Volume 8, numero 08 Sommario 24.02.2013 Economia Editoriale L'analfabeta politico Il Monte dei Paschi di Bersani #Spot5Stelle: La differenza Minipost 17.02.2013 SI SCRIVE MPS, SI LEGGE PD Beppe Scienza Informazione Passaparola -L'Italia ignorante Roberto Ippolito Minipost #Spot5Stelle: La differenza Lombardia 5 Stelle: Carcano Presidente Le Balle Quotidiane / 3 Se non voti ti fai del male Una domanda da 35.000.000 di euro Lettera agli astenuti di Davide Barillari Ridevano gli occhi MoVimento I 100.000 di Milano #TsunamiTour "Il peggior analfabeta è l'analfabeta politico. Egli non sente, non parla, nè s'interessa degli avvenimenti politici. Egli non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell'affitto, delle scarpe e delle medicine dipendono dalle decisioni politiche. L'analfabeta politico si inorgoglisce e si gonfia il petto nel dire che odia la politica. Non sa che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il bambino abbandonato e il rapinatore, e il peggiore di tutti i banditi che è il politico imbroglione, il mafioso, il corrotto." Bertolt Brecht C'ero anch'io a San Giovanni, il giorno che cambiò l'Italia Parole guerriere Muro del pianto Arrendetevi! Politica I partiti "copia e incolla" 1 "Ci sono due modi per fare campagna elettorale. Il primo serviti e riveriti nei salotti tv, magari con trasmissioni "cucite addosso". Noi preferiamo il secondo: nelle piazze, tra la gente. Perché la politica é delle persone. Per questo il 24 e 25 febbraio Votate per Voi MoVimento 5 Stelle. Ci vediamo in Parlamento, sarà un piacere." bennynet Il Monte dei Paschi di Bersani compito appartiene ai giudici. Forse è a loro che Gargamella si sta rivolgendo. Craxi aveva più stile. Passaparola -L'Italia ignorante - Roberto Ippolito Economia 17.02.2013 Informazione 18.02.2013 >>>Oggi, 18 febbraio, sono a Cremona, ore 17, Piazza Stradivari e a Pavia, ore 21, piazza Vittoria. Domani, 19 febbraio, sarò a Milano, ore 18.30, Piazza Duomo e a Monza, ore 21, piazza Cambiaghi. Seguite le dirette su La Cosa! >>> Il Monte dei Paschi di Siena sarebbe quasi sicuramente fallito senza il prestito di Rigor Montis di 3,9 miliardi di euro, cifra pari all'IMU versato dalle famiglie italiane. Il MPS ha avuto un crollo di Borsa vertiginoso negli ultimi anni, gli azionisti hanno perso quasi tutto il loro investimento. Il MPS ha avuto un deprezzamento di valore su cui sta indagando la procura di Siena, una voragine da far impallidire Parmalat. Si tratta di 21 miliardi così ripartiti: 7 miliardi di sovrapprezzo per l'acquisto della Banca Antonveneta, 7 miliardi di debiti acquisiti dalla Banca Antonveneta, 7 miliardi di versamenti su banche estere con causali da accertare. Il MPS è stato privatizzato nel 1995 e da allora è controllato da una Fondazione. Il 55% della Fondazione è stato detenuto fino a pochi mesi fa da membri nominati da Regione Toscana, Provincia di Siena, Comune di Siena tutti enti controllati dal PD. E' impensabile che le segreterie del PD che si sono succedute dal 1995 fossero all'oscuro dell'operazione Antoveneta oltre che della vendita di ingenti cespiti mobiliari e immobiliari del MPS che hanno permesso la distribuzione di ricchi dividendi. Se i vari Bersani, D'Alema, Veltroni, Franceschini, Fassino non si sono mai accorti di questo immane disastro finanziario come può il PD pretendere di governare il Paese? Va ricordato che nell'ultimo ventennio il PD ha governato per circa 10 anni, ha fatto a metà con Berlusconi. Un decennio a testa per fare la festa all'Italia. Napolitano, ex PD, ha invocato la privacy sulle inchieste in corso della Procura di Siena, invece di battere i pugni sul tavolo come avrebbe fatto Pertini gridando "Fuori i nomi dei responsabili". Lo Scudo Fiscale è stato usato per fare rientrare in Italia patrimoni illeciti con il solo 5% di tassazione. E' stato approvato grazie all'assenza in aula di numerosi parlamentari del PD. Perchè? E' lecito avere l'elenco completo dei patrimoni scudati per verificare se sono associati alla razzia del MPS? Oppure è un segreto di Stato? Bersani non replica mai nel merito delle responsabilità sue e del suo partito, ma le spara sempre più grosse: "Si vede la voglia di mandare in galera, come facevano i fascisti. Attenzione, che noi non ci impressioniamo...". Il M5S non manda in galera nessuno, questo >>>Oggi, 19 febbraio, sono a Milano, ore 18.30, Piazza Duomo e a Monza, ore 21, piazza Cambiaghi. Domani, 20 febbraio, sarò a Campobasso, ore 18.30 e a Isernia, ore 21. Seguite le dirette su La Cosa! >>> "Barak Obama: “Tagliare il deficit riducendo gli investimenti nell’innovazione e istruzione è come alleggerire un aereo troppo carico togliendo il motore!” Ecco, noi abbiamo fatto esattamente questo, abbiamo cancellato la cultura e quei pochi soldi che restano alla cultura meglio non dire come vengono spesi!Un paese che non investe sulle proprie teste diciamolo, è un paese stupido. Cultura: la cultura è l’essenza di quello che siamo noi, non è un caso che vanno indietro il numero delle persone che studiano, il numero di persone che hanno un titolo di studio, una laurea, non è un caso che l’analfabetismo di ritorno della popolazione adulta è a livelli molto pesanti, come dicono le indagini internazionali e non è un caso, purtroppo, che l’Italia continui a andare a marcia indietro sotto il profilo economico." Roberto Ippolito Il Passaparola di Roberto Ippolito, giornalista e scrittore "Ciao a tutti e spero che nessuno me ne voglia se si parla questa volta di "Ignoranti". Purtroppo dobbiamo confessarci, farci l’esame di coscienza e come rivela il mio libro abbiamo un alto tasso di ignoranza. Sono Roberto Ippolito e prima di avere scritto questo libro ne ho scritti altri, gli ultimi due sono evasori, una battaglia contro l’evasione fiscale, siamo onesti, una battaglia persa contro l’evasione fiscale che è addirittura aumentata, e il bel paese maltrattato, una riflessione sul degrado caso per caso di tutta Italia della cultura, dello stato di abbandono della cultura in Italia. E organizzo anche eventi culturali, forse dovrei dire tento di farlo, visto la cronica mancanza di risorse negli ultimi tempi. Ovviamente è molto difficile dire come è potuto accadere che un paese che 5 secoli fa ha fondato l’università e ce la ha copiata nel mondo, che quando è diventato un paese unito, dopo il 1861 il ministro dell’economia di allora, Quintino Sella, il ministro delle finanze, tagliò tutto, ma disse “Una cosa non si può tagliare: la scuola!”. Ecco, oggi stiamo facendo esattamente il contrario, stiamo tagliando la scuola, ma anche l’istruzione e la formazione, stiamo tagliando la formazione per gli adulti. È un paese che si è adagiato sul suo benessere, non crede più sulla possibilità di andare oltre, e chiaramente abbiamo una responsabilità collettiva, ma abbiamo una responsabilità delle istituzioni, di chi ci rappresenta e una responsabilità 2 molto forte della classe dirigente, perché se pensiamo che la classe dirigente non legge libri vuole dire che in Italia un problema grosso lo abbiamo e è enorme! I dati sconcertanti sono tantissimi, perché potremmo dire che è veramente sconcertante che più di un italiano su 4, grandi e piccoli quindi, ritiene nel 2013 internet inutile! Ma un italiano su due non va oltre la licenzia media, abbiamo pochi diplomati, anche tra i giovani i, abbiamo pochi laureati, siamo ultimi in Europa in compagnia della Romania, ultimi per numero di laureati. Il paradosso, ma non è un paradosso, e lo vedremo, è che i pochi laureati non trovano lavoro, non guadagnano abbastanza, non vengono considerati! Perché dicevo non è un paradosso? Perché in Italia il sapere non è considerato. La conseguenza di tutto questo? Molto semplice, dal 2003 in poi, nel disinteresse delle istituzioni, della classe dirigente dell’Italia, diminuisce il numero delle immatricolazioni, sempre meno giovani si iscrivono all’università, forse questo è il dato più drammatico. L’università ha conosciuto una riforma molto importante, il tre più due, lo sdoppiamento della laurea in un corso triennale e in un corso biennale di specializzazione la laurea magistrale. Tutti gli studi ci stanno dicendo che purtroppo questo meccanismo, che è analogo a quello adottato in Europa, non sta funzionando, non sta dando buoni risultati, anzi la laurea ha perso il valore, il richiamo, le imprese non vedono più nel laureato una persona che ha la preparazione che serve loro. Il grado di preparazione è considerato inferiore, che sia necessario oggi intervenire è fuori di dubbio. Non solo non ci si è accorti che stavamo andando a marcia indietro, ma anzi scientificamente si è voluta peggiorare la situazione, colpi e colpi sulla scuola pubblica, un giorno dopo l’altro. Ho fatto il conto che ogni giorno negli ultimi tre anni sono stati tolti dal governo Berlusconi 80 insegnanti, mandati a casa, e 40 dipendenti tecnici ausiliari. Ebbene, è arrivato il governo dei professori, il governo di Monti, qualche cosa deve cambiare, sono professori: non c’è un professore in più. E la cultura neanche a parlarne, non è successo niente, perché ci siamoassuefatti a avere i crolli di Pompei, a avere i topi nella biblioteca nazionale di Firenze. Non abbiamo più quella molla, la mancanza di cultura, , si è impadronita di una parte molto consistente del Parlamento, pensiamo che anche rispetto alla prima legislatura a oggi il numero dei parlamentari laureati è pesantemente diminuito, esattamente il contrario, per esempio, di quello che succede negli Stati Uniti, a proposito negli Stati Uniti, Barak Obama: “Tagliare il deficit riducendo gli investimenti nell’innovazione e istruzione è come alleggerire un aereo troppo carico togliendo il motore!” Ecco, noi abbiamo fatto esattamente questo, abbiamo cancellato la cultura e quei pochi soldi che restano alla cultura meglio non dire come vengono spesi!Un paese che non investe sulle proprie teste diciamolo, è un paese stupido. Oggi purtroppo stiamo dando prova esattamente di questo! Cultura: la cultura è l’essenza di quello che siamo noi, anche quando noi vendiamo un paio di scarpe creato in Italia quel paio di scarpe all’estero riassume un po’ tutto il nostro sapere, il nostro gusto, il nostro stile, la nostra storia, la nostra arte, il made in italy è un insieme di fattori, che certamente è la bellezza e certamente può anche diventare un fattore economico. Non è un caso che vanno indietro il numero delle persone che studiano, il numero di persone che hanno un titolo di studio, una laurea, non è un caso che l’analfabetismo di ritorno della popolazione adulta è a livelli molto pesanti, come dicono le indagini internazionali e non è un caso, purtroppo, che l’Italia continui a andare a marcia indietro sotto il profilo economico. Dal 1999 a oggi siamo l’ultimo paese in Europa per livello di crescita, però possiamo vedere dove è più alto il livello di istruzione, per esempio le Marche,ci sono più attrattive per i giovani, quindi dovremmo svegliarci e capire che cosa ci stiamo perdendo. Purtroppo siamo a un punto così negativo che non è questione di individuare un singolo strumento, intanto deve essere un intero paese che ha voglia di darsi di nuovo una spinta, la storia delle cose dovrebbero insegnarcele: nei famosi anni del miracolo economico che cosa successe? Che era aumentata contemporaneamente la scolarizzazione, la frequenza, la partecipazione, alle scuole e era aumentato l’indice di lettura dei libri. Oggi siamo in un periodo in cui ultimi due anni è diminuito pesantemente il numero dei libri che vengono venduti, è diminuito il livello della lettura, e questo è paradossale, non si leggono neanche i libri che uno ha a casa gratuitamente, lo hai da parte, potresti leggerlo, no, neanche questo. Allora c’è bisogno veramente di una scossa totale, infatti il mio libro, ignoranti, l’ultimo capitolo è dedicato alla scossa, possiamo darcela una scossa, ma dobbiamo comprendere come stiamo restando indietro nel mondo, come non partecipiamo più a una grado di conoscenza, di competenza, internazionali, l’Ocse, l’organizzazione internazionale ce lo dice spesso, siamo indietro, abbiamo un livello di preparazione assolutamente non adeguato, e così non possiamo competere, quindi dobbiamo dedicarci all’istruzione, ai giovani, investendo di più sotto tutti i punti di vista, dobbiamo dedicarci alla formazione per gli adulti che oggi veramente non è considerata. Sinceramente non ho proprio la pretesa di pormi come quello che sa, che la sa lunga, che ora la racconto io, però attenzione, passa parola, siamo troppo ignoranti, passa parola, dobbiamo assolutamente rimediare, non possiamo essere così ignoranti. 3 Lombardia 5 Stelle: Carcano Presidente Minipost 18.02.2013 "Il MoVimento 5 Stelle nasce dai cittadini che hanno deciso di riappropriarsi delle istituzioni. L'obiettivo principale del nostro MoVimento è ristabilire un controllo etico da parte dei cittadini nei confronti della politica e dei poteri forti. Quando la costituzione sarà veramente applicata, anche grazie al lavoro svolto nel MoVimento dalle persone che donano il proprio tempo per cambiare questo sistema malato, tutti noi potremo finalmente tornare a vivere le nostre vite come cittadini e non come sudditi. Il 24 e il 25 febbraio 2013 si voterà per le elezioni regionali in Lombardia. Oltre al candidato presidente, si potrà esprimere una preferenza per il consigliere regionale della propria provincia. Per esprimere la preferenza bisogna apporre una x sul simbolo MoVimento 5 Stelle e scrivere il cognome di uno dei candidati della propria provincia. Per votare la nostra candidata presidente basta apporre una x sul cognome Carcano. Per via della legge regionale vigente la nostra candidata presidente non sarà automaticamente eletta nel consiglio regionale. Se vuoi essere sicuro che diventi consigliera portavoce, solo per la provincia di Milano scrivi Carcano." M5S Lombardia Le Balle Quotidiane / 3 Se non voti ti fai del male Minipost 19.02.2013 Minipost 19.02.2013 "Su "La Stampa" cartacea di oggi è stato pubblicato un articolo contenente affermazioni gravi e inesatte. Nel pezzo di Giuseppe Salvaggiulo si insinua che la pubblicazione a scopo elettorale che nell'ultimo periodo è stata distribuita in tutto il Piemonte sia stata pagata con i fondi assegnati dalla Regione ai Gruppi consiliari: "E il giornale pagato con soldi pubblici diventa elettorale". Tale affermazione è falsa: l'opuscolo in questione, come precisato telefonicamente all'autore, è stato interamente pagato con le donazioni raccolte. Poco conta che nell'articolo venga riportata virgolettata la nostra dichiarazione, se il titolo dice ben altro. Il M5S non sta utilizzando nemmeno un euro di denaro pubblico per finanziare la campagna elettorale (i partiti usano i milioni dei rimborsi elettorali). Per quanto attiene all'indicazione del Committente Responsabile, la stessa era assente solo nella prima edizione, stampata e diffusa al di fuori del periodo elettorale. Per scrupolo avevamo comunque provveduto ad apporre un timbro su tutte le copie; evidentemente qualcuna deve essere sfuggita e mescolata insieme alla seconda ristampa. Prova ne sia questo pdf. Come al solito i giornalisti "di regime" contano i peli del naso del M5S, sbagliando, mentre quando si tratta dei miliardi rubati, della commistione con le mafie, delle corruttele varie dei partiti tacciono. Li capisco, è una battaglia di sopravvivenza: se noi vinciamo, loro perdono il lavoro. Il "giornalista" dovrebbe studiare un po': è noto a tutti che la stampa "non periodica" come il caso dell'opuscolo informativo che diffondiamo non necessita di un Direttore Responsabile, né di registrazione." Davide Bono, Consigliere M5S in Regione Piemonte "Se non voti ti fai del male Se non voti ti fai del male Eh mi vuoi dire per quale partito io dovrei votare Loro promettono solo bugie E ormai la politica è come lo sport Facciamo il tifo per chi ci tradisce Non più male di quei governi che abbandonano le donne Sono più di cento in un anno le donne che muoiono Da quei mariti e padri pazzi di gelosia Merde senza un filo di dignità [...] E quindi cosa facciamo? Non c'è altro mezzo per risolvere la crisi, dobbiamo cancellare tutto ciò che ci rattrista, stracciare il brutto dell'Italia come si straccerebbe una lettera scritta da uomini bugiardi e piena di errori, ma soprattutto piena di inganni. Quindi non ci rimane che riscrivere la storia del nostro Paese e rifarlo da capo, cioè ricostruirlo da capo, ricostruirlo fisicamente... da capo. Se non voti non cambia niente Se non voti ritornano ancora Più male di così ci stanno rubando il mondo Però si dice in giro che fra i partiti c'è C'è un'onda nuova che è partita dal niente E come una valanga Sta avanzando come un ciclone Per abbattere il marcio della nazione [...] Ma i politici non si accorgono Che quando la bellezza morirà Loro saranno i primi a sprofondare" Adriano Celentano I 100.000 di Milano #TsunamiTour MoVimento 19.02.2013 4 "In centomila a Piazza Duomo a Milano per il comizio del M5s. E sul palco arriva anche Dario Fo" Fonte: Corriere della Sera Guarda la foto in dimensione originale! Arrendetevi! Muro del pianto 19.02.2013 ogni responsabilità, lo scuotere le piume e minacciare come dei guappi, lo stalking a cui sottoponete gli italiani sono al di là di ogni sopportazione. Arrendetevi. Non potrete dire che non vi ho avvisato. >>>Oggi, 20 febbraio, sono a Campobasso, ore 18.30 e a Isernia, ore 21. Domani, 21 febbraio, sarò a Rieti, piazza Vittorio Emanuele II, ore 17, e a Viterbo, piazza Verdi, ore 21. Seguite le dirette su La Cosa! >>> Arrendetevi! Siete circondati dal popolo italiano. Uscite con le mani alzate. Nessuno vi toccherà. Il vostro tempo è finito, non abusate della fortuna che vi ha assistito finora. Di voi, ormai, nelle piazze, tra la gente, si parla al passato, come di persone estinte. Quando apparite in televisione scatta l'insulto che equivale al vilipendio di cadavere. Quello che stupisce è la vostra folle ostinazione a non farvi da parte come se foste investiti da una missione divina. C'è in ciò qualcosa di patologico, che richiede l'intervento di uno psichiatra, ma anche di triste, come la recita di un vecchio senza voce e malfermo sulle gambe nella parte dell'attor giovane o come l'aria di Memory cantata dalla cadente Grizabella in Cats "Touch me/ It's so easy to leave me/ All alone with the memory/ Of my days in the sun". I manifesti con le vostre facce nelle strade sembrano annunci mortuari svolazzanti, con qualche tocco di colore. Vi muovete nelle piazze vuote, nei teatri pieni di comparse, negli studi televisivi intervistati da vostri dipendenti, enunciate promesse che non potrete mai mantenere, né avete intenzione peraltro di farlo. Nessuno, tra coloro che vi è vicino, ha il coraggio di dirvi che è finita, che è finita male, e che voi, da qualunque punto si voglia considerare: economico, sociale, politico, amministrativo, siete dei falliti. Gli italiani sentono, come guidati da un istinto animale, di essere a un bivio e che continuare con voi è un suicidio. Vi hanno perdonato tutto, al di là della decenza, ma ora non vi possono condonare anche il fallimento di una Nazione. Dovete rendervene conto, dovete andarvene prima di essere cacciati dalla rabbia popolare, è un consiglio amichevole quello di dirvi "Arrendetevi". Questo ventennio è stato un Vietnam per gli italiani, ma voi avete ancora la possibilità di salire sull'ultimo elicottero come gli americani sui tetti di Saigon nel 1975. Siete terrorizzati, in preda di attacchi d'ansia al pensiero di perdere il potere, di qualcuno che potrà rovistare nei vostri cassetti, capire, scoprire, denunciare. Vi consiglio comunque uno, due, tre, cento passi indietro. Se anche vinceste queste elezioni avrete solo rimandato il cambiamento, durerete un anno, forse meno, ha senso? Fate una pubblica ammissione di colpa e chiedete agli italiani di perdonarvi. Arrendetevi. La vostra stessa presenza è diventata insopportabile. Il vostro tirarvi fuori da C'ero anch'io a San Giovanni, il giorno che cambiò l'Italia MoVimento 20.02.2013 >>>Oggi, 21 febbraio, sono a Rieti, piazza Vittorio Emanuele II, ore 17, e a Viterbo, piazza Verdi, ore 21. Domani, 22 febbraio, sarò a Roma, piazza San Giovanni, ci troviamo in piazza alle 18. Seguite le dirette su La Cosa! >>> Ed ecco Roma. L'ultima tappa, l'ultimo comizio, con la mia ultima voce. Ed ecco la nuova Italia che non ha mai disperato di poter cambiare, di uscire di nuovo dal buio. Quante volte è successo nella nostra Storia? Gli italiani, questo mosaico di popoli antichi, nei millenni hanno visto tutto, hanno creato ogni cosa. Cinici, distaccati, impermeabili, ma anche pazzi, capaci di invenzioni sociali inaudite. La Storia è sempre passata da queste parti. E noi siamo ancora qui, ancora a Roma per ricominciare ancora una volta. Per fare, come ha detto Dario Fo ieri a Milano "Un ribaltone", quello che non sono riusciti fare i nostri padri nel 1945. Ed ecco ancora Roma. E' prevista forse pioggia, sarà ancora più bello San Giovanni a fine inverno. La ricostruzione dell'Italia su basi sociali, eque, di comunità, di solidarietà può iniziare ora. L'italiano ha perso l'idea di bellezza, di felicità, persino la coscienza di sé stesso, del suo valore, della sua identità. Possiamo farcela a uscire dal buio, a riveder le stelle, non sarà lo spread a fermarci se ognuno farà la sua parte, se ci metteremo in gioco senza paura. Lo Stato siamo noi e ci hanno convinto del contrario, ci hanno persuaso che lo Stato sono i partiti, che sono le banche, Equitalia, che è la burocrazia inflessibile con gli onesti. Ci hanno convinto che la democrazia è essere sudditi, che ribellarsi è populismo, qualunquismo, antipolitica. A Roma dobbiamo far sentire la nostra voce. Deve sentirsi fino a Sidney, a Buenos Aires, a Pechino. Deve annunciare che in Italia tornerà la democrazia, che siamo arrivati e non ce ne andremo più. Gli italiani sono indistruttibili, ci hanno provato in tutti modi a fiaccarli, a immiserirli, a renderli servi, ma nessuno ci è mai riuscito a lungo. Ho visto in questo lungo viaggio nell'Italia di domani migliaia di volti felici, di persone sorridenti, illuminate dalla speranza di un futuro e questa felicità, questa speranza portano già in loro la consapevolezza del cambiamento. Abbiamo già cambiato l'Italia, abbiamo già vinto. Ed ecco Roma. Chi ci sarà lo racconterà ai suoi nipoti "C'ero anch'io a San Giovanni, il giorno che cambiò l'Italia". Tutti a Roma, venerdì 22 febbraio. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere. 5 Una domanda da 35.000.000 di euro Minipost 20.02.2013 "Sono passati 20 giorni da quando ho chiesto pubblicamente ai candidati per le elezioni lombarde di far sapere ai cittadini cosa intendono fare dei 35 milioni che la nostra regione prevede di versare ai partiti come rimborso delle spese elettorali. Nessuno ha risposto. E poiché non pensiamo che vivano in qualche magico mondo ciò non può che significare che quei soldi li prenderanno, anzi, forse se li sono già spesi, però hanno paura a dirvelo. Com'è noto invece il M5S quei soldi, più di 7 euro per ogni elettore lombardo, li lascerà nelle casse della regione così come già avviene in Piemonte, Sicilia e Emilia dove il movimento è presente. E questo è solo il primo dei tanti risparmi che la presenza degli eletti a 5 stelle nelle istituzioni garantirà ai lombardi." Silvana Carcano, Candidata Presidente Regione Lombardia M5S I partiti "copia e incolla" Politica 21.02.2013 Lettera agli astenuti di Davide Barillari Minipost 21.02.2013 >>>Oggi, 22 febbraio, sono a Roma, piazza San Giovanni, ci troviamo in piazza alle 18, il mio intervento sarà intorno alle 21. Seguite la diretta su La Cosa! >>> I partiti copiano in modo spudorato il MoVimento 5 Stelle. Sono persino imbarazzanti quando dicono che "vogliono uscire dal buio" (Gargamella 17 febbraio in piazza del Duomo) o proclamano che "nessuno resterà indietro" (pdmenoelle). Slogan presi pari pari dai manifesti del M5S. Oltre agli slogan copiano pure il programma, come lo psiconano che ha detto (tenetevi forte) che la politica si fa per passione e non per soldi, che i suoi parlamentari (suoi in quanto scelti da lui personalmente) si ridurranno lo stipendio e faranno solo due legislature. I partiti "copia e incolla" non hanno però aderito al punto del M5S "Mandiamoli tutti a casa" perché è molto difficile prendersi a calci nel culo da soli. La parola "antipolitica" è stata cancellata, inglobata punto per punto dai partiti e quindi ora è diventata politica nobile, nella più alta accezione del termine. I marchettari alla riscossa usano parole per loro sconosciute come onestà, partecipazione, società civile. Le masticano in pubblico come una gomma americana, poi in privato le sputano. Quando si tratta di soldi però non transigono. Nessuno li rifiuta. I contributi elettorali li vogliono tutti, ma proprio tutti, il Pdl, il Pdmenoelle, Rigor Montis o Ingroia aspiratutto. Sui soldi non ci copiano proprio. Di quanto si tratta? 91 milioni di euro annui per Camera, Senato, consigli regionali e Parlamento europeo, pari a 455 milioni se conteggiati nell'arco i cinque anni. Il M5S ha già rifiutato i rimborsi elettorali per le elezioni regionali in cui si è presentato (unico a farlo), l'ultima in Sicilia, e come più volte anticipato non richiederà né i rimborsi per le spese elettorali, né i contributi per l'attività politica. Le spese sono state integralmente sostenute con i contributi volontari raccolti ad oggi per circa 516.000 euro da parte di 12.593 donatori (grazie!) e una media di 41 euro, e verranno comunque rendicontate. Il M5S svolgerà ogni azione diretta ad assicurare che i contributi ad esso spettanti siano trattenuti all'erario. Il M5S con le attuali previsioni avrebbe diritto a circa 100 milioni di euro per il Parlamento, vi rinuncia. Questa è vera "spending review". Il M5S rinuncia inoltre ai milioni di euro di contributi regionali per Lombardia, Lazio e Molise. Ambrosoli e Zingaretti hanno invece deciso di tenersi i contributi al contrario di Carcano, Barillari e Federico candidati portavoce del M5S in Lombardia, in Lazio e in Molise. Partiti, copiate anche questo! 6 "Siamo ad un passo dal boom del M5S. Nulla sarà più come prima. Lo sanno benissimo i partiti, che ormai non convincono più nessuno. Hanno speso i nostri soldi per gli appalti utili a cementificare la nostra regione e per piazzare direttori di Asl e primari amici di questo o quell'altro politico. Il voto dato al MoVimento 5 Stelle è la vera svolta: noi siamo semplici cittadini che non hanno interessi di lobby mafiose da difendere. Taglieremo i costi della politica mentre Zingaretti e Storace balbettano sulle cifre e non prendono posizione. Il loro tempo è finito. Ci riprenderemo i nostri soldi, costituendoci parte civile contro chi ha approfittato del suo ruolo e del suo potere in tutti questi anni. L'astensione si preannuncia molto alta: è quello che vogliono! A mandarli in galera ci sta pensando la magistratura, a mandarli in pensione anticipata (senza pensione d'oro e vitalizi!) ci possiamo pensare noi. Vi fidate ancora di chi per anni ha maneggiato quella montagna di soldi che arrivano dalle nostre tasse e ha latitato sul controllo? Sono sempre gli stessi! Sono in politica dagli anni '90 e ora parlano di trasparenza, onestà, tagli al costo della politica. Parlano di raccolta differenziata quando fino a ieri hanno costruito inceneritori e firmato proroghe per le discariche. Hanno fatto chiudere gli ospedali e ora promettono di riaprirli. Le proposte del M5S sono nate dai cittadini. Dobbiamo uscire dall'indifferenza e dare speranza ai giovani e agli anziani, rilanciando subito sanità, scuola pubblica e piccole e medie imprese. C'è la volontà di un cambiamento atteso da tempo, anche da tutti quelli che pensavano che astenersi fosse l'unica soluzione." Davide Barillari, Candidato Portavoce alla Presidenza della Regione Lazio, M5S SI SCRIVE MPS, SI LEGGE PD - Beppe Scienza Economia 22.02.2013 >>>Oggi, 22 febbraio, sono a Roma, piazza San Giovanni, ci troviamo in piazza alle 18. Seguite la diretta su La Cosa! >>> Articolo di Beppe Scienza, Dipartimento di Matematica dell'Università di Torino I risparmi non sono un problema solo per i ricchi. Se fosse così, si potrebbe dire: "Si arrangino!". Anzi, proprio chi ha pochi soldi fa bene (se riesce!...), a risparmiare qualcosa, che potrebbe servirgli per necessità improvvise: un periodo di disoccupazione, un'operazione urgente con liste d'attesa troppo lunghe ecc. Soprattutto per la vecchiaia è opportuno mettere da parte qualche soldino. Anche evitando il terrorismo previdenziale, tipico di sindacati e assicuratori, le pensioni potrebbero essere davvero basse. Purtroppo in Italia i risparmiatori sono vittime di una politica che per decenni ha tenuto bordone all'industria parassitaria del risparmio gestito. A spingere poi verso la previdenza integrativa si è mosso un fronte bipartisan: la legge per smontare il TFR è stata votata da un governo Berlusconi nel 2005 e poi anticipata e peggiorata dal governo Prodi nel 2006. Quasi impossibile trovare una banca, un'assicurazione, una rete porta a porta che non rifili prodotti dannosi ai risparmiatori. Come suol dirsi: il più sano ha la rogna. Ma qualcuno riesce a fare un po' peggio degli altri. È il Monte dei Paschi di Siena (MPS). Non è solo la banca più antica d'Italia, fondata nel 1472. È anche quella che ha sbolognato alcuni fra i prodotti peggiori… forte appunto di oltre mezzo millennio di storia. È vero che, investendo soldi, capita di rimetterci. Questo nessuno lo nega, tanto meno io. Ma ci vuole impegno per far perdere più del 100%. Eppure il fondo comune Spazio Euro Nuovi Mercati, della società di gestione del MPS, in tre anni riuscì a distruggere il 104,3% del patrimonio. In pratica azzerò tutti i soldi affidatigli e poi altri aggiunti dopo. Al netto del credito d’imposta sulle minusvalenze, i risparmiatori in realtà persero solo il 91%, che comunque è già un disastro. Per la cronaca, questa si chiama "gestione professionale del risparmio". Ma dobbiamo ricordare anche qualcosa di più perfido, la cui iniziativa risulta dell'allora amministratore delegato del MPS Vincenzo Bustis, molto apprezzato - pare - da Massimo D'Alema, noto già per la sua stima per certi famigerati "capitani coraggiosi". Si tratta di una formula pubblicizzata come "l'innovazione nella previdenza" (pubblicità allegata) e venduta con vari nomi accattivanti: For You o 4You,My WaY ecc. (Quanti nomi inglesi! Se un prodotto ha un nome inglese, gatta ci cova!) In realtà si tratta di una combinazione esplosiva di un'obbligazione, un fondo comune e un mutuo. La conseguenza? Chi s'è lasciato abbindolare (e un inesperto come fa a evitarlo?), si è ritrovato dopo due anni non solo al verde, ma pesantemente indebitato. Prendiamo un sottoscrittore di For You, che vi avesse versato i suoi bravi risparmi per due anni, ragionando per semplicità su un totale, cifra tonda, di 10.000 euro. Ebbene, non solo ha perso tutto. Ma si è trovato con un saldo negativo di meno 22.900 euro, come somma algebrica dei titoli posseduti e del debito con banca. Insomma, le doveva ancora un fracco di soldi. In percentuale è una perdita quasi del 330%, molto peggiore che con l'Argentina, la Parmalat, la Cirio, l'Alitalia ecc. Una cosa simile per un prodotto previdenziale è il colmo, anche perché For You (e il suo gemello My Way ecc.) erano presentati come a «basso rischio» e con l’obiettivo «mantenimento valore». Dati più dettagliati per i prodotti citati, file in Excel con le valutazioni ecc. sono disponibili nel mio spazio web all'Università di Torino: http://www.dm.unito.it/personalpages/sci enza/documenti/Libero-2003-05-25.htm http://www.dm.unito.it/personalpages/sci enza/documenti/Repubblica-2003-06-23. htm http://www.dm.unito.it/personalpages/sci enza/documenti/Monte-Paschi-4You.htm 7 Parole guerriere MoVimento 23.02.2013 Cercavamo una porta per uscire. Eravamo prigionieri del buio. Pensavamo di non farcela. Ci avevano detto che le finestre e le porte erano murate. Che non esisteva un’uscita. Poi abbiamo sentito un flusso di parole e di pensieri che veniva da chissà dove. Da fuori. Da dentro. Dalla Rete, dalle piazze. Erano parole di pace, ma allo stesso tempo parole guerriere. Le abbiamo usate come torce nel buio, come chiavi da girare nella serratura per andare altrove, in posti sconosciuti, verso noi stessi. E ora siamo fuori, siamo usciti nella luce e non ci siamo ancora del tutto abituati. Stringiamo gli occhi e, anche se sappiamo che stiamo percorrendo l’unica via possibile, abbiamo qualche timore, ed è normale. Quello che sta succedendo ora in Italia non è mai successo prima nella storia delle democrazie moderne. Una rivoluzione democratica, non violenta, che sradica i poteri, che rovescia le piramidi. Il cittadino che si fa Stato ed entra in Parlamento in soli tre anni. Abbiamo capito che eravamo noi quella porta chiusa, che le parole guerriere erano da tempo dentro di noi, ma non volevano venire fuori, pensavamo di essere soli e invece eravamo moltitudine. E adesso siamo sorpresi che così tante persone a noi del tutto sconosciute avessero i nostri stessi pensieri, le nostre speranze, le nostre angosce. Ci siamo finalmente riconosciuti uno nell’altro e abbiamo condiviso parole guerriere. Parole che erano state abbandonate da tempo, di cui si era perso il significato, sono diventate delle armi potenti che abbiamo usato per cambiare tutto, per ribaltare una realtà artificiale dove la finanza era economia, la menzogna era verità, la guerra era pace, la dittatura era democrazia. Parole guerriere dal suono nuovo e allo stesso tempo antichissimo, come comunità, onestà, partecipazione, solidarietà, sostenibilità si sono propagate come un’onda di tuono e sono arrivate ovunque annientando la vecchia politica. Siamo diventati consapevoli della realtà. Sappiamo che possiamo contare solo sulle nostre forze, che il Paese è in macerie e che quello che ci aspetta sarà un periodo molto difficile, ci saranno tensioni, problemi, conflitti, ma la via è tracciata. L’abbiamo trovata questa via e ci porta verso il futuro, un futuro forse più povero, ma vero, concreto, solidale e felice. C’è una nuova Italia che ci aspetta. Sarà bellissimo farne parte. Ridevano gli occhi Minipost 23.02.2013 "Sono stato a S.Giovanni ieri sera....prima c'ero stato per i funerali di Berlinguer e le più grandi manifestazioni della sinistra....mai è stata così piena di gente stipata come le sardine... non riuscivo a muovermi, eravamo cinque persone in un metro quadro. Era il 77imo comizio di Beppe, sapevo a memoria ogni passaggio..anzi anticipavo col pensiero ciò che avrebbe detto un minuto dopo... e nonostante tutto sorridevo alle sue battute, mi incazzavo per gli slogan contro la casta, mi emozionavo per le parole di speranza di una società migliore. Non erano solo le parole di Beppe a farmi sentire tra amici e presente ad un passaggio storico, di quelli che avvengono ogni 40-50anni, ma i visi attenti di coloro che erano intorno: attenti, distesi,emozionati, a due ragazze "ridevano gli occhi"...e se gli occhi sono lo specchio dell'anima, vuol dire felicità e speranza concreta. Una giornata indimenticabile, da raccontare ai figli e ai nipoti. Credo veramente che abbiamo aperto, grazie all'aiuto di Beppe, una breccia grandissima in quel nuro di gomma che abbiamo davanti da 30 anni...sta a noi infilarcisi e stabilire quella testa di ponte che ci permetterà di arrivare alla conquista di una società dei cittadini, equa, solidale, con l'essere umano al centro." Mario Leotta 52 (), blera 8 Volume 8, numero 07 Sommario 17.02.2013 No alla vivisezione Minipost 10.02.2013 Economia La frana Tagliare si può, volare si può Informazione Passaparola - La cultura si mangia Dario Fo Il Grillo canta sempre al tramonto Minipost Riccardo Iacona e gli F35 su La Cosa Gli Ingroiatubbies No alla vivisezione Io sono contro la vivisezione perché crudele, inutile e dannosa. L'ho scritto sul blog molte volte in questi anni e ho supportato spesso iniziative del Comitato Scientifico Antivivisezionista Equivita a cui aderisce Fulco Pratesi. Leggo con stupore che "Le Scienze ha posto una serie di domande ai candidati alle Politiche 2013 tra cui anche una inerente l’uso degli animali nella ricerca. Ebbene la risposta ufficiale del Movimento 5 stelle è stata favorevole." Nessuno è autorizzato a fornire risposte sul programma diverse da quello depositato al Viminale e mi sorprendo che qualcuno si sia arrogato il diritto di rispondere a nome del M5S. La posizione sull'abominio della vivisezione è stata chiara sul blog sin dal 31 gennaio 2006 con il post "La vivisezione è inutile" La Repubblica delle Banane #RepubblicaBanane (AGGIORNAMENTO) Intervista ad Alvise Maniero su LaCosa I patronati contro il M5S De Benedetti contestato a Ivrea Eliminiamo i privilegi delle banche MoVimento La macchina della merda #M5STORY: dalla rete il MoVimento che sta cambiando l’Italia Beppe Grillo in Val di Susa Senza Politica Lavoratori a 5 Stelle 1 #M5STORY: dalla rete il MoVimento che sta cambiando l’Italia MoVimento 10.02.2013 >>>Oggi, 11 febbraio, sono a Rovigo, ore 17, piazza Vittorio Emanuele e a Mantova, ore 21, piazza Sordello. Domani, 12 febbraio, sarò a Bergamo, ore 17, piazza Vittorio Veneto e a Brescia, ore 21, piazza Duomo. Seguite le dirette su La Cosa! >>> Questo video è bellissimo. Ringrazio il Team di professionisti che si è prestato gratuitamente alla realizzazione del video e il gruppo del MoVimento 5 Stelle di Milano che si è offerto di dar loro supporto e aiuto. Spargete il verbo! "Nel 2005 nasce beppegrillo.it e nell'arco di brevissimo tempo diventa il settimo blog più visitato sul Pianeta. Si parla di argomenti che interessano il Paese REALE come la libera informazione, la green economy e gli sprechi della classe politica. È dal blog che viene lanciato l'invito all'uso della piattaforma Meetup: strumento internazionale che in Italia diventa la prima occasione aggregativa spontanea di utilità sociale. In breve tempo, i gruppi nati in rete lanciano la sfida ai sistemi di un Paese ormai alla deriva. Il rinnovamento nasce dal basso e le persone cominciano a rispondere. Si forma una nuova massa critica, in grado di ragionare su problemi reali e soluzioni sostenibili. L'8 settembre del 2007 succede qualcosa di rivoluzionario: rabbia e frustrazione danno origine ad una manifestazione, organizzata esclusivamente in RETE, che ha un successo straordinario. Alla fine della giornata si conteranno quasi 350.000 firme per la legge parlamento pulito: è il primo V-day. 25 aprile 2008: Secondo V-day, questa volta si promuove l'abolizione del finanziamento pubblico all'editoria, della Legge Gasparri e dell'ordine dei giornalisti. Nel 2009 a Milano nasce il MoVimento 5 stelle, un movimento politico basato su internet e sul principio della democrazia diretta. PROtesta, PROposta e PROattività, queste le parole che guidano il movimento, oltre a: stop alle auto blu, stop ai condannati in Parlamento,stop agli sprechi della classe politica. La partecipazione collettiva è la chiave di un nuovo modo di fare politica, che non sta ne a destra ne a sinistra, ma avanti! Fuori i soldi dalla politica! I candidati del MoVimento 5 Stelle si impongono regole trasparenti: riduzione drastica dello stipendio, nessun privilegio e limite massimo di due mandati. Nel 2012 nascono le prime città a 5 Stelle. I media non possono più ignorare un fenomeno politico di portata nazionale che punta a superare tutti i partiti tradizionali nei sondaggi elettorali. Il MoVimento 5 stelle ha un programma definito insieme ai cittadini attivi: acqua pubblica bene di prima necessità, energia pulita e a basso costo per un pianeta migliore‚ connettività gratuita per tutti i cittadini‚ nuova politica dei trasporti a impatto zero‚ maggiore sostenibilità, rifiuti zero, i bilanci e gli atti degli enti pubblici devono diventare accessibili a tutti, incensurati, competenti, indipendenti da qualunque partito. Questo è il profilo dei portavoce della politica 5 stelle. Continuo contatto con i cittadini e sistematici feed-back sull'operato, ripristinare il controllo effettivo degli elettori sugli eletti è il primo passo per evitare una nuova deriva della classe politica." Il futuro del MoVimento 5 Stelle non è quello di porsi come un partito alternativo. L'ambizione è promuovere un nuovo modo di pensare, una nuova consapevolezza civica in grado di riprendersi‚ il Paese. Fuori tutti! L'Italia è degli italiani, e deve tornare agli italiani!" Guarda il video Trento, piazza Dante, 10 febbraio, 4 gradi sottozero: 2 Riccardo Iacona e gli F35 su La Cosa Minipost 11.02.2013 Matteo, La Cosa: "Vorremmo riprendere le fila del discorso della tua ultima puntata di Presa Diretta sulle spese militari e sulla questione F35, proprio per entrare nel dettaglio e capire un po’ di che cosa si tratti. Ci apprestiamo a fare una spesa incredibile. Cosa sono questi aerei e chi c’è dietro?" Riccardo Iacona, Presa Diretta: "E’ un progetto che nasce tanto tempo fa, sotto il governo D’Alema, nel 99 mi sembra, Bisognava sostituire i Tornado e altri aerei. L’articolo 11 della costituzione non impedisce la nostra difesa, ma la nostra è una difesa anche di attacco, visto che l'Italia partecipa alle Missioni Nato. Abbiamo partecipato a tante azioni di guerra, come in Libia, dove i nostri aerei hanno bombardato. Questo progetto è sempre stato approvato da tutti i governi, i partiti, destra, sinistra, a parte Radicali e Italia dei Valori, e con pochissimo dibattito dell’opinione pubblica. Negli altri paesi che lavorano a questo progetto di queste cose si parla, da noi è tutto in silenzio. Secondo molti di quelli che ho intervistato, compreso l’ex Presidente di Finmeccanica, è un progetto industriale che non ci conviene, per le ricadute tecnologiche e per quelle occupazionali. La parte più interessante delle interviste che ho fatto negli Stati Uniti sono il raffronto con l’F22, il Caccia bombardiere precedente all'F35, che non ha mai fatto un’ora di combattimento, lo Stato americano ha speso un sacco di soldi per un aereo che è rimasto più negli hangar che in cielo, per i problemi tecnici che aveva. Uno dice "ma chi è che devi buttare giù?". Quando mai c’è stato un duello aereo nelle ultime guerre? Le ultime sono guerre in cui la superiorità tecnica del primo mondo è schiacciante. Per questo i detrattori di questo progetto dicono: "ma perché ci dobbiamo dotare di una cosa così quando nessuno ci sta minacciando veramente su quel terreno lì". Quello che manca in Italia è una discussione vera sul modello di difesa che dobbiamo avere. Da noi si comprano le armi, però prima dovremmo capire a cosa ci servono! Io non dico che non dobbiamo avere neanche un fucile, però che ci dobbiamo armare come se fossimo in procinto di fare la seconda guerra mondiale mi sembra esagerato. L'insicurezza è figlia dell’armamento: bisognerebbe entrare in una logica di disarmo. In questa logica forse venti miliardi di Euro l’anno per comprare nuove armi non ci servono! Diciamo che questa è una bella spending review!" La macchina della merda MoVimento 11.02.2013 C'è una tortura, funziona così. Due file di sgherri armati di bastoni e un uomo che corre per arrivare in fondo. Se cade è spacciato. Sarà colpito e colpito ancora. Non si rialzerà più. L'unica possibilità è ignorare i colpi, guardare di fronte a sé, correre, e non pensare, non sentire. Non rispondere agli sputi e agli insulti. Mancano due settimane al voto e gli sgherri colpiscono nell'unico modo che conoscono, infamando. Non ho tempo per rispondere, né lo hanno i ragazzi candidati del M5S o Casaleggio. Mancano due settimane al voto e non ci fermeremo, non possiamo, per confutare delle menzogne. So perfettamente che nei prossimi giorni ci sarà la fila di pennivendoli, di zoccoli dell'informazione, di specialisti della macchina della merda all'attacco del M5S. Lo so benissimo. Sono l'ultima barriera della Casta prima dell'urna. Ci vediamo in Parlamento e subito dopo in tribunale. Preparate il quinto dello stipendio se ne avete uno. Passaparola - La cultura si mangia - Dario Fo Informazione 11.02.2013 >>>Oggi, 12 febbraio, sono a Bergamo, ore 17, piazza Vittorio Veneto e a Brescia, ore 21, piazza Duomo. Domani, 13 febbraio, sarò a Sondrio, ore 17, piazza Garibaldi e a Lecco, ore 21, piazza Cermenati. Seguite le dirette su La Cosa! >>> Il Passaparola di Dario Fo, drammaturgo e autore del libro "Il Grillo canta sempre al tramonto" "Avrete notato che il nostro governo, ormai in procinto di chiudere appena concluse le elezioni, non ha un responsabile della cultura, cioè un ministro delle arti e del sapere. Almeno, io personalmente non l’ho mai visto in alcuna manifestazione culturale e oltretutto dubito della sua esistenza, giacché non ne conosco il nome né ho visto la sua faccia. Ho chiesto intorno e nessuno mi sa dire qualcosa di lui. Che sia un fantasma? Durante quest’ultima campagna elettorale vi sarete resi conto che nei vari interventi alla televisione o nei teatri i politici di tutti gli schieramenti non hanno mai accennato all’argomento ‘cultura’. Inoltre hanno taciuto sulla scuola, sui musei, sui monumenti d’arte che si deteriorano e spesso franano. Egualmente non hanno mai dato notizie sui teatri, gli spettacoli, i concerti, le opere musicali e soprattutto sulle accademie spesso disastrate non hanno fatto alcun accenno, tanto a proposito dei conservatori musicali che delle scuole di arte figurativa; e che dire poi del calo del 17% - diciassette percento, impressionante! degli iscritti all’università negli ultimi dieci anni. E che dire della sparizione dei teatri? Solo a Milano dal dopoguerra a oggi sono stati smontati e trasformati in supermercati, imprese commerciali e bancarie la bellezza di otto teatri storici e altri, in attesa di ristrutturazione, sono chiusi da anni. Calcolando le sale teatrali sparite in tutta Italia si arriva al numero di 428. E’ un massacro.E’ ovvio che questo rappresenta un segnale preoccupante per il nostro futuro perchè vuol dire meno rappresentazioni, meno luoghi di studio e di ricerca. E un abbassamento notevole del numero di compagnie che si esibiscono nelle nostre città. Quando, più di mezzo secolo fa, sono salito su un palcoscenico per la prima volta, le compagnie replicavano una loro commedia o spettacolo musicale per non meno di un mese e, in caso di successo, continuavano a esibirsi per tre mesi e più. Oggi, di media, in città come Milano, Roma e Napoli, non si rimane in cartellone per più di una settimana... Due anni fa il ministro dell’economia Tremonti, interpellato perchè spiegasse il disinteresse che mostrava lo stato verso le mostre d’arte ed il sapere, ha risposto: “Ma con la cultura non si mangia!”. E’ la 3 risposta più imbecille che ci si potesse aspettare. E non va dimenticato che al contrario, noi in Italia godiamo di una grande, straordinaria fortuna: quella di possedere un gran numero di opere d’arte, musei, palazzi antichi, edifici religiosi, siti archeologici che non attendono altro che di essere resi produttivi. Secondo le stime dell’Unesco l’Italia possiede tra il 60 e il 70% del patrimonio culturale mondiale. Un corretto utilizzo di queste opere produrrebbe senz’altro un consistente utile allo stato ma è ovvio che se sono per primi i nostri politici a disinteressarsi della promozione di questi beni ci ritroveremo sempre completamente a terra. Del resto, come ha osservato Selvatore Settis (ex rettore della Normale di Pisa): siamo un Paese ignorante e regredito. Bisogna che si cominci ad insegnare soprattutto ai giovani che il patrimonio culturale non è un inutile fardello ma è un veicolo determinante per formare le coscienze e il sapere dei nostri connazionali. D’altra parte, un paese senza cultura, non può che sfornare abitanti ottusi e senza prospettive. Il disprezzo per la conoscenza e la ricerca da parte dei governi italiani lo misuriamo subito con la taccagneria di ‘misere elargizioni’ per sostenere manifestazioni culturali di tutti i generi. Oggi poi, con i tagli che abbiamo subito, ci troviamo come sempre agli ultimi gradini della classifica. Mi diceva qualche giorno fa il responsabile acquisti della Biblioteca Braidense di Milano che in tutto l’anno sono riusciti a ottenere dallo stato 70.000 euro per l’acquisto di nuovi libri. Solo nel 2006 erano 600.000. E il sindaco di Milano, la Signora Letizia Moratti, due anni fa, uscendo dal Comune - e speriamo per sempre! - ha lasciato un debito – meglio chiamarlo un buco - di 186 milioni di euro. Non si sa come e dove li abbia sprecati, ma la cifra è questa. Tenersi informati In ognuno dei paesi della Scandinavia si spende quattro volte di più di quanto succeda da noi. Il numero delle persone locali che va a visitare un museo, una cattedrale o partecipa a una manifestazione culturale in Italia si ritrova ancora agli ultimi posti della classifica, e la cosa è stupefacente quando si pensa che sono migliaia i borghi e le città italiane che possono offrire un gran numero di luoghi d’arte di grande valore, ma il 50% e più di quelle popolazioni non è nemmeno informata su quello che possiede.Spesso nelle Accademie di teatro delle nostre città, alla facoltà di Scenografia non esiste un teatro, ma nemmeno un palcoscenico dove ci si possa esercitare nel montare le scene e le strutture. Quando ormai vent’anni fa, siamo stati con la nostra compagnia in tournée in tutte le università più importanti degli Stati Uniti, arrivati a Yale ci siamo trovati ad allestire l’impianto scenico insieme a dei giovani tecnici, tutti studenti dell’ateneo, che non solo si diplomavano in scenografia ma ricoprivano i ruoli di elettricisti, fonici e, soprattutto, si esibivano loro stessi in commedie di repertorio antico e contemporaneo. Credo che da noi non esista una scuola di questo genere, eppure il teatro moderno è nato proprio qui in Italia traendo le macchinerie dalla tecnologia dei cantieri navali di Venezia a partire dagli àrgani, le carrucole e le funi per montare le vele che si trasformavano in fondali. Nella Francia del XVII secolo il primo spettacolo con cambi di scena a vista fu impiantato dai nostri comici dell’arte nel teatro del Palazzo Reale di Enrico IV a Parigi dove il palcoscenico era stato smontato completamente per ricostruirci tutte le nuove strutture in uso dalla graticcia alle quinte fino agli scorrevoli per le fiancate e le scenografie. Il pubblico che gremiva il salone del re rimase attonito osservando una scena di bosco che si trasformava, con rapidità inaudita, in un palazzo a più piani e di lì a poco, in una nave a grandezza quasi naturale che navigava fra le onde. Sulle tavole del gran palco si esibivano maschere dagli abiti sgargianti e personaggi femminili che non erano interpretati da ragazzi travestiti – come allora era in uso in tutta Europa - ma da donne vere che per dimostrare la loro autentica natura con pretesti comici spesso si spogliavano nude in scena. Che teatro! La maschera di Arlecchino fu inventata proprio a Parigi in quegli anni e veniva interpretata da un attore che si chiamava Tristano Martinelli, di mestiere giovane notaio. Si scriveva i testi da sé e pubblicò un saggio famoso dal titolo “Composizione della Retorica”. Egualmente il capocomico della compagnia era un letterato: Francesco Andreini, scrittore e filosofo. Anche Isabella, sua moglie, bellissima... che fece innamorare di sè il re – anche lei si scriveva i testi da sola. E numerosi altri attori erano scienziati e musici nella compagnia: questo per sfatare il luogo comune che i comici dell’arte fossero attori scavalcamontagna, guitti di bassa cultura dotati solo di un gran senso del teatro. Scaramouche, maestro di Molière, era anche musico in grado di suonare tutti gli strumenti in voga nel ‘500. Dagli ottoni alle viole, dalle chitarre ai flauti. E naturalmente scriveva opere musicali che poi riusciva a eseguire da solo, passando da uno strumento all’altro. (grammelot) Oggi, molti ragazzi e ragazze, si cimentano nel mestiere del commediante badando soprattutto alla dizione, alla vocalità e al gestire; e spesso dell’autore e della ragione che l’ha portato a scrivere quel testo sanno poco o niente. Ci sono sì alcune accademie di teatro come la Paolo Grassi di Milano, che si preoccupano di formare culturalmente i giovani che lì si preparano a montare in scena. Lo stesso avviene alla scuola Silvio D’Amico di Roma e all’Accademia Nico Pepe di Udine ma sono solo casi eccezionali. Bisognerebbe imparare da certe scuole d’Europa dove l’attore è condotto ad essere informato non solo su quello che va recitando ma sulla situazione politica, culturale religiosa del paese in cui si svolge l’opera e dell’autore, soprattutto, che l’aveva composta. Come si può mettere in scena e recitare l’Amleto, per esempio, se non ti accorgi che la soluzione di ambientare l’opera in Danimarca, fu soltanto uno scaltro espediente di Shakespeare per poter trattare della situazione che si viveva in Inghilterra senza cadere nelle maglie della censura? E’ ovvio che l’intento era poter trattare liberamente della corte di Elsinòre per raccontare di Londra, della sua regina, della sua corte e delle basse manovre di potere che là si orchestravano. Ma ancora bisogna essere informati sui conflitti sociali e politici del tempo, sulla cultura, sui movimenti, sulle trasformazioni, la tensione sociale e il linguaggio dei protagonisti. Inoltre, essere informati del fatto che nella corte inglese e nelle università di Cambridge e Oxford si parlava correttamente il francese e anche l’italiano e che in quel tempo si stava compiendo proprio una trasformazione culturale senza eguali. Forse è la prima volta che il nome di una regina è legato a un movimento culturale, infatti la poesia e il teatro che là si producevano venivano comunemente definitielisabettiani. Gli autori famosi che mettevano in scena ogni anno in Inghilterra commedie tragedie e satire erano più di 50. A questi bisogna aggiungere gli autori che preferivano rimanere anonimi e gli altri di cui si sono perduti i testi e anche i nomi. Ognuno imbracci il proprio strumento e guai chi stona! Egualmente numerosi erano i teatri che rinnovavano il loro repertorio per un pubblico straordinariamente vasto, nello stesso tempo in gran numero erano gli spettacoli e le compagnie che li mettevano in scena. Tutti gli intellettuali, malgrado “l’assoluta tolleranza” dichiarata dal potere, si trovavano spesso nelle carceri a scontare anni di galera per aver offeso la dignità dei regnanti trattando delle loro malefatte sia sul piano delle appropriazione indebite che della falsa morale che esprimevano.Fra questi c’erano Marlowe, Johnson e Shakespeare al quale, in seguito alla messa in scena di Misura per misura, il re Giacomo I ordinò di non scrivere più alcun testo di teatro se non voleva rischiare la vita. Ecco perchè il grande William visse gli ultimi sei anni della propria esistenza senza produrre più una commedia. In questi anni mi capita spesso di incontrarmi con ragazzi italiani e stranieri che studiano nelle varie accademie. A brevi intervalli vado con Franca anche da mio figlio Jacopo ad Alcatraz, in Umbria, dove gestisce una libera università e lì teniamo insieme veri e propri seminari per giovani allievi di teatro, ragazzi e ragazze: come ci succederà fra poco, a metà marzo. La tecnica di insegnamento di cui ci serviamo va dall’improvvisazione di monologhi e dialoghi alla scrittura collettiva di testi e agli esercizi di pantomima; leggiamo recitando insieme anche brani di commedie classiche e racconti di famosi poeti e narratori da quelli medievali ai fabulatori dei giorni nostri e, per ogni autore, io racconto brani che testimoniano successi e sventure a lui capitate, compresi gli incontri con i personaggi più noti del loro tempo. La parte però che penso sia più interessante - non solo per loro, gli allievi, ma anche per noi che insegniamo – sono i dibattiti su un testo o un evento capitato oggi o appena ieri, un fatto di cronaca o della politica. E, quindi, esercizio importantissimo a nostro avviso è quello di raccontare loro la nostra vita – anche con i particolari più scabrosi - e ancora invitarli a testimoniarci le loro esperienze, compresi sogni e progetti che vorrebbero realizzare. E a proposito del coinvolgimento c’è un particolare atteggiamento che esprimono molti intellettuali che si atteggiano ad eruditi; mi capita spesso di sobbalzare ascoltandoli pronunciare sentenze come questa: “L’arte deve essere al di sopra delle parti e soprattutto chi fa teatro deve evitare ogni coinvolgimento politico e morale di sorta nel suo operare”. Costoro dimostrano di vivere immersi in un beato clima di presunzione e di ignoranza soprattutto riguardo alla struttura scenica delle opere teatrali. Basta dare una 4 sbirciata alla storia del teatro cominciando dai greci per scoprire che tutte le antiche opere satiriche che ci sono pervenute a cominciare da Aristofane a finire con Luciano di Samosata hanno come base degli avvenimenti raccontati una profonda drammaticità politica. L’esempio più convincente è senz’altro quello de Le donne al parlamento scritto, recitato e cantato da Aristofane e dalla sua compagnia. La commedia prende l’avvio da una strage subita dall’esercito ateniese nella guerra contro la città di Siracusa: gli ateniesi vengono battuti e nella ritirata via mare le loro navi in fuga vengono affondate e i pochi uomini che tentano di salvarsi a nuoto saranno trafitti uno ad uno dagli arcieri siculi. Le spose e le madri di Atene preso atto che nella città fra i maschi erano rimasti soltanto bambini e vecchi, decisero di salire tutte insieme al Parlamento e creare un governo di sole donne. “Di certo – gridavano a gran voce - saremo in grado di fare meglio di loro, dei nostri uomini, che hanno portato se stessi alla morte e la città alla rovina. La prima legge che noi voteremo all’unanimità sarà quella che delibera che tutti i possedimenti ed il denaro saranno messi in comune e amministrati da noi donne." Ogni guerra verrà bandita e, cacciato dalla città ogni abitante che pretenda la creazione di una difesa militare. “Certo disse una delle donne più ascoltate - si comincia sempre col preoccuparsi della difesa, poi si crea un nemico e si invade la sua città prima che lui faccia egualmente con la nostra"... e ZAC! siamo di nuovo alla strage! Chi sosterrà il motto che ‘dobbiamo difendere la pace quindi prepariamoci alla guerra’, non avrà più diritto di parola nei pubblici dibattiti per tutta la sua vita. L’atto fondante di tutta la nostra società sarà l’amore. Sceglietevi la sposa o lo sposo che volete ma senza corruzione in denaro e altre truffalderie. Ognuno dovrà saper leggere scrivere e far di conto, a cominciare dalla più tenera età... Il canto e la danza saranno parte fondamentale della nostra vita, danzeremo nei matrimoni, nei battesimi e perfino nei funerali... ognuno imbracci il proprio strumento e guai chi stona!” (grammelot cantato) Quello che abbiamo registrato non tenetevelo per voi, ma passate parola, passate parola ! Libro in brossura Ed. Chiarelettere ed Ebook ADAGIO disponibili dall' 11 febbraio 2013 I diritti d'autore di questo libro saranno devoluti a: - Afa Centro Reul di Genova, centro di riabilitazione, educazione per bambini con handicap uditivi e di linguaggio - Associazione genitori ragazzi non vedenti e ipovedenti di Milano per lo scambio di informazioni, esperienze e competenze tra le famiglie di ragazzi non vedenti e ipovedenti. La frana Economia 12.02.2013 Stato. Il Paese sta franando. Il 23 e il 24 febbraio mandiamoli tutti a casa. (*) Negli anni ‘90, come amministratore delegato della Techint, Scaroni ha patteggiato una condanna a un anno e quattro mesi per corruzione per tangenti pagate per ottenere appalti dall'ENEL (**) fonte Espresso, 45/2011 Gli Ingroiatubbies Minipost 12.02.2013 "Pronti a governare col PD" Antonio Ingroia 8/2/2013 "Bersani mi sembra molto incerto. Io ministro con lui? Vediamo...” Antonio Ingroia 11/2/2013 >>>Oggi, 13 febbraio, sono a Sondrio, ore 17, piazza Garibaldi e a Lecco, ore 21, piazza Cermenati. Domani, 14 febbraio, sarò a Susa, ore 17.30, piazza della Repubblica. Seguite le dirette su La Cosa! >>> La notizia dell'arresto dell'amministratore delegato di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, per corruzione internazionale, non mi ha sorpreso. Così come non mi ha sorpreso il fallimento del Monte Paschi di Siena con 21 miliardi di perdita di valore (un buchino...) o dell'amministratore delegato dell'ENI, Paolo Scaroni (*), ufficialmente indagato per corruzione per una tangente di 200 milioni di euro per appalti algerini. Ucci, ucci, sento odor di partitucci spinti da una fame atavica e inestinguibile, che dopo aver occupato ogni spazio, ogni poltrona, si stanno spolpando le società gestite dalle Fondazioni in cui sono presenti, come è il caso di Siena, o lottizzando le aziende partecipate dal Tesoro. Finmeccanica è il secondo gruppo manifatturiero italiano dopo la Fiat, ha circa 70 mila dipendenti e 17 miliardi di ricavi annui ed è partecipata dal Tesoro per il 32,4%. Le nomine in questo gruppo, fondamentale per la tenuta economica del Paese, non sono state fatte per merito, ma per nomina partitica. "Ogni anno il responsabile delle relazioni istituzionali Lorenzo Borgogni andava nell'ufficio del numero uno, prendeva il "tabellone", entrava, apriva sulla scrivania la mappa discutendo dei nomi da inserire. Più che una discussione, come ha ricostruito Borgogni al PM, era una ricezione di "ordini dalla politica". In questa lottizzazione si sono alternati ministri di sinistra e di destra, leghisti e centristi. Borgogni ne parla davanti al sostituto procuratore della procura di Roma il 13 e il 20 dicembre del 2011. Solo formalmente i componenti del consiglio di amministrazione provengono dal ministero del Tesoro, in realtà "sono il prodotto di una mediazione politica all'interno delle componenti della maggioranza di governo". (**) Rigor Montis, come un pappagallo sul trespolo, ha dichiarato questa mattina, dopo l'arresto di Orsi "C'è un problema relativo alla governance che affronteremo". In un anno e passa di governo con una maggioranza assoluta in Parlamento non ha evidentemente trovato il tempo per farlo. Si tolga dai piedi, porti il suo cagnolino al parco, ha già fatto abbastanza danni. Si. Certo. C'è un bel problema di governance, quindi di controllo, ma chi doveva vigilare se non il Tesoro e quindi il Governo? Qui più che un problema di governance, c'è un problema di onestà dei cosiddetti manager e di chi li ha messi al loro posto (in cambio di che?), c'è un problema enorme di mancanza di senso dello 5 Il Grillo canta sempre al tramonto Tagliare si può, volare si può Informazione 13.02.2013 Economia 13.02.2013 foto di Luca Vittorio Toffolon "Spesso mi torna in mente un testo, grottesco e tragico insieme, scritto da Luciano di Samosata intorno al I secolo d.C. Il testo originale è in greco e ha per titolo "La nave ovvero I desideri". Si tratta di un lungo percorso, una camminata dal porto del Pireo ad Atene durante la quale Luciano e un gruppo di amici, tra cui i più loquaci sono Samippo e Timolao, si raccontano l’un l’altro i progetti più fantasiosi che hanno in mente di realizzare. Luciano fa da moderatore e incalza i compagni di viaggio con domande puntuali e spesso provocatorie. I temi degli interventi passano dal surreale al grottesco, senza tuttavia mai perdere di vista la situazione tragica che in quel tempo si viveva ad Atene e in molte altre città della Grecia. I protagonisti propongono soluzioni spesso azzardate e impossibili per sortire da quel bailamme disperato. Qualche settimana fa ho avuto un incontro con due amici straordinari, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, che mi hanno proposto di unirmi a un viaggio lungo il folle percorso della nostra condizione politica e socioeconomica, di trattare cioè della disperata crisi che stiamo vivendo. Ho suggerito di prendere a pretesto il viaggio di Luciano di Samosata, e così è stato. Non ci resta che metterci in cammino!" Dario Fo Libro in brossura Ed. Chiarelettere ed Ebook ADAGIO disponibili dall' 11 febbraio 2013 I diritti d'autore di questo libro saranno devoluti a: - Afa Centro Reul di Genova, centro di riabilitazione, educazione per bambini con handicap uditivi e di linguaggio - Associazione genitori ragazzi non vedenti e ipovedenti di Milano per lo scambio di informazioni, esperienze e competenze tra le famiglie di ragazzi non vedenti e ipovedenti. >>>Oggi, 14 febbraio, sono a Susa, ore 17.30, piazza della Repubblica. Domani, 15 febbraio, sarò a Ivrea, ore 17, Piazza Ottinetti, e a Novara, ore 21, piazza Martiri. Seguite le dirette su La Cosa! >>> La spending review di Rigor Montis si è fermata alle enunciazioni e al morbido suono della parola inglese "riviuuuù". Il governo Monti ha aumentato le tasse, non ha fatto altro. La spending review non è stata fatta, ma la taxation review è stata strafatta, al punto che per le partite iva, gli artigiani, i piccoli imprenditori e tutti coloro che sono soggetti agli studi di settore può essere più conveniente stare a casa che andare al lavoro. E' necessario, prima del crollo delle entrate fiscali per la chiusura delle imprese al ritmo di 1.000 al giorno, tagliare senza guardare in faccia a nessuno. L'Italia è una mongolfiera che sta perdendo quota, vanno buttati fuori bordo i costi inutili. Per farlo è necessario un governo di salute pubblica che può essere garantito solo da una vittoria del MoVimento 5 Stelle. Per tagliare c'è solo l'imbarazzo della scelta: - accorpamento dei comuni sotto i 5.000 abitanti (subito) - modernizzazione e informatizzazione della macchina dello Stato centrale con un taglio del 30% dei costi (in 5 anni) - cessazione di ogni missione di pace, in realtà vere missioni militari, all'estero (subito) - eliminazione Province (subito) - stop alla costruzione di opere inutili come la Tav in Val di Susa, la Gronda a Genova, la Pedemontana in Lombardia (subito) eliminazione contributi all'editoria (subito) - eliminazione di ogni auto blu tranne per il presidente della Repubblica e del Consiglio (subito) eliminazione contributi elettorali ai partiti (subito) riduzione di almeno la metà delle consulenze esterne per lo Stato e per gli enti locali (subito) - Recupero dei 98 miliardi di euro evasi dalle società di slot machines (subito) - Taglio di 2/3 delle spese del Quirinale (subito) - Adozione di software open source per la Pubblica Amministrazione (subito) - Adeguamento stipendi dei parlamentari a media europea (subito) - Diminuzione del numero parlamentari del 50% (durante la legislatura) - Rinuncia all'acquisto dei cacciabombardieri F35 (subito) Efficienza/risparmi acquisti per la Sanità per un 1/5 della spesa (subito) Taglio/vendita di due canali RAI nazionali (subito) - Taglio Expo 2015 (subito) - Dimezzamento stipendio e numero consiglieri regionali (subito) Taglio delle pensioni sopra i 5.000 euro lordi mensili (subito) Insieme ai tagli elencati va inserito il reddito di cittadinanza presente in molte nazioni europee, come la Germania, per 6 chi non abbia un lavoro. Tagliare si può, volare si può. La Repubblica delle Banane #RepubblicaBanane (AGGIORNAMENTO) Minipost 13.02.2013 Repubblica “Guida al voto”, mette in evidenza i suoi loghi e si “dimentica” del MoVimento 5 Stelle. Secondo il giornale posseduto dalla tessera numero 1 del pdmenoelle su 20 regioni italiane, in 11 (più della metà) il M5S non ha una lista al Senato. Calabria, Puglia, Veneto, Sicilia, Marche, Piemonte, Campania, Emilia Romagna, Toscana, Trentino alto Adige e Umbria.E poi uno si chiede cosa vuol dire par condicio. Qualche AGCOM se ne accorgerà? Forse dopo il voto. AGGIORNAMENTO (ore 16:20): Repubblica sta procedendo all'aggiornamento della sezione. Ci scrivono: "Le liste del M5S di cui non riscontrate la presenza stanno gradualmente popolando il nostro speciale elettorale. Se avete tempo e voglia di controllare, accade anche per altre formazioni politiche le cui liste risultano al momento incomplete.[...] Va anche considerato che le liste definitive sono arrivate soltanto nelle ultime ore, per cui ci sono dei tempi tecnici." #RepubblicaBanane, magari si accorgeranno dell'errore: --> Intervista ad Alvise Maniero su LaCosa Minipost 13.02.2013 "Alvise Maniero, Sindaco di Mira, ci spiega quanto accaduto nella sua giunta a riguardo del consigliere Roberta Agnoletto che - per motivi di lavoro - non poteva svolgere il proprio ruolo in consiglio per più di due giorni e mezzo a settimana (altri impegni di lavoro) e che secondo la stampa sarebbe stata allontanata perché in stato interessante. Ascoltiamo le parole di chiarezza sulla questione direttamente dal primo cittadino di Mira che rende evidente come ormai le strumentalizzazioni durante la campagna elettorale abbiano abbondandantemente superato il livello di decenza minimo." LaCosa Leggi il post di Alvise Maniero sul blog di Mira 5 Stelle. Ascolta l'intervista rilasciata a LaCosa. 7 Lavoratori a 5 Stelle Politica 14.02.2013 >>>Oggi, 15 febbraio, sono a Ivrea, ore 17, Piazza Ottinetti, e a Novara, ore 21, piazza Martiri. Domani, 15 febbraio, sarò a Cuneo, ore 11, Piazza Virgino, a Torino, ore 16, piazza Castello e a Alessandria, ore 21, piazza Perosi. Seguite le dirette su La Cosa! >>> "Al pd ha dato fastidio il nostro impegno per salvare un'azienda che riteniamo importantissma e strategica sia per la nostra città (Bologna) che per il nostro Paese: la BredaMenariniBus. La Candidata del pd Rita Ghedini dice che si tratta di un tema serio (quindi noi non possiamo occuparcene seriamente?) e aggiunge: "Mi sembra che qualcuno sia affetto da schizofrenia da Campagna elettorale". Vorrei far notare che a Bologna ci occupiamo della BredaMenariniBus da diversi mesi, ben prima delle elezioni. Gli atti depositati hanno data 2012 come il nostro intervento in Question Time datato novembre. Faccio notare alla Senatrice Ghedini che ci siamo impegnati al fianco di tanti altri lavoratori ed aziende in difficoltà come la Verlicchi, ATC sosta, i dipendenti comunali, i lavoratori del Teatro Comunale, i medici ed operatori del Maggiore, i precari della scuola ecc... forse dobbiamo fare pausa in campagna elettorale? Per salvare la BredaMenariniBus e anche il nostro Paese oggi è necessario che tutte le forze "positive" collaborino per un fine comune. Preoccuparsi di mettere bandierine, marcare territori, mandare "promemoria alla FIOM" che sta solo facendo il suo lavoro, non serve a niente e non aiuta allo scopo. Chiedo alla Senatrice di mettere da parte l'ansia che vedo crescere parecchio nei confronti del MoVimento 5 stelle in questi giorni, e continuare a fare la sua parte per far ripartire questa azienda strategica. Il momento è critico, è importante unire le forze, non c'è più tempo da perdere. Noi ci siamo, se volete lavoriamo insieme per salvare la Breda oppure bisticciate da soli." Marco Piazza, M5S, consigliere comunale Bologna I patronati contro il M5S Beppe Grillo in Val di Susa Minipost 14.02.2013 MoVimento 15.02.2013 "Si tratta delle telefonate fatte a febbraio 2013 in campagna elettorale ai patronati in Europa. I patronati sono strutture che dipendono dal ministero del lavoro, finanziate con i soldi pubblici che assistono soprattutto pensionati italiani all'estero. In teoria, per legge, non possono fare campagna elettorale. La telefonata sembra dimostrare il contrario e confermare voci che da anni girano in proposito. pd, ti piace vincere facile? Guarda il video con la traduzione della telefonata." nonvotopd >>>Oggi, 16 febbraio, sarò a Cuneo, ore 11, Piazza Virgino, a Torino, ore 16, piazza Castello e a Alessandria, ore 21, piazza Perosi. Domani, 17 febbraio, sarò a Savona, ore 17, Piazza Sisto IV e a Genova, ore 21, piazza De Ferrari. Seguite le dirette su La Cosa! >>> "In campagna elettorale il cantiere del tunnel geognostico della Maddalena di Chiomonte, Valsusa, propedeutico alla realizzazione del TAV Torino-Lyon è stato interdetto ai candidati dei partiti, in realtà ci sono già state delle visite e forse altre ne seguiranno. Troppi "politici" sono saliti a Chiomonte per una foto di rito nel desolante cantiere, tra un operaio sfruttato, un po' di terra cementificata e un'escavatrice. LTF, promotrice dell'opera, teme soprattutto che si diffonda la verità: che il cantiere è abusivo non essendo mai stato terminato il progetto esecutivo, che i ritardi nello scavo della galleria peggiorano di giorno in giorno, che la militarizzazione del territorio diviene sempre più insostenibile per la popolazione. Il cantiere sulla scia di quanto fece Prodi nel 2008 con le discariche della Campania, dal primo gennaio 2012 è un sito strategico di interesse nazionale e militarizzato, ma fin dal 27 giugno 2011 è di fatto un fortino blindato, chiuso da filo spinato modello israeliano e difeso da un apparato militare da guerra civile, che non ha esitato in moltissime occasioni a fare massiccio uso di lacrimogeni tossici, contenenti il gas CS, vietati dalle convenzioni internazionali. Questa sorveglianza armata è già costata non meno di 90.000 € al giorno, per un totale ad oggi di oltre 52 milioni di euro, con un incremento progressivo confermatoci dai bilanci di LTF. Quasi ogni giorno il TG regionale e i giornali al servizio della grande opera, con il tramite del gran cerimoniere piddino Virano, Presidente dell'Osservatorio Tecnico (che appunto osserva e basta), decantano gli avanzamenti dei lavori a Chiomonte mandando in onda filmati di gallerie che nulla hanno a che fare con i lavori de La Maddalena di Chiomonte (a oggi sono stati scavati 7, SETTE!! metri), mentre si lanciano deliranti prospettive di cantiere. L'ultima boutade è che il cantiere sarà ad impatto zero, perché sarà il primo cantiere di tali dimensioni "indoor", cioè sarà coperto da un'immensa tensostruttura (per una superficie equivalente a 55 campi da calcio) che eviterà la fuoriuscita di polveri, tra cui anche quelle contenenti amianto e uranio, presenti in abbondanza nel massiccio dell'Ambin che si vuole andare a perforare. Ai cittadini, inascoltati dai sindaci di Susa e Chiomonte, dal Presidente della Provincia, dal Presidente delle Regione, 8 dai Governi (di sinistra, di destra e tecnici), non resta che manifestare, scioperare, incatenarsi. Ma anche così, le lobby riescono a rigirare la frittata: i violenti non sono loro che stuprano un territorio per beccarsi le tangenti che permettono loro di sopravvivere e mantenere il potere, ma gli inermi manifestanti, che vengono descritti come dei "professionisti della violenza" che hanno pure fatto dei corsi di addestramento un po' in Grecia, un po' in Palestina. Strano che alle manifestazioni si vedano solo famiglie con bambini ed anziani. Ma si sa, come ci ha spiegato Cossiga, che ci va poco a mettere qualche infiltrato. Come scrive Pepino nel libro “Forti con i Deboli” il grande apparato messo in piedi per legittimare l’incredibile presenta i manifestanti al pari di pericolosi terroristi al punto che i procedimenti giudiziari nei loro confronti vengono tenuti nelle aule bunker dei palazzi di giustizia come per i mafiosi. Poche ore fa il Presidente del collegio del tribunale ha respinto le istanze presentate dai difensori degli imputati affinché il processo fosse trasferito al Palazzo di giustizia, motivando la decisione con l'impossibilità di trovare un'aula adeguata fino a quando non sarà concluso il processo d'appello Eternit. Al contempo prosegue il mistero per cui la procura di Torino si occupa solo di colpire i No TAV con un accanimento e una severità degna di miglior causa (continuando gli arresti a casaccio, gli ultimi due ragazzi di Mattie che neanche erano sul posto), mentre le denunce contro gli autori degli incendi dei presìdi di Borgone e Bruzolo, l’incendio ed i danneggiamenti delle autovetture dei militanti No TAV, i ferimenti dei manifestanti con i lacrimogeni sparati ad altezza uomo, le violenze di (alcuni) poliziotti dal manganello facile, le diffamazioni a mezzo stampa, le lettere minatorie ricevute dagli esponenti del movimento, gli esposti e i ricorsi del movimento No Tav vengono regolarmente archiviati o giacciono nei cassetti. Che dice la giustizia piemontese? Solo i funzionari comunali, obbligati dalla legge, ci danno ragione: in seguito ad un esposto proveniente da Amministratori e Associazioni vicine ai No TAV, il Comune di Chiomonte è costretto a chiedere a LTF l'immediata eliminazione delle recinzioni e manufatti abusivi che delimitano un'area del tutto estranea a quella del cantiere stesso che è stato di fatto raddoppiata illegalmente. Chi provvederà? Chi risarcirà i cittadini del danno ingiustamente patito? I politici in coro decantano la bontà del progetto, unica fonte di progresso, adducendo motivazioni risibili come le “aperture psicologiche” verso il resto dell'Europa del Presidente Cota, e nel frattempo tagliano indiscriminatamente i servizi: dalla chiusura di 12 linee ferroviarie e di almeno 8 ospedali solo in Piemonte (di cui 2 in Valsusa-Valsangone) con i tagli del personale sanitario, dai tagli alla scuola e all'edilizia scolastica, alla ricerca, alla manutenzione idrogeologica del territorio. E c'è di peggio: le voci sulla progressiva chiusura dell’ospedale di Susa sono state recentemente smentite dall’Assessore Regionale Monferrino, il tecnico (targato FIAT) sostituto della Ferrero (impossibilitata ad esercitare il suo mandato sotto inchiesta per l'affidamento di una fornitura di pannoloni da 500 milioni di euro!, ha dichiarato che quell’ospedale non solo non sarebbe stato ridotto ma sarebbe stato potenziato, almeno fintantoché ci sarà il cantiere, soprattutto il reparto di traumatologia che dovrebbe avere molta più “clientela”. Medesima sorte per il punto nascite, prevedendo forse un boom di gravidanze grazie all'arrivo degli operai? Questa non è una compensazione (di compensazioni già ne han parlato: milioni di euro a pioggia sul territorio, con la possibilità anche di istituire una zona a burocrazia zero o a parziale defiscalizzazione), ma una vera estorsione. I valsusini conoscono bene la politica ormai: sanno che i tagli in tutt'Italia discendono dall'utilizzo scorretto delle nostre tasse e non è quindi una norma "ad vallem" che permetterà di salvare il paese. E' necessario un ribaltamento di obiettivi e priorità. Politici ed economici. Ed è per questo che i movimenti fanno paura... perché sono liberi e usano la loro testa. Propagate il virus!" Davide Bono, consigliere M5S Piemonte, e Marco Scibona, capolista al Senato Piemonte per il M5S De Benedetti contestato a Ivrea Minipost 15.02.2013 "Carlo De Benedetti è stato contestato a Ivrea. I manifestanti si sono dati appuntamento davanti allo stabilimento di via Jervis dell'Olivetti a Ivrea. Mostravano un cartello con scritto "De Benedetti hai spolpato l'Olivetti". In Olivetti lavoravano 70.000 persone tra tecnici, ingegneri e informatici che facevano concorrenza all'IBM e alla Bull nel campo dell'informatica. Oggi un giovane sotto i 30 anni residente a Ivrea è costretto a emigrare, se va bene a lavorare in un call center. Secondo i manifestanti la colpa di questo scempio è da imputare per l'appunto a Carlo De Benedetti, che al momento non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito." Ansia news 9 Senza MoVimento 16.02.2013 >>>Oggi, 17 febbraio, sono a Savona, ore 17, Piazza Sisto IV e a Genova, ore 21, piazza De Ferrari, piazza Perosi. Domani, 18 febbraio, sarò a Cremona, ore 17, Piazza Stradivari e a Pavia, ore 21, piazza Vittoria. Seguite le dirette su La Cosa! >>> Il MoVimento 5 Stelle è un movimento senza. Senza contributi pubblici Senza sedi Senza strutture Senza giornali Senza televisioni Senza candidati pregiudicati Senza candidati presenti in passato in Parlamento Senza faccioni civetta presentati come capilista in tutta Italia Senza compromessi Senza inciuci Senza leader Senza politici di professione Senza corrotti Senza tangenti Senza responsabili regionali, provinciali Senza capibastone Senza candidati scelti dalle segreterie dei partiti Senza candidati con un incarico attuale in Comune o in Regione Senza alleanze con i partiti Senza un passato di cui vergognarsi Senza candidati fuori dalla propria circoscrizione elettorale Senza ideologie Senza assicurazioni Senza banche Senza respiro Ma anche senza fretta Per questo vola in alto e sopra. E' leggero, più leggero di una piuma. Imprendibile come l'aria. E arriverà in Parlamento. Tutti a Roma a Piazza San Giovanni il 22 febbraio. Nulla sarà più come prima. Ps: L'intervista in diretta con SkygT24, prevista per le 20.30 di oggi da Genova, non si farà. Eliminiamo i privilegi delle banche Minipost 16.02.2013 In Italia le banche mantengono una posizione di ingiustificato vantaggio rispetto all’interlocutore più debole, che sarebbe invece più meritevole di tutele. Bisogna riequilibrare il rapporto tra istituti e utenti sulla base di nuove regole. Siamo in emergenza: il Governo e la Banca d’Italia devono rivedere il meccanismo delle segnalazioni alle Centrali dei rischi della Banca d’Italia e delle banche private. Inizialmente creata per il raggiungimento di un interesse pubblico, la segnalazione viene oggi utilizzata da banche e finanziarie come mezzo di pressione o di estorsione per ottenere sempre più spesso somme non dovute. Va abolito l’art. 50 del Testo Unico Bancario che consente alle banche di ottenere dai Giudici la concessione dei decreti ingiuntivi sulla base della mera attestazione di un Funzionario della stessa banca. Il Governo e la Banca d’Italia devono intervenire per dare attuazione immediata ad un congelamento o sospensione per almeno 2 anni di ogni procedura esecutiva per espropriazione immobiliare il cui titolo esecutivo è fondato su rapporti controversi già oggetto di opposizione in sede giudiziaria, sia civile che penale. Scopri di più sui privilegi delle banche su questo sito 10