CALDERONE 2009
Rassegna teatrale di generi vari
dal 3 al 14 luglio 2009
TUTTI GLI SPETTACOLI SONO A INGRESSO GRATUITO
Organizzazione
COMUNE DI TREVIOLO
COMUNE DI LALLIO
Direzione artistica
GRUPPO TEATRO FRAGILE
Informazioni
•
telefono 035.69.33.17 - 339.53.93.461
•
e-mail [email protected]
•
sito Internet www.teatrofragile.it
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Presentazione
Dodici spettacoli teatrali di generi vari e a ingresso gratuito, tutte le sere dal 3 al 14 luglio a
Lallio e Treviolo. Questa è la formula ormai rodata con la quale si propone la tredicesima edizione di
Calderone, per ribadire e consolidare il successo di presenze e qualità di una manifestazione ormai
tradizionale nel panorama ricreativo e culturale dell’estate bergamasca. La rassegna nasce
dall’importante impegno logistico e finanziario dei due comuni e del Gruppo Teatro Fragile, che cura
anche la direzione artistica.
Il programma di quest’anno si richiama così alla filosofia ormai nota: offrire a un pubblico
spesso lontano dall’arte scenica una panoramica della realtà teatrale contemporanea meno istituzionale.
Presentando lavori che coniugano la serietà della ricerca espressiva e di contenuti con l’originalità e la
piacevolezza, si alternano dunque presenze di artisti già ospitati a nuove proposte. Un esempio,
insomma, di divulgazione del teatro come occasione di aggregazione sociale e di riflessione collettiva.
Le proposte di quest’edizione iniziano con una commedia dialettale bergamasca, che si svolge
venerdì 3 luglio a Lallio: “Chi perd ün amis al troa…”, degli Amici del Teatro di Bottanuco. Il giorno dopo,
sabato 4, sempre a Lallio, vediamo in scena “Giovane per sempre”, la biografia lieve e drammatica della
poetessa Antonia Pozzi attraverso narrazione e canzoni eseguite dalla compagnia Flauto magico.
Domenica 5 la sezione lalliese della rassegna si chiude con “Ridere in versi” di Erbamil, una lettura
animata di brani comici con musica dal vivo.
Si passa quindi a Curnasco di Treviolo, dove lunedì 6 Pandemonium Teatro propone “Al di là di un fiume.
La leggenda di San Cristoforo”, il racconto e l’iconografia di un santo come spaccato di un pezzo di
medioevo lombardo. Ancora riso, sorriso e qualche spunto di riflessione con Enzo Valeri Peruta della
Compagnia Teatrale La Pulce, che presenta i dubbi, gli entusiasmi e le situazioni bizzarre di un uomo che
si ritrova a essere padre, nello spettacolo “Vitanuova” di martedì 7 luglio. Altra commedia dialettale
mercoledì 8: “La ca del preost”, uno dei cavalli di battaglia della compagnia I alegher, riproposta in
questo Calderone nella nuova edizione. Giovedì 9 invece un racconto fiabesco multimediale per riflettere
e ironizzare sui miti della bellezza e della seduzione; si tratta di “Scorticate”, proposto da Figure
Capovolte.
Più intimista ma sicuramente ricco di suggestioni ed emozioni lo spettacolo di venerdì 10 del Teatro
dell'albero: “Frammenti divini di un viaggio in Inferno”, dove assistiamo all’originale proposta dei primi
otto canti dell'Inferno dantesco come metafora dell'umanità in ricerca. Sabato 11 è la volta dei padroni di
casa del Gruppo Teatro Fragile che presentano “Lazzaretto - ovvero il prezzemolo straziante dell’umano
consorzio”, una sorta di lettura scenica sul tema dell'idea di normalità come apologia criminale. Una
soave immersione nella storia del secolo passato raccontata dal microcosmo di Montisola è invece in
scena domenica 12, grazie allo spettacolo “Il lago era sicuro…” di Pressoteatro. Come tradizione, non
mancano gli spettacoli di teatro di strada. Ecco dunque lunedì 13 nella piazza di Albegno di Treviolo lo
spettacolo “Pianto di Maria”, in cui assistiamo alla tragica disperazione della Madonna sotto la croce, tra
ricordi e sogni, messo in scena dal Teatro dell'Aleph. Sempre il Teatro dell'Aleph, stavolta in una
coproduzione con il Gruppo Teatro Fragile, martedì 14 chiude il programma della rassegna nella piazza di
Treviolo con “La danza degli elementi”, dove i quattro elementi alchemici sono celebrati tra passato e
presente. Per informazioni dettagliate www.teatrofragile.it tel. 035.69.33.17
Carlo D’Addato – direttore artistico
Dove siamo
Il Giardino del campus scolastico di Lallio si trova dietro la nuova scuola elementare di Lallio, in Via
Locatelli n. 9.
L’auditorium si trova nell’edificio della nuova scuola elementare di Lallio, in Via Locatelli n. 9.
Il Teatro di Albegno di Treviolo si trova vicino alla chiesa della frazione Albegno di Treviolo, in via
Marconi.
Il Cortile Cascina Colombo di Curnasco di Treviolo si trova in Via Isaia Callioni.
Lo spettacolo di strada di Treviolo si svolge nella piazza principale.
Lo spettacolo di strada di Albegno si svolge nella piazza principale.
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Programma
Tutti gli spettacoli sono a ingresso gratuito e si svolgono alle 21.30
PER APPROFONDIRE, VEDI LA SEZIONE DOPO “GLI SPETTACOLI”
venerdì 3 luglio - Lallio - Giardino campus scolastico (1)
Amici del Teatro di Bottanuco
Chi perd ün amis al troa…
sabato 4 luglio - Lallio - Giardino campus scolastico (1)
Flauto magico
Giovane per sempre
domenica 5 luglio - Lallio - Giardino campus scolastico (1)
Erbamil
Ridere in versi
Lunedì 6 luglio – Treviolo – Cortile Cascina Colombo di Curnasco (2)
Pandemonium Teatro
Al di là di un fiume. La leggenda di San Cristoforo
Martedì 7 luglio - Treviolo – Cortile Cascina Colombo di Curnasco (2)
Compagnia Teatrale La Pulce
Vitanuova
Mercoledì 8 luglio - Treviolo – Cortile Cascina Colombo di Curnasco Spajani (2)
I alegher
La cà del preòst
Giovedì 9 luglio - Treviolo – Cortile Cascina Colombo di Curnasco (2)
Figure Capovolte
Scorticate
Venerdì 10 luglio - Treviolo – Cortile Cascina Colombo di Curnasco (2)
Teatro dell'albero
Frammenti divini di un viaggio in Inferno
Sabato 11 luglio - Treviolo – Cortile Cascina Colombo di Curnasco (2)
Gruppo Teatro Fragile
Lazzaretto
Domenica 12 luglio - Treviolo – Cortile Cascina Colombo di Curnasco (2)
Pressoteatro
Il lago era sicuro…
Lunedì 13 luglio - Treviolo – Piazza di Albegno di Treviolo (3)
Teatro dell'Aleph
Pianto di Maria
Martedì 14 luglio - Treviolo – Piazza di Treviolo (3)
Teatro dell'Aleph e Gruppo Teatro Fragile
La danza degli elementi
(1) In caso di pioggia, nell’auditorium attiguo.
(2) In caso di pioggia, al teatro di Albegno di Treviolo.
(3) In caso di pioggia, annullato.
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Gli spettacoli
Chi perd ün amis al troa…
Commedia dialettale bergamasca in tre atti
Amici del Teatro di Bottanuco
Di Guglielmo Antonello Esposito Liberamente ispirata al film “Svegliati Ned (Waking Ned)”, di
Kirk Jones - Con Rossano Pirola, Guglielmo Antonello Esposito, Teresa Ghezzi, Lionello
Marchesi, Antonella Rota, Claudio Pagnoncelli, Andrea Cattaneo, Alfredo Patamia, Silvia
Cellucci, Ambrogina Moioli, Lino
ino Colucci, Nicola Citrino, Antonietta Moioli - Regia: Lionello
Marchesi - Scenografia: Roberto Mangili, Rossano Pirola - Costumi: Teresa Ghezzi, Rosa Citrino
- Trucco: Rosa Citrino - Musiche: Rossano Pirola, Metropolis (Stefano Barbanti,Stefano “Leish”
Colleoni, Luca Rota) - Supporto tecnico: Fabrizio Nocente, Gruppo Alpini di Bottanuco
La vita a Birondo Bergamasco, un tranquillo paesino di trenta anime sui dirupi del lago, viene sconvolta da una
clamorosa notizia e nulla è più come prima. Un trafiletto di giornale con frammentarie notizie sarebbe passato
inosservato, se non fosse stato per l’accortezza del Sindaco, che si è immediatamente attivato per saperne di più...
Giovane per sempre
Flauto magico
Con Claudia Peri, Giulia Rossi, Alessandra Scaini, Camilla Biraga, Sara Freti - Regia di Modi
Messali e Mauro Peri
Se qualcuna delle mie povere parole / ti piace / e tu me lo dici / sia pur solo con gli occhi […]
Nel 1912 a Milano nasce Antonia Pozzi poetessa.
In una città che non è più solo Milano, in un’epoca che potrebbe essere anche la nostra, cinque attrici svelano,
violandola, la vita e l’opera della scrittrice: i loro corpi fra le farfalle, i suoni, le musiche, le voci, i gesti: simulacri
simulacr
della sua breve vita, delle sue parole, preziose di un’eleganza che è già presagio.
Ridere in versi
Erbamil
Recital di poesia comica con Fabio Comana e Antonio Russo - accompagnamento musicale di
Guido Bombardieri
Immaginate un attore, in piedi davanti ad un leggio, che interpreta una poesia con
con la voce calda, impostata, ricca di
sfumature, con la dizione perfetta e le pause al punto giusto, sorretto dalla sua esperienza e da un sapiente
“pathos” interpretativo.
Riuscite ad immaginarlo? Bene, dimenticatevelo!
Perché i due attori, in piedi davantii ai loro leggii, non hanno ricevuto da madre natura una voce particolarmente
ammaliante e soprattutto non hanno mai avuto voglia di impostarla, sottoponendosi a massacranti esercizi di
dizione... Quando fanno delle pause... spesso è perché non si ricordano
ricordan cosa devono dire!
L'esperienza però non gli manca. Non si sa per quale misteriosa ed incomprensibile virtù calcano le scene ormai da
parecchi anni, alla costante ricerca di un obiettivo: lavorare divertendosi.
E dopo tanti anni di spettacoli, saltando e correndo sul palco, caricando e scaricando furgoni, hanno scoperto - un po’
per caso - che ci si poteva divertire anche stando fermi a leggere! ... anche se poi... proprio fermi del tutto non
riescono a stare, è più forte di loro...
Così hanno pensato che due attori comici, alle prese con la poesia comico-umoristica,
comico umoristica, avrebbero potuto interpretarla
con la dovuta leggerezza ed ironia, senza prendersi mai sul serio, giocando con i suoni delle vocali ed i ritmi della
metrica, risvegliando con le parole immagini e riflessioni capaci di far vibrare l'intelligenza degli spettatori.
Questo hanno pensato. Ma non è mica detto che ci riescano sempre...
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Perciò ogni replica è diversa dall'altra, è un viaggio ogni volta originale, con ampi spazi di improvvisazione, di ascolto
delle reazioni in sala, di dialogo con il pubblico, di ritmi ed emozioni che cambiano.
A sorreggere i nostri "eroi" nella loro avventurosa ricerca sono stati scomodati autori da antologia scolastica come il
Porta, il Trilussa o anche il Palazzeschi, oppure indimenticabili maestri come Eduardo De Filippo e Totò, poeti e
scrittori contemporanei come Rodari, Piumini, Benni, Serra e molti altri.
C'è anche un omaggio al "demenziale", che ha segnato una pagina importante della cultura comica di questo paese e
pare ormai dimenticato, citando autori (che spesso sono anche colleghi, se non addirittura amici) come il "Vate"
Roberto Freak Antoni, Vasco Mirandola, Paolo Cananzi, ...
Capita a volte di vedere i due attori affiancati da un bravissimo musicista,
musicista, in grado di creare atmosfere sonore di
grande suggestione che elevano non poco il livello culturale dello spettacolo... ma è una rarità... pensata ad hoc
dagli organizzatori per giustificare il prezzo del biglietto ("avrò mica pagato per vedere soltanto
sol
due tizi che
leggono!...")..
Al di là di un fiume. La leggenda di San Cristoforo
Pandemonium Teatro
Progetto realizzato in collaborazione con il Teatro Donizetti di Bergamo - di e con Tiziano
Manzini - Immagini e luci di Carlo Villa
La devozione a San Cristoforo, ovvero il portatore di Cristo, affonda le sue radici in età medievale. Protettore di
pellegrini, traghettatori e di coloro che svolgevano lavori pesanti, ha poi trovato nel secolo XX una nuova e
sterminata categoria di fedeli da proteggere:
teggere: gli automobilisti.
E’ conosciuto soprattutto grazie al racconto agiografico che di lui ha fatto Jacopo da Varazze nella sua Legenda
Aurea.. Di storico non c’è quasi nulla, ma il racconto è molto bello e significativo.
L’incontro prevede due momenti,
ti, supportati da alcune iconografie del Santo:
• una breve narrazione introduttiva sulla figura di San Cristoforo anche in relazione ad una leggenda che lo vuole
legato al territorio compreso tra i fiumi Adda, Serio e Oglio;
• la lettura teatrale della sua vita attraverso un’originale miscellanea fra il testo della Legenda Aurea di Jacopo da
Varazze e il Codice Suardi, un testo della fine del Quattrocento, custodito nella Biblioteca di Bergamo, raro e
prezioso documento testimone
imone della devozione e delle lingue dell’Italia Settentrionale di quell’epoca: un connubio
che riesce a meravigliare e stupire!
Vitanuova
Compagnia Teatrale La Pulce
di e con: Enzo Valeri Peruta - musiche originali dal vivo: Pierangelo Frugnoli - regia: Silvia
Briozzo
Cos’è un padre? O meglio cos’è un padre durante i nove mesi di gravidanza? Una donna è madre da quando salta il
ciclo Il corpo non inganna i mutamenti arrivano repentini all’acceleratore.. Ma un uomo, quando diventa padre..
davvero?
ero? Il tempo si dilata una tempesta di pensieri..
Chi sono? Uno spettatore? Un testimone.. un gregario.. un aiutante... un massaggiatore.. un bancomat…?
Ecco allora un racconto comico e poetico di vita vissuta di quei nove mesi di attesa, di travaglio interiore,
i
di forte
responsabilità, di accenni di fuga.. Una resa di quell’adolescenza che si perpetua negli anni.. Una resa bellissima che
finalmente si accetta nel nome di un figlio voluto.. certi di vedere in quel volto la propria eternità..
In scena un attore e un musicista. Il primo, narratore senza falsi pudori, si concede al pubblico nelle sue fragilità di
uomo e di padre con leggerezza ed autoironia, dando la possibilità di rivivere… o immaginare quei momenti in una
sorta di rito collettivo.
Il secondo, alla chitarra, lo segue, lo incalza, lo tranquillizza.. e il ritmo della musica si trasforma in quel lungo,
intenso batticuore che solo l’amore ci regala. .
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La cà del preòst
Commedia dialettale brillante in tre atti di Zanoli-De
Zanoli De Santis
I Alegher
Con Pier Mario Zogna, Giusi Morelli, Giovanni Bacis, Angelita Mariani, Mariangela Fumagalli,
Franco Berardi, Stefano Bani, Rosi Duzioni, Mariangela Pizzaballa, Angela Rossi - Regia di
Gianluigi Radavelli - Suggeritrice Graziella Magri - Assistenti e tecnicii Massimo Attori, Luisa
Savio, Defendente Bertolaavelli
avelli
La commedia si svolge nella
ella casa di un parroco di un piccolo paese dell’alta valle seriana, dove don Giuseppe vive
insieme alla sua perpetua Rosa ed al nipote Fabio, sfaccendato e amante della vita notturna.
Rosa vorrebbe che il figlio mettesse la testa a posto trovandosi un lavoro
lavoro e una brava ragazza, per esempio la Laura,
segretaria dell’Azione Cattolica, che però ha pensieri solo per il suo don Giuseppe.
Un giorno si presenta in casa la signora Ines, chiedendo al parroco di sposare in segreto sua figlia Milli con Gioan,
figlio dell’ingegner Franco, l’impresario che sta restaurando la chiesa parrocchiale, in cambio di una generosa
offerta per i lavori.
Quest’ultimo è contrario al matrimonio del figlio con Milli, perchè per salvare la sua impresa dal fallimento vorrebbe
che Gioan sposasse la figlia di un suo concorrente, offrendo al parroco la fattura dei lavori con la scritta “pagato”.
Mentre il parroco è assillato da pensieri di manzoniana memoria, l’ingegner Franco si infortuna seriamente cadendo
dall’impalcatura in chiesa e si scopre che Milli è incinta. Rosa, intanto, raccoglie informazioni sulla misteriosa storia
di Milli e Ines, spettegolando con il sacrista Piero e la sua aiutante Rita.
Una serie di colpi di scena introduce al finale quando da “un matrimonio che non s’ha da fare” si arriva invece a
due... forse tre.
Scorticate
Figure Capovolte
con: Francesca Albanese e Swewa Schneider - realizzazione video: Valeria Passiatore - attori
video: Raffaella Agate, Michele Clementelli - scenografia: Silvia Moro, Alice Rocchetta costumi: Lapi Lou - consulenza musicale: Francesco Picceo - drammaturgia e regia: Silvia
Baldini - un ringraziamento particolare a Campo Teatrale
Lo spettacolo nasce dall’incontro con La vecchia scorticata de “Lo cunto de li cunti” di Basile.
Una novella feroce che narra di due vecchie mostruosamente brutte e un re mostruosamente stupido che, proprio
perché non ha mai visto uscire le sue vicine di casa, le corteggia credendole una fanciulla bellissima.
Una novella spietata in cui si dice che
e “il vizio maledetto, incastrato in noialtre femmine, di voler sembrare belle ci
riduce al punto che per indorare la cornice della fronte guastiamo il quadro della faccia, per imbiancare le pellicine
della carne roviniamo le ossa dei denti e per dar luce alle membra oscuriamo la vista”. (Basile)
Quante storie di cronaca oggi raccontano di morti sotto i ferri del chirurgo plastico, quanti prodotti di bellezza oggi
ci pubblicizzano e promettono giovinezza eterna e visi lisci, corpi splendenti e cosce sode, pance piatte e seni
prosperosi, viviamo nell’epoca della bellezza a tutti i costi, stampata nelle pagine pubblicitarie che occupano la
metà di ogni giornale, trasmessa a tutte le ore dalla televisione sotto forma di pubblicità, reality, talk show,
persino tg! La brutalità della novella di Basile è più che mai contemporanea!
E se queste vecchie fossero ancora rinchiuse, quale principe busserebbe oggi alla loro porta?
Nasce così “Scorticate”, una fiaba grottesca.
Due vecchie mostruose rinchiuse in casa, brutte
brutte da sempre, unica finestra sul mondo: la televisione, che ricorda loro
che non c’è spazio per chi non è bello. Il re è il loro vicino di casa – novello “tronista” televisivo – che dallo studio di
un reality corteggia la misteriosa vicina credendola bella.
bella
Sulla scena un mondo in bianco e nero ma caldo d’umanità, quello dei due vecchi mostri, e un mondo splendente,
colorato, quello della tv, dove tutto è decisamente di plastica, le persone, i sentimenti, le vicende.
Il linguaggio è grottesco, crudele, lo sguardo ingenuo, da fiaba, per raccontare come forse oggi, ancora più che ai
tempi di Basile, “la bruttezza di per sé è sempre colpevole” (Muriel Barbery).
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Frammenti divini di un viaggio in Inferno
Teatro dell'albero
Attore: Mario Barzaghi - Messa in scena: Alberto Grilli - Luci: Marcello D'Agostino
I primi otto canti vengono smontati e ricomposti. Due i personaggi: Dante e Virgilio che lo incalza inesorabilmente:"
L'anima tua è da viltade offesa". Il taglio dei due versi precedenti, ( 43-44
43
- Canto
to 2° ), esalta l'autorevolezza del
Maestro che spinge l'allievo a intraprendere il viaggio. I dialoghi: " all'osso ", l'assenza dei personaggi: " storici ",
isolano e ingigantiscono la figura di Virgilio. Il succedersi delle " visioni ", le situazioni di gruppo, fanno di questo
spettacolo un dantesco " solitario " teatrale. Ai due personaggi, al Vian-Dante
Vian Dante e a Virgilio, va aggiunto il
protagonista, il quale utilizzando un linguaggio molto quotidiano, che fa da contrappunto ai versi danteschi, ci spiega
perché
ché è stato rinchiuso, ci fa capire, attraverso la forza epica e titanica delle sue azioni, il perché del suo bisogno
barbaro, di recitare Dante.
Lazzaretto
(ovvero il prezzemolo straziante dell’umano consorzio)
Gruppo Teatro Fragile
Con Sabina Ballerini,
erini, Giovanni Bertocchi, Francesca Busi, Luca Cammarata, Giovanna
Capitanio, Luisa Limonta, Fabiola Maffeis, Franco Martinoni, Silvia Sonzogni – Assistente alla
regia Pierangela Cattaneo – Fondare Eleonora Grigiotti - Testo e regia Carlo D'Addato
Uno spettacolo
pettacolo a metà tra una lettura scenica e una recita. In un lazzaretto immaginario dove sono ricoverati i
malati di AIDS un bambino è trovato morto. Un commissario è quindi inviato laggiù per indagare. Egli interroga tutti i
ricoverati, venendo a contatto con la loro disperazione, con il loro cinismo, con il loro profondo disincanto. Ne trarrà
una lezione indimenticabile. Nel mentre un notiziario spensierato ricapitola la storia a modo suo.
Il lago era sicuro…
(era la strada pericolosa)
Pressoteatro
Da interviste di donne raccolte da Rita Colosio in “Le donne del lago 1880 – 1960” - con
Giovanna Vietti - regia di Ivan Boffi
Abbiamo cercato di ricostruire per immagini il periodo storico. Abbiamo cercato di ricostruire l’essenza di queste
vite, di queste storie di donne del lago.
Di queste bambine che iniziavano a lavorare prestissimo in filanda o in fabbrica.
Di queste donne destinate a cucire reti, in filanda e di quelle che invece un lavoro se lo dovevano: inventare,
barcaiola, venditrice di pesce,
ce, trasportatrice di valige, contrabbandiera.
Storie di questo lago dove gli uomini non esistono, sono lontani in Svizzera o a Milano.
Storie di donne e del loro lavoro per sfuggire ad una vita dura fatta di povertà, di famiglie numerose, di fame,
lavoro, figli e ancora figli.
Bello è soltanto l’abito da nozze, un tailleur grigio, l’unica cosa superflua, da ricordare con gioia.
Ma nelle testimonianze raccolte da Annarita Colosio in “Donne del Lago” emerge forte, tra un ricordo del duro
lavoro, di padroni e filande, la spensieratezza dei loro ventanni. Il dolce sorriso del ricordo, la voglia di essere donna
nonostante…
Ci siamo imposti la lettura di queste testimonianze, perché fosse chiaro che sono storie vere, abbiamo però lasciato
che leggere suggestioni cogliessero l’essenza di queste vite….
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Pianto di Maria
Anche a te una spada trapasserà l'anima
Teatro dell'Aleph
Quadri per una Crocefissione – Regia di Giovanni Moleri.
La messa in scena mostra una visione di Maria e dei suoi sentimenti sotto la Croce.
Tra passato e presente, ella rivede la vita con il figlio e la missione di Lui fino al calvario.
Ella, sotto la croce, alza la voce di ogni cuore. Quel cuore che chiama dal profondo della miseria umana il suo Dio:
"solo tu puoi salvare".
È l’urlo dii una madre che piange la morte innocente del figlio, seguito fin in cima al monte dell’espiazione.
Il Calvario e le braccia di Maria stese sul figlio sono il simbolo del destino di ogni uomo: ogni lacrima che bagna e
profuma il corpo di Cristo, trafitto e giacente sul grembo della madre, da diritto all’uomo di diventare madre e
padre dello stesso Creatore.
Ecco a quale destino la madre di Cristo ci ha condotto con la sua libera e passionevole maternità.
La danza degli elementi
Teatro dell'Aleph e Gruppo Teatro Fragile
Con attori, registi, assistenti e tecnici delle due compagnie
I quattro elementi alchemici aria, acqua, terra e fuoco sono celebrati in questo spettacolo attraverso dei quadri
d’immagine e narrazione, che li fanno comparire tra realtà
realtà e sogno, tra passato e presente, tra gioco e tragedia.
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