IONI INTRODUZ pp. 2-5 ITINERARIO 2 pp. 10-13 1 ITINERARIO ASSESSORATO ALLA CULTURA pp. 6-9 LA PROVINCIA DI CAGLIARI archeologia/arte/cultura ITINERARIO 2 pp. 10-13 ITINERARIO 3 pp. 14-17 RESPONSABILI PROGETTO Maria Cristina Mancini Annarita Vepraio ITINERARIO 4 pp. 18-21 IDEAZIONE Studio Baldini&Baldini Maura Quartu, Roberto Sirigu TESTI ed EDITING Nanni Pintori, Maura Quartu, Roberto Sirigu ITINERARIO 5 pp. 22-25 FOTOGRAFIE Giorgio Baldini foto cavaliere pag. 21 Nanni Pintori ITINERARIO 6 pp. 26-29 VIDEO riprese e montaggio Matteo Baldini PROGETTO GRAFICO Matteo Baldini RICERCA d’ARCHIVIO Claudia Baldini ITINERARIO 7 pp. 30-33 STAMPA Iges s.r.l. EI COMUNI e MUS pp. 34-36 Opuscolo con DVD video allegato A TIC CARTINA TEMA a in terza di copert ©2010 Provincia di Cagliari ©2010 Baldini&Baldini Blocchi dipinti, molo di Giorgino - Cagliari Capitello, XVI secolo, chiesa di San Pietro - Suelli Cattedrale di Santa Maria, abside - Cagliari Mosaico, II-III secolo d.C., Nora - Pula La ricchezza della provincia di Cagliari è dovuta alla particolarità di comprendere nel proprio territorio molteplici coesistenze storiche, archeologiche, artistiche e culturali. Questo interessante e originale lavoro è un invito a scoprire, stimolando la curiosità del lettore, le peculiarità di ogni itinerario proposto attraverso suggestioni e suggerimenti che uniscono i diversi paesi con il gioco dei riferimenti letterari, che costituiscono l’ordito su cui si svolgerà la scoperta. Sono particolarmente grato agli autori per aver proposto questa unione tra la letteratura e il patrimonio culturale del nostro territorio poiché ciò evidenzia che non esistono confini quando si possiede l’apertura intellettuale per vedersi partecipi di un cammino comune attraverso la conoscenza. Graziano Milia Presidente della Provincia di Cagliari 3 Tanti e diversi sono gli elementi naturali e culturali che concorrono a comporre l’identità di ogni territorio, segnato da millenni di storia. Cogliere e interpretare i segni di questa storia non è però cosa semplice. Occorre infatti trovare le giuste chiavi di accesso ai mondi a cui tali segni appartengono, per riuscire a riallacciare le relazioni con coloro che li hanno lasciati. È quindi un dialogo quello che dobbiamo aprire con essi, ben sapendo che la prima difficoltà da superare sarà quella di riuscire a parlare un linguaggio comune. Una seconda difficoltà va sicuramente individuata nella mole di dati che il passato ha lasciato dietro di sé e che nessuna curiosità può sperare di recepire nella sua totalità. Abbiamo scelto alcuni monumenti, reperti archeologici, opere d’arte, tra i tanti possibili, per simboleggiare l’intera complessità della realtà da cui essi provengono. Li abbiamo inseriti all’interno di brevi storie, composte da immagini e parole, che abbiamo pensato come altrettante “soglie” che il lettore potrà attraversare per poter più agevolmente innescare un dialogo con il passato. Abbiamo abbinato ciascuno dei 7 itinerari che compongono questa guida ad un romanzo, ad un saggio, ad una poesia, ad una opera epica, con l’intento di lasciare aperta in tal modo una finestra di osservazione verso il contesto culturale, senza la quale la comprensione di un territorio è impossibile. L’opera e l’autore cui ciascun itinerario si ispira compaiono esplicitamente nel titolo. Il sottotitolo vuol rendere esplicito il nucleo narrativo di ciascun racconto. L’auspicio è che al termine della lettura i nostri testi scompaiano per lasciare emergere le pagine di passato che li hanno ispirati. Chiesa campestre di San Priamo, XI e XVI secolo San Vito Chiesa di San Nicola di Quirra, XII secolo Villaputzu Veduta di Castiadas verso i Monti dei Sette Fratelli Marina di San Pietro all’alba - Castiadas 5 ITINERARIO 1 MARACALAGONIS QUARTUCCIU BURCEI CASTIADAS VILLASIMIUS Il castello dei destini incrociati di Italo Calvino Il Leone In una scuola un insegnante di lettere e uno di storia dell’arte propongono ai loro studenti un esperimento: leggere Il castello dei destini incrociati di Italo Calvino e creare un racconto utilizzando dipinti, sculture o monumenti a propria scelta, come il mazzo dei tarocchi viene utilizzato dai protagonisti del romanzo. Uno studente trasforma la chiesa di Santa Maria degli Angeli a Maracalagonis, il paese in cui abita, nel “castello”. Ecco il suo racconto. Un pellegrino, prima di partire per Santiago de Compostela, entra nella chiesa per chiedere al Signore di proteggerlo durante il pellegrinaggio. Conclusa la preghiera, ormai rasserenato, si volge finalmente a guardare la chiesa e i suoi arredi. Gli pare che una voce lo chiami. - Ehi, avvicinati, siamo qui, a destra. Ci hanno trovato nel 1966, nel cortile della casa parrocchiale, e poi ci hanno portati qui. Noi eravamo importanti, eravamo dei plutei: insieme a pilastrini, architravi e altre lastre proteggevamo l’altare della chiesa di Santo Stefano, una antica chiesa bizantina, poi andata distrutta nel 1860. Io sono il Leone e accanto a me ecco la Leonessa. Ci riflettiamo l’uno nell’altra. Guardami. Il mio corpo snello e scattante è un ridotto bassorilievo su una vegetazione carnosa. Le incisioni delineano il nostro aspetto regale, le ciocche delle criniere si dispongono in giri ordinati e le nostre code si inarcano 6 Retablo di Sant’Antonio Abate, bottega di Michele Cavaro, 1567; Pluteo, marmo scolpito, X secolo; chiesa della Beata Vergine degli Angeli - Maracalagonis gentilmente sulla groppa. Abbiamo occhi rotondi e zampe unghiate. Questa chiesa che ci ospita era romanica, dei primi decenni del XIII secolo, ma tu di quelle antiche strutture non puoi vedere che alcuni archetti nel fianco sud, all’esterno. Osserva con attenzione i blocchi di pietra, la loro forma, il colore. Ti capiterà di vederne ancora e riconoscerai da solo l’epoca della costruzione. Oh, questi uomini! Sempre a fare e disfare, mai contenti, sempre a cercare di stare al passo con i tempi. Quanti lavori nel XVI secolo! Prima le cappelle gotiche con le volte stellari o le crociere con le chiavi di volta gemmate, poi quando la moda spagnola non piaceva più hanno introdotto modi classici, nel presbiterio e nella facciata. Pensa che anche questo retablo, ora nella prima cappella a sinistra, era già lì quando siamo arrivati noi; anche lui è stato investito dalla smania del nuovo, ed è stato ridipinto dalla bottega di Michele Cavaro, forse da Antioco Mainas. Chiesa della Madonna di Monserrato, XIX secolo - Burcei Tomba dei giganti Is Concias, XIV-XIII secolo a.C. - Quartucciu Fortezza vecchia, XVI secolo - Villasimius Carceri, XIX secolo - Castiadas Marina di San Pietro - Castiadas (pag. 9 in alto) 8 Mi sa che era il 1567. Da quando siamo qui, ormai privati della nostra funzione, non possiamo far altro che raccontare, del prima e del dopo, custodi della memoria. Avrei tante cose da dirti, di quando ritrovarono le statue del dio Bes a Campo Carrui e poi le portarono al Museo Archeologico di Cagliari, ma prosegui pure per la tua strada. Se vuoi potrai tornare e parleremo ancora. Quando ti inoltrerai per i Monti dei Sette Fratelli troverai la tomba dei giganti di Is Concias e scoprirai altre storie e altre epoche. Vai, vai fino alla Fortezza Vecchia e lì saprai altre cose. Il pellegrino interpretando questo avvenimento come manifestazione della volontà divina, dà ascolto al consiglio del Leone e si reca, prima di intraprendere il suo viaggio, alla Fortezza Vecchia di Villasimius, che si anima parlandogli in questo modo. Hai fatto bene a giungere fin quassù. Si domina il mare. Quando Filippo II di Spagna cercò di contrastare le incursioni barbaresche fece costruire un sistema di torri lungo le coste, in luoghi strategici, e ancora ci sono: la torre dei Dieci Cavalli, la torre di San Giovanni, la torre di Porto Corallo. Anche io fui costruita per questo scopo e portai alto il mio onore. Ora, come vedi, sono diventata un luogo di attrazione, ma non me ne dispiaccio. Da qui ho potuto seguire tutte le operazioni di archeologia subacquea che hanno portato al recupero di tanti reperti, che ora si trovano al Museo di Villasimius. D’altronde anche loro hanno perso la loro funzione, e non per questo hanno smesso di comunicare. Dalla fine del XVI secolo fino all’Ottocento, verso nord ho avuto sempre dinnanzi a me una distesa infinita, pianeggiante e anche un po’ malsana. Toccò ai detenuti della Colonia penale di Castiadas, dal 1875, lavorare, bonificare e mettere a coltura le terre e renderle fertili. Ora le ex carceri si sono affrancate diventando un importante spazio culturale per Castiadas, comune dal 1986, e sarà piacevole per te ricercare tutti gli insediamenti che lo costituiscono. Anfore romane, I secolo d.C., ritrovamento subacqueo, Museo archeologico - Villasimius 9 ITINERARIO 2 CAPOTERRA SARROCH VILLA SAN PIETRO PULA DOMUS DE MARIA TEULADA Odissea di Omero Antigori “Allora agli altri fidi compagni ordinavo di salire in gran fretta sulle concave navi, perché nessuno, mangiando il loto, scordasse il ritorno. Subito salivano quelli e sui banchi sedevano, e in fila seduti battevano il mare schiumoso coi remi. Di là navigammo avanti, sconvolti nel cuore, e dei Ciclopi alla terra, ingiusti e violenti, venimmo.....” “Uomo ricco d’astuzie”. Così si era sentito venti anni prima, capace, come Ulisse, di governare il proprio destino e quindi di essere padrone della propria storia. Era partito dalla Sardegna rispondendo ad una “chiamata” di lavoro sentita per radio: “si cerca un piccolo di camera, un allievo ufficiale di macchina, un cuoco di bordo”. Torre di Chia, XVII secolo Domus De Maria Chiesa di Sant’Efisio, XI secolo - Pula interno navata centrale (in alto) veduta laterale e abside (a destra) Torre e chiesa di Sant’Isidoro, XVII secolo - Teulada (a lato) Si ritrovò a fare il cuoco. Non si sarebbe, però, fatto fregare come Ulisse, che ci aveva messo vent’anni a tornare a casa. E invece quel giorno, navigando su internet, si imbattè su quelle immagini. I frammenti delle ceramiche micenee del nuraghe Antigori. Quella parola provocò in lui un corto circuito. Erano passati vent’anni esatti dalla sua partenza. Perché, al contrario di Ulisse, lui non era più tornato? Si chiese se anche lui avesse offeso qualche divinità. Chi era il “suo” Poseidone? Si concentrò su quelle immagini, su quella strana coincidenza tra ceramica greca e il suo alter ego. Erano state scoperte da poco quando ne aveva sentito parlare per la prima volta, alla fine degli anni ‘70. E proprio in quel periodo alla televisione davano la “mitica” versione dell’Odissea con Irene Papas. I protagonisti di quello sceneggiato erano proprio le genti greche giunte al nuraghe Antigori, entrate così in contatto con i nuragici e quindi con i sardi di allora. Cominciava a capire. La confidenza che sin da bambino aveva avuto con quel monumento, sulla collina poco distante dal suo paese, lo aveva reso cieco alla sua stessa identità. La consapevolezza che dimenticare il proprio passato significa perdersi lo colse alla sprovvista, disorientandolo. Ora anche lui, si rendeva conto, avrebbe risposto come Polifemo alla domanda di Poseidone: “Chi ti ha reso cieco? Nessuno” - Questa era l’unica risposta onesta. Era partito sentendosi ambiziosamente come Ulisse e, dopo vent’anni, si rendeva conto di essere diventato “Nessuno”. Così, d’un tratto, quei frammenti di ceramica appartenenti al Mosaico, Casa dell’Atrio tetrastilo, II-III secolo d.C., area archeologica di Nora - Pula Torre Budello, XVII secolo - Teulada 12 passato della propria terra fecero riaffiorare in lui frammenti della propria memoria che credeva perduti. Li poteva, invece, nuovamente scoprire, analizzare e combinare per ricostruire se stesso, così come si fa con un vaso antico. Quelle tracce materiali erano diventate testimonianze culturali, frutto di relazioni, scintille scaturite dall’attrito tra elementi della realtà. Con stupore, percepì una sensazione nuova: per la prima volta dopo tanti anni non si sentiva più alla deriva. La metamorfosi che aveva trasformato semplici frammenti di ceramica in frammenti di memoria culturale aveva agito anche in lui. Grazie ad essa, come Ulisse, dopo vent’anni, era di nuovo a casa. Allora gioì Odisseo costante, glorioso salutando la patria, baciò le zolle, dono di biade. Chiesa di San Pietro, XIII secolo - Villa San Pietro (in alto a sinistra) Nuraghe Antigori, XIII-XII secolo a.C., esterno, scale e interno torre - Sarroch 13 ITINERARIO 3 ELMAS ASSEMINI DECIMOMANNU UTA VILLASPECIOSA SILIQUA VALLERMOSA DECIMOPUTZU VILLASOR SAN SPERATE Il paesaggio sonoro di R. Murray Schafer Diario di bordo Documentario sul territorio del Basso Campidano e del Cixerri. Squadra di lavoro: Paolo (fonico), Giuseppe (regista – operatore video) ed io (aiuto regia – operatore video). Lunedì, 6 settembre ore 23:00 Arrivo in aereo all’aeroporto di Elmas, in perfetto orario. Viaggio ok, sereno e senza vuoti d’aria. Paolo era un po’ preoccupato per l’attrezzatura, solo la videocamera era nel bagaglio a mano. Per fortuna ogni cosa è a posto. Domani mattina Chiesa di San Pietro, XVI secolo - Assemini Chiesa di San Giovanni Battista, X secolo - Assemini didascalia Casa forte (castello Siviller), 1415 circa - Villasor incontreremo Giuseppe, che ha già preso i contatti e chiesto le autorizzazioni per le riprese. Da lui alle 9:00 per definire tutti i dettagli. Martedì, 7 settembre ore 22:00 Giuseppe ci ha mostrato l’idea che sta alla base della struttura del documentario. È una suggestione nata dalla lettura del libro di Schafer Il paesaggio sonoro. Andremo alla ricerca dei caratteri sonori di questi luoghi, del presente e del passato, e del “silenzio” della natura. Per ogni sito ci sforzeremo di individuare una sonorità caratteristica. Di pomeriggio il nostro primo set è stata la chiesa di San Giovanni Battista ad Assemini. Ha una pianta a croce greca inscritta in un quadrato, con la cupola all’incrocio dei bracci. Dobbiamo organizzare delle riprese dall’alto per far emergere la struttura. Quelle che abbiamo fatto oggi, dal basso, sono meno efficaci. È una chiesa antica, altogiudicale, della metà circa del X secolo. Dobbiamo farci venire un’idea anche per il montaggio delle riprese sulle epigrafi (frammenti di marmi che stanno all’interno) scritte in greco. Immagino una voce off, o più voci, che recitano il testo delle iscrizioni: la musicalità del greco per far rivivere questi antichi personaggi, in particolare Nispella, moglie del giudice di Cagliari Torcotorio, vissuta intorno alla metà del Mille, che compare in diverse iscrizioni dedicatorie. Ci siamo spostati, lì di fronte, alla chiesa parrocchiale di San Pietro. Tardogotica, belle volte a crociera, altissimo campanile. Lo spazio sonoro è stato scandito dal volo degli aerei di linea; decisamente più aggressivo, ma meno frequente, il volo di quelli militari. 15 Chiesa di Santa Maria, XII secolo, facciata e peducci - Uta Pinuccio Sciola, Aldilà della pietra, scultura, 2003 - San Sperate 16 Mercoledì, 8 settembre ore 21:30 La giornata è stata intensa. Ottima luce per gli esterni. Abbiamo iniziato a girare presto. Uta è un centro a poco più di 20 km da Cagliari e la chiesa di Santa Maria è uno dei monumenti più interessanti e meglio conservati dell’architettura romanica. Caratteristiche: proporzione, ritmo, composizione, “mutazione” cromatica delle pietre nei vari prospetti. Ho fatto degli schizzi dei peducci dell’esterno: il cane, la volpe, il bue, volti umani. Fu costruita tra il 1135 e il 1145 da maestranze di formazione toscana sotto la guida di un sapiente maestro. Il paesaggio sonoro degrada lentamente e impercettibilmente dai suoni del centro abitato verso quelli più marcatamente “naturali”. Dobbiamo tornare anche domani sera durante la festa di Santa Maria per registrare le sonorità della festa. Giovedì, 9 settembre ore 24:00 Visita del Castello di Acquafredda (Conte Ugolino) - Siliqua. Lasciamo la macchina ai piedi della collina e ci incamminiamo sul sentiero più ripido. Decidiamo di registrare solo il sonoro dell’esperienza di arrampicata, lasciando a Giuseppe la libertà di scattare alcune foto. È in sospeso la questione di come montare il materiale. Pochi metri di salita sono sufficienti a farci decidere quali saranno le toniche che segneranno la nostra “passeggiata”: un microfono fissato sul mio petto registrerà il mio battito cardiaco; un secondo, affidato a Paolo, restituirà il contesto sonoro. Esperienza interessante. Qualche ora di riposo prima della festa. Venerdì, 10 settembre ore 23:00 Decidiamo di visitare il nuraghe Su Sonadori di Villasor, il cui nome evoca il filo conduttore che abbiamo scelto. Sabato, 11 settembre ore 00:30 Discutiamo a lungo sul montaggio e sulla colonna sonora. A Paolo viene l’idea di chiudere il documentario utilizzando il sonoro di questa discussione. L’idea ci piace. Cristo crocifisso, scultura lignea, XVI secolo, chiesa B.V. Assunta Villaspeciosa Chiesa di San Platano, XII secolo - Villaspeciosa ITINERARIO 4 CAGLIARI QUARTU SANT’ELENA SETTIMO SAN PIETRO MONSERRATO SELARGIUS SESTU SINNAI L’infinito di Giacomo Leopardi Il Colle Sempre caro mi fu quest’ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude... Mentre mi accingevo ad affrontare, come facevo tutti i giorni da qualche mese, la scalata del Colle di Sant’Elia, per raggiungere l’area del nostro intervento di scavo, i primi versi de L’infinito di Leopardi cominciarono a prendere posto nella mia mente. Non so perché ciò avvenne: se a generare in me questa associazione fu la somiglianza tra la fatica dell’ascensione e la sensazione di ‘ostacolo’ che la poesia evoca. Anfiteatro Romano, I-II secolo d.C.- Cagliari Fatto sta che, quasi senza rendermene conto, questa evocazione cominciò ad agire su di me e mi ritrovai immerso nella condizione fisica e mentale descritta nella poesia. Il colle dunque, che io scalavo, assunse sempre più chiaramente i connotati di un ostacolo da superare sia dal punto di vista della conoscenza archeologica da raggiungere sia da quello della visione del paesaggio che la sua corporeità limitava. Ma, come per Leopardi, anche per me questa condizione non solo non rappresentava un problema, ma era semmai il motore che dava avvio alla mia ricerca. Come lui, anch’io, per poter giungere a conoscere le tracce archeologiche lasciate dagli uomini che avevano, prima di me, vissuto il colle, dovevo immaginare ciò che non potevo materialmente vedere. Mi fermai allora per riposare qualche minuto e i versi ripresero a scorrere: Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quïete io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura… Spazio, silenzio e quiete: ecco le dimensioni in cui si poteva dispiegare la mia immaginazione, la mia fantasia scientifica che cominciò ad alimentarsi di dati archeologici: le tracce fisiche lasciate dall’uomo nel corso dei millenni che comparai con il mio presente: E come il vento odo stormir tra queste piante, io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando: e mi sovvien l’eterno, e le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei. La grotta del Bagno Penale - Cagliari (a fianco) Veduta di Cagliari (in alto) Torre di San Pancrazio, 1305 - Cagliari Angelo Liberati, Senza titolo, dipinto murale, 1976 Settimo San Pietro Ecco allora materializzarsi i reperti ceramici rinvenuti in molte delle innumerevoli grotte che segnano il colle. I più antichi, ritrovati nella Grotta del Bagno Penale, risalgono addirittura al neolitico antico (6000 a.C.). Ma il nome della grotta evoca anche un’altra forma di presenza umana, molto più recente e drammatica: il bagno penale, attivo dal 1842 al 1912 (quando fu convertito in colonia agricola), che arrivò ad ospitare 1500 condannati ai lavori forzati. La conformazione attuale del colle deve molto al lavoro svolto in quegli anni dai forzati. Non meno importanti sono i segni delle “morte stagioni” che rileviamo in cima al colle, in prossimità della caratteristica “sella” rocciosa: due cisterne di grandi dimensioni risalenti alle fasi di frequentazione punico-romana, numerosi fronti di cava, testimonianze dell’attività estrattiva svoltasi in antico, lembi di strutture murarie pertinenti a varie fasi storiche. Il sacro ha segnato questi luoghi, al punto che ancora oggi l’area che si ipotizza possa essere stata sede del tempio dedicato alla divinità punica Astarte e poi della chiesetta intitolata a Sant’Elia è interessata da una forma di culto rivolto alla Madonna. Ma molto altro si cela, ne sono certo, tra le rocce del colle, Così tra questa immensità s’annega il pensier mio: e il naufragar m’è dolce in questo mare 20 Chiesa di San Salvatore, XII secolo - Sestu Cristo crocifisso, scultura in legno, XV secolo (particolare); Cavaliere che insegue una volpe, dipinto murale, XIII secolo chiesa di San Giuliano - Selargius (in alto) Torre dell’Elefante (1307) e Bastione Santa Croce Cagliari (a fianco) ITINERARIO 5 SOLEMINIS SERDIANA DOLIANOVA DONORI SANT’ANDREA FRIUS SAN NICOLO’ GERREI SILIUS BALLAO ARMUNGIA VILLASALTO SAN VITO VILLAPUTZU MURAVERA I Fiori blu di Raymond Queneau Sogni Serdiana, chiesa di Santa Maria di Sibiola I° sogno Dopo una lunga camminata, tra terreni coltivati e vigne, Guglielmo arrivò alla chiesa, circondata da numerosi e grandi ulivi. Stanco, appoggiò la testa ad un albero e si addormentò. Sentì nel sogno le voci degli operai al lavoro che stavano costruendo l’edificio, sotto la guida dei monaci vittorini giunti da Marsiglia. Quando si svegliò la chiesa era oramai conclusa e al suo interno stava il retablo del Giudizio Universale del Maestro di Olzai. chiesa di Santa Maria di Sibiola, XII secolo, facciata e particolare di peduccio - Serdiana Dolianova, Cattedrale di San Pantaleo II° sogno Pantaleone scelse una panchina e si sedette. Guardò con attenzione il bianco architrave con il serpente, forse di reimpiego – pensò – poi chiuse gli occhi e si addormentò. Con precisione il pittore sta dipingendo l’iscrizione di consacrazione, nel catino absidale, proprio al di sotto degli affreschi con il Cristo in mandorla e i 12 apostoli. Il giudice d’Arborea Mariano II de Bas Serra è giunto con la sua corte per questo importante avvenimento. I lavori sono ormai conclusi. Dal 1261 queste nuove maestranze di cultura gotica – vedi questi pilastri a fascio e i capitelli ben scolpiti – hanno completato l’impianto romanico della seconda metà del XII secolo. Vedrai fra qualche decennio anche il bell’affresco dell’Arbor Vitae, qui nella parete della navata laterale destra. Si svegliò. Era il 1503. La chiesa non era più cattedrale ed era stata annessa alla diocesi di Cagliari. Nel catino absidale stava il retablo con le storie di San Pantaleo. Chiesa di San Pantaleo, XII secolo; 1261-1289, facciata; architrave portale maggiore (in alto); peducci e bassorilievi prospetto nord (a destra); Dolianova 23 San Nicolò Gerrei, Santu Jacci, II secolo a. C. Base in bronzo per un altare con dedica trilingue di un tal Cleone. III° sogno La base si trova attualmente presso il Museo di Antichità di Torino, dove è giunta poco dopo il rinvenimento nel 1861, ad opera del canonico Giovanni Spano. Tempio a pozzo di Is Pirois, XIII-XI secolo a.C., interno e ingresso Villaputzu *Traduzioni in italiano di Angela Donati 24 Si svegliò. Con trepidazione sentì che il male che fino a quel momento lo aveva afflitto era scomparso: Esculapio lo aveva ascoltato ed esaudito. Farà realizzare una base in bronzo con la dedica incisa, da trasportare nel santuario del Dio, il più importante. Questa sarà la dedica: Cleone, servo dei concessionari delle saline, donò con animo grato ad Esculapio Merre.* Si svegliò. Aveva ancora viva la sensazione lasciata in lui dal sogno. Il Dio gli si era rivolto dicendogli: ho esaudito la tua preghiera, sei guarito. Voglio da te un dono, un altare in bronzo che porrai presso il tempio a me dedicato a Santu Jacci. Così farai incidere: Cleone, servo dei concessionari delle saline, pose come ex voto l’ara ad Asclepio Merre, per ordine del dio.* Si svegliò. Un volo di fenicotteri che si allontanava aveva interrotto il suo sogno. La superficie calma delle saline sembrava tradurre il nuovo stato d’animo. Si era infatti addormentato in preda al dolore e all’ansia per il timore che Eshmun Merre non esaudisse la sua preghiera. Il dolore invece era scomparso e l’ansia si era trasformata in gratitudine incontenibile, che chiedeva di esprimersi in un gesto concreto. Un cippo in bronzo del peso di cento libbre sarebbe stato il segno perenne della sua inestinguibile riconoscenza: Al Signore Eshmun Merre cippo di bronzo del peso di cento libbre che ha dedicato Cleone, quello dei concessionari che operano nelle saline. (Eshmun) ha ascoltato la sua voce, lo ha guarito. Nell’anno dei sufeti Himilkat e AbdEshmun figlio di Himilkat.* Si svegliò. Il canonico Giovanni Spano riprese in mano la lettera ricevuta il giorno prima dal notaio Michele Cappai. Gli notificava il rinvenimento casuale in un suo terreno, Santu Jacci nell’agro di san Nicolò Gerrei, di una base in bronzo con iscrizione trilingue: latino, greco, punico. La rilevanza della scoperta era evidente e il notaio sollecitava una sua visita. Il dialogo con il passato, che da tanti anni lo coinvolgeva, faceva sentire il suono di una nuova voce. Perché essa potesse pienamente dispiegarsi aveva bisogno di essere accolta degnamente. Qual miglior destinazione di Torino - pensò - capitale del nuovo regno? Foce del Flumendosa - Villaputzu 25 ITINERARIO 6 MONASTIR USSANA NURAMINIS PIMENTEL BARRALI SAMATZAI SENORBI’ SUELLI SELEGAS GUAMAGGIORE GUASILA ORTACESUS SAN BASILIO GONI GESICO Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino Metastoria Sono ancora una volta in riunione per discutere degli itinerari archeologici e storico-artistici per l’opuscolo La provincia di Cagliari. Archeologia Arte Cultura. Hanno diviso i paesi in gruppi coerenti, o almeno così sembra, e questo 6° itinerario comprende i paesi che si trovano, grosso modo, lungo la SS 128. Da Monastir a Gesico, con alcune deviazioni sulla 131 per Nuraminis, Samatzai e Pimentel, o per Ussana e Barrali, o ancora da Senorbì sulla sinistra Ortacesus, Guasila, Guamaggiore e sulla destra San Basilio e poi Goni. Sono indecisi se inserire anche Mandas nel gruppo – che presenta una interessante chiesa tardogotica, San Giacomo, con l’altare maggiore di Giovanni Battista Franco del ‘700, da cui potrebbe partire un approfondimento sugli altari tardobarocchi e sulla presenza di marmorari liguri e lombardi attivi in Sardegna nel XVIII e XIX secolo – o lasciarlo per l’itinerario successivo. Stanno discutendo su come procedere per i testi, se prevedere per ogni paese una premessa storica e le prime attestazioni materiali, se introdurre dei box di approfondimento per i siti e i monumenti più importanti, quali foto far scattare, come dividere il lavoro. Una cosa l’hanno decisa: ogni itinerario avrà un colore e il turista potrà consultare una carta semplificata nell’ultima pagina dell’opuscolo. Però. Ci sono le ragioni dell’archeologia e il metodo della storia dell’arte. E poi il destinatario, il turista o viaggiatore, che esige che tutto gli venga spiegato per filo e per segno, nel dettaglio, minuziosamente, con dovizia di particolari e certezza di date. Santa Barbara, statuina (facciata), chiesa di Santa Barbara - Senorbì Panorama di Guasila con la chiesa di Santa Maria Assunta di Gaetano Cima (1842 - 1852) (a sinistra) San Giorgio esorcizza un indemoniato (formella laterale sinistra), pala d’altare, attribuita a Giovanni Angelo Puxeddu, XVII secolo, antisantuario di San Giorgio - Suelli – L’archeologia è una disciplina che dà voce ad una delle caratteristiche antropologiche dell’uomo: la capacità e/o l’esigenza di procedere a ritroso nel pensiero. Ogni territorio (spazio fisico), quindi, rappresenta un potenziale “bacino di elementi fisici” che l’uomo può tradurre in segni. – La chiesa, ad esempio, è proprio uno di questi “bacini”. Come quando uno immerge la mano nell’acqua e ci gioca per capirne la temperatura, la profondità, per ricavare informazioni, così “immergersi” in una chiesa è un po’ come smuoverne la staticità e innescare con essa un dialogo. Il dialogo richiede tempo. – E questo ci consente di prendere confidenza con una delle dimensioni all’interno delle quali l’uomo vive: il tempo, dunque. L’altro è lo spazio, sul quale leggiamo i segni lasciati dal tempo. Certamente di particolare rilevanza sono i segni del sentimento della morte dell’uomo antico: le domus de janas del Neolitico recente di Monastir e Pimentel, le necropoli romane di Ortacesus e Gesico ... – Al sentimento della morte si accompagna il sentimento religioso della Retablo di San Pietro, Pietro e Michele Cavaro, 1533-1537, chiesa di San Pietro vita. Nel Medioevo, e poi anche nei secoli successivi, la chiesa è la voce arSuelli chitettonica di questo sentimento, che risuona nella chiesa romanica di San Saturno a Ussana, o nelle chiese tardogotiche di Nuraminis, di Monastir, edifici Chiesa campestre di San Bartolomeo, attorno ai quali si solidifica la comunità (ecclesia, appunto). XIII secolo - Ortacesus – Se nel Medioevo è la chiesa a svolgere questa funzione, c’è stato un tempo in cui era invece il nuraghe il perno fisico e simbolico della comunità. A Suelli troviamo una testimonianza particolarmente interessante: i dati stratigrafici del 28 nuraghe Piscu raccontano pagine significative della parabola storica della civiltà nuragica. – A Suelli trovi anche un ricchissimo patrimonio storico-artistico: si conservano alcuni elementi della chiesa romanica di San Pietro, come la monofora con l’aquila all’esterno e le mensole sotto il campanile; sull’altare maggiore il retablo dedicato a San Pietro, che i pittori Pietro e Michele Cavaro realizzano tra il 1533 e il 1537; nella cappella destra il tabernacolo monumentale, per non parlare dell’imponente altare in legno dorato del XVIII secolo nel santuario. Insomma, un vero ipertesto o se preferisci tanti capitoli, fra i più importanti, della storia dell’arte in Sardegna. Sarcofago romano, III secolo d.C., riutilizzato come altare (particolare), chiesa di San Saturno - Ussana Nuraghe Piscu, XIV-XI secolo a.C. - Suelli 29 ITINERARIO 7 MANDAS SERRI ESCOLCA GERGEI ISILI NURALLAO NURAGUS SEULO SADALI ESTERZILI NURRI ORROLI SIURGUS DONIGALA ESCALAPLANO VILLANOVA TULO La vita istruzioni per l’uso di Georges Perec La cattura “Se ne potrà dedurre quella che è probabilmente la verità ultima del puzzle: malgrado le apparenze, non si tratta di un gioco solitario: ogni gesto che compie l’attore del puzzle, il suo autore lo ha compiuto prima di lui; ogni pezzo che prende e riprende, esamina, accarezza, ogni combinazione che prova e prova ancora, ogni suo brancolare, intuire, sperare, tutti i suoi scoramenti, sono già stati decisi, calcolati, studiati dall’altro.” Stavo seguendo da anni un caso di furti e traffico internazionale di reperti archeologici. Più volte avevo avuto la sensazione di essere ad un passo dal raggiungere la soluzione. Ed era così ogni volta, ad ogni tappa. Perché ormai, ne sono certo, non si trattava di furti isolati ma di un vero e proprio percorso a tappe quello che gli autori dei furti stavano compiendo. Ero ancora alla ricerca di un filo conduttore quando un fatto casuale mi ha mostrato il bandolo della matassa. Seduto al tavolino del solito bar leggevo il mio “Topolino”, come ogni settimana mi capita all’uscita del nuovo numero. Questa volta il nostro detective sgominava una banda di artisti circensi che approfittava della propria legale attività itinerante per compiere una serie di furti nelle città toccate dalla loro tournée. La storia cominciò a ronzarmi in testa, sempre più forte. Sembrava volermi suggerire qualcosa. Mi alzai, andai a pagare e mentre prendevo il pacchetto di sigarette dal banco scorsi una locandina di invito ad un convegno di studi che si sarebbe svolto un mese dopo, il 13 giugno 1992, ad Esterzili, un paese del centro Sardegna. Tema: “La Tavola di Esterzili, il conflitto tra pastori e contadini nella Barbaria sarda”. Tornai subito in ufficio e presi il faldone dell’indagine. Ricontrollai i nomi di tutte le località in cui c’era stato un furto. Ero ormai certo che una semplice telefonata mi avrebbe fornito la conferma della mia ipotesi. E così fu. Santi Cosma e Damiano, legno scolpito e dipinto (in alto); San Sebastiano, scultura in cartapesta (in basso a sinistra); chiesa della Beata Vergine - Seulo Cascata e vecchio mulino - Sadali (in alto a sinistra) Leoni (presbiterio), XVIII secolo, chiesa di San Giacomo - Mandas Tutte le località in cui avevano avuto luogo i furti erano state sede di un convegno archeologico di rilevanza internazionale, che attirava ogni volta un pubblico vasto ed eterogeneo, composto anche da collezionisti, tra i quali forse potevano celarsi i committenti. Ora potrò finalmente tentare di giocare d’anticipo. Farò in modo che il prossimo convegno ad Esterzili si trasformi in una trappola dove far cadere gli autori dei furti. Così il puzzle, che mi aveva impegnato per tanti anni, finalmente si comporrà. Chiesa di San Valentino, XVI-XVII secolo - Sadali Chiesa di San Michele Arcangelo, XVI secolo Nurri (in alto a destra) Nuraghe Arrubiu, XIV-IX secolo a.C., riutilizzato in età romana, II-V secolo d.C. - Orroli (in alto) Casello ferroviario, XIX secolo - Sadali Nuraghe Su Nuraxi, XIV-XI secolo a.C. - Siurgus Donigala (in basso) 32 33 ITINERARIO 1 MARACALAGONIS Comune - tel. 070 7850200 e-mail: [email protected] www.comune.maracalagonis.ca.it QUARTUCCIU Comune - tel. 070 859541 e-mail: [email protected] www.comune.quartucciu.ca.it Museo e Parco Archeologico Pill’e Matta BURCEI Comune - tel. 070 737021 www.comune.burcei.ca.it CASTIADAS Comune - tel. 070 994501 www.castiadas.comune.ca.it Museo del territorio Ex Carceri località Praidis - tel. 070 99450307 VILLASIMIUS Comune - tel. 070 79301 www.comune.villasimius.ca.it Museo Archeologico tel. 070 7930290 www.villasimiusweb.com e-mail: [email protected] ITINERARIO 2 CAPOTERRA Comune - tel. 070 72391 e-mail: [email protected] www.comune.capoterra.ca.it SARROCH Comune - tel. 070 909261/4 e-mail: [email protected] www.comune.sarroch.ca.it VILLA SAN PIETRO Comune - tel. 070 907701 e-mail: [email protected] www.comune.villasanpietro.ca.it 34 PULA SILIQUA Comune - tel. 070 924401 www.comune.pula.ca.it Museo Civico Archeologico “Giovanni Patroni” Corso Vittorio Emanuele 67 tel. 070 9209610 e-mail: [email protected] Comune - tel. 0781 78011 e-mail: [email protected] www.comune.siliqua.ca.it DOMUS DE MARIA Comune - tel. 070 9235014 www.comune.domusdemaria.ca.it e-mail: [email protected] Casa Museo - piazza Vittorio Emanuele tel. 070 9235015 - 070 9236068 TEULADA Comune - tel. 070 9270029 www.comune.teulada.ca.it Museo Tesori della Parrocchia V. del Carmine Chiesa “Vergine del Carmine” piazza Parrocchia - tel. 070 9270067 e-mail: [email protected] VALLERMOSA Comune - tel. 0781 79272 www.comune.vallermosa.ca.it DECIMOPUTZU Comune - tel. 070 96329200 www.comune.decimoputzu.ca.it VILLASOR Comune - tel. 070 9648023 e-mail: [email protected] www.comune.villasor.ca.it SAN SPERATE Comune - tel. 070 960401 www.sansperate.com www.comune.sansperate.ca.it Paese Museo ITINERARIO 3 ELMAS ITINERARIO 4 Comune - tel. 070 21921 e-mail: [email protected] www.comune.elmas.ca.it CAGLIARI ASSEMINI Comune - tel. 070 9491/949237 www.comune.assemini.ca.it Museo dell’Arte Etnica Loc sa Serra tel. 070 941788 e-mail: [email protected] www.museoarteetnica.org DECIMOMANNU Comune - tel. 070 966701 e-mail: [email protected] www.comune.decimomannu.ca.it UTA Comune - tel. 070 96660201 e-mail: [email protected] www.comune.uta.ca.it VILLASPECIOSA Comune - tel. 070 9639177 www.comune.villaspeciosa.ca.it Comune - tel. 070 6771 www.comune.cagliari.it Museo Archeologico Nazionale Piazza Arsenale 2, Cittadella dei Musei tel. 070 655911 www.archeocaor.beniculturali.it e-mail: [email protected] Pinacoteca Nazionale Piazza Arsenale 2, Cittadella dei Musei tel. 070 662496 www.pinacoteca.cagliari.beniculturali.it Museo d’Arte Siamese “Stefano Cardu” Piazza Arsenale 2, Cittadella dei Musei tel. 070 651888 - e-mail: [email protected] Collezione delle Cere Anatomiche di C. Susini Piazza Arsenale 2, Cittadella dei Musei tel. 070 6757627 - e-mail: [email protected] Collezione Archeologica “Evan Gorga” Piazza Arsenale 2, Cittadella dei Musei tel. 070 6757620 - e-mail: [email protected] Centro della Cultura Contadina Via Santa Alenixedda 2 tel. 070 487894 - e-mail: [email protected] Museo Erbario Via Sant’Ignazio da Laconi 13 tel. 070 6753522 - e-mail: [email protected] Museo di Storia Naturale “Aquilegia” c/o Scuole Riva, piazza Garibaldi 1 tel. 070 662220 - e-mail: [email protected] www.museoaquilegia.it Museo di Zoologia del Dipartimento di biologia animale ed ecologia Viale Poetto 1, tel. 070 6758019 e-mail: [email protected] Orto Botanico Viale Sant’Ignazio 11 tel. 070 6753516 - e-mail: [email protected] Parco dell’Autonomia “Villa Devoto” Via Vittorio Veneto, Via Oslavia Museo Ferroviario Sardo Via Sassari 24 (lato Stazione ferroviaria) tel. 070 657994 - e-mail: [email protected] Centro Comunale d’Arte e Cultura “Castello di San Michele” Via Sirai, Colle di San Michele tel. 070 500656 e-mail: [email protected] Centro Comunale d’Arte e Cultura “Il Ghetto degli ebrei” Via Santa Croce 18 tel. 070 6402115 - e-mail: [email protected] Centro Comunale d’Arte e Cultura “Il Lazzaretto” Via dei Navigatori snc, Borgo S.Elia tel. 070 3838085 Centro Comunale d’Arte e Cultura “Exmà” Via San Lucifero 71 tel. 070 666399 - e-mail: [email protected] Cimitero Monumentale di Bonaria Viale Cimitero Galleria Comunale d’Arte Giardini Pubblici, Largo Giuseppe Dessì tel. 070 490727 e-mail: [email protected] Museo del Santuario di Bonaria Piazza Bonaria tel. 070 301747 - e-mail: [email protected] Museo del Tesoro e Area archeol. di Sant’Eulalia Vico del Collegio 2 - tel. 070 663724 e-mail: [email protected] Museo dell’Arciconfraternita dei Genovesi Via Gemelli 2 - tel. 070 497855 QUARTU SANT’ELENA Comune - tel. 070 86011 www.comune.quartusantelena.ca.it Museo etnografico “ il Ciclo della Vita” Via Eligio Porcu 271 - tel. 070 812462 e-mail: [email protected] Casa Museo “Sa Domu ‘e Farra” via Eligio Porcu 143 MONSERRATO Comune - tel. 070 5792200 www.comune.monserrato.ca.it Museo Sardo di Antropologia ed Etnografia Cittadella Universitaria, Monserrato tel. 070 6754291 Collezione strumenti di fisica di interesse storico Cittadella Universitaria di Monserrato tel. 070 6754775 - e-mail: [email protected] Museo delle Ferrovie della Sardegna Via Pompeo - tel. 070 580246 e-mail: [email protected] SELARGIUS Comune - tel. 070 85921 www.comune.selargius.ca.it SESTU Comune - tel. 070 23601 www.comune.sestu.ca.it SETTIMO SAN PIETRO Comune - tel. 070 76911 www.comune.settimosanpietro.ca.it Museo Archeologico “L’Arca del tempo” Loc. Cuccuru Nuraxi - tel. 070 781966 SINNAI Comune - tel. 070 76901 www.comune.sinnai.ca.it Civico Museo Archeologico e Pinacoteca Centro Socio-culturale “Monsignor C. Perra” via Colletta 20, - tel. 070 780516 SANT’ANDREA FRIUS Comune - tel. 070 9803191 www.comune.santandreafrius.ca.it SAN NICOLO’ GERREI Comune - tel. 070 950026 www.comunas.it/sannicologerrei www.comune.sannicologerrei.ca.it SILIUS Comune - tel. 070 959006 www.comunas.it/silius/ www.comune.silius.ca.it BALLAO Comune - tel. 070 957319 e-mail: [email protected] www.comune.ballao.ca.it ARMUNGIA Comune - tel. 070 958123 www.comune.armungia.ca.it Museo Etnografico “Sa Domu de is Ainas” Piazza Municipio - tel. 070 958901 VILLASALTO Comune - tel. 070 956901 e-mail: [email protected] www.comune.villasalto.ca.it SAN VITO ITINERARIO 5 SOLEMINIS Comune - tel. 070 9927034 www.comune.sanvito.ca.it VILLAPUTZU Comune - tel. 070 749901 www.comune.soleminis.ca.it Comune - tel. 070 997013 e-mail: [email protected]. www.comune.villaputzu.ca.it SERDIANA MURAVERA Comune - tel. 070 744121 www.comune.serdiana.ca.it Museo etnografico “Casa Mura Sebastiano” Comune - tel. 070 990001 e-mail: [email protected] www.comune.muravera.ca.it DOLIANOVA Comune - tel. 070 74491 [email protected] www.comune.dolianova.ca.it ITINERARIO 6 DONORI MONASTIR Comune - tel. 070 981020 www.comune.donori.ca.it Comune - tel. 070 916701 e-mail: [email protected] 35 www.comune.monastir.ca.it USSANA Comune - tel. 070 918941 e-mail: [email protected] www.comune.ussana.ca.it NURAMINIS Museo per l’Arte del Rame e del Tessuto tel. 070 986469 e-mail: [email protected] Museo d’Arte Sacra Scrinia Sacra via E. Sailis 6 e-mail: [email protected] ISILI ORTACESUS Comune - tel. 0782 815004 e-mail: [email protected] www.comune.nurallao.ca.it Comune - tel. 070 914501 e-mail: [email protected] www,comune.nuraminis.ca.it www.comunenuraminis.it Comune - tel. 070 9804214 www.comune.ortacesus.ca.it Museo del Grano tel. 070 9819027 e-mail: [email protected] PIMENTEL SAN BASILIO Comune - tel. 070 98004100 e-mail: [email protected] www.comune.pimentel.ca.it Comune - tel. 070 9805536 e-mail: [email protected] www.comune.sanbasilio.ca.it BARRALI GONI Comune - tel. 070 9802445 e-mail: [email protected] www.comunedibarrali.altervista.org www.comune.barrali.ca.it Comune - tel. 070 982114 www.comune.goni.ca.it SAMATZAI Comune - tel. 070 987043 e-mail: [email protected] www.comunegesico.it Comune - tel. 070 910023 e:mail: [email protected] www.comune.samatzai.ca.it GESICO SUELLI Comune - tel. 070 988015 e-mail: [email protected] www.comunesuelli.it SELEGAS Comune - tel. 070 985828 www.comune.selegas.ca.it GUAMAGGIORE 36 NURALLAO NURAGUS Comune - tel. 0782 82101 www.comune.nuragus.ca.it SEULO Comune - tel. 0782 58109 e-mail: [email protected] www.comune.seulo.ca.it SADALI Comune - tel. 0782 599012 www.comune.sadali.nu.it ESTERZILI Comune - tel. 0782 55323 www.comune.esterzili.ca.it NURRI SENORBI’ Comune - tel. 070 980121 www.comune.senorbi.ca.it Civico Museo Archeologico “Sa Domu Nosta” tel. 070 9809071 e-mail: [email protected] www.museodomunosta.it Comune - tel. 0782 804463 www.comune.isili.ca.it ITINERARIO 7 Comune - tel. 0782 849005 e-mail: [email protected] www.comune.nurri.ca.it ORROLI MANDAS Comune - tel. 070 987801 e-mail: [email protected] www.comunemandas.it Casa Museo “Is lollas de is aiaius” tel. 070 984753 SERRI Comune - tel. 0782 806081 www.comune.serri.ca.it ESCOLCA Comune - tel. 070 985904 www.comune.guamaggiore.ca.it Comune - tel. 0782 808303 web.tiscali.it/escolca/ www.comune.escolca.ca.it GUASILA GERGEI Comune - tel. 070 983791 www.comune.guasila.ca.it Comune - tel. 0782 808923 www.comune.gergei.ca.it Comune - tel. 0782 847006 www.comuneorroli.it Casa Museo “Omu Axiu” tel. 0782 845023 - e-mail: [email protected] www.omuaxiu.it - www.sardonic.it SIURGUS DONIGALA Comune - tel. 070 989736 e-mail: [email protected] www.comune.siurgusdonigala.ca.it ESCALAPLANO Comune - tel. 070 954101 www.comune.escalaplano.ca.it VILLANOVA TULO Comune - tel. 0782 813023 e-mail: [email protected] www.comune.villanovatulo.ca.it