Kit pedagogico
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
Chi è Mafalda?
p. 3
Il papà di Mafalda - Autobiografia
p. 4
I personaggi della serie Mafalda
p. 5
Gioca con i personaggi
p. 9
Le domande
p. 11
Il labirinto
p. 13
Un po' di colore
p. 15
Le strisce
p. 18
Le espressioni
p. 20
Le forme geometriche
p. 21
Dichiarazione dei diritti del bambino
p. 22
Maffy foto
p. 27
2
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
CHI È MAFALDA ?
Mafalda, la bambina terribile, compie cinquant’anni. Abbozzata nel 1963 per la pubblicità di una fabbrica di elettrodomestici che
fortunatamente rifiutò il
progetto, Mafalda iniziò la sua libera vita fumettistica il 29 settembre 1964 quando la sua prima striscia uscì sul settimanale
Primera Plana di Buenos Aires. Ebbe inizio così un successo editoriale che si diffuse, dapprima in tutti i paesi di lingua spagnola, e
poi nel mondo accumulando negli anni milioni di copie vendute. In Europa Mafalda appare per la prima volta nel 1968 in
un’antologia di testi letterari e disegni umoristici pubblicata da Feltrinelli: “Il libro dei bambini terribili”. Nel 1969 Umberto Eco, che
allora dirigeva per i tipi di Bompiani la collana Amletica leggera, fa acquistare all’editore i diritti di Mafalda e ne pubblica il primo
libro “Mafalda la contestataria” per il quale scrive una presentazione dal titolo “Mafalda o del rifiuto”. Il 25 giugno 1973 Quino saluta
formalmente i lettori del settimanale argentino Siete Días e non disegnerà più, salvo rarissime occasioni, nuove strisce di Mafalda.
Grazie a voi, l’avventura continua…
3
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
IL PAPÀ DI MAFALDA - AUTOBIOGRAFIA
Un negro si lamentava sulla riva del mare:
“Pur di essere bianco sarei anche catalano.”
Cullato da questa ninna nanna nasce, nel 1932, a Mendoza (Argentina) un
bambino di nome Joaquín Salvador Lavado Tejón “Quino”, da genitori andalusi.
Siccome i genitori sono spagnoli, “tutti gli spagnoli sono brava gente”. All’età di
quattro anni (1936) il piccolo Quino scopre che sono saltati fuori degli spagnoli
cattivissimi, che stanno uccidendo gli spagnoli buoni. Tedeschi, italiani, preti e
suore sono gente cattivissima perché stanno dalla parte degli spagnoli cattivi. Ci
sono invece dei catalani che hanno smesso di essere cattivi e aiutano gli spagnoli
buoni.
1939: terribile! Hanno vinto i cattivi.
Ma il piccolo Quino ormai va a scuola e lì impara che quelli veramente buoni sono
gli argentini. Per cercare di capire un po’ tutto questo, il piccolo Quino si mette a
disegnare, in silenzio. Parlando si rischia di dire cose sbagliate sul bene e sul male.
Verso la fine del 1939 il panorama si complica: gli inglesi, che erano cattivissimi
perché avevano rubato le Malvinas e Gibilterra, adesso sono buoni perché
difendono il mondo dall’aggressione tedesco-italo-nipponica
(1941). Anche i nordamericani sono buoni.
Nel 1945 Quino comincia a studiare disegno alla Scuola di Belle Arti di Mendoza.
Nel 1954, dopo aver imparato che italiani, tedeschi e giapponesi non sono poi tanto
cattivi e che inglesi, nordamericani e francesi non sono tanto buoni, si trasferisce a
Buenos Aires dove inizia a pubblicare i suoi disegni umoristici.
Nel 1960 sposa Alicia, di origine italiana, e scopre la bontà di quella brava gente.
La sua carriera di disegnatore umoristico si afferma con Mundo Quino (1963), il suo
primo libro di vignette, e nel 1964, con l’invenzione di Mafalda, una bambina che
cerca di sciogliere il dilemma di chi è buono e chi è cattivo in questo mondo.
4
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
I PERSONAGGI DELLA SERIE MAFALDA
5
La mamma
Il papà
Prima apparizione: 29 settembre 1964
Prima apparizione: 6 ottobre 1964
*
Età: 37 anni nel 1964
*
Nome: Raquel
Non è certo uno che vuole farsi trovare impreparato, perciò si
tiene costantemente informato leggendo i giornali e
guardando la tv. Ed è spesso in quei momenti che Mafalda
arriva con la sua domanda. Mai quella dell’altra volta in cui nel
frattempo si è preparato, mai quella in cui si è appena
documentato seguendo l’ultimo notiziario. L’altra, sempre
un’altra, quella che lo mette in imbarazzo, in difficoltà, in
confusione, e lo convince che mai ci sarà tregua nel ruolo che
riveste ma soprattutto sulla poltrona dove è seduto.
Ama le piante, e le sue spiegazioni alla figlia sono un po’ la
metafora di questo amore: dal seme alla pianta lui illustra
tutto, fase dopo fase, pazientemente e senza farsi
scoraggiare, come chi pensa che a tutto ci sia una ragione e che a ogni
domanda ci sia una risposta. Forse per questo, quando Mafalda gli chiede
“Perché funziona così male?” e non si riferisce né a una pianta né al televisore
ma al mondo, lui pensa bene di addormentarsi di botto. Beh, per quante ne
sappia un papà, non è così facile sapere come si aggiustano le ingiustizie o
come si fanno finire le guerre.
È un papà buono, che però non esita a trasformarsi in un “terrorista della
felicità” quando, di notte, nasconde furtivamente i regali dei suoi bambini per far
loro una sorpresa.
E in fondo è un tenero. Quando Mafalda gli dice che è più bello di quando era
giovane, si stampa addosso un sorriso che si porta dietro tutto il giorno, persino
sull’autobus, dove una massa di musoni senza eccezione non riesce a
capacitarsi di un sorriso gratuito all’inizio della giornata.
Già una nasce mamma, che non è un gran bel biglietto da visita
per entrare in certi universi bambini, come se ciò non bastasse
lei nasce mamma di Mafalda ed è evidente che le sue difficoltà
non possono che aumentare. Come poi possa passarle per
l’anticamera del cervello di cucinare una minestra in piena
estate, quello dovreste chiederlo direttamente a lei. Con tutto
quel che ne potrebbe conseguire, naturalmente. Perché la
mamma di Mafalda è una che ci prova anche a rispondere alle
domande, persino a quelle fulminanti della figlia, ma le sue
risposte sono fatte più di “dunque”, di “insomma” e di “cioè” che
di risposte vere e proprie. Prima di giudicarla però, provateci voi
a rispondere se vi sorprende un quesito sui massimi sistemi mentre state tirando lo
spazzolone con un fazzoletto in testa o siete davanti allo specchio con più bigodini
che faccia o magari state facendo tutte e due le cose insieme? Tutte e due
insieme, sì, perché se c’è qualcosa che la mamma di Mafalda non si fa mancare è
la casalinghitudine, che assume in dosi decisamente più massicce delle creme di
bellezza. Quelle che la figlia le sottrae di tanto in tanto, garantendole però di avere
preso solo quelle di bellezze, le altre gliele ha lasciate. A buon intenditor…
Una mamma troppo casalinga e neanche un po’ laureata, come invece la sogna
sua figlia, ma attenta e premurosa con tutti. E questo Mafalda lo sa, perché un
giorno ci prova anche lei a mettersi il foulard per spolverare il suo inseparabile
mappamondo e forse, chissà, per “mettersi” un attimo nei suoi panni.
Nando
Ha una passione smodata per il suo ciuccio, il che lo collocherebbe naturalmente
in un universo bambino, ma sarebbe ingenuo non vedere anche l’altra sua faccia,
quella che con un paio di occhiali si trasforma nella faccia di un intellettuale.
Curioso è curioso, bisogna riconoscerlo, sempre se si riesce a sopravvivere alla
fila di “cos’è queto?” , “e queto?”, “e queto?” che Nando scarica senza pietà sulla
sorella innocente. Ed è pure sveglio, perché non si limita a osservare la realtà
intorno, ma di quello che vede sa fare anche due più due. Un esempio? Quando
la mamma gli dice che papà è in ufficio a lavorare e la sorella è a scuola a
studiare, lui non usa strani giri di parole, le
chiede asciutto “noi fubbi?” . E non è uno che si accontenta lui, non chiede la luna
al suo papà, ma il sole, e senza esitazione. In fin dei conti sono gli altri che
considerano Nando troppo piccolo, lui da quando è nato “…non fa che vivele!
Che cosa pletendono?”
Prima apparizione: 2 giugno 1968
Nome: Guillermo, Guille per comodità di chi lo chiama, in Italia
Nando.
Cognome: vedi Mafalda, è il suo fratellino.
È nato nel 1968, mica un anno qualsiasi. Ama gli scarabocchi sulle pareti, il ciuccio
on the rochs, ma soprattutto Brigitte Bardot. È ancora piccolo ma prima o poi
qualcosa odierà. Quando si dice “fratellino” non è facile pensare a lui. È il fratello
minore di Mafalda, è vero, ma di piccolo ha giusto le misure, visto che in certi
momenti risulta così insopportabilmente adulto da sembrare un adulto vero.
6
Mafalda
Felipe
Prima apparizione: 29 settembre 1964
Prima apparizione: 19 gennaio 1965
*
Età: 6 anni nel 1964
Nome: Felipe
Ama i Beatles, la democrazia, i diritti dei bambini, la pace (e
cambiando l’ordine degli amori le cose non cambiano). Odia la
minestra (vedi “diritti dei bambini”), le armi, la guerra, James
Bond.
Non è l’unica al mondo a detestare la minestra, ma che per lei rappresenti la più
orribile delle punizioni si intuisce quando, delusa e sconsolata definisce il mondo
“una zuppa”. E il mondo è talmente indigesto che se qualcuno volesse venderlo
non riuscirebbe nemmeno a trovargli una pubblicità convincente.
Ma per quanto contestataria e ribelle Mafalda è pur sempre una bambina, per
questo non abbandona il mondo al suo destino, gli parla piuttosto e se ne
prende cura mettendogli anche cerotti sulle ferite se necessario, lo invita a
migliorare, lo incita a resistere, si fa promettere che lui ci sarà ancora quando
lei da grande farà l’interprete all’Onu. È vero, il patto lo stringe con il suo
mappamondo che è solo una riproduzione del più malmesso originale, ma ciò
che conta sono le intenzioni e quelle di Mafalda sono sincere. Che è piccina lo
vedi dai suoi pensieri sotto le coperte o sull’altalena: “Come sempre, appena
uno mette i piedi per terra, il divertimento è finito”. Capire a quali piedi e a quale
terra si riferisca sta a noi lettori e alla nostra capacità di leggere dentro i bambini
come i bambini sanno leggere dentro di noi. Sempre che noi ci facciamo trovare
svegli e pronti a rispondere, anziché inebetiti davanti a una TV che, cambia un
canale, cambiane un altro non cambia i suoi risultati che sono scoraggianti:
“Niente! Televisione dappertutto” parola di Mafalda.
Ha sette anni e parecchi timori. Ama i fumetti, il cavaliere solitario e Muriel (in
segreto). Odia la scuola, alzarsi la mattina e i doveri dei bambini, in
particolare quelli che si travestono da compiti. Felipe è un bambino che sa
sempre quello che va fatto, ma soprattutto quello che non va fatto. In camera
sua c’è appeso un cartello, sopra c’è scritto “non fare domani quello che puoi
fare oggi” e lui lo fa, infatti, ma comincerà domani.
Ha già sette anni e non si è ancora abituato all’idea che questo mondo è
proprio questo qui e non il mondo che vorrebbe lui. Piccoli fastidi, disturbi
della crescita, cose che capitano a chi ha la fantasia troppo in vantaggio sulla
realtà. E la fantasia di Felipe non è un ciuffo di capelli ribelli e nemmeno un
costume per travestirsi da supereroe, la sua fantasia è il cavaliere solitario, e
il cavaliere solitario non è Felipe travestito da cavaliere solitario, ma è Felipe
dentro il mondo che vorrebbe. Non si può dire che sia uno schianto di
cavaliere, non ne ha il portamento, non ha stivali né occhi magnetici, non ha
schiere di fanciulle al suo seguito, ma se esiste un mondo parallelo, allora
deve per forza esistere anche un cavaliere parallelo. E Felipe lo è.
Libertà
schietta e diretta. Nel suo caso affermare che nella botte piccola si nasconde il
vino buono, è vero solo a metà, perché lei non fa niente per
nascondere se stessa e tutto ciò che pensa. D’altra parte, per quale ragione “…i
piccolini dovrebbero sopportare il complesso di grandezza degli altri?” Libertà non
la trovi sempre e dappertutto, non ha forme di protagonismo ostinato lei, con il
nome che porta non potrebbe essere altrimenti. Però non si astiene mai quando
deve opporsi al vuoto autoritarismo, e se la maestra le chiede obbedienza in
ragione del fatto che è la sua maestra, lei le risponde
sì, è giusto, perché è come una seconda madre e come tale andrebbe rispettata,
peccato che anche la prima in quanto a rispetto lasci piuttosto a Desiderare.
Libertà pensa alla rivoluzione e non si lascia attrarre dalle frivolezze, perciò
quando ha voglia di un gelato ordina un’evasione di vaniglia e pistacchio. Non è
cattiva, perché capisce quanto può essere sola una maestra che si
altera semplicemente se lei non ricorda il nome di una montagna.
Prima apparizione: 15 febbraio 1970
Nome: Libertad (in Italia Libertà), cognome: perché il nome non
basta?
Ha più anni di quelli che dimostra. Ama la cultura, la rivoluzione, le rivendicazioni in
generale. Non le piacciono le persone complicate.
Per poterla inquadrare un po’, perché è così minuta che potrebbe sfuggire a uno
sguardo distratto, bisogna chiarire subito che la sua è disinvoltura e non sfacciataggine. È molto piccina, e questo non si può negare, ma chiunque ha il coraggio di
oltrepassare il suo caratterino e avvicinarla meglio scopre che è autentica,
7
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
Miguelito
Susanita
Prima apparizione: estate 1966
Prima apparizione: 6 giugno 1965
*
Nome: Miguel, o meglio Miguelito. Cognome: Pitti.
Nome: Susana Clotilde, cognome: Chirusi.
Ha sei anni, un amore smodato per il matrimonio (il suo) e
nessuna simpatia per i poveri, per le idee scomode, per i divorzi e per Manolito.
Susanita è l’altra bambina se la guardi con gli occhi di Mafalda, ma anche
Mafalda è l’altra bambina se la guardi con gli occhi di Susanita. Per entrare nel
suo mondo, bisogna immaginare una bambina come ce ne sono tante, solo un
po’ di più. Susanita non si accontenta di giocare con i trucchi della mamma, lei si
commuove al solo pensiero di un futuro con il rossetto. Alla domanda “che cosa
farai da grande?”, risponde “sarò madre”, ma lo pronuncia con la stessa
espressione sognante e la stessa convinzione di chi dice “farò la ballerina”.E
nessuno si lasci ingannare dal suo aspetto di bambolina, Susanita sa
perfettamente che tipo di madre sarà: una madre incontrollata. Ed è per questo
che anche a lei lo stato attuale delle cose dà non poche preoccupazioni, come il
controllo delle nascite appunto. O come l’aspetto degli operai del suo Paese che,
chissà per quale inspiegabile ragione, sono bruni e poveri anziché biondi e puliti
come quelli degli Stati Uniti. Bisogna però riconoscere che Susanita ha più
risposte che domande, ha più certezze che dubbi, ha più boccoli che grattacapi.
E se ciò è inquietante o rassicurante dipende da quel che inquieta o rassicura noi
lettori, adulti, genitori.
Ha cinque anni e un grande amore: Miguelito. Gli piacciono
anche il jazz e gli inutili discorsi astratti. Non sopporta passare
inosservato e avere l’età che ha. Io direi di diventare tutti
contenti senza chiederci perché. È Miguelito che lo dice, e senon fosse che poi
nella sua testa gli interrogativi si infittiscono e i discorsi si ingarbugliano, sarebbe
anche un’ottima filosofia di vita per tutti. Cinque anni possono sembrare pochi
per formulare domande del calibro di quelle che Miguelito rivolge a tutti, ma lui di
anni se ne sente decisamente di più e fa di tutto per dimostrarlo. Come? Per
massimi bambini ci vogliono massimi sistemi, ed ecco che le mosche, per il
resto del mondo nient’ altro che veicoli adibiti al trasporto di microbi, diventano
per Miguelito niente di meno che l’Alitalia dei batteri. E persino il cavolfiore
assume una certa dignità quando lo nomina lui: perché mai dovrebbe essere
vera la cicogna e non il cavolfiore?
Cinque anni e già incredibilmente organizzato, ha piani per tutte le stagioni, per
la primavera in particolare ha messo in cantiere il piano dei piani: vivere.
Naturalmente non appena avrà trovato la risposta alla domanda delle domande:
si cresce più dall’ombelico in su o dall’ombelico in giù? E lui di ombelichi se ne
intende, soprattutto del suo, autentico centro del mondo.
Manolito
Prima apparizione: 29 marzo 1965
Nome: Manuel, cognome: Goreiro.
Ha sei anni e l’anima del commerciante. Il suo amore è tutto
per registratori di cassa, furgoni della banca, bilanci e
Rockfeller, nessuna traccia di libri non contabili, di Beatles, di
hippies, di sconti e di Susanita.
“Ignorante sì, spia mai!”, ecco quel che si rischia di rispondere quando si è così
diffidenti da sentirsi sotto interrogatorio anziché dentro un’interrogazione. Ma forse
Manolito non lo direbbe a nessuno chi ha ucciso Cesare nel 44 a.C. anche se lo
sapesse.
8
Perché la sua è un’umanità fatta di clienti prima ancora che di persone, i clienti
che fanno acquisti nel negozio del padre, e per lui i rapporti con il prossimo
hanno tutti lo stesso implacabile intermediario: il registratore di cassa. Nel suo
mondo la musica proviene solo da lì, e il suono è solo ed esclusivamente quello
dei soldi.
Manolito non è restio a riconoscere la grandezza di Cristoforo Colombo, e
persino ad ammettere la portata della sua intuizione sulla reale forma della
terra, più difficile per lui è accettare che una tale straordinaria scoperta non
abbia ricevuto neanche un centesimo di Per Manolito poesia, suggestioni e
sensazioni hanno ragione d’esistere solo se scritte con la $ giusta al posto
giusto, perché la vita è fatta per il 99,99% di azioni, le azioni sono fatte di scopi,
gli scopi sono fatti di zeri.
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
I PERSONAGGI DE QUINO
Con l’aiuto della presentazione dei personaggi delle pagine 6,7,8, completa le seguenti schede:
MAFALDA
Anno di nascita:
Sesso:
Le piace:
-
Non le piace:
-
-
-
-
FELIPE
Anno di nascita:
Sesso :
Le piace:
-
Non le piace:
-
LIBERTAD
Anno di nascita:
Sesso :
Le piace:
Non le piace:
-
-
9
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
Anno di nascita:
Sesso :
Le piace:
Non le piace:
-
SUSANITA
-
Anno di nascita:
Sesso :
Le piace:
Non le piace:
-
MIGUELITO
-
Anno di nascita:
Sesso :
Le piace:
Non le piace:
-
-
MANOLITO
Anno di nascita:
Sesso :
Non le piace:
Le piace:
-
-
NANDO
10
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
GIOCA CON I PERSONAGGI
Domande :
Qual è il quarto personaggio creato da Quino? Qual è il sesto?
……………………………………………………………………………………….....
A quale personaggio non piace in modo particolare la scuola?
……………………………………………………………………………………….....
A quale personaggio non piacciono in modo particolare le persone complicate?
……………………………………………………………………………………….....
A quale personaggio non piace in modo particolare la guerra?
……………………………………………………………………………………….....
A quale personaggio piacciono in modo particolare le persone ricche?
……………………………………………………………………………………….....
A quale personaggio non piace in modo particolare la musica degli Anni ‘60?
……………………………………………………………………………………….....
A quale personaggio non piacciono in modo particolare le bombe?
……………………………………………………………………………………….....
11
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
Risposte
Qual è il quarto personaggio creato da Quino? Qual è il sesto?
Susanita / Nando
A quale personaggio non piace in modo particolare la scuola?
Felipe
A quale personaggio non piacciono in modo particolare le persone complicate?
Libertà
A quale personaggio non piace in modo particolare la guerra?
Mafalda
A quale personaggio piacciono in modo particolare le persone ricche?
Susanita
A quale personaggio non piace in modo particolare la musica degli Anni ‘60?
Manolito
A quale personaggio non piacciono in modo particolare le bombe?
Mafalda
12
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
Il LABIRINTO
Puoi aiutare Mafalda a trovare la strada per raggiungere la sua tartaruga?
13
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
14
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
UN PO’ DI COLORE
15
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
16
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
17
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
LE STRISCE
I bambini troveranno alcune strisce tratte dai fumetti di Mafalda, dovranno riempire con i testi “le nuvolette”.
Le seguenti domante ti aiuteranno a trovare delle idee per completare le “nuvolette” del disegno:
- Quali sono i personaggi presenti in questa striscia? Quali sono i tratti caratteriali? (un consiglio: aiutati con la descrizione dei personaggi).
Secondo te, i personaggi sono: arrabbiati? Contenti? Sorpresi?
18
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
19
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
LE ESPRESSIONI
Le varie espressioni cambiano con il movimento delle sopracciglia e della bocca. Un esempio è la classica happy face. Ai ragazzi verrà chiesto
di disegnare, muovendo solo i trattini delle sopracciglia e della bocca, le espressioni più varie.
20
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
LE FORME GEOMETRICHE
Mafalda e i suoi amici sono tutti facilmente riducibili a una figura geometrica (sia la testa, sia le varie parti del corpo) i ragazzi dovranno provare a
inventare un loro personaggio, partendo da una figura geometrica.
21
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
Nel
1977, in occasione dell’Anno Internazionale del
Bambino, l’UNICEF chiede a Quino di illustrare i dieci
principi della Dichiarazione dei Diritti del Bambino. Quino
cede all’UNICEF gratuitamente i diritti delle illustrazioni, che
verranno utilizzate dai vari comitati nazionali per opuscoli e
manifesti.
22
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DEL BAMBINO
Nel 1977 l’Unicef chiede a Quino di illustrare, per l’imminente Anno Internazionale del bambino (1979), i dieci principi della Dichiarazione dei
Diritti del Bambino. Quino cede gratuitamente all’Unicef i diritti di queste illustrazioni.
Il bambino deve godere di tutti i diritti enunciati nella presente
Dichiarazione. Questi diritti devono essere riconosciuti a tutti i bambini
senza eccezioni, senza distinzioni o discriminazioni di razza, di colore,
di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di
origine nazionale o sociale, di censo,
di nascita o di altra condizione relativa al bambino stesso o alla
famiglia.
Il bambino deve godere di una speciale protezione; disposizioni
legislative o altri provvedimenti devono garantirgli possibilità e
facilitazioni perché egli possa svilupparsi in modo sano e normale
fisicamente, intellettualmente, spiritualmente e socialmente, in
condizioni di libertà e dignità. Nella approvazione di leggi relative a
questo fine, l’interesse superiore del bambino deve essere
determinante.
23
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
Il bambino ha diritto alla sicurezza sociale. Affinché egli possa
crescere e svilupparsi in modo sano, a lui e a sua madre
devono essere assicurati aiuti e protezioni speciali e
soprattutto una adeguata assistenza prenatale e postnatale. Il
bambino ha diritto all’alimentazione, all’abitazione, agli svaghi
e alle cure mediche che sono necessarie.
Il bambino ha diritto, fin dalla nascita, a un nome e a una
cittadinanza.
Il bambino fisicamente e psichicamente minorato o socialmente
disadattato ha diritto al trattamento, alla istruzione, alle cure speciali
richieste dal suo stato o dalla sua condizione.
24
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
Il bambino, per lo sviluppo armonico della sua personalità, ha bisogno di amore e di
comprensione. Egli, nei limiti del possibile, deve crescere sotto la custodia e la
responsabilità dei genitori e, in ogni caso, in un’atmosfera di affetto e di sicurezza
morale e materiale; nella prima infanzia, salvo casi eccezionali, non deve essere
separato dalla madre. La società e le autorità competenti hanno il dovere di occuparsi,
in modo particolare, dei bambini senza famiglia e di quelli che non hanno mezzi
sufficienti di sussistenza. E’ auspicabile che alle famiglie numerose siano assegnati
sussidi statali o di altro genere per il mantenimento dei bambini.
Il bambino ha diritto a un’istruzione che deve essere gratuita e obbligatoria, almeno ai
livelli elementari, e che deve contribuire alla sua formazione generale e consentirgli
eguaglianza di possibilità di sviluppare le sue doti, il suo spirito critico, la consapevolezza
delle responsabilità morali o socialie di diventare un membro utile della società.
L’interesse superiore del bambino deve essere la guida di coloro che hanno la
responsabilità della sua educazione e del suo orientamento; questa responsabilità ricade
in primo luogo sui genitori. Il bambino deve avere ogni possibilità di dedicarsi a giochi e
a attività ricreative orientate verso i fini che l’educazione gli propone; la società e le
pubbliche autorità devono impegnarsi a agevolare il godimento di questo diritto.
Il bambino deve essere sempre tra i primi a ricevere
protezione
e soccorso.
25
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
Il bambino deve essere protetto contro ogni forma di negligenza, di crudeltà
e di sfruttamento. Egli non deve essere oggetto di mercato, sotto qualsiasi
forma. Il bambino non deve essere ammesso al lavoro se non ha raggiunto
un’età minima adeguata; in nessun caso deve essere costretto o autorizzato
a accettare un’occupazione o un impiego che nuoccia alla sua salute o alla
sua educazione o che ostacoli il suo sviluppo fisico, mentale o morale.
Il bambino deve essere protetto da comportamenti o influenze che
possono indurlo a qualsiasi forma di discriminazione razziale,
religiosa o di altro genere. Egli deve essere educato in uno spirito di
comprensione, di tolleranza, di amicizia tra tutti i popoli, di pace, e
di fraternità universale e nella consapevolezza che dovrà porre le
proprie energie e i propri talenti al servizio dei suoi simili.
26
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
MAFFY FOTO
Una simpatica idea per animare i vostri locali che rallegrerà
i più piccoli ma anche gli adulti!
Poco costosa e facile da installare, per fare una foto e avere
un piccolo ricordo
Chiedici il file per stampare la sagoma...
[email protected]
27
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
WWW.QUINO.COM.AR
WWW.CAMINITO.EU
Caminito S.a.s. - Corso Roma, 24 - 20811 Cesano Maderno (MB) tel. 0362/546258 - email: [email protected] - www.caminito.biz
2013 © Joaquín S. Lavado (Quino)/Caminito S.a.s
Scarica

Kit pedagogico - Week-end dei giovani lettori