$QQR;;9,,Q(VWDWH$XWXQQR 3DVWRUHSHUYRL FULVWLDQRFRQYRL rubriche Editoriale Tempo di arrivi e partenze Il saluto di Don Giovanni in partenza per Madone D opo nemmeno un anno sto salutando le comunità di Berbenno, Selino e Blello; lo faccio attraverso uno scritto che mi è stato letto durante la messa di saluto a Blello; racchiude tante idee e riflessioni che esprimono un grazie comunque al Signore per averci fatto incontrare. Nel salutarvi auguro a tutte le comunità ogni bene e a Don Luca il più fruttuoso cammino. Don Giovanni Coffetti Il sacerdote di Don Novello Pederzini Vive ed opera nel mondo, ma non appartiene al mondo. È figlio di uomini, ma ha l’autorità di renderli figli di Dio. È povero, ma ha il potere di comunicare ai fratelli ricchezze infinite. È debole, ma rende forti i deboli col Pane della Vita. È servitore, ma davanti a lui si inginocchiano gli Angeli. È mortale, ma ha il compito di trasmettere l’immortalità. Cammina sulla terra, ma i suoi occhi sono rivolti al cielo. Collabora al benessere degli uomini, ma non li distoglie dalla mèta finale che è il Paradiso. Può fare cose che neppure Maria e gli Angeli possono compiere: celebra la S. Messa e perdona i peccati. Quando celebra ci sovrasta di qualche gradino, ma la sua azione tocca il cielo. Quando assolve rivela la potenza di Dio, che perdona i peccati e ridona la vita. Quando insegna propone la Parola di Gesù: «Io sono la Via, la Verità e la Vita». Quando prega per noi il Signore lo ascolta, perché lo ha costituito Pontefice, cioè ponte di collegamento fra Dio e i fratelli. Quando lo accogliamo diventa l’amico più sincero e fedele. È l’uomo più amato e più incompreso; il più cercato e il più rifiutato. È la persona più criticata, perché deve confermare con il suo esempio l’autenticità del messaggio. È il fratello universale, il cui mandato è solo quello di servire, senza nulla pretendere. Se è santo, lo ignoriamo; se è mediocre, lo disprezziamo. Se è generoso, lo sfruttiamo; se è interessato, lo critichiamo. Se siamo nel bisogno, lo assilliamo; se vengono meno le necessità, lo dimentichiamo. E solo quando ci sarà sottratto comprenderemo quanto ci fosse indispensabile e caro. 1 ²ÂF²O}b Il saluto di don Luca in arrivo a Blello, Selino Alto e Berbenno # ARISSIMIPARROCCHIANIDI "LELLO 3ELINO E "ERBEN NOSONOCONTENTODIES SEREPRETEINMEZZOAVOIÐ 1UANDOLEGGERETEQUESTERIGHE CISAREMOGIºCONOSCIUTIEINCON TRATI MA GIº ORA HO AVUTO MODO DIFAREESPERIENZADELLAVOSTRAAC COGLIENZA .ON VI NASCONDO CHE QUANDO IL VESCOVO &RANCESCO MI HA PRO POSTO DI VENIRE A FARE IL PARRO CO IN 6ALLE )MAGNA MI SONO CHIESTO SE ERO LA PERSONA PIÎ ADATTA PER GUIDARE TRE PARROCCHIE CONTEMPORANEAMENTENONAVENDONESSUNTIPO DIESPERIENZAx0ERÉHOSUBITOACCETTATOLASUA PROPOSTAPERCH½VEDOINTUTTOQUESTOUNINVITO DEL3IGNOREAlDARMIDI,UICHECONOSCELESTRA DEDELLANOSTRAVITAECIGUIDAPERUNCAMMINO CHE,UISOLOCONOSCE3OPRATTUTTOMIHARASSICU RATOLIDEACHE,UISIAGIºQUIACCOLTOEAMATO NELLEVOSTREPARROCCHIE 1UANDO SONO VENUTO PER LA PRIMA VOLTA IN 6ALLE)MAGNANELMESEDILUGLIOSONORIMASTO STUPITOPERLABELLEZZADELPAESAGGIOÐ$ELLA6ALLE )MAGNA CONOSCEVO SOLO IL 3ANTUARIO DELLA #OR NABUSAMAGIRANDOPERIVOSTRIPAESIMISONO RESOCONTODICOMESIANOVERAMENTEBELLISSIMI ILPICCOLOSCRIGNODELLACHIESADI"LELLOEDELSUO CIMITEROLACHIESADI3ELINOCONLASUAPIAZZA LORATORIOLASCUOLADINFANZIALACHIESADI"ER BENNO E L/RATORIOx SONO I SEGNI CONCRETI DI COMUNITºCHESIINCONTRANOETROVANOILSENSO DELLALOROVITANEL3IGNORE'ESÎÐ -IHANNOACCOLTOCONENTUSIASMOTANTEPER SONE $ON 'IOVANNI CHE RINGRAZIO PER LA SUA SQUISITA PAZIENZA E GENTILEZZA OLTRE CHE PER LAMICIZIACHECILEGA$ON2OMEOE$ON$ONA TOCHESONOILSEGNODIQUESTECOMUNITºVIVE LE REVERENDE SUORE #ANOSSIANE DI "ERBENNO I GENITORIDELLASCUOLAD)NFANZIADI3ELINOICATE CHISTIDI3ELINOE"ERBENNOIVOLONTARIDELLAFE STADI"LELLOTUTTICOLOROCHEMIHANNOFERMATO PERSTRADAPERSTRINGERMILAMANOESALUTARMI COME SE FOSSI SEMPRE STATO QUI MENTRE SONO SOLOLULTIMOARRIVATO4UTTOQUESTOÀVERAMENTE MOLTOBELLOPERCH½MIDICECHENELMIOMINISTE RODIPARROCONONSONOSOLOMAINCOMPAGNIA DITANTEPERSONECHEVOGLIONOBENEAL3IGNOREÐ 3ONOSTATOINORATORIOPERDICIOTTOANNIENON HO MAI FATTO IL PARROCO COME POTETE IMMAGI NARE CI SONO DUBBI DOMANDE PREOCCUPAZIONI DENTRODIME.ONSOBENEQUELLOCHEMIASPET TAMASONOCERTOCHEVORRETEACCOMPAGNARMI CONPAZIENZAECONLAIUTODELLAVOSTRAVICINANZA EDELLAVOSTRAPREGHIERAÀILREGALOPIÎPREZIOSO CHEMIPOTETEFAREALLINIZIODELMIOMINISTERO DIPARROCOINMEZZOAVOIÐ Pastore per voi, cristiano con voi DICEVA SANT!GOSTINO AI FEDELI DELLA SUA $IOCESI À IL CAMMINO CHE MI IMPEGNO A PERCORRERE INSIE MECONVOIÐ 0ROFONDAMENTE RICONOSCENTE PER LA VOSTRA SIMPATIA E ACCOGLIENZA VI ABBRACCIO TUTTI NEL 3IGNORE Il vostro parroco Don Luca Gattoni (* (Ð Grazie, don Giovanni! ) CAMBIAMENTI PORTANO SEMPRE CON LORO UN GU STO DOLCE E AMARO LA GIOIADELLASCOPERTAEDELLANO VITºEILTIMOREPERQUELLOCHE SIPERDEESILASCIA !NCHE LA PARTENZA DI $ON 'IOVANNICILASCIAINQUESTAAM BIVALENZA .ON POSSIAMO INFATTI CHE ESSERETUTTIDISPIACIUTIPERLAL LONTANARSIDIUNAPERSONACON CUI ABBIAMO CONDIVISO UNA PICCOLA MA INTENSA PARTE DI CAMMINO CHE À STATA PIENA DI NOVITº SlDE DA AFFRONTARE PROBLEMI QUOTIDIANI E SUCCES SIAVOLTEINSPERATI§ILDOLORE DELDISTACCOLAPAURADELNON SAPEREDORAINPOICHECOSACI ATTENDEELAMANCANZADIUNA PRESENZAALLAQUALECIERAVAMO ABITUATIOMEGLIOAFFEZIONATI 3Ä BISOGNA AMMETTERLO NONSEMPREÀSTATOTUTTOFACILE MAQUANDOMAILOÀ#ISONO STATIMOMENTIINCUILEDIFlCOL TºCHESISONOPRESENTATEHAN NOMESSOINDISCUSSIONETUTTO MA NE SIAMO SEMPRE USCITI POSITIVAMENTECONLAGRINTADI CHINONSILASCIASCONFORTAREE HAVOGLIADIMIGLIORARE1UESTA FORSE À LA COSA CHE PIÎ DOB BIAMO A $ON 'IOVANNI IL SUO ESEMPIO NELLAFFRONTARE I PRO BLEMIRICONOSCENDOIPROPRILI MITIMASAPENDOALCONTEMPO INVESTIRENELLEPROPRIERISORSE LASUAVOGLIADINONARRENDERSI E CONTINUARE A CERCARE DI MI GLIORARSI 1UESTO À QUELLO CHE DOVREMMOPORTARENELCUORE )N QUESTO MOMENTO DI SE PARAZIONEECAMBIAMENTINON DOBBIAMO PERÉ SENTIRCI TRISTI NON SIAMO STATI ABBANDONATIÐ $ON 'IOVANNI PARTE PER UNA NUOVA AVVENTURA CHE SPERIA MO GLI DARº TANTE SODDISFA ZIONI IN UNA COMUNITº CHE CI AUGURIAMO SAPRº ACCOGLIERLO COME MERITA ACCORDANDOGLI TANTAlDUCIAEDANDOGLIANCHE LAIUTODICUIAVRºBISOGNOPER RICOMINCIARE DA CAPO $OB BIAMO FAR TESORO DI TUTTO CIÉ CHEDALUIABBIAMOIMPARATO RICORDARLO NELLA PREGHIERA ED ESSERE PRONTI ANCHE NOI PER LENUOVESlDECHECIATTENDO NOPERUNNUOVOINIZIOCOME COMUNITºCONILNOSTRONUOVO PASTORE$ON,UCA %H GIº IL SAPORE DOLCE E AMARO DEI CAMBIAMENTI UN ARRIVEDERCIEUNBENVENUTOCHE SIINTRECCIANOUNPASSAGGIODI CONSEGNA %NOINELVUOTOLASCIATODA $ON 'IOVANNI DOBBIAMO FAR POSTO A $ON ,UCA MA SENZA DIMENTICAREMAIQUESTAPICCO LAPARTEDICAMMINOCOSÄDEN SAEIMPORTANTE (* (Ð 0ER TUTTO QUELLO CHE HAI FATTO GRAZIE $ON 'IOVANNI E BUONA FORTUNA PER CIÉ CHE TI ATTENDE 0ORTI VIA CON TE UNA PARTE DI NOI E NOI SERBIAMO NEL NOSTRO ANIMO UNA PARTE DITE,ECOSECAMBIERANNOÀ INEVITABILEMAOGNIVOLTACHE TORNERAI A TROVARCI O CI SARº OCCASIONE DI INCONTRARCI NON MANCHEREMO DI FARTI SENTIRE ANCORAILNOSTROAFFETTO $APARTEDITUTTIGRAZIE Romina Tamerici Don Luca: la nuova guida del nostro grande gregge B enedetto colui che viene nel nome del Signore. §CONQUESTEPAROLECHELACOMUNI TºDI"ERBENNOHAVOLUTOACCOGLIEREILSUONUOVO PASTOREDOPOLAPARTENZADELSUOPREDECESSORE DON'IOVANNI#OFFETTI #OLUICHEPRENDERºLEREDINIDELLEPARROCCHIE DI "ERBENNO 3ELINO !LTO E "LELLO À DON ,UCA 'ATTONIQUARANTATREENNEEDEXCURATOPRESSOLA COMUNITºDI:ANICA,ETRECOMUNITºPERPOTER LOACCOGLIERENELMIGLIOREDEIMODIDAUNPAIO DISETTIMANESISONODATEDAFARECONLORGANIZ ZAZIONE DELLEVENTO TENUTOSI NELLARCO DI DUE GIORNI )L GIORNO clou PER 3ELINO !LTO À STATO IL SETTEMBRECONUNAGRANDECELEBRAZIONEALLE ORE E LA PRESENZA DELLINTERA COMUNITº ACCOMPAGNATA DAL SINDACO DI 3ANT/MOBONO 4ERME0AOLO$OLCI0ERLERESTANTIPARROCCHIELA CERIMONIADINSEDIAMENTOÀSTATAILSETTEM BRECONUNACELEBRAZIONEALLEOREPRESSO LAPARROCCHIA3ANTISSIMA!SSUNTAIN"LELLOECON UNALTRAALLERISERVATAPERLACOMUNITºPIÎ GRANDELAPARROCCHIADI3ANT!NTONIO!BATEIN "ERBENNO )N TUTTE E TRE LE PARROCCHIE SI À RESPIRATO UNARIAPIENADINOVITº i#OMESARºQUESTONUOVOPASTOREwSISONO CHIESTITUTTI ,ACURIOSITºÀUNADELLEARMITATTICHEDEINO STRIPICCOLIPAESITANTOCHEA"ERBENNOLACHIESA PARROCCHIALERISULTAVAQUASITROPPOPICCOLAPER OSPITARETUTTELEPERSONECHESONOACCORSEPER ACCOGLIEREDON,UCA 1UANDO QUELLAMACCHINA COLORBRONZOSIÀFERMATAAL-UNICIPIOPERFAR SCENDEREILNUOVOPARROCOCONLASIGNORA'IAN NALASUAMAMMACHELOACCOMPAGNAINQUE STAAVVENTURAALlANCODEL3IGNORELAFOLLACHE VISIÀRECATAHAFATTOPARTIREUNGRANDEAPPLAU SODEGNODIUNPROTAGONISTASULPALCOSCENICO #ON ACCOMPAGNAMENTO DELLA BANDA DON ,UCA HA RAGGIUNTO ALLENTRATA DELLEDIlCIO MU NICIPALE I RAPPRESENTANTI DEL NOSTRO PAESE IL (* (Ð SINDACO#LAUDIO3ALVIILVICESINDACO&LAVIA3ALVI ELASSESSORE-ANUEL3ALVICHELHANNOACCOLTO CONUNACALOROSASTRETTADIMANOEUNSINCERO ABBRACCIO )L NOSTRO SINDACO HA DETTO QUALCHE PAROLADIINTRODUZIONEEBENVENUTODESCRIVEN DO IN BREVE AL NUOVO ARRIVATO LA STORIA DI "ER BENNOECONCLUDENDOCONUNSENTITOAUGURIODI BUONA E SERENA PERMANENZA NELLA SUA NUOVA COMUNITº $OPO CIRCA MEZZORA DAL SUO ARRIVO DON ,UCAEMOZIONATODALCALOREDIQUESTACOMUNI TºINIZIAILSUOVIAGGIOVERSOLACASADEL3IGNORE DELLA SUA NUOVA PARROCCHIA CON IL TRADIZIONALE CORTEOCHESECONDOILCLASSICOTRAGITTOPREVEDE ILSUOINGRESSOSOTTOLARCOVERDECHEISUOINUOVI PARROCCHIANIHANNOCOSTRUITOCONGIOIAPERPO TERLOACCOGLIERENELMIGLIOREDEIMODI$URANTE IL CORTEO ERA lANCHEGGIATO DA DON !LBERTO DA UNANNOILPARROCODI:ANICACHEHAILCOMPITO DIPRESENTARLOALLANUOVAPARROCCHIAINQUALITº DIDELEGATODELVESCOVO&RANCESCO"ESCHI .ON POTEVA DI CERTO MANCARE LACCOGLIENZA DEIRAGAZZIDELLORATORIOEDELCATECHISMOUNO DEITANTIPILASTRISUCUISIERIGELANOSTRACOMUNI TºINFATTIPERLUIHANNORISERVATOUNBENVENUTO SPECIALECONCENTINAIADIPALLONCINIEUNCOLO RATISSIMOSTRISCIONECONSCRITTOBenvenuto, don Luca!!LSUOARRIVODAVANTIALLACHIESAIBAMBI NIFESTOSIHANNOURLATODIGIOIAELASCIATOVOLAREI LOROPALLONCINIVERSOILCIELOCOMESEVOLESSERO DIRE AL 3IGNORE i&INALMENTE À ARRIVATOÐ 'RAZIE PERAVERCELOMANDATOÐw !LSUOINGRESSOCONILNOSTROCOROCHEINTO NAVA IL CANTO Tu sarai profeta E INSIEME AI SA CERDOTICHEAVREBBEROCELEBRATOLA3ANTA-ESSA DIACCOGLIENZALACHIESAERAGREMITATUTTIIPO STI A SEDERE ERANO OCCUPATI TANTO CHE PER FAR ACCOMODAREPIÎGENTEPOSSIBILENEIBANCHIERA NECESSARIO STRINGERSI COME SARDINE !PPENA IL GRUPPO DI SACERDOTI SI À RECATO SULLALTARE UN RAPPRESENTANTE DELLA NOSTRA COMUNITº HA PRE SOPAROLAESPRIMENDOUNCARISSIMOBENVENUTO EUNSINCEROAUGURIODIcostruire una comunità forte, dove fortezza, concordia e collaborazione facciano grande lunità di queste tre parrocchie $OPOQUESTOBENVENUTODELLAPARROCCHIALA -ESSAHAPOTUTOCONTINUAREDIVIDENDOSIINVARI MOMENTIIMPORTANTIPERILNOSTRONUOVOPASTO RE LA CONSEGNA DEL LEZIONARIO IL RITO DEL MAN DATO LA SUA PROFESSIONE DI FEDE E LA lRMA DEL VERBALETUTTISVOLTISICONUNACERTASOLENNITºE RITUALITº 5NODEIMOMENTIPERÉCHERESTERºNELCUO RE DELLA GENTE À SENZA DUBBIO LOMELIA DI DON !LBERTO NON SOLO LEGATA ALLE LETTURE MA ANCHE MIRATA A FARCI CONOSCERE MEGLIO DON ,UCA UN TIPO capace di relazione, paziente, amante della comunità e dotato di una grande disponibilità nei nostri confronti AVENTE ORA CHE À ARRIVATO DANOIILCOMPITODIravvivare il nostro luogo di fede più importante, la chiesa, maestosa e ricca di tradizioni di fede delle nostre generazioni, e questa encomiabile comunità'RAZIEALLALETTURADEL 6ANGELOTRATTODALLAPOSTOLO-ARCODON!LBERTO HASOTTOLINEATOLEQUALITºDELPRETEPERLUIDEVO NO ESSERCI DELLE PRIORITº ALTRIMENTI risulta una persona come le altreDEVEESSEREanimatore dei desideri della comunità, capace di intervenire per estirpare il maleDEVESAPERindicare con coraggio, decidere e indirizzare la strada migliore per la sua gente 3APENDO IL POSTO IMPORTANTE CHE RAGAZZI E ADOLESCENTIOCCUPANOQUIA"ERBENNODON!L BERTO HA AFlDATO A LORO TRE SEGRETI IMPORTANTI CHERIGUARDANODON,UCAILPRIMOÀLASUAPAS SIONEPER'ESÎILSECONDOÀLASUAINNATACAPA CITºNELLEARTITECNOLOGICHEOVVEROILCOMPUTER EILTERZORIGUARDAILSUOAMOREINTRAMONTABILE PERLASQUADRADELCUOREL!TALANTA0URTROPPO PROPRIO IN QUESTO GIORNO DI FESTA LA SQUADRA BERGAMASCAHAPERSOCONTROIL4ORINOMA A LUI SOLO PER QUESTA VOLTA POCO À IMPORTATO PERCH½PERLUIESSERELÄINMEZZOALSUONUOVO GREGGE À STATA UNA VITTORIA UNICAÐ )NFATTI VERSO LAlNEDELLACELEBRAZIONEDON,UCAHAPRESOLA PAROLAESPRIMENDOLASUAGRANDEGIOIANELLES SEREILNOSTRONUOVOPASTOREERINGRAZIANDOSIN CERAMENTELANOSTRANUOVACOMUNITºPERAVERLO ACCOLTOCOMESEFOSSEGIºACASAi-ISENTOGIºA CASAwSONOSTATELEPAROLECHEHANNOESPRESSOLA SUAEMOZIONEECOMMOZIONENELVEDEREQUANTI NUOVIPARROCCHIANISONOACCORSIPERLUI 'LI ULTIMI PENSIERI VANNO IN RICORDO DI DON 2OBERTOEDIDON'IOVANNIIPARROCICHELHAN NOPRECEDUTOEINlNEALLACOMUNITºDI:ANICA ACCORSA CON UN NUMERO INGENTE DI EX PARROC CHIANI DEDICANDOGLI UN GROSSO ABBRACCIO NEL RICORDODEIANNITRASCORSIINSIEME !LLA lNE DELLA CELEBRAZIONE ACCOMPAGNATA DA UN GRANDE APPLAUSO IN PIAZZA SI À TENUTO UNGRANDERINFRESCOPERTUTTIIPARTECIPANTIALLA MESSA 4RAISALUTIALLACOMUNITºDI:ANICAELEPRE SENTAZIONIPERSONALIDIDON,UCAAISUOINUOVI (* (Ð PARROCCHIANI QUALCUNO ALZA LO SGUARDO VERSO LANOSTRACHIESALOSTRISCIONELANCIATOINPRECE DENZADAIRAGAZZICONLEGATOUNGROSSOGRAPPO LODIPALLONCINIÀRIMASTOIMPIGLIATOTRALEGUGLIE DELLAFACCIATACOMESEFOSSEUNSEGNOBENEAU GURANTEPERLASUAPERMANENZA 3ARº DAVVERO COSÄ 0ER ADESSO POSSIAMO LI MITARCI SOLO A DIRE i"%.6%.54/ 42! ./) $/.,5#!Ðw Luana Nava Le tre comunità salutano Don Luca! ,APARROCCHIADI3'IACOMOMAGGIOREIN3ELINO!LTOÀLIETADIACCOGLIEREILNUOVOPARROCO$ON ,UCA'ATTONINOMINATODALNOSTRO6ESCOVO&RANCESCOPERCONTINUAREILCAMMINOIN#RISTO 5NNUOVOCAPITOLOSIAPREPERLANOSTRACOMUNITºPARROCCHIALEEPERQUELLEDI"ERBENNOEDI "LELLOCHIAMATECONNOIAVIVEREQUESTANUOVAESPERIENZAPASTORALE ,ACOMUNITºTUTTATIPORGEQUINDIILPIÎCALOROSOBENVENUTOETIOFFRETUTTALAPROPRIADISPONI BILITº )LSENTIMENTOCHESICURAMENTEPREVALEÀLAGRATITUDINEA$IOPERCH½HAvisitato il suo popoloDI 3ELINO!LTOEHASCELTOPERNOIUNANUOVAGUIDA!NCORAUNAVOLTA$IOSIRIVELAESSEREUN0ADRE AMOREVOLECHEVUOLEILBENEDEISUOIlGLI 'IºTIVOGLIAMOBENE$ON,UCAANCHESENONCICONOSCIAMOANCORABENEMAILTEMPOÀDALLA NOSTRAPARTECISARANNOOCCASIONIPERFARCRESCEREGIORNODOPOGIORNOCOLLABORAZIONESTIMAE AFFETTO)LNOSTROTIMOREÀDISENTIRCIINADEGUATIALGRANDEDONOCHETUSEIPERLANOSTRACOMUNITº 4IACCOGLIAMO$ON,UCACREDENDONELLUNITºPASTORALECOMEOPPORTUNITºDICRESCITAPERLE NOSTRE PARROCCHIE TI CHIEDIAMO DI NON DIMENTICARTI DI COLORO CHE SONO IL FUTURO DELLA NOSTRA COMUNITºECHEVIVONOLORATORIOELASCUOLAMATERNACOMELUOGODICRESCITA5NATTENZIONEPAR TICOLARERICHIEDONOINOLTREGLIANZIANIEGLIAMMALATIIQUALIFORSEPIÎDITUTTIFATICANOACALARSI NELCONTESTODELLUNITºPASTORALEEPERQUESTOSISENTONOUNPOABBANDONATI ,ANOSTRASOCIETºLANOSTRACULTURALUMANITºINTERAHABISOGNODIUNANUOVAEVANGELIZZAZIO NEIL0APAEINOSTRIVESCOVICELORICORDANOINOGNIOCCASIONE !NCHE LA COMUNITº DI 3ELINO !LTO SEPPUR PICCOLA NON À ESENTE DA QUESTO BISOGNO 4I CHIEDIAMO DI AIUTARCIADAUMENTAREINNOILOSTUPOREELAGIOIADI SENTIRCICOMUNITºCRISTIANACONSAPEVOLICHEQUESTO PROCESSODICRESCITANELLAFEDECIPORTAADUNAREVI SIONEDEINOSTRICOMPORTAMENTIDELLENOSTRESCELTE DEINOSTRIMODIDIDIREEDIPENSARE #ONlDANDO NELLA TUA SENSIBILITº TI AUGURIAMO UN BUONLAVORO $A PARTE NOSTRA PROMETTIAMO LA MASSIMA COOPE RAZIONE PER RAGGIUNGERE INSIEME GLI OBIETTIVI CHE TI PORRAI PER FAR CRESCERE SPIRITUALMENTE LE NOSTRE CO MUNITº La Comunità di Selino Alto 29 settembre 2012 (* (Ð #ARISSIMO DON ,UCA TI RINGRAZIAMO DI CUORE PER AVER ACCETTATO DI VENIRE IN MEZZO A NOI $A OGGI QUESTA À LA TUA CASA E NOI SIAMO LA TUA FAMIGLIA 3IPOTEVACOMINCIAREILDISCORSOCONLA CLASSICA FRASE Benvenuto don Luca MA CI SEMBRAVA UN INIZIO UN PO BANALE %POIDIREbenvenutoÀFACILEMAFARTI SENTIREILBENVENUTOÀUNACOSAMOLTO MENOSCONTATASETIDICIAMOCHESEIIL BENVENUTOEPOIINREALTºNELLANOSTRA COMUNITº NON TROVERAI TUTTA LA DISPO NIBILITºELACCOGLIENZACHEMERITICHE lGURACIFACCIAMO-EGLIONONRISCHIA REANCHEPERCH½QUALCHEDIFlCOLTºPOTRAITROVARLA)LFATTOCHETUSIAQUISIGNIlCACHEHAIDETTOSÄ EQUESTOPERNOIÀGIºUNESEMPIOIMPORTANTEVISTOCHEANCHENOILAICISPESSONONSIAMOPRONTI ARISPONDEREINMODOPOSITIVOALLECHIAMATETANTIIMPEGNILAFAMIGLIAILLAVOROLAFATICAx )NCOMPENSOPERÉSIAMOMAESTRIINUNACOSANELLEASPETTATIVE3ECICHIEDETESECIASPETTIA MOQUALCOSADALNUOVO0ARROCOALLORATIRIAMOFUORIILMEGLIODINOIEABBIAMOPRONTOUNELENCO INlNITODICOSE)LNUOVO0ARROCODEVEESSERESIMPATICOMAALLOSTESSOTEMPOSERIOELASTICOMA ASSOLUTAMENTEINTRANSIGENTEDISPONIBILEPERTUTTIINOGNIMOMENTOMASEMPREIMPEGNATOE ATTIVAMENTEOPEROSOBRAVOAPREDICAREMAMOLTOSINTETICONELLEPREDICHEINNOVATIVOMAALLO STESSOTEMPOCONSERVATOREDETERMINATONELLEDECISIONIIMPORTANTIMAPRONTOADASCOLTAREE APPLICAREDILIGENTEMENTEILPAREREDITUTTI )NSINTESIPRETENDIAMOUNPARROCOSUPEREROEPOSSIBILMENTECONILDONODELLUBIQUITºCHE COLMIINOSTRILIMITIEFACCIATUTTOQUELLOCHENOINONABBIAMOVOGLIADIFARE !LLAlNEPRESIDATUTTEQUESTEASPETTATIVEEDALNOSTROCORREREFRENETICORISCHIAMODIDIMENTI CARCICHEANCHENOISIAMOMEMBRAVIVEDELLA#HIESACHEOGNUNODINOIÀCHIAMATOAVIVERELA PROPRIAVOCAZIONEECHEQUANDOCÀUNACOSAIMPORTANTEDAFAREDOVREMMOSEMPREDIREi3E NONIOCHI%SENONADESSOQUANDOw -A SOPRATTUTTO RISCHIAMO DI DIMENTICARCI CHE IL PARROCO DEVE SEMPLICEMENTE AMARE #RISTO EDESSERETESTIMONEDELSUO6ANGELOCONISUOIPREGIEISUOIDIFETTIMETTENDOALSERVIZIODEL PROSSIMOISUOICARISMIDIQUALUNQUETIPOESSISIANO 6OGLIAMOALLORARINGRAZIAREDELDONODELLAPRESENZADIDON,UCAINUNMOMENTOINCUIla messe è molta, ma gli operai sono pochiSIAMOCONSAPEVOLIDIQUANTAGRAZIACISIANELLAPOSSIBILITºDI AVEREALLAGUIDADELLANOSTRACOMUNITºUNPASTORECHECAMMINICONNOIECHECIAIUTIAVIVERE NELLALUCEDELLA&EDEIN#RISTO #ERCHEREMODIDIRTIbenvenutoDON,UCACONINOSTRIGESTIQUOTIDIANIEDISOSTENERTINELLATUA MISSIONEPASTORALESENZAPRETENDERECHETUSIAPERFETTOPERCH½INTUTTASINCERITºNONSIAMO PERFETTINEPPURENOI 'IºTIVOGLIAMOBENEDON,UCAANCHESENONCICONOSCIAMOBENEMAILTEMPOÀDALLANOSTRA PARTEECISARANNOOCCASIONIPERFARCRESCEREOGNIGIORNOCOLLABORAZIONESTIMAEAFFETTO 0APA"ENEDETTOCIHAPIÎVOLTEISTRUITODICENDOi#HIFAENTRARE#RISTOTOTALMENTEDENTRODI LUINONPERDENULLAASSOLUTAMENTENULLADICIÉCHERENDELAVITALIBERABELLAEGRANDE3OLOIN QUESTAMICIZIASISPALANCANOLEPORTEDELLAVITA3OLOINQUESTAMICIZIASIDISCHIUDONOREALMENTE LEGRANDIPOTENZIALITºDELLACONDIZIONEUMANA3OLOINQUESTAMICIZIANOISPERIMENTIAMOCIÉ CHEÀBELLOECIÉCHELIBERAw 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CERTAMENTE UNA COMUNITº IN CAMMINO ACCOGLIERº COME MIGLIORIE E MATU RAZIONE DI FEDE E FRATERNITº SPIRITO NEL QUALE PONIAMO TUTTA LA lDUCIA IN UN $IO CHE TI HA CHIAMATOA"ERBENNO ,IMITI DEBOLEZZE TRADIZIONALISMI SUPERl CIALITºCHEACCOMPAGNANOCHIUNQUEVOGLIACON FRONTARSI DOVRANNO ESSERE DI STIMOLO PER UNA PRATICA SOLIDA E CONCRETA COLLABORAZIONE CHE SUFFRAGHERºEACCENTUERºLATMOSFERADIBUONA EPIENAACCOGLIENZA ,EORMEDEIPREDECESSORICHEABBIAMOGIº AVUTOMODODIRINGRAZIARECONILCUOREPOSSA NOESSEREDIGUIDASÄMASOPRATTUTTODIINDIRIZZO PERCH½TUDON,UCAPOSSALASCIAREILTUOSEGNO UN3EGNOCONLAESSEMAIUSCOLADOVELAFRATER NITº E LA FEDE CHE SEMINERAI POSSANO ENTRARE ANCOR PIÎ NELLA COMUNITº CHE COSÄ SPASSIONA TAMENTEHAIACCETTATODIGUIDAREEDINDIRIZZARE 4ISAREMOVICINICONTUTTOLAFFETTOCHEABBIA MOIMPARATOADAVERESEMPRENEICONFRONTIDI CHICIGUIDASPIRITUALMENTEEDEVANGELICAMEN TE NEL SEGNO DI UN PERCORSO COMUNE ATTENTO ALLESSERE FRATELLI NELLA FEDE CHE $IO VUOLE DA NOI "UONA MISSIONE DON ,UCA BUONA PERMA NENZA A TE E A TUTTI I TUOI FAMILIARI CUI CERTA MENTESAPREMORIVOLGERESENTIMENTIDIAFFETTO EDIATTENZIONEPERQUALSIASIBISOGNOCONLAU SPICIOELACONSAPEVOLEZZADIESSEREINSINTONIA INQUESTANUOVAFAMIGLIADI"ERBENNO $ALTRAPARTECARODON,UCAFACENDOLACRO NIMODELTUONOMERILEVIAMOCHEÀGIºTUTTOUN PROGRAMMA ,COME,!6/2/ 5COME5"")$)%.:! #COME#/2$)!,)4¡ !COME!-/2% "ENVENUTOEUNFORTEEAMPIOABBRACCIODA CHITIVUOLEGIºBENE La Comunità di Berbenno 30 settembre 2012 (* (Ð “La fraternità cristiana”: la lettera del vescovo Francesco Beschi . ELLE NOSTRE CHIESE À INDISTRIBUZIONEILTE STO DE La fraternità cristiana LA LETTERA CHE IL NO STROVESCOVO&RANCESCO"ESCHI HASCRITTOALLENOSTRECOMUNITº PARROCCHIALIECHETRATTAILTEMA DELLA FRATERNITº INVITANDOCI ANCHEADALCUNERImESSIONISUL TEMA DELLE unità pastorali CHE CITOCCAMOLTODAVICINO 0OTETETROVARELALETTERAANCHE AQUESTOLINK HTTPWWWDIOCESIBGITBERGAMOALLEGATI APLETTERAVESCOVOPDF )NOLTRE IL TESTO SARº PRESTO DISPONIBILE SUL SITO INTERNETDELLORATORIO WWWORATORIOBERBENNOALTERVISTAORG !VREMO MODO DI RImETTERE SULLA LETTERA DEL 6ESCOVO DURANTE GLI INCONTRI DEI GRUPPI BIBLICI CHESISVOLGERANNONELLENOSTREPARROCCHIEDU RANTEILTEMPODI!VVENTO L’anno della fede #ONLESOLENNICELEBRAZIONIDITUTTALA#HIESA LACONCELEBRAZIONEA3OTTOIL-ONTECONILVESCO VO&RANCESCOELEMESSEDISABATOE$OME NICA OTTOBRE HA PRESO IL VIA SOLENNEMENTE l’Anno della fede. 0APA"ENEDETTO86)HAINDETTOQUESTOSPECIA LEAnnoPERINVITAREAUNAiAUTENTICAERINNOVA TA CONVERSIONE AL 3IGNORE UNICO SALVATORE DEL MONDOw,ETTERA!POSTOLICAPorta fidei %GLIAUSPICACHEESSOSUSCITIINTUTTIICREDENTI iLASPIRAZIONEAconfessareLAFEDEINPIENEZZAE CON RINNOVATA CONVINZIONE CON lDUCIA E SPE RANZA 3ARº UNOCCASIONE PROPIZIA ANCHE PER INTENSIlCARELACELEBRAZIONEDELLAFEDENELLALI TURGIA E IN PARTICOLARE NELL%UCARISTIA CHE À IL iCULMINE VERSO CUI TENDE LAZIONE DELLA #HIESA EINSIEMELAFONTEDACUIPROMANATUTTALASUA ENERGIAwSacrosanctum Concilium .ELCON TEMPOAUSPICHIAMOCHELAtestimonianza DIVITA DEICREDENTICRESCANELLASUACREDIBILITº2ISCO PRIREICONTENUTIDELLAFEDEPROFESSATACELEBRA TAVISSUTAEPREGATACF#OSTITUZIONE!POSTOLI CAFidei DepositumERImETTERESULLOSTESSO ATTO CON CUI SI CREDE À UN IMPEGNO CHE OGNI CREDENTEDEVEFAREPROPRIOSOPRATTUTTOINQUE STOAnnowPorta fidei (* (Ð !NCHE SE NON MANCHERANNO MOMENTI PUB BLICI DI CELEBRAZIONE E DI COMUNE CONFESSIONE DELLAFEDELOSCOPOSPECIlCODIQUESTOANNOÀ DUNQUEche ogni cristiano possa riscoprire «il cammino della fede per mettere in luce con sempre maggiore evidenza la gioia ed il rinnovato entusiasmo dell’incontro con Cristo». )L 0APA NE HA PRECISATO IL SENSO E LE lNALITº NELLA ,ETTERA !POSTOLICA Porta fidei PUBBLICATA LOTTOBRE #OMPRENDIAMOILSENSODIQUESTO!NNOANCHE APARTIREDALLogo:SUUNCAMPOQUADRATOBOR DATOÀSIMBOLICAMENTERAPPRESENTATAUNAbarcaIMMAGINEDELLA#HIESACHEÀINNAVIGAZIONE SUDEIflutti GRAlCAMENTEAPPENAACCENNATICHE SIMBOLEGGIANO LE DIFlCOLTº DELLA NAVIGAZIONE NELMONDO L’albero maestroÀUNACROCECHEISSADELLEvele CHECONDEISEGNIDINAMICIREALIZZANOILTRIGRAM MADI#RISTO(IHSJesus hominum Salvator'ESÎ SALVATORE DEL MONDO INOLTRE LO SFONDO DELLE VELE À UN SOLE CHE ASSOCIATO AL TRIGRAMMA RI MANDAANCHEALLEUCARISTIA !VREMOMODODIRImETTERESULLANNODELLAFEDE IN OCCASIONE DELLE PRINCIPALI FESTE DELLANNO LI TURGICOEINMANIERAPARTICOLAREDURANTEILTEM PODI1UARESIMA Don Luca Gattoni (* (Ð ) Incontro del vescovo Francesco Beschi con i catechisti del Vicariato L 6ESCOVO HA CHIESTO AI CATECHISTI DELLE PARROC CHIEDEL6ICARIATODI2O TA )MAGNA DI RImETTERE SU TRE QUESITIPUNTIDIFORZAEDIDE BOLEZZADELLAPROPOSTACATECHI STAATTUALELEURGENZERILEVATE LEATTESENEICONFRONTIDELVICA RIATOEDELLADIOCESI § STATA STESA UNUNICA RELA ZIONE PER RIASSUMERE LE RELA ZIONI SCRITTE DAI CATECHISTI DI OGNICOMUNITºDACUIÀEMERSO CHEILPUNTODIFORZAMAGGIORE DI OGNI PICCOLA PARROCCHIA À IL LAVORARE IN MANIERA PIÎ PROl CUACONGRUPPIPOCONUMEROSI DI RAGAZZI )N ALCUNE COMUNI Tº SONO INOLTRE PRESENTI CORSI DI FORMAZIONE PER CATECHISTI EDUCATORI E GENITORI ANCHE SE POCOFREQUENTATI#OMEPUNTO DI DEBOLEZZA INVECE À STATO SOTTOLINEATO IL POCO COINVOLGI MENTO DA PARTE DELLE FAMIGLIE NELLA PROPOSTA DI CATECHESI NELLEDUCAZIONE ALLA FEDE DEL BAMBINOEAGLIINCONTRIFORMA TIVIALORORIVOLTI ,URGENZA PIÎ SENTITA NELLE PARROCCHIE DELLA 6ALLE )MAGNA ÀLAMANCANZADIUNEDUCAZIO NEALLA3ANTA-ESSADOMENICA LEDAPARTEDELLEFAMIGLIE ,E ATTESE NEI CONFRONTI DEL 6ICARIATO E DELLA $IOCESI DA PARTE DI NOI CATECHISTI SONO CONFRONTOECOLLABORAZIONETRA CATECHISTIDELLEPARROCCHIEVICI NE E PIÎ PARTECIPAZIONE DELLE FAMIGLIENELVIVEREUNPERCORSO PERACCOMPAGNAREIPROPRIlGLI AINCONTRARE'ESÎ $URANTELINCONTROCONICA TECHISTIDELSETTEMBRE SVOLTOSI A #EPINO IL VESCOVO HA SOTTOLINEATO IL COMPITO DI NOICATECHISTISIAMOOPERADEL 3IGNORE SIAMO AL SERVIZIO DEL 3IGNOREEDOBBIAMOGODEREDI POTER,OSERVIRE .ON SI DEVE SOTTOVALUTARE LA CONDIZIONE IN CUI STIAMO VIVENDOCHEÀQUELLADELCAM BIAMENTOPERCH½NONRICONO SCENDOLO AUMENTA SOLO IL NO STRO SMARRIMENTO $OBBIAMO FAREICONTICONILPRIMODITUTTI I VALORI LA LIBERTº ,IBERTº CHE (* (Ð NONPORTAAFARECIÉCHESIVUO LEMACIILLUDEDIPOTERLOFARE 5NESEMPIOECLATANTESONOGLI ADOLESCENTI CHE CI SEMBRANO INCONTROLLABILI MA INVECE SO NO SOLO PROTAGONISTI DEL CAM BIAMENTO )LCRISTIANONONDEVEAVERE PAURADELLALIBERTºEQUINDIDEL CAMBIAMENTO PERCH½ LA FEDE E IL MIO CREDO À IN UN $IO DI LIBERTº UN $IO LIBERATORE $IO DI'ESÎ#RISTOCHECIHALIBERA TIPERCUILESSENZIALEÀLAFEDE IN 'ESÎ ,A FEDE NON À SCON TATANEANCHEIN6ALLE)MAGNA %SSERECRISTIANIÀBELLOÀDIFl CILE À IMPEGNATIVO MA NON À COMPLICATO 0ERUNCRISTIANODEVEESSE RECHIAROCHELESSENZIALEÀ'E SÎETUTTOQUELLOCHEFAMAN GIARE DORMIRE CAMMINARE À RIVOLTOA,UI )N QUESTO QUADRO CON AL CENTRO 'ESÎ 3ALVATORE VI SO NO ALCUNI ELEMENTI ESSENZIALI DELLESPERIENZA L’eucaristia LEUCARESTIA SENZALAQUALENONNASCEE CRESCENULLA La Parola di DioLAFEDENA SCEDALLASCOLTODELLAPAROLA DI $IO CHE SI PUÉ TROVARE ATTRAVERSO LA LETTURA PERSO NALE LA CATECHESI LA lectio divina IL GRUPPO DI ASCOLTO DELLAPAROLA La comunitàNONPOSSOES SERE CRISTIANO DA SOLO CÀ BISOGNO DI UNA COMUNITº CRISTIANAUNITA La Vita: IL 3IGNORE À NATO PERDARCILAVITALAFEDEIN ,UILARENDEPIÎVIVIBILE 4UTTI DOBBIAMO ESSERE IN MISSIONE CATECHISTI PRETI GENITORI EDUCATORIx NON POSSIAMODAREPERSCONTATO CHE LA FEDE SIA GIº MATURA BISOGNA CRESCERE LAVORARE STARE INSIEME PER COSTRUI RE UNA COMUNITº FRATERNA CAPACE DI DIMOSTRARE A CO LORO CHE VERRANNO CHE CON IL CAMBIAMENTO E LA LIBERTº SIPOSSONOCREARELEGAMIDI UNITºDECISIVIPERLATRASMIS SIONEDELLAFEDE )L6ESCOVOCILASCIAUNGRAN DEINSEGNAMENTO)L2EGNODEI #IELI À SEMPRE UNA SORPRESA MERAVIGLIOSASTAANOITROVARE ETRASMETTEREIL4ESORODIQUE STO2EGNO Stefania Pozzi Assemblea vicariale al Santuario della Cornabusa - ARTEDÄ OTTOBRE LE PARROCCHIE DEL NOSTRO VICARIATO SI SONO RIUNITE AL 3ANTUARIO DEL LA #ORNABUSA PER L!SSEMBLEA VICARIALE DI INIZIO DELLE ATTIVITº PASTORALI $OPO IL MOMENTO DI PRE GHIERA GUIDATO DA DON !LES SANDRO ,OCATELLI 2ETTORE DEL 3ANTUARIOIRAPPRESENTANTIDEL LEPARROCCHIEEISACERDOTIIN TERVENUTIVERAMENTENUMEROSI HANNO POTUTO ASCOLTARE LIN TERESSANTE RImESSIONE DI DON -ASSIMO%PISSUITEMIDELL!N NODELLAFEDEEDELLA,ETTERADEL 6ESCOVO&RANCESCO .ELLA SUA RImESSIONE DAL TI TOLO Credenti e moderni: un bi- nomio possibile?,DON-ASSIMO ÀPARTITODALPRENDEREATTODEL LAmetamorfosi della fedeINATTO NELMONDOnon è più come una volta, SI DICE SPESSO NEI NOSTRI PAESIx 1UALI LE CAUSE DI QUE STOCAMBIAMENTO !NZITUTTO LA sfiducia nelle istituzioni IN GENERALE E NELLA #HIESASTESSACHEHAPORTATOA UNALLONTANAMENTODELLEPERSO NEDALLEISTITUZIONIEHACONDOT TO A UNA FEDE SENZA APPARTE NENZAECCLESIALECHESPESSOSI TRADUCEINCOMPORTAMENTIPRA TICILONTANIDALLAFEDESTESSA )N SECONDO LUOGO SIAMO DI FRONTEAUNPROCESSODIsoggettivizzazione: IL PROTAGONISMO PERSONALE À CRESCIUTO A DISMI (* (Ð SURA PERTANTO LE PERSONE TEN DONO SEMPRE PIÎ A GIUDICARE COMEBUONOCIÉCHEmi fa stare bene#IÉSIGNIlCACHEILSOGGET TO À IL sovrano DELLE SUE SCELTE DI VITA ED À PORTATO A PRENDE REDATANTEESPERIENZEDIVERSE LA PARTE CHE PIÎ GLI AGGRADA IN UNA SORTA DI bricolage della fedex 0ARADOSSALMENTEINQUESTO CLIMA CHE SEMBRA OSTILE ALLA FEDE SI ASSISTE INVECE A UN ritorno del sacro:LAPROFEZIADELLA fine delle religioniDEGLIANNI@ ÀSTATACLAMOROSAMENTESMEN TITAINVIRTÎDIUNRITORNOALSI LENZIO ALLA MEDITAZIONE AL RI POSOVISSUTICOMESEMPREPIÎ NECESSARIDENTROLOSTILEDIVITA SEMPREPIÎFRENETICO)LRISVOL TODIQUESTAnuova religiositàÀ PERÉLARICERCADIUNAFEDEguaritrice CHE FACCIA STARE BENE CHEPOSSAguarire l’animaDALLE FERITEDELLAVITA )NlNE SI NOTA IN MANIERA MOLTO CHIARO UNA indifferenza sempre più diffusa LE PERSONE scelgono di non scegliere DI NON METTERSI IN GIOCO DI NON PRENDERE POSIZIONE DI NON IMPEGNARSI IN PRIMA PERSONA PERCH½ COSTA TROPPO E FA SOF FRIREx ,ESITO FACILMENTE IM MAGINABILEÀQUELLODELLADIFFU SIONE DEL non senso DELLA VITA SPECIALMENTETRALEGIOVANIGE NERAZIONI Come giudicare questi cambiamenti in atto, in maniera positiva o negativa?$ON-ASSIMO CI HA INVITATO A RImETTERE SULLE PAROLECHE0APA'IOVANNI88))) HA PRONUNCIATO ALLAPERTURA DEL #ONCILIO 6ATICANO )) ESAT TAMENTE ANNI FA QUANDO METTEVA IN GUARDIA DAI profeti di sventura Nelle attuali condizioni della società umana essi non sono capaci di vedere altro che rovine e guai; vanno dicendo che i nostri tempi, se si confrontano con i secoli passati, risultano del tutto peggiori; e arrivano fino al punto di comportarsi come se non avessero nulla da imparare dalla storia, che è maestra di vita, e come se ai tempi dei precedenti Concili tutto procedesse felicemente quanto alla dottrina cristiana, alla morale, alla giusta libertà della Chiesa. A Noi sembra di dover risolutamente dissentire da codesti profeti di sventura, che annunziano sempre il peggio, quasi incombesse la fine del mondo. Nello stato presente degli eventi umani, nel quale l’umanità sembra entrare in un nuovo ordine di cose, sono piuttosto da vedere i misteriosi piani della Divina Provvidenza. (Giovanni XXIII, Gaudet Mater Ecclesia, Discorso inaugurale del Concilio Vaticano II, 11 ottobre 1962). ,ATTEGGIAMENTO DI lDUCIA SPESSOÀappesantitoDALrisentimentoCHESIPROVAPERLEAT TUALI CONDIZIONI STORICHE .ON DOBBIAMO DIMENTICARE CHE LA SOCIETº DOVE VIVIAMO À STATA COSTRUITAANCHEDAICRISTIANIÐ% DUNQUE CÀ UNA RESPONSABILI Tº ALLA QUALE NON CI POSSIAMO SOTTRARRE PROPRIO PERCH½ SIA MO DISCEPOLI DI UN $IO CHE SI À FATTO CARNE À CHE CI INVITA A RICORDARE CHE LA SALVEZZA NON CIPORTAFUORIDALTEMPOMASI COSTRUISCENELLECOSEDELLAVITA DIOGNIGIORNOqui e oggi! 3OLLECITATI DUNQUE DALLE PA ROLEDEL0APAABBIAMOANCORA UNA VOLTA BISOGNO DI VEDERE il futuro dal di dentro: IL FUTURO À DENTROLAFEDESTESSAINQUAN TONOICREDIAMOINUN$IOCHE HA CREATO IL MONDO E GUIDA LA STORIA SECONDO UN DISEGNO DI BONTº .ELLA FEDE CRISTIANA IL BENEHASEMPRELULTIMAPARO LAÐ$UNQUECREDIAMOINUN$IO CHE SE DA UN LATO MANTIENE LA SUA INVISIBILITº PROPRIO PER CH½$IODALLALTRAÀUN$IOCHE AMASTAREdentroLASTORIAÀUN $IO vulnerabile CHE À DISPONI BILEACORREREILRISCHIODELRIlU TODAPARTEDEGLIUOMINI§$IO INVISIBILE CHE NEL SUO GRANDE AMOREPARLAAGLIUOMINICOME AMICI E SI INTRATTIENE CON ESSI PERAMMETTERLIALLACOMUNIONE CON S½ #OME GLI ADULTI FANNO CONIBAMBINIPICCOLIINSEGNO (* (Ð DI AFFETTO E DI PARTICOLARE VICI NANZA COSÄ $IO SI PIEGA SU DI NOI SI METTE ALLA NOSTRA ALTEZ ZAEPARLACONNOIINGIOCOCÀ DUNQUEUNAvita da DioEQUE STO À IL tesoro CHE ANCHE OGGI SOSTIENE LA NOSTRA SPERANZAÐ Per i cristiani la fede è il nome di una relazione, quella che Dio stesso ci offre in Gesù. 0ER CONCLUDERE DON -ASSI MOCIHAINVITATOARImETTERESE LOSTILEDI$IOÀQUELLODELLAMI CIZIACONTUTTIIRISCHICHEQUE STOCOMPORTACHECOSAFAREPER VIVERELANOSTRAFEDECHECOSA NON PUÉ MANCARE ,AMICIZIA NON À IL contorno MA LA CON DIZIONE QUALIlCANTE DEL VIVERE LAFEDEEQUINDIla fraternitàIL VIVEREDAFRATELLIESORELLEÀVE RAMENTEDECISIVOPERESSEREDI SCEPOLIDI'ESÎRISORTOCOMECI RICORDAILNOSTRO6ESCOVO&RAN CESCO NELLA LETTERA SCRITTA ALLE NOSTREPARROCCHIE Le nostre parrocchie e la nostra Chiesa diocesana crescano nella fraternità e diventino più consapevoli che questa caratteristica è decisiva per essere veramente discepoli del Signore Risorto e collaboratori della sua Missione. Siamo tentati di evidenziare i limiti e le contraddizioni della fraternità, come l’anonimato, le divisioni in gruppi chiusi o in clan familiari, addirittura in gruppi contrapposti che vogliono rappresentarsi come l’autentica comunità o la vera parrocchia; ma questi peccati non possono oscurare la semplice fraternità vissuta giorno per giorno da chi vive non solo l’appartenenza, ma il servizio della comunità e l’aiuto reciproco nella fede e nella carità. (&RANCESCO"ESCHI, La fraternità cristiana). #HI SI LASCIA INCONTRARE DA 'ESÎDIVENTAUNAPERSONANUO VAELASUANOVITºSIDIMOSTRA NELLAFRATERNITºRICERCATAEPA ZIENTEMENTE COSTRUITAx SENZA DIMENTICARECHELAFEDEHAUN PREZZOSEMPREx Don Luca Gattoni Calendario della vita parrocchiale !BREVEVERRºDISTRIBUITOATUTTELEFAMIGLIEUNOPUSCOLO CONGLIIMPEGNIPRINCIPALIDELLANNOPASTORALE (* (Ð vita di comunità Don Egidio Pellegrini e Don Donato Baronchelli: 40 anni di sacerdozio Per festeggiare i quarant’anni di sacerdozio di Don Egidio Pellegrini e Don Donato Baronchelli riportiamo la predica che Don Pellegrini ha fatto nella chiesa di Selino Alto. Spunti di riflessione… Predica di Don Pellegrini per i 40 anni di sacerdozio Sono tanti anni che sono prete, ma ho celebrato poche Messe: si possono contare su una mano! E quelle poche, tra l’altro, le ho celebrate in momenti non tanto belli perché erano i funerali dei miei genitori, di mio cognato e pochi altri. Però si sa che la vita di un prete è un po’ la vita di uno zingaro: non è che siamo proprio stabili in un posto. Credo che non tutti qui mi conoscano e soprattutto chi è nato in questi ultimi anni difficilmente saprà chi sono. Certamente però essere nato qui e vissuto qui per un po’ di tempo mi lega all’ambiente in cui sono cresciuto. Quando sono diventato prete eravamo in cinque in casa. Dopo quarant’anni non siamo aumentati e diminuiti tanto perché siamo ancora in sei e quindi non abbiamo fatto un grande sviluppo come casa. La vita riserva anche queste realtà in cui un po’ si cresce, un po’ si diminuisce e un po’ bisogna accettare quello che la vita comporta in tutto questo. Io in quarant’anni come prete ho cambiato cinque parrocchie, non perché mi mandassero via (magari qualche parrocchiano avrebbe voluto anche mandarmi via, ma non sempre hanno 16 vita di comunità questa grazia, per fortuna) ma un po’ per obbedienza, un po’ perché è meglio cambiare. E allora io nella mia vita di prete ho girato quasi tutta la provincia di Bergamo, quasi tutte le Valli: sono nato in Valle Imagna; poi sono andato a finire un anno quasi in Val Cavallina a Zandobbio con Don Emilio; poi sono stato a Piazza Brembana (in Val Brembana); poi in Val Seriana a Lizzola (in Alta Val Seriana); poi ho cambiato valle e sono ritornato alla Pianura alla Botta di Sotto il Monte e poi in pianura a Medolago e adesso sono a Sotto il Monte. Al di là di questo, dobbiamo essere preparati a vivere queste varie esperienze anche se qualche volta può essere duro ricominciare e riprendere; però dobbiamo anche essere persone che sanno accettare un po’ queste realtà. Poi la vita te la devi costruire dove sei e dove vai e con la gente che trovi. Avrete fatto così anche voi. Qualcuno di voi però ha scelto la persona da sposare, noi preti non scegliamo la nostra parrocchia! E a volte ci sono dei problemi. Vedo però che anche per chi sceglie con chi stare non va sempre tutto bene e quindi anche noi preti ci consoliamo. Noi non scegliamo né le persone, né il parroco, né quelli che ci stanno vicini, né i parrocchiani; però poi ci si abitua, ci si adatta. Passo la mia vita lì e non si sa per quanto tempo, perché il domani non lo conosce nessuno. E allora quest’oggi sono felice di ritornare a celebrare la messa almeno una volta in questa parrocchia dove sono nato e cresciuto e dove sono stato battezzato e quindi ho fatto prima comunione e ho celebrato anche la mia prima Messa. Poi quello che uno ha fatto, ha detto e ha combinato speriamo che il Signore l’abbia scritto da qualche parte. Certamente nella vita si fa un po’ di bene e non tutto bene e qualche volta si fa anche qualcosa di sbagliato. Altre volte magari ci si comporta bene perché si pensa di fare bene e poi i risultati sono quelli che sono. Qualche altra volta purtroppo le cose non vanno come diciamo noi, ma speriamo che vadano come dice il Signore! Per ora sono contento oggi di celebrare qui con Don Donato, con il quale siamo stati un po’ insieme nella caserma del seminario, una caserma in senso buono. Per un po’ di anni poi lui è andato all’estero, ma ora ci siamo ritrovati a lavorare in queste parrocchie della bergamasca. Don Romeo è stato per me vicerettore in teologia qualche anno, ma allora era più vivo, quando era in teologia, non c’era da scherzare! Però mi ha fatto bene, vuol dire che le cose che diceva servivano. Non ho altro da dirvi: magari voi avreste tantissime cose da chiedermi, ma quel che sono qui sono nella vita. Non posso dire che tornerò a Selino Alto: l’intenzione c’è, ma un domani non si sa perché la vita si consuma e può darsi che succedano tante altre cose. Fino a settantacinque anni non potremmo ritirarci nelle nostre case, quindi mi serve ancora una decina di anni! Al di là di questo vedremo che cosa ci riserverà la vita. In compenso, anche se abbiamo perso delle persone in questi quarant’anni, ne abbiamo anche guadagnate altre, perché la casa ha accolto altre persone che 40 anni fa non c’erano e non esistevano nemmeno e che oggi esistono e ci sono e ci auguriamo davvero che possano trovarsi bene in questa casa. Il Signore avrebbe delle cose migliori da dirci. Nel Vangelo ci dice che la cosa più importante da fare è quella di credere in Lui. La domanda che abbiamo sentito tutti è: «Che cosa dobbiamo fare, Signore?». E il Signore ha risposto che l’importante è credere in ciò che dice. Noi pensiamo davvero che bisogna fare tante cose. Il Signore poteva benissimo dire che dobbiamo andare a Messa, dobbiamo pregare, non dobbiamo bestemmiare… ma non ha detto così, ha detto: «Questa è l’opera che devi fare, devi credere». E credo sia una parola che non va solo sul piano religioso ma anche sul piano umano. Chissà quante volte anche voi in famiglia o in altri ambienti avrete detto alle persone: «Guarda che non devi farmi tanti regali, non è che devi fare chissà che cosa, devi avere fiducia in me, se no, tutto il resto avanza!». A che cosa servirebbe avere una macchina nuova se poi non si ha la fiducia della persona con la quale si vive? Non serve a nulla, perché davvero tutto dipende da questo. Ed è la stessa cosa che dice Gesù Cristo ai cristiani di oggi: prima di tutte le pratiche religiose, prima di tutte le cerimonie, prima di tutte le processioni e prima di tutto il resto, la cosa più importante è quella di credere in Gesù Cristo. 17 vita di comunità Certo, si fa presto a dire questa frase, poi inserirla nella vita di una persona diventa un cammino davvero forte, però è quello che ci chiede il Signore. Ed è inutile, come ci dice il Vangelo di oggi, chiedere al Signore: «Fammi un segno, dimostrami, fammi qualcosa di grande e io ti crederò». Il Signore invece non ci fa nessun segno, ma al termine di questo vangelo dice: «Se mangerai il pane che io ti darò, se mi mangerai, questo sarà il segno che tu crederai a quello che ti dico». Io credo davvero che sia difficilissimo capire cosa vuol dire mangiare una persona, essere delle persone che sono legate talmente tanto tra loro che non possono vivere separate. Qualche volta qualche mezza frase si sente da persone che dicono: «Come farò a vivere senza di te? La mia vita sarà vuota senza di te, non sarò più nessuno, non conterò più niente». Questo si avvicina a quello che dice il Signore quest’oggi, perché ci dice: «Io sono il pane e, se mangerai me, sarai una persona che potrà dire di avere una vita legata alla mia». Ognuno di noi cercherà di fare un po’ sue queste parole, poi vedremo che l’essere così forti, così precisi sarà sempre difficile. Il Vangelo è sì difficile ma non impossibile. Anche se qualche volta diciamo che le cose difficili sono impossibili, non è vero, perché uno se si allena un po’, se si mette dentro le cose e se le mastica un po’, certamente a poco a poco qualche cosa riesce a far sua e speriamo sia così anche del Vangelo di oggi. Il Signore non ci darà nessun segno per credere o credere di più ma ci dice soltanto: «Mangiami, nutriti di me. Io sono il pane della vita». Questo è il messaggio e dopo verrà anche tutto il resto: l’andare a Messa, il pregare, il compiere gesti religiosi e pratiche religiose, ma tutto ciò viene dopo, perché, se uno non crede, di queste cose non ne farà nessuna! Chiudo con un’ultima parola. È vero che a volte diciamo che noi preti (e i vescovi prima di tutto perché sono loro che hanno in mano la Diocesi) dovremmo essere sicuri, decisi, convinti, forti, aperti… Dobbiamo anche ricordarci però che siamo tutti degli esseri umani e, nonostante tutti questi doni e queste grazie, la nostra natura umana resta e ci accompagna sempre, in tutti i giorni e i tutti i momenti. Quindi al di là di tutto, non sempre si riesce a essere delle persone e dei preti perfetti. Qualche cosa di buono certamente ci sarà e allora proprio con questi sentimenti celebro questa eucarestia per tutte le persone che possono averne bisogno. Lo dico in modo non serio ma è vero: in questo periodo sentiamo che tutte le ditte licenziano, ma sapete che la nostra ditta assume? Assume eccome! La nostra ditta cerca operai e assumerebbe chissà quante persone, ma purtroppo ci sono pochi volontari e poche persone che fanno questo tipo di scelta. Poi si può dire che la vita del prete è dura, è facile, è di qua ed è di là. In realtà ci sono delle cose facili e delle cose difficili, come in tutto. Una cosa facile qual è? Che non paghiamo il mutuo della casa, né per 20 anni né per 30 né per 40 anni. Abbiamo però altre cose che dobbiamo sistemare nella vita, quindi non è che perché non abbiamo certe preoccupazioni non ne abbiamo. Anche nell’essere preti ci sono cose più buone e meno buone, ci sono dei momenti in cui si è contenti di essere preti, altri magari un po’ meno. Tuttavia voi, potendo rifare la vostra vita, cosa fareste? Fareste ancora le stesse cose che avete fatto, no? Non è vero che uno dice: «Oh, cambierei, andrei prete…». Non è vero, faremmo tutti ancora le stesse cose, forse con la consapevolezza di oggi, però purtroppo la vita è una e non si può rifare. E allora speriamo di fare del nostro meglio. Noi continueremo a fare la nostra parte e voi continuerete a dare il vostro contributo a questa comunità, dove qualche volta ci si accorge che, nella vita di oggi, per essere cristiani bisogna proprio essere più forti. Un tempo di sicuro essere cristiani era un po’ più facile, anche se non c’erano tante comodità. Oggi, se uno non decide da solo di essere cristiano, è dura. E quindi dobbiamo essere cristiani anzi tutto perché il Signore ci vuole così e poi speriamo che anche i preti, i vescovi e il Papa ci aiutino a vivere una vita cristiana sempre migliore. Altrimenti, se non ci pensano loro, ci penserà il Signore. Don Egidio Pellegrini 18 vita di comunità Architettura e storia della Chiesa di Berbenno: due incontri per saperne di più D urante le serate dell’11 e del 12 luglio 2012, Don Romeo Todeschini e Veronica Masnada hanno organizzato due incontri per parlare della Chiesa Parrocchiale di Berbenno in un periodo denso di eventi per celebrare il 150° anniversario della consacrazione e la festa della Madonna del Carmine (15 luglio). Don Romeo Todeschini ha raccontato le fasi che hanno portato alla costruzione della Chiesa Parrocchiale, analizzandone la storia e raccontando il destino di alcuni oggetti della Chiesa precedente e ancora presenti. di Berbenno, scritto proprio da don Romeo Todeschini (per la parte storica) e Veronica Masnada (per architettura e arte pittorica), con le bellissime fotografie di Antonio Finazzi. L’opera è esaustiva e ricca di informazioni che sono state in parte riprese durante le due serate, quindi non avrebbe senso ripeterle qui, dove non c’è spazio per una trattazione altrettanto compiuta. Ho pensato dunque di concentrarmi solo su un affresco, Gloria di Sant’Antonio Abate, presente nella volta del presbiterio, perché c’è il nostro patrono e ci sono tanti spunti emersi durante la serata. Quest’opera del 1793 è di Vincenzo Orelli, impreziosita dalle quadrature (cioè delle finte architetture dipinte) del fratello Baldassarre. Veronica Masnada, invece, si è concentrata sulla parte architettonica e artistica, commendando gli affreschi attualmente presenti e concentrandosi su tematiche e simbologie, suddividendoli in base ai tre pittori più importanti che hanno lavorato per la decorazione della Chiesa di Berbenno: Mauro Picenardi, Vincenzo Angelo Orelli e Gioacchino Manzoni. In questo breve articolo, non riprenderò tutte le tematiche trattate, anche perché vi consiglio di leggere il libro Storie della Chiesa parrocchiale 19 vita di comunità Per facilitare l’analisi del dipinto, che è molto ricco e pieno di dettagli, ho inserito delle lettere nella spiegazione e nell’immagine. In questo affresco si può osservare Sant’Antonio (A) con i simboli che lo caratterizzano: il pastorale (B), il bastone con la campanella (C) e il libro di preghiere aperto (D). Alcuni angeli hanno in mano il fuoco, noto appunto come fuoco di S. Antonio (E). Questo simbolo è scelto come riferimento alla malattia che questo Santo spesso curava e che quindi ha preso il suo nome, ma serve anche per simboleggiare il conflitto interiore di Sant’Antonio con Satana (F) che nell’affresco è rappresentato in un angolo e viene messo in fuga dall’Arcangelo Michele (G). Il Santo rivolge il suo sguardo verso Maria (H) che a sua volta fissa la Trinità (dove lo Spirito Santo è rappresentato da una colomba) (I). Questo rimando di sguardi è molto importante perché rappresenta l’importanza per il fedele di avere intermediari che lo guidino alla scoperta del mistero di Dio. Nei pennacchi attorno all’affresco si notano i quattro Profeti e gli Evangelisti: Il profeta Geremia e l’evangelista Marco. Il profeta Ezechiele e l’evangelista Luca. Il profeta Isaia e l’evangelista Matteo. Il profeta Daniele e l’evangelista Giovanni. Ogni personaggio biblico è reso perfetta- mente riconoscibile dalla presenza di alcuni simboli che lo caratterizzano. Ovviamente questo non è tutto ciò che si può dire sulla volta del presbiterio né tantomeno sulla storia e l’architettura della chiesa di Berbenno. Spero solo di avervi incuriositi e che la prossima volta che entrerete in Chiesa vi ricorderete che ogni singolo dettaglio non è lì per caso e che il lavoro di tante persone di molti anni fa ha ancora oggi moltissimo da insegnarci. Romina Tamerici La conferenza di Don Ezio Bolis Nella terza sera del triduo in preparazione alla festa del 150° anniversario della consacrazione della nostra chiesa parrocchiale, Don Ezio Bolis, insegnante in Seminario e alla Facoltà teologica di Milano, ha tenuto una conferenza dal titolo: La chiesa parrocchiale: un percorso di vita spirituale. Nel riquadro una sintesi della relazione! 20 vita di comunità Spunti di riflessione… La chiesa parrocchiale: un percorso di vita spirituale Il significato teologico e spirituale dei luoghi e degli arredi presenti nella chiesa. La porta La porta non è solo l’apertura che permette alle persone di entrare nell’edificio, ma è segno che la casa della comunità cristiana è aperta a tutti, accogliente per tutti. Gesù nel vangelo assume la porta come simbolo di se stesso: «Io sono la porta delle pecore, se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà, e troverà pascolo». Il portale aperto della chiesa esprime l’invito a entrare: «Qui siete a casa vostra». Il libro della Genesi narra l’incontro di Abramo con tre personaggi che passano accanto alla sua tenda: li invita a entrare e a rifocillarsi. Saranno suoi ospiti. Come Abramo, la chiesa e ogni cristiano sono chiamati a essere accoglienti verso ogni persona che passa loro accanto. Purtroppo ragioni di sicurezza costringono spesso a tenere chiuse le porte della chiesa. Non sia mai chiuso però il cuore della comunità cristiana! Il battistero Il battistero è il grembo da cui nascono i nuovi figli di Dio. Bisogna renderlo bello, ben visibile, deve essere caro a ogni cristiano, perché per ogni cristiano è la sorgente della vita. Nel libro di Ezechiele (cap. 17) il profeta narra una visione che è come un preannuncio dell’acqua battesimale. Dal lato destro del tempio scaturisce acqua, che aumenta fino a diventare un fiume, che risana ogni cosa: il terreno, gli animali e gli alberi che producono foglie medicinali. Per l’evangelista Giovanni il vero tempio è Gesù crocefisso: dal suo fianco, squarciato dalla lancia del soldato, sgorgano sangue e acqua, simbolo dei sacramenti della Chiesa. 21 vita di comunità Per il cristiano il battesimo è il dono più grande che rende figli di Dio, come la nascita dal grembo materno ci ha donato la vita umana. Entrando in chiesa il fedele si segna con l’acqua benedetta, a ricordo del battesimo, e come invito a rinnovarci nella grazia che ci purifica e salva. Il confessionale è come il prolungamento del battistero: nel Sacramento della Riconciliazione ci viene donata nuovamente la Grazia, quando la perdiamo a causa del peccato. L’ambone L’ambone è il luogo dal quale viene proclamata la Sacra Scrittura. È collocato in alto, ben visibile, perché l’assemblea liturgica sia raggiunta e interpellata dalla Parola di Dio. Ogni domenica ci riuniamo nella chiesa dove la Parola di Dio viene proclamata con brani propri per ogni celebrazione. Il popolo cristiano è chiamato ad ascoltare e accogliere la bella notizia che annuncia l’amore di Dio e le opere meravigliose che ha compiuto per noi. Non si può essere cristiani credenti senza curare la familiarità con la Parola del Signore. San Girolamo era solito dire: «L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo». Troppo spesso ci perdiamo in chiacchiere superficiali e diventiamo vuoti, fatui, disorientati nella vita. L’altare L’altare ha la forma di una tavola, che ci ricorda e ci rende partecipi alla mensa dell’Ultima Cena. In ogni casa vi è la mensa dove si mangia insieme e si rinnovano i vincoli di fraternità. Ci si accoglie, si parla, si ascolta, ci si serve reciprocamente. Dio Padre raccoglie i suoi figli alla sua mensa, per donarci il corpo e sangue del suo Figlio, sorgente di amore e di vita. San Paolo rimprovera duramente i cristiani di Corinto, perché prendono parte alla mensa del Signore, ma rimangono divisi tra di loro, formando gruppi separati e contrapposti. Così facendo voi non mangiate più la Cena del Signore. Il Tabernacolo e la piazza Il tabernacolo custodisce la santa Eucaristia, ma il Signore non intende rimanere prigioniero in chiesa: ama andare fuori, in mezzo agli uomini. Nella festa del Corpus Domini il santissimo Sacramento viene portato per le strade, là dove la gente vive, lavora, soffre, ama… Ogni domenica l’Assemblea liturgica, al termine della messa, viene inviata nel mondo: Andate sulla piazza del mondo, ad annunciare, testimoniare, donare agli uomini la fede che illumina tutta la vita, la gioia di aver incontrato Gesù insieme ai fratelli. Don Ezio Bolis 22 vita di comunità Le riflessioni di Don Egidio Todeschini per il 150° della Chiesa Parrocchiale Spunti di riflessione… Omelia proposta da Don Egidio Todeschini Spunti di riflessione… Omelia proposta da Don Egidio Todeschini Lo scorso anno in Italia abbiamo celebrato il 150° anniversario dell’Unità nazionale. Oggi noi a Berbenno celebriamo il 150° della nostra chiesa parrocchiale consacrata dal vescovo Pietro Luigi Speranza nel 1862, proprio il 15 luglio. È con emozione profonda che presiedo questa celebrazione in questa nostra stupenda chiesa parrocchiale. Penso in questo momento ai sacerdoti di Berbenno che hanno voluto e realizzato questa chiesa e a coloro che negli anni seguenti l’hanno custodita e abbellita di opere d’arte. Ma penso soprattutto ai tanti sacrifici dei berbennesi che hanno voluto questa Chiesa e hanno lavorato per realizzare quest’opera, che è indubbiamente l’opera di maggior rilievo del nostro paese. Ma veniamo alla Parola di Dio. Le chiese sono necessarie? Dio abita dappertutto: Dio è in cielo, in terra e in ogni luogo. Tutto è casa di Dio. E Dio può e deve essere adorato dappertutto. Lo diceva anche Gesù alla Samaritana: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre… Viene l’ora - ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano». Sulla base di questo, molti dicono che non sono necessarie le chiese, perché Dio si può adorare dappertutto. Ma le chiese non sono inutili. Esse sono i luoghi in cui i figli di Dio sono riuniti come in una famiglia da Gesù Cristo, si ritrovano e pregano insieme, con cuore riconciliato, concorde e solidale. Per questo i cristiani, fin dall’inizio hanno costruito luoghi di riunione fraterna, per celebrare insieme l’Eucaristia. Per questo i nostri antenati, 150 anni or sono, hanno voluto e costruito una chiesa così bella. E non finiremo mai di esser loro riconoscenti per questo. 23 vita di comunità La vera abitazione di Dio Ma fin dagli inizi dell’era cristiana è stato chiaro che quello che conta non è l’edificio chiesa, ma è la comunità stessa. E si è capito subito che tra l’edificio sacro e la comunità che vi si riunisce c’è una somiglianza. San Paolo scrive alla comunità di Efeso: «Voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù; in lui anche voi venite edificati insieme per divenire abitazione di Dio per mezzo dello Spirito» (Ef. 2,19-22). Una festa per pensare Questo ci porta a fare le riflessioni che ritengo centrali per questa festa di oggi. La celebrazione del 150° anniversario della consacrazione della chiesa parrocchiale ci impegna a ravvivare il senso di appartenenza alla comunità cristiana, a rafforzare l’unione spirituale di questa comunità in Cristo Gesù. Il Signore Gesù desidera vedere incontrarsi qui un popolo sempre più unito, riconciliato, concorde, solidale, operoso nell’impegno di creare il Regno di Dio nel nostro territorio. La chiesa nei Padri della fede I Padri della Chiesa ci offrono una profonda riflessione sul rapporto tra l’opera di costruzione dell’edificio chiesa e l’edificazione della comunità cristiana. Ascoltiamo il discorso che S. Agostino rivolgeva ai fedeli, nel giorno della consacrazione della loro chiesa: «Quello che qui avveniva mentre questa chiesa si innalzava, si rinnova quando si radunano i credenti in Cristo. Mediante la fede infatti essi divengono materiale disponibile per la costruzione, come quando gli alberi e le pietre vengono tagliati nei boschi e dai monti. Quando vengono catechizzati, battezzati, formati, sono come sgrossati, squadrati, levigati fra le mani degli artigiani e dei costruttori». Ma anche Origene stabilisce un rapporto necessario tra la chiesa e la comunità: «Come per le pietre materiali del tempio vediamo che si pongono a fondamento le più solide e le più resistenti, così avviene anche per le pietre vive. O ascoltatore sappi che Cristo stesso è il fondamento dell’edificio che stiamo descrivendo». Così, in questi 150 anni, i sacerdoti e gli operatori pastorali hanno lavorato instancabilmente per la costruzione di una comunità vera, viva, bella, unita nella lode del Signore e nella testimonianza cristiana. E questa dovrà essere anche la nostra unica preoccupazione. Il vero valore della Chiesa Ascoltiamo la testimonianza del grande Vescovo e Martire dei nostri tempi che fu il vescovo Oscar Romero: «Fratelli, non valutiamo la Chiesa per quantità della gente, né valutiamola per edifici materiali. Ciò che importa siete voi, le persone, i cuori, la grazia di Dio che ridà la verità e la vita di Dio. Non valutatevi per la moltitudine, ma per la sincerità del cuore con cui seguite questa verità e questa grazia del nostro Divino Redentore». Una festa per dire grazie Ogni messa è un rendimento di grazie al Signore. Oggi intendiamo ringraziarlo per tutti coloro che hanno lavorato per la costruzione della nostra chiesa e per la vita della comunità. In questa chiesa generazioni intere di berbennesi sono rinati nel Battesimo, hanno ricevuto la Prima Comunione e la Cresima. Davanti a questo altare chissà quante coppie di sposi hanno consacrato la loro unione nel Matrimonio fondando una nuova famiglia. Alcuni di noi, chiamati al sacerdozio, abbiamo celebrato la Prima Messa. E quanti han ricevuto l’ultimo saluto della comunità e la benedizione cristiana prima di ritornare per sempre al Signore! La testimonianza viva di tanti nostri fratelli di ieri e di oggi ci chiama a rinnovare il nostro impegno per costruire una comunità credente e viva, tesoro altrettanto e ancor più prezioso della chiesa di cui possiamo andare orgogliosi. Al Signore ma anche a loro va tutta la nostra gratitudine. Don Egidio Todeschini 24 24 vita di comunità Spunti di riflessione… Esortazione rivolta ai fedeli da Don Egidio Todeschini al termine della processione Mi ha sempre meravigliato la processione come testimonianza di fede popolare e comunitaria. Un paese intero partecipa e assiste alla processione: gesto di fede che accoglie il Signore o la Vergine o i Santi sulla strada, nelle case, nei luoghi dove le persone lavorano, vivono, soffrono. È una richiesta di benedizione per tutti i luoghi abitati. Durante la processione quanti gesti di fede vengono mostrati e vissuti! Una festa per ricordare Cari berbennesi, ecco il mio pensiero dapprima a questa chiesa, di cui celebriamo il 150° anniversario della consacrazione. La vita di molti di noi si è svolta qui. Per parte mia io ricordo il mio Battesimo, il giorno della mia Cresima, gli anni del catechismo in preparazione alla Prima Comunione, gli anni in cui servivo la messa come chierichetto. Ma ricordo anche la piazza piena di gente dopo la dottrina della domenica e nei giorni di festa e, perché no, la bancarella del Pacek; poi ancora ricordo l’incanto delle stanghe, il palo della cuccagna, le suonate trionfali della banda, le solenni processioni. In questa chiesa abbiamo accompagnato tante persone per presentarle al Signore nell’incontro definitivo con Lui. E ricordo, come fosse ieri, la mia Prima Messa, celebrata nella festività dei Santi Pietro e Paolo. La nostra vita in parte si è svolta qui, intorno a questo altare e all’ombra del campanile. È vero, non per tutti. Ci sono alcuni che si tengono ormai lontani dalle porte della chiesa. Ma come 25 25 vita di comunità sarebbe bello se ognuno venisse a riempire il suo secchio alla fontana del villaggio (così Papa Giovanni chiamava la parrocchia): i bambini a riempire di gioia il loro secchiello; i giovani a riempirlo di amore; gli adulti di capacità creativa; gli anziani di speranza contro ogni evidenza. La porta della chiesa, come la porta di casa, è aperta per tutti: qui si entra per attingere alle sorgenti della salvezza e per trasformare in preghiera tutta la nostra vita. Qui si entra per incontrare Dio, da qui si esce per portare amore ai fratelli. La protezione di Maria La Madonna del Carmine, che pure festeggiamo, certamente non ci lascerà mancare il suo aiuto. Ella ci indica la strada che dobbiamo seguire. E qual è la strada? Maria ripete a noi l’invito rivolto ai servi alle nozze in Cana di Galilea: «Fate tutto quello che Egli vi dirà». Facciamo sempre tutto quello che il Signore ci dice, mettiamo in pratica i suoi precetti e sentiremo che la nostra vita diventa forte, in mezzo alle prove e alle tribolazioni, perché costruiamo la nostra vita sulla roccia. Maria continua a ripeterci: «Fate quello che il Signore vi dice». Maria è presente tra noi: nei momenti della gioia, come alle nozze di Cana; nei giorni del dolore, come sul Calvario; nei momenti della preghiera, come nel Cenacolo. Tre gradini da salire Propongo tre esercizi da fare, tre gradini da salire per sperimentare personalmente la presenza di Maria nella nostra vita. Il primo e più semplice aiuto per sperimentare la presenza di Maria ce lo danno le immagini di Lei. E teniamo presente che, davanti alle immagini della Madonna, non è il nostro guardare che conta. Non siamo noi a guardare la Madonna: è Lei che guarda noi. Proprio così, come diciamo nella preghiera: Rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. La Madonna mi guarda, io sento la sua presenza; allora diventa per me importante incontrare il suo sguardo. Propongo di tenere i miei occhi fissi nei suoi. Il secondo gradino da salire è più impegnativo: entrare in comunione con Maria, attraverso legami di conoscenza e di scambio. Io imparo a vivere con Maria quando la sento come modello e come aiuto. Come modello: con la sua presenza Maria mi fa capire ciò che va e ciò che non va. Non si può essere suoi devoti e subito dopo vivere nell’ambiguità, nella superficialità, nell’ipocrisia. Come aiuto: se Gesù me l’ha data come madre, posso stare certo che è sempre vicina per aiutarmi. Il suo cuore materno è pieno di amore per ciascuno di noi e la sua intercessione è potente perché è la creatura più vicina a Dio. A questa madre buona, a questa madre potente mi rivolgerò spesso, ben sapendo che essa porterà la mia preghiera a Gesù impreziosita dal suo amore. Ma c’è un terzo gradino da salire per amare Maria nel modo più completo ed è: vivere Maria, ossia sforzarmi di vivere in tutto come Lei. Se mi sforzerò di imitare lei, la faccia che a Cristo più si somiglia (Dante), la prima e più perfetta discepola di Cristo, Ella ci condurrà sulla buona strada della piena fedeltà al suo Figlio. 26 vita di comunità Preghiera alla Madonna Termino con una preghiera. Una delle più importanti e famose dedicate alla Madonna del Monte Carmelo: è il Flos Carmeli (in latino, in italiano: Fiore del Carmelo). Fiore del Carmelo, vite fiorita, splendore del cielo tu solamente sei vergine e madre. Madre mite, pura nel cuore, ai figli tuoi sii propizia, stella del mare. Ceppo di Jesse, che produce il fiore, a noi concedi di rimanere sempre con te. Giglio cresciuto tra alte spine, proteggi anche le menti fragili e dona aiuto. Forte armatura dei combattenti, la guerra infuria, poni a difesa il tuo scapolare. Nell’incertezza dacci consiglio, nella sventura dal cielo impetra consolazione. Madre e Signora del Carmelo, di quella gioia che ti pervade sazia i nostri cuori. O chiave e porta del Paradiso, fa’ che anche noi giungiamo dove di gloria sei coronata. Amen. Don Egidio Todeschini Incontro dei preti del vicariato del 14 luglio 27 vita di comunità Concerto serale del 14 luglio Processione di San Giovanni 28 vita di comunità Messa al Cat I l giorno di Ferragosto è, per tradizione, consacrato a S. Maria Assunta in Cielo, a cui è dedicata una piccola chiesa che si trova al confine tra Blello e Berbenno, vicino all’ex ristorante CAT che ora ospita le attività dello Spazio Circo Ambaradan. La Santa Messa, quest’anno, si è svolta la sera del 14 agosto ed è stata vissuta con molto raccoglimento da tutti i fedeli che, come sempre, hanno saputo valorizzare l’importanza di questa chiesa come luogo di culto per le frazioni più alte del paese. Maria Locatelli San Rocco I l 16 Agosto, nella frazione di Ca’ Passero, si è svolta la tradizionale festa di San Rocco, presso la chiesetta a lui consacrata. Il tutto è iniziato alle 15:00 con la celebrazione della Santa Messa, presieduta da Don Donato Baronchelli e Don Ro- meo Todeschini. La giornata, nonostante le previsioni, è stata calda e soleggiata. Dopo la messa c’è stata la tradizionale processione, con la statua del santo guaritore, accompagnata dalla banda Giuseppe Verdi di S. Omobono Terme. Il giro è stato più corto del solito perché c’erano pochi uomini disposti a portare la statua. Dopo la processione c’è stato un momento familiare vissuto in cordiale amicizia sul sagrato della chiesa. Non poteva mancare il gioco della ruota, con ricchi premi vinti dai soliti fortunati (forse sì, forse no). Questa festa è da sempre un’occasione per chi abita nella contrada di rivedersi, di aver notizie degli altri e di lasciarsi andare ai vecchi ricordi visto che, come si sa, con la vita frenetica dei giorni nostri è difficile riuscire a incontrarsi come in passato. Questa occasione gioiosa porta però a chiedersi: chi fu San Rocco di Montpellier? San Rocco nasce nel 1295 a Montpellier (in Francia) da una delle famiglie più in vista della città. Non ancora ventenne, 29 vita di comunità rimane orfano. Ha comunque la possibilità di vivere nella ricchezza e nel prestigio del suo casato, ma preferisce distribuire tutti i suoi beni ai poveri e abbracciare il francescanesimo. Povero e sconosciuto, diventa pellegrino. Le vie di tutta Europa erano allora percorse da moltissimi religiosi che, per adempiere un voto, ricevere indulgenze o, per propositi di santificazione, si mettevano in viaggio, confidando nell’aiuto di Dio e nella carità dei fratelli. Rocco diventa uno di questi pellegrini, iniziando la sua avventura spirituale verso Roma. Sono gli anni della peste nera e chi è così coraggioso da dedicarsi ai malati mettendo a rischio la propria vita viene sempre accolto a braccia aperte. Rocco decide di svolgere proprio questo compito. Il suo operato si concentra prima a Roma e poi a Piacenza, città particolarmente colpita, dove poi contrae anche lui la peste. Respinto dal popolo che prima aveva aiutato, si rifugia in una casupola abbandonata vicino a una sorgente. Al cibo provvede Dio in modo singolare: un cane, appartenente al nobile Gottardo Pallastrelli, porta al Santo ogni giorno un pezzo di pane proveniente dalla tavola del suo padrone. Egli, incuriosito, un giorno lo segue e così scopre il rifugio di Rocco, lo prende con sé e lo cura. Una Festa della Cornabusa 30 volta guarito, il santo opera ancora per qualche tempo a Piacenza, per poi ripartire verso nord. Presso Angera viene arrestato col sospetto di essere una spia e rinchiuso in una fortezza per cinque lunghi anni. Lì muore nel 1327. In occasione del Concilio di Costanza (1414) scoppia un’improvvisa ed eccezionale pestilenza che getta nello sgomento vescovi, imperatori, principi e teologi. Si decide di sospendere il concilio per dare a tutti la possibilità di salvarsi, ma qualcuno suggerisce di ricorrere all’intercessione di Rocco. Si comincia allora a invocare il pellegrino francese. Federica Salvi Angolo missionario Angolo missionario Il gruppo missionario ringrazia chi, con l’acquisto di torte o di beni da altre bancarelle estive, ci permette di sostenere alcune iniziative, scelte dalle nostre suore missionarie. Carissimo gruppo missionario, vi ringrazio per l’adorazione eucaristica fatta il giorno del mio sessantesimo di vita religiosa missionaria. L’Eucarestia è stata celebrata da Sua Ecc. Mons. Michael Louis Fitzgerald, Nunzio Apostolico in Egitto. Poiché eravamo in due, il Celebrante parlando di Nozze di Diamante ci ha paragonate a due diamanti che il gioielliere (il Signore), durante i sessant’anni spesi per Dio e la Missione, ha intagliato per renderli sempre più atti per procurare l’avvento del Suo Regno nel mono. Io sto bene e così spero di voi. In comunione di preghiera, unita alla mia Comunità, vi saluto e abbraccio, Sr Margherita Filippi (suora missionaria comboniana in Egitto) Il Cairo, 23/05/2012 Carissimi amici del gruppo missionario, scrivo per ringraziarvi e per ringraziare per primo il signor Parroco Don Giovanni Coffetti, con voi, assieme a Don Romeo, Maria Pia, Anna Maria, Adelina, Rosaria e Germana. Vi ringrazio delle preghiere, dell’adorazione nella cara chiesetta della Madonna per me, per i Sacerdoti, Religiosi/e e soprattutto per le Vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Grazie! I miei superiori hanno deciso di cambiarmi casa e attività, qui stavo troppo bene… Vado ad Alessandria d’Egitto in un grande dispensario, sempre affollatissimo, tanto lavoro soprattutto d’estate e tanti poveri. Sono già stata là per cinque anni (due di lavoro e tre come responsabile). Mi hanno chiesto di tornarci ancora per aiutare la suora che è sul posto. Ho accettato ma pensate che a 85, quasi 86, anni ce la farò? Altrimenti ritornerò al mio posto o quello che Dio vuole. Spero di essermi spiegata. Vi saluto tutti, vi porto nel cuore e nella Preghiera, con affetto, Sr Margherita Filippi (suora missionaria comboniana in Egitto) Atemajac del Valle, 29/05/2012 Carissimi amici del gruppo missionario, ho la gioia di comunicarvi che finalmente abbiamo inaugurato l’opera realizzata grazie alla generosa collaborazione di tante persone, comunità e Gruppi Missionari come voi. Abbiamo scelto la data del 24 maggio perché per noi è il giorno della nascita della nostra Famiglia Missionaria, inoltre quest’anno stiamo ricordando i 200 anni dalla nascita del nostro fondatore, Padre Giacomo Spagnolo. Qui in Messico, in questa ricorrenza, invitiamo sempre tutti i nostri amici e benefattori per celebrare questo giorno. In realtà, i lavori non sono finiti e purtroppo la cappella non è pronta, però abbiamo celebrato la Santa Messa nel salone perché volevamo inaugurare in questa data importante. Sappiate che abbiamo pregato per tutti voi e per coloro che con la loro solidarietà permettono la realizzazione di questi progetti. Abbiamo dato al Centro di Formazione e Animazione Missionaria il nome di Maria, Regina della Missione. Vi inviamo alcune foto perché possiate partecipare della nostra gioia e per farle vedere a chi ha collaborato. Dio benedica e ricompensi, come solo Lui può fare, la vostra generosità che darà molti frutti per l’evangelizzazione e per i nostri adolescenti e giovani. 31 Angolo missionario Con tanta riconoscenza, anche a nome di tutte le Missionarie Saveriane presenti in Messico auguro ogni bene a tutti voi, Teresa Rinaldi (economa della Delegazione del Messico, missionaria di Maria in Messico) Roma, 18/06/2012 Carissimi amici del gruppo missionario, come state? Desideravo ringraziarvi della somma di denaro che anche quest’anno ci avete donato. Grazie di cuore! Li useremo per contribuire alle spese, della scuola, delle sorelle che studiano. Quest’anno erano in atto e ora sono ormai agli esami finali. Penso che anche voi con l’arrivo dell’estate ridurrete le vostre attività e incontri, per poter riprendere poi in settembre con più energie e più entusiasmo. Ancora una volta grazie di tutto, vi ricordo e vi accompagno con la preghiera. Ciao, Imelda Locatelli (Missionaria di Maria a Roma) Lomé, 30/07/2012 Cari del gruppo missionario, vario tempo fa suor Anna Filippi mi ha fatto pervenire una vostra offerta e io le ho risposto ringraziandola, ma mi sembra importante farlo anche con voi, visto il vostro gesto. Sono un missionario comboniano di Brembilla. Anni fa sono stato a Venegono Superiore con dei nostri novizi ed è lì che ho incontrato suor Anna. Un anno, mi ricordo di aver condotto da voi in un incontro P. Antonio Colombo, ora defunto, che a quel tempo era in carrozzella. Io me n’ero andato a salutare i miei. Io non vi conosco, ma posso dire di essere legato a Berbenno da vincoli spirituali. È stato il defunto P. Andrea Filippi, fratello di suor Anna, che nel lontano 1961 è passato da Brembilla e che con il suo entusiasmo mi ha scosso, proponendomi l’ideale missionario ed è stato lì che ha preso inizio la mia vocazione missionaria. Nel mio cammino ho conosciuto e stimato P. Lino Salvi. E nei tempi passati, durante le vacanze, mi è capitato varie volte con i miei genitori di venire a piedi a Berbenno e di passare nel cimitero per dire una preghiera anche per i Padri Rebucini, che mio padre conosceva bene. La mia vita missionaria l’ho trascorsa nella Repubblica Centroafricana. Sono ripartito l’ultima volta nel 2005 e ancora una volta mi sono ritrovato a occuparmi della formazione dei nostri candidati comboniani. Come mai mi ritrovo adesso in Togo? A causa di problemi della Chiesa africana, qualche anno fa, Roma ha chiuso il Seminario Maggiore di Bangui e i nostri seminaristi si sono ritrovati a casa, con prospettive incerte per il futuro. Per questo ho chiesto ai confratelli del Togo se non potevano accoglierci da loro. Alla loro riposta positiva, io e sei seminaristi siamo partiti, per poter compiere il ciclo filosofico di tre anni. Due anni sono passati e ora ci resta il terzo anno. E poi si ritornerà, loro nel loro cammino di noviziato e io in quello che la Provvidenza vorrà. La mia missione è quella di accompagnare, di consigliare, di guidare questi miei postulanti ed è quello che cerco di fare assecondando la grazia di Dio. È chiaro che anche in questo settore della vita missionaria ci sono delle spese e vi ringrazio per la vostra sensibilità. Spesso si è più sensibili ad aiutare altri campi della missione: la sanità, la scuola, ma se domani avremo anche dei buoni preti e dei santi missionari sarà tanto di guadagnato. Io vi ringrazio per il vostro gesto. L’anno prossimo, in estate, dovrei venire in vacanza. Passerò certamente da voi per salutarvi. Un caro saluto al vostro parroco. Vi ricordo nella preghiera, Padre Benedetto (missionario comboniano del Cuore di Gesù nel Togo) 32 PER CONOSCERE LA MESSA PER CONOSCERE LA S. MESSA Rubrica curata da don Romeo Todeschini Per conoscere la S. Messa P rosegue qui la breve presentazione a cura di Don Romeo del rito della Messa e dei suoi significati, che rivelano il mistero di Cristo, che si rende presente, e ci rende partecipi del suo sacrificio d’amore per il Padre e per gli uomini. Nel bollettino di maggio abbiamo parlato dei riti di introduzione, in questa seconda parte si parla invece della liturgia della parola. La liturgia della Parola I riti di introduzione della Messa terminano con l’Amen della Orazione d’inizio: esso sta a indicare che l’assemblea dei fedeli è pronta ad accogliere i doni di Dio che le porteranno la liturgia della Parola e la liturgia eucaristica. Al centro della prima si trova la parola di Dio raccolta nelle letture bibliche accompagnate da canti e seguite poi dall’omelia, dalla professione di fede e dalla preghiera dei fedeli. Le letture bibliche nelle domeniche e nelle feste sono tre: la prima è ripresa dall’Antico Testamento (eccetto che nel tempo pasquale) ed è seguita dal Salmo responsoriale; la seconda è ripresa dagli scritti apostolici del Nuovo Testamento e seguita dall’Alleluia, la terza proviene sempre dai Vangeli. È molto importante capire bene quale sia il significato di questa parte della santa Messa e quale atteggiamento di partecipazione vi sia richiesto. Il lezionario della settimana (feriale) comporta una sola lettura prima del Vangelo, presa dall’Antico o dal Nuovo Testamento. Il ciclo di letture domenicali si sviluppa in tre anni e ciò permette ai fedeli un contatto piuttosto ampio con l’intera Scrittura; quello settimanale si sviluppa in due anni per quel che riguarda la prima lettura e in uno solo per il Vangelo. La parola di Dio trova il suo ambiente privilegiato di proclamazione nella Liturgia. Nelle diverse celebrazioni, e specialmente nella Messa, è Dio che ci parla, Dio che ci dà la buona notizia della salvezza in Gesù Cristo, annunciata dai patriarchi e dai profeti e continuata dagli apostoli. Le letture si presentano come l’incessante iniziativa di Dio che ci offre la sua Alleanza, perché condividiamo la sua vita trinitaria. Se Dio parla all’assemblea dei suoi fedeli, l’atteggiamento da tenere è l’ascolto, così come è importantissimo che quanto è contenuto nelle letture venga proclamato con voce alta e chiara. Il lettore ha il compito di fare da portavoce di Dio, di rendere intelligibile la parola detta una volta da Dio, poi scritta e ora nuovamente detta. Questa va ascoltata, e non letta dai singoli fedeli; bisogna porsi in atteggiamento di uditore attento e partecipe perché la parola risuoni al nostro orecchio e arrivi fino al cuore, suscitando in ciascuno la risposta di adesione. 33 PER CONOSCERE LA MESSA Le letture Le letture, scelte dalla Sacra Scrittura, con i canti che le accompagnano, costituiscono la parte principale della Liturgia della Parola. L’omelia, la professione di fede e la preghiera dei fedeli sviluppano e concludono tale parte. Il salmo, intercalato tra le letture e scelto in relazione con esse, è come la meditazione suggerita da Dio che prolunga la lettura appena conclusa e prepara quella che segue. Il salmo è disposto per gruppi di versetti o strofe, dopo i quali l’assemblea dei fedeli ripete ogni volta il ritornello, come sua risposta di lode, o supplica, o ringraziamento al Signore. Non può essere sostituito da un canto qualsiasi. Alleluia è una parola di origine ebraica che significa lodate il Signore; è un’espressione gioiosa, un’acclamazione di lode e riconoscenza a Dio. L’Alleluia è seguito da un versetto che spesso proviene ugualmente dai Salmi o dal Vangelo che segue. Alla lettura del Vangelo si deve il massimo rispetto; lo insegna la liturgia stessa, perché la distingue dalle altre letture con particolari onori: sia da parte del ministro incaricato di proclamarla, che la prepara con la benedizione e la preghiera, sia da parte dei fedeli, i quali, con le acclamazioni, riconoscono e professano che Cristo è presente e parla a loro, perciò lo ascoltano stando in piedi, sia per mezzo dei segni di venerazione che si rendono al libro dei Vangeli, come l’incenso. 34 L’omelia ha lo scopo di rendere attuali le letture appena ascoltate dall’assemblea e, perciò, è collegata alla parola di Dio. Il Credo è composto da citazioni bibliche ed è una confessione pubblica e comune, una gioiosa proclamazione di fede, di adesione a quanto Dio ci ha rivelato nella parola biblica e specialmente in quella evangelica. La preghiera dei fedeli è la preghiera universale che esprime le necessità di tutta la Chiesa e del mondo; è posta al termine della liturgia della parola (dopo il Credo) e comprende l’intervento iniziale e conclusivo del sacerdote, una serie di intenzioni particolari, intercalate dall’invocazione dell’assemblea. La preghiera dei fedeli deve essere attuale e viva, contrassegnata da un clima di profonda partecipazione e da un atteggiamento di grande attenzione e solidarietà verso le necessità della Chiesa e del mondo intero. La preghiera dei fedeli costituisce un opportuno passaggio dalla liturgia della Parola, che essa conclude, alla liturgia Eucaristica che è il momento centrale e culminante della Messa. Nel prossimo numero parleremo della Liturgia Eucaristica. DIARIO DELLA COMUNITA Punti di vista sul C.R.E. 2012 Passpartù Da lunedì 18 luglio, noi animatori di Berbenno e Selino Alto abbiamo iniziato il percorso di formazione di due settimane, che, attraverso attività, riflessioni e dibattiti, ci ha preparati per il periodo di C.R.E. con i ragazzi. Fin dal primo giorno abbiamo capito che il nostro ruolo era fondamentale e la quasi totale assenza di adulti significava per noi avere più responsabilità nei confronti dei ragazzi. Nell’arco delle due settimane siamo stati messi alla prova in più occasioni e sotto diversi aspetti da Don Giovanni e dagli animatori maggiorenni. Abbiamo dovuto mostrare come sapevamo organizzare un’attività e l’impegno e la grinta che impiegavamo in attività a noi più o meno gradite. Tutto questo attraverso un grande gioco a Bergamo, dove dovevamo gestirci autonomamente portando a termine diversi compiti. Durante queste settimane le difficoltà non sono sicuramente mancate: all’inizio noi animatori (specialmente i più giovani) eravamo un po’ spaesati e preoccupati per le responsabilità che ci erano state affidate, però piano piano ci siamo abituati e abbiamo conquistato fiducia in noi stessi. Durante il mese di C.R.E. dei ragazzi i frutti portati dal periodo di preparazione si sono fatti sentire: infatti siamo riusciti a collaborare in maniera molto buona tra di noi, a gestire le varie situazioni e a giocare con i ragazzi. Durante i primi giorni sono sorte alcune problematiche, che però sono state risolte discutendo e confrontandoci sia tra di noi sia con Don Giovanni. Sicuramente questa nuova esperienza di C.R.E. ha portato parecchi benefici, sia per noi sia per i ragazzi. Noi animatori siamo cresciuti per quanto riguarda il senso di responsabilità, la capacità di gestire situazioni particolari e quella di saper aiutare e far divertire un gruppo di ragazzi. I ragazzi invece hanno potuto vivere esperienze nuove (come le gite in montagna) senza avere costantemente i genitori al seguito e ciò li ha fatti sentire più liberi; questo senso di libertà non è stato scambiato come un’autorizzazione a fare quello che si vuole, ma solamente un divertimento un po’ più libero e spensierato durante le vacanze estive! Simone Filippi (animatore) 35 DIARIO DELLA COMUNITA Q uest’anno noi bambini di Selino Alto e Berbenno ci siamo uniti in un grande C.R.E. e abbiamo collaborato per un’estate indimenticabile. Noi di Selino Alto avevamo un pullmino che ci portava a Berbenno, dove ci trovavamo con altri bambini per iniziare il C.R.E. Il primo giorno siamo saliti in oratorio e ci hanno divisi in due gruppi: i piccoli e i grandi. Io ero nei piccoli. Poi abbiamo imparato l’inno che s’intitola come il C.R.E., Passpartù, ma c’erano altre canzoni come l’Alfarock. Abbiamo fatto molti giochi, ma i miei preferiti erano i giochi d’acqua: ci buttavamo palloncini e ci bagnavamo a vicenda. Abbiamo fatto molte gite. La mia preferita è stata all’Acquasplash. È stata un’esperienza indimenticabile. Cristina Rota (bambina di quinta elementare) Q uest’anno noi ragazzi abbiamo avuto un’esperienza molto strana, diversa da ogni stile di c.r.e. a cui eravamo abituati. Chi ci ha dato l’occasione di vivere questa esperienza è stato Don Giovanni. Grazie a lui siamo riusciti a socializzare con i ragazzi di Berbenno (e i ragazzi di Berbenno con noi di Selino Alto). Per esempio, io non conoscevo neanche i ragazzi di Berbenno e solo dopo il primo ritrovo con i ragazzi di prima media e la pizzata con i ragazzi di prima e seconda media mi sono fatto un’idea. Mi è piaciuto molto andare al c.r.e. a Berbenno perché per la prima volta sono andato con un pullmino per il paese. Un’altra cosa che di solito non facevamo era la merenda offerta dall’oratorio. Quest’anno non abbiamo scelto i nomi delle squadre in base al colore dei cappelli (che non avevamo neanche) ma i nomi erano legati al tema di quest’anno: la parola. Le squadre infatti erano: Gossip, Magazine, Words e News. Per la maggior parte della giornata facevamo tornei di pallavolo, di calcio e di hockey. Il premio per la squadra vincitrice era un viaggio gratis a Caneva. Questo ha creato molta competitività tra le squadre perché andare a Caneva gratis non era una cosa di tutti i giorni! Io guardavo con invidia il premio di mio fratello (che era arrivato primo) ma poi mi sono rassegnato. Quest’estate abbiamo avuto dei cambiamenti positivi ed è solo grazie a Don Giovanni che ho creato nuovi rapporti con i ragazzi di Berbenno. Giacomo Baitelli (ragazzo di seconda media) Sei andato al C.R.E. questa estate e ti piacerebbe avere delle fotografie come ricordo di questa bella esperienza? Per raccogliere tutto il materiale fotografico è stato realizzato un DVD che può essere acquistato con una piccolissima offerta. Se ti interessa averne una copia, scrivi a [email protected] e [email protected]. 36 DIARIO DELLA COMUNITA Baby C.R.E. L’ estate 2012 ha visto, tra le varie iniziative proposte dalla parrocchia, lo svolgersi di un Baby C.R.E., presso la scuola materna, ideato per i bambini dai 3 ai 6 anni. Le attività si sono svolte dal 2 al 27 luglio, nel pomeriggio. Al progetto hanno partecipato circa 33 bambini, seguiti dalla maestra Elena e da Suor Santina. Numerose sono state le attività proposte, come quelle manipolative, realizzate grazie all’utilizzo di sassi, carta, pongo e sabbia. Inoltre, si è dato spazio alla fantasia con i dipinti con le tempere e una settimana ha avuto come tema centrale quello degli strumenti musicali, suonati da tutti con gran divertimento e chiasso. Visto il clima caldo, è stato possibile realizzare anche giochi nel parco con le piscinette e poi sono state raccontate anche molte storie, insegnate filastrocche e canti. Non sono mancati, ovviamente, dei momenti di preghiera. Il Baby C.R.E. è terminato in concomitanza con la fine del C.R.E. estivo, la cui festa è stata aperta proprio dai più piccini, che hanno eseguito qualche canto. Tutte le attività sono state svolte con l’obbiettivo di far socializzare i bambini e di educarli al rispetto degli altri, degli ambienti comuni e della natura. Grazie al fatto che al Baby C.R.E. hanno partecipato anche bambini di Selino Alto o che frequentano l’asilo di Ponte Giurino, è stato possibile per tutti fare nuove amicizie. Quella di quest’anno è stata la prima edizione del Baby C.R.E. (proposto dal parroco) e vista la grande soddisfazione di bambini e genitori si spera che venga riproposto anche l’anno venturo. Maria Locatelli 37 DIARIO DELLA COMUNITA Festa dell’Oratorio D a giovedì 26 fino a domenica 29 luglio, sulla nostra piazza, si è svolta l’annuale Festa dell’Oratorio. Durante la prima serata si è tenuta la festa conclusiva del C.R.E.; mentre negli altri tre giorni, a partire dalle 19:00, si aprivano le cucine e iniziava l’allegria. Parecchi volontari, distinguibili dalla maglietta azzurra, si sono affaccendati nel retro dell’oratorio per preparare casoncelli alla bergamasca, spaghetti allo scoglio, taglieri di salumi e formaggi, patatine fritte, polenta, carne alla griglia, dolci e altro ancora. Nel bar posto sotto il portico, invece, si spinava la birra, si versava il vino e si servivano le bibite. I tavoli con le panche in legno, disposti in file, sono bastati a malapena a contenere tutta la gente arrivata per cenare o, comunque, per passare in compagnia una serata stellata. Il venerdì, per i più piccoli, sono stati organizzati alcuni giochi a premi, come le freccette; mentre nelle serate di sabato e domenica la tombola e la ruota della fortuna hanno intrattenuto un po’ tutti con ricche vincite. Elemento comune a tutte le serate è stata la musica, proposta da due Dj. Quando veniva scelto uno dei tormentoni degli ultimi tempi (come Danza Kuduro, Waka Waka o Ai Se Eu Te Pegu), parecchi bambini e bambine si fiondavano sulla pedana della pista per ballarlo, seguen- 38 done la coreografia. La domenica invece è stata la serata del liscio! In una delle sale del centro parrocchiale, inoltre, è stato possibile visitare e far acquisti durante l’annuale mostra missionaria (nata con lo scopo di raccogliere fondi per le missioni) che propone vari articoli, come biancheria per la casa, gioielli, saponi e centritavola. Maura Locatelli DIARIO DELLA COMUNITA Campi estivi a Cavi di Lavagna A nche quest’anno, come è ormai consuetudine, si sono svolti i famosi campi educativi estivi per ragazzi a Cavi di Lavagna (Ge) e a Borgio Verezzi (Sv). Solitamente i campi erano due: il primo per i ragazzi dalla quinta elementare fino alla seconda media e il secondo per gli adolescenti dalla terza media in poi. Quest’anno però è stata inserita anche un’importante opportunità di convivenza, di pochi giorni ma veramente intensa, per i bimbi di terza e quarta elementare, i quali, come noi adolescenti, avranno senz’altro apprezzato luogo e compagnia! Il campo estivo per noi adolescenti è stato il primo. Quest’anno sono stati otto lunghi, intensi, a volte faticosi giorni. Abbiamo chiacchierato, ci siamo divertiti e presi in giro, abbiamo fatto la bella vita in spiaggia e poi abbiamo anche lavorato: solita routine quotidiana che però ci ha appagato molto, sia per le nuove amicizie, sia per la soddisfazione di aver concluso bene e serenamente di pulire i bagni o lavare gli innumerevoli piatti. Ognuno di noi è stato fondamentale, nel suo piccolo, perché tutto funzionasse, perché gli ingranaggi non si fermassero. Qualche incomprensione come tutti gli anni non ha tardato a sorgere, ma, imparata la lezione, tra noi ragazzi è filato tutto liscio come l’olio. è a Cavi che si scoprono le amicizie più grandi, le persone che desidereresti accanto per tutta la vita. A Cavi si canta, si balla, si gioisce, si piange, ma mai da soli, c’è sempre qualcuno vicino a te pronto a farti da coro, a consolarti o a mettersi a piangere con te. Questo è Cavi. 39 DIARIO DELLA COMUNITA Cavi sono i tuffi artistici e spericolati tentati dalla piattaforma galleggiante in mezzo al mare: tuffo in verticale, carpiato o di testa, quello che ci insegnava invano Filippo, un nuovo animatore che speriamo di rivedere al più presto. A Cavi si balla sulle colonne sonore del CRE o dell’estate e sulle stesse musiche si fanno finte sfilate di moda in costume o con l’asciugamano. Cavi è gelato a volontà e assalto alla gelateria migliore di Sestri Levante. Cavi è parlare sottovoce con il proprio vicino di letto di tutto e di più sino ad addormentarsi come angioletti sognando i nostri desideri più profondi spifferati poco prima. Cavi quest’anno è stato anche Montecarlo. Dopo un lungo e apprezzato viaggio in treno, che ci ha permesso di recuperare le ore di sonno perdute, abbiamo avuto la possibilità di visitare la ricchissima città stato, di camminare al porto rimanendo a bocca aperta davanti agli immensi yacht attraccati. Malgrado ci siano molti grandi palazzi, sono presenti anche vie molto carine e un paesaggio che dà sul mare a dir poco mozzafiato. La visita è piaciuta a tutti. Cavi è guardare film che ti insegnano ad apprezzare la vita e quello che hai. Cavi è costruire rapporti solidi che durano nel tempo. Cavi è venire svegliate alle sette di mattina con il Buongiorno principesse di Filippo. Del campo estivo dei ragazzi dalla quinta elementare alla seconda media è stato apprezzato particolarmente il cibo preparato con dedizione e passione dalle cuoche Egidia e Giusi, che sono riuscite a far mangiare persino mio fratello! La piattaforma è stata molto gettonata, luogo di gare dei tuffi più belli. I ragazzi si sono divertiti molto anche nel campetto di beach volley dove hanno imparato un nuovo gioco e un’altra esperienza di squadra diversa dalle solite cui sono abituati. Anche loro come noi adolescenti hanno lavorato, hanno pulito i bagni (operazione che alcuni di loro hanno trovato anche divertente), sparecchiato e lavato i piatti (attività che invece hanno detestato!). Insieme hanno guardato il film Karate Kid, giocato a calcio e a pallavolo nel cortile. Ma da quel che ho sentito sembra che la 40 DIARIO DELLA COMUNITA parte migliore della vacanza sia stata l’acquapark Bolle Blu dove hanno potuto scaricare tutta l’energia che era rimasta loro, aspettare l’onda sul bagnasciuga, farsi travolgere e spingere a fare capriole che non pensavano di saper fare. I ragazzi si sono affezionati ai propri animatori (Simone, Valentina e Cinzia) che con loro sono stati molto pazienti e premurosi. Per ultimo poi c’è stato il campo a Borgio Verezzi con i più piccoli di terza e quarta elementare. Immersi in un parco che faceva da sfondo alla casa dove hanno alloggiato, i ragazzi hanno passato giornate tra giochi (nascondino su tutti, in un parco dove trovarsi era veramente difficile) e bagni divertentissimi dove qualcuno ha superato anche la paura dell’acqua. In spiaggia poi non sono mancati i castelli da costruire, le partite a calcio e a tutto quello che si voleva visto che avevano una spiaggia dieci volte più grande di quella di Cavi nei campi precedenti. I ragazzi sono stati anche una sera a vedere il nuovissimo film Madagascar 3 – ricercati in Europa che ha fatto sbellicare dalle risate quasi tutti, tranne chi è riuscito ad addormentarsi! Che dire poi della serata al luna park o a mangiare il gelato presso la gelateria I peccati di gola! Insomma, tutto è stato bello e divertente (anche imparare a fare le pulizie) e tutti sperano di avere nuove occasioni per rivivere questa esperienza. Giulia Colombo 41 DIARIO DELLA COMUNITA Cantinfesta X edizione 42 DIARIO DELLA COMUNITA Poesie e racconti vincitori del concorso letterario Letterando Berbenno I l concorso letterario nazionale Letterando Berbenno quest’anno è giunto alla sua sesta edizione! I testi in gara sono arrivati da tutta Italia e alcuni anche da oltre i confini (uno da Bratislava e uno perfino dal Quebec)! La giuria ha vagliato i testi e stabilito i vincitori per le varie sezioni. Il 26 maggio è stata poi organizzata la premiazione durante la quale sono stati consegnati i premi e sono state lette le opere vincitrici. Qui di seguito, riporto i nomi dei vincitori e gli incipit dei loro brani. Per leggere le versioni integrali di questi testi vincitori e di alcuni altri segnalati, potete procurarvi l’antologia del premio, disponibile presso la biblioteca di Berbenno! Cappuccetto Rosso ormai cresciuta aveva sostituito il suo mantello rosso con un paio di scarpe “all star” rosso fiammanti. Frequentava il terzo anno di scuola superiore presso l’Istituto Tecnico Agrario ed il pomeriggio si incontrava con le sue più care amiche: Riccioli d’Oro che studiava per diventare una famosa parrucchiera dei V.I.P. e Cenerentola che a causa della convivenza con i Sette Nani, aveva deciso di iscriversi all’Istituto Alberghiero per imparare a cucinare sfiziosi pranzi veloci per così tante persone. […] Nella sezione Poesia Junior, invece, si è classificato primo Calandriello Michele di Taviano (LE) con La felicità in una famiglia. La felicità in una famiglia è una meraviglia è una fortuna gigante ed è molto importante. […] Per la categoria Racconto Adulti, l’oro della sezione racconti va a Caseri Alfredo di Villa d’Adda (BG) con Il muro. Prima classificata nella sezione Racconto Junior (fino a 14 anni) è Invernizzi Gloria di Brembate Sopra (BG) con La vera storia di Cappuccetto Rosso. Mi chiamo Yasser, come Yasser Arafat. Ho dodici anni e abito vicino al Muro. L’altro giorno mio fratello più grande, Mohàmmed, sedici anni appena compiuti, si è fatto saltare in aria imbottito di esplosivo, davanti ad una postazione di militari israeliani al valico di Karni, nella striscia di Gaza. Mamma dice che è morto da eroe per la Palestina. Alcuni amici dicono che è morto da eroe per il futuro del nostro Paese. Io penso che a sedici anni non si può morire così. […] 43 DIARIO DELLA COMUNITA L’argento va invece al racconto di Colombo Pierangelo di Casate Novo (LC), Il primo come l’ultimo. Le dita danzano leggere nella tastiera del computer. I polpastrelli ne sfiorano appena i tasti usurati, mentre gli occhi rapaci fissano severi il cursore pulsante che, lesto, semina ordinatamente una sequela di lettere sul foglio bianco. […] Il bronzo spetta infine a Dolci Monica di Ranica (BG) con il racconto Bianchi petali di rosa. La nebbia che saliva dalla Moldava si mescolava al vapore del mio alito e a quello dei mendicanti inginocchiati sul ponte. Il freddo congelava l’odore di fritto assorbito dai capelli e dalla divisa del fast food. Appena attraversato il ponte Carlo, il profumo di gulasch che usciva dalle osterie per i turisti della Mala Strana, mi provocava crampi di fame e di nostalgia. […] Per la categoria Poesia Adulti, il primo posto è di Cantini Aurora di Nembro (BG) con Luna di grano (“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”). Passi remoti strascicando i piedi, carovane di uomini, senza più sogni, senza più ritorno. […] 44 Secondo posto invece per Meneghetti Graziella di Rosà (Vicenza) con l’opera dal titolo Dalla finestra del cielo. Ad ogni chiarore d’alba bussi dalla finestra del cielo con piccoli colpi ai vetri e capriole di foglie il risveglio del sole […] Infine, terzo posto sul podio per Saguatti Piero di Bologna con Nei nidi. Nella stagione capovolta in cui le foglie secche baciano la terra spiccano alti i nidi sopra ai rami brulli, stinti e inanimati. […] Sentite congratulazioni per tutti i premiati e complimenti vivissimi anche a tutti gli altri partecipanti! Spero di avervi incuriosito e che andrete a leggere questi e gli altri brani inseriti nell’antologia. Un sentito ringraziamento va alla biblioteca comunale, al comune e alla pro loco di Berbenno che continuano a proporre iniziative come queste che sono vitali per il mondo della scrittura e soprattutto per quello degli esordienti. Un grazie va infine al consorzio BIM che ha patrocinato l’evento. Ora non resta che aspettare la prossima edizione! Romina Tamerici DIARIO DELLA COMUNITA Sö e sò de Berben Ricordando il passato tra le contrade I l 3 giugno scorso si è tenuta, a Berbenno, la rievocazione storica C’era una volta il nostro passato. L’iniziativa si proponeva l’obiettivo di far riviver per un giorno le atmosfere di un tempo, qui nella nostra valle, quando molti dei nostri cari erano costretti a emigrare alla ricerca di un lavoro che consentisse loro di dare un po’ di benessere ai propri cari, quando non c’era la TV a riempire le nostre serate e si ascoltavano i racconti dei vecchi, magari al tepore delle stalle, nelle fredde sere d’inverno. Si voleva, insomma, rispolverare un po’ della nostra storia, riproponendola come una occasione di festa. La proposta iniziale è nata dalla collaborazione tra la Biblioteca e l’assessore allo sport e alla cultura, Sergio Salvi, che hanno voluto, però, farne una iniziativa di tutti: appena abbozzata un’idea di programma, infatti, sono state contattate alcune persone per ogni contrada per coinvolgerle e l’idea è stata subito accolta e fatta propria da tutti con impegno ed entusiasmo. L’aspetto della partecipazione popolare è stato, forse, quello più incisivo, perché ha qualificato e arricchito la festa e la nostra esperienza di cittadini berbennesi: ogni persona ha avuto la possibilità di farsi coinvolgere, di dire la propria opinione e fare proposte, in- somma, di avere un ruolo attivo. Ne è uscita una bella giornata trascorsa in compagnia, a passeggio per le contrade più caratteristiche di Berbenno, arricchite da scene ben realizzate, ricostruite fedelmente, che ci hanno fatto sorridere, a volte, ma che soprattutto hanno commosso tutti, riportando alla nostra memoria ricordi di affetti perduti e lontani. C’è stato anche il tempo per una polenta e strachì, come si faceva una volta e come si ama ancora fare oggi, da queste parti, per lo meno... Possiamo affermare, quindi, che è stato un grande successo, culminato con la rappre- sentazione teatrale finale in piazza, dove la scenetta del nonno con la nipotina e quella della partenza degli emigranti ci hanno letteralmente strappato più di una lacrima e un sorriso. Questo il programma della giornata. • Partenza alle ore 9:00 dalla piazza di Berbenno. • Passeggiata per raggiungere la contrada Passarè, dove la tappa prevedeva la ricostruzione di una tipica atmosfera casalinga e di cortile. Sembrava la scena di un vecchio film, con mamme di una volta che accudivano piccoli marmocchi in culle di legno (non della Chicco!) e bambini che giovavano con giochi scomparsi da tempo. • Per le vecchie stradine del paese, poi, si risaliva a Ca’ Bafeno, dove, nella cornice della caratteristica piazzetta della contrada, sono stati fatti rivivere i lavori manuali di un tempo: le bestie da governare, la manutenzione dei poveri attrezzi e, ancora, il fieno, la legna, la polenta in quel vecchio stegnat... • Immancabile la visita alla cappella di San Giovanni Battista, che da sempre è stato adottato a patrono della contrada. • Si proseguiva poi per la contrada Piazzasco, dove sulla cornice dell’antico la- 45 DIARIO DELLA COMUNITA vatoio, si sono potute vedere scene di donne al lavoro per lavare i panni come si faceva una volta, bambino a bagno in tinozza d’epoca, uomini con abiti tradizionali e ancora attrezzi e mestieri di una volta... • A Ceresola la prima tappa è stata al campo sportivo, dove si è consumato un aperitivo, per arrivare, poi, al parco della ex-colonia per pranzare con l’immancabile polenta e strachì e visitare una ricostruzione fedele di una scuola d’altri tempi, arredata con i classici banchi con integrati i calamai, lavagne e quant’altro... • Ca’ Muschì infine, offriva una ricostruzione dei lavori della terra, con la scena del taglio del fieno ricostruita fedelmente e con caprette e pecore al pascolo! Anche qui tanti antichi mestieri, una gran quantità di vecchissimi attrezzi di cui, in alcuni casi, non ricordiamo più nemmeno il nome, bambine che suonavano il tradizionale sivlì e degustazione di pane col vino, come facevano i contadini. 46 • Per concludere, uno spettacolo di rievocazione in piazza, dove sono state preparate alcune scene davvero commuoventi: una scena di in primo piano di un nonno che sfoglia e commenta con la nipotina un vecchio album di fotografie, mentre sullo sfondo si staglia una scena di paese, in cui il brulicare disordinato iniziale, prende forma man mano e diventa una serie di scene diverse di uomini che salutano le proprie famiglie, per terminare nell’apoteosi della scena della partenza del pullman che porta via tutti questi uomini verso l’emigrazione, la lontananza, il lavoro. Non poteva mancare il ritardatario che corre appresso alla corriera con la valigia in mano legata con lo spago! Che bello! Molti di noi hanno trattenuto a stento le lacrime (forse io ne ho versata qualcuna...). Beh, non ci siamo fatti mancare proprio nulla, nemmeno lo spettacolo finale in piazza e un bellissimo DVD che ci permette di rivivere i momenti più belli dell’evento. A proposito del DVD, voglio ricordare che è ancora disponibile, per chi ne fosse interessato, presso la biblioteca di Berbenno. Non possiamo che concludere ringraziando tutti coloro che hanno lavorato per realizzare questa bella iniziativa, a partire dall’assessore Sergio Salvi e i volontari della biblioteca e delle varie contrade, e tutti gli amici che si sono veramente prodigati per la buona riuscita dalla festa. Grazie a tutti. Siano stati fortunati testimoni di una delle più belle manifestazioni mai fatte a Berbenno e, a questo punto, non possiamo che rimandare tutti al prossimo appuntamento per una nuova edizione che ci auguriamo non possa mancare! Enzo Paoloni DIARIO DELLA COMUNITA Contrade League A3 N el mese di giugno si è svolta la prima edizione di Contrade League A3 organizzata dal gruppo Amici di Giò, in collaborazione con la parrocchia di S. Antonio Abate di Berbenno. Sette contrade ai nastri di partenza si sono sfidate in un girone all’italiana di sola andata con semifinali e finali per decretare i vincitori delle coppe. Il primo premio è stato conquistato dalla formazione di Piazzasco che ha vinto la finalissima contro il Ca’ Bigliè. Il terzo posto è stato raggiunto da Ca’ Bafeno e il quarto dal Real Seriola, ma anche le contrade rimanenti meritano una menzione e si tratta di quelle del Centro, Muschi e Barca. Il miglior giocatore del torneo è stato Filippi Crisitan di Piazzasco. Vi diamo appuntamento alla prossima edizione 2013. Arrivederci! Gian Maria Salvi Cantinfesta Summer 47 DIARIO DELLA COMUNITA La Corrida 2012 A Berbenno anche quest’anno è arrivata l’estate, portando con sé non solo il caldo e le magnifiche giornate assolate, ma anche l’allegria e il divertimento. Con l’arrivo di questa stagione, Berbenno ha sempre offerto feste e iniziative non solo per i residenti, ma anche per chi ama trascorrere questo periodo in tranquillità e lontano dalla città. Una di queste manifestazioni è senza dubbio La Corrida, show che ha preso spunto dall’omonimo programma di successo sulle reti televisive, dove vari talentuosi si sfidano, alcuni con l’intento di strappare un sorriso alla gente, altri per incantare il pubblico con la propria bravura. Il successo di questo programma si è spostato anche sul suo gemello in chiave paesana. Della serie separati alla nascita ma con lo stesso obiettivo: intrattenere al meglio il pubblico, sia in uno studio di città sia su un palco di paese. Da alcuni anni, La Corrida è infatti approdata nelle nostre estati berbennesi, diventando così un appuntamento fisso per la gente non solo residente qui, ma anche per i villeggianti e per la gente che viene da fuori della Valle Imagna. Questa iniziativa è nata per commemorare un ragazzo di Berbenno, Daniele Valceschini, scomparso da parecchi anni e rimasto nel cuore di tutto il paese. Quest’anno, come in tutti gli anni passati, la simpatia l’ha fatta da padrona a La Corrida e svariati personaggi si 48 sono sfidati a suon di battute, balletti e canti. Tanti sono stati i coraggiosi berbennesi ad affrontare il giudizio critico della giuria e del pubblico (anche se non è consuetudine di questa versione di paese portare da casa pentole e trombette e scatenare il putiferio quando un concorrente non garba, ma in qualcosa deve pur differire dall’originale, no?). Ci sono stati anche sfidanti da altri paesi, addirittura da Lecco! Le prove erano molto differenti l’una dall’altra: molti hanno provato con il canto, altri con balletti classici, moderni o con coreografie luminose o medievali; alcuni hanno puntato sullo strappare una risata al pubblico, creando una sorta di fontana umana con spruzzi al ritmo di musica, o riprendendo storie paesane e chiacchiere grazie a una vecchietta un po’ sospetta, oppure inscenando improbabili discorsi alla panchina stile Ale & Franz; un coraggioso ha sfidato la sorte trasformandosi in cantastorie per una sera e narrando la leggenda del Pacì Paciana (ol padrù de la Al Brembana) intrattenendo il pubblico con chitarra e supporto visivo per ben 10 minuti. Alla fine quest’anno la prova canora ha surclassato le altre arti: una ragazza di Spirano ha vinto La Corrida 2012 grazie a un’entusiasmante esibizione di Non è l’inferno di Emma (canzone vincitrice del Festival di Sanremo di quest’anno e incentrata sul tema della crisi economica in Italia). Come non poteva vincere una canzone che narra di una realtà che, nel bene o nel male, sentiamo tutti? (01) Ma prima della premiazione… sorpresa! Il gruppo Amici di DIARIO DELLA COMUNITA Daniele ha voluto sorprendere il pubblico ormai alla frutta con un film interamente made in Berbén, avente un titolo che la dice tutta: Ol Rocky de Berbén, versione ridotta e in dialetto bergamasca del film Rocky, realizzato in memoria dell’ami- co che da lassù, guardandoli, avrà sicuramente riso di gusto. Anche La Corrida 2012 è passata tra prove emozionanti e altre piene di ilarità. Ora bisogna aspettare il prossimo anno perché questo spettacolo ritorni per il suo amato pubbli- co. Nel frattempo preparate i fazzoletti: perché come ogni anno, La Corrida di Berbenno vi farà piangere per le tante risate che vi procurerà! Luana Nava Gare di bocce intitolate a Daina Gianmario e Sacco Antonio N el mese di agosto 2012, sul campo di bocce alla Ravagna di Berbenno, si sono svolti due tornei di bocce magistralmente organizzati dagli Amici Bocce Berbenno intitolati rispettivamente alla memoria dei due indimenticabili fautori del gruppo bocce: Daina Gianmario e Sacco Antonio. A Daina Gianmario, classe ‘44, è stata dedicata la quarta edizione della gara per stabilire il Campione di bocce Berbennese. Lo scontro è stato meritatamente vinto dal pluri-campione del Real Seriola Locatelli Oscar, che ha iscritto così per la quarta volta il suo nome nell’albo d’oro. Il secondo posto è stato conquistato da Galeotti Diego e il terzo da Locatelli Tarcisio. Il torneo di bocce Lei & Lui e L’Altro è invece stato intitolato alla memoria del compianto amico Sacco Antonio (detto Tonino), classe ‘33. Questa terza edizione è stata vinta dal trio Salvi Ornella, Calandrelli Giacinto e Manzoni Marzio. L’argento invece è stato con- quistato dal trio Locatelli Marta, Guerini Giovanni e Cattaneo Giovanni. Alle premiazioni, presso il centro sportivo della Ravagna, come di consueto era presente la famiglia di Daina Gianmario al completo con la vedova Marisa e i figli Michele e Loredana nonché la nipote Eliana. La signora Raffaella, invece, per motivi personali, non ha potu- to presenziare alla cerimonia di premiazione, ma ha tempestivamente telefonato a tutti i partecipanti ringraziandoli per questi tornei che si fanno nel ricordo di suo marito Antonio e dell’amico Gianmario. Sono stati premiati con pergamena ricordo personalizzata Salvi Ruggero (Spidy) e Locatelli Tarcisio (Cis) per l’impegno profuso nel preparare il 49 DIARIO DELLA COMUNITA rettangolo di gioco sempre in perfette condizioni. Un sentito ringraziamento è stato inoltre rivolto a Locatelli Oscar. Ai vincitori sono stati offerti trofei, coppe e pergamene. Gli organizzatori hanno omaggiato la signora Marisa con fiori, mentre Secomandi Eliana è stata premiata con una pergamena. Durante il rinfresco Miotto Valentino ha gentilmente offerto a tutti i partecipanti una bottiglia di vino da collezione e infine il presidente onorario, Guerini Giovanni, ha regalato una rosa a tutte le signore presenti dando appuntamento alle prossime edizioni dei tornei dedicati agli amici Gianmario e Tonino. Gian Maria Salvi Torneo Piccoli Amici Bocce L’ estate è la stagione dei giochi all’aperto, momenti insieme, serate festose… in questo clima nasce la seconda edizione del torneo di bocce per bambini organizzato dal Gruppo Amici Bocce di Berbenno. 50 Il gioco delle bocce viene spesso attribuito agli adulti e sembra strano che un folto gruppo di bambini ci si possa appassionare e invece questo è proprio successo! Il passaparola è stato veloce ed efficace e il 20 agosto 2012 i bambini sono accorsi nume- DIARIO DELLA COMUNITA rosi per affrontarsi in un torneo a coppie che il destino attraverso sorteggio ha designato… si sono visti affiancati bimbi delle elementari con ragazzini delle medie con medesimo entusiasmo! Ingredienti di questo torneo, che ha tenuto impegnati i partecipanti nelle serate di un’intera settimana, sono stati l’incoraggiamento, la lealtà, la gioia e l’incertezza, ma non potevano mancare la rivalità, la voglia di vincere,la delusione e soprattutto la voglia di divertirsi insieme. Si sono scoperti talenti inaspettati, anche in chi non è arrivato in finale, e nell’ultima serata dopo un’avvincente sfida a tre squadre sono stati decretati vincitori Benedetta e Joseph. I bambini, alla presenza della Presidente della Pro Loco, sono stati premiati con diploma, medaglia e gelato. È stata poi data la coppa ai due vincitori. Ringraziamo tutte le persone che hanno organizzato, aiutato e si sono rese disponibili per questa iniziativa. Arrivederci all’anno prossimo per la terza edizione! Stefania Pozzi Feste alla Ravagna – estate 2012! C ome sempre, anche nel 2012 varia associazioni del nostro paese hanno organizzato delle feste con cucina, birra, musica e tanto divertimento presso la località Ravagna, da tempo attrezzata con tendone permanente e cucine. La prima di queste feste è stata quella dei Colori, ormai giunta alla sua ventesima edizione e preparata dal gruppo dei volontari del Matogrosso, che raccoglie fondi per sostenere gli ospedali di Zumbahua (Equador) e Chacas (Perù). Come sempre, impegno, allegria e voglia di condividere hanno portato grandi soddisfazioni a tutti. Durante le quattro serate (dal 5 all’8 luglio) hanno suonato alcuni gruppi, come Amsterdam, Minimal Jukebox, Liga Story (la cui performance è stata interrotta dalla pioggia), Dj Alfio e Claudio, che ha proposto un’animazione a ritmo di tango. Come da tradizione, la festa si è conclusa con l’estrazione, da parte delle mani innocenti dei bambini, dei numeri fortunati della lotteria dalla betoniera usata per mischiarli bene. Una ragazza che ha contribuito alla buona riuscita delle serate ha affermato: «Della festa mi piace il clima di amicizia tra di noi che diamo una mano e tra la gente del paese. Per me è un’occasione semplice ma bella per stare insieme». DIARIO DELLA COMUNITà Dal 20 al 22 luglio è stata la volta della Festa degli Alpini che, nonostante il brutto tempo che ha accompagnato tutto il week end, hanno saputo rallegrare e portare gioia a tutti grazie al loro spirito, la simpatia e il buon cibo. Due settimane dopo c’è stata la festa dei Barlafus Fest (questa è stata la settima edizione). È un festival che viene organizzato dai volontari che hanno creato il gruppo dei Barlafus, con lo scopo di proporre in paese qualcosa che permetta, soprattutto a giovani e ragazzi, di divertirsi anche qui. Quest’anno, il primo giorno, in collaborazione con il Motoclub Berbenno, è stato programmato qualcosa di molto particolare: uno Show Action Group, uno spettacolo con esibizioni e acrobazie mozzafiato in sella a moto da trial, quad e pitbike. Lo show si è tenuto all’area feste e il pubblico è stato parecchio numeroso. Il sabato sera, invece, si sono alternate sul palco due band, The Last Fight e Sakee Sed, gruppi bergamaschi emergenti. Domenica 7 agosto è stato organizzato il motoraduno, con partenza la mattina, pranzo tutti insieme e gare di abilità tra bikers in un ampio parcheggio. Infine, di sera, dopo l’esibizione dei Glass Cosmos, un tributo a Lady Gaga, ad opera della cover band The Fame Monster, con tutti gli effetti speciali, le proiezioni e i costumi per cui è nota la cantante pop. Come ultima festa estiva, si è svolta la Festa dello Sport, dal 10 al 15 agosto. Ogni sera venivano proposte delle esibi- zioni di majorettes o di ballo, accompagnate da musica ed una maxi tombola finale con, come primo premio, un buono da 1000 euro. Come sempre, queste feste hanno avuto il pienone di gente venuta per mangiar bene, giocare alla tombola e alla lotteria, vincere dei premi alla pesca e stare in compagnia sfruttando la possibilità che queste occasioni danno per passare una serata a Berbenno, anche se non al classico bar. Maria Locatelli DIARIO DELLA COMUNITà Spunti di riflessione… La Festa dei Colori Doveva essere un giorno come tanti altri, un pomeriggio di fine settembre con un sole che, ancora alto nel cielo, riscaldava la fresca temperatura primaverile: le piogge torrenziali prima e, successivamente, le forti nevicate avevano ormai lasciato lo spazio a un asciutto, tiepido vento che soffiando insistentemente inaridisce una terra nata povera e che qualcuno ancora si ostina a coltivare. Il suo soffio incessante ti penetra nelle narici, invade il tuo corpo in profondità, fino a raggiungere la tua anima e ti trasmette il terribile odore della povertà. Qualcuno penserà che questa storia, una storia vera, sia una storia un po’ strana, ma non è così. In effetti non sono a Berbenno, ma dall’altra parte del globo, sotto l’equatore e qui le cose possono apparire al contrario rispetto a come le vediamo noi. Mi trovo in un piccolo villaggio situato sulla catena delle Ande ecuadoregne, nella cordigliera del Cotopaxi, a solo 3.580 metri di altitudine, in mezzo a dei giganti che sfiorano i 6.000 metri: il paesaggio è terribilmente affascinante! L’aria però è rarefatta e il respiro va spesso in affanno: il mio cuore, ogni tanto, con brusche e improvvise accelerate che si fanno sentire lungo il collo, me lo ricorda! Sono nella stanza del pronto soccorso dell’Ospedale di Zumbahua e sto terminando alcuni lavoretti, in vista dell’imminente (domani) ritorno in Italia, ignaro di ciò che sta per accadere. Sono venuto a Zumbahua con ol dutur (il carissimo dottor Franco) e un altro amico per consegnare all’ospedale un ecografo acquistato giusto un mese prima (agosto 1997) con i soldi raccolti con la 5° edizione della Festa dei Colori: è stata una festa straordinaria che ci ha permesso di raccogliere gli ingenti fondi necessari per l’acquisto dell’ecografo, un fondamentale strumento diagnostico che l’ospedale ancora non dispone. Ma c’era proprio bisogno di portarlo in Ecuador, direte voi? Non lo si poteva spedire, che ne so, ben imballato e protetto? La mia risposta e quella del mio amico sono probabilmente identiche alla vostra. Certo che sì! UPS o DHL (giusto per fare due nomi di due vettori) garantiscono la consegna in ogni parte del mondo in 48 ore! Ma per ol dutur, no! Sarebbe stato troppo semplice, troppo spiccio spedire un pacco! Una festa ben riuscita, i fondi raccolti, l’acquisto dell’ecografo, la spedizione… e lavate le mani, il capitolo sarebbe stato chiuso fino all’anno successivo, quando ci saremmo ritrovati per organizzare la nuova festa! 53 DIARIO DELLA COMUNITà «No, caro ragazzo, tu non hai ancora capito lo spirito dell’OMG!». Aveva percepito, ol dutur, che io stavo vivendo l’esperienza della Festa dei Colori senza averne afferrato fino in fondo il significato, senza aver anteposto allo spirito da ragioniere che ci mettevo, lo spirito d’Amore e di Carità, quello spirito che rappresenta la medicina di cui tutti gli uomini, in ogni parte del mondo, hanno bisogno! Ebbene, come dicevo, mi trovo all’interno del pronto soccorso dell’ospedale quando il suono di un clacson strampalato che viene da fuori si fa sempre più forte: non faccio in tempo a realizzare cosa stia succedendo che una giovanissima ragazza, una donna, sconvolta e disperata, spalanca con violenza la porta gridando parole che non riesco a comprendere: porta con sé sulla schiena, avvolto in uno scialle rosso, uno strano fagotto nel quale scopro che c’è un piccolo bimbo (avrà sì e no 6 mesi) e subito penso che gli sia successo qualcosa di grave. Ma la donna mi strattona fuori dal salone e mi conduce di forza sino all’ingresso, dove lei era giunta con un autobus (sì, chiamiamolo pure autobus, quello era la sua funzione anche se sembrava più ad un camion adibito, in qualche modo, al trasporto di esseri umani). Con stupore e incredulità prima, smarrimento e paura poi, scopro, disteso nel piano posteriore del camion, un ragazzo (suo marito). È un uomo su per giù di 18 anni, in preda a dolori atroci. Un uomo che gli sta accanto sposta la coperta che pietosamente copre le gambe del ragazzo e io sobbalzo nel vedere che i suoi piedi, immersi in un lago di sangue: sono girati al contrario, ancora attaccati alla gamba ma girati, in seguito a un gravissimo trauma: un grosso fusto pieno di benzina gli era caduto sui piedi e per puro caso non li aveva tranciati, riducendoli però a due corpi che parevano estranei. Non avevo mai visto niente di simile: il mio stomaco si contorce ma mi faccio forza e do una mano! Il suo è un caso disperato e dopo averlo trasportato all’interno dell’ospedale e visitato, i medici ecuadoregni presenti convengono che la soluzione è l’amputazione di entrambi i piedi e non si dovrà attendere troppo perché il rischio infezioni è elevato. Io non so che fare e cerco di tenere la mano al ragazzo, gliela stringo forte cercando di non farlo sentire solo: lui, appresa la diagnosi dal borbottio dei dottori, sgrana gli occhi forse non più per il dolore ma per la paura e il terrore di quella terribile e infausta diagnosi, per quel destino ineludibile a cui sta andando incontro. Essere invalidi da queste parti significa avere zero (ripeto, zero) opportunità di vivere! E il ragazzo ha anche una moglie e un figlio a cui dover provvedere: è veramente un dramma! Nel frattempo, allertato da non so chi, arriva dalla vicina scuola di falegnameria ol dutur il quale, prima ancora di accertarsi di quanto fosse successo, si preoccupa di parlare con il ragazzo per alcuni interminabili minuti e di tranquillizzarlo e confortarlo, per quanto possibile. Ci riesce! Poi lo visita, seguito in ogni suo movimento, in ogni sua smorfia, dagli occhi del ragazzo che ha riposto in lui tutta la sua fiducia… e la scelta del dutur, disperata, la scelta dell’ultima spiaggia, di trasportarlo in un ospedale specializzato di Quito, la capitale, per tentare quello che a me, ma non solo a me, sembrava impossibile. Fossimo a Berbenno chiameremmo il 118 e un elicottero ci preleverebbe in pochi minuti per condurci in ospedale, ma noi ci troviamo in un paesino sperduto sulle Ande e l’unica soluzione è tentare un trasporto che senza mezzi termini posso definire una odissea: pen- 54 DIARIO DELLA COMUNITà sate, solo per un momento, di dover viaggiare in preda a dolori atroci, su strade agro-silvopastorali piene di buche! Sono le 18:00 circa e il sole sta cadendo rapidamente dietro le imponenti montagne. Carichiamo il ragazzo su un furgone che abbiamo attrezzato con quattro materassi a fare da letto: fra i materassi e le gambe del ragazzo ci sono le nostre braccia che tenteranno di ammortizzare i colpi lungo tutto il viaggio. Ci siamo armati di così tanta morfina che potremmo stendere un toro e ci avviamo, direzione Quito: guida Mauro che conosce la strada e che da diversi anni lavora nell’ospedale con la moglie Maria. Le strade, in Ecuador, non si misurano in chilometri ma in ore, e ci vorranno oltre cinque interminabili ore di viaggio per raggiungere la meta, con un viaggio interrotto da soste brevi ma necessarie per far rifiatare il ragazzo, a cui neanche massicce dosi di morfina riusciranno a sedare il dolore. C’è la luna alta nel cielo, illuminata a metà e con la pancia rivolta verso il basso come fosse una culla quando a mezzanotte, finalmente, arriviamo a Quito e la Provvidenza ci fa casualmente (?) incontrare un medico, un caro amico dell’OMG, che sta tornando a casa. Gli spieghiamo cosa è successo e lui si prende a cuore la storia. Ci vorranno per il ragazzo oltre dieci ore di intervento e probabilmente mesi e mesi di riabilitazione, se tutto andrà per il meglio. L’Ospedale di Zumbahua, l’Ospedale dei poveri, si farà carico delle spese dell’intervento chirurgico, perché il ragazzo ha una famiglia molto povera e da queste parti se non hai i soldi per poterti curare, non ti puoi curare, sei destinato a finire nella fogna e a morire nella fogna. Io ed il Dutur intanto, stanchi e provati ma felici di aver dato tutto quel poco che potevamo dare, ce ne torniamo a Zumbahua, seguendo con gli occhi il chiarore della luna che ora 55 DIARIO DELLA COMUNITà sembra stia cullando nel suo grembo Polaris, la stella polare del sud e illuminare la via del ritorno: questa esperienza mi segnerà profondamente per tutta la vita. Dobbiamo fare presto perché abbiamo ancora i bagagli da preparare e all’alba dovremo essere pronti per il viaggio di ritorno all’aeroporto di Quito. Passano quasi dieci mesi e, in occasione della 6° edizione della Festa dei Colori, Mauro (ve lo ricordate?) ci informa che il ragazzo ha da poco ripreso, faticosamente ma ha ripreso, a camminare con le sue gambe, con i suoi piedi: non c’era modo migliore per iniziare la festa! Se pensavate che vi parlassi della 20° edizione della Festa dei Colori certamente siete stati delusi. In queste righe ho voluto spiegare perché 20 anni di festa non sono bastati per farmi venire la nausea: quel giorno ho capito che non potrò mai più girare la faccia dall’altra parte e far finta di non vedere! E quello che farò cercherò di farlo con quello spirito che mi è stato insegnato! Aggiungo che se venti anni di festa hanno rappresentato una cavalcata straordinaria, il successo è da rendere a tutti voi che ci date fiducia, a voi che da venti anni credete incondizionatamente in questo progetto straordinario. Un successo da attribuire anche agli Amici che preparano la festa, agli Amici che ci lavorano, agli Amici che ci hanno lavorato, molte volte in silenzio, altrettante di nascosto. A Tutti voglio dedicare un pensiero che mi è giunto da uno dei tanti sostenitori, in occasione dell’ultima edizione della Festa. Ci ha scritto: Tutto ciò che si fa a fin di bene, comunque produce frutto e crea i sentieri per un futuro, sentieri che possono apparire minime strisce, che si confondono tra la sterpaglia, ma che come nei sentieri di montagna conducono alla vetta. Sentieri che, se nessuno li traccia, costringono tutti a restare sempre a fondo valle, senza la gioia di scoprire orizzonti più ampi che nutrono il cuore e l’anima. Grazie a voi per darmi l’opportunità di essere con voi un manovale a colorare questa tavolozza. Franco Musitelli Tortolata: torte in gara! A Berbenno nella località Ravagna, durante la Festa dello sport, martedì 14 agosto 2012, è stata organizzata la Tortolata, cioè una gara di torte. La giuria ha valutato le tredici torte in gara per stabilire le vincitrici in base a tre categorie. Per la torta più bella si è classificato primo Yuri Calandrelli, seguito da Tiziana Palusci e Rachele Locatelli. 56 DIARIO DELLA COMUNITà Per la torta dal gusto più particolare, l’oro è stato invece conquistato da Adelina Daina, l’argento da Clara Carmi- nati e il bronzo da Giorgia Tiraboschi. Per la torta più buona, infine, il primo premio è stato vinto da Sabrina Vanotti, il se- condo da Solidea Calandrelli e il terzo da Marzia Tega. Romina Tamerici 57 DIARIO DELLA COMUNITà Blello in festa! U na delle feste sicuramente ben riuscita tra quelle che si organizzano durante l’estate è quella di Blello, anche grazie alla location suggestiva nella quale si svolge. La piazza della chiesa, dedicata all’Annunciazione di Maria, infatti, è piccola e accogliente, anche se chiaramente sono le persone a fare di un luogo un bel punto d’incontro. Tra organizzatori e volontari, quest’anno sono stati circa in 40 a preparare l’evento. Un bel numero, ma, considerando che la cucina offerta è stata interamente casalinga (con ravioli e torte preparate proprio sul posto e carne alla griglia in grande quantità) e che l’afflusso di gente è stato inaspettatamente alto, complice il bel tempo che ha accompagnato tutte le giornate, senza di loro nulla sarebbe stato possibile. Per questo, i promotori della festa ci tengono a ringraziare di cuore i volontari per aver messo a disposizione il loro tempo e per il bel clima allegro che hanno creato. La festa è iniziata sabato 11 agosto ed è proseguita fino alla giornata di Ferragosto. Ogni giorno venivano offerti pranzo e cena. La gente arrivata per mangiare era composta soprattutto da famiglie che hanno approfittato della festa per pranzare o cenare in compagnia, dopo una bella passeggiata e la Santa Messa delle 18:00. Non sono mancate però nemmeno le tavolate di giovani e di gente venuta da lontano. Ogni sera il programma prevedeva uno spettacolo di intrattenimento, dopo l’immancabile mega tombolata. Sabato 11, il gruppo The Gaels, composto da percussioni, chitarra, smallpipes e borderpipes (due piccole cornamuse a soffietto provenienti dalla Scozia), ha affascinato i presenti con melodie scozzesi, irlandesi e bretoni. La domenica sera, invece, Gli Alegher di Dossena, duo composto da marito e moglie, ovviamente provenienti dal paese della Valle Brembana che dà il nome al loro gruppo, hanno intrattenuto il pubblico con barzellette, canti popolari e sketch, tutto in abito tradizionale e anche in dialetto. 58 Il martedì, musiche e canti della tradizione bergamasca con i Samadur. Un gruppo, attivo dal 1992, che propone canti e melodie della tradizione bergamasca con aghèt (la cornamusa bergamasca), tarlèk (uno strumento molto simile alle nacchere, originario sempre delle nostre parti), tamburello, chitarra e fisarmonica. Infine, la sera di Ferragosto, Blello ha ospitato una tappa di Per antiche contrade, un progetto creato per valorizzare il patrimonio artistico, architettonico e ambientale della Valle Imagna e che porta nelle contrade dei vari paesi spettacoli musicali e teatrali o che comunque permettono di mostrare le meraviglie di posti un po’ dimenticati. A partire dalle 21:00, Simona Zanini alla voce e Alberto Zanini alla chitarra hanno eseguito un concerto dal titolo Odio l’estate. Nel pomeriggio, in occasione dell’Assunzione della Madonna, si è svolta, nella piccola chiesa, la Santa Messa con la processione lungo il prato con la statua di Maria, accompagnata dalla banda Giuseppe Verdi di Sant’Omobono Terme. La gente presente era davvero tantissima. Maura Locatelli DIARIO DELLA COMUNITà Musical in piazza! C ome ogni anno, anche nel 2012 la Pro Loco di Berbenno si è impegnata per proporre, nella piazza del paese, degli spettacoli messi in scena da professionisti, che altrimenti avremmo difficilmente la possibilità di trovare vicino a casa. Per quest’estate, l’idea è stata quella di offrire due show musicali e una festa a tema. di dimostrare come fascino e grandezza di un mito derivino dall’insieme delle sue virtù e delle sue imperfezioni, senza tener conto della sua vita privata. Il protagonista è stato interpretato da Francescopaolo Pilla, uno dei migliori nel settore, sotto la direzione artistica di Francesco Finizio. Tutto è iniziato venerdì 17 agosto quando Manola Moslehi, una delle tante promesse del programma televisivo Amici di Maria de Filippi, è salita sul palco, inondata dalle luci, per far rivivere a tutti le emozioni che solo le canzoni di Lucio Battisti sanno far provare, anche a 14 anni dalla sua scomparsa. Lo show è durato quasi due ore e mezza ed erano presenti circa 150 persone, raccolte all’interno dello spazio privato creato vicino al grande palco. Domenica 19 agosto, infine, con inizio alle ore 19:00, una piacevole novità: è stata organizzata una cena a tema spagnolo, servita da donzelle in abito da flamenco. Il menù prevedeva: patate con una salsa speciale, paella (piatto tipico della tradizione iberica a base di riso, carne, verdure e zafferano) e crema catalana. A seguire, uno spettacolo di flamenco, a ingresso libero, offerto da artisti internazionali: Ernesto Bravo, Carmen Amor, La Malita e Valentina de Caro. Il giorno seguente, invece, 200 spettatori hanno potuto assistere a un musical tribute dedicato alla vita del cantante e leader dei Queen, Freddie Mercury. Lo spettacolo, intitolato Per Sempre Freddie, ha avuto come scopo quello Che cosa avrà in serbo per noi la Pro Loco, nel 2013? Maura Locatelli 59 DIARIO DELLA COMUNITà Emozioni, ricordi e momenti di festa a Casa Santa Maria S alve a tutti! La nostra primavera-estate 2012 è stata un periodo ricco di eventi. Come di consuetudine, il 26 marzo abbiamo festeggiato l’anniversario della Casa dedicato all’Assunzione della Vergine Maria. Ci siamo dati tutti un gran da fare per rendere questa giornata veramente speciale. Sono stati abbelliti sia l’ingresso, con anelli bianchi e azzurri decorati e assemblati dagli ospiti stessi, sia l’esterno per rendere ben visibile anche al resto della comunità la festa della nostra casa e condividere con il paese questo giorno speciale. La mattina del 26 è stata concelebrata la Santa Messa presieduta da Don Angelo Vigani (presidente di Casa Santa Maria), Don Pietro Carrara (parroco di Laxolo), Don Marino Bertocchi, Don Lino Martinelli e Don Luciano Locatelli (parroco di Stabello). 60 Le letture e i canti durante la celebrazione sono stati animati da un gruppo di dipendenti della Casa e dagli ospiti che hanno arricchito il momento dell’Offertorio e la Preghiera dei Fedeli. A seguire è stato organizzato un goloso rinfresco in Sala animazione a cui hanno partecipato vari ospiti, i volontari, il personale di Casa Santa Maria e alcuni parenti. Durante il mese di maggio poi, abbiamo avuto l’opportunità di ospitare un gruppo Folk di sole donne proveniente dal paese di Santa Brigida chiamato Le Donne alla Fontana. Il loro repertorio è caratterizzato sia da canzoni scritte in proprio, che raccontano la vita quotidiana dei nostri nonni, sia da musiche popolari cantate su richiesta del pubblico. Durante lo spettacolo si è creata un’atmosfera quasi magica: occhi rapiti da quelle voci, volti distesi e rasserenati nel sentire le musiche della propria vita. È stato un evento interessante anche perché hanno spiegato le storie, le leggende e il significato celato in ogni canzone con parole semplici e incisive, rendendo anche partecipi gli ospiti cantando canzoni a loro richiesta. Un evento altrettanto importante, che ha reso i nostri ospiti famosi e importanti, è stato la chiusura del Progetto Creart che ha visto protagonisti vari ragazzi del Centro Socio Educativo di Zogno e alcuni degli ospiti di Casa Santa Maria. A partire da settembre 2011 abbiamo intrapreso questa bella avventura in cui ragazzi e ospiti si sono messi in gioco sperimentando diverse tecniche artistiche producendo manufatti di vario genere (découpage, pittura su maglietta, pittura su tela e dal vero, decoro di rami con fiori di cartapesta, decoro di cornici di cartone, tutto con diverso materiale di riciclo). Per fe- DIARIO DELLA COMUNITà steggiare il termine di questo progetto, giovedì 31 maggio 2012, è stata organizzata una grande festa con il taglio del nastro e l’apertura della mostra itinerante di tutti i manufatti prodotti in questi mesi e il lancio dei palloncini con allegati alcuni dei nostri messaggi e pensieri. La mostra ha toccato diversi luoghi tra cui anche l’oratorio di Berbenno nel mese di agosto, il Centro Socio Educativo di Zogno e Casa Santa Maria. A fine giugno 2012, i bambini della Scuola Materna di Brembilla hanno portato una ventata di freschezza a Casa Santa Maria. Hanno mostrato con orgoglio il loro saggio di fine anno realizzato con un ricco repertorio di canzoni e balletti. Questa esperienza è stata una bella opportunità per i nostri ospiti per ricordare e rivivere un po’ la loro infanzia e la loro ingenuità. Infine, martedì 11 settembre, c’è stato il consueto pellegrinaggio al Santuario della Madonna della Cornabusa. È una gita a cui i nostri ospiti partecipano con molto entusiasmo, sia per la devozione particolare a questa Madonna sia per l’opportunità di rivivere e ricordare i pellegrinaggi della gioventù. Alcuni dei nostri ospiti hanno raccontato che facevano ore e ore in cammino per arrivare al Santuario, a volte addirittura scalzi o sotto una coltre di neve! Siamo stati molto fortunati perché ci è stata regalata una magnifica giornata di sole e per la prima volta non pioveva nella grotta! La benedizione e la storia del posto hanno commosso i nostri ospiti, complice anche la bellezza del luogo, inserito in un contesto naturale molto caratteristico. Lo disse anche il nostro Papa Roncalli, che sostò proprio all’interno di questa caverna pochi giorni prima di salire sul soglio pontificio: «è il Santuario più bello del mondo, perché costruito da Dio e non dagli uomini». Alla prossima puntata con altre novità! Le animatrici Cristina, Cinzia e Grazia 61 DIARIO DELLA COMUNITà Angelo Gotti e la Tomba del Partigiano D urante la seconda guerra mondiale, nelle nostre valli come nel resto d’Italia, molti giovani si unirono a gruppi militanti che resistevano contro nazisti e fascisti, diventando così partigiani (volontari armati che organizzavano attentati o azioni di guerriglia e di sabotaggio contro gli eserciti di occupazione). Uno dei tanti si chiamava Angelo Gotti (1921 – 1944). La motivazione per la medaglia al valore militare a lui attribuita cita: Valoroso combattente della lotta alla liberazione, distintosi fin dall’inizio del movimento per iniziativa, per capacità di comando e per intrepido coraggio dimostrato in numerosi combattimenti... Di sicuro avete già sentito questo nome che spontaneamente viene collegato alla Tomba del Partigiano, situata al di sopra di Cascina Como. Ma conosciamo davvero la sua storia? 62 Angelo Gotti lavorava come operaio al Canapificio di Villa d’Almè quando, nel 1941, fu chiamato alle armi. Durante il servizio militare il giovane si ammalò e quindi venne congedato. Da subito si impegnò nella guerra di liberazione e divenne partigiano combattente nella formazione Val Brembo della Brigata Fiamme Verdi Primo Maggio. Il giovane operaio, durante uno scontro con i fascisti avvenuto il 23 novembre 1944, venne brutalmente torturato e ucciso. Non ci dilunghiamo su questo avvenimento visto che questo è un articolo di carattere informativo, ma consigliamo a tutti di approfondire l’argomento su internet oppure tramite libri di testo e testimonianze, perché è veramente interessante conoscere tutta la vicenda svoltasi sulle nostre montagne. Penserete: Perché proprio in questo periodico è stato pubblicato un articolo su Angelo Gotti? Il motivo è semplice: se durante una passeggiata vi recate presso il colle di Berbenno, lì troverete una nuova bacheca dove viene riassunta brevemente la storia di Angelo Gotti e dove è rappresentata una cartina illu- strante la strada da seguire per raggiungere la tomba. Questo sentiero è stato dedicato a un concittadino, un ventitreenne che ha pagato la libertà con la moneta più importante che un essere umano ha, LA VITA. Vogliamo aggiungere un’opinione che riteniamo tutti voi condividiate: Angelo Gotti fu un EROE, sì, proprio così! Un eroe come pochi, che ha dato la vita per una causa nella quale credeva: per la libertà di un popolo, di una nazione e soprattutto delle generazioni presenti e future! La sua morte, come quella di molti altri, non deve essere stata inutile e quindi invitiamo tutti a ricordarlo, a credere e lottare per le cose e i valori in cui ognuno di noi crede. Vi consigliamo vivamente di recarvi alla tomba. È una località semplice da raggiungere: basta lasciare la propria auto sul Colle di Berbenno e percorrere il sentiero partigiano (bel segnalato con indicazioni appositamente posizionate), in direzione Mananotte, e nel giro di 30-40 minuti sarete giunti a destinazione. L’unica cosa che ci resta da dirvi è: buona passeggiata! Anthony Locatelli & Maria Locatelli DIARIO DELLA COMUNITà Marco Brena’s Ministrels N ote di solidarietà può intendersi come una proposta sperimentale, speriamo interessante, per avvicinare giovani e giovanissimi e le loro famiglie alla realtà del Celim. Il Celim Ber- vembre 2011 nella parrocchiale di S. Alessandro in colonna grazie al concerto di musica celtica The celts on the organ (finalizzato alla raccolta fondi a favore dei progetti di solidarietà del Celim Bergamo) dove gamo è un’Organizzazione Non Governativa di ispirazione cristiana che opera nel campo della cooperazione internazionale, principalmente in Africa e in America Latina. Dal 1964, anno della sua nascita, il Celim lavora a fianco delle popolazioni del Sud del mondo in molteplici settori (educativo, sanitario, agrozootecnico, microcredito, diritti umani). Tutto questo è possibile grazie al contributo di giovani volontari competenti, accomunati dal sogno di un mondo più giusto e solidale per il quale sono disposti a impegnarsi. Per far conoscere il lavoro del Celim anche ai più giovani, abbiamo deciso di dare seguito a una proposta da un nostro amico e simpatizzante: il musicista Marco Brena. Lo abbiamo conosciuto nel no- si è esibito con la sua band, i Marco Brena’s Minstrels. A seguito della positiva collaborazione avvenuta, Marco Brena si è reso disponibile per formare un gruppo di appoggio stabile per creare visibilità e organizzare raccolte fondi attraverso la musica. Per questo ha proposto di lanciare sul territorio di Bergamo il gruppo chiamato Marco Brena’s Minstrels, formato da giovanissimi allievi della sua scuola di musica: Luca Masnada (batteria e percussioni), Mattia Caglioni (chitarra e basso) e Benedetta Ippoliti (voce). Il gruppo propone musica italiana e internazionale, soprattutto anni ‘70 e ‘80: musiche che fanno ballare e accompagnano piacevolmente momenti di allegria e divertimento. È però un gruppo capace di spaziare nei generi più vari: dal rock dei Deep Purple alla disco music anni ‘80 con aggiunte di versioni personali di alcuni successi italiani di PFM, POOH e molto altro ancora! Durante le serate dei concerti vengono organizzate mostre e attività di raccolta fondi e informazione a cura dei volontari del Celim. Per maggiori informazioni, potete consultare la pagina facebook dedicata ai Marco Brena’s Ministrels (http://www.facebook.com/ pages/Marco-Brenas-Min strels/231099923644498) oppure il sito del Celim (http:// www.celimbergamo.org) Marco Brena 63 DIARIO DELLA COMUNITà VALLIMAGNA.COM – Al de Magna Style Un sito e un canale televisivo: nuovi punti di informazione in Valle Imagna C onoscete www.vallimagna.com? Se la vostra risposta è no, forse è il caso di accedere a Internet e dare un’occhiata. Attivo da settembre 2011, questo è il primo sito relativo alla Valle che si occupa in modo globale di quel che vi accade. La sezione più interessante è la home, la pagina che ci accoglie quando entriamo nel portale. Subito saltano all’occhio le notizie più recenti, in quanto messe in evidenza dalle immagini e dai titoli più grandi. Di lato, sulla destra, ci sono il calendario (con l’elenco di tutti gli eventi previsti ogni giorno), un riquadro con i collegamenti per leggere le notizie del mondo, uno che mostra il palinsesto televisivo e viene dedicato dello spazio anche agli spot e ai social network. Immancabile il meteo in tempo reale! Scorrendo verso il basso la pagina, poi, si possono leggere tutti gli altri articoli, le interviste e le curiosità pubblicate in precedenza. Tutto viene riportato anche nella relativa pagina Facebook, Valle Imagna, facilmente trovabile se volete aggiungerla ai contatti. Ma il bello del sito non finisce qui. Non sapete che ristorante scegliere? Dove alloggiare la notte? Qual è la macelleria o il fiorista più vicino a casa vostra? www.vallimagna.com vi può aiutare! Infatti, divisi in varie sezioni, come dormire e mangiare, negozi e servizi, vengono elencati 64 i ristoranti e le pizzerie del luogo, gli hotel, gli agriturismi, i vari negozi, i meccanici, gli estetisti, i parrucchieri e così via! Infine, c’è una sezione dedicata alle associazioni e agli enti valdimagnini. Questo sito è stato pensato ed elaborato da un giovane informatico di Strozza, Mikel, che aveva il desiderio di creare finalmente per la Valle un portale che potesse dare informazioni online, utili a tutti. Oltre a lui, un collaboratore fisso è Damiano di Sant’Omobono Terme. Ci sono anche altre persone che li aiutano nel difficile compito di mantenere sempre tutto aggiornato e, grazie al loro impegno, a oggi, il sito conta oltre 400 articoli e segnalazioni. Navigando nel web si può notare come, oltre al loro lavoro, siano ben pochi i siti ben riusciti riguardanti lo stesso argomento. Un esempio è www.valleimagnaweb.it, detto anche Il Portale Della Valle Imagna, gestito dalla Comunità Mon- DIARIO DELLA COMUNITà tana Valle Imagna. Un sito internet, però, non è l’unico passo verso le tecnologie compiuto nel nome della Valle Imagna. Infatti, risintonizzando il decoder del vostro digitale terrestre e digitando il numero 599, potrete trovare Imagna News, un canale interamente dedicato alla Valle, a cura del Centro Studi Valle Imagna. Qui potrete trovare notizie fresche, film realizzati dal Centro Studi e vari approfondimenti su personaggi locali del presente e del passato. Inoltre, va in onda un vero e proprio TG locale e, in futuro, si prevedono corsi di dialetto e di sivlì, il caratteristico flauto. Maura Locatelli Coscritti 1957 Coscritti 1942 RUBRICHE 65 RUBRICHE Recensione “Ali nere” di Alessandra Scubla Alessandra Scubla è una giovane scrittrice della Valle Imagna. Questa estate è uscito il suo primo romanzo, un fantasy scritto per gli young adults: Ali nere. Ali nere di Alessandra Scubla BookSprint Edizioni ISBN: 88-6742-141-1 Ecco la quarta di copertina: Megan ha trascorso i primi diciassette anni della sua vita in un orfanotrofio all’oscuro di quale fosse il suo posto nel mondo e rassegnata a continuare un’esistenza monotona e incolore. Qualcosa cambia quando uno strano individuo si presenta a lei proponendole un posto nella sua prestigiosa scuola, Asmit. Dopo un’iniziale titubanza, Megan accetta l’offerta e segue questo insolito personaggio in un nuovo mondo profumato di magia. La ragazza si troverà così catapultata in una realtà che fatica a riconoscere come propria, finché non sentirà l’energia del magico regno di Morgantis impossessarsi del suo corpo e del suo cuore. Strani sogni pieni di mistero e di leggere piume nere invaderanno le sue notti ad Asmit e nuovi amici la accompagneranno nella difficile ricerca della propria identità, che la porterà a scoprire il triste passato della sua famiglia e l’infinita malvagità del loro antico nemico. Tra lezioni, incantesimi, notti insonni e segreti, Megan troverà posto anche per un nuovo sentimento che mai aveva provato prima e che ora si fa prepotentemente spazio fra i suoi pensieri. Cosa sono le piume che continua a vedere? Quale segreto è nascosto nel suo passato? Che fine hanno fatto i suoi genitori? 66 E, soprattutto, avrà la forza necessaria a reggere il peso della verità? Il libro comincia con un abbandono. La piccola Megan viene lasciata da un misterioso giovane ferito alla signorina Alexis che da poco lavora in un orfanotrofio sul colle Salomon. Diciassette RUBRICHE anni dopo, però, è tempo per fare chiarezza su molte cose. Megan non è infatti una ragazza come tutte le altre e giunta ad Asmit, una scuola di magia, dovrà fare i conti con il suo passato e i suoi poteri e con delle piume nere che infestano i suoi sogni. Lo confesso, inizialmente quando la ragazza orfana finisce nella scuola di magia ignara del suo passato questo libro mi sembrava molto Harry Potter in versione femminile e, data la mia repulsione per quel maghetto occhialuto, ciò non era di buon auspicio. Per fortuna però Ali nere prende presto un’altra piega! Decisamente. Infatti mi è piaciuto. Megan è uno di quei personaggi a cui ci si affeziona subito. È un’orfana in cerca di riscatto che deve fare i conti con un mondo non suo, con il peso di un passato di cui prima ignorava ogni cosa. Non è la classica eroina forte e sicura di sé, ma farebbe qualsiasi cosa per i suoi amici, anche sacrificare ciò che più di tutto desidera. Solitaria ma bisognosa di compagnia e aiuto, coraggiosa ma estremamente fragile, Megan è una ragazza qualunque proprio perché non è una macchietta ma una persona. La sua migliore amica, Ulrike, è un personaggio davvero particolare a mio avviso. Un po’ strana un po’ pazza, per questo a tratti emarginata. «In due anni in questa scuola ho cambiato circa venti volte compagna di stanza perché dopo la prima notte tutte vanno da Mrs. Tupple e chiedono di poter cambiare». […] Ulrike si avvicinò alla sua grossa valigia, la aprì ed estrasse un bauletto in tela rigida. Lo posò sul letto e lo apri. Megan non riusciva a vedere cosa contenesse, ma capiva che lì dentro c’era ciò che aveva fatto scappare tutte le altre. Trattenne il fiato. Se fosse stato un insetto pieno di zampette sottili e corna viscide, sarebbe scappata senza esitare. Ma non si trattava di insetti. Ulrike le mostrò un boccettino dal vetro scuro e dal tappo rosso, che poteva stare comodamente racchiuso in un pugno. [Testo tratto da Ali nere di Alessandra Scubla, edito da BookSprint Edizioni, p. 43] Megan e Ulrike e tanti altri personaggi con le loro vite e i loro poteri, con le loro simpatie e antipatie, gelosie e incomprensioni, sogni e illusioni popolano una scuola e il libro di Alessandra Scubla. Questo libro, infatti, contiene molti personaggi, tutti ben caratterizzati e particolari. Non servono lunghe descrizioni, ogni personaggio ha il suo carattere, il suo modo di agire particolare che lo rende riconoscibile. I dialoghi sono molto realistici, come la gestualità dei personaggi, le loro paure e i loro segreti. Prima di chiudere questa recensione voglio citare una frase che ritorna spesso nel libro, una frase altamente condivisibile, a mio avviso: «Spesso vivere nell’ignoranza ci aiuta ad andare avanti». [Testo tratto da Ali nere di Alessandra Scubla, edito da Book Sprint Edizioni, p. 138] Anche se questa frase attraversa il testo, il libro allo stesso tempo è impregnato di una grande necessità di conoscere la verità, di riordinare i pezzi del passato e trovare le proprie radici. Il problema è che una volta saputa la verità non si può tornare indietro. A volte si desidera sapere e poi si rimpiange l’ignoranza oppure, anche quando non la si rimpiange, le cose sono costrette a cambiare e diviene necessario cercare un nuovo, spesso precario, equilibrio. Il finale è molto aperto ed esige un seguito! Molte questioni restano in sospeso. Lo stesso finale è difficilmente definibile: non è del tutto lieto eppure lo è, sconvolge eppure consola. Comunque non amo rovinare i finali raccontandoli, quindi se volete saperne di più dovrete leggere il libro! Romina Tamerici 67 RUBRICHE Iniziative da segnalare La Casa della Diocesi di Bergamo: un percorso di fede per persone separate e divorziate Sei una persona separata, divorziata o risposata e desideri parlare con qualcuno per avere sostegno e chiarimenti nella tua vita personale o nella partecipazione alla vita della Chiesa? La Casa della Diocesi di Bergamo ti offre la possibilità di incontrarti con persone che ti possono capire e anche con amici che hanno provato la tua stessa situazione. Puoi partecipare a incontri di confronto e di formazione e/o incontri di ascolto e di preghiera. Per informazioni sulle date, gli orari e le tematiche degli incontri, scrivere a [email protected] oppure a La Casa, presso Curia vescovile, Piazza Duomo, 5 – 24129 Bergamo. Per saperne di più visitare il sito www.lacasabg.it Scuola della Parola e altre proposte bibliche La Diocesi di Bergamo presenta alcune interessanti proposte per conoscere meglio la Parola: Scuola diocesana della Parola: incontri per conoscere meglio alcuni libri della Bibbia. Scuola per animatori dei gruppi biblici (aperta anche a chi non è animatore ma vuole approfondire la lettura della Bibbia). Weekend biblico: incontri dedicati non all’approfondimento di un testo, ma di un tema biblico significativo per la vita cristiana odierna. Gruppi biblici di lettura continua. Per informazioni chiamare Maria Elena Bergamaschi (0363.9025.65), Maria Antonietta Gusmini (035.290.127) o Mariella Tajocchi (035.256.699). 68 RUBRICHE Scuola di preghiera per giovani ANAGRAFE da maggio a settembre Battezzati in Cristo Manzoni Gabriel, battezzato il 03 giugno 2012; Pirotta Giovanni, battezzato il 03 giugno 2012; Salvi Francesco, battezzato il 01 luglio 2012; Capelli Beatrice, battezzata il 05 agosto 2012; Bertaza Francesca, battezzata il 02 Settembre 2012. 69 ANAGRAFE da maggio a settembre matrimoni Todeschini Alex e Locatelli Corinne hanno contratto matrimonio il 28 luglio 2012, nella chiesa parrocchiale di Berbenno. Salvi Manuel e Locatelli Federica hanno contratto matrimonio il 04 agosto 2012, nella chiesa parrocchiale di Berbenno. Defunti Daina Melania di anni 92 morta il 30 maggio 2012 a Berbenno Salvi Raffaele di anni 76 morto il 18 giugno 2012 a S. Pellegrino Locatelli Isidoro di anni 82 morto il 21 giugno 2012 a Berbenno Daina Mario di anni 63 morto il 04 luglio 2012 in Svizzera Vanotti Emilia di anni 78 morta il 05 luglio 2012 a Berbenno Salvi Caterina di anni 72 morta il 08 luglio 2012 a Capizzone 70 ANAGRAFE da maggio a settembre Todeschini Bruno Ugo di anni 70 morto il 12 luglio 2012 a Berbenno Salvi Angela di anni 79 morta il 20 luglio 2012 a Berbenno Vanotti Maria di anni 81 morta il 07 agosto 2012 a Berbenno Todeschini Teresa di anni 79 morta il 17 agosto 2012 a Ponte S. Pietro Salvi Francesco Alessandro di anni 79 morto il 31 agosto 2012 a Bergamo Pesenti Mirella Giovanna di anni 64 morta il 02 settembre 2012 a Brembilla Locatelli Renato di anni 64 morto il 04 settembre 2012 a Berbenno Previtali Anna in Salvi di anni 89 morta il 05 settembre 2012 a Ponte S. Pietro Pievani Natalia di anni 56 morta il 26 settembre 2012 a Berbenno 71 IN QUESTO NUMERO Editoriale: Tempo di arrivi e partenze......................................................................................................................................1 Il saluto di Don Giovanni in partenza per Madone.........................................................................................................................1 Il saluto di don Luca in arrivo a Blello, Selino Alto e Berbenno...................................................................................................2 In primo piano..........................................................................................................................................................................3 Grazie, don Giovanni!....................................................................................................................................................................3 Don Luca: la nuova guida del nostro grande gregge......................................................................................................................4 Le tre comunità salutano Don Luca!..............................................................................................................................................6 “La fraternità cristiana”: la lettera del vescovo Francesco Beschi...................................................................................................9 L’anno della fede...........................................................................................................................................................................9 Incontro del vescovo Francesco Beschi con i catechisti del Vicariato...........................................................................................11 Assemblea vicariale al Santuario della Cornabusa.......................................................................................................................12 Calendario delle iniziative vicariali per il nuovo anno pastorale...................................................................................................14 Calendario della vita parrocchiale................................................................................................................................................15 Vita di comunità....................................................................................................................................................................16 Don Egidio Pellegrini e Don Donato Baronchelli: 40 anni di sacerdozio......................................................................................16 Spunti di riflessione… Predica di Don Pellegrini per i 40 anni di sacerdozio..............................................................................16 Architettura e storia della Chiesa di Berbenno: due incontri per saperne di più...........................................................................19 La conferenza di Don Ezio Bolis..................................................................................................................................................20 Spunti di riflessione… La chiesa parrocchiale: un percorso di vita spirituale...............................................................................21 Le riflessioni di Don Egidio Todeschini per il 150° della Chiesa Parrocchiale..............................................................................23 Spunti di riflessione… Omelia proposta da Don Egidio Todeschini.............................................................................................23 Spunti di riflessione… Esortazione rivolta ai fedeli da Don Egidio Todeschini al termine della processione...............................25 Incontro dei preti del vicariato del 14 luglio................................................................................................................................27 Concerto serale del 14 luglio.......................................................................................................................................................28 Processione di San Giovanni.......................................................................................................................................................28 Messa al Cat................................................................................................................................................................................29 San Rocco...................................................................................................................................................................................29 Festa della Cornabusa.................................................................................................................................................................30 Angolo missionario......................................................................................................................................................................31 Per conoscere la S. Messa..................................................................................................................................................33 La liturgia della Parola.................................................................................................................................................................33 Diario della comunità........................................................................................................................................................35 Punti di vista sul C.R.E. 2012 Passpartù......................................................................................................................................35 Baby C.R.E..................................................................................................................................................................................37 Festa dell’Oratorio.......................................................................................................................................................................38 Campi estivi a Cavi di Lavagna....................................................................................................................................................39 Cantinfesta X edizione................................................................................................................................................................42 Poesie e racconti vincitori del concorso letterario Letterando Berbenno......................................................................................43 Sö e sò de Berben – Ricordando il passato tra le contrade..........................................................................................................45 Contrade League A3....................................................................................................................................................................47 Cantinfesta Summer....................................................................................................................................................................47 La Corrida 2012..........................................................................................................................................................................48 Gare di bocce intitolate a Daina Gianmario e Sacco Antonio.......................................................................................................49 Torneo Piccoli Amici Bocce.........................................................................................................................................................50 Feste alla Ravagna – estate 2012!...............................................................................................................................................51 Spunti di riflessione… La Festa dei Colori...................................................................................................................................53 Tortolata: torte in gara!................................................................................................................................................................56 Blello in festa!..............................................................................................................................................................................58 Musical in piazza!........................................................................................................................................................................59 Emozioni, ricordi e momenti di festa a Casa Santa Maria............................................................................................................60 Angelo Gotti e la Tomba del Partigiano........................................................................................................................................62 Marco Brena’s Ministrels.............................................................................................................................................................63 VALLIMAGNA.COM – Al de Magna Style......................................................................................................................................64 Coscritti..................................................................................................................................................................................65 Coscritti 1942..............................................................................................................................................................................65 Coscritti 1957..............................................................................................................................................................................65 Recensioni...............................................................................................................................................................................66 “Ali nere” di Alessandra Scubla...................................................................................................................................................66 Iniziative da segnalare.......................................................................................................................................................68 La Casa della Diocesi di Bergamo: un percorso di fede per persone separate e divorziate...........................................................68 Scuola della Parola e altre proposte bibliche................................................................................................................................68 Scuola di preghiera per giovani...................................................................................................................................................69 Anagrafe parrocchiale......................................................................................................................................................69 Anagrafe Battesimi (da maggio a settembre)...............................................................................................................................69 Anagrafe Matrimoni (da maggio a settembre).............................................................................................................................70 Anagrafe Defunti (da maggio a settembre)..................................................................................................................................70 72 127,=,(87,/, Don Luca Gattoni #ASAPARROCCHIALEVIA2OMA PARROCO TEL BERBENNO DIOCESIBGIT SELINO DIOCESIBGIT Don Donato Baronchelli 6IA3'IOVANNI"OSCO VICARIOPARROCCHIALE CELL Don Romeo Todeschini TEL Figlie della Carità #ANOSSIANE TEL Sito web dell’oratorio WWWORATORIOBERBENNOALTERVISTAORG /2!2)/3!.4%-%33%ANCORADACONFERMARE Giorni festivi /RE /RE /RE /RE /RE /RE /RE #ERESOLAn#A0REVITALIn#A0ASSERO (a rotazione ogni tre settimane) 3ELINO!LTO "ERBENNO 3ELINO!LTO "LELLO "ERBENNOE3ELINO!LTO "ERBENNO Giorni feriali a Berbenno 4UTTIIGIORNIORE,ODIE3ANTA-ESSA -ARTEDÄE6ENERDÄORE6ESPRIE3ANTA-ESSA Giorni feriali a Selino Alto ,UNEDÄ-ERCOLEDÄE'IOVEDÄALLEORE -ARTEDÄE6ENERDÄORE Mercoledì ore 20.00 a Blello (nella casa comunale) Eventuali cambiamenti di orario o sospensioni per motivi particolari saranno comunicate per tempo.