Comitato per la festa di “Maria Bambina” Parrocchia “Natività di Maria Vergine” Venaria Reale 1983 - 2007 Questi primi venticinque anni della Festa Patronale di “Maria Bambina” A cura di FRANCESCO SCRUDATO -1- memorie scrudato.p65 1 05/12/2007, 13.49 Preghiera a Maria Bambina Santa Maria, tu sei venuta nel mondo come dono per tutti gli uomini, cresciuti sotto lo sguardo di Dio e totalmente vulnerabile al Suo amore. In te, l’umanità ha ritrovato la grazia E la giovinezza di prima del peccato, la semplicità di chi sa amare con un cuore indiviso, la purezza di chi non ha nulla di più caro del Signore, il silenzio di chi si meraviglia delle opere del Padre, l’obbedienza del figlio adorabile del Padre, la preghiera dello Spirito che loda e intercede incessantemente davanti al Padre. Ottieni per noi un cuore di fanciullo Obbediente e fiducioso, lieto, senza disprezzo e senza calcolo, semplice nel lasciarsi amare e spontaneo nel rispondere all’amore. Donaci i tuoi occhi che non scorgono il male E il tuo cuore che compatisce i peccatori, la Tua tenerezza per i poveri, i senza famiglia e senza tetto. Per coloro che non hanno chi li ami E per quanti non sanno amare. Insegnaci a rallegrarci con te davanti al Signore E ad essere gioiosi in mezzo ai fratelli. Amen ! Padre Cesare Falletti (Monaco cistercense) -2- memorie scrudato.p65 2 05/12/2007, 13.49 1983 - 2007 Questi Primi Venticinque anni di Festa Patronale Quello di quest’anno è sicuramente un traguardo importantissimo per la Festa Patronale della Comunità di Santa Maria. Quanti di noi pensavano, nel lontano 1983, di raggiungere questa meta? Credo sia giusto rivisitare i ricordi di tutti questi anni: come in ogni diario ci sono momenti a cui pensiamo volentieri con gioia, ed altri purtroppo no, ma è doveroso, sfogliando questo opuscolo che ripercorre le diverse edizioni, pensare alle difficoltà, ai cambiamenti, alle gioie ed a tutto l’evolversi della Festa Patronale di “Maria Bambina”, dalla nascita fino ad oggi. -3- memorie scrudato.p65 3 05/12/2007, 13.49 Venaria Reale, 3 dicembre 2007 Ringrazio gli amici del Comitato per l’opportunità di scrivere queste righe in occasione del venticinquesimo anniversario di attività del Comitato stesso. Venticinque anni sono un tempo sufficientemente lungo per misurare se un’iniziativa ha solide radici o no. E mi pare che le radici di questo Comitato siano ben profonde. Radici basate su una Fede religiosa autentica e sulla devozione per quella Bambina dal cui timido, ma consapevole e risoluto sì a Dio è scaturita tutta la vicenda Cristiana nella storia dell’umanità. Ma anche radici basate sull’amicizia profonda tra le persone, al di là delle diverse inflessioni dialettali, e su un forte spirito di servizio alla comunità venariese. Con radici così profonde e salde, sicuramente, per almeno altri venticinque anni ci saranno ancora frutti rigogliosi. Per questo che a nome della Città, sicuramente interpretando anche il sentimento di tutti i Sindaci che mi hanno preceduto in questi 25 anni, porgo il mio più vivo ringraziamento all’amico Scrudato e a tutti gli amici del Comitato per il lavoro svolto. Nicola Pollari Sindaco di Venaria Reale -4- memorie scrudato.p65 4 05/12/2007, 13.49 Parrocchia Natività di Maria Vergine Venaria Reale È una grande gioia e un vero onore, per me, presentare questo volume che racconta i 25 anni della Festa di Maria Bambina. Venticinque anni di Festa, ma anche di storia e di tradizione non solo del Comitato, ma anche della nostra Comunità Parrocchiale e Cittadina. Un quarto di secolo basta affinché una generazione ceda il testimone a quella successiva. Per molti che leggeranno queste pagine, esse riporteranno alla luce fatti e avvenimenti vissuti in prima persona, volti incontrati tempo fa, alcuni dei quali ormai presenti solo nel ricordo, situazioni che al momento sono state vissute con fatica e forse con apprensione e che oggi vengono ricordate con un sorriso, pensando al tempo in cui eravamo più giovani e più “dinamici”. Iniziata con qualche timore e forse anche un po’ di scetticismo, in questi anni la Festa si è arricchita di svariate iniziative, dietro ognuna delle quali c’è il lavoro e l’impegno nascosto e umile di tante persone di buona volontà che con tenacia e pazienza hanno contribuito a renderla sempre più bella ed importante. Ma questo lavoro e questo impegno hanno dato frutti che non riguardano soltanto le manifestazioni. Credo di non essere smentito quando dico che il frutto più bello e più saporito è il legame di amicizia che unisce i componenti del Comitato, e questi all’intera comunità Parrocchiale. Per coloro che venticinque anni fa non erano nel mondo o a Venaria, le testimonianze qui raccolte saranno una piacevole scoperta. Come era Venaria allora? Cosa è rimasto? Cosa è cambiato? Mantenere viva la memoria può essere a volte un compito arduo, ma è necessario ed importante. Abbiamo bisogno di “fare memoria” non per rimpiangere il bel tempo che non c’è più, ma per apprendere la lezione che ci viene impartita da chi ci ha preceduto: ottenere buoni risultati non è facile, costa fatica, impegno, qualche rinuncia. Costruire legami solidi e stabili è un lavoro che ricomincia ogni giorno, che chiede ogni giorno di mettersi in gioco, che non può indulgere allo sconforto, che ripaga nella misura in cui sappiamo riconoscere il bello e il buono in ogni persona che vive accanto a noi. L’augurio e la speranza che ci vengono da queste pagine è che tra venticinque anni si possa celebrare il cinquantenario. Perché questo avvenga è necessario “consegnare” ai giovani il testimone di questa tradizione, stimolare forme nuove di partecipazione, far comprendere che è bello impegnarsi insieme per raggiungere obiettivi comuni e che, nonostante tutte le eventuali difficoltà, ne vale la pena! La Vergine Maria Nascente, sotto la cui protezione è posta la nostra Città benedica e protegga il cammino del Comitato, della Comunità Parrocchiale e di tutti i nostri concittadini. Il Parroco Don Mauro Petrarulo Venaria Reale, 5 dicembre 2007 -5- memorie scrudato.p65 5 05/12/2007, 13.49 Come nasce la “Festa Patronale” Erano i primi anni 80 ed il punto di ritrovo di moltissimi di noi era piazza Annunziata, i giorni più indicati il sabato pomeriggio e la domenica mattina. Tutta la piazza era piena di gruppetti di persone che si ritrovavano per discutere e scambiarsi qualche parola, tante volte per ricordare nostalgicamente i momenti belli trascorsi nelle “terre natie”. Ogni tanto passava don Pasquale, sempre con la battuta pronta, il quale, tra le altre cose, ci invitava prima di tutto ad andare a Messa ed a frequentare l’oratorio. Il sabato sera c’era il gruppo uomini, l’unico che allora si ritrovava nell’oratorio maschile. Da un po’ di anni, il 14 agosto, non si festeggiava più S. Eusebio Patrono della nostra città, vuoi per l’avvento di nuove abitudini e vuoi, aggiungerei io, per un maggior benessere degli italiani ed il conseguente “tutti in ferie nel mese di agosto”. La città, di fatto, rimaneva vuota durante il periodo della festa; credo proprio che mancasse quel momento di aggregazione per le famiglie che le feste rappresentano, specialmente nei paesi, e per molti di noi il ricordare quei momenti festosi caratteristici dei luoghi nativi era davvero importante. Alla fine a forza di pensare al passato a qualcuno venne l’idea: “Perchè non andiamo dal parroco a chiedergli se è possibile organizzare una festa che coinvolga non solo la comunità ma possibilmente anche tutta la città?” Un gruppo spontaneo formato dal sottoscritto, Pino Tinnirello, Nicola Reina, Lorenzo Scrudato e Sergio Dichiaro, dopo essersi più volte consultato, chiese e ottenne un incontro con don Giuseppe Fisanotti. Era il mese di marzo del 1982, don Giuseppe ci accolse con il suo modo un po’ burbero e diffidente, ma fece subito trasparire, anche se timidamente, tutta la sua bontà d’animo. Dopo i primi convenevoli esponemmo molto semplicemente la nostra richiesta: poter preparare una festa tradizionale per riprendere la festa di San Eusebio e magari rinverdire le feste popolari e tradizionali dei vari paesi. Ci fece tantissime domande a cui non eravamo preparati, mettendoci anche in imbarazzo: sulle nostre famiglie, sulle tradizioni dei nostri paesi e sul perchè di quella richiesta. Poi ci invitò a partecipare alla Messa della domenica (non tutti, infatti, eravamo dei frequentatori assidui della S. Messa), questo richiamo ci fece riflettere molto. Infine ci disse che la festa poteva essere quella della Natività di Maria Vergine Patrona della Nostra Parrocchia, ma concludendo ci gelò con un freddo: “Ci penserò e vi farò sapere”. Pensavamo che nel giro di un paio di settimane ci avrebbe dato una risposta, in pochi a dire il vero, erano quelli che credevano sarebbe stata positiva, ma le settimane passarono come i mesi, e passò anche la Pasqua. Si stavano avvicinando le vacanze estive e quando forse nessuno di noi ricordava più quella richiesta, nel mese di settembre venne distribuito un ciclostilato della parrocchia, -6- memorie scrudato.p65 6 05/12/2007, 13.49 all’interno del quale, tra le altre notizie, si faceva un timido accenno alla nostra richiesta di 6 mesi prima: … un gruppo di amici, ricordando le feste religiose che si svolgevano un tempo nei loro paesi di origine, mi hanno chiesto se anche qui per la festa della Natività di Maria, in settembre, non si poteva fare qualcosa di più. Ho promesso che ci avrei pensato e ci saremmo preparati per il settembre 1983 …”. Beh … da quel volantino sono passati più di 25 anni, e se con sorpresa e piacere lo leggemmo allora, l’auspicio è che con gli stessi sentimenti possiate leggere oggi queste pagine di storia cittadina che tutti insieme abbiamo contribuito a creare. La sensibilità di don Giuseppe Fisanotti era grandissima e trapelava anche da quelle poche righe che annunciavano che la festa in onore della Natività di Maria (poi da lui chiamata MARIA BAMBINA) si sarebbe potuta fare, ma prima di comunicarlo al gruppo che era andato a proporglielo volle rendere partecipe tutta la Comunità di Santa Maria. Passarono alcuni mesi, passò il Santo Natale, ci si avvicinava alle feste Pasquali ed ecco che un sabato sera il parroco comunicò con stupore di tutto il gruppo uomini (ormai eravamo diventati assidui frequentatori e ci si ritrovava tutti i sabato sera guidati da don Pasquale Sarli) che era ora di pensare alla prossima Festa Patronale. L’entusiasmo fu tanto che ci mettemmo subito a lavoro, settembre era vicino. Stilato un programmino di massima senza tante pretese, ma con punto centrale la parte religiosa che doveva culminare con la Processione, ci accorgemmo però che mancava l’elemento essenziale: la statua. -7- memorie scrudato.p65 7 05/12/2007, 13.49 LA STATUA Dopo diverse consultazioni e anche disparate proposte (era già il mese di giugno e l’unica soluzione era quella di acquistarne una), Don Giuseppe e il Cav. Ruggeri Valfrediano partirono insieme per ORTISEI, in provincia di Bolzano, dove risiedevano degli ottimi scultori del legno. In tasca avevano alcune foto del quadro che si trova nell’altare principale: quella doveva essere la statua per la processione. Passati alcuni giorni e visitate diverse botteghe artigiane ritornarono soddisfatti, principalmente don Giuseppe perchè aveva trovato quelle che lui riteneva le persone giuste per realizzare la nostra statua. Ma c’era ancora un problema: sicuramente non poteva esserci consegnata prima dell’8 settembre, giorno canonico della Natività di Maria Vergine, perciò bisognava rinviare la Festa ad altra data. Così fu. L’arrivo della statua fu molto emozionante. Era un venerdì sera tardi ed eravamo in tanti: i sacerdoti, le suore ed il gruppo uomini. L’ansia di vedere il risultato era altissima, anche perché don Giuseppe aveva dato delle indicazioni precise, perciò non aspettammo il giorno dopo per aprire la grande cassa imballata molto diligentemente con cura e professionalità. Tolto l’involucro e posata la statua sulla base, dove attualmente viene portata in processione e che Lorenzo Bonino aveva preventivamente restaurato, non ci fu quel tanto sospirato e atteso “oooooooooooooh” in segno di approvazione, ma un semplice “è bella” da parte di tutti. Dopo qualche minuto di silenzio e osservazione qualcuno cominciò a sbilanciarsi e dire che purtroppo la statua aveva una espressione molto triste: “Avremmo preferito - in molti dissero - che Maria ci sorridesse almeno un po’”. Qualcun’altro, ricordo, affermò anche: “La Madonna è triste come il nostro Centro Storico pieno di palizzate, con tanti edifici fatiscenti, con stabili crollati o in procinto di esserlo”. Dopo diverse discussioni si decise che bisognava escogitare qualcosa per strappare almeno un sorriso alla Madonna, per rendere quella statua meno triste. Provammo con fari, faretti, luci varie, da collocare sotto, sopra, di lato, la situazione però non cambiava. Era passata da un pezzo la mezzanotte ed eravamo ancora tutti lì, ad un tratto ecco il solito lampo di genio di Suor Oliva: “Proviamo con una luce gialla!”. Posizionandola, come d’incanto, si risolse il problema: il viso della Madonna cambiò espressione. Da allora, certamente, non sorride ma è sicuramente meno triste. Ecco svelato il motivo di quella luce gialla puntata sul volto di Maria che fa tutt’oggi interrogare molti: provate a guardarla con la luce spenta e vi accorgerete della differenza. In seguito nel 1986, voluta da don Giuseppe Fisanotti, venne costituita la Compagnia di Maria Bambina che si aggiungeva a quelle già esistenti nella parrocchia: Consolata, San Giuseppe, Crocifisso, Santissimo Sacramento e Madonna del Rosario. -8- memorie scrudato.p65 8 05/12/2007, 13.49 Certificato di autenticità della lavorazione artigianale della statua. -9- memorie scrudato.p65 9 05/12/2007, 13.49 Lettera di invio della statua. - 10 - memorie scrudato.p65 10 05/12/2007, 13.49 LA DATA Va subito detto che la prima Festa di Maria Bambina si svolse il 2 Ottobre e, come dicevo prima fu una data quasi obbligata per i tempi di consegna della statua. Per le altre edizioni fu, invece, una scelta ponderata, discussa e condivisa principalmente da don Giuseppe Fisanotti. Certo già dalla seconda edizione era nostra intenzione organizzare la Festa entro l’8 di settembre, ma valutando la concomitanza che poteva esserci con la Festa Patronale di S. Marchese che partiva dalla prima settimana e alcune volte continuava anche nella seconda, si preferì posticiparla in modo tale da avere una domenica fissa tutti gli anni per la Processione. Si scelse l’ultima domenica di settembre, indipendentemente dalle settimane che componevano il mese. Purtroppo riuscire a collocare la data in un periodo dove non c’erano altre feste patronali od eventi non fu sempre cosa semplice e capitò che, in concomitanza con la Processione di Maria Bambina, qualche altra funzione religiosa di interesse cittadino disorientasse i fedeli. - 11 - memorie scrudato.p65 11 05/12/2007, 13.49 E’ L’ULTIMA VOLTA CHE VI SCRIVO Carissimi, è l’ultima volta che come Parroco mi rivolgo a voi per invitarvi a celebrare solennemente la Festa Patronale di Maria Bambina, la festa della Natività di Maria che cade l’8 Settembre è sempre stata celebrata liturgicamente, però voi tutti sapete che in passato la Festa di Venaria con giostre e Luna Park in piazza Annunziata coincideva con la Festa di S. Eusebio il 14 Agosto e con la Festa dell’Assunta il 15 Agosto solo da una decina di anni, su proposta di alcuni che poi formeranno un Comitato si decide di celebrare la Festa di Maria Bambina alla fine di Settembre con la processione in onore della Madonna. Ci mancava una bella statua ed il sottoscritto insieme al cav. Ruggeri andammo sino ad Ortisei in Val Gardena, una bellissima cittadina tutta officine di artigiani che lavorano in sculture su legno ci siamo fatti consigliare e prendemmo contatti con una ditta di questi artigiani, ci eravamo portati con noi una fotografia di Maria Bambina così come è rappresentata nel quadro che sta dietro l’altare. Gli scultori la fecero un po’ più cresciuta, quasi una Maria adolescente, pensando che questa immagine potesse diventare modello per tante ragazzine del giorno d’oggi. Credo di poter dire che questa celebrazione degli ultimi anni è stata sentita molto. Voglio fare un elogio a tutti coloro che in diversi modi si sono impegnati tanto per fare riuscire bene questa festa, un elogio particolare al Presidente del Comitato l’amico Francesco Scrudato, e voglio ancora rivolgere un invito a continuare anche con le riedizioni rivedute e corrette per dare a Venaria questo momento di gioia e di testimonianza di fede e di devozione a Maria Patrona della nostra Parrocchia. Come vi ho detto all’inizio è l’ultima volta che vi rivolgo questo invito. In seguito alla malattia che mi ha colpito sono pronto a dare le dimissioni dall’incarico di Parroco in qualsiasi momento che i Superiori lo ritengono opportuno. Sarei contento che l’avvicendamento avvenisse non vedendo le cose come avviene in una azienda che viene gestita con mentalità manageriale, ma dando risalto alla nostra visione di Chiesa, comunità e popolo di Dio. Per questo ho speso tutte le mie forze in questi anni che abbiamo vissuto insieme e siamo cresciuti insieme. Per questo offro al Signore il mio sacrificio, augurando a chi verrà dopo di me di avere tutta la vostra collaborazione così come avete dato a me. Vi ringrazio tutti di cuore. Don Giuseppe Fisanotti Dall’opuscolo dei Festeggiamenti 1993 - 12 - memorie scrudato.p65 12 05/12/2007, 13.49 LA PROCESSIONE La parte religiosa ha rivestito un ruolo importante nel programma, oltre al Triduo, alle Novene e alle serate di preghiera, il fulcro e il punto forte è sempre stato il momento della Processione di Maria Bambina che da sempre viene seguita con devozione da tantissimi fedeli di tutte le comunità parrocchiali di Venaria. Durante le funzioni religiose e la Processione tutte le altre attività vengono interrotte per consentire a chiunque di parteciparvi. Il tragitto si è sempre svolto nel territorio della nostra parrocchia, per qualche anno è stato prolungato fino a toccare la Cappella Papa Giovanni di via Sciesa , ma l’eccessiva distanza creava alcuni problemi agli anziani, di conseguenza si è tornati al vecchio percorso. La statua della Madonna viene portata a mano, o meglio a “spalla” dalle volenterose giovani ragazze dell’oratorio. Quest’anno in occasione del Venticinquennale, come già nella ricorrenza dei Ventanni, la Santa Messa Solenne è stata celebrata sul Sagrato della Chiesa, grande è stata la partecipazione dei fedeli e molti gli apprezzamenti per aver deciso di celebrarla all’esterno. Santa Messa del ventennale, 2002 Santa Messa del venticinquennale, 2007 - 13 - memorie scrudato.p65 13 05/12/2007, 13.49 Natività di Maria Sorrise il cielo e s’inebriò di luce, allor che Iddio ti concepì nel cuore: di grazia piena e di celeste amore, il volto c’incanta e ci seduce. L’ aurora si vestì di tanta festa; il sole sfolgorò d’ iride nuova, tutto il creato, in te, oggi ritrova: la Signora e la mamma, sempre desta! … E Venaria t’accolse qual Patrona: modello, di candore e di bellezza, a questa gioventù che, ogni ricchezza, attinge, in Te, nel canto che suona. Madre pietosa, e piena di bontà, vogliamo, a Te, cantar questa canzone che, in cielo e in terra, far dovrai d’alòne e questa nostra e Tua Felicità! … Don Pasquale Sarli - 14 - memorie scrudato.p65 14 05/12/2007, 13.49 Il PROGRAMMA Il programma ludico, molto stringato nella prima edizione, migliorò un po’ alla volta col passare del tempo. Sfogliando il libro dei ricordi vengono alla memoria tante iniziative, alcune di grandissimo successo, altre forse di minor efficacia, tutte però sostenute dalla determinazione e dalla convinzione di diffondere allegria e amicizia verso chiunque indistintamente. L’obiettivo prioritario di portare più gente possibile a socializzare fu una delle grosse necessità di quel periodo, credo che ancora adesso si senta questo stesso identico bisogno. Fu un periodo di forte immigrazione, principalmente dal sud, ed il bisogno di socializzare ed aggregare si sentì moltissimo: qualsiasi occasione era buona per trovarsi e scambiare qualche parola. Il periodo della Festa di Maria Bambina è sempre stato un momento forte di grande amicizia. I festeggiamenti, quindi, negli anni ebbero una forte evoluzione. Venne sempre inserita qualche novità, con la sensibilità di non prevaricare sulla parte religiosa e con occhio attento e vigile affinché le manifestazioni fossero ben equilibrate, senza che la bilancia pendesse da una parte o dall’altra. Certo, come in tutte le buone famiglie c’è stato qualcuno che spinse per anticipare i tempi anche quando questi non erano maturi. Il comitato seppe via via centellinare le novità, con la consapevolezza che il programma stilato dovesse toccare tutte le realtà presenti nella nostra comunità e, perché no, anche tutta la città. Nei primissimi anni arrivarono perfino le giostre per la gioia dei bambini e dei giovani. Per motivi di ordine tecnico, però, non fu più possibile posizionarle nelle vicinanze della Festa ma istallarle lontano dal Centro Storico non avrebbe avuto alcun senso. Nel 1989 per la prima volta inserimmo i fuochi d’artificio, da diversi anni a Venaria non si facevano più e fu un bel ritorno al passato; per i primi due anni bisogna dire un grosso grazie a quei commercianti ed a quei singoli cittadini che vollero finanziare tutta la spesa dei fuochi d’artificio con un ulteriore autotassazione, oltre a quello che già offrivano come contributo per la realizzazione della Festa. Tantissime iniziative vennero inserite nel programma: l’albero della Cuccagna, giochi vari da tavolo come gara a scopa, a pinnacola e briscola, gare a bocce, tornei di calcio, calcetto, pallavolo e mini volley, la Bicincittà per diversi anni (già prima che Torino ci portasse via la soddisfazione di aver dato un nome ad un raduno in bicicletta per le vie della città e del parco la Mandria) poi divenuta Straoratorio, la gara podistica denominata Corricittà con le diverse categorie inserita nel campionato interregionale del nord Italia, le serate di teatro anche dialettale e “Forza venite gente” presentato in piazza dal gruppo teatro dell’oratorio di San Francesco, i concerti di cori (sono stati tanti quelli che ci hanno fatto visita), d’organo e gospel, i concerti di fisarmoniche del maestro Zaggia e quello di mandolini del maestro Luciano Mazzola e delle bande musicali, le - 15 - memorie scrudato.p65 15 05/12/2007, 13.49 serate di danze presentate dalle varie scuole, le serate danzanti (guai se ogni anno non ne inseriamo almeno due), il festival di voci nuove con “Il Canta anche Tu”, lo Zucchino d’Oro in collaborazione con la biblioteca civica, folklore sotto le stelle, folklore regionale con gruppi in rappresentanza delle diverse regioni, le serate preparate dai nostri sia giovani che adulti “Noi Giovani e Non” tutti gli anni presenti nel nostro programma. E poi i Giochi senza Frontiera, la Rievocazione Storica e il Carosello Storico, il Palio dei Borghi, le tavole Rotonde sui giovani e principalmente due sulle pietose condizioni del Centro Storico, ma anche le grigliate e le cene a tema. Tante sono state in 25 anni le manifestazioni messe in cantiere, forse qualcuna l’ho dimenticata ma sono certo che in tutto questo variegato ventaglio di eventi abbiamo cercato di accontentare la maggior parte della comunità parrocchiale e di una porzione importante della città. Tutte le iniziative sono state animate dalla partecipazione attiva di moltissime persone. Leggere questo elenco può sembrare lo scorrere di una lista fredda che dice poco, ma posso assicurarvi che ogni attività, anche la più piccola, da sempre viene realizzata, sia dagli organizzatori che dai singoli protagonisti, con il cuore, convinti e decisi a dare il massimo per la buona riuscita dell’intera Festa. Sicuramente ogni avvenimento meriterebbe una citazione particolare, per questioni di spazio mi limiterò a fare cenno solo di alcuni. Noi giovani e non, 2a edizione Giochi senza frontiera - 16 - memorie scrudato.p65 16 05/12/2007, 13.49 Il gruppo S. Maria alla Rievocazione Storica Torneo di bocce Palio - 17 - memorie scrudato.p65 17 05/12/2007, 13.50 NOI GIOVANI E NON Fin dalla prima edizione lo spettacolo “Noi Giovani e Non” venne inserito nel programma: una serata preparata dai NOSTRI giovani e adulti, che permetteva a tutti di sbizzarrirsi in ogni sorta di Sketch. Sul palco sono saliti allo sbaraglio: barzellettieri, giornalisti in erba, cantanti, ballerini di tutte le specie. Unico denominatore comune la preparazione: tutto preparato rigorosamente in casa, innescando di fatto una competizione tra i gruppi per chi inventava il numero più originale. Tante ragazze e ragazzi che si sono esibiti sul palco in passato, oggi si ritrovano sotto il palco ad applaudire i propri figli che partecipano allo spettacolo “Noi giovani e non”. Elencare tutti i numeri fatti è impossibile, ma memorabile fu il “Can Can” con Berto e Nuccio vestiti da ballerine e i loro grandi baffoni che dominavano la scena e il balletto ad abiti scambiati degli adulti, nonché i BLUES BROTHERS interpretati da Donato e Alessandro. Il merito del successo di queste serate và a tutti i PARTECIPANTI. So che non posso ricordarli tutti ma almeno uno per gruppo vorrei citarlo, partendo dalla mitica suor Oliva che per anni realizzò tutti i costumi dei più piccoli e tante volte anche quelli degli adulti e poi Irma, Luciana, Enzo, Roberta, Michela, Fabio, Maurizio, Carmelina, Valter, Andrea, Nadia, Gianluca, Marta, Raffaele, Consuelo e Matteo. Grazie a tutti. I Blues Brothers “Nostrani” Il Charleston del gruppo adulti, 2a edizione - 18 - memorie scrudato.p65 18 05/12/2007, 13.50 Gruppo Giovani Gruppo 3a età Un Gruppo di Giovanissimi Il Gruppo dell’Oratorio S. Francesco in “Forza venite gente” - 19 - memorie scrudato.p65 19 05/12/2007, 13.50 GIOCHI SENZA FRONTIERA Nati prima di tutto come giochi di cortile o “Giochi sotto il Campanile” con squadre formate al momento, la domenica pomeriggio, da mamme, papà, nonni e figli. Il cortile non era ancora asfaltato ed era pieno di pietre e polvere, ma c’era tanta voglia di sano divertimento. Memorabili furono le gare della corsa delle rane con queste povere malcapitate poggiate su una cariola di legno senza sponde, ogni tanto saltavano giù provocando il fuggi fuggi generale delle donne e le grandi risate dei più piccoli. Come non citare, inoltre, l’albero della Cuccagna che per anni venne posizionato in un angolo del cortile con le grandi sfide a squadre dei giovani papà. Dopo qualche tempo si passò ai veri giochi senza frontiera con la partecipazione di tante squadre provenienti dai diversi oratori della provincia e della nostra città. Il vociare dei ragazzi presenti animava piazza Annunziata la domenica pomeriggio. Sfidarsi senza animosità ma con il solo scopo di portare a casa la vittoria e una coppa che il più delle volte era solo simbolica, faceva sì che s’instaurasse un vero rapporto di amicizia tra i ragazzi e tra i genitori presenti. Alla fine i giochi si concludevano con i gavettoni generali anche quando il tempo non era clemente. Perdere i giochi era duro per tutti i ragazzi, ma per quelli del nostro oratorio lo era ancora di Una squadra delle prime edizioni più. In alcune occasioni si sono dei Giochi senza Frontiera anche lasciati andare ad inutili bonarie contestazioni. Albino Suppo, ideatore e conduttore da sempre dei giochi, era costretto a subire i maggiori reclami principalmente dai Nostri ragazzi. Ne voglio ricordare solo alcuni: Enzo, Daniele, Gianluca, Toni, Fabio, Alessandro, Nadia ecc… Per l’amico Suppo l’organizzazione dei giochi era una tappa importante: ebbe sì tante soddisfazioni, ma ancora oggi ricorda meno volentieri le 2 edizioni in cui, purtroppo, alcune squadre non si presentarono all’appuntamento della domenica pomeriggio. I giochi continuarono per rispetto al pubblico presente e alle squadre provenienti da fuori città, - 20 - memorie scrudato.p65 20 05/12/2007, 13.50 ma furono ridotti e riorganizzati in pochissimo tempo. Il rammarico, anche per tutto il comitato, fu fortissimo perché le squadre in questione erano quelle degli oratori della nostra città e ciò si verificò per 2 anni di seguito. Un grazie di cuore ad Albino per i giochi organizzati e anche per il reperimento di tutto il materiale occorrente. Un esempio dimostra tutto il suo attaccamento all’iniziativa: l’anno dei Giochi Senza Frontiera “nazionali”, svoltisi a Stupinigi, si recò lì a chiedere il materiale dismesso per poterlo utilizzare da noi, materiale che ancora oggi viene usato. Ricordo molto volentieri l’edizione dei giochi che si svolse all’interno della Reggia quando ancora non si parlava di ristrutturazione e di grandi lavori. Il tempo passa, e quest’anno con gioia abbiamo festeggiato i 25 anni di Festa e l’apertura ufficiale della Reggia. Don Marco Fracon, premiato ai Giochi senza Frontiera Una squadra delle ultime edizioni con Albino Suppo - 21 - memorie scrudato.p65 21 05/12/2007, 13.50 CONCERTO DI CORI Tanti furono i concerti di corali, moltissimi i cori che ci hanno deliziato con i loro canti. E’ doveroso quindi dire un grosso grazie al “Coro Tre Valli” della nostra città, per tanti anni nostri ospiti, i quali invitarono tanti altri cori provenienti dalla provincia di Torino e che abbiamo potuto conoscere grazie a loro. Un caro ricordo e un grazie al fu presidente Nuccio Grosso. Voglio anche ricordare con particolare riconoscenza il coro Giudo D’Arezzo di Torino, il coro Eufonè di Ciriè e il coro Gospel The White Soul Coir. Un sentito grazie alla nostra Corale parrocchiale che oltre a partecipare ad alcuni concerti ci ha sempre accompagnato durante tutte le funzioni e le Processioni. La Corale Parrocchiale S. Maria Il Coro Tre Valli - 22 - memorie scrudato.p65 22 05/12/2007, 13.50 LA BANDA MUSICALE Parlare della Banda Musicale “Giuseppe Verdi” di Venaria Reale in relazione alla Festa di Maria Bambina ci riempie di gioia, esiste un rapporto oserei dire “privilegiato”. Da sempre presenti con la loro musica alla nostra manifestazione: nei primi anni all’apertura della Festa, poi con alcuni concerti ed infine ospiti assidui della Processione. Un grazie di cuore a tutti i musici ed ai maestri di questi anni: Luciano Mazzola, Vincenzo Vullo e Eros Cappellazzo e ai presidenti Gianfranco Garassino, Ezio Audano, Armando Buono e Alberto Buono. La Banda musicale “Giuseppe Verdi” durante le processioni - 23 - memorie scrudato.p65 23 05/12/2007, 13.50 FOLKLORE REGIONALE Queste serate, proposte nei primi anni dei festeggiamenti e riproposte anche negli ultimi anni, sono state importanti perché in ognuno di noi hanno risvegliato il ricordo del folklore della propria regione. Nelle diverse edizioni sono stati ospitati gruppi in rappresentanza delle varie regioni italiane: Piemontesi, Abruzzesi, Calabresi, Siciliani, Sardi e Pugliesi. Il richiamo della gente in queste manifestazioni è sempre stato altissimo. La 1a edizione di Folklore Regionale, premiazione al Gruppo “Amis del Piemont” Il Gruppo Folkloristico Piemontese “L’Erbo” di Castiglione Torinese - 24 - memorie scrudato.p65 24 05/12/2007, 13.50 IL CANTA ANCHE TU Questa manifestazione è nata per rispondere alla necessità ed esigenza di far esibire tutte le voci nuove della nostra comunità. E’ sempre stata una serata molto apprezzata dal pubblico e da tutti quelli che vi partecipavano (negli ultimi anni abbiamo spesso visto persone che venivano anche da fuori città), per la competenza dei concorrenti e delle varie giurie che si sono susseguite. Un grazie oltre ai partecipanti va sicuramente a Michela Suppo, Nadia Scibetta, Roberta Bruno e Consuelo Pellitteri che si sono alternate nella conduzione delle serate. Partecipanti al Canta anche Tu La Giuria - 25 - memorie scrudato.p65 25 05/12/2007, 13.50 TAVOLE ROTONDE Il comitato organizzatore, in più occasioni, ha inserito nel programma tavole rotonde di interesse sociale e cittadino, incontri per discutere temi dei giovani, degli anziani e delle condizioni del nostro “Centro Storico”. Non si possono non ricordare le due tavole rotonde sul nostro tanto bistrattato Centro storico: nel 1986 la prima sul tema “ Centro storico Anno Zero”. In quell’anno abbiamo messo attorno ad un tavolo le diverse autorità politiche cittadine e provinciali per discutere dei problemi del Centro Storico. Si presero decisioni importanti, come il piano del colore e il riordino della circolazione su tutto il centro già caotico allora, purtroppo, come spesso accade, tante parole e niente fatti. Stesso risultato con la seconda nel 1991, via Andrea Mensa era ormai piena di palizzate e di edifici crollati o quasi, percorrendo la via partendo dal castello, il cartello che si incontrava più frequentemente era “Attenzione Pericolo, Pedoni sul lato opposto”, per arrivare in fondo dovevi cambiare per molte volte marciapiede. Riproponemmo ancora una tavola rotonda “Centro Storico Anno Zero Uno” con il Sindaco di allora, Assessori competenti, rappresentanti della Provincia e della Regione, il Presidente del Parco La Mandria, rappresentanti delle Belle Arti e tecnici competenti, parlammo dei problemi reali del Centro Storico e della Reggia, ma ancora una volta solo parole. Noi provammo, comunque, a tenere alta l’attenzione sul Centro Storico. - 26 - memorie scrudato.p65 26 05/12/2007, 13.50 IL PALIO Questa manifestazione non ha una storia alle spalle, ma è diventata il clou della parte folkloristica della Festa di Maria Bambina. Quest’anno per il Palio ricorre la ventiquattresima edizione, ritengo per questo che valga la pena ripercorrere le tappe principali caratterizzanti la sua esistenza, dalla nascita ad oggi … Non appena messa in archivio la prima edizione della Festa, realizzata in poco tempo e con mezzi finanziari limitati perchè tutto quanto avevamo messo in bilancio era stato speso per la statua, ci mettemmo subito al lavoro per l’edizione successiva. L’esperienza della prima Festa ci fece capire che mancava qualcosa che potesse coinvolgere i vari borghi di Venaria, il rispetto e l’Amicizia che legava molti di noi con l’Associazione “Amici del Piemonte”, presieduta dal compianto Gianni Betta e supportata dall’amico Berto Montersino, fece tutto il resto. Giornata conviviale al “’l Columbé” di Corsione Era già primavera e una domenica gran parte del comitato fu ospite di Gianni e Anna Betta nella tenuta “’l Columbé” di Corsione attorno ad una tavolata imbandita, con una buona grigliata ed il loro ottimo e pregiato vino. Finito il pranzo, mentre le signore discutevano per conto loro, il discorso degli uomini cadde sulla prossima Festa di Maria Bambina, su cosa fare per renderla più partecipata dai Venariesi. Ci trovavamo nella terra del vino buono, del buon “salame d’asu” e del Palio degli asini, come non pensare subito ad un palio anche per la nostra città? Certo non volevamo imitare nessuno, ma fare una manifestazione con regole diverse, con attore principale l’animale e avendo il massimo rispetto per loro, così è stato nel tempo, fino ad oggi. Detto fatto, tutti furono d’accordo sulla realizzazione del Palio. Lo stesso giorno ci mettemmo alla ricerca di chi potesse fornirci gli asini, trovammo nel signor Sandro Bevilacqua e nella sua signora di Tongo d’Asti un’ottima collaborazione: in tutte le 24 edizioni sono stati loro a portarci molto diligentemente gli asini. - 27 - memorie scrudato.p65 27 05/12/2007, 13.50 Trovati gli asini bisognava organizzare il Palio e definire il numero di borghi. Ne stabilimmo tredici e visto che nessuno di noi sapeva come anticamente venissero chiamate le zone in cui risiedevamo, in questo furono molto attivi Berto Montersino, Gianni Betta e Nuccio Bruno che conoscendo storicamente tutto il territorio, stilarono l’elenco e la loro collocazione. Alcuni borghi sono piccolissimi e con pochi abitanti ma è innegabile che negli anni hanno avuto una parte molto importante per la vita della nostra città ed anche una parte fondamentale nella riuscita della manifestazione. Passò la prima edizione del Palio con qualche errore di troppo: il percorso, da piazza Annunziata, continuava in via A. Mensa, piazza della Repubblica, piazza don Alberione e terminava nuovamente in piazza Annunziata , con qualche asino che proseguì fino a piazza Vittorio Veneto: vinse Beppe Baietto per il “Borgo Trucco”. Dall’anno successivo la sede naturale per lo svolgimento del Palio fu la degna cornice di piazza Annunziata, cuore del Centro Storico e di Venaria. Da subito, bisogna ribadirlo, abbiamo tenuto conto del rispetto degli animali: il Alla ricerca degli asini Palio di Venaria è l’unico in cui gli asini non vengono cavalcati, sono invece tirati da fantini che li conducono a piedi e che non sempre sono propensi a seguire chi li guida. I fantini possono essere di ambo i sessi a partire dai 16 anni. Le difficoltà sono state molteplici, primo il reperimento dei fantini (ogni anno ne necessitano 36), buona parte sono i ragazzi del nostro oratorio. Anche per questa manifestazione abbiamo visto giovani papà o non ancora sposati fare i fantini nelle prime edizioni del Palio, ora si trovano ad incitare e dare consigli ai propri figli impegnati con asini sempre troppo testardi. Non fu facile il coinvolgimento nei primi anni degli abitanti dei vari borghi, e forse ancora oggi, non siamo riusciti a raggiungere questo scopo in modo completo, sicuramente mi sento però di sostenere che siamo sulla buona strada. Ogni anno si è cercato, con i pochi mezzi finanziari a disposizione, di aggiungere qualcosa per avere più visibilità: si passò dalle magliette per i fantini con i nomi dei borghi, alla realizzazione, nel 1992, dei costumi per tutti i fantini con i colori di ogni borgo, tutto - 28 - memorie scrudato.p65 28 05/12/2007, 13.50 fatto in casa da alcuni componenti del comitato coordinati da Carmela Furfari e da Concetta Bongiovanni e tante altre volontarie; nel 2004, con uno sforzo finanziario non indifferente, riuscimmo a stilizzare un logo per ogni borgo dove è rappresentato un simbolo che lo contraddistingue, di questo lavoro ringraziamo la signora Stefania Colletto che ha realizzato tutti i loghi collaborando con il comitato. Un altro dei problemi del Palio è stato quello del reperimento della paglia per preparare la piazza per lo svolgimento della manifestazione. Nonostante il Palio venga improntato prioritariamente sul rispetto degli asini (lo svolgimento della gara e il suo regolamento in tutti questi anni lo hanno dimostrato), ci fu chi, nella ventitreesima edizione, volle strumentalmente ed a tutti i costi sabotare la manifestazione. Un Grazie alla LAV (Lega Anti Vivisezione e Caccia) che fece le dovute verifiche e, dopo aver controllato con esito positivo i documenti sanitari degli animali, diede tranquillamente il consenso al regolare svolgimento del Palio. Nel 2007 un’altra associazione di animalisti ha tentato una protesta abilmente tenuta sotto controllo dalle forze dell’ordine; questa volta un pò più rumorosi perché hanno imbrattato sia i muri del palazzo comunale, sia quelli della nostra chiesa con scritte e minacce anche se velate. A distanza di un anno dalla prima contestazione, oggi non siamo ancora riusciti a capire tanta animosità e accanimento contro questa manifestazione, forse qualcuno soffia sul fuoco? Il Palio si è sempre svolto allo stesso modo, con lo stesso regolamento, senza mai incidenti per gli animali e per i fantini, è sempre stato e sarà un momento focale di grande aggregazione per tutta la città. La partenza del 1o Palio dei Borghi, 1984 - 29 - memorie scrudato.p65 29 05/12/2007, 13.50 Il Palio Il Gruppo Storico “La Corte” Preparazione al Palio, cascina di Michele Carnino Una partenza del Palio Il Gruppo Storico del “Conte Verde” - 30 - memorie scrudato.p65 30 05/12/2007, 13.50 1° PREMIO ASSEGNATO AL BOLIDE ASININO DEL “CENTRO STORICO” AMICI! COMPAGNI! FRATELLI! È pur vero che il “CENTRO STORICO” va a brandelli, con chiusure, palizzate, strettoie e ingorghi, però in certe specialità siamo i migliori dei Borghi. Con la protezione di Santa Maria, la domenica 29 settembre con gran allegria, il miglior nostro rappresentante asinino, si è comportato molto benino. Con uno sprint da gran campione, destando applausi e ammirazione, ha battuto con gran frenesia, tutti gli asini in pista a Venaria. Questo è stato da tutti approvato! Il Sindaco, che alla premiazione ha presenziato, ha notato: al quarto premio non più l’acciuga è stato dato, bensì uno splendido salmone, che sarà il simbolo del nuovo gonfalone. Perciò chiediamo al Demanio, Belle Arti dopo questa azione, di tenerci bene in considerazione! Or che siamo i primi della città Ci diano la giusta notorietà, e, se l’Amministrazione Cittadina un buon aiuto ci darà, il nostro “CENTRO STORICO” presto RISORGERA’! il Piero Bonino Storico Dall’opuscolo Festeggiamenti 1988 - 31 - memorie scrudato.p65 31 05/12/2007, 13.50 LE PRIME DONNE FANTINO AL PALIO Gaspi, il nostro Amico Asino Ma perché solo gli uomini possono partecipare al palio dei Borghi? E così è cominciata qualche tempo fa la mia avventura nel mondo dei più cocciuti a 4 zampe (chissà poi da che scintilla di femminismo nascosta in me è nata la domanda!), fatto sta che il talent-scout Sig. Scrudato mi prese in parola, ma non avevo fatto i conti con papà e mamma Scibetta. Sicchè la mia partecipazione alla “corsa degli asini” è slittata di un anno (non per aver ottenuto il tanto atteso visto dalle “autorità”, ma per una qualità che forse mi accomunava ai cari asinelli!). A dire il vero ero un po’ preoccupata, come d’altronde lo era la mia “collega” Cristina Lo Conti, ma alla fine il 26 Settembre alle ore 10,30 eravamo puntuali in Piazza Annunziata, insieme al nostro compagno di squadra Andrea Calabrese, per sapere quale dei tanti asinelli sarebbe stato il nostro compagno di avventura. Era il numero 1 (non a caso un numero fortunato) abbinato al Borgo Colomba e sponsorizzato dal Sig. Casaro. C’è stata subito simpatia a prima vista tra noi e il caro numero 1, anche perché tra tutti gli altri ispirava tenerezza essendo rotondetto. Per familiarizzare io e i miei compagni lo abbiamo battezzato con il nome di GASPARINO, per gli amici GASPI, e ci siamo avviati per la sfilata lungo le Vie di Venaria; la giornata era stupenda, ci voleva una tregua dopo tanta pioggia! Alle 14,00 l’appuntamento era in Oratorio maschile per indossare le bellissime divise nelle quali io e Cristina al primo impatto ci sentivamo un po’ a disagio. Il Palio iniziava e anche le mie preoccupazioni: “Devo tirare la corda dal davanti? Devo stare sempre alla sua destra?”. Proprio in quel momento tanta gente si è dimostrata solidale dandomi consigli, raccomandazioni… e subito avevo sentito il pubblico dalla nostra parte (grazie anche al caloroso incoraggiamento del Sig. Scrudato che commentava la gara sul palco). I due giri di qualificazione sono stati una rivelazione perché il nostro GASPI filava, siamo giunti primi nella nostra batteria anche se la stanchezza ha cominciato a farsi sentire, ma ciò non ci ha impedito di arrivare quarti in finale. Sinceramente ho partecipato solo per divertirmi perché non pensavo di riuscire a “schiodare” un asinello dopo quattro passi dalla partenza. Invece GASPI trottava allegramente e senza le sollecitazioni che ho visto dare da qualche fantino verso le bestiole, sollecitazioni stupide ed inutili, perché proprio quei poveri asini non ce l’hanno fatta a raggiungere in fretta il traguardo. A parte questo rimane un piacevole ricordo di una giornata divertente e di tanto calore dimostrato dalla gente e dalla giuria che ha premiato inaspettatamente me e Cristina come le prime ragazze al Palio dei Borghi. P.S. Io, Cristina ed Andrea salutiamo ancora affettuosamente il nostro GASPI! Dalla Bacheca dell’Ottobre 1993 Nadia Scibetta - 32 - memorie scrudato.p65 32 05/12/2007, 13.50 REGOLAMENTO E SVOLGIMENTO DEL PALIO PREMESSA: Il Palio dei Borghi Venariese è una gara di tiro dell’Asino condotta da fantini a piedi, che si svolge nella Piazza Annunziata di Venaria Reale. Lo scopo primario è quello di far gareggiare i diversi rioni della Città chiamati Borghi per una sana e divertente competizione con grande attenzione a non maltrattare gli animali, ecco perché si conducono a piedi durante tutto il percorso. REGOLAMENTO 1. La Gara si svolge tra i 13 Borghi Venariese che sono: Centro Storico - La Mandria - Polo Nord - Siberia - Trucco - Altessano - San Marchese - Porto - La Rigola - San Giuseppe - Colomba - Savonera e Gallo. 2. Per motivi di organizzazione ogni anno la gara si svolge con dodici Borghi che vengono sorteggiati. Ogni anno ne viene escluso uno. 4. Il responsabile del Borgo è tenuto a far rispettare il regolamento ai Fantini a cui affiderà l’asino per lo svolgimento del Palio. 5. Gli animali non devono essere assolutamente maltrattati. Durante il percorso della sfilata del mattino non potranno fare le prove di corsa pena l’esclusione dalla gara. 6. Durante la pausa di mezzo giorno sarà cura del Comitato Organizzatore dargli da mangiare e bere, i fantini non potranno avvicinarsi agli animali pena la squalifica. 7. Dopo la consegna dell’animale assegnato ai Fantini per lo svolgimento della gara, è assolutamente vietato picchiare, pungere o dare delle sostanze da ingerire di qualsiasi genere, anche innocuo per gli animali, pena la squalifica, i fantini presi in flagranza non potranno mai più partecipare al Palio. 8. Il ritrovo dei fantini e dei responsabili dei Borghi è fissato alle ore 9,30 della Domenica dello svolgimento del Palio, dopo la vestizione dei Fantini, si sorteggeranno e verranno affidati gli asini che da quel momento non potranno più essere cambiati. Seguirà passeggiata per le vie della Città. 9. Alle ore 14,00 tutti i Fantini dovranno essere di nuovo presenti perché gli verrà affidato l’asino per la gara. E’ assolutamente obbligatorio che tutti i Fantini abbiano cura dei vestiti loro assegnati. 10. I Fantini possono essere di ambo i sessi ed di età minima di sedici anni compiuti, purché il Responsabile del Borgo sia una persona maggiorenne. 11. Il Comitato nominerà ad inizio gara dei Commissari di percorso che saranno dislocati nei punti dove la Giuria nominata dallo stesso riterrà opportuno. 12. La Giuria sarà formata minimo da tre componenti con un presidente, comunque sempre in numero dispari. La Giuria avrà libera e insindacabile facoltà decisionale. Saranno istallate delle telecamere dove la Giuria riterrà opportuno, nel percorso e all’arrivo, in caso di contestazioni, questi saranno gli unici supporti elettronici che saranno visionati, per emettere l’ordine di arrivo. 13. La gara sarà preceduta da un giro dimostrativo con tutti i fantini e gli asini. - 33 - memorie scrudato.p65 33 05/12/2007, 13.50 14. Qualificazione per la formazione delle batterie: saranno tre, formate da quattro Borghi ciascuna. Si faranno solo due giri con cambio del Fantino con tutti i dodici Borghi, i primi tre saranno le teste di serie delle tre batterie. 15. Ogni batteria formata da quattro Borghi percorrerà tre giri con cambio obbligatorio del Fantino, si qualificheranno per la finalissima i primi due ASINI di ogni batteria. 16. La Finalissima si disputerà tra i sei Borghi qualificati nelle batterie. 17. Il cambio del fantino deve avvenire dopo un giro del percorso, l’asino dovrà trovarsi con tutto il corpo all’interno dello spazio delimitato da due righe. Il cambio al di fuori di tale spazio comporterà la penalizzazione del Borgo. 18. Se l’asino per qualsiasi motivo dovesse perdere il fantino e arrivare da solo nei limiti tracciati per il cambio o al traguardo, il risultato sarà ritenuto valido. Il Palio è degli asini e non dei Fantini. 19. A gara iniziata, se per gravi motivi un Borgo si trovasse privo di un Fantino, la Giuria può autorizzare i due restanti a fare più di un giro, comunque non consecutivo. 20. Il Comitato fornirà ad ogni fantino un numero corrispondente al giro che effettuerà, e lo dovrà consegnare al momento del cambio al Commissario responsabile del Borgo. 21. La Gara potrà essere interrotta in qualsiasi momento per cause di forza maggiore ad insindacabile giudizio della Giuria. La gara sarà ritenuta valida se al momento dell’interruzione almeno due ASINI avranno superato il traguardo, in caso contrario verrà ripetuta la batteria o la Finalissima. 22. I Fantini sono responsabili dell’animale durante il giro che stanno percorrendo, non possono picchiare o malmenare o fare degli sgarbi di qualsiasi genere, anche se questi saranno fatti da altre persone ritenute vicini o amici dei fantini del Borgo, a insindacabile giudizio della Giuria saranno squalificati dalla Manifestazione. 23. Il presente regolamento dovrà essere firmato da tutti i Fantini partecipanti alla gara. 24. Qualora per motivi vari gli animali dovessero subire maltrattamenti da parte dei Fantini o da parte del responsabile del Borgo o che questi non si attenga al presente regolamento il Comitato Organizzatore si riserva di ricorrere a eventuali vie Legali . Venaria Reale 6 Maggio 2006 Il Comitato - 34 - memorie scrudato.p65 34 05/12/2007, 13.50 ALBO DEL PALIO DEI BORGHI 1984 - Borgo “Il TRUCCO” con Beppe Baietto 1985 - Borgo “CENTRO STORICO” con B. Costanza, G. Donizzetti e S. Canale 1986 - Borgo “CENTRO STORICO” con B. Costanza, G. Donizzetti e S. Canale 1987 - Borgo “S. GIUSEPPE” con L. Panarelli, D. Coppolella e A. Menardo 1988 - Borgo “SIBERIA” con F. Scaccio, G. Carena e P.Carena 1989 - Borgo “SIBERIA” con F. Scaccio, V. Palermo e M. Mendietta 1990 - Borgo “PORTO” con G: Tinnirello, N. Barbieri e S. Saporito 1991 - Borgo “CENTRO STORICO” con G. Dongiovanni, N. Nocera e C. Barone Ex aequo “RIGOLA” con G. Palella, P. Putignano e C. Mazzone 1992 - Borgo “TRUCCO” con C. Martini, G. Martini e G. Bufera 1993 - Borgo “CENTRO STORICO” con R. Nela, D. Bordin e M. Milani 1994 - Borgo “POLO NORD” con A. Coletto, F. Steffani e L. Beria 1995 - Borgo “PORTO” con P. Perrone, V. Dichiaro e C. Trisorio 1996 - Borgo “PORTO” con P. Perrone, S. Perrone e A. D’angelo 1997 - Borgo “POLO NORD” con F. Dimitri, G. Ciavarello e A. Bacino 1998 - Borgo “TRUCCO” con S. Cairone, C. Aufiero e Montefusco 1999 - Borgo “GALLO” con G. Ingino, F. Perrone e M. Ingino 2000 - Borgo “CENTRO STORICO” con G. Ciavarello, A. Manno e F. Mangione 2001 - Borgo “ALTESSANO” con F. Facchini, A. Casu e M. Carlino 2002 - Borgo “S. MARCHESE” con K. Bellucco, Khariman Arnel e L. Balma 2003 - Borgo “CENTRO STORICO” con D. La Greca, O. Mariuzzo e L. De Falco 2004 - Borgo “COLOMBA” con V. Palermo, L. Battaglia e D. Traina 2005 - Borgo “ALTESSANO” con G. Mazzone, A. Spoto e M. Zaccheddu 2006 - Borgo “S. MARCHESE” con M. Luppino, Khariman Arnel e V. Mazza 2007 - Borgo “GALLO” con A. Manno, I. Audino e M. Venco - 35 - memorie scrudato.p65 35 05/12/2007, 13.50 FINANZIAMENTO DELLE VARIE MANIFESTAZIONI Tutte le iniziative che si mettono in cantiere, qualunque esse siano, hanno bisogno di essere finanziate, la Festa di Maria Bambina non sfugge a questa regola. Possiamo essere soddisfatti nell’affermare che i festeggiamenti non hanno mai gravato sul bilancio parrocchiale, si sono sempre autofinanziati, lo scopo principale era quello di fare festa ed aggregare, ma quando era possibile anche quello di raccogliere fondi per poterli destinare a qualche lavoro urgente dell’oratorio. Nella prima edizione, l’acquisto stesso della statua di Maria Bambina, fu possibile grazie ad una raccolta per tale scopo: singoli cittadini e singole ditte risposero bene; dalla seconda edizione in poi il tutto venne realizzato non solo con l’autotassazione da parte del comitato, ma anche grazie alla sottoscrizione a premi (che tuttora si continua a proporre), agli sponsor e alle piccole donazioni di singoli cittadini. Il 1989 fu l’anno del primo banco di beneficenza, realizzato con cautela e preoccupazione. Il successo ci ha incoraggiato a far meglio e ad arricchirlo di più anno dopo anno; di questo bisogna dar atto non solo alla coordinatrice Giselda Carnino ma a tutto il gruppo donne che già dal mese di aprile inizia la preparazione e la raccolta per la realizzazione. Naturalmente dobbiamo un grazie particolare a tutte quelle persone che ci donano il materiale: commercianti, ambulanti, ditte e cittadini. Il banco di beneficenza per anni è stato ed è tra le principali fonti di finanziamento della Festa. Negli ultimi anni grazie al Patrocinio della Città di Venaria e al contributo finanziario ricevuto siamo riusciti a rendere più ricche e condivise tutte le manifestazioni messe in cantiere. Banco di beneficenza - 36 - memorie scrudato.p65 36 05/12/2007, 13.50 Tavola imbandita per la cena dei Ricordi Addetti alla griglia Indovina il peso Antichi sapori - 37 - memorie scrudato.p65 37 05/12/2007, 13.50 CENA DELL’AMICIZIA E STAND GASTRONOMICO Sinceramente chiamare stand gastronomico quello dei primissimi anni è una forzatura, ma anche questo oltre a far festa serviva come punto di aggregazione e di socializzazione e al comitato come fonte, seppur minima, di finanziamento. Ricordo volentieri, nei primi tempi, quando per non gravare sul bilancio della Festa tutti i componenti del comitato portavano bottiglie di sugo (che avevano preparato, magari proprio nei paesi di origine, durante le ferie) per la spaghettata finale, qualcuno preparava a casa un piatto con delle specialità regionali per venderlo e poter ricavare qualcosina, memorabili le fave cotte di Nicola Reina, che però non riscuotevano un gran successo… Dopo queste prime spaghettate e grigliate, realizzate con pochissime attrezzatu1a cena dell’Amicizia 1989, re, nel 1989 venne con il Sindaco Mario Stricagnolo proposta la prima cena dell’Amicizia nel cortile all’aperto. Per proteggerci da eventuali ed “impreviste” intemperie, con molta fatica e tanti rischi, coprimmo gran parte dell’attuale cortile con un grosso telo messoci a disposizione dall’amico Berto. A volte rischiammo che una semplice folata di vento, più forte delle altre, mandasse all’aria quello che avevamo costruito con fatica e determinazione. Un plauso a tutte le donne che sono riuscite ad organizzare delle ottime e succulente cene, con poche attrezzature ma con amore e dedizione. Grazie a tutte: Anna, Gabriella, Pina, Maria , Lucia, Lena, Lilla, Rosalia, Carmela, Cristina, Cettina ecc. ecc. Un grazie ai giovani che negli anni si sono alternati al servizio ai tavoli: Donatella, Marta, Andrea, Paola, ecc… La costruzione dell’attuale capannone avvenne qualche anno dopo, così come quella dei tavoli fatta artigianalmente dal gruppo uomini coordinato da Michele Digifico. La cucina è ancora il nostro neo: ogni anno viene approntata per l’occasione, non ne abbiamo ancora una fissa. - 38 - memorie scrudato.p65 38 05/12/2007, 13.50 I primi stand gastronomici Camerieri e parte del gruppo Cucina Taglio della Torta alla cena dei Ricordi, 2007 memorie scrudato.p65 39 05/12/2007, 13.50 Il PALCO INTERNO PER GLI SPETTACOLI Il palco fu uno dei primi problemi per gli spettacoli che mettevamo in cantiere, certamente non potevamo esibirci per terra, si pensò quindi di costruirne uno ogni anno con grande fatica, nonché con problemi di sicurezza in quanto costruito interamente in legno, ma Nicola Reina, aiutato dagli uomini, per tanti anni fece fronte a questa necessità. Nel 1995, con la costruzione della tribunetta e la sottostante futura cucina ( almeno questa era la sua destinazione iniziale e spero lo sia tuttora) abbiamo sopperito alla necessità, non solo per i festeggiamenti, di far esibire i ragazzi in oratorio. Gli adulti Il gruppo Giovani - 40 - memorie scrudato.p65 40 05/12/2007, 13.50 1662 NASCE UNA CITTA’ In quell’anno nasce Venaria Reale, il Duca Carlo Emanuele II° volle posare la prima pietra della nuova Città nascente sotto la protezione della Vergine Maria. Per ricordare tale evento, in occasione del Venticinquennale della Festa di “Maria Bambina”, l’amministrazione Comunale ha voluto ricordare la nascita della nostra Città, svelando (anche se simbolicamente) la scritta che ormai da circa 350 anni capeggia la facciata della chiesa della Natività di Maria Vergine. Credo che questo gesto, compiuto dal Sindaco dottor Nicola Pollari, possa essere l’inizio di una più stretta collaborazione con il Comitato Organizzatore; ogni anno i Festeggiamenti di Maria Bambina potranno ricordare, in modo concreto e più visibile la nascita della nostra bella Venaria Reale. Settembre 2007: il Sindaco svela la scritta sulla facciata della chiesa - 41 - memorie scrudato.p65 41 05/12/2007, 13.50 DIFFICOLTA’ E RAMMARICHI Quando si apre il cassetto dei ricordi non si può fare a meno di rivisitarli tutti, non solo quelli belli che per primi ti vengono in mente, ma anche quelli che purtroppo ti hanno creato sofferenza e rammarico ma che sono serviti a temprarti e farti affrontare con più determinazione i problemi; certo parlare di gioie e successi è molto più facile e più rilassante, ma mi sono proposto di scrivere tutto ciò che il comitato ha vissuto realmente. “Come non ricordare”… passata la prima edizione per molti anni non ci fu collaborazione e partecipazione da parte di tanti parrocchiani, anche tra quelli molto impegnati, arrivando a snobbare non solo la parte ricreativa e folkloristica (forse giustificabile), ma anche la parte prettamente religiosa. Non vennero alla novena, alle serate di preghiera o alla stessa Processione, non perchè impegnati ma perchè si riteneva che la festa “appartenesse” solo ad una parte di parrocchiani: Maria è la Madre di tutti, in tutto il mondo, almeno per noi cristiani, purtroppo non per alcuni parrocchiani di Santa Maria . Questo fu il più grosso rammarico che ci portammo dietro per tantissimi anni noi e i nostri sacerdoti don Giuseppe e don Pasquale. “Come non ricordare”… l’articolo del 1° Luglio del 1990 apparso sulla Voce del Popolo dal titolo “Feste sì ma Religiose” a firma di monsignor Franco Peradotto. Lo stesso articolo nell’opuscolo di quell’anno fu trattato da don Giuseppe sottolineando che da noi le cose andavano bene. Ma nel 1993 monsignor Peradotto, di ritorno da Courgnè dove una sua nipote era Priora della festa locale del paese, fu invitato a una delle 3 serate di preghiera (altri anni era già stato invitato) in cui tuonò nuovamente: “Feste sì ma Religiose!” probabilmente la sua fu una reazione a qualcosa che aveva visto e non approvava di quel programma. Per il comitato fu un fulmine a ciel sereno, perchè prima sotto gli occhi vigili di don Giuseppe e poi di don Sergio (ed adesso speriamo di poter continuare con don Mauro), ha lavorato per creare una perfetta assonanza tra la parte ricreativa e quella religiosa senza che la prima eccedesse. Scrivemmo una lettera al Monsignore che pubblicammo anche sulla “Bacheca”. Quello stesso anno la metereologia non diede una mano durante la festa: piovve quasi tutta la giornata, nell’orario della processione il tempo non fu bello, tanto da costringerci, in accordo con don Beppe Donato (i nostri don Giuseppe e don Pasquale li salutammo la domenica prima), ad accorciare il percorso della processione solo per tale motivo, infatti nell’ultimo tratto ricominciò a piovere. Dopo un certo periodo fu inviata una lettera anonima (che troverete in questo opuscolo) di rimproveri al comitato e ad altri gruppi che non c’entravano assolutamente niente con la Festa, è giusto che quando si hanno opinioni diverse queste vengano mostrate e discusse con gli interessati. A distanza di tanti anni devo ringraziare “quell’oratoriano” - 42 - memorie scrudato.p65 42 05/12/2007, 13.50 che quantomeno scrisse: altri non ebbero la correttezza di esprimere il loro dissenso, ma lavorarono per “distruggere”, certo avremmo preferito che l’Amico si fosse almeno firmato. “Come non ricordare”… l’anno in cui, durante la Processione di Maria Bambina, si sentì il ronzio di un rotore di elicottero sotto sforzo, mentre si accingeva a calare dall’alto la statua della Madonna nell’antistante giardino della Chiesa Regina della Pace: 2 manifestazioni religiose importanti alla stessa ora, così facendo si disorientarono i fedeli che se avessero avuto la possibilità, credo, avrebbero partecipato a entrambi gli eventi. “Come non ricordare”… l’anno in cui venne inaugurato il centro sportivo della chiesa Regina della Pace: anche questo evento fu importantissimo per il fatto in sè (perché da tanto tempo si aspettava l’apertura del centro), ma anche perché l’inaugurazione venne presieduta dall’Arcivescovo di Torino monsignor Severino Poletto. Peccato però in concomitanza con la Processione di Maria Bambina. Anche qui tanti fedeli si trovarono nella scomoda posizione di dover scegliere, a tanti avrebbe fatto piacere poter partecipare all’inaugurazione ed accogliere l’Arcivescovo che per la prima volta veniva a Venaria. - 43 - memorie scrudato.p65 43 05/12/2007, 13.50 LA PAROLA AL PARROCO Siamo alla decima edizione della Festa di Maria Bambina organizzata dal Comitato per la festa patronale. Dieci anni di impegno da parte di un gruppo di volenterosi, a cui va il nostro plauso per aver cercato di dare risalto a una Festa religiosa e insieme aver anche cercato occasioni di aggregazione, di allegria e di Festa insieme. In questi anni ho più volte sottolineato che la Festa di Maria Bambina è soprattutto un momento religioso: moltissimi hanno capito, altri non ci hanno sentito. Il cammino di una Comunità parrocchiale deve cogliere tutte le occasioni per una crescita nella vita di fede e nella carità vicendevole. Questa Festa di Maria Bambina nostra Patrona deve essere un momento importante di questo cammino: si colloca proprio all’inizio di ogni anno sociale. Raccomando molto vivamente la partecipazione alle DUE SERE di preparazione spirituale, di preghiera e di riflessione in chiesa. Invito tutti a lasciarsi coinvolgere: invito i giovani, i genitori dei nostri ragazzi e bambini, i Gruppi parrocchiali tutti, invito le catechiste e gli animatori a fare opera di sensibilizzazione. Vado sempre più pensando che ad ogni anno che passa il contesto in cui viviamo si fa sempre più critico, l’atmosfera generale è molto poco propizia alla vita di fede e di carità. Gli impegni religiosi (per es. la frequenza alla Messa domenicale) da tantissimi adulti, giovani, ragazzi sono snobbati. Il Signore ci richiede tanta buona volontà per raddoppiare il nostro impegno. Quante volte ho ripetuto: più fuori la temperatura è fredda e tanto più in casa bisogna riscaldare molto. Il Signore e Maria S.S.ma ci aiutino a fare un buon esame di coscienza ed a vivere con gioia e insieme con molta serietà questi momenti di grazia. Don Giuseppe Fisanotti Dall’opuscolo dei Festeggiamenti 1992. - 44 - memorie scrudato.p65 44 05/12/2007, 13.50 Sulla voce del Popolo del 1° luglio c.a. un articolo del Direttore, Don Franco Peradotto, portava il titolo: FESTE SI’, MA RELIGIOSE Vi si diceva: si va sempre più diffondendo la consuetudine di trarre motivo dalla tradizionale festa liturgica di un Santo o della Madonna, per dare il via a un densissimo programma che comprende ogni sorta di manifestazioni e di divertimenti……il Santo, la Madonna sono “presta nome” per tutt’altre cose. Tale mentalità, sempre più diffusa, è il cruccio di molti parroci e consigli pastorali autentici. La difesa della religiosità delle “Feste di Chiesa” va portata avanti con coraggio e senza compromessi. ……Non c’è preghiera, in queste occasioni, che non invochi dal Signore la capacità di vivere ciò che si è celebrato, di imitare i personaggi ricordati come modelli. L’evangelizzazione dà un senso alle feste liturgiche e deve educare i cristiani a tradurre in opere quanto hanno vissuto liturgicamente. Ne ha dato alcuni esempi il nostro arcivescovo quando, ad esempio, nella omelia per la Messa del Corpus Domini celebrata al Cottolengo ha colto l’occasione per porre il problema della carenza degli infermieri, oggi provocando i cristiani a chiedersi perché non sanno più imitare il Buon Samaritano e proponendo, soprattutto ai giovani, di mettersi al servizio come Gesù, primo Buon Samaritano, accanto a chi soffre. Così quando, a conclusione della processione della Consolata, ha esortato tutti a farsi, per coerenza con il titolo mariano celebrato, consolatori del prossimo in ogni necessità come Maria. Così ancora quando, domenica scorsa in Cattedrale, per la festa di San Giovanni Battista, ha proposto a tutti di ispirare la propria vita, anche in campo sociale, politico, economico alle scelte “morali” predicate e testimoniate dal Precursore di Gesù. Modi concreti per stimolare la responsabilità di tutti al di là del momento liturgico. Le celebrazioni diventano “funzionali” alla vita quotidiana di tutti ed alle diverse situazioni. Per noi di Venaria a cosa ci invita Maria Bambina, Maria fanciulla, Maria giovane donna? Certamente questa ragazzina sentiva forte nel suo cuore il desiderio del Messia, che si compisse il Progetto di Dio, sentiva il desiderio di collaborarvi. Maria, Giovane, dovette essere uno splendido Modello di ragazza educata dalla Parola di Dio, pronta nella preghiera all’ascolto della voce, della chiamata del Signore, pronta al dono di sé. Allora noi, di questa comunità di Maria Bambina, dobbiamo distinguerci nel sentire, noi pure, il forte desiderio di collaborare alla realizzazione del progetto di Dio, oggi, dobbiamo distinguerci nell’educare generazioni di ragazzi e fanciulle pronti nella preghiera all’ascolto del Signore che chiama, pronti a fare della propria vita una donazione. Allora avremo molta ragione di fare Festa grande. Ho richiamato l’articolo della Voce del Popolo perché siamo consapevoli che il fenomeno è avvertito, nella Diocesi e fuori, su vasta scala. Noi di Venaria, ci prefiggiamo che la nostra Festa sia veramente e soprattutto religiosa. Ogni anno sia anche l’ occasione per ricominciare con sempre nuovo slancio il cammino della vita comunitaria. Don Giuseppe Dall’Opuscolo dei Festeggiamenti 1990 - 45 - memorie scrudato.p65 45 05/12/2007, 13.50 Lettera a Monsignor Peradotto A proposito di “FESTE SI, MA RELIGIOSE” Reverendo Monsignor Peradotto, Le scrivo per chiarire alcune cose circa la Sua benevola rampogna della serata del 21 Settembre u.s., a nome del Comitato Festeggiamenti di Venaria, di cui sono il coordinatore. Penso che Ella saprà, che da 11 anni la comunità di Venaria (S. Maria) festeggia, non solo in modo religioso, la festa della Patrona “MARIA BAMBINA”. Fin dalla prima edizione nel programma è stata sempre inserita una parte di preghiera e di riflessione religiosa. A conclusione del programma si è sempre inserita la processione per le vie del borgo. Si è sempre fatta particolare attenzione alle funzioni religiose, evitando il più possibile concomitanze con altre attività ricreative. Già nel 1990 nell’opuscolo che introduce la festa è stato inserito un articolo apparso sulla “Voce del Popolo” dal titolo “Feste si, ma Religiose”. Suscitò dibattito il pezzo e riflessione, sia all’interno del comitato sia all’interno della comunità parrocchiale. Quest’anno nel corso della prima serata di riflessione e di preghiera, fra le tante cose belle che Lei ha detto della madonna, riprendendo il filo di quell’articolo ha sottolineato che: “FESTE SI, MA RELIGIOSE ….. non si possono inserire momenti di preghiera con gare di bocce e tornei vari…. Non dobbiamo essere gli sponsor di feste civili….” Parole quest’ultime che ci hanno toccato amaramente e sono cadute sul comitato come un grosso macigno; parole dure da deglutire. Riposti gli attrezzi della festa e dopo giorni di riflessione mi permetto se non proprio di dissentire sulla Sua dichiarazione almeno di esporre quanto il comitato pensa a tale proposito. Prima di tutto vorrei capire bene la frase “solo feste religiose”. Se questo significa: solo preghiera, solo meditazione, solo Messa e processione, allora credo che il discorso sia chiuso. Cade così ogni altra ipotesi di contorno. Se il concetto, invece, di festa religiosa, va oltre a quanto detto prima, allora anche altre attività ricreative, culturali, sportive, anche folkloristiche hanno la loro legittimità. Certamente si può discutere sul come far coincidere i due momenti di festa, evitando il rischio che uno intralci l’altro e tenendo sempre presente che la parte prettamente religiosa e liturgica abbia il proprio spazio ben marcato. Mi permetta la sincerità: la programmazione della nostra festa patronale ha sempre tenuto conto di questa doppia polarità. Ideata da un gruppo di parrocchiani guardò subito al risveglio della storica e oramai sopita festività di S. Eusebio e in - 46 - memorie scrudato.p65 46 05/12/2007, 13.50 seconda battuta alla rivisitazione, nel contesto locale, delle tradizioni paesane degli immigrati che sono parte maggioritaria della parrocchia e della città di Venaria. Le due proposte, lungi da ogni conflittualità, potevano riemergere ed accostarsi armonicamente. Tutto doveva procedere sotto la vigilanza attenta e sotto il controllo del parroco, Don Giuseppe Fisanotti ( al quale va la nostra riconoscenza). Ammetto che qualche anno, presi dall’euforia ci si lasciò prendere la mano splafonando e debordando. L’occhio vigile del parroco ci fece però rientrare. Ci dispiacque molto, la sua difficoltà ad essere presente nel giorno conclusivo che era il giorno di commiato dei nostri due sacerdoti; comprendiamo il suo impegno, come ci annunziò, a partecipare alla festa patronale del suo paese (dove una sua nipote era priora). Se fosse stato presente avrebbe constatato come i due momenti (messa, processione, pomeriggio - sere di ricreazione) aggregavano un vasto consenso popolare. A questo punto l’interrogativo è: la comunità parrocchiale può fare feste solo di impostazione religiosa oppure può allargare l’obiettivo? Guardando attorno si vedono tante feste patronali con tanto di nome di santi ma che di religioso non hanno proprio nulla; in alcuni casi il comitato promotore non ha nemmeno sede in parrocchia. Non è il caso nostro. Il nostro comitato è formato da una cinquantina di persone, moltissime impegnate nella vita della parrocchia (cantoria, gruppo famiglie, animazione oratoriana, qualche catechista ...). Nello stilare la lista dei vari appuntamenti, fin dai primi tempi, ci siamo preoccupati di bilanciare la ricreazione guardando alle diverse componenti socio-culturali ed alle varie fasce d’età della nostra comunità. Così sono comparse le serate dedicate ai più piccoli, agli adolescenti, agli adulti, agli appassionati di teatro, ai cultori del buon canto (quest’anno due cori “alpini”), ai balletti, ai patiti delle bocce, agli amanti del folk. Personalmente affermo che una comunità ha necessità di aggregarsi anche visibilmente e non solo con i praticanti ma anche con i lontani o i non credenti. Altrimenti da dove nasce e dove va a parare il famoso dialogo del Concilio? D’accordo tutti hanno diritto a dire la propria, ma certe critiche gratuite anche all’interno della parrocchia dovrebbero ridimensionarsi. Perché la Diocesi non promuove un pubblico dibattito sul problema? Ci risponderà? Le saremo certamente grati. Cordialmente Francesco Scrudato Venaria, 5 settembre 1993 - 47 - memorie scrudato.p65 47 05/12/2007, 13.50 Spett.le “La Bacheca” c/o Circolo ANSPI VENARIA REALE OGGETTO: Risposta a lettera aperta del 05/10/1993. Mi permetto di controbattere alla lettera aperta che l’amico Francesco, a nome del Comitato, ha pubblicato in risposta alle sacrosante invettive che Mons. Peradotto ha espresso contro il Comitato in occasione delle manifestazioni in onore di “Maria SS. Bambina”. Io sono pienamente d’accordo con Mons. Peradotto, in quanto ritengo che la festa in onore di Maria Bambina abbia proprio poco di religioso e si stia incanalando sempre più verso una manifestazione folkloristica. Mi sembra, infatti, che la grande cena dell’amicizia, lo spettacolare “Palio dei Borghi” con relativi asini, la spaghettata finale con contorno di wurstel e salsicciotti, nonché il costosissimo quanto inutile exploit composto di pirotecnici fuochi d’artificio ricoprano gran più importanza delle manifestazioni religiose quali la S. Messa e la processione serale. Quindi non mi stupiscono più di tanto le parole di Monsignore, anzi le approvo appieno e incontrano la mia piena solidarietà. La S. Messa, infatti, dovrebbe rappresentare il punto focale e principale di una comunità parrocchiale non solo in quella domenica particolare, ma in tutte le domeniche dell’anno. E non mi stupisce il fatto che c’era una marea di gente in quell’occasione specifica, sarei invece contento di poter incontrare lo stesso numero di persone anche nelle restanti S. Messe domenicali durante l’anno. Sarebbe poi auspicabile dare un tono di solennità alle S. Messe più importanti con una cantoria ben diretta artisticamente; fino a qualche anno fa la Parrocchia disponeva di un gruppetto di persone (non molto numerose, in verità, ma certamente più - 48 - memorie scrudato.p65 48 05/12/2007, 13.50 efficaci dell’attuale cantoria) diretto da un maestro serio e competente (con relativo organista), che nelle festività più importanti contribuiva a solennizzare il Sacro Rito. Ma questa è stata l’ultima distruzione, in ordine di tempo, del nostro amatissimo ex-parroco e dei suoi fedeli consiglieri. Per quanto riguarda la processione, quest’anno si è notato quale valore religioso abbia: il suo tragitto, infatti, è stato ridotto a poco più del giro della piazza (quasi come la corsa degli asini), forse perché si temeva di arrivare in ritardo alla spaghettata finale ed al conseguente pirotecnico finale con grandiosi fuochi artificiali. Tengo a precisare che questo non è uno spunto polemico né verso il Comitato, né verso persona alcuna; è solo uno sfogo di un ex-oratoriano che quando l’Oratorio era ancora Oratorio (era intitolato a “S. Domenico Savio”) e non circolo A.N.S.P.I. (mi sa tanto di Società per Azioni), lo si poteva frequentare liberamente e usufruirne di tutte le sue strutture senza dover pagare Tessere di alcun genere o pedaggio alcuno. Non c’era allora nessun statuto da osservare ed erano bene accetti anche i non credenti che si amalgamavano perfettamente con i Sacerdoti e i laici coadiutori. E ben venga un pubblico dibattito sul problema non solo diocesano, ma anche parrocchiale. Un ex-oratoriano “S. Domenico Savio” Venaria, 20 ottobre 1993 - 49 - memorie scrudato.p65 49 05/12/2007, 13.50 LE SUORE “Come non ricordare”…che il periodo della Festa di Maria Bambina fu spesso quello dei saluti. Suore che andavano e che venivano, la loro partenza creò sempre un forte rammarico, anche se qualche volta venne attutito dai nuovi arrivi. Il dispiacere più grande fu quando le salutammo definitivamente perché chiudevano per sempre la casa durante la Festa, sono sicuro che sono nei cuori di tutti i parrocchiani e di molti Venariesi: suor Emma, suor Gaudenzina, suor Anna, suor Arcangela, suor Renata, suor Riccarda, suor Fabrizia, suor Salvatrice, suor Annalina, suor Ines, suor Oliva e tante altre ancora; quella che rimase per poco, ma lasciò in molti di noi un segno tangibile di affetto e amicizia creando in poco tempo il coro La partecipazione delle Suore degli adulti (che in quel periodo al venticinquennale mancava e ancora esiste) e che il buon Dio chiamò a s’è troppo presto, fu suor Maria Angelica. Grande festa di tutta la comunità parrocchiale nella giornata dei ricordi, con l’arrivo delle suore che hanno voluto onorarci della loro presenza nel Venticinquennale: suor Annalina, suor Oliva, suor Ines, suor Assuntina, suor Annamaria (Gaudenzina) e suor Emma che nel salutare la comunità parrocchiale dopo la S. Messa in ricordo dei defunti del comitato, ha ricordato alcuni episodi degli inizi dei Festeggiamenti di Maria Bambina, segno questo che dopo tanti anni il loro pensiero è sempre rivolto anche alla nostra Comunità. “Come non ricordare”…il saluto ai nostri amati sacerdoti nel 1993 a don Pasquale Sarli e don Giuseppe Fisanotti: scrivere di loro in così poche righe mi è estremamente difficile, avrei sicuramente tanto da dire di tutti e 2, ma permettetemi di tenere qualcosa in un angolo del mio cuore, non per egoismo ma per un senso di protezione, come il saluto a don Sergio Fredigo anche questo durante i festeggiamenti. - 50 - memorie scrudato.p65 50 05/12/2007, 13.50 - 51 - memorie scrudato.p65 51 05/12/2007, 13.50 Don Giuseppe Fisanotti Voglio ricordare don Giuseppe come il Prete che aprì la porta a tutti, colui che con la sua apparente diffidenza seppe accogliere le persone con culture molto differenti tra loro, facendole convivere anche con le loro diversità. Un grazie di cuore per aver creduto per primo alla realizzazione della Festa di Maria Bambina e, con questo, aver contribuito alla riscoperta del valore delle vecchie tradizioni piemontesi e dei paesi di origine di molti di noi … ... ancora grazie Don Beppe. S. Messa per i 25 anni di parrocchia di don Giuseppe Don Giuseppe alla castagnata - 52 - memorie scrudato.p65 52 05/12/2007, 13.50 - 53 - memorie scrudato.p65 53 05/12/2007, 13.50 Don Pasquale Sarli Lo ricordiamo tutti per la sua giovialità, la semplicità, la poesia, il servizio agli ammalati, il suo modo di stare in mezzo alla gente, l’umile servizio alla comunità e in particolare a don Giuseppe Fisanotti. Personalmente voglio ricordarlo come il sacerdote che riuscì ad avvicinare in mezzo alla strada tante persone che forse mai si sarebbero sognate di entrare in Chiesa: scambiando qualche battuta scherzosa riuscì a trasmettere, con la sua semplicità e bontà d’animo, tutto il suo buon umore, e vedere la vita meno nera di come purtroppo la si vedeva. Per moltissimi immigrati don Pasquale fu il primo approccio con la comunità parrocchiale, ancor prima di andare in Chiesa. Vedendoti per strada, in piazza o al bar, capiva subito che eri appena arrivato dal paese d’origine; salutando sempre per primo, improvvisando qualche battuta scherzosa magari in un dialetto tirando ad indovinare, cercava subito di metterti a tuo agio con quel calore umano che lui sapeva dare. Da lì a pochi giorni avveniva il secondo incontro, ancora più caloroso del primo, in ottimo napoletano ti diceva “Guagliù, a Messa nun ti vedo mai”, l’interlocutore abbozzava qualche timida scusa, lui di rimando gli metteva in tasca una delle sue tante medagliette o Crocifissi che teneva sempre a portata di mano, credo siano pochi i parrocchiani che non abbiano ricevuto una delle sue medagliette. Se al paese di origine frequentavi poco la Chiesa o addirittura niente, proprio quella medaglietta ricevuta da quel simpatico prete non potevi rifiutarla, te la ritrovavi in tasca a ricordarti chi te Don Pasquale e i chierichetti l’aveva data, questo portava ad in gita a Malciaussia avvicinarti prima al cortile dell’oratorio a scambiare qualche battuta con quel simpatico prete e poi veniva tutto il resto: anche così si è infoltito il gruppo uomini, da cui è poi nato il comitato di Maria Bambina. Credo che moltissimi immigrati non solo del sud, grazie alla sua giovialità, al suo modo scherzoso, all’umiltà e al ricordo caloroso del meridione che portava con sé e trasmetteva agli altri, fecero il primo passo per avvicinarsi alla parrocchia. Don Pasquale fu il “Prete di Tutti e per Tutti”. Voglio ancora ricordarlo con il suo cordiale saluto. “Guagliù, vogliamoci bene”. - 54 - memorie scrudato.p65 54 05/12/2007, 13.50 - 55 - memorie scrudato.p65 55 05/12/2007, 13.50 Don Sergio Fedrigo Come ricordare un … amico… più della metà di questi 25 anni di Festa Patronale li passammo con don Sergio, tantissimi sono stati i momenti di condivisione e di grande gioia. Voglio ricordarlo per la sua grande giovialità, per tutti volle il meglio, specialmente nell’esecuzione dei lavori in parrocchia. Nelle difficoltà non si scoraggiò mai, i problemi li affrontò col il sorriso che lo ha sempre contraddistinto e con la frase “la Provvidenza ci aiuterà!”. A nome del comitato di Maria Bambina voglio ringraziarlo perchè “Lui ci ha sempre spronato a fare meglio” rimanendo vigile affinché tutto nei festeggiamenti si svolgesse nel modo migliore; regalò (vista la sua particolare devozione a MARIA) il trasferimento della statua di Maria Bambina da una cappella laterale a quella centrale della Chiesa. L’anno scorso al termine della Processione, lui volle sottolineare che nel 2012 ricorrerà il 350o anniversario della nascita della Città, quando il Duca Carlo Emanuele II designò la Vergine quale protettrice della nuova città, come si legge nell’iscrizione che campeggia sulla facciata della nostra Chiesa: NASCENTIS VIRGINIS PROPITIO NUMINE HOROSCOPANTE NOVI OPPIDI NATALES CAROLUS EM II INAUGURATIVIT MDCLXII (Nel 1662 Carlo Emanuele II° inaugurò i Natali della Città Ponendola sotto i Felici Auspici della Natività della Vergine) “Questo suo discorso mi ha riportato in mente una (forse non solo mia) vecchia speranza: potremmo un giorno dare una continuità alla volontà del Duca, proponendo la Festa di Maria Bambina come Festa Patronale della città?” - 56 - memorie scrudato.p65 56 05/12/2007, 13.50 Il suo arrivo a Venaria con il Sindaco Lino Alessi Ventennale della festa con il Sindaco Giuseppe Catania La partenza nel 2006 con il Sindaco Nicola Pollari memorie scrudato.p65 57 05/12/2007, 13.50 TREDICI ANNI, TUTTI BELLI In occasione del 25° della Festa Patronale di Maria Bambina vorrei fare giungere ai parrocchiani di Santa Maria la mia gioiosa partecipazione. 25 anni, sono una generazione! Di essi ho potuto condividerne 13, tutti belli. Quanti ricordi... Come in un film, mille e mille volti e momenti passano nella mente e nel cuore. Il fervore dei preparativi da parte degli amici del Comitato della Festa esterna di Maria Bambina - tutti per uno e uno per tutti - per offrire in onore della Vergine Maria e per la gioia di fedeli e turisti una festa popolare entrata ormai nella tradizione di Venaria Reale. E ogni anno, per tempo, prima dell’estate, la “macchina organizzativa” di tanti volontari si muove e studia fino ai minimi particolari ogni cosa, dal Palio dei Borghi, al banco di beneficenza, fino alle cose apparentemente più insignificanti... Il concomitante lavoro di coloro che, accanto ai volontari del Comitato, si adoperano a contattare i diversi gruppi e realtà parrocchiali: una presentazione “visiva” che sappia di accoglienza, di benvenuto... contribuisce a far conoscere il volto della Comunità parrocchiale e offre occasioni di rapporti personali con nuovi venuti, perché percepiscano che c’è posto anche per loro. Le giovani generazioni (dai bambini, ai giovani, ai giovani di una volta) che portano una ventata di freschezza e vivacità... Ad essi gli amici del Comitato guardano con speranza, nel desiderio che essi sappiano prendere il testimone e portare avanti in futuro questo entusiasmo , magari con espressioni e proposte rinnovate. Il triduo religioso in chiesa, la S. Messa e la processione per disporre gli animi a vivere nel cuore la festa patronale, perché della festa il cuore è la festeggiata, Maria Bambina. Festa di Maria Bambina: fede e folk, comunità che si ritrova per guardare a Maria, onde essere più autentici discepoli del Figlio suo, e passaggio di tanti che godono per qualche tempo della gioia di condividere momenti di serenità. Ed è proprio per questi tanti che è fatta la festa. Perché la festa patronale di Maria Bambina è questo. Anche la Chiesa è questo: in essa c’è posto per tutti, perché per tutti, nessuno escluso, è morto e risorto Gesù. Con l’augurio di dilatare il cuore sulla misura di quelli di Gesù e di Maria, un abbraccio a ciascuno. 4 dicembre 2007 Don Sergio Fedrigo - 58 - memorie scrudato.p65 58 05/12/2007, 13.50 IN ATTESA DEL NUOVO PARROCO Caro parrocchiano di Santa Maria, Permettimi queste poche parole mentre sei in attesa del nuovo Parroco: sono immediate e, senza pretese. Ogni cambiamento provoca sempre sconcerto, interrogativi, curiosità, raffronti e desideri. Qui ti propongo una scaletta di atteggiamenti, che non devi coltivare perché non ecclesiali. Quegli altri in positivo, oltre l’ultimo di questa pagina, inventali tu. Che cosa, dunque, non devi aspettarti dal nuovo Pastore? NON ASPETTARTI che Egli venga subito ad invitarti: potrebbe essere un tipo timido. Fatti avanti Tu e proponiti personalmente. Non è invadenza, è disponibilità ad assumerti impegni; il tuo battesimo ti obbliga alla Responsabilità. NON ASPETTARTI che Ti valorizzi apertamente: potrebbe essere un tipo poco espansivo. Credi tu nelle tue peculiarità, nei tuoi carismi, si dice. Metti quello che hai generosamente a servizio. NON ASPETTARE che subito si scappelli innalzandoti una statua elogiativa. Potrebbe essere un tipo poco incline all’incenso. Tu fai quanto puoi e devi; fallo nel miglior modo, perché è giusto così. La lapide attendila di Qualcun altro. NON ASPETTARE che salvi il mondo, la Venaria e la Parrocchia, potrebbe essere un tipo …. Umano e poco disposto a fare gli straordinari; la prossima volta, sai, anche i preti possono fare i miracoli, ma le cose impossibili proprio no! E poi è il Padreterno che salva il mondo, se quest’ultimo è d’accordo. UNA COSA INVECE LA DEVI ASPETTARE: la razza pretonzolare è (sembra) in via di rarefazione. Non è ancora estinta ma la catena distributiva ha degli intoppi. E non si trova su tutti gli scaffali. Coi quali scaffali ti auguro di essere un buon parrocchiano! Don Beppe Donato - 59 - memorie scrudato.p65 59 05/12/2007, 13.50 Don Mauro Petrarulo L’anno scorso durante i festeggiamenti (per non smentirci) ci si preparava all’accoglienza del nuovo parroco. Dall’opuscolo della Festa augurammo a don Mauro un buon lavoro nella comunità che lo aspettava con trepidazione; al suo arrivo ci colpì molto la sua emozione, mentre attraversava la piazza con passo spedito e apparentemente disinvolto, ma anche la sua timidezza e commozione mostrate entrando in Chiesa con la folla di parrocchiani che era in attesa. Caro don Mauro quella di quest’anno è la tua prima Festa di Maria Bambina tutto il comitato ce la mette tutta per fare bene, noi speriamo di continuare sotto la tua guida a fare sempre meglio. Don Mauro al Suo arrivo in Venaria - 60 - memorie scrudato.p65 60 05/12/2007, 13.50 Grazie a tutti i sacerdoti di questi anni Don Beppe Donato Don Ugo Di Donato Don Bruno Ferrero Don Marco Fracon Padre Renzo Marcolongo Don Piero Giacobo Don Ezio Magagnato Don Lino Lupo Don Giovanni Ferretti Don Domenico Caglio Valentino Bonadio diacono Voglio ricordarlo come una persona sempre pronta all’ascolto, la cui disponibilità era proverbiale, aveva un sorriso e una parola di conforto per tutti. Ricordo negli ultimi tempi anche quando non c’erano funzioni potevi trovarlo quasi sempre in Chiesa nei primi banchi, pronto ad ascoltare, incoraggiare e dare consigli per non disperare se il problema era grande; con tutti trovava le parole giuste per non farti sentire solo, Grazie Valentino. Giuseppe Chiambretto Fu uno dei componenti del comitato della prima edizione della Festa di Maria Bambina, con lui buttammo le basi per la nascita dell’ANSPI e per la rinascita dell’oratorio, fu sicuramente un ottimo oratoriano. Sono consapevole che pochi furono gli argomenti che ci videro d’accordo, ma il confronto schietto che ci fu tra noi mi portò ad apprezzarlo moltissimo, anche nei momenti in cui esponeva il suo pensiero in tono apparentemente burbero; memorabili le grandi discussioni sull’attuale salone polivalente “Salone o campi di bocce?”. Chiambretto, che non è più tra noi, mi fu così vicino che la nostra diversità di vedute aiutò molto la mia crescita all’interno della Comunità, in questo venticinquennale voglio dirgli un caloroso “Grazie Signor Chiambretto”. - 61 - memorie scrudato.p65 61 05/12/2007, 13.50 LA FESTA PATRONALE DI VENARIA UN ANNO FA Un tempo l’antica gente di Venaria, quella dei cascinali, delle botteghe artigiane e dei mestieri, quella appunto della povera gente, guardava da lontano l’emiciclo della palazzina reale oltre il quale venivano su, sparpagliandosi nel sole, i suoni di orchestre barocche e di clavicembali mescolati al rumore di zoccoli e nitriti di cavalli, schiamazzi di corte e corni da caccia. Sbirciava, forse con quel distacco di cultura paesana intrisa di fatalismo, ripiegamento, i sollazzi che non gli appartenevano. La gente antica, la festa, quella grossa a furor di popolo, la faceva una volta l’anno, “semel in anno” come dicevano gli eruditi; ed era festa gonfia d’attesa, turgida, passionalmente espressa. Per un giorno, a volte con un preambolo antivigilia, la gente guardava allo spazio architettonico disegnato dalla matita di Castellamonte, Alfieri, Juvarra, là dove la piazza si allarga armonicamente come proscenio della Chiesa e dell’ospedale e dove le due colonne con angeli saettano nei fuochi dell’ellisse. Guardava aggregandosi, riempiendo di segni e di sogni e cantando la sua festa di settembre. Era il giorno celebrativo della Patrona religiosa della contrada parrocchiale, e la natività della Madonna. La Chiesa dedicata a Maria annunziata coralmente la gioia della nascita di questa Donna, umile ed eccelsa creatura, Madre del Redentore, avvocata di consolazione, speranza e garanzia di Paradiso per il cristianesimo devoto. E la gioia cristiana sospinta dalla celebrazione religiosa travasava sulla piazza, rifluendo in ondate concentriche sulle aggregazioni sociali. Il primato della fede riscaldava anche la compagnia degli uomini. Poi vennero altri tempi; vengono sempre. Venaria non è più il borgo sabaudo tutto caserme e guarnigioni, non è più la periferia piemontese della piccola Versailles. E’ per sempre “Reale”, ma solo per genesi e per nostalgia storica. Per migliaia di cittadini è un dormitorio, una sedimentazione ancora troppo giovane, senza vene di appartenenza territoriale, a metà strada fra residenzialità anagrafica e domicilio d’uso. E’ variegato il popolo venariese, con prevalenza di meridionalità, soprattutto nel centro storico. Le radici di moltissimi cittadini spingono linfa di immigrazione e la Sicilia in particolare gorgoglia qui sangue insolito e reminiscenze di profondo sud. Benvenuta dunque la promozione di questa festività che concilia la consuetudine secolare piemontese ed il trapianto in terra locale di analoga tradizione di un popolo d’immigrazione. - 62 - memorie scrudato.p65 62 05/12/2007, 13.50 Due culture diverse che tendono all’aggregazione e che, magari con qualche sforzo, vanno verso l’integrazione. Così fu subito folklore, con suoni e colori, tornei e stand gastronomici, lotterie e banco di beneficenza, cori in libertà e majorettes for ever, effimero e processione. Anche l’elicottero per una passeggiata sui tetti e sulle robinie centenarie della Mandria; poi gli spadonari di San Giorio e gli sbandieratori di Pianezza nella domenica del Palio dei Borghi. Qui, culmine e trionfo di piazza, la fece da protagonista l’umile, bassotto e dimesso ciuccio, un giorno catalizzatore di attenzioni e tifoserie al pari del più sanguigno e competitivo collega cavallo di altre contrade. Impettito nelle nuove coccarde e orgoglioso per i nuovi costumi dei fantini-podisti (dodici in tutto, biblicamente rionali) eppure testardo e riottoso a seguir la guida. Un po’ in sordina clarinetti e trombe, a beneficio di sempre invadenti tastiere elettroniche a 500 Watt. Una settimana e più di ricreazione e di gaudiosità strapaesana e – stagioni magre queste per i chierichetti – due serate di gaudiosità cristiana. Oh tempora, oh mores !: diceva lo zio che era reduce dall’Abissinia. Il resto è cronaca spicciola: tortellini e fast food (dov’è il torrone d’Alba di un tempo ...) spaghetti e ragù, grigliate e melanzane (qui è difficile riciclarsi), orchestrine e gruppi in costume, giochi senza frontiere, biglietti della lotteria e coriandoli di magnesio nella pirotecnica fantasia della premiata Ditta di Chieri. E poi gente, gente: quelli del Centro Storico, quelli di periferia, quelli in transito su via Mensa richiamati dai decibell e dal profumo delle patatine fritte. E nemmeno Giove Pluvio la spuntò! Viva la gente! Don Beppe Donato Dalla Bacheca del Settembre 1993 - 63 - memorie scrudato.p65 63 05/12/2007, 13.50 E SONO CAPITATO ANCHE A VENARIA! Dico “anche” perché mi è capitato di dover fare il “Parroco provvisorio” in altre parrocchie prima di questa. E non mancarono disagi e difficoltà di adattamento, ma ebbi anche la fortuna di fare interessanti esperienze; ogni parrocchia ha come una sua “personalità” costruita da persone, usanze, sensibilità diverse. Praticamente è la vita che si fa storia. Qui, a Venaria, dopo alcuni mesi di permanenza, posso dire che l’esperienza vissuta ha un suo carattere speciale. Per spiegarmi, un ricordo indietro nel tempo: tra i vari pellegrinaggi al santuario di Lourdes, mi capitò di partecipare ad uno composto da lavoratori provenienti da varie regioni d’Italia. Passando a salutarli, sul treno, il discorso era pressoché sempre identico: “... io vengo da ... “e” ... Io invece da ...”. Tutti si presentavano, quasi con vanto, come figli di una determinata terra geografica, ma senza toni di superiorità nei confronti degli altri. Che importava in quel momento l’origine? Ora prevaleva il fatto di essere tutti ugualmente uniti nella stessa “comunità viaggiante” e tutti insieme verso la stessa destinazione. Ora si viveva assieme la stessa interessante esperienza. Per venire a noi: anche qui a Venaria mi son sentito dire più volte, come sul treno:”...io vengo da ...” “... io invece da ...” E ancora: “... io invece sono proprio di qui...”. Questo “invece” può indicare sentimenti più che nobili di attaccamento alla propria terra di origine, come potrebbe anche tradire una antipatica pretesa di superiorità di una regione sull’altra: come se bastasse un assieme di gruppi umani giustapposti ma non comunicanti. Certo: usanze, costumi, linguaggi diversi all’origine sono parte della nostra vita. Ma ciò non deve essere di ostacolo ad un successivo tipo di convivenza, quello di oggi tanto più interessante quanto più sarà di tipo fraterno e vissuto nella collaborazione tra tutti. Perché oggi si è una sola “comunità viaggiante”. Oggi ci si deve aiutare; oggi si ha bisogno l’uno dell’altro. Se poi, in quanto cristiani, ci sentiamo destinatari tutti ugualmente della stessa Parola di Dio, dello stesso Pane di vita eterna, della stessa destinazione, allora come la mettiamo se non sapremo accoglierci a vicenda tra noi? Questo vi auguro salutandovi e dicendovi grazie: che possiate trovare nel nuovo Parroco il macchinista, che vi faccia vivere una gran bella e ricca esperienza. Ma questa, più che dal macchinista dipenderà dai viaggiatori: se sapranno cioè, sul treno, sedere fraternamente uno accanto all’altro. Don Piero Giacobbo Dalla Bacheca Novembre 1993 - 64 - memorie scrudato.p65 64 05/12/2007, 13.50 Chi ci ha lasciato ed è tornato nella casa del Signore: Don Giuseppe Fisanotti Don Pasquale Sarli Suor Maria Angelica Giuseppe Chiambretto Gianni Betta Diacono Valentino Bonadio Clara Favaro ved. Martini Aldo Mazzilli Decimo Fogliato Valfrediano Ruggeri In questo anniversario a loro va il nostro caro ricordo e un grazie di cuore per la loro grande collaborazione e Amicizia. - 65 - memorie scrudato.p65 65 05/12/2007, 13.50 GIOIE E POSITIVITA’ Il comitato ha sempre affrontato tante difficoltà, ma vedere che ogni anno tutta l’organizzazione migliorava era un ottimo incoraggiamento ad andare avanti. L’arrivo della Statua, l’emozione della prima Processione, notare che le manifestazioni che venivano programmate avevano sempre il giusto apprezzamento da parte di tutti, vedere che ogni anno c’era sempre gente nuova che partecipava all’organizzazione della Festa, sono stati sicuramente motivi di grosse soddisfazioni. Un caro ricordo è ancora quello dell’edizione del 1989 con l’apertura dei festeggiamenti da parte del Cardinale Giovanni Saldarini e nel 1997 con il Vescovo ausiliare Monsignor Pier Giorgio Micchiardi. Il Cardinale Giovanni Saldarini durante la Visita Pastorale Il Vescovo ausiliare mons. Pier Giorgio Micchiardi al Banco di Beneficenza - 66 - memorie scrudato.p65 66 05/12/2007, 13.50 Il Santo Patrono di Venaria Non posso non citare il santo patrono della nostra Città, soprattutto in seguito ad alcuni articoli pubblicati anche dal periodico “Rintocchi” (redatto da tutte le parrocchie di Venaria); nel numero uscito nel mese di aprile 2007, l’articolista, un certo signor Paolo B. scrive della diatriba sul santo patrono San Eusebio: è il prete di Roma festeggiato il 14 agosto? o Santo Eusebio Vescovo di Vercelli onorato il 1° agosto di ogni anno? Mi fa riflettere il fatto che sia stato preso in causa un Santo come scusa per muovere un nuovo velato attacco alla Festa Patronale di “Maria Bambina”; duole leggere dalle colonne di un giornale interparrocchiale (che a scanso di equivoci viene finanziato da tutte le comunità Parrocchiali della nostra Città) l’ennesimo coinvolgimento del comitato di Maria Bambina a fatti ad esso estranei. Quell’articolo è pieno di inesattezze e vuole stravolgere la storia della nostra città; se l’intento non era solo quello di screditare la festa di Maria Bambina, ma di far luce su un fatto storico, posso contribuire esponendo i risultati di alcune ricerche e osservazioni: un nostro concittadino avendo svolto ricerche proprie, sostiene da qualche anno che il Santo Patrono di Venaria sia Santo Eusebio vescovo di Vercelli; anche il nostro fu parroco don Giuseppe Fisanotti in un articolo del 1999 espresse il dubbio di chi fosse realmente il nostro santo patrono, senza propendere per un’ ipotesi o per l’altra; nel 2004 don Sergio Fedrigo parroco in quegli anni della nostra parrocchia, commissionò una ricerca a un nostro esimio parrocchiano negli archivi della parrocchia, per porre fine a questa diatriba che qualcuno continuava ad alimentare, risultò che già dal 1712 un manoscritto recitava “…per tradizione antichissima si sa essere stato eletto et nominato per Avvocato tutelare, Padrone e protettore del presente luogo il glorioso S. Eusebio di cui la festa cade lì 14 Agosto, quale festa essersi sempre … solennizzare in detto giorno …” cioè Santo Eusebio Prete di Roma, in ulteriori documenti consultati si continua a far riferimento sempre a quella data e allo stesso Santo; ennesima prova è il quadro che lo raffigura in uno degli altari laterali della nostra chiesa e in abiti talari da prete e non da vescovo. Ho scritto queste osservazioni alla redazione di Rintocchi, e per conoscenza ai parroci e al sindaco, esprimendo le mie perplessità su quell’articolo; nel numero di Rintocchi del mese di ottobre 2007 non solo non sono state pubblicate queste contestazioni supportate da documenti, ma il signor Paolo B. ha scritto un nuovo articolo citando tra le righe la mia lettera ma non la fonte, proponendo una prossima costituenda commissione per far luce su questa disputa. Mi chiedo il perché la redazione di Rintocchi non abbia voluto pubblicare quello scritto, forse per non far sapere ai lettori che quello che scrive il signor Paolo B. non è supportato da fatti concreti? O forse perché sono in pochi gli eletti che possono scrivere su quel giornale? - 67 - memorie scrudato.p65 67 05/12/2007, 13.50 Ritornando ai 2 Santi Eusebio in questione, pur convinto che i due in Paradiso ridano di questa diatriba, se qualcuno ritenesse per validi motivi che il Santo patrono di Venaria debba essere il Vescovo di Vercelli, se ne discuta senza fare confusione ne stravolgere la storia della nostra Città, nessuno di noi sicuramente parteggia per l’uno o per l’altro. All’eventuale costituenda commissione voglio porre un nuovo quesito e dare un’ulteriore spunto di discussione, così come a tutti i lettori e ai cittadini di Venaria: “Il Duca Carlo Emanuele II° nel 1662 posando la prima pietra della nascente nuova città di Venaria Reale, la mise sotto la protezione della Vergine Maria… come mai il nostro santo patrono è San Eusebio prete di Roma?” Il quadro raffigurante S. Eusebio Patrono di Venaria - 68 - memorie scrudato.p65 68 05/12/2007, 13.50 L’A.N.S.P.I. Qualcuno potrà chiedersi cosa c’entri l’ANSPI con la Festa di Maria Bambina. La sua costituzione è del 6 maggio del 1986, un periodo in cui molti oratori erano chiusi. Il nostro oratorio maschile non sfuggì a questa regola. Da qualche anno veniva frequentato solo il sabato sera dal gruppo uomini, il bar chiuso, la parte funzionante era quella femminile con l’opera delle suore. Ci fu la necessità e la possibilità di utilizzare nuovi locali e di riaprire il bar. I tempi cambiano e alcune volte anche le leggi, per intraprendere alcune attività bisogna seguire delle regole ben precise e questa possibilità la dava l’adesione a qualche organo di associazionismo Nazionale. Dopo diverse consultazioni con don Giuseppe, don Pasquale, suor Emma, il sottoscritto e un buon numero di ragazzi e ragazze decidemmo di costituire il Circolo Aurora S. Maria affiliato all’ANSPI, che non è la sigla di una qualsiasi associazione (come qualcuno voleva far credere), ma vuol dire Associazione Nazionale San Paolo Italia che in quel periodo raggruppava e ancora riunisce gran parte degli oratori d’Italia, specialmente al nord. Dal Circolo partì l’iniziativa per la riapertura dell’oratorio maschile con tante nuove attività sportive, ricreative e la stessa apertura del bar autogestito per anni dai ragazzi e ragazze insieme agli adulti, a costo di grossi sacrifici e a volte molte rinunce. Dopo una breve parentesi della gestione del bar data a una famiglia, si passò a un gruppo di donne guidate magistralmente da Flora. Attualmente l’oratorio per far fronte alle attività aderisce al NOI, anche questa una associazione che raduna gli oratori dell’Italia. L’apertura del Circolo ANSPI e adesso NOI ha permesso al comitato di poter contare su persone nuove, per permettere il ricambio fisiologico necessario ad andare avanti nei lavori e nella programmazione della Festa. Gruppo donne, servizio bar 1989, squadra S. Maria finalista nazionale al Torneo “ANSPI Scarabocchio” - 69 - memorie scrudato.p65 69 05/12/2007, 13.50 La Collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Venaria Un caro ringraziamento alle amministrazioni che si sono succedute nei 25 anni, è vero che per tanti anni non ci fu il patrocinio della città, ma la disponibilità dimostrata dai sindaci e assessori è stata lodevole. Un grazie ai Sindaci Mario Stricagnolo e Lino Alessi, a Giuseppe Catania per aver iniziato con lui e continuato con Nicola Pollari il patrocinio da parte della città di tutta la Festa. Grazie agli assessori Giselda Agazzani, Armando Bonaventura e Rosa Perrone Fodaro per la loro disponibilità. Un grazie ai Presidenti dell’Azienda Speciale Multiservizi Michele Celeste e Leonello Mosole, negli ultimi anni c’è stata un’ottima collaborazione. Infine alla Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso e al Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta, che dalla passata edizione hanno concesso il Patrocinio di Regione e Provincia a tutte le nostre manifestazioni, questo è stato un grosso riconoscimento agli sforzi fatti in tutti questi anni da parte del comitato. L’Amministrazione comunale alla premiazione del Palio 2005 - 70 - memorie scrudato.p65 70 05/12/2007, 13.50 LE COLLABORAZIONI Tanti furono quelli che collaborarono con noi e ancora lo fanno, elencarli tutti è difficile, ma mi permettano ditte, commercianti, ambulanti e sponsor vari ai quali và il ringraziamento del comitato, di poter citare: MICHELE CARNINO che per tanti anni ci fornì la paglia in prestito per la realizzazione del Palio, e da diversi anni ci sta concedendo un locale a titolo gratuito per conservare la paglia che ogni anno utilizziamo. CELESTINO BERGER che ogni anno ci concede in uso il terreno (anche effettuandone la pulizia) per lo svolgimento dei giochi pirotecnici. GIUSEPPE RAGGI con l’Associazione “Nella Terra dei Cavalli” per la sua preziosa collaborazione. PATRIZIA MAZZILLI per la sua grande disponibilità. STEFANIA COLLETTO e MIRCO REPETTO per la loro disponibilità. JAQUELINE DOLO con il Gruppo Storico “LA CORTE” per la collaborazione. RENATA CARENA e BERTO MONTERSINO che per tanti anni misero a disposizione i propri locali per preparare le varie strutture necessarie ai festeggiamenti. LUCA CARNINO e ERNESTINO BALMA che per anni hanno misero a disposizione le proprie macchine per il trasporto della paglia. CLAY BELTRAME e l’Ufficio URP del comune di Venaria per la grande collaborazione. GIUSEPPE CARPANEDO per la sua disponibilità. ROBERTO DEMARIA e GIANNI SEGATO per l’impeccabile consulenza grafica. A tutti un sentito Grazie per il passato e perché no per il futuro. Clay Beltrame Patrizia Mazzilli - 71 - memorie scrudato.p65 71 05/12/2007, 13.50 STATUTO dell’associazione denominata “COMITATO FESTEGGIAMENTI MARIA BAMBINA” Art. 1 E’ costituita con sede in Venaria Reale (TO) Piazza Annunziata 10 Parrocchia Natività di Maria Vergine, un’associazione denominata: “COMITATO FESTEGGIAMENTI MARIA BAMBINA”. L’associazione è apartitica e non ha scopo di lucro. Art. 2 Il Comitato Festeggiamenti di Maria Bambina è un’associazione (art. 36, 37, e 38 del Codice Civile) che sorge per volontà dei cittadini, i quali condividono una visione cristiana della vita, integrano in comune la propria personalità, promuovono tutte quelle attività religiose, formative, culturali, sociali, assistenziali, sportive e ricreative, che ritengono utili alla costruzione di una società civile fondata sul pluralismo. Art. 3 Gli scopi che si prefigge sono: In primis l’organizzazione dei “Festeggiamenti Patronali di Maria Bambina” nella Parrocchia Natività di Maria Vergine in Venaria Reale. L’organizzazione di manifestazioni folkloristiche, sportive, sagre, mostre e spettacoli; diffondere la conoscenza dei beni storici, architettonici ed ambientali della Città di Venaria Reale; perseguire scopi di finalità sociale e di solidarietà verso situazioni di disagio. Per la migliore realizzazione degli scopi sociali il Comitato può stabilire contanti ed intrattenere rapporti di collaborazione con altri organismi affini, anche di altri Comuni, nonché con i vari Enti pubblici che riterrà opportuno. Essendo una realtà civile, il Comitato si renderà presente e partecipe alle iniziative e manifestazioni locali purché non siano contrarie ai valori cristiani. Art. 4 I proventi con i quali il Comitato provvede alle sue attività sono: - I versamenti volontari che i componenti il Comitato annualmente fanno. - I contributi di enti e di privati. - Gli eventuali lasciti. - Tutti i contributi che verrano raccolti ogni anno pro festeggiamenti. Il patrimonio è costituito: dagli eventuali beni mobili e immobili che diverranno di proprietà del comitato, eventuali fondi di riserva costituiti con eccedenze di bilancio; eventuali erogazioni, donazioni e lasciti. Art. 5 Il numero dei componenti l’associazione può arrivare ad un massimo di 150 persone. Possono aderire tutti i cittadini che compiono il sedicesimo anno d’età, i quali condividono una visione cristiana della vita, integrano in comune la propria personalità. Fanno esplicita richiesta d’adesione al Comitato. Art. 6 Sono considerati fondatori le persone che dal 1983 (anno della Prima festa e della costituzione del Comitato) hanno continuato a fare parte del Comitato Organizzatore anche se non - 72 - memorie scrudato.p65 72 05/12/2007, 13.50 costituito ufficialmente, e le persone che partecipano alla stesura all’atto costitutivo e quelle che aderiranno entro venti giorni prima della registrazione dell’atto. Vanno Ricordati e inseriti Don Giuseppe Fisanotti e Don Pasquale Sarli Parroco e Vice Parroco all’epoca della costituzione del comitato. Art. 7 La natura giuridica del Comitato è quella delle associazioni non riconosciute previste dall’articolo 36 del Codice Civile. Art. 8 Sono componenti di diritto del Comitato il Parroco pro tempore della Parrocchia Natività di Maria Vergine di Venaria Reale, i Vice Parroci e i religiosi presenti nella Parrocchia. Art. 9 L’assemblea dei soci in prima convocazione, in seduta plenaria elegge il Presidente, il Vice Presidente, che su sua richiesta possono essere due, il Segretario e il Tesoriere. Altre cariche potranno essere votate su richiesta del Presidente. Durano in carica due anni e sono rieleggibili. Art. 10 L’assemblea su richiesta del Presidente può nominare un consiglio esecutivo ristretto formato da un massimo di nove elementi. Art. 11 Il Presidente ogni anno entro il mese di Maggio, d’accordo con il Parroco pro tempore della Parrocchia, presenterà una bozza di programma per i festeggiamenti di Maria Bambina al Comitato. In seduta plenaria, dopo l’approvazione ed eventuali integrazioni, sarà ripresentata al Parroco. Solo dopo la sua approvazione definitiva, il programma sarà esecutivo. Art. 12 Il Presidente entro il mese di Dicembre di ogni anno deve presentare il Bilancio di tutte le attività svolte. Indire nella stessa seduta l’elezione di tutte le cariche qualora fossero gia in scadenza. Art. 13 Al Presidente spetta la legale rappresentanza del Comitato. Il Vice Presidente coadiuva e sostituisce il Presidente in caso di assenza o di impedimento. Il segretario è l’esecutore delle deliberazioni della Assemblea. Art. 14 Le assemblee straordinarie sono convocate ogni qualvolta il Presidente lo reputi necessario, o quando sia richiesto con domanda motivata e sottoscritta da almeno un quarto i componenti il comitato, nel qual caso il Presidente ha l’obbligo di indire la riunione entro quindici giorni. Art. 15 Le assemblee sono valide qualunche sia il numero dei presenti. - 73 - memorie scrudato.p65 73 05/12/2007, 13.50 Art. 16 Ogni anno nel mese di Novembre il Comitato deve segnalare al Parroco i nominativi dei Vice Priori della Compagnia di Maria Bambina in sostituzione dei Priori uscenti. Possono essere anche persone non componenti del Comitato. Art. 17 Il Comitato alla chiusura del bilancio annuale eroga parte dell’eventuale avanzo di gestione alla parrocchia Natività di Maria Vergine o a Gruppi che vi operano per le varie necessità. Art. 18 Tutte le eventuali controversie all’interno dell’Associazione, qualora l’assemblea in seduta plenaria ritenga necessario, saranno sottoposte ad un collegio arbitrale composto da tre membri, non facenti parte del Comitato, designati dall’assemblea in seduta plenaria, da scegliere in una rosa di almeno sei persone predisposta dal Presidente il Comitato. Detto collegio sarà presieduto dal Parroco Pro tempore della Parrocchia Natività di Maria Vergine, e giudicherà senza formalità di procedura secondo equità inappellabile. Art. 19 In caso scioglimento dell’Associazione, tutti gli eventuali beni mobili e immobili di proprietà del Comitato passeranno di diritto alla Parrocchia Natività di Maria Bambina. Art.20 Per quanto non previsto dal presente Statuto si fa pieno ed espresso riferimento alle norme di legge ed in particolare alle norme del Capo II, titolo 2° del libro 1° del codice Civile All’originale firmato: Fedrigo Don Sergio Scrudato Francesco Scrudato Lorenzo Scrudato Salvatore Reina Nicola Tinnirello Giuseppe Suppo Albino Digifico Michele Bruno Giuseppe Scrudato Giuseppa Carnino Giselda Zecchin Giancarlo Nocera Rosolino Venaria Reale, 6 maggio 2006 Registrato a Torino 2° Ufficio delle Entrate il 6 Giugno 2006 con numero 507 - 74 - memorie scrudato.p65 74 05/12/2007, 13.50 Il gruppo uomini da dove nasce il 1° Comitato per la festa di Maria Bambina Fisanotti Sarli Accardo Bonino Bordin Caglio Caglio Chiambretto Colletti Dichiaro Dimarco Doria Nocera Piras Ramazzotti Reina Ruggeri Sacco Schillaci Scibetta Scrudato Scrudato Scrudato Tinnirello don Giuseppe don Pasquale Calogero Lorenzo Domenico Paolo Piero Giuseppe Rosolino Sergio Carmelo Fedele Giuseppe Graziano Francesco Nicola Valfrediano Ubaldo Stefano Piero Francesco Lorenzo Salvatore Giuseppe Per acclamazione vengono date le seguenti cariche Presidente Coordinatore Responsabile Segretario Don Giuseppe Fisanotti Francesco Scrudato Piero Caglio - 75 - memorie scrudato.p65 75 05/12/2007, 13.50 ORGANIGRAMMA Comitato per i Festeggiamenti di “Maria Bambina” 2007 Presidente: Vice Presidente: Tesoriere: Segretario: SCRUDATO FRANCESCO REINA NICOLO’ - SUPPO ALBINO TINNIRELLO GIUSEPPE BRUNO GIUSEPPE Resonsabile Tecnico: DIGIFICO MICHELE CONSIGLIERI: ACTIS BAGETTO BARBONE BARNO BERLINGERI BONARDI BONGIOVANNI BONGIOVANNI BORSELLO BRUCOLI BUCCI CAMASSA CAMPANIOLO CANALE CAPOGNA CAPPELLO CARNINO CARNINO CARONNA CIAVARELLO CIPRELLI CONCU CONCU CORIO CORRIERI CUCCIA CANALE CUSANNO DEABATE DELPIANO DIGIFICO DISASSONIA DON MAURO FALCO FEDERICO FEDERICO FONSATI FURFARI GATTUSO GIACOMELLI IANDOLINO LAPONE LOTITO MAIURI MANETTA MANICCHIA MANTOVAN MICHIELIN MUNI’ NAPOLEONE NOCERA NOCERA PACE PASQUA PELLEGRINO PIOVINO PIZZI RE’ RUGGERI SCRIVO SCRUDATO SCRUDATO SCRUDATO ZAGO ZECCHIN ZECCHIN GABRIELLA MARIA MADDALENA LILLA VINCENZO LUIGI RITA CONCETTA ANTONIO ANGELO GINO ANNA SOVER GIUSEPPE ALDO ROSALIA ANNA MARIA GISELDA GAETANA MARIAROSA ANGELA PATRIZIA TIZIANA RICCARDO ROSA VINCENZO GIUSEPPE LUCIA FRANCO CRISTINA MICHELE RAFFAELLA PETRARULO VINCENZA SALVATORE CETTINA ANNAMARIA CARMELA GIOVANNI MARISA GIUSEPPE GIUSEPPINA LISA FILIPPO ROSALIA MARIA MARIO FLORA NICOLETTA CONCETTA GIUSEPPE ROSOLINO LUISA CARMELO DOMENICO ALDO GAETANO EDOARDO DANIELA BRUNO GIUSEPPA SALVATORE LORENZO GIANCARLO MONICA GIANCARLO - 76 - memorie scrudato.p65 76 05/12/2007, 13.50 IL COMITATO Nella prima edizione della Festa il comitato organizzatore fu formato dal gruppo uomini che si ritrovava tutti i sabati sera in oratorio maschile, a partire dalla seconda edizione entrarono a farne parte anche le signore e via via aumentò il numero dei volontari. Il comitato di Maria Bambina è sempre stato aperto a TUTTI i parrocchiani e non, tante furono le persone che ne fecero parte pur essendo di altre comunità. L’amicizia con la A maiuscola che ci ha sempre legato è stato il vero punto di forza e il collante che ci ha contraddistinto. Certo è innegabile che negli anni qualche screzio ci fu, magari per piccole divergenze di vedute sul programma o per la sua realizzazione, ma si risolse tutto sempre in amicizia, finito il tour de force della Festa tutto tornava come prima. Cercammo sempre di dare una buona accoglienza e far sentire subito bene nel gruppo chi si avvicinava al comitato, durante i giorni caotici dei festeggiamenti alcune volte non ricevettero certo l’attenzione dovuta e che avrebbero meritato, presi dalla foga dei lavori di quei giorni qualche volta involontariamente non facemmo caso ai nuovi arrivati, finita la Festa quasi sempre riuscimmo a recuperare questa nostra grossa pecca dando loro giusta e meritata accoglienza. Il numero dei componenti del comitato è sempre stato di 60/70 persone, la maggior parte formato da coppie di sposi (una volta giovani). Quasi ogni anno c’è il ricambio fisiologico di persone che, per vari motivi pur continuando a collaborare, si ritirano e altri si aggiungono. L’età media dei componenti dell’attuale comitato è molto alta, per alcuni di noi, che ne facciamo parte fin dalla prima edizione, gli anni cominciano a pesare: alcuni avevano allora da poco superato i 30 anni o non ne avevano ancora 40; si sente il bisogno all’interno del comitato di un ricambio generazionale necessario per la continuazione della Festa e per non disperdere tutto quello che in questi 25 anni si è realizzato a costo di grossi sacrifici. A tale proposito dalle righe di questo opuscolo e in questo anniversario faccio un appello a tutte le giovani coppie e non, che hanno a cuore la Festa Patronale di Maria Bambina e a tutti quei ragazzi/e ormai adulti che hanno visto nascere ed essi stessi sono stati protagonisti durante i festeggiamenti di questi anni (Enzo, Antonella, Roberta, Nadia, Alessandro, Pino, Daniela, Tony, Donatella, Piergiorgio, Carmelina, Valter, Michela, Paola , Sandra …………… ) a venir a far parte del comitato, così potremo avere una buona continuità negli anni. - 77 - memorie scrudato.p65 77 05/12/2007, 13.50 Dal 6 maggio 2006 il comitato di Maria Bambina si è costituito con atto pubblico registrato, fin dai tempi di don Giuseppe Fisanotti se ne parlava senza però sentirne la necessità, ma tempi e leggi cambiano e per motivi burocratici lo scorso anno abbiamo regolarizzato la costituzione in termine di legge con uno Statuto. La gestione del comitato continua ad essere sempre la stessa e anche se esiste un organigramma ciò che rimane essenziale è l’Amicizia. 2007 - Comitato e collaboratori alla cena del venticinquennale - 78 - memorie scrudato.p65 78 05/12/2007, 13.50 Vorrei concludere con gli ultimi ringraziamenti, non per questo meno affettuosi: a mia moglie Pina e ai miei figli per il loro sostegno soprattutto nei momenti più difficoltosi della Festa; a tutte le persone del comitato, i collaboratori che si sono succeduti e prodigati per la buona riuscita delle manifestazioni, grazie a loro è stato possibile il lavoro di questi anni, prima di tutto per l’incondizionata collaborazione che mi hanno concesso e in secondo luogo per avermi sopportato per venticinque anni anche quando forse avevano motivi per non farlo, sono stati Loro i veri “Protagonisti dietro le quinte”. Grazie miei cari amici e amiche !!! Un grande grazie a “Maria Bambina” Colei che ci ha ispirati e guidati a vivere questa importante e magnifica esperienza. - 79 - memorie scrudato.p65 79 05/12/2007, 13.50 Finito di stampare il 16 dicembre 2007 Tipografia Commerciale Venaria Reale (Torino) Grafica: Gianni Segato - 80 - memorie scrudato.p65 80 05/12/2007, 13.50