Comitato per la festa di
“Maria Bambina”
Parrocchia “Natività di Maria Vergine”
Venaria Reale
1983 - 2007
Questi primi venticinque anni
della Festa Patronale di
“Maria Bambina”
A cura di
FRANCESCO SCRUDATO
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Preghiera a
Maria Bambina
Santa Maria,
tu sei venuta nel mondo
come dono per tutti gli uomini,
cresciuti sotto lo sguardo di Dio
e totalmente vulnerabile al Suo amore.
In te, l’umanità ha ritrovato la grazia
E la giovinezza di prima del peccato,
la semplicità di chi sa amare con un cuore indiviso,
la purezza di chi non ha nulla di più caro del Signore,
il silenzio di chi si meraviglia delle opere del Padre,
l’obbedienza del figlio adorabile del Padre,
la preghiera dello Spirito che loda
e intercede incessantemente davanti al Padre.
Ottieni per noi un cuore di fanciullo
Obbediente e fiducioso, lieto,
senza disprezzo e senza calcolo,
semplice nel lasciarsi amare
e spontaneo nel rispondere all’amore.
Donaci i tuoi occhi che non scorgono il male
E il tuo cuore che compatisce i peccatori,
la Tua tenerezza per i poveri,
i senza famiglia e senza tetto.
Per coloro che non hanno chi li ami
E per quanti non sanno amare.
Insegnaci a rallegrarci con te davanti al Signore
E ad essere gioiosi in mezzo ai fratelli.
Amen !
Padre Cesare Falletti
(Monaco cistercense)
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1983 - 2007
Questi Primi Venticinque anni di
Festa Patronale
Quello di quest’anno è sicuramente un traguardo importantissimo per la Festa Patronale
della Comunità di Santa Maria. Quanti di noi pensavano, nel lontano 1983, di raggiungere
questa meta?
Credo sia giusto rivisitare i ricordi di tutti questi anni: come in ogni diario ci sono
momenti a cui pensiamo volentieri con gioia, ed altri purtroppo no, ma è doveroso, sfogliando questo opuscolo che ripercorre le diverse edizioni, pensare alle difficoltà, ai cambiamenti, alle gioie ed a tutto l’evolversi della Festa Patronale di “Maria Bambina”, dalla
nascita fino ad oggi.
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Venaria Reale, 3 dicembre 2007
Ringrazio gli amici del Comitato per l’opportunità di scrivere queste righe in
occasione del venticinquesimo anniversario di attività del Comitato stesso. Venticinque anni sono un tempo sufficientemente lungo per misurare se un’iniziativa ha
solide radici o no. E mi pare che le radici di questo Comitato siano ben profonde.
Radici basate su una Fede religiosa autentica e sulla devozione per quella Bambina
dal cui timido, ma consapevole e risoluto sì a Dio è scaturita tutta la vicenda
Cristiana nella storia dell’umanità.
Ma anche radici basate sull’amicizia profonda tra le persone, al di là delle
diverse inflessioni dialettali, e su un forte spirito di servizio alla comunità venariese.
Con radici così profonde e salde, sicuramente, per almeno altri venticinque anni ci
saranno ancora frutti rigogliosi. Per questo che a nome della Città, sicuramente
interpretando anche il sentimento di tutti i Sindaci che mi hanno preceduto in
questi 25 anni, porgo il mio più vivo ringraziamento all’amico Scrudato e a tutti gli
amici del Comitato per il lavoro svolto.
Nicola Pollari
Sindaco di Venaria Reale
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Parrocchia
Natività di Maria Vergine
Venaria Reale
È una grande gioia e un vero onore, per me, presentare questo volume che racconta
i 25 anni della Festa di Maria Bambina. Venticinque anni di Festa, ma anche di storia e di
tradizione non solo del Comitato, ma anche della nostra Comunità Parrocchiale e Cittadina.
Un quarto di secolo basta affinché una generazione ceda il testimone a quella successiva. Per molti che leggeranno queste pagine, esse riporteranno alla luce fatti e avvenimenti vissuti in prima persona, volti incontrati tempo fa, alcuni dei quali ormai presenti
solo nel ricordo, situazioni che al momento sono state vissute con fatica e forse con
apprensione e che oggi vengono ricordate con un sorriso, pensando al tempo in cui
eravamo più giovani e più “dinamici”.
Iniziata con qualche timore e forse anche un po’ di scetticismo, in questi anni la Festa
si è arricchita di svariate iniziative, dietro ognuna delle quali c’è il lavoro e l’impegno
nascosto e umile di tante persone di buona volontà che con tenacia e pazienza hanno
contribuito a renderla sempre più bella ed importante. Ma questo lavoro e questo impegno hanno dato frutti che non riguardano soltanto le manifestazioni. Credo di non essere
smentito quando dico che il frutto più bello e più saporito è il legame di amicizia che
unisce i componenti del Comitato, e questi all’intera comunità Parrocchiale.
Per coloro che venticinque anni fa non erano nel mondo o a Venaria, le testimonianze
qui raccolte saranno una piacevole scoperta. Come era Venaria allora? Cosa è rimasto?
Cosa è cambiato?
Mantenere viva la memoria può essere a volte un compito arduo, ma è necessario ed
importante.
Abbiamo bisogno di “fare memoria” non per rimpiangere il bel tempo che non c’è più,
ma per apprendere la lezione che ci viene impartita da chi ci ha preceduto: ottenere buoni
risultati non è facile, costa fatica, impegno, qualche rinuncia. Costruire legami solidi e
stabili è un lavoro che ricomincia ogni giorno, che chiede ogni giorno di mettersi in gioco,
che non può indulgere allo sconforto, che ripaga nella misura in cui sappiamo riconoscere il bello e il buono in ogni persona che vive accanto a noi.
L’augurio e la speranza che ci vengono da queste pagine è che tra venticinque anni
si possa celebrare il cinquantenario. Perché questo avvenga è necessario “consegnare”
ai giovani il testimone di questa tradizione, stimolare forme nuove di partecipazione, far
comprendere che è bello impegnarsi insieme per raggiungere obiettivi comuni e che,
nonostante tutte le eventuali difficoltà, ne vale la pena!
La Vergine Maria Nascente, sotto la cui protezione è posta la nostra Città benedica e
protegga il cammino del Comitato, della Comunità Parrocchiale e di tutti i nostri concittadini.
Il Parroco
Don Mauro Petrarulo
Venaria Reale, 5 dicembre 2007
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Come nasce la “Festa Patronale”
Erano i primi anni 80 ed il punto di ritrovo di moltissimi di noi era piazza Annunziata,
i giorni più indicati il sabato pomeriggio e la domenica mattina. Tutta la piazza era piena di
gruppetti di persone che si ritrovavano per discutere e scambiarsi qualche parola, tante
volte per ricordare nostalgicamente i momenti belli trascorsi nelle “terre natie”. Ogni tanto
passava don Pasquale, sempre con la battuta pronta, il quale, tra le altre cose, ci invitava
prima di tutto ad andare a Messa ed a frequentare l’oratorio. Il sabato sera c’era il gruppo uomini, l’unico che allora si ritrovava nell’oratorio maschile.
Da un po’ di anni, il 14 agosto, non si festeggiava più S. Eusebio Patrono della nostra
città, vuoi per l’avvento di nuove abitudini e vuoi, aggiungerei io, per un maggior benessere
degli italiani ed il conseguente “tutti in ferie nel mese di agosto”. La città, di fatto, rimaneva vuota
durante il periodo della festa; credo proprio che mancasse quel momento di aggregazione per
le famiglie che le feste rappresentano, specialmente nei paesi, e per molti di noi il ricordare
quei momenti festosi caratteristici dei luoghi nativi era davvero importante.
Alla fine a forza di pensare al passato a qualcuno venne l’idea: “Perchè non andiamo dal parroco a chiedergli se è possibile organizzare una festa che coinvolga non
solo la comunità ma possibilmente anche tutta la città?”
Un gruppo spontaneo formato dal sottoscritto, Pino Tinnirello, Nicola Reina, Lorenzo
Scrudato e Sergio Dichiaro, dopo essersi più volte consultato, chiese e ottenne un incontro con don Giuseppe Fisanotti.
Era il mese di marzo del 1982, don Giuseppe ci accolse con il suo modo un po’
burbero e diffidente, ma fece subito trasparire, anche se timidamente, tutta la sua bontà
d’animo. Dopo i primi convenevoli esponemmo molto semplicemente la nostra richiesta:
poter preparare una festa tradizionale per riprendere la festa di San Eusebio e magari
rinverdire le feste popolari e tradizionali dei vari paesi. Ci fece tantissime domande a cui
non eravamo preparati, mettendoci anche in imbarazzo: sulle nostre famiglie, sulle tradizioni dei nostri paesi e sul perchè di quella richiesta. Poi ci invitò a partecipare alla Messa
della domenica (non tutti, infatti, eravamo dei frequentatori assidui della S. Messa),
questo richiamo ci fece riflettere molto. Infine ci disse che la festa poteva essere quella
della Natività di Maria Vergine Patrona della Nostra Parrocchia, ma concludendo ci gelò
con un freddo: “Ci penserò e vi farò sapere”.
Pensavamo che nel giro di un paio di settimane ci avrebbe dato una risposta, in pochi
a dire il vero, erano quelli che credevano sarebbe stata positiva, ma le settimane passarono come i mesi, e passò anche la Pasqua.
Si stavano avvicinando le vacanze estive e quando forse nessuno di noi ricordava più
quella richiesta, nel mese di settembre venne distribuito un ciclostilato della parrocchia,
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all’interno del quale, tra le altre notizie, si faceva un timido accenno alla nostra richiesta di
6 mesi prima:
… un gruppo di amici, ricordando le feste religiose che si svolgevano un tempo nei loro paesi di origine, mi hanno chiesto se anche qui per la festa della Natività di Maria, in settembre, non si poteva fare qualcosa di più. Ho promesso che
ci avrei pensato e ci saremmo preparati per il settembre 1983 …”.
Beh … da quel volantino sono passati più di 25 anni, e se con sorpresa e piacere lo
leggemmo allora, l’auspicio è che con gli stessi sentimenti possiate leggere oggi queste
pagine di storia cittadina che tutti insieme abbiamo contribuito a creare.
La sensibilità di don Giuseppe Fisanotti era grandissima
e trapelava anche da quelle poche righe che annunciavano che
la festa in onore della Natività
di Maria (poi da lui chiamata
MARIA BAMBINA) si sarebbe potuta fare, ma prima di comunicarlo al gruppo che era andato a proporglielo volle rendere partecipe tutta la Comunità di Santa Maria.
Passarono alcuni mesi, passò il Santo Natale, ci si avvicinava alle feste Pasquali ed ecco
che un sabato sera il parroco
comunicò con stupore di tutto
il gruppo uomini (ormai eravamo diventati assidui frequentatori e ci si ritrovava tutti i
sabato sera guidati da don
Pasquale Sarli) che era ora di
pensare alla prossima Festa
Patronale. L’entusiasmo fu
tanto che ci mettemmo subito a
lavoro, settembre era vicino.
Stilato un programmino di massima senza tante pretese, ma con punto centrale la parte religiosa che doveva culminare
con la Processione, ci accorgemmo però che mancava l’elemento essenziale: la statua.
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LA STATUA
Dopo diverse consultazioni e anche disparate proposte (era già il mese di giugno e
l’unica soluzione era quella di acquistarne una), Don Giuseppe e il Cav. Ruggeri
Valfrediano partirono insieme per ORTISEI, in provincia di Bolzano, dove risiedevano
degli ottimi scultori del legno. In tasca avevano alcune foto del quadro che si trova nell’altare principale: quella doveva essere la statua per la processione. Passati alcuni giorni e
visitate diverse botteghe artigiane ritornarono soddisfatti, principalmente don Giuseppe
perchè aveva trovato quelle che lui riteneva le persone giuste per realizzare la nostra
statua. Ma c’era ancora un problema: sicuramente non poteva esserci consegnata prima
dell’8 settembre, giorno canonico della Natività di Maria Vergine, perciò bisognava rinviare la Festa ad altra data. Così fu.
L’arrivo della statua fu molto emozionante. Era un venerdì sera tardi ed eravamo in
tanti: i sacerdoti, le suore ed il gruppo uomini. L’ansia di vedere il risultato era altissima,
anche perché don Giuseppe aveva dato delle indicazioni precise, perciò non aspettammo
il giorno dopo per aprire la grande cassa imballata molto diligentemente con cura e professionalità. Tolto l’involucro e posata la statua sulla base, dove attualmente viene portata
in processione e che Lorenzo Bonino aveva preventivamente restaurato, non ci fu quel
tanto sospirato e atteso “oooooooooooooh” in segno di approvazione, ma un semplice
“è bella” da parte di tutti.
Dopo qualche minuto di silenzio e osservazione qualcuno cominciò a sbilanciarsi e
dire che purtroppo la statua aveva una espressione molto triste: “Avremmo preferito - in
molti dissero - che Maria ci sorridesse almeno un po’”.
Qualcun’altro, ricordo, affermò anche: “La Madonna è triste come il nostro
Centro Storico pieno di palizzate, con tanti edifici fatiscenti, con stabili crollati o
in procinto di esserlo”.
Dopo diverse discussioni si decise che bisognava escogitare qualcosa per strappare
almeno un sorriso alla Madonna, per rendere quella statua meno triste. Provammo con
fari, faretti, luci varie, da collocare sotto, sopra, di lato, la situazione però non cambiava.
Era passata da un pezzo la mezzanotte ed eravamo ancora tutti lì, ad un tratto ecco il
solito lampo di genio di Suor Oliva: “Proviamo con una luce gialla!”. Posizionandola,
come d’incanto, si risolse il problema: il viso della Madonna cambiò espressione. Da
allora, certamente, non sorride ma è sicuramente meno triste.
Ecco svelato il motivo di quella luce gialla puntata sul volto di Maria che fa tutt’oggi
interrogare molti: provate a guardarla con la luce spenta e vi accorgerete della differenza.
In seguito nel 1986, voluta da don Giuseppe Fisanotti, venne costituita la Compagnia
di Maria Bambina che si aggiungeva a quelle già esistenti nella parrocchia: Consolata, San
Giuseppe, Crocifisso, Santissimo Sacramento e Madonna del Rosario.
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Certificato di autenticità
della lavorazione artigianale della statua.
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Lettera di invio della statua.
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LA DATA
Va subito detto che la prima Festa di Maria Bambina si svolse il 2 Ottobre e, come
dicevo prima fu una data quasi obbligata per i tempi di consegna della statua. Per le altre
edizioni fu, invece, una scelta ponderata, discussa e condivisa principalmente da don
Giuseppe Fisanotti. Certo già dalla seconda edizione era nostra intenzione organizzare la
Festa entro l’8 di settembre, ma valutando la concomitanza che poteva esserci con la
Festa Patronale di S. Marchese che partiva dalla prima settimana e alcune volte continuava anche nella seconda, si preferì posticiparla in modo tale da avere una domenica fissa
tutti gli anni per la Processione.
Si scelse l’ultima domenica di settembre, indipendentemente dalle settimane che componevano il mese. Purtroppo riuscire a collocare la data in un periodo dove non c’erano
altre feste patronali od eventi non fu sempre cosa semplice e capitò che, in concomitanza
con la Processione di Maria Bambina, qualche altra funzione religiosa di interesse cittadino disorientasse i fedeli.
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E’ L’ULTIMA VOLTA CHE VI SCRIVO
Carissimi, è l’ultima volta che come Parroco mi rivolgo a
voi per invitarvi a celebrare solennemente la Festa Patronale
di Maria Bambina, la festa della Natività di Maria che cade l’8
Settembre è sempre stata celebrata liturgicamente, però voi
tutti sapete che in passato la Festa di Venaria con giostre e
Luna Park in piazza Annunziata coincideva con la Festa di S.
Eusebio il 14 Agosto e con la Festa dell’Assunta il 15 Agosto
solo da una decina di anni, su proposta di alcuni che poi
formeranno un Comitato si decide di celebrare la Festa di Maria
Bambina alla fine di Settembre con la processione in onore
della Madonna.
Ci mancava una bella statua ed il sottoscritto insieme al
cav. Ruggeri andammo sino ad Ortisei in Val Gardena, una bellissima cittadina tutta officine di artigiani che lavorano in
sculture su legno ci siamo fatti consigliare e prendemmo contatti con una ditta di questi artigiani, ci eravamo portati con
noi una fotografia di Maria Bambina
così come è rappresentata
nel quadro che sta dietro l’altare.
Gli scultori la fecero un po’ più cresciuta, quasi una Maria
adolescente, pensando che questa immagine potesse diventare
modello per tante ragazzine del giorno d’oggi. Credo di poter
dire che questa celebrazione degli ultimi anni è stata sentita
molto.
Voglio fare un elogio a tutti coloro che in diversi modi si
sono impegnati tanto per fare riuscire bene questa festa, un
elogio particolare al Presidente del Comitato l’amico Francesco Scrudato, e voglio ancora rivolgere un invito a continuare
anche con le riedizioni rivedute e corrette per dare a Venaria
questo momento di gioia e di testimonianza di fede e di devozione a Maria Patrona della nostra Parrocchia.
Come vi ho detto all’inizio è l’ultima volta che vi rivolgo
questo invito. In seguito alla malattia che mi ha colpito sono
pronto a dare le dimissioni dall’incarico di Parroco in qualsiasi momento che i Superiori lo ritengono opportuno. Sarei
contento che l’avvicendamento avvenisse non vedendo le cose
come avviene in una azienda che viene gestita con mentalità
manageriale, ma dando risalto alla nostra visione di Chiesa,
comunità e popolo di Dio.
Per questo ho speso tutte le mie forze in questi anni che
abbiamo vissuto insieme e siamo cresciuti insieme. Per questo
offro al Signore il mio sacrificio, augurando a chi verrà dopo
di me di avere tutta la vostra collaborazione così come avete
dato a me.
Vi ringrazio tutti di cuore.
Don Giuseppe Fisanotti
Dall’opuscolo dei Festeggiamenti 1993
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LA PROCESSIONE
La parte religiosa ha rivestito un ruolo importante nel programma, oltre al Triduo, alle
Novene e alle serate di preghiera, il fulcro e il punto forte è sempre stato il momento della
Processione di Maria Bambina che da sempre viene seguita con devozione da tantissimi
fedeli di tutte le comunità parrocchiali di Venaria.
Durante le funzioni religiose e la Processione tutte le altre attività vengono interrotte
per consentire a chiunque di parteciparvi.
Il tragitto si è sempre svolto nel territorio della nostra parrocchia, per qualche anno è
stato prolungato fino a toccare la Cappella Papa Giovanni di via Sciesa , ma l’eccessiva
distanza creava alcuni problemi agli anziani, di conseguenza si è tornati al vecchio percorso.
La statua della Madonna viene portata a mano, o meglio a “spalla” dalle volenterose
giovani ragazze dell’oratorio.
Quest’anno in occasione del Venticinquennale, come già nella ricorrenza dei Ventanni,
la Santa Messa Solenne è stata celebrata sul Sagrato della Chiesa, grande è stata la
partecipazione dei fedeli e molti gli apprezzamenti per aver deciso di celebrarla all’esterno.
Santa Messa del ventennale,
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Santa Messa del venticinquennale,
2007
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Natività di Maria
Sorrise il cielo e s’inebriò di luce,
allor che Iddio ti concepì nel cuore:
di grazia piena e di celeste amore,
il volto c’incanta e ci seduce.
L’ aurora si vestì di tanta festa;
il sole sfolgorò d’ iride nuova,
tutto il creato, in te, oggi ritrova:
la Signora e la mamma, sempre desta! …
E Venaria t’accolse qual Patrona:
modello, di candore e di bellezza,
a questa gioventù che, ogni ricchezza,
attinge, in Te, nel canto che suona.
Madre pietosa, e piena di bontà,
vogliamo, a Te, cantar questa canzone
che, in cielo e in terra, far dovrai d’alòne
e questa nostra e Tua Felicità! …
Don Pasquale Sarli
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Il PROGRAMMA
Il programma ludico, molto stringato nella prima edizione, migliorò un po’ alla volta
col passare del tempo. Sfogliando il libro dei ricordi vengono alla memoria tante iniziative,
alcune di grandissimo successo, altre forse di minor efficacia, tutte però sostenute dalla determinazione e dalla convinzione di diffondere allegria e amicizia verso chiunque indistintamente.
L’obiettivo prioritario di portare più gente possibile a socializzare fu una delle grosse
necessità di quel periodo, credo che ancora adesso si senta questo stesso identico bisogno. Fu un periodo di forte immigrazione, principalmente dal sud, ed il bisogno di socializzare
ed aggregare si sentì moltissimo: qualsiasi occasione era buona per trovarsi e scambiare
qualche parola. Il periodo della Festa di Maria Bambina è sempre stato un momento forte
di grande amicizia.
I festeggiamenti, quindi, negli anni ebbero una forte evoluzione. Venne sempre inserita
qualche novità, con la sensibilità di non prevaricare sulla parte religiosa e con occhio
attento e vigile affinché le manifestazioni fossero ben equilibrate, senza che la bilancia
pendesse da una parte o dall’altra. Certo, come in tutte le buone famiglie c’è stato qualcuno che spinse per anticipare i tempi anche quando questi non erano maturi. Il comitato
seppe via via centellinare le novità, con la consapevolezza che il programma stilato dovesse toccare tutte le realtà presenti nella nostra comunità e, perché no, anche tutta la
città.
Nei primissimi anni arrivarono perfino le giostre per la gioia dei bambini e dei giovani.
Per motivi di ordine tecnico, però, non fu più possibile posizionarle nelle vicinanze della
Festa ma istallarle lontano dal Centro Storico non avrebbe avuto alcun senso.
Nel 1989 per la prima volta inserimmo i fuochi d’artificio, da diversi anni a Venaria
non si facevano più e fu un bel ritorno al passato; per i primi due anni bisogna dire un
grosso grazie a quei commercianti ed a quei singoli cittadini che vollero finanziare tutta la
spesa dei fuochi d’artificio con un ulteriore autotassazione, oltre a quello che già offrivano
come contributo per la realizzazione della Festa.
Tantissime iniziative vennero inserite nel programma: l’albero della Cuccagna, giochi
vari da tavolo come gara a scopa, a pinnacola e briscola, gare a bocce, tornei di calcio,
calcetto, pallavolo e mini volley, la Bicincittà per diversi anni (già prima che Torino ci
portasse via la soddisfazione di aver dato un nome ad un raduno in bicicletta per le
vie della città e del parco la Mandria) poi divenuta Straoratorio, la gara podistica
denominata Corricittà con le diverse categorie inserita nel campionato interregionale del
nord Italia, le serate di teatro anche dialettale e “Forza venite gente” presentato in piazza
dal gruppo teatro dell’oratorio di San Francesco, i concerti di cori (sono stati tanti
quelli che ci hanno fatto visita), d’organo e gospel, i concerti di fisarmoniche del maestro Zaggia e quello di mandolini del maestro Luciano Mazzola e delle bande musicali, le
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serate di danze presentate dalle varie scuole, le serate danzanti (guai se ogni anno non
ne inseriamo almeno due), il festival di voci nuove con “Il Canta anche Tu”, lo Zucchino
d’Oro in collaborazione con la biblioteca civica, folklore sotto le stelle, folklore regionale
con gruppi in rappresentanza delle diverse regioni, le serate preparate dai nostri sia giovani che adulti “Noi Giovani e Non” tutti gli anni presenti nel nostro programma. E poi i
Giochi senza Frontiera, la Rievocazione Storica e il Carosello Storico, il Palio dei Borghi,
le tavole Rotonde sui giovani e principalmente due sulle pietose condizioni del Centro
Storico, ma anche le grigliate e le cene a tema.
Tante sono state in 25 anni le manifestazioni messe in cantiere, forse qualcuna l’ho dimenticata ma sono certo che in tutto questo variegato ventaglio di eventi abbiamo cercato di
accontentare la maggior parte della comunità parrocchiale e di una porzione importante della
città. Tutte le iniziative sono state animate dalla partecipazione attiva di moltissime persone.
Leggere questo elenco può sembrare lo scorrere di una lista fredda che dice poco, ma
posso assicurarvi che ogni attività, anche la più piccola, da sempre viene realizzata, sia
dagli organizzatori che dai
singoli protagonisti, con il
cuore, convinti e decisi a
dare il massimo per la
buona riuscita dell’intera
Festa. Sicuramente ogni
avvenimento meriterebbe
una citazione particolare,
per questioni di spazio
mi limiterò a fare cenno
solo di alcuni.
Noi giovani e non, 2a edizione
Giochi senza frontiera
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Il gruppo S. Maria
alla
Rievocazione Storica
Torneo di bocce
Palio
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NOI GIOVANI E NON
Fin dalla prima edizione lo spettacolo “Noi Giovani e Non” venne inserito nel
programma: una serata preparata dai NOSTRI giovani e adulti, che permetteva a
tutti di sbizzarrirsi in ogni sorta di Sketch. Sul palco sono saliti allo sbaraglio:
barzellettieri, giornalisti in erba, cantanti, ballerini di tutte le specie. Unico denominatore comune la preparazione: tutto preparato rigorosamente in casa, innescando di
fatto una competizione tra i gruppi per chi inventava il numero più originale.
Tante ragazze e ragazzi che si sono esibiti sul palco in passato, oggi si ritrovano sotto
il palco ad applaudire i propri figli che partecipano allo spettacolo “Noi giovani e non”.
Elencare tutti i numeri fatti è impossibile, ma memorabile fu il “Can Can” con Berto e Nuccio vestiti
da ballerine e i loro grandi baffoni che dominavano
la scena e il balletto ad abiti scambiati degli adulti,
nonché i BLUES BROTHERS interpretati da Donato e Alessandro.
Il merito del successo di queste serate và a tutti
i PARTECIPANTI. So che non posso ricordarli
tutti ma almeno uno per gruppo vorrei citarlo, partendo dalla mitica suor Oliva che per anni realizzò
tutti i costumi dei più piccoli e tante volte anche quelli
degli adulti e poi Irma, Luciana, Enzo, Roberta, Michela, Fabio, Maurizio, Carmelina, Valter, Andrea,
Nadia, Gianluca, Marta, Raffaele, Consuelo e
Matteo. Grazie a tutti.
I Blues Brothers
“Nostrani”
Il Charleston
del gruppo adulti,
2a edizione
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Gruppo Giovani
Gruppo 3a età
Un Gruppo di Giovanissimi
Il Gruppo dell’Oratorio
S. Francesco
in
“Forza venite gente”
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GIOCHI SENZA FRONTIERA
Nati prima di tutto come giochi di cortile o “Giochi sotto il Campanile” con squadre
formate al momento, la domenica pomeriggio, da mamme, papà, nonni e figli. Il cortile
non era ancora asfaltato ed era pieno di pietre e polvere, ma c’era tanta voglia di sano
divertimento.
Memorabili furono le gare della corsa delle rane con queste povere malcapitate poggiate su una cariola di legno senza sponde, ogni tanto saltavano giù provocando il fuggi
fuggi generale delle donne e le grandi risate dei più piccoli. Come non citare, inoltre,
l’albero della Cuccagna che per anni venne posizionato in un angolo del cortile con le
grandi sfide a squadre dei giovani papà.
Dopo qualche tempo si passò ai veri giochi senza frontiera con la partecipazione di
tante squadre provenienti dai diversi oratori della provincia e della nostra città. Il vociare
dei ragazzi presenti animava
piazza Annunziata la domenica
pomeriggio. Sfidarsi senza animosità ma con il solo scopo di
portare a casa la vittoria e una
coppa che il più delle volte era
solo simbolica, faceva sì che s’instaurasse un vero rapporto di
amicizia tra i ragazzi e tra i genitori presenti. Alla fine i giochi si
concludevano con i gavettoni
generali anche quando il tempo
non era clemente.
Perdere i giochi era duro per
tutti i ragazzi, ma per quelli del
nostro oratorio lo era ancora di
Una squadra delle prime edizioni
più. In alcune occasioni si sono
dei Giochi senza Frontiera
anche lasciati andare ad inutili
bonarie contestazioni. Albino Suppo, ideatore e conduttore da sempre dei giochi, era
costretto a subire i maggiori reclami principalmente dai Nostri ragazzi. Ne voglio ricordare solo alcuni: Enzo, Daniele, Gianluca, Toni, Fabio, Alessandro, Nadia ecc…
Per l’amico Suppo l’organizzazione dei giochi era una tappa importante: ebbe sì tante
soddisfazioni, ma ancora oggi ricorda meno volentieri le 2 edizioni in cui, purtroppo,
alcune squadre non si presentarono all’appuntamento della domenica pomeriggio. I giochi continuarono per rispetto al pubblico presente e alle squadre provenienti da fuori città,
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ma furono ridotti e riorganizzati in pochissimo tempo. Il rammarico, anche per tutto il comitato, fu fortissimo perché le squadre in questione erano quelle
degli oratori della nostra città e ciò si verificò per 2
anni di seguito.
Un grazie di cuore ad Albino per i giochi organizzati e anche per il reperimento di tutto il materiale occorrente. Un esempio dimostra tutto il suo
attaccamento all’iniziativa: l’anno dei Giochi Senza
Frontiera “nazionali”, svoltisi a Stupinigi, si recò lì
a chiedere il materiale dismesso per poterlo utilizzare da noi, materiale che ancora oggi viene usato.
Ricordo molto volentieri l’edizione dei giochi che
si svolse all’interno della Reggia quando ancora non
si parlava di ristrutturazione e di grandi lavori.
Il tempo passa, e quest’anno con gioia abbiamo
festeggiato i 25 anni di Festa e l’apertura ufficiale
della Reggia.
Don Marco Fracon,
premiato ai Giochi senza Frontiera
Una squadra delle ultime edizioni con Albino Suppo
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CONCERTO DI CORI
Tanti furono i concerti di corali, moltissimi i cori che ci hanno deliziato con i loro canti.
E’ doveroso quindi dire un grosso grazie al “Coro Tre Valli” della nostra città, per tanti
anni nostri ospiti, i quali invitarono tanti altri cori provenienti dalla provincia di Torino e
che abbiamo potuto conoscere grazie a loro. Un caro ricordo e un grazie al fu presidente
Nuccio Grosso.
Voglio anche ricordare con particolare riconoscenza il coro Giudo D’Arezzo di
Torino, il coro Eufonè di Ciriè e il coro Gospel The White Soul Coir.
Un sentito grazie alla nostra Corale parrocchiale che oltre a partecipare ad alcuni
concerti ci ha sempre accompagnato durante tutte le funzioni e le Processioni.
La Corale Parrocchiale
S. Maria
Il Coro Tre Valli
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LA BANDA MUSICALE
Parlare della Banda Musicale “Giuseppe Verdi”
di Venaria Reale in relazione alla Festa di Maria
Bambina ci riempie di gioia, esiste un rapporto
oserei dire “privilegiato”.
Da sempre presenti con la loro musica alla nostra
manifestazione: nei primi anni all’apertura della Festa,
poi con alcuni concerti ed infine ospiti assidui della
Processione.
Un grazie di cuore a tutti i musici ed ai maestri di
questi anni: Luciano Mazzola, Vincenzo Vullo e Eros
Cappellazzo e ai presidenti Gianfranco Garassino,
Ezio Audano, Armando Buono e Alberto Buono.
La Banda musicale “Giuseppe Verdi”
durante le processioni
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FOLKLORE REGIONALE
Queste serate, proposte nei primi anni dei festeggiamenti e riproposte anche negli
ultimi anni, sono state importanti perché in ognuno di noi hanno risvegliato il ricordo del
folklore della propria regione. Nelle diverse edizioni sono stati ospitati gruppi in rappresentanza delle varie regioni italiane: Piemontesi, Abruzzesi, Calabresi, Siciliani, Sardi e
Pugliesi. Il richiamo della gente in queste manifestazioni è sempre stato altissimo.
La 1a edizione di
Folklore Regionale,
premiazione al Gruppo
“Amis del Piemont”
Il Gruppo
Folkloristico Piemontese
“L’Erbo”
di Castiglione Torinese
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IL CANTA ANCHE TU
Questa manifestazione è nata per rispondere alla necessità ed esigenza di far esibire
tutte le voci nuove della nostra comunità.
E’ sempre stata una serata molto apprezzata dal pubblico e da tutti quelli che vi
partecipavano (negli ultimi anni abbiamo spesso visto persone che venivano anche
da fuori città), per la competenza dei concorrenti e delle varie giurie che si sono
susseguite.
Un grazie oltre ai partecipanti va sicuramente a Michela Suppo, Nadia Scibetta,
Roberta Bruno e Consuelo Pellitteri che si sono alternate nella conduzione delle serate.
Partecipanti
al
Canta anche Tu
La Giuria
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TAVOLE ROTONDE
Il comitato organizzatore, in più occasioni, ha inserito nel programma tavole rotonde
di interesse sociale e cittadino, incontri per discutere temi dei giovani, degli anziani e delle
condizioni del nostro “Centro Storico”.
Non si possono non ricordare le due tavole rotonde sul nostro tanto bistrattato Centro storico: nel 1986 la prima sul tema “ Centro storico Anno Zero”. In quell’anno
abbiamo messo attorno ad un tavolo le diverse autorità politiche cittadine e provinciali per
discutere dei problemi del Centro Storico. Si presero decisioni importanti, come il piano
del colore e il riordino della circolazione su tutto il centro già caotico allora, purtroppo,
come spesso accade,
tante parole e niente fatti.
Stesso risultato con la
seconda nel 1991, via
Andrea Mensa era ormai
piena di palizzate e di edifici crollati o quasi, percorrendo la via partendo
dal castello, il cartello che
si incontrava più frequentemente era “Attenzione Pericolo, Pedoni
sul lato opposto”, per
arrivare in fondo dovevi
cambiare per molte volte
marciapiede.
Riproponemmo ancora una tavola rotonda
“Centro Storico Anno
Zero Uno” con il Sindaco di allora, Assessori
competenti, rappresentanti della Provincia e
della Regione, il Presidente del Parco La
Mandria, rappresentanti delle Belle Arti e tecnici competenti, parlammo dei problemi
reali del Centro Storico e della Reggia, ma ancora una volta solo parole. Noi provammo,
comunque, a tenere alta l’attenzione sul Centro Storico.
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IL PALIO
Questa manifestazione non ha una storia alle spalle, ma è diventata il clou della parte
folkloristica della Festa di Maria Bambina.
Quest’anno per il Palio ricorre la ventiquattresima edizione, ritengo per questo
che valga la pena ripercorrere le tappe principali caratterizzanti la sua esistenza,
dalla nascita ad oggi …
Non appena messa in archivio la prima edizione della Festa, realizzata in poco tempo
e con mezzi finanziari limitati perchè tutto quanto avevamo messo in bilancio era stato
speso per la statua, ci mettemmo subito al lavoro per l’edizione successiva. L’esperienza
della prima Festa ci
fece capire che mancava qualcosa che
potesse coinvolgere i
vari borghi di Venaria,
il rispetto e l’Amicizia
che legava molti di noi
con l’Associazione
“Amici del Piemonte”,
presieduta dal compianto Gianni Betta e
supportata dall’amico
Berto Montersino, fece
tutto il resto.
Giornata conviviale al “’l Columbé” di Corsione
Era già primavera
e una domenica gran
parte del comitato fu ospite di Gianni e Anna Betta nella tenuta “’l Columbé” di Corsione
attorno ad una tavolata imbandita, con una buona grigliata ed il loro ottimo e pregiato
vino. Finito il pranzo, mentre le signore discutevano per conto loro, il discorso degli uomini cadde sulla prossima Festa di Maria Bambina, su cosa fare per renderla più partecipata dai Venariesi. Ci trovavamo nella terra del vino buono, del buon “salame d’asu” e del
Palio degli asini, come non pensare subito ad un palio anche per la nostra città? Certo non
volevamo imitare nessuno, ma fare una manifestazione con regole diverse, con attore
principale l’animale e avendo il massimo rispetto per loro, così è stato nel tempo, fino ad oggi.
Detto fatto, tutti furono d’accordo sulla realizzazione del Palio. Lo stesso giorno ci
mettemmo alla ricerca di chi potesse fornirci gli asini, trovammo nel signor Sandro Bevilacqua
e nella sua signora di Tongo d’Asti un’ottima collaborazione: in tutte le 24 edizioni sono
stati loro a portarci molto diligentemente gli asini.
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Trovati gli asini bisognava organizzare il Palio e definire il numero di borghi. Ne
stabilimmo tredici e visto che nessuno di noi sapeva come anticamente venissero
chiamate le zone in cui risiedevamo, in questo furono molto attivi Berto Montersino,
Gianni Betta e Nuccio Bruno che conoscendo storicamente tutto il territorio, stilarono
l’elenco e la loro collocazione. Alcuni borghi sono piccolissimi e con pochi abitanti ma è
innegabile che negli anni hanno avuto una parte molto importante per la vita della nostra
città ed anche una parte fondamentale nella riuscita della manifestazione.
Passò la prima edizione del Palio con qualche errore di troppo: il percorso, da piazza
Annunziata, continuava in via A. Mensa, piazza della Repubblica, piazza don Alberione e
terminava nuovamente in piazza Annunziata , con qualche asino che proseguì fino a piazza
Vittorio Veneto: vinse
Beppe Baietto per il
“Borgo Trucco”. Dall’anno successivo la
sede naturale per lo
svolgimento del Palio
fu la degna cornice
di piazza Annunziata,
cuore del Centro
Storico e di Venaria.
Da subito, bisogna ribadirlo, abbiamo
tenuto conto del rispetto degli animali: il
Alla ricerca degli asini
Palio di Venaria è
l’unico in cui gli asini
non vengono cavalcati, sono invece tirati da fantini che li conducono a piedi e che
non sempre sono propensi a seguire chi li guida. I fantini possono essere di ambo i
sessi a partire dai 16 anni.
Le difficoltà sono state molteplici, primo il reperimento dei fantini (ogni anno ne
necessitano 36), buona parte sono i ragazzi del nostro oratorio. Anche per questa manifestazione abbiamo visto giovani papà o non ancora sposati fare i fantini nelle prime edizioni del Palio, ora si trovano ad incitare e dare consigli ai propri figli impegnati con asini
sempre troppo testardi. Non fu facile il coinvolgimento nei primi anni degli abitanti dei vari
borghi, e forse ancora oggi, non siamo riusciti a raggiungere questo scopo in modo completo, sicuramente mi sento però di sostenere che siamo sulla buona strada.
Ogni anno si è cercato, con i pochi mezzi finanziari a disposizione, di aggiungere
qualcosa per avere più visibilità: si passò dalle magliette per i fantini con i nomi dei borghi,
alla realizzazione, nel 1992, dei costumi per tutti i fantini con i colori di ogni borgo, tutto
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fatto in casa da alcuni componenti del comitato coordinati da Carmela Furfari e da Concetta
Bongiovanni e tante altre volontarie; nel 2004, con uno sforzo finanziario non indifferente,
riuscimmo a stilizzare un logo per ogni borgo dove è rappresentato un simbolo che lo
contraddistingue, di questo lavoro ringraziamo la signora Stefania Colletto che ha realizzato tutti i loghi collaborando con il comitato.
Un altro dei problemi del Palio è stato quello del reperimento della paglia per preparare la piazza per lo svolgimento della manifestazione.
Nonostante il Palio venga improntato prioritariamente sul rispetto degli asini (lo svolgimento della gara e il suo regolamento in tutti questi anni lo hanno dimostrato), ci fu chi,
nella ventitreesima edizione, volle strumentalmente ed a tutti i costi sabotare la manifestazione. Un Grazie alla LAV (Lega Anti Vivisezione e Caccia) che fece le dovute verifiche e,
dopo aver controllato con esito positivo i documenti sanitari degli animali, diede tranquillamente il consenso al regolare svolgimento del Palio. Nel 2007 un’altra associazione di
animalisti ha tentato una protesta abilmente tenuta sotto controllo dalle forze dell’ordine;
questa volta un pò più rumorosi perché hanno imbrattato sia i muri del palazzo comunale,
sia quelli della nostra chiesa con scritte e minacce anche se velate.
A distanza di un anno dalla prima contestazione, oggi non siamo ancora riusciti a
capire tanta animosità e accanimento contro questa manifestazione, forse qualcuno soffia
sul fuoco? Il Palio si è sempre svolto allo stesso modo, con lo stesso regolamento, senza
mai incidenti per gli animali e per i fantini, è sempre stato e sarà un momento focale di
grande aggregazione per tutta la città.
La partenza del 1o Palio dei Borghi, 1984
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Il Palio
Il Gruppo Storico “La Corte”
Preparazione al Palio, cascina di Michele Carnino
Una partenza del Palio
Il Gruppo Storico del “Conte Verde”
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1° PREMIO ASSEGNATO AL BOLIDE ASININO DEL
“CENTRO STORICO”
AMICI! COMPAGNI! FRATELLI!
È pur vero che il “CENTRO STORICO” va a brandelli,
con chiusure, palizzate, strettoie e ingorghi,
però in certe specialità siamo i migliori dei Borghi.
Con la protezione di Santa Maria,
la domenica 29 settembre con gran allegria,
il miglior nostro rappresentante asinino,
si è comportato molto benino.
Con uno sprint da gran campione,
destando applausi e ammirazione,
ha battuto con gran frenesia,
tutti gli asini in pista a Venaria.
Questo è stato da tutti approvato!
Il Sindaco, che alla premiazione ha presenziato, ha notato:
al quarto premio non più l’acciuga è stato dato,
bensì uno splendido salmone,
che sarà il simbolo del nuovo gonfalone.
Perciò chiediamo al Demanio, Belle Arti dopo questa azione,
di tenerci bene in considerazione!
Or che siamo i primi della città
Ci diano la giusta notorietà,
e, se l’Amministrazione Cittadina un buon aiuto ci darà,
il nostro “CENTRO STORICO” presto RISORGERA’!
il Piero Bonino Storico
Dall’opuscolo Festeggiamenti 1988
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LE PRIME DONNE FANTINO AL PALIO
Gaspi, il nostro Amico Asino
Ma perché solo gli uomini possono partecipare al palio dei Borghi?
E così è cominciata qualche tempo fa la mia avventura nel mondo dei
più cocciuti a 4 zampe (chissà poi da che scintilla di femminismo
nascosta in me è nata la domanda!), fatto sta che il talent-scout Sig.
Scrudato mi prese in parola, ma non avevo fatto i conti con papà e mamma
Scibetta.
Sicchè la mia partecipazione alla “corsa degli asini” è slittata di
un anno (non per aver ottenuto il tanto atteso visto dalle “autorità”, ma
per una qualità che forse mi accomunava ai cari asinelli!).
A dire il vero ero un po’ preoccupata, come d’altronde lo era la mia
“collega” Cristina Lo Conti, ma alla fine il 26 Settembre alle ore 10,30
eravamo puntuali in Piazza Annunziata, insieme al nostro compagno di
squadra Andrea Calabrese, per sapere quale dei tanti asinelli sarebbe
stato il nostro compagno di avventura. Era il numero 1 (non a caso un
numero fortunato) abbinato al Borgo Colomba e sponsorizzato dal Sig.
Casaro. C’è stata subito simpatia a prima vista tra noi e il caro numero
1, anche perché tra tutti gli altri ispirava tenerezza essendo rotondetto.
Per familiarizzare io e i miei compagni lo abbiamo battezzato con il nome
di GASPARINO, per gli amici GASPI, e ci siamo avviati per la sfilata
lungo le Vie di Venaria; la giornata era stupenda, ci voleva una tregua
dopo tanta pioggia!
Alle 14,00 l’appuntamento era in Oratorio maschile per indossare le
bellissime divise nelle quali io e Cristina al primo impatto ci sentivamo
un po’ a disagio.
Il Palio iniziava e anche le mie preoccupazioni: “Devo tirare la corda
dal davanti? Devo stare sempre alla sua destra?”.
Proprio in quel momento tanta gente si è dimostrata solidale dandomi
consigli, raccomandazioni… e subito avevo sentito il pubblico dalla
nostra parte (grazie anche al caloroso incoraggiamento del Sig. Scrudato
che commentava la gara sul palco).
I due giri di qualificazione sono stati una rivelazione perché il
nostro GASPI filava, siamo giunti primi nella nostra batteria anche se la
stanchezza ha cominciato a farsi sentire, ma ciò non ci ha impedito di
arrivare quarti in finale. Sinceramente ho partecipato solo per divertirmi perché non pensavo di riuscire a “schiodare” un asinello dopo
quattro passi dalla partenza. Invece GASPI trottava allegramente e senza
le sollecitazioni che ho visto dare da qualche fantino verso le bestiole,
sollecitazioni stupide ed inutili, perché proprio quei poveri asini non
ce l’hanno fatta a raggiungere in fretta il traguardo.
A parte questo rimane un piacevole ricordo di una giornata divertente
e di tanto calore dimostrato dalla gente e dalla giuria che ha premiato
inaspettatamente me e Cristina come le prime ragazze al Palio dei Borghi.
P.S. Io, Cristina ed Andrea salutiamo ancora affettuosamente il
nostro GASPI!
Dalla Bacheca dell’Ottobre 1993
Nadia Scibetta
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REGOLAMENTO E SVOLGIMENTO DEL PALIO
PREMESSA:
Il Palio dei Borghi Venariese è una gara di tiro dell’Asino condotta da fantini a piedi, che si svolge nella
Piazza Annunziata di Venaria Reale. Lo scopo primario è quello di far gareggiare i diversi rioni della Città
chiamati Borghi per una sana e divertente competizione con grande attenzione a non maltrattare gli
animali, ecco perché si conducono a piedi durante tutto il percorso.
REGOLAMENTO
1. La Gara si svolge tra i 13 Borghi Venariese che sono: Centro Storico - La Mandria - Polo Nord - Siberia
- Trucco - Altessano - San Marchese - Porto - La Rigola - San Giuseppe - Colomba - Savonera e Gallo.
2. Per motivi di organizzazione ogni anno la gara si svolge con dodici Borghi che vengono sorteggiati. Ogni
anno ne viene escluso uno.
4. Il responsabile del Borgo è tenuto a far rispettare il regolamento ai Fantini a cui affiderà l’asino per lo
svolgimento del Palio.
5. Gli animali non devono essere assolutamente maltrattati. Durante il percorso della sfilata del mattino
non potranno fare le prove di corsa pena l’esclusione dalla gara.
6. Durante la pausa di mezzo giorno sarà cura del Comitato Organizzatore dargli da mangiare e bere, i
fantini non potranno avvicinarsi agli animali pena la squalifica.
7. Dopo la consegna dell’animale assegnato ai Fantini per lo svolgimento della gara, è assolutamente
vietato picchiare, pungere o dare delle sostanze da ingerire di qualsiasi genere, anche innocuo per gli
animali, pena la squalifica, i fantini presi in flagranza non potranno mai più partecipare al Palio.
8. Il ritrovo dei fantini e dei responsabili dei Borghi è fissato alle ore 9,30 della Domenica dello svolgimento del Palio, dopo la vestizione dei Fantini, si sorteggeranno e verranno affidati gli asini che da quel
momento non potranno più essere cambiati. Seguirà passeggiata per le vie della Città.
9. Alle ore 14,00 tutti i Fantini dovranno essere di nuovo presenti perché gli verrà affidato l’asino per la
gara. E’ assolutamente obbligatorio che tutti i Fantini abbiano cura dei vestiti loro assegnati.
10. I Fantini possono essere di ambo i sessi ed di età minima di sedici anni compiuti, purché il Responsabile del Borgo sia una persona maggiorenne.
11. Il Comitato nominerà ad inizio gara dei Commissari di percorso che saranno dislocati nei punti dove
la Giuria nominata dallo stesso riterrà opportuno.
12. La Giuria sarà formata minimo da tre componenti con un presidente, comunque sempre in numero
dispari. La Giuria avrà libera e insindacabile facoltà decisionale. Saranno istallate delle telecamere dove la
Giuria riterrà opportuno, nel percorso e all’arrivo, in caso di contestazioni, questi saranno gli unici
supporti elettronici che saranno visionati, per emettere l’ordine di arrivo.
13. La gara sarà preceduta da un giro dimostrativo con tutti i fantini e gli asini.
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14. Qualificazione per la formazione delle batterie: saranno tre, formate da quattro Borghi
ciascuna. Si faranno solo due giri con cambio del Fantino con tutti i dodici Borghi, i primi tre
saranno le teste di serie delle tre batterie.
15. Ogni batteria formata da quattro Borghi percorrerà tre giri con cambio obbligatorio del
Fantino, si qualificheranno per la finalissima i primi due ASINI di ogni batteria.
16. La Finalissima si disputerà tra i sei Borghi qualificati nelle batterie.
17. Il cambio del fantino deve avvenire dopo un giro del percorso, l’asino dovrà trovarsi con
tutto il corpo
all’interno dello spazio delimitato da due righe. Il cambio al di fuori di tale spazio comporterà la
penalizzazione del Borgo.
18. Se l’asino per qualsiasi motivo dovesse perdere il fantino e arrivare da solo nei limiti
tracciati per il cambio o al traguardo, il risultato sarà ritenuto valido. Il Palio è degli asini e non
dei Fantini.
19. A gara iniziata, se per gravi motivi un Borgo si trovasse privo di un Fantino, la Giuria può
autorizzare i due restanti a fare più di un giro, comunque non consecutivo.
20. Il Comitato fornirà ad ogni fantino un numero corrispondente al giro che effettuerà, e lo
dovrà consegnare al momento del cambio al Commissario responsabile del Borgo.
21. La Gara potrà essere interrotta in qualsiasi momento per cause di forza maggiore ad insindacabile giudizio della Giuria. La gara sarà ritenuta valida se al momento dell’interruzione almeno
due ASINI avranno superato il traguardo, in caso contrario verrà ripetuta la batteria o la
Finalissima.
22. I Fantini sono responsabili dell’animale durante il giro che stanno percorrendo, non possono picchiare o malmenare o fare degli sgarbi di qualsiasi genere, anche se questi saranno fatti
da altre persone ritenute vicini o amici dei fantini del Borgo, a insindacabile giudizio della Giuria
saranno squalificati dalla Manifestazione.
23. Il presente regolamento dovrà essere firmato da tutti i Fantini partecipanti alla gara.
24. Qualora per motivi vari gli animali dovessero subire maltrattamenti da parte dei Fantini o da
parte del responsabile del Borgo o che questi non si attenga al presente regolamento il Comitato Organizzatore si riserva di ricorrere a eventuali vie Legali .
Venaria Reale 6 Maggio 2006
Il Comitato
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ALBO DEL
PALIO DEI BORGHI
1984 - Borgo “Il TRUCCO” con Beppe Baietto
1985 - Borgo “CENTRO STORICO” con B. Costanza, G. Donizzetti e S. Canale
1986 - Borgo “CENTRO STORICO” con B. Costanza, G. Donizzetti e S. Canale
1987 - Borgo “S. GIUSEPPE” con L. Panarelli, D. Coppolella e A. Menardo
1988 - Borgo “SIBERIA” con F. Scaccio, G. Carena e P.Carena
1989 - Borgo “SIBERIA” con F. Scaccio, V. Palermo e M. Mendietta
1990 - Borgo “PORTO” con G: Tinnirello, N. Barbieri e S. Saporito
1991 - Borgo “CENTRO STORICO” con G. Dongiovanni, N. Nocera e C. Barone
Ex aequo “RIGOLA” con G. Palella, P. Putignano e C. Mazzone
1992 - Borgo “TRUCCO” con C. Martini, G. Martini e G. Bufera
1993 - Borgo “CENTRO STORICO” con R. Nela, D. Bordin e M. Milani
1994 - Borgo “POLO NORD” con A. Coletto, F. Steffani e L. Beria
1995 - Borgo “PORTO” con P. Perrone, V. Dichiaro e C. Trisorio
1996 - Borgo “PORTO” con P. Perrone, S. Perrone e A. D’angelo
1997 - Borgo “POLO NORD” con F. Dimitri, G. Ciavarello e A. Bacino
1998 - Borgo “TRUCCO” con S. Cairone, C. Aufiero e Montefusco
1999 - Borgo “GALLO” con G. Ingino, F. Perrone e M. Ingino
2000 - Borgo “CENTRO STORICO” con G. Ciavarello, A. Manno e F. Mangione
2001 - Borgo “ALTESSANO” con F. Facchini, A. Casu e M. Carlino
2002 - Borgo “S. MARCHESE” con K. Bellucco, Khariman Arnel e L. Balma
2003 - Borgo “CENTRO STORICO” con D. La Greca, O. Mariuzzo e L. De Falco
2004 - Borgo “COLOMBA” con V. Palermo, L. Battaglia e D. Traina
2005 - Borgo “ALTESSANO” con G. Mazzone, A. Spoto e M. Zaccheddu
2006 - Borgo “S. MARCHESE” con M. Luppino, Khariman Arnel e V. Mazza
2007 - Borgo “GALLO” con A. Manno, I. Audino e M. Venco
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FINANZIAMENTO
DELLE VARIE MANIFESTAZIONI
Tutte le iniziative che si mettono in cantiere, qualunque esse siano, hanno bisogno di
essere finanziate, la Festa di Maria Bambina non sfugge a questa regola.
Possiamo essere soddisfatti nell’affermare che i festeggiamenti non hanno mai gravato
sul bilancio parrocchiale, si sono sempre autofinanziati, lo scopo principale era quello di
fare festa ed aggregare, ma quando era possibile anche quello di raccogliere fondi per
poterli destinare a qualche lavoro urgente dell’oratorio. Nella prima edizione, l’acquisto
stesso della statua di Maria Bambina, fu possibile grazie ad una raccolta per tale scopo:
singoli cittadini e singole ditte risposero bene; dalla seconda edizione in poi il tutto venne
realizzato non solo con l’autotassazione da parte del comitato, ma anche grazie alla sottoscrizione a premi (che tuttora si continua a proporre), agli sponsor e alle piccole donazioni
di singoli cittadini.
Il 1989 fu l’anno del primo banco di beneficenza, realizzato con cautela e preoccupazione. Il successo ci ha incoraggiato a far meglio e ad arricchirlo di più anno dopo
anno; di questo bisogna dar atto non solo alla coordinatrice Giselda Carnino ma a tutto il
gruppo donne che già dal mese di aprile inizia la preparazione e la raccolta per la realizzazione. Naturalmente dobbiamo un grazie particolare a tutte quelle persone che ci donano
il materiale: commercianti, ambulanti, ditte e cittadini. Il banco di beneficenza per anni è
stato ed è tra le principali fonti di finanziamento della Festa.
Negli ultimi anni grazie al Patrocinio della Città di Venaria e al contributo finanziario ricevuto siamo riusciti a rendere più ricche e condivise tutte le manifestazioni messe in cantiere.
Banco di beneficenza
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Tavola imbandita per la cena dei Ricordi
Addetti alla griglia
Indovina il peso
Antichi sapori
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CENA DELL’AMICIZIA
E STAND GASTRONOMICO
Sinceramente chiamare stand gastronomico quello dei primissimi anni è una forzatura,
ma anche questo oltre a far festa serviva come punto di aggregazione e di socializzazione
e al comitato come fonte, seppur minima, di finanziamento.
Ricordo volentieri, nei primi tempi, quando per non gravare sul bilancio della Festa
tutti i componenti del comitato portavano bottiglie di sugo (che avevano preparato,
magari proprio nei paesi di origine, durante le ferie) per la spaghettata finale, qualcuno preparava a casa
un piatto con delle
specialità regionali per
venderlo e poter ricavare qualcosina, memorabili le fave cotte
di Nicola Reina, che
però non riscuotevano
un gran successo…
Dopo queste prime spaghettate e
grigliate, realizzate con
pochissime attrezzatu1a cena dell’Amicizia 1989,
re, nel 1989 venne
con il Sindaco Mario Stricagnolo
proposta la prima
cena dell’Amicizia nel cortile all’aperto. Per proteggerci da eventuali ed “impreviste” intemperie, con molta fatica e tanti rischi, coprimmo gran parte dell’attuale cortile con un
grosso telo messoci a disposizione dall’amico Berto. A volte rischiammo che una semplice folata di vento, più forte delle altre, mandasse all’aria quello che avevamo costruito con
fatica e determinazione.
Un plauso a tutte le donne che sono riuscite ad organizzare delle ottime e succulente
cene, con poche attrezzature ma con amore e dedizione. Grazie a tutte: Anna, Gabriella,
Pina, Maria , Lucia, Lena, Lilla, Rosalia, Carmela, Cristina, Cettina ecc. ecc.
Un grazie ai giovani che negli anni si sono alternati al servizio ai tavoli: Donatella,
Marta, Andrea, Paola, ecc…
La costruzione dell’attuale capannone avvenne qualche anno dopo, così come quella
dei tavoli fatta artigianalmente dal gruppo uomini coordinato da Michele Digifico. La cucina è ancora il nostro neo: ogni anno viene approntata per l’occasione, non ne abbiamo
ancora una fissa.
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I primi
stand gastronomici
Camerieri
e parte del gruppo Cucina
Taglio della Torta
alla cena dei Ricordi,
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Il PALCO INTERNO
PER GLI SPETTACOLI
Il palco fu uno dei primi problemi per gli spettacoli che mettevamo in cantiere, certamente non potevamo esibirci per terra, si pensò quindi di costruirne uno ogni anno con
grande fatica, nonché con problemi di sicurezza in quanto costruito interamente in legno,
ma Nicola Reina, aiutato dagli uomini, per tanti anni fece fronte a questa necessità.
Nel 1995, con la costruzione della tribunetta e la sottostante futura cucina ( almeno
questa era la sua destinazione iniziale e spero lo sia tuttora) abbiamo sopperito alla
necessità, non solo per i festeggiamenti, di far esibire i ragazzi in oratorio.
Gli adulti
Il gruppo Giovani
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1662 NASCE UNA CITTA’
In quell’anno nasce Venaria Reale, il Duca Carlo Emanuele II° volle
posare la prima pietra della nuova Città
nascente sotto la protezione della Vergine Maria. Per ricordare tale evento,
in occasione del Venticinquennale della
Festa di “Maria Bambina”, l’amministrazione Comunale ha voluto ricordare la nascita della nostra Città, svelando (anche se simbolicamente) la
scritta che ormai da circa 350 anni
capeggia la facciata della chiesa della
Natività di Maria Vergine.
Credo che questo gesto, compiuto dal Sindaco dottor Nicola
Pollari, possa essere l’inizio di una
più stretta collaborazione con il
Comitato Organizzatore; ogni anno
i Festeggiamenti di Maria Bambina
potranno ricordare, in modo concreto e più visibile la nascita della
nostra bella Venaria Reale.
Settembre 2007:
il Sindaco svela la scritta sulla facciata
della chiesa
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DIFFICOLTA’ E RAMMARICHI
Quando si apre il cassetto dei ricordi non si può fare a meno di rivisitarli tutti, non solo
quelli belli che per primi ti vengono in mente, ma anche quelli che purtroppo ti hanno
creato sofferenza e rammarico ma che sono serviti a temprarti e farti affrontare con più
determinazione i problemi; certo parlare di gioie e successi è molto più facile e più rilassante, ma mi sono proposto di scrivere tutto ciò che il comitato ha vissuto realmente.
“Come non ricordare”… passata la prima edizione per molti anni non ci fu collaborazione e partecipazione da parte di tanti parrocchiani, anche tra quelli molto impegnati,
arrivando a snobbare non solo la parte ricreativa e folkloristica (forse giustificabile), ma
anche la parte prettamente religiosa. Non vennero alla novena, alle serate di preghiera o
alla stessa Processione, non perchè impegnati ma perchè si riteneva che la festa “appartenesse” solo ad una parte di parrocchiani: Maria è la Madre di tutti, in tutto il mondo,
almeno per noi cristiani, purtroppo non per alcuni parrocchiani di Santa Maria . Questo fu
il più grosso rammarico che ci portammo dietro per tantissimi anni noi e i nostri sacerdoti
don Giuseppe e don Pasquale.
“Come non ricordare”… l’articolo del 1° Luglio del 1990 apparso sulla Voce del
Popolo dal titolo “Feste sì ma Religiose” a firma di monsignor Franco Peradotto. Lo
stesso articolo nell’opuscolo di quell’anno fu trattato da don Giuseppe sottolineando che
da noi le cose andavano bene. Ma nel 1993 monsignor Peradotto, di ritorno da Courgnè
dove una sua nipote era Priora della festa locale del paese, fu invitato a una delle 3 serate
di preghiera (altri anni era già stato invitato) in cui tuonò nuovamente: “Feste sì ma Religiose!” probabilmente la sua fu una reazione a qualcosa che aveva visto e non approvava
di quel programma. Per il comitato fu un fulmine a ciel sereno, perchè prima sotto gli
occhi vigili di don Giuseppe e poi di don Sergio (ed adesso speriamo di poter continuare
con don Mauro), ha lavorato per creare una perfetta assonanza tra la parte ricreativa e
quella religiosa senza che la prima eccedesse. Scrivemmo una lettera al Monsignore che
pubblicammo anche sulla “Bacheca”.
Quello stesso anno la metereologia non diede una mano durante la festa: piovve quasi
tutta la giornata, nell’orario della processione il tempo non fu bello, tanto da costringerci,
in accordo con don Beppe Donato (i nostri don Giuseppe e don Pasquale li salutammo la domenica prima), ad accorciare il percorso della processione solo per tale motivo, infatti nell’ultimo tratto ricominciò a piovere.
Dopo un certo periodo fu inviata una lettera anonima (che troverete in questo opuscolo) di rimproveri al comitato e ad altri gruppi che non c’entravano assolutamente
niente con la Festa, è giusto che quando si hanno opinioni diverse queste vengano mostrate e discusse con gli interessati. A distanza di tanti anni devo ringraziare “quell’oratoriano”
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che quantomeno scrisse: altri non ebbero la correttezza di esprimere il loro dissenso,
ma lavorarono per “distruggere”, certo avremmo preferito che l’Amico si fosse
almeno firmato.
“Come non ricordare”… l’anno in cui, durante la Processione di Maria Bambina, si
sentì il ronzio di un rotore di elicottero sotto sforzo, mentre si accingeva a calare dall’alto
la statua della Madonna nell’antistante giardino della Chiesa Regina della Pace: 2 manifestazioni religiose importanti alla stessa ora, così facendo si disorientarono i fedeli che se
avessero avuto la possibilità, credo, avrebbero partecipato a entrambi gli eventi.
“Come non ricordare”… l’anno in cui venne inaugurato il centro sportivo della
chiesa Regina della Pace: anche questo evento fu importantissimo per il fatto in sè
(perché da tanto tempo si aspettava l’apertura del centro), ma anche perché
l’inaugurazione venne presieduta dall’Arcivescovo di Torino monsignor Severino
Poletto. Peccato però in concomitanza con la Processione di Maria Bambina. Anche
qui tanti fedeli si trovarono nella scomoda posizione di dover scegliere, a tanti avrebbe
fatto piacere poter partecipare all’inaugurazione ed accogliere l’Arcivescovo che
per la prima volta veniva a Venaria.
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LA PAROLA AL PARROCO
Siamo alla decima edizione della Festa di Maria Bambina
organizzata dal Comitato per la festa patronale.
Dieci anni di impegno da parte di un gruppo di volenterosi,
a cui va il nostro plauso per aver cercato di dare risalto a una
Festa religiosa e insieme aver anche cercato occasioni di aggregazione, di allegria e di Festa insieme.
In questi anni ho più volte sottolineato che la Festa di
Maria Bambina è soprattutto un momento religioso: moltissimi
hanno capito, altri non ci hanno sentito. Il cammino di una
Comunità parrocchiale deve cogliere tutte le occasioni per una
crescita nella vita di fede e nella carità vicendevole. Questa
Festa di Maria Bambina nostra Patrona deve essere un momento
importante di questo cammino: si colloca proprio all’inizio di
ogni anno sociale.
Raccomando molto vivamente la partecipazione alle DUE SERE
di preparazione spirituale, di preghiera e di riflessione in
chiesa. Invito tutti a lasciarsi coinvolgere: invito i giovani,
i genitori dei nostri ragazzi e bambini, i Gruppi parrocchiali
tutti, invito le catechiste e gli animatori a fare opera di
sensibilizzazione.
Vado sempre più pensando che ad ogni anno che passa il
contesto in cui viviamo si fa sempre più critico, l’atmosfera
generale è molto poco propizia alla vita di fede e di carità.
Gli impegni religiosi (per es. la frequenza alla Messa domenicale) da tantissimi adulti, giovani, ragazzi sono snobbati.
Il Signore ci richiede tanta buona volontà per raddoppiare
il nostro impegno. Quante volte ho ripetuto: più fuori la
temperatura è fredda e tanto più in casa bisogna riscaldare
molto.
Il Signore e Maria S.S.ma ci aiutino a fare un buon esame di
coscienza ed a vivere con gioia e insieme con molta serietà
questi momenti di grazia.
Don Giuseppe Fisanotti
Dall’opuscolo dei Festeggiamenti 1992.
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Sulla voce del Popolo del 1° luglio c.a. un articolo del Direttore, Don Franco Peradotto,
portava il titolo:
FESTE SI’, MA RELIGIOSE
Vi si diceva: si va sempre più diffondendo la consuetudine di trarre
motivo dalla tradizionale festa liturgica di un Santo o della Madonna, per
dare il via a un densissimo programma che comprende ogni sorta di manifestazioni e di divertimenti……il Santo, la Madonna sono “presta nome” per
tutt’altre cose. Tale mentalità, sempre più diffusa, è il cruccio di molti
parroci e consigli pastorali autentici. La difesa della religiosità delle
“Feste di Chiesa” va portata avanti con coraggio e senza compromessi.
……Non c’è preghiera, in queste occasioni, che non invochi dal Signore
la capacità di vivere ciò che si è celebrato, di imitare i personaggi
ricordati come modelli. L’evangelizzazione dà un senso alle feste liturgiche e deve educare i cristiani a tradurre in opere quanto hanno vissuto
liturgicamente.
Ne ha dato alcuni esempi il nostro arcivescovo quando, ad esempio,
nella omelia per la Messa del Corpus Domini celebrata al Cottolengo ha
colto l’occasione per porre il problema della carenza degli infermieri,
oggi provocando i cristiani a chiedersi perché non sanno più imitare il
Buon Samaritano e proponendo, soprattutto ai giovani, di mettersi al
servizio come Gesù, primo Buon Samaritano, accanto a chi soffre.
Così quando, a conclusione della processione della Consolata, ha
esortato tutti a farsi, per coerenza con il titolo mariano celebrato,
consolatori del prossimo in ogni necessità come Maria. Così ancora quando,
domenica scorsa in Cattedrale, per la festa di San Giovanni Battista, ha
proposto a tutti di ispirare la propria vita, anche in campo sociale,
politico, economico alle scelte “morali” predicate e testimoniate dal
Precursore di Gesù. Modi concreti per stimolare la responsabilità di tutti
al di là del momento liturgico. Le celebrazioni diventano “funzionali”
alla vita quotidiana di tutti ed alle diverse situazioni.
Per noi di Venaria a cosa ci invita Maria Bambina, Maria fanciulla,
Maria giovane donna? Certamente questa ragazzina sentiva forte nel suo
cuore il desiderio del Messia, che si compisse il Progetto di Dio, sentiva
il desiderio di collaborarvi. Maria, Giovane, dovette essere uno splendido
Modello di ragazza educata dalla Parola di Dio, pronta nella preghiera
all’ascolto della voce, della chiamata del Signore, pronta al dono di sé.
Allora noi, di questa comunità di Maria Bambina, dobbiamo distinguerci
nel sentire, noi pure, il forte desiderio di collaborare alla realizzazione del progetto di Dio, oggi, dobbiamo distinguerci nell’educare generazioni di ragazzi e fanciulle pronti nella preghiera all’ascolto del
Signore che chiama, pronti a fare della propria vita una donazione.
Allora avremo molta ragione di fare Festa grande. Ho richiamato l’articolo della Voce del Popolo perché siamo consapevoli che il fenomeno è
avvertito, nella Diocesi e fuori, su vasta scala.
Noi di Venaria, ci prefiggiamo che la nostra Festa sia veramente e
soprattutto religiosa. Ogni anno sia anche l’ occasione per ricominciare
con sempre nuovo slancio il cammino della vita comunitaria.
Don Giuseppe
Dall’Opuscolo dei Festeggiamenti 1990
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Lettera a Monsignor Peradotto
A proposito di “FESTE SI, MA RELIGIOSE”
Reverendo Monsignor Peradotto,
Le scrivo per chiarire alcune cose circa la Sua benevola rampogna della serata del 21
Settembre u.s., a nome del Comitato Festeggiamenti di Venaria,
di cui sono il coordinatore.
Penso che Ella saprà, che da 11 anni la comunità di Venaria
(S. Maria) festeggia, non solo in modo religioso, la festa
della Patrona “MARIA BAMBINA”. Fin dalla prima edizione nel
programma è stata sempre inserita una parte di preghiera e di
riflessione religiosa. A conclusione del programma si è sempre
inserita la processione per le vie del borgo. Si è sempre fatta
particolare attenzione alle funzioni religiose, evitando il più
possibile concomitanze con altre attività ricreative.
Già nel 1990 nell’opuscolo che introduce la festa è stato
inserito un articolo apparso sulla “Voce del Popolo” dal titolo
“Feste si, ma Religiose”. Suscitò dibattito il pezzo e riflessione, sia all’interno del comitato sia all’interno della comunità parrocchiale.
Quest’anno nel corso della prima serata di riflessione e di
preghiera, fra le tante cose belle che Lei ha detto della
madonna, riprendendo il filo di quell’articolo ha sottolineato
che: “FESTE SI, MA RELIGIOSE ….. non si possono inserire momenti di preghiera con gare di bocce e tornei vari…. Non dobbiamo
essere gli sponsor di feste civili….”
Parole quest’ultime che ci hanno toccato amaramente e sono
cadute sul comitato come un grosso macigno; parole dure da
deglutire.
Riposti gli attrezzi della festa e dopo giorni di riflessione mi permetto se non proprio di dissentire sulla Sua dichiarazione almeno di esporre quanto il comitato pensa a tale proposito.
Prima di tutto vorrei capire bene la frase “solo feste religiose”. Se questo significa: solo preghiera, solo meditazione,
solo Messa e processione, allora credo che il discorso sia
chiuso. Cade così ogni altra ipotesi di contorno. Se il concetto, invece, di festa religiosa, va oltre a quanto detto prima,
allora anche altre attività ricreative, culturali, sportive,
anche folkloristiche hanno la loro legittimità. Certamente si
può discutere sul come far coincidere i due momenti di festa,
evitando il rischio che uno intralci l’altro e tenendo sempre
presente che la parte prettamente religiosa e liturgica abbia
il proprio spazio ben marcato.
Mi permetta la sincerità: la programmazione della nostra
festa patronale ha sempre tenuto conto di questa doppia polarità.
Ideata da un gruppo di parrocchiani guardò subito al risveglio
della storica e oramai sopita festività di S. Eusebio e in
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seconda battuta alla rivisitazione, nel contesto locale, delle
tradizioni paesane degli immigrati che sono parte maggioritaria
della parrocchia e della città di Venaria. Le due proposte,
lungi da ogni conflittualità, potevano riemergere ed accostarsi
armonicamente. Tutto doveva procedere sotto la vigilanza attenta e sotto il controllo del parroco, Don Giuseppe Fisanotti ( al
quale va la nostra riconoscenza).
Ammetto che qualche anno, presi dall’euforia ci si lasciò
prendere la mano splafonando e debordando. L’occhio vigile del
parroco ci fece però rientrare.
Ci dispiacque molto, la sua difficoltà ad essere presente
nel giorno conclusivo che era il giorno di commiato dei nostri
due sacerdoti; comprendiamo il suo impegno, come ci annunziò, a
partecipare alla festa patronale del suo paese (dove una sua
nipote era priora). Se fosse stato presente avrebbe constatato
come i due momenti (messa, processione, pomeriggio - sere di
ricreazione) aggregavano un vasto consenso popolare.
A questo punto l’interrogativo è: la comunità parrocchiale
può fare feste solo di impostazione religiosa oppure può allargare l’obiettivo? Guardando attorno si vedono tante feste patronali
con tanto di nome di santi ma che di religioso non hanno proprio
nulla; in alcuni casi il comitato promotore non ha nemmeno sede
in parrocchia. Non è il caso nostro.
Il nostro comitato è formato da una cinquantina di persone,
moltissime impegnate nella vita della parrocchia (cantoria,
gruppo famiglie, animazione oratoriana, qualche catechista ...).
Nello stilare la lista dei vari appuntamenti, fin dai primi
tempi, ci siamo preoccupati di bilanciare la ricreazione guardando alle diverse componenti socio-culturali ed alle varie
fasce d’età della nostra comunità. Così sono comparse le serate
dedicate ai più piccoli, agli adolescenti, agli adulti, agli
appassionati di teatro, ai cultori del buon canto (quest’anno
due cori “alpini”), ai balletti, ai patiti delle bocce, agli
amanti del folk.
Personalmente affermo che una comunità ha necessità di aggregarsi anche visibilmente e non solo con i praticanti ma
anche con i lontani o i non credenti. Altrimenti da dove nasce
e dove va a parare il famoso dialogo del Concilio?
D’accordo tutti hanno diritto a dire la propria, ma certe
critiche gratuite anche all’interno della parrocchia dovrebbero ridimensionarsi. Perché la Diocesi non promuove un pubblico
dibattito sul problema?
Ci risponderà? Le saremo certamente grati.
Cordialmente
Francesco Scrudato
Venaria, 5 settembre 1993
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Spett.le
“La Bacheca”
c/o Circolo ANSPI
VENARIA REALE
OGGETTO: Risposta a lettera aperta del 05/10/1993.
Mi permetto di controbattere alla lettera aperta che l’amico
Francesco, a nome del Comitato, ha pubblicato in risposta alle
sacrosante invettive che Mons. Peradotto ha espresso contro il
Comitato in occasione delle manifestazioni in onore di “Maria
SS. Bambina”.
Io sono pienamente d’accordo con Mons. Peradotto, in quanto
ritengo che la festa in onore di Maria Bambina abbia proprio
poco di religioso e si stia incanalando sempre più verso una
manifestazione folkloristica.
Mi sembra, infatti, che la grande cena dell’amicizia, lo
spettacolare “Palio dei Borghi” con relativi asini, la spaghettata
finale con contorno di wurstel e salsicciotti, nonché il costosissimo quanto inutile exploit composto di pirotecnici fuochi
d’artificio ricoprano gran più importanza delle manifestazioni
religiose quali la S. Messa e la processione serale.
Quindi non mi stupiscono più di tanto le parole di Monsignore, anzi le approvo appieno e incontrano la mia piena solidarietà.
La S. Messa, infatti, dovrebbe rappresentare il punto
focale e principale di una comunità parrocchiale non solo in
quella domenica particolare, ma in tutte le domeniche dell’anno. E non mi stupisce il fatto che c’era una marea di gente in
quell’occasione specifica, sarei invece contento di poter incontrare lo stesso numero di persone anche nelle restanti S.
Messe domenicali durante l’anno.
Sarebbe poi auspicabile dare un tono di solennità alle S.
Messe più importanti con una cantoria ben diretta artisticamente; fino a qualche anno fa la Parrocchia disponeva di un gruppetto
di persone (non molto numerose, in verità, ma certamente più
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efficaci dell’attuale cantoria) diretto da un maestro serio e
competente (con relativo organista), che nelle festività più
importanti contribuiva a solennizzare il Sacro Rito. Ma questa
è stata
l’ultima distruzione, in ordine di tempo, del nostro
amatissimo ex-parroco e dei suoi fedeli consiglieri.
Per quanto riguarda la processione, quest’anno si è notato quale valore religioso abbia: il suo tragitto, infatti, è
stato ridotto a poco più del giro della piazza (quasi come la
corsa degli asini), forse perché si temeva di arrivare in
ritardo alla spaghettata finale ed al conseguente pirotecnico
finale con grandiosi fuochi artificiali.
Tengo a precisare che questo non è uno spunto polemico né
verso il Comitato, né verso persona alcuna; è solo uno sfogo di
un ex-oratoriano che quando l’Oratorio era ancora Oratorio (era
intitolato a “S. Domenico Savio”) e non circolo A.N.S.P.I. (mi
sa tanto di Società per Azioni), lo si poteva frequentare
liberamente e usufruirne di tutte le sue strutture senza dover
pagare Tessere di alcun genere o pedaggio alcuno. Non c’era
allora nessun statuto da osservare ed erano bene accetti anche
i non credenti che si amalgamavano perfettamente con i Sacerdoti e i laici coadiutori.
E ben venga un pubblico dibattito sul problema non solo
diocesano, ma anche parrocchiale.
Un ex-oratoriano “S. Domenico Savio”
Venaria, 20 ottobre 1993
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LE SUORE
“Come non ricordare”…che il periodo della Festa di Maria Bambina fu spesso
quello dei saluti. Suore che andavano e che venivano, la loro partenza creò sempre un
forte rammarico, anche se qualche volta venne attutito dai nuovi arrivi.
Il dispiacere più grande fu quando le salutammo definitivamente perché chiudevano
per sempre la casa durante la
Festa, sono sicuro che sono nei
cuori di tutti i parrocchiani e di molti
Venariesi: suor Emma, suor
Gaudenzina, suor Anna, suor
Arcangela, suor Renata, suor
Riccarda, suor Fabrizia, suor Salvatrice, suor Annalina, suor Ines,
suor Oliva e tante altre ancora;
quella che rimase per poco,
ma lasciò in molti di noi un
segno tangibile di affetto e amicizia
creando in poco tempo il coro
La partecipazione delle Suore
degli adulti (che in quel periodo
al venticinquennale
mancava e ancora esiste) e che il
buon Dio chiamò a s’è troppo
presto, fu suor Maria Angelica.
Grande festa di tutta la comunità parrocchiale nella giornata dei
ricordi, con l’arrivo delle suore che
hanno voluto onorarci della loro
presenza nel Venticinquennale: suor
Annalina, suor Oliva, suor Ines,
suor Assuntina, suor Annamaria
(Gaudenzina) e suor Emma che nel
salutare la comunità parrocchiale dopo la S. Messa in ricordo dei defunti del comitato, ha
ricordato alcuni episodi degli inizi dei Festeggiamenti di Maria Bambina, segno questo che
dopo tanti anni il loro pensiero è sempre rivolto anche alla nostra Comunità.
“Come non ricordare”…il saluto ai nostri amati sacerdoti nel 1993 a don Pasquale
Sarli e don Giuseppe Fisanotti: scrivere di loro in così poche righe mi è estremamente
difficile, avrei sicuramente tanto da dire di tutti e 2, ma permettetemi di tenere qualcosa
in un angolo del mio cuore, non per egoismo ma per un senso di protezione, come il saluto
a don Sergio Fredigo anche questo durante i festeggiamenti.
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Don Giuseppe Fisanotti
Voglio ricordare don Giuseppe come il Prete che aprì la porta a tutti, colui che con
la sua apparente diffidenza seppe accogliere le persone con culture molto differenti tra
loro, facendole convivere anche con le loro diversità. Un grazie di cuore per aver creduto
per primo alla realizzazione della Festa di Maria Bambina e, con questo, aver contribuito
alla riscoperta del valore delle vecchie tradizioni piemontesi e dei paesi di origine di molti
di noi …
... ancora grazie Don Beppe.
S. Messa per i 25 anni di parrocchia di don Giuseppe
Don Giuseppe
alla castagnata
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Don Pasquale Sarli
Lo ricordiamo tutti per la sua giovialità, la semplicità, la poesia, il servizio agli ammalati, il suo modo di stare in mezzo alla gente, l’umile servizio alla comunità e in particolare
a don Giuseppe Fisanotti.
Personalmente voglio ricordarlo come il sacerdote che riuscì ad avvicinare in mezzo alla
strada tante persone che forse mai si sarebbero sognate di entrare in Chiesa: scambiando
qualche battuta scherzosa riuscì a trasmettere, con la sua semplicità e bontà d’animo, tutto
il suo buon umore, e vedere la vita meno nera di come purtroppo la si vedeva.
Per moltissimi immigrati don Pasquale fu il primo approccio con la comunità parrocchiale, ancor prima di andare in Chiesa. Vedendoti per strada, in piazza o al bar, capiva
subito che eri appena arrivato dal paese d’origine; salutando sempre per primo, improvvisando qualche battuta scherzosa magari in un dialetto tirando ad indovinare, cercava
subito di metterti a tuo agio con quel calore umano che lui sapeva dare. Da lì a pochi giorni
avveniva il secondo incontro, ancora più caloroso del primo, in ottimo napoletano ti diceva “Guagliù, a Messa nun ti vedo mai”, l’interlocutore abbozzava qualche timida
scusa, lui di rimando gli metteva in tasca una delle sue tante
medagliette o Crocifissi che teneva sempre a portata di mano,
credo siano pochi i parrocchiani che non abbiano ricevuto una
delle sue medagliette. Se al paese di origine frequentavi poco
la Chiesa o addirittura niente,
proprio quella medaglietta ricevuta da quel simpatico prete
non potevi rifiutarla, te la ritrovavi in tasca a ricordarti chi te
Don Pasquale e i chierichetti
l’aveva data, questo portava ad
in gita a Malciaussia
avvicinarti prima al cortile dell’oratorio a scambiare qualche battuta con quel simpatico prete e poi veniva tutto il resto:
anche così si è infoltito il gruppo uomini, da cui è poi nato il comitato di Maria Bambina.
Credo che moltissimi immigrati non solo del sud, grazie alla sua giovialità, al suo
modo scherzoso, all’umiltà e al ricordo caloroso del meridione che portava con sé e
trasmetteva agli altri, fecero il primo passo per avvicinarsi alla parrocchia.
Don Pasquale fu il “Prete di Tutti e per Tutti”. Voglio ancora ricordarlo con il suo
cordiale saluto. “Guagliù, vogliamoci bene”.
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Don Sergio Fedrigo
Come ricordare un … amico… più della metà di questi 25 anni di Festa Patronale li
passammo con don Sergio, tantissimi sono stati i momenti di condivisione e di grande
gioia. Voglio ricordarlo per la sua grande giovialità, per tutti volle il meglio, specialmente
nell’esecuzione dei lavori in parrocchia. Nelle difficoltà non si scoraggiò mai, i problemi
li affrontò col il sorriso che lo ha sempre contraddistinto e con la frase “la Provvidenza
ci aiuterà!”.
A nome del comitato di Maria Bambina voglio ringraziarlo perchè “Lui ci ha sempre
spronato a fare meglio” rimanendo vigile affinché tutto nei festeggiamenti si svolgesse
nel modo migliore; regalò (vista la sua particolare devozione a MARIA) il trasferimento
della statua di Maria Bambina da una cappella laterale a quella centrale della Chiesa.
L’anno scorso al termine della Processione, lui volle sottolineare che nel 2012 ricorrerà il 350o anniversario della nascita della Città, quando il Duca Carlo Emanuele II designò la Vergine quale protettrice della nuova città, come si legge nell’iscrizione che campeggia sulla facciata della nostra Chiesa:
NASCENTIS VIRGINIS
PROPITIO NUMINE HOROSCOPANTE
NOVI OPPIDI NATALES
CAROLUS EM II
INAUGURATIVIT MDCLXII
(Nel 1662 Carlo Emanuele II° inaugurò i Natali della Città Ponendola sotto i Felici
Auspici della Natività della Vergine)
“Questo suo discorso mi ha riportato in mente una (forse non solo mia) vecchia
speranza: potremmo un giorno dare una continuità alla volontà del Duca, proponendo la Festa di Maria Bambina come Festa Patronale della città?”
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Il suo arrivo
a Venaria
con il Sindaco Lino Alessi
Ventennale della festa
con il Sindaco
Giuseppe Catania
La partenza nel 2006
con il Sindaco
Nicola Pollari
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TREDICI ANNI, TUTTI BELLI
In occasione del 25° della Festa Patronale di Maria Bambina
vorrei fare giungere ai parrocchiani di Santa Maria la mia
gioiosa partecipazione.
25 anni, sono una generazione! Di essi ho potuto condividerne 13, tutti belli.
Quanti ricordi... Come in un film, mille e mille volti e
momenti passano nella mente
e nel cuore.
Il fervore dei preparativi da parte degli amici del Comitato
della Festa esterna di Maria Bambina - tutti per uno e uno per
tutti - per offrire in onore della Vergine Maria e per la gioia
di fedeli e turisti
una festa popolare entrata ormai nella
tradizione di Venaria Reale. E ogni anno, per tempo, prima
dell’estate, la “macchina organizzativa” di tanti volontari si
muove e studia fino ai minimi particolari ogni cosa, dal Palio
dei Borghi, al banco di beneficenza, fino alle cose apparentemente più insignificanti...
Il concomitante lavoro di coloro che, accanto ai volontari
del Comitato, si adoperano a contattare i diversi gruppi e
realtà parrocchiali: una presentazione “visiva” che sappia di
accoglienza, di benvenuto... contribuisce a far conoscere il
volto della Comunità parrocchiale e offre occasioni di rapporti
personali con nuovi venuti, perché percepiscano che c’è posto
anche per loro.
Le giovani generazioni (dai bambini, ai giovani, ai giovani
di una volta) che portano una ventata di freschezza e vivacità... Ad essi gli amici del Comitato guardano con speranza, nel
desiderio che essi sappiano prendere il testimone e portare
avanti in futuro questo entusiasmo , magari con espressioni e
proposte rinnovate.
Il triduo religioso in chiesa, la S. Messa e la processione
per disporre gli animi a vivere nel cuore la festa patronale,
perché della festa il cuore è la festeggiata, Maria Bambina.
Festa di Maria Bambina: fede e folk, comunità che si ritrova
per guardare a Maria, onde essere più autentici discepoli del
Figlio suo, e passaggio di tanti che godono per qualche tempo
della gioia di condividere momenti di serenità. Ed è proprio
per questi tanti che è fatta la festa.
Perché la festa patronale di Maria Bambina è questo. Anche la
Chiesa è questo: in essa c’è posto per tutti, perché per tutti,
nessuno escluso, è morto e risorto Gesù.
Con l’augurio di dilatare il cuore sulla misura di quelli di
Gesù e di Maria, un abbraccio a ciascuno.
4 dicembre 2007
Don Sergio Fedrigo
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IN ATTESA DEL NUOVO PARROCO
Caro parrocchiano di Santa Maria,
Permettimi queste poche parole mentre sei in attesa del
nuovo Parroco: sono immediate e, senza pretese.
Ogni cambiamento provoca sempre sconcerto, interrogativi,
curiosità, raffronti e desideri. Qui ti propongo una scaletta
di atteggiamenti, che non devi coltivare perché non ecclesiali.
Quegli altri in positivo, oltre l’ultimo di questa pagina,
inventali tu. Che cosa, dunque, non devi aspettarti dal nuovo
Pastore?
NON ASPETTARTI
che Egli venga subito ad invitarti: potrebbe essere un tipo
timido. Fatti avanti Tu e proponiti personalmente. Non è invadenza, è disponibilità ad assumerti impegni; il tuo battesimo
ti obbliga alla Responsabilità.
NON ASPETTARTI
che Ti valorizzi apertamente: potrebbe essere un tipo poco
espansivo. Credi tu nelle tue peculiarità, nei tuoi carismi, si
dice. Metti quello che hai generosamente a servizio.
NON ASPETTARE
che subito si scappelli innalzandoti una statua elogiativa.
Potrebbe essere un tipo poco incline all’incenso. Tu fai quanto
puoi e devi; fallo nel miglior modo, perché è giusto così. La
lapide attendila di Qualcun altro.
NON ASPETTARE
che salvi il mondo, la Venaria e la Parrocchia, potrebbe essere
un tipo …. Umano e poco disposto a fare gli straordinari; la
prossima volta, sai, anche i preti possono fare i miracoli, ma
le cose impossibili proprio no! E poi è il Padreterno che salva
il mondo, se quest’ultimo è d’accordo.
UNA COSA INVECE LA DEVI ASPETTARE:
la razza pretonzolare è (sembra) in via di rarefazione. Non è
ancora estinta ma la catena distributiva ha degli intoppi. E
non si trova su tutti gli scaffali.
Coi quali scaffali ti auguro di essere un buon parrocchiano!
Don Beppe Donato
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Don Mauro Petrarulo
L’anno scorso durante i festeggiamenti (per non smentirci) ci si preparava all’accoglienza del nuovo parroco. Dall’opuscolo della Festa augurammo a don Mauro un buon
lavoro nella comunità che lo aspettava con trepidazione; al suo arrivo ci colpì molto la sua
emozione, mentre attraversava la piazza con passo spedito e apparentemente disinvolto,
ma anche la sua timidezza e commozione mostrate entrando in Chiesa con la folla di
parrocchiani che era in attesa.
Caro don Mauro quella di quest’anno è la tua prima Festa di Maria Bambina tutto il
comitato ce la mette tutta per fare bene, noi speriamo di continuare sotto la tua guida a
fare sempre meglio.
Don Mauro al Suo arrivo in Venaria
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Grazie a tutti i sacerdoti di questi anni
Don Beppe Donato
Don Ugo Di Donato
Don Bruno Ferrero
Don Marco Fracon
Padre Renzo Marcolongo
Don Piero Giacobo
Don Ezio Magagnato
Don Lino Lupo
Don Giovanni Ferretti
Don Domenico Caglio
Valentino Bonadio diacono
Voglio ricordarlo come una persona sempre pronta all’ascolto, la cui disponibilità era proverbiale, aveva un sorriso e una parola di conforto per tutti. Ricordo negli
ultimi tempi anche quando non c’erano funzioni potevi trovarlo quasi sempre in
Chiesa nei primi banchi, pronto ad ascoltare, incoraggiare e dare consigli per non
disperare se il problema era grande; con tutti trovava le parole giuste per non farti
sentire solo, Grazie Valentino.
Giuseppe Chiambretto
Fu uno dei componenti del comitato della prima edizione della Festa di Maria
Bambina, con lui buttammo le basi per la nascita dell’ANSPI e per la rinascita
dell’oratorio, fu sicuramente un ottimo oratoriano. Sono consapevole che pochi
furono gli argomenti che ci videro d’accordo, ma il confronto schietto che ci fu tra
noi mi portò ad apprezzarlo moltissimo, anche nei momenti in cui esponeva il suo
pensiero in tono apparentemente burbero; memorabili le grandi discussioni sull’attuale salone polivalente “Salone o campi di bocce?”.
Chiambretto, che non è più tra noi, mi fu così vicino che la nostra diversità di
vedute aiutò molto la mia crescita all’interno della Comunità, in questo
venticinquennale voglio dirgli un caloroso “Grazie Signor Chiambretto”.
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LA FESTA PATRONALE DI VENARIA UN ANNO FA
Un tempo l’antica gente di Venaria, quella dei cascinali,
delle botteghe artigiane e dei mestieri, quella appunto della
povera gente, guardava da lontano l’emiciclo della palazzina
reale oltre il quale venivano su, sparpagliandosi nel sole, i
suoni di orchestre barocche e di clavicembali mescolati al
rumore di zoccoli e nitriti di cavalli, schiamazzi di corte e
corni da caccia. Sbirciava, forse con quel distacco di cultura
paesana intrisa di fatalismo, ripiegamento, i sollazzi che non
gli appartenevano.
La gente antica, la festa, quella grossa a furor di popolo,
la faceva una volta l’anno, “semel in anno” come dicevano gli
eruditi; ed era festa gonfia d’attesa, turgida, passionalmente
espressa.
Per un giorno, a volte con un preambolo antivigilia, la gente
guardava allo spazio architettonico disegnato dalla matita di
Castellamonte, Alfieri, Juvarra, là dove la piazza si allarga
armonicamente come proscenio della Chiesa e dell’ospedale e
dove le due colonne con angeli saettano nei fuochi dell’ellisse.
Guardava aggregandosi, riempiendo di segni e di sogni e cantando la sua festa di settembre.
Era il giorno celebrativo della Patrona religiosa della
contrada parrocchiale, e la natività della Madonna.
La Chiesa dedicata a Maria annunziata coralmente la gioia
della nascita di questa Donna, umile ed eccelsa creatura, Madre
del Redentore, avvocata di consolazione, speranza e garanzia di
Paradiso per il cristianesimo devoto. E la gioia cristiana
sospinta dalla celebrazione religiosa travasava sulla piazza,
rifluendo in ondate concentriche sulle aggregazioni sociali. Il
primato della fede riscaldava anche la compagnia degli uomini.
Poi vennero altri tempi; vengono sempre.
Venaria non è più
il borgo sabaudo tutto caserme e guarnigioni, non è più la
periferia piemontese della piccola Versailles. E’ per sempre
“Reale”, ma solo per genesi e per nostalgia storica. Per migliaia di cittadini è un dormitorio, una sedimentazione ancora
troppo giovane, senza vene di appartenenza territoriale, a metà
strada fra residenzialità anagrafica e domicilio d’uso.
E’ variegato il popolo venariese, con prevalenza di
meridionalità, soprattutto nel centro storico. Le radici di
moltissimi cittadini spingono linfa di immigrazione e la Sicilia in particolare gorgoglia qui sangue insolito e reminiscenze
di profondo sud.
Benvenuta dunque la promozione di questa festività che concilia la consuetudine secolare piemontese ed il trapianto in
terra locale di analoga tradizione di un popolo d’immigrazione.
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Due culture diverse che tendono all’aggregazione e che, magari con qualche sforzo, vanno verso l’integrazione.
Così fu subito folklore, con suoni e colori, tornei e stand
gastronomici, lotterie e banco di beneficenza, cori in libertà
e majorettes for ever, effimero e processione.
Anche l’elicottero per una passeggiata sui tetti e sulle
robinie centenarie della Mandria; poi gli spadonari di San
Giorio e gli sbandieratori di Pianezza nella domenica del Palio
dei Borghi. Qui, culmine e trionfo di piazza, la fece da protagonista l’umile, bassotto e dimesso ciuccio, un giorno
catalizzatore di attenzioni e tifoserie al pari del più sanguigno e competitivo collega cavallo di altre contrade. Impettito
nelle nuove coccarde e orgoglioso per i nuovi costumi dei
fantini-podisti (dodici in tutto, biblicamente rionali) eppure
testardo e riottoso a seguir la guida.
Un po’ in sordina clarinetti e trombe, a beneficio di sempre
invadenti tastiere elettroniche a 500 Watt.
Una settimana e più di ricreazione e di gaudiosità strapaesana
e – stagioni magre queste per i chierichetti
– due serate di
gaudiosità cristiana. Oh tempora, oh mores !: diceva lo zio che
era reduce dall’Abissinia.
Il resto è cronaca spicciola: tortellini e fast food (dov’è
il torrone d’Alba di un tempo ...) spaghetti e ragù, grigliate
e melanzane (qui è difficile riciclarsi), orchestrine e gruppi
in costume, giochi senza frontiere, biglietti della lotteria e
coriandoli di magnesio nella pirotecnica fantasia della premiata Ditta di Chieri.
E poi gente, gente: quelli del Centro Storico, quelli di
periferia, quelli in transito su via Mensa richiamati dai decibell
e dal profumo delle patatine fritte. E nemmeno Giove Pluvio la
spuntò!
Viva la gente!
Don Beppe Donato
Dalla Bacheca del Settembre 1993
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E SONO CAPITATO ANCHE A VENARIA!
Dico “anche” perché mi è capitato di dover fare il “Parroco
provvisorio” in altre parrocchie prima di questa. E non mancarono disagi e difficoltà di adattamento, ma ebbi anche la fortuna di fare interessanti esperienze; ogni parrocchia ha come una
sua “personalità” costruita da persone, usanze, sensibilità diverse. Praticamente è la vita che si fa storia.
Qui, a Venaria, dopo alcuni mesi di permanenza, posso dire
che l’esperienza vissuta ha un suo carattere speciale. Per
spiegarmi, un ricordo indietro nel tempo: tra i vari pellegrinaggi al santuario di Lourdes, mi capitò di partecipare ad uno
composto da lavoratori provenienti da varie regioni d’Italia.
Passando a salutarli, sul treno, il discorso era pressoché
sempre identico: “... io vengo da ... “e” ... Io invece da ...”.
Tutti si presentavano, quasi con vanto, come figli di una
determinata terra geografica, ma senza toni di superiorità nei
confronti degli altri. Che importava in quel momento l’origine?
Ora prevaleva il fatto di essere tutti ugualmente uniti nella
stessa “comunità viaggiante” e tutti insieme verso la stessa
destinazione. Ora si viveva assieme la stessa interessante
esperienza.
Per venire a noi: anche qui a Venaria mi son sentito dire più
volte, come sul treno:”...io vengo da ...”
“... io invece da
...” E ancora: “... io invece sono proprio di qui...”.
Questo “invece” può indicare sentimenti più che nobili di
attaccamento alla propria terra di origine, come potrebbe anche tradire una antipatica pretesa di superiorità di una regione
sull’altra:
come se bastasse un assieme di gruppi umani
giustapposti ma non comunicanti.
Certo: usanze, costumi, linguaggi diversi all’origine sono
parte della nostra vita. Ma ciò non deve essere di ostacolo ad
un successivo tipo di convivenza, quello di oggi tanto più
interessante quanto più sarà di tipo fraterno e vissuto nella
collaborazione tra tutti.
Perché oggi si è una sola “comunità viaggiante”. Oggi ci si
deve aiutare; oggi si ha bisogno l’uno dell’altro.
Se poi, in quanto cristiani, ci sentiamo destinatari tutti
ugualmente della stessa Parola di Dio, dello stesso Pane di
vita eterna, della stessa destinazione, allora come la mettiamo
se non sapremo accoglierci a vicenda tra noi?
Questo vi auguro salutandovi e dicendovi grazie: che possiate trovare nel nuovo Parroco il macchinista, che vi faccia
vivere una gran bella e ricca esperienza. Ma questa, più che dal
macchinista dipenderà dai viaggiatori: se sapranno cioè, sul
treno, sedere fraternamente uno accanto all’altro.
Don Piero Giacobbo
Dalla Bacheca Novembre 1993
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Chi ci ha lasciato
ed è tornato
nella casa
del Signore:
Don Giuseppe Fisanotti
Don Pasquale Sarli
Suor Maria Angelica
Giuseppe Chiambretto
Gianni Betta
Diacono Valentino Bonadio
Clara Favaro ved. Martini
Aldo Mazzilli
Decimo Fogliato
Valfrediano Ruggeri
In questo anniversario a loro va il nostro caro ricordo e un grazie di cuore per la
loro grande collaborazione e Amicizia.
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GIOIE E POSITIVITA’
Il comitato ha sempre affrontato tante difficoltà, ma
vedere che ogni anno tutta
l’organizzazione migliorava
era un ottimo incoraggiamento ad andare avanti. L’arrivo
della Statua, l’emozione della prima Processione, notare
che le manifestazioni che venivano programmate avevano sempre il giusto apprezzamento da parte di tutti, vedere che ogni anno c’era sempre gente nuova che partecipava all’organizzazione
della Festa, sono stati sicuramente motivi di grosse
soddisfazioni.
Un caro ricordo è ancora quello dell’edizione del
1989 con l’apertura dei
festeggiamenti da parte del
Cardinale Giovanni Saldarini
e nel 1997 con il Vescovo
ausiliare Monsignor Pier
Giorgio Micchiardi.
Il Cardinale Giovanni Saldarini
durante la Visita Pastorale
Il Vescovo ausiliare mons.
Pier Giorgio Micchiardi
al Banco di Beneficenza
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Il Santo Patrono di Venaria
Non posso non citare il santo patrono della nostra Città, soprattutto in seguito ad
alcuni articoli pubblicati anche dal periodico “Rintocchi” (redatto da tutte le parrocchie di
Venaria); nel numero uscito nel mese di aprile 2007, l’articolista, un certo signor Paolo B.
scrive della diatriba sul santo patrono San Eusebio: è il prete di Roma festeggiato il 14
agosto? o Santo Eusebio Vescovo di Vercelli onorato il 1° agosto di ogni anno?
Mi fa riflettere il fatto che sia stato preso in causa un Santo come scusa per muovere
un nuovo velato attacco alla Festa Patronale di “Maria Bambina”; duole leggere dalle
colonne di un giornale interparrocchiale (che a scanso di equivoci viene finanziato da
tutte le comunità Parrocchiali della nostra Città) l’ennesimo coinvolgimento del comitato di Maria Bambina a fatti ad esso estranei.
Quell’articolo è pieno di inesattezze e vuole stravolgere la storia della nostra città; se
l’intento non era solo quello di screditare la festa di Maria Bambina, ma di far luce su un
fatto storico, posso contribuire esponendo i risultati di alcune ricerche e osservazioni: un
nostro concittadino avendo svolto ricerche proprie, sostiene da qualche anno che il Santo
Patrono di Venaria sia Santo Eusebio vescovo di Vercelli; anche il nostro fu parroco
don Giuseppe Fisanotti in un articolo del 1999 espresse il dubbio di chi fosse realmente il nostro santo patrono, senza propendere per un’ ipotesi o per l’altra; nel
2004 don Sergio Fedrigo parroco in quegli anni della nostra parrocchia, commissionò
una ricerca a un nostro esimio parrocchiano negli archivi della parrocchia, per porre fine
a questa diatriba che qualcuno continuava ad alimentare, risultò che già dal 1712 un
manoscritto recitava “…per tradizione antichissima si sa essere stato eletto et
nominato per Avvocato tutelare, Padrone e protettore del presente luogo il
glorioso S. Eusebio di cui la festa cade lì 14 Agosto, quale festa essersi sempre … solennizzare in detto giorno …” cioè Santo Eusebio Prete di Roma, in ulteriori
documenti consultati si continua a far riferimento sempre a quella data e allo stesso Santo;
ennesima prova è il quadro che lo raffigura in uno degli altari laterali della nostra chiesa e
in abiti talari da prete e non da vescovo.
Ho scritto queste osservazioni alla redazione di Rintocchi, e per conoscenza ai parroci e al sindaco, esprimendo le mie perplessità su quell’articolo; nel numero di Rintocchi
del mese di ottobre 2007 non solo non sono state pubblicate queste contestazioni supportate
da documenti, ma il signor Paolo B. ha scritto un nuovo articolo citando tra le righe la mia
lettera ma non la fonte, proponendo una prossima costituenda commissione per far luce
su questa disputa.
Mi chiedo il perché la redazione di Rintocchi non abbia voluto pubblicare quello scritto,
forse per non far sapere ai lettori che quello che scrive il signor Paolo B. non è supportato da
fatti concreti? O forse perché sono in pochi gli eletti che possono scrivere su quel giornale?
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Ritornando ai 2 Santi Eusebio in questione, pur convinto che i due in Paradiso ridano
di questa diatriba, se qualcuno ritenesse per validi motivi che il Santo patrono di Venaria
debba essere il Vescovo di Vercelli, se ne discuta senza fare confusione ne stravolgere la storia della nostra Città, nessuno di noi sicuramente parteggia per l’uno o per
l’altro.
All’eventuale costituenda commissione voglio porre un nuovo quesito e dare un’ulteriore spunto di discussione, così come a tutti i lettori e ai cittadini di Venaria:
“Il Duca Carlo Emanuele II° nel 1662 posando la prima pietra della nascente nuova
città di Venaria Reale, la mise sotto la protezione della Vergine Maria… come mai il
nostro santo patrono è San Eusebio prete di Roma?”
Il quadro raffigurante S. Eusebio Patrono di Venaria
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L’A.N.S.P.I.
Qualcuno potrà chiedersi cosa c’entri l’ANSPI con la Festa di Maria Bambina. La
sua costituzione è del 6 maggio del 1986, un periodo in cui molti oratori erano chiusi. Il
nostro oratorio maschile non sfuggì a questa regola. Da qualche anno veniva frequentato
solo il sabato sera dal gruppo uomini, il bar chiuso, la parte funzionante era quella femminile con l’opera delle suore. Ci fu la necessità e la possibilità di utilizzare nuovi locali e di
riaprire il bar.
I tempi cambiano e alcune volte anche le leggi, per intraprendere alcune attività bisogna seguire delle regole ben precise e questa possibilità la dava l’adesione a qualche
organo di associazionismo Nazionale. Dopo diverse consultazioni con don Giuseppe,
don Pasquale, suor Emma, il sottoscritto e un buon numero di ragazzi e ragazze decidemmo di costituire il Circolo Aurora S. Maria affiliato all’ANSPI, che non è la sigla di una
qualsiasi associazione (come qualcuno voleva far credere), ma vuol dire Associazione
Nazionale San Paolo Italia che in quel periodo raggruppava e ancora riunisce gran parte
degli oratori d’Italia, specialmente al nord.
Dal Circolo partì l’iniziativa per la riapertura dell’oratorio maschile con tante nuove
attività sportive, ricreative e la stessa apertura del bar autogestito per anni dai ragazzi e
ragazze insieme agli adulti, a costo di grossi sacrifici e a volte molte rinunce. Dopo una
breve parentesi della gestione del bar data a una famiglia, si passò a un gruppo di donne
guidate magistralmente da Flora. Attualmente l’oratorio per far fronte alle attività aderisce
al NOI, anche questa una associazione che raduna gli oratori dell’Italia.
L’apertura del Circolo ANSPI e adesso NOI ha permesso al comitato di poter contare su persone nuove, per permettere il ricambio fisiologico necessario ad andare avanti
nei lavori e nella programmazione della Festa.
Gruppo donne,
servizio bar
1989, squadra S. Maria
finalista nazionale
al Torneo “ANSPI Scarabocchio”
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La Collaborazione con l’Amministrazione
Comunale di Venaria
Un caro ringraziamento alle amministrazioni che si sono succedute nei 25 anni, è vero
che per tanti anni non ci fu il patrocinio della città, ma la disponibilità dimostrata dai sindaci
e assessori è stata lodevole.
Un grazie ai Sindaci Mario Stricagnolo e Lino Alessi, a Giuseppe Catania per aver
iniziato con lui e continuato con Nicola Pollari il patrocinio da parte della città di tutta la
Festa.
Grazie agli assessori Giselda Agazzani, Armando Bonaventura e Rosa Perrone Fodaro
per la loro disponibilità.
Un grazie ai Presidenti dell’Azienda Speciale Multiservizi Michele Celeste e Leonello
Mosole, negli ultimi anni c’è stata un’ottima collaborazione.
Infine alla Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso e al Presidente della
Provincia di Torino Antonio Saitta, che dalla passata edizione hanno concesso il Patrocinio di Regione e Provincia a tutte le nostre manifestazioni, questo è stato un grosso riconoscimento agli sforzi fatti in tutti questi anni da parte del comitato.
L’Amministrazione comunale alla premiazione del Palio 2005
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LE COLLABORAZIONI
Tanti furono quelli che collaborarono con noi e ancora lo fanno, elencarli tutti è difficile, ma mi permettano ditte, commercianti, ambulanti e sponsor vari ai quali và il ringraziamento del comitato, di poter citare:
MICHELE CARNINO che per tanti anni ci fornì la paglia in prestito per la realizzazione del Palio, e da diversi anni ci sta concedendo un locale a titolo gratuito per
conservare la paglia che ogni anno utilizziamo.
CELESTINO BERGER che ogni anno ci concede in uso il terreno
(anche effettuandone la pulizia) per lo svolgimento dei giochi pirotecnici.
GIUSEPPE RAGGI con l’Associazione “Nella Terra dei Cavalli”
per la sua preziosa collaborazione.
PATRIZIA MAZZILLI per la sua grande disponibilità.
STEFANIA COLLETTO e MIRCO REPETTO per la loro disponibilità.
JAQUELINE DOLO con il Gruppo Storico “LA CORTE”
per la collaborazione.
RENATA CARENA e BERTO MONTERSINO che per tanti anni misero a
disposizione i propri locali per preparare le varie strutture necessarie ai
festeggiamenti.
LUCA CARNINO e ERNESTINO BALMA che per anni hanno misero a
disposizione le proprie macchine per il trasporto della paglia.
CLAY BELTRAME e l’Ufficio URP del comune di Venaria
per la grande collaborazione.
GIUSEPPE CARPANEDO per la sua disponibilità.
ROBERTO DEMARIA e GIANNI SEGATO per l’impeccabile consulenza grafica.
A tutti un sentito Grazie per il passato e perché no per il futuro.
Clay Beltrame
Patrizia Mazzilli
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STATUTO dell’associazione denominata
“COMITATO FESTEGGIAMENTI MARIA BAMBINA”
Art. 1
E’ costituita con sede in Venaria Reale (TO) Piazza Annunziata 10 Parrocchia Natività di Maria
Vergine, un’associazione denominata: “COMITATO FESTEGGIAMENTI MARIA BAMBINA”.
L’associazione è apartitica e non ha scopo di lucro.
Art. 2
Il Comitato Festeggiamenti di Maria Bambina è un’associazione (art. 36, 37, e 38 del Codice
Civile) che sorge per volontà dei cittadini, i quali condividono una visione cristiana della vita,
integrano in comune la propria personalità, promuovono tutte quelle attività religiose, formative,
culturali, sociali, assistenziali, sportive e ricreative, che ritengono utili alla costruzione di una
società civile fondata sul pluralismo.
Art. 3
Gli scopi che si prefigge sono:
In primis l’organizzazione dei “Festeggiamenti Patronali di Maria Bambina” nella Parrocchia
Natività di Maria Vergine in Venaria Reale.
L’organizzazione di manifestazioni folkloristiche, sportive, sagre, mostre e spettacoli;
diffondere la conoscenza dei beni storici, architettonici ed ambientali della Città di Venaria
Reale; perseguire scopi di finalità sociale e di solidarietà verso situazioni di disagio.
Per la migliore realizzazione degli scopi sociali il Comitato può stabilire contanti ed intrattenere
rapporti di collaborazione con altri organismi affini, anche di altri Comuni, nonché con i vari Enti
pubblici che riterrà opportuno.
Essendo una realtà civile, il Comitato si renderà presente e partecipe alle iniziative e manifestazioni locali purché non siano contrarie ai valori cristiani.
Art. 4
I proventi con i quali il Comitato provvede alle sue attività sono:
- I versamenti volontari che i componenti il Comitato annualmente fanno.
- I contributi di enti e di privati.
- Gli eventuali lasciti.
- Tutti i contributi che verrano raccolti ogni anno pro festeggiamenti.
Il patrimonio è costituito:
dagli eventuali beni mobili e immobili che diverranno di proprietà del comitato, eventuali fondi
di riserva costituiti con eccedenze di bilancio; eventuali erogazioni, donazioni e lasciti.
Art. 5
Il numero dei componenti l’associazione può arrivare ad un massimo di 150 persone. Possono
aderire tutti i cittadini che compiono il sedicesimo anno d’età, i quali condividono una visione
cristiana della vita, integrano in comune la propria personalità.
Fanno esplicita richiesta d’adesione al Comitato.
Art. 6
Sono considerati fondatori le persone che dal 1983 (anno della Prima festa e della costituzione del Comitato) hanno continuato a fare parte del Comitato Organizzatore anche se non
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costituito ufficialmente, e le persone che partecipano alla stesura all’atto costitutivo e quelle
che aderiranno entro venti giorni prima della registrazione dell’atto.
Vanno Ricordati e inseriti Don Giuseppe Fisanotti e Don Pasquale Sarli Parroco e Vice Parroco
all’epoca della costituzione del comitato.
Art. 7
La natura giuridica del Comitato è quella delle associazioni non riconosciute previste dall’articolo 36 del Codice Civile.
Art. 8
Sono componenti di diritto del Comitato il Parroco pro tempore della Parrocchia Natività di
Maria Vergine di Venaria Reale, i Vice Parroci e i religiosi presenti nella Parrocchia.
Art. 9
L’assemblea dei soci in prima convocazione, in seduta plenaria elegge il Presidente, il Vice
Presidente, che su sua richiesta possono essere due, il Segretario e il Tesoriere.
Altre cariche potranno essere votate su richiesta del Presidente.
Durano in carica due anni e sono rieleggibili.
Art. 10
L’assemblea su richiesta del Presidente può nominare un consiglio esecutivo ristretto formato
da un massimo di nove elementi.
Art. 11
Il Presidente ogni anno entro il mese di Maggio, d’accordo con il Parroco pro tempore della
Parrocchia, presenterà una bozza di programma per i festeggiamenti di Maria Bambina al Comitato.
In seduta plenaria, dopo l’approvazione ed eventuali integrazioni, sarà ripresentata al Parroco.
Solo dopo la sua approvazione definitiva, il programma sarà esecutivo.
Art. 12
Il Presidente entro il mese di Dicembre di ogni anno deve presentare il Bilancio di tutte le attività
svolte. Indire nella stessa seduta l’elezione di tutte le cariche qualora fossero gia in scadenza.
Art. 13
Al Presidente spetta la legale rappresentanza del Comitato.
Il Vice Presidente coadiuva e sostituisce il Presidente in caso di assenza o di impedimento.
Il segretario è l’esecutore delle deliberazioni della Assemblea.
Art. 14
Le assemblee straordinarie sono convocate ogni qualvolta il Presidente lo reputi necessario, o
quando sia richiesto con domanda motivata e sottoscritta da almeno un quarto i componenti il
comitato, nel qual caso il Presidente ha l’obbligo di indire la riunione entro quindici giorni.
Art. 15
Le assemblee sono valide qualunche sia il numero dei presenti.
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Art. 16
Ogni anno nel mese di Novembre il Comitato deve segnalare al Parroco i nominativi dei Vice
Priori della Compagnia di Maria Bambina in sostituzione dei Priori uscenti. Possono essere
anche persone non componenti del Comitato.
Art. 17
Il Comitato alla chiusura del bilancio annuale eroga parte dell’eventuale avanzo di gestione alla
parrocchia Natività di Maria Vergine o a Gruppi che vi operano per le varie necessità.
Art. 18
Tutte le eventuali controversie all’interno dell’Associazione, qualora l’assemblea in seduta
plenaria ritenga necessario, saranno sottoposte ad un collegio arbitrale composto da tre membri, non facenti parte del Comitato, designati dall’assemblea in seduta plenaria, da scegliere in
una rosa di almeno sei persone predisposta dal Presidente il Comitato.
Detto collegio sarà presieduto dal Parroco Pro tempore della Parrocchia Natività di Maria
Vergine, e giudicherà senza formalità di procedura secondo equità inappellabile.
Art. 19
In caso scioglimento dell’Associazione, tutti gli eventuali beni mobili e immobili di proprietà del
Comitato passeranno di diritto alla Parrocchia Natività di Maria Bambina.
Art.20
Per quanto non previsto dal presente Statuto si fa pieno ed espresso riferimento alle norme di
legge ed in particolare alle norme del Capo II, titolo 2° del libro 1° del codice Civile
All’originale firmato:
Fedrigo Don Sergio
Scrudato Francesco
Scrudato Lorenzo
Scrudato Salvatore
Reina Nicola
Tinnirello Giuseppe
Suppo Albino
Digifico Michele
Bruno Giuseppe
Scrudato Giuseppa
Carnino Giselda
Zecchin Giancarlo
Nocera Rosolino
Venaria Reale, 6 maggio 2006
Registrato a Torino 2° Ufficio delle Entrate il 6 Giugno 2006 con numero 507
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Il gruppo uomini da dove nasce il
1° Comitato per la festa di
Maria Bambina
Fisanotti
Sarli
Accardo
Bonino
Bordin
Caglio
Caglio
Chiambretto
Colletti
Dichiaro
Dimarco
Doria
Nocera
Piras
Ramazzotti
Reina
Ruggeri
Sacco
Schillaci
Scibetta
Scrudato
Scrudato
Scrudato
Tinnirello
don Giuseppe
don Pasquale
Calogero
Lorenzo
Domenico
Paolo
Piero
Giuseppe
Rosolino
Sergio
Carmelo
Fedele
Giuseppe
Graziano
Francesco
Nicola
Valfrediano
Ubaldo
Stefano
Piero
Francesco
Lorenzo
Salvatore
Giuseppe
Per acclamazione vengono date le seguenti cariche
Presidente
Coordinatore Responsabile
Segretario
Don Giuseppe Fisanotti
Francesco Scrudato
Piero Caglio
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ORGANIGRAMMA
Comitato per i Festeggiamenti di
“Maria Bambina” 2007
Presidente:
Vice Presidente:
Tesoriere:
Segretario:
SCRUDATO FRANCESCO
REINA NICOLO’ - SUPPO ALBINO
TINNIRELLO GIUSEPPE
BRUNO GIUSEPPE
Resonsabile Tecnico:
DIGIFICO MICHELE
CONSIGLIERI:
ACTIS
BAGETTO
BARBONE
BARNO
BERLINGERI
BONARDI
BONGIOVANNI
BONGIOVANNI
BORSELLO
BRUCOLI
BUCCI
CAMASSA
CAMPANIOLO
CANALE
CAPOGNA
CAPPELLO
CARNINO
CARNINO
CARONNA
CIAVARELLO
CIPRELLI
CONCU
CONCU
CORIO
CORRIERI
CUCCIA
CANALE
CUSANNO
DEABATE
DELPIANO
DIGIFICO
DISASSONIA
DON MAURO
FALCO
FEDERICO
FEDERICO
FONSATI
FURFARI
GATTUSO
GIACOMELLI
IANDOLINO
LAPONE
LOTITO
MAIURI
MANETTA
MANICCHIA
MANTOVAN
MICHIELIN
MUNI’
NAPOLEONE
NOCERA
NOCERA
PACE
PASQUA
PELLEGRINO
PIOVINO
PIZZI
RE’
RUGGERI
SCRIVO
SCRUDATO
SCRUDATO
SCRUDATO
ZAGO
ZECCHIN
ZECCHIN
GABRIELLA
MARIA
MADDALENA
LILLA
VINCENZO
LUIGI
RITA
CONCETTA
ANTONIO
ANGELO
GINO
ANNA
SOVER
GIUSEPPE
ALDO
ROSALIA
ANNA MARIA
GISELDA
GAETANA
MARIAROSA
ANGELA
PATRIZIA
TIZIANA
RICCARDO
ROSA
VINCENZO
GIUSEPPE
LUCIA
FRANCO
CRISTINA
MICHELE
RAFFAELLA
PETRARULO
VINCENZA
SALVATORE
CETTINA
ANNAMARIA
CARMELA
GIOVANNI
MARISA
GIUSEPPE
GIUSEPPINA
LISA
FILIPPO
ROSALIA
MARIA
MARIO
FLORA
NICOLETTA
CONCETTA
GIUSEPPE
ROSOLINO
LUISA
CARMELO
DOMENICO
ALDO
GAETANO
EDOARDO
DANIELA
BRUNO
GIUSEPPA
SALVATORE
LORENZO
GIANCARLO
MONICA
GIANCARLO
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IL COMITATO
Nella prima edizione della Festa il comitato organizzatore fu formato dal gruppo
uomini che si ritrovava tutti i sabati sera in oratorio maschile, a partire dalla seconda
edizione entrarono a farne parte anche le signore e via via aumentò il numero dei
volontari.
Il comitato di Maria Bambina è sempre stato aperto a TUTTI i parrocchiani e
non, tante furono le persone che ne fecero parte pur essendo di altre comunità.
L’amicizia con la A maiuscola che ci ha sempre legato è stato il vero punto di
forza e il collante che ci ha contraddistinto.
Certo è innegabile che negli anni qualche screzio ci fu, magari per piccole divergenze di vedute sul programma o per la sua realizzazione, ma si risolse tutto sempre
in amicizia, finito il tour de force della Festa tutto tornava come prima.
Cercammo sempre di dare una buona accoglienza e far sentire subito bene nel
gruppo chi si avvicinava al comitato, durante i giorni caotici dei festeggiamenti alcune
volte non ricevettero certo l’attenzione dovuta e che avrebbero meritato, presi dalla
foga dei lavori di quei giorni qualche volta involontariamente non facemmo caso ai
nuovi arrivati, finita la Festa quasi sempre riuscimmo a recuperare questa nostra grossa
pecca dando loro giusta e meritata accoglienza.
Il numero dei componenti del comitato è sempre stato di 60/70 persone, la maggior parte formato da coppie di sposi (una volta giovani). Quasi ogni anno c’è il
ricambio fisiologico di persone che, per vari motivi pur continuando a collaborare, si
ritirano e altri si aggiungono.
L’età media dei componenti dell’attuale comitato è molto alta, per alcuni di noi,
che ne facciamo parte fin dalla prima edizione, gli anni cominciano a pesare: alcuni
avevano allora da poco superato i 30 anni o non ne avevano ancora 40; si sente il
bisogno all’interno del comitato di un ricambio generazionale necessario per la continuazione della Festa e per non disperdere tutto quello che in questi 25 anni si è
realizzato a costo di grossi sacrifici.
A tale proposito dalle righe di questo opuscolo e in questo anniversario faccio un
appello a tutte le giovani coppie e non, che hanno a cuore la Festa Patronale di
Maria Bambina e a tutti quei ragazzi/e ormai adulti che hanno visto nascere ed essi
stessi sono stati protagonisti durante i festeggiamenti di questi anni (Enzo, Antonella,
Roberta, Nadia, Alessandro, Pino, Daniela, Tony, Donatella, Piergiorgio,
Carmelina, Valter, Michela, Paola , Sandra …………… ) a venir a far parte del
comitato, così potremo avere una buona continuità negli anni.
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Dal 6 maggio 2006 il comitato di Maria Bambina si è costituito con atto pubblico
registrato, fin dai tempi di don Giuseppe Fisanotti se ne parlava senza però sentirne la
necessità, ma tempi e leggi cambiano e per motivi burocratici lo scorso anno abbiamo regolarizzato la costituzione in termine di legge con uno Statuto.
La gestione del comitato continua ad essere sempre la stessa e anche se esiste un
organigramma ciò che rimane essenziale è l’Amicizia.
2007 - Comitato e collaboratori alla cena
del venticinquennale
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Vorrei concludere con gli ultimi ringraziamenti, non per questo meno affettuosi: a mia moglie Pina e ai miei figli per il loro
sostegno soprattutto nei momenti più difficoltosi della Festa;
a tutte le persone del comitato, i collaboratori che si sono
succeduti e prodigati per la buona riuscita delle manifestazioni, grazie a loro è stato possibile il lavoro di questi anni,
prima di tutto per l’incondizionata collaborazione che mi hanno
concesso e in secondo luogo per avermi sopportato per venticinque anni anche quando forse avevano motivi per non farlo,
sono stati Loro i veri “Protagonisti dietro le quinte”.
Grazie miei cari amici e amiche !!!
Un grande grazie a “Maria Bambina”
Colei che ci ha ispirati e guidati
a vivere questa importante
e magnifica esperienza.
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Finito di stampare il 16 dicembre 2007
Tipografia Commerciale
Venaria Reale (Torino)
Grafica: Gianni Segato
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memorie scrudato.p65 - Festa Patronale di Maria Bambina 2015