Dal governo un altro miliardo per le banche: il Paese stringe la cinghia, di crescita non se ne parla, ma per lorsignori i soldi si trovano sempre Domenica 20 ottobre 2013 – Anno 5 – n° 288 € 1,20 – Arretrati: € 2,00 Redazione: via Valadier n° 42 – 00193 Roma tel. +39 06 32818.1 – fax +39 06 32818.230 Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009 INTERDETTO DAL TRIBUNALE E OSTAGGIO DELLA PASCALE La Corte d’Appello di Milano: Berlusconi per due anni lontano dai pubblici uffici Per il Caimano un’altra tegola in attesa della decadenza dal Senato per la legge Severino. Il Pdl sulle barricate. Nuove voci su Palazzo Grazioli e sul potere della Mascali » pag. 2 fidanzata: decide tutto lei, non solo sui fagiolini ma su amici e nemici LA DONNA DEL CAPO U di Furio Colombo Carfagna, Verdini Bondi & C: la black list di “Evita” B. E L’ULTIMA STRATEGIA DEL CORPO MORTO di Fabrizio d’Esposito uesto sfortunato e disorientato Paese, che contiQ nua a essere forzato, piuttosto rancesca Pascale detta F “Evita”. Il paragone è ardito e arduo, ma è questo il nomignolo appiccicato da amici e nemici alla nuova first lady di palazzo Grazioli. Perfetta incarnazione del movimento del “duduismo”. » pag. 3 y(7HC0D7*KSTKKQ( +%!#!"!?!z che guidato e persuaso a fare qualcosa, è ingombro di corpi. I corpi di vittime innocenti che non hanno trovato accoglienza. I corpi di colpevoli che si vendicano della civiltà con cui sono stati trattati da vivi. » pag. 18 » CORTEO A ROMA » Gli antagonisti: “Emergenza sociale, basta con il potere delle multinazionali” In migliaia per la casa e il lavoro ma i violenti volevano il sangue La manifestazione di Roma: la paura finisce davanti a Porta Pia. Sassi e fumogeni contro i ministeri, qualche scontro con la polizia: ma il servizio d’ordine “contiene” gli incappucciati Basso profilo dei No Tav Alla fine 15 fermi e 8 feriti tra le forze dell’ordine, un agente colpito da infarto Neutralizzata una bomba carta con proiettile STRANI SCIENZIATI La ricerca fantasma a spese del ministero e il “Cadaver Lab” I dipendenti: “Ci hanno fatto firmare documenti falsi per incassare i soldi del progetto. In realtà, invece di lavorare leggiamo libri e giochiamo a dama” Massari » pag. 11 Fierro, D’Onghia e Rodano » pag. 6 - 7 Un momento degli scontri di ieri a Roma LaPresse » FUNERALI » Uccisa nel 2009: si era ribellata al clan IN MOVIMENTO “Ciao Lea”: Milano si scopre città antimafia Da Manhattan al pellegrinaggio con Lupi: lo strano weekend 5Stelle U di Nando dalla Chiesa di Paola ’NDRANGHETA, LA LOTTA DELLE DONNE oveva essere il weekend D dell’incontro con Grillo e Casaleggio. Ma molti eletti 5 » pag. 10 » JOHNNY ROTTEN “Io, il Marcio dei Sex Pistols, odio come nel '77” Biscotto » pag. 15 Zanca Stelle avevano impegni già fissati e hanno preferito rimandare. Così, tra venerdì e sabato, tutti in partenza. » pag. 5 LA CATTIVERIA Berlusconi fuori gioco per due anni. Si fa sempre più dura per il Pd » www.spinoza.it Chi di gossip ferisce di Marco Travaglio llora siamo d’accordo: aboliamo il gossip. A Almeno quello sulla vita privata. Almeno per chi non lo gradisce e non firma la liberatoria. Se la puntata di Servizio Pubblico con Michelle Bonev servisse almeno a questo, sarebbe un trionfo. Prima però bisognerebbe sapere se B. è d’accordo, visto che il principale editore di gossip è lui; e i suoi giornali usano la vita privata altrui per bastonare o ricattare i nemici (le presunte amiche di Di Pietro, il fidanzato della Boccassini, Sircana accanto al trans, Marrazzo al festino con trans e coca, la Tulliani che guarda storto Fini...) e santificare gli amici (il finto fidanzato di Noemi inventato da Chi, i servizi posati di Silvio, Francesca e Dudù), o semplicemente per far soldi (Panorama.it: “Raoul Bova: divorzio ma non sono gay”; Chi: “Chiara Giordano: Raoul, adesso parlo io”). E poi a imporre come fatto politico, dunque pubblico, la vita privata di B. fu B. nel 2001, quando diffuse in milioni di copie l’opuscolo elettorale “Una storia italiana” col ritratto edificante della Sacra Famiglia. A mandarlo in frantumi provvidero nel 2010 i casi D’Addario-Tarantini e Noemi, poi Veronica che chiese il divorzio e parlò di un uomo malato che va a minorenni. Scandali che gli costarono milioni di voti. Nel videomessaggio del 16 gennaio 2011, alle prime notizie sull’inchiesta Ruby-bungabunga, B. sparò: “Da quando mi sono separato ho uno stabile rapporto di affetto con una persona che era spesso con me in quelle serate e non avrebbe consentito quegli assurdi fatti che certi giornali ipotizzano”. L’annuncio scatenò una guerra all’ultimo gossip fra le pretendenti al lettone, finché la Pascale si aggiudicò ufficialmente l’ambìto riconoscimento. Da allora è tutto un fiorire di servizi fotografici e giornalistici autorizzati sulla Sacra Famiglia ricomposta e prossima all’altare. Se B. avesse rivendicato il suo libertinaggio – “nei miei letti faccio quel che voglio” – nessuna notizia sul tema avrebbe avuto rilevanza pubblica (salvo, si capisce, reati come i rapporti prezzolati con minorenni, i ricatti delle signorine, i pagamenti delle medesime con soldi Rai o Finmeccanica cioè nostri, o corruzioni di testimoni). Invece usò il gossip “B. è fidanzato, ha messo la testa a posto e non fa più quelle cose” come instrumentum regni per attirare voti o evitare di perderne. Per questo, pur con tutto il disgusto del caso, i giornalisti devono verificare se l’edificante presepe è vero o falso. E dare voce a testimoni fin troppo informati sui fatti, come la Bonev, che lo smontano. Ma davvero qualcuno può pensare che Santoro e la sua redazione muoiano dalla voglia di sapere se alla Pascale piacciono più gli uomini o le donne? Nessuno sa se quel che afferma la Bonev è vero o no (se davvero la Pascale la denuncerà, le duellanti porteranno le rispettive “prove” e un giudice deciderà). Però, trattandosi di un’assidua frequentatrice del cerchio magico (fino a pochissimo tempo fa), va purtroppo ascoltata. Anche perché sulla parte più interessante e scandalosa del suo racconto – il finto premio al Festival di Venezia allestito dal ministero della cosiddetta Cultura e il milione buttato dalla Rai per acquistare un suo film quando lei era tutt’uno con B. e B. era tutt’uno con la Rai – non c’è bisogno di prove: raccontò tutto il Fatto tre anni fa. E chi lo scopre oggi per sputtanarla dovrebbe spiegarci perché non lo scrisse allora, quando le doti artistiche della signora venivano decantate dalla stampa e dalle tv berlusconiane. Ma è sempre la stessa solfa, come già per la D’Addario e De Gregorio: i (e le) compari di B. sono tutti santi finché non entrano nello studio di Santoro, poi diventano diavoli. E tutti a scandalizzarsi: ma perché Santoro invita gente così? La risposta è scontata: perché B. frequenta gente così. E B. non è un passante né un trapassato, ma il primo grande rielettore di Napolitano, il partner decisivo del Pd nelle larghe intese e il padrone del governo Letta (vedi Imu). O anche questo è gossip?