselli
Caldieron dei Caldieroni
Come di consueto, nella mattinata del
21 novembre si è svolto di fronte la pineta
di Barcola il “Caldieron dei Caldieroni”, la
competizione remiera nella quale prendono
il mare solo delle imbarcazioni tipo yole a
quattro vogatori.
La gara, riservata agli equipaggi vincitori
dei singoli Caldieroni in precedenza
disputati in ciascuna delle società
remiere di Trieste,
è un caposaldo del
calendario annuale
di canottaggio che
chiude in bellezza
l’anno sottolineando
l’affiatamento
esistente tra i vari club di canottaggio della
nostra città.
Svoltasi sulla distanza di mille metri e aiutata da delle condizioni meteo marine favorevoli, la bagarre ha visto presentarsi al via
sette equipaggi rappresentanti le sette società di canottaggio triestine. Battaglia serrata
sin dalle prime remate, il Dopo Lavoro Ferroviario riusciva ad imporre da subito il suo
ritmo di gara per tutta una buona parte del
percorso non accorgendosi però, che al cen-
tro l’Adria e la Nettuno si stavano pericolosamente avvicinando.
A vegliare la gara, una giuria internazionale composta da Zacchigna, Michelazzi e
Tagliapietre decretava la vittoria della Nettuno davanti ad Adria e Dopo Lavoro Ferroviario. La competizione si concludeva con la
seguente classifica:
1) Nettuno con Donat, Minca, Duchic,
Riosa e tim. Costa
4’13”15; 2) Adria
con Cumin, Romano, Cina, Castriotta
e tim. Guidaconte
4’16”06; 3) Dopo
Lavoro Ferroviario
Trieste con Prodan, Rocchetti A., Raimondi, Ugrin e tim.
Rocchetti N. 4’19”22; 4) Pullino con Lamesa, Fragiacomo, Millo, Costagliola e tim. Finocchiaro 4’21”18; 5) Canottieri Trieste con
Martini, Seguglia, Centis, Pahor e tim. Tarlao
4’23”44; 6) Società Ginnastica Triestina con
Tagliapietra, Sofianopulo, Ferrari, Nespolo e
tim. D’Amore 4’43”46 7) Circolo Marina Meracntile “N. Sauro” con Kraus, Liveris, Grippari, Dobronic e tim. Mincarelli 5’14”76.
Daniele Fasolo
Lo Sci Club 70 ha
festeggiato il quarantennale della sua fondazione (28 agosto 1970)
nella sala Saturnia della
stazione marittima alla
presenza delle autorità
locali e del mondo
della Fisi regionale.
Nel
corso
della
manifestazione il presidente del club
triestino
Roberto
Andreassich ha consegnato un riconoscimento ai soci fondatori
dello stesso sodalizio
(Giorgio Bernetti, Vincenzo Feritoia, Luigi
Nardini, Giusto Marchesi, Silvano Rizzian,
Claudio Sterni e Livio
Manzin) nonchè ai dirigenti e agli atleti che
hanno tenuto in alto
il nome dello Sci Club
70 nel corso della sua
storia.
Nel corso della
serata sono state
presentate anche
le squadre agonistiche del team
del
capoluogo
regionale e l’attività della prossima
stagione invernale. È
stata attivata anche una
mostra fotografica che
racconta la storia della
compagine alabardata
di sci attraverso molte
immagini.
m.la.
Pallamano, Trieste perde la vetta
La Pallamano Trieste
perde l’imbattibilità in campionato dopo sette turni e
cede la vetta solitaria della
classifica al forte Pressano.
La formazione trentina vince meritatamente a
Chiarbola per 30 a 27, dimostrando un gioco spumeggiante a tratti spettacolare, grazie al duo
Da Silva – Di
Maggio entrambi capaci di fare
la differenza in
campo con le
loro giocate da
categoria certamente superiore.
Trieste dalla sua può recriminare sulle pesanti assenze dovute per infortunio
di Radojkovic e Oveglia (distorsione alla caviglia), che
hanno costretto quasi in
extremis l’allenatore Bozzola a schierare in campo
una formazione comunque
battagliera sino in fondo
ma ampiamente rimaneggiata. I biancorossi tengono
testa al Pressano sino alla
metà del primo tempo sul
punteggio di 9 pari, poi gli
ospiti prendono l’allungo
sino a portarsi sul 17 a 12 al
termine della prima frazione di gioco.
La ripresa non cambia
molto, la squadra di
Ghedin aumenta
il divario sino ad
arrivare sul più
8 nei confronti
di Trieste, ma
nel finale lo spirito battagliero di
Visintin e compagni
fa si che lo svantaggio si riduca fino al risultato di 30 a
27 in favore del Pressano.
I trentini sicuramente da
quanto dimostrato sono i
candidati numero uno nella vittoria finale di questo
torneo, ma la buona prova
di sabato scorso e le prestazioni sino a qui fornite
in campionato dai ragazzi del presidente Lo Duca
sono ampiamente positive:
la squadra sul campo non
ha mai mollato dimostrando in ogni partita la grinta
e l’energia necessaria, lottando su ogni pallone sino
all’ultimo secondo di ogni
incontro, con i giovani del
vivaio in crescita e sempre
pronti a fornire un contributo importante nell’economia di gioco.
Nel turno in programma
questo pomeriggio la Pallamano Trieste osserverà
un turno di riposo, causa il
numero dispari delle partecipanti alla serie A1.
Questo il programma
dell’ottava giornata del girone di andata: Pressano
– Cassano Magnago, Rapid
Nonantola – Sassari, Parma
– Spellanzani Casalgrande,
Meran – Estense Ferrara,
Emmeti – Romagna.
D.L.
Sabato, 27 novembre 2010
APPUNTAMENTI
il tuono q 25
il 31 dicembre il termine ultimo per la presentazione di filmati per il concorso “Premio Alpi Giulie Cinema – La Scabiosa Trenta”
Alpi Giulie Cinema: un successo
Una sala (quella del Caffè San Marco a
Trieste) gremita ogni sera di un folto pubblico di appassionati, applausi al termine
di ogni proiezione, un sito (quello dell’Associazione Monte Analogo) quotidianamente visitato da centinaia di amanti
della montagna e dell’ambiente. Sono i
lusinghieri risultati di questa prima
parte della rassegna Alpi Giulie
Cinema.
In dicembre, dal
28 al 30, il cinema
di montagna si
trasferirà a Bovec,
in Slovenia, per il
4.Bovec Outdoor Film Festival
dove l’Associazione sarà presente per un comune progetto
transfrontaliero, con il Presidente Sergio
Serra membro della Giuria che assegnerà
i premi ai vincitori della rassegna.
Scade inoltre il 31 dicembre il termine ultimo per la presentazione di
filmati per il concorso Premio Alpi
Giulie Cinema – La Scabiosa Trenta, giunta alla diciassettesima edizione.
Le migliori produzioni cinematografiche di autori originari delle regioni alpine del Friuli Venezia Giulia, Slovenia e
Carinzia dedicate alla montagna (sport,
cultura e ambiente)
verranno presentate
giovedì 24 febbraio 2011 nell’Antico
Caffè San Marco.
L’iniziativa, unica nel suo genere,
sia per il contenuto
delle opere che per
la caratterizzazione internazionale è
diventato un punto
fisso di riferimento culturale in un territorio come quella
dell’Alpe Adria che ferve di piccoli e grandi produttori di filmati dedicati alla montagna che difficilmente trovano gli spazi
adeguati per proporre le loro realizzazioni.
Al regista del miglior video verrà assegnata la “Scabiosa Trenta”, fiore alpino immaginario cercato per una vita dal
grande pioniere delle Alpi Giulie, Julius
Kugy.
Ogni anno un artista
scelto nell’ambito regionale interpreta questo
fiore che costituisce il
principale riconoscimento del concorso.
La “Scabiosa Trenta”
nelle edizioni precedenti
è stata ideata e realizzata
dal pordenonese Vittorio Basaglia in ferro, dal
triestino Paolo Hrovatin
in pietra, dal pordenonese Giovanni Clarin in
seminato veneziano, dalla slovena Bogomila Doliak in legno, dal
pittore triestino di origine slovena Luigi
Spacal, dallo scultore goriziano Ignazio
Romeo, dal triestino Walter Macovaz in
legno, in ferro dal triestino Ilario Bontempo, in vetro dalla triestina Claudia Ster-
ni, in ceramica dalla pordenonese Nadia
Zambon, in pietra dal goriziano Stefano
Pomelli, con un arazzo lavorato a mano
dalla carnica Maria Teresi De Antoni, in
legno dallo scultore
triestino Renzo Possenelli, con perle di vetro
dalla triestina Alessandra Trebbi, dall’artista
Andrea Milia e in pietra da Paolo Hrovatin.
Quest’anno “La Scabiosa Trenta” è stata
creata in acquerello da
Riccarda De Eccher,
nei primi anni ’70 alpinista su innumerevoli
vie di roccia di difficoltà estreme e membro
di due spedizioni himalayane, all’Annapurna 3 e all’Everest.
Il prossimo appuntamento per il cinema di montagna è quindi per la seconda
parte della rassegna Alpi Giulie Cinema in febbraio 2011
c.s..
domenica 28 novembre mostra mercato del disco, cd e dvd con tante rarità e pezzi unici. un’occasione imperdibile per gli amanti della musica
Appuntamento con il vinile al PalaChiarbola
Si terrà domenica 28 novembre,
presso il PaChiarbola di via Visinada 7 la
9° edizione della Mostra mercato del
Disco, CD & DVD usato e da collezione con orario continuato
10.00-19.00.
«La manifestazione ha sottolineato Davide Casali presidente
dell’Associazione
Musica Libera non è più solo una
mostra mercato,
ma anche un momento
culturale
che si riallaccia
al Festival Rock»,
mentre
Maurizio
Giugovaz ha posto
l’attenzione sugli aspetti tecnici e sulle numerose
curiosità della fiera del disco.
La mostra mercato sarà meta di appassionati, collezionisti e curiosi che si daranno appuntamento per scovare dischi
e CD in ogni formato, più o meno rari,
sagomati, neri o colorati, picture disc, 33
e 45 giri, album singoli e doppi, con copertine apribili e in rilievo. E poi una valanga di stampe estere, quelle inglesi, per
eccellenza ma anche giapponesi,
di notevole fattura e cura del
particolare;
americane,
tedesche ed altre dai paesi più insospettabili.
Ogni genere musicale sarà rappresentato, dalla musica
italiana al rock,
passando attraverso punk, funky e
jazz, metal e disco
music, elettronica
ed etnica, le sigle dei
cartoni animati ed i 78
giri dei nostri nonni.
Chiunque potrà esporre,
scambiare, acquistare, vendere
o semplicemente farsi valutare i propri
dischi. Ma sui banchi non si troveranno
solo dischi. Molti anche i gadget, videocassette e DVD, magliette, manifesti, le
riviste patinate, locandine e fotografie
che rievocano l’aurea epoca degli anni
’60 e ’70, il tutto inerente al mondo musicale.
La nona edizione della Mostra del Disco proporrà come sempre delle vere e
proprie rarità.
c.s.
Ligabue in concerto a Trieste
Sedici date rigorosamente sold out
in prevendita, 13 nei principali stadi
con doppia data a Roma e Milano e 3 al
Pala Olimpico di Torino, non sono bastate ai fan per soddisfare la loro “voglia di Liga” e così Luciano, d’accordo
con i produttori/organizzatori del tour
(Riservarossa e F&P Group), ha deciso
di portare ancora in giro il suo live a
dicembre per altri otto appuntamenti,
scegliendo i Palasport di quelle città
non toccate dal tour estivo negli stadi,
accompagnato come sempre dalla sua
fantastica band che vede Federico Poggipollini alla chitarra, Niccolò Bossini
alla chitarra, Josè Fiorilli alle tastiere,
Luciano Luisi alle tastiere e programmazioni, Michael Urbano alla batteria
e Kaveh Rastegar al basso.
L’atteso ritorno in Friuli Venezia
Giulia di Ligabue, dove manca dal tour
“Nome e Cognome” del 2006, è previsto per giovedì 16 dicembre al PalaTrieste di Trieste, appuntamento
co-organizzato da Azalea Promotion,
il Comune di Trieste – Assessorato allo
Sport e F&P Group.
I biglietti sono acquistabili online su
www.ticketone.it e sono disponibili anche nei punti vendita autorizzati Azalea
Promotion.
c.s.
Inna, giovane star dalla Romania
Dal Mar Nero a Mtv: si potrebbe sintetizzare così la storia e il successo di Inna,
nome d’arte di Elena Alexandra Apostoleanu. In realtà Inna è la prima star
dell’est Europa che si affaccia prepotentemente sui mercati
occidentali grazie al
suo stile di musica, misto tra dance ed elettronica, e soprattutto
alla personalità e agli
effetti scenici durante
i suoi concerti.
La sua hit più famosa, il singolo Hot, con
cui debutta nel 2008,
raggiunge in breve il
primato nelle classifiche di Romania, Bulgaria, Polonia, Spagna, Russia, Ungheria
e Grecia. Successivamente anche Deja Vu
diviene la maggior hit di Romania, Bulgaria, Lituania, Russia e Ungheria.
Hot, Love, Deja Vu pubblicati su You-
tube hanno ricevuto 17,5 milioni di visite in meno di due anni, tanto da attirare l’attenzione della Ultra Records, casa
discografica americana che ha deciso di
puntare su questa giovane artista rumena nata nel 1986.
Il singolo Hot verrà presto promosso in
tutti i principali paesi
anglofoni come Stati
Uniti, Canada e Regno
Unito e la giovane Inna,
a quel punto, si troverà
a dover concorrere con
le hit delle star di casa:
non male per una giovane nata in una cittadina vicino al Mar Nero
e arrivata al successo
solo due anni fa.
Venerdì 19 novembre, abbiamo intervistato Inna presso il
Tus di Capodistria, dove ha tenuto un
concerto. Alla presenza di numerosi fan
scatenati non solo sloveni e italiani, ma
anche austriaci e croati
Inna è arrivata con occhiali
scuri, vestitino di scena e
circondata dalla squadra di
ballerini che spesso fanno
animazione durante i suoi
concerti.
Come hai scelto il
nome Inna?
In realtà non l’ho scelto
io, mi chiamava così mio
nonno e da quel momento
tutti hanno iniziato a chiamarmi così, anche perché era più breve.
Mi è sembrato bello usarlo come nome
d’arte.
Quando hai iniziato la tua carriera e qual è il momento che ti ha
cambiato la vita?
Io canto e ballo dall’età di 6 anni, ma
senza dubbio il momento che mi ha cambiato la vita è stato il singolo Hot: non
avrei mai pensato di avere così tanto
successo. Poi da quel momento è stato
tutto molto più facile ed in discesa.
A quale grande star credi sia pos-
sibile compararti e quali progetti
futuri hai in mente?
In realtà non mi paragono a nessuno:
credo di avere uno stile molto diverso da
altre cantanti, ma tra i miei progetti futuri c’è senza dubbio l’idea di fare qualche collaborazione con altri artisti. In
particolare ammiro e reputo bravissima
Beyoncé.
Grazie Inna e in bocca al lupo per
il futuro
Grazie e saluti a Trieste e l’Italia, magari un giorno verrò anche lì.
Marco Pillin
26 q il tuono
APPUNTAMENTI
Sabato, 27 novembre 2010
appuntamento al teatro stabile sloveno mercoledì 1° dicembre per la XI edizione della rassegna s/paesati
IO – Immigrazione Omosessualità
Mercoledì 1° dicembre, alle ore
18.00, per la XI edizione della rassegna s/paeasati, il Teatro Stabile
Sloveno (Via Petronio, 4) ospiterà
l’incontro IO – IMMIGRAZIONE
OMOSESSUALITÀ con Giorgio
Dell’Amico (Arcigay - immigrazione),
Davide Zotti (Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica di Trieste) e Philippe
Castetbon (autore del
volume fotografico Les
condamnés). Coordina
il giornalista Alberto
Rochira.
Verranno
trattati
i temi legati alle migrazioni delle persone
omosessuali: la protezione delle persone
che provengono da paesi in cui l’omosessualità è punita per legge o dove il
contesto sociale è fortemente omofobo, l’integrazione culturale di ragazzi
e ragazze omosessuali nati o cresciuti
in Italia (c.d. seconda generazione), i uno studio sull’omofobia nel mondo, è
rapporti con le famiglie di origine e con una raccolta di storie private di uomini
la comunità LGBT, la duplice invisibi- che parlano in prima persona di sé.
Giorgio
Dell’Amico
lità/discriminazione della/
si occupa da anni di immidel migrante omosessuale,
Verranno trattati grazione e di asilo per conil modello omosessuale oci temi legati
to dell’Arcigay. Insieme a
cidentale confrontato con
alle migrazioni
Miles Gualdi ha curato un
quello di altre culture.
delle persone
volumetto dal titolo “Io.
Philippe Castetbon,
Immigrazione e omosesfotografo
omosessuali
sualità. Tracce per operatrie giornalici e operatori” nell’ambito
sta francese, iscrivendosi ai siti nel progetto “Nuovi Apweb per incontri gay, procci nel campo dell’inè riuscito a mettersi in tegrazione dei migranti
contatto con uomini residenti in Italia: l’aiuto
omosessuali che vivo- ai migranti lesbiche, gay,
no in Paesi dove l’omo- bisessuali e transessuali
sessualità è reato. Ha (LGBT)”
Davide Zotti, laureachiesto loro un autoritratto fotografico
e una testimonianza scritta. Nell’arco to in Filosofia, è docente
di un anno, Castetbon ha contattato della stessa materia e di
oltre seicento uomini. Cinquantuno Scienze Sociali presso il
hanno risposto. Il risultato, più che Liceo “Carducci” di Trie-
Angela Siciliano da Knulp
Domenica 28 novembre alle ore
18.00, presso Knulp in via Madonna del Mare 7/a, il Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica Trieste
presenta il libro Quando l’amore
non basta di Angela Siciliano
La storia di due donne innamorate e degli ostacoli che alla fine
hanno impedito il loro amore lesbico, diventa la rappresentazione
universale della stessa tensione e
delle stesse ferite che si possono
ritrovare in migliaia di altre storie
segnate dalle etichette e dalle classificazioni che, esagerando spesso,
sono chiamate valori e sani principi
ma, al fondo, si rivelano stereotipi
che impediscono la crescita naturale dell’individuo e il corso spontaneo di un sentimento, un talento o
una visione politica.
Partecipa l’autrice Angela Siciliano e introduce Anna Cappellari
Alla fine dell’incontro sarà possibile effettuare l’iscrizione o il rinnovo della tessera del Circolo.
Per informazioni: Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica Trieste, via Pondares, 8 – Trieste – Tel
040/630606. E-mail: trieste@arcigay.
it - www.retecivica.trieste.it/circoloarcobaleno
c.s.
Nella Trieste di Tomizza
Per la rassegna “La parola alla
Scrittura”, l’associazione Alta-marea dedica il pomeriggio di giovedì
2 dicembre a Fulvio Tomizza, in
Presentato il nuovo libro di Enrico Ferri
“…Non ci credo, Diego, non credo che
non ci sia la possibilità di tornare indietro. Perché allora mi avresti salvato?
Perché sei venuto con me, scappando da
tutto e tutti?” esclamò Diana...”Forse per
rimediare, almeno in parte, ai miei errori. Forse… forse perché ti amo” disse,
guardandomi negli occhi, Diego e soggiunse “Io ti amo Diana…potrai mai perdonarmi per quello che ti ho fatto?”.
Sembra la scena di una soap opera alla
Beautiful, ma in realtà è solo una parte
delle mille avventure che capitano a Diana, protagonista, insieme a Diego, dell’ultimo romanzo noir/spirituale di Enrico
Ferri intitolato Fedele d’amore (A&B
editore, pgg. 204, € 18).
Scappata da un piccolo paesino di provincia per rifugiarsi nella splendida e
travolgente Firenze ed entrare nella prestigiosa Accademia di Belle Arti toscana,
a soli vent’anni Diana inizia contemporaneamente la sua convivenza con il suo
unico e vero amore e primo fidanzato della sua vita: Diego, un ragazzo più grande
di lei, che aveva conosciuto l’estate precedente nella cittadina del Su, in cui abitava
con la madre.
Emozioni forti, turbamenti e dubbi iniziano a circondare l’esistenza di Diana.
Non capisce ancora bene chi sia Diego,
qualcosa le sfugge: un mistero infatti avvolge la vita del suo amato, uomo sensibile e dolce, che all’esterno, come sorta
di autodifesa, trasforma queste qualità in
durezza. La sola cosa certa è che Diego è
figlio di un’importante politico.
Anche se Diana conosce Diego da troppo poco tempo, la voglia di evadere da
quella gabbia in cui sua madre l’aveva
sempre fatta vivere, impedendole di comportarsi come le sue coetanee, le aveva
dato la forza per continuare, per lasciarsi
alle spalle le sue paure e trasferirsi altrove.
L’ingenuità, forse, l’aveva resa ancora
più forte e l’aveva aiutata a sopportare
l’inizio di una lunghissima avventura, che
l’aveva colta all’improvviso, poco prima
che Diego le avesse presentato il custo-
ste. Presidente del Circolo Arcobaleno
Arcigay Arcilesbica di Trieste e responsabile del settore educazione, ha
coordinato nel 2009/2010 un progetto
rivolto alle scuole superiori del Friuli
Venezia Giulia per affrontare il fenomeno del bullismo omofobico, progetto che ha ottenuto l’apprezzamento del
Presidente della Repubblica.
A cura del Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica di Trieste.
c.s.
de dell’Accademia, il nano Claudio.
Sarà proprio lui l’artefice di tutti gli
avvenimenti che apporteranno ancora più squilibri nella storia d’amore
tra Diana e Diego con inganni, ricatti
e rancori.
Diana è indifesa, ma in fondo sa
che accanto a lei ci sarà Diego e sarà
proprio l’amore, alla fine, a trionfare
per sempre.
Le descrizioni fisiche dei personaggi sono appena accennate. La
lettura scorre velocemente, nell’attesa sempre più esasperata di avere
qualche particolare in più; il lettore
brama per capire cosa accadrà, conscio del fatto che ancora numerosi
episodi celano i segreti che daranno
la chiave magica per scoprire cosa c’è
veramente dietro la vita di Diego, chi
è il nano Claudio e che fine farà Diana: un noir psicologico dalla scrittura fine e dalla tensione eccezionale,
da leggere tutto d’un fiato.
C. G.
occasione della ristampa del suo romanzo “La città di Miriam”: alle ore
16.00 visita guidata gratuita alla
Trieste dello scrittore, con partenza da Largo Tomizza (ex Largo
Giardino, lato Giardino Pubblico)
e tappa finale al Caffè San Marco
di via Battisti, dove alle ore 18.00
si terrà la presentazione della
riedizione del romanzo “La
città di Miriam” (Marsilio Editore), con la prefazione di Marco
Franzoso.
Presentazione a cura di Rina
Anna Rusconi, con l’intervento critico di Irene Visintini. Seguiranno
gli auguri per le festività, con brindisi e crostoli. Sarà presente Laura
Levi Tomizza.
L’evento è realizzato in collaborazione con l’associazione NordEst Guide, La Via degli Artisti
Viaggi e Quel giorno a Trieste, con
il contributo della Direzione centrale Cultura della Regione Friuli
Venezia Giulia.
Altre informazioni sul sito www.
altamareatrieste.eu
c.s.
il tuono q 27
APPUNTAMENTI
Sabato, 27 novembre 2010
La serata finale sarà uno show che andrà in scena giovedì 2 dicembre al Teatro Miela e sarà trasmessa in diretta da radioincorso
Seconda edizione del concorso “Taglia Corti”
Quello che a Trieste davvero
non manca sono i festival cinematografici, ma il bello è che
ognuno ha la sua peculiarità.
Giunge alla sua seconda
edizione Taglia Corti, il concorso internazionale di cortometraggi organizzato da RadioInCorso, la radio degli
studenti dell’Università
degli Studi di Trieste.
La serata finale sarà uno
show che andrà in scena
giovedì 2 dicembre al
Teatro Miela. La particolarità della manifestazione è che, oltre a dare
spazio e visibilità a giovani registi in erba, offre
la possibilità di rendere
protagonisti tante giovani band e cantanti, oltre
che con l’audio, anche
con i videoclip musicali,
per la serie “anche l’occhio vuole la sua parte”.
La serata prevede la
proiezione di 11 cortometraggi e 5 videoclip musicali. Un premio di 700
euro verrà assegnato al
corto vincitore per la categoria
“Professional”, quella destinata ai lavori con una qualità
superiore. Per i neofiti è stata
pensata la categoria “Young”,
il cui vincitore si aggiudicherà un premio di 350 euro.La
“Young” è una delle «roccaforti del concorso, il cui scopo
principale - hanno spiegato gli
organizzatori - è proprio quello di consentire l’iscrizione a
coloro che, per mancanza di
esperienza o per il costo elevato, non possono permettersi la
partecipazione ai grandi concorsi. Quella al nostro bando è
gratuita».
La giuria dei corti sarà
presieduta da Daniel Casagrande, giornalista veneto, ideatore del Queer Lion Award che al
Festival
Internazionale
del Cinema di Venezia ha
premiato pellicole come
“Brokeback mountain” di
Ang Lee e “A single man”
di Tom Ford. Ad affiancare Casagrande sarà la
giovane attrice triestina
Sara Cechet Woodcock e
il graphic designer Marco
Biagioni, vincitore della
prima edizione di Taglia
Corti con il cortometraggio di sua ideazione “Il
passaggio”.
Per quanto riguarda i
cinque videoclip musicali
Mostra “Fighting Flowers”
È visitabile fino al al 4
dicembre, alla Lipanje
Puntin arte contemporanea in via Diaz 4, la mostra Fighting Flowers –
L’arte del fitorimedio,
un originale progetto tra
bioscienza, etica ed estetica nato dalla collaborazione tra la galleria d’arte e la
cooperativa sociale Agricola Monte San Pantaleone
che da trent’anni si occupa
di giardinaggio e dell’innovazione legata al verde.
In mostra le immagini
di undici autori - James
Brown, Massimo Gardone, Antonio Girbés, Robert
Gligorov, Renato Grome,
Robert Mapplethorpe, Franco Passalacqua, Sergio Scabar,
Serse, Mario Sillani
Djerrahian,
Nicola
Toffolini – che si sono
misurati con il tema
dei fiori e delle piante.
Da martedì a
sabato dalle 15.30
alle 19.30 o su appuntamento. Per informazioni: tel. 040
308099 - www.li-
panjepuntin.com - info@
lipuarte.it.
in concorso, l’arduo compito
di scegliere il vincitore spetterà a una giuria composta
da Elisa Russo, giornalista
musicale, speaker radiofonica, conduttrice e ideatrice di
Dorina, tra i giurati nella categoria
videoclip musicali
programmi tv, affiancata da
Edy Meola. Quest’ultimo è tra
i fondatori del “Centro Musicale Triestino”, ora conosciuto
come “Scuola di musica 55″.
Nella sua carriera ha suona-
to con Sergio Endrigo , Milva e Patty Pravo. Come terza
giurata è stata scelta Dorina,
la concorrente triestina della trasmissione Rai X-Factor.
L’ospite della serata sarà lo
scatenato dj torinese Frankie
Hi Nrg e la giovane band triestina “Doppia personalità”. Insomma, uno spettacolo a tutto
tondo.
RadioInCorso trasmetterà in diretta lo spettacolo,
che avrà inizio alle 20:30, su
www.radioincorso.it.
L’emittente è capitanata
dall’omonima Associazione di
Promozione Sociale e offre la
possibilità ai giovani di avvicinarsi al mondo della radio,
del giornalismo e dell’editoria,
grazie all’impegno di una decina di volontari che ogni giorno
dedicano il loro tempo per tenere in piedi una realtà come
poche in Italia, che permette
agli studenti delle più svariate
facoltà di fare pratica: quella
pratica che manca nel sistema
universitario italiano.
Daniele Kovačić
Una fiaba...al Museo Postale
Venerdì 3 e sabato 4 e, a seguire,
venerdì 10 e sabato 11 dicembre 2010
al Museo Postale e Telegrafico
della Mitteleuropa di piazza Vittorio Veneto, 1 a Trieste
presentazione
della fiaba “Il primo Natale di ……
Francobollo”
di
Manuela Acquafresca
Letture e laboratori creativi dedicati ai
bambini in occasione
del Natale
Per prenotazioni
telefonare al numero
335 5946408
c.s.
Mostra del pittore Sergio Budicin in piazza Vecchia
diverse
incli- tranquilli mici abitano: un’at- il pavone o la tigre il bufalo, inÈ stata inaugunazioni, risulta tività, nata dalla passione per tuisci l’umida brezza nella folta
rata sabato 20 nocertamente inte- gli animali unita a quella per la vegetazione. Ma v’incontri anvembre 2010 alla
ressante questa pittura, che lo ha visto dappri- che l’emozione dei freddi boschi
Galleria Rettori
personale
del ma attivo come illustratore di e delle montagne europee, dove
Tribbio 2 (piazpittore triestino animali domestici e poi
za Vecchia, 6)
Sergio Budicin, anche di quelli selvaggi
di Trieste la moche vi presenta ed esotici e per la quale
stra personale del
il lavoro degli il pittore è molto noto
pittore
Sergio
ultimi due lu- e apprezzato all’esteBudicin, che sarà
stri. Con grande ro, particolarmente in
introdotta dall’arprofessionalità e Germania, paese in cui
chitetto Marianna
mestiere l’artista da quasi quarant’anni
Accerboni. La rasnarra da decenni le sue opere sono molto
segna propone una
in particolare il ricercate dai collezionitrentina di opere
mondo animale, sti del genere, tanto che
realizzate dall’aroffrendo anche in suo onore all’estero
tista
nell’ultimo Testa di tigre
una fedele, ma sono state allestite predecennio a olio su
testimonianza stigiose esposizioni.
tela e su tavola, tra cui molti la- interpretativa,
Tutto ciò nasce a
vori inediti. Visitabile fino al dell’ambiente in cui tigri, leoni,
bisonti, elefanti, linci, leopardi Trieste, in un’ampio Dopo la tempesta
3 dicembre.
“In un momento storico in cui delle nevi, cavalli, aironi o più e luminoso atelier ai
piedi del colle di Opi- si aggirano minaccioso e guaril panorama intercina, dove, come a dingo il lupo, nobile l’aquila e,
nazionale dell’arte
suo tempo fece Emilio fiero ed elegante, il cervo: un lacontemporanea
Galleria Rettori Tribbio 2 · Piazza Vecchia, 6
Salgari raccontandoci voro condotto a olio su tela e su
registra un ritorDal 20 novembre al 3 dicembre 2010
le favolose Indie, Bu- tavola, partendo da un disegno
no di sensibilità
Orario: feriali 10.00-12.30 / 17.00-19.30.
dicin ricrea le selvagge schematico a matita e a china,
verso il figurativo
Festivi 11.00-12.30 (lunedì chiuso).
atmosfere africane e poi perfezionato con certosina
- scrive AccerboDomenica 21 novembre, in occasione del Mercatropicali, in cui, men- pazienza, grande abilità e noteni - espresso datino dell’Antiquariato: 10.00-13.00 / 16.00-18.00
tre osservi la pantera volissimo intuito da un artista
gli artisti in vari
A cura di: Marianna Accerboni
nebulosa che attacca intelligente e modesto, dal temambiti e secondo
peramento piuttosto riservato.
Formatosi,
giovanissimo,
alla scuola di Walter Falzari,
maestro d’inclinazione verista,
Budicin ne ha accolto morbidamente la lezione,
alleggerendola e
impreziosendola
a tratti con il sogno e il magico fascino del romanzo
d’avventura e di
viaggi, di cui i suoi
lavori rappresentano la trasposizione
pittorica,
fortemente sorretta anche dalla
capacità di centrare la dimensione psicologica di
ciascun animale.
In modo poetico e luminoso
il pittore affronta altresì con naturale maestria - conclude Accerboni - il nudo e il ritratto, di
cui tiene anche scuola e che, con
la natura morta e il paesaggio,
hanno rappresentato il primo
campo della sua indagine artistica.”
c.s.
28 q il tuono
MUSICA
Sabato, 27 novembre 2010
l’orchestra da camera di mantova e angela hewitt in concerto lunedì 29 novembre con un omaggio a mozart
Mozart e la “Società dei concerti”
Nuovo appuntamento
con il ricco programma
2010 - 2011 della Società
dei Concerti Trieste.
Lunedì 29 novembre,
alle ore 20.30 al Politeama Rossetti sarà la
volta dell’Orchestra da
Camera di Mantova e
di Angela Hewitt al pia-
quale miglior complesso
da camera, «per la sensibilità stilistica e la metodica
ricerca sulla sonorità che
ripropone un momento di
incontro esecutivo alto tra
tradizione strumentale italiana e repertorio classico».
La sua sede è il Teatro
Bibiena di Mantova, gio-
Orchestra da Camera di Mantova
noforte che omaggeranno
Wolfgang Amadeus Mozart
(1756-1791). Questo il programma della serata: Concerto n. 6 in si bemolle
maggiore K 239; Concerto
n. 8 in do maggiore K 246
(“Lutzow”); Concerto n. 9
in mi bemolle maggiore K
271 (“Jeunehomme).
Fondata nel 1981, l’Orchestra da Camera di
Mantova si è imposta da
subito all’attenzione generale per brillantezza tecnica, assidua ricerca della
qualità sonora, sensibilità
ai problemi stilistici. Nel
1997 i critici musicali italiani le hanno assegnato il
Premio “Franco Abbiati”,
iello di architettura e acustica.
Nel corso della trentennale vita artistica l’orchestra ha collaborato con
direttori e solisti di caratura internazionale tra cui
Gidon Kremer, Shlomo
Mintz, Joshua Bell, Salvatore Accardo, Giuliano Carmignola, Uto Ughi, Mischa
Maisky, Enrico Dindo,
Mario Brunello, Miklos
Perenyi, Sol Gabetta, Alexander Lonquich, Bruno
Canino, Katia e Marielle
Labeque, Maria Tipo,
Andrea Lucchesini e gli
indimenticabili Astor Piazzola e Severino Gazzelloni.
Protagonista di innu-
merevoli concerti in Italia scher Rundfunk e Rsti. Nel
e all’estero, l’Orchestra da settembre 2009 ha inciso,
Camera di Mantova si è su commissione della riviesibita in teatri e sale da sta “Amadeus”, tre sinfonie
concerto della maggior di Haydn.
Dal 1993, è impegnata
parte dei paesi europei, di
Stati Uniti, Centro e Sud nel rilancio delle attività
musicali della sua città,
America, Asia.
Nell’ultimo
decennio attraverso la stagione conl’attività nazionale e inter- certistica “Tempo d’Ornazionale dell’orchestra si chestra” che, giunta alla
è incentrata sull’ideazione diciassettesima edizione,
e realizzazione di impor- ospita regolarmente alcuni
tanti cicli monografici, tra i fra i principali solisti,
quali, innanzitutto, il “Pro- gruppi cameristici e orchegetto Beethoven” (2002- stre del panorama interna2004): diretta da Umberto zionale.
Angela Hewitt è un’arBenedetti Michelangeli e
affiancata da alcuni tra i tista fenomenale che negli
più rinomati solisti italiani, ultimi anni si è contraddiha proposto una lettura stinta sulla scena internainnovativa dell’opera sinfo- zionale anche grazie alle
nica del musicista tedesco, sue superbe registrazioni
traendo spunto dalle più per la casa discografica
recenti e avvertite acqui- Hyperion.
Il suo progetto decensizioni
storico-critiche.
La rinnovata espressività nale di registrare tutte
scaturita è valsa all’intero le opere principali per
progetto l’accoglienza più tastiera di Bach (comcalda e convinta da
parte di pubblico e
critica.
Nel 2010, bicentenario della nascita di
Schumann, affronta
l’integrale delle Sinfonie del musicista
tedesco, ultimo in
ordine di tempo dei
suoi progetti.
L’Orchestra
da
Camera di Mantova
ha effettuato registrazioni televisive e
radiofoniche, tra le
altre, per Rai, Bayri- Angela Hewitt
Wolfang Amadeus Mozart
pletato nel 2005) è stato
descritto come “una delle
glorie discografiche dei
nostri tempi” ed ha vinto
numerosi premi. Angela
Hewitt è stata descritta
come “la più grande interprete di Bach dei nostri
tempi” (The Guardian)
e “niente di meno che la
pianista che rappresenterà
Bach nei prossimi anni”
(Stereophile).
Angela Hewitt ha
un vasto repertorio
che spazia da Couperin fino alla musica
contemporanea.
La sua discografia
include registrazioni
di Granados, Beethoven,
Rameau,
Chabrier,
Olivier
Messiaen, i Notturni
e gli Impromptus di
Chopin, l’opera completa per pianoforte
solo di Ravel e tre
dischi dedicati alla
musica di Coupe-
nuovo appuntamento con i concerti della cometa - festival di musica antica e da camera
Ensemble Nova Academia
Alvise Stiffoni (violon- ne Levi e trascritta da Stefano Casaccia con
Nell’ambito
della
cello) e Luca Ferrini la collaborazione di Ilario Gregoletto, che ha
XIII edizione de I Con(clavicembalo). Il com- realizzato il basso continuo (poi pubblicata da
certi della Cometa,
plesso presenterà un Zanibon a Padova).
Festival di Musica
Solo nell’ultimo intensissimo anno di attiviconcerto straordinario
Antica e da Camera
appartenente al Pro- tà l’Ensemble Nova Academia è stato uno dei
organizzato dall’Assogetto Pergolesi, intito- protagonisti del Festival Europeo Baroque.
ciazione Nova AcadeLa musica barocca come elemento unificalato Il Barocco fra
mia, fondato e diretto
Venezia e Napoli e tore della vecchia e nuova Europa, svoltosi in
sul piano artistico dal
dedicato alla musica Italia, Slovenia e Romania nell’ambito di un
maestro Stefano Cabarocca con particola- progetto europeo inserito in Cultura 2007saccia e intitolato “Dal
re riferimento agli “an- 2013, ideato da Stefano Casaccia per l’associaBarocco al Gospel”,
niversari” di Giovanni zione Panta rhei di Trieste e risultato uno dei
avrà luogo domeni- Luca Ferrini, Marianna Prizzon e Stefano
Battista Pergolesi nel vincitori a Bruxelles. Nel 2010 l’Ensemble ha
ca 28 novembre alle Casaccia
trecentesimo della na- tenuto concerti a Trieste, a Cluj (Romania), a
ore 17.00 alla Chiesa
Evangelica Luterana (Largo Panfili) il quar- scita e di Alessandro Scarlatti nel trecento- Novo Mesto (Slovenia), a Belgrado (Serbia) nel
prestigioso Music Art Cento appuntamento musicale con l’Ensemble ba- cinquantesimo della nascita.
ter Guarnerius, a Grado e a
rocco Nova Academia di Trieste, quartetto Verranno eseguite musiche
Vienna all’Istituto Italiano
con pianoforte composto da Marianna Prizzon di Benedetto Marcello (1686
di Cultura nell’ambito del(soprano), Stefano Casaccia (flauto dolce), - 1739), Antonio Vivaldi (1678
le celebrazioni del 25° an- 1741), Baldassarre Galuppi
niversario di Biagio Marin,
(1706 - 1785), Antonio Viorganizzate dall’omonimo
valdi (1678 - 1741), AlessanCentro Studi presieduto da
dro Scarlatti (1660 - 1725),
Edda Serra.
Giovanni B. Pergolesi (1710
Biglietti: abbonamenti:
- 1736) e Domenico Scarlatti
intero € 60, ridotto € 45.
(1685 - 1757).
Prevendita TICKET POINT
Il programma, realizzato
Corso Italia 6/c
con il contributo del Comune
Per informazioni 335
e della Provincia di Trieste,
6750946 - 333 53 43 203
offrirà anche una chicca: la
- [email protected] cantata Ardo per te d’Amor
www.nova-academia.it
di Scarlatti, scoperta nella
c.s.
Biblioteca della Fondazio- Marianna Prizzon, soprano
Il M° Stefano Casaccia
rin. Le sue registrazioni di
tutti i Concerti per tastiera
solista di Bach con l’Orchestra da Camera Australiana
sono entrate nella classifica
statunitense delle vendite
solo una settimana dopo la
pubblicazione e sono state
scelte come “Record of the
month” dalla rivista Gramophone. Il primo disco
di una serie di CD di Schumann è stato pubblicato
nel novembre 2007.
Nata in una famiglia
di musicisti (il padre era
organista della Cattedrale
di Ottawa), Angela Hewitt
ha iniziato lo studio del
pianoforte a tre anni, si è
esibita per la prima volta in
pubblico a quattro anni ed
ha vinto la sua prima borsa
di studio a cinque anni.
A nove anni ha tenuto un
recital al Royal Music Conservatory di Toronto, che
ha in seguito frequentato.
Ha poi proseguito la sua
formazione con il pianista
francese Jean-Paul Sévilla
all’Università di Ottawa.
Ha vinto il Primo Premio al
Concorso Viotti (1978) ed
ha ricevuto diversi riconoscimenti ai Concorsi Internazionali Bach di Lipsia e
Washington D.C. così come
al Concorso Dino Ciani di
Milano. Nel 1985 ha vinto
il Concorso Pianistico Bach
di Toronto.
Angela
Hewitt
è
stata nominata “Artista
dell’anno nel 2006” da
Gramophone. È stata premiata con il primo BBC
Radio 3 Listener’s Award
nel 2003. E’ Ufficiale
dell’Ordine del Canada dal
2000 ed è membro della
Royal Society del Canada.
Nel 2006 ha ricevuto un
OBE (onorificenza dall’Order of the British Empire)
in occasione dei Festeggiamenti per il Compleanno
della Regina.
Gli aspiranti nuovi soci
che intendano tesserarsi
possono rivolgersi presso
la sede della Società dei
Concerti in via Cesare
Beccaria, 8. L’orario della
segreteria è lunedì, mercoledì e venerdì ore 9.30 11.30.
Telefono 040 362408 Fax 040 362409.
E-mail: [email protected]
c.s.
Incontro alla Casa
Internazionale delle Donne
Alla Casa Internazionale delle
Donne di Via Pisoni 3 - centro
culturale e di servizi istituito su
progetto della Provincia di Trieste - continuano gli incontri del
Progetto letterario “Scandagli
del limite: sguardi di donne”,
realizzato con il contributo della
Provincia di Trieste.
Venerdì 3 dicembre dalle
16.00 e sabato 4 dicembre alle
10.00 l’artista Donatella Franchi
condurrà l’incontro-laboratorio
“Progetto Clotilde: riflessioni a
partire dalla cura”, in cui interrogherà il tema della vecchiaia e
del fine vita dei propri cari.
A partire dalla sua esperienza
personale, Donatella Franchi è
riuscita a rendere creativa la fase
pesante della cura, reinventando
il rapporto con la propria madre
e dando spazio alle relazioni con
altre/altri, in un circuito di riflessioni e di azioni artistiche trasformative.
Info: tel. 040 568476
www.casainternazionaledonnetrieste.org
[email protected]
Ciclo d’incontri
“Risorgimenti d’Italia”
In preparazione al 150° anniversario dell’unità d’Italia, il Dipartimento di scienze politiche
e sociali ed il Dipartimento di
storia e culture dall’antichità al
mondo contemporaneo dell’Università di Trieste organizzano un
ciclo di conversazioni - dedicato
in prima battuta agli studenti, ma
aperto al pubblico - che si terranno presso l’aula magna del liceo
Dante Alighieri (via Giustiniano
3) dalle 16.45 alle 19.00.
Questa settimana, giovedì 2 dicembre, sarà la volta di “Il secondo Risorgimento (Gianni Perona, Università di Torino; Roberto
Spazzali, Dep. Storia Patria FVG).
Resistenza e Risorgimento”.
Presentazione del libro
“Natale di guerra”
Giovedì 2 dicembre alle 17.00,
alla “Sala Baroncini” (via Trento, 8) delle Assicurazioni Generali, gentilmente concessa, l’
Associazione Culturale no-profit
“Il pane e le rose”, in collabora-
il tuono q 29
APPUNTAMENTI
Sabato, 27 novembre 2010
zione con “Emergency”, presenta il libro ”NATALE DI GUERRA - Pagine di luce in tempi
bui“ (Ancora Editore, Milano)
a cura di Alessandro Paronuzzi. Un’antologia che raccoglie
testimonianze e ricordi di scrittori, soldati e vittime nei giorni
indimenticabili dei Natali vissuti durante il primo e il secondo
conflitto mondiale: un’occasione preziosa per fare memoria
della profezia di Albert Einstein,
“La prossima guerra mondiale
sarà combattuta con le pietre”.
Intervengono alla presentazione, oltre al curatore dell’ antologia, Diego Cappelli (poeta),
Giulia Biagini (Emergency),
Nevia Monaco (psicoterapeuta),
Francesco Debiasio (studente), coordina Eldorado Kanzian
(operatore del volontariato culturale). L’incontro è un dono per
gli amanti della lettura e per tutti i costruttori di pace.
Cena di raccolta fondi e
conferenza Emergency
Dopo il successo delle scorse
edizioni, il gruppo Emergency
di Trieste organizza la consueta
cena natalizia di raccolta fondi.
Il ricavato della serata servirà a
sostenere il FAP (Posto di Primo
Soccorso) e centro sanitario di
Angharam, nella valle del Panshir in Afganistan, adottato dal
gruppo anche per l’anno 2010.
Prima della cena, alle 20.00,
interverrà Rossella Vatta, infermiera pediatrica, che ha lavorato all’Ospedale di Emergency di
Anabah, con una conferenza dal
titolo “La mia missione di pace
in Afghanistan”.
La serata avrà luogo venerdì 10
dicembre alla Casa del Popolo/
Ljudski Dom - Bita in località
Santa Croce 401/Kriz 401. La
prenotazione, obbligatoria, potrà essere effettuata, entro l’8
dicembre, scrivendo una mail
all’indirizzo emergencytrieste@
yahoo.it o chiamando il numero
347 2963852 e specificando se si
desidera un menù vegetariano.
Conferenza sul Glacolitico
La Comunità Croata di Trieste è lieta
di annunciare che sabato 4 dicembre
si svolgerà a Trieste la conferenza sul
“Glagolitico, l’antica scrittura
croata”, dalle 12.00 fino a sera.
L’evento, primo nel suo genere, avrà
luogo presso la Scuola Superiore
di Lingue Moderne per Interpreti e
Traduttori, in via Filzi 14 e prevede un
ricco programma di presentazioni sulla
storia e la tradizione dell’antica scrittura croata con accenni alle
tracce di glagolitico a Trieste.
Programma:
- ore 12.00 apertura dei laboratori - esposizione libri (ed. Erasmus)
- ore 17.00 conferenza “Il Glacolitico in Croazia e a Trieste”
Jelena Vignjević, Paolo G. Parovel e Damir Murković
- ore 19.00 concerto del coro “Bašćina”, diretto da Krešimir Brlobuš
- ore 20.00 ricevimento
L’ingresso è libero. Particolarmente gradita risulterà la presenza di
studenti ed appassionati di lingue e scritture antiche.
L’evento viene realizzato con il contributo della Regione autonoma
Friuli Venezia Giulia.
Per maggiori informazioni:
cell. 348 7104285 - fax. 040 361791
e-mail: [email protected]
www.comunitacroatatrieste.it / www.hrvatskazajednicatrst.it
Appuntamenti al KNULP
- Lunedì 29 novembre alle
20.30 proiezione del film
“BELLE TOUJOURS - BELLA SEMPRE” di Manoel de
Oliveira (Portogallo/Francia
- 2006 - 66’). Ingresso con
tessera F.I.C.C. (Federazione
Italiana Circoli del Cinema) in
vendita a 10 euro e valida sino
al 31 dicembre 2010.
- Martedì 30 novembre jam
session, in collaborazione con
la Scuola di Jazz del Conservatorio “G. Tartini” di Trieste.
Info: 320 0480460
[email protected]
www.thelonious.trieste.it
KNULP
Via Madonna del Mare 7/a
Tel/fax 040 300021
Aperto dalle 10.00 alle 24.00
Serata “Hip hop fest”
all’Ausonia
Sabato 27 novembre si svolgerà allo stabilimento Ausonia la
serata “Hip hop fest” organizzata
da “Fuoco negli occhi”, un collettivo ceh vede l’unione di due Mc
italiani, un Mc italo-francofono e
una funksoulsister. La prerogativa è quella di assecondare la propria sete di musica e di scrittura,
prediligendo tematiche introspettive e realistiche, atmosfere
notturne e talvolta esoteriche. La
scrittura degli mc è una scrittura
metrica, tecnica, in continua evoluzione nel suo intento di diventare un tutt’uno con l’intenzione
della strumentale.
Ingresso libero.
Stabilimento Ausonia
Riva Traiana 1, Trieste.
Info: www.radiofragola.com
Ricordo di Luigi Veronelli
all’enoteca Nanut
Martedì 30 novembre alle
19.00 all’enoteca Nanut di Trieste (via Genova 10 piazza Ponterosso) Edoardo Kanzian, operatore del volontariato culturale,
con l’associazione no-profit “Il
pane e le rose” e “Sapori del
Carso”, propone un ricordo di
Luigi Veronelli (scomparso nel
2004), filosofo - giornalista editore - gastronomo. Una della
figure centrali nella valorizzazione e nella diffusione del patrimonio enogastronomico del
nostro Paese, negli ultimi anni
ha animato il movimento “Terra e libertà”, “Critical Wine” e
“Le cucine dei popoli” ed è stato
nella giuria del Premio Nonino.
Tel. 340 6859654
[email protected]
Assemblea informativa
sui progetti NOTAV
Mercoledì 1 dicembre alle
20.30, presso la sala del Prosvetni Dom a Opicina, il Comitato NOTAV di Trieste e
del Carso assieme al Circolo
Culturale Sloveno “Tabor”
organizza un’assemblea pubblica informativa sui progetti
dell’alta velocità/alta capacità
che dovrebbero interessare il
Carso nei prossimi anni.
Interverranno esponenti del
Comitato NOTAV di Trieste e
del Carso e della Bassa Friulana. Saranno proiettati filmati
e sarà disponibile materiale
informativo.
Appuntamenti col
Circolo della Cultura
e delle Arti
Si terrà mercoledì 1 dicembre
alle 17.30 presso la Sala Baroncini
delle Assicurazioni Generali (via
Trento 8) l’incontro “Tecnologia
e suono organizzato: dalla musica elettroacustica al paesaggio
sonoro” con il prof. Pietro Polotti
(Conservatorio G. Tartini di Trieste).
A cura del prof. Andrea Sgarro.
Conferenza alla
farmacia “Alla Borsa”
La farmacia di piazza della Borsa
organizza martedì 30 novembre
alle 17.45 la conferenza “La perdita di una relazione importante. Come fronteggiare questa
situazione a livello emotivo...
Rimedi naturali che possono offrire un supporto sia per adulti
che per bambini”, con la psicologa dott.ssa Miriam Pinausi.
“Trieste, una storia
scritta sull’acqua”
Appuntamento con “Trieste,
una storia scritta sull’acqua”, la
manifestazione del lunedì al Civico Museo del Mare di Trieste,
in via Campo Marzio 5, organizzata dall’Associazione ambientalista Marevivo in collaborazione con il Civico Museo del Mare
dell’Assessorato alla Cultura del
Comune di Trieste e il contributo della “Samer & Co. shipping”.
Lunedì 29 novembre alle
18.00, dopo l’introduzione di
Marino Vocci, incontro con Paolo Fragiacomo giornalista e studioso di storia dell’industria e
Giulio Mellinato docente di Storia economica all’Università di
Milano-Bicocca su “La cantieristica italiana (1860-1940). Geografia e caratteri di un’industria nata e cresciuta all’ombra
dello Stato”. L’incontro partirà
dal saggio di Paolo Fragiacomo,
che si propone di individuare le
origini del “problema cantieristico” nel modo stesso in cui si è
formata in Italia la moderna industria delle costruzioni navali,
fra l’Unità e la Seconda guerra
mondiale.
trale (fine corsa) con partenza
da C.Marzio alle 10.00, arrivo a
Trieste Centrale alle 12.30;
al pomeriggio: Trieste Centrale - Miramare - Aurisina - Villa
Opicina - Rozzol - Trieste Campo Marzio (fine corsa) con partenza da Trieste Centrale alle
14.26, arrivo a Trieste C.Marzio
alle 16.30.
Soste a Villa Opicina, Aurisina,
Miramare e viceversa.
Quote di partecipazione per
singola corsa (mattino o pomeriggio):
- Adulti Euro 20
- Ragazzi da 7 a 12 anni Euro 15
- Bambini da 0 a 6 anni ammessi gratuitamente in ragione di
uno per ciascun partecipante
adulto e senza diritto al posto a
sedere.
Adesioni esclusivamente anticipate e sino ad esaurimento dei
posti (limitati) presso:
MODELLAND TRAIN
Via Vidali 8/b, Trieste
tel. 040 765336
Orario: da martedì a sabato ore
10.00 - 12.30 e 15.30 - 19.30.
Informazioni: cell. 335 5311348.
“Digitale terrestre:
istruzioni per l’uso”
Martedì 30 novembre alle
16.00, presso la Sala meeting
Starhotels - Savoia Excelsior, in
via del Mandracchio 4, si terrà
il convegno “Digitale terrestre:
istruzioni per l’uso” organizzato dal Corecom FVG.
The Game
Treno speciale di S. Nicolò
Verrà organizzato domenica
5 dicembre un tour ferroviario
in treno d’epoca sulle storiche
linee di Trieste non percorse dai
normali treni viaggiatori: un itinerario che offre scorci e panorami inusuali per il pubblico.
è prevista la partecipazione di
San Nicolò per allietare i viaggiatori più piccoli.
Itinerario:
al mattino: Trieste Campo Marzio - Rozzol - Villa Opicina - Aurisina - Miramare - Trieste Cen-
Mr. Yoz ti vede.
Mr. Yoz sa.
www.claudiaemax.com
... è più tardi di quanto pensi.
30 q il tuono
L’oroscopo
della settimana
Gli oroscopi sono tradizione antichissima che ha diversi livelli, dalla
saggezza millenaria raffinata del Libro dei Mutamenti cinese (I Ching)
a scemenze assolute e nocive che
noi non siamo disposti a pubblicare.
Abbiamo scelto perciò di fornirvi un
servizio che si avvicina al livello più
nobile, assegnando settimanalmente
ad ogni casa astrologica convenzionale delle massime che è sempre
proficuo meditare. La loro aderenza
personale apparterrà al mistero imponderabile della sorte ed alla vostra sensibilità e riflessione critica.
***
Ariete dal 21 marzo
al 20 aprile
Finirai per trovarla la Via... se prima hai
il coraggio di perderti.
Toro dal 21 aprile
al 20 maggio
L’uomo superiore è sicuro di sé senza essere arrogante; l’uomo dappoco è arrogante ma insicuro.
Gemelli dal 21 maggio
al 20 giugno
La vita è fatta di grandi sogni e di piccole speranze.
CALENDARIO
Sabato, 27 novembre 2010
Distributori di carburante aperti nei festivi
DOMENICA 28 NOVEMBRE
AGIP - Via Forlanini - Cattinara
AGIP - Viale Miramare 49
ESSO - Viale Campi Elisi
ESSO - S.S. 202 - Km 18+945 - Sgonico
Q8 - Aurisina 129 - Duino Aurisina
FLY - Passeggio Sant’Andrea
SHELL - Aquilinia - Muggia
TAMOIL - Via F. Sebero 2/3
Non metterti
alla guida
se hai abusato
di bevande alcoliche
Linea marittima TRIESTE - MUGGIA
FERIALE
Impianti aperti 24 ore su 24
TOTAL - Duino Nord Autostrada TS/VE
AGIP - Duino Sud Autostrada VE/TS
AGIP - Valmaura S.S. 202 - Km 36
(superstrada)
TRIESTE
Impianti self service
AGIP - Via dell’Istria 155
AGIP - Via Forti 2 - B.go San Sergio
AGIP - Viale Miramare 49
AGIP - Via A. Valerio 1 - Università
AGIP - Via Forlanini - Cattinara
AGIP - Strada del Friuli 5
AGIP - Duino S.S. 14
ESSO - Sgonico S.S. 202
ESSO - Via Carnaro - S.S. 202 - Km 3+0.67
ESSO - Piazza Foraggi 7
ESSO - Quadrivio di Opicina
ESSO - Via Flavia 120
ESSO - Str. Prov. del Carso - Km 8+738
OMV - Stazione di Prosecco 35
SHELL - Via Locchi 3
SHELL - Autoporto di Fernetti
TAMOIL - Via F. Severo 2/3
TOTAL - R.A. Km 27 Sistiana
TOTAL - Via Brigata Casale
TAMOIL - Viale Miramare 233/1
STAZIONE FERROVIARIA DI TRIESTE CENTRALE
TRIESTE – VENEZIA S.LUCIA
TRIESTE 4.30
5.32
6.41
8.18
VENEZIA S. Lucia
6.34
7.40
9.02
10.24
TRIESTE
VENEZIA S. Lucia
17.44
19.49
18.44
20.49
9.18
11.24
14.44
16.37
17.02
19.25
14.44
16.37
17.18
20.40
Partenza
6.45
7.50
9.00
10.10
11.20
14.10
15.10
16.20
17.30
19.35
MUGGIA
TRIESTE
7.15
8.20
9.30
10.40
11.50
14.35
15.40
16.50
18.00
20.05
7.15
8.25
9.35
10.45
11.55
14.35
15.45
16.55
18.05
20.05
7.45
8.55
10.05
11.15
12.25
15.05
16.15
17.25
18.35
20.35
Arrivo
Partenza
Arrivo
FESTIVO
TRIESTE
Partenza
9.30
11.00
13.30
15.00
16.30
18.00
MUGGIA
MUGGIA
TRIESTE
10.00
11.30
14.00
15.30
17.00
18.30
10.15
11.45
14.15
15.45
17.15
18.45
10.45
12.10
14.45
16.15
17.45
19.15
Arrivo
Partenza
Arrivo
Regime tariffario linee marittime
in vigore dal 1° gennaio 2010
Corsa singola ........................................... Corsa Andata e Ritorno . .......................... Abbonamento nominativo 10 corse.......... Abbonamento nominativo 50 corse.......... Biciclette .................................................. Euro
Euro
Euro
Euro
Euro
3,45
6,40
11,00
26,50
0,70
I biglietti ed abbonamenti sono venduti direttamente a
bordo dell’imbarcazione.
Orario fino al 10 dicembre 2010
12.44
14.49
13.44
15.49
14.44
16.49
15.44
17.49
16.44
18.49
9.18
9.38
11.11
11.16
14.35 13.55
11.44
13.37
14.02
16.25
12.44
14.37
15.02
17.25
12.44
14.37
15.15
18.35
13.44
15.37
16.32
18.55
19.18
21.50
TRIESTE – MILANO CENTRALE
TRIESTE
4.30
5.32
6.35
7.04
8.18
6.22
7.28
8.55 10.11
VENEZIA MESTRE
VENEZIA MESTRE
6.32
8.02
9.10 11.02
MILANO CENTRALE
8.55
10.25
10.55
11.25 13.25
TRIESTE
VENEZIA MESTRE
VENEZIA MESTRE
MILANO CENTRALE
11.44
13.49
MUGGIA
15.44
17.02
17.37
18.02
20.25
21.25
TRIESTE – ROMA TERMINI
7.04
TRIESTE
ROMA TERMINI
15.24
17.44
19.37
20.02
22.25
TRIESTE – NAPOLI CENTRALE
TRIESTE
7.04
21.54
NAPOLI CENTRALE
17.50
10.00
Cancro dal 21 giugno
al 22 luglio
Non c’è virtù così grande che possa essere al sicuro dalla tentazione.
Leone dal 23 luglio
al 22 agosto
Amare i nemici è l’unica via perché non
resti sulla terra neanche un nemico.
Vergine dal 23 agosto
al 22 settembre
Chi ha il coraggio di ridere è padrone
del mondo.
Bilancia dal 23 settembre
al 22 ottobre
Meglio aggiungere vita ai giorni che
non giorni alla vita.
Scorpione dal 23 ottobre
al 21 novembre
Anche il vestito più bello, se si continua
a rammendare, diventa uno straccio.
Sagittario dal 22 novembre
al 21 dicembre
Molti parlano dei poveri, ma pochi parlano con i poveri.
Capricorno dal 22 dicembre
al 19 gennaio
È umano amare, ed è ancor più umano
il perdonare.
Acquario dal 20 gennaio
al 18 febbraio
Com’è bella la vita, quando fai qualche
cosa di buono e di giusto.
Pesci dal 19 febbraio
al 20 marzo
Le verità sono come le medicine: hanno il sapore
cattivo e nessuno le vuole prendere, però fanno bene.
Frequenze:
1-Lunedì
2-Martedì
3-Mercoledì
4-Giovedì
5-Venerdì
6-Sabato
7-Domenica
#-Giornaliero
COMPAGNIE
AEREE
AZ-Alitalia
FR-Ryanair
JU-Jat Airways
LH-Lufthansa
(operato da Air
Dolomiti-Lufthansa
Regional)
LZ-BelleAir
AEROMOBILI
320-Airbus
A320,
738-Boeing
B737.800
AT7-ATR72
CR9-BOMBARDIER
CRJ900
sabato 20 novembre
anche dalle 13.00 alle 16.00
Piazza Libertà, 6
Tel 040 421125
Via di Servola, 44 (Servola)
Tel. 040 816296
Basovizza
Tel. 040 9221294
(solo per chiamata telefonica con
ricetta urgente)
SERVIZIO NOTTURNO
dalle 20.30 alle 8.30
del giorno successivo
Via dell’Istria, 18 - Tel. 040 7606477
domenica 21 novembre
dalle 08.30 alle 13.00
e dalle 16.00 alle 20.30
Piazza Libertà, 6
Tel 040 421125
Via di Servola, 44 (Servola)
Tel. 040 816296
Via dell’Istria, 18
Tel. 040 7606477
Basovizza
Tel. 040 9221294
(dalle 16.00 alle 20.30 solo per chiamata telefonica con ricetta urgente)
Emergenza sanitaria
118
115
Vigili del fuoco
112
Carabinieri
113
Polizia
040 4194311
Polizia Stradale
040 3790111
Questura
114
Emergenza infanzia
1522
Antiviolenza donna
Antincendio boschivo
1515
117
Guardia di Finanza
Polizia Municipale
040 366111
Guardia Costiera emergenze
1530
040 676611
Capitaneria del Porto
800 991170
ASL Numero verde
040 3991111
Osp. Riuniti Trieste
040 3186118
CRI Servizi sanitari
800 500300
Protezione civile
040 910600
ENPA Protez. animali
ASTAD Rifugio animali 040 211292
Canile sanitario
040 820026
800 152152
AcegasAps guasti
800 237313
Acegas informazioni
803116
ACI Soccorso stradale
Regione centralino
040 3771111
Comune centralino
040 6751
040 37981
Provincia centralino
Camera di Commercio 040 6701111
Aeroporto Ronchi d. L. 0481 773224
040 39991
ATER
040 6764111
Poste centralino
040 307730
RadioTaxi
040 390039
Taxi
800 016675
Trieste Trasporti
040 6758200
Biblioteca Civica
Biblioteca Gambini
040 634753
040 300725
Biblioteca Statale
SERVIZIO NOTTURNO
dalle 20.30 alle 8.30
del giorno successivo
...quando
hai bisogno
chiama
Telefono Amico CeVita
800 848444
Domenica 28
RAI 3 FVG
TELEQUATTRO
Lunedì 29
AMBASCIATORI
CineRam 10€
Viale XX settembre 35
040662424
www.triestecinema.it
Rapunzel, l’intreccio della
torre 3D
sabato e domenica 15.15,
17.00, 18.45, 20.30, 22.15
altri giorni 16.30, 18.20, 20.10,
22.00
Martedì 30 e mercoledì 1°
dicembre Cinecity Legend
presenta
Frankenstein Junior
15.50, 17.55, 20.00, 22.05
Intero 5,50€, ridotto e CineRam
5€
ARISTON
Viale Romolo Gessi 14
www.aristontrieste.it
The killer inside me
16.30, 18.45, 21.00
CINECITY
Multiplex 7 sale
(di cui 4 predisposte per il 3D)
Torri d’Europa, via D’Alviano 23,
tel. 040 6726800 - www.cinecity.it
Rapunzel, l’intreccio della
torre 3D
16.00, 18.00, 20.00, 22.00
A natale mi sposo
16.05, 18.05, 20.05, 22.05
La donna della mia vita
16.15, 18.10, 20.05, 22.00
Harry Potter e i doni della
morte - Parte prima
16.00, 16.30, 17.30, 18.45,
19.15, 20.30, 21.30, 22.00
Domenica anche matinée a 5€
10.45, 11.15, 13.00
Saw 3D - Il capitolo finale
16.10, 20.00, 22.00
Domenica anche matinée a 5€
10.50, 12.45
Un marito di troppo
18.00
Winx Club 3D - Magica
Avventura
11.00
Martedì 30 Riccardo Muti al
cinema via satellite: La Betulia liberata (opera)
20.45 Intero 12€, ridotto e
I fiori di Kirkuk
18.15
NAZIONALE MULTISALA
Viale XX settembre 30
040635163
www.triestecinema.it
Harry potter e i doni della
morte parte prima
16.10, 17.00, 18.35, 19.30,
21.00, 22.00 domenica anche
alle 11.00 e 14.30 a solo 4€
La donna della mia vita
16.10, 17.45, 20.40, 22.20
Un marito di troppo
19.15
A Natale mi sposo
16.30, 18.20, 20.15, 22.15
domenica alle 14.45
Il regno di Ga’ Hoole 2D
La leggenda dei guardiani
domenica alle 11.00 a solo
4,00 €
Cattivissimo me 2D
domenica alle 11.00 e 14.30 a
solo 4,00 €
SUPER
Via Paduina 4 angolo Viale XX
Settembre 040 367417
www.triestecinema.it
F.FELLINI
cinema d’essai
Viale XX settembre 37
040636495
www.triestecinema.it
Noi credevamo
16.15, 19.00, 21.45
GIOTTO MULTISALA
Via Giotto 8 040637636
www.triestecinema.it
Precious
16.30, 18.20, 20.10, 22.00
Stanno tutti bene
16.30, 20.20, 22.15
Benvenuti al sud
18.20
Il mio nome è Khan
16.15, 20.00, 22.10
Cattivissimo me 2D
sabato, domenica 16.30
Uomini di Dio
sabato, domenica 18.00
The social network
sabato, domenica 20.00, 22.00
altri giorni 22.15
Il biglietto ridotto costa solo 5.00
€ tutti i giorni (festivi e prefestivi
compresi) per tutti gli spettacoli. Per
ridotto si intende: ragazzi fino ai
18 anni, militari, ultrasessantenni,
universitari. Abbonati ai teatri e
Agis dal lunedì al venerdì (escluso i
festivi). Mattinate per le scuole 4 €.
Al martedì ingresso a prezzo ridotto
5/4 €
Teatri e concerti
Castello di S. Giusto di Trieste
Sala dei ricevimenti della Bottega del vino
- Sabato 27 novembre dalle 19.00
Ballo viennese
Un entusiasmante programma dei più svariati generi
musicali ballabili, i tradizionali cotillons, gli omaggi
per le signore e, a degna conclusione della serata, la
ricca lotteria di beneficenza. Per accedere è prevista la
prenotazione obbligatoria (ultimi posti ancora disponibili,
con un’offerta di 90 euro, contattando il F.E.I.A.
allo 040.634.738 o inviando una
e-mail a: [email protected])
Sala Beethoven
Via del Coroneo, 15 - Trieste
- Sabato 27 novembre ore 18.30
(gratuito)
Via dell’Istria, 18 - Tel. 040 7606477
Sabato 27
Cinema
Numeri utili
Farmacie di turno
Radioattività
il tuono q 31
INFORMAZIONI UTILI
Sabato, 27 novembre 2010
Martedì 30
Mercoledì 1
CHANSONS & CANZONI
Concerto del Gruppo vocale femminile della Cappella
Civica diretto dal M.o Marco Sofianopulo
Corrado Gulin al pianoforte
Repertorio di canzoni composte da D’Indy, Debussy,
Satie, Poulenc, Ravel, De Falla. Ingresso libero.
Politeama Rossetti
Viale XX Settembre, 45 - Trieste
- Lunedì 29 novembre ore 20.30
Orchestra di mantova
ANGELA HEWITT pianoforte
W. A. Mozart
Concerto n. 6 in si bemolle maggiore K 239
Concerto n. 8 in do maggiore K 246
Concerto n. 9 in mi bemolle maggiore K 271
Info: www.societadeiconcert.net
Giovedì 2
Venerdì 3
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
07.30 TGR Buongiorno
Regione
14.00 TG Regione
19.00 TG Regione
00.10 TG Regione
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
Trasmissioni in lingua slovena
18.40 TV Transfrontaliera
20.30 TGR
07:00 il notiziario mattutino
07:35 dopo il tg... tutti i gusti - R
08:05 Rotocalco adnkronos
08:30 il notiziario mattutino - R
09:00 Aria di casa
09:30 Betty la fea - telefilm
10:30 80 nostalgia
11:00 A tambur battente
12:40 Provincia di Trieste - sportello del lavoro
13:10 Conosciamo i nostri ospedali
13:30 il notiziario meridiano
14:00 Il Rossetti
14:15 Hard trek
15:50 Borgo Italia
16:25 il notiziario meridiano - R
16:55 K2
19:00 1 x 2 - aperitivo bianco nero
19:30 il notiziario serale
20:00 il notiziario sport
20:05 Campagna amica
20:30 il notiziario Regione
21:00 The operator
22:35 Il Rossetti
22:50 Qui Cortina
23:00 il notiziario notturno
23:35 Stoà
07:00 A casa del musicista
07:30 L‘età non conta - R
08:05 Salus tv
08:15 Musa tv
08:35 Rotocalco adnkronos
09:25 La Cina Imperiale:
Beising e Xian
10:45 Mukko Pallino
11:10 Borgo Italia
11:45 Super sea
12:10 Perché???
12:50 Dai nostri archivi
13:00 Domenica è sempre domenica
13:10 Qui Tolmezzo
13:15 Musica, che passione!
13:40 Attenti al cuoco - R
14:10 Camper magazine
14:30 Campagna amica
15:05 La saga dei Mc Gregor - tf
16:45 Cavallo... che passione
17:35 K2
19:30 Pagine e fotogrammi
19:45 Domenica sport
21:15 il notiziario della domenica
21:30 Domenica sport
22:35 The operator - thriller
00:20 Serata da macello... al Keller Platz
01:30 Schimansky - telefilm
07:00 il notiziario mattutino
07:35 Domani si vedrà - R
08:05 Super sea
08:30 il notiziario mattutino - R
09:00 Borgo Italia
09:30 Betty la fea - telefilm
10:15 La saga dei Mc Gregor - tf
11:45 Camper magazine
12:45 Videomotori
13:00 Provincia di Trieste - sportello del lavoro
13:30 il notiziario meridiano
14:05 ... animali amici miei
15:00 Rivediamoli: calcio dilettanti e Triestina Calcio
16:25 il notiziario meridiano - R
16:55 K2
19:00 Musa tv
19:30 il notiziario serale
20:00 il notiziario sport
20:05 Qui Tolmezzo
20:10 Dai nostri archivi
20:30 il notiziario Regione
21:00 Udinese a giochi fatti
21:45 Serata da macello... al Keller Platz
22:45 Pagine e fotogrammi
23:02 il notiziario notturno
23:35 Tg Montecitorio
23:40 Incontro Triestina - Grosseto
07:00 il notiziario mattutino
07:35 dopo il tg... animali amici miei - R
08:05 Camper magazine
08:30 il notiziario mattutino - R
09:00 L‘età non conta
09:30 Betty la fea - telefilm
10:20 Saul 2000 - Ripartire da Damasco
11:30 Cavallo... che passione
12:40 Mukko Pallino
13:05 Pagine e fotogrammi
13:30 il notiziario meridiano
14:05 ... nel baule dei tempi
14:35 Super sea
15:45 Splendori d‘Italia
16:25 il notiziario meridiano - R
16:55 K2
19:00 Attenti al cuoco
19:30 il notiziario serale
20:00 il notiziario sport
20:30 il notiziario Regione
21:00 Schimansky - Fantasmi del passato - telefilm
22:30 Cuore Tuareg
22:55 Qui Tolmezzo
23:02 il notiziario notturno
23:35 Tg Montecitorio
23:40 Incontro Basket Iesi - Basket Snaidero
07:00 il notiziario mattutino
07:35 dopo il tg... nel baule dei tempi - R
08:05 Mukko Pallino
08:30 il notiziario mattutino
09:00 A casa del musicista
09:30 Betty la fea - telefilm
10:20 Splendori d‘Italia
11:20 Cavallo... che passione
12:05 Super sea
13:00 Attenti al cuoco - R
13:30 il notiziario meridiano
14:05 ... attualità
14:35 Videomotori
15:30 Splendori d‘Italia
15:55 Hard trek
16:25 il notiziario meridiano - R
16:55 K2
19:00 La Provincia ti informa
19:30 il notiziario serale
20:00 il notiziario sport
20:05 Musica, che passione!
20:30 il notiziario Regione
21:00 La saga dei Mc Gregor - tf
22:35 Rotocalco adnkronos
23:02 il notiziario notturno
23:35 Tg Montecitorio
23:40 A tambur battente
00:35 80 nostalgia
07:00 il notiziario mattutino
07:35 dopo il tg... attualità - R
08:05 Videomotori
08:30 il notiziario mattutino - R
09:00 Domani si vedrà
09:30 Betty la fea - telefilm
10:20 Splendori d‘Italia
11:20 Borgo Italia
12:30 Rotocalco adnkronos
12:50 La Provincia ti informa - R
13:30 il notiziario meridiano
14:05 ... copertina da Udine
15:50 Cuore Tuareg
16:25 il notiziario meridiano - R
16:55 K2
19:10 Conosciamo i nostri ospedali
19:30 il notiziario serale
20:00 il notiziario sport
20:05 anteprima Triestina
20:30 il notiziario Regione
21:00 Sherlock Holmes - film tv
22:00 Italia magica
22:50 dai nostri archivi
23:02 il notiziario notturno
23:35 Tg Montecitorio
23:40 Schimansky - Fantasmi del passato - telefilm
07:00 il notiziario mattutino
07:35 dopo il tg... copertina da Udine - R
08:05 Hard trek
08:30 il notiziario mattutino - R
09:00 Provincia di Trieste - sportello del lavoro
09:30 Betty la fea - telefilm
10:30 Italia magica
12:45 Italia economia
13:05 dai nostri archivi
13:15 anteprima Triestina
13:30 il notiziario meridiano
14:05 ... tutti i gusti
14:35 Conosciamo i nostri ospedali
14:50 Mukko Pallino
15:15 80 nostalgia
16:25 il notiziario meridiano - R
16:50 K2
19:00 Ditelo al sindaco
19:30 il notiziario serale
20:00 il notiziario sport
20:05 Il Rossetti
20:30 il notiziario Regione
21:00 Stoà
22:20 Wild adventure
22:45 Musica, che passione!
23:02 il notiziario notturno
23:35 Tg Montecitorio
Sabato 27 e domenica 28 novembre
06.00 Radioattività Drive Time
(Musicale)
08.00 Il Buongiorno News
10.30 Radioattività Magazine
10.40 Telekommando con Sara
12.30 Radioattività Rewind (Musicale),
14.00 Radioattività Fifty Fifty
(Musicale)
15.00 Pomeriggio Radioattivo
17.00 Radioattività Music Box
21.00 The Factory (Musicale)
Da lunedì 29 a venerdì 3 novembre
06.00 Radioattività Drive Time
(Musicale)
08.00 Il Buongiorno News, 08.15
Radioattività Notizie, 08.30
Aggiornameteo, 08.50 Rassegna
stampa, 09.15 Radioattività
Notizie, 09.30 Music & News
10.00 Radioattività Magazine,
10.15 GR Oggi Trieste News
(locale),10.30 L’aggiornameteo,
10.40 Radioattività
Telekommando (Segnalazioni),
11.15 Radioattività Notizie,12.15
Radioattività Notizie
13.00 Radioattività Rewind (Musicale),
13.15 GR Oggi Trieste News
(Locale)
14.00 Radioattività Fifty Fifty (Musicale),
14.03 Units On Air - Quotidiano
Universitario
15.00 Pomeriggio Radioattivo, 15.15
Radioattività Notizie, 15.45 GR
Sport (Calcio)
17.00 Radioattività Music Box, 17.15
Radioattività Notizie, 18.15 GR
Oggi Trieste News (Locale),
18.45 GR Sport, 19.15
Radioattività Notizie, 20.05Units
On Air - Quotidiano Universitario
21.00 The Factory (Musicale)
32 q il tuono
SECESSION VIENNESE
Sabato, 27 novembre 2010
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