DALLA PREVENZIONE ALLA RICERCA PER VINCERE LA SOFFERENZA Supplemento al n° 1 Aprile 2011 di Obiettivo Salute - Periodico di informazione sulla salute della LILT Sezione Provinciale di Cuneo Direttore responsabile: Gianpaolo Marro - Redazione: Sergio Giraudo, Emma Mana, Elvio Russi Segreteria: Via Meucci 34 - 12100 Cuneo - Tel. 0171.697057 Poste italiane Spa - Sped. in Abb. Post. - DL 353/2003 (conv. in Legge 27/02/2004 n. 46) Art. 1, comma 2, DCB/CN Solidarietà e condivisione La diagnosi di una malattia è un momento traumatico, sconvolge la vita di pazienti e familiari, interrompe la quotidianità, fa mancare il terreno sotto i piedi. Ogni passo è impegnativo, analisi, interventi chirurgici, terapie, effetti collaterali, tutto è così difficile da affrontare, così destabilizzante, e sono così difficili da trovare “le parole per dirlo”. Sembra che nessuno possa comprendere fino in fondo quanta paura, quanto smarrimento tutto questo porta con sé... L’orizzonte si oscura e le persone sprofondano in un doloroso senso di solitudine. Ma c’è qualcuno con cui senza sforzo ci si può capire, riconoscere in uno sguardo, una lacrima, un sorriso... Sono le persone che stanno vivendo un’esperienza simile, che attraversano gli stessi sentimenti… Nei gruppi d’incontro, in un clima di empatia, autenticità ed accettazione, i partecipanti condividono la propria sofferenza e, grazie allo scambio, all’ascolto e al supporto degli altri, avviano un processo di cambiamento verso una maggiore serenità. Ogni volta che un gruppo inizia il cammino, la terapeuta che lo conduce osserva e accompagna la misteriosa alchimia che, nell’intreccio di storie simili e diverse, fa da catalizzatore di un’esperienza di trasformazione e riconciliazione. L’emozione e l’attesa del primo incontro, i primi momenti in cui i partecipanti trovano il coraggio per uscire dalla riservatezza e per cominciare a raccontarsi, il conforto, la capacità di mettersi in gioco, il desiderio comune, che piano piano si mette a fuoco, di trasformare il dolore in un’esperienza da cui si può imparare qualcosa… I gruppi insegnano sempre che solidarietà e condivisione aiutano ad alleggerire anche i momenti più duri. La malattia è spesso vissuta come una frattura che separa la vita in due parti: prima e dopo. Molti ci dicono: “Prima ero così e ora? Cosa c’è dentro di me che prima non c’era?”. Quest’interrogativo si trasforma nella curiosità, nuova e reale, di conoscersi e ascoltarsi. Il primo passo del lavoro del gruppo è in questa direzione. Le storie che ne nascono sono tutte diverse, ma contengono tanti temi comuni... Questo numero è stato stampato in 10.000 copie inviate gratuitamente ai soci ed amici della LILT - NOI CON VOI - DONNA PER DONNA Autorizzazione del Tribunale di Cuneo n.532 del 18.07.2000 Grafica e stampa TIPOLITOEUROPA CN - NON COMMERCIABILE La presente copia del giornale è distribuita gratuitamente in virtù del sostegno fornito dal Centro Servizi per il Volontariato Società Solidale di Cuneo. Le idee ivi espresse, i testi, le immagini qui pubblicati, sono sotto l’esclusiva responsabilità del Direttore responsabile e dell’Editore del giornale DALLA PREVENZIONE ALLA RICERCA PER VINCERE LA SOFFERENZA DONNA PER DONNA Sede: presso LILT Via Meucci 34 - Cuneo [email protected] Tel: 0171/697057 - 3337582556 - 3662832102 Presidente: Dott. Pier Dino Rattazzi Vice presidente: Dott.sa Renata Barberis, Segretaria: Lelia Marizza Tesoriere: Dina Ramonda - Consiglieri: Ivana Pane Adelina Zavattaro Segreteria: tutti i giovedì dalle 15,30 alle 18 in Via Meucci 34, Cuneo Le volontarie prestano servizio all’ospedale S.Croce: tutti i venerdì pomeriggio e il sabato mattina Tesseramento anno 2011: e 18 Coordinate bancarie per offerte/tesseramento BRE BANCA IT 41Q0690610200000000020903 LILT 2 Sede provinciale: Via Meucci 34 - Cuneo www.legatumoricuneo.it - [email protected] Tel 0171/697057 - Fax 0171/322049 Delegazioni: Alba Via Bertero 3/b Tel 0171/290720 Mondovì: Via Cuneo 3 Tel 0174/41624 Saluzzo: Via Martiri Liberazione 66 Tel 0175/42344 Presidente: Prof. Sergio Giraudo Vicepresidente: Elvio Russi - Consiglieri: Daniela Bianco, Gianfranco Boetti, Agostino D’Auria, Piero La Ciura, Oreste Maniscalco, Marco Merlano, Genny Siviero. Segretaria: Emma Mana I volontari LILT sono presenti tutti i giorni in Day Hospital oncologico, radioterapia, Hospice di Busca Tesseramento anno 2011: Socio Aderente e 15 - Socio Ordinario e 20 Socio Simpatizzante e 25 - Socio Benemerito e 50 Socio Sostenitore e 150 Coordinate bancarie per offerte/tesseramento BRE BANCA IT 21N 0690610200000000007273 CONTO CORRENTE POSTALE NUMERO 10763126 NOI CON VOI Sede: Via Centallo, 23 - Caraglio Tel. 340.3002584 e-mail [email protected] Sede Operativa: Caraglio - via Cesare Battisti, 15 - Mercoledì e Venerdi ore 9.00-12.00 - Tel. e Fax 0171.618411 Presidente Onorario: Elisa Isoardi Presidente: Silvana Beccaria Vicepresidente: Beccaria Irma. Segretaria: Zaira Mureddu Consiglieri: Angela Galante, Elvio Russi Consulente: Sergio Giraudo Tesseramento anno 2011: Socio aderente: 10 e - Socio ordinario: 25 e Socio benemerito: 50 e - Socio sostenitore: 100 e Socio onorario: grandi collaborazioni a titolo gratuito ed erogazioni liberali Coordinate bancarie per offerte/tesseramento BRE BANCA IBAN IT14X0690610200000000024027 La radioterapia intraoperatoria del carcinoma della mammella L a radioterapia (RT) ha un ruolo fondamentale nel trattamento del carcinoma della mammella in stadio iniziale: è in grado di ottenere un’importante riduzione delle recidive locali (75%) e, di conseguenza, di migliorare la sopravvivenza delle pazienti. Per questa ragione, il trattamento radiante postoperatorio costituisce uno standard dopo chirurgia conservativa (tumorectomia, quadrantectomia e asportazione del linfonodo sentinella o dissezione ascellare). Questo approccio multidisciplinare – cosiddetto BCT (Breast Conserving Therapy) – ottiene una sopravvivenza libera da malattia e una sopravvivenza globale sovrapponibili a quelle ottenibili con la mastectomia, ma evidentemente con un impatto cosmetico, sociale e psicologico decisamente migliore. La RT consiste nell’irradiazione dell’intera mammella residua fino alla dose totale di 50 Gy in frazioni giornaliere di 2 Gy in 5 settimane e in un sovradosaggio di 10-16 Gy con campi ridotti al letto tumorale, mediante l’utilizzo di elettroni o fotoni di adeguata energia. L’aspetto negativo della radioterapia è determinato, più ancora che dal rischio di danno ai tessuti sani interposti (minimo con le tecniche attuali), dal tempo necessario alla sua esecuzione (circa un mese e mezzo) e dal disagio degli accessi quotidiani soprattutto in caso di lontananza dal Centro di riferimento, come nella nostra “grande” Provincia. Questo protratto impegno necessario alla radioterapia ha condotto il mondo scientifico alla programmazione di diversi studi al fine di ridurre i tempi necessari per svolgere il trattamento, attuando comunque una irradiazione che consenta di ottenere risultati analoghi in termini di controllo di malattia e di risultato estetico. Claudia Fillini Una delle innovazioni più recenti è costituita dalla IORT (Intra Operative RadioTherapy). È una tecnica che utilizza la breccia operatoria, dopo la rimozione del tumore, per fare arrivare il fascio di radiazioni direttamente sul letto tumorale, possibile sede di malattia subclinica o sede di residuo macroscopico nel caso di resezione non radicale, dislocando o schermando i tessuti sani circostanti. È eseguita con fasci di elettroni di 4 – 12 MeV prodotti da acceleratori lineari mobili di nuova generazione, collocati direttamente in sala operatoria senza bisogno di modifiche strutturali. Lo staff della IORT (Intra Operative RadioTherapy) numero 2 - aprile 2011 3 DALLA PREVENZIONE ALLA RICERCA PER VINCERE LA SOFFERENZA I vantaggi di questa tecnica rispetto alla radioterapia convenzionale: •visualizzazione diretta del letto tumorale, definito congiuntamente dal chirurgo e dal radioterapista; •possibilità di proteggere i tessuti sani, che vengono schermati (polmone, cuore, coste) o dislocati (cute) e quindi completamente protetti; •il trattamento avviene in condizioni di malattia residua minima (la probabilità di controllo tumorale, per una data dose, si riduce con l’aumentare del numero delle cellule tumorali presenti) •irradiazione di tessuto ben vascolarizzato (la presenza di ossigeno aumenta l’efficacia tumoricida delle radiazioni); •riduzione del tempo totale di trattamento (pochi minuti invece di settimane). La IORT può essere utilizzata per eseguire il sovradosaggio sul letto tumorale (“boost”) o come modalità di radioterapia esclusiva. Nel primo caso sarà seguita da un trattamento frazionato a tutta la mammella con un acceleratore convenzionale dopo la guarigione della cicatrice chirurgica o, se prevista, dopo la chemioterapia adiuvante. 4 La IORT esclusiva (Partial Breast Irradiation) viene, invece, eseguita in casi selezionati le cui caratteristiche comportino un basso rischio di coinvolgimento dell’intera mammella. Le dosi somministrate sono diverse in relazione alla finalità del trattamento (unica irradiazione, 21 Gy, o sovradose sulla sede a maggior rischio di ricaduta, 9 Gy). La Struttura Complessa di Radioterapia dell’A.O. S. Croce di Cuneo (diretta dal Dr. E.G. Russi) già dal 2008, grazie alla lungimiranza del Dr. G. Marchetti e ai fondi della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, si è dotata di un acceleratore dedicato alla IORT, oggi collocato nella sala 3 del Blocco Operatorio. Sono stati eseguiti, per la sola patologia mammaria, oltre 100 trattamenti, alcuni dei quali nell’ambito di uno Studio randomizzato nazionale. Gli altri campi di applicazione sono costituiti dai sarcomi, dal tumore del retto, del pancreas, del distretto ORL, della prostata. Tutti i dati relativi ai trattamenti confluiscono nel data-base del gruppo europeo dell’ISIORT (International Society of Intraoperative Radiation Therapy) a scopo di ricerca. D.ssa Claudia Fillini S.C. Radioterapia Oncologica dell’A.O. S. Croce e Carle Cuneo MODALITÀ DI ESECUZIONE: 1) Prima dell’intervento chirurgico i medici coinvolti nel trattamento valutano le caratteristiche cliniche e strumentali della paziente e del nodulo, decidendo se proporre il trattamento IORT. 2) La paziente viene informata durante la visita di consulenza in Radioterapia Oncologica della possibilità di ricevere il trattamento radiante intraoperatorio, delle modalità di esecuzione e degli effetti collaterali ipotizzabili 3) Durante l’intervento chirurgico si procederà a: asportazione del nodulo e dissezione del linfonodo sentinella. Radiografia del pezzo operatorio per la valutazione della completezza macroscopica di asportazione posizionamento delle apposite schermature e valutazione degli spessori del tessuto mammario da irradiare con successiva scelta dell’energia ottimale di irradiazione somministrazione della radioterapia intraoperatoria asportazione delle schermature e sutura della ferita chirurgica 4) La paziente dopo la dimissione eseguirà le medicazioni richieste e le visite in Oncologia Medica necessarie a identificare e programmare le ulteriori terapie necessarie. 5) sarà avviata ad un programma di controlli periodici clinici e strumentali. La campana di vetro C hi non ha mai parlato della famosa “campana di vetro”? Tutti, prima o poi, abbiamo pensato a quel magico scudo per noi, per i nostri figli o per i nostri cari. Pur consapevoli del fatto di non poterci vivere sotto e che le nostre vite sono sempre in gioco, per un inconscio desiderio di “immunità” in qualche modo ci sembra che le cose brutte possano accadere solo agli altri; invece può succedere che in qualsiasi momento su di noi si abbatta un macigno ed ecco che improvvisamente la nostra campana di vetro non ci protegge più. Ho una collega sulla quale questo macigno si è abbattuto. Siamo colleghe da tanti anni ma con mansioni e sedi diverse quindi, per me, lei era solo una collega come tanti altri. Da qualche anno, invece, ci siamo trovate a lavorare nello stesso ufficio e quindi abbiamo potuto conoscerci meglio. Un paio di anni dopo le è stata diagnosticata la malattia e da quel momento è iniziata per lei una lunga e dolorosa battaglia: intervento, chemioterapia, radioterapia e tutto ciò che ne consegue. Ricordo ancora il giorno in cui l’ha detto alle colleghe; aveva gli occhi gonfi, cercava di frenare il pianto che sicuramente le scoppiava dentro e ha detto quelle poche parole dure, secche, che non lasciavano spazio a dubbi: ho un tumore al seno, devono operarmi subito. Una botta! Una botta che mi ha lasciato senza parole! Mi sono sentita piccola, stupida, impotente. Cosa dire in quel momento? Qualunque cosa sembrava inutile, vuota e scontata: ero impreparata. Io impreparata? Che stupida ... e lei allora? Chi di noi si sentirebbe pronto ad affrontare un problema del genere? Se i pensieri si sono accavallati nella mia testa, chissà cos’è successo nella sua mente! Si è trovata da un giorno all’altro a dover affrontare il suo difficile percorso; l’operazione è stata dura, invasiva, si è sentita confermare senza tanti giri di parole che la situazione era molto seria e davanti a lei si sarebbe prospettato un periodo difficile. Ha affrontato la chemioterapia con coraggio, forza e tanta speranza; ha avuto una grinta ed una voglia di vincere ammirevoli. Durante la cura, quando poteva rientrava in ufficio; le sarà costato una gran fatica ma al tempo stesso le ha fatto bene: era quasi una sfida, come se dicesse alla malattia che tanto avrebbe vinto lei, che la sua vita tornava alla normalità, nonostante tutto. La ricordo alla scrivania, a fare il suo lavoro con naturalezza, semplicità e con la gentilezza che l’ha sempre contraddistinta. Quale forza può venir fuori da una donna? Una donna ferita oltre che dalla malattia, anche nella sua femminilità aggredita; si è dimostrata una donna che non si tira indietro di fronte ai suoi impegni ed alle esigenze della famiglia e cerca di non fermarsi mai. Cosa potevo fare io? Poco, molto poco; ho solo cercato di starle vicino e di farle capire che c’ero. Vivere queste problematiche dall’esterno non è facile perché prevale molto l’impotenza e qualunque approccio sembra vuoto e privo di significato. Emotivamente ed affettivamente mi sono sentita molto coinvolta ma spesso ero frenata dal timore di poter essere indelicata e “fuori luogo”. E poi, in fondo, oltre che parole di conforto e qualche battuta sciocca per distrarla, cosa fare in queste circostanze? Consigli? No di certo...è difficile dare consigli se non si prova in prima persona. Ormai sono passati più di quattro anni dall’intervento e lei continua ad essere una donna forte e pronta a regalare un sorriso a chi le sta intorno. La sua battaglia non è ancora finita ma continua a combattere. Raramente l’ho vista presa dallo sconforto e per questo l’ho sempre stimata. Posso solo immaginare quanto questa malattia sia devastante per il fisico e per lo spirito; le giornate si susseguono con un’altalena di emozioni: paura, speranza, rabbia, impotenza, illusione, sconforto e chissà quante altre e le persone che ne sono colpite sono da guardare con profonda ammirazione. E’ importante che sentano la vicinanza di qualcuno e chi vi si trova accanto penso si debba porre con un enorme rispetto, con discrezione, anche solo con il silenzio e l’ascolto ma comunque sempre con la disponibilità a voler porgere una spalla. Lei è una persona molto discreta e riservata, non ha mai chiesto niente e dalla quale ho molto da imparare. Spero di essere riuscita a dimostrarle l’affetto che si merita e le auguro ogni bene. La tua amica Luisa numero 2 - aprile 2011 5 DALLA PREVENZIONE ALLA RICERCA PER VINCERE LA SOFFERENZA Apre lo sportello oncologico LILT INFORMA i Assistenza psicologica, burocratica e legale 6 L a LILT, nota soprattutto per il suo impegno nella prevenzione nella diagnosi precoce e nell’assistenza, rafforza il suo intervento nei confronti delle persone affette da tumore con un impegno preciso: garantire al malato oncologico maggiore ascolto e informazione sui suoi diritti, difenderne la dignità, farsi portavoce delle sue specifiche esigenze. Per realizzare questo, la sezione provinciale della LILT ha scelto di aprire, presso la sede di Cuneo e le delegazioni di Alba, Mondovì e Saluzzo, lo sportello oncologico “LILT Informa”, uno spazio libero e gratuito aperto a tutti. Rivolto a tutte le persone affette da patologie tumorali, che hanno bisogno di sostegno lo sportello oncologico offre assistenza psicologica, burocratica e sociale al paziente e ai familiari. Sul fronte della prevenzione, obiettivo non secondario dello sportello oncologico è favorire nella popolazione, in particolare nella fascia di età più giovane, la cultura della prevenzione. Perché creare uno sportello? L'esigenza nasce, oltre che dal costante aumento del numero dei pazienti affetti da tumore nella nostra provincia, anche dalla loro sempre più alta speranza di vita, un risultato permesso dai progressi scientifici che rende però necessario fornire un'assistenza a 360 gradi, dal momento della cura a quello della guarigione. Di fronte a una maggiore speranza di vita e ad un ventaglio più ampio e capillare di cure, si pone l'esigenza di orientare, guidare, assistere il soggetto affetto da tumore dal punto di vista psicologico, burocratico, sociale. In altre parole, partendo dalla consapevolezza della necessità di mettere in rete servizi che non curino soltanto la malattia, ma che si prendano “cura” della persona, lo sportello oncologico “LILT Informa” intende porsi come un elemento di integrazione e supporto rispetto al servizio sanitario, che offra informazioni chiare e corrette al paziente oncologico e ai familiari sui diritti previsti dalla legge in ambito lavorativo, oltre a informazioni sulle pratiche burocratiche. Quello che si vuole ottenere è un supporto alla persona e alle sue difficoltà, che consenta di non farla sentire smarrita nella ricerca di servizi e di sostenerla a livello informativo e psicologico sin dall’inizio. Il trovare immediatamente un punto di riferimento permetterà di affrontare, fin dal primo Dedicata ai miei cari Cala la sera, si accendono le luci, anche in cuor mio subentra l’oscurità. Il male che mi ha colpito potrebbe, improvvisamente, condurmi nell’aldilà dove alba non ci sarà e sole non sorgerà. Non riesco a dormire, Alcune rappresentanti della consulta femminile LILT momento, la malattia con maggiore forza e serenità, componenti non trascurabili ai fini della guarigione. Cosa offre lo sportello? Fornisce indicazioni utili su procedure mediche, sociali e diritti dei malati oncologici (pensioni, invalidità, esenzioni...), nonché rispetto ai luoghi dove poterli ottenere. Fornisce supporto psicologico alla persona affetta da tumore e ai familiari. Offre informazioni sulla prevenzione primaria (stili di vita sani) e secondaria (diagnosi precoce) attraverso la divulgazione di brochure, opuscoli e materiale informativo. Soddisfa le richieste di informazione, a partire da prevenzione, in modo da favorirne la conoscenza e facilitarne l'accesso. Chi lo gestisce? L’accoglienza viene svolta dai volontari LILT adeguatamente preparati, supportati da professionisti, in grado di fornire informazioni sulle strutture, i servizi e le attività sociali e sanitarie esistenti sul territorio per quel che riguarda l’oncologia. la paura di lasciare questo mondo meraviglioso mi tiene sveglio, quasi in attesa e le ore passano avvicinandomi alla luce dell’alba. Si spengono le luci, l’alba è già. Le strade si popolano e la vita riprende; splende il sole e nel mio cuore ritorna, con gioia, la speranza di vivere ancora e rimanere insieme a voi secondo la volontà del Signore. DOVE È ATTIVATO LO SPORTELLO? Dal 1° maggio 2011: ■ Sezione di CUNEO Via Meucci 34 - 12100 Cuneo (CN) Tel 0171/697057 - Fax 0171/322049 - [email protected] Orario sportello: 2° e 4° martedì del mese/15.00 - 18.00 ■ Delegazione di ALBA Via Bertero 3b - 12051 Alba (CN) Tel. 0173/290720 - Fax. 0173/223092 - [email protected] Orario sportello: 1° e 3° giovedì del mese/14.30 - 18.00 ■ Delezione di MONDOVÌ Via Cuneo 3 - 12084 Mondovì (CN) Tel. 0174/41624 - Fax. 0174/41624 - [email protected] Orario sportello: 1° e 3° lunedì del mese/14.30 - 18.00 ■ Delegazione di SALUZZO Via Martiri della Liberazione 66 - 12037 Saluzzo (CN) Tel. 0175/42344 - Fax. 0175/42344 - [email protected] Orario sportello: 2° e 4° sabato del mese/9.30 - 11.30 numero 2 - aprile 2011 7 DALLA PREVENZIONE ALLA RICERCA PER VINCERE LA SOFFERENZA Il percorso della salute 8 Il percorso della salute, progetto di prevenzione in ambito oncologico, è un lavoro proposto dalla Lilt di Cuneo e destinato ai bambini della scuola primaria, alle famiglie e agli insegnanti. Il progetto è stato costruito e pensato da un gruppo di esperti (psicologi, medici, esperti in comunicazione e alimentazione) ed ha esordito, da gennaio 2011, in molte scuole della provincia (Cuneo, Mondovì, Ceva, Alba, Canale, Montà, Cossano, Neive, Mango, Busca, Fossano, Scarnafigi Chiusa Pesio), anche grazie all'interessamento e al sostegno del Provveditorato agli Studi. I volontari della Lilt hanno seguito un percorso di formazione specifico per incontrare i bambini e parlare di prevenzione in termini semplici, chiari, attraverso input e obiettivi accattivanti. L’obiettivo, è diffondere la cultura della prevenzione attraverso stimoli educativi efficaci, non muovendo sulla minaccia e sui divieti. Insieme ai volontari si sono affiancati studenti delle Superiori e psicologi tirocinanti, occasione di apprendimento e importante strumento di osservazione, preziosa finestra sull'età dello sviluppo evolutivo. Negli incontri la risposta da parte della scuola, delle famiglie e in particolare dei bambini è stato positivo ed entusiasmante, oltre che molto stimolante per interventi futuri, per far crescere un progetto ancora in fase sperimentale. I bambini hanno fatto domande pertinenti e interessate, dimostrando attenzione sia ai contenuti sia alle modalità proposte dai volontari per raccontare i temi della prevenzione, oltre che una buona competenza in particolare su alcuni temi (alimentazione,fumo,..). I volontari hanno accolto questa sfida, davvero nuova rispetto alle attività che svolgono abitualmente in Lilt, con impegno ed emozione. Ci auguriamo che questo progetto possa crescere ed entrare ancora in tante classi, portando ai bambini cultura e arrivando alle famiglie, perchè la prevenzione, è l'alleato forte su cui possiamo contare! PER INFORMAZIONI RIVOLGERSI ALLA SEGRETERIA LILT 0171.697057 Il gruppo di coordinamento del Progetto “Il percorso della salute” Disegni dei bambini della classe seconda del I circolo di corso Soleri INIZIA UN LUNGO VIAGGIO Vivere l’esperienza accanto a un figlio disabile, ogni giornata ha senso quando è vissuta pienamente e di questo mi accontento. Di una cosa sono certa: in qualunque modo si concluda questo nostro cammino terreno, avrò una magnifica, grande certezza: di avergli voluto bene e di esserne ricambiata. La sua vita non sarà mai inutile e tutto il resto sono chiacchiere. Raccontare un pezzo della propria vita colmo di ricordi a volte dolorosi o traumatici, o semplicemente molto coinvolgenti dal punto di vista emotivo è tangibile, ma al tempo stesso dobbiamo mantenere una buona dose di autocontrollo in ogni situazione. Il momento della nascita di un figlio disabile è sicuramente quello più sofferto. Il momento della diagnosi, è un grande trauma, seguito da disperazione, paura per il futuro, perdita della speranza e nuove aspettative. Spesso si prova un sentimento di incredulità, specialmente se il figlio sta apparentemente bene e in alcuni casi si va alla ricerca del parere di altri medici o si naviga su internet alla ricerca di altre risposte. Si prova un senso di sollievo quando si è già avvertiti di qualcosa che non andava, ma che altri medici avevano assicurato che il problema era loro perché erano genitori troppo apprensivi. Si tratta in ogni caso di un viaggio che nessuno vorrebbe intraprendere e nessuno si sente preparato. Il rapporto difficile e conflittuale con le strutture, la difficoltà di diagnosi di determinate malattie e la mancanza di cure appropriate gettano i genitori in uno grande sconforto. Tutto questo fa sì che i genitori iniziano pellegrinaggi da un ospedale all’altro nella speranza di avere nuove informazioni. Una volta appurato quale tipo di handicap affligge tuo figlio e quali sono le sue necessità individuali ti ritrovi a doverlo crescere…e qui comincia l’avventura vera e propria. Infatti figli si nasce e genitori si diventa. S’impara a diventare “ genitori speciali di figli speciali”. La prima regola che si pone è quella dell’accoglienza che non è affatto scontata. Il genitore entra in crisi nel momento in cui deve decidere della vita di un altro individuo, siamo comunque obbligati ad una scelta in tempi brevi. Un cammino pieno di difficoltà, che ci obbliga a sobbarcarci di innumerevoli fatiche ed è avvolto dall’incertezza sui risultati. Il torto più grande che si possa fare ad un essere umano è rifiutarlo, negargli un’identità, uno spazio proprio! Chi viene al La nuova sede operativa dell’Associazione Noi con Voi mondo, ha il diritto di esistere, vivere ed essere amato. Anche loro possono vivere un’esistenza normale e felice. Sembra di acquisire una nuova identità,quasi come trovarsi a occupare nel mondo un posto diverso da quello prima della diagnosi. La coppia vive questa esperienza con sentimenti diversi ed affronta la notizia in modi diversi. Lo sforzo per superare le difficoltà può ravvicinare ulteriormente i genitori o possono insorgere attriti proprio nel momento del maggior bisogno di sostegno. Quando non si riesce a controllare le proprie reazioni bisogna pensare agli altri figli e alla loro possibilità di essere portatori sani, in alcuni casi. Per affrontare la particolare situazione è interessante vivere le proprie esperienze e condividere con altri questi percorsi di vita obbligati. Il ruolo del medico è estremamente importante e tanti sono gli aspetti di cui deve tener conto per il dovere della cura e dell’assistenza. Deve considerare ogni singola famiglia come individui con specifici bisogni e considerare tutti i bisogni della famiglia aldilà delle competenze mediche. È importante che si instauri un rapporto rispettoso e di fiducia tra medico e famiglia, indicando le risorse adeguate. Per agevolare la quotidianità di ciascun individuo e per il diritto alla salute occorre intervenire con specifici trattamenti riabilitativi mentre l’ospedalizzazione rappresenta un momento di esasperazione delle sofferenze legate alla patologia di base. Dobbiamo prendere atto dell’ assoluta necessità che manca sul nostro territorio e con un costante impegno, realizzare presto il punto di riferimento per i nostri malati. numero 2 - aprile 2011 9 DALLA PREVENZIONE ALLA RICERCA PER VINCERE LA SOFFERENZA Problemi nutrizionali nei pazienti con malattie lisosomiali 10 L e malattie lisosomiali come le lipidosi, le sfingolipidosi, le oligosaccaridosi e le mucopolisaccaridosi, non sono influenzate direttamente dall’alimentazione, come avviene per altre malattie metaboliche. Il capitolo “Trattamento nutrizionale” non compare nei protocolli terapeutici di queste malattie. La grande varietà di quadri clinici anche all’interno di una stessa entità patologica o sottogruppo, rende difficoltosa l’impostazione di un protocollo nutrizionale univoco. L’elaborazione della dieta viene lasciata all’esperienza, quando non alla inventiva, del medico curante o dei familiari. Un idoneo programma nutrizionale è un complemento fondamentale della terapia di queste rare ma gravi malattie che colpiscono soggetti in maggioranza nella fascia dello sviluppo e alla crescita. Nei bambini con disabilità neuromotoria le conseguenze della malnutrizione sono numerose e clinicamente significative; possono provocare, perdita di peso, alterazione funzionale di organi interni, atrofia dei muscoli toracici con complicanze bronco pneumoniche e compromissione del sistema immunitario, predisponendo l’organismo allo sviluppo di infezioni ricorrenti. È stata evidenziata una diminuzione dello sviluppo socio-emozionale e una minor collaborazione ad una terapia riabilitativa. Le cause di malnutrizione, in questi pazienti, sono molteplici e possono essere riunite in due gruppi: 1) difficoltà di assunzione del cibo 2) alterazione delle funzioni digestive e di assorbimento. Le strutture anatomiche che sovrintendono le funzioni, della suzione, masticazione, deglutizione e respirazione, sono correlate e la coordinazione di tali meccanismi è essenziale per prevenire l’aspirazione di cibo contemporaneamente all’ingestione di aria. A ciò si aggiungono spesso la difficoltà di comunicare il senso di fame o di sete e le anomalie posturali. La componente sensoriale nel bambino disabile; può causare un rifiuto per determinati alimenti se associati a sensazioni dolorose o spiacevoli. I disturbi più gravi possono portare i familiari a spendere molto tempo, per far assumere il cibo, non sempre in quantità sufficiente, al bambino generando pessimismo sulla possibilità di migliorare la nutrizione. Questo produce un’anomala nutrizione, sostenuta da tentativi di alimentazione con prodotti naturali e per vie naturali in certi casi protratti anche per anni, cui consegue un insufficiente apporto energetico, aggravando uno stato di malnutrizione in genere già preesistente. In questi pazienti è molto comune il reflusso gastroesofageo, Dott. Roberto Menci con una prevalenza che raggiunge il 75%, con ulteriore peggioramento dello stato nutrizionale. Anche la stipsi e l’impatto fecale sono problemi frequenti che causano molti disagi nei bambini con danno neurologico. La stipsi è associata a un precoce senso di sazietà e può aggravare la difficoltà ad alimentarsi di questi bambini, causando uno scarso apporto nutrizionale. Altri disturbi intestinali provocano sintomi come la dilatazione intestinale, crisi dolorose di tipo colico e un alvo alternante (stipsi e diarrea). I bambini sono destinati ad andare incontro a complicanze come malnutrizione proteico-calorica, carenza di micronutrienti, osteopenia, alterazione idroelettrolitiche, problemi respiratori. Gli standard di accrescimento, altezza per età e peso per età dei bambini neurologici sono inferiori a quelli della popolazione di riferimento composta da bambini sani. La mediana del peso per l’età nei bambini con quadriplegia spastica, paralisi cerebrale è inferiore al decimo percentile e la loro mediana dell’altezza per l’età è uguale al decimo centile rispetto alla popolazione di riferimento. Il divario fra la differenza della linea di crescita dei bambini neurologici e la popolazione di riferimento è incrementato con l’aumentare dell’età, ovviamente non solo a causa della malnutrizione, ma anche, e soprattutto, della patologia di base. La valutazione dello stato di nutrizione si propone di identificare in modo più attendibile i soggetti con problemi nutrizionali che richiedano un intervento terapeutico specifico. La valutazione è parte integrante della gestione del paziente per cui è necessario un monitoraggio nel tempo. L’antropometria, che determina il peso e l’altezza, non può essere sufficiente come indice dello stato di nutrizione: a causa delle deformità fisiche e della compromissione della crescita staturale, il bambino con patologie neuromuscolari, è costretto a posture obbligate e non sempre è deambulante. Esame strumentale importante è la bioimpedenzometria (BIA), non invasivo che consente di rilevare la composizione corporea in modo rapido, determinando lo stato d’idratazione intra- ed extracellulare ed i rapporti tra massa muscolare, massa non grassa metabolicamente inerte, del tessuto adiposo essenziale e massa grassa di accumulo. I bambini con disabilità hanno una più bassa spesa energetica a causa della ridotta mobilità. Il Clinical Paediatric Dietetics (2007) riferisce che nei bambini con disabilità neurologica la richiesta energetica non è superiore al 75% della richiesta media riferita all’altezza per età. I requisiti energetici di questi bambini variano in relazione alla specificità della patologia, gravità delle loro disabilità, morbilità, presenza di difficoltà ad alimentarsi alterazione del metabolismo. Le strategie nutrizionali da adottare si possono dividere in due gruppi. Alimentazione assistita I bambini con disfagia possono avere difficoltà nel gestire boli di dimensioni e densità diversi. Il principale criterio di differenziazione degli alimenti per disfagia è rappresentato dalla consistenza o densità. Ci sono prodotti di consistenza adeguata, in grado di offrire soluzioni appropriate per i problemi di disfagia come bevande di consistenza gelificata pronte all’uso, che consentono di “mangiare” l’acqua con aromi gradevoli e vari. In alcuni casi si può associare l’uso di integratori alimentari che sono “alimenti dietetici destinati a fini medici speciali” a formula chimicamente definita, già pronti all’uso come budini creme o integratori energetici a base di maltodestrine o prodotti modulari a base di carboidrati e lipidi. Anche la carenza di fibre nella dieta può richiedere, in presenza di stipsi, una supplementazione con prodotti idonei. Nutrizione artificiale per via enterale. La Nutrizione Enterale Può essere di grande aiuto: è possibile attuare una somministrazione per sonda nasogastrica o, una gastrostomia (PEG). Nella nostra esperienza di trattamento nutrizionale personalizzato su 38 pazienti per 16 mesi, abbiamo verificato l’efficacia di una alimentazione che preveda nutrienti e metodiche individualizzati per ogni singolo paziente con l’impiego anche della nutrizione artificiale. È stata calcolata la deviazione standard (z-score) del peso dei pazienti, in riferimento al percentile di appartenenza sulle griglie di accrescimento CDC 2000, all’inizio trattamento nutrizionale e in tappe successive. Gli standard di accrescimento, altezza per età e peso per età, dei pazienti affetti da malattia lisosomiale sono inferiori a quelli di una popolazione di soggetti sani. La mediana del peso per età è inferiore al 10° percentile è pari ad uno z-score di -2,20. I pazienti sottoposti al trattamento nutrizionale personalizzato sono partiti con uno z-score medio di -2,81 per risalire, al termine del periodo di osservazione, ad uno z-score medio di -2,18 in accordo con il valore di -2,20 indicato in letteratura. Una corretta alimentazione favorisce il recupero ed il mantenimento di un soddisfacente stato nutrizionale con effetti benefici, anche se di diverso impatto in relazione all’entità patologica, sul piano organico e neurologico con vantaggi per l’efficacia dell’eventuale fisioterapia, con la riduzione dei disturbi gastrointestinali e sulla qualità della vita. Dott. Roberto Menci Specialista in Clinica Pediatrica e in Chirurgia Pediatrica già Direttore del Servizio Nutrizionale dell’Ospedale Pediatrico “A. Meyer” di Firenze già Docente di Nutrizione Clinica Pediatrica all’Università di Firenze numero 2 - aprile 2011 11 DALLA PREVENZIONE ALLA RICERCA PER VINCERE LA SOFFERENZA Centro Servizi per il Volontariato SOCIETÀ SOLIDALE Via Mazzini n. 3 - 12100 CUNEO Tel. 0171605660 Fax. 0171648441. E-mail: [email protected] Siti: www.csvsocsolidale.it; www.fieradelvolontariato.it 12 I NOSTRI SERVIZI I SERVIZI E GLI STRUMENTI OFFERTI DAL CSV SOCIETÀ SOLIDALE A TUTTE LE REALTÀ DEL VOLONTARIATO SONO GRATUITI. CONSULENZA Assistenza tecnica per la redazione, le modifiche e la registrazione dello statuto. Supporto per l’iscrizione al Registro del Volontariato. Consulenza fiscale, tributaria, contabile, legislativa, gestionale. Per informazioni: consulenza@ csvsocsolidale.it. PROGETTAZIONE Supporto nell’individuazione di idee progettuali e nella loro elaborazione e presentazione. Per informazioni: progettazione@csvsosolidale. it Ricerca, aggiornamento e comunicazione dei bandi di finanziamento pubblici e privati. Collaborazione a progetti di Associazioni di volontariato per l’avvio e la realizzazione di specifiche attività. Analisi delle esigenze del territorio e promozione di progetti che ad esse sappiano rispondere, in collaborazione con le istituzioni pubbliche e private. Monitoraggio dei progetti sul territorio. Per informazioni: monitoraggio@ csvsocsolidale.it. FORMAZIONE Attività formative e di approfondimento organizzate e proposte da Società Solidale su temi e problematiche di interesse per il volontariato al fine di qualificarne l’attività e di diffondere la cultura della solidarietà. Attività formative di settore in collaborazione con una o più associazioni di volontariato. Per informazioni: formazione@ csvsocsolidale.it. PROMOZIONE Favorire la crescita del volontariato attraverso iniziative di coordinamento, eventi solidali, campagne promozionali per reclutare volontari. Organizzazione della Fiera del Volontariato a carattere provinciale. Sito Web www. csvsocsolidale.it con realizzazione di pagine nell’apposita sezione “Associazioni”. Per informazioni: [email protected]. PROGETTO SCUOLA-VOLONTARIATO promuovere l’incontro e la collaborazione tra mondo della scuola e mondo del volontariato. Per informazioni: [email protected] DOCUMENTAZIONE Diffusione di informazioni utili e di notizie sul volontariato mediante l’invio di News ogni quindici giorni dal sito www.csvsocsolidale.it, spedizione della Newsletter mensile “Società Solidale News” e della rivista periodica “Società Solidale”. Per informazioni: redazione@ csvsocsolidale.it. Aggiornamento costante del Data Base delle associazioni presenti in provincia di Cuneo. Centro di documentazione presso la sede di Cuneo con Biblioteca ed Emeroteca del Volontariato. COMUNICAZIONE Sostegno alla comunicazione e alla promozione d’immagine delle associazioni di volontariato mediante lo studio, l’ideazione e la stampa di depliant, locandine, volantini. Realizzazione di video sul volontariato. Ufficio stampa solidale: stesura e invio di comunicati stampa, servizi televisivi da proporre alle tv locali per le Associazioni di Volontariato. Video e filmati di promozione del Volontariato. Per informazioni: [email protected] LOGISTICA concessione in comodato d’uso gratuito di attrezzature per la formazione e la promozione del Volontariato alle Associazioni di Volontariato (videoproiettore, telo per proiezione, lavagna luminosa, griglie….)