Bollettino di informazione del Centro Kades associato alle Assemblee di Dio in Italia
spedizione in a.p. art.2 comma 20/c L.622/96 - n.2 anno XXI - aprile/giugno 2012
Per i disperati
invisibili
(Luca 14:21)
Cari fratelli e amici del Centro
Kades, il nostro desiderio, unito a
quello di Dio, è che tutti siano salvati e giungano a ravvedimento.
Per questo non possiamo
esimerci dal continuare a evangelizzare chiunque, cercando
di raggiungere anche i derelitti,
secondo l’indicazione della
Parola: “…Va’ presto per le piazze
e per le vie della città, e conduci
qua poveri, storpi, ciechi e zoppi”
(Vangelo di Luca 14:21).
Anche in questi giorni capita
spesso, andando a evangelizzare
presso i Ser.T (Servizio Tossicodipendenze delle ASL), di incontrare
delle persone che chiamarle solamente “povere, storpie, cieche, e
zoppe” sarebbe fin troppo riduttivo, vista la loro condizione di vita.
Ma accade anche che, persone che a noi sembrano felici o
perbene, spesso nascondano un
profondo e invisibile malessere,
quanto mai reale e difficile da
affrontare.
Preghiamo e adoperiamoci in
modo che il messaggio dell’Evangelo possa raggiungere tutti, sia
i “disperati visibili” sia gli “invisibili”.
Esortiamoci, dunque, vicendevolmente a evangelizzare, indicando l’unica Via per la salvezza:
Cristo Gesù il Signore nostro, il
benedetto in eterno!
Lino Brancato
sfida
GIOVANILE
Che lavoro fai?
“Che lavoro fai?” Questa domanda insieme ad altre quali “Come ti chiami? Quanti anni hai? Di
quale città sei?” sono usate per
cercare di identificare una persona.
Non solo, ma anche quando siamo troviamo in compagnia in modo informale, si fanno le stesse
domande per conoscere le persone e per fare nuove amicizie.
Possiamo affermare per questo
me perdere una parte di se stessi, mentre mantenere un lavoro è
strumento per mantenersi in vita.
Altro dato inconfutabile è che
la massa di individui che compone la società di oggi, si sposta inseguendo il denaro che reputa la
principale fonte di sopravvivenza
che è possibile ottenere per mezzo del lavoro.
Questo è quanto ci hanno insegnato fin da bambini sui banchi di
che il lavoro, la professione, è uno
dei segni distintivi che caratterizzano la vita di una persona.
Cercare lavoro è un po’ come
cercare se stessi e trovare scopo
alla propria esistenza. Servirà per
stabilire delle basi e porre radici,
fondare un nucleo familiare, avere dei figli, ritagliarsi il proprio
spazio nella società. Ne consegue
che, perdere il lavoro diventa co-
scuola, quando studiando il primo
articolo della Costituzione abbiamo letto: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Anche la scienza moderna,
attraverso un suo noto rappresentate del secolo scorso, afferma che
in cima alla piramide dei bisogni
dell’uomo, dopo quelli fisiologici, quelli di sicurezza, di appartenenza e di stima, il bisogno foncontinua in seconda pagina
sfida
2
GIOVANILE
Che lavoro fai?
segue dalla prima pagina
damentale dell’uomo è quello della
realizzazione del sé “realizzando la
propria identità e le proprie aspettative occupando una posizione soddisfacente nel gruppo sociale” (Maslow).
Il lavoro aiuta a salire i gradini della società, fino a diventare
per alcuni una dipendenza. Così se
il lavoro viene a mancare, si prova
smarrimento e si può cadere in depressione.
scartato te. Certo, ci sarà da lavorare tanto, per recuperare il tempo
perduto, perciò inizia subito. Mettiti al lavoro! Comincia dal cambiare
l’oggetto della tua attenzione!
Invece di cercare di capire quale
sia il tuo ruolo da disoccupato nella società, chiediti che ruolo ha Gesù
nella tua vita. Forse pensi di non valere più nulla, e forse per la società
potrebbe anche essere così, ma non
per Dio! Per Lui vali ancora molto!
parole: chiediGli aiuto, esprimiGli il
tuo vero bisogno, e poi chiediGli anche di provvedere per te un lavoro.
Egli ti accoglierà, prima come figlio e poi come operaio. Il contratto che stipulerai ha un valore eterno! Vale di più di qualsiasi contratto
a tempo indeterminato perché è firmato da Gesù! È Lui che garantisce
per te. Il prezzo che è stato pagato
per il tuo riscatto è altissimo; il valore della tua dignità è stato riacquistato con il sangue di
Gesù.
Lasciati avvicinare dal tuo Creatore,
il Suo calore saprà
scaldare il tuo cuore
freddo e indurito dal
peccato. Peccato, nel
suo significato originale, significa “mancare il bersaglio”.
Questa è la tua
condizione, perché
hai tenuto Dio lontano dalla tua vita. DiGli che desideri cambiare direzione, che
non vuoi più camminare ignorandoLo.
Accetta la grazia che
ti è stata fatta, accetta il sacrificio di Gesù e il sangue sparso
sulla croce per te.
Si potrebbe continuare scrivendo
Dio non guarda le condizioni soChiedi perdono a Dio nel nome di
altro ancora per descrivere l’angociali ed economiche per dare valoGesù, credi con tutto il cuore al messcia e l’inquietudine che le persone re alla vita. Dio guarda alla sinceri- saggio del Vangelo, farai l’esperienza
vivono inseguendo un sogno che so- tà del cuore, alla fede espressa con
della nuova nascita.
miglia sempre di più a un brutto in- semplicità, anche in circostanze avE la vita, anche senza lavoro, non
cubo.
verse. L’atteggiamento interiore è
ti sembrerà più vuota e inutile, al
A te che stai cercando quell’occu- l’elemento qualificante per Dio.
contrario sarà piena! I piccoli risulpazione esistenziale, che va ben olSe fino ad oggi Gesù non ha avuto tati maturati nella quotidianità, antre il posto di lavoro, che stai cernessun significato per te, adesso è il dranno ad alimentare quel granelcando prima di tutto te stesso, se ti momento di cominciare a vedere co- lo di fede sufficiente a spostare le
riconosci nella situazione descritme stanno le cose veramente, e for- montagne.
ta in queste righe, vorrei presentarti se di comprendere come tenere Dio
Nella casa di Dio non ci sono diQualcuno su cui puoi fondare le basi lontano forse è causa della tua con- soccupati, ma non accontentarti delper costruirti una nuova identità.
dizione attuale.
le soddisfazioni terrene, cerca di più,
Desidero parlarti di Gesù, il figlio
Sii sincero, vai fino in fondo a que- accetta Gesù: “Perché Dio ha tanto
di Dio, la pietra angolare che i costo pensiero! Rifletti e se scopri che amato il mondo che ha dato il suo unistruttori avevano scartata per cerla tua vita è vuota non solo perché
genito figlio affinché chiunque crede il
care di costruire la propria esisten- non hai un lavoro, ma soprattutto
lui non perisca ma abbia vita eterna”
za da sé, senza Dio. Sì, anche se tu
perché ti manca la presenza di Dio! (Giovanni 3:16).
forse hai scartato Gesù, Lui non ha
Agisci e rivolgiti a Lui con le tue
Giovanni Tartaglione
3
Non fermarti all’apparenza!
E disse: “Voi non sapete di quale spirito siete animati. Poiché il Figlio dell’uomo
è venuto, non per perdere le anime degli
uomini, ma per salvarle” (Luca 9:56).
Non è inconsueto osservare, davanti a comportamenti antisociali o personalità di discutibile moralità, manifestazioni di disagio, pregiudizio e
condanna. Accecati da quello che ai nostri occhi è degno di biasimo, si potrebbe correre il rischio di censurare coloro che insieme con noi hanno bisogno
della grazia di Dio.
I discepoli disapprovarono l’atteggiamento con cui alcuni Samaritani rifiutarono il Signor Gesù e quell’ostilità
incoraggiò un sentimento che non è riconducibile al piano di Dio per l’uomo
peccatore. I dissapori e le discordanti
visioni nei confronti dei Samaritani avevano destato propositi di vendetta incontrollabili interiormente ed esteriormente. Rispetto all’opinione comune
non subivano nessun giudizio per quella reazione, ma come discepoli di Cristo Gesù erano in difetto. L’invito del Signor Gesù è rivolto a quanti, pensando
di essere nel giusto, screditano il prossimo. Nel cammino con Gesù abbiamo incontrato villaggi e persone che
avremmo voluto giustamente evitare,
ma da ognuno di questi la nostra vita è
stata arricchita.
Nel servizio che svolgiamo, non è
difficile trovarsi davanti a persone che
ci mostrano quanto sono oscuri e tremendi i sentieri del peccato, quanto
violenti i traumi inflitti dal passato e come ogni percorso intrapreso per essere
liberati sia disseminato di ostacoli.
Alcuni racconti inteneriscono, altri
emozionano e alcuni inquietano l’uditore che, pur trovandosi equipaggiato
di strumenti umani, si sente ugualmente disarmato davanti a tali situazioni.
Per affrontare determinate problematiche, in cui gli eventi sembrano dissolvere i più nobili sentimenti, bisogna rivestirsi dell’amore di Dio e riconoscere
che il Signor Gesù “può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che vive sempre per intercedere per loro” (Ebrei 7:25).
Essere sensibile alla voce di Dio potrà permettere a molti di udire una
chiamata particolare “Alzati, va’ nella strada chiamata Diritta, e cerca in casa di Giuda uno di Tarso chiamato Saulo;
poiché ecco egli è in preghiera” (Atti 9:11).
Andiamo dunque ai crocicchi delle strade e lungo le siepi per annunciare il
Vangelo di Cristo Gesù a chi non riflette
un modello esemplare, perché in quei
luoghi è atteso l’invito che altri hanno rifiutato. Non lasciamoci avvilire da
eventuali rifiuti, come Gesù rispettiamo
la volontà di chi riceve il lieto messaggio, fermandoci se c’è richiesto, allontanandoci se non desiderati.
Ancora oggi il desiderio del Signor
Gesù è di salvare, per poi usare, anche
persone che non lasciano dubbi sulla loro immoralità e malvagità, ma come l’apostolo Paolo potranno affermare: “Io ringrazio colui che mi ha reso forte,
Cristo Gesù, nostro Signore, per avermi
stimato degno della sua fiducia, ponendo
al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento; ma misericordia mi è stata usata, perché agivo per
ignoranza nella mia incredulità” (I Timoteo
1:12-13).
Saremo sorpresi quando
chi si pensava
imperfetto, sarà usato da Dio
come esempio. Nel Nuovo Testamento
alcuni tra i Samaritani si distinsero per
le eccezionali qualità che tutti i credenti in ogni tempo dovrebbero possedere: ricordiamo la pietà del samaritano,
o l’unico lebbroso che tornò a ringraziare il Signor Gesù, la donna al pozzo,
i samaritani che ospitarono Gesù e tutti quelli che ascoltarono unanimi e con
attenzione Filippo per poi ricevere il
battesimo nello Spirito Santo.
Come avvenne per l’apostolo Paolo e per i Samaritani, riteniamo fermamente che per giungere a una trasformazione radicale dei cuori e delle
menti siano indispensabili l’ascolto
del messaggio dell’Evangelo, l’incontro personale con il Signor Cristo Gesù
sfida
GIOVANILE
e la preghiera. Questi strumenti sono
gli unici che riescono a raggiungere le
profondità dell’animo umano, mettono ordine in ogni situazione e risanano
ogni ferita del cuore.
A volte, come avvenne ad Anania, siamo frenati da giustificati dubbi: “Signore, ho sentito dire da molti di
quest’uomo quanto male abbia fatto ai
tuoi santi in Gerusalemme” (Atti 9:13). Ricordiamo che resistere alla chiamata di
Dio è da incoscienti. “Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre
vie sono le mie vie” (Isaia 55:8). Anania
dovette sentire nuovamente il suono
glorioso della voce di Dio che lo invitava a guardare oltre le apparenze: “Va’,
perché egli è uno strumento che ho scelto
per portare il mio nome davanti ai popoli” (Atti 9:15).
Ho visto in questi anni di servizio al
Centro Kades vite trasformate, menti ricostruite, cuori guariti da ferite inimmaginabili, famiglie rinsaldate, persone inaffidabili diventare strumenti nelle
mani del Maestro. Insieme con altri ho
sperimentato che “dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata” (Romani 5:20).
Rivestiamoci dello Spirito di Dio,
che purificherà i nostri cuori e le nostre
menti da stereotipi inadeguati ai figli di
Dio e come il samaritano riusciremo a
fermarci accanto a chi più ha bisogno
di misericordia.
“Ma per questo mi è stata fatta misericordia, affinché Gesù Cristo dimostrasse in me, per primo, tutta la sua pazienza,
e io servissi di esempio a quanti in seguito avrebbero creduto in lui per avere vita
eterna” (I Timoteo 1:16).
Gioele Puopolo
4
Sfida a Fidene e Roma
Sabato 10 dicembre con i fratelli Lino Brancato e Matteo è iniziato
il viaggio con il camper per Fidene (Roma). Qui ci siamo incontrati
con il fratello pastore Manueli, con il
quale c’è una profonda amicizia, nata nel periodo in cui egli ha collaborato presso il Centro Kades. La domenica mattina abbiamo offerto il
nostro culto al Signore a Fidene e il
pomeriggio a Monterotondo. I giorni
successivi ci hanno visto impegnati
con fratelli e sorelle in evangelizzazioni presso il Ser.T di Roma Montesacro, nella piazza degli Euganei,
nel quartiere Tufello, in piazza dei
Vocazionisti e nel quartiere Fidene. Abbiamo distribuito volantini e
avuto contatti interessanti. Martedì
sera il fratello Brancato ha presentato uno studio sulle dipendenze. La
mattina successiva ci siamo incontrati al Ser.T di Ostia con il fratello
Bozzon, pastore della comunità locale, e altri fratellin coi quali abbiamo distribuito volantini e parlato
con alcuni tossicodipendenti. Ci siamo poi recati all’Istituto Biblico Italiano per incontrare il fratello Cardarelli e gli studenti, ai quali è stato
Centro Kades
onlus
associato alle
Assemblee
di Dio in Italia
presentato dal fratello Brancato un
seminario sulle droghe e sulle dipendenze da sostanze e da comportamenti, con lo scopo di informare
gli studenti, alcuni dei quali il Signore chiamerà al ministero. La sera a
Ostia è stato presentato lo studio
sulle dipendenze. Il giorno dopo ci
siamo spostati a Civitavecchia, la
mattina al Ser.T e il pomeriggio in
un quartiere popolare. La giornata
si è conclusa in chiesa a Civitavecchia con uno studio biblico e un’agape fraterna.
Nei giorni successivi ci siamo uniti ai fratelli della comunità di Roma Torrevecchia curata dal fratello Botturi, in collaborazione con il
fratello Jonathan, un giovane al terzo anno della scuola biblica, che ci
ha affiancato con altri fratelli nelle
evangelizzazioni nel quartiere della
Magliana, in piazza De Andrè e nel
quartiere del Corviale. Qui abbiamo
distribuito opuscoli in intere “pareti” di cassette delle poste, all’interno del caratteristico edificio costituito da un unico blocco di cemento
armato alto dieci piani e lungo circa un chilometro. Nelle serate oltre
Centro Kades onlus
Loc. Basso Erro, 41
15010 Melazzo (AL)
telefono 0144.41222 - fax 0144.41182
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http: www.centrokades.org
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Consiglio di Amministrazione Centro
Kades onlus: presidente Angelo Gargano,
direttore Natale Brancato, consiglieri
Antonio Rocca, Alessandro Cravana,
Mauro Stevanato e Giuseppe Crapanzano
sfida
GIOVANILE
al culto celebrato nella comunità di
Torrevecchia, abbiamo tenuto anche
uno studio nel locale di Roma Gianicolense, missione della comunità
sempre di Torrevecchia.
La domenica siamo tornati per
il culto del mattino ad Ostia e il
pomeriggio,a conclusione dell’intensa settimana, a Roma via Repetti,
accolti affettuosamente dal fratello
Cusumano, pastore della comunità,
e dalla numerosa fratellanza. Qui la
predicazione della Parola di Dio del
fratello Brancato e le testimonianze
hanno toccato i cuori. Dopo il culto
ci siamo avviati per rientrare. Alle
tre di notte abbiamo varcato la soglia delle nostre case stanchi, ma
felici e onorati di essere collaboratori del nostro Signore Gesù Cristo.
Il ringraziamento va a Lui e a tutti i fratelli che in questa missione ci
hanno sostenuto.
“Fin dal mattino semina la tua semenza e la sera non dar posa alle tue
mani; poiché tu non sai quale dei due
lavori riuscirà meglio: se questo o
quello, o se ambedue saranno ugualmente buoni” (Ecclesiaste 11:6).
Michele Paolucci
Bollettino trimestrale d’informazione dell’Associazione Centro Kades
Direttore responsabile: Natale Brancato
Autorizzazione Tribunale Acqui Terme n. 69 del 14/12/91
Spedizione in a.p. art. 2, comma 20/c, L. 662/96
Autorizzazione Area Servizi Postali - Filiale di Alessandria
Hanno collaborato: Lino Brancato, Giovanni Tartaglione,
Gioele Puopolo, Michele Paolucci
Redazione: Vito Spinella, Chiara Favaretto
Impaginazione: Lorenzo Framarin
Stampa: Cooperativa Tipografica Operai - Vicenza
Distribuito gratuitamente
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Sfida 2012 Aprile-Giugno