Omogeniezzazione della
normativa: Fisco e Lavoro
Nicola Ciniero IBM
Premessa
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I lavori dei 2 tavoli sono stati improntati alla massima concretezza
I partecipanti ai Tavoli hanno sposato l’idea di dare valore alla massa
critica delle esperienze
I contributi inviati, raccolti in forma aggreata, rappresentano il
patrimonio del CIE in termini di esperienze dirette
Casi concreti, considerazioni e proposte sono state riportate per
ognuno dei 2 tavoli
Le proposte sono, in questa fase, da intendersi come base di
discussione e pertanto suscettibili di integrazioni o correttivi, proprio
grazie al contributo degli esperti di Confindustria e degli esperti esterni
che collaborano al progetto
La finalizzazione delle proposte dovrà tenere conto anche del quadro
economico e congiunturale, in termini di opportunità politica e di
fattibilità pratica
TAVOLO FISCO
Osservazioni e possibili proposte
Priorità riscontrate
• Mancata trasparenza nei rapporti col fisco
• Aggressività degli organi di vigilanza
• Transfer price e IRAP
• Criteri di inclusione black/white list
Tavolo Fisco
“Un giorno di ordinaria oppressione fiscale”:
una storia anonima, tratta dalle esperienze dirette
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La Guardia di Finanza accede presso la sede legale di una società italiana facente parte di un grande gruppo
multinazionale per una verifica fiscale sul biennio 2006-2007. La multinazionale ha appena subito una lunga verifica da
parte dell’agenzia delle entrate che ha interessato l’anno 2008.
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La pattuglia della Guardia di finanza accede presso la sede della società senza alcun preavviso e con
un notevole dispiegamento di uomini. Il primo atto della ispezione è la perquisizione degli uffici dei
vertici aziendali nonchè quelli dell’intero ufficio fiscale, seguito dal sequestro dei pc e del server, di alcuni
faldoni.
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La verifica si protrae per molti mesi senza che la pattuglia operante indichi in modo chiaro quali
criticità fiscali siano via via riscontrate.
Verso la fine della verifica, la pattuglia solleva obiezioni in merito ad alcune operazioni poste in essere
dalla società ipotizzando che siano state commesse in violazione del principio di divieto dell’abuso di
diritto.
La pattuglia solleva una seconda obiezione. La società italiana ha rapporti commerciali con una
consociata che svolge attività industriale in un paese “black list”.
La società italiana produce alla pattuglia elementi utili per dimostrare che la consociata estera svolge una effettiva
attività d’impresa nel Paese di insediamento e che la determinazione del prezzo di acquisto dei beni è basato su una
precisa policy della multinazionale.
Ciò nonostante, il PVC finale considera indeducibile l’intero costo di acquisto dei beni sulla base della norma che
prevede condizioni speciali di deducibilità per i costi ed oneri derivanti da operazioni con società localizzate in paradisi
fiscali.
La verifica si conclude con una contestazione di elusione fiscale per importi rilevanti
Criticità riscontrate 1/2
• Molteplicità e sovrapposizione degli organi di controllo:
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Costante turbativa delle attività
Minore efficienza organizzativa e maggiori costi per i contribuenti
Difficoltà di effettuare confronti internazionali (segnalazione OCSE)
Indisponbilità di dati uniformi a causa della diversità dei sistemi informativi
(Corte dei Conti)
• Mancanza di una comunicazione adeguata
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Tempi e durata della verifica
Impatto sulla pianficazione aziendale
Rallentamento delle attività
Conflitto con le procedure di un’organizzazione internazionale
• Difficoltà di comprensione da parte delle Autorità dei fatti economicoaziendali e delle ragioni di business
– Mancanza di preparazione degli operatori locali adeguata rispetto ai criteri di
scelta strategica e in una dimensione globale
– Impatto sulla pianifcazione fiscale
Criticità riscontrate 2/2
• Abuso di diritto
– Contrasto tra il principio della scelta per il contribuente del modello negoziale
più confacente e il pregiudizio dell’amministrazione fiscale verso il regime
fiscale
– Pretese impositive di ammontare consistente
– Mediazione in fase istruttoria su parametri poco prevedibili
• Black list
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Complesso “onere della prova” sulla credibilità commerciale della scelta
Difficoltà di informazione: diverse liste, diversi criteri
Introduzione del concetto della White list come ribaltamento del sistema
Mancanza di coordinamento, di chiarezza e di aggiornamento periodico
• Rilevanza delle sanzioni
– Distorsioni dovute alla confusione tra elusione, evasione o mero errore
– Sanzioni sproporzionate e disincentivo alla voluntary disclosure
– Soglia di rilevanza penale non rapportata alla dimensione di impresa
• Termini per l’accertamento
– Raddoppio dei termini a fronte di possibile rilevanza penale
– Violazioni penali presunte (es elusione) che impattano su tempi e costi
Le proposte 1
• Creare un canale dedicato per l’interazione tra fisco ed imprese
multinazionali:
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Accentramento dei controlli su un’unica struttura
Formazione del personale altamente specializzato
Pianficazione delle attività di controllo
Funzione di assistenza e valutazione
Argomenti a supporto:
• La proposta è in linea con le raccomandazioni OCSE verso una relazione
diversa tra grandi imprese e fisco “Enhanced Tax relationship
• L’ufficio Grandi contribuenti potrebbe essere il candidato ideale, senza costi
aggiuntivi
• Le Aziende multinazionali potrebbero supportare il processo di formazione
del personale stesso
Le proposte 2
• La legge deve definire in maniera chiara l’elusione, magari con una
cricolare ministeriale, in cui si si chiarisca che:
– E’ compito dell’amministrazione finanziaria dimostrare l’effettivo aggiramento
delle norme
– L’impresa è libera di pianificare fiscalmente ristrutturazioni o investimenti
scegliendo il più conveniente regime fiscale
– L’elusione non deve avere rilevanza penale
Argomenti a supporto:
• Le aziende multinazionali operano in conformità a procedure moltro
strutturate
• La certezza del diritto, in questo caso fiscale, rappresenta uno dei driver
fondamentali nell’allocazione e nel mantenimento degli investimenti nei
diversi Paesi
• La proposta è in sintonia con il principio di semplificazione annunciato nel
piano del Governo
Le proposte 3
• Revisione ed armonizzazione della normativa sui paradisi fiscali
– Visione organica delle regole, disciplina Controlled Foreign Companies e
tassazione redditi esteri
– Esplicitazione degli obiettivi e dei criteri
– Identificazione coerente dei paradisi fiscali con verifica e aggiornamento
continui
– Costi conformi alla disciplina del transfer pricing devono essere sempre
deducibili
Argomenti a supporto:
• I modelli organizzativi di imprese globali rispondono a logiche di efficienza,
di specializzazione prodttiva
• In Italia, tempi, processi e criteri e modalità della revisione delle liste non
sono chiari
• La richiesta di revisione ed armonizzazione avviene nel rispetto del
principio di trasparenza e di necessaria tutela del Paese
Le proposte 4
• Graduazione delle sanzioni
– In funzione della gravità effettiva
– Favorendo la possibilità di regolarizzazione volontaria
– Modificare le soglie della rilevanza penale in rapporto alla dimensione
dell’azienda ed al reddito dichiarato
• Modulazione del raddoppio dei termini di accertamento
– Condizionato all’avvio dell’azione penale prima dei termini oridnari di
decadenza
– Limitato a condizioni rilevanti ai fini della notitia criminis e in base alle
risultanze delle indagini penali
Argomenti a supporto:
• Errori formali di identificazione delle analisi e delle sanzioni rappresentano
un costo per la collettività
• La mancanza di chiarezza non facilita un confronto costruttivo tra le parti
• La certezza dei tempi e delle conseguenze è un elemento che rafforza
l’attrattività del Paese per gli investitori esteri e rappresenta un garanzia di
tutela per il sistema Paese nel suo complesso
TAVOLO LAVORO
Osservazioni e possibili proposte
Priorità riscontrate
• Disciplina per ingresso e mobilità in Italia del lavoratore extra
UE con particolare riguardo alle professionalità medio-alte da
Paesi dove operano le altre filiali
• Semplificazione delle norme di diritto del lavoro, non
perfettamente allineate con gli altri Paesi
• La flessibilità del mercato del lavoro, organizzativa, in ingresso
e in uscita
• Gli strumenti per favorire un’adeguata transizione tra “scuola”
e lavoro
Una prospettiva internazionale:
FMI Maggio 2011
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Structural bottlenecks are impeding Italian growth-IMF
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Urges labour market reform, less public ownership
Says reforms could boost private investment
According to International Monetary Fund , Italy needs a comprehensive structural reform
program to unlock its growth potential.
"Growth is mainly driven by exports, but remains modest; only a bold and comprehensive
structural reform program will unleash Italy's growth potential,"
It said structural bottlenecks were still impeding growth in Italy, which has been one of
Europe's most sluggish economies for more than a decade.
"Prompt and decisive actions should be taken to avoid another decade of stagnation," it said,
citing regional disparities, a heavy tax burden and public service inefficiencies among the
causes of weak growth.
The IMF said Italy should aim for a more efficient regulatory environment, promote
competition by opening up further services and network industries and reduce public
ownership.
It added that more labour market reforms were needed, and suggested reducing the labour
tax burden to boost employment, especially among women, youth and older people.
The IMF supported Italy's goal of reaching a near-balanced budget by 2014.
It said structural reforms would help mitigate the contractionary effects of fiscal
consolidation by boosting investor confidence and supporting private investment
Criticità riscontrate 1/2
• Difficoltà ad assumere e/o impiegare un lavoratore di nazionalità extra UE
– Problemi di competenze specializzate
– Ritardi e burocrazia (con squilibri regionali in termini di tempi)
– Uscita dell’Italia dal circuito virtuoso di integrazione
• Numerosità e complessità delle norme
– Disallineamento delle regole
– Difficoltà di spiegare il contesto italiano e le opportunità (anche linguistica)
– Molteplicità dei contratti nazionali
• Competenze professionali
– Scollamento tra preparazione universitaria e contesto lavorativo, tra domanda
e offerta
– Tempi lunghi per la specializzazione
– Assenza di skills adeguati con l’evoluzione del mercato globale (lingua e
visione multidisciplinare)
– Mancato riconoscimento dell’investimento formativo da parte delle aziende
Criticità riscontrate 2/2
• Flessibilità del mercato del lavoro
– Difficoltà di adeguamento tra le nuove opportunità/progetti e le
professionalità specifiche richieste in un contesto globale e dinamico
– Limiti alle possibilità di sviluppare modelli innovativi di flessibilità organizzativa
(orari, telelavoro)
– Margini ridotti per sperimentare formule innovative di contrattualistica a
tempo determinato
– Rigidità della disciplina sui licenziamenti individuali
– Carico del contenzioso in materia di lavoro
– Ricollocazione delle risorse su scala globale e possibilità di adeguamento della
posizione nel Paese di destinazione
– Mancanza di certezza sui costi delle risorse “severance costs”
– Difficoltà di gestione delle fasi di crisi
Le proposte 1
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Velocizzare le assunzioni o l’ingresso di lavoratori extra UE
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Introdurre per legge il principio di autocertificazione della documentazione
prodotta dal consolato del paese di provenienza
Adottare il principio del silenzio assenso
Consentire la centralizzazione di tutte le richieste di permesso di lavoro (o
nulla osta al lavoro..) presso la Prefettura della sede legale dell’azienda
distaccataria, o la Prefettura che garantisce la migliore performance
Argomenti a supporto:
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La proposta garantisce una velocizzazione del processo e potrebbe,
senza costi aggiuntivi, rilanciare la localizzazione di risorse nel Paese con
indotto anche in termini di competenze trasferite
Le proposte 2
• Proseguire nel processo di semplificazione del Codice del Lavoro,
annunicato dal Ministro Sacconi
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Riduzione delle norme
Revisione dei livelli e dei modelli di contrattazione (territoriale e aziendale)
Modernizzazione del sistema di protezione sociale
Traduzione in inglese dei testi di riferimento
Argomenti a supporto:
• Il processo è ancora in una fase interlocutoria e prevede un lungo e
complesso processo di concertazione con le parti sociali
• Nel rispetto della complessità e della delicatezza del tema, soprattutto in
questa specifica congiuntura economica, il processo va velocizzato.
• La prospettiva degli investitori esteri può dare un contributo, in sinergia
con Confindustria, offrendo specifici stimoli, casistiche aziendali ed anche
esperienze in atto in altri contesti europei a supporto della riflessione.
• Ci sono anche in Parlamento alcune proposte, in linea con i principi
annunicati del Ministero, che sono condivise in ottica bi-partisan e che
potrebbero fornire la base per una velocizzazione del processo
Le proposte 3
• Meccanismi di incentivazione di flessibilità in entrata
– Sperimentazione di forme innovative di contratti a tempo determinato o
adattamento della fattispecie del contratto a progetto in una dimensione di
global delivery
– Possibilità per l’impresa di impostare il primo contratto a tempo determinato
con tempi certi ed adatti ad una valutazione della performance del lavoratore
– Certezza dei tempi, delle regole e dei costi nell’assunzione di una risorsa in
funzione della tipologia di contratto
Argomenti a supporto:
• Nel rispetto delle tutele dei lavoratori, è necessario anche adeguare le
regole alle nuove dinamcihe del mercato del lavoro su scala internazionale,
soprattutto per i giovani, che oggi rappresentano la componente più critica
della disoccupazione nel nostro Paese.
• La flessibilità in tal senso rappresenta anche un’occasione per ampliare le
opportunità di lavoro, favorendo la mobilità delle risorse tra comparti e tra
aziende
• Occorre promuovere una corretta informazione sul significato della
flessibilità, troppo spesso interpretata come precarietà.
Le proposte 4
• Introduzione di modelli innovativi di flexecurity per fasi di crisi
congiunturali
– Incentivazione di forme di periodi di sabbatico su base volontaria e facoltativa,
in accordo con le parti, con copertura previdenziale
• Previsione della possibilità, per l’impresa multinazionale interessata a
uno start up in Italia, di sperimentare per i nuovi rapporti di lavoro un
regime nuovo di protezione della stabilità del posto
– con sostituzione della tutela reintegratoria con una assistenza rafforzata nel
mercato del lavoro e indennizzo
Argomenti a supporto:
• Accanto ai sistemi di protezione sociale tradizionali, va anche incentivata la
sperimentazione di soluzioni innovative che possono, attraverso un
appropriato coinvolgmento delle parti, rappresentare un sistema virtuiso di
collaborazione tra pubblico e privato, con risparmi per la finanza pubblica.
• Vanno anche incentivate e diffuse best practice che mostrano una
convenienza collettiva in termini di attrattività del territorio e opportunità
di creare nuovi posti di lavoro.
Le proposte 5
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Emanazione di norma speciale, in deroga all’articolo 2103 cod. civ.
– consentire la più agevole mobilità internazionale di dirigenti, quadri tecnici e
amministrativi e impiegati di imprese multinazionali soggetti alla legislazione
del lavoro italiana, con i relativi mutamenti di mansioni e livelli retributivi.
• Ristrutturazione organizzativa dell’amministrazione giudiziaria
– assicurare l’allineamento almeno alla media europea dei tempi delle
procedure concorsuali e dei giudizi sulle controversie in materia commerciale
e industriale
– Aumentare la conciliazione delle controversie in sede arbitrale (collegato
lavoro)
Argomenti a supporto:
• La mobilità internazionale va intesa a due vie, come interscambio tra
professionalità e centri di eccellenza. La rigidità del sistema non facilita
l’esportazione dei nostri talenti e la valorizzazione dell’Italia come bacino di
formazione e di esperienza
• Il confronto con l’amministrazione giudiziaria potrebbe essere volocizzzato
e valorizzato da competenze adeguate e da strumenti di gestione più
veloci.
Le proposte 6
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Sviluppare accordi con il MIUR per promuovere la continuità tra
formazione e lavoro
– Validità di percorsi strutturati formativi in ambito aziendale ai fini della
specializzazione
– Forme di orientamento post universitario in collaborazione con le aziende
– Proporre project work universitari
– Favorire tesi sperimentali
– Coinvolgere le aziende nell’insegnamento
Argomenti a supporto:
• Queste formule potrebbero favorire l’interscambio tra domanda ed offerta
di lavoro
• Questo sarebbe un ulteriore segnale di come le aziende multinazionali
possono contribuire allo sviluppo ed all’integrazione del capitale umano
nel mercato globale
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Argomenti a supporto