Il Signore è il vero Dio,
Egli è il Dio vivente
e il Re in eterno;
per la sua ira la terra trema
e le nazioni non possono resistere
al suo sdegno…
Gli dèi che non hanno fatto
i cieli e la terra scompariranno
dalla terra e da sotto il cielo.
Egli, con la sua potenza,
ha fatto la terra;
con la sua saggezza ha stabilito
fermamente il mondo;
con la sua intelligenza
ha disteso i cieli.
(Geremia 10:10-12)
IDolatria:
correre
dietro
al vento
Distribuito gratuitamente. Stampato in proprio Aprile 2011.
Comunità Cristiana
Piazza Macaluso 7 - 92024 Canicattì (AG)
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Tel. 0922-847613 - Cell. 389-2752801
2
1 - CHI È DIO?
COME DIO SI RIVELA NELLE VISIONI DEI PROFETI
Come possiamo immaginarci Dio? Che aspetto
considerato che noi siamo a sua immagine e somiglianza?
Ecco come Dio si rivela in visione a tre santi profeti:
ha,
«…E vidi collocare dei troni, e un vegliardo sedersi. La sua
veste era bianca come la neve e i capelli del suo capo erano simili
a lana pura; fiamme di fuoco erano il suo trono, che aveva ruote di
fuoco ardente. Un fiume di fuoco scaturiva e scendeva dalla sua
presenza; mille migliaia lo servivano, diecimila miriadi gli stavano
davanti» (Daniele 7:9-10). [Nota: Salvo diversa indicazione, il
testo biblico usato in questo opuscolo è: La Sacra Bibbia,
Versione Nuova Riveduta].
«…Ed ecco, un trono era posto nel cielo e sul trono c’era uno
seduto. Colui che stava seduto era simile nell’aspetto alla pietra di
diaspro e di sardonico; e intorno al trono c’era un arcobaleno che,
a vederlo, era simile allo smeraldo» (Apocalisse 4:3).
«…E su questa specie di trono appariva come la figura di un
uomo, che vi stava seduto sopra, su in alto. Vidi pure come un
bagliore di metallo, come del fuoco, che lo circondava tutto
intorno dalla sembianza dei suoi fianchi in su; e dalla sembianza
dei suoi fianchi in giù vidi come del fuoco, come uno splendore
tutto attorno a lui.
Qual è l’aspetto dell’arco che è nella nuvola in un giorno di
pioggia, tale era l’aspetto di quello splendore che lo circondava.
Era un’apparizione dell’immagine della gloria del Signore»
(Ezechiele 1:26-28). Vedi anche Isaia 6:1-2; Salmo 104:1-2.
DIO SI PRESENTA
«Io sono Colui che è; io sono il primo e sono pure l’ultimo. La
mia mano ha fondato la terra, e la mia destra ha spiegato i cieli»
(Isaia 48:12-13). Versione Riveduta.
IDENTITÀ DI DIO:
SPIRITO: «Dio è spirito» (Giov.4:24 CEI). Vedi anche Ebrei 12:9.
ETERNO: «Prima che i monti nascessero e venissero alla luce la
terra e il mondo, da sempre e per sempre tu sei, o Dio»
(Salmo 90:2 - La Bibbia, Edizioni Paoline).
Vedi anche: Salmo 93:2; 1 Timoteo 1:17.
SANTO: «Nessuno è santo come il Signore» (1 Samuele 2:2).
Vedi 1 Pietro 1:15-16.
Mandate gridi di gioia
all'Eterno, o abitanti
di tutta la terra!
Servite l'Eterno con gioia,
venite al suo cospetto
con canti!
Riconoscete che l'Eterno è Dio;
è Lui che ci ha fatti,
e noi siamo suoi;
siamo il suo popolo
e il gregge che Egli pasce.
Entrate nelle sue porte
con ringraziamento
e nei suoi cortili con lode;
celebratelo, benedite
il suo nome.
Poiché l'Eterno è buono;
la sua benignità
dura in perpetuo
e la sua fedeltà
per ogni età.
(Salmo 100)
22
a Dio, bisogna cancellarla dalla propria vita, e si deve con
coraggio assumere la ferma volontà di cambiare, affidandosi al
Dio di verità.
Il Figlio di Dio disse: «Il regno dei cieli si acquista con la forza
[cioè con decisione] e i violenti [cioè coloro che sono fermamente
decisi] se ne impadroniscono» (Matteo 11:12 - Versione Ricciotti).
Bisogna essere dunque forti, coraggiosi e decisi ad eliminare
ogni forma di idolatria nella propria vita e ad adorare il vero Dio
in spirito e verità, altrimenti non si può essere accettati dal
Signore e non si potrà entrare nel suo Regno. Non si deve aver
timore di cambiare, né delle critiche di parenti ed amici. Il timore
bisogna averlo di Dio, non degli uomini.
L’apostolo Pietro ci consiglia di «consacrare il tempo che resta
da passare nella carne, non più alle concupiscenze degli uomini,
ma alla volontà di Dio. Poiché basta l’aver dato il vostro passato a
fare la volontà dei Gentili [i pagani non Israeliti] col vivere nelle
lascivie, nelle concupiscenze, nelle ubriachezze, nelle gozzoviglie,
negli sbevazzamenti e nelle nefande idolatrie» (1 Pietro 4:2-3).
Vedi anche: Romani 13:12-14; Colos. 3:5-6. Vedi Galati 5:16-26.
Ricordiamoci che Gesù disse:
«Non chiunque mi dice: Signore, Signore! Entrerà nel regno dei
cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli» (Matteo
7:21). Vedi anche Romani 12:1-2.
INDICE:
pagina
1) Chi è Dio?...............................................................................2
2) Qual è il nome personale di Dio?............................................4
3) Dio è uno solo o vi sono tre persone in un Dio?......................5
4) Che cos’è l’idolatria?...............................................................6
5) Immagini, statue, reliquie ed altri oggetti.................................7
6) Uso idolatrico di immagini, statue, reliquie ecc. nel
Cattolicesimo e tentativo di giustificarlo biblicamente..............8
7) Per il Signore, l’idolatria è come l'adulterio
e la fornicazione....................................................................11
8) La stoltezza degli idolatri.......................................................12
9) Bisogna essere morti e andare in cielo per essere santi?
Il culto ai santi è biblico? Chi santifica?.................................13
10) L’idolatria contamina e svia dalla giusta
adorazione di Dio................................................................16
11) Altri tipi di idolatria...............................................................18
12) Le conseguenze dell’idolatria..............................................20
13) Che cosa bisogna dunque fare?.........................................20
3
PERFETTO: «Siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro
celeste» (Matteo 5: 48). Vedi anche: Salmo 18:30.
ONNIPOTENTE: «”Io sono l’alfa e l’omega” dice il Signore Dio
“colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente”»
(Apocalisse 1:8). Vedi anche: Genesi 17:1; Isaia 40:26.
UNICO: «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore
è uno solo» (Deuteronomio 6:4 - CEI).
Vedi: Marco 12:29-32; Giovanni 17:3; Efesini 4:6.
AMORE: «Dio è amore» (1 Giovanni 4:8). Vedi anche Rom.5:8.
SAPIENZA: «Grande è il nostro Signore, e immenso è
il suo potere; la sua intelligenza è infinita».
(Salmo 147:5). Vedi pure: Romani 11:33.
CREATORE: «Così parla Dio, il Signore, che ha creato i cieli e li
ha spiegati, che ha disteso la terra con tutto quello
che essa produce, che dà il respiro al popolo che c’è sopra e lo
spirito a quelli che vi camminano». (Isaia 42:5).
Vedi anche: Isaia 40:26; Salmo 19:1.
PADRE: «V’è… un solo Dio e Padre di tutti» (Efesini 4:6).
Vedi Matteo 7:11.
VERITÀ: «Tu m’hai riscattato, o Signore, Dio di verità»
(Salmo 31:5). Vedi anche: Salmo 89:14.
GIUSTIZIA: «Quanto alla Rocca [cioè Dio] l’opera sua è perfetta,
poiché tutte le sue vie sono giustizia. É un Dio fedele e
senza iniquità; egli è giusto e retto» (Deut. 32:4 - Vers. Riveduta).
Vedi anche: Salmo 145:17 e 119:137-138.
Ecco ancora un passo della Bibbia che ci fa conoscere Dio:
«Il Signore è bontà e misericordia, è paziente, costante
nell’amore. Il Signore è buono con tutti, ha misericordia per ogni
creatura… Il Signore è fedele alle sue promesse, misericordioso
nelle sue opere. Sostiene chi sta per cadere, rialza chi è abbattuto.
Gli occhi di tutti sono fissi su di te e tu doni il cibo a tempo
opportuno. Apri la tua mano generosa e sazi ogni vivente. Il
Signore è giusto in tutto, buono in ogni sua azione. E’ vicino a
chiunque lo invoca, a chi lo cerca con cuore sincero. Non delude
le attese di chi gli è fedele, ascolta il loro grido e li salva. Il Signore
veglia su quanti lo amano, ma distrugge tutti i malvagi».
(Salmo 145:8-9,13-20) - Parola del Signore.
4
2 - QUAL È IL NOME PERSONALE DI DIO?
Dio rivelò il suo nome personale a Mosè quando gli disse:
«Dirai così ai figli d’Israele: “l’IO SONO mi ha mandato da voi…
Tale è il mio nome in eterno; così sarò invocato di generazione in
generazione”» (Esodo 3:14-15).
Perciò, il nome personale di Dio è “Io sono”, dal tetragramma
ebraico
(YHWH). Il tetragramma pare che derivi,
appunto, dalla forma verbale “essere”. Con questo straordinario
nome, il Signore ha voluto rivelare Sé Stesso come Colui che
esiste da sempre e che sempre sarà. Ma il nome esprime anche
quel che Dio vorrà rivelarsi secondo la sua volontà.
È necessario dire che l’ebraico si scriveva con le sole
consonanti. Le vocali venivano aggiunte automaticamente dal
lettore. Quindi, anche il nome divino veniva scritto con le sole
consonanti ma, a differenza di tutte le altre parole ebraiche, esso
non veniva mai pronunciato. La tradizione ebraica vietava che il
nome personale di Dio si pronunciasse, perché troppo sacro.
Perciò, quando gli Ebrei, leggendo le Scritture, incontravano
il nome divino, al suo posto pronunciavano la parola “Adhonày”,
che significa “Signore”, oppure la parola “Eloah”, che vuol dire
“Dio”. Questa tradizione fu tramandata oralmente. Ma col
trascorrere dei secoli, causa anche le varie deportazioni degli
Israeliti in territori stranieri, la pronuncia esatta del nome divino è
andata perduta.
Nei secoli V-X d. C. i Masoreti, sapienti ebrei, inventarono e
misero a punto un sistema di punti e segni posti sotto e sopra le
consonanti, per indicare la pronuncia delle parole ebraiche nella
Sacra Scrittura. Al nome di Dio, YHWH, furono poste le vocali
della parola “Adhonay” o della parola “Eloah”, per ricordare al
lettore che doveva pronunciare Signore o Dio. Quindi, il
tetragramma assumeva le forme Yahowah o Yehowah che,
come abbiamo visto, non costituivano la vera pronuncia del
nome divino, da tempo perduta.
La forma Yehowah fu introdotta nelle versioni della Bibbia in
altre lingue e adattata alla pronuncia in ogni lingua. In italiano, ad
esempio, assunse la forma Geova.
Va precisato che in merito alla pronuncia originaria del nome
divino non vi è certezza assoluta. Comunque, gran parte degli
studiosi oggi ritiene che il nome di Dio in ebraico debba essere
Yahwèh e che si debba pronunciare “Iauè”.
21
Dio disse al suo popolo, Israele, e lo dice anche a noi oggi:
«Brucerai le statue dei loro dèi: non desiderare l’argento e l’oro
di quelle statue e non tenerlo per te, altrimenti ne resteresti preso
come in una trappola: questi idoli sono una vergogna per il
Signore, tuo Dio. Non introdurli in casa tua, altrimenti dovrai
essere distrutto come loro; devi disprezzarli e detestarli perché
sono desti-nati alla distruzione» (Deuteronomio 7:25-26 - Parola del
Signore).
Dio dice: «Convertitevi, abbandonate i vostri idoli e distogliete
la faccia da tutte le vostre immondezze» (Ezechiele 14:6 - CEI).
Bisogna obbedire al comando di Gesù, che ci dice di adorare
il Signore Dio in spirito e verità, senza immagini e senza statue:
«I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il
Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano
devono adorarlo in spirito e verità» (Giovanni 4:23-24 – CEI).
Ecco che ne sarà degli idoli nel giorno che ritornerà Gesù:
«In quel giorno, gli uomini getteranno ai topi e ai pipistrelli gli
idoli d’argento e d’oro che si erano fatti per adorarli» (Isaia 2:20).
PER QUANTO RIGUARDA
QUALUNQUE ALTRA FORMA DI IDOLATRIA:
La Parola di Dio ci mette in guardia:
«Non cedete al fascino delle cose di questo mondo. Se uno si
lascia sedurre dal mondo, non vi è più posto in lui per l’amore di
Dio Padre. Questo è il mondo: voler soddisfare il proprio egoismo,
accendersi di passione per tutto quel che si vede, essere superbi
di quel che si possiede.
Tutto ciò viene dal mondo, non viene da Dio Padre. Il mondo
però se ne va, e tutto quel che l’uomo desidera nel mondo non
dura. Invece chi fa la volontà di Dio vive per sempre» (1 Giovanni
2:15-17 - Parola del Signore).
Osservare l’avvertimento: «Fuggite l’idolatria» (1 Corinti 10:14).
Teniamo sempre presente che Gesù dice: «Chiunque si
innalza sarà abbassato e chi si abbassa sarà innalzato» (Luca
14:11). Teniamo pure presente che la profezia dice:
«Lo sguardo altero dell’uomo sarà umiliato, e l’orgoglio di
ognuno sarà abbassato; il Signore solo sarà esaltato in quel
giorno. Infatti il Signore degli eserciti ha un giorno contro tutto ciò
che è orgoglioso e altero, e contro chiunque s’innalza, per
abbassarlo» (Isaia 2:11-12).
LA VERA CONDOTTA CRISTIANA:
Avendo compreso che l’idolatria è gravissimo peccato davanti
20
5
degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal
mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la
volontà di Dio rimane in eterno» (1 Giovanni 2:15-17).
«Non abbiate cura della carne per soddisfare le
concupiscenze» (Romani 13:14).
Noi accettiamo tutte le versioni, perché siamo persuasi che al
di là della pronuncia (in qualsiasi lingua) con questo nome ci si
rivolge all’unico e vero Dio.
Nelle Sacre Scritture il nome di Dio è scritto quasi settemila
volte, ma oggi, come ad imitare l’eccesso di zelo degli antichi
Ebrei, nella quasi totalità delle traduzioni, esso viene sostituito
con i titoli “Signore” o “Eterno”.
INTEMPERANZA NEL MANGIARE E NEL BERE.
La Scrittura dice: «Il vino è schernitore, la bevanda alcolica è
turbolenta, chiunque se ne lascia sopraffare non è saggio»
(Proverbi 20:1). Vedi anche Proverbi 23:19-21.
Gesù dice: «Badate a voi stessi, che talora i vostri cuori non
siano aggravati da crapula, da ubriachezza» (Luca 21:34). Versione
Riveduta.
Gesù ci avverte: «Come avvenne ai giorni di Noè, così pure
avverrà ai giorni del Figlio dell’uomo. Si mangiava, si beveva, si
prendeva moglie, si andava a marito, fino al giorno che Noè entrò
nell’arca, e venne il diluvio che li fece perire tutti» (Luca 17:26-27).
La semplice ammirazione per i personaggi dello spettacolo,
dello sport ecc., non è idolatria, se non diventa vero e proprio
delirio e fanatismo.
Bisogna stare molto attenti, perché la Parola di Dio dice:
«Fuggite l’idolatria» (1 Corinti 10:14).
12 - LE CONSEGUENZE DELL’IDOLATRIA.
È scritto: «Non v’illudete; né fornicatori, né idolatri…
erediteranno il regno di Dio» (1 Corinti 6:10). Vedi Apoc.22:15.
La profezia dice: «Ma per i codardi, gli increduli, gli abominevoli,
gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi, la
loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e zolfo, che è la
morte seconda» (Apocalisse 21:8).
13 - CHE COSA BISOGNA DUNQUE FARE?
PER QUANTO RIGUARDA GLI IDOLI:
Liberarsene immediatamente, distruggendoli, con decisione e
fermezza, senza esitazione alcuna! Perché sono cose
abominevoli agli occhi di Dio!
Il Signore Iddio dice:
«Considererete come cose contaminate le vostre immagini
scolpite, ricoperte d’argento, e le vostre immagini fuse, rivestite
d’oro; le getterete via come una cosa impura: “FUORI DI QUI!”
direte loro!» (Isaia 30:22).
É scritto: «Figlioli, guardatevi dagli idoli» (1 Giovanni 5:21).
3 - DIO È UNO SOLO O VI SONO TRE PERSONE IN UN DIO?
L’Onnipotente stesso dice: «Io sono IL SIGNORE [Yahwèh], e
non ce n’è alcun altro; fuori di me non c’è altro Dio!» (Isaia 45:5-6).
Gesù, il Figlio di Dio, disse: «Questa è la vita eterna: che
conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù
Cristo» (Giovanni 17:3).
Parlando con uno scriba, Gesù citò la Scrittura e disse:
«Ascolta, Israele: IL SIGNORE [Yahwèh], nostro Dio, è l’unico
SIGNORE [Yahwèh] … Lo scriba gli disse: “Bene, Maestro! Tu
hai detto secondo verità, che vi è un solo Dio e che all’infuori di lui
non ce n’è alcun altro…”». (Marco 12:29-32 e Deuteronomio 6:4).
È scritto:
«E conoscano che tu, il cui nome è IL SIGNORE [Yahwèh], tu
solo sei l’Altissimo su tutta la terra» (Salmo 83:18).
«…Sappiamo che l’idolo non è nulla nel mondo, e che non c’è
che un Dio solo… Per noi c’è un solo Dio, il Padre, dal quale sono
tutte le cose» (1 Corinti 8:4-6).
«V’è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo
Dio e Padre di tutti…» (Efesini 4:5-6).
«…Dio invece è uno solo» (Galati 3:20).
«Tu credi che c’è un solo Dio, e fai bene; anche i demoni lo
credono e tremano» (Giacomo 2:19).
«Al Dio unico… siano gloria, maestà forza e potere» (Giuda 25).
«Al Re eterno, immortale, invisibile, all’unico Dio, siano onore e
gloria nei secoli dei secoli. Amen» (1 Timoteo1:17).
Vedi anche: Neemia 9:6; 1 Timoteo 2:5 e 6:15-16; Romani 3:30;
Deuteronomio 4:39.
La dottrina della “trinità” nella sua prima forma nacque nel 325
d. C., nel concilio di Nicea. Fu fatta approvare forzatamente, in
un clima di paura, dall’imperatore romano Costantino, il quale
non si “convertì” se non in punta di morte. Fu poi perfezionata
nella forma attuale nel concilio di Costantinopoli del 381.
Con la complicità dello stesso imperatore, tale dottrina fu
ripudiata ed accolta diverse volte prima di essere definitivamente
6
inclusa fra le dottrine del cattolicesimo. Ma essa non fu insegnata
né da Cristo né dai suoi apostoli, né viene insegnata dalla Bibbia.
Con tale dottrina si vorrebbe far chiarezza sulla natura di Dio;
ma, essendo frutto di speculazione filosofica priva di basi
bibliche, essa venne definita “un mistero”. E quando mai “un
mistero” è servito a spiegare un altro mistero?
Gli Ebrei hanno da sempre adorato il Dio unico, lo stesso Dio
che nel Nuovo Testamento non ha cambiato natura, ma è rimasto
unico, e che per i veri Cristiani sarà sempre unico.
La dottrina della “trinità” è vero e proprio “triteismo” e non ha
niente a che vedere col monoteismo. L’autentico monoteismo
consiste nella fede nel Dio unico, vero, eterno ed onnipotente.
La dottrina trinitaria non fu insegnata né da Cristo né dai suoi
apostoli, né viene insegnata dalla Parola di Dio.
Con tale dottrina si vorrebbe far chiarezza sulla natura di Dio;
ma, essendo frutto di speculazione filosofica priva di vere basi
bibliche, essa venne definita “un mistero”.
La dottrina della "trinità” è errata per le seguenti ragioni:
1) crea confusione, distorce, offusca e sminuisce la Maestà
del vero Dio e ne compromette la giusta adorazione:
2) fa di Gesù il padre di sé stesso ed il figlio di sé stesso;
3) fa di Gesù un uomo-dio, svuotando il valore del suo sacrificio,
mentre invece Egli fu perfettamente uomo, il secondo Adamo;
4) fa diventare l’eterno Creatore (il Padre, che è increato)
una creatura (il Figlio, che è stato creato) vedi più avanti;
5) fa morire il Padre in croce, mentre Egli è immortale;
6) fa di Maria la madre di Dio, superiore a Dio stesso;
7) fa commettere idolatria.
Perciò, attenendoci alla verità biblica, noi crediamo nell’unico
vero Dio onnipotente, e siamo certi di non sbagliare.
4 - CHE COS’È L’IDOLATRIA?
L’idolatria è:
1) il culto o l’adorazione resi a idoli, cioè immagini, statue,
reliquie ed altri oggetti rappresentanti o relativi a
divinità pagane ed a persone od animali morti;
2) il culto o l’adorazione resi a persone od animali vivi;
3) il culto o l’adorazione resi ad astri o a cose naturali;
4) l’egocentrismo, cioè il ritenere sé stessi superiori a tutti
e a tutto, o il cercare di essere al centro dell’attenzione
di tutti; l’egoismo;
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Dice pure: «La vostra condotta non sia dominata dall’amore del
denaro; siate contenti delle cose che avete» (Ebrei 13:5).
Gesù disse: «Voi non potete servire Dio e Mammona [la
ricchezza]» (Matteo 6:24).
Gesù disse pure: «Difficilmente un ricco entrerà nel regno dei
cieli. E ripeto: è più facile per un cammello passare attraverso la
cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio» (Matteo
19:23-24).
Per amore del denaro Giuda Iscariota tradì Gesù.
Infatti, è scritto: «Uno dei dodici, che si chiamava Giuda
Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti, e disse loro: “Che cosa siete
disposti a darmi se io ve lo consegno?”. Ed essi gli fissarono
trenta sicli d’argento» (Matteo 26:14-15).
Gesù disse anche: «Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola
e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; ma
fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano e
dove i ladri non scassinano né rubano. Perché dov’è il tuo tesoro,
lì sarà anche il tuo cuore» (Matteo 6:19-21).
L’AVARIZIA, L’ATTACCAMENTO MORBOSO ALLE COSE
MATERIALI E AI PIACERI DELLA VITA, LA LUSSURIA E I VIZI.
Gesù disse: «State attenti e guardatevi da ogni avarizia; perché
non è dall’abbondanza dei beni che uno possiede che ha la sua
vita» (Luca 12:15).
È scritto: «Nessun… avaro (che è un idolatra) ha eredità nel
regno di Cristo e di Dio» (Efesini 5:5).
È scritto: «Il Signore non permette che il giusto soffra la fame,
ma respinge insoddisfatta l’avidità degli empi» (Proverbi 10:3).
Gesù disse che dobbiamo stare attenti, affinché non siamo fra
coloro che «ascoltano, ma se ne vanno e restano soffocati dalle
preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri della vita» (Luca 8:14).
Gesù ancora ci avverte: «In quel giorno [al suo ritorno] chi
sarà sulla terrazza e avrà le sue cose in casa, non scenda a
prenderle… Ricordatevi della moglie di Lot» [la quale, fuggendo
dalla distruzione divina che colpiva la sua città, bramò le cose
che aveva lasciate e si voltò a guardarle, contrariamente
all’ordine degli angeli che l’avevano avvertita di non farlo.
Divenne una statua di sale]. (Luca 17:31-32).
La Scrittura dice: «Non abbiamo portato nulla nel mondo, e
neppure possiamo portarne via nulla» (1 Timoteo 6:7).
«Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno
ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui. Perché tutto ciò
che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza
18
L’apostolo Giovanni ci esorta:
«Figlioli, guardatevi dagli idoli» (1 Giovanni 5:21).
11 - ALTRI TIPI DI IDOLATRIA:
L’egocentrismo, L’egoismo, la superbia, l’ORGOGLIO.
Gesù, parlando degli scribi e dei Farisei disse:
«Tutte le loro opere le fanno per essere osservati dagli uomini;
infatti allargano le loro filatterie e allungano le frange dei mantelli;
amano i primi posti nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe, i
saluti nelle piazze ed essere chiamati dalla gente “Rabbì!”»
(Matteo 23:5-7).
Gesù disse ai Giudei: «Come potete credere, voi che prendete
gloria gli uni dagli altri e non cercate la gloria che viene da Dio
solo?» (Giov. 5:44). Vedi anche Giov.12:42-43.
Gesù ammaestrava: «Quando pregate, non siate come gli
ipocriti; poiché essi amano pregare stando in piedi nelle
sinagoghe e agli angoli delle piazze per essere visti dagli uomini»
(Matteo 6:5).
È scritto: «Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili»
(Giacomo 4:4).
L’apostolo Paolo scrisse ai fedeli romani: «Dico quindi a
ciascuno di voi che non abbia di sé un concetto più alto di quello
che deve avere, ma abbia un concetto sobrio, secondo la misura
di fede che Dio ha assegnata a ciascuno» (Romani 12:3).
È scritto: «L’orgoglio abbassa l’uomo, ma chi è umile di spirito
ottiene gloria» (Proverbi 29:23).
Gesù disse: «Chiunque si innalzerà sarà abbassato e chiunque
si abbasserà sarà innalzato» (Matteo 23:12).
La Scrittura ammonisce: «Se uno pensa di esser qualcosa pur
non essendo nulla, inganna sé stesso» (Galati 6:3).
E dice anche: «Chi pensa di stare in piedi, guardi di non
cadere» (1 Corinti 10:12).
L’AMORE PER IL DENARO E LA RICCHEZZA
La Parola di Dio dice: «Non abbiamo portato nulla nel mondo,
e neppure possiamo portarne via nulla; ma avendo di che nutrirci
e di che coprirci, saremo di questo contenti. Invece, quelli che
vogliono arricchire cadono vittime di tentazioni, di inganni e di
molti desideri insensati e funesti, che affondano gli uomini nella
rovina e nella perdizione. Infatti, l’amore per il denaro è radice di
ogni specie di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla
fede e si sono procurati molti dolori» (1 Timoteo 6:7-10).
Vedi anche 1 Timoteo 6:17-19.
7
5) l’amore o l’attaccamento morboso alle cose materiali;
6) l’essere morbosamente possessivi riguardo a persone;
7) tutto ciò che si adora al posto dell’unico vero Dio o più di Dio.
5 - IMMAGINI, STATUE, RELIQUIE E ALTRI OGGETTI.
L’Eterno Iddio stesso dice a tutte le sue creature celesti e
terrestri di adorarlo.
L’Eterno ha voluto e ordinato che anche il suo primogenito ed
unigenito Figlio Gesù Cristo sia adorato.
Ma attenzione! DIO ESIGE ESCLUSIVA ADORAZIONE QUALE
UNICO VERO DIO ONNIPOTENTE ED ETERNO E PADRE DI TUTTI
GLI ESSERI CELESTI E TERRESTRI.
Gesù Cristo deve essere adorato quale Figlio di Dio, e mai
confondendolo con il Padre.
Chiarito questo, diciamo subito che l’Eterno Iddio ha sempre
proibito l’uso di immagini, statue ecc. nella adorazione o nel culto
a Lui tributati.
Nei primi tre dei dieci comandamenti che ha dato ad Israele,
suo popolo, Egli ordina:
[1] «IO SONO IL SIGNORE, IL TUO DIO... NON AVERE
ALTRI DÈI OLTRE A ME».
[2] NON FARTI SCULTURA, NÉ IMMAGINE ALCUNA DELLE COSE
CHE SONO LASSÙ NEL CIELO O QUAGGIÙ SULLA TERRA O
NELLE ACQUE SOTTO LA TERRA. NON TI PROSTRARE
DAVANTI A LORO E NON LI SERVIRE, PERCHÉ IO,
IL SIGNORE, IL TUO DIO, SONO UN DIO GELOSO...».
[3] NON PRONUNCIARE IL NOME DEL SIGNORE, DIO TUO,
INVANO; PERCHÉ IL SIGNORE NON RITERRÀ INNOCENTE
CHI PRONUNCIA IL SUO NOME INVANO» (Esodo 20:2-7).
Il Signore ammonì Israele riguardo all’idolatria:
«Siccome non vedeste nessuna figura il giorno che il Signore
vi parlò in Oreb [il monte Sinai] dal fuoco, badate bene a voi
stessi, affinché non vi corrompiate e non vi facciate qualche
scultura, la rappresentazione di qualche idolo, la figura di un
uomo o di una donna, la figura di uno degli animali della terra, la
figura di un uccello che vola nei cieli, la figura di una bestia che
striscia sul suolo, la figura di un pesce che vive nelle acque sotto
la terra; e anche affinché, alzando gli occhi al cielo e vedendo il
sole, la luna, le stelle, tutto l’esercito celeste, tu non ti senta
attratto a prostrarti davanti a quelle cose e a offrire loro un culto»
(Deuteronomio 4:15-19).
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Iddio disse anche: «Non vi farete e non metterete in piedi né
idoli, né sculture, né monumenti. Nel vostro paese non rizzerete
pietre scolpite per prostrarvi davanti a loro, poiché io sono il
Signore vostro Dio» (Levitico 26:1).
Dio disse al suo popolo, Israele: «Gettate via, ognuno di
voi, le abominazioni che attirano i vostri sguardi e non vi
contaminate con gli idoli d’Egitto; io sono il Signore, il vostro
Dio!» (Ezechiele 20:7).
I sacerdoti israeliani, al tempo di Mosè, dissero al popolo:
«Maledetto l’uomo che fa un’immagine scolpita o di metallo fuso,
cosa abominevole per il Signore, opera di un artigiano, e la pone
in un luogo occulto!» (Deuteronomio 27:15).
6 - USO IDOLATRICO DI IMMAGINI, STATUE, RELIQUIE ECC.
NEL CATTOLICESIMO E TENTATIVO DI GIUSTIFICARLO
BIBLICAMENTE.
È noto che nella religione cattolica si fa largo uso di immagini,
statue, reliquie ed altri oggetti, contrariamente al comandamento
di Dio. Questa è anche la ragione per cui essa ha soppresso il
secondo comandamento nei propri insegnamenti dottrinali.
Oggi, nella Chiesa Cattolica, l’idolatria viene apertamente
giustificata e difesa, senza vergogna. Viene detto che gli idoli
sono “ausili” o “aiuti” nell’adorazione.
Molti preti, prelati e cattolici praticanti, sono arrivati persino a
sostenere che l’idolatria sarebbe addirittura approvata dalla
Bibbia. Citano spesso due passi biblici, per far credere che l’uso
degli idoli sarebbe biblicamente lecito. I due passi sono:
Esodo 25:17-20; 26:1; Numeri 21:4-9.
Esamineremo questi due passi e vedremo qual è la verità.
Esodo 25:17-20 e 26:1 - I CHERUBINI NEL SANTUARIO.
Dio ordinò a Mosè: «Farai il coperchio [dell’arca del patto], o
propiziatorio, d’oro puro: avrà due cubiti e mezzo di lunghezza e
un cubito e mezzo di larghezza.
Farai due cherubini d’oro: li farai lavorati a martello sulle due
estremità del coperchio. Fa un cherubino ad una estremità e un
cherubino all’altra estremità. Farete i cherubini tutti di un pezzo
con il coperchio alle sue due estremità. I cherubini avranno le due
ali stese di sopra, proteggendo con le ali il coperchio; saranno
rivolti l’uno verso l’altro e le facce dei cherubini saranno rivolte
verso il coperchio» ( Esodo 25:17-20 - La Sacra Bibbia - CEI).
«Farai poi il tabernacolo con dieci teli di lino fino ritorto, di filo
color violaceo, porporino e scarlatto, con dei cherubini
artisticamente lavorati» (Esodo 26:1).
In pratica, molti Cattolici, citando i suddetti passi biblici,
sostengono che se Dio fece fare statue e immagini di angeli
cherubini, anch’essi sono giustificati se le fanno e le venerano.
Iddio, desiderando mantenere puro il popolo di Israele, ordinò
che esso non si contaminasse con i popoli cananei, che erano di
costumi corrotti ed idolatri: «Guardati dal fare alleanza con gli
abitanti del paese nel quale stai per andare, perché non diventino,
in mezzo a te, una trappola; ma demolite i loro altari, frantumate le
loro colonne, abbattete i loro idoli, tu non adorerai altro dio,
perché il Signore, che si chiama il Geloso, è un Dio geloso.
Guardati dal fare alleanza con gli abitanti del paese, altrimenti,
quando quelli si prostituiranno ai loro dèi e offriranno sacrifici ai
loro dèi, potrà avvenire che essi t’invitino e tu mangi dei loro
sacrifici, prenda delle loro figlie per i tuoi figli, e le loro figlie si
prostituiscano ai loro dèi e inducano i tuoi figli a prostituirsi ai loro
dèi. Non ti farai dèi di metallo fuso» (Esodo 34:12-17).
Anche a noi Cristiani è ordinato di non contaminarci con
l’idolatria. L’apostolo Paolo ci dice: «Non vi mettete con gli
infedeli sotto un giogo che non è per voi; infatti che rapporto c’è
tra la giustizia e l’iniquità? O quale comunione tra la luce e le
tenebre? E quale accordo fra Cristo e Beliar? [cioè Satana] . O
quale relazione c’è tra il fedele e l’infedele? E che armonia c’è fra il
tempio di Dio e gli idoli?» (2 Corinti 6:14-16).
Paolo dice che bisogna guardarsi non solo dagli idoli, ma
anche dalle cose ad essi sacrificate, perché sono contaminate:
«Perciò, miei cari, fuggite l’idolatria. Io parlo come a persone
intelligenti; giudicate voi su quel che dico.
Il calice della benedizione, che noi benediciamo, non è forse la
comunione con il sangue di Cristo? Il pane che noi rompiamo, non
è forse la comunione con il corpo di Cristo? Siccome vi è un unico
pane, noi, che siamo molti, siamo un corpo unico, perché
partecipiamo tutti a quell’unico pane.
Guardate l’Israele secondo la carne: quelli che mangiano i
sacrifici [agli idoli] non hanno forse comunione con l’altare
[pagano]? Che cosa sto dicendo? Che la carne sacrificata agli
idoli sia qualcosa? Che un idolo sia qualcosa? Tutt’altro; io dico
che le carni che i pagani sacrificano, le sacrificano ai demoni e
non a Dio; ora io non voglio che abbiate comunione con i demoni.
Voi non potete bere il calice del Signore e il calice dei demoni;
voi non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei
demoni. O vogliamo forse provocare il Signore a gelosia? Siamo
noi più forti di lui?» (1 Corinti 10:14-22). Vedi anche 1 Corinti cap. 8.
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Una persona morta, che sia stata santa nella condotta, può
essere ricordata, ma ad essa non va reso culto in nessuna
maniera: né con immagini o statue che la raffigurino, né con
reliquie od altri oggetti ad essa appartenuti.
Oramai conosciamo bene il ritornello che i Cattolici ripetono:
“Le fotografie dei nostri parenti defunti ci permettono di
ricordarci di loro; la stessa cosa vale per le immagini e le statue
dei santi”. Questa è una scusa ipocrita!
Tutti abbiamo fotografie di parenti morti, di cui ci ricordiamo.
Ebbene, renderemo forse culto alle fotografie? Ci
inginocchieremo davanti ad esse? Le adoreremo? Le
venereremo? Dio lo consente?
No, abbiamo visto che Dio lo proibisce nel modo più assoluto!
Ecco l’esempio e l’ammonimento che ci dà l’apostolo Pietro:
Tutti sappiamo che Pietro fu un santo. Mentre era vivo, andò a
Cesarea, in casa di un centurione romano che si era convertito a
Cristo e, «mentre Pietro stava per entrare, Cornelio andandogli
incontro si gettò ai suoi piedi per adorarlo. Ma Pietro lo rialzò,
dicendo: “Alzati: anch’io sono un uomo!”» (Atti 10:25-26 - CEI).
Riflettiamo: se Pietro, da vivo, in persona, proibì di farsi
adorare, è assurdo adorarlo o venerarlo da morto
inginocchiandosi davanti a una statua o a un’immagine che lo
raffiguri! - Non diciamo altro.
GLI IDOLI NON POSSONO ESSERE USATI
COME “AUSILI” O “AIUTI” NELL’ADORAZIONE:
Alla luce di quanto abbiamo già detto, è semplicemente
assurdo che il cattolicesimo sostenga che le immagini, le statue
ecc., sono “ausili” o “aiuti” nella adorazione.
È un'altra scusa per giustificare l’idolatria.
Gesù fu chiarissimo: «I veri adoratori adoreranno il Padre in
spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e
quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità» (Giovanni
4:23-24 - CEI).
Altro che “ausili” o “aiuti”! Gli idoli contaminano e sviano dalla
giusta adorazione di Dio. Vedi il punto seguente.
10 - L’IDOLATRIA CONTAMINA E SVIA
DALLA GIUSTA ADORAZIONE DI DIO.
La Parola di Dio dice: «Considererete come cose contaminate
le vostre immagini scolpite, ricoperte d’argento, e le vostre
immagini fuse, rivestite d’oro; le getterete via come una cosa
impura: “Fuori di qui!” direte loro!» (Isaia 30:22). Vedi: Habac. 2:18-19.
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Ma questo atteggiamento è giusto o è ipocrita?
Vediamo perché Dio fece fare i cherubini d’oro sul coperchio
dell’arca del patto posta nel santuario e i cherubini nei teli che
ricoprivano i muri interni di esso.
La Sacra Scrittura dice che era volontà di Dio che Israele gli
costruisse un santuario, affinché Egli dimorasse in mezzo al
popolo. Egli disse a Mosè:
«Essi mi faranno un santuario e io abiterò in mezzo a loro. Me
lo farete in tutto e per tutto secondo il modello del tabernacolo e
secondo il modello di tutti i suoi arredi, che io ti sto per mostrare»
(Esodo 25:8-9).
Quale modello mostrò Dio a Mosè per la costruzione del
santuario? Era un modello di quello vero, cioè di quello celeste,
dove Dio dimora personalmente.
Nella sua dimora celeste Dio siede sul suo trono circondato
dai cherubini. Quindi, anche il santuario terreno doveva
comprendere i cherubini, per essere un modello esatto di quello
celeste.
Ecco perché nel santuario costruito da Mosè vi erano i
cherubini d’oro e quelli disegnati sui teli che coprivano le pareti
interne. Vedi anche 1 Re 6:23-28 e 7:29,36.
Infatti, la Scrittura dice che questo santuario fu un’ombra, una
raffigurazione, un simbolo di quello celeste. Vedi Ebrei 8:5 e
capitolo 9.
Chiarito questo, chiediamoci: i cherubini nel santuario furono
forse fatti allo scopo di essere adorati, venerati od omaggiati?
Dio ordinò mai una cosa simile?
Assolutamente no! Perché Dio stesso aveva ordinato nei primi
due comandamenti di non adorare idoli, ma solo Lui.
Tant’è vero che il Signore dice: «Io sono l’Eterno [Yahweh] ;
tale è il mio nome; e io non darò la mia gloria ad un altro, né la
lode che m’appartiene agli idoli» (Isaia 42:8).
Ecco un’esperienza dell’apostolo Giovanni, che toglierà ogni
dubbio e farà riflettere gli idolatri. Egli scrisse:
«Io, Giovanni, sono quello che ha udito e visto queste cose. E
dopo averle viste e udite, mi prostrai ai piedi dell’angelo che me le
aveva mostrate, per adorarlo. Ma egli mi disse: “Guardati dal farlo;
io sono un servo come te e come i tuoi fratelli, i profeti, e come
quelli che custodiscono le parole di questo libro. Adora Dio!”»
(Apocalisse 22:8-9).
Come qui si legge, l’angelo vietò a Giovanni di adorarlo.
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Ragioniamo: se è proibito adorare gli angeli vivi, come si può
pensare di adorare statue o raffigurazioni di angeli?
Non diciamo altro.
Numeri 21:4-9 - IL SERPENTE DI RAME.
Si legge: «Poi gli Israeliti partirono dal monte Or, andarono
verso il mar Rosso per fare il giro del paese di Edom; durante il
viaggio il popolo si perse d’animo.
Il popolo parlò contro Dio e contro Mosè e disse:
“Perché ci avete fatti salire fuori d’Egitto per farci morire in
questo deserto? Poiché qui non c’è né pane né acqua, e siamo
nauseati di questo cibo tanto leggero” [cioè la manna].
Allora il Signore mandò tra il popolo dei serpenti velenosi i
quali mordevano la gente, e gran numero di Israeliti morirono. Il
popolo venne da Mosè e disse:
“Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e
contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti”.
E Mosè pregò per il popolo.
Il Signore disse a Mosè: “Forgiati un serpente velenoso e
mettilo sopra un’asta: chiunque sarà morso, se lo guarderà,
resterà in vita”.
Mosè allora fece un serpente di rame e lo mise sopra un’asta; e
avveniva che, quando un serpente mordeva qualcuno, se questi
guardava il serpente di rame, restava in vita».
Inutile dire che i Cattolici suddetti usano questo passo per
convincere la gente che l’uso di statue e immagini sarebbe lecito.
Ma perché Dio volle che i feriti morsi dai serpenti, per essere
salvati, dovevano guardare il serpente di rame appeso al palo?
Il Signore agì così perché gli Israeliti non ebbero fede in Lui e
parlarono contro di Lui; perciò, la punizione per essi non fu
soltanto quella dei morsi dei serpenti velenosi, ma anche quella
di doversi umiliare a “guardare” quel serpente di rame, affinché
discernessero che l‘idolo non era nulla e non poteva salvarli, e
che a salvarli era, invece, il loro Dio.
Il serpente prefigurò anche l’innalzamento di Gesù. (Giovanni
3:14-15). MA ATTENZIONE!
Dio disse di “guardare” il serpente, non di adorarlo, venerarlo
od omaggiarlo; perché un atto di adorazione al serpente, avrebbe
significato violare il primo ed il secondo comandamento.
Ma il popolo d’Israele era «un popolo di collo duro» (Esodo
32:9) e comprese proprio il contrario. Comprese cioè che la
salvezza veniva dal serpente e non da Dio.
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Gesù, infatti, promise ai santi che li avrebbe accolti in cielo
non subito dopo la loro morte, ma al suo ritorno, quando Egli
stesso li risusciterà e si incontrerà con loro nell’aria. (1
Tessalonicesi 4:13-18).
Infatti, Egli disse loro: «TORNERÒ E VI ACCOGLIERÒ PRESSO
DI ME, AFFINCHÉ DOVE SONO IO SIATE ANCHE VOI» (Giov.14:3).
Perciò, né Maria, né gli apostoli e nessuno dei santi morti si
trovano in cielo. Per cui, pregare i santi è inutile ed è idolatria.
GESÙ È IL NOSTRO SOLO AVVOCATO PRESSO IL PADRE:
Alla luce di quanto già detto, è sbagliato e non biblico
l’insegnamento della religione tradizionale che fa credere che i
santi morti sono in cielo a fare da “avvocati”.
Giovanni apostolo disse: «Se qualcuno ha peccato, noi
abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto» (1
Giovanni 2:1). Il nostro Avvocato presso Dio Padre è dunque uno
solo: GESÙ. Non ve ne sono altri.
GESÙ È IL SOLO MEDIATORE FRA DIO E GLI UOMINI:
«Uno solo, infatti, è Dio, e uno solo il mediatore fra Dio e gli
uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato sé stesso in riscatto per
tutti. Questa testimonianza egli l’ha data nei tempi stabiliti».
(1 Timoteo 2:5-6 - CEI).
È scritto: «In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il
cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo
del quale noi dobbiamo essere salvati» (Atti 4:12).
GESÙ È LA SOLA VIA CHE CI CONDUCE AL PADRE.
Egli disse: «Io sono la via e la verità e la vita. Nessuno va al
Padre se non attraverso di me» (Giovanni 14:6 - La Bibbia, Edizioni
Paoline).
IL CULTO DEI SANTI NON È BIBLICO:
Quanto a statue, immagini, reliquie e cose simili, raffiguranti o
relativi ad uomini santi o ritenuti santi, ricordiamo ancora che Dio
dice: «Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono
lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra.
Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il
Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso» (Esodo 20:4-5).
Davanti a questo chiaro comandamento di Dio, non ci sono
scuse! Non ci si può giustificare dicendo che le statue e le
immagini sono raffigurazioni o fotografie di persone sante da
venerare.
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ho mantenuto la fede. Per il resto, è già in serbo per me la corona
della giustizia, che mi consegnerà in quel giorno il Signore, lui, il
giusto Giudice; e non soltanto a me, ma anche a tutti quelli che
hanno amato la sua apparizione» (2 Timoteo 4:6-8 - La Bibbia,
Edizioni Paoline).
A conferma che santi si diventa da vivi, l’apostolo Paolo,
scambiando saluti con i santi della Chiesa di Filippi, disse:
«Salutate ognuno dei santi in Cristo Gesù… Tutti i santi vi
salutano e specialmente tutti quelli della casa di Cesare» .
(Filippesi 4:21-22).
I SANTI MORTI NON SONO IN CIELO, MA NEI SEPOLCRI.
ESSI RICEVERANNO LA GLORIA ALLA RISURREZIONE:
Ricordandoci che l’uomo è mortale, la Scrittura dice:
«Il suo fiato se ne va, ed egli ritorna alla sua terra; in quel
giorno periscono i suoi progetti» (Salmo 146:4).
Cioè, l’uomo non esiste più.
Non è vero, quindi, che i morti hanno un’anima immortale che
va a finire in cielo dopo la morte.
La Bibbia dice che l’anima è l’uomo stesso (Genesi 2:7) e che
alla morte cessa ogni attività corporea e mentale. Per cui, la
morte è l’esatto contrario della vita, cioè inesistenza. Infatti, i
morti non pensano, non vedono, non parlano.
Come tutti gli altri uomini defunti, anche i santi che sono morti
si trovano nei sepolcri, nella polvere.
Infatti, Dio aveva detto ad Adamo: «Sei polvere e in polvere
ritornerai» (Genesi 3:19).
Ad esempio, al santo profeta Daniele, Dio disse: «Tu avviati
verso la fine [la morte]; tu ti riposerai e poi ti rialzerai [cioè
risusciterai] per ricevere la tua parte di eredità alla fine dei tempi»
(Daniele 12:13).
La speranza per i morti è dunque la risurrezione.
Perciò, Gesù disse: «Tutti quelli che sono nelle tombe udranno
la sua voce [di Gesù stesso] e ne verranno fuori» (Giovanni 5:28).
ATTENZIONE!
Gesù non disse che i morti verranno fuori dal cielo, ma disse
che verranno fuori dalle tombe, alla risurrezione.
In cielo, presso Dio, quindi non è salito nessuno dei santi, né
da vivo né da morto, appunto perché la morte è inesistenza. Lo
dichiarò Gesù stesso: «Nessuno è salito in cielo, se non colui che
è disceso dal cielo» (Giovanni 3:13).
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Aveva fatto così anche col vitello d’oro! (Esodo capitolo 32).
Tant’è vero che molto tempo dopo, il re Ezechia, servo di Dio,
«fece a pezzi il serpente di rame che Mosè aveva fatto; perché fino
a quel tempo i figli d’Israele gli avevano [cioè al serpente] offerto
incenso; lo chiamò Neustan [che vuol dire: “pezzo di rame”]. Egli
mise la sua fiducia nel Signore, Dio d’Israele» (2 Re 18:4-5).
Come vediamo, Ezechia “mise la sua fiducia in Dio” e
considerò il serpente solo un “pezzo di rame” e lo distrusse,
affinché il popolo non commettesse più idolatria con esso.
Se il serpente fosse stato davvero sacro e degno di
venerazione, come sostengono i Cattolici già detti, Ezechia si
sarebbe guardato bene dal distruggerlo.
Tutto, dunque, è chiarissimo!
È vergognoso, quindi, il tentativo di queste persone di indicare
l’episodio del serpente di rame per giustificare la loro idolatria!
Ci vuole una certa dose di ipocrisia per usare i suddetti due
passi biblici come sostegno a giustificazione dell’uso idolatrico di
immagini, statue, reliquie ecc.
Si tenta, in pratica, di approvare l’idolatria, cercando l’avallo
della Scrittura! Incredibile! Ne renderanno conto al Signore.
7 - PER IL SIGNORE, L’IDOLATRIA È COME
L'ADULTERIO E LA FORNICAZIONE.
Il popolo di Dio è come una sposa per il Signore. Quindi, se
esso si dà all’idolatria, tradisce il Signore, come se commettesse
adulterio o fornicazione.
Il profeta Ezechiele disse agli Israeliti: «I vostri superstiti si
ricorderanno di me fra i popoli dove saranno stati deportati,
poiché io spezzerò il loro cuore adultero che si è allontanato da
me e farò piangere i loro occhi che hanno commesso adulterio
con i loro idoli» (Ezechiele 6:9). Vedi anche Esodo 22:20.
Il profeta Geremia disse al popolo d’Israele che «la sua
immoralità ha reso impuro tutto il paese perché ha commesso
adulterio, ha adorato idoli di pietra e di legno». (Geremia 3:9).
Parola del Signore.
Anche a noi Cristiani di oggi, la Parola di Dio dice di non
commettere fornicazione idolatrica: «Non diventate idolatri come
alcuni di loro [cioè gli Israeliti nel deserto del Sinai] , secondo
quanto sta scritto: Il popolo sedette a mangiare e a bere e poi si
alzò per divertirsi. Non abbandoniamoci alla fornicazione, come vi
si abbandonarono alcuni di essi e ne caddero in un solo giorno
ventitremila» (1 Corinti 10:7-8 - CEI).
12
8 - LA STOLTEZZA DEGLI IDOLATRI.
Vediamo fin dove arriva la stoltezza degli idolatri.
Il profeta Isaia scrisse: «Il fabbro lima il ferro, lo mette nel
fuoco, forma l’idolo a colpi di martello e lo lavora col braccio
vigoroso; soffre perfino la fame e la forza gli vien meno; non beve
acqua e si affatica. Il falegname stende la sua corda, disegna
l’idolo con la matita, lo lavora con lo scalpello, lo misura con il
compasso, ne fa una figura umana, una bella forma d’uomo,
perché abiti in una casa.
Si tagliano dei cedri, si prendono degli elci, delle querce, si fa la
scelta fra gli alberi della foresta, si piantano dei pini che la pioggia
fa crescere. Poi tutto questo serve all’uomo per fare fuoco, ed egli
ne prende per riscaldarsi, ne accende anche il forno per cuocere il
pane; e ne fa pure un dio e lo adora, ne scolpisce l’immagine,
davanti alla quale si inginocchia. Ne brucia la metà nel fuoco, con
l’altra metà prepara la carne, e la fa arrostire, e si sazia. Poi si
scalda e dice: “Ah! mi riscaldo, godo a veder questa fiamma!”.
Con l’avanzo si fa un dio, il suo idolo, gli si prostra davanti, lo
adora, lo prega e gli dice: “Salvami, perché tu sei il mio dio!”.
Non sanno nulla, non capiscono nulla; hanno impiastrato loro
gli occhi perché non vedano, e il cuore perché non comprendano.
Nessuno rientra in sé stesso e ha conoscimento e intelletto per
dire: “Ne ho bruciato la metà nel fuoco, sui suoi carboni ho fatto
cuocere il pane, vi ho arrostito la carne che ho mangiata; con il
resto farei un idolo abominevole? Mi inginocchierei davanti a un
pezzo di legno?”.
Un tal uomo si pasce di cenere, il suo cuore sviato lo inganna al
punto che può liberarsene e dire: “Ciò che stringo nella mia destra
non è forse una menzogna?” (Isaia 44:12-20). Vedi pure Isaia 46:6-7.
Il profeta Geremia scrisse: «Essi tagliano un pezzo di legno nel
bosco, l’intagliatore lo lavora con lo scalpello; poi lo ricoprono
d’oro e d’argento, lo fissano con chiodi a colpi di martello perché
non cada. Questi idoli sono come spaventapasseri in un campo di
cocomeri: non possono parlare. Devono essere trasportati perché
non possono camminare. Non abbiate paura: non fanno alcun
male, ma non possono nemmeno fare alcun bene» (Geremia 10:3-5
- Parola del Signore).
La Bibbia dice: «I loro idoli sono argento e oro, opera delle loro
mani. Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono.
Hanno orecchi e non odono, hanno narici e non odorano. Hanno
mani e non palpano, hanno piedi e non camminano, non emettono
suoni dalla loro bocca. Siano come loro quelli che li fabbricano, e
chiunque in essi confida» (Salmo 115:4-8 - La Bibbia, Edizioni
Paoline). Vedi Romani 1:18-23.
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L’apostolo Paolo disse ai Greci: «Se dunque noi veniamo da
Dio non possiamo pensare che Dio sia simile a statue d’oro,
d’argento o di pietra scolpite dall’arte e create dalla fantasia degli
uomini» (Atti 17:29 - Parola del Signore).
9 - BISOGNA ESSERE MORTI E ANDARE IN CIELO
PER ESSERE SANTI? IL CULTO AI SANTI È BIBLICO?
CHI SANTIFICA?
SOLO DIO, MEDIANTE CRISTO, SANTIFICA GLI UOMINI:
Nessun uomo può santificare un altro uomo, perché gli uomini
sono tutti peccatori.
Solo Dio, mediante Cristo, può santificare i fedeli. Egli dice:
«Io sono il Signore, e vi santifico» (Levitico 20:8).
Paolo scrisse ai santi di Tessalonica: «Dio fin dal principio vi
ha eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la
fede nella verità… affinché otteniate la gloria del Signore nostro
Gesù Cristo» (2 Tessalonicesi 2:13-14).
È scritto: «Colui che santifica [Cristo] e quelli che sono
santificati sono tutti da uno [cioè da Dio]» (Ebrei 2:11). - La
Bibbia, Edizioni Paoline.
Santi si diventa da vivi, non da morti.
Solo mentre siamo in vita possiamo fare la volontà di Dio e
possiamo ricevere il suo spirito, e solo da vivi possiamo essere
da Lui approvati e santificati.
Infatti, la Bibbia dice:
«Non sono i morti che lodano il Signore, né alcuno di quelli che
scendono nella tomba» (Salmo 115:17).
È da vivi che possiamo e dobbiamo cercare di essere santi. I
morti non possono più farlo.
Tant’è vero che l’apostolo Paolo scrisse ai credenti:
«Perseguite la pace con tutti e la santificazione, senza la quale
nessuno potrà vedere il Signore» (Ebrei 12:14). - La Bibbia,
Edizioni Paoline.
«Mettete le vostre membra a servizio della giustizia per la
vostra santificazione» (Romani 6:19 - CEI).
«Purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito,
portando a compimento la nostra santificazione, nel timore di Dio»
(2 Corinti 7:1 - CEI).
Paolo, mentre era ancora in vita, disse di aver combattuto per
la fede e di aver terminato la sua corsa verso la santificazione:
«Ho combattuto il buon combattimento, ho terminato la corsa,
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