Il Nome della Casa Mensile di informazione e approfondimento sociale Bologna - www.coopansaloni.it N. 32 Anno 3 - 1 Ottobre 2012 - ¤ 1,00 Primo Piano protezione civile Intervista al Direttore regionale Maurizio Mainetti Provincia Natura scuola di pace a spasso nei parchi A Monte Sole la Fondazione compie 10 anni La nuova rubrica con tante iniziative nei parchi della provincia Poste Italiane Spa - spedizione in abbonamento postale 70% - CN BO Buone Notizie Bologna “Sostenibilità e Trasparenza con Cooperativa Edificatrice Ansaloni” L’ANIMALE DI LUSSO Pierangelo a muso duro Appena ripreso, cado in uno stato abissale, misto tra ansia, incredulità e rabbia. Io ho un lavoro, per fortuna, ma tra spese varie è già tanto che riesca a mettermi da parte una ventina di euro. Il problema non erano i soldi, ho una concezione dello spendere e della moneta abbastanza elastica, ma fu la sua domanda a sconvolgermi. Tra me e me pensai: “Secondo lei vengo qua nel cuore della notte, in ansia e preoccupato, per poi lasciarla qua a morire perché non tengo 1000 euri???” Per farvela breve, il mio cane sta benone grazie all’aiuto dei miei genitori che la considerano come una figlia, ma passiamo alla riflessione che vorrei far nascere dal mio accaduto: perché i nostri amici animali devono essere considerati dei beni di lusso? Se ci pensate bene per farci una TAC o una gastroscopia non mi sembra che vengano richiesti tali compensi. Non sono esseri viventi anche loro? Non ci danno tutto il loro affetto in maniera incondizionata? E cosa chiedono in cambio? Solo amore. Forse troppo romantico-ottocentesco come discorso, ma per me animali e esseri umani non hanno alcuna differenza, anzi, molto spesso osservando Aisha, mi rendo conto che sono io a dover imparare da lei. Purtroppo la supremazia dell’Homo Sapiens Sapiens ha ben pensato di instillarsi anche in questioni riguardanti questioni sanitarie dei nostri colleghi viventi. Se non ci sono soldi per curare sé stessi, come è possibile richiedere la cifra che è stata chiesta a me? E’ vero, avrei potuto intentare una causa alla veterinaria, ma lì sarebbero saltati fuori altri costi assurdi legati all’essere rappresentati dagli avvocati italiani, forse ne riparleremo per un prossimo editoriale. Marcello Cominelli Nel mese di ottobre si celebra la morte di un grande cantautore www.buonenotiziebologna.it Non amo molto parlare dei fattacci miei, soprattutto quando devo sventolarli in un giornale, ma credo che vi aiuti a comprendere meglio la riflessione che vorrei proporvi nell’editoriale di questo mese. Ho un cane. Il suo nome è Aisha ed è di razza segugia, quelli che dalle mie parti (Brescia) si usano per caccia alle lepri e selvaggina varia. Purtroppo ha un brutto viziaccio: mangia tutto ciò che il suo naso tartufato riesce a sondare. Così in una bel pomeriggio di questa estate, dopo aver fatto una balla scampagnata lungo il parco dei Gelsi (San Lazzaro di Savena), tornando a casa la vedo un po’ spossata. La serata passa tranquilla, quando inizia fortemente a star male e a vomitarmi per tutta casa. Preso dal panico, mi metto al computer e cerco un ambulatorio veterinario aperto ventiquattrore su ventiquattro, visto che erano le undici di sera. Lo trovo e mi fiondo fuori dal portone di casa con la mia cagnolina che non si reggeva in piedi. Arrivato nei pressi di via Massarenti trovo l’ambulatorio. La dottoressa si dimostra gentilissima e visita minuziosamente Aisha, cercando di capire l’origine del suo malessere. Dopo quasi un’oretta d’attesa, la mia salvatrice, esce dalla sala medica con aria raggiante e con in mano dei fogli. “Guardi, il suo cane ha un blocco intestinale causato dall’ingerimento di corpi estranei quali foglie, sassi e molto altro”. Io tranquillizzato, inizio a riprendere colore e il pensiero che appena saremmo stati a casa, l’avrei strozzata per averne combinata una delle sue. Ma vengo immediatamente riportato alla realtà da queste parole: “Le cure a cui dobbiamo sottoporla e la degenza pre e post operatoria avrebbero un costo intorno ai 1000 euro, che si fa?” 2 Primo Piano BNB 1 Ottobre 2012 LA PROTEZIONE CIVILE SEI TU! www.buonenotiziebologna.it Murizio Cocchi Intervista il Direttore regionale Maurizio Mainetti Com’è organizzata la Protezione Civile? Essa è un organo nazionale che svolge funzioni tramite diverse amministrazioni operanti a vari livelli: nazionale, regionale, locale, con l’intervento di molte strutture tecniche. Non esiste un’unica organizzazione né una divisa, ma una struttura articolata, con specifiche competenze territoriali. A livello nazionale è posta sotto la Presidenza del Consiglio dei ministri. Per quanto concerne la Regione è organizzata dall’Agenzia Regionale della Protezione Civile. Esiste un ufficio a livello provinciale e nei comuni esistono funzionari appositamente utilizzati. Anche la Prefettura si occupa di Protezione Civile. Le strutture tecniche sono costituite da Vigili del Fuoco, Corpo Forestale, Soccorso Alpino. Questa è l’ossatura istituzionale a cui bisogna aggiungere il volontariato che svolge un ruolo fondamentale. È un sistema complicato che per funzionare necessita di una pianificazione e preparazione all’emergenza, da coordinare tra i vari livelli amministrativi (comunale, provinciale regionale e nazionale) ma funziona soprattutto se tutti gli attori, sia quelli istituzionali e specialistici, sia quelli appartenenti al volontariato, sono abituati a lavorare insieme, attraverso le esercitazioni e l’esperienza. Oltre alle pianificazioni, bisogna imparare a gestire gli imprevisti, con una comunicazione stretta e continua tra tutti gli attori nel corso dell’evento. In seguito al recente terremoto in Emilia, siamo intervenuti con volontari, enti locali, strutture tecniche, Agenzia Regionale, ma si è capito subito che bisognava dare un tetto e dei pasti ad alcune migliaia di persone, cosa che una regione da sola non è in grado di fare, tant’è che sono stati attivati aiuti dalle altre regioni, nel giro di 24 ore. Con quali finanziamenti opera la protezione civile? L’assemblea Legislativa della Regione, che approva il nostro bilancio, stanzia una somma annuale che fissa i limiti finanziari. Quindi come qualsiasi ente pubblico siamo tenuti a rispettare le regole di trasparenza, partecipazione agli appalti, gestione del denaro, ma possiamo operare più speditamente in condizioni di straordinaria urgenza. Il finanziamento serve a potenziare il sistema, con l’acquisto di attrezzature che poi diamo in comodato alle associazioni di volontariato, oppure con contributi a favore degli enti locali per costruire le sale operative, col finanziamento offerto a Forestali e Vigili del Fuoco, per migliorare la loro capacità interattiva sul territorio. Una parte delle risorse regionali, sono attivabili immediatamente, in casi di emergenza sul nostro territorio, quali l’interruzione di una strada o la chiusura di una scuola. Esistono poi emergenze gravi di livello nazionale, come il recente terremoto. Il livello d’emergenza è codificato dalla normativa nazionale e prevede un intervento a livello comunale o regionale o nazionale (in caso di terremoti, alluvioni, grandi frane). Questi ultimi richiedono mezzi e poteri straordinari. Il Governo, in casi simili, può derogare la normativa vigente, perché i lavori avvengano più rapidamente. Allora risorse straordinarie vengono assegnate al Presidente Regionale, in quanto Commissario Straordinario, in un conto presso la Banca d’Italia (con gestione di contabilità speciale). La Corte dei Conti, che effettua un controllo preventivo sull’utilizzo di questi fondi, deve approvare entro sette giorni i progetti sottoposti dal Commissario. La nostra regione può disporre formalmente in tre anni di otto miliardi e mezzo di euro: i cittadini che hanno subito danni a case o stabilimenti in seguito al terremoto, presentando una domanda possono ottenere un contributo, per il ripristino delle strutture danneggiate. La cifra di cui lei parla è sufficiente per sanare le ferite inferte dal terremoto? Sembrano essere molto vicine alla realtà. Adesso le stime dei danni sono molto approssimative. Sei di questi miliardi sono utilizzabili esclusivamente per edifici privati se destinati a prima abitazione e per attività produttive, strutture e macchinari distrutti. Il meccanismo è finanziariamente complesso, ma semplice per il cittadino. L’erogazione è prevista per gennaio 2013, ma si sta valutando la possibilità di anticiparla agli ultimi mesi del 2012. I sei miliardi derivano da un mutuo venticinquennale contratto con la Cassa Depositi e Prestiti. In realtà queste risorse vengono assegnate alle banche. Il cittadino che ha subito un danno, fa eseguire ad un tecnico una perizia giurata e la porta in Comune, dove viene valutato il limite di contributo che può essere assegnato al richiedente, sulla base dell’entità del danno e dei parametri dell’abitazione. Il Comune applicando le procedure commissariali, approva la perizia, il cittadino si presenta alla banca convenzionata che apre un conto in suo favore, dell’importo esatto del danno riconosciuto. Il Presidente Errani, alcuni assessori e la Direzione Generale delle Attività Produttive, stanno cercando di anticipare il finanziamento. Il cittadino deve dichiarare il nome della ditta da lui scelta per svolgere il lavoro. Durante i lavori il Comune può effettuare controlli. La banca effettua direttamente i pagamenti alla ditta, garantendo una sostanziale trasparenza. Il conto bancario assegnato al richiedente è privo di costi e l’accesso al finanziamento avviene velocemente. La trasparenza è garantita anche dal fatto che il cittadino, dichiarando prima il nome della ditta, consente alla Prefettura di raccogliere, prima dell’inizio dei lavori, informazioni sulle imprese coinvolte. A parte il terremoto, quest’anno di cosa vi siete occupati? È stato un anno davvero impegnativo: lo scorso inverno abbiamo avuto una nevicata eccezionale, che ha comportato un lavoro gravoso e complesso ed un costo di decine di milioni di euro, interruzioni della viabilità, della scuola. Abbiamo impiegato volontari, vigili del fuoco, i colleghi della Protezione Civile del Trentino che sono venuti ad aiutarci, coi loro mezzi e la loro esperienza. Poco prima che arrivasse la grande nevicata, eravamo in crisi idrica, per la scarsità di precipitazioni. Prima della nevicata e delle piogge di aprile e maggio, temevamo che la siccità in Romagna causasse disagi, soprattutto in quelle località che in estate vivono un considerevole aumento della popolazione grazie al turismo. Tale siccità nella parte padana della nostra regione prosegue tuttora: alcuni comuni vengono riforniti da autobotti e la produzione agricola è calata notevolmente. Poi in questo periodo ci occupiamo di incendi boschivi. Di là in sala operativa una cartina segnala cinque o sei incendi, a volte in un giorno arrivano a quindici. A fine stagione arriviamo con diverse centinaia di incendi, per fortuna quelli gravi sono pochi, grazie al potenziamento delle strutture, l’intervento di Vigili del Fuoco e Forestali, l’utilizzo di volontari che presidiano i punti di avvistamento (zone con ampia visibilità da cui è possibile scorgere il fumo e dare un allarme tempestivo). A livello organizzativo operiamo un efficace coordinamento dei Corpi dello Stato, dei volontari e degli Enti Locali, che sono le forze che scendono in campo, grazie ad una struttura che si chiama Sala Operativa Unificata Permanente, che ha il compito di dirigere e unificare gli interventi in corso: mi creda è un mezzo miracolo in Italia. Avviene anche un coordinamento sul luogo che è svolto con una visione coordinata, integrata. Il rischio prevalente della regione è quello idrogeologico. Questo inverno è piovuto poco e quindi non c’è stato lo scatenamento di frane che capita spesso nella stagione primaverile e non abbiamo avuto piene dei fiumi. Quello che succederà in autunno non possiamo prevederlo, ma il rischio di frane e allagamenti esiste sempre. I grandi eventi li gestite voi come Protezione Civile o li gestisce la Regione per conto suo? Con la recente revisione della normativa in materia di Protezione Civile, sono state delimitate grandemente le attività, anche nazionali, relative al nostro ente e la gestione dei grandi eventi è stata esclusa. In passato alcune dichiarazioni di stato di emergenza duravano anche diversi anni, costringendo la Comunità Europea ad avviare procedure di infrazione, adesso sono limitate a 90 giorni più altri 60 e scattano a seguito di veri disastri che abbiano un impatto devastante sulla popolazione e sull’ambiente. Per quanto concerne la ricostruzione, noi possiamo effettuare solo interventi urgenti, necessari al ripristino delle normali condizioni di vita: i servizi essenziali, le funzionalità. Ad esempio se l’edificio municipale di un Comune è stato gravemente danneggiato da un terremoto, si trovano soluzioni alternative temporanee e nel frattempo una Legge ordinaria dello Stato, finanzierà la ricostruzione. Tutte queste restrizioni hanno la finalità di non ripetere alcuni errori gestionali avvenuti in passato e di cui si è potuto leggere sui giornali. Sostanzialmente mi ritengo soddisfatto del nuovo quadro normativo. Maurizio Cocchi In redazione Ugo De Santis ABBONATI A BNB €15 all’anno (incluso costi di spedizione) 11 numeri di Buone Notizie Con solo Per abbonarsi a BNB potete: Venire presso la nostra casa editrice: Virtual Coop - Viale Lenin, 55 - Bologna Compilare il form che trovate sul sito web del giornale: www.buonenotiziebologna.it nella sezione Abbonamento Andare in un ufficio postale e pagare con un bollettino sul CCP n.° 1002171138 Con bonifico alle seguenti coordinate IBAN: IT-07-I-07601-02400-001002171138 Abbiate cura di riportare chiaramente l’indirizzo dove volete ricevere il giornale e mettere nella causale del versamento: Abbonamento BNB Informazioni: Tel. 051 533106 [email protected] A partire da Novembre vieni a trovaci in redazione e abbonati a BNB, ti regaleremo la DISAGENDA 2013 1 Ottobre 2012 Il lavoro lo si trova con CSAPSA Intervista collettiva agli operatori di una cooperativa sociale, tutta bolognese Operatori d CASPSA al lavoro Come nasce CSAPSA e di cosa si occupa principalmente? Csapsa è una Cooperativa Sociale nata nel 1977. Un centro d’inserimento e di formazione professionale accreditato alla Regione. Noi non facciamo dei progetti autonomi ma sono organizzati sia dalla Provincia di Bologna che dal Fondo Sociale. Da un lato abbiamo la formazione, che è specifica, istruendo le persone non in maniera generica ma provando ad inserirle direttamente sul terri- torio. La provincia ci passa nominativi di persone che vengono segnalate solamente con le iniziali per questioni di privacy e sicurezza, visto che molto spesso abbiamo a che fare con situazioni non solo di disabilità ma anche a livello personale molto problematiche. Noi facciamo da mediazione tra la persona che cerca lavoro e l’impresa, in base alle caratteristiche che ci vengono segnalate. Noi abbiamo un approccio molto empatico con i nostri utenti, quando questo scatta que- sto dà dei vantaggi, in quanto ci aiuta meglio a capire la situazione della persona e, di conseguenza, comprendere l’impiego più adatto. Quindi la vostra “mission” è più legata ad un superamento di un disagio, più che all’inserimento lavorativo del disabile? La parola “persona svantaggiata” è un’espressione che non piace. La “persona svantaggiata” non è solamente chi ha un handicap fisico o chi ha un disagio sociale, ma sono tutte quelle personalità che affrontano una situazione di svantaggio rispetto alla società. Ad esempio: una persona che ha sempre lavorato e che per motivi legati al fenomeno contemporaneo della crisi economica, si trova ad un certo punto senza lavoro, quella è una situazione svantaggiata rispetto a quello che la società odierna richiede. Di fronte ad un esempio del genere, noi diamo una mano organizzando corsi professionali che aiutino la persona a rimettersi in gioco. Affrontiamo molto spesso il disagio legato ad una persona che viene dall’estero, oltre ad organizzare dei corsi d’italiano, lo aiutiamo inserendolo, o reindirizzandolo, in un ambi- to lavorativo a lui consono. Date un po’ i numeri delle aziende con cui trattate e di quante persone passano da qui in un anno. Siamo praticamente quattro operatori fissi, abbiamo un database in cui sono censite circa cinquemila aziende. Il nostro lavoro è quello di chiamare queste aziende e chiedergli la disponibilità di ospitare un tirocinio. Questi tirocini sono gratuiti nella provincia di Bologna e fondamentalmente servono per mettere alla prova il lavoratore. In alcuni casi, i più fortunati, vengono assunti. E fino ad ora, dall’inizio dell’anno, in borsa lavoro abbiamo collocato all’incirca 180 persone.Le tipologie d’aziende vanno da tutti i settori, da quelle tradizionali del nostro territorio, a reparti di meccanica e metalmeccanica, aziende di multi servizi, settore agricolo, della ristorazione, alberghiero ecc… Noi copriamo una vasta gamma di settori merceologici.Abbiamo tre tipologie diverse di tirocinio che proponiamo alle aziende: il tirocinio osservativo, il tirocinio formativo o il tirocinio finalizzato. L’osservativo consente al tutor che segue la persona, di capire le competenze dell’utente. Quello for- 3 mativo è in sostanza un’attività dove s’impara un mestiere, che può continuare ,se si prospettano le possibilità, altrimenti è una abilità in più che si avrà acquisito e che si potrà spendere nel mondo del lavoro.Ed infine c’è quello che oggi viene chiamato “sviluppo competenze”, dove, sin dal principio, si spinge all’inserimento dell’individuo all’interno di una azienda. Questo è quello a cui tendiamo per la maggior parte dei casi, ma è anche quello più difficile da riuscire ad attuare, in quanto è raro che un’azienda accetti la collaborazione in maniera immediata. C’è da dire che le aziende, nel territorio emiliano romagnolo, dimostrano una certa apertura nel relazionarsi con noi, anche se, prima di arrivare ad un effettivo avvio del tirocinio, passa un po’ di tempo. Altri campi in cui la CSAPSA si muove? Oltre al collocamento aziendale, c’è anche una buona parte d’inserimento dati, ricerca internet e lo fanno colleghi che magari sono più restii alle telefonate. Inoltre dall’esperienza del call center sta nascendo un nuovo progetto, che è stato fortemente voluto dal nostro presidente Vanni Callegari, quello di trasformarlo in un agenzia di servizi, dove ci sarebbe la possibilità di lavorare per commessa, presso associazioni private o aziende. Marcello Cominelli www.buonenotiziebologna.it BNB I Personaggi 4 Buone Pratiche BNB 1 Ottobre 2012 Lo Sportello sociale in casa Già da qualche giorno a San Lazzaro famiglie, anziani e portatori di handicap con un clic da casa propria possono accedere a una miriade di notizie, informazioni, dati e collegamenti, grazie al nuovo sito comunale www.sanlazzarosociale.it accessibile anche dal portale www.comune. sanlazzaro.bo.it. Il nuovo sito web è stato presentato lo scorso 13 settembre dagli assessori Roberta Ballotta (cultura, servizi sociali, pari opportunità) e Raymon Dassi (partecipazione, progetti web, sistemi informatici, volontariato) e da un’illustrazione del sito di Nadia Bolognesi responsabile dello Sportello sociale. Infatti oggi, per alcune informazio- ni, chi utilizza il computer e internet non ha più la necessità di andare di persona allo Sportello sociale di via Emilia 90, sotto al portico del municipio, ma può ottenerle dal sito. Lo Sportello sociale inaugurato l’8 novembre 2008, così come oggi il nuovo sito, è il punto di accesso ai servizi sociali e socioassistenziali del Comune, dell’Ausl e di altri soggetti pubblici e privati. E’ rivolto a tutti i cittadini, in particolare ad anziani, disabili, minori e genitori, famiglie in difficoltà, che hanno necessità di affrontare un bisogno o di chiedere aiuto. In particolare lo Sportello fornisce informazioni, orientamento, ascolto, registrazio- ne e primo filtro della domanda di accesso ai servizi sociali e sociosanitari. Nel 2011 i contatti con lo sportello sociale sono stati pari a 8.012 persone. Il sito, collegato al portale degli sportelli sociali della Provincia, tramite consente di collegarsi alla rete dei servizi sociali, sociosanitari e socioeducativi da qualunque punto di accesso della rete. Tramite i vari link, suddivisi per servizi, temi e attività, il sito internet consente, inoltre, di avere notizie sulle attività dei centri sociali sanlazzaresi e sulle tante associazioni di volontariato che operano sul territorio. Giancarlo Fabbri Conferenza di presentazione del sito Regione: contributi per edifici lesionati www.buonenotiziebologna.it È attivo il portale “Mude” per velocizzare le pratiche della ricostruzione Per ristrutturare gli edifici temporaneamente o parzialmente inagibili (classificazione Aedes B e C) è possibile richiedere contributi fino al 30 novembre 2012 solo per via telematica tramite il portale Mude (Modello unico digitale per l’edilizia). Da pochi giorni è attivo il Mude (Modello unico digitale per l’edilizia), una piattaforma tecnologica attraverso la quale i professionisti, incaricati da chi ha l’abitazione o un’attività produttiva danneggiata dal sisma, possono espletare le pratiche edilizie necessarie per gli interventi di ripristino e la richiesta di contributo alle spese di progettazione ed esecuzione dei lavori. Il sistema informativo Mude, realizzato per volontà del Commissario delegato Vasco Errani in accordo con l’Associazione nazionale Comuni italiani, sarà utilizzato in prima istanza per le domande di contributo ai lavori di riparazione degli immobili temporaneamente o parzialmente inagibili (B e C secondo la classificazione Aedes). La piattaforma tecnologica utilizzata è in particolare quella di “Mude Piemonte”, personalizzata sulle specificità delle domande di contributo e in attesa di essere implementata dai sistemi informatici dell’Emilia-Romagna. Il Mude consentirà di velocizzare le pratiche per la ricostruzione, permettendo anche ai tecnici del Comune di Persiceto di interagire per via telematica con i professionisti, le banche coinvolte e la struttura commissariale. Fornirà inoltre un valido supporto alle attività del Gruppo interforze ricostruzione Emilia-Romagna (Girer), che ha il compito di intensificare la prevenzione e il contrasto alla criminalità organizzata nelle zone colpite dal terremoto. Le domande di contributo alle spese di ristrutturazione possono quindi essere inoltrate solo per via telematica entro il 30 novembre 2012. Gli interessati, oltre ad essere in possesso dell’ordinanza sindacale di sgombero causa inagibilità e della scheda Aedes, devono incaricare un tecnico abilitato affinché esegua una perizia e predisponga un progetto dei lavori sulla base del prezziario stabilito dalla Regione di concerto con le associazioni di categoria del settore edilizio. Una volta ricevuta la domanda, il Comune provvederà a verificarne la congruità e rilascerà una certificazione che attesta l’entità del contributo (fino all’80% di quanto richiesto). Tale certificazione andrà poi consegnata alla banca scelta tra quelle convenzionate, che provvederà a liquidare il contributo direttamente alla ditta esecutrice dei lavori (il 40% a metà dell’opera, il rimanente 60% a conclusione dell’intervento). I lavori devono terminare entro 8 mesi dalla presentazione della domanda di contributo (che equivale ad una comunicazione di inizio lavori) con un’unica possibilità di proroga di 4 mesi. Per ottenere la scheda Aedes bisogna attendere che la Regione completi l’informatizzazione di tutti i documenti; non appena saranno disponibili nel database, il Comune darà il via libera ai cittadini per fare la richiesta di accesso agli atti tramite l’Ufficio Relazioni col Pubblico (n. verde 800.069678). A breve sul sito della Regione EmiliaRomagna sarà inoltre disponibile un elenco di merito di imprese della filiera edilizia, previsto negli obiettivi del Protocollo Legalità-Terremoto per contrastare le infiltrazioni mafiose. Può richiedere il contributo anche chi ha già effettuato i lavori di ristrutturazione, inviando, sempre per via telematica, la perizia del tecnico e la relativa documentazione fotografica. In questo caso il contributo verrà erogato dalla banca in un’unica soluzione. L’unica pratica che esula dal sistema Mude è l’eventuale autorizzazione paesaggistica, per la quale i cittadini interessati devono rivolgersi all’Ufficio Urbanistica del Comune entro 60 giorni dalla domanda di contributo. Sul sito www.comunepersiceto.it è in evidenza il collegamento che rimanda al sistema informativo Mude; il link diretto è: www.mude.piemonte.it/cms/muder.html. Per ulteriori informazioni: Ufficio Urbanistica del Comune, tel. 051.6812852 - 2857 - 2822. C.V. Sede Legale e Amm. - Via Emilia, 369 - 40011 Anzola dell'Emilia (BO) www.uniloggroup.it BNB Buone Pratiche 1 Ottobre 2012 5 “Il pozzo della memoria”: sostenere i terremotati Valorizzare l’ambiente sotto il profilo culturale, ecologico e sociale tra le zone della montagna e la pianura est e, nello stesso tempo, sostenere le comunità colpite dal sisma. È questo il duplice obiettivo del progetto “Il pozzo della memoria” promosso da Auser Bologna, ADA e Associazione Volontari protezione civile, in rete con numerose organizzazioni attive sui territori e con la collaborazione del Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Bologna (VolaBO). Partito inizialmente come progetto per il recupero della memoria e della storia territoriale, dopo i gravi eventi sismici dello scorso maggio, pur mantenendo la sua originaria missione, il progetto è divenuto promotore di una gam- ma di azioni a favore dei territori colpiti. “Inizialmente il progetto era nato per valorizzare itinerari d’acqua, d’arte e antichi mestieri nei territori di Bentivoglio, Pianoro, Monteveglio, Castello di Serravalle, Marzabotto e Vergato, il tutto attraverso un’ampia rete di soggetti e organizzazioni attive in questi comuni - spiega il Presidente di Auser Bologna, Secondo Cavallari - ma di fronte alla grave tragedia che ha colpito l’Emilia abbiamo deciso di fare confluire gli obiettivi del progetto, che già di per sé si fondava sulla valorizzazione del territorio e delle comunità, sui nuovi e cogenti bisogni”. Un cambiamento reso possibile grazie all’impegno del Centro la CAMPAGNA NASTRO ROSA A ottobre parte la xx edizione internazionale Sarà Cristina Chiabotto, Miss Italia 2004 e oggi affermata conduttrice televisiva, la testimonial italiana dell’edizione 2012 della Campagna Nastro Rosa, dedicata alla prevenzione del tumore al seno e giunta alla XIX edizione in Italia e XX edizione nel Mondo. Ad ottobre, infatti, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) ed Estée Lauder Companies, società leader nella profumeria di prestigio, torneranno in prima linea nella lotta a questa grave patologia neoplastica, che registra un’incidenza sempre maggiore. La Campagna Nastro Rosa, ideata negli Stati Uniti da Evelyn Lauder, di cui quest’anno ricorre il primo anniversario della scomparsa, e promossa in 70 Nazioni, ha come obiettivo quello di sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne sull’importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella, informando il pubblico femminile anche sugli stili di vita correttamente sani da adottare e sui controlli diagnostici da effettuare. Il tumore al seno resta il big killer numero uno per il genere femminile. La sua incidenza è in costante crescita, in Italia ogni anno si ammalano più di 40 mila donne. Un incremento dovuto all’allungamento dell’età media della popolazione femminile e all’aumento dei fattori di rischio. Occorre sottolineare che sta cambiando anche l’età in cui la malattia si manifesta: il 30% circa prima dei 50 anni, fuori quindi dall’età prevista dai programmi di screening mammografico. Un ulteriore motivo per sensibilizzare tutte le donne alla cultura della prevenzione e renderle sempre più protagoniste della tutela della propria salute. Per ogni donna la prevenzione deve essere sinonimo di promozione del proprio benessere, della propria salute, ma anche della propria bellezza. A Bologna, durante il mese di ottobre le giovani donne fino ai 45 anni di età (non coperte da screening regionale) potranno prenotare una visita senologica gratuita da effettuarsi presso l’ambulatorio della Lilt di Via Turati. Telefonare allo: 051.430435 dal lunedì al giovedì dalle 10 alle 12. Servizi per il Volontariato della Provincia di Bologna, che ha raccolto questa importante esigenza e si attivato per sostenere la rete di associazioni promotrici. “Il progetto ‘Il pozzo della memoria’ rappresenta per noi un percorso di significativa rilevanza - sottolinea la coordinatrice di VolaBO, Cinzia Migani - perché ha permesso di affrontare la tragedia mettendo in rete le tante risorse del volontariato e dell’associazionismo presenti nei territori. Il coinvolgimento, infatti, già alle origini del progetto, di una così vasta rete di soggetti ha consentito di virare sui nuovi obiettivi per rispondere ai bisogni dei cittadini dei territori colpiti, attivando azioni e progettazioni destinate a durare nel tempo e a rinnovarsi anche sulla base delle nuove esigenze che si andranno a prospettare”. In particolare già dal mese di agosto sono state realizzate numerose attività: appuntamenti culturali aperti a tutti, iniziative di raccolta fondi e gite nei luoghi della storia e della memoria. Dall’iniziativa di apertura a Monte Sole, con la presentazione dell’ultimo libro di Valerio Varesi e lo spettacolo teatrale dell’associazione “Il temporale”, che ha consentito di raccogliere ol- tre 400 euro per la ricostruzione a Pieve di Cento; alle sagre e feste di raccolta fondi realizzate a Castello di Serravalle; alle gite e passeggiate a Marzabotto, Monteveglio e Castel D’Aiano, attraverso itinerari storici e culturali. Il programma proseguirà per tutto l’autunno con appuntamenti musicali, culturali e ricreativi, arricchendosi strada facendo attraverso una progettazione partecipata in cui ciascun gruppo territoriale potrà pensare e organizzare le iniziative da realizzare sul proprio territorio. Una sorta di “Mappa solidale e dinamica”, insomma, in cui i territori si attivano, ciascuno con le proprie risorse, per offrire un sostegno alle zone colpite dal sisma. La raccolta di tutte le attività di questi mesi confluirà poi in una mostra fotografica itinerante, che verrà ulteriormente arricchita da iniziative di presentazione e animazioni territoriali. Le emozioni, le esperienze, le storie verranno inoltre raccontate direttamente dai loro protagonisti attraverso il blog espressamente dedicato al progetto (http://ilpozzodellamemoria.blogspot.it), in cui sarà via via pubblicato anche il calendario dei tanti eventi in programma. Il tutto si chiuderà in novembre con una grande iniziativa a Pieve di Cento in cui verrà proiettato anche il video realizzato dalle registe Antonella Restelli e Patrizia Stellino. Ma non finisce qui. L’obiettivo infatti è quello di condividere il progetto anche con le associazioni e i gruppi Auser attivi nelle altre province emiliane per avviare un confronto tra le tante realtà che hanno progettato azioni a favore dei comuni colpiti dal sisma. “Vista l’importanza e il valore di questo progetto abbiamo pensato, assieme ad Auser Bologna e a VolaBO, di condividerlo con gli altri territori, per favorire il confronto e promuovere lo scambio e la condivisione delle azioni” - spiega Franco Di Giangirolamo, Presidente di Auser Emilia Romagna. L’idea, dunque, è quella di creare una “mappa vivente” regionale; una rete solidale “in movimento”, capace di raccogliere e creare sinergie tra le tante iniziative e progetti implementati dalle associazioni e dai cittadini nei territori colpiti. Per informazioni: http://ilpozzodellamemoria. blogspot.it/ Annalisa Bolognesi www.buonenotiziebologna.it L’AUSER dà il via ad una valorizzazione del territorio a sostegno delle le comunità colpite dal sisma 6 Economia BNB 1 Ottobre 2012 La “Filantropia” e la sua evoluzione nel tempo 4. La “Venture philantropy”: non-profit e capital market www.buonenotiziebologna.it Nell’ultimo decennio del XX secolo la filantropia ha compiuto un nuovo mutamento di orizzonte che ha trovato il suo fulcro nel concetto di “investimento”. Attraverso il trasferimento nell’ambito del non-profit del modello del “venture capital”, il concetto di investimento definisce un piano strategico da realizzare attraverso il rafforzamento della struttura organizzativa, con l’intento di attuare programmi ad elevato impatto sociale. Questo nuovo concetto di “venture philantropy”, collegamento fra filantropia ed impresa, rappresenta ad un tempo un ulteriore sviluppo della corporate philantropy e un radicale mutamento di orizzonte dell’agire filantropico in quanto introduce la variabile dell’investimento nella strategia operativa delle fondazioni, nel loro proporsi come promotori della creazione di development funds per il nonprofit. La sperimentazione di questa nuova metodologia “market oriented” della filantropia si è delineata, dal punto di vista operativo, sulla costa Ovest degli Stati Uniti, specialmente nella Silicon Valley dove è nata la globalizzazione e che presenta un’area di alta densità progettuale anche per quanto riguarda le comunità locali. Il concetto chiave di tale tipologia di filantropia è che l’investitore fornisce fondi per la realizzazione di specifici progetti; la fondazione non-profit li usa per supportare i progetti mettendo a disposizione anche il proprio know how, le risorse più adatte e l’organizzazione. Al termine del progetto i risultati portano al raggiungimento di due principali obiettivi: a) realizzare quanto previsto a supporto delle comunità coinvolte (recupero di drogati o ex carcerati, creazione di posti di lavoro aggiuntivi in realtà con gravi crisi occupazionali, creazioni di scuole ed ospedali nei paesi più poveri dell’Africa ecc.); b) consentire un ritorno dell’investimento per il “ventu- l’investitore, che riceverà un tangibile benefit come ritorno del proprio investimento, e da migliorare la qualità della vita e delle relazioni e determinare la crescita culturale e sociale dell’intera comunità (intangibile benefit). Vista dal lato dei grant makers questa inversione di prospettiva comporta la necessità di supportare la fondazione non-profit anche nella gestione di progetti e programmi a lungo termine. Quest’ultima può così collaborare con le comunità locali tramite la propria organizzazione, le proprie migliori risor- re filantropist” tramite la realizzazione di attività e produzione di beni che portano risultati economici positivi. Uno dei primi casi studio di ventu- se e la strutturazione di un core funding mirato al raggiungimento di obiettivi sia nel sociale che nel business. Questo significa la necessità di re philantropy, con la collaborazione di Jed Emerson con la Stanford Graduate School of business, è quello della Roberts Foundation verso la fine degli anni ’90. L’esperimento, nell’ambito del supporto ai senza casa, aveva come finalità gli sforzi, da parte delle organizzazioni non-profit, per espandere le opportunità economiche per i senza tetto. Questo nuovo modo di intendere la filantropia si basa sul concetto evolutivo che non basta più dare del pesce a chi non ha da mangiare e neppure basta insegnargli a pescare perché sia autonomo nel proprio sostentamento, ma occorre un ulteriore passo avanti: la necessità per il grant seeker di pescare con tecniche innovative e competitive, in modo da produrre beneficio anche per intervenire nel lungo periodo e in modo strategico gestendo il rischio ed incidendo sulla ottimizzazione del capacity building delle istituzioni non-profit, stabilendo un sistema di relazioni interne e a crescente impatto organizzativo tra grant maker e grant seeker. Gli obiettivi erano e sono a tutt’oggi assai ambiziosi, per cui non tutti gli esperimenti condotti sono giunti a buon fine; questo è accaduto principalmente quando il bilanciamento fra fruitori e fornitori di fondi, di organizzazione, di risorse non è stato paritario ma sbilanciato a sfavore di uno dei due contraenti (spesso l’impresa), che si aspettava un maggior coinvolgimento del partner nei programmi congiunti e condivisi e che si è trovato a corto o di fondi o di risorse. Comun- que, un aspetto significativo della crescita esponenziale della venture philantropy in un arco di tempo molto breve è che essa sembra configurarsi come effetto di una transizione generazionale connessa con il nuovo habitus mentale introdotto nelle aziende dalla globalità e dalla new economy con il conseguente avvento di uno sviluppo a cascata di nuove tecnologie pervasive nel campo dell’informatica (Internet in primis). Siamo oggi in presenza di una generazione di donors che spesso hanno meno di 40 anni, si sono arricchiti con la new economy e non vogliono limitare la loro attività di filantropi a firmare assegni e visionare rapporti di fine progetto inerenti la loro donazione, ma desiderano entrare nel vivo dei programmi e delle misurazioni del loro impatto sia sulla società che nell’azienda donatrice (come fanno di solito nella gestione delle imprese che hanno contribuito a far nascere e crescere in così breve tempo), sia di tipo tangibile che intangibile, mettendo così alla prova le loro capacità di selezionarli, di gestirli e di controllarne i risultati attesi. In tal modo l’attività dei grant-makers non si limita all’erogazione, ma implica un allargamento delle reti, delle cerchie sociali in forma strategica e collaborativa. L’obiettivo è di assicurare il trasferimento verso il nonprofit degli strumenti opera- invece, un paravento dietro cui si nascondono la difesa dei propri interessi ed i propri appetiti finanziari di conquista di quote di mercato anche attraverso l’internalizzazione di una corporate philantropy di tipo strumentale. Il dibattito è in corso, anche perché un quindicennio non è un tempo sufficiente per definire compiutamente il decorso della nuova modalità filantropica e perché l’uso politico che ne è stato fatto durante le ultime campagne elettorali americane ne mette in discussione le basi. In Italia questa nuova metodologia non ha ancora preso piede, anche perché le fondazioni preferiscono una politica dell’intervento per settori piuttosto che per progetti e programmi condivisi ed ispirati al rischio di lungo termine. Questo ha un che di strano, se si pensa che l’Italia è “storicamente” un paese in cui la società civile si è sviluppata secondo forme di cittadinanza collaborativa (Casse di Risparmio e loro statuti) attivando reti di collegamento intersettoriale tra elites cittadine e aggregazione sociale e comunitaria fra associazioni professionali e di mestiere, confraternite ecc. Per concludere, è interessante notare come la venture philantropy, nata nei settori più avanzati della società globale, si ispiri proprio al principio della Community venture, cioè della capacità di azione tivi più innovativi del capital venture (pianificazione strategica e finanziaria, analisi dei processi, monitoraggio dei risultati, controllo dei ritorni tangibili e non). La domanda che sorge immediata, anche a fronte di comportamenti non sempre “filantropici” ma mascherati sotto tale sigla, è se tale nuovo modo di operare sia un reale nuovo modo di operare nel campo della filantropia o, del non-profit non attraverso erogazioni di denaro unidirezionali ma attraverso una strategia di mobilitazione dal basso in cui i fondi vengono indirizzati verso progetti mirati ben collegati alle necessità delle comunità locali e per i quali il ritorno dell’investimento è garantito dalla collaborazione stretta fra erogatore e fruitore. Gianni Cacchiani [email protected] BNB 1 Ottobre 2012 L'angolo Spinoso 7 La parola diverso fa paura a tutti. Non c’è niente da fare nonostante gli sforzi mentali e culturali che si possono fare, il diverso fa paura perché non lo conosciamo. Il nostro cervello tende a categorizzare tutto quello che ha intorno e che non conosce, è un meccanismo naturale, fa parte del nostro modo di percepire le cose. È difficile quindi immedesimarsi in un’altra vita, ma possiamo almento tentare di rispettarla se non riusciamo a comprenderla. Ma come? Per esempio iniziando dal fatto che ognuno di noi è diverso l’uno dall’altro, come impronte digitali, uniche per ognuno di noi; come la coscienza che ci contraddistingue, come la nostra anima; non incontreremo mai qualcuno uguale per filo e per segno a noi. Ma la voglia di relazionarci agli altri ci avvicina, ci fa innamorare, ci rende in un’unica parola: esseri umani.Tempo fa pensavo all’impatto che una parola come ‘handicappato’ può avere sulle persone, o ‘nero’, o ‘omosessuale’ e mi sono chiesta cosa sia l’assimilazione. Mi spiego. Oggi non si dice più handicappato e si dice ‘diversamente abile’ come nell’intento di assimilare una persona che non può muovere le gambe a una che le può muovere. Allora il discorso diventa: in fondo siamo uguali, non siamo diversi e la discriminazione non deve sussistere. Ma la conseguenza apparentemente tollerante non è una soluzione giusta. È solo ipocrita, ancora una volta. Perché una persona che non può camminare dovrebbe essere considerata uguale a una che può correre? Io ad un amico in sedia a rotelle non gli chiederei mai di correre e prendere al volo il bicchiere che sta cadendo dal tavolo e non gli chiederei di fare esattamente quello che faccio io. Io non gli chiederei di essere uguale a me. Non gli chiederei niente e basta. Non farei finta che sia uguale a me fino a non vedere più la sua condizione, forse dovrei accettarla e basta come non si chiede niente di diverso da chi si ama. Quindi mi chiedo: “Perché la parola handicappato dovrebbe essere offensivo?”. Chi è omosessuale è diversamente eterosessuale? E chi è nero è diversamente bianco? Nel mondo non siamo tutti uguali,(per fortuna) ma tutti abbiamo gli stessi diritti di vivere una vita dignitosa e felice. Non siamo diversamente qualcosa di qualcosa, come se ci fosse un punto di riferimento giusto e il resto si adatti oppure niente. Purtroppo la stessa cosa accade con gli immigrati: un musulmano è accettabile solo quando si toglie il velo e quando ha gli stili di vita identici ai nostri. Allora lo accettiamo . Allora forse può essere considerato bravo e onesto come noi, se si veste come noi, se parla come noi. Ma l’etnocentrismo è razzismo, l’opposto dell’accettazione. Assimilare le persone a noi stessi non è tolleranza, è solo una prepotente ignoranza, un’imposizione violenta della nostra cultura. Emanuela De Siati www.buonenotiziebologna.it la parola ‘diverso’ fa paura 8 Sport BNB Sostieni donando il 1 Ottobre 2012 www.buonenotiziebologna.it Fabian, un artista dello sport e della vita Il mese scorso, come molti di voi sapranno, ci sono state le Paralimpiadi a Londra appena poco dopo le Olimpiadi. Entrambe le manifestazioni sportive sono state seguite a livello mondiale e non è un’esagerazione se affermo che anche quelle riservate alle persone diversamente abili lo sono state. Inoltre, forse, per la prima volta si ha avuto l’impressione che non fosse una “sorella minore” delle più conosciute Olimpiadi. Qui vi riporto l’intervista fatta ad un atleta disabile in carrozzina che, anche se a Londra non è andato sul podio, nella vita sportiva ha conseguito svariate medaglie in differenti discipline sportive quali: il calcio, lo sci, il tennis e sia prima che dopo il gravissimo incidente che nel ’94, quando aveva solo 20 anni, lo ha reso paraplegico. Lui è Fabian Mazzei oggi 39enne che nella categoria maschile attualmente è il numero 27 delle classifiche mondiali del tennis in sedia a rotelle. Si è qualificato agli Ottavi di finale a Sidney nel 2000 e ad Atene nel 2004, ed ha partecipato alle Paralimpiadi a Pechino nel 2008. Il suo carattere estroverso e altruista lo ha portato ad occuparsi da oltre 10 anni di bambini, giovani e meno giovani che hanno acquisito una disabilità per indirizzarli alla pratica sportiva perché lo sport, e lui ne è un esempio, è una di quelle molle per la quale si può ritornare alla vita dopo che questa è stata sconvolta da un grave incidente. L’attività d’istruttore di tennis la svolge presso l’ospedale Monte Catone di Imola che si occupa del trattamento delle Lesioni Midollari in fase acuta, postacuta e del trattamento delle Gravi Cerebro lesioni Acquisite. Fabian in realtà non è solo un eccellente sportivo ma anche un vero ALEX: il campione Alex Zanardi è nato a Bologna il 25 ottobre 1966. Vive a Padova; è sposato con Daniela la sua team manager e ha un figlio Niccolò. Alex è stato un pilota automobilistico italiano. Ha iniziato a gareggiare giovanissimo nonostante l’opposizione della sua famiglia che non vedeva di buon occhio la sua passione per i motori. Inizialmente Zanardi ha gareggiato su Kart per poi debuttare in Formula 1 nel 1991 alla guida della Benetton. L’anno successivo viene ingaggiato dalla Lotus per sostituire Micheal Schumacher. Dopo il ritiro della scuderia britannica dalla Formula 1 Alex Zanardi emigra negli Stati Uniti dove vince delle a gare su CART diventando famoso. Nel 1999 Alex Zanardi torna in Formula 1 ingaggiato dalla Williams ma non ottiene nessun punto e non gli viene più rinnovato il contratto per l’anno successivo. Nel 2001 Alex ritorna negli Stati Uniti e corre di nuovo su CART ma questa volta comincia molto male in campionato. Il gravissimo incidente che gli cambia la vita avviene il 15 settembre 2001 a Brandeburgo in Germania. L’impatto violentissimo con la vettura del pilota italo-canadese Alex Tagliani lo riduce in coma farmacologico per due settimane e di fatto gli fa perdere per sempre l’uso delle artista, eclettico e sempre pronto a sorprendere. Nella sua, a volte spericolata esistenza, si è misurato con buoni risultati anche nel canto partecipando a diversi concorsi e spettacoli con nomi di rilievo come Bocelli e incidendo anche alcune sue canzoni. Tu sei diventato disabile dopo un gravissimo incidente sugli sci. Come è cambiato il tuo rapporto con lo sport e cosa rappresenta per te oggi? Appena avuto l’incidente credevo che non avrei potuto più fare niente. Lo sport ha ridato in me quella spinta verso nuovi obiettivi, mi sono rimesso in gioco come sportivo e come uomo. Hai appena partecipato alle tue quarte Paralimpiadi quelle di Londra, e anche se non hai vinto delle medaglie, qual è stata la tua esperienza a questa kermesse? Entrare dentro lo Stadio con tutti gli atleti italiani è stata un’emozione unica e io ho avuto la fortuna di viverla quattro volte. L’atmosfera è da brividi. Scorre il film di tutta la tua vita e i sacrifici fatti in passato non ti pesano perché stai vivendo un sogno. Raccontaci brevemente un aned- doto simpatico di quei giorni? La cosa più simpatica era quello di condividere con gli altri atleti questo spirito di fratellanza che si respirava. Nei giorni delle Paralimpiadi, si è scatenata una querelle dopo l’intervista rilasciata da Paolo Villaggio, attore genovese, durante la trasmissione di Radio 24 “La Zanzara” il quale ha affermato: “La Paralimpiadi di Londra fanno molta tristezza, non sono entusiasmanti, sono la rappresentazione di alcu- ne disgrazie e non si dovrebbero fare perché sembra una specie di riconoscenza o di esaltazione della disgrazia“. Tu cosa gli diresti da sportivo in carrozzina se potessi? Paolo Villaggio è libero di esprimere le proprie opinioni. Io sono dell’idea che noi cerchiamo di dare il massimo nell’ambito sportivo e se a qualcuno non piace va bene lo stesso. Saluta i nostri lettori con un tuo motto di vita, un tuo slogan che ti rappresenta. I sogni che non muoiono son quelli che si avverano Giusy Carella Fabian Mazzei - Paralimpiadi Pechino 2008 gambe poi sostituite con delle protesi . Nessuno tranne la moglie Daniela pensa che si riprenderà tant’è che gli viene data l’estrema unzione. Tra lo stupore di tutti Alex si riprende e ancora oggi Zanardi è un bellissimo esempio dell’uomo che non si arrende di fronte alle avversità della vita. Una delle sue battute più celebri è “Adesso che giro scalzo non mi prenderò più il raffreddore.” Nel 2007 Alex Zanardi ha partecipato alla Maratona di New York ottenendo un sorprendente quarto posto. Alle Paraolimpiadi di Londra 2012 Zanardi ha conquistato due ori nell’handbike su pista e su strada e un argento in staffetta con Vittorio Podestà e Francesca Fenocchio. Alessandro Legnani Alex Zanardi, oro a Londra 2012 BNB 1 Ottobre 2012 w w w. p ro g e t t o d at a . i t Provincia 9 Scuola di Pace di Monte Sole La fondazione compie dieci anni e si festeggia riflettendo Era il 2002 quando istituzioni e associazioni del territorio bolognese e regionale decisero di fondare la Scuola di Pace di Monte Sole. Ricorre, quindi, il decimo compleanno e non poteva esserci regalo più bello che rincontrare i ragazzi e le ragazze (italiani, tedeschi, israeliani e palestinesi) che hanno preso parte ai progetti Pace a 4 voci nel corso di questi primi 10 anni di attività. Un’esperienza che si sta svolgendo proprio mentre andiamo in stampa che intende, da un lato valutare a distanza di anni l’efficacia del progetto educativo montesoliano e dall’altro continuare a supportare chi, nelle zone di conflitto, si trova giornalmente a fare scelte fortemente condizionate dall’aperta violenza del contesto e chi, pur vivendo in un contesto pacificato, sente il bisogno di lavorare sulla propria consapevolezza rispetto ai meccanismi di violenza più o meno striscianti che agiscono nella “civilissima” Europa. Questo numero di Buone Notizie Bologna esce a ridosso del 68° anniversario degli eccidi di Monte Sole che anche quest’anno verranno ricordati con una serie di iniziative in programma domenica 7 ottobre. Come ogni anno la proposta della Scuola di Pace, in occasione delle iniziative in programma per le commemorazioni, riguarda una forte riflessione sulle differenti forme di violenza nella realtà in cui viviamo. Anche in quest’occasione istituzionale e dedicata al ricordo delle vittime del massacro nazifascista, non si vuole perdere l’occasione di stimolare pensiero e dibattito sul nostro “qui ed ora” nella convinzione che l’unico modo per tentare di avverare lo spesso retorico auspicio del Mai più, sia quello di chiedersi continuamente Perché ancora? Il tema di quest’anno è dedicato ai cosiddetti Centri di identificazione ed espulsione, i CIE (ex CPT). A dispetto del loro nome eufemistico e rassicurante, si tratta di centri di detenzione per persone migranti la cui unica condizione particolare è quella di non essere in possesso di documenti. La nostra scuola non ha cattedre perché nessuno si siede sopra la nostra scuola non ha pre-sidi perché nessuno siede davanti la nostra scuola non ha studenti e maestri perché ciascuno è maestro e studente la nostra scuola non ha banchi perché basta lo spazio a dividerci dagli altri la nostra scuola non ha file perché ci si guarda tutti in faccia la nostra scuola non trasmette alcun sapere perché sa di non sapere la nostra scuola non interroga perché non è una questura la nostra scuola non ha obiettivi perché gli obiettivi sono i suoi mezzi la nostra scuola non ha programmi da seguire perché sono i programmi a seguire le persone la nostra scuola non ha risposte perché risponde soltanto con delle domande la nostra scuola non ha certezze perché dubita che siano certe la nostra scuola non pro-muove Annalisa Paltrinieri Riflessione con i bambini della scuola Veduta della scuola Momenti di festa a Monte Sole perché tutti devono poter andare avanti la nostra scuola non richiede obbedienza la nostra scuola non addestra al lavoro perché non è un esercito perché non vuole dei bravi schiavi la nostra scuola è di pace la nostra scuola non specializza perché ogni scuola dovrebbe esserlo perché non vuole perdere una visione d’insieme la nostra scuola non parla di pace la nostra scuola non forma perché in nome della pace si fanno le guerre perché ognuno deve poter scegliersi la propria forma la nostra scuola non insegna a rispettare le leggi la nostra scuola non ha ri-creazioni perché non tutte le leggi sono giuste perché ci si ri-crea dopo essere stati distrutti la nostra scuola non dà punizioni la nostra scuola non premia perché non è una prigione perché non è una competizione la nostra scuola non ha orari fissi la nostra scuola non trasmette “i valori” perché non è una fabbrica perché non è una chiesa la nostra scuola non celebra gli “eroi” la nostra scuola non canta l’inno perché non dovremmo averne bisogno perché non siam pronti alla morte per una bandiera la nostra scuola non celebra i “martiri” la nostra scuola non giudica perché i massacrati non scelgono di morire perché non è un tribunale la nostra scuola non condanna “le belve” la nostra scuola non dà compiti a casa perché gli animali più feroci siamo noi perché è anche una casa la nostra scuola non sa di preciso che cos’è la nostra scuola non vuole convincere sa soltanto quello che non è. perché non è un partito la nostra scuola non ricorda per dovere perché si può anche dimenticare Educatori e le educatrici della Scuola di Pace di Monte Sole www.buonenotiziebologna.it La scuola di pace Le persone migranti possono, è bene ricordarlo, essere recluse in questi luoghi fino a 18 mesi senza aver commesso alcun crimine (formalmente in attesa di essere espulsi e reimpatriati) per il solo fatto, per esempio, di non riuscire per un qualsiasi motivo a rinnovare il permesso di soggiorno. Di fatto si limitano fortemente i diritti umani e le libertà di una persona per il solo fatto di non avere la cittadinanza italiana: a nessun italiano, infatti, succederebbe mai di essere rinchiuso perché non ha i documenti in regola. Per la Scuola di pace, dunque, ricordare significa soprattutto agire sul proprio presente, ricercare e analizzare tutte le forme quotidiane di violenza, anche quelle legalizzate ad opera delle Stato. Questi dieci anni hanno suscitato molte riflessioni: le persone che abbiamo incontrato, i luoghi che abbiamo visitato, le storie che abbiamo sentito. Dopo dieci anni non possiamo affermare con certezza ciò che siamo. “Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.” 10 San Lazzaro di Savena BNB SPI S ervizi Pr i m a I nfanzia 1 Ottobre 2012 Nido Sistema Integrato per la Gestione delle Anagrafiche e delle Rilevazioni relative ai Servizi per la Prima Infanzia www.virtualcoop.net operazione “Case Canova” www.buonenotiziebologna.it A San Lazzaro sono materialmente iniziate le operazioni di recupero delle tre case popolari più fatiscenti, ex Iacp (Istituto autonomo case popolari) ai civici 32, 34 e 36 di via Canova, con 30 alloggi di cui 24 di proprietà comunale. Nei primi giorni di settembre è stato infatti raso al suolo l’edificio al civico 32 che, una volta terminato, consentirà di trasferirvi i residenti (alcuni proprietari e gli inquilini comunali, ndr) negli altri due edifici che saranno, a loro volta, de- moliti e ricostruiti. Ma le operazioni erano ufficialmente iniziate il 28 febbraio, del 2011, come previsto dagli accordi. Ma nel concreto la prima operazione fu la demolizione, il 7 aprile 2011, di costruzioni accessorie (alcune anche utilizzate come abitazioni con i civici 34/A e 34/B), e le baracche, tutte abusive, che si trovavano nel retro tra gli edifici e il Savena. Durante l’estate 2011 ci fu il trasferimento totale degli inquilini del ci- Lavori in Via Canova vico 32, che aveva già cinque alloggi vuoti su dieci, traslocati in altri alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp). Nell’edificio ora abbattuto c’era solo un alloggio, ma vuoto, di un privato che decise di aderire al programma di riqualificazione contribuendo alle spese. È quindi già avviato il “Piano di riqualificazione delle Case Canova” (Pruacs) vincitore di un finanziamento di quattro milioni di euro, tra statali e regionali, più un milione di euro dello stesso Comune, per recuperare i tre edifici realizzando 39 alloggi, invece dei 30 odierni, sfruttando il sottotetto. Il Pruacs prevede poi la realizzazione sul retro di rimesse e cantine e di una sala condominiale, in sostituzione delle costruzioni abusive già demolite, la sistemazione dell’area, degli spazi pertinenziali e le necessarie opere di urbanizzazione. La realizzazione del Pruacs è stato affidato all’Acer (Azienda casa Emilia-Romagna, ex Iacp) che ha poi indetto l’appalto dei lavori di demolizione e ricostruzione, per i 39 alloggi in via Canova, e per la costruzione di 30 nuovi alloggi in via Spinelli di cui 11 Erp comunali. Demolizione di una casa in via Canova Dietro a questo abbattimento, però, ci sono stati anni di discussioni, incontri, trattative, progetti, e la partecipazione del Comune al bando detto dei “Tremila alloggi” per bissare il successo avuto alla Mura San Carlo con l’abbattimento di una delle famigerate “Case Andreatta” sostituita da edifici nuovissimi (l’altra è in via di abbattimento). Col Comune che nel 2008 aveva avviato un “laboratorio di urbanistica partecipata” che vide numerosi incontri tra amministratori, tecnici comunali, consulenti esterni, inquilini comunali e proprietari. Infatti le palazzine di via Canova hanno un problema in più rispetto alle Case Andreatta. Gli alloggi non sono tutti comunali ma anche di privati che li avevano acquistati dallo Iacp. Per dare un’idea del problema si consideri che nelle sei palazzine ex Iacp di via Canova su 48 appartamenti il Comune ne era proprietario di 32; con ogni palazzina ha da uno a quattro proprietari privati. Con gli alloggi, realizzati nell’immediato dopoguerra per dare almeno un tetto agli sfollati, tanto fatiscenti che non ci volevano abitare nemmeno gli extracomunitari Giancarlo Fabbri riqualificare piazza bracci Aics: corsi di P.c. Scelte le cinque idee dalle 78 proposte al concorso Con la scelta di cinque idee, sulle 78 presentate per la riqualificazione del centro di San Lazzaro (una vasta area racchiusa dalle vie Emilia, San Lazzaro, Repubblica e Rimembranze), e l’apertura delle rispettive buste, lo scorso 5 settembre si è conclusa la prima fase del concorso di idee con partecipazione di architetti e urbanisti di tutta Italia. Dopo l’esposizione in sala di città delle 78 tavole illustranti le singole idee progettuali, in occasione della recente “Fiera di San Lazzaro”, e la votazione da parte dei visitatori, la scelta definitiva è stata effettuata da una commissione tecnica d’esame composta dagli architetti Andrea Mari (dirigente comunale all’urbanistica), Marco Prodi e Monica Tinarelli, e dagli ingegneri Vincenzo Abenante e Angelo Mingozzi. In questa fase sono state selezionate le idee, ancora anonime, registrate all’arrivo come numero 7, 15, 60, 68 e 78. Nell’ordine, aprendo le buste, sono risultate presentate dagli architetti: Paolo Molteni di Cantù (Como) con altri due colleghi; Filippo Spaini dello studio Ricci-Spaini di Roma; Giuseppina Bellapadrona di Roma a nome di un gruppo; Giuseppe Bandieramonte di Milano con un altro gruppo; Luca Astori sempre di Milano per un altro raggruppamento temporaneo. Le cinque proposte erano state apprezzate anche dalla votazione popolare che, infatti, le aveva collocate tra le dieci più apprezzate dal pubblico. Ora i cinque finalisti ammessi alla seconda fase del concorso di idee una delle proposta al progetto per la riqualificazione di Piazza Bracci dovranno presentare, entro le 12 che hanno fissato i paletti e le lidel 5 novembre 2012, elaborati nee guida alle quali si sono dovuti più dettagliati con lo sviluppo del- attenere gli architetti partecipanle proposte presentate. A seguire ti al concorso di idee. Il centro di con un’altra seduta pubblica verrà San Lazzaro sarà quindi ridisegnaproclamato il vincitore, studio as- to, e riqualificato, ma non stravolsociato o singolo concorrente, che to. Per saperne di più è possibile entro i 60 giorni successivi dovrà accedere al materiale che è staprodurre gli elaborati necessari al to inserito nel sito del Comune: completamento del progetto pre- www.comune.sanlazzaro.bo.it. Come ha precisato l’architetto liminare. Il concorso era nato nel 2011 con Mari i concorrenti rimasti in gara la partecipazione del Comune a «dovranno approfondire una un bando regionale, per il recu- maggiore connessione degli spapero di aree urbane degradate, ri- zi aperti con gli edifici pubblici e sultando tra i 19 selezionati sulle valorizzare il monumento ai cadu105 proposte inviate alla Regione, ti». Per l’assessore all’urbanistica e ottenendo un contributo di 30 Leonardo Schippa «il concorso è mila euro. Sono poi stati indetti stato un successo straordinario incontri pubblici come laborato- mettendo in campo tante prorio di urbanistica partecipata, co- poste venute da tutta Italia. Una ordinati dall’architetto Alessandro grande soddisfazione anche per Tugnoli nelle vesti di facilitatore, l’amministrazione comunale che coadiuvato degli ingegneri Clau- da vario tempo partecipa ai bandio Spalletti e Fernanda Canino. di regionali ponendosi sempre ai Lo scorso 4 maggio si è infine primi posti con le sue proposte di giunti alla sintesi e alla firma di un riqualificazione urbana». Enrico Salmi documento, da parte dei cittadini, Il gruppo di Protezione civile Nibbio Aics di San Lazzaro, nato dalle attività sportive della Poggisub nella Polisportiva Paolo Poggi, dal 2000 opera in varie attività specializzandosi, soprattutto, in quelle antincendio e di soccorso subacqueo. Il Nibbio, riconosciuto dagli albi provinciali e regionali del volontariato di Protezione civile e aderente alla Consulta Provinciale, oltre alle attività sul campo organizza corsi di specialità gratuiti che godono di riconoscimenti regionali. «Ma con la nuova pianificazione di ruoli e incarichi, alla luce della recente legge regionale sull’operatività dei volontari di protezione civile, ci spiega il presidente del Nibbio Antonio Carbone, sarà necessario ufficializzare la propria posizione e il proprio ruolo. Da qui l’organizzazione di un percorso di formazione gratuito, tenuto dalla Provincia e dalla Regione, per l’ottenimento di un “patentino regionale” che da oggi è unico presupposto, per volontari già attivi e per i nuovi, per poter operare in emergenza». Per questo Carbone invita soci, simpatizzanti e coloro che intendono intraprendere attività di volontariato ad aderire per poter regolarizzare il proprio ruolo. «Fare il volontario della Protezione civile, precisa il presidente del gruppo, non è difficile o pericoloso; ci vuole soltanto serietà, passione e un po’ di tempo da dedicare alle attività associative. Del resto la parola “volontario” indica già questi concetti. Ma il moderno impianto della Protezione civile vede la presenza di persone, donne e uomini, che, a differenza degli anni passati, sono addestrati e allenati da strutture preposte. Una volta inseriti in un contesto associativo come il nostro, si effettua un primo “corso basico” di sei incontri, si ottiene un tesserino di qualificazione regionale per poter operare poi, volendo, ci si specializza con corsi mirati. Successivamente in caso di emergenza dichiarata, prosegue Carbone, la partecipazione del volontario viene gestita sui campi per periodi di circa una settimana. Tutti i “distacchi” dal lavoro per le emergenze, che uno sia lavoratore dipendente o libero professionista, vengono rimborsati dalla Regione. Fare il volontario, quindi, non è difficile ma anzi, gratifica e appaga chi partecipa e noi oggi, come gruppo Nibbio, conclude il presidente, vogliamo condividere, con chi lo desidera, questo importante impegno umano e sociale nell’interesse generale. Per informazioni: Cell. 368.3034038; info�poggsub; www.poggisub.it. Altair Gli Spalatori del Nibbio www.virtualcoop.net CORSO di BASE per Personal Computer contattaci Tel. 051 533106 BNB 1 Ottobre 2012 San Lazzaro di Savena la Mediateca parla il “Progetto Ohana” multidisciplinare «Lo spazio di via Caselle non è solo una biblioteca, ma uno spazio culturale rivolto a persone di tutte le età». Parole dell’assessore alla cultura Roberta Ballotta ricordando che «la Mediateca è diventata un punto di attrazione, a livello metropolitano per tanti cittadini, stu- anche il personale passato dai cinque del 2005, in via Orlandi, agli otto o nove del 2011; e i giorni di apertura cresciuti dai 240 del 2005 ai 260 del 2011. Come anticipato all’inizio la Mediateca offre molte attività formative (corsi, seminari, conferenze), infor- Alle tante attività che hanno come cardine il Centro Europa Uno di San Lazzaro: ospitalità con ostello, ristorazione, biblioteca tematica dedicata al turismo, centro culturale polivalente, sagre e feste, corsi, convegni, esposizioni, eccetera, in questi giorni se ne apre un’altra, il “Progetto Ohana”, in collaborazione con l’associazione omonima. Nuova attività che verrà inaugurata il 6 ottobre negli spazi del Centro Europa Uno in via Emilia 297 alla Cicogna di San Lazzaro. Ohana è una parola hawaiana che significa famiglia nel senso esteso del termine, che include la relazione stretta, adottiva o intenzionale. L’attività prevede che all’interno dello spazio vengano creati degli “angoli tematici”: l’angolo dell’allattamen- to, l’angolo della favola, quello della pittura, quello del gioco, ec- Interno della Mediateca denti universitari e giovani. In questi anni si è sempre più configurata non solo come spazio pubblico di lettura e studio, ma anche come polo culturale per l’offerta di iniziative ed eventi. Nelle ultime due estati la Mediateca è diventata un ulteriore luogo di aggregazione per chi non è andato in vacanza. Ho visto tante persone, di tutte le età, frequentare la sala lettura, prendere in prestito film o libri, leggere quotidiani. Fare cultura è anche questo, ossia offrire un servizio alla comunità». Da alcuni anni le biblioteche comunali non sono più solo depositi di libri, da consultare o da prendere in prestito, ma veri e propri centri di promozione culturale, e formativi, rivolti a persone di tutte le età. E nel panorama provinciale si pone a livelli di eccellenza l’attività della moderna Mediateca di San Lazzaro, in via Caselle 22, inaugurata il 31 marzo 2007, dal sindaco Marco Macciantelli, con la partecipazione dell’allora presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi. Per dare un’idea della sua dotazione la struttura al 31 dicembre 2011 disponeva di 48.207 documenti (libri, audiovisivi, multimediali) di cui 34.292 nell’area adulti e 13.915 nell’area bambini e ragazzi. Nel 2005, nella precedente sede di via Orlando, la dotazione totale era di circa 37.000 documenti con 12.000 prestiti che nella nuova struttura erano aumentati del 484% passando ai 70.145 del 2008 per poi assestarsi sui 60.693 del 2011. Ai fini dei confronti abbiamo ritenuto di non tenere in considerazione i dati del 2006 e del 2007 per via di lunghi periodi di chiusura per il trasloco. Considerevole anche l’incremento degli iscritti, non solo sanlazzaresi, passati dai 2.500 del 2005 agli 8.225 del 2008, più 229%, assestatisi ai 7.993 del 2001. Con mative (informagiovani, postazioni internet, gestione sito e opuscoli), didattiche (laboratori per adulti e bambini) e culturali (mostre, proiezioni di film, spettacoli, convegni). Proprio in questi giorni di ottobre stanno per prendere il via i corsi di lingua (arabo, giapponese, inglese, italiano e spagnolo), di scrittura, disegno, fotografia, informatica e, visti i tempi, un corso gratuito sulla ricerca di un lavoro a cura dell’Informagiovani. Con i vari corsi che inizieranno al raggiungimento del numero minimo di partecipanti. Per iscrizioni e informazioni: informagiovani�comune.sanlazzaro.bo.it; www.informagiovanni. it; www.mediatecadisanlazzaro. it. Non va poi dimenticato che con la donazione della sua famiglia, a ricordo di Jgor Pallante, dal 2011 la Mediateca ha una sezione di valenza regionale, Mip-Modateca, rivolta ai giovani, agli studenti, agli addetti ai lavori per approfondire lo studio del design e della moda. Ma purtroppo non si può nascondere l’evidenza e far finta di nulla. All’eccellenza della gestione non si abbina quella dell’edificio che da tempo è infatti circondato da transenne per ragioni di sicurezza. Il motivo è il possibile distacco di lastre in pietra che decorano le cornici superiori e le facciate. E già sin dall’anno di inaugurazione, il 2007, si sono evidenziate delle infiltrazioni dal tetto non ancora risolte. Per questo l’assessore ai lavori pubblici, Giorgio Archetti, fa presente che «proprio per le criticità emerse il collaudo dell’edificio non è stato chiuso con una vertenza in corso. In ogni caso contiamo di eliminare le situazioni al più presto e, comunque, entro l’anno, con costi che sono rilevanti. Purtroppo, e non solo da oggi, precisa Archetti, si trova un po’ indifeso nei confronti delle imprese appaltatrici». Giancarlo Fabbri cetera. Saranno inoltre attivati dei corsi su temi come: accompagnamento alla nascita, poi massaggio infantile, yoga baby, baby dance, sportello grafologico incontri informativi e formativi con esperte del settore come pedagogiste e ostetriche. Per saperne di più, e per farlo sapere ai lettori, abbiamo rivolto alcune domande alle referenti del progetto. Come nasce l’idea del Progetto Ohana? Come Centro Europa Uno abbiamo pensato più volte alla realizzazione di un servizio a favore dei sanlazzaresi, e non soltanto, che si occupasse dei bambini e della famiglia. Quando l’associazione Progetto Ohana ci ha contattati, spiegandoci i loro intenti, e le loro idee, abbiamo visto che era proprio ciò che volevamo organizzare: uno spazio dedicato ai bambini e alle loro mamme per accompagnarli durante questa prima fase della loro vita in comune. Abbiamo quindi dato immediata disponibilità della nostra sala polivalente quale luogo in cui realizzare anche questo interessante e innovativo progetto. 11 Cos’è il Progetto Ohana? Partiamo col dire che Ohana significa famiglia e che l’intento è quello di sviluppare e di rafforzare ulteriormente il rapporto genitori–figlio attraverso varie attività: dal corso di accompagnamento alla nascita fino ad arrivare ai corsi di laboratori creativi per i bambini. Quali le motivazioni del progetto e come verrà realizzato. Al giorno d’oggi si tende sempre di più a lasciare i propri bambini a strutture attrezzate o a persone fidate a causa delle attuali esigenze economiche. Mentre invece il Progetto Ohana si impegna a cercare di creare e ritagliare momenti in cui i genitori si dedichino solo ai loro bambini, e viceversa, passando del tempo di qualità che permette loro la scoperta delle preferenze e delle esigenze di entrambi, imparando a rispettarsi e a stringere sempre più il legame instaurato. All’interno dello spazio, aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18, ci saranno momenti di condivisione, di divertimento e di riflessione. Per info: Cell. 335.8152738; Tel.: 051.6257007; info�centroeuropauno.it; info�progettohana.org; www.progettohana.org; www.centroeuropauno.it. Alan da Musiano IL FABBRO DI FERRARI GIAMPAOLO E FIGLIO Carpenteria Metallica - Cancelli - Inferriate Manutenzione e Vendita Basculanti e Zanzariere Via Volturno, 22 41056 - Savignano sul Panaro (Mo) Tel./Fax +39 059.775135 Cell. 335.8303378 - 333.6287934 [email protected] www.buonenotiziebologna.it Vir op al Co tu 1 Ottobre 2012 Vir BNB Cooperativa Sociale ONLUS al Co tu www.buonenotiziebologna.it www.virtualcoop.net STAMPA DIGITALE [email protected] CORSO di BASE per Personal Computer contattaci Tel. 051 533106 La nostra terra, la nostra civiltà L’edizione 2012 di Agribù va oltre la tradizionale valorizzazione dell’agricoltura. Non solo patate indica la vocazione agricola a 360 gradi della nostra comunità che ha al centro il suo prodotto principe, ma che guarda alla complessità del settore, del suo sviluppo e delle sue innovazioni e, purtroppo, anche delle sue difficoltà in questo periodo di crisi. Prezzi bassi, flessione della domanda, difficoltà di accesso al credito e la rigida introduzione dell’Imu sono tra i fattori che oggi mettono in difficoltà gli agricoltori. Si aggiunge, peraltro, la grave siccità che ha colpito le nostre terre lungo tutta l’estate ed è già oggi causa di una pesante riduzione della produzione. Si pensi che in Italia si sono perse oltre 13.000 imprese agricole nel primo trimestre dell’anno (Dati Unioncamere): una tendenza di fondo che continua da anni. Per op 12 Provincia VIRTUAL COOP questo una manifestazione come Agribu, pur nella diversità e varietà di eventi che racchiude, riveste l’importante compito di ricordare a tutti la centralità di questo settore che va sostenuto. Nel programma della kermesse noto con piacere la mostra fotografica L’evoluzione della patata nel territorio bolognese, una testimonianza che spero molti budriesi vorranno visitare. Tra le mostre richiamo quella degli acquarelli di Libera Rizzi e degli olii di Eleonora Bacca in sala Rosa che lascerà il posto alle tavole originali del fumetto di Diabolik, per ricordare il 50° della nascita del personaggio creato dalle Sorelle Giussani. Inoltre il 19 e 20 ottobre ci sarà finalmente l’evento Insieme per l’Emilia organizzato da Budrio Beer Fest, Blackmamba e Radio Budrio, a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto. Alla Boccio- fila ritorna poi la Festa dello Sport. Infine, ci incontreremo nuovamente con il Circolo La Pantofla di Cervia che ha ospitato la Pro Loco di Budrio il 25 agosto scorso. Questa è una bella sinergia tra “mare” e “campagna” che coinvolge pienamente anche i due comuni in progetti futuri da realizzare insieme: la cena del 15 ottobre, dunque, sarà a cura del Circolo Pescatori di Cervia, rigorosamente di pesce. Insomma, ci aspetta un’edizione di Agribu che, come sempre, sarà all’altezza delle aspettative e saprà portare a Budrio molti ospiti e visitatori dai territori vicini. Di tutto questo ringrazio l’organizzazione della Pro Loco e i suoi volontari, le associazioni e gli operatori economici. Una festa popolare e di qualità, un momento di svago, divertimento e incontro di cui c’è bisogno e che ci fa dire di essere pienamente una comunità fatta di terra e di civiltà. Giulio Pierini Sindaco di Budrio il Mercato dei Contadini musica a Sant’agata Sabato 13 ottobre 2012 alle ore 21, nella chiesa di Sant’Agata di Budrio (Bologna), le organiste Elisa Lubrano, Cecilia Casarini ed Elena Cattini (nella foto) terranno un concerto nella rassegna Agribu 2012. Il concerto (con la partecipazione dell’organista Enrico Presti) è proposto come ‘collettiva a tema’ su tre giovanissime artiste attive, sulla scena nazionale ed internazionale, quali interpreti all’organo, pianoforte e nell’ambito della composizione. Il repertorio eseguito proporrà alcuni capolavori della letteratura dal Cinque al Novecento. Particolare interesse sarà rivolto ad opere di rara esecuzione: citiamo, come esempio, alcuni estratti dall’archivio musicale della nobile famiglia Pamphilj di Roma (prima metà del sec. XVII) e le Tre canzoni popolari del compositore estone Edgar Arro. L’evento è organizzato e coordinato dall’associazione Amici delle Arti di Budrio. Questa associazione ha coordinato i lavori di restauro della chiesa culminati nell’inaugurazione (1997) dello splendido organo Domenico Maria Gentili da Medicina (1790), autentico gioiello sopravvissuto all’incuria del tempo grazie al restauro dell’organaro Paolo Tollari da Mirandola. L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni Comune di Budrio URP: Telefono 051.6928241 Numero verde 800 215255 urp�comune.budrio.bo.it Dopo Bologna, Castenaso, San Lazzaro, Pianoro, Savigno… e chissà quanti altri, adesso è arrivato anche Ozzano Emilia ad avere il suo mercato contadino ogni giovedì. Non è solo una moda. Dietro a questo fenomeno c’è una rinnovata attenzione a ciò che si consuma e a come viene prodotto. Ci sono la voglia e il bisogno di riprendere un filo che ha corso seri rischi di essere spezzato. Avete presente i banchi di un qualunque supermercato? Tutto è esposto allo stesso modo negli stessi orrendi vassoi di polistirolo ricoperti di pellicola: frutta, verdura, carne, salumi, formaggi… come se fossero scarpe o biancheria. Senza distinzione di stagionalità, senza che si sappia se è cresciuto in terra o su un albero, se è uscito dal sedere di una gallina o da una fabbrica. Per un bambino, ma anche per un adulto, che non è mai stato in campagna potrebbero non esserci storie dietro agli alimenti. Invece dietro agli alimenti eccome se ce ne sono di storie, a cominciare dai contadini e dalle loro scelte. E quella di Ozzano è davvero una bella storia. Tutto è partito dalla tenacia dei volontari dell’associazione Amici della Terra che hanno avuto via via il soste- gno della Pro Loco, dell’Amministrazione comunale e del Parco dei Gessi. Poi, sono stati i produttori, i consumatori dei gruppi di acquisto solidale, le associazioni e i rappresentati degli Enti Locali a decidere in assemblee pubbliche le regole per l’accesso e la gestione. È stato così deciso di privilegiare la filiera corta, la produzione artigianale e il rapporto diretto produttore/consumatore come strumenti per stabilire un legame di fiducia tra chi il cibo lo produce e chi lo consuma. È stato ammesso alla vendita esclusivamente chi produce con metodi rispettosi dell’ambiente: gli agricoltori biologici/biodinamici e quelli che praticano la lotta integrata. Lo scopo che si sono dati è stata la promozione dei produttori agricoli locali di cui si riconosce l’importanza per la vitalità del tessuto sociale, per la custodia dell’ambiente e del territorio. E così ogni giovedì dalle 17 alle 20 in viale della Repubblica di fronte al municipio di Ozzano Emilia e nel parcheggio di fianco alla caserma dei carabinieri, fare la spesa potrà diventare un’occasione preziosa di incontro e di confronto con gli agricoltori del territorio, un possibilità concreta di conoscenza, per riprendere il filo delle storie. Consiglio: andateci con i bambini, ai bambini le storie piacciono moltissimo. Annalisa Paltrinieri Mercato contadino ad Ozzano NTO DI TRAPIAELLULE E E N IO DONAZ I, TESSUTI E C N A G R O www.saluter.it/trapianti BNB 1 Ottobre 2012 13 La Pagina del Lettore MEDICO o GIORNALISTA? In Italia le professioni più ambite sono quelle del medico e del giornalista e tra le meno amate quelle degli addetti a lavori stradali, asfaltatura compresa. Non a caso durante l’estate, avvolti nei vapori del bitume con l’aggiunta, sovente del fumo di tabacco, vediamo soprattutto extracomunitari dalla pelle scura. Già una trentina di anni fa, toccò a lavoratori pakistani occupare posti lasciati vuoti da “bianchi” in una fonderia di Borgo Pa- nigale. Anni fa (25 o 30?) in una ricerca condotta da economisti della nostra Università per conto degli industriali, senza fumosi ABUSO di ANTIBIOTICI L’uso forsennato aumenta le malattie incurabili giri di parole si affermava: “Nella Regione a governo operaio” (l’Emilia Romagna) è frequente “il rifiuto della condizione operaia”. La colpa di questa situazione? Di tutti e di nessuno in particolare. Un dato comunque è certo: finora nessuno ai vertici del diffuso potere pubblico e dell’altrettanto diffuso associazionismo, ha tentato di inventare qualcosa per onorare l’impegno di lavoratori del braccio prediligendo invece, per premi e riconoscimenti di vario genere, chi nella vita ha svolto professioni prestigiose e presumibilmente ben remunerate: medici, pittori famosi, letterati, gente del cinema e via discorrendo. E dire che se abbiamo ottime case, il merito non sarà soltanto di ingegneri e architetti! E le ubertose campagne frutto esclusivo di esperti di agronomia? E che dire delle ottime auto, il diffusissimo ed ormai popolare mezzo di trasporto? Accadde tempo addietro al sot- toscritto, per almeno 10 anni membro dell’allora Consulta emigrazione-immigrazione dell’Emilia-Romagna, di sottolineare l’opportunità di qualche riconoscimento, anche solo morale, a favore di lavoratori del braccio. A tale proposito una noticina fu pubblicata dal periodico ufficiale della nostra Regione. Reazioni? Silenzio assoluto, con contorno di qualche mugugno. E dire che il periodico in quel momento era diretto dal compianto Sergio Soglia, per lunghi anni corsivista e responsabile della pagina bolognese dell’Unità! Giuliano Vincenti Riparazioni STOP & GO di Beqiri Zymbyle Riparazioni abbigliamento Realizzazione capi su misura per tutte le età Creazioni ABITI DA SPOSA SU MISURA a partire da 0,00 € 100 Via Donati, 33/A - Cento (FE) ORARIO APERTURE Da Lunedì al Sabato 09,00 - 12,30 / 15,30 -19,30 Domenica pomeriggio 15,30 - 19,30 Giovedì pomeriggio CHIUSO Tel. 328.0293247 Che degli antibiotici, per ignoranza o eccessiva fiducia, si faccia purtroppo abuso, lo sanno in tanti. Non a caso, tramite il proprio organo di stampa, l’Organo dei Medici di Bologna rilancia un allarme che viene da lontano. Infatti lo fa riprendendo le dichiarazioni di esperti dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità: “La resistenza ai farmaci antibiotici ha raggiunto livelli tali tra gli esseri umani che potrebbe provocare la fine della moderna medicina come la conosciamo”. Ed ancora: “Ogni antibiotico attualmente disponibile potrebbe diventare inutile, rendendo le terapie di routine inefficaci”. In buona sostanza, riprendiamo ancora dalla stessa autorevole fonte: “Stiamo perdendo la nostra difesa di prima linea contro i batteri” tanto “che per alcune infezioni la mortalità è aumentata di circa il 50%. Da qui un importante invito-monito: I governi di tutto il mondo devono sostenere lo studio della resistenza antimicrobica e di nuove armi contro i microbi”. G.V. MEDICI E VETERINARI Forse qualcuno ha arricciato il naso a quella sorta di equiparazione medici-veterinari prospettata da questi ultimi. E allora? Non scandalizziamoci e leggiamo quanto segue. In quel di Pisa (siamo in Italia e non nella remota India!) si sta prospettando la realizzazione di un cimitero misto. Che raccolga cioè salme di uomini unitamente (ad ovvia richiesta!) a quelle di animali amati in vita: cani, gatti ed anche cavalli. Eros Giorgi Unisex PARRUCCHIERE uomo donna bambino Via Don Mario Pellegrini, 27 41058 Vignola (MO) Cell: 331 - 8440388 / 377 - 8132900 Tel: 059-773769 SENZA APPUNTAMENTO ORARIO 8:30-20:00 (Lun-Sab) Chiuso domenica www.buonenotiziebologna.it Le professioni che gli italiani ambiscono fare secondo una ricerca 14 BNB Almanacco 1 Ottobre 2012 w w w.italianoperimmagini.it LA MARCIA SU ROMA kippur 1973: mediorente in fiamme www.buonenotiziebologna.it La guerra combattuta tra Israele, Egitto e Siria Mussolini il 23 marzo 1919 fondò i Fasci di combattimento che ben presto si trasformarono, nel novembre 1921, nel Partito Nazionale Fascista. Nel 1922 il periodo di crisi si accentuò con un rapido susseguirsi di governi instabili. Mussolini cercò di frenare le violenze delle squadre d’azione cercando di avere degli incontri e delle consultazioni coi vari esponenti politici ed esponenti del mondo imprenditoriale. La marcia su Roma è stata preceduta dall’occupazione militare di Ancona avvenuta il 2 agosto 1922 con lo scopo di valutare la reazione del Re e del governo di fronte all’occupazione militare di una città. Ancona venne occupata senza incontrare resistenza e non ci fu nessuna reazione da parte del Re e del governo. Il 24 ottobre 1922 ci fu a Napoli una grande adunata dei fascisti. Mussolini in quell’occasione disse: ”O ci danno il governo o lo prenderemo con la forza calando a Roma.” L’adunata di Napoli fu organizzata da Aurelio Padovani uno dei comandanti che volle la marcia su Roma. La sera stessa all’Hotel Vesuvio di Napoli ci fu un raduno di rappresentanti del PNF per pianificare la marcia su Roma. La marcia su Roma venne guidata dai quattro quadrumiviri Balbo, De Bono, De Vecchi e Bianchi. Il Re Vittorio Emanuele III si consultò coi capi di stato maggiore dell’Esercito chiedendo loro che in caso in cui Roma venisse assediata dai fascisti di rimanere fedeli alla monarchia. Diaz uno dei capi di stato maggiore gli rispose che sarebbe stato meglio non far intervenire l’esercito. La sera del 28 ottobre 1922 Roma venne attaccata dai fascisti che partiti da Foligno. Tivoli, Monterotondo e Santa Marinella entrarono in Roma senza incontrare resistenza. Il 31 ottobre 1922 il Re Vittorio Emanuele III affidò a Mussolini il compito di formare il nuovo governo. Il fatto che il Re Vittorio Emanuele III si sia rifiutato di firmare lo stato d’assedio è stato per lungo tempo un tema molto dibattuto dagli storici. Probabilmente considerato lo stato di crisi e l’impreparazione dell’esercito il Re ritenne che Mussolini fosse la persona giusta per formare il nuovo governo. Nel 1923 venne riformata la legge elettorale e venne reintrodotto il principio maggioritario. Le elezioni del 1924 si svolsero in un clima di intimidazioni e di violenze e furono vinte dal partito fascista. Il socialista Giacomo Matteotti aveva attaccato il fascismo denunciando i brogli e le violenze il 9 giugno 1924 venne rapito ed il suo corpo venne ritrovato senza vita dopo oltre un mese. In seguito alla secessione dell’Aventino i partiti politici d’opposizione abbandonarono il Parlamento sperando in un intervento del Re il quale avallò la condotta fascista. Il 3 gennaio 1925 il fascismo divenne definitivamente una dittatura. Se da un lato il fascismo prometteva ordine e lavoro dall’altro eliminò tutte le libertà fondamentali, procedette allo scioglimento dei partiti e dei sindacati ad eccezione di quello fascista. Gli oppositori del regime o rimasero vittime della violenza degli squadristi o furono costretti ad emigrare all’estero. Alessandro Legnani. La guerra del Kippur è detta anche la guerra del Ramadan d’Ottobre ed è una guerra arabo israeliana combattuta tra Israele da una parte ed Egitto e Siria dall’altra. La guerra ebbe inizio il 6 ottobre 1973 quando l’Egitto e la Siria attaccarono congiuntamente a sorpresa il Sinai e le alture del Golan nel tentativo di riconquistare i territori perduti durante la guerra del sei giorni combattuta contro Israele dal 5 al 10 giugno 1967. Nelle prime 24-48 ore gli Egiziani e i Siriani avanzarono senza trovare resistenza poi le sorti della guerra furono favorevoli agli Israeliani i quali respinsero i siriani oltre le alture del Golan ed arrivarono fino al Canale di Suez ed entrarono in territorio egiziano. Se può risultare paradossale che le forze arabe ebbero inizialmente la meglio nonostante il Ramadan bisogna tuttavia ricordare che anche gli Israeliani erano a digiuno e in preghiera per la festa ebraica del Kippur durante la quale gli ebrei devono astenersi dal compiere qualsiasi attività, mangiare, bere, avere rapporti sessuali nell’arco di 25 ore. Le cause della guerra sono riconducibili al tentativo da parte del presidente egiziano Sadat e del presidente siriano Assad di riconquistare con la forza il Sinai e le alture del Golan. I due presidenti speravano in una sconfitta di Israele mentre il re giordano sperava di riottenere la Cisgiordania e la striscia di Gaza. L’8 ottobre 1973 ci fu un attac- co israeliano poi il 14 ottobre 1973 ci fu la controffensiva egiziana seguita dal contrattacco israeliano del 15 ottobre 1973. Alla cessazione delle ostilità gli Israeliani si erano portati a circa 100 Km dal Cairo. Sulle alture del Golan dopo i primi successi siriani l’8 ottobre 1973 l’esercito israeliano cominciò ad avanzare per respingere le truppe siriane le quali avrebbero potuto minacciare le città israeliane di Haifa, Netanya e la capitale Tel Aviv. Il 7 ottobre 1973 gli Israeliani scon- fissero i Siriani nella battaglia navale di Lakatia. Il 10 ottobre 1973 l’esercito israeliano respinse definitivamente quello siriano oltre le alture del Golan fino a Kunetra. Attualmente il 95% delle alture del Golan è controllato da Israele dal punto di vista amministrativo e giurisdizionale anche se questa soluzione non è accettata dall’ONU Il 22 ottobre 1973 l’ONU impose il cessate il fuoco ai contendenti e vennero avviate intense trattative diplomatiche per far cessare il conflitto. Con gli accordi di Camp David firmati il 17 settembre 1978 tra il presidente egiziano Sadat e il Primo Ministro israeliano Begin ci fu la normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Egitto ed Israele. Sia Sadat che Begin quell’anno ricevettero il Premio Nobel per la pace. Il Sinai tornò all’Egitto mentre Israele esercitò un maggior controllo e potere sui territori arabi occupati. L’Egitto fu il primo stato arabo a riconoscere l’esistenza dello stato di Israele e per questo motivo venne escluso dalla Lega Araba. I Paesi dell’OPEC decisero di quadruplicare il prezzo del petrolio per ritorsione nei confronti di quei Paesi cha avevano appoggiato Israele nella guerra del Kippur. Il 6 ottobre 1981 Sadat venne ucciso in un attentato da Kalid al Isiambuli un fondamentalista islamico. Gli succedette il Vicepresidente Mubarak. L.A. Sempre aperti !!! Dalle 6.00 Colazioni Menù Dalle 12.00 a prezzo fisso con buffet Dalle 18.00 Aperitivo con buffet Dalle 19.00 Pizza o cena Vasta scelta di Vini!!! Il martedì sera Aperitivo con Scuola di Ballo solo su prenotazione! Noleggio sala INSERIMENTO DATI www.virtualcoop.net BNB Cultura 1 Ottobre 2012 15 Interno dell’Archiginnasio 820.000 libri e 8.800 periodici per la “madre” delle biblioteche Bologna città di biblioteche più o meno pubbliche od aperte a soli specialisti di questa o di quella materia. Quante sono nessuno sa. Forse sono troppe per poter essere censite esattamente: da quelle di quartiere a quelle universitarie. Numerosissime queste ultime. Vanno da quella dell’Istituto di Paleografia e Diplomatica a quella della Clinica Dermosifilopatica passando per quella dedicata alle malattie nervose e mentali. Numerosissime e più o meno ricche quelle scolastiche. Tra le più note a studiosi o semplici curiosi quelle dell’Istituto della Resistenza e di Casa Carducci. Comunque – senza farla troppo lunga – tra le raccolte di libri, di carta stampata in genere e d’altro ancora, la più famosa porta il nome dell’Archiginnasio, lo storico edificio che si affaccia da sempre in Piazza Maggiore e che in tempi ormai remoti ospitò l’Università più antica d’Europa. Senza tema di smentite, può essere definita la “madre” di tutte le biblioteche del Capoluogo emiliano ma non solo. Infatti, a parere degli immancabili esperti, “è la più ricca ed importante tra le biblioteche comunali italiane di alta e media cultura”. Ogni giorno nelle sue capaci sale (220 posti a sedere!) accoglie centinaia di persone, soprattutto giovani tra i quali non manca un “campionario” di belle ragazze, italiane e non. L’origine di questa Istituzione risale al 1861. Tra le sue prime dotazioni, il ”notevole materiale bibliografico manoscritto ed a stampa proveniente dalle Corporazioni religiose soppresse dal governo francese nel 1797 – 1798”, durante l’imperversare del ciclone napoleonico. In cifre arrotondate per facilitarne il ricordo, questi i dati essenziali della biblioteca di cui stiamo parlando: 820.000 volumi, 8.800 periodici di cui 800 tuttora stampati e diffusi, 9.000 codici manoscritti, un corpus di 250.000 fra carteggi e autografi ed infine una raccolta di 45.000 incisioni e disegni. Tra le più frequentate da curiosi e ricercatori del nostro tempo, le annate dei quotidiani stampati in città o che comunque a questa hanno dedicato molte pagine di cronache e commenti. Qui possiamo ricordare tra i giornali scomparsi da tempo, anche se nati nel post ’45, “Il Progresso d’Italia”, al quale facevano riferimento soprattutto dirigenti, militanti e simpatizzanti del PCI e del PSI. Il glorioso passato della nota sede, è testimoniato anche da 6.000 stemmi murali, visibili tracce lasciate da studenti e Maestri transitati dallo Studio bolognese. Ma - divagando – un accenno particolare va fatto alla Sala di Consultazione che si affianca a quella di lettura. In un opuscoletto di poche pagine, ma prezioso nella sua pochezza cartacea, Lanfranco Bonora sottolinea: “Costituisce una biblioteca nella biblioteca.” Le sue Sezioni distribuite tra il piano terra, il primo ed il secondo ballatoio, sono dedicate a varie Scienze, da quelle storiche alle religiose nonché alle principali letterature: greca, latina, italiana, francese, spagnola, tedesca ed altre ancora. Ricchissima la dotazione di vocabolari, tra i quali alcuni estremamente utili per l’afflusso di persone provenienti da luoghi più o meno lontani. Ma, per completare il discorso un po’ caotico su questa autentica ed inesauribile miniera di sapere, qualche altro dettaglio. Di tanto in tanto l’Archiginnasio edita opere che si avvalgono soprattutto di documenti ignoti ai più e finiti in questo mare di carta. Uno degli ultimi testi stampati racconta le vicende della famiglia dei Marchesi Pizzardi. Il motivo è semplice: costoro hanno condizionato nel tempo la vita dell’intera comunità bolognese. A dimostrarlo bastano pochi ma significativi dettagli. L’ultimo erede dei Pizzardi, Carlo Alberto, morto in celibato nel 1922 lasciò un immenso patrimonio all’Amministrazione degli Ospedali. Si trattava di oltre 2.700 ettari di terreni, di due palazzi patrizi in città (via Castiglione e via Farini – D’Azeglio), di numerose case di comune abitazione ed anche di un castello: quello di Bentivoglio nel quale da tempo si conducono ricerche e sperimentazioni in tema di lotta al cancro. Grazie a quel patrimonio, in anni recenti è stato costruito quell’Ospedale Maggiore con relativi annessi che svetta sui Prati di Caprara. In anni più lontani, attorno al 1926, fu possibile edificare quello che oggi è noto come Ospedale Bellaria ed allora come Sanatorio Pizzardi. Ma nella saga dei Pizzardi c’è anche un “fattaccio” di cronaca. Un fratello del più famoso Carlo Alberto, amante del gioco, delle donne e quindi della bella vita, sfidò “all’ultimo sangue” un nobile bolognese. Le armi usate furono pistole di precisione. Con una di queste, un Pizzardi freddò il rivale. In quel tragico frangente, non si trovarono padrini ufficiali perché si aveva la certezza che ci “sarebbe scappato il morto”. Il più famoso dei Pizzardi, Carlo Alberto appunto, riposa in una cappelletta del Bellaria ed un busto marmoreo lo ricorda all’Ospedale Maggiore. Giuliano Vincenti come sostiene Emanuela De Siati, con tutta la supponente saccenza, non priva di disprezzo di cui alcuni critici sono imbibiti. Leone Bianchi Veduta di Venezia Conferenza ore 21.15, il 5/10/2012Centro Annalena Tonelli San Lazzaro - Via Galletta, 42 tel. 051 6252302 Ingresso libero canaletto e IL VEDUTISMO Polemica di un nostro lettore sul senso dell’arte Per descrivere tutto quanto era possibile vedere nelle atmosfere incantate di tante prospettive veneziane, sospese nel fiabesco incanto di una magia senza tempo, seppure storicamente stratificata e pulsante di vita vera che prorompe nei rii, nei campi, nelle valli, Canaletto ha avuto bisogno di ampliare artificialmente lo spazio piuttosto angusto, allora come adesso. Un accorgimento che non doveva essere troppo difficile per un artista che aveva esordito come scenografo accanto al padre Bernardo, trovando ingaggi come pittore di fondali di teatro fino al 1720 circa. Era necessario mettere a fuoco la più estesa pittura quadrangolare. Canaletto aveva con sé la camera oscura portatile, strumento funzionale al lavoro del vedutista, utile a organizzare la composizione e a catturare lo spazio da restituire sulla tela, senza per questo rinunciare alle licenze inventive, alle alterazioni della veduta, ottenute dilatando o contraendo i luoghi da ritrarre. Nessuna meccanica traduzione di quanto proiettava la lente della camera oscura, piuttosto una intelligente e personale, vorrei dire emozionata, interpretazione di quello strumento della ragione caro all’età dei lumi, celebrato da un estimatore del Canaletto, come il letterato veneziano Francesco Algorotti in suo scritto del 1762. La camera ottica, paragonabile al moderno grandangolo, aiuta a meglio conoscere e rappresentare la Natura, lasciando al pittore di esercitare, con la massima libertà, la propria inventiva, di liberare le proprie emozioni e la propria sensibilità, usando il fedele rilevamento prospettico dello spazio come mezzo per cogliere con verità un momento magico della vita veneziana del ‘700,così che lo spettatore, guardando il dipinto, ha la sensazione di entrare in una macchina del tempo che ti trasporta magicamente tra le atmosfere di quel campo o di quel rio, cogliendone le atmosfere, le sfumature, i particolari, perfino la trasparenza dell’aria, veleggiando tra luci e ombre che definiscono i volumi delle figure, ma rilevano anche gli intonaci e i marmi colorati delle case e gli edifici monumentali del tempo. Canaletto usa una tavolozza rischiarata, schietta (non diversamente da altri artisti contemporanei come il Tiepolo per es.) ed è capace di far dialogare nelle sue tele prospettiva, luce, colore e pulsioni di vita vissuta, che, viste oggi, ci regalano emozioni, non scadendo Egli mai in un freddo documento sulla topografia veneziana, privo di ogni vita. Dalle tele del Canaletto emerge il permanente entusiasmo per le manifestazioni celebrative e figurative del suo secolo (il 700) e si può notare un crescendo di attenzione verso la natura, la rappresentazione dei sentimenti umani degli individui. Insomma la realtà ed il genere popolare si sostituiscono alla mitologia ed alla pittu- ra di storia fino allora voluta dalla committenza aristocratica: le quali (mitologia e pittura di storia) pretendevano la sfarfallante linguistica del Rococò, sempre più lezioso e inattuale. E non mi si dica che un PICASSO, un FUMETTO, la STREET ART, l’arte ottenuta con supporti elettronici ecc. ebbene niente di questo può essere BRUTTO. Se PICASSO, i FUMETTI, la STREET ART non mi coinvolgono emotivamente, non mi trasmettono emozioni, allora per me, sono BRUTTI, anche se questo fa di me uno stupido Venite a vedere la nuova HYUNDAI I 30 www.buonenotiziebologna.it ARCHIGINNASIO: la madre di tutte le BibLIOTECHE! 16 Teatro BNB 1 Ottobre 2012 “non devi fare i personaggi” Monografia di un regista teatrale che Bologna non ha mai ringraziato www.buonenotiziebologna.it Leonardo De Berardinis Era questa la frase che più di tutti Leo de Berardinis ripeteva hai propri attori della sua Compagnia del Teatro Laboratorio San Leonardo. Leo de Berardinis è stato un attore teatrale e regista teatrale italiano tra i più importanti nel panorama del teatro di ricerca in Italia. VIRTUALCOOP Dopo le prime esperienze attoriali con Carlo Quartucci, iniziò una collaborazione intensa con Perla Peragallo per poi firmare nel 1968 con Carmelo Bene uno storico Don Chisciotte. Successivamente, negli anni sessanta si trasferì, insieme a Perla Peragallo a Marigliano, entroterra napoletano dove mette in scena improvvisazioni teatrali provocatorie e aggressive, espresse nella maggior parte delle volte in dialetto napoletano. Nel 1983 a Bologna, in collaborazione con la Cooperativa Nuova Scena, mise in scena spettacoli scespiriani come L’amleto, King Lear - studi e variazioni, La tempesta, a cui seguirono molte altre produzioni. Quattro anni dopo fondò il Teatro di Leo con cui produsse diversi spettacoli, laboratori e incontri. Nel 1994 diresse il Teatro Laboratorio San Leonardo di Bologna in convenzione con il comune di Bologna. Sempre in quello stesso anno fino al 1997 prese la direzione artistica del Festival di Teatro di Santarcangelo di Romagna. Nel 2000, in una intervista-dialogo con Alfonso Amendola, Leo de Berardinis apre un ventaglio di nuove idee teatrali e ripercorre le tappe più significative del proprio percorso intellettuale ed umano. L’anno dopo, il 4 maggio gli fu stata conferita la laurea ad honoris causa dalla Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Bologna. Come si evince dalle parole scritte sopra, Leo de Berardinis, è stato uno dei più importanti registi presenti nel panorama Emiliano-Romagnolo negli anni novanta in poi. Leo si rifaceva molto alla figura di Buster Keaton e a Totò, Antonio de Curtis, studiando la mimica e l’espressione facciale dei due personaggi. Il Teatro di Leo era un insieme di lavoro sul corpo abbinato alla voce, ritmo, improvvisazioni, lavoro drammaturgico sul testo e sulla scenografia. Ripeteva spesso hai propri attori: “ se c’è quella luce, ha un senso. Non trascurarla, cerca di capirlo e recita con lei”. Nei suoi lavori pensava spesso al rapporto attore-pubblico: “ Un attore, per essere tale, deve avere il più grande rispetto per il pubblico, e la prima forma di rispetto è comprendere e far comprendere bene la storia che racconta, perché attraverso quella storia che entrano in rapporto, e fanno teatro”. Durante il periodo di permanenza a Bologna, sviluppa un metodo sul training e sulle improvvisazioni legate al movimento inteso come uso del corpo e della voce, cioè legare, unire, sentire il movimento come un insieme del corpo e della voce. Cosa che al giorno d’oggi molte scuole ancora non riescono ha capire, che è la base della ricerca del Teatro, e ha trasmettere hai propri allievi. Inoltre nei momenti di training, improvvisazioni c’erano anche momenti di canto, coro sia individuale che di gruppo; con studi sul tono, ritmo, timbri, durata, stonatura; era importante lavorare sul suono che esiste in ogni parola. Utilizzava la musica, durante le prove come studio, approfondimento, per poi toglierla nello spettacolo, a volte. Il 16 giugno 2001 Leo de Berardinis entrò in coma a seguito di un errore dell’anestesia durante un intervento chirurgico: per l’errore, l’anestesista è stato successivamente condannato in primo grado. Sei anno dopo la sua scomparsa, presso il DMS(Dipartimento Musica e Spettacolo) dell’Università di Bologna il convengo Per un libro su Leo a Bologna. Tre incontri per ritrovare Leo dentro e fuori di noi. L’incontro, organizzato da Claudio Merldolesi e Angela Malfitano, ha rappresentato un’occasione per parlare dell’opera artistica di Leo de Berardinis. Il 25 luglio del 2008 sono pervenuti alla biblioteca del DMS dell’università bolognese i materiali che costituiscono il Fondo de Berardinis, ceduto da Annamaria de Berardinis, sorella dell’artista. L’attore e regista è morto il 18 settembre 2008 a Roma. Ho voluto rendere omaggio, anche se con qualche difficoltà e molto sbrigativo, ad uno dei grandi autori-attori del Panorama Italiano del Novecento e del territorio emiliano-romagnolo. Forse a volte Leo de Berardinis poteva sembrare scomodo, ma era se stesso, era vero, fino alla fine; ed era questo che chiedeva hai propri allievi. Molti dei suoi allievi stanno continuando, senza sosta, il proprio lavoro di Leo de Berardinis per fare in modo che quell’anestesia non sia un inutile ricordo di una svista medica. Ci manchi Leo. Puck Corsi di teatro, danza, musica e circo presso l’itc All’ITC Teatro di San Lazzaro ce n’è per tutti gusti I bambini si divertono come dei pazzi, i ragazzi acquisiscono sicurezza e, col pretesto di dar voce e volto ad un personaggio, buttano fuori magoni e magagne, gli adulti, per una volta, spesso per la prima volta, dedicano tempo ed energia a qualcosa che si fa per il solo piacere di farlo, altri imparano ad impostare la voce e a parlare in pubblico con disinvoltura. Le più spericolate sono le signore di mezza età, in quel tempo di mezzo con i figli già grandi e i genitori non ancora bisognosi di cure, che si cimentano con la danza, la giocoleria, la recitazione, scoprendo doti inaspettate e rimaste a lungo sopite. Tutti, ma proprio tutti, dai 3 agli 80 anni si innamorano del teatro - visto, partecipato, capito - e dopo non possono più farne a meno. Dietro al successo della Compagnia Teatro dell’Argine che gestisce - e riempie - l’ITC Teatro di San Lazzaro ci sono, anche, i corsi. È anche grazie ai corsi, infatti, che nel tempo la compagnia ha saputo costruire e consolidare un pubblico giovane, critico, attento e partecipe. Corsi per principianti di teatro, danza, canto e circo Frequentare un laboratorio teatrale non significa necessariamente voler diventare un attore professionista. Spesso è una semplice curiosità culturale, o la voglia di approfondire una passione, o il tentativo di diventare uno spettatore più attento, o la speranza di conoscere meglio noi stessi e ciò che ci sta intorno. Questo è il senso dei laboratori di teatro per principianti del Teatro dell’Argine, all’interno dei quali sono previsti differenti percorsi, naturalmente a seconda dei differenti livelli di esperienza e di interesse: al tradizionale corso base per principianti assoluti, si affiancano vari corsi avanzati di approfondimento, i cui insegnamenti spaziano dall’improvvisazione al teatro di parola, dal teatro fisico alla nar- razione, dalle arti circensi al teatro in versi. I corsi sono aperti a tutti: non è necessario avere alcun tipo di formazione. Chi ha già maturato un’esperienza teatrale potrà essere inserito, dopo un breve colloquio con il corpo insegnanti, nei laboratori avanzati. I laboratori si tengono un giorno a settimana, con lezioni della durata di due ore e mezza ciascuna, in fascia serale; al termine dei corsi è previsto un saggio finale. L’iscrizione ai corsi avanzati dà la possibilità agli allievi più esigenti di seguire tutti i laboratori dal lunedì al giovedì senza ulteriori spese. Sono inoltre attivi, per chi volesse approfondire altre discipline di teatro e delle arti performative in genere, corsi di regia e drammaturgia, recitazione, dizione e uso della voce, tessuti aerei, musical, danza e canto individuale. Corsi per bambini e adolescenti di teatro, danza e canto Se per gli adulti il teatro rappresenta una possibilità di conoscenza e di esperienza di se stessi e del mondo, con i bambini e i ragazzi il teatro, ma anche il canto e la danza si rivelano uno strumento di divertimento e di apprendimento formidabile: un gioco meraviglioso che, attraverso l’invenzione di storie e l’improvvisazione, stimola la fantasia e la creatività; un’occasione impagabile di essere liberi di inventare e di agire imparando le “regole del gioco”; un continuo scoprire se stessi, mano a mano che si impara a conoscere il proprio corpo e la propria voce, strumenti in grado di generare suoni e gesti che comunicano ed esprimono ciò che si ha dentro. Un gioco nuovo e intrigante, che pure ha molto in comune con gli altri giochi e che, forse per questo, entusiasma tanto bambini e ragazzi. La gamma di possibilità per bambini e ragazzi dai 3 ai 18 anni all’ITC Studio comprende laboratori di teatro, danza e canto a cadenza settimanale, naturalmente suddivisi per fascia d’e- tà, ciascuno dei quali si chiude con un saggio di fine anno. Sede dei corsi: ITC Studio via Vittoria 1 (traversa di via Caselle) San Lazzaro di Savena. Si raggiunge con il bus 19C diretto dal centro di Bologna fermata via Caselle/ Cà Ricchi; in auto uscita tangenziale n. 13; in treno Bologna - San Lazzaro Informazioni ed iscrizioni: ITC Teatro San Lazzaro via Rimembranze 26 San Lazzaro di Savena Tel. 051.6271604 - 051.6270150 info�itcteatro.it www.itcteatro.it www.itcstudio.it Annalisa Paltrinieri Buone Notizie Bologna Cerchiamo venditori di spazi pubblicitari www.buonenotiziebologna.it [email protected] Tel. 051 533106 / Fax 051 530761 BNB Cinema 1 Ottobre 2012 17 Mastrandrea ha presentato a Venezia: “Gli equilibristi”, film di De Matteo sulla crisi Cast del film Chissà da quali reazioni sarà stato investito il pubblico aristocratico della 69a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, adagiato sulle poltrone di velluto della Sala Grande ad assistere alla proiezione de Gli equilibristi, il drammatico e toccante film di Ivano De Matteo. Probabilmente si sarà trattata di un’accoglienza più adatta ad una trama fantascientifica, che associa i cittadini italiani in costante equilibrio tra il baratro e il tentativo disperato di fare quadrare i conti a fine mese ad entità aliene, sconosciute, appartenenti ad una dimensione parallela distante anni luce dalla realtà. Una realtà invece ben nota alla platea del Palabiennale, la struttura messa a disposizione degli spettatori di terza classe, che commossi hanno applaudito la pri- ma vera opera capace di raccontare in maniera credibile la nostra storia contemporanea. Il grande merito di De Matteo è stato infatti quello di eliminare il velo di astrattezza gravitante sulla crisi economica, descritta finora al cinema come uno spettro presente ma inafferrabile, e di rappresentare finalmente una crisi tangibile nella quotidianità, fatta di cifre, affitti, scadenze, bollette da pagare e ostacoli da affrontare. Dormire nella pensione più squallida e alimentarsi di soli panini oggigiorno non basta se disponi di uno stipendio da dipendente comunale (interpretato da uno straordinario Valerio Mastandrea), e sei costretto a separarti dalla moglie e a provvedere al mantenimento dei figli. Molti dei nostri lettori lo sanno bene, così come sanno che i 30 giorni del mese possono corrispondere alle tappe di una via crucis da cui è impossibile riprendere fiato, in cui le rinunce spesso superano i desideri concessi, determinando la condotta di un’esistenza che si limita al consumo dei beni indispensabili per la sopravvivenza. Ma oltre che sui sacrifici del protagonista (con cui è facile trovare una sincera empatia), la pellicola getta luce su un altro aspetto diffuso e divenuto ormai quasi un obbligo per parecchie famiglie: la convivenza forzata. E’ un dato di fatto non trascurabile che sempre più coppie, pur avendo interrotto ogni relazione, continuino a condividere lo stesso tetto privandosi della propria indipendenza per sostenere le spese. L’autore indica nel compromesso l’unica soluzione possibile per scampare al declino personale, giungendo però alla conclusione che l’individuo sia destinato ad arrendersi ad uno stato di perenne frustrazione, dovendosi chinare non solo alle negazioni della sfera sociale, ma anche a quelle della sfera intima e affettiva. C’è chi per questo l’ha giudicato esasperato, chi estremamente pessimista, ma Gli equilibristi si è affacciato con prepotenza dalla sezione Orizzonti, affermandosi come un documento che rimarrà saldamente negli archivi della memoria filmica, specialmente per la figura del padre moderno, nuovo eroe dei nostri tempi, affiancabile al coraggioso padre neorealista di Ladri di biciclette. Paola Gianderico Ne sono stati fatti a migliaia, tra film e telefilm sull’argomento dell’uomo mascherato. Sarà il viso coperto, la doppia vita di Bruce Wayne, ma il costume da pipistrello continua a affascinare, nonostante sia un personaggio nato negli anni sessanta, milioni di persone. Non ultimo Cristopher Nolan, che insieme ai suoi altri due film precedenti, torna nelle sale con Batman il Cavaliere Oscuro -Il ritorno. Devo dire che sono stati fatti degli enormi passi avanti rispetto a versioni precedenti dove un ridicolo Jim Carrey si attillava in calzamaglia interpretando L’Enigmista. Nolan scorpora dall’immaginario fantascientifico il personaggio di Batman e lo introduce in un mondo iperreale, dove non esistono mostri mutaforma, ma il nemico peggiore arriva proprio dalla nostra mente. Ma partiamo con ordine: sono passati otto anni da quando Batman è svanito nella notte, trasformandosi in quell’istante da eroe a fuggiasco. Prendendosi la colpa della morte del procuratore distrettuale Harvey Dent, il Cavaliere oscuro ha sacrificato tutto per ciò che lui e il Commissario Gordon speravano fosse un bene superiore. Per un po’ di tempo la bugia ha funzionato, in quanto l’attività criminale a Gotham City è stata schiacciata dal peso del Dent Act, una legge anti crimine. Ma tutto cambierà con l’arrivo di una astuta ladra con uno strano piano in mente. Molto più pericoloso, comunque, è l’arrivo di Bane, un terrorista mascherato i cui spietati piani per Gotham portano Bruce a uscire dal suo esilio auto-imposto. Ma anche se indossa nuovamente il mantello e il cappuccio, Batman potrebbe non essere abbastanza forte per fermare Bane. Ineccepibile l’interpretazione di Christian Bale, che interpreta il Cavaliere Oscuro in tutte le sue complessità emotive e di comprensione. Straordinari gli effetti speciali, che coinvolgono a trecentosessanta gradi lo spettatore che resta fortemente attaccato alla poltrona del cinema. La trama è lineare senza troppi intoppi o flashback, tant’è che anche chi è completamente ignaro su chi sia Batman, si può gustare il film senza troppi problemi. Purtroppo delle pecche ci sono. Fotografia troppo scura (che dà la claustrofobia) e un po’ di tempi morti nel corso della storia. Ma uno tra tutti rimane il personaggio di quella che dovrebbe diventare Catwoman. Anne Hathaway s’impegna per carità, ma resta lontano dalla bellissima interpretazione che seppe dare Michelle Pfiffer al personaggio della donna-gatto. Marcello Cominelli www.buonenotiziebologna.it Sospesi sul filo tagliente della crisi Batman 18 Arte BNB 1 Ottobre 2012 1000 C.F. 91294980379 Associazione di Promozione Sociale L'OFFICINA DI SOSTEGNO per la tutela delle persone disabili traumatizzate da incidente stradale www.officinadisostegno.org INFO: 338.3547919 KANDINSKY E LA RIVOLUZIONE DELL’ARTE NEGLI ANNI ’10 Mostra a Pisa su un genio che ci ha insegnato a guardare il mondo con occhio vigile e sensibile Questo mese segnaliamo la mostra che il Palazzo Blu di Pisa dedica ad un importantissimo pittore del 900, padre dell’Astrattismo e autore di quadri entrati nell’imma- colosa competizione che condurrà alla guerra. Inizia la percezione di quello che il poeta Montale chiamerà il male di vivere e che troverà piena teorizzazione nell’opera so sulle pareti degli studi di tutti gli psicologi, perché è rilassante, era una battuta che contiene una verità: i quadri più riusciti sono davvero distensivi, pur contenendo un Blu Palazzo d’Arte e Cultura, Lungarno Gambacorti 9, Pisa. Dal 13 ottobre 2012 al 3 febbraio 2013. Orari: lunedì – venerdì 10-19; sa- bato e domenica 10-20. La biglietteria chiude un’ora prima. Biglietto intero comprensivo di audioguida € 10,00; biglietto ridotto comprensivo di audioguida € 8,50 (visitatori oltre 65 anni e fino a 25 anni, portatori di handicap). Biglietto convenzionato comprensivo di audioguida € 8,00 (tessera Blu Card e convenzioni). Ingresso gratuito per giovani fino a 12 anni accompagnati da familiari. Opere Kandisky di Freud, che introduce un mondo oscuro,fatto di sogni notturni e segrete pulsioni, affascinante e terrificante allo stesso tempo, quello dell’inconscio. Gli artisti sentono il bisogno di staccarsi dal contingente, dalla rappresentazione oggettiva e razionale del mondo e cercano nuove modalità di traduzione del reale, filtrato attraverso la propria lente creativa. Inizia nell’arte il momento di splendore delle avanguardie storiche: futurismo, cubismo, astrattismo, capaci Vir ginario collettivo, il russo Wassily Kandinsky (4 dicembre 1866 - 13 dicembre 1944). Il titolo è “Dalla Russia all’Europa” e comprende 50 opere del Museo di San Pietroburgo, eseguite tra il 1901 (inizio della parabola artistica del pittore) e il 1922 (anno in cui abbandona la Russia, per recarsi in Germania, dove insegnerà alla scuola tedesca Bauhaus). Si tratta dunque di un viaggio alla scoperta del primo Kandinsky e ne segue l’evoluzione dalle iniziali influenze simboliste al Co tu op www.buonenotiziebologna.it Kandisky primi anni dinamismo e un’apparente mancanza d’ordine, perché intrisi di contenuti che parlano il linguaggio profondo dell’anima, rilassandoci e facendoci entrare in un universo fantastico. Ugo De Santis Disabilità a fumetti ed espressioniste, al più compiuto astrattismo degli ultimi anni sovietici. Qual è il quadro storico in cui si colloca l’Astrattismo? La nascita del movimento è collocabile per i critici intorno al 1910, negli anni che segnano la crisi della Belle Epoque e ne scandiscono il declino fino alla bestiale guerra del ’14-’18 che ridurrà in brandelli l’Europa. I sogni di un’epoca bella, felice, prospera e illuminata da un inarrestabile e salvifico progresso tecnologico vanno spegnendosi. All’interno del processo di industrializzazione gli scontri sociali tra classi agiate e operai diventano sempre più aspri. Nazionalismi sempre più esasperati avvelenano la vita politica e spingono i singoli stati ad una peri- Pittura su tela di Kandisky di estendere la loro influenza su tutto il secolo. Astrattismo deriva dal latino abstrahere: estrarre, ricavare forme e colori dalla realtà oggettiva e reinterpretarli alla luce della propria sensibilità artistica. Un’arte, insomma, che si libera totalmente dai riferimenti percettivi della realtà esteriore ed afferma la supremazia del mondo interiore, almeno in ambito artistico e culturale. Badate bene, cari lettori, è questa una lezione attualissima, che invita ognuno di noi, ognuno coi mezzi che ha a disposizione, a ri-creare la realtà in chiave poetica e fantastica e credo che oggi, più che mai ce ne sia veramente bisogno. Olwer, un signore con cui parlo spesso d’arte mi ha detto che Kandinsky è appe- Pagine disponibili alla PUBBLICITÀ delle Aziende e degli Enti che vogliano collaborare a sponsorizzare la Disagenda 2013 Per informazioni www.virtualcoop.net Tel. 051 533106 2013 ANLADI PROGETTI 2012 SEDE c/o Studio legale Russo Valentini, Via Marconi 34 - 41122 Bologna www.annulliamoladistanza.org / [email protected] BNB A spasso nei parchi 1 Ottobre 2012 19 A spasso nei Parchi del nostro appennino di Monteveglio, il Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa. Tutti, anche quelli più lontani, mai troppo distanti dal centro di Bologna, luoghi ideali per gite ed escursioni che in ottobre sono caratterizzate dall’incanto del foliage capace di dipingere il paesaggio con colori bellissimi, dall’odore della terra umida, dalle prime nebbie… senza dimenticare le prelibatezze della gastronomia impreziosite da funghi e tartufi. Cominciamo con le proposte del Parco dei Laghi che inviata sabato 6 ottobre ad una Asinovia verso i borghi antichi. Il ritrovo è alle ore 10 a Scaialbengo (Castel di Casio) arrivo previsto alle ore 16 circa a Stagno (Camugnano). Si tratta di una passeggiata assieme agli asinelli attraverso i borghi antichi di Scaialbengo, Chiapporato e Stagno passando dal lago di Suviana. Portare il pranzo al sacco, costo euro 15 per gli adulti ed euro 10 per i bambini. Si replica, con le stesse modalità, sabato 20. Si prosegue domenica 7 con l’escursione tematica A spasso con il micologo. Ritrovo alle ore 10 al parcheggio di Passo dello Zanchetto (Camugnano). Costo euro 10 per gli adulti e euro 5 per i minori di 14 anni. Venerdì 19 è la volta di Gufi, civette e allocchi, i misteriosi rapaci notturni. Il ritrovo è alle ore 21 al Museo del Bosco di Poranceto (Camugnano) per una camminata notturna per conoscere le abitudini di questi temuti e misteriosi animali, termine previsto alla mezzanotte. Possibilità di cenare presso la foresteria alle ore 19.15 (per prenotazioni contattare direttamente il 335.5344413). Costo dell’escursione €10 per gli adulti, €5 per i minori di 14 anni. Domenica 21 Castagna in Festa, il bosco: dall’antica economia del castagneto alle moderne tecnologie sostenibili. Per tutta la giornata al Poranceto: mercatino dell’artigianato e dei prodotti dell’economia montanara dell’autunno. La Castagna come soggetto: nelle caldarroste, nella farina, nei castagnacci, deliziosa con il miele, originale nella birra. Apertura al pubblico dell’impianto termico a cippato di legna. Nel pomeriggio laboratori creativi ed escursioni tematiche. Alle ore 14.30 presentazione dei risultati del progetto di ricerca “Piante e saperi tradizionali: una risorsa da conoscere nel bacino di Suviana”. Alle ore 16,30 discorso sugli alberi a cura di Mauro Zanichelli e dimostrazione di potatura in “treeclimbing”. Possibilità di parcheggio vicino la strada provinciale; sarà garantito un servizio navetta. Sabato 27 sarà la volta degli Ungulati del Parco al Museo del Bosco di Poranceto (Camugnano) ritrovo alle ore 21, camminata notturna per conoscere le abitudini di questi anima- stel di Casio sabato 27 e domenica 28 Itinerando tra funghi con i micologi Maria Silvia Presi e Enrico Ponzi. Il Parco del Corno alle Scale sarà presente alla Tartufesta di Lizzano in Belvedere sabato 6 e domenica 7 con una mostra micologica, animazione per bambini e itinerario tematico. Imperdibile sabato 6 Il contastorie e l’asinello passeggiata insieme agli asinelli dotati di basto con ceste colme di libri in compagnia di un magico CONTASTORIE. Partenza dalla piazza Marconi a Lizzano in Belvedere e via... in viaggio fra natura e fantasia. Dalle ore 16 alle ore 18 Gratuito. Ricca di suggestioni si presenta l’escursione tematica Foliage in programma domenica 28 per ammirare un fenomeno paesaggistico di grande suggestione dove i colori dell’autunno dipingono veri e propri quadri. Resterete meravigliati dalle emozioni che può darvi una passeggiata guidata in questo periodo. Costi: €10 per gli adulti e 5 per i minori di anni 14. Prenotazioni presso Parco Corno alle Scale 0534.51761 Il Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa partecipa con tre iniziative alla Settimana della Storia. Domenica 14 Il grande ciclo della Preistoria dalle ore 9, giornata di archeologia sperimentale in Museo Bosco località Poranceto zioni, colori e tecniche. È possibile portarsi il pranzo al sacco e sostare nel giardino adiacente al Museo. Le attività proseguono nel pomeriggio alle ore 15 con il trasferimento, con mezzi propri, alla ex-Cava a Filo per visitare i luoghi nei quali sono stati rinvenuti gli oggetti e i reperti attualmente esposti al Museo. Importante: occorrono scarpe da trekking e un abbigliamento comodo adatto all’escursione. Alle ore 16 si prosegue con lo stage di archeologia sperimentale: la scheggiatura della pietra e i primi strumenti dell’uomo. Sistemi preistorici di lancio, il propulsore. Conclusione delle attività alle ore 18.30. Prenotazione Il Cavone di Madonna dell’Acero - Lizzano in Belvedere li, proiezione dedicata, visione dei reperti e passeggiata, termine previsto alle ore 24,30 circa. Possibilità di cenare presso la foresteria alle ore 19.15 (per prenotazioni contattare direttamente il 335.344413). Costo dell’escursione €10 per gli adulti e 5 per i minori di 14 anni. In occasione della Tartufesta di Ca- collaborazione con il Museo della Preistoria “L. Donini”. Ritrovo presso il Museo (via F.lli Canova n. 49 San Lazzaro) e breve visita guidata per gruppi di massimo 25 persone. A seguire stage di archeologia sperimentale: accensione del fuoco con sistemi a percussione e frizione, prime forme d’arte, raffigura- Abbazia di Monteveglio obbligatoria. Costo €9,6 adulti comprensivi di visite guidate ed ingresso al Museo. Informazioni e prenotazioni 051.465132 - 051.6275077. Domenica 21 Ambienti di Storia da Claterna alla Val Quaderna: in punta di piedi nel Parco con l’associazione Civitas Claterna. L’intero percorso sarà accompagnato da guide archeologiche e naturalistiche. Alle ore 9 ritrovo all’area archeologica della città romana di Claterna - via Emilia 482 loc. Maggio Ozzano Emilia, e visita guidata agli scavi archeologici. A seguire trasferimento con mezzi propri in Val Quaderna, via San Giorgio loc. Palesio per una passeggiata storico, naturalistica. Possibilità di proseguire a piedi fino al Centro Visita Villa Torre. La passeggiata non presenta particolari difficoltà ed è adatta a tutti, la partecipazione è gratuita ma la prenotazione è obbligatoria. Domenica 28 paleogiornata indimenticabile. Alle ore 10 Visita guidata alla mostra Dai Dinosauri ai Giganti dell’Era Glaciale e al Museo della Preistoria “Luigi Donini”, via Fratelli Canova 49 San Lazzaro di Savena. Possibilità di pranzare al Circolo ARCI Bellaria con sconto del 10% presentando il biglietto della mostra. Trasferimento con mezzi propri alla Grotta del Farneto, fa- mosa per i ritrovamenti preistorici, e alle ore 16 visita guidata speleologica. Prezzo speciale comprensivo di tutti gli ingressi e le visite guidate: 16 euro adulti e €8 i bambini. Prenotazione obbligatoria. Concludiamo con il Parco dell’Abbazia di Monteveglio che propone per domenica 7 e domenica 14 un Corso di Nordik Walking. Il ritrovo è alle ore 11 al Centro Parco San Teodoro con lezioni base di nordic walking. Il corso prosegue nel pomeriggio dalle ore 14 alle ore 17 con le lezioni di tecnica 1 e 2. Il costo è di €20 partecipante per ogni modulo; €50 partecipante per il corso completo. Prenotazione obbligatoria entro il venerdì 349.3739354. Naturalmente nel Parco Giovedì 11 alle ore 20.30 al Centro Parco San Teodoro incontro con Giacomo Sardo Gli Anfibi, antichi abitatori della terra e giovedì 25 incontro con Marco Cacciari La collezione mineralogica, tesori di un cercatore. Annalisa Paltrinieri Info: Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone tel. 0534.46712 e-mail: promozione.parcodeilaghi�cosea.bo.it sito: www.ilparcodeilaghi.it Parco del Corno alle Scale tel. 053451761 e-mail: info�parcocornoallescale.it sito: www.parcocornoallescale.it Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa Tel. 0516254811 e-mail: parco�parcogessibolognesi.it sito: www.parcogessibolognesi.it Parco dell’Abbazia di Monteveglio Tel. 051.6701044 e-mail. ambiente�parcoabbazia.it sito: www.parcoabbazia.it www.buonenotiziebologna.it Ottobre è il mese migliore per godere dei colori, dei profumi e delle atmosfere delle aree protette della nostra provincia, un sistema che comprende il Parco del Corno alla Scale, il Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone, il Parco Storico di Monte Sole, il Parco dell’Abbazia Eventi 1 Ottobre 2012 Vir BNB op 20 al Co tu www.virtualcoop.net CORSO di BASE per Personal Computer contattaci Tel. 051 533106 XIII edizione del Corso di Bolognese Al Cåurs ed Bulgnai$ XIII edizione al Museo della Storia di Bologna Palazzo Pepoli, via Castiglione 8 Dopo il successo delle dodici edizioni precedenti Al Cåurs ed Bulgnai$ approda al Museo della Storia di Bologna (Bologna, Palazzo Pepoli, via Castiglione 8). Nel 2001 fu la prima volta e oggi si presenta con smalto rinnovato pur sempre contando sulla collaborazione di appassionati cultori del nostro simpatico idioma che si identificano nella Bâla dal Bulgnai$ e che spesso si ritrovano per esprimere il loro rigoroso amore pr al Bulgnai$, innanzi a fumanti piatti di tagliatelle. Sono: FAUSTO CARPANI, GIANNI CAVRIANI, FEDERICO GALLONI, ALDO JANI, AMOS LELLI, LUIGI LEPRI, CLAUDIO MAZZANTI, STEFANO ROVINETTI BRAZZI, ROBERTO SERRA, DANIELE VITALI. Molti di questi hanno già avuto modo di collaborare con il Museo della Storia di Bologna nella realizzazione di “Genus Bulgnai$”, ciclo di conferenze su alcuni aspetti della tradizione locale, conclusosi a metà agosto e che dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. La prossima Festa di San Petronio darà il via alla XIII edizione del Corso che si articola come segue: Giovedì 4 ottobre 2012 - Corso Dialetto Bolognese, I Livello sette incontri settimanali di due ore dalle 20:15 alle 22:00 Ad ogni incontro, Roberto Serra, ovv. “Al Profesåur”, con il supporto di aneddoti e facezie “di amîg dla Bâla dal Bulgnai$”, tratterà la struttura grammaticale e il lessico di base “dal Bulgnai$”, per portare gli allievi, a fine corso, a capire, leggere e iniziare a parlarlo. Ogni sera, poi, alcuni personaggi della cultura bolognese (musica, teatro, burattini, poesia...) intratterranno la classe con interviste e mini spettacoli. Un modo divertente per imparare una delle più simpatiche lingue. Corso di Bolognese, II livello - Corso avanzato di apprendimento del dialetto bolognese Sei incontri settimanali di due ore dalle 20:15 alle 22:00, nelle date da stabilirsi durante lo svolgimento del 1° livello Il livello avanzato del Corso è riservato a chi già ha frequentato il 1° livello, del quale sarà la naturale prosecuzione. In esso si continuerà lo studio della grammatica e si approfondiranno gli aspetti lessicali e fraseologici, sviluppando il dialogo e la pratica del bulgnais. I risultati delle passate edizioni ci confermano quanto la metodologia didattica adottata sia idoneo strumento per arrivare, a fine corso, a capire, leggere e iniziare a parlare correntemente ed a scrivere al bulgnais, rispettando le regole che i più recenti studi di esperti e insigni cattedratici hanno messo a punto per un corretto uso del dialetto bolognese. Una pratica che consente a questa simpatica lingua di farsi ascoltare e comprendere anche da chi bolognese non è. Un obiettivo raggiunto dal Corso e confermato dalla iscrizione e frequenza di bolognesi “doc” assieme a persone che a Bologna sono approdate in età adulta (anche non italiane). Qui ogni informazione e la scheda di iscrizione con tutte le modalità per partecipare. Ogni informazione al 334.7187724 [dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 dalle 16 alle 18] Tornano le visite guidate a portata di mamme, famiglie e bambini di ogni età! Dopo il successo dell’edizione invernale e primaverile 2012, tornano a Bologna Mamma Cult, il primo progetto di visite guidate pensate e organizzate per un pubblico di future e neo mamme con bambini di ogni età, anche i piccolissimi nel passeggino, accompagnate da papà, nonni, amici e famigliari. I percorsi di Mamma Cult sono tutti privi di barriere architettoniche e quindi percorribili con i passeggini, raggiungibili facilmente con i mezzi pubblici e studiati per andare incontro alle esigenze delle famiglie da un punto di vista di tempistiche e strutture corredate. Non mancano mai servizi igienici a portata di mano per cambiare i bimbi, luoghi dove sedersi e sistemarsi se si è stanche o se si ha necessità di dar da mangiare ai piccoli, e qualsiasi esigenza o necessità è ben accolta e assecondata. I contenuti culturali sono pensati per le mamme e chi le accompagna in modo che gli adulti si godano una mattinata di svago e cultura, ma sempre declinati anche nell’interesse dei bambini presenti, che vengono coinvolti e resi protagonisti delle attività. “Il nostro scopo” racconta Francesca Camerota, ideatrice dell’iniziativa e titolare dell’agenzia di servizi per la famiglia Baby Planner Italia nell’ambito della quale si svolge il progetto “è riscoprire il concetto di familyfriendly nelle città in cui organizziamo le nostre visite guidate. Oltre a Bologna, Mamma Cult è a Roma, Milano, Torino, Ferrara e Vicenza, e numerose altre città stanno aderen- www.stokke.com www.sottocoperta.com programma settembre-dicembre abbiamo pensato di proseguire prima con il tema Arte & Scienza già avviato con la visita all’Archiginnasio e al Teatro Anatomico a maggio e che ha appassionato molto sia gli adulti che i bambini, per poi scoprire il periodo Rinascimentale e Moderno tra la pittura e l’architettura bolognese.” Il nuovo programma nel dettaglio: sabato 20 ottobre > Alla scoperta del Rinascimento Bolognese: l’Oratorio di Santa Cecilia info sabato 1 dicembre > Pittura e Architettura a Palazzo Fava info Il progetto Mamma Cult ha positivi risvolti sociali e culturali , ed è pertanto appoggiato e sostenuto da due main sponsor: STOKKE ITALIA e Sottocoperta. CONTATTI www.mammacult.it Follow us on Facebook & Twitter Francesca Camerota -ideatrice di Mamma Cult e fondatrice di Baby Planner Italia Cell. 348.3934278 info�mammacult.it Silvia Bernardi responsabile Mamma Cult Bologna cell. 339.8715130 bologna�mammacult.it Dallo spettacolo ‘Ancora “Vividi ricordi,emozionanti di memoria vivida e intensa. Parole che sanno di aria insapore e dimenticata.Registrazioni sonore che faranno da colonna sonora, parlata, ad un essere che sembra attendere eternamente un qualcosa, forse una parola. Mettendosi a cercare troverà ben altro.” Queste e altre atmosfere, dopo quasi un anno di studio, ci regalerà la Compagnia Kalsifer, (Federico brocani e Marcello Cominelli) che presenterà a Bologna il proprio progetto ‘Ancora, presso la sede dell’Atlantide alle ore 20 in Porta Santo Stefano. Tel. 051.6830312 Via Cremonino 9/1Cento (Ferrara) Mamma Cult in piazza NOVITÀ !!! Pizza Senza Glutine ...siamo chiusi il Lunedì Corsi per il Mamma Cult do alle nostre iniziative, grazie al lavoro di un team di donne, mamme e professioniste. I musei e i luoghi che visitiamo sono già predisposti per accogliere un pubblico di questo tipo, è alle mamme stesse che ci rivolgiamo, per spiegare loro che visitare un museo, una mostra, una pinacoteca, un palazzo o un parco storico insieme ai bambini, anche ai più piccoli, è più che possibile nonchè bellissimo … se si crea il giusto contesto! E allo stesso tempo trasmettiamo alla città che un pubblico prezioso e delicato come questo va valorizzato e assecondato.” A Bologna, nel periodo gennaiomaggio 2012, Mamma Cult ha portato decine di visitatori tra mamme, bimbi dai due mesi agli otto anni, papà, nonni, zii e amici a visitare il Museo della Musica, la Sala Borsa, la Basilica di Santo Stefano e l’Archiginnasio. In più è stata organizzata una data in collaborazione con il Mare Termale Bolognese alle Terme Felsinee: prima un racconto una storia delle terme a Bologna, poi tutti in piscina! Francesca Camerota e Silvia Bernardi, che si occupa di Mamma Cult a Bologna, raccontano che “con il Main sponsor: CONSEGNA A DOMICILIO www.buonenotiziebologna.it MAMMA CULT PER UNA CULTURA FAMILY ‘ancora BNB www.virtualcoop.net ATTIVITÀ EDITORIALE Realizzazione e gestione di strumenti editoriali sia cartacei che on-line. A Briglia Sciolta 1 Ottobre 2012 21 IN OTTOBRE QUEST’ANNO I FICHI SONO CORNUTI Dal vomito? Da uno sputo? Da una botte o da un vigneto? Da una bottiglia o da un imbuto? E lei dov’è? Il respiro si fa corto e rimane senza ossigeno quella specie che ho di corpo. Ma tutto questo non dura che il tempo in cui il sole tocca l’orizzonte e poi scompare completamente. Io non sono uno da passeggiate notturne avanti e indietro, non sono mica quel finocchio di Amleto! In ciabatte grembiule e vestaglia, mentre fa la sfoglia, dal fico si stacca una foglia con la faccia sorridente di mia moglie, con uno sguardo che cordoglio. E poi non sa ballare e non sa neppure cosa sia quel tipo di abbigliamento. Quella deve essere la moglie del fico. Lei viene e poi va prima che si svegli suo marito. Ma ogni volta qualcosa di lei, si fissa in me come delle radici e manda su la linfa fino alle narici. Così mentre guardo quell’unico caco sopravvissuto al gelo su quell’albero lì accanto, così giocondo così rubi- condo, così pieno, così biondo, nella speranza che una raffica di vento non lo faccia cadere sopra il mio capo perché é l’unico mio complice e amico, mi sento completamente appagato fino all’indomani al tramonto. Poi mi addormento, ma prima penso: “Per tirare le cuoia faccio sempre poi in tempo!” Dal libro “letras de tango” http://www.ivanabrigliadori.com Ivana Brigliadori Opera di Fabian Perez www.buonenotiziebologna.it Un’enorme patata bollente va e viene fra il passato e il futuro, del presente, niente! E non perde tempo, mentre la scampa, mi guarda con un ghigno come se per sopravvivere di me avesse bisogno, come se fossi parte del suo misterioso marchingegno. Come se fossi indispensabile per il suo incomprensibile disegno. Come se fossi il suo bersaglio, il suo ordigno. Poi, imprevedibili, disordinate, presuntuose e spregiudicate vengono a frotte le altre da ogni dove e con un colpo d’occhio come se volessero farmi il malocchio gridano: “Veniamo dall’altrove!” Tutte quante mi invadono la mente, mi fanno bollire il sangue ovunque e mi riempiono il corpo di crampi. Non c’è ritmo, non c’è un tempo, solo una strana melodia dissonante. Così incomincia il terrore, lo sconforto, lo sgomento! È il tramonto! Al tramonto mi sento contratto e rattrappito come un vecchio cartoccio sgualcito e bagnato dimenticato persino dalla spazzatura. Mia moglie mi manca! Io senza di lei ho tanta paura. Lei non c’è più da tanto tempo per questo vivo da solo nel parco in attesa che il gelo mi porti via. Non ne posso più di questa terribile lontananza e di questa interminabile agonia. Così mentre un fico mi guarda e forse ride di me perché fra le mie gambe esce da sola la pipì e che invece di descrivere una parabola su segue la forza di gravità incomincio a camminare come uno stronzo secco sbattuto dal vento qua e là, come un coglione in balia di chissà chi. E con lo sguardo sbarrato nel vuoto perché durante il giorno ho bevuto tutto quello che ho incrociato sospeso e in bilico fra il rincoglionito e il risaputo incomincio: “Chi sono io? Da dove sono venuto? Da un rutto? Da uno starnuto? buca, che sfora e che assomiglia tanto a mia nuora! Lei si avvicina in silenzio piano piano e mi tende una mano. Poi all’improvviso cambia vestito: tacchi a spillo minigonna e giarrettiera balla il tango da sola, poi mi salta addosso come un lampo, mi avvolge con un gancio e con le sue ventose così aderenti si piazza in un preciso punto sotto l’ombelico, ma non di due dita, un po’ più giù. Lei non perde tempo con la sua lingua lunga come un serpente e ruvida come un gatto mi passa tutto come un pennello o uno scalpello di Michelangelo o di Raffaello e mi scorre nelle vene come una pera, non lascia perdere niente. A me sembra di diventare matto e mi drizzo tutto come un modello. Come il vento, in un momento, fa sparire tutte quelle altre impedite che fanno tanto le sofisticate e che forse non sono neanche patate. Con lei finisce tutto quello sbattimento, quella confusione! Quella agitazione si trasforma in un’indescrivibile emozione, in un’incontenibile eccitazione! Il cuore batte ai cento, la saliva scorre dentro e io mi accendo tutto come d’incanto di fronte al firmamento. A pensarci bene, non credo che quella sia mia moglie. Appena mi vedeva sulla soglia con le sopracciglia aggottate e le mandibole serrate era tutta una sgridata. Ha cominciato sin dalla prima doglia, poi non ne aveva mai voglia! Se mi avvicinavo era tutto uno sbadiglio e se succedeva qualcosa per lei era una sorta di travaglio, di raglio. A dire il vero in questo momento non ricordo neppure dove sia finita la sua spoglia e non ricordo nulla del www.buonenotiziebologna.it 22 Il Banditore BNB SITI WEB VIRTUAL COOP Cooperativa Sociale ONLUS 1 Ottobre 2012 “nei tempi urticanti in cui versiamo è indispensabile ricordare e ricostruire la parte più genuina di noi stessi, quella che meglio di altre, più adulte ma più fredde e sterili, ci potrebbe collegare ad un senso di gioia e piacere umano spesso profondamente sepolto e dimenticato. Ci è stato detto di competere, produrre, esigere, desiderare, dimostrare (a chi?), quando la nostra vita, in realtà, vissuta in consapevolezza e fuori dal gioco macabro delle accademie, delle città, dei tribunali, degli ospedali e dei centri commerciali, potrebbe farci ritrovare, come un bambino, di nuovo sorpresi...sorpresi di avere un immenso valore, di poter essere felici per il semplice fatto di essere qui, a giocare alla vita.” offerte lavoro Centro per l’impiego di S. G. in Persiceto Via Modena 66/b tel.: 051.822341800286040 - cimp.persiceto�nts. provincia.bologna.it Valida fino al 23/09/2012 Azienda: NACANCO SPA Mansione: tecnico apparecchiature elettriche Conoscenze richiesta: titolo di studio con indirizzo elettrotecnico Luogo di lavoro: SALA BOLOGNESE Caratteristiche candidati ESPERIENZA NELLA MANSIONE DI ALMENO DUE ANNI, PREFERIBILMENTE ETA' DAI 25 AI 3ì45 ANNI, PATENTE B Contratto Tempo Determinato Inviare CV alla mail: ufficiopersonale�nacanco.it Centro per L’impiego di Zola Predosa Piazza della Repubblica, 1 (c/o Municipio) tel.: 051.6598080 800286040 e-mail: cimp.zola�nts.provincia.bologna.it Valida fino al 24/09/2012 Azienda richiedente: NUOVA PF Mansione: Fresatore CNC Contenuti: Piazzamento e Programmazione macchina a controllo numerico - fresa - controllo Selca e Heidenhaim Luogo di lavoro: SASSO MARCONI (BO) Richiesta esperienza nella programmazione frese; Patente B Automunito/a Tempo Determinato Inviare CV: nuovapf�libero.it Centro Per L'impiego Di Minerbio Via Europa 16 e 20, tel.: 051/878298800286040 e-mail: cimp.minerbio�nts.provincia.bologna.it Valida fino al 23/09/2012 Azienda richiedente: BALBONI S.A.S. DI BALBONI GIANCARLO E C. Mansione: operatore/programmatore macchine utensili con esperienza Luogo di lavoro: SAN PIETRO IN CASALE (BO) Caratteristiche candidati Tassativamente automuniti/e Contratto Tempo indeterminato. Inviare il curriculum tramite fax al numero 051.6668259 oopurre Inviare CV e-mail a: g.balboni�libero.it Centro I. di San Lazzaro Di Savena Via Emilia 107; tel.: 051.6272040800286040 fax: 051.6272246 e-mail: cimp.sanlazzaro�provincia. bologna.it Valida fino al 30/07/2012 Azienda richiedente: BALDINI ARRIGO - Attività di traino e soccorso stradale - TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA Mansione: Autista - Gruista Contesto del lavoro Progettazione Hardware e Firmware per aziona- menti elettronici Luogo di lavoro: Comune di SAN LAZZARO DI SAVENA (BO) Caratteristiche canditati: Automunito S; Patente: C - E - CQC Contratto: Tempo Determinato Orario Tempo Pieno Inviare CV alla mail: davide.giordano�baldinigroup.it O DI APIANTLULE R T E E L E ION DONAZ I, TESSUTI E C N A G OR www.saluter.it/trapianti BNB 23 Lo Sfizio 1 Ottobre 2012 La Dama per tutti! CRUCI VERBA 1 2 3 4 5 6 9 11 7 8 10 12 13 14 15 16 17 18 19 21 20 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 In questa puntata analizzeremo le ultime due numerate posizione della dama italiana. La 9° e la 10°. Nel diagr. 1) il N. non ha più mosse da giocare se non la 9-13 che permetterebbe al B. il tiro a due e tentare un salvataggio che sarà inutile. Ecco la giocata 9-13, 21-18, x, x, 11-14, il N. spera nella mossa 9-5, che gli permetterebbe il contro tiro e recuperare il pezzo ma ecco come il B. si mantiene in vantaggio 23-19 x, controsacrificio, 22-18 e il B. va a dama e prendere successivamente il pezzo in 10. E sia alla 10° diagr. 2) il N. muove 13-17, 21-18, x, 23-19, 15-20, nel recupero del pezzo del B. il N. cerca di mettere più pezzi avversari esposti al centro ma sarà inutile, x, 21-26,11-14!! (se 15-12?, 26-30, 19-15, 30-27, 22-18, 27-22, 18-13, 22-19, 13-9, 16-20, 9-5, 20-23, 5-2, 19-14, 2-6, ed il b. prende il pezzo) 26-30, 22-18, 30-27, 18-13, 14-10, 22-19, 15-12, ed il b. si salva sfilandole pedine a dama. Per gli appassionati della problemistica ospitiamo in questa puntata Corrado Fiaccola. Bravissimo compositore che ha dedicato anche un sito alla composizione. Arrivederci a novembre! di Federico Piras CRUCIPUZZLE ORIZZONTALI 1. Costruì la Reggia di Caserta - 9. Lo fanno 365 giorni - 10. Cantore di altri tempi - 11. Gioco enigmistico in cui le iniziali delle parole, formano una frase o parola di senso compiuto - 13. Cuore... poetico - 14. Qualcuno lo ritiene un difetto - 15. Conta... senza pari - 16. Preposizione articolata femminile plurale 19. Competizione motociclistica su percorsi accidentati o “processo” in america - 21. ”Mamma” televisione - 23. Avverbio senza speranza - 24. Può essere un massimo o minimo comun... - 28. Ci entra e ne esce il bottone - 29. Per vincere a scacchi servono quelle giuste! - 32. Un tipo di quarzo VERTICALI 2. Comprende il romanzo, la novella e il racconto - 3. Vento... senza pari - 4. Che nasconde trappole - 5. Quantità imprecisata - 6. È Blanc quello della Valle d’Aosta - 7. Un segno zodiacale 8. Ciò... in latino - 11. Devono esserlo tutti gli strumenti di un’orchestra - 12. Insieme - 17. Rea... decapitata - 18. Leali... uguali - 20. Superbiosa figlia di Tantalo - 22. Vocali del 23 orizzontale - 25. Questi... latini - 26. Cola... al centro - 27. Le “braccia” degli alberi - 30. Acceso... in Inghilterra - 31. Sondrio IM TU S RUBES (11.7.) http://facebook.com/buonenotiziebologna https://twitter.com/BNBologna www.youtube.com/handishow2011 ANTICO AOSTA ARCE’ BALBI CABALA CAPESTRANO CERCHIO CHIESE CORNICI CROCE cHIAVE: EUROPA FABRIANO GRAFFITO LATINO LETTERE LIBRI LINEE MAGLIANO MISTERO MITO NOTO PALINDROMO POMPEI PREGI PROVE RARO REGOLARE RIVELARE ROMA SAGGI SCHEMA SCOPERTE SCRITTE SEGRETO SERMONETA SIENA SIMBOLICO STORIA STUDIARE TEMPLARI TEORIE TORINO TRAVISATO TRISULTI PALESATO URBINO VALIDO VERONA Coordinatore di Redazione Marcello Cominelli Le soluzioni dei giochi le trovi sul sito: www.buonenotiziebologna.it Buone Notizie Bologna mensile. N. 31 distribuito il 1 ottobre 2012 Registrazione c/o Tribunale di Bologna n. 8003 del 01/10/2009 Proprietà: Virtual Coop Cooperativa Sociale ONLUS Viale Lenin, 55 - 40138 Bologna Tel. 051.533106 - Fax: 051.530761 www.virtualcoop.net Redazione c/o Virtual Coop Direttore Responsabile: Maurizio Cocchi Coordinatore: Marcello Cominelli Ufficio Stampa: Giuseppina Carella Redattori: A.Legnani, U. De Santis, G.cacchiani, G.Fabbri, P.Genderico Grafica: Gaetano Pancetti www.buonenotiziebologna.it Marketing: Maria del Mar Làzaro [email protected] [email protected] [email protected] Stampa: Galeati Industrie Grafiche s.r.l. Via Selice, 187/189 - 40026 Imola (Bo) www.galeati.it www.buonenotiziebologna.it 32 La ricetta del mese Sformato di polenta Ingredienti per 4-6 persone: • • • • • • • • • 20 castagne (senza la buccia esterna) 250g di zucca 600ml di acqua 125g di farina di mais per polenta 6 porcini 1 aglio 1 uovo olio d’oliva q.b. sale q.b. Preparazione: Mettiamo le castagne in acqua fredda e portiamo a bollore. Lessiamole finché non saranno tenere quindi le scoliamo, le priviamo della pellicina interna. Tagliamo la zucca a dadini e cuociamo in forno a 180°-200° per circa 10’-15’. In una padella scaldiamo delll’olio e rosoliamo l’aglio, aggiungiamo i porcini tagliati a pezzettini e soffriggiamo per qualche minuto, saliamo. Versiamo a pioggia la farina per polenta in acqua bollente salata e mescoliamo continuamente con un cucchiaio di legno, cuociamo per 3’ (deve risultare morbida!), aggiungiamo i funghi e mescoliamo bene. Lasciamo raffreddare. Aggiungiamo l’uovo e mescoliamo ancora. Sistemiamo, in una teglia unta d’olio, la zucca, la polenta ai funghi, le castagne spezzettate, irroriamo con un po’ d’olio e inforniamo a 180° per 25’-30’. Tagliamo lo sformato a pezzi, sistemiamolo nei piatti da portata, irroriamo con un filo d’olio e serviamo. Oroscopo di ottobre Le previsioni del Mago di Durbio ARIETE Questo mese vi sembrerà di vivere tra sbalzi di tempo e d’umore. È tempo di decidere, di rinnovare qualcosa, ad iniziare dal guardaroba. TORO Questo mese la vena polemica crescerà, che vi troviate alle poste o nella vita di coppia vi sembrerà di stare nell’arena di Siviglia. GEMELLI Forse a settembre avete sperimentato un’illuminazione: quello che volevate non era ciò di cui avevate bisogno. Se le novità non sono come pensavate, non disperate. www.buonenotiziebologna.it CANCRO Ultimamente vi piace giocare a nascondino, sbucate ogni tanto e poi vi defilate. Siete come Alice che vive nel paese delle meraviglie, più dentro il suo mondo che in quello reale... e vi va benissimo così! LEONE Prima o poi sarebbe successo: negli ultimi mesi siete stati così zen e ritirati dalle scene che noi spettatori ci stavamo preoccupando. VERGINE Grazie a Sagittari, Bilance o meglio a voi stessi che avete seminato per mesi, ora potrete raccogliere le emozioni d’autunno. Giove vi protegge, potete dare il via a grandi progetti. BILANCIA Cari bilancia, buon compleanno! Vi chiederete cosa c’è da festeggiare? Colpa di Saturno che da un anno vi sta mettendo alla prova, riducendo il divertimento e triplicando le responsabilità. SCORPIONE Questo mese sarete impegnati in spese per la casa, voglia di cambiare città, tensioni emotive ma anche tanti stimoli nuovi. SAGITTARIO Le frecce che avete lanciato negli ultimi mesi hanno fatto centro. Soprattutto nel cuore della Vergine e nei pensieri degli amici più cari. Marte vi regala quello che vi spetta, passioni indimenticabili e il successo di idee coraggiose. CAPRICORNO Come gli amici cancerini, vi siete ritirati a vita privata ma i motivi potrebbero essere molto diversi: una nuova vita di coppia, il lavoro o lo studio che non vi danno tregua, una nuova compagnia di persone che vi apprezza finalmente per quelli che siete. ACQUARIO Cari acquario questo mese, nonostante la vostra natura pacifica, Marte tornerà ad innervosirvi provocando stress anche nei weekend che vorreste passare sotto le coperte ad ascoltare musica. PESCI Cari pesciolini, finalmente una nuova emozione affiora grazie a Venere in Scorpione e prende il sopravvento sugli impegni quotidiani. Gli amici vi daranno per dispersi, e si chiederanno cos’è quella luce che abbaglia la stanza al vostro arrivo. Sarà amore?