DSA
Come studiare
sabato 19 dicembre 2015
Dott.ssa Patrizia Dall'Argine
1
TEORIA DELL APPRENDIMENTO DI
AUSBEL

Apprendimento
meccanico

chiede un impegno
modesto basato su
memorizzazione e
incorporazione passiva dei
dati nella struttura
cognitiva.





sabato 19 dicembre 2015
Apprendimento
significativo
Assimilazione
Differenziazione
progressiva
Riconciliazione
integrativa
Assimilazione
obliterativa
Organizzatore
anticipato
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2
VANTAGGI DELL’APPRENDIMENTO
SIGNIFICATIVO




Conoscenze ricordate più a lungo
Maggiore differenziazione dei concetti
classificatori (facilitazione nell’apprendimento di
argomenti simili)
Anche in caso di oblio di elementi subordinati
specifici, è possibile ricordare informazioni
collegate
Elevata generalizzazione delle conoscenze
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3
Quali strumenti utilizzare ?







Mappe
Mappe
Mappe
Mappe
Mappe
Mappe
Mappe
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mentali
cognitive
per argomentare
per investigare
informative
decisionali
concettuali
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4
Gli schemi non sono mappe!

Organizza
conoscenze
attraverso nodi e
archi di relazione
che possono
creare circuiti
associativi
complessi .
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Filosofia
Marx
Storia
Rivol indus
Arte
duchamp
La macchina
Italiano
Pirandello
Fisica
termodinamica
Musica :
I sintetizzatori
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Geografia
Terremoti
5
Schema :
rappresenta materiali informativi e di
apprendimento con cui ci si misura per
la prima volta.



Non ci sono regole di composizione logicopredefinite
Massima adattabilità al contesto
Sintassi costruita in progress
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Perché è efficace?



Perché corrisponde ad un campo di
conoscenze noto
È congruente con la realtà conoscitiva
di riferimento
È coerente sul piano logico-visivo
perché composto con regole operative
efficaci
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Vantaggi




Plasticità
compositiva
Adattabilità a
diversi contesti
comunicativi e
informativi
Limitato carico
cognitivo
Soggettività
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Svantaggi




Brevità del ciclo di
vita
Bassa riutilizzabilità
Dipendenza dal
contesto
comunicativo
Scarsa condivisione
con gli altri
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8
Attenzione alle
connotazioni visive!

Gli orpelli visivi a distanza di tempo
possono essere messi in dubbio
perché potremmo dimenticarci il
senso.
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Mappe …
Uno strumento per
orientarsi … in classe
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Mappa mentale
Il mio tempo libero
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Mappe mentali






Rappresentano idee già appartenenti
al patrimonio cognitivo
Brainstorming
Modello visivo a raggiera
Principio associazionista
Gerarchia di contesto
Forte connotabilità grafica
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Regole per le mappe mentali





L argomento di partenza si mette al centro
L argomento può essere rappresentato in forma
testuale o iconica
La logica è radiale cioè va dal centro alla
periferia
Gli item (topic) possono essere rappresentati in
forma iconica o testuale ma collocati attorno all
argomento di partenza
A ciascun topic possiamo assegnare dei subtopic
cioè elementi di secondo livello.
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Mappe mentali





Vantaggi

Graficità
Colore
Riconducibilità dei
concetti
Memorizzazione
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


Svantaggi
Scarsa leggibilità
Difficile individuazione
dei legami trasversali
Logica centrifuga
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MAPPA MENTALE: ESEMPIO
(tratto da T. Malim)
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Cos’è una mappa?
Una rappresentazione grafica che serve per orientarsi
in un percorso
per studiare è utile costruire mappe delle conoscenze,
delle idee - chiave e di tutti i possibili collegamenti fra i concetti.
il percorso di apprendimento sarà così facilitato e si avrà anche
un'ottima guida per l'esposizione.
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collegamento
Concetto
Concetto
Concetto
Concetto
collegamento
Concetto
Concetto
collegamento
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La mappa concettuale è una
rappresentazione logica di un argomento
preciso;uno strumento mentale destinato
al sostegno alla stimolazione, all’analisi
delle capacità analitiche e di pensiero
degli studenti;una rappresentazione
visiva della struttura cognitiva di un
individuo su un argomento è una
concettualizzazione di un argomento di
studio
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Perché usarla?
Le mappe vengono utilizzate per
rappresentare,
utilizzare e
gestire la conoscenza,
… In quanto …
rappresentano
graficamente
concetti, ricordi,
eventi, teorie ed
immagini,
esplicitandone i
legami.
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Raffigurano la modalità con
cui la conoscenza viene
conservata nella mente umana
attraverso l’uso di assonanze
e analogie utili a “navigare in
una rete di significati”
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20
zolle
vulcani
delle
grafici
dei
zone
margini
si verifica ai
cioè
sismogrammi
si verifica nelle
vulcanico
tettonico
maremoto
bradisismo
che disegnano
sismografi
costruzioni di tipo antisismico
può essere
viene individuato dai
Si previene con
TERREMOTO
S i classifica con
Mercalli
sono
scale
È
informazione
un
può essere
movimento
si manifesta nell’
ha origine nell’
della
Richter
crosta terrestre
cittadini
previsto
mediante
osservazione
epicentro
ipocentro
ai
studio
posto sopra
hanno origine dall’
onde sismiche
registrano le
hanno origine
dall’
possono essere
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longitudinali
trasversali
superficiali
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21
Mappe concettuali






Dipendenza da domanda focale
Principio connessionista (relazione tra
concetti)
Obbligo di etichettare le relazioni
Criterio di inclusione relativa
Relazioni trasversali
Vocazione proposizionale
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Attività propedeutica


Prendere dimestichezza con gli elementi
costitutivi della mappa, nodi, concetti relazioni
Rendere gli allievi padroni delle operazioni
fondamentali
 Esplicitare e validare con gli allievi le
potenzialità cognitive dell impiego delle mappe
su un campo di azione
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Attivare lo spazio di
apprendimento


Prevedere occasioni formative dove si
richiede agli allievi l utilizzo di tutti i
modelli logico visivi disponibili.
Sviluppare il lavoro in modo
trasversale per coinvolgere diversi
campi di conoscenza e diverse
discipline
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Tutta la mappa deve essere
pensata per rispondere ad una
domanda focale che:
fa parte della rappresentazione grafiche
 È essenziale ai fini di una corretta
impostazione e comprensione del processo
di C.maping.

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25
La domanda focale deve essere
rivolta a:


garantire l’intenzionalità del processo
cognitivo di rielaborazione e
ricostruzione di concetti e relazioni che
si tradurrà nella mappa.
Testimoniare che il processo di
apprendimento ha prodotto una
visione di insieme.
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La domanda focale deve
garantire:



La corrispondenza tra rappresentazione
grafica e realtà conoscitiva
La congruenza tra modello compositivo e
la prospettiva di indagine con la
ricostruzione dei concetti e delle relazioni
La coerenza interna alla rappresentazione
della disposizione dei concetti e delle
interconnessioni.
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Una metodologia
per la costruzione delle mappe
Fasi
Individuazione del concetto di partenza
Raccolta dei concetti collegati
Selezione dei concetti
Costruzione dei legami
Assegnazione delle parole legame
Gerarchizzazione della mappa
… vediamole insieme …
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L'individuazione del concetto di partenza
scelta che è opportuno compiere con il gruppo
classe, una prima riflessione utile a
concentrare l'attenzione, a delineare
l'argomento e creare un “territorio
comune”delle conoscenze.
vulcanico
maremoto
bradisismo
La raccolta di concetti
Una volta definito il campo di
indagine segue una fase di raccolta
di concetti, che dovrebbe essere la
più larga e aperta possibile.
É opportuno, infatti, dedicare a
questa attività il tempo necessario a
far emergere il maggior numero di
concetti che il gruppo è in grado di
esprimere.
L'ampiezza non deve spaventare, in
quanto si tratta qui di raccogliere
materiale grezzo che poi andrà
selezionato.
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zolle
Mercalli
tettonico
Richter
cittadini
TERREMOTO
movimento
scale
ipocentro
studio
epicentro
crosta terrestre
Italia
grafici
onde sismiche
paura
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Giappone
morti
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La raccolta può essere svolta in modo più o
meno strutturato, si possono utilizzare le
metodologie di alcune fasi del brainstorming,
in particolare le fasi di produzione di idee e di
selezione, o aiutarsi con alcuni testi da cui
estrapolare i concetti.
Sarà l'insegnante a decidere la modalità più
opportuna in base alle conoscenze possedute
dal gruppo e alla complessità e tipologia
dell'argomento scelto e della situazione
didattica.
Può essere utile anche usare una modalità
mista: prima una raccolta libera che farà
emergere le conoscenze disciplinari pregresse
e quelle di tipo esperienziale, da completare
con una raccolta di concetti individuati da una
veloce e mirata consultazione di testi.
E’ opportuno che il docente abbia svolto prima
il lavoro che propone alla classe, in modo da
avere già un’idea dell’estensione dell'area
concettuale in esame per poter eventualmente
porre domande e stimoli agli studenti.
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zolle
La selezione dei concetti
Con la successiva selezione dei
concetti ci si chiederà cosa di quanto
raccolto è davvero pertinente e a quale
vulcanico
livello di approfondimento si dovrà
giungere.
Mercalli
Per operare la selezione sarà
necessario discutere con la classe
alcuni criteri condivisi, quali
Richter
l'eliminazione di concetti poco
collegabili agli altri, troppo
movimento
personali o specifici, il vincolo del
ipocentro
tempo, la coerenza dei contenuti.
maremoto
bradisismo
tettonico
cittadini
TERREMOTO
scale
studio
epicentro
Al docente il compito di guidare la
crosta terrestre
discussione con opportune domande,
Italia
cercando di non fornire risposte
grafici
dirette, dovremmo infatti abituarci a
onde sismiche
guidare e portare avanti il lavoro
paura
morti
riformulando e riproponendo i
Giappone
problemi che di volta in volta si
presentano.
Vengono in questo caso eliminati i concetti che riguardano
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emozioni, in quanto la mappa avrà un taglio descrittivo e
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scientifico
Concetti e relazioni

I concetti sono
porzioni di testo
all’interno di figure
geometriche.



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Le relazioni sono
marcate da
segmenti che
congiungono vari
concetti.
I segmenti sono
orientati con punte
di freccia
Devono essere
forniti di etichette.
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Definizione e delimitazione dei
concetti




Il concetto deve essere un unità informativa e
di significato autosufficiente rispetto alla
domanda focale e non può essere frazionabile.
Il concetto deve essere delimitato da parte
dell’autore e da parte del fruitore e non deve
richiedere altre denotazioni semantiche.
Bisogna verificare se l espressione usata
genera un immagine mentale efficace.
Ogni denotazione che definisce un concetto
deve essere irrinunciabile.
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Principio di inclusione
relativa

I concetti che hanno valore più
generale vanno posizionati più in alto
utilizzando criteri non assoluti ma
conseguenti dalla specifica domanda
focale.
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La costruzione della mappa e dei
collegamenti
Iniziando a costruire i collegamenti si
verificano le scelte fatte e spesso ci si accorge
di aver tralasciato qualche concetto.
Attraverso rielaborazioni successive, si arriva
gradualmente ad una mappa che tenda ad
avvicinarsi alla visione disciplinare del
problema e a diventare condivisa all'interno del
gruppo.
zolle
vulcani
margini
zone
tettonico
vulcanico
E’ necessario tenere presente che le prime
esperienze di costruzione di mappe
TERREMOTO
mettono in evidenza la difficoltà dei
ragazzi a staccarsi dalla forma libro, tendono
cioè ad essere lineari, con pochi collegamenti e
generalmente poco organizzate.
movimento
Compito dell’insegnante è quello di far
esplicitare i punti complessi e favorire,
epicentro
ipocentro
attraverso processi di mediazione, nuove
acquisizioni cognitive (di concetti o di
relazioni); mettendo gli alunni in condizione di
procedere il più possibile da soli e attraverso
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l'interazione
con i compagni.
bradisismo
maremoto
costruzioni
informazione
previsto
studio
osservazione
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L’ esplicitazione dei legami
zoll
e
delle
vulcani
dei
riflessione metacognitiva sullamargini
zone
si verifica ai
si verifica nelle
pertinenza e coerenza delle
maremoto
vulcanico bradisismo
relazioni:
tettonico
significato dei verbi, delle
di tipo
congiunzioni, delle frasi che si
costruzioni
antisismico
può essere
utilizzano come legami.
Si previene con
ha/contiene/comprende
ai
TERREMOTO
approfondimento o analisi
informazione
cittadini
delle parti del concetto,
È un
può essere
che/produce
previsto
movimento
legame di causa/effetto,
si manifesta nell’
mediante
costituisce/forma,
ha origine nell’
studio
osservazione
concetti superordinati,
epicentro
ipocentro
esemplificazioni, analogie,
posto sopra
sequenze temporali.
Questo lavoro costringe quindi a prendere coscienza del
proprio percorso di pensiero, ad esplicitare il perché si
collega una parola ad un'altra e a motivarlo nel confronto
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con il gruppo;
È necessario orientare ed
etichettare i segmenti per
capire in che rapporto sono i concetti
rispetto alla domanda focale. definire
i tipi di relazioni comprese quelle
trasversali.
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Altre regole di composizione




Le relazioni possono essere inclusive o
trasversali
Se esiste un concetto è perché esiste una
relazione di inclusione che lo riguarda
Ogni relazione tra concetti va etichettata in
modo preciso
Concetto+relazione+concetto deve costituire
un unità di significato autosufficiente e in
grado di generare altre unità di significato.
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Relazioni trasversali



Consentono di costruire ulteriori relazioni
tra i concetti della mappa sulla base di
rapporti di inclusione implicati dalla
domanda focale.
Possono essere tracciate solo tra concetti
già presenti nella mappa
Non possono reggere concetti.
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A cosa servono?


Rappresentano e definiscono in modo
consapevole le reti di relazioni tra i
concetti in momenti significativi di un
percorso di apprendimento
Intenzionale distanziamento cognitivo
per la visione di insieme delle
conoscenze acquisite
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ESEMPIO DI MAPPA CONCETTUALE
(tratto da Novak, 1998)
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La gerarchizzazione della mappa
Perché il prodotto sia leggibile, organizzato,
logicamente coeso e ben bilanciato nelle sue
parti, diventa necessario
un lavoro di gerarchizzazione dei concetti.
Normalmente è necessario qualche tentativo per
arrivare a produrre una mappa graficamente
corretta.
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La gerarchizzazione della mappa
Alcune convenzioni che rendono la mappa più
leggibile:
porre i concetti di pari livello sullo stesso asse
(verticale o orizzontale)
 porre i concetti subordinati uno sotto l’altro,
 orientare le frecce nel senso della lettura del
collegamento
 usare frasi concise e precise per definire i
collegamenti
 nel caso che il dominio concettuale da
rappresentare sia molto ampio, valutare se è il
caso di spezzarlo in “sotto-mappe” dipendenti
dalla prima e ad essa
collegate.
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
COLLEGAMENTI VERTICALI

Di causa-effetto

Di fine o scopo

Inclusivi

Transitivi
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COLLEGAMENTI ORIZZONTALI
 Temporali
 Spaziali
 Nominali
 Di esplicitazione o di esemplificazione
 Di paragone o contrasto
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STRUTTURA DELLE MAPPE CONCETTUALI
2. STRUTTURA VERTICALE
A. Struttura verticale ramificata dall’alto al basso
con i concetti organizzati in modo gerarchico
secondo una logica relazionale di tipo inclusivo
che obbedisce a tre criteri (struttura ad albero):
1.organizzazione piramidale dal concetto più
importante al meno importante
2. dal generale al particolare
3. dall’astratto al concreto
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Struttura verticale
Tipo A
Concetto
centrale
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STRUTTURA DELLE MAPPE CONCETTUALI
2. STRUTTURA VERTICALE
B. Struttura verticale dall’alto verso il basso
con i concetti esposti secondo la
progressione delle idee nello sviluppo
espositivo di un campo di conoscenza.
E’ caratterizzata da:
1. presenza di più concetti – chiave;
2. collegamenti inclusivi e
trasversali.
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Struttura verticale
Tipo B
Concetto
principale
Struttura verticale
Concetto
principale
Concetto
principale
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Concetto
principale
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STRUTTURA DELLE MAPPE CONCETTUALI
3. STRUTTURA A RETE
Interazione di molteplici nodi attraverso
collegamenti di vario tipo. E’ adatta a
rappresentare le molteplici connessioni tra
contenuti di conoscenza eterogenei (rottura della
sequenzialità testuale e circolarità
dell’informazione).
Prevede:
- una distribuzione non sequenziale dei concetti
- connessioni prive di gerarchia interna
- interconnessioni continue
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6. Presentazione DSA come studiare1