COMMISSIONE IV - PROMOZIONE DELLA CITTÀ
COMMISSIONE VII - WELFARE
Seduta pubblica del 13 maggio 2015
VERBALE
La riunione ha luogo presso la sala consiliare di Palazzo Tursi - Albini.
Assume la presidenza il Consigliere Chessa Leonardo.
Svolge le funzioni di Segretario la signora Lunati Liliana.
Ha redatto il verbale la Società Pegaso.
Alle ore 09:37 sono presenti i Commissari:
3
7
8
11
9
14
1
12
10
13
2
5
4
6
Balleari Stefano
Boccaccio Andrea
Bruno Antonio Carmelo
Canepa Nadia
Chessa Leonardo
Comparini Barbara
Gioia Alfonso
Grillo Guido
Lodi Cristina
Muscara' Mauro
Nicolella Clizia
Pastorino Gian Piero
Repetto Paolo Pietro
Villa Claudio
Intervenuti dopo l'appello:
1
2
3
4
5
Burlando Emanuela
Campora Matteo
De Benedictis Francesco
Musso Enrico
Padovani Lucio Valerio
Assessori:
1
Boero Pino
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Sono presenti:
Dott.ssa Santolamazza (Dirig. Resp. Scuola - Sport - Politiche Giovanili); Sig. Begnini (Rete
Commissioni Mensa Genova); Sig.ra Calogero (Rete Commissioni Mensa Genova); Sig. Lo Iacono
(Azienda La Cascina); Sig.ra Consigliere (Azienda C.I.R. Food); Dott. Marensi (Responsabile
Sicurezza Alimentare A.S.L.3); Prof. Ferrando (A.P.E.L.); Dott.ssa Sangiuolo (A.R.P.A.L.); Dott.
Schenardi (Federfarma); Dott.ssa Pedrazzi (S.O.I.); Dott. Tallero (S.O.I.)
Il Presidente, constatata l'esistenza del numero legale, dichiara valida la seduta. Pone quindi
in discussione il seguente argomento:
MENSE SCOLASTICHE: CONSIDERAZIONI E AUDIZIONI.
CHESSA – PRESIDENTE
"Oggi abbiamo la Commissione congiunta IV e VII.
Cominciamo con l'appello. Do la parola al Presidente Lodi".
LODI – PRESIDENTE
"Buongiorno a tutti. Siamo due Presidenti oggi, il consigliere Chessa e io, sulle due
Commissioni. Presiedo io perché diciamo che il tema mense scuola è prioritario rispetto alla
Commissione Welfare che si occupa di scuola, sociale e sanità, però con il collega abbiamo previsto
una serie di passaggi e sono stati fatti dei sopralluoghi all'interno delle mense avvenuti con la presenza
di alcuni consiglieri.
Intanto preciso che questa Commissione è stata richiesta su segnalazione di alcuni genitori e
quindi è stata fatta richiesta di Commissione, quindi è stata convocata in quanto richiesta; le audizioni
sono state definite, invece, non da chi ha richiesto la Commissione, ma dall'assessore Boero e dagli
uffici, che ringrazio, per dare la possibilità comunque di fare una riflessione anche con tutti i soggetti
coinvolti in questo servizio molto importante, molto delicato.
Sicuramente la complessità è sia
di chi fornisce il servizio, sia di chi deve governarne la fornitura, quindi il Comune, sia di chi invece
usufruisce del servizio, quindi i bambini soprattutto. Sarebbe bello avere qua i bambini perché a volte
loro stessi ci danno delle idee. Sono a scuola, ma sarebbe stato interessante, ci ho anche pensato ad
avere qua un po' di bambini perché a volte i bambini dicono anche delle cose diverse dagli adulti.
Procederei così: darei la parola all'assessore Boero, che ringrazio e ringrazio gli uffici per il
lavoro che hanno svolto in preparazione a questa Commissione, per la presentazione di alcune slide,
poi darei la possibilità di presentare ai genitori e ai rappresentanti delle Commissioni Mensa altre slide
e poi proseguiremo con gli auditi.
Do la parola all'assessore Boero".
ASSESSORE BOERO
"Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti. Io ho preparato un po' di slide solo di sintesi.
Ovviamente per i consiglieri tutte queste slide poi saranno non distribuite cartacee, ma messe in rete,
messe comunque a disposizione.
Sono alcuni elementi di sintesi e altri entrano un po' più nello specifico.
Qui c'è un'informazione generale sui pasti erogati, sulla certificazione del sistema, e tengo a
dire che questo sistema qualità dall'anno 2001 è sempre confermato anche per il 2015. Abbiamo al
punto 3 il Comitato tecnico-scientifico, fra l'altro qui rappresentato dal professor Ferrando, pediatra, e
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poi ci sono alcune indicazioni sulla durata biennale dei menu, comprese 1500 diete codificate e 1500
menu per motivi etico-religiosi, quindi una varietà piuttosto ampia, ma queste sono cose che si sanno.
Abbiamo poi l'indicazione delle tre diverse forme gestionali: i pasti preparati in 9 cucine
comunali da cuochi comunali, i pasti preparati presso le cucine comunali da cuochi aziendali in 118
scuole e infine le 156 sedi scolastiche prive di cucina. Complessivamente il 45 per cento dei pasti
viene prodotto presso le cucine delle scuole, il restante 55 per cento viene veicolato.
Qui – visto che poi abbiamo presente anche ARPAL, la dottoressa Sangiuolo potrà essere, a
richiesta, più precisa – c'è una sintesi, che poi si vedrà nel dettaglio, di tutte le visite che ARPAL ha
fatto presso le sedi di ristorazione con le varie gradualità di ricerca e le varie tipologie di ricerca. Sono
indicate quelle del primo quadrimestre dell'anno scolastico 2014/2015, quindi ci limitiamo solo alla
fetta di quest'anno scolastico. Anche qui i consiglieri ma anche il pubblico potranno trovare le
indicazioni di quello che è stato fatto. I controlli, nel primo quadrimestre da settembre a dicembre,
sono stati, per un totale di 745, tutti ovviamente redatti e molto precisi perché sono fatti da enti nostri,
o ARPAL, o ASL. Vado veloce, ma questa slide dà l'idea comunque di una rete di monitoraggio
costante sui diversi poli. Come vedete, si tratta di numeri abbastanza rilevanti tenendo presente che
partiamo da gennaio 2015 per arrivare ad aprile 2015. Di nuovo questa è una sintesi, ma poi si potrà
entrare, a richiesta, nello specifico.
I controlli degli organi ufficiali ASL e NAS effettuati nel periodo settembre 2014-aprile
2015 sono stati da parte dell'ASL, che qui è rappresentata dal dottor Lorenzo Marensi che potrà essere
audito, 52 e i controlli dei NAS 7. Devo dire che degli ultimi due ho qui i verbali e non risultano, dai
verbali, anomalie di sostanza, se non poi eventualmente diremo.
Questo è un elenco, che mettiamo a disposizione visto che ci era stato richiesto, delle non
conformità, cioè quanto le aziende vengono, lo dico fra virgolette, punite per le non conformità. Nella
fascia sotto "Controlli a cura uffici", "Monitoraggio", "Sopralluogo", "Visite ispettive" abbiamo:
"Monitoraggio: 74"; "Sopralluogo: 107"; "Visite ispettive: 42". Come si vede, il numero di questi
controlli a cura degli uffici è un numero decisamente piuttosto alto anche rispetto, e questo teniamolo
a dirlo, ai rilevi opportuni e giusti delle stesse insegnanti della scuola (74) e delle Commissioni Mensa
(44). Quindi c'è un insieme di, diciamo, soggetti che valutano e indicano le possibili non conformità e
abbiamo ritenuto giusto per informazione mettere l'elenco delle aziende e le varie non conformità
registrate dal primo settembre al 30 aprile con le relative penalità. Tenete presente che non
necessariamente una dichiarazione o una richiesta di indagine sulla non conformità diventa
automaticamente, per così dire, una multa perché ogni caso va verificato. Comunque questi a mio
parere sono dati abbastanza significativi che sono a disposizione.
Per quanto riguarda la partecipazione dei genitori, attualmente, nel gennaio 2015, abbiamo il
numero di 147 Commissioni Mensa con 517 rappresentanti. Visto che questo era uno dei temi venuti
fuori, tutti i verbali delle riunioni delle Commissioni Mensa sono visionabili sul sito del Comune,
quindi sono a disposizione, si possono cercare, leggere e vedere. Anche questo è un dato interessante
perché i problemi vengono fuori eventualmente, appunto, nelle Commissioni Mensa, che sono le sedi
istituzionali deputate.
Poi abbiamo i vari requisiti del menu, ma naturalmente questi li conosciamo.
Poi abbiamo l'impatto ambientale e l'attenzione allo spreco con fini solidali. Lo stesso
Consiglio comunale aveva fatto raccomandazioni in una mozione sull'avanzo da destinare non solo ad
associazioni o altro, ma anche ai nostri canini e gattili ed era stato preso contatto con gli stessi per
quello che riguardava le eccedenze.
Qui c'è l'elenco, ovviamente per conoscenza, delle aggiudicazioni con i quattro lotti che
sono in prosecuzione di vecchio aggiudicatario perché sono in sospeso a livello di TAR. Comunque
qui ci sono gli elenchi in modo che tutti possono vedere chi gestisce cosa.
Poi abbiamo le risposte alle questioni poste dai genitori. Chiariamo che, è vero, una regione
come la nostra è storicamente votata a produzioni agricole di pregio e i prodotti locali spesso sono
residuali, però questo Comune, in una passata Amministrazione, anzi, due Amministrazioni fa, aveva
provato ad utilizzare, ad esempio, carne di Varese Ligure, mi pare, e poi si era arenato per il fatto che
non c'era produzione sufficiente. Allora nulla vieterebbe di pensare ai carciofi di Albenga, alla zucca
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di Rocchetta, alla patata quarantina piuttosto che al formaggio di Santo Stefano o all'albicocca di
Valleggia, ma non c'è quella produzione tale da consentire, ad esempio, un'utilizzazione continua,
mentre per quello che riguarda il basilico di Pra' e l'olio DOP ligure questi prodotti sono già presenti,
tenendo presente, e questo è bene segnalarlo, che proprio quest'anno la carenza della produzione delle
olive, che in tutta Italia è stata piuttosto ridotta e limitata, già pone qualche problema di produzione.
Questi sono dati che è bene conoscere come risposta. Se ci fosse l'opportunità di avere, però, una
produzione che consenta in qualche modo alle cucine di rispondere e non farlo a macchia di leopardo,
questo potrebbe essere comunque un dato da prendere in considerazione perché non c'è preclusione.
Corsa al cibo veicolato e chiusura delle cucine. Ribadisco quello che ho detto ai giornali:
l'ultima cucina è stata chiusa nel 2006 e spesso per ragioni di ambiente, per cambio di regole, anche
per cucine che non potevano stare dove stavano. Da allora non sono state più chiuse cucine.
Sicuramente siamo tutti affezionati all'idea di una cucina interna, al sentire l'odore della minestra o
della pasta che arriva, ma allo stato attuale, anche per quello che riguarda l'idea di ripristinare
eventualmente delle cucine interne, è un'idea improponibile non solo dal punto di vista finanziario, ma
anche dal punto di vista strutturale perché non tutte le strutture potrebbero contenere una cucina e
spesso quelle che erano le cucine sono diventate aule di informatica o quant'altro. Quindi direi che
semmai dobbiamo insieme operare sulla validazione del pasto veicolato, che può avere problemi di
trasporto e di cottura, ma non pensare a dire: ripristiniamo le cucine. L'ultima, appunto, fu chiusa nel
2006.
Accesso alle informazioni. Abbiamo pubblicato a richiesta, giustamente io credo, i
capitolati, quindi sono a disposizione di tutti pubblicati sul sito del Comune. Nei capitolati si può
trovare quello che era stato richiesto.
Era venuto fuori il punto della documentazione fotografica. Tutti i prodotti vengono
consegnati etichettati, c'è la possibilità di registrare qualsiasi dato possa essere di interesse, quindi non
è una questione di fotografie o altro, per carità. Ma vorrei anche qui ribadire che si è tutti
sostanzialmente dalla stessa parte. Dà qualche volta un po' fastidio l'idea di pensare che il Comune,
ma le stesse aziende, siano una controparte, semmai collaboriamo. L'idea che ci sia talvolta, che venga
fuori anche involontariamente, qualche meccanismo per cui quasi il Comune è connivente, e avete
visto le sanzioni che sono state date, questo, francamente, da questa Amministrazione non è
accettabile.
Per i pasti veicolati naturalmente è necessario risalire alla tracciabilità che è registrata nei
centri di cottura. Quando si chiede tracciabilità ed efficacia delle forniture, tengo a dire che il
regolamento del Parlamento europeo scrive specificatamente che: "occorre predisporre documenti e
registrazioni adeguate alla natura e alla dimensione dell'impresa alimentare al fine di dimostrare
l'effettiva applicazione delle misure atte ad evitare la criticità del prodotto". Non risulta obbligatorio
nessun tipo di registro uniforme imposto dal Comune e prenumerato. L'importante è che ci siano,
l'importante è che ad una richiesta di controllo – e questo lo fa la ASL, questo lo fa ARPAL, questo lo
fanno i NAS – ci sia possibilità di risposta. Questa è una normativa europea del 2004. Se poi ci sarà
qualcuno che a livello legislativo cambierà, ci adegueremo.
Elenco pubblico di tutti i membri delle Commissioni scolastiche che non incontrerebbe il
favore delle ditte appaltatrici. Qui è bene precisare che né l'Assessorato, né la Direzione scuola, sport
e politiche giovanili operano in favore delle ditte appaltatrici, però nello stesso tempo, lo dico con
molta franchezza, non ritengono neppure giuste diffidenze e contrapposizioni a prescindere.
L'Amministrazione, questa Amministrazione, questo Assessore, non conosce le ditte e la Direzione si
muove con la stazione unica appaltante, quindi la contrapposizione a prescindere per cui possa venire
fuori che vanno controllate perché le ditte, chissà, qualcosa fanno, veramente in questo caso, lo dico
con molta serietà, la respingiamo al mittente. Mentre io credo che sia opportuno che naturalmente ci
sia il senso della partecipazione.
Le Commissioni Mensa negli istituti statali vengono nominate tramite la delibera del
consiglio di istituto, nelle scuole nostre, comunali, attraverso il comitato di partecipazione. Gli elenchi
con le indicazioni vengono successivamente inoltrati agli uffici.
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Prendendo e accettando quello che viene proposto dai genitori, dal prossimo anno, per
quello che riguarda le scuole comunali perché noi non abbiamo potere sulle scuole statali, per quello
che riguarda le scuole comunali metteremo sul sito i nominativi dei genitori delle Commissioni Mensa
in modo che possono fare rete come richiesto e come è giusto.
Rimborsi. Piena disponibilità del Comune a discutere altre possibilità di parametri di
rimborso nell'ambito dei nuovi capitolati, disponibilità a verificare insieme le procedure di rimborso;
se sono farraginose è anche nostro impegno eliminare la dimensione burocratica, un eccesso di
burocrazia. Teniamo a dire che gli utenti rimborsati da inizio anno scolastico sono stati 346.
Ho fatto un elenco di sei, sette cose, fra l'altro, da ultimo, che i genitori chiedevano. Grazie".
LODI – PRESIDENTE
"Ringrazio l'Assessore.
Procediamo con la presentazione della rete Commissioni Mensa a Genova, che rappresenta,
mi pare 9 scuole…. Prego, per mozione ordine".."
VILLA (P.D.)
"Per capire, credo anche con gli altri consiglieri, di che cosa stiamo parlando, mi sembra che
l'Assessore abbia fatto una relazione e che abbia fatto riferimento a delle cose e a delle critiche già
accadute, ma siccome noi non siamo a conoscenza di queste cose e invece siamo qui per ascoltare gli
auditi e capire uno per uno chi sono e che cosa rappresentano, e anche successivamente ai
sopralluoghi che abbiamo fatto noi come consiglieri, pensavo fosse opportuno magari prima sentire
loro e poi eventualmente sentire la risposta dell'Assessore, perché sennò eventualmente non riusciamo
a capire di che cosa si parla perché l'Assessore ha fatto una relazione, però poi dice: "dovrei dire che
ci sono state delle critiche o delle altre cose", ma io di queste cose non ne sono a conoscenza e quindi,
prima di eventualmente difendere gli uffici comunali, vorrei capire qual è il tipo di critica o di altre
situazioni che ci sono state, quindi vorrei sentire prima di tutto loro".
LODI – PRESIDENTE
"Io avevo condiviso l'ordine dei lavori all'inizio, quindi se c'erano delle obiezioni, ero pronta
ad accoglierle all'inizio, ma ovviamente ho presentato l'ordine dei lavori e nessuno ha fatto obiezioni,
quindi abbiamo proceduto. Adesso, ovviamente, i rappresentanti della rete delle Commissioni Mensa,
che sono coloro che hanno richiesto questa Commissione – che, ho specificato all'inizio, essere stata
richiesta dai rappresentanti, mi pare di capire, di 9 scuole – loro avevano appunto chiesto... Io ho
presentato e proposto un ordine dei lavori che non è stato messo in discussione all'inizio, quindi
l'Assessore ha fatto una presentazione a seguito anche della prima parte della Commissione e adesso i
genitori, i rappresentanti delle scuole hanno la possibilità di...
Di nuovo, Consigliere Villa, prego".
LODI – PRESIDENTE
"Ormai ha parlato l'Assessore, quindi andiamo avanti, ci sono coloro che hanno chiesto la
Commissione, quindi..."
VILLA (P.D.)
"Prima capiamo quello che è successo e poi la Commissione eventualmente decide. Quindi
si sente di quello che è stato detto agli uffici ed è stato criticato o non criticato e poi su quello
eventualmente interveniamo".
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LODI – PRESIDENTE
"Sì, ma infatti non ho chiesto di intervenire a nessuno, ho detto solo che presentavo l'ordine
dei lavori all'inizio e ho chiesto se andava bene che l'Assessore parlasse per primo, nessuno ha fatto
obiezioni e l'Assessore ha parlato. Ormai ha parlato, non è che posso tornare indietro. Adesso faccio
parlare coloro che hanno richiesto la Commissione. Se c'erano dei problemi sull'ordine dei lavori, nel
momento in cui io l'ho presentato veniva fatta una mozione d'ordine e veniva chiesto un ulteriore
cambio di ordine. Questo è quello che dico. Ormai l'Assessore ha parlato e comunque siamo d'accordo
che replicherà perché, come ho detto all'inizio, poi tutti gli auditi hanno la possibilità, sulle accezioni
che faranno i genitori, di ribattere e l'Assessore in primis. Se c'era un ordine dei lavori diverso doveva
essere detto all'inizio quando io l'ho presentato perché l'ho condiviso, ho chiesto l'assenso, questo
volevo dire. Non so se lei, Consigliere, era in Aula, però io l'ho fatto all'inizio questo passaggio. L'ho
fatto all'inizio apposta, perché visto che ho detto che è una Commissione delicata, ho chiesto all'inizio
se c'era un accordo sull'ordine dei lavori. Adesso diamo la parola ai genitori..."
LODI – PRESIDENTE
"Ma perché non l'avete detto all'inizio?"
LODI – PRESIDENTE
"Bisogna parlare al microfono sennò non viene registrato l'intervento.
Ho capito quello che dite, però io l'ho chiesto all'inizio. Adesso proseguirei e quindi,
semmai ci sarà..."
VILLA (P.D.)
"Sarà una polemica inutile, però siccome questa Commissione giudica poi, eventualmente, o
propone delle cose, sente, il tipo di intervento che lei ha detto, appunto, essere dell'Assessore secondo
noi non doveva essere di quel tipo perché non si doveva dire o fare riferimento eccetera. Ora ce lo
diranno loro ed eventualmente poi l'Assessore risponderà di nuovo perché risponderà alla situazione".
CHESSA – PRESIDENTE
"Come secondo Presidente della Commissione ritengo che bisogni avere prima una visione
generale di tutta quanta la questione e quindi mi sembra corretto l'ordine dei lavori presentato dalla
mia collega Lodi, quindi personalmente consiglio di continuare con le audizioni. Grazie".
SIG. BEGNINI – RETE COMMISSIONI MENSA
"Okay, adesso le domande le riassumiamo noi perché effettivamente siamo rimasti sorpresi
anche noi visto che le domande sono state presentate mesi fa e noi non siamo ancora riusciti ad avere
una risposta. Adesso finalmente i veli scendono.
Mentre le cucine delle scuole sono sempre più a chilometri luce di distanza dai bambini con
i profumi e i colori e tutto il lavoro che sta loro attorno e mentre l'idea del cibo ha sempre più la forma
dei vasconi che viaggiano dentro i tir e i container, perdiamo il sapore, perdiamo il sapere.
La rete delle Commissioni Mensa è qui oggi a chiedere due cose sostanzialmente:
prospettiva e controllo.
Prospettiva perché vorremmo anche essere coinvolti in modo attivo nella stesura del
capitolo d'appalto che sappiamo essere in corso di realizzazione per le prossime forniture delle mense.
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Non è utopia. A Bologna l'Amministrazione comunale ha valutato determinante la partecipazione dei
genitori a questa delicata fase di costruzione del futuro dei figli.
Prospettiva perché a Genova ormai più della metà, come abbiamo visto, delle cucine
scolastiche interne non ci sono più e, da come ci viene tracciato, il futuro segna un percorso
irreversibile. Ci viene detto che i fondi non ci sono per riportare pentole e aromi nelle scuole, ma
prospettiva è cominciare ad invertire la tendenza. Cominciamo a non chiuderne più di cucine,
cominciamo a non costruire nuove scuole come accaduto nel caso della Garaventa, trasferendo dalla
vecchia gli studenti e i cancellini ma dimenticandosi delle cucine. Cominciamo a valorizzare la
possibilità delle scuole ad impegnarsi nelle persone che la vivono tutti i giorni per cercare soluzioni e
per riportare in vita la propria cucina. Questa è prospettiva.
Poi parliamo di controllo".
SIG.RA CALOGERO – RETE COMMISSIONI MENSA
"Io inizierei dicendo che se noi siamo arrivati oggi fino qui, in Consiglio comunale, vuol
dire che le nostre istanze sono molto sentite e rappresentative all'interno del mondo vivo e vero della
scuola, anche perché in poche settimane abbiamo aggregato oltre 15 scuole, oggi 17, e tutti abbiamo
condiviso le 6 richieste, alle quali parzialmente ci siamo trovati a sorpresa alcune risposte stamattina,
abbastanza parzialmente.
Entriamo nel merito delle 6 richieste che facciamo.
La prima riguarda l'elenco dei controlli. L'Assessore per la prima volta è entrato un po' più
nel dettaglio. Noi erano due anni che chiedevamo di sapere dei dati un po' più precisi di un ammontare
complessivo, noi chiediamo un elenco dettagliato. Adesso è stato dato un elenco ditta per ditta.
Questo non ci basta. Vi faccio due esempi per capire quanto è importante avere l'elenco dettagliato
delle ammende comminate alle ditte. La prima ragione è logica: i genitori hanno diritto di sapere che
tipo di problemi ci sono stati, non solo quanti soldi sono stati dati di multa, ma per quali problemi, di
che gravità e quante volte si sono ripetuti.
Facciamo due esempi. Il caso, ad esempio, dell'ovoprodotto, che è un caso grande dell'anno
scorso: per tutto l'anno nella Bassa Val Bisagno, ma probabilmente anche in altre circoscrizioni, si è
utilizzato un ovoprodotto che secondo i nostri dati non era conforme, derivava da uova di categoria B.
Il Comune ha aperto una non conformità interna su questa questione, ha rilanciato la responsabilità
sulla ditta fornitrice, ma ad oggi è un anno che chiediamo di sapere come è andata a finire la faccenda
e se sono state comminate delle ammende perché si tratta di migliaia e migliaia di pasti serviti, quindi
di un introito anche importante per il Comune e per i cittadini. Queste risposte non le abbiamo.
Diciamo che la riposta la deduco dall'assenza di una cifra significativa, ho visto poche migliaia di
euro, 5 mila, 12 mila, piccole cose. Noi, ad esempio, l'unica ammenda che siamo riusciti a
quantificare quest'anno era di 500 euro per un'inezia, il caso dei fagiolini che vi racconto dopo.
Il secondo caso è un caso apparentemente più piccolo ma significativo di com'è l'andamento
dei controlli reale di noi che facciamo questo lavoro. E' un caso della nostra scuola. Io sono della
Commissione Mensa dell'infanzia "Rodari". Il 9 gennaio troviamo dei bastoncini di pesce senza
tracciabilità, cioè non è indicata, anzi, è indicata in modo fantasioso un'area di pesca che non
corrisponde a nulla. Due mesi per avere un "ci stiamo riflettendo", tre mesi e mezzo per arrivare ad un
incontro pubblico dove verbalmente la ditta ammette la non conformità in quel singolo giorno, per
quel singolo lotto. Contemporaneamente la funzionaria comunale dice che secondo lei invece la
provenienza c'era. Morale: noi non solo non sappiamo se è stata comminata o no la multa, ma di
questo poco ci importa, quello che è grave è cosa è successo durante questi quattro mesi e mezzo di
latenza. Sono stati usati ancora questi prodotti? Quante volte? Quanti bambini li hanno mangiati? In
quali scuole? Da un elenco dettagliato questo emergerebbe.
La nostra seconda richiesta riguarda la formazione delle persone che fanno le Commissioni
Mensa. Sono centinaia, come ricordava l'Assessore, a fronte di qualche decina di tecnici comunali. E'
chiaro che c'è una forza lavoro potenziale molto grande. Se si facesse una buona formazione, il
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risultato di controllo, con una ricaduta sulla sicurezza alimentare dei bambini, sarebbe importante, e
non solo andare ad assaggiare se la pasta è scotta oppure no.
Il punto 3, il terzo aspetto, è un aspetto centrale per noi e riguarda effettivamente come
vengono fatti i controlli sul cibo che realmente è presente a scuola. Normalmente nelle cucine o nei
centri cottura è presente un registro di questo tipo, semplicissimo, dove le cuoche che sono dipendenti
delle ditte trascrivano a mano il numero di lotto della derrata utilizzata quel giorno, non delle derrate
presenti a scuola. La sottigliezza non è da poco, perché se succede un problema di qualunque tipo
durante un controllo (una fattura che non torna, un cibo avariato, qualunque tipo di problema), in
questo modo la ditta ha questa scappatoia molto semplice, il problema scompare. Quello che noi
chiediamo è che ci siano. Anche se la normativa CEE non lo consente, lo richiede il buonsenso, è
un'innovazione che il Comune può fare quella di chiedere dei registri rilegati e vidimati. In quasi tutte
le attività commerciali non sono ammesse cose di questo tipo.
Vi faccio due esempi lampanti di quanto siano gravi le ricadute sulla sicurezza alimentare. Il
primo è quello delle arance marce. E' un caso noto, è stato anche sui giornali. Queste arance erano
nella cucina della mia scuola il 5 di marzo. Me le vedo lì, pronte per la preparazione, corredate da
fattura volante di consegna che certifica che le arance sono buone. Ovviamente intervengo, chiedo ai
funzionari comunali di poter fotografare le arance, non mi hanno dato il permesso, questa foto l'ho
fatta di nascosto. Chiedo di poter avere copia della fattura, non mi hanno dato il permesso perché sono
documenti interni delle ditte. Morale: sono sparite le arance e le fatture e sul registro non risulta nulla,
a norma CEE. Nel pomeriggio, poche ore più tardi, tutto questo cibo era buttato nei cassonetti. La
versione ufficiale è che fossero avanzi dei bambini, non si sono neanche premurati di andare a
verificare cosa c'era quel giorno. Quel giorno non c'era questo cibo servito a scuola, c'era platessa e
patate lesse, quindi chi ci racconta che sono avanzi sta mentendo e in modo anche abbastanza rozzo.
L'altro caso è un caso complesso, va studiato un pochino. E' molto importante, noi l'abbiamo
soprannominato "il trucco delle forniture miste". Giudicherete voi se è un trucco oppure no. Su questa
cosa si giocano interessi di migliaia di euro delle ditte che fanno un guadagno formalmente lecito
rischiando nulla, se non una rarissima ammenda quando c'è qualche Commissione Mensa
particolarmente combattiva. La fornitura mista si ha quando si consente – e questo spesso viene
consentito dalle offerte, non dai capitolati, ma dalle offerte – la presenza in cucina, nel magazzino
oppure nei freezer, di materiale di qualità inferiore a quella stabilita. Ad esempio nel caso dei fagiolini
sono permessi fagiolini trattati con pesticidi quando sarebbero da capitolato fagiolini bio perché una
volta ogni tanto, saltuariamente, per deroga, per necessità, last-minute, vengono legittimati. In questo
modo, quando eventualmente arriva un controllo, la ditta può sempre dire: "ci sono, non sto usando
gli altri". Ci vorrebbe il genitore che con la telecamera guarda ogni minuto cosa mette la cuoca in
pentola. Noi su questa cosa dei fagiolini siamo andati a fondo perché la nostra azienda, la Cascina
Global Service, ha vinto un appalto di milioni di euro garantendo un servizio di prodotti non trattati
con pesticidi e i bambini, all'asilo, mangiavano prodotti – secondo la nostra versione, poi è stata
smentita, vedremo chi ha ragione – e li mangiavano quotidianamente secondo noi... ad ogni controllo,
con il trucco della fornitura mista, si diceva: "sì, è vero, ci sono, li vedete in freezer tutti e due, ma
sono quelli usati per il polpettone due volte delle sei settimane". Siamo dovuti andare a chiamare i
NAS, i NAS sono arrivati. L'Assessore dice che non hanno trovato nulla di grave. Secondo noi è
grave perché hanno finalmente potuto dimostrare che i genitori avevano ragione, che questa fornitura
mista era un trucco e che effettivamente venivano usati quotidianamente. L'ammenda è stata di 500
euro per quel giorno, per quella scuola, però potete calcolare facilmente, con i milioni di... parlo a
livello nazionale, ma anche a livello di circoscrizione comunque sono migliaia di pasti con prodotti di
qualità quotidianamente inferiore e 500 euro ad una ditta non fanno nulla di male".
SIG. BEGNINI – RETE COMMISSIONI MENSA
"Chiediamo anche che si costituisca un elenco pubblico delle Commissioni scolastiche e dei
loro membri perché in tutti questi anni abbiamo avuto difficoltà a metterci in relazione. Per questioni
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di privacy o per altre ragioni non ci è stato mai possibile accedere, se non per vie personali,
conoscenze personali, alle altre persone che compongono le Commissioni Mensa.
Dopo una lunga trattativa, nella mia scuola, la "Daneo", i contenitori in plastica usati per
veicolare il cibo caldo ad ore di distanza dalla sua produzione sono stati riconosciuti potenzialmente
dannosi per la salute e sostituiti con quelli metallici. La rete in questo caso potrebbe, ad esempio,
servire ad informare tutte le altre scuole che si trovano nella medesima situazione così che possano
richiedere lo stesso trattamento, che non si capisce bene perché non avviene in automatico.
Con la rete possiamo anche mettere in contatto tutte le situazioni di diete speciali, che sono
quelle più impoverite, decisamente più impoverite da un sistema che funziona più per sottrazione
degli ingredienti potenzialmente dannosi che per loro sostituzione con altri ingredienti. Insomma,
nelle dieti speciali spesso ci si ritrova a mangiare cose in meno, non cose diverse".
SIG.RA CALOGERO – RETE COMMISSIONI MENSA
"Il punto 5 è sulla pubblicazione dei capitolati. Siamo contenti che da due giorni siano sul
sito, noi lo chiediamo da due anni. Ma quello che ci importa di più è che siano sul sito anche le
offerte. E' una cosa molto diversa. Il capitolato è il documento che racconta tutte le tipologie possibili
di cibo. Ad esempio, per la carne ci sono 22 possibili tipologie, ma è poi la singola offerta della ditta
che vince l'appalto della singola circoscrizione che dice quali di quelle 22 e quante volte nelle sei
settimane vengono servite. Senza questo dato una Commissione Mensa che lavora seriamente non può
certificare conformità e anche in questo caso c'è il rischio della fornitura mista, cioè se non viene
garantito al cento per cento delle giornate che viene servito cibo di qualità, ci sarà sempre
l'escamotage di dire: oggi non c'era, ma siete venuti a fare il sopralluogo nel giorno sbagliato".
SIG. BEGNINI – RETE COMMISSIONI MENSA
"Chiudiamo con un ultimo punto sulle regole. Chiediamo di intervenire sulle procedure di
rimborso per i pasti non conformi. La carta dei servizi è l'unico documento a cui si attengono i
genitori e prevede che il rimborso dei pasti che vengono serviti nelle nostre mense si debba attenere
esclusivamente ad un'unica regola: le due portate del menu con la possibilità per l'azienda di risolvere
il conto delle due portate scodellando nei piatti il "pasto scorta", ovvero l'inesorabile e onnipresente
scatoletta di tonno. Chiediamo di poter ottenere un rimborso parziale o totale anche in funzione di altri
parametri oltre alle due portate, come la temperatura dei servizi, un minimo di puntualità e di
commestibilità del cibo, cose che peraltro sono indicate con ottima precisione nei capitoli d'appalto.
Chiediamo un'altra cosa. Ad esempio, alla "Daneo" un giorno di aprile è stata rinvenuta una
palla di muffa nel formaggio. Il reperto è stato sigillato e consegnato, come previsto dal capitolato, in
attesa dei controlli ASL, nelle mani dell'azienda, come prevede, appunto, il capitolato. Chiediamo una
revisione di queste assurde procedure che mettono in automatico le prove di non conformità nelle
mani di chi le ha commesse. Per finire, il campione del formaggio è stato misteriosamente smarrito".
LODI – PRESIDENTE
"Ringrazio dell'esposizione.
A questo punto, in accordo, inizierei con le audizioni, quindi inizierei direttamente con la
ditta La Cascina e poi proseguirei, se altre ditte fornitrici vogliono intervenire, farei la parte delle ditte
che forniscono e a seguire sentirei il dottor Ferrando, quindi la ASL e coloro che rappresentano chi
esercita i controlli e poi Federfarma.
Inizierei con La Cascina, grazie".
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SIG. LO IACONO – AZIENDA LA CASCINA
"Buongiorno a tutti. Sono Giuseppe Lo Iacono della Cascina Global Service. Rispondo per
le segnalazioni fatte dalla signora in merito alle, a suo dire, difformità rilevate nella scuola materna
"Rodari". Innanzitutto noi siamo presenti sul territorio, abbiamo un grande numero di strutture,
serviamo plessi veicolati e cucine dirette e abbiamo, con i nostri responsabili sul territorio, un
controllo capillare. Poi è chiaro che ogni tanto può capitare che ci si trovi a dover discutere delle
situazioni insieme ai nostri responsabili, quindi agli ispettori, ai cuochi, nel senso che nell'arco di un
anno possono succedere delle incomprensioni che comunque noi cerchiamo sempre in tempo reale di
risolvere sempre nell'interesse del servizio.
Rimanendo alle specifiche segnalazioni fatte dalla signora dico che per quanto riguarda il
merceologico, dato che si parlava di, se ricordo bene la parola, trucchi delle aziende per cercare di
eludere o di avere un vantaggio rispetto all'utilizzo di un prodotto rispetto all'altro, dico che non è vero
perché comunque le offerte e il merceologico danno all'azienda la possibilità di utilizzare, a seconda
delle preparazioni, prodotti ben distinti a seconda, appunto, del menu del giorno. Nello specifico, i
fagiolini biologici possono essere conservati nel freezer delle strutture perché comunque, come ben
diceva la signora, per le preparazioni in cui il fagiolino o la bieta surgelata sono previsti come
ingredienti è consentito l'utilizzo di un prodotto convenzionato surgelato, mentre invece quando il
prodotto è previsto come contorno, quindi fagiolini o bieta surgelata come contorno, c'è l'evidenza di
dare il biologico. Ora, rispetto alla segnalazione della giornata in cui poi c'è stata la richiesta di un
controllo dei NAS, che poi è stata seguita dei nostri collaboratori, dai nostri ispettori, può esserci stata
un'incomprensione da parte della cuoca. Purtroppo, lavorando grandi volumi di prodotto, può essere
che una signora, che una nostra dipendente abbia avuto una problematica, che noi comunque stiamo
risolvendo, abbiamo dato le nostre controdeduzioni al Comune.
Comunque mi sento assolutamente di respingere l'affermazione che dice che le aziende, ma
in special modo noi, parlo per Cascina Global Service, utilizzano trucchi o espedienti per eludere il
capitolato, assolutamente no. Noi abbiamo dei prodotti offerti rispetto al merceologico del capitolato e
li utilizziamo in toto sui lotti che noi gestiamo. Se c'è qualche problematica, interveniamo subito con
riformazione del personale, non conformità al personale. Ovviamente, ripeto, la frase iniziale,
serviamo quotidianamente migliaia e migliaia di pasti, può esserci che ogni tanto c'è qualche
incomprensione, ma il nostro impegno sul territorio prevede, appunto, che ispettori girino e facciano
sopralluoghi congiuntamente all'Economato e congiuntamente alla Commissione Mensa, che, anzi,
ringraziamo per il lavoro che quotidianamente a supporto della nostra attività svolge nelle cucine,
però assolutamente mi sento di respingere con forza l'idea che qualche componente della
Commissione Mensa si è fatta che la nostra azienda tende a cercare un risparmio con questi
espedienti".
LODI – PRESIDENTE
"Ringrazio dell'intervento.
Chiedo se c'è qualche altra ditta fornitrice che vuole intervenire. Prego, sentiamo la CIR.
Magari, quando intervenite, dite nome e cognome così poi l'intervento viene registrato dal verbale,
grazie".
SIG.RA CONSIGLIERE – AZIENDA C.I.R. FOOD
"Buongiorno a tutti. Sono Tatiana Consigliere e sono dell'Ufficio Prodotto CIR Food. In
merito alla segnalazione fatta sul formaggio ci tengo a precisare che, come da procedura, è stata
comunque aperta una non conformità nei confronti del fornitore, quindi c'è stato un seguito alla
segnalazione della Commissione Mensa, cioè c'è stata una comunicazione proprio scritta da parte del
fornitore che abbiamo trasmesso ovviamente ai nostri referenti comunali.
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Poi comunque sicuramente ci saranno altri tipi di problemi, ma un pallino di muffa
all'interno del Parmigiano..."
SIG.RA CONSIGLIERE – AZIENDA C.I.R. FOOD
"No, no, aspetti, aspetti. Considerata comunque la quantità di pasti prodotti tutti i giorni...
Non ci sta ed infatti è stata fatta una non conformità nei confronti del fornitore, però succede anche a
casa nostra, cioè, potrebbe essere..."
SIG.RA CONSIGLIERE – AZIENDA C.I.R. FOOD
"Non ho capito..."
SIG.RA CONSIGLIERE – AZIENDA C.I.R. FOOD
"Sicuramente non so di preciso che fine abbia fatto questo pallino di muffa, però
sicuramente non è stato sminuito il problema e la non conformità al fornitore è stata fatta ed è stato
bloccato il prodotto, cioè è stato prontamente sostituito, quindi non è che non abbiamo fatto
correttivi".
LODI – PRESIDENTE
"Adesso darei la parola al dottor Marensi dell'ASL3-Liguria e poi si prepari il dottor
Ferrando, grazie".
DOTT. MARENSI – RESPONSABILE SICUREZZA ALIMENTARE A.S.L. 3
"Credo che la mia presenza qui sia dovuta alla posizione che ricopro come responsabile
della sicurezza alimentare dell'Azienda sanitaria locale. Il rilievo dell'Azienda sanitaria locale nel
controllo degli alimenti è soprattutto rivolto agli aspetti che possono mettere a rischio la salute, quindi
non è tanto il nostro mestiere occuparci degli aspetti merceologici o di tipo qualitativo.
Per quello che riguarda nello specifico l'ipotesi di rischio per la salute derivante dal
consumo dei cibi, avete visto anche dai numeri che ha presentato l'Assessore che il controllo è
sufficientemente, anzi, largamente assiduo e attento sia dal punto di vista della chiamata quando si
verificano delle situazioni di supposta non conformità con ipotesi di danno alla salute (su chiamata
perché viene rinvenuto, ad esempio, un corpo estraneo nell'alimento, o nel piatto, o nelle scorte di
cucina), sia quando il controllo viene fatto di iniziativa, e ne facciamo un buon numero di controlli,
con un impegno di energie, di risorse sia personali che professionali di alto livello.
Oltre a questo l'Azienda sanitaria fa un'analisi attenta dei menu che vengono somministrati.
Forse l'aspetto più importante è che procede alla categorizzazione del rischio, cioè le cucine
del Comune dove vengono prodotti gli alimenti vengono categorizzate al rischio massimo. Questo
non vuol dire che si verifichi poi il pericolo effettivo, ma piuttosto che sono punti dove eventuali
errori possono provocare i rischi maggiori per la salute. Ovviamente questi punti li conosciamo, in
gran parte sono anche definiti e conosciuti e controllati dalle aziende come controllo interno. Il fatto
di avere l'idea di dove possa succedere un eventuale incidente credo che sia un aspetto molto
importante per noi perché ci permette di dirigere le nostre indagini.
Questo, in sostanza, è il nostro compito, quello che possiamo fare.
L'intendimento, in base anche ai piani regionali che ci vengono dalla nostra holding, dalla
Regione, è quello di aumentare i controlli. Nel corso di questo anno l'aumento generale dei controlli
che verranno effettuati sugli alimenti è previsto nell'ordine del 15 per cento, un aumento consistente
su numeri già alti. Tenete conto, poi, che tutto questo ha un seguito, perché se il controllo dà luogo
anche ad un campionamento, cioè al rinvenimento di un cibo sospetto, c'è anche un seguito di
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controllo ufficiale da parte di ARPAL, quindi con responso con le conseguenze che di volta in volta si
verranno a determinare.
Vorrei precisare anche che il controllo non è fatto solo sugli alimenti. Noi siamo un po' i
controllori del Comune perché il controllo viene fatto anche sull'ambiente di produzione, sulle cucine
sia delle ditte, sia quelle comunali, sui comportamenti degli operatori. Quindi è un controllo a
trecentosessanta gradi senza distinguere tra Comune, ditte, operatori e quant'altro, quindi, credo,
abbastanza oggettivo e garante.
Già che ho la parola, potrei approfondire alcuni aspetti riguardanti le verdure decongelate e
ricongelate. Non si deve fare, su questo non ci sono dubbi. Se viene fatto, è un errore. Può causare
nella migliore delle ipotesi uno scadimento della qualità del cibo, nella peggiore anche problematiche
che riguardano la salute.
Sul pesce senza una specifica provenienza e solo con un'area generica immagino che siano
le ditte a fare questo tipo di controllo perché sono loro che acquistano all'esterno il cibo. L'indicazione
dell'area è considerata sufficiente, poi si può essere anche più specifici dicendo "Mar Ligure di
Levante", ma l'indicazione ufficialmente accettabile è "Mediterraneo".
Gli antiparassitari sono un male necessario. A tutti piacerebbe mangiare senza
antiparassitari, però ci sono dei limiti di legge e i limiti di legge risultano rispettati quando è
consentito. Nei cibi bio non ci devono essere e anche questo è un risultato che si può approfondire
attraverso le analisi. Tuttavia è più una truffa in commercio, eventualmente, che non un'ipotesi di
danno per la salute.
Credo più o meno di aver dato qualche indicazione sulle cose che mi sono appuntato.
Eventualmente sono disponibile per ulteriori approfondimenti. Grazie".
LODI – PRESIDENTE
"Grazie lei.
C'è una precisazione. Prego".
SIG. LO IACONO – AZIENDA LA CASCINA
"C'è stato un misunderstanding, un'incomprensione magari mia, o non so se avete capito
tutti la stessa cosa. Per quanto riguarda la problematica delle verdure surgelate di cui si parlava prima,
era un problema merceologico, non di errata procedura di congelamento o manipolazione del
prodotto, come mi pare di aver capito dal dottore. E' stato solo un problema, per quanto riguarda
quello occorso alla materna "Rodari", di utilizzo di un prodotto diverso rispetto a quello che era
previsto dal capitolato, però nella corretta tecnica di lavorazione, quindi non prodotto scongelato
utilizzato in maniera errata, che, sono assolutamente concorde con il dottore, sarebbe stata una cosa
molto grave perché comunque va ad inficiare l'igiene della lavorazione. Questo solamente per
precisare. Poi non so se ci sono state altre problematiche da altre parti, in altre scuole, che hanno
comunque toccato aspetti del genere, però era solo per precisare che il problema dei fagiolini e delle
erbette di cui si parlava prima, in special modo nella scuola materna "Rodari", era solamente il
problema riferito al merceologico".
LODI – PRESIDENTE
"Grazie della precisazione.
Darei la parola al dottor Ferrando".
PROF. FERRANDO – A.P.E.L.
"Sono Alberto Ferrando, pediatra di famiglia. Come Associazione Pediatri collaboriamo con
le mense dal 2005 più o meno e questa riunione a me fa molto piacere perché facciamo parte e stiamo
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portando avanti un movimento di medicina sostenibile e la medicina sostenibile va fatta con operatori
sanitari, operatori non sanitari e soprattutto con il cittadino, la gente, le famiglie, superando spiriti di
contrapposizione e con collaborazione, e questo è un esempio.
Quando era assessore Veardo ci eravamo visti varie volte con riunioni per le famiglie e
anche l'assessore Boero penso che sia disponibilissimo a far sì che questo non sia un evento isolato,
ma si mettano le basi per una critica costruttiva. Può essere che qualche cosa non vada, che possa
essere migliorata, allora ci si vede con le istituzioni, gli operatori sanitari, noi come pediatri siamo
disponibili. Anche perché importa la qualità del cibo sicuramente, anche la quantità perché l'obesità è
un problema terribile e la maggior parte dei bambini mangia poco, almeno sembra che mangi poco
(una frase che come pediatra sento sempre dire è "non mi mangia", però cresce bene), però nei
bambini assistiamo ad un boom di disturbi del comportamento alimentare, quindi il cibo non ha solo
una concezione materialistica (e una frase di un filosofo dice che l'uomo è quello che mangia), quindi
per qualità e per quantità, ma ci sono anche le modalità del cibo.
Faccio un esempio della nostra collaborazione. Abbiamo, a Genova, 100 bambini a rischio
di morte per allergia, per shock anafilattico. Ci abbiamo messo circa dieci anni insieme, ma
collaborando, non andando in contrapposizione, per fare un protocollo che tuteli quel bambino che ha
lo shock anafilattico se assume il latte. Non risolviamo la cosa dicendo "non facciamo entrare il latte"
perché magari un altro bambino può dargli una caramella proprio al latte. All'inizio sembravano
pochi, invece sono tanti. Qui l'interesse qual è? Mettiamo al centro il bambino e la famiglia perché
uno diceva: "io non sono medico, chiamate il 118", invece dobbiamo superare lo spirito di delega agli
altri. Un esempio è questo.
L'altro esempio è – e in Comune questa cosa l'avevamo fatto nel 2007, dovremmo ripeterla –
il soffocamento da cibo. Ogni genitore ha paura che il bambino, mangiando, possa soffocare. Non è
un evento tanto raro, un bambino alla settimana in Italia muore soffocato da qualcosa e per l'80 per
cento delle volte è il cibo, quindi la manovra di disostruzione da corpo estraneo è una cosa che va
considerata.
Quindi io dico che dal mio punto di vista la qualità è importante, la quantità è importante,
ma l'altra cosa importante è mettersi un po' a tavolino a ragionare sui bambini che possono avere
bisogno di aiuto. Come pediatri osserviamo un aumento nei bambini di problematiche di tipo
psicologico, di tipo comportamentale che si manifestano in comunità. La soluzione non ce l'ha
nessuno, però la soluzione si avvicina se mettiamo insieme il genitore con chi opera nella comunità,
con i pediatri curanti. Il mangiare è un momento in cui possono uscire indicatori da parte del bambino.
Non per darvi dati e scusate se esco dall'alimentazione in senso stretto, ma l'alimentazione è un
indicatore. Nel comune di Genova, su 80 mila minori, ne abbiamo quasi 1000 segnalati per abusi e
maltrattamenti ai servizi sociali, quindi sono dati ufficiali del Comune di Genova. Tutte queste cose
all'interno di una comunità vanno analizzate. Da chi? Rappresentanza dei genitori, istituzioni che sono
disponibili e operatori sanitari che sono disponibili.
Vi ho fatto solo questi due esempi perché poi il bambino mangia anche a casa. Come
pediatra debbo dire che il bambino mangia bene se mangiano bene i genitori e su questo stiamo
chiedendo interventi nelle comunità, interventi fin dalle neonatologie per iniziare a mettere i
presupposti, perché vostro figlio starà bene se state bene voi. Una frase che da laico dico è quella di
Papa Giovanni Paolo II: "riappropriatevi della vostra vita e fatene un capolavoro". Un bambino è
un'occasione per ricostruire, cioè, per costruire lui, rivedere i nostri comportamenti e questo lo
possiamo fare riappropriandoci del senso di una socialità che è un po' persa e abbandonando una
contrapposizione che non porta a niente, mentre una riunione di questo tipo può mettere i presupposti
per finalmente arrivare a dialogare. Qualche errore si può fare, va segnalato, va rimediato senza
nascondersi, senza preconcetti, e il fatto che siamo qui penso che lo manifesti e può essere l'inizio di
un percorso insieme perché nessuno vuole fare l'Erode dei bambini, tutti cercano di fare il meglio,
possono sbagliare come tutti quanti e si può migliorare. Ho terminato qui".
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LODI – PRESIDENTE
"Grazie, dottor Ferrando.
Adesso proseguirei con l'intervento dell'ARPAL, della dottoressa Angela Sangiuolo".
DOTT.SSA SANGIUOLO – A.R.P.A.L.
"Buongiorno a tutti. Sono Angela Sangiuolo, sono responsabile del settore di Microbiologia
del laboratorio ARPAL di Genova e sono anche referente della convenzione che ci lega da molti anni
con il servizio di ristorazione del Comune per il controllo analitico riguardante i pasti somministrati.
E' un rapporto che va avanti dal 2001, quindi diciamo che fino ad oggi abbiamo avuto una lunga
esperienza comune, nell'ambio della quale penso che ci sia stata una comune crescita.
La convenzione che ci lega ci impegna ad effettuare un'attività di prelievo campioni e di
analisi campioni. Il numero dei campioni che noi analizziamo nell'ambito dell'anno sono campioni
riferiti a pasti pronti, a materie prime, ma anche a tamponi di superficie e acqua potabile. Effettuiamo
un numero di 600 campioni annualmente e su questi 600 campioni diamo 600 rapporti di prova al
servizio ristorazione.
Nell'ambito della convenzione è disciplinata abbastanza puntualmente la nostra attività.
Eseguiamo i campionamenti con personale nostro secondo un protocollo di campionamento nostro
che è a disposizione del servizio ed effettuiamo l'analisi nel nostro laboratorio di Genova e, quando
necessario, anche negli altri laboratori regionali.
Normalmente è prevista una tabella di riferimento, dei valori di riferimento con cui
confrontare i valori analitici che abbiamo riscontrato, quindi è tutto strettamente monitorato e
disciplinato. Alcuni parametri non hanno dei valori di riferimento normati ma sono frutto di un libero
accordo tra le parti, quindi non tutto è disciplinato per legge. Ci sono alcuni valori i cui parametri
vengono comunque analizzati perché vengono ritenuti importanti per seguire il buon andamento
dell'attività e questi parametri comunque hanno dei valori di riferimento che sono concordati tra il
servizio e le ditte e noi cerchiamo di dare il nostro supporto tecnico nell'elaborazione di questo
aspetto.
Quando ci sono dei superi trasmettiamo immediatamente al servizio la segnalazione senza
neanche aspettare l'emissione del rapporto di prova, abbiamo la procedura rapida di comunicazione
diretta. Tenete presente che generalmente i superi riguardano proprio questi parametri che non hanno
un limite di legge definito ma che sono frutto di una libera scelta tecnico-scientifica, cioè un supero di
carica microbica in molti alimenti non trova nessun riscontro nella norma, però si ritiene importante in
certi alimenti monitorare questo aspetto e quindi si è stabilito un limite di riferimento, per cui questi
superi sono comunque ovviamente segnalati al servizio, che interviene poi con la sua procedura per
verificare cosa è successo, eventualmente la non conformità, insomma, c'è tutta la nostra procedura di
cui io sono solo parzialmente parte.
La nostra attività, però, non è di tipo ispettivo, volevo precisare questo. Noi facciamo il
prelievo dei campioni e l'analisi dei campioni, la trasmissione dei rapporti di prova e la segnalazione
di eventuali anomalie e l'emissione di rapporti di prova di tutti, regolari e non regolari, che forniamo
al servizio.
Questa è la nostra esperienza, che ormai va avanti dal 2001 come vi dicevo, credo, in
assoluto accordo e trasparenza con il servizio, con i dirigenti. Credo che questa lunga esperienza sia
una testimonianza di questa collaborazione che ormai è diventata abbastanza importante".
LODI – PRESIDENTE
"Perfetto, la ringrazio.
Adesso darei ancora spazio ad un altro intervento, quello del dottor Schenardi di
Federfarma".
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DOTT. SCHENARDI – FEDERFARMA
"Buongiorno. Sono Edoardo Schenardi e sono segretario di Federfarma Genova, che
rappresenta le 302 farmacie genovesi. E' con particolare piacere che presento in questo contesto la
campagna che abbiamo lanciato ufficialmente venerdì che si occupa di intolleranze ed allergie
alimentari, che si chiama "Tutti per uno e una tavola per tutti". Abbiamo pensato di mettere a
disposizione dei 35 mila cittadini genovesi che entrano ogni giorno in farmacia un opuscolo che
permetta alle famiglie e ai bambini di venire a contatto con le quattro intolleranze e allergie alimentari
più frequenti, che sono celiachia, intolleranza al lattosio, dieta poco ricca di sodio e dieta poco ricca di
zuccheri. Molto spesso ci rendiamo conto che quando qualcuno ha un bambino ospite celiaco o
allergico, tende a cucinare qualcosa appositamente per questo bambino e magari viene in farmacia e ci
dice: "ho un bambino celiaco, mi dia della pasta per celiaci". L'idea di questo strumento è di mettere a
disposizione per ognuno dei quattro temi che vi ho citato informazioni pratiche su cosa preparare per
un bambino celiaco e su cosa preparare per un bambino allergico; invitare i bambini a scoprire i
"superfood", che sono cibi che vanno bene per tutti e che permettono di fare inclusione alimentare;
invitarli, dopo aver letto questo opuscolo, a creare un disegno che rappresenti una merenda inclusiva
per eventuali ospiti, portarcelo in farmacia e noi gli daremo le quattro calamite da frigo che sono
rappresentative di ogni piccola intolleranza alimentare.
L'idea di mettere a disposizione uno strumento del genere è per fare informazione perché
molto spesso chi ha un bambino allergico al lattosio o lo ha ospite non sa che basterebbe preparare un
sorbetto al posto del gelato e mangiare tutti lo stesso cibo, o che per un celiaco si potrebbe utilizzare
qualcosa a base di mais o di riso senza dover cucinare qualcosa appositamente. L'obiettivo è di
metterlo a disposizione di tutti i bambini genovesi per far capire che le differenze alimentari non sono
esclusione, ma si può cucinare una cosa che va bene per tutti. Grazie".
LODI – PRESIDENTE
"Grazie di questo contributo.
Qualcun altro vuole intervenire per integrare quanto detto oppure proseguiamo con
l'intervento dei consiglieri? Proseguiamo con gli interventi dei consiglieri, ovviamente poi sono
possibili tutte le repliche alle domande e ai quesiti che verranno posti.
Do la parola al consigliere Grillo".
GRILLO (P.D.L.)
"Intanto ringrazio sentitamente le persone oggi audite e in modo particolare i rappresentanti
delle famiglie che hanno i figli che frequentano le scuole perché è la dimostrazione di come siano
animati in termini di collaborazione non soltanto, ovviamente, per la salute dei propri figli, ma anche,
credo, nell'interesse generale del Comune, che a maggior ragione dovrebbe farsi carico di queste
questioni.
Io mi limito semplicemente ad una domanda, condividendo quello che i rappresentanti dei
bambini hanno qui oggi rappresentato: Assessore, le chiedo se potesse fornirci i dati dei costi delle 9
mense gestite dal Comune e quanto ammonta il costo, invece, di quelle mense affidate all'esterno.
Credo che questa comparazione sia utile, necessaria ed opportuna al fine di valutare anche un'ipotesi,
prevedendo modalità e tempi entro i quali questa si possa concretizzare, di ricondurre in capo al
Comune la gestione di tutte le mense. E' un'ipotesi di lavoro che credo meriti di essere approfondita,
peraltro non è una novità perché circa due anni or sono, in occasione di altra audizione, ci eravamo
già posti questo problema. Quindi si tratta di fare una comparazione dei costi e ovviamente quello che
a noi interessa è l'obiettivo di ricondurre in capo al Comune la gestione di tutte le mense, ovviamente
improntata al massimo di garanzia sulle forniture e sul cibo di qualità. Io ritengo che questa sia
un'ipotesi di lavoro che meriti degli eventuali ulteriori aggiornamenti della Commissione perché credo
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che sia l'unico modo concreto per far sì che le anomalie che sono state segnalate non si ripetano
ancora nel tempo".
LODI – PRESIDENTE
"Grazie, consigliere Grillo.
Consigliere Bruno, prego".
BRUNO (FEDERAZIONE DELLA SINISTRA)
"Come nei sistemi politici chi governa, secondo me, ha bisogno di un'opposizione
importante sennò non viene pungolato, in qualche modo c'è un ruolo importante anche di chi non è al
governo che pungola eccetera, così anche in questo caso io direi che sarebbe opportuno che le
sollecitazioni che provengono dalla rete Commissioni Mensa siano valutate in positivo e non in
qualche modo un po' derubricate ad una scocciatura. Io penso che alcune cose possano essere superate
con la massima trasparenza, nel senso che immagino che nessuno abbia niente da nascondere, quindi
tutte le richieste, in parte già accolte alcuni giorni fa, di massima trasparenza e di conoscenza a tutta la
cittadinanza del capitolato, delle offerte, dei controlli, penso che siano necessarie non solo nel caso,
appunto, delle mense, ma nel caso della tutela ambientale, nel caso di cosa succede alla discarica di
Scarpino. Probabilmente alcune cose possono essere anche ingigantite e l'unico modo perché non
siano ingigantite è che ci sia la massima trasparenza, che tutto quello che viene verificato, che viene
valutato, che viene sanzionato o non sanzionato, le offerte, i capitolati siano a disposizione sui siti in
modo che tutti possano consultarli.
Forse non è il compito di una Commissione consiliare discutere se quell'irregolarità è stata
sanzionata o non è stata sanzionata, anche se ovviamente questa cosa ci interessa, e in che modo le
irregolarità vengono sanzionate. Il compito della Commissione e dei consiglieri è ascoltare ed
eventualmente produrre degli indirizzi verso l'Amministrazione, per cui io penso che se noi
condividessimo alcune delle proposte che sono state portate dalla rete, come quella della trasparenza o
l'elenco pubblico dei membri delle commissioni scolastiche, non mi sembra che ci sia nessun
problema di privacy. Le richieste migliorative avanzate dalla rete delle Commissioni Mensa
potrebbero essere in qualche modo inserite, se le condividiamo, in un documento da mettere in
votazione al prossimo Consiglio comunale come indirizzo. Mi pare che questo sia un po' il nostro
compito.
Ovviamente ringrazio la rete per aver sollecitato questa riflessione che altrimenti non
sarebbe stata fatta e ringrazio ovviamente gli interlocutori che hanno cercato di dare delle risposte,
però io penso che questa vicenda, questa Commissione di oggi non debba essere vissuta con fastidio,
ma possa essere effettivamente una risorsa per l'Amministrazione perché, e non solo su questo tema,
l'Amministrazione o gli enti locali non si riducano a dei consigli di amministrazione, a gestire
l'austerità, a gestire, anche correttamente, le cose. Se la parola "partecipazione", che probabilmente è
una delle cose che ha fatto vincere le elezioni a Marco Doria, si riesce a declinarla, è una ricchezza, al
di là di Marco Doria, della destra e della sinistra, per il servizio. Se in qualche modo i genitori
vengono coinvolti possono dare un apporto di conoscenza puntale e non, diciamo, in qualche modo un
po' distratta come possiamo avere noi che siamo stati genitori di bambini piccoli molti anni fa e che
adesso abbiamo un'altra condizione. Effettivamente, ripeto, questo momento non deve essere vissuto
come un fastidio, è un'opportunità e l'opportunità, anche da parte delle aziende, è di essere in qualche
modo pungolati. Poi si possono fare tutti i ragionamenti che vogliamo sulle politiche di austerità, sul
perché lo Stato decide di finanziare certe cose e certe altre le finanzia meno, se sia opportuna questa
politica di esternalizzazione oppure se è meglio fare, come fanno in altre città, un'azienda in house che
gestisce questo servizio, oppure se è meglio tornare alle cucine. Benissimo, ma questo è un
ragionamento più di lunga durata. Io penso che la riflessione, se condivisa, debba procedere verso un
documento che chiede massima trasparenza, massimo coinvolgimento di tutti gli attori. Non c'è niente
da nascondere, gli errori li facciamo tutti, però se le cose non si conoscono è evidente che possono
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nascere delle tensioni. Quindi io sono disponibile – se i consiglieri sono d'accordo, sennò è un lavoro
che non porta a niente – a lavorare con gli altri per un ordine del giorno che raccolga le richieste della
rete Commissioni Mensa da produrre come ordine del giorno per il prossimo Consiglio".
LODI – PRESIDENTE
"Grazie, Consigliere.
Passo la parola al consigliere Villa".
VILLA (P.D.)
"Grazie. Anche a me sembra un buon inizio, un buon modo di lavorare guardandoci in
faccia e ascoltando i rappresentanti dei genitori e anche i rappresentanti delle aziende che forniscono
finalmente un ragionamento. Io credo che, come diceva il consigliere Bruno, nelle funzioni del
Consiglio e quindi di questa Commissione competente ci sia proprio quella dell'indirizzo e quindi di
fare un'analisi dei risultati fino ad oggi raggiunti o non raggiungi per poi eventualmente indirizzare la
Giunta e quindi l'Assessore competente ad andare in un indirizzo o in un altro. Credo che ci sia molto
servito fare i sopralluoghi e ringrazio la direzione delle scuole che ci ha permesso di andare nelle varie
scuole che avevamo richiesto di visitare. E' stato anche utile, credo, per ulteriormente capire, cosa che
già facevamo e che facevamo personalmente, andare a visitare scuole perché ci è servito, almeno per
quello che mi riguarda, ma credo anche per gli altri consiglieri, per fare alcune considerazioni.
Intanto nella relazione dell'Assessore si citavano le tre diverse forme gestionali, cioè i pasti
preparati per le 9 cucine comunali da cuochi comunali, i pasti preparati presso le cucine comunali da
cuochi aziendali per 118 scuole e i pasti preparati presso i centri di cottura di proprietà aziendale e
comunale e veicolati nelle 156 sedi scolastiche prive di cucina. Ora, in base a questi dati che ci
vengono forniti, dovremmo capire effettivamente se vogliamo andare verso una cosa o verso un'altra.
L'Assessore diceva che comunque l'ultima cucina è stata chiusa nel 2006. Io sono, ad esempio, uno di
quelli che crede che si dovrebbe ritornare alla cucina nella scuola con pasti preparati comunque da
soggetti esterni. Quello che dobbiamo fare qui dentro è non andare ad ispezionare, probabilmente,
questa o quell'altra cosa, ma dobbiamo capire dove vogliamo andare e per capire questo bisogna avere
dei dati e capire quanto ci costano i pasti veicoli, quanto ci costerebbero se li cucinassimo dentro e se
li cucinassimo con personale interno o con personale esterno. E' su questi numeri che noi dobbiamo
ragionare e fino adesso non l'abbiamo fatto, invece questo Consiglio lo ha già richiesto e dovremmo
iniziare a farlo. Siamo a tre anni dall'inizio della legislatura, siamo ormai a più della metà di questo
nostro mandato. Almeno per quello che mi riguarda, fino a quando ci sarò – io faccio il consigliere
dopo il mio lavoro – vorrei almeno uscire da qui dentro avendo capito quali sono gli indirizzi di
questa Amministrazione per i prossimi anni. Come diceva Bruno, non sono programmi che si
decidono domani mattina, ma se c'è qualcuno che mi dice, e vorrei saperlo dai nostri uffici, che è più
buono il pasto veicolato o il pasto non veicolato, io di quello prenderei atto e probabilmente farei delle
deduzioni e probabilmente proverei a dare degli indirizzi alla mia Giunta, alla mia maggioranza per
muoversi in un senso o nell'altro. Ripeto, ci vogliono dei numeri e dei costi su cui ragionare sennò
probabilmente non saremmo in grado di farlo.
Ho sentito nei due interventi dei signori che rappresentano l'ASL e l'ARPAL, il dottor
Marensi e la dottoressa Sangiuolo, che non spetta loro fare determinati controlli o almeno in parte
spetta loro fare determinati controlli, ma io, che probabilmente non ci arrivo, vorrei capire chi è che
deve controllare se un pasto è buono o meno, perché mi è sembrato di capire che l'ASL deve fare
alcuni tipi di intervento e quindi vi chiedo magari di specificarmi meglio che tipo di controlli fate
perché, almeno per quello che mi riguarda, io non l'ho compreso.
Mi sembrava anche molto interessante il ragionamento che facevano i rappresentanti dei
genitori, cioè il fatto di mettere in rete tutti rappresentanti di tutte le scuole e di tutti i genitori, perché
probabilmente potremmo avere una voce unica o non unica di quelle che sono le loro valutazioni,
perché oggi sono venuti questi rappresentanti, ma, per quello che mi riguarda, ad esempio, io ho
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incontrato i rappresentanti dei genitori della scuola che ho visitato e di altre scuole che avevo già
visitato precedentemente e mi sembrava che andassero vicino alle considerazioni che facevano loro.
Credo che davvero sarebbe utile per noi avere una rete di rappresentanti per poter fare quello che è
giusto che faccia questa Commissione.
Mi scuso con l'Assessore perché sa che io non sono solito intervenire in una maniera che
sembrava quasi arrogante, ma mi sembrava, ripeto, doveroso che prima ascoltassimo i rappresentanti
dei genitori e poi eventualmente ne deducessimo delle considerazioni, invece mi sembrava che si
rispondesse su cose di cui io non ero a conoscenza e quindi su cose rispetto a cui non sapevo quali
risposte fossero date.
Magari uscendo da qui forse faremmo una cosa buona se già ci dessimo un appuntamento
prossimo rivedendoci in tempi non lunghi in modo che se già adesso mi saranno forniti quei dati e
quei costi, quindi delle comparazioni, quindi dei numeri, possiamo dire se è meglio una cosa o l'altra.
Per quello che mi riguarda sono sicuramente meglio le cucine dentro agli asili con personale
comunale o anche non comunale, ma comunque, almeno per quello che io ho sentito dai
rappresentanti dei genitori, ma dai cittadini in generale, da tutti quelli che hanno figli, queste sono le
considerazioni che si fanno. Grazie".
LODI – PRESIDENTE
"Grazie, consigliere Villa.
Preciso di nuovo che l'Assessore non è che non riparlerà più ma risponderà alle domande,
quindi anche alle domande che ha fatto lei, quindi non credo che ci sarà bisogno di un'altra
convocazione e comunque darò la parola poi all'Assessore in risposta a tutti i consiglieri.
Do la parola alla consigliera Comparini..."
LODI – PRESIDENTE
"Consigliere Grillo, dato che stiamo ragionando sull'ordine dei lavori, sto dicendo che alle
domande del consigliere Villa ci saranno le risposte; poi, come tutte le volte, si decide alla fine se la
Commissione deve essere aggiornata. E la prego, se vuole parlare, di chiedere la parola e, senza
gridare, nel rispetto della Commissione e degli auditi, prende la parola dal microfono. Non ho detto
che non si faranno altre Commissioni, ho solo rassicurato il consigliere Villa che le risposte, perché
farò parlare di nuovo l'assessore Boero, spero che le abbia già questa volta per far sì che i genitori che
sono venuti qui e gli auditi abbiano già delle risposte oggi per evitare che escano da qui senza
risposte. Questo volevo precisare in virtù di questa Commissione.
Consigliera Comparini, prego".
COMPARINI (LISTA MARCO DORIA)
"Grazie, Presidente. Buongiorno e grazie alle persone che sono intervenute, in particolare ai
genitori che ci hanno portato delle istanze precise.
Come premessa dico per coloro che non lo sanno che, oltre ad essere una consigliera, sono
anche un'insegnante di scuola primaria e quindi ho anche una visione un po' più specifica e
specializzata di quello di cui stiamo parlando.
Mi sono segnata diverse cose. Intanto parto dalle considerazioni che ho fatto dopo aver
ascoltato i genitori presenti, la prima è questa: la cosa più importante da tenere in considerazione
quando si parla di ristorazione scolastica è la fiducia, la fiducia che si crea tra chi prepara il pasto e chi
lo riceve, e chi riceve il pasto non sono soltanto i bambini che lo mangiano, ma sono anche i genitori
che sanno dai bambini come è andato il loro pasto. Se si interrompe la catena della fiducia tutto va a
catafascio, per cui bene hanno fatto i genitori a portare le loro istanze, che sono molto specifiche,
perché chi ne ha il dovere prenda atto e lavori per evitare che le ditte che hanno delle manchevolezze
possano finire per inficiare tutto un grande lavoro che si fa. E' giusto andare a chiedere alle ditte di
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ottemperare nel mondo corretto le norme, è giusto andare a vedere dov'è l'errore, se è commesso in
buonafede oppure no, e laddove si vede che non è commesso in buonafede, trovare delle sanzioni
anche diverse da quelle pecuniarie, eventualmente delle penalità sul bando successivo in modo che chi
è colpevole non soltanto di aver non ottemperato alla normativa vigente, ma chi è colpevole
soprattutto di aver interrotto un rapporto di fiducia venga messo in secondo piano rispetto a chi invece
ha sempre collaborato bene, perché, ribadisco, se non c'è il rapporto di fiducia tutto va a cadere.
Il pediatra, il dottor Ferrando, ha fatto un intervento bellissimo per ricordare che il momento
del pasto è un momento fondamentale non soltanto per la nutrizione, ma anche per la socialità, per
l'apprendimento dei comportamenti che durano nel tempo. Il momento del pasto per noi insegnanti è
uno dei momenti fondamentali della giornata scolastica, deve avvenire con la sicurezza che quello che
i bambini trovano nel piatto sia di qualità, sia preparato con cognizione dal punto di vista nutrizionale,
ma anche con competenza dal punto di vista culinario, diciamo così, però che sia anche quel momento
in cui ci si può rilassare, si può chiacchierare, si possono stabilire rapporti sociali, si può vivere con
tranquillità e non dover agitarsi perché magari si pensa che poi la mamma, a casa, chiederà conto di
come è andata e quindi quel pezzettino di socialità si perde nell'ansia.
Io credo che dopo tanti anni che mangio a mensa si possano dire alcune cose estremamente
positive. Quelli che sono di fronte e fanno parte dei servizi sanno che io sono una rompiscatole, non
sono una che accetta tutto e vi dirò anche le cose negative, penso che però dal punto di vista
dell'attenzione del servizio nei confronti dei bambini e delle famiglie abbiamo raggiunto un livello
molto alto. Il lavoro che sta dietro al pasto cucinato è un lavoro enorme che si compone di tanti parti
che qualcuno meglio di me spiegherà, ma che vede l'attenzione maggiore in quei bambini e in quelle
situazioni particolari che hanno bisogno di una specifica. Vi è già stato detto che ci sono più o meno
cento bambini che hanno bisogno di tutta una procedura particolare perché il loro rischio vita è
altissimo, ma così avviene anche per tutti i bambini che hanno bisogno di diete speciali, che vengono
assicurate sempre e con grande attenzione. Avviene nel caso di bambini che hanno bisogno di
mangiare in bianco per due o tre giorni senza bisogno di un certificato medico e hanno la possibilità di
dirlo e di ottenere questo tipo di pasto. Per tutti questi bambini, che sono una minoranza, ma una
minoranza importante perché è una minoranza debole, per tutti questi bambini il nostro servizio
assicura tutto in modo più che adeguato, direi eccellente. E' un peccato perdere questa eccellenza per
altre cose meno importanti, a mio parere.
L'altra cosa altrettanto importante è che a mio giudizio – e qui aggiungo un miglioramento
che si potrebbe fare – per quello che vedo io nella mia scuola, che è una scuola della Media Val
Bisagno, quindi è un territorio dal punto di vista socioculturale normale, con genitori normali, senza
picchi in alto e senza picchi in basso, io credo che la maggior parte di bambini nella mia scuola mangi
prodotti di migliore qualità dal punto di vista del biologico, ad esempio, di quanto non mangi a casa,
sono convintissima di questo. Se faccio un'indagine, come ho fatto, tra i miei bambini, il biologico a
casa non lo mangiano, quindi su questo punto di qualità bisogna puntare perché sia rafforzato dove
deve, perché sia giustamente preso in considerazione. Penalizzare chi ha comportamenti errati è
fondamentale perché questo va a far cadere tutto il resto, fare in modo che i bambini mangino
volentieri è un altro punto.
Nella mia scuola c'è una cucina esternalizzata, quindi da noi cucinano. Quando mangiamo il
cibo della nostra cucina, per fortuna sempre, mangiamo molto bene; i giorni in cui la cucina ha dei
problemi e viene chiusa per cui ci arriva il pasto veicolato, non c'è consumo da parte dei bambini
perché il problema è proprio quello dell'appetibilità dei piatti. Quindi, forse, una cosa che
bisognerebbe fare con più – uso un termine inappropriato, prendetelo un po' così perché mi viene così
– con più tranquillità, con più serenità è ragionare un po' sul menu, su come vengono confezionati e
quali vengono proposti, essere un po' più sereni e anche un po' più pratici. Se è vero che certi menu
sono giusti dal punto di vista nutrizionale, è vero anche che certi menu, con il confezionamento nel
centro di cottura, il trasporto eccetera, perdono gran parte della loro appetibilità e poi i bambini non li
mangiano. Allora lavoriamo sul menu piuttosto che su altro in modo che i bambini abbiano un pasto
di loro gradimento che rispetti tutto quello che è corretto dal punto di vista nutrizionale, ma che li
soddisfi anche, perché l'effetto boomerang è un altro: che quando escono da scuola, i genitori siano
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già pronti con la merendina, con la focaccia, e che questo succeda anche nella ricreazione del mattino.
Bisogna utilizzare anche e far circolare le buone pratiche. Nella mia scuola, ad esempio, la merenda
non è data dai genitori, in classe si usa la merenda collettiva, condivisa: i rappresentanti di classe
comprano la merenda per tutta la classe e a ricreazione suddividiamo; sono cibi giusti, non ci arrivano
focacce e neanche la merendina, ma le fette biscottate, la marmellata, a volte il panino del giorno
prima e così via.
Spendo ancora una parola sul livello di collaborazione. Due anni fa nella mia scuola è stato
inserito il self-service come sperimentazione e devo dire che in quell'occasione abbiamo lavorato in
collaborazione strettissima con la ditta che aveva l'appalto in quel momento, abbiamo fatto riunioni su
riunioni per poter avviare questo sistema e farlo funzionare al meglio. Abbiamo lavorato insegnanti,
ditta, Commissione Mensa, ristorazione, cuoche a stretto contatto per poter portare avanti un progetto
che è costato ore e ore di lavoro volontario anche da parte di tutti noi per poter indagare. Abbiamo
fatto questionari di rilevazione prima di cominciare per sapere se era opportuno farlo e su quale base,
abbiamo fatto questionari di rilevazione durante e dopo per verificare se questa cosa andava bene. La
collaborazione tra tutti è fondamentale e gli insegnanti, secondo me, sono poco rappresentanti in tutto
questo sistema e invece sono una parte di tramite fondamentale.
Sono d'accordo sul fatto che bisogna rendere pubblici i membri delle Commissioni Mensa
perché, ad esempio, vedo che la Commissione Mensa della nostra scuola o anche dell'istituto non è
rappresentata pur essendo una Commissione Mensa che funziona benissimo e con grande produttività,
ma viene rappresentato il Consiglio d'istituto, il che significa che non c'è stato questo passaggio di
informazioni. Scusate se mi sono dilungata".
LODI – PRESIDENTE
"Grazie dell'intervento.
Do la parola al consigliere Muscarà".
MUSCARÀ (MOVIMENTO 5 STELLE)
"Grazie, Presidente. Innanzitutto ringrazio tutti coloro che sono presenti qua oggi, le
aziende, i rappresentanti dei genitori, dell'ASL e dell'ARPAL per i dati che ci hanno fornito questa
mattina. Devo dire che sono molto soddisfatto di questa Commissione anche perché io ero stato uno di
quelli che avevano chiesto questa Commissione proprio perché tutto era nato da un articolo sulla
stampa nel quale si citavano le lamentele di alcuni genitori e visto che anch'io come genitore ho fatto
parte della Commissione Mensa, mi sono incuriosito di queste lamentele perché ritengo che
comunque il servizio di ristorazione scolastica sia importantissimo prima di tutto perché è legato alla
salute dei nostri figli, all'alimentazione dei nostri figli, e poi perché comunque anche dal punto di vista
economico ha il suo peso sul bilancio comunale, ricordiamo che si parla di circa 22 milioni di euro
che vengono desinati a questo servizio, quindi è giusto che ci sia una particolare attenzione su un
servizio così importante e così oneroso.
Detto questo, ritorno al fatto che è stato importante oggi riunire tutte queste persone,
abbiamo già raggiunto un obiettivo: intanto abbiamo stemperato un po' quel clima di tensione che si
era creato tra genitori ed istituzioni. Io ritengo che intanto, oggi, questa sia la dimostrazione che le
Commissioni Mensa funzionano, devo fare i miei complimenti ai genitori che sono qui oggi presenti
per averci fornito questo documento, comunque un documento che dimostra il loro interessamento
rispetto al servizio di ristorazione scolastica e quindi alla salute dei loro figli. Non è una cosa comune
questa, spesso i genitori si disinteressano un po' di queste cose, quindi il fatto che oggi abbiamo qua
queste persone è importante e le ringrazio. Vorrei spezzare anche una lancia a favore
dell'Amministrazione comunale, ritengo che abbiamo degli operatori professionali e anche corretti dal
punto di vista professionale.
Ritengo che le richieste fatte dai genitori possano essere accolte. Alcune di queste richieste
vedo che sono già state parzialmente accolte, quindi abbiamo già raggiunto qualche obiettivo. Penso
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che sia importante aumentare la trasparenza di questo servizio. Il fatto che oggi i genitori ci dicono
che sono stati già pubblicati, ad esempio, gli elenchi delle non conformità significa che abbiamo già
fatto un passo avanti. Possiamo fare ancora qualcosa, penso che sia importante anche riferire la
gravità di queste non conformità, cioè, oltre all'importo che è stato dato come sanzione, è importante
capire di cosa stiamo parlando perché conoscendo questi dati possiamo anche operare in modo che
vengano eliminate queste problematiche.
Per quanto riguarda sempre la trasparenza penso che sia importante avere dei report delle
Commissioni Mensa. Io come genitore, quando facevo parte della Commissione Mensa, diverse volte
ho compilato i verbali, che sono gli stessi verbali che abbiamo utilizzato noi consiglieri nella
Commissione precedente che abbiamo fatto presso le scuole, e quindi, poi, sarebbe importante
analizzare i dati che vengono da questi verbali perché unendo questi dati ai verbali che ci fornisce
ARPAL e ai verbali che ci fornisce la ASL riusciamo a focalizzare la nostra attenzione su quelle che
sono le problematiche eventualmente riscontrate.
Per quanto riguarda la tracciabilità degli alimenti penso che questo punto sia molto
importante. Nella Commissione che abbiamo fatto presso la scuola "Rodari" – io ho fatto la
Commissione insieme ai consiglieri Repetto e De Benedictis – devo dire che per quanto riguarda la
qualità del servizio abbiamo verificato quello che è riportato nel verbale e non abbiamo riscontrato
nulla, però nel contempo abbiamo avuto modo di parlare con alcuni genitori che, come hanno già
specificato e come riportato nel loro verbale, lamentavano delle lacune sulla tracciabilità e secondo
me su questo si può lavorare e fare qualcosa di più. E' importante che non ci siano dubbi sulla
provenienza degli alimenti e quindi la possibilità per i genitori di avere accesso alla documentazione
che in qualche modo li tranquillizzi sulla provenienza degli alimenti è importante.
Si è parlato delle bolle di accompagnamento. Secondo me è importante poter verificare che
quello che è presente nella cucina della scuola sia effettivamente quello che poi risulta nelle bolle di
accompagnamento e che quindi sia stato ottemperato quello che era previsto nel capitolato, cioè se
l'Amministrazione comunale nel bando prevede che l'azienda deve fornire certi tipi di alimenti, quegli
alimenti poi devono essere presenti nelle cucine e non altri, però deve essere data anche la possibilità
di fare questa verifica, quindi dobbiamo mettere a disposizione, eventualmente di chi ne fa richiesta,
in questo caso anche dei genitori, la possibilità di accedere alla documentazione e possibilmente di
averla anche sul posto. Quindi, poi, sarebbe importante poter pubblicare tutti questi dati in rete. Ad
esempio la dottoressa dell'ARPAL ha detto che vengono fatti circa 600 rapporti di campionamenti
sugli alimenti. Sarebbe importante, ad esempio, poter avere accesso ai verbali, ai risultati di questi
controlli che fa ARPAL, quindi se potessero essere messi sul sito del Comune di Genova dove si parla
di mense scolastiche sarebbe di nuovo un dato in più da acquisire.
Per quanto riguarda invece le forniture miste che sono state menzionate dal rappresentante
dei genitori, secondo me è importante andare ad eliminare questa possibilità perché effettivamente
dare la possibilità alle aziende di inserire nelle proprie forniture queste tipologie chiamandole
"forniture miste" in un certo senso costituisce un alibi perché se io saltuariamente posso fare uso di
queste forniture che non sono biologiche, è difficile poi sapere se vengono utilizzate in modo saltuario
o se vengono utilizzate in modo più consueto. Non so se dal punto di vista contrattuale è possibile
eliminare dai capitolati questo tipo di forniture e quindi assicurare che tutti i cibi che vengono
utilizzati nelle cucine siano di provenienza biologica.
Un'altra cosa che vorrei dire è quella del tavolo congiunto. Secondo me sarebbe importante
creare un tavolo congiunto al quale possano partecipare anche i genitori e in questo tavolo congiunto
andare a discutere anche di quello che viene inserito dentro le gare d'appalto. Io penso che sia
importante creare una partecipazione dei genitori anche all'atto della stesura dei capitolati in modo che
i genitori possano portare in quella sede le loro richieste e sicuramente possono essere richieste che
migliorano la qualità del servizio che poi verrà garantito.
Vorrei fare, poi, un ultimo riferimento all'intervento del dottor Ferrando, che ringrazio e che
ritengo abbia centrato il problema. Il dottore ci diceva tre cose importanti: qualità, quantità e
comportamento alimentare. Penso che queste tre parole riassumano un po' tutto il senso di quello che
ci stiamo dicendo qua oggi. Il dottore ha parlato anche di percorso condiviso e ritengo che anche
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questa sia una cosa molto importante perché io mi ricordo che quando facevo parte della
Commissione Mensa avevamo avuto grosse difficoltà anche con gli stessi genitori, cioè il problema
non era solo chiedere all'Amministrazione comunale che fornisse un buon servizio, ma spesso si
trovava anche resistenza da parte dei genitori, ad esempio ricordo che alcuni genitori erano contrari
all'utilizzo di certi cibi biologici perché sostenevano che i loro figli non erano abituati a consumare
quel tipo di cibo che ha un giusto particolare, perché effettivamente i cibi biologici hanno un gusto
diverso da quello che spesso i ragazzi sono abituati a consumare. L'educazione alimentare, quindi,
secondo me, diventa importante e sarebbe fondamentale creare anche un percorso di educazione
alimentare nel quale coinvolgere anche i genitori perché spesso il problema arriva anche da loro, non
tutti i genitori sono come quelli che oggi sono presenti qui in Commissione. Grazie".
CHESSA – PRESIDENTE
"Grazie, consigliere Muscarà.
Adesso la parola alla consigliera Presidente Lodi".
LODI (P.D.)
"Grazie, Presidente. Io volevo dire alcune cose. Intanto mi sembra importante il discorso
dell'estensione della rappresentatività anche se volevo chiedere alla rete come pensava di procedere,
perché in effetti io vedevo che – ne discutevamo anche con i colleghi consiglieri – noi abbiamo 517
rappresentanti dei genitori in tutte le mense delle scuole di Genova e volevo chiedere rispetto al fatto
di avere un documento sottoscritto da un gruppo che ha iniziato un lavoro come immaginate che
questo possa essere uno dei punti per estendere la partecipazione, perché mi collego anche un po' alla
consigliera Comparini, sicuramente in questi tre anni di amministrazione ci sono stati anche degli
approcci con genitori e scuole che invece ci parlano di servizi mensa e di gestione buoni. Quindi
sarebbe importante, io credo, sempre avere l'abitudine di mettere in evidenza le cose che non vanno e
su cui sono sicura e certa che dobbiamo continuare a mettere in evidenza anche la complessità della
fornitura e sicuramente, però, come dicevamo, esistono anche dei servizi che funzionano, delle realtà
in cui si crea una collaborazione, una fiducia e quindi bisognerebbe anche un po' lavorare e rinforzare
ciò che funziona per andare ad affrontare e anche a capire le cose che non funzionano.
Sul discorso dell'appalto e della gestione delle mense devo dire che gli appalti sono una cosa
delicatissima e soprattutto tutta la parte degli appalti viene pubblicata sui siti quando vengono i fatti i
bandi e da quando poi partono i bandi voi sapete che le Commissioni non possono più entrare perché
la politica non entra ovviamente nella gestione dell'appalto dei bandi. Questo lo dico perché la
situazione mense è sempre una questione, come si diceva all'inizio, molto delicata perché c'è la
gestione di un servizio. La gestione esterna di un servizio, che è una scelta politica di un Comune,
viene fatta non solo sulle mense ma su molti altri servizi perché, ora, poi, attendo i dati dell'Assessore,
ma solitamente la gestione esterna costa meno della gestione diretta, costa meno in termini di
personale, di gestione, anche se paradossalmente uno dice: ma ce l'ho in casa, mi costa meno farlo in
casa; no, in realtà, per tutta una serie di processi, costa meno. Quindi quando viene detto, come anche
in questi giorni io ho sentito dire spesso, che dovremmo ritornare alle cucine interne, vorrei comunque
far presente che ritornare al pubblico ha alle spalle una grossa scelta politica che vuol dire dei costi
maggiori rispetto alla gestione perché per questo tipo di servizio non ci sono finanziamenti
ministeriali, è gestito tutto da capitoli comunali diretti. Quindi rispetto alla gestione di settori come il
socioeducativo e il sociale, che in questi anni sono stati duramente tagliati (io parlo degli ultimi tre
anni perché sono consigliera comunale da tre anni) a vantaggio di altre scelte, se si decide di mettere
in discussione questo tipo di gestione per tornare ad una gestione pubblica, dobbiamo però dire –
questo penso che sia giusto dirlo perché forse uno dei ruoli di questa Commissione è, come si diceva,
proporre cosa fare – che questa è una posizione più politica, cioè nel momento in cui diciamo:
"torniamo alle cucine interne, torniamo ad un servizio pubblico diretto", l'Assessore poi ci darà i
numeri, però dobbiamo anche dire, se servono 5 milioni, 6 milioni in più, dove trovarli e dove
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prenderli perché altrimenti rischiamo di accogliere magari le istanze dei genitori ma di non dire
seriamente dove immaginiamo di trovare questi finanziamenti, perché, come ripeto, le scelte politiche
che il Consiglio comunale può fare sono proprio nell'indirizzo degli investimenti che si decide di fare
o meno nella gestione diretta dei servizi. In questo, quindi, forse la Commissione consiliare e il
Consiglio comunale sono direttamente responsabili qualunque scelta si faccia. Dei dati io me ne ero
già interessata prima e non è che si possa dire che i due servizi abbiano lo stesso costo, non voglio
dire che sia uno meglio dell'altro, voglio solo dire che se decidiamo di tornare al pubblico, dobbiamo
decidere però come finanziare questa operazione e decidere anche dove togliere questi soldi. Questo
mi sembra giusto dirlo perché sembra sempre tutto semplice, che sia solo una decisione
dell'Assessorato, invece è una decisione politica sostanziale.
Io volevo chiedere una cosa sul discorso del biologico. Perdonate la mia ignoranza, ma io ho
tre figli tutti e tre allergici e quindi ho avuto grossi sviluppi da quando (uno ha 18 anni) il menu
alternativo per l'allergico era una novità e pian piano si è cresciuti molto su questo aspetto, allora
chiedevo: io, ad esempio, in casa mia non mangio biologico perché il biologico costa di più e quindi
io non me lo posso permettere avendo tre figli, è una scelta, più che di educazione alimentare, di tipo
economico; mi chiedevo però, e lo chiedo un po' agli esperti di alimentazione, se la scelta del
biologico è così tassativa sull'alimentazione o se lo è la scelta della provenienza dell'alimento, perché
comunque nel momento in cui si va ai mercati o a scegliere dei cibi, l'educazione sta nel capire da
dove questi cibi provengono ma non per forza debbono essere biologici. Questo lo chiedo proprio
perché molte volte si parla di biologico e io su questo, rispetto alle mense, volevo capire quale
centralità e quale sostanziale importanza ha questo aspetto, perché noi abbiamo sicuramente fatto un
percorso, cioè si partiva dai cestini, io avevo il cestino e poi ognuno decideva cosa dare al proprio
figlio nel cestino tanti anni fa, invece oggi siamo su decisioni fondamentali, quindi chiedevo
l'approfondimento di questo aspetto perché sicuramente ci sono cibi, mi è stato spiegato, che è bene
invece siano biologici perché non c'è certezza su altri cibi, quindi lo chiedevo come informazione a
chi si occupa di questi aspetti.
Poi vorrei dire un'altra cosa. Nel giro delle messe la cosa che veniva detta molto dagli
insegnanti è il grosso spreco dovuto al fatto che i bambini tante volte non mangiano le cose che
vengono date a mensa, quindi il problema dell'educazione alimentare credo sia fondamentale. Come
diceva anche il rappresentante di Federfarma, sarebbe anche importante trovare il modo di creare
un'educazione al fatto che i bambini che sono sempre di più allergici riescano a convivere, a non
sentirsi diversi rispetto agli altri. Credo che questo sia un qualcosa che dovrebbe essere fatto a
margine anche sull'educazione delle famiglie, sull'educazione alimentare, perché, ad esempio, c'è una
mensa in cui alcune maestre mi dicevano: "ci ostiniamo, il venerdì, a dare la platessa, però i bambini
non la mangiano e la buttiamo via perché non possiamo riusarla per cui la buttiamo via", per cui su
questi aspetti sicuramente l'attenzione al menu è importante. Anche qui non so se sia competenza del
Comune oppure se sia tema di una riflessione di più ampio respiro in una rete con la ASL, cioè
ragionare anche sull'educazione alimentare che le famiglie danno ai propri figli perché mi risulta che
oltre alla fornitura, che è super controllata, c'è anche tanto spreco che deriva proprio da un'educazione
alimentare che i bambini non hanno, e mi assumo anch'io le mie responsabilità, però, in effetti, lo
spreco è molto. Bisognerebbe anche capire che le leggi di oggi impediscono di fare certe cose. Ad
esempio io la mensa la vedrei anche come utilizzo di ciò che non viene mangiato perché non venga
sprecato, perché anche questo è un tema etico, credo, importante, però, rispetto a tutte le normative
che ci sono a livello nazionale, sembra impossibile poter utilizzare questo mangiare per altri servizi
che il Comune eroga, come la mensa per i poveri o altre realtà. Questo dello spreco è un tema di cui
oggi, parlando di mense, non ho sentito parlare, ma è grosso, soprattutto in alcune giornate in cui ci
sono degli alimenti che ai bambini non si riesce molto a far mangiare.
Sul discorso della trasparenza l'unica cosa che volevo dire rispetto all'ultima cosa che ha
detto il consigliere Muscarà è che io mi sono un po' letta i verbali perché i verbali delle Commissioni
Mensa sono tutti sul sito e ce ne sono, mi pare, 147 in questo momento, quindi in effetti è anche
interessante andare a leggere i punti di forza e i punti di debolezza, come diceva la consigliera
Comparini, perché in realtà, d'obbligo, sono in trasparenza. Invece è interessante mettere magari i
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nomi dei rappresentanti delle mense. Ora non so se non ci sono perché sappiamo chi sono, anche se
credo che nel momento in cui uno si assume una responsabilità dal punto di vista del Consiglio di
istituto ci sia ovviamente una pubblicità del suo nome. Mi dicevano che sicuramente il tema delle
mense – e mi fa piacere vedere qua dei genitori interessati – non è così tanto sentito perché molte
volte anche trovare i nomi per mettere i rappresentanti delle Commissioni Mensa non è facile, allora
lavorare su una maggiore trasparenza e un maggiore coinvolgimento dell'attività di queste
Commissioni è importante.
Chiudo dicendo che tutta la trasparenza è importante e credo che la gestione esterna e anche
il lavoro di controllo sia grosso e anche quello ha un costo perché la ASL, i NAS, l'ARPAL e le
Commissioni Mensa hanno dei costi globali complessivi. Credo che lavorare sempre più in
collaborazione aiuti a far sì che il servizio sia sempre più attinente e meno criticabile. Credo anche
che ci siano delle eccellenze e anche dei passi avanti che in queste situazioni vale la pena anche
mettere in evidenza per onestà intellettuale per lavorare anche su quelli".
CHESSA – PRESIDENTE
"Grazie, consigliera Lodi.
Do la parola al consigliere Pastorino, prego".
PASTORINO (S.E.L.)
"Nel programma di questo mandato e di questa maggioranza uno dei punti caratterizzanti
era la partecipazione e oggi abbiamo avuto la conferma che questo è uno degli esperimenti, degli
esempi di partecipazione più importante, dove un gruppo di genitori, scuola per scuola, costituisce la
Commissione Mensa che partecipa ed interagisce con il Comune e con le aziende che gestiscono la
mensa per far sì che le bimbe e i bimbi genovesi mangino, come diceva il dottore, prodotti di qualità.
La prima cosa che devo dire è che il Comune è colui che, nella persona dell'Assessore e dei
funzionari, degli economi e delle maestre, deve favorire la partecipazione e quindi il primo impegno
che io come consigliere comunale do alla mia Giunta è quello di favorire questa partecipazione, di
creare una rete, dei contatti fra la Commissione Mensa, le maestre e le aziende appaltatrici. Questo è
uno dei compiti più importanti, non sia mai che ci siano dei cortocircuiti in questa rete.
Il dottore diceva: qualità, quantità ed educazione. La qualità è evidente a tutti e mi sembra
un'ovvietà che il Comune si deve adoperare per ridurre i cibi veicolati perché la prima cosa che
bisogna dire è che la qualità non va d'accordo con il cibo veicolato, questa è la prima cosa, mi sembra
un'ovvietà. Io sono stato a fare il sopralluogo come Commissione alla scuola "Daneo" e mi hanno
detto: "vuole assaggiare la pasta?" e io ho detto: "ma, guardi, anche se mi bendate, anche se mi
tagliate un pezzo di testa, la pasta veicolata la riconosco distante un chilometro". Il primo obiettivo,
quindi, è ridurre i pasti veicolati dove c'è possibilità, dove ci sono delle cucine idonee; una all'anno,
una ogni due anni bisogna rimetterla in funzione, questo è. Se non abbiamo risorse, facciamo piano
piano, ma questo è uno degli obiettivi. La qualità del cibo è quella di avere un cibo cotto e dato, come
diceva la mia collega Comparini, immediatamente, non portato su per la scalinata di salita San
Francesco, ad esempio, con dei carrettini non a norma, come si diceva, perché erano senza freni.
La qualità va anche insieme – e qui entra un po' la mia formazione, io sono figlio di
contadini, ho fatto il contadino, ho studiato agraria, so come si producono i prodotti – la qualità va
anche insieme all'educazione alimentare. I capitolati dovrebbero prevedere verdura e frutta di
stagione. Io so per certo, perché conosco chi fornisce i centri di cottura, che durante tutto l'anno si
forniscono zucchine e fagiolini, ma zucchine e fagiolini, pomodori, melanzane e peperoni non sono di
stagione. Ci può essere una punta a settembre, i primi di ottobre per cui ci sono ancora questi prodotti,
poi non ce n'è più di questi prodotti, quindi sono tutti prodotti non di stagione, sono di serra e quindi
sono sottoposti a tanti trattamenti antiparassitari, è la scienza agraria che lo dice. Patate, finocchi,
carciofi, carote, cavoli, bietole: questi sono i prodotti di stagione, i contorni dovete farli con questa
roba qua, nei capitolati bisognerebbe dirlo già prima. Si risparmierebbe anche, le aziende fornitrici
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risparmierebbero lì e quello che risparmiano potrebbero metterlo da un'altra parte, per comprare del
pesce più buono ad esempio, invece di comprare i fagiolini eccetera.
Per la frutta, mele, pere, arance, mandarini, questi sono i frutti di stagione, con attenzione ai
prodotti biologici per mele e pere perché ci sono 15 o 16 trattamenti sulle mele e le pere, quindi se
devi cercare una frutta biologica, devi cercare mele e pere; gli aranci e i mandarini non c'è bisogno di
cercarli biologici, questo è la scienza che lo dice, fatevi consigliare. Banane, ananas, fragole sono
prodotti che vengono dall'estero, fanno chilometri e chilometri di viaggio, vengono dal frigo, delle
fragole non parliamone. Questo è di nuovo un discorso di qualità e anche di prezzi perché su quei
prodotti incidono i prezzi.
Sui capitolati le Commissioni Mensa possono intervenire? Se non possono intervenire,
sarebbe opportuno che intervengano.
Il dottore parlava anche della quantità. Nelle mense, ci facevano notare alla "Daneo", pesano
il cibo e dal bambino di prima elementare al bambino di quinta elementare la dose è quella, ma è
evidente che ci sono delle differenze, non è possibile che sia sempre quella. Addirittura ci facevano
notare che ogni tanto, non sempre, ma, combinazione, due giorni di seguito, mancavano le dosi per
tutti, quindi vuol dire che non solo non va bene che ci sia una dose uguale per tutti perché ci sono dei
bambini che mangiano molto di più, anche se sono piccoli, di un gigante, ma che bisogna anche avere
il cibo a disposizione, non si può pensare di dare la scatoletta di tonno. Quindi la quantità deve essere
in base alle esigenze dei bambini, quindi bisogna variare il peso, ma bisogna anche averla e quindi
non ci possono essere le dosi contate o addirittura che mancano.
In che direzione andare? Primo, ridurre i pasti veicolati; secondo, nella scuola "Daneo",
esempio virtuoso, mi hanno detto che si sono dotati di una lavastoviglie e quindi usano piatti di
porcellana o di tetrapak o come si chiama. In questo modo si riducono notevolmente i rifiuti di
plastica. Un'altra cosa che suggerisco, quindi, è quella di dotare le scuole, dove è possibile, di
lavastoviglie e togliere tutta quella montagna di plastica che usiamo.
Gli accordi con le associazioni di produttori. Io già l'ho detto in altre Commissioni, io
conosco molto bene l'associazione dei produttori e se il Comune ha voglia di intavolare con
l'associazione dei produttori agricoli liguri la fornitura di patate, di finocchi, di carciofi, di carote, di
cavoli e di bietole, le quantità ci sono, così come io so per certo che il basilico biologico che viene
fornito alle scuole è tutto ligure. Ad esempio io ho visto delle foto di pelati che vengono dalla
Romania. Bisognerebbe mettere nei capitolati che devono essere prodotti almeno italiani,
naturalmente, come giustamente ci fanno notare quelli della rete delle Commissioni Mensa, stando
bene attenti a dove vengono presi i prodotti ortofrutticoli perché è vero che c'è anche il pericolo, come
loro segnalano, della Terra dei fuochi.
Queste sono un po' le macro cose che ho visto durante l'esperienza che ho avuto come
consigliere comunale. Vi ringrazio".
CHESSA – PRESIDENTE
"Grazie, consigliere Pastorino.
Adesso la parola alla consigliera Nicolella, prego".
NICOLELLA (LISTA MARCO DORIA)
"Grazie, Presidente. Ringrazio anch'io gli auditi. Concordo con molte osservazioni che sono
state fatte dai miei colleghi consiglieri in precedenza. L'argomento delle mense tocca vari livelli. Il
primo è quello del finanziamento dei servizi perché, come ricordava la consigliera Lodi, investire in
un servizio oggi, in Italia, implica sacrificarne un altro, cioè o investiamo sul trasporto pubblico, o sui
servizi sociali; se non abbiamo i servizi sociali, penalizziamo le scuole. A questo punto bisognerebbe
che i comuni, specialmente i comuni grossi come quello di Genova, si facessero portavoce, come si
stanno facendo, ma dessero sempre più voce al disagio che provoca il mancato finanziamento ai
servizi per la restituzione del debito, che è un meccanismo che va a penalizzare la vita dei cittadini. In
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questo caso stiamo parlando della vita di cittadini particolarmente importanti perché la questione del
mangiare in Italia e del mangiare in mensa, quindi del mangiare e dei bambini, è una questione
estremamente importante. Da questo deriva l'importanza dei commissari della Commissione Mensa,
cioè i commissari Mensa sono quelli per cui per una volta abbiamo un controllo assolutamente titolato
e assolutamente certificato su un servizio perché l'attenzione che i genitori dedicano alla qualità del
cibo dei loro figli sicuramente non è adombrata da secondi fini o da questioni che non riguardano la
qualità del servizio stesso.
Il sistema dei controlli e delle sanzioni è il punto, non solo per le mense, ma per tutti i
servizi, in cui l'azione del Comune si dimostra non sempre efficace perché il Comune non ce la fa a
gestire da solo i servizi e li dà in gestione a ditte esterne, ma allora il controllo si deve fare più
stringente, si deve fare più serrato e si devono fare più trasparenti i sistemi di sanzione altrimenti quel
rapporto di fiducia cui faceva riferimento la consigliera Comparini viene meno.
Io ora me ne vado da qui, e mi scuso perché dovrò andare via presto, con una curiosità: da
dove vengono i bastoncini di pesce? E soprattutto: chi è che è incaricato di verificare la provenienza
di queste derrate alimentari? Ho sentito dalla ASL che non è compito della sicurezza alimentare fare
questa verifica, immagino che le loro verifiche si concentrino più su altri aspetti, però sarebbe bello
sapere chi deve fare questo controllo e chi, attivato dalla segnalazione dei commissari Mensa, ha
messo in atto tutta quella filiera un po' borbonica di controlli che porti il Consiglio comunale a sapere
da dove cavolo vengono i bastoncini di pesce che le foto dimostrano che sono infilati nel sacchetto
senza elementi di tracciabilità.
E' importante che ci siano i commissari Mensa perché il controllo del Comune sui propri
servizi, e anche sul servizio mensa quando non gestito direttamente perché la congiuntura fa in modo
che il servizio non sia gestito direttamente dal Comune, è fondamentale, per cui è fondamentale che i
controlli siano concordati con la rete delle Commissioni Mensa, che magari andrà allargata, anzi, mi
sembra che sia nelle intenzioni della rete delle Commissioni, che sia una loro specifica richiesta quella
di avere l'elenco pubblico in modo che ci si possa mettere in rete, in modo che non solo la
rappresentatività sia aumentata, ma sia anche fluidificata la circolazione delle informazioni. Ad
esempio nel caso della scuola "Daneo" la presenza dei genitori è particolarmente vivace, allora
bisogna che quanto osservato, quanto fatto notare, quanto rilevato da quelle scuole che sono più vivaci
per vari motivi, dove la presenza dei genitori è particolarmente vivace, che quelle informazioni che
vengono da queste scuole siano estese alle altre scuole, ad esempio l'uso della ceramica e non della
plastica per i pasti veicolati. Quindi è proprio importante che ci siano le Commissioni Mensa, è
proprio importante che sia agevolata la trasmissione di informazioni, perché si sbaglia tutti, questo è
un servizio ottimo, lo diceva la signora maestra e consigliera Comparini, il servizio è molto buono, ci
sono delle attenzioni, verso le diete speciali, verso le varie esigenze, verso i pericoli, particolarmente
attente, ma qui non parliamo solo di questioni sanitarie, parliamo anche di questioni alimentari,
parliamo anche di un affidamento di più di 20 milioni di capitolato a delle ditte, parliamo di una voce
di spesa del Comune che entra nei circuiti economici del Comune, su cui, ripeto per la centesima
volta, se abbiamo un elemento per migliorare il sistema di controllo, ben venga, miglioriamolo,
accordiamoci, come diceva il dottor Ferrando, cerchiamo di riconoscere il ruolo della risorsa che è.
Quindi appoggio la proposta del consigliere Bruno di sottoscrivere e formulare, se la Commissione è
d'accordo, un documento di indirizzo della Commissione consiliare riguardo a questi punti e poi il
discorso sul servizio delle mense, fatto questo discorso sui controlli, è vastissimo e non abbiamo
tempo per farlo.
Una cosa tengo a dire riallacciandomi a quanto detto dal consigliere contadino Pastorino: chi
sono i nostri referenti nell'associazione dei produttori che ci fanno pensare che sia impossibile
avvicinare la produzione al consumo delle mense? Ricordo sempre che gli acquisti verdi nella
pubblica amministrazione vedono la ristorazione scolastica come un volano importantissimo per
l'economia agricola, per cui, se è già stato fatto, rifacciamolo, riverifichiamo con le associazioni dei
produttori, dei produttori locali più che biologici, sono d'accordo con la consigliera Lodi, cioè è
importante che il cibo venga da vicino perché se si favoriscono le aziende che ragionano con certe
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logiche e sono vicine, probabilmente si promuoverà il miglioramento della qualità di cibo per tutti
perché, ripeto, questo è un elemento economico importantissimo.
Non avrò tempo, e mi scuso di nuovo, di ascoltare le risposte, però vi prego di dirmi da dove
vengono i bastoncini di pesce.
Un'altra cosa voglio dire: siamo stati alla scuola "Daneo" in cui si sono verificati certi
problemi. Si possono verificare, il sistema è complesso, ripeto, e si sbaglia tutti, però non accetto che
sia bollata come una cosa che può succedere la macchietta di muffa nel Parmigiano, perché, faccio
outing, nel frigo di casa mia ci sono altro che macchiette di muffa nel Parmigiano, però qui stiamo
parlando di igiene degli alimenti e di fiducia che deve essere salvaguardata; può non costituire
un'emergenza sanitaria la muffa nel Parmigiano, però se non viene data risposta al commissario
Mensa che l'ha rilevata, si pensa che ci siano degli scenari orrendi quando i controlli non vengono
fatti, quindi l'invito è a tenere in giusto conto le segnalazioni dei commissari.
L'ultima cosa: mi sembra ottimo dare un minimo di informazione, cioè dare due dritte ai
commissari Mensa per le cose che devono verificare proprio perché questo è un servizio di pubblica
utilità. Grazie".
LODI – PRESIDENTE
"Do la parola al consigliere Padovani".
PADOVANI (LISTA MARCO DORIA)
"Grazie, Presidente. Io ripartirei dall'intervento del dottor Ferrando perché credo che sia
fondamentale il rapporto fiduciario – forse anche la collega Comparini ne parlava – fra pubblica
amministrazione e il cittadino-cliente del servizio, quindi bisogna superare le contrapposizioni e
accogliere le critiche costruttive. Secondo me intorno alla capacità di costruire una buona relazione fra
cittadini-clienti e Amministrazione si gioca la capacità di produrre qualità, quindi occorre superare lo
spirito della delega nell'ottica non solo della partecipazione, ma dell'amministrazione condivisa, che è
un concetto persino più alto. La qualità della mensa interroga non semplicemente la capacità di fornire
un servizio, di fornire alimenti sicuri, ma interroga l'Amministrazione rispetto alla capacità di fornire
un servizio delicato e strategico per i cittadini più piccoli della città, quindi è un indicatore di
funzionamento della capacità dell'Amministrazione di fornire servizi all'altezza.
Detto questo, però, ragioniamo da dove partiamo, da quale base partiamo. Io penso che
partiamo da un sistema che ha elementi di positività forte perché è un sistema su cui si fa un forte
investimento, perché è un sistema in cui ci sono dei meccanismi di controllo dei processi produttivi
lungo tutta la filiera, perché è un sistema in cui anche le aziende stesse sono tenute, attraverso un
sistema di assicurazione e controllo della qualità, a fornire indicatori di processo e di risultato. Ma è
anche un sistema, e questa è una novità importante, che prevede un controllo attivo da parte del
cliente che si esercita attraverso le Commissioni Mensa. Nei sistemi di controllo della qualità c'è la
soddisfazione del cliente, ma in questo caso il cliente può svolgere un ruolo attivo rispetto al controllo
esercitando un controllo sul campo e questo può fare la differenza. Allora partiamo da questo,
partiamo da un grande investimento, da un sistema che può essere migliorato in un'ottica di
miglioramento progressivo, ma che in qualche modo già ora garantisce un prodotto di qualità e su cui
c'è un'opportuna attenzione.
Cosa ci chiedono i commissari? I commissari ci chiedono sostanzialmente, rispetto al
controllo, un miglioramento delle forme di controllo. Io credo che loro abbiano un approccio positivo
al problema perché ci danno suggerimenti e penso che questa Commissione sia utile perché garantisce
questa connessione, questo rapporto istituzione che eroga servizio e cliente-cittadino che dà
suggerimenti, quindi noi dobbiamo accogliere i suggerimenti.
Ci stanno chiedendo cosa? Ci stanno chiedendo di accogliere dei suggerimenti in un'ottica di
miglioramento del servizio, quindi è un atteggiamento proattivo, positivo, non di sterile polemica, ma
di contributo attivo. Ci chiedono più controllo, ci chiedono più trasparenza rispetto non solo ai
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capitolati, che, se non ho capito male, sono fatti bene, questo è riconosciuto, sono fatti con forte
attenzione, ma anche rispetto alle offerte, cioè ci deve essere più comunicazione sull'offerta del
fornitore, ci deve essere trasparenza assoluta perché la trasparenza di informazione garantisce il
coinvolgimento e il controllo. Ci vuole più trasparenza sulle ammende, sulle multe; anch'io voglio
sapere, rispetto alla qualità del fornitore e alla capacità di stare dentro ai vincoli del processo
produttivo, se questo ha preso delle multe, perché, dove sono state le non conformità e come le ha
risolte.
Altra questione è la gestione dei reclami, tutta la gestione delle non conformità. Nei sistemi
di qualità, la gestione delle non conformità, la gestione del reclamo è il cuore della capacità di
intervenire sul sistema e fare controllo, quindi deve essere resa in assoluta trasparenza tutta la gestione
dei reclami e delle non conformità, cioè io devo sapere, una volta che ho detto una cosa, che ho fatto
una segnalazione: qual è la procedura che l'azienda che ho preso in carico ha applicato per gestire la
non conformità? Quali sono gli esiti ultimi? Che tipo di comunicazione, di feed-back dà al cliente? Mi
sembrano tutti suggerimenti assolutamente da accogliere.
Un'altra cosa è questa, è una domanda che faccio: ci sono dei sistemi di rilevazione della
soddisfazione del cliente, la collega Comparini parlava di questionari della soddisfazione che hanno
prodotto autonomamente; tendenzialmente nei sistemi di qualità ci sono forme di analisi di
soddisfazione del cliente, quindi mi chiedevo se noi le mettiamo in pratica e in che modo le mettiamo
in pratica, perché ovviamente l'analisi della soddisfazione del cliente è un altro perno del sistema della
qualità.
Si parlava anche di formazione e anche questo mi sembra un ottimo suggerimento, perché se
i commissari, oltre che essere ovviamente interessati al processo e al prodotto, sono più competenti,
non può che aiutarci.
Sostanzialmente direi che sul controllo queste sono le cose che sono emerse.
L'altra questione che però deve attraversare tutto il processo è la totale e assoluta
trasparenza, è l'informazione, cioè bisogna che tutti i dati in nostro possesso vengano restituiti ai
cittadini e ai genitori perché questo, oltre che essere giusto, è anche una cosa che ci avvantaggia
rispetto al controllo.
L'ultima cosa che volevo dire è la questione delle prospettive. Ora sulle prospettive, l'ha
detto la collega Lodi e io lo ripeto, bisogna essere onesti intellettualmente. Se tutta la prima parte
dell'assicurazione della qualità del prodotto ha a che fare con la sicurezza alimentare, con la qualità
degli alimenti, la seconda parte secondo me, invece, ha a che fare con la gradevolezza, con
l'appetibilità dei pranzi, ha a che fare parecchio, secondo me, con cibi veicolati e la possibilità di avere
delle mense proprie. Ora tutto questo, però, ha a che fare con un quadro di risorse molto limitate, lo
dico qui per onestà intellettuale, nel senso che io penso che, come giustamente hanno detto alcuni
colleghi prima di me, in una situazione di bilancio che vede delle contrazioni molto significative di
risorse... Lo dico a tutte le Commissioni, ma voi siete nuovi, quindi lo ripeto: il Comune di Genova,
da quando io sono qui, ha fatto a meno di 120 milioni di euro e adesso la Finanziaria ce ne taglierà
altri 30 o 40, quindi sono mancati 150-160 milioni su un bilancio di 800 milioni, che fanno il 25 per
cento. Questo comporta per tutti, non soltanto per chi fa politica, ma anche per i cittadini, di assumersi
in solido delle responsabilità rispetto alle scelte perché se faccio alcune cose smetto di farne delle
altre. Rispetto alla questione delle mense, quindi, bisogna capire in termini di prospettiva l'onerosità
del sistema, cioè qual è la possibilità effettiva di reintrodurre la preparazione dei pasti all'interno della
scuola, perché sicuramente questi aumentano la qualità percepita dai bambini perché dove c'è un
cuoco e dove gli alimenti non sono riscaldati, dove qualcuno in qualche modo rende più appetibile
l'alimento, questo non può che dare vantaggi. In base alla mia esperienza, mio figlio, quando
mangiava in una scuola dove c'era una cuoca, era più contento, poi quando c'erano i pasti veicolati,
anche se la qualità degli alimenti magari era migliore perché erano biologici, però non li mangiava
volentieri. Quindi su questa questione socializzerei un po' il problema perché abbiamo un gravissimo
problema di risorse e quindi chiedo all'Assessore se l'operazione che suggeriva Pastorino è praticabile
e a che costi, perché mi sembra che la strada che è stata scelta sia un'altra. Grazie".
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LODI – PRESIDENTE
"Grazie, consigliere Padovani.
Consigliere Bruno, prego".
BRUNO (FEDERAZIONE DELLA SINISTRA)
"Intervengo solamente per dire che, se condividiamo il documento, accanto alle cose che
avevamo specificato si potrebbe proporre la costituzione di un tavolo di confronto tra i diversi soggetti
e ovviamente sottolineare la necessità il più possibile di condivisione del capitolato, quindi di
discussione del capitolato, poi è ovvio che alla fine chi decide è sempre l'Amministrazione, però, se
possibile, si potrebbe discutere anche di questo all'interno di un tavolo di confronto".
LODI – PRESIDENTE
"Grazie.
Prego, consigliera Comparini. Poi farei replicare gli auditi, grazie".
COMPARINI (LISTA MARCO DORIA)
"Faccio soltanto alcune domande. Volevo che qualcuno spiegasse meglio come funzionano
le Commissioni Mensa a livello di scuola e a livello municipale per chiarire un po' come funzionano e
anche come funziona tutta la questione del bando di gara dell'appalto dalla stesura del capitolato alle
offerte delle ditte eccetera, in quale parte di questo è coinvolto il servizio ristorazione e in quale
eventualmente no, quindi come funziona dall'inizio alla fine l'appalto. Grazie".
LODI – PRESIDENTE
"Grazie.
Adesso, per le repliche, credo che debba replicare la rete, l'Assessore e poi se c'è qualcun
altro che vuole intervenire, prego. Non so, cominciamo con la rete o con l'Assessore? Mi chiedono di
cominciare con l'Assessore, ma l'Assessore potrebbe ancora ascoltare le ulteriori repliche... allora
cominciamo dall'azienda e poi andiamo avanti".
SIG.RA CONSIGLIERE – AZIENDA C.I.R. FOOD
"Volevo fare solo due precisazioni sempre nell'ottica della trasparenza e della condivisione.
Per quanto riguarda la stagionalità dell'ortofrutta, i menu vengono redatti dal servizio comunale ad
inizio anno scolastico e poi vengono rivisti a seconda della stagione invernale ed estiva, quindi ci sono
due menu, uno invernale e uno estivo. Di conseguenza non è l'azienda di ristorazione che decide quale
verdura somministrare al servizio; se c'è scritto "insalata", l'azienda è tenuta a servire l'insalata, di
conseguenza l'azienda diciamo che cerca in tutti i modi garantire il menu previsto senza fare delle
variazioni, quindi diciamo che non è responsabilità nostra fino in fondo.
Per quanto riguarda le caratteristiche merceologiche, in realtà noi ci muoviamo in base al
capitolato d'appalto, ci sono delle tabelle merceologiche molto molto rigide e le aziende devono
accreditare i loro prodotti, quindi l'azienda non è tenuta a servire dei prodotti non accreditati dal
servizio comunale, quindi i bastoncini di pesce di cui si è parlato sicuramente rispondono alle
caratteristiche previste dal capitolo d'appalto perché comunque ad inizio anno viene fornita una
scheda tecnica del prodotto. Nel caso specifico della tracciabilità dei bastoncini della "Daneo", il lotto
del prodotto non arriva al refettorio finale ma rimane al centro pasti essendo una veicolata, quindi in
quel caso sicuramente il centro pasti sa con precisione qual è il lotto dato alla scuola, ma nel refettorio
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finale non ce n'è evidenza. Logicamente nel caso in cui venisse fuori un problema, i dati li abbiamo
tutti, basta chiedere alla cucina di partenza".
LODI – PRESIDENTE
"Grazie.
Darei la parola al dottor Ferrando e poi do la parola ai genitori".
PROF. FERRANDO – A.P.E.L.
"Il quesito sul biologico richiederebbe un bel po' di tempo. Al giorno d'oggi assistiamo ad
una tendenza: il naturale è buono, l'innaturale no. Se uno va al supermercato e qualcuno gli dice: "lo
vuole naturale o no?" quello dice: "prendo il naturale". Sul biologico sono stati fatti vari studi e non è
stato dimostrato sostanzialmente, ad esempio, per quanto riguarda studi sul cancro, che il biologico
possa intervenire. Sono stati fatti altri studi ed è stato dimostrato che alcune cose sono positive per
quanto riguarda la percentuale di pesticidi. Io come pediatra, però, dico una cosa: cerchiamo dei
prodotti possibilmente, come diceva prima Pastorino, di stagione, rispettiamo le stagioni e
prendiamoli vicino e cerchiamo insieme di ridurre quella quantità di pesticidi enorme che sta
veramente avvelenando noi e i nostri bambini. Stanno uscendo degli studi che fanno paura, di
epigenetica, in cui risulta che pesticidi, particolato e inquinamento stanno determinando dei danni sul
sistema nervoso centrale dei bambini con danni genetici irreversibili. Il boom dell'autismo non è
dovuto ai vaccini, magari è dovuto alla povera soglioletta riempita di metalli pesanti. Come pediatra
non consiglio più la sogliola, o solo la sogliola, perché essendo un pesce di fondo, rischia di avere più
metalli pesanti. Mettiamoci i metalli pesanti, l'inquinamento e i pesticidi che vengono utilizzati per
fare quelle belle mele tipo la mela della strega di Biancaneve... la mela naturale non è così bella. Da
uno studio recente dell'ISDE, i Medici per l'Ambiente, risulta, ad esempio, che in Trentino c'è un uso
di pesticidi cento volte di più che in altre regioni, quindi quella buccia che a me da piccolo dicevano
di mangiare, non va mangiata. Da questo punto di vista il biologico fornisce qualche vantaggio che va
valutato sul costo del biologico tenendo conto che è vero che nel biologico non ci sono pesticidi di
sintesi, ma ci sono pesticidi naturali e noi sappiamo che in natura c'è un po' di tutto. Quindi il
biologico qualche vantaggio lo può dare, ma va soppesato sul costo sia come famiglia che come
società e più che altro dovremmo veramente metterci insieme per dire all'industria di evitare di
inquinarci su varie cose. Se voi leggete un po' le etichette, ci sono delle App su questo; ne ho scaricata
una sabato e ho posato tutto quello che avevo messo nel carrello. Adesso ho un chewingum in bocca
che dovrei buttare via perché mi inquina anche quello, per non parlare delle barrette e delle
merendine. Vi darò in nome di questa App, che chiuderanno probabilmente perché usandola uno esce
dal supermercato con il carrello vuoto.
Quindi la risposta non può essere esaustiva, il biologico è un tentativo, un esempio, ma
facciamo qualcosa anche noi: invece di prendere le fragole, che chissà da dove arrivano, grosse come
mele, perché non so se le vedete quanto sono grosse, cerchiamo di mangiare qualcosa che viene da
vicino e di rispettare le stagioni. L'Unicef quest'anno ha fatto un bel calendario in cui, oltre alla
manovra anti-soffocamento, mese per mese mette la frutta e la verdura di stagione, perché ce la siamo
dimenticata, noi ormai abbiamo tutto l'anno tutto".
LODI – PRESIDENTE
"Grazie, dottore.
Prego".
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DOTT. MARENSI – RESPONSABILE SICUREZZA ALIMENTARE A.S.L. 3
"Mi rendo conto che nel precedente intervento probabilmente ho dato enfasi agli aspetti di
controllo, di ispezione, di vigilanza, di tutela degli alimenti piuttosto che all'ampia varietà di interventi
che l'Azienda fa nel campo alimentare e che sono poi venuti fuori nel corso della discussione. In
effetti l'Azienda sanitaria non si limita solo a questi aspetti di tipo un po' poliziesco, ma ci tengo a
ribadire che è disponibile all'incontro, alla collaborazione, alla consulenza con il Comune, come è
dovere perché è l'autorità sanitaria locale, ma anche con piacere con le Commissioni Mensa e con le
ditte stesse.
Con le ditte spesso facciamo degli audit, cioè gli diciamo quando ci andiamo, cosa
controlliamo, quali aspetti andremo a campionare; questo è nel comune interesse perché quando viene
fuori una non conformità per noi è un successo e anche per loro perché vuol dire che una cosa che non
andava bene non è andata a finire nel piatto o comunque non è stata mangiata e non dobbiamo
inseguire un'intossicazione alimentare. Questo vale anche per le Commissioni Mensa; se avete
interesse ad approfondire qualche argomento, se avete qualche preoccupazione che vi turba, volentieri
siamo disponibili anche attraverso le vie più brevi, una telefonata, una mail, quello che ritenete più
rapidamente accessibile.
Detto questo, che forse rovescia un po' tanti aspetti che sono emersi un po' di contrasto tra
gli enti e le varie articolazioni del problema, volevo evidenziare uno degli aspetti in cui, ad esempio,
la collaborazione e la consulenza deve svilupparsi, cioè quello dell'educazione alimentare, sul quale
abbiamo già avuto parecchie occasioni di incontro e che riesce a trovare... stavo per usare la parola
"compromesso" ma non è un compromesso; il cibo deve essere sano e sicuro, spesso quello sano
(frutta, verdura, cibo biologico) non è appetibile oppure non è particolarmente gradito, talvolta il cibo
sicuro invece ha aspetti di carenze nutrizionali, penso alla scatoletta di tonno che è stata nominata in
senso negativo: la scatoletta di tonno è un cibo sterile e quindi dal punto di vista sanitario è
assolutamente sicuro, non per questo è il cibo migliore. Il problema è che su questi aspetti non
dobbiamo trovare un compromesso, cioè che il cibo sia abbastanza buono e abbastanza sicuro, ma
deve essere buono e sicuro, non ci sono mezze misure, e questo si può fare attraverso l'educazione
alimentare.
Tocco un tema caro ad Alberto Ferrando. L'educazione alimentare è anche rivolta all'aspetto
dell'obesità, che è l'epidemia del ventunesimo secolo se pensiamo che circa un terzo dei bambini delle
nostre scuole è sovrappeso e circa il 10 per cento è francamente obeso. Su questo, noi, cioè il
Comune, le Commissioni Mensa, le aziende, possiamo sicuramente incidere in modo importante.
Due parole sulla tracciabilità dei cibi. La tracciabilità è una cosa importante, ma serve
soprattutto, sì, anche a priori per sapere se il pelato viene dalla Romania o dalla Terra dei fuochi o dal
campo nell'entroterra ligure, però purtroppo serve soprattutto a posteriori, cioè andiamo a vedere da
dove è partito il cibo, quali sono le strade che ha seguito, il sistema di conservazione, il sistema di
confezionamento; quando andiamo a cercare la tracciabilità spesso il problema si è già trasformato in
una condizione non più di rischio, ma di vero e proprio danno.
Infine due cose sul biologico le vorrei dire anch'io. Intanto "biologico sì" e "biologico no" lo
dicono alcuni enti privati, affidabili, ma che non hanno nessuna valenza di pubblicità, quindi il
biologico non ha una sicurezza di imparzialità assoluta e ricordiamoci che il biologico è anche un
grosso business. Ferrando diceva giustamente che si pensa che naturale è buono e artificiale è cattivo,
ma non è sempre così, anzi, spesso è esattamente il contrario. Con tutto ciò, non essendoci prove di
maggiore sicurezza, diciamo che il biologico effettivamente contiene meno pesticidi e soprattutto
l'effetto che ha l'uso di cibi biologici è quello di indurre meno uso di antiparassitari e quindi meno
inquinamento; non è tanto il fatto del cibo in sé, ma complessivamente è un minor livello di
inquinamento ambientale cui si richiamava anche Alberto Ferrando.
Vorrei sottolineare, quindi, ancora questo aspetto che mi sembra di poter cogliere di
disponibilità dell'azienda, che riconfermo, per qualunque aspetto di promozione della salute questa
volta. Prima ho parlato di tutela, di difesa, ma ci piace giocare anche in attacco, non solo giocare in
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difesa a tutela di, quindi vi confermo la nostra disponibilità, anzi, il nostro interesse perché questo ci
permette di lavorare meglio e di spendere meno di quando si verificano casi di tossinfezione
alimentare che poi hanno anche dei riflessi ad ampio raggio. Ad esempio io ho usato prima
l'espressione "Terra dei fuochi" con un certo disprezzo ed è un errore perché il prodotto italiano è
buono, è controllato, è sicuro ed è una grossa fonte di reddito per il nostro Paese. Grazie".
LODI - PRESIDENTE
"Ringrazio.
Prego, poi passerei alla rete".
DOTT.SSA SANGIUOLO – A.R.P.A.L.
"Qualcuno ha chiesto di essere più espliciti sul tipo di controlli e la veste dei controlli
effettuati da ASL e da ARPAL. Per la mia parte quello che posso precisare è che ARPAL effettua
analisi su richiesta del Comune in base ad un programma concordato e quindi non effettua attività
ispettiva ma analitica in base a richieste del servizio. Quindi diciamo che io sono qui oggi con un
ruolo completamente diverso da quello dei colleghi della ASL, nel senso che il controllo della ASL è
dell'Azienda sanitaria, invece le attività di prelievo e analisi che noi effettuiamo sono effettuate a
spese del Comune in base ad una convenzione e con un tipo di regime che è completamente
differente".
LODI – PRESIDENTE
"Grazie.
Do la parola alla rete".
SIG.RA CALOGERO – RETE COMMISSIONI MENSA
"Io credo di poter dire a nome di tutti noi che siamo molto soddisfatti di questo incontro, ci
siamo sentiti molto ascoltati e anche e soprattutto molto sostenuti da tutti gli interventi in modo
trasversale, da parte di tutte le forze politiche. La cosa più importante per noi, quello che ci portiamo a
casa come messaggio, anche se non abbiamo abbastanza scaltrezza politica per capire quanto concreta
sia questa prospettiva, comunque è la possibilità che l'argomento non si esaurisca qui ma che continui
in Consiglio comunale e possibilmente con la creazione di un tavolo dove possiamo, su tematiche così
complesse e così articolate, continuare ad intervenire e sarebbe bello anche poter dare una
supervisione ai capitolati che si stanno terminando di scrivere, che speriamo non siano stati ancora
scritti.
Personalmente ho una nota addirittura di entusiasmo nel sentire un pediatra che ascolta
quello che dice l'ISDE. Io sono una genetista, sono socia dell'ISDE e sono riferimenti che mi
piacciono molto e questo sposta molto più in alto di quello che pensavo il livello di attenzione e di
discussione su cosa vuol dire sicurezza alimentare. Da una parte mi è dispiaciuto sentire in qualche
intervento delle considerazioni dubitative sull'efficacia, sulla convenienza di continuare con il
biologico. Speriamo che Genova non faccia come Roma; Roma, con Alemanno, ha abolito il
biologico nelle scuole quasi completamente. Però qualche anno fa c'è stata un'indagine di
Altroconsumo che ha guardato i pesticidi nelle mense scolastiche e ne ha trovati, in cinque città
d'Italia, 253, di cui 2 vietati in Europa proprio in due scuole di Genova e a Roma erano zero, credo
che questo dato non sia irrilevante. L'Italia è uno dei maggiori produttori di prodotti biologici nel
mondo e senz'altro in Europa; dedicare tutta questa risorsa all'esportazione per fare soldi dando ai
bambini qualità inferiore non ci sembra un buon investimento neanche economico.
Interessantissimo è il rilievo sui metalli pesanti e i contaminanti ambientali, che condivido,
sono una parte tanto importante quanto i pesticidi e meno conosciuta del problema dei pesticidi,
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quindi penso che, se andremo avanti, condivideremo una limitazione di certi cibi che sono a rischio.
Lei giustamente citava sogliole, platesse e tonno. C'è una differenza di vari ordini di grandezze o di
rischio fra i vari cibi, quindi ragioniamoci.
Altre cose puntiformi. Sul chilometro zero, noi non vogliamo dare i fagiolini di Albenga
tutti i giorni a scuola, c'è una via di mezzo fra dare solo prodotto di nicchia locale e cose surgelate e
impacchettate in Belgio di origine non tracciata e questa via di mezzo vuol dire magari non
necessariamente solo chilometro zero, ma c'è il chilometro 50, il chilometro 100 e il chilometro 200,
quindi prodotti che vengono dalla Toscana, dal Piemonte. Già oggi, ad esempio, non si compra più la
carne a Varese Ligure; il consorzio produttori sostiene di averne a sufficienza per la Liguria, ma si
compra in Piemonte; benissimo, non facciamo regionalismi, è molto meglio che comprare i suini in
Belgio senza sapere come sono stati allevati perché non tutti i Paesi hanno l'efficacia dei controlli che
ha l'Italia.
Sui bastoncini tralasciamo. La consigliera Nicolella voleva una risposta. Erano bastoncini in
una cucina interna, quindi è stata vista la scatola. Poi ne parleremo in altra sede, ma, insomma, mi
sembra che ci si arrampichi un po' sui vetri e l'hanno capito tutti.
La cosa che mi ha colpito molto come biologa è vedere le analisi dell'ASL perché su 700
analisi fatte nel 2015 – io le ho viste velocemente, poi chiederemo all'Assessore di avere una copia
scritta di questi dati – un'analisi di pesticidi è troppo poco, soprattutto in appalti che devono servire il
biologico. Mi sembra che ci sia uno scompenso che vada riequilibrato fra le analisi microbiologiche,
che al peggio, e non deve succedere, mandano un bambino con un forte mal di pancia in bagno, e
l'analisi sui pesticidi e sui residui tossici. Ritorniamo al punto che sollevava il pediatra, sono
altrettanto importanti, sicuramente meritano più spazio, un'analisi in un anno su un prodotto è
decisamente insufficiente a descrivere la qualità.
Concludo dicendo che il pediatra ha detto una parola grossa, importante, ha detto "cancro",
ha parlato di malattie serie. Ci sono indicazioni dell'OMS e moltissimi studi internazionali che
rivelano quanto sia importante nella prima infanzia che i contaminanti ambientali abbiano un valore
basso perché questo allunga la prospettiva di vita in salute, allunga, anche a distanza di decenni, la
possibilità che una malattia anche grave sia più o meno aggressiva. Quindi noi non stiamo parlando di
sofficini, non stiamo parlando di trucchi sui fagiolini, stiamo parlando di cose molto più importanti e
credo che la maggior parte delle persone qui l'abbia colto e di questo siamo molto contenti".
LODI – PRESIDENTE
"La parola all'assessore Boero".
ASSESSORE BOERO
"Mi sembra il caso, arrivati alla sintesi, di fare un minimo di chiarezza.
Rispetto al dare un'occhiata al capitolato, io sono andato a vedermi quello che succede a
Bologna visto che voi avete detto che a Bologna i cittadini fanno il capitolato. Se guardate in rete, c'è
invece una cosa che io mi sento di accettare, cioè il contatto con i cittadini in Commissione Mensa che
danno i suggerimenti per il capitolato, che è cosa diversa perché l'occhiata al capitolato non la dà
neppure l'Assessore proprio perché la politica resta fuori. Si danno delle indicazioni, molto precise o
altro, che possono essere giuste o sbagliate, e poi la stazione unica appaltante mette in moto i
meccanismi, dai quali la politica sta fuori. Allora io credo, seguendo l'esempio di Bologna... perché a
Bologna, ripeto, se guardate, i cittadini non hanno... anzi, i cittadini si sono mossi perché il Comune
aveva tolto l'azienda e c'erano stati molti problemi da quello che leggo in rete; hanno dato alcuni
punti, come avete fatto voi, di indicazioni. Riguardo alle indicazioni date qui da parte dei genitori di
quello che si vorrebbe è venuto fuori il discorso del biologico e ne abbiamo parlato, su altre cose
credo che queste siano indicazioni utili e ovviamente da prendere e da valutare insieme. Però
l'occhiata al capitolato non la do nemmeno io, semmai diamo delle indicazioni politiche e le
indicazioni politiche vengono anche ovviamente dalle linee d'indirizzo cui si riferiva il consigliere
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Bruno, su cui non mi pare che ci siano problemi, nel senso che anche rispetto alle indicazioni chieste
dal consigliere Grillo circa i costi delle mense gestite dal Comune e delle mense affidate all'esterno,
sono dati che possiamo ricavare e dare per valutare nella trasparenza con il Consiglio comunale questi
elementi, anche perché io credo che molti consiglieri siano ben consapevoli delle problematiche, che
non sono solo quelle di tipo gestionale, ma sono anche quelle di tipo economico, ed evidentemente
rifletteranno sul fatto delle cucine. Io ho visitato in questi tre anni praticamente tutte le scuole e tutti i
nidi comunali e mi rendo conto – i nostri nidi hanno tutti, tranne due, le cucine interne – che l'odore di
minestra che si percepisce, l'odore di cibo con la cuoca che produce il cibo è ben altra cosa dal
veicolato, nessuno vuol dire il contrario; a mio parere dovremmo offrire le garanzie anche sul
veicolato, cerchiamo di offrirle e cercheremo di migliorare, quindi ben vengano proposte come è
successo nel caso di Bologna.
Il consigliere Pastorino è sparito. Lo ringrazio della lezione di agraria, ma non mi risulta che
siano state date le fragole e l'ananas ai bambini perché mi risulta che non facciano parte del menu,
onestamente. Per la frutta, poi, l'indicazione è "frutta di stagione". Poi che anche questo sia
migliorabile non c'è dubbio e si può vedere di fare la stessa cosa sugli ortaggi, sulle erbe, sui fagiolini
di stagione, però davvero non si dà che frutta di stagione.
Per il resto, si chiedeva all'Amministrazione di dire cosa sono le Commissioni Mensa.
Esistono delle Commissioni Mensa di genitori – questo lo dico per i consiglieri ovviamente, non per i
genitori, che lo sanno bene – che vanno a verificare e riempiono sostanzialmente il modulo che hanno
riempito i nostri consiglieri – anzi, metteremo in rete anche quelli dei nostri consiglieri perché mi
sembra giusto che il lavoro dei consiglieri, per trasparenza, entri in rete – vanno a valutare e scrivono
un loro rapporto nel dettaglio. Queste sono le Commissioni della scuola. Poi c'è una Commissione
municipale, le cui relazioni sono messe in rete, che in realtà mette insieme dei genitori. Qui non ci
sono i nomi semplicemente perché viene data l'informazione, ad esempio, "n. 19 genitori come da
foglio firma"; volendo si può riprodurre il foglio firma se vogliamo la conoscenza di quei genitori. In
questi fogli vengono riportate le sintesi delle Commissioni Mensa presso le scuole, ad esempio il
genitore che dice "il cibo è arrivato tardi e quindi ci sono stati problemi" oppure altre cose. Questi
fogli sono leggibili e a mio parere questo è un dato che mette in condizioni anche di valutare le
criticità in un Municipio, in una zona.
Le non conformità le si vogliono nel dettaglio? Mi pare che se la logica è quella di aiutare le
istituzioni, il Comune, i nostri bambini e anche le aziende a migliorare, tutto questo a mio parere ha
un valore ed è un valore in più e noi ringraziamo; se invece questo rientra, come forse sono anche le
mie percezioni, in una logica che è davvero certe volte, almeno percepita, di contrapposizione, di
pensare che gli uffici, che le persone, che lo stesso Assessore siano in qualche modo freddi a dare
delle risposte, questo non è vero e mi sento, come ho detto all'inizio, di respingerlo. Quindi tutto
quello che vuole il Consiglio comunale nell'indirizzo, nel fatto che si possa creare un tavolo... ripeto, i
tavoli comunque ci sono, le Commissioni Mensa ci sono. Alle prossime elezioni – siamo a maggio, a
settembre ci sono le elezioni dei nuovi organismi – alle istituzioni statali chiederemo di metterle,
d'altra parte sono votazioni. Noi, per la nostra parte, i comitati di partecipazione li potremo mettere in
rete. Ma nel frattempo, se si vuole ragionare sulle varie ipotesi che sono venute, sulla partecipazione...
Tengo anche a dire che oggi la lavastoviglie c'è alla "Daneo" perché, la conosciamo storicamente, è
una scuola sempre di grande partecipazione, ma il tema della lavastoviglie, in cui alla "Daneo" sono
stati i primi indubbiamente, è introdotto anche nelle altre gare e quindi questo tema della
lavastoviglie, che era un tema piuttosto preciso e pregnante, arriverà come elemento anche nelle altre
gare.
Anche del migliorare le forme di controllo mi pare che se ne possa parlare. Io credo – e in
questo periodo me ne sono abbastanza occupato anche andando a viaggiare in rete, guardando anche
Bologna che viene spesso portata come modello – che tutto sommato – e di questo ringrazio i
consiglieri, in particolare l'insegnante Comparini, che sappiamo non essere tenera in altri casi – il
nostro sistema sia un sistema che tenga, sia un sistema anche di controlli e di collaborazione. Il fatto
che noi ad un tavolo abbiamo persone come il dottor Ferrando, il pediatra Conforti e che spesso si
discuta... ad esempio l'altra volta un forte dibattito è sorto su "vegani sì" e "vegani no", che sarà una
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piccola cosa, però è una cosa che appartiene al nostro contesto, al nostro lavoro. Quindi io credo di
poter dire, fermo restando che vanno benissimo le linee d'indirizzo, va benissimo quello che diceva il
consigliere Grillo, sulla trasparenza vediamo, sarà una mole talvolta anche di documenti che
metteremo, ma va bene se questa è la richiesta e comunque l'idea di lavorare insieme cercando
davvero di migliorare e far sì che anche le aziende che lavorano con noi possano migliorare".
CHESSA – PRESIDENTE
"Grazie, Assessore.
Credo che sia stata una Commissione, poi una Commissione a seguito di una ricognizione
delle varie mense, estremamente interessante e utile per noi consiglieri comunali, ma quindi, di
riflesso, anche per far conoscere la complessità di tutta la questione sulle mense scolastiche a tutta la
città. Credo che sia anche da accettare il suggerimento del consigliere Bruno di cercare di produrre
come Commissione, come Consiglio, un documento di indirizzo per l'Amministrazione. Adesso siamo
rimasti pochi consiglieri, però credo che si possa delegare il consigliere Bruno stesso a cominciare ad
abbozzare il documento da poi presentare ai vari commissari.
Ringrazio tutti gli auditi, i colleghi, le aziende, i rappresentanti dei genitori e siamo a
disposizione anche per successive e future verifiche. Grazie".
ESITO
Mense scolastiche:
considerazioni e audizioni.
CONCLUSIONE TRATTAZIONE
Alle ore 12.34 il Presidente dichiara chiusa la seduta.
Il SEGRETARIO
(Liliana Lunati)
IL PRESIDENTE
(Leonardo Chessa)
IL PRESIDENTE
(Cristina Lodi)
(Documento firmato digitalmente)
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verbale di commissione