Dal governo un altro miliardo per le banche: il Paese stringe la cinghia,
di crescita non se ne parla, ma per lorsignori i soldi si trovano sempre
Domenica 20 ottobre 2013 – Anno 5 – n° 288
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Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009
INTERDETTO DAL TRIBUNALE
E OSTAGGIO DELLA PASCALE
La Corte d’Appello di Milano: Berlusconi per due anni lontano dai pubblici uffici
Per il Caimano un’altra tegola in attesa della decadenza dal Senato per la legge
Severino. Il Pdl sulle barricate. Nuove voci su Palazzo Grazioli e sul potere della
Mascali » pag. 2
fidanzata: decide tutto lei, non solo sui fagiolini ma su amici e nemici
LA DONNA DEL CAPO
U di Furio Colombo
Carfagna, Verdini
Bondi & C:
la black list
di “Evita”
B. E L’ULTIMA
STRATEGIA
DEL CORPO
MORTO
di Fabrizio d’Esposito
uesto sfortunato e disorientato Paese, che contiQ
nua a essere forzato, piuttosto
rancesca Pascale detta
F
“Evita”. Il paragone è ardito e arduo, ma è questo il nomignolo appiccicato da amici
e nemici alla nuova first lady di
palazzo Grazioli. Perfetta incarnazione del movimento del
“duduismo”.
» pag. 3
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che guidato e persuaso a fare
qualcosa, è ingombro di corpi. I
corpi di vittime innocenti che
non hanno trovato accoglienza.
I corpi di colpevoli che si vendicano della civiltà con cui sono
stati trattati da vivi. » pag. 18
» CORTEO A ROMA » Gli antagonisti: “Emergenza sociale, basta con il potere delle multinazionali”
In migliaia per la casa e il lavoro
ma i violenti volevano il sangue
La manifestazione
di Roma: la paura finisce
davanti a Porta Pia. Sassi e
fumogeni contro i ministeri,
qualche scontro con la polizia:
ma il servizio d’ordine
“contiene” gli incappucciati
Basso profilo dei No Tav
Alla fine 15 fermi e 8 feriti
tra le forze dell’ordine,
un agente colpito da infarto
Neutralizzata una bomba
carta con proiettile
STRANI SCIENZIATI
La ricerca fantasma
a spese del ministero
e il “Cadaver Lab”
I dipendenti: “Ci hanno
fatto firmare documenti falsi
per incassare i soldi
del progetto. In realtà,
invece di lavorare
leggiamo libri e giochiamo
a dama”
Massari » pag. 11
Fierro, D’Onghia
e Rodano » pag. 6 - 7
Un momento degli scontri di ieri a Roma LaPresse
» FUNERALI » Uccisa nel 2009: si era ribellata al clan
IN MOVIMENTO
“Ciao Lea”: Milano
si scopre città antimafia
Da Manhattan
al pellegrinaggio
con Lupi: lo strano
weekend 5Stelle
U di Nando dalla Chiesa
di Paola
’NDRANGHETA,
LA LOTTA
DELLE DONNE
oveva essere il weekend
D
dell’incontro con Grillo
e Casaleggio. Ma molti eletti 5
» pag. 10
» JOHNNY ROTTEN
“Io, il Marcio
dei Sex Pistols,
odio come nel '77”
Biscotto » pag. 15
Zanca
Stelle avevano impegni già fissati e hanno preferito rimandare. Così, tra venerdì e sabato, tutti in partenza. » pag. 5
LA CATTIVERIA
Berlusconi fuori gioco
per due anni.
Si fa sempre
più dura per il Pd
» www.spinoza.it
Chi di gossip ferisce
di Marco Travaglio
llora siamo d’accordo: aboliamo il gossip.
A
Almeno quello sulla vita privata. Almeno
per chi non lo gradisce e non firma la liberatoria. Se la puntata di Servizio Pubblico con
Michelle Bonev servisse almeno a questo, sarebbe un trionfo. Prima però bisognerebbe sapere se B. è d’accordo, visto che il principale
editore di gossip è lui; e i suoi giornali usano la
vita privata altrui per bastonare o ricattare i
nemici (le presunte amiche di Di Pietro, il fidanzato della Boccassini, Sircana accanto al
trans, Marrazzo al festino con trans e coca, la
Tulliani che guarda storto Fini...) e santificare
gli amici (il finto fidanzato di Noemi inventato
da Chi, i servizi posati di Silvio, Francesca e Dudù), o semplicemente per far soldi (Panorama.it:
“Raoul Bova: divorzio ma non sono gay”; Chi:
“Chiara Giordano: Raoul, adesso parlo io”). E
poi a imporre come fatto politico, dunque pubblico, la vita privata di B. fu B. nel 2001, quando
diffuse in milioni di copie l’opuscolo elettorale
“Una storia italiana” col ritratto edificante della
Sacra Famiglia. A mandarlo in frantumi provvidero nel 2010 i casi D’Addario-Tarantini e
Noemi, poi Veronica che chiese il divorzio e
parlò di un uomo malato che va a minorenni.
Scandali che gli costarono milioni di voti. Nel
videomessaggio del 16 gennaio 2011, alle prime
notizie sull’inchiesta Ruby-bungabunga, B.
sparò: “Da quando mi sono separato ho uno
stabile rapporto di affetto con una persona che
era spesso con me in quelle serate e non avrebbe
consentito quegli assurdi fatti che certi giornali
ipotizzano”. L’annuncio scatenò una guerra all’ultimo gossip fra le pretendenti al lettone, finché la Pascale si aggiudicò ufficialmente l’ambìto riconoscimento. Da allora è tutto un fiorire
di servizi fotografici e giornalistici autorizzati
sulla Sacra Famiglia ricomposta e prossima all’altare. Se B. avesse rivendicato il suo libertinaggio – “nei miei letti faccio quel che voglio”
– nessuna notizia sul tema avrebbe avuto rilevanza pubblica (salvo, si capisce, reati come i
rapporti prezzolati con minorenni, i ricatti delle signorine, i pagamenti delle medesime con
soldi Rai o Finmeccanica cioè nostri, o corruzioni di testimoni). Invece usò il gossip “B. è
fidanzato, ha messo la testa a posto e non fa più
quelle cose” come instrumentum regni per attirare voti o evitare di perderne. Per questo, pur
con tutto il disgusto del caso, i giornalisti devono verificare se l’edificante presepe è vero o
falso. E dare voce a testimoni fin troppo informati sui fatti, come la Bonev, che lo smontano. Ma davvero qualcuno può pensare che
Santoro e la sua redazione muoiano dalla voglia
di sapere se alla Pascale piacciono più gli uomini o le donne? Nessuno sa se quel che afferma
la Bonev è vero o no (se davvero la Pascale la
denuncerà, le duellanti porteranno le rispettive
“prove” e un giudice deciderà). Però, trattandosi di un’assidua frequentatrice del cerchio
magico (fino a pochissimo tempo fa), va purtroppo ascoltata. Anche perché sulla parte più
interessante e scandalosa del suo racconto – il
finto premio al Festival di Venezia allestito dal
ministero della cosiddetta Cultura e il milione
buttato dalla Rai per acquistare un suo film
quando lei era tutt’uno con B. e B. era tutt’uno
con la Rai – non c’è bisogno di prove: raccontò
tutto il Fatto tre anni fa. E chi lo scopre oggi per
sputtanarla dovrebbe spiegarci perché non lo
scrisse allora, quando le doti artistiche della signora venivano decantate dalla stampa e dalle
tv berlusconiane. Ma è sempre la stessa solfa,
come già per la D’Addario e De Gregorio: i (e le)
compari di B. sono tutti santi finché non entrano nello studio di Santoro, poi diventano
diavoli. E tutti a scandalizzarsi: ma perché Santoro invita gente così? La risposta è scontata:
perché B. frequenta gente così. E B. non è un
passante né un trapassato, ma il primo grande
rielettore di Napolitano, il partner decisivo del
Pd nelle larghe intese e il padrone del governo
Letta (vedi Imu). O anche questo è gossip?
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interdetto dal tribunale e ostaggio della pascale