IONI
INTRODUZ
pp. 2-5
ITINERARIO 2
pp. 10-13 1
ITINERARIO
ASSESSORATO ALLA CULTURA
pp. 6-9
LA PROVINCIA DI CAGLIARI
archeologia/arte/cultura
ITINERARIO 2
pp. 10-13
ITINERARIO 3
pp. 14-17
RESPONSABILI PROGETTO
Maria Cristina Mancini
Annarita Vepraio
ITINERARIO 4
pp. 18-21
IDEAZIONE
Studio Baldini&Baldini
Maura Quartu, Roberto Sirigu
TESTI ed EDITING
Nanni Pintori, Maura Quartu, Roberto Sirigu
ITINERARIO 5
pp. 22-25
FOTOGRAFIE
Giorgio Baldini
foto cavaliere pag. 21 Nanni Pintori
ITINERARIO 6
pp. 26-29
VIDEO
riprese e montaggio Matteo Baldini
PROGETTO GRAFICO
Matteo Baldini
RICERCA d’ARCHIVIO
Claudia Baldini
ITINERARIO 7
pp. 30-33
STAMPA
Iges s.r.l.
EI
COMUNI e MUS
pp. 34-36
Opuscolo con DVD video allegato
A
TIC
CARTINA TEMA a
in
terza di copert
©2010 Provincia di Cagliari
©2010 Baldini&Baldini
Blocchi dipinti, molo di Giorgino - Cagliari
Capitello, XVI secolo, chiesa di San Pietro - Suelli
Cattedrale di Santa Maria, abside - Cagliari
Mosaico, II-III secolo d.C., Nora - Pula
La ricchezza della provincia di Cagliari
è dovuta alla particolarità di comprendere nel
proprio territorio molteplici coesistenze storiche,
archeologiche, artistiche e culturali.
Questo interessante e originale lavoro è un invito a scoprire,
stimolando la curiosità del lettore, le peculiarità di ogni itinerario
proposto attraverso suggestioni e suggerimenti che uniscono i diversi paesi
con il gioco dei riferimenti letterari, che costituiscono l’ordito su cui si svolgerà la
scoperta.
Sono particolarmente grato agli autori per aver proposto questa unione tra la letteratura e il patrimonio culturale del nostro territorio poiché ciò evidenzia che non
esistono confini quando si possiede l’apertura intellettuale per vedersi partecipi di un
cammino comune attraverso la conoscenza.
Graziano Milia
Presidente della Provincia di Cagliari
3
Tanti e diversi sono gli elementi naturali e culturali che concorrono a comporre l’identità di
ogni territorio, segnato da millenni di storia.
Cogliere e interpretare i segni di questa storia non è però cosa semplice. Occorre infatti
trovare le giuste chiavi di accesso ai mondi a cui tali segni appartengono, per riuscire a
riallacciare le relazioni con coloro che li hanno lasciati. È quindi un dialogo quello che dobbiamo aprire con essi, ben sapendo che la prima difficoltà da superare sarà quella di riuscire
a parlare un linguaggio comune. Una seconda difficoltà va sicuramente individuata nella
mole di dati che il passato ha lasciato dietro di sé e che nessuna curiosità può sperare di
recepire nella sua totalità.
Abbiamo scelto alcuni monumenti, reperti archeologici, opere d’arte, tra i tanti possibili, per
simboleggiare l’intera complessità della realtà da cui essi provengono. Li abbiamo inseriti
all’interno di brevi storie, composte da immagini e parole, che abbiamo pensato come altrettante “soglie” che il lettore potrà attraversare per poter più agevolmente innescare un
dialogo con il passato. Abbiamo abbinato ciascuno dei 7 itinerari che compongono questa
guida ad un romanzo, ad un saggio, ad una poesia, ad una opera epica, con l’intento di
lasciare aperta in tal modo una finestra di osservazione verso il contesto culturale, senza
la quale la comprensione di un territorio è impossibile.
L’opera e l’autore cui ciascun itinerario si ispira compaiono esplicitamente nel titolo. Il
sottotitolo vuol rendere esplicito il nucleo narrativo di ciascun racconto.
L’auspicio è che al termine della lettura i nostri testi scompaiano per
lasciare emergere le pagine di passato che li hanno ispirati.
Chiesa campestre di
San Priamo, XI e XVI secolo
San Vito
Chiesa di San Nicola
di Quirra, XII secolo
Villaputzu
Veduta di Castiadas verso
i Monti dei Sette Fratelli
Marina di San Pietro all’alba - Castiadas
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ITINERARIO 1
MARACALAGONIS
QUARTUCCIU
BURCEI
CASTIADAS
VILLASIMIUS
Il castello dei destini incrociati
di Italo Calvino
Il Leone
In una scuola un insegnante di lettere
e uno di storia dell’arte propongono ai
loro studenti un esperimento: leggere
Il castello dei destini incrociati di Italo
Calvino e creare un racconto utilizzando
dipinti, sculture o monumenti a propria scelta, come il mazzo dei tarocchi viene utilizzato
dai protagonisti del romanzo.
Uno studente trasforma la chiesa di Santa Maria
degli Angeli a Maracalagonis, il paese in cui abita, nel
“castello”. Ecco il suo racconto.
Un pellegrino, prima di partire per Santiago de Compostela,
entra nella chiesa per chiedere al Signore di proteggerlo durante il pellegrinaggio. Conclusa la preghiera, ormai
rasserenato, si volge finalmente a guardare la chiesa e i suoi
arredi. Gli pare che una voce lo chiami.
- Ehi, avvicinati, siamo qui, a destra.
Ci hanno trovato nel 1966, nel cortile della
casa parrocchiale, e poi ci hanno portati qui.
Noi eravamo importanti, eravamo dei plutei:
insieme a pilastrini, architravi e altre lastre
proteggevamo l’altare della chiesa di Santo
Stefano, una antica chiesa bizantina, poi andata distrutta nel 1860.
Io sono il Leone e accanto a me ecco la
Leonessa. Ci riflettiamo l’uno nell’altra.
Guardami. Il mio corpo snello e scattante è un
ridotto bassorilievo su una vegetazione carnosa. Le incisioni delineano il nostro aspetto
regale, le ciocche delle criniere si dispongono
in giri ordinati e le nostre code si inarcano
6
Retablo di Sant’Antonio Abate, bottega di Michele Cavaro, 1567;
Pluteo, marmo scolpito, X secolo;
chiesa della Beata Vergine degli Angeli - Maracalagonis
gentilmente sulla groppa. Abbiamo occhi rotondi e zampe
unghiate.
Questa chiesa che ci ospita era romanica, dei primi decenni del XIII secolo, ma tu di quelle antiche strutture non
puoi vedere che alcuni archetti nel fianco sud, all’esterno.
Osserva con attenzione i blocchi di pietra, la loro forma, il
colore. Ti capiterà di vederne ancora e riconoscerai da solo
l’epoca della costruzione.
Oh, questi uomini! Sempre a fare e disfare, mai contenti, sempre a cercare di stare al passo con i tempi. Quanti
lavori nel XVI secolo! Prima le cappelle gotiche con le volte
stellari o le crociere con le chiavi di volta gemmate, poi
quando la moda spagnola non piaceva più hanno introdotto modi classici, nel presbiterio e nella facciata.
Pensa che anche questo retablo, ora nella prima cappella
a sinistra, era già lì quando siamo arrivati noi; anche lui è
stato investito dalla smania del nuovo, ed è stato ridipinto
dalla bottega di Michele Cavaro, forse da Antioco Mainas.
Chiesa della Madonna di Monserrato, XIX secolo - Burcei
Tomba dei giganti Is Concias, XIV-XIII secolo a.C. - Quartucciu
Fortezza vecchia, XVI secolo - Villasimius
Carceri, XIX secolo - Castiadas
Marina di San Pietro - Castiadas (pag. 9 in alto)
8
Mi sa che era il
1567.
Da quando siamo qui, ormai
privati della nostra funzione, non
possiamo far altro che raccontare,
del prima e del dopo, custodi della memoria.
Avrei tante cose da dirti, di quando ritrovarono le
statue del dio Bes a Campo Carrui e poi le portarono
al Museo Archeologico di Cagliari, ma prosegui pure per
la tua strada.
Se vuoi potrai tornare e parleremo ancora.
Quando ti inoltrerai per i Monti dei Sette Fratelli troverai la
tomba dei giganti di Is Concias e scoprirai altre storie e altre
epoche. Vai, vai fino alla Fortezza Vecchia e lì saprai altre
cose.
Il pellegrino interpretando questo avvenimento come manifestazione della volontà divina, dà ascolto al consiglio del Leone
e si reca, prima di intraprendere il suo viaggio, alla Fortezza Vecchia di Villasimius, che si anima parlandogli in questo modo.
Hai fatto bene a giungere fin quassù. Si domina il mare.
Quando Filippo II di Spagna cercò di contrastare le incursioni barbaresche fece costruire un sistema di torri lungo le coste, in luoghi
strategici, e ancora ci sono: la torre dei Dieci Cavalli, la torre di
San Giovanni, la torre di Porto Corallo. Anche io fui costruita per
questo scopo e portai alto il mio onore. Ora, come vedi, sono diventata un luogo di attrazione, ma non me ne dispiaccio. Da qui
ho potuto seguire tutte le operazioni di archeologia subacquea
che hanno portato al recupero di tanti reperti, che ora si trovano
al Museo di Villasimius. D’altronde anche loro hanno perso la loro
funzione, e non per questo hanno smesso di comunicare.
Dalla fine del XVI secolo fino all’Ottocento, verso nord ho avuto
sempre dinnanzi a me una distesa infinita, pianeggiante e anche
un po’ malsana. Toccò ai detenuti della Colonia penale di Castiadas, dal 1875, lavorare, bonificare e mettere a coltura le terre e
renderle fertili. Ora le ex carceri si sono affrancate diventando
un importante spazio culturale per Castiadas, comune dal 1986,
e sarà piacevole per te ricercare tutti gli insediamenti che lo
costituiscono.
Anfore romane, I secolo d.C., ritrovamento
subacqueo, Museo archeologico - Villasimius
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ITINERARIO 2
CAPOTERRA
SARROCH
VILLA SAN PIETRO
PULA
DOMUS DE MARIA
TEULADA
Odissea
di Omero
Antigori
“Allora agli altri fidi compagni ordinavo
di salire in gran fretta sulle concave navi,
perché nessuno, mangiando il loto, scordasse il ritorno.
Subito salivano quelli e sui banchi sedevano,
e in fila seduti battevano il mare schiumoso coi remi.
Di là navigammo avanti, sconvolti nel cuore,
e dei Ciclopi alla terra, ingiusti e violenti,
venimmo.....”
“Uomo ricco d’astuzie”. Così si
era sentito venti anni prima, capace, come Ulisse, di governare il
proprio destino e quindi di essere
padrone della propria storia. Era
partito dalla Sardegna rispondendo ad una “chiamata” di lavoro
sentita per radio: “si cerca un piccolo di camera, un allievo ufficiale
di macchina, un cuoco di bordo”.
Torre di Chia, XVII secolo
Domus De Maria
Chiesa di Sant’Efisio, XI secolo - Pula
interno navata centrale (in alto)
veduta laterale e abside (a destra)
Torre e chiesa di Sant’Isidoro,
XVII secolo - Teulada (a lato)
Si ritrovò a fare il cuoco. Non si sarebbe, però, fatto
fregare come Ulisse, che ci aveva messo vent’anni a
tornare a casa. E invece quel giorno, navigando su internet, si imbattè su quelle immagini. I frammenti delle
ceramiche micenee del nuraghe Antigori.
Quella parola provocò in lui un corto circuito. Erano passati vent’anni esatti dalla sua partenza. Perché, al contrario di
Ulisse, lui non era più tornato? Si chiese se anche lui avesse offeso qualche divinità. Chi era il “suo” Poseidone?
Si concentrò su quelle immagini, su quella strana coincidenza tra ceramica greca e il suo alter ego. Erano state scoperte da poco quando ne
aveva sentito parlare per la prima volta, alla fine degli anni ‘70. E proprio
in quel periodo alla televisione davano la “mitica” versione dell’Odissea con
Irene Papas. I protagonisti di quello sceneggiato erano proprio le genti greche
giunte al nuraghe Antigori, entrate così in contatto con i nuragici e quindi con i
sardi di allora.
Cominciava a capire. La confidenza che sin da bambino aveva avuto con quel monumento, sulla collina poco distante dal suo paese, lo aveva reso cieco alla sua stessa
identità. La consapevolezza che dimenticare il proprio passato significa perdersi lo colse
alla sprovvista, disorientandolo. Ora anche lui, si rendeva conto, avrebbe risposto come
Polifemo alla domanda di Poseidone: “Chi ti ha reso cieco? Nessuno” - Questa era
l’unica risposta onesta.
Era partito sentendosi ambiziosamente come Ulisse e,
dopo vent’anni, si rendeva conto di essere diventato “Nessuno”.
Così, d’un tratto, quei
frammenti di ceramica appartenenti al
Mosaico, Casa dell’Atrio tetrastilo, II-III secolo d.C.,
area archeologica di Nora - Pula
Torre Budello, XVII secolo - Teulada
12
passato della propria
terra fecero riaffiorare
in lui frammenti della propria memoria che credeva
perduti.
Li poteva, invece, nuovamente
scoprire, analizzare e combinare per
ricostruire se stesso, così come si fa con
un vaso antico.
Quelle tracce materiali erano diventate testimonianze culturali, frutto di relazioni, scintille
scaturite dall’attrito tra elementi della realtà.
Con stupore, percepì una sensazione nuova: per la prima
volta dopo tanti anni non si sentiva più alla deriva. La
metamorfosi che aveva trasformato semplici frammenti di
ceramica in frammenti di memoria culturale aveva agito
anche in lui. Grazie ad essa, come Ulisse, dopo vent’anni,
era di nuovo a casa.
Allora gioì Odisseo costante, glorioso
salutando la patria, baciò le zolle, dono di biade.
Chiesa di San Pietro,
XIII secolo - Villa San Pietro
(in alto a sinistra)
Nuraghe Antigori, XIII-XII secolo a.C.,
esterno, scale e interno torre - Sarroch
13
ITINERARIO 3
ELMAS
ASSEMINI
DECIMOMANNU
UTA
VILLASPECIOSA
SILIQUA
VALLERMOSA
DECIMOPUTZU
VILLASOR
SAN SPERATE
Il paesaggio sonoro
di R. Murray Schafer
Diario di bordo
Documentario sul territorio del Basso
Campidano e del Cixerri.
Squadra di lavoro: Paolo (fonico),
Giuseppe (regista – operatore video)
ed io (aiuto regia – operatore video).
Lunedì, 6 settembre ore 23:00
Arrivo in aereo all’aeroporto di Elmas,
in perfetto orario. Viaggio ok, sereno e
senza vuoti d’aria. Paolo era un po’ preoccupato per l’attrezzatura, solo la videocamera era nel bagaglio a mano. Per fortuna ogni cosa è a posto. Domani mattina
Chiesa di San Pietro,
XVI secolo - Assemini
Chiesa di San Giovanni Battista,
X secolo - Assemini
didascalia
Casa forte (castello Siviller), 1415 circa - Villasor
incontreremo Giuseppe, che ha già preso i contatti e chiesto le autorizzazioni per le riprese. Da lui alle 9:00 per definire
tutti i dettagli.
Martedì, 7 settembre ore 22:00
Giuseppe ci ha mostrato l’idea che sta alla base della struttura del documentario. È una suggestione nata dalla lettura
del libro di Schafer Il paesaggio sonoro. Andremo alla ricerca dei caratteri sonori di questi luoghi, del presente e del
passato, e del “silenzio” della natura. Per ogni sito ci sforzeremo di individuare una sonorità caratteristica.
Di pomeriggio il nostro primo set è stata la chiesa di San Giovanni Battista ad Assemini. Ha una pianta a croce greca
inscritta in un quadrato, con la cupola all’incrocio dei bracci. Dobbiamo organizzare delle riprese dall’alto per far
emergere la struttura. Quelle che abbiamo fatto oggi, dal basso, sono meno efficaci. È una chiesa antica, altogiudicale,
della metà circa del X secolo.
Dobbiamo farci venire un’idea anche per il montaggio delle riprese sulle epigrafi (frammenti di marmi che stanno
all’interno) scritte in greco. Immagino una voce off, o più voci, che recitano il testo delle iscrizioni: la musicalità del
greco per far rivivere questi antichi personaggi, in particolare Nispella, moglie del giudice di Cagliari Torcotorio, vissuta intorno alla metà del Mille, che compare in diverse iscrizioni dedicatorie. Ci siamo spostati, lì di fronte, alla chiesa
parrocchiale di San Pietro. Tardogotica, belle volte a crociera, altissimo campanile.
Lo spazio sonoro è stato scandito dal volo degli aerei di linea; decisamente più aggressivo, ma meno frequente, il volo
di quelli militari.
15
Chiesa di Santa Maria, XII secolo, facciata e peducci - Uta
Pinuccio Sciola, Aldilà della pietra, scultura, 2003 - San Sperate
16
Mercoledì, 8 settembre ore 21:30
La giornata è stata intensa.
Ottima luce per gli esterni. Abbiamo iniziato
a girare presto. Uta è un centro a poco più di
20 km da Cagliari e la chiesa di Santa Maria è uno
dei monumenti più interessanti e meglio conservati
dell’architettura romanica.
Caratteristiche: proporzione, ritmo, composizione,
“mutazione” cromatica delle pietre nei vari prospetti.
Ho fatto degli schizzi dei peducci dell’esterno: il cane,
la volpe, il bue, volti umani. Fu costruita tra il 1135
e il 1145 da maestranze di formazione toscana sotto
la guida di un sapiente maestro. Il paesaggio sonoro
degrada lentamente e impercettibilmente dai suoni del
centro abitato verso quelli più marcatamente “naturali”.
Dobbiamo tornare anche domani sera durante la festa di
Santa Maria per registrare le sonorità della festa.
Giovedì, 9 settembre ore 24:00
Visita del Castello di Acquafredda (Conte Ugolino) - Siliqua. Lasciamo la macchina ai piedi della collina e ci incamminiamo sul sentiero più ripido. Decidiamo di registrare solo il sonoro dell’esperienza di arrampicata, lasciando a
Giuseppe la libertà di scattare alcune foto. È in sospeso la questione di come montare il materiale. Pochi metri di salita
sono sufficienti a farci decidere quali saranno le toniche che segneranno la nostra “passeggiata”: un microfono fissato
sul mio petto registrerà il mio battito cardiaco; un secondo, affidato a Paolo, restituirà il contesto sonoro. Esperienza
interessante. Qualche ora di riposo prima della festa.
Venerdì, 10 settembre ore 23:00
Decidiamo di visitare il nuraghe Su Sonadori di Villasor, il cui nome evoca il filo conduttore che abbiamo scelto.
Sabato, 11 settembre ore 00:30
Discutiamo a lungo sul montaggio e sulla colonna sonora. A Paolo viene l’idea di chiudere il documentario utilizzando
il sonoro di questa discussione. L’idea ci piace.
Cristo crocifisso,
scultura lignea,
XVI secolo,
chiesa B.V. Assunta
Villaspeciosa
Chiesa di San Platano,
XII secolo - Villaspeciosa
ITINERARIO 4
CAGLIARI
QUARTU SANT’ELENA
SETTIMO SAN PIETRO
MONSERRATO
SELARGIUS
SESTU
SINNAI
L’infinito
di Giacomo Leopardi
Il Colle
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude...
Mentre mi accingevo ad affrontare, come facevo tutti i giorni da qualche mese, la scalata
del Colle di Sant’Elia, per raggiungere l’area del nostro intervento di scavo, i primi versi de
L’infinito di Leopardi cominciarono a prendere posto nella mia mente.
Non so perché ciò avvenne: se a generare in me questa associazione fu la somiglianza tra la
fatica dell’ascensione e la sensazione di ‘ostacolo’ che la poesia evoca.
Anfiteatro Romano,
I-II secolo d.C.- Cagliari
Fatto sta che, quasi senza rendermene conto, questa evocazione cominciò ad agire su di me e mi ritrovai immerso
nella condizione fisica e mentale descritta nella poesia.
Il colle dunque, che io scalavo, assunse sempre più chiaramente i connotati di un ostacolo da superare sia dal punto
di vista della conoscenza archeologica da raggiungere sia da quello della visione del paesaggio che la sua corporeità
limitava.
Ma, come per Leopardi, anche per me questa condizione non solo non rappresentava un problema, ma era semmai
il motore che dava avvio alla mia ricerca. Come lui, anch’io, per poter giungere a conoscere le tracce archeologiche
lasciate dagli uomini che avevano, prima di me, vissuto il colle, dovevo immaginare ciò che non potevo materialmente
vedere. Mi fermai allora per riposare qualche minuto e i versi ripresero a scorrere:
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura…
Spazio, silenzio e quiete: ecco le dimensioni in cui si poteva dispiegare la mia immaginazione, la mia fantasia scientifica che
cominciò ad alimentarsi di dati archeologici: le tracce
fisiche lasciate dall’uomo nel corso dei millenni che
comparai con il mio presente:
E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei.
La grotta del Bagno Penale - Cagliari (a fianco)
Veduta di Cagliari (in alto)
Torre di San Pancrazio, 1305 - Cagliari
Angelo Liberati, Senza titolo, dipinto murale, 1976
Settimo San Pietro
Ecco allora
materializzarsi i reperti ceramici rinvenuti in molte delle innumerevoli grotte che segnano il colle.
I più antichi, ritrovati nella Grotta del Bagno
Penale, risalgono addirittura al neolitico antico
(6000 a.C.). Ma il nome della grotta evoca anche
un’altra forma di presenza umana, molto più recente
e drammatica: il bagno penale, attivo dal 1842 al 1912
(quando fu convertito in colonia agricola), che arrivò ad ospitare 1500 condannati ai lavori forzati. La conformazione attuale
del colle deve molto al lavoro svolto in quegli anni dai forzati.
Non meno importanti sono i segni delle “morte stagioni” che rileviamo in cima al colle, in prossimità della caratteristica “sella”
rocciosa: due cisterne di grandi dimensioni risalenti alle fasi di frequentazione punico-romana, numerosi fronti di cava, testimonianze
dell’attività estrattiva svoltasi in antico, lembi di strutture murarie
pertinenti a varie fasi storiche.
Il sacro ha segnato questi luoghi, al punto che ancora oggi l’area che si
ipotizza possa essere stata sede del tempio dedicato alla divinità punica
Astarte e poi della chiesetta intitolata a Sant’Elia è interessata da una
forma di culto rivolto alla Madonna.
Ma molto altro si cela, ne sono certo, tra le rocce del colle,
Così tra questa immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare
20
Chiesa di San Salvatore, XII secolo - Sestu
Cristo crocifisso, scultura in legno, XV secolo (particolare);
Cavaliere che insegue una volpe, dipinto murale, XIII secolo
chiesa di San Giuliano - Selargius (in alto)
Torre dell’Elefante (1307) e Bastione Santa Croce
Cagliari (a fianco)
ITINERARIO 5
SOLEMINIS
SERDIANA
DOLIANOVA
DONORI
SANT’ANDREA FRIUS
SAN NICOLO’ GERREI
SILIUS
BALLAO
ARMUNGIA
VILLASALTO
SAN VITO
VILLAPUTZU
MURAVERA
I Fiori blu
di Raymond Queneau
Sogni
Serdiana, chiesa di Santa Maria di Sibiola I° sogno
Dopo una lunga camminata, tra terreni coltivati e vigne,
Guglielmo arrivò alla chiesa, circondata da numerosi e grandi
ulivi. Stanco, appoggiò la testa ad un albero e si addormentò.
Sentì nel sogno le voci degli operai al lavoro che stavano
costruendo l’edificio, sotto la guida dei monaci vittorini giunti
da Marsiglia. Quando si svegliò la chiesa era oramai conclusa
e al suo interno stava il retablo del Giudizio Universale del Maestro di Olzai.
chiesa di Santa Maria di Sibiola,
XII secolo, facciata e particolare
di peduccio - Serdiana
Dolianova, Cattedrale di San Pantaleo II° sogno
Pantaleone scelse una panchina e si sedette. Guardò con
attenzione il bianco architrave con il serpente, forse di reimpiego – pensò – poi chiuse gli occhi e si addormentò.
Con precisione il pittore sta dipingendo l’iscrizione di consacrazione, nel catino absidale, proprio al di sotto degli affreschi con il Cristo in mandorla e i 12 apostoli. Il giudice
d’Arborea Mariano II de Bas Serra è giunto con la sua corte
per questo importante avvenimento.
I lavori sono ormai conclusi. Dal 1261 queste nuove maestranze di cultura gotica – vedi questi pilastri a fascio e
i capitelli ben scolpiti – hanno completato l’impianto romanico della seconda metà del XII secolo. Vedrai fra qualche decennio anche il bell’affresco dell’Arbor Vitae, qui
nella parete della navata laterale destra.
Si svegliò. Era il 1503. La chiesa non era più cattedrale ed
era stata annessa alla diocesi di Cagliari. Nel catino absidale stava il retablo con le storie di San Pantaleo.
Chiesa di San Pantaleo, XII secolo; 1261-1289,
facciata; architrave portale maggiore (in alto);
peducci e bassorilievi prospetto nord (a destra);
Dolianova
23
San Nicolò Gerrei,
Santu Jacci, II secolo a. C.
Base in bronzo per un altare con
dedica trilingue di un tal Cleone.
III° sogno
La base si trova attualmente presso il Museo di Antichità di Torino, dove è giunta poco dopo il rinvenimento nel
1861, ad opera del canonico Giovanni Spano.
Tempio a pozzo di Is Pirois,
XIII-XI secolo a.C., interno e ingresso
Villaputzu
*Traduzioni in italiano di Angela Donati
24
Si svegliò. Con trepidazione sentì che il male che fino a quel momento lo aveva afflitto era scomparso: Esculapio lo aveva ascoltato
ed esaudito. Farà realizzare una base in bronzo con la dedica incisa,
da trasportare nel santuario del Dio, il più importante. Questa sarà la
dedica:
Cleone, servo dei concessionari delle saline, donò con animo grato ad
Esculapio Merre.*
Si svegliò. Aveva ancora viva la sensazione lasciata in lui dal sogno. Il Dio
gli si era rivolto dicendogli: ho esaudito la tua preghiera, sei guarito. Voglio
da te un dono, un altare in bronzo che porrai presso il tempio a me dedicato a
Santu Jacci. Così farai incidere:
Cleone, servo dei concessionari delle saline, pose come ex voto l’ara ad Asclepio
Merre, per ordine del dio.*
Si svegliò. Un volo di fenicotteri che si allontanava aveva interrotto il suo sogno. La superficie calma delle saline
sembrava tradurre il nuovo stato d’animo. Si era infatti addormentato in preda al dolore e all’ansia per il timore che
Eshmun Merre non esaudisse la sua preghiera. Il dolore invece era scomparso e l’ansia si era trasformata in gratitudine
incontenibile, che chiedeva di esprimersi in un gesto concreto. Un cippo in bronzo del peso di cento libbre sarebbe stato
il segno perenne della sua inestinguibile riconoscenza:
Al Signore Eshmun Merre cippo di bronzo del peso di cento libbre che ha dedicato Cleone, quello dei concessionari che
operano nelle saline. (Eshmun) ha ascoltato la sua voce, lo ha guarito. Nell’anno dei sufeti Himilkat e AbdEshmun figlio
di Himilkat.*
Si svegliò. Il canonico Giovanni Spano riprese in mano la lettera ricevuta il giorno prima dal notaio Michele Cappai. Gli
notificava il rinvenimento casuale in un suo terreno, Santu Jacci nell’agro di san Nicolò Gerrei, di una base in bronzo
con iscrizione trilingue: latino, greco, punico. La rilevanza della scoperta era evidente e il notaio sollecitava una sua
visita. Il dialogo con il passato, che da tanti anni lo coinvolgeva, faceva sentire il suono di una nuova voce. Perché
essa potesse pienamente dispiegarsi aveva bisogno di essere accolta degnamente. Qual miglior destinazione di Torino
- pensò - capitale del nuovo regno?
Foce del Flumendosa - Villaputzu
25
ITINERARIO 6
MONASTIR
USSANA
NURAMINIS
PIMENTEL
BARRALI
SAMATZAI
SENORBI’
SUELLI
SELEGAS
GUAMAGGIORE
GUASILA
ORTACESUS
SAN BASILIO
GONI
GESICO
Se una notte d’inverno un viaggiatore
di Italo Calvino
Metastoria
Sono ancora una volta in riunione per discutere degli itinerari archeologici e storico-artistici per l’opuscolo La provincia di Cagliari. Archeologia Arte Cultura. Hanno diviso i paesi in
gruppi coerenti, o almeno così sembra, e questo 6° itinerario comprende i paesi che si trovano, grosso modo, lungo la SS 128. Da Monastir a Gesico, con alcune deviazioni sulla 131 per
Nuraminis, Samatzai e Pimentel, o per Ussana e Barrali, o ancora da Senorbì sulla sinistra
Ortacesus, Guasila, Guamaggiore e sulla destra San Basilio e poi Goni. Sono indecisi se
inserire anche Mandas nel gruppo – che presenta una interessante chiesa tardogotica,
San Giacomo, con l’altare maggiore di Giovanni Battista Franco del ‘700, da cui
potrebbe partire un approfondimento sugli altari tardobarocchi e sulla presenza di
marmorari liguri e lombardi attivi in Sardegna nel XVIII e XIX secolo – o lasciarlo
per l’itinerario successivo. Stanno discutendo su come procedere per i testi,
se prevedere per ogni paese una premessa storica e le prime attestazioni
materiali, se introdurre dei box di approfondimento per
i siti e i monumenti più importanti, quali foto far scattare,
come dividere il lavoro.
Una cosa l’hanno decisa: ogni itinerario avrà un colore e il
turista potrà consultare una carta semplificata nell’ultima pagina dell’opuscolo.
Però. Ci sono le ragioni dell’archeologia e il metodo della storia
dell’arte. E poi il destinatario, il turista o viaggiatore, che esige che
tutto gli venga spiegato per filo e per segno, nel dettaglio, minuziosamente, con dovizia di particolari e certezza di date.
Santa Barbara, statuina (facciata),
chiesa di Santa Barbara - Senorbì
Panorama di Guasila con la chiesa di Santa Maria
Assunta di Gaetano Cima (1842 - 1852) (a sinistra)
San Giorgio esorcizza un indemoniato (formella
laterale sinistra), pala d’altare, attribuita a
Giovanni Angelo Puxeddu, XVII secolo,
antisantuario di San Giorgio - Suelli
– L’archeologia è una disciplina che dà voce ad una delle caratteristiche antropologiche dell’uomo: la capacità e/o l’esigenza di procedere
a ritroso nel pensiero. Ogni territorio (spazio fisico), quindi, rappresenta
un potenziale “bacino di elementi fisici” che l’uomo può tradurre in
segni.
– La chiesa,
ad esempio, è proprio
uno di questi “bacini”.
Come quando uno immerge la
mano nell’acqua e ci gioca per capirne la temperatura, la profondità, per
ricavare informazioni, così “immergersi” in
una chiesa è un po’ come smuoverne la staticità
e innescare con essa un dialogo. Il dialogo richiede
tempo.
– E questo ci consente di prendere confidenza con una delle dimensioni all’interno delle quali l’uomo vive: il tempo, dunque. L’altro
è lo spazio, sul quale leggiamo i segni lasciati dal tempo. Certamente di
particolare rilevanza sono i segni del sentimento della morte dell’uomo
antico: le domus de janas del Neolitico recente di Monastir e Pimentel,
le necropoli romane di Ortacesus e Gesico ...
– Al sentimento della morte si accompagna il sentimento religioso della
Retablo di San Pietro, Pietro e Michele
Cavaro, 1533-1537, chiesa di San Pietro
vita. Nel Medioevo, e poi anche nei secoli successivi, la chiesa è la voce arSuelli
chitettonica di questo sentimento, che risuona nella chiesa romanica di San
Saturno
a Ussana, o nelle chiese tardogotiche di Nuraminis, di Monastir, edifici
Chiesa campestre di San Bartolomeo,
attorno
ai
quali si solidifica la comunità (ecclesia, appunto).
XIII secolo - Ortacesus
– Se nel Medioevo è la chiesa a svolgere questa funzione, c’è stato un tempo
in cui era invece il nuraghe il perno fisico e simbolico della comunità. A Suelli
troviamo una testimonianza particolarmente interessante: i dati stratigrafici del
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nuraghe Piscu raccontano pagine significative della parabola storica
della civiltà nuragica.
– A Suelli trovi anche un ricchissimo patrimonio storico-artistico: si
conservano alcuni elementi della chiesa romanica di San Pietro, come
la monofora con l’aquila all’esterno e le mensole sotto il campanile;
sull’altare maggiore il retablo dedicato a San Pietro, che i pittori Pietro e Michele Cavaro realizzano tra il 1533 e il 1537; nella cappella
destra il tabernacolo monumentale, per non parlare dell’imponente
altare in legno dorato del XVIII secolo nel santuario. Insomma, un
vero ipertesto o se preferisci tanti capitoli, fra i più importanti, della
storia dell’arte in Sardegna.
Sarcofago romano,
III secolo d.C.,
riutilizzato come altare
(particolare),
chiesa di San Saturno - Ussana
Nuraghe Piscu, XIV-XI secolo a.C. - Suelli
29
ITINERARIO 7
MANDAS
SERRI
ESCOLCA
GERGEI
ISILI
NURALLAO
NURAGUS
SEULO
SADALI
ESTERZILI
NURRI
ORROLI
SIURGUS DONIGALA
ESCALAPLANO
VILLANOVA TULO
La vita istruzioni per l’uso
di Georges Perec
La cattura
“Se ne potrà dedurre quella che è probabilmente la verità ultima del puzzle:
malgrado le apparenze, non si tratta di un gioco solitario: ogni gesto che
compie l’attore del puzzle, il suo autore lo ha compiuto prima di lui; ogni
pezzo che prende e riprende, esamina, accarezza, ogni combinazione
che prova e prova ancora, ogni suo brancolare, intuire, sperare, tutti i
suoi scoramenti, sono già stati decisi, calcolati, studiati dall’altro.”
Stavo seguendo da anni un caso di furti e traffico internazionale di
reperti archeologici. Più volte avevo avuto la sensazione di essere
ad un passo dal raggiungere la soluzione. Ed era così ogni volta, ad
ogni tappa. Perché ormai, ne sono certo, non si trattava di furti
isolati ma di un vero e proprio percorso a tappe quello che gli
autori dei furti stavano compiendo. Ero ancora alla ricerca di un
filo conduttore quando un fatto casuale mi ha mostrato il bandolo della matassa. Seduto al tavolino del solito bar leggevo il
mio “Topolino”, come ogni settimana mi capita all’uscita del
nuovo numero. Questa volta il nostro detective sgominava una
banda di artisti circensi che approfittava della propria legale
attività itinerante per compiere una serie di furti nelle città toccate dalla loro tournée.
La storia cominciò a ronzarmi in testa, sempre più forte. Sembrava volermi suggerire qualcosa. Mi alzai, andai a pagare e mentre
prendevo il pacchetto di sigarette dal banco scorsi una locandina
di invito ad un convegno di studi che si sarebbe svolto un mese
dopo, il 13 giugno 1992, ad Esterzili, un paese del centro Sardegna.
Tema:
“La Tavola di Esterzili, il conflitto tra pastori e contadini nella Barbaria
sarda”.
Tornai subito in ufficio e presi il faldone dell’indagine. Ricontrollai i nomi di
tutte le località in cui c’era stato un furto. Ero ormai certo che una semplice telefonata mi avrebbe fornito la conferma della mia ipotesi. E così fu.
Santi Cosma e Damiano, legno scolpito e dipinto (in alto);
San Sebastiano, scultura in cartapesta (in basso a sinistra);
chiesa della Beata Vergine - Seulo
Cascata e vecchio mulino - Sadali (in alto a sinistra)
Leoni (presbiterio), XVIII secolo,
chiesa di San Giacomo - Mandas
Tutte le località in cui avevano
avuto luogo i furti erano state sede
di un convegno archeologico di rilevanza internazionale, che attirava ogni volta
un pubblico vasto ed eterogeneo, composto
anche da collezionisti, tra i quali forse potevano
celarsi i committenti.
Ora potrò finalmente tentare di giocare d’anticipo. Farò in
modo che il prossimo convegno ad Esterzili si trasformi in una
trappola dove far cadere gli autori dei furti.
Così il puzzle, che mi aveva impegnato per tanti anni, finalmente si
comporrà.
Chiesa di San Valentino, XVI-XVII secolo - Sadali
Chiesa di San Michele Arcangelo, XVI secolo
Nurri (in alto a destra)
Nuraghe Arrubiu, XIV-IX secolo a.C.,
riutilizzato in età romana, II-V secolo d.C. - Orroli (in alto)
Casello ferroviario, XIX secolo - Sadali
Nuraghe Su Nuraxi, XIV-XI secolo a.C. - Siurgus Donigala (in basso)
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ITINERARIO 1
MARACALAGONIS
Comune - tel. 070 7850200
e-mail: [email protected]
www.comune.maracalagonis.ca.it
QUARTUCCIU
Comune - tel. 070 859541
e-mail: [email protected]
www.comune.quartucciu.ca.it
Museo e Parco Archeologico Pill’e Matta
BURCEI
Comune - tel. 070 737021
www.comune.burcei.ca.it
CASTIADAS
Comune - tel. 070 994501
www.castiadas.comune.ca.it
Museo del territorio Ex Carceri
località Praidis - tel. 070 99450307
VILLASIMIUS
Comune - tel. 070 79301
www.comune.villasimius.ca.it
Museo Archeologico
tel. 070 7930290
www.villasimiusweb.com
e-mail: [email protected]
ITINERARIO 2
CAPOTERRA
Comune - tel. 070 72391
e-mail: [email protected]
www.comune.capoterra.ca.it
SARROCH
Comune - tel. 070 909261/4
e-mail: [email protected]
www.comune.sarroch.ca.it
VILLA SAN PIETRO
Comune - tel. 070 907701
e-mail: [email protected]
www.comune.villasanpietro.ca.it
34
PULA
SILIQUA
Comune - tel. 070 924401
www.comune.pula.ca.it
Museo Civico Archeologico “Giovanni Patroni”
Corso Vittorio Emanuele 67
tel. 070 9209610
e-mail: [email protected]
Comune - tel. 0781 78011
e-mail: [email protected]
www.comune.siliqua.ca.it
DOMUS DE MARIA
Comune - tel. 070 9235014
www.comune.domusdemaria.ca.it
e-mail: [email protected]
Casa Museo - piazza Vittorio Emanuele
tel. 070 9235015 - 070 9236068
TEULADA
Comune - tel. 070 9270029
www.comune.teulada.ca.it
Museo Tesori della Parrocchia V. del Carmine
Chiesa “Vergine del Carmine”
piazza Parrocchia - tel. 070 9270067
e-mail: [email protected]
VALLERMOSA
Comune - tel. 0781 79272
www.comune.vallermosa.ca.it
DECIMOPUTZU
Comune - tel. 070 96329200
www.comune.decimoputzu.ca.it
VILLASOR
Comune - tel. 070 9648023
e-mail: [email protected]
www.comune.villasor.ca.it
SAN SPERATE
Comune - tel. 070 960401
www.sansperate.com
www.comune.sansperate.ca.it
Paese Museo
ITINERARIO 3
ELMAS
ITINERARIO 4
Comune - tel. 070 21921
e-mail: [email protected]
www.comune.elmas.ca.it
CAGLIARI
ASSEMINI
Comune - tel. 070 9491/949237
www.comune.assemini.ca.it
Museo dell’Arte Etnica
Loc sa Serra tel. 070 941788
e-mail: [email protected]
www.museoarteetnica.org
DECIMOMANNU
Comune - tel. 070 966701
e-mail: [email protected]
www.comune.decimomannu.ca.it
UTA
Comune - tel. 070 96660201
e-mail: [email protected]
www.comune.uta.ca.it
VILLASPECIOSA
Comune - tel. 070 9639177
www.comune.villaspeciosa.ca.it
Comune - tel. 070 6771
www.comune.cagliari.it
Museo Archeologico Nazionale
Piazza Arsenale 2, Cittadella dei Musei
tel. 070 655911
www.archeocaor.beniculturali.it
e-mail: [email protected]
Pinacoteca Nazionale
Piazza Arsenale 2, Cittadella dei Musei
tel. 070 662496
www.pinacoteca.cagliari.beniculturali.it
Museo d’Arte Siamese “Stefano Cardu”
Piazza Arsenale 2, Cittadella dei Musei
tel. 070 651888 - e-mail: [email protected]
Collezione delle Cere Anatomiche di C. Susini
Piazza Arsenale 2, Cittadella dei Musei
tel. 070 6757627 - e-mail: [email protected]
Collezione Archeologica “Evan Gorga”
Piazza Arsenale 2, Cittadella dei Musei
tel. 070 6757620 - e-mail: [email protected]
Centro della Cultura Contadina
Via Santa Alenixedda 2
tel. 070 487894 - e-mail: [email protected]
Museo Erbario
Via Sant’Ignazio da Laconi 13
tel. 070 6753522 - e-mail: [email protected]
Museo di Storia Naturale “Aquilegia”
c/o Scuole Riva, piazza Garibaldi 1
tel. 070 662220 - e-mail: [email protected]
www.museoaquilegia.it
Museo di Zoologia del Dipartimento di biologia
animale ed ecologia
Viale Poetto 1, tel. 070 6758019
e-mail: [email protected]
Orto Botanico
Viale Sant’Ignazio 11
tel. 070 6753516 - e-mail: [email protected]
Parco dell’Autonomia “Villa Devoto”
Via Vittorio Veneto, Via Oslavia
Museo Ferroviario Sardo
Via Sassari 24 (lato Stazione ferroviaria)
tel. 070 657994 - e-mail: [email protected]
Centro Comunale d’Arte e Cultura
“Castello di San Michele”
Via Sirai, Colle di San Michele
tel. 070 500656
e-mail: [email protected]
Centro Comunale d’Arte e Cultura
“Il Ghetto degli ebrei”
Via Santa Croce 18
tel. 070 6402115 - e-mail: [email protected]
Centro Comunale d’Arte e Cultura
“Il Lazzaretto”
Via dei Navigatori snc, Borgo S.Elia
tel. 070 3838085
Centro Comunale d’Arte e Cultura “Exmà”
Via San Lucifero 71
tel. 070 666399 - e-mail: [email protected]
Cimitero Monumentale di Bonaria
Viale Cimitero
Galleria Comunale d’Arte
Giardini Pubblici, Largo Giuseppe Dessì
tel. 070 490727
e-mail: [email protected]
Museo del Santuario di Bonaria
Piazza Bonaria
tel. 070 301747 - e-mail: [email protected]
Museo del Tesoro e Area archeol. di Sant’Eulalia
Vico del Collegio 2 - tel. 070 663724
e-mail: [email protected]
Museo dell’Arciconfraternita dei Genovesi
Via Gemelli 2 - tel. 070 497855
QUARTU SANT’ELENA
Comune - tel. 070 86011
www.comune.quartusantelena.ca.it
Museo etnografico “ il Ciclo della Vita”
Via Eligio Porcu 271 - tel. 070 812462
e-mail: [email protected]
Casa Museo “Sa Domu ‘e Farra”
via Eligio Porcu 143
MONSERRATO
Comune - tel. 070 5792200
www.comune.monserrato.ca.it
Museo Sardo di Antropologia ed Etnografia
Cittadella Universitaria, Monserrato
tel. 070 6754291
Collezione strumenti di fisica di interesse storico
Cittadella Universitaria di Monserrato
tel. 070 6754775 - e-mail: [email protected]
Museo delle Ferrovie della Sardegna
Via Pompeo - tel. 070 580246
e-mail: [email protected]
SELARGIUS
Comune - tel. 070 85921
www.comune.selargius.ca.it
SESTU
Comune - tel. 070 23601
www.comune.sestu.ca.it
SETTIMO SAN PIETRO
Comune - tel. 070 76911
www.comune.settimosanpietro.ca.it
Museo Archeologico “L’Arca del tempo”
Loc. Cuccuru Nuraxi - tel. 070 781966
SINNAI
Comune - tel. 070 76901
www.comune.sinnai.ca.it
Civico Museo Archeologico e Pinacoteca
Centro Socio-culturale “Monsignor C. Perra”
via Colletta 20, - tel. 070 780516
SANT’ANDREA FRIUS
Comune - tel. 070 9803191
www.comune.santandreafrius.ca.it
SAN NICOLO’ GERREI
Comune - tel. 070 950026
www.comunas.it/sannicologerrei
www.comune.sannicologerrei.ca.it
SILIUS
Comune - tel. 070 959006
www.comunas.it/silius/
www.comune.silius.ca.it
BALLAO
Comune - tel. 070 957319
e-mail: [email protected]
www.comune.ballao.ca.it
ARMUNGIA
Comune - tel. 070 958123
www.comune.armungia.ca.it
Museo Etnografico “Sa Domu de is Ainas”
Piazza Municipio - tel. 070 958901
VILLASALTO
Comune - tel. 070 956901
e-mail: [email protected]
www.comune.villasalto.ca.it
SAN VITO
ITINERARIO 5
SOLEMINIS
Comune - tel. 070 9927034
www.comune.sanvito.ca.it
VILLAPUTZU
Comune - tel. 070 749901
www.comune.soleminis.ca.it
Comune - tel. 070 997013
e-mail: [email protected].
www.comune.villaputzu.ca.it
SERDIANA
MURAVERA
Comune - tel. 070 744121
www.comune.serdiana.ca.it
Museo etnografico “Casa Mura Sebastiano”
Comune - tel. 070 990001
e-mail: [email protected]
www.comune.muravera.ca.it
DOLIANOVA
Comune - tel. 070 74491
[email protected]
www.comune.dolianova.ca.it
ITINERARIO 6
DONORI
MONASTIR
Comune - tel. 070 981020
www.comune.donori.ca.it
Comune - tel. 070 916701
e-mail: [email protected]
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www.comune.monastir.ca.it
USSANA
Comune - tel. 070 918941
e-mail: [email protected]
www.comune.ussana.ca.it
NURAMINIS
Museo per l’Arte del Rame e del Tessuto
tel. 070 986469
e-mail: [email protected]
Museo d’Arte Sacra Scrinia Sacra
via E. Sailis 6
e-mail: [email protected]
ISILI
ORTACESUS
Comune - tel. 0782 815004
e-mail: [email protected]
www.comune.nurallao.ca.it
Comune - tel. 070 914501
e-mail: [email protected]
www,comune.nuraminis.ca.it
www.comunenuraminis.it
Comune - tel. 070 9804214
www.comune.ortacesus.ca.it
Museo del Grano
tel. 070 9819027
e-mail: [email protected]
PIMENTEL
SAN BASILIO
Comune - tel. 070 98004100
e-mail: [email protected]
www.comune.pimentel.ca.it
Comune - tel. 070 9805536
e-mail: [email protected]
www.comune.sanbasilio.ca.it
BARRALI
GONI
Comune - tel. 070 9802445
e-mail: [email protected]
www.comunedibarrali.altervista.org
www.comune.barrali.ca.it
Comune - tel. 070 982114
www.comune.goni.ca.it
SAMATZAI
Comune - tel. 070 987043
e-mail: [email protected]
www.comunegesico.it
Comune - tel. 070 910023
e:mail: [email protected]
www.comune.samatzai.ca.it
GESICO
SUELLI
Comune - tel. 070 988015
e-mail: [email protected]
www.comunesuelli.it
SELEGAS
Comune - tel. 070 985828
www.comune.selegas.ca.it
GUAMAGGIORE
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NURALLAO
NURAGUS
Comune - tel. 0782 82101
www.comune.nuragus.ca.it
SEULO
Comune - tel. 0782 58109
e-mail: [email protected]
www.comune.seulo.ca.it
SADALI
Comune - tel. 0782 599012
www.comune.sadali.nu.it
ESTERZILI
Comune - tel. 0782 55323
www.comune.esterzili.ca.it
NURRI
SENORBI’
Comune - tel. 070 980121
www.comune.senorbi.ca.it
Civico Museo Archeologico “Sa Domu Nosta”
tel. 070 9809071
e-mail: [email protected]
www.museodomunosta.it
Comune - tel. 0782 804463
www.comune.isili.ca.it
ITINERARIO 7
Comune - tel. 0782 849005
e-mail: [email protected]
www.comune.nurri.ca.it
ORROLI
MANDAS
Comune - tel. 070 987801
e-mail: [email protected]
www.comunemandas.it
Casa Museo “Is lollas de is aiaius”
tel. 070 984753
SERRI
Comune - tel. 0782 806081
www.comune.serri.ca.it
ESCOLCA
Comune - tel. 070 985904
www.comune.guamaggiore.ca.it
Comune - tel. 0782 808303
web.tiscali.it/escolca/
www.comune.escolca.ca.it
GUASILA
GERGEI
Comune - tel. 070 983791
www.comune.guasila.ca.it
Comune - tel. 0782 808923
www.comune.gergei.ca.it
Comune - tel. 0782 847006
www.comuneorroli.it
Casa Museo “Omu Axiu”
tel. 0782 845023 - e-mail: [email protected]
www.omuaxiu.it - www.sardonic.it
SIURGUS DONIGALA
Comune - tel. 070 989736
e-mail: [email protected]
www.comune.siurgusdonigala.ca.it
ESCALAPLANO
Comune - tel. 070 954101
www.comune.escalaplano.ca.it
VILLANOVA TULO
Comune - tel. 0782 813023
e-mail: [email protected]
www.comune.villanovatulo.ca.it
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