scollinando
“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare
nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”
SCollinando
Marcel Proust
per la collaborazione e il controllo dei dati forniti.
Studi Associati SA, Lugano, per la messa
a disposizione di dati raccolti.
ScollinandoCOPERTINA.indd 1
Pubblicato gennaio 2010, tiratura: 10.000 copie.
Si ringraziano I segretari comunali e le cancellerie dei 10 comuni
CadempinoCanobbio
CuregliaComanoLamone
MassagnoOriglioPorza
SavosaVeziaCadempino
CanobbioCuregliaComano
LamoneMassagnoOriglio
PorzaSavosaVezia
CadempinoCanobbio
CuregliaComanoLamone
MassagnoOriglioPorza
SavosaVeziaCadempino
CanobbioCuregliaComano
LamoneMassagnoOriglio
PorzaSavosaVezia
22.12.2009 17:37:38
Cartina escursioni
Indice
Collina residenziale Nord di Lugano
2
Calendario manifestazioni
4
Monumenti storici e culturali
6
Società sportive
8
Associazioni socio-ricreative
10
Infrastrutture per il tempo libero
12
Esercizi pubblici
14
Trasporto pubblico
17
Passeggiate in Collina
18
Cadempino
20
Canobbio
22
Comano
24
Cureglia
26
Lamone
28
Massagno
30
Origlio
32
Porza
34
Savosa
36
Vezia
38
Evento 2010
40
Cartina escursioni
43
1
Cartina8.indd 2
22.12.2009 17:41:33
Collina residenziale
Nord di Lugano
Ventimila abitanti, una decina di
comuni: ecco la collina residenziale
dell’ «agglomerato urbano» comprendente Cadempino, Canobbio,
Comano, Cureglia, Lamone, Massagno, Origlio, Porza, Savosa e Vezia.
Comuni che possono giocare un
ruolo importante negli assetti territoriali che si vanno progressivamente
delineando dal Ceresio fino al Monte
Ceneri. Il sindaco di Massagno, Giovanni Bruschetti, evidenzia perciò
«una sommatoria di contributi diversificati e complementari, che assieme
determinano qualcosa di estremamente attrattivo e concorrenziale».
Una percezione, condivisa anche dal
sindaco di Lugano, Giorgio Giudici: i
piani regolatori concepiti da ogni singolo comune sono ormai obsoleti e
quindi, la necessità di costruire, con il
tempo, la città-regione dove ogni comunità ha un ruolo ben definito. Ecco
dunque la collina nord di Lugano, in
larga misura immersa nel verde: dieci
comuni con parecchie analogie, determinate dal passaggio progressivo
(avvenuto dall’immediato dopoguerra agli inizi del nuovo millennio) dalla
civiltà rurale alla sempre più evidente
vocazione residenziale. Ma ognuno
con la sua storia, con i suoi personaggi, pubblici e non, che hanno marcato
le varie epoche. Questa pubblicazione
non vuole e non può essere esaustiva:
l’obiettivo è quello di stimolare curiosità, anche verso l’ampio patrimonio
artistico-culturale, per la rivisitazione
di percorsi e luoghi che hanno fatto
la storia di comunità attestate alla
periferia di Lugano. Dieci comuni, una
pubblicazione, un evento. Tutto è nato
attorno a un tavolo di lavoro, dove i
delegati comunali hanno deciso di
sedersi. Così si è anche approfondito
il «Masterplan delle zone verdi», riferito all’utilizzazione del territorio non
edificato.
Piergiorgio Baroni
Origlio
Lamone
Comano
Cureglia
Canobbio
Cadempino
Porza
Vezia
2
Savosa
Massagno
3
Calendario manifestazioni
Gennaio
Febbraio
• Comano: Ciamà i Re Magi
• Cureglia: 4a. domenica di gennaio,
processione Madonna della cintura
• Massagno: Cerimonia auguri alla popolazione
• Canobbio: Carnevale di Gòss
• Comano: prima domenica di febbraio,
Festa patronale di Santa Maria
Carnevale ur Sgarbelée, Centro Prospò
• Cureglia: Carnevale nel Parco e in Casa Rusca
• Lamone: Carnevale
• Massagno: Carnevale Massagnese
• Origlio: Carnevale in Piazza (ARCO)
• Porza: Carnevale
• Savosa: Carnevale del Picétt
• Vezia: Carnevale Buascín
Marzo
• Savosa: Festa dell’Annunziata a San Maurizio
Aprile
• Canobbio: Pranzo Anziani, Carnevale Gòss
Maggio
• Cadempino: Torneo calcio Memorial Paolo Balerna
• Canobbio:
Maggiolata-concerto Vuus da Canöbia
Concerto Coro Carillon
• Massagno:
Tutti i colori del giallo, rassegna del film giallo
Giugno
• Canobbio:
Accademia società federale di ginnastica Canobbio
Feste inizio estate, banda di Canobbio
Memorial Nini Brenna, AC Canobbio
Esploratori, festa fine attività
• Cureglia:
Bivacco scout
Festa finale per chiusura scuole
Torneo calcio giovanile
• Massagno:
Inizio giugno, Sagra Massagnese
Metà giugno, Torneo di calcio amatoriale
• Savosa: Aperitivo jazz a San Maurizio
• Vezia: Vivezia
4
Luglio
• Lamone: Spettacolo musicale-teatrale estivo
• Massagno: Festa della Madonna della Salute
• Porza: Festa mezza estate, Comitato carnevale
Agosto
• Cadempino: Festa amici del nucleo
• Canobbio: Festa d’estate, Ass. Calcio
• Comano: Sagra di San Bernardo
• Massagno: Festa quartiere Bomborozzo
• Origlio: Spettacolo estivo al laghetto per i bambini
• Vezia: Festa del pesciolino
Settembre
• Canobbio: Autunno canobbiese, digiuno federale
• Comano: Festa Prospò, digiuno federale
• Cureglia: Soci in festa
• Lamone: inizio settembre, Sagra della costina
• Porza: Derby Casse di sapone
• Savosa: Festa del paese, VirallegriamoSavosando
Ottobre
• Canobbio:
Castagnata terza età, Carnevale Gòss
• Lamone: Castagnata
Novembre
• Cadempino: prima domenica d’Avvento,
Concerto Canterín da Cadempín
• Canobbio: Concerto di gala Banda di Canobbio
• Lamone: Notte del racconto
• Savosa: Torneo internazionale indoor calcio
Dicembre
• Canobbio:
Tombola San Nicolao, Carnevale Gòss
Festa sotto l’albero
• Comano:
San Nicolao
Presepe vivente
• Cureglia:
Mercatino di Natale
Concerto di Natale
• Lamone:
Arrivo di San Nicolao
Pranzo speciale con gli anziani
Mercatino di Natale nel nucleo
Incontro natalizio nel nucleo
• Massagno:
Festa patronale e mercatino natalizio di Santa Lucia
• Origlio: Mercatino di Natale (ARCO)
• Porza: Mercatino di Natale
• Savosa:
Auguri e incontro con la popolazione
Concerto di Natale
Pranzo con gli anziani
• Vezia:
Mercatino natalizio
Pranzo con gli anziani
5
Monumenti storici e culturali
Cadempino Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio
Cappella Madonna del Latte
Antiche lapidi nel cimitero
Canobbio Chiesa parrocchiale di San Siro
Casa Colombaro
Cappellina in via Tesserete
Villa Fumagalli
Roccolo Zona Corba
Dacia, nevèra e vacherie, Parco Trevano
Comano
Chiesa parrocchiale della Purificazione della
Beata Vergine Maria
Oratorio di San Bernardo da Chiaravalle
Oratorio dei Santi Rocco e Sebastiano
Ca’ Salvada
Casa Canonica
Casa Degiorgi
Casa Marelli
Casa Milesi
Casa Moghini
Casa Pescia
Casa Rusca
Casa San Carlo
Piccolo Mondo
Cureglia
6
Chiesa parrocchiale di San Cristoforo
Oratorio di Santa Maria del Buon Consiglio
Ca’ dei Brilli ora Molo
Ca’ dei Caresana ora Martinenghi
Casa dei Saroli ora Binek
Casa e parco Rusca
Casa dei Tarilli ora Ponti
Casa dei Tarilli ora Negri da Oleggio
Camino in Casa parrocchiale
Cimitero comunale
- Cappella Ernesto Fontana
- Tomba Famiglia Saroli
- Lapidi ottocentesche (Curzio Curti, Prof. Giuseppe
Curti, Giuseppe Saroli architetto, Michele Saroli,
Fratelli Brilli)
Lamone
Chiesa dei Santi Andrea e Giovanni
Masso cuppellare presente sul San Zeno
Oratorio di San Zeno
Cappella di San Grato
Cappella della Madonna della Porta
Cappella della Madonna del Sasso
Cappella della Natività
Casa Casari
Casa Censi
Casa Fasola
Villa in Via Bruga 14
Villa San Zeno
Oratorio Ghezzi Giacomo
Postazione militare sul San Zeno
Massagno Fontane di Piazza Santa Lucia
Chiesa parrocchiale di Santa Lucia
Oratorio della Madonna della Salute
Oratorio di Sant’Antonio da Padova
Cappella affrescata in Selva, frazione di Rovello
Portale bugnato con stemma Casa Foletti, frazione di Gerso.
Origlio
Chiesa di San Giorgio e di Santa Maria Immacolata
Chiesa di San Vittore Mauro
Cappella votiva ad Est del nucleo di Origlio
Nucleo Origlio - ISOS
Ex casa comunale
Porza
Chiesa parrocchiale dei Santi Martino e Bernardino
Cappella della Madonna
Cappella di San Nicolao
Oratorio di San Rocco
Tomba di Clay Regazzoni
Vecchio torchio Masseria di Trevano
Masseria di Vira
Savosa
Chiesa parrocchiale della Beata Vergine Annunciata
Monastero degli umiliati di San Maurizio
Masseria / Cimitero / Chiesa di San Maurizio
Cappella von Riedemann - Cimitero
Cappella Villa Santa Maria
Portali ad arco nel nucleo di Rovello
Roccolo località «Campagna»
Roccolo località «Prà Maggio»
Vezia
Chiesa di Santa Maria Annunziata
Oratorio di San Martino
Villa Negroni e parco
Casa nucleo storico, natali Padre A. Daldini
Nota: L’elenco non è esaustivo. Per altri monumenti importanti sul territorio,
consultare i siti internet dei rispettivi comuni.
7
Società sportive
Polisportiva Ju-Jutzu, 091 966.86.37
Sci Club Lamone-Cadempino, 079 625.35.23
Unione sportiva capriaschese, 091 943.36.73
Massagno Bocciofila Massagnesi e Breganzona, 091 966.21.13
Cadempino Basket Club Vedeggio, 091 605.40.61, basketvedeggio.ch
Bocciofila La Gerla, 091 966.29.20
Gruppo Ginnastica Donne, 091 966.86.32
Inline Hockey Sayaluca, 091 942.15.37, sayaluca.ch
Società Tiratori del Gaggio, 091 945.27.19
Tennis Club Les Amis, 091 966.00.71
Vedeggio Calcio, 079 644.66.90, vedeggiocalcio.com
Boxing Team Luganese, 076 368.11.23
FC Savosa-Massagno, 079 300.26.01, fcsm.ch
SAM Atletica, 091 968.15.72, sammassagno.ch
SAM Basket, 091 966.60.72, eteamz.com/massagnobasket
SAM Nanbudo, 079 444.07.49
SAM Unihockey, 079 507.62.87, unihockey.arnaboldi.net
Società nuoto Valgersa, 079 374.26.39, snvalgersa.ch
Tennis Club Massagno, 091 966.04.60, massagnotennis.ch
Origlio
FC Origlio-Capriasca, 091 930.97.74
Kick boxing, 078 716.88.78
Soc. tiratori del Gaggio, 091 945.27.19, tiratoridelgaggio.ch
Canobbio Associazione Calcio Canobbio, 091 942.50.12, accanobbio.ch
Ginnastica Terza Età, 091 940.12.28
SFG Canobbio, Salute e Sport, salutesport.ch
Comano
Associazione Amici del tiro sportivo, 091 935.11.11
Associazione Comano sportiva, 091 995.25.02
Gruppo anziani ginnastica e sport, 091 941.60.59
Gruppo ginnastica bambini Saltamondo, 091 942.06.36
Gruppo ginnastica femminile Porza-Comano, 091 966.71.26
Gruppo sportivi seniori, 091 942.52.61
Judo Ju-Jitsu Porza-Comano, 091 942.46.03
Raggruppamento allievi San Bernardo, 079 242.93.81
Società bocciofila Comano-Ciceri, 091 941.14.23
Cureglia
Lamone
8
Calcio giovanile Cureglia, 091 966.02.37
Rugby Club Castoro, 091 967.60.46
Tennis Club Cureglia, 091 966.58.33
Tiratori del Gaggio, 091 967.25.56, tiratoridelgaggio.ch
Aikido, 079 485.88.58
Bocciofila, 091 968.28.38
Attività sportive consorzio scolastico 091 967.22.94
Ginnastica donne, 091 966.78.34
Yoga, 091 966.76.13
Porza
Savosa
Vezia
FC Porza, 091 945.07.41
Gruppo di ginnastica femminile Porza-Comano, 091 930.93.32
Judo Ju-Jitsu Karaté Club, 091 940.20.60
Team Comacina Atleti.eu, 091 942.01.43
Aikido Club Savosa, 091 966.00.35, aikidoclubticino.ch
FC Savosa-Massagno, 079 358.33.85, fcsm.ch
Gold Gruppo Orientisti Lugano, gold-savosa.ch
IHC Hyper Savosa, 091 600.32.02, www.renzoski.ch
Inline Hockey Sayaluca, 079 285.82.03, sayaluca.ch
Società nuoto Valgersa, 091 994.17.02, snvalgersa.ch
Volley Savosa, 079 737.80.02
Judo, Ju-Jitsu Club, 091 942.46.03, jjkclub.ch
Società Sport 1905 Lugano, 091 967.69.16
Vedeggio Calcio, Cadempino, 079 644.66.90
9
Associazioni socio-ricreative
Lamone
Amis dal nucleo, 079 221.12.02
Circolo Cultura Medio Vedeggio, 091 945.35.56
Filarmonica Medio Vedeggio, 079 423.83.18
Società Sagra della costina, 079 221.89.20
Massagno Atelier La Formica, attività per bambini, 091 967.20.75
Cadempino Circolo Cultura Medio Vedeggio, 091 609.19.34
Corale Canterin da Cadempin, 091 605.36.76
Filarmonica Medio Vedeggio, 091 967.18.98
Gruppo Seniori, 091 966.00.71
Sezione Scout Medio Vedeggio, 079 206.13.15
Canobbio Banda di Canobbio, 079 444.10.82, bandadicanobbio.ch
Carnevale di Goss, 091 940.17.15
Cör e Fantasia, filodrammatica, 091 940.97.82
Coro Carillon canto bambini, 091 941.94.81, corocarillon.com
Sez. Esploratori Cattolici San Siro, 076 411.38.89
Società Scopa Centrale, 091 942.32.08
Terza età, 091 940.12.28
Vus da Canöbia, 091 941.39.15
Origlio
Porza
Comano
Cureglia
10
Carnevale Beneficenza Ur Sgarbelée, 091 942.90.71
Corale Santa Maria, 091 942.34.03
Grüp dra Piva Cumànn, 091 942.06.36
Gruppo anziani Comano, 091 942.90.71
La Dialettale di Sandra Zanchi,
compagnia dialettale, 091 942.38.32
Carambole club, 091 967.37.35
Carnevale di beneficenza Sbefard, 079 625.03.59
Corale di Cureglia, 079 682.87.14
Giovani allora giovani ancora, 091 966.77.13
Sezione Scout Cureglia, 079 448.23.16, scoutcureglia.ch
Coro Santa Cecilia, 091 966.40.12
Coro Val Genzana, 091 960.20.20, corovalgenzana.ch
Esploratori Tre Pini, 091 966.78.94, trepini.ch
Massagno Musica, banda e scuola musicale,
091 960.35.35, febati.ch
Pro Massagno, 091 968.18.03
SAM Benefica, 091 960.35.35
ARCO Ass. ricreativa Culturale, 079 621.32.63
Circolo per Anziani, 091 968.29.03
Corsi di Yoga, 091 912.17.17
Gruppo danze popolari, 091 857.09.17
Orchestra di fisarmoniche, 091 945.54.84, fisarmonicisti.ch
Comitato carnevale, 091 942.28.37
Derby Casse di sapone, 091 942.51.88, cassedisapone.ch
Savosa
Gruppo Pettirosso, 091 966.53.30
Vezia
Carnevale Buascin, 079 644.35.26
Gruppo ricreazione Vezia, 079 203.85.69
Nota:
Per altri gruppi istituzionali presenti nei Comuni informarsi sui rispettivi siti
internet.
11
Infrastrutture per il tempo libero
Cadempino Bocciodromo La Gerla, 091 966.29.20
CentroEventi, 091 966.93.82
Palazzetto Palamondo, 091 967.69.52, palamondo.ch
Sala multiuso e riunioni, 091 966.93.82
Tennis Club Les Amis, 091 966.17.05
Canobbio
Biblioteca comunale, 079 767.28.68
Biblioteca per i ragazzi
Campetto sintetico Ex Cava, 091 936.30.60
Centro sportivo Al Maglio, 091 936.30.60
Percorso Vita 1,7 Km
Palestra scuole elementari, 091 936.30.60
Sala multiuso Casa Colombaro, 091 936.30.60
Comano
Biblioteca per i ragazzi, 091 234.34.11
Campo calcio Tavesio, 091 941.84.86
Palestra centro scolastico Tavesio, 091 941.84.86
Parco Crena, 091 941.84.86
Parco Prospò, 091 941.84.86
Parco Quattro strade, 091 941.84.86
Parco San Bernardo, 091 941.84.86
Parco giochi Vescampo, 091 941.84.86
Pista podistica e campestre
Sala multiuso scuole elementari, 091 941.84.86
Tracciato Bike-marathon
Cureglia
Area di svago Il Castoro, 091 966.91.91
Biblioteca Gustastorie, 091 967.15.56
Campo di calcio
Centro parrocchiale, 091 966.29.36
Casa Rusca, Parco e Sala multiuso, 091 966.91.91
Lamone
Bocciodromo Antico Vedeggio, 091 968.28.38
Biblioteca comunale Leggiamo, 091 950.91.38
Centro parrocchiale, 091 966.09.10
Parco giochi comunale
Palestra scuole consortili
Percorso Vita 2 Km
Piazzale pallacanestro
Scuderia e scuola equitazione, 091 966.52.54
Sentiero educativo San Zeno
Stabile Filarmonica Centro Vedeggio, 079 423.83.18
Massagno
12
Aula Magna scuola Nosedo, 091 966.50.21
Attività polisportive, palestra e piscina scuole Nosedo,
091 966.50.21
Attività polisportive, palestra scuole Cabione, 091 815.61.11
Bocciodromo Grotto Valletta, 091 966.41.59
Bocciodromo Osteria del Ponte, 091 966.28.65
Casa Pasquee, centro espositivo, riunioni e incontri
091 960.35.22
Centro sportivo Valgersa
piscina, 091 966.53.41, valgersa.ch
Cinema LUX, 091 967.30.39
Giardino Ciusarella
Parco Bomborozzo
Parco Ippocastano
Parco Madonna della Salute
Parco Nosedo
Parco Tre Pini (Roccolo)
Salone Cosmo, 091 960.35.11
Tennis Club Massagno, 091 966.04.60
Origlio
Area di svago San Clemente - San Zeno
Attività polisportive, campo duro comunale, 091 945.15.55
Campo sportivo comunale, 091 945.15.55
Campo sportivo Gianedo
Centro tennistico, 091 945.46.46
Laghetto di Origlio, riserva naturale
Poligono di tiro, 091 945.27.19
Scuderia Hubertus SA, 091 945.45.95
Scuderia San Giorgio, 091 966.52.12
Scuola equitazione Schimmel, 079 337.25.05
Porza
Area di svago San Rocco
Bocciodromo Cacciatori SA, 091 941.62.45
Parco di Trevano (zona scolastica)
Percorso Vita Cornaredo
Pista di ghiaccio Resega, 058 866.68.30
Sale multiuso Centro scolastico Trevano, 091 815.10.11
Sala multiuso grande Clay Regazzoni, 091 941.81.81
Sala multiuso piccola, 091 941.81.81
Scuole Tavesio, calcio e ginnastica, 091 941.24.12
Scuole Trevano, piscine e palestra, 091 815.10.11
Stand di tiro, 091 941.06.06
Savosa
Centro Atlantide, 091 966.13.13
Centro scolastico Savosa, 091 960.19.79
Centro svago Parco Vira
Centro sportivo Valgersa, 091 966.53.41
Parco giochi Bruglino
Vezia
Area di svago Porza - Vezia
Centro Giovanile, 091 966.29.48
Centro sportivo La Monda, 091 966.53.34
Miami fitness Club, 091 968.27.27
Palestra scuole elementari, 091 966.53.34
Proprietà vinicola Tenuta Bally, 091 967.21.09
Sale multiuso a Villa Negroni, 091 967.42.64
Riserva Bolla di San Martino
Futuro Centro Civico, 2010
13
Esercizi pubblici
Cadempino
Canobbio
Comano
Cureglia
14
Bar Mezzo Garage, 091 966.10.87
Osteria Aurora, 091 966.40.96
Ristorante Della Posta, 091 967.58.93
Ristorante La Gerla, 091 966.48.60
Ristorante La Pergola, 091 966.09.69
Ristorante Les Amis, 091 966.17.05
Trattoria La Monda, 091 960.71.07
Billy Bar, 091 941.84.95
Tizi Bar, 091 940.23.01
Canvetto Ponte di Valle, 091 930.87.16
Coop Ristorante Canobbio, 091 942.89.31
Grotto Ratti, 091 942.55.66
Hostaria Al Pozzo, 091 940.26.40
Osteria Bocciodromi al Maglio, 091 942.00.97
Osteria Centrale, 091 941.88.70
Ristorante Canvetto Federale, 091 941.25.52
Ristorante Stazione Dal Pazzo, 091 940.33.13
Bar Rosi, 091 941.86.14
Hotel La Comanella, 091 941.65.71
Osteria del Centro, 091 941.38.65
Osteria della Posta, 091 941.52.21
Osteria La Coccinella, 091 940.14.88
Osteria Ronchetto, 091 941.11.55
Ristorante Ratatouille, 091 940.30.57
Ristorante San Bernardo, 091 941.01.00
Grotto Ticinese, 091 967.12.26
Osteria alla Rotonda, 091 967.37.25
Osteria Grütli, 091 950.85.77
Osteria Tennis Club, 091 966.58.37
Ristorante Moretto, 091 966.34.45
Lamone
Massagno
Origlio
Bar Debby, 091 967.12.92
Bed & Breakfast Famiglia Nietlispach, 091 966.91.53
Crazy Horse, 091 604.51.97
City Agip, 091 967.43.34
Discoteca Pascià, 079 720.97.04
Grotto all’Elvezia, 079 221.63.50
Grotto Serta, 091 945.02.35
Osteria Bar Blitz, 091 967.54.32
Osteria al Gufo, 091 967.17.36
Osteria Rustico, 077 451.54.24
Piccolo Snack Bar, 091 605.12.05
Ristorante Antico Vedeggio, 091 968.28.38
Ristorante La Rupe di San Zeno, 091 950.90.10
Ristorante Stazione, 091 967.23.39
Tea Room Aurora, 076 534.77.50
Tea Room Cristallo, 091 967.45.66
Bar e ristorante Centro 091 967.13.96
Bar Cocco, 091 699.24.97
Bar Genzana, 091 950.05.26
Bar Govinda, 079 418.46.70
Bar La Punta, 091 922.69.95
Bar Luna, 091 966.12.50
Bar Romano, 078 816.88.75
Bar Triangolo, 091 966.88.95
Grotto Valletta, 091 966.41.59
Hotel pensione Camelia, 091 966.31.79
Osteria del Ponte, 091 966.28.65
Osteria del Popolo, 091 967.30.04
Pasticceria e bar Vecchia Massagno, 091 967.52.98
Pensione e ristorante Romano, 091 966.22.17
Pensione e ristorante Selva, 091 923.60.17
Ristorante ABC, 091 966.46.39
Ristorante Cappella Due Mani, 091 966.41.29
Ristorante Enoteca Baccus, 091 967.33.44
Ristorante Gardenia, 091 967.59.55
Ristorante Grotto della Salute, 091 966.04.76
Ristorante Il Golosone, 091 967.45.40
Ristorante Le Cupole, 079 278.00.23
Agriturismo La Caldera, 091 945.30.45
Garni al Lago, 079 514.62.71
15
Ristorante Le Betulle, 091 966.52.95
Ristorante Origlio, 091 945.48.22
Porza
Osteria della Posta, 091 942.07.96
Osteria Resighina, 091 940.15.16
Pizzeria Resega, 091 940.10.22
Ristorante Belvedere, 091 941.13.51
Ristorante Cacciatori, 091 941.62.45
Savosa
Bar A-Club, 091 966.13.13
Bar Albar, 091 967.10.59
Bar Ristorante al Passaparola, 091 966.28.19
Bar Cuba, 091 966.86.95
Bar Giardino, 091 966.21.01
Bar Siesta, 091 966.62.97
Circolo Cà al Pettirosso, 091 966.53.30
Ostello della gioventù, 091 966.27.28
Ristorante La Ticinella, 091 966.34.80
Trasporto pubblico
La collina è servita dal trasporto pubblico dell’Autopostale Ticino e Moesano,
delle Autolinee Regionali Luganesi (ARL) e di TPL. I servizi permettono un collegamento al trasporto ferroviario tramite la stazione di Lamone-Cadempino e la
stazione di Lugano. Alcune linee attraversano completamente il territorio della
collina, ad esempio da Lamone a Canobbio, o da Massagno a Origlio.
Per gli spostamenti all’interno della collina, soprattutto se legati allo svago,
vale la pena valutare il mezzo di trasporto pubblico combinato con una passeggiata o con la bicicletta.
441 ARL
442 Autopostale Lugano - Massagno - Savosa - Vezia - Cureglia Vezia
Lamone - Vezia - Cureglia - Comano - Canobbio Lugano
Bar Sax, 091 968.12.97
Bar Offside, 091 966.11.33
Osteria Riva, 091 966.99.12
Ristorante Boccalino, 091 966.87.60
Ristorante degli Amici, 091 968.19.00
Ristorante Motel Vezia, 091 966.36.31
Ristorante Pizzeria Cardinale, 091 966.26.63
Origlio - Tesserete
443 Autopostale Lugano - Massagno - Savosa - Porza - Comano
444 Autopostale Lugano - Massagno - Savosa - Vezia - Cadempino Lamone - Taverne
445 Autopostale Lamone - Manno - Lugano
446 Autopostale Lamone - Taverne - Origlio
453 Autopostale Lamone - Rivera
458 ARL
Lugano - Porza - Canobbio - Tesserete
3 TPL
Breganzona - Massagno - Lugano
4 TPL
Stazione - Cornaredo - Canobbio
5 TPL
Vezia - Savosa - Massagno - Lugano
S10 TILO
Biasca - Bellinzona - Lamone - Lugano - Chiasso
arcobaleno.ch • tpl.ch • arl.ch • autopostale.ch • tilo.ch
16
17
Passeggiate in collina
La rete dei sentieri della collina
residenziale a nord di Lugano è fitta
e copre il territorio in modo omogeneo. Gli elementi di interesse naturalistico, paesaggistico e culturale sono
innumerevoli. Dal San Zeno e dal San
Bernardo si gode di una magnifica
vista sul territorio circostante, mentre
la bolla di San Martino e il laghetto
di Origlio offrono la possibilità di rallentare il ritmo a volte sfrenato della
quotidianità per osservare animali
e piante ed entrare così in perfetta
sintonia con la natura, immersi nella
quiete di questi luoghi.
Ma la ricchezza della regione
trapela da ogni luogo: passeggiando
emergono cappelle, fontane, castagni
secolari e ancora affreschi, strettoie,
angoli di natura incontaminata, come
pietre preziose su di uno scrigno d’oro,
ricettacolo di ricordi d’infanzia o di
momenti di spensierato benessere.
Attorno a San Rocco
da «dare il la» anche ai più restii ad
imbarcarsi alla scoperta dei tesori che
abbiamo dietro casa.
Il colle di San Zeno
Partendo da Lamone, questo percorso circolare ci porta a visitare il San
Zeno e la chiesetta di San Giorgio a
Origlio, percorrendo un sentiero didattico. Passeggiando sulla riva del
laghetto di Origlio si raggiungono le
campagne di Cureglia e Cadempino,
per ridiscendere a Lamone.
Nonostante questo itinerario sia
molto vicino alla città, ci permette di
scoprire degli angoli di natura interessanti e tante piccole oasi di pace.
Tenendoci dietro il paese di Vezia
saliamo nei boschi fino a Porza, per
scendere verso Savosa, attraversarne il nucleo, raggiungere i Tre Pini di
Massagno. Dal cuore di Massagno il
ritorno a Vezia è pianeggiante.
Raffaele Domeniconi
Proporre itinerari specifici equivarrebbe quindi a porre dei limiti a
quanto questo magnifico territorio ci La traversata
può regalare, perciò ci limitiamo ad
abbozzare dei suggerimenti in modo
Dopo aver goduto del panorama
visibile dalla Chiesa di Canobbio si
sale per sentiero verso Comano, da
qui una deviazione ci porta al colle di
San Bernardo, attrezzata con un’area
di svago. Possiamo scendere verso
Origlio oppure riguadagnare Comano, per proseguire verso Cureglia e
Cadempino.
18
19
Cadempino
Fiscalità attrattiva
Superficie totale in ettari:
Altitudine media s. l. m.:
Popolazione al 31.12.2008:
Nome abitanti:
Cancelleria:
Sito internet:
Indirizzo e-mail:
Cadempino è considerato uno
dei comuni fiscalmente più attrattivi del cantone con un moltiplicatore
d’imposta del 57 per cento. Il comune si estende su una piccola superficie di 76 ettari, quasi completamente
edificata. Il bosco occupa 19 ettari, le
terre a vocazione agricola 13, strade
e ferrovie 11, gli insediamenti industriali 5, mentre il resto della zona è
edificata o edificabile.
Il comune è diviso in due dalla
ferrovia e dalla strada cantonale. Da
qui i due nuclei: Cadempino di sotto
e Cadempino di sopra. Al piano, parallelamente all’autostrada, si trova
la zona industriale. Tra i due ruscelli,
Ponteggia e Valle del Gaggio, ecco la
zona Ronchetto.
Cadempino ha partecipato attivamente allo sviluppo industriale del
76
315 m
1.435 abitanti
Cadempinesi
091 966.93.44
cadempino.ch
[email protected]
comprensorio vedeggiano e annovera pregevoli insediamenti. Dal 1973
sul territorio è presente la Zambon
Svizzera, impresa farmaceutica che
occupa diecimila metri quadrati.
Sono presenti anche la Audemars
Engineering, la Premec, la Prodir, la
Kippin, la prestigiosa firma italiana
Gucci e altri gruppi industriali.
Nel 2003 è stato edificato il CentroEventi, composto da tre sale, un
atrio bar, una cucina, otto spogliatoi,
una palestra e un campo di calcio. È
gestito dall’amministrazione comunale. Al confine del campo di calcio
è sorto il palazzetto sportivo, gestito
dalla società Palamondo Sagl e occupato principalmente per i tornei
di inline hockey, basket, pallavolo e
unihockey.
La scuola d’infanzia è situata sul
territorio di Cadempino. Il Consorzio
scuola elementare si trova nel comune di Lamone e la Scuola media
è ubicata nel comune di Gravesano.
Gli anziani domiciliati a Cadempino
possono far capo alla Casa anziani
«Stella Maris» di Bedano.
La storia del comune è ben riassunta nel sito, consultabile sotto
www.cadempino.ch. Cadempino è
già citato nell’844 con indicazioni
20
(all’epoca e le successive) alquanto
singolari, come Dadempri, Catapino,
Candulpino, Cadopini e Cadompino
per poi stabilizzarsi, prima del XI secolo, in quello attuale di Cadempino.
All’epoca il padrone di queste terre
era un certo Totone, nobile longobardo e signore di Campione che le
lasciò in eredità ai fratelli Agnello e
Fiorenzo (figli di un certo Lupone di
Cadempino). Questi ultimi, in sede
giudiziaria, dovettero riconoscere
che il paese apparteneva al monastero dei Cistercensi di Sant’Ambrogio a
Milano. Ma nel XII secolo iniziarono i
conflitti tra il monastero e il vescovo
di Como, mons. Anselmo Raimondi,
con il conseguente passaggio sotto
la protezione dei Duchi di Milano.
La parrocchia è quella di Lamone-Cadempino, alla quale don Giovanni Sarinelli (1885-1969, parroco
dal 1919 al 1969) ha dedicato una
monografia che testimonia i rapporti
stretti fra i due comuni già dalla «Vicinia di Lamone-Cadempino fin dal
1568 e anche prima». Con Lamone
si ebbero controversie per stabilire
i confini giurisdizionali. Una prima
volta nel 1803, ma fu solo nel 1807
che una speciale delegazione – nominata dalle assemblee dei due co-
muni – stipulò una convenzione che
«de bono et aequo» mise fine ad
ogni discussione, stabilendo in modo
definitivo i limiti territoriali.
Lo stemma comunale ricorda
l’oratorio dei Santi Gervasio e Protasio. La leggenda narra che nel XV
secolo, durante l’epidemia generata
dalla peste, la popolazione venne
fortemente decimata. I due sopravvissuti, Pino e Mario, fondarono
rispettivamente Cadempino e Cademario. L’oratorio è motivo di fierezza
nella popolazione locale. Nel corso
degli ultimi decenni sono stati operati diversi interventi di restauro e
miglioria. Fra le famiglie che hanno
lasciato una marcata traccia storica
(cfr. «Rivista di Lugano» del 24 novembre 2000) vanno citati i Santini,
già uomini d’armi a Milano nel XV
secolo, poi provetti costruttori. L’architetto e ingegnere Luigi Santini
(1792-1843) lavorò per il governo
austriaco a Milano. Fu anche progettista del ponte di Boffalora sul fiume
Ticino e della Borsa di Trieste.
21
Canobbio
Il profilo storico del comune è
stato inserito sul sito: rileviamo l’indicazione Canubio, Canubia, Canobio,
volendo far derivare il nome Canobbio da «cannabis», canapa, pianta
che veniva largamente coltivata in paese fino all’inizio del 1900. Canobbio
compare nel Settecento: fra altro, il
«vico di Canobbio» venne donato dal
re longobardo Liutprando all’abbazia
di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia. Più
avanti si ricordano le drammatiche
conseguenze della peste bubbonica
(1630) che fece sparire quasi tutta la
popolazione. Si salvarono una ventina di persone. Reggeva la parrocchia
Don Azzalini, pure vittima del morbo
contratto nel prestare assistenza ai
parrocchiani moribondi.
Balcone su Lugano
Superficie totale in ettari:
Altitudine media s. l. m.:
Popolazione al 31.12.2008:
Nome abitanti:
Cancelleria:
Sito internet:
Indirizzo e-mail:
«Balcone su Lugano» è un termine che sicuramente si addice ad un
villaggio che, come altri della periferia cittadina, è passato, dal periodo
dell’immediato dopoguerra a quello
attuale, da comune rurale a comune
urbano. L’alta qualità degli insediamenti, l’estensione dei servizi pubblici
e privati, una politica oculata delle
istituzioni: famiglie, ma anche uffici
e associazioni trovano a Canobbio il
luogo adatto per insediarsi.
Il sindaco Roberto Lurati aggiunge
inoltre che «anche in futuro Canobbio
vuole rimanere un comune attraente, vivo, efficiente, a misura d’uomo,
mantenendo l’alta offerta dei servizi:
per far questo nel migliore dei modi
e promuovere la crescita del comune,
occorre una partecipazione attiva da
parte dei cittadini». Da qui l’invito ai
canobbiesi a «voler marcare presenza
nel contesto comunitario».
137
405 m
1.918 abitanti
Canobbiesi
091 936.30.60
canobbio.ch
[email protected]
Canobbio nella «Rivista di Lugano»,
il sindaco aveva sottolineato l’importanza delle associazioni del villaggio,
per evitare che «si diventi il dormitorio della città. Questi ambienti di
ritrovo sono spazi privilegiati sia per
comunicare sia per la crescita di una
società sana, soprattutto per quanto
riguarda la gioventù».
Dal Repertorio Toponomastico
Ticinese (che ha dedicato al comune
un volumetto, nel 2002) rileviamo che
solo poche unità della popolazione
sono impiegate nel settore primario.
«Nell’Ottocento il comune fu oggetto
di consistenti fenomeni di emigrazione verso Piemonte, Lombardo Veneto,
in seguito verso la Svizzera tedesca
e romanda, ma anche verso Spagna,
Russia e Australia». Non esiste più
il patriziato, ma le famiglie indicate
come patrizie rispondono ai nomi di
Solari, Galeazzi, Pedrolini, Quadri,
Marchi, Fumagalli, ecc..
Il vecchio nucleo degli abitanti
è formato dai Ghielmini (originari di
Mendrisio), dai Gianinazzi (di Malvaglia), dai Bizzozero, dai Lurati (di
Croglio), dai Pescia (della Verzasca),
dai Martinenghi, dai Bernasconi (di
Lugano) che si stabilirono a Canobbio
Già nel 1993, rispondendo ad due secoli fa, chiamati a svolgere atuna domanda per il supplemento su tività di massaro dai Fumagalli, dagli
22
Non possiamo non citare la
chiesa, che lungo i secoli ha avuto
Amadio, dai Carnevale, dai Bellasi o
dai Pocobelli.
«Incantevole poggio»: ecco
un’altra definizione, con abbondanza
di verde. Ma abbiamo il traffico generato dalla presenza dell’imponente
complesso scolastico ubicato a Trevano, nonché la zona dei supermercati,
appena sopra la Resega. Un problema
particolare l’aveva determinato «ul
Stand da Tir», con bersagli situati nel
territorio di Canobbio, mentre la struttura principale è di Porza. «Attorno al
1940 (cfr. Repertorio Toponomastico,
pag. 59) la struttura venne spostata in
questo luogo dalla sua sede originaria, sulla sponda sinistra del Cassarate
e in territorio comunale di Viganello. E
questo, malgrado le forti opposizioni
dei cittadini di Canobbio che temevano per i disturbi che avrebbe arrecato.
Ne è prevista la soppressione in relazione alla realizzazione della galleria
Vedeggio-Cassarate».
«ampliamenti e rimaneggiamenti». Già possedimento dell’abbazia
di Sant’Ambrogio di Milano, nel
periodo fra il 1845 e il 1850 è stata
oggetto di interventi importanti, ad
opera dell’arch. Giacomo Fumagalli
di Canobbio (1805-1889). L’elemento
più prezioso della chiesa è costituito
dalla cappella dell’Immacolata, che
contiene affreschi e stucchi seicenteschi e una pregevole statua lignea
della Madonna, curata dalla bottega
Albioli di Bellagio, del 1738. Durante
i restauri del 1960 vennero inserite le
vetrate di fra Roberto, la vasca battesimale, il grande crocifisso in bronzo
di Milo Cleis e il tabernacolo di Cornelia Foster. L’organo è del 1990, della
ditta Mascioni di Cuvio.
23
Comano
Al passo coi tempi
Superficie totale in ettari:
Altitudine media s. l. m.:
Popolazione:
Nome abitanti:
Cancelleria:
Indirizzo internet:
Indirizzo e-mail:
Una politica di gestione rigorosa,
un posizionamento nella fascia finanziaria superiore nell’elenco cantonale, il centro di Prospò ai piedi della
Chiesa Parrocchiale di Santa Maria,
monumento storico, con la piazza abbellita dalle sculture di Nag Arnoldi,
l’autosilo, i magazzini comunali, le
scuole elementari a Tavesio, l’attuazione del piano particolareggiato in
zona Priminzino, con la realizzazione
della strada di quartiere via ai Ronchi.
In prospettiva, fra i progetti a breve e
media scadenza, la nuova sede della
scuola dell’infanzia, l’aggiornamento
del piano regolatore particolareggiato dei nuclei che darà indicazioni sulla conservazione e l’evoluzione degli
edifici, il nuovo ecocentro intercomunale, interventi sul piano generale di
smaltimento delle acque e lavori per
l’acquedotto.
205
511 m
1.848 abitanti
Comanesi (i Sgarbelée)
091 941.84.86
comano.ch
[email protected]
È la «fotografia» che il sindaco
di Comano, Marco Valli, ha scattato
all’attenzione dei lettori della «Rivista
di Lugano», non senza sottolineare il
buon rapporto, indipendentemente
dalla collocazione politica, che qualifica il lavoro dell’esecutivo. La presenza
dell’Ente televisivo (RSI, con oltre 700
collaboratori) fa parte di una realtà
consolidata: oltre a offrire occasioni
di lavoro per la popolazione locale,
questa presenza ha creato i presupposti per la costruzione della strada
cantonale Comano-Cureglia, arteria
stradale oggi essenziale nell’assetto
viario del polo di Lugano.
Sindaco per quattro decenni,
Emilio Degiorgi ha portato al settimanale luganese una riflessione sullo
sviluppo del comune dall’immediato
dopoguerra a oggi: da piccolo villaggio a carattere prettamente agricolo,
pur sforzandosi di mantenere anche
le sue tradizioni contadine, Comano
ha ammodernato progressivamente
la sua struttura, al passo con i tempi.
«Circa le aggregazioni – dice Degiorgi
– sono del parere che occorra prima
trovare soluzioni di collaborazione con
i comuni vicini per i principali servizi,
come sembra orientato il Municipio. È
torio, soprattutto a quello di carattere stagionale: fino alla prima guerra
mondiale gli artigiani (pittori, gessatori, ecc.) si trasferivano in Lombardia
e Piemonte, per rientrare temporaneamente nel periodo di fine-inizio anno.
Poi la Svizzera interna, con puntate
anche nel Giura bernese.
Dal 1468 la parrocchia è autonoma, dopo lo smembramento dalla
matrice di San Lorenzo a Lugano.
Venne eretta in parrocchia la chiesa
della Beata Vergine della Purificazione, attribuendole una vasta giurisdizione territoriale, con Savosa, Cureglia
e Canobbio. La chiesa è monumento
storico.
utile concedersi un periodo di assestamento: non ci si può basare solo sul
All’eremo di San Bernardo si saliproblema finanziario, ma occorre te- va in processione, ancora qualche denere conto dei valori e delle peculiarità cennio or sono. Attualmente vi si sale
dei singoli villaggi».
per l’Ascensione e per la messa che
si celebra ogni prima domenica del
Comano attribuisce particolare mese, da maggio a novembre, ma soimportanza ai problemi di carattere ur- prattutto per la sagra di San Bernardo
banistico e pianificatorio: ha ricevuto la domenica ed il lunedì susseguenti il
ben due premi dall’Associazione sviz- venti d’agosto.
zera per la pianificazione del territorio
(Gruppo regionale Ticino – ASPAN),
Una particolarità è costituita, sul
per la sistemazione del centro di pro- territorio di Comano, dalla presenza di
tezione civile Prospò e poi il Piano svariati roccoli. Una pubblicazione cuparticolareggiato del comprensorio di rata da Giovanni Bianconi ne cita due:
Priminzino a dimostrazione della vo- a «Vescámp» e il «Trèss». C’è pure la
lontà di soddisfare le necessità della località denominata «ur Ròcul» che
popolazione con un approccio rigoro- indica un pendio di prato e bosco con
so e teso a salvaguardare il paesaggio una pozza sorgiva.
e la natura.
La ricchezza storico-culturale del
territorio è documentata, fra altro, da
diversi massi cuppellari, da preziosi
affreschi e da diverse fontane. Dalle
origini del villaggio alla Vicinia, dalla
parrocchia alle chiese, inclusi gli oratori di San Rocco e San Bernardo. Gli
eremiti si sono installati alla sommità
del colle. Il Repertorio Toponomastico
Ticinese dedicato al comune (1984)
accenna anche al fenomeno migra-
24
25
Cureglia
Vicinanza alla natura
Superficie totale in ettari:
Altitudine media s. l. m.:
Popolazione:
Nome abitanti:
Cancelleria:
Indirizzo internet:
Indirizzo e-mail:
«Si viene volentieri ad abitare a
Cureglia. Questo vale soprattutto per
le giovani famiglie. La posizione del
paese favorisce la scelta, e la prossimità delle grandi aree verdi e boschive è un fattore di forte richiamo. A
Cureglia si può uscire di casa e ritrovarsi, in meno di un minuto, immersi
in boschi di castagno o in vigneti di
grande bellezza». Il sindaco Emilio
Martinenghi ha delineato a Raimondo Locatelli (cfr. «Rivista di Lugano»
del 14 marzo 2008) la caratteristica
più marcante del villaggio, ovvero la
prossimità fra il nucleo abitato e la
natura circostante.
110
430 m
1.358 abitanti
Curegliesi
091 966.91.91
cureglia.ch
[email protected]
ben assicurati da molte associazioni.
Il sindaco sottolinea anche l’opera pastorale del parroco don Mario Pontarolo «un amico della gente, tant’è che
tutti a Cureglia lo stimano e gli sono
affezionati».
Fra gli anni Settanta e Novanta del secolo scorso il comune si è
dotato delle infrastrutture richieste
dall’espansione urbanistica, fra cui il
potenziamento dell’acquedotto e la
depurazione delle acque, mentre in
tempi più recenti l’attenzione dell’autorità si è concentrata sul sistema
di raccolta e separazione dei rifiuti,
sull’edilizia scolastica, sulle opere a
Infrastrutture adeguate allo carattere viario, ecc..
sviluppo del comune, servizi anche
a livello intercomunale (sistema inNel corso dei secoli Cureglia ha
formatico, polizia) e, fra i progetti, la dato i natali ad artisti e artigiani proriqualifica dei nuclei storici con una vetti. Impressionante la rassegna delnuova pavimentazione, l’ampliamen- le personalità che, dai secoli passati
to del cimitero e la creazione di un fino ai nostri giorni, hanno valorizzato
ecocentro con Comano, per citarne la comunità curegliese. Da Giovan
alcuni. «Casa Rusca», sede dell’am- Battista Tarilli ai Caresana (pittori ed
ministrazione comunale, è imprezio- architetti del XVI e XVII secolo), attivi
sita da un parco naturale di grande nelle valli ticinesi e in Lombardia, Rocfascino: la recente ristrutturazione co, Antonio e Bonaventura Solari (tre
parziale ha permesso di recuperare generazioni di artisti a Varsavia), Giuun ampio spazio a volta, seminterra- seppe Saroli (promosse il neoclassicito da destinare a sala multiuso, che smo in area emiliana), membri della
consente alla popolazione di inten- famiglia Fontana (presenti in Olanda
sificare i momenti aggregativi, già e a Milano); per arrivare ai momenti
26
attuali, con Tatiana Crivelli (professoressa di italianistica all’Università
di Zurigo), Daniele Cleis (apprezzato
pittore, xilografo e musicista), Pietro
Antonini (direttore artistico della Fondazione per L’Orchestra della Svizzera
Italiana) e altri protagonisti, non solo
nel settore artistico. Una segnalazione particolare viene riservata a Domenico Tarilli di Cureglia, parroco di
Comano «intellettuale di vasta fama,
autore delle «Cronache Tarilliane»
stampate nel 1993 dalle edizioni Armando Dadò per i comuni di Cureglia
e Comano sotto il titolo di «Notizie
dal Cinquecento».
Troviamo, a Cureglia, riferimenti
noti e conosciuti anche dagli abitanti della regione e oltre. Ad esempio il
«Grotto Ticinese», ubicato sulla strada verso Origlio che ha una storia
ultracentenaria. Antonio Maspoli l’ha
pubblicata in un volumetto (Arti Grafiche Bottani, Cureglia) alla scadenza
del secolo, nel 1988. Bisogna dunque
ritornare al 1888, quando Guglielmo
Martinenghi, sposato con Orsola Andreoli, aveva aperto il «Canvett da
l’Elmo». Da allora ripetute trasformazioni hanno portato all’attuale struttura, con un centinaio di posti interni e
due sale al primo piano, più 120 posti
esterni disposti sotto alberi secolari.
E certamente tutti i luganesi di non
più giovane generazione conoscono
le «gazzose Martinenghi», che producevano quello che popolarmente
veniva definito «ul champagne cunt la
baleta», riferito al sistema di chiusura
della bottiglietta. Il marchio era stato
venduto nel 1993 alla Feldschlösschen, che trasferiva poi la produzione
a Taverne.
Il processo di integrazione fra il
nucleo dei cittadini autoctoni (fieri
delle loro origini e della loro storia) e
coloro che si sono progressivamente
insediati negli ultimi decenni sul territorio curegliese, è avvenuto senza
scosse nel migliore dei modi: l’espansione del comune non ha sovvertito
valori ai quali i curegliesi di origine
sono particolarmente legati. Anche i
problemi che si affacciano a breve e
medio termine (ad esempio la galleria Vedeggio-Cassarate, che da una
parte ridurrà il numero dei veicoli in
transito, dall’altra avrà sbocchi, per i
fumi prodotti nel tunnel, sul territorio
di Cureglia) sono sin d’ora affrontati e
risolti con lo spirito costruttivo che da
sempre ha animato l’apparato istituzionale del comune.
27
Lamone
D a l v e c c hio nuc leo
al S a n Zeno
Superficie totale in ettari:
Altitudine media s. l. m.:
Popolazione:
Nome abitanti:
Cancelleria:
Indirizzo internet:
Indirizzo e-mail:
166
337 m
1.621 abitanti
Lamonesi
091 960.19.80
lamone.ch
[email protected]
deggio sui piani / dove il bel verde è
pregio d’eterna primavera». Così era
diffusa l’immagine del paese attraverso i versi del poeta Elvezio Crivelli, meglio noto con il soprannome di
«Fracass» ai tempi in cui prevalevano
le attività rurali.
Ancora oggi, accanto a un rilevante sviluppo delle attività nei settori industriali, artigianali e dei servizi,
la viticoltura ha saputo ritagliarsi un
suo spazio oltre i confini comunali e
nazionali, grazie a numerosi vigneti
«rifioriti» in tempi recenti sulle pendici del San Zeno e ai vini pregiati
conosciuti a livello nazionale e internazionale. Un esempio emblematico:
il San Zeno (prodotto dall’azienda
vitivinicola Tamborini di Lamone) è
l’unico vino svizzero che viene servito
nella prima classe della Lufthansa, la
compagnia aerea tedesca.
Dal vecchio nucleo alla collina di
San Zeno, dai boschi verdeggianti ai
vigneti pregiati, dagli spazi pubblici
ai quartieri abitativi, alla zona industriale. Lamone coniuga angoli storici
e scorci paesaggistici con moderni
spazi di vita, di ritrovo e di lavoro,
come rileva il sindaco Marco Balerna
sul sito del comune. Nell’opuscolo
«Benvenuti a Lamone» il sindaco, fra
l’altro, evidenzia che «tra l’antico e il
moderno, Lamone rispecchia il classico paese ticinese, attento ai bisogni
dei propri cittadini, coscienzioso nella
sua amministrazione, rispettoso delle
L’agricoltura e l’allevamento del
sue radici ma aperto a nuovi cambia- bestiame non erano le uniche attività
menti».
dei lamonesi in «epoca rurale». Nel
Seicento erano in funzione fornaci per
«Lamone solatia gentil nel suo la terracotta, tra il Settecento e l’Otsereno, / che t’adagi nell’ombra del tocento si sviluppò l’industria della
tuo vecchio San Zeno, / dove matu- bachicoltura. Lino e canapa venivano
ran le viti, dove fra molti clivi / son trasformati in filo da tessere. Di fronsorridenti al ciel latin gli ultimi ulivi, te all’incremento della popolazione e
/ quieta al rezzo della sera fra boschi alla perdita degli alpeggi, numerosi
e castani, bellissima ubertosa del Ve- abitanti si videro tuttavia costretti a
28
cambiare mestiere, divenendo muratori, pittori, falegnami e fabbri, o
ad emigrare. Negli anni Sessanta del
secolo scorso ci fu l’inversione di tendenza: dapprima arrivarono gli operai
dall’Italia settentrionale – bergamaschi, bresciani, veneti e valtellinesi,
poi gli immigrati dall’Italia meridionale, in particolare da Mesoraca, villaggio calabrese in provincia di Crotone,
quindi cittadini portoghesi, cileni, serbi, croati, albanesi.
Nucleo storico, zona nuova e
frazione di Ostarietta, sono le parti
distinte del comune. Il vecchio nucleo
si trova alle falde della collina di San
Zeno. La sua vetta, da cui si gode un
impareggiabile panorama, è un’area
di interesse archeologico cantonale.
Nei pressi della chiesetta si trova infatti uno dei massi cuppellari più estesi e significativi della regione. Vi si arriva per diverse vie, tra cui un sentiero
educativo che si snoda per cinque chilometri attraverso i territori di Lamone, Origlio, Ponte Capriasca e Taverne
e che offre dieci soste per altrettante
stazioni di osservazioni naturalistiche.
A est del comune, in zona Selva, c’è il
Percorso Vita al quale si accede dalle
scuole consortili.
In pianura, ai piedi della collina,
vi sono le strutture pubbliche e gli
spazi di aggregazione sociale: le scuole elementari, consorziate col comune
di Cadempino, la scuola dell’infanzia,
la chiesa parrocchiale di Sant’Andrea,
il parco giochi, un campo da pallacanestro, la biblioteca comunale «Leggiamo» con i suoi quattromila libri a
disposizione, il centro Parrocchiale
nonché la nuova sede amministrativa che racchiude anche i locali per
l’operatrice sociale intercomunale, il
servizio di assistenza e cura a domicilio dell’associazione MAGGIO e una
sede della polizia cantonale. Sempre
più importante il ruolo assunto dal
volontariato, attivo sia in ambito pubblico, sia nelle svariate associazioni
private.
Il paese, attraversato dall’autostrada, dalla strada cantonale e dalla
linea ferroviaria, con la sua stazione e
le fermate di numerosi mezzi pubblici
è divenuto negli ultimi anni un polo
di interscambio per gli spostamenti
regionali. Con i comuni vicini sono
sempre più intensi i contatti e le collaborazioni, premesse indispensabili per
una probabile futura aggregazione, di
cui già ora si intravedono fermenti in
tutta la valle del Vedeggio.
29
Massagno
Tr a l a g o e c o l l i n a
Superficie totale in ettari:
Altitudine media s. l. m.:
Popolazione:
Nome abitanti:
Cancelleria:
Indirizzo internet:
Indirizzo e-mail:
«Con i suoi seimila abitanti distribuiti su una superficie di meno di un
chilometro quadrato, Massagno rappresenta un’importante e significativa
realtà residenziale dell’agglomerato
urbano del Luganese. A fronte di una
densità abitativa fra le più alte in Svizzera ed una popolazione eterogenea,
Massagno può al tempo stesso offrire
un territorio ricco di aree di svago e
di infrastrutture pubbliche, elementi
che ne fanno un luogo privilegiato per
attrattività e qualità di vita dell’intera
regione. A questa particolarità unanimemente riconosciuta concorrono una
struttura amministrativa di prim’ordine e un’offerta di servizi al pubblico
di indubbia qualità e professionalità,
in cui il cittadino subito si riconosce.
74
320 m
6.084 abitanti
Massagnesi
091 960.35.35
massagno.ch
[email protected]
Un contributo essenziale allo spiccato
senso di identità comunale viene garantito dall’opera capillare che le numerose società e associazioni, attive
sul territorio, esercitano a favore della
popolazione massagnese a livello sociale, culturale, sportivo e di svago.
In questi termini il sindaco di Massagno, Giovanni Bruschetti, delinea
(nel sito massagnese) aspetti di una
comunità caratterizzata dalla dedizione e dell’impegno profuso da un buon
numero di persone che – individualmente, nei partiti politici o nell’ambito
delle numerose società – si adoperano
nel servizio della cosa pubblica e della
popolazione, soprattutto nei confronti
dei giovani e degli anziani. Dal pun-
to più basso (i 321 m di La Punta) a
quello più alto (439, il culmine della
collina di Praccio ai Tre Pini) la convivenza, anche fra persone di varie etnie
ed estrazione sociale, si basa su valori
civili condivisi ed apprezzati.
L’economia del comune segna
la presenza di negozi per acquisti di
prima necessità attivi lungo via San
Gottardo e nei diversi quartieri. Scomparse le fabbriche, resta solo la sede
farmaceutica dell’IBSA, pure destinata in futuro ad una trasformazione,
anche per la recente modifica del
piano regolatore dell’area interessata
che è diventata residenziale.
Massagno ospita l’agenzia della
Cornèr Banca in Piazza Santa Lucia,
mentre per il turismo sono a disposizione alcune pensioni, garni e ristoranti di buona qualità, due viali per il gioco
delle bocce, nonché l’antico grotto Valletta, di proprietà del comune.
Per quello che attiene ai rapporti
con i comuni vicini e con la Città di Lugano, da diversi anni ormai Massagno
ha instaurato fattivi rapporti di collaborazione e di dialogo intesi a garantire un’ottimale gestione del territorio.
In tal senso devono essere interpretati
gli importanti progetti che il comune
attivamente condivide e conduce sia
con la Città (area Città Alta) che con
i comuni della fascia collinare (Polizia
intercomunale e altre collaborazioni).
annoverare tra i suoi concittadini
quali il Consigliere federale Giuseppe Lepori ed i consiglieri agli Stati
Renzo Respini e Filippo Lombardi, il
Consigliere Nazionale Francesco Masina. A livello cantonale i Consiglieri
di Stato Giuseppe Lepori, Alberto Lepori, Claudio Generali, Renzo Respini
nonché numerosi membri del Gran
Consiglio di tutti i partiti politici. In
questo contribuisce anche l’attenzione per la storia, che risale alle epoche medievali, attenzione incentivata dalle altre pubblicazioni, come ad
esempio le «Note Storiche», riunita
del prof. Domenico Robbiani, già direttore delle scuole massagnesi.
Una particolarità di Massagno è
l’Azienda elettrica, sorta grazie allo
sfruttamento del bacino imbrifero
del Cassarate. Massagno cominciò a
produrre energia il 1 aprile 1925, in
uno spirito di caparbia riaffermazione
dell’indipendenza comunale.
Uno degli obiettivi di preparazione all’apertura del mercato è stato la
trasformazione dell’Azienda in società anonima.
Nell’ambito delle strutture scolastiche, Massagno dispone di tutti gli
ordini di scuola, dell’infanzia, elementare, media ed ha in progettazione la
ristrutturazione del Centro scolastico
Nosedo. Si è dotato negli anni Settanta di una casa montana, il «Roseto»
ad Airolo, molto apprezzata dalle
Tale particolare situazione è te- scuole di Massagno e aperta anche
stimoniata dai numerosi politici illu- ad altri e numerosi comuni.
stri che Massagno ha potuto finora
Massagno sviluppa al suo interno
una democrazia diretta e immediata,
proprio perché una cerchia vasta di
cittadini (in un’epoca di preoccupante
disaffezione per la cosa pubblica) si
interessa e partecipa a definire i destini comunitari.
30
31
Origlio
Il laghetto autentica perla
Superficie totale in ettari:
Altitudine media s. l. m.:
Popolazione:
Nome abitanti:
Cancelleria:
Indirizzo internet:
Indirizzo e-mail:
Un connubio inscindibile, Origlio e il suo laghetto, autentica perla
ambientale. Un patrimonio di valore
inestimabile, dal 1991 sotto protezione cantonale. Proprietario ne è il
patriziato, mentre la zona attorno al
bacino è del comune. Sul lato nord
del lago il canneto, periodicamente
sfalciato, ospita animali, insetti e
uccelli; sulla superficie galleggiano
le ninfee e l’acqua consente la riproduzione dei pesci, dando nutrimento
alle libellule. A nord-est uno stagno
permette la riproduzione degli anfibi.
Esiste anche la leggenda del laghetto di Origlio, inserita nel «sentiero
raccontato» della Capriasca, che ha
ad Origlio il punto di partenza e di
arrivo. Per il sindaco Ernestina Mascioni, in carica dal 1996 (cfr. «Rivi-
32
211
452 m
1.340 abitanti
Origliesi
091 945.15.55
origlio.ch
[email protected]
sta di Lugano», numero speciale sul
comune del 12 settembre 2008) il laghetto costituisce il fiore all’occhiello
per una comunità attestata nel verde
della natura.
Il comune ha esaurito le principali opere a carattere pubblico per
garantire agli abitanti un assetto
infrastrutturale che soddisfa le molteplici esigenze. Il risanamento delle
scuole, il riordino dei rifiuti urbani, la
nuova organizzazione dei posteggi
sono le opere attualmente all’esame
del Municipio. Il nucleo è ben ristrutturato, salvaguardando le peculiarità
edificatorie: il pregio di alcune abitazioni e un acciottolato di splendida fattura. Ville e casette unifamiliari fanno da contorno. Un recente
sondaggio della SUPSI (al quale ha
partecipato circa la metà della popolazione) ha dato risultati più che
confortanti: gli abitanti apprezzano il
contesto socio-economico dallo sviluppo misurato e ordinato, le ottime
strutture a carattere pubblico, i servizi efficienti, l’habitat relativamente tranquillo. Con qualche riserva,
concernente il traffico molto intenso
lungo la dorsale, vicino al cuore del
villaggio, in direzione Taverne-Torricella. Comunque: fascino straordinario dell’ambiente e marcato senso
dell’accoglienza. Comune a carattere
residenziale, ma con una vita sociale
parecchio animata.
Dal profilo demografico l’aumento più marcato della popolazione si è registrato a partire dagli
ultimi tre decenni: dal 1980 al 1990
l’incremento è stato del 90 per cento
ed ora la popolazione non è lontana
dalle 1.500 unità. Da paese agricolo
ed artigianale a località residenziale, come si è del resto verificato per
altri comuni della cintura cittadina.
Nei secoli passati il flusso migratorio aveva portato lontano alcuni
conterranei, distintisi anche nell’ambito degli «artisti dei laghi» come
costruttori e decoratori. Negli ultimi
tempi si è manifestata l’inversione
della tendenza, che ha fatto affluire
nel comune personalità di spicco in
campo politico, artistico, culturale,
manageriale e sportivo.
Nel giugno del 2007 è stato
inaugurato il laboratorio agricolo
«La Fattoria» di proprietà dell’Opera
ticinese per l’assistenza alla fanciullezza (OTAF). Ci sono anche tre centri
importanti per l’ippica: le scuderie
San Giorgio, Hubertus e Schimmel.
La scuola Rudolf Steiner, presente da
diversi anni sul territorio, ha registrato un grande sviluppo.
Per quanto riguarda il culto, Origlio faceva parte della Pieve capriaschese, dalla quale si staccò nel 1583,
dopo che San Carlo l’aveva eretta a
parrocchia. La chiesa parrocchiale è
dedicata a San Vittore Mauro e si situa nella frazione di Carnago. La chiesa di Santa Maria Immacolata e di San
Giorgio sorge sopra il villaggio, sulla
collina degradante verso il nucleo. Architetti, marmorini, muratori, stuccatori, incisori hanno impreziosito il luogo sacro con le loro opere, soprattutto
dal Seicento all’Ottocento. A lungo
questa chiesa è stata luogo di pellegrinaggio e di devozione popolare.
33
Porza
Em o z i o nante sg uardo
s ul l a c ittà
Superficie totale in ettari:
Altitudine media s. l. m.:
Popolazione:
Nome abitanti:
Cancelleria:
Indirizzo internet:
Indirizzo e-mail:
Gli abitanti di Porza erano chiamati «saltasciücc» (termine ricuperato nel Carnevale del villaggio, ovvero
«Ul Saltasciüc») perché ai tempi se
volevano raggiungere Lugano dalla
collina erano obbligati a scavalcare
i tronchi d’albero caduti sul sentiero.
Infatti, come rileva il sindaco Roberto
Bizzozero nel sito internet del comune,
«molti porzesi svolgono la loro attività
principale in città. Poi, la sera, amano
ritornare in paese, dove ritrovano un
ambiente collinare ed un’oasi di verde che è sicuramente apprezzata. Dal
monte San Rocco e non solo da quel
punto si può approfittare della bellezza del paesaggio e di una vista impareggiabile». Ma il comune è fortemente radicato nella realtà di questo
comparto territoriale del Luganese.
176
483 m
1.482 abitanti
Porzesi
091 941.17.83
porza.ch
[email protected]
tanti è rivolta al nuovo quartiere di
Cornaredo, all’uscita della galleria che
unisce Lugano alla Valle del Vedeggio.
Un importante progetto pianificatorio
intercomunale che, oltre a Porza, coinvolge Canobbio e Lugano. L’apertura
della nuova galleria che collegherà
l’asse autostradale con il comparto
nord del polo urbano aprirà nuove
prospettive anche al comune di Porza.
Ci sarà dunque una «porta di accesso» al polo urbano, anche nell’ottica
di risolvere importanti esigenze funzionali come strutture intermodali e
posteggi per i pendolari. Tutto nell’ottica di uno sviluppo sostenibile.
«Il polmone della città», come si
legge nel volume «Venticinque comuni
ticinesi» (che raccoglie articoli apparsi
sul «Giornale del Popolo», nel caso
Da tempo, e per i prossimi anni, specifico il contributo riferito a Porza):
l’attenzione dell’autorità e degli abi- la zona bassa (Resega) destinata alle
industrie, che ospita pure la pista del
ghiaccio; quella collinosa, di carattere
residenziale e inoltre l’entroterra, divisa fra residenze e agricoltura. Nella
giurisdizione di Porza è pure inclusa la
proprietà dell’ex castello di Trevano,
divenuto ora un centro cantonale per
gli studi e per la formazione professionale. «La vicenda del castello – si legge in «Storia di Porza» di Giorgio Galli
– è legata principalmente ai Brocchi
(…) poi al russo barone Von Derwies
(…) e infine a Louis Lombard, con i fasti artistici e mondani che sono ancora
nella «memoria d’uomo».
Dalle scoperte archeologiche alla
Vicinia, dall’origine dei casati fino al
censimento del 1801 che attribuiva a
Porza un totale di 258 abitanti. E poi la
descrizione degli «Huomini» di Porza,
fra i quali un personaggio del Quattrocento, l’ing. Bernardo Biondetti, che
ricevette dall’Ordine di Gerusalemme l’investitura della «Commenda di
Contone» in premio «delle difese da
lui apprestate all’isola di Rodi minacciata dai Turchi». Nella presentazione
della storia del patriziato di Porza
viene evocata una vertenza «rimasta
aperta per 124 anni per la questione
del Prato della Bolla» e «per 86 anni
per l’affare della polizza concernente un prestito di mille lire», vertenza
poi conclusasi il 2 febbraio 1934 con
l’accordo fra i patrizi e Daria Borsari.
Quest’ultima rappresentata da Giuseppa Caligari nata Aostalli, in quanto
la Borsari era tornata in America.
Alla storia della parrocchia viene
riservato, nel libro, uno spazio importante, con una descrizione dai contorni poetici per quanto riguarda la
chiesa dei Santi Bernardino e Martino che «troneggia civettuola dall’alto del poggio spaziante sulla sottostante piana del Cassarate, cosparsa
da un groviglio mostruoso di case e
palazzi. E dove lo sguardo si addol-
34
cisce guardando l’azzurro del lago, i
monti gli fanno corona fin giù, verso
il San Giorgio, già in tempi antichi (e
che nostro malgrado non siamo arrivati a stabilirne con certezza l’epoca)
esisteva una chiesetta costruita dai
Vicini di Porza…»
Nella parrocchia si conservano
cinque tele figuranti Santa Lucia, Santa Caterina, la Madonna e Sant’Antonio, la Madonna e San Carlo Borromeo, la Santissima Assunta tra angeli
e santi. Le due sante furono dipinte
verso la fine del 1500 e sono opere
attribuibili ai pittori di Cureglia, Tarilli,
Caresana o di artigiani della loro cerchia. L’esistenza delle opere tarilliane
a Porza è attestata dalle pubblicazioni
di Luigi Brentani.
Porza ha avuto un sindaco di
lungo corso, Pio Regazzoni, che nella
seconda metà del Novecento ne ha
gestito il passaggio da comune agricolo a comune residenziale fra i più
pregevoli e ricercati dell’intera zona
del lago di Lugano. Pio Regazzoni,
«ul sindich» per eccellenza, era padre
di Clay (1939-2006) sicuramente lo
sportivo ticinese più conosciuto nel
mondo. Un pilota di gran classe, vincitore di diversi Gran Premi di Formula
1, uno sportivo amato da tutti per le
sue doti al volante e anche per la sua
simpatia. Porza gli ha dedicato la moderna e ampia struttura multiuso, la
«Sala Clay Regazzoni».
35
Savosa
Infrastrutture
di prim’ordine
Superficie totale in ettari:
Altitudine media s. l. m.:
Popolazione:
Nome abitanti:
Cancelleria:
Indirizzo internet:
Indirizzo e-mail:
Infrastrutture di prim’ordine: così
le definisce il sindaco di Savosa, ing.
Raffaele Schärer, nel saluto indirizzato agli internauti sul sito del comune.
Centro sportivo Valgersa, con piscina
e campo di calcio, il parco di Via Vira,
servizi comunali efficienti, due supermercati, due banche e una farmacia
(tutti concentrati in via San Gottardo,
vicino ai servizi pubblici principali,
come l’amministrazione comunale,
la scuola elementare e dell’infanzia).
Il centro sportivo Atlantide è ben frequentato.
Casa per anziani di proprietà
privata, centro diurno per anziani,
«Centro Pettirosso» della fondazione Bösch, iniziative culturali e ricreative promosse dalla commissione
istituita dal Municipio nel 2006:
mentre in prospettiva il riassetto
74
437 m
2.175 abitanti
Savosesi (i Picítt)
091 960.19.79
savosa.ch
[email protected]
della zona commerciale (via San
Gottardo) dotata di un vero centro
comunale, una piazza e un luogo
d’incontro. Casa per anziani intercomunale. Collaborazione con i comuni vicini anche per lo smaltimento
rifiuti e altro ancora.
Una «fotografia» del comprensorio, quella del sindaco, proiettata
anche nel futuro: uno spirito costruttivo che ritroviamo anche nella presentazione del libro «Storie e cose
del buon tempo», firmata dall’autore
Giuseppe Foletti nell’edizione a cura
del comune di Savosa (1979): «È
compito di ognuno di continuare con
onestà di intenti e con spirito evoluto
e aperto, anche alla rinuncia se necessario, verso l’avvenire. Affinché i
problemi che si affacciano ogni giorno nella vita del nostro comune, in
armonia fra autorità e popolazione,
possano trovare pacifica soluzione
per il bene e nell’interesse della collettività». Il libro ricupera la storia
attraverso i secoli. Ed è interessante
notare la partecipazione di «savosesi e rovellesi» al pronunciamento
di Pian Povrò all’inizio del 1800,
quando i luganesi insorsero contro il
direttorio centralista di tipo francese.
«Il Congresso di Pian Povrò fu un’assemblea plebiscitaria di grandissimo
valore e maturazione civica che dichiarò decadute le autorità dell’Elvetica e proclamò l’indipendenza e la
sovranità del popolo luganese».
Le terre di San Maurizio, gli antichi diritti di pastura, casati, proprietà
laiche nel Medioevo e altri aspetti
del territorio, costituiscono capitoli
di rilievo della pubblicazione: pure
l’acqua, che si sprigionava dai pozzi di Savosa, Rovello e Crocifisso
assume un’importante valenza, per
motivi intuibili. L’omaggio si estende
anche alla scuola di un tempo, quando i banchi erano sempre sporchi di
inchiostro «la carta geografica, rossigialli i confini / dolce, serio il ritratto
di Stefano Franscini».
Giuseppe Foletti spiega anche le
differenze fra il dialetto campagnolo
e quello cittadino: ad esempio boccone («bucon» in campagna e «bucun» in città) mentre il contadino
non direbbe «la mia miee» o «la mia
sciura», bensì «la me dona».
36
Per quanto riguarda la parrocchia il rimando nel tempo concerne lo
smembramento dalla chiesa collegiata di San Lorenzo a Lugano all’aggregamento interinale alla parrocchia di
Porza (1801) e all’erezione a parrocchia autonoma (1825). Don Ernesto
Aostalli, dapprima parroco a Sonvico,
fu eletto con l’unanimità dei voti parroco di Savosa il 24 gennaio 1834. In
un primo tempo il parroco è comune
con quello della parrocchia di Porza,
in seguito con quello della parrocchia
di Vezia, come attualmente. Nel 1871
venne eretta la Confraternita del Santissimo Sacramento di Savosa.
Un capitolo conclusivo è dedicato alle elezioni comunali in varie
epoche. Non manca qualche escursione poetica in chiave umoristicaapolitica, come questa: «Non più
passeggiata sopra quei calli/del sindacato, lieto Aostalli/Gloria a Savosa, popolo gagliardo/che dei Pandolfi
scelse l’Edoardo».
Elvezio Crivelli, con lo pseudonimo di «Petit Bruit» (così firmava i
suoi scritti) «sapeva toccare le corde
del puro lirismo con movenze classiche ed impeccabili». Un personaggio
non savosese, ma «amico di Savosa
e di tutti» che si prodigava in occasione di feste patriottiche e di beneficenza, di feste politiche «sempre
trovando nuove tonalità».
37
Vezia
Un comune agricolo residenziale
Superficie totale in ettari:
Altitudine media s. l. m.:
Popolazione:
Nome abitanti:
Cancelleria:
Indirizzo internet:
Indirizzo e-mail:
138
370 m
1.900 abitanti
Veziesi
091 966.53.34
vezia.ch
[email protected]
del 1591 si ricorda che nelle vicinanze
di San Martino vi risiedevano 18 famiglie e che la Comunità di Vezia era
divisa in tre parti (frazioni): la prima
parte sicuramente sul colle di San
Martino, la seconda ravvisabile nel
nucleo storico e la terza nell’attuale
Ca’ del Caccia. Verso la metà del 1800
Nei documenti d’archivio in gene- Vezia contava 270 anime. Attualmenrale si cita il toponimo «Vescia» che te quasi 2.000.
qualcuno fa derivare dalla leguminosa «veccia», largamente sfruttata un
Il comune era inserito nella civiltà
tempo in agricoltura sia per l’alimen- rurale: circondato da vigneti, campi e
tazione umana sia per la produzione pascoli, con stalle e masserie. «Il territorio era dei più pingui e dei meglio
dei foraggi.
coltivati del distretto». Ma il tempo e
Vezia, capoluogo del Circolo del l’uomo hanno modificato la natura
distretto di Lugano e sede della Giu- di Vezia. Solo il nucleo storico con le
dicatura di Pace, si divideva, nell’Ot- case tutte vicine le une alle altre ritocento, in Vezia di dentro e Vezia di flettono nell’insieme e percepiscono
fuori. Comunque già in un documento ancor oggi i lontani echi del passato.
Parlare della storia di Vezia è parlare dell’evoluzione socio-economica
di tutto il canton Ticino. Il primo cenno
al paese di Vezia si trova in un documento del 1297 riguardante i diritti
fondiari del vescovo di Como sulle
sue terre.
38
Proprio nel nucleo si erge la casa dove
nacque Padre Agostino Daldini (18171895), al secolo Gioachino, insigne
botanico, conosciuto internazionalmente. Sulla sua facciata fanno bella
mostra i grandi mosaici, pieni di luce
e colori, di Raffaello Somazzi, raffiguranti i simboli dei quattro evangelisti.
Di particolare rilevanza storicoculturale è anche l’imponente Villa
Negroni-Prati, ai tempi Villa Morosini,
eretta attorno alla metà del Settecento, ora proprietà del comune di Lugano, sede del prestigioso Centro di
Studi Bancari dal 1989. Nella cappella
(mausoleo), fatta erigere dalla famiglia Morosini (sec. XVIII), si conservò
per anni il corpo del patriota Emilio
Morosini (1831-1849), caduto con
Enrico Dandolo e Luciano Manara nel
1849 per la difesa della Repubblica
romana. Qui si custodì anche, fino al
1895, il cuore imbalsamato, e chiuso
in una teca d’argento, dell’eroe nazionale polacco Taddeo Kosciuszko,
morto nel 1817 a Soletta. Al generale
polacco la Comunità di Vezia dedicò
la strada che conduce a Cureglia.
Sulla collina del paese domina il
piccolo oratorio della Madonna delle
Grazie di San Martino, eretto probabilmente nel tardo Settecento, ma
che affonda le sue radici in epoche
molto remote. La prima costruzione
risale infatti all’epoca carolingia, poi
sostituita da un oratorio romanico e
infine dall’attuale tardo-barocco. Resta comunque il fatto che la citazione
più antica di oratorio di San Martino
è del 1571. È convinzione tramandata nel popolo di Vezia che l’oratorio
sorgesse sui resti di un antico maniero di cui si vedono ancor oggi i segni
visibili nei siti attorno alla sommità
del colle. Nell’interno della chiesetta
figura un dipinto cinquecentesco di
sapore leonardesco rappresentante
la Madonna.
Attorno, o poco dopo, l’anno
1600, gli uomini di Vezia pensarono
di costruire una chiesa più comoda e
più vicina. Essa fu intitolata a Santa
Maria Annunciata. La chiesa ottenne
l’attuale aspetto nel 1800 circa. Subì
ripetuti restauri. Sulla volta figura
un affresco di autore ignoto raffigurante l’Annunciazione (fine 1800).
Una bella copia della tela di Giovan
Battista Crespi, detto il Cerano (1567
- 1632), è conservata dietro l’altare
maggiore e raffigura anch’essa l’Annunciazione.
Presente anche la palude di San
Martino che riveste un’importanza
nazionale sia come palude bassa sia
come sito di riproduzione di anfibi. In
essa sono presenti il tritone punteggiato meridionale, il tritone crestato e
la rana dalmatina, specie minacciate
di estinzione.
Annoveriamo infine sul territorio
la Tenuta Bally, dovuta all’opera pionieristica di Otto Bally che, grazie alla
bonifica di territorio in precedenza
alluvionale, ha portato agli inizi del
XX secolo a sviluppare ampie aree di
terreni dediti alla coltivazione agricola e vinicola.
Oggi Vezia è dunque comune residenziale che ha saputo mantenere
la sua tradizione rurale agricola.
Christian Torriani
39
Domenica 6 giugno 2010
I dieci comuni della collina Nord di Lugano
sono lieti di invitarvi alla prima edizione
dell’evento
“scollinando”
Giornata di animazioni dislocate su tutto il territorio della
collina che coinvolgeranno grandi e piccini.
Quando mi venne chiesto di trovare
una soluzione grafica che riuscisse a
rappresentare i dieci Comuni, diversa
dagli stemmi presenti sui gonfaloni e
sul materiale di cancelleria, ma che
potesse comunque distinguere le varie entità, evitando che una primeggiasse sull’altra, più che affidarmi
ad un’ispirazione celeste, ho tratto
spunto dalla Terra e dalla Natura
che sono ben presenti nello spirito di
«scollinando».
scorrono riali e fossi; lì vi crescono
parecchi frassini e parecchi noci e la
scelta è caduta su questi ultimi.
Origlio si affaccia sul proprio laghetto
e la scelta del giunco palustre mi è
sembrata d’obbligo; mentre sul poggio dove si trova Porza, oltre ai vigneti, crescono parecchi ulivi. Di Savosa
ricordo i platani di Valgersa e della
Canva che d’estate creano frescura
ed invitano a trascorrere le serate
all’aperto.
Osservando gli stemmi comunali ed
andando a visitare i dieci siti internet,
ho notato quanto alta fosse la considerazione rivolta agli alberi.
Non mi è stato difficile ideare dei binomi Paese-albero. Siccome Cadempino (un pino), Canobbio (la canapa),
Massagno (un castagno) e Vezia (la
veccia) hanno un albero o una pianta
nello stemma comunale, ho cercato i
restanti sei abbinamenti.
Per Comano ho pensato alla vite, visto che parecchi vigneti importanti si
trovano sul suo territorio ed a Cureglia ho abbinato il gelso, albero le cui
foglie, nel passato, sono servite a nutrire i bachi da seta. Lamone possiede
un’ampia porzione di pianura dove
Sfogliando l’opuscolo si potrebbe notare un allineamento Comune-albero
non sempre omogeneo; è un arbitrio
che mi sono preso per le esigenze di
impaginazione di testi e numero di
righe assai variabili e per ricordare
anche l’imprevedibilità della Natura.
L’evento sarà animato da artisti da strada professionisti con
spettacoli mozzafiato, proposte di passeggiate, giochi a premi e
attività sociali di vario genere, per tutto l’arco della giornata.
Non mancate! Passeggiando per la collina ci sarà da divertirsi ...
... scoprendo i luoghi più incantevoli del territorio!
Informazioni dettagliate seguiranno nel programma della giornata.
Spero di aver fatto cosa gradita alla
nostra gente di potersi identificare,
per una volta, negli alberi e nelle
piante che crescono attorno a noi,
così come anticamente facevano i
Celti, che seguivano un calendario
ed un particolare oroscopo legati appunto a queste creature.
Stefano Crivelli
Castagno - Massagno
Pino - Cadempino
Giunco - Origlio
Canapa - Canobbio
Ulivo - Porza
Vite - Comano
Platano - Savosa
In collaborazione con
Banche
Gelso - Cureglia
Veccia - Vezia
del Luganese
Noce - Lamone
40
41
42
Parchi e zone di svago
1 Cadempino
2 Canobbio
3 Comano
4 Lamone
5 Massagno
6 Origlio
7 Origlio 8 Porza
9 Savosa
10 Savosa
11 Vezia
Parco giochi di Via alle Scuole
Maglio
Parchi - Vescampo, San Bernardo, Quattro strade, Prospò, Crena
Sentiero di San Zeno
Parco Tre Pini (Roccolo)
Laghetto, riserva naturale
Area di svago San Clemente - San Zeno
Area di svago San Rocco
Centro sportivo Valgersa
Centro svago Parco Vira
Riserva Bolla di San Martino
Monumenti storici
12 Canobbio
13 Comano
Villa Fumagalli
Oratorio di San Bernardo
14 Cureglia
15 Lamone
16 Massagno
17 Massagno 18 Massagno 19 Origlio
20 Porza
21 Savosa
22 Vezia
23 Vezia
Parco e casa Rusca
Oratorio di San Zeno
Cappella affrescata in Selva,
presso Rovello
Oratorio della Madonna
della Salute
Oratorio di Sant’Antonio
da Padova
Chiesa di San Giorgio
e di Santa Maria Immacolata
Oratorio di San Rocco
Monastero degli umiliati
di San Maurizio
Oratorio di San Martino
Villa Negroni e parco
Punti d’interesse
24 Canobbio
25 Comano
Roccolo, Zona Corba
Atelier di Nag Arnoldi
26 Comano 27 Cureglia
28 Massagno
29 Origlio
30 Porza
31 Porza
32 Savosa
33 Savosa
Studi Radiotelevisivi RSI
Roccolo del Gaggio
Casa Foletti , Frazione di Gerso
Nucleo Storico
Tomba di Clay Regazzoni
Vecchio torchio
Masseria di Trevano
Roccolo località “Mattor”
Nucleo storico
Punti panoramici
34 Canobbio
13 Comano
15 Lamone
5 Massagno
21 Savosa
30 Porza
Sagrato Chiesa di San Siro
Oratorio di San Bernardo
Oratorio di San Zeno
Parco Tre Pini (Roccolo)
Monastero degli umiliati
di San Maurizio
Chiesa dei Santi Martino
e Bernardino
8
22
10
MASSAGNO
18
28
17
16
5
9
32
21
SAVOSA
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• Lugano stazione FFS
12
34
24
Collina residenziale
Nord di Lugano
3
4
30
PORZA
20
31
33
11
comuni con parecchie analogie, determinate dal passaggio progressivo
(avvenuto dall’immediato dopoguerra agli inizi del nuovo millennio) dalla
civiltà rurale alla sempre più evidente
vocazione residenziale. Ma ognuno
con la sua storia, con i suoi personaggi, pubblici e non, che hanno marcato
le varie epoche. Questa pubblicazione
non vuole e non può essere esaustiva:
l’obiettivo è quello di stimolare curiosità, anche verso l’ampio patrimonio
artistico-culturale, per la rivisitazione
di percorsi e luoghi che hanno fatto
la storia di comunità attestate alla
periferia di Lugano. Dieci comuni, una
pubblicazione, un evento. Tutto è nato
attorno a un tavolo di lavoro, dove i
delegati comunali hanno deciso di
sedersi. Così si è anche approfondito
il «Masterplan delle zone verdi», riferito all’utilizzazione del territorio non
edificato.
Piergiorgio Baroni
VEZIA
23
COMANO
25
LAMONE
CANOBBIO
26
14
CADEMPINO
1
2
CUREGLIA
27
13
6
15
7
29
ORIGLIO
Ventimila abitanti, una decina di
comuni: ecco la collina residenziale
dell’ «agglomerato urbano» comprendente Cadempino, Canobbio,
Comano, Cureglia, Lamone, Massagno, Origlio, Porza, Savosa e Vezia.
Comuni che possono giocare un
ruolo importante negli assetti territoriali che si vanno progressivamente
delineando dal Ceresio fino al Monte
Ceneri. Il sindaco di Massagno, Giovanni Bruschetti, evidenzia perciò
«una sommatoria di contributi diversificati e complementari, che assieme
determinano qualcosa di estremamente attrattivo e concorrenziale».
Una percezione, condivisa anche dal
sindaco di Lugano, Giorgio Giudici: i
piani regolatori concepiti da ogni singolo comune sono ormai obsoleti e
quindi, la necessità di costruire, con il
tempo, la città-regione dove ogni comunità ha un ruolo ben definito. Ecco
dunque la collina nord di Lugano, in
larga misura immersa nel verde: dieci
2
Cartina8.indd 1
Capriasca
Taverne
19
Impressum
Coordinamento
infovel – centro di competenze per la mobilità
contenuti
sostenibile
e direzione lavori Fiorenza Trento
Redazione Testi
Piergiorgio Baroni
Stefano Crivelli
Raffaele Domeniconi
ScollinandoCOPERTINA.indd 2
Grafica
Stefano Crivelli
Fotografie
Cancellerie comunali, Stefano Crivelli, infovel
Produzione
3sixty Marketing Services Sagl, Porza
22.12.2009 17:37:41
scollinando
“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare
nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”
SCollinando
Marcel Proust
per la collaborazione e il controllo dei dati forniti.
Studi Associati SA, Lugano, per la messa
a disposizione di dati raccolti.
ScollinandoCOPERTINA.indd 1
Pubblicato gennaio 2010, tiratura: 10.000 copie.
Si ringraziano I segretari comunali e le cancellerie dei 10 comuni
CadempinoCanobbio
CuregliaComanoLamone
MassagnoOriglioPorza
SavosaVeziaCadempino
CanobbioCuregliaComano
LamoneMassagnoOriglio
PorzaSavosaVezia
CadempinoCanobbio
CuregliaComanoLamone
MassagnoOriglioPorza
SavosaVeziaCadempino
CanobbioCuregliaComano
LamoneMassagnoOriglio
PorzaSavosaVezia
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Opuscolo di presentazione del progetto scollinando