SCHEDE OPERATIVE
N)
Le stelle e gli scarponi
UNO PER TUTTI E
TUTTI PER UNO
La cultura del volontariato.
Una proposta opertiva per le scuole primarie
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SCHEDE OPERATIVE
A cura di:
Attività associazione
Maria Giovanna D’’Andreta –– Pedagogista –– esperta di Terzo settore
Si ringraziano tutti coloro che, a vario titolo, hanno partecipato alla realizzazione
di questo progetto, con particolare riguardo agli alunni e insegnanti della scuola
primaria G.Carducci di Bologna.
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M)
SCHEDE OPERATIVE
L)
La galleria delle mie qualità
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Indice
- Premessa
pag. 4
- Analisi dei bisogni e nalità generali
pag. 5
- Prima parte: ““Gli strumenti””
pag. 7
- Seconda parte: ““La nostra associazione””
pag. 16
- Schede operative
pag. 22
SCHEDE OPERATIVE
Premessa
Ruoli associazione
Q
uesto piccolo opuscolo è il risultato di un percorso sperimentale, rivolto ai minori e teso alla promozione dei valori dell’’associazionismo,
svoltosi in una scuola primaria di Bologna, con la collaborazione di una
pedagogista che ha accompagnato i bambini, coinvolti in attività di
cooperazione e di collaborazione, al conseguimento di un obiettivo condiviso dal gruppo.
Riettendo sull’’esperienza condotta ci siamo resi conto di quanto sia stata
positiva e al ne di renderla fruibile al maggiore numero di docenti abbiamo
ritenuto di farne una piccola pubblicazione.
Ci auguriamo che questo piccolo opuscolo operativo possa essere adottato
come strumento di lavoro da quanti più insegnanti possibili della scuola
primaria per sviluppare con i bambini le attività descritte.
L’’Assessore
alla Sanità, Servizi Sociali,
Volontariato e Cultura
Giuliano Barigazzi
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I)
SCHEDE OPERATIVE
H)
Lavoro di gruppo
““Uno per tutti e tutti per uno””
Analisi dei bisogni e nalità generali
I
l progetto nasce dall’’intento di dare risposta in modo strutturato e
intenzionale ad uno dei bisogni naturali dell’’uomo: la cooperazione,
ovvero la capacità di lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni.
All’’interno di situazioni cooperative l’’individuo singolo cerca di perseguire
dei risultati che vanno a vantaggio suo e di tutti i suoi collaboratori. Tale
capacità si presenta come predisposizione e potenzialità già dalla prima
infanzia e viene richiesta e sviluppata nel percorso scolastico in fase di apprendimento e socializzazione.
Se, del resto, è confermato dagli studi e dall’’esperienza che ““ciò che i
bambini sanno fare insieme oggi, domani sapranno farlo da soli”” (L. Vygotskij), è ancora più chiaro come un percorso che valorizzi la capacità
cooperativa potenzi anche trasversalmente obiettivi quali l’’autonomia e
l’’autostima individuali.
Il progetto individua nell’’Associazionismo un modello culturale utile e
strumentale al raggiungimento della nalità dichiarata.
Se per ““cultura”” intendiamo un insieme di valori, regole e modelli comportamentali è evidente che l’’attitudine ad associarsi per perseguire obiettivi
condivisi, secondo le regole del mutuo sostegno e della reciprocità, rappresenti un terreno di lavoro possibilie e auspicabile.
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SCHEDE OPERATIVE
Obiettivi
Sulla base delle riessioni esposte sono stati rilevati i seguenti obiettivi:
La galleria delle mie qualità
- strutturare un percorso che valorizzi una ““cultura del volontariato””;
- fornire ai bambini e agli adolescenti proposte operative rispetto ai bisogni di partecipazione, riconoscimento e condivisione di scopi, risposte
creative e autonome alla risoluzione dei problemi;
- collaborare con l’’istituzione scolastica e con gli operatori alla costruzione
di percorsi educativi volti alla sperimentazione di strumenti di lavoro per
la diffusione della ““cultura del volontariato”” nei minori.
Metodologia
La metodologia utilizzata per l’’ideazione e la realizzazione del percorso
seguirà le componenti tecniche e ideali di tre tipi di approcci:
1) ““Il lavoro di rete””: la trasparenza, la reciprocità, la comunicazione. Nel
lavoro di rete saranno coinvolti gli attori sociali interessati (Enti pubblici
locali, scuole e associazioni);
2) ““L’’apprendimento cooperativo””: l’’interdipendenza positiva, la definizione
di ruoli complementari, la responsabilità individuale, l’’interazione costruttiva, le abilità sociali;
3) ““La comunicazione ecologica””: le risorse, la crescita, l’’individualità e la
totalità.
Progetto ““Uno per tutti e tutti per uno””
Il progetto ““Uno per tutti, tutti per uno”” è stato promosso e realizzato
dalla Provincia di Bologna nella scuola primaria G. Carducci nel corso
dell’’anno scolastico 2008/09.
Hanno aderito al progetto le classi quarte della sezione A e B e la classe
terza. I bambini hanno partecipato a un percorso che li ha condotti alla
costituzione di un’’Associazione di Volontariato.
Il percorso ha visto diverse tappe che proveremo qui di seguito a illustrare.
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G)
SCHEDE OPERATIVE
F)
La galleria delle mie qualità
Prima parte: ““Gli strumenti””
A
STRUMENTI
ttraverso diversi esempi correlati al vissuto dei bambini, è stata data
una denizione concreta di ““strumento operativo””.
I bambini hanno risposto con entusiasmo alla richiesta di collaborazione,
pur se un po’’ perplessi rispetto al fatto che non conoscevano da subito lo
scopo del progetto, appositamente svelato nel corso degli incontri, per dar
modo ai bambini di sperimentare le proposte senza i condizionamenti correlati alla didattica e alla prestazione.
E’’ stato chiarito da subito e ricordato nel corso delle settimane che il gruppo di lavoro che stavamo costituendo doveva utilizzare alcuni strumenti
che, pur già utilizzati in ambito scolastico, preferivamo ““allenare”” in
occasione del progetto.
BOX 1. La favola della rabbia
Paolino è un bambino che ha dei desideri: andare
allo zoo, giocare ai giardini, andare al cinema, ma
riesce solo a incontrare sulla sua strada delusioni,
sconfitte e offese. Sta per scoppiare per la rabbia
quando riesce a far esplodere tutto il dolore e la
tristezza che sta controllando: riesce finalmente a
piangere e a sciogliere la rabbia.
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7
STRUMENTI
SCHEDE OPERATIVE
- Primo strumento: Imparare a riconoscere le emozioni
all’’interno delle relazioni in un gruppo di lavoro.
La galleria delle mie qualità
Saper riconoscere che chi ci sta vicino può provare emozioni come noi e
imparare a distinguere quelle più semplici può essere utile nel confronto,
nel rispetto di chi parla e propone idee, nella risoluzione di eventuali
conitti.
Attività svolte:
1) Il gioco dei mimi: i partecipanti devono mimare un’’emozione al gruppo
classe che deve indovinare l’’emozione in gioco.
2) Le carte/emozioni: il conduttore del gioco legge alcune denizioni e i partecipanti devono indovinare l’’emozione corrispondente (Scheda operativa A,
pag. 22).
3) Piccolo laboratorio teatrale: un racconto viene letto dal conduttore e nello
stesso tempo animato dai bambini che vengono coinvolti nella rappresentazione
dei diversi personaggi (Box 1). Il racconto viene interrotto per una riessione di gruppo: i bambini rielaborano il vissuto emotivo dei personaggi e
costruiscono un ““barattolo delle emozioni”” (Box 2).
Conclusioni: i bambini hanno partecipato con entusiasmo alle attività.
Le rielaborazioni sono state vissute ad un livello ludico.
La dimensione del gioco è servita per comprendere alcuni livelli emotivi in
un clima disteso e collaborativo.
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E)
STRUMENTI
SCHEDE OPERATIVE
D)
Esercizi di comunicazione
BOX 2. Il barattolo delle emozioni
- Secondo strumento: ““Competenze e qualità”” (Cosa so
fare? Quali sono le mie qualità?). Assumere consapevolezza
rispetto a saperi, competenze e qualità individuali, per
poi condividere obiettivi comuni.
Saper riconoscere le proprie qualità e competenze garantisce ai componenti di un gruppo di lavoro la possibilità di condividere e integrare le
caratteristiche personali, di saper passare da un’’ottica dell’’io a un’’ottica
del noi, che valorizzi le diversità e le faccia dialogare. Inne questo lavoro
è stato particolarmente signicativo in quanto utilizzato operativamente
nella seconda fase del progetto, in cui sono stati individuati il gruppo di
lavoro e i diversi ruoli dei partecipanti.
Attività svolte:
1) ““La galleria delle qualità”” (Box 3): esercizio individuale in cui ogni
bambino ha dovuto disegnare o scrivere le proprie qualità e competenze.
In alcuni casi i bambini si sono fatti guidare nella loro personale scoperta
dal conduttore, dall’’insegnante o dai compagni stessi (Schede operative E,
F, G e L, pp. 25, 26, 27, 28 e 30).
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STRUMENTI
SCHEDE OPERATIVE
2) ““La mappa del noi”” (Box 4): l’’insegnante ha partecipato attivamente
rielaborando alla lavagna la ““messa in rete”” per aree dei risultati del lavoro
precedente (Scheda operativa C, pag. 23).
Conclusioni: i bambini hanno partecipato con curiosità e interesse a
questa attività riconoscendosi all’’interno del gruppo.
La mappa del noi
BOX 3: La galleria delle qualità
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C)
SCHEDE OPERATIVE
Le schede di seguito riportate sono state tratte dal testo di Margot Sunderland
““Disegnare le emozioni. Espressione graca e conoscenza di sè”” Edizioni Centro
Studi Erickson, Collana I materiali, 2002.
A anco, a titolo esemplicativo, sono riportate le schede di lavoro della sperimentazione condotta con le classi.
A)
Le carte emozioni
B)
Il gioco dei popoli
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BOX 4: La mappa del noi
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STRUMENTI
ASSOCIAZIONE
STRUMENTI
Terzo strumento: Saper comunicare, apprendere e sperimentare. Le tecniche di comunicazione utili in un gruppo di lavoro.
La possibilità di riconoscere che esistono diverse modalità comunicative,
ovvero diversi modi di comunicare e che tali modalità possono far variare
l’’assetto di un discorso e l’’andamento di una riunione, diventa uno strumento utile ad evitare barriere dal punto di vista relazionale. Il conduttore ha precisato che già l’’esperienza scolastica è di per sé per i bambini
una buona ““scuola di comunicazione””. Nonostate ciò è sembrata a tutti
utile e graticante la possibilità di allenarsi un po’’ per poter lavorare alla
costituzione dell’’Associazione nel rispetto dei desideri e delle idee di tutti
i partecipanti.
Attività svolte:
1) ““Saper ascoltare””/Esercizio sull’’ascolto ““la catena del mi piace non mi
piace”” (Box 5).
Ogni partecipante deve dire il proprio nome e aggiungere un elemento
che piace e uno che non piace a cui aggiungere il nome e i gusti del compagno precedente; lo sforzo è tutto teso tra la comprensione di sè e l’’ascolto
dell’’altro.
Lettura animata della favola ecologica ““Cosa c’’è che non va”” (Box 6) Breve spiegazione sui tre punti fondamentali di un buon ascolto ed esercizi di simulazione.
Perchè la scelta di una favola che ha come protagonista un canguro? Gli
animali da sempre hanno un’’inuenza positiva sui bambini. In un clima
ludico con impegno e attenzione i bambini hanno interpretato i diversi
animali. Il canguro, poco ascoltato, è risultato deluso, amareggiato,
scoraggiato. Nonostante ciò è riuscito a prendersi la sua rivincita nel nale grazie alla sua forza e determinazione.
I bambini, riassumendo e rielaborando gli stati d’’animo del canguro, hanno inquadrato il concetto di ““non ascolto”” e le possibili conseguenze.
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Associazione ““Sempre avanti””
Obiettivi:
Aiutare gli animali, incoraggiare gli amici, aiutare le persone povere, aiutare le
persone care, fare amicizia, aiutarsi, lavorare in gruppo.
Attività:
Gruppo ““regalare un sorriso””: organizzare even di danza, poesia, canto, giochi
e gare sporve, tornei di torte e conversazioni.
Gruppo ““studio””: studiare in compagnia, organizzare gite culturali.
Associazione ““Comunicare””
Obiettivi:
Incoraggiare, aiutare le persone, voler bene ai genitori e agli amici, aiutare
l’’ambiente, difendere gli animali, dare la speranza.
Attività:
Studi sulla condizione della donna nei diversi popoli, organizzare concer,
speacoli, gite e feste culinarie, realizzare laboratori di cià vivibili e laboratori
di ecologia.
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ASSOCIAZIONE
STRUMENTI
E) Fase nale: il nome
Le attività possibili individuate dai singoli sono state condivise e raggruppate alla lavagna con un metodo ormai sperimentato e familiare (Scheda
operativa M, pag. 31)
Le diverse attività associate agli obiettivi/risposte hanno dato forma e
chiarezza all’’Associazione che ha assunto così la sua identità (Box 12).
I bambini sono apparsi in questa fase nale stupiti e rilassati.
La ricerca del nome ha dato calore e insieme compiutezza al lavoro svolto
insieme.
Una referente della Provincia ha commentato e graticato i risultati raggiunti dal gruppo raccontando in modo semplice la specicità del lavoro e
dell’’importanza dell’’associazionismo.
BOX 5: Ascoltare
BOX 12: Le associazioni
Associazione ““Vedere positivo””
Obiettivi:
Stare insieme, fare amicizia, aiutare la natura, realizzare una vita scolastica
felice, salvare gli animali abbandonati, proteggere i nostri diritti, avere un
mondo migliore.
Attività:
Organizzare feste, tornei di attività sportive, carte, play, costruire piste di
minimoto e gokart, pulire le scritte sui muri, dare soldi in beneficenza, realizzare laboratori sull’’energia solare, sostenere oasi di animali, allevare tartarughe a scuola.
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STRUMENTI
ASSOCIAZIONE
BOX 6: ““Cosa c’’è che non va””
D) ““Le stelle e gli scarponi””: le attività
Un piccolo canguro senza padre né madre arrivò
saltellando in mezzo a un grande prato di trifogli.
““Ma come cammini?””, disse il Serpente. ““Cosa c’’è che
non va ?””, chiese il Canguro. ““Guarda come faccio io e
impara””. E il piccolo canguro imparò a strisciare come
un Serpente. Strisciando arrivò accanto a un pollaio.
““Ma come cammini?””, disse la Gallina. ““Cosa c’’è che
non va?””, chiese il Canguro. ““Guarda come faccio e impara””. E il piccolo Canguro imparò a zampeare come
una Gallina.
Zampeando arrivò vicino a uno stagno.
““Ma come cammini?””, disse la Rana. ““Cosa c’’è che non
va?””, chiese il Canguro. ““Guarda come faccio io e
impara””. E il piccolo canguro imparò a saltare come una
Rana. Saltellando arrivò vicino al mare.
““Ma come cammini?””, disse il Gambero. ““Cosa c’’è che
non va?””, chiese il Canguro. ““Guarda come faccio io
e impara””. E il piccolo canguro imparò a camminare
all’’indietro come un gambero, e così tornò vicino allo
stagno, accanto al pollaio e alla ne si ritrovò in mezzo
al prato di trifogli da cui era parto.
““Ma che stai facendo?””, chiese di nuovo il Serpente.
““Non hai ancora imparato a camminare?””
““Certo che ho imparato!””, rispose irritato il piccolo
Canguro. ““Ho imparato a strisciare come un serpente, a
zampeare come una gallina, a saltare come una rana e
a camminare all’’indietro come un gambero. Ma adesso
sono stanco dei vostri insegnamen perché tanto non
c’’è nessuno contento di come cammino!””
E se ne andò via saltellando allegramente in mezzo al
grande prato di trifogli come tu i canguri del mondo.
Per poter denire le attività dell’’Associazione ciascun bambino ha lavorato individualmente. Nelle stelle hanno scritto le attività più amate e
signicative per gli obiettivi (Box 11). E’’ stato raccontato che gli scarponi
non avrebbero schiacciato le stelle se il valore di ogni stella fosse stato
valorizzato e condiviso (Scheda operativa N, pag. 32).
Questa fase nale è stata difcile per molti perchè il lavoro di rielaborazione
personale dopo un’’intensa e produttiva attività di gruppo è risultato
impegnativo. Qualche bambino in difcoltà è stato inizialmente guidato
dal conduttore o dall’’insegnante e con soddisfazione ha potuto condividere
idee e desideri. Inoltre il passaggio richiesto da un’’azione ad un’’attività
concreta e specica è risultato un compito complesso seppur graticante.
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BOX 11: Le stelle e gli scarponi
ASSOCIAZIONE
BOX 9: ““Bisogno di””
STRUMENTI
2) ““Saper comunicare””/Laboratorio di esercizi di comunicazione ““in prima
persona””. (Box 7)
Dopo alcuni esempi i bambini, divisi in piccoli gruppi, hanno simulato
brevi dialoghi, allenandosi sul messaggio in prima persona o ““messaggio
io””. Maggiormente la situazione si avvicinava al vissuto reale dei bambini,
più è stato difcile trovare le parole e le modalità adatte a denire in termini comportamentali le azioni dei compagni. Un esempio è il passaggio
da ““Sei stato prepotente”” a ““Mi hai pestato un piede, ho sentito male e
disagio, sono deluso”” (Scheda operativa D, pag. 24).
Dopo un po’’ di sforzi e tentativi la soddisfazione nale è stata corale.
BOX 7: Comunicare
BOX 10: Bisogni/risposte
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ASSOCIAZIONE
ASSOCIAZIONE
Seconda parte: ““La nostra associazione””
A) Costituzione dei gruppi di lavoro per competenze.
O
gni bambino ha ricevuto tre cartellini che rappresentavano le tre aree
di competenza (Box 8). Individuate nella prima parte (giallo sport,
blu scuola, rosso arte). Nella ““scatola magica”” sono stati riposti i cartellini, mescolati e poi ripescati. Ciascun gruppo è stato così formato in modo
casuale e ha ottenuto una pari rappresentanza di aree di competenza.
Ai bambini è stato spiegato che, all’’interno del gruppo di lavoro, sarebbero
servite solo le competenze e che, per quanto riguardava le simpatie o
antipatie personali, ai ni del lavoro non sarebbero state utili. Eventuali
conitti avrebbero potuto essere risolti con gli strumenti sperimentati
nella prima parte del percorso (Scheda operativa H, pag. 28).
BOX 8: I cartellini (aree di competenza)
SCUOLA
SPORT
B) Riunione di gruppo: denizione dei ruoli
““Il gioco dei popoli””. Ogni gruppo, tre per classe, ha ricevuto un incarico:
costituire un popolo, darsi un nome, una regola, un saluto e un sistema di
pacicazione (Scheda operativa B, pag. 22).
E’’ stato chiarito che il popolo non doveva essere esistente, ma frutto della
fantasia dei partecipanti e che gli elementi da ritrovare dovevano essere
correlati tra loro ovvero essere ispirati ad un idea comune.
Il conduttore ha proposto la suddivisione in ruoli con le relative mansioni
ovvero i compiti da svolgere (Scheda operativa I, pag. 29): un segretario
(registra gli incontri), un mediatore (media la comunicazione), un vicepresidente e un presidente (riportano entrambi le proposte nali), i soci
(propongono idee e soluzioni).
I bambini hanno trovato una serie di difcoltà nel suddividersi i ruoli e per
questo motivo in certe situazioni sono stati aiutati. In alcuni casi si è scelto
di costituire un’’assemblea di soli soci. I ruoli più ambiti sono stati quelli
di presidente e segretario. E’’ stato spiegato il valore della gura del socio
che può ricevere soddisfazione e graticazione nell’’esprimere all’’interno
del gruppo le proprie proposte. In un gruppo il conitto è prevalso a tal
punto che l’’obiettivo non è stato raggiunto nei tempi stabiliti. Dopo una
riessione nel gruppo classe è stato concesso un tempo supplementare. In
tal caso è risultato chiaro che è prevalso il desiderio di condivisione del
lavoro per confronto o anche ispirazione rispetto alla competizione che
risultava fuorviante.
C) ““Per un bisogno tante risposte””: esercizio sui bisogni
ARTE
A partire dai bisogni primari –– mangiare e bere –– i ragazzi si sono allenati
in un esercizio di gruppo alla lavagna a cercare più risposte possibili,
personali e condivisibili (Box 9).
Nella seconda fase al bisogno di realizzazione (di ““qualcosa di bello””) i
bambini hanno associato e condiviso diversi tipi di risposta (Box 10).
A questo punto è stata data la denizione degli obiettivi.
I bambini hanno scoperto che le risposte al bisogno/domanda ““facciamo
qualcosa di bello e importante?”” erano gli obiettivi dell’’Associazione.
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Uno per tutti e tutti per uno - Città metropolitana di Bologna