Volume 8, numero 08
Sommario
24.02.2013
Economia
Editoriale
L'analfabeta politico
Il Monte dei Paschi di Bersani
#Spot5Stelle: La differenza
Minipost
17.02.2013
SI SCRIVE MPS, SI LEGGE PD Beppe Scienza
Informazione
Passaparola -L'Italia ignorante Roberto Ippolito
Minipost
#Spot5Stelle: La differenza
Lombardia 5 Stelle: Carcano
Presidente
Le Balle Quotidiane / 3
Se non voti ti fai del male
Una domanda da 35.000.000 di euro
Lettera agli astenuti di Davide Barillari
Ridevano gli occhi
MoVimento
I 100.000 di Milano #TsunamiTour
"Il peggior analfabeta è l'analfabeta
politico. Egli non sente, non parla, nè
s'interessa degli avvenimenti politici. Egli
non sa che il costo della vita, il prezzo
dei fagioli, del pesce, della farina,
dell'affitto, delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.
L'analfabeta politico si inorgoglisce e si
gonfia il petto nel dire che odia la
politica. Non sa che dalla sua ignoranza
politica nasce la prostituta, il bambino
abbandonato e il rapinatore, e il peggiore
di tutti i banditi che è il politico
imbroglione, il mafioso, il corrotto."
Bertolt Brecht
C'ero anch'io a San Giovanni, il giorno
che cambiò l'Italia
Parole guerriere
Muro del pianto
Arrendetevi!
Politica
I partiti "copia e incolla"
1
"Ci sono due modi per fare campagna
elettorale. Il primo serviti e riveriti nei
salotti tv, magari con trasmissioni "cucite
addosso". Noi preferiamo il secondo:
nelle piazze, tra la gente. Perché la
politica é delle persone. Per questo il 24
e 25 febbraio Votate per Voi MoVimento
5 Stelle. Ci vediamo in Parlamento, sarà
un piacere." bennynet
Il Monte dei Paschi di
Bersani
compito appartiene ai giudici. Forse è a
loro che Gargamella si sta rivolgendo.
Craxi aveva più stile.
Passaparola -L'Italia
ignorante - Roberto Ippolito
Economia
17.02.2013
Informazione
18.02.2013
>>>Oggi, 18 febbraio, sono a Cremona,
ore 17, Piazza Stradivari e a Pavia, ore
21, piazza Vittoria. Domani, 19 febbraio,
sarò a Milano, ore 18.30, Piazza Duomo
e a Monza, ore 21, piazza Cambiaghi.
Seguite le dirette su La Cosa! >>> Il
Monte dei Paschi di Siena sarebbe quasi
sicuramente fallito senza il prestito di
Rigor Montis di 3,9 miliardi di euro, cifra
pari all'IMU versato dalle famiglie
italiane. Il MPS ha avuto un crollo di
Borsa vertiginoso negli ultimi anni, gli
azionisti hanno perso quasi tutto il loro
investimento. Il MPS ha avuto un
deprezzamento di valore su cui sta
indagando la procura di Siena, una
voragine da far impallidire Parmalat. Si
tratta di 21 miliardi così ripartiti: 7 miliardi
di sovrapprezzo per l'acquisto della
Banca Antonveneta, 7 miliardi di debiti
acquisiti dalla Banca Antonveneta, 7
miliardi di versamenti su banche estere
con causali da accertare. Il MPS è stato
privatizzato nel 1995 e da allora è
controllato da una Fondazione. Il 55%
della Fondazione è stato detenuto fino a
pochi mesi fa da membri nominati da
Regione Toscana, Provincia di Siena,
Comune di Siena tutti enti controllati dal
PD. E' impensabile che le segreterie del
PD che si sono succedute dal 1995
fossero
all'oscuro
dell'operazione
Antoveneta oltre che della vendita di
ingenti cespiti mobiliari e immobiliari del
MPS
che
hanno
permesso
la
distribuzione di ricchi dividendi. Se i vari
Bersani, D'Alema, Veltroni, Franceschini,
Fassino non si sono mai accorti di
questo immane disastro finanziario come
può il PD pretendere di governare il
Paese? Va ricordato che nell'ultimo
ventennio il PD ha governato per circa
10 anni, ha fatto a metà con Berlusconi.
Un decennio a testa per fare la festa
all'Italia.
Napolitano, ex PD, ha invocato la privacy
sulle inchieste in corso della Procura di
Siena, invece di battere i pugni sul tavolo
come avrebbe fatto Pertini gridando
"Fuori i nomi dei responsabili". Lo Scudo
Fiscale è stato usato per fare rientrare in
Italia patrimoni illeciti con il solo 5% di
tassazione. E' stato approvato grazie
all'assenza in aula di numerosi
parlamentari del PD. Perchè? E' lecito
avere l'elenco completo dei patrimoni
scudati per verificare se sono associati
alla razzia del MPS? Oppure è un
segreto di Stato?
Bersani non replica mai nel merito delle
responsabilità sue e del suo partito, ma
le spara sempre più grosse: "Si vede la
voglia di mandare in galera, come
facevano i fascisti. Attenzione, che noi
non ci impressioniamo...". Il M5S non
manda in galera nessuno, questo
>>>Oggi, 19 febbraio, sono a Milano,
ore 18.30, Piazza Duomo e a Monza, ore
21, piazza Cambiaghi. Domani, 20
febbraio, sarò a Campobasso, ore 18.30
e a Isernia, ore 21. Seguite le dirette su
La Cosa! >>> "Barak Obama: “Tagliare
il deficit riducendo gli investimenti
nell’innovazione e istruzione è come
alleggerire un aereo troppo carico
togliendo il motore!” Ecco, noi abbiamo
fatto esattamente questo, abbiamo
cancellato la cultura e quei pochi soldi
che restano alla cultura meglio non dire
come vengono spesi!Un paese che non
investe sulle proprie teste diciamolo, è
un paese stupido. Cultura: la cultura è
l’essenza di quello che siamo noi, non è
un caso che vanno indietro il numero
delle persone che studiano, il numero di
persone che hanno un titolo di studio,
una laurea, non è un caso che
l’analfabetismo
di
ritorno
della
popolazione adulta è a livelli molto
pesanti, come dicono le indagini
internazionali e non è un caso,
purtroppo, che l’Italia continui a andare a
marcia
indietro
sotto
il
profilo
economico."
Roberto Ippolito
Il
Passaparola
di
Roberto
Ippolito,
giornalista e scrittore "Ciao a tutti e
spero che nessuno me ne voglia se si
parla questa volta di "Ignoranti".
Purtroppo dobbiamo confessarci, farci
l’esame di coscienza e come rivela il mio
libro abbiamo un alto tasso di ignoranza.
Sono Roberto Ippolito e prima di avere
scritto questo libro ne ho scritti altri, gli
ultimi due sono evasori, una battaglia
contro l’evasione fiscale, siamo onesti,
una battaglia persa contro l’evasione
fiscale che è addirittura aumentata, e il
bel paese maltrattato, una riflessione sul
degrado caso per caso di tutta Italia della
cultura, dello stato di abbandono della
cultura in Italia.
E organizzo anche
eventi culturali, forse dovrei dire tento di
farlo, visto la cronica mancanza di
risorse negli ultimi tempi.
Ovviamente
è molto difficile dire come è potuto
accadere che un paese che 5 secoli fa
ha fondato l’università e ce la ha copiata
nel mondo, che quando è diventato un
paese unito, dopo il 1861 il ministro
dell’economia di allora, Quintino Sella, il
ministro delle finanze, tagliò tutto, ma
disse “Una cosa non si può tagliare: la
scuola!”.
Ecco, oggi stiamo facendo
esattamente il contrario, stiamo tagliando
la scuola, ma anche l’istruzione e la
formazione,
stiamo
tagliando
la
formazione per gli adulti. È un paese
che si è adagiato sul suo benessere, non
crede più sulla possibilità di andare oltre,
e
chiaramente
abbiamo
una
responsabilità collettiva, ma abbiamo
una responsabilità delle istituzioni, di chi
ci rappresenta e una responsabilità
2
molto forte della classe dirigente, perché
se pensiamo che la classe dirigente non
legge libri vuole dire che in Italia un
problema grosso lo abbiamo e è enorme!
I dati sconcertanti sono tantissimi,
perché potremmo dire che è veramente
sconcertante che più di un italiano su 4,
grandi e piccoli quindi, ritiene nel 2013
internet inutile! Ma un italiano su due non
va oltre la licenzia media, abbiamo pochi
diplomati, anche tra i giovani i, abbiamo
pochi laureati, siamo ultimi in Europa in
compagnia della Romania, ultimi per
numero di laureati.
Il paradosso, ma
non è un paradosso, e lo vedremo, è che
i pochi laureati non trovano lavoro, non
guadagnano abbastanza, non vengono
considerati!
Perché dicevo non è un
paradosso? Perché in Italia il sapere non
è considerato. La conseguenza di tutto
questo? Molto semplice, dal 2003 in poi,
nel disinteresse delle istituzioni, della
classe dirigente dell’Italia, diminuisce il
numero delle immatricolazioni, sempre
meno giovani si iscrivono all’università,
forse questo è il dato più drammatico.
L’università ha conosciuto una riforma
molto importante, il tre più due, lo
sdoppiamento della laurea in un corso
triennale e in un corso biennale di
specializzazione la laurea magistrale.
Tutti gli studi ci stanno dicendo che
purtroppo questo meccanismo, che è
analogo a quello adottato in Europa, non
sta funzionando, non sta dando buoni
risultati, anzi la laurea ha perso il valore,
il richiamo, le imprese non vedono più
nel laureato una persona che ha la
preparazione che serve loro. Il grado di
preparazione è considerato inferiore, che
sia necessario oggi intervenire è fuori di
dubbio. Non solo non ci si è accorti che
stavamo andando a marcia indietro, ma
anzi scientificamente si è voluta
peggiorare la situazione, colpi e colpi
sulla scuola pubblica, un giorno dopo
l’altro. Ho fatto il conto che ogni giorno
negli ultimi tre anni sono stati tolti dal
governo Berlusconi 80 insegnanti,
mandati a casa, e 40 dipendenti tecnici
ausiliari. Ebbene, è arrivato il governo
dei professori, il governo di Monti,
qualche cosa deve cambiare, sono
professori: non c’è un professore in più.
E la cultura neanche a parlarne, non è
successo
niente,
perché
ci
siamoassuefatti a avere i crolli di
Pompei, a avere i topi nella biblioteca
nazionale di Firenze. Non abbiamo più
quella molla, la mancanza di cultura, , si
è impadronita di una parte molto
consistente del Parlamento, pensiamo
che anche rispetto alla prima legislatura
a oggi il numero dei parlamentari laureati
è pesantemente diminuito, esattamente il
contrario, per esempio, di quello che
succede negli Stati Uniti, a proposito
negli Stati Uniti, Barak Obama: “Tagliare
il deficit riducendo gli investimenti
nell’innovazione e istruzione è come
alleggerire un aereo troppo carico
togliendo il motore!” Ecco, noi abbiamo
fatto esattamente questo, abbiamo
cancellato la cultura e quei pochi soldi
che restano alla cultura meglio non dire
come vengono spesi!Un paese che non
investe sulle proprie teste diciamolo, è
un paese stupido.
Oggi purtroppo
stiamo dando prova esattamente di
questo! Cultura: la cultura è l’essenza di
quello che siamo noi, anche quando noi
vendiamo un paio di scarpe creato in
Italia quel paio di scarpe all’estero
riassume un po’ tutto il nostro sapere, il
nostro gusto, il nostro stile, la nostra
storia, la nostra arte, il made in italy è un
insieme di fattori, che certamente è la
bellezza e certamente può anche
diventare un fattore economico. Non è
un caso che vanno indietro il numero
delle persone che studiano, il numero di
persone che hanno un titolo di studio,
una laurea, non è un caso che
l’analfabetismo
di
ritorno
della
popolazione adulta è a livelli molto
pesanti, come dicono le indagini
internazionali e non è un caso,
purtroppo, che l’Italia continui a andare a
marcia indietro sotto il profilo economico.
Dal 1999 a oggi siamo l’ultimo paese in
Europa per livello di crescita, però
possiamo vedere dove è più alto il livello
di istruzione, per esempio le Marche,ci
sono più attrattive per i giovani, quindi
dovremmo svegliarci e capire che cosa
ci stiamo perdendo. Purtroppo siamo a
un punto così negativo che non è
questione di individuare un singolo
strumento, intanto deve essere un intero
paese che ha voglia di darsi di nuovo
una spinta, la storia delle cose
dovrebbero insegnarcele: nei famosi
anni del miracolo economico che cosa
successe? Che era aumentata
contemporaneamente la scolarizzazione,
la frequenza, la partecipazione, alle
scuole e era aumentato l’indice di lettura
dei libri. Oggi siamo in un periodo in cui
ultimi due anni è diminuito pesantemente
il numero dei libri che vengono venduti, è
diminuito il livello della lettura, e questo è
paradossale, non si leggono neanche i
libri che uno ha a casa gratuitamente, lo
hai da parte, potresti leggerlo, no,
neanche questo.
Allora c’è bisogno
veramente di una scossa totale, infatti il
mio libro, ignoranti, l’ultimo capitolo è
dedicato alla scossa, possiamo darcela
una scossa, ma dobbiamo comprendere
come stiamo restando indietro nel
mondo, come non partecipiamo più a
una
grado
di
conoscenza,
di
competenza,
internazionali,
l’Ocse,
l’organizzazione internazionale ce lo dice
spesso, siamo indietro, abbiamo un
livello di preparazione assolutamente
non adeguato, e così non possiamo
competere, quindi dobbiamo dedicarci
all’istruzione, ai giovani, investendo di
più sotto tutti i punti di vista, dobbiamo
dedicarci alla formazione per gli adulti
che oggi veramente non è considerata.
Sinceramente non ho proprio la pretesa
di pormi come quello che sa, che la sa
lunga, che ora la racconto io, però
attenzione, passa parola, siamo troppo
ignoranti, passa parola, dobbiamo
assolutamente rimediare, non possiamo
essere così ignoranti.
3
Lombardia 5 Stelle: Carcano
Presidente
Minipost
18.02.2013
"Il MoVimento 5 Stelle nasce dai
cittadini
che
hanno
deciso
di
riappropriarsi delle istituzioni. L'obiettivo
principale del nostro MoVimento è
ristabilire un controllo etico da parte dei
cittadini nei confronti della politica e dei
poteri forti. Quando la costituzione sarà
veramente applicata, anche grazie al
lavoro svolto nel MoVimento dalle
persone che donano il proprio tempo per
cambiare questo sistema malato, tutti noi
potremo finalmente tornare a vivere le
nostre vite come cittadini e non come
sudditi. Il 24 e il 25 febbraio 2013 si
voterà per le elezioni regionali in
Lombardia.
Oltre
al
candidato
presidente, si potrà esprimere una
preferenza per il consigliere regionale
della propria provincia. Per esprimere la
preferenza bisogna apporre una x sul
simbolo MoVimento 5 Stelle e scrivere il
cognome di uno dei candidati della
propria provincia. Per votare la nostra
candidata presidente basta apporre una
x sul cognome Carcano. Per via della
legge regionale vigente la nostra
candidata
presidente
non
sarà
automaticamente eletta nel consiglio
regionale. Se vuoi essere sicuro che
diventi consigliera portavoce, solo per la
provincia di Milano scrivi Carcano." M5S
Lombardia
Le Balle Quotidiane / 3
Se non voti ti fai del male
Minipost
19.02.2013
Minipost
19.02.2013
"Su "La Stampa" cartacea di oggi è
stato pubblicato un articolo contenente
affermazioni gravi e inesatte. Nel pezzo
di Giuseppe Salvaggiulo si insinua che la
pubblicazione a scopo elettorale che
nell'ultimo periodo è stata distribuita in
tutto il Piemonte sia stata pagata con i
fondi assegnati dalla Regione ai Gruppi
consiliari: "E il giornale pagato con soldi
pubblici
diventa
elettorale".
Tale
affermazione è falsa: l'opuscolo in
questione,
come
precisato
telefonicamente all'autore, è stato
interamente pagato con le donazioni
raccolte. Poco conta che nell'articolo
venga riportata virgolettata la nostra
dichiarazione, se il titolo dice ben altro. Il
M5S non sta utilizzando nemmeno un
euro di denaro pubblico per finanziare la
campagna elettorale (i partiti usano i
milioni dei rimborsi elettorali). Per quanto
attiene all'indicazione del Committente
Responsabile, la stessa era assente solo
nella prima edizione, stampata e diffusa
al di fuori del periodo elettorale. Per
scrupolo
avevamo
comunque
provveduto ad apporre un timbro su tutte
le copie; evidentemente qualcuna deve
essere sfuggita e mescolata insieme alla
seconda ristampa. Prova ne sia questo
pdf. Come al solito i giornalisti "di
regime" contano i peli del naso del M5S,
sbagliando, mentre quando si tratta dei
miliardi rubati, della commistione con le
mafie, delle corruttele varie dei partiti
tacciono. Li capisco, è una battaglia di
sopravvivenza: se noi vinciamo, loro
perdono il lavoro. Il "giornalista"
dovrebbe studiare un po': è noto a tutti
che la stampa "non periodica" come il
caso dell'opuscolo informativo che
diffondiamo non necessita di un Direttore
Responsabile, né di registrazione."
Davide Bono, Consigliere M5S in
Regione Piemonte
"Se non voti ti fai del male Se non voti ti
fai del male Eh mi vuoi dire per quale
partito io dovrei votare Loro promettono
solo bugie E ormai la politica è come lo
sport Facciamo il tifo per chi ci tradisce
Non più male di quei governi che
abbandonano le donne Sono più di cento
in un anno le donne che muoiono Da
quei mariti e padri pazzi di gelosia Merde
senza un filo di dignità [...] E quindi cosa
facciamo? Non c'è altro mezzo per
risolvere la crisi, dobbiamo cancellare
tutto ciò che ci rattrista, stracciare il
brutto dell'Italia come si straccerebbe
una lettera scritta da uomini bugiardi e
piena di errori, ma soprattutto piena di
inganni. Quindi non ci rimane che
riscrivere la storia del nostro Paese e
rifarlo da capo, cioè ricostruirlo da capo,
ricostruirlo fisicamente... da capo. Se
non voti non cambia niente Se non voti
ritornano ancora Più male di così ci
stanno rubando il mondo Però si dice in
giro che fra i partiti c'è C'è un'onda
nuova che è partita dal niente E come
una valanga Sta avanzando come un
ciclone Per abbattere il marcio della
nazione [...] Ma i politici non si
accorgono Che quando la bellezza
morirà Loro saranno i primi a
sprofondare" Adriano Celentano
I 100.000 di Milano
#TsunamiTour
MoVimento
19.02.2013
4
"In centomila a Piazza Duomo a Milano
per il comizio del M5s. E sul palco arriva
anche Dario Fo" Fonte: Corriere della
Sera Guarda la foto in dimensione
originale!
Arrendetevi!
Muro del pianto
19.02.2013
ogni responsabilità, lo scuotere le piume
e minacciare come dei guappi, lo
stalking a cui sottoponete gli italiani
sono al di là di ogni sopportazione.
Arrendetevi. Non potrete dire che non vi
ho avvisato.
>>>Oggi, 20 febbraio, sono a
Campobasso, ore 18.30 e a Isernia, ore
21. Domani, 21 febbraio, sarò a Rieti,
piazza Vittorio Emanuele II, ore 17, e a
Viterbo, piazza Verdi, ore 21. Seguite le
dirette su La Cosa! >>> Arrendetevi!
Siete circondati dal popolo italiano.
Uscite con le mani alzate. Nessuno vi
toccherà. Il vostro tempo è finito, non
abusate della fortuna che vi ha assistito
finora. Di voi, ormai, nelle piazze, tra la
gente, si parla al passato, come di
persone estinte. Quando apparite in
televisione scatta l'insulto che equivale al
vilipendio di cadavere. Quello che
stupisce è la vostra folle ostinazione a
non farvi da parte come se foste investiti
da una missione divina. C'è in ciò
qualcosa di patologico, che richiede
l'intervento di uno psichiatra, ma anche
di triste, come la recita di un vecchio
senza voce e malfermo sulle gambe
nella parte dell'attor giovane o come
l'aria di Memory cantata dalla cadente
Grizabella in Cats "Touch me/ It's so
easy to leave me/ All alone with the
memory/ Of my days in the sun". I
manifesti con le vostre facce nelle strade
sembrano annunci mortuari svolazzanti,
con qualche tocco di colore. Vi muovete
nelle piazze vuote, nei teatri pieni di
comparse,
negli
studi
televisivi
intervistati
da
vostri
dipendenti,
enunciate promesse che non potrete mai
mantenere, né avete intenzione peraltro
di farlo. Nessuno, tra coloro che vi è
vicino, ha il coraggio di dirvi che è finita,
che è finita male, e che voi, da
qualunque punto si voglia considerare:
economico,
sociale,
politico,
amministrativo, siete dei falliti.
Gli italiani sentono, come guidati da un
istinto animale, di essere a un bivio e
che continuare con voi è un suicidio. Vi
hanno perdonato tutto, al di là della
decenza, ma ora non vi possono
condonare anche il fallimento di una
Nazione. Dovete rendervene conto,
dovete andarvene prima di essere
cacciati dalla rabbia popolare, è un
consiglio amichevole quello di dirvi
"Arrendetevi". Questo ventennio è stato
un Vietnam per gli italiani, ma voi avete
ancora la possibilità di salire sull'ultimo
elicottero come gli americani sui tetti di
Saigon nel 1975. Siete terrorizzati, in
preda di attacchi d'ansia al pensiero di
perdere il potere, di qualcuno che potrà
rovistare nei vostri cassetti, capire,
scoprire, denunciare. Vi consiglio
comunque uno, due, tre, cento passi
indietro. Se anche vinceste queste
elezioni avrete solo rimandato il
cambiamento, durerete un anno, forse
meno, ha senso? Fate una pubblica
ammissione di colpa e chiedete agli
italiani di perdonarvi. Arrendetevi. La
vostra stessa presenza è diventata
insopportabile. Il vostro tirarvi fuori da
C'ero anch'io a San
Giovanni, il giorno che
cambiò l'Italia
MoVimento
20.02.2013
>>>Oggi, 21 febbraio, sono a Rieti,
piazza Vittorio Emanuele II, ore 17, e a
Viterbo, piazza Verdi, ore 21. Domani,
22 febbraio, sarò a Roma, piazza San
Giovanni, ci troviamo in piazza alle 18.
Seguite le dirette su La Cosa! >>> Ed
ecco Roma. L'ultima tappa, l'ultimo
comizio, con la mia ultima voce. Ed ecco
la nuova Italia che non ha mai disperato
di poter cambiare, di uscire di nuovo dal
buio. Quante volte è successo nella
nostra Storia? Gli italiani, questo
mosaico di popoli antichi, nei millenni
hanno visto tutto, hanno creato ogni
cosa. Cinici, distaccati, impermeabili, ma
anche pazzi, capaci di invenzioni sociali
inaudite. La Storia è sempre passata da
queste parti. E noi siamo ancora qui,
ancora a Roma per ricominciare ancora
una volta. Per fare, come ha detto Dario
Fo ieri a Milano "Un ribaltone", quello
che non sono riusciti fare i nostri padri
nel 1945. Ed ecco ancora Roma. E'
prevista forse pioggia, sarà ancora più
bello San Giovanni a fine inverno. La
ricostruzione dell'Italia su basi sociali,
eque, di comunità, di solidarietà può
iniziare ora. L'italiano ha perso l'idea di
bellezza, di felicità, persino la coscienza
di sé stesso, del suo valore, della sua
identità. Possiamo farcela a uscire dal
buio, a riveder le stelle, non sarà lo
spread a fermarci se ognuno farà la sua
parte, se ci metteremo in gioco senza
paura. Lo Stato siamo noi e ci hanno
convinto del contrario, ci hanno persuaso
che lo Stato sono i partiti, che sono le
banche, Equitalia, che è la burocrazia
inflessibile con gli onesti. Ci hanno
convinto che la democrazia è essere
sudditi, che ribellarsi è populismo,
qualunquismo, antipolitica.
A Roma dobbiamo far sentire la nostra
voce. Deve sentirsi fino a Sidney, a
Buenos Aires, a Pechino. Deve
annunciare che in Italia tornerà la
democrazia, che siamo arrivati e non ce
ne andremo più. Gli italiani sono
indistruttibili, ci hanno provato in tutti
modi a fiaccarli, a immiserirli, a renderli
servi, ma nessuno ci è mai riuscito a
lungo. Ho visto in questo lungo viaggio
nell'Italia di domani migliaia di volti felici,
di persone sorridenti, illuminate dalla
speranza di un futuro e questa felicità,
questa speranza portano già in loro la
consapevolezza
del
cambiamento.
Abbiamo già cambiato l'Italia, abbiamo
già vinto. Ed ecco Roma. Chi ci sarà lo
racconterà ai suoi nipoti "C'ero anch'io a
San Giovanni, il giorno che cambiò
l'Italia". Tutti a Roma, venerdì 22
febbraio. Ci vediamo in Parlamento.
Sarà un piacere.
5
Una domanda da 35.000.000
di euro
Minipost
20.02.2013
"Sono passati 20 giorni da quando ho
chiesto pubblicamente ai candidati per le
elezioni lombarde di far sapere ai
cittadini cosa intendono fare dei 35
milioni che la nostra regione prevede di
versare ai partiti come rimborso delle
spese elettorali. Nessuno ha risposto. E
poiché non pensiamo che vivano in
qualche magico mondo ciò non può che
significare che quei soldi li prenderanno,
anzi, forse se li sono già spesi, però
hanno paura a dirvelo. Com'è noto
invece il M5S quei soldi, più di 7 euro per
ogni elettore lombardo, li lascerà nelle
casse della regione così come già
avviene in Piemonte, Sicilia e Emilia
dove il movimento è presente. E questo
è solo il primo dei tanti risparmi che la
presenza degli eletti a 5 stelle nelle
istituzioni garantirà ai lombardi." Silvana
Carcano, Candidata Presidente Regione
Lombardia M5S
I partiti "copia e incolla"
Politica
21.02.2013
Lettera agli astenuti di
Davide Barillari
Minipost
21.02.2013
>>>Oggi, 22 febbraio, sono a Roma,
piazza San Giovanni, ci troviamo in
piazza alle 18, il mio intervento sarà
intorno alle 21. Seguite la diretta su La
Cosa! >>> I partiti copiano in modo
spudorato il MoVimento 5 Stelle. Sono
persino imbarazzanti quando dicono che
"vogliono uscire dal buio" (Gargamella
17 febbraio in piazza del Duomo) o
proclamano che "nessuno resterà
indietro" (pdmenoelle). Slogan presi pari
pari dai manifesti del M5S. Oltre agli
slogan copiano pure il programma, come
lo psiconano che ha detto (tenetevi forte)
che la politica si fa per passione e non
per soldi, che i suoi parlamentari (suoi in
quanto scelti da lui personalmente) si
ridurranno lo stipendio e faranno solo
due legislature.
I partiti "copia e incolla" non hanno però
aderito al punto del M5S "Mandiamoli
tutti a casa" perché è molto difficile
prendersi a calci nel culo da soli. La
parola "antipolitica" è stata cancellata,
inglobata punto per punto dai partiti e
quindi ora è diventata politica nobile,
nella più alta accezione del termine. I
marchettari alla riscossa usano parole
per loro sconosciute come onestà,
partecipazione,
società
civile.
Le
masticano in pubblico come una gomma
americana, poi in privato le sputano.
Quando si tratta di soldi però non
transigono. Nessuno li rifiuta. I contributi
elettorali li vogliono tutti, ma proprio tutti,
il Pdl, il Pdmenoelle, Rigor Montis o
Ingroia aspiratutto.
Sui soldi non ci copiano proprio. Di
quanto si tratta? 91 milioni di euro annui
per Camera, Senato, consigli regionali e
Parlamento europeo, pari a 455 milioni
se conteggiati nell'arco i cinque anni. Il
M5S ha già rifiutato i rimborsi elettorali
per le elezioni regionali in cui si è
presentato (unico a farlo), l'ultima in
Sicilia, e come più volte anticipato non
richiederà né i rimborsi per le spese
elettorali, né i contributi per l'attività
politica.
Le
spese
sono
state
integralmente sostenute con i contributi
volontari raccolti ad oggi per circa
516.000 euro da parte di 12.593 donatori
(grazie!) e una media di 41 euro, e
verranno comunque rendicontate. Il M5S
svolgerà ogni azione diretta ad
assicurare che i contributi ad esso
spettanti siano trattenuti all'erario.
Il M5S con le attuali previsioni avrebbe
diritto a circa 100 milioni di euro per il
Parlamento, vi rinuncia. Questa è vera
"spending review".
Il M5S rinuncia inoltre ai milioni di euro di
contributi regionali per Lombardia, Lazio
e Molise. Ambrosoli e Zingaretti hanno
invece deciso di tenersi i contributi al
contrario di Carcano, Barillari e Federico
candidati portavoce del M5S in
Lombardia, in Lazio e in Molise.
Partiti, copiate anche questo!
6
"Siamo ad un passo dal boom del M5S.
Nulla sarà più come prima. Lo sanno
benissimo i partiti, che ormai non
convincono più nessuno. Hanno speso i
nostri soldi per gli appalti utili a
cementificare la nostra regione e per
piazzare direttori di Asl e primari amici di
questo o quell'altro politico. Il voto dato al
MoVimento 5 Stelle è la vera svolta: noi
siamo semplici cittadini che non hanno
interessi di lobby mafiose da difendere.
Taglieremo i costi della politica mentre
Zingaretti e Storace balbettano sulle cifre
e non prendono posizione. Il loro tempo
è finito. Ci riprenderemo i nostri soldi,
costituendoci parte civile contro chi ha
approfittato del suo ruolo e del suo
potere in tutti questi anni. L'astensione si
preannuncia molto alta: è quello che
vogliono! A mandarli in galera ci sta
pensando la magistratura, a mandarli in
pensione anticipata (senza pensione
d'oro e vitalizi!) ci possiamo pensare noi.
Vi fidate ancora di chi per anni ha
maneggiato quella montagna di soldi che
arrivano dalle nostre tasse e ha latitato
sul controllo? Sono sempre gli stessi!
Sono in politica dagli anni '90 e ora
parlano di trasparenza, onestà, tagli al
costo della politica. Parlano di raccolta
differenziata quando fino a ieri hanno
costruito inceneritori e firmato proroghe
per le discariche. Hanno fatto chiudere
gli ospedali e ora promettono di riaprirli.
Le proposte del M5S sono nate dai
cittadini.
Dobbiamo
uscire
dall'indifferenza e dare speranza ai
giovani e agli anziani, rilanciando subito
sanità, scuola pubblica e piccole e medie
imprese. C'è la volontà di un
cambiamento atteso da tempo, anche da
tutti quelli che pensavano che astenersi
fosse l'unica soluzione." Davide Barillari,
Candidato Portavoce alla Presidenza
della Regione Lazio, M5S
SI SCRIVE MPS, SI LEGGE
PD - Beppe Scienza
Economia
22.02.2013
>>>Oggi, 22 febbraio, sono a Roma,
piazza San Giovanni, ci troviamo in
piazza alle 18. Seguite la diretta su La
Cosa! >>> Articolo di Beppe Scienza,
Dipartimento
di
Matematica
dell'Università di Torino I risparmi non
sono un problema solo per i ricchi. Se
fosse così, si potrebbe dire: "Si
arrangino!". Anzi, proprio chi ha pochi
soldi fa bene (se riesce!...), a risparmiare
qualcosa, che potrebbe servirgli per
necessità improvvise: un periodo di
disoccupazione, un'operazione urgente
con liste d'attesa troppo lunghe ecc.
Soprattutto per la vecchiaia è opportuno
mettere da parte qualche soldino. Anche
evitando il terrorismo previdenziale,
tipico di sindacati e assicuratori, le
pensioni potrebbero essere davvero
basse. Purtroppo in Italia i risparmiatori
sono vittime di una politica che per
decenni ha tenuto bordone all'industria
parassitaria del risparmio gestito. A
spingere poi verso la previdenza
integrativa si è mosso un fronte
bipartisan: la legge per smontare il TFR
è stata votata da un governo Berlusconi
nel 2005 e poi anticipata e peggiorata
dal governo Prodi nel 2006.
Quasi
impossibile
trovare
una
banca,
un'assicurazione, una rete porta a porta
che non rifili prodotti dannosi ai
risparmiatori. Come suol dirsi: il più sano
ha la rogna. Ma qualcuno riesce a fare
un po' peggio degli altri. È il Monte dei
Paschi di Siena (MPS). Non è solo la
banca più antica d'Italia, fondata nel
1472. È anche quella che ha sbolognato
alcuni fra i prodotti peggiori… forte
appunto di oltre mezzo millennio di
storia. È vero che, investendo soldi,
capita di rimetterci. Questo nessuno lo
nega, tanto meno io. Ma ci vuole
impegno per far perdere più del 100%.
Eppure il fondo comune Spazio Euro
Nuovi Mercati, della società di gestione
del MPS, in tre anni riuscì a distruggere il
104,3% del patrimonio. In pratica azzerò
tutti i soldi affidatigli e poi altri aggiunti
dopo. Al netto del credito d’imposta sulle
minusvalenze, i risparmiatori in realtà
persero solo il 91%, che comunque è già
un disastro. Per la cronaca, questa si
chiama "gestione professionale del
risparmio". Ma dobbiamo ricordare
anche qualcosa di più perfido, la cui
iniziativa risulta dell'allora amministratore
delegato del MPS Vincenzo Bustis,
molto apprezzato - pare - da Massimo
D'Alema, noto già per la sua stima per
certi famigerati "capitani coraggiosi". Si
tratta di una formula pubblicizzata come
"l'innovazione
nella
previdenza"
(pubblicità allegata) e venduta con vari
nomi accattivanti: For You o 4You,My
WaY ecc. (Quanti nomi inglesi! Se un
prodotto ha un nome inglese, gatta ci
cova!) In realtà si tratta di una
combinazione
esplosiva
di
un'obbligazione, un fondo comune e un
mutuo. La conseguenza? Chi s'è lasciato
abbindolare (e un inesperto come fa a
evitarlo?), si è ritrovato dopo due anni
non solo al verde, ma pesantemente
indebitato. Prendiamo un sottoscrittore di
For You, che vi avesse versato i suoi
bravi risparmi per due anni, ragionando
per semplicità su un totale, cifra tonda, di
10.000 euro. Ebbene, non solo ha perso
tutto. Ma si è trovato con un saldo
negativo di meno 22.900 euro, come
somma algebrica dei titoli posseduti e
del debito con banca. Insomma, le
doveva ancora un fracco di soldi. In
percentuale è una perdita quasi del
330%, molto peggiore che con
l'Argentina, la Parmalat, la Cirio, l'Alitalia
ecc. Una cosa simile per un prodotto
previdenziale è il colmo, anche perché
For You (e il suo gemello My Way ecc.)
erano presentati come a «basso rischio»
e con l’obiettivo «mantenimento valore».
Dati più dettagliati per i prodotti citati, file
in Excel con le valutazioni ecc. sono
disponibili
nel
mio
spazio
web
all'Università
di
Torino:
http://www.dm.unito.it/personalpages/sci
enza/documenti/Libero-2003-05-25.htm
http://www.dm.unito.it/personalpages/sci
enza/documenti/Repubblica-2003-06-23.
htm
http://www.dm.unito.it/personalpages/sci
enza/documenti/Monte-Paschi-4You.htm
7
Parole guerriere
MoVimento
23.02.2013
Cercavamo una porta per uscire.
Eravamo prigionieri del buio. Pensavamo
di non farcela. Ci avevano detto che le
finestre e le porte erano murate. Che
non esisteva un’uscita. Poi abbiamo
sentito un flusso di parole e di pensieri
che veniva da chissà dove. Da fuori. Da
dentro. Dalla Rete, dalle piazze. Erano
parole di pace, ma allo stesso tempo
parole guerriere. Le abbiamo usate
come torce nel buio, come chiavi da
girare nella serratura per andare altrove,
in posti sconosciuti, verso noi stessi. E
ora siamo fuori, siamo usciti nella luce e
non ci siamo ancora del tutto abituati.
Stringiamo gli occhi e, anche se
sappiamo che stiamo percorrendo l’unica
via possibile, abbiamo qualche timore,
ed è normale. Quello che sta
succedendo ora in Italia non è mai
successo prima nella storia delle
democrazie moderne. Una rivoluzione
democratica, non violenta, che sradica i
poteri, che rovescia le piramidi. Il
cittadino che si fa Stato ed entra in
Parlamento in soli tre anni. Abbiamo
capito che eravamo noi quella porta
chiusa, che le parole guerriere erano da
tempo dentro di noi, ma non volevano
venire fuori, pensavamo di essere soli e
invece eravamo moltitudine. E adesso
siamo sorpresi che così tante persone a
noi del tutto sconosciute avessero i
nostri stessi pensieri, le nostre speranze,
le nostre angosce. Ci siamo finalmente
riconosciuti uno nell’altro e abbiamo
condiviso parole guerriere. Parole che
erano state abbandonate da tempo, di
cui si era perso il significato, sono
diventate delle armi potenti che abbiamo
usato per cambiare tutto, per ribaltare
una realtà artificiale dove la finanza era
economia, la menzogna era verità, la
guerra era pace, la dittatura era
democrazia. Parole guerriere dal suono
nuovo e allo stesso tempo antichissimo,
come comunità, onestà, partecipazione,
solidarietà,
sostenibilità
si
sono
propagate come un’onda di tuono e sono
arrivate ovunque annientando la vecchia
politica. Siamo diventati consapevoli
della realtà. Sappiamo che possiamo
contare solo sulle nostre forze, che il
Paese è in macerie e che quello che ci
aspetta sarà un periodo molto difficile, ci
saranno tensioni, problemi, conflitti, ma
la via è tracciata. L’abbiamo trovata
questa via e ci porta verso il futuro, un
futuro forse più povero, ma vero,
concreto, solidale e felice. C’è una nuova
Italia che ci aspetta. Sarà bellissimo
farne parte.
Ridevano gli occhi
Minipost
23.02.2013
"Sono stato a S.Giovanni ieri
sera....prima c'ero stato per i funerali di
Berlinguer e le più grandi manifestazioni
della sinistra....mai è stata così piena di
gente stipata come le sardine... non
riuscivo a muovermi, eravamo cinque
persone in un metro quadro. Era il 77imo
comizio di Beppe, sapevo a memoria
ogni passaggio..anzi anticipavo col
pensiero ciò che avrebbe detto un
minuto dopo... e nonostante tutto
sorridevo alle sue battute, mi incazzavo
per gli slogan contro la casta, mi
emozionavo per le parole di speranza di
una società migliore. Non erano solo le
parole di Beppe a farmi sentire tra amici
e presente ad un passaggio storico, di
quelli che avvengono ogni 40-50anni, ma
i visi attenti di coloro che erano intorno:
attenti, distesi,emozionati, a due ragazze
"ridevano gli occhi"...e se gli occhi sono
lo specchio dell'anima, vuol dire felicità e
speranza
concreta.
Una
giornata
indimenticabile, da raccontare ai figli e ai
nipoti. Credo veramente che abbiamo
aperto, grazie all'aiuto di Beppe, una
breccia grandissima in quel nuro di
gomma che abbiamo davanti da 30
anni...sta a noi infilarcisi e stabilire quella
testa di ponte che ci permetterà di
arrivare alla conquista di una società dei
cittadini, equa, solidale, con l'essere
umano al centro." Mario Leotta 52 (),
blera
8
Volume 8, numero 07
Sommario
17.02.2013
No alla vivisezione
Minipost
10.02.2013
Economia
La frana
Tagliare si può, volare si può
Informazione
Passaparola - La cultura si mangia Dario Fo
Il Grillo canta sempre al tramonto
Minipost
Riccardo Iacona e gli F35 su La Cosa
Gli Ingroiatubbies
No alla vivisezione
Io sono contro la vivisezione perché
crudele, inutile e dannosa. L'ho scritto
sul blog molte volte in questi anni e ho
supportato spesso iniziative del Comitato
Scientifico Antivivisezionista Equivita a
cui aderisce Fulco Pratesi. Leggo con
stupore che "Le Scienze ha posto una
serie di domande ai candidati alle
Politiche 2013 tra cui anche una inerente
l’uso degli animali nella ricerca. Ebbene
la risposta ufficiale del Movimento 5
stelle è stata favorevole." Nessuno è
autorizzato a fornire risposte sul
programma diverse da quello depositato
al Viminale e mi sorprendo che qualcuno
si sia arrogato il diritto di rispondere a
nome del M5S.
La posizione
sull'abominio della vivisezione è stata
chiara sul blog sin dal 31 gennaio 2006
con il post "La vivisezione è inutile"
La Repubblica delle Banane
#RepubblicaBanane
(AGGIORNAMENTO)
Intervista ad Alvise Maniero su LaCosa
I patronati contro il M5S
De Benedetti contestato a Ivrea
Eliminiamo i privilegi delle banche
MoVimento
La macchina della merda
#M5STORY: dalla rete il MoVimento
che sta cambiando l’Italia
Beppe Grillo in Val di Susa
Senza
Politica
Lavoratori a 5 Stelle
1
#M5STORY: dalla rete il
MoVimento che sta
cambiando l’Italia
MoVimento
10.02.2013
>>>Oggi, 11 febbraio, sono a Rovigo,
ore 17, piazza Vittorio Emanuele e a
Mantova, ore 21, piazza Sordello.
Domani, 12 febbraio, sarò a Bergamo,
ore 17, piazza Vittorio Veneto e a
Brescia, ore 21, piazza Duomo. Seguite
le dirette su La Cosa! >>> Questo video
è bellissimo. Ringrazio il Team di
professionisti che si è prestato
gratuitamente alla realizzazione del
video e il gruppo del MoVimento 5 Stelle
di Milano che si è offerto di dar loro
supporto e aiuto. Spargete il verbo! "Nel
2005 nasce beppegrillo.it e nell'arco di
brevissimo tempo diventa il settimo blog
più visitato sul Pianeta. Si parla di
argomenti che interessano il Paese
REALE come la libera informazione, la
green economy e gli sprechi della classe
politica. È dal blog che viene lanciato
l'invito all'uso della piattaforma Meetup:
strumento internazionale che in Italia
diventa la prima occasione aggregativa
spontanea di utilità sociale. In breve
tempo, i gruppi nati in rete lanciano la
sfida ai sistemi di un Paese ormai alla
deriva. Il rinnovamento nasce dal basso
e le persone cominciano a rispondere. Si
forma una nuova massa critica, in grado
di ragionare su problemi reali e soluzioni
sostenibili. L'8 settembre del 2007
succede qualcosa di rivoluzionario:
rabbia e frustrazione danno origine ad
una
manifestazione,
organizzata
esclusivamente in RETE, che ha un
successo straordinario. Alla fine della
giornata si conteranno quasi 350.000
firme per la legge parlamento pulito: è il
primo V-day. 25 aprile 2008: Secondo
V-day, questa volta si promuove
l'abolizione del finanziamento pubblico
all'editoria, della Legge Gasparri e
dell'ordine dei giornalisti. Nel 2009 a
Milano nasce il MoVimento 5 stelle, un
movimento politico basato su internet e
sul principio della democrazia diretta.
PROtesta, PROposta e PROattività,
queste le parole che guidano il
movimento, oltre a: stop alle auto blu,
stop ai condannati in Parlamento,stop
agli sprechi della classe politica. La
partecipazione collettiva è la chiave di un
nuovo modo di fare politica, che non sta
ne a destra ne a sinistra, ma avanti!
Fuori i soldi dalla politica! I candidati del
MoVimento 5 Stelle si impongono regole
trasparenti: riduzione drastica dello
stipendio, nessun privilegio e limite
massimo di due mandati. Nel 2012
nascono le prime città a 5 Stelle. I media
non possono più ignorare un fenomeno
politico di portata nazionale che punta a
superare tutti i partiti tradizionali nei
sondaggi elettorali. Il MoVimento 5 stelle
ha un programma definito insieme ai
cittadini attivi: acqua pubblica bene di
prima necessità, energia pulita e a basso
costo
per
un
pianeta
migliore‚
connettività gratuita per tutti i cittadini‚
nuova politica dei trasporti a impatto
zero‚ maggiore sostenibilità, rifiuti zero, i
bilanci e gli atti degli enti pubblici devono
diventare accessibili a tutti, incensurati,
competenti, indipendenti da qualunque
partito. Questo è il profilo dei portavoce
della politica 5 stelle. Continuo contatto
con i cittadini e sistematici feed-back
sull'operato, ripristinare il controllo
effettivo degli elettori sugli eletti è il primo
passo per evitare una nuova deriva della
classe politica." Il futuro del MoVimento 5
Stelle non è quello di porsi come un
partito
alternativo.
L'ambizione
è
promuovere un nuovo modo di pensare,
una nuova consapevolezza civica in
grado di riprendersi‚ il Paese. Fuori tutti!
L'Italia è degli italiani, e deve tornare agli
italiani!" Guarda il video Trento, piazza
Dante, 10 febbraio, 4 gradi sottozero:
2
Riccardo Iacona e gli F35 su
La Cosa
Minipost
11.02.2013
Matteo, La Cosa: "Vorremmo riprendere
le fila del discorso della tua ultima
puntata di Presa Diretta sulle spese
militari e sulla questione F35, proprio per
entrare nel dettaglio e capire un po’ di
che cosa si tratti. Ci apprestiamo a fare
una spesa incredibile. Cosa sono questi
aerei e chi c’è dietro?" Riccardo Iacona,
Presa Diretta: "E’ un progetto che nasce
tanto tempo fa,
sotto il governo
D’Alema, nel 99 mi sembra, Bisognava
sostituire i Tornado e altri aerei.
L’articolo 11 della costituzione non
impedisce la nostra difesa, ma la nostra
è una difesa anche di attacco, visto che
l'Italia partecipa alle Missioni Nato.
Abbiamo partecipato a tante azioni di
guerra, come in Libia, dove i nostri aerei
hanno bombardato. Questo progetto è
sempre stato approvato da tutti i governi,
i partiti, destra, sinistra, a parte Radicali
e Italia dei Valori, e con pochissimo
dibattito dell’opinione pubblica. Negli altri
paesi che lavorano a questo progetto di
queste cose si parla, da noi è tutto in
silenzio. Secondo molti di quelli che ho
intervistato, compreso l’ex Presidente di
Finmeccanica, è un progetto industriale
che non ci conviene, per le ricadute
tecnologiche e per quelle occupazionali.
La parte più interessante delle interviste
che ho fatto negli Stati Uniti sono il
raffronto
con
l’F22,
il
Caccia
bombardiere precedente all'F35, che non
ha mai fatto un’ora di combattimento, lo
Stato americano ha speso un sacco di
soldi per un aereo che è rimasto più
negli hangar che in cielo, per i problemi
tecnici che aveva. Uno dice "ma chi è
che devi buttare giù?". Quando mai c’è
stato un duello aereo nelle ultime
guerre? Le ultime sono guerre in cui la
superiorità tecnica del primo mondo è
schiacciante. Per questo i detrattori di
questo progetto dicono: "ma perché ci
dobbiamo dotare di una cosa così
quando nessuno ci sta minacciando
veramente su quel terreno lì". Quello che
manca in Italia è una discussione vera
sul modello di difesa che dobbiamo
avere. Da noi si comprano le armi, però
prima dovremmo capire a cosa ci
servono! Io non dico che non dobbiamo
avere neanche un fucile, però che ci
dobbiamo armare come se fossimo in
procinto di fare la seconda guerra
mondiale
mi
sembra
esagerato.
L'insicurezza è figlia dell’armamento:
bisognerebbe entrare in una logica di
disarmo. In questa logica forse venti
miliardi di Euro l’anno per comprare
nuove armi non ci servono! Diciamo che
questa è una bella spending review!"
La macchina della merda
MoVimento
11.02.2013
C'è una tortura, funziona così. Due file di
sgherri armati di bastoni e un uomo che
corre per arrivare in fondo. Se cade è
spacciato. Sarà colpito e colpito ancora.
Non si rialzerà più. L'unica possibilità è
ignorare i colpi, guardare di fronte a sé,
correre, e non pensare, non sentire. Non
rispondere agli sputi e agli insulti.
Mancano due settimane al voto e gli
sgherri colpiscono nell'unico modo che
conoscono, infamando. Non ho tempo
per rispondere, né lo hanno i ragazzi
candidati del M5S o Casaleggio.
Mancano due settimane al voto e non ci
fermeremo, non possiamo, per confutare
delle menzogne. So perfettamente che
nei prossimi giorni ci sarà la fila di
pennivendoli,
di
zoccoli
dell'informazione, di specialisti della
macchina della merda all'attacco del
M5S. Lo so benissimo. Sono l'ultima
barriera della Casta prima dell'urna. Ci
vediamo in Parlamento e subito dopo in
tribunale. Preparate il quinto dello
stipendio se ne avete uno.
Passaparola - La cultura si
mangia - Dario Fo
Informazione
11.02.2013
>>>Oggi, 12 febbraio, sono a
Bergamo, ore 17, piazza Vittorio Veneto
e a Brescia, ore 21, piazza Duomo.
Domani, 13 febbraio, sarò a Sondrio, ore
17, piazza Garibaldi e a Lecco, ore 21,
piazza Cermenati. Seguite le dirette su
La Cosa! >>> Il Passaparola di Dario
Fo, drammaturgo e autore del libro "Il
Grillo canta sempre al tramonto" "Avrete
notato che il nostro governo, ormai in
procinto di chiudere appena concluse le
elezioni, non ha un responsabile della
cultura, cioè un ministro delle arti e del
sapere. Almeno, io personalmente non
l’ho mai visto in alcuna manifestazione
culturale e oltretutto dubito della sua
esistenza, giacché non ne conosco il
nome né ho visto la sua faccia. Ho
chiesto intorno e nessuno mi sa dire
qualcosa di lui. Che sia un fantasma?
Durante
quest’ultima
campagna
elettorale vi sarete resi conto che nei vari
interventi alla televisione o nei teatri i
politici di tutti gli schieramenti non hanno
mai accennato all’argomento ‘cultura’.
Inoltre hanno taciuto sulla scuola, sui
musei, sui monumenti d’arte che si
deteriorano
e
spesso
franano.
Egualmente non hanno mai dato notizie
sui teatri, gli spettacoli, i concerti, le
opere musicali e soprattutto sulle
accademie spesso disastrate non hanno
fatto alcun accenno, tanto a proposito
dei conservatori musicali che delle
scuole di arte figurativa; e che dire poi
del calo del 17% - diciassette percento,
impressionante!
degli
iscritti
all’università negli ultimi dieci anni. E che
dire della sparizione dei teatri? Solo a
Milano dal dopoguerra a oggi sono stati
smontati e trasformati in supermercati,
imprese commerciali e bancarie la
bellezza di otto teatri storici e altri, in
attesa di ristrutturazione, sono chiusi da
anni. Calcolando le sale teatrali sparite in
tutta Italia si arriva al numero di 428. E’
un massacro.E’ ovvio che questo
rappresenta un segnale preoccupante
per il nostro futuro perchè vuol dire meno
rappresentazioni, meno luoghi di studio e
di ricerca. E un abbassamento notevole
del numero di compagnie che si
esibiscono nelle nostre città. Quando,
più di mezzo secolo fa, sono salito su un
palcoscenico per la prima volta, le
compagnie
replicavano
una
loro
commedia o spettacolo musicale per non
meno di un mese e, in caso di successo,
continuavano a esibirsi per tre mesi e
più. Oggi, di media, in città come Milano,
Roma e Napoli, non si rimane in
cartellone per più di una settimana... Due
anni fa il ministro dell’economia
Tremonti, interpellato perchè spiegasse il
disinteresse che mostrava lo stato verso
le mostre d’arte ed il sapere, ha risposto:
“Ma con la cultura non si mangia!”. E’ la
3
risposta più imbecille che ci si potesse
aspettare. E non va dimenticato che al
contrario, noi in Italia godiamo di una
grande, straordinaria fortuna: quella di
possedere un gran numero di opere
d’arte, musei, palazzi antichi, edifici
religiosi, siti archeologici che non
attendono altro che di essere resi
produttivi. Secondo le stime dell’Unesco
l’Italia possiede tra il 60 e il 70% del
patrimonio culturale mondiale. Un
corretto utilizzo di queste opere
produrrebbe senz’altro un consistente
utile allo stato ma è ovvio che se sono
per primi i nostri politici a disinteressarsi
della promozione di questi beni ci
ritroveremo sempre completamente a
terra. Del resto, come ha osservato
Selvatore Settis (ex rettore della
Normale di Pisa): siamo un Paese
ignorante e regredito. Bisogna che si
cominci ad insegnare soprattutto ai
giovani che il patrimonio culturale non è
un inutile fardello ma è un veicolo
determinante per formare le coscienze e
il sapere dei nostri connazionali. D’altra
parte, un paese senza cultura, non può
che sfornare abitanti ottusi e senza
prospettive.
Il
disprezzo
per
la
conoscenza e la ricerca da parte dei
governi italiani lo misuriamo subito con la
taccagneria di ‘misere elargizioni’ per
sostenere manifestazioni culturali di tutti i
generi. Oggi poi, con i tagli che abbiamo
subito, ci troviamo come sempre agli
ultimi gradini della classifica. Mi diceva
qualche giorno fa il responsabile acquisti
della Biblioteca Braidense di Milano che
in tutto l’anno sono riusciti a ottenere
dallo stato 70.000 euro per l’acquisto di
nuovi libri. Solo nel 2006 erano 600.000.
E il sindaco di Milano, la Signora Letizia
Moratti, due anni fa, uscendo dal
Comune - e speriamo per sempre! - ha
lasciato un debito – meglio chiamarlo un
buco - di 186 milioni di euro. Non si sa
come e dove li abbia sprecati, ma la cifra
è questa. Tenersi informati In ognuno
dei paesi della Scandinavia si spende
quattro volte di più di quanto succeda da
noi. Il numero delle persone locali che va
a visitare un museo, una cattedrale o
partecipa a una manifestazione culturale
in Italia si ritrova ancora agli ultimi posti
della classifica, e la cosa è stupefacente
quando si pensa che sono migliaia i
borghi e le città italiane che possono
offrire un gran numero di luoghi d’arte di
grande valore, ma il 50% e più di quelle
popolazioni non è nemmeno informata
su quello che possiede.Spesso nelle
Accademie di teatro delle nostre città,
alla facoltà di Scenografia non esiste un
teatro, ma nemmeno un palcoscenico
dove ci si possa esercitare nel montare
le scene e le strutture. Quando ormai
vent’anni fa, siamo stati con la nostra
compagnia in tournée in tutte le
università più importanti degli Stati Uniti,
arrivati a Yale ci siamo trovati ad allestire
l’impianto scenico insieme a dei giovani
tecnici, tutti studenti dell’ateneo, che non
solo si diplomavano in scenografia ma
ricoprivano i ruoli di elettricisti, fonici e,
soprattutto, si esibivano loro stessi in
commedie di repertorio antico e
contemporaneo. Credo che da noi non
esista una scuola di questo genere,
eppure il teatro moderno è nato proprio
qui in Italia traendo le macchinerie dalla
tecnologia dei cantieri navali di Venezia
a partire dagli àrgani, le carrucole e le
funi per montare le vele che si
trasformavano in fondali. Nella Francia
del XVII secolo il primo spettacolo con
cambi di scena a vista fu impiantato dai
nostri comici dell’arte nel teatro del
Palazzo Reale di Enrico IV a Parigi dove
il palcoscenico era stato smontato
completamente per ricostruirci tutte le
nuove strutture in uso dalla graticcia alle
quinte fino agli scorrevoli per le fiancate
e le scenografie. Il pubblico che gremiva
il salone del re rimase attonito
osservando una scena di bosco che si
trasformava, con rapidità inaudita, in un
palazzo a più piani e di lì a poco, in una
nave a grandezza quasi naturale che
navigava fra le onde. Sulle tavole del
gran palco si esibivano maschere dagli
abiti sgargianti e personaggi femminili
che non erano interpretati da ragazzi
travestiti – come allora era in uso in tutta
Europa - ma da donne vere che per
dimostrare la loro autentica natura con
pretesti comici spesso si spogliavano
nude in scena. Che teatro! La maschera
di Arlecchino fu inventata proprio a Parigi
in quegli anni e veniva interpretata da un
attore che si chiamava Tristano
Martinelli, di mestiere giovane notaio. Si
scriveva i testi da sé e pubblicò un
saggio famoso dal titolo “Composizione
della
Retorica”.
Egualmente
il
capocomico della compagnia era un
letterato: Francesco Andreini, scrittore e
filosofo. Anche Isabella, sua moglie,
bellissima... che fece innamorare di sè il
re – anche lei si scriveva i testi da sola.
E numerosi altri attori erano scienziati e
musici nella compagnia: questo per
sfatare il luogo comune che i comici
dell’arte
fossero
attori
scavalcamontagna, guitti di bassa
cultura dotati solo di un gran senso del
teatro.
Scaramouche,
maestro
di
Molière, era anche musico in grado di
suonare tutti gli strumenti in voga nel
‘500. Dagli ottoni alle viole, dalle chitarre
ai flauti. E naturalmente scriveva opere
musicali che poi riusciva a eseguire da
solo, passando da uno strumento
all’altro. (grammelot) Oggi, molti ragazzi
e ragazze, si cimentano nel mestiere del
commediante badando soprattutto alla
dizione, alla vocalità e al gestire; e
spesso dell’autore e della ragione che
l’ha portato a scrivere quel testo sanno
poco o niente. Ci sono sì alcune
accademie di teatro come la Paolo
Grassi di Milano, che si preoccupano di
formare culturalmente i giovani che lì si
preparano a montare in scena. Lo stesso
avviene alla scuola Silvio D’Amico di
Roma e all’Accademia Nico Pepe di
Udine ma sono solo casi eccezionali.
Bisognerebbe imparare da certe scuole
d’Europa dove l’attore è condotto ad
essere informato non solo su quello che
va recitando ma sulla situazione politica,
culturale religiosa del paese in cui si
svolge l’opera e dell’autore, soprattutto,
che l’aveva composta. Come si può
mettere in scena e recitare l’Amleto, per
esempio, se non ti accorgi che la
soluzione di ambientare l’opera in
Danimarca, fu soltanto uno scaltro
espediente di Shakespeare per poter
trattare della situazione che si viveva in
Inghilterra senza cadere nelle maglie
della censura? E’ ovvio che l’intento era
poter trattare liberamente della corte di
Elsinòre per raccontare di Londra, della
sua regina, della sua corte e delle basse
manovre
di
potere
che
là
si
orchestravano. Ma ancora bisogna
essere informati sui conflitti sociali e
politici del tempo, sulla cultura, sui
movimenti, sulle trasformazioni, la
tensione sociale e il linguaggio dei
protagonisti. Inoltre, essere informati del
fatto che nella corte inglese e nelle
università di Cambridge e Oxford si
parlava correttamente il francese e
anche l’italiano e che in quel tempo si
stava
compiendo
proprio
una
trasformazione culturale senza eguali.
Forse è la prima volta che il nome di una
regina è legato a un movimento
culturale, infatti la poesia e il teatro che
là
si
producevano
venivano
comunemente definitielisabettiani. Gli
autori famosi che mettevano in scena
ogni anno in Inghilterra commedie
tragedie e satire erano più di 50. A questi
bisogna aggiungere gli autori che
preferivano rimanere anonimi e gli altri di
cui si sono perduti i testi e anche i nomi.
Ognuno imbracci il proprio strumento e
guai chi stona! Egualmente numerosi
erano i teatri che rinnovavano il loro
repertorio
per
un
pubblico
straordinariamente vasto, nello stesso
tempo in gran numero erano gli
spettacoli e le compagnie che li
mettevano in scena. Tutti gli intellettuali,
malgrado
“l’assoluta
tolleranza”
dichiarata dal potere, si trovavano
spesso nelle carceri a scontare anni di
galera per aver offeso la dignità dei
regnanti trattando delle loro malefatte sia
sul piano delle appropriazione indebite
che
della
falsa
morale
che
esprimevano.Fra
questi
c’erano
Marlowe, Johnson e Shakespeare al
quale, in seguito alla messa in scena di
Misura per misura, il re Giacomo I ordinò
di non scrivere più alcun testo di teatro
se non voleva rischiare la vita. Ecco
perchè il grande William visse gli ultimi
sei anni della propria esistenza senza
produrre più una commedia. In questi
anni mi capita spesso di incontrarmi con
ragazzi italiani e stranieri che studiano
nelle varie accademie. A brevi intervalli
vado con Franca anche da mio figlio
Jacopo ad Alcatraz, in Umbria, dove
gestisce una libera università e lì
teniamo insieme veri e propri seminari
per giovani allievi di teatro, ragazzi e
ragazze: come ci succederà fra poco, a
metà marzo. La tecnica di insegnamento
di cui ci serviamo va dall’improvvisazione
di monologhi e dialoghi alla scrittura
collettiva di testi e agli esercizi di
pantomima; leggiamo recitando insieme
anche brani di commedie classiche e
racconti di famosi poeti e narratori da
quelli medievali ai fabulatori dei giorni
nostri e, per ogni autore, io racconto
brani che testimoniano successi e
sventure a lui capitate, compresi gli
incontri con i personaggi più noti del loro
tempo. La parte però che penso sia più
interessante - non solo per loro, gli
allievi, ma anche per noi che insegniamo
– sono i dibattiti su un testo o un evento
capitato oggi o appena ieri, un fatto di
cronaca o della politica. E, quindi,
esercizio importantissimo a nostro avviso
è quello di raccontare loro la nostra vita
– anche con i particolari più scabrosi - e
ancora invitarli a testimoniarci le loro
esperienze, compresi sogni e progetti
che vorrebbero realizzare. E a proposito
del coinvolgimento c’è un particolare
atteggiamento che esprimono molti
intellettuali che si atteggiano ad eruditi;
mi capita spesso di sobbalzare
ascoltandoli pronunciare sentenze come
questa: “L’arte deve essere al di sopra
delle parti e soprattutto chi fa teatro deve
evitare ogni coinvolgimento politico e
morale di sorta nel suo operare”. Costoro
dimostrano di vivere immersi in un beato
clima di presunzione e di ignoranza
soprattutto riguardo alla struttura scenica
delle opere teatrali. Basta dare una
4
sbirciata
alla
storia
del
teatro
cominciando dai greci per scoprire che
tutte le antiche opere satiriche che ci
sono pervenute a cominciare da
Aristofane a finire con Luciano di
Samosata hanno come base degli
avvenimenti raccontati una profonda
drammaticità politica. L’esempio più
convincente è senz’altro quello de Le
donne al parlamento scritto, recitato e
cantato da Aristofane e dalla sua
compagnia. La commedia prende l’avvio
da una strage subita dall’esercito
ateniese nella guerra contro la città di
Siracusa: gli ateniesi vengono battuti e
nella ritirata via mare le loro navi in fuga
vengono affondate e i pochi uomini che
tentano di salvarsi a nuoto saranno
trafitti uno ad uno dagli arcieri siculi. Le
spose e le madri di Atene preso atto che
nella città fra i maschi erano rimasti
soltanto bambini e vecchi, decisero di
salire tutte insieme al Parlamento e
creare un governo di sole donne. “Di
certo – gridavano a gran voce - saremo
in grado di fare meglio di loro, dei nostri
uomini, che hanno portato se stessi alla
morte e la città alla rovina. La prima
legge che noi voteremo all’unanimità
sarà quella che delibera che tutti i
possedimenti ed il denaro saranno messi
in comune e amministrati da noi donne."
Ogni guerra verrà bandita e, cacciato
dalla città ogni abitante che pretenda la
creazione di una difesa militare. “Certo disse una delle donne più ascoltate - si
comincia sempre col preoccuparsi della
difesa, poi si crea un nemico e si invade
la sua città prima che lui faccia
egualmente con la nostra"... e ZAC!
siamo di nuovo alla strage! Chi sosterrà
il motto che ‘dobbiamo difendere la pace
quindi prepariamoci alla guerra’, non
avrà più diritto di parola nei pubblici
dibattiti per tutta la sua vita. L’atto
fondante di tutta la nostra società sarà
l’amore. Sceglietevi la sposa o lo sposo
che volete ma senza corruzione in
denaro e altre truffalderie.
Ognuno
dovrà saper leggere scrivere e far di
conto, a cominciare dalla più tenera
età... Il canto e la danza saranno parte
fondamentale
della
nostra
vita,
danzeremo nei matrimoni, nei battesimi
e perfino nei funerali... ognuno imbracci il
proprio strumento e guai chi stona!”
(grammelot cantato) Quello che abbiamo
registrato non tenetevelo per voi, ma
passate parola, passate parola ! Libro in
brossura Ed. Chiarelettere ed Ebook
ADAGIO disponibili dall' 11 febbraio
2013 I diritti d'autore di questo libro
saranno devoluti a:
- Afa Centro Reul di Genova, centro di
riabilitazione, educazione per bambini
con handicap uditivi e di linguaggio
- Associazione genitori ragazzi non
vedenti e ipovedenti di Milano per lo
scambio di informazioni, esperienze e
competenze tra le famiglie di ragazzi non
vedenti e ipovedenti.
La frana
Economia
12.02.2013
Stato. Il Paese sta franando. Il 23 e il 24
febbraio mandiamoli tutti a casa. (*)
Negli anni ‘90, come amministratore
delegato della Techint, Scaroni ha
patteggiato una condanna a un anno e
quattro mesi per corruzione per tangenti
pagate per ottenere appalti dall'ENEL
(**) fonte Espresso, 45/2011
Gli Ingroiatubbies
Minipost
12.02.2013
"Pronti a governare col PD" Antonio
Ingroia 8/2/2013 "Bersani mi sembra
molto incerto. Io ministro con lui?
Vediamo...” Antonio Ingroia 11/2/2013
>>>Oggi, 13 febbraio, sono a Sondrio,
ore 17, piazza Garibaldi e a Lecco, ore
21, piazza Cermenati. Domani, 14
febbraio, sarò a Susa, ore 17.30, piazza
della Repubblica. Seguite le dirette su La
Cosa! >>>
La notizia dell'arresto
dell'amministratore
delegato
di
Finmeccanica, Giuseppe Orsi, per
corruzione internazionale, non mi ha
sorpreso. Così come non mi ha sorpreso
il fallimento del Monte Paschi di Siena
con 21 miliardi di perdita di valore (un
buchino...) o dell'amministratore delegato
dell'ENI, Paolo Scaroni (*), ufficialmente
indagato per corruzione per una
tangente di 200 milioni di euro per
appalti algerini. Ucci, ucci, sento odor di
partitucci spinti da una fame atavica e
inestinguibile, che dopo aver occupato
ogni spazio, ogni poltrona, si stanno
spolpando le società gestite dalle
Fondazioni in cui sono presenti, come è
il caso di Siena, o lottizzando le aziende
partecipate dal Tesoro. Finmeccanica è il
secondo gruppo manifatturiero italiano
dopo la Fiat, ha circa 70 mila dipendenti
e 17 miliardi di ricavi annui ed è
partecipata dal Tesoro per il 32,4%. Le
nomine in questo gruppo, fondamentale
per la tenuta economica del Paese, non
sono state fatte per merito, ma per
nomina
partitica.
"Ogni
anno
il
responsabile delle relazioni istituzionali
Lorenzo Borgogni andava nell'ufficio del
numero uno, prendeva il "tabellone",
entrava, apriva sulla scrivania la mappa
discutendo dei nomi da inserire. Più che
una discussione, come ha ricostruito
Borgogni al PM, era una ricezione di
"ordini dalla politica". In questa
lottizzazione si sono alternati ministri di
sinistra e di destra, leghisti e centristi.
Borgogni ne parla davanti al sostituto
procuratore della procura di Roma il 13 e
il 20 dicembre del 2011. Solo
formalmente i componenti del consiglio
di amministrazione provengono dal
ministero del Tesoro, in realtà "sono il
prodotto di una mediazione politica
all'interno
delle
componenti
della
maggioranza di governo". (**)
Rigor Montis, come un pappagallo sul
trespolo, ha dichiarato questa mattina,
dopo l'arresto di Orsi "C'è un problema
relativo
alla
governance
che
affronteremo". In un anno e passa di
governo con una maggioranza assoluta
in Parlamento non ha evidentemente
trovato il tempo per farlo. Si tolga dai
piedi, porti il suo cagnolino al parco, ha
già fatto abbastanza danni. Si. Certo. C'è
un bel problema di governance, quindi di
controllo, ma chi doveva vigilare se non il
Tesoro e quindi il Governo? Qui più che
un problema di governance, c'è un
problema di onestà dei cosiddetti
manager e di chi li ha messi al loro posto
(in cambio di che?), c'è un problema
enorme di mancanza di senso dello
5
Il Grillo canta sempre al
tramonto
Tagliare si può, volare si
può
Informazione
13.02.2013
Economia
13.02.2013
foto di Luca Vittorio Toffolon "Spesso mi
torna in mente un testo, grottesco e
tragico insieme, scritto da Luciano di
Samosata intorno al I secolo d.C. Il testo
originale è in greco e ha per titolo "La
nave ovvero I desideri". Si tratta di un
lungo percorso, una camminata dal porto
del Pireo ad Atene durante la quale
Luciano e un gruppo di amici, tra cui i più
loquaci sono Samippo e Timolao, si
raccontano l’un l’altro i progetti più
fantasiosi che hanno in mente di
realizzare. Luciano fa da moderatore e
incalza i compagni di viaggio con
domande
puntuali
e
spesso
provocatorie.
I temi degli interventi
passano dal surreale al grottesco, senza
tuttavia mai perdere di vista la situazione
tragica che in quel tempo si viveva ad
Atene e in molte altre città della Grecia. I
protagonisti
propongono
soluzioni
spesso azzardate e impossibili per
sortire da quel bailamme disperato.
Qualche settimana fa ho avuto un
incontro con due amici straordinari,
Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio,
che mi hanno proposto di unirmi a un
viaggio lungo il folle percorso della
nostra
condizione
politica
e
socioeconomica, di trattare cioè della
disperata crisi che stiamo vivendo. Ho
suggerito di prendere a pretesto il
viaggio di Luciano di Samosata, e così è
stato. Non ci resta che metterci in
cammino!" Dario Fo Libro in brossura
Ed. Chiarelettere ed Ebook ADAGIO
disponibili dall' 11 febbraio 2013 I diritti
d'autore di questo libro saranno devoluti
a:
- Afa Centro Reul di Genova, centro di
riabilitazione, educazione per bambini
con handicap uditivi e di linguaggio
- Associazione genitori ragazzi non
vedenti e ipovedenti di Milano per lo
scambio di informazioni, esperienze e
competenze tra le famiglie di ragazzi non
vedenti e ipovedenti.
>>>Oggi, 14 febbraio, sono a Susa, ore
17.30, piazza della Repubblica. Domani,
15 febbraio, sarò a Ivrea, ore 17, Piazza
Ottinetti, e a Novara, ore 21, piazza
Martiri. Seguite le dirette su La Cosa!
>>> La spending review di Rigor Montis
si è fermata alle enunciazioni e al
morbido suono della parola inglese
"riviuuuù".
Il
governo
Monti
ha
aumentato le tasse, non ha fatto altro. La
spending review non è stata fatta, ma la
taxation review è stata strafatta, al punto
che per le partite iva, gli artigiani, i piccoli
imprenditori e tutti coloro che sono
soggetti agli studi di settore può essere
più conveniente stare a casa che andare
al lavoro. E' necessario, prima del crollo
delle entrate fiscali per la chiusura delle
imprese al ritmo di 1.000 al giorno,
tagliare senza guardare in faccia a
nessuno. L'Italia è una mongolfiera che
sta perdendo quota, vanno buttati fuori
bordo i costi inutili. Per farlo è necessario
un governo di salute pubblica che può
essere garantito solo da una vittoria del
MoVimento 5 Stelle. Per tagliare c'è solo
l'imbarazzo della scelta:
- accorpamento dei comuni sotto i 5.000
abitanti (subito) - modernizzazione e
informatizzazione della macchina dello
Stato centrale con un taglio del 30% dei
costi (in 5 anni) - cessazione di ogni
missione di pace, in realtà vere missioni
militari, all'estero (subito) - eliminazione
Province (subito) - stop alla costruzione
di opere inutili come la Tav in Val di
Susa, la Gronda a Genova, la
Pedemontana in Lombardia (subito) eliminazione contributi all'editoria (subito)
- eliminazione di ogni auto blu tranne per
il presidente della Repubblica e del
Consiglio
(subito)
eliminazione
contributi elettorali ai partiti (subito) riduzione di almeno la metà delle
consulenze esterne per lo Stato e per gli
enti locali (subito) - Recupero dei 98
miliardi di euro evasi dalle società di slot
machines (subito) - Taglio di 2/3 delle
spese del Quirinale (subito) - Adozione
di software open source per la Pubblica
Amministrazione (subito) - Adeguamento
stipendi dei parlamentari a media
europea (subito) - Diminuzione del
numero parlamentari del 50% (durante la
legislatura) - Rinuncia all'acquisto dei
cacciabombardieri
F35
(subito)
Efficienza/risparmi acquisti per la Sanità
per un 1/5 della spesa (subito) Taglio/vendita di due canali RAI
nazionali (subito) - Taglio Expo 2015
(subito) - Dimezzamento stipendio e
numero consiglieri regionali (subito) Taglio delle pensioni sopra i 5.000 euro
lordi mensili (subito)
Insieme ai tagli elencati va inserito il
reddito di cittadinanza presente in molte
nazioni europee, come la Germania, per
6
chi non abbia un lavoro. Tagliare si può,
volare si può.
La Repubblica delle Banane
#RepubblicaBanane
(AGGIORNAMENTO)
Minipost
13.02.2013
Repubblica “Guida al voto”, mette in
evidenza i suoi loghi e si “dimentica” del
MoVimento 5 Stelle. Secondo il giornale
posseduto dalla tessera numero 1 del
pdmenoelle su 20 regioni italiane, in 11
(più della metà) il M5S non ha una lista
al Senato. Calabria, Puglia, Veneto,
Sicilia, Marche, Piemonte, Campania,
Emilia Romagna, Toscana, Trentino alto
Adige e Umbria.E poi uno si chiede cosa
vuol dire par condicio. Qualche AGCOM
se ne accorgerà? Forse dopo il voto.
AGGIORNAMENTO (ore 16:20):
Repubblica
sta
procedendo
all'aggiornamento della sezione. Ci
scrivono: "Le liste del M5S di cui non
riscontrate
la
presenza
stanno
gradualmente popolando il nostro
speciale elettorale. Se avete tempo e
voglia di controllare, accade anche per
altre formazioni politiche le cui liste
risultano al momento incomplete.[...] Va
anche considerato che le liste definitive
sono arrivate soltanto nelle ultime ore,
per cui ci sono dei tempi tecnici."
#RepubblicaBanane,
magari
si
accorgeranno dell'errore: -->
Intervista ad Alvise Maniero
su LaCosa
Minipost
13.02.2013
"Alvise Maniero, Sindaco di Mira, ci
spiega quanto accaduto nella sua giunta
a riguardo del consigliere Roberta
Agnoletto che - per motivi di lavoro - non
poteva svolgere il proprio ruolo in
consiglio per più di due giorni e mezzo a
settimana (altri impegni di lavoro) e che
secondo la stampa sarebbe stata
allontanata perché in stato interessante.
Ascoltiamo le parole di chiarezza sulla
questione
direttamente
dal
primo
cittadino di Mira che rende evidente
come ormai le strumentalizzazioni
durante la campagna elettorale abbiano
abbondandantemente superato il livello
di decenza minimo." LaCosa Leggi il
post di Alvise Maniero sul blog di Mira 5
Stelle. Ascolta l'intervista rilasciata a
LaCosa.
7
Lavoratori a 5 Stelle
Politica
14.02.2013
>>>Oggi, 15 febbraio, sono a Ivrea, ore
17, Piazza Ottinetti, e a Novara, ore 21,
piazza Martiri. Domani, 15 febbraio, sarò
a Cuneo, ore 11, Piazza Virgino, a
Torino, ore 16, piazza Castello e a
Alessandria, ore 21, piazza Perosi.
Seguite le dirette su La Cosa! >>> "Al
pd ha dato fastidio il nostro impegno per
salvare
un'azienda
che
riteniamo
importantissma e strategica sia per la
nostra città (Bologna) che per il nostro
Paese:
la
BredaMenariniBus.
La
Candidata del pd Rita Ghedini dice che
si tratta di un tema serio (quindi noi non
possiamo occuparcene seriamente?) e
aggiunge: "Mi sembra che qualcuno sia
affetto da schizofrenia da Campagna
elettorale". Vorrei far notare che a
Bologna
ci
occupiamo
della
BredaMenariniBus da diversi mesi, ben
prima delle elezioni. Gli atti depositati
hanno data 2012 come il nostro
intervento in Question Time datato
novembre. Faccio notare alla Senatrice
Ghedini che ci siamo impegnati al fianco
di tanti altri lavoratori ed aziende in
difficoltà come la Verlicchi, ATC sosta, i
dipendenti comunali, i lavoratori del
Teatro Comunale, i medici ed operatori
del Maggiore, i precari della scuola ecc...
forse dobbiamo fare pausa in campagna
elettorale?
Per
salvare
la
BredaMenariniBus e anche il nostro
Paese oggi è necessario che tutte le
forze "positive" collaborino per un fine
comune. Preoccuparsi di mettere
bandierine, marcare territori, mandare
"promemoria alla FIOM" che sta solo
facendo il suo lavoro, non serve a niente
e non aiuta allo scopo. Chiedo alla
Senatrice di mettere da parte l'ansia che
vedo crescere parecchio nei confronti del
MoVimento 5 stelle in questi giorni, e
continuare a fare la sua parte per far
ripartire questa azienda strategica. Il
momento è critico, è importante unire le
forze, non c'è più tempo da perdere. Noi
ci siamo, se volete lavoriamo insieme
per salvare la Breda oppure bisticciate
da soli." Marco Piazza, M5S, consigliere
comunale Bologna
I patronati contro il M5S
Beppe Grillo in Val di Susa
Minipost
14.02.2013
MoVimento
15.02.2013
"Si tratta delle telefonate fatte a febbraio
2013 in campagna elettorale ai patronati
in Europa. I patronati sono strutture che
dipendono dal ministero del lavoro,
finanziate con i soldi pubblici che
assistono soprattutto pensionati italiani
all'estero. In teoria, per legge, non
possono fare campagna elettorale. La
telefonata sembra dimostrare il contrario
e confermare voci che da anni girano in
proposito. pd, ti piace vincere facile?
Guarda il video con la traduzione della
telefonata." nonvotopd
>>>Oggi, 16 febbraio, sarò a Cuneo,
ore 11, Piazza Virgino, a Torino, ore 16,
piazza Castello e a Alessandria, ore 21,
piazza Perosi. Domani, 17 febbraio, sarò
a Savona, ore 17, Piazza Sisto IV e a
Genova, ore 21, piazza De Ferrari.
Seguite le dirette su La Cosa! >>> "In
campagna elettorale il cantiere del tunnel
geognostico
della
Maddalena
di
Chiomonte, Valsusa, propedeutico alla
realizzazione del TAV Torino-Lyon è
stato interdetto ai candidati dei partiti, in
realtà ci sono già state delle visite e
forse altre ne seguiranno. Troppi "politici"
sono saliti a Chiomonte per una foto di
rito nel desolante cantiere, tra un operaio
sfruttato, un po' di terra cementificata e
un'escavatrice.
LTF,
promotrice
dell'opera,
teme
soprattutto che si diffonda la verità: che il
cantiere è abusivo non essendo mai
stato terminato il progetto esecutivo, che
i ritardi nello scavo della galleria
peggiorano di giorno in giorno, che la
militarizzazione del territorio diviene
sempre più insostenibile per la
popolazione. Il cantiere sulla scia di
quanto fece Prodi nel 2008 con le
discariche della Campania, dal primo
gennaio 2012 è un sito strategico di
interesse nazionale e militarizzato, ma
fin dal 27 giugno 2011 è di fatto un
fortino blindato, chiuso da filo spinato
modello israeliano e difeso da un
apparato militare da guerra civile, che
non ha esitato in moltissime occasioni a
fare massiccio uso di lacrimogeni tossici,
contenenti il gas CS, vietati dalle
convenzioni
internazionali.
Questa
sorveglianza armata è già costata non
meno di 90.000 € al giorno, per un totale
ad oggi di oltre 52 milioni di euro, con un
incremento progressivo confermatoci dai
bilanci di LTF. Quasi ogni giorno il TG
regionale e i giornali al servizio della
grande opera, con il tramite del gran
cerimoniere piddino Virano, Presidente
dell'Osservatorio Tecnico (che appunto
osserva e basta), decantano gli
avanzamenti dei lavori a Chiomonte
mandando in onda filmati di gallerie che
nulla hanno a che fare con i lavori de La
Maddalena di Chiomonte (a oggi sono
stati scavati 7, SETTE!! metri), mentre si
lanciano deliranti prospettive di cantiere.
L'ultima boutade è che il cantiere sarà ad
impatto zero, perché sarà il primo
cantiere di tali dimensioni "indoor", cioè
sarà
coperto
da
un'immensa
tensostruttura (per una superficie
equivalente a 55 campi da calcio) che
eviterà la fuoriuscita di polveri, tra cui
anche quelle contenenti amianto e
uranio, presenti in abbondanza nel
massiccio dell'Ambin che si vuole andare
a perforare.
Ai cittadini, inascoltati dai sindaci di Susa
e Chiomonte, dal Presidente della
Provincia, dal Presidente delle Regione,
8
dai Governi (di sinistra, di destra e
tecnici), non resta che manifestare,
scioperare, incatenarsi. Ma anche così,
le lobby riescono a rigirare la frittata: i
violenti non sono loro che stuprano un
territorio per beccarsi le tangenti che
permettono loro di sopravvivere e
mantenere il potere, ma gli inermi
manifestanti, che vengono descritti come
dei "professionisti della violenza" che
hanno pure fatto dei corsi di
addestramento un po' in Grecia, un po' in
Palestina. Strano che alle manifestazioni
si vedano solo famiglie con bambini ed
anziani. Ma si sa, come ci ha spiegato
Cossiga, che ci va poco a mettere
qualche infiltrato. Come scrive Pepino
nel libro “Forti con i Deboli” il grande
apparato messo in piedi per legittimare
l’incredibile presenta i manifestanti al
pari di pericolosi terroristi al punto che i
procedimenti giudiziari nei loro confronti
vengono tenuti nelle aule bunker dei
palazzi di giustizia come per i mafiosi.
Poche ore fa il Presidente del collegio
del tribunale ha respinto le istanze
presentate dai difensori degli imputati
affinché il processo fosse trasferito al
Palazzo di giustizia, motivando la
decisione con l'impossibilità di trovare
un'aula adeguata fino a quando non sarà
concluso il processo d'appello Eternit. Al
contempo prosegue il mistero per cui la
procura di Torino si occupa solo di
colpire i No TAV con un accanimento e
una severità degna di miglior causa
(continuando gli arresti a casaccio, gli
ultimi due ragazzi di Mattie che neanche
erano sul posto), mentre le denunce
contro gli autori degli incendi dei presìdi
di Borgone e Bruzolo, l’incendio ed i
danneggiamenti delle autovetture dei
militanti No TAV, i ferimenti dei
manifestanti con i lacrimogeni sparati ad
altezza uomo, le violenze di (alcuni)
poliziotti dal manganello facile, le
diffamazioni a mezzo stampa, le lettere
minatorie ricevute dagli esponenti del
movimento, gli esposti e i ricorsi del
movimento
No
Tav
vengono
regolarmente archiviati o giacciono nei
cassetti.
Che
dice
la
giustizia
piemontese? Solo i funzionari comunali,
obbligati dalla legge, ci danno ragione: in
seguito ad un esposto proveniente da
Amministratori e Associazioni vicine ai
No TAV, il Comune di Chiomonte è
costretto a chiedere a LTF l'immediata
eliminazione delle recinzioni e manufatti
abusivi che delimitano un'area del tutto
estranea a quella del cantiere stesso che
è stato di fatto raddoppiata illegalmente.
Chi provvederà? Chi risarcirà i cittadini
del danno ingiustamente patito?
I politici in coro decantano la bontà del
progetto, unica fonte di progresso,
adducendo motivazioni risibili come le
“aperture psicologiche” verso il resto
dell'Europa del Presidente Cota, e nel
frattempo tagliano indiscriminatamente i
servizi: dalla chiusura di 12 linee
ferroviarie e di almeno 8 ospedali solo in
Piemonte
(di
cui
2
in
Valsusa-Valsangone) con i tagli del
personale sanitario, dai tagli alla scuola
e all'edilizia scolastica, alla ricerca, alla
manutenzione
idrogeologica
del
territorio. E c'è di peggio: le voci sulla
progressiva chiusura dell’ospedale di
Susa sono state recentemente smentite
dall’Assessore Regionale Monferrino, il
tecnico (targato FIAT) sostituto della
Ferrero (impossibilitata ad esercitare il
suo mandato sotto inchiesta per
l'affidamento di una fornitura di pannoloni
da 500 milioni di euro!, ha dichiarato che
quell’ospedale non solo non sarebbe
stato
ridotto
ma
sarebbe
stato
potenziato, almeno fintantoché ci sarà il
cantiere, soprattutto il reparto di
traumatologia che dovrebbe avere molta
più “clientela”. Medesima sorte per il
punto nascite, prevedendo forse un
boom di gravidanze grazie all'arrivo degli
operai?
Questa
non
è
una
compensazione (di compensazioni già
ne han parlato: milioni di euro a pioggia
sul territorio, con la possibilità anche di
istituire una zona a burocrazia zero o a
parziale defiscalizzazione), ma una vera
estorsione. I valsusini conoscono bene la
politica ormai: sanno che i tagli in
tutt'Italia
discendono
dall'utilizzo
scorretto delle nostre tasse e non è
quindi una norma "ad vallem" che
permetterà di salvare il paese. E'
necessario un ribaltamento di obiettivi e
priorità. Politici ed economici. Ed è per
questo che i movimenti fanno paura...
perché sono liberi e usano la loro testa.
Propagate il virus!" Davide Bono,
consigliere M5S Piemonte, e Marco
Scibona, capolista al Senato Piemonte
per il M5S
De Benedetti contestato a
Ivrea
Minipost
15.02.2013
"Carlo De Benedetti è stato contestato a
Ivrea. I manifestanti si sono dati
appuntamento davanti allo stabilimento
di via Jervis dell'Olivetti a Ivrea.
Mostravano un cartello con scritto "De
Benedetti hai spolpato l'Olivetti". In
Olivetti lavoravano 70.000 persone tra
tecnici, ingegneri e informatici che
facevano concorrenza all'IBM e alla Bull
nel campo dell'informatica. Oggi un
giovane sotto i 30 anni residente a Ivrea
è costretto a emigrare, se va bene a
lavorare in un call center. Secondo i
manifestanti la colpa di questo scempio
è da imputare per l'appunto a Carlo De
Benedetti, che al momento non ha
ancora rilasciato dichiarazioni in merito."
Ansia news
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Senza
MoVimento
16.02.2013
>>>Oggi, 17 febbraio, sono a Savona,
ore 17, Piazza Sisto IV e a Genova, ore
21, piazza De Ferrari, piazza Perosi.
Domani, 18 febbraio, sarò a Cremona,
ore 17, Piazza Stradivari e a Pavia, ore
21, piazza Vittoria. Seguite le dirette su
La Cosa! >>> Il MoVimento 5 Stelle è un
movimento senza.
Senza contributi
pubblici Senza sedi Senza strutture
Senza giornali Senza televisioni Senza
candidati pregiudicati Senza candidati
presenti in passato in Parlamento Senza
faccioni civetta presentati come capilista
in tutta Italia Senza compromessi Senza
inciuci Senza leader Senza politici di
professione Senza corrotti Senza
tangenti Senza responsabili regionali,
provinciali Senza capibastone Senza
candidati scelti dalle segreterie dei partiti
Senza candidati con un incarico attuale
in Comune o in Regione Senza alleanze
con i partiti Senza un passato di cui
vergognarsi Senza candidati fuori dalla
propria circoscrizione elettorale Senza
ideologie Senza assicurazioni Senza
banche Senza respiro Ma anche senza
fretta Per questo vola in alto e sopra. E'
leggero, più leggero di una piuma.
Imprendibile come l'aria. E arriverà in
Parlamento. Tutti a Roma a Piazza San
Giovanni il 22 febbraio. Nulla sarà più
come prima. Ps: L'intervista in diretta
con SkygT24, prevista per le 20.30 di
oggi da Genova, non si farà.
Eliminiamo i privilegi delle
banche
Minipost
16.02.2013
In Italia le banche mantengono una
posizione di ingiustificato vantaggio
rispetto all’interlocutore più debole, che
sarebbe invece più meritevole di tutele.
Bisogna riequilibrare il rapporto tra istituti
e utenti sulla base di nuove regole.
Siamo in emergenza: il Governo e la
Banca d’Italia devono rivedere il
meccanismo delle segnalazioni alle
Centrali dei rischi della Banca d’Italia e
delle banche private. Inizialmente creata
per il raggiungimento di un interesse
pubblico, la segnalazione viene oggi
utilizzata da banche e finanziarie come
mezzo di pressione o di estorsione per
ottenere sempre più spesso somme non
dovute. Va abolito l’art. 50 del Testo
Unico Bancario che consente alle
banche di ottenere dai Giudici la
concessione dei decreti ingiuntivi sulla
base della mera attestazione di un
Funzionario della stessa banca. Il
Governo e la Banca d’Italia devono
intervenire
per
dare
attuazione
immediata ad un congelamento o
sospensione per almeno 2 anni di ogni
procedura esecutiva per espropriazione
immobiliare il cui titolo esecutivo è
fondato su rapporti controversi già
oggetto di opposizione in sede
giudiziaria, sia civile che penale. Scopri
di più sui privilegi delle banche su questo
sito
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Editoriale L`analfabeta politico #Spot5Stelle: La differenza