Anita Ferrandino – La Biblioteca a misura di ragazzo
LA BIBLIOTECA........A MISURA DI RAGAZZO
a cura di Anita Ferrandino
INTRODUZIONE
BIBLIOTECA: raccolta di libri per lettura o studio, e anche il luogo (sala o edificio) dove si
conservano, si consultano o si leggono; deriva dal greco bibliotheke, comp. di biblion (libro) e theke
(scrigno).1
Come risulta evidente dalla sua etimologia, la biblioteca, di per sé, è un’istituzione nata fin
dall’antichità con lo scopo di conservare il patrimonio culturale dei popoli per tramandarlo ai
posteri. La sua parola d’ordine era quindi “conservazione” (di qualcosa di prezioso tra l’altro),
finalità che ha mantenuto inalterata per secoli. Paradossalmente potremmo azzardarci a dire che
nonostante il suo immenso sapere questa istituzione fino a poco tempo fa non sia stata in grado di
utilizzarlo per evolversi.
Fortunatamente le cose sono decisamente cambiate: al giorno d’oggi, infatti, le biblioteche stanno
tentando di smentire l’immagine che ancora si ha di esse come luoghi grigi, ammuffiti, pieni di cose
noiose,2 dove “i bibliotecari sono persone ossessionate dal silenzio”;3 in altre parole si sta tentando
di ribaltare lo stereotipo che la concepisce come un luogo poco interessante e farne emergere,
invece, la vitalità che lo contraddistingue, alla luce delle profonde trasformazioni che hanno
coinvolto le sue stesse funzioni: da luogo di sola conservazione e messa a disposizione del
patrimonio librario a luogo di divulgazione, di consultazione e ricerca e ancora di animazione, di
dibattito, centro di programmazione e di promozione della lettura.
Negli ultimi tempi la biblioteca non è solo cambiata dal punto di vista organizzativo o funzionale,
ma soprattutto nel suo modo di comunicare e proporsi al pubblico/utente, in particolare si è aperta al
mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, irradiandosi sul piano educativo e sociale, verso la scuola
ma soprattutto nell’extrascuola.
Fare un excursus storico impiegherebbe troppo tempo; è necessario però specificare che la
biblioteca aperta ai più piccoli è un’invenzione che risale a poco più di cento anni fa in
concomitanza con la scoperta ottocentesca della specificità dell’infanzia rispetto all’età adulta.
Questo vento di novità porta cambiamenti in tutti gli ambiti: cambiano le leggi sul lavoro, sulla
scuola, sulla sessualità. Le conseguenze non tardano a farsi sentire nemmeno in ambito culturale: è
1
La definizione è tratta da Dizionario della Lingua Italiana, Devoto-Oli ediz. 2002-2003
Cfr. B. Marin, Promozione del libro e promozione della lettura in E. Pintore (a cura di), Sai cosa
faccio?Leggo, Milano, Editrice Bibliografica, 2000
3
A. Agnoli, Multimedialità in biblioteca in AA.VV., La Nuova Biblioteca per ragazzi, Campi Bisenzio, Idest, 2000.
2
1
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questo, infatti, il periodo in cui gli scrittori più importanti pubblicano capolavori che hanno i
bambini come grandi protagonisti (basti pensare a David Copperfield, Tom Sawyer, Huckleberry
Finn, Jim Hawkins fino ad arrivare all’emblema del bambino con la “B” maiuscola, cioè Peter Pan).
Le prime esperienze di servizi bibliotecari per ragazzi si hanno negli Stati Uniti alla fine del 1800;
degne di citazione sono quelle del Connecticut, del Rhode Island e di Brooklyn che, grazie all’opera
di bibliotecarie attente ai bisogni dei bambini, sono diventate le pioniere nel settore, inventando tutti
i servizi che oggi vengono detti “di base”, in particolare per ciò che riguarda la promozione della
lettura, cioè l’incontro tra ragazzi e libri.
L’eco di questa innovazione non tardò ad arrivare in Europa, dove paese pioniere divenne
l’Inghilterra che stabilì molti degli standard di riferimento e dove iniziò l’opera di unificazione di
intenti con la scuola. Mentre questa, infatti, veniva considerata il luogo dove si alimentava il
desiderio di sapere, la biblioteca doveva essere il luogo in cui venivano offerte adeguate possibilità
di soddisfare tale desiderio e promuovere il bisogno di libri. Per la prima volta, infine, si pose
l’accento sulla necessaria qualificazione del personale del settore.
Gli altri paesi, Italia compresa, recepirono il tutto con un deciso ritardo, solo dopo il secondo
conflitto mondiale si iniziarono a registrare cambiamenti di tendenza significativi.
Tornando ai nostri giorni, quando parliamo di Biblioteca dei ragazzi, cosa intendiamo?
“La sezione ragazzi (children’s department) all’interno di una biblioteca pubblica è una sezione
apposita provvista di libri adatti al soddisfacimento dei bisogni e degli interessi dei ragazzi e
dotata di materiali e attrezzature utili a creare un ambiente di piacevole incontro con la lettura.”4
La Biblioteca dei Ragazzi, quindi, non è altro che un centro informativo che deve facilitare in tutti i
modi l’accesso ai diversi tipi di documenti e al loro utilizzo e deve creare le condizioni favorevoli
affinché avvenga la giusta crescita e formazione dell’utente, per far sì che diventi un “buon” lettore.
È bene precisare che favorire l’accesso ai diversi tipi di documenti significa chiamare in causa le
risorse di tale ente: la biblioteca, come dice Antonella Agnoli,5 non è mai stata mono-mediale
perché, oltre ai libri, ha sempre ospitato anche i giornali. Oggi le risorse messe a disposizione sono
aumentate notevolmente e quindi una buona biblioteca che si rispetti deve essere anche mediateca e
ospitare (oltre a libri e periodici) audiocassette, VHS o DVD, CD-ROM musicali e non, anche in
varie lingue. Dotare la biblioteca di strumenti multimediali non significa sminuirla, né tanto meno
questa è un’operazione per attirare “clientela”, ma significa, invece, renderla più vitale e meno
polverosa, significa renderla davvero “ambiente d’apprendimento” per lo sviluppo della conoscenza
e delle abilità d’informazione, vera realizzazione di quella trasformazione da “teca” (cioè
4
G. Vigini, Glossario di biblioteconomia e scienza dell’informazione, Milano, Ed. Bibliografica, 1985, p.22, voce
“Biblioteca per ragazzi”.
5
A. Agnoli, Multimedialità in biblioteca in AA.VV., La Nuova Biblioteca per ragazzi, cit.
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contenitore di saperi) a “struttura” che connette i saperi proprio attraverso la ricerca-azione e la
multimedialità.
Ciò significa che alla Biblioteca dei ragazzi competono specifiche responsabilità educative:

EDUCARE
 all’uso competente dell’informazione
 alla cultura del libro e della lettura
 all’uso finalizzato e consapevole delle nuove tecnologie
 all’uso di capacità progettuali

COLLEGARE
 i diversi livelli di studio intorno alla unitarietà della biblioteca

FACILITARE
 la circolazione delle informazioni tra i sistemi informativi più vasti
Inoltre, la Biblioteca dei Ragazzi deve rispondere ai due principi di contemporaneità e territorialità.6
Per quel che riguarda il primo, adeguarsi alla contemporaneità da parte della biblioteca significa
seguire il progresso tecnologico, le modificazioni demografiche ed economiche, le riforme
scolastiche, i mutamenti del mercato del lavoro e della produzione, i processi migratori; conoscere e
capire il lettore al quale il servizio è destinato.
Attenzione al territorio significa, invece, sguardo attento del bibliotecario sulla geografia, la storia,
l’ecologia e la sociologia ( ad esempio i villaggi alpini richiedono un’organizzazione diversa da
quella dei paesi in pianura o sul mare…).
Per stare al passo con i tempi la biblioteca deve mantenere le caratteristiche di un organismo in
crescita e in cambiamento, “the library is a growing organism”7 diceva Ranganathan, e questo deve
essere ancora più valido proprio per il settore ragazzi, che per via della particolare propensione alla
ricezione dei cambiamenti da parte della sua utenza, deve cercare di offrire loro un servizio
adeguato e rispondente ai loro bisogni ed esigenze, per dirla con le parole di Bruno Bettelheim i
servizi per ragazzi dovrebbero essere “designed with people in mind”.
GLI UTENTI
La Biblioteca dei ragazzi accoglie un’utenza molto più eterogenea di quella che si può pensare. Le
biblioteche degli anni Settanta all’inizio avevano concepito servizi genericamente denominati “per
ragazzi” senza rendersi davvero conto che le utenze di questa sezione sono talmente differenti tra
6
Cfr. G. Malgaroli (a cura di), Biblioteche per bambini e ragazzi: costruzione, gestione e promozione delle raccolte,
Roma, AIB, 2000, p.12
7
S. R. Ranganathan, The five laws of library science, Madras: The Madras Library Association, 1957, in G. Malgaroli,
op. cit., p.14
3
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loro e tutte con proprie esigenze da costringere sia i bibliotecari che gli spazi ad adattarsi e
rinnovarsi in maniera continua.
La regola generale destina al settore ragazzi l’utenza che va dai 0 ai 14 anni. A questi ovviamente si
affiancano genitori, nonni, educatori e tutti coloro che si occupano di questa fascia d’età.
Non ci si deve stupire se la prima età ad essere presa in considerazione è quella dei piccolissimi (0 –
3 anni). Non è un luogo comune affermare che non si è mai troppo piccoli per venire in contatto con
i libri e la lettura. Ci sono studiosi che affermano che “i lattanti cominciano a “leggere” molto
prima di saper prendere in mano un libro o un oggetto che gli assomigli. “Leggono” i suoni e le
voci; “leggono” i ritmi di una filastrocca quando (con l’aiuto della rima) riescono ad isolarli da un
universo sonoro indifferenziato e caotico; “leggono” le emozioni che si accompagnano alle voci
che cantano o che raccontano. ”8 Proprio l’inserimento di bambini di quest’età in biblioteca ha
permesso di scoprire un modo completamente diverso di pensare e gestire il servizio per ragazzi.
Gli obiettivi per i piccolissimi sono:

facilitare lo sviluppo dell’immaginazione e delle capacità linguistiche

fare in modo che i bebé conservino dell’incontro un ricordo talmente felice da portarli ad
associare ai libri un’idea di piacere, creando così l’abitudine all’uso della biblioteca

aiutare i genitori che accompagnano i bambini a diventare a loro volta utenti

favorire il rapporto adulto/bambino attraverso un lavoro di informazione sui libri e sui
materiali più appropriati e attraverso la scoperta del piacere di condividere una storia
Nell’avvicinare i più piccoli alla lettura non s’intende affatto un “precoce e inopportuno tentativo di
insegnare a leggere”9 bensì il suo scopo è far sorgere e sostenere la motivazione alla lettura,
attraverso il suo mostrarsi come attività piacevole e desiderabile. Solo se il bambino svilupperà
atteggiamenti positivi nei confronti della lettura, diventerà nel futuro un lettore autonomo.
Un incontro precoce con il libro ha un’importanza fondamentale in quanto è proprio questa l’età più
feconda perché “chi non ha fatto proprio l’oggetto libro, ne resta privato per sempre.”10 Il
bibliotecario è in questo processo che deve trovare l’opportunità di inserirsi, mostrandosi capace di
trovare la giusta mediazione tra i materiali disponibili, l’adulto e il bambino.
Sicuramente l’utenza più “consistente” della Biblioteca dei ragazzi è quella che va dai 6 ai 13 anni.
Gli obiettivi che il servizio si propone sono:

incoraggiare l’abitudine dell’utente alla lettura come svago e all’uso della biblioteca ai fini
di apprendimento
8
R. Valentino Merletti, Libri e lettura da 0 a 6 anni, Milano, Mondadori, 2001, p.14
R. Valentino Merletti, Leggere ad alta voce, Milano, Mondadori, 1996, p.14
10
P. Peri, Dentro la lettura: perché e come si legge, in S. Blezza Picherle, Leggere nella scuola materna, Brescia,
Editrice La Scuola, 1996, p.14
9
4
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
promuovere la capacità d’uso di tutta la biblioteca

creare le condizioni per il passaggio dal servizio ragazzi a quello adulti
I bambini/ragazzi da 6 a 13 anni devono avere uno spazio separato da quello dei piccolissimi, ma
vogliono anche la possibilità di utilizzare le risorse di tutta la biblioteca. Hanno bisogno di un
servizio che sia molto flessibile, che sia in grado di poter accogliere utenti nuovi e abituali, chi
viene in biblioteca solo per il prestito e chi ci passa molte ore, chi viene per studiare e chi viene per
incontrare gli amici. Bisogna organizzare il tutto più in funzione dei comportamenti e delle
abitudini di lettura dell’utenza piuttosto che della differenza di età. Soprattutto dai 10 anni in su gli
utenti diventano piuttosto esigenti, spesso passano molto tempo in biblioteca, vogliono essere presi
sul serio, vogliono servizi di qualità, ben organizzati, personale competente che conosca bene i libri
e sia in grado di aiutarli a trovare quello che cercano. Il bibliotecario deve, quindi:

conoscere approfonditamente l’editoria per ragazzi e gli altri supporti audiovisivi, le nuove
tecnologie e il loro uso

saper interpretare i desideri e i gusti dei ragazzi per consigliarli nella lettura e rispondere
alle loro curiosità

intrattenere rapporti con i genitori, gli educatori, le scuole del territorio

saper utilizzare le varie forme di animazione per promuovere il libro e la lettura
Gli utenti più “complicati” da gestire sono proprio gli adolescenti. Se il servizio per loro viene
trascurato si rischiano di vanificare tutti gli sforzi fatti precedentemente per conquistare il piacere
della lettura. Gli obiettivi da perseguire sono:

favorire lo sviluppo dei bisogni ricreativi e intellettuali dell’adolescente

favorire il passaggio dalla sezione ragazzi a quella adulti

favorire l’utilizzo della sezione narrativa e consultazione adulti
Devono essere incoraggiati ad usare tutti i servizi, magari riservando degli angoli della sezione
ragazzi che si prolunghino verso quelli degli adulti. Le collezioni dovrebbero tener conto dei loro
interessi, rispettare la diversità di genere, essere il più possibile variegate, con media diversificati e
integrati. Gli spazi devono favorire la socializzazione, l’incontro e l’autonomia.
Quarta utenza da non dimenticare è quella adulta, soprattutto genitori ed educatori per la quale deve
essere predisposto un apposito spazio denominato “strumenti”. Le figure che hanno più bisogno di
essere sostenute sono proprio i genitori soprattutto nel:

far conoscere loro i servizi e le collezioni della biblioteca

farli diventare risorse importanti nella vita della biblioteca

far perdere loro il senso di isolamento

renderli consapevoli dei bisogni e delle capacità dei loro figli
5
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
renderli consapevoli dell’importanza di leggere ad alta voce, giocare e svolgere attività
creative insieme ai loro figli

sostenerli nel loro ruolo di educatori
Accogliere bene questi genitori può servire a conquistare un tipo particolare di utenti, che senza la
spinta dei bambini, non avrebbero mai superato le barriere che inibiscono la frequentazione delle
biblioteche. Solo se in famiglia si legge, e si legge costantemente, anche i ragazzi prenderanno
l’abitudine di utilizzare i libri e la conserveranno nel futuro.
ORGANIZZAZIONE SPAZIALE
La biblioteca è di per sé un sistema organizzato. Uno degli elementi portanti di questa
organizzazione è la topografia, ovvero la gestione degli spazi. Risulta difficile stabilire una regola
valida per tutti; gli standard internazionali sostengono che il settore ragazzi dovrebbe ricoprire
almeno 1/3 della superficie disponibile, percentuale che è arrivata ultimamente al 50% visti i grandi
ritorni di utenza del settore. Per mettere su una buona Biblioteca dei Ragazzi, però, i metri quadri
pochi o molti che siano non bastano…tutto dipende da come questi sono organizzati. Per prima cosa
lo spazio deve essere il più aperto possibile: le zone corrispondenti alle diverse età, alle diverse
funzioni, ai diversi modi di stare dei bambini possono essere create usando l’arredamento. Partiamo
dalla zona “Primi Libri”, quella destinata ai bambini sotto i 5 anni, che proprio per il loro innato
senso di curiosità, scoperta e voglia di “sperimentare” direttamente non possono certo essere accolti
in uno spazio tradizionale. Richiede, perciò, un luogo ben delimitato che trasmetta un’idea di calma,
ordine, sicurezza, ma anche di allegria e vivacità, allestito con materassoni colorati, tappeti, cuscini
dove potersi sistemare come si vuole per “leggere da soli” nel modo che si preferisce oppure
comodamente tra le braccia dell’adulto accompagnatore. I libri devono essere sistemati in mobili
bassi o in ceste, facilmente utilizzabili e accessibili ai bambini (l’utente, anche a due anni, deve
essere sempre stimolato nell’essere autonomo), con angoli sagomati per evitare incidenti.
Completano l’allestimento di questo settore alcuni porte-enfant per i neonati e la presenza di oggetti
piacevoli e divertenti (che magari si richiamano alle loro storie preferite).
Il maggior spazio della Biblioteca dei Ragazzi è dedicato all’utenza 6/13. Anche qui spazi e arredi
diventano una componente importante perché è fondamentale creare un luogo in cui i ragazzi amino
entrare e restare, che dia l’idea di un terreno di sogni e avventure dove soddisfare il desiderio di
evasione, ma anche il bisogno di sicurezza. Risulta evidente che creare un luogo così non è
semplice. È bene, innanzi tutto, creare delle zone ben definite per le diverse funzioni:

punto di informazione bibliografica (informazioni, prestito e rientro documenti)
6
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
spazio per la lettura “vagabonda” (dove il lettore può scegliere liberamente sia i libri che i
modi per leggerli assieme all’ascolto e alla visione di documenti audio o video)

spazio per il lavoro individuale (tavoli, sedie e scaffali per i materiali di documentazione)

zona per i laboratori e attività di animazione (ora del racconto, albero delle fiabe, insomma
uno spazio magico dove è bello ritrovarsi per scoprire e condividere la lettura)
I mobili devono essere non più alti di 150 cm, solidi, facilmente lavabili, magari di forme diverse
visto che i libri per ragazzi sono dei più strani formati, devono esserci tavoli (preferibilmente tondi)
e sedie della giusta altezza sia per lavori individuali che di gruppo.
Gli standard sono ancora più difficili da definire per la sezione adolescenti: meglio che ogni
biblioteca adotti la strategia più idonea in base alle proprie possibilità. Un suggerimento può essere
quello di posizionare la sezione adolescenti in una zona flessibile, potremmo dire “border-line” con
quella adulta; l’importante è che sia comunque uno spazio autonomo che i ragazzi sentano
rispondente ai propri desideri di indipendenza e sia, allo stesso tempo, luogo di incontro ed
espressione creativa.
Infine, gli spazi destinati agli adulti che frequentano la Biblioteca dei Ragazzi devono prevedere
almeno tre zone:

una zona di accoglienza, attesa e incontro riservata solo a loro

uno spazio per la lettura e il prestito

area di attività di animazione, dove adulti e bambini possano lavorare e giocare insieme
Lo spazio “ben organizzato” di una Biblioteca dei Ragazzi non è dato solo da un’idonea scelta degli
arredi, bensì dalla giusta combinazione di questi ad altri elementi: atmosfera, isolamento acustico,
luci, colore, segnaletica. Quando parliamo di atmosfera intendiamo quella sensazione che, entrando
in un posto, ci avvolge e ci fa sentire in un luogo piacevole, accogliente, caldo e confortevole.
Sicuramente, oltre agli elementi fisici, molto importante è lo spirito di accoglienza del personale,
così come la presenza di tutti quegli elementi che danno una precisa identità al luogo stesso.
Anche l’isolamento acustico gioca un ruolo fondamentale: la biblioteca per tradizione è il luogo del
silenzio. Sicuramente nella Biblioteca dei Ragazzi non è la priorità, vista la vitalità che la
caratterizza. È bene, però, cercare di ridurre i rumori il più possibile, riflettendo sui comportamenti
degli utenti, magari utilizzando pannelli acustici per separare le zone più rumorose, utilizzando gli
scaffali per creare delle zone più appartate e sarà poi la fantasia a suggerire ad ognuno la soluzione
più idonea al proprio spazio.
I colori e la luce contribuiscono ulteriormente alla qualità dello spazio e all’atmosfera degli
ambienti. Nel settore ragazzi gli elementi colorati sono molti e si può correre il rischio di eccedere
ottenendo l’effetto contrario, quello cioè di creare confusione; sono preferibili quindi le tinte neutre
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e chiare, con qualche macchia di colore qua e là (non bisogna dimenticare, poi, che anche i libri
sono colorati quindi ne aggiungono ulteriormente). È preferibile la luce naturale, le grandi vetrate
sono belle e suggestive, ma si deve prestare attenzione poi alla collocazione dei libri. La luce
artificiale deve essere adeguatamente studiata, meglio se flessibile viste le molteplici funzioni che
può rivestire: orientamento, valorizzazione di una zona, permettere la lettura.
La segnaletica, a sua volta, deve essere chiara, semplice, facile da memorizzare, flessibile, in
sintonia con i colori e altri elementi decorativi usati nel resto del settore. Può comunicare all’utente
vari tipi di messaggi: orientamento, localizzazione, informazione. Di solito viene utilizzato un
linguaggio iconico (pittogrammi, simboli) che si accompagna allo scritto.
Un’ultima precisazione resta da fare sull’arredamento in senso stretto che deve avere tre
caratteristiche fondamentali:

flessibilità: possibilità di riadattare continuamente gli arredi in funzione delle utenze, degli
usi futuri, dei materiali

modularità: scegliere arredi che possano nel tempo essere integrati con altri elementi

ergonomia
Sicuramente il bibliotecario deve partecipare in prima persona alla scelta di tutto l’arredamento, di
scaffali, tavoli e sedie per far sì che il tutto si armonizzi con l’insieme dell’edificio e con gli arredi
della parte adulti, ma, allo stesso tempo, contenga quel tocco di originalità che fa distinguere il
settore da tutto il resto.
COSTRUZIONE E ORGANIZZAZIONE DELLE RACCOLTE
L’elemento vitale di una qualsiasi Biblioteca è ovviamente ciò che contiene, cioè il suo patrimonio,
ciò che può fare davvero la differenza in termini di qualità. Come affermano le Linee Guida IFLA
“la dotazione di materiali a stampa e non a stampa non deve diventare una sorta di supermercato
culturale, ma deve invece essere considerata nella sua capacità di rispondere alle richieste del
tempo libero, della scuola, delle prospettive di carriera dei bambini e dei giovani che usano il
servizio” e inoltre “la fornitura delle biblioteche pubbliche deve corrispondere allo sviluppo
sociale, culturale e tecnico più recente della società. La biblioteca per ragazzi apporta un
contributo significativo allo sviluppo delle capacità linguistiche e di lettura. Stimola
l’immaginazione e la sensibilità emotiva dei bambini e dei ragazzi e approfondisce le loro
conoscenze. I supporti sonori, visivi e audiovisivi hanno la loro importanza in questo processo”.
Dagli anni Settanta ad oggi il mercato italiano del libro per ragazzi è cambiato profondamente,
diventando uno dei segmenti più dinamici e innovativi dell’industria editoriale. I settori più
8
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interessati dai cambiamenti sono stati l’illustrazione, i libri per i piccolissimi, il formato tascabile, la
crescita esponenziale delle collane, il romanzo, i libri-game e i libri scientifici.
L’offerta che il mercato editoriale propone è uno degli elementi imprescindibili di conoscenza per
qualificare, ampliare e dare coerenza alle raccolte della biblioteca. L’altro elemento fondamentale è
il bibliotecario in persona, il quale deve avere una conoscenza approfondita della collezione per
poter svolgere la sua funzione di orientamento nei confronti dei piccoli lettori, sia verso gli utenti
che sanno cosa vogliono e con gusti precisi, sia verso coloro che non hanno in mente nulla e devono
essere aiutati a scoprire cosa può interessarli in quel momento: l’obiettivo è stabilire un rapporto di
fiducia.
Scendendo nel concreto di cosa c’è bisogno per costruire una buona collezione?
Per prima cosa devono essere chiari gli obiettivi della collezione:

comunicare il piacere della lettura

sviluppare e arricchire la fantasia del ragazzo

sviluppare nel bambino l’uso e la comprensione della lingua

contribuire allo sviluppo dell’intelligenza, dell’equilibrio psicologico e delle capacità di
socializzazione del bambino

aiutare il bambino a diventare un adulto che legge regolarmente

dare ai bambini il senso della loro appartenenza alla comunità e aiutarli a riflettere
sull’identità culturale del territorio

soddisfare i bisogni informativi ed educativi del ragazzo

offrire esperienze con le nuove tecnologie
Da questo discendono i criteri guida da tenere presenti mentre si costruiscono le collezioni:

conoscenza dei bisogni e gusti del pubblico (se i ragazzi non si riconoscono nelle collezioni
difficilmente diventeranno utenti abituali)

giusta proporzione tra le differenti tipologie di materiali (il fondo deve essere il più possibile
completo e comprensivo - primi libri, narrativa, divulgazione, consultazione, altri media –
aggiornato per tutti i livelli di età)

ampia disponibilità di documenti all’interno di ogni genere (il bambino che ama
intensamente un libro, o un argomento, vuole ripetere l’esperienza)

stabilire le risorse finanziarie
Si è già detto più volte che i materiali devono essere non solo a stampa, come libri e riviste, ma
anche multimediali sia allegati ai libri che “autonomi” come VHS, DVD, CD-ROM, dischi,
software e altri materiali come carte geografiche, mappamondi, manifesti, dipinti, fotografie, giochi,
etc…
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Dopo aver definito obiettivi e priorità d’acquisto un accenno è dovuto alla selezione dei materiali.
Questo è sicuramente un compito complesso che presuppone la conoscenza non solo della
letteratura per ragazzi e del panorama editoriale, ma anche della psicologia della lettura in rapporto
allo sviluppo cognitivo del bambino. Gli elementi da prendere in considerazione in questa scelta
sono la confezione editoriale, la qualità di testi e illustrazioni, la corrispondenza del prodotto con la
fascia d’età a cui è diretto, la veridicità e attualità delle informazioni (se si tratta di testi scientifici),
la trattazione dell’argomento.
Il rischio che si corre è quello di acquistare indiscriminatamente tutto ciò che il mercato offre: in
questo modo non si farà altro che confondere gli utenti; collezioni più ristrette, ma di qualità certa,
con più copie di ogni libro importante e ben conosciuto dal bibliotecario possono soddisfare
ugualmente, se non meglio, la domanda degli utenti.
Una volta creata la collezione bisogna adeguatamente organizzarla all’interno dello spazio
disponibile, in maniera tale da permettere un utilizzo esteso di tutte le potenzialità informative
presenti, ma soprattutto mettere i bambini in condizione di avere accesso a tutti i materiali con il
minimo di assistenza da parte dei bibliotecari; infatti, i criteri alla base di tale organizzazione sono
facilità e rapidità di accesso e autonomia nelle scelte.
La prima modalità di organizzazione è la catalogazione. Quando un nuovo documento fa il suo
ingresso in biblioteca (è stato cioè acquisito) viene, prima di tutto, inventariato e poi catalogato.
Catalogarlo significa sottoporlo a due tipi di analisi: formale (com’è fatto) a sua volta divisa in
descrizione del documento (ISBD) e intestazione per autore (RICA); concettuale (ciò che dice) a
sua volta divisa in classificazione (CDD) e indicizzazione per soggetto (Soggettario italiano).
Sono queste le quattro chiavi attraverso cui la biblioteca offre accesso al proprio patrimonio.
La descrizione viene effettuata seguendo delle rigide regole stabilite dall’IFLA definite ISBD
(International Standard Bibliographic Description) e comprende una serie di aree descrittive in
progressione rigida esplicate attraverso una sintassi ben precisa. In questa fase si raccolgono,
quindi, tutte le informazioni tecniche sul documento.
L’intestazione per autore segue le cosiddette RICA (Regole Italiane di Catalogazione per Autore) e
consiste nella creazione di una scheda per ogni autore, cercando, però, di scegliere la forma più
vicina all’utente, creando rimandi quando sono necessari.
La classificazione (CDD – Classificazione Decimale Dewey) segue lo schema elaborato da Dewey
sul finire del 1800, il quale inventò un sistema di codificazione dei saperi suddividendoli in 10
classi generali (da 0 a 9) a loro volta suddivise in 10 divisioni (da 0 a 9) ulteriormente divise in 10
sezioni (da 0 a 9). Il principio base per la classificazione è quello della sovrapposizione numerica,
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Anita Ferrandino – La Biblioteca a misura di ragazzo
dal più generale al più specifico. Se ad esempio si volesse classificare un libro di algebra dovremmo
assegnarli il numero CDD 512 perché si ha:
-
classe: scienze pure  5
-
divisione: matematica  1
-
sezione: algebra  2
L’indicizzazione per soggetto è un’operazione concettuale che si fa sul documento perché si cerca
di rappresentarne il contenuto con una o più parole chiave usando come riferimento il Soggettario
della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Lo scopo è sempre quello di facilitare l’utente nel
trovare ciò che è più idoneo alla sua ricerca. In questo caso è fondamentale trovare le parole giuste.
Ovviamente nella catalogazione dei libri per la Biblioteca dei Ragazzi queste regole vengono tutte
rispettate a riprova della pari dignità fra questi documenti e quelli per adulti.
Una volta che i documenti sono stati catalogati devono essere collocati nella sala. Per far ciò su ogni
documento viene apposta un’etichetta che serve per la sua localizzazione all’interno della
biblioteca. Più questa collocazione sarà chiara ed omogenea, più l’utente riuscirà ad essere
autonomo nel ritrovare il documento da lui prescelto.
In genere l’ordine di collocazione negli scaffali aperti è stabilito dalle classi della CDD, cosa che
può risultare un po’ lontana dall’utente/bambino. Ecco perché, in genere, nella Biblioteca dei
Ragazzi, accanto a questa, si adottano sistemi di visualizzazione basati su pittogrammi (ciò vale
soprattutto per i libri per i piccolissimi e la narrativa). I simboli più usati sono quelli creati dalla
CELBIV, molto utili per presentare in modo più semplice e piacevole i generi e per aiutare il
bambino ad individuarli con un colpo d’occhio.
Un’altra forma di organizzazione può essere quella delle bibliografie che consistono
nell’aggregazione di vari materiali documentari attorno ad uno stesso tema. Non dovendo sottostare
a regole precise, lascia al bibliotecario ampi spazi di contestualizzazione e attualizzazione e allo
stesso tempo risulta essere un valido strumento che offre all’utenza percorsi agili e nuovi
nell’esplorazione delle potenzialità della biblioteca.
COMUNICAZIONE UTENTE/BIBLIOTECA
Dalla semplice richiesta al consiglio di lettura, al servizio di consulenza la comunicazione tra il
bibliotecario e l’utente è un momento cruciale: l’accoglienza che riceve il giovane che entra per la
prima volta in biblioteca è sicuramente determinante per il suo futuro di utente. Il bibliotecario
dovrebbe avere con l’utente in generale, ma soprattutto con i bambini e i ragazzi, una
comunicazione non autoritaria che li stimoli a una maggior produzione verbale per far esplicitare
meglio le loro richieste.
11
Anita Ferrandino – La Biblioteca a misura di ragazzo
Allo stesso tempo, il bibliotecario non ha solo il compito di informare, ma anche un ruolo educativo
rispetto al servizio: deve permettere agli utenti di raggiungere progressivamente un livello di
autonomia nell’uso dei materiali, nella conoscenza dell’organizzazione della biblioteca e dei
programmi automatizzati.
È evidente che gli obiettivi di una giusta comunicazione sono:

trasparenza (eliminare le barriere e rendere autonoma la relazione con le informazioni –
utente autonomo - )

formazione (attivare l’esplorazione, la curiosità e la scoperta – obiettivo pedagogico - )
Le categorie comunicative fra utente e bibliotecario sono tre:

catalogo

collocazione negli scaffali

segnaletica (interna ed esterna)
Per quanto riguarda i cataloghi, questi possono essere semantici (classi e soggetti) o semiotici
(autori/titoli). Un tempo erano di tipo cartaceo e divisi per le due tipologie – catalogo per autori e
per soggetti – ; oggi, invece, è tutto automatizzato. L’utente non deve fare altro che digitare il titolo
del libro o l’autore da lui cercato e otterrà la lista di tutti i documenti che rispondono a quei
requisiti; una volta trovato il documento cercato, basterà cliccarci su per ottenere la collocazione.
Ormai tutte le biblioteche, soprattutto quelle per ragazzi, utilizzano la tipologia dello scaffale
aperto, che comporta considerevoli vantaggi:

facilità: il documento è presente, si tocca, si vede, si esplora

immediatezza: l’incontro con il documento è diretto

ricchezza informativa: il dorso, la copertina, il frontespizio, la quarta di copertina offrono
estese informazioni in poco tempo e a “colpo d’occhio”; anche le illustrazioni possono
fornire un importante elemento informativo/orientativo

estensione
informativa:
documenti
spazialmente
vicini
possono
venire
colti
contemporaneamente

informazione semantica: deducibile dai codici di aggregazione spaziale (contiguità,
posizione negli scaffali, segnaletica, etichetta, etc…)
Questo è un elemento da non sottovalutare perché una collocazione improvvisata o non curata
adeguatamente rischia di avere l’effetto contrario.
Terzo elemento è la segnaletica. Quella interna serve a far avvicinare l’utente che frequenta la
biblioteca ai documenti disponibili e ai servizi erogati. E’ bene, quindi, che ci siano segnalazioni
indicanti ogni facilitazione : dalle sezioni bibliografiche, ai tempi e modi dei servizi, alle sale, ai
12
Anita Ferrandino – La Biblioteca a misura di ragazzo
luoghi della biblioteca in generale. Anche se la struttura è piccola, occorre sempre sviluppare questa
segnaletica.
L’obiettivo da tener presente è uno solo : cercare di ridurre l’informazione verbale dell’addetto alla
biblioteca e mettere in condizioni gli utenti di orientarsi da soli. Questo è valido sia per gli adulti
che per i ragazzi. Quindi: cartellini per sezioni bibliografiche e per aree (sala studio, emeroteca,
ecc...), cartellini per le postazioni di lavoro, avvisi sulle modalità di erogazione del prestito, ecc.....
La modalità comunicativa consigliata è quella di tenere insieme questa segnaletica con una grafica
coerente quindi, ad esempio, scegliere un carattere e colori omogenei come supporto informativo
con linguaggio idoneo.
Per quel che riguarda la segnaletica esterna all’edificio, occorre segnalare le informazioni
fondamentali: orari e giornate, i servizi di base e le attività in programma (animazioni, ecc...).
Meglio non sovrabbondare in cartelli e cartellini, altrimenti sfuggono le informazioni fondamentali
che servono all’utente, magari quando trova la porta chiusa.
Infine, è bene sempre tener presente che la comunicazione della biblioteca deve essere calda, cioè
deve riuscire a colpire l’immaginario delle persone. Occorre, quindi, mettersi sempre dalla parte di
chi legge e chiedersi quali siano gli elementi prevalenti che dobbiamo far memorizzare, tenendo
presente che neanche il 20% di quello che scriviamo o diciamo resta memorizzato.
PROMOZIONE DELLA LETTURA
Fernando Rotondo in un suo articolo pubblicato sulla rivista di letteratura per l’infanzia “Liber”
afferma che “si intende per promozione della lettura quei progetti consistenti in un insieme di
procedimenti ed eventi, strumenti e atti per favorire l’incontro tra ragazzi e libro, far crescere e
consolidare le abitudini di lettura, spingere il giovane lettore a passare da un libro ad un altro”.11
La prima cosa da fare quando si parla di promozione della lettura è chiarirsi le idee su quale sia il
suo vero obiettivo. Non possiamo semplicemente limitarlo ad una “buona accoglienza del libro da
parte dei ragazzi”.12 Tutto ciò, infatti, non ha fatto altro (nel passato) che far aumentare il numero di
iniziative quali tornei, quiz, teatralizzazioni che, sventolando l’ambiguo vessillo del piacere di
leggere, sono cadute in una proposta indifferenziata o, peggio ancora, nelle grinfie del “Baco del
Consumismo” (per usare un’espressione di Jack Zipes).
Il vero fine della promozione della lettura, afferma Emilio Varrà, deve essere invece la costruzione
del lettore, cosa che non può esaurirsi nel banale consiglio di titoli. In base a ciò, infatti, la lettura
non può considerarsi solo una pratica, ma deve diventare un valore. Si tratterà sicuramente di
11
12
F. Rotondo, La Promozione della lettura è morta?, “Liber”, n.65, 2005, p.24
E. Varrà, L’efficacia simbolica, “Liber”, n.65, 2005, p.26
13
Anita Ferrandino – La Biblioteca a misura di ragazzo
un’ambizione notevole, ma solo guardando a questa meta si può riuscire a fare una buona
promozione della lettura.
Le attività di promozione della lettura portate avanti nella Biblioteca dei Ragazzi possono essere
rivolte sia all’utenza libera (gruppi di bambini e ragazzi, famiglie, ecc…) sia alle classi; possono
riguardare sia la divulgazione sia la narrativa; certe volte sarà opportuno ricorrere a iniziative che
considerino e promuovano la lettura nel suo insieme, altre volte si potranno realizzare attività per
approfondire la conoscenza di un aspetto del testo (ad es: stile, genere, ecc…).
Le diverse strategie di promozione sono, invece, tutti quei metodi pratici attraverso i quali la
promozione della lettura si realizza. Il metodo più diffuso ed utilizzato con le scuole è la visita
guidata in biblioteca. Aperte sia alle scuole che ai singoli utenti sono, invece, iniziative come gli
incontri di lettura ad alta voce, incontri con gli autori dei libri per ragazzi, giochi di lettura, l’ora del
racconto, ecc…
Visitare la biblioteca è un’ottima occasione di promozione della lettura: ce lo dice la studiosa della
lettura Jeanne Chall,13 la quale ha dichiarato che sono tre i requisiti per appassionarsi a leggere, cioè
accessibilità, leggibilità ed interesse. Recarsi frequentemente in biblioteca li soddisfa tutti perché:

offre una fonte illimitata di materiali di lettura (accessibilità)

si trovano materiali adatti a tutte le età, conoscenze e capacità (leggibilità)

si accede ad un luogo che contiene materiale su ogni argomento, affrontato dal punto di vista
di qualsiasi genere letterario (interesse)
Ciò che si deve evitare è trasmettere un’immagine della biblioteca come prolungamento dello
spazio scolastico; deve invece presentarsi come laboratorio dove è possibile fare ricerche, ma anche
scoprire nuovi generi letterari, usufruire del prestito (fare cioè esperienza della gratuità della
lettura), ascoltare una storia, vedere un film e chi più ne ha…più ne metta.
Aprire poi le porte della Biblioteca dei Ragazzi ad altre modalità di animazione non deve significare
solo pubblicità, ma davvero possibilità di offrire ai piccoli utenti il maggior numero di modi
possibili (tutti diversi) di avvicinarsi alla lettura. A questo proposito, degna menzione merita la
strategia che propone l’incontro con gli scrittori di libri per ragazzi.
Chiedersi, come fa la Sighinolfi,14 perché incontrare gli autori ha una risposta molto semplice:
esercita sempre un grande fascino incontrare uno scrittore in carne ed ossa, l’incontro è preceduto
da grande curiosità ed il trovarselo davanti esercita una grande forza promotrice. Certo non bisogna
mai perdere di vista l’obiettivo principale, che è quello di trasmettere l’amore per la lettura, quindi
bisogna evitare che questi incontri si trasformino in celebrazioni o in occasioni di indottrinamento o
13
14
Cfr. K. Zahler, Ai bambini piace leggere, Milano, Tea, 1999, p.80
V. Sighinolfi, Incontri con l’autore tra scuola e biblioteca, Milano, Mondadori,1999, p.8-17
14
Anita Ferrandino – La Biblioteca a misura di ragazzo
per giunta in un momento di esibizione degli allievi! Conta solo la piacevolezza che viene fuori dal
dialogo fra mittente e destinatario e ciò che lo scrittore fa venire fuori dalle sue storie.
Al di là delle esperienze pratiche, in cui la fantasia del bibliotecario può liberamente esprimersi, la
cosa importante è cercare di far di tutto per trasmettere ai ragazzi l’amore per la lettura e il miglior
modo è puntare sulla “rivendicazione dei diritti del lettore”, facendo comprendere che possono farlo
anche loro. Un fenomeno simile era già accaduto in Italia nel corso degli anni Ottanta, quando il
dibattito sulla letteratura per l’infanzia aveva dato nuovo impulso alla lettura come diritto/piacere da
garantire.
Su tale argomento si è espresso anche una voce autorevole come Gianni Rodari con i suoi “Nove
modi per insegnare ai ragazzi ad odiare la lettura”, che sono:
1. Presentare il libro come alternativa alla TV
2. Presentare il libro come alternativa al fumetto
3. Dire ai bambini di oggi che i bambini di una volta leggevano di più
4. Ritenere che i bambini abbiano molte distrazioni
5. Dare la colpa ai bambini se non amano la lettura
6. Trasformare il libro in uno strumento di tortura
7. Rifiutarsi di leggere al bambino
8. Non offrire una scelta sufficiente
9. Ordinare di leggere
E’ palese l’intento provocatorio di questo “decalogo alla rovescia” che Rodari propone. Egli
sottolinea il fatto che “ogni tecnica si può imparare a scapaccioni, così la tecnica della lettura. Ma
l’amore per la lettura non è una tecnica, è qualcosa di assai più interiore e legato alla vita, e a
scapaccioni (veri o metaforici) non s’impara”.15
Altra voce autorevole riguardo la rivendicazione dei diritti del lettore è quella di Daniel Pennac, che
afferma con forza quanto sia importante concedere ai giovani lettori gli stessi diritti per la lettura
che dovremmo concedere a noi stessi, vale a dire:
1. Il diritto di non leggere
2. Il diritto di saltare le pagine
3. Il diritto di non finire il libro
4. Il diritto di rileggere
5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
6. Il diritto al bovarismo
7. Il diritto di leggere ovunque
15
G. Rodari, Il giornale dei genitori, n.10, 1996
15
Anita Ferrandino – La Biblioteca a misura di ragazzo
8. Il diritto di spizzicare
9. Il diritto di leggere a voce alta
10. Il diritto di tacere16
Solo se il bibliotecario si farà giusto mediatore di questo processo potrà dire davvero di aver
permesso ai suoi piccoli utenti di sperimentare il piacere della lettura, quella “gioia d’Alchimista”,
per usare ancora le parole di Pennac, che, se incontrata e sperimentata nel corso di questa età, lascia
un segno indelebile che li accompagnerà per tutto il resto della vita.
NUOVE FRONTIERE: LA MULTIMEDIALITÀ
Libri e Media: questi due campi sono spesso stati visti in contrapposizione tra loro. Addirittura c’è
chi prevede, in un futuro non molto lontano, la scomparsa del libro e la vittoria definitiva del
computer. Sì, perché è proprio il computer ad essere considerato il nemico della lettura. In realtà, ad
essere precisi, per mass media s’intendono “i mezzi di comunicazione di massa, cioè l’insieme dei
mezzi di informazione e di divulgazione (giornali, riviste, cinema, radio, televisione) che si servono
di linguaggi facilmente comprensibili a qualsiasi livello culturale”. 17
Non si sa perché, quindi, i due ambiti vengono resi nemici, visto che sono compresi anche i giornali
e le riviste, documenti da sempre presenti nelle biblioteche accanto ai libri. L’errore più comune è
quello di fare riferimento sempre e solo alla televisione ed al computer.
Al giorno d’oggi non è possibile negare l’influenza di questi media sui bambini. Sempre più spesso
ormai, questi, fin da piccolissimi, passano diverse ore della giornata in compagnia del “piccolo
schermo” e sanno usare computer e playstation.
Come afferma Giuseppe Cristofaro nel saggio contenuto nel volume di Trequadrini: “Un sì alla
tecnica va detto con tutte le forze, consapevoli dei benefici che ne sono venuti e tuttora ne vengono,
ciò nonostante il computer non può essere considerato come un qualcosa che sostituisce tutto,
compresi i libri”.18
Credo che questi strumenti non debbano essere demonizzati, ma semplicemente ben conosciuti in
modo che il bibliotecario (specialmente per ragazzi) possa sfruttarli in favore della sua causa, quella
di invogliare i giovani ed i bambini alla lettura.
Innanzi tutto non si può non tener conto del fatto che i bambini sono oggi “esseri digitali”, la loro
forma-mentis è già di per sé multimediale. Questa è la consapevolezza da cui bisogna partire: il
bambino è circondato da linguaggi diversi, incontra grammatiche diverse e sviluppa diverse abilità
16
17
18
D. Pennac, Come un romanzo, Milano, Feltrinelli, 1993, p.116
La definizione è tratta da Dizionario della Lingua Italiana, Devoto-Oli ediz. 2002-2003
Cfr. F. Trequadrini (a cura di), Libro delle mie brame, Roma, Edizioni Interculturali, 2004, p.70
16
Anita Ferrandino – La Biblioteca a misura di ragazzo
nell’esperienza quotidiana. La sua (e nostra) abilità di lettore si misura in termini multimediali. Per
questo i bambini non vivono nella loro mente una contrapposizione tra libro e televisione, tra libro e
altri media e non è giusto che siamo noi ad invocarla. Anzi, se la biblioteca è il punto di accesso
locale alla conoscenza, la sua preoccupazione deve essere quella di promuovere non la lettura al
singolare, ma le letture, nel senso sia delle diverse modalità di lettura (strumentale, edonistica, colta,
conoscitiva) sia della lettura dei diversi codici espressivi (testuale, iconico, sonoro, audiovisivo) e
quindi delle diverse forme di comunicazione. La biblioteca/mediateca o biblioteca multimediale, nel
senso di luogo dove è possibile trovare diversi mezzi di informazione e comunicazione, non può
sottrarsi al compito di promuovere sia la specificità dei diversi linguaggi sia la loro integrazione,
affinché ne possano apprezzare le diverse potenzialità.
Questi media devono il loro grande successo alla immediatezza comunicativa, fanno leva sulla
curiosità, una delle qualità innate dell’uomo.
Compito di chi si occupa di libri è “sconfiggere” i media sul loro stesso terreno: i libri sono in grado
di soddisfare l’esigenza di curiosità, ma c’è bisogno di conoscerli. Certo non bisogna ingaggiare una
guerra aperta. E’ vero, la televisione non sarà un’alleata affidabile del libro, ed è innegabile che in
essa si parli poco dei libri, ma bisogna imparare a “parlare di libri e bontà della lettura a
prescindere dalla televisione, perché i mass-media non possono essere visti come aspetto negativo
della modernità e perché, se è vero che la televisione crea depressione culturale e pigrizia mentale,
è vero anche che la televisione trova terreno fertile là dove c’è già depressione culturale”.19
Questa “educazione alla lettura” era già ritenuta necessaria da Bertin circa trenta anni fa. Egli la
riteneva, infatti, indispensabile in un’epoca in cui i media potevano risultare strumenti di
monopolizzazione e proponeva la lettura, appunto, come mezzo per evitare che questi diventassero
ordigni di indottrinamento intellettuale, fruiti in maniera acritica e passiva.20
Sicuramente la situazione ora è notevolmente più complicata visto che i media sono aumentati di
numero e soprattutto visto che sono riusciti a manipolare gli stessi libri, riducendoli ad oggetti di
consumo i cui criteri sono facilità e vendibilità (è il caso dei cosiddetti “Libri IKEA” o Libri
Nutella). Ora che anche l’editoria si è massificata ci si chiede davvero se il valore della lettura non
cederà di fronte a queste insidie. Quando si parla in difesa del libro, afferma Trequadrini, si corre il
rischio di diventare patetici, dando l’impressione di una battaglia già persa in partenza. Il vero
nemico del libro non è il computer (o gli altri media) ma solo chi non legge, chi legge male o usa
male il libro. Umberto Eco, a tal proposito, diceva: “L’invenzione dell’automobile ha forse
decretato la scomparsa delle scarpe? Certamente no, se io voglio arrivare con puntualità ad un
appuntamento, se debbo recarmi da un posto all’altro per lavoro prendo il taxi, ma se voglio fare
19
20
ivi, p.23
Cfr. A. Faeti, Letteratura per l’infanzia, Firenze, La Nuova Italia, 1977, p.23
17
Anita Ferrandino – La Biblioteca a misura di ragazzo
una passeggiata che mi ritempri infilo un paio di comode scarpe e cammino a piedi”.21 Per analogia
ciò si può estendere al computer: esso non decreterà la fine del libro. Le collezioni cartacee delle
biblioteche sono al sicuro e sapranno ben resistere, a detta di Antonella Agnoli, all’impatto di
Internet grazie alla loro praticità e stabilità d’uso. Il problema dei nuovi media è importante e deve
essere affrontato con saggezza. Una buona soluzione l’hanno trovata proprio le biblioteche: esse
offrono ai loro utenti una molteplicità di supporti. Certo, mancano ancora i dovuti collegamenti
visto che spesso i ragazzi li usano uno alla volta e non in “interazione”, ma la direzione sembra
essere quella giusta.
Multimedialità significa sfruttare tutte le potenzialità che si possiedono, significa mettere in gioco
tutte le idee accumulate negli anni di servizio. Così non si correrà il rischio di vedere sostituiti i
bibliotecari da macchine.
Già Faeti alla fine degli anni settanta non parlava del libro come l’unico medium attraverso cui
trasmettere contenuti e messaggi22 e riteneva inevitabile prendere atto di collegare i libri agli altri
media. Marcello Argilli afferma invece che il bambino di oggi è il non lettore perché il suo
immaginario è rappresentato dalla televisione e dalle altre agenzie educative e non dai libri.
Invece io ritengo che di bambini lettori ce ne siano. Anzi, lo stesso Miari afferma che questo
incontro fra bambini e libri adesso è avvenuto e sono altre le priorità, cioè cosa far leggere. Alla
nascita di questo lettore abbiamo plaudito solo qualche tempo fa e non possiamo permettere di
vederlo scomparire perché attratto da “altro”. Dobbiamo perciò tener conto delle sue nuove
caratteristiche, del suo essere attratto da Internet e dai video-giochi. Dobbiamo coltivare “un
giovane lettore fortificato e non distratto dall’assidua frequentazione del mondo della
multimedialità, ancora assetato di avventura e fantasia e bisognoso di ritrovare nel libro un
efficace strumento di esplorazione del proprio mondo affettivo e relazionale ed un partner prezioso
nella formazione della propria personalità”.23
Se la preoccupazione è quella di vedere sparire le biblioteche la risposta è “Non siamo alla fine
della storia, né del libro, né della lettura, né della biblioteca pubblica: siamo invece all’inizio di
un’altra storia, quella che richiede la coesistenza non necessariamente pacifica e lo sviluppo di
media diversi tra loro”.
La messa a disposizione degli utenti di documenti sempre più variegati e tecnologici rappresenta
una grande sfida per il bibliotecario da gestire con la massima cautela. Oggi l’alfabetizzazione
informatica è un dovere come l’apprendimento delle lingue straniere, dell’uso del computer e di
Internet; tuttavia, le frenesie tecnologiche non solo sono inutili, ma possono aggravare i problemi di
21
22
23
F. Trequadrini (a cura di), op. cit., p.31
Cfr. A. Faeti, op. cit., p.1
R. Pontegobbi, D. Bartolini, Meglio lettori che pessimisti, “Liber”, n.65, 2005, p.21
18
Anita Ferrandino – La Biblioteca a misura di ragazzo
città che avrebbero innanzi tutto bisogno di biblioteche spaziose, senza polvere, aperte più a lungo,
con libri nuovi e in buone condizioni. Se le biblioteche saranno all’altezza della loro missione
contribuiranno a formare buoni cittadini-lettori, garantendo, nel loro piccolo, la democrazia del loro
Paese.
19
Anita Ferrandino – La Biblioteca a misura di ragazzo
APPENDICE
LINEE GUIDA PER I SERVIZI BIBLIOTECARI PER RAGAZZI
Uno dei più importanti documenti riguardo la progettazione e l’organizzazione del servizio
bibliotecario per ragazzi è “Guidelines for children’s services”: si tratta delle linee guida elaborate
nel 1991 dallo Standing Commitee of the Children’s Libraries Section dell’IFLA. Il testo analizza
in 10 capitoli gli obiettivi, i compiti fondamentali, le strutture, il personale, l’accesso ai materiali e
alle informazioni, le dotazioni fondamentali per ogni biblioteca per ragazzi e riporta principi che
“devono essere abbastanza generali da poter essere adattati a differenti tipi di società e di culture,
ma contemporaneamente devono essere abbastanza specifici da avere un significato pratico”.
In Italia ne esiste una versione redatta in forma schematica, studiata come agile strumento di
immediata attuazione per le biblioteche di ogni grandezza e possibilità economica. In poco meno di
20 pagine si ritrovano infatti tutti i “segreti” per un settore ragazzi di qualità.
“I servizi bibliotecari per ragazzi non sono mai stati così importanti per i bambini, i ragazzi e le
loro famiglie come lo sono oggi. […] Una biblioteca per ragazzi di qualità fornisce ai bambini e ai
ragazzi le capacità di alfabetizzazione e di apprendimento lungo l’arco dell’intera vita, mettendoli
in grado di partecipare e contribuire alla vita della comunità. ”.
Già da queste due frasi di apertura del documento si possono cogliere due parole chiave
significative: IMPORTANZA e LIFELONG LEARNING. I servizi bibliotecari per ragazzi sono
un’importante chiave d’accesso alla conoscenza e per far sì che ciò accada, questi devono stare al
passo coi tempi in modo da rispondere positivamente e costantemente ai bisogni di informazione,
cultura e divertimento di ciascun ragazzo/utente.
La missione è quindi quella di offrire ai bambini l’opportunità di provare il piacere della lettura, il
gusto di scoprire nuove cose e conoscere le opere dell’immaginazione; i servizi bibliotecari per i più
piccoli hanno anche la responsabilità di favorire i processi di apprendimento della lettura e di
promuovere i libri e gli altri materiali per bambini, organizzando per loro eventi speciali come la
narrazione di storie e altre attività collegate ai suoi servizi e risorse.
Incoraggiando i bambini ad andare in biblioteca fin dai primi anni di vita sarà più alta la probabilità
che continuino ad essere suoi utenti anche in futuro, inoltre, mettendo a disposizione materiale in
lingua per gli stranieri diventa efficace mezzo di accoglienza.
La seconda sezione del documento inizia con la voce “Soddisfare i bisogni dei bambini” vista come
la priorità da rispettare in linea con la Convenzione dei diritti dell’infanzia che sottolinea il diritto di
20
Anita Ferrandino – La Biblioteca a misura di ragazzo
ciascun bambino al libero e gratuito accesso all’informazione indipendentemente da età, sesso,
razza, religione, cultura, lingua, condizione sociale e capacità personali.
I destinatari principali dei servizi di questo settore della biblioteca sono proprio i bambini e ragazzi
dai 6 ai 14 anni, ma anche tutti coloro che si occupano di questi bambini: genitori, nonni, altri
familiari, adulti che lavorano con i ragazzi e i mezzi di comunicazione.
Gli obiettivi proposti dalle Linee guida sono tutti all’insegna di verbi positivi:
FACILITARE

il diritto di tutti i bambini all’informazione, all’alfabetizzazione (funzionale, visiva, digitale
e multimediale), allo sviluppo culturale, dell’attitudine alla lettura e alla formazione
continua, ai programmi creativi nel tempo libero;

l’inserimento della famiglia nella comunità
FORNIRE

libero accesso ad ogni risorsa e mezzo di comunicazione

varie attività
RAFFORZARE

la libertà e la sicurezza
INCORAGGIARE

i bambini a diventare persone fiduciose e competenti
LOTTARE

per un mondo senza guerre
L’elemento portante di una biblioteca sono ovviamente i libri…Tuttavia le biblioteche per ragazzi
dovrebbero comprendere una varietà di materiali adatti allo sviluppo in tutti i formati sia a stampa
(libri, periodici, fumetti, opuscoli) che multimediali (CD, DVD, cassette) e in più giocattoli, giochi
didattici, computer, software e collegamenti informatici. Tali materiali devono necessariamente
essere selezionati in maniera adeguata per proporre ai ragazzi/utenti documenti:

di alta qualità

adatti alle varie fasce d’età

attuali

accurati

rappresentativi di opinioni diverse

rappresentativi della cultura della comunità locale

un’introduzione alla comunità globale
21
Anita Ferrandino – La Biblioteca a misura di ragazzo
Un servizio per ragazzi richiede, in linea di principio, una propria area all’interno della biblioteca,
facilmente riconoscibile, luogo aperto, invitante, attraente, stimolante e accogliente, uno spazio in
cui bambini e ragazzi possano incontrarsi.
I servizi da offrire devono avere la stessa importanza di quelli per adulti e dovrebbero soddisfare i
bisogni informativi, culturali e ricreativi di bambini e ragazzi attraverso:

il prestito

servizi di informazione e aiuto alla consultazione

aiuto nella scelta dei materiali

coinvolgimento degli utenti nella selezione dei materiali

formazione

promozione della lettura

programmi creativi e narrazione di storie

programmi educativi per le famiglie

programmi di consulenza e formazione per coloro che si occupano dei ragazzi

cooperazione e supporto alle organizzazioni e istituzioni della comunità
Ultimi tre elementi importanti sono il lavoro in rete con la comunità, le scuole, centri sanitari e di
accoglienza; la pubblicità per dare della biblioteca un’immagine pubblica positiva perché “la lettura
e l’alfabetizzazione sono competenze necessarie ai fini della comunicazione e il loro valore deve
essere costantemente sostenuto”; le risorse umane perché non si può offrire ai ragazzi un servizio
bibliotecario di qualità senza professionisti che oltre a conoscere la psicologia dei bambini, le teorie
sulla promozione della lettura e il panorama editoriale, dovrebbero avere (si spera):

entusiasmo

abilità comunicative, relazionali, lavoro di gruppo e problem solving

capacità di prendere iniziative, essere flessibili e aperti al cambiamento

capacità di comprendere e analizzare i bisogni degli utenti
 desiderio di apprendere nuove competenze e svilupparle professionalmente
22
Anita Ferrandino – La Biblioteca a misura di ragazzo
Bibliografia
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Agnoli A., Biblioteca per ragazzi, Roma, AIB, 1999
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Anita Ferrandino – La Biblioteca a misura di ragazzo
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Varrà E., L’efficacia simbolica, in “Liber”, gennaio-marzo 2005
Vigini G., Glossario di biblioteconomia e scienza dell’informazione,
Milano, Ed. Bibliografica, 1985
Zahler K., Ai bambini piace leggere, Milano, Tea, 1999
24
Anita Ferrandino – La Biblioteca a misura di ragazzo
Indice
Introduzione ....................................................................
pag. 1
Gli utenti..........................................................................
pag. 3
Organizzazione spaziale..................................................
pag. 6
Costruzione e organizzazione delle raccolte...................
pag. 8
Comunicazione utente/biblioteca....................................
pag. 11
Promozione della lettura .................................................
pag. 13
Nuove frontiere: la multimedialità..................................
pag. 16
Appendice........................................................................
pag. 20
Bibliografia......................................................................
pag. 23
25
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