Il Nome della Casa
Mensile di informazione
e approfondimento sociale
Bologna - www.coopansaloni.it
N. 32 Anno 3 - 1 Ottobre 2012 - ¤ 1,00
Primo Piano
protezione civile
Intervista al Direttore
regionale Maurizio
Mainetti
Provincia
Natura
scuola di pace
a spasso nei parchi
A Monte
Sole la Fondazione
compie 10 anni
La nuova rubrica con
tante iniziative nei
parchi della provincia
Poste Italiane Spa - spedizione in abbonamento postale 70% - CN BO
Buone Notizie
Bologna
“Sostenibilità e Trasparenza
con Cooperativa Edificatrice Ansaloni”
L’ANIMALE DI LUSSO Pierangelo a muso duro
Appena ripreso, cado in uno stato
abissale, misto tra ansia, incredulità e
rabbia. Io ho un lavoro, per fortuna,
ma tra spese varie è già tanto che riesca a mettermi da parte una ventina di
euro. Il problema non erano i soldi, ho
una concezione dello spendere e della
moneta abbastanza elastica, ma fu la
sua domanda a sconvolgermi. Tra me
e me pensai: “Secondo lei vengo qua
nel cuore della notte, in ansia e preoccupato, per poi lasciarla qua a morire
perché non tengo 1000 euri???”
Per farvela breve, il mio cane sta benone grazie all’aiuto dei miei genitori
che la considerano come una figlia,
ma passiamo alla riflessione che
vorrei far nascere dal mio accaduto:
perché i nostri amici animali devono
essere considerati dei beni di lusso?
Se ci pensate bene per farci una TAC o
una gastroscopia non mi sembra che
vengano richiesti tali compensi. Non
sono esseri viventi anche loro? Non ci
danno tutto il loro affetto in maniera
incondizionata? E cosa chiedono in
cambio? Solo amore. Forse troppo
romantico-ottocentesco come discorso, ma per me animali e esseri umani
non hanno alcuna differenza, anzi,
molto spesso osservando Aisha, mi
rendo conto che sono io a dover imparare da lei. Purtroppo la supremazia dell’Homo Sapiens Sapiens ha ben
pensato di instillarsi anche in questioni riguardanti questioni sanitarie dei
nostri colleghi viventi. Se non ci sono
soldi per curare sé stessi, come è possibile richiedere la cifra che è stata
chiesta a me? E’ vero, avrei potuto
intentare una causa alla veterinaria,
ma lì sarebbero saltati fuori altri costi
assurdi legati all’essere rappresentati
dagli avvocati italiani, forse ne riparleremo per un prossimo editoriale.
Marcello Cominelli
Nel mese di ottobre si celebra la morte di un grande cantautore
www.buonenotiziebologna.it
Non amo molto parlare dei fattacci
miei, soprattutto quando devo sventolarli in un giornale, ma credo che vi
aiuti a comprendere meglio la riflessione che vorrei proporvi nell’editoriale di questo mese.
Ho un cane. Il suo nome è Aisha ed è
di razza segugia, quelli che dalle mie
parti (Brescia) si usano per caccia alle
lepri e selvaggina varia. Purtroppo
ha un brutto viziaccio: mangia tutto
ciò che il suo naso tartufato riesce a
sondare. Così in una bel pomeriggio
di questa estate, dopo aver fatto una
balla scampagnata lungo il parco dei
Gelsi (San Lazzaro di Savena), tornando a casa la vedo un po’ spossata. La
serata passa tranquilla, quando inizia
fortemente a star male e a vomitarmi
per tutta casa. Preso dal panico, mi
metto al computer e cerco un ambulatorio veterinario aperto ventiquattrore su ventiquattro, visto che erano
le undici di sera. Lo trovo e mi fiondo
fuori dal portone di casa con la mia
cagnolina che non si reggeva in piedi.
Arrivato nei pressi di via Massarenti
trovo l’ambulatorio. La dottoressa si
dimostra gentilissima e visita minuziosamente Aisha, cercando di capire l’origine del suo malessere. Dopo
quasi un’oretta d’attesa, la mia salvatrice, esce dalla sala medica con aria
raggiante e con in mano dei fogli.
“Guardi, il suo cane ha un blocco intestinale causato dall’ingerimento di
corpi estranei quali foglie, sassi e molto
altro”. Io tranquillizzato, inizio a riprendere colore e il pensiero che appena saremmo stati a casa, l’avrei strozzata per
averne combinata una delle sue. Ma
vengo immediatamente riportato alla
realtà da queste parole: “Le cure a cui
dobbiamo sottoporla e la degenza pre
e post operatoria avrebbero un costo
intorno ai 1000 euro, che si fa?”
2
Primo Piano
BNB
1 Ottobre 2012
LA PROTEZIONE CIVILE SEI TU!
www.buonenotiziebologna.it
Murizio Cocchi Intervista il Direttore regionale Maurizio Mainetti
Com’è organizzata la Protezione Civile?
Essa è un organo nazionale che
svolge funzioni tramite diverse
amministrazioni operanti a vari livelli: nazionale, regionale, locale,
con l’intervento di molte strutture tecniche. Non esiste un’unica
organizzazione né una divisa, ma
una struttura articolata, con specifiche competenze territoriali. A
livello nazionale è posta sotto la
Presidenza del Consiglio dei ministri. Per quanto concerne la Regione è organizzata dall’Agenzia
Regionale della Protezione Civile.
Esiste un ufficio a livello provinciale e nei comuni esistono funzionari
appositamente utilizzati. Anche la
Prefettura si occupa di Protezione
Civile. Le strutture tecniche sono
costituite da Vigili del Fuoco, Corpo
Forestale, Soccorso Alpino. Questa
è l’ossatura istituzionale a cui bisogna aggiungere il volontariato che
svolge un ruolo fondamentale. È un
sistema complicato che per funzionare necessita di una pianificazione
e preparazione all’emergenza, da
coordinare tra i vari livelli amministrativi (comunale, provinciale
regionale e nazionale) ma funziona soprattutto se tutti gli attori, sia
quelli istituzionali e specialistici, sia
quelli appartenenti al volontariato,
sono abituati a lavorare insieme,
attraverso le esercitazioni e l’esperienza. Oltre alle pianificazioni,
bisogna imparare a gestire gli imprevisti, con una comunicazione
stretta e continua tra tutti gli attori
nel corso dell’evento. In seguito al
recente terremoto in Emilia, siamo intervenuti con volontari, enti
locali, strutture tecniche, Agenzia
Regionale, ma si è capito subito che
bisognava dare un tetto e dei pasti
ad alcune migliaia di persone, cosa
che una regione da sola non è in
grado di fare, tant’è che sono stati
attivati aiuti dalle altre regioni, nel
giro di 24 ore.
Con quali finanziamenti opera la
protezione civile?
L’assemblea Legislativa della Regione, che approva il nostro bilancio, stanzia una somma annuale
che fissa i limiti finanziari. Quindi
come qualsiasi ente pubblico siamo tenuti a rispettare le regole di
trasparenza, partecipazione agli
appalti, gestione del denaro, ma
possiamo operare più speditamente in condizioni di straordinaria
urgenza. Il finanziamento serve a
potenziare il sistema, con l’acquisto di attrezzature che poi diamo
in comodato alle associazioni di
volontariato, oppure con contributi a favore degli enti locali per costruire le sale operative, col finanziamento offerto a Forestali e Vigili
del Fuoco, per migliorare la loro
capacità interattiva sul territorio.
Una parte delle risorse regionali,
sono attivabili immediatamente,
in casi di emergenza sul nostro territorio, quali l’interruzione di una
strada o la chiusura di una scuola.
Esistono poi emergenze gravi di
livello nazionale, come il recente
terremoto. Il livello d’emergenza
è codificato dalla normativa nazionale e prevede un intervento
a livello comunale o regionale o
nazionale (in caso di terremoti,
alluvioni, grandi frane). Questi
ultimi richiedono mezzi e poteri straordinari. Il Governo, in casi
simili, può derogare la normativa
vigente, perché i lavori avvengano più rapidamente. Allora risorse
straordinarie vengono assegnate
al Presidente Regionale, in quanto
Commissario Straordinario, in un
conto presso la Banca d’Italia (con
gestione di contabilità speciale).
La Corte dei Conti, che effettua un
controllo preventivo sull’utilizzo di
questi fondi, deve approvare entro
sette giorni i progetti sottoposti
dal Commissario. La nostra regione può disporre formalmente in
tre anni di otto miliardi e mezzo di
euro: i cittadini che hanno subito
danni a case o stabilimenti in seguito al terremoto, presentando
una domanda possono ottenere
un contributo, per il ripristino delle
strutture danneggiate.
La cifra di cui lei parla è sufficiente
per sanare le ferite inferte dal terremoto?
Sembrano essere molto vicine alla
realtà. Adesso le stime dei danni
sono molto approssimative. Sei
di questi miliardi sono utilizzabili
esclusivamente per edifici privati
se destinati a prima abitazione e
per attività produttive, strutture e
macchinari distrutti. Il meccanismo
è finanziariamente complesso, ma
semplice per il cittadino. L’erogazione è prevista per gennaio 2013,
ma si sta valutando la possibilità
di anticiparla agli ultimi mesi del
2012. I sei miliardi derivano da un
mutuo venticinquennale contratto
con la Cassa Depositi e Prestiti.
In realtà queste risorse vengono assegnate alle banche. Il
cittadino che ha subito un
danno, fa eseguire ad un
tecnico una perizia giurata
e la porta in Comune, dove
viene valutato il limite di
contributo che può essere assegnato al richiedente, sulla base dell’entità
del danno e dei parametri
dell’abitazione. Il Comune
applicando le procedure
commissariali, approva la perizia, il cittadino si presenta alla
banca convenzionata che apre
un conto in suo favore, dell’importo esatto del danno riconosciuto. Il
Presidente Errani, alcuni assessori
e la Direzione Generale delle Attività Produttive, stanno cercando di
anticipare il finanziamento. Il cittadino deve dichiarare il nome della
ditta da lui scelta per svolgere il
lavoro. Durante i lavori il Comune
può effettuare controlli. La banca
effettua direttamente i pagamenti
alla ditta, garantendo una sostanziale trasparenza. Il conto bancario
assegnato al richiedente è privo di
costi e l’accesso al finanziamento
avviene velocemente. La trasparenza è garantita anche dal fatto
che il cittadino, dichiarando prima
il nome della ditta, consente alla
Prefettura di raccogliere, prima
dell’inizio dei lavori, informazioni
sulle imprese coinvolte.
A parte il terremoto, quest’anno di
cosa vi siete occupati?
È stato un anno davvero impegnativo: lo scorso inverno abbiamo avuto una nevicata eccezionale, che
ha comportato un lavoro gravoso
e complesso ed un costo di decine di milioni di euro, interruzioni
della viabilità, della scuola. Abbiamo impiegato volontari, vigili del
fuoco, i colleghi della Protezione
Civile del Trentino che sono venuti
ad aiutarci, coi loro mezzi e la loro
esperienza. Poco prima che arrivasse la grande nevicata, eravamo
in crisi idrica, per la scarsità di precipitazioni. Prima della nevicata
e delle piogge di aprile e maggio,
temevamo che la siccità in Romagna causasse disagi, soprattutto in
quelle località che in estate vivono
un considerevole aumento della
popolazione grazie al turismo. Tale
siccità nella parte padana della
nostra regione prosegue tuttora:
alcuni comuni vengono riforniti
da autobotti e la produzione agricola è calata notevolmente. Poi in
questo periodo ci occupiamo di
incendi boschivi. Di là in sala operativa una cartina segnala cinque
o sei incendi, a volte in un giorno
arrivano a quindici. A fine stagione arriviamo con diverse centinaia
di incendi, per fortuna quelli gravi sono pochi, grazie al potenziamento delle strutture, l’intervento
di Vigili del Fuoco e Forestali, l’utilizzo di volontari che presidiano
i punti di avvistamento (zone con
ampia visibilità da cui è possibile
scorgere il fumo e dare un allarme
tempestivo). A livello organizzativo operiamo un efficace coordinamento dei Corpi dello Stato, dei
volontari e degli Enti Locali, che
sono le
forze che scendono in campo, grazie ad una struttura che si chiama
Sala Operativa Unificata Permanente, che ha il compito di dirigere
e unificare gli interventi in corso:
mi creda è un mezzo miracolo in
Italia. Avviene anche un coordinamento sul luogo che è svolto con
una visione coordinata, integrata.
Il rischio prevalente della regione
è quello idrogeologico. Questo inverno è piovuto poco e quindi non
c’è stato lo scatenamento di frane
che capita spesso nella stagione
primaverile e non abbiamo avuto
piene dei fiumi. Quello che succederà in autunno non possiamo
prevederlo, ma il rischio di frane e
allagamenti esiste sempre.
I grandi eventi li gestite voi come
Protezione Civile o li gestisce la Regione per conto suo?
Con la recente revisione della normativa in materia di Protezione Civile, sono state delimitate grandemente le attività, anche nazionali,
relative al nostro ente e la gestione
dei grandi eventi è stata esclusa. In
passato alcune dichiarazioni di stato di emergenza duravano anche
diversi anni, costringendo la Comunità Europea ad avviare procedure di infrazione, adesso
sono limitate a 90 giorni
più altri 60 e scattano a
seguito di veri disastri
che abbiano un impatto devastante sulla popolazione e sull’ambiente. Per quanto
concerne la ricostruzione, noi possiamo
effettuare solo interventi urgenti, necessari
al ripristino delle normali
condizioni di vita: i servizi
essenziali, le funzionalità. Ad
esempio se l’edificio municipale
di un Comune è stato gravemente
danneggiato da un terremoto, si
trovano soluzioni alternative temporanee e nel frattempo una Legge
ordinaria dello Stato, finanzierà la
ricostruzione. Tutte queste restrizioni hanno la finalità di non ripetere alcuni errori gestionali avvenuti
in passato e di cui si è potuto leggere sui giornali. Sostanzialmente mi
ritengo soddisfatto del nuovo quadro normativo.
Maurizio Cocchi
In redazione Ugo De Santis
ABBONATI A BNB
€15 all’anno
(incluso costi di spedizione)
11 numeri di Buone Notizie
Con solo
Per abbonarsi a BNB potete:
Venire presso la nostra casa editrice:
Virtual Coop - Viale Lenin, 55 - Bologna
Compilare il form che trovate sul sito web del giornale:
www.buonenotiziebologna.it nella sezione Abbonamento
Andare in un ufficio postale e pagare con un bollettino sul
CCP n.° 1002171138
Con bonifico alle seguenti coordinate
IBAN: IT-07-I-07601-02400-001002171138
Abbiate cura di riportare chiaramente l’indirizzo dove volete
ricevere il giornale e mettere nella causale del versamento:
Abbonamento BNB
Informazioni:
Tel. 051 533106
[email protected]
A partire da Novembre vieni a trovaci in redazione e
abbonati a BNB, ti regaleremo la DISAGENDA 2013
1 Ottobre 2012
Il lavoro lo si trova con CSAPSA
Intervista collettiva agli operatori di una cooperativa sociale, tutta bolognese
Operatori d CASPSA al lavoro
Come nasce CSAPSA e di cosa si occupa principalmente?
Csapsa è una Cooperativa Sociale
nata nel 1977. Un centro d’inserimento e di formazione professionale accreditato alla Regione. Noi non
facciamo dei progetti autonomi ma
sono organizzati sia dalla Provincia
di Bologna che dal Fondo Sociale.
Da un lato abbiamo la formazione,
che è specifica, istruendo le persone
non in maniera generica ma provando ad inserirle direttamente sul terri-
torio. La provincia ci passa nominativi
di persone che vengono segnalate
solamente con le iniziali per questioni
di privacy e sicurezza, visto che molto
spesso abbiamo a che fare con situazioni non solo di disabilità ma anche
a livello personale molto problematiche. Noi facciamo da mediazione tra
la persona che cerca lavoro e l’impresa, in base alle caratteristiche che ci
vengono segnalate. Noi abbiamo un
approccio molto empatico con i nostri utenti, quando questo scatta que-
sto dà dei vantaggi, in quanto ci aiuta
meglio a capire la situazione della
persona e, di conseguenza, comprendere l’impiego più adatto.
Quindi la vostra “mission” è più legata ad un superamento di un disagio, più che all’inserimento lavorativo del disabile?
La parola “persona svantaggiata”
è un’espressione che non piace. La
“persona svantaggiata” non è solamente chi ha un handicap fisico o chi
ha un disagio sociale, ma sono tutte
quelle personalità che affrontano
una situazione di svantaggio rispetto
alla società. Ad esempio: una persona che ha sempre lavorato e che
per motivi legati al fenomeno contemporaneo della crisi economica, si
trova ad un certo punto senza lavoro,
quella è una situazione svantaggiata
rispetto a quello che la società odierna richiede. Di fronte ad un esempio
del genere, noi diamo una mano
organizzando corsi professionali che
aiutino la persona a rimettersi in gioco. Affrontiamo molto spesso il disagio legato ad una persona che viene
dall’estero, oltre ad organizzare dei
corsi d’italiano, lo aiutiamo inserendolo, o reindirizzandolo, in un ambi-
to lavorativo a lui consono.
Date un po’ i numeri delle aziende
con cui trattate e di quante persone
passano da qui in un anno.
Siamo praticamente quattro operatori fissi, abbiamo un database in cui
sono censite circa cinquemila aziende. Il nostro lavoro è quello di chiamare queste aziende e chiedergli la
disponibilità di ospitare un tirocinio.
Questi tirocini sono gratuiti nella provincia di Bologna e fondamentalmente servono per mettere alla prova il
lavoratore. In alcuni casi, i più fortunati, vengono assunti. E fino ad ora,
dall’inizio dell’anno, in borsa lavoro
abbiamo collocato all’incirca 180 persone.Le tipologie d’aziende vanno da
tutti i settori, da quelle tradizionali
del nostro territorio, a reparti di meccanica e metalmeccanica, aziende di
multi servizi, settore agricolo, della
ristorazione, alberghiero ecc… Noi
copriamo una vasta gamma di settori
merceologici.Abbiamo tre tipologie
diverse di tirocinio che proponiamo
alle aziende: il tirocinio osservativo, il
tirocinio formativo o il tirocinio finalizzato. L’osservativo consente al tutor che segue la persona, di capire le
competenze dell’utente. Quello for-
3
mativo è in sostanza un’attività dove
s’impara un mestiere, che può continuare ,se si prospettano le possibilità,
altrimenti è una abilità in più che si
avrà acquisito e che si potrà spendere nel mondo del lavoro.Ed infine c’è
quello che oggi viene chiamato “sviluppo competenze”, dove, sin dal principio, si spinge all’inserimento dell’individuo all’interno di una azienda. Questo
è quello a cui tendiamo per la maggior
parte dei casi, ma è anche quello più
difficile da riuscire ad attuare, in quanto è raro che un’azienda accetti la collaborazione in maniera immediata.
C’è da dire che le aziende, nel territorio emiliano romagnolo, dimostrano una certa apertura nel relazionarsi con noi, anche se, prima
di arrivare ad un effettivo avvio del
tirocinio, passa un po’ di tempo.
Altri campi in cui la CSAPSA si muove?
Oltre al collocamento aziendale, c’è
anche una buona parte d’inserimento dati, ricerca internet e lo fanno colleghi che magari sono più restii alle
telefonate.
Inoltre dall’esperienza del call center
sta nascendo un nuovo progetto, che
è stato fortemente voluto dal nostro
presidente Vanni Callegari, quello di
trasformarlo in un agenzia di servizi,
dove ci sarebbe la possibilità di lavorare per commessa, presso associazioni
private o aziende.
Marcello Cominelli
www.buonenotiziebologna.it
BNB
I Personaggi
4
Buone Pratiche
BNB
1 Ottobre 2012
Lo Sportello sociale in casa
Già da qualche giorno a San Lazzaro
famiglie, anziani e portatori di handicap con un clic da casa propria
possono accedere a una miriade di
notizie, informazioni, dati e collegamenti, grazie al nuovo sito comunale
www.sanlazzarosociale.it accessibile anche dal portale www.comune.
sanlazzaro.bo.it. Il nuovo sito web
è stato presentato lo scorso 13 settembre dagli assessori Roberta Ballotta (cultura, servizi sociali, pari
opportunità) e Raymon Dassi (partecipazione, progetti web, sistemi informatici, volontariato) e da un’illustrazione del sito di Nadia Bolognesi
responsabile dello Sportello sociale.
Infatti oggi, per alcune informazio-
ni, chi utilizza il computer e internet
non ha più la necessità di andare di
persona allo Sportello sociale di via
Emilia 90, sotto al portico del municipio, ma può ottenerle dal sito.
Lo Sportello sociale inaugurato l’8
novembre 2008, così come oggi
il nuovo sito, è il punto di accesso
ai servizi sociali e socioassistenziali
del Comune, dell’Ausl e di altri soggetti pubblici e privati. E’ rivolto a
tutti i cittadini, in particolare ad
anziani, disabili, minori e genitori, famiglie in difficoltà, che hanno
necessità di affrontare un bisogno
o di chiedere aiuto. In particolare
lo Sportello fornisce informazioni,
orientamento, ascolto, registrazio-
ne e primo filtro della domanda di
accesso ai servizi sociali e sociosanitari. Nel 2011 i contatti con lo
sportello sociale sono stati pari a
8.012 persone.
Il sito, collegato al portale degli
sportelli sociali della Provincia, tramite consente di collegarsi alla rete
dei servizi sociali, sociosanitari e
socioeducativi da qualunque punto di accesso della rete. Tramite i
vari link, suddivisi per servizi, temi
e attività, il sito internet consente,
inoltre, di avere notizie sulle attività
dei centri sociali sanlazzaresi e sulle
tante associazioni di volontariato
che operano sul territorio.
Giancarlo Fabbri
Conferenza di presentazione del sito
Regione: contributi per edifici lesionati
www.buonenotiziebologna.it
È attivo il portale “Mude” per velocizzare le pratiche della ricostruzione
Per ristrutturare gli edifici temporaneamente o parzialmente inagibili
(classificazione Aedes B e C) è possibile richiedere contributi fino al 30
novembre 2012 solo per via telematica tramite il portale Mude (Modello
unico digitale per l’edilizia).
Da pochi giorni è attivo il Mude
(Modello unico digitale per l’edilizia), una piattaforma tecnologica
attraverso la quale i professionisti,
incaricati da chi ha l’abitazione o
un’attività produttiva danneggiata dal sisma, possono espletare le
pratiche edilizie necessarie per gli
interventi di ripristino e la richiesta
di contributo alle spese di progettazione ed esecuzione dei lavori.
Il sistema informativo Mude, realizzato per volontà del Commissario
delegato Vasco Errani in accordo
con l’Associazione nazionale Comuni italiani, sarà utilizzato in prima
istanza per le domande di contributo ai lavori di riparazione degli
immobili temporaneamente o parzialmente inagibili (B e C secondo la
classificazione Aedes). La piattaforma tecnologica utilizzata è in particolare quella di “Mude Piemonte”,
personalizzata sulle specificità delle
domande di contributo e in attesa
di essere implementata dai sistemi
informatici dell’Emilia-Romagna.
Il Mude consentirà di velocizzare le
pratiche per la ricostruzione, permettendo anche ai tecnici del Comune di Persiceto di interagire per
via telematica con i professionisti, le
banche coinvolte e la struttura commissariale. Fornirà inoltre un valido
supporto alle attività del Gruppo
interforze ricostruzione Emilia-Romagna (Girer), che ha il compito di
intensificare la prevenzione e il contrasto alla criminalità organizzata
nelle zone colpite dal terremoto.
Le domande di contributo alle spese di ristrutturazione possono quindi essere inoltrate solo per via telematica entro il 30 novembre 2012.
Gli interessati, oltre ad essere in
possesso dell’ordinanza sindacale di sgombero causa inagibilità e
della scheda Aedes, devono incaricare un tecnico abilitato affinché
esegua una perizia e predisponga
un progetto dei lavori sulla base del
prezziario stabilito dalla Regione
di concerto con le associazioni di
categoria del settore edilizio. Una
volta ricevuta la domanda, il Comune provvederà a verificarne la congruità e rilascerà una certificazione
che attesta l’entità del contributo
(fino all’80% di quanto richiesto).
Tale certificazione andrà poi consegnata alla banca scelta tra quelle
convenzionate, che provvederà a
liquidare il contributo direttamente alla ditta esecutrice dei lavori (il
40% a metà dell’opera, il rimanente 60% a conclusione dell’intervento). I lavori devono terminare entro
8 mesi dalla presentazione della
domanda di contributo (che equivale ad una comunicazione di inizio
lavori) con un’unica possibilità di
proroga di 4 mesi.
Per ottenere la scheda Aedes bisogna attendere che la Regione
completi l’informatizzazione di tutti
i documenti; non appena saranno
disponibili nel database, il Comune
darà il via libera ai cittadini per fare
la richiesta di accesso agli atti tramite l’Ufficio Relazioni col Pubblico
(n. verde 800.069678).
A breve sul sito della Regione EmiliaRomagna sarà inoltre disponibile un
elenco di merito di imprese della filiera edilizia, previsto negli obiettivi
del Protocollo Legalità-Terremoto per
contrastare le infiltrazioni mafiose.
Può richiedere il contributo anche
chi ha già effettuato i lavori di ristrutturazione, inviando, sempre
per via telematica, la perizia del
tecnico e la relativa documentazione fotografica. In questo caso il contributo verrà erogato dalla banca in
un’unica soluzione.
L’unica pratica che esula dal sistema
Mude è l’eventuale autorizzazione
paesaggistica, per la quale i cittadini
interessati devono rivolgersi all’Ufficio Urbanistica del Comune entro 60
giorni dalla domanda di contributo.
Sul sito www.comunepersiceto.it
è in evidenza il collegamento che
rimanda al sistema informativo
Mude; il link diretto è:
www.mude.piemonte.it/cms/muder.html.
Per ulteriori informazioni: Ufficio Urbanistica del Comune, tel.
051.6812852 - 2857 - 2822.
C.V.
Sede Legale e Amm. - Via Emilia, 369 - 40011 Anzola dell'Emilia (BO)
www.uniloggroup.it
BNB
Buone Pratiche
1 Ottobre 2012
5
“Il pozzo della memoria”: sostenere i terremotati
Valorizzare l’ambiente sotto il profilo culturale, ecologico e sociale
tra le zone della montagna e la
pianura est e, nello stesso tempo,
sostenere le comunità colpite dal
sisma. È questo il duplice obiettivo
del progetto “Il pozzo della memoria” promosso da Auser Bologna,
ADA e Associazione Volontari protezione civile, in rete con numerose organizzazioni attive sui territori
e con la collaborazione del Centro
Servizi per il Volontariato della
Provincia di Bologna (VolaBO).
Partito inizialmente come progetto per il recupero della memoria
e della storia territoriale, dopo i
gravi eventi sismici dello scorso
maggio, pur mantenendo la sua
originaria missione, il progetto è
divenuto promotore di una gam-
ma di azioni a favore dei territori
colpiti.
“Inizialmente il progetto era nato
per valorizzare itinerari d’acqua,
d’arte e antichi mestieri nei territori di Bentivoglio, Pianoro, Monteveglio, Castello di Serravalle,
Marzabotto e Vergato, il tutto attraverso un’ampia rete di soggetti
e organizzazioni attive in questi
comuni - spiega il Presidente di
Auser Bologna, Secondo Cavallari
- ma di fronte alla grave tragedia
che ha colpito l’Emilia abbiamo
deciso di fare confluire gli obiettivi del progetto, che già di per
sé si fondava sulla valorizzazione
del territorio e delle comunità, sui
nuovi e cogenti bisogni”.
Un cambiamento reso possibile grazie all’impegno del Centro
la CAMPAGNA
NASTRO ROSA
A ottobre parte la xx edizione internazionale
Sarà Cristina Chiabotto, Miss
Italia 2004 e oggi affermata
conduttrice televisiva, la testimonial italiana dell’edizione 2012 della Campagna Nastro
Rosa, dedicata alla prevenzione del tumore al seno e giunta
alla XIX edizione in Italia e XX
edizione nel Mondo.
Ad ottobre, infatti, la Lega Italiana
per la Lotta contro i Tumori (LILT)
ed Estée Lauder Companies, società leader nella profumeria di
prestigio, torneranno in prima linea nella lotta a questa grave patologia neoplastica, che registra
un’incidenza sempre maggiore.
La Campagna Nastro Rosa, ideata negli Stati Uniti da Evelyn
Lauder, di cui quest’anno ricorre il primo anniversario
della scomparsa, e promossa
in 70 Nazioni, ha come obiettivo quello di sensibilizzare un
numero sempre più ampio di
donne sull’importanza vitale
della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella, informando il
pubblico femminile anche sugli stili di vita correttamente
sani da adottare e sui controlli
diagnostici da effettuare.
Il tumore al seno resta il big
killer numero uno per il genere femminile. La sua incidenza
è in costante crescita, in Italia
ogni anno si ammalano più di
40 mila donne. Un incremento
dovuto all’allungamento dell’età media della popolazione
femminile e all’aumento dei
fattori di rischio.
Occorre sottolineare che sta
cambiando anche l’età in cui la
malattia si manifesta: il 30% circa prima dei 50 anni, fuori quindi
dall’età prevista dai programmi di screening mammografico. Un ulteriore motivo per
sensibilizzare tutte le donne
alla cultura della prevenzione
e renderle sempre più protagoniste della tutela della propria salute.
Per ogni donna la prevenzione
deve essere sinonimo di promozione del proprio benessere, della propria salute, ma
anche della propria bellezza.
A Bologna, durante il mese di
ottobre le giovani donne fino
ai 45 anni di età (non coperte
da screening regionale) potranno prenotare una visita senologica gratuita da effettuarsi
presso l’ambulatorio della Lilt
di Via Turati.
Telefonare allo:
051.430435 dal lunedì al giovedì dalle 10 alle 12.
Servizi per il Volontariato della
Provincia di Bologna, che ha raccolto questa importante esigenza
e si attivato per sostenere la rete
di associazioni promotrici. “Il progetto ‘Il pozzo della memoria’ rappresenta per noi un percorso di
significativa rilevanza - sottolinea
la coordinatrice di VolaBO, Cinzia
Migani - perché ha permesso di
affrontare la tragedia mettendo in
rete le tante risorse del volontariato e dell’associazionismo presenti
nei territori. Il coinvolgimento, infatti, già alle origini del progetto,
di una così vasta rete di soggetti
ha consentito di virare sui nuovi
obiettivi per rispondere ai bisogni
dei cittadini dei territori colpiti,
attivando azioni e progettazioni
destinate a durare nel tempo e a
rinnovarsi anche sulla base delle
nuove esigenze che si andranno a
prospettare”.
In particolare già dal mese di agosto sono state realizzate numerose attività: appuntamenti culturali
aperti a tutti, iniziative di raccolta
fondi e gite nei luoghi della storia
e della memoria. Dall’iniziativa di
apertura a Monte Sole, con la presentazione dell’ultimo libro di Valerio Varesi e lo spettacolo teatrale
dell’associazione “Il temporale”,
che ha consentito di raccogliere ol-
tre 400 euro per la ricostruzione a
Pieve di Cento; alle sagre e feste di
raccolta fondi realizzate a Castello
di Serravalle; alle gite e passeggiate a Marzabotto, Monteveglio e
Castel D’Aiano, attraverso itinerari
storici e culturali.
Il programma proseguirà per tutto
l’autunno con appuntamenti musicali, culturali e ricreativi, arricchendosi strada facendo attraverso una
progettazione partecipata in cui
ciascun gruppo territoriale potrà
pensare e organizzare le iniziative
da realizzare sul proprio territorio.
Una sorta di “Mappa solidale e dinamica”, insomma, in cui i territori
si attivano, ciascuno con le proprie
risorse, per offrire un sostegno alle
zone colpite dal sisma.
La raccolta di tutte le attività di
questi mesi confluirà poi in una
mostra fotografica itinerante, che
verrà ulteriormente arricchita da
iniziative di presentazione e animazioni territoriali. Le emozioni,
le esperienze, le storie verranno
inoltre raccontate direttamente
dai loro protagonisti attraverso il
blog espressamente dedicato al
progetto (http://ilpozzodellamemoria.blogspot.it), in cui sarà via
via pubblicato anche il calendario
dei tanti eventi in programma.
Il tutto si chiuderà in novembre
con una grande iniziativa a Pieve di
Cento in cui verrà proiettato anche
il video realizzato dalle registe Antonella Restelli e Patrizia Stellino.
Ma non finisce qui. L’obiettivo
infatti è quello di condividere
il progetto anche con le associazioni e i gruppi Auser attivi
nelle altre province emiliane
per avviare un confronto tra le
tante realtà che hanno progettato azioni a favore dei comuni
colpiti dal sisma. “Vista l’importanza e il valore di questo progetto abbiamo pensato, assieme
ad Auser Bologna e a VolaBO,
di condividerlo con gli altri territori, per favorire il confronto
e promuovere lo scambio e la
condivisione delle azioni” - spiega Franco Di Giangirolamo, Presidente di Auser Emilia Romagna.
L’idea, dunque, è quella di creare una “mappa vivente” regionale; una rete solidale “in movimento”, capace di raccogliere e
creare sinergie tra le tante iniziative e progetti implementati
dalle associazioni e dai cittadini
nei territori colpiti.
Per informazioni:
http://ilpozzodellamemoria.
blogspot.it/
Annalisa Bolognesi
www.buonenotiziebologna.it
L’AUSER dà il via ad una valorizzazione del territorio a sostegno delle le comunità colpite dal sisma
6
Economia
BNB
1 Ottobre 2012
La “Filantropia” e la sua evoluzione nel tempo
4. La “Venture philantropy”: non-profit e capital market
www.buonenotiziebologna.it
Nell’ultimo decennio del XX
secolo la filantropia ha compiuto un nuovo mutamento
di orizzonte che ha trovato
il suo fulcro nel concetto di
“investimento”. Attraverso il
trasferimento nell’ambito del
non-profit del modello del
“venture capital”, il concetto
di investimento definisce un
piano strategico da realizzare attraverso il rafforzamento
della struttura organizzativa,
con l’intento di attuare programmi ad elevato impatto
sociale. Questo nuovo concetto di “venture philantropy”,
collegamento fra filantropia
ed impresa, rappresenta ad un
tempo un ulteriore sviluppo
della corporate philantropy e
un radicale mutamento di orizzonte dell’agire filantropico in
quanto introduce la variabile
dell’investimento nella strategia operativa delle fondazioni, nel loro proporsi come
promotori della creazione di
development funds per il nonprofit. La sperimentazione di
questa nuova metodologia
“market oriented” della filantropia si è delineata, dal punto
di vista operativo, sulla costa
Ovest degli Stati Uniti, specialmente nella Silicon Valley
dove è nata la globalizzazione
e che presenta un’area di alta
densità progettuale anche per
quanto riguarda le comunità
locali.
Il concetto chiave di tale tipologia di filantropia è che l’investitore fornisce fondi per la
realizzazione di specifici progetti; la fondazione non-profit
li usa per supportare i progetti
mettendo a disposizione anche il proprio know how, le risorse più adatte e l’organizzazione. Al termine del progetto
i risultati portano al raggiungimento di due principali obiettivi: a) realizzare quanto previsto a supporto delle comunità
coinvolte (recupero di drogati
o ex carcerati, creazione di posti di lavoro aggiuntivi in realtà
con gravi crisi occupazionali,
creazioni di scuole ed ospedali nei paesi più poveri dell’Africa ecc.); b)
consentire
un ritorno
dell’investimento
per il
“ventu-
l’investitore, che riceverà un
tangibile benefit come ritorno
del proprio investimento, e da
migliorare la qualità della vita
e delle relazioni e determinare
la crescita culturale e sociale
dell’intera comunità (intangibile benefit). Vista dal lato dei
grant makers questa inversione di prospettiva comporta la
necessità di supportare la fondazione non-profit anche nella
gestione di progetti e programmi a lungo termine. Quest’ultima può così collaborare con
le comunità locali tramite la
propria organizzazione,
le proprie migliori
risor-
re filantropist” tramite la
realizzazione di attività e produzione di beni che portano risultati economici positivi. Uno
dei primi casi studio di ventu-
se e la strutturazione di un
core funding mirato al raggiungimento di obiettivi sia
nel sociale che nel business.
Questo significa la necessità di
re philantropy, con la collaborazione di Jed Emerson con la
Stanford Graduate School of
business, è quello della Roberts Foundation verso la fine
degli anni ’90. L’esperimento,
nell’ambito del supporto ai
senza casa, aveva come finalità gli sforzi, da parte delle
organizzazioni non-profit, per
espandere le opportunità economiche per i senza tetto.
Questo nuovo modo di intendere la filantropia si basa sul
concetto evolutivo che non
basta più dare del pesce a chi
non ha da mangiare e neppure basta insegnargli a pescare
perché sia autonomo nel proprio sostentamento, ma occorre un ulteriore passo avanti: la
necessità per il grant seeker di
pescare con tecniche innovative e competitive, in modo da
produrre beneficio anche per
intervenire nel lungo periodo
e in modo strategico gestendo
il rischio ed incidendo sulla ottimizzazione del capacity building delle istituzioni non-profit, stabilendo un sistema di
relazioni interne e a crescente
impatto organizzativo tra grant
maker e grant seeker. Gli obiettivi erano e sono a tutt’oggi
assai ambiziosi, per cui non
tutti gli esperimenti condotti
sono giunti a buon fine; questo è accaduto principalmente
quando il bilanciamento fra
fruitori e fornitori di fondi, di
organizzazione, di risorse non
è stato paritario ma sbilanciato a sfavore di uno dei due
contraenti (spesso l’impresa),
che si aspettava un maggior
coinvolgimento del partner nei
programmi congiunti e condivisi e che si è trovato a corto
o di fondi o di risorse. Comun-
que, un aspetto significativo
della crescita esponenziale
della venture philantropy in
un arco di tempo molto breve
è che essa sembra configurarsi come effetto di una transizione generazionale connessa
con il nuovo habitus mentale
introdotto nelle aziende dalla
globalità e dalla new economy
con il conseguente avvento di
uno sviluppo a cascata di nuove tecnologie pervasive nel
campo dell’informatica (Internet in primis). Siamo oggi in
presenza di una generazione
di donors che spesso hanno
meno di 40 anni, si sono arricchiti con la new economy e
non vogliono limitare la loro
attività di filantropi a firmare
assegni e visionare rapporti di
fine progetto inerenti la loro
donazione, ma desiderano
entrare nel vivo dei programmi e delle misurazioni del loro
impatto sia sulla società che
nell’azienda donatrice (come
fanno di solito nella gestione
delle imprese che hanno contribuito a far nascere e crescere in così breve tempo), sia di
tipo tangibile che intangibile,
mettendo così alla prova le
loro capacità di selezionarli, di
gestirli e di controllarne i risultati attesi. In tal modo l’attività
dei grant-makers non si limita
all’erogazione, ma implica un
allargamento delle reti, delle
cerchie sociali in forma strategica e collaborativa.
L’obiettivo è di assicurare il
trasferimento verso il nonprofit degli strumenti opera-
invece, un paravento dietro
cui si nascondono la difesa dei
propri interessi ed i propri appetiti finanziari di conquista
di quote di mercato anche attraverso l’internalizzazione di
una corporate philantropy di
tipo strumentale. Il dibattito
è in corso, anche perché un
quindicennio non è un tempo
sufficiente per definire compiutamente il decorso della
nuova modalità filantropica e
perché l’uso politico che ne è
stato fatto durante le ultime
campagne elettorali americane ne mette in discussione
le basi. In Italia questa nuova
metodologia non ha ancora
preso piede, anche perché le
fondazioni preferiscono una
politica dell’intervento per
settori piuttosto che per progetti e programmi condivisi
ed ispirati al rischio di lungo
termine. Questo ha un che di
strano, se si pensa che l’Italia
è “storicamente” un paese in
cui la società civile si è sviluppata secondo forme di cittadinanza collaborativa (Casse
di Risparmio e loro statuti)
attivando reti di collegamento
intersettoriale tra elites cittadine e aggregazione sociale e
comunitaria fra associazioni
professionali e di mestiere,
confraternite ecc.
Per concludere, è interessante notare come la venture
philantropy, nata nei settori
più avanzati della società globale, si ispiri proprio al principio della Community venture,
cioè della capacità di azione
tivi più innovativi del capital
venture (pianificazione strategica e finanziaria, analisi
dei processi, monitoraggio dei
risultati, controllo dei ritorni
tangibili e non).
La domanda che sorge immediata, anche a fronte di
comportamenti non sempre
“filantropici” ma mascherati
sotto tale sigla, è se tale nuovo modo di operare sia un
reale nuovo modo di operare
nel campo della filantropia o,
del non-profit non attraverso
erogazioni di denaro unidirezionali ma attraverso una
strategia di mobilitazione dal
basso in cui i fondi vengono
indirizzati verso progetti mirati ben collegati alle necessità
delle comunità locali e per i
quali il ritorno dell’investimento è garantito dalla collaborazione stretta fra erogatore e fruitore.
Gianni Cacchiani
[email protected]
BNB
1 Ottobre 2012
L'angolo Spinoso
7
La parola diverso fa paura a tutti. Non
c’è niente da fare nonostante gli sforzi mentali e culturali che si possono
fare, il diverso fa paura perché non
lo conosciamo. Il nostro cervello tende a categorizzare tutto
quello che ha intorno e che non conosce, è un meccanismo naturale, fa
parte del nostro modo di percepire le
cose. È difficile quindi immedesimarsi
in un’altra vita, ma possiamo almento tentare di rispettarla se non riusciamo a comprenderla. Ma come?
Per esempio iniziando dal fatto che
ognuno di noi è diverso l’uno dall’altro, come impronte digitali, uniche
per ognuno di noi; come la coscienza che ci contraddistingue, come la
nostra anima; non incontreremo mai
qualcuno uguale per filo e per segno
a noi. Ma la voglia di relazionarci agli
altri ci avvicina, ci fa innamorare, ci
rende in un’unica parola: esseri umani.Tempo fa pensavo all’impatto che
una parola come ‘handicappato’
può avere sulle persone, o ‘nero’,
o ‘omosessuale’ e mi sono chiesta
cosa sia l’assimilazione. Mi spiego.
Oggi non si dice più handicappato
e si dice ‘diversamente abile’ come
nell’intento di assimilare una persona che non può muovere le gambe
a una che le può muovere. Allora
il discorso diventa: in fondo siamo
uguali, non siamo diversi e la discriminazione non deve sussistere. Ma
la conseguenza apparentemente
tollerante non è una soluzione giusta. È solo ipocrita, ancora una volta.
Perché una persona che non può
camminare dovrebbe essere considerata uguale a una che può correre?
Io ad un amico in sedia a rotelle non
gli chiederei mai di correre e prendere al volo il bicchiere che sta cadendo
dal tavolo e non gli chiederei di fare
esattamente quello che faccio io. Io
non gli chiederei di essere uguale a
me. Non gli chiederei niente e basta.
Non farei finta che sia uguale a me
fino a non vedere più la sua condizione, forse dovrei accettarla e basta
come non si chiede niente di diverso
da chi si ama. Quindi mi chiedo: “Perché la parola handicappato dovrebbe
essere offensivo?”. Chi è omosessuale è diversamente eterosessuale? E
chi è nero è diversamente bianco?
Nel mondo non siamo tutti
uguali,(per fortuna) ma tutti abbiamo gli stessi diritti di vivere una vita
dignitosa e felice. Non siamo diversamente qualcosa di qualcosa, come se
ci fosse un punto di riferimento giusto e il resto si adatti oppure niente.
Purtroppo la stessa cosa accade con
gli immigrati: un musulmano è accettabile solo quando si toglie il velo
e quando ha gli stili di vita identici
ai nostri. Allora lo accettiamo .
Allora forse può essere considerato
bravo e onesto come noi, se si veste
come noi, se parla come noi. Ma l’etnocentrismo è razzismo, l’opposto
dell’accettazione. Assimilare le persone a noi stessi non è tolleranza, è solo
una prepotente ignoranza, un’imposizione violenta della nostra cultura.
Emanuela De Siati
www.buonenotiziebologna.it
la parola ‘diverso’ fa paura
8
Sport
BNB
Sostieni
donando il
1 Ottobre 2012
www.buonenotiziebologna.it
Fabian, un artista dello sport e della vita
Il mese scorso, come molti di voi
sapranno, ci sono state le Paralimpiadi a Londra appena poco dopo
le Olimpiadi. Entrambe le manifestazioni sportive sono state seguite
a livello mondiale e non è un’esagerazione se affermo che anche
quelle riservate alle persone diversamente abili lo sono state. Inoltre,
forse, per la prima volta si ha avuto
l’impressione che non fosse una
“sorella minore” delle più conosciute Olimpiadi.
Qui vi riporto l’intervista fatta ad
un atleta disabile in carrozzina che,
anche se a Londra non è andato sul
podio, nella vita sportiva ha conseguito svariate medaglie in differenti
discipline sportive quali: il calcio, lo
sci, il tennis e sia prima che dopo
il gravissimo incidente che nel ’94,
quando aveva solo 20 anni, lo ha
reso paraplegico.
Lui è Fabian Mazzei oggi 39enne
che nella categoria maschile attualmente è il numero 27 delle classifiche mondiali del tennis in sedia a
rotelle. Si è qualificato agli Ottavi di
finale a Sidney nel 2000 e ad Atene
nel 2004, ed ha partecipato alle Paralimpiadi a Pechino nel 2008.
Il suo carattere estroverso e altruista
lo ha portato ad occuparsi da oltre
10 anni di bambini, giovani e meno
giovani che hanno acquisito una disabilità per indirizzarli alla pratica
sportiva perché lo sport, e lui ne è
un esempio, è una di quelle molle
per la quale si può ritornare alla vita
dopo che questa è stata sconvolta
da un grave incidente. L’attività d’istruttore di tennis la svolge presso
l’ospedale Monte Catone di Imola
che si occupa del trattamento delle
Lesioni Midollari in fase acuta, postacuta e del trattamento delle Gravi
Cerebro lesioni Acquisite.
Fabian in realtà non è solo un eccellente sportivo ma anche un vero
ALEX: il campione
Alex Zanardi è nato a Bologna il
25 ottobre 1966. Vive a Padova;
è sposato con Daniela la sua team
manager e ha un figlio Niccolò.
Alex è stato un pilota automobilistico italiano. Ha iniziato a
gareggiare giovanissimo nonostante l’opposizione della sua
famiglia che non vedeva di buon
occhio la sua passione per i motori. Inizialmente Zanardi ha
gareggiato su Kart per poi debuttare in Formula 1 nel 1991
alla guida della Benetton. L’anno successivo viene ingaggiato
dalla Lotus per sostituire Micheal Schumacher. Dopo il ritiro
della scuderia britannica dalla
Formula 1 Alex Zanardi emigra
negli Stati Uniti dove vince delle
a
gare su CART diventando famoso. Nel 1999 Alex Zanardi torna
in Formula 1 ingaggiato dalla
Williams ma non ottiene nessun punto e non gli viene più
rinnovato il contratto per l’anno
successivo. Nel 2001 Alex ritorna negli Stati Uniti e corre di
nuovo su CART ma questa volta
comincia molto male in campionato. Il gravissimo incidente che
gli cambia la vita avviene il 15
settembre 2001 a Brandeburgo
in Germania.
L’impatto violentissimo con la
vettura del pilota italo-canadese Alex Tagliani lo riduce in
coma farmacologico per due
settimane e di fatto gli fa perdere per sempre l’uso delle
artista, eclettico e sempre pronto
a sorprendere. Nella sua, a volte
spericolata esistenza, si è misurato
con buoni risultati anche nel canto
partecipando a diversi concorsi e
spettacoli con nomi di rilievo come
Bocelli e incidendo anche alcune
sue canzoni.
Tu sei diventato disabile dopo
un gravissimo incidente sugli sci.
Come è cambiato il tuo rapporto
con lo sport e cosa rappresenta
per te oggi?
Appena avuto l’incidente credevo
che non avrei potuto più fare niente. Lo sport ha ridato in me quella
spinta verso nuovi obiettivi, mi
sono rimesso in gioco come sportivo e come uomo.
Hai appena partecipato alle tue
quarte Paralimpiadi quelle di Londra, e anche se non hai vinto delle
medaglie, qual è stata la tua esperienza a questa kermesse?
Entrare dentro lo Stadio con tutti
gli atleti italiani è stata un’emozione unica e io ho avuto la fortuna di
viverla quattro volte. L’atmosfera è
da brividi. Scorre il film di tutta la
tua vita e i sacrifici fatti in passato
non ti pesano perché stai vivendo
un sogno.
Raccontaci brevemente un aned-
doto simpatico di quei giorni?
La cosa più simpatica era quello
di condividere con gli altri atleti
questo spirito di fratellanza che si
respirava.
Nei giorni delle Paralimpiadi, si è
scatenata una querelle dopo l’intervista rilasciata da Paolo Villaggio, attore genovese, durante la
trasmissione di Radio 24 “La Zanzara” il quale ha affermato: “La Paralimpiadi di Londra fanno molta
tristezza, non sono entusiasmanti,
sono la rappresentazione di alcu-
ne disgrazie e non si dovrebbero
fare perché sembra una specie di
riconoscenza o di esaltazione della disgrazia“. Tu cosa gli diresti da
sportivo in carrozzina se potessi?
Paolo Villaggio è libero di esprimere le proprie opinioni. Io sono
dell’idea che noi cerchiamo di
dare il massimo nell’ambito sportivo e se a qualcuno non piace va
bene lo stesso.
Saluta i nostri lettori con un tuo
motto di vita, un tuo slogan che ti
rappresenta.
I sogni che non muoiono son quelli che si avverano
Giusy Carella
Fabian Mazzei - Paralimpiadi Pechino 2008
gambe poi sostituite con delle protesi . Nessuno tranne la
moglie Daniela pensa che si
riprenderà tant’è che gli viene
data l’estrema unzione.
Tra lo stupore di tutti Alex si riprende e ancora oggi Zanardi è
un bellissimo esempio dell’uomo che non si arrende di fronte
alle avversità della vita.
Una delle sue battute più celebri
è “Adesso che giro scalzo non mi
prenderò più il raffreddore.”
Nel 2007 Alex Zanardi ha partecipato alla Maratona di New
York ottenendo un sorprendente
quarto posto. Alle Paraolimpiadi
di Londra 2012 Zanardi ha conquistato due ori nell’handbike
su pista e su strada e un argento
in staffetta con Vittorio Podestà
e Francesca Fenocchio.
Alessandro Legnani
Alex Zanardi, oro a Londra 2012
BNB
1 Ottobre 2012
w w w. p ro g e t t o d at a . i t
Provincia
9
Scuola di Pace di Monte Sole
La fondazione compie dieci anni e si festeggia riflettendo
Era il 2002 quando istituzioni e associazioni del territorio bolognese e regionale decisero di fondare
la Scuola di Pace di Monte Sole.
Ricorre, quindi, il decimo compleanno e non poteva esserci regalo
più bello che rincontrare i ragazzi e le ragazze (italiani, tedeschi,
israeliani e palestinesi) che hanno
preso parte ai progetti Pace a 4
voci nel corso di questi primi 10
anni di attività.
Un’esperienza che si sta svolgendo proprio mentre andiamo in
stampa che intende, da un lato
valutare a distanza di anni l’efficacia del progetto educativo montesoliano e dall’altro continuare a
supportare chi, nelle zone di conflitto, si trova giornalmente a fare
scelte fortemente condizionate
dall’aperta violenza del contesto
e chi, pur vivendo in un contesto
pacificato, sente il bisogno di lavorare sulla propria consapevolezza
rispetto ai meccanismi di violenza
più o meno striscianti che agiscono nella “civilissima” Europa.
Questo numero di Buone Notizie
Bologna esce a ridosso del 68°
anniversario degli eccidi di Monte
Sole che anche quest’anno verranno ricordati con una serie di
iniziative in programma domenica 7 ottobre.
Come ogni anno la proposta della
Scuola di Pace, in occasione delle iniziative in programma per le
commemorazioni, riguarda una
forte riflessione sulle differenti
forme di violenza nella realtà in
cui viviamo.
Anche in quest’occasione istituzionale e dedicata al ricordo delle
vittime del massacro nazifascista,
non si vuole perdere l’occasione
di stimolare pensiero e dibattito sul nostro “qui ed ora” nella
convinzione che l’unico modo
per tentare di avverare lo spesso
retorico auspicio del Mai più, sia
quello di chiedersi continuamente Perché ancora?
Il tema di quest’anno è dedicato
ai cosiddetti Centri di identificazione ed espulsione, i CIE (ex
CPT). A dispetto del loro nome
eufemistico e rassicurante, si
tratta di centri di detenzione per
persone migranti la cui unica condizione particolare è quella di non
essere in possesso di documenti.
La nostra scuola non ha cattedre
perché nessuno si siede sopra
la nostra scuola non ha pre-sidi
perché nessuno siede davanti
la nostra scuola non ha studenti e maestri
perché ciascuno è maestro e studente
la nostra scuola non ha banchi
perché basta lo spazio a dividerci dagli altri
la nostra scuola non ha file
perché ci si guarda tutti in faccia
la nostra scuola non trasmette alcun sapere
perché sa di non sapere
la nostra scuola non interroga
perché non è una questura
la nostra scuola non ha obiettivi
perché gli obiettivi sono i suoi mezzi
la nostra scuola non ha programmi da seguire
perché sono i programmi a seguire le persone
la nostra scuola non ha risposte
perché risponde soltanto con delle domande
la nostra scuola non ha certezze
perché dubita che siano certe
la nostra scuola non pro-muove
Annalisa Paltrinieri
Riflessione con i bambini della scuola
Veduta della scuola
Momenti di festa a Monte Sole
perché tutti devono poter andare avanti
la nostra scuola non richiede obbedienza
la nostra scuola non addestra al lavoro
perché non è un esercito
perché non vuole dei bravi schiavi
la nostra scuola è di pace
la nostra scuola non specializza
perché ogni scuola dovrebbe esserlo
perché non vuole perdere una visione d’insieme
la nostra scuola non parla di pace
la nostra scuola non forma
perché in nome della pace si fanno le guerre
perché ognuno deve poter scegliersi la propria forma
la nostra scuola non insegna a rispettare le leggi
la nostra scuola non ha ri-creazioni
perché non tutte le leggi sono giuste
perché ci si ri-crea dopo essere stati distrutti
la nostra scuola non dà punizioni
la nostra scuola non premia
perché non è una prigione
perché non è una competizione
la nostra scuola non ha orari fissi
la nostra scuola non trasmette “i valori”
perché non è una fabbrica
perché non è una chiesa
la nostra scuola non celebra gli “eroi”
la nostra scuola non canta l’inno
perché non dovremmo averne bisogno
perché non siam pronti alla morte per una bandiera
la nostra scuola non celebra i “martiri”
la nostra scuola non giudica
perché i massacrati non scelgono di morire
perché non è un tribunale
la nostra scuola non condanna “le belve”
la nostra scuola non dà compiti a casa
perché gli animali più feroci siamo noi
perché è anche una casa
la nostra scuola non sa di preciso che cos’è
la nostra scuola non vuole convincere
sa soltanto quello che non è.
perché non è un partito
la nostra scuola non ricorda per dovere
perché si può anche dimenticare
Educatori e le educatrici della Scuola di Pace di Monte Sole
www.buonenotiziebologna.it
La scuola di pace
Le persone migranti possono, è
bene ricordarlo, essere recluse in
questi luoghi fino a 18 mesi senza aver commesso alcun crimine
(formalmente in attesa di essere
espulsi e reimpatriati) per il solo
fatto, per esempio, di non riuscire
per un qualsiasi motivo a rinnovare il permesso di soggiorno.
Di fatto si limitano fortemente
i diritti umani e le libertà di una
persona per il solo fatto di non
avere la cittadinanza italiana: a
nessun italiano, infatti, succederebbe mai di essere rinchiuso perché non ha i documenti in regola.
Per la Scuola di pace, dunque, ricordare significa soprattutto agire
sul proprio presente, ricercare e
analizzare tutte le forme quotidiane di violenza, anche quelle legalizzate ad opera delle Stato.
Questi dieci anni hanno suscitato
molte riflessioni: le persone che
abbiamo incontrato, i luoghi che
abbiamo visitato, le storie che abbiamo sentito.
Dopo dieci anni non possiamo affermare con certezza ciò che siamo.
“Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non
vogliamo.”
10
San Lazzaro
di Savena
BNB SPI
S ervizi
Pr i m a
I nfanzia
1 Ottobre 2012
Nido
Sistema Integrato per la Gestione delle Anagrafiche
e delle Rilevazioni relative ai Servizi per la Prima Infanzia
www.virtualcoop.net
operazione “Case Canova”
www.buonenotiziebologna.it
A San Lazzaro sono materialmente iniziate le operazioni di recupero delle tre case popolari più fatiscenti, ex Iacp (Istituto autonomo
case popolari) ai civici 32, 34 e 36
di via Canova, con 30 alloggi di
cui 24 di proprietà comunale. Nei
primi giorni di settembre è stato
infatti raso al suolo l’edificio al civico 32 che, una volta terminato,
consentirà di trasferirvi i residenti
(alcuni proprietari e gli inquilini
comunali, ndr) negli altri due edifici che saranno, a loro volta, de-
moliti e ricostruiti.
Ma le operazioni erano ufficialmente iniziate il 28 febbraio, del
2011, come previsto dagli accordi.
Ma nel concreto la prima operazione fu la demolizione, il 7 aprile 2011, di costruzioni accessorie
(alcune anche utilizzate come abitazioni con i civici 34/A e 34/B), e
le baracche, tutte abusive, che si
trovavano nel retro tra gli edifici e
il Savena.
Durante l’estate 2011 ci fu il trasferimento totale degli inquilini del ci-
Lavori in Via Canova
vico 32, che aveva già cinque alloggi
vuoti su dieci, traslocati in altri alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp). Nell’edificio ora abbattuto
c’era solo un alloggio, ma vuoto, di
un privato che decise di aderire al
programma di riqualificazione contribuendo alle spese.
È quindi già avviato il “Piano di
riqualificazione delle Case Canova” (Pruacs) vincitore di un finanziamento di quattro milioni di euro,
tra statali e regionali, più un milione
di euro dello stesso Comune, per
recuperare i tre edifici realizzando
39 alloggi, invece dei 30 odierni,
sfruttando il sottotetto. Il Pruacs
prevede poi la realizzazione sul retro di rimesse e cantine e di una
sala condominiale, in sostituzione
delle costruzioni abusive già demolite, la sistemazione dell’area, degli
spazi pertinenziali e le necessarie
opere di urbanizzazione.
La realizzazione del Pruacs è stato affidato all’Acer (Azienda casa
Emilia-Romagna, ex Iacp) che ha
poi indetto l’appalto dei lavori di
demolizione e ricostruzione, per i
39 alloggi in via Canova, e per la costruzione di 30 nuovi alloggi in via
Spinelli di cui 11 Erp comunali.
Demolizione di una casa in via Canova
Dietro a questo abbattimento,
però, ci sono stati anni di discussioni, incontri, trattative, progetti,
e la partecipazione del Comune al
bando detto dei “Tremila alloggi”
per bissare il successo avuto alla
Mura San Carlo con l’abbattimento di una delle famigerate “Case
Andreatta” sostituita da edifici
nuovissimi (l’altra è in via di abbattimento).
Col Comune che nel 2008 aveva
avviato un “laboratorio di urbanistica partecipata” che vide numerosi
incontri tra amministratori, tecnici
comunali, consulenti esterni, inquilini comunali e proprietari. Infatti le
palazzine di via Canova hanno un
problema in più rispetto alle Case
Andreatta. Gli alloggi non sono tutti
comunali ma anche di privati che li
avevano acquistati dallo Iacp. Per
dare un’idea del problema si consideri che nelle sei palazzine ex Iacp
di via Canova su 48 appartamenti
il Comune ne era proprietario di
32; con ogni palazzina ha da uno a
quattro proprietari privati. Con gli
alloggi, realizzati nell’immediato
dopoguerra per dare almeno un
tetto agli sfollati, tanto fatiscenti
che non ci volevano abitare nemmeno gli extracomunitari
Giancarlo Fabbri
riqualificare piazza bracci Aics: corsi di P.c.
Scelte le cinque idee dalle 78 proposte al concorso
Con la scelta di cinque idee, sulle
78 presentate per la riqualificazione del centro di San Lazzaro
(una vasta area racchiusa dalle vie
Emilia, San Lazzaro, Repubblica e
Rimembranze), e l’apertura delle
rispettive buste, lo scorso 5 settembre si è conclusa la prima fase
del concorso di idee con partecipazione di architetti e urbanisti di
tutta Italia.
Dopo l’esposizione in sala di città
delle 78 tavole illustranti le singole idee progettuali, in occasione
della recente “Fiera di San Lazzaro”, e la votazione da parte dei
visitatori, la scelta definitiva è stata effettuata da una commissione
tecnica d’esame composta dagli
architetti Andrea Mari (dirigente
comunale all’urbanistica), Marco
Prodi e Monica Tinarelli, e dagli
ingegneri Vincenzo Abenante e
Angelo Mingozzi.
In questa fase sono state selezionate le idee, ancora anonime,
registrate all’arrivo come numero 7, 15, 60, 68 e 78. Nell’ordine,
aprendo le buste, sono risultate
presentate dagli architetti: Paolo Molteni di Cantù (Como) con
altri due colleghi; Filippo Spaini dello studio Ricci-Spaini di
Roma; Giuseppina Bellapadrona
di Roma a nome di un gruppo;
Giuseppe Bandieramonte di Milano con un altro gruppo; Luca
Astori sempre di Milano per un
altro raggruppamento temporaneo. Le cinque proposte erano
state apprezzate anche dalla votazione popolare che, infatti, le
aveva collocate tra le dieci più
apprezzate dal pubblico.
Ora i cinque finalisti ammessi alla
seconda fase del concorso di idee
una delle proposta al progetto per la riqualificazione di Piazza Bracci
dovranno presentare, entro le 12 che hanno fissato i paletti e le lidel 5 novembre 2012, elaborati nee guida alle quali si sono dovuti
più dettagliati con lo sviluppo del- attenere gli architetti partecipanle proposte presentate. A seguire ti al concorso di idee. Il centro di
con un’altra seduta pubblica verrà San Lazzaro sarà quindi ridisegnaproclamato il vincitore, studio as- to, e riqualificato, ma non stravolsociato o singolo concorrente, che to. Per saperne di più è possibile
entro i 60 giorni successivi dovrà accedere al materiale che è staprodurre gli elaborati necessari al to inserito nel sito del Comune:
completamento del progetto pre- www.comune.sanlazzaro.bo.it.
Come ha precisato l’architetto
liminare.
Il concorso era nato nel 2011 con Mari i concorrenti rimasti in gara
la partecipazione del Comune a «dovranno approfondire una
un bando regionale, per il recu- maggiore connessione degli spapero di aree urbane degradate, ri- zi aperti con gli edifici pubblici e
sultando tra i 19 selezionati sulle valorizzare il monumento ai cadu105 proposte inviate alla Regione, ti». Per l’assessore all’urbanistica
e ottenendo un contributo di 30 Leonardo Schippa «il concorso è
mila euro. Sono poi stati indetti stato un successo straordinario
incontri pubblici come laborato- mettendo in campo tante prorio di urbanistica partecipata, co- poste venute da tutta Italia. Una
ordinati dall’architetto Alessandro grande soddisfazione anche per
Tugnoli nelle vesti di facilitatore, l’amministrazione comunale che
coadiuvato degli ingegneri Clau- da vario tempo partecipa ai bandio Spalletti e Fernanda Canino. di regionali ponendosi sempre ai
Lo scorso 4 maggio si è infine primi posti con le sue proposte di
giunti alla sintesi e alla firma di un riqualificazione urbana».
Enrico Salmi
documento, da parte dei cittadini,
Il gruppo di Protezione civile Nibbio Aics
di San Lazzaro, nato dalle attività sportive della Poggisub nella Polisportiva Paolo Poggi, dal 2000 opera in varie attività
specializzandosi, soprattutto, in quelle
antincendio e di soccorso subacqueo.
Il Nibbio, riconosciuto dagli albi provinciali e regionali del volontariato di Protezione civile e aderente alla Consulta
Provinciale, oltre alle attività sul campo organizza corsi di specialità gratuiti
che godono di riconoscimenti regionali. «Ma con la nuova pianificazione di
ruoli e incarichi, alla luce della recente
legge regionale sull’operatività dei volontari di protezione civile, ci spiega il
presidente del Nibbio Antonio Carbone,
sarà necessario ufficializzare la propria
posizione e il proprio ruolo. Da qui l’organizzazione di un percorso di formazione gratuito, tenuto dalla Provincia
e dalla Regione, per l’ottenimento di
un “patentino regionale” che da oggi
è unico presupposto, per volontari già
attivi e per i nuovi, per poter operare in
emergenza». Per questo Carbone invita
soci, simpatizzanti e coloro che intendono intraprendere attività di volontariato ad aderire per poter regolarizzare il
proprio ruolo. «Fare il volontario della
Protezione civile, precisa il presidente
del gruppo, non è difficile o pericoloso;
ci vuole soltanto serietà, passione e un
po’ di tempo da dedicare alle attività
associative. Del resto la parola “volontario” indica già questi concetti. Ma il
moderno impianto della Protezione civile vede la presenza di persone, donne
e uomini, che, a differenza degli anni
passati, sono addestrati e allenati da
strutture preposte. Una volta inseriti in
un contesto associativo come il nostro,
si effettua un primo “corso basico” di
sei incontri, si ottiene un tesserino di
qualificazione regionale per poter operare poi, volendo, ci si specializza con
corsi mirati. Successivamente in caso
di emergenza dichiarata, prosegue Carbone, la partecipazione del volontario
viene gestita sui campi per periodi di
circa una settimana. Tutti i “distacchi”
dal lavoro per le emergenze, che uno
sia lavoratore dipendente o libero professionista, vengono rimborsati dalla
Regione. Fare il volontario, quindi, non
è difficile ma anzi, gratifica e appaga chi
partecipa e noi oggi, come gruppo Nibbio, conclude il presidente, vogliamo
condividere, con chi lo desidera, questo
importante impegno umano e sociale
nell’interesse generale.
Per informazioni: Cell. 368.3034038;
info�poggsub; www.poggisub.it.
Altair
Gli Spalatori del Nibbio
www.virtualcoop.net
CORSO di BASE
per Personal Computer
contattaci Tel. 051 533106
BNB
1 Ottobre 2012
San Lazzaro
di Savena
la Mediateca parla il “Progetto Ohana”
multidisciplinare
«Lo spazio di via Caselle non è solo
una biblioteca, ma uno spazio culturale rivolto a persone di tutte le
età». Parole dell’assessore alla cultura Roberta Ballotta ricordando
che «la Mediateca è diventata un
punto di attrazione, a livello metropolitano per tanti cittadini, stu-
anche il personale passato dai
cinque del 2005, in via Orlandi,
agli otto o nove del 2011; e i giorni di apertura cresciuti dai 240
del 2005 ai 260 del 2011.
Come anticipato all’inizio la Mediateca offre molte attività formative
(corsi, seminari, conferenze), infor-
Alle tante attività che hanno come
cardine il Centro Europa Uno di
San Lazzaro: ospitalità con ostello,
ristorazione, biblioteca tematica
dedicata al turismo, centro culturale polivalente, sagre e feste, corsi,
convegni, esposizioni, eccetera, in
questi giorni se ne apre un’altra,
il “Progetto Ohana”, in collaborazione con l’associazione omonima.
Nuova attività che verrà inaugurata
il 6 ottobre negli spazi del Centro
Europa Uno in via Emilia 297 alla
Cicogna di San Lazzaro.
Ohana è una parola hawaiana che
significa famiglia nel senso esteso
del termine, che include la relazione
stretta, adottiva o intenzionale. L’attività prevede che all’interno dello
spazio vengano creati degli “angoli
tematici”: l’angolo dell’allattamen-
to, l’angolo della favola, quello
della pittura, quello del gioco, ec-
Interno della Mediateca
denti universitari e giovani. In questi anni si è sempre più configurata
non solo come spazio pubblico di
lettura e studio, ma anche come
polo culturale per l’offerta di iniziative ed eventi. Nelle ultime due
estati la Mediateca è diventata un
ulteriore luogo di aggregazione
per chi non è andato in vacanza.
Ho visto tante persone, di tutte
le età, frequentare la sala lettura,
prendere in prestito film o libri,
leggere quotidiani. Fare cultura è
anche questo, ossia offrire un servizio alla comunità».
Da alcuni anni le biblioteche comunali non sono più solo depositi
di libri, da consultare o da prendere in prestito, ma veri e propri
centri di promozione culturale, e
formativi, rivolti a persone di tutte le età. E nel panorama provinciale si pone a livelli di eccellenza
l’attività della moderna Mediateca di San Lazzaro, in via Caselle
22, inaugurata il 31 marzo 2007,
dal sindaco Marco Macciantelli,
con la partecipazione dell’allora
presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi.
Per dare un’idea della sua dotazione la struttura al 31 dicembre
2011 disponeva di 48.207 documenti (libri, audiovisivi, multimediali) di cui 34.292 nell’area adulti
e 13.915 nell’area bambini e ragazzi. Nel 2005, nella precedente
sede di via Orlando, la dotazione
totale era di circa 37.000 documenti con 12.000 prestiti che nella nuova struttura erano aumentati del 484% passando ai 70.145
del 2008 per poi assestarsi sui
60.693 del 2011. Ai fini dei confronti abbiamo ritenuto di non tenere in considerazione i dati del
2006 e del 2007 per via di lunghi
periodi di chiusura per il trasloco.
Considerevole anche l’incremento degli iscritti, non solo sanlazzaresi, passati dai 2.500 del 2005
agli 8.225 del 2008, più 229%,
assestatisi ai 7.993 del 2001. Con
mative (informagiovani, postazioni
internet, gestione sito e opuscoli),
didattiche (laboratori per adulti e
bambini) e culturali (mostre, proiezioni di film, spettacoli, convegni).
Proprio in questi giorni di ottobre
stanno per prendere il via i corsi di
lingua (arabo, giapponese, inglese,
italiano e spagnolo), di scrittura,
disegno, fotografia, informatica e,
visti i tempi, un corso gratuito sulla
ricerca di un lavoro a cura dell’Informagiovani. Con i vari corsi che
inizieranno al raggiungimento del
numero minimo di partecipanti. Per iscrizioni e informazioni:
informagiovani�comune.sanlazzaro.bo.it; www.informagiovanni.
it; www.mediatecadisanlazzaro.
it. Non va poi dimenticato che con
la donazione della sua famiglia, a
ricordo di Jgor Pallante, dal 2011
la Mediateca ha una sezione di
valenza regionale, Mip-Modateca,
rivolta ai giovani, agli studenti, agli
addetti ai lavori per approfondire
lo studio del design e della moda.
Ma purtroppo non si può nascondere l’evidenza e far finta di nulla.
All’eccellenza della gestione non
si abbina quella dell’edificio che
da tempo è infatti circondato da
transenne per ragioni di sicurezza. Il motivo è il possibile distacco
di lastre in pietra che decorano le
cornici superiori e le facciate. E
già sin dall’anno di inaugurazione,
il 2007, si sono evidenziate delle
infiltrazioni dal tetto non ancora
risolte. Per questo l’assessore ai
lavori pubblici, Giorgio Archetti,
fa presente che «proprio per le
criticità emerse il collaudo dell’edificio non è stato chiuso con una
vertenza in corso. In ogni caso
contiamo di eliminare le situazioni al più presto e, comunque,
entro l’anno, con costi che sono
rilevanti. Purtroppo, e non solo
da oggi, precisa Archetti, si trova
un po’ indifeso nei confronti delle
imprese appaltatrici».
Giancarlo Fabbri
cetera. Saranno inoltre attivati dei
corsi su temi come: accompagnamento alla nascita, poi massaggio infantile, yoga baby, baby dance, sportello grafologico incontri informativi
e formativi con esperte del settore
come pedagogiste e ostetriche. Per
saperne di più, e per farlo sapere ai
lettori, abbiamo rivolto alcune domande alle referenti del progetto.
Come nasce l’idea del Progetto
Ohana?
Come Centro Europa Uno abbiamo
pensato più volte alla realizzazione
di un servizio a favore dei sanlazzaresi, e non soltanto, che si occupasse dei bambini e della famiglia.
Quando l’associazione Progetto
Ohana ci ha contattati, spiegandoci
i loro intenti, e le loro idee, abbiamo visto che era proprio ciò che
volevamo organizzare: uno spazio dedicato ai bambini e alle loro
mamme per accompagnarli durante questa prima fase della loro vita
in comune. Abbiamo quindi dato
immediata disponibilità della nostra sala polivalente quale luogo in
cui realizzare anche questo interessante e innovativo progetto.
11
Cos’è il Progetto Ohana?
Partiamo col dire che Ohana significa famiglia e che l’intento è quello
di sviluppare e di rafforzare ulteriormente il rapporto genitori–figlio
attraverso varie attività: dal corso di
accompagnamento alla nascita fino
ad arrivare ai corsi di laboratori creativi per i bambini.
Quali le motivazioni del progetto e
come verrà realizzato.
Al giorno d’oggi si tende sempre di
più a lasciare i propri bambini a strutture attrezzate o a persone fidate
a causa delle attuali esigenze economiche. Mentre invece il Progetto
Ohana si impegna a cercare di creare
e ritagliare momenti in cui i genitori
si dedichino solo ai loro bambini, e
viceversa, passando del tempo di
qualità che permette loro la scoperta
delle preferenze e delle esigenze di
entrambi, imparando a rispettarsi e a
stringere sempre più il legame instaurato. All’interno dello spazio, aperto
dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18, ci
saranno momenti di condivisione, di
divertimento e di riflessione.
Per info:
Cell. 335.8152738;
Tel.: 051.6257007;
info�centroeuropauno.it;
info�progettohana.org;
www.progettohana.org;
www.centroeuropauno.it.
Alan da Musiano
IL FABBRO
DI FERRARI GIAMPAOLO E FIGLIO
Carpenteria Metallica - Cancelli - Inferriate
Manutenzione e Vendita Basculanti e Zanzariere
Via Volturno, 22 41056 - Savignano sul Panaro (Mo)
Tel./Fax +39 059.775135
Cell. 335.8303378 - 333.6287934
[email protected]
www.buonenotiziebologna.it
Vir
op
al Co
tu
1 Ottobre 2012
Vir
BNB
Cooperativa Sociale
ONLUS
al Co
tu
www.buonenotiziebologna.it
www.virtualcoop.net
STAMPA DIGITALE
[email protected]
CORSO
di BASE
per Personal Computer
contattaci Tel. 051 533106
La nostra terra, la nostra civiltà
L’edizione 2012 di Agribù va oltre
la tradizionale valorizzazione dell’agricoltura. Non solo patate indica la
vocazione agricola a 360 gradi della
nostra comunità che ha al centro
il suo prodotto principe, ma che
guarda alla complessità del settore,
del suo sviluppo e delle sue innovazioni e, purtroppo, anche delle sue
difficoltà in questo periodo di crisi.
Prezzi bassi, flessione della domanda, difficoltà di accesso al credito
e la rigida introduzione dell’Imu
sono tra i fattori che oggi mettono
in difficoltà gli agricoltori. Si aggiunge, peraltro, la grave siccità che ha
colpito le nostre terre lungo tutta
l’estate ed è già oggi causa di una
pesante riduzione della produzione. Si pensi che in Italia si sono
perse oltre 13.000 imprese agricole nel primo trimestre dell’anno
(Dati Unioncamere): una tendenza
di fondo che continua da anni. Per
op
12
Provincia
VIRTUAL COOP
questo una manifestazione come
Agribu, pur nella diversità e varietà di eventi che racchiude, riveste
l’importante compito di ricordare a
tutti la centralità di questo settore
che va sostenuto.
Nel programma della kermesse
noto con piacere la mostra fotografica L’evoluzione della patata nel
territorio bolognese, una testimonianza che spero molti budriesi vorranno visitare. Tra le mostre richiamo quella degli acquarelli di Libera
Rizzi e degli olii di Eleonora Bacca in
sala Rosa che lascerà il posto alle tavole originali del fumetto di Diabolik, per ricordare il 50° della nascita
del personaggio creato dalle Sorelle
Giussani. Inoltre il 19 e 20 ottobre
ci sarà finalmente l’evento Insieme
per l’Emilia organizzato da Budrio
Beer Fest, Blackmamba e Radio Budrio, a sostegno delle popolazioni
colpite dal terremoto. Alla Boccio-
fila ritorna poi la Festa dello Sport.
Infine, ci incontreremo nuovamente con il Circolo La Pantofla di Cervia che ha ospitato la Pro Loco di
Budrio il 25 agosto scorso. Questa
è una bella sinergia tra “mare” e
“campagna” che coinvolge pienamente anche i due comuni in progetti futuri da realizzare insieme: la
cena del 15 ottobre, dunque, sarà a
cura del Circolo Pescatori di Cervia,
rigorosamente di pesce.
Insomma, ci aspetta un’edizione
di Agribu che, come sempre, sarà
all’altezza delle aspettative e saprà
portare a Budrio molti ospiti e visitatori dai territori vicini. Di tutto questo ringrazio l’organizzazione della
Pro Loco e i suoi volontari, le associazioni e gli operatori economici.
Una festa popolare e di qualità, un
momento di svago, divertimento e
incontro di cui c’è bisogno e che ci
fa dire di essere pienamente una comunità fatta di terra e di civiltà.
Giulio Pierini
Sindaco di Budrio
il Mercato dei Contadini
musica a Sant’agata
Sabato 13 ottobre 2012 alle ore
21, nella chiesa di Sant’Agata di
Budrio (Bologna), le organiste
Elisa Lubrano, Cecilia Casarini ed
Elena Cattini (nella foto) terranno un concerto nella rassegna
Agribu 2012.
Il concerto (con la partecipazione dell’organista Enrico Presti)
è proposto come ‘collettiva a
tema’ su tre giovanissime artiste
attive, sulla scena nazionale ed
internazionale, quali interpreti
all’organo, pianoforte e nell’ambito della composizione.
Il repertorio eseguito proporrà
alcuni capolavori della letteratura dal Cinque al Novecento.
Particolare interesse sarà rivolto ad opere di rara esecuzione:
citiamo, come esempio, alcuni
estratti dall’archivio musicale
della nobile famiglia Pamphilj di
Roma (prima metà del sec. XVII)
e le Tre canzoni popolari del
compositore estone Edgar Arro.
L’evento è organizzato e coordinato dall’associazione Amici delle Arti di Budrio. Questa
associazione ha coordinato i
lavori di restauro della chiesa
culminati nell’inaugurazione
(1997) dello splendido organo
Domenico Maria Gentili da Medicina (1790), autentico gioiello sopravvissuto all’incuria
del tempo grazie al restauro
dell’organaro Paolo Tollari da
Mirandola.
L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Per informazioni
Comune di Budrio URP:
Telefono 051.6928241
Numero verde 800 215255
urp�comune.budrio.bo.it
Dopo Bologna, Castenaso, San Lazzaro,
Pianoro, Savigno… e chissà quanti altri,
adesso è arrivato anche Ozzano Emilia
ad avere il suo mercato contadino ogni
giovedì. Non è solo una moda. Dietro
a questo fenomeno c’è una rinnovata
attenzione a ciò che si consuma e a
come viene prodotto. Ci sono la voglia
e il bisogno di riprendere un filo che ha
corso seri rischi di essere spezzato. Avete presente i banchi di un qualunque
supermercato? Tutto è esposto allo
stesso modo negli stessi orrendi vassoi
di polistirolo ricoperti di pellicola: frutta, verdura, carne, salumi, formaggi…
come se fossero scarpe o biancheria.
Senza distinzione di stagionalità, senza
che si sappia se è cresciuto in terra o su
un albero, se è uscito dal sedere di una
gallina o da una fabbrica. Per un bambino, ma anche per un adulto, che non
è mai stato in campagna potrebbero
non esserci storie dietro agli alimenti.
Invece dietro agli alimenti eccome se
ce ne sono di storie, a cominciare dai
contadini e dalle loro scelte.
E quella di Ozzano è davvero una bella
storia. Tutto è partito dalla tenacia dei
volontari dell’associazione Amici della
Terra che hanno avuto via via il soste-
gno della Pro Loco, dell’Amministrazione comunale e del Parco dei Gessi. Poi,
sono stati i produttori, i consumatori
dei gruppi di acquisto solidale, le associazioni e i rappresentati degli Enti Locali
a decidere in assemblee pubbliche le regole per l’accesso e la gestione. È stato
così deciso di privilegiare la filiera corta,
la produzione artigianale e il rapporto diretto produttore/consumatore
come strumenti per stabilire un legame di fiducia tra chi il cibo lo produce
e chi lo consuma. È stato ammesso alla
vendita esclusivamente chi produce
con metodi rispettosi dell’ambiente:
gli agricoltori biologici/biodinamici e
quelli che praticano la lotta integrata.
Lo scopo che si sono dati è stata la promozione dei produttori agricoli locali
di cui si riconosce l’importanza per la
vitalità del tessuto sociale, per la custodia dell’ambiente e del territorio. E così
ogni giovedì dalle 17 alle 20 in viale
della Repubblica di fronte al municipio
di Ozzano Emilia e nel parcheggio di
fianco alla caserma dei carabinieri, fare
la spesa potrà diventare un’occasione
preziosa di incontro e di confronto con
gli agricoltori del territorio, un possibilità concreta di conoscenza, per riprendere il filo delle storie. Consiglio: andateci con i bambini, ai bambini le storie
piacciono moltissimo.
Annalisa Paltrinieri
Mercato contadino ad Ozzano
NTO DI
TRAPIAELLULE
E
E
N
IO
DONAZ I, TESSUTI E C
N
A
G
R
O
www.saluter.it/trapianti
BNB
1 Ottobre 2012
13
La Pagina
del Lettore
MEDICO o GIORNALISTA?
In Italia le professioni più ambite sono quelle del medico e del
giornalista e tra le meno amate
quelle degli addetti a lavori stradali, asfaltatura compresa. Non
a caso durante l’estate, avvolti
nei vapori del bitume con l’aggiunta, sovente del fumo di tabacco, vediamo soprattutto extracomunitari dalla pelle scura.
Già una trentina di anni fa, toccò a lavoratori pakistani occupare posti lasciati vuoti
da “bianchi” in
una fonderia
di Borgo Pa-
nigale.
Anni
fa
(25 o 30?)
in una ricerca condotta
da
economisti
della nostra
Università per
conto degli industriali, senza fumosi
ABUSO di ANTIBIOTICI
L’uso forsennato aumenta le malattie incurabili
giri di parole si affermava: “Nella
Regione a governo operaio” (l’Emilia Romagna) è frequente “il
rifiuto della condizione operaia”.
La colpa di questa situazione? Di
tutti e di nessuno in particolare.
Un dato comunque è certo: finora nessuno ai vertici del diffuso
potere pubblico e dell’altrettanto diffuso associazionismo, ha
tentato di inventare qualcosa
per onorare l’impegno di lavoratori del braccio prediligendo
invece, per premi e riconoscimenti di vario genere, chi nella
vita ha svolto professioni prestigiose e presumibilmente ben
remunerate: medici, pittori famosi, letterati, gente del cinema
e via discorrendo. E dire che se
abbiamo ottime case, il merito
non sarà soltanto di ingegneri e
architetti! E le ubertose campagne frutto esclusivo di esperti di
agronomia? E che dire delle ottime auto, il diffusissimo ed ormai
popolare mezzo di trasporto?
Accadde tempo addietro al sot-
toscritto, per almeno 10 anni
membro dell’allora Consulta
emigrazione-immigrazione dell’Emilia-Romagna, di sottolineare
l’opportunità di qualche riconoscimento, anche solo morale, a
favore di lavoratori del braccio.
A tale proposito una noticina fu
pubblicata dal periodico ufficiale
della nostra Regione. Reazioni?
Silenzio assoluto, con contorno
di qualche mugugno. E dire che
il periodico in quel momento era
diretto dal compianto Sergio Soglia, per lunghi anni corsivista e
responsabile della pagina bolognese dell’Unità!
Giuliano Vincenti
Riparazioni
STOP & GO
di Beqiri Zymbyle
Riparazioni
abbigliamento
Realizzazione capi
su misura per tutte le età
Creazioni
ABITI DA SPOSA
SU MISURA
a partire da
0,00
€ 100
Via Donati, 33/A - Cento (FE)
ORARIO APERTURE
Da Lunedì al Sabato
09,00 - 12,30 / 15,30 -19,30
Domenica pomeriggio 15,30 - 19,30
Giovedì pomeriggio
CHIUSO
Tel. 328.0293247
Che degli antibiotici, per ignoranza
o eccessiva fiducia, si faccia purtroppo abuso, lo sanno in tanti.
Non a caso, tramite il proprio organo di stampa, l’Organo dei Medici di Bologna rilancia un allarme
che viene da lontano. Infatti lo fa
riprendendo le dichiarazioni di
esperti dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità: “La resistenza ai farmaci antibiotici ha
raggiunto livelli tali tra gli esseri
umani che potrebbe provocare
la fine della moderna medicina
come la conosciamo”. Ed ancora:
“Ogni antibiotico attualmente disponibile potrebbe diventare inutile, rendendo le terapie di routine
inefficaci”. In buona sostanza, riprendiamo ancora dalla stessa autorevole fonte: “Stiamo perdendo
la nostra difesa di prima linea contro i batteri” tanto “che per alcune
infezioni la mortalità è aumentata
di circa il 50%. Da qui un importante invito-monito: I governi di tutto
il mondo devono sostenere lo studio della resistenza antimicrobica
e di nuove armi contro i microbi”.
G.V.
MEDICI E VETERINARI
Forse qualcuno ha arricciato il
naso a quella sorta di equiparazione medici-veterinari prospettata da questi ultimi. E allora? Non
scandalizziamoci e leggiamo quanto segue. In quel di Pisa (siamo in
Italia e non nella remota India!) si
sta prospettando la realizzazione
di un cimitero misto. Che raccolga
cioè salme di uomini unitamente (ad ovvia richiesta!) a quelle di
animali amati in vita: cani, gatti ed
anche cavalli.
Eros Giorgi
Unisex PARRUCCHIERE
uomo donna bambino
Via Don Mario Pellegrini, 27
41058 Vignola (MO)
Cell: 331 - 8440388 / 377 - 8132900
Tel: 059-773769
SENZA APPUNTAMENTO
ORARIO 8:30-20:00 (Lun-Sab)
Chiuso domenica
www.buonenotiziebologna.it
Le professioni che gli italiani ambiscono fare secondo una ricerca
14
BNB
Almanacco
1 Ottobre 2012
w w w.italianoperimmagini.it
LA MARCIA SU ROMA kippur 1973: mediorente in fiamme
www.buonenotiziebologna.it
La guerra combattuta tra Israele, Egitto e Siria
Mussolini il 23 marzo 1919 fondò
i Fasci di combattimento che ben
presto si trasformarono, nel novembre 1921, nel Partito Nazionale
Fascista.
Nel 1922 il periodo di crisi si accentuò con un rapido susseguirsi di governi instabili.
Mussolini cercò di frenare le violenze delle squadre d’azione cercando
di avere degli incontri e delle consultazioni coi vari esponenti politici
ed esponenti del mondo imprenditoriale.
La marcia su Roma è stata preceduta dall’occupazione militare di Ancona avvenuta il 2 agosto 1922 con
lo scopo di valutare la reazione del
Re e del governo di fronte all’occupazione militare di una città.
Ancona venne occupata senza incontrare resistenza e non ci fu nessuna reazione da parte del Re e del governo.
Il 24 ottobre 1922 ci fu a Napoli una
grande adunata dei fascisti. Mussolini in quell’occasione disse: ”O ci
danno il governo o lo prenderemo
con la forza calando a Roma.”
L’adunata di Napoli fu organizzata
da Aurelio Padovani uno dei comandanti che volle la marcia su Roma.
La sera stessa all’Hotel Vesuvio di
Napoli ci fu un raduno di rappresentanti del PNF per pianificare la
marcia su Roma.
La marcia su Roma venne guidata
dai quattro quadrumiviri Balbo, De
Bono, De Vecchi e Bianchi.
Il Re Vittorio Emanuele III si consultò
coi capi di stato maggiore dell’Esercito chiedendo loro che in caso in cui
Roma venisse assediata dai fascisti
di rimanere fedeli alla monarchia.
Diaz uno dei capi di stato maggiore
gli rispose che sarebbe stato meglio
non far intervenire l’esercito.
La sera del 28 ottobre 1922 Roma
venne attaccata dai fascisti che partiti da Foligno. Tivoli, Monterotondo e Santa Marinella entrarono in
Roma senza incontrare resistenza.
Il 31 ottobre 1922 il Re Vittorio
Emanuele III affidò a Mussolini il
compito di formare il nuovo governo. Il fatto che il Re Vittorio Emanuele III si sia rifiutato di firmare
lo stato d’assedio è stato per lungo
tempo un tema molto dibattuto
dagli storici.
Probabilmente considerato lo stato
di crisi e l’impreparazione dell’esercito il Re ritenne che Mussolini fosse la persona giusta per formare il
nuovo governo.
Nel 1923 venne riformata la legge
elettorale e venne reintrodotto il
principio maggioritario.
Le elezioni del 1924 si svolsero in un
clima di intimidazioni e di violenze
e furono vinte dal partito fascista.
Il socialista Giacomo Matteotti aveva attaccato il fascismo denunciando i brogli e le violenze il 9 giugno
1924 venne rapito ed il suo corpo
venne ritrovato senza vita dopo oltre un mese.
In seguito alla secessione dell’Aventino i partiti politici d’opposizione
abbandonarono il Parlamento sperando in un intervento del Re il quale avallò la condotta fascista.
Il 3 gennaio 1925 il fascismo divenne definitivamente una dittatura.
Se da un lato il fascismo prometteva ordine e lavoro dall’altro eliminò tutte le libertà fondamentali,
procedette allo scioglimento dei
partiti e dei sindacati ad eccezione
di quello fascista.
Gli oppositori del regime o rimasero vittime della violenza degli
squadristi o furono costretti ad
emigrare all’estero.
Alessandro Legnani.
La guerra del Kippur è detta anche
la guerra del Ramadan d’Ottobre ed
è una guerra arabo israeliana combattuta tra Israele da una parte ed
Egitto e Siria dall’altra.
La guerra ebbe inizio il 6 ottobre
1973 quando l’Egitto e la Siria attaccarono congiuntamente a sorpresa il Sinai e le alture del Golan
nel tentativo di riconquistare i territori perduti durante la guerra del
sei giorni combattuta contro Israele
dal 5 al 10 giugno 1967.
Nelle prime 24-48 ore gli Egiziani
e i Siriani avanzarono senza
trovare resistenza poi le sorti
della guerra furono favorevoli
agli Israeliani i quali respinsero
i siriani oltre le alture del Golan
ed arrivarono fino al Canale di
Suez ed entrarono in territorio
egiziano.
Se può risultare paradossale che le forze arabe ebbero
inizialmente la meglio nonostante il Ramadan bisogna
tuttavia ricordare che anche
gli Israeliani erano a digiuno
e in preghiera per la festa
ebraica del Kippur durante la
quale gli ebrei devono astenersi dal compiere qualsiasi
attività, mangiare, bere, avere rapporti sessuali nell’arco
di 25 ore.
Le cause della guerra sono
riconducibili al tentativo da
parte del presidente egiziano Sadat e del presidente siriano Assad di riconquistare
con la forza il Sinai e le alture
del Golan.
I due presidenti speravano in
una sconfitta di Israele mentre
il re giordano sperava di riottenere la Cisgiordania e la striscia di Gaza.
L’8 ottobre 1973 ci fu un attac-
co israeliano poi il 14 ottobre 1973
ci fu la controffensiva egiziana seguita dal contrattacco israeliano del
15 ottobre 1973. Alla cessazione
delle ostilità gli Israeliani si erano
portati a circa 100 Km dal Cairo.
Sulle alture del Golan dopo i primi successi siriani l’8 ottobre 1973
l’esercito israeliano cominciò ad
avanzare per respingere le truppe
siriane le quali avrebbero potuto
minacciare le città israeliane di Haifa, Netanya e la capitale Tel Aviv.
Il 7 ottobre 1973 gli Israeliani scon-
fissero i Siriani nella battaglia navale di Lakatia.
Il 10 ottobre 1973 l’esercito israeliano respinse definitivamente quello
siriano oltre le alture del Golan fino
a Kunetra.
Attualmente il 95% delle alture del
Golan è controllato da Israele dal
punto di vista amministrativo e giurisdizionale anche se questa soluzione non è accettata dall’ONU
Il 22 ottobre 1973 l’ONU impose
il cessate il fuoco ai contendenti e
vennero avviate intense trattative
diplomatiche per far cessare
il conflitto.
Con gli accordi di Camp
David firmati il 17 settembre 1978 tra il presidente
egiziano Sadat e il Primo
Ministro israeliano Begin ci
fu la normalizzazione delle
relazioni diplomatiche tra
Egitto ed Israele.
Sia Sadat che Begin quell’anno ricevettero il Premio Nobel per la pace.
Il Sinai tornò all’Egitto mentre Israele esercitò un maggior controllo e potere sui
territori arabi occupati.
L’Egitto fu il primo stato arabo a riconoscere l’esistenza
dello stato di Israele e per
questo motivo venne escluso
dalla Lega Araba.
I Paesi dell’OPEC decisero di
quadruplicare il prezzo del
petrolio per ritorsione nei
confronti di quei Paesi cha
avevano appoggiato Israele
nella guerra del Kippur.
Il 6 ottobre 1981 Sadat venne
ucciso in un attentato da Kalid
al Isiambuli un fondamentalista islamico. Gli succedette il
Vicepresidente Mubarak.
L.A.
Sempre aperti !!!
Dalle 6.00
Colazioni
Menù
Dalle 12.00
a prezzo fisso con buffet
Dalle 18.00
Aperitivo
con buffet
Dalle 19.00
Pizza o cena
Vasta scelta di Vini!!!
Il martedì sera
Aperitivo con Scuola di Ballo
solo su prenotazione!
Noleggio sala
INSERIMENTO
DATI
www.virtualcoop.net
BNB
Cultura
1 Ottobre 2012
15
Interno dell’Archiginnasio
820.000 libri e 8.800 periodici per
la “madre” delle biblioteche
Bologna città di biblioteche più o
meno pubbliche od aperte a soli
specialisti di questa o di quella
materia. Quante sono nessuno sa.
Forse sono troppe per poter essere censite esattamente: da quelle
di quartiere a quelle universitarie.
Numerosissime queste ultime. Vanno da quella dell’Istituto di Paleografia e Diplomatica a quella della
Clinica Dermosifilopatica passando
per quella dedicata alle malattie
nervose e mentali. Numerosissime
e più o meno ricche quelle scolastiche. Tra le più note a studiosi o
semplici curiosi quelle dell’Istituto
della Resistenza e di Casa Carducci. Comunque – senza farla troppo
lunga – tra le raccolte di libri, di
carta stampata in genere e d’altro
ancora, la più famosa porta il nome
dell’Archiginnasio, lo storico edificio
che si affaccia da sempre in Piazza
Maggiore e che in tempi ormai remoti ospitò l’Università più antica
d’Europa. Senza tema di smentite,
può essere definita la “madre” di
tutte le biblioteche del Capoluogo emiliano ma non solo. Infatti, a
parere degli immancabili esperti,
“è la più ricca ed importante tra le
biblioteche comunali italiane di alta
e media cultura”. Ogni giorno nelle
sue capaci sale (220 posti a sedere!) accoglie centinaia di persone,
soprattutto giovani tra i quali non
manca un “campionario” di belle
ragazze, italiane e non.
L’origine di questa Istituzione risale
al 1861. Tra le sue prime dotazioni,
il ”notevole materiale bibliografico
manoscritto ed a stampa proveniente dalle Corporazioni religiose
soppresse dal governo francese
nel 1797 – 1798”, durante l’imperversare del ciclone napoleonico. In
cifre arrotondate per facilitarne il
ricordo, questi i dati essenziali della
biblioteca di cui stiamo parlando:
820.000 volumi, 8.800 periodici di
cui 800 tuttora stampati e diffusi,
9.000 codici manoscritti, un corpus
di 250.000 fra carteggi e autografi
ed infine una raccolta di 45.000 incisioni e disegni.
Tra le più frequentate da curiosi e
ricercatori del nostro tempo, le annate dei quotidiani stampati in città
o che comunque a questa hanno
dedicato molte pagine di cronache
e commenti. Qui possiamo ricordare tra i giornali scomparsi da tempo, anche se nati nel post ’45, “Il
Progresso d’Italia”, al quale facevano riferimento soprattutto dirigenti, militanti e simpatizzanti del PCI
e del PSI.
Il glorioso passato della nota sede,
è testimoniato anche da 6.000
stemmi murali, visibili tracce lasciate da studenti e Maestri transitati
dallo Studio bolognese. Ma - divagando – un accenno particolare va
fatto alla Sala di Consultazione che
si affianca a quella di lettura. In un
opuscoletto di poche pagine, ma
prezioso nella sua pochezza cartacea, Lanfranco Bonora sottolinea:
“Costituisce una biblioteca nella
biblioteca.” Le sue Sezioni distribuite tra il piano terra, il primo ed
il secondo ballatoio, sono dedicate
a varie Scienze, da quelle storiche
alle religiose nonché alle principali
letterature: greca, latina, italiana,
francese, spagnola, tedesca ed altre ancora. Ricchissima la dotazione di vocabolari, tra i quali alcuni
estremamente utili per l’afflusso di
persone provenienti da luoghi più o
meno lontani. Ma, per completare
il discorso un po’ caotico su questa
autentica ed inesauribile miniera
di sapere, qualche altro dettaglio.
Di tanto in tanto l’Archiginnasio
edita opere che si avvalgono soprattutto di documenti ignoti ai
più e finiti in questo mare di carta. Uno degli ultimi testi stampati
racconta le vicende della famiglia
dei Marchesi Pizzardi. Il motivo è
semplice: costoro hanno condizionato nel tempo la vita dell’intera
comunità bolognese. A dimostrarlo
bastano pochi ma significativi dettagli. L’ultimo erede dei Pizzardi,
Carlo Alberto, morto in celibato
nel 1922 lasciò un immenso patrimonio all’Amministrazione degli
Ospedali. Si trattava di oltre 2.700
ettari di terreni, di due palazzi patrizi in città (via Castiglione e via Farini – D’Azeglio), di numerose case
di comune abitazione ed anche di
un castello: quello di Bentivoglio
nel quale da tempo si conducono
ricerche e sperimentazioni in tema
di lotta al cancro. Grazie a quel
patrimonio, in anni recenti è stato
costruito quell’Ospedale Maggiore
con relativi annessi che svetta sui
Prati di Caprara. In anni più lontani,
attorno al 1926, fu possibile edificare quello che oggi è noto come
Ospedale Bellaria ed allora come
Sanatorio Pizzardi. Ma nella saga
dei Pizzardi c’è anche un “fattaccio” di cronaca. Un fratello del più
famoso Carlo Alberto, amante del
gioco, delle donne e quindi della
bella vita, sfidò “all’ultimo sangue”
un nobile bolognese. Le armi usate
furono pistole di precisione. Con
una di queste, un Pizzardi freddò
il rivale. In quel tragico frangente,
non si trovarono padrini ufficiali
perché si aveva la certezza che ci
“sarebbe scappato il morto”. Il più
famoso dei Pizzardi, Carlo Alberto
appunto, riposa in una cappelletta
del Bellaria ed un busto marmoreo
lo ricorda all’Ospedale Maggiore.
Giuliano Vincenti
come sostiene Emanuela De Siati,
con tutta la supponente saccenza,
non priva di disprezzo di cui alcuni
critici sono imbibiti.
Leone Bianchi
Veduta di Venezia
Conferenza ore 21.15, il 5/10/2012Centro Annalena Tonelli
San Lazzaro - Via Galletta, 42
tel. 051 6252302
Ingresso libero
canaletto e IL VEDUTISMO
Polemica di un nostro lettore sul senso dell’arte
Per descrivere tutto quanto era
possibile vedere nelle atmosfere
incantate di tante prospettive veneziane, sospese nel fiabesco incanto di una magia senza tempo,
seppure storicamente stratificata e
pulsante di vita vera che prorompe
nei rii, nei campi, nelle valli, Canaletto ha avuto bisogno di ampliare
artificialmente lo spazio piuttosto
angusto, allora come adesso. Un
accorgimento che non doveva essere troppo difficile per un artista
che aveva esordito come scenografo accanto al padre Bernardo,
trovando ingaggi come pittore di
fondali di teatro fino al 1720 circa.
Era necessario mettere a fuoco la
più estesa pittura quadrangolare.
Canaletto aveva con sé la camera
oscura portatile, strumento funzionale al lavoro del vedutista, utile a organizzare la composizione e
a catturare lo spazio da restituire
sulla tela, senza per questo rinunciare alle licenze inventive, alle
alterazioni della veduta, ottenute
dilatando o contraendo i luoghi da
ritrarre. Nessuna meccanica traduzione di quanto proiettava la lente
della camera oscura, piuttosto una
intelligente e personale, vorrei
dire emozionata, interpretazione
di quello strumento della ragione
caro all’età dei lumi, celebrato da
un estimatore del Canaletto, come
il letterato veneziano Francesco
Algorotti in suo scritto del 1762.
La camera ottica, paragonabile
al moderno grandangolo, aiuta a
meglio conoscere e rappresentare
la Natura, lasciando al pittore di
esercitare, con la massima libertà, la propria inventiva, di liberare
le proprie emozioni e la propria
sensibilità, usando il fedele rilevamento prospettico dello spazio come mezzo per cogliere con
verità un momento magico della
vita veneziana del ‘700,così che lo
spettatore, guardando il dipinto,
ha la sensazione di entrare in una
macchina del tempo che ti trasporta magicamente tra le atmosfere di
quel campo o di quel rio, cogliendone le atmosfere, le sfumature, i
particolari, perfino la trasparenza
dell’aria, veleggiando tra luci e ombre che definiscono i volumi delle
figure, ma rilevano anche gli intonaci e i marmi colorati delle case
e gli edifici monumentali del tempo. Canaletto usa una tavolozza
rischiarata, schietta (non diversamente da altri artisti contemporanei come il Tiepolo per es.) ed è capace di far dialogare nelle sue tele
prospettiva, luce, colore e pulsioni
di vita vissuta, che, viste oggi, ci
regalano emozioni, non scadendo
Egli mai in un freddo documento
sulla topografia veneziana, privo di
ogni vita. Dalle tele del Canaletto
emerge il permanente entusiasmo
per le manifestazioni celebrative e
figurative del suo secolo (il 700) e
si può notare un crescendo di attenzione verso la natura, la rappresentazione dei sentimenti umani
degli individui. Insomma la realtà
ed il genere popolare si sostituiscono alla mitologia ed alla pittu-
ra di storia fino allora voluta dalla
committenza aristocratica: le quali
(mitologia e pittura di storia) pretendevano la sfarfallante linguistica del Rococò, sempre più lezioso
e inattuale. E non mi si dica che un
PICASSO, un FUMETTO, la STREET
ART, l’arte ottenuta con supporti
elettronici ecc. ebbene niente di
questo può essere BRUTTO. Se PICASSO, i FUMETTI, la STREET ART
non mi coinvolgono emotivamente, non mi trasmettono emozioni,
allora per me, sono BRUTTI, anche
se questo fa di me uno stupido
Venite a vedere la nuova HYUNDAI I 30
www.buonenotiziebologna.it
ARCHIGINNASIO: la madre di tutte le BibLIOTECHE!
16
Teatro
BNB
1 Ottobre 2012
“non devi fare i personaggi”
Monografia di un regista teatrale che Bologna non ha mai ringraziato
www.buonenotiziebologna.it
Leonardo De Berardinis
Era questa la frase che più di tutti Leo
de Berardinis ripeteva hai propri attori
della sua Compagnia del Teatro Laboratorio San Leonardo.
Leo de Berardinis è stato un attore
teatrale e regista teatrale italiano tra
i più importanti nel panorama del teatro di ricerca in Italia.
VIRTUALCOOP
Dopo le prime esperienze attoriali
con Carlo Quartucci, iniziò una collaborazione intensa con Perla Peragallo
per poi firmare nel 1968 con Carmelo Bene uno storico Don Chisciotte.
Successivamente, negli anni sessanta
si trasferì, insieme a Perla Peragallo
a Marigliano, entroterra napoletano
dove mette in scena improvvisazioni teatrali provocatorie e aggressive,
espresse nella maggior parte delle
volte in dialetto napoletano. Nel 1983
a Bologna, in collaborazione con la Cooperativa Nuova Scena, mise in scena
spettacoli scespiriani come L’amleto,
King Lear - studi e variazioni, La tempesta, a cui seguirono molte altre produzioni.
Quattro anni dopo fondò il Teatro di
Leo con cui produsse diversi spettacoli, laboratori e incontri.
Nel 1994 diresse il Teatro Laboratorio
San Leonardo di Bologna in convenzione con il comune di Bologna. Sempre
in quello stesso anno fino al 1997 prese la direzione artistica del Festival di
Teatro di Santarcangelo di Romagna.
Nel 2000, in una intervista-dialogo con
Alfonso Amendola, Leo de Berardinis
apre un ventaglio di nuove idee teatrali
e ripercorre le tappe più significative
del proprio percorso intellettuale ed
umano. L’anno dopo, il 4 maggio gli fu
stata conferita la laurea ad honoris causa dalla Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Bologna.
Come si evince dalle parole scritte
sopra, Leo de Berardinis, è stato uno
dei più importanti registi presenti nel
panorama Emiliano-Romagnolo negli
anni novanta in poi. Leo si rifaceva
molto alla figura di Buster Keaton e
a Totò, Antonio de Curtis, studiando
la mimica e l’espressione facciale dei
due personaggi. Il Teatro di Leo era un
insieme di lavoro sul corpo abbinato
alla voce, ritmo, improvvisazioni, lavoro drammaturgico sul testo e sulla scenografia. Ripeteva spesso hai propri
attori: “ se c’è quella luce, ha un senso. Non trascurarla, cerca di capirlo e
recita con lei”. Nei suoi lavori pensava
spesso al rapporto attore-pubblico: “
Un attore, per essere tale, deve avere
il più grande rispetto per il pubblico, e
la prima forma di rispetto è comprendere e far comprendere bene la storia
che racconta, perché attraverso quella
storia che entrano in rapporto, e fanno teatro”.
Durante il periodo di permanenza
a Bologna, sviluppa un metodo sul
training e sulle improvvisazioni legate al movimento inteso come uso del
corpo e della voce, cioè legare, unire,
sentire il movimento come un insieme del corpo e della voce. Cosa che al
giorno d’oggi molte scuole ancora non
riescono ha capire, che è la base della ricerca del Teatro, e ha trasmettere
hai propri allievi. Inoltre nei momenti
di training, improvvisazioni c’erano
anche momenti di canto, coro sia individuale che di gruppo; con studi sul
tono, ritmo, timbri, durata, stonatura;
era importante lavorare sul suono che
esiste in ogni parola. Utilizzava la musica, durante le prove come studio,
approfondimento, per poi toglierla
nello spettacolo, a volte.
Il 16 giugno 2001 Leo de Berardinis
entrò in coma a seguito di un errore
dell’anestesia durante un intervento
chirurgico: per l’errore, l’anestesista è stato successivamente condannato in primo grado. Sei anno
dopo la sua scomparsa, presso il
DMS(Dipartimento Musica e Spettacolo) dell’Università di Bologna il convengo Per un libro su Leo a Bologna.
Tre incontri per ritrovare Leo dentro
e fuori di noi. L’incontro, organizzato
da Claudio Merldolesi e Angela Malfitano, ha rappresentato un’occasione per parlare dell’opera artistica
di Leo de Berardinis. Il 25 luglio del
2008 sono pervenuti alla biblioteca
del DMS dell’università bolognese i
materiali che costituiscono il Fondo
de Berardinis, ceduto da Annamaria
de Berardinis, sorella dell’artista. L’attore e regista è morto il 18 settembre
2008 a Roma.
Ho voluto rendere omaggio, anche se
con qualche difficoltà e molto sbrigativo, ad uno dei grandi autori-attori del
Panorama Italiano del Novecento e del
territorio emiliano-romagnolo. Forse a
volte Leo de Berardinis poteva sembrare scomodo, ma era se stesso, era vero,
fino alla fine; ed era questo che chiedeva hai propri allievi. Molti dei suoi allievi stanno continuando, senza sosta,
il proprio lavoro di Leo de Berardinis
per fare in modo che quell’anestesia
non sia un inutile ricordo di una svista
medica. Ci manchi Leo.
Puck
Corsi di teatro, danza, musica e circo presso l’itc
All’ITC Teatro di San Lazzaro ce n’è
per tutti gusti I bambini si divertono
come dei pazzi, i ragazzi acquisiscono
sicurezza e, col pretesto di dar voce e
volto ad un personaggio, buttano fuori
magoni e magagne, gli adulti, per una
volta, spesso per la prima volta, dedicano tempo ed energia a qualcosa che
si fa per il solo piacere di farlo, altri imparano ad impostare la voce e a parlare in pubblico con disinvoltura. Le più
spericolate sono le signore di mezza
età, in quel tempo di mezzo con i figli
già grandi e i genitori non ancora bisognosi di cure, che si cimentano con
la danza, la giocoleria, la recitazione,
scoprendo doti inaspettate e rimaste
a lungo sopite.
Tutti, ma proprio tutti, dai 3 agli 80
anni si innamorano del teatro - visto,
partecipato, capito - e dopo non possono più farne a meno.
Dietro al successo della Compagnia
Teatro dell’Argine che gestisce - e riempie - l’ITC Teatro di San Lazzaro ci
sono, anche, i corsi. È anche grazie ai
corsi, infatti, che nel tempo la compagnia ha saputo costruire e consolidare
un pubblico giovane, critico, attento e
partecipe. Corsi per principianti di teatro, danza, canto e circo Frequentare
un laboratorio teatrale non significa
necessariamente voler diventare un
attore professionista. Spesso è una
semplice curiosità culturale, o la voglia di approfondire una passione, o il
tentativo di diventare uno spettatore
più attento, o la speranza di conoscere meglio noi stessi e ciò che ci sta intorno. Questo è il senso dei laboratori
di teatro per principianti del Teatro
dell’Argine, all’interno dei quali sono
previsti differenti percorsi, naturalmente a seconda dei differenti livelli
di esperienza e di interesse: al tradizionale corso base per principianti assoluti, si affiancano vari corsi avanzati di
approfondimento, i cui insegnamenti
spaziano dall’improvvisazione al teatro di parola, dal teatro fisico alla nar-
razione, dalle arti circensi al teatro in
versi. I corsi sono aperti a tutti: non è
necessario avere alcun tipo di formazione. Chi ha già maturato un’esperienza teatrale potrà essere inserito,
dopo un breve colloquio con il corpo
insegnanti, nei laboratori avanzati. I
laboratori si tengono un giorno a settimana, con lezioni della durata di due
ore e mezza ciascuna, in fascia serale;
al termine dei corsi è previsto un saggio finale. L’iscrizione ai corsi avanzati
dà la possibilità agli allievi più esigenti
di seguire tutti i laboratori dal lunedì al
giovedì senza ulteriori spese.
Sono inoltre attivi, per chi volesse approfondire altre discipline di teatro e
delle arti performative in genere, corsi
di regia e drammaturgia, recitazione,
dizione e uso della voce, tessuti aerei,
musical, danza e canto individuale.
Corsi per bambini e adolescenti di teatro, danza e canto
Se per gli adulti il teatro rappresenta una possibilità di conoscenza e di
esperienza di se stessi e del mondo,
con i bambini e i ragazzi il teatro, ma
anche il canto e la danza si rivelano
uno strumento di divertimento e di
apprendimento formidabile: un gioco meraviglioso che, attraverso l’invenzione di storie e l’improvvisazione, stimola la fantasia e la creatività;
un’occasione impagabile di essere
liberi di inventare e di agire imparando le “regole del gioco”; un continuo
scoprire se stessi, mano a mano che si
impara a conoscere il proprio corpo e
la propria voce, strumenti in grado di
generare suoni e gesti che comunicano ed esprimono ciò che si ha dentro.
Un gioco nuovo e intrigante, che pure
ha molto in comune con gli altri giochi
e che, forse per questo, entusiasma
tanto bambini e ragazzi.
La gamma di possibilità per bambini
e ragazzi dai 3 ai 18 anni all’ITC Studio comprende laboratori di teatro,
danza e canto a cadenza settimanale,
naturalmente suddivisi per fascia d’e-
tà, ciascuno dei quali si chiude con un
saggio di fine anno.
Sede dei corsi:
ITC Studio via Vittoria 1 (traversa di via
Caselle) San Lazzaro di Savena.
Si raggiunge con il bus 19C diretto dal
centro di Bologna fermata via Caselle/
Cà Ricchi; in auto uscita tangenziale n.
13; in treno Bologna - San Lazzaro
Informazioni ed iscrizioni: ITC Teatro
San Lazzaro via Rimembranze 26 San
Lazzaro di Savena
Tel. 051.6271604 - 051.6270150
info�itcteatro.it
www.itcteatro.it www.itcstudio.it
Annalisa Paltrinieri
Buone Notizie
Bologna
Cerchiamo
venditori
di spazi
pubblicitari
www.buonenotiziebologna.it
[email protected]
Tel. 051 533106 / Fax 051 530761
BNB
Cinema
1 Ottobre 2012
17
Mastrandrea ha presentato a Venezia: “Gli equilibristi”, film di De Matteo sulla crisi
Cast del film
Chissà da quali reazioni sarà stato
investito il pubblico aristocratico
della 69a Mostra Internazionale
del Cinema di Venezia, adagiato
sulle poltrone di velluto della Sala
Grande ad assistere alla proiezione de Gli equilibristi, il drammatico
e toccante film di Ivano De Matteo.
Probabilmente si sarà trattata di
un’accoglienza più adatta ad una
trama fantascientifica, che associa
i cittadini italiani in costante equilibrio tra il baratro e il tentativo
disperato di fare quadrare i conti a
fine mese ad entità aliene, sconosciute, appartenenti ad una dimensione parallela distante anni luce
dalla realtà. Una realtà invece ben
nota alla platea del Palabiennale,
la struttura messa a disposizione
degli spettatori di terza classe, che
commossi hanno applaudito la pri-
ma vera opera capace di raccontare
in maniera credibile la nostra storia
contemporanea. Il grande merito di
De Matteo è stato infatti quello di
eliminare il velo di astrattezza gravitante sulla crisi economica, descritta finora al cinema come uno spettro presente ma inafferrabile, e di
rappresentare finalmente una crisi
tangibile nella quotidianità, fatta
di cifre, affitti, scadenze, bollette
da pagare e ostacoli da affrontare.
Dormire nella pensione più squallida e alimentarsi di soli panini oggigiorno non basta se disponi di uno
stipendio da dipendente comunale
(interpretato da uno straordinario
Valerio Mastandrea), e sei costretto a
separarti dalla moglie e a provvedere al mantenimento dei figli. Molti
dei nostri lettori lo sanno bene,
così come sanno che i 30 giorni del
mese possono corrispondere alle
tappe di una via crucis da cui è impossibile riprendere fiato, in cui le
rinunce spesso superano i desideri
concessi, determinando la condotta
di un’esistenza che si limita al consumo dei beni indispensabili per
la sopravvivenza. Ma oltre che sui
sacrifici del protagonista (con cui è
facile trovare una sincera empatia),
la pellicola getta luce su un altro
aspetto diffuso e divenuto ormai
quasi un obbligo per parecchie famiglie: la convivenza forzata. E’ un
dato di fatto non trascurabile che
sempre più coppie, pur avendo interrotto ogni relazione, continuino
a condividere lo stesso tetto privandosi della propria indipendenza per
sostenere le spese. L’autore indica
nel compromesso l’unica soluzione possibile per scampare al declino personale, giungendo però alla
conclusione che
l’individuo sia destinato ad arrendersi ad uno stato di perenne
frustrazione, dovendosi chinare non solo alle negazioni della
sfera sociale, ma anche a quelle della sfera intima e affettiva.
C’è chi per questo l’ha giudicato
esasperato, chi estremamente
pessimista, ma Gli equilibristi si
è affacciato con prepotenza dalla
sezione Orizzonti, affermandosi
come un documento che rimarrà
saldamente negli archivi della
memoria filmica, specialmente
per la figura del padre moderno, nuovo eroe dei nostri tempi,
affiancabile al coraggioso padre
neorealista di Ladri di biciclette.
Paola Gianderico
Ne sono stati fatti a migliaia,
tra film e telefilm sull’argomento dell’uomo mascherato.
Sarà il viso coperto, la doppia
vita di Bruce Wayne, ma il costume da pipistrello continua a
affascinare, nonostante sia un
personaggio nato negli anni
sessanta, milioni di persone.
Non ultimo Cristopher Nolan,
che insieme ai suoi altri due
film precedenti, torna nelle
sale con Batman il Cavaliere Oscuro -Il ritorno. Devo
dire che sono stati fatti degli
enormi passi avanti rispetto a
versioni precedenti dove un
ridicolo Jim Carrey si attillava
in calzamaglia interpretando
L’Enigmista. Nolan scorpora
dall’immaginario fantascientifico il personaggio di Batman e
lo introduce in un mondo iperreale, dove non esistono mostri mutaforma, ma il nemico
peggiore arriva proprio dalla
nostra mente.
Ma partiamo con ordine: sono
passati otto anni da quando
Batman è svanito nella notte,
trasformandosi in quell’istante da eroe a fuggiasco. Prendendosi la colpa della morte
del procuratore distrettuale
Harvey Dent, il Cavaliere oscuro ha sacrificato tutto per ciò
che lui e il Commissario Gordon speravano fosse un bene
superiore. Per un po’ di tempo la bugia ha funzionato, in
quanto l’attività criminale a
Gotham City è stata schiacciata dal peso del Dent Act,
una legge anti crimine. Ma
tutto cambierà con l’arrivo
di una astuta ladra con uno
strano piano in mente. Molto
più pericoloso, comunque, è
l’arrivo di Bane, un terrorista
mascherato i cui spietati piani
per Gotham portano Bruce a
uscire dal suo esilio auto-imposto. Ma anche se indossa
nuovamente il mantello e il
cappuccio, Batman potrebbe
non essere abbastanza forte
per fermare Bane.
Ineccepibile l’interpretazione di
Christian Bale, che interpreta il
Cavaliere Oscuro in tutte le sue
complessità emotive e di comprensione. Straordinari gli effetti
speciali, che coinvolgono a trecentosessanta gradi lo spettatore che resta fortemente attaccato alla poltrona del cinema. La
trama è lineare senza troppi
intoppi o flashback, tant’è che
anche chi è completamente
ignaro su chi sia Batman, si può
gustare il film senza troppi problemi. Purtroppo delle pecche
ci sono. Fotografia troppo scura
(che dà la claustrofobia) e un po’
di tempi morti nel corso della
storia. Ma uno tra tutti rimane
il personaggio di quella che dovrebbe diventare Catwoman.
Anne Hathaway s’impegna per
carità, ma resta lontano dalla
bellissima interpretazione che
seppe dare Michelle Pfiffer al
personaggio della donna-gatto.
Marcello Cominelli
www.buonenotiziebologna.it
Sospesi sul filo tagliente della crisi Batman
18
Arte
BNB
1 Ottobre 2012
1000 C.F. 91294980379
Associazione di Promozione Sociale
L'OFFICINA DI SOSTEGNO
per la tutela delle persone disabili
traumatizzate da incidente stradale
www.officinadisostegno.org
INFO: 338.3547919
KANDINSKY E LA RIVOLUZIONE DELL’ARTE NEGLI ANNI ’10
Mostra a Pisa su un genio che ci ha insegnato a guardare il mondo con occhio vigile e sensibile
Questo mese segnaliamo la mostra che il Palazzo Blu di Pisa dedica ad un importantissimo pittore
del 900, padre dell’Astrattismo e
autore di quadri entrati nell’imma-
colosa competizione che condurrà
alla guerra. Inizia la percezione di
quello che il poeta Montale chiamerà il male di vivere e che troverà piena teorizzazione nell’opera
so sulle pareti degli studi di tutti gli
psicologi, perché è rilassante, era
una battuta che contiene una verità: i quadri più riusciti sono davvero distensivi, pur contenendo un
Blu Palazzo d’Arte e Cultura, Lungarno Gambacorti 9, Pisa. Dal 13
ottobre 2012 al 3 febbraio 2013.
Orari: lunedì – venerdì 10-19; sa-
bato e domenica 10-20. La biglietteria chiude un’ora prima. Biglietto
intero comprensivo di audioguida
€ 10,00; biglietto ridotto comprensivo di audioguida € 8,50 (visitatori oltre 65 anni e fino a 25 anni,
portatori di handicap). Biglietto
convenzionato comprensivo di audioguida € 8,00 (tessera Blu Card
e convenzioni). Ingresso gratuito
per giovani fino a 12 anni accompagnati da familiari.
Opere Kandisky
di Freud, che introduce un mondo
oscuro,fatto di sogni notturni e segrete pulsioni, affascinante e terrificante allo stesso tempo, quello
dell’inconscio. Gli artisti sentono
il bisogno di staccarsi dal contingente, dalla rappresentazione oggettiva e razionale del mondo e
cercano nuove modalità di traduzione del reale, filtrato attraverso la propria lente creativa. Inizia
nell’arte il momento di splendore
delle avanguardie storiche: futurismo, cubismo, astrattismo, capaci
Vir
ginario collettivo, il russo Wassily
Kandinsky (4 dicembre 1866 - 13
dicembre 1944). Il titolo è “Dalla
Russia all’Europa” e comprende
50 opere del Museo di San Pietroburgo, eseguite tra il 1901 (inizio
della parabola artistica del pittore)
e il 1922 (anno in cui abbandona
la Russia, per recarsi in Germania,
dove insegnerà alla scuola tedesca Bauhaus). Si tratta dunque di
un viaggio alla scoperta del primo
Kandinsky e ne segue l’evoluzione
dalle iniziali influenze simboliste
al Co
tu
op
www.buonenotiziebologna.it
Kandisky primi anni
dinamismo e un’apparente mancanza d’ordine, perché intrisi di
contenuti che parlano il linguaggio
profondo dell’anima, rilassandoci
e facendoci entrare in un universo
fantastico.
Ugo De Santis
Disabilità a fumetti
ed espressioniste, al più compiuto
astrattismo degli ultimi anni sovietici.
Qual è il quadro storico in cui si
colloca l’Astrattismo? La nascita del
movimento è collocabile per i critici intorno al 1910, negli anni che
segnano la crisi della Belle Epoque
e ne scandiscono il declino fino alla
bestiale guerra del ’14-’18 che ridurrà in brandelli l’Europa. I sogni
di un’epoca bella, felice, prospera
e illuminata da un inarrestabile
e salvifico progresso tecnologico
vanno spegnendosi. All’interno
del processo di industrializzazione
gli scontri sociali tra classi agiate e
operai diventano sempre più aspri.
Nazionalismi sempre più esasperati avvelenano la vita politica e
spingono i singoli stati ad una peri-
Pittura su tela di Kandisky
di estendere la loro influenza su
tutto il secolo.
Astrattismo deriva dal latino abstrahere: estrarre, ricavare forme
e colori dalla realtà oggettiva e
reinterpretarli alla luce della propria sensibilità artistica. Un’arte,
insomma, che si libera totalmente
dai riferimenti percettivi della realtà esteriore ed afferma la supremazia del mondo interiore, almeno in ambito artistico e culturale.
Badate bene, cari lettori, è questa
una lezione attualissima, che invita
ognuno di noi, ognuno coi mezzi
che ha a disposizione, a ri-creare la
realtà in chiave poetica e fantastica
e credo che oggi, più che mai ce ne
sia veramente bisogno. Olwer, un
signore con cui parlo spesso d’arte
mi ha detto che Kandinsky è appe-
Pagine disponibili
alla PUBBLICITÀ
delle Aziende e degli Enti che vogliano
collaborare a sponsorizzare
la Disagenda 2013
Per informazioni
www.virtualcoop.net
Tel. 051 533106
2013
ANLADI
PROGETTI
2012
SEDE c/o Studio legale Russo Valentini, Via Marconi 34 - 41122 Bologna
www.annulliamoladistanza.org / [email protected]
BNB
A spasso nei parchi
1 Ottobre 2012
19
A spasso nei Parchi del nostro appennino
di Monteveglio, il Parco dei Gessi
Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa. Tutti, anche quelli più lontani, mai troppo distanti dal centro
di Bologna, luoghi ideali per gite
ed escursioni che in ottobre sono
caratterizzate dall’incanto del foliage capace di dipingere il paesaggio
con colori bellissimi, dall’odore della terra umida, dalle prime nebbie…
senza dimenticare le prelibatezze
della gastronomia impreziosite da
funghi e tartufi.
Cominciamo con le proposte del
Parco dei Laghi che inviata sabato 6
ottobre ad una Asinovia verso i borghi antichi. Il ritrovo è alle ore 10 a
Scaialbengo (Castel di Casio) arrivo
previsto alle ore 16 circa a Stagno
(Camugnano). Si tratta di una passeggiata assieme agli asinelli attraverso i borghi antichi di Scaialbengo, Chiapporato e Stagno passando
dal lago di Suviana. Portare il pranzo
al sacco, costo euro 15 per gli adulti
ed euro 10 per i bambini. Si replica,
con le stesse modalità, sabato 20.
Si prosegue domenica 7 con l’escursione tematica A spasso con il micologo. Ritrovo alle ore 10 al parcheggio
di Passo dello Zanchetto (Camugnano). Costo euro 10 per gli adulti e
euro 5 per i minori di 14 anni.
Venerdì 19 è la volta di Gufi, civette
e allocchi, i misteriosi rapaci notturni. Il ritrovo è alle ore 21 al Museo
del Bosco di Poranceto (Camugnano) per una camminata notturna
per conoscere le abitudini di questi
temuti e misteriosi animali, termine
previsto alla mezzanotte. Possibilità
di cenare presso la foresteria alle
ore 19.15 (per prenotazioni contattare direttamente il 335.5344413).
Costo dell’escursione €10 per gli
adulti, €5 per i minori di 14 anni.
Domenica 21 Castagna in Festa,
il bosco: dall’antica economia del
castagneto alle moderne tecnologie sostenibili. Per tutta la giornata
al Poranceto: mercatino dell’artigianato e dei prodotti dell’economia montanara dell’autunno. La
Castagna come soggetto: nelle
caldarroste, nella farina, nei castagnacci, deliziosa con il miele, originale nella birra. Apertura al pubblico dell’impianto termico a cippato
di legna. Nel pomeriggio laboratori
creativi ed escursioni tematiche.
Alle ore 14.30 presentazione dei risultati del progetto di ricerca “Piante e saperi tradizionali: una risorsa
da conoscere nel bacino di Suviana”. Alle ore 16,30 discorso sugli
alberi a cura di Mauro Zanichelli e
dimostrazione di potatura in “treeclimbing”. Possibilità di parcheggio
vicino la strada provinciale; sarà garantito un servizio navetta.
Sabato 27 sarà la volta degli Ungulati del Parco al Museo del Bosco di
Poranceto (Camugnano) ritrovo alle
ore 21, camminata notturna per conoscere le abitudini di questi anima-
stel di Casio sabato 27 e domenica
28 Itinerando tra funghi
con i micologi Maria Silvia Presi e
Enrico Ponzi.
Il Parco del Corno alle Scale sarà
presente alla Tartufesta di Lizzano in
Belvedere sabato 6 e domenica 7 con
una mostra micologica, animazione
per bambini e itinerario tematico.
Imperdibile sabato 6 Il contastorie
e l’asinello passeggiata insieme agli
asinelli dotati di basto con ceste colme di libri in compagnia di un magico
CONTASTORIE. Partenza dalla piazza Marconi a Lizzano in Belvedere e
via... in viaggio fra natura e fantasia.
Dalle ore 16 alle ore 18 Gratuito.
Ricca di suggestioni si presenta
l’escursione tematica Foliage in
programma domenica 28 per ammirare un fenomeno paesaggistico
di grande suggestione dove i colori
dell’autunno dipingono veri e propri quadri. Resterete meravigliati
dalle emozioni che può darvi una
passeggiata guidata in questo periodo. Costi: €10 per gli adulti e 5
per i minori di anni 14. Prenotazioni presso Parco Corno alle Scale
0534.51761
Il Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa partecipa con
tre iniziative alla Settimana della
Storia. Domenica 14 Il grande ciclo
della Preistoria dalle ore 9, giornata di archeologia sperimentale in
Museo Bosco località Poranceto
zioni, colori e tecniche. È possibile
portarsi il pranzo al sacco e sostare
nel giardino adiacente al Museo. Le
attività proseguono nel pomeriggio
alle ore 15 con il trasferimento, con
mezzi propri, alla ex-Cava a Filo per
visitare i luoghi nei quali sono stati
rinvenuti gli oggetti e i reperti attualmente esposti al Museo. Importante: occorrono scarpe da trekking
e un abbigliamento comodo adatto
all’escursione. Alle ore 16 si prosegue con lo stage di archeologia
sperimentale: la scheggiatura della
pietra e i primi strumenti dell’uomo. Sistemi preistorici di lancio, il
propulsore. Conclusione delle attività alle ore 18.30. Prenotazione
Il Cavone di Madonna dell’Acero - Lizzano in Belvedere
li, proiezione dedicata, visione dei
reperti e passeggiata, termine previsto alle ore 24,30 circa. Possibilità
di cenare presso la foresteria alle ore
19.15 (per prenotazioni contattare
direttamente il 335.344413). Costo
dell’escursione €10 per gli adulti e 5
per i minori di 14 anni.
In occasione della Tartufesta di Ca-
collaborazione con il Museo della
Preistoria “L. Donini”. Ritrovo presso il Museo (via F.lli Canova n. 49
San Lazzaro) e breve visita guidata
per gruppi di massimo 25 persone. A seguire stage di archeologia
sperimentale: accensione del fuoco
con sistemi a percussione e frizione, prime forme d’arte, raffigura-
Abbazia di Monteveglio
obbligatoria. Costo €9,6 adulti comprensivi di visite guidate ed ingresso al Museo. Informazioni e prenotazioni 051.465132 - 051.6275077.
Domenica 21 Ambienti di Storia da
Claterna alla Val Quaderna: in punta di piedi nel Parco con l’associazione Civitas Claterna. L’intero percorso sarà accompagnato da guide
archeologiche e naturalistiche. Alle
ore 9 ritrovo all’area archeologica
della città romana di Claterna - via
Emilia 482 loc. Maggio Ozzano Emilia, e visita guidata agli scavi archeologici. A seguire trasferimento
con mezzi propri in Val Quaderna,
via San Giorgio loc. Palesio per una
passeggiata storico, naturalistica.
Possibilità di proseguire a piedi fino
al Centro Visita Villa Torre. La passeggiata non presenta particolari
difficoltà ed è adatta a tutti, la partecipazione è gratuita ma la prenotazione è obbligatoria.
Domenica 28 paleogiornata indimenticabile. Alle ore 10 Visita guidata alla mostra Dai Dinosauri ai
Giganti dell’Era Glaciale e al Museo
della Preistoria “Luigi Donini”, via
Fratelli Canova 49 San Lazzaro di
Savena. Possibilità di pranzare al
Circolo ARCI Bellaria con sconto del
10% presentando il biglietto della
mostra. Trasferimento con mezzi
propri alla Grotta del Farneto, fa-
mosa per i ritrovamenti preistorici,
e alle ore 16 visita guidata speleologica. Prezzo speciale comprensivo
di tutti gli ingressi e le visite guidate: 16 euro adulti e €8 i bambini.
Prenotazione obbligatoria.
Concludiamo con il Parco dell’Abbazia di Monteveglio che propone per
domenica 7 e domenica 14 un Corso
di Nordik Walking. Il ritrovo è alle ore
11 al Centro Parco San Teodoro con
lezioni base di nordic walking. Il corso
prosegue nel pomeriggio dalle ore 14
alle ore 17 con le lezioni di tecnica 1
e 2. Il costo è di €20 partecipante per
ogni modulo; €50 partecipante per il
corso completo. Prenotazione obbligatoria entro il venerdì 349.3739354.
Naturalmente nel Parco Giovedì 11
alle ore 20.30 al Centro Parco San
Teodoro incontro con Giacomo Sardo Gli Anfibi, antichi abitatori della terra e giovedì 25 incontro con
Marco Cacciari La collezione mineralogica, tesori di un cercatore.
Annalisa Paltrinieri
Info:
Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone tel. 0534.46712
e-mail:
promozione.parcodeilaghi�cosea.bo.it
sito: www.ilparcodeilaghi.it
Parco del Corno alle Scale
tel. 053451761
e-mail: info�parcocornoallescale.it
sito: www.parcocornoallescale.it
Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa
Tel. 0516254811
e-mail: parco�parcogessibolognesi.it
sito: www.parcogessibolognesi.it
Parco dell’Abbazia di Monteveglio
Tel. 051.6701044
e-mail. ambiente�parcoabbazia.it
sito: www.parcoabbazia.it
www.buonenotiziebologna.it
Ottobre è il mese migliore per godere dei colori, dei profumi e delle
atmosfere delle aree protette della
nostra provincia, un sistema che
comprende il Parco del Corno alla
Scale, il Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone, il Parco Storico di
Monte Sole, il Parco dell’Abbazia
Eventi
1 Ottobre 2012
Vir
BNB
op
20
al Co
tu
www.virtualcoop.net
CORSO di BASE
per Personal Computer
contattaci Tel. 051 533106
XIII edizione del Corso di Bolognese
Al Cåurs ed Bulgnai$
XIII edizione
al Museo della Storia di Bologna Palazzo Pepoli, via Castiglione 8
Dopo il successo delle dodici edizioni precedenti Al Cåurs ed Bulgnai$
approda al Museo della Storia di
Bologna (Bologna, Palazzo Pepoli,
via Castiglione 8).
Nel 2001 fu la prima volta e oggi
si presenta con smalto rinnovato
pur sempre contando sulla collaborazione di appassionati cultori
del nostro simpatico idioma che si
identificano nella Bâla dal Bulgnai$
e che spesso si ritrovano per esprimere il loro rigoroso amore pr al
Bulgnai$, innanzi a fumanti piatti di
tagliatelle.
Sono: FAUSTO CARPANI, GIANNI
CAVRIANI, FEDERICO GALLONI,
ALDO JANI, AMOS LELLI, LUIGI LEPRI, CLAUDIO MAZZANTI, STEFANO
ROVINETTI BRAZZI, ROBERTO SERRA, DANIELE VITALI. Molti di questi
hanno già avuto modo di collaborare con il Museo della Storia di Bologna nella realizzazione di “Genus
Bulgnai$”, ciclo di conferenze su
alcuni aspetti della tradizione locale, conclusosi a metà agosto e che
dovrebbe proseguire nei prossimi
mesi.
La prossima Festa di San Petronio
darà il via alla XIII edizione del Corso che si articola come segue:
Giovedì 4 ottobre 2012 - Corso Dialetto Bolognese, I Livello sette incontri settimanali di due ore dalle
20:15 alle 22:00
Ad ogni incontro, Roberto Serra,
ovv. “Al Profesåur”, con il supporto di aneddoti e facezie “di amîg
dla Bâla dal Bulgnai$”, tratterà la
struttura grammaticale e il lessico
di base “dal Bulgnai$”, per portare
gli allievi, a fine corso, a capire, leggere e iniziare a parlarlo.
Ogni sera, poi, alcuni personaggi
della cultura bolognese (musica,
teatro, burattini, poesia...) intratterranno la classe con interviste e
mini spettacoli.
Un modo divertente per imparare
una delle più simpatiche lingue.
Corso di Bolognese, II livello - Corso avanzato di apprendimento del
dialetto bolognese Sei incontri
settimanali di due ore dalle 20:15
alle 22:00, nelle date da stabilirsi
durante lo svolgimento del 1° livello Il livello avanzato del Corso è
riservato a chi già ha frequentato il
1° livello, del quale sarà la naturale
prosecuzione. In esso si continuerà
lo studio della grammatica e si approfondiranno gli aspetti lessicali e
fraseologici, sviluppando il dialogo
e la pratica del bulgnais. I risultati
delle passate edizioni ci confermano quanto la metodologia didattica adottata sia idoneo strumento
per arrivare, a fine corso, a capire,
leggere e iniziare a parlare correntemente ed a scrivere al bulgnais,
rispettando le regole che i più recenti studi di esperti e insigni cattedratici hanno messo a punto per un
corretto uso del dialetto bolognese.
Una pratica che consente a questa
simpatica lingua di farsi ascoltare
e comprendere anche da chi bolognese non è. Un obiettivo raggiunto dal Corso e confermato dalla
iscrizione e frequenza di bolognesi
“doc” assieme a persone che a Bologna sono approdate in età adulta
(anche non italiane).
Qui ogni informazione e la scheda
di iscrizione con tutte le modalità
per partecipare.
Ogni informazione al 334.7187724
[dal lunedì al venerdì dalle 10 alle
12 dalle 16 alle 18]
Tornano le visite guidate a portata di mamme, famiglie e bambini di ogni età!
Dopo il successo dell’edizione invernale e primaverile 2012, tornano a
Bologna Mamma Cult, il primo progetto di visite guidate pensate e organizzate per un pubblico di future
e neo mamme con bambini di ogni
età, anche i piccolissimi nel passeggino, accompagnate da papà, nonni,
amici e famigliari.
I percorsi di Mamma Cult sono tutti privi di barriere architettoniche e
quindi percorribili con i passeggini,
raggiungibili facilmente con i mezzi
pubblici e studiati per andare incontro alle esigenze delle famiglie
da un punto di vista di tempistiche
e strutture corredate. Non mancano
mai servizi igienici a portata di mano
per cambiare i bimbi, luoghi dove
sedersi e sistemarsi se si è stanche o
se si ha necessità di dar da mangiare
ai piccoli, e qualsiasi esigenza o necessità è ben accolta e assecondata.
I contenuti culturali sono pensati
per le mamme e chi le accompagna
in modo che gli adulti si godano una
mattinata di svago e cultura, ma
sempre declinati anche nell’interesse dei bambini presenti, che vengono coinvolti e resi protagonisti delle
attività.
“Il nostro scopo” racconta Francesca
Camerota, ideatrice dell’iniziativa e
titolare dell’agenzia di servizi per la
famiglia Baby Planner Italia nell’ambito della quale si svolge il progetto
“è riscoprire il concetto di familyfriendly nelle città in cui organizziamo le nostre visite guidate. Oltre a
Bologna, Mamma Cult è a Roma,
Milano, Torino, Ferrara e Vicenza, e
numerose altre città stanno aderen-
www.stokke.com
www.sottocoperta.com
programma
settembre-dicembre
abbiamo pensato di proseguire prima con il tema Arte & Scienza già avviato con la visita all’Archiginnasio e
al Teatro Anatomico a maggio e che
ha appassionato molto sia gli adulti
che i bambini, per poi scoprire il periodo Rinascimentale e Moderno tra
la pittura e l’architettura bolognese.”
Il nuovo programma nel dettaglio:
sabato 20 ottobre > Alla scoperta del
Rinascimento Bolognese: l’Oratorio
di Santa Cecilia info
sabato 1 dicembre > Pittura e Architettura a Palazzo Fava info Il progetto
Mamma Cult ha positivi risvolti sociali e culturali , ed è pertanto appoggiato e sostenuto da due main
sponsor: STOKKE ITALIA e Sottocoperta.
CONTATTI
www.mammacult.it Follow us on
Facebook & Twitter Francesca Camerota -ideatrice di Mamma Cult e
fondatrice di Baby Planner Italia Cell.
348.3934278
info�mammacult.it Silvia Bernardi
responsabile Mamma Cult Bologna
cell. 339.8715130
bologna�mammacult.it
Dallo spettacolo ‘Ancora
“Vividi ricordi,emozionanti di memoria vivida e intensa. Parole che
sanno di aria insapore e dimenticata.Registrazioni sonore che faranno
da colonna sonora, parlata, ad un
essere che sembra attendere eternamente un qualcosa, forse una
parola. Mettendosi a cercare troverà ben altro.” Queste e altre atmosfere, dopo quasi un anno di studio,
ci regalerà la Compagnia Kalsifer,
(Federico brocani e Marcello Cominelli) che presenterà a Bologna
il proprio progetto ‘Ancora, presso
la sede dell’Atlantide alle ore 20 in
Porta Santo Stefano.
Tel. 051.6830312
Via Cremonino 9/1Cento (Ferrara)
Mamma Cult in piazza
NOVITÀ !!!
Pizza Senza Glutine
...siamo chiusi il Lunedì
Corsi per il Mamma Cult
do alle nostre iniziative, grazie al lavoro di un team di donne, mamme e
professioniste. I musei e i luoghi che
visitiamo sono già predisposti per accogliere un pubblico di questo tipo, è
alle mamme stesse che ci rivolgiamo,
per spiegare loro che visitare un museo, una mostra, una pinacoteca, un
palazzo o un parco storico insieme ai
bambini, anche ai più piccoli, è più
che possibile nonchè bellissimo … se
si crea il giusto contesto! E allo stesso tempo trasmettiamo alla città che
un pubblico prezioso e delicato come
questo va valorizzato e assecondato.”
A Bologna, nel periodo gennaiomaggio 2012, Mamma Cult ha portato decine di visitatori tra mamme,
bimbi dai due mesi agli otto anni,
papà, nonni, zii e amici a visitare il
Museo della Musica, la Sala Borsa, la
Basilica di Santo Stefano e l’Archiginnasio. In più è stata organizzata una
data in collaborazione con il Mare
Termale Bolognese alle Terme Felsinee: prima un racconto una storia
delle terme a Bologna, poi tutti in
piscina!
Francesca Camerota e Silvia Bernardi, che si occupa di Mamma Cult a
Bologna, raccontano che “con il
Main sponsor:
CONSEGNA A DOMICILIO
www.buonenotiziebologna.it
MAMMA CULT PER UNA CULTURA FAMILY ‘ancora
BNB
www.virtualcoop.net
ATTIVITÀ EDITORIALE
Realizzazione e gestione
di strumenti editoriali
sia cartacei che on-line.
A Briglia Sciolta
1 Ottobre 2012
21
IN OTTOBRE QUEST’ANNO I FICHI SONO CORNUTI
Dal vomito?
Da uno sputo?
Da una botte o da un vigneto?
Da una bottiglia o da un imbuto?
E lei dov’è?
Il respiro si fa corto e rimane senza
ossigeno quella specie che ho di corpo.
Ma tutto questo non dura che il
tempo in cui il sole tocca l’orizzonte
e poi scompare completamente.
Io non sono uno da passeggiate notturne avanti e indietro, non sono
mica quel finocchio di Amleto!
In ciabatte grembiule e vestaglia,
mentre fa la sfoglia, dal fico si stacca una foglia con la faccia sorridente
di mia moglie, con uno sguardo che
cordoglio.
E poi non sa ballare e non sa neppure cosa sia quel tipo di abbigliamento.
Quella deve essere la moglie del
fico. Lei viene e poi va prima che si
svegli suo marito.
Ma ogni volta qualcosa di lei, si fissa
in me come delle radici e manda su
la linfa fino alle narici.
Così mentre guardo quell’unico caco
sopravvissuto al gelo su quell’albero
lì accanto, così giocondo così rubi-
condo, così pieno, così biondo, nella speranza che una raffica di vento
non lo faccia cadere sopra il mio
capo perché é l’unico mio complice
e amico, mi sento completamente
appagato fino all’indomani al tramonto. Poi mi addormento, ma prima penso:
“Per tirare le cuoia faccio sempre
poi in tempo!”
Dal libro “letras de tango”
http://www.ivanabrigliadori.com
Ivana Brigliadori
Opera di Fabian Perez
www.buonenotiziebologna.it
Un’enorme patata bollente va e viene fra il passato e il futuro, del presente, niente!
E non perde tempo, mentre la scampa, mi guarda con un ghigno come
se per sopravvivere di me avesse
bisogno, come se fossi parte del suo
misterioso marchingegno.
Come se fossi indispensabile per il
suo incomprensibile disegno.
Come se fossi il suo bersaglio, il suo
ordigno.
Poi, imprevedibili, disordinate, presuntuose e spregiudicate vengono
a frotte le altre da ogni dove e con
un colpo d’occhio come se volessero
farmi il malocchio gridano:
“Veniamo dall’altrove!”
Tutte quante mi invadono la mente,
mi fanno bollire il sangue ovunque e
mi riempiono il corpo di crampi.
Non c’è ritmo, non c’è un tempo,
solo una strana melodia dissonante.
Così incomincia il terrore, lo sconforto, lo sgomento!
È il tramonto!
Al tramonto mi sento contratto e
rattrappito come un vecchio cartoccio sgualcito e bagnato dimenticato
persino dalla spazzatura.
Mia moglie mi manca!
Io senza di lei ho tanta paura.
Lei non c’è più da tanto tempo per
questo vivo da solo nel parco in attesa che il gelo mi porti via.
Non ne posso più di questa terribile
lontananza e di questa interminabile
agonia.
Così mentre un fico mi guarda e
forse ride di me perché fra le mie
gambe esce da sola la pipì e che invece di descrivere una parabola su
segue la forza di gravità incomincio a
camminare come uno stronzo secco
sbattuto dal vento qua e là, come un
coglione in balia di chissà chi.
E con lo sguardo sbarrato nel vuoto
perché durante il giorno ho bevuto
tutto quello che ho incrociato
sospeso e in bilico fra il rincoglionito
e il risaputo incomincio:
“Chi sono io?
Da dove sono venuto?
Da un rutto?
Da uno starnuto?
buca, che sfora e che assomiglia tanto a mia nuora!
Lei si avvicina in silenzio piano piano
e mi tende una mano.
Poi all’improvviso cambia vestito:
tacchi a spillo minigonna e giarrettiera balla il tango da sola, poi mi
salta addosso come un lampo, mi
avvolge con un gancio e con le sue
ventose così aderenti si piazza in un
preciso punto sotto l’ombelico, ma
non di due dita, un po’ più giù.
Lei non perde tempo con la sua lingua lunga come un serpente e ruvida come un gatto mi passa tutto
come un pennello o uno scalpello
di Michelangelo o di Raffaello e mi
scorre nelle vene come una pera,
non lascia perdere niente.
A me sembra di diventare matto e
mi drizzo tutto come un modello.
Come il vento, in un momento, fa
sparire tutte quelle altre impedite
che fanno tanto le sofisticate e che
forse non sono neanche patate.
Con lei finisce tutto quello sbattimento, quella confusione!
Quella agitazione si trasforma in
un’indescrivibile emozione, in un’incontenibile eccitazione!
Il cuore batte ai cento, la saliva
scorre dentro e io mi accendo tutto
come d’incanto di fronte al firmamento.
A pensarci bene, non credo che
quella sia mia moglie.
Appena mi vedeva sulla soglia con le
sopracciglia aggottate e le mandibole serrate era tutta una sgridata.
Ha cominciato sin dalla prima doglia,
poi non ne aveva mai voglia!
Se mi avvicinavo era tutto uno sbadiglio e se succedeva qualcosa per lei
era una sorta di travaglio, di raglio.
A dire il vero in questo momento
non ricordo neppure dove sia finita
la sua spoglia e non ricordo nulla del
www.buonenotiziebologna.it
22
Il Banditore
BNB
SITI WEB
VIRTUAL COOP
Cooperativa Sociale
ONLUS
1 Ottobre 2012
“nei tempi urticanti in cui versiamo è indispensabile ricordare e ricostruire la parte più genuina di noi stessi, quella che
meglio di altre, più adulte ma più fredde e sterili, ci potrebbe collegare ad un senso di gioia e piacere umano spesso profondamente sepolto e dimenticato.
Ci è stato detto di competere, produrre, esigere, desiderare, dimostrare (a chi?), quando la nostra vita, in realtà, vissuta
in consapevolezza e fuori dal gioco macabro delle accademie, delle città, dei tribunali, degli ospedali e dei centri commerciali, potrebbe farci ritrovare, come un bambino, di nuovo sorpresi...sorpresi di avere un immenso valore, di poter
essere felici per il semplice fatto di essere qui, a giocare alla vita.”
offerte lavoro
Centro per l’impiego di S. G. in Persiceto
Via Modena 66/b tel.: 051.822341800286040 - cimp.persiceto�nts.
provincia.bologna.it
Valida fino al 23/09/2012
Azienda: NACANCO SPA
Mansione: tecnico apparecchiature
elettriche
Conoscenze richiesta: titolo di studio con indirizzo elettrotecnico
Luogo di lavoro:
SALA BOLOGNESE
Caratteristiche candidati
ESPERIENZA NELLA MANSIONE DI
ALMENO DUE ANNI, PREFERIBILMENTE ETA' DAI 25 AI 3ì45 ANNI,
PATENTE B
Contratto Tempo Determinato
Inviare CV alla mail:
ufficiopersonale�nacanco.it
Centro per L’impiego di Zola Predosa
Piazza della Repubblica, 1 (c/o
Municipio) tel.: 051.6598080 800286040
e-mail:
cimp.zola�nts.provincia.bologna.it
Valida fino al 24/09/2012
Azienda richiedente: NUOVA PF
Mansione: Fresatore CNC
Contenuti: Piazzamento e Programmazione macchina a controllo numerico - fresa - controllo Selca e
Heidenhaim
Luogo di lavoro:
SASSO MARCONI (BO)
Richiesta esperienza nella programmazione frese; Patente B
Automunito/a
Tempo Determinato
Inviare CV: nuovapf�libero.it
Centro Per L'impiego Di Minerbio
Via Europa 16 e 20, tel.: 051/878298800286040 e-mail:
cimp.minerbio�nts.provincia.bologna.it
Valida fino al 23/09/2012
Azienda richiedente: BALBONI
S.A.S. DI BALBONI GIANCARLO E C.
Mansione: operatore/programmatore macchine utensili con esperienza
Luogo di lavoro:
SAN PIETRO IN CASALE (BO)
Caratteristiche candidati Tassativamente automuniti/e
Contratto Tempo indeterminato.
Inviare il curriculum tramite fax al
numero 051.6668259 oopurre
Inviare CV e-mail a:
g.balboni�libero.it
Centro I. di San Lazzaro Di Savena
Via Emilia 107; tel.: 051.6272040800286040 fax: 051.6272246
e-mail: cimp.sanlazzaro�provincia.
bologna.it
Valida fino al 30/07/2012
Azienda richiedente: BALDINI ARRIGO - Attività di traino e soccorso
stradale - TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA
Mansione: Autista - Gruista
Contesto del lavoro Progettazione
Hardware e Firmware per aziona-
menti elettronici
Luogo di lavoro:
Comune di SAN LAZZARO DI SAVENA (BO)
Caratteristiche canditati: Automunito
S; Patente: C - E - CQC
Contratto: Tempo Determinato
Orario Tempo Pieno
Inviare CV alla mail:
davide.giordano�baldinigroup.it
O DI
APIANTLULE
R
T
E
E
L
E
ION
DONAZ I, TESSUTI E C
N
A
G
OR
www.saluter.it/trapianti
BNB
23
Lo Sfizio
1 Ottobre 2012
La Dama per tutti!
CRUCI VERBA
1
2
3
4
5
6
9
11
7
8
10
12
13
14
15
16
17
18
19
21
20
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
In questa puntata analizzeremo le ultime due numerate posizione della dama italiana. La 9° e la 10°.
Nel diagr. 1) il N. non ha più mosse da giocare se non la 9-13 che permetterebbe al B. il tiro a due e tentare un
salvataggio che sarà inutile. Ecco la giocata 9-13, 21-18, x, x, 11-14, il N. spera nella mossa 9-5, che gli permetterebbe il contro tiro e recuperare il pezzo ma ecco come il B. si mantiene in vantaggio 23-19 x, controsacrificio, 22-18 e il B. va a dama e prendere successivamente il pezzo in 10.
E sia alla 10° diagr. 2) il N. muove 13-17, 21-18, x, 23-19, 15-20, nel recupero del pezzo del B. il N. cerca di
mettere più pezzi avversari esposti al centro ma sarà inutile, x, 21-26,11-14!!
(se 15-12?, 26-30, 19-15, 30-27, 22-18, 27-22, 18-13, 22-19, 13-9, 16-20, 9-5, 20-23, 5-2, 19-14, 2-6, ed il b.
prende il pezzo) 26-30, 22-18, 30-27, 18-13, 14-10, 22-19, 15-12, ed il b. si salva sfilandole pedine a dama.
Per gli appassionati della problemistica ospitiamo in questa puntata Corrado Fiaccola. Bravissimo compositore che ha dedicato anche un sito alla composizione.
Arrivederci a novembre!
di Federico Piras
CRUCIPUZZLE
ORIZZONTALI
1. Costruì la Reggia di Caserta - 9.
Lo fanno 365 giorni - 10. Cantore di
altri tempi - 11. Gioco enigmistico
in cui le iniziali delle parole, formano una frase o parola di senso compiuto - 13. Cuore... poetico - 14.
Qualcuno lo ritiene un difetto - 15.
Conta... senza pari - 16. Preposizione articolata femminile plurale 19. Competizione motociclistica su
percorsi accidentati o “processo” in
america - 21. ”Mamma” televisione
- 23. Avverbio senza speranza - 24.
Può essere un massimo o minimo
comun... - 28. Ci entra e ne esce il
bottone - 29. Per vincere a scacchi
servono quelle giuste! - 32. Un tipo
di quarzo
VERTICALI
2. Comprende il romanzo, la novella e
il racconto - 3. Vento... senza pari - 4.
Che nasconde trappole - 5. Quantità
imprecisata - 6. È Blanc quello della
Valle d’Aosta - 7. Un segno zodiacale 8. Ciò... in latino - 11. Devono esserlo
tutti gli strumenti di un’orchestra - 12.
Insieme - 17. Rea... decapitata - 18.
Leali... uguali - 20. Superbiosa figlia di
Tantalo - 22. Vocali del 23 orizzontale
- 25. Questi... latini - 26. Cola... al centro - 27. Le “braccia” degli alberi - 30.
Acceso... in Inghilterra - 31. Sondrio
IM
TU
S
RUBES (11.7.)
http://facebook.com/buonenotiziebologna
https://twitter.com/BNBologna
www.youtube.com/handishow2011
ANTICO
AOSTA
ARCE’
BALBI
CABALA
CAPESTRANO
CERCHIO
CHIESE
CORNICI
CROCE
cHIAVE:
EUROPA
FABRIANO
GRAFFITO
LATINO
LETTERE
LIBRI
LINEE
MAGLIANO
MISTERO
MITO
NOTO
PALINDROMO
POMPEI
PREGI
PROVE
RARO
REGOLARE
RIVELARE
ROMA
SAGGI
SCHEMA
SCOPERTE
SCRITTE
SEGRETO
SERMONETA
SIENA
SIMBOLICO
STORIA
STUDIARE
TEMPLARI
TEORIE
TORINO
TRAVISATO
TRISULTI
PALESATO
URBINO
VALIDO
VERONA
Coordinatore di Redazione
Marcello Cominelli
Le soluzioni dei giochi le trovi sul sito: www.buonenotiziebologna.it
Buone Notizie Bologna mensile.
N. 31 distribuito il 1 ottobre 2012
Registrazione c/o Tribunale di Bologna
n. 8003 del 01/10/2009
Proprietà:
Virtual Coop Cooperativa Sociale ONLUS
Viale Lenin, 55 - 40138 Bologna
Tel. 051.533106 - Fax: 051.530761
www.virtualcoop.net
Redazione c/o Virtual Coop
Direttore Responsabile: Maurizio Cocchi
Coordinatore: Marcello Cominelli
Ufficio Stampa: Giuseppina Carella
Redattori: A.Legnani, U. De Santis,
G.cacchiani, G.Fabbri, P.Genderico
Grafica: Gaetano Pancetti
www.buonenotiziebologna.it
Marketing: Maria del Mar Làzaro
[email protected]
[email protected]
[email protected]
Stampa: Galeati Industrie Grafiche s.r.l.
Via Selice, 187/189 - 40026 Imola (Bo)
www.galeati.it
www.buonenotiziebologna.it
32
La ricetta del mese
Sformato di polenta
Ingredienti per 4-6 persone:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
20 castagne
(senza la buccia esterna)
250g di zucca
600ml di acqua
125g di farina di mais
per polenta
6 porcini
1 aglio
1 uovo
olio d’oliva q.b.
sale q.b.
Preparazione:
Mettiamo le castagne in acqua
fredda e portiamo a bollore. Lessiamole finché non saranno tenere quindi le scoliamo, le priviamo
della pellicina interna. Tagliamo la
zucca a dadini e cuociamo in forno
a 180°-200° per circa 10’-15’. In una
padella scaldiamo delll’olio e rosoliamo l’aglio, aggiungiamo i porcini
tagliati a pezzettini e soffriggiamo per qualche minuto, saliamo.
Versiamo a pioggia la farina per
polenta in acqua bollente salata e
mescoliamo continuamente con un
cucchiaio di legno, cuociamo per 3’
(deve risultare morbida!), aggiungiamo i funghi e mescoliamo bene.
Lasciamo raffreddare. Aggiungiamo l’uovo e mescoliamo ancora.
Sistemiamo, in una teglia unta d’olio, la zucca, la polenta ai funghi, le
castagne spezzettate, irroriamo con
un po’ d’olio e inforniamo a 180°
per 25’-30’. Tagliamo lo sformato
a pezzi, sistemiamolo nei piatti da
portata, irroriamo con un filo d’olio
e serviamo.
Oroscopo
di ottobre
Le previsioni del Mago di Durbio
ARIETE
Questo mese vi sembrerà di vivere tra sbalzi di tempo e d’umore.
È tempo di decidere, di rinnovare
qualcosa, ad iniziare dal guardaroba.
TORO
Questo mese la vena polemica crescerà, che vi troviate alle poste o
nella vita di coppia vi sembrerà di
stare nell’arena di Siviglia.
GEMELLI
Forse a settembre avete sperimentato un’illuminazione: quello che
volevate non era ciò di cui avevate bisogno. Se le novità non sono
come pensavate, non disperate.
www.buonenotiziebologna.it
CANCRO
Ultimamente vi piace giocare a nascondino, sbucate ogni tanto e poi
vi defilate. Siete come Alice che
vive nel paese delle meraviglie, più
dentro il suo mondo che in quello
reale... e vi va benissimo così!
LEONE
Prima o poi sarebbe successo: negli
ultimi mesi siete stati così zen e ritirati dalle scene che noi spettatori ci
stavamo preoccupando.
VERGINE
Grazie a Sagittari, Bilance o meglio
a voi stessi che avete seminato per
mesi, ora potrete raccogliere le
emozioni d’autunno. Giove vi protegge, potete dare il via a grandi
progetti.
BILANCIA
Cari bilancia, buon compleanno! Vi
chiederete cosa c’è da festeggiare?
Colpa di Saturno che da un anno vi
sta mettendo alla prova, riducendo
il divertimento e triplicando le responsabilità.
SCORPIONE
Questo mese sarete impegnati in
spese per la casa, voglia di cambiare città, tensioni emotive ma anche
tanti stimoli nuovi.
SAGITTARIO
Le frecce che avete lanciato negli
ultimi mesi hanno fatto centro. Soprattutto nel cuore della Vergine
e nei pensieri degli amici più cari.
Marte vi regala quello che vi spetta,
passioni indimenticabili e il successo di idee coraggiose.
CAPRICORNO
Come gli amici cancerini, vi siete ritirati a vita privata ma i motivi potrebbero essere molto diversi: una nuova vita di coppia, il lavoro o lo studio
che non vi danno tregua, una nuova
compagnia di persone che vi apprezza finalmente per quelli che siete.
ACQUARIO
Cari acquario questo mese, nonostante la vostra natura pacifica,
Marte tornerà ad innervosirvi provocando stress anche nei weekend
che vorreste passare sotto le coperte ad ascoltare musica.
PESCI
Cari pesciolini, finalmente una nuova emozione affiora grazie a Venere
in Scorpione e prende il sopravvento sugli impegni quotidiani. Gli
amici vi daranno per dispersi, e si
chiederanno cos’è quella luce che
abbaglia la stanza al vostro arrivo.
Sarà amore?
Scarica

Buone Notizie Bologna