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FULVWLDQRFRQYRL
rubriche
Editoriale
Tempo di arrivi e partenze
Il saluto di Don Giovanni
in partenza per Madone
D
opo nemmeno un anno sto salutando le
comunità di Berbenno, Selino e Blello;
lo faccio attraverso uno scritto che mi
è stato letto durante la messa di saluto a Blello;
racchiude tante idee e riflessioni che esprimono un grazie comunque al Signore per averci
fatto incontrare. Nel salutarvi auguro a tutte le
comunità ogni bene e a Don Luca il più fruttuoso cammino.
Don Giovanni Coffetti
Il sacerdote di
Don Novello Pederzini
Vive ed opera nel mondo, ma non appartiene al mondo.
È figlio di uomini, ma ha l’autorità di renderli figli di Dio.
È povero, ma ha il potere di comunicare ai fratelli
ricchezze infinite.
È debole, ma rende forti i deboli col Pane della Vita.
È servitore, ma davanti a lui si inginocchiano gli Angeli.
È mortale, ma ha il compito di trasmettere l’immortalità.
Cammina sulla terra, ma i suoi occhi sono rivolti al cielo.
Collabora al benessere degli uomini, ma non li distoglie
dalla mèta finale che è il Paradiso.
Può fare cose che neppure Maria e gli Angeli possono compiere: celebra la S. Messa e perdona i peccati.
Quando celebra ci sovrasta di qualche gradino,
ma la sua azione tocca il cielo.
Quando assolve rivela la potenza di Dio, che perdona
i peccati e ridona la vita.
Quando insegna propone la Parola di Gesù: «Io sono la Via,
la Verità e la Vita».
Quando prega per noi il Signore lo ascolta, perché lo ha
costituito Pontefice, cioè ponte di collegamento fra Dio e
i fratelli.
Quando lo accogliamo diventa l’amico più sincero e fedele.
È l’uomo più amato e più incompreso; il più cercato e il più
rifiutato.
È la persona più criticata, perché deve confermare con il
suo esempio l’autenticità del messaggio.
È il fratello universale, il cui mandato è solo quello di servire, senza nulla pretendere.
Se è santo, lo ignoriamo; se è mediocre, lo disprezziamo.
Se è generoso, lo sfruttiamo; se è interessato,
lo critichiamo.
Se siamo nel bisogno, lo assilliamo; se vengono meno le
necessità, lo dimentichiamo.
E solo quando ci sarà sottratto comprenderemo quanto ci
fosse indispensabile e caro.
1
²ÂF²€O}b
Il saluto di don Luca
in arrivo a Blello,
Selino Alto e Berbenno
#
ARISSIMIPARROCCHIANIDI
"LELLO 3ELINO E "ERBEN
NOSONOCONTENTODIES
SEREPRETEINMEZZOAVOIÐ
1UANDOLEGGERETEQUESTERIGHE
CISAREMOGIºCONOSCIUTIEINCON
TRATI MA GIº ORA HO AVUTO MODO
DIFAREESPERIENZADELLAVOSTRAAC
COGLIENZA
.ON VI NASCONDO CHE QUANDO
IL VESCOVO &RANCESCO MI HA PRO
POSTO DI VENIRE A FARE IL PARRO
CO IN 6ALLE )MAGNA MI SONO CHIESTO SE ERO LA
PERSONA PIÎ ADATTA PER GUIDARE TRE PARROCCHIE
CONTEMPORANEAMENTENONAVENDONESSUNTIPO
DIESPERIENZAx0ERÉHOSUBITOACCETTATOLASUA
PROPOSTAPERCH½VEDOINTUTTOQUESTOUNINVITO
DEL3IGNOREAlDARMIDI,UICHECONOSCELESTRA
DEDELLANOSTRAVITAECIGUIDAPERUNCAMMINO
CHE,UISOLOCONOSCE3OPRATTUTTOMIHARASSICU
RATOLIDEACHE,UISIAGIºQUIACCOLTOEAMATO
NELLEVOSTREPARROCCHIE
1UANDO SONO VENUTO PER LA PRIMA VOLTA IN
6ALLE)MAGNANELMESEDILUGLIOSONORIMASTO
STUPITOPERLABELLEZZADELPAESAGGIOÐ$ELLA6ALLE
)MAGNA CONOSCEVO SOLO IL 3ANTUARIO DELLA #OR
NABUSAMAGIRANDOPERIVOSTRIPAESIMISONO
RESOCONTODICOMESIANOVERAMENTEBELLISSIMI
ILPICCOLOSCRIGNODELLACHIESADI"LELLOEDELSUO
CIMITEROLACHIESADI3ELINOCONLASUAPIAZZA
LORATORIOLASCUOLADINFANZIALACHIESADI"ER
BENNO E L/RATORIOx SONO I SEGNI CONCRETI DI
COMUNITºCHESIINCONTRANOETROVANOILSENSO
DELLALOROVITANEL3IGNORE'ESÎÐ
-IHANNOACCOLTOCONENTUSIASMOTANTEPER
SONE $ON 'IOVANNI CHE RINGRAZIO PER LA SUA
SQUISITA PAZIENZA E GENTILEZZA OLTRE CHE PER
LAMICIZIACHECILEGA$ON2OMEOE$ON$ONA
TOCHESONOILSEGNODIQUESTECOMUNITºVIVE
LE REVERENDE SUORE #ANOSSIANE DI "ERBENNO I
GENITORIDELLASCUOLAD)NFANZIADI3ELINOICATE
CHISTIDI3ELINOE"ERBENNOIVOLONTARIDELLAFE
STADI"LELLOTUTTICOLOROCHEMIHANNOFERMATO
PERSTRADAPERSTRINGERMILAMANOESALUTARMI
COME SE FOSSI SEMPRE STATO QUI MENTRE SONO
SOLOLULTIMOARRIVATO4UTTOQUESTOÀVERAMENTE
MOLTOBELLOPERCH½MIDICECHENELMIOMINISTE
RODIPARROCONONSONOSOLOMAINCOMPAGNIA
DITANTEPERSONECHEVOGLIONOBENEAL3IGNOREÐ
3ONOSTATOINORATORIOPERDICIOTTOANNIENON
HO MAI FATTO IL PARROCO COME POTETE IMMAGI
NARE CI SONO DUBBI DOMANDE PREOCCUPAZIONI
DENTRODIME.ONSOBENEQUELLOCHEMIASPET
TAMASONOCERTOCHEVORRETEACCOMPAGNARMI
CONPAZIENZAECONLAIUTODELLAVOSTRAVICINANZA
EDELLAVOSTRAPREGHIERAÀILREGALOPIÎPREZIOSO
CHEMIPOTETEFAREALLINIZIODELMIOMINISTERO
DIPARROCOINMEZZOAVOIÐ
Pastore per voi, cristiano con voi DICEVA
SANT!GOSTINO AI FEDELI DELLA SUA $IOCESI À IL
CAMMINO CHE MI IMPEGNO A PERCORRERE INSIE
MECONVOIÐ
0ROFONDAMENTE RICONOSCENTE PER LA VOSTRA
SIMPATIA E ACCOGLIENZA VI ABBRACCIO TUTTI NEL
3IGNORE
Il vostro parroco
Don Luca Gattoni
(* (Ð
Grazie, don Giovanni!
)
CAMBIAMENTI
PORTANO
SEMPRE CON LORO UN GU
STO DOLCE E AMARO LA
GIOIADELLASCOPERTAEDELLANO
VITºEILTIMOREPERQUELLOCHE
SIPERDEESILASCIA
!NCHE LA PARTENZA DI $ON
'IOVANNICILASCIAINQUESTAAM
BIVALENZA
.ON POSSIAMO INFATTI CHE
ESSERETUTTIDISPIACIUTIPERLAL
LONTANARSIDIUNAPERSONACON
CUI ABBIAMO CONDIVISO UNA
PICCOLA MA INTENSA PARTE DI
CAMMINO CHE À STATA PIENA
DI NOVITº SlDE DA AFFRONTARE
PROBLEMI QUOTIDIANI E SUCCES
SIAVOLTEINSPERATI§ILDOLORE
DELDISTACCOLAPAURADELNON
SAPEREDORAINPOICHECOSACI
ATTENDEELAMANCANZADIUNA
PRESENZAALLAQUALECIERAVAMO
ABITUATIOMEGLIOAFFEZIONATI
3Ä BISOGNA AMMETTERLO
NONSEMPREÀSTATOTUTTOFACILE
MAQUANDOMAILOÀ#ISONO
STATIMOMENTIINCUILEDIFlCOL
TºCHESISONOPRESENTATEHAN
NOMESSOINDISCUSSIONETUTTO
MA NE SIAMO SEMPRE USCITI
POSITIVAMENTECONLAGRINTADI
CHINONSILASCIASCONFORTAREE
HAVOGLIADIMIGLIORARE1UESTA
FORSE À LA COSA CHE PIÎ DOB
BIAMO A $ON 'IOVANNI IL SUO
ESEMPIO NELLAFFRONTARE I PRO
BLEMIRICONOSCENDOIPROPRILI
MITIMASAPENDOALCONTEMPO
INVESTIRENELLEPROPRIERISORSE
LASUAVOGLIADINONARRENDERSI
E CONTINUARE A CERCARE DI MI
GLIORARSI 1UESTO À QUELLO CHE
DOVREMMOPORTARENELCUORE
)N QUESTO MOMENTO DI SE
PARAZIONEECAMBIAMENTINON
DOBBIAMO PERÉ SENTIRCI TRISTI
NON SIAMO STATI ABBANDONATIÐ
$ON 'IOVANNI PARTE PER UNA
NUOVA AVVENTURA CHE SPERIA
MO GLI DARº TANTE SODDISFA
ZIONI IN UNA COMUNITº CHE CI
AUGURIAMO SAPRº ACCOGLIERLO
COME MERITA ACCORDANDOGLI
TANTAlDUCIAEDANDOGLIANCHE
LAIUTODICUIAVRºBISOGNOPER
RICOMINCIARE DA CAPO $OB
BIAMO FAR TESORO DI TUTTO CIÉ
CHEDALUIABBIAMOIMPARATO
RICORDARLO NELLA PREGHIERA ED
ESSERE PRONTI ANCHE NOI PER
LENUOVESlDECHECIATTENDO
NOPERUNNUOVOINIZIOCOME
COMUNITºCONILNOSTRONUOVO
PASTORE$ON,UCA
%H GIº IL SAPORE DOLCE E
AMARO DEI CAMBIAMENTI UN
ARRIVEDERCIEUNBENVENUTOCHE
SIINTRECCIANOUNPASSAGGIODI
CONSEGNA
%NOINELVUOTOLASCIATODA
$ON 'IOVANNI DOBBIAMO FAR
POSTO A $ON ,UCA MA SENZA
DIMENTICAREMAIQUESTAPICCO
LAPARTEDICAMMINOCOSÄDEN
SAEIMPORTANTE
(* (Ð
0ER TUTTO QUELLO CHE HAI
FATTO GRAZIE $ON 'IOVANNI E
BUONA FORTUNA PER CIÉ CHE TI
ATTENDE 0ORTI VIA CON TE UNA
PARTE DI NOI E NOI SERBIAMO
NEL NOSTRO ANIMO UNA PARTE
DITE,ECOSECAMBIERANNOÀ
INEVITABILEMAOGNIVOLTACHE
TORNERAI A TROVARCI O CI SARº
OCCASIONE DI INCONTRARCI NON
MANCHEREMO DI FARTI SENTIRE
ANCORAILNOSTROAFFETTO
$APARTEDITUTTIGRAZIE
Romina Tamerici
Don Luca: la nuova guida
del nostro grande gregge
B
enedetto colui che viene nel nome del Signore.
§CONQUESTEPAROLECHELACOMUNI
TºDI"ERBENNOHAVOLUTOACCOGLIEREILSUONUOVO
PASTOREDOPOLAPARTENZADELSUOPREDECESSORE
DON'IOVANNI#OFFETTI
#OLUICHEPRENDERºLEREDINIDELLEPARROCCHIE
DI "ERBENNO 3ELINO !LTO E "LELLO À DON ,UCA
'ATTONIQUARANTATREENNEEDEXCURATOPRESSOLA
COMUNITºDI:ANICA,ETRECOMUNITºPERPOTER
LOACCOGLIERENELMIGLIOREDEIMODIDAUNPAIO
DISETTIMANESISONODATEDAFARECONLORGANIZ
ZAZIONE DELLEVENTO TENUTOSI NELLARCO DI DUE
GIORNI )L GIORNO clou PER 3ELINO !LTO À STATO IL
SETTEMBRECONUNAGRANDECELEBRAZIONEALLE
ORE E LA PRESENZA DELLINTERA COMUNITº
ACCOMPAGNATA DAL SINDACO DI 3ANT/MOBONO
4ERME0AOLO$OLCI0ERLERESTANTIPARROCCHIELA
CERIMONIADINSEDIAMENTOÀSTATAILSETTEM
BRECONUNACELEBRAZIONEALLEOREPRESSO
LAPARROCCHIA3ANTISSIMA!SSUNTAIN"LELLOECON
UNALTRAALLERISERVATAPERLACOMUNITºPIÎ
GRANDELAPARROCCHIADI3ANT!NTONIO!BATEIN
"ERBENNO
)N TUTTE E TRE LE PARROCCHIE SI À RESPIRATO
UNARIAPIENADINOVITº
i#OMESARºQUESTONUOVOPASTOREwSISONO
CHIESTITUTTI
,ACURIOSITºÀUNADELLEARMITATTICHEDEINO
STRIPICCOLIPAESITANTOCHEA"ERBENNOLACHIESA
PARROCCHIALERISULTAVAQUASITROPPOPICCOLAPER
OSPITARETUTTELEPERSONECHESONOACCORSEPER
ACCOGLIEREDON,UCA 1UANDO QUELLAMACCHINA
COLORBRONZOSIÀFERMATAAL-UNICIPIOPERFAR
SCENDEREILNUOVOPARROCOCONLASIGNORA'IAN
NALASUAMAMMACHELOACCOMPAGNAINQUE
STAAVVENTURAALlANCODEL3IGNORELAFOLLACHE
VISIÀRECATAHAFATTOPARTIREUNGRANDEAPPLAU
SODEGNODIUNPROTAGONISTASULPALCOSCENICO
#ON ACCOMPAGNAMENTO DELLA BANDA DON
,UCA HA RAGGIUNTO ALLENTRATA DELLEDIlCIO MU
NICIPALE I RAPPRESENTANTI DEL NOSTRO PAESE IL
(* (Ð
SINDACO#LAUDIO3ALVIILVICESINDACO&LAVIA3ALVI
ELASSESSORE-ANUEL3ALVICHELHANNOACCOLTO
CONUNACALOROSASTRETTADIMANOEUNSINCERO
ABBRACCIO )L NOSTRO SINDACO HA DETTO QUALCHE
PAROLADIINTRODUZIONEEBENVENUTODESCRIVEN
DO IN BREVE AL NUOVO ARRIVATO LA STORIA DI "ER
BENNOECONCLUDENDOCONUNSENTITOAUGURIODI
BUONA E SERENA PERMANENZA NELLA SUA NUOVA
COMUNITº
$OPO CIRCA MEZZORA DAL SUO ARRIVO DON
,UCAEMOZIONATODALCALOREDIQUESTACOMUNI
TºINIZIAILSUOVIAGGIOVERSOLACASADEL3IGNORE
DELLA SUA NUOVA PARROCCHIA CON IL TRADIZIONALE
CORTEOCHESECONDOILCLASSICOTRAGITTOPREVEDE
ILSUOINGRESSOSOTTOLARCOVERDECHEISUOINUOVI
PARROCCHIANIHANNOCOSTRUITOCONGIOIAPERPO
TERLOACCOGLIERENELMIGLIOREDEIMODI$URANTE
IL CORTEO ERA lANCHEGGIATO DA DON !LBERTO DA
UNANNOILPARROCODI:ANICACHEHAILCOMPITO
DIPRESENTARLOALLANUOVAPARROCCHIAINQUALITº
DIDELEGATODELVESCOVO&RANCESCO"ESCHI
.ON POTEVA DI CERTO MANCARE LACCOGLIENZA
DEIRAGAZZIDELLORATORIOEDELCATECHISMOUNO
DEITANTIPILASTRISUCUISIERIGELANOSTRACOMUNI
TºINFATTIPERLUIHANNORISERVATOUNBENVENUTO
SPECIALECONCENTINAIADIPALLONCINIEUNCOLO
RATISSIMOSTRISCIONECONSCRITTOBenvenuto, don
Luca!!LSUOARRIVODAVANTIALLACHIESAIBAMBI
NIFESTOSIHANNOURLATODIGIOIAELASCIATOVOLAREI
LOROPALLONCINIVERSOILCIELOCOMESEVOLESSERO
DIRE AL 3IGNORE i&INALMENTE À ARRIVATOÐ 'RAZIE
PERAVERCELOMANDATOÐw
!LSUOINGRESSOCONILNOSTROCOROCHEINTO
NAVA IL CANTO Tu sarai profeta E INSIEME AI SA
CERDOTICHEAVREBBEROCELEBRATOLA3ANTA-ESSA
DIACCOGLIENZALACHIESAERAGREMITATUTTIIPO
STI A SEDERE ERANO OCCUPATI TANTO CHE PER FAR
ACCOMODAREPIÎGENTEPOSSIBILENEIBANCHIERA
NECESSARIO STRINGERSI COME SARDINE !PPENA IL
GRUPPO DI SACERDOTI SI À RECATO SULLALTARE UN
RAPPRESENTANTE DELLA NOSTRA COMUNITº HA PRE
SOPAROLAESPRIMENDOUNCARISSIMOBENVENUTO
EUNSINCEROAUGURIODIcostruire una comunità
forte, dove fortezza, concordia e collaborazione
facciano grande lunità di queste tre parrocchie
$OPOQUESTOBENVENUTODELLAPARROCCHIALA
-ESSAHAPOTUTOCONTINUAREDIVIDENDOSIINVARI
MOMENTIIMPORTANTIPERILNOSTRONUOVOPASTO
RE LA CONSEGNA DEL LEZIONARIO IL RITO DEL MAN
DATO LA SUA PROFESSIONE DI FEDE E LA lRMA DEL
VERBALETUTTISVOLTISICONUNACERTASOLENNITºE
RITUALITº
5NODEIMOMENTIPERÉCHERESTERºNELCUO
RE DELLA GENTE À SENZA DUBBIO LOMELIA DI DON
!LBERTO NON SOLO LEGATA ALLE LETTURE MA ANCHE
MIRATA A FARCI CONOSCERE MEGLIO DON ,UCA UN
TIPO capace di relazione, paziente, amante della
comunità e dotato di una grande disponibilità
nei nostri confronti AVENTE ORA CHE À ARRIVATO
DANOIILCOMPITODIravvivare il nostro luogo di
fede più importante, la chiesa, maestosa e ricca di
tradizioni di fede delle nostre generazioni, e questa encomiabile comunità'RAZIEALLALETTURADEL
6ANGELOTRATTODALLAPOSTOLO-ARCODON!LBERTO
HASOTTOLINEATOLEQUALITºDELPRETEPERLUIDEVO
NO ESSERCI DELLE PRIORITº ALTRIMENTI risulta una
persona come le altreDEVEESSEREanimatore dei
desideri della comunità, capace di intervenire per
estirpare il maleDEVESAPERindicare con coraggio, decidere e indirizzare la strada migliore per
la sua gente
3APENDO IL POSTO IMPORTANTE CHE RAGAZZI E
ADOLESCENTIOCCUPANOQUIA"ERBENNODON!L
BERTO HA AFlDATO A LORO TRE SEGRETI IMPORTANTI
CHERIGUARDANODON,UCAILPRIMOÀLASUAPAS
SIONEPER'ESÎILSECONDOÀLASUAINNATACAPA
CITºNELLEARTITECNOLOGICHEOVVEROILCOMPUTER
EILTERZORIGUARDAILSUOAMOREINTRAMONTABILE
PERLASQUADRADELCUOREL!TALANTA0URTROPPO
PROPRIO IN QUESTO GIORNO DI FESTA LA SQUADRA
BERGAMASCAHAPERSOCONTROIL4ORINOMA
A LUI SOLO PER QUESTA VOLTA POCO À IMPORTATO
PERCH½PERLUIESSERELÄINMEZZOALSUONUOVO
GREGGE À STATA UNA VITTORIA UNICAÐ )NFATTI VERSO
LAlNEDELLACELEBRAZIONEDON,UCAHAPRESOLA
PAROLAESPRIMENDOLASUAGRANDEGIOIANELLES
SEREILNOSTRONUOVOPASTOREERINGRAZIANDOSIN
CERAMENTELANOSTRANUOVACOMUNITºPERAVERLO
ACCOLTOCOMESEFOSSEGIºACASAi-ISENTOGIºA
CASAwSONOSTATELEPAROLECHEHANNOESPRESSOLA
SUAEMOZIONEECOMMOZIONENELVEDEREQUANTI
NUOVIPARROCCHIANISONOACCORSIPERLUI
'LI ULTIMI PENSIERI VANNO IN RICORDO DI DON
2OBERTOEDIDON'IOVANNIIPARROCICHELHAN
NOPRECEDUTOEINlNEALLACOMUNITºDI:ANICA
ACCORSA CON UN NUMERO INGENTE DI EX PARROC
CHIANI DEDICANDOGLI UN GROSSO ABBRACCIO NEL
RICORDODEIANNITRASCORSIINSIEME
!LLA lNE DELLA CELEBRAZIONE ACCOMPAGNATA
DA UN GRANDE APPLAUSO IN PIAZZA SI À TENUTO
UNGRANDERINFRESCOPERTUTTIIPARTECIPANTIALLA
MESSA
4RAISALUTIALLACOMUNITºDI:ANICAELEPRE
SENTAZIONIPERSONALIDIDON,UCAAISUOINUOVI
(* (Ð
PARROCCHIANI QUALCUNO ALZA LO SGUARDO VERSO
LANOSTRACHIESALOSTRISCIONELANCIATOINPRECE
DENZADAIRAGAZZICONLEGATOUNGROSSOGRAPPO
LODIPALLONCINIÀRIMASTOIMPIGLIATOTRALEGUGLIE
DELLAFACCIATACOMESEFOSSEUNSEGNOBENEAU
GURANTEPERLASUAPERMANENZA
3ARº DAVVERO COSÄ 0ER ADESSO POSSIAMO LI
MITARCI SOLO A DIRE i"%.6%.54/ 42! ./)
$/.,5#!Ðw
Luana Nava
Le tre comunità salutano Don Luca!
,APARROCCHIADI3'IACOMOMAGGIOREIN3ELINO!LTOÀLIETADIACCOGLIEREILNUOVOPARROCO$ON
,UCA'ATTONINOMINATODALNOSTRO6ESCOVO&RANCESCOPERCONTINUAREILCAMMINOIN#RISTO
5NNUOVOCAPITOLOSIAPREPERLANOSTRACOMUNITºPARROCCHIALEEPERQUELLEDI"ERBENNOEDI
"LELLOCHIAMATECONNOIAVIVEREQUESTANUOVAESPERIENZAPASTORALE
,ACOMUNITºTUTTATIPORGEQUINDIILPIÎCALOROSOBENVENUTOETIOFFRETUTTALAPROPRIADISPONI
BILITº
)LSENTIMENTOCHESICURAMENTEPREVALEÀLAGRATITUDINEA$IOPERCH½HAvisitato il suo popoloDI
3ELINO!LTOEHASCELTOPERNOIUNANUOVAGUIDA!NCORAUNAVOLTA$IOSIRIVELAESSEREUN0ADRE
AMOREVOLECHEVUOLEILBENEDEISUOIlGLI
'IºTIVOGLIAMOBENE$ON,UCAANCHESENONCICONOSCIAMOANCORABENEMAILTEMPOÀDALLA
NOSTRAPARTECISARANNOOCCASIONIPERFARCRESCEREGIORNODOPOGIORNOCOLLABORAZIONESTIMAE
AFFETTO)LNOSTROTIMOREÀDISENTIRCIINADEGUATIALGRANDEDONOCHETUSEIPERLANOSTRACOMUNITº
4IACCOGLIAMO$ON,UCACREDENDONELLUNITºPASTORALECOMEOPPORTUNITºDICRESCITAPERLE
NOSTRE PARROCCHIE TI CHIEDIAMO DI NON DIMENTICARTI DI COLORO CHE SONO IL FUTURO DELLA NOSTRA
COMUNITºECHEVIVONOLORATORIOELASCUOLAMATERNACOMELUOGODICRESCITA5NATTENZIONEPAR
TICOLARERICHIEDONOINOLTREGLIANZIANIEGLIAMMALATIIQUALIFORSEPIÎDITUTTIFATICANOACALARSI
NELCONTESTODELLUNITºPASTORALEEPERQUESTOSISENTONOUNPOABBANDONATI
,ANOSTRASOCIETºLANOSTRACULTURALUMANITºINTERAHABISOGNODIUNANUOVAEVANGELIZZAZIO
NEIL0APAEINOSTRIVESCOVICELORICORDANOINOGNIOCCASIONE
!NCHE LA COMUNITº DI 3ELINO !LTO SEPPUR PICCOLA
NON À ESENTE DA QUESTO BISOGNO 4I CHIEDIAMO DI
AIUTARCIADAUMENTAREINNOILOSTUPOREELAGIOIADI
SENTIRCICOMUNITºCRISTIANACONSAPEVOLICHEQUESTO
PROCESSODICRESCITANELLAFEDECIPORTAADUNAREVI
SIONEDEINOSTRICOMPORTAMENTIDELLENOSTRESCELTE
DEINOSTRIMODIDIDIREEDIPENSARE
#ONlDANDO NELLA TUA SENSIBILITº TI AUGURIAMO UN
BUONLAVORO
$A PARTE NOSTRA PROMETTIAMO LA MASSIMA COOPE
RAZIONE PER RAGGIUNGERE INSIEME GLI OBIETTIVI CHE TI
PORRAI PER FAR CRESCERE SPIRITUALMENTE LE NOSTRE CO
MUNITº
La Comunità di Selino Alto
29 settembre 2012
(* (Ð
#ARISSIMO DON ,UCA TI RINGRAZIAMO
DI CUORE PER AVER ACCETTATO DI VENIRE
IN MEZZO A NOI $A OGGI QUESTA À LA
TUA CASA E NOI SIAMO LA TUA FAMIGLIA
3IPOTEVACOMINCIAREILDISCORSOCONLA
CLASSICA FRASE Benvenuto don Luca MA
CI SEMBRAVA UN INIZIO UN PO BANALE
%POIDIREbenvenutoÀFACILEMAFARTI
SENTIREILBENVENUTOÀUNACOSAMOLTO
MENOSCONTATASETIDICIAMOCHESEIIL
BENVENUTOEPOIINREALTºNELLANOSTRA
COMUNITº NON TROVERAI TUTTA LA DISPO
NIBILITºELACCOGLIENZACHEMERITICHE
lGURACIFACCIAMO-EGLIONONRISCHIA
REANCHEPERCH½QUALCHEDIFlCOLTºPOTRAITROVARLA)LFATTOCHETUSIAQUISIGNIlCACHEHAIDETTOSÄ
EQUESTOPERNOIÀGIºUNESEMPIOIMPORTANTEVISTOCHEANCHENOILAICISPESSONONSIAMOPRONTI
ARISPONDEREINMODOPOSITIVOALLECHIAMATETANTIIMPEGNILAFAMIGLIAILLAVOROLAFATICAx
)NCOMPENSOPERÉSIAMOMAESTRIINUNACOSANELLEASPETTATIVE3ECICHIEDETESECIASPETTIA
MOQUALCOSADALNUOVO0ARROCOALLORATIRIAMOFUORIILMEGLIODINOIEABBIAMOPRONTOUNELENCO
INlNITODICOSE)LNUOVO0ARROCODEVEESSERESIMPATICOMAALLOSTESSOTEMPOSERIOELASTICOMA
ASSOLUTAMENTEINTRANSIGENTEDISPONIBILEPERTUTTIINOGNIMOMENTOMASEMPREIMPEGNATOE
ATTIVAMENTEOPEROSOBRAVOAPREDICAREMAMOLTOSINTETICONELLEPREDICHEINNOVATIVOMAALLO
STESSOTEMPOCONSERVATOREDETERMINATONELLEDECISIONIIMPORTANTIMAPRONTOADASCOLTAREE
APPLICAREDILIGENTEMENTEILPAREREDITUTTI
)NSINTESIPRETENDIAMOUNPARROCOSUPEREROEPOSSIBILMENTECONILDONODELLUBIQUITºCHE
COLMIINOSTRILIMITIEFACCIATUTTOQUELLOCHENOINONABBIAMOVOGLIADIFARE
!LLAlNEPRESIDATUTTEQUESTEASPETTATIVEEDALNOSTROCORREREFRENETICORISCHIAMODIDIMENTI
CARCICHEANCHENOISIAMOMEMBRAVIVEDELLA#HIESACHEOGNUNODINOIÀCHIAMATOAVIVERELA
PROPRIAVOCAZIONEECHEQUANDOCÀUNACOSAIMPORTANTEDAFAREDOVREMMOSEMPREDIREi3E
NONIOCHI%SENONADESSOQUANDOw
-A SOPRATTUTTO RISCHIAMO DI DIMENTICARCI CHE IL PARROCO DEVE SEMPLICEMENTE AMARE #RISTO
EDESSERETESTIMONEDELSUO6ANGELOCONISUOIPREGIEISUOIDIFETTIMETTENDOALSERVIZIODEL
PROSSIMOISUOICARISMIDIQUALUNQUETIPOESSISIANO
6OGLIAMOALLORARINGRAZIAREDELDONODELLAPRESENZADIDON,UCAINUNMOMENTOINCUIla messe è molta, ma gli operai sono pochiSIAMOCONSAPEVOLIDIQUANTAGRAZIACISIANELLAPOSSIBILITºDI
AVEREALLAGUIDADELLANOSTRACOMUNITºUNPASTORECHECAMMINICONNOIECHECIAIUTIAVIVERE
NELLALUCEDELLA&EDEIN#RISTO
#ERCHEREMODIDIRTIbenvenutoDON,UCACONINOSTRIGESTIQUOTIDIANIEDISOSTENERTINELLATUA
MISSIONEPASTORALESENZAPRETENDERECHETUSIAPERFETTOPERCH½INTUTTASINCERITºNONSIAMO
PERFETTINEPPURENOI
'IºTIVOGLIAMOBENEDON,UCAANCHESENONCICONOSCIAMOBENEMAILTEMPOÀDALLANOSTRA
PARTEECISARANNOOCCASIONIPERFARCRESCEREOGNIGIORNOCOLLABORAZIONESTIMAEAFFETTO
0APA"ENEDETTOCIHAPIÎVOLTEISTRUITODICENDOi#HIFAENTRARE#RISTOTOTALMENTEDENTRODI
LUINONPERDENULLAASSOLUTAMENTENULLADICIÉCHERENDELAVITALIBERABELLAEGRANDE3OLOIN
QUESTAMICIZIASISPALANCANOLEPORTEDELLAVITA3OLOINQUESTAMICIZIASIDISCHIUDONOREALMENTE
LEGRANDIPOTENZIALITºDELLACONDIZIONEUMANA3OLOINQUESTAMICIZIANOISPERIMENTIAMOCIÉ
CHEÀBELLOECIÉCHELIBERAw
$IQUESTAAMICIZIAABBIAMOBISOGNOEQUESTOTICHIEDIAMODON,UCADIRICERCARLAEVIVERLA
INSIEMEANOI
'2!:)%$)#5/2%%"%.6%.54/Ð
La comunità di Blello, 30 settembre 2012
(* (Ð
)L3IGNORESIACONTEÐ
§CONQUESTAINVOCAZIONEECONQUESTAGE
STUALITºCHELACOMUNITºDI"ERBENNORIVOLGEIL
PIÎCORDIALEEAFFETTUOSOBENVENUTOALSUONUO
VOPARROCODON,UCACONLABBRACCIODIUNAFA
MIGLIA CHE ATTENDE LA SUA GUIDA SPIRITUALE NEL
CAMMINODIUNAFRATERNITºSEMPREPIÎAGGAN
CIATAALMODELLOCRISTIANO#RISTO3IGNORE
#ARODON,UCAQUESTEPAROLERImETTONOGIº
TUTTOUNPROGRAMMADILAVORODOVEDIALOGOE
COLLABORAZIONEPORTERANNOARINNOVAREINOSTRI
IMPEGNIEINOSTRIRUOLIMIRANTIACOSTRUIREUNA
COMUNITºFORTEDOVEVERITºCONCORDIARISPETTO
EFRATERNITºPOSSANOESSERESEMPREIVALORIFON
DAMENTALI DEL VIVERE INSIEME E IL SEGNO DELLA
PRESENZADELLOSPIRITODI$IOFRANOI
!HCHEGIOIAPOTERINTRAPRENDEREUNNUOVO
CAMMINO DOVE LA TUA ESPERIENZA E LA NOSTRA
POTRANNOCONFRONTARSIPERPOISFOCIAREINNUO
VIORIZZONTICERTAMENTEPIÎMATURIEPIÎSOLIDI
SOTTOILSEGNODIUNAPASTORALEMIRATAAQUESTOÐ
'RAZIEDIAVERACCETTATOQUESTOINVITOEQUE
STO RUOLO CHE SA DI NOVITº MA ANCHE DI MOLTO
IMPEGNODOVECORAGGIODISPONIBILITºlDUCIA
ALLEGRIA E CAPARBIETº SAPRANNO ESSERE VINCEN
TI IN UN MOMENTO DOVE SI RICHIEDE LIMPEGNO
DITUTTIEINQUESTOTUTTICOMERICHIAMABENE
LINVITODEL6ESCOVOALPROGRAMMADIOCESANODI
FRATERNITºPENSOCISIANOIPRESUPPOSTIPERCH½
CIÉAVVENGANELLACONSAPEVOLEZZADIPOTERCON
TARE SU RAGAZZI E ADOLESCENTI SOPRATTUTTO CHE
RImETTONOLOSPIRITODELLINNOCENZAEDELtutto si
riesce a fare, GIOVANICHECONLELOROPERPLESSI
TºEDUBBINONSILASCIANOCOMUNQUESFUGGIRE
LOCCASIONE DI ESSERE UTILI GENTE MATURA CHE
INNOMEDELsaper fareSONOADISPOSIZIONECO
MUNQUEDELBENECOMUNEANZIANICHECONLA
LOROSAGGEZZAEsi faceva così una voltaSANNO
ACCETTAREEAPPREZZAREILGUSTODELNUOVOEDEL
RINNOVOINSOMMAUNACOMUNITºPRONTAACOL
LABORAREEVIVERECONILPROPRIOPASTORE
5NA MISSIONE PASTORALE LA TUA DON ,UCA
RICCADIASPETTATIVEMAANCHEDISOLIDETRADI
ZIONI CHE DEVONO ESSERE DI AIUTO PER UN CON
TINUO CONFRONTO E TRAMPOLINO DI LANCIO PER LE
INNOVAZIONI CHE CERTAMENTE UNA COMUNITº IN
CAMMINO ACCOGLIERº COME MIGLIORIE E MATU
RAZIONE DI FEDE E FRATERNITº SPIRITO NEL QUALE
PONIAMO TUTTA LA lDUCIA IN UN $IO CHE TI HA
CHIAMATOA"ERBENNO
,IMITI DEBOLEZZE TRADIZIONALISMI SUPERl
CIALITºCHEACCOMPAGNANOCHIUNQUEVOGLIACON
FRONTARSI DOVRANNO ESSERE DI STIMOLO PER UNA
PRATICA SOLIDA E CONCRETA COLLABORAZIONE CHE
SUFFRAGHERºEACCENTUERºLATMOSFERADIBUONA
EPIENAACCOGLIENZA
,EORMEDEIPREDECESSORICHEABBIAMOGIº
AVUTOMODODIRINGRAZIARECONILCUOREPOSSA
NOESSEREDIGUIDASÄMASOPRATTUTTODIINDIRIZZO
PERCH½TUDON,UCAPOSSALASCIAREILTUOSEGNO
UN3EGNOCONLAESSEMAIUSCOLADOVELAFRATER
NITº E LA FEDE CHE SEMINERAI POSSANO ENTRARE
ANCOR PIÎ NELLA COMUNITº CHE COSÄ SPASSIONA
TAMENTEHAIACCETTATODIGUIDAREEDINDIRIZZARE
4ISAREMOVICINICONTUTTOLAFFETTOCHEABBIA
MOIMPARATOADAVERESEMPRENEICONFRONTIDI
CHICIGUIDASPIRITUALMENTEEDEVANGELICAMEN
TE NEL SEGNO DI UN PERCORSO COMUNE ATTENTO
ALLESSERE FRATELLI NELLA FEDE CHE $IO VUOLE DA
NOI
"UONA MISSIONE DON ,UCA BUONA PERMA
NENZA A TE E A TUTTI I TUOI FAMILIARI CUI CERTA
MENTESAPREMORIVOLGERESENTIMENTIDIAFFETTO
EDIATTENZIONEPERQUALSIASIBISOGNOCONLAU
SPICIOELACONSAPEVOLEZZADIESSEREINSINTONIA
INQUESTANUOVAFAMIGLIADI"ERBENNO
$ALTRAPARTECARODON,UCAFACENDOLACRO
NIMODELTUONOMERILEVIAMOCHEÀGIºTUTTOUN
PROGRAMMA
,COME,!6/2/
5COME5"")$)%.:!
#COME#/2$)!,)4¡
!COME!-/2%
"ENVENUTOEUNFORTEEAMPIOABBRACCIODA
CHITIVUOLEGIºBENE
La Comunità di Berbenno
30 settembre 2012
(* (Ð
“La fraternità cristiana”:
la lettera del vescovo Francesco Beschi
.
ELLE NOSTRE CHIESE À
INDISTRIBUZIONEILTE
STO DE La fraternità
cristiana LA LETTERA CHE IL NO
STROVESCOVO&RANCESCO"ESCHI
HASCRITTOALLENOSTRECOMUNITº
PARROCCHIALIECHETRATTAILTEMA
DELLA FRATERNITº INVITANDOCI
ANCHEADALCUNERImESSIONISUL
TEMA DELLE unità pastorali CHE
CITOCCAMOLTODAVICINO
0OTETETROVARELALETTERAANCHE
AQUESTOLINK
HTTPWWWDIOCESIBGITBERGAMOALLEGATI
APLETTERAVESCOVOPDF
)NOLTRE IL TESTO SARº PRESTO DISPONIBILE SUL SITO
INTERNETDELLORATORIO
WWWORATORIOBERBENNOALTERVISTAORG
!VREMO MODO DI RImETTERE SULLA LETTERA DEL
6ESCOVO DURANTE GLI INCONTRI DEI GRUPPI BIBLICI
CHESISVOLGERANNONELLENOSTREPARROCCHIEDU
RANTEILTEMPODI!VVENTO
L’anno della fede
#ONLESOLENNICELEBRAZIONIDITUTTALA#HIESA
LACONCELEBRAZIONEA3OTTOIL-ONTECONILVESCO
VO&RANCESCOELEMESSEDISABATOE$OME
NICA OTTOBRE HA PRESO IL VIA SOLENNEMENTE
l’Anno della fede.
0APA"ENEDETTO86)HAINDETTOQUESTOSPECIA
LEAnnoPERINVITAREAUNAiAUTENTICAERINNOVA
TA CONVERSIONE AL 3IGNORE UNICO SALVATORE DEL
MONDOw,ETTERA!POSTOLICAPorta fidei %GLIAUSPICACHEESSOSUSCITIINTUTTIICREDENTI
iLASPIRAZIONEAconfessareLAFEDEINPIENEZZAE
CON RINNOVATA CONVINZIONE CON lDUCIA E SPE
RANZA 3ARº UNOCCASIONE PROPIZIA ANCHE PER
INTENSIlCARELACELEBRAZIONEDELLAFEDENELLALI
TURGIA E IN PARTICOLARE NELL%UCARISTIA CHE À IL
iCULMINE VERSO CUI TENDE LAZIONE DELLA #HIESA
EINSIEMELAFONTEDACUIPROMANATUTTALASUA
ENERGIAwSacrosanctum Concilium .ELCON
TEMPOAUSPICHIAMOCHELAtestimonianza DIVITA
DEICREDENTICRESCANELLASUACREDIBILITº2ISCO
PRIREICONTENUTIDELLAFEDEPROFESSATACELEBRA
TAVISSUTAEPREGATACF#OSTITUZIONE!POSTOLI
CAFidei DepositumERImETTERESULLOSTESSO
ATTO CON CUI SI CREDE À UN IMPEGNO CHE OGNI
CREDENTEDEVEFAREPROPRIOSOPRATTUTTOINQUE
STOAnnowPorta fidei (* (Ð
!NCHE SE NON MANCHERANNO MOMENTI PUB
BLICI DI CELEBRAZIONE E DI COMUNE CONFESSIONE
DELLAFEDELOSCOPOSPECIlCODIQUESTOANNOÀ
DUNQUEche ogni cristiano possa riscoprire «il
cammino della fede per mettere in luce con
sempre maggiore evidenza la gioia ed il rinnovato entusiasmo dell’incontro con Cristo».
)L 0APA NE HA PRECISATO IL SENSO E LE lNALITº
NELLA ,ETTERA !POSTOLICA Porta fidei PUBBLICATA
LOTTOBRE
#OMPRENDIAMOILSENSODIQUESTO!NNOANCHE
APARTIREDALLogo:SUUNCAMPOQUADRATOBOR
DATOÀSIMBOLICAMENTERAPPRESENTATAUNAbarcaIMMAGINEDELLA#HIESACHEÀINNAVIGAZIONE
SUDEIflutti GRAlCAMENTEAPPENAACCENNATICHE
SIMBOLEGGIANO LE DIFlCOLTº DELLA NAVIGAZIONE
NELMONDO
L’albero maestroÀUNACROCECHEISSADELLEvele
CHECONDEISEGNIDINAMICIREALIZZANOILTRIGRAM
MADI#RISTO(IHSJesus hominum Salvator'ESÎ
SALVATORE DEL MONDO INOLTRE LO SFONDO DELLE
VELE À UN SOLE CHE ASSOCIATO AL TRIGRAMMA RI
MANDAANCHEALLEUCARISTIA
!VREMOMODODIRImETTERESULLANNODELLAFEDE
IN OCCASIONE DELLE PRINCIPALI FESTE DELLANNO LI
TURGICOEINMANIERAPARTICOLAREDURANTEILTEM
PODI1UARESIMA
Don Luca Gattoni
(* (Ð
)
Incontro del vescovo
Francesco Beschi con i
catechisti del Vicariato
L 6ESCOVO HA CHIESTO AI
CATECHISTI DELLE PARROC
CHIEDEL6ICARIATODI2O
TA )MAGNA DI RImETTERE SU TRE
QUESITIPUNTIDIFORZAEDIDE
BOLEZZADELLAPROPOSTACATECHI
STAATTUALELEURGENZERILEVATE
LEATTESENEICONFRONTIDELVICA
RIATOEDELLADIOCESI
§ STATA STESA UNUNICA RELA
ZIONE PER RIASSUMERE LE RELA
ZIONI SCRITTE DAI CATECHISTI DI
OGNICOMUNITºDACUIÀEMERSO
CHEILPUNTODIFORZAMAGGIORE
DI OGNI PICCOLA PARROCCHIA À IL
LAVORARE IN MANIERA PIÎ PROl
CUACONGRUPPIPOCONUMEROSI
DI RAGAZZI )N ALCUNE COMUNI
Tº SONO INOLTRE PRESENTI CORSI
DI FORMAZIONE PER CATECHISTI
EDUCATORI E GENITORI ANCHE SE
POCOFREQUENTATI#OMEPUNTO
DI DEBOLEZZA INVECE À STATO
SOTTOLINEATO IL POCO COINVOLGI
MENTO DA PARTE DELLE FAMIGLIE
NELLA PROPOSTA DI CATECHESI
NELLEDUCAZIONE ALLA FEDE DEL
BAMBINOEAGLIINCONTRIFORMA
TIVIALORORIVOLTI
,URGENZA PIÎ SENTITA NELLE
PARROCCHIE DELLA 6ALLE )MAGNA
ÀLAMANCANZADIUNEDUCAZIO
NEALLA3ANTA-ESSADOMENICA
LEDAPARTEDELLEFAMIGLIE
,E ATTESE NEI CONFRONTI DEL
6ICARIATO E DELLA $IOCESI DA
PARTE DI NOI CATECHISTI SONO
CONFRONTOECOLLABORAZIONETRA
CATECHISTIDELLEPARROCCHIEVICI
NE E PIÎ PARTECIPAZIONE DELLE
FAMIGLIENELVIVEREUNPERCORSO
PERACCOMPAGNAREIPROPRIlGLI
AINCONTRARE'ESÎ
$URANTELINCONTROCONICA
TECHISTIDELSETTEMBRE
SVOLTOSI A #EPINO IL VESCOVO
HA SOTTOLINEATO IL COMPITO DI
NOICATECHISTISIAMOOPERADEL
3IGNORE SIAMO AL SERVIZIO DEL
3IGNOREEDOBBIAMOGODEREDI
POTER,OSERVIRE
.ON SI DEVE SOTTOVALUTARE
LA CONDIZIONE IN CUI STIAMO
VIVENDOCHEÀQUELLADELCAM
BIAMENTOPERCH½NONRICONO
SCENDOLO AUMENTA SOLO IL NO
STRO SMARRIMENTO $OBBIAMO
FAREICONTICONILPRIMODITUTTI
I VALORI LA LIBERTº ,IBERTº CHE
(* (Ð
NONPORTAAFARECIÉCHESIVUO
LEMACIILLUDEDIPOTERLOFARE
5NESEMPIOECLATANTESONOGLI
ADOLESCENTI CHE CI SEMBRANO
INCONTROLLABILI MA INVECE SO
NO SOLO PROTAGONISTI DEL CAM
BIAMENTO
)LCRISTIANONONDEVEAVERE
PAURADELLALIBERTºEQUINDIDEL
CAMBIAMENTO PERCH½ LA FEDE
E IL MIO CREDO À IN UN $IO DI
LIBERTº UN $IO LIBERATORE $IO
DI'ESÎ#RISTOCHECIHALIBERA
TIPERCUILESSENZIALEÀLAFEDE
IN 'ESÎ ,A FEDE NON À SCON
TATANEANCHEIN6ALLE)MAGNA
%SSERECRISTIANIÀBELLOÀDIFl
CILE À IMPEGNATIVO MA NON À
COMPLICATO
0ERUNCRISTIANODEVEESSE
RECHIAROCHELESSENZIALEÀ'E
SÎETUTTOQUELLOCHEFAMAN
GIARE DORMIRE CAMMINARE À
RIVOLTOA,UI
)N QUESTO QUADRO CON AL
CENTRO 'ESÎ 3ALVATORE VI SO
NO ALCUNI ELEMENTI ESSENZIALI
DELLESPERIENZA
฀ L’eucaristia
LEUCARESTIA
SENZALAQUALENONNASCEE
CRESCENULLA
฀ La Parola di DioLAFEDENA
SCEDALLASCOLTODELLAPAROLA
DI $IO CHE SI PUÉ TROVARE
ATTRAVERSO LA LETTURA PERSO
NALE LA CATECHESI LA lectio
divina IL GRUPPO DI ASCOLTO
DELLAPAROLA
฀ La comunitàNONPOSSOES
SERE CRISTIANO DA SOLO CÀ
BISOGNO DI UNA COMUNITº
CRISTIANAUNITA
฀ La Vita: IL 3IGNORE À NATO
PERDARCILAVITALAFEDEIN
,UILARENDEPIÎVIVIBILE
฀ 4UTTI DOBBIAMO ESSERE IN
MISSIONE CATECHISTI PRETI
GENITORI EDUCATORIx NON
POSSIAMODAREPERSCONTATO
CHE LA FEDE SIA GIº MATURA
BISOGNA CRESCERE LAVORARE
STARE INSIEME PER COSTRUI
RE UNA COMUNITº FRATERNA
CAPACE DI DIMOSTRARE A CO
LORO CHE VERRANNO CHE CON
IL CAMBIAMENTO E LA LIBERTº
SIPOSSONOCREARELEGAMIDI
UNITºDECISIVIPERLATRASMIS
SIONEDELLAFEDE
)L6ESCOVOCILASCIAUNGRAN
DEINSEGNAMENTO)L2EGNODEI
#IELI À SEMPRE UNA SORPRESA
MERAVIGLIOSASTAANOITROVARE
ETRASMETTEREIL4ESORODIQUE
STO2EGNO
Stefania Pozzi
Assemblea vicariale al
Santuario della Cornabusa
-
ARTEDÄ OTTOBRE
LE PARROCCHIE DEL
NOSTRO VICARIATO SI
SONO RIUNITE AL 3ANTUARIO DEL
LA #ORNABUSA PER L!SSEMBLEA
VICARIALE DI INIZIO DELLE ATTIVITº
PASTORALI
$OPO IL MOMENTO DI PRE
GHIERA GUIDATO DA DON !LES
SANDRO ,OCATELLI 2ETTORE DEL
3ANTUARIOIRAPPRESENTANTIDEL
LEPARROCCHIEEISACERDOTIIN
TERVENUTIVERAMENTENUMEROSI
HANNO POTUTO ASCOLTARE LIN
TERESSANTE RImESSIONE DI DON
-ASSIMO%PISSUITEMIDELL!N
NODELLAFEDEEDELLA,ETTERADEL
6ESCOVO&RANCESCO
.ELLA SUA RImESSIONE DAL TI
TOLO Credenti e moderni: un bi-
nomio possibile?,DON-ASSIMO
ÀPARTITODALPRENDEREATTODEL
LAmetamorfosi della fedeINATTO
NELMONDOnon è più come una
volta, SI DICE SPESSO NEI NOSTRI
PAESIx 1UALI LE CAUSE DI QUE
STOCAMBIAMENTO
!NZITUTTO LA sfiducia nelle
istituzioni IN GENERALE E NELLA
#HIESASTESSACHEHAPORTATOA
UNALLONTANAMENTODELLEPERSO
NEDALLEISTITUZIONIEHACONDOT
TO A UNA FEDE SENZA APPARTE
NENZAECCLESIALECHESPESSOSI
TRADUCEINCOMPORTAMENTIPRA
TICILONTANIDALLAFEDESTESSA
)N SECONDO LUOGO SIAMO DI
FRONTEAUNPROCESSODIsoggettivizzazione: IL PROTAGONISMO
PERSONALE À CRESCIUTO A DISMI
(* (Ð
SURA PERTANTO LE PERSONE TEN
DONO SEMPRE PIÎ A GIUDICARE
COMEBUONOCIÉCHEmi fa stare
bene#IÉSIGNIlCACHEILSOGGET
TO À IL sovrano DELLE SUE SCELTE
DI VITA ED À PORTATO A PRENDE
REDATANTEESPERIENZEDIVERSE
LA PARTE CHE PIÎ GLI AGGRADA
IN UNA SORTA DI bricolage della
fedex
0ARADOSSALMENTEINQUESTO
CLIMA CHE SEMBRA OSTILE ALLA
FEDE SI ASSISTE INVECE A UN ritorno del sacro:LAPROFEZIADELLA
fine delle religioniDEGLIANNI@
ÀSTATACLAMOROSAMENTESMEN
TITAINVIRTÎDIUNRITORNOALSI
LENZIO ALLA MEDITAZIONE AL RI
POSOVISSUTICOMESEMPREPIÎ
NECESSARIDENTROLOSTILEDIVITA
SEMPREPIÎFRENETICO)LRISVOL
TODIQUESTAnuova religiositàÀ
PERÉLARICERCADIUNAFEDEguaritrice CHE FACCIA STARE BENE
CHEPOSSAguarire l’animaDALLE
FERITEDELLAVITA
)NlNE SI NOTA IN MANIERA
MOLTO CHIARO UNA indifferenza
sempre più diffusa LE PERSONE
scelgono di non scegliere DI
NON METTERSI IN GIOCO DI NON
PRENDERE POSIZIONE DI NON
IMPEGNARSI IN PRIMA PERSONA
PERCH½ COSTA TROPPO E FA SOF
FRIREx ,ESITO FACILMENTE IM
MAGINABILEÀQUELLODELLADIFFU
SIONE DEL non senso DELLA VITA
SPECIALMENTETRALEGIOVANIGE
NERAZIONI
Come giudicare questi cambiamenti in atto, in maniera positiva o negativa?$ON-ASSIMO
CI HA INVITATO A RImETTERE SULLE
PAROLECHE0APA'IOVANNI88)))
HA PRONUNCIATO ALLAPERTURA
DEL #ONCILIO 6ATICANO )) ESAT
TAMENTE ANNI FA QUANDO
METTEVA IN GUARDIA DAI profeti
di sventura
Nelle attuali condizioni della società umana essi non sono
capaci di vedere altro che rovine e guai; vanno dicendo che i
nostri tempi, se si confrontano
con i secoli passati, risultano del
tutto peggiori; e arrivano fino al
punto di comportarsi come se
non avessero nulla da imparare dalla storia, che è maestra di
vita, e come se ai tempi dei precedenti Concili tutto procedesse
felicemente quanto alla dottrina
cristiana, alla morale, alla giusta
libertà della Chiesa.
A Noi sembra di dover risolutamente dissentire da codesti
profeti di sventura, che annunziano sempre il peggio, quasi
incombesse la fine del mondo.
Nello stato presente degli eventi
umani, nel quale l’umanità sembra entrare in un nuovo ordine
di cose, sono piuttosto da vedere i misteriosi piani della Divina
Provvidenza. (Giovanni XXIII,
Gaudet Mater Ecclesia, Discorso
inaugurale del Concilio Vaticano
II, 11 ottobre 1962).
,ATTEGGIAMENTO DI lDUCIA
SPESSOÀappesantitoDALrisentimentoCHESIPROVAPERLEAT
TUALI CONDIZIONI STORICHE .ON
DOBBIAMO DIMENTICARE CHE LA
SOCIETº DOVE VIVIAMO À STATA
COSTRUITAANCHEDAICRISTIANIÐ%
DUNQUE CÀ UNA RESPONSABILI
Tº ALLA QUALE NON CI POSSIAMO
SOTTRARRE PROPRIO PERCH½ SIA
MO DISCEPOLI DI UN $IO CHE SI
À FATTO CARNE À CHE CI INVITA A
RICORDARE CHE LA SALVEZZA NON
CIPORTAFUORIDALTEMPOMASI
COSTRUISCENELLECOSEDELLAVITA
DIOGNIGIORNOqui e oggi!
3OLLECITATI DUNQUE DALLE PA
ROLEDEL0APAABBIAMOANCORA
UNA VOLTA BISOGNO DI VEDERE il
futuro dal di dentro: IL FUTURO À
DENTROLAFEDESTESSAINQUAN
TONOICREDIAMOINUN$IOCHE
HA CREATO IL MONDO E GUIDA LA
STORIA SECONDO UN DISEGNO DI
BONTº .ELLA FEDE CRISTIANA IL
BENEHASEMPRELULTIMAPARO
LAÐ$UNQUECREDIAMOINUN$IO
CHE SE DA UN LATO MANTIENE
LA SUA INVISIBILITº PROPRIO PER
CH½$IODALLALTRAÀUN$IOCHE
AMASTAREdentroLASTORIAÀUN
$IO vulnerabile CHE À DISPONI
BILEACORREREILRISCHIODELRIlU
TODAPARTEDEGLIUOMINI§$IO
INVISIBILE CHE NEL SUO GRANDE
AMOREPARLAAGLIUOMINICOME
AMICI E SI INTRATTIENE CON ESSI
PERAMMETTERLIALLACOMUNIONE
CON S½ #OME GLI ADULTI FANNO
CONIBAMBINIPICCOLIINSEGNO
(* (Ð
DI AFFETTO E DI PARTICOLARE VICI
NANZA COSÄ $IO SI PIEGA SU DI
NOI SI METTE ALLA NOSTRA ALTEZ
ZAEPARLACONNOIINGIOCOCÀ
DUNQUEUNAvita da DioEQUE
STO À IL tesoro CHE ANCHE OGGI
SOSTIENE LA NOSTRA SPERANZAÐ
Per i cristiani la fede è il nome
di una relazione, quella che Dio
stesso ci offre in Gesù.
0ER CONCLUDERE DON -ASSI
MOCIHAINVITATOARImETTERESE
LOSTILEDI$IOÀQUELLODELLAMI
CIZIACONTUTTIIRISCHICHEQUE
STOCOMPORTACHECOSAFAREPER
VIVERELANOSTRAFEDECHECOSA
NON PUÉ MANCARE ,AMICIZIA
NON À IL contorno MA LA CON
DIZIONE QUALIlCANTE DEL VIVERE
LAFEDEEQUINDIla fraternitàIL
VIVEREDAFRATELLIESORELLEÀVE
RAMENTEDECISIVOPERESSEREDI
SCEPOLIDI'ESÎRISORTOCOMECI
RICORDAILNOSTRO6ESCOVO&RAN
CESCO NELLA LETTERA SCRITTA ALLE
NOSTREPARROCCHIE
Le nostre parrocchie e la nostra Chiesa diocesana crescano
nella fraternità e diventino più
consapevoli che questa caratteristica è decisiva per essere
veramente discepoli del Signore
Risorto e collaboratori della sua
Missione.
Siamo tentati di evidenziare
i limiti e le contraddizioni della
fraternità, come l’anonimato,
le divisioni in gruppi chiusi o
in clan familiari, addirittura in
gruppi contrapposti che vogliono
rappresentarsi come l’autentica
comunità o la vera parrocchia;
ma questi peccati non possono
oscurare la semplice fraternità
vissuta giorno per giorno da chi
vive non solo l’appartenenza,
ma il servizio della comunità e
l’aiuto reciproco nella fede e nella carità. (&RANCESCO"ESCHI, La
fraternità cristiana).
#HI SI LASCIA INCONTRARE DA
'ESÎDIVENTAUNAPERSONANUO
VAELASUANOVITºSIDIMOSTRA
NELLAFRATERNITºRICERCATAEPA
ZIENTEMENTE COSTRUITAx SENZA
DIMENTICARECHELAFEDEHAUN
PREZZOSEMPREx
Don Luca Gattoni
Calendario della vita parrocchiale
!BREVEVERRºDISTRIBUITOATUTTELEFAMIGLIEUNOPUSCOLO
CONGLIIMPEGNIPRINCIPALIDELLANNOPASTORALE
(* (Ð
vita di comunità
Don Egidio Pellegrini e
Don Donato Baronchelli:
40 anni di sacerdozio
Per festeggiare i quarant’anni di sacerdozio di Don Egidio Pellegrini e
Don Donato Baronchelli riportiamo la predica che Don Pellegrini
ha fatto nella chiesa di Selino Alto.
Spunti di riflessione…
Predica di Don Pellegrini
per i 40 anni di sacerdozio
Sono tanti anni che sono
prete, ma ho celebrato poche Messe: si possono contare su una mano! E quelle
poche, tra l’altro, le ho celebrate in momenti non tanto
belli perché erano i funerali
dei miei genitori, di mio cognato e pochi altri. Però si
sa che la vita di un prete è
un po’ la vita di uno zingaro: non è che siamo proprio
stabili in un posto. Credo che
non tutti qui mi conoscano e
soprattutto chi è nato in questi ultimi anni difficilmente
saprà chi sono. Certamente
però essere nato qui e vissuto qui per un po’ di tempo mi
lega all’ambiente in cui sono
cresciuto.
Quando sono diventato
prete eravamo in cinque in
casa. Dopo quarant’anni non
siamo aumentati e diminuiti tanto perché siamo ancora in sei e quindi non abbiamo fatto
un grande sviluppo come casa. La vita riserva anche queste realtà in cui un po’ si cresce, un
po’ si diminuisce e un po’ bisogna accettare quello che la vita comporta in tutto questo. Io
in quarant’anni come prete ho cambiato cinque parrocchie, non perché mi mandassero via
(magari qualche parrocchiano avrebbe voluto anche mandarmi via, ma non sempre hanno
16
vita di comunità
questa grazia, per fortuna) ma un po’ per obbedienza, un po’ perché è meglio cambiare. E
allora io nella mia vita di prete ho girato quasi tutta la provincia di Bergamo, quasi tutte le
Valli: sono nato in Valle Imagna; poi sono andato a finire un anno quasi in Val Cavallina a
Zandobbio con Don Emilio; poi sono stato a Piazza Brembana (in Val Brembana); poi in Val
Seriana a Lizzola (in Alta Val Seriana); poi ho cambiato valle e sono ritornato alla Pianura alla
Botta di Sotto il Monte e poi in pianura a Medolago e adesso sono a Sotto il Monte.
Al di là di questo, dobbiamo essere preparati a vivere queste varie esperienze anche se qualche volta può essere duro ricominciare e riprendere; però dobbiamo anche essere persone
che sanno accettare un po’ queste realtà. Poi la vita te la devi costruire dove sei e dove vai e
con la gente che trovi. Avrete fatto così anche voi. Qualcuno di voi però ha scelto la persona
da sposare, noi preti non scegliamo la nostra parrocchia! E a volte ci sono dei problemi. Vedo
però che anche per chi sceglie con chi stare non va sempre tutto bene e quindi anche noi
preti ci consoliamo. Noi non scegliamo né le persone, né il parroco, né quelli che ci stanno
vicini, né i parrocchiani; però poi ci si abitua, ci si adatta. Passo la mia vita lì e non si sa per
quanto tempo, perché il domani non lo conosce nessuno.
E allora quest’oggi sono felice di ritornare a celebrare la messa almeno una volta in questa
parrocchia dove sono nato e cresciuto e dove sono stato battezzato e quindi ho fatto prima
comunione e ho celebrato anche la mia prima Messa. Poi quello che uno ha fatto, ha detto e
ha combinato speriamo che il Signore l’abbia scritto da qualche parte. Certamente nella vita
si fa un po’ di bene e non tutto bene e qualche volta si fa anche qualcosa di sbagliato. Altre
volte magari ci si comporta bene perché si pensa di fare bene e poi i risultati sono quelli che
sono. Qualche altra volta purtroppo le cose non vanno come diciamo noi, ma speriamo che
vadano come dice il Signore! Per ora sono contento oggi di celebrare qui con Don Donato,
con il quale siamo stati un po’ insieme nella caserma del seminario, una caserma in senso
buono. Per un po’ di anni poi lui è andato all’estero, ma ora ci siamo ritrovati a lavorare in
queste parrocchie della bergamasca. Don Romeo è stato per me vicerettore in teologia qualche anno, ma allora era più vivo, quando era in teologia, non c’era da scherzare! Però mi
ha fatto bene, vuol dire che le cose che diceva servivano. Non ho altro da dirvi: magari voi
avreste tantissime cose da chiedermi, ma quel che sono qui sono nella vita.
Non posso dire che tornerò a Selino Alto: l’intenzione c’è, ma un domani non si sa perché
la vita si consuma e può darsi che succedano tante altre cose. Fino a settantacinque anni non
potremmo ritirarci nelle nostre case, quindi mi serve ancora una decina di anni! Al di là di
questo vedremo che cosa ci riserverà la vita. In compenso, anche se abbiamo perso delle persone in questi quarant’anni, ne abbiamo anche guadagnate altre, perché la casa ha accolto
altre persone che 40 anni fa non c’erano e non esistevano nemmeno e che oggi esistono e ci
sono e ci auguriamo davvero che possano trovarsi bene in questa casa.
Il Signore avrebbe delle cose migliori da dirci. Nel Vangelo ci dice che la cosa più importante da fare è quella di credere in Lui. La domanda che abbiamo sentito tutti è: «Che cosa
dobbiamo fare, Signore?». E il Signore ha risposto che l’importante è credere in ciò che dice.
Noi pensiamo davvero che bisogna fare tante cose. Il Signore poteva benissimo dire che
dobbiamo andare a Messa, dobbiamo pregare, non dobbiamo bestemmiare… ma non ha
detto così, ha detto: «Questa è l’opera che devi fare, devi credere». E credo sia una parola che
non va solo sul piano religioso ma anche sul piano umano. Chissà quante volte anche voi in
famiglia o in altri ambienti avrete detto alle persone: «Guarda che non devi farmi tanti regali,
non è che devi fare chissà che cosa, devi avere fiducia in me, se no, tutto il resto avanza!». A
che cosa servirebbe avere una macchina nuova se poi non si ha la fiducia della persona con
la quale si vive? Non serve a nulla, perché davvero tutto dipende da questo. Ed è la stessa
cosa che dice Gesù Cristo ai cristiani di oggi: prima di tutte le pratiche religiose, prima di tutte
le cerimonie, prima di tutte le processioni e prima di tutto il resto, la cosa più importante è
quella di credere in Gesù Cristo.
17
vita di comunità
Certo, si fa presto a dire questa frase, poi inserirla nella vita di una persona diventa un cammino davvero forte, però è quello che ci chiede il Signore. Ed è inutile, come ci dice il Vangelo
di oggi, chiedere al Signore: «Fammi un segno, dimostrami, fammi qualcosa di grande e io
ti crederò». Il Signore invece non ci fa nessun segno, ma al termine di questo vangelo dice:
«Se mangerai il pane che io ti darò, se mi mangerai, questo sarà il segno che tu crederai a
quello che ti dico». Io credo davvero che sia difficilissimo capire cosa vuol dire mangiare una
persona, essere delle persone che sono legate talmente tanto tra loro che non possono vivere
separate. Qualche volta qualche mezza frase si sente da persone che dicono: «Come farò a
vivere senza di te? La mia vita sarà vuota senza di te, non sarò più nessuno, non conterò più
niente». Questo si avvicina a quello che dice il Signore quest’oggi, perché ci dice: «Io sono il
pane e, se mangerai me, sarai una persona che potrà dire di avere una vita legata alla mia».
Ognuno di noi cercherà di fare un po’ sue queste parole, poi vedremo che l’essere così forti,
così precisi sarà sempre difficile. Il Vangelo è sì difficile ma non impossibile. Anche se qualche volta diciamo che le cose difficili sono impossibili, non è vero, perché uno se si allena un
po’, se si mette dentro le cose e se le mastica un po’, certamente a poco a poco qualche cosa
riesce a far sua e speriamo sia così anche del Vangelo di oggi. Il Signore non ci darà nessun
segno per credere o credere di più ma ci dice soltanto: «Mangiami, nutriti di me. Io sono il
pane della vita». Questo è il messaggio e dopo verrà anche tutto il resto: l’andare a Messa, il
pregare, il compiere gesti religiosi e pratiche religiose, ma tutto ciò viene dopo, perché, se
uno non crede, di queste cose non ne farà nessuna!
Chiudo con un’ultima parola. È vero che a volte diciamo che noi preti (e i vescovi prima di
tutto perché sono loro che hanno in mano la Diocesi) dovremmo essere sicuri, decisi, convinti, forti, aperti… Dobbiamo anche ricordarci però che siamo tutti degli esseri umani e,
nonostante tutti questi doni e queste grazie, la nostra natura umana resta e ci accompagna
sempre, in tutti i giorni e i tutti i momenti. Quindi al di là di tutto, non sempre si riesce a
essere delle persone e dei preti perfetti. Qualche cosa di buono certamente ci sarà e allora
proprio con questi sentimenti celebro questa eucarestia per tutte le persone che possono
averne bisogno.
Lo dico in modo non serio ma è vero: in questo periodo sentiamo che tutte le ditte licenziano, ma sapete che la nostra ditta assume? Assume eccome! La nostra ditta cerca operai e
assumerebbe chissà quante persone, ma purtroppo ci sono pochi volontari e poche persone
che fanno questo tipo di scelta. Poi si può dire che la vita del prete è dura, è facile, è di qua
ed è di là. In realtà ci sono delle cose facili e delle cose difficili, come in tutto. Una cosa facile qual è? Che non paghiamo il mutuo della casa, né per 20 anni né per 30 né per 40 anni.
Abbiamo però altre cose che dobbiamo sistemare nella vita, quindi non è che perché non
abbiamo certe preoccupazioni non ne abbiamo. Anche nell’essere preti ci sono cose più buone e meno buone, ci sono dei momenti in cui si è contenti di essere preti, altri magari un po’
meno. Tuttavia voi, potendo rifare la vostra vita, cosa fareste? Fareste ancora le stesse cose
che avete fatto, no? Non è vero che uno dice: «Oh, cambierei, andrei prete…». Non è vero,
faremmo tutti ancora le stesse cose, forse con la consapevolezza di oggi, però purtroppo la
vita è una e non si può rifare. E allora speriamo di fare del nostro meglio. Noi continueremo
a fare la nostra parte e voi continuerete a dare il vostro contributo a questa comunità, dove
qualche volta ci si accorge che, nella vita di oggi, per essere cristiani bisogna proprio essere
più forti. Un tempo di sicuro essere cristiani era un po’ più facile, anche se non c’erano tante
comodità. Oggi, se uno non decide da solo di essere cristiano, è dura. E quindi dobbiamo
essere cristiani anzi tutto perché il Signore ci vuole così e poi speriamo che anche i preti, i
vescovi e il Papa ci aiutino a vivere una vita cristiana sempre migliore. Altrimenti, se non ci
pensano loro, ci penserà il Signore.
Don Egidio Pellegrini
18
vita di comunità
Architettura e storia della
Chiesa di Berbenno:
due incontri per saperne di più
D
urante le serate dell’11 e del 12 luglio 2012, Don Romeo Todeschini
e Veronica Masnada hanno organizzato due incontri per parlare della Chiesa Parrocchiale di Berbenno in un periodo denso di
eventi per celebrare il 150° anniversario della
consacrazione e la festa della Madonna del Carmine (15 luglio).
Don Romeo Todeschini ha raccontato le fasi
che hanno portato alla costruzione della Chiesa
Parrocchiale, analizzandone la storia e raccontando il destino di alcuni oggetti della Chiesa
precedente e ancora presenti.
di Berbenno, scritto proprio da don Romeo Todeschini (per la parte storica) e Veronica Masnada (per architettura e arte pittorica), con le
bellissime fotografie di Antonio Finazzi.
L’opera è esaustiva
e ricca di informazioni che sono state in
parte riprese durante
le due serate, quindi
non avrebbe senso ripeterle qui, dove non
c’è spazio per una
trattazione altrettanto
compiuta.
Ho pensato dunque di concentrarmi
solo su un affresco,
Gloria di Sant’Antonio Abate, presente nella volta del presbiterio, perché c’è il nostro patrono
e ci sono tanti spunti emersi durante la serata.
Quest’opera del 1793 è di Vincenzo Orelli, impreziosita dalle quadrature (cioè delle finte architetture dipinte) del fratello Baldassarre.
Veronica Masnada, invece, si è concentrata
sulla parte architettonica e artistica, commendando gli affreschi attualmente presenti e concentrandosi su tematiche e simbologie, suddividendoli in base ai tre pittori più importanti che
hanno lavorato per la decorazione della Chiesa
di Berbenno: Mauro Picenardi, Vincenzo Angelo Orelli e Gioacchino Manzoni.
In questo breve articolo, non riprenderò tutte
le tematiche trattate, anche perché vi consiglio
di leggere il libro Storie della Chiesa parrocchiale
19
vita di comunità
Per facilitare l’analisi del dipinto, che è molto ricco e pieno di dettagli, ho inserito delle lettere nella spiegazione e nell’immagine.
In questo affresco si può osservare Sant’Antonio (A) con i simboli che lo caratterizzano: il
pastorale (B), il bastone con la campanella (C)
e il libro di preghiere aperto (D). Alcuni angeli hanno in mano il fuoco, noto appunto come
fuoco di S. Antonio (E). Questo simbolo è scelto come riferimento alla malattia che questo
Santo spesso curava e che quindi ha preso il
suo nome, ma serve anche per simboleggiare
il conflitto interiore di Sant’Antonio con Satana
(F) che nell’affresco è rappresentato in un angolo e viene messo in fuga dall’Arcangelo Michele
(G). Il Santo rivolge il suo sguardo verso Maria
(H) che a sua volta fissa la Trinità (dove lo Spirito Santo è rappresentato da una colomba) (I).
Questo rimando di sguardi è molto importante
perché rappresenta l’importanza per il fedele di
avere intermediari che lo guidino alla scoperta
del mistero di Dio.
Nei pennacchi attorno all’affresco si notano i
quattro Profeti e gli Evangelisti:
Il profeta Geremia e l’evangelista Marco.
Il profeta Ezechiele e l’evangelista Luca.
Il profeta Isaia e l’evangelista Matteo.
Il profeta Daniele e l’evangelista Giovanni.
Ogni personaggio biblico è reso perfetta-
mente riconoscibile dalla presenza di alcuni
simboli che lo caratterizzano.
Ovviamente questo non è tutto ciò che si
può dire sulla volta del presbiterio né tantomeno sulla storia e l’architettura della chiesa
di Berbenno. Spero solo di avervi incuriositi e
che la prossima volta che entrerete in Chiesa
vi ricorderete che ogni singolo dettaglio non è
lì per caso e che il lavoro di tante persone di
molti anni fa ha ancora oggi moltissimo da insegnarci.
Romina Tamerici
La conferenza di
Don Ezio Bolis
Nella terza sera del triduo in preparazione alla
festa del 150° anniversario della consacrazione
della nostra chiesa parrocchiale, Don Ezio Bolis,
insegnante in Seminario e alla Facoltà teologica
di Milano, ha tenuto una conferenza dal titolo: La
chiesa parrocchiale: un percorso di vita spirituale.
Nel riquadro una sintesi della relazione!
20
vita di comunità
Spunti di riflessione…
La chiesa parrocchiale:
un percorso di vita spirituale
Il significato teologico e spirituale dei luoghi e degli arredi presenti nella chiesa.
 La porta
La porta non è solo l’apertura che permette alle persone di entrare nell’edificio, ma è
segno che la casa della comunità cristiana è
aperta a tutti, accogliente per tutti.
Gesù nel vangelo assume la porta come
simbolo di se stesso: «Io sono la porta delle
pecore, se uno entra attraverso di me, sarà
salvo; entrerà e uscirà, e troverà pascolo».
Il portale aperto della chiesa esprime l’invito a entrare: «Qui siete a casa vostra».
Il libro della Genesi narra l’incontro di Abramo con tre personaggi che passano accanto
alla sua tenda: li invita a entrare e a rifocillarsi. Saranno suoi ospiti.
Come Abramo, la chiesa e ogni cristiano
sono chiamati a essere accoglienti verso ogni
persona che passa loro accanto. Purtroppo
ragioni di sicurezza costringono spesso a tenere chiuse le porte della chiesa. Non sia mai
chiuso però il cuore della comunità cristiana!
 Il battistero
Il battistero è il grembo da cui nascono i
nuovi figli di Dio. Bisogna renderlo bello, ben
visibile, deve essere caro a ogni cristiano,
perché per ogni cristiano è la sorgente della
vita.
Nel libro di Ezechiele (cap. 17) il profeta narra una visione che è come un preannuncio
dell’acqua battesimale. Dal lato destro del
tempio scaturisce acqua, che aumenta fino
a diventare un fiume, che risana ogni cosa: il
terreno, gli animali e gli alberi che producono
foglie medicinali.
Per l’evangelista Giovanni il vero tempio è
Gesù crocefisso: dal suo fianco, squarciato
dalla lancia del soldato, sgorgano sangue e
acqua, simbolo dei sacramenti della Chiesa.
21
vita di comunità
Per il cristiano il battesimo è il dono più grande che rende figli di Dio, come la nascita dal
grembo materno ci ha donato la vita umana.
Entrando in chiesa il fedele si segna con l’acqua benedetta, a ricordo del battesimo, e come
invito a rinnovarci nella grazia che ci purifica e salva.
Il confessionale è come il prolungamento del battistero: nel Sacramento della Riconciliazione ci viene donata nuovamente la Grazia, quando la perdiamo a causa del peccato.
 L’ambone
L’ambone è il luogo dal quale viene proclamata la Sacra Scrittura. È collocato in alto,
ben visibile, perché l’assemblea liturgica sia
raggiunta e interpellata dalla Parola di Dio.
Ogni domenica ci riuniamo nella chiesa dove
la Parola di Dio viene proclamata con brani
propri per ogni celebrazione. Il popolo cristiano è chiamato ad ascoltare e accogliere la bella
notizia che annuncia l’amore di Dio e le opere
meravigliose che ha compiuto per noi.
Non si può essere cristiani credenti senza
curare la familiarità con la Parola del Signore. San Girolamo era solito dire: «L’ignoranza
delle Scritture è ignoranza di Cristo». Troppo
spesso ci perdiamo in chiacchiere superficiali e diventiamo vuoti, fatui, disorientati nella
vita.
 L’altare
L’altare ha la forma di una tavola, che ci ricorda e ci rende partecipi alla mensa dell’Ultima Cena. In ogni casa vi è la mensa dove
si mangia insieme e si rinnovano i vincoli di
fraternità. Ci si accoglie, si parla, si ascolta, ci
si serve reciprocamente. Dio Padre raccoglie
i suoi figli alla sua mensa, per donarci il corpo
e sangue del suo Figlio, sorgente di amore
e di vita. San Paolo rimprovera duramente
i cristiani di Corinto, perché prendono parte
alla mensa del Signore, ma rimangono divisi
tra di loro, formando gruppi separati e contrapposti. Così facendo voi non mangiate più
la Cena del Signore.
Il Tabernacolo e la piazza
Il tabernacolo custodisce la santa Eucaristia, ma il Signore non intende rimanere prigioniero in chiesa: ama andare fuori, in mezzo agli uomini. Nella festa del Corpus Domini il santissimo Sacramento viene portato per le strade, là dove la gente vive, lavora, soffre, ama…
Ogni domenica l’Assemblea liturgica, al termine della messa, viene inviata nel mondo:
Andate sulla piazza del mondo, ad annunciare, testimoniare, donare agli uomini la fede che
illumina tutta la vita, la gioia di aver incontrato Gesù insieme ai fratelli.
Don Ezio Bolis
22
vita di comunità
Le riflessioni
di Don Egidio
Todeschini
per il 150°
della Chiesa
Parrocchiale
Spunti di riflessione…
Omelia proposta da
Don Egidio Todeschini
 Spunti di riflessione… Omelia proposta da Don Egidio Todeschini
Lo scorso anno in Italia abbiamo celebrato il 150° anniversario dell’Unità nazionale. Oggi
noi a Berbenno celebriamo il 150° della nostra chiesa parrocchiale consacrata dal vescovo
Pietro Luigi Speranza nel 1862, proprio il 15 luglio. È con emozione profonda che presiedo
questa celebrazione in questa nostra stupenda chiesa parrocchiale. Penso in questo momento
ai sacerdoti di Berbenno che hanno voluto e realizzato questa chiesa e a coloro che negli anni
seguenti l’hanno custodita e abbellita di opere d’arte. Ma penso soprattutto ai tanti sacrifici dei
berbennesi che hanno voluto questa Chiesa e hanno lavorato per realizzare quest’opera, che
è indubbiamente l’opera di maggior rilievo del nostro paese. Ma veniamo alla Parola di Dio.
Le chiese sono necessarie?
Dio abita dappertutto: Dio è in cielo, in terra e in ogni luogo. Tutto è casa di Dio. E Dio può e
deve essere adorato dappertutto. Lo diceva anche Gesù alla Samaritana: «Credimi, donna, viene
l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre… Viene l’ora - ed è questa - in
cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli
che lo adorano».
Sulla base di questo, molti dicono che non sono necessarie le chiese, perché Dio si può adorare dappertutto. Ma le chiese non sono inutili. Esse sono i luoghi in cui i figli di Dio sono riuniti
come in una famiglia da Gesù Cristo, si ritrovano e pregano insieme, con cuore riconciliato,
concorde e solidale. Per questo i cristiani, fin dall’inizio hanno costruito luoghi di riunione
fraterna, per celebrare insieme l’Eucaristia. Per questo i nostri antenati, 150 anni or sono,
hanno voluto e costruito una chiesa così bella. E non finiremo mai di esser loro riconoscenti
per questo.
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vita di comunità
La vera abitazione di Dio
Ma fin dagli inizi dell’era cristiana è stato chiaro che quello che conta non è l’edificio chiesa,
ma è la comunità stessa. E si è capito subito che tra l’edificio sacro e la comunità che vi si riunisce c’è una somiglianza. San Paolo scrive alla comunità di Efeso: «Voi non siete più stranieri né
ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, avendo come pietra d’angolo lo stesso
Cristo Gesù; in lui anche voi venite edificati insieme per divenire abitazione di Dio per mezzo
dello Spirito» (Ef. 2,19-22).
Una festa per pensare
Questo ci porta a fare le riflessioni che ritengo centrali per questa festa di oggi. La celebrazione del 150° anniversario della consacrazione della chiesa parrocchiale ci impegna a ravvivare il senso di appartenenza alla comunità cristiana, a rafforzare l’unione spirituale di questa
comunità in Cristo Gesù. Il Signore Gesù desidera vedere incontrarsi qui un popolo sempre
più unito, riconciliato, concorde, solidale, operoso nell’impegno di creare il Regno di Dio nel
nostro territorio.
La chiesa nei Padri della fede
I Padri della Chiesa ci offrono una profonda riflessione sul rapporto tra l’opera di costruzione
dell’edificio chiesa e l’edificazione della comunità cristiana.
Ascoltiamo il discorso che S. Agostino rivolgeva ai fedeli, nel giorno della consacrazione della
loro chiesa: «Quello che qui avveniva mentre questa chiesa si innalzava, si rinnova quando
si radunano i credenti in Cristo. Mediante la fede infatti essi divengono materiale disponibile
per la costruzione, come quando gli alberi e le pietre vengono tagliati nei boschi e dai monti.
Quando vengono catechizzati, battezzati, formati, sono come sgrossati, squadrati, levigati fra
le mani degli artigiani e dei costruttori». Ma anche Origene stabilisce un rapporto necessario
tra la chiesa e la comunità: «Come per le pietre materiali del tempio vediamo che si pongono a
fondamento le più solide e le più resistenti, così avviene anche per le pietre vive. O ascoltatore
sappi che Cristo stesso è il fondamento dell’edificio che stiamo descrivendo».
Così, in questi 150 anni, i sacerdoti e gli operatori pastorali hanno lavorato instancabilmente
per la costruzione di una comunità vera, viva, bella, unita nella lode del Signore e nella testimonianza cristiana. E questa dovrà essere anche la nostra unica preoccupazione.
Il vero valore della Chiesa
Ascoltiamo la testimonianza del grande Vescovo e Martire dei nostri tempi che fu il vescovo
Oscar Romero: «Fratelli, non valutiamo la Chiesa per quantità della gente, né valutiamola per
edifici materiali. Ciò che importa siete voi, le persone, i cuori, la grazia di Dio che ridà la verità
e la vita di Dio. Non valutatevi per la moltitudine, ma per la sincerità del cuore con cui seguite
questa verità e questa grazia del nostro Divino Redentore».
Una festa per dire grazie
Ogni messa è un rendimento di grazie al Signore. Oggi intendiamo ringraziarlo per tutti coloro che hanno lavorato per la costruzione della nostra chiesa e per la vita della comunità.
In questa chiesa generazioni intere di berbennesi sono rinati nel Battesimo, hanno ricevuto
la Prima Comunione e la Cresima. Davanti a questo altare chissà quante coppie di sposi hanno
consacrato la loro unione nel Matrimonio fondando una nuova famiglia. Alcuni di noi, chiamati
al sacerdozio, abbiamo celebrato la Prima Messa. E quanti han ricevuto l’ultimo saluto della
comunità e la benedizione cristiana prima di ritornare per sempre al Signore!
La testimonianza viva di tanti nostri fratelli di ieri e di oggi ci chiama a rinnovare il nostro
impegno per costruire una comunità credente e viva, tesoro altrettanto e ancor più prezioso
della chiesa di cui possiamo andare orgogliosi.
Al Signore ma anche a loro va tutta la nostra gratitudine.
Don Egidio Todeschini
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vita di comunità
Spunti di riflessione…
Esortazione rivolta ai fedeli da
Don Egidio Todeschini
al termine della processione
Mi ha sempre meravigliato la processione come testimonianza di fede popolare e comunitaria. Un paese intero partecipa e assiste alla processione: gesto di fede che accoglie il Signore o la Vergine o i Santi sulla strada, nelle case, nei luoghi dove le persone lavorano, vivono,
soffrono. È una richiesta di benedizione per tutti i luoghi abitati.
Durante la processione quanti gesti di fede vengono mostrati e vissuti!
Una festa per ricordare
Cari berbennesi, ecco il mio pensiero dapprima a questa chiesa, di
cui celebriamo il 150° anniversario della consacrazione.
La vita di molti di noi si è svolta qui. Per parte mia io ricordo il
mio Battesimo, il giorno della mia
Cresima, gli anni del catechismo
in preparazione alla Prima Comunione, gli anni in cui servivo
la messa come chierichetto. Ma
ricordo anche la piazza piena di
gente dopo la dottrina della domenica e nei giorni di festa e, perché no, la bancarella del Pacek;
poi ancora ricordo l’incanto delle
stanghe, il palo della cuccagna, le
suonate trionfali della banda, le
solenni processioni.
In questa chiesa abbiamo accompagnato tante persone per
presentarle al Signore nell’incontro definitivo con Lui. E ricordo,
come fosse ieri, la mia Prima
Messa, celebrata nella festività dei
Santi Pietro e Paolo. La nostra vita
in parte si è svolta qui, intorno a
questo altare e all’ombra del campanile.
È vero, non per tutti. Ci sono alcuni che si tengono ormai lontani
dalle porte della chiesa. Ma come
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vita di comunità
sarebbe bello se ognuno venisse a riempire il suo secchio alla fontana del villaggio (così Papa
Giovanni chiamava la parrocchia): i bambini a riempire di gioia il loro secchiello; i giovani
a riempirlo di amore; gli adulti di capacità creativa; gli anziani di speranza contro ogni evidenza.
La porta della chiesa, come la porta di casa, è aperta per tutti: qui si entra per attingere alle
sorgenti della salvezza e per trasformare in preghiera tutta la nostra vita. Qui si entra per
incontrare Dio, da qui si esce per portare amore ai fratelli.
La protezione di Maria
La Madonna del Carmine, che pure festeggiamo, certamente non ci lascerà mancare il suo
aiuto. Ella ci indica la strada che dobbiamo seguire. E qual è la strada? Maria ripete a noi
l’invito rivolto ai servi alle nozze in Cana di Galilea: «Fate tutto quello che Egli vi dirà».
Facciamo sempre tutto quello che il Signore ci dice, mettiamo in pratica i suoi precetti e
sentiremo che la nostra vita diventa forte, in mezzo alle prove e alle tribolazioni, perché costruiamo la nostra vita sulla roccia. Maria continua a ripeterci: «Fate quello che il Signore vi
dice». Maria è presente tra noi: nei momenti della gioia, come alle nozze di Cana; nei giorni
del dolore, come sul Calvario; nei momenti della preghiera, come nel Cenacolo.
Tre gradini da salire
Propongo tre esercizi da fare, tre gradini da salire per sperimentare personalmente la presenza di Maria nella nostra vita.
Il primo e più semplice aiuto per sperimentare la presenza di Maria ce lo danno le immagini di Lei. E teniamo presente che, davanti alle immagini della Madonna, non è il nostro
guardare che conta. Non siamo noi a guardare la Madonna: è Lei che guarda noi. Proprio
così, come diciamo nella preghiera: Rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. La Madonna mi
guarda, io sento la sua presenza; allora diventa per me importante incontrare il suo sguardo.
Propongo di tenere i miei occhi fissi nei suoi.
Il secondo gradino da salire è più impegnativo: entrare in comunione con Maria, attraverso legami di conoscenza e di scambio. Io imparo a vivere con Maria quando la sento come
modello e come aiuto.
Come modello: con la sua presenza Maria mi fa capire ciò che va e ciò che non va. Non si
può essere suoi devoti e subito dopo vivere nell’ambiguità, nella superficialità, nell’ipocrisia.
Come aiuto: se Gesù me l’ha data come madre, posso stare certo che è sempre vicina per
aiutarmi.
Il suo cuore materno è pieno di amore per ciascuno di noi e la sua intercessione è potente
perché è la creatura più vicina a Dio.
A questa madre buona, a questa madre potente mi rivolgerò spesso, ben sapendo che essa
porterà la mia preghiera a Gesù impreziosita dal suo amore.
Ma c’è un terzo gradino da salire per amare Maria nel modo più completo ed è: vivere
Maria, ossia sforzarmi di vivere in tutto come Lei. Se mi sforzerò di imitare lei, la faccia che
a Cristo più si somiglia (Dante), la prima e più perfetta discepola di Cristo, Ella ci condurrà
sulla buona strada della piena fedeltà al suo Figlio.
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vita di comunità
Preghiera alla Madonna
Termino con una preghiera. Una delle più importanti e famose dedicate alla Madonna del
Monte Carmelo: è il Flos Carmeli (in latino, in italiano: Fiore del Carmelo).
Fiore del Carmelo, vite fiorita, splendore del cielo
tu solamente sei vergine e madre.
Madre mite, pura nel cuore, ai figli tuoi
sii propizia, stella del mare.
Ceppo di Jesse, che produce il fiore, a noi concedi
di rimanere sempre con te.
Giglio cresciuto tra alte spine, proteggi anche
le menti fragili e dona aiuto.
Forte armatura dei combattenti, la guerra infuria,
poni a difesa il tuo scapolare.
Nell’incertezza dacci consiglio, nella sventura
dal cielo impetra consolazione.
Madre e Signora del Carmelo, di quella gioia
che ti pervade sazia i nostri cuori.
O chiave e porta del Paradiso, fa’ che anche noi
giungiamo dove di gloria sei coronata. Amen.
Don Egidio Todeschini
Incontro dei preti del vicariato del 14 luglio
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vita di comunità
Concerto serale del 14 luglio
Processione di San Giovanni
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vita di comunità
Messa al Cat
I
l giorno di Ferragosto è, per tradizione, consacrato a S. Maria Assunta in
Cielo, a cui è dedicata una piccola
chiesa che si trova al confine tra Blello e
Berbenno, vicino all’ex ristorante CAT che
ora ospita le attività dello Spazio Circo Ambaradan.
La Santa Messa, quest’anno, si è svolta
la sera del 14 agosto ed è stata vissuta con
molto raccoglimento da tutti i fedeli che,
come sempre, hanno saputo valorizzare
l’importanza di questa chiesa come luogo di
culto per le frazioni più alte del paese.
Maria Locatelli
San Rocco
I
l 16 Agosto, nella frazione di Ca’ Passero, si
è svolta la tradizionale festa di San Rocco, presso
la chiesetta a lui consacrata.
Il tutto è iniziato alle 15:00
con la celebrazione della Santa Messa, presieduta da Don
Donato Baronchelli e Don Ro-
meo Todeschini. La giornata,
nonostante le previsioni, è stata calda e soleggiata. Dopo la
messa c’è stata la tradizionale
processione, con la statua del
santo guaritore, accompagnata dalla banda Giuseppe Verdi di S. Omobono Terme. Il
giro è stato più corto del solito
perché c’erano pochi uomini
disposti a portare la statua.
Dopo la processione c’è stato
un momento familiare vissuto
in cordiale amicizia sul sagrato
della chiesa. Non poteva mancare il gioco della ruota, con
ricchi premi vinti dai soliti fortunati (forse sì, forse no).
Questa festa è da sempre
un’occasione per chi abita
nella contrada di rivedersi, di
aver notizie degli altri e di lasciarsi andare ai vecchi ricordi
visto che, come si sa, con la
vita frenetica dei giorni nostri
è difficile riuscire a incontrarsi
come in passato.
Questa occasione gioiosa
porta però a chiedersi: chi fu
San Rocco di Montpellier?
San Rocco nasce nel 1295 a
Montpellier (in Francia) da una
delle famiglie più in vista della città. Non ancora ventenne,
29
vita di comunità
rimane orfano. Ha comunque
la possibilità di vivere nella ricchezza e nel prestigio del suo
casato, ma preferisce distribuire tutti i suoi beni ai poveri e
abbracciare il francescanesimo. Povero e sconosciuto, diventa pellegrino. Le vie di tutta
Europa erano allora percorse
da moltissimi religiosi che, per
adempiere un voto, ricevere
indulgenze o, per propositi di
santificazione, si mettevano in
viaggio, confidando nell’aiuto
di Dio e nella carità dei fratelli.
Rocco diventa uno di questi
pellegrini, iniziando la sua avventura spirituale verso Roma.
Sono gli anni della peste nera
e chi è così coraggioso da dedicarsi ai malati mettendo a
rischio la propria vita viene
sempre accolto a braccia aperte. Rocco decide di svolgere
proprio questo compito. Il suo
operato si concentra prima a
Roma e poi a Piacenza, città
particolarmente colpita, dove
poi contrae anche lui la peste.
Respinto dal popolo che prima
aveva aiutato, si rifugia in una
casupola abbandonata vicino
a una sorgente. Al cibo provvede Dio in modo singolare:
un cane, appartenente al nobile Gottardo Pallastrelli, porta al
Santo ogni giorno un pezzo di
pane proveniente dalla tavola
del suo padrone. Egli, incuriosito, un giorno lo segue e così
scopre il rifugio di Rocco, lo
prende con sé e lo cura. Una
Festa della Cornabusa
30
volta guarito, il santo opera
ancora per qualche tempo a
Piacenza, per poi ripartire verso nord. Presso Angera viene
arrestato col sospetto di essere una spia e rinchiuso in
una fortezza per cinque lunghi
anni. Lì muore nel 1327.
In occasione del Concilio
di Costanza (1414) scoppia
un’improvvisa ed eccezionale pestilenza che getta nello
sgomento vescovi, imperatori,
principi e teologi. Si decide di
sospendere il concilio per dare
a tutti la possibilità di salvarsi, ma qualcuno suggerisce di
ricorrere all’intercessione di
Rocco. Si comincia allora a invocare il pellegrino francese.
Federica Salvi
Angolo missionario
Angolo missionario
Il gruppo missionario ringrazia chi, con l’acquisto di torte o di beni da altre bancarelle estive, ci permette di sostenere alcune iniziative,
scelte dalle nostre suore missionarie.
Carissimo gruppo missionario,
vi ringrazio per l’adorazione eucaristica fatta il giorno del mio sessantesimo
di vita religiosa missionaria. L’Eucarestia
è stata celebrata da Sua Ecc. Mons. Michael Louis Fitzgerald, Nunzio Apostolico
in Egitto. Poiché eravamo in due, il Celebrante parlando di Nozze di Diamante ci
ha paragonate a due diamanti che il gioielliere (il Signore), durante i sessant’anni
spesi per Dio e la Missione, ha intagliato
per renderli sempre più atti per procurare
l’avvento del Suo Regno nel mono. Io sto
bene e così spero di voi. In comunione
di preghiera, unita alla mia Comunità, vi
saluto e abbraccio,
Sr Margherita Filippi
(suora missionaria comboniana in Egitto)
Il Cairo, 23/05/2012
Carissimi amici del gruppo missionario,
scrivo per ringraziarvi e per ringraziare per
primo il signor Parroco Don Giovanni Coffetti,
con voi, assieme a Don Romeo, Maria Pia, Anna
Maria, Adelina, Rosaria e Germana. Vi ringrazio
delle preghiere, dell’adorazione nella cara chiesetta della Madonna per me, per i Sacerdoti,
Religiosi/e e soprattutto per le Vocazioni di cui
abbiamo tanto bisogno. Grazie!
I miei superiori hanno deciso di cambiarmi
casa e attività, qui stavo troppo bene… Vado ad
Alessandria d’Egitto in un grande dispensario,
sempre affollatissimo, tanto lavoro soprattutto
d’estate e tanti poveri. Sono già stata là per cinque anni (due di lavoro e tre come responsabile). Mi hanno chiesto di tornarci ancora per
aiutare la suora che è sul posto. Ho accettato
ma pensate che a 85, quasi 86, anni ce la farò?
Altrimenti ritornerò al mio posto o quello che
Dio vuole. Spero di essermi spiegata.
Vi saluto tutti, vi porto nel cuore e nella Preghiera, con affetto,
Sr Margherita Filippi
(suora missionaria comboniana in Egitto)
Atemajac del Valle, 29/05/2012
Carissimi amici del gruppo missionario,
ho la gioia di comunicarvi che finalmente abbiamo inaugurato l’opera realizzata
grazie alla generosa collaborazione di tante persone, comunità e Gruppi Missionari
come voi. Abbiamo scelto la data del 24
maggio perché per noi è il giorno della
nascita della nostra Famiglia Missionaria,
inoltre quest’anno stiamo ricordando i
200 anni dalla nascita del nostro fondatore, Padre Giacomo Spagnolo. Qui in Messico, in questa ricorrenza, invitiamo sempre
tutti i nostri amici e benefattori per celebrare questo giorno.
In realtà, i lavori non sono finiti e purtroppo la cappella non è pronta, però abbiamo celebrato la Santa Messa nel salone perché volevamo inaugurare in questa
data importante.
Sappiate che abbiamo pregato per tutti
voi e per coloro che con la loro solidarietà
permettono la realizzazione di questi progetti.
Abbiamo dato al Centro di Formazione e
Animazione Missionaria il nome di Maria,
Regina della Missione. Vi inviamo alcune
foto perché possiate partecipare della nostra gioia e per farle vedere a chi ha collaborato.
Dio benedica e ricompensi, come solo
Lui può fare, la vostra generosità che darà
molti frutti per l’evangelizzazione e per i
nostri adolescenti e giovani.
31
Angolo missionario
Con tanta riconoscenza, anche a nome
di tutte le Missionarie Saveriane presenti
in Messico auguro ogni bene a tutti voi,
Teresa Rinaldi
(economa della Delegazione del Messico,
missionaria di Maria in Messico)
Roma, 18/06/2012
Carissimi amici del gruppo missionario,
come state? Desideravo ringraziarvi della
somma di denaro che anche quest’anno ci avete donato. Grazie di cuore! Li useremo per contribuire alle spese, della scuola, delle sorelle che
studiano. Quest’anno erano in atto e ora sono
ormai agli esami finali.
Penso che anche voi con l’arrivo dell’estate
ridurrete le vostre attività e incontri, per poter
riprendere poi in settembre con più energie e
più entusiasmo.
Ancora una volta grazie di tutto, vi ricordo e vi
accompagno con la preghiera.
Ciao,
Imelda Locatelli
(Missionaria di Maria a Roma)
Lomé, 30/07/2012
Cari del gruppo missionario,
vario tempo fa suor Anna Filippi mi ha fatto pervenire una vostra offerta e io le ho risposto ringraziandola, ma mi sembra importante farlo anche con voi, visto il vostro gesto.
Sono un missionario comboniano di Brembilla. Anni fa sono stato a Venegono Superiore con
dei nostri novizi ed è lì che ho incontrato suor Anna. Un anno, mi ricordo di aver condotto da voi
in un incontro P. Antonio Colombo, ora defunto, che a quel tempo era in carrozzella. Io me n’ero
andato a salutare i miei. Io non vi conosco, ma posso dire di essere legato a Berbenno da vincoli
spirituali. È stato il defunto P. Andrea Filippi, fratello di suor Anna, che nel lontano 1961 è passato da Brembilla e che con il suo entusiasmo mi ha scosso, proponendomi l’ideale missionario
ed è stato lì che ha preso inizio la mia vocazione missionaria. Nel mio cammino ho conosciuto
e stimato P. Lino Salvi. E nei tempi passati, durante le vacanze, mi è capitato varie volte con i
miei genitori di venire a piedi a Berbenno e di passare nel cimitero per dire una preghiera anche
per i Padri Rebucini, che mio padre conosceva bene. La mia vita missionaria l’ho trascorsa nella
Repubblica Centroafricana. Sono ripartito l’ultima volta nel 2005 e ancora una volta mi sono
ritrovato a occuparmi della formazione dei nostri candidati comboniani. Come mai mi ritrovo
adesso in Togo? A causa di problemi della Chiesa africana, qualche anno fa, Roma ha chiuso il Seminario Maggiore di Bangui e i nostri seminaristi si sono ritrovati a casa, con prospettive incerte
per il futuro. Per questo ho chiesto ai confratelli del Togo se non potevano accoglierci da loro. Alla
loro riposta positiva, io e sei seminaristi siamo partiti, per poter compiere il ciclo filosofico di tre
anni. Due anni sono passati e ora ci resta il terzo anno. E poi si ritornerà, loro nel loro cammino
di noviziato e io in quello che la Provvidenza vorrà. La mia missione è quella di accompagnare,
di consigliare, di guidare questi miei postulanti ed è quello che cerco di fare assecondando la
grazia di Dio. È chiaro che anche in questo settore della vita missionaria ci sono delle spese e vi
ringrazio per la vostra sensibilità. Spesso si è più sensibili ad aiutare altri campi della missione:
la sanità, la scuola, ma se domani avremo anche dei buoni preti e dei santi missionari sarà tanto
di guadagnato. Io vi ringrazio per il vostro gesto. L’anno prossimo, in estate, dovrei venire in
vacanza. Passerò certamente da voi per salutarvi. Un caro saluto al vostro parroco.
Vi ricordo nella preghiera,
Padre Benedetto
(missionario comboniano del Cuore di Gesù nel Togo)
32
PER CONOSCERE LA MESSA
PER CONOSCERE LA S. MESSA
Rubrica curata da don Romeo Todeschini
Per conoscere la S. Messa
P
rosegue qui
la breve presentazione a
cura di Don Romeo
del rito della Messa
e dei suoi significati,
che rivelano il mistero di Cristo, che si
rende presente, e ci
rende partecipi del
suo sacrificio d’amore per il Padre e per
gli uomini. Nel bollettino di maggio abbiamo parlato dei riti di introduzione, in questa seconda parte
si parla invece della liturgia
della parola.
La liturgia della Parola
I riti di introduzione della
Messa terminano con l’Amen
della Orazione d’inizio: esso
sta a indicare che l’assemblea
dei fedeli è pronta ad accogliere i doni di Dio che le porteranno la liturgia della Parola e
la liturgia eucaristica.
Al centro della prima si
trova la parola di Dio raccolta nelle letture bibliche
accompagnate da canti e
seguite poi dall’omelia, dalla professione di fede e dalla
preghiera dei fedeli. Le letture bibliche nelle domeniche e
nelle feste sono tre: la prima
è ripresa dall’Antico Testamento (eccetto che nel tempo pasquale) ed è seguita dal
Salmo responsoriale; la seconda è ripresa dagli scritti
apostolici del Nuovo Testamento e seguita dall’Alleluia,
la terza proviene sempre dai
Vangeli.
È molto importante
capire bene quale sia il
significato di questa parte della santa Messa e
quale atteggiamento di
partecipazione vi sia richiesto.
Il lezionario della settimana (feriale) comporta una sola
lettura prima del Vangelo,
presa dall’Antico o dal Nuovo
Testamento. Il ciclo di letture
domenicali si sviluppa in tre
anni e ciò permette ai fedeli
un contatto piuttosto ampio
con l’intera Scrittura; quello
settimanale si sviluppa in due
anni per quel che riguarda la
prima lettura e in uno solo per
il Vangelo.
La parola di Dio trova
il suo ambiente privilegiato di proclamazione
nella Liturgia. Nelle diverse celebrazioni, e specialmente nella Messa, è
Dio che ci parla, Dio che ci dà
la buona notizia della salvezza
in Gesù Cristo, annunciata dai
patriarchi e dai profeti e continuata dagli apostoli. Le letture
si presentano come l’incessante iniziativa di Dio che ci offre
la sua Alleanza, perché condividiamo la sua vita trinitaria.
Se Dio parla all’assemblea
dei suoi fedeli, l’atteggiamento
da tenere è l’ascolto, così come
è importantissimo che quanto
è contenuto nelle letture venga proclamato con voce alta
e chiara. Il lettore ha il compito di fare da portavoce di
Dio, di rendere intelligibile
la parola detta una volta da
Dio, poi scritta e ora nuovamente detta.
Questa va ascoltata, e non
letta dai singoli fedeli; bisogna porsi in atteggiamento
di uditore attento e partecipe perché la parola risuoni
al nostro orecchio e arrivi
fino al cuore, suscitando in
ciascuno la risposta di adesione.
33
PER CONOSCERE LA MESSA
 Le letture
Le letture, scelte dalla Sacra
Scrittura, con i canti che le accompagnano, costituiscono la
parte principale della Liturgia
della Parola. L’omelia, la professione di fede e la preghiera
dei fedeli sviluppano e concludono tale parte.
Il salmo, intercalato tra le
letture e scelto in relazione
con esse, è come la meditazione suggerita da Dio che prolunga la lettura appena conclusa e prepara quella che segue.
Il salmo è disposto per gruppi
di versetti o strofe, dopo i quali l’assemblea dei fedeli ripete
ogni volta il ritornello, come
sua risposta di lode, o supplica, o ringraziamento al Signore. Non può essere sostituito
da un canto qualsiasi.
Alleluia è una parola di
origine ebraica che significa
lodate il Signore; è un’espressione gioiosa, un’acclamazione di lode e riconoscenza a
Dio. L’Alleluia è seguito da un
versetto che spesso proviene
ugualmente dai Salmi o dal
Vangelo che segue.
Alla lettura del Vangelo si
deve il massimo rispetto; lo
insegna la liturgia stessa, perché la distingue dalle altre
letture con particolari onori:
sia da parte del ministro incaricato di proclamarla, che la
prepara con la benedizione e
la preghiera, sia da parte dei
fedeli, i quali, con le acclamazioni, riconoscono e professano che Cristo è presente e parla a loro, perciò lo ascoltano
stando in piedi, sia per mezzo
dei segni di venerazione che si
rendono al libro dei Vangeli,
come l’incenso.
34
L’omelia ha lo scopo di rendere attuali le letture appena
ascoltate dall’assemblea e,
perciò, è collegata alla parola
di Dio.
Il Credo è composto da citazioni bibliche ed è una confessione pubblica e comune, una
gioiosa proclamazione di fede,
di adesione a quanto Dio ci ha
rivelato nella parola biblica e
specialmente in quella evangelica.
La preghiera dei fedeli è
la preghiera universale che
esprime le necessità di tutta la
Chiesa e del mondo; è posta
al termine della liturgia della
parola (dopo il Credo) e comprende l’intervento iniziale e
conclusivo del sacerdote, una
serie di intenzioni particolari,
intercalate
dall’invocazione
dell’assemblea.
La preghiera dei fedeli deve
essere attuale e viva, contrassegnata da un clima di profonda partecipazione e da un
atteggiamento di grande attenzione e solidarietà verso
le necessità della Chiesa e del
mondo intero. La preghiera dei
fedeli costituisce un opportuno
passaggio dalla liturgia della
Parola, che essa conclude, alla
liturgia Eucaristica che è il momento centrale e culminante
della Messa.
Nel prossimo numero parleremo della Liturgia Eucaristica.
DIARIO DELLA COMUNITA
Punti di vista sul C.R.E. 2012
Passpartù
Da lunedì 18 luglio, noi animatori di Berbenno e Selino Alto abbiamo iniziato il percorso di
formazione di due settimane, che, attraverso attività, riflessioni e dibattiti, ci ha preparati per
il periodo di C.R.E. con i ragazzi.
Fin dal primo giorno abbiamo capito che il nostro ruolo era fondamentale e la quasi totale
assenza di adulti significava per noi avere più responsabilità nei confronti dei ragazzi.
Nell’arco delle due settimane siamo stati messi alla prova in più occasioni e sotto diversi
aspetti da Don Giovanni e dagli animatori maggiorenni. Abbiamo dovuto mostrare come sapevamo organizzare un’attività e l’impegno e la grinta che impiegavamo in attività a noi più
o meno gradite. Tutto questo attraverso un grande gioco a Bergamo, dove dovevamo gestirci
autonomamente portando a termine diversi compiti.
Durante queste settimane le difficoltà non sono sicuramente mancate: all’inizio noi animatori
(specialmente i più giovani) eravamo un po’ spaesati e preoccupati per le responsabilità che ci
erano state affidate, però piano piano ci siamo abituati e abbiamo conquistato fiducia in noi
stessi.
Durante il mese di C.R.E. dei ragazzi i frutti portati dal periodo di preparazione si sono fatti
sentire: infatti siamo riusciti a collaborare in maniera molto buona tra di noi, a gestire le varie
situazioni e a giocare con i ragazzi. Durante i primi giorni sono sorte alcune problematiche, che
però sono state risolte discutendo e confrontandoci sia tra di noi sia con Don Giovanni.
Sicuramente questa nuova esperienza di C.R.E. ha portato parecchi benefici, sia per noi sia
per i ragazzi. Noi animatori siamo cresciuti per quanto riguarda il senso di responsabilità, la
capacità di gestire situazioni particolari e quella di saper aiutare e far divertire un gruppo di
ragazzi. I ragazzi invece hanno potuto vivere esperienze nuove (come le gite in montagna)
senza avere costantemente i genitori al seguito e ciò li ha fatti sentire più liberi; questo senso di
libertà non è stato scambiato come un’autorizzazione a fare quello che si vuole, ma solamente
un divertimento un po’ più libero e spensierato durante le vacanze estive!
Simone Filippi (animatore)
35
DIARIO DELLA COMUNITA
Q
uest’anno noi bambini di Selino Alto e Berbenno ci siamo uniti in un grande C.R.E.
e abbiamo collaborato per un’estate indimenticabile.
Noi di Selino Alto avevamo un pullmino che ci portava a Berbenno, dove ci trovavamo con altri bambini per iniziare il C.R.E. Il primo giorno siamo saliti in oratorio e ci hanno
divisi in due gruppi: i piccoli e i grandi. Io ero nei piccoli. Poi abbiamo imparato l’inno che
s’intitola come il C.R.E., Passpartù, ma c’erano altre canzoni come l’Alfarock.
Abbiamo fatto molti giochi, ma i miei preferiti erano i giochi d’acqua: ci buttavamo palloncini e ci bagnavamo a vicenda. Abbiamo fatto molte gite. La mia preferita è stata all’Acquasplash.
È stata un’esperienza indimenticabile.
Cristina Rota
(bambina di quinta elementare)
Q
uest’anno noi ragazzi abbiamo avuto un’esperienza molto strana, diversa da ogni stile di c.r.e.
a cui eravamo abituati. Chi ci ha dato l’occasione
di vivere questa esperienza è stato Don Giovanni. Grazie a
lui siamo riusciti a socializzare con i ragazzi di Berbenno
(e i ragazzi di Berbenno con noi di Selino Alto). Per esempio, io non conoscevo neanche i ragazzi di Berbenno e solo
dopo il primo ritrovo con i ragazzi di prima media e la pizzata con i ragazzi di prima e seconda media mi sono fatto
un’idea. Mi è piaciuto molto andare al c.r.e. a Berbenno
perché per la prima volta sono andato con un pullmino per
il paese. Un’altra cosa che di solito non facevamo era la
merenda offerta dall’oratorio. Quest’anno non abbiamo scelto i nomi delle squadre in base
al colore dei cappelli (che non avevamo neanche) ma i nomi erano legati al tema di quest’anno: la parola. Le squadre infatti erano: Gossip, Magazine, Words e News.
Per la maggior parte della giornata facevamo tornei di pallavolo, di calcio e di hockey.
Il premio per la squadra vincitrice era un viaggio gratis a Caneva. Questo ha creato molta
competitività tra le squadre perché andare a Caneva gratis non era una cosa di tutti i giorni!
Io guardavo con invidia il premio di mio fratello (che era arrivato primo) ma poi mi sono
rassegnato.
Quest’estate abbiamo avuto dei cambiamenti positivi ed è solo grazie a Don Giovanni che
ho creato nuovi rapporti con i ragazzi di Berbenno.
Giacomo Baitelli
(ragazzo di seconda media)
Sei andato al C.R.E. questa estate e ti piacerebbe avere delle fotografie come ricordo di
questa bella esperienza? Per raccogliere tutto il materiale fotografico è stato realizzato un
DVD che può essere acquistato con una piccolissima offerta. Se ti interessa averne una copia,
scrivi a [email protected] e [email protected].
36
DIARIO DELLA COMUNITA
Baby C.R.E.
L’
estate 2012 ha
visto, tra le varie
iniziative proposte
dalla parrocchia, lo svolgersi
di un Baby C.R.E., presso la
scuola materna, ideato per i
bambini dai 3 ai 6 anni. Le attività si sono svolte dal 2 al 27
luglio, nel pomeriggio.
Al progetto hanno partecipato circa 33 bambini, seguiti
dalla maestra Elena e da Suor
Santina. Numerose sono state le attività proposte, come
quelle manipolative, realizzate grazie all’utilizzo di sassi,
carta, pongo e sabbia. Inoltre,
si è dato spazio alla fantasia
con i dipinti con le tempere e
una settimana ha avuto come
tema centrale quello degli
strumenti musicali, suonati da
tutti con gran divertimento
e chiasso. Visto il clima caldo, è stato possibile realizzare anche giochi nel parco con
le piscinette e poi sono state
raccontate anche molte storie,
insegnate filastrocche e canti.
Non sono mancati, ovviamente, dei momenti di preghiera.
Il Baby C.R.E. è terminato
in concomitanza con la fine
del C.R.E. estivo, la cui festa
è stata aperta proprio dai più
piccini, che hanno eseguito
qualche canto.
Tutte le attività sono state svolte con l’obbiettivo di
far socializzare i bambini e di
educarli al rispetto degli altri,
degli ambienti comuni e della natura. Grazie al fatto che
al Baby C.R.E. hanno partecipato anche bambini di Selino
Alto o che frequentano l’asilo
di Ponte Giurino, è stato possibile per tutti fare nuove amicizie.
Quella di quest’anno è stata la prima edizione del Baby
C.R.E. (proposto dal parroco)
e vista la grande soddisfazione
di bambini e genitori si spera
che venga riproposto anche
l’anno venturo.
Maria Locatelli
37
DIARIO DELLA COMUNITA
Festa
dell’Oratorio
D
a giovedì 26 fino a domenica 29 luglio, sulla nostra piazza, si è svolta
l’annuale Festa dell’Oratorio.
Durante la prima serata si è tenuta la festa
conclusiva del C.R.E.; mentre negli altri tre
giorni, a partire dalle 19:00, si aprivano le cucine e iniziava l’allegria.
Parecchi volontari, distinguibili dalla maglietta azzurra, si sono affaccendati nel retro
dell’oratorio per preparare casoncelli alla bergamasca, spaghetti allo scoglio, taglieri di salumi e formaggi, patatine fritte, polenta, carne
alla griglia, dolci e altro ancora. Nel bar posto
sotto il portico, invece, si spinava la birra, si
versava il vino e si servivano le bibite. I tavoli
con le panche in legno, disposti in file, sono
bastati a malapena a contenere tutta la gente
arrivata per cenare o, comunque, per passare
in compagnia una serata stellata.
Il venerdì, per i più piccoli, sono stati organizzati alcuni giochi a premi, come le freccette; mentre nelle serate di sabato e domenica la
tombola e la ruota della fortuna hanno intrattenuto un po’ tutti con ricche vincite.
Elemento comune a tutte le serate è stata
la musica, proposta da due Dj. Quando veniva scelto uno dei tormentoni degli ultimi tempi
(come Danza Kuduro, Waka Waka o Ai Se Eu Te
Pegu), parecchi bambini e bambine si fiondavano sulla pedana della pista per ballarlo, seguen-
38
done la coreografia. La domenica invece è stata
la serata del liscio!
In una delle sale del centro parrocchiale,
inoltre, è stato possibile visitare e far acquisti
durante l’annuale mostra missionaria (nata con
lo scopo di raccogliere fondi per le missioni)
che propone vari articoli, come biancheria per
la casa, gioielli, saponi e centritavola.
Maura Locatelli
DIARIO DELLA COMUNITA
Campi estivi a Cavi di Lavagna
A
nche quest’anno, come è ormai consuetudine, si sono svolti i famosi campi educativi estivi per ragazzi a Cavi di
Lavagna (Ge) e a Borgio Verezzi (Sv). Solitamente i campi erano due: il primo per i ragazzi dalla
quinta elementare fino alla seconda media e il
secondo per gli adolescenti dalla terza media
in poi. Quest’anno però è stata inserita anche
un’importante opportunità di convivenza, di
pochi giorni ma veramente intensa, per i bimbi
di terza e quarta elementare, i quali, come noi
adolescenti, avranno senz’altro apprezzato luogo e compagnia!
Il campo estivo per noi adolescenti è stato il
primo.
Quest’anno sono stati otto lunghi, intensi, a
volte faticosi giorni. Abbiamo chiacchierato, ci
siamo divertiti e presi in giro, abbiamo fatto la
bella vita in spiaggia e poi abbiamo anche lavorato: solita routine quotidiana che però ci ha
appagato molto, sia per le nuove amicizie, sia
per la soddisfazione di aver concluso bene e serenamente di pulire i bagni o lavare gli innumerevoli piatti. Ognuno di noi è stato fondamentale, nel suo piccolo, perché tutto funzionasse,
perché gli ingranaggi non si fermassero.
Qualche incomprensione come tutti gli anni
non ha tardato a sorgere, ma, imparata la lezione, tra noi ragazzi è filato tutto liscio come
l’olio. è a Cavi che si scoprono le amicizie più
grandi, le persone che desidereresti accanto per
tutta la vita. A Cavi si canta, si balla, si gioisce,
si piange, ma mai da soli, c’è sempre qualcuno
vicino a te pronto a farti da coro, a consolarti o
a mettersi a piangere con te. Questo è Cavi.
39
DIARIO DELLA COMUNITA
Cavi sono i tuffi artistici e spericolati tentati
dalla piattaforma galleggiante in mezzo al mare:
tuffo in verticale, carpiato o di testa, quello che
ci insegnava invano Filippo, un nuovo animatore che speriamo di rivedere al più presto.
A Cavi si balla sulle colonne sonore del CRE
o dell’estate e sulle stesse musiche si fanno finte sfilate di moda in costume o con l’asciugamano.
Cavi è gelato a volontà e assalto alla gelateria
migliore di Sestri Levante.
Cavi è parlare sottovoce con il proprio vicino
di letto di tutto e di più sino ad addormentarsi
come angioletti sognando i nostri desideri più
profondi spifferati poco prima.
Cavi quest’anno è stato anche Montecarlo.
Dopo un lungo e apprezzato viaggio in treno,
che ci ha permesso di recuperare le ore di sonno perdute, abbiamo avuto la possibilità di visitare la ricchissima città stato, di camminare
al porto rimanendo a bocca aperta davanti agli
immensi yacht attraccati. Malgrado ci siano
molti grandi palazzi, sono presenti anche vie
molto carine e un paesaggio che dà sul mare a
dir poco mozzafiato. La visita è piaciuta a tutti.
Cavi è guardare film che ti insegnano ad apprezzare la vita e quello che hai.
Cavi è costruire rapporti solidi che durano
nel tempo.
Cavi è venire svegliate alle sette di mattina
con il Buongiorno principesse di Filippo.
Del campo estivo dei ragazzi dalla quinta elementare alla seconda media è stato apprezzato
particolarmente il cibo preparato con dedizione
e passione dalle cuoche Egidia e Giusi, che sono
riuscite a far mangiare persino mio fratello!
La piattaforma è stata molto gettonata, luogo di gare dei tuffi più belli.
I ragazzi si sono divertiti molto anche nel
campetto di beach volley dove hanno imparato
un nuovo gioco e un’altra esperienza di squadra diversa dalle solite cui sono abituati. Anche
loro come noi adolescenti hanno lavorato, hanno pulito i bagni (operazione che alcuni di loro
hanno trovato anche divertente), sparecchiato
e lavato i piatti (attività che invece hanno detestato!).
Insieme hanno guardato il film Karate Kid,
giocato a calcio e a pallavolo nel cortile.
Ma da quel che ho sentito sembra che la
40
DIARIO DELLA COMUNITA
parte migliore della vacanza sia stata l’acquapark Bolle Blu dove hanno potuto scaricare tutta
l’energia che era rimasta loro, aspettare l’onda
sul bagnasciuga, farsi travolgere e spingere a
fare capriole che non pensavano di saper fare.
I ragazzi si sono affezionati ai propri animatori (Simone, Valentina e Cinzia) che con loro
sono stati molto pazienti e premurosi.
Per ultimo poi c’è stato il campo a Borgio Verezzi con i più piccoli di terza e quarta elementare. Immersi in un parco che faceva da sfondo
alla casa dove hanno alloggiato, i ragazzi hanno
passato giornate tra giochi (nascondino su tutti,
in un parco dove trovarsi era veramente difficile) e bagni divertentissimi dove qualcuno ha
superato anche la paura dell’acqua. In spiaggia
poi non sono mancati i castelli da costruire, le
partite a calcio e a tutto quello che si voleva
visto che avevano una spiaggia dieci volte più
grande di quella di Cavi nei campi precedenti.
I ragazzi sono stati anche una sera a vedere
il nuovissimo film Madagascar 3 – ricercati in
Europa che ha fatto sbellicare dalle risate quasi
tutti, tranne chi è riuscito ad addormentarsi!
Che dire poi della serata al luna park o a
mangiare il gelato presso la gelateria I peccati di
gola! Insomma, tutto è stato bello e divertente
(anche imparare a fare le pulizie) e tutti sperano di avere nuove occasioni per rivivere questa
esperienza.
Giulia Colombo
41
DIARIO DELLA COMUNITA
Cantinfesta X edizione
42
DIARIO DELLA COMUNITA
Poesie e racconti vincitori
del concorso letterario
Letterando Berbenno
I
l concorso letterario nazionale Letterando
Berbenno quest’anno è giunto alla sua sesta
edizione! I testi in gara sono arrivati da tutta
Italia e alcuni anche da oltre i confini (uno da
Bratislava e uno perfino dal Quebec)! La giuria
ha vagliato i testi e stabilito i vincitori per le varie
sezioni. Il 26 maggio è stata poi organizzata la
premiazione durante la quale sono stati consegnati i premi e sono state lette le opere vincitrici.
Qui di seguito, riporto i nomi dei vincitori e
gli incipit dei loro brani. Per leggere le versioni integrali di questi testi vincitori e di alcuni
altri segnalati, potete procurarvi l’antologia del
premio, disponibile presso la biblioteca di Berbenno!
Cappuccetto Rosso ormai cresciuta aveva sostituito il suo mantello rosso con un paio di
scarpe “all star” rosso fiammanti.
Frequentava il terzo anno di scuola superiore presso l’Istituto Tecnico Agrario ed il pomeriggio si incontrava con le sue più care amiche:
Riccioli d’Oro che studiava per diventare una
famosa parrucchiera dei V.I.P. e Cenerentola che
a causa della convivenza con i Sette Nani, aveva deciso di iscriversi all’Istituto Alberghiero
per imparare a cucinare sfiziosi pranzi veloci
per così tante persone. […]
Nella sezione Poesia Junior, invece, si è
classificato primo Calandriello Michele di
Taviano (LE) con La felicità in una famiglia.
La felicità in una famiglia
è una meraviglia
è una fortuna gigante
ed è molto importante.
[…]
Per la categoria Racconto Adulti, l’oro della sezione racconti va a Caseri Alfredo di Villa d’Adda (BG) con Il muro.
Prima classificata nella sezione Racconto Junior (fino a 14 anni) è Invernizzi Gloria di Brembate Sopra (BG) con La vera storia di Cappuccetto Rosso.
Mi chiamo Yasser, come Yasser Arafat. Ho dodici anni e abito vicino al Muro.
L’altro giorno mio fratello più grande, Mohàmmed, sedici anni appena compiuti, si è fatto saltare in aria imbottito di esplosivo, davanti
ad una postazione di militari israeliani al valico di Karni, nella striscia di Gaza.
Mamma dice che è morto da eroe per la Palestina. Alcuni amici dicono che è morto da eroe per
il futuro del nostro Paese.
Io penso che a sedici anni non si può morire
così. […]
43
DIARIO DELLA COMUNITA
L’argento va invece al racconto di Colombo
Pierangelo di Casate Novo (LC), Il primo come
l’ultimo.
Le dita danzano leggere nella tastiera del
computer. I polpastrelli ne sfiorano appena i
tasti usurati, mentre gli occhi rapaci fissano
severi il cursore pulsante che, lesto, semina ordinatamente una sequela di lettere sul foglio
bianco. […]
Il bronzo spetta infine a Dolci Monica di
Ranica (BG) con il racconto Bianchi petali di
rosa.
La nebbia che saliva dalla Moldava si mescolava al vapore del mio alito e a quello dei
mendicanti inginocchiati sul ponte. Il freddo congelava l’odore di fritto assorbito dai
capelli e dalla divisa del fast food. Appena
attraversato il ponte Carlo, il profumo di
gulasch che usciva dalle osterie per i turisti
della Mala Strana, mi provocava crampi di
fame e di nostalgia. […]
Per la categoria Poesia Adulti, il primo posto
è di Cantini Aurora di Nembro (BG) con Luna
di grano (“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”).
Passi remoti
strascicando i piedi,
carovane di uomini,
senza più sogni,
senza più ritorno.
[…]
44
Secondo posto invece per Meneghetti Graziella di Rosà (Vicenza) con l’opera dal titolo Dalla
finestra del cielo.
Ad ogni chiarore d’alba
bussi
dalla finestra del cielo
con piccoli colpi ai vetri e capriole di foglie
il risveglio del sole
[…]
Infine, terzo posto sul podio per Saguatti
Piero di Bologna con Nei nidi.
Nella stagione capovolta
in cui le foglie secche baciano la terra
spiccano alti i nidi sopra ai rami
brulli, stinti e inanimati.
[…]
Sentite congratulazioni per tutti i premiati e
complimenti vivissimi anche a tutti gli altri partecipanti!
Spero di avervi incuriosito e che andrete a leggere questi e gli altri brani inseriti nell’antologia.
Un sentito ringraziamento va alla biblioteca
comunale, al comune e alla pro loco di Berbenno che continuano a proporre iniziative come
queste che sono vitali per il mondo della scrittura e soprattutto per quello degli esordienti. Un
grazie va infine al consorzio BIM che ha patrocinato l’evento. Ora non resta che aspettare la
prossima edizione!
Romina Tamerici
DIARIO DELLA COMUNITA
Sö e sò de Berben
Ricordando il passato tra le contrade
I
l 3 giugno scorso si è tenuta, a Berbenno, la rievocazione storica C’era
una volta il nostro passato.
L’iniziativa si proponeva
l’obiettivo di far riviver per
un giorno le atmosfere di un
tempo, qui nella nostra valle,
quando molti dei nostri cari
erano costretti a emigrare alla
ricerca di un lavoro che consentisse loro di dare un po’ di
benessere ai propri cari, quando non c’era la TV a riempire
le nostre serate e si ascoltavano i racconti dei vecchi, magari al tepore delle stalle, nelle
fredde sere d’inverno.
Si voleva, insomma, rispolverare un po’ della nostra storia, riproponendola come una
occasione di festa.
La proposta iniziale è nata
dalla collaborazione tra la
Biblioteca e l’assessore allo
sport e alla cultura, Sergio Salvi, che hanno voluto, però,
farne una iniziativa di tutti:
appena abbozzata un’idea di
programma, infatti, sono state
contattate alcune persone per
ogni contrada per coinvolgerle
e l’idea è stata subito accolta e
fatta propria da tutti con impegno ed entusiasmo.
L’aspetto della partecipazione popolare è stato, forse,
quello più incisivo, perché ha
qualificato e arricchito la festa
e la nostra esperienza di cittadini berbennesi: ogni persona
ha avuto la possibilità di farsi
coinvolgere, di dire la propria
opinione e fare proposte, in-
somma, di avere un ruolo attivo.
Ne è uscita una bella giornata trascorsa in compagnia, a
passeggio per le contrade più
caratteristiche di Berbenno,
arricchite da scene ben realizzate, ricostruite fedelmente,
che ci hanno fatto sorridere, a
volte, ma che soprattutto hanno commosso tutti, riportando
alla nostra memoria ricordi di
affetti perduti e lontani. C’è
stato anche il tempo per una
polenta e strachì, come si faceva una volta e come si ama
ancora fare oggi, da queste
parti, per lo meno...
Possiamo affermare, quindi,
che è stato un grande successo, culminato con la rappre-
sentazione teatrale finale in
piazza, dove la scenetta del
nonno con la nipotina e quella
della partenza degli emigranti
ci hanno letteralmente strappato più di una lacrima e un
sorriso.
Questo il programma della
giornata.
• Partenza alle ore 9:00 dalla
piazza di Berbenno.
• Passeggiata per raggiungere la contrada Passarè,
dove la tappa prevedeva
la ricostruzione di una tipica atmosfera casalinga e
di cortile. Sembrava la scena di un vecchio film, con
mamme di una volta che
accudivano piccoli marmocchi in culle di legno
(non della Chicco!) e bambini che giovavano con giochi scomparsi da tempo.
• Per le vecchie stradine del
paese, poi, si risaliva a Ca’
Bafeno, dove, nella cornice
della caratteristica piazzetta della contrada, sono stati
fatti rivivere i lavori manuali di un tempo: le bestie da
governare, la manutenzione dei poveri attrezzi e,
ancora, il fieno, la legna, la
polenta in quel vecchio stegnat...
• Immancabile la visita alla
cappella di San Giovanni
Battista, che da sempre è
stato adottato a patrono
della contrada.
• Si proseguiva poi per la
contrada Piazzasco, dove
sulla cornice dell’antico la-
45
DIARIO DELLA COMUNITA
vatoio, si sono potute vedere scene di donne al lavoro
per lavare i panni come si
faceva una volta, bambino
a bagno in tinozza d’epoca,
uomini con abiti tradizionali e ancora attrezzi e mestieri di una volta...
• A Ceresola la prima tappa
è stata al campo sportivo,
dove si è consumato un
aperitivo, per arrivare, poi,
al parco della ex-colonia per
pranzare con l’immancabile polenta e strachì e visitare una ricostruzione fedele
di una scuola d’altri tempi,
arredata con i classici banchi con integrati i calamai,
lavagne e quant’altro...
• Ca’ Muschì infine, offriva
una ricostruzione dei lavori
della terra, con la scena del
taglio del fieno ricostruita
fedelmente e con caprette
e pecore al pascolo!
Anche qui tanti antichi mestieri, una gran quantità di
vecchissimi attrezzi di cui,
in alcuni casi, non ricordiamo più nemmeno il nome,
bambine che suonavano
il tradizionale sivlì e degustazione di pane col vino,
come facevano i contadini.
46
• Per concludere, uno spettacolo di rievocazione in piazza, dove sono state preparate alcune scene davvero
commuoventi: una scena
di in primo piano
di un nonno che
sfoglia e commenta con la nipotina
un vecchio album
di fotografie, mentre sullo sfondo si
staglia una scena
di paese, in cui il
brulicare disordinato iniziale, prende forma man
mano e diventa
una serie di scene
diverse di uomini che salutano
le proprie famiglie,
per terminare nell’apoteosi
della scena della partenza
del pullman che porta via
tutti questi uomini verso
l’emigrazione, la lontananza, il lavoro. Non poteva
mancare il ritardatario che
corre appresso alla corriera
con la valigia in mano legata con lo spago!
Che bello! Molti di noi hanno
trattenuto a stento le lacrime
(forse io ne ho versata qualcuna...).
Beh, non ci siamo fatti mancare proprio nulla, nemmeno
lo spettacolo finale in piazza e
un bellissimo DVD che ci permette di rivivere i momenti
più belli dell’evento.
A proposito del DVD, voglio
ricordare che è ancora disponibile, per chi ne fosse interessato, presso la biblioteca di
Berbenno.
Non possiamo che concludere ringraziando tutti coloro che
hanno lavorato per realizzare
questa bella iniziativa, a partire dall’assessore Sergio Salvi
e i volontari della biblioteca e
delle varie contrade, e tutti gli
amici che si sono veramente
prodigati per la buona riuscita
dalla festa. Grazie a tutti.
Siano stati fortunati testimoni di una delle più belle manifestazioni mai fatte a Berbenno e, a questo punto, non possiamo che rimandare tutti al
prossimo appuntamento per
una nuova edizione che ci auguriamo non possa mancare!
Enzo Paoloni
DIARIO DELLA COMUNITA
Contrade League A3
N
el mese di giugno
si è svolta la prima
edizione di Contrade League A3 organizzata dal
gruppo Amici di Giò, in collaborazione con la parrocchia di
S. Antonio Abate di Berbenno.
Sette contrade ai nastri di
partenza si sono sfidate in
un girone all’italiana di sola
andata con semifinali e finali
per decretare i vincitori delle
coppe. Il primo premio è stato
conquistato dalla formazione
di Piazzasco che ha vinto la finalissima contro il Ca’ Bigliè.
Il terzo posto è stato raggiunto
da Ca’ Bafeno e il quarto dal
Real Seriola, ma anche le contrade rimanenti meritano una
menzione e si tratta di quelle
del Centro, Muschi e Barca. Il
miglior giocatore del torneo è
stato Filippi Crisitan di Piazzasco.
Vi diamo appuntamento
alla prossima edizione 2013.
Arrivederci!
Gian Maria Salvi
Cantinfesta Summer
47
DIARIO DELLA COMUNITA
La Corrida 2012
A
Berbenno
anche
quest’anno è arrivata l’estate, portando
con sé non solo il caldo e le
magnifiche giornate assolate,
ma anche l’allegria e il divertimento. Con l’arrivo di questa
stagione, Berbenno ha sempre
offerto feste e iniziative non
solo per i residenti, ma anche
per chi ama trascorrere questo
periodo in tranquillità e lontano dalla città.
Una di queste manifestazioni è senza dubbio La Corrida, show che ha preso spunto
dall’omonimo programma di
successo sulle reti televisive,
dove vari talentuosi si sfidano,
alcuni con l’intento di strappare un sorriso alla gente, altri
per incantare il pubblico con
la propria bravura. Il successo di questo programma si è
spostato anche sul suo gemello
in chiave paesana. Della serie
separati alla nascita ma con lo
stesso obiettivo: intrattenere al
meglio il pubblico, sia in uno
studio di città sia su un palco
di paese. Da alcuni anni, La
Corrida è infatti approdata nelle nostre estati berbennesi, diventando così un appuntamento fisso per la gente non solo
residente qui, ma anche per i
villeggianti e per la gente che
viene da fuori della Valle Imagna. Questa iniziativa è nata
per commemorare un ragazzo
di Berbenno, Daniele Valceschini, scomparso da parecchi
anni e rimasto nel cuore di tutto il paese. Quest’anno, come
in tutti gli anni passati, la simpatia l’ha fatta da padrona a La
Corrida e svariati personaggi si
48
sono sfidati a suon di battute,
balletti e canti. Tanti sono stati
i coraggiosi berbennesi ad affrontare il giudizio critico della
giuria e del pubblico (anche se
non è consuetudine di questa versione di paese portare
da casa pentole e trombette e
scatenare il putiferio quando
un concorrente non garba, ma
in qualcosa deve pur differire
dall’originale, no?).
Ci sono stati anche sfidanti da altri paesi, addirittura da
Lecco! Le prove erano molto differenti l’una dall’altra:
molti hanno provato con il
canto, altri con balletti classici, moderni o con coreografie
luminose o medievali; alcuni hanno puntato sullo strappare una risata al pubblico,
creando una sorta di fontana
umana con spruzzi al ritmo di
musica, o riprendendo storie
paesane e chiacchiere grazie a
una vecchietta un po’ sospetta,
oppure inscenando improbabili discorsi alla panchina stile
Ale & Franz; un coraggioso ha
sfidato la sorte trasformandosi
in cantastorie per una sera e
narrando la leggenda del Pacì
Paciana (ol padrù de la Al Brembana) intrattenendo il pubblico
con chitarra e supporto visivo
per ben 10 minuti. Alla fine
quest’anno la prova canora
ha surclassato le altre arti: una
ragazza di Spirano ha vinto La
Corrida 2012 grazie a un’entusiasmante esibizione di Non
è l’inferno di Emma (canzone
vincitrice del Festival di Sanremo di quest’anno e incentrata
sul tema della crisi economica
in Italia). Come non poteva
vincere una canzone che narra di una realtà che, nel bene o
nel male, sentiamo tutti? (01)
Ma prima della premiazione…
sorpresa! Il gruppo Amici di
DIARIO DELLA COMUNITA
Daniele ha voluto sorprendere
il pubblico ormai alla frutta con
un film interamente made in
Berbén, avente un titolo che la
dice tutta: Ol Rocky de Berbén,
versione ridotta e in dialetto
bergamasca del film Rocky, realizzato in memoria dell’ami-
co che da lassù, guardandoli,
avrà sicuramente riso di gusto. Anche La Corrida 2012 è
passata tra prove emozionanti e altre piene di ilarità. Ora
bisogna aspettare il prossimo
anno perché questo spettacolo
ritorni per il suo amato pubbli-
co. Nel frattempo preparate i
fazzoletti: perché come ogni
anno, La Corrida di Berbenno
vi farà piangere per le tante risate che vi procurerà! Luana Nava
Gare di bocce intitolate a Daina
Gianmario e Sacco Antonio
N
el mese di agosto
2012, sul campo
di bocce alla Ravagna di Berbenno, si sono
svolti due tornei di bocce
magistralmente organizzati
dagli Amici Bocce Berbenno intitolati rispettivamente alla memoria dei due
indimenticabili fautori del
gruppo bocce: Daina Gianmario e Sacco Antonio.
A Daina Gianmario, classe ‘44, è stata dedicata la
quarta edizione della gara
per stabilire il Campione di
bocce Berbennese. Lo scontro è stato meritatamente
vinto dal pluri-campione
del Real Seriola Locatelli
Oscar, che ha iscritto così
per la quarta volta il suo
nome nell’albo d’oro. Il secondo posto è stato conquistato da Galeotti Diego e il terzo
da Locatelli Tarcisio.
Il torneo di bocce Lei & Lui
e L’Altro è invece stato intitolato alla memoria del compianto amico Sacco Antonio (detto
Tonino), classe ‘33. Questa
terza edizione è stata vinta dal
trio Salvi Ornella, Calandrelli Giacinto e Manzoni Marzio.
L’argento invece è stato con-
quistato dal trio Locatelli Marta, Guerini Giovanni e Cattaneo Giovanni.
Alle premiazioni, presso il
centro sportivo della Ravagna,
come di consueto era presente
la famiglia di Daina Gianmario
al completo con la vedova Marisa e i figli Michele e Loredana nonché la nipote Eliana. La
signora Raffaella, invece, per
motivi personali, non ha potu-
to presenziare alla cerimonia
di premiazione, ma ha tempestivamente telefonato a tutti i
partecipanti ringraziandoli per
questi tornei che si fanno nel
ricordo di suo marito Antonio
e dell’amico Gianmario.
Sono stati premiati con
pergamena ricordo personalizzata Salvi Ruggero (Spidy) e
Locatelli Tarcisio (Cis) per l’impegno profuso nel preparare il
49
DIARIO DELLA COMUNITA
rettangolo di gioco sempre in
perfette condizioni. Un sentito
ringraziamento è stato inoltre
rivolto a Locatelli Oscar.
Ai vincitori sono stati offerti
trofei, coppe e pergamene. Gli
organizzatori hanno omaggiato la signora Marisa con fiori,
mentre Secomandi Eliana è
stata premiata con una pergamena.
Durante il rinfresco Miotto
Valentino ha gentilmente offerto a tutti i partecipanti una
bottiglia di vino da collezione
e infine il presidente onorario,
Guerini Giovanni, ha regalato una rosa a tutte le signore
presenti dando appuntamento
alle prossime edizioni dei tornei dedicati agli amici Gianmario e Tonino.
Gian Maria Salvi
Torneo Piccoli Amici Bocce
L’
estate è la stagione dei giochi
all’aperto, momenti insieme, serate
festose… in questo clima nasce la
seconda edizione del torneo di bocce per bambini organizzato dal Gruppo Amici Bocce di Berbenno.
50
Il gioco delle bocce viene spesso attribuito
agli adulti e sembra strano che un folto gruppo di bambini ci si possa appassionare e invece
questo è proprio successo!
Il passaparola è stato veloce ed efficace e il
20 agosto 2012 i bambini sono accorsi nume-
DIARIO DELLA COMUNITA
rosi per affrontarsi in un torneo a coppie che il
destino attraverso sorteggio ha designato… si
sono visti affiancati bimbi delle elementari con
ragazzini delle medie con medesimo entusiasmo!
Ingredienti di questo torneo, che ha tenuto
impegnati i partecipanti nelle serate di un’intera settimana, sono stati l’incoraggiamento, la
lealtà, la gioia e l’incertezza, ma non potevano
mancare la rivalità, la voglia di vincere,la delusione e soprattutto la voglia di divertirsi insieme.
Si sono scoperti talenti inaspettati, anche in
chi non è arrivato in finale, e nell’ultima serata
dopo un’avvincente sfida a tre squadre sono
stati decretati vincitori Benedetta e Joseph.
I bambini, alla presenza della Presidente della Pro Loco, sono stati premiati con diploma,
medaglia e gelato. È stata poi data la coppa ai
due vincitori.
Ringraziamo tutte le persone che hanno organizzato, aiutato e si sono rese disponibili per
questa iniziativa.
Arrivederci all’anno prossimo per la terza
edizione!
Stefania Pozzi
Feste alla Ravagna – estate 2012!
C
ome sempre, anche
nel 2012 varia associazioni del nostro
paese hanno organizzato delle
feste con cucina, birra, musica
e tanto divertimento presso la
località Ravagna, da tempo attrezzata con tendone permanente e cucine.
La prima di queste feste è
stata quella dei Colori, ormai
giunta alla sua ventesima edizione e preparata dal gruppo
dei volontari del Matogrosso,
che raccoglie fondi per sostenere gli ospedali di Zumbahua
(Equador) e Chacas (Perù).
Come sempre, impegno, allegria e voglia di condividere
hanno portato grandi soddisfazioni a tutti. Durante le quattro
serate (dal 5 all’8 luglio) hanno
suonato alcuni gruppi, come
Amsterdam, Minimal Jukebox,
Liga Story (la cui performance
è stata interrotta dalla pioggia), Dj Alfio e Claudio, che ha
proposto un’animazione a ritmo di tango.
Come da tradizione, la festa si è conclusa con l’estrazione, da parte delle mani innocenti dei bambini, dei numeri
fortunati della lotteria dalla
betoniera usata per mischiarli
bene.
Una ragazza che ha contribuito alla buona riuscita delle
serate ha affermato: «Della festa mi piace il clima di amicizia tra di noi che diamo una
mano e tra la gente del paese.
Per me è un’occasione semplice ma bella per stare insieme».
DIARIO DELLA COMUNITà
Dal 20 al 22 luglio è stata
la volta della Festa degli Alpini
che, nonostante il brutto tempo che ha accompagnato tutto
il week end, hanno saputo rallegrare e portare gioia a tutti
grazie al loro spirito, la simpatia e il buon cibo.
Due settimane dopo c’è
stata la festa dei Barlafus Fest
(questa è stata la settima edizione). È un festival che viene
organizzato dai volontari che
hanno creato il gruppo dei Barlafus, con lo scopo di proporre
in paese qualcosa che permetta, soprattutto a giovani e ragazzi, di divertirsi anche qui.
Quest’anno, il primo giorno,
in collaborazione con il Motoclub Berbenno, è stato programmato qualcosa di molto
particolare: uno Show Action
Group, uno spettacolo con esibizioni e acrobazie mozzafiato
in sella a moto da trial, quad
e pitbike. Lo show si è tenuto all’area feste e il pubblico è
stato parecchio numeroso.
Il sabato sera, invece, si
sono alternate sul palco due
band, The Last Fight e Sakee Sed, gruppi bergamaschi
emergenti.
Domenica 7 agosto è stato organizzato il motoraduno, con partenza la mattina,
pranzo tutti insieme e gare di
abilità tra bikers in un ampio
parcheggio.
Infine, di sera, dopo l’esibizione dei Glass Cosmos, un
tributo a Lady Gaga, ad opera della cover band The Fame
Monster, con tutti gli effetti speciali, le proiezioni e i costumi
per cui è nota la cantante pop.
Come ultima festa estiva,
si è svolta la Festa dello Sport,
dal 10 al 15 agosto. Ogni sera
venivano proposte delle esibi-
zioni di majorettes o di ballo,
accompagnate da musica ed
una maxi tombola finale con,
come primo premio, un buono da 1000 euro.
Come sempre, queste feste
hanno avuto il pienone di gente venuta per mangiar bene,
giocare alla tombola e alla lotteria, vincere dei premi alla pesca e stare in compagnia sfruttando la possibilità che queste
occasioni danno per passare
una serata a Berbenno, anche
se non al classico bar.
Maria Locatelli
DIARIO DELLA COMUNITà
Spunti di riflessione…
La Festa dei Colori
Doveva essere un giorno
come tanti altri, un pomeriggio
di fine settembre con un sole
che, ancora alto nel cielo, riscaldava la fresca temperatura
primaverile: le piogge torrenziali prima e, successivamente,
le forti nevicate avevano ormai
lasciato lo spazio a un asciutto, tiepido vento che soffiando
insistentemente inaridisce una
terra nata povera e che qualcuno ancora si ostina a coltivare.
Il suo soffio incessante ti
penetra nelle narici, invade il
tuo corpo in profondità, fino a
raggiungere la tua anima e ti
trasmette il terribile odore della
povertà.
Qualcuno penserà che questa storia, una storia vera, sia una storia un po’ strana, ma non
è così. In effetti non sono a Berbenno, ma dall’altra parte del globo, sotto l’equatore e qui
le cose possono apparire al contrario rispetto a come le vediamo noi. Mi trovo in un piccolo
villaggio situato sulla catena delle Ande ecuadoregne, nella cordigliera del Cotopaxi, a solo
3.580 metri di altitudine, in mezzo a dei giganti che sfiorano i 6.000 metri: il paesaggio è
terribilmente affascinante!
L’aria però è rarefatta e il respiro va spesso in affanno: il mio cuore, ogni tanto, con brusche e improvvise accelerate che si fanno sentire lungo il collo, me lo ricorda!
Sono nella stanza del pronto soccorso dell’Ospedale di Zumbahua e sto terminando alcuni lavoretti, in vista dell’imminente (domani) ritorno in Italia, ignaro di ciò che sta per
accadere.
Sono venuto a Zumbahua con ol dutur (il carissimo dottor Franco) e un altro amico per
consegnare all’ospedale un ecografo acquistato giusto un mese prima (agosto 1997) con i
soldi raccolti con la 5° edizione della Festa dei Colori: è stata una festa straordinaria che ci
ha permesso di raccogliere gli ingenti fondi necessari per l’acquisto dell’ecografo, un fondamentale strumento diagnostico che l’ospedale ancora non dispone.
Ma c’era proprio bisogno di portarlo in Ecuador, direte voi? Non lo si poteva spedire, che
ne so, ben imballato e protetto? La mia risposta e quella del mio amico sono probabilmente
identiche alla vostra. Certo che sì! UPS o DHL (giusto per fare due nomi di due vettori) garantiscono la consegna in ogni parte del mondo in 48 ore! Ma per ol dutur, no! Sarebbe stato
troppo semplice, troppo spiccio spedire un pacco!
Una festa ben riuscita, i fondi raccolti, l’acquisto dell’ecografo, la spedizione… e lavate le
mani, il capitolo sarebbe stato chiuso fino all’anno successivo, quando ci saremmo ritrovati
per organizzare la nuova festa!
53
DIARIO DELLA COMUNITà
«No, caro ragazzo, tu non hai ancora capito
lo spirito dell’OMG!».
Aveva percepito, ol dutur, che io stavo vivendo l’esperienza della Festa dei Colori senza averne afferrato fino in fondo il significato,
senza aver anteposto allo spirito da ragioniere
che ci mettevo, lo spirito d’Amore e di Carità,
quello spirito che rappresenta la medicina di
cui tutti gli uomini, in ogni parte del mondo,
hanno bisogno!
Ebbene, come dicevo, mi trovo all’interno
del pronto soccorso dell’ospedale quando il suono di un clacson strampalato che viene da fuori si fa sempre più forte: non faccio in tempo
a realizzare cosa stia succedendo che una giovanissima ragazza, una donna, sconvolta e disperata, spalanca con violenza la porta gridando parole che non riesco a comprendere: porta
con sé sulla schiena, avvolto in uno scialle rosso, uno strano fagotto nel quale scopro che c’è
un piccolo bimbo (avrà sì e no 6 mesi) e subito penso che gli sia successo qualcosa di grave.
Ma la donna mi strattona fuori dal salone e mi conduce di forza sino all’ingresso, dove lei
era giunta con un autobus (sì, chiamiamolo pure autobus, quello era la sua funzione anche
se sembrava più ad un camion adibito, in qualche modo, al trasporto di esseri umani).
Con stupore e incredulità prima, smarrimento e paura poi, scopro, disteso nel piano posteriore del camion, un ragazzo (suo marito). È un uomo su per giù di 18 anni, in preda a
dolori atroci. Un uomo che gli sta accanto sposta la coperta che pietosamente copre le gambe del ragazzo e io sobbalzo nel vedere che i suoi piedi, immersi in un lago di sangue: sono
girati al contrario, ancora attaccati alla gamba ma girati, in seguito a un gravissimo trauma:
un grosso fusto pieno di benzina gli era caduto sui piedi e per puro caso non li aveva tranciati, riducendoli però a due corpi che parevano estranei.
Non avevo mai visto niente di simile: il mio stomaco si contorce ma mi faccio forza e do
una mano!
Il suo è un caso disperato e dopo averlo trasportato all’interno dell’ospedale e visitato,
i medici ecuadoregni presenti convengono che la soluzione è l’amputazione di entrambi i
piedi e non si dovrà attendere troppo perché il rischio infezioni è elevato.
Io non so che fare e cerco di tenere la mano al ragazzo, gliela stringo forte cercando di
non farlo sentire solo: lui, appresa la diagnosi dal borbottio dei dottori, sgrana gli occhi forse
non più per il dolore ma per la paura e il terrore di quella terribile e infausta diagnosi, per
quel destino ineludibile a cui sta andando incontro. Essere invalidi da queste parti significa
avere zero (ripeto, zero) opportunità di vivere! E il ragazzo ha anche una moglie e un figlio a
cui dover provvedere: è veramente un dramma!
Nel frattempo, allertato da non so chi, arriva dalla vicina scuola di falegnameria ol dutur
il quale, prima ancora di accertarsi di quanto fosse successo, si preoccupa di parlare con il
ragazzo per alcuni interminabili minuti e di tranquillizzarlo e confortarlo, per quanto possibile. Ci riesce!
Poi lo visita, seguito in ogni suo movimento, in ogni sua smorfia, dagli occhi del ragazzo
che ha riposto in lui tutta la sua fiducia… e la scelta del dutur, disperata, la scelta dell’ultima
spiaggia, di trasportarlo in un ospedale specializzato di Quito, la capitale, per tentare quello
che a me, ma non solo a me, sembrava impossibile.
Fossimo a Berbenno chiameremmo il 118 e un elicottero ci preleverebbe in pochi minuti
per condurci in ospedale, ma noi ci troviamo in un paesino sperduto sulle Ande e l’unica
soluzione è tentare un trasporto che senza mezzi termini posso definire una odissea: pen-
54
DIARIO DELLA COMUNITà
sate, solo per un momento, di dover viaggiare in preda a dolori atroci, su strade agro-silvopastorali piene di buche!
Sono le 18:00 circa e il sole sta cadendo rapidamente dietro le imponenti montagne.
Carichiamo il ragazzo su un furgone che abbiamo attrezzato con quattro materassi a fare
da letto: fra i materassi e le gambe del ragazzo ci sono le nostre braccia che tenteranno di
ammortizzare i colpi lungo tutto il viaggio.
Ci siamo armati di così tanta morfina che potremmo stendere un toro e ci avviamo, direzione Quito: guida Mauro che conosce la strada e che da diversi anni lavora nell’ospedale
con la moglie Maria.
Le strade, in Ecuador, non si misurano in chilometri ma in ore, e ci vorranno oltre cinque
interminabili ore di viaggio per raggiungere la meta, con un viaggio interrotto da soste brevi
ma necessarie per far rifiatare il ragazzo, a cui neanche massicce dosi di morfina riusciranno
a sedare il dolore.
C’è la luna alta nel cielo, illuminata a metà e con la pancia rivolta verso il basso come
fosse una culla quando a mezzanotte, finalmente, arriviamo a Quito e la Provvidenza ci fa
casualmente (?) incontrare un medico, un caro amico dell’OMG, che sta tornando a casa.
Gli spieghiamo cosa è successo e lui si prende a cuore la storia.
Ci vorranno per il ragazzo oltre dieci ore di intervento e probabilmente mesi e mesi di
riabilitazione, se tutto andrà per il meglio.
L’Ospedale di Zumbahua, l’Ospedale dei poveri, si farà carico delle spese dell’intervento
chirurgico, perché il ragazzo ha una famiglia molto povera e da queste parti se non hai i soldi
per poterti curare, non ti puoi curare, sei destinato a finire nella fogna e a morire nella fogna.
Io ed il Dutur intanto, stanchi e provati ma felici di aver dato tutto quel poco che potevamo dare, ce ne torniamo a Zumbahua, seguendo con gli occhi il chiarore della luna che ora
55
DIARIO DELLA COMUNITà
sembra stia cullando nel suo grembo Polaris, la stella polare del sud e illuminare la via del
ritorno: questa esperienza mi segnerà profondamente per tutta la vita.
Dobbiamo fare presto perché abbiamo ancora i bagagli da preparare e all’alba dovremo
essere pronti per il viaggio di ritorno all’aeroporto di Quito.
Passano quasi dieci mesi e, in occasione della 6° edizione della Festa dei Colori, Mauro
(ve lo ricordate?) ci informa che il ragazzo ha da poco ripreso, faticosamente ma ha ripreso,
a camminare con le sue gambe, con i suoi piedi: non c’era modo migliore per iniziare la
festa!
Se pensavate che vi parlassi della 20° edizione della Festa dei Colori certamente siete
stati delusi.
In queste righe ho voluto spiegare perché 20 anni di festa non sono bastati per farmi venire la nausea: quel giorno ho capito che non potrò mai più girare la faccia dall’altra parte e
far finta di non vedere! E quello che farò cercherò di farlo con quello spirito che mi è stato
insegnato!
Aggiungo che se venti anni di festa hanno rappresentato una cavalcata straordinaria, il
successo è da rendere a tutti voi che ci date fiducia, a voi che da venti anni credete incondizionatamente in questo progetto straordinario.
Un successo da attribuire anche agli Amici che preparano la festa, agli Amici che ci lavorano, agli Amici che ci hanno lavorato, molte volte in silenzio, altrettante di nascosto.
A Tutti voglio dedicare un pensiero che mi è giunto da uno dei tanti sostenitori, in occasione dell’ultima edizione della Festa.
Ci ha scritto: Tutto ciò che si fa a fin di bene, comunque produce frutto e crea i sentieri
per un futuro, sentieri che possono apparire minime strisce, che si confondono tra la sterpaglia, ma che come nei sentieri di montagna conducono alla vetta. Sentieri che, se nessuno li
traccia, costringono tutti a restare sempre a fondo valle, senza la gioia di scoprire orizzonti
più ampi che nutrono il cuore e l’anima. Grazie a voi per darmi l’opportunità di essere con
voi un manovale a colorare questa tavolozza.
Franco Musitelli
Tortolata: torte in gara!
A
Berbenno nella località Ravagna, durante la Festa dello
sport, martedì 14 agosto 2012,
è stata organizzata la Tortolata, cioè una gara di torte.
La giuria ha valutato le tredici torte in gara per stabilire
le vincitrici in base a tre categorie. Per la torta più bella si è
classificato primo Yuri Calandrelli, seguito da Tiziana Palusci e Rachele Locatelli.
56
DIARIO DELLA COMUNITà
Per la torta dal gusto più
particolare, l’oro è stato invece conquistato da Adelina Daina, l’argento da Clara Carmi-
nati e il bronzo da Giorgia Tiraboschi. Per la torta più buona,
infine, il primo premio è stato
vinto da Sabrina Vanotti, il se-
condo da Solidea Calandrelli e
il terzo da Marzia Tega.
Romina Tamerici
57
DIARIO DELLA COMUNITà
Blello in festa!
U
na delle feste sicuramente ben riuscita tra quelle che si organizzano
durante l’estate è quella di Blello, anche grazie alla location suggestiva nella quale si
svolge. La piazza della chiesa, dedicata all’Annunciazione di Maria, infatti, è piccola e accogliente, anche se chiaramente sono le persone
a fare di un luogo un bel punto d’incontro. Tra
organizzatori e volontari, quest’anno sono stati
circa in 40 a preparare l’evento. Un bel numero,
ma, considerando che la cucina offerta è stata
interamente casalinga (con ravioli e torte preparate proprio sul posto e carne alla griglia in
grande quantità) e che l’afflusso di gente è stato inaspettatamente alto, complice il bel tempo
che ha accompagnato tutte le giornate, senza di
loro nulla sarebbe stato possibile. Per questo, i
promotori della festa ci tengono a ringraziare di
cuore i volontari per aver messo a disposizione
il loro tempo e per il bel clima allegro che hanno creato.
La festa è iniziata sabato 11 agosto ed è proseguita fino alla giornata di Ferragosto. Ogni
giorno venivano offerti pranzo e cena. La gente
arrivata per mangiare era composta soprattutto
da famiglie che hanno approfittato della festa
per pranzare o cenare in compagnia, dopo una
bella passeggiata e la Santa Messa delle 18:00.
Non sono mancate però nemmeno le tavolate
di giovani e di gente venuta da lontano.
Ogni sera il programma prevedeva uno spettacolo di intrattenimento, dopo l’immancabile
mega tombolata. Sabato 11, il gruppo The Gaels,
composto da percussioni, chitarra, smallpipes e
borderpipes (due piccole cornamuse a soffietto
provenienti dalla Scozia), ha affascinato i presenti con melodie scozzesi, irlandesi e bretoni.
La domenica sera, invece, Gli Alegher di
Dossena, duo composto da marito e moglie,
ovviamente provenienti dal paese della Valle
Brembana che dà il nome al loro gruppo, hanno intrattenuto il pubblico con barzellette, canti
popolari e sketch, tutto in abito tradizionale e
anche in dialetto.
58
Il martedì, musiche e canti della tradizione
bergamasca con i Samadur. Un gruppo, attivo
dal 1992, che propone canti e melodie della tradizione bergamasca con aghèt (la cornamusa
bergamasca), tarlèk (uno strumento molto simile alle nacchere, originario sempre delle nostre
parti), tamburello, chitarra e fisarmonica.
Infine, la sera di Ferragosto, Blello ha ospitato una tappa di Per antiche contrade, un progetto creato per valorizzare il patrimonio artistico,
architettonico e ambientale della Valle Imagna
e che porta nelle contrade dei vari paesi spettacoli musicali e teatrali o che comunque permettono di mostrare le meraviglie di posti un po’
dimenticati. A partire dalle 21:00, Simona Zanini alla voce e Alberto Zanini alla chitarra hanno
eseguito un concerto dal titolo Odio l’estate.
Nel pomeriggio, in occasione dell’Assunzione della Madonna, si è svolta, nella piccola chiesa, la Santa Messa con la processione lungo il
prato con la statua di Maria, accompagnata dalla banda Giuseppe Verdi di Sant’Omobono Terme. La gente presente era davvero tantissima.
Maura Locatelli
DIARIO DELLA COMUNITà
Musical in piazza!
C
ome ogni anno, anche nel 2012 la Pro
Loco di Berbenno si è impegnata per
proporre, nella piazza del paese, degli
spettacoli messi in scena da professionisti, che
altrimenti avremmo difficilmente la possibilità
di trovare vicino a casa. Per quest’estate, l’idea
è stata quella di offrire due show musicali e una
festa a tema.
di dimostrare come fascino e grandezza di un
mito derivino dall’insieme delle sue virtù e delle
sue imperfezioni, senza tener conto della sua
vita privata. Il protagonista è stato interpretato da Francescopaolo Pilla, uno dei migliori nel
settore, sotto la direzione artistica di Francesco
Finizio.
Tutto è iniziato venerdì 17 agosto quando
Manola Moslehi, una delle tante promesse del
programma televisivo Amici di Maria de Filippi, è salita sul palco, inondata dalle luci, per far
rivivere a tutti le emozioni che solo le canzoni di Lucio Battisti sanno far provare, anche a
14 anni dalla sua scomparsa. Lo show è durato
quasi due ore e mezza ed erano presenti circa
150 persone, raccolte all’interno dello spazio
privato creato vicino al grande palco.
Domenica 19 agosto, infine, con inizio alle
ore 19:00, una piacevole novità: è stata organizzata una cena a tema spagnolo, servita da
donzelle in abito da flamenco. Il menù prevedeva: patate con una salsa speciale, paella (piatto tipico della tradizione iberica a base di riso,
carne, verdure e zafferano) e crema catalana. A
seguire, uno spettacolo di flamenco, a ingresso
libero, offerto da artisti internazionali: Ernesto
Bravo, Carmen Amor, La Malita e Valentina de
Caro.
Il giorno seguente, invece, 200 spettatori
hanno potuto assistere a un musical tribute dedicato alla vita del cantante e leader dei Queen,
Freddie Mercury. Lo spettacolo, intitolato Per
Sempre Freddie, ha avuto come scopo quello
Che cosa avrà in serbo per noi la Pro Loco,
nel 2013?
Maura Locatelli
59
DIARIO DELLA COMUNITà
Emozioni, ricordi e momenti di festa
a Casa Santa Maria
S
alve a tutti! La nostra primavera-estate
2012 è stata un periodo ricco di eventi. Come
di consuetudine, il 26 marzo
abbiamo festeggiato l’anniversario della Casa dedicato
all’Assunzione della Vergine Maria. Ci siamo dati tutti
un gran da fare per rendere
questa giornata veramente
speciale. Sono stati abbelliti sia l’ingresso, con anelli
bianchi e azzurri decorati e
assemblati dagli ospiti stessi,
sia l’esterno per rendere ben
visibile anche al resto della
comunità la festa della nostra casa e condividere con
il paese questo giorno speciale.
La mattina del 26 è stata
concelebrata la Santa Messa
presieduta da Don Angelo Vigani (presidente di Casa Santa Maria), Don Pietro Carrara
(parroco di Laxolo), Don Marino Bertocchi, Don Lino Martinelli e Don Luciano Locatelli
(parroco di Stabello).
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Le letture e i canti durante
la celebrazione sono stati animati da un gruppo di dipendenti della Casa e dagli ospiti
che hanno arricchito il momento dell’Offertorio e la Preghiera dei Fedeli.
A seguire è stato organizzato un goloso rinfresco in Sala
animazione a cui hanno partecipato vari ospiti, i volontari, il
personale di Casa Santa Maria
e alcuni parenti.
Durante il mese di maggio
poi, abbiamo avuto l’opportunità di ospitare un gruppo Folk
di sole donne proveniente dal
paese di Santa Brigida chiamato Le Donne alla Fontana. Il loro
repertorio è caratterizzato sia
da canzoni scritte in proprio,
che raccontano la vita quotidiana dei nostri nonni, sia da
musiche popolari cantate su
richiesta del pubblico. Durante
lo spettacolo si è creata un’atmosfera quasi magica: occhi
rapiti da quelle voci, volti distesi e rasserenati nel sentire
le musiche della propria vita.
È stato un evento interessante
anche perché hanno spiegato
le storie, le leggende e il significato celato in ogni canzone
con parole semplici e incisive,
rendendo anche partecipi gli
ospiti cantando canzoni a loro
richiesta.
Un evento altrettanto importante, che ha reso i nostri
ospiti famosi e importanti, è
stato la chiusura del Progetto
Creart che ha visto protagonisti vari ragazzi del Centro
Socio Educativo di Zogno
e alcuni degli ospiti di Casa
Santa Maria. A partire da settembre 2011 abbiamo intrapreso questa bella avventura
in cui ragazzi e ospiti si sono
messi in gioco sperimentando diverse tecniche artistiche
producendo manufatti di vario
genere (découpage, pittura su
maglietta, pittura su tela e dal
vero, decoro di rami con fiori
di cartapesta, decoro di cornici di cartone, tutto con diverso
materiale di riciclo). Per fe-
DIARIO DELLA COMUNITà
steggiare il termine
di questo progetto,
giovedì 31 maggio
2012, è stata organizzata una grande
festa con il taglio
del nastro e l’apertura della mostra
itinerante di tutti i
manufatti prodotti
in questi mesi e il
lancio dei palloncini
con allegati alcuni
dei nostri messaggi
e pensieri.
La mostra ha toccato diversi luoghi tra
cui anche l’oratorio di Berbenno nel mese di agosto, il Centro Socio Educativo di Zogno e
Casa Santa Maria.
A fine giugno 2012, i bambini della Scuola Materna di
Brembilla hanno portato una
ventata di freschezza a Casa
Santa Maria. Hanno mostrato con orgoglio il loro saggio
di fine anno realizzato con
un ricco repertorio
di canzoni e balletti.
Questa esperienza
è stata una bella opportunità per i nostri
ospiti per ricordare e
rivivere un po’ la loro
infanzia e la loro ingenuità.
Infine, martedì 11
settembre, c’è stato
il consueto pellegrinaggio al Santuario
della Madonna della Cornabusa. È una
gita a cui i nostri ospiti partecipano con molto entusiasmo, sia per la devozione
particolare a questa Madonna
sia per l’opportunità di rivivere
e ricordare i pellegrinaggi della gioventù. Alcuni dei nostri
ospiti hanno raccontato che
facevano ore e ore in cammino per arrivare al Santuario, a
volte addirittura scalzi o sotto
una coltre di neve!
Siamo stati molto fortunati
perché ci è stata regalata una
magnifica giornata di sole e
per la prima volta non pioveva
nella grotta! La benedizione e
la storia del posto hanno commosso i nostri ospiti, complice
anche la bellezza del luogo, inserito in un contesto naturale
molto caratteristico. Lo disse
anche il nostro Papa Roncalli,
che sostò proprio all’interno
di questa caverna pochi giorni
prima di salire sul soglio pontificio: «è il Santuario più bello
del mondo, perché costruito da
Dio e non dagli uomini».
Alla prossima puntata con
altre novità!
Le animatrici Cristina,
Cinzia e Grazia
61
DIARIO DELLA COMUNITà
Angelo Gotti e la Tomba del Partigiano
D
urante la seconda
guerra
mondiale,
nelle nostre valli
come nel resto d’Italia, molti
giovani si unirono a gruppi militanti che resistevano contro
nazisti e fascisti, diventando
così partigiani (volontari armati
che organizzavano attentati o
azioni di guerriglia e di sabotaggio contro gli eserciti di occupazione).
Uno dei tanti si chiamava
Angelo Gotti (1921 – 1944).
La motivazione per la medaglia al valore militare a lui attribuita cita: Valoroso combattente della lotta alla liberazione, distintosi fin dall’inizio del
movimento per iniziativa, per
capacità di comando e per intrepido coraggio dimostrato in
numerosi combattimenti...
Di sicuro avete già sentito
questo nome che spontaneamente viene collegato alla Tomba del Partigiano, situata al di
sopra di Cascina Como.
Ma conosciamo davvero la
sua storia?
62
Angelo Gotti lavorava come
operaio al Canapificio di Villa
d’Almè quando, nel 1941, fu
chiamato alle armi. Durante il
servizio militare il giovane si
ammalò e quindi venne congedato. Da subito si impegnò
nella guerra di liberazione e
divenne partigiano combattente nella formazione Val Brembo
della Brigata Fiamme Verdi Primo Maggio.
Il giovane operaio, durante
uno scontro con i fascisti avvenuto il 23 novembre 1944,
venne brutalmente torturato
e ucciso. Non ci dilunghiamo
su questo avvenimento visto
che questo è un articolo di carattere informativo, ma consigliamo a tutti di approfondire
l’argomento su internet oppure
tramite libri di testo e testimonianze, perché è veramente
interessante conoscere tutta
la vicenda svoltasi sulle nostre
montagne. Penserete: Perché
proprio in questo periodico è
stato pubblicato un articolo su
Angelo Gotti?
Il motivo è semplice: se durante una passeggiata vi recate
presso il colle di Berbenno, lì troverete una nuova bacheca dove
viene riassunta brevemente la
storia di Angelo Gotti e dove è
rappresentata una cartina illu-
strante la strada da seguire per
raggiungere la tomba. Questo
sentiero è stato dedicato a un
concittadino, un ventitreenne
che ha pagato la libertà con la
moneta più importante che un
essere umano ha, LA VITA. Vogliamo aggiungere un’opinione
che riteniamo tutti voi condividiate: Angelo Gotti fu un EROE,
sì, proprio così! Un eroe come
pochi, che ha dato la vita per
una causa nella quale credeva:
per la libertà di un popolo, di
una nazione e soprattutto delle
generazioni presenti e future!
La sua morte, come quella
di molti altri, non deve essere
stata inutile e quindi invitiamo
tutti a ricordarlo, a credere e
lottare per le cose e i valori in
cui ognuno di noi crede.
Vi consigliamo vivamente
di recarvi alla tomba. È una
località semplice da raggiungere: basta lasciare la propria
auto sul Colle di Berbenno e
percorrere il sentiero partigiano
(bel segnalato con indicazioni
appositamente posizionate), in
direzione Mananotte, e nel giro
di 30-40 minuti sarete giunti a
destinazione. L’unica cosa che
ci resta da dirvi è: buona passeggiata!
Anthony Locatelli &
Maria Locatelli
DIARIO DELLA COMUNITà
Marco Brena’s Ministrels
N
ote di solidarietà può
intendersi come una
proposta sperimentale, speriamo interessante,
per avvicinare giovani e giovanissimi e le loro famiglie alla
realtà del Celim. Il Celim Ber-
vembre 2011 nella parrocchiale di S. Alessandro in colonna
grazie al concerto di musica
celtica The celts on the organ
(finalizzato alla raccolta fondi
a favore dei progetti di solidarietà del Celim Bergamo) dove
gamo è un’Organizzazione Non Governativa di ispirazione cristiana che
opera nel campo
della cooperazione internazionale,
principalmente in
Africa e in America
Latina. Dal 1964,
anno della sua nascita, il Celim lavora a fianco delle popolazioni del Sud del
mondo in molteplici settori
(educativo, sanitario, agrozootecnico, microcredito,
diritti umani). Tutto questo
è possibile grazie al contributo di giovani volontari
competenti,
accomunati
dal sogno di un mondo più
giusto e solidale per il quale
sono disposti a impegnarsi.
Per far conoscere il lavoro del Celim anche ai più giovani, abbiamo deciso di dare
seguito a una proposta da un
nostro amico e simpatizzante:
il musicista Marco Brena. Lo
abbiamo conosciuto nel no-
si è esibito con la sua band, i
Marco Brena’s Minstrels. A seguito della positiva collaborazione avvenuta, Marco Brena
si è reso disponibile per formare un gruppo di appoggio
stabile per creare visibilità e
organizzare raccolte fondi attraverso la musica. Per questo ha proposto di lanciare sul
territorio di Bergamo il gruppo
chiamato Marco Brena’s Minstrels, formato da giovanissimi
allievi della sua scuola di musica: Luca Masnada (batteria
e percussioni), Mattia Caglioni
(chitarra e basso) e Benedetta
Ippoliti (voce).
Il gruppo propone musica
italiana e internazionale, soprattutto anni ‘70 e ‘80: musiche che fanno ballare e accompagnano piacevolmente momenti di allegria
e divertimento. È
però un gruppo
capace di spaziare
nei generi più vari:
dal rock dei Deep
Purple alla disco
music anni ‘80
con aggiunte di
versioni personali
di alcuni successi italiani di PFM,
POOH e molto altro
ancora! Durante le serate
dei concerti vengono organizzate mostre e attività di
raccolta fondi e informazione a cura dei volontari del
Celim.
Per maggiori informazioni, potete consultare la
pagina facebook dedicata
ai Marco Brena’s Ministrels
(http://www.facebook.com/
pages/Marco-Brenas-Min strels/231099923644498) oppure il sito del Celim (http://
www.celimbergamo.org)
Marco Brena
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DIARIO DELLA COMUNITà
VALLIMAGNA.COM – Al de Magna Style
Un sito e un canale televisivo: nuovi punti di informazione in Valle Imagna
C
onoscete www.vallimagna.com? Se
la vostra risposta è no, forse è il caso
di accedere a Internet e dare un’occhiata. Attivo da settembre 2011, questo è il
primo sito relativo alla Valle che si occupa in
modo globale di quel che vi accade.
La sezione più interessante è la home, la pagina che ci accoglie quando entriamo nel portale. Subito saltano all’occhio le notizie più recenti, in quanto messe in evidenza dalle immagini
e dai titoli più grandi. Di lato, sulla destra, ci
sono il calendario (con l’elenco di tutti gli eventi
previsti ogni giorno), un riquadro con i collegamenti per leggere le notizie del mondo, uno
che mostra il palinsesto televisivo e viene dedicato dello spazio anche agli spot e ai social
network. Immancabile il meteo in tempo reale!
Scorrendo verso il basso la pagina, poi, si
possono leggere tutti gli altri articoli, le interviste e le curiosità pubblicate in precedenza. Tutto viene riportato anche nella relativa pagina
Facebook, Valle Imagna, facilmente trovabile se
volete aggiungerla ai contatti.
Ma il bello del sito non finisce qui. Non sapete che ristorante scegliere? Dove alloggiare la
notte? Qual è la macelleria o il fiorista più vicino a casa vostra? www.vallimagna.com vi può
aiutare!
Infatti, divisi in varie sezioni, come dormire
e mangiare, negozi e servizi, vengono elencati
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i ristoranti e le pizzerie del luogo, gli hotel, gli
agriturismi, i vari negozi, i meccanici, gli estetisti, i parrucchieri e così via! Infine, c’è una sezione dedicata alle associazioni e agli enti valdimagnini.
Questo sito è stato pensato ed elaborato da
un giovane informatico di Strozza, Mikel, che
aveva il desiderio di creare finalmente per la
Valle un portale che potesse dare informazioni
online, utili a tutti. Oltre a lui, un collaboratore
fisso è Damiano di Sant’Omobono Terme.
Ci sono anche altre persone che li aiutano
nel difficile compito di mantenere sempre tutto
aggiornato e, grazie al loro impegno, a oggi, il
sito conta oltre 400 articoli e segnalazioni.
Navigando nel web si può notare come, oltre
al loro lavoro, siano ben pochi i siti ben riusciti
riguardanti lo stesso argomento. Un esempio è
www.valleimagnaweb.it, detto anche Il Portale
Della Valle Imagna, gestito dalla Comunità Mon-
DIARIO DELLA COMUNITà
tana Valle Imagna. Un sito internet, però, non
è l’unico passo verso le tecnologie compiuto
nel nome della Valle Imagna. Infatti, risintonizzando il decoder del vostro digitale terrestre e
digitando il numero 599, potrete trovare Imagna News, un canale interamente dedicato alla
Valle, a cura del Centro Studi Valle Imagna. Qui
potrete trovare notizie fresche, film realizzati
dal Centro Studi e vari approfondimenti su personaggi locali del presente e del passato. Inoltre, va in onda un vero e proprio TG locale e, in
futuro, si prevedono corsi di dialetto e di sivlì, il
caratteristico flauto.
Maura Locatelli
Coscritti
1957
Coscritti 1942
RUBRICHE
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RUBRICHE
Recensione
“Ali nere” di Alessandra Scubla
Alessandra Scubla è una giovane scrittrice della Valle Imagna.
Questa estate è uscito il suo primo romanzo, un fantasy
scritto per gli young adults: Ali nere.
Ali nere
di Alessandra Scubla
BookSprint Edizioni
ISBN: 88-6742-141-1
Ecco la quarta di copertina:
Megan ha trascorso i primi diciassette anni della sua vita in un orfanotrofio all’oscuro di quale fosse il
suo posto nel mondo e rassegnata a
continuare un’esistenza monotona
e incolore. Qualcosa cambia quando uno strano individuo si presenta
a lei proponendole un posto nella
sua prestigiosa scuola, Asmit. Dopo
un’iniziale titubanza, Megan accetta
l’offerta e segue questo insolito personaggio in un nuovo mondo profumato di magia. La ragazza si troverà
così catapultata in una realtà che fatica a riconoscere come propria, finché non sentirà l’energia del magico
regno di Morgantis impossessarsi
del suo corpo e del suo cuore. Strani sogni pieni di mistero e di leggere
piume nere invaderanno le sue notti
ad Asmit e nuovi amici la accompagneranno nella difficile ricerca della propria identità, che la porterà a
scoprire il triste passato della sua famiglia e l’infinita malvagità del loro
antico nemico. Tra lezioni, incantesimi, notti insonni e segreti, Megan troverà posto anche per un nuovo sentimento che mai aveva
provato prima e che ora si fa prepotentemente
spazio fra i suoi pensieri. Cosa sono le piume che
continua a vedere? Quale segreto è nascosto nel
suo passato? Che fine hanno fatto i suoi genitori?
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E, soprattutto, avrà la forza necessaria a reggere
il peso della verità?
Il libro comincia con un abbandono. La piccola
Megan viene lasciata da un misterioso giovane
ferito alla signorina Alexis che da poco lavora
in un orfanotrofio sul colle Salomon. Diciassette
RUBRICHE
anni dopo, però, è tempo per fare
chiarezza su molte cose. Megan
non è infatti una ragazza come
tutte le altre e giunta ad Asmit,
una scuola di magia, dovrà fare
i conti con il suo passato e i suoi
poteri e con delle piume nere che
infestano i suoi sogni.
Lo confesso, inizialmente quando la ragazza orfana finisce nella scuola di magia ignara del suo
passato questo libro mi sembrava molto Harry Potter in versione
femminile e, data la mia repulsione per quel maghetto occhialuto,
ciò non era di buon auspicio. Per
fortuna però Ali nere prende presto un’altra piega! Decisamente.
Infatti mi è piaciuto.
Megan è uno di quei personaggi a cui ci si affeziona subito. È un’orfana in cerca di riscatto
che deve fare i conti con un mondo non suo,
con il peso di un passato di cui prima ignorava
ogni cosa. Non è la classica eroina forte e sicura
di sé, ma farebbe qualsiasi cosa per i suoi amici,
anche sacrificare ciò che più di tutto desidera.
Solitaria ma bisognosa di compagnia e aiuto,
coraggiosa ma estremamente fragile, Megan è
una ragazza qualunque proprio perché non è
una macchietta ma una persona.
La sua migliore amica, Ulrike, è un personaggio davvero particolare a mio avviso. Un po’
strana un po’ pazza, per questo a tratti emarginata.
«In due anni in questa scuola ho cambiato circa
venti volte compagna di stanza perché dopo la prima notte tutte vanno da Mrs. Tupple e chiedono di
poter cambiare». […] Ulrike si avvicinò alla sua
grossa valigia, la aprì ed estrasse un bauletto in
tela rigida. Lo posò sul letto e lo apri. Megan non
riusciva a vedere cosa contenesse, ma capiva che
lì dentro c’era ciò che aveva fatto scappare tutte le
altre. Trattenne il fiato. Se fosse stato un insetto
pieno di zampette sottili e corna viscide, sarebbe scappata senza esitare. Ma non si trattava di
insetti. Ulrike le mostrò un boccettino dal vetro
scuro e dal tappo rosso, che poteva stare comodamente racchiuso in un pugno. [Testo tratto da Ali
nere di Alessandra Scubla, edito da BookSprint
Edizioni, p. 43]
Megan e Ulrike e tanti altri personaggi con le
loro vite e i loro poteri, con le loro simpatie e
antipatie, gelosie e incomprensioni, sogni e illusioni popolano una scuola e il libro di Alessandra Scubla.
Questo libro, infatti, contiene molti personaggi, tutti ben caratterizzati e particolari. Non servono lunghe descrizioni, ogni personaggio ha il
suo carattere, il suo modo di agire particolare
che lo rende riconoscibile. I dialoghi sono molto
realistici, come la gestualità dei personaggi, le
loro paure e i loro segreti.
Prima di chiudere questa recensione voglio citare una frase che ritorna spesso nel libro, una
frase altamente condivisibile, a mio avviso:
«Spesso vivere nell’ignoranza ci aiuta ad andare
avanti». [Testo tratto da Ali nere di Alessandra
Scubla, edito da Book Sprint Edizioni, p. 138]
Anche se questa frase attraversa il testo, il libro allo stesso tempo è impregnato di una grande necessità di conoscere la verità, di riordinare
i pezzi del passato e trovare le proprie radici. Il
problema è che una volta saputa la verità non
si può tornare indietro. A volte si desidera sapere e poi si rimpiange l’ignoranza oppure, anche
quando non la si rimpiange, le cose sono costrette a cambiare e diviene necessario cercare
un nuovo, spesso precario, equilibrio.
Il finale è molto aperto ed esige un seguito!
Molte questioni restano in sospeso. Lo stesso
finale è difficilmente definibile: non è del tutto lieto eppure lo è, sconvolge eppure consola.
Comunque non amo rovinare i finali raccontandoli, quindi se volete saperne di più dovrete
leggere il libro!
Romina Tamerici
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RUBRICHE
Iniziative da segnalare
La Casa della Diocesi di
Bergamo: un percorso di fede
per persone separate e divorziate
Sei una persona separata, divorziata o risposata
e desideri parlare con qualcuno per avere sostegno
e chiarimenti nella tua vita personale o nella partecipazione alla vita della Chiesa?
La Casa della Diocesi di Bergamo ti offre la possibilità di incontrarti con persone che ti possono
capire e anche con amici che hanno provato la tua
stessa situazione.
Puoi partecipare a incontri di confronto e di formazione e/o incontri di ascolto e di preghiera.
Per informazioni sulle date, gli orari e le tematiche degli incontri, scrivere a [email protected] oppure a La Casa, presso Curia vescovile,
Piazza Duomo, 5 – 24129 Bergamo.
Per saperne di più visitare il sito www.lacasabg.it
Scuola della Parola
e altre proposte bibliche
La Diocesi di Bergamo presenta alcune interessanti proposte per conoscere meglio la Parola:
Scuola diocesana della Parola: incontri per
conoscere meglio alcuni libri della Bibbia.
Scuola per animatori dei gruppi biblici (aperta anche a chi non è animatore ma vuole approfondire la lettura della Bibbia).
Weekend biblico: incontri dedicati non all’approfondimento di un testo, ma di un tema biblico significativo per la vita cristiana odierna.
Gruppi biblici di lettura continua.
Per informazioni chiamare Maria Elena Bergamaschi (0363.9025.65), Maria Antonietta Gusmini (035.290.127) o Mariella Tajocchi
(035.256.699).
68
RUBRICHE
Scuola di
preghiera
per giovani
ANAGRAFE
da maggio a settembre
Battezzati in Cristo
Manzoni Gabriel, battezzato il 03 giugno 2012;
Pirotta Giovanni, battezzato il 03 giugno 2012;
Salvi Francesco, battezzato il 01 luglio 2012;
Capelli Beatrice, battezzata il 05 agosto 2012;
Bertaza Francesca, battezzata il 02 Settembre 2012.
69
ANAGRAFE
da maggio a settembre
matrimoni
Todeschini Alex e Locatelli Corinne hanno contratto matrimonio
il 28 luglio 2012, nella chiesa parrocchiale di Berbenno.
Salvi Manuel e Locatelli Federica hanno contratto matrimonio
il 04 agosto 2012, nella chiesa parrocchiale di Berbenno.
Defunti
Daina Melania
di anni 92
morta il 30 maggio 2012
a Berbenno
Salvi Raffaele
di anni 76
morto il 18 giugno 2012
a S. Pellegrino
Locatelli Isidoro
di anni 82
morto il 21 giugno 2012
a Berbenno
Daina Mario
di anni 63
morto il 04 luglio 2012
in Svizzera
Vanotti Emilia
di anni 78
morta il 05 luglio 2012
a Berbenno
Salvi Caterina
di anni 72
morta il 08 luglio 2012
a Capizzone
70
ANAGRAFE
da maggio a settembre
Todeschini Bruno Ugo
di anni 70
morto il 12 luglio 2012
a Berbenno
Salvi Angela
di anni 79
morta il 20 luglio 2012
a Berbenno
Vanotti Maria
di anni 81
morta il 07 agosto 2012
a Berbenno
Todeschini Teresa
di anni 79
morta il 17 agosto 2012
a Ponte S. Pietro
Salvi Francesco Alessandro
di anni 79
morto il 31 agosto 2012
a Bergamo
Pesenti Mirella Giovanna
di anni 64
morta il 02 settembre 2012
a Brembilla
Locatelli Renato
di anni 64
morto il 04 settembre 2012
a Berbenno
Previtali Anna in Salvi
di anni 89
morta il 05 settembre 2012
a Ponte S. Pietro
Pievani Natalia
di anni 56
morta il 26 settembre 2012
a Berbenno
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IN QUESTO NUMERO
Editoriale: Tempo di arrivi e partenze......................................................................................................................................1
Il saluto di Don Giovanni in partenza per Madone.........................................................................................................................1
Il saluto di don Luca in arrivo a Blello, Selino Alto e Berbenno...................................................................................................2
In primo piano..........................................................................................................................................................................3
Grazie, don Giovanni!....................................................................................................................................................................3
Don Luca: la nuova guida del nostro grande gregge......................................................................................................................4
Le tre comunità salutano Don Luca!..............................................................................................................................................6
“La fraternità cristiana”: la lettera del vescovo Francesco Beschi...................................................................................................9
L’anno della fede...........................................................................................................................................................................9
Incontro del vescovo Francesco Beschi con i catechisti del Vicariato...........................................................................................11
Assemblea vicariale al Santuario della Cornabusa.......................................................................................................................12
Calendario delle iniziative vicariali per il nuovo anno pastorale...................................................................................................14
Calendario della vita parrocchiale................................................................................................................................................15
Vita di comunità....................................................................................................................................................................16
Don Egidio Pellegrini e Don Donato Baronchelli: 40 anni di sacerdozio......................................................................................16
Spunti di riflessione… Predica di Don Pellegrini per i 40 anni di sacerdozio..............................................................................16
Architettura e storia della Chiesa di Berbenno: due incontri per saperne di più...........................................................................19
La conferenza di Don Ezio Bolis..................................................................................................................................................20
Spunti di riflessione… La chiesa parrocchiale: un percorso di vita spirituale...............................................................................21
Le riflessioni di Don Egidio Todeschini per il 150° della Chiesa Parrocchiale..............................................................................23
Spunti di riflessione… Omelia proposta da Don Egidio Todeschini.............................................................................................23
Spunti di riflessione… Esortazione rivolta ai fedeli da Don Egidio Todeschini al termine della processione...............................25
Incontro dei preti del vicariato del 14 luglio................................................................................................................................27
Concerto serale del 14 luglio.......................................................................................................................................................28
Processione di San Giovanni.......................................................................................................................................................28
Messa al Cat................................................................................................................................................................................29
San Rocco...................................................................................................................................................................................29
Festa della Cornabusa.................................................................................................................................................................30
Angolo missionario......................................................................................................................................................................31
Per conoscere la S. Messa..................................................................................................................................................33
La liturgia della Parola.................................................................................................................................................................33
Diario della comunità........................................................................................................................................................35
Punti di vista sul C.R.E. 2012 Passpartù......................................................................................................................................35
Baby C.R.E..................................................................................................................................................................................37
Festa dell’Oratorio.......................................................................................................................................................................38
Campi estivi a Cavi di Lavagna....................................................................................................................................................39
Cantinfesta X edizione................................................................................................................................................................42
Poesie e racconti vincitori del concorso letterario Letterando Berbenno......................................................................................43
Sö e sò de Berben – Ricordando il passato tra le contrade..........................................................................................................45
Contrade League A3....................................................................................................................................................................47
Cantinfesta Summer....................................................................................................................................................................47
La Corrida 2012..........................................................................................................................................................................48
Gare di bocce intitolate a Daina Gianmario e Sacco Antonio.......................................................................................................49
Torneo Piccoli Amici Bocce.........................................................................................................................................................50
Feste alla Ravagna – estate 2012!...............................................................................................................................................51
Spunti di riflessione… La Festa dei Colori...................................................................................................................................53
Tortolata: torte in gara!................................................................................................................................................................56
Blello in festa!..............................................................................................................................................................................58
Musical in piazza!........................................................................................................................................................................59
Emozioni, ricordi e momenti di festa a Casa Santa Maria............................................................................................................60
Angelo Gotti e la Tomba del Partigiano........................................................................................................................................62
Marco Brena’s Ministrels.............................................................................................................................................................63
VALLIMAGNA.COM – Al de Magna Style......................................................................................................................................64
Coscritti..................................................................................................................................................................................65
Coscritti 1942..............................................................................................................................................................................65
Coscritti 1957..............................................................................................................................................................................65
Recensioni...............................................................................................................................................................................66
“Ali nere” di Alessandra Scubla...................................................................................................................................................66
Iniziative da segnalare.......................................................................................................................................................68
La Casa della Diocesi di Bergamo: un percorso di fede per persone separate e divorziate...........................................................68
Scuola della Parola e altre proposte bibliche................................................................................................................................68
Scuola di preghiera per giovani...................................................................................................................................................69
Anagrafe parrocchiale......................................................................................................................................................69
Anagrafe Battesimi (da maggio a settembre)...............................................................................................................................69
Anagrafe Matrimoni (da maggio a settembre).............................................................................................................................70
Anagrafe Defunti (da maggio a settembre)..................................................................................................................................70
72
127,=,(87,/,
Don Luca Gattoni
#ASAPARROCCHIALEVIA2OMA
PARROCO
TEL
BERBENNO DIOCESIBGIT
SELINO DIOCESIBGIT
Don Donato Baronchelli
6IA3'IOVANNI"OSCO
VICARIOPARROCCHIALE
CELL
Don Romeo Todeschini
TEL
Figlie della Carità
#ANOSSIANE
TEL
Sito web dell’oratorio
WWWORATORIOBERBENNOALTERVISTAORG
/2!2)/3!.4%-%33%ANCORADACONFERMARE
Giorni festivi
/RE
/RE
/RE
/RE
/RE
/RE
/RE
#ERESOLAn#A0REVITALIn#A0ASSERO
(a rotazione ogni tre settimane)
3ELINO!LTO
"ERBENNO
3ELINO!LTO
"LELLO
"ERBENNOE3ELINO!LTO
"ERBENNO
Giorni feriali a Berbenno
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Giorni feriali a Selino Alto
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Mercoledì ore 20.00 a Blello (nella casa comunale)
Eventuali cambiamenti di orario o sospensioni per motivi
particolari saranno comunicate per tempo.
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Bollettino Berbenno Insieme anno XXVII numero 2